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LA CITTĂ DELLA LUCE EDIZIONI

ASTROLOGIA ARCHETIPICA SISTEMICA ad approccio fenomenologico

a cura di

Umberto Carmignani

Lorenzo Postacchini

Cristiano Roganti

Simone Bongiovanni


ASTROLOGIA ARCHETIPICA SISTEMICA ad approccio fenomenologico

a cura di Umberto Carmignani

Lorenzo Postacchini Cristiano Roganti Simone Bongiovanni


ASTROLOGIA ARCHETIPICA SISTEMICA AD APPROCCIO FENOMENOLOGICO è un metodo di analisi astrologica sviluppato da Umberto Carmignani e tutelato dal marchio registrato La Città della Luce® La sua diffusione e il suo utilizzo sono consentiti secondo le disposizioni della normativa vigente.

La Città della Luce Edizioni via Porcozzone, 17 60010 – Passo Ripe (AN) Direttore editoriale: Umberto Carmignani Redazione: Simone Bongiovanni Progetto grafico e impaginazione: Lorenzo Baldini b4

Hanno collaborato: Lorenzo Postacchini, Cristiano Roganti


Indice INTRODUZIONE LE ORIGINI DELL’ASTROLOGIA LA SINCRONICITÀ I PIANETI E IL LORO SIGNIFICATO IL SOLE LA LUNA MERCURIO VENERE MARTE GIOVE SATURNO URANO NETTUNO PLUTONE IL GRANDE PRINCIPIO FEMMINILE IL GRANDE PRINCIPIO MASCHILE CHIRONE L’ASSE DEI NODI LUNARI I QUATTRO ELEMENTI FUOCO TERRA ARIA ACQUA I SEGNI ZODIACALI ARIETE TORO GEMELLI CANCRO LEONE VERGINE BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO ACQUARIO PESCI LE CASE ASTROLOGICHE GLI ASPETTI I CASA II CASA III CASA IV CASA V CASA VI CASA VII CASA VIII CASA IX CASA X CASA XI CASA XII CASA

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GLI ARCHETIPI L’INNOCENTE L’ORFANO IL GUERRIERO L’ANGELO CUSTODE L’AMANTE IL CERCATORE IL CREATORE IL DISTRUTTORE IL MAGO IL SOVRANO IL SAGGIO IL FOLLE INTERPRETAZIONE DEL TEMA NATALE ANALISI DEI PIANETI ANALISI DELLE CASE INDAGINE DI COUNSELING ASTROLOGICO

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Introduzione

A

strologia è una parola che significa “discorso sulle stelle”. L’astrologia studia sostanzialmente i moti del sistema solare e la loro possibile influenza sugli eventi terrestri e sulla natura dell’uomo. Questi movimenti ciclici possiamo sintetizzarli in: • rotazione della Terra su se stessa; • rivoluzione della Terra intorno al Sole; • orbite planetarie; • spostamento dell’asse terrestre rispetto a remote costellazioni.

L’astrologia considera i moti dei corpi celesti (i pianeti, ma anche il Sole e la Luna, i due cosiddetti “luminari”) visti dalla Terra (in una prospettiva quindi geocentrica). Osservati dalla Terra tutti questi movimenti possono essere iscritti in una fascia immaginaria (detta Zodiaco) costruita sull’eclittica, cioè sulla traiettoria apparente del Sole rispetto alla Terra. Lo zodiaco ha un’ampiezza di 17° e una circonferenza di 360°, divisa in 12 settori di 30° ciascuno, in corrispondenza delle costellazioni che danno il nome ai Segni zodiacali.

L’Eclittica

Ipotesi fondamentale dell’astrologia è che tutto quello che si trova inserito in un settore particolare

ne assorbe la natura e al tempo stesso gli trasmette la propria. Zodiaco significa “cerchio, via degli animali” ed anche “strada della vita”. Il nome deriva dalle figure, per lo più di animali, con le quali gli antichi considerando le stelle come punti e congiungendole, avevano identificato le costellazioni. Lo zodiaco, il grande cerchio, è una sorgente perenne di energia che attraverso i segni zodiacali si espande in un ciclo illimitato. Lo zodiaco ha tuttavia una corrispondenza simbolica e non reale. Le varie costellazioni infatti, occupano spesso uno spazio minore o maggiore dei 30° assegnati ad ogni settore zodiacale. Inoltre la loro posizione, vista dalla Terra, cambia, se pure lentissimamente.

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L’inizio dello zodiaco coincide con l’Equinozio di Primavera e il primo settore é quello dell’Ariete.

Ora, la costellazione dell’Ariete non si trova più sopra il Sole dal 21 marzo al 20 aprile. Il suo posto è stato occupato dalla costellazione dei Pesci e verso la fine di questo secolo il 1° grado dello zodiaco coinciderà con l’ultimo grado dell’Acquario. Questo apparente spostamento delle costellazioni è dovuto alla leggera inclinazione dell’asse terrestre che produce uno spostamento del punto vernale, ossia della posizione occupata dell’asse terrestre all’equinozio di primavera. Questo fenomeno viene chiamato “precessione degli equinozi”. Ogni 2.150 anni circa il punto vernale passa da un segno zodiacale all’altro, ogni 25.800 anni circa compie un giro completo ritornando all’inizio.

È opinione degli astrologi che ogni periodo bimillenario sia segnato dalle caratteristiche del particolare settore zodiacale che sta scorrendo sopra il punto vernale, per cui si parla tanto dell’imminente Era dell’Acquario. Quindi, una domanda appare immediatamente lecita: “Allora, il primo settore dello Zodiaco non

corrisponde più all’Ariete e quindi i nati in quel periodo dell’anno non risentono dell’energia tipica del segno?’’ Già Tolomeo -padre dell’astrologia “classica”- duemila anni fa rispondeva che la precessione degli equinozi poteva invalidare i presupposti dell’astrologia dal momento che soltanto ogni trentamila anni le costellazioni corrispondevano esattamente ai segni. Per superare questa obiezione va considerato che nell’astrologia occidentale l’inizio dei segni viene stabilito in base agli equinozi e ai solstizi. Vedremo che ogni segno trasmette un’energia che risente soprattutto della qualità specifica del periodo dell’anno in cui si manifesta. L’astrologia occidentale è un’astrologia tropicale, ovvero si basa sulla costante dell’alternarsi delle stagioni, e tiene conto dei transiti dei pianeti, ma utilizza le costellazioni dei segni come riferimento, pur non tenendo conto della loro effettiva posizione (cosa che invece fanno le astrologie siderali orientali). Per l’astrologia occidentale quindi avremo tre segni primaverili (Ariete, Toro, Gemelli), tre segni estivi (Cancro, Leone, Vergine), tre segni autunnali (Bilancia, Scorpione, Sagittario) e tre segni invernali (Capricorno, Acquario e Pesci), che da millenni sono associati con le caratteristiche stagionali che si manifestano in ciascun periodo, alle attività umane e alle predisposizioni psicologiche che esse comportano.

Basandoci

sull’astrologia occidentale, noi parliamo di astrologia archetipica, considerandola una rappresentazione simbolica e archetipica di fenomeni che hanno a che fare con il nostro inconscio personale, con l’inconscio collettivo e con la psicologia umana. L’astrologia archetipica quindi viene intesa come rappresentazione esterna di moti, inquietudini, istanze che hanno a che fare con l’anima: nel nostro tema natale vediamo riflessa la nostra coscienza, ritroviamo quegli organi psichici che Jung definisce archetipi, che si sviluppano e agiscono nella nostra vita in momenti e modi diversi. Il tema natale rispecchia la nostra identità, da un punto di vista karmico ci mostra tutte le caratteristiche che ci siamo scelti in questa incarnazione, quale conformazione (segni/case) e quali energie (pianeti) compongono il nostro essere unico e irripetibile: la conoscenza e l’analisi del tema natale aumenta la consapevolezza di noi stessi, nel processo evolutivo ci aiuta a comprendere noi stessi e a fare le scelte che siano in linea con la nostra vera essenza.

Il tema natale tuttavia rappresenta solamente il punto di partenza della nostra vita: le esperienze fatte, il tempo e i transiti dei pianeti hanno sicuramente inciso sulla situazione iniziale e per questo motivo il metodo di indagine dell’approccio fenomenologico serve a restituire un dato evolutivo attuale, a fare un check-up, un’aggiornamento della situazione. Mettere in scena e vedere rappresentati in una costellazione sistemica i pianeti del nostro tema natale significa prendere coscienza di come cambiano parti della nostra coscienza, come evolvono e come le relazioni tra loro si modificano. L’astrologia archetipica sistemica ad approccio fenomenologico serve quindi non tanto per prevedere il futuro, ma per guarire il passato, per aumentare la consapevolezza di noi stessi: è un viaggio profondo nell’Io, un momento di verità, una presa di coscienza di blocchi da una parte e di potenzialità e talenti dall’altra. 6


L e O rigini

dell ’A strologia

Le origini dell’astrologia si perdono tra gli albori delle più antiche civiltà: esistono diverse testimonianze di credenze astrologiche in reperti mesopotamici risalenti al 3500 a.C.; i Veda, testo sacro dell’Induismo risalenti al III/IV millennio a.C.) contengono una sezione specificamente dedicata all’astrologia (o Jyotish, come è definita nei testi, che in sanscrito significa “Scienza della Luce”); nell’antico Egitto le credenze astrologiche erano diffuse a partire dal II millennio a.C., per non parlare delle civiltà precolombiane (soprattutto i Maya) o dell’estremo oriente (l’astrologia cinese è completamente diversa da quella occidentale, basandosi principalmente sulla Luna, così come quella vedica, che è un’astrologia lunare oltre che siderale). L’astrologia cosiddetta occidentale nasce in Mesopotamia: i Babilonesi svilupparono uno zodiaco diverso da quello attuale (basandosi sulle eclissi lunari), e realizzarono addirittura delle mappe celesti basandosi sull’eclittica. Associata alla religione (in particolare al mito di Gilgamesh, e in seguito di Marduk), l’astrologia veniva utilizzata per cogliere previsioni di tipo meteorologico e presagi divinatori. Furono i babilonesi i primi ad associare le caratteristiche dei pianeti alle divinità e a dare loro un significato archetipico (Venere era legato all’amore e alla riproduzione, Marte alla forza e alla guerra). Un apporto decisivo allo studio dell’astrologia arrivò grazie alla migrazione del popolo caldeo nel II millennio a.C. e alla sua integrazione nella società babilonese; fu un astrologo caldeo, Beroso, ad aprire in seguito (II sec. a.C.) la prima scuola di astrologia in Grecia, nell’isola di Kos. Nell’antico Egitto l’astronomia e l’astrologia, in qualche modo già distinte, ebbero una grandissima importanza: basti pensare all’allineamento planetario nella costruzione delle piramidi o dei templi della città di Luxor. Gli Egizi svilupparono uno zodiaco complesso, composto di 36 “decani”, tre per ogni mese, ciascuno dei quali era responsabile delle sorti dell’universo per dieci giorni. L’incontro dell’astrologia egizia e mesopotamica con il mondo greco avviene grazie ad Alessandro Magno e alla creazione del suo enorme impero: unendo Grecia, Asia Minore, Mesopotamia, Egitto e India, ma soprattutto raccogliendo tutto il sapere di di questi territori nella biblioteca di Alessandria d’Egitto, fu possibile fondere le diverse tradizioni in un unico corpus. Fu Claudio Tolomeo (II sec.), nel suo Almagesto a elaborare la celebre teoria astronomica geocentrica, ma soprattutto nel Tetrabiblos offre un ampio, completo e serio trattato di astrologia, in cui mette in relazione l’alternarsi dei segni zodiacali con i cicli stagionali. La sua opera non venne bene accolta dal mondo cristiano, in particolare trovò l’aperta ostilità di Sant’Agostino, che vedeva nell’astrologia il tentativo di contrapporre il determinismo umano alla volontà di Dio; secoli più tardi san Tommaso d’Aquino si pronunciava invece in maniera favorevole rispetto all’astrologia: sono sue le celebri affermazioni: “Astra inclinant, non necessitant” (che significa: “Le stelle influenzano, ma non determinano”) e: “Divinatio que fit per astra non est illicita” (“le previsioni astrologiche non sono illecite”). Il corpus tolemaico venne invece tenuto in grande considerazione e approfondito dal mondo arabo: furono arabi e persiani a compilare le prime tavole delle effemeridi, ed è grazie ad Abu Ma’shar (IX sec.) e al suo trattato Introductoriam in Astronomium che l’astrologia tornò in Europa (tramite la presenza araba in Spagna). Furono sempre gli arabi i primi a collegare la pratica astrologica con l’erboristeria, e a utilizzare quindi dei rimedi naturali in base alle indicazioni astrologiche.

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In seguito alle teorie e alle scoperte di Copernico, Galileo e Keplero, l’astrologia cominciò a essere separata dall’astronomia, e con l’affermarsi del metodo scientifico (che l’astrologia non applica, così come mantiene una prospettiva interpretativa geocentrica) e soprattutto dell’Illuminismo, venne considerata una disciplina superstiziosa e parascientifica. In realtà l’astrologia veniva usata regolarmente dagli scienziati (Galileo ne fece un ampio e documentato uso) ed era gradita alle signorie medievali che spesso facevano da mecenati anche agli astrologi, ma opere come le Disputationes adversus astrologiam divinatricem di Pico della Mirandola si scagliano apertamente contro le pratiche astrologiche. Fu solo dalla fine dell’800, che pochi eletti, tra cui Helena Petrovna Hanh, detta Madame Blavatsky

(filosofa russa cofondatrice della Scuola Teosofica), René Guénon, G. I. Gurdjieff, Rudolf Steiner, Gustav Jung, Omraam Mikhaël Aïvanhov, Alice Bailey, compresero la grande importanza della cultura orientale e iniziarono a riportare nell’occidente i semi perduti della antica conoscenza dell’Ayurveda, dello Yoga e dell’Astrologia.

Così scrive nel 1925 il filosofo kantiano Ernst Cassirer: L’Astrologia é uno dei più grandiosi tentativi che mai siano stati osati dallo spirito umano per fornire una rappresentazione simbolica globale del mondo.

Paramhansa Yogananda nel suo celebre libro Autobiografia di uno Yogi del 1947 narra che il suo maestro spirituale, Swami Sri Yukteswar famoso astrologo, era solito dire:

Un bambino nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti si trovano in matematica armonia con il suo karma individuale. Il suo tema natale é un autentico ritratto del suo inalterabile passato e del suo probabile futuro. Ma questo certificato di nascita può essere interpretato soltanto da uomini di grande saggezza e intuizione; e questi sono pochi.

In Psicologia e Alchimia (1944) Jung scrive: La scienza cominciò con lo studio delle stelle, nelle quali l’umanità scoprì le dominanti dell’inconscio, gli Dei, così come le bizzarre qualità psicologiche dello zodiaco, proiezione completa della caratterologia.

E ancora Jung, in una lettera del 6 settembre 1947 all’astrologo indiano B. V. Raman scrive: Nei casi di diagnosi psicologiche difficili di solito faccio fare l’oroscopo per acquisire un ulteriore punto di vista da una visuale completamente diversa. Debbo dire che molto spesso ho trovato che i dati astrologici spiegavano certi punti che altrimenti sarei stato incapace di capire

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L a S incronicità « La causalità è solo un principio, e la psicologia non può venir esaurita soltanto con metodi causali, perché lo spirito vive ugualmente di fini. » Carl Gustav Jung

Sincronicità è il termine introdotto per la prima volta da Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra due o più eventi diversi che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. Sincronicità sono le coincidenze significative, ovvero fenomeni in cui nesso deriva dal soggetto stesso, dal suo punto di osservazione, dalla sua esperienza: incidenti, incontri casuali, colpi di fortuna, ma anche le normali vicissitudini quotidiane possono essere collegate tra loro non da un nesso causa-effetto, ma dal convergere di avvenimenti indipendenti tra loro in un unico punto o momento.

Il principio di causalità nasce dall’idea che i fenomeni si susseguano unicamente in un processo di causa-effetto, e dove non si riesce a individuare, esplorare e dimostrare il nesso causale, ossia l’effettivo e macroscopico legame tra causa ed effetto, si ricorre semplicisticamente al “caso” (o al caos). L’osservazione empirica è il metodo inventato da Galileo Galilei di interrogare la natura mediante gli esperimenti e ci guida nell’individuazione dei nessi causali che sottostanno ai fenomeni che osserviamo. Attraverso l’analisi delle cause dovrebbe essere possibile (secondo la visione scientifica) comprendere i meccanismi di funzionamento del mondo ed essere in grado di predire qualunque effetto. Il metodo di indagine sperimentale della natura porta inevitabilmente ad un’interpretazione deterministica della realtà: cioè alla convinzione che riuscendo a conoscere lo stato di un sistema sia possibile conoscere anche quale sarà l’evoluzione temporale di quel sistema. Questa affermazione sarà tanto più vera quanto più si riuscirà a isolare e confinare l’oggetto dello studio da influenze esterne, ma è concettualmente e praticamente impossibile separare l’osservatore dal fenomeno osservato. Se la legge di causa-effetto funziona nel mondo delle medie dimensioni, le cose cambiano quando abbiamo a che fare con la struttura invisibile e infinitamente piccola della realtà, la fisica delle particelle, campo di indagine della Meccanica Quantistica. Il principio di indeterminazione di Heisenberg ci dice che non possiamo conoscere con precisione assoluta lo stato di un sistema e che questo non dipende dall’inadeguatezza degli strumenti impiegati ma è la caratteristica intrinseca della realtà: il mistero. L’evidenza sembra suggerirci che l’analisi causale è un’ipotesi di lavoro che ha un suo campo di applicabilità e attendibilità, ma che non può essere estesa a unica interprete dei fenomeni naturali, in quanto l’intima natura dei fenomeni è di natura non causale. In realtà il caso è il nome che noi diamo a una legge non riconosciuta, quella della sincronicità per l’appunto. Attualmente gli sviluppi di settori di avanguardia della fisica moderna, come ad esempio la meccanica quantistica, la nuova cosmologia, la teoria del caos, continuano a illuminare l’immaginazione con possibili concrete connessioni fra la fisica e la psiche e Jung ha il merito di aver gettato un ponte tra il mondo scientifico (la dimostrazione di teorie attraverso l’osservazione empirica e clinica) e il mondo della divinazione (l’oracolo dell’I Ching, i sogni premonitori, le coincidenze significative, l’immaginazione mitopoietica). L’astrologia si basa per l’appunto sul principio di sincronicità, ossia non considera “l’influenza delle stelle” in senso causale. È senza dubbio un concetto esteso di sincronicità, perché non si riferisce

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semplicemente ad un individuo ed al suo rapporto con l’ambiente che lo circonda più da vicino. La posizione degli astri nel cielo in un dato momento, riflette le qualità di quel momento, così come riflette anche le qualità della persona nata in quel momento. Le due cose non si causano e non si influenzano, sono sincroniche e si specchiano l’una nell’altra. Così come il Sole e la Luna portano luce sulla Terra, così essi per analogia rappresentano la nostra personale connessione allo Spirito e all’Anima. Il Sole e la Luna astrologici si oppongono e si completano a vicenda, governano rispettivamente il giorno e la notte, la luce e il buio, il maschile e il femminile, la chiarezza e la complessità, qualità irradianti e riflettenti, certezza e dubbio, linearità e circolarità, e molti altri contrari associati con i principi opposti del maschile e del femminile. Ogni tema natale contiene sia il Sole che la Luna, il che rivela, come ha osservato Jung, che all’interno della psiche il principio maschile e quello femminile sono egualmente rappresentati.

Nel tema natale vediamo rappresentate sincronicamente le posizioni dei pianeti, la disposizione dei segni zodiacali, la definizione delle case astrologiche a partire dall’ascendente: veniamo al mondo (o scegliamo di nascere) in un preciso momento e assorbiamo la precisa conformazione energetica di quel momento. In seguito, nel corso della nostra vita, ci troveremo immersi in un flusso di transiti planetari che definiranno sincronicamente ciascun istante della nostra vita, o determinati periodi: i pianeti e le stelle si muovono a prescindere dalla nostra volontà, e nulla di quello che facciamo li può influenzare. Al contrario, la nostra vita ne risulta determinata, e solo in questo senso l’astrologia può fornire un dato previsionale, che semplicemente si limita a fornirci delle informazioni, degli spunti a cui prestare attenzione nel corso della nostra vita.

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I Pianeti

e il loro

Significato

Tra i Segni dello Zodiaco e i Pianeti esistono precise interazioni: ciascun pianeta si relaziona

meglio con certi segni zodiacali, mentre non riesce a manifestarsi sotto altri. • Il Pianeta ci dà informazioni sul “Che Cosa”, ossia quale tipo di energia si sta muovendo nel Tema Natale. • Il Segno ci da informazioni sul “Come” ossia in quale forma tale energia si manifesta, in chemodalità tale energia si esprime. • La Casa ci dice “Dove” ossia in quale ambito della nostra vita una certa energia si esplica in una certa forma. Ad esempio, un Sole in Cancro in Settima Casa ci dice che l’energia tipica del Sole (identità, autoaffermazione, manifestazione, espressione) si manifesta in una modalità cancerina (materna, premurosa, generosa e altruista) nell’ambito delle relazioni sociali.

Ciascun pianeta inoltre trova una maggiore o minore sintonia con un certo segno, ovvero quell’energia si rispecchia o meno in un determinato momento stagionale archetipico: il Sole è sicurmanete più a suo agio con i segni primaverili e d estivi, in particolare con l’Ariete, inizio delal primavera, come principio vitale, e nel Leone, apice dell’estate, in cui il sole raggiunge il suo apice di calore e luminosità; in Acquario, apice dell’inverno e in Bilancia, inizio dell’autunno, l’energia solare viene meno o addirittura arriva al suo minimo. • Il Domicilio di un pianeta è il luogo in cui esso esprime al meglio i suoi attributi: è come stare in casa propria, ovviamente ci si sente particolarmente a proprio agio. • L’Esilio è il segno opposto a quello dove si trova il domicilio: c’è maggiore distanza, le caratteristiche del pianeta sono attenuate e modificate. • L’Esaltazione amplifica tali caratteristiche, talvolta portandole all’eccesso; la Caduta le riduce e le reprime, e richiede un certo lavoro per attingere all’energia di quel pianeta.

I Simboli dei Segni e dei Pianeti

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Materiale didattico prodotto dall’Associazione Culturale La Città della Luce via Porcozzone, 17 60010 Passo Ripe (AN)

www.astrologiarchetipica.it www.lacittadellaluce.org www.reiki.it 82

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