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All Ways è l’agenzia fondata da Isabella Cuppoloni e Francesca Pustizzi, dove l’impegno civile diviene vocazione al turismo responsabile e sostenibile.

Parliamo di Assoantiusura I Care: l’associazione non profit che dal 2014 assiste le imprese nella loro guerra quotidiana per tener testa alle banche

L’Expo fa bene alle adv? 8

Difendersi dalle banche

Expo e agenzie di viaggio: il binomio sarà davvero vincente? Dall’inchiesta che abbiamo fatto esce un quadro complesso e ancora non del tutto definito. Le agenzie di viaggi ci dicono che il business sull’Expo

«I viaggiatori del futuro»

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La voce delle agenzie

Albatravel: imbattibile Malta, la nuova star del Mediterraneo IN VIAGGIO CON L’AGENTE

Questa volta ci siamo fermati in Colombia. Gli agenti di viaggi ci raccontano i punti di forza e di debolezza della destinazione sudamericana.

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PRODOTTO

Donau Travel

La forza del tailor made pag.

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si fa solo con molto impegno, e soltanto chi si è preparato in anticipo e ha investito può ricavarne volumi di traffico e margini, soprattutto nell’incoming.

12 MAGGIO 2015 ANNO I - N. 10 PREZZO PER COPIA EURO 0,10

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IL SELFIE

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ALLEGATO A TRAVEL QUOTIDIANO N° 26-27 DELL’8-13 MAGGIO 2015


12 maggio 2015

La parola a Albatravel

Albatravel: imbattibile la nostra Malta 1

Solo nelle agenzie la nuova star del Mediterraneo a tariffe nette

Decolla in questi giorni su Albatravel la campagna monografica 2015 di Malta: al primo lancio, per sostenere l’estate, ne seguirà un secondo per cavalcarla, e infine un terzo per fare affari anche oltre l’autunno con le belle isole nel cuore del Mediterraneo. La campagna è sull’home page di Albatravel, la prima olta B2B italiana, e con un click trasferisce le agenzie sulla landing page che presenta una selezione di circa 40 strutture di punta, tra le più note e vendute, a quotazioni nette molto competitive su tutta la gamma e fino al lusso, anche per soggiorni in barca e residenziali, e tutto senza quota di iscrizione.

Un prodotto completo, a misura di cliente

Insieme al soggiorno si prenotano servizi accessori di ogni tipo, dal volo al transfer, escursioni e attrazioni, eventi di valore artistici, sportivi, di folclore e di svago. «Di più – spiega Fabio Giangrande, il direttore commerciale e marketing – in queste campagne Albatravel offre alle agenzie anche il corredo di informazioni, sintetico ed efficace, che serve per trasformare l’offerta commerciale in un vero prodotto strutturato, da calibrare su misura per qualsiasi cliente. Insomma in sinergia con l’ente del turismo forniamo al trade tutti gli strumenti per assaporare davvero una meta ricca come Malta, che in questi anni emerge tra le più cool e intriganti d’Europa e del Mediterraneo». Tra le informazioni anche la mappa che identifica e colloca tutte le strutture sull’isola, tutto sulle spiagge, su vita notturna, attrazioni culturali, plus assoluti della meta e altro.

Leader di mercato

La campagna di questi giorni non è la prima che Albatravel lancia su Malta, «e tutte – sottolinea Giangrande – hanno sempre prodotto risultati significativi per la destinazione e per il trade. È anche così che siamo diventati di gran lunga il leader di mercato italiano su Malta. Nel 2014 abbiamo portato in vacanza sulle isole 17.300 passeggeri, il 17% in più rispetto al 2013». Sono numeri che di questi tempi fanno colpo. Ma di certo, per quanto indovinata, non basta una

di Marina Firrao

2 1 -La nuova sede del Parlamento maltese, progettata da Renzo Piano

2 -Fuochi d’artificio sul Grand Harbour de La Valletta

3 -La nuova campagna monografica per Malta sul portale di Albatravelgroup

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campagna commerciale ogni tanto a produrre un risultato così brillante. «Il fatto è che offriamo alle mete partner la nostra presa molto forte sul mercato trade – continua Giangrande – e un apparato commerciale e tecnologico collaudato, di altissima efficienza e in costante evoluzione. Spesso abbiamo collegate contemporaneamente quasi 5mila agenzie solo in Italia. E il sistema è studiato per la massima flessibilità, per lasciare assoluta libertà di scelta all’agenzia e ai suoi clienti».

Camere family e dynamic packaging

Malta così, insieme alle bellissime isole vicine di Gozo e Comino, entrerà anche nel sistema di dynamic packaging che Albatravel porta sulla piattaforma entro l’estate. E sono anche a Malta le ‘camere family’ che ora si prenotano nella nuova apposita sezione, con disponibilità e conferma in tempo reale. In tutto questo Albatravel usa i suoi potenti mezzi per offrire alle agenzie, e solo alle agenzie, i prezzi più invitanti in assoluto.

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«Il lancio della campagna – spiega Giangrande – è preceduto da una settimana di benchmarking scientifico, le nostre tariffe nette sono competitive con ogni altra quotazione sul mercato, B2B e B2C».

Con Malta Tourism Authority una partnership di valore

«Con Malta Tourism Authority abbiamo stretto una partnership di valore e molto efficace – sottolinea Giangrande – che ha fatto di noi il partner italiano di riferimento per molti fornitori maltesi. È così che Albatravel ha sviluppato tutto il potenziale della grande evoluzione dell’offerta maltese negli ultimi due anni. Il governo ha avviato un grande rilancio di servizi e infrastrutture e dell’offerta culturale, che sta sganciando Malta dalla sua vecchia immagine di destinazione no frills e popolare, per un pubblico di ragazzi attratti dai corsi di lingua inglese a basso costo, per poi darsi alla pazza gioia nelle molte discoteche sul mare. L’isola vive davvero un nuovo corso. Vecchi classici come il Plaza di Sliema e il BeHotel di St.Julian si sono ristrutturati, molti hotel si attrezzano per il Mice, si vedono investimenti importanti dei gruppi internazionali, anche del gruppo Hilton con il quale abbiamo ottimi accordi. Si comincia a vedere bene quanto Malta abbia da offrire anche a un pubblico molto più esigente in fatto di cultura, mare, enogastronomia».


12 maggio 2015

la parola a Turismo Malta

Le belle isole del popolo europeo che parla fenicio

di Marina Firrao

La grande modernizzazione di Malta, che tutela e valorizza il passato e vince nel turismo

In quattro anni l’Italia è diventata il secondo mercato per il turismo maltese dopo la Gran Bretagna, superando la Germania. «Sono stati anni di crescita importante, del tutto in controtendenza con il resto dell’industria», ci dice Claude Zammit Trevisan, rientrato da poco in Italia, dove ha vissuto e studiato nei primi anni 2000, per assumere la guida di Malta Tourism Authority. Gli arrivi italiani nell’isola dei Cavalieri di San Giovanni sono aumentati in cinque anni di oltre il 19%, da 201mila nel 2010 a oltre 260mila nel 2014, anno record con un progresso superiore al 12%.

Le riforme vere funzionano

Un grande diving, anche a Gozo e Comino

Grandi eventi, grandi marchi boutique hotel e spiagge

Il rinnovamento investe tutti i settori dell’offerta. Il calendario degli eventi ha tutto l’anno proposte di valore: «A gennaio ad esempio un Festival Internazionale della Musica Barocca – dice Zammit Trevisan – che richiama musicisti di mezzo mondo. Ad aprile il nuovo Festival Internazionale dei Fuochi D’Artificio, che illumina ogni notte il Grand Harbour a La Valletta e altri luoghi incantevoli dell’isola». Poi gli ci sono investimenti dei grandi gruppi internazionali e dell’hotellerie maltese, che imprimono fortissimo upgrading alla ricettività, in una gamma di qualità dal nofrill alle cinque stelle e oltre. «E non si dica più che abbiamo solo scoglio – raccomanda Zammit Trevisan – nel Nord abbiamo anche spiagge come Ramla Paradise Bay, Golden Bay e abbiamo perfino esteso quella di San Giorgio aggiungendo tonnellate di sabbia. sugli scogli. Nella ricettività abbiamo tutti i grandi marchi internazionali e il nostro ottimo Corinthia, un Relais et Chateaux a Mdina, e numerosi nuovi boutique hotel ricavati dalle dimore borghesi e patrizie a Valletta, e in quelle rurali di Comino e di Gozo, che rimangono splendide e selvagge. E per chi non lo sapesse abbiamo anche un diving eccezionale, professionale e con fondali strepitosi disseminati di relitti. Se non bastasse una gastronomia che abbina il meglio del gusto arabo, quasi siciliano, e di quello europeo».

«Un successo che si deve a più fattori combinati», ci spiega Claude Zammit Trevisan. «Sono arrivati i vettori low cost – continua – che insieme a Air Malta e Alitalia ci collegano a tutte le Regioni d’Italia. Ma prima ancora il progresso si deve all’evoluzione di Malta Tourism Authority». Perché Malta ha tratto benefici vistosi dalla riforma del proprio ente di promozione: il contributo del turismo al PIL è cresciuto dal 2010 di quasi quattro punti fino al 28,1% l’anno scorso (dato WTTC). «È bastato superare le sole funzioni di branding e rappresentanza istituzionale – spiega Claude Zammit Trevisan – per impegnarci attivamente nella collaborazione commerciale con gli operatori, come quella importante con Albatravel. Ora Malta è molto richiesta dal trade, direi che le nostre vendite intermediate tra online e offline siano il 50% del totale».

Claude Zammit Trevisan

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La nuova City Gate

Nella modernità con Renzo Piano

Il nuovo approccio di MTA cavalca lo slancio di rinnovamento del turismo maltese, dopo un passaggio molto controllato all’euro. «Offriamo condizioni favorevoli a chi investe da noi – dice ancora Zammit Trevisan – e abbiamo avviato grandi opere e infrastrutture per una modernizzazione che tutela il passato e ne valorizza il fascino. Io manco da casa da dieci anni, vedo il Paese da turista e lo trovo cambiato in meglio». Per dare forma alla modernizzazione Malta ha ingaggiato Renzo Piano. Il Maestro firma infatti la nuova sede del Parlamento maltese, appena inaugurata, e l’Opera House a cielo aperto che incorpora i resti di quella distrutta dalla guerra. È di Renzo Piano anche la monumentale City Gate che echeggia, nelle massicce forme di arenaria, millenni di una storia intensa in cui è sempre protagonista il mare: abitata dal neolitico, Malta ne conserva i suggestivi templi megalitici. Poi è stata porto di navigatori, e grandi mercanti fenici, dopo ancora araba, cartaginese e romana. Da ultimo normanna, francese e poi inglese (per poco anche italiana) fino all’indipendenza nel 1964. «La nostra lingua è fenicia – dice Zammit Trevisan – e la nostra cultura sente una forte influenza araba. Ma siamo stati inglesi dall’800, e tutt’ora membri del Commonwealth. Poi quel che ha fatto di Malta un luogo unico è stato l’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, che ha ancora qui la sua sede nella fortezza di S.Angelo. Vennero nel 1530 dall’ Europa cattolica: Germania, Portogallo, Spagna, Italia, dall’Inghilterra prima della Riforma. Erano aristocratici colti e coraggiosi, portarono ricchezza e bellezza, e il primo vero respiro dell’Europa. Anche per questo qui ci sentiamo prima di tutto e radicalmente europei. Ricostruironoin parte barocca la Mdina medievale quasi rasa al suolo dal terremoto nel ‘600. E costruirono La Valletta, la loro capitale, che sarà Capitale della Cultura Europea nel 2018. Ci stiamo preparando come si deve».


12 maggio 2015

La parola alle agenzie

Expo, il business in agenzia ancora tutto da inventare di Marina Firrao

Solo chi investe e sollecita la domanda svillupperà volumi e margini: ci sono ancora sei mesi

Oltre ogni polemica e travaglio l’Expo fin qui ce l’ha fatta. Malgrado la defezione clamorosa della Sicilia, le difficoltà per i cluster dei Paesi più poveri e altre piccolezze. Ma la gente si mette in fila per entrare nei padiglioni, e si parla di 11 milioni di biglietti già venduti. Secondo certi analisti tuttavia il traguardo dei 20 milioni di visitatori nei sei mesi sarebbe obbligatorio: al di sotto l’Expo sarebbe un flop, come si disse per esempio di quello di Hannover, che nel 2000 ne ebbe 18 milioni. Nulla regge il confronto con l’Esposizione di Parigi nel 1900 – per la quale fu costruita la Tour Eiffel – che di visitatori ne accolse 50 milion, con i mezzi di allora. E dagli anni ’80 si è visto che le grandi esposizioni hanno perso molto del loro appeal, quella di Siviglia del 1992 arrivò a 42 milioni, e l’Expo di Shanghai nel 2010 ne ha avuti 74 milioni. Noi facciamo il tifo per Milano.

Sul fronte delle agenzie di viaggi, variamente interessate all’evento, si lamenta il black out del portale proprio nei primi giorni, che ha creato problemi per l’emissione dei biglietti. E solleva qualche polemica il prezzo dell’ingresso, che viaggia fra i 28 e i 39 euro per adulto sul sito di Expo, ma ad esempio è disponibile per i soci Coop a costo ridotto. Ultimamente anche gli utenti Tim hanno ricevuto direttamente sul cellulare il messaggio che promette i biglietti “a prezzo scontato”, in cambio di una ricarica da 15 euro: c’è di tutto e ce n’è per tutti.

Ma l’Expo vive i suoi primi giorni, non si possono fare previsioni mentre la rassegna sta andando a regime. Le agenzie di viaggi ci dicono che il business sull’Expo si fa solo con molto impegno, e soltanto chi si è preparato in anticipo e ha investito può ricavarne volumi di traffico e margini, soprattutto nell’incoming. Perché Expo, qui e ora, non è di quegli eventi che suscitino una domanda spontanea di turismo organizzato. Molti degli visitatori italianisi organizzano in proprio, forse la gran parte, chiedono ospitalità ad amici e parenti tra Milano e la Lombardia. Ecco ad esempio come alcuni agenti di viaggi vivono l’Expo in questi giorni.

TRAVEL OPEN DAY S.r.l.

Direttore responsabile DANIELA BATTAGLIONI battaglioni@travelopendaily.com Autorizzazione del Tribunale di Roma n° 294 del 31/12/2014 Spedizione in abb. postale (Pubblicità 45%)

Expo è anche uno stimolo per scoprire nuovo prodotto

Gianluca Manuzzi, Manuzzi Viaggi, Cesena

«La richiesta è molto frammentata, per ora non eclatante, ma c’è. Noi abbiamo già fatto qualche gruppetto con alcune associazioni locali». È positivo Gianluca Manuzzi, Viaggi Manuzzi di Cesena. Anche perché Manuzzi Viaggi capitalizza anche sull’Expo il forte radicamento sul territorio, lo storico impegno nel segmento business travel, e il marchio di Lufthansa City Center. «Uno dei colleghi LCC – spiega – ha curato l’organizzazione di Aquae Venezia 2015, la rassegna internazionale dedicata all’acqua che si tiene a Venezia, collaterale e patrocinata da Expo Milano 2015. Il che ci ha dato un certo impulso. Ma bisogna lavorarci». E a furia di lavorarci accade anche che l’Expo porti frutti inaspettati: «Ad esempio ci ha spinti a riscoprire settori dimenticati che possono generare nuovo business, ad esempio proprio per un prodotto Italia originale».

Dal Meridione non c’è storia

«Qui da noi non c’è storia, salvo una qualche smania di comprare il biglietto, il richiamo della grande novità. Noi abbiamo venduto molti biglietti – dice Luigi Campanella, Conca d’Oro Viaggi di Palermo – ma ad esempio agli insegnanti delle nostre scuole lo abbiamo addirittura sconsigliato. Perché non ha senso andare a vedere una cosa come l’Expo per quattro ore in tutto. E non è questione di crisi o potere d’acquisto, perché qui da noi nel complesso con le vendite siamo avanti di un 10% rispetto all’anno scorso, stessa data. Non va male, e per le crociere va anche meglio». Dal Sud dunque un business vero e proprio per l’Expo sembra impossibile. «Senza dubbio – insiste Campanella – anche perché gli hotel chiedono prezzi impossibili. E la gran parte dei nostri clienti che ha comprato il biglietto si organizza per proprio conto, con amici o parenti in zona». Per ora non brilla neppure l’incoming. «Per noi poco o niente. Anche qui perché il movimento legato all’Expo è organizzato in buona parte da piccole agenzie che trattano direttamente con le strutture. Del resto lo vediamo, i viaggiatori tedeschi spesso risparmiano all’osso, e se comprano servizi sono clienti davvero difficili».

Luigi Campanella, Conca d’Oro Viaggi, Palermo

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12 maggio 2015

La parola alle agenzie Per l’estero solo un plus

Mario Bevacqua Andrea Giannetti titolare di Follow Me a Firenze

Troppo rumore, troppa incertezza

«Abbiamo venduto forse cinque biglietti in tutto, non di più. C’è stata troppa incertezza sui tempi, troppo rumore negativo, dalla corruzione al commissariamento». Sembra che, almeno all’inizio, neppure a Milano in agenzia l’Expo brilli un granché, come considera Tullio Pitta, Viaggi Cinque Giornate. «Noi abbiamo i biglietti con Trenitalia e con Albtravel, ma le Coop li stanno dando via con il 30% di sconto. E comunque anche qui resta il problema sostanziale, che noi agenti di viaggi in quanto categoria siamo assenti da tutto. Non abbiamo visibilità efficace, e per questo la gente non intende il senso del nostro lavoro, alla fine risultiamo perfino fastidiosi».

Per ora la domanda langue

«In agenzia non si è mosso nulla e anche sull’estero avremo venduto finora una decina di biglietti, più o meno». Non è particolarmente entusiasta, finora, Andrea Giannetti, titolare di Follow Me a Firenze. «E tutto questo malgrado con alcuni colleghi abbiamo anche creato una società appositamente per accogliere le delegazioni le delegazioni internazionali in visita in Toscana. Piero Galli, il direttore dell’Expo, ha parlato a più riprese di una grande operazione per la domanda estera. Ma fin qui non ci sono richieste strutturate, e neppure da operatori italiani. Vedremo nei prossimi mesi».

La domanda c’è, se la vai a cercare

«Certo noi abbiamo già fatto diversi gruppi, di qui a ottobre, setto o otto pullman. Per un pubblico adulto». Manuela Negro, titolare de La Girandola a Empoli, invece è soddisfatta. «Certo abbiamo promosso il prodotto sul nostro sito, abbiamo fatto volantinaggio e mailing ai clienti fidelizzati. E la risposta c’è, abbastanza buona da un mercato di adulti, generalmente dai 40 anni in su». La Girandola offre il viaggio in giornata, oppure il pacchetto con una notte di soggiorno, «nell’hinterland, perché Milano ha prezzi improponibili – dice Manuela Negro – insomma se ci si impegna la domanda viene fuori»

Dal Sud l’Expo si vede molto lontano, anche se la voglia ci sarebbe: conferma Mario Bevacqua di Trim Travel, agenzia e operatore di Catania che sull’Expo ha creato pacchetti per la domanda sicliana e anche per l’incoming. E sull’operazione investe la lunga esperienza internazionale maturata ai vertici di Uftaa, federazione universale degli adv. «Le scuole siciliane all’Expo non vanno perché non hanno da spendere – ci dice – e il resto della domanda comunque langue. Sull’estero siamo moderatamente soddisfatti. Del resto siamo in campagna da un anno e mezzo, ma alla fine l’Expo è solo un plus, un’attrazione in più per i visitatori che vengono a fare vacanze in Sicilia, preacquistata all’estero insieme al pacchetto di soggiorno, del quale noi siamo il referente locale. Non è la grande attrazione che immaginavamo, e noi hanno aiutato le storie di corruzione e malaffare intorno all’Expo, che tutti i competitor hanno usato per discreditarci. Come mi spiegano i colleghi di Uftaa che si sono riuniti qui ultimamente. Per non dire che Smirne, battuta da Milano per l’Expo, ha riversato tutti gli investimenti in un upgrading strutturale riuscitissimo, e ora ha anche voli diretti dall’Italia per competere con il nostro mare. Alla fine di certo Expo è una cosa bellissima, farà molto bene a Milano e all’hinterland. Anche se Federalberghi ha parlato di un 60-70% di occupazione media degli alberghi in questi giorni. Ma si vedrà, ci sono ancora sei mesi».

Il valore c’è, parola di DMC Michele Mondolfo: «È il parco giochi dei politici, ma non bisogna restare spettatori»

«L’Expo è un plus, che noi possiamo offrire alla domanda internazionale di turismo professionale specializzato sull’agroalimentare, dove siamo già presenti e piuttosto affermati»: fuori dalle operazioni del grande turismo leisure, come quelle di Alessandro Rosso Group o di Uvet, ci offre un’interpretazione diversa dell’Expo Michele Mondolfo di Incoming Partners, specialista di business travel e turismo per lo sport. «Noi portiamo all’Expo i buyer della filiera agroalimentare – ci spiega – che sono interessati a prendere contatti con fornitori di tutto il mondo, non solo italiani, e impegnati su tutta la filiera dalla coltivazione alla trasformazione, alla confezione del prodotto. Per questo settore l’Expo è un plus, uno stimolo che arricchisce un business già molto forte». Tuttavia, suggerisce Mondolfo, ci sarebbe anche molto ottimo lavoro da fare per la distribuzione. «Per le agenzie ci sono altre potenzialità, noi collaboriamo con alcune nel centro Nord, solo B2B

e con pacchetti tematici. Ci sarebbero idee eccezionali da valorizzare su tutto il territorio italiano, per sviluppare davvero il richiamo dell’Expo. Non solo certi nostri itinerari enogastronomici, unici al mondo per gli appassionati. Basta pensare, per esempio anche a tutta l’arte italiana, raffinatissima, che nei secoli si è ispirata al cibo. Però qui anche le agenzie rischiano di rimanere spettatori passivi, vittime di uno spacchettamento dei servizi che restano ancorati sempre e solo al prezzo. Di nuovo: possiamo vincere solo offrendo valore aggiunto, quello che non patisce confronti. Invece vince la grande contraddizione: i politici creano l’Expo come un parco giochi, e ci dicono che solleverà le sorti del Paese. Poi ci lasciano completamente soli a trattare la filiera. Per fortuna ci sono ancora sei mesi, volendo c’è il tempo per recuperare».

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e i f l e S

12 maggio 2015

Le persone

Araci Coimbra

General manager Tap Portugal Italia e Grecia Data di nascita 11/9/1972

Nel mio IPod

Cosa farò da grande

Zero. Anche il silenzio è una bella musica

Il mio sogno nel cassetto

La mancanza di rispetto

Il mio pregio

Paesi dove non si rispettano i diritti umani

Il mio difetto

“Guerra in Val d’Orcia” di Iris d’Origo

Continuerò a sorridere

Ho ancora tanti popoli da scoprire Il rispetto degli altri e delle diversità Quanti?

La scelta più importante

Fare la zingara, l’Italia è l’ottavo paese in cui vivo Il mio Hobby

Viziare le persone

La meta preferita? Mozambico con mia mamma

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Cosa non sopporto

Dove non andrei mai L’ultimo libro letto

Sportiva o sedentaria?

Sedentaria con sprazzi di sportività Se fossi un piatto, sarei…

Gamberoni tigre del Mozambico all’aglio Il film del cuore

Qualunque con Anthony Hopkins o Meryl Streep Biondo o bruno? Moro


12 maggio 2015

la voce delle agenzie

All Ways, «coltiviamo i viaggiatori del futuro»

Quella di Isabella Cuppoloni e Francesca Pustizzi è una storia a suo modo esemplare. Per entrambe laurea in economia del turismo al CST di Peroni, ad Assisi: la prima con una tesi su psicologia per la gestione delle crisi, la seconda, nel 2008, sulle case history di Parmatour e Alitalia, e sul fenomeno delle low cost. Prima ancora una storia comune di impegno nel volontariato con alcune ONG e con il Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli di Assisi. Nel il lavoro: Isabella in Galles e in Spagna, poi all’Holiday Inn di Milano; per Francesca dieci anni di gavetta in agenzia. E appena superati i 30, il grande passo: l’agenzia di viaggi si chiama All Ways, dove l’impegno civile diventa vocazione al turismo responsabile e sostenibile. «All Ways perché con noi si viaggia come si vuole – dice Francesca – vendiamo tutto, la biglietteria aerea su Sabre e con molto traffico etnico, distribuiamo grandi marchi e classici. Ma non siamo in nessun network, per scelta. Ma promuoviamo tra i nostri clienti un turismo attento a non far danni alla natura, e che possibilmente porti benessere duraturo alle comunità che li accolgono, ma senza stravolgerle. In realtà coltiviamo i viaggiatori del futuro».

La sostenibilità si pratica ovunque

Il terreno è fertile per molti dei clienti di All Ways, incontrati nel mondo volontariato. «Si, abbiamo un passaparola forte e positivo – commenta Francesca – che ci aiuta superare le difficoltà infinite del fare impresa in Italia ora. Abbiamo investito tutto quel che avevamo, un po’ ci hanno aiutato i genitori, un po’ il credito privato. E pur con tutti i requisiti non abbiamo ricevuto nessuno degli aiuti che la politica promette a giovani, donne e innovazione. Però siamo tenute a una contabilità da società per azioni con 100 dipendenti ». La sostenibilità però si pratica ovunque: «Non è questione di mete – dice Isabella – ma un tipo

di esperienza, un modo di vivere il viaggio». E tutto è professionalmente strutturato: All Ways collabora con WWF e Legambiente e ha alcuni fornitori di riferimento. «Come I Viaggi del Sogno Turismo Responsabile, e poi Equotube, l’unico marchio gift di viaggi responsabili, in Umbria l’abbiamo solo noi. Ancora Four Seasons Natura e Cultura di Gaia 900, per i viaggi scolastici come per il lungo raggio, con tour africani che raccologno anche fondi per scuole e altri servizi nelle comunità. Sono operatori che ti offrono anche un modo diverso per vivere Seychelles e Mauritius, il Laos o lo Sri Lanka». Come pure Centro e Sudamerica, l’Amazzonia e il Tibet, India,Thailandia, Indonesia.

di Marina Firrao

Chi vuole solo l’homestay

Poi le ragazze di All Ways fanno anche da sé: «Prima proviamo e poi proponiamo – dice Francesca – di solito partiamo una alla volta. Cerchiamo e troviamo servizi affidabili, molte piccole imprese familiari, studiamo percorsi di esplorazione come piacciono ai nostri clienti». Che sono difficili a modo loro, perché non vogliono hotel ma guest house e homestay, niente pullman ad aria condizionata ma trasporti locali, e lezioni di cucina dalle massaie del posto. «Non è facile, ma i nostri fornitori sanno come si fa», ovunque arrivi la copertura Europassistance. «Sognavamo di aprire anche il nostro Nepal», si rammarica Francesca. Intanto sono riprese le missioni solidali All Ways nel villaggio di Oluko, Nord dell’Uganda, ‘adottato’ dal Centro per la Pace di Assisi. E si prepara l’accoglienza in Umbria per un gruppo di delegati delle onlus legato all’Expo. Isabella e Francesca torneranno in “Fa la cosa giusta” a Bastia Umbra dal 2 al 5 ottobre, edizione locale della fiera del consumo consapevole e degli stili di vita sostenibili: «La prima volta che ci siamo state – racconta Francesca – ci ha portato clienti da tutta l’Umbria. C’è tanta gente che vuole fare solo questo tipo di turismo, soprattutto giovani».

Cosa vuol dire “turismo responsabile“

Isabella Cuppoloni e Francesca Pustizzi

Responsabile è il turismo ispirato ai principi che lo rendono sostenibile e solidale. I tre concetti sono spesso sovrapposti e confusi tra loro, e per fare chiarezza ci sono i criteri definiti per l’intera industria del turismo da GSTC Partnership, del Global Sustainable Tourism Council. La Partnership è nata da un’iniziativa congiunta di Rainforest Alliance, United Nations Environment Programme (UNEP), United Nations Foundation, e United Nations World Tourism Organization (UNWTO). Ai fondatori si sono unite poi altre 50 organizzazioni del mondo, tutte impegnate per la pratica di un turismo che non distrugga la sua materia prima, ossia la natura e le comunità umane, preservandone l’equilibrio. Alla definizione dei criteri hanno partecipato esperti di tutto il mondo, analizzando l’intera filiera dal fornitore al consumator, per trovare una formula condivisa in cui confluissero tutti i criteri teorici e le certificazioni già formulati in decenni di analisi e di ricerca. Nel 2013 sono stati ufficiallizzati i Destination Criteria, ad uso di enti del turismo e governi, e poi quelli per Hotel e Tour Operator. A fine 2014 è confluita nel Council la Tour Operators’ Initiative for Sustainable Tourism Development, sodalizio inernazionale di riferimento per gli operatori. In Italia sono membri GSTC l’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) e il tour operator Settemari. I criteri di sostenibilità sono suddivisi in quattro aree tematiche: management, impatto socio economico, impatto culturale, impatto ambientale (incluso il consumo di risorse, la riduzione dell’inquinamento, la conservazione di biodiversità e paesaggio. Tutto su https://www.gstcouncil.org, in quattordici lingue ma non ancora in italiano.

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“Non è questione di mete, ma un tipo di esperienza, un modo di vivere il viaggio”


12 maggio 2015

La voce delle agenzie

Difendersi dalle banche si può «E anche dalle società di consulenza che sfruttano le vittime di anatocismo»: Giovanbattista Cortesi ci parla di Assoantiusura I Care di Marina Firrao

Dopo 37 anni di lavoro in banca, poco prima della riforma Fornero, Giovanbattista Cortesi aveva deciso di dimettersi. «Ero a un passo dalla pensione – ci dice – ma dopo lo sgambetto della riforma ho ripreso a lavorare, utilizzando i tanti anni di esperienza nel mondo bancario». E poiché non tutti i mali vengono per nuocere, il nuovo impegno di Cortesi si è concretizzato in Assoantiusura I Care: associazione non profit che dal 2014 assiste le imprese nella loro guerra quotidiana per tener testa alle banche, che in questi anni di recessione sembrano essersi trasformate da partner delle imprese in scomodi fornitori di servizi, talvolta protervi. In particolare per le piccole e medie imprese, come sono la stragrande maggioranza di quelle del turismo. Incluse le agenzie di viaggi, alle quali Assoantiusura offre la sua assistenza con competenza specifica, per averne alcune tra i fondatori.

«All’inizio ho lavorato come promotore per una società impegnata nel salvataggio di clienti perseguitati da forme di anatocismo che sconfinavano nell’usura bancaria. Ma questa società, come altre del genere nate in questi anni, approfittava della debolezza dei suoi clienti vessati, chiedendo loro commissioni altissime sulle preanalisi dei conti e migliaia di euro per le perizie, senza dare loro alcuna assistenza concreta. La gran parte dei malcapitati rinunciava, e io me ne sono andato in fretta. Poi ho capito che si poteva fare di meglio».

«Abbiamo il nostro software» Con il supporto di un agente di viaggi Cortesi ha realizzato il software proprietario «che combina la mia esperienza bancaria e la normativa contabile dell’agenzia. Poi ci siamo confrontati con alcuni professionisti, CTU e CTP iscritti

agli albi del tribunale, in particolare a Brescia dove viviamo. E abbiamo deciso di costituire l’associazione». Dove l’acronimo CTU sta per Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal giudice, mentre CTP è un Consulente Tecnico di Parte scelto dal correntista.

Un organismo non profit

Assoantiusura I Care è un organismo senza scopo di lucro con regolare partita IVA, iscritto alla Federazione delle Associazioni Antiusura e Antiracket Italiane. Per iscriversi ogni impresa spende 150 euro l’anno, «che includono una preanalisi della documentazione bancaria – spiega Cortesi – per verificare se si configuri un’ipotesi di usura, base di partenza per le perizie tecnico legali e quindi per un’azione nei confronti della banca, che possiamo affidare ad alcuni legali specializzati, a onorario calmierato». Finora l’associazione ha assistito tre agenzie di viaggi. «In un caso non c’era motivo di accusare la banca – continua Cortesi – e noi sconsigliamo guerre inutili. In un altro è in corso la perizia tecnica. E in un altro dalla nostra analisi risulta che la banca nell’arco di 13 anni ha sottratto indebitamente all’agenzia liquidità per oltre 20mila euro. Perché la banca stessa non ha rispettato i propri impegni contrattuali, superando ampiamente i tassi di riferimento indicati da Bankitalia. Si tratta di uno dei casi più gravi di usura, penalmente perseguibile perché esteso su tutto l’arco del rapporto». Il modello di riferimento è Mario Bortoletto, l’imprenditore che ha raccontato la propria vittoria contro la banca nel libro la intitolato ‘La rivolta del correntista’, pubblicato da Chiarelettere. «Altro libro interessante sul tema – suggerisce infine Cortesi – sempre dello stesso editore, è ‘Lo so e ho le prove’ di Vincenzo Imperatore. Siamo nati per fare precisamente la stessa cosa». Nel frattempo Cortesi in pensione ci è andato, «ora lavoro da volontario. E un paio di successi li abbiamo già portati a casa». www.assoantiusuraicare.it

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Giovanbattista Cortesi (secondo da sinistra) parla di Assoantiusura I Care inervistato da una TV lombarda


12 maggio 2015

La voce delle agenzie

Donau Travel: tailor made, una passione per due

«Avevo 22 anni quando abbiamo aperto l’agenzia. E non era il progetto iniziale, ma siamo contenti, facciamo un lavoro bellissimo»: parla Tania Sorbelli, di Assisi, titolare di Donau Travel insieme a Mauro Bosi, «prima fidanzato, poi socio e collega, e poi marito». Laureata in mediazione linguistica all’Università di Perugia con inglese e tedesco, specializzazione in gestione aziendale, Tania viene da una famiglia di viaggiatori: «Ho imparato con loro da bambina, è nata la passione. Poi Mauro ha suggerito di farne un lavoro. In agenzia siamo solo noi due, da dieci anni, e il fatturato cresce poco alla volta ma costantemente. Anche perché serviamo una clientela di gamma medio alta che non ha perso potere di spesa, anzi. E oltre la metà del fatturato si deve ai viaggi di nozze ».

Ogni viaggio è unico

L’imprinting di famiglia ha ispirato il lavoro di Donau Travel, « un nome tedesco e romantico perché amo molto la Germania », dice Tania. E spiega: «Facciamo solo tailor made individuale su medio e lungo raggio. Investiamo molto tempo con il cliente, costruiamo il percorso nei dettagli e alla fine ogni viaggio è un’esperienza unica e originale, anche nella stessa regione del mondo». Quindi Donau non ha offerte in vetrina, «perché facciamo un altro tipo di lavoro». Ne consegue la scelta in fatto di educational: «An-

Tania Sorbelli e Mauro Bosi

diamo per conto nostro – dice Tania – troviamo sempre il modo di partire. Perché prima sperimentiamo e poi proponiamo. Mentre spesso gli educational supportano prodotti relativamente marginali per no, come la villaggistica». Approccio che si riflette sull’uso del catalogo: «Che sia bello e con molte foto, d’impatto. E niente prezzi, che tanto fluttuano».

9

di Marina Firrao

Tutto con i tour operator

Ciò detto Donau Travel lavora «solo con i tour operator, niente operazioni DMC», nel pieno rispetto della filiera. «Anche se ultimamente – dice Tania – mi sembra che i fornitori abbiano perso smalto, almeno nel rapporto con la distribuzione. Capita di aspettare a lungo un preventivo e anche con fornitori cui siamo molto fedeli». Il che non scoraggia Tania e Mauro: «Siamo drogati di viaggi, sempre in caccia di chicche sfiziose che diventano business». Con un debole per il Nord America, dove tra un classico e l’altro i ragazzi di Donau Travel infilano proposte curiose: «C’è più poco da scoprire, ma ogni tanto qualcosa salta fuori». Ad esempio, racconta Tania, la piccola città ‘spirituale’ e New Age di Sedona, in Arizona: «sacra agli Apache, tra i canyon e le immense rocce rosse che sono stati la scena di molti celebri film western», luogo di medicina alternativa e ricca vita culturale. Oppure lo spettacolare cimitero degli aerei a Tucson. «Abbiamo provato il Sudafrica fly&drive – racconta Tania – cancellando tutti i pregiudizi sulla sicurezza. È un viaggio bellissimo, da fare serenamente». Fly&drive anche in Israele on the road, a Tel Aviv in bici e sui mezzi pubblici, grazie al wifi gratuito ovunque. Ultima partenza breve il 1° maggio, «in auto fino ad Amburgo per vedere Miniatur Wunderland, e poi giù a Norimberga per riflettere davanti al tribunale del processo ai nazisti».


12 maggio 2015

La Voce delle Agenzie

iaggio con l’agente In

a r e t e f a C a i La Colomb “Il Viaggio”, (www.ilviaggio.biz) tour operator orientato ad un mercato contenuto e di qualità, specializzato su Africa australe e Oriente, aggiunge nuove destinazioni al proprio portafoglio, come la Colombia. Siamo andati a scoprirla con un gruppo di agenti di viaggi selezionati per capire cosa può offrire questa meta così poco conosciuta in Italia. Bogotà è il punto di ingresso, generalmente: una città piacevole ma caotica, interessante ma sottovalutata per l’errata percezione che se ne ha nel nostro Paese. Il centro storico coloniale della Candelaria è il fulcro della visita: una scoperta che può richiedere anche tre o quattro giorni, soprattutto la zona Nord che racchiude i quartieri più interessanti. Lo standard alberghiero è alto sia con le grandi catene (W, Sheraton Four Points, Sofitel) che nelle strutture indipendenti, con alcuni boutique hotel e in genere con una carica di personalità davvero notevole, di gusto anche nei particolari – Orquid, Casa Deco, o gli ecosostenibili Biohotel o Bioxury. Una catena colombiana di appeal e ben gestita e diffusa è GHL. La ristorazione è varia e di ottimo livello... su tutti, oltre ai ristoranti tipici c’è Andres D.C., quattro piani di pura pazzia, con musica dal vivo. Ma la parte migliore di sé la Colombia la offre negli itinerari oltre Bogotà: verso Zipaquirà, dove si trova la “cattedrale di sale”, un’opera architettonica unica e spettacolare, scavata nella cava di sale di roccia più grande del mondo, 180 metri sotto terra; poi Villa de Leyva, cittadina coloniale sorprendente – su tutti il ristorante Mercado Municipal. Poi “l’Eje cafetero”, il paesaggio delle coltivazioni di caffè che è Patrimonio dell’Umanità, fino a Salento: borgo incantevole nella valle del Cocora, dipartimento di Quindio. Le Isole di San Andres e Providencia, due ore d’aereo a Nord della costa, sono la meta balneare, mentre il polo turistico di maggior richiamo resta Cartagena de Indias, con la sua vita notturna, gli hotel di grande charme e la imperdibile bevanda rinfrescante, la “limonata di cocco”. A un’ora di barca dalla costa le Isole del Rosario chiudono il cerchio, con un mare incantevole e un’ospitalità in costante miglioramento. La Colombia si affacciacosì prepotentemente al mercato italiano, che è il secondo in Europa, pur se con numeri esigui, ma dalle prospettive di sviluppo molto interessanti. Che Procolombia, l’ente del turismo colombiano, coltiva con impegno in tutto il mondo, ottenendo ultimamente un aumento significativo degli arrivi, pur con moderazione!

AVIANCA

Dall’Italia si vola a Bogotà da Milano, Bologna, Torino, Venezia e Roma, via Madrid con due voli intercontinentali giornalieri; Cali si raggiunge cinque volte la settimana e Medellin due volte. Anche Barcellona è collegata tutti i giorni con Bogotà. Riepilogando: 14 voli settimanali Madrid-Bogotà diretti, 5 voli settimanali Madrid-Cali diretti (con proseguimento per Bogotà), 2 voli settimanali Madrid-Medellin diretti (con proseguimento per Bogotà), 7 voli settimanali Barcellona-Bogotà diretti, 7 voli settimanali LondraBogotà diretti. trasporta oltre 20 milioni di passeggeri l’anno. Avvicinamenti con IB, BA e AZ. Avianca in Italia è rappresentata dal gsa MST, Marketing Servicing and Trading srl, Via Giotto 26, Milano (tel. 02 72093850 www.mstrappresentanze.com)

Pro e contro: parlano gli agenti di viaggio

Marina Raffaelli

Laura Barbaro

Tiziano Filipozzi

Simona Baccalaro

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MARINA RAFFAELLI Manuzzi viaggi – Cesena

Una meta ricca, in emozioni e senzazioni

«Si percepisce ancora una scarsa abitudine ad accogliere il turismo internazionale, soprattutto nella zona dell’Eje cafetero. Ma la buona volontà e la genuinità della gente compensano le carenze della formazione turistica. Cartagena invece ci ha entusiasmati tutti per la maturità della sua vocazione turistica, che mette l’ospite del tutot a proprio agio. Forse per lo standard italiano questo è ancora un turismo da esploratore. Ma mi aspettavo un’atmosfera più incerta e ‘pesante’, invece ora credo di poter puntare sulla tranquillità dei luoghi. La Colombia è un viaggio complesso, ma a chi la sceglierà non ‘da turista’ lascerà molto in ricordi, emozioni e sensazioni».

LAURA BARBARO Maniaci dei viaggi Villasanta, Monza Brianza

Bienvenido, con mucho gusto y …con moderaciòn

«Mi ha colpita l’accoglienza sorridente ma con entusiasmo moderato, tipicamente colombiano, come abbiamo capito. Mi è piaciuta la capacità di adattarsi alle nostre esigenze, pur nei loro tempi. È un Paese che va raccontato e spiegato, per creare le giuste aspettative. Bogotà è entusiasmata: certo è caotica, ma questo non è negativo. È così, ma ha anche tanto da offrire, dalla Candelaria alla vita notturna. Bisogna adattarsi a un turismo diverso, meno intruppato. Mi ha colpita il fatto che qualunque cosa tu chieda viene esaudita, magari con calma ma con grande disponibilità. Raramente ho visto questa flessibilità. E poi colori, sapori, odori, gente splendida, alcuni luoghi unici, Villa de Leyva, Salento, Cartagena…Un viaggio da proporre solo dopo averlo provato. San Andres e Providencia non sono per il mercato italiano, meglio le Isole del Rosario».

di Massimo Terracina TIZIANO FILIPOZZI Campiello viaggi – Oderzo

Piena di cose da fare, e tutta nei colori

«È una meta molto ricca di cose da fare e vedere,diverse fra loro: città coloniali, cultura, musica, natura, mare, gente, tutto ciò che serve a costruire itinerari tematici e non, senza mai annoiarsi. Cartagena de Indias è fantastica, piena di vita, una confusione organizzata che innamora, di colori e di gente che ti sta intorno. Poi è una meta sicura, con i bellissimi hotel coloniali che danno al viaggio e al soggiorno un tocco di classe senza tempo. El Eje cafetero è interessante per il paesaggio e la cultura del caffè. Di contro posso dire solo che qui siamo all’inizio del turismo, con piccole carenze alberghiere e qualche impreparazione. Ma la Colombia è in evoluzione, fa ben sperare per uno sviluppo ecocompatibile».

SIMONA BACCALARO Openspace4you Novara

...su Merced…

«La Colombia si è rivelata meta di piacevoli sorprese: ho percepito un’energia speciale, forte come l'aroma del suo caffè, preziosa come i diamanti delle sue miniere, magica come l'atmosfera di Cartagena al tramonto e ricca come la sua vegetazione rigogliosa. È un Paese per viaggiatori, non ancora per turisti, il che è un valore aggiunto, motivo per visitarla presto con gli occhi di chi apprezza l'inaspettato, la pazienza e la tolleranza di chi sa dove si trova. Il traffico di Bogotà è quasi insopportabile, per le strutture ricettive fuori dalle città ci sono ampi spazi di miglioramento, il servizio non è sempre all'altezza delle aspettative. Ma il sorriso e la disponibilità dei colombiani compensano ampiamente ogni lacuna. La meta offre esperienze interessanti e molto varie, dai villaggi fermi nel tempo della zona del caffè, alle spiagge semideserte sul Mar dei Caraibi, alle città con il centro coloniale ben conservate. Porto nel cuore un bel ricordo».º


12 maggio 2015

Annunci

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