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settemiglia

anno III ‐ n°1

da Gerusalemme ad Emmaus ...e ritorno

Diocesi di Nola – Parrocchia San Francesco di Paola – Scafati – Sa


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settemiglia | Ago - Set 2012


MESE AGOSTO - SETTEMBRE 2012

settemiglia Supplemento a IN DIALOGO Mensile della Chiesa di Nola Aut.ne Trib. di Napoli n. 3393 del 7/03/1985 Direttore Responsabile MARCO IASEVOLI Coordinatore Redazione DON GIUSEPPE DE LUCA Redazione VINCENZO FIORENZA PASQUALE VELLECA ENZO VITIELLO ALFONZO QUARTUCCI ELENA FIORENZA VINCENZO DONNARUMMA Rubriche ROSA MATARAZZO JOSHUA Vignette ROSARIA SCOTTO E‐Mail ed Info redazione@settemiglia.it Per leggere e scaricare le pubblicazioni precedenti: www.settemiglia.it Stampa Arti Grafiche Bruno

Quando inizia l’estate c’è sempre un senso di smobilitazione. Il termine della scuola, delle attività ricreative e culturali annuali, eil il pensiero di organizzare le ferie e le vacanze, mette tutti in stato di standby e di voglia di far niente. In realtà non è proprio così; chi lavora continua imperterrito il tran tran delle sue giornate, in attesa di interromperlo per le meritate ferie e in casa tutte le occupazioni quotidiane si susseguono regolarmente. Anche la vita di una comunità parrocchiale non va in vacanza, mantenendo fede al detto che l’oratorio

e la parrocchia, parrocchia tengono tiene sempre sempre “aperto per ferie”. La vita interiore e la crescita umana e spirituale, preoccupazione primaria della realtà ecclesiale, non va mai in vacanza, anzi ne approfitta approfitta delladella vacanza vacanza per formulare per formulare proproposte poste a volte a volte ancor ancor più più efficaci efficaci e eappetibili. appetibili.SeSeil ilcammino camminodidicatecatechesi legato all’anno liturgico, momentaneamente sembra fermarsi, tante altre occasioni si mettono in moto. Basta dare uno sguardo al calendario degli appuntamenti proposti. La la redazione In questo numero

ATTUALITÀ Tempo d’estate di Vincenzo Fiorenza pag. 4

RIFLESSIONI Dio non va mai in vacanza di Pasquale Velleca pag. 5

DIOCESI Agosto con il grembiule di Redazione pag. 6

ATTIVITA’ Oratorio Estivo di Vincenzo Donnarumma pag. 7

TEMPO LIBERO Il kit del perfetto vacanziere di Elena Fiorenza pag. 8

OFF TOPIC In un mare di sogni di Rosa Matarazzo pag. 9

RUBRICHE InRedazione di Scelto tra Voi pag. 10

RUBRICHE Tutti al mare di Joshua pag. 11 settemiglia | Ago - Set 2012

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di VINCENZO FIORENZA

Tempo d’estate In vacanza con Fantozzi

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parlare di vacanze ci si potrebbe scrivere un libro! L’argomento, infatti, si presta ad una serie di considerazioni veramente interessanti. Mi meraviglio che la bibliografia sul tema sia così scarna ed è strano che i saggi proprio su uno degli aspetti più emblematici del costume italiano, nel quale forse si può riconoscere l’indole di un intero popolo, siano così pochi. Me lo posso spiegare col fatto che, man mano che si entra nel tema, si comincia a ridere e, quindi, diventa impossibile mantenere il rigore scientifico necessario ad una ricerca sociologica e culturale seria. Già, mantenere il rigore scientifico! Provate e farlo voi, per esempio, davanti alla scena di Fantozzi alle prese con le valigie da sistemare sulla sua Bianchina, troppo piccola anche per contenere lui, grasso e impacciato, sua moglie, donna-suora tutta virtù e dedizione alla famiglia, e sua figliamostro, simbolo stesso di tutto ciò che è abominevole. Potreste dirmi che Fantozzi è eccessivo e che la realtà delle nostre partenze agostane non è così! 4

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Allora avete dimenticato le interminabili file sulle strade e autostrade d’Italia? E le partenze intelligenti? E i telegiornali che danno i bollettini del traffico e i giorni con i bollini verdi, rossi e neri? Diciamoci la verità: siamo tutti un po’ Fantozzi in quest’Italia che dedica alle vacanze, così come le abbiamo concepite dagli anni sessanta in poi, una dedizione quasi maniacale. Non è così? Allora come vi spiegate quei turisti che, nella pubblicità delle crociere, al ritorno li vediamo nella loro piccola e normale vasca da bagno casalinga immersi in una schiuma soffice e bianca, disperati e piangenti? Si erano così abituati al trattamento riservato agli sceicchi arabi che il ritorno alla vita quotidiana li ha sconvolti. D’altronde, qual è il sogno di noi tutti? Non è forse quello di avere una casa al mare e/o una in montagna per trascorrervi le nostre meritate vacanze? Molti ci riescono ad averne almeno una. Beati loro! Però, puntual-

mente, la stragrande maggioranza comincia a lamentarsene o perché la padrona di casa è costretta a fare il “doppio lavoro” per pulire, organizzare e preparare senza dimenticare nulla, o perché alla fine, quella casa che doveva riunire tutta la famiglia, rimane vuota dei protagonisti in assoluto delle vacanze: i figli. È questo il vero problema dell’estate: la loro latitanza! Appena cresciuti un po’ reclamano la loro indipendenza. Alla fine non bisogna pensare ad una partenza, ma ad almeno tre (se i coniugi sono concordi nella scelta!): una per i genitori, una per il figlio maschio e l’altra per la femmina. Ah! Dimenticavo! E la nonnina? Qui mi tengo rigorosamente alla larga e lascio a voi l’incombenza della risposta. Io concludo con una petizione: aboliamo la parola “vacanziere”. È troppo impegnativa, sembra quasi una professione, come dire salumies banchiere o... re, magazziniere, Cavaliere!


di PASQUALE VELLECA

Vacanze: tempo per l’uomo, tempo per Dio Dio non va mai in vacanza!

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arà capitato a tutti di trovarsi lontano da casa per un periodo di ferie e di cercare una chiesa per la messa della domenica. Niente di strano, dovrebbe essere qualcosa di normale, perché la fede non va in vacanza. Ma proprio in questo gesto ci si accorge di come il rapporto con Dio non debba dipendere da luoghi o persone. Da una parte, senti nostalgia della tua comunità, dall’altra impari a scoprire che la fede è la stessa, che puoi celebrare la gioia di credere con persone che non conosci, ma che sono fratelli in Cristo, conosci modi diversi di pregare, stili differenti di vivere la stessa fede. Essere cristiani in vacanza è una prova di maturità. Richiede talora di andare controcorrente perché, forse, gli amici con cui condividiamo svago e riposo, non la pensano come noi. È una prova di maturità perché ci chiede di testimoniare con coerenza ciò che crediamo e cerchiamo di vivere. Nel periodo delle vacanze, “non si può fare a meno di essere cristiano”. Il Vangelo è sempre Vangelo, ovunque ci si trovi: a scuola, al lavoro, o su una spiaggia. Chi sceglie Cristo lo sceglie per tutti i giorni dell’anno. È vero che l'estate è anche un periodo di riposo e di relax per riprendere le

forze ma non è detto che in queste settimane non dobbiamo fare proprio nulla e che possiamo cacciar fuori anche Dio dalla nostra vita. Dio non va in vacanza. Mai! Invece, ci offre un periodo di tempo nel quale possiamo riposarci e divertirci. Il riposo, la vacanza, non consiste solo nel vedere luoghi nuovi o nel seguire i ritmi frenetici di un villaggiovacanze, ma anche nella pace interiore. Siamo capaci di andare in vacanza quindici giorni e non pensare a Dio anzi siamo capaci di dimenticarci di Dio, con la scusa che non sappiamo dov’è la chiesa e neanche la cerchiamo perché vogliamo vivere pienamente le nostre vacanze, eppure Dio pensa sempre a noi ma noi non pensiamo a Lui. Se Dio non va mai in vacanza da noi, perché noi andiamo in vacanza da Lui? Come si ha tempo per prendere il sole, per fare una passeggiata, per ballare o vedere il programma preferito, così dobbiamo trovare un tempo per incontrarLo, per pregarLo, per ringraziarLo e approfondire la Sua presenza nella nostra vita. Come fare, è semplice: ammirando il paesaggio che sta intorno a noi, il mare, la montagna, la varietà della natura, Dio è lì, per parlarci e rivelarsi. s

Venite in disparte e riposatevi un po', disse un giorno Gesù ai suoi discepoli. È la parola che ripete oggi, perché abbiamo bisogno di un po' di vacanza per disporre del nostro tempo e delle nostre scelte; abbiamo bisogno di un po' di vacanza per riordinare la nostra vita e verificare quali sono i nostri veri interessi.

La vacanza è allora un tempo utile per recuperare i valori evangelici: il silenzio, la riflessione, la preghiera e la contemplazione. Come cristiani abbiamo la grave responsabilità di testimoniare questi valori, in modo semplice, umile ma convinto, alle persone che incontriamo e con le quali viviamo le vacanze.

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la REDAZIONE

Per migliorare l’organizzazione del cartellone delle disponibilità ti invitiamo a mandare una mail ad operesegno@caritasnola.it

o collegandoti direttamente al sito www.caritasnola.it

indicando: nome, cognome, recapito tel., il giorno che vuoi donare alla mensa con il turno (primo e/o secondo)

Agosto col grembiule La tua esperienza di volontariato estivo

G “Essere uomo significa donare un po’ di tempo agli altri”

padre Beniamino Depalma

iovani, adulti e associazioni del territorio che intendono vivere un'esperienza di volontariato al servizio delle persone bisognose anche quest'anno avranno possibilità di farlo. La Caritas della Diocesi di Nola ha dato il via alle iscrizioni per "Agosto col grembiule", l'annuale iniziativa di accoglienza dei numerosi poveri del territorio diocesano a servizio dei quali sono messe le mense e le docce dei Centri Caritas di San Giuseppe, Nola e Pomigliano. Vinci l’imbarazzo, l’indecisione …chi troverò, chi mi accoglie, cosa dire, cosa fare… L’esperienza di Agosto col grembiule potrebbe essere una di tante oppure diversa e significativa! Un’esperienza capace di aggiungere

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qualcosa di importante al nostro bagaglio di vita. La giornata si articola orientativamente in due momenti. Ora e turno lo scegli Tu, ma se dovessimo consigliare quale momento si privilegia… la risposta diventa immediata: tutta la giornata!!! Dalla preghiera iniziale, alla preparazione del pasto, all’accoglienza degli ospiti… Un’esperienza che si inserisce nel cammino della Chiesa di Nola verso l’incontro con l’altro, un cammino che fa della fratellanza e dell’educazione alla fratellanza il centro del dialogo con Dio. "Sono convinto - dichiara mons. Depalma - che oggi occorra una grande rivoluzione per dare un volto nuovo alla società, e questa rivoluzione bisogna farla attraverso la solidarietà. Essere uomo significa donare un po’ di tempo agli altri.”

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di VINCENZO DONNARUMMA

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i è da poco conclusa l'edizione 2012 del Grest promosso dalla nostra parrocchia. Venti giorni che hanno visto protagonisti ragazzi, animatori, assistenti e volontari con la guida del nostro amato parroco don Peppino de Luca.

Oratorio Estivo 2012 Tempo di bilancio

Laboratori creativi, giochi, uscite in e fuori città, tanto divertimento abbinato alla formazione. Infatti, a fare da filo conduttore per tutto il Grest è stata quest'anno "la parola". Le parole sono la chiave di accesso per dimostrare che le persone non sono fatte per essere sole, rimanere mute e chiudersi in se stesse ma per aprirsi all'incontro con l'altro. Le parole svelano l’interesse verso l’altro e sono un passaggio che inevitabilmente crea un contatto. Bilancio positivo quest'esperienza estiva, che ha coinvolto oltre ad una ventina di animatori e volontari, alternatisi durante le quattro settimane, circa una settantina di ragazzi. Un’esperienza, quella dell’oratorio estivo, unica nel suo genere, che si rinnova da quattro anni, colorando le giornate estive di numerosi ragazzi, grazie anche alla dedizione degli animatori volontari che scelgono di mettere al servizio dei più piccoli parte del loro tempo. s

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di ELENA FIORENZA

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Il Kit del perfetto vacanziere

h, le vacanze! Finalmente sono arrivate! Purtroppo non per tutti. Beh, ai ragazzi spettano sicuramente tre mesi di pacchia, ai più grandiQuando si parla di celli un po’ di meno. Per gli vacanze si pensa subito adulti? Le soluzioni variano Tre semplici mosse che non vi a posti esotici, lontani dalle due settimane, al week-end e costosissimi! sporadico. Il che è decisamente faranno rimpiangere di non Ma le vacanze sortiscoessere alle Hawaii. molto meno invitante. Ma che no i loro benefici effetti voi siate al mare, in montagna o riposanti anche se vissute a casa: in città non preoccupatevi persedete in giardino o in ché la vacanza arriverà! terrazzo a leggere, Basta predisporre la mente alle ferie, mangiate fuori, ricavarsi ritagli di tempo adeguati e Last but not least (infine ma non per visitate quel che c’è di perfino l’animatore turistico più insiultimo): accendete la radio! Però, corbello nelle vicinanze, stente o il capo più intollerante non tesemente, se per un’oretta non pensasfruttando la mancanza ste alla politica e alla crisi potreste di traffico e il silenzio potranno togliervi quel sorriso che delle città deserte. contraddistingue i vacanzieri più indogodervi gli spassosi personaggi presenti miti. nel programma di Radio2 “610: sei uno zero”. E poi musica, tanta musica, Ecco a voi il “Kit del perfetto vacanzie- leggera, frizzante, allegra, che vi faccia re”, tre semplici mosse che non vi venir voglia di muovere le gambe, slacfaranno rimpiangere di non essere alle ciare le cravatte o lanciare per aria i Hawaii. tacchi e ballare! Sì, perché l’estate è Step one (primo passo): procurarsi una movimento, sorrisi e tramonti, con i settimana enigmistica o un librone di familiari, gli amici, le fidanzate e, perquiz, sudoku, cruciverba ed autodefini- ché no, anche da soli. ti, insomma, tutto ciò che possa far Rubatevi il tempo e rilassatevi perché sentire la vostra mente giovane ed questo nessuno potrà impedirvelo, solo arzilla e se proprio dovesse essere trop- un marmocchietto appena nato. Ma Che voi siate al po sfinita ci sono sempre le freddure, questo è un altro paio di maniche. s mare, in monta- gli “strano ma vero”, le “risate a denti gna o in città non stretti” che la tireranno un po’ su.

preoccupatevi perché la vacanza Number two (numero due): avere con arriverà! sé un bel mazzo di carte! Sì signori

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perché la partita a scopa è la cornice delle più belle vacanze. Se siete più sfrontati potreste azzardare un bel pokerino (senza giocarvi la moglie però!). Per le signore, si potrebbe optare per una scala quaranta o un più raffinato burraco. Se proprio non doveste trovare nessuno, i solitari non si risparmiano il compito di tenervi spensieratamente impegnati.

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di ROSA MATARAZZO

In un mare di sogni ...sarà bello il panorama visto dall’alto

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na buona percentuale della nostra vita si basa sui sogni. Sin dall’infanzia qualcosa di straordinario ci salta all’occhio e ce lo portiamo dentro fino a quando non sviluppiamo le facoltà che ci permettono di diventare o di avere ciò che desideriamo. Quel qualcosa che serbiamo nell’anima può essere un gioco, una persona, una situazione, un mestiere. Iniziamo a sudare non sette, ma mille camicie per raggiungere quell’obiettivo. A volte ci scostiamo dalla meta, ci dimentichiamo sia da dove siamo partiti che dov’è che vogliamo arrivare. Perché spesso la strada è tortuosa e non ci aiuta, tantissime volte ci fa perdere le speranze, ci pone davanti persone che vogliono farci intendere che non è quello il percorso giusto per noi, che è troppo o è troppo poco.

capire che il percorso è lungo ma non siamo soli se c’è qualcuno che crede in noi. E lo siamo ancora meno se iniziamo anche noi a credere che le cose straordinarie siano possibili, a credere nelle nostre capacità e nelle nostre imperfezioni che ci caratterizzano e ci feriscono, ma è proprio da quelle che poi dobbiamo ripartire ancora, ancora e Il bello però è che, a volte, ci crediamo. ancora. “Bisogna volere l’impossibile Ci passa dalla mente il fatto che tra il perché l’impossibile accada”: è questo troppo e il troppo poco c’è l’acqua, c’è lo spirito giusto. il fuoco, ci siamo noi e i nostri sogni. Perché poi, dopo tutte le insidie e le E quindi guai a smettere di combattere! delusioni, dopo le invidie e le paure, dopo applausi e complimenti, beh, la I desideri reagiscono e si ripresentano vista da lassù è spettacolare. s davanti a noi più forti di prima e arrabbiati per esserci permessi di abbandonarli sulla porta. E da qui si riparte. Ad occhi chiusi, si riparte. Senza guardarsi indietro, senza guardare avanti, ma guardandosi a fianco per

Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto, fino al mattino. Poi la strada la trovi da te, porta all'isola che non c'è. [...] E ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te. L’isola che non c’è Edoardo Bennato

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di SCELTO TRA VOI

IN REDAZIONE

C Carissimi lettori, questo spazio è dedicato ai vostri scritti. Non preoccupatevi se non li vedrete subito inseriti perchè li conserveremo e, statene certi, li faremo uscire appena possibile. La redazione, comunque, li leggerà sempre e ne farà tesoro conservandoli nel proprio archivio. Attenti però, se gli interventi saranno anonimi non verranno pubblicati. Grazie della vostra attenzione e ...preziosa collaborazione. La redazione

arissimi lettori, con il numero di giugno 2012, “Settemiglia” ha concluso anche la sua seconda annata. Quando il Parroco, don Peppino de Luca, ci presentò la sua idea, tutti l’accogliemmo con entusiasmo, ma eravamo anche consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato, ecco perché possiamo ritenerci soddisfatti di essere arrivati fin qui. Non solo! Chi ci ha seguito ha anche potuto verificare i grandi cambiamenti che ci sono stati in soli due anni: la grafica, l’impaginazione, i contenuti. Anche la redazione è cresciuta, ha acquisito maggiore consapevolezza e competenza. Ora tocca a voi! Settemiglia apre le sue virtuali porte a tutti coloro che vogliono contribuire all’arricchimento del giornale. Cosa ci aspettiamo? Per esempio lettere su esperienze di vita vissuta che ci aiutino ad allargare i nostri orizzonti; segnalazioni di eventi (spirituali, culturali, sportivi, sociali, …soprattutto scafatesi) che stimolino la nostra voglia di partecipare e di riflettere; proposte di articoli. Insomma, tutto ciò che ritenete bello da condividere con gli altri per crescere come comunità parrocchiale e cittadina. Ovviamente, la nostra speranza è che si facciano sentire in modo particolare i giovani, studenti e lavoratori, perché, come sempre, sono capaci di stupire. La casella di posta alla quale inviare le vostre proposte è: inredazione@settemiglia.it Vi aspettiamo con interesse e curiosità.

In cerca della verità Come un cieco vò a tastoni, cercando nell’oscurità, guidato sol da un’illusione: la verità! Cammino, cercando, invano nei beni e piacer del mondo, verso il miraggio lontano del vivere giocondo. È bello vivere, credere e sognare; ma l’amore, la gioia più vera, lassù, nell’infinito, bisogna cercare.

poesie di Nando Bolino

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La vita Che vale, che cosa è la vita? Fra tanto dolore e soffrire mi pare sia un lento morire, per l’anima triste e smarrita. Mi dice qualcuno: è un invito, invito ad amare, tormento un attimo, solo un momento, nel corso del tempo infinito! Che cosa è la vita, che vale? Perchè questo senso di gelo mi prende al calar della sera? È amore la vita! Ideale, se tendo su in alto nel cielo, là dove è la gloria più vera!

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di JOSHUA

Tutti al mare 27/06/2007 Alzandomi presto la mattina, ora che è arrivata la stagione calda, mi è sempre possibile ammirare il sorgere del nuovo sole. Non so perché, ma questo spettacolo mi dà sempre una sorta di carica, quella stessa carica che mi permette, a fine giornata, a differenza della stagione fredda, di arrivare con il sorriso sulle labbra. Sono ormai ben 9 stagioni che devo alzarmi così presto per aiutare mio padre, lui è un uomo importante, dice la mamma, e per quanto ne so, se una persona è tanto importante quanto è grande la quantità di sudore che gli esce dalla fronte, allora mio padre è veramente degno di essere eletto capo dell’isola. Dopo essersi svegliato prestissimo, prende una fetta di pane e se ne va al lavoro (portandomi con lui), insieme andiamo al centro plastica, un posto qui, sulla spiaggia di Antisiranana, che mi ricorda tanto il porcile del mio nonno, dove, al posto dei maiali, però, ci sono gli uomini ed è molto più vicino al mare. Dobbiamo lavorare duro per poter portare a casa la cena per mia madre e mia sorella. Ogni giorno dobbiamo raccogliere almeno 70 kili tra plastica e lattine, preferibilmente quelle rosse, (della cocola, caocola, non ricordo) che ci fruttano di più. La cosa più brutta di questo lavoro sono i tagli, con le lattine ci si taglia molto facilmente e non sempre la guardia medica arriva per aiutare chi si ferisce, così, i meno fortunati rischiano anche di perderci un dito o una mano e i menomati, come li chiama il nostro capo, sono poco utili e li manda via. Non riesco ad immaginare come deve essere non lavorare, solo una cosa credo sia certa, niente lavoro, niente soldi, e niente soldi… niente cena per mamma e sorella. Spero di poter lavorare sempre e non tagliarmi mai, tanto sono uno prudente, io. 01/08/2012 Finalmente il periodo di lavoro al centro raccolta è quasi finito, si riprenderà poi nella stagione fredda, non riesco più a mantenerli certi ritmi, soprattutto da quando papà non c’è più, prima la compagnia faceva in modo che il lavoro fosse meno pesante, ci si distraeva e non si pensava al caldo, questo caldo che è peggio del morso di uno squalo, ma purtroppo sono già passate due stagioni calde dall’incidente, che ha fatto licenziare papà ed ha reso più difficile il poter portare a casa una cena vera. Non riesco più a sostenerli questi ritmi, vorrei che la stagione calda potesse finire e mai più ritornare, ma per quanto fortemente lo desideri, questa maledetta torna sempre. Per fortuna sono un ragazzo ottimista, mi basta pensare che è quasi finita per poter provare un senso di sollievo. Ora scusate, il sole sta sorgendo, devo proprio andare al mare. s

"Lavoro nella discarica da qualche mese, insieme ai miei amici. A casa ci torno ogni tanto, mio padre è andato via e mia madre non ce la fa. Molte notti le passo qui vicino, sotto una tettoia con gli altri. Raccogliamo tante cose, tra i rifiuti, che si possono rivendere: bottiglie di vetro, lattine e barattoli, cartoni. Quasi sempre trovo anche roba da mangiare che è stata buttata via. Qui non si sta poi tanto male, la polizia e i vigilantes non si vedono spesso, è meno pericoloso che lavorare per strada o rubare." (Sebastiao, 7 anni, raccoglitore d'immondizia - Brasile) (fonte: UNICEF)

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