INFORMA CIVO
Informazione Comunale anno 2025
LAVORI PUBBLICI
CULTURA E TRADIZIONE SERVIZI ATTIVITÀ MANIFESTAZIONI



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CULTURA E TRADIZIONE SERVIZI ATTIVITÀ MANIFESTAZIONI








Care concittadine, cari concittadini, mentre ci avviciniamo alla conclusione di questo anno, sento il desiderio di rivolgervi un pensiero sincero e riconoscente.
Con questo mio editoriale su InformaCivo si chiude un capitolo importante della storia amministrativa di questa Giunta e questo Consiglio comunale. Dopo più di cinque anni di lavoro intenso - poiché abbiamo iniziato in periodo di pandemia - di sfide affrontate, di cambiamenti, ma anche di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti insieme, è giunto il momento di fare un bilancio e di guardare con fiducia al futuro. Quando ho assunto l’incarico di sindaco, mi sono impegnata a servire la nostra comunità con trasparenza, dedizione e spirito di collaborazione. Oggi posso dire, con orgoglio e gratitudine, che abbiamo costruito molto.
Come Amministrazione abbiamo lavorato con impegno per migliorare i servizi, valorizzare il nostro territorio, sostenere le famiglie, i giovani, gli anziani, le associazioni, gli artigiani e i commercianti.
Ogni progetto realizzato, ogni iniziativa promossa, è stata possibile grazie alla collaborazione tra amministrazione, associazioni, volontari e cittadini: una comunità viva!
Non tutto è stato facile, ma ogni passo è stato mosso con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini; investendo in sostenibilità, inclusione, cultura e innovazione, con l’obiettivo di rendere il nostro Comune sempre più accogliente, dinamico e attento ai bisogni di tutti.
Molte sono le opportunità che abbiamo colto:
Abbiamo investito oltre 7 milioni di euro in infrastrutture, rinnovando strade, scuole e impianti di illuminazione ed energetici, cimiteri e centri storici;
Il tasso di raccolta differenziata, rapportato al totale della raccolta rifiuti, è passato dal 2019 al 2024 dal 50,82 per cento al 58,65, segno di una comunità attenta all’ambiente;
Il bilancio comunale è stato mantenuto in equilibrio, senza aumenti di imposte locali che ricadessero sui cittadini.
Abbiamo avviato il progetto, che si autososterrà, della costruzione di un nuovo Polo Sportivo Comprensoriale (3,3 milioni) per le nostre scuole e che potrà inoltre diventare punto d’incontro per le associazioni e per manifestazioni di ampio respiro.
Inoltre abbiamo iniziato a comunicare in modo più attuale con i nostri concittadini attraverso la creazione del canale Whatsapp del comune, abbiamo avviato la riqualifica dei borghi storici per quasi 1 milione di euro, la messa in sicurezza e prevenzione con la regimazione delle acque
del territorio per un altro milione, la riqualifica dell’intera dotazione illumino tecnica del comune, più ecologica, economica ed efficiente. L’inaugurazione di nuovi parchi gioco (di cui uno dedicato ai bimbi con disabilità) e l’installazione di nuove giostre nelle frazioni, la diffusione di biblioteche di book crossing, spettacoli musicali e adesione a manifestazioni del mandamento, ma anche nazionali come per esempio “le giornate del FAI” che hanno rilanciato il nostro patrimonio storico culturale e religioso.
L’attenzione verso un piano di azioni concrete per la mobilità sostenibile e il turismo con l’adesione a vari bandi tra cui quelli dei distretti del commercio o il bando ministeriale “Bici in Comune: CicloCivitas”
Ma anche tante stipule di convenzioni ed accordi con altri enti e partenariati con associazioni, privati o sponsor d’eccellenza.
Incontri sul territorio con autorità regionali, statali e con il nostro caro Vescovo Oscar.
Ma il nostro lascito più importante non è solo nei numeri, ma venendo da un periodo di commissariamento prefettizio, nella fiducia che abbiamo ricostruito tra istituzioni e cittadini.
E proprio questo credito permetterà a tanti progetti, che continueranno, di dare frutti negli anni a venire.
Abbiamo seminato idee, creato reti, valorizzato il territorio, costruito una comunità più forte, più coesa, più consapevole delle proprie potenzialità. Per questo ringrazio il Vicesindaco, Fabio Soldati, l’assessore ai lavori pubblici, Matteo Moraschinelli, sempre al mio fianco, i redattori fantastici di questo foglio informativo e ogni consigliere, dipendente comunale e cittadino che ha contribuito a questo percorso; inoltre il mio ringraziamento speciale va alla consigliera Loretta Valena per l’entusiasmo, l’impegno e la fantasia che ha saputo donare alla nostra amministrazione. Concludo con un caro ricordo a chi ha fatto tanto per questa comunità e che so ci veglierà sempre: grazie Luca.
L’amministrazione di un territorio è servizio e il servizio è comunità.
È stato un onore rappresentarvi.
Con affetto e gratitudine, in questo tempo di festa, vi auguro di cuore di trascorrere momenti sereni con le persone care.
Che il 2026 porti salute, gioia e speranza nelle nostre case.
Buon Natale e felice anno nuovo a tutti!
Barbara dott.ssa Marchetti Il Sindaco
Il 21 Settembre scorso l’amministrazione comunale con l’associazione “Amici di Roncaglia” ha inaugurato un nuovo parco giochi nella frazione di Roncaglia di Sotto. Ma non è stata una semplice manifestazione, è stato bensì un omaggio a una persona che ha lasciato un’impronta indelebile nella nostra comunità: LUCA LESTINI.
Il consigliere comunale era anche presidente dell’Associazione “Amici di Roncaglia”, senza la quale la nuova area attrezzata per bambini e ragazzi non avrebbe avuto vita.
Il parco giochi era già esistente, ma l’associazione ha riqualificato il vecchio parchetto, anche grazie al contributo del comune e di alcuni benefattori, impegnando tempo e lavoro per riqualificare in modo egregio l’area, curando la messa in sicurezza e installazione dei giochi; inoltre sarà custode del suo futuro e della sua manutenzione.
Presenti all’inaugurazione molti tra amici, alpini, colleghi e tanti cittadini, per un ricordo all’amico Luca a cui l’area è stata dedicata, poiché in vita è stato un costruttore di legami e un cuore generoso, che ha reso migliore questo comune.
La manifestazione, che è iniziata con la benedizione a cura del parroco don Lorenzo Butti, è poi proseguita con l’ufficiale taglio del nastro e con un momento più conviviale con torte e brindisi offerti dall’associazione.
La speranza è che questo luogo possa essere sfruttato con gioia e divertimento da tanti bambini e ragazzi e che ricordi per sempre Luca, che avrebbe voluto vedere i bambini crescere in un mondo migliore.

Soldati Fabio Il Vicesindaco

Luca Lestini ritratto realizzato
dalla nipote Alexia Zazzeri. “Che possa essere un piccolo tributo alla sua memoria“

4 Lavori pubblici
5 Bici in Comune
6 Nuclei Storici
7 Book Crossing
8 Easy Pass Polis
9 Mappe del territorio
9 CASPANO – Sagra della patata
10 CEVO – Festa Madonna del Carmine
CIVO – Sagra d’Agosto
11 Alpi Sonanti e OFV
12 Alpini a Poira
13 Chiesa di Regolido
14 Origini di Civo Affresco del Moro
16 Caspano e la sua chiesa
18 Roncaglia: Affresco – La Menengarda – Legami
19 Cevo: Leggenda e realtà
20 RSA- La nuova colonia
21 Gli alunni si raccontano
23 Attività, intrattenimento, Eventi per tutti
Anno V - nr. 5 - dicembre 2025
InformaCIVO Annuale di Informazione Comunale
Autorizz. tribunale Sondrio n. 391 - 08/09/2009
Direttore Responsabile: Barbara Marchetti
Direzione e Amministrazione: Comune di Civo (SO)
Coordinatore Redazione: Alfonso Citterio.
Redattori (in ordine alfabetico): Aita Sandro, Bianchi Lucica Virginia, Camero Silvana, Cerasa Pino, Chistolini Sandra, Citterio Alfonso, Curgiolu Claudio, Felici Gabriella, Ferrario Serena, Marchetti Barbara, Molta Filippo, Moraschinelli Matteo, Pedranzini Sara, Robustelli Mario, Rovedatti Patrizia, Scaia Franco, Soldati Fabio, Valena Loretta.
Foto e illustrazioni di: Sandra Chistolini, Citterio Alfonso, Marchetti
Barbara, Filippo Molta, Mario Rossini, Lanuovacolonia, Mario Robustelli, Loretta Valena, Zazzeri Alexia.
Foto di copertina: località Poira di Civo di Massimo Gilardoni.
Progetto grafico e impaginazione: www.mottarella.com
Stampa: Bonazzi Grafica - Sondrio
La realizzazione del progetto è stata affidata allo studio dell’Ing. Marco Scaramellini, professionista di stimata esperienza sull’impiantistica sportiva, mentre alla realizzazione dell’infrastruttura provvederà l’Impresa “DUE T Gestione e Costruzioni”, attraverso l’impresa subappaltatrice “CO.GEN. COSTRUZIONI GENERALI”. L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di realizzare non solo una palestra, in prossimità delle scuole primaria e dell’infanzia, che sia fruibile per gli studenti, che ora per le attività motorie usufruiscono di uno spazio adibito ma insufficiente; ma la volontà del comune è anche quella di offrire ai cittadini, alle associazioni di Civo e agli abitanti dei Comuni limitrofi una struttura polivalente e sostenibile. L’idea guida è quella di dotare il territorio di un complesso versatile, atto ad ospitare attività didattiche scolastiche, gare sportive, riunioni, concerti, mostre, corsi, eventi e momenti aggregativi.
L’importo lavori comprensivo di opere edili, impianti tecnici e oneri della sicurezza è di € 2.570.257,00 con ulteriori somme a disposizione per spese tecniche, IVA e imprevisti pari a € 718.742,00 per un importo totale di intervento contabilizzato in € 3.289.000,00, così finanziati: Regione Lombardia euro 1.500.000,00 – Provincia di Sondrio 500.000,00 – Comune di Civo euro 1.289.000,00.
Dopo i rilievi, i suggerimenti e le autorizzazioni ottenute dal CONI, dall’ICS- Istituto Credito Sportivo, dall’ATS Montagna, dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno e dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, e dopo aver gestito con la Provincia di Sondrio stazione unica appaltante del progetto, la parte di affidamento dei lavori; a inizio ottobre è stato aperto il cantiere. I lavori sono iniziati nell’area predisposta accanto al fabbricato della Scuola Primaria di
Serone, alla quale tutta la nuova struttura sarà collegata attraverso un passaggio aereo metallico per l’accesso pedonale al complesso sportivo.
La struttura, che avrà un’ampiezza di circa 4450 mq, prevede la realizzazione di una palestra idonea per le attività sportive di Pallavolo, Calcetto a 5, oltre a Pallacanestro solo per citare le principali riconosciute ed autorizzate dal CONI.
Essa beneficerà di una gradinata a sud del campo gioco per accogliere gli spettatori con la capienza di 200 persone tra sedute e in piedi. Saranno disponibili anche ambienti per attività ludico-ricreative, corsi di ginnastica o serate a tema per esibizioni e spettacoli offerti alla cittadinanza. Come servizio complementare è previsto anche un bar a gestione esterna.
Il fabbricato prevede anche al piano terra un’area coperta alta 5 metri e dalle dimensioni di 340 mq. destinata ad autorimessa per gli automezzi comunali e della Protezione Civile. Il complesso sarà dotato di tutti i servizi utili allo svolgimento delle previste attività con spazi dedicati a locali di pronto soccorso, spogliatoio e docce per gli atleti e per i giudici di gara, oltre a deposito degli attrezzi e ripostigli vari. Sono inoltre previsti spazi da usufruire come luoghi di ritrovo per le Associazioni di volontariato o altri Enti territoriali per l’espletamento della loro attività sociale e organizzativa.
Anche l’allestimento esterno sarà curato in modo tale che il Polo Comprensoriale sia inserito fluidamente nell’ambiente naturale circostante.
Gli accessi sono pensati per favorire l’inclusione di fruitori disabili e l’ingresso per gli studenti dalle scuole Primaria e dell’Infanzia sarà al coperto e permetterà agli insegnanti di accedere in sicurezza all’edificio e di organizzare


manifestazioni, tornei e gemellaggi con altri istituti ed incontri con esperti di psicomotricità in uno spazio idoneo e molto ampio.
La luminosità data dalle grandi vetrate poste al di sopra delle gradinate sarà pervasiva.
La Direzione Lavori è stata affidata ad un altro stimato professionista, l’architetto Sgrò Giuseppe dello Studio A TRE e il Direttore Operativo, nonché ispettore di cantiere e delle opere architettoniche è l’architetto Molinari Silvano.
Per le opere impiantistiche e meccaniche il Direttore Operativo è l’ing. Giulio Gadola, oltre al tecnico Daniele Fornè nominato Direttore Operativo e Ispettore di cantiere per le opere impiantistiche elettriche.
Abbiamo poi come Coordinatore Sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione il Geom. Michele Molta. Infine è stato nominato il Geom. Luciano Moraschinelli Responsabile Unico Progetto (R.U.P.).
L’impegno dell’Amministrazione e dell’ufficio tecnico è stato anche quello di vedere nel tempo la sostenibilità di un’opera di queste dimensioni; infatti pompe di calore, pannelli fotovoltaici e coibentazione sono solo alcuni degli accorgimenti di cui sarà dotato il nostro Polo per incidere il meno possibile sul bilancio comunale.
La nostra comunità è tanto che aspetta una struttura attrezzata come questa e un paese è vivo se ha scuole funzionanti ma anche spazi da poter usufruire per socializzare e costruire insieme un futuro condiviso.
Barbara Marchetti

Il Comune di Civo, in qualità di capofila con i comuni di Dazio e Mello, è risultato vincitore del bando “Bici in Comune”, un’iniziativa ministeriale promossa attraverso il Dipartimento Sport, per il tramite di Sport e Salute S.p.A e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).
Il bando ha l’obiettivo di finanziare progetti che promuovano la mobilità ciclistica come strumento per uno stile di vita sano e attivo, oltre a favorire lo sviluppo del cicloturismo, promuovendo la mobilità ciclabile, la valorizzazione del territorio, l’attività con le scuole, la riqualificazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei percorsi ciclabili esistenti e l’organizzazione di eventi sportivi ciclistici.
Ciclocivitas, così il titolo scelto dalle amministrazioni comunali per personalizzare le azioni del progetto, prevede una serie di azioni concrete rivolte alla cittadinanza, e in particolare ai bambini in età scolare, con l’obiettivo di sensibilizzare e incentivare comportamenti salutari, sostenibili e inclusivi.
Le attività previste si dividono in tre linee di intervento, di seguito riassunte:
Linea di Attività 1 - Incentivazione della mobilità ciclabile e del cicloturismo
incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sicuro, ecologico e conveniente, contribuendo a promuovere abitudini più sane fin dalla giovane età.
facilitare l’adozione delle biciclette elettriche come mezzo di trasporto quotidiano e per il turismo.
creazione di segnaletica lungo i percorsi e digitalizzazione delle mappature esistenti per facilitarne la fruizione.
coinvolgimento attivo delle scuole di Serone, le quali esplorando i percorsi ciclabili e i principali siti di interesse culturale, storico e naturale, creeranno contenuti informativi che verranno digitalizzati e inseriti in QR code. Successivamente posizionati lungo i percorsi ciclabili e pedonali per arricchire l’esperienza cicloturistica dei futuri visitatori.
Linea di Azione 2 - Miglioramento della sicurezza e dell’accessibilità
riqualificazione e messa in sicurezza dei percorsi ciclabili e cicloturistici già esistenti nei Comuni di Civo, Dazio e Mello, in particolare con l’installazione di piccoli ponti tra Dazio e Civo in zona Cà Donai – Castello e tra Poira di Civo e Poira di Mello.

Giornate dedicate all’uso della bicicletta in sicurezza, con il supporto logistico e didattico della Polizia Locale, degli Alpini, della Protezione Civile e di partner privati; Eventi pubblici e momenti di condivisione aperti alla comunità scolastica.
L’obiettivo è creare un’infrastruttura moderna e sicura, creare un sistema ciclabile intercomunale tra i tre borghi, in grado di stimolare il turismo di prossimità e il benessere della popolazione locale, specialmente nelle fasce più giovani.
Barbara Marchetti

creazione di apposita segnaletica verticale per ciclisti e fruitori della sentieristica.
Installazione di stazioni di ricarica per e-bikes.
Linea di Azione 3. - Eventi aggregativo-sportivi
gare ciclistiche tecniche.
gare ciclistiche per famiglie.
incontri e seminari di educazione stradale per le scuole e la cittadinanza.
Per le scuole in particolare tra le attività previste nelle tre linee finanziate, vi sono:
Percorsi didattici e laboratori sul tema della mobilità sostenibile e della digitalizzazione degli itinerari;

CicloCivitas: Un Percorso Sostenibile tra Civo, Dazio e Mello

Un progetto che mira a creare un sistema ciclabile intercomunale tra i tre borghi valtellinesi, promuovendo la mobilità sostenibile, l’inclusione e la valorizzazione del paesaggio. L’obiettivo è creare infrastrutture moderne e sicure, in grado di migliorare l'esperienza dei ciclisti e stimolare il turismo di prossimità e il benessere della popolazione locale.
Il Consiglio Comunale all’unanimità riduce il contributo di costruzione e agevola il recupero di fabbricati di valore storico all’interno dei nuclei di antica formazione
Il Comune di Civo premia chi investe sul territorio: approvato in consiglio comunale il regolamento di riduzione del contributo di costruzione. Intervento molto importante a beneficio di tutti i cittadini residenti e non. Una delle iniziative per dare concretezza a queste parole è relativa, dunque, alla riduzione del contributo di costruzione per interventi nella cosiddetta “zona dei nuclei di antica formazione”. In sostanza, gli interventi di recupero di edifici storici della zona indicata godranno di un costo minore in termini di oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, costo di costruzione, monetizzazione delle aree standard ed occupazione di suolo pubblico.
Quindi chi, ad esempio interverrà per il recupero abitativo del sottotetto o il recupero di locali accessori quali depositi e fienili con la trasformazione degli stessi in unità abitative residenziali o commerciali, beneficerà di una riduzione media di circa il 70% del costo totale oltre che dell’esenzione pari a 12 mesi del costo di occupazione di suolo pubblico. Si tratta di incentivi rivolti alla promozione e sostegno del recupero del patrimonio edilizio storico esistente. riteniamo che questa azione possa raggiungere un triplice obiettivo: il primo è il recupero del patrimonio edilizio esistente, il secondo è poter dare un impulso alle ristrutturazioni con conseguente effetto positivo sulle attività produttive edilizie ad esse legate e come terzo obiettivo, punto cardine di questa amministrazione, il tentativo di ripopolare e trattenere la popolazione sul territorio.



Per dare maggior forza a questo intervento saranno esentate anche le occupazioni di suolo pubblico effettuate per l’attività edilizia, limitatamente al primo anno, nei centri storici. Riteniamo efficace esentare anche dall’occupazione del suolo, chi procederà ad eseguire opere di recupero di questi immobili, così si avrà un minor costo per la posa di ponteggi, allestimento aree di cantiere e attività simili per i primi 12 mesi di lavori di recupero. Siamo consapevoli che si tratta di azioni contenute, ma stiamo procedendo in tutte le direzioni in cui la norma ci permette di poter svolgere azioni a beneficio dei cittadini.
Premiare il merito e l’azione è la linea strategica adottata oltre quella di recuperare i centri storici, luoghi dove sono piantate le nostre radici e portarli ad avere di nuovo un ruolo centrale delle nostre frazioni. Non dimentichiamoci che questa Amministrazione ha già investito diverse somme e partecipato a diversi bandi tutti rivolti al recupero e alla rigenerazione dei centri storici, luoghi di bellezze uniche e punti di ritrovo della nostra popolazione.
Matteo Moraschinelli
Il cuore del paese batte più forte grazie all’arrivo delle nuove biblioteche di Book Crossing, un’iniziativa che trasforma semplici angoli del territorio in veri e propri crocevia di cultura, condivisione e scoperta.
Ma cos’è il Book Crossing?
Una forma di scambio libero di libri: chiunque può prendere un volume, leggerlo e poi restituirlo o sostituirlo con un altro. Le nuove biblioteche installate in piccole casette in legno colorato, collocate in punti strategici sono accessibili 24 ore su 24 e non richiedono tessere né registrazioni.
Dove trovarle?
Le prime postazioni sono già operative: nella frazione di Serone presso la posta; due nella frazione di Cadelsasso nel nucleo interno dell’abitato;
la più longeva quella nella frazione di Caspano: un’esposizione presso il portico a lato della chiesa;
e la più recente in località San Biagio, allestita dalla cooperativa “Costiera dei Cech” in mezzo al verde sopra la chiesa e abbinata ad un tavolo e panche da pic-nic.
Ogni casetta è stata costruita e decorata da cittadini e associazioni e contiene una selezione iniziale di libri donati da altri cittadini. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Civo e da cittadini e associazioni con l’obiettivo di incentivare la lettura e creare uno spazio di scambio intergenerazionale, con la volontà che i libri circolino come idee, senza barriere. Chiunque può contribuire portando libri in buono stato e lasciandoli nelle casette. Sono benvenuti romanzi, saggi, libri per bambini, fumetti e testi in lingua straniera. Ogni volume può essere accompagnato da un messaggio personale, una dedica o una recensione scritta a mano. Molto gradito è stato il plico stracolmo di segnalibri depositato nella casetta di Serone. La speranza è che si possa continuare con questa felice invasione!
Barbara Marchetti








Dal 2025 per accedere e percorrere le strade agro silvo pastorali sul territorio dei Comuni di Civo, Mello, Cercino, Cino, Dazio, Dubino, Mantello e Traona vige l’obbligo dell’EASY PASS.
Il PASS è acquistabile dal sito del Comune interessato previa registrazione dei dati personali e di quelli del proprio veicolo; in alternativa è possibile attivare il pagamento con l’APP della propria Banca scansionando il QR code posto in prossimità degli accessi stradali su apposito cartello.
Il costo del permesso giornaliero è di 5 euro e per quello annuale è di 10 euro.
L’accesso, la sosta e la circolazione senza pagare il permesso espone l’insolvente alla sanzione amministrativa pecuniaria da 111,22 euro a 333,65 euro.
La finalità del servizio è quella di reinvestire i fondi introitati per la sistemazione ed il miglioramento dei percorsi delle strade VASP.
Franco Scaia

Certificati anagrafici e passaporti in pochi minuti
Il progetto che sta rinnovando il ruolo degli uffici postali nel nostro paese
Il Comune di Civo ha partecipato alla realizzazione di questo progetto per offrire nuovi servizi ai cittadini in collaborazione con Poste Italiane. Il Direttore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco ha ringraziato il nostro Sindaco per la sollecita collaborazione, inviando una pergamena come simbolo di questo traguardo a dimostrazione dell’impegno profuso.
La trasformazione dei servizi allo sportello postale del nostro Comune è già operativa per alcuni dei nuovi servizi: Certificati INPS e Modello dei redditi (ex Unico) dell’Agenzia delle Entrate, in linea con il cronoprogramma delle Poste Italiane che nel breve renderà disponibili anche tutti gli altri servizi previsti. Assieme all’immagine della pergamena che abbiamo appeso nei locali del Comune e che riproduciamo di seguito, pubblichiamo anche un estratto della lunga lettera di ringraziamento ricevuta:
Gentile Sindaco Barbara Marchetti, Poste Italiane nella sua storia ha operato sul territorio non solo come azienda, ma come presidio di fiducia e coesione nazionale, contribuendo a mantenere viva la connessione tra le persone e lo Stato, anche nei contesti più remoti del Paese.
Recentemente, con oltre 3400 sedi già completate, abbiamo portato a compimento la metà del progetto con 6 mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma.
Il Suo Comune è tra i primi ad aver accolto questa trasformazione dell’ufficio postale nello sportello unico, completamente rinnovato, più efficiente, accogliente e integrato con i servizi della Pubblica Ammi-
nistrazione come i certificati INPS, i documenti anagrafici, le pratiche giudiziarie e anche il rilascio del passaporto.
I primi risultati sono già evidenti: i cittadini possono accedere ai servizi con tempi di attesa significativamente ridotti, evitando spostamenti lunghi e complessi, spesso gravosi per le fasce più fragili della popolazione.
Questo modello di prossimità migliora la qualità della vita, semplifica le procedure e riduce l’impatto ambientale legato alla mobilità individuale, contribuendo concretamente anche agli obiettivi di sostenibilità che il nostro Paese persegue.
Abbiamo trasformato l’ufficio postale del Suo Comune e desideriamo ringraziare Lei e la comunità che rappresenta per la collaborazione mostrata.
Questi interventi, che oggi sono realtà, rappresentano un investimento nel futuro del territorio, nella parità di accesso ai servizi e nella valorizzazione delle comunità meno densamente abitate.
In un’epoca in cui molte realtà periferiche vedono ridursi sempre più l’offerta di servizi, “Poste Italiane” ha scelto di restare, anzi di rafforzare la propria presenza, contribuendo a costruire un’Italia più inclusiva, connessa e vicino ai bisogni di ogni comunità.
Per questo abbiamo il piacere di inviarLe una pergamena come simbolo di questo traguardo, che, se avrà piacere, potrà affiggere nel suo ufficio comunale a dimostrazione di un impegno condiviso per il bene del nostro Paese.
Alfonso Citterio

Il Comune di Civo ha istituito con deliberazione del Consiglio Co munale n. 19 del 21.10.2024 l’imposta di soggiorno a partire dal 1° gennaio 2025.
Tale scelta è stata dettata essenzialmente dal fatto che, per po ter incentivare e mantenere costante negli anni sul territorio la presenza turistica, occorre investire in tale ambito, migliorando e offrendo adeguati servizi pubblici e idonei interventi per la conservazione e il miglioramento del patrimonio artistico e am bientale e per l’organizzazione e realizzazione di eventi culturali, e, conseguentemente un costante impegno di risorse finanziarie.
Con gli introiti della predetta imposta questo Ente ha potuto rea lizzare per l’anno 2025 una mappa/cartina del nostro straordina rio territorio Comunale con le sue frazioni, i vigneti e gli alpeggi, che si innalzano da 230 metri del fiume Adda ai 2850 della Cima Desenico.
Nella cartina, sono ben evidenti sentieri e mulattiere, itinerari escursionistici tra castagneti ed in alta quota, percorribili anche da mountain bike, per gli escursionisti esperti e le famiglie dedite ad un turismo più slow.
In particolare l’Amministrazione ha avuto la possibilità di segnala re sulla mappa tutte le strutture ricettive del territorio, quali Bed & Breakfast, alberghi, case vacanze private, agriturismi e ogni altra
Si è conclusa il 28 giugno scorso con grande entusiasmo e una partecipazione da record l’edizione 2025 della Sagra della Patata, l’appuntamento annuale che celebra l’inizio delle sagre estive sulla Costiera dei Cech. L’evento, svoltosi sabato 28 giugno presso il campo sportivo di Caspano, frazione di Civo, ha registrato quasi 1000 partecipanti, con le prenotazioni online chiuse già dal giovedì sera precedente.
La regina indiscussa della manifestazione è stata, come sempre, la patata, declinata in diverse ricette: dai tipici taroz alle patate in car-



toccio di speck con cuore di formaggio, dagli gnocchi di patate in due varianti, ai quattro formaggi e al ragù, al roast beef con le patatine fritte. Ben 250 kg di patate utilizzate per preparare i primi 2 piatti e 150 kg di gnocchi andati letteralmente a ruba!
La serata è proseguita con musica e balli, grazie all’intrattenimento dei Fabalà 3.0 con Lupo Alberto, mentre i bambini si sono divertiti sui gonfiabili.
Il GS San Bartolomeo, promotore dell’iniziativa, ringrazia sentitamente tutti i partecipanti, gli instancabili volontari, che si impegnano prima, durante e dopo la manifestazione, gli sponsor e la protezione civile che ha coordinato la viabilità lungo la strada Dazio/Cadelpicco. “Siamo felici di vedere quanto affetto
ruoti attorno alla Sagra della Patata – dichiarano dal Gruppo Sportivo - È la dimostrazione che le tradizioni vive sono quelle che si costruiscono insieme, anno dopo anno. È andato tutto bene, dalla gestione delle prenotazioni online, novità di quest’anno, al meteo favorevole, al coordinamento della viabilità per raggiungere il paese, data la chiusura della strada principale.”
Il prossimo appuntamento per godere di una serata all’insegna del gusto, dell’allegria e della comunità è fissato per sabato 23 agosto con la festa patronale di San Bartolomeo, ma l’invito a visitare il borgo di Caspano è valido ogni giorno dell’anno.
Serena Ferrario
Il Comitato organizzatore della festa della Madonna del Carmine anche quest’anno ha attivato tutte le strutture necessarie, mettendo a disposizione le proprie energie per il compimento di questa tanto amata ed agognata manifestazione che si è tenuta il 18-1920 luglio.
La giornata è iniziata con la funzione nella chiesa della Madonna del Carmine ed è proseguita nel pomeriggio presso in Campo sportivo registrando una grande partecipazione da parte dei residenti e di molti ospiti provenienti da altre frazioni di Civo, i quali hanno apprezzato spettacoli e giochi proposti.
Tutti insieme si sono gustati i piatti tradizionali cucinati dai nostri provetti cuochi e vista l’ottima riuscita della manifestazione non possiamo che ringraziare tutti quanti si sono attivati per l’organizzazione.
Pino Cerasa

La 34° edizione della Sagra di Civo organizzata dall’Associazione “Amici di Civo” ha raggiunto una partecipazione eccezionale con oltre 3000 presenze in tre serate di spettacolo offerto dall’Orchestra di Marianna Lantieri e dalle esibizioni dell’Orchestra di Federica Cocco che hanno ottenuto un altissimo gradimento da parte del pubblico. È con grande soddisfazione che il Presidente dell’Associazione Mario Rossini commenta la buona riuscita delle serate, innanzitutto per la professionalità delle orchestre ospitate ma anche per la qualità dell’offerta gastronomica dei cuochi ingaggiati e dell’efficien-

te sistema organizzativo di quanti hanno collaborato alla realizzazione di questa impresa. A tutti loro va un plauso e un gigantesco grazie.
Anche quest’anno l’evento avrà ripercussioni benefiche perché potremo devolvere un contributo significativo sia alla chiesa che alla nostra comunità.
Ricordo ad esempio che con il ricavato dello scorso anno, e grazie anche al sostegno economico e logistico del Comune, abbiamo dotato la cittadinanza di un defibrillatore.
Alfonso Citterio


Per il quarto anno consecutivo, il nostro paese ha aderito con entusiasmo alla rassegna mandamentale “Alpi Sonanti”, promossa dalla Comunità Montana di Morbegno, confermandosi punto di riferimento culturale e musicale del territorio. Un’edizione speciale, che ha visto anche per il terzo anno la preziosa collaborazione con il Comune di Traona e il fondamentale supporto degli Alpini, sempre presenti nella realizzazione degli eventi. L’inaugurazione è stata il 01 agosto, e come ormai consuetudine, la rassegna mandamentale è stata aperta da Civo e quest’anno ha segnato il ritorno del cantautore Alberto Fortis; artista amatissimo che ha incantato il pubblico con un’esibizione intensa e coinvolgente. Il concerto inaugurale ha registrato

un inaspettato numero di spettatori, giunti anche da fuori Provincia, attratti dalla magia di una serata che ha saputo unire nostalgia e grande musica.
Lo spettacolo è poi proseguito il 19 agosto nella frazione di Serone. Il secondo concerto, ospitato presso le scuole, ha proposto un repertorio pensato per la terza età e dal titolo “Profumi e Balocchi”, nel quale il Funny Quartet con il baritono Nicola Olivieri, strepitoso interprete delle atmosfere del cafè-concerto; hanno fatto divertire e cantare un folto pubblico che anche in questa occasione, ha risposto con entusiasmo, confermando il successo dell’iniziativa.
A latere delle proposte mandamentali, il 17
agosto a Cevo, si è presentata l’occasione di ospitare gli amici dell’Orchestra dei Fiati di Valtellina, di cui fa parte anche il nostro giovane concittadino Elia Baretta. Un concerto vibrante e suggestivo, la musica dal vivo e il tema dell’acqua come filo conduttore sono stati molto apprezzati.
Queste manifestazioni hanno dimostrato ancora una volta come la musica possa essere strumento di unione, memoria e festa. L’intrattenimento è stato assicurato, ma ciò che ha sorpreso è stata la partecipazione: indice che la cultura, quando ben proposta, sa coinvolgere e lasciare il segno.
Barbara Marchetti


La commemorazione a ricordo degli Alpini “che non sono più con noi” si è svolta sull’ampio piazzale davanti alla Baita degli Alpini. Un folto pubblico ha assistito alla cerimonia che ha visto la partecipazione di tanti delegati con i rispettivi gagliardetti, il capo gruppo degli Alpini di Morbegno Guido Luchina e Riccardo Canclini vicepresidente bassa valle. Dopo il suggestivo e commovente alzabandiera e la posa davanti al cippo commemorativo dei compagni defunti di un omaggio floreale, accompagnato dalle note dell’inno italiano di Mameli, il Sindaco di Civo Barbara Marchetti ha dato rilievo al valore profondo della celebrazione, auspicando il raggiungi-
mento di una convivenza dei popoli senza più sacrificare vite umane. Il capogruppo Giancarlo Quinza ha ringraziato tutti i presenti per la significativa partecipazione. La mattinata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa da parte di Don Lorenzo e Don Bruno in memoria degli Alpini caduti. La manifestazione è proseguita fino a tardo pomeriggio sotto l’ampio tendone con il pranzo preparato dagli Alpini che sono riusciti ad ospitare alcune centinaia di persone offrendo una variegata scelta della cucina tradizionale valtellinese.
Alfonso Citterio







Nel cuore della frazione di Regolido, il cui nome deriva dalle querce (rògor) che la circondano, sorge la chiesetta della Madonna di Loreto. Essa appartenne parrocchialmente all’arcipretura di Caspano fino al 1920, anno in cui gli abitanti decisero di aggregarsi alla più vicina comunità di San Provino di Dazio. La chiesa è citata per la prima volta tra il 1636 e il 1637 nel De rebus Vallistellinae di don Giovanni Tuana e nei documenti dell’Archivio Parrocchiale di Dazio, che ne attestano la costruzione. La comunità proseguì i lavori nei decenni successivi: nel 1675 fu realizzata la copertura a volta, tra il 1682 e il 1684 la sacrestia e la casa del cappellano, e tra il 1702 e il 1704 venne edificato e completato il campanile con la prima campana. La sagrestia è impreziosita da un ciclo di af-


freschi, attribuiti inizialmente al Gianolo, ma in seguito riconosciuti come opera di un diverso autore. Sulla volta vi è l’Annunciazione, racchiusa da una cornice in stucco, mentre lungo le pareti si sviluppano, entro elaborate cornici dipinte a festoni, le scene del Trasporto della Santa Casa di Nazareth, della Fuga in Egitto, della Sosta della Sacra Famiglia e di Santa Maria Maddalena penitente.
Nel 1718 il vescovo di Como, Olgiati, descrive la chiesa di Regolido come una piccola replica della Santa Casa di Loreto. All’interno, sopra l’altare, si trovava la statua lignea della Beata Vergine di Loreto.
La scultura, dorata e dipinta, mostra oggi un volto color caffelatte, frutto di un restauro effettuato negli anni Quaranta del Novecento. Sul capo della Madonna e del Bambino spiccano due corone moderne, interamente dorate e decorate con vetri colorati, parte di un corredo che un tempo comprendeva anche un manto e una dalmatica.
Un secondo, più antico e raffinato insieme di corone, in lamina d’argento con pomo dorato e croce, apparteneva al dono del devoto Giacomo Masciadrello, che nel 1761 offrì alla Madonna una veste, un manto e una corona.
Di particolare rilievo è la dalmatica in gros de Tours liseré, un raffinato broccato francese in sete policrome e fili d’oro, il cui motivo “a meandro”, con grandi fiori e tralci sinuosi, ne fa un pregevole esempio di arte tessile settecentesca. Curioso è anche il dettaglio dell’iscrizione ricamata sul davanti, che ricorda il nome del donatore: un elemento solitamente nascosto, reso visibile probabilmente dopo un restauro, a testimonianza della volontà di tramandare la memoria di quell’offerta. Questo gesto, come molti altri compiuti nei secoli, esprime la profonda devozione della comunità, che attraverso l’uso di materiali preziosi volle onorare la Vergine con segni tangibili di fede e riconoscenza. Accanto a questa veste antica si conservano altri abiti più recenti, eseguiti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, in raso di seta avorio o celeste, ricamati con fili d’oro, sete colorate e minute paillettes. I loro motivi (foglie d’acanto, rose e volute dorate) richiamano i fasti dei secoli precedenti, ma con un gusto più rigido e stilizzato. L’uso di queste vesti è purtroppo cessato, probabilmente a seguito degli interventi di ammodernamento degli anni Quaranta sopra citati, ma le opere rimangono come preziosa testimonianza della cura e della devozione dei fedeli.
Nel Settecento, la Vergine era celebrata con messe solenni nei giorni di Pentecoste e della

Natività di Maria. Dai primi anni del Novecento, però, si conserva soltanto la prima, quando il simulacro viene portato in processione per le vie del paese. Un tempo, numerosi fedeli provenienti da tutta la costiera dei Cèch si recavano a Regolido già dalle prime ore del mattino, cantando litanie e inni. La folla era così numerosa da riempire la piazza attorno alla chiesa, tanto che il sacerdote era costretto a predicare dal terrazzino sopra la sacrestia. Tra i partecipanti, i più anziani ricordano gli hómen di Roncaglia, che arrivavano al mattino con una grande croce elevata al cielo e che a sera tornava “penzolante” dopo le degustazioni di vino locale. Per completare la festa, all’usteria dela Marghereta si serviva il tradizionale risotto con brodo di gallina e pezzetti di carne; altri, invece, portavano il pranzo al sacco, spesso perché non potevano permettersi i pasti offerti dall’osteria, e lo consumavano sui terrazzamenti sopra la contrada.
Oggi la chiesetta di Regolido continua a custodire non solo le sue opere d’arte e i preziosi tessuti, ma anche la memoria viva della fede e di questa antica festa, ricordandoci come la bellezza delle tradizioni possa illuminare la quotidianità, unire le generazioni e far sentire ciascuno parte di una storia condivisa.
Filippo Molta
Luca Speziale ci racconta l’esito della sua ricerca sulle origini di Civo attraverso le seguenti note storiche: “ho da poco scoperto grazie a un libro di Giovanni Guler Von Weineck (governatore della valtellina nel1587-88) “Raetia” l’origine di Civo.”
Civo sorge quasi a mezza montagna sopra il piano dell’Adda in un’amena conca; ivi passa in un valloncello un piccolo rivo che serve per i mulini e per l’irrigazione. Questo villaggio è assai antico ed in buona posizione: venne così denominato dal suo fondatore Caio Livio, il quale, si dice, sia venuto dalla Grecia in Italia con l’imperatore Teodosio ed abbia in seguito combattuto contro i Goti sotto Stilicone generale dell’impero romano; poi, varcato il passo di Bormio, sia capitato col suo seguito in questa località della Valtellina inferiore. E il luogo tanto gli piacque che egli e i suoi vi fissarono la propria dimora; tanto più che nessuno osava loro impedirlo, perché quel territorio era solo frequentato da
pastori nomadi, che si aggiravano qua e là fra la valle del Tovate e il vallone di Bioggio (termine connesso con la voce dialettale “bedoia”, betulla, oppure con “Biogio”, soprannome personale), a seconda della opportunità dei pascoli. Il nome del paese così sorto venne col tempo a ridursi per brevità da due parole ad una sola, da Caio Livio trasformandosi in Clivio…poiché ordinariamente Caio si scrive…C.; e questo C., seguito da Livio, diede la forma Clivio.”
Un’altra testimonianza dell’esistenza di Caio Livio si può trovare nel manoscritto di Giovanni Tuana De rebus Vallistellinae” (Delle cose di Valtellina), databile probabilmente alla prima metà degli anni trenta del seicento.


Pensilina a Roncaglia di Sotto per la fermata di STPS, finanziata dalla Comunità Montana di Morbegno
Impegno - Riflessione - Ricerca
L’affresco del Moro, posto all’ingresso principale di accesso da piazza Gianolo al Palazzo Paravicini di Caspano (Comune di Civo, Provincia di Sondrio, Regione Lombardia, Stato Italia), rappresenta un’opera importantissima per l’origine storica, culturale, artistica che la colloca presumibilmente a ridosso di svolte epocali come il Barocco, la Controriforma, l’Illuminismo.
Appartiene al patrimonio materiale dell’umanità e necessita di tempestiva protezione e tutela. Dal punto di vista della ricerca dei legami dell’immagine del Moro con la famiglia Paravicini, la storia di Caspano, le guerre di religione, la storia dell’arte locale e nazionale, le numerose dominazioni estere che sono passate per la Valtellina, vi sono tracce certe che spiegano evidenti e significative connessioni.
L’Associazione per la diffusione del Fondo Pizzigoni ETS, all’interno dei propri scopi statutari, ha accolto la richiesta di supporto dei proprietari per istruire la pratica, raccogliere la documentazione e i fondi ai fini del restauro conservativo che, secondo i migliori preventivi prescelti, è attorno ai 2.400,00 euro, comprendendo anche la ricerca storica e d’archivio. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese ed il Comune di Civo hanno espresso parere favorevole all’intervento. Prosegue così la divulgazione di questo prezioso bene, con il contributo di tutti, per procedere con l’impegno al restauro, che non può essere più rinviato.
Sandra Chistolini Presidente dell’Associazione per la diffusione del Fondo Pizzigoni ETS, pedagogista e formatrice
Roma
sandra.chistolini@uniroma3.it +39 335 731 0719


Le immagini del passato evocano ciò che non riusciamo ad esprimere, contengono dei messaggi che ci sovrastano e ci legano ad un mondo che non conosciamo se non per cenni e rimandi, suggestioni, ricordi, che siamo chiamati, anzi sollecitati ad interpretare, se non vogliamo restare “incollati” all’attualità, alla contingente realtà del quotidiano. E le immagini del passato, prossimo o lontano nel tempo, sono degli “squarci”, delle feritoie, in cui riuscire, per un attimo, a traguardare il passato medesimo per capire meglio il
La ricerca archivistica e storica per l’attribuzione dell’affresco denominato “Il Moro”, sito nel Palazzo Paravicini di Caspano, segue una metodologia scientifica, rigorosa e sistematica che combina diversi approcci investigativi, tenendo conto del contesto geografico, storico e artistico in cui si trova. I conti Paravicini, che avevano la residenza a Milano ed erano originari del nucleo capostipite dei Carcano, si insediarono a Caspano, in Valtellina, dove la presenza del casato data dalla metà del XIII secolo. Tra i membri di spicco della famiglia troviamo Giacomo Paravicini (1660-1729), detto “il Gianolo”, a cui, in una preliminare ipotesi di attribuzione, viene ricondotta la realizzazione dell’affresco “Il Moro”. Un primo studio sulla tecnica pittorica del Gianolo ha evidenziato alcune caratteristiche distintive, in particolare l’utilizzo della pittura a bianco di calce.
A partire dal Seicento si passa infatti dalla tecnica ad affresco, che si limitava agli aspetti più rigidamente decorativi, al bianco a calce dell’età barocca. In questa tecnica, il disegno
Affresco del “Moro”, posto all’ingresso principale di accesso da piazza Gianolo al Palazzo Paravicini di Caspano (Civo), 2025. N.B.: riquadro a lato, particolare della foto ripresa dall’ing. Dario Collini, originario del Palazzo, risalente agli anni 2000, con colori e dettagli del “Moro” più saturi ed evidenti.

nostro presente e il nostro futuro, se le vogliamo cogliere nel loro valore di testimonianza di un patrimonio che appartiene a tutti noi, e di cui aver cura, per il futuro.
Sono, nel fondo, le nostre radici, senza le quali l’esistenza terrena si inaridisce e non fiorisce, non porta frutto, si spegne: un po’ come la fiaccola che per portare luce deve rimanere accesa, se no a che serve?
Ecco allora che l’affresco del “Moro”, del saraceno, della figura orientaleggiante che ci accoglie all’entrata del Palazzo Paravicini, nella piazza Gianolo di Caspano, forse può ancora offrire spunti e tracce di benevola accoglien-
veniva tracciato direttamente sull’intonaco, come si può osservare dalle linee rosse che si evidenziano nelle abrasioni. La tavolozza utilizzata dal Gianolo era particolarmente ricca e vivace.
L’analisi dell’opera ha permesso di identificare i seguenti elementi:
1. la figura indossa quello che sembra essere un turbante elaborato, con piume, tipico delle rappresentazioni rinascimentali di figure orientali o nordafricane;
2. i colori originali dovevano essere vivaci: si intravedono ancora tracce di blu, ocra e toni terrosi;
3. la tecnica pittorica, pur essendo del periodo barocco (XVII secolo), richiama stilemi rinascimentali coerenti con la tradizione decorativa dei palazzi nobiliari del tempo; 4. la posizione sulla porta indica chiaramente una funzione simbolica o protettiva della decorazione.
Nel periodo rinascimentale e barocco, le rappresentazioni di “mori” sui palazzi nobiliari avevano spesso significati simbolici articolati, quali: a) funzione apotropaica, con portieri simbolici destinati ad allontanare il male e
za, di protezione e di buon auspicio per chi si affaccia a quella porta, per poi riprendere il cammino verso il mondo di domani, più consapevoli del nostro passato, da riscoprire ogni giorno nelle tracce, nelle immagini che illuminano la nostra strada!
Essere consapevoli di tutto ciò è già un primo, importante, passo verso la cura.
Comproprietario delegato, architetto, Rovereto (TN) sandroaita@libero.it +39 347 244 4248
proteggere la dimora; b) prestigio commerciale, con indicazione di commerci con l’Oriente o il Mediterraneo, segno di ricchezza e connessioni internazionali; c) simbolismo araldico, con possibile riferimento ad imprese militari, partecipazione a crociate o specifici collegamenti familiari; d) moda decorativa, con figure orientali particolarmente popolari nell’arte decorativa tra Rinascimento e Barocco, simbolo di raffinatezza culturale.
Le conclusioni preliminari conducono all’attribuzione dell’affresco a Giacomo Paravicini detto “il Gianolo”, tale ipotesi di lavoro necessita di ulteriori approfondimenti documentari e stilistici. La ricerca prosegue attraverso l’analisi comparata con altre opere del pittore e lo studio degli archivi familiari per confermare o ridefinire questa prima attribuzione.
Lucica Virginia Bianchi
Tutor formatore e storico dell’arte, ricercatore archivistico Talamona (SO); lucicastudiocultura@gmail.com +39 331 620 9207






Il restauro è stato eseguito per la parte pittorica da Erica Farina con il contributo dell’Associazione per la diffusione del Fondo Pizzigoni ETS, Presidente Sandra Chistolini
La parte muraria è stata curata da Luca Pellegrini, mentre l’impresa Bruno Zugnoni ha donato il posizionamento dei ponteggi. A loro i nostri ringraziamenti, come pure al Comune di Civo per l’attenzione che sempre ha riservato ai nostri progetti.
Questa fotografia in bianco e nero racchiude un pezzo di vita, di famiglia e di comunità. Ritrae mia nonna, mio padre bambino e la signora Maria Carpentieri, che tutti in dialetto chiamavano la Menengarda.
Sul fondo, le case costruite con sassi grezzi e i tetti di piöde, lastre di pietra posate una sull’altra con maestria antica, testimoniano un mondo fatto di semplicità e ingegno. Erano abitazioni umili ma vitali, nate per resistere al tempo e alle intemperie, frutto della fatica e della sapienza di chi viveva di ciò che la terra offriva.
La foto è scattata davanti a una vecchia stalla: luogo di lavoro e di vita, perché nelle comunità di un tempo non esisteva separazione tra la casa degli uomini e quella degli animali.
Relazione sull’affresco votivo di Roncaglia (Civo)
L’affresco si trova sulla facciata della casa di proprietà Rovedatti Patrizia, al civico 34 della frazione di Roncaglia di Civo (provincia di Sondrio, Valtellina).
Descrizione iconografica:
L’opera raffigura la Madonna Assunta con gli Angeli.
La Vergine è rappresentata con volto dolce e atteggiamento raccolto, avvolta da un ampio manto azzurro che ricade sulle spalle e sulla veste rossa, secondo i canoni tradizionali della pittura sacra. Lo sguardo è rivolto verso l’alto e le braccia si aprono in segno di accoglienza e di elevazione spirituale.
Ai piedi della Madonna si dispongono angioletti alati, dai tratti infantili e delicati, che la sostengono e la accompagnano nel suo innalzarsi verso il cielo. Questo dettaglio è tipico delle raffigurazioni dell’Assunzione e la collega alla tradizione iconografica mariana più diffusa in epoca rinascimentale e barocca.
L’affresco è incorniciato da decorazioni geometriche e floreali stilizzate, arricchite da elementi dorati che richiamano il giglio, simbolo di purezza. Alla base della nicchia si trovano fiori freschi e una piccola statua angelica in gesso, che confermano la continuità della devozione popolare. Un faretto moderno permette l’illuminazione notturna dell’immagine sacra.
Significato dei colori
I colori usati nell’affresco non sono casuali, ma possiedono un forte valore simbolico nella tradizione cristiana.
Azzurro del manto: rappresenta il cielo, la purezza e la trascendenza divina. Tradizionalmente era ottenuto con pigmenti preziosi come il lapislazzuli, nelle versioni popolari sostituito da azzurrite o miscele più comuni.
Rosso della veste: richiama l’umanità di Maria, la carità e il sacrificio terreno. È il colore dell’amore e della passione.
Bianco degli angioletti: simboleggia innocenza, luce divina e purezza celeste.
Oro/dorature della cornice: esprime la gloria del Paradiso e lo splendore eterno di Dio; anche se reso con pigmenti a calce gialli e ocra, richiama la luce dorata della santità.
Toni pastello delle decorazioni: hanno la funzione di creare uno spazio “altro”, separato dal contesto murario, introducendo chi osserva in un’atmosfera sacra e meditativa.
Inquadramento storico e culturale
L’affresco si inserisce nella tradizione degli affreschi votivi di facciata, molto diffusi in Valtellina e in altre aree alpine. Queste immagini sacre venivano collocate agli incroci, lungo i sentieri o sulle case private per invocare la protezione della Madonna e dei santi sulla famiglia e sulla comunità.
Il manufatto, pur semplice, testimonia l’intreccio tra arte popolare e fede che caratterizza da secoli la religiosità valtellinese. Ancora oggi, grazie alla cura dei proprietari e dei residenti, mantiene il suo valore devozionale e identitario, costituendo un piccolo ma prezioso tassello del patrimonio artistico diffuso di Civo.
Patrizia Rovedatti
Tutto conviveva nello stesso spazio, in equilibrio, e quell’equilibrio era vita.
La Menengarda appare qui accanto alla mia famiglia con i suoi abiti semplici, il fazzoletto in testa, le mani segnate dalla fatica dei campi. La sua figura rimane impressa come simbolo di un’epoca in cui la dignità stava nelle piccole cose: una cesta intrecciata, un muro di pietra, il profumo del fieno.
Non era solo quotidianità: era identità. E oggi, guardando questa immagine, sento che quelle radici – fatte di dialetto, di pietra, di gesti antichi – continuano a vivere dentro di me.
Patrizia Rovedatti

La storia della mia famiglia di oggi è intrecciata a quella di Roncaglia di sotto, piccolo borgo della Costiera dei Cech che custodisce le mie radici più profonde. È qui che sento forte il legame con questa terra, grazie agli antenati che con amore e sacrificio hanno lasciato un’impronta indelebile.
Mio padre, Rovedatti Diego, da bambino saliva a Roncaglia con la sua famiglia. Conservo nel cuore il ricordo dei miei nonni, Albino Rovedatti e Mazza Antonietta, figure che hanno nutrito con il loro esempio il senso di appartenenza che ancora oggi porto con me. Come accade a me oggi, anche mio padre trascorreva soprattutto le estati a Roncaglia, insieme ai suoi fratelli Emilio e Gianfranco. Le giornate scorrevano tra giochi spensierati nei vicoli stretti del borgo. Ci si aiutava tra famiglie a raccogliere la legna, a rastrellare il fieno, si cercavano i funghi si stava al campo e sul sagrato della grande e maestosa chiesa, centro della vita comunitaria. La nostra casa era abitata dalla signora Maria Carpentieri, cugina di mia nonna. Non aveva figli ed era una donna semplice, contadina,
che ricordo con affetto nonostante fossi ancora piccola quando ci lasciò. Era una donna pacata, sempre vestita con i tipici abiti tradizionali: lunghi gonnelloni, camicie e gilet, calze di lana lavorate a mano, zoccoli ai piedi e un foulard sul capo. Le sue mani, segnate dalla fatica dei campi, raccontavano una vita di lavoro e dedizione. Maria aveva un fratello di nome Riccardo disperso nella guerra di Russia. Conserviamo l’orologio a taschino di Riccardo e le loro pagelle scolastiche con il simbolo del fascio e del Re Vittorio Emanuele III. Tutto ciò che è stato appartiene a noi. Gli alberi genealogici delle nostre famiglie affondano le radici nel territorio, e sui loro lunghi rami, da secoli, sbocciano come gemme nuovi legami. È compito nostro non lasciarli spegnere, ma coltivarli dentro di noi, per ridare sempre nuova linfa alle generazioni future. Perché ricordare significa non dimenticare, e non dimenticare significa continuare a vivere attraverso ciò che ci hanno donato.
Patrizia Rovedatti
Dal latino la parola “legenda” prende il significato di cose che devono essere lette, racconti molto antichi che fanno parte del patrimonio culturale di un popolo ed appartenenti alla tradizione orale.
Le leggende hanno la capacità di diffondere vicende fantasiose creando un racconto che parta da un fatto reale e spesso lasciando un monito. Nell’antichità queste manifestazioni leggendarie avevano riscontro surreale tra le popolazioni rurali ed urbane.
Così anticamente nel borgo di Cevo, piccola frazione del comune di Civo, nella costiera dei Cech, la gente soleva raccontare di alcuni personaggi leggendari quasi mitologici, che vagabondavano nei boschi e che trovavano riparo in alcune caverne per non essere individuati o per sottrarsi a probabili angherie: uomini inselvatichiti, fuggiti non si sa per qual ragione dalla civiltà e dalla comunità, indicati con il nome di “MAZALVÄDECH”, dialettalmente uomini selvatici.
Gli incavi, che fungevano da rifugio per queste creature, erano cavità naturali nella roccia, indicate anch’esse con un nome dialettale che anche solo nel pronunciarlo richiamava le caratteristiche ambientali del luogo, i “CAMARASCH”; luoghi che incutevano timore referenziale e alludendo alle loro condizioni insalubri e buie, creavano nella mente delle persone immagini surreali a discapito del razionale. Sostanzialmente questa specie di grotte, sono anfratti nel terreno o nella montagna, che si potevano esplorare attraversando insenature, ma solamente introducendovisi a carponi e inaccessibili per la fitta vegetazione. Però oggi la scienza e l’esplorazione ci aiuta-

no e sappiamo che la formazione di questi cunicoli ha una spiegazione; infatti sono essenzialmente strati di roccia sovrapposti, causati da millenarie gigantesche frane, le quali formandosi hanno creato delle caverne con delle particolarità: soffioni di correnti d’aria interna che causano emissioni di aria calda e fredda. Visitando quei luoghi si ha la sensazione di tornare indietro nel tempo, in cui si soleva utilizzare le leggende come modo di interpretare le realtà che non si potevano spiegare, descrivendo azioni immaginarie che rientravano nelle consuetudini abitudinarie delle persone di montagna. In questo modo ad esempio i bambini venivano ammoniti di rientrare prima del buio, se non volevano essere presi dai mazalvadech e portati
nei loro camarasch o camer.
Ma se volessimo andare alla scoperta di alcuni di questi luoghi misteriosi ed ancestrali potremmo farlo oltrepassando il ponte che attraversa il torrente Cavrucco e prendendo il sentiero indicato dal cartello segnaletico indicante il tragitto per poter arrivare alla località di Cornolo; infatti ad una breve distanza a ridosso dello sterrato sono poco visibili, ma presenti alcune insenature, che sono attraversate da innumerevoli dedali di gallerie, che si propagano per diversi strati del sottosuolo; passaggi in cui è facile perdere l’orientamento. Un modo semplice per riavvicinarci ai racconti e alle leggende dei nostri avi.
Pino Cerasa
A meno di tre anni dall’avvio della gestione diretta della RSA da parte de Lanuovacolonia, grazie al lavoro incessante di operatori, medici, infermieri, personale amministrativo e tecnico, possiamo confermare che la nostra RSA rappresenta un punto di riferimento e una risposta tangibile ai bisogni sanitari e socio sanitari del territorio.
Proprio in quest’ultimo anno abbiamo raggiunto l’ambizioso traguardo occupazionale: la nostra struttura è stata preferita da oltre 100 nuovi utenti provenienti dalla provincia di Sondrio, ma non sono mancate le presenze da fuori provincia (Milano, Monza, Bergamo).
Il picco di occupazione si è avuto nel mese di luglio, dove abbiamo raggiunto la massima capienza, accogliendo ospiti a volte in situazioni molto compromesse, dando assistenza sanitaria, ristoro, terapie fisiche e supporto psicologico.
Abbiamo inoltre attivato servizi territoriali, recandoci direttamente a domicilio degli utenti su tutto il territorio di Morbegno e Bassa Valle, attraverso il servizio RSA Aperta e le Cure Domiciliari, interfacciandoci con le famiglie e con i bisogni assistenziali più diversi. Grazie alle si-
nergie con la Multiclinica di Morbegno, inoltre è stato possibile offrire prestazioni specialistiche ai nostri utenti in tempi ridotti. Ma il beneficio comune attivato sul territorio è ancora più vasto: i dipendenti e i professionisti che collaborano con le nostre realtà sono aumentati nel tempo, con un indotto occupazionale crescente. I fornitori locali e le convenzioni con il territorio, inoltre, hanno testimoniato la forza della rete creata con la nuova gestione. Prendersi cura è qualcosa che facciamo a tutto tondo, è per questo che voglio ringraziare chi dal primo momento ha creduto in questo progetto e chi si è speso attivamente affinché tutto questo venisse costruito, passo dopo passo per rendere questa struttura un luogo accogliente, professionale, stimolante. Questo è stato possibile grazie all’impegno quotidiano di dipendenti, collaboratori e volontari, che operano con dedizione e profondo senso umano. Un ruolo centrale è svolto dalle nostre educatrici, supportate dal gruppo di volontari della Fondazione Pedroli Dell’Oca, che arricchiscono la quotidianità con attività significative e momenti di autentica condivisione. Il mio grazie va a tutto il personale, ai soci, ai

volontari, ma soprattutto agli ospiti che si sono affidati alle nostre cure e alle loro famiglie.
Dott.ssa Francesca Di Gennaro Direttore Generale
La RSA La Nuova Colonia accoglie una varietà di ospiti con profili clinici e assistenziali molto diversi, offrendo un servizio altamente personalizzato. Tra gli utenti vi sono persone affette da demenza, che necessitano di assistenza quotidiana mirata in un ambiente rassicurante e familiare. La struttura ospita anche

pazienti post-acuti, provenienti da ricoveri ospedalieri, che richiedono un periodo di stabilizzazione clinica e riabilitazione. Inoltre, sono presenti anziani pluripatologici, spesso con comorbidità complesse, che necessitano di una gestione sanitaria continuativa e multidisciplinare.
L’approccio adottato dalla direzione sanitaria è fortemente collaborativo. Viene mantenuto un dialogo costante con i medici specialisti per garantire la continuità delle cure, evitando per quanto possibile il ricorso al pronto soccorso, riservandolo solo ai casi di reale e urgente necessità. Questo metodo consente di ridurre lo stress e i disagi per gli ospiti, limitando ricoveri potenzialmente evitabili e favorendo una presa in carico più stabile e serena.
Tra i servizi di particolare rilievo offerti dalla struttura, si evidenzia il Ricovero Temporaneo di Sollievo, che rappresenta un punto di riferimento prezioso per familiari e caregiver. Questo servizio è pensato per persone che necessitano di assistenza medica e infermie -
ristica continuativa, in un ambiente sicuro, accogliente e altamente professionale. Si tratta di un sostegno concreto anche per le famiglie, che possono contare su cure qualificate in un contesto attento al benessere globale della persona.
La prevenzione delle lesioni da decubito è considerata una priorità assoluta. Grazie a una gestione attenta e quotidiana, non si registrano casi rilevanti. Tutti gli ospiti a rischio sono dotati di materassi antidecubito e vengono seguiti secondo protocolli regolari di posizionamento, con cambi posturali pianificati. Il personale è costantemente formato per riconoscere tempestivamente i primi segni di rischio e intervenire con efficacia.
Ogni ospite ha una storia, e la RSA La Nuova Colonia si impegna a prendersi cura di ciascuno con rispetto, competenza e attenzione. L’obiettivo non è solo curare, ma accompagnare le persone in un percorso dignitoso, protetto e il più possibile sereno.
Dott. Mauro Morganti, Direttore Sanitario
RSA La Nuova Colonia di Civo: un 2025 ricco di emozioni e iniziative per i nostri ospiti
Il 2025 si è aperto con grande entusiasmo alla RSA La Nuova Colonia di Civo, grazie a un programma annuale pensato con attenzione e passione dal team educativo e dall’Ufficio Comunicazione. Il calendario delle attività è stato costruito per offrire agli ospiti momenti di svago, cultura e socializzazione, con particolare attenzione alla dimensione emotiva e relazionale. Musica, teatro, tradizione e attività intergenerazionali sono i pilastri di una proposta che mira a coinvolgere ogni persona, valorizzando il senso di appartenenza e comunità. Tra gli appuntamenti più significativi, il concerto dell’Happy Chorus Gospel Choir di Delebio ha inaugurato l’anno con una carica di energia e spiritualità coinvolgente. A seguire, lo spettacolo teatrale dei Mat de Dasc ha emozionato il pubblico con intensità e passione.
La struttura ha saputo interpretare le esigenze del territorio, facendo sentire gli ospiti “a


casa”. Il Coro Gallo ha proposto canti della cultura locale, mentre il Coro Anteas ha riportato alla luce il repertorio popolare, suscitando ricordi e partecipazione. Un momento particolarmente sentito è stata la Festa della Mamma, celebrata con la musica di Filippo e la sua fisarmonica, presenza ormai familiare nei momenti di festa.
La musica si è confermata un filo conduttore importante. La Banda di Talamona, una serata revival con Klaus, e il concerto della Banda Giovanile di Regoledo e Mello hanno messo in luce il talento delle nuove generazioni, creando ponti tra età diverse. Anche il divertimento ha avuto il suo spazio: lo spettacolo di cabaret con Giovanni Giannini ha regalato sorrisi e leggerezza, confermando la varietà e la qualità della proposta.
Per affrontare il distacco dalle famiglie e dagli animali domestici, la RSA ha ricreato un clima familiare attraverso eventi e iniziative
mirate. Tra queste, la “Chiamata dell’erba”, che ha visto la partecipazione dei bambini della scuola primaria di Serone, è stato un incontro emozionante dove memoria e festa si sono intrecciate. Da fine maggio a inizio agosto, sono stati proposti interventi assistiti con animali, grazie alla collaborazione con “Quel Raglio del Lago di Como”. Cani e conigli hanno portato benessere, stimolazione emotiva e relazioni autentiche. Inoltre, la presenza settimanale di Nina, una cagnolina dolcissima, accompagna festosamente gli ospiti, donando momenti di leggerezza e calore.
L’Ufficio Comunicazione, per voce di Claudio Curgiolu, ringrazia di cuore tutti i volontari e gli operatori che dedicano tempo ed energie a queste importanti iniziative, che proseguiranno nei prossimi mesi e si arricchiranno ulteriormente nel periodo natalizio.
Claudio Curgiolu, ufficio comunicazione
Il 19 dicembre siamo andati all’RSA di Roncaglia per cantare alcune canzoni di Natale. Abbiamo cantato con tanta gioia e allegria, sperando che i nonni si divertissero. I nonni ci hanno ascoltato con attenzione, e quando abbiamo finito di cantare, erano tutti felici e ci sorridevano. Era bello vedere che si divertivano con noi! Dopo aver cantato le nostre canzoni, siamo andati da ogni nonno e gli abbiamo dato un biglietto di auguri che aveva-
mo preparato con tanto amore. Ma quando pensavamo di aver fatto una bella sorpresa, con nostra grande sorpresa, anche i nonni ci hanno dato un biglietto! Ci hanno scritto parole gentili e ci siamo sentiti molto felici. Grazie di cuore, cari nonni, per tutto l’affetto che ci avete dato. Vi auguriamo un Natale pieno di gioia, amore e tanta felicità!
La Classe 1°
Venerdì 21 marzo, in occasione della “Chiamata dell’erba”, noi bambini della scuola primaria di Serone, accompagnati dalle maestre, siamo andati alla RSA di Roncaglia per donare un sorriso ai nonni. La mattina ci siamo ritrovati a scuola come sempre e dopo aver fatto un’ora di inglese ci siamo preparati per partire. Durante il tragitto ci siamo divertiti a suonare i nostri campanacci più forte che potevamo con l’intento di “risvegliare l’erba”, proprio come dice la tradizione.
Giunti alla residenza abbiamo salutato gli ospiti e ci siamo seduti per terra. Dopo esserci un po’ riposati alcuni di noi hanno rivolto delle domande ai nonni; eravamo tutti curiosi di sapere come è nata questa tradizione e se
anche loro, quando erano piccoli come noi, andavano in giro a suonare il campanaccio. Dopo aver ascoltato i loro interessanti e commoventi racconti abbiamo cantato la canzone “Quel mazzolin di fiori”; successivamente abbiamo gustato un’ottima merenda che ci è stata gentilmente offerta dall’Istituto. Infine abbiamo salutato calorosamente gli ospiti e ci siamo preparati per tornare a scuola. Durante il percorso abbiamo visto mucche, asini e cavalli e ci siamo divertiti a scattare una foto di classe.
Questa gita è stata molto bella perché è stato piacevole ascoltare i racconti degli anziani e fare la passeggiata suonando i campanacci.
La Classe 4°


Lunedì 5 maggio tutta la scuola è andata in gita a Bergamo.
Il pullman è venuto a prenderci a scuola, a Ca’ della Linda e a Morbegno e siamo partiti.
Siamo arrivati in Città Bassa, abbiamo preso il bus navetta per andare in Città Alta, abbiamo fatto una passeggiata, poi abbiamo fatto merenda in una piazza.
Dopo siamo entrati a teatro, siamo saliti al secondo piano e abbiamo guardato l’opera “Falstaff. Gli allegri giocattoli di Windsor”. In seguito abbiamo pranzato e abbiamo giocato.
Nel pomeriggio siamo andati all’Orto Botanico, abbiamo diviso la frutta e la verdura e cercato i semi. Infine è venuto il pullman a prenderci e siamo andati a casa stanchi e felici.
La classe 2^
Dopo cinque anni di avventure, scoperte e crescita, ci prepariamo ad affrontare la scuola media. Il nostro percorso è stato caratterizzato da esperienze uniche che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro cammino. Grazie alla scuola senza zaino, abbiamo imparato a gestire il nostro materiale in modo indipendente, a lavorare in gruppo e a condividere responsabilità. Questo ci ha aiutato a crescere a scuola ma anche con la nostra famiglia e i nostri amici.
Tra le esperienze che ricordiamo con più gioia ci sono le camminate all’aria aperta, le feste di classe, le gite scolastiche, le letture condivise e la possibilità di conoscere diversi insegnanti che ci hanno guidato con pazienza e passione. Le tematiche annuali, come i dinosauri, Harry Potter e Jumanji, hanno reso il nostro percorso di apprendimento ancora più appassionante, trasportandoci con la fantasia in luoghi magici e imprevedibili. Le nostre aule, curate e colorate, ci hanno permesso di immergerci ancora di più in questi mondi fantastici. Durante questi anni, abbiamo affrontato paure e difficoltà, ma grazie al supporto delle maestre, dei compagni e delle
nostre famiglie, abbiamo imparato che, con il giusto sostegno, possiamo sconfiggere le insicurezze e raggiungere traguardi importanti. Ora, con un misto di emozione e curiosità, ci prepariamo a entrare nel mondo delle scuole medie. Alcuni di noi sono entusiasti, altri un po’ timorosi, ma tutti siamo consapevoli che questo nuovo capitolo porterà nuove sfide, nuove amicizie e tante opportunità.
Guardando avanti, speriamo di trovare una scuola accogliente e stimolante, proprio come quella che stiamo lasciando. Desideriamo incontrare insegnanti appassionati, continuare a costruire legami e superare nuove entusiasmanti prove.
La scuola senza zaino ci ha preparato ad affrontare il futuro con autonomia, collaborazione e responsabilità. Ora, con il cuore pieno di esperienze, ricordi e insegnamenti, siamo pronti a voltare pagina e iniziare una nuova avventura!
Con il nostro motto salutiamo così la scuola primaria: “LA NOSTRA QUINTA PAURA NON NE HA!”
Gli alunni di classe 5^
Carnevale in “vecchie” maschere
Mercoledì 26 febbraio, noi bambini della scuola di Serone siamo andati a fare una sfilata di Carnevale.
Al mattino, siamo entrati in classe vestiti da “mestieri di ieri” e abbiamo raccontato chi eravamo e come abbiamo creato i nostri costumi.
Verso le 10:00, siamo usciti da scuola, abbiamo sfilato per le vie del paese e abbiamo lanciato i coriandoli e le stelle filanti. Con noi c’erano anche alcuni genitori e nonni.
Dopo, siamo tornati a scuola, siamo andati nel cortile e abbiamo cantato e ballato le canzoni di Carnevale. In seguito, abbiamo mangiato le chiacchiere, bevuto il tè e giocato.
Infine, abbiamo fatto la foto di classe e siamo ritornati in aula. È stato bello vestirsi come una volta perché abbiamo scoperto come si vestivano i nostri nonni e i nostri bisnonni!
Gli alunni di classe 3^

In una splendida giornata di sole, accolto dal calore dei bambini e delle loro famiglie, all’area scolastica di Serone è tornato Babbo Natale a distribuire i doni. Buon successo al “Villaggio di Natale” 2024 dove tante famiglie sono state intrattenute oltre che dagli hobbisti con le loro creazioni, dalla rappresentazione improvvisata della fiaba animata dal titolo “Babbo Natale” tratta dal libro Fantastinando scritto da Alfonso Citterio, dai giochi degli elfi e dalle dolci note delle canzoni natalizie suonate dai ragazzi della Bandella di Morbegno che hanno anche accompagnato l’arrivo di Babbo Natale.
Il 2025 ha avuto un inizio spumeggiante con la partecipazione al “Morbegno Carneval 2025” con il gruppo dell’Associazione Serone Vivo, ma aperto a chiunque voleva partecipare indipendentemente dalla frazione o dal paese, con il tema Cech-Up, ispirato al cartone animato “Up”. Un gruppo di mongolfiere colorate e dallo stile “Casalingo”, partite per l’avventura con destinazione le nostre frazioni. A tal proposito si invita chi fosse interessato a partecipare al “Morbegno Carneval 2026” di contattare i referenti dell’Associazione Serone Vivo.

A maggio il consueto appuntamento mandamentale della “Rassegna dei costumi 2025” ha portato il gruppo folcloristico di Civo Dazio a “sfilare” tra le verdi montagne della Val Masino lungo la pista ciclopedonale che costeggia il fiume. Santa Messa all’area degli Alpini e ritorno per il pranzo conviviale e le esibizioni presso la casa delle Guide a Filorera. Come sempre un bel gruppo numeroso e con la presenza maggiore di bambini. Giugno, la scuola è finita è tempo di vacanze!!! Non per tutti! Dal 16 al 27 giugno, presso l’edificio comunale adibito a scuola primaria si è tenuto il “terzo centro estivo” organizzato dall’Associazione Serone Vivo. Tema ANIMAL WORLD. I bambini divisi in squadre si sono divertiti con giochi a tema, ma soprattutto con tanta acqua!!! Agosto!! Tutti a caccia di sassi! Ottima riuscita per la quinta edizione della “CACCIA AL SASSO”. Sono stati colorati e nascosti ben 300 sassi. 25 i premi a disposizione offerti da vari esercenti del mandamento di Morbegno ai quali vanno i ringraziamenti. Si ringrazia inoltre l’Associazione di Cevo per l’ospitalità e per la merenda.
Loretta Valena




Sara Pedranzini

Ufficio Anagrafe
Lunedì
Ufficio Ragioneria
Ufficio Tecnico
Lunedì
Carabinieri
Comando di Traona 0342.652222 Polizia 112
Vigili del fuoco 112
Distaccamento di Morbegno 0342.610222
Soccorso Stradale 112
Soccorso Sanitario 112 Guardia Medica 116117
Ospedale di Morbegno 0342.607111

Sito web: www.comune.civo.so.it e-mail: info@comune.civo.so.it
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Servizio Associato di Polizia Locale Bassa Valtellina 0342.1980054
Servizio Idraulico (SECAM) Orario d’ufficio 0342.615904
Oltre orario ufficio 329.3636715
Numero verde pronto intervento servizio idrico e ambiente 800.604.905
ENEL per emergenze guasti elettrici 803 500
L’Associazione per la diffusione del Fondo
Pizzigoni ETS, presieduta da Sanda Chistolini, continua ad operare per l’educazione alla tutela e per il restauro conservativo dei beni culturali, architettonici, paesaggistici presenti nel Comune di Civo.
Le attività rilevanti del 2025 sono: il libro sul Palazzo del Podestà di Caspano; gli eventi estivi; il restauro conservativo di Roncaglia di Sotto.
ARTE CULTURA FORMAZIONE
nel Palazzo del Podestà di Caspano del 1560
Sandra Chistolini
EDIZIONI KAPPA