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Cronaca sportiva di ieri e di oggi Anno X Luglio 2018

notizie

Autorizzazione Tribunale di Livorno n° 1109 del 07/05/2009

Lucarelli, un ritorno di fiamma amaranto

De Raffaele, Federico Martini, commerciante in Laguna vince livornese, tedoforo ai Giochi Invernali 2018 il salmastro

Stoyanov jr, un tricolore tra i ‘galletti’ PROVINCIA DI LIVORNO


Cristiano Lucarelli, il mitico ’99’ amaranto, è tornato a casa. Stavolta sarà il condottiero del Livorno Calcio dalla panchina

Due labronici in marcia verso l’azzurro

L’Almanacco

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Direttore responsabile Andrea Puccini Redazione Scotto Pubblicità Via Bengasi, 109 Tel. 0586 403003 Cell. 336 710317 Stampa Industria grafica MYCKPRESS srl Piazza Dossetti, 7 56012 Fornacette (PI)

Una Barbie ‘bestiale’ e livornese

Batista, un genietto della palla ovale

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Med Cup, ballando con le stelle

C alc i o

Coni POINT

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Stoyanov jr., un ‘galletto’ tricolore

Grafica e impaginazione Scotto Pubblicità by Isabella Scotto

Autorizzazione Tribunale di Livorno n° 11 del 7 maggio 2009

Coach De Raffaele, eroe in Laguna

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PROVINCIA DI LIVORNO

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23 r u g by

Stoyanov jr, un tricolore tra i ‘galletti’

Lucarelli, ritorno di fiamma in serie B

30 da n z a s p o rt i va

De Raffaele, Federico Martini, commerciante in Laguna vince livornese, tedoforo ai Giochi Invernali 2018 il salmastro

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La visita storica del Presidente Malagò

at le t i c a

Autorizzazione Tribunale di Livorno n° 1109 del 07/05/2009

Lucarelli, un ritorno di fiamma amaranto

mma

Anno X Luglio 2018

In questo numero

notizie

te n n i s tavo lo

Cronaca sportiva di ieri e di oggi

Il team di redazione In questo numero:

Andrea Masini

Andrea Puccini Direttore responsabile

Mario Orsini

Roberto Scotto

Fabio Giorgi

Editore e raccolta pubblicitaria

Rugby,

Nicolò Cecioni Isabella Scotto Grafica (Almanacco dello Sport

Calcio, Gare remiere

Michela Demi Grafica

Almanacco Notizie)

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Consigli per gli acquisti!

Specialisti del mare dal 1971


dizione numero 28 per l’Almanacco dello Sport livornese. E se non è un record degno di quelli firmati dai campioni di cui da tempo narra le imprese sportive, poco ci manca. Lo storico annuario, creatura ideata e promossa per tutti questi anni con il consueto incessante impegno dall’editore Roberto Scotto, è stato presentato al pubblico nei giorni scorsi. In versione ulteriormente ampliata (ben oltre le 400 pagine, tutte da sfogliare) e patinata, il volume curato da Andrea Puccini con la collaborazione di Mario Orsini, Fabio Giorgi, Andrea Masini, Nicolò Cecio-

I Magnifici Sette per il nuovo Almanacco dello Sport Festa e premiazioni per alcuni miti vincenti livornesi

Edizione numero 28 per il volume che custodisce, anno dopo anno, i tanti tesori sportivi di città e provincia ni, Isabella Scotto e Michela Demi, rappresenta una vetrina a tutto tondo sul meglio offerto dall’attuale panorama sportivo di città e provincia. Una fotografica panoramica a 360 gradi sul movimento amatoriale e agonistico, fino a quello delle eccellenze dei massimi livelli per ciascuna differente disciplina. Tanti articoli, interviste, commenti e foto per raccontare con completezza e dovizia di particolari il presente dei poliedrici talenti le cui stelle costellano il firmamento di una tra le città più medagliate al mondo. Due difatti sono stati i personaggi dell’anno 2017, premiati nell’occasione: tra gli uomini, il trofeo se l’è aggiudicato Walter De Raffaele, ex play Libertas ai tempi della storica finale scudetto e oggi capo allenatore della Reyer Venezia che ha vinto lo scudetto nella stagione 2016/2017. Il prestigioso riconoscimento al femminile è invece andato a Simona Pierucci, arbitro di scherma apprezzata ormai da anni per la propria professionalità e competenza dagli atleti delle principali competizioni internazionali. “Orgogliosi di essere livornesi” recita difatti lo slogan che campeggia sulla copertina dell’Almanacco dello Sport in versione 2017. Nell’immancabile appunta-

Fuori dal Comune

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Un momento della cerimonia di premiazione con le Autorità presenti

mento d’inizio estate, con la cerimonia ospitata stato nella sala consiliare della Provincia, L’Almanacco è stato quindi presentato alla cittadinanza e agli appassionati, alla presenza dell’assessore allo sport Andrea Morini, del Presidente del Coni Point Gianni Giannone, del Prefetto Anna Maria Manzone, di Simone Cardullo intervenuto in rappresentanza del Coni Regionale, di Rodolfo Graziani già Presidente degli Atleti Azzurri d’Italia, di Cesare Gentile, Presidente dei Veterani dello Sport. Oltre alla consueta presenza delle autorità militari, a quella del Liceo scientifico Enriques con un gruppo di ragazzi dell’indirizzo Sportivo che hanno collaborato alla buona riuscita logistica dell’e-

Gufoni, Nenci, Tinghi, Quintavalle, Tocchini, Rigoli e Volpi: questo il mitico ‘settebello’ dei campioni premiati

I campioni con Martini, tedoforo livornese alle ultime Olimpiadi

vento, da segnalare anche una caleidoscopica platea composta da tanti sportivi in rappresentanza delle realtà locali delle varie Federazioni. Accompagnati dalla bellezza e dalla grazia di Miss Livorno e Miss Almanacco in carica che hanno supportato i tanti momenti celebrativi con la consegna dei vari riconoscimenti, si è scelto di omaggiare la sport labronico incarnato dai cosid-

detti ‘magnifici Sette’. Altrettante eccellenze che hanno scritto pagine indimenticabili con i loro trionfi: Bibi Gufoni nel karate, Franco Nenci nel pugilato, Letizia Tinghi per il pattinaggio a rotelle, Giulia Quintavalle, campionessa olimpica nel judo, la nuotatrice Ilaria Tocchini nuoto, Rolando Rigoli sulle pedane della scherma e Marco Volpi, 29 volte campione mondiale di pesca sportiva. La targa “Una vita per lo sport” è stata invece consegnata a Mario Tinghi. Per quanto concerne le varie Federazioni, i premi sono arrivati nelle mani di Rolando Rigoli per la scherma, Michele Borghetti per la Dama, Andrea Puccini per l’Aci, Gioia Tancredi per il pugliato, Maurizio Baldi per la Filkam, Daniele Sircana per il braccio di ferro, Mauro Martelli per il canottaggio, Claudio Kaminsky per la canoa, Paolo Quaglierini per il ciclismo, Alberto Cencetti per l’atletica, Max Martelli per la pesistica, Edoardo Agretti per il calcio, Renato Graziani per il basket, Piero Penicucci per il volley, Fabio Gaetaniello per il rugby, Mario Fracassi per il nuoto, Ivan Stoyanov per il tennistavolo, Marco Paglioni per i cronometristi, Lara Filippi per la ginnastica, Fabio Palandri per il Tiro con l’Arco, Fabio Quaglierini per il Triathlon, Mauro Piazzini per il Motociclismo, Massimiliano Schnack per il golf, Silverio Badalassi del Cicasub, Mario Falaschi per il softball, Renzo Butelli per il biliardo e l’avvocato Minervini per il football americano. Idem per gli “Atleti Speciali” Claudio Rigolo e Martino Seravalli.

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CONI point

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romessa mantenuta. Nelle ore immediatamente successive alla tragica alluvione dello scorso 10 settembre 2017, il Presidente del Coni Giovanni Malagò aveva contattato telefonicamente il Presidente Regionale Salvatore Sanzo e il Delegato Provinciale Giovanni Giannone per sincerarsi dei danni subiti da una delle realtà più prolifiche a livello nazionale sotto il profilo dei tesserati, degli impianti e dei successi ottenuti dalle società e dalle varie federazioni affiliate. In quei frangenti, Malagò promise di ritagliarsi quanto prima possibile un momento per visitare la città dei Quattro Mori e rendere il dovuto omaggio anche al suo blasone sportivo. L’occasione speciale per celebrare una città che rappresenta un vero vanto per lo sport italiano e, allo stesso tempo, comprendere le molteplici criticità che molti sodalizi locali si sono trovati costretti a fronteggiare nel periodo successivo alla catastrofe.

La prima volta di un Presidente Coni a Livorno La cronaca della storica visita in città del numero uno Giovanni Malagò

“Un saluto che ha reso omaggio anche alle 548 medaglie vinte durante le Olimpiadi, i Mondiali e gli Europei a livello assoluto dai nostri concittadini” ha sottolineato Giannone Tra le tappe del tour concentrato di Malagò, un giro veloce ma intenso, c’è stato spazio naturalmente per la visita alla sede del Coni di via Piemonte. Ma la visita ha compreso anche la casa della prestigiosa Accademia Ginnastica Livornese di via Piccioni (un club insignito della Stella d’Oro Coni, ricostituito nel 1950 ma con i primi passi agonistici risalenti addirittura al 1880), il vicino campo di calcio del Carli Salviano e quello di

Il Presidente del Coni Regionale prende la parola, al fianco di Malagò, Giannone e dell’ex oro olimpico nel judo Giulia Quintavalle

rugby dei Lions, oltre all’Accademia della Scherma e il Fides in zona Ardenza, la club house del Golf e la Cassa Edile, dove si è celebrato il saluto ufficiale ai tanti intervenuti, dirigenti, allenatori e atleti, in rappresentanza praticamente completa del meglio che la Livorno sportiva è attualmente in grado di offrire. “Livorno ha qualcosa in più. Ciò è da attribuire forse ad un fatto genetico, ma anche alla cultura sportiva, lo spirito di emulazione, la capacità di tanti allenato-

tare i tanti impianti danneggiati dalla violenza dell’acqua per poi rendere onore alla nostra città, alle 548 medaglie vinte durante le Olimpiadi, i Campionati Mondiali ed E uropei a livello assoluto dai nostri concittadini che rendono la città di Livorno la più titolata d’Italia con tanti grandi campioni ma anche con un tessuto di tanti dirigenti, tecnici e giudici, una miriade di volontari ai quali dobbiamo solo dire “grazie” per quello che fanno per i giovani, per la nostra città con grande dedizione.”

Quella di Malagò è stata una visita storica per la città e la sua blasonata tradizione sportiva

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò insieme a Giannone mentre posano con L’Almanacco dello sport livornese in bella vista 6

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ri e dirigenti e all’abbondanza di impianti – è stato il riconoscimento di Malagò Conosco tanto di questa città, ma ora ho capito perché qui lo sport è questione di vita”. “È stato bello avere su questo tema la presenza del nostro Presidente Giovanni Malagò – ha commentato con orgoglio e soddisfazione il delegato provinciale del CONI Giovanni Giannone, che ha fatto gli onori di casa - Quest’ultimo ha voluto dedicare un’intera giornata a visi-

Tanti gli intervenuti all’incontro con il numero uno dello sport nazionale


spitato dalla sala conferenze della Cassa Edile in via Piemonte, l’incontro tra gli allievi che compongono le due classi quarte della scuola elementare Gramsci e quattro mitici sportivi livornesi che hanno scritto alcune delle pagine più importanti della storia del movimento agonistico locale, si è rivelato un momento molto apprezzato dalla giovane platea. Un esperimento che si è trasformato in un pieno successo: si è trattato difatti della prima iniziativa allestita a Livorno in maniera congiunta dal Coni provinciale e dalle sezioni labroniche di soggetti sempre attivissimi come i Veterani dello Sport e gli Azzurri d’Italia.

Per la prima volta in città si è organizzato un momento in maniera congiunta tra Coni, Azzurri d’Italia e Veterani dello Sport La campionessa del mondo di pattinaggio Letizia Tinghi, la dinastia familiare dei maestri Maurizio Silvestri (il primo nono Dan occidentale della storia) e Michele, padre e figlio nonché fondatori della palestra Zen Club (Sede Nazionale della World Ju-Jitsu Krav Maga Kobudo Association), il pluri campione di canottaggio Mauro Martelli, campione italiano, europeo, mondiale e già uomo record della specialità indoor in sella al remoergometro. Questi gli esempi e le testimonianze virtuose che sono state presentate dal vivo, nel faccia a faccia con gli studenti.

Campioni nello sport, vincenti nella vita I giovani alunni delle Gramsci a lezione di sport grazie a Veterani e Azzurri

Scuola di Sport

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Il poker di sportivi livornesi di successo che i ragazzi hanno preso come modello al quale ispirarsi

I testimonial di valore sono saliti in cattedra per rispondere alle domande e alle curiosità dei ragazzi che hanno voluto capire come si possono raggiungere tali livelli di eccellenza. Nella propria disciplina o specialità agonistica in primis, ma per applicare poi tali regole di impegno, sacrificio, disciplina e costanza anche alla vita quotidiana. Una somma di valori che fa tutta la differenza del mondo tra l’amatore e il fuoriclasse ma che valgono come oro tra i banchi di scuola prima e nel mondo del lavoro e degli affetti successivamente. Immancabile, a contorno la proiezione dell’ormai conosciutissimo fil-

Circa 50 gli allievi delle Gramsci che sono intervenuti per porre domande ai campioni di casa nostra

La giovane platea ascolta con attenzione l’esempio virtuoso portato dai ‘vecchi’ campioni

mato voluto fortemente qualche anno fa da Rodolfo Graziani, numero uno degli Azzurri d’Italia livornesi, per celebrare i talenti vincitori che hanno portato alto nel mondo il nome della città di Livorno. I circa cinquanta bambini delle Gramsci

Trasmettere valori positivi, utili nello sport ma anche nella quotidianità: questo l’obiettivo dell’evento hanno quindi ascoltato con attenzione le parole di Giovanni Giannone, Delegato Provinciale del Coni, dello stesso Graziani per gli Azzurri e quelle di Cesare Gentile, in rappresentanza dei Veterani dello Sport. In agenda, ulteriori tappe in occasione delle quali verranno coinvolti anche gli studenti delle scuole Razzauti e Borsi.

Tutti in piedi durante l’Inno di Mameli

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el canottaggio speciale, Sarzana ha ospitato il primo Meeting Nazionale Indoor Rowing La Missione Sportiva - 3ª Coppa Silvia Bersezio. Ancora una volta, la spedizione livornese targata Sportlandia - GS Vvf Tomei si è ben comportata, centrando successi singoli e di squadra. La squadra nostrana, composta dagli atleti Vittorio Malacarne, Victor Pastenas, Gabriele Morelli e David Belinci, dal tecnico Vvf Tomei Vittorio Pasqui e dagli accompagnatori Giuliana Bertoli e Manlio Oliviero, ha sfidato la concorrenza portata da La Canottieri Armida, La Reale Canottieri Tevereremo, La Canottieri Lazio, La Canottieri S. Miniato, Nessuno Escluso Sarzana, e della Missione Sportiva e Canottieri Velocior 1883, padroni di casa, in rappresentanza di oltre settanta atleti. Ma la sezione nautica che ha casa nella cantina che si affaccia sugli Scali D’Azeglio ha anche ben figurato nell’evento organizzato direttamente nelle acque di casa. Il Palio Special Olympics, dedicato agli atleti con disabilità psicofisiche, svoltosi alla fine dello scorso aprile all’interno della Darsena Nuova con i protagonisti impegnati su barche della tradizione livornese e sui remergometri, ha visto impegnati all’accoglienza anche alunni delle scuole elementari che hanno partecipato al progetto “Livorno, un mare d’amare”. In acqua invece, alcuni studenti delle scuole superiori che hanno seguito un percorso di avvicinamento alle gare remiere. Mentre le gozzette si sono sfidate su un percorso lineare con un giro di boa. Alle gare ha partecipato anche una delegazione di Vigili del Fuoco e le selzioni di Canottieri Tevere Remo di Roma, Canottieri Armida di Torino, Canottieri Velocior della Spezia, oltre a team di Firenze, San Miniato e Sarzana. In aggiunta alle sfide gare in acqua del primo giorno di gare, la domenica gli atleti Special si sono sfidati anche a terra per i memorial “Unico Marconcini” e “Gianni Picchi”, con alcuni re-

Sportlandia e Arlecchino, tutti i colori della vittoria Medaglie al Meeting nazionale indoor rowing e al Palio Special Olympics. Vittoria anche nel campionato di calcio Lega Pro di Quarta categoria

La Nuova Arlecchino ha portato ancora in alto il colore amaranto moergometri posizionati nel quartiere di Porta a Mare . “Livorno è la città che crede maggiormente nelle gare remiere e nelle Special Olympics in generale. E’ senza dubbio uno degli eventi più importanti a livello nazionale” ha aggiunto Mauro Martelli, presidente di Sportlandia. Ad aver organizzato la manifestazione , anche il comitato Palio Marinaro. “Con il Coni, il Miur, l’Uisp, il Comune, l’Autorità portuale, Sportlandia e tutti gli altri enti che hanno organizzato questo evento - ha chiuso il presidente Maurizio Quercioli - vogliamo

I canottieri di Sportlandia sono stati impegnati al Meeting nazionale indoor rowing e al Palio Special Olympics

Un altro momento prima delle gare del Palio Special Olympics

Diversamente sportivi

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aprire un tavolo per far diventare il Palio Special Olympics un appuntamento fisso”. Intanto, la squadra Special del Livorno calcio ha concesso il bis per il secondo anno consecutivo nel campionato nazionale di Lega Pro di Quarta Categoria. Dopo aver messo ko nell’ultimo atto il Siena l’anno scorso, la selezione amaranto rappresentata dalla onlus “Arlecchino” di Matteo Salvini e Natascia Lombardi ha trionfato ancora dominando anche la finalissima contro la Stella del Mare di San Benedetto del Tronto, giocata sul manto erboso dello stadio Valle Anzuca di Francavilla al Mare.A seguito di questo ennesimo successo, i ragazzi livornesi sono stati premiati poi di fronte a uno stadio Adriatico di Pescara colmo di spettatori, accorso

per assistere alla successiva finale playoff della Lega Pro tra Siena e Cosenza ma comunque contenti di poter applaudire una così bella impresa sportiva. Inoltre, la cerimonia è stata officiata direttamente dal presidente di Lega Pro, Gabriele Gravina e dal vice presidente Walter Baumgartner. Un vero e proprio momento suggestivo, da ricordare, per dei ragazzi a cui il calcio regala sempre maggiore fiducia nei loro mezzi anche per la vita quotidiana. A fine giugno, la squadra è stata poi impegnata in un torneo a Coverciano e una piccola rappresentanza di questa è stata addirittura ricevuta e insignita nella sala Koch al Senato della Repubblica.

Lo staff Sportlandia con a capo il Presidente Mauro Martelli

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Calcio

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i risiamo, il Livorno sarà di nuovo in serie B. La città torna dove si merita. Per come si erano messe le cose in un certo periodo dell’anno, possiamo tutti tirare un sospiro di sollievo. Dopo la partenza sprint degli amaranto, con un girone d’andata condotto in tesa con una media punti pazzesca, nel ritorno Luci e compagni hanno fatto passare diverse notti insonni a tutti i tifosi, andando a perdere tantissimi punti anche contro avversari decisamente alla loro portata. Però questo è il bello del calcio e, proprio quando pensi che sia tutto finito, il destino ti riserva le migliori sorprese e le gioie più inaspettate. Ed è proprio così che è andata nel derby di ritorno con il Pisa. Era la gara più attesa dell’anno perché la rivalità tra amaranto e nerazzurri è fortissima e questa partita viene vissuta dalle due città con grandissimo pathos. Se si aggiunge che le due tifoserie non si ritrovavano una di fronte all’altra da ben 16 anni, ci si rende conto di quale mix esplosivo sia stato messo insieme lo scorso 14 aprile all’Armando Picchi. Una vera e propria bomba ad orologeria che è scoppiata dopo solo 7 minuti quando Doumbia ha preso palla prima della metà campo e, con un coast-to-coast mozzafiato, si è presentato davanti alla porta pisana, battendo il portiere avversario e portando in vantaggio il Livorno. Superfluo dire che tutto lo stadio sia diventato una vera e propria bolgia, con un tifo infernale che è andato avanti ben oltre il novantesimo. Il 2-0 segnato da Vantaggiato è stata la ciliegina sulla torta di una

Livorno, sei B… ellissimo! Al termine di una stagione ricca di colpi di scena, gli amaranto hanno centrato l’ambito salto di categoria Testo di nicolò cecioni

Il manto erboso del Picchi invaso dalla folla festante dopo il triplice fischio (foto Cecioni)

giornata perfetta che ha permesso alla squadra di Sottil di battere il Pisa e tornare in tesa al campionato dopo lo scivolone di Olbia. Già, perché, appunto, dopo varie vicissitudini, e il cambio in panchina con l’arrivo di Foschi, il Livorno non era riuscito a ritrovare la continuità e la freschezza della prima parte dell’anno. E, nonostante il successo sul Siena per 1-0, i bianconeri erano riusciti nella rimonta, portandosi a più 1 sugli amaranto. Ma proprio nel giorno del derby i nostri hanno effettuato un controsorpasso,

Il match della svolta, dopo un lungo periodo di crisi, è stato proprio il derby vinto con il Pisa

Un altro scatto simbolico della gioia amaranto con tanto di t-shirt celebrativa (foto Masini) 10

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riprendendo un vantaggio che poi è stato mantenuto fino all’ultima giornata. La settimana seguente, infatti, in Sardegna Vantaggiato e soci non hanno commesso gli stessi errori della volta precedente, tornando a casa con un soffertissimo, ma pesantissimo, 2-3. Accompagnati da circa 200 tifosi, gli amaranto non si sono fatti impaurire dal 2-2 siglato dall’Arzachena a inizio ripresa ma hanno segnato il gol della vittoria proprio con capitan Luci. Il match decisivo per la promozione è stato quello successivo, in casa con la Carrarese. Grazie alla sconfitta del Siena con il Piacenza e al pareggio per 1-1 con i canarini, con il gol realizzato dal Toro

di Brindisi proprio sotto la Curva Nord, il Livorno ha potuto festeggiare il ritorno in serie B con una giornata di anticipo, per poi andare a pareggiare 2-2 al Granillo di Piacenza nell’ultimo torno valevole solo per le statistiche e per far vincere a Vantaggiato il titolo di capocannoniere di C. Adesso godiamoci quest’estate da campioni per poi proiettarci, a settembre, di nuovo nel meraviglioso mondo della serie B. Un mondo che ci spetta e che finalmente ci risiamo conquistati.

Un momento dei festeggiamenti sul campo al termine del pareggio con la Carrarese (foto Masini)


Calcio

Novantanove buoni motivi per tornare a casa Cristiano Lucarelli, da idolo sul campo a condottiero della panchina amaranto Cristiano Lucarelli

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a giocatore ho fatto di tutto per poter indossare questa maglia, da allenatore ho fatto di tutto per rimandare il mio ritorno sulla panchina amaranto. Non perché non mi sentissi pronto o perché non me la senta. Ma prima era diverso, siamo in un momento di ripartenza, chi viene qui deve far rifiorire quegli aspetti che hanno reso grande Livorno. Quella mentalità che si era creata e che ha permesso a questa città di stare in serie A per tanto tempo. Sarebbe stato meno complicato entrare in un qualcosa di più collaudato, ma certo è che adesso è più bello perché si può dare un'impronta come fece Jaconi al tempo».

Testo di nicolò cecioni foto di andrea masini

Una panoramica della festa di presentazione dell’ex bomber numero 99

Il bagno di folla al Picchi in occasione della sua presentazione ufficiale come guida degli amaranto Signore e signori, ecco a voi Cristiano Lucarelli, il nuovo allenatore del Livorno. Società amaranto ed ex bomber 99 si sono cercati, rincorsi, corteggiati vicendevolmente. E alla fine si sono

Lucarelli mostra fiero il suo numero di maglia ‘storico’

trovati. Di nuovo, ancora una volta, insieme a Igor Protti per ricreare un'alchimia magica che in passato ha portato la squadra a calcare palcoscenici insperati. «Fino a 10 giorni fa – ha spiegato Lucarelli alla presentazione, di fronte a oltre tremila tifosi festanti – era una cosa che non avevo preventivato a breve, si è materializzato tutto in poco tempo. Spinelli l'ho sentito pochissimo al telefono». E così Cristiano ha salito di nuovo le scale del Picchi per salutare i suoi tifosi. «Questa volta è stata peggio delle altre, forse perché era tanto tempo che non venivo, che non tornavo in campo davanti a questa gente, di fronte a questi tifosi. Salire i gradini del sottopassaggio oggi è stato diverso dal solito. Sono contento, ovviamente, con tutte le precauzioni possibili, ma sono felice». Lucarelli, comunque, è cresciuto e sa bene che il ruolo di allenatore è molto diverso da quello che aveva come attaccante. Anche perché la priorità è quella di salvarsi e mantenere la serie B. «Non voglio fare proclami perché non posso certo promettere mari e monti. Guardando gli ultimi 20 anni di storia del Livorno, mi fa strano pensare che saremo una matricola in serie B. Ma di

fatto lo saremo e perciò dovremo lottare come le matricole, con lo spirito operaio e combattivo. L'unica cosa che posso garantire è che tutti daranno il massimo fino all'ultima goccia di sudore. Altrimenti, se ci fosse qualcuno che non lo fa, potrebbe diventare un problema. E questo a prescindere dalle vittorie o dalle sconfitte, ma bisogna uscire dal campo avendo dato tutto. Anche perché dalla nostra abbiamo un pubblico meraviglioso, che si incarna molto nella squadra di calcio e non può

“Farò di tutto che i giocatori acquistino il senso di appartenenza e l’attaccamento alla maglia”. prescindere dal fatte che i calciatori diano il massimo. Questa piazza è schiava di un rapporto viscerale con la squadra di calcio, dev'essere in simbiosi con la squadra e perciò farò di tutto che i giocatori acquistino il senso di appartenenza e l'attaccamento alla maglia». Infine, Lucarelli ha fatto anche una battuta sulle strategie di mercato. «Dobbiamo essere bravi a scegliere non tanto i calciatori, ma gli uomini. Perché l'amaranto non è per tutti e bisogna saperlo portare. Chiunque ama questa maglia come me e come Igor e chiunque abbia voglia di seguire i nostri esempi, sarà sempre il benvenuto».

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ono stati circa duemila i visitatori ufficiali che sono transitati nel primo weekend dello scorso mese di aprile nel suggestivo scenario della Fortezza Vecchia in occasione della kermesse ‘I Colori del Calcio’, la manifestazione dedicata alle divise delle più importanti e storiche società di calcio italiane. Buon successo di pubblico e critica quindi per l’edizione ‘numero zero’ di un evento che ha riunito insieme molti dei più prestigiosi collezionisti delle squadre italiane: non soltanto maglie ma anche gagliardetti, spille e tutto ciò che può costituire un gadget che rappresenta la memoria storica del pallone di casa nostra.

Tutte le sfumature della passione per il pallone

Calcio

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Molto gradita la prima edizione de “I Colori del Calcio”

500 società e 4mila maglie nel volume che ha fornito idea e nome per l’evento Non a caso, l’idea della mostra è nata in abbinamento alla nascita di una pubblicazione che porta lo stesso nome. Geo Edizioni ha presentato infatti “I Colori del Calcio”, una ricostruzione di tutte le squadre che abbiano giocato almeno un campionato dalla C alla A. Oltre 500 società, 4000 maglie ricostruite digitalmente, più di 100mila dati storici statistici. La kermesse, alla quale hanno voluto essere presenti con parecchio materiale raro anche alcuni prestigiosi musei di società, su tutte Parma, Genoa, Pro Patria e Vicenza, oltre alle esposizioni a carattere fortemente locale che hanno dato vita a un bel derby combattuto tra lo stand amaranto e quello dei dirimpettai allestito con cura dai cugini neroazzurri del Pisa, ha ospitato però anche momenti di confronto e dibattito interessanti. Incontri ai quali hanno presenziato relatori illustri: Renzo Ulivieri, Tito Corsi, Claudio Nassi, Silvano Bini e Italo Cucci tra gli altri. In più, anche per i più giovani, sono stati ritagliati angoli destinati squisitamente al divertimento: una postazione playstation con il celebre gioco di calcio Fifa 18 oppure, per i più grandicelli e ma-

Uno degli stand con molti cimeli amaranto del Livorno

gari anche un pizzico nostalgici, c’è stata la possibilità di (ri)provare a cimentarsi con il calcio in maniatura da giocare sul panno verde, grazie alla collaborazione fornita dal Subbuteo Club Labronico. Per la cronaca, i risultati del concorso speciale vale a dire il premio destinato a chi ha esposto la maglia più bella, hanno visto uscire vincitore Andrea Ardone di Genova, tifoso sfegatato del Grifone; al secondo posto il ponsacchino Marco Gargani (che è stato anche uno degli organiz-

Simone Panizzi, livornese, è il primo collezionista al mondo a possedere tutte le maglie delle nazionali FIFA

zatori) con una particolare maglia della Fiorentina, indossata da Cencetti, mentre il bronzo è spettato a una maglia del Pisa. Tra le chicche in esposizione, infine, ci sono state anche le due rarità che avevano già fatto bella mostra in sede di presentazione ufficiale: una maglia della Fiorentina indossata da Beppe Virgili nel 1958 e una di Pelè del 1969, quest’ultima fra le primissime versioni in cui la nazionale carioca sfoggiava il paricollo col bordo color verde.

Il lungo muro con appesi alcuni gagliardetti storici

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Atletica leggera

Una città ‘in marcia’ verso traguardi ambiziosi Picchiottino e Finocchietti: talenti emergenti anche nelle nazionali giovanili

Gianluca Picchiottino, uno dei prossimi pilastri del movimento azzurro a livello internazionale

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ianluca Picchiottino è fresco di ‘arruolamento’ da parte delle Fiamme Gialle, inserito nella lista dei nuovi 25 atleti tesserati per partecipare alle competizioni con i colori del Centro Sportivo della Guardia di Finanza. Una promozione maturata proprio al termine dello scorso mese di maggio, assieme all’altro collega marciatore sassarese Agrusti, che ha riempito di gioia il 21enne sino a oggi cresciuto sportivamente in forza all’Atletica Libertas Runners. Lo specialista della 20 km di marcia è uno dei tanti atleti che sono o sono stati allenati dal tecnico Massimo Passoni della Libertas Runners Livorno, assieme all’altro collega di club e di disciplina Davide Finocchetti. Picchiottino ha bagnato il proprio debutto in maglia Fiamme Gialle con l’ennesimo grande risultato, vincendo il titolo italiano under 23 sulla distanza dei 10 chilometri sulla pista di Agropoli, in provincia di Salerno, dedicata alla memoria dell’indimenticato Pietro

Picchiottino e Finocchietti sono due marciatori livornesi che rappresentano anche il futuro della specialità in azzurro Mennea. Ai Campionati italiani Promesse e Juniores, Picchiotino ha battuto la concorrenza del pavese Stefano Chiesa (specializzato nelle distanze più lunghe), che ha provato a resistere ma non ha potuto niente davanti all’allungo finale del labronico. Sesto titolo under 23 in carriera per il marciatore livornese, ottenuto gra14

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zie a una performance cronometrica di 40’17”14. Senza contare l’ulteriore exploit vissuto da Picchiottino a Ancona, dove si era confermato campione italiano indoor nei cinque chilometri di marcia Promesse, peraltro migliorando di 12 secondi il precedente record regionale che resisteva imperterrito dal 1987. Per Picchiottino, le attese sono ora quelle di confermarsi in una seconda parte di stagione dove i Campionati italiani assoluti sono l’evento clou da non sbagliare. Il compagno d’avventura Finocchietti invece è stato un brillante protagonista della spedizione azzurra ai Mondiali juniores a squadre che si sono svolti in Cina lo scorso mese di marzo. Alla rassegna iridata organizzata lungo le strade di Taicang, l’atleta livornese è stato tra i fautori del settimo posto ottenuto dall’Italia nella 10 chilometri under 20. A livello personale, Finocchietti si è piazzato 30esimo, migliorando addirittura il suo primato per-

Menzione particolare infine per il grande appuntamento con la marcia che è tornata a vivere all’ombra dei Quattro Mori nei mesi scorsi: Livorno ha organizzato, grazie all’impegno logistico della dirigenza e dello staff della Libertas Runners, la terza prova del Campionato di Società. In contemporanea a Mariano Comense, dove si sono concentrati atleti del Nord Italia, e di Acquaviva delle Fonti, che ha radunato quelli del Sud Italia, al camposcuola Martelli sono confluiti oltre 200 tra i migliori specialisti della marcia del Centro Italia. Proprio in campo maschile, il concentramento più importante è stato quello labronico: Michele Antonelli, Federico Tontodonati, Gianluca Picchiottino, Giacomo Brandi, Riccardo Orsoni (tra gli under 20) e Davide Finocchietti (tra gli under 18) i nomi più attesi della vigilia che non hanno tradito le aspettative. Proprio Picchiottino ha trionfato in 39’38”27, precedendo lo stesso Tontodonati.

Per Picchiottino, è recente il salto nel professionismo con il Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle sonale con il tempo di 43’39”, già abbassato in precedenza solo un mese prima. Alla più recente edizione dei Campionati Italiani Allievi, evento agonistico con oltre 1600 presenze sulla pista e sulle pedane del Guidobaldi di Rieti, Finocchietti ha concesso poi il bis confermandosi campione tricolore di categoria, ‘scudetto’ detenuto già l’anno precedente. Battute le resistenze della concorrenza, incarnata in primis dal rivale trentino Aldo Andrei. Il portacolori amaranto della Libertas ha fermato il cronometro sul tempo di 43’50”23, una prestazione che equivale anche al nuovo record personale su pista e ha convinto la FIDAL a convocare il ‘folletto’ labronico per vestire l’azzurro della nazionale anche ai Campionati Europei under 18 che andranno in scena in Ungheria.

Tra gli under 20, Finocchietti ha contributo all’ottimo risultato della spedizione italiana ai Mondiali in Cina


stata una stagione remiera meravigliosa, con una competizione in mare accesissima e un livello davvero alto, segno, che tutti gli equipaggi dal primo all’ultimo, si sono allenati con impegno e serietà durante tutto l’anno. Da questa stagione esce ancora una volta come vincitore assoluto il Venezia. Il Trittico anche stavolta non è riuscito perché, come detto, il livello è aumentato ed è difficilissimo riuscire a mettere la prua davanti agli altri in una gara. Figuriamoci in tre. Ma il Cavallino Rosso ci è riuscito alla Risiatori e al Palio. Dopo la vittoria del Pontino al Trofeo della Liberazione, che ha aperto la stagione, e quella del Venezia alla Giostra dell’Antenna, per celebrare la patrona di Livorno, Santa Giulia, i rossobianchi hanno centrato il decimo successo consecutivo alla Coppa Risiatori, la “Maratona del Mare” che quest’anno ha compiuto 40 anni. L’Andrea Sgarallino è partito fortissimo ma, a differenza degli anni scorsi, ha dovuto fare i conti con Borgo e Pontino che sono rimasti alle calcagne dei veneziani fino alla fine. Il duello con il Costante Neri è andato avanti praticamente fin dentro il porto, ma i bianconeri si sono dovuti accontentare di un comunque onorevolissimo secondo posto. Terzo il Leone Alato, quarto l’Ovosodo che ha dovuto guardarsi le spalle da un buon San Jacopo. Poi, Ardenza, Salviano e Labrone. Per quanto riguarda gli Under 18, invece, a trionfare è stato il Borgo, mentre il Salviano si è imposto tra le gozzette femminili.

Una stagione competitiva verso il futuro Venezia ancora protagonista ma non più dominatore: le rivali sono agguerrite. E dal 2019, gozzi in vetroresina

Un momento della cerimonia di consegna ufficiale dei nuovi gozzi

ta, è stato il Borgo che ha chiuso il percorso con un secondo in meno rispetto al Pontino, secondo classificato. Il Venezia è sa-

Venezia vincente alla Risiatori e al Palio ma il Borgo ha beffato il Pontino con il successo per un secondo di differenza alla Barontini Due settimane più tardi si è svolta la Coppa Barontini e per la prima volta nella storia, i livornesi hanno potuto assistere alla gara in diretta grazie al maxischermo allestito davanti alla Fortezza Nuova e ai droni che hanno ripreso tutto dall’alto. E così lungo il Pentagono del Buontalenti è andata in scena una gara mozzafiato, con i gozzi che sfrecciavano in acqua e migliaia di persone sulle spallette a fare il tifo e godersi lo spettacolo. A trionfare, stavol-

Gozzi e remi

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lito sul terzo gradino del podio, poi è arrivato l’Ovosodo, il San Jacopo, l’Ardenza, il Salviano e il Labrone. Tra le ragazze, invece, stavolta ha trionfato il Pontino, mentre Borgo e Pontino hanno vinto a pari merito la gara degli Under 18. La resa dei conti, come sempre, è andata in scena al Palio Marinaro, che per la prima volta in 81 edizioni si è svolto di sabato. Dopo la vittoria in rimonta del Salviano sul Pontino tra le ragazze e quella dell’O-

I vogatori del Venezia premiati sul palco del Surfer Joe dopo il successo nel Palio

vosodo sul Borgo tra gli Juniores, e dopo la sfilata per salutare i vecchi gozzi del 1973 che andranno in “pensione” si è svolta la gara dei 10 remi che ha chiuso la stagione remiera. Il Pontino in corsia 7 è partito fortissimo e ha girato per primo la boa, ma poi il Venezia ha messo il turbo ed è andato in testa. Una posizione che non ha più mollato fino al traguardo, incrementando il vantaggio palata dopo palata. Niente ha potuto il Borgo che ha chiuso 9 secondi dopo e neanche il Pontino che è stato superato anche dall’Ovosodo, salito sul podio come terzo. Quinto l’Ardenza, sesto il San Jacopo, settimo il Labrone e ottavo il Salviano. Il prossimo anno si gareggerà con i gozzi in vetroresina. (Per il testo e le immagini, si ringrazia l’Ufficio Stampa del Comitato Organizzatore Palio Marinario)

Un momento del Palio edizione 2018, eccezionalmente disputato il sabato sera

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Consigli per gli acquisti!


Pisa e Livorno fanno la storia della palla ovale ‘a stelle e strisce’ Il logo della prima squadra nata dalla fusione con i cugini degli Storm Pisa

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à, dove si arenò la provocazione di Romeo Anconetani per il calcio, hanno saputo arrivare concretamente due società di football americano. Gli Etruschi Livorno e gli Storms Pisa. Non si chiama Pisorno, ma West Coast Riders. Che quest’anno ha intrapreso l’avventura nel campionato di seconda divisione, con l’esordio assoluto lo scorso febbraio nella trasferta sull’insidioso campo del Mad Bulls Barletta. Poco male se, come da copione per un esordio, i labro-pisani hanno pagato lo scotto tipico dei debuttanti in termini di esperienza: solo una vittoria raccolta in otto appuntamenti di regular season (successo maturato per 13-7 al secondo supplementare proprio contro i pugliesi e ko di misura in casa con Ravenna alla quarta giornata per 12-14). Inevitabile quindi l’ultima posizione occupata in classifica, tra le quattro compagini che inizialmente hanno composto il raggruppamento B (anche i Pretoriani Roma e i Chiefs Ravenna che, rispettivamente, hanno occupato i primi due posti). Malgrado la stagione avara di soddisfazioni sul campo, quella inedita è però una franchigia che realizza un sogno nato 30 anni fa. Ai tempi, un gruppo di giocatori livornesi si unì ad altri provenienti da Pontedera, di scuola pisana, grazie all’intuizione di due presidenti che si incontrarono e decisero di fondere le due realtà. La creatura prese il nome di Etruschi Pontedera e fornì materiale umano

agli allenatori per creare un gruppo molto forte, al punto che fu vinto il campionato di A2. A fine stagione però, problemi fra dirigenti fecero naufragare tutto. Nicola Minervini, presidente degli Etruschi Livorno, faceva parte assieme a Antonio Adori, attuale numero uno degli Storms. Idem per Matteo Dinelli, capo allenatore oggi dei West Coast Riders. Gli Etruschi, dopo varie peripezie, si sono ricosti-

Campo di casa, a fasi alterne (perché la metà delle partite e degli allenamenti si sono giocate a Pisa), in via Turati zona Shangai. “Abbiamo una bella struttura in città - continua Minervini - che condividiamo con una squadra di amatori di calcio. Un campo fruibile grazie alla sensibilità dell’assessore allo sport Andrea Morini”. Immagini tratte dalla pagina facebook della squadra (foto di Paolo Giannelli)

Football americano

West Cost Raiders, touchdown oltre il campanile

L’esperimento della fusione Livorno-Pisa nel football era già stato tentato ma durato una sola stagione tuiti nel 2014. E, con l’amico Adori, Minervini ha pensato di rispolverare il progetto. “L’occasione è arrivata dopo l’epilogo della scorsa stagione. Con Pisa in seconda divisione da tre anni, gli Etruschi un po’ più indietro per motivi di programmazione e consolidamento, una categoria sotto, ma con molti bravi elementi, pronti ormai a cimentarsi a livello superiore. Due realtà belle, ma alle quali mancava qualcosa per definirsi compiute. Grosso merito va ai tecnici. Tutti quanti, in breve tempo, si sono accorti che la strada della fusione era giusta. Si è creato quindi un clima fantastico, goliardico e dai grandi valori sportivi”. Per la scelta del nome invece Pisorno non ha avuto un grande appeal: “Un lavoro di brain storming ha portato alla scelta da parte degli stessi giocatori. Che hanno deciso pure i colori: grigio e nero. Colori sobri, eleganti. Come vogliamo essere noi. Facendoci notare, semmai, per cosa riusciremo a produrre sul campo, facendo leva sulle nostre fondamenta tecniche che, nel tempo, son sicuro, emergeranno”.

Prima del fischio d’inizio della sfida persa per un soffio

Team West Coast Raiders 2018

Allenatori: Matteo Dinelli (Head Coach); Francesco Martini, Antonio Mertoli (Offensive Coordinator); Gabriele Gabbani (Defensive Coordinator); Jacopo Bardini, Giampaolo Gradi, Marco Orsolini (Assistant Coach); Lele Altobel (LB Coach); Pietro Simonelli (DB Coach). Quarterbacks: Vaccaro, Campora A. Runningbacks: Landi, Campora L. , Galletti, Moretti, Livera, Orselli. Wide Receivers: Bardini, Minervini, Toni, Magnanini, Tamberi. Tight Ends: Campora P. Linebackers: Scaramelli, Guarneri, Mancini, De Fabiis D., Aprea, Piaggio, Giaccaglini. Offensive: Ausilio, De Fabiis D., Tamberi, Donati, Casetta, Lucchesi, Campora P. Defensive Backs: Difesca, Lombardi, Pirello, Di Cristina, Solfanelli, Falduto, Balestri, Tamberi. Defensive Line: Gomiero, Tarabella, Fusari, Marchi, Alaimo, Bocchia, Bini Verona.

Faccia a faccia nel confronto con i Chiefs Ravenna

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Basket

Altro che anonimo: Walter è sempre più veneziano Coach De Raffaele, premiato come ‘Atleta dell’anno’ alla festa del nostro Almanacco annuario, ha riportato in auge la palla a spicchi in Laguna Walter De Raffael

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resco di rinnovo di contratto, allungato sino al 2021, Walter De Raffaele è stato ormai adottato, e non solo sportivamente, da una delle città più romantiche e conosciute al mondo. Tifoseria, società e cittadinanza: tutta Venezia è innamorata pazza del tecnico livornese che nel giro degli ultimi due anni ha riportato alla gloria i colori orogranata della Reyer sponsorizzata Umana. Prima lo storico scudetto (il tricolore mancava dal 1943), poi la scorsa primavera, anche la conferma di un livello altissimo toccato ormai anche nel contesto europeo, già assaggiato peraltro con la precedente Final Four di Champions League. Nell’atto conclusivo della Fiba Europe Cup, De Raffaele ha fatto coincidere la prima finale della sua carriera (peraltro tutta italiana contro Avel-

Walter De Raffaele esulta dopo una delle tante vittorie con l’Umana (foto tratta da reyer.it)

lino), con il primo successo continentale. Una sorta di crescendo trionfale per l’ex play di scuola Libertas, premiato quest’anno anche con il prestigioso Oscar del Basket in qualità di al-

da vice di Mazzon, Markovski e Recalcati e poi promosso a primo timoniere nel febbraio 2016 - Questo rinnovo di fiducia nei miei confronti, mi rende molto orgoglioso e mi fornisce ulteriore spinta per proseguire. Arrivando a

Contratto allungato di altri tre anni al tecnico livornese: la Reyer punta alla collaborazione ‘decennale’ con De Raffaele

De Raffaele, con il Presidente Casarin, in visita agli atleti della Reyer Tonut e Biligha convocati nel ritiro della nazionale 18

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lenatore dell’anno. Insomma, una bel- scadenza, si tratterebbe di una collabola marcia di avvicinamento per il prossimo significativo compleanno, con il coach livornese prossimo a spegnere le 50 candeline a fine ottobre e ‘blindato’ professionalmente per altri tre anni (oltre all’opzione per un ulteriore biennio) con la città del Leone Alato. “È un orgoglio continuare. Sono molto felice – è il commento dell’allenatore approdato a VeneIl tecnico intento a impartire ordini a un suo giocatore zia ormai sei anni fa, prima (foto tratta da reyer.it)


Basket

gruppo, anche se guardando il roster attuale, non è rimasto molto di quello ‘scudettato’ di due anni orsono – spiega il labronico, che a oggi (fine giugno, ndr) ha già incassato tra gli altri i rinnovi di Tonut jr, del play De Nicolao e del centro titolare, lo statunitense Watt - Confermare la spina dorsale e inserire nuovi valori aggiunti. Un ri-

L’ex Libertas si prepara a festeggiare alla grande il compleanno significativo dei 50, con un’altra finale nel mirino

Il coach livornese ha riportato in Laguna il tricolore che mancava dal 1943

razione che andrebbe oltre il decennio. Di questi tempi, è merce davvero rara. Quasi un record. Mi sento davvero parte di un progetto importante e stimolante. E, soprattutto, di quella che è una vera e propria famiglia: non posso quindi che ringraziare il club, il presidente Casarin e il Sindaco Brugnaro che è il nostro primo grande tifoso”. Perfettamente calatosi nel modo di vivere e pensare dei lagunari (“Ho imparato abbastanza bene anche il dialetto, almeno a capirlo…” confida sorridendo), De Raffaele si gode pienamente il ‘magic moment’. “Oltre alla solidità economica, aspetto non così scontato di questi tempi nello sport italiano, mi piace la con-

gular season 2017/2018, sarebbe stato più facile migrare altrove per sfuggire all’inevitabile pressione causata dal fatto che sarà oggettivamente difficile fare ancora meglio. “Di contatti e richieste da altri club, sia italiani che esteri, ce ne sono stati. In fondo, il mercato odierno è sempre aperto. Però qui a Venezia le condizioni sono davvero quelle ideali, anche per la mia famiglia – confessa De Raffaele – E poi il margine per restare ai massimi livelli c’è sempre, magari centrando un’altra finale….”. La strategia è quella secondo il celebre adagio del ‘squadra che vince non si cambia’, o quasi. “Stiamo cercando di riconfermare lo zoccolo duro del

Scudetto, Fiba Europe Cup, una Final Four di Champions, due semifinali scudetto, una finale di Supercoppa italiana e un primo posto con record di punti nell’ultima regular season creta programmazione del futuro che contraddistingue questa società. La Certificazione Etica nello Sport ricevuta nel 2011, con la Reyer prima società sportiva professionistica in Italia a ottenere un tale riconoscimento, ne è l’esempio lampante. E poi la Reyer School Cup, un’iniziativa con la quale la società si ritaglia uno spazio nel panorama sportivo e culturale cittadino Il progetto della costruzione di una nuova Arena e tanto altro” è elenco dei buoni motivi per rimanere, snocciolato dal tecnico. Eppure dopo aver collezionato uno scudetto, una Fiba Europe Cup, una Final Four di Champions, due semifinali scudetto, una finale di Supercoppa italiana e un primo posto storico (con record di punti, 46) nella re-

cambio bilanciato, per parlare comunque un linguaggio comune fin dai primi allenamenti.” Un dialetto ben conosciuto, come quello che profuma di salmastro e che è condiviso dai tanti allenatori ‘amaranto’ che hanno affollato le panchine di serie A nell’ultima stagione. “Otto toscani, di questi cinque concittadini. Davvero numeri straordinari che mi inorgogliscono, come livornese e come uomo di basket. L’unico, grande rammarico è quello di essere costretti a raccogliere queste glorie professionali lontano dalla nostra città natale – confida De Raffaele – Purtroppo, per la Livorno cestistica manca ancora oggi una visione progettuale d’insieme, il fondamento necessario per poter ricostruire un movimento di alto spessore. Le forze sono ancora troppo frammentarie e sporadiche. Una società ben strutturata, magari costruita intorno a un intento comune di più soggetti, è la condizione indispensabile: di volontà di fare ce n’è in abbondanza ma non serve a nulla se non è assistita dalla possibilità concreta di mettere in pratica le idee.”

De Raffaele ritira il premio ‘Atleta dell’Anno’ in occasione della recente festa di presentazione del nostro Almanacco annuario

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MMA

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hiara Penco, Beasty Barbie per le avversarie, è la nuova campionessa mondiale dei pesi paglia femminili (52 kg, categoria Strawweight) del circuito EFC (Extreme fighting championship). Il fenomeno emergente delle MMA è una 22enne livornese doc balzata agli onori delle cronache per l’exploit centrato nel marzo scorso ma certamente preparato con meticolosa applicazione nel corso dell’anno precedente dalla ragazza assieme al tecnico Massimo Rizzoli. A Carnival City, in quel di Johannesburg (Sud Africa), la Penco ha affrontato e battuto Danella Eliasov con una leva al braccio al 1’44” del quarto round. Dopo aver vinto i primi due round, la Penco ha subìto il ritorno della locale (tutt’altro però che beniamina di casa, visto che Chiara era riuscita ad accattivarsi anche i favori del pubblico) ma è riuscita comunque a portare a termine la terza ripresa, costringendo la contendente ad arrendersi nel quarto round dopo un armbar, una tecnica di sottomissione rivelatasi vincente. Terza vittoria in altrettanti match per submit della livornese , quest’ultima la più importante e prestigiosa. Dopo i successi al Golden Cage di Milano (dove tornerà a combattere anche nel 2018), la Penco aveva affrontato e battuto la francese Judith Levi, e poi in estate, a Montecatini Terme, era arrivato il bis con la portoghese Diana Tavares. Prima del big match in Sudafrica, reso possibile dalla prestigiosa Superbia Management che ha voluto fortemente mettere sotto contratto il potenziale della la-

Una Barbie livornese e ‘bestiale’ Chiara Penco è la nuova campionessa mondiale del circuito EFC. La conferma al Golden Cage di inizio giugno

L’abbraccio con il tecnico Rizzoli dopo la conquista del titolo mondiale

bronica, complessivamente Chiara non aveva neanche messo insieme 5 minuti effettivi di combattimento. Oltre al fattore legato all’altura, l’incognita più grossa per la Penco alla vigilia del tito-

Prossima sfida a ottobre 2018: sarà ancora il Sudafrica il placoscenico dove difendere la cintura mondiale

Il match vinto a Milano, nello stesso evento dove un anno fa aveva esordito 20

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lo mondiale era legata a un possibile calo di tenuta e una carenza di esperienza, visto che il match iridato si disputava su 5 round da 5 minuti ciascuno. Un interrogativo però risolto a meraviglia dalla cameriera di professione, anche se si spera ancora per poco. Il sogno dell’ingresso nella blasonata e ben più ricca UFC si avvicina sempre di più per la Penco, anche in virtù della conferma giunta proprio a inizio dello scorso mese di giugno, in occasione di un appuntamento prestigio-

so come il The Golden Cage. Il blasonato evento milanese, nel quale la nostra beniamina aveva già esordito nel 2017 e dove avrebbe dovuto affrontare in origine Donna Cheli, messa fuori gioco però proprio alla vigilia del match da una frattura all’indice della mano destra. La nuova avversaria di Eagles 9, Elena Andruschenko, si è rivelata un test probante ma non abbastanza forte da mettere in dubbio la grinta della campionessa. La Penco ha trionfato subito al primo round per Mata Leao (una tecnica che prevede la presa al collo da dietro). Troppa la determinazione della li-

Dopo l’exploit con il titolo iridato, è arrivata la conferma con la nuova vittoria al Golden Cage di Milano vornese che, come racconta il suo allenatore Rizzoli, “non ha sbagliato, nè concesso niente. Un lavoro tattico e tecnico svolto perfettamente”. Un’altra bella soddisfazione per la ventiduenne, lanciata verso l’élite della specialità ma che sarà chiamata superare un nuovo, ennesimo esame difficile il prossimo ot-


“Beasti e Barbie” Nata: 21/11/1995

MMA

Chiara Penco

Altezza: 162 cm Peso: 52 Kg Record personale: 100% vittorie (4 sottomissioni) RISULTATI

La ‘Barbie’ livornese in azione all’ultimo evento milanese

tobre: in agenda la difesa del titolo EFC di ottobre contro un’avversaria molto forte designata dalla Promotion Sudafricana, di cui per il momento però resta ancora sconosciuto il nome. “Un grazie a Superbia Management per le opportunità – conclude soddisfatto Rizzoli - Grazie ad EFC per lo spazio concesso. Grazie ai nostri ragazzi del Rendoki che come sempre sostengono la loro compagna.”

Il profilo

“Da piccola giocavo a pallavolo, ma lo sport di squadra non mi piaceva, sicché un po’ per curiosità mi avvicinai al mondo delle arti marziali miste: mi sono ambientata presto.

Nel giro di cinque anni sono arrivata sin qui, da due mi alleno alla Rendoki” racconta Chiara con soddisfazione. “Ogni volta che combatti impari qualcosa di nuovo, è una sfida continua. Non ti annoi mai e tocchi con mano i miglioramenti. Ti rende più sicuro di te. Non è vero che i fighter sono tutte persone fuori di testa: per la maggior parte sono persone che affrontano la vita e i problemi con massima serenità. Anche questi sono gli insegnamenti di questo sport. Mi hanno sempre chiamato Barbie per il mio aspetto fisico, però dentro sono una bestia.

Vittoria con Judith Levi (submission, armbar) al primo round in 1’28” al The Golden Cage Vittoria con Diana Tavares (submission, triangle choke) al primo round in 3’13” al Luctor 2017 Vittoria con Danella Eliasov (submission, triangle choke) al quarto round all’EFC Worlwide 67 Vittoria con Elena Andruschenko (submission, rear naked choke) al primo round in 4’02” al The Golden Cage 2

Ex pallavolista, la Penco ha bruciato le tappe nel mondo delle MMA: in un anno dall’esordito è già in cima al mondo

L’immagine celebrativa dell’impresa iridata della Penco

Fuori ci tengo all’eleganza e al mio aspetto fisico, dentro però ho una parte primitiva che esplode e che mi permette di affrontare l’avversario quando salgo sul tatami”. Chiara si allena dalle tre alle quattro ore ogni giorno alla Rendoki, sulla gamba un tatuaggio raffigurante i suoi primi guantoni “Non è stato facile convincere la mia famiglia che volevo proseguire, più che altro per la paura che provano i miei quando assistono ai combattimenti. La crescita di questo sport nel panorama femminile è lenta anche per via di questi pregiudizi. Tutti pensano che sia uno sport violento, non adatto alle ragazze. Si sbagliano: ti infonde sicurezza.”

Chiara al peso mostra i muscoli prima del Golden Cage

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Un primo piano del giovane talento italo-dominicano

Rugby

Batista, le formule vincenti anche in azzurro

Albert Einstein, un nome e una storia singolari, sta inventando mete per i successi con l’Italia giovanile Testo di fabio giorgi

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ell’anno di grazia 2000, coronando un lungo sogno, l’Italrugby è entrata a far parte del ‘Torneo delle Sei Nazioni’. Sempre in quell’anno sono giunte due mete di grande prestigio per la palla ovale labronica: la promozione (ahinoi l’ultima...) del Rugby Livorno nella massima serie nazionale ed il titolo italiano di categoria dal Rugby Livorno under 18 (l’unico scudetto colto finora da una formazione labronica). Sempre nel 2000 – il 10 giugno – è nato un rugbista che con i suoi ‘passi da gigante’, si sta mettendo in grandissima evidenza a livello internazionale. Il giocatore in questione (prossimo maggiorenne...) è Albert Einstein Batista, trequarti ala del Granducato Livorno under 18. Il giocatore giallo-bianco-rosso è ormai punto di riferimento delle nazionali italiane under 18 e under 20.

Per Batista, due sigilli personali negli storici successi delle selezioni azzurre contro i pari età di Scozia e Inghilterra “Non nego – dice Batista tra un impegno sportivo e l’altro – la soddisfazione di aver contribuito nel giro di poche settimane a successi memorabili delle due rappresentative azzurre. Con le nazionali giovanili e con i Centri di Formazione della FIR stiamo lavorando in modo intenso ed i risultati, per fortuna, ci stanno dando ragione». Stanno dando ragione soprattutto a questo atleta italo-dominicano, capace di realizzare mete pesantissime sia allo ‘Stadio della Vittoria’ di Bari (di fronte ad oltre 5000 spettatori entusiasti), sia all’Arms Park di Cardiff (uno dei templi della palla ovale gallese). In terra pugliese l’Italia under 20 si è imposta 45-31 sui pari età della Scozia nel ‹Sei Nazioni› di categoria; poche settimana più tardi, a Cardiff, l’Italia under 18 ha battuto 32-30 i coetanei dell’Inghilterra nel 6 Nations Festival.  “Il rugby – dice Batista con un po’ di

I festeggiamenti dell’Italia U18 dopo la vittoria di Cardiff contro l’Inghilterra

modestia – è uno sport di squadra e le vittorie sono possibili solo se tutti gli elementi danno il massimo. Non è importante chi realizza le mete. Soprattutto giocando all’ala, diventa più facile e direi naturale sfruttare il lavoro di tutti i compagni e depositare oltre la linea bianca. Ciò premesso, sono davvero contento di aver segnato in queste due memorabili partite due mete”. A Bari, il giocatore del Granducato è andato a bersaglio subito al 3’: la sua segnatura ha consentito di sbloccare il punteggio. A Cardiff, invece, la sua meta è arrivata quasi al tramonto del match ed ha consentito di effettuare il definitivo allungo. Batista gioca nella rappresentativa under 18 del Granducato Livorno, Franchigia sorta nel 2015 e frutto del lavoro sinergico tra le società cittadine dei Lions Amaranto e degli Etruschi.  “Sono nato – illustra – a Santo Domingo, e, con la mia famiglia mi sono trasferito a Castagneto Carducci nel 2009, quando avevo 9 anni.  Ho iniziato a praticare rugby nel Rufus San Vincenzo. E’ stato il tecnico regionale Andrea Brancoli a portarmi poi a giocare nel Livorno Rugby. Successivamente sono passato nel Granducato”. Dopo le due mete siglate a Bari e a Cardiff, chissà se Batista trascinerà i gial-

lo-bianco-rossi verso obiettivi di spessore (il titolo italiano di categoria?).   “Viviamo alla giornata – aggiunge – anche se sappiamo che abbiamo importanti potenzialità”. Non a caso, anche altri giocatori del Granducato under 18 (Gianmarco Lucchesi,  Federico Mori,

“Sono nato a Santo Domingo e mi sono trasferito a Castagneto Carducci nel 2009. È stato il tecnico regionale Andrea Brancoli a scoprirmi” Nadir Krifi, Ratko Jelic, Rocco Del Bono e Jacopo Del Fiorentino) sono nel giro delle nazionali giovanili. Dopo aver sfiorato, nel 2006, lo scudetto under 16, ora la squadra labronica giallo-bianco-rossa è in lotta per il titolo italiano under 18. La Franchigia – come evidenziano i tanti talenti inseriti nei Centri Federali e nelle rappresentative azzurre – sta facendo crescere giocatori di indubbio spessore. L’under 18 del Granducato è allenata da Fabio Gaetaniello, un nome una garanzie. A livello di squadre di club, alcuni elementi del Granducato sono tesserati Lions, altri (come Batista) sono tesserati Etruschi.

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Tennis Tavolo

Niagol, due titoli tricolori per un sogno olimpico Stoyanov jr., oggi protagonista in Francia, è ancora Campione d’Italia

Niagol con la nuova casacca biancorossa del CAEN

“D

opo il titolo del 2014, finalmente arriva il bis. In carriera ho altre cinque finali perse, l’etichetta del secondo mi piace poco - confessa Niagol Stoyanov, oggi impegnato nelle competizioni nazionali sotto l’egida delle Fiamme Azzurre - Essere tornato campione italiano, mi dà una carica enorme per affrontare tutti questi impegni al meglio”. Una soddisfazione impreziosita pure dalla rivincita che Stoyanov jr. si è preso in semifinale contro il ‘nemico-amico’ di una vita, Mihai Bobocica: lo stesso che ebbe la meglio su di lui, all’atto conclusivo nel 2017. A Terni, tradizionale sede ospitante dei campionati italiani, il figlio d’arte ha difatti infilato al collo sia la medaglia dell’oro nell’individuale (un tabellone dove in finale si è imposto sul rivale Mutti tesserato anch’esso per un

Stoyanov jr. con i compagni azzurri in occasioe di uno stage

Gruppo Sportivo delle Forze Armate, precisamente per l’ Aeronautica Militare), sia quella del doppio maschile (un successo con percorso netto, ottenuto in coppia con l’aviere bresciano Marco Rech Daldosso nonchè vero recordman

Due nuovi titoli italiani, in singolo e in doppio, e tanti impegni in agenda con la maglia azzurra

Stoyanov con la casacca azzurra impegnato al servizio (fonte fitet.org) 24

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della specialità, al sesto successo consecutivo). La finalissima del singolo è stata poi molto emozionante, a causa della costante altalena seguita dallo score e terminata non a caso 4-3 (11-6, 3-11, 1012, 11-5, 11-4, 9-11, 11-8 i parziali nel dettaglio). Un copione che ha mantenuto inalterata la suspance sino al settimo e decisivo parziale, quando il livornese è riuscito a rompere gli indugi solo grazie a un break decisivo di tre punti a zero sul 9-8 in suo favore. Una doppietta tricolore che ha fatto da miglior preludio possibile al proseguimento della lunga e intensa stagione agonistica che attende da qui a breve il campione livornese: subito dopo essere sceso dal podio umbro, Stoyanov jr. è volato in Qatar per giocare un prestigioso torneo Open, poi un seguente appuntamento con la nazionale prima in Polonia e infine agli attesi Campionati iridati a squadre che quest’anno sono stati organizzati dalla Svezia a cavallo tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Nel frattempo, dopo il 3-0 sulla Norvegia, l’Italia maschile ha conquistato anche il secondo successo nel girone della prima fase di qualificazione ai Campio-


Nato: Sofia (Bulgaria) - 31/05/1987 Altezza: 181 cm Peso: 80 Kg Stile di gioco: Destro, presa europea, attaccante

Tennis Tavolo

Niagol Stayanov

PALMARÈS Titoli italiani giovanili vinti

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Titoli italiani assoluti vinti

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Scudetti 1 Semifinalista Champions League 2017 Il podio del singolare maschile di Terni 2018 con Stoyanov esultante (fonte- toscana.fitet.org)

nati Europei del 2019. A Tel Aviv, la selezione del Direttore tecnico Patrizio Deniso ha superato i pardoni di casa di Israele per 3-1 con il punto firmato proprio da Niagol, opposto a Michael Tauber. A dimostrazione del buon momento di forma attraversato dall’attuale numero 78 del mondo, c’è il fatto che anche in questo caso ha saputo ribaltare l’iniziale svantaggio e chiudere 1-3 (14-12, 4-11, 7-11, 8-11 i parziali). Prossimo impegno il 22 maggio, in casa contro il Kosovo. “Con l’Italia puntiamo a risalire la china nel ranking e tornare nella prima fascia mondiale, visto che siamo retrocessi in seconda divisione e fuori dai primi 24 Paesi che contano – è il buon proposito del livornese d’adozione verso i Mondiali sve-

Così, Niagol ha già voltato pagina. Questo per via dell’ufficializzazione del suo imminente passaggio al Caen. Un sodalizio sicuramente meno prestigioso (gioca nella Pro B) ma altrettanto ambizioso. “Lì sarò il leader che deve trascinare i compagni alla promozione – racconta Niagol, ad oggi numero 180 del Mondo e 31 del torneo dei ‘galletti’ – Il loro interessamento mi ha gratificato, spero che il prossimo sia solo un veloce anno di transizione per tornare a giocare ai più alti livelli. Il progetto della società è chiaro (Il Caen TTC era in A solo due anni orsono, ndr) e sta lavorando per un nuovo palasport dove ospitare 500 spettatori in occasione dei match casalinghi”.

Medaglia d’argento squadre Giochi del Mediterraneo 2013 Miglior classifica mondiale: n° 88 nel novembre 2014

Essere tornato campione italiano, mi dà una carica enorme per affrontare i nuovi impegni al meglio” gongola Stoyanov jr. desi – Il secondo obiettivo in azzurro sarà invece quello di fine giugno ai Giochi del Mediterraneo, dove siamo attesi da protagonisti principali”. Mentre si prevede la partecipazione a un altro Open in Croazia e, probabilmente, anche un tour formativo in Asia. Fino a tutto il mese di luglio compreso quindi, l’agenda è fitta. E di vacanze, per il momento, non se ne parla neanche. Al termine della stagione di debutto con il Pontoise, una formazione di punta della massima serie francese (la Pro A) vicino a Parigi, si è piazzato secondo in campionato e terzo nella più importante competizione continentale. Visto il buon rendimento, Stoyanov è stato poi confermato anche per una seconda annata non così fortunata come la precedente (pur viaggiando tra il 40-50% di vittorie nei match disputati).

Niagol Stoyanov in azione

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n questo primo scorcio di 2018 si è consumato un evento sportivo per certi versi ‘storico’, almeno per quanto riguarda il movimento sempre più emergente in termini di adesioni e praticanti nella città dei Quattro Mori. Stiamo parlando del “Sup Race Città di Livorno”, la prima edizione di una competizione di stand up paddle svoltasi lungo un percorso Long Distance di 10,5 km e che ha animato lo specchio di mare antistante la spiaggia dei Tre Ponti. La tappa labronica, parte integrante della serie di eventi che hanno animato in città la Settimana Velica Internazionale Accademia Navale e Città di Livorno, ha celebrato un momento importante per il sup cittadino. L’appuntamento ha messo in palio punti validi per la classifica del circuito Nazionale Surfing Fisw, con la conseguente partecipazione di parecchi atleti d’interesse azzurro. L’evento, aperto a partecipanti provenienti da tutta Italia, ha comunque riservato spazio e scena anche per i tanti appassionati amatori grazie a una parallela corsa promozionale articolata su una distanza ben più breve di 3,5 km. Una manifestazione allestita alla perfezione dal sempre attivo Centro Surf 3 Ponti dell’ormai consolidato tandem di professionisti del settore composto da David Gabbriellini e Dario Guarducci. Il Centro dei Tre Ponti rappresenta difatti a oggi il polo di aggregazione più numeroso per quanto concerne il movimento giovanile agonistico di windsurf italiano. Alla fine del 2017 è nata però anche la nuova sezione, affiliata alla Surfing FISW e appositamente dedicata agli amanti della tavola da cavalcare in piedi e con il remo. La nuova branca è stata affidata alle cure tecniche dell’esperto Duccio Lazzerini, già atleta nonchè istruttore federale per la Surfing Fisw Isa (International Surfing Association, organizzazione nella quale la neo riconosciuta federazione da parte del Coni è entrata a far parte) e ora anche Direttore Sportivo del settore Sup del Centro livornese. Per la cronaca, questi sono stati i vincitori delle varie classifiche. Classifica assoluta maschile: 1) Capparella 2) Mazzei 3) Rossi 4) Pampinella

Un momento della premiazione che ha chiuso l’evento organizzato ai Tre Ponti

SUP, un movimento sulla cresta dell’onda Tra città e provincia, crescono il numero di praticanti e gli eventi di livello

Stand Up Paddle

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Un momento dell’entrata in acqua a L’Etrusca di Cecina Classifica femminile: 1) Stenta 2) Nordio 3) Oddera Classifica 14″: 1) Gafforio 2) Lazzari 3) Rossetti

La Sup Race Città di Livorno e L’Etrusca di Cecina hanno confermato l’ottimo livello raggiunto dal movimento locale Successi livornesi poi anche nell’altro bell’evento agonistico allestito sulle coste della provincia, all’Etrusca Sup Race. Una manifestazione andata in scena a fine maggio a Cecina Mare, come competizione che ha messo punti palio per il circuito Italian Sup League. L’appuntamento, organizzato da Toscana Surfing presso lo Spot 1 Surf School Center, ha radunato al via ben 54 paddlers sulla linea di battigia. Una starting line con tanti atleti di ottimo livello, tra i quali sono spiccati i nomi del solito Martino Rogai e della

Chiara Nordio è un pilastro anche della nazionale di SUP femminile

collega Chiara Nordio. Il campionissimo è la punta di diamante che porta vanto alla sua società Livorno Sup Academy con vittorie e piazzamenti di prestigio in giro per il mondo (già campione italiano nel 2015, tra l’altro è stato anche alfiere azzurro della Nazionale al campionato del mondo International Surfing Federation svoltosi nel Settembre 2017 in Danimarca, e nel giugno 2016 in Francia). La Nordio è stata ormai adottata sportivamente dalla nostra città. Arrivata a queste latitudini per studio e allenamento, la veterana della Livorno Sup Academy (campionessa tricolore nel 2015 e 2016, vice nel 2017) fa parte della nazionale dal 2016 e ha partecipato al Campionato del Mondo ISA in Danimarca, dove si è classificata tra le migliori. Rogai e Nordio hanno quindi sbaragliato la concorrenza rispettando il pronostico: sin dallo start, le gerarchie nella classe Elite 14′ maschile hanno visto Rogai tenere la testa con un ottimo vantaggio seguito dagli inseguitori Naziri, Mazzei, Toso e Gasbarro, mentre tra le donne è stato un monologo della Nordio su Sara Oddera e Valentina Brogi che hanno completato il podio. Le foto sono tratte dalle pagine FB delle società organizzatrici

Martino Rogai impegnato sull’Arno in una suggestiva gara a Firenze

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Danza Sportiva

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n punta di piedi, con la consueta leggiadria ma anche grazie a tanto lavoro logistico svolto dietro le quinte, la Livorno della danza sportiva è tornata ai fasti di un tempo. L’occasione speciale si è consumata nei primi giorni dello scorso mese di giugno, quando il Modigliani Forum è stato il teatro della prestigiosa Mediterranean Dance Cup. La competizione, una sorta di Campionato del Mondo del ballo agonistico, ha visto sfilare sotto la cupola di Porta a Terra l’élite internazionale. Molto più di una semplice passerella, con la gara che ha visto affrontarsi le coppie più quotate sull’ampia gamma delle varie discipline che compongono il caleidoscopico mondo delle danze sportive: dalle Danze Standard (Valzer Lento, Tango, Valzer Viennese, Slow Fox Trot, Quick Step) a quelle Latino Americane (Samba, Cha Cha Cha, Rumba,Paso Doble, Jive). Promotori di un evento tanto blasonato sono stati il Maestro livornese doc Fabio Selmi (coach della coppia campione del Mondo junior in carica nella danza standard, un tandem composto dai 18enni Marco Bodini e Kristina Charitnovaite), Luigi Bodini e Andrea Marcacci. La Med Cup infatti è nata dall’idea di unire la grande esperienza dei tre già menzionati a quella altrettanto pluriennale nell’organizzazione di gare maturata dalla locale Starlight Dance Studio. Un’intuizione vincente, visto che la competizione in appena due edizioni è già considerata dagli addetti ai lavori un appuntamento imprescindibile nell’agenda stagionale della danza sportiva, anche a livello in-

Mediterranean Cup, ballando con le stelle a Livorno Un evento fa tornare grande la tradizione locale nella danza agonistica

Un’angolazione del Modigliani Forum, teatro del prestigioso evento

ternazionale. A testimonianza dell’altissimo standard qualitativo sceso in pista, al fine di garantire un giudizio imparziale e insindacabile sono stati invitati oltre 50 giudici di fama mondiale, provenienti da più di 23 Paesi. La kermesse ha vi-

Podio dominato dalle coppie dell’ex Urss, con vittoria per il binomio numero 5 al Mondo sto scendere in pista le varie coppie di tutte le categorie, a partire dalle più adulte delle Senior sino ai ragazzi delle Junior. Le sei migliori coppie, dopo aver affrontato le fasi eliminatorie (ogni turno ha ‘fatto fuori’ metà delle coppie in pista), sono approdate alle finali, distinte per ciascuna differente categoria. Nella giornata della domenica, l’appuntamento labronico ha poi fornito anche la chance di partecipare alla competizione denominata Trofeo Starlight Dance Studio, giunta invece già alla terza edizione, anche alle coppie appartenenti alla Federazione Italia Danza Sportiva “Med Cup nasce per mantenere ai massimi livelli la purezza del gesto artistico, riportando l’atleta al centro della scena e costruendo situazioni che mettano concorrenti e pubblico in condizione di vivere uno spettacolo senza eguali – hanno spiegato gli organizzatori - Abbiamo allestito una doppia pista regolamentare, 8.000 m2 di 28

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spazi destinati agli atleti, aree hospitality esclusive, ampi spogliatoi e zone destinate al riscaldamento. Ben 2200 gli atleti provenienti da 25 nazioni. Un indotto economico-turistico di cui ha beneficiato l’intera città, le sue strutture ricettive e le sue attività commerciali”. (Le immagini sono tratte dalla gallery del sito ufficiale della manifestazione – credits: FotoImmagine)


Un passaggio spettacolare di una coppia in gara

Ballando con le stelle labroniche

Livorno è da sempre riconosciuta come la capitale italiana della danza sportiva. Dalle scuole livornesi sono sbocciati talenti e campioni che hanno vinto molto a livello anche internazionale. A partire dal 1989, la stessa scuola ASD STARLIGHT DANCE STUDIO ha valorizzato tale capitale sportivo. Partendo in piccolo con il Trofeo di Pasquetta, che negli anni ha visto sfila-

di danze Standard. Una continuità di rendimento anche fuori dalla pista che gli ha permesso di farsi notare anche all’estero, in primis nell’Europa dell’Est: già oltre un decennio ormai, Selmi vola periodicamente in Russia per seguire i migliori prospetti dell’ex Unione Sovietica, in primis quel Dmitry Zharkov che, in coppia con Olga Kulikova, dal 2015 ha messo in bacheca il titolo di Campione del mondo di danze Standard per le ultime tre edizioni di fila.

Danza Sportiva

re al PalaMacchia tanti ambiziosi ballerini, passando poi a un più complesso evento ospitato nel 2016 al PalaBastia. Da quest’anno il Trofeo Starlight Dance Studio, complice il successo in termini di gradimento delle sempre più numerose coppie partecipanti, ha guadagnato la location del Modigliani Forum, adeguata al livello sempre più elevato della competizione. “La danza sportiva in Italia – racconta Fabio Selmi – è nata proprio a Livorno con l’insegnante Rosanna Ciancetta, che negli anni ’70 portò da noi e poi in tutto il Paese quello che si chiamava al’epoca ‘stile internazionale’, inventato in Inghilterra nei primi anni ’20. Alcuni allievi di Rosanna sono poi diventati campioni del Mondo, come Mirko Gozzoli e il livornese Michele Bonsignori”. Fabio Selmi, classe 1966, è un vero e proprio punto di riferimento per chi sogna di sfondare e arrivare ai massimi livelli della danza sportiva. Il livornese, che cominciò ad appassionarsi al ballo intorno ai 10 anni, ha costruito in quarant’anni una carriera gloriosa. Un curriculum di prestigioso suddiviso in due tappe, entrambe altrettanto ricche di soddisfazioni: prima nei panni di campionissimo vincente in pista e poi, da quindici anni a questa parte, anche in veste di tecnico ‘guru’ capace di scoprire talenti e lanciarli ai vertici del firmamento della disciplina. Nel palmares, anche il titolo di vice campione europeo tra i professionisti e il terzo posto sul podio dei Campionati Mondiali. Da insegnante poi, ha saputo trasmettere altrettanta fiducia nei loro mezzi ai propri allievi: come maestro, il labronico ha saputo portare il pisano Mirko Gozzoli qualcosa come otto volte consecutivamente al titolo di Campione del Mondo

Livorno è una delle capitali per il movimento della danza sportiva nazionale

Classifiche finali Med Cup:

Alexey Glukhov – Anastasia Glauzunova, uniti nel ballo ormai dal 2010 e oggi numeri 5 del ranking mondiale della World Dance Sport Federation, si sono imposti con 175 punti finali sull’altra coppia estone composta da Madis Abel e Aleksandra Galkina, insieme in pista dal 2012 e testa di serie numero sette, fermatasi a quota 166. Medaglia di bronzo per i kazaki Yahor Boldysh e Marina Laptiyeva (158 lo score complessivo), a completare un podio Adult tutto dell’Est. Primi italiani, sesti Valerio Postini e Francesca Berretta.

Più di duemila ballerini, sono giunti in città da oltre 25 Paesi, per un evento internazionale

Una bella panoramica per tanti binomi impegnati in pista

Un primo piano intenso di due campioni

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Campioni formato Under

Livorno’s got Talent Parte la nuova rubrica fissa che sarà una vetrina per le tante giovani promesse multidisciplinari della città Lotta: Danny Lubrano, Raul Caso, Gabriele Niccolini Danny Lubrano, giovane promessa del Livorno Fight Team di Igor Nencioni, si è laureato nuovo campione italiano di lotta libera categoria cadetti under 17. Ai tricolori ospitati in quel di Ostia, a dispetto della mancanza di esperienza da esordiente, si è laureato campione nella categoria superiore battendo l’avversario Militano per 4-3. Ad appena 13 anni, Lubrano vanta già un palmares personale che fa sperare grandi cose per il futuro. Assieme all’amico e compagno di club Raul Caso è entrato di recente nel progetto “Giovani Talenti”. Un gruppo che vede protagonista anche un altro livornese ‘figlio d’arte’, Gabriele Niccolini. L’erede di babbo Riccardo, campione del passato nonché fondatore del New Popeye Club e ora anche collaboratore tecnico delle nazionali giovanili, ha partecipato anch’esso al campionato italiano cadetti under 17 nonostante sia nato nel 2004. In barba al gap generazionale e fisico, il talento del livornese ha sopperito facendolo arrivare sino al gradino più basso del podio tra i 55 kg, dove ha sconfitto la concorrenza di altri 16 atleti. Ai Campionati Italiani Esordienti e Juniores di Lotta Stile Libero invece, nella sua categoria ‘reale’ al momento, Niccolini junior ha confermato tutte le aspettative centrando un bell’oro nella Danny Lubrano Raul Caso Gabriele Niccolini categoria dei 57 kg.

Volley: Gaia Biondi Quindici anni, unica pallavolista toscana a essere convocata nella nazionale giovanile di Marco Mencarelli. La centrale livornese è un talento emergente in forza all’Under 16 del Volley Livorno e già pronta da tempo per entrare nell’orbita degli osservatori delle selezioni azzurre. Già conovcata lo scorso dicembre per la prima volta, la Biondi aveva dovuto declinaGaia Biondi re gentilmente la storica convocazione a causa di un infortunio al ginocchio. Lo scorso febbraio poi è arrivata la conferma e stavolta la labronica, alta 184 cm e studentessa del Liceo Cecioni, si è fatta trovare pronta. “ll suo vero punto di forza è la sua completezza a tutto tondo – racconta il suo tecnico di club, Stefano Orti - Ha ancora margini di crescita anche a livello fisico, specialmente sul salto. Sta imparando tutti gli attacchi necessari per primeggiare da centrale. È una giocatrice molto riflessiva e sta diventando una leader”.

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Karate: Asia Tinti

Asia Tinti

In ocasione del 33esimo campionato italiano cadetti kata femminile Fijlkam andato in scena a Lido di Ostia al glorioso Palapellicone, la giovane portacolori della Ronin karate Livorno si è infilata al collo una meritata me-

daglia di bronzo. A dispetto della concorrenza agguerrita, composta da oltre 60 atlete iscritte, la Tinti si è confermata una karateka in grande crescita. La giovane labronica, pupilla del Maestro Toni, fa infatti parte da qualche tempo degli atleti seguiti dalla Nazionale giovanile Fijlkam e proprio in questi giorni è stata nuovamente convocata per perfezionarsi ancora di più nel clan azzurro.


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LUGLIO 2018  

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