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Il saluto del Sindaco del Comune di Livorno

FILIPPO NOGARIN

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Filippo Nogarin

nche quest’anno siamo giunti all’appuntamento con l’Almanacco dello Sport, una pubblicazione che consente di comunicare adeguatamente con un grande uditorio di lettori che hanno molte prerogative in comune, tra cui, prima di tutto, il fatto di essere praticanti abituali di attività sportive, oltre che supporter e amanti dello sport.

È una tradizione, questa rivista, ma anche memoria degli eventi sportivi avvenuti nel tempo a Livorno. Avvincente è sfogliare le pagine dell’Almanacco dello Sport e far riaffiorare suggestioni che hanno accompagnato i nostri atleti, mentre magari aspirano ad un futuro da campioni. Il volume riporta i successi degli sportivi, ma riporta anche giorni di festa e di gioco. Lo sport accompagna i ragazzi a crescere in gruppo offrendo valori di moralità, civiltà e solidarietà, lontano dalle minacce raffigurate dall’ozio, dalle molte ore di isolamento davanti a un computer o dalla ricerca di semplici sentieri per la propria affermazione. Nella comunità che mi onoro di rappresentare so-

no molti coloro che praticano sport e non è fondamentale raggiungere l’agonismo affinché lo sport svolga un ruolo, soprattutto formativo: è difficile trovare dei bambini livornesi che dopo la scuola non siano iscritti a qualche attività sportiva, e non con la meta di divenire campioni, ma soprattutto per socializzare e condividere con i coetanei un’attività sportiva e giocosa. Augurandomi che questa pubblicazione possa amplificare la passione verso il mondo sportivo, esprimo il mio augurio a tutte le società sportive e desidero esprimere il riconoscimento autentico all’Almanacco dello Sport per l’oramai solida tradizione che esso raffigura nell’informazione sportiva labronica.

Il saluto dell’Assessore allo Sport del Comune di Livorno

NICOLA PERULLO

Livorno ha una tradizione sportiva, agonistica e non, che va mantenuta e rilanciata

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Nicola Perullo

on lo sport a Livorno si gioca… ma non si scherza! Di ciò è consapevole l’Amministrazione Comunale che è impegnata a garantire il buon funzionamento dei numerosi impianti sportivi. Indubbiamente anche lo sport risente delle difficoltà economiche che il Paese sta attraversando, e forse anche questo “mondo” sta ripensando un po’ se stesso. Si sta riorganizzando per fare i conti con le ridotte disponibilità economiche senza, però, avvilire o ridimensionare le occasioni e le opportunità che le tante società sportive offrono alla città. L’attenzione della nuova Amministrazione comu-

nale si è immediatamente manifestata già all’indomani del suo insediamento, con la presa in carico del percorso, assai complesso, dei lavori di adeguamento delle piscine comunali. Oggi quel progetto è stato realizzato. Ciò non toglie che persistano problemi e difficoltà, nel continuare a garantire servizi sportivi adeguati, per personale e strutture, e che occorra essere quasi ardimentosi: i costi aumentano, i praticanti diminuiscono, le risorse pubbliche anche, da qui la necessaria ristrutturazione del “sistema”, che deve vedere la partecipazione e l’impegno di tutti i soggetti interessati. Anche per lo sport nulla potrà essere come “prima” della crisi e il futuro va costruito con fantasia, generosità, volontà e, occorre dirlo, anche con qualche sacrificio. Quello che va preservato e rilanciato è l’ideale sportivo, la voglia di mettersi alla prova e di competere, con lo spi-

Comune di Livorno

Il sindaco e il riconoscimento al lavoro dell’Almanacco Successi sportivi, ma anche festa e gioco

rito di chi vuol vincere sugli avversari, ma non sconfiggere i nemici. L’agonismo nei campi di gara non ci deve mai far dimenticare che l’obiettivo è raggiungere traguardi che possono sembrare irraggiungibili, ma che, con impegno e sacrifici, invece, diventano possibili o, quanto meno, per i quali ci si sente all’altezza e ci si vuole misurare. Di risultati in città ne sono arrivati da tanti e diversi sport, grazie all’impegno degli atleti e a quello di tutti coloro che, intorno ad essi, permettono al campione di diventare tale. Insomma anche lo sport può esistere e trasmettere messaggi e valori positivi se vissuto con uno spirito di comunità e nel rispetto delle regole. Livorno ha una tradizione sportiva, agonistica e non, che va mantenuta e rilanciata, le gambe e le teste per farlo ce le abbiamo. Non fermiamoci, e auguri per un 2015 di soddisfazioni e successi.

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Il saluto del Nuovo Comandante dell’Accademia Navale e del Presidio Militare di Livorno Contrammiraglio

MAURIZIO ERTREO

Il nuovo Comandante dell’Accademia Navale e del Presidio Militare di Livorno Contrammiraglio Maurizio Ertreo

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iunto a Livorno da pochi mesi, ho subito notato con grande piacere, i tanti cittadini che vivono il lungomare livornese ed in particolare, ho potuto apprezzare i tanti “joggers” di ogni fascia d’età che, dalle prime ore dell’alba sino al tramonto, costeggiano la cancellata dell’Accademia Navale, segno tangibile della grande passione sportiva che contraddistingue tanti cittadini di questa bella città. È, quindi, con amicizia e simpatia che rivolgo ai tanti lettori dell’Almanacco dello Sport, pubblicazione che contribuisce ad aumentare questa comune passione, il saluto di tutto il personale

dell’Accademia Navale e del Presidio Militare di Livorno. Lo sport in ogni sua forma, ordine e grado è ricco di grandi valori quali solidarietà, rispetto, tenacia, spirito di sacrificio e di squadra, valori che sono anche le caratteristiche indispensabili e fondamentali nella personalità del “militare professionista” di ciascuna Forza Armata e sono quelli che insegniamo e trasmettiamo all’interno del nostro Istituto agli uomini e alle donne, futuri Ufficiali della Marina Militare. Mi piace pensare che i tanti militari che prestano servizio a Livorno e che molto spesso si iscrivono nelle Società Sportive labroniche possano contribuire a trasferire ai tanti giovani presenti in questi ambienti questi valori sportivi ed umani, e che ciò concorra in misura sempre maggiore ad avvicinare la cittadinanza livornese al mondo dei tanti militari presenti sul suo territorio.

Lo sport è da sempre stato veicolo di fratellanza ed amicizia e la peculiarità dell’Almanacco è proprio quella di trovare lo spazio per raccontare i tanti eventi sportivi, grandi e piccoli del territorio labronico documentandoli con immagini e commenti; è certamente anche grazie a questa pubblicazione che registriamo un sempre maggior connubio tra “Sport” e “Forze Armate” nella nostra Provincia. Concludendo queste poche righe, desidero rivolgere a nome mio personale e di tutti i militari del Presidio di Livorno un augurio particolare a tutti gli sportivi (con e senza stellette) per un 2015 ricco di soddisfazioni ed un sentito ringraziamento alla Redazione dell’Almanacco dello Sport, per l’ottimo lavoro che svolge ed il grande impegno profuso in tutti questi anni.

Accademia Navale

Per un 2015 ricco di soddisfazioni

Le foto sono dell’Archivio dell’Accademia Navale di Livorno che le ha gentilmente concesse per la pubblicazione e mostrano cadetti impegnati nello sport

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Tan 31 anni con il Tan e il mare Agonisti, amatori, appassionati: tutti uniti dall’amore per la vela

nella regata internazionale della classe Trident, dove Pietro Frangi rimane saldamente in testa alla classifica definitiva, aggiudicandosi il Trofeo. Per

la coppa riguardante il confronto tra le 23 diverse marine del mondo ha la meglio l’equipaggio italiano dell’Accademia Navale, condotto dal timoniere Filippo Venturini, mentre prima tra le marine estere si è classificata il Marocco, con l’equipaggio capitanato da Radouane El Hafer. Nonostante la congiuntura economica abbia da tempo messo alla prova la nautica ed il mondo del diporto, il Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno si conferma un evento velico consolidato, incipit di successo della stagione velica primaverile. I numeri danno ragione al Trofeo e rispettano le attese: quasi 300 barche partecipanti in 16 classi di regata che si sono contese il Trofeo in 8 diversi campi di gara. I più di 1000 regatanti, tra i quali spiccano 25 equipaggi stranieri provenienti da 4 diversi continenti,

Trofeo Accademia Navale

È

tempo di alzare trofei per la conclusione del 31° TAN. Si aggiudicano, infatti, il Trofeo i vincitori delle 6 classi di regata ancora in competizione. Nella categoria dei Laser Bug si aggiudicano il Trofeo Renzo Seneca Veronelli per la categoria Standard e Mattia Garrasi per la categoria Race. Per la classe 2.4 Mr il Comandante dell’Accademia Navale, Ammiraglio di Divisione Giuseppe Cavo Dragone, ha consegnato il Trofeo per il primo piazzamento al giovane Igor Macera, il quale ha ricevuto anche il premio Coppa Presidenza Nazionale Lega Navale Italiana, per essere stato anche il primo atleta disabile classificato. Il Martin 16, invece, ha visto il trionfo della giovane timoniere Mariagiulia Brotini la quale, insieme al suo prodiere Nedo Finocchio, ha avuto la meglio sui contendenti. Nello scenografico palcoscenico del Windsurf, invece, alzano il Trofeo al cielo Alessandro Torsoni, per la categoria “Pesanti”, il pluricampione del mondo Paolo Barozzi, per la categoria “Leggeri” e Barbara Colarullo, per la categoria femminile, 3a nel ranking italiano di categoria. Come da pronostico, l’imbarcazione dello SVMM, “La Superba”, si aggiudica il Trofeo per la terza volta consecutiva. L’equipaggio al comando dello skipper Ignazio Bonanno, già campione d’Italia e d’Europa nel 2012, si appresta a conquistare il titolo anche quest’anno. Competizione esaltante anche

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Trofeo Accademia Navale 12

hanno reso pienamente onore alla tradizione consolidata del Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno. Ma non c’è stato solo spettacolo sportivo. Il villaggio Tuttovela, oramai dimora storica del Trofeo, ha accolto come ogni anno una miriade di visitatori accorsa agli stand ed ai moli del Porto Mediceo. Nato nel 1984, il Trofeo nel corso degli anni è cresciuto sino a divenire un appuntamento tradizionale del panorama velico. Con la sua trentunesima edizione, il Trofeo si è confermato un appuntamento di riferimento per tutta la marineria italiana, capace di combinare agonismo, passione per il mare, grande tradizione e solidarietà, accomunando nella vela un pubblico di grandi campioni, appassionati, giovanissimi e diversamente abili. Durante il secondo ed ultimo weekend di regate, venti di groppo, bonacce inattese, piogge battenti e improvvise schiarite hanno costretto gli atleti in gara a dimostrare tutto il loro valore per portare a casa la vittoria del Trofeo di classe. Anche i nomi di spicco della vela italiana, come Ignazio Bonanno, campione europeo e italiano classe J24 con la Superba e il suo equipaggio, se la sono dovuta vedere con le sfavorevoli condizioni meteo – marine per potersi aggiudicare il primo piazzamento. Stessa sorte hanno condiviso i cam-

pioni del Windsurf partecipanti al Trofeo: il 2 volte campione del mondo, Paolo Barozzi, il 1° nel ranking mondiale del 2013, Giuseppe Barone, e la 3a nel ranking italiano Barbara Colarullo. Quello del Windsurf al TAN è stato un appuntamento molto importante, che assieme ad altre 4 regate di classe nazionali contribuirà a definire i nomi dei venti atleti che parteciperanno ai campionati europei che si terranno ad ottobre in Lazio. È da sottolineare la presenza tra gli ospiti del Trofeo di Andrea Pendibene,

il velista toscano che, con la sua imbarcazione ITA 520 dello Sport Velico della Marina Militare, ha vinto il Grand Prix d’Italie e si appresta nei prossimi mesi a dare battaglia per il titolo italiano nella classe Mini 650. Importante e riuscita novità di questa edizione del Trofeo è stata la gara del Kitesurf, che ha visto atleti professionisti e dilettanti provenienti da tutta Italia colorare con i loro aquiloni le acque del Calambrone. Notevole è stato anche il risultato della classe Trident, che ha registrato la partecipazione di 42 imbarcazioni tra equipaggi militari e civili. Tanto divertimento e coinvolgimento anche per i più giovani: basti pensare alle oltre 100 imbarcazioni classe Optimist. Un tipo di barca a vela destinata ai talenti in erba che costituisce oramai da anni un grande classico del TAN. Numerosi gli eventi collaterali a contorno del Trofeo, come la gara di golf combinata, denominata “Golf in Blue”, che ha visto la partecipazione di appassionati di vela e di golf, grazie alla collaborazione nata quest’anno tra l’Accademia e la SDA Bocconi School of Management, patrocinata dalla Federazione italiana Golf. Dal golf al rombo dei motori dei raduni Ferrari e Jaguar, che hanno rispettivamente aperto e


chiuso l’attuale edizione nel piazzale dell’Accademia Navale. Grazie alla partnership nata quest’anno tra Instagramers Italia e il TAN, si è svolto l’Instagram Day Challenge, in cui quattro squadre composte da instagramers professionisti, appassionati di fotografia e fotografi dilettanti, si sono date filo da torcere per contendersi la vittoria della competizione fotografica. Oltre alla cultura dello sport, il TAN ha promosso anche tante iniziative culturali per i suoi visitatori e appassionati: dalle interessanti iniziative dell’Agenzia per la Cultura del territorio, Logos, che ha ospitato la mostra di foto inedite del Concordia del noto cameramen freelance Michele Desideri, fino al concerto nel prestigioso teatro livornese Goldoni del Maestro Uto Ughi. Un ringraziamento particolare va ai partner del Trofeo per aver consentito, sia tecnicamente che materialmente, la realizzazione stessa della manifestazione velica, tra i quali preme ricordare Benetti e Lusben Livorno. Grazie alla collaborazione con questi partner, è stato possibile assicurare condizioni logistiche ottimali alle 28 imbarcazioni d’altura partecipanti alle regate della classe IRC/ORC e vele storiche.

Protagonista al TAN è stata anche la solidarietà e la vicinanza alle problematiche sociali. Dedicate proprio agli appassionati della vela diversamente abili sono state le classi Martin 16 e 2.4 Mr, le quali hanno dato modo a chi è meno fortunato di poter vivere pienamente la passione per il mare. Inoltre, merita di essere menzionata la visita per ragazzi e ragazze, con problematiche psichiche e sociali, su Nave Italia, assieme alla raccolta fondi a fa-

Nelle immagini alcuni momenti del Tan Le foto sono state gentilmente concesse dall’Accademia Navale di Livorno

Trofeo Accademia Navale

vore del progetto “Un mare di sport”, organizzata dalle fondazioni CEPIM, Tender to Nave Italia e Rete del Dono e finalizzata al sostegno economico dell’attività sportiva per i diversamente abili. È ancora possibile donare sul sito www.trofeoaccademianavale.eu per aiutare 10 ragazzi affetti da sindrome di down che saranno portati in mare a bordo di Nave Italia grazie ai fondi raccolti. Arrivederci, quindi, alla 32a edizione del Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno, consapevoli che, con il nostro impegno e con la partecipazione del pubblico, anche la prossima edizione si confermerà come la più importante kermesse della vela d’Italia.

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l’in te r vista

Salvatore Sanzo

Presidente del Coni regionale. Lavoriamo insieme per sviluppare una cultura dello sport

Salvatore Sanzo con il figlio

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l nome di Salvatore Sanzo è indissolubilmente legato allo sport. Schermitore di fama mondiale oggi continua ad occuparsi di sport dal punto di vista politico e amministrativo. Raccontare la sua carriera di atleta sarebbe troppo lungo, ricordiamo solo la sua partecipazione alle olimpiadi di Sydney, Atene e Pechino dove è sempre salito sul podio. All’inizio del 2013 è stato nominato presidente del Coni toscano, a giugno dello stesso anno è diventato assessore al Comune di Pisa con deleghe allo sport, all’impiantistica sportiva, all’ambiente e alla sicurezza urbana, a novembre ha ricevuto l’incarico di presidente della Commissione Nazionale Sport e Politiche Giovanili dell’Anci. (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Come vede la Livorno sportiva?

“La vedo attenta, è una città che indubbiamente ha molto associazionismo, volontariato e tanti campioni. Ma c’è anche tanto sport di base ed un’attenzione del Coni provinciale all’attività nella scuola. Inoltre, qui è nata l’importante realtà del Liceo Scientifico Sportivo Enriques. Insomma, credo che Livorno da questo punto di vista può fare da esempio a tante altre città, non solo in Toscana, ma anche in Italia”. Ci sono però numerosi problemi legati all’impiantistica. “Da un punto di vista impiantistico Livorno è all’avanguardia, penso al Pala Modigliani, una realtà che in Toscana può essere paragonata solo al Mandela Forum di Firenze. Certo esistono problematiche dal punto di vista gestionale e su questo dovremo cercare di lavorare anche con l’Amministrazione comunale. C’è poi la manutenzione, ma questo è un problema comune a tutta l’Italia. Nel nostro paese gli impianti cominciano ad essere vecchi, bisogna sviluppare la cultura dello sport, in questi anni non si è mai investito un euro nella manutenzione, ed invece è arrivato il momento di farlo. Non mi riferisco solo ai nuovi impianti da costruire, ma appunto a quelli da adeguare e a quelli che hanno bisogno di una manutenzione. Questo comprende anche il superamento delle barriere architettoniche e quindi all’accessibilità per tutti”. La soddisfazione più bella come presidente del Coni toscano? “Spero che la più bella debba ancora venire. Comunque fino ad oggi posso ricordare l’investimento di oltre 500 mila euro nell’attività delle scuole, che rappresenta un

importante impegno che ci eravamo presi in campagna elettorale e che stiamo mantenendo anche grazie alla collaborazione della Regione, dell’Università di Firenze e di Pisa, che si è aggiunta successivamente, con le quali abbiamo firmato dei protocolli d’intesa. Un’altra soddisfazione importante, forse più politica, è senza dubbio l’aver riallacciato i rapporti con le istituzioni e aver trovato la nuova sede. Quest’ultimo era un obiettivo significativo, all’interno della nuova sede saranno accolte tutte le federazioni e gli enti di promozione sportiva, saremo tutti insieme, ci sarà spazio per tutti, diventerà la vera casa del Coni, ed in più risparmieremo sul contratto di affitto che abbiamo adesso”. Un limite del Coni? “Oggi fare il presidente del Coni regionale è diventato un vero e proprio lavoro, e credo che bisogna cominciare a pensare, ma naturalmente non perché in questo momento è un ruolo che ricopro io, a delle figure professionali. Difficilmente si può operare in maniera volontaria, magari in passato ci siamo persi delle opportunità come comitato, ma questo proprio per mancanza di tempo”. Un sogno nel cassetto? “Portare a termine le operazione che abbiamo messo in campo e che sono veramente tante. Penso alle iniziative legate al turismo sportivo, la Toscana ha tutte le possibilità e le opportunità per fare questo. Possiamo accogliere tantissimi eventi sportivi, che possono avere una importante ricaduta economica sul territorio. Poi c’è la formazione degli operatori e dei dirigenti, l’attività nelle scuole, la nuova sede e tanto altro ancora”. Oggi che ruolo occupa la scherma nella sua vita? “Molto marginale, la seguo da appassionato, anche perché mio figlio la pratica insieme al calcio. Vado ad assistere a qualche gara, ma non ho il tempo per seguirla con attenzione come facevo qualche tempo fa. Certo quando la vedo mi piace ancora, dal punto di vista sentimentale occupa sempre uno spazio molto grande ed importante, i ricordi che ho sono bellissimi”. Antonella De Vito

CONI REGIONALE

CONI regionale

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AVIS E LO SPORT A LIVORNO Le glorie dei Livornesi Gloria indica fama e onore universalmente riconosciuti, ottenuti con il compimento di azioni insigni. Agli sportivi fin da bambini gli viene insegnato il rispetto per chi è stato sconfitto. Chi vince utilizza la grande energia data dalla gioia per il risultato raggiunto per compiere gesti di solidarietà nei confronti degli sconfitti. Al termine di una competizione il vincitore, se è un vero campione, un vero sportivo, condivide il suo momento di gloria con tutti gli altri, i quali sapranno contraccambiare continuando ad allenarsi ed a sacrificarsi garantendo la loro presenza nelle prossime competizioni. La solidarietà è ciò che consente a qualsiasi comunità di sopravvivere. Chi si forma nello sport, lo pratica e lo sostiene non può rimanere indifferente al bisogno costante di sangue. Chi ama lo sport, non può non amare la vita così come non può essere indifferente al prossimo. Questa città e tutti gli associati-donatori, con il loro impegno consentono ad AVIS Livorno di essere una delle associazioni di riferimento

per le quantità di donazioni effettuate. Anche AVIS Livorno, come tutti gli sportivi è orientata al miglioramento che non si ottiene senza un impegno costante. Tra l’altro, se donare il sangue fa bene a tutti (per chi è in buona salute), tanto più è consigliabile agli sportivi, professionisti e amatoriali, perché induce una produzione più veloce di emoglobina che aumenta l’ossigenazione dei tessuti, con effetti benefici sulla resa sportiva. Il mondo dello sport è dunque un bacino di comunicazione vitale e dinamico su cui l’ AVIS Livorno punta con convinzione per promuovere la donazione e stimolare la sensibilità a un gesto solidale


CONI Il saluto del delegato provinciale del CONI

PAOLO CORRIERI

Paolo Corrieri

L’

annuale appuntamento per il mondo sportivo livornese con “L’Almanacco” costituisce ormai un evento atteso ed irrinunciabile a cui tutti guardiamo con grande interesse e curiosità, anche per mettere in libreria un prezioso strumento di memoria per tutti gli eventi sportivi: un prezioso strumento di archivio per mantenere vivi gli eventi di ogni anno. Soprattutto io riconosco alla pubblicazione un grande merito: quello di trattare tutti gli sport presenti sul territorio con la stessa dignità, garantendo a tutti spazio e visibilità. È una caratteristica che, come Delegazione Provinciale del CONI di Livorno, ci siamo sempre ripromessi con iniziative e progetti rivolti specialmente ai giovani ed alle scuole, per una promozione a tutto tondo dell’attività sportiva. Il progetto “Gioco Sport”, ormai fiore all’occhiello della nostra attività, ma anche la nuova iniziativa CONI “Sport di Classe”, si inseriscono in questo filone promuovendo nelle scuole ogni disciplina sportiva e mettendo in proficuo contatto il mondo sportivo con quello scolastico in una ormai collaudata, proficua sinergia. In questa direzione va anche la presenza di numerose Federazioni al Children’s Time, organizzato nell’ambito del Settembre Pedagogico Livornese, per favorire la conoscenza della propria attività al pubblico di giova-

nissimi accorsi alla manifestazione. E “L’Almanacco” favorisce questo intento, presentando i soggetti emergenti di ogni disciplina quali elementi di riferimento, ed esempio, per i nuovi arrivati e, nel contempo, promuovendo la visibilità anche dei molti che lavorano in incognito, con infinita modestia e sacrificio, per il raggiungimento dei risultati quali dirigenti e giudici. Nel 2014, nel segno della continuità, il CONI di Livorno ha proseguito su una strada ben precedentemente tracciata e che ci vede protagonisti di numerosi progetti, soprattutto finalizzati a propagandare lo “sport come tramite”: tramite di solidarietà (partner l’AVIS) e di integrazione (congiuntamente alla Comunità di Sant’Egidio ed alla Fondazione Livorno), nell’ottica di creare sempre maggiore interscambio tra mondo sportivo e società reale che dello sport possa avvalersi. Sentiamo l’esigenza di rivolgersi all’esterno nella convinzione che lo sport, momento elettivo di incontro e di crescita per i giovani, possa e debba svolgere ruoli non solo tradizionali, ma anche di fermento e di stimolo a tutte le espressioni del nostro tempo, come la scuola e la cultura. Per questo lavoriamo con vari soggetti all’avvio di un progetto per la raccolta (forse museale, forse digitale, forse integrata) dei cimeli, delle storie e delle testimonianze dello sport livornese, nella convinzione che il mantenimento della memoria di settore non investa solo un aspetto particolare del nostro passato, ma un iter storico onnicomprensivo, in grado da deline-

are in toto la nostra storia. Ma il CONI Livorno non è solo Livorno (in cui Mario Fracassi svolge egregiamente le sue funzioni di Fiduciario di zona): proficue collaborazioni sono avviate con tutti i Comuni della Provincia tramite la struttura periferica rappresentata dai nostri Fiduciari: Daniele Martinucci per la zona di Collesalvetti, Giovanni Ferretti e Mario Nocchi per l’area di Rosignano, Mauro Guglielmi per Cecina e Claudio Bianchi per Val di Cornia ed Isola d’Elba. Un’organizzazione che ci consente un rapporto continuativo con gli enti locali con cui si è creato ovunque un ottimo rapporto di collaborazione per il supporto reciproco e la condivisione delle iniziative in ambito sportivo, che ci auguriamo portino a eventi di rilievo in questo 2015. Consapevoli, inoltre, del grande riscontro che questa pubblicazione ha nel nostro territorio, le affidiamo anche un intento da supportare e che costituisce una nostra ambizione sicuramente condivisa da tutto il mondo sportivo: intitolare a Gino Calderini il parco pubblico in via di realizzazione tra viale Boccaccio e la nostra sede CONI di via Piemonte: una aspettativa che coltiveremo e che invitiamo tutti a sostenere. Siamo altresì certi che queste iniziative troveranno spazio e quindi supporto da parte de “L’Almanacco” nelle sue future uscite, soprattutto per la sua continua attenzione a tutto quello che avviene nel nostro mondo sportivo e per il riferimento che per questo ormai costituisce.

CONI LIVORNO

Un museo dello sport e un parco dedicato a Gino Calderini

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Museo dello Sport I trofei ci sono, non manchi la volontà Ed ora un bel museo dello sport livornese di Gino Bacci

Sorrisi livornesi a Milanello, il 23 maggio 2011, per festeggiare il primo scudetto del calcio vinto da un allenatore labronico, destinato a non fermarsi qui. Massimiliano Allegri con l’amico giornalista Gino Bacci.

anticipato di qualche decennio quello di Paolino Bettini>. Magni ha sempre conservato un gran ricordo del nostro Bizzi. <Meritava molto più dei titoli italiani su strada e nell’inseguimento. Avrebbe potuto vincere più di tredici tappe del giro d’Italia. Ed è anche ingiusto che un campione come lui abbia finito la sua esistenza in ristrettezze economiche>. Da concessionario di automobili gli abbonò il debito per l’acquisto di una vettura di seconda mano. Quante battaglie nel nome dei nostri campioni. Ho sempre difeso i miei augusti concittadini nelle schermaglie giornalistiche da chi non riteneva di riconoscer loro i meriti, la lealtà, la correttezza nei più svariati campi dello sport.

I cestisti amaranto a cui fu impedito di conquistare lo scudetto per un fottuto canestro infilato al suono della sirena. Paolo Bergamo del quale si metteva artificiosamente in dubbio la prassi del sorteggio arbitrale. Massimiliano Allegri a cui Berlusconi rimproverava di non riuscir più a vincere lo scudetto del calcio con una squadra che lo stesso presidente andava indebolendo anno dopo anno. Non portiamo rancore a nessuno. Il bottino da destinare al nascente museo avrebbe potuto essere ancor più abbondante, ma ci possiamo contentare, ed essere livornesemente fieri di quanto è stato raccolto. E poi, ragazzi, non dobbiamo nemmeno esagerare.

Museo dello Sport di Livorno

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on so chi sia stato a ideare la creazione di un museo dello sport livornese, ma non c’è dubbio che - chiunque ne sia l’artefice - meriti un grosso plauso. Certo che non bastano poche e minuscole stanze per contenere una gloria ultrasecolare, in un arco temporale tanto vasto e in discipline tanto diverse; la scherma, il canottaggio, il ciclismo, la pesca, ma anche l’atletica, il calcio, il tennis, il basket, insomma ovunque i nostri livornesi di spicco sono stati capaci di lasciare la loro orma indelebile. Sarà per un esercizio di puro sentimentalismo, di nostalgia, di campanilismo, ma trovo difficile immaginare un’altra città italiana meritevole di celebrare le proprie glorie quanto Livorno. Ecco perché l’idea di un museo che tanta gloria raccolga mi sembra degna di plauso. Simboli, trofei, oggetti di culto sportivo non mancheranno. Mi auguro, allora, che non venga a mancare la volontà da parte dell’amministrazione cittadina che del fantastico movimento deve sentirsi fiera.. Visto da fuori, lo sport livornese ha punti di eccellenza che scatenano ondate di orgoglio. È successo anche a me di esagerare, e più di una volta. Vivo in terra di Lombardia dove si considera Edoardo Mangiarotti come il migliore schermidore italiano di tutti i tempi. Con lui - gentiluomo di nobile e sportiva famiglia - ho a lungo polemizzato e discusso, rivendicando a Nedo Nadi il diritto ad essere ricordato come il più forte. <Non in Italia, ma nel mondo>. Gli ricordavo che sei ori Nadi li avrebbe vinti in una sola edizione olimpica, nel 1920 ad Anversa, se un banale disturbo intestinale non lo avesse costretto a disertare il torneo di spada individuale. Messo a posto l’intestino, fece cappotto di medaglie d’oro nelle tre armi. Mangiarotti non c’è più; ho nostalgia dei vecchi duelli dialettici con lui. Ho rivendicato una certa livornesità anche con Alfredo Magni. Eravamo vicini di casa a Monza e - per stuzzicarlo - gli dicevo che il nostro Olimpio Bizzi, arrivando con lui in volata, lo avrebbe battuto due volte su tre, ebbene, il vecchio leone delle Fiandre, diceva che non esageravo affatto <perché il Morino aveva uno spunto finale tremendo, una sparata che ha

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Il Museo dello Sport Livornese lo vediamo così... Alcune idee per la realizzazione di un sogno

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Museo dello Sport di Livorno

i proponiamo brevi flash per indagare cosa pensano della possibile realizzazione di un Museo dello Sport Livornese, alcuni personaggi del campo. Uomini che hanno dato molto allo sport nel ruolo di atleti, tecnici o dirigenti, tutti legati da una unica grande cosa: la passione. Riccardo Fraccari presidente internazionale della Federazione Mondiale di Baseball e Softball.

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Salvatore Sanzo presidente del Coni regionale.

che modo messo in rapporto con l’idea di creare un museo. Dato le oggettive difficoltà, si potrebbe cominciare con un museo virtuale, grazie anche alla ricerca che produrrà l’Istoreco e poi trovare il modo di passare anche ad un museo reale. Antonio Caprai presidente provinciale Fidap.

Antonio Caprai

Salvatore Sanzo

Riccardo Fraccari

Noi siamo una delle pochissime federazione che sul sito abbiamo dedicato una sezione molto importante alla nostra storia. Io non credo in un museo polveroso, ma in una struttura interattiva, dove i ragazzi possano acquisire una cultura sportiva, che in Italia non c’è, perché siamo mono-culturali, siamo solo calcistici. A Livorno un museo starebbe molto bene perché è una città sportiva. I migliori musei di questo settore gli ho visti in Giappone, negli Stati Uniti, in Messico, a Barcellona c’è quello olimpico, ma sono tutti luoghi vissuti, in alcuni c’è anche il ristorante all’interno, sono sedi di convegni e altre manifestazioni. Certo in un museo ci devono essere anche i cimeli, ma deve essere una cosa in più, che arricchisce, non può essere formato solo da questo. Noi possiamo dare molto alla memoria storica, pochi sanno che il baseball è nato a Livorno nel 1887, ed ancora abbiamo guanti dell’epoca, ma possiamo contribuire anche con materiale più moderno che punti appunto alla interattività.

Non conosco un museo dello sport in Toscana, ne esiste qualcuno dedicato al calcio, ma legato ad una squadra. Realizzare un Museo dello Sport a Livorno è una buona operazione, però bisogna cercare uno spazio molto grande, perché gli atleti labronici che hanno vinto sono molti. Sarebbe proprio un bel riconoscimento per chi ha dato tanto allo sport. Paolo Corrieri delegato provinciale Coni Livorno.

È da tempo che lavoro sull’idea di avere un museo dello sport a Livorno, ho anche valutato la possibilità di sfruttare la struttura del campo scuola, anche se sarebbe riduttivo localizzarlo in strutture troppo piccole, per tutto quello che Livorno ha da dire. L’atletica ha una lunga storia da raccontare anche nella nostra città. Abbiamo da tempo conservato del materiale che ricostruisce le vite degli atleti, le storie e gli avvenimenti. Le idee sono tante, la voglia anche, ma le risorse economiche purtroppo sono poche. Mi piacerebbe anche fare un percorso museale, un itinerario che ripercorresse le strade della città attraverso gli episodi sportivi. Forse si potrebbe iniziare proprio da qui. Mario Tinghi storico dirigente del pattinaggio livornese.

Paolo Corrieri

Abbiamo fatto una convenzione fra il Coni regionale e l’Istoreco (Istituto storico della Resistenza e della societ contemporanea di Livorno), per fare una ricerca a tutto campo sullo sport a Livorno, comprensiva anche della memoria parlata. Questo andrebbe in qual-

Mario Tinghi

Una bella idea, perché Livorno è una città molto sportiva. In questo museo, oltre alla storia, mi piacerebbe vederci anche oggetti reali,


molto dal passato. Esteticamente non saprei come realizzarlo, per questo lasciamo il compito agli architetti. Dentro invece bisogna raccontare le tante storie che hanno formato lo sport livornese, non saprei esattamente come impostarlo, certo con foto, video e altro. Le associazioni livornesi più blasonate dovrebbero donare dei cimeli che testimoniano la loro storia. Anche del karate a Livorno si può dire tanto, cominciando naturalmente da Bibi Gufani. Giovanni Ghezzani direttore del nuovo campo da golf di Banditella.

Silviero Badalassi

Mi piacerebbe vedere la sede del museo all’interno della Fortezza Vecchia. Noi siamo a disposizione per i reperti, anche storici, che possono essere di interesse. Ad esempio, si potrebbe vestire un manichino da sub con tuta e fucile di 50 anni fa, inoltre, si potrebbe anche allestire una zona dedicata alla scuola di subacquea. Abbiamo poi tutti i documenti della fondazione del circolo, che possiamo considerare una testimonianza storica. Spero che il progetto possa essere realizzato in tempi brevi, perché a Livorno se ne sente veramente la mancanza. Daniele Angileri presidente dell’associazione Sport Combact.

Giovanni Ghezzani

La storia del golf livornese sta cominciando ora, però abbiamo molti livornesi che hanno contribuito a far crescere questo sport in altri luoghi, come ad esempio il Club Golf Tirrenia, fondato nel 1968 da un gruppo di appassionati fra cui vi erano parecchi livornesi. In un museo dello sport mi piacerebbe trovare tutto, da livornesi posso dire che la nostra città è emblematica in questo campo, ci sono tutte le discipline sportive e gli atleti sono eccelsi in molte di queste. Valerio Moggi addetto stampa Cronometristi.

Daniele Angileri

Sicuramente è un progetto positivo. Il museo è storia, per andare avanti bisogna conoscere bene chi eravamo, si può imparare

Valerio Moggi

Livorno, la città del mare, del libeccio, dei Quattro Mori e… degli sportivi. E sì, perché più di cinquecento medaglie olimpiche, mondiali ed europee, senza contare i titoli nazionali, conquistate dagli atleti livornesi a qualsiasi latitudine di questo pianeta, sono un bel biglietto da visita per qualsiasi città del mondo. È indubbio che da sempre la città labronica rappresenta un’eccellenza nazionale e mondiale in molteplici discipline sportive. Livorno, città sportiva in tutti i sensi, una città che registra una tra le più alte percentuali di abitanti che praticano sport, attività culturali e ricreative. Consentitemi, però, di sottolineare la mancanza, a una città come questa, della classica “ciliegina sulla torta”. Mi riferisco a un museo dedicato allo sport, dove vivere un’Olimpiade senza spazio e senza tempo, in cui i “memorabilia” di campioni di oggi e di ieri, di discipline olimpiche e non, riuscirebbero a emozionare e far ricordare imprese viste o soltanto raccontate. So che attuare e organizzare un museo a Livorno non è così semplice come parlarne, ma la volontà sa aiutare a compiere grandi cose e credo che tutte le Federazioni presenti in città, inclusa la nostra, garantirebbero la loro partecipazione, sia nella fase decisionale e organizzativa, che in quella di allestimento e di mantenimento. All’occorrenza, proprio l’Associazione Cronometristi Livornesi, potrebbe fornire l’apparecchiatura per la partenza delle gare da sci (il famoso cancelletto), e i cronometri scriventi millesimali Cronoprinter 1510 e 1210, tutte apparecchiature che hanno fatto la storia delle manifestazioni sportive. Sono più che sicuro che anche i singoli privati, sarebbero entusiasti di trasferire qualche “cimelio” dalle loro collezioni alle sale del museo, che, attenzione, non deve essere visto soltanto come un deposito, un magazzino, ma va strutturato come i moderni musei internazionali, con postazioni informatiche interattive dedicate a canali tematici legati allo sport e all’economia sportiva che aiuterebbero il visitatore a compiere un viaggio nella storia dello sport, nelle passioni dei gesti atletici e nell’originalità ed autenticità delle vicende dei campioni di ieri, ma anche di oggi. Sarebbe interessante prevedere all’interno, anche un Centro Informazioni, dove reperire tutte le indicazioni sulle attività sportive (amatoriali e professionistiche) e sulle principali competizioni a carattere locale e nazionale in programma a Livorno. Pertanto, un museo non statico, ma un work in progress, ricco certamente di cimeli ed emozioni, ma pronto a dare risalto ai nuovi campioni, dove le favole sportive potrebbero essere raccontate dagli atleti stessi e da una ricca filmografia.

Museo dello Sport di Livorno

maglie, divise, coppe, medaglie. Sul pattinaggio a Livorno, dal dopoguerra possiamo dire che abbiamo avuto atleti di livello nazionale e internazionali, e possiamo donare le divise e i pattini di coloro che hanno conquistato i mondiali o il training della nazionale del passato. Silviero Badalassi presidente del Cica Sub.

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Palio Marinaro Una stagione remiera degna di una grande tradizione 77a edizione del Palio Marinaro Foto Roberto Onorati

Siamo arrivati quindi alla fine di giugno con il grande spettacolo della Coppa Barontini, gara remiera di 3000 mt. a cronometro che si svolge nello splendido scenario dei Fossi Medicei. Bella la cornice di pubblico. Una certa curiosità ha destato la prima uscita del nuovo sindaco Filippo Nogarin in una gara remiera. Colpito dall’atmosfera ha subito ribadito la sua volontà di rilancio delle gare remiere e del Palio di Livorno in chiave turistica. Auguriamo che ci riesca perché ce ne sarebbe veramente bisogno. La coppa è andata al Venezia che ha confermato insieme ad una grande preparazione anche l’abilità del timoniere

Michele Moneta che ha pennellato con traiettorie precise i punti più critici del percorso. Questi i primi tre classificati a 10 e 4 remi e alla gara dei giovani e delle ragazze: Coppa Edda Fagni 4 remi seniores Salviano, Borgo Cappuccini, S.Jacopo Acquaviva Coppa Barontini 10 remi seniores Venezia, OvoSodo, Pontino Coppa Italo Piccini Femminile Borgo C., Labrone, Livorno Sud Coppa Italo Piccini Juniores Borgo C., Pontino, Salviano. Tra i premiati Mauro Nocchi storico protagonista delle lotte per la democrazia e per anni speaker appassionato, originale e competente della Coppa Barontini. Si arriva così alla 77a edizione del Palio Marinaro, la gara più attesa e anche più ambita di tutta la stagione remiera. Innanzi tutto preme svolgere un plauso per il Gruppo di Lavoro del Palio, che nonostante le cattive condizioni del mare dei giorni precedenti, è riuscito, con una “alzataccia” della domenica mattina, a completare il campo di regata. Questi i nomi, a cui va il nostro plauso Gino De Martino Falanga, Virgilio Tocchini, Giancarlo Mariotti, Luciano Genchi, Riccardo Martini, Franco Avanzoni, Mario De Martino, Giovanni Felicini.

Palio Marinaro

L

a partenza ufficiale della stagione remiera 2014 si è avuta con la Coppa Santa Giulia. Dopo entusiasmanti sfide di batterie, semifinali e finali, alla presenza di un entusiasta Simone Giusti, Vescovo di Livorno e di un nutrito pubblico che ha seguito con partecipazione le diverse gare, è il Borgo Cappuccini che porta a casa tre coppe importanti: Gozzi a 10 remi, gara riservata al mini palio e la gara femminile. La gara delle gozzette a quattro remi viene vinta dal Salviano. Lo strapotere in campo Juniores e Femminile del Borgo Cappuccini prosegue anche nella Mini Risicatori, dove abbiamo assistito a gare avvincenti giocate sul filo di lana su un percorso di circa 900 metri. Buon secondo posto per il Pontino nei ragazzi e per il Labrone nelle ragazze. La Coppa Risi’atori Tito Neri, la così detta Coppa dei Campioni del mare, ha visto l’affermazione del San Jacopo nei 4 remi e Venezia nei 10 remi. E mentre i biancoverdi del S. Jacopo hanno dovuto combattere con un Salviano sempre pronto a rintuzzare il distacco ad ogni piccolo segno di affaticamento, per i biancorossi del Venezia abbiamo assistito ad una gara in crescendo che non ha mai visto avversari veramente all’altezza. L’Ovosodo buon secondo ha dovuto subire un distacco di ben 50 secondi. Il Venezia ha dimostrato così una grande preparazione atletica su una distanza di 7500 metri che mette ogni anno a dura prova la resistenza dei vogatori labronici. Il tutto si svolto in una cornice splendida, cielo terso, mare calmo, pubblico festante. Soddisfazione per la Famiglia Neri che tanto fa per le tradizioni del remo di Livorno.

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Palio Marinaro 24

Le gare iniziano con la competizione femminile, che vede ancora una volta il Borgo Cappuccini vincere davanti ad un agguerrito Livorno Sud e Labrone. Nel Minipalio il podio si tinge ancora di bianconero. I borghigiani partono in testa, a scanso di sorprese controllano alla perfezione gli avversari, e tagliano il traguardo confermando una sovrastante supremazia. Bel finale per il secondo posto dove con un serrato finale il Salviano supera i ragazzi del Pontino. Si arriva così alle gozzette a 4 remi. È il Salviano che sin dalla partenza dimostra la volontà di vincere e si porta a casa il Remo d’Oro. Al termine i posti vacanti sul podio vanno al Venezia, ed al San Jacopo. È ora il momento della gara più attesa: il Palio Marinaro. Mentre aumenta il pubblico si arriva all’allineamento e alla partenza alla gara dei gozzi a 10 remi, attimi di patos per chi è sulla terrazza, ma soprattutto per chi è in barca. Alla partenza l’Ovosodo cerca di prendere la testa per contrastare il Venezia,

spettacolo avvincente perché le due boe rispettive sono accanto, ma con il proseguo della competizione il Venezia raggiunge e supera l’Ovosodo, prendendo la

testa in modo perentorio. Subito dopo il Borgo. Ai due inseguitori non rimane che sperare in un giro di boa sbagliato del Venezia, ma le speranze sono vane e co-

sì fino all’arrivo il Venezia rimane in testa con ampio margine. A pochi metri dal traguardo il Borgo riesce a prendere la piazza d’onore nei confronti dell’Ovosodo. I vogatori, con le braccia alzate, passano davanti al terrazza per raccogliere, giustamente, applausi ed ovazioni, poi tutti a festeggiare in cantina, passando lungo i fossi, dove raccolgono ancora applausi dai passanti, inneggiando al loro canto “Il cavallino Rosso”. Il Remo Nero dell’ultimo arrivato va al Laborone. Nella giornate del palio c’è stato spazio anche per il palio Nazionale Special Olympics svolto nella mattinata sugli Scali Novi Lena. Nel pomeriggio grande festa alla premiazione effettuata alla terrazza Mascagni con tutti i team venuti da

ogni parte d’Italia. Sempre perfetta la collaborazione tra Sportlandia/VVF Tomei Livorno e Comitato del Palio. In ultimo l’ordine d’arrivo del 77° Palio Marinaro: Ordine d’arrivo 1° Venezia 9’45”57 (Drappo) 2° Borgo C. 9’58”56 3° Ovo Sodo 9’59”30 4° Pontino S.M. 10’08”06 5° Livorno Sud 10’25”97 6° San Jacopo 10’30”00 7° Salviano 10’55”49 8° Labrone 11’03”70 (Remo Nero) Infine, resta da commentare la gara più storica: Il Palio dell’Antenna, che ancora una volta nella stagione incorona il Venezia vincitore a 10 remi ed il Salviano a 4 remi. Una serata nell’ambito della notte bianca che, come al solito, ha visto una


Under 18 Borgo Cappuccini Timonieri: Samuele Feola, Alessia Lucarelli; Andrea Biagiotti. Vogatori: Gabriele Saccaro, Manuel Nannetti, Luca Locci, Valerio Zenga.

Allenatore: Sergio Biagini. Femminile Borgo Cappuccini Timonieri: Alessia Lucarelli, Andrea Brigiotti. Vogatrici: Anna Franceschi, Jenny Guarnieri, Mara Locci, Giulia Volpi, Valentina Lenzi. Allenatore: Sergio Biagini. 4 Remi Senior Salviano Timoniere: Claudio Gigliucci. Vogatori: Luca Conforti (detto “chiodo”), Alessandro Canessa, Paolo Cosci, Luca Coisci. Allenatore: Paolo Chelli. 10 Remi Senior Venezia Timoniere: Michele Moneta. Vogatori: Filippo Mannucci, Alessio Baldacci, Michele Ferretti, Leonardo Giuliani, Nicola Baccigalupo, Francesco Meoni, Nico Tallini, Federico Ferroni, Matteo Pedani, Cristiano Novelli, Giacomo Di Paco, Nico Bedini, Cristiano Novelli. Allenatore: Fabrizio Pedani.

Palio Marinaro

traboccante partecipazione di pubblico che ha accompagnato con applausi due gare veramente entusiasmanti. I montatori vincenti sono stati Francesco Nocerino e Davide Silingardi (personaggio non nuovo sulla sommità dell’antenna di 12 mt. sul livello del mare). Con questo ultimo risultato possiamo definire con un “cappotto” le vittorie dell’equipaggio a 10 remi del Venezia in questa stagione, ma anche una convincente prestazione del Borgo, con una annata entusiasmante delle ragazze e dei ragazzi del minipalio, un lavoro da definire encomiabile se vogliamo che la tradizione del Palio marinaro continui. Un plauso anche al Salviano che con un equipaggio di lunga esperienza ha dominato la categoria a 4 remi. Questi i nomi dei componenti che si sono alternati negli equipaggi che hanno dimostrato una supremazia nelle diverse categorie durante la stagione 2014:

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LICEO SCIENTIFICO ENRIQUES l’in te r vista

Marcello Manuli e Monica Isolani

Liceo Scientifico Enriques

I due anni di vita del Liceo Scientifico Sportivo Enriques

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Marcello Manuli e Monica Isolani

S

ta vivendo il suo secondo anno di vita il Liceo Scientifico Sportivo Enriques e sta raccogliendo i primi risultati fra i ragazzi e le loro famiglie. Non è semplice per gli operatori della scuola spiegare che cosa è veramente questo nuovo indirizzo, a causa anche della talvolta ambigua informazione che gli organi di stampa svolgono. Ne parliamo con i professori Marcello Manuli e Monica Isolani, che supportati dalla dirigente scolastica del liceo Simonetta Costagliola portano avanti il progetto con determinazione e passione. Quanti sono i ragazzi che si sono iscritti quest’anno all’indirizzo sportivo? “Sono 32 alunni, anche perché più di questi non ne potevamo avere, il Ministero ci ha imposto di fare una solo classe. Mentre per il prossimo anno abbiamo già 50 preiscrizioni e la nostra dirigente chiederà l’autorizzazione al Ministero per fare due classi. Speriamo di riuscire a realizzarle”. Come è composta la prima classe? “Quest’anno abbiamo anche dieci ragazze, mentre in seconda ricordiamo che ce n’è una sola. Sono tutte ragazze determinate e molto brave. Al momento i ragazzi della pri-

ma sono 29 perché tre si sono usa il libro di testo e altri materiali”. Perché non tutti hanno ancora chiaro ritirati”. cosa vuol dire fare un Liceo Scientifico ad Perché questi ritiri? “Ancora non si è ben capito indirizzo sportivo? “Quando abbiamo avuto l’occasione di cosa vuol dire fare un Liceo Scientifico Sportivo. I ragazzi, realizzare questo progetto ci siamo trovati e purtroppo qualche volta an- fra due fuochi, uno a favore e l’altro contrache le loro famiglie, frainten- rio in quanto sosteneva che al liceo sportivo dono pensando che si faccia si sarebbe solo giocato. Alcuni giornali hansolo sport. Ed invece in questa no scritto che sarebbe uscito il latino per far scuola si studia molto, è come entrare lo sport, senza considerare che sono fare un normale liceo scien- molti gli indirizzi di Licei Scientifici che non tifico, con la matematica, la hanno latino, ma non per questo si pensa fisica e tutte le altre materie. che siano luoghi dove si pensa solo a gioQualcuno non lo ha capito, care. ma poi se ne è reso conto nel Così qualche ragazzo e qualche genitore corso dell’anno scolastico e si è ha frainteso. Noi spieghiamo subito ai raritirato per inserirsi in un’altra scuola. gazzi che questa scuola non è più facile delle Vogliamo che il messaggio sia chiaro: altre perché non c’è latino e storia dell’arte. questo è un liceo, la matematica e tutte le Tutt’altro. Gli studenti devono seguire altre altre materie sono le stesse di qualsiasi altro materia alle quali dovranno dedicarsi con liceo scientifico. Il nostro indirizzo non ha la- altrettanto impegno. I nostri ragazzi ricevotino e storia dell’arte, come altri indirizzi di no anche da noi insegnanti di scienze motoLicei scientifici non hanno, ma ha potenzia- rie le insufficienze, soprattutto sulla parte teto le scienze naturali, quelle motorie e al ter- orica della materia, perché a livello motorio zo anno sarà introdotta una nuova materia: sono attualmente tutti molto bravi”. economia dello sport”. Come sono affrontate le scienze motorie? “Le scienze motorie sono studiate in modo un po’ diverso dalle altre scuole, perché avendo potenziato la materia, facciamo anche teoria e quindi i ragazzi affrontano temi legati all’alimentazione, alla medicina dello sport, alla fisiologia, all’anatomia, alla traumatologia, alla meccanica del movimento ecc.. La materia si fa in parte in palestra e in parte nell’aula multimediale di cui dispoDa sinistra Nicola Vizzoni, Marcello Manuli e Riccardo Ceccarini ne la nostra scuola, dove si


Come aiutate chi fa sport ad alto livello? “È un liceo dove i tempi sono adattati, se c’è un campione e deve fare una gara importante sarà facilitato con un’interrogazione programmata, ma certo non gli sarà abbonato niente, dovrà fare comunque la sua didattica, come tutti gli altri”. Non è semplice fare cultura sportiva. “Il nostro scopo è quello di formare studenti che hanno interesse per l’attività motoria. Per cui quando termineranno il liceo potranno fare di tutto, dal campione sportivo se ne avranno le qualità, al dirigente sportivo, a quello che si occupa di marketing sportivo, al fisioterapista, al medico sportivo, insomma è un liceo che fa cultura sportiva e le professioni che ne potranno derivare sono varie, anche, per esempio, il sociologo o lo psicologo interessato ai fenomeni sportivi”. A quali discipline sportive i ragazzi si avvicinano? “La prima classe dello scorso anno co-

Sara Rizzacasa, l’unica ragazza del gruppo

La prima cosa che hanno chiesto loro è come hanno conciliato studio e sport. E i nostri bravi campioni hanno spiegato che approfittavano di oggi momento, compresa la domenica, ma hanno portato a termine i loro studi. E sentirselo dire da dei campioni è molto importante per gli alunni”. La soddisfazione più bella? “Far capire che le scienze motorie non riguardano solo il movimento, ma la costruzione di una personalità. Le scienze motorie sono sempre state considerate, sopratutto all’interno di un liceo, una materia di secondo ordine, quindi è una soddisfazione creare un gruppo di ragazzi che lavorano con impegno, volontà ed il sorriso sulle labbra, in tutte le materie”. La cosa più bella che vi è stata detta? “Sono molti i genitori che ci fanno i complimenti, che ci raccontano quanto fossero titubanti e preoccupati della scelta dei loro figli, ma che poi hanno capito il valore di questo liceo. C’è chi addirittura è arrivato a ringraziarci perché il proprio figlio la mattina si alza volentieri per venire a scuola”. Ed i ragazzi cosa dicono? “Loro ci danno molta soddisfazione quando ci accorgiamo che si impossessano di un linguaggio adeguato alla materia e ci raccontano che diventano a loro volta insegnanti, magari in famiglia, dove si trovano a spiegare in modo tecnico alcuni aspetti delle scienze motorie, che spesso sono ignorati o addirittura percepiti erroneamente”.

Liceo Scientifico Enriques

Andrea Baldini, Monica Isolani e Simone Vanni

minciò facendo atletica, baseball e scherma, mentre quest’anno faranno il secondo modulo atletica che comprende lanci e salti, pallacanestro e nuoto che avrà tre moduli, sviluppandosi quindi su tre anni e comprenderà anche il diploma di salvamento. Quelli che hanno iniziato quest’anno rifaranno le stesse materie, ma in più hanno l’orienteering cioè la corsa ad orientamento indicata dal Ministero”. Che cos’è l’orienteering? “Si corre con in mano la carta e la bussola e contemporaneamente bisogna progettare un percorso sulla base degli ostacoli che sono stati indicati. È una disciplina praticato molto nel Nord Europa, mentre in Italia è conosciuta soprattutto al nord e al sud, poco nel centro. Noi come scuola lo facciamo già da sette anni come attività di istituto”. I rapporti con gli Enti locali? “Ci piacerebbe che ci stessero un po’ più vicini. Comunque abbiamo ottimi rapporti con il Coni, la Provincia ci dà i mezzi per spostarci e questo è molto importante per noi, e speriamo che possano continuare anche in futuro. Ci invitano spesso ai convegni, alle manifestazioni pubbliche e questo vuol dire che stiamo entrando nel territorio”. Chi è venuto a farvi visita? “Abbiamo voluto invitare prima di tutto i campioni dello sport, per ora sono venuti Cassarà, Baldini, Vanni, Vizzoni. Questo ha dato modo ai nostri studenti di incontrare delle persone che ce l’hanno fatta.

Foto di gruppo dell’indirizzo sportivo

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Azzurri d’Italia Il saluto del Presidente dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

Rodolfo Graziani

N

ella ormai più che decennale Presidenza della Sezione Provinciale dell’ Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, ho sempre sentito il dovere di impegnarmi al massimo affinchè questa nostra Associazione, per gli innumerevoli successi ottenuti dagli atleti livornesi sui campi di gara di tutto il mondo, avesse, in ambito nazionale ed internazionale, quella visibilità che da sempre merita e quel posto di eccellenza nello Sport che oggi ci viene da tutti riconosciuto. Non tutti in verità, anzi molto pochi, sono al corrente dell’enorme potenziale sportivo che Livorno ha espresso nel corso degli anni e che continua ad esprimere in tutte le discipline sportive ad eccezione degli sport invernali; generalmente ci si limita a glorificare il campione di turno nel giorno della sua vittoria per poi, il giorno dopo, metterlo nel dimenticatoio con l’inevitabile risultato che, salvo rare eccezioni, di certe memorabili imprese non se ne ha più memoria! Quando nell’anno 2000 fui eletto a questa importante carica, succedendo al mitico “scarronzone” Oreste Grossi, mi posi quattro obbiettivi: 1) L’inaugurazione della Piazza Atleti Azzurri d’Italia 2) L’Almanacco dello Sport come prestigiosa vetrina di tutti i successi degli atleti livornesi del presente e del passato 3) La realizzazione di un film che accumunasse campioni sportivi e artisti livornesi sullo sfondo di una Livorno anteguerra con i suoi splendori paesaggistici e architettonici

4) Il Museo dello Sport perchè ritengo irrispettoso che una città, considerata da tutti la “Capitale dello Sport Italiano” non abbia ancora una “casa” che onori quei tanti figli che l’hanno resa famosa nel mondo. L’inagurazione della Piazza Atleti Azzurri d’Italia, dopo innumerevoli vicissitudini, avvenne il 16 Dicembre 2003 con una cerimonia suggestiva che vide i parà della Folgore portare a terra, da 4000 mt. di altezza, le bandiere degli Azzurri, dell’Italia, dell’ Europa, del Comune e della Folgore con un ultima immagine indimenticabile che disegnava, nel cielo azzurrissimo, un enorme scia tricolore. L’Almanacco dello Sport, nato da una lungimirante idea con l’editore Roberto Scotto, è divenuto da subito un insostituibile punto di riferimento dello Sport livornese oltre ad essere molto apprezzato e richiesto in ambito nazionale. Il

Mario Trainni e Rodolfo Graziani

film “Livorno e la sua Provincia terra di arte, sport e campioni” del regista Rossano Vittori rappresenta il fiore all’occhiello dell’Associazione. Il film premiato con la “Mention d’Honner” al Festival Mondiale del Cinema e della Televisione Sportiva, col Paladino d’Oro allo Sport Film Festival di Taormina, con la “nomination” a Hollywood nell’ ambito di “All Sport Film Festival” racconta Livorno a 360° e rappresenta una pietra miliare e un prestigioso biglietto da visita da esibire per una conoscenza completa ed approfondita della nostra città sotto l’aspetto sportivo, culturale, artistico ed architettonico. Manca ancora il 4° obbiettivo forse il più importante: il “Museo dello Sport”. In tutti questi anni, viaggiando per l’Italia, ero colpito dal fatto che, in moltissime città, ci fossero Musei dedicati anche ad un solo campione mentre, nella nostra Livorno che di campioni ne ha in quantità industriale(ed è proprio per questo che è conosciuta nel mondo), nessuno, nelle Istituzioni, abbia mai sentito il dovere di onorarli con un Museo che ne ricordasse le gesta! Questa è sicuramente una mancanza di sensibilità e rispetto nei confronti dei nostri atleti e dell’intera città, per cui faccio appello al Sindaco, all’Assessore allo Sport e al Turismo della nuova Amministrazione comunale, al Delegato del CONI provinciale e a tutti gli sponsor che finora ci hanno sostenuto, di unire tutte le nostre forze per realizzare finalmente questo ambizioso progetto che senza alcun dubbio darà ulteriore lustro e visibilità alla nostra amata Livorno.

Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

RODOLFO GRAZIANI

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Una manifestazione magistralmente organizzata dal Presidente Gianfranco Baraldi

Roberto Fabbricini (Segr. CONI secondo a sx) Giovanni Malago (Pres. CONI 4° a sx), Gianfranco Baraldi (Pres. ANAOAI 5° sx)

I

l 3 e 4 maggio 2014 si è svolto a Bergamo il 1° Raduno Nazionale degli Atleti Azzurri d’Italia. Una due giorni a forti tinte azzurre quella che si è svolta nella città dei Mille, un momento di grande orgoglio e celebrazione della gloriosa Maglia e di chi ne rappresenta i valori, che questa incarna da sempre La manifestazione magistralmente organizzata dal Presidente Gianfranco Baraldi e dai suoi più fidi collaboratori, ha avuto l’adesione di tanti campioni di ogni disciplina sportiva, da Livio Berruti a Nino Benvenuti, da Klaus Di Biasi a Giorgio Cagnotto, dal canoista An-

tonio Rossi alla stella del Golf Costantino Rocca, da Felice Gimondi a Francesco Moser, da Armin Zoeggier a Lara Magoni, tanto per citarne alcuni e con la graditissima presenza dei massimi dirigenti del Coni nazionale quali il Presidente Giovanni Malagò ed il Segretario Roberto Fabbricini. La Sezione Provinciale dell’Associazione Atleti Olimpici ed Azzurri d’Italia era rappresentata dal Presidente Rodolfo Graziani e dal Consigliere Mario Trainni, essendo la maggior parte dei nostri atleti agonisti in giro per il mondo impegnati nelle varie gare che il calendario internazionale proponeva in quel periodo. Il 1° Raduno è iniziato nella giornata di sabato con l’importante ritrovo per la donazione del sangue a cura dell’AVIS, per poi proseguire nella prestigiosa cornice della Sala Consiliare di Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo, con la consegna del Premio Prestigio ed Esempio, un riconoscimento speciale per coloro che hanno incarnato gli ideali più profondi della maglia azzurra, campioni che si sono saputi imporre come esempi positivi sui campi di gara e nel prosieguo delle loro esperienze di vita. Conclusi gli impegni istituzionali la comitiva azzurra si è spoIl Presidente ANAOAI Gianfranco Baraldi apre la sfilata del raduno azzurro stata in piazza Vittorio Veneto per il

taglio del nastro e l’inaugurazione ufficiale del Villaggio Azzurro, cuore pulsante della due giorni azzurra. Ricco e articolato il Villaggio Azzurro è riuscito a suscitare la curiosità degli sportivi affascinati, durante il percorso, dalle esposizioni e dai punti informativi e promozionali messi in atto dalle varie Federazioni ed Enti sportivi. Il momento spiritualmente più alto è stato quello celebrato nel pomeriggio nella splendida Basilica di Santa Maria Maggiore nella città alta. Ad officiare la Santa Messa Monsignor Carlo Mazza, vescovo della diocesi di Fidenza e guida spirituale delle squadre italiane olimpiche fino alle Olimpiadi di Seul. La serata è proseguita con la Notte Azzurra, animata da un apprezzato Concerto incentrato sulla storia della musica rock. La giornata di domenica, baciata da uno splendido sole, ha rappresentato il “clou” del Raduno con la sfilata degli Azzurri a bordo di splendide auto d’epoca, un connubio di grande successo che ha richiamato migliaia di persone festanti per le vie di Bergamo La sfilata è stata aperta dal Presidente Gianfranco Baraldi seguito dal Presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò e dal segretario Roberto Fabbricini, che precedevano un corteo di auto d’epoca dove trovavano posto grandi atleti del presente e del passato Ad un certo punto del percorso le auto venivano fatte fermare ad una a una per la presentazione e le interviste di rito per poi ripartire fra gli applausi della numerosissima folla presente. Una grandissima emozione per il Presidente Rodolfo Graziani e Mario Trainni quando lo speaker della manifestazione ha presentato la Sezione livornese elencando molti dei campioni che ne fanno parte e definendo Livorno la città più medagliata d’Italia e capitale dello sport nazionale. Un lunghissimo applauso ha accompagnato la presentazione, applauso che ha fatto provare a Graziani e Trainni tutto l’orgoglio di essere livornesi e certe sensazioni incredibili per essere al centro di tanta sincera attenzione e simpatia. Un caloroso applauso da parte di tutti gli Azzurri deve andare comunque al Presidente nazionale Gianfranco Baraldi, anima e instancabile promotore di questa iniziativa bergamasca; non è stato facile infatti organizzare questo importantissimo evento fra difficoltà di vario genere, ma anche fra l’iniziale indifferenza dei tanti che non credevano che questo splendido Raduno si concretizzasse in un successo così eclatante. Complimenti Presidente!!

Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

I° Raduno Nazionale degli Atleti Azzurri d’Italia

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L’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia incontra i ragazzi del centro recupero dalle dipendenze Due storie di coraggio e determinazione dal mondo dello sport trailer “ Campioni Livornesi” finalizzato a far capire che qualsiasi traguardo è raggiungibile quando lo si persegua con sacrificio e determinazione, hanno portato la loro testimonianza gli azzurri Mauro Martelli e Mario Trainni che, descrivendo momenti tragici vissuti nella loro vita, hanno voluto trasmettere nei giovani presenti l’idea che la pratica e l’educazione sportiva possono ribaltare situazioni quasi disperate e ridare fiducia e speranza nel futuro. Mauro Martelli pluricampione italiano, europeo e recordman mondiale del canottaggio indoor, all’apice della sua splendida carriera gli era stato diagnosticato un tumore al colon con prognosi di vita di pochi mesi. Dopo un iniziale momento di sconforto e disperazione, da grande sportivo agonista quale è si è ribellato al male che lo ha colpito, sottoponendosi a una complicata operazione chirurgica e a cicli di chemioterapia, che avrebbero distrutto un cavallo. Una lotta durata tre anni, ma alla fine vittoriosa. Per celebrare questa sua più importante vittoria Martelli è ritornato “in barca” e a Roma, nel mese di novembre, ha siglato un nuovo record mondiale di remoergometro fra lo stupore e l’ammirazione generale. Mario Trainni veste la maglia azzurra nella gara di salto in lungo nel triangolare di Atletica Leggera Italia ‑Francia ‑Polonia, dimostrando da subito, al di là delle notevoli qualità atletiche, doti non comuni di agonismo e carattere. Il suo credo nello sport è: mai darsi per vinto fino all’ultimo salto! Questo credo, purtroppo, Trainni ha dovuto sperimentarlo anche nella vita quando all’adorato figlio Leonardo, capitano dell’Aereonautica e inviato in varie missioni in Kosovo e Iraq, gli viene diagnosticato un tumore al mediastino da polveri di uranio impoverito. Una mazzata tremenda, l’inizio di una “Via Crucis” nei più qualificati ospedali e dai migliori oncologi, la ricerca spaGli Azzurri Mauro Martelli e Mauro Trainni con lo staff smodica di chemioterapie di nuova dell’Associazione S. Benedetto

Mario Trainni

generazione che potessero alimentare la sua feroce determinazione di sconfiggere il male, che aveva colpito così duramente suo figlio che, purtroppo, nonostante tutte le amorevoli cure non ce la fa a sopravvivere. Trainni è distrutto dal dolore, non ha più stimoli, non ha più interessi che gli possano dare un motivo per guardare avanti nella vita ed è proprio l’amore per lo sport, il frequentare ed allenare i giovani al Campo Scuola che piano piano, pur nel grande dolore, ritrova quel carattere e quella determinazione che da sempre lo hanno contraddistinto e la fiducia in un futuro meno cupo. Due storie che hanno commosso e dato una rinnovata speranza agli sfortunati ragazzi presenti in sala, due storie che ci dicono come sia fondamentale la pratica sportiva per poter superare anche i casi più disperati che la “vita” a volte ci riserva.

Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

P

romosso dall’Associazione San Benedetto in collaborazione con Ceart (Coordinamento Enti Ausiliari Regione Toscana) e finanziato dal Cesvot si è svolto, presso la locale sede dell’Associazione, un incontro sul tema “Sport e Vita”. Per l’occasione sono stati invitati, come testimonial, alcuni esponenti dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia quali il Presidente Rodolfo Graziani, l’azzurro di Canottaggio Mauro Martelli e l’azzurro di Atletica Leggera Mario Trainni. “Leit‑motiv” dell’incontro l’importanza della pratica sportiva quale allenamento al sacrificio e alla disciplina e quale mezzo per fortificare il carattere e la personalità al fine dì poter affrontare con maggiori possibilità di successo le tante avversità che la vita quotidiana ci presenta, ma sopratutto per potersi “rialzare” anche quando, per vari motivi, sono state intraprese strade che hanno portato all’autolesionismo fisico e mentale e all’emarginazione. Erano presenti all’incontro la Presidente dell’Associazione San Benedetto Cinzia Formigli, la Vicepresidente Daniela Tarquini, il dottor Stefano Carboni e una folta platea di ragazzi e adulti inseriti nel Centro Diurno per il recupero dalle dipendenze. Dopo la proiezione del

Mauro Martelli

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L’orgoglio delle radici livornesi nello sport e nelle arti

N

Da sx il Presidente ANAOAI Rodolfo Graziani e il Presidente Unuci Paolo Milanese

ell’intento di promuovere l’ideale della “Maglia Azzurra” come simbolo dei più alti valori sportivi e con la finalità di sviluppare i vincoli della solidarietà sportiva ed umana, oltre al desiderio di mantenere viva la memoria dei tanti atleti livornesi che con le loro gesta hanno reso grande l’Italia, venerdì 22 marzo, si è svolta, presso il Circolo dell’Unione Ufficiali in Congedo, la Conferenza dal titolo “Livorno e la sua Provincia terra di arte sport e campioni”. Relatore Rodolfo Graziani, Presidente dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia della Sezione di Livorno, già S. Ten. di Complemento d’Artiglieria e socio della locale Sezione UN. UC.I presieduta dal Ten. Col. Paolo Milanese che nell’occasione ha fatto gli onori di casa. La Conferenza è iniziata con la proiezione del “trailer” del film “Campioni Livornesi” che, come è noto, narra di Livorno,

della sua storia, dei suoi grandi campioni tutti accumunati in un viaggio lungo oltre un secolo e raccontati attraverso foto, filmati, interviste da cui emergono le loro gesta, il loro spirito battagliero e audace, ma soprattutto le motivazioni che li hanno portati a quelli straordinari successi che hanno reso la Provincia livornese la più medagliata d’Italia. Un racconto che coinvolge anche altri “Campioni” (artisti quali Amedeo Modigliani Pietro Mascagni, Giovanni Fattori, Giorgio Caproni) che di questo spirito e di questa livornesità si sono nutriti per raggiungere le più alte vette dell’arte. Dopo la proiezione, che ha coinvolto emotivamente tutto il pubblico presente, si è svolto un dibattito molto partecipato, attraverso una serie di domande al Presidente Graziani che ha risposto approfondendo le varie tematiche che il trailer proponeva, non tralasciando di ricordare imprese leggendarie, ormai quasi dimenticate, episodi inediti simpatici e divertenti, aneddoti che hanno contribuito a far riprovare in tutti gli astanti il sentimento di essere orgogliosi della nostra livornesità e delle nostre radici. L’iniziativa si è conclusa con un buffet gentilmente offerto dal Comitato Sciarpa Azzurra che, ricco di prelibatezze di ogni genere, ha contribuito a deliziare i raffinati palati dei presenti oltre a coronare nella maniera migliore una iniziativa molto interessante.

Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

Conferenza dell’Associazione Atleti Azzurri d’Italia al circolo dell’Unione Nazionale Ufficiali in congedo

Giovani Ufficiali in parata - il 7° da sinistra è il S. Ten. Rodolfo Graziani

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ATLETICA LEGGERA

Fabrizio Mori.

ATLETICA PESANTE

Michele Monti - Melania Locci.

ARTI MARZIALI

Giulia Quintavalle

CALCIO

Mario Magnozzi - Alfredo Pitto - Giorgio Chiellini.

CANOTTAGGIO

Luca Agamennoni - Mario Balleri - Renato Barbieri - Dino Barsotti - Enzo Bartolini Renato Bracci - Alberto Bonciani - Vinicio Brondi - Tiziano Camus - Daniele Ceccarini - Vittorio Cioni Mario Checcacci - Emiliano Ceccatelli - Guglielmo Del Bimbo Enrico Garzelli - Oreste Grossi - Dario Lari - Stefano Lari - Filippo Mannucci - Massimo Marconcini - Cesare Milani Eugenio Nenci - Giovanni Persico - Ottorino Quaglierini - Dante Secchi - Pier Luigi Vestrini - Renzo Vestrini Roberto Vestrini - Balena Attilio - Barbini Fortunato - Bertolani Alberto - Carlesi Ezio - Cecchi Dino - Godini Ottorino Gragnani Corrado - Razzaguta Niccolò - Rodinis Giovanni - Saettini Silvio - Sebastiani Ettore - Taddei Alfonso.

CICLISMO

Bianco Bianchi - Paolo Bettini - Ivo Mancini - Mauro Simonetti.

SPORT EQUESTRI

Federico Caprilli.

GINNASTICA ARTISTICA

Vittorio Lucchetti.

MOTONAUTICA

Enzo Neri.

NUOTO

Luca Ferretti - Samuele Pampana - Ilaria Tocchini - Federico Turrini - Gabriele Detti

PALLACANESTRO

Alessandro Fantozzi - Massimo Bulleri.

PALLANUOTO

Marika Carozzi - Daniela Lavorini - Silvia Moriconi - Francesca Romano.

PARACADUTISMO SPORTIVO Luciano Mancino. PENTATHLON MODERNO Duilio Brignetti. PUGILATO

Franco Brondi - Remo Golfarini - Mario Lenzi - Franco Nenci - Mario Sitri.

PESCA SUBACQUEA

Giuseppe Bacci - Stefano Bellani - Raffaele Bellani - Guerrino Casini - Carlo Gasparri - Cesare Giachini - Renzo Mazzarri - Marco Paggini - Maurizio Ramacciotti.

PESCA SPORTIVA

Massimo Berlucchi - Andrea Canaccini - Elvè Cerri - Aurelio Cucinotti - Dino Dilaghi - Marco Meloni - Francesco Mugnai - Marco Volpi.

PATTINAGGIO ARTISTICO Letizia Tinghi - Elisabetta Vivaldi - Roberta Belluchi. SCHERMA

Nedo Nadi - Aldo Nadi - Luciano Abati - Renato Anselmi - Baldo Baldi - Bino Bini Fernando Cavallini - Giorgio Chiavacci - Pier Luigi Chicca - Mario Curletto - Manlio Di Rosa - Gustavo Marzi - Alessandro Mirandoli - Aldo Montano - Carlo Montano - Mario Aldo Montano - Mario Tullio Montano - Tommaso Montano - Giorgio Pellini Oreste Puliti - Rolando Rigoli - Angelo Scuri - Maurizio Vaselli - Athos Tanzini - Dino Urbani - Andrea Marrazzi Giorgio Rastrelli - Ugo Ughi - Aldo Montano Jr. - Andrea Baldini - Irene Vecchi.

TIRO A SEGNO

Riccardo Ticchi - Ottaviano Menicagli - Rosanna Bernardini - Bruno Renai.

VELA

Alberto Fantini - Paolo Barozzi - Luca Bontempelli - Paolo Caramante - Paolo Carnevali - Marco Cerri - Leonardo Chiarugi - Marco Faccenda - Fabio Gavazzi - Fabrizio Gavazzi - Sabrina Landi - Giuseppina Miglioranza - Giovanni Ruberti - Matteo Savelli - Marco Savelli.

Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

Atleti Azzurri livornesi vincitori di medaglie Olimpiche - Mondiali - Europee e Assolute

Gli Atleti livornesi hanno conquistato 505 medaglie olimpiche, mondiali ed europee assolute. Un risultato questo che proietta Livorno Sportiva nell’élite dello Sport Mondiale. 37


Medagliere olimpico, mondiale, europeo assoluto ATLETI AZZURRI LIVORNESI ATLETICA LEGGERA Mori Fabrizio

med. Bronzo med. Oro med. Argento

Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali

1998 1999 2001

med. Bronzo med. Bronzo med. Argento med. Argento med. Argento

Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei

1997 2004 1992 1993 1994

med. Oro med. Oro sq.

Olimpiadi Pechino Campionati Europei

2008 2010

med. Bronzo med. Bronzo med. Bronzo med. Argento

Olimpiadi Amsterdam Olimpiadi Amsterdam Olimpiadi Atene Campionati Europei

1928 1928 2004 2012

med. Argento med. Argento med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Bronzo

Olimpiadi Berlino Campionati Mondiali Olimpiadi Atene Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Olimpiadi Messico

1936 2001 2004 2006 2007 1935 1968

med. Argento med. Bronzo med. Bronzo med. Argento med. argento med. Argento med. Bronzo med. Oro med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Bronzo med. Oro

Campionati Mondiali Olimpiadi Atene Campionati Mondiali Campionati Mondiali Olimpiadi Pechino Campionati Mondiali Campionato Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Campionato Europei Campionati Europei

2001 2004 2005 2006 2008 2010 1896 1929 1930 1931 1932 1933 1929 1930 1931 1932 1933 1895 1929

ATLETICA PESANTE

Atleti Olimpici e Azzurri dâ&#x20AC;&#x2122;Italia

Monti Michele Locci Stefania

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ARTI MARZIALI

Quintavalle Giulia Quintavalle Giulia

CALCIO

Magnozzi Mario Pitto Alfredo Chiellini Giorgio

CICLISMO Bianchi Bianco Bettini Paolo Mancini Ivo Simonetti Mauro

CANOTTAGGIO

Agamennoni Luca Balena Attilio Balleri Mario Barbieri Renato Barbini Fortunato Barsotti Dino

Bartolini Enzo Bertolani Alberto Bonciani Alberto Bracci Renato Brondi Vinicio Carlesi Ezio Cecchi Dino Checcacci Mario Ceccatelli Emiliano Cioni Vittorio Del Bimbo Guglielmo Garzelli Mario Godini Ottorino Gragnani Corrado Grossi Oreste

med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Bronzo med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Bronzo med. Argento med. Argento med. Bronzo med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Argento med. Bronzo med. Bronzo med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Bronzo

Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Olimpiadi Berlino Olimpiadi Berlino Campionati Europei Campionati Europei Campionato Europei Campionato Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Campionati Europei Campionato Europei Campionato Europei Campionato Europei Campionato Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Olimpiadi Berlino Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Olimpiadi Berlino Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionato Europei Campionato Europei Campionato Europei Campionato Europei Olimpiadi Berlino Campionati Europei Campionati Europei

1930 1931 1932 1933 1936 1936 1937 1938 1896 1897 1937 1938 1931 1932 1933 1961 1895 1896 1897 1899 1938 2009 1937 2009 2010 1929 1930 1931 1932 1929 1930 1931 1932 1933 1936 1929 1930 1931 1932 1933 1936 1937 1938 1933 1895 1896 1897 1899 1936 1937 1938


med. Bronzo med. Bronzo med. Bronzo med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro (n° 2) med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Oro med. Argento med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Argento med. Argento med. Bronzo med. Argento med. Bronzo med. Argento med. Argento med. Argento med. Oro med. Bronzo med. Bronzo med. Argento med. Argento med. Oro (n°2) med. Oro med. Argento med. Oro med. Argento med. Argento med. Oro (n°2) med. Oro

Campionati mondiali Campionati mondiali Campionati mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Olimpiadi Berlino Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Berlino Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Berlino Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei

1998 2005 1983 2001 2002 2003 2005 1927 1929 1930 1931 1932 1933 1936 1937 1938 1929 1930 1931 1937 1938 1936 1937 1938 1899 1899 1896 1897 1895 1897 1933 1936 1937 1938 1895 1899 1926 1927 1929 1932 1929 1930 1926 1927 1929

med. Argento

Olimpiadi Parigi

1900

med. Oro sq. med. Oro sq.

Olimpiadi Anversa Olimpiadi Parigi

1920 1924

med. Oro

Campionati Mondiali

1967

SPORT EQUESTRI Caprilli Federico

GINNASTICA ARTISTICA Lucchetti Vittorio

MOTONAUTICA Neri Enzo

NUOTO Detti Gabriele Ferretti Luca Pampana Samuele Tocchini Ilaria Turrini Federrico

med. Argento med. Bronzo med. Bronzo med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Bronzo med. Oro sq med. Bronzo med. Bronzo med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento med. Argento med. Bronzo med. Bronzo med. Bronzo

Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei

2012 2013 2014 2008 2010 2011 2012 2012 1995 1998 2000 2001 1987 1995 2010 2013 2014

Campionati Europei Olimpiadi Atene

1991 2004

Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei

1995 1995 1997 1997

Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali

1996 1997 1998 2000

med. Argento med. Bronzo sq.

Campionati Mondiali Campionati Mondiali

1950 1950

med. Oro med. Oro med. Oro med. Bronzo med. Argento med. Argento

Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Melburne Campionati Europei

1965 1962 1968 1930 1956 1957

Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali

2004 1990 1991 1992 1993 1993 1993 1994 1995 1995

PALLACANESTRO Fantozzi Alessandro med. Argento Bulleri Massimo med. Argento

PALLANUOTO

Carozzi Marika Romano Francesca Lavorini Daniela Moriconi Silvia

med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro

PARACADUTISMO SPORTIVO

Mancino Luciano

med. Argento sq. med. Oro sq. med. Bronzo med. Bronzo sq.

PENTATLHON MODERNO Brignetti Duilio

PUGILATO Brondi Franco Golfarini Remo Lenzi Mario Nenci Franco Sitri Mario

PATTINAGGIO ARTISTICO

Balluchi Roberta Tinghi Letizia

med. Bronzo med. Argento med. Bronzo med. Bronzo med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro

Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

Lari Dario Lari Stefano Mannucci Filippo Milani Cesare Nenci Eugenio Persico Giovanni Quaglierini Ottorino Razzaguta Niccolò Rodinis Giovanni Saettini Silvio Sebastiani Ettore Secchi Dante Taddei Alfonso Vestrini Renzo Vestrini Roberto Vestrini Pier Luigi

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Vivaldi Elisabetta

Atleti Olimpici e Azzurri dâ&#x20AC;&#x2122;Italia

PESCA SUBAQUEA

Bacci Giuseppe Bellani Raffaele Bellani Stefano Casini Guerrino Gasparri Carlo Giachini Cesare Mazzarri Renzo Paggini Marco Ramacciotti Maurizio

PESCA SPORTIVA

Berlucchi Massimo Canaccini Andrea Cerri Elvè Cucinotti Aurelio Dilaghi Dino Mugnai Francesco Meloni Marco

40

med. Oro med. Oro

Campionati Europei Campionati Europei

1985 1986

med. Bronzo sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Bronzo sq. med. Bronzo med. Bronzo sq. med. Bronzo sq. med. Oro. med. Oro sq. med. Bronzo sq. med. Oro med. Argento sq. med. Argento med. Bronzo sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Bronzo sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Oro med. Argento sq. med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro sq. med. Bronzo sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento med. Bronzo sq. med. Argento sq. med. Bronzo med. Argento sq. med. Argento med. Bronzo sq.

Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei

1983 1968 1970 1992 1994 1995 1995 1996 2001 2001 2003 2004 2004 2008 2009 2010 1992 1994 1982 1954 1987 1987 1988 1988 1989 1998 2003 1992 1998 1998 1994 2002 2002 2004 2008 2009

med. Oro med. Argento med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro med. Argento sq. med. Bronzo med. Argento med. Argento sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Oro med. Oro med. Argento med. Oro sq.

Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali

1988 1997 1999 1979 1968 1968 1958 1959 1962 1962 1968 1997 1999 1990 1997 1999

Volpi Marco

SCHERMA

Abati Luciano Anselmi Renato Baldi Baldo Baldini Andrea Bini Bino Chiavacci Giorgio

med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Oro med. Oro med. Oro sq.

Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali

1988 1990 1992 1993 1994 1995 1999 1999 2000 2000 2004 2005 2005 2009 2009 2011 2011

med. Argento med. Oro med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Bronzo med. Argento med. Bronzo sq. med. Oro med. Argento med. Oro med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Bronzo med. Oro sq. med. Oro sq. med. Bronzo med. Bronzo sq med. Bronzo sq. med.Argento sq med. Oro sq. med. Bronzo med. Argento sq. med. Bronzo med. Oro med. Oro sq.

Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Olimpiadi Parigi Olimpiadi Amsterdam Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Los Angeles Olimpiadi Anversa Olimpiadi Anversa Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Londra Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Olimpiadi Parigi Campionati Europei Olimpiadi Amsterdam Olimpiadi Amsterdam Campionati Europei Campionati Europei

1964 1966 1966 1924 1928 1930 1931 1932 1920 1920 2005 2005 2005 2006 2006 2007 2007 2009 2009 2009 2009 2010 2010 2010 2011 2011 2012 2012 2013 2013 2014 2014 1924 1926 1928 1928 1926 1926


Olimpiadi Amsterdam Campionati Europei Campionati Europei Olimpiadi Roma Olimpiadi Tokio Campionati Mondiali Olimpiadi Messico Campionati Mondiali Olimpiadi Roma Olimpiadi Berlino Olimpiadi Londra Olimpiadi Helsinkj Olimpiadi Helsinkj Olimpiadi Melburne Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Olimpiadi Anversa Olimpiadi Amsterdam Olimpiadi Los Angeles Olimpiadi Los Angeles Olimpiadi Los Angeles Olimpiadi Berlino Olimpiadi Berlino Olimpiadi Berlino Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Olimpiadi Berlino Olimpiadi Londra

1928 1931 1931 1960 1964 1966 1968 1958 1960 1936 1948 1952 1952 1956 1933 1934 1934 1935 1937 1949 1950 1951 1951 1952 1953 1954 1954 1955 1920 1928 1932 1932 1932 1936 1936 1936 1929 1930 1931 1931 1931 1933 1933 1934 1934 1934 1935 1935 1937 1937 1937 1938 1938 1950 1951 1936 1948

med. Oro med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento sq. Montano Aldo jr med. Oro med. Argento sq. med. Oro med. Argento sq. med. Argento sq. med. Bronzo med. Argento med. Bronzo sq. med. Bronzo sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro med. Bronzo sq. med. Oro sq. Montano Carlo med. Argento med. Argento med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento med. Bronzo med. Bronzo med. Bronzo Montano Mario Aldo med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Bronzo sq. med. Oro med. Bronzo sq. med. Oro med. Argento sq. med. Bronzo med. Argento sq. Montano Mario Tullio med. Oro sq. med. Argento sq. med. Bronzo sq. med. Bronzo sq. Montano Tommaso med. Argento sq. med. Argento sq. med. Bronzo Nadi Aldo med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento Nadi Nedo med. Oro med. Oro med. Oro sq.

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1938 1938 1947 1947 1950 1935 1934 1937 2005 2005 2004 2004 2002 2003 2007 2007 2008 2009 2010 2010 2011 2011 2012 2013 1976 1974 1977 1979 1981 1975 1977 1982 1972 1976 1980 1971 1973 1973 1974 1974 1978 1979 1972 1976 1973 1974 1976 1973 1977 1920 1920 1920 1920 1912 1920 1920

Atleti Olimpici e Azzurri dâ&#x20AC;&#x2122;Italia

med. Oro sq. med. Oro sq. med. Bronzo Chicca Pier Luigi med. Bronzo sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento sq. Curletto Mario med. Bronzo med. Argento sq. Di Rosa Manlio med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Bronzo med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro med. Argento sq. med. Argento sq. med. Bronzo med. Oro sq. med. Bronzo med. Oro sq. Marazzi Andrea med. Oro sq. Marzi Gustavo med. Argento med. Oro med. Argento sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento med. Oro sq. med. Argento med. Argento sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro sq. Mirandoli Alessandro med. Oro med. Argento Montano Aldo med. Argento sq. med. Argento sq.

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Atleti Olimpici e Azzurri dâ&#x20AC;&#x2122;Italia

Pellini Giorgio Puliti Oreste Rastelli Giorgio Rigoli Rolando Scuri Angelo Tanzini Athos Ughi Ugo Urbani Dino Vaselli Maurizio Vecchi Irene

TIRO A SEGNO

Balloni Matteo Bernardini Rosanna Menicagli Ottaviano Ticchi Riccardo

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med. Oro med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento med. Oro med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Oro med. Oro med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Bronzo med. Oro sq. med. Argento med. Argento sq. med. Bronzo med. Bronzo sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Oro sq. med. Oro sq. med. Bronzo sq. med. Bronzo sq. med. Oro sq. med. Bronzo sq. med. Bronzo med. Bronzo sq med. Bronzo

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1920 1920 1920 1948 1952 1952 1947 1949 1949 1949 1950 1951 1920 1920 1924 1928 1928 1927 1929 1929 1934 1968 1972 1973 1974 1971 1984 1981 1981 1983 1983 1984 1986 1936 1933 1920 1960 2009 2010 2011 2012 2013 2013 2013

med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento med. Bronzo med. Bronzo med. Argento med. Oro med. Argento sq. med. Argento sq. med. Argento sq. med. Oro

Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali

1994 1995 1975 1977 1981 1985 1930 1904 1908 1910 1912

Renai Bruno

VELA

med. Oro sq. med. Oro med. Oro sq. med. Oro sq. med. Argento sq. med. Oro med. Oro

Barozzi Paolo med. Bronzo Windsurf med. Oro Windsurf Bontempelli Luca med. Oro Caramante Paolo med. Oro Carnevali Paolo med. Bronzo Cerri Marco med. Bronzo med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro Chiarugi Leonardo med. Argento Faccenda Marco med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro Fantini Alberto med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro Gavazzi Fabio med. Oro Gavazzi Fabrizio med. Oro Landi Sabrina med. Oro Miglioranza Giuseppina med. Oro med. Bronzo Prunai Federica med. Oro Ruberti Giovanni med. Argento Savelli Marco med. Bronzo Savelli Matteo med. Oro med. Oro med. Oro med. Oro

Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei

1912 1912 1914 1921 1922 1927 1968

Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Mondiali Campionati Europei Campionati Mondiali Campionati Mondiali

1985 1988 1984 1968 1998 1981 1989 1990 1991 1998 1997 1989 1990 1991 1992 1994 1989 1991 1992 1997 1999 2000 2002 2003 1990 1992 1993 1994 1996 1998 2001 2002 2003 2012 2013 1966 1966 1967 1985 1983 1987 2000 1981 2006 2006 2007 2008


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Il film “Campioni livornesi” presentato agli studenti delle scuole medie del Comune di Pescaglia

Da sin. Filippo Mannucci, Rodolfo Graziani, Il Sindaco Valerio Bianchi e Il ViceSindaco Massimiliano Bernardini

di 122 alunni accompagnati dai rispettivi insegnanti fra cui la professoressa Debora De Nuccio Assistant Trainer Metodo Feldenkrais, l’assessore alla Pubblica Istruzione

Da sin. Filippo Mannucc, Rodolfo Graziani, Valerio Bianchi, Debora De Nuccio

Valerio Bianchi ha presentato il convegno illustrando i fini per cui era stato organizzato e le motivazioni per cui erano stati invitati rappresentanti della sezione livornese dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia che, come è ormai noto, annovera nelle sue file atleti che con le loro qualità fisiche e morali, con la loro determinazione e i loro sacrifici, hanno mietuto allori in campo nazionale ed internazionale, dando lustro all’Italia intera. La proiezione del trailer “Campioni livornesi” è stata seguita con attenzione e religioso silenzio, a volte interrotto da esclamazioni di meraviglia e di stupore per quanto l’atleta di turno era riuscito a fare nonostante avversità di vario genere. In un’atmosfera piena di ammirazione per quanto visto, si è svolto, di seguito, il conclusivo dibattito sulle tematiche proposte dal film, con una serie di domande da parte degli alunni presenti, tutti desiderosi di scoprire i segreti e le motivazioni che possono portare un atleta a raggiungere vertici di eccellenza in campo sportivo e come, tali motivazioni, siano fondamentali per formare il carattere e la personalità dei giovani, per affrontare al meglio la vita di tutti i giorni.

Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia

S

abato 29 novembre, promosso dal Signor Valerio Bianchi, assessore all’Istruzione della nuova Amministrazione del Comune di Pescaglia, si è svolto il Convegno “Lo Sport quale mezzo educativo per la formazione morale e caratteriale dei giovani”. Un invito e un onore per la sezione livornese dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia rappresentata nell’occasione dal Presidente Rodolfo Graziani e dal pluricampione mondiale di Canottaggio Filippo Mannucci, un invito che ha fatto conoscere ai convenuti la bellezza delle verdeggianti colline di questa terra e i suggestivi borghi ricchi di storia, cultura e arte; va ricordato, infatti, che la frazione di Celle di questo Comune ha dato i natali ad uno dei più grandi compositori di opere liriche di tutti i tempi: Giacomo Puccini, che qui ha composto alcune delle sue melodie immortali! Il convegno ha avuto un simpatico prologo in quanto Graziani e Mannucci sono stati ricevuti nella Sala Consiliare dal vicesindaco Massimiliano Bernardini e dall’assessore alla Protezione Civile Federico Giusti con i quali si è dissertato sull’importanza della pratica sportiva fra i giovani e sulla conseguente necessità di avere strutture adeguate affinché tale pratica possa essere svolta con continuità e profitto. Alla presenza di una platea

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Giornata del Veterano dello Sport 2014 Sezione UNVS di Livorno

D

Michele Borghetti premiato da Gian Paolo Bertoni e Paolo Corrieri

omenica 7 dicembre, nel Salone della Cassa Edile di Livorno, si è svolta la cerimonia della “Giornata del Veterano dello Sport” e premiazione dell’Atleta dell’anno 2014. L’atleta che ha ricevuto l’ambito riconoscimento è il damista livornese Michele Borghetti che ha vinto numerose competizioni di dama internazionali, oltre a vincere l’Olimpiade della Mente e il Campionato Mondiale di dama svoltisi nella nostra città, mentre a Lecce si è confermato Campione Italiano. Nella sua carriera Michele Borghetti ha vinto 48 titoli italiani, ha stabilito il record del mondo per aver giocato 23 partite con gli occhi bendati, si è laureato Campione del Mondo di Dama Inglese, è grande maestro di dama italiana, internazionale e inglese. Al tradizionale evento, erano presenti, oltre alle maggiori Autorità cittadine,

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

Veterani dello Sport

per il Consiglio Nazionale UNVS: il Presidente Gian Paolo Bertoni, il Vice Presidente dell’Italia Centrale Federico Sani, il Segretario Generale Ettore Biagini, per la Consulta dello Sport Giuliano Salvatorini, il Delegato Regionale Salvatore Cultrera, per la Commissione d’Appello il membro Rudy Poli. Erano, inoltre, presenti o rappresentati i Presidenti di tutte le Sezioni UNVS della Toscana. Faceva gli onori di casa il presidente della Sezione UNVS di Livorno Cesare Gentile, con il proprio Consiglio Direttivo. Ha assistito un folto pubblico formato dagli atleti premiati dai loro dirigenti sportivi, parenti e amici. Oltre all’Atleta dell’Anno sono stati assegnati i seguenti premi: - Premio giovane Emergente: Benedetta Niccolini, per i brillanti risultati nel pattinaggio a livello europeo. - Distintivo d’Argento UNVS: Guelfo Guelfi, per l’anzianità d’iscrizione nell’UNVS e per la collaborazione alla vita sezionale. - Premio “Nozze d’Oro con lo Sport” per i 50 anni di vita sportiva: Franco Meini. - Premio riconoscenza per meriti sportivi ai Veterani: Rossella Bardi, Ilio Barontini, Giuseppe Bilotta, Andrea Carbone, Laura Fiorentini, Alessandro Giaconi, Gabriele Giordani, Mauro Martelli, Andrea Martignoni, Roberto

Il tavolo delle autorità la giornata delle premiazioni

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Un gruppo di atleti di Karate in rappresentanza della Folgore e del gruppo di Maurizio Baldi

Onorati, Ilio Polese, Alessandro Sottile, Luigi Suardi, Marco Volpi E Massimo Zazzetta. - Premio fedeltà alla Sezione per l’iscrizione da oltre trenta anni: Franco Albanesi, Mario Vannozzi, Silvia Galleni, Aldo Ghelarducci, Ernesto Panariello, Fedra Bendinelli. Premio MEDAGLIE DORATE a: - ARBITRI DI CALCIO AIA-FIGC: Stefano Dell’Erario arbitro, Domenico Castro assistente arbitrale. - CANOTTAGGIO REMOERGOMETRO

- TIRO A SEGNO: Tommaso Chelli, Alberto Caroti, Francesco Lazzeri. - PAT T I N A G G I O : Olivia Di Giorgi, Giada Niccolai, Sara Russo, Martina Puliti. - JU JITSU: Simone Andreini, Mattia Silvera, Sofia Giovannetti Aurora

L’atleta emergente del pattinaggio Benedetta Niccolini, premiata da Federico Sani e Paolo Corrieri

Andreini. - PUGILATO: Manuel Boldrini, Mattia Boldrini, Filippo Gressani, Emanuele Massimo Santini, Diego Proietti, Iacopo Piacentini, Matilde Cammarota, Silvia Sassi. - GINNASTICA: Sveva Caschili. - KARATE: Martina Calà, Gabriel Vernieri, Davide Barcacci, Guido Cadoni, Giulio Citi, Jacopo Citi, Elena Bernardini. - CICLISMO: Martina Bufalin, Davide Bufalini, Tommaso Bufalini. - PESISTICA: Rebecca Carloni, Manuele Bardini. La giornata del veterano si è conclusa con la tradizionale conviviale presso il Grand Hotel Continentale di Tirrenia dove a tutti i convenuti, la Sezione di Livorno, ha fatto omaggio di doni augurali con particolare riguardo per le gentili Signore che hanno mostrato un alto gradimento del pensiero ricevuto.

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

Cesare Gentile con Gian Paolo Bertoni

DISABILI: Anna Freschi, Giacomo Lagorio, Olga Marino. - ASSOCIAZIONE SPORTIVA ZENITH LIVORNO ONLUS - NUOTO: Silvia Paperini, Giacomo Oliviero, Luca Baffigi, Gabriele Morelli, Antonio Sartori, Bruno Massimo, Andrea Lo Schiavo, Federico Bartorelli, Marco Maciullo, David Simoni. - SCHERMA CIRCOLO RIGOLI: Nicolò Cillari, Giulia Iervasi, Alberto Benetti. - SCHERMA CIRCOLO FIDES: Laura Fidanzi, Matilde Monaldi, Sebastiano Paoli, Edoardo Ertocchini. Lorenzo Cambini. - CANOA: Tommaso Tremolanti. - TENNIS: Silvia Salvetti, Martino Crocetti. - ATLETICA LEGGERA: Eric Fantazzini, Sonia Ruffini, Mattia Contini Giacomo Grotti.

Il pubblico presente alla manifestazione mentre ascolta l’Inno Nazionale

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Stintino 4 - 11 Maggio 2014

A

novembre 2013 il Consiglio Direttivo Nazionale mi ha conferito Procura per la Sardegna e, nel contempo, l’autorizzazione ad organizzare nella mia isola la 53a Assemblea Nazionale che si sarebbe tenuta il 9 e 10 maggio 2014. Di questa opportunità, ho informato prontamente il Sindaco di STINTINO, Antonio Diana, che si è dichiarato subito entusiasta della possibilità di ospitare nella sua città la nostra importante manifestazione, dandomi la sua disponibilità per quanto potesse occorrere. Da tale certezza sono partito per studiare e prevedere ogni problematica che simile evento avrebbe presentato, soprattutto per i collegamenti fra il resto d’Italia e la Sardegna, con la preziosa collaborazione del tesoriere della Sezione, Gianfranco Abati che, coinvolto dal mio entusiasmo, si è messo subito a disposizione con le sue notevoli capacità nell’uso dei mezzi informatici, senza limite d’impegno e tempo. Verificato che avevo a disposizione tutte le condizioni per ben riuscire nell’arduo compito, ho messo in moto la macchina organizzativa. Il problema principale è stato quello di operare dalla nostra Sezione di Livorno per creare un’organizzazione logistica in quel di Stintino. Ho quindi cercato le persone giuste sul territorio che potessero aiutarmi a trovare un’ottima organizzazione alberghiera per il miglior soggiorno dei nostri soci e, seguendo le indicazioni del sindaco della stessa città, ho potuto contattare la Direzione dell’Hotel Cala Rosa con il Direttore Peppino ROSAS che ha messo a disposizione la sua efficientissima vice Paola Stacca con la quale ho subito intrapreso una fattiva collaborazione scambiando con lei idee e progetti sia telefonicamente che a mezzo mail. La difficoltà successiva, o contemporanea, è stata quella di organizzare il trasporto dei soci dal Porto di Livorno a Olbia con gli automezzi personali o i pullman organizzati dalle sezioni, possibilmente ottenendo un forte sconto sulle tariffe ordinarie. Per questo ho contatta-

to la direzione della Moby Spa di Milano ed anche qui ho avuto la fortuna di interloquire con la Signora Paola Trigozzi che, con squisita cortesia e professionalità, mi ha consigliato e organizzato il programma di trasporto da Livorno a Olbia sui traghetti Moby mettendo a disposizione le migliori cabine a prezzi scontati. Terza operazione da pianificare è stata quella di organizzare il trasporto dall’Aeroporto di Alghero Fertilia a Stintino e viceversa per tutti coloro che intendevano, dalle varie provenienze, raggiungere la Sardegna in aereo. Anche in questo settore ho trovato una valida collaborazione in Antonello Garau, titolare della Sardabus, che con prezzi convenzionati ha messo a disposizione i propri automezzi sia per il trasporto da e per Fertilia sia per le escursioni che avremmo organizzato. Ottenuta la sicurezza del trasporto delle persone in terra di Sardegna, insieme alla Direzione dell’Hotel Cala Rosa ho esaminato le varie possibilità di escursione nei luoghi turisticamente più apprezzati nei dintorni di Stintino per consentire escursioni giornaliere sia mattutine sia pomeridiane. Adesso era tutto pronto per buttare giù il programma generale, cosa che con Abati abbiamo fatto e sottoposto all’approvazione della Presidenza e del Consiglio Direttivo Nazionale UNVS di Milano. Con nostra soddisfazione il programma tracciato è stato accettato e diffuso a tutte le sezioni d’Italia dettando i tempi e le modalità di prenotazione, così come da tutti voi letto sia su “Il Veterano dello Sport” sia sul nostro “Notiziario”. Dal quel momento la sezione di Livorno è diventata un’agenzia di viaggi alla quale si sono rivolti da tutte le parti d’Italia con le varie esigenze di viaggio, soggiorno ed escursioni. Giunti al periodo fatidico, le varie sezioni, in data e con opzioni diverse, hanno raggiunto la Sardegna con nave o aereo. La nostra sezione è partita dal Porto labronico la sera del 5 maggio con un pullman di 56 persone composto da soci delle Sezioni di Livorno, Viareggio, Pisa e Lucca e il mattino successivo siamo

giunti a Olbia da dove, con il nostro pullman ci siamo trasferiti a Stintino. È iniziata così la nostra bellissima “vacanza” prendendo alloggio agli Hotel Cala Rosa e Cala Reale, due strutture moderne con personale preparato e di alta professionalità. Il Direttore Signor Peppino Rosas, si è reso disponibile per qualsiasi nostra esigenza organizzando il trasporto alla spiaggia della Pelosa e al paese di Stintino, mentre la vice direttrice Paola Stacca ha collaborato con il sottoscritto nell’organizzare la logistica con grande disponibilità e professionalità. Lo stesso giorno dell’arrivo, alcuni gitanti si sono recati all’Isola dell’Asinara per apprezzare le sue bellezze naturali, mentre i rimanenti gitanti, con il nostro pullman, facevano la visita al paese e alla bellissima chiesa dell’Immacolata protettrice dei pescatori, venerata l’8 settembre di ogni anno. All’uscita dalla chiesa, abbiamo avuto la fortuna di trovare Don Andrea, il quale ci ha impartito la benedizione ben augurante. Il giorno 7, con i due pullman a disposizione, abbiamo visitato la Reggia Nuragica Palmavera di Fertilia al mattino, mentre nel pomeriggio abbiano visitato l’incantevole città di Alghero. Il giorno 8, al mattino, visita alla Basilica di San Gavino di Porto Torres, dove un’ottima guida ci ha narrato la sua storia. Nel pomeriggio visita al nuraghe Santu Antine di Torralba, dove la guida ci ha illustrato le particolarità costruttive e la bellezze della struttura. Il giorno 9 visita speciale, con 193 gitanti, all’isola dell’Asinara. Il giorno 10, al mattino, si è tenuta l’Assemblea nella Sala Consiliare del Comune di Stintino con 45 Sezioni presenti e 23 per delega. Alla sera abbiamo avuto la tradizionale cena di Gran Cala All’hotel Roccaruja con la presenza di 393 persone. In un intervallo della cena, sono stati consegnati, il Distintivo d’Onore al presidente di San Giovanni Valdarno, Luciano Vannacci, e una targa al presidente della Sezione di Livorno Cesare Gentile. L’organizzazione della manifestazione, composta dal Direttore Peppino Rosas, dalla vice direttrice Paola Stacca, dal sottoscritto e Antonello Garau hanno ricevuto un grosso applauso e parole di elogio per i sacrifici, preparazione ed amore posti in essere per la migliore ri-

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Assemblea nazionale Unvs

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Ringraziamenti ricevuti per l’organizzazione della 53a assemblea nazionale a Stintino.

Caro Cesare, non si è ancora del tutto spenta l’eco della nostra 53a Assemblea Nazionale Ordinaria celebrata nella tua Sardegna, molto ben riuscita a parere unanime dei partecipanti.

Il merito maggiore per un giudizio tanto lusinghiero va a te, Procuratore Speciale del soddisfattissimo Presidente Gian Paolo, per avere curato anche nei minimi particolari l’importante evento, pur in presenza di tutte le obiettive difficoltà di preparazione dovute alla distanza fra Livorno e Stintino. Sei stato veramente straordinario ed hai ricevuto il giusto plauso non solo dei nostri massimi Dirigenti, ma dei tanti Presidenti e Soci di Sezione, che hanno potuto godere il meglio dell’interessantissima zona ed apprezzare le bellezze naturali con le indovinate escursioni, soprattutto quella di venerdì 9 maggio con la visita dell’Asinara. Il mio compito e quello di Rina e Laura (collaboratrici della Segreteria Nazionale N.R.) è stato reso molto più facile dalle tue oculate scelte logistiche, ben distribuite fra i due Alberghi di Cala Rosa e Cala Reale, la

Soci che si fanno onore Rossella Bardi e Roberto Onorati

H

anno vinto, rispettivamente, due titoli italiani partecipando alle gare di giavellotto, peso e martello corto che si sono svolte ai Campionati Italiani UNVS di Modena a luglio.

Mauro Martelli, Augusto Zamboni e Andrea Carbone

Il 7 settembre, a Porto Azzurro (Isola d’Elba), hanno migliorato il proprio record mondiale sulle 24 ore di remo ergometro pesi leggeri.

I gruppo dei veterani Unvs che si sono fatti onore

funzionale Sala Consiliare del Comune di Stintino e la capiente struttura dell’Hotel Roccaruja. Grazie infinite a nome mio, di Rina e Laura. Con stima ed affetto Ettore Biagini Segretario Generale UNVS P.S. Ti prego estendere i nostri ringraziamenti anche ai tuoi più stretti collaboratori della sezione che, insieme a te, si sono sobbarcati un notevole lavoro organizzativo. Avevo già espresso il mio personale ringraziamento ed apprezzamento a Cesare. Va da sé che faccio mie anche le espressioni di gratitudine del Segretario Generale. Un veterano abbraccio. Alberto Scotti Vice Presidente Vicario UNVS

Enzo Sagone

È stato insignito, dal CONI di Roma, della stella di bronzo al merito sportivo per la lunga carriera di Dirigente Sportivo nei settori del nuoto, pallanuoto, pallavolo femminile, basket, pentathlon moderno master. Il Consiglio Direttivo e i Soci della Sezione di Livorno formulano a Enzo i più sentiti complimenti per l’importante onorificenza ricevuta.

Alessandro Sottile

Mauro Martelli

Anche quest’anno ha vinto il campionato F.I.G.C. di Terza Categoria con la squadra “ A.S.D. COLLEVICA”, da lui allenata.

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uscita della manifestazione. Io, stanco, appagato e felice di questo successo intendo ringraziare: il personale di camera, dell’accettazione, le maestranze della cucina, agli autisti ed un grande abbraccio alla Signora “Santa Paola” per avermi sopportato e chi, infine, era rimasto a casa, dopo aver lavorato tanto all’organizzazione senza aver potuto beneficiare della nostra bellissima vacanza. Grazie di cuore a tutti. Cesare Pasquale Gentile

Enzo Sagone premiato con tutte le autorità cittadine

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42 atleti veterani di 12 sezioni Unvs

Un gruppo di atleti che hanno partecipato al Campionato italiano di nuoto Master. Al Centro Cesare Gentile, presidente della sezione Unvs Livorno

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omenica 15 dicembre 2013, nella piscina Camalich di Livorno, si è svolta la tradizionale manifestazione natatoria “Festa degli Auguri”, all’interno della quale si sono svolti i campionati italiani di nuoto UNVS.

La manifestazione è stata organizzata in modo perfetto dal Dopolavoro ferroviario di Livorno con il patrocinio della Sezione UNVS di Livorno. Ci sono stati ben 682 atleti master in gara, di varie società natatorie nazionali, fra i quali 42 atleti veterani di 12 Sezioni UNVS, che hanno conseguito i risultati riportati nelle pagine seguenti

Gli atleti primi classificati hanno ricevuto la medaglia dorata e lo scudetto tricolore, offerto dal Consiglio Direttivo Nazionale UNVS, ai secondi classificati è stata donata la medaglia argentata mentre ai terzi è stata assegnata la medaglia bronzata. Alla Sezione di Livorno, 1a classificata è stata consegnatala la Coppa offerta dal Consiglio Direttivo Nazionale, alle Sezioni 2a e 3a Classificata le coppe offerte dalla Sezione Organizzatrice. La Sezione UNVS di Livorno ringrazia il socio UNVS e Presidente Onorario del Dopolavoro Ferroviario Enzo Sagone e tutto il suo staff, per la perfetta riuscita della manifestazione. A tutti i giudici di gara il plauso per l’enorme lavoro svolto con precisione ed efficacia. Anche questa edizione ha riscosso un notevole successo, ben 9 regioni presenti con 53 società partecipanti per un totale di 537 atleti iscritti, le regioni sono state: Emilia Romagna – Friuli Venezia Giulia – Liguria – Lombardia – Veneto – Toscana – Umbria – Lazio – Piemonte. Sono stati premiati dalla società organizzatrice i due veterani più anziani della manifestazione venuti da Arona: Francesco Giannetta Categoria M95 con un palmares di due Titoli Mondiali della LEN e ben 140 medaglie vinte delle quali 117 oro, l’altro Ezio Carasa Categoria M85 vincitore di 14 Titoli Italiani. Il servizio di assistenza alla manifestazione con medico a bordo è stato curato dalla Croce Rossa Italiana sezione di Livorno. Al termine della manifestazione è stato offerto un buffet seguito da un brindisi di auguri di buone Feste.

CLASSIFICA PER SEZIONI 1° LIVORNO - CAMP. ITALIANO UNVS 2° PISA 3° FIRENZE 4° MASSA 5° ARONA, GENOVA 6° LUCCA 7° LA SPEZIA, SAVONA, SIENA, TREVISO, VIAREGGIO SEZIONI PRESENTI SOCI UNVS PARTECIPANTI ATLETI PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE

PUNTI 309 96 84 42 40 32 20 12 41 682

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Campionato italiano di nuoto master Unvs

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Cat. Nome F50 Ronchieri Federica Ronchieri Federica F55 Inghilleri Beatrice Inghilleri Beatrice F65 Orvieto Eleonora Orvieto Eleonora F70 Micheli Marcella Micheli Marcella Ramagli Paola Ramagli Paola Faucci Losito Laura Faucci Losito Laura F75 Corti Delia Corti Delia Salakova Marie Salakova Marie Stagi Mirella Stagi Mirella M30 Giordani Gabriele Giordani Gabriele

Tempo 00.31.39 00.42.38 00.39.76 00.47.49 02.16.68 02.03.13 00.58.68 01.14.28 00.48.84 01.07.99 00.43.20 03.26.11 02.50.26 02.21.02 03.00.64 01.21.23 05.11.97 01.01.92 02.32.83 00.37.14

Specialita’ 50 S.l. 50 Rana 50 S.l. 50 Dorso 100 Rana 100 S.l. 50 Dorso 50 Rana 50 S.l. 50 Farf. 50 S.l. 200 S.l. 100 Dorso 100 S.l. 100 Dorso 50 Dorso 200 S.l. 50 S.l. 200 S.l. 50 Rana

Sezione Massa Massa Genova Genova Pisa Pisa Livorno Livorno Livorno Livorno Savona Savona Livorno Livorno Lucca Lucca Livorno Livorno Livorno Livorno

M35 Vangelisti Giampiero Vangelisti Giampiero Signorini Luca Signorini Luca M45 Gennari Alessandro Gennari Alessandro Piovesan Alessandro Piovesan Alessandro Zazzetta Massimo Zazzetta Massimo Sostegni Simone Sostegni Simone D’aniello Duccio D’aniello Duccio Barlucchi Giulio M50 Bordigoni Alberto Bordigoni Alberto Colombo Marco Colombo Marco Paoli Maurizio Paoli Maurizio

00.44.95 00.52.64 00.40.24 00.34.10 00.36.54 00.40.75 01.00.58 02.14.48 01.16.58 00.34.42 02.04.59 04.24.82 00.34.12 00.41.42 00.34.66 02.09.64 01.28.10 00.31.00 00.27.19 01.52.60 01.44.84

50 S.l. 50 Farf. 50 Dorso 50 Farf. 50 Farf. 50 Rana 100 S.l. 200 S.l. 100 Dorso 50 Dorso 100 S.l. 200 S.l. 50 S.l. 50 Dorso 50 S.l. 100 Farf. 100 S.l. 50 Dorso 50 S.l. 100 Rana 100 Dorso

Pisa Pisa Pisa Pisa Livorno Livorno Treviso Treviso Livorno Livorno Firenze Firenze Livorno Livorno Massa Livorno Livorno Livorno Livorno Livorno Livorno

10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 6 2° Cl. 10 Camp.it 6 2° Cl. 6 2° Cl. 10 Camp.it 6 2° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it

Partenza del Campionato italiano di nuoto Master

Paghi, Gentile, Inghilleri, Clerici

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Punti 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 6 2°Cl. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 6 2°Cl. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it. 10 Camp.it

Cesare Gentile mentre premia un ragazzo


01.12.11 00.32.68 03.03.08 00.44.57 01.39.64 03.12.66 01.33.70 01.24.52 01.32.63 02.46.20 00.38.67 03.26.75 02.37.56 04.37.43 02.16.17 01.56.49 01.37.76 00.44.12 03.44.16 00.41.44 02.08.22

100 S.l. 50 S.l. 200 S.l. 50 Farf. 100 Rana 200 S.l. 100 Dorso 100Farf. 100 Dorso 200 S.l. 50S.l. 50S.l. 100 Dorso 200 S.l. 100 Farf. 100 S.l. 100 Rana 50 Rana 200 S.l. 50 S.l. 100 Rana

Massa Massa Siena Siena Livorno Livorno Pisa Pisa Livorno Livorno Pisa Pisa Firenze Firenze Livorno Livorno Firenze Firenze La Spezia La Spezia Lucca

10 Camp.it 62° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 6 2° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 6 2° Cl. 10 Camp.it 6 2° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it

Citti Alfredo Clerici Alessandro Clerici Alessandro Fabbri Piero Fabbri Piero Natale Franco Natale Franco Razzauti Paolo Razzauti Paolo M75 Bertuccelli Osvaldo Bertuccelli Osvaldo Bilotta Giuseppe Bilotta Giuseppe M80 Paghi Massimo Paghi Massimo Cardea Ezio Cardea Ezio M95 Giannetta Francesco Giannetta Francesco

00.52.80 03.51.76 00.52.10 02.24.22 02.18.78 02.23.90 01.04.51 01.14.33 00.48.50 01.22.71 00.45.34 01.32.81 03.18.75 01.08.04 01.14.42 01.36.93 00.52.54 02.32.65 01.28.48

50 Rana 200 S.l. 50 S.l. 100 Dorso 100 S.l.. 100 Dorso 50 Dorso 50 Rana 50 S.l. 100 S.l. 50 Rana 100 S.l. 200 S.l. 50 Dorso 50 Rana 50 Rana 50 S.l. 50 Rana 50 S.l.

Gentile e Camalich

Gruppo di veterani

Gentile con amici veterani

Gentile tra i premiati

Lucca Genova Genova Firenze Firenze Livorno Livorno Livorno Livorno Viareggio Viareggio Livorno Livorno Firenze Firenze Arona Arona Arona Arona

6 2° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 6 2° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 6 32° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 6 32° Cl. 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it 10 Camp.it

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

Giagnoni Massimo Giagnoni Massimo M55 Paghi Marco Paghi Marco Menicucci Stefano Menicucci Stefano Panicucci Marco Panicucci Marco M60 Barontini Ilio Barontini Ilio Grigo’ Uliviero Grigo’ Uliviero M65 Balli Mario Balli Mario Carpi Walter Carpi Walter Rossi Marco Rossi Marco Lupi Giovanni Lupi Giovanni M70 Citti Alfredo

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3° Campionato di nuoto master Unvs in acque libere

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omenica 14 settembre 2014, nelle acque antistanti di San Terenzio (SP), in un’incantevole giornata di sole e mare con la presenza di un folto pubblico, si è svolto il Campionato Italiano Master UNVS di Nuoto in acque libere sulle distanze di m. 1800, 3000 e 5000. Hanno partecipato diversi nuotatori

Soci che si fanno onore

A

Nella mezza maratona

lla “Half Marathon” che si è svolta a Pisa il 12 ottobre hanno conseguito il titolo di Campione Nazionale UNVS della mezza maratona i soci: Laura fiorentini nella categoria f40 e Alessandro Giaconi nella categoria m50. Mentre Simona Cosimi si è classificata seconda, nella categoria F40 e Roberto Caroti si è classificato terzo nella categoria M40. In base a tali risultati la sezione di Livorno si è classificata al primo posto, a pari merito con la Sezione di Massa. Agli amici che hanno tenuto alto il prestigio atletico personale e quello associativo della sezione, vanno i complimenti e gli auguri del Consiglio Direttivo.

Nel Tiro a Volo a Squadre

Il nostro socio Andrea Martignoni, si è laureato Campione del Mondo, insieme alla squadra nazionale che si è classificata al 1° posto nel campionato mondiale di tiro specialità Elica, disputatosi in ottobre a Bologna nell’impianto di Casalecchio di Reno. Al termine della gara risultavano cen-

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del Dopolavoro Ferroviario e atleti della Sezione “Nedo Nadi” di Livorno. I nostri soci, Giuseppe Bilotta e Gabriele Giordani si sono classificati al primo posto mentre i soci Vittorio Gallo e Giuseppina Di Lauro si sono classificati rispettivamente secondo e terza. Alla gara ha partecipato anche l’atleta, so-

trati 107 colpi su 120 sparati in totale mentre gli agguerriti argentini che avevano colpito 104 eliche si sono classificati al secondo posto. È il risultato più prestigioso conseguito da Andrea in dieci anni d’attività, anche a livello azzurro, che in precedenza aveva vinto otto titoli italiani oltre a due Campionati d’Europa a squadre nella categoria Veterani. Il Consiglio Direttivo ed i Veterani livornesi, compiacendosi con l’amico Andrea, gli augurano ancora numerosi successi, per la sua e per la nostra soddisfazione.

Mauro Martelli

Mauro Martelli, occupa di diritto la citazione sul nostro Notiziario per i continui successi sportivi, umani e sociali. Partiamo dai suoi successi sportivi, non perché siano più importanti degli altri ma per evidenziare ancora un altro record stabilito dall’amico Mauro in un tentativo, svolto a Porto Azzurro, iniziato alle ore 12,05 di sabato 6 settembre, terminato il giorno successivo alla stessa ore. Per 24 ore i dieci atleti facenti parte della squadra capitanata da Mauro Martelli,

cia della Sezione UNVS di Pisa, Eleonora Orvieto vincitrice della propria categoria e facente parte del gruppo nuoto master del DLF. Agli atleti giungano i più sentiti complimenti dal Direttivo della nostra sezione. Diploma nuoto in acque libere

si sono alternati al manubrio ed hanno vogato di buona lena per 393 km e 823 metri stabilendo il record mondiale Indoor Rowing di 24 ore, categoria pese leggeri misti. Il record precedente era stato stabilito dalla squadra danese che aveva fatto segnare 360km e 601 metri. Con tale impresa, organizzata dall’Associazione Sportlandia in collaborazione con ASD canottaggio Porto Azzurro e con il patrocinio della Federazione Italiana Canottieri. Adesso vengono i meriti di Mauro per il sociale che lo ha visto costantemente impegnato, quale testimonial regionale dell’AIRC, nelle campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi per la ricerca contro il cancro. Per il suo nobile impegno Mauro è stato “promosso” a testimonial nazionale e, in tale veste, è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 6 novembre. Mauro è, inoltre, presidente dell’Associazione Sportlandia Onlus che si occupa dei ragazzi disabili. Che dire, poi, delle qualità umane di Mauro. Egli stesso fu colpito dalla grave malattia del cancro, che è riuscito a sconfiggere con la sua determinazione e forte volontà di intrepido sportivo che,

lo ha visto sempre gareggiare nella sua specialità del remergometro occupandosi, nel contempo, nell’attività sociale. A Mauro vanno i complimenti e l’incoraggiamento del Consiglio Direttivo e dei Veterani livornesi.

Unvs Livorno Campione Toscano al torneo di calcetto

La rappresentativa della sezione livornese dell´Unione Nazionale Veterani dello Sport ha conquistato, sabato 27 ottobre, il titolo di Campione Toscano nella 2a Edizione del Torneo Toscano di Calcio a Cinque, svoltosi nella nostra città. Facevano parte della squadra i soci Marco Bernini, Massimo Cerrai, Federico D’Elia, Renato D’Elia, Cristian Stellati, Luca Troiano e Alessio Zernich. La finale, disputata fra Livorno e Pistoia ha visto prevalere la nostra formazione con il risultato di 9 – 2. Alla squadra di Pistoia è andata la coppa di vicecampioni. Per la buona riuscita della manifestazione, ci preme ringraziare il Delegato regionale Salvatore Cultrera, la Presidente della sezione di Pistoia Francesca Bardelli e i nostri soci Salvatore Caruso e Stefano Santoni che si sono prodigati nell’organizzazione.


ono Stati insigniti dal CONI della Stella di Bronzo al merito sportivo. A Roberto e Andrea vanno i complimenti del Consiglio Direttivo e dei soci tutti della sezione di Livorno

Andrea Martignoni

Gita autunnale “La castagnata”

D

omenica 12 ottobre, come da programma, si è ripetuta la gita autunnale denominata “La Castagnata” alla quale hanno partecipato 52 persone fra soci, familiari e simpatizzanti. Di buona mattina siamo partiti dalla nostra Sezione a bordo di un pullman GT, favoriti da una giornata meteorologicamente favorevole. Usciti da casello autostradale di Barberino del Mugello, poiché eravamo stati avvertiti che la raccolta delle castagne non era possibile per la carenza dei frutti marroni, ci siamo avviati direttamente verso Scarperia, ammirando dal pullman il lago del Bilancino, il verde paesaggio collinare e il bellissimo autodromo della casa automobilistica Ferrari dove, oltre alle auto da corsa si cimentano rombanti moto, anche di appassionati privati che, pagando profumatamente la possibilità di

cimentarsi, traggono emozioni sfrecciando velocemente nelle curve e i rettilinei dell’impianto, nato per testare la velocità dei motori. Girando per il paese abbiamo potuto visitare il centro storico costituito da una piccola piazza sulla quale domina il Palazzo dei Vicari e, di fronte, la chiesa e il convento degli Agostiniani. La storia del Palazzo dei Vicari, sede comunale e del Museo dei “Ferri Taglienti” è stato costruito intorno alla Torre merlata del ‘300 con un processo di successivo accrescimento fino al 1542 quando, a seguito di un terremoto l’edificio fu semidistrutto e i successivi lavori di restauro dettero al Palazzo dei Vicari l’attuale forma. Tange la piazza, ai due lati del Palazzo dei Vicari, la stretta Strada Statale del Passo dei Giovi sulla quale si affacciano le botteghe commerciali e artigianali.

Roberto Onorati

Particolarmente ammirata e visitata è stata la bottega dei ferri taglienti (coltelli di ogni genere e forma) e posateria per la casa, nella quale i nostri soci hanno fatto preziosi acquisti. Terminata la breve, ma soddisfacente, visita al centro storico abbiamo ripreso la via per raggiungere il Ristorante Marrani a Ronta del Mugello, dove avevamo fissato il pranzo. Consumato l’ottimo e abbondante pranzo, si sono aperte le danze sulla musica proposta da un Disk-Jockei. Non ancora smaltito il luculliano pranzo, ci sono state offerte castagne arrosto e ballotte innaffiate con il vin santo a volontà. Le calorie sono andate a mille ed il KO digestivo è stato assoluto. Alle diciotto, stanchi ma felici per la bella giornata trascorsa ci siamo nuovamente imbarcati sul pullman per ritornare a Livorno, che abbiamo raggiunto poco dopo le venti senza nemmeno accorgerci del tempo trascorso poiché Morfeo ci aveva quasi tutti accolti fra le sue braccia

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S

ANDREA MARTIGNONI e ROBERTO ONORATI

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Lâ&#x20AC;&#x2122;Isonzo


Veterani dello Sport di collesalvetti

Le brutte condizioni atmosferiche condizionano la manifestazione

L’

edizione numero ventuno della “Coppa per lo Sport” 1° Trofeo “Alberto Parenti” organizzata dalla Polisportiva ARCI Stagno, con il patrocinio della sezione dell’Unione Nazionale dello Sport “Ivo Mancini” di Collesalvetti, e con la collaborazione del Velo Club S.Vincenzo, quest’anno era valida per il 2° “Campionato Toscano UNVS”. A causa delle cattive condizioni atmosferiche si sono presentati al via soltanto 85 concorrenti in rappresentanza di 31 società, suddivisi nelle sei categorie. Presenti anche sette atleti tesserati per l’Unione Nazionale Veterani dello Sport in rappresentanza delle sezioni di Pistoia, Pisa, Collesalvetti e Massa. Al termine della corsa solo sei atleti tesserati UNVS concludevano la gara. Il percorso si snodava all’interno della campagna del comune di Collesalvetti, attraverso le frazioni di Stagno, Guastic-

ce, Bivio La Berte, Nugola, SS4, Piersanti, Cisternino, Pian di Rota, Ponte Ugione e Stagno da ripetere tre volte per un totale di circa Km 70. Presenti il presidente dell’UISP di Livorno Michele Barsagli, Cesare Gentile presidente della sezione UNVS “Nedo Nadi” di Livorno, Giuseppe Parenti il figlio, il presidente Gino Massei accompagnato dal vice della sezione di Collesalvetti oltre ai consiglieri Romano Livi e Giuliano Santucci responsabili della zona dell’arrivo.

4° LONGOBARDI GIUSEPPE 5° DI STEFANO CRISTIAN CATEGORIA A3 1° BALDINI LUIGI 2° GONFIANTINI LEO 3° PIZZI IURI 4° SARTI VALERIO 5° GRANDI ANDREA CATEGORIA A4 1° BALLATI DARIO 2° NESTI LUCA 3° ZERILLI EMANUELE 4° BALDINI TIZIANO 5° GRIMANI ENRICO 8° FIUMALBI LUCIANO 23° MOSTI ALFREDO CATEGORIA A5 1° BIASCI ALESSANDRO 2° SOTTILI MASSIMO 3° GIOLI MANRICO 4° DIARA MARCO 5° FONDELLI DANIELE 6° MENCONI NANDO 12° DALLE MURA ATTILIO

ASD TRICYCLE BIKE CLUB CECINA GS LA QUERCIA M.T.B TEAM 2001 UNVS PISA CICLO SOVIGLIANA G.C. FALASCHI ASD BBMBALDOSTEFAN CICLI PUCCINELLI F.C. FALASCHI ASD ABBMBALDOSTEFAN CLUB S. VINCENZO UNVS MASSA UNVS MASSA F.C. FALASCHI ASD BICI TEAM FRANCY CICLI PUCCINELLI F.C. FALASCHI ASD CICLI PUCCINELLI UNVS MASSA UNVS MASSA

2° CAMPIONATO TOSCANO U.N.V.S. 10° Memorial Ivo Mancini CATEGORIA B 1° PIZZI IURI 2° MOSTI ALFREDO CATEGORIA C 1° FIUMALBI LUCIANO 2° CESARI PIETRO CATEGORIA D 1° MENCONI NANDO 2° DALLE MURA ATTILIO

PISA MASSA MASSA PISTOIA MASSA MASSA

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Scarsa partecipazione alla ventunesima edizione alla “Coppa per lo Sport”

CLASSIFICHE AMATORI UISP CATEGORIA A1 1° CARLOTTI MICHELE 2° MAZZAFERROLUCA 3° BUSIDRAGHI GIOVANNI 4° GIUNTOLIDIEGO 5° SIGNORINI LORENZO CATEGORIA A2 1° GENTILI FEDERICO 2° BARNI FRANCESCO 3° BUGLIANI CARLO

CICLI PUCCINELLI CICLI PUCCINELLI TEAM BIKE BALLERO CICLI PUCCINELLI CICLI PUCCINELLI GS REA AMBIENTE ASD PARKPRE TEAMRP TENSIONE

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Una grande festa per Collesalvetti

A

fare gli onori di casa il presidente Gino Massei con lui il vice presidente Maurizio Ceccotti. Organizzata dall’UNSV sezione “Ivo Mancini” di Collesalvetti. Teatro della manifestazione il salone “Circolo Arci Stagno”. Un salone stracolmo di atleti in rappresentanza del ciclismo, canoa e karate. La grande festa dello Sport colligiano, non ha tradito le attese. A fare gli onori di casa il presidente della sezione locale dell’UNVS Gino Massei. Al suo fianco il delegato regionale Salvatore Cultrera, presenti i presidenti di Livorno Cesare Gentile e Pier Luigi Ficini di Pisa. Presenti i componenti del consiglio direttivo della sezione Ivo Mancini, Giuliano Santucci, Romano Livi, Giorgio Bacci e Pierluigi Ottone i sindaci revisori Aldo Tani e Pier Luigi Dodoli. Presenti il vice presidente Maurizio Ceccotti oltre ai soci: Ivo Bacci, Michele Cicheddu, Adriano Fiordi, Luciano Profeti, Gianluca Mancini, Roberto Sardi e il segretario Gianfranco Baldini. Dopo il saluto del delegato regionale, la parola al presidente della sezione locale, Gino Massei, che ha voluto sottolineare l’ottimo lavoro che la sezione ha operato nel territorio colligiano con le tante iniziative a favore dello Sport giovanile.

Premiazioni: Settore Ciclismo Premio Giovanissimi

Ai seguenti atleti: Matteo Bufalini, Alessio Salvadorini Filippo Buresta, Davide Capelloni Lucio Scerra Lorenzo Bernardeschi e Mattia Citi della società Associazione Ciclistica Colognole in segno di riconoscenza per i risultati ottenuti a favore dello Sport nella stagione 20013/2014. Premia il consigliere della sezione colligiana Giuliano Santucci

Premio Speciale

Campionati Italiani e Gare Internazionali in varie importanti Federazioni ed Enti di Promozione. Ha competenze e conoscenza nei vari Kata e Shotokan, si è sempre messa in gioco dando il meglio di se, nella sua vita agonistica ha collezionato innumerevoli primi, secondi, e terzi posti, l’ultima medaglia conquistata è stata ai Campionati Italiani WTKA 2013, dove ha gareggiato in categoria mista conseguendo il 1° posto. Pratica anche Tai Chi Cuan con ottimi risultati dimostrando che tutto nella vita si può ottenere, basta solo volerlo. Ha partecipato a moltissimi stage con grandi Maestri acquisendo un enorme bagaglio tecnico, che ha arricchito il suo percorso di vita.

Per i risultati conseguiti nella stagione 2013/14 è assegnato il Premio “Speciale” a giudizio unanime del Consiglio Direttivo Sezionale, alla società: “ASD Colognole” per l’attività svolta, ritiLa premiazione dei giovani ciclisti ra il premio il Vice preHa conseguito la cintura Nera 1° Dan il sidente della società il Sig. Giuliano Santucci. Premia il presidente della sezione 19 giugno del 2004 nella FEDIKA, la cintura Nera II Dan il 28 gennaio 2007 neldi Livorno Cesare Gentile. la FEDIKA e la cintura Nera III Dan nel diFiaccola d’Oro Classe ‘88 inizia a frequentare il karate cembre del 2010, sempre e comunque nel settembre del 1993 a soli cinque anni sostenendo brillantemente come tutti gli e mezzo nella Palestra esami per i passaggi i Dan. Per i risultati conseguiti nella stagione Arci Stagno sotto la direzione tecnica del pa- 2013/14 viene assegnato il Premio “Fiacdre Adriano, insieme al cola d’Oro” a giudizio unanime del Confratello Emiliano oggi siglio Direttivo Sezionale, a Carolina Fiordi: premia il delegato regionale Salvatore Maestro di Karate. Fin dall’inizio dimo- Cultrera stra attitudine e pas- Attività Canoa Categoria Ragazzi Per i risultati conseguiti nella stagiosione tanto che inizia prestissimo le gare ne agonistica gli atleti della società Cadi Kata individuale e noa Club Livorno gli atleti: Filippo Bigoni Kata a squadre otte- (classe 1999) Conquista il Titolo Regionanendo brillanti risul- le nel K4 1000 Mt. Lorenzo Mazzara (classe 1999) Si agtati e salendo sul podio in occasione dei giudica il Titolo Italiano nel K4 5000 Mt. Carolina Fiordi premiata da Salvatore Cultrera Campionati Regionali, Castel Gandolfo e nel K2 500 Mt. a Milano

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Tutti i campioncini dello Sport Colligiano premiati in occasione della prima edizione della “Giornata dello Sport”

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Nuova gestione Nel Centro Estetico su appuntamento si possono prenotare consulenze mediche: Dietologo nutrizionista, Dermatologo, Fisioterapista Chirurgo estetico

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dove ottiene il 1° nel K1 2000 Mt. 1a nel K1 2000 Mt. e nel K2 200 Mt nel Trofeo CONI (Caserta). Conquista tra Gare regionali e Nazionali 9 primi posti. Martelli Leonardo Partecipazione al meeting delle regioni (Caldonazzo) 1° nel K2 2000 Mt. e 1°nel K2 2000 Mt nel Trofeo CONI (Caserta) tra gare regionali e Nazionali ha conquistato 8 primi posti. Vannini Marco Meeting delle regioni (Caldonazzo) 1° K1 2000 Mt. Trofeo CONI (Caserta) 1° nel K1 2000 Mt. Gare regionali e Nazionalî 16 primi posti. Signorini Gabriele e Arzelà Luca partecipazione ai campionati regionali Premia il delegato regionale Salvatore Cultrera Categoria Cadetti/e A Per i risultati conseguiti nella stagione agonistica gli atleti della società Canoa Club Livorno Fogli Riccardo Meeting delle regioni (Caldonazzo) 2° nel K4 200 mt. Gare regionali e Nazionali 4 primi posti Nannoni Federico partecipazione al Trofeo CONI (Caserta) 2° nel K2 200 mt Gare regionali e Nazionali 10 primi posti Orsini Edoardo Trofeo CONI (Caserta) 2° nel K2 200 mt Gare regionali e Nazîonali 12 primi posti Tremolanti Tommaso partecipazione al Meeting delle regioni (Caldonazzo) 1° nel K1 2000 mt Trofeo CONI (Caserta) 1° nel K2 2000 mt. Gare regionale e Nazionali 17 primi posti Raugi Rachele partecipazione ai campionati regionali Premia Roberto Sardi Categoria Allievi/e B Per i risultati conseguiti nella stagione agonistica gli atleti della società Canoa Club Livorno Gamucci Giorgia Meeting delle regioni (Caldonazzo) 3a nel K1 200 mt

Mazzara Nicola Gare regionali e Nazionali 3 primi posti Nannoni Andrea Gare regionali e Nazionali 2 primi posti Spurio Flavio Meeting delle regîoni (Caldonazzo) 1° nel K1 2000 mt, Gare regionali e Nazionali 19 primi posti Categoria Allievi/e A Per i risultati conseguiti nella stagione agonistica gli atleti della società Canoa Club Livorno Arzelà Fabio Partecipazione gare regionali e nazionali 3 primi posti Bigoni Emanuele Partecipazione alle gare regionali e nazionali 3 primi posti Di Staso Federico Partecipazione gare regionali e nazionali con buoni risultati Freschi Tommaso Partecipazione alle gare regionali e nazionali buoni risultati Mazzantini Tommaso Partecipazione alle gare regionali 2 primi posti Mazzara Simone Partecipazione alle gare regionali e nazionali 7 primi posti

Premio Speciale

Per i risultati conseguiti nella stagione 2014 viene assegnato il Premio “Speciale” a giudizio unanime del Consiglio Direttivo Sezionale, alla società: ASD Canoa Club Livorno” ritira il premio il vice presidente Matteo Orsini della società Premia presidente Gino Massei

Settore KARATE Premio Giovanissimi

Per i risultati conseguiti nella stagione agonistica 2014, vengono segnalati i seguenti giovani atleti che fanno parte della palestra Jokoma di Stagno diretta dal maestro Adriano Fiordi 7° Dan: Nicola Bucchioni, Mattia Bucchioni, Giorgio Nota, Lorenzo Nota, Fabio Accardo, Pietro Aielli, Edoardo Biagi e Manuel Bertelli Premia il Maestro Adriano Fiordi

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

inoltre Conquista il Titolo Regionale nella specialità - K4 5000mt., nel K4 2000 Mt. e nel K2 200 Mt. Seminatore Mirko (1998) Si aggiudica il Titolo Italiano nel k4 5000 Mt. a Castel Gandolfo, inoltre il Titolo Regionale nel K4 5000 Mt. e nel K2 500 Mt. Simonetti Leonardo (1998) Campione italiano nel k4 5000 mt, a Castel Gandolfo. Campione Regionale nel K4 5000 Mt. nel K4 200 Mt. nel K1 200 Mt. e nel K4 1000 Mt. Spurio Francesco (classe 1999) Si aggiudica il Titolo italiano nel k4 5000 Mt., a Castel Gandolfo e nei 500 Mt. nel K2 a Milano. Si aggiudica il titolo regionale nelle specialità: nel K4 nei 5000 Mt., nel K4 200 Mt., nel K2 200 Mt. nel k4 1000 Mt. e nel K2 500 Mt. Partecipa con la nazionale azzurra nelle acque di Auronzo, nella categoria, juniores classificandosi 1°nel k4 500 Mt e nel K4 200 Mt. Tremolanti Giacomo (1998) Conquista il titolo regionale nelle specialità k4 5000 Mt., nel K4 200 Mt. e nel k4 1000 Mt. Gamucci Alessio (1999) partecipazione ai campionati regionali. Premia il direttore sportivo della Canoa Club Roberto Sardi Categoria Cadetti/e B Per i risultati conseguiti nella stagione agonistica gli atleti: Agostinetti Alessia Partecipazione al Meeting delle regioni (Caldonazzo) 1a nel K2 2000 Mt. 1a nel K2 2000 Mt e nel K1 200 Mt. al Trofeo CONI (Caserta) Gare regionali e Nazionale quindici primi posti Agostinetti Chiara Partecipazione al Meeting delle regioni (Caldonazzo) 1a nel K2 2000 Mt. e 1a nel K2 2000 mt. e nel K2 200 Mt. nel Trofeo CONI (Caserta). Tra gare regionali e Nazionale 10 primi posti. Senesi Giulia classe 2000 partecipazione al meeting delle regioni (Caldonazzo)

In queste immagini le premiazioni dei giovani atleti del karate

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U.N.V.S. ď&#x201A;&#x201E; Unione Nazionale Veterani dello Sport

La premiazione dei ragazzi del Canoa Club

La premiazione dei giovani ciclisti

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L

uogo della manifestazione il salone del “Circolo Arci Stagno”. A fare gli onori di casa il presidente della sezione locale dell’UNVS Gino Massei. Al suo fianco il segretario nazionale dell’Unvs Ettore Biagini e il delegato regionale Salvatore Cultrera, presenti i presidenti di Livorno Cesare Gentile, Pisa Pierluigi Ficini e Fosco Maielli di Volterra. Presentii i componenti del consiglio direttivo della sezione: Giuliano Santucci, Romano Livi, i sindaci revisori Aldo Tani e Pier Luigi Dodoli. Presenti il vice presidente Maurizio Ceccotti oltre ai soci: Ivo Bacci Michele Cicheddu, , e il segretario Gianfranco Baldini. Sono presenti gli atleti ed i responsabili delle manifestazioni; Franco Meini e Roberto Onorati per la maratona di Livorno, Ivano Leoni per la mezza di San Miniato, Andrea Maggini per la Pisa Marathon e infine Giovanni Consani rappresentante della mezza di Pisa. Dopo gli interventi delle autorità presenti, la parola al presidente della sezione Gino Massei, che ha voluto sottolineare l’ottimo lavoro che la sezione ha operato

nel territorio colligiano con le varie iniziative a favore dello Sport. Quest’anno solo sei atleti in rappresentanza delle sezioni di Livorno, Pisa, Volterra e Collesalvetti hanno concluso il campionato partecipando con una media di quattro mezze maratona come da regolamento. Laura Fiorentini della sez. di Livorno, Giancarlo Cecchelli e Maurizio Maggi della sez. Volterra, Angelo Squadrone della sez. Pisa, Sandro Lischi e Vladimiro Rolla della sez. di Collesalvetti.

Romano Livi premia la sig.ra Guidi e A. Bambini

Il presidente di Volterra F. Maielli con i premiati M. Maggi e G. Cecchelli

Pierluigi Ficini – Angelo Squadrone

Sandro Lischi – Ettore Biagini

Giancarlo Schiano – Cesare Gentile

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

La sezione dell’Unione Nazionale dello Sport Colligiana premia i suoi atleti in occasione della seconda edizione del Gran Prix

Laura Fiorentini – Ettore Biagini

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Sei squadre di calcio per la categoria Giovanissimi

L

a formazione del Prato si aggiudica la nona edizione del Trofeo calcistico giovanile “Memorial Renato Baconcini - Ivo Guglielmi”, disputato negli impianti sportivi di Stagno. Quest’anno, per la seconda volta, la manifestazione è stata organizzata dalla Società Livorno Calcio con il patrocinio della sezione Unvs (Unione nazionale veterani dello sport) sezione “Ivo Mancini” di Collesalvetti e la sezione AIA (Associazione Italiana Arbitri) “Renato Baconcini di Livorno. Presenti sei squadre appartenenti al settore giovanile categoria Giovanissimi professionisti. regionali.

Le squadre presenti sono state suddivise in due triangolari il primo formato da Livorno, Grosseto e Lucchese, il secondo da Fiorentina, Empoli e Prato. La formula del torneo prevedeva un solo tempo di 20 minuti. Al termine delle relative gare sono seguiti gli incontri di finale con i relativi accoppiamenti: per il primo posto Prato si è imposto per 3-0 alla Lucchese per il terzo posto la Fiorentina si è imposta per 2-0 su Livorno mentre per il quinto posto l’Empoli si è imposta 5-0 su Grosseto. Al termine degli incontri sono seguite le premiazioni delle società e degli arbitri che in ogni edizione contribui-

scono gratuitamente alla direzione delle gare. Grande partecipazione di genitori che hanno contribuito con il tifo da cornice alla bella festa dello sport, che da nove anni viene sostenuta per mantenere vivo il ricordo di due uomini di sport, Renato Baconcini e Ivo Guglielmi, che hanno dato un importante contributo al mondo del calcio, in particolare nel panorama labronico, nelle loro vesti di arbitri di ottima caratura. Un ringraziamento al presidente Alessio Simola della sezione Aia per aver contribuito disegnando la terna arbitrale che agli ordine dell’arbitro Bulgarelli hanno diretto la finale tra Prato e Lucchese. Tra le autorità intervenute alle premiazioni il presidente e il vice presidente della sezione Unvs colligiana, rispettivamente Gino Massei e Maurizio Ceccotti

Società di Prato 1a classificata

Società di Lucca 2a classificata

Società di Firenze 3a classificata

Società di Livorno 4a classificata

Società di Empoli 5a classificata

Società di Grosseto 6a classificata

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

Memorial R. Baconcini - Ivo Guglielmi

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Premio di benemerenza alla sezione

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

I

Un riconoscimento all’impegno dell’Unvs colligiana

n occasione della 53a Assemblea Nazionale UNVS tenuta a Stintino (SS) il 10 maggio, presso la sala consiliare del comune alla presenza del sindaco Antonio DIANA oltre alle massime cariche dell’unione, alla nostra sezione “Ivo Mancini” è stata conferita una pergamena e una medaglia in quanto si è distin-

ta per l’attività organizzativa a favore dei soci e quant’altro possa essere utile per propagandare l’ideale sportivo fra i giovani e la valorizzazione dell’U.N.V.S. L’attestato è stato consegnato dall’avvocato Gian Paolo Bertoni presidente nazionale al nostro presidente Gino Massei

Il momento della premiazione

Nove giornate di festa all’aria aperta

A

Una Gimkana per il “Progetto Ciclismo”

nche quest’anno la nostra associazione ha patrocinato, come nelle precedenti edizioni, il “Progetto Ciclismo” nelle Scuole Elementari del territorio colligiano, organizzato dal As. Colognole ASD e il GC. Palazzone di Guasticce Nonostante le incertezze meteorologiche nei mesi marzo - aprile, la quinta edizione “Progetto Ciclismo” si è conclusa con grande successo di partecipazione.

Quest’anno per la prima volta dopo l’esperienza dello scorso anno nelle scuole elementare di Guasticce e di Nugola con il corso di sicurezza stradale, con l’ausilio della Polizia Municipale, ha fatto il suo debutto anche nella scuola elementari Rodari di Stagno coinvolgendo gli alunni delle varie classi dalla quinta fino alla seconda, con l’aiuto degli stessi insegnanti. Il progetto ciclismo ha creato nei partecipanti una

Carmelo Cannistraro illustra agli alunni il percorso da fare durante la gimkana

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La pergamena della benemerenza

fattiva partecipazione ponendo domande e risposte introdotte dai conduttori, Giorgio Bacci e Giuliano Santucci con l’apporto del socio Loriano Bufalini e di Carmelo Cannistrado. Che si sono avvalsi della proiezione di filmati riguardanti competizioni sportive e il comportamento da tenere sulle strade. Evidenziando i valori sociali educativi quali l’osservanza delle varie regole, la lealtà e il rispetto dell’avversario. Presenti come nelle precedenti edizioni i fotografi del Club Collesalvetti Giovanni Bracaloni e Claudio Ciangherotti, che hanno curato il servizio fotografico nei minimi particolari.

Gli alunni della quarta e della quinta elementare di Guasticce con gli insegnanti


Nugola, gli alunni della seconda Classe Elementare

Scuola Primaria Giuseppe Mazzini di Nugola – Quinta Classe

Scuola elementare Falcone e Borsellino - Terza Classe

Scuola Primaria Giuseppe Mazzini di Nugola – Quarta Classe

Nugola, gli alunni della terza Classe Elementare

Scuola Elementare “Falcone Borsellino” Guasticce

Scuola Primaria Giuseppe Mazzini Nugola - Prima Classe

U.N.V.S.  Unione Nazionale Veterani dello Sport

Scuola elementare Falcone e Borsellino - Prima e seconda Classe

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Museo dello sport idea vincente

Bravissime, a dare una mano, nella consegna di premi e degli “Almanacchi”, due bellezze labroniche: la 18enne Beatrice Turini, miss Livorno 2013 e la damigella 19enne, Melissa Luciani. Apprezzato speaker Alberto Bonaccorsi e, come intervistatore, Gianni Picchi. Sulle note dell’Inno di Mameli il battesimo della cerimonia. Da Roberto Scotto un caloroso ricordo ad alcuni uomini di sport che recentemente ci hanno lasciato: Gino Calderini, Domenico Vaccaro, Alfredo Sisi, Giovanni Orsucci e Renzo Marmugi. Poi un accenno a quello che ormai per lui è qualcosa di un’idea: “la realizzazione di un museo dello sport a Livorno”. Un progetto condiviso anche da un paio di centinaia di persone presenti, che hanno apposto la loro firma per sponsorizzarlo. A scaldare i cuori, sulle note dell’Inno del Livorno Calcio, è stato il capitano del Livorno Andrea Luci, quando si è presentato in sala, con in mano un gagliardetto del Livorno Calcio: donato a Roberto Scotto. Andrea Luci ha risposto, con il sorriso sulle labbra, alle domande di Gianni Picchi. Nelle sue parole il deside-

PRESENTAZIONE ALMANACCO 2013 Almanacco 2013: un inno allo sport labronico Due i campioni dell’anno premiati: Domenico Passuello per il triathlon e Michele Borghetti per la dama di Mario Orsini

rio, di tornare in campo a settembre per contribuire a far risalire il Livorno in serie A. Per Luci, oltre a montagne d’applausi, una medaglia degli atleti Azzurri d’Italia, per la sua militanza nelle squadre giovanili nazionali.

Atleta dell’anno

Non uno ma due i premiati come atleti dell’anno. Il primo, finalizzato a valo-

rizzare le straordinarie capacità intellettive, è stato assegnato a Michele Borghetti: numero uno mondiale di dama inglese. E l’altro a Domenico Passuello: l’ironman, di statura planetaria, del triathlon. Per loro un bellissimo trofeo offerto dall’artista del vetro Vittorio Rocchi e ritirato, nel caso di Domenico, da babbo Valter ex professionista del pedale. Premio speciale pure Irene Vecchi, fresca bicampionessa italiana, individuale e a squadre di sciabola.

Delegazioni Coni

Sulla sx Ragazza immagine Scotto Pubblicità Roberto Scotto e Miss Livorno 2013

A fare da apripista quella della Special Boxe, seguita da tutte le altre. Tra i presenti: Mario Fracassi (Coni), Cesare Gentile (veterani dello Sport), Rossano Vittori (regista), Rodolfo Graziani (Azzurri d’Italia). I capitani di Vascello Alberto Sodomaco (Acc. Navale) e Umberto Marsili (Capitaneria di Porto). Il maggiore Luca Formica (G. di Finanza), il colonnello Giuseppe Crielesi (Folgore) e Giovanni Giannone (Pres. A. Livorno). Isabella, Alice e Renzo Scotto, Michela Demi. Ma l’elenco come consueto è davvero lunghissimo. Cercando ricordare tutti dimenticheremo certamente qualcuno. Meglio allora stringerli in un grande caloroso ringraziamento, per il loro immenso lavoro e la loro dedizione allo sport. E le infinite stupende soddisfazioni che gli atleti delle loro delegazioni regalano annualmente, a piene mani, alla nostra città.

Presentazione Almanacco 2013

U

n volumetto di oltre 400 pagine, con risultati sportivi, interviste, commenti e foto a colori, con dedica speciale al gentil sesso. L’Almanacco dello Sport anche nel 2014 è stato presentato in pompa magna nella sala Consiliare di Palazzo Granducale. Per l’occasione zeppa come un uovo di campioni, di ieri, oggi e quasi sicuramente di domani. Al loro fianco tecnici, dirigenti e responsabili delle oltre trenta federazioni affiliate al Coni. A fare gli onori di casa il presidente Giorgio Kutufà, l’editore dell’Almanacco Roberto Scotto e la direttrice Antonella De Vito. Al loro fianco autorità civili e militari. E quanti hanno lavorato per dare luce a un’opera editoriale che da un quarto di secolo, immortala le gesta agonistiche e umane dello sterminato “popolo” di sportivi labronici. Di una città da sempre capitale nazionale dello sport, con il suo tesoretto, ma sarebbe meglio dire “tesorone” di 515 medaglie olimpiche, mondiali ed europee che nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle si è ulteriormente dilatato.

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Presentazione Almanacco 2013 76

Premiazione di Giorgio Kutufà, Provincia di Livorno

Premiazione di Rodolfo Graziani, Azzurri d’Italia

Premiazione di Andrea Luci, Livorno Calcio

Premiazione di Piero Lilla, Cica Sub

Premiazione Atleti Azzurri d’Italia

Gianni Picchi intervista le Miss


Team Almanacco dello Sport

Premiazione di Michele Borghetti, Campione del mondo di dama

Premiazione di Domenico Passuello, riceve Francesco Laino

Le AutoritĂ Militari presenti alla manifestazione

Premiazione di Daniele Sircana, campione di Braccio di ferro

Presentazione Almanacco 2013

Le AutoritĂ Militari presenti alla manifestazione

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Livorno tra le più grandi dello sport mondiale

Cronaca sportiva di ieri e di oggi Anno VI Settembre 2014

notizie

NASCE MISS ALMANACCO DELLO SPORT

Autorizzazione Tribunale di Livorno n° 1109 del 07/05/2009

testimonial dello Sport livornese

All’interno il poster delle finaliste di Miss Livorno 2014

COMUNE DI LIVORNO

PROVINCIA DI LIVORNO


Un lungomare da Miss La Terrazza Mascagni accoglie l’edizione 2014 di Miss Livorno

Presentazione Almanacco 2013

di Gianni Picchi

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L

Da sx: Martina De Memme, Ivan Mach di Palmenstein e Chiara Balleri

ivorno, da sempre, una città che riesce a esaltare sport e bellezza. Nel campo dello sport abbiamo superato le 500 medaglie, tra olimpiadi, mondiali, ed europei e la bellezza dei nostri giovani è notoriamente riconosciuta, da anni gli stabilimenti balneari livornesi, nella loro programmazione estiva non fanno mancare la serata per l’elezione di Mister e Miss. Il nostro editore ha fatto il primo passo verso gli organizzatori proponendo il suo progetto, considerato da subito interessante. Così nella serata alla Terrazza Mascagni è nata una nuova fascia…. quella di “Miss Almanacco dello Sport”. Per la prima volta, il 23 agosto, la location della manifestazione è stata portata sulla “scacchiera” livornese: il lungomare. Un splendida idea per gli spettatori accorsi in grande numero. Chi ha detto 3000, chi 5000. Secondo noi la verità abita nel mezzo. Chi aveva il compito di preparare la scenografia poteva pensare che sarebbe bastata la Terrazza. Invece i due tocchi laterali al palcoscenico, sono stati tocchi di classe. Due “rande”, vele marinare, in stoffa e velo da sposa, adornate con fiori. Uno spettacolo che non era solo arricchito dalle giovani bellezze, ma anche da artisti

che hanno esaltato i vari settori dello spettacolo. Dal ballo, moderno e tradizionale come il tango e il valzer, alle arti marziali, al canto, alle sfilate di moda. Un programma che ha condotto gli spettatori fino al-

le 2 e un quarto del mattino, momento in cui è stato letto il verdetto finale, con i nomi delle vincitrici. La giuria, con oltre 60 rappresentanti, variegata nella sua composizione con gli sponsor, gli attori, i registi, gli sportivi e i giornalisti. Tutti hanno assolto il loro impegno con professionalità ed onestà intellettiva. Basti pensare che la Miss Livorno, nata e cresciuta a Livorno ha la pelle scura. Molte le critiche nel dopo manifestazione, giunte da chi non ricordava più o mai ha studiato la storia della nostra città, multietnica per nascita. Anche la Miss “Almanacco dello Sport”, Chiara Balleri, ha ricevuto i consensi della giuria ed in modo particolare è stata votata dai nostri campioni amaranto Martina De Memme, Mach di Palmenstein, il nostro editore Roberto Scotto e naturalmente chi vi scrive. Ricordiamo che la manifestazione livornese, nata nel 1991, dopo la “chiusura” di Miss Muretto di Alassio, insieme a Miss Italia, è fra le più anziane del settore. E se, dopo 24 anni, riscuote ancora questo successo, vuol dire che le basi e l’organizzazione sono più che solide. Ed ora che si è inserita questa nuova fascia, arrivare a 50, sarà come una folata di vento, come quella che era presente alla Terrazza Mascagni la sera della manifestazione. E subito dopo l’elezione, ad un giornalista che lo intervistava, Roberto Scotto ha concluso dicendo: ”Un premio che spero possa far diventare colei che lo ha ricevuto, ambasciatrice dello sport e dei suoi valori”.

Da sx Roberto Scotto, Gianni Picchi, Martina De Memme e Ivan Mach di Palmenstein (foto Corrado Salvini)


Chiara Balleri si presenta di Gianni Picchi

L’

Almanacco dello Sport ha, da quest’anno, la sua Miss. Al termine della sfilata delle concorrenti, l’editore Roberto Scotto si è subito trovato d’accordo con me e con i nostri due campioni dello sport, per assegnare la fascia a Chiara Balleri. Noi abbiamo fatto da apripista, e molti altri giurati, hanno seguito la nostra strada. Abbiamo conosciuto Chiara solo dopo l’elezione, ed abbiamo pensato di farle un intervista, anche perché così, il pubblico l’avrebbe potuta apprezzare maggiormente, come abbiamo fatto noi. Tornata dalle ferie le abbiamo chiesto un appuntamento per poter far con lei una chiacchierata. Trovare un posto dove incontrarla è stato facile. La sorella Jessica

gioca a calcio nel Livorno Sorgenti e così ci siamo ritrovati al bar del “Magnozzi”, in gestione a Giada Bellandi, ex atleta, ed oggi preparatrice atletica della Società femminile, con la prima squadra in serie C. La giornata non è delle migliori. Un temporale si abbatte sulla nostra città. Uno dei tanti di questa pazza estate. Chiara e Jessica arrivano all’impianto puntuali, saliamo in tribuna, per difenderci dalla pioggia, e ci fermiamo proprio davanti alla tribuna stampa per l’intervista. Jessica è sorridente, allegra, mentre Chiara sembra preoccupata, intimorita. Ma noi sappiamo quanto un “Leone” come lei, nata in agosto, possa essere forte. Ci sediamo ed accendiamo il registratore… Era la prima volta che partecipavi ad un concorso di bellezza? “No. Ne ho fatti altri in precedenza, sempre in stabilimenti balneari”. Quando il presentatore ha pronunciato il tuo nome come Miss Almanacco dello Sport, cosa hai pensato? “Ero meravigliata. Non me l’aspettavo. Avevo pensato ad altre fasce, ma non a questa”. In giuria, oltre all’editore Roberto Scotto, Ivan Mach di Palmenstein, Martina De Memme ed il sottoscritto, hanno puntato su di te. “Voi non vi siete limitati a giudicare la bellezza, ma siete andati oltre. Per questo mi sono sentita onorata”. Cos’è cambiato dopo l’elezione nella tua vita quotidiana? “Poco o niente. Però questa fascia mi ha dato una maggior sicurezza, ed ha fatto aumentare in me l’autostima. Vorrei ricordare che ho partecipato al concorso per gioco”. Parteciperai ad altri concorsi di bellezza? “Sì. Mi sono già iscritta ad un’altra manifestazione in Toscana, dovrebbero comunicarmi la data del concorso nel giro di poche settimane”.

Quale sport pratichi? “Per 12 anni mi sono dedicata alla ginnastica artistica”. Cosa pensi di ciò che è successo a Ukwa Cioma, Miss Livorno 2014? “Non è stata una bella vicenda per Livorno, non ha fatto bene alla nostra città. Cioma è livornese anche se ha un colore della pelle diverso ed ha tutti i diritti di fregiarsi del titolo di Miss Livorno”. Se tu fossi stata in giuria a chi avresti dato il voto per Miss Livorno? “A Cioma”. Quando sfili a cosa pensi? “Innanzi tutto a divertirmi” Le tue sensazioni quando sfili? “Le prime volte avevo molte emozione, a volte mi vergognavo, invece adesso mi sento più libera, senza nessun pensiero”. Il tuo sogno nel cassetto? “Diventare psicologa criminale”. L’intervista è finita. Spengiamo il registratore e scendiamo le scale. Ora Chiara sorride, sembra più “sciolta”, più sicura di sé. Non solo perché è un “leone”, ma anche perché fa parte di una grande famiglia: la famiglia Balleri, dal calciatore Costanzo, detto “lupo” a David, gente tosta, che non molla mai. E Chiara non potrà deludere. Indossatrice o criminologa, sarà sempre in prima fila.

Presentazione Almanacco 2013

Accendiamo i riflettori su Miss Almanacco dello Sport

Gianni Picchi e Chiara durante l'intervista

LA SCHEDA

Nome: Chiara Balleri Nata: a Livorno il 9 agosto 1997 Studi: Liceo Scientifico Cecioni Film preferito: Titanic Musiche preferite: commerciali Attore preferito: Brad Pitt Attrice preferita: non ne ha Sport preferito: ginnastica ritmica Squadra del cuore: Livorno Calcio Fidanzato: nessuno

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prOmOziOne

OrganizzaziOne

e elba irC ral1l6y -18 aprile 2015 con il patrocinio di

Provincia di Livorno

Comune di Portoferraio

Comune di Marciana

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storiCo Graff a b l e e y l iti 17-19 settembre 2015 ral con il patrocinio di

Provincia di Livorno

Comune di Capoliveri

Comune di Marciana

urna asfalto b i l a p p o C 7-8 novembre 2015 con il patrocinio di

Provincia di Livorno

Comune di Livorno


AC Livorno

La delegazione labronica in posa mentre riceve un rinoscimento già in occasione del prestigioso FIA Historic Prize Giving di Stoccarda nel 2013, alla presenza del Presidente ACI Italia Angelo Sticchi Damiani

N

el calendario della società sportiva labronica che da anni anima le stagioni dell’automobilismo di casa nostra, restano saldi entrambi gli appuntamenti fondamentali che si anima-

no lungo i tornanti delle spettacolari curve dell’Elba. Insieme ai due grandi eventi isolani, ci sarà però nuovamente spazio per un altro imperdibile show legato a doppio filo al-

Il grande show della Liburna tornerà quest'anno nel mese di novembre

la tradizione della passione motoristica che da sempre ferve all’ombra dei Quattro Mori. Dalla precedente collocazione di fine gennaio, quest’anno la mitica Coppa Liburna slitta in autunno e prende tempo per organizzare uno spettacolo ancor più efficiente e avvincente. Alle due gare isolane è quindi affidato il compito di aprire e chiudere la stagione turistica, mentre la Liburna abbandona la sua recente collocazione per poter intraprendere un dialogo logistico ancor più costruttivo con la nuova Amministrazione Comunale di Livorno. Per quanto concerne la seconda edizione della Coppa Liburna Ronde Asfalto è stato chiesto ed approvato in sede Federale lo spostamento di data. Da quella originaria del 31 gennaio - primo febbraio, la gara si correrà invece in chiusura di stagione, vale a dire a inizio novembre. Ciò per permettere all’Organizzazione di avere maggior tempo e spazio di manovra, valutando insieme al Comune di Livorno un percorso rinnovato e innovativo, il più adatto a fornire ancora maggior lustro a un evento che appartiene alle radici della città e alla storia di un intero territorio provinciale.

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Anche nel 2015 rombano i motori di ACI Livorno Sport, tra conferme e novità

Luca Pedersoli, vincitore della Coppa Liburna nel gennaio scorso

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Rally Elba Internazionale: Una FONTANA di emozioni in un’ARENA spettacolare A bordo di una FORD FOCUS WRC, l’equipaggio rispetta il pronostico che li voleva favoriti

Il podio dell’edizione 2014 visto dall’alto

saputo incrementare il proprio vantaggio sfruttando in pieno il notevole dialogo con la vettura inglese “dell’ovale blu” senza mai farsi mettere in crisi dalla pur agguerrita e qualificata concorrenza che si è trovato a fronteggiare. Tornando al resto del podio, Ambrosoli, da parte sua, ha corso costantemente in grande spolvero, con una gara concreta e regolarmente ai vertici, con la quale ha saputo meritarsi ampiamente l’argento, peraltro senza farsi mettere in crisi da problemi al cambio a metà gara. Felice Re, che si era avvicinato pericolosamente a lui, con l’ottavo impegno cronometrato, sulla nona “piesse” ha lasciato per strada circa 10” penalizzato da un percorso di prova troppo nervoso, consentendo all’altro di allunga-

re su di lui. Una gara, quella elbana, comunque concreta anche da parte di Re, lariano pure lui, il quale cercato l’adattamento migliore alla vettura su strade non certo facili da affrontare. Ai piedi del podio, quarto, lo svizzero Stefano Mella, in coppia con Rocchi, su una Citroen C4 WRC. Anche nel suo caso, una gara di attesa, soprattutto per arrivare ad un buon dialogo con la vettura della “doppia spiga” con la quale si è anche reso spesso spettacolare, mentre quinto è arri-

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I

l comasco Corrado Fontana, affiancato dal genovese Nicola Arena, su una Ford Focus WRC, ha vinto la prima edizione del Rallye Elba Internazionale, prova di debutto del Campionato IRC. Già campione in carica, il pilota della Bluthunder ha ribadito la sua forza andando a vincere la gara elbana, new entry nella stagione della serie internazionale, con una condotta di gara costantemente al comando, una leadership conquistata già con i primi chilometri di sfide. Ai posti d’onore si sono piazzati, in seconda posizione Ambrosoli-Stefanelli (Citroen Xsara WRC), ed in terza Re-Bariani (Citroen DS3 WRC), al termine di una spettacolare disputa arrivata a giocarsi sul filo dei secondi con la seconda parte di gara. Fontana, che con la sua Focus ha un feeling che arriva da lontano in quanto vi corre da alcune stagioni, ha sempre tenuto la testa della classifica senza impensierirsi troppo. Alla fine ha potuto salutare la bandiera a scacchi posta sul molo di Portoferraio con il massimo della soddisfazione. Pur non conoscendo a fondo le tecniche ed insidiose strade elbane, undici prove speciali in totale (delle quali otto vinte) Fontana, prova dopo prova, ha

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Delusioni ‘illustri’

Diversi i ritiri eccellenti: da quello dell’atteso locale Alberto Anselmi (Citroen Xsara WRC) al piemontese Garosci (idem) per problemi al raffreddamento del motore, per poi parlare del siciliano Di Benedetto (Peugeot 207 - problemi elettrici che hanno grippato il motore), sino al pistoiese Tognozzi, mai entrato in sintonia con la vettura ma fermato poi da difficoltà meccaniche.

Susanna Mazzetti. Alla fine del confronto, Santini ha prevalso con 8”5 sul promettente lucchese Lorenzo Bonuccelli, con una più fresca Renault Clio R3. La terza piazza l’ha invece fatta sua il locale Alberto Spinetti, di Portoferraio, anche lui con la Renault Clio Gruppo A, a 50”3. Le vetture storiche, tre al via, hanno invece visto il successo di Iccolti-Rodighiero, su una Porsche 911, vincitori di tutte e sette le prove Speciali previste anche in questo caso. (PHOTO COLLECTION by Massimo Bettiol)

Le altre classifiche

La gara nazionale, che si è corsa sulla lunghezza di sette

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vato il cuneese Alessandro Gino, con una ammiratissima Mini John Cooper WRC. Anche per lui una gara di attesa, proprio per arrivare al miglior feeling possibile con la vettura inglese, con la quale conta di proseguire per la stagione IRC. Sesta piazza assoluta per il giovane Alessandro Re, il figlio di Felice, con la Citroen DS 3 in versione Regional Rally Car. Per lui una gara travagliata, prima con problemi assetto, poi proseguita con una foratura (PS 5) e problemi con l’impianto interfonico (PS8), problemi che non hanno comunque scalfito la sua decisione nel voler andar a segno. Frizzante anche la gara che si è sviluppata alle spalle del giovane lariano, con il veloce parmense Roberto Vescovi (Renault Clio R3) alla fine settimo dopo un acceso dualismo ingaggiato con il reggiano Davide Medici, rientrante con una Renault Clio S1600, con cui ha quindi finito ottavo.

Nona piazza assoluta, decisamente all’ultimo tuffo, con il classico “colpo di reni, da parte dell’alessandrino Alberto Rossi (Renault Clio S1600) il quale proprio in coincidenza dell’ultimo appuntamento con il cronometro ha avuto ragione dell’altro modenese Riccardo Gatti, con una più potente Peugeot 207 S2000, con la quale era al debutto. Emanuele Mannoni (già vincitore di due edizioni recenti del Rallye Isola d’Elba), con una Subaru Impreza, ha vinto invece ampiamente il Gruppo N. Il Trofeo Renault Twingo è andato al pisano Michele Rovatti, il “Corri con Clio”, con il modello “RS” della due litri francese, al Campione in carica Dario Bigazzi.

Tutto ok: anche l’edizione 2014 è stata un successo

prove speciali, ha conosciuto il primo successo in carriera del grossetano di Follonica Alessio Santini, con una datata ma efficace ed affidabile Renault Clio Williams Gruppo A, sulla quale è stato affiancato da

CLASSIFICA ASSOLUTA:

1. Fontana-Arena (Ford Focus WRC) in 1:15’20.9 2. Ambrosoli-Stefanelli (Citroen Xsara WRC) a 1’05.0 3 . Re-Bariani (Citroen DS3 WRC) a 1’11.6 4. Mella-Rocchi (Citroen C4 WRC) a 3’12.9 5. Gino-Ravera (Mini Countryman John WRC) a 3’23.8 6. Re-Turatti (Citroen DS3 RRC) a 3’53.1 7. Vescovi-Guzzi (Renault Clio) a 4’30.2 8. Medici-Floris (Renault Clio S1600) a 4’31.2 9. Rossi-Beltrame (Renault Clio S1600) a 4’55.2 10. Gatti-Toni (Peugeot 207 S2000) a 4’57.3.

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Riolo-Floris in trionfo

L’equipaggio vincitore fa festa al termine dei tre giorni di gara

S

alvatore Riolo, con al fianco Alessandro Floris, sulla Audi Quattro A2 di Balletti, hanno vinto il Xxvi Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy, dodicesima prova del Fia European Historic Sporting Rally Championship, oltre che

ottavo round del Campionato Italiano Rally Auto Storiche. La gara, organizzata da ACI Livorno Sport ha celebrato il pilota palermitano di Cerda e il suo co-driver elbano di adozione.

Tante le nazionalità rappresentate dagli equipaggi iscritti al via. Qui, in azione una vettura ungherese

Entrambi hanno sfruttato al meglio la vettura a trazione integrale “dei quattro anelli” sull’insidioso ed esaltante tracciato isolano, firmando ancora l’albo d’oro di una delle gare di rally più ambìte ed amate al mondo. Dopo che la prova inaugurale era stata vinta da “Lucky”Pons (Lancia Rally 037), Riolo-Floris hanno approfittato del problema ad un semiasse di questi per andare davanti a tutti e quasi in contemporanea aveva abbandonato anche un altro papabile alla vittoria, il bresciano “Pedro”, affiancato da Baldaccini (Lancia Rally 037), per un eccessivo surriscaldamento al motore. Poi, per tre quarti di gara della prima tappa, Riolo è riuscito ad arginare attacchi nonostante ripetuti problemi all’idroguida, cui ha risposto con un ottimo service della squadra oltre che con una buona dose di freddezza. La stessa dote usata anche quando verso il termine della prima tappa stessa il coriaceo cuneese Enrico Brazzoli, con alle note Paola Valmassoi (Lancia Rally 037) era riuscito a passare al comando. Una leadership, quella di Brazzoli, però durata una sola “piesse”, per poi vedere tornare di forza sul trono l’eclettico siciliano. Brazzoli ha poi concluso con ampio merito al secondo posto, riuscendo a contenere le continue incursioni del francese della Corsica Marc Valliccioni, al via con una spettacolare Renault 5 turbo. Per tutta la gara Brazzoli e Valliccioni sono stati in bagarre, un confronto ravvicinato e spettacolare nel quale si è inse-

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Rally Elba Storico Graffiti

Il tandem Riolo - Floris impegnato per tornare a trionfare in una corsa tra le più prestigiose

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Cosa fare in caso di sinistro

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'Lucky' è stato poco fortunato, a dispetto di quanto racconta il proprio soprannome

Il percorso

ACI Livorno Sport aveva previsto nuovamente tre giorni di sfide, con un totale di 11 Prove Speciali, tre in meno rispetto al 2013 ma mediamente tutte più lunghe che in passato ( 474,580 chilometri, dei quali 135,040 cronometrati, vale a dire il 28,45% dell’intera distanza), andando a proporre un percorso ancor più di qualità. Il disegno del percorso di questa edizione è stato più concentrato, soprattutto per quanto riguarda lo spazio temporale di svolgimento. Ciò per far vivere il più possibile l’isola e le sue bellezze a tutti coloro impegnati a vario titolo nell’ambito del rally. Tutte “piesse” storiche ma con un look leggermente rifatto rispetto al recente passato: la “FalconaiaBagnaia” ha aperto e chiuso la contesa. Un tratto che ha costituito un vero ‘revival’, in una conformazione che non veniva disputata dagli anni ottanta, quando molte delle strade erano sterrate. La “Due Mari” si è invece sviluppata nella versione con cui si è corso la scorsa primavera il “moderno”: oltre 20 km di sfida con il cronometro. In parte nuova (per 5 km) è stata anche la prova di Lacona, che ha sfruttato la parte della celebre “Monumento” per finire poi sul Colle Reciso. Nel progettare i tre giorni di gara si è pensato di svilupparla in modo omogeneo in tutta l’Isola, sia per andare a rafforzare la volontà che l’evento è di tutta l’isola ed anche perché si vuole creare quanto meno disagio possibile ai residenti. Galleria fotografia by FotoFrame.

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1° raggruppamento è stato il milanese Luigi Capsoni, con la Alpine A110, a vincere con sicurezza davanti a Luigi Zampaglione (Porsche 911), anche lui ripartito nella seconda tappa dopo il ritiro ad inizio della prima sera, per una panne elettrica. La seconda tappa è stata arricchita dallo spettacolo e da ampi conteUn suggestivo scatto di Nicholas Montini durante una ‘Piesse’ notturna nuti tecnici: con rito anche il giovane bresciano, vincitore le vicende della classifica consolidate si del 2013, Nicholas Montini (Porsche 911 è corsa all’insegna della nuova prova di RSr) il quale, alla soglia dell’ultima fatica forza delle Lancia Rally 037 di “Lucky” e cronometrata è arrivato a soffiare il fia- di “Pedro”, riammessi al via in base al reto sul collo al francese puntando al terzo golamento dopo che avevano abbandoposto, per poi perdere circa 50” nel fina- nato repentinamente la gara. “Lucky” ha le e chiudere poi sesto assoluto, vanifi- terminato, acquisendo punti importanti cando la propria esaltante progressione per la classifica europea del 4° Raggruppamento mentre “Pedro” si è nuovamenfinale. Con il quarto posto finale la gara ha te fermato a causa della rottura di un sedetto bene, nel complesso, al valtellinese miasse. Gioia anche per il sempre appassionato Lucio Da Zanche (Porsche 911 RS), autore di una prestazione regolare, certamen- pubblico locale, che ha applaudito l’esalte avvalorata da un finale in crescendo e tante performance di Riccardo Galullo, in non ha mancato il risultato d’effetto il fu- coppia con Pieri sulla gialla Fiat 128 Rally: nambolico sammarinese Giuliano Cal- hanno chiuso il loro rally in un’esaltante zolari, quinto con la Ford Escort RS sulla 25esima posizione assoluta. Nel Trofeo A112 Abarth, ultimo appuntaquale era affiancato dall’elbano Scalabrimento della serie con le due tappe che soni. Riolo si è quindi aggiudicato il 4° Rag- no state due distinte gare per punteggio, la gruppamento, Valliccioni, con Marie Car- prima giornata l’aveva fatta sua il perugino di alle note, ha messo in tasca il successo Giorgio Sisani, il quale del 3° Raggruppamento, nel 2° Raggrup- nella seconda ha conpamento ha prevalso Da Zanche e nel cesso il bis.

Il palco dell’edizione 2014

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Tutti i numeri e le curiosità sul rinnovato successo dei rallies ospitati dall’Isola

I

l Rallye dell’Isola d’Elba Internazionale, organizzato da Aci Livorno Sport su mandato dell’Automobile Club Livorno, è stato un evento di tutta l’isola e comunque, tutto l’ambiente delle corse su strada ne ha beneficiato e ringraziato per lo spettacolo offerto dalle supercar al via. A piccoli passi i rallies per vetture moderne sono tornati all’Elba dal 2007, nel 2014 la strada tracciata sette anni fa ha raggiunto un importante step arrivando ad avere ben 93 iscrizioni, piena conferma dell’apprezzamento di piloti e squadre sia per la gara che per il Campionato che ha inaugurato. Ha pure contribuito ad anticipare la stagione vacanziera con il contributo del turismo emozionale, quello cioè legato all’evento stesso, dando ulteriore valorizzazione al territorio in un periodo chiaramente destagionalizzato. Portoferraio cuore dell’evento con partenza/arrivo e Parco Assistenza - ha accolto con grande entusiasmo il ritorno della manifestazione, il patrocinio dell’Amministrazione Comunale ha confermato la vicinanza all’evento e ne sono riprova anche i sostegni dei Comuni di Marciana, Campo nell’Elba e Rio nell’Elba. Oltre all’ACI LIVORNO, SARA ASSICURAZIONI, ENI e MOBY (Official Carrier dell’evento) sono stati di

nuovo al fianco della corsa, confermando il proprio sostegno allo sport come anche al dare il proprio contributo ad un territorio di bellezza unica. Per l’angolo della curiosità infine, la stessa crescente attenzione di pubblico e media intorno all’evento si può anche toccare Tanto pubblico anche stavolta lungo i tornanti del con mano attraverso dati tangiRally Elba Storico Graffit bili provenienti dal web. In sintesi, durante il mese di marzo 2014, rispet- na, nel cui territorio avrà luogo il riordinato ai numeri registrati l’anno precedente, mento di Procchio, dov’è stato offerto un il sito internet della manifestazione ha buffet ai concorrenti. Nulla di modificato, rispetto alle tre visto impennare il numero delle visite (10853, + 61,5%), dei visitatori diver- edizioni precedenti, anche per quanto si (7694, + 65%) oltre che delle pagine riguarda la logistica: il Quartier Generale della manifestazione è stato confermato aperte dagli utenti (50410, + 56%). Per quanto riguarda invece l’edizione presso il Comune di Capoliveri, presso le 2014 del Rally Elba Storico- Graffiti, è sta- funzionali strutture dell’Hotel Elba Interto altrettanto ampio il consenso ottenu- national. Una location esclusiva che amto da concorrenti, appassionati e addetti mira il Golfo di Porto Azzurro, dove sono ai lavori (dodici le nazioni rappresentate state allestite la Direzione di Gara, la Sefra i concorrenti, 8 mila unità circa il mo- greteria e la Sala Stampa. vimento registrato dei presenti con vari Almanacco dello sport ruoli all’evento nel 2013).

Gli amici

Locman Italy, Moby Spa (Official Carrier dell’evento), Eni, Automobile Club Livorno anche per l’edizione 2014 sono stati al fianco dell’organizzazione, confermando la loro forte passione per lo sport dell’automobile. Inoltre, stando a confermare la gara come propria dell’intero territorio, vi è stato il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Marcia-

Giorgio Sisani e il fidato navigatore Cristian Pollini ricevono anche un gradito omaggio da parte della Locman, main sponsor dell'evento elbano

livornese 2013: un premio per l’AC Livorno

In occasione della tradizionale presentazione della pubblicazione, spazio anche al riconoscimento per le capacità organizzative dell’Ente e di ACI Livorno Sport Come ormai da lunga tradizione, anche in occasione della presentazione ufficiale del nuovo Almanacco dello Sport dedica-

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E come Elba, E come eventi

Uno scatto di gruppo in occasione dell'ultimo Rally Elba Internazionale

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Il consigliere Paolo Contesini intervenuto in rappresentanza dell'Ente all'ultima presentazione dell'Almanacco dello Sport livornese

to alla passata stagione agonistica, l’Automobile Club Livorno è stata tra i protagonisti del felice happening ospitato dalla sala consliare di Palazzo Granducale. La sede della Provincia labronica è stata quindi la ribalta ideale per celebrare la brillante pubblicazione ideata da Roberto Scotto (editore da ormai ben 25 anni), introdotta come da tradizione a media e cittadinanza, in primis a folto pubblico di professionisti ed amatori presenti. Una bella festa per il folto plotone di federazioni che compongono il caleidoscopico puzzle dello sport livornese ed un’ideale passerella per tutti gli atleti di casa nostra che sono stati in grado di salire sul podio in una manifestazione sia essa di spessore nazionale, europeo, mondiale o addirittura olimpico. Hanno sfilato in rassegna gli alfieri, rappresentanti delle ben 33 discipline intervenute. Tra questi, anche il consigliere Paolo Contesini a testimonianza dell’attività sportiva portata avanti in maniera encomiabile dall’Automobile Club Livorno durante l’intero 2013. Contesini, in rappresentanza dell’Ente di via Verdi e del braccio operativo ‘sul campo’ rappresentato dalla società ASD

ACI Livorno Sport, è stato così insignito per i meriti relativi alla perfetta organizzazione sul territorio provinciale di un trittico di appuntamenti imperdibili. Un tris d’eccezione per quanto concerne lo sport motoristico come la rinata Coppa Liburna Asfalto e i due storici rallies el-

Il Direttore La Greca sul palco nel corso della celebrazione dello speciale trofeo ospitato lo scorso settembre dal Rallye Elba

bani (Rallye Elba e quello Storico-Graffiti) divenuti in breve tempo ormai un must a livello non solo italiano ma addirittura internazionale.

Fiera delle auto d’epoca di Padova: AC Livorno in passerella

Il Direttore La Greca è intervenuto a Padova per premiare i vincitori del Trofeo Abarth A112, le cui tappe sono state ospitate all’Elba dal Rallye Storico – Graffiti. “Auto e Moto d’Epoca”: una vetrina illustre che ha visto brillare anche il logo dell’Automobile Club Livorno. L’occasione è stata fornita dalla rassegna internazionale che si svolge ogni anno. Nel quadro della kermesse, tra le più rinomate per gli appassionati dei motori dal sapore ‘vintage’, si è tenuta la cerimonia di premiazione del Trofeo A112 Abarth. Al fianco del Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani e del Presidente della Commissione Rally Leonardo Adessi, il Direttore dell’AC Livorno Ernesto La Greca è salito sul palco per consegnare un premio al driver perugino Giorgio Sisani e al navigatore toscano Cristian Pollini. In coincidenza delle ultime due tappe del campionato dedicato ai modelli A112 Abarth e che si sono svolte lungo i tornanti dell’Isola d’Elba durante il Rallye Storico – Graffiti dello scorso settembre, l’equipaggio ha centrato un bis che gli ha consentito di issarsi sul gradino più alto del podio anche per quanto concerne la classifica generale della specialità.

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I vincitori del trofeo Abarth A112 che sono stati premiati nel corso della manifestazione patavina

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tardati dalla rottura degli ammortizzatori posteriori e si sono “accontentati” del 4° posto assoluto. Tra i livornesi i risultati principali nelle gare di zona sono arrivati da Massimiliano Restano e Simone Sca-

Nuovo Team Squadra Corse Risultati 2014

labrini che hanno fatto volare la loro Renault Clio Gr. N sia al Rally della Valdicecina che al Rally di Casciana Terme. Ma il risultato migliore è arrivato nella gara di casa, la Ronde Liburna, dove L’equipaggio labronico ha addirittura conseguito un eccellente 5° posto nella classifica assoluta. Nella stessa gara si è riformata la coppia Claudio Mecarelli e Antonella Bardi, al rientro dopo 23 anni di assenza dalle gare. Con la loro “anziana” Opel Astra iscritta in Gr.N hanno ben figurato arrivando al 5° posto della classifica di classe N3.Mimmo Cecere, a bordo della sua fiammante Subaru N12 ha partecipato al Campionato di Velocità Montagna classificandosi 2° del proprio raggruppamento alla prestigiosa salita Lima-Abetone e 3° alla Cronoscalata Castellana e al Passo dello Spino. Tra gli altri hanno ben figura-

to al Rally dell’Elba i fratelli David e Daniel Giacomelli, 5° del loro gruppo, con una Renault Clio R3. Marco Nannipieri e Alessandro Raugi hanno ottenuto buoni risultati nella classe N3 a bordo della Clio RS. Negli slalom di rilievo il 5° posto assoluto di Matteo Dani, noto navigatore toscano che si è cimentato per una volta alla guida di una Clio Super 1600 allo gara di Castellina Marittima. I programmi del 2015 del sodalizio livornese prevedono la partecipazione ancora alla Coppa Italia della nostra zona, al Campionato Slalom e al Campionato Italiano Autostoriche. Inoltre seguiranno i progressi del giovane Alberto Rossi, impegnato nel Campionato Italiano Assoluto Rally nella categoria Junior. Senza perdere di vista la crescita di Simone Tempestini che, quest’anno, parteciperà a tutte le gare del Campionato Mondiale Rally WRC.

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l Nuovo Team di Livorno ha proseguito la propria attività sportiva nel settore automobilistico rally, salita e slalom con ottimi risultati ottenuti nelle gare del 2014. Tra i piloti si sono distinti per le loro performance Andrea Perego, 3° assoluto al Rally di Sanremo e vincitore del Rally della Valtellina al volante rispettivamente della Mitsubischi Evo X Gr.N e della nuova e performante Ford Fiesta R5. Prosegue l’impegno per la crescita del Giovane Simone Tempestini che ha concluso al 5° posto, a soli 19 anni, la speciale classifica riservata ai piloti under 23 nel Campionato del Mondo al volante della Citroen DS3. Giovanni Galleni, in coppia con il neo Campione del Mondo Produzione Mario Pizzuti hanno partecipato al Tuscan Rewind con l’Ascona 400 Gr.4. Dopo una gara sempre al vertice della classifica sono stati at-

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Sport Insieme Livorno per superare le barriere Tennis, barca, tiro con l’arca, surf, pugilato, scherma: le sfide vinte

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Foto di gruppo durante la giornata dedicata al surf

l 2014 ha visto il proseguimento di tutte le attività dell’associazione Sport Insieme Livorno, come racconta il presidente Claudio Rigolo “È stato un anno positivo sotto tanti aspetti. La scuola di tennis è proseguita sia a Livorno che a Cecina, se pur con qualche difficoltà inerente la superficie dei campi di Cecina”. Infatti, la precedente gestione, aperta e lungimirante anche con chi il tennis lo gioca in carrozzina, ha dovuto lasciare l’impianto perché non poteva più rispondere alle richieste del Comune. Un nuovo bando di gara ha assegnato la gestione dei campi ad un nuovo privato, che è anche proprietario di una ditta che costruisce campi da tennis, che ha rifatto tutta la pavimentazione compresa quella dove i disabili si allenavano. “Ci sono superfici -spiega Rigolo- dove le persone in carrozzino si muovono meglio, come il sintetico duro, può andar bene anche la terra rossa e il prato, mentre la terra sintetica o l’erba sintetica sono quelle per noi più ostiche per muovere la carrozzina, soprattutto per quelli che hanno difficoltà anche agli altri superiori”. E così l’ex circolo Atc Cecina che ora si chiama Mantoflex,

i campi che aiutano chi gioca in carrozzina non li ha più. “Un campo -sottolinea Rigolo- che serve i ragazzi di Cecina, ma anche quelli che vengono da Orbetello, Grosseto e Piombino. La pavimentazione era stata fatta con i finanziamenti di un progetto europeo proprio per le esigenze di chi è sulla sedia a rotelle”. Anche a Livorno l’attività tennista è proseguita, con il consueto successo di adesioni. Anche qui però c’è stata “poca attenzione” da parte di qualcuno, così il Torneo Inail Città di Livorno, uno dei fiori all’occhiello dell’associazione si è dovuto spostare di circolo e tornare alla Libertas. “Avevamo già fatto le richieste -continua il presidente della SIl- ed invece ci hanno telefonando dicendo che il consiglio aveva deciso di non ospitare più il nostro Torneo. 4 campi per 4 giorni, per un torneo dedicato ai disabili, una manifestazione della città che permette a molti, compresi giovani ragazzi, di giocare”. No comment, anche perché ognuno potrà trarre le conclusioni che desidera, ed andiamo avanti, perché fortunatamente le attività della Sil sono tante e proseguono sulla loro

strada, come il bel progetto della barca, che offre la possibilità ai disabili di andare in mare aperto per fare un bagno, una gita, ed ammirare un panorama che dalla riva non può essere goduto. “Abbiamo continuato a partecipare al progetto del Cecioni, che si dedica all’attività estiva con i ragazzi con disabilità soprattutto mentale, perché possano fare un’attività ludica didattica anche nel periodo delle vacanze. Noi organizziamo delle uscite in modo da permettere anche a loro di poter fare l’esperienza in mare aperto”. Il progetto finanziato dalla Fondazione è proseguito anche in inverno offrendo la possibilità di continuare a fare attività sportiva, dal tennis al tiro con l’arco. Alcuni dei nostri ragazzi praticano anche pugilato e scherma, appoggiandosi a società cittadine e poi naturalmente c’è il surf. Anche durante l’estate 2014 è stata organizzata una giornata a Rosignano, allo stabilimento balneare Illatro in collaborazione con una scuola di surf. Sono venuti da tutta la Toscana ed una ragazza è venuta da Torino, perché aveva desiderio di provare ad uscire in mare con una tavola. Una giornata di festa conclusasi con la cena sulla spiaggia e tanta musica. “Tutte le esperienze sono belle -conclude Claudio Rigolo- ma se devo dire la cosa che più mi è piaciuta, devo affermare che lo spirito di volontariato che ci lega e ci spinge a portare avanti i progetti è veramente la cosa più bella”.

Diversamente abili

Diversamente abili

Claudio Rigolo presidente Sil al Toreno Inail Città di Livorno

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Benedetta Cherici

Una volontaria della Sil per il Congo con la Fondazione Viviane

Viviane e Benedetta Cherici

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a Sil nasce per aiutare i diversamente abili a fare sport, ma chi nelle vene ha i valori del volontariato che circolano nel corpo insieme al sangue, non si ferma ad un solo progetto e non si tira indietro quando si presenta l’occasione, quando il destino pone sulla strada la possibilità di occuparsi di altre persone e altre situazioni che hanno bisogno di aiuto. Questo per spiegare perché la Sil si interessa anche della Fondazione Viviane, della quale si occupa in modo particolare Benedetta Cherici, una delle volontarie dell’associazione, che ci racconta la storia. “Conoscere Viviane è stata una delle esperienze più importanti della mia vita.

Viviane con i bambini

Viviane è una donna del Congo ed oggi ha 40 anni, quando ne aveva 8 cadde da un albero rimanendo paraplegica. In questo paese la sedia a rotelle è un lusso. Inizialmente la sua famiglia non era povera perché il padre lavorava in banca, ma un giorno lui se ne andò con un’altra donna abbandonando la famiglia senza alcun sostentamento. Dopo poco anche la madre se ne andò lasciando soli i figli. La sorella maggiore si occupò di lei, perché in Congo trovarsi per strada e disabile vuole dire essere destinati a morire in poco tempo. Di giorno stavano per strada, la notte la sorella nascondeva Viviane in una chiesa di frati belga, che una notte la notarono e l’aiutarono. Fu sostenuta a distanza da una famiglia toscana e questo le permise di diventare sarta, lavoro con il quale poteva mantenersi ed aiutare le sorelle e i fratelli”. Viviane è mai venuta in Italia? “Successe che peggiorò, piagandosi e sviluppando altri problemi legati alla sua condizione. Si aggravò molto e stava per morire, ormai per lei in Congo non c’era più niente da fare. Viviane decise di scrivere una lettera alla famiglia italiana che l’aveva aiutata per ringraziarla di tutto quello che aveva fatto per lei, spiegando che purtroppo non aveva speranze. Questa famiglia non si arrese e riuscì a farla venire in Italia, a Firenze, per curarsi. Fu ricoverata per diverso tempo e le cure ebbero effetto: Vivane recuperò la sua condizione. Io l’ho conosciuta in questa occasione.

Diversamente abili

l’in te r vista

Una volta guarita è tornata in Congo per aiutare i ragazzi con disabilità lasciati dalle famiglie per strada. Inizialmente il suo scopo era quello di raccoglierli dalla strada e portarli in un luogo chiuso per accompagnarli alla morta, perché non fossero soli e abbandonati sulla strada almeno in quel momento. Un ragazzo disabile in Congo non ha alternative è destinato a morire perché non ha cure. Con il tempo, grazie al contatto con l’Italia Viviane è riuscita a dar vita alla Fondazione e a costruire un centro di cura per i bambini disabili dove possono fare riabilitazione gratuitamente, c’è poi un laboratorio di ortopedia, ed una parte dedicata ad ospitare orfani che può accogliere dai 45 ai 60 ragazzi”. Qual è il ruolo della Sil? “A Livorno siamo il punto di riferimento di Viviane, cerchiamo di raccogliere fondi vendendo magliette e organizzando iniziative di vario tipo, raccogliamo anche materiale di cui può avere bisogno, che periodicamente viene inviato in Congo tramite un container, grazie all’associazione “Elba no Limits” che è stata determinate per la nascita e la vita della Fondazione Viviana”. A quali progetti avete collaborato? “Sono vari, ad esempio, abbiamo contribuito a quello del potenziamento della luce elettrica. Prima, come tramontava il sole non vedevi più niente. É stato importante portare un po’ di luce alla struttura. Poi c’è stato il progetto dell’acqua potabile, la poca acqua che riuscivano a procurasi a fatica aveva i vermi dentro. Abbiamo poi lavorato per la costruzione di un secondo bagno. Con uno solo i bambini dovevano fare la fila, ed anche per andare a scuola la mattina dovevano alzarsi molto presto. Adesso hanno due bagni, uno per i ragazzi e uno per le ragazze. Sono piccoli progetti, ma in Congo fanno la differenza”.

Alcuni dei ragazzi della struttura

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Ciclismo Terzo Memorial Amelio Bettarini Sprint regale di Alex Bastiani di Mario Orsini

Il gruppo alla partenza

dato il colpo di reni sulla fettuccia d’arrivo. Anche se, visto il vantaggio che avevo, non ce ne sarebbe stato bisogno. Ma nel ciclismo, mi sono detto, meglio non rischiare perché hai la certezza della vittoria solamente dopo che hai tagliato la fettuccia d’arrivo”. Poi il bravissimo Alex fa un passo indietro e si sofferma sui punti salienti della corsa. “Non c’è stato un momento di pausa. Sulla salita di Parrana S. Martino insieme a altri corridori ho forzato i ritmi per sfoltire il gruppo. In parte ci siamo riusciti. Poi di buon accordo siamo giunti all’arrivo”.

A Bagnoli il GPM di Parrana

Umberto Del Signore e Luciano Nannipieri

Ma torniamo alla gara. Bella e appassionante, dal primo all’ultimo metro con tanti tentativi di uscire dal plotone finiti tutti in una bolla di sapone. A frammentare un po’ il gruppo, che rischiava di presentarsi compatto sulla fettuccia d’arrivo, ci hanno pensato le impegnative rampe di Parrana S. Martino, a

una quindicina di chilometri dal traguardo e i successivi saliscendi. Sul GPM, di Petreto a mettere la sua ruota davanti a tutti è stato il livornese Simone Bagnoli, precedendo Matteo Sensi e Gabriele Ninci. Qualche chilometro dopo si è consolidato un plotoncino, di una quindicina di corridori, che è volato, a spron battuto, verso il traguardo di Livorno. A cinquecento metri dalla fettuccia d’arrivo, appena lasciata l’Aurelia e imboccata via Fabio Filzi, Alex Bastiani, ha preso decisamente la testa e nonostante il vento teso che gli sbatteva in faccia, non si è fatto più superare. Semplicemente perfetta la macchina organizzativa pilotata con la consueta maestria e professionalità da Gino Fussei.

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metà maggio 2014 terzo appuntamento con il Memorial Amelio Bettarini. Gara ciclistica della categoria Allievi ottimamente organizzata dal GS Cantiere Navale F.lli Orlando, per onorare la memoria dell’indimenticato Amelio, fondatore della Bettarini Group. Società leader, da sessant’anni, nel settore noleggio per la movimentazione del materiale per l’intera Toscana e oltre. Ad alzare le mani, dopo uno sprint regale, sul vialone Fabio Filzi, nel cuore del rione di Shanghai, Alex Bastiani. Il talentino di Sarzana, cugino di secondo grado di sua maestà Alessandro Petacchi. Per scrivere il suo nome in una corsa, ormai diventato un classico del ciclismo regionale Allievi, Alex Giuliano Bastiani ha innestato il turbo sul rettilineo finale e con una progressione entusiasmante ha messo tutti d’accordo, al termine di una corsa di una sessantina di chilometri “divorati” senza un attimo di pausa, a quasi 40 Km/h di media. Per Alex 16 anni compiuti il 17 febbraio 2014, studente della classe terza dell’istituto tecnico per Ragionieri della sua città, la vittoria nel terzo Memorial Amelio Bettarini è stata la prima di una carriera ciclistica iniziata nel 2013. Legittima la sua grandissima soddisfazione al termine della corsa. “Ho preso la testa appena siamo entrati nel rettilineo finale per paura di rimanere imbottigliato. Poi ho scaricato sui pedali tutte le energie che mi erano rimaste in corpo e ho tirato dritto senza voltarmi indietro. Pensavo che qualcuno, magari all’ultimo momento, mi superasse. Per questo ho

Passista-scalatore

Ma torniamo al vincitore. Al termine, appena salito sul palco la felicità gli si leggeva sul volto. Una contentezza che faceva da contraltare alla delusione di alcuni compagni d’avventura che non si aspettavano un avversario così bravo, determinato e capace di resistere fino all’ultimo metro. Tra gli sconfitti di giornata Jaku Klidi, il favorito della vigilia, grazie ai quattro successi già messi in “saccoccia” in questo inizio di stagione. Contro

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bravissimo anche nelle vesti di eccellente fotografo.

Da sx Miss Klidi Bastiani e Sensi

l’Alex Bastiani, del 3° Memorial Bettarini, anche per lui, però, non c’è stato niente da fare. E anche in futuro, ora che il talentino di Sarzana ha preso maggiore consapevolezza dei propri mezzi, sarà sempre più difficile lasciarselo alle spalle. Anche perché Alex Bastiani oltre esser un ottimo velocista è prima di tutto –sono sue parole- “un passista-scalatore”.

sta tenendo conto di come sgambetta”, le parole di babbo Massimo. Disinvolta e perfettamente a suo agio nel ruolo di miss, figlia di Stefania, cugina di Massimo e nipote di Grazia Bettarini e Roberto Poli. Tanto di cappello, infine, al bravo e sempre gentilissimo Pierfrancesco Nardizzi, un giovanotto tuttofare, nella circostanza

Elogi meritatissimi, per il loro impegno nel dare una mano con competenza e professionalità, anche sotto traccia, al presidente del comitato provinciale, della FCI, Luca Casini, a Paolo Fruzzetti, Paolo Quaglierini, Roberto Fiorini, Giovanni Guidi e tanti altri presenti a questo appuntamento del ciclismo giovanile, ormai diventato un “must”, anche a livello regionale. Tra i tanti intervenuti, un posto di riguardo lo meritano, Umberto Del Signore: memoria storica del ciclismo, toscano e non solo, nonché amico e compaesano di Amelio, a Guasticce, per tanti anni. E inoltre Luciano Nannipieri, uno dei dirigenti più longevi e “illuminati” del ciclismo dilettantistico livornese e dell’intero Granducato, dell’ultimo mezzo secolo. Un doveroso ringraziamento, infine, va a coloro che con il loro lavoro hanno consentito la piena riuscita della manifestazione, cominciando dagli agenti della Polizia Municipale di Livorno e proseguendo con gli staffettisti, gli addetti alla sicurezza e a tutte quelle altre attività proprie di ogni corsa ciclistica.

Traguardo Volante e complimenti L’ultima nota tecnica di giornata riguarda i passaggi sotto il traguardo volante di Guasticce. Ad aggiudicarselo è stato Lorenzo Berti dell’S.S. Grosseto, davanti a Cesare Moschettoni e Jacopo Pirone. Complimenti super meritati alla grande famiglia Bettarini e in particolare al “capitano” di giornata Massimo, neo genitore con la bella moglie Veronica, da aprile 2014, dello splendido frugoletto Edoardo. “Forse anche lui futuro cicli-

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Federazione Ciclistica

1° Bastiani, 2° Sensi, 3° Klidi

Ordine d’Arrivo

Verso Parrana

1) Alex Giuliano Bastiani (Us Luni) Km 60. in 1h e 36’, alla media di 37.5 Km/h 2) Matteo Sensi (SC Campi Bisenzio) st 3) Klidi Jaku (GS Romagnano Guerciotti) st 4) Matteo Baldasseroni (GS Pozzarello) st 5) Francesco Menichetti (SS Grosseto) st 6) Aaron Marretti (SS Grosseto) st 7) Cesare Moschettoni (UC Mamma e Papà Fanini Livorno) st 8) Yuri Botti (GS Pozzarello) st 9) Nicola Valacchi (All Sports) st 10) Gabriele Ninci (C. Arci Allende) st.

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l’in te r vista

Alessio Taliani

Un anno tra i professionisti delle due ruote

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di Mario Orsini

Alessio Taliani al Giro dell’Emilia

te sbaglia a dare giudizi tecnici su qualche corridore. In questo caso a far pulsare forte il cuore di Giorgio c’è anche il fatto di aver visto, questo talento della bicicletta, nascere e crescere a due passi da casa sua. In un paesino, appunto Guasticce, in cui si conoscono tutti. Giorgio, per i pochi che non lo ricordano, è anche colui che l’ha invogliato a gareggiare. A segnalargli la passione per le due ruote di quel ragazzino, timido e riservato, fu la figlia Chiara che lo aveva tra i suoi piccoli allievi, che si preparavano alla prima comunione, nella chiesa del paese. Con Giorgio Bacci, come direttore sportivo della squadra collinare, nel lontano 2001, Alessio iniziò, dopo alcuni test ben riusciti, a disputare le prime “corsette” nella categoria G6. E i risultati, grazie a un talento innato, non tardarono ad arrivare. Adesso a distanza di anni, e con tanta acqua che è passata sotto i ponti, la considerazione di Giorgio Bacci per Alessio Taliani, visto come sono andate e stanno andando le cose, si è dilatata in maniera esponenziale. Per accorgersene è bastato scambiarci qualche parola su un tema a lui tanto caro. Cioè il mondo del ciclismo in tutte le sue sfaccettature. Quando il discorso, dopo aver spaziato su tante tematiche, scivola su Alessio Ta-

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n anno tra professionisti del pedale. Alessio Taliani, il principino delle due ruote di Guasticce, a novembre, dopo un periodo di meritatissime ferie è tornato a sudare, prima in palestra e poi in bicicletta. Per prepararsi a un 2015 che potrebbe essere per lui l’anno della svolta. Per non dire della consacrazione definitiva. Le qualità per emergere, nel difficile ma affascinante mondo delle due ruote, non gli mancano davvero. Pur essendo un po’ statico nelle volate Alessio, non lo scopriamo ora, ha nella resistenza e nella predisposizione naturale alla fatica le sue carte migliori. Da dilettante ha dimostrato, in più di una circostanza, di essere quello che in gergo tecnico si definisce un passista-scalatore con i fiocchi. E in qualche caso anche con i controfiocchi.

Giorgio Bacci il suo mentore

Tra coloro che credono ciecamente nelle sue grandi potenzialità al primo posto c’è Giorgio Bacci. Un innamorato “cronico” della bicicletta che poche vol-

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Del Signore, Taliani e Giorgio Bacci


di gruppo e anche in quelle ristrette. Per vincere lui deve staccare tutti. E se tra i dilettanti, in parecchie circostanze, è stato in grado di farlo, tra i professionisti è decisamente più difficile. Per il resto è stato un anno di transizione, più o meno come mi sarei aspettato. La speranza è che il 2015 sia ancora più prodigo di soddisfazioni. In modo da potenziare anche la sua autostima. Una prerogativa che, nello sport come nella vita, non lo scopro io, ha sempre avuto e continuerà ad avere una parte rilevante”. “Qualche vittoria o prestazione importante -aggiunge Bacciaumenterebbe anche la considerazione nei suoi riguardi dei compagni di squadra. Il ciclismo pur essendo uno sport individuale è anche e soprattutto un grande sport di squadra. Per vincere c’è bisogno di tanto talento ma pure dell’aiuto dei compagni. Le eccezioni in senso contrario in tanti anni sono davvero poche se si escludono i super fuoriclasse come Eddy Merckx, Fausto Coppi, Alfredo Binda e pochi altri. In ogni caso, lo ripeto, lo aspetto con gran fiducia e la quasi certezza che possa regalarci, quanto prima, qualche performance importante”.

Taliani: “Un anno positivo”

Alessio Taliani al Giro dell’Appennino

A questo punto è quasi doveroso lasciare proprio ad Alessio Taliani la parola per un’analisi a trecentosessanta gradi del suo impatto con il professionismo. “Il 4 novembre –ci ha detto- inizierò la preparazione. Prima solamente in palestra e poi, dopo qualche giorno, anche in bici”. Poi ha aggiunto: “Il bilancio complessivo della mia prima stagione tra i professionisti è positivo. Pur non avendo ottenuto grandi risultati. Avendo potuto partecipare a tante competizioni world tour, ho avuto la possibilità di calarmi in maniera importante nella nuova realtà e fare esperienze utili per il futuro. Per questo ringrazio dirigenti e tecnici dell’Androni

Giocattoli Venezuela, che mi hanno dato questa grande opportunità.”. La corsa più bella? “Senz’altro il Sibiu Tour della Romania. O se preferiamo il giro di Romania. Oltre a sfiorare la vittoria in una tappa ho chiuso al settimo nella classifica finale, a poco più di due minuti dal vincitore. Davvero niente male, per un corridore all’esordio in questo tipo di corse”. Differenza con le gare tra i dilettanti? “Tanta. Prima di tutto nell’approccio alle corse e nel modo di correre. L’impatto è stato più impegnativo del previsto. Non credevo che i professionisti andassero così forte. È vero che non avevo grandi pretese e la preparazione era un po’ deficitaria, avendo firmato a gennaio, però sarebbe stata ugualmente dura”. Il rimpianto più grosso? “Più che adesso, di qualche anno fa, nei primi anni tra i dilettanti. Se non avessi fatto qualche errore di troppo sarei passato tra i professionisti con almeno un paio d’anni d’anticipo. E forse qualche bella soddisfazione sarebbe già arrivata”. Il tempo inclemente di gran parte del 2014 ha influito sui tuoi risultati? “Se dicessi di no direi una bugia. Io d’estate ho una marcia in più. Quest’anno purtroppo l’estate vera non è mai arrivata. Speriamo arrivi il prossimo anno e faccia gli straordinari. Ne abbiamo tutti bisogno. E io in primis”. Il corridore che ti ha impressionato? “Davide Formolo. Da dilettanti eravamo rivali e scozzavamo spesso l’uno contro l’altro, con risultati alterni a mio favore o di Davide. Quest’anno volava ed ha fornito tante eccellenti prestazioni. Tra questi il secondo posto al campionato italiano alle spalle Vincenzo Nibali e la convocazione ai mondiali in Spagna”. Obiettivi per il prossimo anno? “Alcuni. Ma preferisco non sbilanciarmi”. Anche la partecipazione al Giro d’Italia? “È presto per parlare di Giro. Non c’è ancora la certezza neppure di partecipare come squadra. Un pensierino però l’ho fatto”. Anche alle classiche di Nord? “No. Non si addicono alle mie caratteristiche, anche dal punto di vista climatico. Gare in cui potermi mettere in bella evidenza, però, ce ne sono tante altre. La speranza è di centrarne qualcuna”.

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liani gli occhi di Giorgio Bacci si illuminano e le parole sgorgano come un fiume in piena, ricche di aneddoti e di considerazioni zeppe di affetto, simpatia e buoni auspici. Discorsi dettati dal cuori ma pure da una buona dose di razionalità. Nel 2014, così come negli anni precedenti, Giorgio si è messo tante volte al volante della sua auto per andare a vederlo correre anche a centinaia di chilometri da casa. In modo da poterlo giudicare in azione con i propri occhi. Se domandi a Giorgio come giudica il primo anno da professionista di Alessio Taliani, o meglio del suo pupillo, è lapidario: “È stata un’annata positiva. Alessio ha dimostrato di sapersela cavare in maniera ottimale anche tra i professionisti. È vero è mancato qualche risultato importante. A penalizzarlo, non è una novità, è la sua scarsa competitività nelle volate

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Festa di premiazione del ciclismo provinciale Un ricordo per Alfredo Martini

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di Mario Orsini

UC Donoratico

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nnuale festa di premiazione del ciclismo provinciale, alla soglia delle Feste Natalizie, nel salone delle conferenze della Cassa Edile di Coteto. A fare gli onori di casa, di fronte a una platea festante di bambine e bambine, giovani e meno giovani (amatori), il presidente provinciale della Federazione Ciclistica Livornese Luca Casini. Al suo fianco il responsabile regionale

Mario Tinghi

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Giacomo Bacci e Mario Tinghi, in rappresentanza del Coni provinciale. Presenti anche i componenti del consiglio direttivo provinciale della FCI cominciando dalla vicepresidente Roberta Santini e proseguendo con i consiglieri Paolo Fruzzetti e Simone Dardini. Unico assente, ma esclusivamente per motivi di lavoro, Ennio Spadoni. Tra i premiati l’immenso Paolo Quaglierini, con un distintivo offerto della fe-

derazione, come meritatissimo premio alla carriera. Una carriera impregnata di passione e competenza e fortunatamente, per gli amanti di questo sport, non ancora agli sgoccioli. Bravissima speaker la bella Elena. Nelle parole di Luca Casini un affettuoso ricordo ad Alfredo Martini, scomparso il 25 agosto 2014. “Il grande vecchio del ciclismo, con una carica umana eccezionale, una semplicità di comunicazione unica e diretta e un’umiltà straordinaria”, le prime parole di Casini nel ricordo del grande Alfredo, ex corridore, dirigente e Commissario Tecnico della Nazionale Azzurra per tanti anni. Casini prima di lasciare il microfono agli altri intervenuti si è soffermato su altre questioni d’attualità: “Oggi sperimenteremo, per i Giovanissimi –ha detto- una nuova formula di premiazione, di tutti i bambini, finalizzata a far prevalere lo spirito di squadra, a scapito delle singole individualità. Voglio ricordare la funzione ludica di questa categoria ciclistica. Una categoria riservata a bambini dai 7 ai 12 anni, nella quale un posto di riguardo devono averlo il corretto uso della bicicletta e la conoscenza e il rispetto dei regolamenti”. Nelle parole del presidente regionale Giacomo Bacci, invece, apprezzamenti per il trend positivo del movimento ciclistico livornese e non solo. “Uno sport –ha detto Bacci- che a Livorno e in Toscana non conosce crisi”. In sintonia con i concetti di Giacomo Bacci, seppure con sfumature e accen-

Luca Casini e Giacomo Bacci


ti diversi, il pensiero di Mario Tinghi: “Il mio personale ringraziamento e più in generale quello del Coni provinciale, che qui io rappresento, va alla federazione ciclistica provinciale per il proficuo, competente e produttivo lavoro che sta svolgendo con serietà, professionalità e grande impegno. Un lavoro che sta dando i suoi frutti”. Mario Tinghi si è poi soffermato su alcune importanti novità, in dirittura d’arrivo, riguardanti il mondo del ciclismo. “Tra queste novità -ha detto- una mi sta particolarmente a cuore. Si tratta della prossima inaugurazione di una pista a Donoratico. Un nuovo circuito protetto di circa 600 metri per far allenare i ragazzini in sicurezza”.

AS Colognole

Esordienti 1° anno:

1° Vlad Mihai Moisa, 2° Giovanni Menghi Esordienti 2° anno: 1° Francesco Taddei, 2° Matteo Orsini Esordienti Donne 2° anno: 1° Valeria Belli. Allievi: 1° Cesare Moschettoni, 2° Damiano Santucci, 3° Giulio Galli.

Donne Allieve: 1° Eleonora Geppi. Donne Juniores: 1° Federica Zanobini. Campionato Prov. Strada: G1M. Cristian Barra, Sebastian Margineau, Matteo Arrigoni, Ettore Bonci, Jacopo Belmonte. G1F. Angelica Coluccini, Emma Franceschi, Ginevra Di Girolamo, Anna Serni, Noara Veltroni, Gaia Parietti. G2M. Gabriel Giudici, Davide Bufalini, Filippo Piacenza, Tommaso Bufalini, Matteo Posillipo. G2F. Allegra Orsini, Ilenia Nicolucci. G3M. Matteo Creatini, Flavio Venoni, Lorenzo Fiorillo, Daniele Marinari. G3F. Lavinia Frollani, Letizia Barra. G4M. Francesco Menghi, Edoardo Bartalesi, Marco Serni, Andrea Rossi. G5M. Tommaso Panicucci, Giammarco Balestri, Mario Venoni, Alessio Salvadori. G5F. Melissa Nannini, Bianca Barsotti, Zoe Ceccanti. G6M. Flavio Santucci, Mattia Citi, Sebastiano Anello, Gregorio Butteroni. G6F. Martina Bufalini, Caterina Fuselli. Società Cam. Prov. Strada: 1° UC Donoratico, 2° VC La California, 3° AS Colognole, 4° Costa Etrusca. Seguono: UC Mamma e Papà Fanini Livorno, Elba Bike Scott, Pol. Marina di Cecina, AP Vada. Attività Amatori: Valter Passuello, Nedo Iacoponi, Andrea Belluomini, Silvia Di Paola, Rex Modesti, Aldo Citi, Antonio Battaglia, Valentina D’Amelio. Poi le 35 società Amatori.

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Costa Etrusca

Poi le premiazioni delle categorie: Giovanissimi, Esordienti, Allievi, Donne Allieve e Juniores, Amatori. Premi pure per le società ciclistiche e i giovani corridori che si sono messi in bella evidenza nelle gare di MTB e nelle prove di Gimkana. Insomma una bella festa. Alcune cat. di Premiati. Attività Giovanissimi G1M: 1° Cristian Barra G1F: 1° Emma Franceschini, 2° Angelica Coluccini, 3° Gaia Paretti. G2F: 1° Ilenia Nicolucci, 2° Allegra Orsini. G3M: 1° Matteo Creatini, 2° Flavio Venoni G3F: 1°Lavinia Frollani G4M: 1° Francesco Menghi, 2° Andrea Rossi. G5M: 1° Tommaso Panicucci, 2° Giammarco Balestri, 3° Mario Venomi. G5F: 1° Melissa Nannini, 2° Bianca Barsotti. G6M. 1° Flavio Santucci, 2°Gregorio Butteroni. G6F. 1°Martina Bufalini.

VC La California

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G.S. Carli Coop La Variante uno schiaffo al doping L’importante è partecipare e fare sport in maniera gioiosa e pulita ficoltà ad allestire una squadra Esordienti, numericamente consistente, sono reali.

Consiglio direttivo rinnovato

Luciano Nannipieri e Loredano Zannotti

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n pezzo di storia del ciclismo giovanile labronico. Da quasi cinquant’anni sulla breccia dell’onda, con Luciano Nannipieri al timone di comando e l’amico Loredano Zannotti, sempre accanto a condividere impegni e soddisfazioni. Solo negli ultimi tempi, ma per ragioni strettamente anagrafiche, big Luciano Nannipieri si è messo un po’ da parte e la presidenza del consiglio direttivo è stata assunta dall’amico Loredano Zannotti. L’unità d’intenti e le idee, però, non sono cambiate. E sono quelle di sempre. Entrambi sono sempre stati bravissimi a indicare a bambini e giovani, che negli anni si sono messi la gloriosa maglia del G. S. Carli La Variante addosso, la strada giusta privilegiando valori etici e morali agli stessi risultati sportivi. In proposito Luciano Nannipieri quando si parla di queste tematiche, in ossequio al motto decoubertiano, riveduto e ampliato, seppure con parole diverse, spesso ci ha detto: “Importante è partecipare e fare sport in maniera gioiosa e pulita, senza sotterfugi o inganni. La piaga del doping è una vergogna assoluta. Quando la sento accostare al ciclismo mi vengono i brividi. Non ho mai digerito, anzi mi ripugna, l’idea che per rimanere a galla qualche campione, o presunto tale, possa cercare scorciatoie illegali”. Ma torniamo all’attualità. In una chiacchierata con i dirigenti della gloriosa società di Salviano nella loro sede storica, a novembre, non è stato difficile capire che l’entusiasmo e voglia di guardare avanti è ancora viva. Spegnere i riflettori e dire basta non è passato per la testa a nessuno, benché le “vocazioni” ciclistiche non siano quelle di qualche trentina o quarantina d’anni fa. E anche per questo, le dif-

Il consiglio direttivo che dovrebbe guidare il G.S. Carli Coop La Variante nel 2015 è presieduto da Loredano Zannotti, con al fianco, nelle vesti di vicepresidente, Giampaolo Palomba. Per il mitico Luciano Nannipieri, invece, è stato ritagliato un ruolo importante, di figura carismatica, depositaria di buonsenso, saggezza ed equilibrio. Del consiglio fanno parte pure Carlo Contini, Roberto Bernini, David Mancini, Sergio Tramonti, Ennio Spadoni, Alessio Sinigaglia e gli ultimi due arrivati: Massimo Galazzo e Mauro Radaelli. Due innesti, come spiega Loredano Zannotti, di qualità: “Quest’anno abbiamo ampliato lo staff tecnico con Massimo Galazzo e Mauro Radaelli. Mauro torna a difendere i colori amaranto dopo averlo fatto da ragazzino come ciclista. L’ex professionista Mauro Radaelli, con la sua grande esperienza, vestirà i panni di direttore sportivo. Per completare l’organico della squadra, in maniera ottimale, siamo alla ricerca di altri 4 o 5 corridori. Ragazzi nati nel 2001 o 2002”. Poi Zannotti, per invogliare qualche aspirante campioncino ad avvicinarsi alla società, ha affermato: “Con noi nessuno rimane in panchina. E le nostre prerogative sono il rispetto delle regole, della discipli-

na e il potenziamento della socializzazione. Se poi qualcuno, com’è già accaduto con l’attuale professionista Davide Mucelli, riesce a volare alto tanto meglio. I primi a esserne felici siamo noi. Ma lo ripeto non sono le nostre priorità, ma eventualmente conseguenze del nostro modo di lavorare in armonia e senza caricare i ragazzi di eccessive responsabilità”.

Iniziative collaterali.

Come ogni anno in occasione della festa dell’Olio e dell’Uva, nel quartiere La Leccia, la società, promuove e da gambe, all’immancabile gimkana. Un appuntamento nel quale gli obiettivi sono insegnare ai ragazzi ad andare in maniera corretta in bicicletta. Cioè imparando e mettendo a frutto le regole comportamentali e cercando di divertirsi. A maggio 2015, inoltre, come ormai consuetudine, la società ciclistica di Salviano organizzerà il trofeo Coop La Variante. Una corsa con un passato glorioso, ormai alla 41a edizione, e nella quale si sono cimentati atleti poi diventati autentici fuoriclasse delle due ruote. O se preferiamo una gara “cult” del ciclismo giovanile grazie alla presenza di “girini”, delle più forti squadre regionali e extraregionali, pronti a giocarsi la vittoria dopo aver scorrazzato su e giù, nello splendido e impegnativo palcoscenico, delle colline livornesi.

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di Mario Orsini

Luca Casini e Luciano Nannipieri

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Trofeo Osvaldo Ferrini premiazione dei baby ciclisti “Andate avanti a testa alta con forza, impegno, lealtà e onestà”

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Un gruppo di bambini premiati

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erzo appuntamento annuale con il trofeo Osvaldo Ferrini. Un’iniziativa voluta per la prima volta, nel 2012, dalla figlia Donatella e dal figlio Valter. A un anno dalla scomparsa del grande babbo, avvenuta ad agosto 2011. Ad organizzare la festa di premiazione dei baby ciclisti, sabato 8 novembre 2014, presso il salone Pamela Ognissanti, in via Gobetti 11 in Corea, il G. S. Montenero. La società ciclistica in cui Osvaldo Ferrini iniziò a muovere i primi passi a livello dirigenziale e a cui rimase legato, anche per ragioni affettive, per tutta la vita. Nell’occasione sono stati premiati una trentina di bambini e altrettante femminucce dai 7 ai 12 anni, delle categorie da G1 a G6 (Giovanissimi), affiliati alla FCI di società toscane. Piccoli corridori che si sono classificati ai primi cinque posti, della classifica redatta in base ai punteggi acquisiti nelle sette gare organizzate da gruppi sportivi della provincia di Livorno: GS Montenero il 5 aprile, la Polisportiva Marina di Cecina il 3 maggio, la

VC California il 31 maggio, l’UC Donoratico il 28 giugno, l’AS Colognole il 19 luglio, la Costa Etrusca il 18 agosto, e di nuovo GS Montenero l’8 settembre. Al termine di ogni gara venivano assegnati cin-

que punti al vincitore, quattro al secondo classificato, tre al terzo, due al quarto e uno al quinto. E, inoltre un punto, per ogni corridore schierato ai nastri di partenza, alle società di appartenenza. Ma torniamo al grande Osvaldo Ferrini. Per ricordare quanto ha fatto a livello dirigenziale, nel grande mondo del ciclismo, ci vorrebbe un poemetto. In questo contesto ci limiteremo alle cose più importanti. I primi passi come dirigente ciclistico Osvaldo li mosse, nel 1948, nel Montenero. La frazioncina collinare dov’era nato e cresciuto. In un momento in cui i ricordi della guerra erano ancora vivi e c’era tanta voglia di guardare avanti. Fra gli incarichi più importanti, di Osvaldo, in ambito ciclistico, ricordiamo la presidenza regionale della FCI e per ben otto anni la vicepresidenza nazionale, sempre della FCI. Prima al fianco del mitico Rodoni e poi di Omini, Carlesco e Pacciarelli. Notevoli anche i suoi impegni internazionali. Uno dei più suggestivi la trasferta a Città del Messico, nel gennaio 1984, per seguire Francesco Moser, nella storica conquista del record dell’ora. Tra i grandi meriti di Osvaldo le crociate contro il doping, nei primi anni novanta. Un periodo in cui omertà e connivenze erano pane quotidiano anche per molti di coloro che avrebbero dovuto avere comportamenti censori verso questa grande piaga dello sport. Per Osvaldo la salute dei corridori, però, veniva prima di tutto. E con questo spirito, attirandosi anche tante antipatie continuò la sua battaglia a testa alta.

Un gruppo di bambini premiati


La festa di premiazione 2014

A fare gli onori di casa, in un salone festante e zeppo come un uovo, il vice presidente del GS Montenero Giacomo Marchesini. A suo fianco Donatella e Valter Ferrini e il presidente provinciale della FCI Luca Casini. Presenti anche dirigenti e tecnici di mezza Toscana. Tra loro il presidente della FCI pisana Roberto Spadoni, il decano dei presidenti delle società ciclistiche regionali Luciano Nannipieri, Mario Fracassi (in rappresentanza del Coni provinciale). E i mitici: Giuliano Santucci, Umberto Del Signore e Paolo Quaglierini. Visibilmente commossa Donatella Ferrini. Rivolta ai piccoli ha esortati: “Ad andare avanti a testa alta con forza, impegno, lealtà e onestà”. Il fratello Valter dopo essersi soffermato sulla statura morale e tecnica di Alfredo Martini: “Il più vincente Commissario Tecnico della nazionale” ha focalizzato l’attenzione sui traguardi dirigenziali raggiunti dal padre Osvaldo e sulle sue battaglie di onesta e pulizia morale contro la piaga del doping. Iniziative, quasi pionieristiche, portate avanti con forza dal 1993. Sorridente e propositivo Luca Casini che si è presentato con una sgargiante camicia rosa. “Questa camicia –ha detto Casini- per voi deve essere di buon auspico. La speranza è che qualcuno di voi, in futuro, possa arrivare a Milano, con una maglia dello stesso colore al termine del giro d’Italia”.

noratico, nella cat. G5. In grande evidenza anche Flavio Santucci, della Costa Etrusca, nella cat. G6, con sei vittorie e un solo secondo posto. Tra le bambine bravissima (31 punti conquistati) Angelica Coluccini nella cat. G1F e Lara Scarselli con 29 punti nella cat. G6F. Tra le società invece successo a mani basse della GS Butese (330 punti), davanti a UC Donoratico. Classifiche premiati: G1M: 1° Cristian Barra, 2° Marco Simoncini, 3° Gabriel Del Carlo, 4° Sebastian Margineaun, 5° Matteo Arrigoni. G1F: 1° Angelica Coluccini, 2° Emma Franceschini, 3° Ginevra Di Girolamo, 4° Anna Serni, 5° Asia Paccalini. G2M: 1° Alessio Anguil-

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Valter e Donatella Ferrini Marchesini, Luca Casini con tre premiati

lesi, 2° Gabriel Giudici, 3° Davide Bufalini, 4° Filippo Piacenza, 5° Martino Terigi. G2F: 1° Letizia Tasciotti, 2° Allegra Orsini, 3° Martina Castagna, 4° Ilenia Nicolucci. G3M: 1° Matteo Anguillesi, 2° Matteo Creatini, 3° Tommaso Bambagioni, 4° Flavio Venoni, 5° Thomas Del Frate. G3F: 1° Beatrice Bertolini, 2°Lavinia Frollani, 3° Giorgia Sartoro, 4° Letizia Barra, 5° Maria Giulia Simionaca e Carolina Toska. G4M: 1° Federico Savino, 2°Francesco Menghi, 3° Edoardo Bartalesi, 4° Marco Serni, 5° Nicholas Staccioli. GF4: 1° Alessia Paccalini, 2° Camilla Mattolini, 3°Martina Stefanucci, 4°Valeria Pifferi, 5° Greta Zingoni. G5M: 1° Tommaso Panicucci, 2° Giammarco Balestri, 3° Matteo Leporini, John Barbieri, Mario Venomi. G4F: 1° Melissa Nannini, 2° Bianca Barsotti, 3° Florina Grigoras, 4° Zoe Ceccanti, 5° Asia Mazzuola. G5M: 1° Tommaso Panicucci, 2° John Barbieri, Giammarco Balestri, 4° Matteo Leporini, 5° Mario Venoni. GF5: 1° Florina Elen Grigoras, 2° Melissa Nannini, 3° Sara Solferino, 4° Bianca Barsotti, 5° Erika Nota. GM6. 1° Flavio Santucci, 2° Gabriele Arzilli, 3° Elia Bianchi, 4° Gabriele Del Corso, 5° Manuel Bonanni. GF6: 1° Lara Scarselli, Martina Bufalini, 3° Selene Salvadori, 4° Matilde Bertolini, 5° Benedetta Pifferi. Società: 1° G.S Butese, 2° UC Donoratico, 3° UC Coltano Grube Costruzioni, 4° VC La California, 5° S. Miniato S. Croce.

Le classifiche

Dando un’occhiata da sottolineare le sette vittorie, su sette gare (totale 35 punti) di Alessio Anguillesi del GS Butese nella cat. G2 e Tommaso Panicucci dell’US Do-

Luca Casini con alcuni bambini premiati

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Un tuffo nel passato

I campioni che hanno scritto pagine indelebili del ciclismo di Mario Orsini

Mario Berretta e Mario Ciabatti

Ex ciclisti presenti:

Mario Berretta, Mario Ciabatti, Paolo Pancaccini, Umberto Del Signore,

Vecchie glorie ciclistiche

Alfiero Cioni, Gino Salvadori, Giancarlo Bacci, Vinicio Sainati, Paolo Tognetti, Gianfranco Pogni, Giuliano Santucci, Renato Santucci, Ilio Soldani, Franco Facchin, Dirvo Lotti, Giampaolo Nerli, Giancarlo Cordoni, Piero Paganucci, Mario Gavarrini, Mini, Remo Tamburini, Renato Chiavacci, Franco Sabatini, Mario Gorelli, Flaminio Giusti, Giuseppe Pardini, Fabrizio Pardini, Viero Pagni, Vinicio Michelucci, Vito Palmiero, Luigi Colombaro, Puccini, Rolando Ricciardi, Reali, Romano Tremolanti, “Faemino”, Attilio Morgé, Giuliano Gazzetti, Goffredo Roberti, Roberto Nardini. Al termine un brindisi di arrivederci al 2015 condito, come sempre, da tanta nostalgia.

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n incontro conviviale per rispolverare vecchi ricordi e passare qualche ora insieme in serenità e armonia. Seduti intorno a un tavolo, nella prima decade di novembre, quarantasei ex campioni e appassionati del pedale. In un ristorante, di via Provinciale Pisana, alla periferia nord della città. Tra i presenti tanti campioni di Livorno e dintorni che hanno scritto pagine indelebili in questo sport. Uno dei più longevi il mitico Mario Ciabatti, classe 1928: campione italiano indipendenti nel ’52 e vincitore di tante corse importanti. Nel palmares del grande Mario anche due partecipazioni, nel 1953 e 1954, al giro d’Italia con sulle spalle la maglia della Frejus. Lo squadrone italo-svizzero capitanato da Ferdi Kubler. Altro ex professionista presente l’ex passista-scalatore Giuseppe Pardini, classe 1936. Uno vero scoiattolo quando la strada s’impennava sotto le ruote. Pardini corse tra i professionisti dal 1958 al c1962, con le maglie della S. Pellegrino e Ignis. La “corazzata” con Ercole Baldini, Gastone Nencini. Coetaneo di Pardini, il forte e mai domo Remo Tamburini, anche lui con un palmares ricco di allori, impreziosito dalla partecipazione a diversi giri d’Italia. Ad organizzare la festa, come ormai accade da anni, Umberto Del Signore, memoria storica del ciclismo e grande innamorato di questo sport.

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Si apre un nuovo

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La 24 Ore di Roma di Mario Orsini

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n giorno intero in sella alla propria Mountain Bike, con moglie e figlie a tifare a squarciagola e l’amico Davide Arcuri a fare da scorta tecnica. In quello che è ormai diventato, uno dei più belli, impegnativi e appassionanti, appuntamenti sportivi nazionali, per gli amanti del fuoristrada in mezzo al verde: la 24 Ore di Roma. Una corsa alla nona edizione, con partenza stile 24 ore di Le Mans. Cioè andando a prendere la bicicletta di corsa e saltandoci sopra per risparmiare tempo. Protagonista della straordinaria prestazione, a settembre 2014 nella capitale, Andrea Mainardi, 46 anni compiuti il 23 aprile, operaio presso lo stabilimento Continental di Torretta, all’incrocio tra la via Emilia e la strada provinciale del Piano della Tora. Per Andrea, in occasione della stupenda performance agonistica, anche la grande soddisfazione, di essersi lasciato alle spalle la stragrande maggioranza dei 1500 partecipanti. “Sono giunto nono assoluto e quarto nella categoria degli atleti dai 39 al 49 anni”. Le altre due categorie, lo ricordiamo brevemente, sono quella in cui gareggiano atleti con meno di 39 anni e quella di età superiore ai 49anni. Inutile sottolineare la contentezza di Andrea anche a qualche giorno di distanza dall’eccezionale impresa sportiva. Per rendersene conto è bastato ascoltarlo: “La felicità più grande me l’hanno regalata mia moglie Fabiana e le mie figlie Alice di otto e Elisa di undici anni. Durante tutta la corsa mi hanno sostenuto, incoraggiato e applaudito. E al termine le bambine mi sono saltate addosso e mi hanno riempito di baci e urlato: babbo, babbo…. Sei stato grandioso…bravissimo. Sensazioni stupende che rimarranno sempre impresse nella mia mente”. La 24 Ore di Roma, della categoria Endurance, è un classico per gli stakanovisti del pedale, che si svolge nel Parco degli Acquedotti, in zona Tuscolana a un tiro di schioppo da Cinecittà, su un tracciato di circa otto chilometri. Un mix ben assortito di strada bianca, prati, viottoli e sentieri. A complicare le cose e rendere più dura la prova

brevi dislivelli che, con il passare del tempo, lasciano acido lattico nei muscoli. Insomma quanto basta e avanza per rendere la prova massacrante e riservata esclusivamente ad atleti veri. Oltre che individualmente, queste competizioni, sono previste anche a staffetta, con squadre di due, quattro o addirittura otto concorrenti, unisex o miste, pronti a dividersi la fatica passandosi il testimone. “Complessivamente –ci ha detto Andrea Mainardi- ho percorso 63 giri del circuito, per un totale di 475 chilometri”. Poi ha aggiunto: “Alle oggettive difficoltà del percorso si è aggiunta l’assenza d’illuminazione, su quasi tutti gli otto chilometri del percorso, nelle ore notturne. Io per ovviare a questo problema ho preso le dovute precauzioni. Oltre al fanale anteriore e posteriore sulla bicicletta ne avevo anche uno sul casco”. Quando gli abbiamo chiesto quali sono stati i momenti più critici, insomma quelli in cui viene da pensare: “chi me lo ha fatto fare”, la risposta da parte di Andrea Mainardi non si è fatta attendere: “Le prime ore della notte, sono state decisamente le più impegnative. A complicare le cose la difficoltà ad adattarsi a una situazione cui non sei abituato. Per me è stato importante mantenere i nervi saldi, la concentrazione e alimentarmi bene. Ad assicurarmi adeguati rifornimenti: panini e integratori, media-

Andrea Mainardi

mente ogni ora, è stata la mia Fabiana. Devo dire grazie anche a Davide che mi ha assistito dal punto di vista meccanico. Durante le 24 ore, per evitare contraccolpi fisici e psicologici improvvisi mi sono concesso anche un paio di soste di qualche decina di minuti”. Poi Andrea fa un passo indietro. Alla preparazione specifica per affrontare una prova così pesante e faticosa dal punto di vista fisico e mentale: “Mediamente mi sono allenato tre o quattro ore quasi tutti i giorni. Per me non è stata una novità perché l’ho sempre fatto, quasi con continuità, negli ultimi anni. Le uniche volte che ho derogato a queste abitudini è quando ho fatto brevi intervalli di riposo oppure sono andato in vacanza con la famiglia. La mia fortuna è di avere un fisico che recupera abbastanza bene. Dopo una bella dormita tutto torna nella normalità”. Quando gli domandi se in futuro pensa di cimentarsi, di nuovo, in prove analoghe sembra avere la risposta pronta. Senza pensarci neppure un secondo afferma: “Senz’altro. Troppo bello ed emozionante. Il prossimo anno farò anche la 24 Ore di Finale Ligure”. Andrea Mainardi non è stato il solo livornese a partecipare alla grande kermesse romana. Oltre a lui hanno gareggiato anche Alessio Landi, Michele Zannotti, Federico Mammoli e Marco Ferrari. Però per loro è stata una fatica ridotta. Hanno infatti partecipato alla gara a staffetta, passandosi il testimone e dividendosi equamente (6 ore ciascuno) la fatica. Da rilevare che a fine agosto (il 31) Andrea Mainardi aveva fatto le prove generali, per la 24 Ore di Roma. In coppia con Emiliano Pellegrino aveva preso parte alla prova Endurance (6 ore) di Casale del Mare di Castiglioncello, nella quale si erano classificati al 2° posto. Nella stessa gara avevano trionfato in coppia Beatrice Lischi e Tatjana Ardizzone. Da Andrea infine poi un tuffo tra i ricordi. “Dai 7 ai 15 anni ho giocato al calcio, come portiere nel Pontino S. Marco. Poi verso i 18 anni ho iniziato a prendere passione per la bicicletta. Ho corso come amatore, su strada. E negli ultimi quattro anni in Mountain Bike”. La lunga chiacchierata con Andrea Mainardi si è poi conclusa con un quadretto familiare. “Mia moglie mi segue durante le gare e mi incoraggia. Se vede che sto qualche giorno senza salire in bicicletta si preoccupa perché pensa che non stia bene. E anche le mie figlie sono contente di vedermi correre”.

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Andrea Mainardi lo Stakanovista della Mountain Bike

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M.T.B. Enduro Bike Store Mtb Cafe - A.S.D. e i gioielli delle due ruote F.C.I.  Federazione Ciclismo Italiana

Nicolas Vouilloz la leggenda della DownHill

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ue anni ottimamente portati e un futuro sgombro da nubi. Il Bike Store Mtb Cafe di via dei Ramai, in zona Picchianti, a dicembre 2014 ha spento le due candeline, con grande soddisfazione da parte di tanti affezionati clienti e soprattutto del titolare Emilio Camici: “Siamo davvero felici di come stanno andando le cose. Abbiamo anche clienti che per venire ad acquistare nel nostro negozio percorrono qualche centinaio di chilometri. Meglio di così!”. Per accorgersi che l’apertura della grande rivendita di biciclette è stata un’idea azzeccata, basta guardarsi intorno, appena varcata la soglia. A fare la differenza sono cortesia, professionalità e qualità.

Luca Masserini, Vouilloz, Nicolas Luigi Carbonaro e Emilio Camici

Nicolas Vouilluz

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di Mario Orsini

Ben in vista nel grande salone c’è una vasta gamma di gioiellini delle due ruote. Cominciando dalle graziose e luccicanti City Bike e proseguendo con MTB e Enduro super tecnologizzate e le biciclette a strada di ogni tipo. Una varietà di proposte in grado di soddisfare gusti, esigenze e aspettative di campioni, amatori e semplici appassionati. Bambini e donne comprese. Nell’accogliente punto vendita dove non mancano, inoltre, accessori di ogni genere, ricambi, abbigliamento appropriato e scarpe adatte per ogni specifica bicicletta. Anche il settore riparazioni è al top, grazie a un’officina specializzata.

Insomma, siamo in presenza di un esercizio commerciale che nella sua completezza e specificità è riuscito a dare risposte variegate a una clientela sempre più vasta.

Tris speciale di invitati

Per festeggiare degnamente la speciale ricorrenza è stato invitato a Livorno il francese 38enne Nicolas Vouilloz. Un autentico fuoriclasse della DownHill con ben dieci titoli mondiali nel suo palmares. Una leggenda vivente di questo sport nonostante l’abbia di fatto abbandonato o quantomeno messo un po’ da parte, da qualche anno, per dedicarsi anima e corpo ai rally.


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zioni in bicicletta, Nicolas Vouilloz. Un super campione, non lo dico io ma lo dicono i risultati, straordinario”. Nel voluminoso palmares, del campione transalpino ci sono ben dieci titoli mondiali, su appena undici partecipazioni. In una disciplina affascinate, tecnica e difficile come il DownHill. Ad arricchire il suo medagliere un’altra infinità di grandi risultati. “Oltre a lui –aggiunge Emilio Camici- abbiamo invitato anche Luca Masserini, altra figura importante del panorama della MTB internazionale, anche per i suoi autorevoli articoli sulle più importanti riviste e siti del settore. Articoli nei quali divulga il verbo del freeride intelligente. Altro invito eccellente il dottore, in scienze motorie, Luigi Carbonaro, coetaneo di Nicolas, maestro di Mtb, preparatore atletico ed esperto di metodologie di allenamento. Insomma tre grandi personaggi del settore”. Poi Emilio Camici, con un pizzico d’orgoglio, chiosa: “Quello che abbiamo organizzato è stato un evento più unico che raro, da raccontare ai nipotini”. Ma torniamo all’immenso Nicolas. A fare da contraltare, alla sua vita spericolata, un’esistenza da comuni mortali tra le mura domestiche: “Sono felicemente sposato con Sandrine e abbiamo due figli: Lucas e Matt. La nostra è una vita tranquilla. Mia moglie e i miei figli sono i miei primi tifosi. Spesso quando gareggio vengono a fare il tifo per me”. Poi aggiunge: “Il 2014, sportivamente parlando, l’ho saltato a piè pari perché nel 2013 mi sono rotto entrambi i legamenti delle ginocchia. Nel 2015 spero di tornare a gareggiare ad alti livelli nella

Bike Store

categoria Enduro e di mettere in bacheca l’undicesimo titolo mondiale”. Anche i rally, basta ascoltarlo, non sono usciti dai suoi radar e continuano a essere al centro delle sue attenzioni. “Sull’auto da rally ho ottenuto un’infinità di soddisfazioni. Tra queste il successo intercontinentale IRC nel Rally Challange. E in futuro spero di ottenerne altri, perché è uno sport che mi piace e si addice al mio temperamento”. Poi Nicolas focalizza l’attenzione sulle biciclette da competizione. “Sono autentici prodigi della tecnologia. Pesano circa12 kg e hanno grande stabilità, grazie anche al controllo elettronico degli ammortizzatori”. Il loro costo? “Per acquistare un’ottima bicicletta da gara sono necessari quasi settemila euro. Una cifra importante ma non stratosferica tenendo conto dei materiali utilizzati, delle specificità e innovazioni tecnologiche”. Nicolas Vouilloz la mattina successiva ha poi fatto da guida e punto di riferimento a un gruppo di appassionati della DownHill e Mtb in un’escursione, esibizione davvero suggestiva e affascinate. A fare un flash sulla bella iniziativa è ancora Emilio Camici. “In tutto eravamo una cinquantina. Abbiamo scorrazzato su e giù per il bosco nella zona del Romito e del Castellaccio. Alla fine ho ricevuto un’infinità di complimenti da parte di tutti i partecipanti. Per completare la bellissima giornata di sport in maniera ottimale abbiamo poi organizzato un appetitoso pranzo a base di cacciucco. Inutile sottolineare che alla fine del bell’incontro conviviale e sportivo la soddisfazione era palpabile”. Poi sorridendo conclude: “L’appuntamento adesso allo scoccare dei tre anni di apertura del negozio. O se preferiamo al prossimo anno”.

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Il DownHill, lo ricordiamo per i pochi che non lo conoscono, è una disciplina delle ruote corso su biciclette speciali e riservato a autentici acrobati. Per emergere, a grandi livelli, alla resistenza fisica e soprattutto mentale occorre associare equilibrio e capacità di guida fuori del comune. Oltre al grande campione transalpino è giunto a Livorno anche Luca Masserini e il dottore, in scienze motorie, maestro di Mtb e preparatore atletico, Luigi Carbonaro. Insomma non ci vuole molto a capirlo è stata un’occasione unica, istruttiva e di puro divertimento, regalata agli appassionati di una disciplina, che anche alle nostre latitudini, sta allargando sempre più i propri orizzonti, per l’indubbio fascino e il contatto diretto con la natura. Una vita sportiva sull’orlo del precipizio. In sella alla propria Mountain Bike su discese mozzafiato infiorettate di difficoltà. O al volante di bolidi nelle gare rallistiche su e giù per il pianeta. Nicolas Vouilloz, 38enne nativo di Nizza, ha fatto tappa a Livorno, come testimonial delle biciclette prodotte dalla fabbrica la Lapierre. L’industria di Digione leader in Francia e non solo nella costruzione di gioiellini per competizioni su strada, Mtb, fitness e tempo libero. A invitarlo personalmente Emilio Camici, titolare del Bike Store Mtb, con sede al Picchianti. Il perché ce l’ha spiegato lui stesso. “In occasione del secondo anniversario dell’apertura del nostro negozio abbiamo voluto fare un bel regalo ai nostri tanti clienti e appassionati di Mountain Biking, facendogli conoscere da vicino e apprezzare per le sue evolu-

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l’in te r vista

Riccardo Fraccari

Il presidente della WBCS e le trasformazioni del mondo del baseball e del softball

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Riccardo Fraccari. Foto di Ezio Ratti

ultima volta che ci siamo incontrati era appena stato eletto Presidente internazionale della Federazione Mondiale di Baseball e Softball. Oggi, dopo circa 4 anni, lo ritroviamo Presidente della WBSC. Per capire quanto lavoro c’è dietro questo acronimo e qual è la sua importanza, lasciamo la parola direttamente a lui ovvero a Riccardo Fraccari. In quali direzioni si è svolto il suo operato in questi 4 anni? “Uno degli obiettivi principali è stato la trasformazione della federazione mondiale con lo scopo di includervi anche i professionisti. Il baseball è molto frammentato, c’è la federazione mondiale e ci sono le leghe professionistiche che hanno i loro campionati. Ovviamente il valore lo hanno i professionisti in termini di diritti televi-

sivi e, in generale, di richiamo economico. Il mio obiettivo era quello di portare sotto l’ombrello della federazione mondiale i professionisti, così ho cominciato ad incontrare le quattro maggiori federazioni: la Major Leauge degli Stati Uniti, la NPB giapponese, la KBO Corea, CTBA di Taipei con le quali è nata un’ottima collaborazione e adesso possiamo affermare che alle nostre manifestazioni partecipano anche loro, apportando un valore estremamente importante”. C’è stata una trasformazione anche nelle manifestazioni. “Sì. L’altro aspetto è stato quello di modificare le manifestazioni, mentre prima erano organizzati solo i mondiali seniores, adesso la Federazione Mondiale programma anche quelli under 12, under 15, under 18, under 21, moltiplicando l’attività in-

ternazionale. Naturalmente l’apporto dei professionisti è importante, e ci permette di andare a parlare con il Comitato olimpico in modo diverso, perché ovviamente il CIO vuole sempre i migliori atleti disponibili sul mercato, e adesso, finalmente, anche noi possiamo contare sulla loro presenza. La cosa fondamentale di questo apporto è stata la nascita di nuove manifestazioni come i mondiali e come la Premier Twelve, così chiamata perché è riservata alle 12 nazioni più forti del mondo, che partirà nel novembre 2015, in base al ranking della federazione mondiali e che vedrà in campo anche i professionisti. L’Italia parteciperà in quanto è all’undicesimo posto”. Cos’è la WBSC? “In Italia il baseball e il softball sono nella stessa federazione, ma così non è in gran parte del mondo, dove vi è una federazione di baseball, che ha anche un’attività minoritaria di softball e una federazione di softball, che ha anche una attività di baseball minoritaria. Due entità separate da 50 anni. Però il CIO richiede, fra le altre cose, la parità di genere, e ciò non sarebbe possibile con due federazioni separate che privilegiavano al loro interno, una il baseball e l’altra il softball. Si è così resa necessaria una politica di unione, che ho portato avanti nel corso di due anni di dialogo fra le due federazioni, fino al convegno comune che si è svolto a Tunisi nel luglio del 2014 dove è avvenuta la fusione delle due federazioni con la nascita della nuova WBSC, ed io sono stato nominato presidente. Una carica che durerà fino al 2021, perché nel 2020 ci sono le olimpiadi a Tokyo e vogliamo far vedere una continuità dirigenziale e la volontà di stare insieme. Certo, l’unificazione ha comportato delle difficoltà, il softball che è la parte più debole teme di perdere la propria identità, di essere governata dal baseball, che è la parte più forte. Ma io ho dato delle garanzie che non sarà così”.

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tale disciplina certo non mancano”. La soddisfazione più importante avuta in questi 4 anni? “Aver avuto una condivisione sui programmi e i progetti che ho presentato e portato avanti a livello mondiale, anche dalle più grandi federazioni e leghe”. Il baseball più bello dove lo ha visto giocare? “A me piace molto quello asiatico, senza togliere niente agli americani. I giapponesi hanno qualcosa di più, perché per loro il baseball non è solo lo sport nazionale, ma anche cultura nazionale. I bambini, ad esempio, in segno di rispetto si inchinano prima di entrare in campo”. Nell’ultima intervista disse che uno dei suoi desideri era quello di ampliare il movimento in Africa. Come sta andando? “Il movimento africano sta crescendo molto, ed il fatto che il convegno che ha deciso la fusione delle federazioni mondiali sia stato fatto a Tunisi, ne è un chiaro indizio. Il baseball si sta ampliando in Kenya, Mozambico e in Sud Africa è già molto forte. Anche in questo caso possiamo dire che stiamo raggiungendo l’obiettivo. Del resto è stato raggiunto un altro obiettivo, che non mi ero prefissato, come quello di portare il baseball nei paesi arabi, infatti, è nata una federazione anche in Kuwait. Il

softball nei paesi musulmani è molto apprezzato, perché le donne sono coperte, non hanno pantaloncini o altro, e questo sta facilitando il suo sviluppo”. E l’Italia? “L’Italia ha vinto per due volte consecutive il titolo europeo, mentre nel 2014 siamo arrivati secondi. L’Italia soffre la crisi economica, però l’Accademia di Tirrenia sta producendo grandi atleti, basta pensare che lo scorso anno un ragazzo ha firmato un contratto negli Stati Uniti per 1.2 milioni di dollari. L ’Accademia ha riprodotto un patrimonio atletico che ci ha permesso di stare fra i primi dodici paesi del mondo”. Rapporti con il Coni? “Ho belle soddisfazioni anche in ambito Coni, dove collaboro molto da vicino con il presidente Giovanni Malagò. Inoltre, mi hanno dato la responsabilità di supervisionare i Centri olimpici, come Tirrenia e altri. Partecipo poi ad altre commissioni Coni con vari incarichi”. Qual è l’aspetto che più le piace del suo ruolo? “La possibilità di conoscere realtà diverse e con queste confrontarsi”. Vuole aggiungere qualcosa? “Spero che Livorno ritrovi quel gusto di fare sport che aveva un tempo e che ora, mi sembra, si stia perdendo”.

Un’Accademia di alta qualità

Riccardo Fraccari. Foto di Ezio Ratti

Per l’Accademia FIBS di Tirrenia l’attiva procede a gonfie vele. Anche per la stagione 2014-2015 l’attivit ripresa a pieno ritmo con lo staff coordinato da Bill Holmberg, che ogni giorno porta in campo ben 35 giocatori. Oltre ai 22 accademisti residenti, partecipano agli allenamenti anche 3 ospiti internazionali (i sudafricani Matthew Moreau e Matthee Haydn e lo sloveno Starc Bor) e 6 giocatori esterni. Di questi, 3 sono sotto contratto con organizzazioni professionistiche: Federico Giordani (Los Angeles Dodgers, rimarr fino a maggio), Alberto Mineo (Chicago Cubs, fino al 31 ottobre), Davide Anselmi (Cincinnati Reds, fino al 31 ottobre); Niccol Clemente (Boston Red Sox) si allenato a Tirrenia il 6 e 7 ottobre. Ci sono poi Filippo Crepaldi (Fortitudo Bologna, fino al 31 ottobre) ed Enrico Crepaldi (Padova, fino all’11 ottobre). Con Holmberg collaborano gli istruttori Marco Mazzieri, Pedro Jova, KikiGonzales, il Tutor tecnico Daniele Santolupo e il preparatore atletico Gianni Natale. I giocatori esterni e gli accademisti residenti che seguono corsi scolastici privati all’interno del centro si allenano in 2 gruppi separati al mattino, mentre l’allenamento pomeridiano vede in campo tutti gli atleti.

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Quindi tutto è pronto per essere ammessi alle olimpiadi? “Il nuovo presidente del CIO sta facendo un’intelligente opera di rimodernamento. Lui sostiene che essendo attualmente al top dei giochi olimpici, è il momento opportuno per cambiare le regole, senza aspettare la fase discendente, dove allora le modifiche sarebbero obbligate. Il cambiamento riguarda la sostenibilità dei Giochi Olimpici, che devono potersi svolgere senza creare difficoltà economiche ai paesi ospitanti. Per fare questo si sta elaborando un sistema che limiti, non tanto le discipline, quanto il numero di atleti partecipanti e che gravitano sulle infrastrutture. Questo implica che se fissiamo un tetto agli atleti e alle infrastrutture le discipline possono anche aumentare, perché non influiscono sul numero delle presenze. Questo ha aperto un dibattito che ha dato vita al progetto Agenda 2020, che prevede una serie di punti che saranno discussi nella sezione straordinaria del CIO, per il rinnovamento dei Giochi Olimpici. Fra questo c’è anche la proposta di dare la possibilità alla nazione ospitante di richiedere uno sport. Anche questo potrebbe avvantaggiarci perché nel 2020 le Olimpiadi saranno a Tokyo dove lo sport nazionale è il baseball e le infrastrutture per ospitare

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Andrea Comparini

La promozione in serie B e la nascita di una nuova società

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La squadra promossa in serie B

n anno di soddisfazioni e di cambiamenti. Dalla conquista della serie B alla fusione delle società. “Una stagione trascorsa fluidamente, senza problemi che ha visto nei giovanissimi dei Blue Angels Baseball una squadra ben formata, che ha saputo complessivamente comportarsi bene, considerando anche che erano quasi tutti alle prime esperienze. Sono stati bravi, riuscendo a battere squadre come il Grosseto” spiega Andrea Comparini. Contemporaneamente è stato messo in pratica il Progetto Livorno, fra i Blue Angels e il Sailors Team, che hanno unito i migliori atleti nelle categorie degli allievi, dei cadetti e della serie maggiori, cioè la C. “Gli allievi erano un po’ mescolati -continua Comparini- si dovevano amalgamare, ed hanno fatto un campionato da mezza classifica. Mentre la serie C è andata molto bene, ottenendo ottimi risultati che hanno portato a battere le squadre più blasonata e a conquistare la serie B. Un gruppo che si è subito amalgamato in campo e fuori, comprese le uscite serali per le pizzate”. La cosa più bella dell’estate? “Il viaggio in Francia per fare un torneo con la serie C. Anche in questo caso i ragazzi hanno vinto molte partite e si sono qualificati terzi, ricevendo complimenti da tutti gli altri atleti, fra cui c’erano olandesi

e svizzeri. In molti ci hanno dato il loro biglietto da vista perché vogliono partecipare ai Tornei che organizziamo”. Lo strano clima di quest’estate vi ha creato problemi? “No. Non abbiamo mai avuto partite sospese per maltempo ed anzi abbiamo affrontato meglio il periodo senza la tipica calura estiva”. Altri risultati interessanti? “Quello con i ragazzini che hanno partecipato ad un torneo a Grosseto aggiudicandosi il terzo posto. Questo dimostra che la collaborazione con le altre società è

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l’in te r vista

importante e porta buoni risultati”. Alla fine dell’anno è nata una nuova società, alla quale stavate pensando da tempo. “Con Marco Piludu, presidente dei Sailors, abbiamo unito le forze, anche in campo economico, e fondato la società chiamata ‘Livorno 1948 Baseball’, in onore delle vecchie glorie come Alfredo Sisi. Ci auguriamo che ciò diventi il primo seme per una lunga stagione entusiasmante, che vedrà la nascita di un importante gruppo di atleti”. La soddisfazione più bella del 2014? “La vittoria che ci ha portato alla serie B. Una vittoria particolare perché nei playoff abbiamo perso le prime due partite a Chieti, quando invece abbiamo giocato in casa i ragazzi hanno dato il meglio ed hanno vinto”. I progetti della prossima stagione? “Cercheremo di organizzare dei tornei utilizzando, se ci riusciamo, gli impianto di Banditella e quello di via della Campana. Insieme abbineremo anche spettacoli, perché oggi trovare uno sponsor è difficilissimo e così dobbiamo pensare a fonti alternative per coprire i costi. Abbiamo deciso di iscriverci al campionato anche con la C. Quindi la prossima stagione giochiamo la serie B e la serie C, oltre naturalmente al campionato cadetti, allievi e ragazzi”. Continua l’attività con il gonfiabile? “Sì, certo. È un’attività molto impegnativa, ma fondamentale per far conoscere questa disciplina sul territorio. La risposta è sempre buona, i ragazzi apprezzano e qualcuno decide di avvicinarsi a questo sport”:

Andrea Comparini e Roberto Scotto (Scotto Pubblicità), uno degli sponsors dei Blue Angels

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Softball l’in te r vista

Lisa Catarsi, Aurora Bellandi e Sonia Del Nero

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Cresce il movimento del softball in numero e in valore tecnico

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l movimento del softball livornese cresce di anno in anno, sempre sotto la guida attenta e premurosa di Sonia Del Nero, presidente del Softball Club Liburnia. Conosciamo alcune delle atlete delle squadra, cominciando da Lisa Catarsi, 17 anni che da 4 anni si dedica a questa disciplina. Come ti sei avvicinata al softball? “È stato un caso. Una mia compagna delle scuole medie mi propose di fare la Cheerleader per la squadra di baseball, e cos facendo questa attivit ho conosciuto questa disciplina. È stata una vera e propria scoperta, perch prima non sapevo neanche che esistesse. L’anno dopo ho iniziato subito a fare softball”. Cosa ti ha colpito di più quando hai visto il gioco? “Il guanto. Mi piaceva tantissimo. Infatti, dopo le partite lo prendevo in prestito a qualche giocatore e con le altre ragazza provavamo a fare dei tiri”. Altri sport? “Facevo danza perché mia madre è un’insegnate di questa disciplina e ci teneva che la praticassi anch’io. Poi ho fatto nuoto per due anni e nuoto sincronizzato per 4”. Come è andata la stagione? “Mi sono divertita tanto, ho giocato diverse partite, sia nell’under 21 che in serie B e sento che ho imparato molto. Mi è piaciuto anche il torneo che abbiamo fatto a Roma”. Obiettivo del 2015? “Riuscire a fare i play-off e andare in serie A”.

La squadra di Softball

Il rapporto con le ragazze della squadra? “Inizialmente non eravamo molto legate, ma adesso fin troppo. Abbiamo sviluppato una bella complicità anche fuori dalla squadra, nella vita di tutti giorni”. Come concili con la scuola? “Frequento la quarta Iti e vado bene. Mi alleno 3 volte alla settimana e nei giorni in cui non ho allenamenti studio di più, anticipandomi per i pomeriggio in cui devo venire al campo”. Un sogno nel cassetto? “Mi piacerebbe andare a studiare all’estero, ma probabilmente non ci riuscirò per motivi economici e così farò chimica a Pisa. Vorrei fare l’insegnante, perché riesco a spiegare, a chi non ha capito un argomento, con parole diverse”. E un sogno nel softball? “Niente in particolare. Tutto è già come vorrei che fosse. Non chiedo niente

di più al momento, mi trovo bene qui. Poi vedremo se mi capiterà un’occasione”. Il tuo ruolo nella squadra? “Gioco in prima base e come lanciatrice”. Ti senti discriminata come ragazza, rispetto ai ragazzi che fanno baseball? “L’unica cosa che mi dà fastidio e che la gente, che non conosce la disciplina, pensa che il softball, che nella traduzione letteraria vuol dire palla soffice, sia più facile del baseball, ed invece, non è assolutamente vero. Ci sono regola diverse, con vantaggi e svantaggi nelle due discipline. Ad esempio, se è vero che noi abbiamo meno da correre per arrivare in base, abbiamo anche meno tempo per tirare la palla, quindi ci sono delle differenze, ma si compensano fra loro”. I tuoi familiari sono soddisfatti di questa tua attività sportiva?

Lisa Catarsi


“Sì, sono contenti, anche se non capisco le regole più di tanto. Io nelle pause di gioco cerco di spiegare loro a che punto è la partita, ma non credo di avere molto successo. Però sono molto contenti di vedermi felice”. Ed i tuoi amici come commentano il tuo sport? “Solitamente mi chiedono perché ho scelto una disciplina che nessuno conosce e che siamo in poche a praticare. Io rispondo semplicemente che mi piace”. Convinci una ragazza più giovane ad intraprendere il softball. “Le farei vedere un guanto, magari ne resterebbe affascinata anche lei”. La cosa più bella che ti dà questo sport? “Sapere, a fine partita, di aver dato il massimo”. Un aspetto negativo? “Le trasferte troppo lunghe e poi quando sbaglio a prendere le palline e mi vengono addosso facendomi male”. Aurora Bellandi ha 17 anni e gioco a softball da 4, studia biologia ambientale all’Iti, è al quarto anno, ed in squadra ricopre il ruolo di seconda base ed esterna. Come ti sei avvicinata a questa disciplina? “Mi fu presentata alle elementari, mi piacque subito, ma mia madre voleva che facessi danza e così per accontentarla presi quella strada. Ho resistito sette anni, ma poi ho deciso di seguire la mia passione”. Cosa ti piaceva quando eri piccola? “L’allenatrice che ho conosciuto alle elementari era molto brava, sapeva coinvolgerci e a me piaceva molto prendere la pallina con la mazza per mandarla da un’altra

Cosa pensano i tuoi amici di questa disciplina? “Non sanno assolutamente niente di softball e si meravigliano di quello che racconto loro”. Ed in famiglia? “Mia madre è rimasta un po’ male, ma mi appoggia, e mio padre è contentissimo. Ho un fratello e anche lui gioca a baseball grazie a me, che l’ho introdotto nell’ambiente”. Come convinceresti una giovane ragazza a dedicarsi a questa disciplina? “Non cercherei certo di costringerla, perché so come ci si sente in questo caso. Proverei semplicemente a farla giocare”. Il resoconto della stagione spetta a Sonia Del Nero, presidente del Softball Club Liburnia. “Il 2014 è andato bene perché gli obiettivi che ci eravamo predisposti erano di far crescere le atlete appositamente per la nuova stagione ed avere così più risultati. Le atlete adesso sono un bel gruppo di 26 ragazze fra serie B e under 21. Abbiamo fatto due partite con le americane ed anche in questa occasione si sono comportate benissimo. C’è stato poi il trofeo a Roma, che è stato il primo per le under 21, ed anche in questo caso sono state brave e si sono impegnate facendo 5 partite in una settimana”. La cosa più bella della stagione? “Vederle soddisfatte e contente, ed essere ricuciti a farle crescere anche tecnicamente. Abbiamo avuto tante soddisfazione anche con le cadette, alcune delle quali sono state chiamate in regione, sono state sempre fra le migliori e si sono distinte in ogni situazioni”.

F.I.B.S.  Federazione Italiana Baseball e Softball

Aurora Bellandi

parte. Adesso ho capito che non è un gioco così semplice come mi sembrava quando era piccola, ma quando il gioco si fa duro diventa più divertente”. Cosa ti è piaciuto di più nel 2014? “Credo di essermi amalgamata molto bene alla squadra, adesso siamo un gruppo compatto, anche se ci sono diversità di età, ci troviamo bene”. Obiettivo 2015? “Fare meglio dell’anno precedente e puntare sempre più in alto”. Qual è la caratteristiche che deve avere una giocatrice? “L’autocontrollo, perché ci sono situazioni in cui ti verrebbe voglia di mollare tutto, ma invece bisogna auto-controllarsi e se anche una cosa non riesce bisogna tenere duro e andare avanti, sempre insieme alla squadra”. La tua qualità? “La velocità”. Quali devono essere le caratteristiche di un allenatore o di un’allenatrice? “Noi abbiamo avuto vari tecnici con caratteristiche diverse, ma credo che la cosa importante sia l’attaccamento alla squadra, portarla avanti qualunque cosa succeda e tenere ad ogni singola atleta, accorgersi delle sue difficoltà ed aiutarla”. Chi ti senti di ringraziare? “Le amiche della squadra e gli allenatori che mi hanno saputo portare avanti. Riconosco che faccio tanti sbagli, ma loro sanno correggermi e darmi i consigli giusti”. Un sogno nel cassetto? “Passare dalla serie B alla A2”. Il complimento più bello che ti è stato fatto in ambito sportivo? “Non è tanto una parola, ma le mie compagne felici che mi abbracciano perché ho fatto qualcosa di buono”.

La squadra di Softball

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l’in te r vista

Antonio Baldacci

Il tecnico dei Vigili del Fuoco Tomei con Gabriele Bacci, Alessandro Bernardini, Nico Guidi, Lorenzo Tintori e gli altri atleti

Gabriele Bacci con il tecnico Antonio Baldacci

A

riassumere la stagione è il tecnico Antonio Baldacci, che attraverso i numeri ci rappresenta una stagione positiva. “Abbiamo partecipato a 243 gare, abbiamo conquistato 5 medaglie ai Campionati italiani: 1 d’ora, 2 di bronzo e 2 d’argento”. Nella classifica nazionale come è andata?

“Con gli allievi e i cadetti, cioè con i ragazzi dagli 11 ai 14 anni, siamo undicesimi a livello nazionale a pari merito con l’Orbetello e primi in Toscana, sempre a pari merito con l’Orbetello. Mentre nella categoria dai ragazzi ai senior siamo ventiseiesimi. Nella classifica generale, che comprende quindi dagli allievi fino ai senior, siamo 22esimi, con un grosso miglioramento rispetto all’anno precedente”. Il risultato più importante della stagione? “Sicuramente il risultato di Emiliano Ceccatelli che è stato un campione del mondo. Ha avuto qualche problema, ma adesso ha ricominciato ad allenarsi con noi e ha vinto il 4 di Coppia Master a San Gimignano a giungo. Sempre Emiliano, con altri ragazzi più giovani, è arrivato secondo al Campionato italiano di società nel 4 Senza. Gli altri tre ragazzi erano Berini, Leonardi e Cattermon che è un junior, ed è arrivato anche secondo ai Campionati italiani di singolo Junior”. Nelle altre categorie? “Nella categoria ragazzi (15 e 16 anni) abbiamo vinto due medaglie di bronzo nel 4 Con e nell’8. Dagli 11 ai 14 anni i risultati migliori gli ha ottenuti Gabriele Bacci vincendo: la gara in singolo al Kinder Skiff Torino, la gara in doppio a Pisa, il 4 di coppia a Torino, primo posto anche a Sabaudia, poi

al Festival dei giovani ha vinto il singolo e il doppio. Insomma, quest’anno ha vinto tutto”. I più giovani? “Ricordiamo Nico Guidi, allievo B2, ha 12 anni, è il più piccolo ma sta facendo bene. C’è poi un bel gruppo negli allievi C, che speriamo ci permettano di fare un bel equipaggio per l’8 nel 2016”. Quanti sono oggi gli atleti dei Vigili del Fuoco Tomei? “Tutti i giorni abbiamo dai 30 ai 50 ragazzi ad allenarsi: veramente un bel gruppo. Gabriele Bacci 13 anni, ovvero colui che ha fatto piazza pulita di medaglie, vincendo ad ogni gara a cui ha partecipato. “Il Tomei è stata la prima società dove ho fatto effettivamente agonismo. Nel passaggio sono migliorato molto, grazie al tipo di allenamento e alla possibilità di utilizzare un’attrezzatura migliore”. Soddisfatto della stagione? “Certo, ho sempre vinto. Sono arrivato primo al Festival dei Giovani a luglio in doppio e singolo, sono salito sul primo gradino del podio alla gara di fondo Skiff di Torino, ed ho vinto anche a Sabaudia sui 6.000 metri. Al meeting di Cambia sono arrivato quarto, ma ho gareggiato con la categoria superiore alla mia, quindi lo considero un buon risultato”. Raccontaci la gara di Torino? “È stata una delle gare più belle che ho fatto, perché era aperta a tutti gli atleti europei, così sono arrivati concorrenti dalla Spagna e dalla Svizzera. In tutto eravamo 70 partecipanti, vincere è stata una bella soddisfazione. Ero in singolo su una barca 7.20 che regge pesi più leggeri di me, credevo di non fare grandi risultati ed invece ho vinto. Senza dubbio questa è stata la soddisfazione più bella dell’anno”. Come concili sport e scuola? “Frequento la terza media e quest’anno ho gli esami. Mi alleno sei volte alla settimana e talvolta anche sette. Conciliare tutto è molto impegnativo”.

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“Ho avuto la possibilità di fare il timoniere dell’8, è stata una gara emozionante. Hai molta responsabilità, non devi tirare per far andare la barca, ma devi farla andare dritta”. Lorenzo Tintori ha 13 anni. “Il 2014 è andato bene, ho vinto abbastanza gare. A Sabaudia siamo arrivato primi con il quattro nei 6.000. A Torino sesti con i cadetti”. Da quanto tempo fai canottaggio? “Da tre anni e mezzo. Prima praticavo calcio, ma poi dopo cinque anni mi sono stancato ed ho deciso di fare uno sport che mi mettesse in contatto con l’acqua”. Cosa ti dà il canottaggio? “Mi fa stare bene, quando mi alleno mi rilasso”. Come concili con la scuola? “Bene, non ho problemi”. Obiettivo del 2015 “Rientrare nella selezione regionale”. Chi è il tuo tecnico? “Antonio Baldacci è il mio tecnico, è molto bravo, sa correggermi e spiegarmi bene dove sbaglio”.

Nico Guidi

Alessandro Bernardini

no risultati. La fatica c’è, ma anche tanta soddisfazione”. Obiettivo del 2015? “Migliorare sempre di più. Mi piacerebbe vincere il Festival dei Giovani. Quest’anno ho fatto il singolo e sono arrivato secondo, con il doppio siamo arrivati primi e con il quattro ci siamo classificati al quarto posto, ma eravamo con la categoria superiore”. Nico Guidi ha 12 anni. “Il 2014 è andato molto bene, sono sempre arrivato sul podio tranne una volta, ma non importano i risultati, l’importante è l’impegno”. La soddisfazione più bella? “Vincere il festival dei giovani, che è stata la gara più importante di tutto l’anno”. Obiettivo del 2015? “Spero di poter fare una gara con i ragazzi più grandi di me di un anno”. Quale è la tua barca preferita? “Solitamente faccio il singolo e non mi dispiace. Farei volentieri anche altre barche, ma vado meglio sul singolo, quindi prevalentemente faccio questo”. Una bella esperienza nel 2014?

F.I.C.  Federazione Italiana Canottaggio

La cosa più bella al di là delle vittorie? “La possibilità di aver fatto nel 2014 anche barche multiple, mentre nella società dalla quale provengo facevo solo il singolo, perché non c’erano altri atleti della mia età. Il compagno con il quale mi trovo meglio è Alessandro Bernardini, praticamente il doppio lo faccio sempre con lui. Obiettivo del 2015? “Cercare di mantenere i risultati del 2014”. Alessandro Bernardini ha 13 anni. “Solitamente faccio il doppio con Gabriele Bacci. Nelle ultime gare però, a San Giorgio a Nogaro e a Sabaudia ho fatto parte dell’equipaggio del quattro”. La soddisfazione più bella? “Vincere tante gare, ma quella che mi ha dato più soddisfazione è stata quella di Torino”. Come concili studio e sport? “Faccio la terzo media e i sacrifici da affrontare sono tanti, ma vale la pena, perché solo allenandosi molto si ottengo-

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no dei personaggi che ha fatto grande il canottaggio livornese e per questo continua ad impegnarsi è Stefano Lari. Adesso è uno dei tecnico del Vigili del Fuoco Tomei e trasmette la sua esperienza e passione ai più giovani, ma il suo incontro con il canottaggio risale a qualche anno fa. “Ho conosciuto questa disciplina nel 1976 con il Circolo Ricreativo Portuali, una società che ora non esiste più da tanti anni. Mi è piaciuto subito e da lì ho iniziato a praticarlo con piacere”. Come è iniziata la carriera agonistica? “Con i Portuali ho avuto i primi risultati. Ho vinto i Campionati italiani Junior ne ‘78 con Palazzolo e nel ‘79 arrivai secondo

Stefano Lari

con un ragazzo del lago di Como, con il quale feci anche i Mondiali a Mosca, dove arrivammo settimi, sfiorando le semifinali. Sempre con i portuali feci un Campionato mondiale junior a Mosca. Quando chiuse la società passai al Tomei vincendo subito un Campionato in singolo under 23 nel 1980, che fu anche il primo anno da senior che mi permise di seguire la preparazione olimpica, ma non fummo selezionati. L’anno dopo cominciai ad allenarmi con la nazionale, con la quale sono rimasto fino a quando non mi sono ritirato, cioè nel ‘85. Nel 1981 vinsi il Campionato assoluto ai Mondiali e arrivammo sesti con il 4 di Coppia. Fu un grande risultato, da anni non avevamo italiani in finale ai mondiali con una barca lunga. Nel ‘82 rifeci con la nazionale il 4 di Coppia ed arrivammo quarti, mentre negli assoluti vinsi. Anche il 1983 fu un bell’anno perché al Mondiale conquistammo il bronzo dopo le ‘due germanie’, che in quelli anni erano imbattibili, facendo lo stesso risultato dei due fratelli Abbagnale, che conquistarono anche loro il bronzo. Nel ‘84 vincemmo le selezioni per le olimpiadi e andammo a Los Angeles dove ci qualificammo quarti. Ed infine, nel mio ultimo anno di agonismo arrivammo quinti ai Mondiali”. La soddisfazioni più bella? “Sono tante, ma sicuramente entrare in finale la prima volta, nel ‘81 con la barca lunga, fu emozionante. Dopo gli anni ‘90 sono arrivati tempi più facili, dopo il crollo di Berlino i paesi dell’Est sono calati sul piano sportivo. Per i nostri tempi entrare in finale era una grande soddisfazione”. Anche la partecipazione alle olimpiadi è una bella soddisfazione. “Sì, anche se rimanemmo un po’ delusi, perché aspettavamo qualcosa di più”. Una volta ritirato dall’agonismo cosa hai fatto? “Per 5 anni sono rimasto lontano dal mondo del canottaggio e poi ho cominciato a fare l’allenatore, riavvici-

nandomi ad un mondo che era stato mio. Ho ricominciato pensando ad un impegno marginale e invece con il tempo è cresciuto sempre più”. Quale il tuo percorso come tecnico? “Ho iniziato a fare l’allenatore al Tomei, poi sono andato a Pisa prima con la Sodini e poi alla Canottieri Arno. In tutto a Pisa ci sono stato circa dieci anni e poi sono tornato al Tomei, nel 2005. Anche a Pisa abbiamo avuto buoni risultati, abbiamo vinto tre volte il Campionato del mondo, altre medaglie di argento ed abbiamo formato degli atleti per la nazionale”. Come è andato il rientro al Tomei? “Inizialmente c’erano pochi ragazzi, ma poi abbiamo lavorato bene e adesso sono tanti, c’è un bel gruppo di atleti”. La soddisfazione più importante del 2014? “Il numero dei risultati ottenuti a livello nazionale e giovanili. I Campionati italiani sono stati fra i più proficui della nostra storia. Quello che ci manca per ora è un atleta di punta, ma lavoriamo per il futuro, sapendo di aver fatto un bel lavoro di base”.

I risultati dei livornesi

CAMPIONI ITALIANI Mori Niccolò Camp. Italiano Junior otto Can Firenze CAMPIONI ITALIANI MASTER Ceccatelli Emiliano quattro coppia VVF Tomei Cecconi Claudio, Bollati Valter, Quercioli Michele quattro coppia VVF Billi Pisa Mariotti Leandro singolo Can. Livornesi Cecconi Claudio singolo VVF Billi Pisa Lulli Sandro singolo coastal rowing Can. Livornesi CAMPIONI TOSCANI Lunardi Aldo, Galletti Marco doppio ragazzi VVF Tomei Benini Edoardo, Bientinesi Leonardo due senza ragazzi VVF Tomei Mannucci Filippo, Baldacci Alessio doppio senior PL Can. Livornesi Cattermol Andrea singolo junior VVF Tomei Melosi Alessio singolo senior VVF Tomei

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Un atleta che ha contribuito alla grandezza del canottaggio livornese

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Canoa Roberto Sardi

314 medaglie per una stagione entusiasmante

È

proprio il caso di dire che al Canoa Club Livorno le medaglie si contano a centinaia. E questo avviene per ogni stagione. Nel 2014 in totale sono arrivate 314 medaglie cosi suddivise: 44 di bronzo, 78 di argento e 192 d’oro. Naturalmente a fare il riassunto della stagione è Roberto Sardi, il decano indiscusso del gruppo. “Un anno veramente eccezionale. Abbiamo fatto bene con i giovanissimi, con i giovani (dai 10 ai 15) e negli atleti (dopo i 15 anni). Abbiamo un bel gruppo di ragazzi e ragazze”. Anche ragazze? “Sì e questa è una bella novità. Non è facile, infatti, avere un gruppo al femminile, perché la canoa è ancora considerata uno sport maschile. Abbiamo sei bambine che ci danno una grande soddisfazione, perché non è facile trasmettere i valori e i principi della canoa alle ragazze, in quanto è uno sport duro, si pratica in un ambiente ostile, in inverno c’è freddo, pioggia, ed anche il buio nei mesi in cui la giornata di luce è molto corta. Con tutto ciò stiamo andando bene, tre bimbe sono in ambito nazionale e due sono nel progetto Talenti 2020. Tre del gruppo hanno vinto la Coppa delle Regioni e la Coppa Coni”. Passiamo ai ragazzi. “I ragazzi hanno conseguito il titolo italiano nel K4 nei 5.000. Francesco e Lorenzo sono arrivati primi in K2 ai Campionati italiani ragazzi, cosa non facile, la categoria era molto agguerrita. Noi eravamo outsider, perché andavamo bene, ma non era scontato che vincessimo, infatti, è stata una gara combattuta, con ragazzi più grandi ed anche più ac-

troviamo un bel gruppo formato da una quarantina di atleti, fra piccoli e grandi. Tutto ciò ci ha ripagato dei tanti sacrifici”. Chi desidera ringraziare? “Sicuramente i genitori dei ragazzi, che

Campionato italiano Mt.500 a Milano a settembre. Sul podio Lorenzo Mazzara e Francesco Spurio

creditati di noi. Questo ci fa ben sperare per la prossima stagione, che speriamo sia bella come quella del 2014”. Quale la soddisfazione più importante nel suo ruolo di tecnico? “Nel 2014 siamo stati ripagati del lavoro che abbiamo fatto da allievi e cadetti, nel senso che ora cominciano ad arrivare i frutti. Mi sento soddisfatto del lavoro fatto insieme a Gianluca Mancini, coadiuvati da Yuri Arzelà per i giovanissimi, Valerio Tremolanti come allenatore in barca, che ha un ruolo molto importante”. Le soddisfazioni più belle del 2014? “Aver vinto due titoli italiani e le chiamate in nazionale”. Qual è il vostro segreto? “Siamo guidati dalla passione sportiva ed i risultati raggiunti lo dimostrano. Siamo nati appena 3 anni fa, in poco tempo abbiamo raggiunto importanti obiettivi e salito tanti gradini del podio. Partiti con tre ragazzi di numero, già avanti con l’età, adesso ci

ci hanno coadiuvato e sempre ci aiutano. Abbiamo difficoltà economiche, come molte altre società, e si va avanti soprattutto con i genitori che provvedono a pagare le spese dei figli, dal vestiario, alle gare, alla palestra, alla barca. Senza i loro sacrifici non potremo farcela”. Obiettivi del 2015? “Continuare con questi ragazzi e ragazze a fare buoni risultati, percorrendo la nostra strada così come abbiamo fatto fino ad ora”.

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Roberto Sardi durante un allenamento

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Yuri Arzelà

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nche se non è il suo giorno per allenare i ragazzi, Yuri Arzelà tecnico della Canoa Club per la categoria allievi, dai 7 ai 12 anni, ha guadagnato un po’ di tempo libero dalla sua giornata lavorativa e non ha rinunciato a fare un salto sulla riva dello Scolmatore, per vedere l’allenamento dei più grandi. Notevole è la sua soddisfazione per la stagione appena conclusa e del resto non potrebbe essere altrimenti, con tutte le medaglie conquistate. “Il gruppo degli allievi è composto da una quindicina di ragazzi. Ogni anno cresciamo sempre più, sia come numero di atleti che come risultati. Il 2014 ha portato soddisfazioni per tutti, perché tutti sono saliti sul podio”. Chi desidera ringraziare? “Su questo non ho dubbi, devo ringraziare il Sardi. Io sono un suo ex-atleta, ed ancora gli sono riconoscente, anche se ho 46 anni, perché ci ha cresciuti. Tutti noi lo possiamo definire come un secon-

do padre, ma non solo sul piano sportivo, il suo è stato anche un insegnamento di vita. È riuscito a trasmetterci la passione per questa disciplina, la voglia di fare, e nonostante siano passati tanti anni, siamo rimasti un gruppo unito”. Qual è il vostro segreto, come Canoa Club? “Riusciamo a trasmettere ai nostri giovani una carica che abbiamo dentro. E loro ricambiano non solo con i risultati, ma con l’attaccamento che ci dimostrano. Se serve fanno ‘carte false’ per venire agli allenamenti, perché si trovano bene, lo fanno volentieri. Abbiamo creato un ambiente sano e questo ci gratifica tanto”. Le tappe del 2014? “Le tappe sono tutte importanti, dagli allenamenti invernali a quelli estivi fino alle gare. Sono scalini che vanno fatti tutti consecutivamente”. La soddisfazione più bella come tecnico?

Caldonazzo per il Meeeting delle Regioni

Campioni italiani K2 Mt. 500 a Milano. Lorenzo Mazzara, Roberto Sardi e Francesco Spurio

“Aver vinto il Campionato nazionale al Meeting dei Giovani, agli inizi di settembre. Ho poi le soddisfazioni che mi danno i miei due figli, Fabio e Luca, uno di 10 e l’altro di 14 anni, fanno entrambi canoa e quest’anno il più piccolo ha vinto il Campionato italiano”. Qual è la qualità migliore del Sardi? “Anche se non sembra è paziente, c’è sempre, malato o no, è sempre disponibile. Ha dato tutto per la canoa. L’intera vita. Tutt’ora ci dà i consigli, anche per affrontare la vita, come un saggio, un padre”. La soddisfazione più bella come atleta? “Ho gareggiato fino a due anni fa e la soddisfazione è proprio questa: essere riuscito a partecipare alle gare per lungo tempo”. Un sogno nel cassetto? “Crescere ancora. Dire di voler diventare come il Sardi sarebbe da presuntosi, perché la sua è una esperienza enorme e non ci arriverò mai, ma almeno sogno di continuare il più a lungo possibile a vivere in questo ambiente e seguire le sue orme al meglio”. Di cosa avrebbe bisogno questa disciplina per svilupparsi maggiormente? “Andrebbe aiutata un po’ di più, anche dal punto di vista economica. Stiamo facendo molto fatica, ci autofinanziamo per poter portare i ragazzi alle gare e farli divertire, grazie anche ai sacrifici e alla disponibilità dei genitori”.

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CATEGORIA RAGAZZI (15-16 anni)

Titoli italiani vinti: Castelgandolfo (30 maggio) K4 metri 5000 - Lorenzo Mazzara, Mirko Seminatore, Leonardo Simonetti e Francesco Spurio. Milano (6 settembre) K2 metri 500 - Lorenzo Mazzara e Francesco Spurio Gare nazionali Castelgandolfo (29 marzo) K4 metri 1000- 3° classificati: Lorenzo Mazzara, Mirko Seminatore, Francesco Spurio e Leonardo Simonetti. K2 metri 500 -3° classificati: Lorenzo Mazzara e Francesco Spurio Mantova (8 giugno) K1 200 metri - 3° classificato: Francesco Spurio Auronzo 7-07 convocazione squadra nazionale junior K4 500 metri 1° classif. Spurio Francesco K4 200 metri 1° classif. Spurio Francesco

CAMPIONATO REGIONALE TOSCANO

Firenze 9-03 K4 5000 metri -Seminatore – Spurio – Mazzara-Tremolanti K1 5000 metri – Simonetti Pisa 25-05 K4 200 metri – Spurio-Mazzara-Simonetti-Tremolanti K2 200 metri – Spurio-Mazzara K1 200 metri – Simonetti Leonardo K1 200 metri – Tremolanti Valerio (Master-C) Livorno 1-06 K4 metri1000 – Bigoni-Simonetti-Spurio-Tremolanti Firenze15-06 K2 metri 500 - Spurio-Mazzara

MEETING DELLE REGIONI CALDONAZZO 30-31-AGOSTO

E gara nazionale canoa giovani Categoria cadetti (13-14 anni e allievi 10-12-anni) Vincitori meeting in rappresentanza della toscana Martelli Leonardo K2 2000 metri (cadetto B) Agostinetti Chiara- Agostinetti Alessia – K2 2000 metri (cadette B) Senesi Giulia K1 2000 metri ( cadetta B) Tremolanti Tommaso K1 2000 metri (cadetto A) Spurio Flavio K1 2000 metri (allievo B) Trofeo nazionale CONI Solo categoria cadetti A-B 2000 metri Vannini Marco 1° K1 - Senesi Giulia 1a K1 – Agostinetti ChiaraAlessia 1a K2 - Martelli Leonardo Tremolanti Tommaso 1° K2 200 metri Agostinetti Alessia 1a K1 – Agostinetti Chiara Senesi Giulia 1a K2 Orsini Edoardo Nannoni Federico 2° K2

Allieve B: Gamucci Giorgia Allievi A: Arzelà Fabio-Di Staso Federico-Freschi TommasoMazzara Simone-Mazzantini Tommaso Inoltre nelle sette gare a livello regionale e una a livello interregionale svoltasi a Castelgandolfo i nostri ragazzi hanno conquistato complessivamente 203 ori -78 argenti e 44 bronzi. Di seguito l’elenco completo di tutti gli atleti. Categoria Ragazzi (15-16 anni) Bigoni Filippo-Gamucci Alessio-Mazzara Lorenzo-Simonetti Leonardo-Seminatore Mirko-Spurio Francesco-Tremolanti Giacomo Categoria Cadetti B (14 anni) Agostinetti Alessia-Agostinetti Chiara-D’Ambra Lisa-Senesi Giulia-Martelli Leonardo-Vannini Marco-Signorini Gabriele Cadetti A (13 anni) Fogli Riccardo-Orsini Edoardo-Nannoni Federico-Tremolanti Tommaso Allievi B (11-12 anni) Gamucci Giorgia-Mazzara Nicola-Spurio Flavio-Nannoni AndreaDi staso Federico Allievi A (9-10 anni) Arzelà Fabio-Bigoni Emanuele-Freschi Tommaso-Mazzara Simone-Mazzantini Tommaso Gli ultimi arrivati a settembre: Bianchi luca – Frediani Nicolò – Lemmi Alessio - Leonardini Mattia e Marco – Manni Samuele – Scazzeri Giacomo e la più piccolina Bacci Vittoria. Da segnalare la convocazione a giugno in nazionale di Spurio Francesco (1999), La chiamata al collegiale nazionale di Castelgandolfo di fine novembre e dicembre per Mazzara Lorenzo (1999), Senesi Giulia (2000) Agostinetti Alessia (2000) e Agostinetti Chiara (2000) per le categorie junior e la convocazione a Rovereto nei giorni 23-24-25- novembre di Mazzara Lorenzo e Spurio Francesco per il progetto della federazione “TALENTI 2020”

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Tutti i risultati del 2014 degli atleti del Canoa Club Livorno

Vincitori e ottimi piazzamenti in gara nazionale

Cadette B: Agostinetti Chiara-Agostinetti Alessia-Agostinetti Giulia D’ambra Lisa Cadetti B: Martelli Leonardo-Vannini Marco Cadetti A: Fogli Riccardo-Nannoni faderico-Orsini EdoardoTramolanti Tommaso Allievi B: Mazzara Nicola-Nannoni Andrea-Spurio Flavio

Castelgandolfo. Titolo italiano K4 5000 Metri Da sinistra: Gianluca Mancini, Lorenzo Mazzara, Leonardo Simonetti, Francesco Spurio, Mirko Seminatore e Roberto Sardi

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Cronometristi Cronometristi in prima fila nelle manifestazioni sportive F.I.Cr.  Federazione Italiana Cronometristi

Una storia lunga 93 anni

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di Federico Baldi Presidente ASD Cronometristi Livornesi

Senio Tagliaferri e Fausto Veratti con un gruppo di cronometristi di Lucca

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ccoci di nuovo qui, anche per l’anno 2014 e grazie alla Redazione dell’Almanacco dello Sport, a stilare il consuntivo dell’attività svolta dall’Associazione Cronometristi Livornesi. Permettetemi, però, di aprire una piccola parentesi sulla figura del cronometrista sportivo in generale. Il cronometraggio sportivo è una disciplina affascinante perché percorre trasversalmente tutti gli sport: quelli in cui si rinnova da secoli la sfida dell’uomo contro il tempo, ma anche quelli in cui le macchine, i motori e, oggi più che mai, le tecnologie offrono un contributo tutt’altro che trascurabile. Nei 93 anni che segnano

la nostra storia (la Federazione Cronometristi è nata, infatti, il 3 novembre 1921), i cronometraggio ha avuto uno sviluppo enorme al pari e, forse, più di tutte le discipline sportive. La tecnologia e la formazione professionale sono per noi punti di riferimento indispensabili. Crediamo di poter affermare che dietro l’angolo c’è per tutti noi un ruolo sempre più elevato (ed in qualche modo anche sofisticato) al servizio dello sport. “Vediamo il fotofinish”, “attendiamo il responso del cronometro”, sono frasi ripetute migliaia di volte da telecronisti e speaker prima di poter affermare con assoluta certezza una vittoria oppure un re-

cord di un’atleta. L’immagine del cronometrista con la “cipolla” in mano, ormai fa parte del passato e di sbiadite fotografie, in bianco e nero, di eventi sportivi ormai lontani nel tempo. Negli anni la sua professionalità ha saputo e dovuto evolversi coi tempi ed ha saputo impadronirsi e dominare una tecnologia incalzante ed implacabile. Ed ora veniamo al 2014, anno che ci ha visto ancora pronti a fornire il nostro importante contributo per la realizzazione degli eventi sportivi. L’Associazione Sportiva Dilettantistica Cronometristi Livornesi è una delle 108 Associazioni sparse sul territorio nazionale e conta circa 55 cronometristi ufficiali e 6 allievi. Essendo il nostro un impegno di volontariato e svolgendosi, le manifestazioni sportive, principalmente nei weekend, il numero dei nostri cronos, non risulta spesso sufficiente a coprire i servizi, dati gli impegni di famiglia e di lavoro di ognuno di noi. Ecco perché siamo sempre alla ricerca di nuovi “adepti” e, comunque, si sopperisce a eventuali mancanze, interpellando altri cronometristi delle Associazioni vicine. Il nuoto, sport importante nella nostra città, ci ha visti impegnati per molteplici eventi sia nelle piscine di Livorno, sia in altre disseminate nelle province limitrofe e ciò lo dobbiamo al fatto di avere due team specializzati sull’uso delle piastre di contatto. È un bel vanto per la nostra Associazione, ma portare avanti un impegno di questo genere, credetemi, non è semplice, visto che la parte logistica di preparazione e smontaggio di queste apparecchiature, comporta del tempo in più da dedicare alla manifestazione sportiva. Altresì, siamo stati impegnati, anche per quest’anno, in numerosi concorsi ippici, in primis quello prestigioso dell’Accademia Navale giunto quest’anno alla 73a edizione, fornendo al pubblico presente, tramite il software impiegato, una molteplice serie di informazioni supplementari oltre, ovviamente, al tempo impiegato dai concorrenti. L’atletica leggera, altro sport che vede a Livorno un gran numero di appassionati praticanti, ha veduto i nostri cronometristi oltre che ad essere impiegati al “campo scuola”, soprattutto alla 34a edizione della


Maratona Città di Livorno, di valenza internazionale, con circa 2000 partecipanti, dando modo alla nostra Associazione di fornire una prova concreta della propria professionalità e capacità su di un campo di gara molto specifico e particolare, fornendo i tempi relativi alle differenti categorie. E veniamo agli sport motoristici, ma forse sarebbe meglio dire soltanto automobilistici visto che ormai a Livorno e dintorni non esiste più una pista di motocross. La nostra Associazione ha continuato ad essere impegnata sia localmente, con le gare organizzate da ACI Sport Livorno quali la Coppa Liburna – Ronde Asfalto, il XXVI Rallye Elba Storico, il XXVII Elba Graffiti e il 1° Historic Regularity Sport, ma anche nella nostra Regione e fuori di essa per appuntamenti motoristici. Questo scaturisce dalla possibilità, ormai consolidata nel tempo, che hanno i nostri cronometristi di elaborare i tempi impiegati dai singoli concorrenti, rendendoli disponibili in tempo reale sia per il centro classifiche che per la sala stampa e, ove possibile, sulla pagina web della manifestazione stessa. Anche quest’anno l’alta preparazione dei cronometristi livornesi è stata oggetto di ottimi riconoscimenti sia da parte degli organizzatori, sia dai rappresentanti dei media. Oltre a quelli appena citati, siamo stati presenti sui campi di gara di altri sport,

quali il ciclismo, il pattinaggio, il karting, il triathlon e il pugilato. Da non dimenticare che la nostra Federazione è l’unica riconosciuta dal CONI, quale unica a disciplinare, regolare e gestire il cronometraggio e l’elaborazione dei dati delle manifestazioni sportive che si svolgono in Italia.

F.I.Cr.  Federazione Italiana Cronometristi

Fausto Veratti, Fulvio Mangani e un cronometrista di Siena

Ho tenuto per ultimo, ma soltanto per dargli il risalto che gli spetta, le gare remiere livornesi. A Livorno, città d’acqua e di tradizioni sportive e marinare, le gare remiere sono una sfida che ha radici storiche lontane e gli organizzatori della Coppa Risi’atori, del Palio Marinaro, della Coppa Barontini, della Coppa Santa Giulia, del Palio dell’Antenna, svoltesi nella suggestiva scenografia dei fossi medicei e in mare aperto, hanno manifestato un grande apprezzamento per l’alta professionalità dimostrata dai nostri cronos a gestire eventi sportivi di questo genere. In conclusione posso affermare di essere soddisfatto dell’andamento del nostro operato anche per quest’anno in cui le manifestazioni sportive a cui abbiamo preso parte, sono state, per numero, simili a quelle del 2013 e terminerei affermando che diventare cronometrista è un’avventura entusiasmante e ricca di sfide interessanti ed approfitto di queste pagine per invitare tutti coloro che potrebbero essere interessati al cronometraggio, a contattarci inviando una mail a crono.livorno@ficr.it o contattandoci al numero 0586/862711 dalle ore 21,00 alle ore 23,00.

La Pellegrini in una gara cronometrata dal gruppo labronico

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Carlà, Ilaria Cariello e Favorit

Atletica leggera Il resoconto di Antonio Caprai presidente provinciale Fidap Non solo risultati, ma grande impegno e determinazione degli atleti

Al centro Joao Neves Bussotti

La vittoria, per il secondo anno consecutivo, delle cadette e delle ragazze nella Coppa Toscana e nel Campionato Regionale di Società. Individualmente abbiamo avuto l’argento nei Campionati italiani giovanili di lanci invernali del martellista Eric Fantazzini. Lo stesso verrà convocato per l’incontro internazionale Germania, Francia, Italia ad Halle. Oro nei Campionati italiani promesse indoor nei 1500 di Joao Neves Bussotti ad Ancona che sarà poi convocato con la nazionale under 23, anche per la stessa gara all’aperto nei Giochi del Mediterraneo in

Francia ad Auberge. L’atleta è stato anche autore negli 800 di un tempo di valore internazionale. Argento nel cross, bronzo nei 5000 e 10000 under 23 in pista per Sonia Ruffini, che anche lei parteciperà poi in Francia ai Giochi del Mediterraneo. Bronzo nei 400 ostacoli junior negli italiani di Torino per Andrea Bacci. A livello regionale si sono distinti il velocista Marco Landi, dominatore del Gran Prix Toscano, la saltatrice Ilaria Cariello vincitrice anche lei del Gran Prix, il decatleta Luca Marsi finalista a Rovereto, il giovane saltarore Andrea Rinaldi finalista in due gare agli italiani indoor di Ancona, le velociste Caterina Bianchini ed Irene Buselli, il quattrocentista Alessandro Bacci, la saltatrice con l’asta Francesca Boccia, il siepista Luca Lemmi, il giovane decatleta Andrea Foresi, l’ostacolista Emilio Marconi, la mezzofondista e specialista delle siepi Giulia Morelli, l’emergente mezzofondista Ales-

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ome da consolidata tradizione ci troviamo a tirare le somme dell’anno appena trascorso ed a programmare l’anno in corso. Il 2014 ha rappresentato per le nostre due Società, i biancoverdi dell’Atletica Livorno e gli amaranto della Libertas Runners Livorno, un anno che è la risultanza dell’impegno profuso a determinare la continuità con i livelli raggiunti già un anno prima. Parlare dei risultati raggiunti è facile, sono nomi, prestazioni e tabelle. Ma parlare dello spirito con cui i nostri bravissima atleti scendono in campo è un’altra cosa. Abbiamo visto dare l’anima per la squadra di appartenenza, abbiamo visto Atleti così attaccati ai propri colori che hanno dato in gara anche il cuore, raggiungendo prestazioni impensabili. Il campo scuola “Renato Martelli” è da anni strapieno di bambini dai 6 agli 11 anni che si divertono facendo atletica “poco competitiva” e preparandosi a raggiungere da “grandi” i risultati dei compagni di squadra maggiori. Le due Società si stanno muovendo bene nel supportare tecnicamente e psicologicamente le attività promozionali, grazie alle qualità dei tecnici del settore. Ma andiamo per ordine: l’Atletica Livorno, i mitici biancoverdi, hanno raggiunto grandi traguardi sia di squadra, sia individuali. A livello di squadra terzo posto in A argento della squadra assoluta maschile a Orvieto e vittoria della squadra assoluta femminile nel concentramento di Matera per la serie B.

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Sara Fuduli, Natalia Novi e Martina Pellegrini sul podio del lancio del martello

atleti. Il Gruppo Giudici Gare, capitanato da Sergio Raminghi è la “perla” del settore arbitrale toscano. Ogni manifestazione è stata ottimamente controllata e questo ha permesso di poter gareggiare a Livorno anche in mancanza di una struttura adeguata. Chi viene a gareggiare a Livorno è consapevole che si comincia in orario e si termina in orario, come previsto dal programma, cosa non scontata in altre aree della nostra regione. La garanzia di avere un giudizio sempre sereno e giusto mette gli atleti nelle condizioni di spirito adeguate. Per terminare un elogio al Comitato Provinciale della FIDAL, che con i suoi membri Claudio Cerrai, Giuseppe Pecorini e Sergio Muzi ha supportato le Associazioni Sportive in ogni momento ed ha saputo creare una atmosfera serena, che ha determinato la crescita esponenziale delle nostre belle e grandi Società. Viva Livorno, viva l’Atletica Livornese. Antonio Caprai Presidente provinciale FIDAL

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condo. Altro atleta ad alti livelli è Giacomo Grotti che ai Campionati italiani “promesse di Rieti conquista un ottimo secondo posto nel lancio del disco. Ha partecipato inoltre ai campionati europei under 23. Marco Lombardi, arrivato dal calcio all’atletica leggera si è dedicato alle gare di ultra maratona. 1° nella 100 km del Monte Asolo (TV). L´atleta della Libertas Runners LivorCavallini, Nannipieri, Palumbo, Pini, Caprai e Grassi no, ha potuto esprimersi al meglio dopo aver superasio Ristori, i giovani cadetti Fabio Denza, to un infortunio muscolare occorsogli in Fabio Barattini e Sara Perullo ed i sempre pieno periodo di preparazione. Ha dispucompetitivi Filippo e Michelle Girardi. tato la 100 km del Passatore e la Pistoia La società deve essere sempre grata al Abetone. contributo alla causa bianco verde di NiDa citare il bravo marciatore amaranto cola Vizzoni, Andrea Lemmi e Samuele Gianluca Picchiottino, 3° nella graduatoria Dini mentre purtroppo per seri incidenti nazionale dei 5 Km di marcia, campione sono rimasti praticamente fermi tutta la Toscano assoluto indoor, 2° ai Campionati stagione Filippo Lari, Sara Biricotti e Loitaliani allievi indoor. Ai Campionati Italiarenzo Dini che solo un anno prima erano ni Allievi di Jesolo Gianluca Picchiottino, stati grandi protagonisti. ottiene uno splendido quarto posto nella Quindi un anno di tutto rispetto per i 10 Km di marcia, con miglioramento crobiancoverdi del presidente Marco Marsi nometrico di oltre un minuto. che annunciano un altro anno di grandi, La società del presidente Giovanni prestazioni anche perché il 2015 è dediGiannone promette per il 2015 un’annata cato ai 65 anni di vita della Società. intensa e piena di soddisfazioni. La società cugina, gli amaranto della Ottimi risultati vengono anche dal setLibertas Runners Livorno ha ottenuto ottore amatoriale con le associazioni sportimi risultati individuali con Mattia Contive Livorno Team Running, i Podisti Litini, da salutare con soddisfazione, dopo vornesi e Sempre di Corsa Team Testi. In l’infortunio ai Campionati italiani indoor, particolare il Livorno team Running ha il ritorno con il terzo tempo di qualificamesso a segno una serie di titoli toscani zione (semifinalista ai Mondiali allievi di invidiabili. Questo settore ha una grossa Lille 2011). Ai Campionati europei juniopotenzialità sul nostro territorio e sicures l’azzurro esce dalle batterie con un ramente è un indice delpersonale strabattuto di ben oltre un sela passione tutta livornese per le attività sportive, in particolare della corsa. Un’altra società la A.S. Livorno Marathon è da anni la responsabile organizzativa della Maratona di Livorno, una delle più antiche maratone italiane che ogni anno richiama migliaia di atleti nella nostra città per correre in un percorso che passa attraverso le bellezze di Livorno. Ma l’atletica livornese Andrea Rinaldi non è fatta solo di bravi

Giulia Morelli

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Sonia Ruffini

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avoro, studio sport: Sonia Ruffini ha 22 anni e si divide fra più impegni, portando avanti tutto con determinazione, serietà e buoni risultati. Laureata in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici ha iniziato a frequentare un Master a Livorno, vive e lavora part-time a Massa e soprattutto corre, corre e corre. Sì, perché la sua disciplina è il mezzofondo su varie distanze, fino ai 10.000, dove ha conquistato la maglia Azzurra ai Campionati del Mediterraneo under 23. Ha il senso dell’ironia e una modestia naturale che la rendono simpatica e la nostra chiacchierata è molto piacevole. Come ti sei avvicinata all’atletica? “Mio padre è molto sportivo e fin da piccola mi ha spinta a scegliere una disciplina. Alle scuole medie ho incontrato una professoressa che ci faceva correre molto, ed io andavo bene, partecipai quindi alle campestri, prima

le comunali e poi le provinciali dove arrivai seconda. Così ho iniziato a fare atletica, gradualmente mi sono allenata, tre o quattro volte alla settimana fino ai 14-15 anni, poi con l’università ho intensificato gli allenamenti e mi sono dedicata molto a questa disciplina”. Come sei arrivata all’Atletica Livorno? “Grazie ad Irene Antola, un’altra ragazza di Massa, anche lei molto brava nel mezzofondo. Il nostro allenatore di Massa in accordo con Bruno Gabbi l’ha indirizzata al campo scuola di Livorno, e lei mi ha detto di essersi trovata subito molto bene. E così, anche facilitata dal fatto di frequentare l’università proprio in questa città, sono venuta anch’io ad allenarmi a Livorno”. Com’è andato il 2014? “Ho fatto il tempo migliore negli 800m a settembre, e precedentemente anche nei 1500m a maggio. Nel meeting di Firenze per la categoria under 23 ho vinto nei 3.000m il primo tempo, arrivando 12a, ma 2a nella categoria Promesse. Sono poi arrivata terza ai Campionati italiani indoor di categoria under23, dove ho fatto anche i 1500m arrivando 5a”. Nelle campestri? “I risultati nelle campestri, che ho fatto insieme alle gare su pista al coperto, cosa difficile da conciliare, sono stati buoni, fino a conquistare il 2° posto ai Campionati italiani di cross a Nove ad inizio marzo, sempre di categoria e 14a totale. Il giorno prima invece ho fatto 4km nella staffetta a cross, portando la mia società al 6° posto”. E sulla pista all’aperto? “Ai primi di maggio ho conquistato il titolo italiano sui 5.000m ai Campionati italiani universitari con 17’ e 17’’ a Milano; poi il 3° posto ai Campionati italiani promesse a Torino ed ho fatto il personale in una gara regionale. Tempi che già facevo nel 2012, ma dopo l’infortunio avuto ad aprile 2013 non è stato semplice tornare a questi livelli. Nel frattempo ho fatto anche i 10.000 ai Campionati italiani a Ferrara dove sono arrivata 11a e 3a fra le Promesse, con un tempo di 35’ e 51’’ ovvero sotto i 36 minuti, che mi ha permesso di qualificarmi per i Campionati del Mediterraneo under 23 che si sono svolti ad Aubagne in Francia, dove per stanchezza e problemi di salute non sono andata bene”.

Com’è andata l’estate? “Sono stata male a livello fisico, però ho voluto partecipare ugualmente agli italiani su pista assoluti dove ho fatto i 5.000m, ma naturalmente sono andata male. A settembre, come dicevo, ho recuperato la mia forma fisica e mentale facendo il mio personale negli 800m. A dicembre mi sono laureata e ora mi sto dedicando ad un Master, sempre nell’adorata Livorno”. Obiettivo del 2015? “Un bel tempo nei 1500m ed a ruota nelle distanze più lunghe”. Un sogno nel cassetto? “Mi piacerebbe una bella convocazione in una bella gara. Certo le olimpiadi sono un sogno di tutti, ma non so se sono adatte per me”. La cosa più bella che ti dà questa disciplina? “Mi dà emozioni, mi fa pensare e mi fa scaricare le tensioni. C’è poi l’entusiasmo e la passione dei miei maestri, dall’insegnante Rossana Salvatori, Antonio Pizzamiglio, poi Bruno Celi, Piero Incalza, Federico Leporati che mi infondono speranza, mi danno l’energia, mi incoraggiano”. Un limite dell’atletica? “Vuole molto sacrificio e tempo. Devi dedicarle tutta la tua giornata, certo si possono fare anche altre cose, ma è impegnativo”. Quale qualità ti riconosci? “La resistenza sul lungo tempo e la costanza. Anche la determinazione perché non mi piace ritirarmi, non l’ho mai fatto”. Vuoi aggiungere qualcosa? “Sì. Mi piacerebbe se ci fossero dei college, dove poter studiare e fare sport tutti insieme. Io sono stata spesso sola negli allenamenti. Quando sono venuta a Livorno e ho trovato la compagnia ho corso molto meglio. Ecco perché sarebbe importante e bello”. Antonella De Vito

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L’entusiasmo, la passione e la determinazione sulle piste di mezzofondo e nella vita

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Mattia Contini

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Campione italiano dei 400 ostacoli

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a corsa lui c’è l’ha nel Dna e lo ha espresso fin da piccolo. Mattia Contini 20 anni della Libertas Runner Livorno, ci racconta: “Mi ricorderò sempre quando a 6 anni dovevo scegliere uno sport a cui dedicarmi e dissi a mia madre che ne volevo uno dove si poteva correre tanto, così lei mi portò al campo scuola”. Oggi sei un campione dei 400 ostacoli, come hai deciso di dedicarti a questa disciplina? “Mi sono avvicinato agli ostacoli quando ero ancora cadetto, ma brevi, facendo i 100 ostacoli. Nel 2010 invece, grazie a Vittorio Vece, mi sono avvicinato al giro di pista con gli ostacoli. Il primo anno andò abbastanza bene, mentre al secondo anno ci fu il salto di qualità e feci il mio primo mondiale”. Il tuo curriculum sportivo? “Nel 2010 feci il mio primo Campionato italiano sia indoor che all’aperto. Ebbi risultati soddisfacenti, ma niente di particolare, il massimo lo raggiunsi partecipando alla semifinale all’aperto. L’anno dopo migliorai molto, di 5- 6 secondi, questo risultato mi permise di qualificarmi ai Campionati del mondo ed arrivare in semifinale. L’anno dopo ebbi una microfrattura da stress alla caviglia, e quindi saltai tutta la stagione. Ho ripreso nel 2013 con i Campionati europei a Rieti dove mi qualificai nono. Nel 2014 invece ho vinto il mio primo Campionato italiano”. L’esperienza più bella del 2014, naturalmente escludendo i Campionati italiani? “I Campionati per società a Matera sono stati una bella esperienza. Non ho fatto le mie gare, ho corso i 110 e 200 ostacoli, ma sono comunque andate bene, ed è stato il coronamento di una buona stagione, inoltre, ero con gli amici e sono stato magnificamente”. Progetti per il 2015? “Ci sono i Campionati europei under 23 in Estonia. Ho già il minimo di partecipazione, ma ogni anno va confermato. Quindi lo scopo è fare questo minimo e poi concentrasi sui Campionati italiani”. Un sogno nel cassetto? “Nel 2016 ci sono le olimpiadi, che è il sogno di ogni atleta”. Cosa fai oltre allo sport? “Studio Biotecnologie all’Università di Pisa,

che è la scienza che si occupa degli organismi che possono modificare il Dna per portare miglioramenti. Ad esempio, gli Ogm nel settore alimentare. È una laurea triennale alla quale può seguire una specializzazione, che a me piacerebbe fare in un ramo che poi mi aprisse la strada a lavorare nella Polizia Scientifica”. Quanto tempo dedichi agli allenamenti? “Ho iniziato ad allenarmi mattina e pomeriggio. Ne faccio sette a settimana, ma voglio arrivare ad otto. È impegnativo, ma sono sempre riuscito a conciliare studio e sport, anche quando ero all’Iti, dove mi sono diplomato con 100”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Quello di Fabrizio Mori quando ho vinto il Campionato italiano, mi ha detto di continuare così perché posso arrivare in alto e detto da lui mi fa molto piacere”. Quali qualità deve avere un atleta che fa questa disciplina? “Deve saper organizzare la giornata, il pensiero e gli obiettivi. È l’unico modo per andare avanti, per essere il più possibile concentrato”. L’esperienza più bella? “Nel 2011 c’erano i Campionati del mondo, ed io ci tenevo molto a partecipare, perché avrei indossato per la prima volta la maglia azzurra. Per la qualificazione bisognava fare un risultato minimo, che io cercai di raggiungere girando tutta l’Italia per partecipare alle gare, e quando arrivai all’ultima competizione utile tirai fuori tutta la mia energia e determinazione, riuscendo a qualificarmi”. Quella da dimenticare? “Sempre nel 2011, ero il super favorito, ed era normale perché venivo dai mondiali. Ma sull’ultimo ostacolo persi la scarpa, feci il rettilineo mancante con una scarpa sola, avevo un buon vantaggio, ma comunque non mi bastò e arrivai quarto”. La qualità del tuo allenatore Vece? “È l’allenatore per eccellenza, mi segue, mi vuole bene, mi fa da secondo padre, ha una grande umanità”. Cosa diresti ad un bambino che si vuole avvicinare all’atletica? “L’atletica non serve come sport, ma come esperienza di vita, ti aiuta a vincere le tue ansie prima delle gare e poi ti serve a superare quelle che hai nella vita di tutti i giorni”.

Chi ti senti di ringraziare? “La mia società, che mi ha sempre supportato anche nei momenti bui, come quando ho avuto l’infortunio. Il mio allenatore Vece e tutti quelli che ho avuto in passato”. Se scomparisse l’atletica a quale sport ti dedicheresti? “Prima di tutto cadrei in una profonda depressione. Poi cercherei un altro sport, perché non potrei vivere senza fare attività fisica. Forse mi dedicherei alla pallavolo, è uno sport che mi ha sempre ispirato. Sicuramente non il calcio, non mi piace l’ambiente”. Antonella De Vito


Eric Fantazzini

Velocità e forza esplosiva nel tiro al martello

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on è originario di Livorno, ma possiamo definirlo un “adottato” dalla città, ovvero uno di quegli atleti che giungono sulla costa labronica richiamati dal valore dei tecnici del Campo scuola. Eric Fantazzini, livornese ha18 anni e frequenta il primo anno di Scienze Agrarie all’Università di Pisa. “Sono nato a Pavia, ma due anni fa mi sono trasferito con la famiglia in provincia di Pisa. Ho fatto atletica con il Cus Pavia, e con il trasferimento sono passato all’Atletica Livorno per potermi allenare con Riccardo Ceccarini”. Come ti sei avvicinato a questo sport? “Mi sono avvicinato all’atletica con la scuola e ho fatto diverse discipline con il solo scopo di divertirmi. Fino a quando è venuto nella mia scuola un insegnate di educazione fisica, che era anche allenatore di lancio al martello e un giorno mi ha detto di fare un giro su me stesso, poi un altro, un altro e alla fine mi ha detto -oggi vieni al campo scuola ad allenarti al tiro al martello-, così è iniziata la mia avventura”. Una disciplina che ti ha appassionato fin dall’inizio. “Sì, anche perché i risultati sono arrivati subito ed ho capito che era la mia strada”.

Quali sport hai fatto prima di approdare all’atletica? “Judo, canoa, rugby... ho fatto un po’ di tutto. Avevo delle potenzialità anche negli altri sport, a judo sono stato campione regionale, mi dicevano che ero bravo e dovevo continuare, ma poi arrivava un momento in cui non mi appassionavano più e decidevo di cambiare. Con l’atletica invece è diverso, questo non è successo”. Il tuo curriculum sportivo? “Ho iniziato a praticare il tiro al martello, quando avevo circa 15 anni. Dopo due mesi mi sono qualificato per gli italiani, sono andato in finale e sono arrivato sesto. L’anno dopo invece sono arrivato quarto. Nel secondo anno allievi ero tra i primi due in Italia, ed avevo un minimo da fare per andare ai mondiali che era 63 metri, ma feci 62 e 45. Ho combattuto tutto l’anno per fare questo risultato, ho partecipato a sei gare, dove sono stato fra i 62 e i 63, fra cui anche una prova che mi hanno dato nulla, ma che secondo me non lo era, dove avevo lanciato oltre i 63 metri. È stato un anno rovinato dalla mia testa, perché in gara mi agitavo, mentre durante gli allenamenti arrivavo anche a 65 metri”. Il 2014 com’è andato? “È stato il mio primo anno juniores e ho conquistato il secondo posto agli italiani invernali. Mi sono poi qualificato per un triangolare in Germania fra Germania, Francia e Italia, dove ho vestito la maglia della nazionale. Sono arrivato fra i primi sei, per me è stato un buon risultato. Ed infine, sono salito sul terzo gradino del podio ai Campionai italiani”. Obiettivo del 2015? “Punto alla qualificazione per il triangolare e per gli europei”. La soddisfazione più bella del 2014? “Gli italiani invernali, anche se sono arrivato secondo, ho fatto il mio personale in gara. Inoltre sono stato contento di essermi qualificato per il triangolare”. Cosa ti trasmette questo sport? “Mi rende felice ogni volta che raggiungo un obbiettivo, e anche quando non lo raggiungo mi dà molta motivazione per continuare ad allenarmi e migliorare”.

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Con Riccardo Ceccarini ti alleni da circa due anni, cosa ti piace di lui? “All’inizio mi sembra serioso, ma poi con il tempo si è aperto e lo trovo simpatico: mi piace essere allenato da lui”. Quali devono essere le caratteristiche di un atleta del lancio al martello? “Fisicamente deve essere molto veloce nella rotazione, avere gambe e schiena forti. E poi molta testa, perché è una disciplina complicata, il gesto tecnico è difficile da realizzare”. La tua qualità migliore? “La velocità e la forza esplosiva”. Un sogno nel cassetto? “Entrare in un gruppo sportivo”. I commenti dei tuoi amici? “In Toscana la gente è più aperta, ed i miei amici mi incitano, mi seguono, mi incoraggiano”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Da Vizzoni ai Campionati italiani, quando mi ha dato la mano e si è complimentato”. Chi ti senti di ringraziare? “Naturalmente Riccardo Ceccarini, ma anche il mio precedente allenatore, che ha il merito di avermi inserito in questo ambiente, anche se si è comportato male, perché quando mi sono trasferito con la famiglia ed ho lasciato il Cus Pavia, lui ha chiuso i rapporti con me, senza comprendere che non potevo fare diversamente”. L’esperienza più brutta? “Gli italiani estivi del secondo anno allievi. Ero secondo in graduatoria ma ho avuto una settimana di febbre a 39. Ho voluto ugualmente provare a gareggiare, ma è stato un disastro, sono arrivato 14esimo”. Antonella De Vito

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Marco Lombardi

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L’ultramaratoneta che non si arrende mai

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ono proprio cento i chilometri da compiere di corsa per potersi chiamare ultramaratoneti. Marco Lombradi già da qualche anno può fregiarsi di questo titolo, ed anzi si annovera fra i migliori in Italia. Oggi ha 33 anni è laureato in psicologia, fa l’educatore ed è atleta della Libertas Runners. “Ho iniziato per caso nel 2011 quando un amico mi consigliò di partecipare ad una gara. Capii subito che ero portato per questa disciplina e con un po’ di preparazione adeguata avrei fatto qualche risultato. Pur essendo pochi anni che corri hai un curriculum lunghissimo. Provia mo a sintetizzarlo attraverso le tappe più importanti. “Nel 2012 ho fatto per la prima volta la Passatore arrivando 24esimo, un buonissimo risultato, per quella che è considera-

ta la gara delle gare, alla quale partecipano anche 3.000 concorrenti. Ho poi fatto la Pistoia - Abetone con un 14esmo posto e questo mi convinse definitivamente a lasciare il calcio. La mia seconda 100 chilometri è stata quella delle Alpi, che parte da Torino e arriva a Saint Vincent in Valle d’Aosta. Arrivai quarto assoluto, avevo poca esperienza e per un soffio persi il secondo posto. Ho poi fatto l’Eroica che è il rifacimento dell’eroica running che fanno a Siena con le biciclette da corsa antiche, qualificandomi terzo. Ci sono poi tutte le varie maratone che faccio per allenarmi”. Sintetizziamo anche gli ultimi due anni di agonismo. “A marzo del 2013 andai al Campionato italiano a Putigliano con un percorso di 79 chilometri e 280 metri, perdendo il primo gradino del podio per solo 16 metri, però mi accorsi che mi stavo affermando.

Ho poi partecipato alla competizione di Seregno dove mi feci male, ma questo non mi impedì di partecipare comunque alla gara dei 100 chilometri in programma una settimana dopo. È stato molto doloroso concludere quella competizione, più volte ho pensato di arrendermi, ma la forza interiore che mi veniva dal ricordo di Leonardo mi ha fatto concludere al terzo posto, nonostante gli strappi subiti. Dopo dovetti riposare per un mese, per recuperare l’infortunio, e alla ripresa degli allenamenti, dopo appena una settimana, sono andato a fare il Passatore arrivando 40esimo, un risultato che mi ha dato tanta soddisfazione, perché mi ero potuto preparare veramente poco. Successivamente ho ripetuto la Pistoia Abetone, qualificandomi 17esimo in 4 ore e 11. A luglio 2013 ho vinto la mia prima 100 chilometri, poi sono andato all’Eroica dove sono arrivato terzo e ho conosciuto Luca Panichi, la settimana dopo è stata la volta della maratona di Livorno con un quarto posto dedicato a Debora. Nel 2014 il 30 marzo sono arrivato 3° assoluto al Campionato Italiano dei 100 km Fidal a Seregno (MI), ed in Calabria


a Curinga il 2 agosto sono arrivato 3° al campionato italiano Iuta (federazione di ultramaratona) di 6 ore su strada. Il 27 settembre 2014 ho conquistato il primo posto assoluto al Campionato italiano IUTA di 6 ore su pista svoltosi a San Giovanni Lupatoto (Verona), il 31 ottobre 2014 sono stato 1° assoluto all’Aspire International Open Race 6:50 (gara open di coppa del mondo) svoltosi in concomitanza allo IAU 50 km World Trophy Final (finale di coppa del mondo dei 50 km) classificandomi 12° assoluto nella competizione mondiale Doha in Qatar. Obiettivi 2015? “Le competizioni più importanti saranno quella del 22 marzo con i 100 km di Seregno, l’obiettivo in questa gara è abbassare di almeno 10 minuti il mio miglior tempo attuale nella 100 km che è di 7 ore e 31 minuti, cosa che mi potrebbe far accedere alla convocazione da parte della nazionale italiana ai mondiali e agli europei di 100 km, che si svolgeranno a settembre 2015 a Winscotten (Olanda). Il 30 maggio andrò alla 100 km del Passatore che quest’anno è Campionato italiano Fidal, a settembre è in programma l’Europeo e il Mondiale dei 100 km a Winscotten e spero di poterci partecipare con la maglia azzurra; altrimenti andrò come open”.

Hai parlato di Leonardo e Debora. Chi sono? “Come educatore nel 2011 mi fu affidato il caso di un ragazzo affetto da tumore in fase terminale, Leonardo appunto. Quando mi conobbe la prima cosa che mi disse fu ‘mai arrendersi’. Era un combattente, i medici gli avevano dato pochi giorni di vita, ma lui lottò e continuò a vivere ancora per 4 o 5 mesi, ed ogni giorno voleva andare a scuola, per dire a tutti ‘io ci sono’. Conoscere Leonardo mi ha cambiato la vita, le sue parole mi aiutano tutti i giorni, e soprattutto in gara, quando sono stanco o sofferente per gli infortuni, le risento dentro di me e non mi arrendo mai, perché se lui ha potuto combattere contro la sua terribile malattia, io posso arrivare alla fine di una gara. Ogni anno a maggio viene organizzata una manifestazione per ricordarlo e per raccogliere fondi da devolvere all’associazione Agbalt che aiuta i genitori che hanno bambini con leucemia o tumore. Anche Debora era una ragazzina malata di tumore, e quando morì volli dedicarle la gara”. Chi è il tuo allenatore? “Ho avuto la fortuna di conoscere Luca Panichi, che è stato un grande campione ed è una grande persona.

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Marco Lombardi in un momento di pausa al World Trophy Final in Qatar

Anche lui ha scoperto da qualche mese di avere un tumore ed ha scritto un libro intitolato La mia corsa continua. Anche in questo caso il significato è quello di non arrendersi mai, Luca sta lottando correndo contro l’avversario più ostico che abbia mai incontrato: la malattia”. Come ti prepari a queste gare? “Gli allenamenti sono duri, corro anche per sei ore di seguito e farlo da soli è faticoso, il tempo non passa mai. Ad esempio, arrivo sul Monte Serra e poi torno indietro. La mattina corro presto, prima di andare a lavoro e poi durante la giornata trovo il tempo per fare anche un po’ di palestra. Certo, non è facile conciliare tutto, perché ho 4 figli, la più grande ha 7 anni e la più piccola 7 mesi”. Chi ti senti di ringraziare? “Naturalmente Leonardo e Luca, ma poi c’è mia moglie Sandy, che ha molti meriti perché mi sopporta e si occupa dei bambini in modo splendido. Lei l’ultramaratona la fa tutti i giorni nel ruolo di mamma”.

Nelle immagini Marco Lombardi

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LIVORNO TEAM RUNNER

l’in te r vista

Paolo Maiuri

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n anno che ha consacrato la Livorno Team Runner riconfermandola come un movimento importante che sa accogliere tutti gli amatori che si vogliono avvicinare alla corsa, tenendo presente le esigenze di ciascuno. Il colore arancione che indossano in gara, la filosofia con cui lo fanno, la serenità che manifestano, ha fatto sì che siano chiamati “il team del sorriso”. Un bel nome, che è anche un riconoscimento allo spirito di gruppo. Paolo Maiuri consigliere e atleta dell’associazione ci ricorda i risultati migliori di alcuni atleti e della squadra. Cominciamo dai titolo individuali. “Abbiamo Laura Pardini campionessa italiana Uisp corsa su strada 10km; Susini campione italiano Uisp corsa su strada 10km; Federica Tremolanti campionessa regionale di cross Uisp categoria e40: Roberto Ria e Massimo Lenzi, campioni italiani Uisp mezza maratona. E poi ci sono i miei tre risultati come campione regionale Fidal Mezzamaratona categoria m50; campione Regionale Uisp di

Paolo Maiuri. Foto di Andrea Puccini

La squadra Livorno Team Runner

maratona categoria veterani e vincitore del trofeo podistico livornese categoria veterani”. I titoli di squadra? “Come squadra abbiamo vinto il cross Uisp femminile; la mezza maratona campionati italiani maschili; campionato Fidal 10 km su strada maschile e i campionati regionali Fidal mezza maratona maschile”. Per te è stato un anno molto positivo. “Sì, io lo definisco l’anno del triplete. Mi ero prefissato quattro obiettivi, vincere i tre titoli che ho vinto e fare la maratona sotto le tre ore. Quest’ultimo l’ho mancato, ma i tre titoli personali e i due per società, sono stati una bella soddisfazione. Un anno al top, ho fatto i migliori risultati cronometrici e in numero di vittorie di tutta la mia attività agonistica”. Cosa è cambiato? “Anche prima mi rapportavo dal punto di vista sportivo con la stessa applicazione, però trascuravo l’alimentazione, ero sovrappeso e duravo molta più fatica. Quest’anno sono andato da un dietologo ed ho imparato a mangiare da atleta riducendo i carboidrati a vantaggio di proteine e grassi buoni, che mi hanno permesso di diminuire da 85 a 79 chili. In questo modo tutto è diventato più semplice sia negli allenamenti che nelle gare”. La soddisfazione più bella come team? “I titoli che abbiamo vinto, che sono importanti e l’aumento del numero degli atleti, ma anche l’aumento di coloro che hanno cominciato a vincere delle competizioni. Questo vuol dire che il nostro movimento porta, oltre all’entusiasmo che è il nostro fine principale, anche risultati nelle varie categorie”. La tua soddisfazione più bella?

“Lo spirito di partecipazione che tutta la squadra ha dimostrato nei miei confronti alla Maratona di Livorno. Maratona che avevo deciso di fare per concludere un ciclo e correre nella mia città in concomitanza con il mio 50esimo compleanno, pur sapendo che l’avrei fatta con grande difficoltà, perché io non riesco a fare le gare a cicli. Quella di Livorno prevede proprio il ripetere quattro volte il segmento Cantiere Navale - Metamare, così già al 19esimo chilometri, nonostante avessi un’ottima preparazione, la mia testa è andata un po’ in tilt e soltanto grazie all’incitamento della mia squadra e di due persone in particolare che mi hanno seguito in bicicletta, ho potuto concludere una maratona che avevo deciso di interrompere dopo 30 minuti. Mi hanno dato la spinta per finire una competizione che poi mi ha laureato campione regionale Uisp di categoria. L’entusiasmo, la volontà che i miei compagni, ma anche quella degli atleti di altri gruppi di Livorno che mi conoscevano, mi ha stimolato a tal punto che ho superato i miei limiti di testa e sono arrivato alla conclusione. Non sono riuscito a scendere sotto le 3 ore come mi ero prefissato, ma comunque ho fatto un tempo importante di 3 ore e 6 minuti, arrivando primo dei veterani e sedicesimo assoluto fra 300 partenti. Aver superato i miei limiti mentali è stata la vittoria più bella e la devo alla squadra”. Obiettivo del 2015? “Sarà per me un anno sabbatico, nel senso che correrò per migliorare scegliendo però quelle che piacciono a me. Probabilmente da buon toscano farò la Maratona di Firenze e qui proverò a scendere sotto le 3 ore”.

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L’uomo del triplete

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Atletica Leggera PODISMO Gruppo podistico AIG4MORI Una fusione con tanta voglia di correre

Tani Aldo, Tani Federico, Tognelli Giampaolo, Venturelli Maria, Willis Josè ed altri amici simpatizzanti che saltuariamente ci seguono. È innegabile che i tempi sono cambiati, le attività sportive sono ora varie e molteplici ed i ragazzi scelgono spesso da soli l’attività che desiderano intraprendere, ma non dimentichiamo che il correre è propedeutico per qualsiasi disciplina sportiva. Il Gruppo AIG4MORI oltre a portare avanti la sua attività tradizionale, la sta ampliando, tanto che attualmente ogni anno organizza ben tre manifestazioni il “Marciagiro delle Colline Livornesi” giunto ormai alla 43a edizione, il “Giro del Lago” (Guasticce-35a edizione) “La Passeggiata Lago delle Tamerici” (2a edizione). Abbiamo una storia alle spalle, ma lo sguardo è volto al futuro nella speranza di mantenere in vita questa sana attività. Il gruppo è inserito nel Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.) del cui direttivo fanno da anni parte anche suoi rappresentanti.

Il C.I.M.S. gestisce un calendario di marce costituenti il Trofeo Tre Province (Livorno, Lucca, Pisa), calendario che annualmente stabilisce per tutta la durata dell’anno le manifestazioni nelle varie località della Toscana. Nessuno può mettere in dubbio che questa attività abbia una grande rilevanza dal punto di vista sportivo, ma forse ancora di più per la salute fisica e mentale; favorisce la socializzazione, importantissima in questi tempi in cui la tecnologia, apprezzabile quanto si vuole, tende irrimediabilmente ad isolare la persona; inoltre incrementa la conoscenza del territorio ed il rispetto per l’ambiente, nondimeno offre la possibilità di visitare luoghi che mai avremmo avuto l’opportunità di conoscere. Per finire, molti di quelli che si sono appassionati al podismo possono vantare le loro vittorie sul fumo, sulla pigrizia, sull’introversione, sulla solitudine. Il Consiglio direttivo è attualmente così composto: Cerri Tognelli M.Luisa (presidente), Pettinelli Amerigo (vicepresidente), Bambini Alberto (tesoriere) Tognelli Giampaolo (segretario), Ostinelli Antonio, Pratesi Alessandro, Willis Josè (consiglieri). Collegio revisori dei conti: Baldini Gianfranco, Dodoli Pier Luigi, Tani Aldo.

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i sono talvolta delle realtà che sfuggono anche ai più attenti Amministratori, realtà che vanno al di là di quello che le apparenze possono mettere in evidenza: è questo il caso dell’organizzazione sportiva Gruppo Marciatori Livornesi AIG4MORI. Il Gruppo nacque con il nome di AIG nel lontano 1973, al tempo della cosiddetta “austerity o delle targhe alterne, per iniziativa di vivaci personalità della nostra città, quali il compianto prof. Francesco Paggini. L’AIG, sorta in maniera piuttosto semplice, divenne poi un gruppo ben organizzato con tanto di statuto e di regolamento, con un numero di soci che arrivò ben presto a quota 120. Nel novembre 2011 il gruppo si è fuso con l’altro storico gruppo podistico livornese 4 MORI (nato diversi anni prima proprio da una costola dell’AIG), per meglio sviluppare e propagandare sul territorio l’attività podistica amatoriale, possibilmente anche tra i giovani. Attualmente i soci sono 60: Annibale Alessandro, Artino Giuseppe, Bacci Franco, Baldini Gianfranco, Bambini Alberto, Bambini Monaldo, Baronti Andrea, Bernini Savino, Bondi Barbara, Bruno Veronica, Burini Perugini Adua, Cerri Tognelli Maria Luisa, Cicheddu Michele, Cirasaro Nadia Coen Paolo, D’Aleandro Achille, D’Amico Cantini Anna, D’Amico Riccardo, De Cesari Mauro, Del Seppia Remo, Demi Roberto, Di Paola Benito, Dodoli Pier Luigi, Falleni Marinari Mara, Farid Fatima, Gasperini Cinzia, Gasperini Michela, Gatto Manuela, Giachetti Mara, Giudice Bruno, Grandi Paolo, Guelfi Sergio, Lami Valeria, Lizzio Tina, Luschi Aldo, Luschi Mascia, Marconi Taiana, Marinari Angiolino, Masiero Massimo, Mastrogiacomo Luigi, Menichucci Marcello, Mungai Gabriella, Orlando Enzo, Ostinelli Antonio, Ostinelli Luca, Paglino Alfredo, Patti Fralen, Perseu Giorgio, Pettinelli Amerigo, Pezzetti Giorgio, Pratesi Alessandro, Ranucci Giuseppe, Schiano Giancarlo, Sclavo Antonia, Scrugli Domenico, Spigliati Ivano,Taccini Riccardo ,

Nelle immagini alcuni atleti del Gruppo Marciatori Livornesi AIG4MORI

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Non solo agonismo per i numerosi adulti e ragazzi dell’associazione uno corto di 6 km e uno cortissimo di 3 km, tutti dislocati per lo più in aperta campagna attraversando i luoghi più belli e suggestivi del Comune di Collesalvetti e Fauglia. Partecipano alla manifestazione circa 1200 persone. Naturalmente, oltre all’attività sportiva, l’associazione organizza momenti ricreativi, pranzi, cene merende per stare insieme e cercare di passare una bella giornata tutti insieme dai più piccoli ai più grandi.

G.P. Arcobaleno 2014

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l gruppo Podistico Arcobaleno, associazione dilettantistica costituita nel 1995, con sede a Collesalvetti, via Piccchi n. 32, oggi è composta da 180 soci, di cui 74 adulti e 106 ragazzi del settore atletica. L’associazione partecipa al Trofeo delle Tre Province che si svolge tutte le domeniche, e qualche volta anche il sabato, da gennaio a dicembre e vede la partecipazione per lo più dei soci adulti. Dal 2007 siamo Centro di Avviamento allo Sport per il settore atletica, nonostante la mancanza di un impianto idoneo l’associazione ha 106 ragazzi iscritti dalla categoria pulcini ai cadetti, che svolgono attività negli spazi messi a disposizione dalle scuole medie di

Collesalvetti. L’attività viene svolta distribuendo gli atleti durante la settimana dal lunedì al venerdì dalle ore 17,00 alle ore 19,30 grazie all’impegno di alcuni soci che hanno svolto corsi idonei a poter insegnare e gratuitamente si mettono a disposizione durante al settimana. Nel corso dell’anno gli atleti oltre a partecipare ai vari campionati provinciali e regionali partecipano a manifestazioni che periodicamente organizziamo (gare di varie discipline, giornate di giochi inerenti l’attività svolta ecc.). Ogni anno l’associazione organizza una corsa non competitiva che è giunta alla 18a edizione denominata “Passeggiata tra le Colline Colligiane”, valevole come Trofeo delle Tre Provincie e Trofeo Pisano. I percorsi sono quattro, uno di 18 km, uno medio di 12 km,

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ARCOBALENO

Gruppo Podistico Arcobaleno

Denis Nesimoski

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Danza l’in te r vista

Sonia Filippi, Marina Filippi e Lisa Cheti

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ssere la scuola di danza con più atleti premiati di tutta la Toscana è una bella soddisfazione per Sonia e Marina Filippi. Zia e nipote, anime e pilastri della Scuola Livorno Danza Sonia Filippi ospitata all’interno del Circolo Arci La Rosa. Il 2014 ha visto una vera pioggia di medaglie e premiazione, che non è certo possibile ricordare tutte, quindi si rende necessario un riassunto complessivo che Sonia e Marina ci fanno. Cominciamo dal Campionato italiano. “Complessivamente abbiamo conquistato 12 medaglie d’oro, 7 d’argento, 9 di bronzo e 25 finalisti ciò 4°, 5° e 6° qualifi-

Lisa Cheti e Taddei Cristian

cato”. Parliamo della Ranking list. “In questa lista vengono inseriti i migliori ballerini e vi si accede sulla base dei risultati ottenuti in Coppa Italia che è composta da tre gare. Alla finale della Coppa Italia abbiamo ottenuto 11medaglie d’oro, 7 di argento e 9 di bronzo. Ci sono poi i risultati dei regionali, anche questi ottimi”. La soddisfazione più bella del 2104? “L’assoluto è la gara più bella e quest’anno è stata coronata dall’oro di Melissa Falsachi. Una bella soddisfazione è stato anche il raduno degli Azzurri fatto a Bellaria a novembre dove sei dei nostri ragazzi sono stati convocati nel Club Azzurro. I sei atleti sono: Francesco Meucci, Alice Cardosi, Federica Nucci, Bruno Tessari, Melissa Falaschi e Matilde Domenichini. Obiettivo del 2015? “Vincere il Campionato italiano in più discipline e la riconferma nel Club Azzurro dei ragazzi e magari aggiungerne anche altri”. Le premiazioni? “C’è stata la premiazione della Regione Toscana, sulla base della Ranking list e come scuola abbiamo avuto il maggior numero di atleti premiati”. Lisa Cheti. “Sono un’atleta di questa scuola da quando avevo dieci anni. Ho fatto un bellissimo percorso di danza e di agonistico che va dall’Hip Hop, alla Disco Dance, fino alle Danze Caraibiche. Ho anche la fortuna di collaborare con la scuola come istruttrice trailer, condividendo le lezioni della scuola con gli altri Maestri”. Come è andato il 2014? “È stato un anno bellissimo, soprattutto sotto l’aspetto dell’insegnamento che mi ha convinta ancora di più a portare avanti questo ruolo che sento come una passione, mi piace molto trasmettere anche agli altri la bellezza di questa disciplina”. Soddisfazioni più belle della stagione?

“Tanti primi posti con i miei piccolini dell’Hip Hop, ed ho avuto anche una bambina che ha vinto il Campionato italiano a 9 anni. Con il Caraibico siamo arrivati in finale con alcune coppie. A livello personale ho ballato con il gruppo Hip Hop al Campionato italiano conquistando la medaglia d’argento. Mi piace mettermi ancora in gioco”. Obiettivo del 2015? “Studiare tanto, perché questa è la parte più bella del mio lavoro, quindi farò diversi stage nell’estate. È importante nel mio ruolo essere sempre più formati per accogliere al meglio i ragazzi e saperli motivare in quello che fanno”. Cosa ti colpisce dei più piccoli? “La spontaneità ed il rapporto magico che si crea con loro, perché si affidano completamente a te, ed è una grandissima responsabilità, maggiore rispetto a quella che hai con un adulto. Noi parliamo molto con i nostri ragazzi ed entriamo così in buona relazione con loro. Non è facile potare i giovani nel mondo dell’agonismo, far capire loro che si balla soprattutto per se stessi, che bisogna affrontare le competizioni in modo sano, accettare sempre il giudizio della giuria e complimentarsi con chi ha vinto”. Quando si può cominciare a vedere il talento? “Si vede già a 5 – 6 anni, ma naturalmente va maturato. Io però credo che la cosa più importante sia la determinazione, perché spesso i talentuosi mollano, proprio perché si sentono più brave e hanno facilità nello svolgere il loro compito. Mentre chi si impegna molto ed è costante e determinato va avanti meglio”. La tua qualità come insegnate? “L’empatia” Come atleta? “La costanza”.

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Livorno Danza: la scuola con il primato di medaglie e premiazioni

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Melissa Falaschi

Medaglia d’oro ai Campionati italiani assoluti e per categoria

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elissa Falaschi è una ragazza timida, che non ama molto parlare, ma il suo carattere nell’Hip Hop si trasforma, ed oltre ad essere un’ottima atleta diventa espressiva e comunicativa. Quando hai cominciato a fare danza? “Ho 15 anni e mi dedico all’Hip Hop da 7”. Come ti sei avvicinata a questa disciplina? “Grazie ad una mia cugina più grande che ballava proprio nella scuola di Sonia Filippi, così vedendo lei ho voluto provare anch’io”. Le vittorie più importanti del 2014? “La medaglia d’oro al Campionato italiano assoluto e al Campionato italiano per categorie”. La soddisfazione più bella? “L’essere stata convocata per la terza volta ai mondiali e per la prima agli europei”. Quindi la danza ti porta anche a viaggiare? “Lo scorso anno sono stata in Germani, due anni fa in Danimarca e tre anni fa in

Austria. Gli europei, invece, si sono svolti a Rimini”. Cosa studi? “Faccio il Liceo di Scienze umane e sono al secondo anno”. Come concili sport e studio? “Sono piuttosto impegnata e conciliare è faticoso, ma basta organizzarsi, ad esempio, la domenica mi anticipo sulla lezione della settimana”. Cosa ti dà l’Hip Hop? “Sicuramente l’adrenalina e poi quando arrivano i risultati mi sento gratifica e ricompensata per tutta la fatica e l’impegno messo negli allenamenti”. Quali devono essere le caratteristiche di un’atleta? “La passione, che poi ti permette di affrontare i sacrifici”. La tua qualità migliore? “Mi so rialzare dopo uno sbaglio, dopo un infortunio o dopo una gara andata male. Sono determinata”. Obiettivo del 2015? “Il 2015 sarà il primo anno in C supe-

Melissa Falaschi

riore, perché ho fatto il salto di categoria, quindi so di dovermi impegnare ancora di più. Inoltre sono stata due mesi ferma per un infortunio, quindi l’obiettivo principale è ritornare in forma”. Un sogno nel cassetto? “Mi piacerebbe insegnare danza. Sarebbe bello trasmettere la mia passione anche agli altri e magari riuscire a preparare un atleta per i mondiali”. Cosa ti piace della tua Maestra? “La mia Maestra è Marina ed è molto paziente e ci comprende. È brava non solo come maestra, ma anche umanamente”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “Quello che mi ha fatto mia madre quando, dopo tanti sacrifici, sono riuscita a vincere il Campionato italiano assoluto e lei mi è venuta incontro con i lacrimoni agli occhi per l’emozioni, mi ha abbracciata e mi ha detto -mi hai fatto venire la pelle d’oca-”. Perché l’Hip Hop? “Perché lo faceva mia cugina e perché mi è sempre piaciuto. Anche all’asilo facevo baby dance e anche in questo caso preferivo l’Hip Hop. Faccio anche Caraibico da sei anni, però non partecipo alle gare”. Hai fatto altri sport? “No, ho praticato sempre e solo danza”.


Francesco Meucci

Il ritmo nel sangue

Francesco Meucci

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n ragazzo che emana serenità e determinazione, cresciuto ascoltando le note dell’arpa suonata dalla madre, Francesco Meucci oggi ha 15 anni e frequenta la seconda classe dell’Iti Galilei, è un grande atleta e appassionato di Hip Hop. Quando hai iniziato a ballare? “Ho iniziato a praticare l’Hip Hop sei anni fa, quando ero in 5a elementare. Mia mamma è una musicista ed io ho sempre avuto il ritmo nel sangue, quando da piccolo sentivo la musica mi veniva spontaneo muovermi. Un’amica di mia madre, che frequentava i corsi serali della scuola Livorno Danza, mi disse che c’erano dei buoni Maestri, così provai, mi piacque subito e sono rimasto”. Hai fatto altri sport?

“Ho sempre fatto e continuo a fare nuoto, mi piace e mi tieni in forma, ma non mi sono mai dedicato all’agonismo. Ho praticato anche calcio per due anni, ma non mi piaceva molto”. Perché l’Hip Hop? “Forse era quello che andava di più in quel momento fra i ragazzi, quello che vedevo più frequentemente in televisione, così ho provato subito a fare Hip Hop, mi è piaciuto ed ho continuato”. Com’è andato il 2014? “Mi sono qualificato quarto ai regionali, quinto agli italiani, terzo alla seconda gara di Coppa del Mondo, e primo, quindi medaglia d’oro alla terza e ultima gara di Coppa Italia. Ho poi fatto gli europei arrivando 52esimo su novanta. Su questa gara c’è anche un aneddoto da raccontare. Nelle prove in gruppo ho perso una scarpa che non avevo allacciata bene, ho fatto finta di niente ed ho continuato. Naturalmente sono stato penalizzato, ma sono stato il primo fra gli esclusi. Comunque è stata una bella soddisfazione partecipare perché è una gara di carattere internazionale”. Ed in passato com’è andata? “Nel 2013 ho fatto i mondiali a Copenaghen e sono arrivato ai quarti di finale. Nella Ranking list mi sono aggiudicato la medaglia di bronzo nel singolo. Mentre in doppio con Davide Fedele, Classe A duo, abbiamo vinto il Campionato regionale e il Campionato italiano. Nella Coppa Italia abbiamo fatto la seconda gara dove siamo arrivati quinti e nella terza ed ultima abbiamo conquistato la medaglia d’argento. Nella Ranking list siamo invece arrivati al 4° posto. Poi con la squadra nella categoria Under 15 ho messo al collo la medaglie di bronzo agli italiani. Dato che ero arrivato terzo nella Ranking list sono stato convocato al Club Azzurro: è stata un’esperienza molto bella”. La soddisfazione più bella? “Quando ho vinto gli italiani in coppia. Eravamo in classe A ed abbiamo gareggiato subito dopo il singolo, quindi ero un po’ più scarico, ma ci credevo. In coppia

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c’è una responsabilità più grande, perché devi rendere conto non solo a te stesso. Ci siamo impegnati molto per questo risultato ed è arrivato”. La cosa più bella? “Esprimermi attraverso il corpo. Il mio carattere cerco di trasmetterlo con la danza. Io sono una persona abbastanza aperta, mi dicono che sono simpatico, cerco quindi di uscire un po’ dagli schemi, mettere un po’ di fantasia nel ballo”. Un obiettivo del 2015? “Tornare nel Club Azzurro, fare bene gli italiani nel singolo arrivando in finale, per poter partecipare poi alla battaglia, che non ho mai avuto occasione di disputare. Nel gruppo sto lavorando molto per ottenere qualcosa di più, anche questo è un obiettivo per il prossimo anno”. Un sogno nel cassetto? “Migliorare, imparare cose nuove e poi vedremo dove mi porterà la vita. Diciamo che mi piacerebbe fare le battaglie di Hip Hop con i grandi ballerini a livello mondiale”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “La soddisfazione, all’ultima gara, di Marina, la mia insegnante, che solitamente non fa facilmente complimenti, ma in questa occasione ha visto che sto mettendo in pratica quello che mi dice a lezione: sto lavorando molto su questo”. Quali sono le qualità che deve avere un atleta che si dedica alla danza? “Deve essere una persona che ha voglia di lavorare, di migliorare ed è disposta al sacrificio. È anche importante crearsi un obiettivo preciso”. La tua qualità migliore? “Da piccolo balli per divertimento, poi da grande ti focalizzati su un obiettivo. È sempre un divertimento, almeno io la vedo così, però ho saputo anche focalizzarmi su degli obiettivi”. I tuoi amici cosa dicono di questa tua attività? “Quando ero piccolo fra i miei amici c’erano tanti calciatori, ora di meno, però ce ne sono sempre molti. Da bambino ero più fragile avevo paura del giudizio degli altri, adesso no, non mi interessa, sono fiero di essere un ballerino di Hop Hop, quello che gli altri pensano non è una cosa che mi dà pensieri, non influisce su di me”. Prima delle gare hai un rituale? “Cerco di concentrarmi con la musica, ed impegno il tempo facendo delle prove”.

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Diego Cavataio

Ballo per me stesso e mi piace far divertire chi mi guarda

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razie ai suoi capelli lo si riconosce ovunque, anche nelle foto di gruppo affollatissime, lui con la sua criniera spicca fra tutti. Ma Diego Cavataio, 22 anni, lo si ricorda anche per la sua simpatia e naturalmente per le sue capacità da campione di Hip Hop. Da quanti anni fai danza? “Sette”. Come hai iniziato? “Ero fidanzato con una ragazza che ballava con la Livorno Danza e andai a Firenze per vederla gareggiare. Qui incontrai un ragazzo che ballava e aveva una ventina di anni più di me che mi disse -Sei scuro di pelle, hai il cesto in testa, perché giochi a pallone? Devi ballare!Questa frase mi rimase impressa e dopo due settimane ero sotto la galleria di piazza Grande a provare con questo ragazzo alcuni passi di danza. Dopo poco mi iscrissi alla scuola, ma continuavo anche a fare calcio che praticavo ormai da 11 anni, però dopo 4 mesi decisi di lasciare e mi dedicai solo al ballo”. La cosa più bella di questa disciplina? “Mi posso esprimere, cosa che non potevo certo fare con il calcio. Anche se sono arrabbiato mi posso sfogare, soprattutto con l’Hip Hop, dove puoi mettere del tuo e quindi sei libero di comunicare come vuoi”. Com’è andato il 2014? “Nella Coppa Italia sono arrivato secondo nelle due prime gare e primo nell’ultima. Il Campionato italiano assoluto non l’ho potuto fare a causa di un infortunio, che mi ha costretto a stare fermo per due mesi. Poi ho fatto l’italiano e son arrivato secondo nella battaglia e nel singolo mi sono qualificato quarto. Avevo ripreso solo da un mese, ma comunque ho avuto le mie soddisfazioni. È stato bellissimo

perché la battaglia è una modalità nuova, che è stata adottata lo scorso anno e mette i ballerini in sfida diretta, l’uno contro l’altro. Qui c’è la sfida, c’è proprio l’Hip Hop alla radice”. Spiegati meglio. “L’Hip Hop nasce in America, nei quartieri poveri dove c’è molta delinquenza, per tentare di cambiare le cose si è cercato di orientare la sfida verso un metodo non violento e che nello stesso tempo fosse divertente, come la danza”. La migliore soddisfazione della stagione conclusa? “Arrivare alla finale degli italiani è stata una bellissima soddisfazione”. Obiettivo del 2015? “In sei anni mi sono tolto tantissime soddisfazioni, ho vinto il Campionato italiano in tutte le categorie in singolo e nella coppia, quindi spero nel 2015 di continuare su questa strada, di riuscire ancora ad arrivare in finale e far dei buoni risultati in coppia”. Un sogno nel cassetto? “Mi piacerebbe insegnare e dare la mia impronta ad altri atleti. Riuscire ad ottenere risultati tramite altre persone, perché hanno avuto il mio insegnamento”. La tua qualità migliore? “La consapevolezza, perché durante l’anno do il massimo negli allenamenti e in gara emerge il lavoro svolto, con tutta la voglia e l’energia che posso trovare”. Cosa vuol dire fare una disciplina dove durante le gare non c’è cronometro, ma l’opinione di un giudice? “A me non interessa questo aspetto. Certo mi fa piacere quando il risultato è buono, ma principalmente io ballo per me stesso. Ho grande soddisfazione se alla fine della gara incontro qualcuno che mi fa i complimenti, anche se non ho vinto, perché mi piace far divertire le persone che guardano, questa è la cosa più importante”.

Il complimento più bello che hai ricevuto? “È stato un gesto. Quando ho visto la mia insegnante Marina mettersi a piangere per l’emozione quando sono arrivato primo in un Campionato italiano di due anni fa”. Hai un un rituale prima di una gara? “La sera prima o poco prima dell’inizio mi piace sempre ascoltare un’opera di Mozart, mi carica”. Cosa pensano i tuoi amici della tua attività? “Mi invidiano, perché hanno capito che danzare è una bella cosa”. Cosa apprezzi di più della tua insegnante Marina? “Tutto. Il suo essere sempre al pezzo, la disponibilità che dimostra con tutti, l’apertura nei confronti degli atleti, svolge il suo lavoro in maniera impeccabile. Hip Hop è una disciplina difficile, cambia di giorno in giorno, ed avere un insegnante che sempre dà il massimo è una cosa favolosa”.


Linda Coscetti

I sogni volano sulle ali della danza di Mario Orsini

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nnamorata della danza. In tutte le sfaccettature. Linda Coscetti, 15 anni compiuti il 12 dicembre 2014, sogna a occhi aperti e guarda lontano. Nelle sue prime parole c’è l’amore per questo sport a trecentosessanta gradi e la genuinità, semplicità e naturalezza della sua dolce adolescenza: “La danza è qualcosa di speciale. È disciplina, impegno, insegnamento e comunicazione. È un linguaggio universale comprensibile a tutti. Dà piacere e ci rende liberi e ci aiuta a star bene: fisicamente e psicologicamente. Tempra il carattere e dà tranquillità. Lo spirito e l’anima della danza, non hanno né forma, né colore e ci fanno svolazzare nell’aria come farfalle, in un’armonia di suoni e movimenti. Quando inizio a danzare, durante gli allenamenti o nelle esibizioni, è come se staccassi la spina dal mondo, perché devo concentrarmi su quello che sto facendo”. Il primo incontro “ravvicinato” con questo sport per Linda ad appena cinque anni. “Con mia cugina abbiamo iniziato a fare ginnastica artistica. Dopo un mesetto, però, mi sono accorta che non era lo sport che desideravo e spesso mi annoiavo. Mia mamma mi ha allora portato alla scuola di danza e per me è stato come un colpo di fulmine. Un amore a prima vista”.

Adesso che scuola di danza segui? “L’Opus Ballet a Firenze. Una scuola prestigiosa che consente il raggiungimento di un altissimo livello di preparazione tecnica e di perfezionamento. Insieme a me ci sono anche tanti allievi/e stranieri”. Continui a frequentare il liceo Cecioni a Livorno? “No. Sarebbe impossibile. Sono iscritta al liceo scientifico al collegio di Poggio Imperale”. Come fai a conciliare scuola e danza? “Con la buona volontà e qualche piccolo sacrifico riesco a svolgere e far convivere in maniera quasi ottimale le due attività, per tanti versi complementari e non alternative. E quindi in grado di convivere le une con le altre. Se alcune volte sono un po’ stanca e magari mi costa fatica studiare non mi scoraggio e guardo avanti. A darmi gli stimoli è anche il pensiero che nella mia quotidianità le due attività contribuiscono seppure, con motivazioni e soddisfazioni diverse, alla mia crescita”. La tua giornata tipo? “Sveglia di buna mattina, in genere qualche manciata di minuti prima delle sette. Dopo la colazione cinque ore di scuola. Dalle otto alle tredici. Poi il pranzo e dalle quattordici e trenta scuola di danza, fino al pomeriggio inoltrato. Successivamente, di nuovo in collegio a studiare per un paio d’ore prima della cena. E prima di andare a letto, se occorre, di nuovo sui libri”. Qualche volta hai pensato di lasciar perdere e fare una vita cosiddetta normale come tante tue amiche? “Sì, nel 2014 ho avuto un piccolo periodo di “crisi”. Non riuscivo più a essere serena, forse anche per un po’ di stress per l’accumularsi degli impegni. Per riordinare le idee lasciai per un po’ da parte la danza e mi concentrai essenzialmente sullo studio. La voglia di tornare a danzare però prese nuovamente il sopravvento così tornai ad allenarmi con rinnovato entusiasmo”. Cosa ti ha tolto e cosa ti ha dato in più la danza? “Mi ha tolto un po’ di spensierata adolescenza. Ad esempio, la possibilità di studiare insieme ai compagni di classe, a casa di qualcuno o in biblioteca, il pomeriggio. Oppure di poter uscire qualche volta a spasso per la città, senza troppi pensieri per la testa, insieme alle

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amiche. E magari in alcune circostanze di andare da qualche parte il sabato sera. Nel contempo, però, mi ha dato molto di più di quanto mi abbia tolto. Mi ha regalato e continua a regalarmi, infinite emozioni che forse agli occhi delle persone possono essere del tutto insignificanti, ma per me sono straordinarie”. Quali sono i tuoi sogni professionali? “Il mio sogno più grande sarebbe entrare a far parte di una compagnia di danza, magari in Russia, in America o in Inghilterra”. Se ti offrissero un contratto per cambiare da danza classica a danza moderna, accetteresti o no? E soprattutto perché? “Certo che accetterei, nell’Accademia di danza dove attualmente studio, svolgo entrambe le discipline e sto lavorando per migliorarle. Penso che comunque vada sia classico che moderno, siano una fonte di soddisfazioni, un modo di esprimersi, di cui ogni ballerina può solo essere felice”. Tra il Bolshoi di Mosca e il Royal Ballet School di Londra cosa preferiresti e perché? “Londra, perché ha più sbocchi per una carriera che spero di intraprendere. Inoltre è un’Accademia prestigiosa dove avrei l’opportunità di continuare a studiare danza classica e moderna”. Quali consigli ti senti di dare a una bambina che si avvicina alla danza? “Di impegnarsi al massimo e non arrendersi alle prime difficoltà. Di continuare a studiare con impegno anche quando ci sono le prime difficoltà e magari in maniera istintiva verrebbe voglia di mollare tutto. Di accarezzare i sogni a occhi aperti cercando di concretizzarli. E anche quando tra cinque, dieci, venti anni, penserà, se tutto va bene, di essere arrivata di continuare a rimanere umile e con i piedi per terra perché nella danza, come in qualsiasi altro sport e nella vita c’è sempre da imparare e non bisogna mai pensare di essere arrivati”.

Nelle foto Linda Coscetti

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Giovanni Ghezzani

Direttore del nuovo campo da Golf presenta la struttura di Banditella

Il campo pratica di nuova inaugurazione

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a voglia di golf era nell’aria già da un po’ di tempo, ed una città come Livorno, che vanta la pratica di tutte le discipline sportive, non poteva più fare a meno di un vero campo da golf. Così è stata in parte inaugurata la struttura in piazza Christian Bartoli, dove per ora è funzionante il campo pratica, ma che nel corso del 2015 vedrà il completamento dei lavori per il campo a nove buche. Ad introdurci e spiegare il funzionamento della struttura è Giovanni Ghezzani, direttore della struttura, che ha aperto i primi di gennaio con il campo pratica. “Il terreno sul quale sorge l’impianto è del Comune che lo ha dato in concessione alla Federazione Italiana Golf che ha creato una Società Sportiva di sua emanazione, costituita dal presidente regionale Andrea Scapuzzi, ideatore e promotore di questo progetto, da me, come delegato della provincia di Livorno e da Andrea Porcelli, come delegato della Provincia di Pisa”. Dunque una struttura che vede la collaborazione di molti? “La collaborazione è di molti, a cominciare dall’Amministrazione Comunale per poi proseguire con la Federazione Golf e tutti i professionisti e le ditte che ci lavorano, oltre naturalmente ai dipendenti del Golf Club stesso. È importante sottolineare che questo è anche

un progetto pilota, fortemente voluto dalla Federazione Golf convinta che lo sviluppo di questo sport, considerato a torto troppo spesso elitario, parta dalla realizzazione di campi cittadini così come sta nascendo a Livorno”. Come viene finanziata la costruzione del campo? “Purtroppo non esistono contributi di alcun genere, ma siamo riusciti ugualmente a coinvolgere una serie di appassionati, locali e non, che hanno finanziato il progetto e stanno credendo in questa idea, pur consci che, trattandosi di una società senza fini di lucro, questo non porterà a guadagni economici”. I tempi però sono stati lunghi. “No, non più di quelli necessari alla normale burocrazia”. “Quanto è grande il campo? “Il terreno in concessione è di 10 ettari. Normalmente un campo da golf si sviluppa su almeno 30 ettari. Noi siamo ugualmente riusciti a progettare un campo a 9 buche regolamentare, omologato, dove si potrà disputare le gare ad ogni livello, secondo i criteri Federali”. Cominciate a vedere i primi risultati in termini di gradimento dei cittadini? “I risultati raggiunti in un paio di mesi di attività, sono quelli che avevamo programmato di raggiungere a metà del 2016. La risposta dei livornesi è stata superiore ad ogni immaginabile aspettativa”. Si possono frequentare dei corsi? “Abbiamo una serie di corsi collettivi per neofiti e principianti che svolgiamo tutti i giorni della settimana. A breve poi saranno organizzati corsi per bambini e ragazzi in sinergia con altre discipline sportive”. In una frase come riassumerebbe il progetto? “Uno sport tra il verde ed il mare alla portata di tutti”.

Come si svilupperà la struttura? “Abbiamo un campo pratica che a breve sarà anche illuminato e prevederà il gioco fino a sera. A settembre inaugureremo il campo a 9 buche e sono in corso i lavori per la costruzione di una clubhouse con bar-ristorante, sala tv, sala giochi, solarium, pro-shop, spogliatoi e servizi”. L’apprezzamento più bello che ha ricevuto? “I livornesi hanno capito che stiamo rivalutando un’area di terreno che era disastrata e in completo abbandono, e ci stanno dimostrando il loro apprezzamento venendo al campo per seguire una disciplina nuova per il nostro territorio, ma in espansione”. Vuole aggiungere qualcosa? “Vorrei sottolineare, perché fosse chiaro, che non abbiamo ricevuto nessun contributo economico esterno, stiamo realizzando tutto grazie a questo pool di tanti appassionati e sostenitori, ed inoltre, abbiamo deciso di far lavorare solo ditte locali, perché vi sia anche una ricaduta economica sulla nostra città”. Vuole mandare un messaggio ai livornesi? “Vorrei solo dir loro di venire a provare questo splendido sport, che ben presto entra nel sangue e appassiona grandi e piccini. La spesa da affrontare può essere paragonata a quella di una normale palestra e quindi, anche se il periodo economico non è favorevole, si può dire che è veramente alla portata di molti”.

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Golf

Giovanni Ghezzani, direttore della struttura

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Paolo Pasqualetti

Una stagione tranquilla, senza scossoni, che ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati

“S

ono soddisfatto della stagione 2014. L’attività ha ricalcato quella della stagione precedente, sviluppandosi senza problemi”. A parlare è il delegato provinciale della Figc Paolo Pasqualetti che continua: “Siamo andati bene anche dal punto di vista disciplinare, non ci sono stati casi eclatanti, non si è parlato di razzismo. Complessivamente sono diminuite le sanzioni sia economiche che come giornate di squalifiche, questo vuol dire che sui campi c’è stata maggiore correttezza”.

Il delegato della Fgci provinciale Paolo Pasqualetti

Per quanto riguarda le attività, cosa possiamo dire? “Ci eravamo prefissati degli obiettivi e gli abbiamo raggiunti, sia con i ragazzi più grandi che con quelli più piccoli. Il problema si sta spostando alla nuova stagione, dove incontreremo qualche difficoltà nel mettere in campo i Campionati della terza categoria, per un problema economico, di crisi generale”. C’è il solito problema dell’Isola d’Elba? “La nostra provincia è lunga e comprende anche l’Isola d’Elba, che dobbiamo considerare a tutti gli effetti nostro territorio, e amalgamarla con tutta la provincia. Noi facciamo di tutto perché gli elbani non si sentano isolati, ma talvolta succede che le società del continente non hanno le risorse economiche per andare dall’altra parte più volte a stagione e ciò può generare conflitti. Noi mettiamo tutte le energie in campo, ma la terza categoria è in difficoltà, perché alcune società hanno preferito iscriversi a categorie amatoriali che hanno meno spese”. È diminuito il numero dei praticanti? “Assolutamente no, anzi siamo leggermente aumentati, ed anche le società sono cresciute. Questo credo che lo si deve anche al fatto che come Federazione facciamo le cose come si deve, seguendo le regole”. Com’è andata la Festa del Pulcino? “La Festa del Pulcino all’Elba è andata benissimo, anche quest’anno è stata un grosso successo. L’organizzatore è il Comitato regionale, il nostro è un supporto logistico ed un aiuto con i nostri volontari”. La festa dei Piccoli Amici? “Anche questa edizione è stata un grande successo, e come sempre si è svolta allo stadio Armando Picchi. Abbiamo avuto un po’ di concomitanza con alcuni tornei e qualche società è stata assente. Quello che

mi è dispiaciuto non è tanto questo, ma il fatto che i ragazzi che non hanno partecipato hanno perso la possibilità di giocare dentro l’Armando Picchi; probabilmente l’unica occasione che avevano nella loro vita. La manifestazione è comunque andata bene, è stata molto apprezzata nell’organizzazione anche dai genitori”. Cos’è la Green Card? “È un’iniziata per incrementare i casi di fair play dei giocatori. L’arbitro, che per i giovanissimi è uno dei dirigenti delle due società che si affrontano in campo, può dare il cartellino ad un giocatore che si è distinto in questo senso. Il fatto può essere scritto anche sul referto di gare e eventualmente anche sul certificato di gara ufficiale, in modo da dare evidenza ad un bel gesto. É un’iniziativa nuova, che andrà sviluppata in futuro, anche se i ragazzini non hanno grossi problemi, anzi loro ci danno un insegnamento, per loro non ci sono differenze di nessun genere. I problemi nascono al di là della rete, fra i genitori che fanno da spettatori”. Chi desidera ringraziare? “Voglio anche quest’anno sottolineare il ringraziamento alla Moby, perché senza le loro agevolazioni saremo impossibilitati a fare trasferte all’Elba. La Moby ci ha riconfermato le tariffe dell’anno precedente e questo per noi è un grande aiuto, e ci permette di non tagliare fuori l’Isola d’Elba dalle attività. Se le società dell’Elba e quelle del continente continuano ad avere rapporti, il merito è tutto della Moby”. Per concludere? “Per concludere vorrei sottolineare che la Federazioni è composta da un bel gruppo, ben amalgamato, andiamo avanti tutti insieme, e l’affiatamento si vede quando siamo chiamati ad organizzare manifestazioni esterne, ed ognuno fa la sua parte con impegno. Ogni anno ci sono idee nuove, e i risultati positivi crescono. Come delegato ho la fortuna di avere un bel gruppo di collaboratori e questo mi rende più facile il coordinamento della Federazione e il raggiungimento dei risultati che ci siamo prefissati”.

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Calcio

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Nello Bartorelli

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n pilastro, la memoria storica, un esempio... potrebbero essere molte le frasi per introdurre Nello Bartorelli, classe 1918, ed una intera vita dedicata al calcio come vero e proprio volontario. Quando ha cominciato ad interessarsi di calcio? “Ho iniziato da ragazzo, era il ‘33 quando ho preso il primo tesserino della Federazione e con questa sono sempre rimasto, escluso il periodo in cui ero militare, perché entrai a far parte della rappresentanza della Marina a Taranto, dove sono stato per 5 anni. Quando tornai a Livorno, era il ‘43 – ‘44, la prima persona che incontrai fu l’allora presidente della Federazione, e con lui riaprimmo il Comitato in piazza della Repubblica. Con lui trovammo 4 o 5 collaboratori con i quali potemmo ricominciare l’attività”. Come ha proseguito? “Da piazza della Repubblica mi trasferii in via dei Larderel, proprio al Palazzo dei Larderel, e qui ricostruii il gruppo sportivo dei poligrafici. Era il ‘46 e per 25 anni ho portato avanti la segreteria e la presidenza della squadra dei Poligrafici. Il circolo ricreativo dei Poligrafici del Telegrafo, dopo la guerra riaprì la squadra dei giovani ragazzi e la tenne attiva fino al ‘71. Successivamente sono passato al Picchi, quando morì Armandino la squadra dei Poligrafici prese il suo nome, e qui sono rimasto fino a quando sono andato a dare la mia opera di volontario alla Federazione provinciale”. Nello ha assistito con dedizione la moglie malata per lungo tempo e quando è ri-

masto vedovo si è trasferito vicino alla sede della Federazione, per poter andare ogni giorni, in autonomia, a dare il suo contributo. Sì, perché Nello, nonostante i suoi 95 anni è ancora attivo e svolge i compiti che gli sono stati affidati con impegno e puntualità, un vero e proprio volontario che continua a dare molto al calcio. Qual è il suo ricordo più brutto? “Quando morì Armandino. Sentii che il mondo mi stava crollando addosso. Era per me un punto di riferimento”. Il ricordo più bello? “Il primo anno che vinsi il titolo italiano. Ero dirigente dell’Armando Picchi e andai ad Arco, a Trento, dove portai una squadra di giovanissimi che arrivò terza, gli allievi che conquistarono il secondo posto e gli Juniores che vinsero il titolo. Una soddisfazione che ha ripagato il mio impegno nello sport”. Qual è il filo che unisce tutta la sua storia nel calcio? “In tutti questi anni ho fatto questa attività come vero volontario e non ho mai pagato nessuno, se non gli allenatori. Agli atleti fornivo tutto il necessario gratuitamente: magliette, pantaloni scarpe, borse, ma non ho mai dato denaro”. Il suo giocatore preferito? “Armando Picchi senza alcun dubbio. Se invece devo parlare dei giocatori incontrati con la mia società allora faccio il nome di Franco Spagnoli per la sua capacità tecnica. Un ragazzo che aiutai molto, aveva perso la madre e dovette attraversare periodi difficili”. Le è mai capitato di dover allontanare dalla società qualche ragazzo? “È successo una sola volta, con un ragazzo che indossò delle scarpe diverse da quelle che forniva la società. Chiamai il padre per chiedere spiegazioni e lui mi disse che le nostre scarpe non erano buone e facevano male ai piedi del figlio. Non discussi, presi il cartellino del ragazzo, lo restituii al padre e gli dissi di portarlo da chi era più bravo di noi”. Quanto era impegnato con il calcio? “Molto. Lavoravo come poligrafico e cominciavo alle 19 per finire la mattina verso le 6 o le 7, a secondo di ciò che c’e-

ra da fare. Andavo a casa, facevo colazione ed andavo a letto. Verso le 9 mia moglie mi veniva a svegliare perché qualcuno era venuto a chiamarmi, c’era da fare qualcosa per la società. Era sempre così, ma l’ho fatto volentieri ed è sempre andato tutto bene e con grandi soddisfazioni”. Secondo lei quale era la dote migliore di Armandino? “La volontà, ed avere un gran cuore. Era lui che mandava avanti la squadra, quello che diceva lui valeva più di quello che sosteneva l’allenatore. Era un ragazzo che sapeva dove voleva arrivare e cosa doveva fare”. Che problemi ha oggi il calcio? “L’illusione di essere una fonte di guadagno, ed i ragazzini cominciano a pensare subito a questo, e la vera passione svanisce. Dal ‘33 ad oggi, come dirigente, ho visto passare almeno 8.000 ragazzi. Posso dire di conoscerli bene”. Cosa non rifarebbe se potesse tornare indietro? “Rifarei tutto”. Un consiglio all’attuale delegato della Federazione? “Niente. È molto bravo, come tutti gli altri della Federazione”. Ad un ragazzino cosa consiglierebbe? “Di non dimenticare mai lo studio, che deve essere alla base della sua vita. Mentre dal punto di vista sportivo gli consiglierei di dedicarsi a quella che è la sua passione, essere puntuali agli allenamenti e dare tutto quando si è campo, non con la lingua, ma con il fisico”. Chi vuole ringraziare? “Mia moglie, che mi ha sopportato per 56 anni. In casa non ci stavo più di due o tre ore al giorno, ma lei lo accettava”.

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Una vita a tempo pieno per il calcio: passione e volontariato

Nelle immagini Nello Bartorelli 169


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Livorno CALCIO

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Elio Signorelli

Un anno diviso fra due serie, ma con molti aspetti positivi

Livorno Calcio stagione 2014

di più, comincio ad assorbire un po’ di rivalità verso il Pisa. Dopo tanti anni questi aspetti mi sono entrati dentro, fanno parte di me”. Che vita svolge il direttore sportivo durante il campionato? “Viaggio molto per andare a vedere altre partite e scoprire cosa offre il calcio dei giovani. Partite, partite e partite, alcune viste in televisione altre sul campo, per poter avere un’ampia idea per l’acquisizione di nuovi giocatori, infatti, se non li si conosce si fa poi fai fatica a trovare quelli che ci possono essere utili”. La squadra come va seguita? “Ogni direttore sportivo ha il suo punto di vista. Io la domenica preferisco andare a vedere altre partite, perché con la squadra ci sono già stato durante tutta la settimana, ma ci Elio Signorelli

sono anche direttori sportivi che preferiscono vivere sul campo la domenica. Io credo che c’è già l’allenatore e quindi è giusto che il direttore sportivo stia nei suoi parametri e non si inserisca in quella che è la partita”. Parliamo del 2014. “È stato un anno bello. Parte del Campionato è stato vissuto in serie A. Per il Livorno Calcio fare la spola fra A e B è comunque una cosa importante. Capisco che il tifoso non ami perdere, ma dobbiamo considerare che in serie A si incontrano società più blasonate come il Milan, la Juventus ecc., e confrontarsi con queste squadre è comunque prestigioso per una città come Livorno, anche se poi non si arriva alla vittoria”. La soddisfazione più importante come direttore sportivo? “Sicuramente la vittoria del campionato con la promozione in serie A”. Come sono i tifosi livornesi?

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L

o “strappiamo” dagli allenamenti del Livorno Calcio, la squadra che segue come direttore sportivo da 15 anni, per farci raccontare come è andato il 2014, diviso fra due campionati, disputati uno in serie A e l’altro in B. Elio Signorelli ha legato il suo nome al calcio fin da giovanissimo, giocando con la maglia rossoblu del Genoa, squadra della sua città, dove pur non essendo nato, ha vissuto fin dall’età di un anno. Da calciatore a dirigente sportivo, sempre legato ad Aldo Spinelli da un rapporto di fiducia, che lo ha portato a Livorno. Vogliamo iniziare con una domanda banale: ma per chi tifa? “Certo tifo per il Genoa, è normale, ma dopo 15 anni sto diventando un tifoso anche del Livorno, ed anzi, dirò

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“I tifosi livornesi vanno ringraziati. Ci sono stati vicini, ci hanno aiutato e nel momento della retrocessione non ci hanno contestato più di tanto. Questo atteggiamento è da considerarsi come una crescita del tifo labronico, perché da quando sono arrivato 15 anni fa, la situazione è cambiata molto. I tifosi sono molto più disponibili, meno aggressivi, hanno capito che si può anche perdere delle partite, ma l’importante è dare il massimo, da parte di tutti. Vedendo quello che succede nelle altre piazze, dove si sono sviluppate brutte situazioni con fallimenti e altre problematiche, i tifosi hanno capito che la società del Livorno fa tutto quello che le è possibile”. Il giocatore migliore della passata stagione? “Indubbiamente Paulinho è stato il simbolo della stagione, ci ha portato in serie A e qui ha fatto numeri da giocatore importante”. Quali devono essere le caratteristica caratteriali di un buon giocatore? “I tifosi del Livorno chiedono solo una cosa: il cuore. I calciatori che danno l’anima non saranno mai dimenticati. I tifosi chiedono l’attaccamento

alla maglia, ai colori della squadra. Non che questo non sia vero anche sugli altri campi, ma qui ha una valenza più importante”. Il campionato in corso cosa sta mostrando di sé? “È un campionato tranquillo e ci stiamo preparando a onorare degnamente il centenario di questa squadra con diverse iniziative previste per il 2015”.

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Paulinho in azione

La sua qualità migliore come direttore sportivo? “Non credo di avere qualità migliori o peggiori, posso però affermare di fare tutto con il massimo entusiasmo e tanta voglia”. Un sogno nel cassetto? “Nell’anno del centenario mi piacerebbe vincere e tornare in serie A, sarebbe una cosa bellissima”. Una finale di campionato faticosa. “Bastava poco per poterci salvare. Ci sono stagioni che nascono male ed è difficile raddrizzare. Eravamo tutti convinti di aver formato una squadra competitiva al 100%, ma poi ci sono stati gli infortuni, gli imprevisti vari. Anche se lavori bene, sai che vai ad affrontare grandi club e non è semplice”. Perché cambiare allenatore? “Nel 2014 siamo passati da Davide Nicola a Domenico Di Carlo, da un tecnico che aveva vinto il campionato ad uno che aveva fatto la storia del Livorno Calcio, che aveva un attaccamento alla maglia e ha lottato per questa squadra. Facendo tale scelta abbiamo pensato di interpretare il pensiero dei livornesi, affidando l’incarico ad un allenatore storico. Se andiamo a vedere le statistiche, forse i cambi non portano quello che

Un’azione di gioco

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si spera, ma quando sei dirigente lo fai perché provi ad ottenere una svolta, ma questo non sempre avviene”. Quali esperienze umane sanno dare gli attuali giocatori? “I nostri calciatori sotto questo aspetto sono sempre disponibili. Basta pensare quanto vanno dagli anziani e da chi li chiama per esprimerne solidarietà. Sono ragazzi che hanno il valore della vita umana. Sanno pensare agli altri”. Un ricordo di Morosini? “È un ragazzo che ricordiamo sempre e ci manca molto. Ed è così anche per i tifosi, quando ogni anno facciamo una messa in sua memoria la città risponde sempre con partecipazione. Morosini ha dato la sua vita per la maglia del Livorno e non sarà mai dimenticato”. Dove le piacerebbe fare il dirigente sportivo se non esistesse il Livorno Calcio? “È chiaro che vorrei lavorare nel Genoa, anche con un altro ruolo, le società oggi sono talmente grandi che c’è posto per diverse competenze. Io ho passato la mia vita di atleta con la maglia del Genoa, la mia famiglia con i miei tre figli vive a Genova, quindi per me sarebbe il massimo”.

A quanti dei tre figli ha trasmesso la passione del calcio? “A nessuno dei tre. Probabilmente sono stati segnati dall’avere un padre che tornava a casa con le pressioni che un gioco come il calcio lascia sulla pelle. Un papà calciatore non è un papà normale, di quelli che tornano dal lavoro con i problemi, ma riescono a metterli da parte e dedicarsi ad altro.

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Il Portiere Bardi

Per un giocatore non è mai così, soprattutto quando ci sono difficoltà nella squadra, a casa continuiamo ad essere calciatori, a parlare per telefono con il presidente, con il tecnico, con i compagni e tutto questo in una famiglia può pesare”. Come hanno preso i livornesi l’arrivo di Spinelli? “All’inizio Livorno ha accolto la famiglia Spinelli in modo esaltante. La società rischiava il fallimento e l’intervento del nuovo presidente è stato apprezzato, inoltre, dopo poco c’è stata subito la vittoria, quindi un bell’inizio. Poi naturalmente come in tutti i rapporti, compresi quelli di coppia, arriva un periodo stabilizzante, di routine, dove si vedono anche i difetti del partner, ma comunque si impara ad apprezzarne maggiormente le qualità. E questo è ciò che è successo, oggi il rapporto è maturato e lo si vede”. Cosa le piace di Livorno? “I livornesi sono leali, se hanno da dirti una cosa lo fanno senza ipocrisia e in modo diretto, difficilmente ti parlano alle spalle. A Livorno si sta bene, si mangia bene, c’è il mare, è una città con una giusta dimensione, è un luogo ideale per lavorare”.

Biagianti in azione

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Livorno calcio Toccata e… fuga dalla serie A

Attilio Perotti

L’allenatore Davide Nicola

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ll’inizio della stagione 2013, chi avrebbe pensato che, dopo tre anni, il Livorno, sarebbe tornato nel calcio che conta? E Spinelli, dopo la retrocessione disse “Fra tre anni torneremo in serie A”. I tifosi non stavano più nella pelle, giocare contro la Juventus, Inter, Roma, ed altre squadre, che da anni scrivono pagine importanti nel libro della storia del calcio. Con il mercato estivo gli animi si raffreddarono. Non piacevano i movimenti della Società, per affrontare la serie A. Non fu mantenuta la rosa vincente; ma furono effettuati innesti che non offrivano fiducia nel futuro. Cambiarono casacca Dionisi (Olhanense), Mazzoni (Padova), Bernardini (Chievo), Salviato (Novara), Piccolo (Lanciano), Prutsch (Barletta), Piccolo (Lanciano) ed arrivarono Bardi, Mbaye, Botta, Castellini, De Carli, Valentini, Rinaudo, Coda, Piccini, Greco, Benassi, Duncan, Emeghara, Belfodil, Borja e Mesbah. 16 giocatori nuovi in una squadra che aveva vinto un campionato, e che andarono a formare una rosa (27/29) troppo numerosa per le idee di Spinelli. Allo stadio molti dissero: “Una rosa con troppi giocatori nuovi. Non sarebbe stato meglio lasciar la

-spina dorsale- della squadra, che aveva guadagnato la serie A?” Alcuni di questi giocatori arrivarono, sì, ma prima dovettero rimettersi a posto fisicamente, leggi Botta, e qualcun altro era troppo giovane per affrontare la massima serie, leggi Mbaye. Diversi di questi giocatori arrivavano dall’Inter, come altri giocatori, per la primavera amaranto, con l’allenatore Zanetti. I pensieri dei tifosi non mostravano fiducia per la permanenza in A. E la prima sconfitta in campionato, anche se

contro la Roma (0-2), una che era stata costruita per le alte vette, non contribuì a cambiare le loro convinzioni. Così il 13 gennaio inizia il giro di valzer per gli allenatori. Sollevato dall’incarico Nicola (dopo la sconfitta con la Roma 3-0) la squadra va al direttore dell’area tecnica amaranto, Attilio Perotti. Arriva in sala stampa, al Coni, è il 13 gennaio, ore 19, per la presentazione ufficiale. “Io ho lavorato due anni qui, mi dispiace molto che sia avvenuto questo avvicendamento, che io non ho voluto. Quando il presidente ha deciso di cambiare allenatore e mi ha esternato il suo pensiero, io non mi sono trovato d’accordo. Se mi devo prendere questo incarico solo per 5 mesi me ne vado a casa, ma se c’è il modo di dare respiro alla società allora mi prendo questo impegno. Il presidente Spinelli ha garantito questa continuità”. Poi un colpo di scena. Durante la conferenza stampa sono intervenuti alcuni tifosi della curva, che hanno contestato la scelta di Perotti, e la decisione di Spinelli.

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di Gianni Picchi

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Il portiere Bardi

Diranno i tifosi: “Se Spinelli non ha più voglia passi la mano, ma non lasci la società in bancarotta. A noi interessa solo la maglia”. Ed alla fine dell’intervento dei tifosi, Perotti, ha avuto un ripensamento: “Anche se ho già parlato con la squadra, che

Domenico Di Carlo

nonostante non abbia gradito l’esonero di Nicola si è messa a disposizione per dare il migliore contributo, ed anche se ad oggi sono l’allenatore del Livorno - ha concluso - questa situazione mi costringe a riflettere ancora stasera sulla decisione che ho preso”. Attilio Perotti, il giorno dopo, alle 10 sarà in campo al Centro Coni di Tirrenia a dirigere il primo allenamento del Livorno calcio. Dopo solo una partita, Roma-Livorno, sconfitta 3-0, Attilio Perotti “scende” dalla panchina amaranto. Dopo l’incontro del 21 gennaio, arriva un comunicato della Società “L’As Livorno comunica di aver affidato la conduzione tecnica della prima squadra a Domenico Di Carlo. La conferenza stampa di presentazione di Domenico Di Carlo si svolgerà oggi, alle 14.30, nella sala conferenze del Centro Coni di Tirrenia”. E Di Carlo parlò “Le sfide mi piacciono. C’è tempo per raddrizzare la barca. Ed io sono convinto di farcela”. La sua prima uscita generò speranza. Vittoria con il Sassuolo (3-1) con reti di Greco, Paulinho e Benassi. Il Livorno sale a quota 16, + 2 da Catania, fanalino di coda, con Sassuolo terzultimo. Il 19 aprile il Livorno al Meazza viene sconfitto 3-0 e scende al penultimo posto. Spinelli decide, via Di Carlo e richiama Nicola. Al termine delle 38 partite il Livorno si classificò all’ultimo posto con

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25 punti, ottenendo 6 vittorie, 7 pareggi e 25 sconfitte, con 39 gol fatti e 77 subiti (peggior difesa). Il capocannoniere fu Paulinho con 15 gol e 35 presenze come Bardi, che durante il campionato ebbe un periodo grigio, ma non gli fu concesso di staccare la “spina”, ed avere la possibilità di ricaricarsi. Così incappò in alcuni incidenti di percorso, uno di questi a Milano contro l’Inter. Coppa Italia: 17 agosto, ore 17.00, Livorno vs Siena 0-1 (44’ Angelo) Così il Livorno, insieme a Bologna e Catania, si salvò, mentre Sassuolo e Chievo tornarono nella serie cadetta, dopo aver suonato “Toccata e fuga” di Johann Sebastian Bach.

Davide Nicola

La Rosa

Portieri: Bardi, Anania, Aldegani, De Lucia. Difensori: Piccini, Emerson, Gemiti, Decarli, Castellini, Lambrughi, Ceccherini, Valentini, Rinaudo, Coda, Mesbah. Centrocampisti: Luci, Greco, Mbaye, Moscquera, Benassi, Biagianti, Schiattarella, Duncan, Botta. Punte: Paulinho, Emeghara, Belfodil, Siligardi, Borja. 179


l’in te r vista

Nicola Minervini

Una disciplina che offre un ruolo per tutti

Nicola Minervini presidente della società Etruschi Football Americano Livorno

A

prima vista può sembrare una nuova realtà sul palcoscenico sportivo livornese, in realtà il Fo-

otball Americano da tempo, se pur in fasi alterne, è una realtà concreta del nostro territorio. Ripercorriamo la storia di questa disciplina con Nicola Minervini presidente della società Etruschi Football Americano Livorno. “Oggi possiamo dire di essere alla terza generazione. La prima società fu fondata negli anni ‘80 (quando io ero un ragazzino ed iniziai a giocare essendo stato letteralmente rapito da questo sport) da Walter Prosetti, che è stato poi presidente anche dell’attuale gruppo. Negli anni ‘80 l’associazione ebbe un grandissimo successo, arrivammo a giocare nel campionato di serie A e ad avere ottimi risultati in generale. Facemmo molta strada grazie anche ai giocatori americani che venivano dalla base di Camp Derby ed agli sponsor che ci supportarono. Nel 1989 ci fu una fusione tra le società di Livorno e quella di Pontedera, ma l’anno successivo, alla fine del campionato, a causa di incomprensioni a livello dirigenziale, la società fu sciolta e molti giocatori

andarono a giocare fuori Livorno. Quasi tutti furono determinanti per le squadre che li schierarono. Tra queste Grosseto, Firenze, Cecina”. La seconda tappa della storia del Football Americano a Livorno? “Nel ‘96 la società fu ricostruita grazie alla voglia di portare avanti questo sport, che qualcuno aveva mantenuto. Fu così creata una squadra che si fondava in gran parte sui vecchi giocatori, dove però ebbe molto successo la leva giovanile, infatti, arrivarono tantissimi ragazzi. Io ero all’epoca allenatore e mettemmo in campo una squadra molto valida da subito. Avevamo tre o quattro atleti di livello nazionale tornati a Livorno, oltre a molti ragazzi nuovi che fecero buoni risultati. La società si dedicò anche al Football Arena, una variante del Football tradizionale più facile da giocare, che si gioca in un campo più piccolo e con solo 8 giocatori. Arrivarono a giocare la finale del Campionato italiano allo stadio Vigorelli di Milano, contro gli Skorpions Varese. Persero di misura (25 - 36), ma nonostante questo grande risultato, nel 2002 anche questa società chiuse i battenti lasciando l’amaro in bocca ai molti appassionati ed ancora ina volta, molti carboni accesi sotto la cenere”.

Football Americano

Football americano

La squadra degli Etruschi Football Americano Livorno

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Football Americano 182

Arriviamo ad oggi con la terza fase. “A noi piace parlare di “terza generazione”. I carboni si rattizzarono casualmente nel 2012 grazie all’iniziativa di un giovane appassionato, Federico Semboloni che praticava atletica, ma che aveva anche la passione per il Football Americano. Incontrò casualmente un vecchio giocatore, Giovani Argelassi, che a sua volta lo indirizzò da Walter Prosetti, il quale non aveva abbandonato l’interesse per il football e così si mise in contatto con i fratelli Andrea e Matteo Dinelli i quali a loro volta contattarono Antonio Mertoli, Paolo Campora, Emanuele Altobel, Marino Gragnani, Jacopo Bardini e Jacopo Diaco, che essendo stati Etruschi della seconda generazione, nel frattempo avevano creato una squadra a Pisa che avevano poi lasciato nel 2010 per dissapori con la dirigenza. Non aspettavano altro che l’occasione per ricominciare per cui la scintilla fece presto a riaccendere il fuoco. Fu organizzata una riunione nell’ufficio di Walter Prosetti alla quale partecipai anche io e dalla quale venne fuori lo staff tecnico e dirigenziale della nuova struttura Venne poi costituita la società, integrato lo staff dirigenziale e tecnico ed oggi siamo al secondo campionato e per la seconda volta ai play off”. Una rinascita spumeggiante. “Sì. Attualmente abbiamo una sola squadra, che ha però ottenuto risultati ottimi. Siamo nati come associazione a maggio 2012 ed a settembre abbiamo fatto la prima leva giovanile, partendo da zero. Abbiamo attualmente raggiunto circa 67 atleti tesserati e partecipiamo al Campionato Senior, anche se gran parte dei nostri giocatori rientra ancora nell’under 19. Siamo una delle squadre più giovani del campionato il che, come è facile intuire, è un fattore molto positivo. Quando siamo partiti avevamo programmato di iscriverci al primo campionato nel 2015, ma poi vedendo che la

Una fase di gioco

squadra era molto motivata, abbiamo deciso di anticipare di un anno e così abbiamo fatto anche la stagione 2014”. Com’è andata? “L’esordio è stato duro, perché abbiamo incontrato subito i vice campioni d’Italia, che hanno poi vinto il campionato 2014. Una prima sconfitta che comunque ci ha fatto bene, perché ha tirato fuori l’orgoglio labronico e negli incontri successivi abbiamo sempre vinto ad esclusione della gara con il Pisa, che è notoriamente molto forte e che oggi milita nel campionato di seconda divisione. Siamo così arrivati terzi nel girone e questo ci ha permesso di partecipare alla Wild Card, cioè la prima parte dei playoff. In questa fase il primo incontro è stato con i Crabs Pescara. Siamo partiti senza pretese ma con la solita mentalità vincente ed abbiamo riportato una splendida vittoria in una partita perfetta. La settimana dopo abbiamo incontrato i Jokers Pesaro e qui purtroppo abbiamo perso per cui siamo usciti dai play-off. Siamo comunque arrivati fra le prime 16 squadre d’Italia, il che è certamente un ottimo risultato per una società neonata, che neanche voleva iscriversi a quel campionato”. In che periodo si svolge il vostro campionato? “Il nostro campionato inizia a metà febbraio e finisce a luglio. Nel 2014 hanno partecipato 39 squa-

dre in tutta Italia. Noi ci siamo dedicati al Football a nove, che non si gioca nei palazzetti come quello a 8, ma comunque è sempre di più facile gestione”. Dove vi allenate? “Da qualche giorno abbiamo fatto un accordo con il Comune e con la società Orlando Calcio che ci ha concesso uno dei campi dell’impianto Pitto, nel quartiere di Corea. Grazie a questa importante novità nei prossimi giorni inizieremo a programmare l’attività volta a sviluppare il settore giovanile. È mia intenzione mettere in campo i bambini fino dai 6 anni. Ovviamente giocheranno un football senza contatto, ma altrettanto divertente. Inoltre è mia intenzione inserire nello staff tecnico anche degli allenatori che parlino solo inglese in modo da rendere più interessante ed appetibile la partecipazione ai corsi. I bambini sono delle spugne ed imparano molto in fretta per cui sarà bello sentirli parlare inglese in campo”. Obiettivi del 2015? “a livello agonistico l’obiettivo è stato raggiunto in quanto siamo passati ai play off, e con un turno di anticipo. Per il resto, ora che abbiamo un campo tutto nostro, vogliamo fortificare la società e partire con le squadre giovanili per creare un vivaio che ci consenta uno sviluppo radioso”. Cosa state progettando per i più piccoli? “Sono anche presidente regionale della FIDAF, la Federazione Italiana di American Football, che ha raccolto un grandissimo numero di squadre e sta facendo un buon lavoro tanto che è riuscita ad ottenere l’affiliazione al Coni. Devo anche premettere che oltre al Tackle Football (quello che si vede comunemente in televisione) esiste anche il Flag Football che si gioca con 5 giocatori, senza alcuna protezione e che non prevede il contatto fisico. In questa variante vi sono schemi di gioco molto simili a quelli del Takle Football, ma gli atleti portano alla


“certamente. Sono un elemento di grande orgoglio. Sono poche le squadre che hanno un loro gruppo di cheerleaders e gli Etruschi sono una di quelle. Le Cheers4You (questo è il nome del gruppo) sono nate quasi in contemporanea con la società del 1983 e sono risorte insieme a noi grazie a Laura Pesco che all’epoca era una delle giovanissime ragazzine che ballavano in campo per sostenere la squadra e che ha pensato subito di ripartire insieme ai nuovi Etruschi. Il risultato … be, venitelo a vedere in campo. La soddisfazione più bella del 2014? “Io ho sempre fatto sport nella mia vita, ma nel Football Americano c’è qualcosa di particolare. Vedo ragazzi giovani di 15 – 16 anni che giocano insieme ai 30enni, che si approcciano sempre con grande rispetto sia verso i compagni di squadra, sia verso gli avversari, al di là dell’età o della nazionalità. Devo dire che la soddisfazione più bella è vedere come gli atleti abbiano subito assimilato i valori sportivi di solidarietà, lealtà, correttezza ecc. che cerchiamo di trasmettere e che devono animare il nostro sport ed il nostro ambiente. Per noi non esiste offendere l’avversario o l’arbitro. In campo si gioca duro, ma quando la partita finisce si sta tutti insieme, ci si confronta e si beve una birra, senza bisogno di scappare protetti da reti o dalla polizia”.

Con quale spot pubblicizzerebbe il Football Americano? “C’è uno spot molto bello di una squadra che dice ‘Il tuo disagio è la nostra forza’. Questa disciplina può essere giocata da tutti, c’è un ruolo per ogni taglia. È uno sport sano, basato su principi che fanno crescere ed arricchiscono positivamente chiunque frequenti il nostro ambiente”. È uno sport pericoloso? “No. Mio figlio si è infortunato di più giocando a basket che non a Football Americano. I ragazzi giovani iniziano con il Flag e poi imparano come assorbire i colpi, sono preparati e protetti dall’attrezzatura, ad affrontare uno sport di contatto. Ovviamente qualche infortunio è naturale, come negli altri sport”. È uno sport costoso? “Assolutamente no. L’attrezzatura non costa molto, un casco può arrivare a 200 euro, ma la società mette a disposizione gratuitamente quanto serve. Chi desidera naturalmente può anche comprarsi la sua attrezzatura, ma non è necessario”. Quali sono i vostri recapiti? “Il nostro campo da allenamento è presso l’Impianto sportivo Alfredo Pitto, in via Don Aldo Mei a Livorno; i nostri recapiti: sono i seguenti: e mail: info@etruschifootball.it; tel 338 339 1479”

Football Americano

cintura due bandierine (le Flags) per cui il giocatore che ha la palla in mano viene “placcato” semplicemente quando gli viene staccata una delle due bandierine. Questo è lo sport propedeutico che viene insegnato ai giovani ed in particolare ai bambini. È comunque molto divertente ed esistono dei campionati sia a livello nazionale che internazionale. Lo scorso mese di settembre si è giocato a Grosseto il campionato del mondo di flag Football. È stato uno spettacolo grandioso che ha avuto un enorme successo di pubblico. Questo sport si presta inoltre ad essere giocato anche sulle spiagge ed infatti lo scorso anno abbiamo partecipato a tre tornei mettendo in campo, anzi in spiaggia, tre squadre. Certamente giocheremo anche la prossima estate e, dato che le squadre sono miste, chissà che non riesca a coinvolgere anche le nostre bellissime cheerleaders. Come delegato regionale sto progettando di organizzare un torneo per far giocare i ragazzi attraverso un campionato scolastico e poi interscolastico, per portare infine i vincitori a giocare con altre squadre toscane. Non so se riuscirò a farlo entro quest’anno dato che gli impegni per la squadra mi hanno assorbito moltissimo”. Ha parlato delle vostre Cheerleaders, ci vuole dire qualcosa di più?

La squadra degli Etruschi Football Americano Livorno

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Un successone per i Campionati provinciali FIHP al PalaBastia Bambine e adolescenti con il sorriso sulle labbra di Mario Orsini

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Giada Niccolai

ppuntamento con il campionato provinciale di pattinaggio artistico, nei primi due giorni di marzo, sul parquet del PalaBastia. In programma le prove di Liberi e Obbligatori. In palio i due titoli provinciali delle varie categorie,

Sara Pipola e Viola Barni

sotto l’egida della Federazione Italiana Ho- le e anche lei con il desiderio di diventackey e Pattinaggio e quello della Combina- re: iInsegnante di pattinaggio” come Greta ta. A cercare di aggiudicarseli una cinquan- Malloggi. Forse un futuro come medico, intina di brave pattinatrici di casa nostra, in vece, per l’undicenne Sara Pipola: “Mi piarappresentanza delle tre società cittadine: cerebbe curare i bambini”, le sue parole. Circolo Pattinaggio La Rosa, Circolo Arci La Tra le più brave Giulia Gambicorti e Diletta Cigna-Gymnasium e Circolo Pattinaggio Peralta. Quest’ultima allenata dai genitori Artistico La Stella. Bambine e adolescenti Debora e Leandro e quando c’è la possibilicon il sorriso sulle labbra, il desiderio di di- tà, anche dalla grandissima Tanja Romano. vertirsi e di far bene. Un’insegnate davvero speciale, per uno Alcune delle partecipanti anche picco- dei talenti più genuini del pattinaggio di lissime, come Alessia Torri, una principes- casa nostra. In occasione di questo appunsina di appena sette anni, che frequenta la tamento, Tanja ha voluto essere vicina alscuola elementare Cattaneo e nonostan- la sua allieva per darle i consigli giusti al te l’età dimostra di avere già le idee chia- momento giusto. Tenendo conto di come re. Basta ascoltarla: “Ho ben quattro ma- sono andate le cose ha avuto pienamente estre. Sono Donatella, Angela, Michela e ragione, perché Diletta ha fatto vedere veLucrezia e tutte bravissime. Da grande vor- ramente grandi cose. Applausi meritati per rei fare l’insegnate di pattinaggio”, ci dice lei ma anche per tante altre, comincianprima di esibirsi. Alle elementari, in terza do dal triplo trionfo provinciale, nei Libealle Lambruschini, Sara Russo, otto di sim- ri, Obbligatori e Combinata di Alessia Torpatia che da grande vorrebbe fare la ma- ri, Sara Russo, Aurora Carnieri. Stupende estra elementare. Più grandicella, 15 anni, performance, inoltre, per tante altre pattiGiada Niccolai, studentessa, con ottimi ri- natrici. sultati, al primo anno dell’ITI. “Pattinare mi è sempre piaciuto. Una passione che ho condiviso con mia sorella Asia. Mi piace anche studiare. Non ho ancora scelto l’indirizzo, ma penso di orientarmi su chimica o biologia, entrambi bellissimi”. Futura fotografa e insegnante di pattinaggio, l’undicenne Viola Barni. Studentessa dell’ITI, ma al quarto anno di Biologia AmbientaSara Russo, Alessia Torri, Viola Barni, Michelle Figoli e Sara Pipola

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Le parole di Mario Tinghi Decisamente soddisfatto il presidente regionale FIHP Mario Tinghi. “Sono stati due giorni di sport vero, con tante belle esibizioni. Ringrazio le pattinatrici per il loro impegno, quasi quotidiano, negli allenamenti e i loro bravi insegnanti, per la professionalità e disponibilità in ogni circostanza. Un plauso meritato, infine, ai genitori per l’abnegazione, la dedizione e i sacrifici che fanno per dare ai loro figli la possibilità di poter praticare questo sport meraviglioso. Un doveroso ringraziamento, infine, a quanti hanno lavorato per la piena riuscita di questa manifestazione”. Poi un auspicio. “Il nostro sport meriterebbe di avere un palazzetto tutto suo, in cui le atlete, delle varie società, possano allenarsi, in particolare nella cattiva stagione. In questo modo avremo anche la possibilità di organizzare gare a livello regionale, per non dire nazionale. La speranza è che in un prossimo futuro venga colmata questa lacuna. E anche Livorno abbia il suo bel palazzetto per pattinaggio”.

Altea Lenzi, Greta Malloggi e Giulia Antonini

Alessia Cellini, Alessia Villano e Martina Blasizza

Risultati LIBERI: Giovanissimi A. 1° Alessia Torri, 2° Emily Favi, 3° Aurora Semboloni, 4°Aurora De Zio. Giovanissimi B. 1° Sara Russo, 2° Michelle Figoli, 3° Emily Valenti. Esordienti A: 1° Denise Bendinelli, 2°Agnese Mori. Esordienti B: 1° Viola Barni, 2° Swamy Cancelli, 3° Martina Mazzoni. Allievi A: 1° Aurora Carnieri, 2° Viola De Vizia. Allievi B: 1° Elisa Ianda. Esordienti Reg.: 1° Sofia Bientinesi, 2° Greta Giusti, 3° Sara Voliani, 4° Martina Puliti, 5° Alice Pancaccini. Allievi Reg.: 1° Elisa Pagliai, 2° Alessia Perugini, 3° Francesca Grossi, 4° Sara Pipola, 5° Rachele Fugi, 6° Erika Cingolani, 7° Aurora Paretti, 8° Martina Lugli, 9° Giulia Lonzi, 10° Giulia Antonini, 11° Rachele Di Ciuccio. Div. Naz. A: 1° Olivia Di Giorgi, 2° Giada Niccolai, 3° Alessia Cellini, 4° Martina Blasizza, 5° Alice Villano, 6° Altea Lenzi. Cadetti: 1° Diletta Peralta. Junior: 1° Giulia Gambicorti. OBBLIGATORI: Giovanissimi A. 1° Alessia Torri, 2° Emily Favi, 3° Aurora De Zio, 4° Aurora Semboloni. Giovanissimi B. 1° Sara Russo, 2° Michelle Figoli, 3° Emily Valenti. Esordienti A: 1° Agnese Mori, 2° Denise Bendinelli. Esordienti B: 1° Swamy Cancelli, 2° Viola Barni, 3° Martina Mazzoni. Allievi A: 1° Aurora Carnieri, 2° Viola De Vizia. Allievi B: 1° Elisa Ianda. Esordienti Regionali.: 1° Martina Puliti, 2° Sofia Bientinesi, 3° Sara Voliani, 4° Lucrezia Pappalardo, 5° Adele Salemmi, 6° Greta Giusti, 7° Sofia Rugiero, 8° Alice Pancaccini. Allievi Regionali.: 1° Elisa Pagliai, 2° Martina Lugli, 3° Erika Cingolani, 4° Alessia Perugini, 5° Francesca Grossi, 6° Giulia Antonini, 7° Romina Magaletti, 8° Rachele Fugi, 9° Sara Pipola, 10° Rachele Di Ciuccio, 11° Aurora Paretti. Div.

Francesca Grossi

Naz. A: 1° Giada Niccolai, 2° Alessia Cellini, 3° Olivia Di Giorgi, 4° Alice Villano, 5° Martina Blasizza, 6° Altea Lenzi. COMBINATA: Giovanissimi A. 1° Alessia Torri, 2° Emily Favi, 3° Aurora Semboloni, 4° Aurora De Zio. Giovanissimi B. 1° Sara Russo, 2° Michelle Figoli, 3° Emily Valenti. Esordienti A: 1° Denise Bendinelli, 2° Agnese Mori. Esordienti B: 1° Viola Barni, 2° Swamy Cancelli, 3° Martina Mazzoni. Allievi A: 1° Aurora Carnieri, 2° Viola De Vizia. Allievi B: 1° Elisa Ianda. Divisione Nazionale A: 1° Giada Niccolai, 2° Olivia Di Giorgi, 3° Alessia Cellini, 4° Martina Blasizza, 5° Alice Villano, 6° Altea Lenzi. Cadetti: 1° Diletta Peralta. Juniores: 1° Giulia Gambicorti. Giudici: Stefania Savi, Mariangela Chiesa, Catiuscia Pellegrini. Segreteria Computer: Barbara Borgioli. Presidente di Giuria: Mariangela Chiesa.

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Olivia Di Giorgi, Giada Niccolai e Altea Lenzi

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Pattinatrici in grande spolvero ai campionati regionali Tante le medaglie portate a casa restazioni super quasi a getto continuo sui parquet di mezza Toscana. Tante le medaglie portate a casa, nelle varie categorie, dalle nostre splendide pattinatrici nelle loro performance ai campionati regionali. Difficile ricordarle tutte. Ci limitiamo quindi al alcune di queste belle prestazioni iniziando, in maniera cronologica, dalle prime. A Fornaci, in provincia di Pistoia, volo dorato con i pattini ai piedi di Giada Niccolai, del Circolo Pattinaggio La Rosa, negli obbligatori, categoria Divisione Nazionale A. Alle spalle della 14enne studentessa, al primo anno dell’Istituto Tecnico Industriale, e futura biologa, ottimo secondo posto di Alessia Cellini, (La Cigna Gymnasium), 8° Martina Blasizza (La Cigna Gymnasium), 11° Olivia Di Giorgi (Circ. Patt. La Rosa), 14° Alice Villano. Sul podio, sempre negli obbligatori, però nella categoria Divisione Nazionale B, bel terzo posto di Sara Gai (La Cigna Gymnasium), 6° posto per Giada Romano (Pattinaggio Artistico La Stella). Nella categoria Divisione Nazionale D, bronzo per Valentina Imbrogiano (La Cigna Gymnasium), 5° posto per Chiara Badari (La Cigna G.), 6° Irene Anselmi (Pattinaggio Artistico La Stella). Nei Liberi, invece,

4° posto Camilla Serraglini (Pattinaggio Artistico La Stella) nella Categoria Divisione D. e 10° di Matilde Bonaccorsi, nella Divisone C. Grazie ai risultati ottenuti tante di loro si sono guadagnate il pass per partecipare anche ai campionati italiani. Ecco i loro nomi: Giada Niccolai, Alessia Cellini e Sara Gai. A fare da apripista alla gara di Fornaci, la settimana precedente, era stata quella di Molina di Quosa. Anche in quel caso i bei risultati non erano davvero mancati. Tra questi la bella medaglia d’argento nella combinata della categoria Divisione Nazionale B, di Sara Gai (La Cigna Gymnasium) e 4° posto di Giada Romano (P. Art. La Stella). Nei Liberi, invece, 10° posto per Sara Gai e 11° Giada Romano, 23° Martina Ferri (la Cigna Gymnasium). Tra le Esordienti “A”. Combinata: 2° Agnese Mori (Circ. Patt. La Rosa). 4° Denise Bendinelli ( La Cigna Gymnasium). Obbligatori: 4° Agnese Mori, 7° Denise Bendinelli. Liberi: 6° Agnese Mori e 7° Denise Bendinelli. La grande kermesse regionale ha poi avuto tanti altri appuntamenti con risultati sempre da incorniciare. Le soddisfazioni per il pattinaggio livornese oltre che dallo sterminato numero di atlete è arrivato anche da altre parti.

Sara Gai, Martina Blasizza e Alessia Cellini

Camilla Serraglini

Al Pala Mandela di Firenze, in occasione dei campionati italiani, gruppi spettacolo e sincronizzato, con in gara 3500 atleti, in rappresentanza di 250 squadre provenienti da tutta Italia, nella stanza dei bottoni della macchina organizzativa e decisionale, bella rappresentanza di Livorno cominciando con la coordinatrice dei giudici di gara Debora Maffei, il coordinatore dell’organizzazione Mario Tinghi e la segretaria della giuria Denise Maffei.

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di Mario Orsini

Martina Blasizza, Alice Villano e Imbrogiano

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giugno, sulla magica pista della Sovrana, in una giornata inondata dal sole, in gara, sotto l’egida Uisp, una sessantina di giovanissime pattinatrici, nei due trofei provinciali: Disco-Promo e Discobolo. Due prove con storie e aspettative diverse, seppure entrambe abbondantemente permeate da aspetti ludici. Di recente istituzione il Disco-Promo, riservato alle piccole atlete che si erano avvicinate al pattinaggio da pochi mesi. Per loro una esibizione tecnicamente soft, ma psicologicamente impegnativa. Come capita a chi si sottopone per la prima volta al giudizio dei giudici, specialmente in una gara individuale. Con radici lontane e in pieno svolgimento, invece, negli stessi giorni, in tutte le province della Toscana, il trofeo Discobolo. Una manifestazione che di fatto ha coinciso con il battesimo agonistico, vero e proprio, per tante baby pattinatrici, con un pizzico d’esperienza in più rispetto alle loro “colleghe” del Disco-Promo. Per molte di queste farfalline, già nel proseguo dell’anno solare, si sono poi spalancate le porte di competizioni a livello regionale. E le più brave hanno mostrato la loro bravura addirittura su palcoscenici nazionali. Anche se, diciamolo con franchezza, l’aspetto agonistico, in entrambi i trofei, aveva una valenza assolutamente marginale.

Trofei Discobolo e Disco-Promo Piccole pattinatrici giocano e crescono sulla pista di Mario Orsini

Il gruppo La Cigna

Eccezionale come consueto il colpo d’occhio. Con le note musicali che risuonavano nell’aria, lo scintillio di tutine variopinte, i visini sorridenti. E genitori, nonni, fratellini e sorelline pronti ad applaudirle,

sostenerle e incoraggiarle, con montagne d’applausi, indipendentemente dalle prestazioni. Tra le novità dell’edizione 2014, in pista con i pattini ai piedi, nel trofeo DiscoPromo, anche Matteo Fedeli, un bambino con la casacca dei Falchi di Venturina, nella categoria dai sette agli otto anni. Un frugoletto davvero bravo a dimostrare che il pattinaggio non è prerogativa solo delle femminucce. I Falchi, tra l’altro, so-

Melissa Branchetti

Matilde Cau

Le gare

no stati l’unico circolo, non livornese doc, a far compagnia ai nostri tre Circoli cittadini: Pattinaggio La Stella, La Cigna Gymnasium-Divo Demi e Pattinaggio La Rosa. Tra le tante stupende vincitrici nelle varie categorie un plauso particolare è andato a Greta Bitossi che, nel raggruppamento più numeroso, quello dagli otto ai nove anni, si è lasciata alle spalle ben diciassette bravissime coetanee.

Risultati prova Liberi

Categoria Disco-Promo 1A. 1° Melissa Branchetti (Circ. Divo Demi), 2° Emma Costa (D. Demi), 3° Lisa Risaliti (D. Demi), 4° Chiara Merli (I Falchi), 5° Alessia Merli (I Falchi). Categoria Disco Promo 1B Maschile. 1° Matteo Fedeli (I Falchi). Categoria Disco-Promo 1B Femminile. 1° Alessia Strazzullo (D. Demi), 2° Giulia Falotico (Circ. La Stella), 3° Alessia Biondi (I Falchi). Cat. 1D.1° Sofia Neri (I Falchi). Categoria Discobolo 1A. 1° Aurora Carabella (La Cigna Gymnasium), 2° Creola Corucci (La Cigna), 3° Giulia Piscitelli (Circ. Patt. La Rosa), 4° Mya Balloni (La Rosa), 5°Rachele Cresci (La Stella), 6° Maria Antonini (La Stella), 7° Greta Paiella (I Falchi). Categoria Discobolo 1 B. 1° Greta Bitossi (La Cigna), 2° Natalia Cavallini (La Cigna), 3° Aurora Bardi (La Cigna), 4° Margherita Rossi (La Stella), 5° Matilde Cau (La Cigna), 6° Elisa Luzzi (La Stella), 7° Emma


Trofeo delle Città a Bologna Un lusinghiero nono posto in una manifestazione nazionale di Mario Orsini

C

inque brave pattinatrici di casa nostra sul parquet a Bologna a novembre, per partecipare al Trofeo delle Città. Una competizione a valenza

Mario Tinghi a Sovrana

nazionale organizzata della Lega Uisp e ormai alla 5a edizione. In pista nella città felsinea, cinque splendide farfalline: Viola Barni, Sara Russo, Agnese Mori, Alessia Torri e Viola De Vizia. Ad accompagnarle le maestre Cinzia Savi, del circolo pattinaggio La Rosa e Debora Possenti del circolo pattinaggio La Cigna Gymnasium. Per il gruppo labronico alla fine un lusinghiero nono posto, ma soprattutto la soddisfazione di aver rappresentato la città di Livorno in una competizione a livello nazionale. A vincere il quinto trofeo delle città è Rimini “Bianca” con un totale di 50 punti. Alle spalle della compagine romagnola nell’ordine: Spezia con 46 punti e Bologna “2 Torri” con 43. La rappresentativa labronica, invece, è riuscita a conquistare 30 punti e a lasciarsi alle spalle compagini importanti come Modena, Rimini “Rossa”, Roma-Viterbo e tante altre. Guardando i singoli risultati il migliore è stato il 3° posto di Agnese Mori nella categoria Piccoli Azzurri.

Greta Bitossi

goria Discobolo 3B.1° Anisia Ozia (La Rosa), 2à Giorgia Geppetti (La Rosa), 3° Alice Taddei (La Rosa), 4° Matilde Gelli (La Rosa), 5° Sofia Puccini (La Rosa), 6° Noemi Baggiani (La Rosa). Categoria Discobolo 3C. 1° Cindy Bregu (La Stella).

Decisamente apprezzabili anche le performance delle altre pattinatrici cominciando dal quinto posto di Viola De Vizia nella categoria Allievi Giovani e proseguendo con il sesto di Viola Barni nella categoria Primavera, l’ottavo di Sara Russo nella categoria Novizi Uisp e l’undicesimo (su un lotto di una ventina di partecipanti) di Alessia Torri in quella Novizi Giovani. Tra i più contenti di questa nuovo e importante risultato della scuola di pattinaggio labronica il presidente regionale della FIHP e del Circolo La Rosa: Mario Tinghi. Basta ascoltare le sue parole. “Il risultato complessivo è senz’altro positivo. Poteva essere addirittura migliore se non fossero mancate le ore di allenamento alla Bastia”. Poi allargando l’orizzonte alla sua carica di responsabile del pattinaggio del Granducato aggiunge. “A livello regionale stiamo lavorando, di buona lena, per ottenere l’incarico di organizzare i campionati del mondo di pattinaggio in Toscana nel 2016. Sarebbe una cosa stupenda, dal punto di vista di immagine mediatica per la nostra bella Toscana e promozionale per il nostro sport, sempre più sulla cresta dell’onda a livello nazionale e anche nella nostra bella Livorno”.

F.I.H.P.  Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio

Sara Risaliti, Viola Guillet, Greta Bitossi, Giulia Grimaldi, Matilde Cau e Alice Disgraziati

Botteghi (La Stella), 8° Giulia Grimaldi (la Cigna), 9° Eva Putrino (La Stella), 10° Carolina Porciani (La Rosa), 11° Alice Disgraziati (La Cigna), 12° Marta Colombo (La Stella), 13° Veronica Bocelli (La Stella), 14° Daniela Lisi (La Cigna), 15°Viola Guillet (La Cigna), 15° Vittoria Sanna (La Cigna), 17° Elisa Cottini (La Stella), 18° Gaia Porciani (La Rosa). Categoria Discobolo 1C. 1° Carolina Bertini (La Rosa), 2° Sara Risaliti (La Cigna), 3° Sara Dell’Agnello (La Stella), 4° Ambra Vettori (La Rosa). Categoria Discobolo 1D. 1° Asia Attanasio (La Rosa), 2° Valeria Biffi (I Falchi), 3° Giulia Merli (I Falchi). Categoria Discobolo Cat. 2B. 1° Aurora Dadomo (La Stella), 2° Martina Morandi (La Stella), 3° Alice Gasparri (La Cigna), 4° Nicole Tampucci (La Stella). Categoria Discobolo 2C. 1° Vittoria Grechi (La Stella), 2° Lucrezia Di Paco (La Stella), 3° Alessia Ciccotelli (La Stella), 4° Martina Favi (La Cigna). Categoria Discobolo 3A. 1° Martina Grechi (La Rosa), 2° Marta Pellegrini (La Rosa). Cate-

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Trofeo Uisp a squadre Il battesimo agonistico

F.I.H.P.  Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio

di Mario Orsi ni

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Il podio

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giugno, sulla magica pista M. Fabbri del circolo Pattinaggio La Stella, sul viale Nazario Sauro, a un tiro di schioppo dallo stadio comunale, la terza e definitiva prova del trofeo Uisp a squadre cittadino, di pattinaggio artistico. Sul parquet, in un turbinio di suoni e colori, bambine dai sette ai dodici anni, in rappresentanza dei nostri circoli cittadini. In gara oltre alle “padrone” di casa anche atlete dei Circoli Pattinaggio La Rosa e La Cigna Gymnasium. In tutto una cinquantina di farfalline, con le loro belle tutine variopinte e i pattini ai piedi. In una giornata speciale per lo sport nazionale, perché coincidente con il centenario del Coni. Stupendo come sempre il colpo d’occhio. Con genitori e nonni ad incoraggiare e applaudire le loro dolci e deliziose creature. A contendersi il trofeo di squadra cittadina di pattinaggio più brava dieci compagini, ben assortite. Ciascuna formata da quattro o cinque atlete. Per

molte, di queste bambine, al loro primo vero e proprio battesimo agonistico, una scorpacciata di emozioni, in attesa di es-

sere inserite, già dal prossimo anno, nelle varie categorie previste da Uisp e FIHP, a seconda dell’età. E di dare così ufficialmente inizio alla carriera agonistica vera e propria. La vittoria di giornata, computando i punteggi ottenuti da ogni singola pattinatrice della squadra, è andata, grazie ai 2619 punti totali conquistati, alla compagine Blu della Cigna Gymnasium, composta da: Aurora Carabella, Creola Corucci, Greta Bitossi e Natalia Cavallini. Quattro piccole pattinatrici di cui sentiremo parlare in futuro, come d’altronde per tante altre. Per l’eccellente quartetto, della società con sede alla Sovrana, anche il primo assoluto, con un totale complessivo, al termine delle tre prove di ben 8354 punti. Ma a trionfare, ci sembra doveroso sottolinearlo, sono state tutte le partecipanti, con la loro grazia, leggiadria, armonia e voglia di esserci. Tra i presenti la segretaria, con delega di rappresentante, del Coni cittadino, Sarah Salvini e il signor Ettore Carpenè. Inoltre i presidenti regionali FIHP e Uisp di Pattinaggio: Mario Tinghi e Glauco Cintoi, la presidentessa provinciale della Lega Uisp: Ilaria Stefanini Gori e tante bravissime maestre e maestri di uno sport, in piena crescita. Grazie alle quasi quattrocento atlete iscritte alle tre società cittadine. Anzi quattro tenendo conto anche

Gruppo La Cigna Gymnasium


del Divo Demi da un po’ di tempo accorpato alla Cigna Gymnasium. Ma vediamo nel dettaglio la classifica finale, delle squadre partecipanti, dopo le tre prove e il nome delle piccole atlete che ne hanno fatto parte. Anche se, è bene sottolinearlo, in questo tipo di competizioni i risultati hanno davvero un valore marginale e lasciano il posto agli aspetti ludici, allo spirito di squadra, al desiderio di aiutarsi e incoraggiarsi le une con le altre, alla gioia per qualche bella performance di qualche amica o compagna.

Sarah Salvini e Ilaria Stefanini

Insomma agli aspetti educativi e formativi dello sport con la “S” maiuscola e lo spirito decubertiano d’attualità.

Classifica finale:

1° Circ. Patt. La Cigna Gymnasium Blu (punti 8354): Aurora Carabella, Creola Corucci, Greta Bitossi e Natalia Cavallini.

F.I.H.P.  Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio

Un gruppo del Pattinaggio La Rosa

2° Circ. Patt. La Rosa Blu (punti 7306): Giulia Piscitelli, Martina Grechi, Giorgia Geppetti, Sofia Puccini, Noemi Baggiani. 3° Circ. Patti. La Rosa, Rosa (7196 punti): Mya Balloni, Marta Pellegrini, Anisia Ozia, Matilde Gelli. 4° Patt. La Cigna Bianca (6610 punti): Aurora Bardi, Viola Guillet, Alice Gasparri, Martina Favi, Giulia Grimaldi. 5° Circ. Patt. La Stella Bianca (5944 punti): Margherita Rossi, Elisa Luzzi, Martina Morandi, Lucrezia Di Paco, Maria Antonini. 6° La Stella Gialla (5821 punti): Elisa Cottini, Emma Botteghi, Veronica Bocelli, Cindy Bregu. 7° La Rosa Bianca (5767 punti): Carolina Porciani, Serena Pagano, Megi Sula, Alice Taddei, Gaia Porciani. 8° La Stella Rosa (5538 punti): Rachele Cresci, Nicole Tampucci, Aurora Dadomo, Vittoria Grechi, Stefy Bregu. 9° La Cigna Rosa (5413 punti): Vittoria Sanna, Alice Disgraziati, Daniela Lisi, Matilde Cau, Sara Risaliti. 10° La Stella Blu: Marta Colombo, Eva Putrino, Sara Dell’Agnello, Alessia Ciccotelli. Al termine premi per tutte le partecipanti. E una bella fetta, di una gustosa torta, offerta da Coni e Lega Uisp.

Circolo Pattinaggio La Stella

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Trofeo “Memorial Giovanni Belati a Pistoia Due medaglie d’oro, cinque d’argento e cinque di bronzo per le pattinatrici livornesi

Viola Barni

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ltimi scampoli del 2014 scoppiettanti per il pattinaggio labronico. A dicembre, nell’ottava edizione del trofeo nazionale “Memorial Giovanni Belati” di pattinaggio artistico a rotelle, sul parquet del PalaTenda di Pistoia, le nostre pattinatrici, si sono messe in bella evidenza sfoderando una prestazione collettiva super, impreziosita da tante belle performance individuali. Dimostrando, così, una volta di più, di essere competitive, anche in una gara cui hanno partecipato tante brave atlete appartenenti a società sparse per l’intera penisola. A tenere alto lo stellone labronico pattinatrici del Circolo Pattinaggio La Rosa e del Circolo Pattinaggio La Cigna Gymnasium- Divo Demi. Per loro lusinghieri risultati, in una gara dagli alti contenuti tecnici ed agonistici. Basta guardare il bilancio complessivo di due medaglie d’oro, cinque d’argento e cinque di bronzo. A trionfare, nella categoria Esordienti, la piccola Agnese Mori e, nella categoria Divisione Nazionale A, Olivia Di Giorgi, entrambe con la casacca del Circolo La

Rosa. Sul secondo gradino del podio: Michelle Figoli, Viola Barni, Martina Blasizza, Alessia Torri, Alessia Perugini. Terzo posto, infine, per Emily Favi e Sara Russo. Ma vediamo i risultati completi delle nostre splendide farfalline, tenendo conto anche dei buoni piazzamenti. Categoria Esordienti A: 1° Agnese Mori (La Rosa). Categoria Esordienti B: 2° Viola Barni (La Rosa). Categoria Giovanissimi: 2° Alessia Torri (La Rosa), 3° Emily Favi (La Cigna Gymnasium). Categoria Giovanissimi B: 2° Michelle Figoli (La Rosa), 3° Sara Russo (La Rosa). Categoria Allievi Regionali: 2° Alessia Perugini (La Rosa), 5° Rachele Fugi ((La Cigna Gymnasium). Categoria Allievi A: 4° Viola De Vizia (la Cigna Gymnasium), 5° Aurora Carnieri (La Cigna Gymnasium). Categoria Divisione Nazionale A: 1° Olivia Di Giorgi (La Rosa), 2° Mar-

tina Blasizza (La Cigna Gymnasium), 3° Giada Niccolai (La Rosa). Categoria Cadette: 4° Diletta Peralta. “La bella performance di Pistoia, delle nostre bravissime pattinatrici, non è giunta inaspettata ed è frutto anche degli allenamenti svolti al Modigliani Forum”. A sottolinearlo è il presidente regionale FIHP e del circolo pattinaggio La Rosa Mario Tinghi che aggiunge: “Le cose andranno ancora meglio quando saranno completati i lavori all’impianto sportivo della Bastia. Le nostre brave pattinatrici potranno così, finalmente, tornare ad allenarsi su una superficie analoga a quella su cui si troveranno a gareggiare nelle competizioni ufficiali. E quindi un ulteriore salto di qualità in termini di preparazione e soprattutto di risultati”.

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di Mario Orsini

Giada Niccolai, Elisa Ianda e Olivia Di Giorgi

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Benedetta Niccolini: atleta emergente dell’anno premiata dalla Unvs La soddisfazione del presidente, provinciale Fihp e regionale Uisp, Glauco Cintoi

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n anno da incorniciare per la diciottenne Benedetta Niccolini. Dopo aver conquistato, a settembre 2014, la medaglia di bronzo, nella categoria Junior degli Obbligatori, ai campionati europei di pattinaggio artistico di Roccaraso, è stata scelta dalla sezione “Nedo Nadi”, dell’Unione Nazionale dei Veterani dello Sport, come atleta emergente dell’anno. La consegna dell’ambito riconoscimento, domenica 7 dicembre, nel salone della Cassa Edile in via Piemonte, in occasione dell’annuale Giornata dello Sport. Con Benedetta Niccolini sono stati premiati altre atlete e atleti labronici che si sono messi in grande evidenza durante l’anno. A sottolineare il lieto evento, per il pattinaggio artistico livornese, il presidente, provinciale della FIHP e regionale Uisp, Glauco Cintoi. “In occasione delle premiazioni, oltre che da Benedetta il pattinaggio labronico è stato rappresentato da Giada Niccolai e Olivia Di Giorgi del circolo Pattinaggio La Rosa. Inoltre Martina Puliti della Società di pattinaggio La Stella e Sara Gai e Alessia Cellini del circolo pattinaggio La Cigna Gymnasium. A dimostrazione della vivacità del nostro sport a livello agonistico”. Sara e Alessia, purtroppo non hanno potuto partecipare alle premiazioni perché impegnate in una gara a valenza nazionale. Inutile sottolineare la grande soddisfazione, per questo riconoscimento, in tutto l’entourage che gravita intorno al pattinaggio labronico. Uno sport bello e affascinante come pochi altri, che da tempo sembra aver ritrovato terreno

fertile dalle nostre parti, grazie anche a eccellenti maestri e bravi dirigenti. I risultati a livello regionale e nazionale e qualche volta internazionale sono sotto gli occhi di tutti, nonostante la cronica assenza di un impianto in cui le atlete possano allenarsi tutto l’anno. A tale proposito, con un pizzico d’amarezza Glauco Cintoi aggiunge: “Benedetta purtroppo da mesi, pur rimanendo con il cuore colorato d’amaranto, gareggia con la maglia di una società fiorentina. La speranza è che il suo passaggio ad un’altra società non sia propedeutica e di stimolo alla migrazione di altre nostre bravissime atlete verso lidi con strutture più adeguate”. Un modo come un altro per ribadire che il problema palazzetto per il pattinaggio non è più procrastinabile a Livorno Nelle immagini Benedetta Niccolini

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di Mario Orsini

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Vigilia delle festività con i fiocchi per le farfalline labroniche

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di Mario Orsini

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na quattro, cinque anni, alle più grandicelle. Un doveroso ringraziamento va anche ai loro super maestri che hanno lavorato con impegno e grande professionalità, oltre che per preparare in maniera ottimale le loro allieve, anche alla realizzazione dell’evento, per tanti versi storico. Ricordiamo, doverosamente, i nomi di questi eccellenti insegnanti di pattinaggio. Alcuni di loro, specialmente tra le più giovani, nella doppia veste di atlete ed educatrici-insegnanti. Circolo La Stella: Benedetta Andreani, Erica Rizzo, Silvia Lorenzelli e Irene Anselmi. Circolo La Rosa: Linda Mattei, Cinzia Savi, Silvia Rachini, Andrea Bientinesi e Laura Ferretti. Circolo la Cigna Gymnasium e Circolo Divo Demi: Debora Possenti Peralta, Leandro Peralta, Virginia Giachi e Valentina Imbrogiano.

Un pensiero per Giovanni Orsucci

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Gruppo La Cigna Gymnasium

na vigilia delle festività di fine anno con i fiocchi e i controfiocchi per il pattinaggio artistico labronico. Sul parquet del Modigliani Forum quasi trecento splendide farfalline, con le loro bellissime tutine variopinte, i pattini ai piedi, i sorrisi contagianti e l’emozioni dipinte sul viso. Il tutto, a qualche giorno dal Santo Natale, quasi tre ore e mezza abbondanti di spettacolo mozzafiato, in un turbinio di suoni, di colori ed esibizioni mozzafiato. Con genitori e nonni a fare da colonna sonora, con scroscianti applausi, alle stupende esibizioni delle pattinatrici che si alternavano a gruppi o singolarmente sul parquet della grande struttura polifunzionale di Porta a Terre. A organizzare la stupenda festa, che ha visto festeggiare, per la prima volta, tutte insieme, le quattro società livornesi: Circolo Pattinaggio la Rosa, Circolo Pattinaggio La Stella, Divo Demi e Circolo Pattinaggio la Cigna Gymnasium. In un’unità d’intenti, spirito di collaborazione e identità di vedute che ha pochi uguali in altri, per non dire in quasi tutti, i segmenti del variegato sport cittadino, in cui la rivalità, tra le varie società, è quasi pane quotidiano. Oppure, nel migliore dei casi, l’indiffe-

renza, degli uni rispetto agli altri, la fa da padrone. Ma torniamo alla stupenda serata di questo sport in piena crescita nella città di Livorno.

Quattro circoli cittadini

A fare gli onori di casa i dirigenti della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio e della Lega Pattinaggio Uisp: Mario Tinghi, Glauco Cintoi e Ilaria Stefanini Goti, nell’occasione anche nelle vesti di bravissima e simpatica speaker. Assolute protagoniste, le brave pattinatrici, dalle più piccole di appe-

Non sono mancati neppure momenti di giustificata commozione. Prima dell’inizio delle esibizioni, è stato ricordato il grande Giovanni Orsucci. Per quarant’anni figura di riferimento, a livello dirigenziale di questo sport, a livello cittadino e non solo. Un uomo educato, gentile, rispettoso, amato e benvoluto da tutti per la sua grandissima professionalità e per l’amore che aveva per questo sport. Alla moglie Vanna è stato consegnato un omaggio floreale e una targa ricordo da parte del presidente regionale Fihp, Mario Tinghi e del comitato provinciale Uisp, Michele Barzagli.

Gruppo misto finale in un momento finale della festa


ta collettiva di tutte le pattinatrici presenti.

Le bambine de La Cigna Gymnasium

Esibizioni

Tra le tantissime performance particolarmente apprezzate quelle, zeppe di tenerezza, dei gruppi delle piccolissime bambine delle varie società. Scroscianti e meritati applausi anche per alcuni super quartetti. Con la loro armonia di movimenti, ben sincronizzati, hanno deliziato il pubblico presente. Stupenda anche l’esibizione del gruppo – una ventina in tutto- delle pattinatrici della Cigna Gymnasium, reduci tra l’altro, dalla partecipazione alla rassegna nazionale dei gruppi folk. Eccellente, inoltre Diletta Peralta. Una pattinatrice quindicenne, figlia

dei maestri Debora e Leandro, allenata periodicamente anche dall’immensa Tanja Romano. Diletta Peralta, insieme a Benedetta Niccolini, che attualmente si allena a Firenze, senza togliere nulla a tante altre ottime pattinatrici di casa nostra, è l’atleta di maggiore spicco a livello cittadino di questo sport, grazie a un talento innato e una passione fuori del comune, grazie alla quale riesce a sminuire i sacrifici e cancellare quasi del tutto la fatica dei lunghi e qualificati allenamenti. Il finale, della manifestazione, non poteva essere altrimenti, ha dato linfa alla tradizione natalizia, con una sfila-

Per la gioia, specialmente dei bambini più piccoli, si è poi materializzato un bel babbo Natale in carne e ossa, con una gerla piena di doni, quanto mai graditi. Infine l’arrivederci all’anno prossimo. Con tanto voglia, da parte di tutti, di ripetere, magari migliorandola in qualche dettaglio, questa bellissima festa, di nuovo tutti insieme. E, inoltre, con l’auspicio che le pattinatrici presenti alla manifestazione sia ancora di più. Obiettivo certamente alla portata di mano, perché il numero delle bambine che si avvicinano a questo sport è in continua crescita. A confermarlo sono Mario Tinghi e Glauco Cintoi. Ascoltiamoli: “Se il trend d’iscrizione continuerà a essere quello dell’ultimo periodo, non è utopia pensare che il traguardo totale delle quattrocento iscritte, a corsi di pattinaggio nella nostra città, possa essere raggiunto e, perché no, superato”.

Ilaria Stefanini con Babbo Natale

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Babbo Natale

Gruppo bambine

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l’in te r vista

Riccardo Niccolini

... e gli atleti della lotta Francesco Simonti, Daria Klimenko e Ruben Pasta

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Foto di gruppo di Riccardo Niccolini con una parte degli atleti di Lotta Libera

on il cronometro in mano segue, uno ad uno, i giovani lottatori labronici. Così troviamo Riccardo Niccolini nella sua palestra Popeye Club, che riusciamo ad intervistare pur non distogliendo la sua attenzione dal tappeto davanti a noi, dove pullula la nuova generazione di atleti. “Il 2014 è stato un anno positivo, perché abbiamo avuto tanti importanti risultati anche a livello internazionale”. Cominciamo con la punta di diamante. “Simone Ianattoni ha vinto il terzo titolo italiano cadetti ed è stato chiamato in Nazionale. Ha partecipato agli europei e al mondiale dove ha conquistato il decimo posto. A Budapest è arrivato secondo, perdendo di misura con un romeno, ad un Torneo internazionale al quale ha partecipato con la nazionale. È arrivato secondo

in un altro torneo internazionale in Spagna e ha vinto il torneo internazionale di Mozzanica (Bergamo). Simone è ancora un giovane che si sta costruendo. Il meglio deve ancora darlo ed in futuro sentiremo parlare molto di lui”. Gli altri atleti? “Saverio Ceccarini che lo scorso anno era campione italiano, ha perso il titolo arrivando secondo. Però ha vinto altre gare internazionali, come quella di Nizza in Francia. Giacomo Dentone ha fatto delle buone gare, si è piazzato secondo alla Coppa Italia, primo alla gara internazionale di Bergamo e al quinto posto, un buon piazzamento, al titolo assoluto”. I giovanissimi? “Anche loro sono in crescita. I due cugini

Niccolini hanno vinto dei tornei internazionali di cui uno a Nizza e poi entrambi sono arrivati primi a Bergamo, in due categorie diverse, uno nei 34 chili e l’altro nei 38”. Per te invece com’è andato il 2014? “Io ho fatto una escalation a livello federale, raggiungendo il titolo di maestro, unico in tutta la Toscana, che mi permette poi di fare i corsi agli aspiranti allenatori. Inoltre, mi hanno eletto consigliere nazionale di tutti gli allenatori d’Italia”. Obiettivi del 2015? “Portare uno o due titoli italiani juniores e fare grossi piazzamenti con le altre categorie. Ci impegneremo poi per vincere il gran premio giovani con i cugini Niccolini, che sono entrambi di livello internazionale nella loro categoria. Simone passerà Junoires e vedremo cosa succederà, troverà atleti più grandi di lui di 3 anni, ma è veramente un gran talento, non credo incontrerà difficoltà”. La più bella soddisfazione del 2014? “La candidatura per l’elezione a membro del consiglio nazionale come consigliere allenatori di tutta la categoria Italiana. E poi Simone con il secondo posto all’importante gara di Budapest. Ormai in Italia quando arriviamo ci temono, perché sanno che siamo forti in tutte le categorie, anche per quanto

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Arti Marziali - Lotta

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Francesco Simonti

riguarda i giovanissimi con i cugini Niccolini, che sono conosciuti anche all’estero. Francesco Simonti “Ho 26 anni e mi alleno da circa 4 anni. Primo facevo solo pesi, ma mi ero annoiato, così ho deciso di fare lotta, nessuno mi ha consigliato, è stata una mia idea, perché è una disciplina che mi è sempre piaciuta”. Quando hai iniziato a fare le competizioni? “Inizierò nel 2015, perché da piccolo avevo un problema al cuore che mi ha portato a subire due operazione, ma ora ho superato tutto e il prossimo anno comincerò l’agonismo”. La cosa più bella che ti dà questo sport? “Grazie alla lotta mi sfogo, mi diverto e non mi annoio mai”. L’esperienza più bella? “Lo stage a Napoli nel 2013 con la nazionale”.

Obiettivo del 2015? “No so, intanto proverò a fare qualche gare e poi vedremo”. Un sogno nel cassetto? “Le olimpiadi”. Quali caratteristiche deve avere un atleta che si dedica a questa disciplina? “Deve essere esplosivo, resistente, insomma deve essere un atleta completo”. La tua migliore caratteristica? “La forza”. Un aspetto negativo della lotta? “Non ce n’è. Talvolta è molto faticosa, ma va bene così”. Cosa apprezzi di Riccardo? “La sua capacità di trasformare principianti in campioni”. Un complimento che ti ha fatto piacere ricevere? “Quando Riccardo mi ha detto che sono molto migliorato. All’inizio non riuscivo bene, ma poi con la forza di volontà ho fatto progressi”. I tuoi amici cosa dicono della tua attività sportiva? “Mi seguono, mi dicono che mi è venuto un gran fisico”. Credi che sia uno sport pericolo? “No, non è violento, è molto tecnico, è un bello sport”. Daria Klimenko “Ho 19 anni e sono di origine ucraina. Ho iniziato a praticare lotta nel mio paese quando avevo 5 anni. Fu mia madre che per la prima volta mi portò ad un corso di lotta, perché notò che mentre aspettavamo che mio fratello finisse il suo corso di Kickboxing io guadavo con attenzione quelli che facevano la lotta. Mia madre pensò che mi piacesse questo sport e mi iscrisse”. Per quanto tempo hai praticato lotta? “In Ucraina l’ho fatta fino a 13 anni, poi sono venuta in Italia, ma prima di trovare un luogo dove si facesse questa attività sono passati un po’ di mesi, durante i quali ho fatto pattinaggio. Quando ho saputo di Riccardo son venuta in palestra e per un anno mi sono allenata con lui, ma poi ho dovuto sospendere perché ho avu-

to problemi di salute. Volevo fare troppe cose insieme, lotta, pattinaggio poi c’era la nuova lingua da imparare, la scuola da seguire, il cambio di clima, insomma, sono arrivata ad un punto in cui ho dovuto interrompere tutto”. Quando hai ricominciato? “Dopo un paio di anni mi sono ripresa e sono tornata a fare lotta”. Qual è l’aspetto per te più difficile della lingua italiana? “Inizialmente non volevo imparare l’italiano, mi rifiutavo, ma poi è venuto da sé, la lingua mi è entrata dentro. Comunque la cosa più faticosa è stata la grammatica, ad esempio gli articoli, da noi non esistono e mi dimentico spesso di utilizzarli o non li uso bene.” Adesso hai anche un accento livornese. “Sì, ho fatto amicizia con ragazze e ragazzi livornesi ed ho preso l’accento, ed del -de’- non riesco più a farne a meno, è una specie di malattia”. Raccontaci la tua esperienza agonistica? “In Ucraina ho fatto tantissime gare perché da noi la lotta è una disciplina molto importante, un po’ come qui è il calcio. Grazie a questa ho potuto viaggiare per tutta l’Ucraina e parte della Russia per partecipare alle gare. Mi piaceva vedere luoghi diversi, conoscevo persone nuove”. L’esperienza più bella del 2014? “Mi sono allenata per tutto l’anno e comunque l’esperienza più bella è venire in palestra. Le emozioni che mi dà la lotta

Daria Klimenko


Cosa ti manca dell’Ucraina? “L’Ucraina mi mancherà sempre perché ci sono nata e cresciuta, però ormai mi sento livornese. Le persone in Ucraina sono molto fredde nei rapporti, non ti dicono cose dolci, inoltre, tutti bevono. In Italia poi il cibo è più saporito, la cosa che mi è piaciuta tantissimo sono stati gli spaghetti alle vongole. Dell’Ucraina mi manca il verde, gli animali, io sono cresciuta in campagna, in un ambiente un po’ estremo, dove ci sono serpenti e tarantole, sono abituata ad un luogo più selvaggio. Sento anche mancanza della neve, magari non del freddo, ma la neve sì”. Ruben Pasta “Ho 15 anni e faccio lotta da pochi mesi. Fin da piccolo mi sono piaciuti gli sport da combattimento. Conoscevo questo sport, mi attirava, così sono venuto a provare, anche se forse un po’ tardi. Prima ho fatto scherma e atletica, ma dopo un po’ mi annoiavo, volevo provare altro e così mi sono indirizzato verso quello che veramente mi interessava”. In particolare cosa ti piace della lotta? “Il contrasto di forza, quindi la lotta in sé. Anche allenarmi mi piace pur essendo molto faticoso”.

Ruben Pasta

Che caratteristiche deve avere chi fa questa disciplina? “Dipende dalla categoria di peso. La cosa più importante è però la tecnica e anche l’istinto che si manifesta durante la lotta”. La tua caratteristica migliore? “Per ora la volontà. Mi impegno molto negli allenamenti, perché spero di diventare bravo”. Quanto ti alleni? “Vengo in palestra 3 o 4 volta, devo rinunciare al quinto allenamento settimanale per motivi di studio. Faccio il secondo anno del liceo Scientifico Sportivo Enriques e devo impegnarmi anche con la scuola”. Cosa ti piace di Riccardo? “Il suo modo di insegnare e come imposta l’allenamento. Mi piace anche come persona ed il suo essere determinato”. Obiettivo del 2015? “Non ho un obiettivo specifico, vorrei avere buoni risultati, quindi migliorare, dimostrare di saperci fare e non deludere nessuno”. Qual è il complimento migliore che hai ricevuto fino ad oggi? “Quando Riccardo mi disse che mi muovevo bene e che potevo raggiungere dei risultati in questo sport”. La soddisfazione più bella? “Inizialmente non mi piaceva eseguire delle tecniche, ma poi con l’aiuto di Riccardo e dei miei compagni ci sono riuscito. Questa è stata una bella soddisfazione”. I tuoi amici come vedono questo sport? “Molti di loro non sapevano niente della lotta. Adesso mi seguono e sono contenti per me”. Chi ti senti di ringraziare? “La mia famiglia che mi ha permesso di iscrivermi e poi i miei compagni di palestra, che mi hanno aiutato su tutto e non mi hanno mai fatto sentire escluso. Naturalmente anche Riccardo che è sempre stato disponibile. Sono contento di aver trovato questo ambiente”. Vuoi aggiungere qualcosa? “La lotta è uno sport completo, è uno stile di vita, una rappresentazione della vita stessa, dove ci sono dei momenti di difficoltà, ma ci si può riprendere. In questi pochi mesi ho cambiato un po’ del mio carattere, ad esempio, sono più determinato a scuola, perché so che se andassi male i miei genitori non mi permetterebbero di venire in palestra, e siccome tengo molto a fare lotta, mi impegno anche nello studio”.

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non me le può dare nient’altro. Anche se sono triste ed ho avuto una giornata piena di problemi, quando entro in palestra mi viene il sorriso sulle labbra, mi diverto, la lotta mi fa molto bene”. Un obiettivo del 2015? “Mi piacerebbe vincere più gare possibili”. Un sogno nel cassetto? “Vorrei diventare brava e mi piacerebbe che la lotta fosse il mio lavoro”. Un’atleta che fa questo sport che caratteristiche deve avere? “Non si deve arrendere mai. La lotta mi ha insegnato ad avere un carattere forte. Mia nonna mi diceva sempre che la vita ti abbatte, ma tu devi rialzarti e la lotta mi ha insegnato proprio questo, a rialzarmi sempre”. In questo sport ci sono differenze fra donne e uomini? “Io credo che mia madre mi abbia portato volentieri a fare lotta perché io imparassi a difendermi, e questo vale anche oggi, perché gli uomini alzano le mani contro le donne facilmente. Le donne devono imparare a difendersi, quindi hanno tutto il diritto di fare questo sport, anche se è considerato maschile. Io però non lo considero maschile, secondo me è una disciplina che va bene per tutti”. I tuoi amici cosa dicono della tua attività? “Talvolta scherzano dicendomi di non picchiarli. Poi mi chiedono cosa faccio, sono incuriositi se mi vedono tornare con qualche livido. Ma io mi sento comunque femminile, sto bene quando faccio lotta e in più so che un giorno, in caso di pericolo saprò difendermi”. Chi vuoi ringraziare? “Riccardo che mi allena oggi e i tecnici che avevo in Ucraina, grazie a loro sono arrivata qui”. Di Riccardo cosa ti piace? “Sembra che non ti segua, ma invece ti guarda e si accorge di tutto, è un bravo insegnante”. Il complimento più bello? “È stata un’espressione. Quando sono venuta in palestra Riccardo mi fece lottare con un bambino bravissimo, ma gli disse di andare piano, perché ero nuova e non sapevo cosa fare. Quando invece lo missi in difficoltà rimasero tutti sorpresi, le loro espressioni furono molto buffe, mi fecero ridere molto e Riccardo allora mi disse -ma tu sai già lottare-”.

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l’in te r vista

Giovanissimi lottatori

Denny Lubrano, Andrea Norfini, Eduardo Ribetai, Giorgio Andrea Pratesi Morelli, Matteo Bertini, Fabrizio Capezzoli e Nicola Sualdi

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iccoli lottatori crescono e salgono sul podio. Il primo a cui diamo la parola del gruppo dei giovanissimi allenati da Igor Nencioni è Denny Lubrano. Un diritto che si è conquistato arrivando secondo ai Campionati italiani di Lotta Libera nella categoria 30 chili. “Ho 10 anni e faccio la quarta elementare. Ho iniziato a fare lotta due anni fa. Per un periodo ho praticato anche al Ju Jitsu, ma poi l’allenatore non ha potuto continuare a seguirci, cos mi sono dedicato completamente alla lotta appassionandomi molto e mettendoci tanto impegno. Chi ti ha incoraggiato a fare questa disciplina? “Mia madre, a lei piace questo sport”. Cosa ti piace di più della lotta? “Il fatto che sia una disciplina individuale”. Raccontaci come si sono svolti i Campionati italiani.

Denny Lubrano

“Era il 29 novembre. Appena mi sono svegliato avevo un po’ di ansia, perché si trattava del Campionato italiano. Abbiamo dormito in albergo per essere subito sul posto la mattina delle gare. Quando mi sono svegliato ho fatto colazione e poi sono andato al luogo dove si svolgevano le gare. Qui ho cercato la stanza per fare il controllo del peso. Poi è cominciata l’attesa per l’inizio delle gare, in principio ero calmo, ma quando hanno chiamato i primi atleti sul tappeto mi sono agitato un po’. Ho dovuto aspettare l gruppo di ragazzi allenato da Igor Nencioni tanto, perché il mio turno è arrivato dopo circa cinquanta gare. Quan- sciplina? do mi hanno chiamato mi sono preparato “No, mi piace tutto, anche gli allenacon Igor che è rimasto all’angolo per soste- menti pur essendo molto duri, perché con nermi. È stata una bella gara”. il sacrificio ho avuto ottimi risultati”. Era la tua prima gara importante? I piccoli atleti sono tanti, così facciamo “No, sempre nel 2014 a Milano ho fatto esprimere ad alcuni un giudizio. gli internazionali e sono arrivato terzo”. Andrea Norfini ha iniziato da pochi meGli avversari? si: “Ho 11 anni e mi piace molto quando du“Erano forti. Io ho dovuto dimagrire di rante gli allenamenti lottiamo. È stato mio un chilo, ed è stato faticoso perché ho ri- padre a portarmi in palestra, perché cononunciato alla cioccolata, ad un po’ di pa- sce Igor e così mi ha consigliato di fare lotta”. sta e pane e alle merendine”. Eduardo Ribetai: “Ho 8 anni, mi piace la Obiettivo del 2015? lotta, ed anche quando Igor ci fa giocare “A maggio partecipo ai Campionati ita- a rugby”. liani. Per ora farò questo poi sentirò Igor Giorgio Andrea Pratesi Morelli: “Mi diquali progetti ha per me”. verto e mi piace lottare sul tappeto”. Quanto ti alleni? Matteo Bertini: “Abbiamo partecipato “Mi alleno 5 giorni alla settimana con a molte gare ed alcuni del nostro gruppo Igor”. hanno vinto”. Cosa ti ha detto Igor quando hai vinto? Fabrizio Capezzoli: “È un po’ di tempo “Che sono stato bravissimo”. che mi dedico alla lotta e sono molto apCosa ti piace di più di lui? passionato”. “È sincero, se ci deve dire una cosa, lo fa Massimo Guccini: “Mi diverto quando senza nascondere niente”. alle gare di lotta facciamo la prova del cerUn sogno nel cassetto? chio”. “Gli europei e poi i mondiali”. Nicola Sualdi: “È molto divertente e mi C’è un aspetto negativo in questa di- piace come insegna Igor”.

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Atleta di livello nazionale con la vocazione all’insegnamento dei giovanissimi

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enza fermarsi un attimo Igor Nencioni si divide fra i suoi compiti di atleta e quelli di tecnico, particolarmente dedicato ai ragazzi più giovani, che richiedono tanta energia. Brevemente ricordiamo il curriculum sportivo di Igor, ormai da molti anni sulla scena sportiva mondiale. Ha iniziato a praticare lotta olimpica stile libero all’età di 11 anni, conquistando subito a 13 anni il secondo posto nella fase nazionale dei Giochi della Gioventù, mentre a14 anni è sul primo gradino del podio. Non è possibile esporre dettagliatamente il curriculum di Igor perché troppo lungo, quindi dobbiamo sintetizzare dicendo che negli anni seguenti è stato più volte campione italiano, ha vinto diverse Coppe Italia, a 18 anni è arrivata la convocazione in nazionale che lo ha portato a disputare i Campionati mondiali di

categoria. Più volte terzo ai Campionati assoluti, nel 2001 è 1° classificato ai Campionati mondiali interforze in Nuova Zelanda con la lotta stile libero e greco romana, mentre nel 2008 è 2° classificato ai Campionati mondiali interforze in Australia. Nel 2012 è primo alla Coppa Italia Grappling, nel 2013 conquista sempre il primo posto nei Campionati italiani di MMA, entra a far parte della nazionale Figmma sia per la MMA che per il Grappling partecipando ai Campionati mondiali in Canada conquistando il 2° posto nella MMA. Successivamente vince il titolo italiano professionisti MMA della WTKA. Nel 2014 è primo classificato ai Campionati italiani Kombat League di Grappling. Il suo occuparsi dei giovanissimi dai 6 agli 11 anni può essere definita una missione, ed Igor ne è entusiasto. “Fin dal 2011 ho scelto di occuparmi dei giovanissimi. Mi è sempre piaciuto allenare i bambini, perché puoi crescerli sportivamente e li senti un po’ tuoi. È diverso rispetto a preparare un atleta di vent’anni, già formato e strutturato sportivamente”. In generale com’è andato il 2014? “I giovani crescono bene, ed abbiamo avuto una prima soddisfazione con Denny che è arrivato secondo agli italiani. Ha perso la finale a 10 secondi dal termine della gara, il primo posto mancato per così poco ci è rimasto un po’ in gola, ma la gioia di questa vittoria è stata comunque tanta”. I tuoi risultati personali come atleta? “Quest’anno ho avuto qualche infortunio e questo non mi ha permesso nella MMA di fare buoni risultati. Invece per quanto riguarda il Grappling è stata una buona stagione, infatti, ho vinto i mondiali della federazione Kombat League e un altro mondiale in un’altra federazione e sono tuttora nella nazionale Figmma”. La soddisfazione migliore come tecnico?

Igor Nencioni in un combattimento

“Devo dire che in generale veder crescere i ragazzi è la cosa più bella, hanno cominciato a fare podio in diverse gare e questo dà molta soddisfazione, anche perché li seguo da tempo, li ho visti arrivare in palestra timidi, introversi, paurosi e poi lentamente cambiare, diventare sicuri e soddisfatti dei loro risultati. Questa disciplina aiuta molto a crescere, sul tappetto i bambini scaricano le loro energie, anche quelle negative, trovano una relazione ed una complicità con i compagni e nello stesso tempo fanno sport”. Progetti personali per il 2015? “Sono calato di peso, sto meglio e farò le competizione in un’altra categoria nelle varie discipline, vediamo come va e poi deciderò come proseguire nel futuro”. Progetti con l’associazione per il 2015? “Stiamo dando vita ad una nuova palestra in viale Petrarca 22, dove si faranno esclusivamente sport da combattimento. La nostra filosofia è quella di adottare uno stile piuttosto spartano, dove si pensa solo all’allenamento, a quello vero, duro, che ti vuole vedere sul tappetto senza indugi. Dunque il Livorno Fight Team, sarà un nuovo punto di riferimento per quanti vogliono dedicarsi con impegno alle varie discipline da combattimento”.

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Stelle al merito sportivo e la comunicazione del conferimento della stella di bronzo

Arti Marziali - Karate Asd Karate Livorno impegnata della promozione della disciplina A Maurizio Baldi la Stella di Bronzo al merito sportivo

Un gruppo di atleti dell’Asd Karate Livorno

una classe tecnica per la quale è stata prevista una serie di allenamenti tecnici provinciali, che hanno il compito di assolvere alla buona formazione dei giovani agonisti, che potranno essere seguiti da un stafftecnico sul territorio di appartenenza. Il nostro raggruppamento comprende Livorno, Pisa, Grosseto e alla nostra città è stato assegnato il ruolo di referente al Maestro Baldi Maurizio e all’Asd Karate Livorno. E proprio mettendo a frutto questa sinergia a novembre abbiamo realizzato il 1° Karate Games a Livorno, che ha visto la presenza di 90 fra bambini e ragazzi all’impianto Lambruschini. Ad ottobre si e svolto il 1° allenamento del Centro Tecnico Provinciale per atleti es/a es/b cadetti, juniores, seniores, coadiuvati dallo staff Tecnico Provinciale, sotto il controllo del responsabile C.T.P. Maestro Maurizio Baldi. Si rende noto che a settembre il tecnico Rico Simonetti ha conseguito presso il Centro di preparazione Olimpica Pala Pellicone, con esame appropriato, il

4°Dan risultando idoneo a pieni voti. Inoltre, il 2014 ha portato il conferimento della Stella di Bronzo al merito sportivo a Maurizio Baldi che ha una esperienza lunga oltre 17 anni, con varie tipologie ed esperienze societarie inerenti alla praticata del karate sul territorio come dirigente. Da ormai 44 anni pratica Karate ed ha assunto un ruolo specifico come dirigente e coordinatore, con particolare attenzione alla fascia pre-adolescenziale. Si ricorda che in questi anni e stato Coordinatore unico e Attuatore dei progetti di karate Fijlkam per la scuola, ed è un convinto sostenitore del Progetto Pegaso Regione Toscana Coni, Gioco Sport, iniziato con i colleghi Gino Calderini, Alberto Buonaccorsi e il Maestro dello Sport Fabio Canaccini. Infine, si evidenzia la partecipazione al progetto triennale Sport in Strada Itinerari Educativi rivolto agli adolescenti, le cui conclusioni sono state espose da Lamberto Giannini di un libro edito dalla casa editrice Felici per il Comune di Livorno.

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a società Asd. Karate Livorno soffre di uno stallo agonistico dovuto principalmente all’impossibilità di alcuni atleti di continuare la loro attività sportiva, per motivi di lavoro. Dobbiamo però dire che sul territorio si sono sviluppate situazioni positive che hanno visto la presenza dell’Asd Karate Livorno impegnata con iniziative che hanno foenito alla nostra disciplina la possibilità di promuoversi in tutte le fasce di età, ma soprattutto nella pre-agonistica. Ottima la Capacità del Comitato Regionale Toscano con l’istituzione dei Centri Tecnici per permettere ad ogni provincia di sviluppare un percorso che ha previsto accorpamenti per sviluppare migliori sinergie per la promozionali e l’aspetto tecnico. Diffondendo quel senso di capacità organizzativa sul territorio di appartenenza, grazi al quale si organizzano eventi inerenti alla fascia di età dei più piccola cioè i bambini, i ragazzi, i cosiddetti Gran Premi Giovanissimi o Karate Games, diversi tra loro, ma dotati si alcuni esercizi specifici atti allo sviluppo tecnico –motorio (palloncino, percorso, kata di stile o libera composizione). Il questo modo sono state tagliate tutte quelle esigenze di spostamento a Firenze per genitori, tecnici, atleti ecc. È stata istituita

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Rico Simonetti

Il ritorno sul Tatami per non disperdere il patrimonio del padre Carlo

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per bambini ai Portuali e così potei iniziare anch’io. Nel ‘73, ci trasferimmo nella palestra delle scuole De Amicis sul viale Marconi, nel ‘74 mio padre aprì la sua palestra sugli Scali delle Barchette in Venezia. Era molto bella, lo sarebbe ancora oggi, era arredata in modo specifico per il Karate, non potevi praticarci neanche il Judo, era la prima palestra a Livorno strutturata solo e soltanto per questa disciplina”. Raccontaci di tuo padre Carlo. “Io credo che mio padre fosse soprattutto un grande psicologo. Aveva la capacita di capire quali erano le peculiarità e i limiti di ogni atleta. Così riusciva ad instradare ognuno a fare quello che era in grado di fare. Era un grande stimolatore”. Come iniziò ad interessarsi di Karate? “Vide una dimostrazione di arti marziali mentre faceva il militare e ne fu affascinato, così quando rientrò a Livorno si iscrisse alla suola di Bibi Gufoni e ne divenne allievo. Fu un agonista di buon livello, arrivò secondo agli italiani per una paio di volte, e conseguì altri buoni risultati. Nel ‘70, quando aveva 29 anni decise di ritirarsi dall’agonismo e si mise ad insegnare. Questa era la sua vera vocazione, ed era bravissimo. I Maestri Maurizio Baldi e Rico Simonetti

imonetti è un nome che ha fatto la storia del Karate a Livorno, conosciuto anche da chi non è dell’ambiente. Così non può stupire se il figlio di Carlo lo incontriamo su un Tatami, con una cintura nera alla vita, circondato da bambini. Rico Simonetti ha 50 anni e porta con sé un’esperienza particolare, che non a tutti è dato avere: quella di essere figlio d’arte. “Ho iniziato nel ‘70 quando avevo sei anni. L’anno prima feci Judo, perché Karate per i bambini ancora non veniva praticato. L’anno dopo, quando avevo sei anni, mio padre inaugurò un corso

Sfruttava le caratteristiche fisiche della persona per ottenere i risultati agonistici, sapeva darti i consigli e gli allenamenti giusti. Raccontava sempre che lui era stato mandato sul tappeto senza una strategia precisa e quando iniziava l’incontro pensava sempre -e adesso cosa faccio?e così si muoveva d’istinto. Ecco, questo era proprio quello che non voleva accadesse ai suoi atleti, ha sempre fatto in modo che noi andassimo sul Tatami sapendo esattamente cosa fare”. Tu sei cintura nera quarto Dan. Fai ancora agonismo? “No, adesso mi dedico all’insegnamento”. Raccontaci la tua carriera agonistica? “Ho vinto il Campionato italiano di Kata nel ‘78, mentre nel ‘77 arrivai secondo. A squadre invece il Campionato italiano lo abbiamo vinto tre volte, l’ultima nel 1980. Poi mio padre passò alla Fesik e allora cambiò tutto. Con questa federazione sono stato anche in nazionale”. Quando hai deciso di dedicarti all’insegnamento? “Già a 20 anni facevo i corsi per i bambini nella palestra di mio padre. C’è stato un periodo in cui ho sospeso tutte le attività legate al karate per problemi di lavoro, per poi iniziare nuovamente come maestro”. Qual è la cosa più importante che ti ha insegnato tuo padre sia come atleta che come tecnico? “Come atleta mi ha insegnato a ragionare e a non farmi prendere dall’istinto, guidando le cose come volevo io. Come maestro mi sono trovato ad applicare un modo pacato d’insegnamento, ed anche lui era così, però non saprei dire se è una cosa che ho imparato da mio padre o è nel mio Dna”. Hai fatto altri spot? “Sì, certo, mi piace molto lo sport in generale. Ho praticato pallavolo, vela, tennis, e tanti altri. Quello che trovo più divertente è il calcio, il più completo il Karate.” Quando hai deciso di ricominciare ad occuparti di Karate?


“Nel 2008 quando Maurizio Baldi mi ha proposto di tornare ad insegnare con lui. Ho accettato, era un po’ che stavo pensando di tornare sul Tatami come maestro, perché mi ero reso conto che in città non c’era più niente del sistema d’insegnamento di mio padre e per non far perdere questo patrimonio mi sono rimesso in gioco”. La cosa più bella che ti ha dato il karate? “Sicuramente l’autocontrollo”. Che poi hai applicato anche alla vita di tutti i giorni? “Sì, certamente. E più vado avanti e più mi rendo conto che l’autocontrollo è molto importante”. Il complimento più bello che ti è stato fatto?

“Quando mi è capitato di fare lezione a ragazzi di un’altra palestra, che poi alla fine mi hanno detto che avrebbero voluto fare sempre l’allenamento in questo modo”.

Centro olimpico Matteo Pellicone. Esami 4° - 5° 06/09/2014 Ostia (Roma)

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Foto di gruppo per i giovani dell’Asd Karate Livorno

Come convinceresti un genitore a portare suo figlio a Karate? “Gli direi di venire per provare, perché il Karate è uno sport completo, ed è veramente all’avanguardia. Capace di darti la forma fisica e mentale”. Perché il Judo no? “Il Karate è una scherma il Judo è una lotta. La solita differenza che c’è fra il Pugilato e la Lotta Libera, io preferisco il Karate”. Di cosa avrebbe bisogno oggi il Karate? “Di visibilità, che si potrebbe ottenere se il Karate potesse partecipare alle olimpiadi”. Un sogno nel cassetto come maestro? “Quest’anno sono andato a vedere il campionato del Mondo a Brema, ed ho visto delle cose bellissime. Mi piacerebbe portare degli atleti a questi livelli”.

Un gruppo di giovani durante un allenamento

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Giovanni Novelli e Alessio Di Liberti

Grappling A tutto Grappling No-Gi

Coppa Italia e Mondiale per Alessio Di Liberti di Mario Orsini

La nazionale a Mosca sede presso il Popeye Club di via S. Matteo, dove si allenano entrambi, è volata in paradiso. Per Alessio Di Liberti è il quinto alloro mondiale messo gelosamente in bacheca, dopo quello del Grapplers Quest di Las Vegas, i due della KombatLeague e i due (compreso quello di Busseto) della WFC. Inutile sottolineare la sua grandissima soddisfazione dopo quest’ennesimo trionfo. Basta ascoltarlo: “Il titolo mondiale più importante della mia carriera è stato senza ombra di dubbio quello conquistato a Las Vegas, il 17 novembre di due anni fa, nella categoria al limite delle 159.9 libbre. In una mega kermesse planetaria che vide salire in pedana 1200 atleti provenienti da tutto il mondo. Maaggiunge- anche quello conquistato a Bussero ha un sapore speciale e lascia un’impronta importante nel mio percorso di atleta”. A sostenere Alessio e incoraggiarlo e a fare un tifo indiavolato per lui, a Bussero, c’era il fratello più piccolo Gianluca. Per Alessio Di Liberti, però, niente festeggiamenti perché c’era da rimanere concentrati per un altro appuntamento con i fiocchi: il mondiale della United World Wrestling di Mosca. Una trasferta carica di attese ma a conti fatti un po’ al disotto delle proprie grandi potenzialità. Nella capitale russa Alessio, dopo aver vinto la prima lotta contro Shermatov si è arreso di fronte a Uzayruev. Pollice verso per Alessio anche nell’assalto alla medaglia di bronzo contro Kutzhanov. In proposito Bernardo Serrini responsabile FIGMA e allenatore della nazionale ha affermato: “Alessio “Tenaglia” Di Liberti (-71kg) ci ha abituati a risultati diversi, ma stavolta complice una preparazione non perfet-

ta non riesce a fare podio. Vince bene ai punti la prima lotta, perde la seconda col vincitore di categoria ed cede anche nel ripescaggio contro il terzo classificato. Da rivedere”. Stessa sorte per il giovane Simone Serra. Bronzo, invece, per Igor Nencioni. Ma ascoltiamo le valutazioni di Simone Serrini anche su questi due campioni labronici. “Simone, Moletto, Serra, 23 anni, nella categoria al limite dei 77 kg, alla sua prima esperienza internazionale, già con allori di tutto rispetto a livello nazionale. Vince la prima lotta sia No-Gi che GI. Perde, lottando sempre benissimo, con atleti molto forti, che saliranno sul podio alla fine sul gradino più alto, le altre lotte. Simone è un ragazzo su cui puntare certamente”. Sul monumentale Igor Nencioni, in gara nella categoria al limite dei 100 Kg e per l’ennesima volta sul podio, questa volta con la medaglia di bronzo al collo, Bernardo Serrini afferma: “Prova non al massimo per Igor che parte bene nella prima lotta NO-GI rimanendo sul 3-0 per quasi tutto il match. Su un tentativo di ribaltamento finisce però in strangolamento. Peccato”. Prima di concludere un doveroso chiarimento per coloro che questa spettacolare disciplina della lotta la conoscono solo marginalmente. Grappling No-Gi, o Submission, in estrema sintesi, significa avere lo stesso approccio di lotta del Jiu Jitsu brasiliano, ma senza l’uso del Kimono. E conseguentemente con la semplificazione delle prese e una maggiore fluidità dell’azione agonistica. In altre parole un tipo di approccio al combattimento e uno svolgimento della gara con peculiarità più vicine alla lotta libera.

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n’altra stagione da assoluto protagonista per Alessio Di Liberti. Prima il trionfo nella settima edizione della Coppa Italia di Grappling No-Gi, nella categoria al limite dei 71 Kg. Poi, a stretto giro di posta, la replica vincente ai campionati mondiali di Grappling WFC: acronimo di World Fighters Corporation. L’unico momento non pienamente positivo la prestazione, un po’ al disotto delle proprie grandi potenzialità, a Mosca, con la maglia azzurra addosso, nel mondiale sotto la sigla della United World Wrestling. Ma andiamo con ordine cominciando, per ragioni cronologiche, dalla Coppa Italia. Al Pala Olgiata di Roma, Alessio Di Liberti, 35 anni compiuti il 15 novembre e un diploma di ragioniere nel primo cassetto trionfa a vele spiegate. A fare la differenza una condizione atletica straripante e la solita grande classe, determinazione e concentrazione. In una competizione cui hanno partecipato, mettendo in mostra il meglio del loro repertorio, un mix ben assortito di giovani e meno giovani. Tutti bravi a regalare emozioni con apprezzatissimi, applauditi e spettacolari take down, ribaltamenti improvvisi e sottomissioni volanti. Oltre alla vittoria di Alessio, da sottolineare, in chiave livornese, il successo della “MatSide Jiu Jitsu” di Bernardo Serrini e il terzo posto dello “Sport Combat Club” di Igor Nencioni nella classifica a squadre. Il top della stagione agonistica per Alessio, sempre nella categoria al limite dei 71 Kg, ai campionati mondiali di Grappling WFC (World Fighters Corporation) nello splendido palazzetto di Bussero nell’hinterland milanese. A salire sul gradino più alto, insieme a Alessio Di Liberti, un altro livornese: Giovanni Novelli nella categoria al limite dei 75 Kg. Grazie a queste due s tupende vittorie anche la Matside Jiu-jitsu con

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Braccio di ferro l’in te r vista

Daniele Sircana

“Sicuramente sono state molte. Personalmente ho vinto il Campionato del Centro Italia e del Sud Italia, sia come categoria che come assoluto. Al Nord Italia invece sono stato messo in sfida con l’attuale campione del mondo dei master categoria 110 kg, mentre io pesavo 90 chili, quindi tre categorie superiori alla mia e naturalmente ho perso. Però mi è piaciuto comunque affrontare la sfida. Poi ho vinto il Contest Etrusco che è un’altra sfida importante, che si svolge vicino Viterbo, dove ho vinto la categoria e gli assoluti. Poi c’è stato l’Internazionale dove sono arrivato secondo, peccato, ma questa volta è stata colpa mia, era tanto che non facevo gare internazionali e sono stato troppo ansioso, ma va bene così, perché mi devo rimettere in pari Daniele con la coppa vinta ai Campionati Sud Italia anche con questo tipo di competizioni, empre più Tyrsenoi per parlare del perché il mio obiettivo è quello di riprovare nel Braccio di Ferro toscano. Guidata da 2016 un mondiale e queste sono tutte prove Daniele Sircana la squadra labronica in preparazione. Poi c’è stato il Campionato continua la sua ascesa, con atleti sempre più italiano a squadre dove ho vinto con la mia bravi e pronti alle grandi sfide. categoria”. Ci racconta Daniele Sircana: “È stato un anI ragazzi della squadra come sono andati? no impegnativo, perché oltre a fare il tecnico mi “I ragazzi hanno conquistato tanti ori, in tutsono presentato come atleta. te le categorie, esordienti, junores e senior. Tra Ho ricominciato a gareggiare ed è andata be- questi voglio ricordare Mattia Vannini e Silvio ne, in quasi tutte le competizioni alle quali ho Gheorghita, con i loro ottimi piazzamenti a lipartecipato ho vinto, escluso in un paio dove so- vello senior sono stati ottimi atleti. Inoltre, c’è no arrivato secondo, ma gareggiando in cate- Luca Gallupi che ha vinto il Campionato italiagorie superiori alla mia”. no esordiente, diventando un senior. A pochi Come è andata la stagione? mesi dal passaggio di categoria ha fatto la sua “Purtroppo, per quanto fossimo preparati prima gara internazionale senior, ed ha conmeglio dello scorso anno, siamo arrivati per la quistato subito il podio, arrivando terzo. È anseconda volta secondi al Campionato italiano dato oltre ogni migliore pronostico. Ricordiaa squadre. E questo per appena due punti. In mo anche Salvatore Pieraccini, il nostro peso base al regolamento ci è mancata una donna massimo, con oltre 110kg. che si iscrivesse ai Campionati, anche se avesse Un ragazzo molto forte e prestante, che ha perso tutti gli incontri, la sua presenza ci avreb- fatto diversi risultati, secondi e terzi posti nella be fatto vincere, ma non abbiamo trovato categoria senior. Prima o poi arriverà l’oro annessuna disposta a seguirci. Il prossimo anno che per lui. Dalla Garfagnana, invece, arriva saremo ancora più grintosi”. Riccardo Pacioni, il ragazzo più giovane della Quali le soddisfazioni più belle come at- squadra, ed anche l’atleta più dotato che ableta? biamo mai avuto.

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Daniele Sircana durante un allenamento

È figlio d’arte, suo padre si allenava con me. Ha vinto subito il Campionato italiano juniores senza problemi. Parlando con il presidente della Federazione Claudio Rizza abbiamo deciso di mandarlo al mondiale, che si è svolto in Lituania. Era la prima esperienza internazionale per lui ed ha subito un po’ di nervosismo, inoltre era solo, nessuno della squadra ha potuto accompagnarlo, ma nonostante tutto è arrivato decimo. È un ragazzo intelligente, sa ascoltare e apprende facilmente”. Le donne? “Le ragazze continuano. Oltre a quelle dello scorso anno ne abbiamo altre due di Firenze, una di queste è la campionessa Francesca Messina e ci ha aiutato anche al Campionato italiano a squadre”. Cosa ti è piaciuto di più della passata stagione? “Il Contest Etrusco che è la gara che mi ha fatto ricominciare. Si è svolta il 5 aprile, il giorno prima del mio compleanno. Ho vinto la categoria e l’assoluto, così mi hanno fatto una grande festa con la torta personalizzata, mi hanno regalato una mia foto in formato gigante con mio figlio Brian, ed un sacco di altre belle cose. Questo è stato il momento più bello di tutta la stagione, perché l’ho condiviso con la squadra, li ho sentiti tutti vicini”.

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Atleta e coach in un anno ricco di soddisfazioni

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Luca Gallupi

Vincitore del Campionato italiano e salto di qualità nei senior sono limitato ad allenarmi una volta alla settimana con la squadra, ma nonostante tutto qualche risultato è arrivato. Nel 2012 ho fatto la prima trasferta sul Lago di Garda, dove arrivai quarto, sempre nella categoria esordienti, 85 chili. Nel 2013 a Monsano (Ancona) arrivai secondo. Mentre lo scorso anno ho vinto il titolo italiano negli 85 chili esordienti e ho fatto il salto di qualità passando alla categoria senior. Sempre nel 2014 ho partecipato agli internazionali, con la semplice idea di fare lo spettatore, ma poi Daniele mi ha convinto a partecipare, tanto per provare. Ho dovuto gareggiare nella categoria superiore alla mia, in quanto negli ultimi tempi mi ero lasciato andare ed ero arrivato a 90 chili, Luca Gallupi sul gradino del podio ai Campionati italiani ma alla fine ho conquistato comunque un terzo posto, davvero uca Gallupi ha 33 anni e da ragazzo inaspettato”. vogava per il palio, poi nel 2011 si è La soddisfazione più bella del 2014? avvicinato al Braccio di Ferro ed è sta“Vincere il Campionato italiano è stato to subito amore. bello”. “È merito di Cristiano, il presidente dei A chi hai dedicato la tua vitTyrsenoi e mio collega di lavoro, se ho pro- toria? vato a fare questa disciplina, che sempre “A mia figlia Emma. Questo mi aveva appassionato. Così in occasione sempre”. dell’organizzazione del Campionato italiaQual è la cosa più bella che ti no a Livorno decisi di partecipare a questa dà questa disciplina? avventura. Sono così entrato a far parte di “L’ambiente della squadra, questa squadra e mi è piaciuto subito”. abbiamo saputo creare un bel Quali altri sport hai fatto? gruppo. È come una seconda “Prima ancora della voga facevo calcio. famiglia, mi trovo benissimo con La voga l’ho lasciata perché era diventato tutti loro, ci vediamo anche al di un secondo lavoro, era troppo impegnativo. fuori dell’attività sportiva, siamo Il calcio invece l’ho abbandonato senza un veri amici”. motivo particolare, mi ero semplicemente Che caratteristiche deve stancato, ho però continuato a giocare a avere un atleta che fa questo calcetto con gli amici, ma niente di più”. sport? Il tuo curriculum sportivo legato al “Una delle cose più importanBraccio di Ferro? ti, oltre alla struttura fisica, è l’a“Nel 2011 ho partecipato agli italiani, vere una buona struttura ossea, facendo tre incontri, e vincendone uno. Per che invece, spesso non sappiamancanza di tempo non ho mai fatto un mo com’è”. percorso di preparazione atletica, ma mi La tua qualità migliore?

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“Fortunatamente ho una buona struttura e una buona resistenza. Non mi alleno molto, ma forse il mio lavoro mi aiuta. Faccio il meccanico sui mezzi pesanti, sui carichi ferroviari e forse ciò mi supporta nella resistenza in questo sport”. Obiettivi del 2015? “Intraprendere finalmente una buona preparazione atletica e poi provare ad arrivare il più in alto possibile come senior”. Un sogno nel cassetto? “Credo di aver iniziato troppo tardi e poi non sono constante nell’allenamento, quindi non so se posso dire di sognare di partecipare ai mondiali. Sicuramente in questo momento la vedo come una cosa lontana”. Il complimento più bello? “Quelli di mia figlia quando mi dice che sono stato bravo”. Come si può trasmettere la passione per questa disciplina? “Non è semplice, io ho provato, ma in molti la snobbano. Ormai è un po’ di tempo che si parla del Braccio di Ferro come sport, ma ancora trovo chi se ne meraviglia e lo considera solo un gioco da bar”. Di cosa avrebbe bisogno questa disciplina a Livorno per svilupparsi? “Forse un po’ più di pubblicità”. Un’esperienza da dimenticare? “Aver visto la rottura di un omero. Questo deve far riflettere le tante persone che per scherzo vorrebbero improvvisarsi e fare una sfida, senza conoscere gli elementi base. Può diventare pericoloso, io accetto di fare Braccio di Ferro solo con chi è allenato”.

Luca Gallupi durante una gara


Salvatore Pieraccini

Un senior della categoria +110 chili sempre sul podio

Salvatore Pieraccini con Daniele Sircana

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lla palestra Combact incontriamo Salvatore Pieraccini che ogni sabato pomeriggio risale la costa per venire ad allenarsi a Livorno da Piombino, dove vive e lavora. “Ho 33 anni e sono nella squadra dei Tyrsenoi da un anno. Mi sono avvicinato al Braccio di Ferro nel 2009 allenandomi con dei ragazzi di Grosseto, successivamente ci siamo persi e per un periodo ho continuato ad allenarmi e a gareggiare da solo, fino a quando nel 2014 sono approdato ai Tyrsenoi”. Qual è la molla che ti ha spinto ad iniziare? “È una disciplina che mi è sempre piaciuta, fin dai banchi di scuola, anche se ho iniziato tardi perché non trovavo gli agganci giusti. Poi ho cominciato con i ragazzi di Grosseto e tutto è venuto da sé”. Il tuo curriculum sportivo? “Nel 2010 come esordiente mi sono classificato quinto, nel 2011 son passato nei senior e i risultati sono stati migliori, perché fino al 2013 ho fatto buoni piazzamenti, arrivando due volte terzo agli italiani e nel 2013 secondo al Super Mach”. Il 2014 com’è andato? “Nel Super Mach mi sono qualificato al quinto posto premiato, al Campionato del

Sud Italia sono arrivato primo di categoria nei +110 kg e quinto assoluto, al Campionato a squadre terzo e all’internazionale sono arrivato quinto sempre nella categoria +110 kg e tredicesimo agli open”. La soddisfazione più bella della stagione passata? “Lo stare tutti insieme in squadra. È la cosa più bella, anche dei risultati stessi. Il Braccio di Ferro è uno sport dove non girano soldi e chi lo pratica è mosso esclusivamente dalla passione vera, ecco perché stiamo veramente bene fra noi, siamo tutti amanti di questa disciplina”. Cosa ti dà questa disciplina? “Tante emozioni, soprattutto quando sei in competizioni ti carichi di tanta adrenalina, in questi momenti devi dare molto. L’attesa prima di cominciare la gara è lunga e stressante, soprattutto per me che sono nella categoria 110 kg che viene chiamata alla fine, ma poi la gara ti ripaga di tutto”. La più bella esperienza in assoluto? “La prima gara che ho fatto qui a Livorno, in una manifestazione che si chiamava Braccio di Ferro in Amicizia, che aveva organizzato Daniele. Qui ho scoperto un mondo nuovo, la gara mi emozionò molto, forse proprio perché la prima”. Una esperienza da dimenticare? “Nessuna. Anche se in alcune gara non mi classifico è comunque

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un’esperienza che mi insegna sempre qualcosa”. Quali caratteristiche deve avere un atleta di Braccio di Ferro? “È uno sport dove bisogna sapersi concentrare nel breve tempo ed avere parecchio spirito di combattimento. Inoltre, è necessario avere molto cuore ed allenarsi con decisione ed intensità”. Tu quale caratteristica ti riconosci? “Non darla mai vinta all’avversario, sono tenace”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Un bravo detto da Daniele quando ho perso un incontro, ma fino all’ultimo ho combattuto con un pluricampione internazionale”. Obiettivo del 2015? “Fare sempre meglio. Evolvere nella tecnica”. Come trasmetti la tua passione a chi non conosce questa disciplina? “È una cosa un po’ difficile da fare. Visto da fuori sembra uno sport facile, che richiede poco impegno e così chi prova con questa idea finisce per smette subito, perché capisce che non è così. Non è semplice avvicinare qualcuno”. Di cosa avrebbe bisogno questo sport per diffondersi? “Andrebbe trasmesso in televisione, pubblicizzato di più, fatto conoscere ai ragazzi giovani, affinché possano iniziare presto e nel modo giusto, formandosi correttamente”. Cosa apprezzi maggiormente di Daniele? “Ha un grande cuore. Ce la mette tutta, anche nella gestione della squadra. Non è facile trovare persone come lui”.

Salvatore Pieraccini

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Riccardo Pacione

Un ricco medagliere per il più giovane dei Tyrsenoi

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Salvatore Pieraccini durante una gara

il più giovane della squadra, ma non ha esitazione a fare il pendolare da Lucca per raggiungere, ogni sabato pomeriggio, la palestra Combact, dove si allena con Daniele Sircana e tutta la squadra. Riccardo Pacioni ha18 anni ed è figlio d’arte, in quanto il padre Valter è stato un atleta di Braccio di Ferro. È quindi inutile chiederti chi ti ha consigliato questo sport... “Ovviamente è stato mio padre, ma la cosa è stata abbastanza casuale. Io facevo atletica, ed un giorno un gruppo di amici gli chiese di accompagnarli a Livorno per conoscere i Tyrsenoi, così mi aggregai anch’io per curiosità, ma dopo aver fatto

una prova vidi che tiravo bene e decisi di continuare, smisi con l’atletica e mi iscrissi in palestra”. Il tuo curriculum agonistico? “Ho fatto la prima gara negli juniores nel 2013 a San Sepolcro arrivando primo. Poi sono salito sul primo gradino del podio ai Campionai italiani sempre negli juniores, di destro e terzo di sinistro. Nel 2014 ho conquistato il primo posto negli juniores e quarto negli esordienti. Agli internazionali sono arrivato quarto agli juniores e primo negli esordienti. Al mondiale 2014 mi sono qualificato decimo di destro; in questa occasione credevo di fare meglio, ma l’atmosfera mi ha emozionato”.

Riccardo Pacione con il padre Valter e il coach Daniele Sircana

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l’in te r vista

La soddisfazione migliore? “Il mio primo Campionato italiano nel 2013, la squadra era numerosissima e per me era la prima gara importante, è stata un’esperienza bella”. Qual è l’aspetto migliore di questa disciplina? “Sicuramente il fatto che non giri denaro. Si fa tutto per divertimento, c’è competitività ma anche amicizia”. Il limite? “Il fatto che sia di nicchia e che non possa essere praticata da molte persone, perché bisogna essere portati”. Che caratteristiche deve avere un atleta che si dedica al Braccio di Ferro? “Come in tutti gli sport la costanza negli allenamenti e la concentrazione”. La tua qualità migliore? “La costanza, mi alleno tre volte a settimana ed il sabato vengo a Livorno”. Obiettivo 2015? “Primo posto senior negli 80 chili”. Un sogno nel cassetto? “Diventare il più forte della squadra”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Quando mi dicono che sono figlio d’arte mi piace tantissimo”. Cosa pensano i tuoi amici di questa disciplina? “Molti restano sorpresi che sia uno sport. Tanti mi prendono in giro, perché ignorano tutto il lavoro che c’è dietro, gli allenamenti, la dieta, ma io ho imparato ad ignorare questo tipo di giudizio”. La qualità di Daniele? “Non è solo il tecnico, ma l’amico, uno di noi, un leader. Ci trascina, si allena con noi, è sempre presente”.

Riccardo Pacioni sul primo gradino del podio

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L’anno di Karate dell’ ASD Esercito - 187°

reggimento paracadutisti “Folgore” di Livorno I folgorini del settore giovanile

K

arate Games Domenica 13 aprile si è svolta la 2a Tappa del “Karate Games”, organizzato dal Comitato Tecnico Regionale della Toscana – FIJLKAM, presso l’impianto sportivo di Barberino di Mugello. Presente all’evento il Presidente di settore del CRT Toscana Enzo Bertocci. Vengono schierati i pre agonisti del settore giovanile Esercito – Folgore di Livorno con Jacopo Citi categoria bambini, che si aggiudica il podio con la medaglia d’argento nella “combinata” composta dalla prova del “circuito” e da prove tecniche “palloncino e fondamentali”. Prosegue la manifestazione con il Kumite (combattimento) con Christian Stella, che nei 2 incontri vince gli incontri per 3 bandierine a 0, lo stesso per Marco Pilagatti che monta per la prima volta sul quadrato.

Presidente di settore del CTR Toscana Enzo Bertocci, con i “baschi amaranto” tecnici del 187°” C.le Magg. Ca. Sc. Daniele Pilagatti e C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi e il settore giovanile Esercito – Folgore con Luca Pilagatti, Jacopo Citi, Marco Pilagatti e Christian Stella

Giulio Citi Kata Gankaku

Anniversario della Battaglia di El Alamein. Per la ricorrenza del 72° Anniversario della Battaglia di El Alamein, celebrata lo scorso 31 ottobre a Livorno, il 187° Reggimento paracadutisti “Folgore” ha dato dimostrazione, negli stand appositamente allestiti nella zona del lungomare dell’Ardenza, della disciplina da combattimento del Metodo di Combattimento Militare (MCM). I paracadutisti hanno dimostrato tutte le peculiarità del metodo di combattimento militare, con la dinamicità della lotta “corpo a corpo” con equipaggiamento operativo e anti sommossa. Durante la manifestazione si è svolto anche il 1° torneo “Folgore”, gara milita-

C.te del 187° Col. Angelo Sacco

Paracadutisti -Diego Tomassini vs Claudio Sanna

Foligno - Domenica 9 Novembre, l’ASD Esercito – 187° Folgore ha preso parte al “Campionato Nazionale 2014” indetto dall’ente sportivo Centro Sportivo Educativo Nazionale – CSEN, presso il palazzetto sportivo di Foligno (PG). Il settore giovanile Esercito – Folgore, con gli atleti Jacopo e Giulio Citi e Christian Stella, si aggiudicano 5 medaglie d’oro, 1 argento e 1 di bronzo. Unione Nazionali Veterani dello Sport Nella mattina di domenica 7 dicembre alla presenza delle Autorità cittadine, dirigenti dell’associazione benemerita “Unione Nazionali Veterani dello Sport – UNVS”, giornalisti sportivi e della TV

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Folgore

re di Pankration, organizzata dalla ASD Esercito – 187° reggimento paracadutisti “Folgore” e patrocinata dalla Federazione Italiana Pancrazio Athlima (FIPA). Al termine della competizione, il Comandante del 187° Reggimento paracadutisti, Colonnello Angelo Sacco, ha premiato il paracadutista vincitore, 1° CM Diego Tomassini, con la consegna del pugnale “Fulcrum” dell’Extrema Ratio. Questo secondo evento sportivo è stato realizzato grazie al supporto determinante di aziende quali “Extrema Ratio”, “Jute Sport” con il brand “Vandal”, della testata giornalistica on line “congedatifolgore” e dell’azienda vinicola “La Cima”.

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ASD Esercito - 187 Folgore

Granducato, si è svolta la cerimonia di premiazione degli atleti livornesi distintisi nelle attività sportive 2014, presso la sala della Cassa Edile di Livorno. Per il Karate FIJLKAM la “UNVIS” ha selezionato gli atleti della ASD Esercito – 187° reggimento paracadutisti “Folgore”, i fratelli Giulio (classe 2004) e Jacopo Citi (classe 2008), in riconoscimento dell’impegno e dei risultati ottenuti nelle attività Nazionali ed Internazionali.

Premiazione Folgorini

Nel panorama Nazionale la presenza dei tecnici dell’Esercito Italiano C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi, C.le Magg. Ca. Sc. Daniele Pilagatti, C.le Magg. Sc. Alessio Loni, “baschi amaranto” del 187°, rappresentano la sinergia operativa della convenzione ESERCITO – FIJLKAM. Presentata la Convenzione tra Fijlkam ed Esercito Italiano agli Internazionali Di Karate Dal 20 al 23 agosto 2014 si è tenuto, a Lignano Sabbiadoro (UD), uno dei più prestigiosi seminari internazionali di Karate. Diretto dal Prof. Pierluigi Aschieri, direttore tecnico della Nazionale di Karate FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali), con la presenza del Presidente Nazionale settore Karate, Sergio Donati, l’evento ha visto partecipare oltre 300, tra atleti e tecnici. Tra i partecipanti, in rappresentanza dell’“Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito - 187° Reggimento

Paracadutisti Folgore”, l’istruttore Antonio Citi, Caporal Maggiore Capo Scelto paracadutista dell’Esercito Italiano, insegnante tecnico anche in alcune delle discipline da combattimento della FIJLKAM e della FIPA (Federazione Italiana Pancrazio Athlima). Le lezioni e gli allenamenti tenutisi ogni giorno dalle 09.00 alle 19.30, sono state dense di contenuti tecnici. Durante il seminario, il Prof. Aschieri, coadiuvato dall‘Avv. Carlo Francesco Tombolini, Capitano della Riserva Selezionata e membro del gruppo di progetto per lo sviluppo del Metodo di Combattimento Militare, ha presentato la convenzione stipulata tra FIJLKAM e l’Esercito Italiano. A tal proposito, sono state evidenziate le differenze e le sinergie tra la pratica dello sport del Karate ed il Metodo di Combattimento Militare adottato dall’Esercito Italiano. Presso il 187° Reggimento paracadutisti della Brigata “Folgore”, in Livorno, nel 2002 è stata costituita la sezione sportiva denominata “Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito - 187° Reggimento Paracadutisti Folgore”, di cui, il comandante del citato Reparto ne è presidente, con la direzione tecnica degli insegnanti titolari C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi e C.le Magg. Ca. Sc. Daniele Pilagatti, che nell’anno 2002 e 2003, si sono distinti nelle competizioni militari del “Campionato Italiano dell’Esercito”, primeggiando tra le varie rappresentative di specialità della Forza Armata. Ora, grazie alla convenzione stipulata tra FIJLKAM ed Esercito Italiano, in tutti i Reparti della Forza Armata, dal 1° set-

C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi - 187° Folgore, avv. Tombolini e prof. Aschieri

Fijlkam e il 187 Folgore

tembre 2014, sarà possibile la pratica sportiva del Karate. Karate Games Domenica 16 marzo si è avviata la prima tappa del “Karate Games 2014”, organizzata dal Comitato Tecnico Regionale – FIJLKAM della Toscana con Presidente del settore Karate Enzo Bertocci e condotta dal Responsabile Organizzativo Leonardo Marchi, presso l’impianto sportivo della località Barberino di Mugello - FI. Numerosa è stata la presenza di atleti (fasce giovanili pre agonisti) di tutta la Toscana e dalle regioni limitrofi. Si sono confrontati nei quadrati di gara per la prova del circuito a tempo, prova del palloncino, prova libera e per le categorie “ragazzi” l’esecuzione del kata (forme) e del Kumite (combattimento). Presente da Livorno il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” con il proprio settore giovanile e gli atleti della classe 2004 Giulio Citi, Christian Stella e 2008 con Jacopo Citi. Jacopo disputa le prove del “Gran Premio Giovanissimi” (circuito, palloncino e prova libera) primeggiando nelle classifiche delle prove tecniche e tra tutti i bambini totalizza un punteggio complessivo che gli permette di aggiudicarsi il secondo posto con la medaglia d’argento. Per la categoria “Ragazzi”, Giulio si confronta nella valutazione del kata (forme) con 2 incontri, seguite da 2 vittorie per 3 bandierine a 0, prosegue nella prova del Kumite (combattimento) con 3 incontri e preserva la vittoria, per 3 bandierine a 0. Buona prova anche per Christian, che nel Kumite (combattimento) si aggiudica la vittoria di 2 incontri su 3, per 3 bandierine a 0. Gli atleti del settore giovanile Esercito – Folgore, rientrano medagliati e accompagnati dal Tecnico C.le Magg. Capo Scelto Antonio Citi.


Settore Giovanile Esercito - Folgore del 187°

Nei giorni 25 e 26 aprile, presso il Pala Forum Nelson Mandela di Firenze, si è svolta la competizione internazionale di Karate denominata “13° Open di Toscana” organizzata dal Comitato Regionale Toscana della FIJLKAM con presidente il M° Enzo Bertocci. Era presente al cerimoniale di apertura per il saluto alle Autorità ed al pubblico anche il Presidente del settore Karate FIJLKAM Dott. Sergio Donati. La competizione ha registrato oltre 1500 iscritti provenienti anche dall’estero e nel primo pomeriggio di venerdì 26 su invito del Comitato Regionale Toscana, il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” ha schierato 20 paracadutisti completamente equipaggiati, per la dimostrazione del Metodo di Combattimento Militare – MCM adottato recentemente dall’Esercito Italiano. I baschi amaranto hanno fatto ingresso dall’alto, con la tecnica di discesa in corda doppia. Successivamente, hanno dimostrato alcune tecniche di combattimento corpo a corpo a contatto pieno e simulando anche la condotta di attività di antisommossa. La dimostrazione è termina con lo schieramento degli uomini del 187° reggimento per il saluto alle autorità, atleti e pubblico presente al grido di… Folgore!!! L’ Asd Esercito – 187° Folgore Ospite a Radio Incontro Il Corpo Istruttori della ASD Esercito – 187° reggimento paracadutisti “Folgore” di Livorno,

composto dai graduati dell’Esercito Italiano Antonio Citi, Daniele Pilagatti, Alessio Loni, il foto e video reporter Claudio Sanna e con il Discontinuo Vigile del Fuoco Alessio Martelloni (effettivo presso il Comando Provinciale di Livorno) è stato ospite, dalle 15.00 alle 18.00, presso lo studio radiofonico di Radio Incontro (107,75 FM in diffusione regionale) di Pisa. Con la battuta arguta, “Alla Grandeee”, motto della “sezione sportiva Esercito – Folgore”, il basco amaranto Antonio Citi, risponde così alla radiointervista condotta in diretta da Marco Leonetti, che presenta ogni sabato notizie relative al mondo della musica e dei suoi ospiti. Il presentatore, nell’incontro in studio con i protagonisti del Karate e del Pankration, ha messo in evidenzia il medagliere e i titoli sportivi conquistati nel Karate, Ju Jitsu e Pancrazio, le convenzioni raggiunte dall’Esercito Italiano con le federazioni sportive della FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) e FIPA (Federazione Italiana Pancrazio Athlima), la storia della sezione sportiva, il settore giovanile, la partecipazione alla ricostruzione del Pankration trasmessa da History Channel, il progetto di ricerca scientifica in atto denominato “Formazione giovanile negli sport da combattimento”, incarichi Federali conferiti, attività Nazionale ed Internazionale per la formazione, appuntamenti agonistici e del 31 ottobre, per il 72° Anniversario della Battaglia di El Alamein. L’intervista dinamica ed estroversa di Marco Leonetti è proseguita con l’intervento telefonico del Presidente Nazionale settore Karate per la FIJLKAM dott. Sergio Donati, il Presidente set-

Marco Leonetti e la ASD Folgore

Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito – 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” al “Trofeo Topolino” Si è tenuto a Caorle (VE), sabato 17 e domenica 18 maggio, il “20° Trofeo Topolino”, famoso evento nazionale del karate giovanile. Tra gli oltre 1400 giovanissimi piccoli atleti di età compresa tra i 6 e i 12 anni, anche i karateki dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito – 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” di Livorno, che ha messo in campo tre piccoli campioni del settore giovanile. Sono tre, infatti, le medaglie d’oro conquistate dai piccoli Jacopo e Giulio

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Open di Toscana Citi - Pilagatti - Loni Folgore

tore Karate per la Toscana M° Enzo Bertocci, l’organizzatore dell’International Eurocamp di Karate (centro di alta formazione giovanile) M° Carlo Maurizzi (Dirigente della ASD Sport Village di Bologna) e di una serie di messaggi sms ricevuti in radio a testimonianza degli ascolti e del coinvolgimento del pubblico. Altri contenuti espositivi sono stati gli sponsor di Livorno OTTICA PALANDRI, MAMI per la ristorazione, MY SUN Centro estetico, ARTEMIDIA MILITARY oggettistica, TEC STUDIO IMMOBILIARE vendite e affitti di immobili, NATURAL LINE integratori alimentari per gli sportivi ,CIAPONI distributori automatici di San Miniato - PI, EXTREMA RATIO azienda di coltelli ed equipaggiamento di Prato, la testata giornalistica on line CONGEDATI FOLGORE di Parma, vino e spumante pregiato “MILLESIMATO” Valdobbiadene - TV e la JUTE SPORT articoli per gli sport da combattimento con i brande Vandal e Adidas di Milano, che supportano fermamente l’Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito – 187° Folgore nei progetti e nelle attività Federali.

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CM Ca. Sc. Antonio Citi e dott. Emilio Appiana

1° Class. Jacopo Citi Folgore Trofeo Topolino

1° Class. Giulio Citi trofeo topolino caorle

Il Presidente FIJLKAM settore Karate Sergio Donati Vice Presidente Karate Veneto Roberto Baggio e il CM Ca. Sc. Antonio Citi con il settore giovanile Esercito – Folgore

Venice Cup e VII Open International Karate San Marino Risultati eccellenti per l’ASD Esercito – 187° Reggimento paracadutisti “Folgore” di Livorno, che lo scorso 16 novembre ha partecipato a Caorle (Ve) e San Marino a due importanti competizioni internazionali, la “Venice Cup” della FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Kararte Arti Marziali) ed il “VII Open International Karate San Marino” della FESAM (Federazione San Marinese Arti Marziali). Nella prima, il folgorino Giulio Citi si è aggiudicato il bronzo nella categoria “children” (ragazzi 10 – 11) peso 30 Kg, specialità Kumite (combattimento). Jacopo Citi (classe 2008) ha invece conquistato, all’Open di San Marino, 4 medaglie, di cui 3 d’oro, nella categoria “Samurai” per le ottime prove del “Palloncino”, “Percorso a tempo” e “Prova Libera” e una d’argento nella categoria “Bambini” per il Kata (forma). Young Cup Domenica 12 ottobre si è svolta la 3° Tappa Young Cup per le

C.le Magg. Sc. Alessio Loni e Jacopo Citi VII Open di San Marino

Giulio Citi medaglia di bronzo

classi giovanili, organizzata dal Comitato Tecnico Regionale CTR FIJLKAM della Toscana, presso Montelupo Fiorentino - FI. Ottimo il risultato ottenuto dall’ASD Esercito – 187° reggimento paracadutisti “Folgore” di Livorno, che con l’atleta Francesco Pilagatti, accompagnato dagli istruttori Daniele Pilagatti e Antonio Citi (tecnico del Centro Tecnico Provinciale delle sezioni Livorno, Pisa e Grosseto), si aggiudica la medaglia d’argento nella specialità del Kumite (combattimento) categoria “Esordiente A” (12 – 13 anni) peso 55 Kg.

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Citi, di sei e dieci anni e una buona prova di Christian Stella. Il trofeo è stato organizzato dalle federazioni FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) e FIKTA (Federazione Italiana Karate Tradizionale e Affini), che hanno collaborato per far gareggiare gli oltre mille iscritti al trofeo nelle due giornate del week end.

Francesco Pilagatti settore giovanile

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S

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econdo seminario di Pancrazio Nella giornata del 5 gennaio l’Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito - 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” di Livorno ha condotto in collaborazione con il preparatore Atletico della Federazione Italiana Pancrazio Athlima - FIPA Alessio Martelloni, il “2° Seminario di Pankration” presso il Palazzetto di Cesenatico (FC). L’apertura è avvenuta alle ore 14 a seguito del “13° seminario internazionale di Karate” FIJLKAM tenutosi il 3, 4 e 5 gennaio, in cui la sezione sportiva “Esercito – Folgore” è stata ospite e presente con il settore giovanile agli allenamenti condotti dal Direttore Tecnico della Nazionale FIJLKAM prof. Pierluigi Aschieri, presso le strutture sportive dell’Eurocamp di Cesenatico. Attraverso i rapporti sportivi tra la Federazione Italiana Pancrazio Athlima – FIPA e la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali – FIJLKAM, i responsabili FIJLKAM dell’Emilia Romagna settore Karate (Direttore Tecnico Maestro Maurizio Mariani, Maestro Carlo Francesco Tombolini ed il responsabile organizzativo Eurocamp Karate Maestro Carlo Maurizzi), hanno reso possibile il successo del seminario confermato dalla presenza di numerosi praticanti provenienti da tutta Italia (dal Piemonte alla Puglia) con esperienze pregresse diversificate. Introduce il seminario il Comandante del 187° Colonnello Rodolfo Sganga, portando ai partecipanti i saluti del Presidente della FIPA Maestro Italo Morello. Successivamente sono stati illustrati gli aspetti generali e gli studi storico – sportivi condotti dai tecnici del 187° nella tematica del Pankration (dal greco “tutta forza”). La disciplina del Pankration, combattimento totale a distanza ravvicinata, vanta radici antichissime (esistono evidenze che venisse praticata in maniera organizzata già dal 700 a.C.). La parte teorica del seminario si è conclusa con la visione del documentario, realizzato dalla serie “Museum Secrets” trasmessa da History Channel, che ha come protagonisti i tecnici FIPA docenti del seminario (C.le Magg. Ca. Sc. Daniele Pilagatti, C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi, C.le Magg. Sc. Alessio Loni) tutti effettivi presso il 187° Reggimento della brigata paracadutisti “Folgore”.

ASD Esercito – 187° reggimento paracadutisti Folgore e il Pancrazio Athlima La parte pratica del seminario ha coperto gli aspetti metodologici e applicativi della forza, le linee guida del Pankration nella lotta ravvicinata del “corpo a corpo” ed infine alcune tecniche di difesa da attacchi condotti con arma corta di circostanza.

Il Presidente FIPA e i Baschi Amaranto C.le Magg. Ca. Sc. A. Citi e C.le Magg. Ca. Sc. D. Pilagatti

Vice Capo Reparto Approntamento delle Forze Gen. Brig. Cesare Marinelli Presidente FIPA Italo Morello

Nel fine settimana del 13 e 14 dicembre presso l’impianto sportivo di Ancona si è svolto il “7° Seminario di Pankration”, organizzato dal Comitato Tecnico Regionale Marche FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) in collaborazione con la ASD Esercito – 187° reggimento paracadutisti “Folgore” di Livorno. Il Presidente del CTR Marche Ulrico Agnati, con i rappresentanti dell’Esercito del Comando Regione “Marche” di Ancona, e per la Federazione il Vice Presidente del settore Karate Marche Marco Mancinelli, il Vice Presidente del settore Lotta Guido Guidi e il Responsabile CTR

Marche Karate settore Kata Paolo Barca, presa la parola e presentati i saluti di accoglienza a tutti gli intervenuti, tecnici, esperti e praticanti delle varie discipline da combattimento e metodi di difesa personale, provenienti anche dalla Puglia, ha sottolineato il coeso legame tra la FIJLKAM e l’Esercito Italiano, testimoniata con la docenza dei “baschi amaranto” Antonio Citi, Daniele Pilagatti, Alessio Loni e dal Preparatore Atletico FIPA Alessio Martelloni, per l’esplorazione del combattimento “corpo a corpo” attraverso la disciplina del Pankration, dal greco “Tutta Forza”. La Asd “FOLGORE” Centro di Formazione Giovanile nel Pankration Nei giorni 6 e 7 settembre presso il Centro Olimpico FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) di Lido di Ostia (Roma), si è tenuto il periodico corso di “Aggiornamento Tecnico Nazionale di Pancrazio, Athlima”, evento indirizzato alla formazione dei tecnici di tutta Italia appartenenti alla FIPA (Federazione Italiana Pancrazio Athlima). La presentazione e l’analisi sono state curate del preparatore atletico nazionale FIPA, Alessio Martelloni, assistito dai tecnici Antonio Citi, Daniele Pilagatti e Alessio Loni, questi ultimi, paracadutisti dell’Esercito Italiano e rappresentanti della “ASD ESERCITO - 187° Folgore”. La tematica principale è stata la “FORMAZIONE GIOVANILE”. Le medaglie conquistate dalla FIPA in ambito Internazionale (Mondiali ed Europei) e Nazionale dagli atleti appartenenti all’ASD “Esercito - 187° Folgore”, avevano da tempo suscitato l’interesse della Federazione per i numerosi risultati ottenuti nelle diverse specialità e in tutte le categorie. L’ASD “Esercito - 187° Folgore” sta effettuando studi di ricerca e sviluppo sulle metodologie di allenamento, con il supporto del Preparatore Atletico Nazionale Martelloni per quanto riguarda l’analisi di quanto effettuato dal corpo istruttori della sezione sportiva.


Sono state riportate esperienze vissute con il proprio settore giovanile, dove i Folgorini hanno dimostrato di aver acquisito delle abilità definite come l’attuale modello prestativo per il settore giovanile nel Pancrazio Athlima partenza di

Da sx: Preparatore Atletico Alessio Martelloni, C.te 187° Colonnello Rodolfo Sganga C.le Magg. Ca. Sc. Antonio Citi C.le Magg. Sc. Alessio Loni & Settore Giovanile Karate – Pankration Marta Sganga, Giulio Citi, Jacopo Citi e Roberto Sganga

2° Seminario di Pankration Domenica 5 gennaio 2014

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Momenti di pratica nella lotta

“come si forma un Pankratiastis (lottatore di Pancrazio)”. Nella presentazione i contenuti sono stati supportati da numerosi video che ritraevano i Folgorini durante le esercitazioni che hanno suscitato lo stupore dei presenti per il livello di abilità motorie, acquisite nelle fasce d’età 5 – 12 anni. Il lavoro di analisi e destrutturazione delle intime componenti della metodologia, ideata e adottata dagli insegnanti tecnici della Folgore, è stata notevolmente apprezzata da tutti i presenti per quanto riguarda le sue peculiarità: la praticità a fronte di un elevato contenuto tecnicometodologico. Altro punto di interesse per i presenti è la caratteristica, delle metodologie adottate, di essere non-disciplina dipendente e altamente formativa per quanto riguarda lo sviluppo delle abilità motorie. A fine della lezione, particolare apprezzamento è stato dimostrato per il binomio FIPA - FOLGORE dovuto all’evidente sinergia tra la professionalità analiticoscientifica e la competenza operativometodologica. A fine presentazione il Presidente FIPA, Italo Morello, ha presentato la convenzione stipulata tra la FIPA e l’Esercito Italiano.

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l’in te r vista

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Alessio Martelloni e Antonio Citi

L’abbinamento fra la teoria e la pratica sul campo

Alessio Martelloni

D

a anni all’avanguardia nelle discipline sportive da combattimento l’Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito - 187° reggimento paracadutisti “Folgore” porta avanti un metodo di preparazione innovativo, che sta riscuotendo approvazioni, anche in campo scientifico. Ne parliamo con il laureando in Scienze Motorie Alessio Martelloni e con il tecnico Antonio Citi, paracadutista dell’Esercito Italiano. Cominciamo con presentare Alessio Martelloni che ha 26 anni, ed ha iniziato a praticare karate quando ne aveva 4, incoraggiato dal padre che era un judoka, “in poco tempo questa disciplina è diventata la mia passione e ho cominciato a gareggiare”. Tre anni fa mi è stato proposto, per il settore Pancrazio Athlima, di rappresentare nelle competizioni la ASD 187° reggimento Paracadutisti Folgore e naturalmente ho accettato con entusiasmo”. Cosa ti ha dato l’incontro con il 187° Folgore? “Ho avuto l’opportunità di avvicinarmi al Pancrazio, e successivamente ho partecipato a gare nazionali, dove abbiamo vinto nelle specialità del Palesmata e Polydamas, diventando Campioni italiani del 2012. A questa sono seguite altre soddisfazioni, come l’essere incaricato, nel 2013, dal Presidente della Federazione Italiana Pancrazio Athlima – FIPA, Italo Morello di tenere una parte dell’aggiornamento tecnico nazionale rivolto a tutti gli insegnanti, presso il Palazzetto Olimpico del

Lido di Ostia. A seguito di questo incarico sono stato investito del ruolo di Preparatore Atletico per la Federazione. Nel 2014 ho tenuto nuovamente la docenza incentrata, sugli aspetti formativi dei giovani e sulla forza”. Antonio Citi, invece, è una “vecchia conoscenza” dell’Almanacco, e da qualche anno ci introduce nel mondo sportivo della Folgore. Ricordiamo anche che per lui la passione per il Karate è iniziata da quando si è avvicinato nel 1988, all’età di 11 anni, al maestro Carlo Simonetti: “Non c’è stato un episodio o una persona in particolare che mi hanno spinto verso questa disciplina, semplicemente il karate era nella mia indole, e stimolata dai film d’azione che andavano di moda in quegli anni, è emersa. La scelta della palestra fu casuale, ma divenne un luogo importante per la mia vita. Nel ’96 mi sono arruolato nell’Esercito ed ho seguito la formazione operativa. Nel 2001 la Forza Armata indice il 1° Campionato Italiano Esercito di Karate a cui partecipo con riscontro positivo per me e per il mio collega Daniele Pilagatti e a merito di ciò, hanno seguito negli anni una serie di soddisfazioni nelle competizioni Nazionali ed Internazionali, con il contributo anche di Alessio Loni, effettivo del 187°, portando avanti l’attività sempre con la massima dedizione ed impegno sino ad oggi”. Quando vi siete avvicinati al Pancrazio? Antonio Citi. “La ASD 187° viene costituita nel 2002, ma abbiamo iniziato ad esplorare il Pancrazio nel 2008 inserendolo tra i nostri settori di pratica. Successivamente Alessio Martelloni si è avvicinato alla nostra organizzazione è gli è stato proposto di cimentarsi anche in questa disciplina”. L’attività con i giovani? Antonio Citi. “Nel 2006 nasce il nostro settore giovanile di Karate che segue le linee guida della Federazione. Anche il Pancrazio lo abbiamo affrontato con uno studio metodologico, poiché è una disciplina completa nella sua richiesta di abilità. Abbiamo cercato di capire quale potesse essere l’approccio propedeutico più opportuno”. Come vi ponete di fronte ai giovanissimi? Antonio Citi. “Cerchiamo di operare una formazione completa del bambino, e questo vuol dire non insegnare solo ed esclusivamen-

te la disciplina, ma operare in una formazione totale della sua motricità, dell’orientamento, dell’equilibrio e della coordinazione motoria. Questo aiuterà i ragazzi a sviluppare un fisico completo, adatto ad affrontare qualsiasi tipo di attività fisica vogliano fare in futuro. Per ottenere questo abbiamo elaborato un metodo che si sviluppa nell’esplorazione del ragazzo ad una motricità globale, un connubio tra verticalità e orizzontalità. Con questo tipo di lavoro arriviamo a sviluppare nel singolo individuo quello che chiamiamo multilateralità”. In questo modo migliorano i risultati ottenuti? Antonio Citi. “Il nostro scopo non è quello di lavorare per il fine agonistico, perché stiamo parlando di fasce per-agonistica. Il nostro obiettivo è quello di dare più strumenti possibili ai bambini, affinché abbiano una corretta crescita attraverso lo sport, sviluppando, appunto la multilateralità”. Alessio Matelloni: “Per spiegare questo concetto, mi piace fare una metafora. Con questo sistema è come se noi insegnassimo ai bambini più parole possibili, in modo che quando saranno grandi, potranno scrivere un tema più appropriato, perché il loro uso delle parole e del linguaggio sarà migliore, più ricco. Cerchiamo di dotare i bambini di prerequisiti di movimento fondamentali, in modo che in

Antonio Citi


Possiamo dire di essere stati fondamentali per la promozione”. Ci rivolgiamo ad Alessio per chiedergli qual è la cosa migliore che ha imparato dalla Folgore? Alessio Martelloni: “L’essenzialità e l’efficacia. Per raggiungere lo scopo bisogno essere efficaci e tagliare i rami superflui, anche nell’insegnamento con i bambini”. E per voi della Folgore, qual è la cosa più importante che Alessio vi ha trasmesso? Antonio Citi. “Ci ha confermato che la tipologia di lavoro che utilizziamo con i bambini, ma anche con gli adulti, è quella corretta, perché bisogna sempre essere aperti e recettivi a stimoli esterni”. Da quanto dura il vostro connubio? “Dal 2013”. E da allora qual è stato il vostro risultato migliore? Antonio Citi. “Il maestro Carlo Maurizzi dello Sport Village di Bologna, organizzatore dell’Eurocamp di Cesenatico, che è il Centro di alta formazione giovanile per il Karate, ci ha concesso uno spazio di docenza per presentare il nostro lavoro”. Quali i riconoscimenti più importanti ottenuti? Alessio Martelloni. “L’Università di Pisa avvalla il nostro percorso. Il mio tutor è il profes-

sor Giovanni Innocenti, allenatore delle squadre nazionali di ginnastica artistica, docente all’università di Pisa e di Firenze e membro di due commissioni del Coni sulla ricerca in ambito prestativo dei giovani. Il suo incoraggiamento e per noi molto importante, è venuto a farci visita più volte e ci sprona a continuare, confermandoci che ci stiamo muovendo in una direzione innovativa per le scienze motorie”. E le soddisfazioni dal punto di vista pratico? Antonio Citi. “Quello che ci dà soddisfazione è il riuscire a suscitare l’interesse degli altri, che infatti ci invitano in vari luoghi perché sono incuriositi da questa teoria e pratica della multilateralità, vogliono sapere cosa è come viene svolta”. Con questa metodologia cosa cambia? Alessio Martelloni. “Cambia il piano di lavoro fra verticale e orizzontale, cambia l’organizzazione mentale della percezione del corpo nello spazio, perché i punti di riferimento vengono modificati. Cambiare il piano di lavoro da verticale ad orizzontale e ciò arricchisce l’esperienza del bambino, che impara a percepire il suo corpo nello spazio in modo differente, organizza i suoi segmenti corporei diversamente e quando tornerà sul piano di lavoro verticale sarà facilitato dall’esperienza avuta”.

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futuro saranno facilitati nel vivere qualsiasi altra esperienza motoria che vorranno affrontare, grazie alle esperienze pregresse”. Si tratta di un metodo che nasce all’interno della ASD 187° Folgore e che sta ricevendo l’avvallo scientifico grazie anche al rapporto di Alessio con la facoltà di Scienze motorie e quindi con l’università di Pisa. Antonio Citi. “Stiamo dando una spinta propulsiva professionale, perché leghiamo alla competenza pratica sul campo di chi ha sempre operato come tecnico qualificato, con l’approfondimento di alcuni aspetti che necessitano di una formazione culturale accademica diversa. La forza del nostro connubio è l’abbinamento fra la teoria e la pratica sul campo”. Qual è il vostro impegno per la conoscenza del Pancrazio? Antonio Citi. “A livello regionale siamo fra le prime associazioni che hanno portato il Pancrazio in Toscana e a Livorno siamo sicuramente i primi. Inoltre, siamo sicuramente fra quelli che hanno contribuito su scala nazionale e internazionale, alla valorizzazione e alla conoscenza di questa disciplina, proprio perché, come abbiamo dato notizia nei numeri precedenti dell’Almanacco, abbiamo collaborato con la serie documentarista di “Museum Secrets” trasmessa da History Channel, e questo ha portato una visibilità internazionale.

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Il Metodo di Combattimento Militare dell’Esercito italiano La capacità di difendersi nelle distanze cortissime

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stato presentato ufficialmente, presso la Caserma Vannucci, sede del 187° Reggimento paracadutisti “Folgore”, il Metodo di Combattimento Militare dell’Esercito Italiano. Sintesi di diverse discipline da combattimento, elaborate ad hoc, nasce con lo scopo di addestrare e dare al militare, completamente equipaggiato, la capacità di difendersi nelle cortissime distanze. All’evento, tenutosi nella giornata del 5 di giugno, hanno partecipato autorità militari e civili del mondo delle discipline sportive da combattimento, tra cui il Professore Pierluigi Aschieri, direttore tecnico della nazionale italiana di karate, e il Maestro Italo Morello, presidente della Federazione Italiana Pancrazio. “Questo è l’esempio di una pubblica amministrazione che funziona, in grado

Francesco Pilagatti settore giovanile

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Open Day – Mcm

Preparazione fisica

ve sinergie con altre Federazioni, per la pratica complementare di altri sport da combattimento. Anche quest’anno il Metodo di Combattimento Militare (MCM) è stato ospite della famosa fiera del fitness, il “Rimini Welness”, in programma a Rimini dal 30 maggio al 2 giugno 2014. Grazie anche alla collaborazione dell’Esercito Italiano con la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Ar-

di ricercare e sviluppare un qualcosa di innovativo”, ha citato il Dott. Emilio Appiana, titolare di “BUDO International” e della ditta “JUTE SPORT”, produttrice di materiale tecnico per sport di combattimento e sponsor del Metodo di Combattimento Militare. Di recente l’Esercito Italiano ha stipulato una convenzione con la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali e guar187° Folgore con Fijlkam, Fipa E Jute Sport da avanti per creare nuo-

Spiegazione tecnica

ti Marziali), che ha riservato uno spazio all’interno del padiglione dedicato agli sport da combattimento, gli allievi del primo corso istruttori di MCM, hanno dato luogo ad una serie di dimostrazioni pratiche. La particolarità di questa disciplina, che vede il combattente individuale, completamente equipaggiato, ingaggiato dall’avversario, ha suscitato molta curiosità da parte dei numerosi spettatori, proprio per la semplicità, la concretezza e l’efficacia di esecuzione delle tecniche. Progetto sviluppato dal 187° Reggimento paracadutisti “Folgore”, il Metodo di Combattimento Militare è divenuto una disciplina che costituisce addestramento per tutto l’Esercito Italiano.


Presidente CTR Toscana di settore Karate Enzo Bertocci e ASD Folgore

N

elle giornate del 12 e 13 luglio 2014 in Lizzano in Belvedere (BO), presso il Palazzo dello Sport "Enzo Biagi", una nuova e stupenda struttura collocata nel verde dell'Appennino Bolognese, si è svolto il 6° seminario di Pancrazio - 1° Seminario Altoreno. La manifestazione, rivolta a principianti ed esperti è stata organizzata dalla Delegazione Regionale FIPA Emilia Romagna con il concorso dalle delle ASD Poi. Il Quadrifoglio e Sport Village Karaté ed il patrocinio del Comune di Lizzano in Belvedere. Lo staff dei docenti era composto dai quadri tecnici della ASD Esercito-187° Reg-

Spiegazione del dettaglio

L’ASD Esercito - 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” e il Pankration diuvati dal 1° C.le Magg. Sanna, dal 1° C.le Magg. Diego Tomassini e dal Preparatore Atletico - FIPA Alessio Martelloni, quest’ultimo intervenuto per l’analisi biomeccanica del gesto tecnico offensivo e difensivo, hanno curato l’esposizione di contenuti relativi alla propedeutica dell’acquisizione di abilità specifiche, tramite la destrutturazione del movimento, all’importanza delle capacità senso-percettive e le modalità migliori per la loro stimolazione, con un piccolo focus sulle capacità condizionali. I temi sono stati correlati allo studio ed analisi delle tecniche da combattimento dei lottatori di Pankration (pankratiastis - in greco “lottatori a tutta forza”)

nei contesti storici culturali del tempo. Nell’occasione, il presidente del CTR - Toscana settore Karaté, Maestro Enzo Bertocci ha consegnato una targa per il Comandante del 187° reggimento paracadutisti, Colonnello Angelo Sacco e per il Presidente della Federazione Italiana Pancrazio Athlima (FIPA), Italo Morello.

Seminario

6° seminario di Pancration

Esercito - Folgore, FIPA, Tutori dell’Ordine e staff organizzazione

gimento Paracadutisti "Folgore" (istruttori Delta della FIPA Caporal Maggiore Capo Scelto Daniele PILAGATTI, Caporal Maggiore Capo Scelto Antonio CITI, Caporal Maggiore Scelto Alessio LONI, tra l'altro campioni del Mondo di Pancrazio specialità Polydamas anno 2011, e dal Preparatore Atletico della FIPA Alessio MARTELLONI) nonché dall'esperto sull'uso delle armi da taglio, M° Maurizio GUERRINI. Un programma dedicato è stato sviluppato per gli appartenenti alle Forze dell'Ordine (Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, istituti di Vigilanza) che hanno ri-

scontrato nel Pancrazio un sistema di combattimento perfettamente rispondente alle loro esigenze di servizio. Gli insegnati hanno riscosso il consenso dei numerosi partecipanti che si sono allenati sul corposo programma tecnico per ben due giorni con entusiasmo e passione. Grazie anche al supporto della proloco di Lizzano, che ha fatto preparare persino una torta commemorativa, il seminario è stato un vero e proprio successo organizzativo che ha consentito ai partecipanti di trascorrere due stupende giornate all'insegna dello sport e dell'aggregazione.

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I

n occasione del “XXV Stage internazionale residenziale Karaté tradizionale e non agonistico”, tenutosi presso il “Palagolfo” di Follonica (GR) lo scorso sabato 27 settembre, l’ASD Esercito - 187° reggimento paracadutisti “Folgore” ha condotto il 5° Seminario di Pankration. L’evento, organizzato dal Comitato Tecnico Regionale CTR Toscana - FIJLKAM settore Karaté, ha visto gli atleti e paracadutisti dell’Esercito Italiano, dell’ASD 187, impegnati in dimostrazioni di lotta ravvicinata “corpo a corpo”. Così il C.le Magg. Capo Scelto Pilagatti, il C.le Magg. Capo Scelto Citi, il C.le Magg. Scelto Loni coa-

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l’in te r vista

Irene Cipriani

Una vera tigre del ring

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imida e riservata, sicuramente di poche parole, di lei dicono che quando combatte sul ring sia una vera e propria tigra e i risultati ne sono la dimostrazione. Irene Cipriani ha 14 anni e frequenta la prima superiore all’Iti. Come hai iniziato a praticare la Kickboxing? “Ho seguito le orme di mio fratello più grande, che iniziò a fare questa disciplina tre anni prima di me. Vedendo lui agli allenamenti e alle gare, mi è nata la voglia di provare, così a sei anni ho cominciato anch’io”. Com’è andata la tua carriera sportiva? “Fino a 13 anni ho fatto gare amatoriali, poi ho iniziato con l’agonismo. Il 2014 è stata la mia prima stagione, ed ho iniziato con i campionati regionali, poi ho affrontato gli interregionale, poi gli italiani, ed infine, i mondiale dove mi sono qualificata terza”. In passato hai fatto altri sport? “Da piccola ho fatto anche Ju Jitsu, ma non mi appassionava molto, non come la Kickboxing

Cosa ti piace di più di questa disciplina? È uno sport che mi da sicurezza, anche quando sono fuori dalla palestra so che posso difendermi La soddisfazione più bella che hai avuto? “Sicuramente l’esperienza dei mondiali nel suo complesso e in particolare il terzo gradino del podio”. Un’esperienza da dimenticare? “Non ce ne sono. Almeno per ora è sempre andato tutto bene, ogni esperienza vissuta è stata positiva”. Non pensi che sia uno sport maschile? “Assolutamente no, è uno sport che va benissimo anche per le donne, anzi a noi è sicuramente più utile perché ci permette di difenderci al meglio”. Le tue amiche cosa pensano di questa attività? “Non mi hanno mai criticata, anzi mi seguono e mi chiedono come vanno gli allenamenti e le gare”. Che caratteristiche deve avere una ragazza che vuole far questo sport? “Le caratteristiche sono uguali fra ragazzi e ragazze, non ha senso differenziare. Importante per tutti è avere voglia di imparare e seguire le indicazioni dell’allenatore. Devi avere passione e determinazione”. Chi è il tuo tecnico e cosa apprezzi di lui? “È Massimo Rizzoli e la sua qualità migliore è il modo con cui insegna, e come mi corregge” È severo? “Il giusto”. Tu quale qualità ti riconosci? “Ho una grande motivazione, mi piace questa disciplina e voglio praticarla sempre al meglio per migliorare”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Le mie amiche, quando si sono complimentate perché andavo ai mondiali”.

Obiettivi per il 2015? “Fare ancora meglio”. Un sogno nel cassetto? “Andare alle olimpiadi, e quindi sogno anche che la disciplina sia ammessa dal Comitato Olimpico”. Quanto ti impegna la Kickboxing? “Vengo tutti i giorni in palestra, dal lunedì al venerdì e nei fine settimane spesso ci sono le gare. Questo non mi dà alcun problema, lo faccio volentieri e riesco a conciliare bene con la scuola”. Nel praticare questa disciplina ti senti discriminata in quanto ragazza? “I maschi che praticano questo sport sono in numero maggiore rispetto a noi ragazze e questo fa si che di questa disciplina si parli più al maschile. Ciò un po’ mi dispiace, ma cerco di non farci troppo caso. Per il resto non sento altri tipi di discriminazioni”. I tuoi colleghi maschi ti accettano? “Sì, certo”. Cosa diresti ad una giovane ragazza che vuole cominciare a praticare questo sport? “Sono contenta di fare questo sport e sono contenta di poter continuare, e ad una ragazza più giovane consiglierei di venire in palestra, perché qui si fanno nuove amicizie, ci si diverte e si impara a difendersi”.

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Kickboxing

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Daniele Sanna

Campione italiano e nazionale senior

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o sport è uno dei pilastri della sua vita e dalla frequentazione della palestra ne ricava l’energia giusta per affrontare i tanti impegni che ha, fra cui c’è il lavoro ma soprattutto fare il padre. Il suo entusiasmo lo si coglie ascoltando le parole che sceglie per raccontare la sua storia. Daniele Sanna ha 22 anni pratica Kickboxing e K1. Frequenta la palestra Rendoki dal 2009 con ottimi risultati. Facciamo un breve curriculum della tua attività agonistica. “Ho iniziato nel 2009 con gli incontri in Terza Serie, dopo poco sono passato alla Seconda Serie, dove ho vinto gli italiani. Ho poi fatto un incontro da professionista che mi ha permesso di accedere alla Prima Serie. Qui inizialmente non è andata subito bene, perché nel primo anno, il 2012, sono stato eliminato al primo turno del Campionato italiano. Mi sono rifatto l’anno successivo vincendo l’oro ed entrando in nazionale senior, dove ero già stato come juniores. Sempre nel 2013 ho partecipato ai mondiali dei dilettanti in Brasile. Nel 2014 mi sono confermato nella nazionale e ho partecipato agli europei a Bilbao. Sempre quest’anno ho vinto un circuito italiano élite, per professionisti”. Obiettivo del 2015? “Riconfermarsi campione italiano e combattere all’estero qualche titolo da professionista”. Il sogno nel cassetto? “Diventare il campione del mondo o almeno averne la possibilità”. Cosa ti dà questo sport? “È una disciplina che richiede molto sacrificio, ma mi dà tanto. Anche se sono stanco,

quando mi alleno mi passa tutto. È un impegno quotidiano con il fine di combattere, ma in questa palestra è bello anche allenarsi tutti insieme, stare con gli amici, fare confronti per cambiare e migliorare sempre”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “Il complimento più bello è vedere che il mio allenatore, Massimo Rizzoli, è contento di me come atleta e come persona. L’ho conosciuto a 17 anni e mi ha formato lui, non solo a livello sportivo, ma anche come uomo. Inoltre, mi ha fatto particolarmente piacere quando nel 2013 in Brasile, anche se non avevo vinto, alla fine tantissimi bambini mi hanno chiesto autografi e foto. È stato molto bello, in Italia non succede mai a chi fa la nostra disciplina”. Quali sono le qualità che apprezzi maggiormente di Massimo? “È molto serio come tecnico, e poi riesce a tutelarti, valuta quali sono gli incontri adeguati senza rischiare di rovinarti la carriera sportiva. Ti costruisce un percorso che ti porta piano piano ad avere risultati. Non è una cosa scontata, ci sono tecnici ai quali non importa niente e ti buttano nella mischia, senza valutare se per te è il momento giusto, accada quel che accada, anche se ciò ti porta alla fine della carriera agonistica”. Quali devono essere secondo te le caratteristiche che deve avere un atleta che fa questa disciplina? “Intanto c’è da dire che questo è uno sport che va bene per tutti, anche per chi non vuole far agonismo, ma desidera venire in palestra e sfogarsi. Se invece si sceglie la strada dell’agonismo bisogna essere prima di tutto determinato, perché il sacrificio richiesto è molto”. Qual è la tua caratteristica migliore? “L’essere una macchina. Faccio alla lettera quello che mi dice il maestro, negli allenamenti non mi risparmio. Voglio fare tutto, in modo da non dover rimpiangere niente”. È pericolosa questa disciplina? “Se uno si allena no. È uno sport che ti dà tantissimo. Io quando non posso venire per qualche giorno, sto male, perché mi manca l’adrenalina”. La soddisfazione più bella?

“In Brasile, dove c’erano 3.000 spettatori, anche se era tutto tifo contro, perché erano brasiliani, è stato molto bello, si sentiva tremare il pavimento dagli spogliatoi”. La più brutta? “Il primo anno, quando persi le selezioni per la nazionale. Era un periodo in cui volevo dimostrare che ero all’altezza, ed invece era sbagliato. Prima di tutto bisogna fare questo sport per se stessi, per un motivo personale, che poi può dare la motivazione e determinazione vera. Questo me lo ha insegnato Massimo”. Cosa consiglieresti ad un giovane di 15 anni che vuole dedicarsi a questa attività? “Sicuramente di provare. Alla sua età, negli altri sport, è il momento in cui si decide chi è un campione e chi non lo è. Qui non è così, ad ogni età si hanno delle possibilità, e soprattutto è un ambiente in cui si può venire senza fare agonismo, qui non si viene giudicati, ognuno può esprimere se stesso e arrivare dove vuole”. Cosa pensano i tuoi amici di questo tuo impegno? “È arrivato un momento in cui ho dovuto scegliere fra andare in discoteca o allenarmi. Io ho scelto di allenarmi, ma i miei amici mi hanno capito, magari mi vedono un po’ meno, ma sono sempre amici e mi appoggiano”. Ed in famiglia cosa dicono? “Mio padre faceva questo sport quindi mi ha sempre appoggiato e mi ha indirizzato da Massimo. Mia moglie l’ho conosciuta nei palazzetti dello sport, perciò non ha problemi, forse mia madre è quella meno convinta, ma ormai si è abituata”.


Gregorio Gentili

Una filosofia di vita

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iflessivo e calmo, ci presenta questa disciplina sportiva come una filosofia di vita, che ha avuto il merito di cambiarlo anche caratterialmente. Gregorio Gentili ha 21 anni, nella vita studia scienze motorie a Pisa e in estate lavora come bagnino. “In palestra faccio un po’ di tutto, dalle discipline di lotta a quelle di percussioni come il pugilato, la kickboxing, ma quelle che preferisco sono le Mma (arti marziali miste)”. Chi ti ha incoraggiato ad iniziare questo sport? “Nessuno in particolare. Ho iniziato sei anni fa e sono sempre stato un appassionato, fin da piccolo guardavo i film di Van Damme e Bruce Lee”. Raccontaci la tua carriera agonistica. “Dopo un anno di allenamenti ho cominciato a disputare qualche match fino a quando a 18 anni è arrivato il titolo italiano dilettanti. Contemperamento ho iniziato a specializzarmi anche nelle discipline di lotta come il Grappling, Brazilian Jiu Jitsu ecc., ed a disputare qualche gara. Nei due anni successivi sono stato allenato da Massimo Rizzoli, che mi ha portato ai Campionati del mondo di Mma ad ottobre in Polonia, dove nello Shoot boxe ho vinto l’oro diventando campione del mondo”. Qual è la tua disciplina preferita? “Mi piacciano tutte, ma quelle che preferisco sono le Mma, perché è un modo personale di interpretare il combattimento e si adatta ad ogni stile”. Quali caratteristiche deve avere chi fa questa disciplina?

“Essendoci le categorie di peso, dal punto di vista fisico, è uno sport aperto a tutti, con il quale ognuno si può confronta; ho visto tanti tipi di atleti gareggiare. Psicologicamente, invece, il discorso è più complicato, per farlo bene ci vuole una mentalità tutta dedicata a questo sport. Uno deve avere la mentalità da atleta non solo in palestra, ma anche fuori, anzi forse più fuori che non quando è dentro; lo stile di vita influenza in modo decisivo”. Qual è la tua qualità migliore? “L’impegno che ci metto, in palestra e fuori. Una qualità che mi rappresenta è la grande voglia di non fermarmi mai”. Come hai impostato il tuo stile di vita? “In modo molto semplice. Ho tanti amici ed interessi, ma prevalentemente la mia vita si divide fra lo studio, la palestra e in estate il lavoro. Ho scelto di frequentare Scienze Motorie perché un giorno vorrei essere un professionista completo in questo ambito”. Qual è il complimento più bello che ti è stato fatto? “Dopo un match di Kickboxing, che ho fatto a novembre ed ho perso perché ho incontrato un avversario molto forte, Massimo mi ha onorato dicendomi che ho dimostrato di essere un campione, perché ho avuto la forza di non mollare. Massimo non è tipo da fare complimenti e quando succede è una grande soddisfazione”. Cosa ti piace di Massimo? “È un grandissimo allenatore. Lo stimo tanto. È una persona semplice, pur avendo una cultura immensa non si vanta mai. Caratterialmente è invidiabile, naturalmente ha anche dei difetti, ma crede in quello che fa, è sicuro di sé, e fa sempre quello che dice”. L’obiettivo del 2015? “Sarò impegnato a maggio in una selezione che andrà a formare una squadra nazionale che parteciperà ai mondiali a Las Vegas, che si svolgeranno i primi di luglio. Io in estate lavoro 4 mesi come bagnino, ma ho preso già i permessi dal lavoro per quel periodo, anche se non so se ci rientrerò, ma ci tengo moltissimi ed intanto mi sono assicurato di avere le ferie. In generale spero che il 2015 sia un anno memorabile, ed io possa vivere delle belle esperienze e sappia vendere cara la pelle”.

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Un sogno nel cassetto? “Poter dire un domani che con questa attività riesco a farmi un futuro, riesco a mantenere una famiglia e naturalmente diventare un bravo atleta”. L’esperienza più bella? “Quando ho vinto il Campionato del mondo, non ci credevo neanche io di avercela fatta”. Cosa ti dà questo sport? “Ogni volta che combatto è un’esperienza importante, perché faccio una cosa che fino a poco tempo fa non sarei mai riuscito a fare. Quando ho iniziato ero un’altra persona, mai avrei pensato di picchiarmi con un altro, se pur in ambito sportivo. Oggi posso dire di essere cambiato, ed ogni combattimento è un’esperienza”. Ti piace viaggiare per praticare la tua disciplina? “È una cosa fantastica. Cosa c’è di più bello che viaggiare per il mondo facendo lo sport che ti piace?”. È uno sport pericoloso? “No. Chi pensa che sia pericoloso vuol dire che lo interpreta male, immaginando il combattimento semplicemente come due persone che si picchiano. Ma non è così. Siamo allenati e preparati a quello che dobbiamo fare. Ci sono le regole, che tutelano gli atleti. Non è assolutamente pericoloso”. Cosa pensano i tuoi amici di questa attività? “Inizialmente non mi appoggiavano. Nessuno credeva che ce l’avrei fatta, ma adesso mi seguono. I miei genitori forse avrebbero preferito che facessi altro, ma comunque adesso mi appoggiano e credono in me”. Quanto ti ha modellato caratterialmente questo sport? “Mi ha fatto cambiare completamente la mia personalità. Ogni anno imparo qualcosa di più, non c’è stato un momento preciso in cui sono cambiato, la cosa è avvenuta e continua ad avvenire gradualmente, perché incontro persone nuove, ho esperienze diverse. Questo sport mi ha dato l’umiltà, mi ha reso consapevole del fatto che di strada ce n’è da fare molta”.

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Giorgio Pietrini

Campione del mondo 2014

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ono venuto in palestra ed è stato amore a prima vista”, con il sorriso sulle labbra e questa battuta Giorgio Pietrini, 23 anni, ci introduce nel suo mondo fatto di passione sportiva, studio e lavoro da magazziniere per pagarsi gli studi di Logistica dei Trasporti. “Faccio Mma, in particolare mi piace tutto quello che si fa in piedi, come la Kickboxing, ecc.”. Quando e come hai iniziato? “Ho iniziato 5 anni fa. Prima facevo calcio, ma non mi piacevano più i valori che c’erano nell’ambiente. Avevo visto degli incontri di Mma in televisione, che mi avevano stimolato a provare”. Facciamo un tuo curriculum agonistico. “I primi incontri sono state tutte vittorie fino a raggiungere il titolo italiano nel 2013, mente all’europeo ho conquistato la medaglia d’argento. Nel 2014 ho vinto i Campionati del mondo in Ucraina. Una vittoria per KO alla finale, molto spettacolare, contro un atleta di casa. Questo sport è diventato la mia vita, non potrei farne a meno”. Quali devono essere le caratteristica di un atleta? “Per combattere ci vuole tanto sangue freddo. Io dentro la gabbia ci sto bene, mi sento a casa mia. Inoltre, è necessario avere costanza negli allenamenti e voglia di sacrificarsi. Devi

rinunciare ad un po’ di vita sociale e ad uscire meno la sera”. La tua qualità migliore? “Il sentirmi a mio agio nella gabbia. Ho visto atleti che si trovano a disagio durante il match e questo può rappresentare un problema”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Me lo ha fatto Massimo Rizzoli, che per me conta più di tutti. La sua opinione è fondamentale. Quando mi ha detto che secondo lui ho delle qualità e che se continuo così mi posso togliere delle soddisfazioni, mi ha fatto molto piacere”. Cosa apprezzi di lui? “La sincerità. Io sono un carattere molto difficile, sono chiuso e anche testardo e poche persone riescono a prendermi nel modo giusto. Lui ci riesce sempre”. Ti piace viaggiare? “Sì, mi piace. Questo sport mi permette di vedere luoghi che non avrei mai conosciuto”. L’esperienza più bella? “La vittoria ai mondiali”. La più brutta? “La mancata vittoria agli europei. Ho conquistato l’argento, ma questo man-

cato oro mi ha insegnato molto, mi ha fatto capire cose che prima ignoravo”. È uno sport pericoloso? “Come tutti gli altri sport. Anche la gabbia, che come effetto visivo per il pubblico è forte, è invece per noi una protezione, serve per la nostra incolumità”. Quanto ti ha aiutato questa disciplina nella tua vita personale? “Tanto. Mi ha insegnato ad ingoiare rospi che prima non avrei mai buttato giù. Sono diventato più maturo e riflessivo”.

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Massimo Rizzoli

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l’in te r vista

Daniele Angileri

Un punto di riferimento per gli sport da combattimento e non solo

Daniele Angileri con la squadra nazionale

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ogno, passione, avventura e tanto altro ancora. Quando lo sport declinato attraverso il karate diventa uno scopo vita i frutti che ne nascono sono numerosi. Daniele Angileri è il presidente dell’associazione Sport Combact, la cui palestra è in via Firenze 128 a Livorno, ed è uno di quelli che ha dato e continua a dare molto agli sportivi labronici. Come è andato il 2014? “Molto bene. La nostra associazione sportiva è nata nel 2011 e con orgoglio possiamo dire di aver nuovamente vinto il Campionato italiano di karate della Wtka, come primo club italiano. Sono tre anni che lo vinciamo, solo il primo anno, nel 2011 quando eravamo appena nati, non lo conquistammo, ma poi è sempre stato nostro”. Le altre discipline cosa hanno portato nel 2014? “Ci sono stati dei titoli per la Mma, la Kick Boxing e nel Braccio di Ferro”.

un senior di 21 anni che è anche capitano della squadra; Samuele Pellegrini di 16 anni; Leonardo Talerico e Perla Galatolo”. E come presidente dell’associazione? “In questo caso la soddisfazione più bella è sapere che abbiamo fatto tante iniziative, ricordo ad esempio le serate di combattimento, le gare come promotor e manifestazioni di vario genere. Siamo una presenza importante a Livorno negli sport da combattimento, e adesso ci stiamo avvicinando anche alle discipline più richieste dal mercato, fitness compreso”. Obiettivo del 2015? “Veder crescere ancora i ragazzi sia nel judo che nel karate ed anche nel pugilato che a breve inaugureremo. I nostri tecnici sono molto preparati, la passione dei ragazzi c’è, quindi i risultati con il tempo arriveranno sempre più numerosi”. Chi terrà i corsi di pugilato? “Il direttore tecnico sarà Samuel Da Valle, ci sarà poi anche Danilo Vicari. Uno è un pugile professionista e l’altro è dilettante, ma ha al suo attivo oltre 30 incontri”. Il judo?

WTKA

Wtka

Come hai legato la tua vita al Karate? “Indubbiamente con un legame molto stretto. Pratico Karate da 36 anni, ed ancora oggi sono maestro e alla palestra Combact tengo io tutti i corsi della disciplina, per ogni fascia di età”. Qual è stata la soddisfazione più bella del 2014 come maestro? “Quella di avere allenato 4 ragazzi che sono stati poi chiamati in nazionale, sempre per quanto riguarda la mia federazione. Lo scorso anno erano tre, nel 2014 si è aggiunto un ragazzo nei cadetti. I loro nomi sono: Simon Francesco Botta Squadra nazionale WTKA di karate

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“Lo stiamo portando avanti sia con gli adulti che con i bambini, stiamo facendo un progetto sperimentale che si chiama Judo Giocando. Il maestro ha una quindicina di bambini a partire da 4 anni, che attraverso il gioco si avvicinano ai primi rudimenti della disciplina”. Un sogno nel cassetto? “Che l’associazione possa continuare a vivere ed insieme a lei la palestra, anche con l’arrivo di nuovi iscritti e atleti” La soddisfazione più bella a livello personale? “Come maestro di karate credo di aver avuto delle buone soddisfazioni. Oggi, fra le altre cose, sono responsabile mondiale della mia federazione per quanto riguarda l’arbitraggio. Sono poi stato nominato presidente del settore karate ita-

Leonardo Talerico

soddisfazioni, ad esempio, io ho degli atleti che sono con me da quando avevano sei anni ed oggi ne hanno più di venti, vederli crescere è molto bello”. La tua qualità migliore come maestro? “L’empatia con gli adulti e con i bambini”. Come presidente dell’associazione? “La capacità di mantenere il sorriso anche davanti a

persone che non lo meriterebbero”. Un sogno nel cassetto? “Ho sognato di avere una palestra fin da quando ho iniziato a fare karate nel 1980, ci sono riuscito e adesso spero di continuare a farla vivere a lungo”. Chi ti senti di ringraziare? “Tutti i collaboratori che hanno dato il massimo” La cosa che più ti fa piacere sentirti dire? “Che ho sempre l’asso nella manica e riesco a trovare la soluzione ai problemi”. La sfida del 2014? “Quella di mantenere i ragazzi in nazionale e averne aggiunto uno”.

WTKA

Il Presidente Angileri al Mondiale 2014 con gli atleti Lorenzo Galatolo e Leonardo Talerico (atleta nazionale), appartenenti allo Sport Combat Club

liano e presidente della Wtko Europa, che è un gruppo che fa solo karate”. L’e s p e r i e n z a più bella? “Sicuramente la possibilità di vivere lo sport con i bambini, capaci sempre di mostrare il loro affetto e la loro stima. Ma anche con i più grandi ci sono molte importanti

Perla Galatolo

Samuele Pellegrini

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Una stagione a 5 stelle Un lavoro di squadra per la Nuoto Livorno guidata dal tecnico Stefano Franceschi Foto e testi di Andrea Masini

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Lorenzo Torre e Filippo Magnini

tavolta iniziamo dalla fine. Dal bilancio di un 2014 a cinque stelle, sulle orme di un 2013 che a sua volta aveva fatto stropicciare gli occhi un po’ a tutti grazie ai record di Martina Memme. Una stagione transitoria nel bel mezzo del biennio olimpico, ma al contempo decisiva sotto il profilo della crescita e dei risultati: “In effetti si è trattato di un buon percorso – commenta Stefano Franceschi, capo allenatore del club presieduto da Carlo Chelli – Federico Turrini dopo il bronzo in vasca corta nei 400 misti (fine 2013 a Herning, ndr) si è ripetuto a Berlino conquistando la sua prima medaglia internazionale in vasca lunga a 27 anni, pubblicizzando enorme maturità e che soprattutto non c’è fretta di ottenere risultati in età precoce; peccato, invece, per l’esperienza ai Mondiali di Doha dove un virus gastrointestinale gli ha impedito di salire sul blocco e con il 4’07 firmato in Coppa Brema avrebbe centrato la finale.

Bel passo in avanti anche per Chiara Masini Luccetti, arrivata a Livorno un anno e mezzo fa e neo campionessa d’Europa con la 4X200 stile libero, così come

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Nuoto

ottimo è stato il 4’08 nei 400 stile libero nuotato ad aprile dalla De Memme (miglior prestazione personale in primavera, ndr) che le sarebbe valso la finale europea a Berlino. Ancora Luca Ferretti e Nicola Bolzonello rispettivamente sesto e quinto nella 5 km a cronometro sempre in occasione della rassegna tedesca e il terzo posto nel ranking di Coppa Len (Acque Libere) di Dario Verani e Giulia De Fusco. Questo per quel che riguarda i traguardi ottenuti dalla prima squadra, ma non meno importante è stato il progresso dei giovani: la finale di Sara Franceschi all’Europeo Juniores, le prestazioni di Giordano D’Ecclesiis, Lorenzo Torre e Michele Abagnale al Campionato a Squadre, manifestazione a cui tengo molto e di capitale importanza per la crescita della squadra. Infine, Susanna Negri e Riccardo Maestri, che in appena 3 mesi di lavoro con noi hanno offerto buoni riscontri, la prima al personale (di 3 secondi, ndr) nei 400 misti in vasca corta e il secondo riconquistando il podio agli Assoluti”. Nel 2015 il percorso si dividerà invece tra Kazan e le Universiadi coreane, in aggiunta ai numerosissimi eventi di stampo giovanile: “Occorrerà un ulteriore balzo in avanti – prosegue Franceschi – per cercare di ottenere dei risultati pari alla medaglia europea di Turrini e Masini Luccetti, che magari varrebbero la finale

Chiara Masini Luccetti nel 4x200sl a Berlino

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fatta di acuti individuali e staffette. Segue l’elenco di tutti gli atleti schierati, a cui nel 2015 potrebbe aggiungersi Chiara Masini Luccetti, attualmente tesserata solo per il G.S. Forestale: Luca Ferretti, Federico Turrini, Lorenzo Torre, Michele Abagnale, Giordano D’Ecclesiis, Marco Bartolommei, Alessandro Tedesco, Leonardo Palla, Matteo Tomellini, Dario Verani; Martina De Memme, Sara Franceschi, Denise Cavallini, Ludovica Galli, Teresa Tempesti, Giulia Olmastroni, Sara Terreni.

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Triplo bis Turrini & Doha

Chiara Masini Luccetti, Stefano Franceschi e Federico Turrini

iridata. Di conseguenza il primo obiettivo a breve termine rimangono gli Assoluti Primaverili e la qualificazione ad aprile per lavorare con calma; monitoreremo poi da vicino il processo di crescita dei giovani a fronte, guardando dai Criteria alla Coppa Co.Me.N., fino agli Eyof e all’Europeo Juniores, senza snaturare il nostro progetto di crescita graduale; in ultimo vorrei fare un cenno sul nostro inizio di stagione, lontano da Livorno, e ringraziare l’Accademia Navale per averci ospitato, oltre al gestore degli impianti comunali, Officina dello Sport, che a novembre li ha puntualmente riaperti proseguendo una comprovata collaborazione”.

Lavoro di squadra

Ancora tra le magnifiche 16 d’Italia, sia in ambito maschile che tra le femmine: dal 2012 infatti la Federazione Italiana Nuoto ha deciso di fondere il Campionato a Squadre con la Coppa “Caduti di Brema” adottando la formula della stessa, ovvero due classifiche separate per sesso. Ed ecco che la Nuoto Livorno è riuscita a qualificarsi nel 2015 all’elenco dei club finalisti di Serie A2 con entrambe le fazioni per l’evento in programma domenica 19 aprile allo “Stadio del Nuoto” di Riccione. Una fase regionale andata in scena alla piscina “La Bastia” di Livorno che ha

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esaltato atleti di punta e giovani in rampa di lancio: pensiamo al contributo del capitano, Luca Ferretti, nei 400 stile libero, al 4’07 di Federico Turrini (2’12 nei 200 rana, 1’58 nei 200 farfalla e 54’1 nei 100 dorso) che gli sarebbe valso l’accesso alla finale iridata di Doha e alle fatiche di Martina De Memme che, oltre allo stile libero, si è prestata anche al dorso. Al loro fianco numerosi “bimbi” vogliosi di farsi largo tra i grandi: è il caso di Lorenzo Torre, reduce dal primo gettone di presenza individuale agli Assoluti e capace per la squadra di scendere sotto il muro dei 50 secondi nei 100 stile libero. Stesso discorso per Michele Abagnale, al personale nei 200 in un 1’49’’4, per Giordano D’Ecclesiis (stupendo 1’58 nei 200 dorso), per Teresa Tempesti (ottima nei 50 stile libero), Giulia Olmastroni, Alessandro Tedesco e Sara Franceschi, chiamata a una giornata di fatiche

Il mese di dicembre stato anche quello dei Campionati Assoluti Invernali e del Mondiale in vasca corta di Doha. E a Riccione Federico Turrini si reso protagonista dalla terza doppietta stagionale di titoli italiani nei 200 e 400 MX, all’ndomani appunto della partecipazione di ben 3 esponenti di casa Nuoto Livorno alla kermesse iridata negli Emirati: Turrini, Chiara Masini Luccetti tra gli atleti e Stefano Franceschi tra i tecnici federali; il terzetto che ha stupito in estate a Berlino e che, per diritto, si fatto valere anche in campo interna-


sti di Federico Turrini tra vasca lunga e vasca corta e l’oro con 4X200 Stile Libero di Chiara Masini Luccetti), ma anche per intraprendere un percorso di crescita umana e di studio all’Universit di Pisa. Nel segno di Dario Verani, Giulia De Fusco e Ludovica Galli, ovvero i protagonisti in cuffia NL che hanno archiviato il 2013/2014 solo nell’ultimo weekend in occasione della Superfinal di Coppa Len svolta a Castellabate (nuoto in Acque Libere). Una Coppa che l’Italia del ct Massimo Giuliani ha dominato sia in ambito femminile (Arianna Bridi) che maschile (Andrea Bianchi), e con Verani e De Fusco bravi a resistere e salire sul terzo gradino del ranking generale alle spalle appunto dello spezzino Bianchi e dell’ungherese Papp.

Il bronzo di Turro e l’oro di Chiara

Segnatevi questa data: 24 agosto 2014. Veledrom, Berlino. Chi c’era non dimenticher facilmente quel pugno al cielo (e neppure chi se l’ goduta da Li-

Gruppo Nuoto Livorno

zionale sigillando una stagione avviata in settembre con l’arrivo di nuovi atleti: dopo Cavallini, Riccobono, Battaglia, Manoussakis, Tomellini, Barsotti, Veronica Letizia Morfeo, Bartolommei, Galli, D’Ecclesiis, Verani, Bolzonello, Panattoni, Abagnale e Masini Luccetti tra il 2012 e il 2013, ecco che la colonia dei livornesi d’adozione ha subito un ulteriore impennata con Susanna Negri

Giulia De Fusco e Dario Verani

(mezzofondista classe 1992, plurimedagliata ai Campionati Italiani Assoluti, rimarr tesserata per il Team Lombardia), Riccardo Maestri (olimpionico a Londra 2012, 20enne stileliberista, portacolori della Gestisport), Luca Mauri (mistista del 1995, in prestito alla Nuoto Livorno, sempre dalla Gestisport) e Leonardo Palla (velocista nativo di Montecatini, 19 anni) ampliando la quota a 20 unit. Uno stupendo concentrato di atleti di alto livello che hanno scelto la citt dei Quattro Mori per l’organizzazione del club e i recenti risultati ottenuti in ambito nazionale e internazionale (l’estate 2013 da 6 medaglie d’oro e finale mondiale di Martina De Memme, il doppio bronzo europeo nei 400 Mi-

F.I.N.  Federazione Italiana Nuoto

Acque libere alla ribalta

Martina De Memme

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vorno). Un braccio alzato in segno di soddisfazione che ripaga un percorso faticosa e infinita. Non la dimenticher Federico Turrini, il protagonista indiscusso dell’ultima giornata degli Europei di nuoto (bronzo nei 400 Misti alle spalle dell’ungherese Verrastzo e del britannico di stirpe italiana Pavoni), e non la dimenticher neppure Stefano Franceschi, capo allenatore del Nuoto Livorno: “Non ero mai riuscito a qualificarmi a una finale europea nei 400 - racconta l’azzurro, bronzo anche a Herning lo scorso dicembre in vasca corta e argento ai Giochi del Mediterraneo nel 2013- e infatti sono al settimo cielo per aver conquistato una medaglia tanto importante”. Atleta esemplare, laureato in Economia e Sistemi Logistici dei Trasporti, Turro ce l’ha fatta a coniugare studio e sport ad alto livello non smettendo mai di credere in se stesso “malgrado i risultati non arrivassero - continua - in Italia ho vinto molti titoli Assoluti, ma poi puntualmente non mi ripetevo nelle manifestazioni internazionali. Ma non ho mai mollato, neanche nei periodi pi difficili, anche quando per disattenzione ho perso le Olimpiadi di Pechino”. Fidanzato con la stile liberista Chiara Masini Luccetti, legatissimo alla sua Livorno, Turrini ha voluto

Prima squadra Nuoto Livorno

dedicare la medaglia alla famiglia che che conta davvero. Successi, quest’ultilo segue ovunque, anche a Berlino, e “al mi, costruiti ad aprile in occasione dei Trials: Chiara Masini Luccetti, rientrata mio allenatore Stefano”. Perché anche lui, Franceschi, in tribu- (o meglio, ritornata) nel quartetto della na aveva le braccia al cielo: “Dopo l’o- staffetta 4X200 Stile Libero in punta di ro di Chiara (Masini Luccetti, ndr) nella piedi, dopo un biennio tutt’altro che enstaffetta 4X200 Stile Libero, mancava la tusiasmante. Merito suo, della sua forciliegina su un’annata lunghissima ed za di volontà. Il risultato? Oggi Chiara estenuante; pensate, abbiamo iniziato sul tetto d’Europa. Guarda tutti dall’alto a nuotare i primi di settembre (autun- verso il basso, insieme ad Alice Mizzau, no 2013, ndr) e Federico ha dovuto fare Stefania Pirozzi e Federica Pellegrini. i conti con la gara più importante il 24 Chiara proiettata con tutte le motivaagosto. Quasi un anno filato. Ma è anda- zioni del mondo verso i 200 e 400 Stita alla grande, vedere quel pugno mi ha le Libero individuali: “Siamo legatissime -ha commentato la Masini Luccetti, riempito di orgoglio”. Ultimo 50 metri di livello mondiale 21enne fiorentina di Calenzano, ma or(28’’95, il più veloce tra i finalisti), per certi versi abbiamo rivissuto il bronzo in vasca corta grazie a una pazzesca rimonta sui primi della classe. Della serie, con 10 metri in più magari il metallo sarebbe stato più pregiato. Ma il condizionale nello sport non è contemplato, l’unico giudice supremo è il cronometro. E va bene così. L’obiettivo, tenuto nascosto alla vigilia, era salire sul podio. StrofiPresidente Fin Paolo Barelli con Sara Franceschi nare quella medaglia


Federico Turrini a Berlino. Bronzo nei 400mx

mai livornese adottata- la mattina (ieri, ndr) ho vinto lo spareggio per entrare in finale e nel pomeriggio sono riuscita a migliorare il mio personale. Era importante non appesantire la squadra e ci sono riuscita. Ne sono davvero soddisfatta.

Juniores, a tutta Ce lo aveva promesso, ed stata di parola Sara Franceschi: nuotare una finale sarebbe fantastico. Detto, fatto. Con un campionato Europeo Juniores in crescendo, archiviato appunto con la finalissima di 200 Misti, la mistista classe 1999 del Nuoto Livorno superando le batterie e le semifinali salvo poi arrendersi alla strapotenza spagnola della Zamorano, della britannica Coates e della tedesca Hoepink. Ma va benissimo anche così, perché oltre alla soddisfazione di salire su un

Michele Abagnale

Staff Nuoto Livorno

podio (che certamente è tanta…), a 15 anni di fondamentale importanza è il bagaglio d’esperienza che un atleta riesce a far suo, per di più in un contesto di livello (quasi) Assoluto, basti pensare ai record su record battuti dal greco Apostolos e dall’azzurro Sabbioni nei 100 Dorso, dal 4’41 nei 400

Misti della stessa Zamorano, per non parlare delle frecce a Stile Libero schierate dalla Russia. Un bell’andare, si direbbe in gergo natatorio. Un ballo al quale è stata invitata pure Sara Franceschi tra le splendide corsie della Sportboulevard di Dordrecht (Olanda) e che dopo le buone prestazioni offerte al debutto nei 400 Misti e nei 200 Rana (altra semifinale) ha scalato la vetta fino al settimo posto in Europa nei 200 Misti, proprio nella gara in cui quest’anno è riuscita a togliersi le maggiori soddisfazioni e di cui rimane primatista italiana in carica della categoria Ragazze.

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Davide Chiaverini

Dall’Escape Sonnino all’Around Capraia per aiutare i bambini malati di leucemia

I

l 2014 è stato un anno di grandi soddisfazioni e importanti progetti, che hanno visto Davide Chiaverini impegnato ad aiutare chi ha difficoltà di salute. Davide ha 43 anni e viene da un passato sportivo di nuotatore, pallanuotista, ciclista, ed ha anche partecipato a tre ironman, due maratone di New York ed a tante altre cose. È anche uno degli organizzatori della manifestazione “Insieme per la vita. Insieme per lo sport” che si svolge a novembre, grazie alla disponibilità delle palestre di Livorno e Pisa, ma anche qualcuna di Arezzo e Firenze, il cui ricavato è donato a due associazione: Insieme per la vita ed Agbalt, che si occupano di bambini affetti da leucemia e tumore. Com’è nata la tua sensibilità versa queste associazioni? “Ho due amici che hanno i figli ammalati di leucemia e vedendo quello che devono affrontare ho cercato di trovare il modo per aiutarli”. Quando è iniziato il tuo progetto? “Lo scorso anno ho nuotato dal Boccale ai Bagni Tirreno, da solo, impiegando due ore e dieci. In questa occasione abbiamo raccolto dei fondi grazie anche a cene di beneficenza, magliette, lotterie ed altre iniziative”. Nel 2014 cosa hai organizzato? “Quest’anno fin da gennaio abbiamo cominciato a pensare cosa potevamo fare per attrarre più persone alla manifestazione, così abbiamo deciso di dividere la nuotata in due parti: la mia in solitaria e quella aperta

a tutti. Abbiamo allungato di 4 chilometri e mezzo, spostando la mia partenza dal Sonnino, mentre per tutti quelli che volevano partecipare, abbiamo fatto altre partenze che hanno permesso di nuotare per lunghezze diverse. E così mi sono tuffato al Sonnino e quando sono passato da Antignano, dal Gabbiano ai Tre Ponti e dai Pancaldi, il gruppo che mi aspettava si è tuffato e mi ha seguito. Abbiamo fatto 60 iscritti e il ricavato lo abbiamo devoluto all’Admo”. Quest’anno ha partecipato anche Martina De Memme. “Sì, abbiamo avuto a sorpresa la sua presenza, che oltre a pagare l’iscrizione ha dato un’offerta in beneficenza. È stata quella che tutti dicono: una grande atleta e una grande persona. All’arrivo mi ha aspettato per complimentarsi, mi ha fatto un grande piacere ed ha dato una bella immagine alla manifestazione”. Quest’anno è stato molto importante anche per progettare il 2015. “Sì, abbiamo iniziato a progettare Around to Capraia, cioè il giro della Capraia in solitaria il 9 agosto. Partirò a mezzogiorno dal moletto dell’isola, per dare la possibilità a chi vuole assistite di arrivare per tempo da Livorno con il traghetto. Decideremo il giorno prima, in base alle condizioni meteo, se fare il giro della Capraia in senso orario o antiorario. Passeremo, grazie alle autorizza-

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l’in te r vista

zioni ricevute, dal parco naturale, nel quale normalmente non si può andare neanche a nuoto. In totale sono 25 chilometri e impiegherò dalle sei alle sette ore”. Com’è nato questo nuovo progetto? “Sono stato contattato dalla Lega Navale di Capraia, perché in concomitanza con altre manifestazione volevano inserire anche questa iniziativa che ha scopo di beneficenza. Il giro di Capraia in solitaria non lo ha mai fatto nessuno, ci sono state manifestazioni a staffetta, con 5 chilometri per nuotatore, quindi questo sarà un evento importante”. Cosa ti entusiasma di più di questa impresa? “Intanto la possibilità di nuotare nel parco e poi mi piace mettermi alla prova con una distanza più lunga, il prossimo anno nuoterà il doppio rispetto all’Escape Sonnino”. Torniamo al 2014. Com’è andata la manifestazione che coinvolge anche le palestre? “Molto bene, abbiamo raccolto più di 15 mila euro, devoluti ad Agbalt e Insieme per la vita. In particolare parte del ricavato servirà per arredare la casa che ospita i genitori dei bambini malati di Leucemia, mentre sono in cura all’ospedale di Pisa”. Come hanno partecipato le autorità cittadine a questa iniziativa? “Abbiamo avuto un incredibile apporto del comandante De Falco con la Capitaneria di Porto che si è impegnato anche in prima persona. Sono venute poi la vice sindaca Stella Sorgente e l’assessora Ina Dhimgjini”. Fra i tanti sport che hai praticato quali preferisci? “Definisco il nuoto il mio sport originario, il mare è il mio ambiente naturale dove mi sento veramente libero, sto bene e non penso a niente”.

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F.I.N.  Federazione Italiana Nuoto

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ettembre 2014, a Livorno si va ancora al mare mentre a Roma, dagli uffici ubicati dietro alla Curva Nord dello Stadio Olimpico (sede della Federazione Italiana Nuoto) rimbalza la notizia che non ti aspetti, ovvero il ripescaggio della Nuoto Livorno (pallanuoto) in Serie B. Una notizia che ha colto di sorpresa un po’ tutto l’ambiente, perché già al momento della richiesta di disponibilità si era capito che ci fossero concrete possibilità Poi l’ufficializzazione “non ufficiale” e infine la certificazione effettiva attraverso la pubblicazione dei gironi e dei calendari. Ma veniamo alla soddisfazione di poter affrontare la Serie B. Soddisfazione particolare, che nasce dal principio di un percorso altrettanto particolare. Particolarità di un percorso fondato sulla profonda stima verso alcune persone: Federico Romano in primis, e con lui i suoi giocatori più esperti, Daniel Pizzo, Jacopo Toninelli, Michele De Zordi e Luca Biasci. Il club labronico (leader in ambito natatorio) decise, infatti, di fare pallanuoto sul serio nel momento in cui Federico stava per lasciare, convinti che con lui un po’ tutti avremmo disperso un autentico patrimonio sportivo locale, che avrebbe lasciato una lacuna difficile da colmare in un periodo medio-lungo. E allora seduti al tavolino, davanti a un buon caffè i vertici della Nuoto Livorno pianificarono nel 2012 le “fondamenta” per i settori giovanili, la base su cui avviare un nuovo percorso serio di pallanuoto a Livorno. Di conseguenza la prima squadra, in Serie D. Grazie alla disponibilità appun-

Nicola Turrini

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Pallanuoto Un esempio livornese, vero, autentico, di gente che ha la pallanuoto nel Dna Ripescati per la Serie B di Andrea Masini

Nuoto Livorno

to, del gruppo “storico” abiurato assieme a Federico dai cugini della Pallanuoto Livorno. Occasione immediatamente colta con l’intento di dare ai giovani un esempio da seguire che fosse fatto di passione e di amore per lo sport. Un esempio livornese, vero, autentico, di gente che ha la pallanuoto nel Dna e che gode,

profondamente, nel fatto di poterla giocare. E che gode, profondamente, nel fatto di poterla giocare rappresentando la loro citt. Morale della favola un entusiasmante campionato di Serie D, culminato con la promozione ottenuta espugnando il difficile campo della capolista fiorentina

Daniel Pizzo


all’ultima giornata, in una cornice di tifosi degna dei tornei balcani (un centinaio arrivati a Bellariva da Livorno apposta per sostenere la rinascita della pallanuoto labronica). Dunque la Serie C, un gran bel campionato, che ha visto la Nuoto Livorno a lungo al secondo posto in attesa della terza piazza finale, frutto anche dalla amara, ma costruttiva ed educativa, sconfitta nel derby con i cugini. Una medaglia di bronzo che comunque alla resa dei conti ha voluto dire Serie B. Difficile, impegnativa, forse anche proibitiva. Ma non importa, la pallanuoto livornese è di nuovo nell’etile della waterpolo nazionale. Ma un pizzico di amarezza per non aver custodito il secondo posto (occupato da inizio campionato, fino a 3 giornate dal termine) è rimasto. Reazione del tut-

Jacopo Toninelli

F.I.N.  Federazione Italiana Nuoto

Federico Romano

to normale, fa parte del Dna di uno sportivo. Sportivi che la Nuoto Livorno ha dimostrato di vantare durante l’intero arco della stagione. Atleti veri, ragazzi veri, capaci di andare a vincere su campi difficilissimi, salvo poi cedere nel derby contro i cugini della Pnl in quella che è stata la chiave di lettura di un’avventura (da neo promossi) ricca di aspetti positivi. Nuoto Livorno giovanile Basti pensare ai 38 gol della boa Michele De Zordi (capo- rano e per i giovani Luca De Laurentiis, cannoniere della squadra), un bomber Tiziano Salvadori e Federico Albanese, silenzioso che mai si è lamentato del- tutti protagonisti di un’innata coi fiocchi, le dozzine di colpi ricevuti dai difenso- ne siamo certi, proseguirà dal prossimo ri avversari; basti pensare all’inserimen- ottobre. In quale categoria non lo sapto di Luigi Mellacina (ex Latina, 23 gol) piamo, perché nonostante il terzo poe soprattutto basti pensare al superlati- sto in classifica (alle spalle delle due forvo campionato di Nicola Turrini (5 reti, mazioni fiorentine, N.G.M. e Acquasport) fratello del medagliato europeo in cam- ogni estate le rinunce e i ripescaggi fiocpo natatorio, Federico), fino a un anno e cano. Male che vada sarà ancora Serie C mezzo dorsista della squadra di nuoto. E per l’assalto alla B sul campo. poi come non spendere tante, belle, paInfine il settore giovanile, popolato da role per i veterani a cominciare da capi- oltre 150 tra ragazzi e bambini e monitan Daniel Pizzo, 8 gol nelle ultime due torato ancora da Federico Romano; un uscite a Firenze e Reggio Emilia e auten- movimento in costante crescita, iscrittico faro del team insieme al tecnico Fe- to a tutti i campionati Fin (dall’Under 11 derico Romano. all’Under 20) e che dal settembre 2014, Applausi pure per Luca Biasci (18), Ja- complice la scomparsa della Pallanuoto copo Toninelli (11), Giacomo Sturla, i Livorno, collabora con l’Acquatica, socieportieri Sofia e Pasquetti, Raffaele Ca- tà satellite del Nuoto Livorno.

Nuoto Livorno giovanile

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Pallacanestro l’in te r vista

Michele Filippi

F.I.P.  Federazione Italiana Pallacanestro

Labronica Basket: la nuova società che unisce passione, entusiasmo e valore sociale

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Il secondo anno di vita com’è andato? “Siamo arrivati ad avere più di 200 bambini, oltre ai giovani e alla prima squadra senior che fa il campionato di serie D, ed è composta da atleti fra i 20 e i 35 anni. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare ancora il settore dei bambini e dei ragazzi”. Qual è il vostro segreto? La festa di Natale con i giovanissimi “Secondo noi il sena giovanissima società nata da ap- greto è il saper trasmettere entusiasmo. La pena due anni, che ha già raccolto passione naturalmente c’è, ma noi riusciamo numerosissimi consensi fra i giova- ad aggiungere a questa anche l’entusiasmo nissimi. Il vice presidente della Labronica ed i bambini lo percepiscono, così quando Basket Michele Filippi ci introduce nella vengono in palestra si divertono. Crediamo che debbano trovare sempre nuovi stimoli, nuova realtà sportiva livornese. “La società è nata dalla fusione di due circondati dai bravi e competenti istruttori squadre che facevano il campionato di pro- che abbiamo”. Qual è la tua storia sportiva? mozione: la Kcs Basket e il Basket & Friends. “Ho giocato 30 anni a basket, prima nelle Abbiamo deciso d’ingrandirci un po’ e di coinvolgere maggiormente i bambini. Il primo giovanili a Livorno, poi sono andato in giro anno abbiamo avuto subito 45 iscritti, e ci per l’Italia fino a gareggiare con la serie B. siamo resi conto che questo era il nostro cam- Raggiunto i limiti di età ho dovuto lasciare il campo e sono passato dall’altro parte, così po, quello che ci piace fare. Il secondo anno abbiamo trovato un ac- oggi mi occupo della dirigenza, ma sono semcordo con la proprietà della palestra di via pre rimasto nel mondo del basket”. La soddisfazione più bella come società? Pera, che ci ha permesso, dopo un’adeguata “Vedere alla festa di Natale una parteciparistrutturazione, di assestarci in un ambiente zione totale, la palestra era piena ed i bambini adeguato. Noi crediamo molto nella funzione sociale si sono divertiti. È stato per noi un motivo di dello sport, così abbiamo contattato alcune orgoglio”. Obiettivo del 2015? associazioni di volontariato locali per col“Naturalmente cerchiamo sempre di milaborare ad iniziative di vario genere e per offrire la nostra disponibilità ad accogliere gliorare. Stiamo pensando anche di aggiunin palestra casi particolari di bambini che ci gere al nostro gruppo uno psicologo dello vengono da loro segnalati. Abbiamo già ope- sport, proprio per seguire eventuali casi parrato con la Caritas, con Il Porto dei Piccoli che ticolari che ci vengono segnalati, ed offrire un si interessano del Gaslini di Genova, con Tele- supporto. Noi vogliamo creare un ambiente familiare e quindi ci sembra utile una figura thon e altri”.

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di questo tipo, in modo che anche le famiglie abbiano la certezza che i loro figli stiano bene”. Cosa vi trasmettono i bambini? “Ogni giorno i bambini ci fanno divertire. Potrei raccontare tanti casi, in particolare mi viene in mente quando un bambino di sette anni ci chiese chi era il più forte giocatore di minibasket del mondo. Naturalmente non esiste visto che sono tutti bambini, ma nel suo immaginario cercava già il migliore, equiparandosi al mondo degli adulti”. Com’è il tifo dei genitori nel vostro ambiente? “I genitori devono essere i primi tifosi dei loro bambini, ma ciò non deve sfociare nell’ossessione. Noi siamo molto attenti a questo, i ragazzi non devono avere pressioni, non ci deve essere niente che disturbi la loro serenità”. Quando si può iniziare a giocare a basket? “Il basket si inizia a sei anni, ma si può cominciare anche a 5 con una fase ludica di micro-basket, dove si usano palloni e canestro, ma solo per giocare. Abbiamo istruttori specifici che curano questi piccoli. Dagli 8 agli 11 c’è la pre-agonistica, dove si incomincia ad insegnare gradualmente la tecnica. Dopo i 12 anni si passa al settore giovanile, quindi si parla di basket e si comincia ad insegna a giocare a pallacanestro”. La pallacanestro e i livornesi? “Secondo noi a Livorno la passione per la pallacanestro c’è ancora, anche se non viviamo più i fasti del passato, che probabilmente non torneranno più per motivi economici, ma ai livornesi il basket continua a piacere”. Oggi come è considerata questa disciplina? “È uno sport popolare come il calcio o l’atletica. Noi siamo molto attenti anche a questo aspetto, ed per questo abbiamo adottato una politica dei costi, che ci impegna a mantenere la tariffa più bassa della città, proprio per permettere a tutte le famiglie di poter portare i loro figli a fare sport. Se poi le associazioni ci segnalano famiglie impossibilitate a pagare la retta mensile, noi accogliamo comunque il bambino, perché crediamo nel valore sociale della nostra attività”.


Nicola Patti

I bambini si allenano con massicce dosi di passione e di amore

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La squadra di serie D

er il suo ruolo attuale e per la sua esperienza può essere definito un esperto di giovani cestisti. Nicola Patti ha 33 anni ed è allenatore, istruttore e responsabile tecnico del settore giovani della Labronica Basket. Facciamo una fotografia del settore giovani. “Come giovanili stiamo nascendo ora, quindi abbiamo un gruppo che fa due campionati e un gruppo di mini-basket esordienti ultimo anno, che fa un campionato giovanile”. Cosa è il basket per te? “Il basket è una passione da sempre anche se ho giocato poco, ma ho cominciato ad allenare presto, all’età di 22 anni. Ho fatto il tecnico a Livorno ed anche fuori, ad esempio, a Empoli. Ho avuto una buona esperienze con il Comitato Regionale della Federazione, per il quale ho allenato due volte la rappresentativa regionale al Trofeo delle Regioni. Ho avuto poi esperienze con il settore squadre nazionali, con raduni dei nati nel ‘94 e nel ‘95 quando erano under 15. Il basket sostanzialmente è una passione, che in parte è diventata anche lavoro”. Un tecnico a livello nazionale che stimi in modo particolare? “Ci sono tanti tecnici, soprattutto in Lega 2 Gold, che sono anche degli amici. Come mito possiamo citare Ettore Messina che rimane la figura di riferimento, anche se ora allena in America. É quello che ha dato le linee guida per essere un bravo allenatore. E poi non dimentichiamo Meo Sacchetti”. Come si allenano i bambini?

“I bambini si allenano con massicce dosi di passione e di amore. Io alleno la fascia compresa fra gli 11 e i 12 anni e ci vuole una grande preparazione tecnica, perché è il momento in cui si comincia a parlare veramente di pallacanestro. È essenziale trasmettere la passione cercando di fidelizzare il bambino, quindi bisogna creare un ambiente sano e divertente dove venga volentieri e faccia amicizia”. La soddisfazione maggiore? “Quella di aver organizzato il primo torneo regionale come Labronica Basket insieme ad altre importanti squadre della Toscana, come Pistoia, Pontedera e Firen-

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l’in te r vista

ze. Abbiamo vinto con il gruppo dei nati nel 2002 e questo è stata una bella soddisfazione e un bell’inizio di stagione”. Che qualità devono avere i ragazzi che vogliono fare basket? “Per diventare giocatori di pallacanestro sono richieste delle caratteristiche particolari, ma per farlo a livello giovanile serve il sapere stare in gruppo e la capacità di sacrificarsi per la squadra, un po’ come negli altri sport. Questo è quello che cerchiamo d’insegnare come società. Poi quando sono più grandi, sarà madre natura a fare la selezione”. Ma quando si inizia a cercare il campione? “Il talento fisico non ha un’età precisa per manifestarsi, può emergere a otto anni o a quindici - sedici, dipende dallo sviluppo soggettivo dei ragazzi. Certamente l’idea di cercare un campione è presente, ma nel settore giovanile puntiamo ad uno sport che abbia un valore sociale, facciamo giocare tutti, non ho mai detto ad un ragazzo che non è bravo, chiaramente uno deve essere coscienti di quello che sa fare per non avere delusioni, ma mai affossarli, anzi il nostro scopo è proprio il contrario”. Tu urli? “Sì, abbastanza. Serve anche per farsi sentire dall’altra parte del campo, è un metodo, basta saper calibrare l’urlo, ci sono momenti in cui si può usare ed altri in cui è meglio evitare. Serve un po’ per stimolarli, fa parte del ruolo e lo sanno anche i ragazzi”.

Gli under 13 e 14

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Pallavolo Pallavolo l’in te r vista

Giuseppe Cornelio e Pietro Menicucci

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Da destra: il presidente del comitato provinciale Giuseppe Cornelio ed il vicepresidente Piero Menicucci

bbiamo ricostruito l’attività sportiva della pallavolo livornese nel 2014 grazie a due testimoni di grande competenza, come il presidente Giuseppe Cornelio ed il vicepresidente Piero Menicucci eletti alla guida della Federazione Provinciale da due anni, secondo la consueta regola del quadriennio olimpico. Attualmente, ma non è detto che così sia anche in futuro, la pallavolo è considerato uno sport femminile, in quanto è molto praticata dalle ragazze, che superano in numero i colleghi maschi. Questo vale a livello locale e nazionale. Piero Menicucci, che è anche presidente del Torretta Volley, spiega:

“Come comitato provinciale organizziamo campionati soprattutto a livello femminile, nel settore maschile abbiamo delle difficoltà che però stanno diminuendo nel tempo, nel senso che sono in crescita i ragazzi che decidono di praticare la pallavolo”. Allora cominciamo subito con il parlare del campionato provinciale maschile. Piero Menicucci: “Quest’anno siamo riusciti a fare qualcosa di molto importante organizzando un campionato di prima divisione della provincia. È stato un bel successo. In passato ci appoggiavamo ai campionati regionali o ad altri comitati, ed invece, adesso che ci sono società che hanno atleti maschi, abbiamo potuto fare il campionato under 15

con 5 squadre. Abbiamo un movimento maschile che sta risorgendo, però dobbiamo lavorare ancora molto. I ragazzi vanno cercati uno ad uno. Negli anni ’70 la pallavolo era tutta al maschile e per fare un movimento femminile dovevamo faticare con le ragazze, adesso la situazione si è invertita”. La pallavolo resta comunque uno degli sport più seguiti in provincia. Giuseppe Cornelio: “I dati confermano che siamo il terzo sport più seguito dopo il calcio e il basket, anche perché siamo fortunati, avendo un’attrezzatura semplice, si può giocare bene e con tutti; nelle scuole la pallavolo si è diffusa anche per questo motivo. A livello femminile invece siamo i primi, avanti anche al basket e al calcio. Questo vale in tutta Italia. La fortuna di questa disciplina fra le ragazze è legata al fatto che è uno sport di squadra, non c’è contatto fisico e anche le famiglie lo preferiscono”. State investendo molte energie nel settore maschile? Piero Menicucci: “Sì. Oltre al campionato under 15 dobbiamo segnale che le iscrizioni al maschile stanno aumentando. Il settore è cresciuto non solo nei numeri, ma anche a livello tecnico e questo è dimostrato dal fatto che quest’anno, ed era tantissimo che non accadeva, abbiamo affrontato il campionato regionale, confrontandoci così con le squadre della Toscana. Anche al Trofeo delle Province, nell’ultima edizione, la nostra rappresentativa si è qualificata al terzo posto. Tutto questo ci fa piacere, ma non possiamo fermarci, speriamo che nei prossimi due anni, entro il termine del nostro mandato, si possa incrementare ancora di più questa tendenza”.

F.I.PAV.  Federazione Italiana Pallavolo

Presidente e vicepresidente della federazione raccontano la rinascita della pallavolo provinciale

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livello femminile c’è stata una società che è arrivata seconda, ad un soffio, per un punto, dalla vittoria del Campionato regionale. Un’altra cosa che mi dà soddisfazione come comitato è l’organizzare il Volley Day, dove tutte le società sono presenti. Quest’anno, come l’anno precedente, è stato ospitato a Donoratico. Si tratta di una grande festa che premia chi si è messo in evidenza e ha dato tempo e impegno alla pallavolo. Abbiamo consegnato una quarantina di targhe e una ventina di coppe, più vari riconoscimenti, come quelli dati ai professori che ci aiutano ad organizzare corsi per arbitri nelle scuole; il riconoscimento al Coni, a coloro che si impegnano nel Torneo Amichiamoci; alle società che portano avanti il minivolley e il super minivolley. In questa edizione abbiamo premiato anche tre persone che si sono messe in luce in vari settori della pallavolo, che sono: Paolo Lavorenti arbitro internazionale; Ivano Lazzerini un dirigente storico di Rosignano e Massimo Montanari un altro dirigente storico di Piombino”. Giuseppe Cornelio: “Una delle maggior soddisfazioni è, per me, vedere il coinvolgimento delle società. Quando facciamo gli incontri partecipano attivamente, con critiche costruttive, e questo è importante, perché vuol dire che le società credono in quello che facciamo”. Quanto investite sui giovani? Giuseppe Cornelio: “Crediamo molto nei giovani. Abbiamo una struttura giovanile sotto la guida di Valeria Loni di Donoratico, che sta veramente dando tutta se stessa e sta facendo un ottimo lavoro. Ha creato una bella commissione che si interessa dall’under 12 in giù. Anche in questo caso c’è molta partecipazione e per noi è una bella soddisfazione. La grande innovazione di Valeria Loni è stata quella di portare, oltre al campionato classico con 6 contro 6, anche un campionato con 3 contro 3, in campi più ridotti, con palloni leggeri. Qui i bambini si divertono di più, perché toccano maggiormente la palla. In questi campionati è obbligatorio far

giocare tutti, affinché si divertano. Una struttura che sta andando benissimo, con tanti ragazzini che mettono tutto il loro impegno. È molto bello vederli giocare con entusiasmo”. Un sogno nel cassetto? Giuseppe Cornelio: “Lo sviluppo del settore maschile, perché dietro a questo ci saranno nuovi allenatori, arbitri, dirigenti. In questi ruoli abbiamo molte donne, ma restano solo fino ad una certa età, quando iniziano gli impegni familiare tendono a diminuire, ovviamente, il loro impegno”. Piero Menicucci: “Il mio sogno è quello di avere qualche squadra ai vertici nazionali. È vero che, nel nostro piccolo, andando nelle scuole con Gioco Sport e per le strade con le varie manifestazioni sportive, riusciamo ad attirare l’attenzione, ma molto di più potremmo fare se partecipassimo ai campionati di serie A”. Come convincereste una madre a far praticare pallavolo a suo figlio? Giuseppe Cornelio: “Le faremmo un discorso pedagogico, spiegando l’importanza dello sport di squadra e dello stare insieme in giovane età. Inoltre, le faremmo notare che la pallavolo è una disciplina dove difficilmente ci si fa male, perché non vi è contatto fra gli atleti”. Qual è il limite della pallavolo? Giuseppe Cornelio: “L’essere uno sport difficile. Il calcio, ad esempio, è semplice, così come il basket. A pallavolo bisogna imparare più cose prima di cominciare a divertirsi, come il palleggio o il bagher. Anche per presentare lo sport per la prima volta, ciò rappresenta un limite, perché provare a far giocare una partita, come fanno a calcio o a basket, è per noi più difficile”. Desiderate aggiungere qualcosa? Giuseppe Cornelio: “Sì, voglio manifestare l’orgoglio di avere in questo comitato, collaboratori che umilmente lavorano tutti i giorni come volontari. Questo è un grandissimo risultato. Io non li chiamo collaboratori, perché siamo tutti presidenti. Insieme parliamo, discutiamo e decidiamo. E di questo sono particolarmente orgoglioso”.

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Cosa fate per incoraggiare i maschi ad avvicinarsi alla pallavolo? Giuseppe Cornelio: “Prima di tutto portiamo avanti la sensibilizzazione nelle scuole, facendo conoscere questo sport ai bambini, poi incoraggiamo le società a mettersi ‘in vetrina’ partecipando alle varie manifestazioni pubbliche promosse dal Coni, come ad esempio Sport in Team organizzato lo scorso anno all’interno dell’Ipercoop e nel parcheggio di Porta a Terra, così come l’anno dopo abbiamo partecipato alla manifestazione del PalaModì”. Passiamo ora al femminile. Giuseppe Cornelio: “È un movimento molto grosso. Ci sono 23 società in tutta la provincia. Abbiamo società a Piombino, a Riotorto, a Venturina, a San Vincenzo, a Donoratico, a Campiglia, a Cecina, a Rosignano e poi a Livorno con Stagno e Vicarello. Solo il Comune di Bibbona e Capraia Isola non hanno società, la prima perché si appoggia su Cecina e l’altra per ovvi motivi numerici. Tutto questo è già un ottimo risultato, anche se naturalmente può essere ancora migliorato. Quest’anno siamo riusciti a riunire le tre società dell’Elba nell’organizzazione della finale regionale femminili under 16, che si è svolta il 25 maggio a Portoferraio, ed ha visto la partecipazione di tantissimo pubblico. In questa occasione si sono tenuti anche corsi per allenatori, arbitri e dirigenti. Ricapitolando, possiamo dire che a livello regionale abbiamo tutte le categorie, mentre a livello nazionale abbiamo Cecina e Riotorto che fanno il campionato di serie B”. I risultati più importanti dell’ultima stagione? Giuseppe Cornelio: “Molto buoni quelli a livello giovanile rappresentata all’interprovinciale e al nazionale. Abbiamo poi avuto una promozioni dalla seconda alla prima divisione e dalla prima divisione al regionale”. La soddisfazione più grande? Piero Menicucci: “Essere arrivati terzi al Torneo delle Province nel maschile, perché era un risultato inaspettato, in passato arrivavamo settimi o ottavi. A

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Luca Riposati

Un giovane palleggiatore distintosi a livello regionale

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giovani maschi si mettono in evidenza nel mondo della pallavolo, che sta sviluppando una nuova stagione positiva, con l’obiettivo di aumentare numeri e qualità. Uno di questi ragazzi è Luca Riposati di 14 anni. Raccontaci come hai iniziato. “Alle elementari c’erano delle attività extra scolastiche fra cui la pallavolo. Qui conobbi un allenatore che mi portò nella palestra di Torretta a fare delle prove, insieme ad altri amici. L’esperienza mi piacque e sono rimasto”. Hai fatto altri sport? “Prima facevo atletica, anche questa iniziata con la scuola e prima ancora ho praticato arti marziali”. Facciamo il tuo curriculum sportivo. “Ho sempre giocato con il Torretta. Tre anni fa ho vinto il torneo under 12, lo scorso anno ho giocato in due categoria, under 12 e under 13, vincendo entrambi i campionati ed arrivando ai regionali. Nel 2014 sono andato anche alle selezioni provinciali dove ci siamo qualificati al terzo posto. Ho fatto poi a febbraio un raduno con i 20 migliori atleti della regione. La prossima stagione sono con gli under 15”. La soddisfazione più bella? “Quattro anni fa, il primo set vinto, in un momento in cui stavamo andando male. Altra bella soddisfazione l’aver vinto il campionato under 12 a Piombino lo scorso anno, ed infine, quando abbiamo battuto i Lupi di Santa Croce, che è la squadra più forte della Toscana. Su sei partite giocate, fra under 12 e 14, ne abbiamo vinta una sola, e vincerla è stata una bella soddisfazione”. L’esperienza più brutta? “In seconda media c’è stato un momento di passaggio, ho avuto delle difficoltà, ma una volta superate è andato tutto bene”. Quali caratteristiche deve avere un buon atleta di pallavolo? “Deve essere affiatato con tutti, deve conoscere bene i compagni per sapere come vogliono la palla, quanto deve essere alta perché loro possano rispendere al meglio. Insomma, ci deve essere un bel rapporto coi compagni di squadra”.

Pratichi anche la beach volley? “In estate vado ai Bagni Lido, dove montano una rete in mare, in modo che l’acqua arrivi più o meno, fino al ginocchio. Altre estate sono andato a fare anche la beach volley a Tirrenia con i miei amici”. Un sogno nel cassetto? “Arrivare in nazionale e vincere le olimpiadi. Penso sia il sogno più ambito per tutti”. Perché la pallavolo è una disciplina molto praticata dalle ragazze? “Perché non è uno sport da contrasto. I ragazzi invece preferiscono il calcio perché è più conosciuto e girano più soldi nell’ambiente”. Cosa ti piace di più della pallavolo? “Il fatto che sia uno sport di squadra. Se praticassi uno sport individuale, andrei in crisi di fronte alle sconfitte, invece, in questo modo con i miei compagni ci incoraggiamo e aiutiamo, anche nei momenti più difficili”. Qual è il tuo ruolo in campo? “Sono un palleggiatore. Inizialmente non ero contento, non mi piaceva, volevo fare lo schiacciatore. Dopo un po’ ho capito che il palleggiatore è un po’ come il centrocampista, quello che ha le chiavi del gioco in mano. Adesso mi piace avere questa possibilità”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “A Cortona con l’under 14, dove abbiamo perso tre a zero, ma l’arbitro alla fine della partita mi ha detto che avevo giocato bene, nonostante la sconfitta”. Quale deve essere la qualità migliore di un allenatore? “Un buon allenatore deve saper farsi rispettare, ma deve anche essere capace di ridere con i suoi giocatori. Altrimenti diventa antipatico. Personalmente ricordo con piacere Matteo Pucciarelli che è stato il primo allenatore, quello che mi ha fatto capire cos’è la pallavolo e poi Alessandro Lavorenti, grazie a lui abbiamo fatto il salto di qualità con la squadra”. E per essere un buon atleta? “In questo sport conta l’altezza e l’intelligenza. È poi necessario avere una buona relazione con i compagni e con l’allenatore”.

Luca Riposati

Qual è la tua qualità migliore? “Penso sia, come dicono tutti, il palleggio e le scelte che faccio in campo, quindi l’intelligenza”. Quanto ti alleni? “Tre volte alla settimana con l’under 15 e poi qualche volta vado in serie D con un mio amico, che è sempre stato con me fin da quando ho iniziato a fare pallavolo”. Cosa fai prima di una gara per allentare la tensione? “Non guardo mai la televisione e il computer. Una volta lo feci, ma poi in campo mi scoppiava la testa, così adesso, prima di una partita, mi astengo sempre dai video. Il mio comportamento cambia a secondo delle situazioni, generalmente se l’incontro non è molto difficile non faccio niente, mentre in quelli impegnativi, come portafortuna, mi allaccio le stringhe prima di entrare in campo, ma comunque non lo faccio sempre”. Chi ti senti di ringraziare? “Chi mi ha fatto conoscere questo sport, cioè Alessandra Lavorenti, la mamma di un’amica di mio fratello. Se non avessi incontrato lei sarei andato a fare calcio, ero bravo e tutti me lo consigliavano. Il pallone mi piace ancora, gioco con gli amici, ma ho scelto la pallavolo perché è un ambiente molto più simpatico”. Come incoraggiare i più giovani ad avvicinarsi a questa disciplina? “Con chi inizia bisogna cominciare da subito a giocare e divertirsi, anche a scapito di un po’ di tecnica che può essere recuperata successivamente”.


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Elena Pietrini

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lena Pietrini ha 14 anni, gioca con il Volley Livorno, ed ha iniziato da circa 4 anni. Frequenta il primo anno del Colombo ed indubbiamente è una ragazza molto sportiva.

Elena Pietrini durante un’azione di gioco

Come ti sei avvicinata alla pallavolo? “Grazie a mia madre e mia sorella, entrambe giocatrici”. Hai fatto anche altri sport? “Sì, ho praticato ginnastica artistica, mi piaceva ed ero brava, ma troppo alta per andare avanti su quella strada e ho dovuto smettere”. In quali categorie hai giocato? “Ho fatto l’under 12, l’under 13, poi due anni di under 14 e ora sono passata all’under 16”. L’esperienza più bella che ti ha regalato la pallavolo? “Essere andata alle regionali a giugno. Ho avuto la possibilità di essere chiamata con un anno di anticipo, e così posso aspirare a ripetere l’esperienza anche l’anno prossimo. Nel 2014 sono stata l’unica ragazza di Livorno”. Cosa ti piace di più di questa disciplina?

“Tutto. Non c’è niente di negativo o brutto”. Un’esperienza da dimenticare? “Quando abbiamo perso le finali regionali che ci avrebbero permesso di andare alle nazionali nella categoria under 14”. Come è andata l’esperienza in regione? “Ho fatto amicizia non solo con le ragazze che erano in squadra con me, ma anche con quelle che venivano ad allenarsi. È stato molto bello”. In estate giochi a beach volley? “Sì, al bagno Luana a Tirrenia, ed invito anche le amiche della pallavolo per continuare a giocare insieme anche in estate”. Qual è il complimento più bello che ti è stato fatto? “Dopo la finale regionale con la mia squadra, in tanti mi hanno detto che sono stata brava”. Che rapporto hai con le compagne? “Siamo molto amiche, ed infatti, ci incontriamo per stare insieme, anche al di là dello sport”. Quanto ti impegna questa disciplina? “Mi alleno tutta la settimana e il sabato e la domenica spesso ci sono le partite”. Secondo te perché questo sport è molto amato dalle ragazze? “Innanzitutto perché è uno sport di squadra, si vince e si perde tutte insieme, e poi non c’è contatto fisico. I maschi sono diversi, preferiscono il calcio e poi amano gli sport da contatto, le pallonate e le botte”. Quali devono essere le qualità di una buona allenatrice?

Elena Pietrini

“Deve farsi rispettare, ma allo stesso tempo deve capire il carattere e le esigenze delle atlete. Non ho un’allenatrice preferita, ma quelle che mi sono piaciute di più sono Ingrid Siscovich e Martina Angiolino”. E le qualità di una brava atleta? “Saper accettare i consigli che le vengono dati”. Qual è la tua qualità migliore? “Mi esprimo bene nell’attacco e nella difesa, ma indubbiamente la qualità migliore è la grande passione che ho per questo sport”. Chi ti senti di ringraziare? “Le mie compagne perché mi stanno aiutando tantissimo e poi tutti gli allenatori che mi seguono”. Un sogno nel cassetto? “Diventare un’atleta che gioca ad alti livelli”. Come spiegheresti la tua passione per questo gioco ad una ragazza più giovane? “È uno sport bellissimo, che faccio volentieri, mi diverte e poi mi piace stare in palestra con le mie amiche”. Quali sono le tue emozioni quando sei in campo? “Mi concentro per giocare al meglio e aiutare le mie compagne”. Prima di una gara importante hai un rituale? “Mi porto sempre dietro un pupazzo a forma di papera, un regalo che mi fece mia sorella quando dovetti affrontare la prima gara di ginnastica artistica. Mi portò fortuna perché arrivai prima e da allora non l’ho mai lasciato”.

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Una passione premiata con l’esperienza agonistica regionale che guarda al futuro

Le ragazze del Volley Livorno

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Francesca Lavorenti

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La pallavolo giocata nella massima serie francese

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Francesca Lavorenti

uando lo sport diventa una scelta di vita le soddisfazioni possono essere veramente tante. Così è per Francesca Lavorenti 21 anni, chiamata a giocare nel Saint-Raphael in Francia. Francesca nasce in una famiglia dove la pallavolo è praticata ad alti livelli, sia la madre che il padre erano giocatori e quest’ultimo è anche allenatore nazionale. “Ho iniziato quando avevo 4 anni con il minivolley, ed ho fatto, nel tempo, tutte le categorie. A 14 anni sono andata per la prima volta a giocare fuori Livorno. Abitavo ancora in famiglia, ed un pulmino mi veniva a prendere per portarmi a San Miniato, che all’epoca stava portando avanti un progetto giovanile. Con loro ho giocato nell’under 16 ed in serie C. L’anno dopo sono andata a Casciavola in provincia di Pisa, anche questo era un progetto giovanile, ed ho giocato come titolare in under 16 e in serie D. Quella stagione vincemmo il titolo regionale e andammo alle finali nazionali. L’anno dopo sono rimasta ancora a Casciavola in B2 ed

ero allenata da mio padre. Un anno importante perché vincemmo il campionato e andammo in B1, mentre con l’under 18, il mio primo anno in questa categoria, arrivammo alle finali nazionali conquistando il bronzo”. Per continuare a giocare ad alti livelli hai poi dovuto trasferirti fuori Livorno. “L’anno seguente, a 17 anni, sono andata a Bologna. Mi avevano vista alle finali nazionali con il Casciavola e così mi hanno proposto un posto di titolare in serie B1. Quel primo anno a Bologna giocammo e vincemmo per la salvezza. Anche l’anno dopo rimasi con la stessa squadra, ma a dicembre mi ruppi il crociato. In questa sventura la grande fortuna avuta è stata quella di aver subito l’infortunio quando ero in questa città. Sono stata operata dal professor Colonna che è bravissimo, ho poi fatto la riabilitazione al Centro del Bologna Calcio e dopo 4 mesi ero nuovamente in campo. Sono rimasta anche l’anno successivo, quando avevo 19 anni, ed ho giocato in A1. Lo scorso anno invece sono andata a Soverato in Calabria per giocare con la A2, con la quale siamo arrivati ai playoff, ma purtroppo abbiamo perso”. Ed infine, nel 2014, è arrivata la proposta dalla Francia. “Non me lo aspettavo. Avevo già programmato per andare a giocare in B1, ed invece, dopo il playoff con la squadra di Soverato mi ha chiamato il mio procuratore per dirmi che mi volevano in Francia. L’allenatore del Saint-Raphael è italiano, si chiama Giulio Bregoli, e dopo aver visto i miei video ha deciso di chiamarmi ed io ho accettato subito”. Com’è la squadra francese? “È una squadra molto giovane e gioca in Lega Pro, che corrisponde alla nostra A1. È formata per metà da

italiane e per metà da francesi, più una ragazza serba. Siamo considerate professioniste ed abbiamo un contratto di lavoro. Il luogo è molto bello, è sul mare e ci vivo bene”. Com’è considerata la pallavolo in Francia? “Nel femminile il livello è leggermente inferiore se confrontato con la nostra A1, però come organizzazione, come trattamento è superiore all’Italia. La pallavolo in Francia ha molta considerazione, basta pensare che dove sono io, nel giro di pochi chilometri ci sono altre due importanti squadre”. Raccontaci la tua giornata tipo in Francia. “Dalle 9 alle 11 allenamento, poi torno a casa per il pranzo, alle 14 nuovamente in palestra per gli esercizi con i pesi fino alle 16 e poi sono libera. Questo dal lunedì al sabato e ciò limita le possibilità di tornare a casa a trovare i miei genitori, perché un solo giorno per il viaggio non mi basta”. Come ti trovi con la lingua? “Con tante italiane in squadre mi viene naturale parlare la mia lingua. Comunque il francese lo parliamo tutto il giorno e l’allenatore si esprime in francese o in inglese, anche se è italiano. Per ora sto ancora imparando”. Cosa pensano i tuoi genitori di questa esperienza? “I miei genitori mi hanno spinto molto ad andare, perché l’opportunità che ho avuto è molto bella”. Quali sono le cose più importanti che ti hanno insegnato nell’ambito della pallavolo? “Mio padre mi ha anche allenata e mi sono presa molte brontolate, con me era più severo che con le altre atlete. Quando allenava era uno che urlava parecchio e


vani che giocano in B, ma che vengono con noi ad allenarci e quando serve fanno panchina”. Cosa ti aspetti da questa esperienza? “Intanto di imparare la lingua. E poi spero di migliorare e fare un campionato che mi lasci delle soddisfazioni. Siamo una squadra neo promossa, siamo tutte giovani, nessuno si aspetta più di tanto, quindi senza alcun tipo di pressione, può venire fuori un bel campionato”.

Cosa ti manca dell’Italia? “La televisione. Quella francese ancora non la capisco. A parte naturalmente gli affetti della mia famiglia, mi manca il cibo italiano. Cucino i miei pasti e quindi faccio piatti esclusivamente italiani, ma quando capita di mangiare fuori il cibo locale non mi piace. Ad esempio, la pasta è scotta ed insieme ci mettono la carne, le cosce di pollo, insomma, uniscono primo e secondo. E poi quando cucinano gli spaghetti li spezzano in due”. Cosa consiglieresti ad una bambina piccola che vuole iniziare a praticare la pallavolo?

“Le direi che questo sport insegna a stare con gli altri, a sapersi rapportare con le persone, a diventare tolleranti, e comunque se ci si allena con impegno si possono avere belle soddisfazioni, non solo nelle serie più alte, ma anche in quelle più basse. Se si trova una bella squadra, affiatata, è tutto molto divertente”. Chi ti senti di ringraziare? “Ovviamente i miei genitori, ma c’è una persona al di fuori della famiglia che ha fatto tanto per me. È Alessio Simone, l’allenatore del Bologna della B1, che poi ha fatto anche la A1. Il primo anno mi ha fatto da tutore, perché ero minorenne, ed infatti, è stato un po’ come un secondo padre e siamo diventati amici. Mi è stato molto vicino quando mi sono rotta il crociato, mi ha accompagnata alla riabilitazione, mattina e pomeriggio, perché io non potevo guidare e lui fra un allenamento e l’altro attraversava tutta Bologna, 4 volte al giorno, per farmi fare la terapia. Anche come allenatore è il mio preferito in assoluto, con lui ho sempre avuto un rapporto di fiducia, ed ancora oggi lo chiamo quando ho un problema”. Se la pallavolo scomparisse dalla terra che sport faresti? “L’arrampicata. Mi è sempre piaciuta, così come le montagne russe e il luna park in generale. Infatti, questa estate ho fatto i percorsi di arrampicata, sospesa per aria, ma naturalmente legata ad una corda. Mi piacerebbe anche provare a lanciarmi con il paracadute”. Hobby preferito? “Ultimamente ho riscoperto il piacere di leggere, cosa che da piccola non mi piaceva molto, perché c’era l’imposizione della scuola. Preferisco il genere fantasy e le storie vere. Ad esempio, mi sono piaciuti molto Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli”. Vuoi aggiungere qualcosa? “Sì, vorrei lasciare un messaggio alle ragazze alte, che solitamente si sentono discriminate e limitano la loro espressività nel vestirsi, ad esempio rinunciando ai tacchi alti, per non sentirsi diverse dalle altre. Crescendo questo senso d’inadeguatezza passa, ma nell’adolescenza rischi di farne un problema. Ecco io vorrei dire a tutte queste ragazze di fregarsene dell’opinione di quelli più bassi e di vestirsi come vogliono”.

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la situazione era da gestire, anche rispetto alle mie compagne, perché comunque mi trovavo in una posizione difficile. Mio padre mi ha aiutato a non mollare nei momenti difficile, come quando mi sono rotto il crociato, ma anche il primo anno trascorso a Bologna non è stato semplice. Entrambi i miei genitori mi hanno sempre spinto a continuare. Mia madre, in particolare, è stata quella che più mi ha incoraggiata ad andare in Francia, dicendomi che lei al mio posto avrebbe accettato. Tutti pensano il contrario, ed invece è stata proprio lei che più mi ha spinto”. La soddisfazione più bella che hai avuto? “Spero di averne ancora, ma fino ad ora, posso dire che avere la possibilità di muovermi, di conoscere persone e luoghi nuovi e la cosa più bella. Ciò ti aiuta a crescere come persona, ma è importante anche perché puoi conoscere mentalità nuove e caratteri diversi. Così ho conosciuto anche il mio ragazzo, in Calabria. Anche lui è un atleta e attualmente gioca in Sicilia”. Un sogno nel cassetto? “Riuscire a giocare come titolare in A1. Ad esempio, far parte della squadra di Bergamo o di Busto Arsizio, sarebbe bellissimo”. Come è considerata la pallavolo femminile in Francia? “È una disciplina che sta diventando sempre più importante. In passato credo che sia stata meno seguita che da noi, ma adesso sta molto crescendo. Anche in Francia è lo sport preferito dalle ragazze”. Puoi descriverci la sensazione più bella che ti regala questo sport? “Quando sono in campo ed esulto per un punto conquistato vivo una sensazione favolosa che non so spiegare con le parole. Quando raggiungo un obiettivo dopo sacrifici e allenamenti di anni, mi sento realizzata”. Come sono generalmente i tuoi rapporti con le compagne di squadra? “Chi fa sport di squadra deve essere abbastanza socievole. Quello che succede al di là dello sport deve essere lasciato fuori dal campo”. Ed in Francia? “La squadra è molto unita. Anche se parlo poco la lingua, le francesi sono simpatiche e comunque troviamo sempre il modo di capirci, anche usando i gesti”. Dove abiti? “Divido un appartamento al Centro di Formazione con altre due ragazze più gio-

Nelle immagini Francesca Lavorenti in campo Le foto sono di Danilo Vigni

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Etruschi Livorno

Una sessantina di atlete per la prima e la seconda divisione, più il settore giovanile gini, Amaranto e Verde). Ma oltre a queste esiste un consistente settore giovanile che parte dalla under 12 (Martina Castelli, Grillo Ginevra, Grillo Samara, Biricotti Rosita, Giulia Truono, Giulia Mannucci, Melani Noemi, Zangrillo Elisa, allenatrice Elena Grandi) per passare alla due squadre under 13 di cui una (la Amaranto) disputa anche il Campionato under14. Completa la rosa societaria un gruppo under 18 che disputerà i campionati Uisp. In totale una sessantina di atlete senza contare un gruppo di tecnici di grande esperienza e competenza e un nutrito gruppo di volontari che svolgono le funzioni di dirigenti (addetti alla squadra e addetti all’arbitro) o segnapunti. La prima squadra che milita nella Prima Divisione, campionato di accesso alla serie D (regionale), difende per la terza stagio-

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Partita Stagno Elba

l Volley Etruschi Stagno, fa parte della Polisportiva Etruschi, presieduta da Carlo Ghiozzi, ed è sorta nel 2014 per consentire alla realtà pallavolistica di Stagno di proseguire la sua attività di promozione sportiva ed agonistica a livello dilettantistico. Il volley a Stagno è un movimento attualmente femminile e presenta ben tre squadre impegnate nei campionati Fipav provinciali di Prima Divisione e Seconda Divisione (con due compa-

Partita di prima divisione Etruschi - Follonica

La squadra under 12 Etruschi Stagno

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Il Volley Etruschi Stagno compie un anno

ne consecutiva la permanenza nella competizione provinciale maggiore, ottenendo risultati che vanno oltre le aspettative nonostante le difficoltà incontrate affrontando società più blasonate e “antiche” della nostra. Alla 21a giornata e quando mancano ancora 5 partite la squadra si trova nel gruppo che lotta per la salvezza e deve affrontare un’ultima parte del campionato molto impegnativa e certamente non facile. Diversa la situazione delle squadre di Seconda Divisione: la Amaranto si è qualificata per il girone finale delle migliori ed è partita benissimo battendo fuori casa una temibile avversaria quale è il Torretta volley. La squadra verde, più giovane e inesperta, si batte bene nel girone di consolazione pareggiando il numero di vittorie e sconfitte. Impegnate in due campionati contemporanei, le bimbe under14/under13 amaranto so-


La squadra di seconda divisione

no giunte a disputare gli ottavi di finale under 14 e proseguono il campionato provinciale nel girone promozionale, mentre nel girone B provinciale under 13 hanno ottenuto un lusinghiero secondo posto e proseguito il cammino fino alle semifinali, battendosi bene per la terza piazza conquistata tuttavia dalle bimbe di Cecina. Le compagne della squadra verde si sono comportate altrettanto bene e sono giunte terze nel loro girone, eliminate poi proprio dalle bimbe amaranto dopo un combattutissimo incontro in... famiglia! E poi non vanno dimenticati, durante l’estate, lo stage di pallavolo all’Elba e il torneo a Roma e le varie attività sociali. Infatti, al di là dei risultati conta lo spirito con cui tutto il movimento pallavolistico a Stagno anima non solo la realtà locale, ospitando tante bimbe e ragazze che provengono da Livorno e che trovano nel gruppo volley stagnino quell’ambiente che non sempre si trova in tutte le palestre. Competizione sì, ma anche correttezza e non solo formale, allegria e voglia di stare insieme, di far gruppo e amicizia, di vivere con intensità e impegno uno sport sano, ma che sa dare an-

che sapore agonistico ad ogni partita, da quella promozionale a quella di livello dilettantistico, ma pur sempre giocata da atlete provenienti da campionati di livello superiore, come capita spesso di incontrare anche a livelli provinciali. L’incontro col Rugby Etruschi Livorno è stato di grande impulso e ha portato quella ventata di entusiasmo che ci voleva per proseguire un progetto iniziato qualche anno fa dalla buona volontà e dalla determinazione di Laura Frediani e di quanti nel corso degli anni hanno contribuito ad allargare il panorama pallavolistico provinciale, andando in un certo senso controcorrente in un momento difficile, quando semmai la direzione presa da varie società è stata quella della fusione e quindi di conseguenza della riduzione della pluralità delle società sportive. In bocca al lupo quindi Volley Etruschi Stagno, siamo alla prima candelina e siamo in tanti a tifare per te, almeno a giudicare dalle centinaia di visite al sito ufficiale (www.stagnovolley.weebly.com) e dalla partecipazione alla pagina facebook! Filippo Arru

Partita di prima divisione Etruschi - Follonica

La squadra under13 Etruschi Stagno

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Un gruppo di atlete della Volley Etruschi Stagno

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Pesi Il team della pesistica dei Vigili del Fuoco Tomei

Sergio Mammarella tecnico e anima della palestra

È

d’obbligo cominciare a parlare della pesistica V.V.F. Tomei con Manuele Bardini, il pluricampione allenato da Sergio Mammarella. Il suo 2014 è stato sfavillante, come al solito. Oggi ha 19 anni e dopo la maturità si è preso un anno di pausa per dedicarsi completamente alla pesistica: “Il prossimo anno ricomincerò a studiare, mi piacerebbe fare Scienze Motorie per rimanere sempre nell’ambiente sportivo”. Com’è andata la stagione conclusa? “Ho vinto il Campionato italiano per la quarta volta consecutiva, quest’anno nella categoria Juniores 105 kg, sollevando 260 kg in totale, 120 nello strappo e 140 nello slancio. Ho poi conquistato il quinto posto al Campionato italiano Assoluti ed il primo posto alla Coppa Italia. In particolare nei Campionati italiani assoluti ho sollevato

Manuele Bardini

276 kg in totale. Un miglioramento importante”. La cosa più bella del 2014? “Partecipare agli assoluti, è stata la mia prima volta”. Obiettivo del 2015? “Vincere il Campionato italiano Junior, visto che è il mio ultimo anno in questa categoria mi piacerebbe chiudere con una vittoria, che poi sarebbe la quinta consecutiva ”. Alte novità? “Oltre alla maturità ho preso anche il diploma di personal trainer.” Fabio Colacino con l’allenatore Sergio Mammarella Fabio Colacino si de“Fare sport tutta la vita”. dica alle alzate di potenza ed ha 39 anni. L’esperienza più bella? “Ho iniziato a fare pesistica quando avevo “Quattro anni fa, quando Sergio venne a 16 anni e adesso sono 6 anni che faccio richiamarmi. Io mi sentivo già vecchio, inparte del Tomei”. vece con cinque mesi di allenamento sono Prima della lotta cosa facevi? “Vengo dalla lotta e dalla pugilistica, ero riuscito ad arrivare secondo. È stata una un allievo di Riccardo Niccolini. Crescendo il bella soddisfazione tornare a gareggiatempo che avevo a disposizione per stare in re dopo tanti anni e scoprire che è ancora palestra non era molto, così passai alla pe- duro battermi”. Chi vuoi ringraziare? sistica perché mi permetteva di allenarmi “Riccardo Niccolini prima di tutto. La sua quando potevo. Ho fatto anche Braccio di Ferro per diverso tempo partecipando a palestra la chiamavamo la Tana delle Tigri. È stato un bel trampolino”. quattro Campionati italiani”. Il complimento più bello che ti è staLa tua esperienza agonistica? “La prima vittoria è stata agli italiani to fatto? “Mio padre quando venne a vedere una quando avevo 19 anni. Ho vinto tre italiani di panca, tre anni fa sono arrivato secondo, gara di panca con le lacrime agli occhi per due anni fa quarto, quest’anno potevo arri- la commozione”. Qual è la migliore qualità che un atlevare bene, ma ho avuto problemi fisici e di ta deve avere per dedicarsi a questa dilavoro e non ho partecipato”. sciplina? Obiettivo del 2015? “Avere un baricentro bassa, essere esplo“Arrivare fra i primi tre e poi partecipare sivo, avere una passione particolare”. ai mondiali”. La tua qualità migliore? Un sogno nel cassetto?

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“Fare sempre me- vello nazionale quindicesimo. È stata una glio. Magari andare in soddisfazione, perché comunque mi sono categorie inferiori di confrontato con atleti più giovani di me”. Cosa ti dà questa disciplina? peso e fare bene anche “Mi stimola a mantenermi in forma”. in queste”. Obiettivo del 2015? C’è qualcosa che “Rivincere i Mondiali Wdfpf e fare un non ti piace di questa buon piazzamento con la Fipe”. attività? Un sogno nel cassetto? “I dolori alle spalle “Mantenermi il più possibile nella forma con i quali devo combattere, ma io non mi fisica in cui sono adesso”. Il complimento più bello che ti è stafermo, vado avanti to fatto? ugualmente”. “Spesso alle gare riesco a sollevare dei Un sogno nel caspesi ai quali i giovani non arrivano e qualsetto? “Continuare il più cuno me lo fa notare, facendomi i complipossibile a praticare menti”. Chi vuoi ringraziare? questa disciplina, nienPaola Ferrari e Marco Galvagno “Sergio Mammarella e tutti quelli che mi te di più”. Quali sono le qualità migliori del tec- hanno sostenuto”. “Non mollare mai”. Le qualità migliori di tua moglie? Paola Ferrari ha conquistato il secon- nico, nonché tuo marito? “Non si tira mai indietro e si impegna per “È tosto, mi spinge sempre ad andare do posto ai Campionati italiani Senior di fare quello che le dico”. panca. Una vittoria che vale il doppio se si avanti e qualche volta mi brontola”. La peggiore? La tua qualità migliore? considera che lei è nella categoria Master. “In alcune gare si è ostinata a fare come “Essere ubbidiente e seguire le indicazioCome hai iniziato? voleva lei”. “È una disciplina che praticava già mio ni del tecnico per metterle in pratica”. La tua migliore qualità di tecnico? Marco Galvagno, marito di Paola Ferramarito ed io l’ho seguito. È un po’ di tempo “Riesco a vedere i limiti di una persona, ed che la faccio, ho anche avuto un periodo di ri oltre a fare il tecnico è anche atleta di panca. “Ho sempre avuto la passione per la il giorno della gara posso capire quanto popausa, ma poi ho ripreso”. pesistica fin da giovane. All’epoca pratica- trà sollevare. Ciò mi permette di dare il conCome è andato il 2014? “A giugno ho vinto i Mondiali in Germa- vo canoa olimpica a livelli anche nazionali, siglio giusto sul peso con cui entrare in gara”. La tua migliore qualità come atleta? nia con un’altra federazione e ho fatto il terminata questa attività sono stato fermo “Non mi arrendo, anche con i dolori alle record mondiale, anche l’anno precedente per 20 anni, per poi ricominciare ad andare avevo vinto, ma senza record. Gareggio sia in palestra a 45 anni, dove mi sono accorto spalle continuo ad allenarmi”. che sollevavo un buon peso di panca; così Tommaso Mazzieri ha 19 anni ed ha per la Wdfpf che per la Fipe”. ho deciso di dedicarmi a questa disciplina”. vissuto alterne vicende con la pesistica: La soddisfazione più bella? La soddisfazione più bella? “Ho iniziato quando facevo la prima me“Il record mondiale personale, ma anche “Sono tante. Il terzo posto al campiona- dia, ma poi terminata la terza ho smesso, l’essere arrivata seconda fra le giovani”. La cosa più importante che ti dà que- to italiano di Biathlon nel 2008, ma anche perché non avevo più voglia. Adesso ho rila vittoria alle varie gare regionali. Però la preso da circa un anno e ne sono contento”. sta disciplina? “Non so spiegare bene cosa mi dà. Mi sti- più bella in assoluto è essere il tecnico di mola ad andare avanti”. mia moglie, che ha Chi ti allena e quanto? “Mi allena mio marito, generalmente vinto i Mondiali con il record, e come tecdalle 3 alle 4 volte a settimana”. nico è stata una sodChi desideri ringraziare? “Prima di tutti mio marito, che mi spinge disfazione. Anch’io sempre, anche quando non ho voglia lui ho fatto il Mondiale mi incoraggia. E poi la società dei Vigili del e ho vinto, ma senza record”. Fuoco di cui facciamo parte”. Come è andato il Il complimento più bello che ti è sta2014? to fatto? “Io sono nella cate“Un articolo sul giornale che parlava bene delle mie prestazioni atletiche. In mol- goria Master, ma ho ti lo hanno letto e mi hanno mandato mes- partecipato anche alle gare dei Senior, saggi per farmi i complimenti”. classificandomi a liObiettivo del 2015? Tommaso Mazzieri, Manuele Bardini e Valerio Perullo


Com’è stato il rientro? “È stato un po’ duro riprendere tutto, comunque ce l’ho fatta”. Cosa ti dà questo sport? “La competizione, ritornare a quando ero piccolo, fare qualcosa di concreto”. Cosa ti pesa di questa disciplina? “Devo finire di fare la scuola quindi è un po’ faticoso conciliare entrambe le cose, ma con Sergio affronto lo sport con molta serenità”. La tua migliore caratteristica? “La costanza, quando esco da scuola vengo qui ed è abbastanza faticoso”. Cosa dicono i tuoi amici di questa disciplina? “Si stanno incuriosendo, mi chiedono alcune cose, e quando hanno saputo che ho preso l’attestato di personal trainer si sono interessati ancora di più”. Le qualità migliori di Sergio? “La cosa che mi ha sbalordito è che mi ha ripreso agli allenamenti senza problemi. È un grande tecnico ed ha fatto una cosa bellissima. Mi ha detto quali sono le regole, senza brontolare. Solo Sergio può riuscire a fare queste cose”. Hai fatto anche altri sport? “Sì, ne ho fatti tanti, come il nuoto, il basket, ma non a livello agonistico. Però non mi piacevano tanto. La pesistica invece mi affascina perché è competitiva, ti dà soddisfazioni poter alzare un peso, dare il meglio di te”. Obiettivo del 2015? “Proverò a partecipare agli italiani”. Un sogno nel cassetto? “Intanto voglio finire la scuola e poi continuare a fare questo sport con queste persone con le quali mi trovo bene”.

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Tommaso Mazzieri

La tua famiglia cosa gna sempre essere soddisfatti di quello che pensa di questa tua at- si riesce ad ottenere”. tività? Le qualità di Sergio? “La mia famiglia è mol“È molto bravo, spiega bene e ti sprona a to contenta, perché c’è fare le cose nel modo giusto”. stato un periodo in cui Francesco Lepri ha 21 anni è studente non facevo niente e a loro di scienze motorie, lavora come personal questo non piaceva”. trainer e si allena nella palestra dei V.F. ToRebecca Carloni ha 14 mei da un anno. anni e da un anno si è Com’è andato il 2014? avvicinata alla pesistica. “Sono arrivato secondo alla prima gara “Ho iniziato grazie ad un che ho fatto e poi mi sono qualificato terzo progetto della scuola, che alla Coppa Italia. Ho avuto buone soddisfami ha fatto provare que- zioni”. sta disciplina, mi è piaciuL’esperienza più bella? ta e così ho continuato”. “Rendermi conto di essere migliorato”. Com’è andato il 2014? Obiettivo del 2015? “Bene ho fatto gli italiani a Lignano dove “Fare i miei primi 100 chili di strappo e poi sono arrivata prima, poi ho partecipato ad migliorare ancora”. altre gare qualificandomi sempre prima o Un sogno nel cassetto? seconda”. “Diventare medico sportivo e professore Un obiettivo del 2015? alla Facoltà di Scienze Motorie”. “Qualificarmi agli italiani”. E nella pesistica? Un sogno nel cassetto? “Riuscire a fare una gara importante, più “Arrivare alle Olimpiadi o almeno ai importante di quelle che sto già facendo”. mondiali”. Un complimento che ti ha fatto piaceCosa ti dà questo sport? re ricevere? “Molta soddisfazione, perché è una disciplina individuale, e poi mi sento più sicura anche fuori da qui”. Hai fatto altri sport? “Ho fatto danza, classica e moderna, ma ho smesso perché mi è piaciuta molto di più questa disciplina”. In famiglia cosa pensano di questo cambio di sport? “Sono contenti, hanno accettato questo cambio, anzi sono stati proprio loro a spronarmi quando hanno visto che mi piaceva la pesistica”. Quali devono essere le caratteristiche di un’atleta? “Deve avere molta forza e non deve essere gelosa delle altre persone, perché altrimenti non si riuscirebbe ad andare avanti, è uno sport individuale e ci sono le volte che vai bene e Rebecca Carloni e Isabella Vinciguerra quelle che vai male. Biso-

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“Quando Sergio mi ha detto che ho la schiena dritta quando vado giù, prima ce l’avevo curva, quindi sono migliorato”. L’aspetto che ti piace di più della pesistica? “Tutto. È un’arte. Un peso va sollevato sapendo come fare, non si improvvisa”. Hai fatto altri sport? “Sì, ho fatto sette anni di tennis, in concomitanza con nove anni di arti marziali”. Chi ti senti di ringraziare? “Sergio, che mi ha cresciuto fino ad ora”. Quali caratteristiche deve avere chi fa questa disciplina? “Se vuoi essere un atleta completo alla fine le devi avere tutte: velocità, coordinazione e soprattutto volontà”. La tua migliore qualità? “Sono volenteroso e determinato”. Le qualità che più apprezzi di Sergio? “È calmo, paziente e allena bene”. Un’esperienza brutta? “No ce ne sono, non distinguo fra bella e brutta, tutte fanno crescere”. È uno sport che consiglieresti? “Sì, a tutti, anche come sport ausiliario per chi fa altre discipline, perché è veramente importante per lo sviluppo a cui porta”. Isabella Vinciguerra ha 13 anni ed anche lei ha iniziato un anno fa grazie al progetto con la scuola. “Mi è piaciuto e con la mia compagna di classe abbiamo deciso di venire in palestra insieme”. Com’è andato il 2014? “Sono diventata Campionessa italiana di strappo, poi ho fatto tante altre gare meno importanti, ma con buoni risultati”. Obiettivo del 2015?

sta disciplina”. Chi ti senti di ringraziare? “Sergio che mi ha portato a fare questo sport e mi ha fatto capire che posso proseguire bene”. L’episodio che ti ha dato più soddisfazione? “I 40 kg di slancio, il mio record personale. Non credevo di riuscirci ed invece ce l’ho fatta”. Hai fatto altri sport? “Nuoto e ginnastica artistica, quest’ultima mi piaceva e mi dicevano che ero brava, ma quando ho conosciuto la pesistica ho preferito questa disciplina”. La qualità che preferisci di Sergio? “La pazienza, anche perché io non mi ritengo una persona paziente ed anzi credo di essere una che la fa perdere agli altri”. Ed infine, Sergio Mammarella, l’artefice di tanto impegno sportivo e degli ottimi risultati agonistici. Il gruppo sportivo della pesistica del V.F. Tomei ruota intorno alle sue grandi capacità tecniche e caratteriali. Sergio prende la parola per ringraziare tutti quelli che si impegnano e che non hanno potuto essere presenti all’intervista per vari motivi, ma che lui non dimentica e vuole citare: “Daniele e Diego Baesso, Gabriele Socci e Gabriele Cardosi, Eleonora Palmerini, Nico Lombardi Alessio Diplano e Valerio Perullo”.

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Francesco Lepri

“Riuscire ad andare a Roma per una gara importante che mi piace molto”. Un sogno nel cassetto? “Riuscire a fare di più, e a crescere, fino a poter partecipare alle Olimpiadi o ai Mondiali”. Qualità necessarie per chi fa questo sport? “La volontà prima di tutto, poi deve essere adatta, concentrata e veloce”. La tua qualità migliore? “La velocità”. Cosa vuol dire per un ragazza fare questo sport? “Ho sentito dire da qualcuno che non è il massimo per una ragazza, ma secondo me non è vero, se ti piace puoi fare tutto quello che vuoi”. In famiglia cosa pensano? “Sono contenti, anche perché vedono che sono brava e mi piace”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Sergio ed un giudice di gara che mi hanno detto che sono adatta a fare que-

Foto di gruppo degli atleti V.V.F.Tomei

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La scoperta di un nuovo sport e di nuove sensazioni

Rebecca Carloni

R ebecca Carloni ci descrive la sua esperienza e le nuove emozioni che la pesistica le hanno regalato. Ecco il suo testo. Mi chiamo Rebecca Carloni e sono nata a Livorno, il 06/04/2001. Alla fine di gennaio di quest’anno ho iniziato un nuovo percorso

sportivo: “la pesistica”, perché la scuola che frequento, la Media Statale Enrico Fermi di Livorno aveva aderito a questo progetto. All’inizio, quando per la prima volta ho girato il bilanciere, ho pensato che non fosse uno sport per me. Le lezioni andavano avanti ed io ero convinta di non farcela ma poi, quando per la prima volta ho girato e spinto quei 30 kg, ho capito che forse le potenzialità c’erano, però non ne ero ancora del tutto convinta. Poi arrivarono le lezioni nella caserma VV.F. Tomei, perché ero stata scelta insieme ad altre mie amiche, ancora lo facevo così per gioco, perché contemporaneamente facevo un altro sport: “la danza” che praticavo dall’età di quattro anni e mezzo. Mi allenavo e mi allenavo per la gara che è avvenuta il 22 marzo (Criterium Regionale Giovanissimi di Pesistica), nella quale sono arrivata prima e mi sono qualificata per andare ai Campionati Italiani. Gli italiani si sono svolti a LIGNANO Sabbiadoro il 10 maggio. Quando sono arrivata, il primo giorno, avevo paura perché era la prima gara importante per me, quella che mi avrebbe

fatto arrivare fin dove sono ora. Le emozioni sono state tante… paura, ansia, felicità. La partenza è stata 37 kg, che ho sbagliato, di nuovo 37, per chiudere poi con 38. Non pensavo di arrivare prima, invece ce l’ho fatta, non ci credevo! Il mio allenatore Sergio Mammarella, era contento e anche i ragazzi e le ragazze che avevo conosciuto lì, i miei genitori erano contentissimi ma io non mi rendevo ancora conto di essere una campionessa italiana. Il percorso è andato avanti e pian piano si avvicinavano altre gare… Trofeo Città di Camaiore il 29 giugno in cui sono arrivata prima di classe, Gran Premio alzate di strappo VV.F. Pelliccia Carrara dove ho vinto il miglior Sinclair giovanissimi. Alla gara di Carrara è arrivata una bella notizia, ero stata scelta per andare al R.I.C.I a Formia… ho accettato, mi sono divertita un sacco e ho conosciuto ragazzi di regioni diverse con cui ho legato molto e mi sono confrontata, da lì siamo poi partiti per andare ad Acqua Acetosa a Roma dove si teneva la conferenza stampa per i Mondiali in Kazakistan, qui ho potuto vedere i ragazzi della nazionale e anche il presidente Fipe ed ero molto contenta, non è una cosa di tutti i giorni. Ho smesso la danza e ho continuato questo percorso difficile ma bello dove ho capito che non mi devo mai arrendere, perché nel mio caso il mio avversario è solamente il bilanciere.

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Rebecca Carloni: campionessa italiana

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La Pesistica Livornese e i suoi giovani atleti Beatrice sul trono regionale c’è da essere più che soddisfatti”. Anche sui futuri Esami di Stato e il dover conciliare studio e impegni sportivi Beatrice dimostra di avere le idee chiare: “È impegnativo conciliare sport ad alto livello e studio al liceo scientifico Enriques. Però, non mi scoraggio. Entrambe le cose mi piacciono e non sento eccessiva fatica anche quando c’è da sgobbare sodo”. Poi, un paio di mesi dopo a Ostia le cose per Beatrice non sono andate bene. La sua gara tricolore, nella categoria Junior al limite dei 63 Kg, complice un infortunio, si è fermata dopo la prova di strappo. E i problemi fisici sono proseguiti a fasi alterne per il resto della stagione.

Gli altri. Beatrice Grassi

P

rofeta in patria. O meglio profeta nella sua Livorno. Inizia benissimo la stagione sportiva di Beatrice Grassi. A gennaio 2014 sotto il telone dell’Arena Astra conquista il titolo regionale di sollevamento pesi nella categoria al limite dei 63 Kg. Un successo che le spalanca le porte anche dei campionati italiani, previsti a Ostia un paio di mesi dopo. Le cose poi per la bella Beatrice, sportivamente parlando, non vanno come avrebbe desiderato e meritato. A frenare la sua corsa verso la gloria parecchia sfortuna e Esami di Stato. Un appuntamento, giustamente, ritenuto importante, per non dire fondamentale. Ma soffermiamoci sul bellissimo successo dell’Arena Astra commentato, in alcune delle sue sfaccettature, proprio da Beatrice stessa all’indomani del successo: “Sono veramente contenta dell’andamento della gara. Prima di iniziarla, avevo alcune perplessità perché, per problemi di salute, nell’ultimo mese, non avevo potuto allenarmi. Invece è andata molto meglio del previsto. Nello slancio ho sollevato 68 Kg e nello strappo 56 Kg, per un totale di 124 Kg. Non è il mio record personale ma ci sono andata vicino. Per una convalescente

A difendere i colori della Pesistica livornese, alla fine terza nella classifica per società, Beatrice non era sola. Con i colori del team guidato da Pietro Cannavò hanno gareggiato anche Chiara Piacentino e Erik Mc Collum. Per Chiara, classe 1999, studentessa al primo anno all’Istituto tecnico Vespucci, alla prima gara in carriera, è andata benissimo e ha messo in bache-

Da sinistra: Erik Mac Collum, Beatrice Grassi, Pietro Cannavò e Chiara Piacentino

ca il titolo regionale under 17, sollevando complessivamente 74 Kg distribuiti equamente tra slancio e strappo (37 Kg ciascuno). Bel secondo posto, nella categoria Esordienti, sollevando 82 Kg (37 nello strappo e 45 nello slancio), invece, per il quattordicenne Erik, studente della classe terza alle scuole medie Michelangelo e fratello d’arte di Amy Mac Collum, ora a studiare negli Stati Uniti. Da Beatrice, Chiara e Erik, infine, belle parole per il loro maestro Pietro Cannavò: “A lui va il nostro speciale ringraziamento. Oltre ad accompagnarci con professionalità e passione, in questo fantastico viaggio nella pesistica, è anche un eccellente maestro di vita”.

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di Mario Orsini

Beatrice Grassi con l’allenatore Pietro Cannavò

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l’in te r vista

Marco Volpi

Il Top mondiale nella pesca da natante

Marco Volpi con il sarago Faraone

I

l pescatore Marco Volpi. Ed “Il” lo usiamo maiuscolo non solo perché siamo all’inizio della frase, ma e soprattutto perché Marco Volpi è il Top mondiale nella Pesca da Natante. Ci possono essere stagioni in cui si imbatte in qualche intoppo, in cui deve affrontare scorrettezze di chi magari soffre la sua professionalità, ma resta sempre e comunque l’indiscusso numero uno al mondo. Come è andato il 2014? “È stato un anno più che positivo. Ho vinto il Club Azzurro che è la penultima selezione per i mondiali. Ormai è una consuetudine, in 30 anni l’ho vinta 25 o 26 volte, non ricordo esattamente. Poi, subito dopo, c’è stata la super selezione, che è l’ultima competizione per entrare a far parte della nazionale, dove rimangono i migliori dieci atleti e solo i primi sei

qualificati hanno diritto a far parte della squadra”. Come è continuata la stagione? “Successivamente ho vinto gli italiani individuali in Puglia, a Castro, e poi gli italiani per società con la Lenza Emiliana Tubertini, in una gara a squadre che si è svolta a Chioggia. Nella stessa gara ho vinto anche gli individuali; sono stato l’unico a vincere due gare negli assoluti”. I mondiali? “Nel primo mondiale, quello in Inghilterra abbiamo fatto il terzo posto a squadre e negli individuali mi sono qualificato quarto, con due primi di barca. Il problema è stato nella seconda gara, quando ho avuto il commissario a bordo e mi ha fatto opposizione in tutti i modi, impedendomi di pescare come volevo e come era previsto dal regolamento. La pesca è concentrazione e questo brutto episodio è accaduto alla fine della gara, proprio quando mi stavo giocando la vittoria con un inglese, e il nervosismo causato dal commissario mi ha ovviamente danneggiato. Fra le altre cose conosco bene questo giudice di gara, per-

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Pesca da natante

Campioni del mondo per club con la Lenza Emiliana Tubertini (Portogallo 2014)

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ché in passato partecipava alle gare da atleta, siamo stati in barca insieme più volte e l’ho sempre battuto. Mi è dispiaciuto che le cose siano andate in questo modo, anche perché meritavo di vincere”. I mondiali per società? “Pochi giorni dopo si sono svolti i mondiali di Club in Portogallo, ai quali ho gareggiato, come di consueto, per la Lenza

Ricciola

in gara, perché è un pesce abbastanza raro. Un mondiale che ha avuto una bella logistica, del resto il Portogallo è una nazione dove la pesca è molto sentita”. Da chi erano composte le squadre per i due mondiali? “La squadra che ha affrontato i mondiali per club era formata da me, Paolo Volpini (Sarzana), Gabriele Brunettin (Trieste) e Antony Giacomini (Rimini). Mentre la squadra nazionale era composta da me, Mauro e Domenico Salvadori (padre e figlio), Paolo Volpini, Gabriele Brunettin e Alessandro Marconi (San Benedetto Del Tronto)”. Il pesce dell’anno? “Quest’anno mi sono divertito molto all’Elba dove vado in vacanza. Ho preso dentici, ricciole, tonni. Un pesce importante è stato una ricciola di 25 chili: un bel esemplare”. Come è andata la tua attività con i video? “Nel 2014 sono stato molto impegnato è ne ho potuti realizzare solo 6, ma per il 2015 ho in programma di farne 10 e forse anche 12.

Chi mi vuole seguire deve andare sul canale 811 di Sky che è in chiaro, basta avere la parabola. Altrimenti su YouTube, digitando il mio nome si trovano molti dei filmati che ho realizzato. È un’attività che va molto bene, sono seguitissimo e mi dà soddisfazione, anche perché sarebbe uno spreco se tenessi solo per me tutto quello che ho imparato nella mia carriera”. Obiettivi del 2015? “A fine giugno ci sono i Campionati italiani in Adriatico. Un impegno a cui tengo molto, perché negli ultimi 3 anni in questo mare ho sempre vinto e vorrei mantenere il primato. Il mondiale per nazioni sarà in Irlanda, un posto molto bello, per chi ama la natura come me. Ci sono stato già due volte, ed è un posto veramente stupendo. Il

Dentici

mondiale per Club invece è in Croazia a maggio”. I giovani livornesi come sono andati nel 2014? “Alessio Gamucci ha vinto i mondiali a squadre con l’under 21, che si sono svolti in concomitanza con i mondiali seniores. Antony Giacomini è riminese, ma fa parte della mia società, ed ha vinto l’individuale. Un’altra iniziativa importante per i giovani livornesi è quando organizzo un gruppetto di ragazzi fra i 10 e i 15 anni, in genere amici dei miei figli, che porto alla Meloria, fra loro c’è anche Pietro, un ragazzino con una grande passione, che ha 11 anni e mi ricorda quando anch’io avevo la sua età e una grande voglia di pescare”.

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Pesca alla Cernia

Emiliana Tubertini; la società più titolata del mondo. Abbiamo vinto le tre prove, facendo un punteggio pieno. Complessivamente le squadre che hanno partecipato erano 15, ed è stato un bel mondiale, con un bel tempo atmosferico e tanti pesci. Ho preso anche un sarago faraone di 2 chili, l’unico che è stato preso

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Da sinistra Silviero Badalassi, Piero Lilla e Giuseppe Santeusanio nella cantina restaurata

CiCaSub Il super blasonato CicaSub

Cinquanta anni di storia coronati da importanti vittorie

Da sinistra Giuseppe Santeusanio, Silviero Badalassi e Piero Lilla

bino, Cecina, Grosseto e all’Isola d’Elba. Sono 5 gare che servono alla qualificazione per i Campionati italiani, che si svolgono a giugno per la prima categoria e a settembre per la seconda. Sempre a settembre si svolge il Campionato italiano per società. A seguire c’è il Campionato regionale, ed infine, l’anno si conclude con alcune gare sociali”. Il 2014 è stato un anno particolare, perché Alessandro Falciani si è qualificato per il Campionato italiano, ma il caso ha voluto che la prima gara coincidesse con il suo matrimonio e quindi giustamente ha rinunciato. Nella storica sede del CicaSub incontriamo anche Giuseppe Santeusanio che è stato per 30 anni presidente, e prima ancora segretario per 7 anni. “Da 60 anni -ci racconta- sono socio e sono anche il più vecchio membro del circolo. Voglio ricordare i nomi dei grandi campioni, Borra, Bellani, Ramaciotti e Paggini che hanno vinto i Campionati del mondo in passato. Siamo anche il circolo che ha vinto più Campionati italiani fra tutti i circoli d’Italia”. Come ricorda il presidente, il

circolo è sempre protagonista d’iniziatevi benemerite, come ad esempio la pulizia di una parte dei fondali della Meloria, i fondali del Moletto di Nazario Sauro, che hanno animato l’attività del 2014. L’anno passato però passerà alla storia come l’importante anno della ristrutturazione della cantina della sede, che si affaccia dirittamente sui fossi. “Ne siamo orgogliosi -spiega Silviero Badalassi- era molto umida come tante delle cantine che sorgono lungo i fossi. Questo ha richiesto un impegno economico del circolo. Era molto tempo che volevamo ristrutturarla, ma erano mancate le opportunità e anche le risorse. Adesso possiamo dire che è la più bella ed elegante di Livorno. Speriamo di poter organizzare delle aperture al pubblica, magari coordinata con il gruppo che fa il giro dei fossi in battello per i turisti. Ci auguriamo anche di dare il buono esempio, perché di cantine ce ne sono tante a Livorno e rappresentano una caratteristica unica in Italia, la nostra città potrebbe offrire molto se ci fosse la volontà di ristrutturare, per arrivare ad una riqualificazione dell’intero territorio”.

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ntriamo nella sede del CicaSub Guido Garibaldi sugli Scali D’Azeglio 32, rivestita di medaglie, coppe, foto... insomma, sulle pareti della sede non c’è più uno spazio libero dalle tante vittorie che negli anni il club ha portato a casa, grazie ai suoi atleti. Il presidente Silviero Badalassi ci ricorda che: “Il consiglio direttivo è formato da 9 membri, compreso il presidente ed il vice presidente, e si riunisce di media una volta al mese, ma poi naturalmente vengono seguite le necessità del momento. I compiti principali del consiglio sono quelli di deliberare sull’attività sportiva, economica e gestionale del circolo e sull’assegnazione dei posti barca”. Il circolo vede la luce nel 1951, grazie ad un gruppo di subacquei di grande esperienza fra cui Guido Garibaldi, alla cui memoria il circolo è oggi dedicato e Cesare Giachini che fu il vicepresidente. “Da oltre 30 anni -continua il presidente- pratichiamo la pesca in apnea essendo stata proibita quella con le bombole. Oggi abbiamo delle difficoltà in quanto la zona della Meloria è stata vietata alla pesca in apnea. I nostri subacquei adesso si devono immergere da altre parti, con problematiche maggiori, perché il parco della Meloria è caratterizzato da un basso fondale e quindi non era necessario immergersi troppo per trovare delle prede. Ora invece ci si deve allontanare dalla costa e tutto diventa più difficile, essendo una pesca in apnea”. La pesca sportiva e la scuola guidata dall’ingegnere Rossi sono le attività principali e come spiega il consigliere ed ex direttore sportivo Piero Lilla: “Il programma inizia a febbraio con le gare sociali, poi l’ultima settimana di aprile cominciano le gare di qualificazione che si svolgono a Piom-

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inaugurazione della cantina restaurata si è svolta il 25 ottobre 2014. Erano presenti: il Consiglio direttivo CICA SUB, numerosi soci con famiglia, Rodolfo Graziani presidente degli Azzurri d’Italia, Cesare Gentile presidente dei Veterani dello Sport, Piero Mantellassi presidente del Consorzio Fossi e socio, Luigi Del Re presidente del Circolo Pesca di Antignano, Patrizio Doni presidente del Circolo Pesca. L’intervento è stato eseguito con le tec-

niche del recupero, cercando di lasciare inalterati gli elementi originali preesistenti. In particolare la pavimentazione è stata smontata e rimontata pezzo per pezzo, per eliminare le numerose parti danneggiate e quelle compromesse da vecchi ed approssimativi interventi edilizi. Infatti, parte della pavimentazione in pietra serena, era già mancante e sostituita da gettate in cls. L’integrazione delle parti originali mancanti è stata realizzata sempre mantenendo il “si-

La cantina del Cica Sub prima dei lavoro

La cantina del Cica Sub dopo i lavoro

La scuola si rinnova e nuovi istruttori sono in arrivo Godere del rilassamento interiore che il mare sa trasmettere

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a scuola ha appena superato il mezzo secolo di vita, siamo arrivati appunto a 51 anni, ma come in ogni nuovo ciclo che si rispetti si sta rinnovando. Dopo due anni di mandato posso cominciare a fare i primi bilanci anche se il rinnovamento che ho messo in atto all’inizio dello stesso, comincerà a dare i suoi frutti tra qualche mese. Gli istruttori, che oramai portano avanti i corsi da moltissimi anni, tra momenti di grande affluenza e periodi di crisi, sono stati affiancati oramai da tempo da alcune nuove leve. Quest’anno sarà speciale per loro perché, nonostante il cambiamento avvenuto ad inizio anno del percorso necessario a diventare istruttori, tutti proveranno a concludere il percorso iniziato alcuni anni fa sostenendo l’esame da istruttori. Ecco alcune parole di uno di loro, Emiliano Torrini,

stema pietra”, ricercando altre pietre antiche sia a Livorno che nel pisano, e sagomandole singolarmente sulle esigenze di incastro con le altre. Quanto ai soffitti ed alle pareti è stata eseguita la rimozione di tutti i vecchi intonaci fatiscenti. I soffitti, realizzati tipo volta “a crociera” sono stati lasciati a vista. Per le pareti si è provveduto invece ad applicare nuovi intonaci con particolari caratteristiche ti traspirabilità. L’antica cantina, che si affaccia sul Fosso Reale, era ormai fatiscente. Oggi costituisce uno dei pochi esempi di antiche cantine ristrutturate, ma non utilizzate per attività commerciali.

che insieme ad altri collaboratori, si cimenteranno in questa nuova sfida: “Avendo scoperto l’apnea e la pesca in apnea solo 5 anni fa (a 37 anni), posso ritenermi un novizio di questo sport estremo. Ma proprio perché fin dall’inizio ho capito quali difficoltà e pe-

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Il negozio dei pescatori in apnea della Toscana


Ma cosa è la nostra scuola? Fin dalla sua nascita, la scuola federale ha eseguito corsi per rilasciare brevetti. Agli inizi partecipare a un corso voleva dire frequentare per mesi lezioni molto impegnative sia in vasca sia a terra, con metodologie e rigidità di esecuzione che rendevano la didattica similare ad una formazione militare. Questo atteggiamento ha permesso alla scuola di valutare e formare atleti che poi sarebbero diventati i campioni sportivi di punta di quegli anni, facendola però rimanere un’attività molto selettiva e ristretta solamente alle poche persone che riuscissero a seguire con costanza i corsi. A metà degli anni novanta la situazione ha cominciato a evolversi: il rilascio dei brevetti è diventato appannaggio di strutture didattiche turistiche sparse in ogni parte del mondo e la

federazione, dopo aver passato un periodo di crisi, ha deciso di rinnovare tutto il settore didattico adattandolo alle nuove esigenze, facendolo diventare molto più competitivo nei confronti della didattica subacquea turistica. Gli studi scientifici, l’arrivo con prepotenza della tecnologia ed il normale evolversi delle discipline subacquee alla richiesta del mercato, ha permesso alla scuola di migliorare ed ampliare l’offerta formativa con innumerevoli specializzazioni senza tralasciare i brevetti canonici che oramai da più di mezzo secolo vengono rilasciati. Andrea Rossi L’attuale offerta formativa si divide: Corsi Base • Sommozzatore di 1° Grado • Sommozzatore di 2° Grado • Sommozzatore di 3° Grado • Apnea 1° Grado • Apnea 2° Grado • Pesca sportiva agonistica Specializzazioni • Orientamento e Navigazione Sub • Immersione Notturna o con Scarsa Visibilità • Immersione su Relitti o Secche • Nitrox • Immersione in Corrente, Profonda o nel Blu • Immersione con Muta Stagna • Fotografia Subacquea di 1° Grado • Fotografia Subacquea di 2° Grado • Video Sub • Nitrox Base • Nitrox Avanzato • Monopinna

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ricolosità si celino dietro a questa disciplina, ho deciso di intraprendere un percorso che mi permettesse di godere del rilassamento interiore che il mare sa trasmettermi. Quindi, dopo un primo anno di affiancamento da parte dell’amico e collega Paolini Fabio, che pratica questa disciplina da 30 anni, seguendo un suo ennesimo consiglio ho deciso di iscrivermi ad un corso di Apnea di 1° grado organizzato dalla scuola affiliata Fipsas del Circolo Cacciatori Subacquei G.Garibaldi. E qui mi si è aperto un mondo... Venire a conoscenza delle dinamiche fisiche e psichiche che circondano questa attività è stato come risvegliare qualcosa che in 37 anni avevo ignorato. Trovare tranquillità e sicurezza nell’affrontare le uscite in mare, cosa che prima vivevo apparentemente con disinteresse, è stato come rinascere una seconda volta. Sempre presso il Ci.Ca Sub Garibaldi, al brevetto di 1° grado nel giro di poco tempo ho fatto seguire il 2° grado ed il 3° grado, così come il brevetto di Pescasub agonistico. Di lì a breve ho capito che la pesca in apnea sarebbe stata la disciplina che forse avrei dovuto praticare da sempre. Viverla con la sicurezza che la scuola, attraverso gli insegnamenti, mi ha trasmesso però mi ha permesso di togliermi qualche piccola soddisfazione in mare sia nel quotidiano che nell’agonismo. Ora che continuo a collaborare con la scuola, punto ad acquisire il brevetto di istruttore, non tanto per essere riconosciuto come quello che ha fatto o che ha raggiunto quale traguardo, ma come mezzo per poter trasmettere il mio punto di vista a chi volesse avvicinarsi per la prima volta a questa disciplina e magari riuscire a far provare il benessere che provo vivendo il mare così come finalmente riesco a fare”.

Nelle foto i partecipanti della scuola del Cica Sub

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Subacquea F.I.P.S.A.S.  Federazione Italiana Pesca e Attività Subacquee

l’in te r vista

Laura Consalvi

Anima dell’Associazione Spazio Sub, fra tiro al bersaglio e hockey subacqueo

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Giorgio Rivolti durante la premiazione al Campionato regionale di fotosafari, dove si è aggiudicato il 3° posto

opra e sotto il livello del mare la vita è molto diversa, ma per certi aspetti si assomiglia. Gli appassionati di subacquea cercando di rendere sempre più vera questa affermazione, moltiplicano le attività da fare in apnea. Laura Consalvi, che si definisce la segretaria dell’Associazione Spazio Sub Livorno, ma che noi preferiamo definire il cuore pulsante dell’associazione, ci spiega: “Sono molte le attività che si possono fare in apnea, indoor o outdoor, la più nota è la pesca, ma poi c’è il tiro al bersaglio, l’hockey, il rugby, la fotografia subacquea e il fotosafari”.

Come è iniziata la vostra esperienza associativa? “Tempo fa facevamo parte di un’altra associazione, ma poi ne siamo usciti perché volevamo fare attività nuove. Così tre anni fa, grazie alla passione che mio marito e mio figlio hanno per la subacquea, abbiamo fondato l’associazione. Il nostro presidente è il dottor Giovanni Marchetti, il vicepresidente è Giancarlo Lombardini. Facciamo parte della federazione Fipsas, anche se didatticamente i nostri corsi sono Apnea Academy e corsi Padi per le bombole. Abbiamo fatto questa scelta perché la didattica è molto più moderna.

I corsi di pesca invece sono Fipsas, e così le gare a cui partecipiamo, facendo parte a tutti gli effetti della federazione”. Che differenza c’è fra fotografia subacquea e il fotosafari subacqueo? “Il fotosafari è una specie di caccia al pesce, bisogna trovare e fotografare il maggior numero di pesci, mentre nella fotografia subacquea conta la bellezza della foto, vince chi fa lo scatto più bello”. Raccontaci qualcosa di più del fotosafari. Il safari fotografico subacqueo è una specialità della fotografia subacquea ed ha lo scopo di catturare con l’obiettivo di una fotocamera subacquea, reflex o compatta, il maggior numero di pesci di specie diversa ed è l’unica che ammette anche l’immersione in apnea. Pertanto le categorie nelle gare di safari fotografico subacqueo si suddividono in: APNEA MASTER con l’utilizzo di macchine reflex; ARA MASTER con macchine reflex e bombole; APNEA COMPATTE che permette di utilizzare macchine compatte digitali; ARA COMPATTE con macchine compatte digitali e bombole. Praticando questa disciplina sportiva si imparano a riconoscere un grande numero di specie ittiche dei nostri mari, studiandone caratteristiche e comportamenti. Una gara di Safari fotografico subacqueo impegna l’atleta per diverso tempo. Una volta in acqua, dopo le varie verifiche, si hanno circa 4 ore di tempo per fotografare i pesci e selezionare gli scatti, poiché verranno accettati solo i primi 70 quindi converrà conservare nella scheda di memoria solo lo scatto migliore di ogni specie. Al termine delle 4 ore, si dovrà consegnare la scheda al giudice di gara, che verserà nel PC portatile, le foto di tutti i concorrenti. Dopo una breve pausa

Foto di Alessandro Falleni. Le foto sono state fate in occasione di un fotosafari e sono un esempio di come devono essere fatte. Non sono appariscenti come quelle delle competizioni di Fotografia subacquea, ma il soggetto principale è esclusivamente il pesce ripreso nel suo ambiente naturale, dove deve essere riconoscibile, integro ed al centro dello spazio disponibile o diagonale e l’occhio deve essere perfettamente a fuoco

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1° Trofeo G.B. Sub Firenze Marina di Salivoli svoltosi il 26 aprile 2014. I concorrenti sul loro computer e grazie all’utilizzo di un programma dedicato, classificano le specie e scelgono le fotografie da inviare ai giurati

“Ovviamente abbiamo bisogno della piscina e poi di un’attività fisica che può essere la corsa o un po’ di palestra. Per questa ognuno si organizza singolarmente, in base ai propri impegni”. Quale piscina usate? “Ne usiamo due, la prima, dove ci troviamo benissimo è quella dei Lustrissimi che appartiene alla Brigata Folgore, mentre per fare il tiro a segno andiamo alla Camalich perché abbiamo bisogno di una maggiore profondità. Ad esempio, noi non potremo mai fare il rugby subacqueo perché occorre una profondità di 5 metri e a Livorno non esistono impianti con questo tipo di misure. A Firenze, invece, dove c’è una piscina con queste caratteristiche, è nata una squadra di rugby subacqueo, che va molto bene anche a livello europeo”. Quando fate gli allenamenti?

La foto è di Stefano Guerrieri e riprende un fotografo impegnato a fotografare un pesce

“Ci tengo molto a dire che i nostri istruttori sono volontari e non percepiscono alcuna retribuzione o rimborso spese, questo naturalmente vuol dire che i corsi sono tenuti nel dopocena, fuori dall’orario lavorativo”. Qual è il complimento più bello che ti è stato fatto? “Lo scorso anno al campionato italiano a Lignano un atleta, a fine campionato, mi disse che mi ero occupata di loro come solo una mamma avrebbe potuto fare”. Progetti per il 2015? “Svilupperemo il fotosafari. Nel 2014 abbiamo fatto anche un corso per giurati di fotosafari, ed io sono una delle tre giurate specializzate. Continueremo con i corsi di apnea, corsi con bombole, pesca, hockey e tiro al bersaglio. Insomma, le cose da fare non mancano”. Qual è la cosa che più piace ai livornesi fra le discipline che proponete? “Hockey è piaciuto molto ai ragazzi perché è una cosa nuova. Però, in generale, ai livornesi piace pescare. Quelli che vengono a fare il corso di apnea, prevalentemente lo fanno per pescare”. Un sogno nel cassetto? “Vedere tutti i ragazzi e i nostri soci contenti. Mi piace anche vederli crescere e spero che raggiungano delle belle soddisfazioni. La cosa più bella è che loro sono contenti di stare con noi e noi con loro”. Chi ti senti di ringraziare? “Chi continua ad essere socio e quindi ci permette di portare avanti l’associazione. E poi chi insieme a me crede in questa attività, come gli istruttori, senza di loro non esisterebbe niente”.

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pranzo, ogni concorrente tornerà al lavoro ed avrà un’altra ora di tempo per selezionare ed identificare le specie fotografate. Questa disciplina sportiva è estremamente affascinante, impugnare la macchina fotografica ed andare a caccia di pesci regala sensazioni davvero belle, inoltre, soprattutto per le sue finalità naturalistiche, è molto apprezzata dai biologi marini ed è praticata anche nelle Aree Marine Protette. Com’è andato il 2014? “Molto bene, perché nel 2014 è nato a Livorno l’hockey subacqueo e il fotosafari, abbiamo, inoltre, confermato una selettiva nazionale di tiro a segno subacqueo e abbiamo partecipato al Campionato Italiano. Il tiro al bersaglio subacqueo è nato nel 2013 e lo abbiamo sviluppato con buon successo nel 2014. Come abbiamo detto in altre occasioni, è un’attività che non ha età, nel nostro gruppo si parte dai 24 anni fino ai 50 di Simone, ma naturalmente si può andare anche oltre. Nel 2014 i nostri atleti si sono tutti qualificati in prima categoria, e nel fotosafari abbiamo avuto un ragazzo che è arrivato terzo al campionato regionale”. Com’è nata l’idea di organizzare una squadra di hockey di giovani? “L’avventura dell’hockey ci piace veramente molto. Abbiamo per la prima volta una squadra di 14 giovani, fra i 14 e i 16 anni. Il progetto ci è stato proposto dalla Federazione, che si è accollata tutte le spese, compreso il materiale necessario, infatti, questi corsi sono per i ragazzi completamente gratuiti. Il difficile per noi era avvicinare a questa nuova disciplina un gruppo di giovani, ma ci siamo riusciti tramite la scuola e la disponibilità di alcuni professori. La curiosità per un’attività nuova ha poi fatto il resto”. Che tipo di allenamento vi è necessario?

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a realtà degli Etruschi Livorno si è ulteriormente consolidata. Nella stagione 2014/15, rappresentative verde-amaranto si sono distinte in tutti i campionati federali: dalla prima squadra all’under 6. L’aver allestito il proprio quartier generale nell’impianto ‘Tamberi’, dove oltre al campo da gioco si trovano la segreteria, un’organizzata ‘club house’, una palestra ed un locale infermeria, ha aiutato gli Etruschi ad andare in... meta ed a trovare una sempre più spiccata identità. I proficui accordi con le scuole cittadine Mazzini, Santo Spirito e Bolognesi hanno fatto il resto ed hanno permesso di far breccia anche fra i giovanissimi.

Rugby Stagione esaltante per tutte le squadre degli Etruschi Livorno Tante le splendide mete realizzate dai verde-amaranto di Fabio Giorgi

Santo Spirito in Trionfo

Il fiore all’occhiello di un 2014 da incorniciare è relativo proprio allo splendido trionfo della quinta elementare dell’istituto livornese Santo Spirito, nel Campionato nazionale delle scuole di rugby, svoltosi a Senigallia. I giovanissimi (tutorati dagli Etruschi) si sono laureati campioni d’Italia nella categoria under 11. Gli eccezionali risultati colti in terra marchigiana dagli alunni livornesi si sono materializzati anche nelle competizioni nazionali riservate alle scuole medie, con le Mazzini capaci di ottenere la seconda piazza nell’under 14 femminile, il quarto posto nella categoria under 12 e la quinta po-

Prima squadra Etruschi

sizione nell’under 14 maschile. Strepitosi i risultati strappati dalle quattro rappresentative cittadine, tutte quante gestite e tutorate dagli Etruschi Livorno, da sempre molto attivi nel promuovere l’attività

Under 11 Santo Spirito prima classificata al Campionato nazionale scuole

della palla ovale fra gli studenti. Queste le formazioni grandi protagoniste a Senigallia. Santo Spirito Under 11 vincitrice del campionato nazionale delle scuole: Adamo, Bleve, Burini, Frati, Gennari, Garakoqi, Lugheri, Mini, Tori, Tuma, Castelli, Brondi. Maestre: Claudia Comparato e Nicoletta Consaga. All. Ghiozzi. Mazzini under 12: Barile, Baule, Coradeschi, Dainelli, Di Stasio, Ficarra, Ghelarducci, Incrocci, Medina, Meini L., Meini M., Menichetti, Mini, Occhetto, Paternostro, Rocchi, Rum, Salani, Volpi. All. Biagi. Mazzini under 14 maschile: Balosu, Barducci, Bonaccorso, Calistri, Cannova, Di Meglio, De Tullio, Giannini, Kulikovskyy, Lattanzio, Mannelli, Nerici, Petralia, Puglia, Rotondo, Vitetta. All. Consani. Mazzini under 14 femminile: Baule, Borella, Butteri, Caioni, Cappellan, Casini, Da Silva, Del Pero, Dinatti, Galli, Gargiulo, Martini, Medinam, Parra, Puglia, Sabia. All. Galletti.

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Etruschi Livorno

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Ecco la composizione delle varie squadre degli Etruschi in questa annata.

Under 6

I piccolissimi atleti (nati nel 2009 e 2010) allenati da Marco Annunziata e Daniele Di Domenico si sono messi in luce nei vari appuntamenti agonistici. I loro nomi: Annunziata, Baggiani, Bartolini, Biagi, Bernini, Ferro, Livigni, Nucci, Pennisi (capitano), Ricci, Rosselli.

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Under 8

Quella degli ‘Etruschini’, allenata dalla coppia Biagi - Franceschi è una rosa ampia e valida. In tanti concentramenti gli under 8 si sono presentati con due squadre. Ecco il roster: Nuterini, Perciavalle, Mannucci, Sgherri, Papucci, Bartolini, Savi, Moschini, Giusti, Izvira, Consani, Sal-

Under 14 femminile scuole Mazzini

da elementi del 2002, cioè al primo anno nella categoria, hanno ben presto assimilato tali ‘news’ e sono andati in costante crescendo. I giocatori a disposizione dei tecnici Mazzoni e Marinai: Arlandini, Vasile, Talabi, Mazzoni, La Rosa, Rotondo, Fecteau, Isotti, Cavaliere, Incerpi, Barba, Lari, Andorlini.

Under 16

Under 14 Etruschi

vadori, Principato, Annunziata, Bartolini, Bianchi, Del Secco, Parenti, Peruzzi, Morticciolo.

Under 10

Pochi ma buoni, anzi buonissimi... Gli Etruschi under 10 guidati da Daniele Consani hanno colto eccellenti risultati nel corso della stagione. La rosa: Mazzoni, Bernocchi, Giusti, Del Secco, Consani, Campani, Raffo, Buda, Morgan, Consogni, Mannucci.

campionati dei più piccoli, importanti novità. Non ci si limita a concentramenti, ma si disputano ‘partite singole vere’, con tanto di mischie ordinate e touches. Gli Etruschi Livorno, composti in prevalenza

Fra le giovanili verde-amaranto, in assoluto quella che ha raggiunto le migliori mete è l’under 16, fra le migliori formazioni toscane nella sua (dura) categoria. I giocatori allenati da Ghiozzi: Maraviglia, Xhahjai, Iegre, Bonaccorso, Shehu, Brozzi, Secci, Perciavalle, Paris, Alaimo, Giordano, De Robertis, Mirante, Sgherri, De Tullio, Innocenti, Del Greco, Salvadori, Bonfanti, Vitiello.

Under 12

Soddisfatti i due allenatori dell’under 12 verde-amaranto Fabbrini e Ruffino per le tante vittorie firmate nell’annata agonistica. La rosa: Becucci, Bianchi, Del Pero, Schiaffino, Capobianchi, Giusti, Castelli, Madrigali, Poggianti, Brondi, Masi, Paolini, Calamai, Persiani, Santuari.

Under 14

Quella dell’under 14 è una categoria delicata: non mancano, rispetto ai

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Under 8 Etruschi


Mannucci (‘94, centro-ala), Mazzoni (‘72, 3° linea), Mini (‘84, ala-estremo), Negrini (‘86, centro-ala), Paris (‘92, 2°-3° linea), Pini (‘84, 2° linea), Recchi (‘89, apertura), Rocchi (‘88, tallonatore), Ruffino (‘88, 2° linea), Sanacore (‘87, ala-estremo), Spagnolo (‘78, 2°-3° linea), Trinca (‘86, pilone).

Squadra ‘OLD’

Under 18

La ‘neonata’ formazione under 18, ‘naturale anello di congiungimento’ fra il settore giovanile e la prima squadra, grazie all’ottimo lavoro dei tecnici Galletti e Capaccioli, ha brillantemente nascosto i problemi relativi ad una rosa composta in prevalenza da elementi del ‘98, cioè al loro primo anno nella categoria. I giocatori protagonisti nel campionato regionale: Ciacchini, Mariotti, Ciapparelli, Ciampagna, Barba, Masuottolo, Capobianchi, Ciurli, Tullio, Perullo, Bonuccelli A., Giorgi, Donnini, Polvani, Capaccioli, Buscarino, Sagone.

Prima squadra

Nel 2014, per la prima volta nella propria ventennale storia, gli Etruschi Livorno (sponsorizzati ‘Fulgida’) sono riuscita nell’impresa di qualificarsi per i play-off per la promozione in B. I verde-amaranto hanno chiuso al terzo posto la C2 regionale 2013/14. Poi, con una squadra dall’età media bassa, la formazione livornese è riuscita a togliersi non poche soddisfa-

Under 14 scuole Mazzini

zioni nel nuovo torneo regionale di C1. Di fatto la terza piazza della stagione precedente ha permesso di salire di categoria e di aprire un nuovo ciclo. Ecco, in rigoroso ordine alfabetico, l’elenco dei giocatori Etruschi, con relativo anno di nascita e ruolo: Baldi (‘77, pilone), Bitossi (‘92, medianoapertura), Bonaretti (‘87, pilone), Bonsignori (‘77, 2° linea), Borella (‘91, tallonatore), Campani (‘93, 3° linea), Campisi (‘93, estremo), Chiarugi (‘90, 3° linea), Coltellini (‘89, pilone), Compiani (‘89, ala-estremo), Consani (‘78, 3° linea), Di Miceli (‘92, 3° linea), Di Miceli (‘97, 2°-3° linea), Franzoni (‘93, centro), Giolli (‘88, pilone), Giusti (‘88, pilone), Christian Incrocci (‘87, centro-estremo), Mauro Incrocci (‘92, mediano-apertura), Lomi (‘95, 2°-3° linea),

Under 12 scuole Mazzini

dei Pirati, Alessandro Borghesi, al presidente degli Etruschi, Carlo Ghiozzi (giocatore dei Pirati) di un defibrillatore: il preziosissimo strumento è ora in dotazione al ‘Tamberi’.

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Under 16 Etruschi

A livello federale la società dei ‘Pirati Old Livorno - Cecina - Rosignano’ è autonoma. Di fatto però i Pirati, che si allenano al ‘Tamberi’, vivono in ‘simbiosi’ con il sodalizio degli Etruschi. Significativa, a dimostrazione della sinergia in atto, la consegna-dono effettuata ad inizio stagione dal presidente

Under 10 Etruschi

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l’in te r vista

Michele Giordano, Giacomo Alaimo, Francesco Perciavalle e Federico De Robertis

Lo spirito di squadra che rende vera un’amicizia

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ono già pronti per entrare in campo ad allenarsi e non è semplicissimo trattenerli qualche minuto per chiedere loro come e perché hanno iniziato a giocare a rugby. Michele Giordano ha 15 anni e frequenta la seconda classe del Liceo Scientifico Cecioni. “Pratico rugby da 6 anni ed ho iniziato grazie alla professoressa di educazione fisica, che era anche nella dirigenza degli etruschi”. Hai fatto altri sport? “Nuoto, ma era noioso”. Com’è andato il 2014? “Siamo arrivati secondi in campionato e in finale alla Coppa Toscana”. Il tuo ruolo nella squadra? “Sono terza linea”. La soddisfazione più bella che ti ha dato questo sport? “La prima giornata con il San Vincenzo

Michele Giordano

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per ricordare Sergio Moldovan, un nostro compagno morto poco tempo fa”. Chi sono i tuoi tecnici? “Alessandro Saracina, Francesco Consani e Carlo Ghiozzi. Sono cresciuto con loro, fin da quando ho iniziato a fare questo sport”. Chi ti senti di ringraziare? “Un po’ tutti”. In famiglia cosa pensano della tua attività? “Sono contenti, mi appoggiano”. “È una disciplina pericolosa? “Lo è come tutti gli altri sport”. La cosa più bella che ti dà il rugby? “Aver sperimentato che il sacrificio paga”. Obiettivo del 2015? “Fare il possibile per migliorare”. Un sogno nel cassetto? “Arrivare in prima squadra”. Giacomo Alaimo ha15 anni e frequenta la seconda classe dell’Istituto Tecnico Industriale. “Faccio rugby da sei anni ed ho iniziato grazie ad un mio amico che mi ha convinto a provare. In quel momento non stavo facendo alcuno sport, così mi decisi ad iniziare e mi sono trovato bene”. Com’è andato il 2014? “Per me è stato un anno positivo, mi sono sempre trovato a mio agio con la squadra, ho giocato dando il massimo e ho sempre cercato di dare caricare anche ai miei compagni, trasmettendo loro la mia positività. Anche quando si perde, l’importante è l’aver giocato con impegno e con tanta voglia di combattere”. Le soddisfazioni più belle che ti dà il rugby? “Prima di tutto essere una squadra, lavorare inseme per lo stesso obiettivo. Sensazioni che difficilmente si possono avere in altre circostanze, come ad esempio, a scuola”. La soddisfazione più bella nel 2014? “Durante una partita di campionato un ragazzo della squadra avversaria si è fatto

Giacomo Alaimo

male alla gamba e non poteva uscire da solo. Nessuno della sua squadra lo aiutava e così sono andato io con un mio compagno e lo abbiamo portato in panchina. Non è stata una cosa importante, ma bella, mi sono sentito gratificato”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “In quell’occasione il capitano della squadra avversaria mi ha detto che sono stato il più sportivo di tutti”. Obiettivo del 2015? “Finire l’anno tutti insieme, non dico che bisogna vincere tutto, perché l’obiettivo principale è arrivare soddisfatti alla fine del campionato, dopo avere lavorato tutti insieme e aver fatto insieme i sacrifici necessari”. Un sogno nel cassetto? “Io faccio rugby per stare con i miei amici e divertirmi. I compagni di squadra sono persone delle quali puoi fidarti, perché li conosci benissimo, li vedi tutti i giorni, i compagni di squadra non vanno mai via. Ecco, vorrei che questo potesse andare avanti per un tempo lunghissimo”.


Francesco Perciavalle

“Quando abbiamo sfiorato la vittoria con il Rugby Livorno, non ce l’abbiamo fatta a batterli, ma è stata comunque una soddisfazione esserci arrivarti vicino”. Obiettivo del 2015? “Mi piacerebbe vincere con il Rosignano e i Lions”. Un sogno nel cassetto? “Giocare con Francesco Consani, il più giovane dei miei tecnici, quello che ancora scende in campo con la prima squadra”. Quali devono essere le caratteristiche di un atleta di rugby? “Non aver paura, deve essere grintoso e molto sicuro di sé”. La tua qualità migliore? “Ho un buon passaggio, do la palla in modo che i miei compagni possono cercare di fare meta”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Quando i miei allenatori e mio padre, al termine di un incontro, mi dissero che avevo giocato perfettamente”. Chi ti senti di ringraziare? “Mio padre che viene sempre a vedere le partite e mia madre che mi accompagna agli allenamenti”. Le qualità dei tuoi allenatori? “Si impegnano molto per cercare di tirare fuori il meglio che c’è dentro di noi”. Federico De Robertis capitano della squadra dalla fine del 2014, frequenta il primo anno del Vespucci. “Faccio rugby da 8 anni, grazie a mio fratello che ha iniziato prima di me”. Prima hai fatto altri sport? “Ho praticato per due anni karate”. Cosa ti piace del rugby? “È uno sport che ti fa diventare più uomo. Il calcio, ad esempio, è uno sport finto perché appena ti toccano devi cadere per far avere la punizioni a favore della squadra, mentre a Rugby al contrario devi rialzarti subito per non penalizzare la squadra”. Quali sono le qualità di un atleta di rugby? “Chi fa questo sport deve metterci tutto il cuore e il cervello”. La tua qualità migliore? “La grinta e la ragione ovvero l’intelligenza di gioco”. Perché sei stato scelto per fare il capitano? “Io non me la sentivo di fare il capitano, ma poi mi hanno convinto. Sono stato

Federico De Robertis

scelto per la grinta che ci metto che è anche trascinante per la squadra”. Le qualità dei tuoi allenatori? “Sono molto presenti. Ci aiutano in qualsiasi problema che possiamo avere, anche familiare. Basta una telefonata e loro sono sempre disponibili”. Chi vuoi ringraziare? “Alessandro Saracina e Carlo Ghiozzi”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “in generale quando gli allenatori delle altri squadre mi dicono che ho fatto una bella partita”. Cosa pensi del terzo tempo? “È la cosa più bella del rugby. Dopo le botte in campo ci ritroviamo insieme a mangiare, perché alla fine anche gli avversari sono tutti amici, che continui a rincontrare nel tempo”. È una disciplina pericolosa? “È uno sport come gli altri, non è pericoloso, anzi insegna tante cose”. A te cosa ha insegnato? “La voglia e la forza di non arrendermi. E poi mi ha insegnato a stare in gruppo e a capire che se c’è un problema puoi contare sugli amici”.

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Quali caratteristiche devono avere gli atleti di rugby? “In qualsiasi sport bisogna prima di tutto avere voglia di allenarsi. Poi bisogna avere rispetto per chi è in campo, praticare uno sport leale e tenere unita la squadra”. La tua qualità migliore qual è? “Mi impegno sempre a tenere la squadra unita”. Chi ti senti di ringraziare? “Tutti gli allenatori e le persone della società. Io ho attraversato un periodo in cui non stavo tanto bene, ero un po’ depresso e tutti mi sono stati vicini, mi hanno aiutato. Devo ringraziarli, non è facile trovare persone così”. Francesco Perciavalle ha 15 anni e frequenta la seconda superiore. “Faccio rugby da 5 anni grazie alla mia professoressa di ginnastica delle medie. Primo facevo calcio, ma lo facevo per stare con i miei amici, non perché mi piacesse”. Com’è andato il 2014? “È un anno che mi è piaciuto molto perché siamo diventati una squadra unita”. La soddisfazione più bella?

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Una stagione comunque esaltante per i Lions Amaranto Livorno

LIONS AMARANTO

Agonismo e partecipazione sociale con un allenamento in carcere

È

Fabio Giorgi

Under 14

focaccia e ribaltano la situazione, meritandosi così l’accesso alla finale. L’atto conclusivo della stagione è con gli aquilani del Paganica. L’andata si disputa sul terreno degli abruzzesi, che con una meta siglata all’ultimissimo secondo si assicurano la vittoria 20-12 e, soprattutto i 5 punti. Per rovesciare il punteggio, servirebbe ai livornesi una sorta di miracolo sportivo. Sul

Under 8

‘Maneo-Settembrini’, di fronte ad un folto pubblico, i livornesi si complicano ulteriormente la vita e ben presto ‘regalano’ lo 0-12 agli antagonisti. Ai livornesi non fa certo difetto il carattere e cominciano una folle rincorsa, che consente, sia pur a tempo scaduto, di vincere il confronto 2622 ed assicurarsi il bonus aggiuntivo. Uno sforzo commovente, che però non basta a ribaltare il passivo dell’andata. A festeggiare la promozione in B è il Paganica. Per il secondo anno consecutivo i Lions sono beffati in dirittura d’arrivo. Il brillante cammino del torneo 2013/14 è sufficiente però per meritarsi il ‘salto’ nella serie C interregionale, un nuovo campionato ‘cuscinetto’ fra la B e la C regionale. Nella C interregionale 2014/15 (raggruppamento F, il girone tosco-umbro), i Lions (guidati da Conflitto, Gragnani e Cannavò) mostrano ancora una volta buoni numeri. Mentre scriviamo, gli amaranto sono in piena lotta per assicurarsi una delle prime quattro posizioni e poter partecipare agli spareggi promozione. Al solito la società amaranto, che ha nel campo della via della Chiesa di Salviano il proprio quartier generale, è attivissima

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mancata la classica ciliegina sulla torta, con la promozione sfuggita in extremis, ma l’annata agonistica 2013/14, per i Lions Amaranto Livorno è risultata ugualmente esaltante, con molte luci (leggi 14 vittorie) e poche ombre (leggi solo 6 sconfitte). La squadra labronica, allenata da Daniele Conflitto e Alessandro Gragnani, ha disputato una regular season in crescendo. Il campionato toscano di C1 inizia per i ‘Leoni’ amaranto in salita, con tre sconfitte (tutte quante rimediate in trasferta) nelle prime quattro giornate. Poi, di colpo, la musica cambia. Tutta la formazione labronica cresce a dismisura ed ingrana le marce alte. Dopo la quarta fatica, i Lions ottengono, durante la regular season, la bellezza di 11 vittorie in 12 partite. Un ruolino di marcia favoloso, che permette - sia pur all’ultimo turno - di acciuffare il terzo posto e di guadagnare così l’accesso alle finali promozioni. Giunge (per sorteggio), nella semifinale play-off, l’abbinamento con la Florentia, l’unica squadra capace, durante la prima fase del torneo, di espugnare il campo amico dei Lions. Nel match di andata, sul terreno ‘Montano’, i Lions, complici gravi assenze, sono superati dai gigliati. Poco male. Nel match di ritorno, in trasferta, gli amaranto rendono pan per

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tre partite (con Cecina, Etruschi Livorno e Grosseto) sono giunte con l’onore delle armi. In particolare, sfortunata la sconfitta della prima gara, con Cecina: la meta del definitivo 3-2 per gli antagonisti è arrivata all’ultimissimo secondo. Ogni partita del concentramento è durata 16’. Ecco (in rigoroso ordine alfabetico) l’elenco degli undici giocatori Lions, nati negli anni 2005 e 2006, protagonisti a Rosignano: Nico Bernini, Niccolò Falleni, Jacopo Fusario, Lorenzo Giorgi, Giovanni Micheli, Enrico Libero Michelucci, Gregorio Paglini, Riccardo Pellegrini, Nico Quercioli, Omar Spagnoli, Luca Zampini.

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Under 16

Under 12

con il proprio florido vivaio. I Lions, che dal 2000, anno della propria fondazione, hanno sempre dato priorità al settore baby, sono impegnati in tutti i campionati giovanili: under 18 (in sinergia con il Bellaria Pontedera), under 16, 14, 12, 10, 8 e 6.

Under 10

La rappresentativa dei Lions Amaranto Livorno under 10 è composta, in prevalenza, da elementi alle prime armi nel mondo della palla ovale. Con l’entusiasmo evidenziato fin dal ritiro effettuato dal 1° al 3 settembre, con la grande compattezza in seno alla squadra e con il serio lavoro dei due allenatori Andrea Giugni e Alessandro Landi, i ‘leoncini’ possono crescere a dismisura nel corso dell’annata. Rispetto alle due precedenti uscite (torneo ‘Compiani’ di Prato e concentramento di San Vincenzo), chiari i miglioramenti evidenziati anche domenica scorsa nel concentramen-

Under 6

to di Rosignano: al cospetto di antagonisti dotati di maggior esperienza, nessuno degli undici atleti amaranto si è mai tirato indietro. Le tre sconfitte rimediate su

I ragazzini Lions Amaranto Livorno impegnati nel ritiro di 3 giorni ai Bagni Lido

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Sconfitta a testa altissima per i Lions Amaranto Livorno under 16, nel derby della costa giocato a Rosignano. Contro la sinergica formazione ‘locale’, composta da elementi non solo di Rosignano, ma an-

che di San Vincenzo e Cecina, gli amaranto (che a loro volta stanno disputando la stagione insieme ad atleti di Pontedera e di Empoli) hanno ceduto 31-17. Il punteggio conclusivo punisce in modo severo gli ospiti, che a lungo hanno lottato alla pari con i padroni di casa. Gara accesa e vibrante. Nel primo tempo il Rosignano sblocca la situazione (7-0), ma, grazie ad una meta di Lucchesi, gli amaranto rispondono presente (7-5 all’intervallo). Seconda marcatura dei solvaini in avvio di ripresa e seconda meta dei ragazzi di Pelletti e Crivellari (stavolta va a bersaglio Vannini). I Lions appaiono concentrati e, almeno nella parte centrale del secondo tempo, impediscono agli antagonisti la fuga. La meta di Dalla Valle permette di rimanere in scia. Nel finale, il Rosignano sigla le mete del


definitivo allungo, per il 31-17 conclusivo. Lo schieramento amaranto: Saylon, Orifici, Chiarugi, Ciampalini, Posillipo, Magni, Bientinesi, Dalla Valle, Barducci, Vannini, Krifi, Agili, Bertini A., Bertini M., Lucchesi, Viglione, Meini, Bagagli, Banchini, Terreni.

Un momento speciale

fasi di gioco e sono stati mostrati i fondamentali dello sport del rugby. Circa cento detenuti hanno assistito all’allenamento, mostrando entusiasmo e grande partecipazione. La volontà, dopo questo (riuscitissimo) approccio è di dare continuità

Alcuni giocatori amaranto hanno dato corpo ad una iniziativa piena di significati extra-tecnici e sono andati in meta, portando la palla ovale all’interno del carcere labronico delle Sughere. Accompagnati dal presidente della società amaranto Mauro Fraddanni, dall’ex allenatore dell’under 16 Manrico Soriani (che, affiancato dai dirigenti dell’associazione ACSI è stato il vero ideatore della kermesse) e da due rappresentanti del comitato toscano della Fir, Marco Bertocchi e Claudia Cavalieri, 22 atleti hanno dato vita, sul terreno di gioco del carcere, ad un allenamento piuttosto sostenuto, con tanto di partitella in famiglia. Durante la seduta, lunga circa 60 minuti, sono state sviluppate varie

Under 16

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all’iniziativa del ‘rugby in carcere’. Così come brillantemente successo a ‘Sollicciano’, si potrebbe creare ben presto spazio, grazie al lavoro dei Lions, anche alle Sughere per allenamenti per i detenuti. Intanto, all’interno del carcere livornese, sono stati distribuiti volantini con i quali vengono illustrati i particolari del progetto. Ecco l’elenco dei 22 atleti Lions protagonisti della seduta-esibizione svoltasi sul campo delle Sughere: Marco Lorenzoni, Dario Testi, Bryan Barresi, Leonardo Ciandri, Leonardo De Miri, Matteo Magni, Alessio Margelli, Andrea Filippi, Maurizio Sarno, Antonio Baselice, Davide Mantovani, Gabriele Saviozzi, Luca Baroni, Carlo Cantini, Andrea Bigingiali, Alessandro Lampugnale, Vittorio Abiusi, Paolo Ciandri, Stefano Vestri, Andrea Caputo, Fabio Ciliegi, Claudio Morreale.

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Momenti di gioco e libertà nel fango Un pomeriggio di allenamenti al campo di Salviano Nicola Montino soprannome “carrarmato” perché quando si tratta di placcare, non lo ferma nessuno. Ci racconta. “Faccio rugby da 1 anno. Di questo sport mi piacere placcare, fare mete, correre e sporcarmi. E poi mi piace fare gli allenamenti quando facciamo un po’ di partite. Con i compagni siamo tutti amici, io in particolare mi trovo bene con Tommy che viene anche a scuola mia. Manola mi piace perché allena bene. Da grande vorrei diventare un giocatore bravo, come mio zio Mamo”.

Gabriel Lenzi con l’allenatrice Manola De Martino

La tua squadra preferita? “Il Galles”. Un sogno? “Fare la partita con tutti i Lions”. Con gli under 8 troviamo gli allenatori Laura Zucchi e Andrea Brondi e naturalmente tantissimi bambini. Vittorio Meini ha 7 anni e fa rugby da 4. Cosa ti piace di questo sport? “Mi piace stare all’aria aperta e allenarmi, prendere a calci il pallone e correre”. Partecipi anche alle partite? “Faccio i tornei. Lo scorso anno abbiamo

Gli under 6

Gli under 6 sono i più timidi nelle interviste, però a farsi fotografare ci tengono moltissimo. Il gruppo di questi giovanissimi è seguito dai tecnici: Manola De Martino, Silvia Catoti, Dario Testi e Emanuele Bertolini come coordinatore. Paolo De Angelis ha 5 anni e gioca a rugby da più di 1 anno, ma è assalito da improvvisa timidezza, ed abbracciato alla sua allenatrice Manola non riesce a raccontarci niente, ma la foto sul nostro giornale, comunque la merita.

Paolo De Angelis

Nicola Montino

Gabriel Lenzi è anche detto “bomba”, ma in questo caso il sopranome se lo è dato da solo. “Faccio rugby da 1 anno. Mi piace fare i placcaggi. Della mia allenatrice Manola mi piace tutto. A volte faccio il capitano. Chiamo i ragazzi e gli faccio mettere ad aeroplanino per occupare tutta la linea”. Tommaso Bertolini, figlio d’arte ha 5 anni e si dedica al rugby da un anno. Cosa ti piace del rugby? “Mi piace correre a fare meta, ma mi piace anche stare con il gruppo degli amici”. Qual è il tuo sopranome? “Red. È un personaggio degli Angry Birds dei cartoni animati”. Ti piace essere allenato da tua padre? Sì, tanto. Ci fa divertire e ci insegna che si vince e si perde”. Il tuo numero di maglia? “11”.

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a giornata è perfetta per un allenamento di rugby. Ha appena smesso di piovere e il fango è al punto giusto, le pozzanghere poi fanno il resto. Ecco la massima felicità per i giovanissimi e per i ragazzi: rotolarsi nel fango, liberi di sporcarsi. Sono simpaticissimi, tutti imbrattati di fango mentre sperimentano i loro momenti di vera libertà.

Tommaso Bertolini

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Le partite? “Sono andate bene, mi sono divertito”. Il tuo ruolo in squadra? “Sto generalmente all’ala”. Gli under 10 sono allenati da Andrea Giugni e Alessandro Landi. Andrea Libero Michelucci ha 8 anni e mezzo. Da quanto tempo fai rugby? “Da 4 anni”. Chi ti ha consigliato questo sport? “L’ho visto in televisione e mi è piaciuto. In famiglia nessuno lo faceva. Prima ho fatto un po’ di nuoto. Ora faccio anche equitazione”. Cosa ti piace del rugby?

Andrea Libero Michelucci

fatto un concentramento a Rosignano ed è andato beninio”. La tua allenatrice? “È Laura e mi piace perché insegna bene.” Da grande cosa ti piacerebbe fare? “Arrivare in nazionale”. Gianluca Munafò Qual è il tuo sopranome? “Aquila. Un nome che mi ha dato un mio amico lo scorso anno”.

Gianluca Munafò

Vittorio Meini

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Gli under 10

Gli under 8

“Riempirmi di mota”. Com’è andata la stagione passata? “Abbastanza bene”. Cosa ti piace dei tuoi allenatori? “Sono bravi, mi piace come spiegano. A volte facciamo le partite con Alessandro e quando io lo placco bene mi dice bravo”. Qual è il tuo sopranome? “Mi chiamo Snai. Durante una vacanza in montagna un mio amico dette questo nome ad un cavallo, mi piacque e l’ho adottato come mio soprannome”. Nico Bernini ha10 anni ed è il capitano della squadra. Il tuo sopranome? “Scheggia. Perché sono veloce”. Come e quando ti sei avvicinato al rugby? “Giocavo in giardino con mio fratello più grande per divertimento, così ho deciso di provare a farlo con una squadra e due anni fa ho iniziato ad allenarmi con i Lions”. Cosa ti piace di questo sport? “Tutto”. Qual è la responsabilità di un capitano? “Comandare un po’ la squadra.” Cosa ti piace dei tuoi allenatori? “Sono bravi, ci fanno divertire e ci fanno giocare”. Hai fatto altri sport? “Sì, ho fatto karate, calcio e nuoto, ma poi non mi piacevano più. Qui invece mi diverto perché c’è fango, ci si sporca, è un gioca di squadra, sto con i miei amici”. Con gli under 12 invece troviamo i tecnici Alessandro Brondi e Davide Mantovani. Giacomo Marchi ha 12 anni frequenta la prima media ed è il capitano della squadra.


Qual è il tuo soprannome? “Puffo, perché da bambino ero piccolo”. Chi ti ha consigliato di fare questo sport? “Ho provato diversi sport, come il calcio, nuoto ecc., ma non mi piacevano, così ho chiesto un consiglio a mio padre e lui mi ha portato a rugby”. Cosa ti piace? “Il Rugby mi piace perché è uno sport di squadra e di contatto”. Com’è andata la stagione passata? “Benino ci siamo divertiti. Alcune partite naturalmente non sono andate come volevamo ma è normale”. La più bella esperienza? “Quando siamo andati a Treviso, perché abbiamo fatto tante partite. Ne abbiamo vin-

Gli under 12

Giacomo Marchi

te alcune, anche quelle che pensavamo di non riuscire ad affrontare”. L’avversario più difficile da battere? “I bianco verdi di Livorno e il Benetton Treviso”. Obiettivo del 2015? “Diventare una buona squadra tecnica ed essere sempre più amici”. Cosa ti piacerebbe fare da grande? “Giocare in nazionale”. Cosa pensi del terzo tempo? “Non importa chi ha preso o vinto, l’importante è festeggiare, stare con gli amici. Mi piace molto”. Gabriele Uccetta soprannominato Uccio fa rugby da 5 anni. Come hai iniziato? “Ho iniziato perché lo faceva già mio fratello più grande che ora a 19 anni”. Che scuola fai? “Faccio la seconda media, sono un anno anticipato”. Hai fatto anche altri sport?

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Nico Bernini

“Calcio, ma non mi interessava, avevo un ruolo marginale”. Cosa ti piace del rugby? “Il movimento della palla, mi piace sporcarmi, il placcaggio e le botte”. È pericoloso? “È pericoloso se non si ha testo. È un gioco anche di cervello e se uno non riflette e fa come gli pare, si fa male”. Cosa ti piace dei tuoi allenatori? “Ci insegnano bene, sono bravi e simpatici”. La tua qualità migliore? “Corro tanto e so incassare bene i colpi”. Com’è andato il 2014? “Non saprei, perché non ci faccio caso, gioco per divertirmi, poi se vinciamo o perdiamo è uguale”. La soddisfazione più bella che ti ha dato questo sport? “Passare nella categoria superiore”. Obiettivo del 2015? “Divertirsi, giocare, allenarsi e giocare bene”. Da grande cosa ti piacerebbe fare? “Giocare in nazionale”. Cosa pensi del terzo tempo? “È piacevole stare insieme, commentare la partita, vedere quali sbagli sono stati fatti da entrambe le parti”. Un atleta mito? “John Carter giocatore della Nuova Zelanda. È il giocatore più bravo del mondo, mi piacerebbe diventare come lui”.

Gabriele Uccetta

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ivorno Rugby sempre più forte, punta alle “mete” più alte. Dalla prima squadra ai più piccoli nessuno è trascurato dalla società. A bordo campo, durante i consueti allenamenti, incontriamo diverse figure del Livorno rugby, con ruoli diversi. Goti Massimo racconta: “È il quarto anno che alleno con Diego Saccà, occupandomi del reparto degli avanti, dal numero 1 al numero 8 della prima squadra”. Com’è andata la stagione conclusa? “La stagione passata è stata più che positiva, svolgendosi come avevamo preventivato, forse è stata anche migliore delle previsioni. Avevamo programmato di qualificarci al 4° posto e così è stato. Se non avessimo avuto un calo a metà campionato avremmo conquistato qualcosa di più. Ricordiamo che siamo stati l’unica squadra che ha vinto il Piacenza, che ha poi vinto il campionato ed è andato in Serie A”. Il calo a metà stagione a cosa è dovuto?

Massimo Goti allenatore prima squadra

l’in te r vista

Il team del Livorno Rugby

Ognuno con il suo ruolo, pronto a fare grande il Livorno Rugby

I bianco verdi “È dovuto al fatto che la squadra è abbastanza giovane, non ha molta esperienza, anche se è composta da un mixer di atleti di età diverse. Questo è un sintomo tipico delle squadre giovani che hanno qualche difficoltà a stare concentrate per tutto il campionato. Ma è una fase da attraversare nel progetto di crescita e noi ci stiamo lavorando”. L’esperienza più bella del campionato? “In realtà sono due le cose più belle, due partite che ci hanno dato le soddisfazioni più grosse: la vittoria a Piacenza, unica squadra che l’ha battuta in casa e l’ultima partita con la vittoria in casa con il Cecina, un derby particolarmente sentito. Ma, in assoluto, la cosa più bella è l’affiatamento, l’armonia che c’è stata fra i ragazzi sia quando si allenano sia quando giocano”. Un’esperienza da dimenticare? “La più brutta è stata il calo a metà campionato, anche per noi tecnici non è stato un momento semplice da gestire”. Progetto per la stagione futura? “La società direbbe i play-off, io dico che se i giocatori prendono coscienza di cosa possono fare, possiamo aspirare a qualcosa di più. Diciamo che se arriviamo ai playoff li vinciamo!” Cosa vuol dire essere un buon tecnico?

“Oltre ad essere preparati tecnicamente per essere dei bravi tecnici è importante saper capire lo stato d’animo dei giocatori quando affrontano gli allenamenti e le partite. Il mio atleta più ‘piccolo’ ha 18 e il più grande 37, che poi è un giocatore con il quale ho fatto insieme un campionato quando ero il capitano”. Stefano Gesi si occupa di tutto il settore propagando ovvero all’under 6 all’under 12. Com’è andata la stagione conclusa? “I bambini, oltre alla parte che viene seguita e organizzata dal Comitato regionale toscana, con concentramenti obbligatori e altre giornate facoltative, partecipano a diversi tornei in regione e anche fuori. La stagione passata abbiamo partecipato ad 8 tornei e ci siamo comportati molto bene. Al torneo Topolino siamo arrivati terzi con la under 12 su un totale di 80 squadre partecipanti. Nonostante il nostro scopo sia quello di educare i ragazzi, di farli divertire e crescere per prepararli alla prima squadra è arrivato anche il risultato sportivo”. Il momento più bello della stagione? “Come esperienza personale sono stato molto toccato da un episodio che si è svolto a Firenze, durante un concentramento.

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Rugby Livorno

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Fra i bambini che abbiamo c’è un ragazzo con delle disabilità fisiche e psichiche, che abbiamo inserito nel contesto degli allenamenti e successivamente delle gare. I ragazzi della squadra si sono organizzati autonomamente e spontaneamente, senza alcuna indicazione dei tecnici e lo hanno portato a fare meta. Siamo rimasti molto sorpresi, in più nel momento del saluto, quando siamo rientrati negli spogliatoi, i bambini hanno applaudito, sempre spontaneamente, il suo rientro negli spogliatoi, ed anche il padre si è così emozionato che si è messo a piangere”. Qual è l’andamento generale? “Il rugby Livorno è un crescendo come numero di ragazzi e la nostra disciplina è riconosciuta come fortemente educativa. Attualmente i bambini iscritti sono più di 80”. Come vivono a questa età il terzo tempo?

“Diciamo che è importante il primo e il secondo tempo, ma ancora di più il terzo tempo, per favorire la socializzazione. Non usiamo mai la parola ‘avversari’, ma compagni di gioco con i quali confrontarsi. Cerchiamo di stimolare fra i bambini una socializzazione ed un interscambio comune. Io do qualcosa a te, tu dai qualcosa a me. E l’arbitro è una figura che ci aiuta a fare questo confronto”. Massimo Milianti direttore sportivo del Livorno Rugby. “Sono già 5 anni che ricopro questo ruolo. Ho fatto tutto l’iter cominciando a giocare nelle giovanili, poi sono stato in prima squadra dove ho avuto anche la fortuna di fare il capitano per qualche anno. Ho poi fatto per un po’ l’allenatore e adesso svolgo un ruolo dirigenziale”. Qual è il ruolo del direttore sportivo? “Il direttore è uno che organizza il lavoro tecnico per tutta la società.

Una società di rugby nasce dall’under 6 fino alla prima squadra, ma se organizzati senza un preciso criterio non si riesce a portare i ragazzi dalle giovani fino ai massimi livelli. Controllo che i programmi di allenamento abbiano un filo logiche, in tutte le categorie e che siano incastrati fra loro”. Il momento più bello del campionato concluso? “Quando abbiamo fatto l’analisi finale e abbiamo visto che tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati erano stati raggiunti, da tutte le categorie. In particolare vorrei ricordare quando l’under 18 è andata a Catania per disputare una partita e tutti i ragazzi, con i genitori, si sono autotassati e organizzati pur di non perdere questo spareggio, che poi abbiamo vinto, dimostrando di credere in quello che stavamo facendo. Ma gli episodi sono tanti. Catania è un esempio, una trasferta di questo tipo costa quanto un campionato e quindi è un sacrificio per tutti, ma ce l’abbiamo fatta mettendo insieme le risorse”.

Massimo Milianti direttore sportivo del Livorno Rugby

Cose le piacerebbe vedere nel prossimo campionato? “La serie A. Non tanto per la prima squadra, ma per il movimento. Siamo una società da serie A”. Un momento da dimenticare? “È stata prima di Natale quando abbiamo perso due derby consecutivi con il Cecina e il Piombino in serie B. Sono cose che capitano”.

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insegnare loro che la sconfitta fa parte del gioco, meritata o meno, bisogna sempre accettarla”. Com’è il pubblico del rugby? “È un pubblico educato, non si accalora, rispetta le regole e l’arbitro, non servono le reti e le barriere. Noi giriamo l’Italia e possiamo dire che in nessun campo abbiamo trovato reti o altri divisori”. Quale messaggio vorrebbe esprimere? “Il rugby è uno sport di squadra dove è fondamentale il rispetto per se stessi, per gli altri, per la squadra. Nello stesso tempo è uno sport di contatto, quindi quando si va in campo ci si deve comunque preparare ad una battaglia. Avevo un vecchio allenatore di rugby che diceva che una partita di rugby è come un incontro di pugilato,

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Cosa le piacerebbe sottolineare dei ragazzi? “Tutte le volte che vado con il settore giovanili noto che sono un po’ spavaldi, si sentono grandi, ma poi quando sono negli spogliatoi mi chiedono se fra il pubblico ci sono i loro genitori. Non ho mai capito se lo fanno perché si vogliono far vedere dai genitori o se si sentono protetti. Probabilmente un po’ tutte e due le cose. C’è poi un altro episodio che mi ha colpito e riguarda la sconfitta, con l’under 16, di una gara che serviva per la qualificazione nazionale. La disperazione di questi bambini mi ha colpito, non volevano neanche partecipare alla festa che comunque avevamo preparato. Abbiamo dovuto lavorare molto su questo, perché vogliamo ottenere proprio il contrario, vogliamo

può essere amichevole fino a quando si vuole, ma si deve combattere e lottare per la propria squadra”. Di cosa avrebbe bisogno questo sport a Livorno? “Di tanta collaborazione. Ci sono tre società che purtroppo lavorano in tre direzioni diverse. Questo non vuol dire che debba esserci una sola società, ma una collaborazione più stretta, che preveda anche uno scambio di persone, fatta per aiutare tutti. Non mi fraintenda, abbiamo ottimi rapporti con le altre società, ma non si riesce ad andare oltre e progettare qualcosa che possa aiutarci tutti al meglio”. Andrea Saccà invece si dedica all’under 18. “Lo scorso anno è andato benissimo, perché abbiamo vinto il campionato Elitè del nostro girone Toscana -Emilia, e ciò ci ha permesso di entrare fra le prime otto d’Italia e affrontare le fasi finali. È stata una bella soddisfazione, era qualche anno che non arrivavamo a questi livelli”. L’aspetto più bello? “Aver giocare con le squadre più forti d’Italia, in particolare le due partite con la Capitolina che è una squadra di Roma che ha un settore Junires forte, che arriva sempre alle finali”. Si sono verificati episodi importanti sul piano umano? “Essendo questa un’età molto particolare, di episodi ce ne sarebbero tanti da raccontare. In campo siamo allenatori, fuori ci poniamo come amici. Ci sono

Sergio Cortesi capitano della prima squadra

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perché ho trovato moglie e lavoro e adesso ho anche un bambino”. Come si è conclusa la stagione passata? “Abbastanza bene. Siamo arrivati quarti, abbiamo vinto delle partite conto le prime nella classifica del girone, ci siamo difesi bene, abbiamo fatto un buon campionato”. Quali devono essere le caratteristiche per essere un buon capitano? “Non so. Si parla spesso di leadership, io cerco solo di dare il buon esempio, di dare il mio meglio”. La soddisfazione più bella come capitano? “Due anni fa giocai particolarmente motivato quando nacque mio figlio, anche se perdemmo io scesi in campo con molta motivazione. In generale però la soddisfazione maggiore resta il rispetto dei compagni di squadra, ed è anche la più motivante. I compagni di squadra sono anche amici e vedere che ti stimano è bello”. Una cosa bella e una brutta dello scorso campionato? “La cosa brutta è stato un litigio con un compagno di squadra, perché siamo entrambi due personalità forti e non ci siamo capiti. Poi naturalmente si è risolto tutto velocemente, ma comunque non mi piace avere dei diverbi all’interno della squadra perché siamo prima di tutto amici. La cosa bella da ricordare è il terzo tempo e, in caso di vittoria, soprattutto in trasferta, le risate e le canzoni che animano l’atmosfera sul pullman durante il rientro, situazione goliardica che ci fa stare bene”.

Nelle immagini I bianco verdi

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talvolta situazioni piuttosto complicate che si ripercuotono sui ragazzi e noi cerchiamo di affrontarle vivendo accanto a loro come amici, sempre a loro disposizione per ascoltare i loro sfoghi o per un aiuto”. Cosa ti piace di più del tuo ruolo di tecnico? “Mi rendo conto che noi come allenatori riusciamo a dare molto a questi ragazzi, ma quello che loro danno a noi è veramente molto di più”. Cosa ti piacerebbe vedere nel prossimo campionato? “Continuare a fare il campionato di Elite. Anche perché questo ci permette di confrontarci con atleti bravi, ci aiuta a crescere”. Avete ragazzi che frequentano l’Accademia di rugby? “Ne abbiamo tre: Andrea Chirici, Gianni Pedemonte e Manuel Didonato e sono a Prato alla scuola under 18”. Sergio Cortesi 33 anni è il capitano della prima squadra. Come hai incontrato il rugby? “Io sono di Reggio Emilia e mio padre giocava nella squadra di Reggio in seconda linea. Io ho iniziato a giocare a 16 anni, perché prima praticavo pallacanestro. Mi sono avvicinato al rugby perché ho conosciuto alcuni ragazzi che lo praticavano e da lì è nata prima l’amicizia con loro e poi la passione per lo sport. Ho fatto alcuni anni nelle giovanili e poi a 18 anni ho debuttato in prima squadra. Sei anni fa sono venuto a Livorno come giocatore, ma poi mi sono stabilizzato qui,

Definisci il terzo tempo in non più di dieci parole? “È aggregazione, mangiare, bere birra, stare insieme, senza più pensare alla partita, perché ormai è finita”. Cosa ti aspetti dalla prossima stagione? “Vedere una squadra in crescita, questa volta dobbiamo fare meglio, darci obiettivi sempre migliori per poter crescere ulteriormente. Quindi mi aspetto un campionato di livello, perché ho pienamente fiducia in tutti i miei compagni”. Che differenze ci sono fra Toscana ed Emilia Romagna in campo regbistico? “Sia a Reggio Emilia che a Livorno il rugby è sentito abbastanza, ci due scuole di tutto rispetto. Forse ultimamente a Livorno siamo un po’ sprovvisti di pubblico, mentre a Reggio ce n’è di più. Sì, credo che la città dovrebbe rispondere con più partecipazione. Il pubblico fa bene alla squadra”. Un sogno nel cassetto? “Il sogno è mantenere un gruppo di amici, rimanere in un ambiente piacevole. Gioco perché è una passione, ci credo tanto ed è una valvola di sfogo”. Ti piacerebbe diventare allenatore? “Sono preparatore atletico e già alleno il settore propaganda, con un percorso di motricità”.

Riccardo Della Rosa e Andrea Saccà

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Scherma Andrea Baldini testimonial Unicef Paladino della lotta al doping di Mario Orsini

ca deve essere solo un fine. Ciò che conta è il percorso che occorre fare per conquistarla. Il luccichio di una medaglia non dipende dal metallo, ma dai sacrifici quotidiani. Dal rifiuto dinnanzi alle scorciatoie che possono presentarsi sul vostro cammino. Coglierete lì le vere soddisfazioni. Avete il diritto e il dovere di pretendere uno Sport Pulito. Dovete mirare a vittorie pulite. Nel 2009, l’anno del mio rientro in pedana, ho vinto non solo le gare ma anche la rabbia che avevo dentro. L’oro

Andrea Baldini e Antonio Rossi

olimpico è arrivato, invece, combattendo senza rancore, coltivando quei valori e quel sogno che avevo sin da ragazzo: questa deve essere anche la vostra strada”. Il riferimento alla medaglia è a quella olimpica conquistata da Andrea nella prova a squadre nel 2012. Basta ascoltare altri passi importanti del suo intervento: “Dopo la vicenda di Pechino la lotta al doping mi ha cambiato la vita. È stato un periodo difficile, ma grazie all’aiuto della mia famiglia sono riuscito a capire gli aspetti positivi della vicenda. Sono ripartito con rabbia ma non era questa la via giusta, a Londra sono arrivato senza rancori e sono riuscito con gli stessi ideali di sport a vincere la medaglia”. Quando è stato il momento di rivolgere, da parte degli studenti, alcune domande ai campioni presenti tra i più “presi di mira”, sono stati Andrea Baldini e l’ex canoista, campione mondiale e olimpico, Antonio Rossi. Una scelta non casuale perché anche Antonio Rossi aveva stuzzicato le corde dei presenti con parole frizzanti che hanno colto il segno: “Ho sempre pensato che nessuno dei miei avversari si sia dopato. Lo sport insegna il rispetto delle regole, lo sport è passione ma t’insegna a voler vincere come nella vita, credendo negli obiettivi e nel rispetto delle regole. Doparsi è da stupidi perché può compromettere la salute nel medio e lungo termine, oltre a mettere la famiglia in condizioni di estremo imbarazzo”.

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empre un numero uno. Con il fioretto o il microfono in mano. In quest’ultimo caso particolarmente a suo agio quando le tematiche affrontate stimolano la sua indole di campione tutto acqua e sapone, focalizzando l’attenzione sulla lotta al doping e mirando dritto a tutti le problematiche connesse. Andrea Baldini, ai primi di marzo, era tra gli invitati, al PalaBertoni di Crema, anche in qualità di testimonial Unicef, in occasione della prima tappa del progetto itinerante: “Campioni senza trucco, dalla Scuola alla vita”. Un’iniziativa, quanto mai lodevole, promossa da Figc e Unicef, rivolta agli studenti delle prime classi delle scuole superiori, che dopo Crema ha fatto tappa anche a Pescara, Firenze e Potenza. Coinvolgendo, in maniera diretta, alla fine del percorso, ben seimila adolescenti oltre che sul doping pure su tematiche etico sociali. All’incontro nella cittadina lombarda, erano presenti, oltre ad Andrea Baldini anche il presidente federale Giancarlo Abete e quello dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera. Inoltre l’ex calciatore del Torino e allenatore Emiliano Mondonico e l’olimpionico Antonio Rossi e tanti altri atleti che hanno scritto pagine importanti a livello sportivo. In platea, ad ascoltare le loro parole, più di un migliaio di studenti. Andrea Baldini è giunto in Lombardia all’indomani del successo in Coppa del Mondo di San Pietroburgo. Purtroppo l’unico di una stagione agonistica che a livello internazionale gli ha regalato davvero poche soddisfazioni, se si escludono la medaglia di bronzo a squadre ai mondiali di Kazan, l’argento sempre a squadre agli europei di Strasburgo e il terzo posto individuale in Coppa del Mondo a Bonn. Ma torniamo al convegno di Crema. Dalla voce di Andrea sono arrivate violente e sferzanti stoccate contro il doping nello sport. Ma ascoltiamo alcune parole del suo applaudito intervento in sala: “La conquista della medaglia olimpi-

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Bis tricolore di Gherardo Caranti e bronzo di Eleonora Dini Irene e Ilaria brave in Senegal

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di Mario Orsini

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fede, uno degli sciabolatori più in vista, con il coetaneo fresco campione italiano Luca Curatoli, anche fuori dei confini nazionali. Dal maestro Zanotti complimenti meritati anche agli altri due sciabolatori presenti sulle pedane tricolori di Udine: “Oltre che della stupenda prestazione di Gherardo, sono felice pure della bellissima performance di Laura Fidanzi e dell’incoraggiante prova di Lorenzo Prusciano. In un appuntamento importante come i campionati italiani sono stati ripagati della serietà e l’impegno che hanno sempre profuso, negli allenamenti quotidiani al Fides e delle belle prove fornite nelle qualificazione per guadagnarsi il biglietto di partecipazione. Davvero bravi”.

Dini di bronzo.

Irene Vecchi e Ilaria Bianco

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ul podio più alto, della sciabola Cadetti individuale, per il secondo anno consecutivo. Protagonista della stupenda performance, a Udine nella prima decade di febbraio, Gherardo Caranti, 17 anni ancora da compiere e bravo studente del liceo classico Niccolini-Palli. A sfiorare il podio, davvero per un’inerzia, anche Laura Fidanzi, fermata (15-9) nei quarti dalla ternana Lucia Lucarini, dopo una scia di sette vittorie: cinque nel girone e due nelle dirette. Per la bella Laura un bel quinto posto finale e una marea di complimenti. Bravo pure lo sciabolare Lorenzo Prusciano, seppure sia stato costretto, con i suoi 15 anni compiuti da poco, a pagare “dazio” all’altare dell’esperienza. Ma torniamo a super Gherardo. Primo del tabellone, dopo i gironi, con appena dieci stoccate subite in cinque assalti. Addirittura stratosferico e con il turbo innestato nelle prime tre dirette, dove ha lasciato le briciole (45 stoccate messe a segno e 20 subite) agli avversari. Poi eccellente, usando testa e nervi saldi, a gestire gli assalti, quando la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e a presentare il conto. “In qualsiasi gara vincere all’ul-

tima stoccata è difficile. Riuscire a farlo, due volte di fila, in una semifinale e una finale tricolore non è da tutti. Gherardo, oltre a mettere in mostra talento e classe, ha dimostrato di avere lucidità mentale e concentrazione fuori del comune in ogni momento e di essere refrattario ai condizionamenti esterni. Prerogative giovanili solamente degli aspiranti campioni”, il commento di Nicola Zanotti. Per la cronaca ad arrendersi a super Gherardo nei due assalti decisivi, per 15-14, prima Dario Cavaliere del CS Napoli e nella finalissima Saul Morlino del Dauno Foggia. Oltre a trionfare nella categoria Cadetti, la sua, Gherardo a Udine ha ottenuto un bel sesto posto anche tra i più grandicelli (under 20). A fermarlo, nei quarti, il ventenne romano Leonardo Af-

A Udine belle prove anche per gli schermitori del team Vannini. La più brava Eleonora Dini, medaglia di bronzo, con qualche coda polemica, nella prova tricolore di fioretto Cadetti. Lo stop per la simpaticissima Eleonora è arrivato in semifinale quando il più era fatto. In vantaggio di tre stoccate (14-11) a pochi secondi dalla fine si è fatta rimontare sul 14-14 dalla romana Maria Teresa Pacelli. Poi nel minuto supplementare ci hanno messo lo zampino anche gli arbitri, negandole una stoccata che le avrebbe consentito di volare in finale. Per lei

Eleonora Dini


Irene e Ilaria

In casa Fides, nello scoppiettante inizio di febbraio 2014, stupende performance, in Coppa del Mondo, a Dakar in

Olga Rachele Calissi

Laura Fidanzi e Irene Vecchi

Senegal, sotto gli occhi, del presidente Mario Miccoli, di Ilaria Bianco e Irene Vecchi. Per loro un terzo posto (della Bianco) e un quinto (della Vecchi) nella prova individuale e una bella medaglia d’argento nella prova a squadre. In Africa a fermare la scatenata Bianco, in semifinale, è stata la fortissima ucraina Irene Karlan. Irene Vecchi ha invece alzato bandiera bianca,

nei quarti, di fronte all’americana Stone. Nella prova a squadre, invece, lo stop è arrivato nella finalissima contro l’Ucraina della stratosferica Karlan. Prima, però, si erano tolte la soddisfazione di battere nell’ordine Senegal (45-11), l’Ungheria (45-38) e in semifinale, (45-44), sugli Stati Uniti della pluricampionessa olimpica Mariel Zagunis.

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anche un confortante diciottesimo posto finale nella categoria Giovani. A Udine buona prova anche del 17enne Matteo Valtriani, alla fine tredicesimo, sia nella categoria Cadetti che in quella Giovani. L’unico rammarico per Matteo essersi trovato davanti troppo presto il poi vincitore Francesco Ingargiola negli ottavi. Un po’ al disotto delle proprie notevoli potenzialità, con un 14esimo posto finale, il ventenne Michele Del Macchia fermato, anche lui negli ottavi, dal promettente romano Guillaume Bianchi, poi secondo. Un po’ prima, sulle pedane friulane, si era conclusa la corsa anche di Dario Finetti. In campo femminile lontana dal podio, sia nel fioretto Giovani che nella spada Cadetti, di Ginevra Burchi. Per Ginevra in ogni caso la soddisfazione di essersi qualificata e aver partecipato a due finali nazionali, in specialità diverse, come fioretto e spada. In Coppa del Mondo assoluta, lontana dal podio, a Budapest, Olga Rachele Calissi. Dopo un girone con qualche alto e basso (tre vittorie e tre sconfitte) Olga ha ceduto, davvero per un’inerzia 14-13 alla cinese Shi. A vendicarla nel turno successivo (15-14) Beatrice Monaco, sconfitta poi da Valentina Vezzali nei sedicesimi.

Gherardo Caranti

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n inizio di febbraio con la valigia in mano, su e giù per l’Europa, per tanti schermitori del team di Marco Vannini. Il più bravo di tutti Michele Del Macchia, classe 1994, figlio dell’istruttore Claudio, responsabile del settore giovanile della società con sede al Pala Modigliani. Il pisanino, naturalizzato livornese, con la maglia azzurra addosso, ha conquistato una splendida medaglia di bronzo nella prova individuale Giovani (under 20) ai campionati del Mediterraneo. Per Michelino, lo stop è arrivato in semifinale, davvero per un’inerzia: 15-14, di fronte al giovanissimo talento Matteo Ciuti, del C.S. Antonio Di Ciolo. Bella prestazione, in campo internazionale, a Lione in Coppa del Mondo under 20, invece, di Eleonora Dini. La 16enne di S. Maria a Monte che sprizza simpatia da ogni poro. Eleonora, dopo un bel cammino, si è arresa nei sedicesimi alla francese Rous. In pedana in Francia, però a Parigi, nella Flourete Marathon, vera e propria maratona della scherma, anche la giovanissima Carolina Giovannoni. Per lei oltre alla soddisfazione di gareggiare in uno dei templi della scherma mondiale, anche alcune belle performance agonistiche. “È sta-

Giovani d’esportazione e baby tricolori a squadre Il futuro della scherma labronica di Mario Orsini

Matilde Picchi, Reali, Bianco e Camilla Michelucci

ta davvero brava. In due tornate di gironi della prima giornata ha subito una sola sconfitta. E dopo aver vinto in scioltezza la prima diretta si è arresa nella seconda anche a causa di qualche problemino fisico contingente”, le parole del giovanissimo e bravo tecnico Dario Finetti. A Campi Bisenzio, nei campionati italiani under 14 a squadre, infine, buona prova delle piccole: Viola Fioriti, Chiara Turchi e Lucrezia Vicari, nella categoria Bambine Giovanissime di fioretto.

ti gli assalti del girone e la prima diretta è stata stoppata 15-8, dalla giapponese Mukae e nel ripescaggio cede di misura 15-14 alla francesina Chamberlein. Tra le più piccole buona prova nei gironi di qualificazione Matilde Picchi e Camilla Michelucci. Per entrambe, in questo caso, la soddisfazione di aver gareggiato a livello

Fides

Camilla Michelucci, E. Di Francisca e Matilde Picchi

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Per diversi baby spadaccini e adolescenti del glorioso di via Allende una trasferta oltre Manica all’ombra del Big Ben, nella Copper Box Arena londinese, all’interno del villaggio olimpico 2012, per partecipare alla prova del circuito europeo di sciabola Cadetti. In pedana Laura Fidanzi, classe 1998. Laura dopo aver vinto tut-

Eleonora Dini


Tricolori a squadre under 14

A Norcia, invece, nel campionato italiano under 14 Matilde Picchi, Laura Fidanzi e Camilla Michelucci a squadre di sciabola, Pieinternazionale nella categoria Cadetti pur tro Torre, Edoardo Bertocchini, Lorenzo non essendo ancora 14enni. Cambini ed Edoardo Di Ficcio, nella cateBravo pure Lorenzo Prusciano, classe goria Giovanissimi hanno concluso al set1998, con quattro vittorie nel girone e il timo posto. Dopo due vittorie, con Terni successo nella prima e seconda diretta, e Club Scherma Roma 2 e una sconfitta prima di arrendersi nei 16esimi al bolo- contro Napoli, hanno superato, negli otgnese Neri per 15-13 e nel ripescaggio, tavi lo squadrone del C. S. Roma, grazie a complice la stanchezza, per 15-12 al fran- un super Pietro Torre, capace di rimontare, cese Harvey. Bella prova pure di Lorenzo nell’ultimo assalto, da 17-32 a 36-35, con Di Ficcio, coetaneo di Prusciano: tre suc- uno strepitoso parziale di 19-3 a suo favocessi nel girone e nella prima diretta, con re. Nel turno successivo, i ragazzini, hanl’ostico belga Toch. no poi ceduto con onore, 36-23 al Frasca-

Eleonora Dini e Marco Vannini

ti Scherma. Da Reali super complimenti a tutti cominciando da Pietro Torre: “Vero leader, serio e silenzioso”. E proseguendo con Edoardo Bertocchini: “Flash Gordon”; Edoardo Di Ficcio: “Un guerriero”: Lorenzo Cambini: “Bella sorpresa”. A Campi Bisenzio, infine, sempre nel campionato italiano a squadre, ma di fioretto, bella prova, nella categoria Bambine e Giovanissime, delle 12enni: Penelope Biagi, Ginevra Eleuteri e Emma Rinaldi. Le tre allieve, del maestro Paolo Paoletti, dopo un buon girone si sono arrese davvero per un’inerzia, 36-34 allo Sporting Center Prato. Bravi anche i piccoli fiorettisti: Riccardo Ciucci, Elia Sardelli e Bernardo Taddei, nella categoria Maschietti Giovanissimi.

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Lorenzo Di Ficcio, Laura Fidanzi e Lorenzo Prusciano

Michele Del Macchia

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Multinazionale della scherma Da ogni parte del mondo per allenarsi con i maestri Fides

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n bel biglietto da visita, per la città di Livorno, a livello planetario. Sulle sue pedane, anche nel 2014 non è stato difficile incontrare spadaccini provenienti da tutte le latitudini. Capitati lì di loro spontanea volontà e non da promesse di: benefit, premi o regalini. “Chi viene sa che da noi troverà: competenza, professionalità, disponibilità e rispetto”, le parole del maestro Nicola Zanotti. Nei primi mesi dell’anno per allenarsi, in vista delle gare europee di Coppa del Mondo, ha fatto tappa al glorioso circolo Fides, Daria Schneider. Tra i giovani stranieri, più bravi, di casa in via Allende, un posto di riguardo spetta sicuramente ad Alexander Choupenitch, un fiorettista ventenne della repubblica Ceca, allievo del maestro Paoletti, alto quasi due metri. Tra i suoi primi grandi risultati nel 2014 la vittoria in Coppa del Mondo under 20 a Bratislava e l’oro agli europei Giovani di Gerusalemme. E soprattutto l’argento individuale in Coppa del Mondo assoluta a La Coruna, battendo a uno a uno metà della nazionale azzurra: nell’ordine Daniele Garozzo, Andrea Baldini e Giorgio Avola. Prima di cedere, nella finalissima, al cinese Jlianfei Ma. Anche Choupenitch è capitato dalle nostre parti per sua precisa scelta: “Un

Daria Schneider e Alexander Choupenitch

giorno, durante una gara di Coppa del Mondo, conobbi il maestro di Andrea Baldini: Paolo Paoletti e gli chiesi di poter essere allenato da lui”. Per diverso tempo, al Fides con il maestro Nicola Zanotti, si è allenata pure la sciabolatrice indiana Bhavani Devi: figlia di un santone Indù, del Kerala. Bhavani Devi a fine anno 2013 ha vinto i campionati indiani e quelli universitari di sciabola. Sempre nel 2013, proveToti Sanzo con il figlio Alessandro niente dall’Australia, per un paio di mesi, frequentò le pedane del Fides la sciabo- stazione sale in bici, arriva al Fides, si allatrice Sally Bennet. Inoltre aggiunge Za- lena e poi, con la passione per la scherma notti: “Saltuariamente viene ad allenarsi a fargli compagnia, di nuovo di buona leda noi, quando va a trovare la fidanzata na verso la stazione dove l’aspetta un trefiorentina, anche uno sciabolatore irlan- no che lo porterà verso le 21.15 alla stadese”. zione di S. Maria Novella. Ormai di casa, Come dimenticare, inoltre, l’arrivo a fi- dal 2006, è la pisana Ilaria Bianco, da setne dicembre 2013, da Abu Dhabi, dei “ni- tembre 2013 anche nello staff dei maestri potini” degli Emiri che si sono allenati, di sciabola. Istruttore pisano del fioretcon la sciabola in mano, anche sulle pe- to, invece, Claudio Avella. Da Pisa, arriva, dane del Fides. per allenarsi pure la sciabolatrice RoberTanti stranieri ma pure italiani. Tra i più ta Aiello. “famosi” il fiorettista, di Modica, Giorgio Poi c’è chi le pedane del Fides le ha freAvola, campione olimpionico e mondia- quentate nel recente passato come le le a squadre, al fianco dell’amico Andrea sciabolatrici: Alessandra Lucchino e LuBaldini, Andrea Cassarà e Valerio Aspro- crezia Sinigaglia e il fiorettista Luca Simonte. A Livorno, oltre che per allenarsi moncelli. E facendo un salto a ritroso più con il maestro Paoletti al Fides, il bravo grande Salvatore Sanzo. Ma forse è il caso Giorgio Avola, ha trovato l’ambiente ide- di chiudere perché altrimenti ci vorrebbe ale. Per questo ci ha comprato anche una un libro per ricordarli tutti. bella casetta di fronte ai Pancaldi. Per un po’ di tempo sempre al Fides si è allenato pure il simpaticissimo 22enne Michele Di Francisca, da Jesi, fratello minore dell’olimpionica Elisa Di Francisca. Tutti i “santi giorni”, inoltre, arriva da Firenze, lo sciabolatore Leonardo Tomer, studente di Scienze Motorie a Pisa. Vento, freddo e pioggia non lo fermano. Alla Lorenzo Nista e Michele Di Francisca

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Montano sul podio a Budapest e New York Le stupende prove dell’Aldone nazionale Mario Orsini

Podio finale a New York

ma della finale persa 15-10 con il coreano Junghwan Kim. La corsa verso il podio di Montano era iniziato con le vittorie per 157 prima contro il belga Van Holsbeke e poi contro l’altro azzurro Alberto Pellegrini. E poi proseguito con i successi, negli ottavi e nei quarti, contro il bielorusso Aliaksandr Buikevich, sconfitto per 15-10 e, il campione europeo e bronzo iridato in carica, il russo Alexey Yakimenko, superato con l’identico punteggio. Avvincente e spettacolare, infine, la semifinale nella quale ha piegato il compagno di nazionale Diego Occhiuzzi per 15-13. Grazie a questi due ottimi risultati Aldo Montano fa un bel salto nel ranking mondiale e si issa al quarto posto assoluto. Un piazzamento impensabile fino a qualche mese prima a causa di alcune vicissitudini fisiche. A New York non è andata benissimo, invece, alle nostre sciabolatrici. Irene Vecchi ha concluso la sua fatica al 13° posto. E Ilaria Bianco (21°) e Benedetta Baldini (38°) si sono fermate prima. La bella Irene dopo aver dominato nel girone con sei vittorie, su altrettanti assalti, ha superato in scioltezza il primo turno del tabellone principale battendo 15-5 la messicana Gonzalez Garate. Poi, nel turno delle 32 ha sconfitto la spagnola Navarro per 15-12. Lo stop è poi arriIrene Vecchi a Londra

Benedetta Baldini

vato negli ottavi contro la sua “bestia nera” l’ucraina Olga Kharlan per 15-10. Una delle più forti se non la più forte sciabolatrice del circuito mondiale. Ilaria Bianco, invece, dopo un bel girone (5 vittorie su 6 assalti) e aver sconfitto l’ucraina Kravatska per 15-13, è stata fermata dall’olimpionica Jiyeon Kim per 15-13. Per due campionesse del Fides due avversarie ucraine difficili da digerire. Russa indigesta invece per Benedetta Baldini. La sorellina di Andrea dopo un ottimo girone (tutte vittorie) è stata superata 15-6 dalla russa Kovaleva.

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nizia a vele spiegate la stagione di Coppa del Mondo 2014-2015, per Aldo Montano. A novembre, a Budapest, nella prova d’esordio sale sul terzo gradino del podio. A fermare la stupenda cavalcata dell’Aldone nazionale, in semifinale, il padrone di casa ed olimpionico di Londra 2012, Aron Szilagyi, col punteggio piuttosto risicato di 15-13. Per l’ungherese Szilagyi lo stop poi arriva in finale di fronte al coreano Bon Gil Gu, per 15-11. Prima di accedere alla semifinale Aldo Montano aveva infilzato “scalpi” eccellenti. Tra questi il campione del mondo 2013, il russo Veniamin Reshetnikov, col punteggio di 15-12 e inoltre: il francese Julien Medard per 15-12, lo statunitense Peter Souders per 15-7 e nei quarti il tedesco Huebers per 15-9. A dicembre nuova stupenda prova di Aldo Montano in Coppa del Mondo nel giro di un mese. A New York nel Grand Prix FIE si mette al collo la medaglia d’argento al termine di una gara con poche sbavature e tante soddisfazioni. Sontuoso il suo cammino pri-

Ilaria Bianco

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Qualificazione ai campionati italiani di scherma In tanti atleti saliti sulla pedana

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di Mario Orsini

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Irene Vecchi, Ilaria Bianco e Nicola Zanotti

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padaccini livornesi in bella evidenza, a marzo, a Pesaro, nella seconda prova di qualificazione ai campionati italiani assoluti. La grande kermesse nazionale in programma nel 2014 a fine maggio ad Acireale. Sul podio più alto della sciabola femminile, nella cittadina marchigiana, la pisanina, ma ormai naturalizzata livornese, Ilaria Bianco. Per lei la soddisfazione oltre che di aver vinto la gara anche di essersi guadagnata il biglietto di partecipazione alla gara tricolore per la sedicesima volta consecutiva. Una partecipazione, visto poi come sono andate le cose, non solo formale ma sostanziale. La brava Ilaria in Sicilia si è poi messa la medaglia di bronzo al collo, come abbiamo ampiamente messo in evidenza, nell’Almanacco (o meglio “Almanacchino”) del settembre 2014. Un’edizione, lo ricordiamo brevemente, ridotta, nella quale relativamente alla scherma ci siamo soffermati sugli avvenimenti clou della stagione. Ovvero campionati: italiani, europei e mondiali. A far bene

Nonostante abbia poco più di vent’anni (11 settembre 1993) ha già messo in bacheca due medaglie d’oro individuali (2011 e 2012) e una squadre (2013). A Pesaro super Edo ha disertato, per precauzione, la finalissima con Valerio Aspromonte, complice un affaticamento muscolare conseguente a una preparazione un po’ sommaria dopo l’infortunio alla caviglia di un mesetto prima nella prova di Coppa del Mondo di La Corùna. Stupendo secondo posto, su ben 164 partecipanti, anche per la spadista Virginia Di Franco, sconfitta in finale dalla rivale storica Francesca Quondamcarlo, dopo una bella cavalcata con tanti successi di prestigio. Dalla seconda e definitiva prova di Pesaro, oltre ai primi 24 qualificati di ogni specialità, sono usciti i nomi degli spadaccini ammessi di diritto alla successiva gara di Coppa Italia di Ancona, deputata a dare un volto definitivo al roster tricolore. Per qualche spadaccino di alto “lignaggio”, infine, wild card, della Federazione. Un privilegio che poi è stato dato giustamente ad Andrea Baldini e Aldo Montano. Due autentici big, che non hanno bisogno di selezioni per dimostrare la loro bravura. Dettaglio complessivo della prova di Pesaro. Sciabola Femminile. A Pesaro oltre a Ilaria Bianco (1°) e Benedetta Baldini (13°) discreta prova, ma insufficiente per guardare avanti per adesso, di Margherita Cappelli e Lau-

a Acireale come ricordiamo di nuovo in coda a questo articolo non è stata la brava Ilaria Bianco. Ma torniamo alla prova selettiva di Pesaro nella quale sono saliti in pedana tanti nostri schermitori. Cominciamo la nostra carrellata partendo proprio da Ilaria. La sola a impegnarla seriamente (15-13 negli ottavi) è stata Benedetta Baldini, sorellina 21enne di sua maestà Andrea. A brillare in terra marchigiana, con un ottimo secondo posto finale è stato anche Edoardo Luperi. Un fiorettista che quando sente il tintinnio delle medaglie tricolori preme sull’acceleratore. Laura Fidanzi e Irene Vecchi


Zanotti e Montano pensosi

ri (24°) Olga Rachele Calissi (43°) e Ilenia Orsolini. Qualificate FF: 7° Beatrice Monaco e 13°Olga Rachele Calissi. Ammessa alla Coppa Italia FF: Ilenia Orsolini (30°). Fuori dai giochi per adesso: Eleonora Malquori. Sciabola Maschile. Bravo Marco Ciari (5°). Più indietro Tommaso Saviozzi (36°), Giulio Vecchi (64°) e Jacopo Michelucci (87°). Qualificato SCM: Marco Ciari. Coppa Italia SCM: Tommaso Saviozzi. Fuori dai giochi per adesso: Jacopo Michelucci, Alberto Fidanzi, Giulio Vecchi, Gherardo Caranti, Enrico Barsotti e Francesco Panizzi, gli ultimi tre assenti a Pesaro. Spada Femminile. Qualificata: Virginia Di Franco. Coppa Italia: Ginevra Burchi. Campionati italiani. Riassumiamo brevemente i risultati più importanti ottenuti dai nostri schermitori a Acireale. Irene Vecchi mondiali Kazan

Prova individuale.

Fioretto Maschile. Trionfo di Andrea Baldini e medaglia di bronzo per Lorenzo Nista. Quinto posto per Alessandro Paroli. Un po’ di Livorno anche nella medaglia d’argento di Giorgio Avola, lo spadaccino di Modica, allievo di Paolo Paoletti al Fides. 11° Edoardo Luperi. Sciabola Femminile. Stupendo successo per Irene Vecchi. Bronzo per Ilaria Bianco e 13° posto per Benedetta Baldini. Fioretto Femminile. 10° Olga Rachele Calissi e 19° Beatrice Monaco. Sciabola Maschile. 7° Marco Ciari Spada Femminile. 7° Virginia Di Franco.

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ra Fidanzi. Pass in tasca invece per Irene Vecchi, settima del roster di Acireale, grazie alla stupenda prestazione nella prima prova. Fioretto Maschile. Alle spalle di Luperi (2°), bella prova Lorenzo Nista e Alessandro Paroli (entrambi sesti, Michele Del Macchia (8°), Tommaso Lari (19°), Michele Di Francisca (22°) e Dario Finetti (44°). Più indietro Matteo Valtriani (61°), Claudio Avella, e Matteo Trovato. Qualificati FM: 2° Lorenzo Nista, 4° Edoardo Luperi, 10° Alessandro Paroli, 15° Michele Del Macchia, 16° Giorgio Avola e 22°Alexander Choupenitch. Ammessi alla Coppa Italia FM: Michele Di Francisca (25°) e Tommaso Lari (26°), Francesco Senni, Matteo Valtriani, Claudio Avella e Dario Finetti. Fuori dai giochi per adesso: Giacomo Lucchesi, Matteo Trovato e Roberto Bellucci. Fioretto Femminile. La più brava è stata Beatrice Monaco (12°), seguita da Eleonora Malquo-

Prove a squadre (sul podio)

Oro di Irene Vecchi con le Fiamme Gialle. Argento per Ilaria Bianco (Aeronautica). Argento per Edoardo Luperi, Tommaso Lari e Michele Del Macchia con la maglia delle della Fiamme Oro nella gara di fioretto. Argento nel fioretto femminile per Olga Rachele Calissi e Beatrice Monaco con la casacca delle Fiamme Gialle. Bronzo, sempre nel fioretto, ma con la maglia dell’Aeronautica, per Andrea Baldini, Lorenzo Nista e Alessandro Paroli.

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Europei Cadetti e Giovani Prove individuali e a squadre Mario Orsini

finale, alla Polonia. Poi nella finalina per il bronzo sorrette da classe, talento e spirito di gruppo hanno finito in bellezza, annientando, 45-29, la Francia. Per gli sciabolatori, invece, è stata una cavalcata vincente con Gran Bretagna, Germania e Russia, 45-41 nella finalissima, battute una dietro l’altra, nella loro corsa verso la gloria e la storia.

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Gherardo Caranti e Nicola Zanotti

i è fermata al sesto posto la corsa verso la gloria continentale della sciabola di Gherardo Caranti ai campionati europei Cadetti e Giovani di Gerusalemme: città culla della civiltà e del Cristianesimo, o più semplicemente “piccolo fiore sulla roccia”, come cantava (in Inch’Allah) Salvatore Adamo. L’allievo del maestro Nicola Zanotti dopo un ottimo girone e due successi: 15-2 al georgiano Merkviladze e 15-6 al russo Shirshov, ha ceduto al greco Giakoumatos 15-13. Brava anche la fiorettista Eleonora Dini, allieva del maestro Marco Vannini al PalaModigliani. Dopo un buon girone, con quattro vittorie e una sola sconfitta, ha ceduto, 15-10 alla compagna di nazionale Elena Tangherlini. Per lei e Gherardo Caranti, in ogni caso, la grande soddisfazione di aver vestito la maglia azzurra in un campionato europeo.

Prova a squadre con il botto

Decisamente meglio per entrambi la prova a squadre. Addirittura trionfale per Gherardo Caranti e con la medaglia di bronzo al collo per Eleonora Dini. Per super Gherardo una stupenda medaglia

d’oro festeggiata insieme ai compagni d’avventura Federico Ricciardi, Dario Cavaliere e Leonardo Dreossi. E, più “intimamente”, con tutto lo staff del glorioso circolo Fides, cominciando dal presidentissimo Mario Miccoli e proseguendo con il suo maestro Nicola Zanotti, gli altri maestri Jacopo Reali e Ilaria Bianco e i tanti compagni e compagne di allenamento. A salire sul terzo gradino del podio a fianco di Eleonora Dini sono state: Elisabetta Bianchin, Claudia Borella e Elena Tangherlini. Il cammino? Dopo il successo nei quarti con la Germania le azzurrine si sono arrese, in semi-

Per super Gherardo Caranti la delusione più grossa arriva, non per sua colpa, dai campionati mondiali di Plovdiv in Bulgaria. Un improvviso e davvero inatteso attacco di varicella lo costringe a riprendere la strada di casa, alla vigilia delle gare, quando era già in Bulgaria in attesa di salire in pedana. Profondamente dispiaciuti dell’inconveniente oltre che il bravo Gherardo e la famiglia, anche il suo maestro Nicola Zanotti. “Gherardo stava attraversando un ottimo momento di forma e aveva tutte le carte in regola per far bene. Sono davvero dispiaciuto per lui e la sua famiglia”, le sue parole, colme d’amarezza. A prendere il suo posto Leonardo Dreossi frettolosamente chiamato dall’Italia. Parlare di sfortuna, in questo caso, è davvero dire poco.

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Mondiali addio

Gherardo Caranti

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Gli allievi del maestro Marco Vannini Mario Orsini

Michele Del Macchia (Il secondo da sinistra)

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rindisi in Coppa del Mondo under 20 per Michele Del Macchia a metà febbraio. Il fiorettista pisano, delle Fiamme Oro, allievo del maestro Marco Vannini, ad Aix Provance in Francia, è salito sul gra-

Ilenia Orsolini a Jesolo

dino più alto del podio e ha fatto risuonare l’inno di Mameli, in una delle tappe europee più importanti del circuito. Dopo una partenza al rallentatore, nel girone, Michelino, nelle dirette, ha innestato il turbo e uno dietro l’altro ha spazzato via tutti gli avversari che gli sono capitati davanti. L’unico patema d’animo negli ottavi, nell’assalto contro il francese Chastanet, vinto sul filo di lana (15-14). Un successo sofferto che, però, ha accresciuto la sua autostima consentendogli poi di vincere in scioltezza, quarti di finale, semifinale e finale con un gap positivo di ben 24 stoccate, comprese quelle del trionfo (15-9) con il francese Mourrain. Nella stessa prova non è andato be-

nissimo, complice emozione, età e carenza d’esperienza a livello internazionale, l’altro allievo del team Vannini, il 16enne Matteo Valtriani, al suo esordio in Coppa. Ma le buone notizie del mese di febbraio per il team Vannini, seppure su pedane nazionali, non finiscono qui. Ginevra Burchi, nel regionale di spada guadagna il biglietto per la successiva prova open nazionale di Pesaro. La fiorettista Ilenia Orsolini, il pass, invece, se lo è guadagnato sulle pedane di Pontedera. Nella stessa gara buona prova pure delle giovanissime Sara Frosini (28°), Carolina Giovannoni (16°) e Francesca Bargagna (24°). La prima quindicenne e le ultime due addirittura poco più che 14enni, in una gara che vedeva ai nastri di partenza atlete come la pistoiese Anna Maria Moschetta e la lucchese Renate Engel che, con i loro 56 anni, potrebbero esserle quasi nonne. A Pontedera bravo, a superare la fase a gironi pure Andrea Pironti, anche lui classe 1999. Costretta a gareggiare a Tecchiera di Alatri in provincia di Frosinone, invece, Ginevra Burchi, tesserata per Fiamme Oro. Per Ginevra, classe 1997, la grande soddisfazione di aver concluso la sua fatica all’11° posto finale in una prova con ai nastri di partenza oltre un centinaio di atlete. A impedire a Ginevra di approdare ai quarti, davvero per un’inerzia (1514), Maria Chiara Cesarini, una collega delle Fiamme Oro, più grande di lei addirittura di undici anni.

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Michele Del Macchia brindisi in Coppa under 20

Ginevra Burchi

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nizia bene il 2014 per i baby spadaccini labronici. Il primo squillo di un’annata che poi regalerà tante altre soddisfazioni è a Lucca, nella seconda prova dell’Interregionale Toscana-Liguria. Sugli scudi i giovani schermitori del Fides, della Scuola Scherma del M° Rigoli e, anche con appendice romana, del team Vannini.

Baby spadaccini labronici in grande spolvero a livello interregionale Buoni risultati per tutte le società labroniche di Mario Orsini

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Fides

Quattro successi, tanti bei piazzamenti e un secondo posto nella classifica finale per società. Sul poker di vittorie c’è la firma di Matilde Picchi, Pietro Torre, Noemi Monaldi e Angelica Cardi. Argento invece per Marta Bozzi e Edoardo Bertocchini e bronzo per Penelope Biagi e Camilla Michelucci. Cominciamo dalla sciabola. Una specialità, come afferma il giovane e bravissimo maestro Jacopo Reali: “in irrefrenabile ascesa”. Un Reali che, purtroppo, qualche mese dopo ha lasciato il Fides per andare a lavorare a Londra. Al fianco del maestro Jacopo, a guidare i fratellini e le sorelline di Irene Vecchi e Aldo Montano, sulle pedane lucchesi, la dolce e preparatissima Ilaria Bianco, sempre più a suo agio nelle vesti di maestra di scherma, senza rinunciare a gareggiare lei stessa, ad altissimi livelli su e giù per il pianeta. Nella categoria Allieve, classe 2000, Matilde Picchi con una prova sontuosa ha spazzato via la concorrenza, con un bottino di 45 stoccate messe a segno e solo 13 subite nelle tre dirette. Brava pure Camilla Michelucci sconfitta di misura (15-13) in semifinale dalla lucchese Manfredini. Nella categoria Bambine, classe 2003, primo successo di Noemi Monaldi che in finale ha battuto la brava Giulia Iervasi del team Rolando Rigoli. “Noemi –sono parole di Reali- ha mostrato tecnica e carattere sorprendenti, vincendo tutti gli as-

Niccolò Cillari e Giulia Iervaso

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cate e mettendone a segno 30 messe. Sfortunata invece Emma Rinaldi sconfitta dalla Ambrosetti nella prima diretta. Tra le Allieve buona prestazione di Francesca Romanelli (14° su 57 partecipanti). Brava pure Aurora Fanelli tra le più giovani della categoria. Tra i Giovanissimi, classe 2002, 18° Elia Sardelli e 20° Bernardo Taddei, sconfitti entrambi nei 16esimi. Infine tra le Bambine Giulia Cuccuini, classe 2003, da poco con il fioretto in mano, ha mostrato notevoli potenzialità e miglioramenti a vista d’occhio.

Team Vannini

Niccolò Cillari

salti fin dai gironi”. Nella categoria Giovanissime, classe 2002, accorpate alla categoria Bambine, essendo le uniche in gara, successo di Angelica Cardi, sull’amica e compagna di sala Marta Bozzi. Derby in famiglia anche tra i Giovanissimi, classe 2002. A spuntarla in finale (10-8) è stato Pietro Torre su un mai domo Edoardo Bertocchini. Bravi anche Edoardo Di Ficcio (6°), Lorenzo Cambini (7°) e Alessio Zampetti (10°). Nella categoria Allievi, dominata dal livornese doc Edoardo Castellani, ora all’Oreste Puliti Lucca e da Niccolò Cillari, della scuola Scherma del maestro Rolando Rigoli, 10° posto per Marco Porfiri e 15° per Lorenzo Attanasio, entrambi classe 2001. Infine tra i Maschietti, classe 2003, dignitosa prestazione di Nicola Fontani (13°) e di Sebastiano Paoli (8°). Tra le fiorettiste bella cavalcata di Penelope Biagi. Prima di arrendersi, in semifinale ha concesso poco o niente alle avversarie, incassando solo la miseria di 5 stoc-

Interregionale su due fronti per i piccoli schermitori del team Vannini. A Lucca sono saliti in pedana i tesserati con l’Accademia della Scherma. E a Roma quelli delle Fiamme Oro. Proprio dalla capitale è arrivato il risultato più importante. Giorgia Marazzini (20/01/2001) ha trionfato sia nella prova di fioretto che in quella della spada, nella categoria Ragazze, del raggruppamento laziale. Per la bravissima Giorgia, uno stupendo doppio bel regalo, da riporre gelosamente nel cassetto dei ricordi sportivi più belli, per il suo tredicesimo compleanno. Nella spada, con una prova senza sfumature Giorgia ha messo in fila indiana le 24 compagne d’avventura. E nel fioretto ha vinto in scioltezza “macinando”, una ad una, tutte le avversarie che le sono capitate davanti.

Il gruppo premiati Fides


Viola Fioriti

Ilenia Orsolini e Viola Fioriti

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Giorgia Marazzini

L’ultima: 15-5 Chiara Codazzi del C. S. Scherma Roma. Bella prova, all’ombra del Campidoglio anche di Giorgio Ciocca. Anche per lui una doppia fatica e decimo posto nella sciabola e un undicesimo nel fioretto, nella categoria Allievi. A Lucca, invece, ottimo terzo posto finale, della piccola Viola Fioriti, undici anni ancora da compiere, nella categoria Bambine di spada. Per lei lo stop è arrivato Giorgia Marazzini e Lucrezia Vicari in semifinale. Bronzo pure per Lucrezia Vicari, nel fioretto Giovanissime. Nella categoria Bambine, bravissime GiuValide prestazioni, infine, per Andrea Carrie- lia Iervasi e Beatrice Andreanini, alla fine seri, Valerio Petrucci, Chiara Turchi, Ludovica conda e terza. Onore e lodi anche a NiccoSchillaci e Martina Vivaldi. Con le loro prove lò Cillari (04/10/200). Uno sciabolatore di cui hanno contribuito a regalare punti impor- in futuro continueremo a sentire parlare. A tanti all’Accademia della Scherma nella clas- Lucca, nella categoria Allievi, si è arreso in fisifica per società. nale ad Edoardo Castellani (15-7). Prima, però, aveva sbalordito tutti con punteggi da Scuola Maestro Rolando Rigoli Per tutti e nove piccoli sciabolatori, della favola a suo favore: 30-1 nel girone e 45-9 Scuola Scherma di mister Rolando e dei ma- nelle prime tre dirette. Nella stessa prova bel estri Paolo Macchia e Cristina Abniacar, tan- sesto posto per Federico Livi (classe 2001) e te performance esaltanti. Sul podio più al- dodicesimo per Tommaso Baracchini. Tra i to Alberto Benetti. Argento, come abbiamo Giovanissimi quinto posto per Giorgio Graappena visto, invece, per Giulia Iervasi e Nic- dassi che dopo una bella gara, si è arreso nei colò Cillari. E bronzo per Alessandro Barinci quarti, davvero per un’inerzia (10-9) di frone Beatrice Andreanini. Diversi anche i buoni te a Mattia Bertoncini. A fare la differenza: piazzamenti. Per Alberto Benetti, undici an- “La troppa carica agonistica e sfortuna”, le ni (24/08/2003) la gara di Lucca è stata una parole, rivolte all’adorato nipotino Giorgio, cavalcata vincente, zeppa di gloria e di elo- da nonno Rolando Rigoli. Nella categoria Algi. Con la soddisfazione, nella finalissima, di lieve, infine, Elisa Volpi, ha conquistato un piegare (10-4), Mattia Matarazzo, dell’Ore- buon settimo posto finale. A conti fatti davste Puliti di Lucca, che in semifinale, compli- vero un bel viatico per una scuola di scherce emozione e carenza di esperienza, aveva ma, come ha affermato, più volte, super Robattuto il compagno di sala Alessandro Ba- lando, “in costante crescita”. rinci.

Gruppo scuola scherma Rigoli

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Festa prenatalizia al Fides Tanti i premi e i riconoscimenti di Mario Orsini

talento, classe e fisicamente sei al top le incognite sono sempre dietro l’angolo. E spesso, complice magari un po’ di sfortuna, non portano belle notizie”. In sintonia con le affermazioni del presidente Mario Miccoli anche il maestro Nicola Zanotti e Andrea Baldini. Ma vediamo il nome di tutti gli spadaccini premiati e dei maggiori risultati ottenuti nel corso dell’anno.

Premiati:

Leone Grande di plexiglass Al fiorettista Andrea Baldini: oro tricolore ai campionati ital., bronzo ai mondiali e argento agli europei a squadre. 1° in Coppa del Mondo a S. Pietroburgo e 3° a Bonn. Irene Vecchi (assente per impegni): oro tricolore ai campionati ital. 3° in Coppa del Mondo a Chicago. 4° ai mondiali e 6° agli europei a squadre. Ilaria Bianco: Bronzo tricolore, 3° in Coppa del Mondo a Dakar. 4° ai mondiali e 6° agli europei a squadre. Lorenzo Nista: bronzo tricolore. Argento ai campionati europei under 23 a squadre. 3° in Coppa del Mondo a S. Francisco. Gherardo Caranti: oro ai tricolori cadetti. Oro a squadre e 6° ind. agli europei cadetti. Giulio Paroli: Oro ai campionati ital. master di sciabola. Leone Medio: Benedetta Baldini: bronzo ai campionati ital. under 23. Laura Fidanzi: finalista ai campionati ital. Cadetti. Oro regionale. Matilde Picchi: finalista ai campionati ital. Allieve. Oro regionale.

Momenti della festa di Natale al Fides

Pietro Torre: finalista campionati ital. Giovan. Oro ai regionali. Camilla Michelucci: finalista ai campionati ital. Allieve. Argento regionale. Fabrizio Filippi: finalista ai campionati mondiali master. 2° ai tricolori master di sciabola. Leone Piccolo Per i buoni risultati ottenuti nel 2014: Gregorio Isolani, Lorenzo Attanasio, Angelica Cardi, Noemi Monaldi, Jacopo Michelucci, Roberto Bellucci, Giulia Cuccuini, Sebastiano Paoli, Marco Porfiri, Penelope Biagi, Marta Bozzi, Edoardo Bertocchini, Edoardo Di Ficcio, Lorenzo Cambini, Enrico Barsotti, Alberto Fidanzi, Giulio Vecchi, Leonardo Tomer, Maria Vittoria Sartori, Margherita Cappelli, Enrico Bellucci, Alessandro Pastorino, Alberto Feira.

Partecipanti torneo di Natale:

Fioretto e Sciabola: Gregorio Perini, Alessandro Perri, Karen Biasco, Ginevra Eleuteri, Penelope Biagi, Diego Antonelli, Sara Bitossi, Ludovica Nembrini, Luca Cecchini, Claudia Bandini, Lorenzo Cattani, Martino Mellucci, Gualtiero Tognelli, Filippo Picchi, Roberto Ferrari, Gabriele Garzelli, Giorgio Zampetti, Chiara Torri, Emma Rinaldi, Marta Cavallini, Giovanni Pierucci, Elena Picchi, Costanza Pensabene, Francesco Sperandeo, Ginevra Manfredini, Beatrice Prusciano, Bernardo Taddei, Gregorio Isolani, Dario Mirabelli, Ruben Bellandi, Leonardo Maggini, Silvia Petroni, Veronica Pritelli, Riccardo Feroce, Francesca Romanelli, Lorenzo Di Ficcio, Leonardo Tomer, Giorgio Ciocca, Giulia Cuccuini, Michela Marzucca, Ludovica Ceppi. Edo Cantini, Edoardo Di Ficcio, Giorgio Favilla, Rachele Catastini, Marco Porfiri, Sebastiano Paoli, Alessio Zampetti, Noemi Monaldi, Federico Chiesa, Pietro Torre, Giulia Becucci, Angelica Cardi, Marco Casavecchia, Amasi Aveni, Dania Ziad, Marta Bozzi, Lorenzo Attanasio.

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igilia delle festività natalizie in allegria per un centinaio di spadaccini del circolo Fides. In programma, nella grandissima palestra di via Allende, la ormai consueta consegna dei premi annuali 2014. A fare gli onori di casa, il presidente Mario Miccoli. Accanto a lui, come aiutanti di lusso il super campione Andrea Baldini e i maestri Nicola Zanotti, Giuseppe Pierucci, Anna Kassianovitch e Ilaria Bianco. Una Ilaria Bianco nelle vesti anche di atleta ancora saldamente sulla breccia dell’onda, con un lusinghiero 23esimo posto nel chilometrico ranking mondiale delle sciabolatrici. E vogliosa di guardare avanti con la reale possibilità di poter continuare a centrare traguardi importanti e di poter puntare dritta alla partecipazione alle Olimpiadi di Rio De Janeiro 2016. Speaker di lusso Nicola Zanotti. A lui l’onere e l’onore di ricordare, ai tanti genitori e nonni presenti, le principali performance di ognuno degli schermitori del circolo. Dal presidente Miccoli infine alcune considerazioni sul mondo della scherma. Un mondo in continua evoluzione e sempre più globalizzato. Ascoltiamo alcune sue considerazioni durante la bella serata di sport e allegria. “La scherma –ha affermato Mario Miccoli- è uno degli sport in maggior crescita a livello planetario. E anche noi al Fides, oltre a tanti campioni e supercampioni abbiamo parecchi bambini e adolescenti che si cimentano in questa disciplina con tanto entusiasmo. Sono il nostro presente e il nostro futuro. Allargando l’orizzonte si può tranquillamente parlare di globalizzazione della scherma. Qualche giorno fa in Senegal mi è capitato di assistere a un torneo. Cosa impensabile fino a poco tempo fa in quella regione del mondo. A stupirmi è stato l’alto livello tecnico e agonistico, degli schermitori che sono saliti in pedana. Davvero un salto di qualità rispetto a qualche decennio fa quando, la scherma era uno sport per pochi eletti. E anche nelle competizioni di altissimo livello, eri a posto e una medaglia dal collo non te la toglieva nessuno se avevi battuto un francese, un russo, un ungherese e un italiano. Ora anche se hai

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Equitazione l’in te r vista

Aurora Palagi

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Un’eleganza naturale che volteggia sul cavallo

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ederla volteggiare sul cavallo che galoppa lascia senza fiato. La sua bravura, la sua eleganza, la sua naturalezza affascinano. Aurora Palagi merita veramente molti applausi. Come hai iniziato? “Mi sono sempre piaciuti gli animali e mia madre decise di potarmi ad un maneggio. Poi a 11 anni ho scoperto questa branchia dell’equitazione ed ho iniziato con il volteggio”. Come si impara a fare gli esercizi di volteggio? “Principalmente si lavoro a terra con la ginnastica artistica e la danza. Proviamo molto con un cavallo finto, di legno, dove possiamo fare gli esercizi che poi riproduciamo sul cavallo in movimento”.

Che tipo di andatura fa il cavallo? “Io faccio tutto al galoppo”. Quanti ti alleni? “Tre volte alla settimana un po’ a terra e un po’ a cavallo e una quarta in palestra dove faccio soprattutto ginnastica posturale”. Se ti dicessero di scegliere obbligatoriamente fra ginnastica artistica ed equitazione? “Sceglierei equitazione senza indugio, perché il rapporto con il cavallo mi piace. Le gare sono belle, ma la vera passione che mi lega a tutto questo è l’animale. Un cavallo che è di proprietà della scuola, ma con il quale mi alleno e gareggio dal 2009. Naturalmente lo usano anche altri atleti ma con me ha un legame particolare. È difficile spiegare con le parole questo rapporto, perché è una sensazione, una cosa che vivo sulla pelle. Quando arrivo mi riconosce, mi saluta, mi dà i baci, mi chiama, si vede che c’è un feeling”. Non sei gelosa degli altri atleti? “Se viene prestato a persone esterne del maneggio sì, ho paura che non lo tengano bene, ma se sono atleti della scuola va bene. Lui è un cavallo tranquillo, sereno e dolce. Il carattere dell’animale è fondamentale per fare volteggio”. Le tue esperienze agonistiche? Ho vinto il Campionato italiano di categoria nel 2010, sono stata campionessa toscana ininterrottamente dal 2010 e ho fatto svariati piazzamenti ai Campionati italiani. Sono andata agli Europei nel 2011 a Le Mans in Francia, agli Europei Junior nel 2014 a Kaposvàr in Ungheria ho raggiunto la finale, chiudendo al 13 posto per una caduta all’ultimo esercizio, altrimenti avrei conquistato il sesto posto. Ha ottenuto uno dei migliori 3 Freestyle dell’Europeo .

La sensazione più bella? “Quando durante le gare faccio il mio minuto di libero. È la sensazione più bella, ci sono io, il cavallo e l’esercizio, mi sento veramente libera, il mondo sembra non esistere”. Il momento più bello del 2014? “Gli europei in Ungheria. Ho lottato due anni per qualificarmi e finalmente nel 2014 ci sono riuscita ed è stato veramente bello. Il primo esercizio di libero che ho eseguito mi ha permesso di conquistare una terza posizione a livello europeo. Nel secondo purtroppo sono caduta, mi sono fatta male al gomito, ed ho dovuto fermarmi per un mese e mezzo. Però la prima parte della gara è stata veramente bella”. Agli occhi dei profani appare uno sport pericoloso. Cosa ne pensi? “Sì, può essere pericoloso, ma come tutte le altre discipline sportive. L’unica incognita è il cavallo, ma se ne hai uno bravo non ci sono problemi”. Ti è mai capitato di avere paura?


Aurora Palagi con la sua insegnante Silvia Lucchesi

“Sinceramente no. La paura in questo sport gioca un brutto scherzo, se hai paura è meglio non farlo”. Obiettivo del 2015? “Frequento il quinto anno dell’Iti ad indirizzo Biologico Sanitario e nel 2015 mi aspetta l’esame di maturità e questo sarà il mio impegno principale, cercherò comunque di qualificarmi per gli europei. Però non mi aspetto molto perché è il primo anno nella categoria Senior e so che è diverso, molto più difficile”. Come pensi di proseguire gli studi dopo la maturità? “All’università mi piacerebbe fare veterinaria, naturalmente di grandi animali oppure fisioterapia”. Un sogno nel cassetto? “Riuscire ad essere invitata ad una gara importante come la World Cup o il Qatar dove vengono chiamati solo i migliori dei senior”. Il complimento che più ti ha fatto piacere ricevere? “Ce ne sono stati tanti fatti sia da persone conosciute che sconosciuti e naturalmente dai familiari, però i più belli sono gli sguardi di Silvia Lucchesi, la mia istruttrice, quando esulta. Lei è una che non fa com-

È meglio iniziare dall’equitazione o dalla ginnastica artistica? “È indifferente. Si possono anche iniziare a praticare contemporaneamente”. È una disciplina che viene considerata al femminile? “No. Oggi il settore maschile si sta molto espandendo, sta crescendo soprattutto in Italia. Ognuno poi personalizza gli esercizi con la scelta della musica, quindi è una disciplina per tutti i generi.

L’uomo è più facile che usi la forza e la potenza mentre la donna l’eleganza”. C’è un aspetto negativo in questa disciplina? “Talvolta i giudizi dei tecnici, come tutti gli sport che non hanno un cronometro e sono valutati da persone esterne, possono essere non del tutto condivisibili”. Un’esperienza da dimenticare? “Non ce ne sono perché ogni esperienza fatta è stata preziosa per quello che sono diventata. Magari ci sono state situazioni che non mi hanno fatto vivere bene alcuni momenti, ma niente di più”. Prima di una gara hai un rituale? “Prima di salire mi aggiusto la tutina e guardo a terra”. Al cavallo dici qualcosa prima della gara? “Prima non dico niente, ma alla fine lo bacio e lo coccolo. Il cavallo sente la gara, se ne accorge, anche lui è molto competitivo, ed infatti, è diverso quando ci alleniamo rispetto a quando siamo in gara”. Dopo il cavallo qual è il tuo animale preferito? “Non ho un animale preferito, perché mi piacciano tutti. Anche il cavallo non è il mio preferito, magari è quello con il quale ho più rapporti, ma gli animali li amo tutti”.

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plimenti, quindi quando succede sono una cosa molto importante”. Che caratteristiche deve avere chi fa questa disciplina? “Principalmente deve essere portato per la ginnastica artistica, quindi non deve essere troppo robusto o troppo alto, perché sfavorirebbero l’agilità sul cavallo. Poi ognuno ha la sua caratteristiche di volteggio”. La tua qualità più importante? “L’eleganza, me lo hanno sempre detto fin da quando ero piccola. È la mia caratteristica”. Chi ti senti di ringraziare? “La mia famiglia e la mia istruttrice che mi ha seguito accompagnandomi a questi livelli, dove sono arrivati i risultati. E poi tutti gli amici, il fidanzato e i parenti”.

Nelle immagini Aurora Palagi

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Gino Bacheretti

Un’attenzione particolare anche a tutti gli atleti non agonisti

Gino Baccheretti delegato provinciale della Federazione Tennis

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alla sua prospettiva provinciale come delegato della Federazione Tennis, Gino Baccheretti ci racconta come è andato il 2014 sui rettangoli di gioco. “Ho vissuto un anno di intensa esperienza che è servito a migliorare quello che cerco di dare ai circoli, cioè il massimo dell’attenzione, della collaborazione, la presenza quando è possibile, anche ai Tornei meno importanti”. Qual è stata la soddisfazione più bella della stagione? “Sicuramente il ritorno di gratitudine arrivata dai circoli, per aver organizzato il primo circuito non agonistico per la provincia di Livorno. Nel tennis ci sono due categorie di tesserati: gli agonisti e i non agonistici.

Quest’ultimi sono ragazzi che si impegnano molto, fanno lezioni anche due o tre volta alla settimana, ma non sono ancora pronti ad affrontare i livelli agonistici. Per questi atleti c’è solo un campionato regionale a squadre diviso per categorie partendo dall’under 10 fino all’under 16, che però si esaurisce in un paio di mesi. Così ho pensato di fare un circuito dove oltre ad esprimersi a squadre, gli atleti potessero giocare gli individuali, ed acquisire un ponteggio ad ogni tappa del circuito per qualificarsi poi ad un master finale”. Perché è piaciuta tanto questa iniziativa? “Questi ragazzi che non hanno mai avuto l’opportunità di partecipare ad un Torneo famoso, si sono trovati in una competizione che ha ricordato loro l’agonismo più importante. C’è stata una grande partecipazione da parte di tutti i circoli. Ho visto la gioia negli occhi di questi ragazzi, che hanno partecipato ad un’esperienza per loro nuova e bella. Ripeteremo l’iniziativa anche il prossimo anno”. I migliori atleti della stagione? “I migliori sono stati Silvia Salvetti, Maria Vittoria Casucci e Gregorio Lulli. Anche se giovani hanno avuto risultati importanti, arrivando in terza categorie. Gregorio Lulli è 2.4 e si allena due volte alla settimana al centro Coni a Tirrenia con i maestri federali”. Le altre iniziative? “Ricordiamo il Tennis Club Livorno che nel femminile ha raggiunto la se-

rie B femminile, ed l’unico circolo della provincia a rappresentare la città in una divisione nazionale più importante di tutte le altre. Nel 2014 è nata anche un’Accademia, ovvero una società sportiva che si chiama Tennis 100%, che svolge la sua attività allo Junior Club, il circolo di via dei Pensieri, dove allenano maestri importanti come Galoppini, Criscuolo e altri. Qui vanno coloro che desiderano avere un tipo di allenamento più intensivo. Alcuni ragazzi si allenano qui e sono ancora tesserati nei propri circoli, qualcuno invece ha fatto il passaggio, ma è una cosa che fa parte dei giochi”. Il 2015 come si presenta? “Manterremo costante il numero dei circoli affiliati. Ed anche il numero delle squadre iscritte nei vari campionati sarà lo stesso, infatti, si sono riconfermate le 126 squadre in tutta la provincia, dagli under 10 fino all’over 65. La federazione ha introdotto anche la categoria over 75, ma a Livorno, se pur ci sono giocatori di questa categoria, non si sono inscritti al campionato”. Ci saranno delle modifiche anche a livello medico. “Certo. C’è l’importante delibera del Coni che riguarda la medicina sportiva e rende obbligatorio il certificato medico anche per chi non fa agonismo. Come diventa obbligatorio l’avere un defibrillatore e degli operatori abilitati all’uso, grazie ad un corso di preparazione”. Avete sentito la crisi economica? “A livello giovanile no, il movimento tiene sempre. Magari ci sono genitori che non si iscrivono più al circolo per permettere ai figli di continuare a partecipare”.

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Tennis

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Silvia Salvetti

Un doppio salto di classifica e tante vittorie in attivo

Silvia Salvetti

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iovane e determinata, ad appena 14 anni Silvia Salvetti è una delle migliori atlete delle provincia. “Mi sono avvicinata al tennis casualmente. Praticavo nuoto, ma ad 8 anni ho deciso di interrompere l’attività, perché la piscina non mi soddisfaceva molto e mi sono dedicata al tennis grazie ad una mia compagna di scuola che mi ha invitato a provare. Mi è piaciuto subito e ho continuato”. Cosa ti è piaciuto in particolare? “L’ambiente mi è sembrato subito familiare, sono stata accolta bene anche dai maestri”. La tua esperienza agonistica? “Ho iniziato a fare agonismo nel 2010 facendo tornei e campionati a squadre. Ho partecipato ad alcuni master del Kinder, sia a Milano che a Palermo, poi ho giocato a Roma al Lemon Bowl”. Il 2014 com’è andato? “È stato un anno importante, perché ho fatto il doppio salto di classifica. Sono diventata 3.4 vincendo contro avversarie brave, che prima non riuscivo a battere”.

Come concili scuola e sport? “Faccio la seconda classe del liceo scientifico all’Enriques perché sono anticipata di un anno. Mi organizzo bene, a scuola sono brava e non ho problemi”. “L’esperienza più bella del 2014 ? “Sono state due: la finale del Grande Slam che abbiamo fatto al nostro circolo, il Tennis Club, dove sono riuscita a vincere il torneo, ed il master della Federazione, un tabellone dove sono ammesse solo le prime otto in Toscana, ed io sono riuscita a rientraci”. Obiettivo del 2015? “Aumentare in classifica almeno di una categoria e magari fare qualche trasferta in serie B, perché quest’anno sono riuscita ad entrare nella squadra”. Un sogno nel cassetto? “Il sogno di tutti è diventare professionisti, ma mi accontenterei di poter lavorare nel campo del tennis e fare delle partite importanti. È un bell’ambiente e mi trovo bene”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “È stato quello che mi ha fatto mio padre dopo una partita molto combattuta con un’atleta molto più grande di me. Nonostante alla fine abbia perso, mio padre mi ha detto che sono brava e posso giocare con tutti”. Quali sono le caratteristiche che deve avere un’atleta che fa tennis? “Deve avere tanta testa, nel senso che non ci si può abbandonare alle emozioni durante le partite, perché se ti arrabbi è sicuro che poi sbagli. La testa deve sempre essere resettata per ricominciare da zero. Anche avere delle buone gambe è importante per arrivare bene sulla pallina”. La tua qualità? “Mi costruisco il gioco abbastanza bene, mi piace fare anche palle corte, usare un po’ di fantasia e non giocare sempre a chi tira più forte”. L’esperienza più bella in generale? “Quando ho visto gli allenamenti di Francesca Schiavone a Tirrenia. Quando è uscita dal campo mi ha chiesto se volevo fare due palle con lei. È stata una bella esperienza”. La più brutta? “Un anno fa, in occasione di una

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partita entrai in campo senza voglia, e questo vuol dire aiutare molto l’anniversario”. Vuoi ringraziare qualcuno? “I miei tecnici, che sempre mi hanno aiutato tanto: Lucia Della Fazia, Marco Lepri e Alessandra Di Batte”. Che caratteristiche deve avere un buon maestro di tennis? “Deve saper insegnare il rispetto per l’avversario, ma nello stesso tempo deve farti divertire, altrimenti è difficile andare avanti”. Preferisci gli sport individuali? “Ho sempre fatto sport individuali, ma è stato un caso, mi piace giocare in gruppo, mi diverto”. Le amiche cosa pensano della tua attività sportiva? “Lo considerano uno sport come gli altri, non è snobbato, mi seguono e mi fanno i complimenti quando vinco”. Cosa ti dà in generale il tennis? “Oltre ad un divertimento e ad una passione il tennis e un modo anche per scaricare le tensioni. Dopo la scuola magari sono stanca e se vengo qui metto da parte i pensieri, mi rilasso e mi diverto”. Un atleta mito? “Ana Ivanović nel femminile e Roger Federer nel maschile”. Se il tennis scomparisse all’improvviso a quale sport ti dedicheresti? “Forse proverei uno sport di squadra come la pallavolo, però meno male che c’è il tennis”. Come convinceresti una ragazza giovane a fare tennis? “Le direi che con questa disciplina si può divertire e se ci mette passione può arrivare anche ad ottimi livelli. È una soddisfazione importante”.

Silvia Salvetti con Francesca Schiavone

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Maria Vittoria Casucci

Un anno intenso con tante soddisfazione e la scalata della classifica

Maria Vittoria Casucci

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aria Vittoria Casucci ha 14 anni, ed è un’altra giovane promessa del tennis labronico. Suo padre è il presidente della Libertas Tennis e suo primo tifoso. “Prima di fare tennis praticavo danza, però non mi piaceva tanto. Ho provato con il tennis ed ho capito che era la disciplina giusta per me, così ho continuato. Avevo sette anni quando ho iniziato ed è stato mio padre, che già era nell’ambiente, a consigliami il tennis”. Come è andato il 2014? “Piuttosto bene. Sono andata a fare il Lemon Bowl, manifestazione giovanile internazionale a Roma e sono riuscita a vincere il tabellone della quarta categoria entrando così nel tabellone di terza. Poi ci

sono stati altri tornei, in alcuni ho vinto in altri sono entrata in finale. I due che ho vinto sono il torneo Kinder Taddei a Marina di Pietrasanta e il Torneo Tcp Pisa”. Cosa ti piace di più del tennis? “Mi piace stare in campo e giocare per divertimento, anche due o tre ore di seguito”. La tua posizione in classifica? “Ho fatto un bel salto da dicembre 2013 a giugno 2014 passando da 4.2 a 3.5 e poi nel dicembre 2014 sono salita a 3.4”. Come concili sport e scuola? “Frequento il primo anno al Vespucci e per ora mi trovo bene. Mi alleno quasi tutti i giorni, ad esclusione del sabato, ed è un po’ difficile conciliare tutto, ma riesco a farlo”. La cosa che ti è piaciuta di più nel 2014? “Il salto di tabellone al Lemon Bowl. Ma anche quando sono andata a fare i Campionati italiani dove sono entrare nel tabellone principale”. Ed in generale? “Aver conosciuto tanti campioni, che adesso sono in giro per il mondo a giocare”. Atleta mito? “Camila Giorgi per il femminile, Simone Bolelli nel maschile. Mio padre come presidente della Libertas ha portato questi due atleti ad allenarsi da noi, perché al Coni di Tirrenia non c’erano campi disponibili, così ho potuto conoscerli personalmente”. Una cosa da dimenticare? “L’ultimo torneo perché ho giocato veramente male”. A quale altro sport ti dedicheresti se il tennis non esistesse? “A nessuno”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “L’ho ricevuto dai miei genitori che mi hanno detto che sono molto soddisfatti dei miei risultati e di come sto giocano in questo periodo”.

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Quali sono le caratteristiche che deve avere un’atleta che pratica questa disciplina? “L’importante è la concentrazione. Certo anche le gambe servono per muoverti velocemente, ma la testa è fondamentale”. La tua caratteristica? “Avere un braccio forte”. Chi ti senti di ringraziare? “David Ciurli, il mio maestro, che mi ha seguito per tutto l’anno, poi i miei genitori che mi portano in giro a fare i tornei”. La qualità che più apprezzi del tuo tecnico? “Sa spiegare bene, mi fa vedere gli errori, così posso correggermi”. Obiettivo del 2015? “Diventare 3.2 in classifica”. Un sogno nel cassetto? “Diventare una tennis professionista e quindi viaggiare per il mondo a fare tornei”. Le tue amiche cosa dicono di questo sport? “Non lo conoscono bene, generalmente sono io che racconto quello che sto facendo, loro difficilmente mi chiedono qualcosa”. C’è differenza nel fare questo sport fra maschile e femminile? “È uguale, però nel tennis femminile ci sono meno atlete, anche se ultimamente stanno aumentando”.

Maria Vittoria Casucci con il maestro David Ciurli

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Gregorio Lulli

Grinta e determinazione per uno sport che ti fa innamorare

Gregorio Lulli durante la competizione a squadre della serie A2

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ompletamente dedicato al tennis Gregorio Lulli 17 anni, ha sempre praticato esclusivamente questa disciplina. “Ho cominciato a giocare quando avevo 4 o 5 anni, grazie ai miei genitori che frequentavano il Circolo di Villa Lloyd e mi portavano con loro. Qualche volta ho giocato a basket con mio cugino, ma solo per divertimento”. Le tue esperienze agonistiche? “I primi risultati ho cominciato ad ottenerli a 10 anni, diventando campione regionale, poi dagli undici ai tredici sono sempre stato vice campione, fino a 14 anni quando sono diventato campione regionale, qualificandomi per gli italiani, dove però persi agli ottavi. Però arrivai fra i primi sedici in Italia. A 16 anni ho raggiunti le finali al Torneo di Foligno che è uno dei più importanti a livello europeo. Qui ho vinto prima con il 60esimo del mondo, al secondo turno ho vinto con un italiano che era il 100esimo , poi ho passato il terzo turno battendo un altro italiano, poi ho vinto con il terzo del mon-

do, però ho perso in finale con un argentino. La settimana dopo sono andato al Torneo di Montecatini, anche questo fra i più importanti, e qui mi sono piazzato nei quarti di finale”. Il 2014 com’è andato? “Ho iniziato a fare una buona attività verso marzo dove ho raggiunto la finale al torneo Open, a luglio sono iniziati i tornei internazionali, ed ho raggiunto la semifinale a San Marino, poi sono andato in Macedonia insieme a Michele Quaglia, uno dei miei allenatori, per fare due tornei, uno l’ho vinto e nell’altro mi sono fermato ai quarti di finale. Poi sono andato a Barcellona per la SanchezCasal dove ho perso in semifinale. Adesso sono 400 nel modo e under 18”. La cosa più bella del 2014? “L’esperienza in Macedonia. Sono stato bene, è stata la prima volta che sono andato all’estero, l’organizzazione era buona, la finale è stata molto dura e vincere è stato bello”. Obiettivo del 2015? “Gioco la serie C per il circolo Villa Lloyd, e poi farò dei tornei per provare a prendere dei punti Atp”. Un sogno nel cassetto? “Diventare un giocatore che possa partecipare ai Tornei del Grande Slam”. Un’esperienza da dimenticare? “Poco tempo fa a Belgrado. Era un po’ che non mi capitava di incappare in un brutto torneo, ho giocato male, non stavo bene, avevo problemi alla schiena e c’era -20° di temperatura. Quali caratteristiche deve avere un atleta di tennis? “Tanta forza mentale, perché ci vuole molto impegno in questo sport, infatti, si dice che i tennisti siano un po’ matti. Principalmente è questo, essendo solo in campo devi fare conto esclusivamente sulle tue forze”. La tua qualità migliore? “Ho molto resistenza, riesco a stare in campo per lungo tempo e poi ho molto grinta, non mollo mai. Anche tecnicamente ho buone qualità”. Come concili scuola e sport? “Studio al Liceo Classico ad indirizzo psicologico. Conciliare è duro, l’impegno è tanto. Mi alleno dalle 14.30 alle 18 tutti i giorni e quindi devo studiare anche dopo cena”.

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Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Sicuramente avere un riconoscimento dalla federazione, che mi appoggia anche con contributi per fare tornei, e questo mi permette di farne di più. È un bel riconoscimento. E poi tutti i complimenti degli amici e del mio tecnico”. Come è considerato il tennis dai tuoi amici? “Bene, lo conoscono e lo seguono, anche se fanno altri sport”. Hai un rituale prima di un incontro? “Una mezz’ora prima mi scaldo e mi isolo da tutti”. La qualità migliore del tuo allenatore? “Ho diversi allenatori: Claudio Galoppini, Fausto Criscuolo, Dario Morelli, Stefano Giovannini e Michele Quaglia che mi segue anche nei tornei fuori sede. Mi danno tanto, ma vogliono molto in cambio, ed è bene così, perché avere risultati è la cosa più bella”. Ad un ragazzo di 10 anni cosa racconteresti del tennis? “Racconterei che è uno sport che forma il carattere, insegna a coltivare ed inseguire i tuoi sogni, a non mollare mai e a risolvere da solo i tuoi problemi”. A livello emotivo cosa ti dà il tennis? “Per me è una vera e propria passione. Sono innamorato di questo sport”.

Gregorio Lulli con il maestro Michele Quaglia al termine del torneo internazionale under 18 in Macedonia

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Tiro con l’arco Fabio Palandri Presidente Compagnia Arcieri Livornesi L’evoluzione di una disciplina

dra. Con il tempo le società hanno preso coscienza della necessità di creare al proprio interno una struttura tecnica programmando quindi l’attività di preparazione, ponendo così agli atleti obbiettivi da raggiungere. È grazie a questo, come ai risultati conseguiti in campo internazionale che il tiro con l’arco sta diventando uno sport popolare, tant’è che parlando anche con i più sprovveduti capita spesso che questi richiamino un ricordo atavico, per un attrezzo che è servito nel tempo a cibarsi e a difendersi. La compagnia arcieri livornesi, conosciuta come CAL, è una di quelle società che hanno nel tempo scelto la strada di una organizzazione funzionale nell’ambito di quello spirito di squadra di cui accennavo prima e da quel momento non sono più stati risultati individuali, bensì enormi soddisfazioni da parte di tutti, città compresa. Nel tempo sono stati numerosi i risultati raggiunti a livello nazionale, ma non sono mancati anche quelli a livello internazionale. La soddisfazione di vedere premiati giovani atleFabio Palandri, presidente Compagnia Arcieri Livornesi

Una gara all'aperto

ti con la maglia della nazionale, ritengo che sia la più grande soddisfazione per un dirigente e sinceramente la CAL ne ha avute di soddisfazioni di questo tipo. Nel tempo sono saliti sul podio tanti giovani, provenienti dal vivaio che continuamente si rinnova e frutto di un buon lavoro sul territorio, ma anche meno giovani grazie alla capacità di questo sport di estendere le soddisfazioni agonistiche ad età non più ammesse, almeno a livelli importanti, in altre discipline. I risultati? Dovrei citare tutti gli atleti perché ciascuno di loro ha dato a se stesso e alla CAL il risultato che è servito per ottenere il giusto merito. Dovrei citare tutto il gruppo giovanile per lo stesso motivo, come dovrei citare i tecnici che riescono a tenere unito un gruppo dal quale è difficile staccarsi. Fabio Palandri Presidente della Compagnia Arcieri Livornesi

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al momento in cui sono entrato in contatto con il mondo dell’arceria, ad oggi, si parla ormai di 24 anni, e l’evoluzione che ha coinvolto il mondo del tiro con l’arco non è visibile solo dal punto di vista dei materiali, delle forme e delle tecniche, ma anche dal modo di gestire questo sport. Il movimento arcieristico si sviluppa dalla base attraverso le società che nel mondo del tiro con l’arco si chiamano molto spesso “compagnie”. Queste sono l’elemento catalizzatore intorno al quale nasce e si sviluppa questo sport a livello locale. In tempi passati l’attività degli arcieri era principalmente individuale, infatti si è sempre ritenuto che il tiro con l’arco fosse uno sport puramente individuale e di conseguenza le compagnie fornivano e non sempre, il campo di tiro sul quale ciascuno praticava la propria attività e non altro. Ogni atleta provvedeva ad iscriversi singolarmente alle gare e mancava completamente quello che in altri sport è sempre stato considerato un elemento importantissimo: lo spirito di squa-

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Eleonora Del Seppia, Andrea Buonacquisto e Tommaso Del Corso

Soddisfazioni, progetti e sogni degli arcieri livornesi

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ono aumentati i ragazzi che si dedicano al Tiro con l’Arco, soprattutto fra i giovanissimi. Una disciplina che viene da lontano e continua a mantenere intatto il suo fascino. Fra le nuove leve incontriamo Eleonora Del Seppia: “Ho 12 anni e da un anno mi dedico a questo sport”.

Eleonora Del Seppia

Eleonora Del Seppia

Chi ti ha suggerito questa disciplina? “Mia mamma mi aveva consigliato di fare equitazione, ma appena arrivata al maneggio mi sono spaventata perché i cavalli erano molto alti. Però vicino al maneggio c’è il campo di Tiro con l’Arco all’aperto, e mi sono incuriosita subito vedendolo dall’esterno. Mi sono informata e ho cominciato. È uno sport nobile, che viene praticato dal Medioevo”. Come sono andate le gare? “Ho partecipato già a molte competizioni ed alcune sono andate bene. Ho vinto il mio primo indoor nella categoria ragazze, utile per gli italiani, poi purtroppo non mi sono qualificata per altri problemi, ma la prima gara è stata molto bella” Quali devono essere le qualità degli atleti che fanno questa disciplina? “La capacità muscolare, la tranquillità mentale che ti permette di non pensare a niente, di non essere distratti”. La tua qualità migliore? “Il saper stare ferma”. Obiettivo del 2015?

“Arrivare a 500 punti con la visuale da 40 nella distanza di 18 metri”. Un sogno nel cassetto? “Arrivare alle olimpiadi, però so che è quasi impossibile”. Un complimento che ti ha fatto piacere ricevere? “Mio nonno quando mi ha detto di continuare così, perché riuscirò a realizzare i miei sogni più nascosti”. Cosa ti piace dei tuoi tecnici? “Mi dicono sempre la verità e si accorgono subito degli errori e delle sensazioni che provo”. Quali emozioni ti dà il Tiro con l’Arco? “È una disciplina che mi piace molto, e tramite questa voglio rendere fieri i miei genitori e mio nonno. So che per farlo devo allenarmi molto, ma sto già lavorando su questo progetto”. In passato hai fatto altri sport? “Danza, cheerleading, ginnastica artistica. Praticavo queste discipline tanto per fare qualcosa, ma non mi piacevano”. Andrea Buonacquisto ha 18 anni ed è una vecchia conoscenza dell’Almanacco, nel senso che lo abbiamo già incontrato, ed infatti, pratica questo sport con gli Arcieri Livornesi da oltre sei anni. Com’è andato il 2014?

“Ho partecipato per la prima volta ai Campionati di Rimini e ho fatto una buona prestazione, arrivando quarto a pari merito con il terzo. Poi ho vinto la Targa, cioè i regionali all’aperto”. Obiettivo del 2015? “Ogni anno mi pongo sempre l’obiettivo di fare agli Indoor un punteggio di 580 su 600, che è un buon risultato e potrebbe qualificarmi per gli italiani e farmi entrare in nazionale. Il massimo che ho fatto in questa gara è 574, spero il prossimo anno di arrivare all’obiettivo”. Cosa ti è piaciuto di più dell’anno appena trascorso? “Agli italiani ho avuto l’occasione di conoscere gli arcieri della nazionale. Inoltre, sono entrati nella Compagnia nuovi atleti e adesso siamo diventati più grandi ed io ho fatto nuove amicizie. Evidentemente questo sport comincia ad essere più conosciuto”. Un sogno nel cassetto? “Vincere gli italiani”. Com’è il nuovo gruppo degli arcieri?

Andrea Buonacquisto in una foto di due anni fa


Tommaso Del Corso

Andrea Buonacquisto in una foto di due anni fa

si assimila subito il movimento, ed effettivamente mi trovo bene con questo sistema e lo sto applicando”. Tommaso Del Corso ha 13 anni, si allena con la Compagnia Arcieri Livornesi da 3 anni, ma si è avvicinato alla disciplina da piccolo. “Ho cominciato a 7 – 8 anni per curiosità. Abito a Castiglioncello e il posto più vicino per esercitarmi era Rosignano Marittimo dove non c’è una scuola di arco olimpico, ma solo corsi per l’arco ricurvo”. Un sogno nel cassetto? “Mi piacerebbe entrare nell’aeronautica dove c’è anche una squadra sportiva di Tiro con l’Arco e naturalmente mi piacerebbe farne parte”. Il tuo curriculum agonistico? “Ho fatto vari Campionati italiani con l’altra federazioni per divertimento, perché non erano riconosciuti dal Coni. Con la Compagnia invece ho gareggiato al Campionato regionale qualificandomi secondo, poi ho partecipato ad un Campionato italiano dove non sono salito sul podio ma è andato comunque bene, perché sono arrivato undicesimo ed è stata una bella soddisfazione ed una grande emozione”. Come ti sei inserito dal punto di vista tecnico nella Compagnia? “Ho dovuto fare un po’ di fatica perché nell’altro gruppo avevo appreso delle cose che ho dovuto disimparare, per poi imparare la tecnica regolare”. L’esperienza più bella del 2014? “Ce ne sono state tante, però la più importante è l’essere andato ai Campionati Italiani Targa”. Quella da dimenticare? “Una gara dove non avevo la testa giusta, credevo di essere preparato ed invece non riuscivo a tirare”.

Tommaso Del Corso

Preferisci le gare indoor o all’aperto? “Mi piacciono entrambe, ma preferisco la Targa che è all’aperto, perché sono nato con il tiro di campagna, mi piace interagire con la natura”. Un obiettivo del 2015? “Naturalmente migliorare sempre, cercherò di raggiungere un buon punteggio, almeno 550 o 560, che per me sarebbe già un bel risultato”. Hai fatto anche altri sport? “Ne ho provati tantissimi, da piccolo ho fatto una settimana di calcio e poi in contemporanea all’arco mi sono dedicato per 3 anni al basket, per altri 3 al rugby, poi all’hip hop, al tennis e altro”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Alla festa che facciamo ogni fine anno come Compagnia, mi sono stati fatti molti complimenti dagli istruttori che mi hanno detto che ho fatto tanti cambiamenti positivi. Sono stato contento perché io mi sono impegnato molto e i risultati sono arrivati”. Cosa ti piace dei tuoi tecnici? “Il mio tecnico è Paolo Del Nista e di lui mi piace il modo con cui si rapporta a noi, come se ci conosce da sempre, come un amico o un familiare. Ti fa sentire sempre a casa”. La tua qualità migliore? “La determinazione. Talvolta può non sembrare perché sono un po’ distratto, ma dentro ho tanta voglia di andare avanti”.

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“È il gruppo con il quale mi sento meglio, mi sento in famiglia, anche con quelli più piccoli. Per i più giovani diventi un punto di riferimento e fa piacere”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Paolo Del Nista è il mio istruttore, crede in me e mi segue molto. Al pranzo di Natale mi ha fatto tanti complimenti, sono stato contento”. Quali devono essere le qualità di un atleta che vuole fare questo sport? “Costanza negli allenamenti, una grande preparazione fisica e mentale e poi tanta serietà. È importante anche che un atleta sappia portare rispetto agli istruttori”. La tua qualità migliore? “La costanza”. Il momento più bello della stagione appena conclusa? “I Campionati italiani. In questa occasione ho sempre l’ansia e sciupo la gara, invece quest’anno sono riuscito a dominarla, ho tirato senza pensare, facendo un bel punteggio. Questo è stato una cosa per me bellissima”. Hai un rituale da seguire prima della gara? “Sì, ma da poco tempo. Un istruttore di arco olimpico ci ha consigliato, prima di una gara, di metterci seduti su una sedia, chiudere gli occhi e pensare a tutte le procedure che vanno eseguite per tirare bene. In questo modo

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Andrea Martignoni

Il lungo palmarès fino all’oro nei Mondiali a squadre

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n altro anno da incorniciare per Andrea Martignoni, ed un medagliere sempre più in crescita. Cominciamo con la domanda di rito: com’è andata la stagione? “A squadre abbiamo vinto tutto”. Elenchiamo le vittorie. “Campionato europeo Veterani, Campionato italiano Tripletto che è una specialità dell’Elica, Campionato europeo veterani, Campionati europei senior e poi è arrivato l’oro della Coppa del Mondo”. La vittoria più bella? “Il Campionato del mondo. È in assoluto il traguardo più ambito per qualsiasi atleta”. Raccontaci com’è andato. “È stato un mondiale molto duro. Hanno partecipato 14 nazioni, tutte molto forti, ed alcune con una consolidata tradizione in questa disciplina, come l’America, la Spagna il Portogallo, l’Egitto, l’Inghilterra e l’Argentina”. E fra queste quali si sono rivelate le più temibili?

“I favoriti della vigilia erano i portoghesi, che invece si sono fermati alla medaglia d’argento e gli argentini che hanno conquistato l’argento”. La difficoltà maggiore? “Non è stato facile vincere, fra le altre cose io ero uno degli ultimi a sparare e sbagliare avrebbe voluto dire la fine della corsa verso il primo gradino del podio. Mi sono sentito una grossa responsabilità sulle spalle. Invece è andata bene, la concentrazione è stata buona”. Con chi hai condiviso questa vittoria? “Naturalmente con i due compagni di squadra Roberto Proietti, Sebastiano Molinari ed il nostro Ct. La sera abbiamo festeggiato cenando insieme”. Un obiettivo del 2015? “Abbiamo una novità.

È nata un’altra federazione analoga alla Fitav che si chiama Fedecat. Quindi il prossimo anno avremo due campionati del mondo, due europei e così via, ogni manifestazione sarà raddoppiata. La federazione è portoghese e come italiani possiamo partecipare ad entrambi i campionati” Cosa ti piacerebbe veder realizzato? “Mi piacerebbe vedere questa disciplina ammessa alle olimpiadi”. Perché tante difficoltà per essere ammessi ai Giochi Olimpici? “Il problema è che nel mondo olimpico il bersaglio deve essere per tutti uguale, come nel piattello, mentre l’elica è stata concepita in modo da simulare il volo del piccione con una buona dose d’imprevedibilità e non è sempre possibile rendere il bersaglio uguale per tutti, altrimenti diventerebbe troppo facile, ed invece il tiro all’elica è per sua natura difficile”. Chiudiamo in bellezza. Ricordaci il tuo Palmarès. “Dal 2005, praticamente da quando ho indossato la maglia Azzurra ho conquistato: 8 titolo italiani, 1 coppa del mondo veterani, 1 Campionato europeo veterani, 1 Campionato assoluto veterani e 1 Campionato del Mondo senior a squadre”. Nelle foto Andrea Martignoni ai Campionati del mondo a squadre

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Ivan Stoyanov

Sempre presenti in ogni categoria

Da sinistra Ivan Stoyanov, il figlio Niagol e la moglie Vassileva

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iescono sempre ad essere presenti in ogni categoria e campionato dopo campionato riconfermano la vivacità del movimento pongistico livornese. Del resto Ivan Stoyanov, il loro “capo”, è un fuori classe che anche quest’anno incontriamo per fare il riassunto della stagione conclusa e dare le linee di quella in corso. “Anche quest’anno abbiamo avuto tante squadre che hanno partecipato ai diversi campionati, circa una decina. Infatti, siamo stati presenti con una squadra in B2 maschile livello nazionale, una in C1 maschile nazionale, due in C2 maschile massimo livello regionale, una in D1 maschile livello regionale, due squadre in D2 maschile livello regionale, due squadre in D3 maschile livello regionale. C’è poi il femminile che ha partecipato con una squadra di C a livello regionali ed una di B a livello nazionale”. Com’è andata la stagione? “Cominciamo dalla B2 dove abbiamo avuto difficoltà perché un atleta, Alessandro Giovannini, ha cominciato a lavorare e non ha potuto dare la disponibilità completa, quindi ha fatto metà partite e per il resto abbiamo dovuto ricorrere a delle sostituzioni. Nonostante questa difficoltà il nostro scopo era quello di salvare la squadra e ci siamo riusciti, grazie anche alla

mia presenza e a quella di Alberto Andreani. Con la C1 c’è stato lo stesso tipo di problema. In squadra abbiamo avuto Matteo Bagnoli e il giovane lucchese Lorenzo Galli che è del ‘98 e da due anni è con noi, mentre il terzo atleta, Fausto Marzocco, per motivi di lavoro ha dovuto saltare diverse gare. Nonostante questo limite come numero di giocatori, l’obiettivo era quello di salvarci, ci siamo riusciti e ne siamo orgogliosi”. Passiamo alla C2. “In C2 abbiamo avuto due squadra una formata da Lorenzo Dominici, Giorgio Pierina e Giovanni Prossi tutti e tre del ‘97. Purtroppo gli è mancata una vittoria per salvarsi. Questo un po’ ci è dispiaciuto. Lorenzo Dominici ha fatto una bella stagione e spero di inserirlo il primo possibile nella C1. L’altra squadra della C2 ha avuto lo stesso problema di carenza di giocatori. Gli atleti erano Nico Ciucci, Lorenzo Scalicci e il terzo ci è mancato, un po’ ha partecipato Jacopo Raffaelli, che però per motivi di studio non ha potuto fare più di un paio di partite. Per risolvere questo problema abbiamo fatto due errori di partecipazione. Il primo è stato quando ha giocato mia moglie Vassileva, infatti, fino all’anno precedente era possibile per le donne di seconda categoria giocare in C2 maschile, ma le regole sono cambiare e noi non lo sapeva. Quindi ci hanno dato un incontro perso e delle penalità. La seconda volta è successo con Federico Viterbo che gioca in Inghilterra, dove si è trasferito per lavoro. Lui partecipa anche al Campionato inglese, ma non l’ha detto, quindi quando è tornato in Italia per un breve periodo, lo abbiamo fatto giocare nel nostro Campionato con la sua vecchia squadra, ma poi abbiamo scoperto che facendo anche il Campionato Inglese non poteva fare anche quello italiano. Questo ci ha comportato la squalifica e la retrocessione in ultima categoria. In Inghilterra si possono fare due campionati contemporaneamente, ma in Italia no” Andiamo alla serie D. “Nella squadra di D1 ha giocato Dino Troiani, Daniele Caputi e Valentina Nocchi e anche loro non sono stati sempre presenti, ma nonostante tutto sono arrivati terzi. La D2 invece

era composta da Paolo Andreani, Francesco Viterbo e Leonardo Iannis. L’altra squadra di D2 da Diego Scalicci, Michael Citi, Francesco Orsini che è livornese, ma per motivi di lavoro dei genitori abita a Reggello e viene con noi a fare le gare. Le due squadre si sono salvate e questo era il nostro obiettivo. Abbiamo poi avuto due squadre di D3, una categoria voluta per la prima volta dal Comitato regionale, dove abbiamo messo tutti giovanissimi e inesperti, come doveva essere, anche se altre squadre hanno aggiunto qualche giocatore con esperienza, pur di vincere. Nonostante questo noi siamo riusciti ad arrivare primi e secondi, così siamo stati promossi in D2 con entrambe la squadre che erano formate, una da Alessandro Nori. Alessia Rossi, Alessandro Citi, Manuel Boldrini e l’altra da Alessio Zaini, Lorenzo Frosimi e Daniele Barsanti”. Il femminile? “La B femminile era composta da mia moglie Vassileva, Lisa Belli e Valentina Nocchi. Solo la prima squadra poteva andare a fare i play-off e così loro, essendo arrivate seconde non hanno potuto andare in A2 e sono rimaste in B”. In generale come possiamo riassumere il campionato? “Come un campionato veramente difficile, anche perché io non ho voluto rinunciare a nessun categoria, nonostante ci fosse una carenza di giocatori in alcune squadre. Ma siamo stati ricompensati e questo ci ha permesso di iniziare bene la nuova stagione”. Il 2014 vede anche l’inizio del nuovo campionato. “Sì, di questo inizio di campionato c’è da dire che abbiamo anche una squadra di serie C femminile composta da Bruna Pastori, Maria Cevotari e Benedetta Gori Sassoli. Continuiamo ad avere una squadra in C2, in quanto abbiamo fatto richiesta al comitato regionale ed essendoci un posto libero ed avendo i requisiti come società siamo stati ammessi. E poi ci sono tutte le altre squadre che continuano l’attività di campionato anche nella nuova stagione”. Tu come hai passato lo scorso campionato? “Io ho giocato la B2 con loro. Mi sono un po’ sacrificato perché ancora sento di poter affrontare un campionato più alto dove continuare a dare e a divertirmi, però restando a casa ho permesso alla squadra di B di salvarsi e dare continuità al lavoro fatto”.

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Lorenzo Dominici

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Guardare l’avversario per scoprire i suoi punti deboli

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Lorenzo Dominici e Giovanni Rossi

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l diciassettenne Lorenzo Dominici frequenta la quarta classe del Liceo Cecioni ad indirizzo artistico, ed ha iniziato a giocare a tennis tavolo il 7 gennaio del 2010. Ricordi perfino il giorno preciso in cui hai cominciato? “È una data che si ricorda bene. Prima facevo basket, però mi è sempre piaciuto giocare a tennis tavolo e lo facevo con mio fratello e con mio padre in qualche circolo il sabato o in vacanza. Poi seppi da un amico di mio fratello che anche a Livorno c’era una scuola e così i miei genitori mi incoraggiarono a provare regalandomi per Natale il tavolo da ping pong e il 7 gennaio iniziai subito ad allenarmi nella palestra delle De Amicis e mi sono trovato bene”. La soddisfazione più bella?

“I Campionati italiani nel 2012 di quinta categoria. Sono stati i miei primi campionati italiani e sono andato con gli amici a Riva del Garda per 5 giorni. Sono arrivato agli ottavi di finale su circa 500 iscritti. Da qui ho cominciato ad avere soddisfazione e mi è venuta più voglia di giocare”. Cosa ti piace di questo sport? “Il fatto di essere uno sport singolo. In campo sei da solo e mentre giochi devi decidere in tempo rapido cosa fare”. Che idea hanno i tuoi amici di questa disciplina? “È uno sport sottovalutato, lo considerano un gioco da bar, ma non lo è. L’ambiente è molto bello, io mi sono fatto tantissimi amici, siamo un bel gruppo”. Cosa bisognerebbe fare per cambiare questa idea?

“Forse è poco pubblicizzato, alcuni neanche sanno che è uno sport”. Le qualità di chi fa questa disciplina quali devono essere? “Se non hai la concentrazione, la calma e la testa fai poco. Poi devi essere veloce nei movimenti, avere buoni riflessi, anche se con il tempo i movimenti vengono naturali. Invece la testa è determinate ed è quella che alla fine ti fa perdere o vincere. Devi essere tranquillo, guardare l’avversario e ricordare i suoi punti deboli. Alla fine tutto avviene in pochissimo tempo e devi avere la velocità mentale per decidere in una frazione di secondo cosa fare. Mai innervosirsi”. Quanto ti alleni? “Tre o quattro giorni alla settimana”. Com’è andato il campionato concluso? “Ho fatto il campionato di C2, abbiamo avuto dei problemi nel corso dell’anno e siamo retrocessi, anche se abbiamo lottato. In questo campionato ho iniziato a giocare sempre meglio, alla fine ho ottenuto il 70% di vittorie e l’ultima giornata mi sono tolto la soddisfazioni di vincere tutte le partite, tre su tre. Ho poi partecipato ad un Torneo internazionale giovanile a Terni, per atleti compresi fra i 14 e i 18 anni. Ne avevo già fatti altri simili, ma questa volta è andato meglio, ho raggiunto un buon risultato, ed in particolare sono riuscito a vincere una partita con il numero 100 d’Italia. È stato bello”. Obiettivo del 2015? “Spero di riuscire a passare in terza categoria, poi cercheremo di salvare questa C2 e magari arrivare a giocare in C1 se ci sarà la possibilità”. Un’esperienza da dimenticare? “Talvolta ci sono delle giornate negative, quando inizi subito a perdere, però non sono da dimenticare perché comunque ti formano”. Perché hai smesso di fare basket? “Non avevo voglia di gareggiare, preferivo fare solo gli allenamenti. Anche quando arrivai qui non volevo fare agonismo, ma poi successe che un ragazzo smise e quindi c’era un posto da ricoprire. Ivan mi chiese se volevo sostituirlo e io ci provai. Da allora ho sempre continuato con l’agonismo”. Un sogno nel cassetto? “Spero di raggiungere un buon posto in classifica, magari vincere i Campionati italiani, ed arrivare in serie A o B”.


Giovanni Rossi

Dall’oratorio alla palestra con una crescente passione

Lorenzo Dominici e Giovanni Rossi con al centro Ivan Stoyanov

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iovanni Rossi ha 17 anni e frequenta la quarta classe dell’Istituto Tecnico Industriale “Ho conosciuto Ivan alle scuole elementari e per un anno giocai con lui a ping pong. Smisi per qualche anno, ma alla fine incontrai la mamma di un ragazzo che aveva il figlio che si allenava con Ivan alle De Amicis e raccontò ai miei genitori che si trovava molto bene. Così nel 2009 cominciai ad allenarmi, all’epoca avevo 13 anni e già mi piaceva questa disciplina perché la praticavo all’oratorio”. Quali altri sport hai fatto prima? “Per 4 anni ho fatto basket perché vicino a casa c’era una società di pallacanestro, ma a me non piaceva e presto mi venne a noia, così cercai uno sport che mi interessasse veramente”. Quanto ti alleni? “Tre o quattro volte alla settimana. Vengo agli allenamenti alle 18 così prima posso studiare”. La soddisfazione più bella? “I primi campionati italiani che ho fatto

nel 2012. Bellissima esperienza dal punto i vista pongistico, ma anche sul piano dell’amicizia, perché ero con i miei amici”. Cosa ti dà il ping pong? “È uno sport che insegna molte cose. Prima di tutto la concentrazione. Certo è importante anche essere un bravo tecnico, ma devi avere qualcosa in più per non perdere mai la concentrazione. Questa disciplina ti insegna anche a non sottovalutare mai l’avversario e nello stesso tempo a non credere che sia troppo forte. Tutto può succedere”. Questo modo di essere ti serve anche nella vita di tutti i giorni? “Sì. Generalmente non c’è niente che non possa affrontare, se mi impegno e mi concentro”. Com’è andato il 2014? “Ho iniziato la stagione precedente in D1, poi a fine dicembre è andato via un ragazzo e sono passato in C2. Purtroppo abbiamo perso la partita della salvezza con Sesto Fiorentino e siamo retrocessi, comunque è stata una bellissima espe-

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rienza, perché ho potuto giocare con atleti più forti di me e questo mi ha insegnato a sfruttare al massimo le mie capacità”. Quali sono le qualità che deve avere un atleta di tennis tavolo? “Servono molto le gambe, per arrivare rapidamente sulla pallina e fare bene il colpo. Poi l’allenamento è importantissimo ed anche l’impegno. Bisogna essere disponibilità anche a fare degli esercizi che magari risultano essere un po’ noiosi, ma sono utili”. Tu quale qualità ti riconosci? “Mi muovo abbastanza bene e tiro la pallina con forza, ma devo acquistare più sicurezza, avere più fiducia in me stesso”. La soddisfazione più bella del 2014? “I campionati italiani di quinta categoria che mi hanno permesso di giocare anche con atleti forti, ed in alcuni casi ho vinto. È stato bello”. Obiettivo del 2015? “Vincere il campionato per portare la squadra in serie C2. E poi mi piacerebbe vincere bene gli italiani di quinta categorie”. Un sogno nel cassetto? “Indossare la maglia azzurra e giocare in nazionale. Mi rendo conto che ci sono pochissime possibilità, ma nei sogni si è liberi di volare alto. Mi accontenterei anche solo di giocare un torneo in maglia azzurra”. Un’esperienza da dimenticare? “Chi fa questo sport prima o poi passa un periodo in cui perde tutte le partite. In questo momento uno comincia a chiedersi se deve smettere. È qui che uno deve tenere duro, andare avanti e dimostrare di essere determinato. Anch’io ho avuto un periodo del genere ed è stato brutto, per fortuna è passato”. Un limite del tennis tavolo? “Essere uno sport singolo, che alla fine ti porta a giocare contro te stesso, più che con l’avversario. Però c’è anche il vantaggio che quando vinci il merito è tutto personale”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Sono andato a Londra a trovare Federico Viterbo e grazie a lui ho potuto fare un’esperienza in un torneo a Nottingham, dove c’è un allenatore che in passato ha allenato anche in Italia e si chiama Matjaz Sercer. Mi ha visto giocare e mi ha detto che sono bravo e che se continuo posso raggiungere buoni risultati”.

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Nico Pucci

Il buon braccio di un giovane atleta

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ico Pucci ha 17 anni e frequenta il terzo anno dell’Istituto Tecnico Industriale. “Ho iniziato a giocare sette anni fa quando Ivan venne alle elementari ad insegnare. Mi piacque subito e venni alle De Amicis per migliorare”. Hai fatto anche altri sport? “Ne ho provati tanti: tennis, nuoto e altri, ma non mi piacevano, restavo per poco. Invece il ping pongo mi affascina” L’esperienza più bella? “I Campionati italiani di due anni fa quando con i miei amici andammo a Terni. Erano i nostri primi Campionati italiani, l’emozione era tanta, c’era molta gente fra il pubblico ed è stato vera-

mente bello”. Cosa ti piace di questo sport? “Mi diverte, mi dà tante soddisfazioni e mi fa fare sempre nuove amicizie”. Com’è andata la stagione passata? “Ho fatto la C2 e spero il prossimo anno di andare in C1. Ho fatto poi diversi tornei di categoria, che danno molte soddisfazioni, perché capita di giocare anche con atleti molto più bravi, dai quali puoi imparare tanto”. Quanto ti alleni? “Dalle due alle tre volte alla settimana”. Cosa ti piace di questo sport? “Il fatto che sia uno sport singolo, perché sei tu che decidi cosa fare”. Un sogno nel cassetto? “Provare ad arrivare agli europei”. Cosa ti dicono gli amici di questo sport? “Molti pensano che sia uno sport facile, dove non serve impegno, ma poi quando vengono in palestra a vedere cosa facciamo cambiano subito idea. Chi non conosce il tennis tavola ignora completamene il tipo di allenamento e il sacrificio che c’è dietro”.

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Tu come rispondi ai tuoi amici? “Che è stato uno dei primi sport ad andare alle olimpiadi e poi dico loro di venire in palestra a vedere e capire bene”. Al secondo posto che sport faresti? “Quello che faccio anche adesso in contemporanea a ping pong: il Wing Tsun. Un aspetto bello della passata stagione? “Quando durante l’allenamento ho realizzato dei colpi che non avrei mai immaginato. E poi il fatto di stare con i miei amici”. Che dote deve avere chi fa ping pong? “Inizialmente il fisico non conta molto, però quando arrivi in C1 allora devi muoverti velocemente ed avere fiato, anche se il campo è piccolo ne serve tanto”. La tua qualità migliore? “Tutti mi dicono che ho un buon braccio per i colpi che tiro”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Me lo ha fatto Diego Scalici, che è un atleta, ma anche un allenatore, durante un torneo di quarta categoria, dove avevo iniziato a giocare male, c’era freddo, e facevo fatica, ma alla fine riuscii a passare il turno. Lui corse da me e mi disse che ero un grande e mi abbracciò”. Vuoi aggiungere qualcosa? “Chiunque pensi che il tennis tavolo sia un sport minore, provi a giocare e poi ne riparliamo”.

Campionati italiani

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Giorgio Pirina

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Le emozioni che non possono essere comprese da chi non conosce il tennis tavolo

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Giorgio Pirina

iorgio Pirina ha 17 anni e frequenta il quarto anno del Liceo Scientifico Enriques. “Pratico questo sport da quando facevo la seconda media. Tramite la scuola partecipai ad un torneo e mi piacque, così su internet mi misi alla ricerca di un luogo dove si insegnasse tennis tavolo e lo trovai alle De Amicis con Ivan”. Le tue esperienze agonistiche? “Durante questi anni abbiamo partecipato a numerosi campionati regionali e italiani.

Personalmente ho fatto 3 volte il Campionato italiano giovanile e 3 volte il Campionato italiano assoluti. Sono andati abbastanza bene, ma il livello è piuttosto alto, sicuramente molto più di quello regionale e la competitività è maggiore. A livello toscano siamo andati sempre bene, fino all’essere stati campioni regionali nel 2012 a squadre”. La soddisfazione più bella? “Quando lo scorso anno arrivai primo ad una fase di un torneo regionale di quinta categoria. Fu bello anche perché si svolse a Livorno e per me fu importante vincere nella mia città”. La caratteristica che deve avere un atleta di tennis tavolo? “Prima di tutto ci vuole serietà, perché per conseguire risultati in questo sport non ci vuole solo bravura nel muoversi e nella tecnica, ma anche impegno mentale, è richiesta molta testa”. Tu quale qualità ti riconosci? “La potenza. Colpisco forte la palla”. Un sogno nel cassetto? “Vincere i Campionati italiani assoluti di quarta categoria. Il secondo sogno è arrivare ai Campionati italiani giovanili e fare anche un bel risultato”. Quanto ti alleni? “Dalle 3 alle 5 volte alla settimana. Con la scuola concilio bene, perché mi basta stare attento in classe”. Cosa pensano i tuoi compagni di scuola di questa disciplina? “Molte volte le persone hanno dei

pregiudizi, ma questo è un problema loro. Io me lo godo il tennis tavolo. Mi è capitato che mi prendano in giro, in modo scherzoso, ma questo perché non conoscono la disciplina, però non mi interessa molto, non mi faccio problemi”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “Due anni fa stavo vincevo 10-3 una provo di Campionato italiano, ero in tensione, mi tremava la mano, era un momento importante perché vincere quella partita voleva dire poter passare alla fase successiva. Ed invece cominciai a perdere ed arrivai 10 a 9. Allora mi fermai un attimo, chiusi gli occhi e riuscii a ragionare e segnai il punto che mi fece vincere la partita. Così alla fine il presidente nazionale della Fitet venne da me e si complimentò”. Cosa apprezzi di Ivan? “Con lui ho un rapporto bello, lui sa tanto di questo sport e sa darti sempre il consiglio giusto, ti capisce e ti aiuta”. Hai fatto altri sport? “Ho praticato calcio per 6 anni, ho suonato anche alcuni strumenti musicali, poi ho fatto basket, nuoto e altri ancora. Ma alla fine il ping pong è quello che mi è piaciuto più di tutti e sono rimasto”. Perché? “Perché ogni volta che giochi è diverso, hai stimoli nuovi, in ogni situazione ci sono cose differenti. E poi può essere individuale e a squadre e anche questo può fornire molti stimoli. È uno sport serio che ti mantiene in forma ed è intelligente”. Vuoi aggiungere qualcosa? “A tutti quelli che pensano che non sia uno sport e lo sottovalutano vorrei dire che fanno un grosso errore perché si perdono delle grandi emozioni”. Chi ti senti di ringraziare? “Naturalmente Ivan, poi gli miei amici che ho trovato qui, che mi sostengono sempre e mi dimostrano la loro amicizia anche fuori dalla palestra”.


Augusto Bachini

La memoria storica del tennis tavolo livornese

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Augusto Bachini con Ivan Stoyanov

l tennis tavolo è una passione senza età, che soprattutto dura nel tempo, come ci racconta Augusto Bachini vice presidente della società Bernini. “L’attuale società è nata dalla dismissione della precedente società Stanic. Quando lo stabilimento chiuse insieme al suo dopolavoro, io e Ivan decidemmo di fondare una nuova società che oggi vive solo con le rette mensili dei ragazzi e grazie al Comune di Livorno, che ci ha sempre dato una palestra dove giocare. In più abbiamo la fortuna di avere un grande Ivan come tecnico e atleta”. Ci racconti com’è nata la sua passione per il ping pong.

“È una passione che viene da lontano. A dieci anni già giocavo. Il mio problema era che riuscivo bene anche a calcio e così alla fine pur dedicandomi ad entrambi, privilegiavo di più il pallone, perché era uno sport che poteva dare maggiori sbocchi. Sono arrivato al top del tennis tavolo quando partecipai ai mondiali della gioventù Uisp, piazzandomi ad un buon livello. Posso dire di aver giocato fino a 26 – 27 anni divertendomi. Quando c’erano campionati di tennis tavolo importanti mi chiamavano ed io andavo, la passione per questa disciplina mi ha poi portato a creare la prima società allo Stanic e a seguire sempre questo mondo”.

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l’in te r vista

La soddisfazione più bella come atleta? “Quando arrivai secondo ai Campionati italiani verso i primi anni ‘60, non ricordo esattamente l’anno, e poi aver partecipato ai Campionati mondiali della Gioventù Uisp”. E come dirigente? “Vedere l’esplosione del figlio di Ivan. Un atleta tuttora in nazionale che è cresciuto in questa società. E poi vedere questi ragazzi che ogni anno aumentano e vanno sempre meglio. Abbiamo squadre in tutte le categorie e gli atleti si impegnano veramente tanto. Un’altra soddisfazione è la serie A, che riuscimmo a giocare qualche anno fa ad alti livelli. Però per mantenersi a questi livelli occorrono risorse economiche che noi purtroppo non abbiamo, e quindi ci siamo dovuti accontentare della serie minore”. La qualità di questo sport? “È impegnativo come gli altri sport, occorre allenarsi 4 o 5 volte alla settimana. È una disciplina che lega molto i ragazzi fra loro grazie alle esperienze che fanno insieme. E questo lo vediamo in tante occasione, fra cui la pizzata di fine anno, che è affollatissima, perché nessuno vi rinuncerebbe”. Un sogno nel cassetto? “Che questa società possa continuare a vivere anche in futuro. E ciò può avvenire solo con l’aiuto del Comune che ci mette a disposizione i locali. Il sogno è anche quello di continuare a veder crescere questi ragazzi e aiutarli a migliorare la loro tecnica”. A lei cosa ha dato il tennis tavolo? “La forza di continuare fino alla mia età, a seguire con passione questo mondo. Credo che non sia una cosa semplicissima”. E la passione per il calcio come è proseguita negli anni? “Anche questa si è mantenuta, oggi sono il presidente del Club Merlo e dopo il Livorno, ma solo dopo, tifo anche per l’Inter”.

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Un atleta di Triathlon in gara

Triathlon Cresce l’attività giovanile in Toscana e a Livorno L’impegno della federazione regionale per lo sviluppo del movimento

Un gruppo di atleti della Livorno Triathlon

processo di miglioramento strutturale. Il lavoro svolto ha sviluppato e svilupperà nella prossima stagione i due temi fondamentali del settore: l’attività agonistica e promozionale e la partecipazione a manifestazioni a carattere nazionale. I risultati agonistici dei nostri ragazzi sono stati in linea con quelli degli ultimi anni, i frutti ricavati da tornei interregionali sono stati sicuramente di maggior rilievo, anche se a tal proposito, analizzati vari fattori, si è potuto constatare che atleti cresciuti in contesti differenti, sono difficilmente associabili in modo diretto al lavoro sistematico e strutturato del Settore Giovanile Regionale. Nell’anno che è trascorso, utilizzando un sistema di rimborsi e promozione, è stato possibile coinvolgere i giovani in una serie di manifestazioni/raduni. Senza dubbio una novità rispetto al passato, con un numero di atleti e collaboratori, che ci consentono di strutturare un progetto di attività mirate alla

crescita del settore. Il progetto Triathlon Days, dedicato a tutti i giovani triatleti dai 6 anni cat CU sino ai 18 anni cat. J, ha permesso un confronto maggior e migliorativo rispetto al passato. IL TD2015 ha messo in opera un sistema di appuntamenti ed allenamenti dedicati alla realtà giovanile regionale multidisciplinari, tra cui anche Livorno, finalizzati alla crescita sul territorio regionale, ma anche su realtà locali come quella labronica. Quanto fatto è importante, ma l’opera è solo all’inizio e solo la sinergia di passione, volontà e determinazione porterà i giovani toscani ad essere i futuri Campioni di Vita. Contatti FEDERALI TOSCANI Comitato Regionale Toscano Federazione Italiana di Triathlon via Piemonte, 52 - 57100 LIVORNO (LI) tel: 335-1881516 email: presidente@crto.it president@toscana.fitri.it WEB:http://toscana.fitri.it fb: Comitato Regionale F.I.Tri. Toscana

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e attività 2014 hanno visto primeggiare la passione dei triatleti sul territorio ed un fiorente settore giovanile. I triatleti livornesi hanno saputo interpretare lo spirito sportivo, facendo emergere la lealtà, il coraggio e la determinazione tipica degli sportivi purosangue. L’altro tema necessario e fondamentale per raggiungere l’obiettivo citato è quello costituito dal riassetto dell’attività agonistica e promozionale giovanile. Il Circuito di Coppa Toscana con gli ormai tradizionali appuntamenti di gare Kids di Aquathlon, Duathlon e Triathlon ha messo in luce una realtà giovanile ormai in fase di consolidamento che premia l’operato e le società labroniche. Uno degli elementi più importanti, nella stagione conclusa, è stata la creazione di un sistema che ha permesso la sempre maggiore crescita del lavoro fatto dalle Società e dai loro tecnici con i giovani a livello locale in modo strutturato e continuativo. Per consentire questo processo è stato necessario un alto coinvolgimento delle società e di un coordinamento a sostegno delle attività proposte dalla Federazione Italiana Triathlon. La FITRI ha cercato di garantire ai giovani la migliore attività possibile e comunque dà la possibilità d’iniziare un

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l’in te r vista

Federica Fanciullacci e Simonetta Bernardini

Obiettivi chiari e tanta determinazione per raggiungerli

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ntrambe atlete della società Livorno Triathlon, entrambe sportive di nascita, entrambe si dedicano al Triathlon da un periodo più o meno lungo. Federica Fanciullacci ha 20 anni e di lei racconta: “Ho sempre fatto nuoto a livello agonistico da quando avevo sei anni. Era un po’ di tempo che pensavo di passare al Triathlon perché è uno sport più completo e perché mi è sempre piaciuto, così circa un anno fa, dopo la delusione per un Campionato italiano, ho deciso di fare il salto”. Chi ti ha indirizzato alla Livorno Triathlon? “Una mia ex allenatrici, anche lei

iscritta alla società, che mi ha portato con sé e presentata al gruppo”. Com’è andato il 2014? “Mi sono divertita tantissimo. Ho fatto i Campionati italiani e sono arrivata decima assoluta e per una che ha appena cominciato è stato un bel successo. Poi sono migliorata molto con la bici, che inizialmente mi ha dato un po’ di difficoltà e anche questa è stata una bella soddisfazione”. Quanto ti alleni? “Praticamente tutti i giorni. In genere la domenica facciamo una gara o un allenamento tutti insieme. Mentre durante la settimana faccio due allenamenti di nuoto, due di corsa e due

Federica Fanciullacci

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di bici, quindi si arriva a sette volte la settimana. Mi piace allenarmi”. Obiettivo del 2015? “Arrivare agli italiani di Riccione in una posizione migliore rispetto all’anno precedente, nello sprint, che per ora è la mia specialità”. Un sogno nel cassetto? “Fare bene una gara di Ironman”. Un atleta mito? “Domenico Passuello, che è un atleta di Livorno. E poi la Mazzetti che è arrivata prima nello sprint, cosa che è un po’ il mio obiettivo”. Quando non ti alleni cosa fai? “Frequento l’Università a Pisa di Ingegneria Biomedica”. Come fai a conciliare tutto? “Ho sempre conciliato bene studio e sport, ed anche con l’università non ho problemi. Faccio entrambe le cose volentieri e quindi il sacrificio si affronta meglio”. La soddisfazione più importante? “Il campionato italiano”. Un episodio da dimenticare? “Una gara disputata a giugno dove mi sono sentita male, era una delle prime gare e ancora non sapevo gestire il passaggio fra nuoto e corsa e tra corsa e bici. E poi un’altra competizione dove sono caduta e mi sono tagliata il mento”. Quali caratteristiche deve avere un’atleta che fa questa disciplina? “Volontà, costanza ed avere degli obiettivi precisi”. La tua? “Saper fissarmi degli obiettivi”. I tuoi tecnici? “Riccardo Rosselli mi cura nella bici e nella corsa. Cristina Valori invece mi segue nel nuoto”. Cosa ti piace di loro?


praticarlo e mi fanno sempre i complimenti”. Simonetta Bernardini dice di sé: “Ho iniziato con il Triathlon da poco, circa 5 anni, prima correvo e facevo solo gare di corsa. Poi per problemi di schiena mi sono orientata sul nuoto, a quel punto ho provato anche a fare la bicicletta e il salto al Triathlon è stato naturale. Mi sono trovata subito bene, ho capito che anche per il corpo è bene non fare solo una disciplina, per evitare di sollecitare sempre e solo le stesse parti, con il Triathlon rischi meno infortuni proprio per questo motivo”. Chi ti ha seguita in questo passaggio? “Mio marito che da molti anni fa Triathlon. Senza di lui forse non avrei avuto il coraggio di provare a partecipare alle gare”. Quanto ti alleni? “Tutti i giorni, ma ci sono anche i periodi in cui riesco ad allenarmi due volte al giorno. Sfrutto l’ora della pausa pranzo e poi la sera al termine del lavoro. L’allenamento più lungo è quello della domenica in bici. In estate sfrutto anche la mattina presto, verso le sei”. Com’è andato il 2014? “Ho fatto il mezzo Iron dell’Elba, che è considerato il più duro d’Italia, perché il percorso in bici è molto mosso, ci sono delle belle salite. Sono arrivata prima di categoria e decima donna assoluta. Una bella soddisfazione perché credevo che una gara così impegnativa e lunga non avrei mai potuto farla”.

Simonetta Bernardini

Obiettivo del 2015? “Vorrei fare una latro mezzo Iron, pensavo a quello di Pescara”. Un sogno nel cassetto? “Provare a fare un Iron man, se le condizione della schiena me lo permette, magari prima dei 55 anni”. Quali devono essere le principali qualità di un’atleta che fa questa disciplina? “Determinazione e passione altrimenti non vai avanti, soprattutto quando si lavora”. Le tue qualità migliori? “Credo di avere entrambe le caratteristiche”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Da una atleta di Grosseto, che mi ha detto che la triatleta a Livorno sono io, perché salgo sempre sul palco della mia categoria”.

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“Entrambi mi sanno prendere, cercano di capire tutte le situazioni, si dedicano molto all’insegnamento, hanno tanta esperienza”. “Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Dopo i Campionati italiani, quando il mio allenatore mi ha detto che ho fatto una bici strepitosa e visto che questa disciplina all’inizio mi creava molte difficoltà, sono stata molto contenta del complimento”. Che sensazione ti dà il Triathlon? “È uno sport che ti dà la sensazione di libertà, non è come il nuoto che era molto chiuso in sé, dovevi sempre seguire la linea nera in acqua. Inoltre, il triathlon non ti dà mai la certezza di finire una gara, perché puoi sempre ritirati in una fase e anche questo è bello perché lascia sempre l’incertezza”. Cosa ti dicono gli amici della tua attività? “Mi chiedono come faccio a

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Utilizzabile anche per feste di compleanno con servizio catering


Viviano Vanni

Un tecnico per il Triathlon che mette insieme più competenze

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Un gruppo di bambini della Nuoto Livorno Triathlon

otremo chiamarlo il “triallenatore” mutuando dalla parla triatleta. Ed infatti, Viviano Vanni è il tecnico del Nuoto Livorno Triathlon, società che in questo settore è ripartita dai giovani. Perché la Livorno Nuoto si occupa anche di Triathlon? “Fra le varie attività fra cui nuoto e pallanuoto c’è anche questa. Una disciplina che seguiamo da anni con fasi alterne, perché portate i giovani a fare Triathlon non è facile. Adesso sta ben crescendo il movimento dei più piccoli”. Come si diventa allenatore di Triathlon? “Frequentando i corsi organizzati dalla federazione. Ci sono più fasi, prima si diventa aiuto istruttore, poi istruttore e in fine allenatore. Ci vuole molta esperienza per formarsi in tutte le tre discipline, io adesso sono 11 stagione che seguo i giovani come allenatore”. La soddisfazione più bella? “Nel 2009 abbiamo avuto Tonsa che ha fatto i Campionati giovanili ed è arrivato in nazionale. Adesso siamo ripartiti con

i più piccoli, pensando che il nuoto sia la disciplina da fare preferibilmente in età giovanile, perché poi formare un adulto in questa disciplina, che magari viene dal ciclismo o dalla corsa, è più difficile. Nel nuoto i fondamentali vanno appresi in età giovanile. Ecco perché la Livorno Nuoto si occupa anche di Triathlon”. Com’è andato il 2014? “Abbiamo formato una squadra composta da nove bambini compresi dai 6 ai 12 anni. Abbiamo avuto un 4° posto con i bambini dai 6 agli 8 anni al Trofeo Interregionale e poi dei buoni piazzamenti nella categoria ragazzi, che è poi quella di lancio per il vero Triathlon. Ed infatti, qui possiamo citare Frogli e Bellini che sono stati convocati nella squadra che ha rappresentato la regione Toscana”. Obiettivo del 2015? “Ottenere buoni risultati con i ragazzi per presentarsi bene nella categoria Youth”. Come tecnico qual è la soddisfazione più bella in generale? “Vedere i ragazzi crescere, vedere che seguono gli insegnamenti che hai dato loro”.

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Un sogno nel cassetto? “Portare un atleta all’olimpiade”. Quali devono essere le caratteristiche dei ragazzi che fanno Triathlon? “Nelle categorie giovanili come in tutti gli sport, conta il divertimento. Noi offriamo vari schemi motori con le tre discipline che non ha uguali in altri sport. Non possiamo a questa età parlare di caratteristiche, di quelle che poi possono far venir fuori il talento, sono cose che si vedono dopo, con il tempo”. Ed invece, le qualità di un tecnico, quali devono essere? “L’allenatore deve essere una spugna. Le basi si fanno stando sul campo, apprendendo dai tecnici delle varie specialità per poi coordinare il tutto in una disciplina. Nel Triathlon c’è anche la quarta specialità che è la transizione fra una disciplina e l’altra, cioè il passaggio dal nuoto alla corsa e dalla corsa alla bici”. Le tue qualità migliori? “Io non esaspero la qualità o la quantità, ma punto allo stare insieme e al divertimento. Per i bambini è importante questo. Con i più grandi invece so tirare fuori la loro aggressività, ma questo quando si arriva a livelli superiori”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Con i miei atleti ho sempre avuto e ho un buon rapporto, quasi da genitore a figlio più che da allenatore ad atleta. La cosa che più mi gratifica e quando gli atleti, anche dopo aver terminano l’attività, continuano a cercarmi, mi considerano una persona importante, un riferimento anche nei passaggi della loro vita”. Un atleta preferito? “Lorenzo Tonsa perché con lui abbiamo vissuto insieme il percorso della nazionale, ma anche con gli altri i rapporti sono stati buoni, per me alla fine sono tutti buoni atleti, che mi hanno fatto crescere”. C’è differenza fra l’allenare una donna e un uomo? “Sì. Allenare una donna è molto più difficile, perché devi essere anche un buon psicologo. Le donne sono più grintose, però il maschio viaggia più spensierato, la donna deve essere maggiormente guidata, devi cercare le motivazioni perché in un momento si pone in un modo e, dopo breve tempo, in un altro”.

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l’in te r vista

Domenico Passuello

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L’anno del riconoscimento ufficiale

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er Domenico Passuello il 2014 è stato l’anno del suo riconoscimento ufficiale come grande atleta di Ironman. Per dire la verità Domenico è già da qualche anno fra i migliori del mondo, ma gareggiando molto all’estero la sua immagine in Italia era rimasta un po’ nell’ombra, pur facendo parte da tempo anche della squadra nazionale. Insomma, più una questione mediatica che atletica, e lui che è anche un po’ timido e certo non è uno che “sgomita” era ingiustamente rimasto fuori dai riflettori. Ripercorriamo con lui l’anno, con i suoi appuntamenti più importanti. “A febbraio sono andato al Campionato spagnolo di Duathlon lungo, una gara che solitamente non pratico, ma che talvolta mi piace provare a fare. Si tratta di corsa (17 chilometri), bici (70 chilometri) e corsa (altri 8 chilometri). Sono andato per cercare un po’ di caldo, così mi sono allenato pensando poco alla gara, ma sono riuscito ad avere delle buone energie e a vincere”. C’è poi stato il Mexico. “Sì, mi ero prefissato di partecipare a questa prima gara dell’anno valevole per acquistare i punteggi per il Campionato del mondo di Ironman. È andata molto bene, meglio di quanto avevo previsto,

infatti, sono salito sul terzo gradino del podio. Sono sempre stato in testa, mi è mancato qualcosa nella maratona che fatta a 32 – 33 gradi e non perfettamente acclimatato, si è fatta sentire. Complessivamente la competizione è durata 8 ore e mezzo”. La vittoria più importante dell’anno? “Il Challenge Rimini che fa parte di uno dei circuiti più importanti e concorrenziali

e si svolge a fine maggio. C’erano i migliori atleti europei e anche molti provenienti da paesi extraeuropei. È stata una vittoria importante perché ha consolidato il mio ruolo di atleta di valore. Inoltre, è stata anche una gara molto bella, svoltasi sul lungomare di Rimini, con tante persone e un tifo a favore”. Come hai continuato la stagione? “Dopo Rimini ho fatto due gare fra le più importanti nel modo, l’Olimpico in America che non ha scia in bicicletta e si svolge su una distanza olimpica, quindi molto corta e non molto adatta per me, ma comunque sono arrivato ventesimo. Era una gara dove partecipavano i primi trenta al mondo ed è stata comunque una soddisfazione essere in questo gruppo. Poi ho fatto il mondiale in Canada di mezzo ironman a settembre, dove sono arrivato ventesimo. Però per me è stato un po’ deludente, un piazzamento che mi è stata un po’ stretto, ma la mia condizione non era proprio eccezionale, quindi devo accettare il risultato. Comunque, anche a questa competizione partecipavano i primi 50 nel modo ed esserci stato è indubbiamente una grande soddisfazione”. Il mondiale alle Hawaii? “Ci ho rinunciato per tanti motivi. Ero rimasto male del fatto che in alcune competizioni, fra cui il mondiale del Canada nessun giudice aveva fatto rispettare la scia in bici che dovrebbe essere di 10-12 metri, così ho pensato che investire in una gara così importante, sia atleticamente che economicamente, e poi non fare una


“Andrò a fare un’altra tappa del Changelle nelle Filippine che è una gara molto dura. Poi ci sarà la prima gara della Triple Corona, che si svolgerà a Dubai, ed è molto ambita dagli atleti. Seguiranno due gare in oriente, mezDomenico Passuello a Forte Village in Sardegna zo-iron in Malesia e un iron a Taiwan ad aprile. Ripeterò poi il pacità e l’ho potuto anche dimostrarle. Challange Rimini. Poi l’Iron a Nizza, che è Questa vittoria mi ha permesso di sentirmi una delle gare storiche, e ad agosto andrò al pari degli altri. Ho visto poi che la genall’Embrunman, una competizione molto te è molto cambiata nei miei confronti, è dura perché in bicicletta si devono affron- normale, quando vinci ti vedono in modo tare le Alpi, le stesse del Tour de France. In diverso. Oman ci sarà la seconda tappa della Tripla Gli amici si moltiplicano, ma anche i Corona. E poi deciderò se andare o meno nemici, perché l’invidia è sempre in agalle Hawaii. Questa è una gara dove si in- guato. Ho molto più seguito, le persone veste molto, ci sono veramente i migliori mi scrivono mi fanno tante domande, e del mondo, quindi bisogna arrivarci ben alla fine tutto questo mi fa piacere, è bello preparati. sentirsi stimato, sapere che piace quello Deciderò strada facendo anche a secon- che fai”. da dei risultati della stagione”. Il luogo più bello che hai visitato nel Cos’altro ti ha portato quest’anno? 2014? “Ho avuto anche esperienze simpatiche “Il Messico. Un posto fantastico, il mare come l’essere stato invitato, dopo la vitto- è bellissimo, ci sono le balene e un sacco ria di Rimini, a Radio DJ con Linus e Nicola di animali marini che puoi vedere. La gara Savino. È stata una simpatica esperienza e si è svolta nella Baia California, proprio in loro sono bravissimi”. mare totalmente aperto. Cosa ha cambiato la vittoria di RimiMi è piaciuto molto anche il Quebec, ni? un luogo dove in inverno ci sono meno 30 “È cambiato qualcosa in me, nel senso gradi, ma in estate è affascinante, c’è molche ho preso più coscienza delle mie ca- ta natura, animali e silenzio”.

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buona posizione, anche a causa di queste mancanze di rispetto per il regolamento, non era il caso, anche se ero qualificato per parteciparvi, essendo fra i primi 50 del mondo. Quest’anno ho preferito così”. Le altre gare? “Ho fatto un’altra gara importante del Challange in Sardegna a Forte Village, una bellissimo posto. Ho vinto davanti al campione europeo, anche questa è stata una bella soddisfazione”. Obiettivi del 2015?

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Pietro e Guglielmo Frangi

I fratelli campioni italiani nel 420

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ratelli nella vita Pietro e Guglielmo Frangi sono una coppia molto affiatata, ottima per vincere in barca a vela. Pietro ha 18 anni e frequenta la quinto scientifico, mentre Guglielmo è più giovane di due anni e va a Ragioneria. Abitano a Rosignano e per praticare la vela fanno i pendolari con il Circolo di Antignano. Come e quando avete iniziato a fare questa disciplina? Pietro: “Ho iniziato a sei anni, è stata mia nonna che per la prima volta mi ha portato al circolo, perché per caso vide una locandina che annunciava l’inizio dei corsi di vela. Mentre Guglielmo iniziò due anni dopo per motivi di età”. Nessuno in famiglia faceva già vela? Pietro: “Mia mamma faceva già vela e mio padre windsurf, ma entrambi a livello amatoriale. Comunque non furono loro ad avere l’idea d’iscriverci alla scuola”. Avete fatto altri sport? Guglielmo: “Facevamo equitazione”.

Le vostre esperienze agonistiche? Pietro: “Ho iniziato a fare gare con l’Optimist ad 8 anni ed ho proseguito fino a 14, raggiungendo anche buoni risultati, ma non ho mai conquistato un traguardo così importante come è stato quello di quest’anno con il 420. Quando sono passato sul 420 inizialmente gareggiavo con un altro ragazzo, perché Guglielmo doveva aspettare ancora due anni per passare di classe. Quando finalmente nel 2013 è potuto montare anche lui sul 420 abbiamo iniziato a regatare insieme”. Guglielmo: “Nel 2013 abbiamo fatto una stagione tranquilla anche perché io dovevo ancora imparare bene a stare sul 420. Abbiamo partecipato a quattro ranking che sono andati sempre meglio, fino all’ultimo che abbiamo concluso con il 16esimo posto. E poi il 2014 è stato l’anno della vittoria del Campionato italiano. Durante l’estate ci siamo allenati molto, abbiamo trovato delle belle condizioni e siamo riusciti a vincere gli italiani.”.

Quali sono i vostri ruoli in barca? Pietro: “Ero timoniere, ma sono diventato prodiere, per dare questo ruolo a Guglielmo. I nostri fisici sono perfetti per queste funzioni, lui il timoniere ed io il prodiere”. Quali sono i vantaggi o gli svantaggi di gareggiare con il fratello? Pietro: “Ci sono solo vantaggi. Essere fratelli vuol dire essere già uniti e non solo per la vela. Nella vita di tutti i giorni andiamo d’accordo, siamo affiatati, in barca invece, come tutti gli equipaggi formati dai fratelli, litighiamo di più, ma essendo fratelli ci sentiamo anche più liberi di farlo”. Guglielmo: “È normale perché ad un fratello puoi dire di più, che non ad un amico o un compagno di barca. Infatti, gli equipaggi più forti, soprattutto nel 420, spesso sono fratelli”. Quali sono le doti che deve avere un atleta che fa questa disciplina? Pietro: “Rispetto, umiltà, forza mentale. Talvolta è necessario restare calmi, anche quando è veramente difficile, per non farsi prendere dal panico. È importante perché altrimenti si rischia di fare cose che possono diventare pericolose”. Guglielmo: “Resistenza e forza”. Le vostre qualità migliori? Pietro: “La concentrazione e la determinazione, perché non mollo mai”. Guglielmo: “So ascoltare, in modo particolare mio fratello che è più bravo di me e di lui mi fido”. Quale qualità riconoscete a vostro fratello? Pietro: “La fiducia che ha in me. Nei miei confronti è anche molto protettivo, si preoccupa che non mi faccia male”. Guglielmo: “Il fatto di essere molto bravo”. In famiglia cosa pensano ci questa vostra attività in coppia? Pietro e Guglielmo: “La nonna è contenta, anche i genitori, ma fanno molta attenzione che si continui a studiare, la vela richiede tanto tempo e talvolta lo studio passa in secondo piano, ma sappiamo che non dobbiamo farlo, la vela non può essere lo scopo della vita”. Perché?

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Vela

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Il vostro allenatore? Pietro: “Il nostro allenatore è Enrico Maltinti, uno che non fa tanti complimenti, ma quando abbiamo vinto i Campionati italiani si vedeva dagli occhi che era contento. Inoltre, era il suo compleanno e credo che gli abbiamo fatto un bel regalo”. Qual è la cosa più importante che vi ha insegnato il vostro tecnico? Pietro e Guglielmo: “A non essere presuntosi. A fare le cose secondo le regole”.

Cosa vi regala questo sport a livello emotivo? Pietro e Guglielmo: “Tantissimo. Senza vela non riusciamo a stare”. L’esperienza più bella? Pietro e Guglielmo: “Indubbiamente i Campionati italiani di quest’anno, anche se abbiamo sofferto l’ultimo giorno, ci siamo divertiti. Anche quando ci alleniamo, soprattutto quando c’è vento, ci divertiamo molto”. Un’esperienza da dimenticare? Pietro: “La mia seconda regata in Sardegna, fatta con un vento fortissimo, che ci buttava sempre fuori barca. In quell’occasione però ho imparato molto, il mio compagno era bravo e rassicurante”. Guglielmo: “Una regata a Civitavecchia, avevamo appena comprato la barca nuova, ma non ci eravamo accorti di un problema tecnico e siamo arrivati malissimo, demoralizzandoci molto”. Un limite della vela? Pietro e Guglielmo: “È uno sport totalizzante. Per noi questo non è un problema, ma magari per altri sì, c’è chi vuole fare anche più attività insieme, ma con la vela non è possibile”. Il vostro rapporto con la natura? Pietro e Guglielmo: “Il mare va temuto, va rispettato. Per noi che ci siamo cresciuti sul mare è tutto. Ci piace tantissimo e facendo vela lo si può vive totalmente”.

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Pietro e Guglielmo: “Per essere dei professionisti bisogna essere proprio bravi, dei veri talenti, perché le possibilità sono poche”. Cosa vi piacerebbe fare dopo le scuole superiori? Pietro: “Vorrei provare a fare medicina”. Guglielmo: “Io Economia e Commercio”. Obiettivo sportivo del 2015? Pietro e Guglielmo: “I Mondiali”. Un sogno nel cassetto, sempre in campo sportivo? Pietro e Guglielmo: “Le olimpiadi”. Il complimento più bello che avete ricevuto? Pietro e Guglielmo: “A parte i nostri amici di vela che ci stimano molto e gli allenatori delle altre squadre, ci ha fatto molto piacere il complimento di un allenatore sloveno quando ci ha detto che siamo molto sportivi. Ai Campionati italiani è successo che un avversario ha effettuato una mossa scorretta per farci dare una penalità. Si vedeva benissimo che noi non avevamo colpa ed era una sua scorrettezza, ma noi abbiamo comunque fatto il nostro giro di penalizzazione, anche se in palio c’era un titolo da vincere, che fortunatamente abbiamo vinto comunque.Difficilmente altri lo avrebbero fatto, i più avrebbero continuato la gare e poi avrebbero fatto la contestazione una volta a terra. Per questo l’allenatore ci ha fatto questo complimento”.

Nelle immagini Pietro e Guglielmo Frangi

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Pierre Hamon

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Sportivo, armatore, appassionato: una vita dedicata alla vela

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Pierre Hamon e l’amico Giuseppe Scognamillo al timone dello yacht “Canapiglia”

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l mare, il sole, il vento, il paesaggio, la luce, i colori ed anche l’amore sono fra gli ingredienti che lo hanno legato alla terra labronica. Lui che è di origine bretone, nato in Belgio, dove ha iniziato gli studi per diventare ingegnere, trasferitosi a Parigi dove ha dedicato 5 anni della sua vita allo studio delle Belle Arti, ha scelto poi di vivere a Livorno, coltivando le due sue passione: vela e arte. Incontriamo Pierre Hamon nella suo appartamento, all’ultimo piano di un palazzo stile classico, dove luce e vista sul mare non mancano. Perché Livorno? “Venivo spesso in Toscana, perché per un pittore è una terra importante, e qui per la seconda volta mi sono innamorato e sposato. Lei è romana, ma viveva a Rosignano”. Rosignano è un luogo che ha un significato particolare per la sua famiglia. “Certo. La nostra società di Bruxelles costruisce le torri di raffreddamento, che furono progettate da mio nonno, ed infatti,

si chiamano torri Hammon e sono adottate anche dalla Solvay di Rosignano, anche per questo venivo spesso in Toscana. Fino agli anni novanta mi sono occupato della società, poi con la pensione mi sono dedicato alla pittura e alla vela a tempo pieno”. A quale scuola di pittura si ispira? “Non faccio riferimento a nessuna scuola, mi piace lavorare con l’acrilico su legno, su tela o su plastica trasparente. A Livorno ho esposto alla galleria Giraldi, che ancora ha delle mie opere”. Nel mondo dell’arte qual è stata la soddisfazione più bella? “Quella di poter dipingere. Quando vendo le mie opere inizialmente sono contento, ma poi mi viene un po’ di tristezza perché so che non le vedrò più. Ai quadri generalmente non do titoli, preferisco che coloro che guardano trovino quello che sentono dentro di loro”. L’incontro con la Vela come è avvenuto? “Il mio incontro con la vela è avvenuto verso i 17 – 18 anni. In Belgio parliamo due

lingue, ma generalmente gli studenti sono poco contenti di studiare il fiammingo, però per passare l’esame di maturità è necessario conoscerlo, perché bisogna sostenere delle prove. Così le famiglie mandano i figli, generalmente in Olanda, a studiare il fiammingo l’estate prima dell’anno dell’esame. Io avevo trovato ospitalità in una famiglia che abitava verso il nord di Anversa, ma quando arrivai a destinazione scoprii che si erano dimenticati di me e stavano per partire in barca per fare il giro dell’Inghilterra su un Dragone, un’imbarcazione a vela storica, abbastanza piccola. Mi proposero di andare con loro, io naturalmente accettai e quella fu la mia prima esperienza con la vela, da allora me se sono innamorato e non ho più smesso”. Non potendo ricordare tutte le regate, le imbarcazioni e i compagni di vela, ci soffermiamo solo su alcune avventure particolari sia nella veste di sportivo che di armatore. Qual è stata l’esperienza più bella? “Dal punto di vista agonistico sicuramente le esperienze più belle sono state i due Campionati mondiali, quello in Grecia nel ‘89 e quello a Valencia nel 2004. In Grecia ci qualificammo secondi nella categoria amatori. Per poco non arrivammo primi, posto che invece fu conquistato dal figlio del presidente del circolo, che fece anche un errore, imbarcando delle vele, prima dell’ultima prova, che non erano state precedentemente controllate e timbrate. Fu un campionato molto ventoso, quindi le vele erano piuttosto stanche. Sempre in Grecia uno dei grandi avversari fu il Re di Spagna, che è stato un grande velista. Da allora lo abbiamo sempre incontrato sui campi di regata, anche in Italia a Punta Ala”. Le esperienze più belle dal punto di vista umano?


mare aperto è meraviglioso, il tramonto o l’alba sono spettacolari. Io vado in regata perché mi interessa tecnicamente, ma anche perché mi piace andare per mare.” Se chiude gli occhi cosa vede? “I fari. Tutti i marinai le diranno che i fari sono per noi dei grandi amici durante la notte. Anche se adesso ci sono moderni mezzi di navigazione, sono contento che abbiamo mantenuto il faro, perché queste luci di notte, soprattutto quando il tempo è un po’ brutto, sono rassicuranti, sono un po’ come dei grandi fratelli”. Come sceglie il suo equipaggio? “La prima cosa che vogliamo è la capacità tecnica, però è molto importante

F.I.D.A.L.  Federazione Italiana di Atletica Leggera

“Io ho sempre affrontato la vela come uno sport di squadra, sulla mia imbarcazione c’è posto per un equipaggio di 10 persone. I momenti più belli sono quelli di rapporti umani con tutto il gruppo”. È uno sport adatto per i giovani? “Molto, perché è uno sport che fornisce regole che è necessario rispettare. I giovani oggi hanno poco coscienza della necessità di seguire delle regole e lo sport può insegnare questo. Mi riferisco alle regole comuni, ma anche a quelle personali, che impongono uno stile di vita, importante per restare in forme”. Qual è la difficoltà più grossa da affrontare in regata? “Non esiste quando si prevedono le cose e ci si organizza per affrontarle. È l’imprevisto che può creare difficoltà”. Lei si è mai trovato in difficoltà? “Sì, una volta sola. Eravamo vicino a Capo Corso e ci siamo trovati a dover attraversare un branco di balene che dormivano. Abbiamo cercato di non svegliarle all’improvviso, perché avrebbero fatto uno scossone e la coda sbattuta da una parte all’altra poteva essere per noi pericolosa. Qualcuno voleva accendere il motore, ma io l’ho proibito, perché si sarebbero svegliate per il rumore. Così abbiamo proceduto silenziosamente e in tre o quattro minuti siamo usciti indenni dal branco”. La cosa più bella che ha visto a livello naturalistico? “Appena si esce dal porto entriamo nel paesaggio più bello che esiste, perché il

avere un legame di simpatia, l’equipaggio deve essere un gruppo che si vuole bene”. La persona con la quale ha regatato meglio? “Rodney Pattison. È una persona eccezionale, molto carismatico, lo sanno tutti, e se faccio il suo nome, nessuno si potrà offendere”. È uno sport caro? “È caro per me che faccio anche l’armatore, ma ai giovani che vengono in regata non costa niente. Un corso in una scuola, se il circolo è serio, non costa molto, e la barca non è necessario averla, viene messa a disposizione dalla scuola. Chi lo desidera può comprarla, ma è una scelta personale”. Qual è la caratteristica del buon velista? “La cosa fondamentale è il buonsenso. Il velista deve tecnicamente conoscere tante cose e avere un bel bagaglio teorico. Ma quando si è in regata bisogna avere sopratutto buonsenso, quello che ti permette di far uscire quello che sai al momento giusto per prendere le decisioni giuste”. Qual è la sua qualità migliore? “Sono un bravo organizzatore”. Un sogno nel cassetto? “Vorrei avere il coraggio per far riposare me e la barca. Il sogno sarebbe prendere due o tre amici e partire per una crociera per vedere bene e con calma alcune località. Quando si fanno le regata si va in posti bellissimi, ma non ci si ferma, li si guarda sempre dal mare”.

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Windsurf l’in te r vista

Alberto Del Corso, Pietro Gabriellini, Giorgio Cestari, Enrico Freschi e Gregorio Pugliese

Da sinistra: Pietro Gabriellini, Alberto Del Corso,Gregorio Pugliese, Enrico Freschi e Giorgio Cestari

I

l mare ha un grande potere di attrazione su donne e uomini di ogni età. Il windsurf è fra le discipline più belle e naturali per vivere al meglio il mare. Ed infatti, ai Tre Ponti c’è sempre un bel gruppetto di appassionati intenti a scrutare l’orizzonte e pronti a cogliere l’attimo giusto per cavalcare un’onda. Ci fermiamo ad ascoltare i sogni e i progetti dei più giovani. Alberto Del Corso ha 20 anni. “Faccio windsurf da sette anni. Ho cominciato perché avevo guardato più volte il mio migliore amico praticare questo sport e mi era venuta la voglia di provare, così in estate feci un corso mentre ero in vacanza in Sardegna”. In passato hai fatto altri sport? “Ne ho praticati diversi: basket, calcio, atletica, poi di nuovo basket. Però da quando ho scoperto il windsurf ho smesso tutte le altre attività per dedicarmi a questa”. Cosa ti piace di più? “La possibilità di praticarla all’aria aperta, a contatto con la natura, mi dà delle emozio-

ni che le altre discipline non mi hanno mai saputo dare”. Quali in particolare? “Essere in mezzo al mare talvolta anche in condizioni proibitive, ma è proprio questo proibitivo, da sport estremo, che mi piace”. Le tue esperienze agonistiche con il windsurf? “Negli anni passati non ho fatto molte attività agonistica perché in estate lavoro come insegnante di windsurf in Sardegna. Quest’anno invece mi ero organizzato per partecipare a tre prove del Campionato italiano, ma proprio quelle tre non sono mai state disputate per mancanza di vento. Purtroppo è uno sport che è molto condizionato dal tempo”. La soddisfazione più bella che ti ha dato questo sport? “Sicuramente il momento più bello è stato quando ho cominciato a fare le prime manovre aeree con il windsurf,

circa tre anni fa, grazie a Davide e Dario i nostri istruttori. Questo mi ha permesso di arrivare a fare il forwad, che è un salto mortale in avanti, ed il salto mortale all’indietro”. Il complimento più bello che ti è stato fatto? “Non si tratta di una frase o di parole, ma di una sensazione. Quando ho iniziato a fare queste manovre mi sono sentito accolto nel giro degli adulti, di quelli che escono quando ci sono condizioni più proibitivi, insomma essere considerato uno un po’ esperto”. Un’esperienza da dimenticare? “Non ce ne sono”. A cosa ti dedichi quando non sei sul windsurf? “Sono studente universitario di Economia e Legislazione dei sistemi Logistici, mentre d’estate ho sempre lavorato in Sardegna come istruttore di windsurf.” Quanto ti alleni? “Circa tre volte alla settimana. In inverno facciamo più palestra, piscina ecc. In mare ci andiamo un po’ meno”. Obiettivo del 2015?

F.I.S.  Federazione Italiana Surfing

La scuola di windsurf dei Tre Ponti fra onde e divertimento

Alberto Del Corso

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Pietro Gabriellini

“Riuscire a fare bene delle gare, in particolare il Campionato italiano Wave. Questo vuol dire per me cambiare disciplina, perché fino ad ora ho fatto Slalom”. Un sogno nel cassetto? “Riuscire a trasformare questa passione in un lavoro. Oppure riuscire a trasferirmi in un paese dove questo sport è molto praticato come alle Hawaii”. Quali caratteristiche deve avere un atleta? “Fisicamente possiamo dire che quasi tutti possono praticare windsurf, ma mentalmente bisogna essere aperti agli sport estremi. C’è da considerare che in inverno andiamo in acqua anche quando fa molto freddo e questo non ci scoraggia”. La tua migliore qualità? “La passione”. Cosa apprezzi maggiormente dei tuoi istruttori? “Sono riusciti a trasmettermi una grande passione e a farmi divertire. Il bello è andare tutti insieme in mare e divertirci. Questo ci hanno trasmesso e io a mia volta cerco di trasmetterlo ai miei allievi”. Come si fa ad imparare a fare i volteggi sulle onde? “Ci si esercita a fare le manovre a terra, si guarda chi lo sa fa bene e alla fine si va in mare e si prova”. Sei l’unico che in famiglia fa questa attività? “C’è anche mio fratello che pratica windsurf, sono stato io a portarlo, ma lui non ha la mia stessa passione e la prende come un’attività estiva”. Pietro Gabriellini ha 15 anni. “Faccio

windsurf da 5 anni, ed ho iniziato perché mio padre è Davide, uno dei due istruttori della scuola dei Tre Ponti. La prima volta ho provato con una semplice tavola e una vela. Mi sono appassionato subito”. Hai fatto anche altri sport? “Sì, basket e tennis”. Le tue esperienze agonistiche? “A giugno ho iniziato a fare le regate. Mi ricordo bene di quelle disputate sul Lago di Garda. Ne ho fatte due, una di Techno e l’altra di Slalom. Poi sono andato ad Albissola ed anche qui mi sono divertito molto”. Obiettivo del 2015? “Spero di poter arrivare sul podio, ma per fare questo ci vuole un buon allenamento, che si ottiene con molta costanza ed impegno”. Un sogno nel cassetto? “Diventare un campione, ma in questo caso bisogna metterci parecchio impegno, non è una cosa semplice.” Qual è la tua qualità migliore? “La passione mi aiuta a far bene questa attività, ma anche la giusta compagnia”. Cosa pensi di tuo padre allenatore? “È un ottimo allenatore, è simpatico, positivo e ti aiuta ad andare avanti e a migliorare”. Come concili sport e scuola? “Faccio la seconda classe al Nautico e mi alleno 3 volte alla settimana. Mi organizzo in base allo studio, ma la scuola è al primo posto, e quindi se c’è necessità devo rinunciare all’allenamento”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “I più belli sono stati quelli che mi hanno fatto nel 2013 dopo una gara di Slalom, dove arrivai secondo. Complimenti fatti da tutti: allenatori, giudici di gara, compagni”. L’esperienza più belle? “Ne ho un cassetto pieno di belle esperienze. La più importante è quando per la prima volta sono riuscito ad ottenere dei risultati”. Esperienze da dimenticare? “Non ce ne sono”. È una disciplina pericolosa? “Bisogna stare attenti, come in ogni sport, ma non ci sono mai state situazioni in cui mi sono particolarmente spaventato”. Giorgio Cestari ha 15 anni. “Faccio windsurf da 3 anni. Una sera ad una cena organizzata da un amico ho conosciuto Davide e suo figlio. Mi è piaciuto subito l’atteggiamento di Davide che era molto amichevole e così mi è venuta voglia di provare e sono rimasto”. Le tue esperienze agonistiche? “Dallo scorso anno ho iniziato a partecipare alle gare di Slalom ed ho fatto le prime regate in Sardegna e a Torbole. Sono gare più

veloci e più belle rispetto alla Techno che facevo prima”. Obiettivo 2015? “Fare le regate, non mi importate tanto vincere, ma fare meglio dall’anno passato”. Un sogno nel cassetto? “Mi piacerebbe continuare a praticare questo sport per molto tempo e magari in estate lavorare in un ruolo legato al windsurf”. Un’esperienza bella? “Quando ho planato per la prima volta”. La più brutta? “Quando mi si è rotta la boma in mare, ma alla fine sono esperienze anche divertenti, perché quando sei a terra ci ridi su”. Quali qualità deve avere un atleta di windsurf? “Prima di tutto gli deve piacere il mare e deve avere un po’ di coraggio, perché uscire quando c’è vento e ci sono le onde non è da tutti. Inoltre, bisogna essere dotati di molta manualità per montare e smontare l’attrezzatura”. Tu quale qualità ti riconosci? “Il coraggio, mi piace spingermi sempre un po’ di più, anche con il vento più forte, per vedere dove riesco ad arrivare”. Il complimento più bello che hai ricevuto? “Dopo la prima regata che ho fatto con atleti più grandi e forti di me mi è stato detto

Un gruppo di ragazzi della scuola Surf Tre Ponti con i tecnici e cugini Davide e Dario


che sono stato molto bravo, perché ho avuto il coraggio di partecipare”. I tuoi amici cosa pensano della tua attività? “Alcuni sono curiosi perché non è il solito ambiente che incontrano a calcio. Qualcuno ci prende in giro perché siamo gli unici ad andare in mare anche in inverno quando fa freddo. Ma io sono sicuro che se provassero anche loro, ne sarebbero entusiasti”. Come concili sport e studio? “Frequento il Nautico e concilio facilmente fra studio e allenamento. Magari qualche volta salto gli allenamenti e poi quando c’è vento mi dedico al mare”. Hai fatto altri sport? “Ho fatto calcio, ma sono durato due mesi, non mi piaceva l’ambiente, erano tutti garosi. Poi ho fatto nuoto per un anno, tennis per tre anni, mi piaceva, ma quando ho conosciuto Davide ho preferito venire qui” Cosa ti dà questo sport? “Tante amicizie, e poi mi piace il mare e gli allenatori che danno più importanza al nostro divertimento che non alle gare”. Enrico Freschi ha 14 anni. “Ho iniziato 4 anni fa vedendo mio fratello, che ha 10 anni ed ha iniziato prima di me. Una disciplina che mi ha subito affascinato”. Hai fatto altri sport? “Prima ho praticato Ju-Jitsu, nuoto e atletica leggera. A parte l’atletica, gli altri erano sport al chiuso e non mi piacevano”. Cosa ti dà il windsurf? “Quando lo faccio sono felice, mi dà uno stato d’animo migliore, mi ha fatto acquistare sicurezza in me stesso. E soprattutto mi diverto”.

Hai fatto altri sport? “Sì, ho fatto calcio per due anni quando ero piccolo, poi atletica, pallacanestro e nuoto. Ho interrotto tutto perché mi avevano annoiato. Invece con il windsurf mi diverto di più, mi dà più adrenalina, posso restare da solo in mare, insomma è tutto più bello”. Esperienze agonistiche? “Nel 2014 sono arrivato terzo Juniores nello Slalom Tour e poi nel Campionato juniores mi sono qualificato quarto”. Obiettivo del 2015? “Arrivare fra i primi tre nello Slalom Tour”. Un sogno nel cassetto? “Partecipare alle regata di PWA (Professional Windsurfers Association) che è la classe superiore, dove si svolgono le competizioni più importanti e tutti i Campioni del mondo”. Quali devono essere le qualità di un atleta? “Non ci sono qualità specifiche, deve solo piacerti molto, così ti impegni e puoi riuscire”. Gli amici cosa pensano di questa tua attività? “In teoria piace molto, ma sono già impegnati in altri sport. Qualcuno è venuto a provare dietro mio invito e si è divertito”. L’esperienza più bella? “Quando senti che ti alzi per la prima volta e cominci a volare e saltare fra le onde”. È uno sport pericoloso? “Se lo fai con attenzione no. Se esci con condizioni proibitive, allora può essere peicoloso”.

F.I.S.  Federazione Italiana Surfing

Giorgio Cestari

Esperienze agonistiche? “Ho fatto gli italiani giovanili a Torbole e poi ho partecipato a due tappe dell’Italia Slalom Tour nel 2014. Nel 2013 ho fatto la One Hour a Torbole e le tappe dello Slalom Tour”. La soddisfazione più bella? “Quando cavalcai la mia prima onda”. Obiettivo del 2015? “Vincere più gare possibili, come gli italiani a Torbole o i mondiali a Reggio Calabria”. Un sogno nel cassetto? “Diventare un campione”. Come concili scuola e sport? “Sono in prima Iti. Prima viene lo studio e poi lo sport, comunque concilio bene”. Quale deve essere la qualità di un atleta? “La forza, la tecnica e la praticità di manovrare la vela e la tavola che hai sotto i piedi”. La tua qualità migliore? “La forza. La tecnica devo sempre affinarla”. Qual è l’aspetto che più apprezzi dei tuoi allenatori?

Enrico Freschi

“Sono simpatici e questo sport ce lo insegnano facendoci divertire, però quando ci sono le gare ci fanno tirare fuori grinta ed impegno”. In famiglia cosa pensano di questa tua attività? “Sono contenti, basta che porti buoni risultati scolastici”. Gregorio Pugliese ha 15 anni. “Frequento il liceo artistico al Cecioni e faccio windsurf da 4 anni. Ho iniziato per caso, osservando in estate chi già lo praticava, quando andavo al mare”.

Gregorio Pugliese

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Motociclismo Riflessioni sul centro motoristico polifunzionale

Da dx a sx: Mauro Papucci M.C.Livorno, Pino Santacroce White Blue Team, Marco Piazzini Delegato FMI Livorno, Andrea Vignozzi Pres. CO RE Toscana FMI, sindaco di Livorno ing. Filippo Nogarin, Ivano Zanatta M.C. Torre della Meloria, di spalle Marco Cannito “Lista Civica città diversa” c/o locali del ristorante “Grotta delle Fate” messoci a disposizione dall’appassionato Bruno Crocchi.

sulle spalle dei contribuenti: già dal 2001 anno in cui fummo contattati dal Comune nella persona di Luciano Fedi, allora delegato FMI, Ivano Zanatta, presidente del moto club Torre della Meloria si offrì come la persona che si esporrà tecnicamente ed economicamente per creare l’impianto. Da parte della Federazione e degli altri moto club del Comune di Livorno: White Blue Team e Moto club Livorno, verrà dato l’appoggio necessario a Zanatta per arrivare all’obbiettivo preposto. A carico del Comune resta di dare la disponibilità del terreno… ed il via libera. A tutte queste figure dobbiamo un ringraziamento per lo sforzo offerto.

Abbiamo già avuto incontri con il sindaco ing. Nogarin, gli assessori allo sport dott. Perullo, ed alle infrastrutture dott. Aurigi inoltre è stato presentato da tempo da Zanatta in Comune un progetto con tutti gli studi relativi… impatto acustico, ambientale ecc… speriamo che ciò sia accolto o che comunque venga data una valida alternativa. Restiamo in attesa che le cose si evolvano nel modo migliore per la cittadinanza, i motociclisti, lo sport e la pubblica amministrazione. Un cordiale saluti a tutti gli sportivi livornesi. Marco Piazzini. Delegato provinciale FMI

F.M.I.  Federazione Motociclistica Italiana

L’

anno passato è stato per la città di Livorno un’annata di cambiamenti, l’elezione del nuovo sindaco ha dato una sferzata alla città. In funzione anche di questo il popolo motociclistico livornese si è nuovamente fatto avanti per portare all’attenzione della nuova amministrazione quello che era già stato proposto a suo tempo: la nascita di un centro motoristico polifunzionale nella città di Livorno. Prima di tutto ricordiamoci di cosa si tratta. È importante sottolineare che non sarà soltanto una pista di cross ed un fettucciato di enduro, ma bensì un centro polifunzionale dove potranno svolgersi anche altre attività motoristiche: nascerà si come pista di motocross, ma è previsto un nastro asfaltato che potrà ospitare manifestazioni di minimoto, nonché go-kart, supermotard e, cosa molto importante, dei locali in cui verranno organizzati dei corsi di guida sportiva ma anche di sicurezza stradale, corsi su base teorica e pratica che troveranno applicazione all’interno dell’impianto, ed a cui potranno partecipare tutti, ma in modo particolare chi si accinge a prendere la patente sia a due sia a quattro ruote. Altro aspetto positivo da non sottovalutare è l’aspetto economico: la nascita di posti di lavoro che si verranno a creare per la gestione dell’impianto: bar, manutenzione, guardiano…ecc. senza considerare l’indotto che ne gioverebbe in occasione delle manifestazioni: in primis ristoranti ed alberghi. L’impianto diverrà una nuova area ricreativa per i cittadini, dove chiunque potrà trascorrere nel migliore dei modi il proprio tempo libero, sia praticando, sia assistendo alle manifestazioni motoristiche o semplicemente per… prendere un caffè, magari guardando un Gran Premio su di un grande schermo. Riporto l’esempio del circuito di Franciacorta (Bs), dove l’impianto è utilizzato anche per “lo struscio” del fine settimana, luogo in cui la gioventù si ritrova e l’impianto viene utilizzato al pari della piazza principale del paese. Come nasce e da chi sarà realizzato. L’impianto non sarà a carico del Comune e di conseguenza non ricadrà

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MOTO CLUB LIVORNO 1921 - 2015 Programma delle manifestazioni 2015 29 marzo • 4° Trofeo sociale aperto a tutti i soci del M.C. e anche ai non iscritti alla F.M.I. La graduatoria finale si baserà su semplici e divertenti prove di abilità e ci saranno ottimi premi di natura gastronomica e non

24 maggio • 37° Motoincontro, aperto a tutti i tipi di moto e scooter con gita turistica e pranzo. Possono partecipare anche i non iscritti alla F.M.I.

21 giugno • 13° Giro della Toscana, prova valida per il trofeo regionale motoraid (regolarità) aperto a tutti i tipi di moto e scooter 19/20 Settembre • 23a Mostra - Scambio per moto e auto d’epoca e modernariato, all’interno dell’ippodromo di Livorno Sede: ViaBacchelli, 70 - 57124 Livorno Presidente: Mauro Papucci, 340 2727829 e-mail: epoca@motoclublivorno.com • web: www.motoclublivorno.com


L

a pubblicazione dell’Almanacco dello Sport livornese è l’occasione per tracciare il bilancio delle attività annuali programmate per mantenere vivo ed efficacemente vitale lo sport motociclistico labronico. Anche il Moto Club Livorno, affiliato alla Federazione Motociclistica Italiana, rileva con soddisfazione che le attività programmate per il 2014 sono state apprezzate e seguite da una folta schiera di motociclisti provenienti da tutta la regione. Un anno particolarmente intenso che ha visto impegnata la Dirigenza del Moto Club Livorno nell’organizzazione e nella pratica delle tradizionali attività prettamente motociclistiche. Le manifestazione organizzate e svolte nel 2014 sono state: 1 Trofeo Sociale basato su prove tipo Moto Raid. 2 Moto Incontro a carattere regionale. 3 Giro della Toscana, gara valida per il Trofeo Toscano Moto Raid. 4 Mostra/Scambio all’Ippodromo di Livorno. Piena soddisfazione quindi sia per la felice realizzazione di tutte le proposte sportive messe in calendario dal Consiglio Direttivo, sia per alcune belle affermazioni del Vice Presidente del Moto Club Fabio Corsi, che ha preso parte al Campionato italiano di Gran Fondo disputando 5 delle 6 gare in programma in tutta Italia e conquistando il titolo di Campione Italiano nella classe “Moto Moderne”. È stato un giusto premio per le capacità di un uomo appassionato di motociclismo che, non trascurando l’attività sociale, in quanto responsabile dell’organizzazione del Moto Incontro (peraltro ottimamente riuscito), ha portato a Livorno una serie di affermazioni importanti culminate appunto con la conquista del titolo di categoria, cosa che, per un membro del M.C. Livorno, non accadeva da molti anni. L’impegno del CD verso lo sviluppo e la diffusione nel territorio regionale di attività legate al motociclismo e all’Educazione

Tante le soddisfazioni del Moto Club Livorno Fabio Corsi campione italiano nella classe “Moto Moderne”

Fabio Corsi alla premiazione a Verona

e Sicurezza stradale, si è confermato particolarmente forte anche se sarebbe auspicabile un più importante coinvolgimento delle Autorità locali nel concedere spazi di maggiore visibilità per quelle attività con scopo principalmente educativo nel campo motociclistico, che hanno risvolti positivi verso i giovani in particolare per quanto riguarda la Sicurezza Stradale. Gli ottimi risultati riscontrati nelle manifestazioni del 2014, sia in termine di numero di adesioni, sia di gradimento sono stati così lusinghieri da convincere il Consiglio Direttivo a riproporle con la stessa formulazione anche per il prossimo anno sociale. Nel 2015 il Moto Club Livorno desidera mettere in campo un suo maggiore impegno nella diffusione della sicurezza stradale, intesa come fattore culturale fondamentale per la convivenza civile.

Forte, infine, l’impegno nel settore dei motoveicoli di interesse storico e collezionistico, chiamati comunemente “d’epoca”, verso il quale l’attenta dirigenza del Club volge una attenzione particolare all’evolversi della normativa e svolge una capillare informazione nel riguardo dei propri soci e di chiunque abbia dubbi e domande da fare in merito. Settore particolarmente importante anche per i risvolti normativi soprattutto da quando il Registro Storico della Federazione è entrato a far parte dell’articolo 60 del Nuovo Codice della Strada, dando così la possibilità, ai mezzi iscritti, di usufruire delle agevolazioni previste per questo tipo di veicoli. Il Moto Club Livorno saluta tutti i lettori dell’Almanacco, nella speranza di vederli sempre più partecipi alle nostre manifestazioni, anche solo come spettatori. Per noi sarebbe già una soddisfazione.

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MOTO CLUB LIVORNO

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l 2014 per il Moto Club Torre della Meloria è stato un anno sicuramente tra i più prolifici in fatto di titoli conquistati, i piloti del Team racing hanno fatto incetta di ottimi risultati sia a livello regionale, nazionale che europeo. Il forte sodalizio livornese ha l’onore di poter schierare diversi tra i migliori piloti della nostra regione e non solo, infatti, dal 2014 ha in organico anche la fortissima Floriana Parrini, fiorentina doc che ha preso parte con successo ai vari campionati riservati alle donne... regionale, italiano e mondiale. Partiamo proprio dalla nostra “bimba” terribile appena ventenne che con la sua Yamaha 250 4T si è imposta nel Campionato toscano, ha fatto il secondo posto nel Campionato Italiano e si è messa in evidenza, alla sua prima esperienza, nelle prove del mondiale svoltesi in Europa. Marco Casucci con la Ktm Alo’s 450 cc. 4T ha vinto il toscano di categoria e centrato il secondo posto assoluto bissando la posizione nel prestigioso Campionato italiano Enduro cat. senior.

Il Moto Club Torre della Meloria

Campioni di tutte le età, ma in particolare evidenza i più giovani Ancora un secondo posto nell’italiano motocross cat. Veteran con Fabio Occhiolini con la Honda 450 cc 4T PMR al termine di cinque tiratissime gare. La ciliegina sulla torta l’ha messa il giovanissimo Filippo “Pippo” Colarusso classe 2002 che con il suo piccolo Ktm 65 cc. Alo’s si è imposto nel Campionato toscano e ha vinto il titolo nazionale di mini enduro, Filippo si è inserito di forza tra i pochi piloti di interesse nazionale e sarà seguito direttamente dai tecnici della federazione motociclistica italiana, in alcune gare con il suo piccolo 65 cc. è riuscito addirittura a chiudere con tempi migliori dei piloti che partivano con le moto 85 cc.

Nel motocross altri importanti risultati, oltre che da Fabio Occhiolini, da Manuel Dolce, tredici anni che con la KTM 85 cc. Alo’s ha partecipato con ottimi piazzamenti al regionale, all’italiano e all’europeo, da agosto è poi salito sul 125 ed ha partecipato alle ultime due gare del Campionato toscano cat. top driver, quello con al via i migliori pi-

loti della regione riuscendo a centrare un secondo posto a Città di Castello ed un primo posto in gara due a Polcanto, chiudendo con la partecipazione alla finale del motor show di Bologna dove ha avuto la grande soddisfazione di entrare a podio con un magistrale terzo posto. Anche Manuel è entrato di diritto tra i piloti di interesse nazionale. A queste importanti affermazioni vanno poi sommati i vari titoli vinti con altri piazzamenti di prestigio ai vari Campionati toscani di enduro e motocross, risultati che vanno a ribadire la forza del sodalizio livornese, unico in Toscana e tra i pochissimi in Italia ad eccellere nelle due discipline, Motocross e Enduro. Partiamo dalla 125 cc. top driver dove si è imposto Lorenzo Galluzzi con il Ktm Alo’s non ha lasciato scampo agli avversari tenendo costantemente la testa gara dopo gara. Sempre in 125 cc. categoria però riservata ai piloti al loro primo anno in questa cilindrata abbiamo piazzato al terzo posto Antonio Tagliareni e al quarto Manuel Dolce che

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direttori sportivi Paolo Ghezzani e Luca Magnanensi e i dirigenti (anche piloti) Simone Lorenzoni, Alessandro Guidi ed il dottor Umberto Valori sempre pronto a dare ottimi consigli e storico del movimento fuoristradistico nazionale, hanno fatto il resto. Unico neo la non presenza delle istituzioni, nonostante gli importanti risultati ottenuti le varie amministrazioni non si sono mai accorte di noi. Inoltre, speravamo che con la nuova amministrazione, qualcosa per il nostro impianto motoristico da costruire a Livorno iniziasse a muoversi... le promesse in campagna elettorale fatte dall’ingegner Nogarin sembravano quasi vere. Anche noi abbiamo riposto ogni speranza.... dopo gli otto anni di bugie e prese in giro da parte del dottor Cosimi non siamo in grado di subirne altre. Ivano Zanatta Presidente MC Torre della Meloria Team Lanzi Macota

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con solo due gare è salito tra i migliori. Ancora 125 cc. ma cat. under 19 con il quarto posto di Matteo Toci e il dodicesimo di Stefano Della Bidia entrambi con il Ktm 125 Alo’s. Furio Franceschi con la sua Honda 250 cc. 4T ha chiuso al quarto posto nella Over 48 mx2 e Alessandro Guidi sempre con la Honda 250 cc. 4T quinto in mx2 over 40. Un po’ sotto tono la mx2 con però ben piazzati Nicola Matteucci, quarto e Michele Manili quinto tutti e due su Honda 250 cc. 4T PMR. Vittoria e terzo posto nella categoria Over 21 mx2 con Giacomo Giammaria e Iacopo Mannucci con Honda 250 cc. 4T PMR. Sesto nella over 40 mx1 Alessio Cardelli con la Kawasaki 450 cc. 4T. Anche la top driver mx1 ci ha visti non vincenti ma sempre tra i migliori con quarto posto per l’inossidabile Fabio Occhiolini con la Honda 450 cc. PMR, il quinto di Michele Galluzzi con la KTM 300 cc. 2T Alo’s ed il sesto di Simone Lorenzoni , anche lui con la Honda 450 cc. 4T PMR. Per finire ancora un terzo posto, nella over 21 mx1 con Marco Zeppi costantemente con la sua Honha 450 4T PMR tra i migliori. Ancora splendidi risultati nel Toscano di Enduro che dopo Marco Casucci, come già detto, ha visto i nostri colori imporsi nella 125 cc. con Mirco Brezzi e Marco Ceccarelli chiudere settimo, tutti e due con i mitici Ktm 125 cc. Alo’s. Solo secondo nella E3 senior per Andrea Sassoli che con il suo Ktm 300 cc. 2T Alo’s

dopo aver dominato le prime quattro gare è incappato in un serio infortunio che lo ha condizionato nelle ultime due, facendogli perdere la posizione di leader. Quinto in classe V Alessandro Brezzi. Ottimi risultati che hanno permesso al Torre della Meloria di conquistare il secondo posto assoluto come squadra. Importanti risultati che anche se con modestia di mezzi la squadra livornese è riuscita a conquistare grazie al contributo di affermate aziende toscane e non solo che hanno scelto il nostro sodalizio, come veicolo per presentare i loro migliori prodotti ed il loro nome. L’importante supporto di KTM Italia grazie ai signori Crippa e Rossi, alla Honda Red Moto con Michele Berera che ci hanno permesso di usufruire di moto davvero eccezionali. Un gruppo di lavoro affiatato che intorno al presidente, la signora Vittoria, come la chiamano i piloti, Ivano Zanatta quello che tiene insieme tutti i rapporti con le aziende , la Federazione ed i piloti, il lavoro duro dei

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MOTO CLUB WHITE BLU TEAM

Moto Club White Blue Team: tutti i risultati della stagione Soddisfazioni sono arrivate anche per il livornese Nico Morelli

La CRM 250, motorizzata Suzuki, è una moto progettata e costruita a Livorno dallo specialista di materiali compositi Flavio Cavallini. La stessa moto ha partecipato ad alcune gare di Campionato del Mondo femminile condotta in gara da Sofia Paull.

Nella categoria emergente Pit Bike Supermotard Cristian Luperini ha partecipato alla serie nazionale ben figurando nella classifica finale. Nel 2015, Luperini passerà alla velocità in pista con la Yamaha R6 Stock preparata e assistita in gara dalla GP1 Moto di Manuel Del Greco.

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l Moto Club White Blue Team nella stagione 2014 ha partecipato con Gianluca Gonnelli al Campionato Italiano di Motostoriche. Il forte pilota versiliese, in sella alla sua Honda 125 del 1988 ha dominato alla gara di Passo Corese precedendo Frank Philippaerts, padre di David, pilota che disputa il Campionato del Mondo motocross. Altre due vittorie importanti, sempre di Gonnelli, a Santa Rita e a Pontremoli dopo una gara combattutissima che lo ha visto in rimonta dalla 25° posizione per una caduta al via. Altre soddisfazioni sono arrivate dalla pista dove il livornese Nico Morelli ha confermato il secondo posto nel Campionato Italiano riservato agli scooter Polini Italian Cup. In sella al suo Piaggio elaborato dalla CM Motorsport di Cosenza si è aggiudicato ben 7 manche delle 12 in programma e soltanto a causa di una caduta dovuta ad una rottura meccanica, non è riuscito a conquistare il titolo finale. Nel motocross l’inossidabile Adriano Ferrarini con la sua CRM 250 4 tempi versione 2014 ha ben figurato nel campionato regionale ed ha proseguito nella sua attività di test.

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l’in te r vista

Umberto Falaschi

S

ono stati tutti raggiunti gli obiettivi che il Club Stop & Go presieduto da Umberto Falaschi, si era dato per il 2014. Ma questo ha voluto dire non solo partecipazioni alle gare e ai trofei, ma anche qualche vittoria e qualche buon piazzamento. Lasciamo ad Umberto Falaschi il compito di raccontare la stagione. “Abbiamo vinto il Campionato toscano di velocità con la 600 aperta guidata da me. Sempre come Moto Club siamo andati con il pilota Federico Natali sull’Isola di Mann a fare il Classic TT cioè il Tourist Trophy. Purtroppo un mese prima il pilota ha avuto un incidente in moto durante una gara in salita e si è rotto il perone, quattro costole e tre vertebre, ma nonostante ciò non ha rinunciato alle gare sull’Isola di Mann. Certo la prestazione non è stata delle sue migliori, ma è veramente degna di nota la sua determinazione e passione, che lo hanno fatto rimontare in moto poco dopo l’infortunio. La sua gara è stata ripresa anche nella trasmissione Sfide da Bar di Sky”. Altri risultati? “Il secondo posto all’Endurance delle Duecento Miglia del Mugello a novembre con me e Natali e il quarto posto ad una Master Cup 600”. Le gare all’estero? “Dopo l’Isola di Mann, con il pilota Dario Cecconi siamo andati ad affrontare alcune

Road Race in Irlanda, come la Cookstown 100, la North West 200 e Tandragee 100, che sono tutte gare internazionali”. Dal punto di vista sociale? “Abbiamo organizzato una gita, naturalmente in moto, con partenza da Collesalvetti, fino a San Pellegrino, Pieve Pelago, l’Abetone e poi, tutti ancora in moto per il rientro”. Quanto si è sentita la crisi economica nell’ambiente motociclistico? “Molto. I costi sono lievitati e di conseguenza tutto è diventato più difficile. Siamo sempre in meno a dedicarci a questa disciplina. Gli sponsor diminuiscono e i costi invece lievitano, mi dispiace dirlo, ma anche la federazione aumenta sempre più i prezzi e questo non semplifica l’avvicinamento di nuovi atleti”. A livello locale si è mosso qualcosa? “Per ora no, ma stiamo aspettando che facciano la pista a Pontedera, con la speranza che questo possa ravvivare un po’ la passione per la moto”. Il momento più bello della stagione? “La gara dell’Endurance è stata veramente una bella esperien-

za, per me nuova, perché non avevo mai partecipato a questa manifestazione. Oltre al buon piazzamento con il secondo posto, ci siamo divertiti molto, anche con tre giorni di pioggia intensa”. Novità per il 2015? “Enrico Tognocchi è un nuovo pilota che correrà alle 600 Super Sport insieme a me”. La tua è una passione che viene da lontano. “Sì, da bambino con le minimoto, grazie agli insegnamenti di mio padre, e già a quel tempo avemmo buoni risultati anche in quella categoria. Poi ci siamo fermati fino al 2005, quando abbiamo ricominciato vincendo subito all’esordio il Trofeo italiano Amatori. Da allora abbiamo proseguito sempre con ottimi risultati”. Qual è la storia del Moto Club Stop & Go? “Il nostro Club è nato per la passione di alcuni per le moto e le gare, ed è stato fondato nel 2005 da un gruppo di amici che volevano dedicarsi all’agonismo, finalizzato alla promozione sportiva”. Nelle foto Umberto Falaschi

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Atleta di moto, presidente del Club

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Pugilato Nuova grande palestra pugilistica all’Accademia dello Sport La Noble Art in tutte le salse: special boxe, ginnastica pugilistica per bambini, boxe amatoriale e agonistica di Mario Orsini

Amedeo Pierro durante una vittoria

Terry Gordini (argento mondiale 2012), Marina Casini e Luca Tassi

Tassi) un paio d’anni fa. I nostri sogni, grazie anche a loro, sono di vedere decollare questa disciplina a livello nazionale. E magari in un futuro non troppo lontano, vederla approdare nel tabellone olimpico. Per riuscirci occorre abbattere alcune barriere. Prima di tutto lo scetticismo dettato, forse anche dalla carenza di accessibilità, di molte palestre, ad accogliere gli atleti portatori di handicap. Nei primi nove mesi del 2014 abbiamo organizzato cinque riunioni con atleti del settore Special Boxe. Nostro obiettivo è fare ancora meglio, in futuro, e allargare gli orizzonti di questa disciplina sportiva”. Tra coloro che si sono avvicinati con entusiasmo alla Special Boxe e frequentano la nuova palestra dell’Accademia dello Sport di via Garibaldi, c’è Luca Giammusso (8/4/1988). “È un anno che pratico pu-

gilato. Una disciplina che si integra alla perfezione con il nuoto e mi aiuta anche a socializzare. Luca e Marina come maestri sono bravissimi, non lo dico per piaggeria ma perché è proprio così”. Alle sue parole fanno eco quelle di Francesco Archibusacchi, nato il 31/10/1986: “Faccio pugilato da un paio di mesi e mi è piaciuto subito perché mi aiuta a tonificare il corpo e rafforzare le braccia. Ho già fatto tre combattimenti. E in futuro spero di farne altri”. Ma torniamo a Marina: “Il domani del settore pugilistico dell’Accademia dello Sport è già d’attualità. Abbiamo tanti bambini e il loro numero cresce ogni giorno. Luca, tra l’altro è membro della commissione nazionale per l’attività giovanile della FPI”. “Inoltre –le parole sono di Luca Tassi- abbiamo un’ottantina di amatori. Il settore agonistico, invece,

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ottobre si è concretizzato il grande progetto pugilistico, ideato dal direttore Damiano Bani, in collaborazione con Gigi Tassi, Luca Tassi e Marina Casini e con la supervisione di Franco Nenci. All’Accademia dello Sport di via Garibaldi, in pompa magna, è stata inaugurata una nuova palestra, di circa 300 metri quadrati. Una struttura in grado di ospitare anche riunioni della noble art. Nella nuova struttura, nella mente degli ideatori, il pugilato sarà proposto in tutte le sue sfaccettature, con Special Boxe e ginnastica pugilistica per bambini come fiori all’occhiello. Boxe amatoriale e boxe agonistica, invece, da coltivare e potenziare. Ad illustrarne i contorni del progetto è stata Marina Casini, due lauree nel primo cassetto e una sensibilità, una passione e una bravura, anche come insegnate di pugilato, fuori del comune. Ascoltiamo quanto ha detto: “Prima di tutto voglio fare i ringraziamenti a Damiano Bani e Franco Nenci che ci hanno accolto a braccia aperte. Davvero due campioni di gentilezza”. Poi il resto: “Abbiamo sette atleti disabili innamorati della boxe che svolgono quest’attività con impegno ed entusiasmo. Sono la punta di diamante di un progetto a valenza nazionale, la Special Boxe, ideato insieme a Luca (ndr.

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Primo Bilancio

Alla vigilia di Natale, all’Accademia dello Sport, il primo bilancio. Portavoce del lavoro svolto nei tre mesi precedenti Luca Tassi. Ecco alcune sue considerazioni. “Il numero dei bambini del settore giovanile è in costante aumento, analogamente a quello degli amatori. Proprio i bambini a I bambini dell’Accademia dello Sport con Marina Casini, Damiano Bani, Lucca, in una tappa Franco Nenci, Luca e Gigi Tassi regionale dei giochi della gioventù, hanno ottenuto buonissi- contri in una settimana: una vittoria e due mi piazzamenti. Le sconfitte. “Amedeo –spiega Tassi- ha forniprime soddisfazioni to una super prestazione, vincendo nettacominciano pure ad mente ai punti, contro un pugile che avearrivare dal settore va all’attivo otto match di cui ben sei vinti”. agonistico. Insom- A Sesto Fiorentino è andata un po’ peggio, ma le cose, dopo il invece, per il ventenne Oliver Giancarlo periodo di assesta- Marquez, sconfitto ai punti dall’imbattuto mento, cominciano boxer di casa Jacopo Scaturro: “Al termine a girare nel verso di match entusiasmante nel quale Oliver giusto”. Poi aggiun- ha messo in mostra dinamicità e improvge: “Con molto lavo- vise accelerazioni che mettevano in diffiro, passione, entu- coltà Scaturro. Il verdetto finale, per quansiasmo e sacrificio, to visto sul ring, non è stato accettato di stiamo mettendo buon grado da Franco Nenci e ha lasciato le basi per costru- l’amaro in bocca. Un vero peccato perché ire una squadra Marquez, avrebbe meritato di bissare il agonistica e giova- successo di un mesetto fa a Pian di Mugelnile di buon livel- lo, quando, nel suo match d’esordio, con lo per poter ambire un incontro sempre all’attacco e spunti di Luca Tassi, Luca Giammusso, Franco Nenci e Francesco Archibusacchi in un futuro, spe- classe aveva costretto alla resa, in manieriamo prossimo, a traguardi prestigiosi”. ra netta, Marco Senesi”, la chiosa finale. Settore giovanile (responsabili Marina Casini e Luca Tassi) A Sesto Fiorentino il Cuccioli 5-7 anni: Kevin Cozzi, Alessio Po- ventiseienne Amema. deo Pierro, al quarCangurini 8-10 anni: Sihon Fresi, Gianlu- to match stagionaca Santini, Alessio Butteri, Gabriele Di le nella categoria Malta. al limite dei 64 Kg, Canguri 11-12 anni: Alan Rivera,Swami con una prestazioPiccioli, Niccolò Pisfil, Alessio Lipari, Vir- ne super ha costretginia Salvadori. to alla resa il forte ed Allievi: Damiano Bonomo, Federico Peri- esperto Marco Fiore. ni, Edoardo Rinaldi. Per Amedeo, al suo Agonisti: Anil Guadagnoli, Gianni Mar- ritorno sul ring doquez, Mattia Morganti, Gianluca La Po- po sei mesi, è il sesta, Amedeo Pierro, Valerio Cucciolini. condo successo di Ma l’elenco dei bambini, consideran- una carriera iniziata do anche quelli in prova è molto più a spron battuto metà giugno, con tre inOliver Giancarlo Marquez durante un match lungo.

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va un po’ rivitalizzato, però partendo dal basso e in maniera graduale anche con l’innesto ragazzini ormai cresciuti”. L’ultima chiosa è di Marina versione “psicologa”: “Il pugilato fortifica la salute mentale, le relazioni sociali, il rispetto delle regole e degli altri. Abituare il bambino ad avere un “avversario” davanti accresce la sua autostima. Fortunatamente, il numero di praticanti, è in continua crescita compreso quello delle donne che si avvicinano a questo sport, buttando giù steccati ideologici atavici”. Atleti: Special Boxe. Luca Giammusso, Francesco Archibusacchi, Martino Seravalli, Jonathan Spinelli, Massimiliano Mattei, Lorenzo Pellegrini e Pino Vitiello (consigliere comunale 5 Stelle).

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Domenico Salvemini stop tricolore “Nel pugilato si vince e si perde. Importante avere la coscienza a posto e non aver lasciato niente al caso”

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l 23 maggio Domenico Salvemini, sul ring di Molinella, dà, forse definitivamente, l’addio alla possibilità di mettere le mani sulla corona tricolore dei superwelter. A infrangere le legittime speranze di super Mimmo, nella cittadina in provincia di Bologna, l’allora imbattuto ventottenne Marcello Matano: campione italiano in carica grazie al successo, nel settembre 2013, nella sua città natale di Ferrara, contro Francesco Di Fiore. Per Domenico quello di Molinella è stato il terzo infruttuoso tentativo di conquistare la corona italiana dei superwelter. I due stop precedenti erano arrivati, entrambi ai punti, nel gennaio del 2012 di fronte ad Adriano Nicchi e l’anno successivo contro Orlando Fiordigiglio. Due sconfitte di stretta misura e con qualche legittima recriminazione che non avevano, giustamente, scalfito la fiducia nelle sue grandi potenzialità. Per questo l’appuntamento di Molinella era stato vissuto, alla vigilia, con tutti i migliori auspici e la reale convinzione di potercela fare. Le cose, sul ring, per super Mimmo, poi sono andate diversamente anche perché Matano, allora imbattuto e con tre successi per KO, nel suo palmares, si era dimostrato, fin dalle prime fasi del match, un osso difficile da digerire. Ma andiamo più nel dettaglio dell’incontro, analizzandolo in alcune sue sfaccettature. Fin dalle prime fasi del match Domenico Salvemini, non si è tirato certo indietro

Domenico Salvemini con la compagna Laura

e ha cercato, come sua abitudine, di alzare i ritmi e dare il meglio di se stesso. Complice anche la bravura del suo avversario, la consueta aggressività, determinazione e coraggio non sono, però, bastati e il suo sogno tricolore è svanito, definitivamente, dopo un paio di minuti dell’ottava ripresa. A dare l’addio, ai sogni di gloria di Domenico, un violento gancio di Marcello Matano, che si è infranto, in maniera devastante, pochi centimetri sotto il suo occhio destro, provocando un vistoso taglio, da cui hanno iniziato a sgorgare fiotti di sangue. I successivi tentativi di tamponare la ferita sono stati vani e l’arbitro, dopo alcuni secondi, ha deciso, regolamento alla mano, di interrompere il match. Realistica e leale, come sua abitudine, l’analisi di Domenico: “Matano mi ha colpito con l’interno del guanto. Vorrei chiarire che non l’ha fatto volontariamente. Ganci del genere in incontro ne volano tanti. La sfortuna ha voluto che mi centrasse in un punto delicato. In ogni caso, non ha rubato niente. Fino a quel momento era in vantaggio, seppure in maniera non così netta come dicono i cartellini dei giudici. Per due Matano era avanti 69-64 e per uno addirittura 70-64. Se il match andava avanti, fino alla decima ripresa, per raddrizzare le cose avrei dovuto mettere a segno un colpo risolutivo, come avevo tentato, invano, di fare in precedenza. L’impresa era quindi, in ogni caso, difficile”. Poi uno sguardo al futuro: “Adesso niente boxe per un paio di mesi. Ho davvero bisogno di un po’ di riposo: fisicamente e mentalmente. In futuro spero di guadagnarmi una nuova chance tricolore”. “Mi dispiace -aggiunge- aver deluso i miei due allenatori Sergio Pulimeno e mio fratello Donato. Entrambi erano convinti che questa volta, ce l’avrei fatta a portare a casa il titolo. Riscattando così i due precedenti tentativi falliti, prima con Adriano Nicchi e poi con Orlando Fiordigiglio. A dire la verità la convinzione di far bene l’avevo anch’io. Poi le cose sono andate purtroppo diversamente. Mi dispiace anche per i tanti tifosi venuti con un pullman e mezzi propri a incoraggiarmi a bordo ring”. Dichiarazioni, del giorno dopo, fatte a bocce ferme da Domenico Salvemini, al sottoscritto, nel suo bar Feeling, sul viale Italia, se lette con il senno

Domenico Salvemini

di poi, appaiono, almeno per quanto riguarda la voglia di tornare sul ring e di avere una nuova chance tricolore, almeno per tutto il 2014, cambiate. Ma torniamo al match di Molinella? Duro, spettacolare, appassionante l’incontro, con il pallino dell’iniziativa quasi sempre in mano a Domenico Salvemini e Marcello Matano, mobile sulle gambe e sul tronco, pronto a colpire con ben assestati colpi di rimessa. Un canovaccio in perfetta sintonia anche con le dichiarazioni, rese, a caldo, dallo stesso pugile di Occhiobello: “Sapevo che Salvemini è un pugile aggressivo, che attacca, pressa ed ha ritmo. Per questo ho impostato il match su una boxe di rimessa, cercando di anticiparlo sulla rapidità”. Una tattica quella di Matano, almeno per come sono andate le cose decisamente azzeccata. Tra le deluse, per la sconfitta di Domenico, anche la bella fidanzata, infermiera, Laura. “Quando ho visto il sangue che gli bagnava il suo volto ho avuto un mezzo colpo al cuore. Adesso penserò a curargli la ferita”. Ad allargare gli orizzonti del bel quadretto familiare è lo stesso Domenico: “Nel pugilato si vince e si perde. Importante avere la coscienza a posto e non aver lasciato niente al caso. La vittoria più bella per me, in ogni caso, arriverà a dicembre quando Laura mi regalerà un pargoletto. Per adesso non sappiamo ancora il sesso. Io preferirei maschio perché così potrà stare attento alle eventuali sorelline che arriveranno successivamente”, afferma con il sorriso sulla labbra, dimostrando di aver ormai smaltito la delusione tricolore.

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Filippo Gressani talento emergente e altro Ben nove volte sul ring mettendo in bacheca sette successi e subendo solo due sconfitte

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alento e classe non si discutono. Filippo Gressani, 17 anni compiuti il 23 agosto 2014, tra i tanti pugili labronici in rampa di lancio, è unanimemente considerato, con Mattia Boldrini, il più bravo e promettente. Nel 2014 è salito ben nove volte sul ring mettendo in bacheca sette successi e subendo solo due sconfitte. La prima, contro Babayev Farman, con la maglia azzurra addosso, il primo agosto a Pescara, nel Dual match Italia Svezia. La seconda, per la verità un po’ inattesa, a S. Donnino, in occasione dei campionati toscani giovanili, contro il fiorentino Paolo Bologna della Boxe Samuray, al termine di un match vibrante e combattuto dal primo all’ultimo secondo. Un pugile, il fiorentino Lorenzo Bologna, già battuto da super Filippo, ai primi di giugno a Andria in occasione della finali del torneo Alberto Mura. Tra le più belle vittorie annuali di Filippo tre anche nella sua Livorno. Uno dei più belli e importanti presso la palestra Eos di Stagno, a marzo in una delle molte riunioni pugilistiche organizzate dalla Boxe Salvemini. In quella circostanza Filippo costrinse alla resa Ion Ivan Mihelea: “Davvero un bel pugile, con un buon bagaglio di esperienza anche a livello continentale”, la sua chiosa appena sceso dal ring. Altri match a Stagno di quella bella serata di pugilato? Uno degli incontri più emozionanti il derby cittadino tra i due pesi massimi, Tiziano Arena dell’Apl e il debuttante Stefano Montali del-

la Boxe Salvemini. Alla fine a prevalere è stato Tiziano Arena, ma anche Stefano ha fatto la sua bella figura. Pareggio, con qualche codazzo polemico, invece tra Nicola D’Andrea (Boxe Salvemini) e Lorenzo Barotti (Pugilistica Massese). A pesare, in maniera decisiva, i due richiami ufficiali, comminati e mal digeriti a D’Andrea per comportamento scorretto (testate). Disco rosso, invece, per Marino De Sanctis (Boxe Salvemini) contro Matusieschi (Pugilistica Massese). E bella vittoria, la prima in carriera, di Andrea Oggiano (Apl) contro Thomas Ricci della Pugilistica Massese. Un successo quello di Andrea salutato da scroscianti e meritati applausi. Stop un po’ inattesi ai punti, infine, per i tre giovani ragazzi della Boxe Salvemini. Mattia Demi si è arreso a Mattia De Bianchi (Boxe Tric. Reggio Emilia). Davide Olivieri a Leonardo Esposito (Pugilistica Pratese) e il giovane Khalil Darghan a Tommaso Santucci (Pugilistica Lucchese). Tra i tanti presenti la bella (arbitro) Veronica Ponsiglione per una sera a riposo, il vice presidente regionale Tancredi Gioia, Domenico Salvemini, il grande Franco Nenci, l’evergreen Gigi Tassi, le boxer: Silvia Sassi e Annalisa Ghilardi con il suo Sergino, il futuro pilota d’aerei e pugile Francesco Passeri e il “padrone di casa” Stefano Biagi. Da Filippo Gressani, infine, pillole di saggezza: “Nel pugilato si sale lentamente, ma se non si mantengono i piedi per terra è faci-

Domenico Salvemini e Filippo Gressani

Filippo Gressani a Stagno

le anche ruzzolare rovinosamente”. Tradotto: in passo alla volta e testa sulle spalle. Da un ragazzo non ancora 17enne (ad agosto) che guarda lontano davvero un bel messaggio.

Gressani vittoria in maglia azzurra

Un paio di mesi abbondanti dopo Stintino, nel Memorial Alberto Mura, Gressani ha costretto alla resa, ai punti, il bravo e aggressivo Vicol Dimitri, dando così il suo contributo all’inequivocabile (9-3) successo azzurro nel “Dual match” Italia-Moldavia, riservato alla categoria Youth. Da sottolineare che super Filippo in Sardegna nell’occasione ha combattuto nella categoria al limite dei 64 Kg, Una categoria al disotto del suo peso forma ottimale, ormai stabilmente tra i 67 Kg e 70 Kg. Gressani per superare Vicol Dmitri ha dato sfoggio di un’invidiabile lucidità sul ring, cercando di azzerare i rischi e pigiando sull’acceleratore quando occorreva.

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Karafili, Salvemini, Gressani e Caroti

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Lenny Bottai sul trono intercontinentale IBF Una stratosferica vittoria sul franco marocchino Ismael El Massoudi

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Lenny Bottai sulla porta del Palacosmelli

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Lenny Bottai ed El Massoudi

n fine marzo scoppiettante e da riporre gelosamente nell’album dei ricordi per Lenny Bottai. In un PalaCosmelli zeppo come un uovo batte ai punti il franco marocchino Ismael El Massoudi e conquista, con pieno merito, il titolo intercontinentale IBF dei Superwelter. Una corona che va far compagnia alle quattro conquistate in precedenza in appena una ventina di match da professionista. Successi o meglio trionfi davvero importanti. Ricordiamoli: campionato italiano, Internazionale IBO, internazionale IBF e titolo del Mediterraneo WBC. Ma torniamo alla stratosferica vittoria sul franco marocchino Ismael El Massoudi. Un successo che letto con il senno di

poi è stato ancora più significativo perché, a dicembre, gli ha spalancato le porte del tempio della boxe mondiale di Las Vegas. A sospingere, incoraggiare, osannare applaudire, incitare Lenny Bottai nella serata magica al PalaCosmelli, tantissimi tifosi. Tra loro anche Igor Protti. L’amico Igor. Il primo a essere chiamato sul ring per condividere la vittoria pochi minuti dopo la conclusone del match con El Massoudi. L’unica nota stonata della serata l’assenza della copertura televisiva. Così a causa del limitato numero di posti, del vecchio palazzetto a ridosso dello stadio, in tanti non hanno potuto gustarsi in diretta la vittoria del loro “idolo” sportivo. Ma torniamo al match con Ismail El Massoudi tutt’altro che una passeggiata. Ri-

sicato il punteggio finale almeno per come hanno visto e valutato il match i tre giudici. I punteggi? Due a favore di Lenny Bottai e uno contrario. Andando nel dettaglio: 115-113 per Giovanni Lamusta e Andre Pasquier. Ed esattamente rovesciato: 113-115 per il terzo giudice Leszec Jankoviak. Poi i contorni. Stupenda la coreografia, con Lenny che si è materializzato dentro una cortina di fumo ed inno francese e italiano e bandiera tricolore a scaldare i cuori. Le prime tre riprese sono sostanzialmente di studio. El Massoudi qualche volta pigia sull’acceleratore e Lenny controlla agevolmente a testa alta e in perfetto stile, facendo poco più del minimo sindacale. Dalla quarta ripresa il marocchino, mobilissimo sulle gambe, il tronco leggermente inclinato in avanti, e la testa, qualche volta, in maniera scorretta, a fare da ariete, inizia a caricare i colpi. Lenny capisce l’antifona e mette in azione la contraerea: con veloci spostamenti e jab e ganci che trovano i pertugi giusti. Una tattica indovinata che gli consente di correre pochi rischi e mantenere il match in buon equilibrio. Dopo una sesta ripresa un po’ sta-


Sottoclou

Lenny Bottai

tica, El Massoudi, cambia strategia e inizia a muoversi velocemente su e giù per il ring e ad affondare i colpi. Lenny, facendo anche tesoro dei consigli del suo allenatore Cristiano Mazzoni, invece di corrergli dietro lo aspetta al varco replica, a par suo, anche con violentissime bordate al bersaglio grosso. Nelle ultime due riprese i due boxer, con fiammate improvvise, cercano di mettere fieno in cascina. Quando il “the end” è ormai dietro l’angolo Lenny scarica un violentissimo gan-

cio sinistro al costato di Ismael e lo fa sbandare come una moto su un lastrone di ghiaccio. È la ciliegina sulla torta di un match che Bottai, come eleganza, stile, classe e correttezza ha meritato di vincere. Nonostante la battaglia e qualche testata di troppo, che ha lasciato segni sul volto, Lenny è lucido come una rosa: “Ho avuto l’onore di combattere con un grandissimo avversario, un campione del mondo, che merita un lungo applauso”, le sue parole prima dell’abbraccio con Igor

Lenny Bottai intervistato da Luca Salvetti, giornalista di Telegranducato

Applaudita esibizione dei bambini: Manuel e Mitia Boldrini, Simone Tamberi, Jacopo Del Rio, Edoardo Tintori, Lorenzo Ramacciotti, Riccardo Benni, Dario Giusto, Giacomo Morelli e Tommaso Bombaci.

Sei match tra dilettanti

Sconfitta ai punti di Alessio Poggetti (Fortitude) con il moldavo Ion Ivan Mihelea. Vittoria di Artur Gronk su Francesco Carannante (Fortitude) e di Faruk sul debuttante Alessio Sitri (Fortitude). Sconfitta di Irene Spagnoli con Patricia Ciarloni. Match pari tra Genny Gori e Serena Bendelli (Apl). Stupendo successo infine per il 15enne Alessio Garzelli (Fortitude). A conti fatti una serata di grande pugilato.

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Protti e le montagne di reciproci complimenti. Poi i ringraziamenti speciali alla sua dolce metà, Veronica Del Giovane: “la mia signora da 15 anni”. E al “meraviglioso pubblico”. Non è mancata neppure la doccia scozzese per i tifosi: “Non so se questo è stato l’ultimo match oppure tornerò sul ring”. Il riferimento, seppure criptato, probabilmente è a un professionismo che trova sempre meno spazio, a regole in evoluzione e a qualche porta, di troppo, sbarrata. Parole poi smentite dai fatti. Come ricordato all’inizio Bottai a dicembre è tornato sul ring, in una semifinale mondiale che se qualcuno l’avesse prevista qualche annetto prima, sarebbe stato preso per matto anche dal più incallito dei suoi tifosi.

Lenny Bottai ed El Massoudi

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Bottai stop mondiale a Las Vegas Una sconfitta, ma a testa alta

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l grande sogno di Lenny Bottai, nella semifinale mondiale dei superwelter versione IBF, all’Mgm Garden Arena di Las Vegas, si è dissolto, come neve al sole, dopo una trentina di secondi della terza ripresa per KO. Un micidiale montante destro al costato, doppiato da un terrificante gancio sinistro al volto, di Jermall Charlo, che avrebbero ammazzato anche un toro, lo hanno mandato al tappeto. Lenny dopo un attimo di sbandamento, attingendo, a piene mani, a orgoglio, grinta e coraggio, seppure a fatica, si è rialzato, pronto a riprendere il combattimento. L’arbitro, invece, non è stato d’accordo e dopo aver terminato il conteggio, forse per tutelare la salute di Bottai, ha fatto cenno che poteva bastare. Proprio nel momento in cui, il maestro, allenatore e amico di Lenny, Cristiano Mazzoni, stava gettando la spugna bianca (asciugamano) al centro del ring.

Il match?

Di studio come previsto la prima ripresa. Con Charlo a punzecchiare il nostro campione con il jab sinistro, doppiato qualche volta dal destro. E Lenny, più basso di qualche centimetro e dotato di minor allungo, a cercare di accorciare le distanze, per cercare, qualche volta riuscendoci, il pertugio giusto per assestare bordate difficili da digerire. Nella seconda ripresa le cose si sono messe subito malino per Bottai. Dopo pochi secondi un potente montante sinistro al fegato di Charlo ha lasciato il segno e fatto vacillare alcune certezze del nostro campione. I guai per Lenny, però, non sono finiti lì. Al termine di uno scambio ravvicinato, quando la ripresa è ormai quasi agli sgoccioli, il sopracciglio sinistro di Lenny si è aperto e l’occhio si

è colorato di rosso. Cristiano Mazzoni, durante il minuto di pausa, con bravura, è riuscito a tamponare la ferita e a rimettere alla meglio le cose a posto. L’epilogo, però, era dietro l’angolo e l’avventura mondiale di Bottai è terminata dopo alcuni secondi di fronte a circa ventimila spettatori che per assistere alla grande serata di pugilato hanno sborsato dai 50 ai 300 dollari a testa. Insomma non bruscolini.

I commenti?

Nonostante la sconfitta prima del limite e la ferita all’occhio Lenny, dalla “Dressing Room” del Mgm Grand Arena di Las Vegas, via etere, ha subito rassicurato i suoi sterminati tifosi. “Sto benissimo, ho mandato a quel paese anche il dottore quando mi ha chiesto dove ero per verificare la mia lucidità mentale. Vi abbraccio tutti”. Poi un commento sul match. “È andata come forse era preventivabile dovesse andare. La boxe è dura. E qui lo è ancora di più. Lo so io. E lo sanno quelli che giudicheranno da una comoda sedia davanti a una tastiera”. Poi una frecciatina pungente condita di ironia. Dando, forse inconsapevolmente linfa, ai dubbi delle centinaia e centinaia di persone che hanno seguito l’incontro dagli schermi di Italia 1. E si chiedevano come faceva un pugile più alto di 5 o 6 centimetri e visibilmente più massiccio ad avere lo stesso peso di Bottai. Ovvero solo i 69,85 Kg ufficiali. “L’avversario – ironizza Lenny- era di un’altra categoria. In tutti i sensi. Stamattina al secondo controllo era già 74,4 Kg. Stasera chissà quanto di più!”. Non poteva mancare neppure un accenno al canovaccio del match: “Io la guerra la so fare e la faccio. Non mi piace usare il fioretto. E non sono venuto qua a cercare di allungare il numero delle riprese del match. In ogni caso è stata una grande esperienza. Spero di aver trasmesso qualcosa, pur essendo stato sconfitto”. E qualcosa Lenny lo ha trasmesso di sicuro. Cominciando dal suo arrivo sul ring con quella maglietta in cui in bella vista risaltava la scritta: “No al jobs act” e quei pantaloncini amaranto come segno tangibile della sua livornesità.

I ringraziamenti dei tifosi?

Terminiamo con gli infiniti (più di diecimila contatti) attestati di stima e simpatia che gli sono sta-

ti indirizzati via facebook. Le frasi più gettonate sono state: “Sei stato grande”, “Sei stato bravo”, “Ci hai fatto emozionare”. Alcuni “aficionados” però, sono andati oltre e hanno espresso giudizi più articolati. Citiamone alcuni cominciando da quello di Chiste: “Grazie Lenny, grazie per averci provato, grazie per i colori che hai portato, grazie per non esserti inchinato, grazie perché un uomo vero non è solo quello che vince sempre, ma quello che ci prova sempre. Grazie, grazie, grazie. Sei stato un uomo vero, un lottatore, un coraggioso. Tutto quello che questa città deve tornare a essere: fiera forte e coraggiosa. Grazie di avermi fatto vivere una notte di boxe come non ne vivevo da secoli. Grazie di tutto Lenny. Forza Livorno!!!” E poi di Igor: “Altri non hanno accettato la sfida per paura di tornare a casa con una sconfitta. Tu sei andato lì a testa alta per giocartela senza paura. Questo per me fa la differenza tra un buon pugile e un grande “homo”. Stima profonda per te”. E di Raffaello: “Non esiste sconfitta nel cuore di chi lotta”. O di Sandro: “Indossando quella maglietta, combattendo la tua battaglia, hai combattuto un pezzo della nostra! Grazie! Onore e rispetto”. Infine di Mattia: “Non esiste sconfitta nel cuore di chi lotta! Grande Lenny, la nostra vittoria è stata vederti arrivare fin laggiù senza indietreggiare di un metro. Le vere vittorie sono queste, agli altri lasciamo onori che poi tanto onori alla fine non sono”.

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Nelle immagini Lenny Bottai in alcuni precedenti incontri

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Pugilato nazionale in gonnella a Livorno L’inizio di un percorso che porterà il settore femminile anche agli europei, al mondiali e alle olimpiadi

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Amazzoni

hapeau per il pugilato in gonnella sul ring della palestra Gymnasium nella tappa inaugurale, del girone A, del torneo nazionale a squadre, femminile di pugilato. In una serata, spor-

tivamente parlando, storica per la nostra città. Scaldata, prima dell’inizio dei match, dalle note dell’inno di Mameli. Sul ring a mettere i bastoni tra le ruote delle Nereidi le Amazzoni: una selezio-

Jasmine De Felice, l’arbitro e Malgorzata Kusiak

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ne di boxer di Toscana, Emilia, Liguria e Lombardia, guidate dal bravo team manager ventottenne di Sesto Fiorentino, Stefano Corazzi. Impietoso il verdetto finale di sei a zero delle Amazzoni, con quattro successi veri e due per forfait, contro le colleghe di Marche, Abruzzo e Molise. Sulla prima vittoria, nella categoria, al limite dei 51 Kg, ci ha messo la firma d’autore la vice campionessa mondiale 2012, Terry Gordini, piegando la marchigiana trentaduenne Laura Fiori. Dalla ravennate Terry una lezione di classe, stile e buonsenso. “Non ho forzato. Importante era vincere non stravincere. Rispettando la mia avversaria”. Poi uno sguardo al futuro. “Nel 2016 mi piacerebbe andare alle olimpiadi Rio. Per allenarmi meglio ho lasciato momentaneamente il lavoro nello studio legale di Ravenna”. Dispiaciuta, perché l’avversaria Azzurra Tiburzi non si è presentata, Alessandra Manfredini di Pavia, geometra in uno studio tecnico di Milano. “Mi sarebbe piaciuto combattere. Tra gli sport ho scelto il pugilato perché è l’unico in sintonia con il mio carattere”, le sue parole. Successo contro l’abruzzese Celeste Rapattoni, della ventitrenne simpaticissima genovese, studentessa in scienze motorie, Michela Braga. La bionda Michela, bagnina in estate e cameriera in inverno: “per essere economicamente indipendente”, sul ring ha dimostrato di saperci fare e con la guardia, in al-

Terry Gordini e Malgorzata Kusiak


Fuori programma

Belle vittorie ma fuori programma di Sidorella Karafili (Boxe Salvemini) contro la fiorentina Francesca Di Gloria. Della fiorentina Martina Righi contro l’aquilana Alessia Fiordigigli. E tra scroscianti applausi, della scatenata Serena Bendelli, dell’Apl, contro Valentina Pinardi. Successo anche di Manuel Fuccini contro Ignazio Scaffidi. Bravissima, come sempre, la bella Veronica Ponsiglione, in qualità di arbitro.

Celeste Rapattoni, Veronica Ponsiglione e Michela Braga

Soddisfatti Donato Salvemini e Sergio Pulimeno, deus ex machine della macchina organizzativa. Tra i presenti il presidente federale Alberto Brasca, Marco Consolati, il tecnico della nazionale rosa Emanuele Renzini, il presidente regionale Ghirlanda, il suo vice Tancredi Gioia e il bolognese Sergio Rosa, responsabile del settore femminile nazionale. Un Rosa davvero felice: “Per il pugilato femminile italiano è una tappa storica. Non vedevamo l’ora che questo torneo partisse.

Malgorzata Kusiak e Stefano Corazzi

Organizzandolo siamo stati in grado di dare gambe a un’iniziativa che, in tanti anni, non siamo riusciti a realizzare con gli uomini. Servirà a far crescere il movimento dal punto di vista tecnico e di esperienza”. Da Alberto Brasca, infine, una ventata d’ottimismo: “la strada intrapresa è quella giusta. Siamo all’inizio di un percorso che consentirà al settore femminile di crescere ulteriormente, per europei, mondiali e olimpiadi”.

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cuni momenti volutamente abbassata, ha messo in mostra una mobilità eccezionale e buona tecnica. Vittoria ai punti anche, nella categoria al limite dei 60 Kg, della bellissima diciannovenne ferrarese di origini polacche, Malgorata Kusiak, studentessa liceale. Con la brava e mai doma ventenne abruzzese Jasmine De Felice, anche lei della categoria élite prima serie, se le sono date di santa ragione, prima dell’abbraccio liberatorio finale. Giusto il verdetto a favore della Kusiak favorita anche da un maggior allungo e maggiore aggressività. Vittoria meritatissima, contro l’indomita ventitrenne Federica Sbaraglia, per Silvia Sassi: la ventisettenne laureata in lingue orientali, della Boxe Salvemini, ormai livornese d’adozione. “Penso di aver disputato un buon incontro contro un’avversaria molto brava. In settimana vado in Cina per lavoro”. Niente match, per mancanza dell’avversaria, anche per la diciannovenne bolognese Valentina Alberti.

Silvia Sassi e Stefano Corazzi

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Clemente Russo

Accolto come una star, ha passato qualche ora nella sede della gloriosa Apl di Mario Orsini

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Clemente Russo e Riccardo Tulli

a Marcianise alla palestra Apl di Livorno. Da uno degli angoli d’Italia in cui la boxe è uno degli sport più popolari, se non il più popolare, a una delle palestre pugilistiche più ricche di storia e tradizione della nostra bella Toscana. Clemente Russo a marzo, accolto come una star, ha passato qualche ora nella sede della gloriosa Apl, presso l’ex caserma Lamarmora. Insieme con lui sono giunti in città anche gli altri due big azzurri e compaesani: Vincenzo Mangiacapre e Domenico Valentino. In programma una bella seduta d’allenamento, tra le sedici corde, con tanti nostri boxer a fare da sparring partner. Non sono mancati neppure momenti di relax, con richieste di autografi e di foto ricordo. Tra coloro che hanno incrociato i guanti con i tre boxer di Marcianise: Tiziano Arena, Davide Di Donato, Danilo Vicari, Marino De Santis, Montali, Andrea Giusto, Nicola D’Andrea, De Quirico, Gianluca Chiellini, Daniele Chiama, Andrea Oggiano e il giovane Mattia Boldrini. Un Mattia complimentato anche dall’ex campione del mondo e attuale supervisore, delle squadre nazionali, Francesco Damiani.

Ma facciamo un passo indietro. Clemente Russo è giunto in città, un paio di giorni dopo i suoi due colleghi. Non per negligenza, ma semplicemente perché era a combattere ad Algeri, contro Chouaib Bouloudinats, nel torneo Dolce & Gabbana Italia Thunder. Match naturalmente vinto senza eccessivi patemi. A causa di quest’arrivo a Livorno in ritardo, rispetto a Domenico Valentino e Vincenzo Mangiacapre, non ha potuto partecipare al loro fianco alla seduta di preparazione atletica, svoltasi alla palestra Popeye di Riccardo Niccolini, sotto la guida di Vittoriano Romanacci. E neppure allenarsi, nel pomeriggio dello stesso giorno, alla palestra Eos di Stagno, con i boxer del team Salvemini a fare da sparring partner. Ad accogliere a braccia aperte il tris di super campioni di Marcianise e della nazionale azzurra, quando sono giunti alla palestra Apl, il “padrone di casa” e presidente Tancredi Gioia. Al suo fianco, in una serata che rimarrà negli annali di questa società, i tecnici: Gianluca Urbani, Sergio Palazzolo, Gigi Tassi e Riccardo Tulli. Al termine della seduta d’allenamento abbiamo scambiato qualche battuta con

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Clemente Russo, prima di rivolgergli alcune specifiche domande. Domande alle quali ha risposto con gentilezza e il sorriso sulle labbra. Ascoltiamo quanto ha detto. Se consideriamo i due titoli, a Chicago 2007 e Almaty 2013. O meglio tre con la vittoria nell’WSB del 2011, le due medaglie d’argento delle Olimpiadi di Pechino e Londra, non le stanno un po’ strette? “Apparentemente sì. Le olimpiadi, però, sono una cosa a parte. Non puoi permetterti di sbagliare e il carico emotivo è ancora maggiore. Essere battuti, in qualche caso anche al primo turno, è capitato anche a pugili che poi hanno vinto il campionato del mondo tra i professionisti”. Alle olimpiadi di Rio de Janeiro ci riprova? “Senza ombra di dubbio è l’obiettivo primario. Stiamo lavorando anche per questo”. E il professionismo? “Finora non ci sono state le condizioni anche perché sono state frenate dal grande sogno olimpico. In qualche modo un passo verso il professionismo l’ho già fatto, firmando un contratto con l’APB: acronimo di Aiba Professional Boxing, la nuova sigla che, in ogni caso, mi consentirà di partecipare alle Olimpiadi di Rio, perché non c’è incompatibilità”. Qual è lo stato di salute della boxe italiana? “Buono e in grande ascesa. Il numero dei ragazzi che si avvicinano, a questo sport, è in aumento e tanti nostri pugili si stanno mettendo, in grande evidenza, da tutte le parti. Il merito è delle tante ottime scuole di pugilato, del valore educativo e formativo di questo sport e anche dei media che ultimamente lo stanno seguendo con sempre maggiore attenzione. E, anche attraverso il piccolo schermo, lo fanno entrare, dalla porta principale, nelle case degli italiani”. Tra i pugili livornesi chi conosce? “Luca Tassi, un pugile o meglio ex pugile, dotato di ottima tecnica e con il quale siamo stati insieme in nazionale”. Cosa ci dice dell’altro livornese Vittoriano Romanacci? “È uno straordinario preparatore atletico. Il più bravo al mondo. Non lo dico per piaggeria, ma perché ne sono convinto”. Ci tolga una curiosità, come fa un paese come Marcianise, con solo 40mila abitanti, ad aver tre pugili: Mangiacapre, Valentino e Russo, di livello mondiale? “Da noi il pugilato è lo sport per eccellenza. Inoltre abbiamo ottimi maestri”. Poi una battuta con il sorriso sulle labbra. “Essendo nella terra dei Fuochi mangiamo verdure, ricche di speciali vitamine, che ci rendono più forti degli altri”.

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Tappa labronica per La Talent League of Boxing Campionato italiano, a squadre, di pugilato dilettantistico di Mario Orsini punteggio, 14-0, che lascia pochi margini alla fantasia e qualcuna in più alle recriminazioni, per alcune decisioni arbitrali, quanto meno dubbie. A far pendere pesare in maniera pesantissima la bilancia a favore degli ospiti ben sei vittorie sul ring (due punti ciascuna), una a tavolino per assenza dell’avversario (walk over: un punto) e un pareggio (un punto). Per i Destrieri, invece, solo la miseria di un pareggio (un punto), azzerato dal punto di penalizzazione per l’assenza, giustificata (colica), di uno dei talenti del team: Nicola D’Andrea della Boxe Salvemini. A dare spessore a questa tappa della Talent League of boxing a squadre di pugilato oltre all’ottimo livello tecnico, la presenza del presidente nazionale Alberto Brasca, di quelli regionali della Toscana e del Lazio: Pino Ghirlanda con il suo vice Tancredi Gioia e il romano Roberto Aschi. Inoltre, di Claudio Rotelli e del nipote del grande Mario: Luca Brondi. Tanti a bordo ring anche pugili, ex pugili e maestri di pugilato: Franco Nenci, Luca e Gigi Tassi, Lenny Bottai, Domenico Salvemini, Annalisa Ghilardi, Veronica Del Giovane, Gianluca Urbani, Donato Salvemini, Filippo Gressani, Francesco Boldrini, Sergio Palazzolo, Sergio Pulimeno. E i C.T di Toscana e Lazio: Emiliano Pisani, Alessandro Boncivelli, Antonio Zonfrillo. Insomma un bel Parterre de Roi.

Sergio Pulimeno e Diego Tommasini

I match?

Sostanzialmente equilibrato, il primo match tra Jonathan Sannino della Fortitude e Mauro Forte, nella categoria dei 56 Kg. Impietoso invece il verdetto: 3-0 a favore di Mauro Forte. Sconfitta ingiusta, nei 60 Kg, del talento 24enne di S. Giuliano (PI), Nicola Henchiri, della P. Lucchese, contro il 23enne romano Valerio Nocera, per arresto del match da parte dell’arbitro nella terza ripresa, per ferita accidentale. Equo pareggio, invece tra Salvatore Tommasini della Boxe Stiava, contro Giuseppe Scordo, nei 64 Kg. Vittoria a tavolino del romano Damiano Falcinelli, nei 69 Kg. Sconfitta immeritata (2-1) di Filippo Ardito (S.A. Firenze) contro Nicolò Scaringella, nei 75 Kg. Stupendo match, tra Diego Tomassini, della Boxe Salvemini e Matteo Guainella. Il verdetto di misura (2-1) a favore del pugile romano della F.B. Liberati ha fatto arrabbiare parecchi dei presenti. “Meno male che siamo in casa. Altrimenti!”, le parole ironiche di Sergio Pulimeno. Sconfitta secca (3-0) del napoletano (in prestito alla Toscana) Domenico Norvetta contro il romano Nicolò Barsotti. E sconfitta ingiusta (per 2-1) con le solite giuste recriminazioni, del colosso 25enne Fabio Piazza, della Boxe Stiava, contro Mirko Carbotti della B. Roma Casal Bruciato. Nonostante la batosta Tancredi Gioia e Donato Salvemini vedono il bicchiere mezzo pieno: “Per i nostri pugili è una bella occasione per mettersi in vetrina, crescere individualmente e come squadra. Inoltre, di gareggiare senza il caschetto protettivo”, le parole di Tancredi cui si aggiungono quelle di Donato: “Il Lazio, lo sapevamo, è più forte di noi anche perché può contare su un bacino di pugili molto più ampio. Solo Roma da sola ha più palestre dell’intera Toscana. Con il torneo a squadre femminile di febbraio e questo abbiamo dimostrato di essere pronti per organizzare i campionati italiani Youth”.

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d aprile, il giorno 12, a Livorno, è il gran momento del pugilato dilettantistico. In programma, al PalaCosmelli, una tappa della Talent League of Boxing. Un campionato italiano, a squadre, di pugilato dilettantistico, con incontri di andata e ritorno, come nel basket e nel volley. Con playoff e finalissima come ciliegina sulla torta. Nove i team partecipanti, suddivisi in tre raggruppanti, in rappresentanza di tutte le regioni italiane, esclusa la Val d’Aosta. Per un totale, tra incontri di andata e ritorno di 6 giornate, per ogni girone, solo nella Regular Season. Ideatore e presidente di questa “Talent League of Boxing”, Roberto Cammarelle, medaglia d’oro olimpica a Pechino 2008 e oro mondiale a Chicago 2007 e Milano 2009, tanto per volare alto e rimanere alle performance più importanti. Proprio Roberto Cammarelle fa tappa a Livorno per illustrare nei dettagli la sua “creatura”. Ad accoglierlo, quasi come una star in uno dei saloni della Provincia, il presidente regionale, della Fpi, Pino Ghirlanda, il suo vice Tancredi Gioia, il responsabile tecnico Emilio Pisani, il presidente del Coni Gianni Giannone, della Provincia Kutufà, Donato Salvemini e Sergio Pulimeno, della Boxe Salvemini, deus ex machine dell’organizzazione della tappa livornese, con Tancredi Gioia. “Lo scopo di quest’iniziativa sportiva –afferma Cammarelle- è quello d’innalzare il livello di qualità del nostro pugilato, cercando nuovi campioni. La Talent League, anche alla luce delle nuove regole internazionali, che prevedono l’eliminazione del caschetto e i cartellini come nel professionismo, è una grande vetrina per valutare capacità e ambizioni dei pugili della categoria élite”, le sue prime parole. Poi aggiunge: “Rispetto delle regole e il fair play sono basilari per l’assegnazione del verdetto. Il talento si misura anche dalla correttezza, oltre che dalle capacità tecniche e fisiche. Un pugile non si vede dalle vittorie o dalle sconfitte, ma da come le ha ottenute. In fondo siamo la noble art”. Per capire cosa sia veramente questa Talent League of Boxing basta aspettare un paio di giorni. Al PalaCosmelli, a fianco dello stadio, si affrontano la squadra della ToscanaUmbria: “I Destrieri Etruschi” e quella dei “Falchi Legionari” del Lazio, nel 1° Memorial Mario Rotelli. Un incontro alla vigilia incerto. Invece, le cose vanno molto diversamente. Lo squadrone laziale dei Falchi Legionari, annienta la pattuglia toscanaumbra dei Destrieri Etruschi con un

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Roberto Cammarelle

Una montagna di muscoli distribuiti su un metro e novanta abbondanti di altezza di Mario Orsini

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Roberto Cannarelle, Luca Brondi e Donato Salvemini

n’icona del pugilato nazionale. Trentaquattro primavere ancora da compiere, una montagna di muscoli distribuiti su un metro e novanta abbondanti di altezza e una eccezionale carriera alle spalle. Roberto Cammarelle in quasi vent’anni, ha vinto tutto quello che c’era da vincere: nove allori tricolori, tre medaglie d’oro ai giochi del Mediterraneo, quattro ai campionati Europei, e due ai Mondiali. E per tre volte di fila è salito sul podio olimpico: Oro a Pechino, Argento a Londra e Bronzo ad Atene. Un record difficilmente uguagliabile in Italia. L’ultima medaglia, nei supermassimi, quella all’ombra del Big Ben, benché sia già trascorsi un paio d’anni, però, profuma ancora di beffa: “La vittoria dell’inglese Anthony Joshua l’ha vista solamente la giuria. È stato un verdetto casalingo che mi ha lasciato l’amaro in bocca”. Nonostante gli infiniti successi tra le sedici corde, uno di quelli cui tiene di più, per la felicità di mamma Giovanna e babbo Angelo che lo spinsero a ottenerlo, è il diploma di ragioniere, conseguito nella sua cittadina di nascita di Cinisello Balsamo. “I miei genitori, entrambi lucani, mi hanno insegnato l’importanza della scuola, i veri valori della vita e il rispetto per gli altri. E la caparbietà, l’ostinazione e l’impegno per centrare gli obiettivi che uno si pone e in cui crede”. Nella sua grande bacheca personale, Roberto ha anche due grandi onorificenze: quella di

Cavaliere al Merito della Repubblica ricevuta nel 2004 e di Commendatore al Merito della Repubblica del 2008, oltre al Collare d’Oro del Coni. Se gli chiedi cosa gli ha dato ed eventualmente tolto il pugilato ha pochi dubbi: “Mi ha dato tutto. Tornassi indietro rifarei quello che ho fatto. Qualche volta mi ha strozzato in gola qualche soddisfazione, che avrei meritato, ma fa parte del gioco, anche se la delusione, come è accaduto a Londra, è stata grossa”. Ai suoi figli consiglierà di fare pugilato oppure gli consiglierà sport, come il calcio, con maggiori prospettive di guadagni? “A Mattia che 5 anni e a Davide che ne ha 2, quando sarà il momento, voglio prima di tutto insegnare i valori dello sport, la voglia e soddisfazione di praticarlo e i benefici, non solo fisici, che dà. Tra le tante opzioni saranno loro a scegliere. Se poi la scelta cadrà sul pugilato ne sarò felice”. La sua signora è contenta che lei abbia scelto il pugilato e continui a praticarlo? “Quando ci siamo conosciuti la mia professione era il pugilato, perché ho iniziato ad andare in palestra a 11 anni e a fare i primi match a Gioia Ghirlanda, Roberto Cammarelle, Donato Salvemini e Pulimeno

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14. Quindi ha accettato tutto il pacchetto infiocchettato sapendo benissimo cosa c’era dentro e con la consapevolezza di ciò che l’aspettava”. Come mai non è mai passato al professionismo. Con le sue enormi capacità avrebbe potuto garantirgli grandi guadagni? “Il professionismo non mi piace. Non c’è scherma. L’obiettivo primario è cercare di abbattere l’avversario. E i match spesso non sono equilibrati e molte volte, con buone probabilità di azzeccarci, si sa in anticipo come andranno a finire. Inoltre in Italia i guadagni sono modesti. Per avere compensi maggiori avrei dovuto andare in America. Ma l’idea l’ho sempre scartata, con convinzione e senza rimpianti”. A Rio De Janeiro 2016 ci sarà? “Bella domanda. Con l’innalzamento dell’età di partecipazione alle Olimpiadi, per i pugili, fino a 40 anni, in teoria potrei andarci. Però per poterlo fare dovrei qualificarmi. L’ipotesi non la scarto a priori, ma il cammino non è del tutto agevole. Vedremo”. Tra i pugili italiani chi le viene in mente per primo? “Il punto di riferimento della mia gioventù pugilistica è stato il milanese Giacobbe Fragomeni, con cui ho fatto qualche volta anche i guanti. Tra i giovani, invece, Domenico Valentino, oltre che un grande talento, lo considero un mio figlioccio”. E tra i livornesi? “Luca Tassi, quasi mio coetaneo e con il quale siamo stati insieme anche in nazionale. Un ottimo pugile e un bravissimo ragazzo. Tra le promesse, invece, Vairo Lenti. Un ragazzo di buone prospettive che fa un tipo di boxe davvero interessante”. Come vede il futuro lontano dal ring? “Vuol dire cosa farò da grande. Essendo da anni nelle Fiamme Oro mi piacerebbe ritagliarmi uno spazio nel settore tecnico del pugilato. E inoltre entrare nei quadri federali. Il pugilato da più di vent’anni è il mio mondo e non voglio lasciarlo. Anche se, per ovvie ragioni, dovrò guardarlo da una prospettiva diversa”.

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Tancredi Gioia ambasciatore della boxe nostrana in El Salvador Un’esperienza piacevole, gratificante, istruttiva e sorprendente di Mario Orsini vecchi amici mi ha fatto accomodare accanto a lui a bordo ring. Per me un onore e un privilegio davvero inatteso. Successivamente, con toni confidenziali mi ha spiegato che il pugilato da loro è uno degli sport più importanti. I pugili più bravi, però, appena raggiungono una certa notorietà emigrano in Messico”. Oltre che sul pugilato Tancredi Gioia, nella lunga chiacchierata a quattrocchi, post viaggio in El Salvador, si sofferma su alcuni aspetti sociali e comportamentali di quel paese dell’America Centrale. “Ho visto, come accade in tutto il mondo, cose belle e brutte. Ricchezza mescolata a miseria. Quello che mi ha stupito è stata la grande quantità di armi che circolano sotto gli occhi di tutti. Al mercato, invece, mi sembrava di essere in un rione di Napoli. La città a cui sono legati i ricordi della mia infanzia e adolescenza. E nelle vicinanze della quale ho vissuto, prima di trasferirmi a Livorno, nella seconda metà degli anni sessanta. Anche laggiù, come all’ombra del Vesuvio, a fare da colonna sonora alle mie passeggiate erano urla, schiamazzi, canti e canzoni cantate a squarciagola”. Dopo questa digressione Tancredi torna al pugilato. “La tecnica dei loro pugili, almeno quelli che ho visto, non è eccelsa. Come determinazione, grinta, tem-

Tancredi Gioia con il presidente della Federazione Boxe Salvadoregna Amadeo Interiano

peramento, rabbia agonistica, invece, non leghiamo loro neppure le scarpe. Salvo eccezioni s’intende. Su cinque match cui ho assistito, la prima volta, ben quattro sono terminati per KO. Da loro, mi hanno ribadito, i match che finiscono prima del limite sono quasi la normalità”. Ma l’incontro ravvicinato di Tancredi Gioia con il pugilato Salvadoregno non è finito lì ed ha avuto altri aspetti piacevoli: “Sono stato intervistato da una Tv locale. Ho conosciuto e mi sono confrontato con un gruppo qualificato di arbitri. Ho parlato con qualche pugile”. Insomma, in pochi giorni, Tancredi Gioia è diventato una “piccola star” e un ambasciatore della boxe nostrana in quel paese dell’America Centrale. Poi la ciliegina sulla torta. “Il presidente Interiano mi ha invitato a rimanere in contatto con lui e a tornare laggiù per progettare e realizzare, a livello pugilistico, qualcosa insieme. Io, nonostante le sue insistenze, a dare subito il mio assenso, gli ho detto che ci avrei pensato. Anche perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E in questo caso addirittura l’oceano. El Salvador non è proprio dietro casa e progettare di portare qualche nostro ragazzo a combattere da quelle parti non è, soprattutto economicamente, la cosa più semplice e banale del mondo”.

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ra ottobre e novembre, per una quarantina di giorni, ha salutato Livorno e l’Italia ed è volato in centro America, in El Salvador. “Per staccare la spina dalla quotidianità, toccare da vicino una realtà che mi ha sempre affascinato ed arricchire il mio bagaglio culturale”, la sua risposta a chi, alla vigilia della partenza, gli chiedeva le motivazioni di quel lungo viaggio oltreoceano. “Era tanto che ci pensavo. E devo proprio dire che non sono stato deluso. È stata un’esperienza piacevole, gratificante, istruttiva e con qualche bella e inattesa sorpresa, specialmente per quanto riguarda il pugilato”, il suo stringato commento appena tornato nella sua Livorno. Quel pugilato, da sempre parte importante, per non dire fondamentale, della sua esistenza. Prima come atleta e poi come dirigente a livello locale e regionale. Tancredi Gioia, sessant’anni compiuti da un pezzetto, lo ricordiamo per i pochi che lo conoscono marginalmente, è presidente dell’Apl (Associazione Pugilistica Livornese) e vicepresidente della FPI (Federazione Pugilistica Italiana) del Granducato. “Il primo vero approccio con il mondo del pugilato di El Salvador -racconta Tancredi- è stato quasi casuale. Sfogliando un giornale locale ho notato che da quelle parti c’era un’importante riunione pugilistica. L’occasione giusta, ho subito pensato, per vedere da vicino la differenza tra il nostro e il loro modo di fare boxe”. Alla riunione era presente anche il presidente della Federazione Salvadoregna: Amadeo Interiano. “Appena –prosegue Tancredi- ha saputo che tra gli spettatori c’ero anch’io e quali cariche ricoprivo in Italia, mi ha voluto conoscere. Poi come se fossimo

Tancredi Gioia con alcuni arbitri di pugilato di El Salvado

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U.I.T.S.  Unione Italiana Tiro a Segno

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l Tiro a Segno di Livorno ha subito quest’anno un terribile lutto, di quelli che segnano in modo indelebile un gruppo sportivo e il cuore dei suoi atleti. Leonardo Mele, tecnico di secondo livello, è stato il fondatore e l’anima del gruppo sportivo, dedicandosi in modo particolare ai più giovani. Il Tiro a Segno labronico deve a lui i risultati agonistici raggiunti negli ultimi anni. Di lui ricorderemo la sua grande disponibilità, la passione e la determinazione nel fare quello in cui credeva e che più amava. Abbiamo deciso di ricordarlo ripubblicando una parte dell’intervista che rilasciò all’Almanacco nel 2011. Raccontaci come hai iniziato? “Ho sempre avuto una passione innata per le armi e nel 1993, grazie ad un collega, sono andato per la prima volta in un poligono, era quello di Pisa, perché a Livorno era chiuso. Fu un giorno per me molto bello, e feci un incontro fortunato con Stefano Vallini, che per allenare la figlia, che all’epoca era molto promettente, aveva organizzato un corso per neofiti, ed io decisi di parteciparvi. Era per me una disciplina completamente nuova, ma ottenni subito buoni risultati, arrivando primo fra i dieci partecipanti al corso: risultato che mi spinse a comprare la mia prima pistola, una calibro 22 a fuoco che mi permise di iniziare l’attività agonistica. Avevo le capacità e i risultati arrivarono facendo crescere la mia passione ancora di più. Grazie a questo

Tiro a segno Leonardo Mele Noi lo ricordiamo così

Leonardo Mele

sono entrato anche nel gruppo sportivo della Marina Militare, dove lavoro come sottoufficiale, e per un periodo di circa tre anni l’ho rappresentata nelle gare a cui par-

Leonardo Mele con un gruppo di atleti del poligono

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tecipavo. Il lavoro però mi ha portato fuori Livorno, ho dovuto imbarcarmi a bordo di una nave per tre anni, periodo durante il quale non ho potuto allenarmi. Quando sono rientrato ho deciso di lasciare il gruppo della Marina Militare e mi sono tesserato al Poligono di Livorno che nel frattempo aveva riaperto, riprendendo l’attività agonistica e passando dalle specialità a fuoco a quella ad aria compressa. Dopo un paio di anni di attività, affacciandosi sempre nuove figure al poligono e mancando un tecnico disposto ad occuparsi della formazione di nuovi atleti, ho deciso di dedicarmi a questo ruolo, che mi piace tantissimo”. La soddisfazione più bella da allenatore? “Sono 19 le soddisfazioni che ho e sono rappresentate da tutti gli atleti che stanno crescendo insieme a me. Loro mi stanno dando molto per farmi maturare come allenatore e io spero di dare loro altrettanto per farli perfezionare come atleti. I risultati ci sono e stanno crescendo in termini quantitativi e qualitativi”. Cosa ti dà il tiro a segno? “Da allenatore la soddisfazione è nel riuscire ad entrare nella testa di coloro che


Risultati del Tiro a Segno Leonardo Mele

seguo, di chi ripone in me le speranze, per dare a loro la possibilità di diventare buoni atleti. Un bravo allenatore nel nostro sport deve essere anche un buono psicologo, un buon preparatore atletico e un buon dietologo, naturalmente non posso essere tutto questo, cerco di fare del mio meglio, ma mi dà forza il fatto che l’esperienza maturata in questi anni mi permette di suggerire le cose giuste da trasmettere agli atleti”. Abbiamo chiesto anche ad alcuni dei suoi atleti e amici un ricordo. Simone Sanguinetti: “È passato un po’ di tempo da quando se n’è andato, ma io non riesco ancora ad accettarlo. Dopo la sua scomparsa volevo smettere perché tanto era ed è il dolore di andare al poligono e non trovarlo, di non sentirlo bonariamente brontolare. Ogni giorno lo penso ed immagino quello che mi direbbe se fosse qui. Sì, perché di me si fidava ciecamente e mi raccontava tutto, forse anche troppo, ma lui era così, uno vero. Per me era il MISTER!!! Colui che, quando ho iniziato a tirare, mi ha dato tutto se stesso e col quale ho girato mezza Italia andando nei vari poligoni a gareggiare. Lui diceva che ero il suo fratellino... mitico Mister. Be’ forse mi ha dato la forza di non mollare e portare avanti la sua missione, e questo dobbiamo farlo tutti insieme. Glielo dobbiamo. Questo è il mio ricordo di Leo che rimarrà impresso dentro di me per tutta la vita. Ringrazio Dio di avermelo fatto conoscere!!! Ciao Mister, ciao Amico mio, rimarrai per sempre nel mio cuore. Andrea Brilli: “Leonardo sapeva leggere negli occhi e nella testa dei suoi atleti le emozioni più nascoste cercando sempre il miglior modo per motivare tutti a

Campionati Italiani assoluti Juniores Uomini 1° Classificato Tommaso Chelli Pistola automatica 2a Squadra Classificata Pistola Libera (Caroti Alberto, Chelli Tommaso, Lazzeri Francesco) Campionato Regionale a squadre 1a Squadra classificata Pistola sportiva 2a Squadra classificata Pistola standard 2a Squadra Classificata Pistola libera 2a Squadra classificata Pistola a 10 metri Campionato Regionale individuale Caroti Alberto 2° classificato Pistola standard gruppo 2

trollare le emozioni per poter gestire il gesto tecnico che ti porta a colpire il bersaglio. Leo seguiva la crescita sportiva di ognuno di noi con estrema serietà, organizzava le gare nei mini dettagli, progettava gli allenamenti. Era puntuale e non è mai mancato, neanche nei momenti in cui la malattia lo ha fatto soffrire di più. Non posso parlare del mio dolore, è troppo forte, perché Leo è stato per me un secondo padre, ha dato un’impronta alla mia formazione e mai potrò dimenticarlo. Ciao Leo, mi manchi moltissimo”.

Chelli Tommaso 1° classificato Pistola automatica gruppo 1 1° classificato Pistola sportiva gruppo 1 1° classificato Pistola standard gruppo 1 1° classificato Pistola a 10 mt. gruppo 1 Lazzeri Francesco 3° classificato Pistola standard gruppo 2 3° classificato Pistola libera gruppo 2 3° classificato Pistola a 10 mt. gruppo 2 Minarelli Massimo 1° classificato Pistola libera Master 1° classificato Pistola grosso calibro Master 1° classificato Pistola standard Master 1° classificato Pistola a 10 mt. Master Montenero Raffaele 2° classificato Pistola a 10 mt. gruppo a 2° classificato Pistola standard gruppo b

U.I.T.S.  Unione Italiana Tiro a Segno

dare il proprio meglio, sia che si trattasse di una gara sia che fosse un allenamento. Trasmetteva carica e si poneva come punto di riferimento in aiuto di tutti quelli che avessero bisogno di un aiuto. Una persona da custodire nel cuore”. Francesco Lazzeri: “Ho iniziato a frequentare il poligono da quando avevo 12 anni e Leo mi ha subito accolto come un figlio. Oggi sono sette anni che pratico questa disciplina e lo devo a Leo, che ha saputo trasmettermi la sua passione. Leo mi ha insegnato a guardare dentro di me, a con-

Da sinistra Alberto Caroti, Tommaso Chelli, Francesco Lazzeri Campionati italiani a squadra di libera

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F.I.D.  Federazione Italiana Dama

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a sempre Livorno è considerata la “culla del gioco della dama” e in effetti è la città che è in testa in quanto a campionati vinti, sia individuali che a squadre ed è quella che ha dato i natali, fra gli altri, a due grandissimi Campioni che hanno dominato la scena nelle due diverse epoche in cui hanno giocato. Il primo riferimento, in ordine di tempo, è a Piero Piccioli che vinse 7 campionati su 14 partecipazioni dal 1932 al 1967. La guerra e una salute a volte malferma, non gli consentirono di partecipare a numerosi campionati che avrebbe potuto far suoi. Ma si sa, in questi casi non si può mai dimostrare il contrario! Nacque nel 1912 e ci lasciò nel 1987, guarda caso nello stesso anno in cui il suo successore sul “trono” iniziava a giocare a dama italiana. Ci riferiamo all’altro protagonista, quel Michele (per tutti Miki) Borghetti che, ancora in attività, non finisce mai di stupire. È il più grande “collezionista” di titoli e record della storia damistica. Pur essendo stato assente per parecchi anni dall’attività agonistica, per motivi vari, e avendo, potenzialmente, ancora davanti moltissimi anni di carriera, Miki ha finora incamerato nel suo curriculum damistico questi titoli e record: - Campione del mondo dama inglese - Campione del mondo degli “Sport della Mente - Recordman mondiale “bendato” - Campione degli sport olimpici della mente - 30 titoli di campione italiano di dama italiana - 17 titoli di campione italiano di dama internazionale. - 3 vittorie su tre partecipazioni nei campionati a squadre olandesi di dama internazionale. Vincitore di oltre un centinaio di tornei, alcuni di grandissimo valore. Solo nel 2014 ha conquistato: - Campionato del mondo degli “Sport della Mente” - Campionato italiano assoluto di dama italiana. - Campionato italiano lampo dama internazionale - Campionato assoluto dama italiana a squadre - Campionato assoluto dama internazionale a squadre Come riconoscimenti, oltre ai numerosissimi nell’ambito della dama, ha ottenuto recentemente quello di Atleta dell’anno 2013 dell’Almanacco dello Sport, Atleta dell’anno 2014 dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport e il Premio speciale Azzurri d’Italia 2015.

Dama La Livorno della Dama, culla di grandi campioni Michele Borghetti e gli altri maestri che hanno disegnato lo stile labronico

Con le sue performance ha inoltro elevato il gioco della dama nella considerazione di coloro i quali pensavano che fosse un gioco facile e che le mosse fossero sempre le stesse. Niente di più falso! È come dire che la musica è tutta uguale poiché si basa su sole 7 note. Guarda caso, anche a dama, le mosse iniziali del bianco, che muove sempre per primo, sono proprio sette! Di Campionati italiani assoluti, quelli che determinano il miglior giocatore dell’anno della penisola Michele ne ha vinti ben 12 su 17 partecipazioni dal 1990 al 2014. Cosa ancora più importante, ha vinto gli ultimi 8 ai quali ha partecipato… e la serie è aperta! Ha vinto infatti nel 1992-1993-1995-19971999-2000-2001-2002-2003-2004-2005-2014. Dal 2006 al 2013 compresi, non ha partecipato per 8 volte.

Nel 1990 è arrivato quinto, e poi, nel 1991, 1994, 1996 e 1998 ad un solo punto dal primo, con 3 secondi posti ed un quarto. Stabilito, come i risultati indicano chiaramente, che risulti il miglior giocatore della storia a dama italiana, Miki è famosissimo nell’intero mondo della damistico, perché è Campione del Mondo di dama inglese e uno dei migliori in assoluto nella dama internazionale. Tre diverse specialità, con regole molto diverse l’una dalle altre che dimostrano la grande duttilità di apprendimento da parte di Miki di sistemi di gioco così diversi l’uno dall’altro. Non per niente Miki è l’unico ad avere il titolo (onorifico) di Gran Maestro nelle tre discipline. Grande Maestro è un titolo onorifico che si raggiunge solo attraverso risultati eccezionali e titoli assoluti vinti. Ma non è finita!!


12 anni Campione del Mondo prima di perderlo contro Miki, Sergio Scarpetta, il foggiano attualmente considerato, giustamente, uno dei maggiori antagonisti di Michele per lo scettro mondiale di dama inglese e il sudafricano Lubabalo Kondlo che, tanto per rimanere in tema, sarà il prossimo avversario di Borghetti per il titolo mondiale che Michele dovrà mettere in palio in questo 2015. Prima di parlare di questo match, vediamo cosa ha conquistato Miki nel 2014: a dama italiana tornava a giocare il Campionato italiano assoluto dopo ben 9 anni. Infatti, aveva partecipato per l’ultima volta nel 2005, vincendo a Mondello (PA) il suo 11° titolo nel sistema, quello italiano, conosciuto da tutti, ma giocato purtroppo solo nella nostra penisola. Nella storia dei campionati italiani, fino al 2005, Michele era in testa con 11 vittorie, seguito da un altro grande giocatore, Piero Piccioli che dal 1951 al 1967 aveva conquistato 7 titoli. A seguire Cavalleri di Verona che negli anni ’20 aveva conquistato 5 titoli e poi un gruppetto di giocatori, che nella loro carriera avevano conquistato 3 titoli. Fra i giocatori più forti in attività, con due titoli seguiva Mario Fero, calabrese trapiantato a Milano e considerato il maggiore antagonista di Michele da oltre 20 anni a questa parte. Nel 2005 Fero era assente, ma dal 1990 al 2004 per ben 16 volte i due hanno partecipato assieme all’assoluto e, ad eccezione del 1990 e del 1998, Michele ha sempre preceduto il suo avversario principale. Poi, negli 8 anni di assenza di Michele, Fero ha conquistato ben 7 degli 8 titoli in palio, portandosi così secondo nella classifica di tutti i tempi, con 9 titoli. Borghetti ha deciso allora di scendere di nuovo in campo, pur consapevole che la lunga assenza avrebbe potuto limitare la sua prestazione, ma ha invece subito dimostrato che la classe non è acqua, vincendo il titolo con ben 3 punti di vantaggio sul secondo e sul terzo classificati, Alessio Scaggiante e Francesco Gitto. Mario Fero al quarto posto. Nel 2015, dal 31 agosto al 13 settembre, Miki difenderà il titolo conquistato nel 2013, affrontando il Sudafricano Lubabalo Kondlo in un match che si preannuncia palpitante. Il match si svolgerà nella quiete dell’accogliente Hotel La Vedetta di Montenero, già teatro dell’incontro del 2013 fra Miki e Moiseyev. Un luogo vici-

nissimo al Santuario di Montenero e che ne ricalca la pace e la serenità. Questo grazie soprattutto alla partecipazione e al contributo della Federazione Italiana Dama, del Circolo di Foggia, degli sponsor livornesi, primi fra tutti la “Yogurteria Fiori Rosa”, la Pizzeria “Il Ventaglio” e Baracchina Bianca. Molti altri sono gli sponsor ai quali va il ringraziamento a la gratitudine dell’organizzazione. Al momento in cui scriviamo, siamo in attesa di conoscere quale sarà il contributo del Comune di Livorno e della Regione Toscana. Dopo questa lunga presentazione di Michele Borghetti, parliamo anche di altri giocatori del Circolo Damistico Livornese il cui Presidente, Antonio Tassone, pur lontano per motivi di lavoro, non fa mancare il proprio sostegno e il proprio incoraggiamento. Un giovane emergente del Circolo Livornese, Matteo Bernini, è arrivato quinto alle Olimpiadi dei Giochi della Mente svoltosi nel 2012 a Lille, in Francia, il cui vincitore, come sopra accennato, è stato proprio Michele Borghetti. Dunque, ben due livornesi, fra i primi 5 al mondo! Matteo ha ancora davanti margini di miglioramento e si spera che un giorno si possa assistere alla sfida per il titolo mondiale fra questi due nostri concittadini. Matteo ha anche vinto un titolo a coppie in compagnia di Miki e uno a squadre. Due altri giocatori del Circolo livornesi hanno vinto titoli italiani individuali e/o a squadre e sono i Maestri Franco Manetti e Gianfranco Borghetti che proprio in questo periodo ha di fatto abbandonato un’attività agonistica ed arbitrale che aveva iniziato ad intraprendere nel lontano 1961. L’attività del Circolo Damistico Livornese si svolge presso il Circolo Carli, a Salviano, in un ambiente favorevole nel quale si sta piano piano raccogliendo altri proseliti. Altri bravi giocatori che partecipano all’attività del Circolo Livornese sono Mauro Giusti, Luciano Conterio, Massimo Boldrini, Gabriele Langella, Giuseppe Amoroso, Simone Ghezzani, Paolo e Fulvio Blandina, padre e figlio, Alberto Poli e il piccolo Andrea Liguori e Andrea Cardosi.. Purtroppo, fra tante belle notizie, ce n’è una molto triste: la prematura scomparsa di Danilo Conterio, una persona alla quale tutti noi abbiamo voluto un gran bene. Malgrado la sua vita svantaggiosa a causa delle sue condizioni di salute, quando veniva al Circolo era un piacere per tutti vederlo, giocarci e parlarci. Ciao Danilo, te ne sei andato ma non hai portato via il bel ricordo che abbiamo di Te; quello è rimasto indelebile nei nostri cuori e nella nostra mente!

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La “ciliegina” ancora più prestigiosa, semmai si potesse dire rispetto ad un titolo mondiale, è l’incredibile record mondiale, tuttora imbattuto, stabilito nel 2003 a Varazze. In quel caso ha affrontato ben 23 avversari in contemporanea, con la particolarità, incredibile ma vera, che lui era “bendato” e che le mosse che facevano i suoi avversari, gli venivano comunicate, volta volta, dall’arbitro. Una volta a conoscenza della mossa dell’avversario, sempre girato e bendato, nella sua mente elaborava la propria risposta e la comunicava all’arbitro che, in sua vece, effettuava la mossa. Dopodiché si passava all’avversario successivo, senza soluzione di continuità; non gli venivano mai ripetute le mosse fatte precedentemente e alla fine dell’esibizione ha ottenuto ben 17 vittorie, 6 pareggi e nessuna sconfitta contro avversari di notevole valore tecnico. Dopo questa performance eccezionale, Michele ha ripetuto a memoria, una per una, tutte le mosse delle 23 partite. Gli anni passano, ma Michele Borghetti non si stanca di vincere. Oramai da tantissimi anni in cima alle classifiche italiane e internazionali, nel 2014 Michele ha fatto ancora una volta razzia di vittorie, addirittura in tre specialità diverse: dama italiana, dama internazionale e dama inglese. A dama inglese, dopo aver conquistato nel 2013 il titolo di campione del mondo, nell’epico match che lo ha visto opposto al russo naturalizzato americano Alex Moiseyev e che gli ha permesso di diventare il giocatore non di lingua inglese a conquistare il titolo dalla prima edizione del mondiale del lontanissimo 1847, Michele ha conquistato anche il titolo di Campione del Mondo degli Sport della Mente. Questo è avvenuto nel dicembre 2014 a Pechino ed ha visto la partecipazione dei migliori giocatori del pianeta, fra i quali lo stesso Alex Moiseyev, per

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l’in te r vista

Franco Manetti

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Maestro di Dama fra i più importanti d’Italia e grande fantasista della scacchiera

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F

ra i grandi maestri di Dama che hanno fatto, e continuano a fare, la storia damista di Livorno c’è Franco Manetti. Forse un po’ di timidezza e la modestia lo hanno tenuto in ombra, ma la sua è una interessante storia di una grande campione. Come ti sei avvicinato alla Dama? “Molto casualmente. Da ragazzo abitavo in via Mentana e lì vicino, in via de Larderel c’era il circolo dei Poligrafici, che all’epoca era abbastanza grande ed ospitava diverse attività. Per noi giovani era un luogo di ritrovo e così mentre aspettavo gli amici mi mettevo a guardare quelli che giocavano a Dama”. Con chi hai cominciato a giocare? “Il mio primo avversario fu un certo Corcos, un anziano ospite della Casa di Riposo Pascoli. Nessuno ci voleva giocare perché era messo un po’ male, ed allora lo facevo io, un po’ perché mi faceva pena e poi perché mi piaceva, era abbastanza bravo, sapeva anche un po’ di teoria e per un principiante andava benissimo. Il secondo avversario invece fu un mio vicino

di casa, ma in poco più di una settimana iniziai a batterlo”. Come hai iniziato a dedicarti all’agonismo? “Cominciai a fare qualche gara provinciale con il circolo dei poligrafici e vinsi facilmente così mi chiamarono al circolo Atam e con loro, nel 1964 all’et di sedici anni, vinsi ad Albissola Marina il Campionato Italiano Juniores riservato a giocatori che non avevano superato i 21 anni di et, e poi sempre a Savona vinsi il mio primo titolo di Campionato Italiano a Squadre. Come è proseguita la tua carriera damistica? “Vinsi numerose gare che mi portarono a salire velocemente le categorie fino a quella degli

aspiranti Maestri nel 1970. Ma qui per motivi di studio e di lavoro mi dovetti fermare, per ricominciare poi nel 1981 vincendo a Prato il mio secondo titolo di Campione italiano a Squadre con i livornesi, vittoria che otterrò sempre con la squadra labronica, per 14 volte su 21 partecipazioni”. Nel 1984 diventi Maestro. “Ero un aspirante maestro, che all’epoca era una categoria. In pratica rappresentava il gradino inferiore prima di arrivare alla categoria maestri che era la più importante. Vinsi per distacco in Sardegna a Quartu il Campionato Italiano dei Candidati Maestri, guadagnando cos sul campo il titolo di Maestro. Una vittoria che mi dette tante soddisfazioni, perché vinsi dopo il periodo di sospensione e riuscii nell’impresa con tutto il tifo contro, infatti, essendo in Sardegna tutti tenevano per il mio avversario, perché era uno di loro. Forse furono anche un po’ eccessivi, il tifo rendeva l’ambiente un po’ difficile, c’era molta tensione, cercavano di mettermi in difficoltà dal punto di vista psicologico. C’erano grandi giocatori, che poi diventarono grandi maestri”. La soddisfazione più bella? “Quando si vincono i campionati sono sempre delle soddisfazioni grandi. Forse la più emozionante fu il primo campionato vinto, ma anche quando mi premiò il ministro delle Telecomunicazioni del tempo con una bella medaglia d’oro. Ricordo con soddisfazione anche quando vinsi il Campionato degli aspiranti maestri”. Qual è la tua qualità migliore come damista?


dà la Dama? “La soddisfazione di veder realizzato qualcosa che ho analizzato e previsto. Quando vedo che dopo molte mosse, effettivamente la partita va come avevo previsto e non ho sbagliato molto, la soddisfazione è grande”. In generale chi pratica questa disciplina che caratteristica deve avere? “Deve essere molto riflessivo, avere capacità di analisi, memoria visiva, ed alcuni dicono anche che si deve essere molto calmi, ma io credo che non sia vero, ho visto giocatori nervosi che riescono a vincere bene”. Giocare a Dama ti aiutato anche nella vita professionale e privata? “Credo di sì. Anche se è difficile dire che alcune cose le ho fatto perché giocavo a dama, però questa disciplina mi ha aiutato a ragionare, ed anche quando mi sono trovato in situazione che sembravano senza soluzioni, mi sono impegnato, come nella Dama ho durato fatica ed ho affrontato la situazione. La Dama ti insegna anche a cercare la soluzione là dove sembra che non ci sia. E poi ti insegna a mediare anche sul lavoro”. Una cosa da dimenticare?

“Non ho cose da dimenticare, anche perché io la prendo con una certa filosofia. Lo faccio per divertimento, per stare con gli amici, per vedere se faccio delle belle partite. Ecco io gioco a Dama per la Dama” Chi ti senti di ringraziare? “Gianfranco Borghetti, siamo amici ed abbiamo lavorato insieme. Poi Michele Borghetti per quello che mi ha insegnato, io sono il suo maestro storico, ma adesso tutto quello che sa me lo dice, abbiamo sempre vissuto in un ambiente sereno, quindi il ringraziamento va a tutti gli amici che hanno saputo costruire tutto ciò”.

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“Posso cominciare con la qualità peggiore, dicendo che non sono un grande teorico, purtroppo non studio molto, per me la dama è una passione, un divertimento. E questo è un limite, lo devo riconoscere, perché ai miei livelli sarebbe importante studiare. Io mi baso tutto sull’analisi e sull’estro”. Il Gran Maestro Mario Fero ti ha definito lo storico allenatore del Gran Maestro Michele Borghetti e di te ha detto che sei un estroso per eccellenza e faresti impazzire anche lo strabiliante programma per il computer King Row. Ti ha poi definito una persona gioviale, aggiungendo che giocare con te non mai semplice, qualunque sia l’apertura riesci sempre a trovare mos-

se sorprendenti. Hai una grande esperienza, estro, e capacit di sfruttare al massimo una posizione finale. “Le stesse motivazioni mi hanno portato ad essere premiato per due volte, l’unico ad aver fatto il bis, con l’Oscar per la miglior partita. Adesso non c’è più questo riconoscimento, ma prima durante il Campionato italiano veniva premiata la miglior partita, intesa come la più fantasiosa, la più divertente per chi guardava”. La cosa più bella che ti

Nelle immagini Franco Manetti

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Campionato Provinciale

Anche quest’anno l’attività agonistica del Circolo Livorno Scacchi si è aperta con il Campionato Provinciale di Livorno, giunto alla XIII edizione; il torneo è stato vinto a sorpresa, ma con pieno merito, dal 1N del Circolo “G.Greco” di Cecina Marcello Fabbri, n°6 del ranking, che con 4,5 punti su cinque partite, si è laureato Campione Provinciale 2014, superando avversari maggiormente accreditati, sconfiggendoli anche negli scontri diretti. Secondo classificato, a dimostrazione che nello sport, e quindi anche negli scacchi, non esiste niente di scontato, il NC livornese Martino Schiavetti, con 3,5 punti, che precede i grossi calibri, i CM Lucio Calcagnile, del Circolo di Pisa, e Riccardo Franceschi di Livorno, ed il 1N Fabrizio Batoni, anche loro con 3,5 punti ed in quest’ordine per spareggio tecnico. Sedici i partecipanti al torneo, che si è svolto nei giorni 10-11-12 gennaio nella sala del Circolo Ricreativo della Provincia di Livorno, i quali hanno dato vita ad un torneo avvincente. I premi di fascia sono stati vinti da Marco Passelli (Elo<1700) e Hoday Rrapo (<1500).

Campionato italiano a squadre

Partecipazione sfortunata del nostro Circolo al Campionato italiano a Squadre, serie C; la nostra squadra, sicuramente non infe-

Scacchi Una stagione densa di impegni e ricca di soddisfazioni Una nuova sede per gli scacchisti labronici

Premiazioni del Torneo Internazionale con Falciani, Rausis l’assessore allo sport Nicola Perullo e Raiano

riore alle altre, avrebbe potuto vincere il girone ed essere promossa in serie B, se non fosse stata costretta a dare forfait, per motivi di salute e personali dei giocatori compresi nella rosa della squadra, alla quarta giornata del CIS contro una squadra sicuramente alla nostra portata; questo forfait è costato 3 punti di penalizzazione e non sono state sufficienti le due nette vittorie ed il pareggio nelle altre tre giornate, per consentirci di vincere il girone, come, secondo noi, sarebbe stato possibile e sportivamente giusto.

1° Semilampo “Forte San Pietro”

Marcello Fabbri campione provinciale 2014

Sabato 15 marzo si è disputato, a scopo promozionale, il 1° semilampo “Forte San Pietro”, nella nuova sede del Circolo; open integrale con 6 turni di 15’ a giocatore; buono il numero di partecipanti (18 giocatori) costituito nella quasi totalità da soci del Circolo; vince, secondo pronostico, il CM Riccardo Fran-

ceschi, con 5,5 punti, che precede 1N, Maurizio Soventi, con 5 punti, e Fabrizio Batoni, con 4,5 punti.

Squadra femminile

Ottima prestazione della squadra femminile del Circolo Livorno Scacchi che si conferma, per il quarto anno consecutivo, seconda forza della Toscana, nel 6° Campionato regionale a squadre femminile 2014. La squadra di Livorno, preceduta sempre e solamente dalle forti giocatrici del Circolo di Lucca, che hanno trionfato in tutte le edizioni del Cisf, ha ottenuto 7 punti su 10, con 2 vittorie, un pari ed una sola sconfitta, conquistando 8,5 punti individuali. La partita decisiva con Lucca A, nonostante la sconfitta, ha avuto momenti d’incertezza a livello di singole partite, nonostante la qualità superiore delle giocatrici lucchesi, che alla fine hanno avuto il sopravvento. Complimenti sinceri alle giocatrici della squadra livornese, le quali sono riuscite ad ottenere un risultato di rilievo, pur non avendo mai giocato insieme, ed a qualificarsi per le finali del Campionato italiano femminile a squadre 2014.

F.S.I. Federazione Scacchistica Italiana

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el 2014 il Circolo Livorno Scacchi ha dovuto cambiare sede, trasferendosi dal Circolo Ricreativo dell’Atl, che ha ridimensionato la propria attività ed il proprio orario di apertura, al Centro Sociale del Comune di Livorno “Forte San Pietro” in via del Forte San Pietro. A nome di tutti i soci del Circolo rivolgiamo agli addetti del Circolo Atl un caloroso ringraziamento per la squisita accoglienza e disponibilità con la quale ci hanno consentito di usufruire di parte della loro struttura per le nostre attività in condizioni ambientali ottimali.

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Un grazie sincero al Maestro Francesco Rinaldi per il supporto fornito. Le componenti della squadra sono: Franca Orsi, Giulia Lombardi, Daria Perrone e Carla Mazzoni.

2° Semilampo “Forte San Pietro”

Sabato 3 maggio si è disputato, nella sede del Circolo Livorno Scacchi, il 2° semilampo “Forte San Pietro”, con identiche caratteristiche di quello effettuato il 15 marzo: open 6 turni di 15 minuti a persona, con premi enogastronomici, 20 giocatori ammessi, senza necessità di tessera FSI; il torneo è stato vinto, secondo pronostico, dal CM livornese Massimo Bardi, primo nel ranking dei partecipanti.

F.S.I. Federazione Scacchistica Italiana

Corsi per ragazzi

Nell’ambito delle proposte di promozione della biblioteca presentate e organizzate dalla cooperativa Itinera, in collaborazione con la direzione della Labronica, è stato realizzato, nella biblioteca dei ragazzi di Villa Fabbricotti, un corso per bambini. A partire da martedì 18 marzo, tutti i martedì, fino al 27 maggio (totale 10 incontri), il Corso di scacchi “Scacco matto”, è stato condotto da Carlo Falciani, presidente del circolo Scacchi Livorno. La fascia d’età dei partecipanti era di 7-10 anni, con un totale di 14 partecipanti. Benché non sia stato il primo corso per ragazzi organizzato dal Circolo di Livorno, continuiamo a rallegrarci per l’entusiasmo con il quale queste iniziative vengono accolte e per la partecipazione con la quale tutti i ragazzi seguono le lezioni; basta pensare che tutti i 14 ragazzi che hanno iniziato il corso, lo hanno terminato, mostrando una costanza non comune in bambini di questa età. Riteniamo che anche le famiglie abbiano contribuito al successo di questo corso stimolando i loro ragazzi all’impegno ed alla serietà. Un ringraziamento deve essere rivolto alle addette della Biblioteca per l’eccellente organizzazione che hanno messo in campo.

Scacchi e matematica

I legami tra scacchi e informatica sono noti a tutti, soprattutto da quando il com-

Trofeo Internazionale

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puter ha cominciato a battere il campione del mondo. Meno noti, ma non per questo meno significativi, sono i legami fra scacchi e matematica: il gioco si può infatti considerare un vero e proprio sistema formale, il cui unico assioma è costituito dalla posizione iniziale dei pezzi sulla scacchiera, le cui regole determinano come si possono muovere i pezzi e i cui teoremi sono le posizioni di scacco matto. Poiché giocare a scacchi e provare teoremi sono attività affini, possiamo attenderci un grande interesse dei matematici per gli scacchi e degli scacchisti per la matematica. La testimonianza vivente di questo reciproco interesse è il grande campione di scacchi Emanuel Lasker; la parte dove più splende la gloria di Lasker è, ovviamente, nelle mosse del gioco degli scacchi. Lasker si affermò nei tornei come il miglior giocatore di sempre e mantenne il titolo per 27 anni, stabilendo un record di durata che non sarebbe più stato avvicinato. Effettivamente la vera professione di Lasker -l’altra parte dell’universo intellettuale dove splende la sua gloria- fu la matematica. Dopo essere stato studente di Hilbert e aver preso un dottorato a Erlangen nel 1902, ottenne infatti nel 1905 quello che oggi viene chiamato teorema di Lasker-Noether. Si tratta, come spesso avviene, della versione moderna di un risultato antico: in questo caso, nientemeno che del famoso teorema fondamentale dell’Aritmetica dimostrato da Euclide negli Elementi (IX, 14), che prova l’esistenza e l’unicità della decomposizione in fattori primi di un numero intero.

Scacchi e scuola

Meglio imparare a giocare a scacchi che spremersi il cervello su astratte formule della matematica, meglio diventare bravi a dare scacco al re o alla regina, che non sapere di due più due o simili. Lo dicono, sempre più numerosi, insegnanti, presidi di scuola e pedagoghi tedeschi. E il gioco degli scacchi, come nuovo trend didattico, si diffonde sempre più nelle scuole elementari. Aiuta i bambini a far di conto, sviluppa la loro logica matematica, ma non solo: è una delle migliori ginnastiche possibili per il cervello, e al tempo stesso è utile ad affrontare altri due problemi tipici dei primi anni di scuola: la lezione di gioco di scacchi aiuta i bimbi più timidi o taciturni ad aprirsi ed

La squadra femminile,vice campione regionale

entrare nel gruppo, ed è utilissima per favorire l’integrazione dei sempre più numerosi scolari di origine straniera.

Ricordando l’amico Franco Ferrucci

Quest’anno è venuto a mancare l’amico Franco Ferrucci che, con l’apertura della libreria Gaia Scienza, circa venti anni orsono, era divenuto uno snodo fondamentale nel non accesissimo mondo culturale livornese. La Gaia Scienza è vissuta vent’anni ed ha dovuto chiudere, con sorpresa e sconcerto di tanti. Ma negli ultimi anni di vita, per volontà di Franco, la Gaia Scienza era diventata il centro scacchistico di Livorno: lo scacchismo livornese ebbe un grande impulso dalla sinergia impostata tra il Circolo Livorno Scacchi e la Gaia Scienza. In una delle nostre visite gli dicemmo che avevamo il problema della sede: non sapevamo dove giocare perché i locali presso i postelegrafonici all’Aurora, fino a quel tempo sede del Circolo Scacchi, non avremmo più potuto utilizzarli. “Venite qui” disse Franco. Scoprii così che nutriva un antico e mai spento amore per gli scacchi.

Torneo Internazionale

Record di presenze al X Torneo Internazionale “Città di Livorno”- Memorial Massimo Guantini; dedicato alla memoria di Massimo Guantini, assessore alle Culture del Comune di Livorno prematuramente scomparso. I 108 giocatori partecipanti hanno dato lustro e rilevanza alla manifestazione che festeggiava il 10° anno di vita. Vittoria, secondo pronostico del GM della Repubblica Ceca Igors Rausis, vincitore anche del recente festival di Porto San Giorgio, che ha dovuto però soffrire più del previsto terminando a pari punti, 11 finali, con altri tre fortissimi giocatori, l’IM Andjelko Dragojlovic (vincitore del torneo nel 2011), il giovane Maestro Federale Italiano Federico Madiai di Arezzo; vera sorpresa del torneo ed il MF Aghayev Mirhaga, classificatisi in quest’ordine finale mediante spareggio tecnico.


mula dei 3 punti per la vittoria ed uno per la patta, che ha lo scopo di scoraggiare qualsiasi patta concordata; riteniamo inoltre che sia stato generalmente apprezzato anche lo sbarramento dell’Open A a 1900 punto Elo. Come manifestazioni collaterali per la celebrazione della 10° edizione del torneo si sono svolte, sabato 13 settembre alle ore 21,30 presso la “Fortezza Nuova” una simultanea con il Maestro Federale Andrea Raiano e domenica 14 settembre, alle ore 21,30, presso la “Fortezza Vecchia”, una partita di scacchi viventi, con la collaborazione dell’Associazione Culturale “La Livornina”.

Simultanea

La simultanea del maestro federale Andrea Raiano, vice Presidente del Comitato Regionale Toscano, ha visto la presenza di 9 avversari tra i quali 5 giovani molto agguerriti e 2 maestri di dama di buon livello, tra i quali il campione del mondo Michele Borghetti; il maestro Raiano ha vinto agevolmente tutte le partite ed ha dovuto soffrire un po’ solamente contro il giovanissimo Jacopo Lussetti, il quale alla lunga ha dovuto però cedere alla classe ed all’esperienza di Raiano, e contro lo sportivissimo campione del mondo di dama, il livornese Michele Borghetti, venuto a rendere la sfida nella simultanea di scacchi, dopo aver battuto Raiano nella simultanea di dama nel pomeriggio; dopo un’ora e un quarto di combattimento Michele ha dovuto arrendersi, ma con l’onore delle armi. Così la simpatica sfida scacco-damistica è finita in parità! Andrea Raiano: unico maestro FSI della provincia di Livorno, ottenuto vincendo il torneo di Roma con 6,5/9. Vincitore del Campionato italiano assoluto Uisp nel 1986 e vice campione nel 1985. Campione italiano a squadre Uisp nel 1990 con Piombino. Fra i suoi risultati più importanti in partita ufficiale, le vittorie contro Tajmanov e Tatai e Rossi, i pareggi con Cebalo e Zichichi. Nel 1986 ha stabilito il suo record personale in simultanea con 40 partite (37 vittorie e 3 pareggi) a Forlì. Attualmente è vice Presidente Regionale FSI.

Scacchi viventi in costume

La partita di scacchi in costume, svoltasi in Fortezza Vecchia, tra i maestri Andrea Raiano di Livorno e Claudio Evangelisti di Pisa, è terminata con una combattutissima patta (è stata partita vera di oltre 45 mosse!): il derby della Pisorno è finito pertanto in parità. Lo spettacolo

Igors Rausis vincitore del Trofeo Internazionale

non è mancato grazie anche alla maestosità e l’eleganza dei costumi sfarzosi messi in campo dal gruppo storico della Livornina ed alla bravura con la quale i figuranti, vestiti con costumi d’epoca, divisi in due squadre, una con costumi del ‘600 mediceo e l’altra con costumi del ‘700 lorenese, hanno riprodotto in diretta una partita così lunga ed incerta; il successo è stato garantito anche grazie alla competenza con la quale la partita è stata condotta dal Presidente del Circolo di Livorno Carlo Falciani e dal mossiere Claudio Faucci.

Festa dell’Unità

In occasione della Festa dell’Unità, svoltasi nel mese di settembre presso l’Ippodromo F. Caprilli, il Circolo Livorno Scacchi era presente con uno stand costituito da 3 scacchiere con alcuni soci a disposizione, di chi voleva giocare o imparare i primi rudimenti.

2° Semilampo “Costa Labronica”

Conclusione senza sorprese del 2° Semilampo “Costa Labronica”, svoltosi l’8 novembre a Livorno, valido come 12a e penultima prova del “Gran Premio della Toscana 2014”. Vince, secondo pronostico, il MI Duilio Collutis con 5,5 punti in sei partite, pattando solamente nell’ultimo turno con il Maestro Fide pisano Claudio Evangelisti, classificatosi al secondo posto con 5 punti; terzo il CM fiorentino Franco Baccaro, anch’esso con 5 punti, ed in questa posizione per spareggio tecnico, che precede il Maestro livornese Andrea Raiano con 4,5 punti. Nutrito il numero dei partecipanti, 38 complessivi dei quali undici con Elo >2000. Gradita presenza dell’ex campione d’Italia vincitore del Semilampo, e bene auguranti ritorni, di altri due ex campioni d’Italia, la CM Rita Gramignani, che ha ottenuto un significativo decimo posto ed il Maestro Andrea Raiano, ottimo quarto con quattro vittorie, una patta ed una sola sconfitta, ritornato in piena forma dopo un periodo piuttosto lungo di assenza dai tavoli da gioco. Vincitori dei premi di fascia sono stati il CM fiorentino Franco Moschini (Elo 1799-1500), ottavo classificato con 4,0 punti ed il livornese Hoday Rrapo (Elo<1500), a conferma degli ottimi progressi di questi ultimi tempi che gli hanno consentito, tra l’altro, di arrivare secondo nell’Open C del Torneo Internazionale di Livorno; solita solidità e garanzia di buone prestazioni da parte dei CM livornesi Marco Ceccarini e Riccardo Franceschi. In questo nutrito lotto di campioni si è ben distinto il giovanissimo Andrea Targetti. La manifestazione è iniziata nel primo pomeriggio e si è svolta in 6 turni di 15’ ciascuno. Carlo Falciani presidente Asd Livorno Scacchi

F.S.I. Federazione Scacchistica Italiana

Da segnalare, nell’Open B, la vittoria a punteggio pieno (5 vittorie in 5 partite) del giovane Edoardo Favilli del Circolo di Cecina, davanti ai fiorentini Roberto Colombo, con 13 punti e Manrico Padovani con 12 punti. Vincitore dell’Open C Pier Luigi Gulletta, anch’esso di Firenze, con 12 punti su 15, e primo per spareggio tecnico davanti a Hodaj Rrapo, del Circolo di Livorno, terzo Claudio Sergio Mapelli di Milano con 11 punti, che ha superato solamente per spareggio tecnico il giovanissimo cecinese Pedro Bianchi. Altri premi sono andati a Sabrina Lazzarini del circolo di Lucca, 1a donna assoluta, mentre 1° under 16 si è classificato il tredicenne Federico Esposti del Circolo di Lucca e 1° over 60 Joachin. Schubert. Vincitore della targa intitolata a Massimo Guantini per il più giovane partecipante è risultato Francesco Bettalli di Siena, nato il 9 giugno 2004. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica “Livorno Scacchi” insieme al Comune di Livorno, alla Federazione Scacchistica Italiana e al Comitato Regionale Toscano. La qualità e la quantità dei partecipanti (23 in più rispetto all’edizione precedente, a conferma di un trend positivo degli ultimi 3-4 anni), hanno equiparato il torneo di Livorno con i migliori Tornei della Toscana e non solo; notevole soddisfazione per gli organizzatori è stata comunque la presenza massiva di juniores, ben 24, che hanno rappresentato quasi un quarto dei partecipanti totali, e delle donne, che con dieci presenze, delle quali sei under 16, hanno costituito un gruppo numeroso e fortemente agguerrito, considerando la generale scarsa partecipazione delle rappresentanti femminili ai tornei di scacchi. Pensiamo che siano state premiate la serietà e la precisione con le quali il torneo è stato organizzato, oltre al comfort ed alla ottima agibilità della Sala degli Archi della Fortezza Nuova, una delle strutture più prestigiose della città di Livorno; non ultima riteniamo vincente la for-

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GRAZIE! INDICE COMMERCIALE

dell’Almanacco A

Bike Store - Livorno......................................................... 116

D

Abate, movimento terra -Livorno..................................... 110

Biolabor.................................................................................. 52

Di Batte, carni locali e chianine - Livorno..................... 178

Accademia dello Sport, centro fitness - LI......... 200-201

Blue Angels, Baseball - Livorno......................................... 120

Di Biagio Elio, cambio olio..................................................... 228

ACI Livorno.......................................................................................82

Busdraghi, servizio pedicure...................................................78

Di Liberti, ricambi - Livorno................................................. 400

ADM Acustica Di Mauro - Livorno.................................... 196

C

10+10, ristorante pizzeria napoletana - Livorno... 258

Agostini - Livorno...................................................................... 142

Caccia e Pesca - Livorno............................................. 278/284

Domus srl....................................................................................... 170

A.L.C.A.T, Ass. Livornese Club Alcologici Territoriali.......32

CA.PA.TER. srl- Livorno..............................................................60

E

Capraia Isola.......................................................................................6

Edil Bitta, di Poli Fabrizio - Livorno................................. 270

Carolei, edilizia - Livorno...................................................... 250

Edil Kema - Livorno.................................................................. 214

Carrozzeria Elleci - Livorno................................................... 392

EmmeEffe Elettromeccanica - Livorno.......................... 388

Carrozzeria Franchi - Livorno.............................................. 114

Esse D., infrtunistica stradale - Livorno......................... 231

Carrozzeria La Stazione............................................................ 344

Etruschi, football americano - Livorno........................... 180

Carrozzeria Nuova Azzurra Car - Livorno...................... 188

F

Carrozzeria Nuova Suese - Stagno (LI).......................... 138

Falaschi Moto - Collesalvetti............................................... 380

Casa del gas, servizi caldaie - Livorno............................ 136

Fanfani, Agenzia Marittima - Livorno............................ 146

Catarsi, serramenti - Livorno............................................... 121

Farmacia Dott. Pierini - Livorno........................................ 336

CDL, centro disinfestazione livornese - Livorno......... 314

F&M, conc. La Cimbali - Livorno........................................ 348

Centro della sicurezza - Livorno........................................ 410

Fisiomed, centro fisioterapia................................................ 172

Centro revisioni ok - Livorno............................................... 164

Fitness school, corsi di formazione - Livorno.............. 256

Banks Sails - Livorno............................................................... 362

Chalet dei Fiori di Stefania e Marina - Livorno......... 316

Foto Novi - Livorno................................................................... 174

Baroncini Nello, conc. Peugeot - Livorno.........................84

Cicasub “Guido Garibaldi” - Livorno................................ 280

Fratelli Santucci, officina - Stagno (LI).............................70

Bar Terzo - Livorno.................................................................... 400

CONAD, Supermercato - Livorno...........................................46

G

Baubausettete, accessori per animali - Livorno........ 238

Contar, costruzione teloni - Livorno................................. 384

Gelateria Yogurteria - Livorno............................................ 220

B&C service, officina meccanica - Livorno.................... 216

Coop Marlive - Livorno........................................................... 302

Gelateria Popolare 2 - Livorno........................................... 234

Bettarini, noleggio autogru - Livorno............................ 104

Cooper Livorno, edilizia - Livorno..................................... 176

Gozzoli, carrozzeria - Livornoo........................................ 90

Amaranto Racing, officina riparazioni - Livorno...... 378 ARCI La Rosa, Circolo Polisportivo - Livorno................ 184 Arte orafa, Gioielleria, oreficeria - Livorno......................28 Artisan dental, laboratorio odontotecnico................... 352 Assimar srl, Servizi assicurativi - Livorno........................44 Autofficina plurimarche - Livorno......................................86 Autoriparazioni Giulianetti e Sian - Livorno.................96 Autoscuola To