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CATALOGO TECNICO


PRECISIONE SVIZZERA E CREATIVITÀ ITALIANA. Noi di TURO ITALIA vogliamo essere il punto di riferimento per il mercato italiano per quanto riguarda la soluzione di problematiche anche complesse di pompaggio di liquidi carichi ed areati. Siamo parte del gruppo EGGER, multinazionale di origine svizzera che da oltre 60 anni è presente con successo sul mercato ed è oggi rappresentata dalla terza generazione del suo fondatore. La nostra storia aziendale annovera importanti brevetti esclusivi, che hanno fatto e sono ancora oggi la storia delle pompe centrifughe, garantendo al nostro gruppo un valore aggiunto fatto di esperienza e continuità, a vantaggio di tutti i nostri clienti. Alla precisione svizzera abbiamo unito la passione e la creatività tipicamente italiane per dare risposte esclusive e soluzioni chiavi in mano ai nostri clienti, oggi come nel futuro. TURO ITALIA S.p.A. Marano Vicentino VI www.turo.it

• •

Emile EGGER & Cie SA CH - Cressier NE www.eggerpumps.com


MERCATI Pompe centrifughe dal 1947

> Ingegneria EGGER

> Qualità TURO ITALIA

Applicazioni standard

> Chimica / Petrolchimica

> Energia

> Siderurgia

> Depurazione

> Cartiera

Applicazioni speciali

> Pompe HPT

> Pompe ATEX Zona 0

> Pompe di dragaggio

> Gruppo pompa-turbina

PRODOTTI Idraulica

> Girante arretrata Serie T (dal brevetto TURO®)

> Girante semi-aperta Serie EO/EOS

Versione costruttiva

> Orizzontale

> Verticale

> Sommergibile

Sistemi di tenuta

> Varioseal®: il sistema di tenuta EGGER

> Tenuta a baderna

> Tenuta meccanica

> Tenuta idrodinamica EURO-DYN®

Materiali

> Criteri di scelta dei materiali

> Ampiezza della gamma

> Schede tecniche

AFTER SALES Ricambi Turo service Assistenza tecnica e training

F.A.Q. GLOSSARIO


MERCATI

POMPE CENTRIFUGHE dal 1947 applicazioni STANDARD applicazioni SPECIALI


POMPE CENTRIFUGHE DAL 1947

INGEGNERIA EGGER

Il gruppo EGGER, indipendente ancora oggi dal 1947, si avvale dell’ultimo stato dell’arte della tecnologia e del proprio know-how per sviluppare soluzioni ad hoc per i propri clienti.


progettazione L’esigenza, talvolta anche inespressa, del cliente è il nostro punto di partenza per affrontare delle problematiche, anche complesse, di pompaggio nell’ambito dei liquidi carichi ed areati. Lo specifico know-how maturato in oltre 50 anni di esperienze sul campo, unitamente all’utilizzo dei più moderni strumenti della tecnologia, tra cui il CFD (Computational Fluid Dynamics), il FEM (Finite Element Method) e il CAD-3D, si traduce così nello sviluppo di una soluzione dedicata.

prototipazione Si passa quindi alla realizzazione di un prototipo, fase in cui la costruzione del modello dal quale derivare le fusioni dei componenti più critici diventa l’aspetto più delicato. Proprio per garantire la migliore qualità possibile, tale attività viene interamente effettuata al nostro interno da un gruppo di tecnici specializzati.

validazione Il processo di validazione del prototipo ha luogo sempre nella nostra sala prove, dotata di impianto di collaudo a circuito aperto o chiuso. Qui testiamo e confermiamo l’efficacia della soluzione sviluppata, avvalendoci delle tecniche più recenti in termini di misurazione delle performance.


POMPE CENTRIFUGHE DAL 1947

QUALITÀ TURO ITALIA

TURO ITALIA. La filiale italiana del gruppo produce e commercializza il prodotto EGGER dal 1970, secondo uno standard di qualità che si può propriamente definire “svizzero”.


QUALITà TURO ITALIA In questi primi 60 anni, la nostra gamma di produzione si è costantemente evoluta nell’ottica del miglioramento continuo, sia da un punto di vista idraulico che meccanico. Oggi, il nostro standard prevede 20 taglie diverse della Serie T e oltre 35 della Serie EO/EOS, abbinabili a sole 5 grandezze di supporti cuscinetti LB. La composizione delle pompe segue un sistema modulare, secondo lo schema sotto riportato.

IDRAULICA

versione costruttiva ORIZZONTALE

girante arretrata t

H

HF

VERTICALE

girante semi-aperta eo/eos

SOF

SO

SG

SOMMERGIBILE

U

UM

51

80

EO/eos

9

GRANDEZZA SUPPORTO

DN MANDATA

T

N. POLI MOTORE

GRANDEZZA POMPA

FORMA COSTRUTTIVA

IDRAULICA

SIGLE IDENTIFICATIVE

H

2

LB3

4

LB4

125 SG

Oggi, il nostro vantaggio competitivo è soprattutto nella ricerca di soluzioni applicative dedicate, per riuscire a rispondere con efficacia ad ogni specifica esigenza impiantistica dei nostri clienti. Nella sezione APPLICAZIONI SPECIALI illustriamo nel dettaglio le nostre esperienze più significative, mentre qui di seguito riportiamo in breve alcune tra le personalizzazioni più richieste dal mercato:

RIVESTIMENTI ANTICORROSIVI INTERNI / ESTERNI (ceramicatura, ebanitatura, teflonatura a spruzzo) TRASMISSIONI TRAMITE GIUNTO CARDANICO O GIUNTO ELASTICO “ALLUNGATO” POMPE SOMMERGIBILI CON CAMICIA DI RAFFREDDAMENTO MOTORE APPLICAZIONI CARRELLATE O CON VASCA DI MISCELAZIONE TRASMISSIONI CON MOTORE IDRAULICO O DIESEL POMPE CON CAMICIA DI RISCALDAMENTO SISTEMI DI POMPE IN SERIE


APPLICAZIONI STANDARD

CHIMICA / PETROLCHIMICA

… caprolattame, farina fossile, glicerina, latte di calce, lattice, pastello di piombo, potassa, salamoia, soda, soluzioni acide o basiche, sospensione di cristalli …


CHIMICA / PETROLCHIMICA Il settore chimico offre innumerevoli opportunità in termini di applicazioni per il nostro prodotto. Gran parte dei processi della Chimica di Base ed Intermedia ha infatti l’esigenza di gestire slurry specifici, anche con elevati contenuti di gas.

Applicazione:

Reattore produzione etossilati

Liquido pompato:

Etossilati con diverse densità

Peculiarità:

250 °C e 45 bar

Pompa:

EO 9-200 HT4 LB4B ATEX

Materiale:

Duplex (DIN 1.4517)

Portata:

600 m³/h

Prevalenza:

40 m

Motore:

110 kW a 1450 giri/min

Applicazione:

Ricircolo di salamoia

Liquido pompato:

Soluzione satura di sale

Peculiarità:

125 °C e NPSHr < 3,1 m

Pompa:

EO 10-350 H6 LB6B

Materiale:

Duplex (DIN 1.4465)

Portata:

940 – 1200 m³/h

Prevalenza:

43 - 39 m

Motore:

250 kW a 990 giri/min

Applicazione:

Concentrazione potassa

Liquido pompato:

Potassa caustica

Peculiarità:

166 °C e NPSHr < 3,1 m

Pompa:

EO 6-50 H2 LB3B

Materiale:

Nichel (CZ100)

Portata:

13 m³/h

Prevalenza:

38 m

Motore:

30 kW a 2900 giri/min


APPLICAZIONI STANDARD

ENERGIA

â&#x20AC;Ś acqua di mare, acqua industriale, ceneri, gesso, latte di calce, polvere di carbone, soluzioni acide o basiche, sospensione di calcare ...


ENERGIA Il settore dell’energia ha subìto negli ultimi anni una notevole evoluzione dal punto di vista delle tecnologie impiegate, principalmente a seguito dell’utilizzo di materie prime a “minor impatto ambientale”. Gli investimenti che ne sono derivati in termini di trattamento dei fumi e delle acque hanno pertanto richiesto delle applicazioni che possono definirsi tipicamente di nostra competenza.

Applicazione:

Cristallizzatore

Liquido pompato:

Slurry

Peculiarità:

NPSHr = 1 m

Pompa:

EO 10-150 H6 LB4B

Materiale:

Duplex (DIN 1.4593)

Portata:

164 m3/h

Prevalenza:

23,5 m

Motore:

30 kW a 970 giri/min

Applicazione:

Sentina assorbitori

Liquido pompato:

Acqua e gesso

Peculiarità:

Esecuzione integrale in Duplex

Pompa:

T 81-150 SO4 LB5B-4

Materiale:

Duplex (CD4MCu)

Portata:

214 m3/h

Prevalenza:

30 m

Motore:

45 kW a 1450 giri/min

Applicazione:

Trattamento acque reflue

Liquido pompato:

Acque acide e alcaline

Peculiarità:

Rivestimento con ebanite

Pompa:

T 7-100 HP4 LB4B “GU”

Materiale:

HAST. C / G25 rivestita ebanite

Portata:

150 m3/h

Prevalenza:

15 m

Motore:

18,5 kW a 1450 giri/min


APPLICAZIONI STANDARD

SIDERURGIA

… acqua e scaglia, calamina, ceneri, polvere di acciaio, polverino di coke, smeriglio …


siderurgia Il settore siderurgico richiede delle applicazioni che possono mettere decisamente a dura prova la resistenza all’abrasione di una pompa. È qui che il connubio proposto da TURO ITALIA tra girante totalmente arretrata e ghisa temprata ad alto tenore di cromo e molibdeno ha successo anche negli impieghi più severi.

Applicazione:

Fossa scaglia di laminatoio

Liquido pompato:

Acqua e scaglia

Peculiarità:

Esecuzione vert. cantilever/a grasso

Pompa:

T 9-200 FSN6

Materiale:

Ni-Hard / HG 15.3

Portata:

350 m³/h

Prevalenza:

25 m

Motore:

75 kW a 970 giri/min

Applicazione:

Colata continua

Liquido pompato:

Acqua e scaglia

Peculiarità:

Sistema del vuoto automatizzato

Pompa:

EOV 10-300 H6 LB5B

Materiale:

HG 15.3 / HG 15.3

Portata:

900 m³/h

Prevalenza:

30 m

Motore:

110 kW a 990 giri/min

Applicazione:

Trattamento di bonifica

Liquido pompato:

Acqua e scaglia fine

Peculiarità:

Azionamento con giunto idraulico

Pompa:

EO 11-400 H4 LB6B

Materiale:

GGG50 / Duplex (DIN 1.4469)

Portata:

max 3600 m³/h

Prevalenza:

80 m

Motore:

1150 kW a 1450 giri/min


APPLICAZIONI STANDARD

DEPURAZIONE

… acque luride non grigliate, fanghi ispessiti, fibre, filacci, liquami, reflui industriali, sabbia, scarichi biologici …


DEPURAZIONE Il settore della depurazione è stato in assoluto il primo ad aver messo in evidenza le virtù di una pompa con girante totalmente arretrata. Grazie al passaggio libero integrale della Serie T e ad una costruzione estremamente robusta ed affidabile, la TURO ITALIA è diventata così ben presto leader indiscusso di mercato nel trattamento delle acque.

Applicazione:

Ponti dissabbiatori

Liquido pompato:

Acqua e sabbia

Peculiarità:

Esecuzione cantilever “oben”

Pompa:

T 51-80 SO6 LB4B-3

Materiale:

G25 / HG 15.3

Portata:

60 m³/h

Prevalenza:

5m

Motore:

3 kW a 970 giri/min

Applicazione:

Sollevamento primario

Liquido pompato:

Acque luride non trattate

Peculiarità:

Esecuzione verticale a secco

Pompa:

T 10-300 VFP8 LB5B

Materiale:

GGG50 / GGG50

Portata:

1026 m³/h

Prevalenza:

16 m

Motore:

132 kW a 730 giri/min

Applicazione:

Rilancio acque di raccolta

Liquido pompato:

Acque meteoriche e primarie

Peculiarità:

Azionamento con motore diesel

Pompa:

EO 8-300 H4 LB4B

Materiale:

GGG50 / GGG50

Portata:

1300 m³/h

Prevalenza:

21 m

Motore:

130 kW a 1450 giri/min


APPLICAZIONI STANDARD

CARTIERA

… caolino, cartaccia non depurata, cellulosa, fogliacci, linters, pasta da carta, patine, scarti da pulper …


CARTIERA Il settore cartario, ed in particolare il segmento che si avvale del macero come materia prima, offre per sua natura un grande spettro di opportunità di impiego per il prodotto TURO ITALIA. Anche se il mercato italiano si è decisamente concentrato rispetto al passato, rimaniamo un punto di riferimento per i clienti soprattutto nelle applicazioni più impegnative.

Applicazione:

Estrazione da serbatoio sotto vuoto

Liquido pompato:

Acqua di processo

Peculiarità:

Esecuzione speciale “Turbair”

Pompa:

EO 8-100 SK6 LB3-3

Materiale:

G25 / AISI 316

Portata:

60 m³/h

Prevalenza:

15 m

Motore:

5,5 kW a 970 giri/min

Applicazione:

Scarico pulper

Liquido pompato:

Carta da macero

Peculiarità:

Idraulica con durezza 700 HB

Pompa:

EOV 9.5-250 H4 LB5B

Materiale:

HG 15.3 / HG 15.3

Portata:

720 m³/h

Prevalenza:

50 m

Motore:

160 kW a 1450 giri/min

Applicazione:

Rilancio da vasca

Liquido pompato:

Acqua industriale

Peculiarità:

Esecuzione cantilever

Pompa:

EO 8-250 SO8 LB5B-4

Materiale:

GGG50 / AISI 316

Portata:

350 m³/h

Prevalenza:

6m

Motore:

37 kW a 730 giri/min


POMPE HPT Il gruppo EGGER ha maturato ormai da oltre 10 anni una notevole esperienza nell’applicazione del ricircolo di reattori con scambiatore di calore esterno, tipicamente presente in processi industriali destinati alla produzione di prodotti organici intermedi (ad es. i processi di etossilazione, polimerizzazione o idrogenazione, di produzione di ossidi di etilene e propilene, etc.) o alla purificazione di olii e grassi.

✔✔ Questa nuova generazione di reattori, preferita per efficacia nella nebulizzazione del

gas in pre-miscelazione e per flessibilità nella dimensione del lotto di produzione alla concezione tradizionale di reattore (nella quale la miscelazione di gas con liquidi è realizzata con degli agitatori interni), richiede infatti una pompa di ricircolo che sia in grado di gestire alte concentrazioni di gas e, in alcuni casi, la presenza di solidi (i catalizzatori).

✔✔ La Serie EO/EOS rappresenta la migliore soluzione alla necessità di pompare liquidi

carichi omogenei con forti percentuali di gas disciolti (fino al 25% in concentrazione), in condizioni di funzionamento fino ad una temperatura di 300 °C con pressioni fino a 100 bar.

✔✔ La

speciale costruzione sviluppata può essere poi personalizzata secondo le specifiche esigenze di processo (esecuzione centerline, camicia di raffreddamento o riscaldamento, raffreddamento cuscinetti, appoggi con dilatatori per la base, etc.).


POMPE ATEX ZONA 0 Il gruppo EGGER ha ricevuto di recente l’approvazione da parte dell’ente PTB per l’esecuzione di pompe con parte idraulica idonea ad operare in ambienti classificati come Zona 0. È una soluzione impiegabile quindi in tutte quelle applicazioni verticali da pozzetto o serbatoio che richiedono componenti certificati secondo la direttiva 94/9/CE ATEX per classe di temperatura T3.

✔✔ La versione della pompa per Zona 0 è realizzata secondo la costruzione verticale

SG con idraulica della Serie T per lunghezze fino a 10 m, con tutti i vantaggi di intercambiabilità di un’esecuzione standard. La girante, completamente arretrata, consente il passaggio libero di solidi fino ad un diametro pari a quello della bocca di scarico, ma la presenza di uno spark arrestor sulla tubazione di mandata, con capacità di passaggio dei solidi sospesi di dimensione non superiore ai 13 mm, comporta l’installazione di un filtro in aspirazione.

✔✔ La pompa è dotata di un by-pass di “minima portata”, realizzato con un ritorno in vasca dalla tubazione di mandata attraverso la piastra di appoggio, per impedire il surriscaldamento del liquido in caso d’interruzione di flusso allo scarico. Sono anche previsti due misuratori di livello (entrambi certificati ATEX) per controllare da una parte il livello del liquido pompato in vasca e dall’altra il livello del liquido lubrificante in colonna.

✔✔ La pompa è approvata per lavorare con liquidi infiammabili e gas del gruppo IIA con

classe di temperatura da T1 a T3. La designazione della pompa è: Ex II 1/2G IIA T3.


POMPE DI DRAGAGGIO L’idraulica TURO® è sicuramente la migliore soluzione in un’applicazione gravosa come quella del dragaggio sul fondo del mare, ad esempio per la posa di linee elettriche o di condotte sottomarine per il trasferimento di gas e petrolio.

✔✔ La pompa TURO® viene installata infatti sulle frese di testa della macchina dragante

(a sua volta montata su chiatta mobile o su un vero e proprio robot sottomarino, in funzione della profondità a cui effettuare lo scavo), per l’asportazione del materiale frammentato dalla trincea di scavo ed il rilancio dello stesso sul canale di chiusura, una volta effettuata la posa della condotta.

✔✔ Le caratteristiche progettuali di una simile applicazione devono rispettare requisiti

particolarmente stringenti in merito all’affidabilità e contestuale leggerezza della costruzione, alla resistenza dei materiali e alla capacità di operare fino a 2000 m di profondità.

✔✔ Dopo 15 anni di esperienza in questo campo, TURO ITALIA mette a disposizione dei propri clienti non solo un prodotto assolutamente testato ma anche la capacità di saper sviluppare con la massima flessibilità e competenza le soluzioni del futuro.


GRUPPO POMPA-TURBINA Partendo dall’esperienza maturata nel settore cartario, la TURO ITALIA ha realizzato un sistema per il recupero dell’energia sfruttando le particolari caratteristiche idrauliche della Serie EO/EOS, quando sia disponibile un’energia di pressione altrimenti dissipata (serbatoio in pressione o dislivello geodetico).

VASCA DI RECUPERO PRESSURIZZAZIONE

ACQUE CHIARIFICATE ARIA

POMPA DI CIRCOLAZIONE FLUSSO PARZIALE

ACQUE CARICHE

TURBINA

✔✔ Una

parte delle acque chiarificate viene prelevata dalla vasca di recupero ed inviata tramite la pompa di circolazione (prima pompa del sistema) ad un flottatore pressurizzato a circa 7 bar.

✔✔ Al

suo interno, viene formata una miscela satura di acqua ed aria che viene poi scaricata attraverso la turbina (seconda pompa del sistema, accoppiata alla prima da un motore a doppio asse) fino alla vasca di recupero delle fibre in sospensione nelle acque cariche.

✔✔ Il

salto di pressione esistente viene così utilizzato dalla turbina per ridurre l’assorbimento della pompa di circolazione, recuperando fino all’80% dell’energia altrimenti dissipata attraverso le normali valvole di regolazione.


PRODOTTI

IDRAULICA VERSIONE COSTRUTTIVA SISTEMI DI TENUTA MATERIALI


IDRAULICA girante arretrata

Serie T

La Serie T delle pompe EGGER rappresenta lâ&#x20AC;&#x2122;ultima evoluzione della vera idraulica TUROÂŽ con girante a vortice, brevettata dal nostro fondatore ancora nel 1956 e ideata per il pompaggio di liquidi carichi.


girante arretrata

Serie T

L’idraulica Turo® applica il principio del giunto idraulico per la trasmissione dell’energia al liquido pompato (di cui solo il 15% viene a contatto con la girante).

Pompa centrifuga monostadio, con bocca di aspirazione assiale e corpo auto-sfiatante a divisione radiale, montato verticalmente.

PUNTI DI FORZA DELL’IDRAULICA TURO® PASSAGGIO LIBERO INTEGRALE

La girante TURO® è aperta e totalmente arretrata, per consentire il pompaggio di solidi fino ad un diametro pari a quello della bocca di mandata. La Serie T è quindi idonea a trattare liquami e fanghi di ogni natura, soluzioni chimiche e cristalline, fibre in sospensione, etc. RENDIMENTO ELEVATO

Caratteristica esclusiva dell’idraulica TURO® è lo sviluppo assiale della voluta nel corpo pompa, studiato perché le linee di flusso evolvano in modo guidato verso la mandata, evitando i ricircoli interni e migliorando così il rendimento (fino al 60%) e la resistenza all’usura. MASSIMA AFFIDABILITÀ

La girante TURO® (a 8 o 12 pale) è posizionata centralmente nel corpo pompa per mantenere la pressione costante tra la girante e il corpo pompa stesso e ottenere così i seguenti vantaggi: • attrito ridotto tra solidi pompati e parti della pompa; • funzionamento stabile in prossimità dello shut-off; • forze radiali limitate su cuscinetti e tenuta (fino a 4 volte inferiori a valvola chiusa rispetto ad una pompa convenzionale); • usura uniforme e quindi nessuna vibrazione o danneggiamento indotto ad altri componenti. Inoltre, le palette di bilanciamento dorsali profilate consentono una sostanziale riduzione della spinta assiale e un’efficace pulizia del vano retrostante la girante stessa.

AMPIEZZA DELLA GAMMA

• Diametro della bocca di mandata: • Portata: • Prevalenza:

DN 32-300 mm fino a 1500 m3/h fino a 125 m.c.l.


girante arretrata

Serie T curve caratteristiche a 50 Hz

2 POLI

2900 giri/min

4 POLI

1450 giri/min

6 POLI

970 giri/min


girante arretrata

Serie T

curve caratteristiche a 60 Hz

4 POLI

1750 giri/min

6 POLI

1160 giri/min

8 POLI

875 giri/min


IDRAULICA girante semi-aperta

Serie EO/EOS

La Serie EO/EOS delle pompe EGGER rappresenta l’ultima evoluzione dell’originario brevetto NDP-D, sviluppato a partire dagli anni ’50 per il pompaggio di liquidi carichi omogenei e/o areati e impiegato oggi anche nelle applicazioni più avanzate.


girante semi-aperta

Serie EO/EOS

L’idraulica EO/EOS è stata studiata in special modo per ottenere performance elevate in applicazioni con liquidi carichi omogenei e/o areati e condizioni di servizio impegnative (fino a 300 °C e 100 bar).

Pompa centrifuga monostadio, con bocca di aspirazione assiale e corpo auto-sfiatante a divisione radiale, montato verticalmente.

PUNTI DI FORZA DELL’IDRAULICA eo/eos CAPACITÀ DI GESTIRE LIQUIDI AREATI

Caratteristica esclusiva della girante semi-aperta EO/EOS è lo speciale profilo delle pale, che consente di poter pompare liquidi con forti concentrazioni di aria o gas, fino al 25% in volume (fino al 15% senza correzioni sulla curva). La stessa girante, nelle versioni da 3 a 6 pale, garantisce inoltre un’elevata resistenza all’intasamento ed è quindi idonea a trattare liquidi abrasivi e corrosivi, anche particolarmente densi. PRESTAZIONI ELEVATE

La Serie EO/EOS è caratterizzata da alti valori di rendimento, che rimangono inalterati nel tempo grazie alla parete di usura registrabile in aspirazione. Lo speciale profilo d’ingresso della girante consente di ottenere bassi valori di NPSHr ed una grande capacità di aspirazione. Le palette di bilanciamento dorsali profilate, oltre a garantire un’efficace pulizia del vano retrostante la girante stessa, riducono in modo sostanziale la spinta assiale, la sollecitazione sul sistema di supportazione e la pressione agente sul sistema di tenuta. NOTA: La validità del progetto idraulico trova la sua massima espressione nell’esecuzione centerline delle versioni HT (High Temperature) e HPT (High Pressure and Temperature) per il ricircolo dei reattori nell’industria chimica, petrolchimica e farmaceutica. Si veda a tal riguardo la sezione Applicazioni Speciali.

AMPIEZZA DELLA GAMMA

• Diametro della bocca di mandata: • Portata: • Prevalenza:

DN 50-500 mm fino a 4000 m3/h fino a 140 m.c.l.


girante semi-aperta

Serie EO/EOS

curve caratteristiche a 50 Hz

2 POLI

2900 giri/min

4 POLI

1450 giri/min

6 POLI

970 giri/min


girante semi-aperta

Serie EO/EOS

curve caratteristiche a 60 Hz

4 POLI

1750 giri/min

6 POLI

1160 giri/min

8 POLI

875 giri/min


VERSIONE COSTRUTTIVA orizzontale

MONOBLOCCO

La versione costruttiva piĂš compatta, per applicazioni che richiedono ingombri ridotti abbinati ad una buona economicitĂ  della soluzione.


orizzontale

MONOBLOCCO

L’esecuzione monoblocco orizzontale prevede l’accoppiamento diretto della parte idraulica ad un motore elettrico flangiato e normalizzato attraverso uno specifico supporto.

✔✔ COSTRUZIONE COMPATTA E SEMPLICE ✔✔ ACCOPPIAMENTO A MOTORE NORMALIZZATO ✔✔ FACILITÀ DI INSTALLAZIONE E MOVIMENTAZIONE

Versione hF

• In questa versione costruttiva, l’idraulica è sostenuta da idonei piedini di sostegno e il motore (di forma B5) è a sbalzo. • Il sistema di supportazione è costituito dall’albero (e relativi cuscinetti) del motore, le cui dimensioni sono normalizzate. A questo è collegato poi in maniera rigida un contralbero, sul quale è calettata la girante, arretrata o semi-aperta. • Il sistema di tenuta è realizzato da una tenuta meccanica semplice del tipo “dead-end” (API Plan 02) normalizzata secondo lo standard UNI EN 12756, mentre il contralbero è protetto dal liquido pompato grazie all’impiego di una camicia di protezione a tenuta stagna.

altre ESECUZIONI

Versione VF: qualora richiesto dalla specifica applicazione, può essere realizzata anche la versione verticale VF, con il corpo montato quindi orizzontalmente su appoggi idonei ed il motore (di forma V1) montato verticalmente.

NOTA: L’esecuzione monoblocco è limitata ad applicazioni che richiedono potenze di comando non superiori a 30 kW a 1450 giri/min (portate fino a 20 m3/h e prevalenze fino a 26 m nel caso della Serie T e portate fino a 30 m3/h e prevalenze fino a 35 m nel caso della Serie EO/EOS).

T* 71-80 HF 4/4

/

EO/EOS 7-80 HF 4/4


VERSIONE COSTRUTTIVA orizzontale con

SUPPORTO CUSCINETTI

La versione costruttiva più frequente per applicazioni all’asciutto, con base ed eventuale giunto spaziatore, ad accoppiamento diretto o in esecuzione con cinghie e pulegge.


orizzontale con

SUPPORTO CUSCINETTI

L’esecuzione orizzontale classica prevede l’accoppiamento della parte idraulica al sistema di comando attraverso il supporto cuscinetti, fusione in ghisa idonea ad alloggiare l’albero di trasmissione e l’esclusivo sistema di tenuta VARIOSEAL®.

✔✔ MASSIMA AFFIDABILITÀ ✔✔ GRANDE VERSATILITÀ ✔✔ REALIZZABILITÀ IN VERSIONE BACK-PULL-OUT O SU SKID

sistema varioseal

Versione h

• L’accoppiamento con il motore elettrico può essere ad azionamento diretto (tramite giunto elastico, eventualmente con spaziatore, o cardanico) o indiretto con trasmissione a cinghie e pulegge (anche in esecuzione sospesa). Sono inoltre possibili altri azionamenti, con motore idraulico, Diesel o a benzina. • L’albero, sul quale è calettata la girante, è realizzato in un materiale dalle elevate caratteristiche di resistenza meccanica ed è protetto dal liquido pompato grazie ad una camicia di protezione a tenuta stagna. • I cuscinetti sono lubrificati in bagno d’olio e, nell’alloggiamento lato motore, possono essere a una, due o tre corone di sfere, in funzione della gravosità dell’applicazione.

altre ESECUZIONI

Versione V: qualora richiesto dalla specifica applicazione, può essere realizzata anche la versione verticale V, con il corpo montato quindi orizzontalmente e il motore flangiato su apposita lanterna ad asse verticale.

NOTA: Per applicazioni su sistemi ad alta temperatura e pressione, è disponibile anche la versione speciale centerline con parte idraulica rinforzata HT (High Temperature) e HPT (High Pressure and Temperature). Si veda a tal riguardo la sezione Applicazioni Speciali.

T/TV 71-80 H 4 LB4B

/

EO/EOS 7-80 H 4 LB4B


VERSIONE COSTRUTTIVA verticale

MONOBLOCCO

La versione costruttiva cantilever più semplice, senza alcun sistema di tenuta e/o di guida e con la possibilità di funzionare anche a secco.


verticale

MONOBLOCCO

L’esecuzione monoblocco verticale cantilever prevede l’accoppiamento diretto della parte idraulica, immersa nel liquido pompato, ad un motore elettrico flangiato e normalizzato attraverso una colonna portante.

✔✔ ASSENZA DI QUALSIASI SISTEMA DI TENUTA E/O GUIDA SULL’ALBERO ✔✔ FUNZIONAMENTO ANCHE A SECCO (IN ASSENZA DI LIQUIDO POMPATO) ✔✔ POSSIBILITÀ DI SVUOTAMENTO DELLA VASCA O DEL POZZETTO (con prolunga)

Versione SOF • L’installazione è sospesa su vasca o pozzetto, con fissaggio tramite idonea piastra di appoggio, e completa di tubazione di mandata laterale. • L’albero sul quale è calettata la girante è a sbalzo, sostenuto e guidato unicamente dall’albero motore, tramite uno speciale disco di calettamento. La massima elongazione dell’albero in funzione delle forze radiali e assiali sviluppate è pari a circa 700 mm. • La costruzione estremamente semplice di questa esecuzione la rende idonea per applicazioni di servizio dagli ingombri limitati. • Nel caso di liquidi fortemente areati (ad es. l’emulsione di lubro-refrigerante per lavorazione meccanica), è disponibile in questa versione anche la girante TEO, specificatamente sviluppata con l’obiettivo di unire i punti di forza della Serie T ed EO/EOS in un unico progetto idraulico.

altre ESECUZIONI

Versione FOF: installazione appoggiata sul fondo della vasca o del pozzetto tramite idoneo piedistallo (piede di fondo), senza piastra di appoggio. La tubazione di mandata è solitamente realizzata con tubo flessibile.

NOTA: L’esecuzione monoblocco è limitata alla Serie T e ad applicazioni che richiedono potenze di comando non superiori a 7,5 kW a 1450 giri/min (portate fino a 130 m3/h e prevalenze fino a 45 m).

T/TV 51-80 SOF 4/4


VERSIONE COSTRUTTIVA verticale

CANTILEVER

La migliore versione costruttiva per applicazioni che richiedono una soluzione definitiva ai problemi di tenuta o di eventuale funzionamento a secco.


verticale

CANTILEVER

L’esecuzione verticale cantilever prevede l’accoppiamento della parte idraulica, immersa nel liquido pompato, al motore di comando attraverso una colonna portante ed un supporto cuscinetti, lubrificato a grasso ed opportunamente protetto dal liquido pompato.

✔✔ ASSENZA DI QUALSIASI SISTEMA DI TENUTA E/O GUIDA SULL’ALBERO ✔✔ FUNZIONAMENTO ANCHE A SECCO (IN ASSENZA DI LIQUIDO POMPATO) ✔✔ POSSIBILITÀ DI SVUOTAMENTO DELLA VASCA O DEL POZZETTO (con prolunga)

Versione SO • L’installazione è sospesa su vasca o pozzetto, con fissaggio tramite idonea piastra di appoggio e completa di tubazione di mandata laterale. • L’albero sul quale è calettata la girante è a sbalzo senza alcun organo di tenuta e/o guida sul fondo, sostenuto e guidato solo dai cuscinetti volventi alloggiati nel relativo supporto sopra piastra ed accoppiato al motore di comando tramite un idoneo giunto elastico.

MAX

START

• La massima elongazione dell’albero in funzione delle forze radiali e assiali sviluppate è pari a circa 1500 mm per la Serie T e circa 2000 mm per la Serie EO/ EOS. Per lunghezze superiori si veda la versione OBEN. • Una volta avviata la pompa con la parte idraulica immersa al livello indicato, è poi possibile (grazie ad un tubo di prolunga montato in aspirazione) garantire il funzionamento continuo della pompa anche con la parte idraulica emersa, nonché svuotare interamente la vasca o il pozzetto.

altre ESECUZIONI

Versione OBEN: a fronte di una gestione mirata dei livelli in vasca, è possibile “abbassare” ulteriormente la parte idraulica posizionando il supporto cuscinetti sotto la piastra di appoggio e prevedendo, eventualmente, anche un giunto spaziatore o cardanico di collegamento.

T/TV 71-80 SO 4 LB4B-3

/

EO/EOS 7-80 SO 4 LB4B-3


VERSIONE COSTRUTTIVA verticale con

tenuta meccanica

La versione costruttiva piĂš idonea per applicazioni impegnative in vasca o pozzetto, fino a profonditĂ  di qualche metro.


verticale con

TENUTA MECCANICA

L’esecuzione verticale con tenuta meccanica prevede l’accoppiamento della parte idraulica, sempre immersa nel liquido pompato, al motore di comando attraverso una colonna portante stagna di lunghezza variabile, fino ad un massimo di 10 m.

✔✔ FLESSIBILITÀ DI IMPIEGO (MODULARITÀ DELLA LINEA D’ASSE) ✔✔ POSSIBILITÀ DI SVUOTAMENTO DELLA VASCA O DEL POZZETTO ✔✔ FACILITÀ DI CONTROLLO DEL BUON FUNZIONAMENTO DELLA POMPA

Versione SG • L’installazione è sospesa su vasca o pozzetto, con fissaggio tramite idonea piastra di appoggio, e completa di tubazione di mandata laterale. • La colonna d’albero è costituita da moduli standardizzati accoppiati tramite giunti rigidi flangiati, è sostenuta dai cuscinetti volventi del supporto superiore ed è guidata dai cuscinetti piani dei supporti intermedi ed inferiore. • La lubrificazione della colonna è realizzata mediante una miscela statica di acqua e glicole presente nella colonna stessa, il cui livello può essere verificato in ogni momento grazie alla relativa asta di controllo manuale o, eventualmente, una specifica sonda elettronica. • La tenuta di fondo sull’albero è realizzata da una tenuta meccanica semplice, montata sulla relativa camicia di protezione e flussata anch’essa dalla miscela sopracitata, con il vantaggio di consentire anche il funzionamento a secco per brevi periodi. • La soluzione con tenuta meccanica doppia flussata da fonte esterna può poi costituire un’alternativa ancora più efficace nel caso di liquidi potenzialmente pericolosi e/o particolarmente carichi.

altre ESECUZIONI

Versione SR: in questo caso la lubrificazione della colonna è a grasso, ottenuta tramite un ingrassatore meccanico azionato dall’albero motore o da pompa elettrica, e la tenuta sull’albero è realizzata con degli speciali anelli a labbro.

T/TV 71-80 SG 4 LB4B

/

EO/EOS 7-80 SG 4 LB4B


VERSIONE COSTRUTTIVA sommergibile per

INSTALLAZIONE FISSA o MOBILE

La versione costruttiva più adottata per applicazioni in vasca o pozzetto che richiedono una maggiore facilità nelle operazioni di movimentazione della pompa.


sommergibile per

INSTALLAZIONE FISSA o MOBILE

L’esecuzione sommergibile, totalmente immersa nel liquido pompato, prevede l’accoppiamento diretto della parte idraulica ad un motore elettrico sommergibile IP68 attraverso un supporto motore.

✔✔ ASSENZA DI INGOMBRI ESTERNI ALLA VASCA O AL POZZETTO ✔✔ FUNZIONAMENTO SILENZIOSO ✔✔ FACILITÀ DI INSTALLAZIONE E MOVIMENTAZIONE

Versione U • L’installazione fissa prevede che la pompa sia agganciata con apposito sistema di guida ad un piede di accoppiamento posizionato sul fondo della vasca o del pozzetto. Lo stesso piede è provvisto di una curva a 90° in corrispondenza della bocca di mandata, per la connessione alla successiva tubazione di rilancio. • La girante è calettata direttamente sull’albero del motore elettrico di comando, progettato espressamente per questo tipo di versione costruttiva. • La tenuta sull’albero è realizzata tramite due tenute meccaniche singole a norma UNI EN 12756 in tandem alloggiate nel supporto motore e lubrificate in bagno d’olio. Una apposita sonda di rilevazione dell’umidità posta nello stesso bagno d’olio consente di verificarne tra l’altro il corretto funzionamento. • L’esecuzione sommergibile può essere realizzata anche in versione ATEX, per potenze decisamente elevate (fino a 315 kW) e con camicie di raffreddamento motore per funzionamento parzialmente emerso.

altre ESECUZIONI

Versione UM: installazione mobile, nella quale la pompa è appoggiata sul fondo della vasca o del pozzetto tramite idoneo piedistallo (piede di fondo). La tubazione di mandata è solitamente realizzata con tubo flessibile.

T/TV 71-80 U 4/22

/

EO/EOS 7-80 U 4/22


SISTEMI DI TENUTA

varioseal®: il sistema di tenuta egger

Il nostro sistema modulare VARIOSEAL® prevede la totale intercambiabilità tra diversi sistemi di tenuta, a tutto vantaggio di una grande flessibilità nella scelta della migliore soluzione per la Vostra applicazione.


VARIOSEAL® : il sistema di tenuta egger Il nostro sistema modulare VARIOSEAL® prevede la totale intercambiabilità tra diversi sistemi di tenuta sull’albero con dimensioni a norme DIN, consentendo al cliente di optare in ogni momento per la migliore soluzione senza dover modificare il coperchio del corpo pompa.

✔✔ grande flessibilità nella scelta del sistema di tenuta ✔✔ maggiore semplicità nelle operazioni di manutenzione ✔✔ minore scorta di componenti a stock

TENUTA A BADERNA

TENUTA MECCANICA

La speciale costruzione del supporto cuscinetti, identico sia per la Serie T che per la Serie EO/EOS, offre infatti la possibilità di alloggiare nella stessa sede le diverse esecuzioni di tenuta a baderna conformi alla norma DIN 3780 così come tutte le tipologie di tenute meccaniche semplici e doppie conformi alla norma DIN 24960, oltre alla speciale tenuta idrodinamica a cartuccia EURO-DYN®.

IMPORTANTE

TENUTA IDRODINAMICA

Grazie ad una speciale camicia d’albero comune a tutte le esecuzioni, l’albero non viene mai a contatto con il liquido pompato, consentendo così l’impiego di acciai ad alta resistenza indipendentemente dai materiali di costruzione della pompa.


SISTEMI DI TENUTA tenuta a

BADERNA

Il sistema di tenuta piĂš tradizionale, costituito da una treccia in fibre caricate PTFE/grafite, per applicazioni su pompe orizzontali che richiedono la massima continuitĂ  di servizio.


tenuta a

baderna

Il sistema VARIOSEAL® accoglie tutte le esecuzioni di tenuta a baderna conformi alla norma DIN 3780, da scegliere in funzione della pressione di aspirazione, della temperatura, delle caratteristiche del liquido pompato e della possibilità o meno di poterlo “inquinare” con il liquido di flussaggio.

✔✔ BUONA ECONOMICITÀ ✔✔ SEMPLICITÀ DI INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE ✔✔ POSSIBILITÀ DI DIFFERENTI ESECUZIONI

• Esecuzione priva di qualunque flussaggio dall’esterno, idonea per liquidi contenenti solo una minima quantità di particolato abrasivo al fine di evitare l’usura precoce della camicia albero. L’azione di lubrificazione e raffreddamento viene infatti svolta dal liquido pompato, che deve trafilare tra treccia e camicia albero. • Questa esecuzione non è idonea per condizioni di funzionamento della pompa in aspirazione, mentre ammette battenti di aspirazione > 0,5 bar poiché il maggior trafilamento può essere compensato aumentando il serraggio della treccia stessa.

ESECUZIONE 1

• Esecuzione con flussaggio dall’esterno, idonea per liquidi contenenti particolato abrasivo. Il liquido di flussaggio svolge in questo caso una funzione di sbarramento e viene iniettato nella prima posizione tra girante e treccia, fluendo così nel corpo pompa e diluendo il liquido pompato. • Questo implica quindi che la pressione del liquido di flussaggio debba prevalere sulla pressione esistente nella zona retrostante la girante e che il massimo battente in aspirazione debba essere valutato in considerazione della scelta della pompa. ESECUZIONE 2

• Esecuzione con flussaggio dall’esterno, idonea per liquidi anche contenenti particolato abrasivo. Il liquido di flussaggio svolge in questo caso una funzione di lavaggio, fuoriuscendo da una parte dal lato anello premistoppa e diluendo dall’altra il liquido pompato, in una frazione dipendente dal bilanciamento delle pressioni. • Per garantire questa azione di lavaggio, il battente massimo di aspirazione mediamente ammesso è pari a 0,5 bar. ESECUZIONE 3


SISTEMI DI TENUTA tenuta

meccanica

Il sistema di tenuta pi첫 adottato: tenuta meccanica singola, doppia o a cartuccia, unificata o ingegnerizzata, per la migliore soluzione alla Vostra applicazione.


tenuta

meccanica

Il sistema VARIOSEAL® accoglie tutte le esecuzioni di tenuta meccanica semplice o doppia conformi alla norma UNI EN 12756 Serie K. Grazie ad uno speciale adattatore, è possibile installare inoltre anche le tenute a cartuccia e le tenute ingegnerizzate per applicazioni dedicate.

✔✔ MINIMO CONSUMO ENERGETICO ✔✔ PERDITA SOLO “FISIOLOGICA” DEL LIQUIDO POMPATO VERSO L’ESTERNO ✔✔ POSSIBILITÀ D’IMPIEGO CON PRESSIONI MOLTO ELEVATE DEL LIQUIDO POMPATO

TENUTA MECCANICA SEMPLICE Esecuzione flussata dal liquido pompato (API PLAN 02), idonea per: • liquidi dotati di buona capacità lubrificante (quindi non adesivi o incrostanti, con ridotto contenuto di particolato abrasivo), • processi che non ammettono diluizione del liquido pompato con il liquido di flussaggio, • installazioni prive di flussaggio esterno da rete o da barilotto.

L’esecuzione flussata dall’esterno (API PLAN 32) viene preferita alla precedente nel caso in cui il liquido pompato sia leggermente più abrasivo o corrosivo e si vuole quindi preservare maggiormente la tenuta meccanica stessa, flussandola con un liquido proveniente dall’esterno.

TENUTA MECCANICA DOPPIA

Esecuzione con tenute meccaniche disposte in tandem e serbatoio statico non in pressione, idonea come sbarramento di sicurezza per: • liquidi potenzialmente pericolosi (per temperatura o aggressività chimica), • liquidi non adesivi o incrostanti e con ridotto contenuto di particolato abrasivo (la tenuta primaria è comunque flussata dal liquido pompato), • installazioni prive di flussaggio esterno in pressione, da rete o da barilotto.

L’esecuzione con tenute meccaniche disposte back-to-back e con flussaggio esterno in pressione, da barilotto o da rete (API PLAN 53 o API PLAN 54), viene preferita alla precedente nel caso in cui il liquido pompato sia decisamente più abrasivo e si desideri quindi preservare maggiormente la tenuta meccanica lato prodotto, flussandola con un liquido proveniente dall’esterno.


SISTEMI DI TENUTA tenuta

IDRODINAMICA Euro-dyn®

Il sistema di tenuta più affidabile ed efficace, nel caso di applicazioni a funzionamento continuo.


tenuta

IDRODINAMICA EURO-DYN®

La tenuta idrodinamica EURO-DYN® completa il nostro sistema modulare di tenute intercambiabili VARIOSEAL® sull’intera gamma di produzione EGGER. È la migliore tenuta per applicazioni anche gravose (con liquidi carichi, areati ed in generale non newtoniani) in funzionamento continuo, grazie all’assenza di superfici di contatto che determinano la tenuta stessa della pompa.

✔✔ Idonea per funzionamento continuo ✔✔ Minimo consumo energetico ✔✔ Massima affidabilità

• Costruita in esecuzione monoblocco del tipo a cartuccia, la tenuta idrodinamica EURO-DYN® è composta da una serie di piccole giranti a pale radiali che realizzano una contropressione tale da bilanciare il battente residuo sul retro della girante e ottenere così l’effetto tenuta fra il liquido pompato e l’ambiente esterno. • Nel valutare questo sistema di tenuta va tuttavia preso in considerazione il battente positivo esistente in aspirazione, che non può superare valori specifici dipendenti dalla dimensione del supporto e dalla velocità di rotazione della pompa. • La tenuta idrodinamica EURO-DYN® è poi auto-regolante, in quanto il numero di giranti di contropressione interessate dipende dalla pressione residua sul retro della girante. L’anello di tenuta a labbro, tipo Lip-Seal o Prelon-Ring, ne garantisce infine la tenuta dopo il risciacquo finale e a pompa ferma.

IMPORTANTE

La tenuta idrodinamica EURO-DYN®, grazie alla sua costruzione multicellulare, consente un sensibile risparmio energetico rispetto a soluzioni “monostadio”. Infatti, in questo caso, il numero di stadi che entrano in azione dipende dalla pressione residua sul retro della girante. Inoltre, grazie alla bassa velocità periferica delle giranti, si riduce il fenomeno della separazione centrifuga di solidi negli stadi e quindi il rischio di bloccaggio dell’albero.


MATERIALI

CRITERI DI SCELTA DEI MATERIALI

Uno dei nostri punti di forza consiste nella capacitĂ  di saper individuare e poter offrire la migliore scelta dal punto di vista del materiale della pompa in relazione alle caratteristiche del liquido pompato.


CRITERI DI SCELTA DEI MATERIALI La scelta ottimale del materiale nel quale realizzare una pompa dipende dalle caratteristiche progettuali richieste in relazione alla resistenza rispetto al liquido pompato e alle condizioni di funzionamento specifiche dell’applicazione del cliente.

✔✔ RESISTENZA MECCANICO-STRUTTURALE ✔✔ RESISTENZA ALL’ABRASIONE ✔✔ RESISTENZA ALLA CORROSIONE

RESISTENZA ALLA CORROSIONE Tra i criteri sopra individuati, il più critico e complesso da affrontare è sicuramente quello della resistenza alla corrosione. • Ricordiamo che la corrosione è una reazione di tipo elettrochimico che avviene sulla superficie di un metallo (o di una lega) e che dà luogo ad una ossidazione, ovvero ad una perdita di elettroni. • La nuova fase che viene a formarsi e che è in contatto con l’ambiente aggressivo determina l’andamento e la velocità della corrosione stessa: la più comune è la “ruggine”, fase molto porosa e fragile che viene facilmente asportata da agenti esterni. Al contrario, se la fase che si forma per ossidazione è molto dura, sottile e strettamente aderente al metallo base, essa può esercitare un’azione altamente protettiva sul metallo sottostante (come nel caso delle leghe metalliche inossidabili). • Il meccanismo più frequente che inibisce la formazione di questo ossido passivante e lo asporta, anche solo localmente, è la presenza di una soglia minima di Cl-, che crea il tipico fenomeno di corrosione “vaiolante” (pitting-corrosion). L’indice numerico che consente di classificare i materiali metallici in funzione della loro resistenza alla corrosione di tipo vaiolante è il

PREN = % Cr + 3,3

X

% Mo +

ξX%N

Il Pitting Resistance Equivalent Number viene calcolato sulla base dei valori medi tra il minimo ed il massimo tenore in lega dell’elemento di volta in volta considerato nella formula, mentre il coefficiente ξ può variare da 0 a 30 in funzione della bibliografia consultata.

ATTENZIONE

Il confronto tra materiali in base al PREN è corretto solo se i materiali appartengono alla stessa famiglia, cioè se la percentuale di altri elementi molto importanti agli effetti anti-corrosivi, come il Nichel, varia all’interno di un contenuto intervallo e se altri fattori, come la struttura cristallina, sono omogenei.


AMPIEZZA DELLA GAMMA Oltre 50 anni di esperienze sul campo nelle applicazioni pi첫 impegnative dei settori di riferimento ci hanno permesso di consolidare un know-how specifico nella scelta del materiale migliore in relazione alle esigenze dei nostri clienti.

GS400 / GGG40

GHISE MECCANICHE GHISA

G25 / GG25

Ni-Resist D2B Ni-Hard IV

GHISE SPECIALI

HG 15.3

LEGHE FERRO CARBONIO

AISI 304 AISI 316

AUSTENITICI

ALLOY 20 1.4588

SUPER-AUSTENITICI

254 SMO

ACCIAIO INOSSIDABILE

AISI 316L

CD4MCu SAF 2205

AUSTENO-FERRITICI

(DUPLEX E SUPER-DUPLEX)

SAF 2507

ALLOY C ALLOY 59 ALLOY 411

NICHEL TITANIO

HASTELLOY

LEGHE DEL NICHEL

MONEL

METALLI PURI


GHISE MECCANICHE Designazione

N° MATERIALE

G25 / GG25

0.6025

GS400 / GGG40

0.7040

UNI-EN

DIN-EN

ASTM

GJL250

JL1040

Grade 40B

GJS400

JS1030

Grade 65-45-12

(UNI-EN 1561)

(UNI-EN 1563)

(ASTM A 48)

(ASTM A 536)

Composizione chimica

%C

% Mn

% Cr

% Mo

% Ni

% Si

% Fe

%N

PREN

G25 / GG25

2-4

0,6 - 0,8

1,8 - 2,1

a bil.

0

GS400 / GGG40

3, 6 - 3,9

< 0,4

2,0 - 2,5

a bil.

0

Metallurgia La ghisa a grafite lamellare, detta anche ghisa grigia e la cui designazione obsoleta G25 o GG25 è ancora oggi comunemente utilizzata, è una lega costituita essenzialmente da ferro e carbonio, nella quale il carbonio è contenuto in percentuale maggiore del suo limite di solubilità nel ferro. La sua struttura metallurgica è costituita da perlite e carbonio grafitico in forma lamellare. La ghisa sferoidale, la cui designazione obsoleta è GS400 o GGG40, è una lega di ferro e carbonio nella quale il carbonio libero è presente soprattutto sotto forma di grafite a struttura sferoidale. Le caratteristiche meccaniche di questa ghisa vengono esaltate con particolari trattamenti termici. Caratteristiche fisico-chimiche La ghisa a grafite lamellare presenta un basso punto di fusione, ottima colabilità, buona lavorabilità alla macchina utensile, capacità di assorbimento delle vibrazioni, soddisfacenti caratteristiche di resistenza meccanica. Essa viene impiegata in un campo di temperature tra - 15 °C e + 180 °C, pur considerando, per le alte temperature, le corrispondenti riduzioni nelle caratteristiche meccaniche. Questa ghisa ha una scarsa resistenza alla corrosione, in particolare alla corrosione da cloruri (PREN = 0) e alla corrosione in ambiente acido. Essa è da preferirsi in ambiente debolmente alcalino (pH > 7). Resiste comunque all’acido solforico, purché concentrato e a temperatura non superiore a 20 °C. La ghisa sferoidale presenta, oltre alla buona colabilità e lavorabilità, un’elevata duttilità. Le sue proprietà meccaniche sono tali da fornire un comportamento in opera simile a quello degli acciai dolci. Per questo tipo di ghisa si parla, oltre che di carico di rottura, anche di carico unitario di scostamento dalla proporzionalità. Anche l’allungamento percentuale- e la resilienza sono elevati. Tutto ciò rende questa ghisa indicata per la costruzione di componenti di pompe soggette a sollecitazioni meccaniche particolarmente severe, sottoposte ad urti ed a pressioni elevate ed in presenza di alta temperatura, anche variabile rapidamente. La temperatura di utilizzo va da - 40 °C a + 200 °C , con le correlate variazioni nelle caratteristiche di resistenza meccanica. Proprietà meccaniche La ghisa a grafite lamellare ha una durezza pari a 180 ÷ 250 HB, mentre la ghisa sferoidale, in virtù della sua duttilità, ha una durezza leggemente inferiore (120 ÷ 180 HB).


GHISE SPECIALI Designazione

N° MATERIALE

UNI-EN

DIN-EN

Ni-Resist D2B

0.7661

S-NiCr 20-3

GGG-NiCr 20-3

Ni-Hard IV

0.9630

HG 15.3

0.9635

(UNI-EN 7737)

ASTM D2B

(DIN-EN 1694)

GJN-HV600

(ASTM A 439)

GJN HV600

Classe I D

(UNI-EN 12513)

(UNI-EN 12513)

GJN-HV600 (XCr14)

GJN-HV600 (XCr14)

(UNI-EN 12513)

(ASTM A 532)

(UNI-EN 12513)

Classe II B

(ASTM A 532)

Composizione chimica

%C

% Mn

% Cr

% Mo

% Ni

% Si

% Fe

%N

PREN

Ni-Resist D2B

<3

0,7 - 1,25

1,75 - 2,25

18 - 22

a bil.

1,75 - 2,25

Ni-Hard IV

2,5 - 3,5

0,3 - 0,8

8 - 10

< 0,5

4,5 - 6,5

a bil.

8 - 12

HG 15.3

2,4 - 2,8

0,5 - 1,5

14 - 18

<3

< 0,5

< 1,2

a bil.

14 - 28

Metallurgia Il Ni-Resist D2B è una ghisa sferoidale legata con alto valore di elementi in lega. Tra questi spicca il nichel che, in presenza di elementi quali il cromo ed il magnesio e dopo adeguato trattamento termico, produce una struttura completamente austenitica con dispersa grafite sferoidale e assenza di carburi di cromo. Il Ni-Hard IV è una ghisa bianca legata al nichelcromo, priva di carbonio grafitico e costituita da carburi di cromo dispersi in una struttura reticolare martensitica. Dopo fusione, essa subisce un trattamento termico di distensione che, uniformandone la struttura, ne determina le caratteristiche meccaniche di elevata durezza (550 ÷ 600 HB). Il HG 15.3 è una ghisa bianca legata ad alto tenore di cromo e molibdeno composta, dopo fusione, da una matrice martensitica ricca di carburi di cromo e di cementite. Dopo un trattamento termico di rinvenimento, la struttura raggiunge una durezza di 350 ÷ 400 HB, che ne consente ancora la lavorazione meccanica. Una successiva tempra in aria ventilata permette poi di raggiungere una durezza di 600 ÷ 700 HB (750 ÷ 900 HV). Caratteristiche fisico-chimiche Il Ni-Resist D2B, grazie alle sue proprietà di particolare resistenza all’azione combinata di corrosione ed erosione, è un’ottima soluzione per il pompaggio di fanghiglie saline corrosive, salamoie ed acqua di mare. Questo materiale è inoltre idoneo per componenti soggetti a pressione, in un campo di temperature da - 60 °C a + 350 °C (anche se oltre i 180 °C o sotto i - 15 °C va considerata la corrispondente riduzione delle caratteristiche meccaniche). Il Ni-Hard IV è virtualmente non lavorabile, pertanto i modelli delle parti idrauliche sono progettati appositamente per prevedere l’assemblaggio mediante viti esterne con testa a martello. Questa ghisa è particolarmente indicata per il pompaggio di liquidi fortemente abrasivi, con elevate percentuali di solidi, anche grossolani, in sospensione. La temperatura massima di utilizzo è pari a 125 °C. Il HG 15.3 ha la caratteristica di essere ancora lavorabile dopo il trattamento termico di rinvenimento e di poter raggiungere una durezza ancora superiore al Ni-Hard IV con un successivo trattamento di tempra. Sotto il profilo della resistenza alla corrosione, la presenza in lega di molibdeno garantisce una pur moderata resistenza ad acidi deboli (pH fino a 5.5) e a soluzioni con max 200 ppm di cloruri Cl-. Proprietà meccaniche Le caratteristiche meccaniche di resistenza all’abrasione della ghisa HG 15.3 sono di assoluto rilievo, come confermato anche da prove di laboratorio (2,7 g/m2/h di erosione su provino in rotazione immerso in una soluzione di acqua e sabbia di quarzo, rispetto ai 110 g/m2/h della ghisa grigia e 7 g/m2/h del Ni-Hard IV).


ACCIAI INOSSIDABILI AUSTENITICI Designazione

N° MATERIALE

ASTM

UNS

AISI (LAMINATI)

AISI 304 (*)

1.4308

Grade CF8

J92650

AISI 304

AISI 316 (*)

1.4408

Grade CF8M

J92900

AISI 316

AISI 316L (*)

1.4435 (**)

Grade CF3M

J92800

AISI 316L

(ASTM A 743)

(ASTM A 743)

(ASTM A 743)

Composizione chimica

%C

% Mn

% Cr

% Mo

% Ni

% Si

% Fe

%N

PREN

AISI 304 (*)

< 0,07

< 1,5

18 - 20

< 0,5

8 - 11

a bil.

18 - 22

AISI 316 (*)

< 0,07

< 1,5

18 - 20

2 - 2,5

9 - 12

a bil.

< 0,2

25 - 28

AISI 316L (*)

< 0,03

<2

18 - 20

2 - 2,5

9 - 12

a bil.

< 0,2

25 - 28

Metallurgia Gli acciai inossidabili al cromo-nichel (AISI 304) e al cromo-nichel-molibdeno (AISI 316) sono leghe ferro-carbonio a struttura austenitica, con tracce di ferrite e caratterizzate da un basso tenore di carbonio, che raggiunge il tenore minimo nel caso dell’AISI 316L. (*) La designazione riportata in tabella per questi acciai è quella di uso comune, anche se va considerato il fatto che tra le normative DIN/ASTM/UNS e la normativa AISI esistono solo sostanziali corrispondenze ma non assolute identità dal punto di vista della composizione chimica. (**) Omologo al 1.4435 è l’acciaio 1.4409, che non ha però una corrispondenza a livello ASTM e UNS. Caratteristiche fisico-chimiche Questi acciai garantiscono elevata resistenza alla corrosione sotto tensione (stress-corrosion) e, nel caso dell’ AISI 316, una accettabile resistenza anche alla corrosione vaiolante dovuta a cloruri in ambienti a bassa temperatura (pitting-corrosion). Essendo l’austenite una soluzione solida a struttura reticolare tipo gamma, questi acciai sono amagnetici. In realtà l’incrudimento, alcuni trattamenti termici o l’intrusioni di micro-polveri di acciaio magnetico possono renderne magnetica in modo più o meno accentuato la superficie, determinando anche superficiali fenomeni di ossidazione, che non comportano però la corrosione della matrice austenitica sottostante. L’AISI 316L è migliorativo rispetto all’AISI 316 nei confronti della corrosione intercristallina e della sensibilizzazione, consistente nella precipitazione di carburi di cromo in un campo di temperatura tra 450 °C e 850 °C, con conseguente perdita dell’inossidabilità. Pur essendo quelli citati gli acciai inossidabili più utilizzati nel settore industriale (grazie al buon rapporto tra costo e caratteristiche anticorrosive), essi presentano comunque notevoli limiti, specialmente quando il pH è inferiore a 5 e quando le soluzioni saline hanno temperature superiori ai 40 °C. Proprietà meccaniche Il carico di rottura a trazione di questi acciai ha valori tra i 410 e i 460 N/mm2, mentre la durezza si attesta nel range di 130 ÷ 200 HB.


ACCIAI INOSSIDABILI super-AUSTENITICI Designazione

N° MATERIALE

ASTM (FUSIONI)

UNS

ASTM (LAMINATI)

ALLOY 20 (*)

1.4500

Grade CN-7M

1.4588

1.4588

254 SMO

1.4547

Grade CK-3MCuN

J93254

S31254

(ASTM A 743)

(ASTM A 743)

Composizione chimica

%C

% Mn

% Cr

% Mo

% Ni

% Si

% Fe

%N

PREN

ALLOY 20 (*)

< 0,07

< 1,5

19 - 22

2-3

27,5 - 30,5

3–4

a bil.

26 - 32

1.4588

< 0,025

<2

19 - 21

6-7

24 - 26

0,5 – 1,5

a bil.

0,1 - 0,25

39 - 44

254 SMO

< 0,02

<1

19,5 - 20,5

6-7

17,5 - 18,5

0,5 - 1

a bil.

0,18 - 0,25

39 - 44

Metallurgia Gli acciai super-austenitici sono leghe ferro-carbonio legate al cromo-nichel-molibdeno. Essi sono completamente austenitici e meno soggetti quindi alla precipitazione di fase ferritica e di fase sigma (molto fragile ed indurente) rispetto agli acciai semplicemente austenitici, come il CF3M o il CF8M. Il tenore di carbonio in soluzione è mediamente più basso di quello che caratterizza il CF3M, mentre è più alto il contenuto in nichel e in molibdeno. Tra le varie tipologie di acciai super-austenitici, sussistono variazioni anche consistenti in termini di composizione chimica, con conseguente variabilità nelle caratteristiche anticorrosive (range abbastanza elevato dei valori di PREN). (*) L’Alloy 20 è anche conosciuto come Carpenter 20®, marchio registrato dal produttore. Caratteristiche fisico-chimiche La particolare composizione chimica di questi acciai e la loro struttura metallurgica permettono una resistenza alle forme di corrosione intergranulare, sotto tensione e vaiolante (pitting-corrosion) che è superiore a quella dei normali acciai austenitici. Essi sono da preferire in presenza di concentrazioni di cloruri superiori a 20.000 ppm, ma pur sempre inferiori a 30.000 ppm. Ovviamente, la resistenza alla pitting-corrosion da cloruri di origine salina varia al variare dell’indice PREN. Gli acciai super-austenitici sono saldabili con relativa facilità, anche se in fase di saldatura va prestata attenzione a non farli permanere a lungo a una temperatura superiore a 550 °C, per non provocare un infragilimento locale. La lavorabilità alla macchina utensile di questi materiali è invece limitata e richiede esperienza, soprattutto nell’utilizzo di particolari utensili. Grazie al loro alto contenuto di cromo, nichel e molibdeno, gli acciai super-austenitici subiscono passivazione anche in ambienti riducenti, come nel caso dell’acido solforico diluito e dell’acido formico. Proprietà meccaniche Le caratteristiche meccaniche, già non elevate a 20 °C data l’assenza di ferrite e martensite, subiscono una ulteriore diminuzione al crescere della temperatura, ma sono ancora accettabili fino a + 400 °C e variano comunque in modo inversamente proporzionale al tenore di nichel. Buone sono le caratteristiche alle basse temperature, fino a - 40 °C.


ACCIAI duplex e super-duplex Designazione

N° MATERIALE

ASTM (FUSIONI)

UNS

ASTM (LAMINATI)

CD4MCu

CD4MCu Gr. 1A

J93370

SAF 2205

1.4462

CD3MN Gr. 4A

J92205

S31803

SAF 2507

1.4410

CE3MN Gr. 5A

J93404

S39257

(ASTM A 890)

(ASTM A 890)

(ASTM A 890)

Composizione chimica

%C

% Mn

CD4MCu

< 0,04

<1

SAF 2205

< 0,03

<2

21 - 23

SAF 2507

< 0,03

<2

24 - 26

% Cr

% Mo

% Ni

% Si

% Fe

%N

PREN

4,75 - 6

2,75 – 3,25

a bil.

30 - 34

2,5 - 3,5

4,5 - 6,5

a bil.

0,1 - 0,22

29 - 35

3 - 4,5

6-8

a bil.

0,2 - 0,35

34 - 41

24,5 - 26,5 1,75 - 2,25

Metallurgia Questi acciai vengono denominati duplex in quanto hanno una struttura metallurgica costituita da un reticolo austenitico con dispersa fase ferritica. Approssimativamente, le quantità di austenite e ferrite sono uguali. Alcuni di questi acciai contengono azoto, che ne esalta alcune caratteristiche meccaniche. La presenza di abbondante fase ferritica rende questi acciai magnetici, a differenza degli acciai puramente austenitici, che sono amagnetici. Il materiale viene chiamato super-duplex quando il PREN supera un valore pari a 39, grazie sostanzialmente al contributo dato da un alto tenore di molibdeno. Tra gli acciai citati, solo il SAF 2507 può essere considerato super-duplex. Caratteristiche fisico-chimiche Il basso contenuto di carbonio, l’alto tenore di cromo e la finezza della grana cristallina rendono questi acciai praticamente immuni alla corrosione intergranulare e alla corrosione localizzata. Altre caratteristiche sono la ridotta dilatazione termica, l’elevata conduttività termica e la notevole tenacità. Questi materiali sono sensibili alle alte temperature, per l’insorgere di fenomeni di infragilimento e quindi se ne sconsiglia l’utilizzo permanente a temperature eccedenti i 300 °C. Essi presentano invece buona resilienza anche a basse temperature. Per quanto concerne la massima concentrazione di cloruri cui queste leghe resistono, va valutato se i cloruri stessi derivano da idrolisi salina o da presenza di acido cloridrico. Nel caso di cloruri di origine salina (e di soluzioni acquose fino a 60 °C), gli acciai duplex sono indicati fino a 5.000 ppm e gli acciai super-duplex fino a 30.000 ppm. Non è infine consigliato impiegare questi acciai in soluzioni con pH < 3. Proprietà meccaniche La presenza di ferrite nella struttura conferisce caratteristiche meccaniche più elevate rispetto agli acciai austenitici (carico di rottura a trazione pari a 600 ÷ 690 N/mm2 e durezza pari a 240 ÷ 270 HB). L’eventuale presenza di azoto contribuisce poi ad aumentare la durezza superficiale e la resistenza alla corrosione per fatica, rendendo così molto buono il comportamento in condizioni di cavitazione.


LEGHE DEL NICHEL Designazione

N° MATERIALE

ASTM

UNS

PER LAMINATI (**)

ALLOY C (*)

Grade CW-12-MW

N10002

ALLOY C 276

ALLOY 59

2.4605

N06059

ALLOY 411 (*)

2.4365

Grade M-30-C

ALLOY 400

(ASTM A 494)

(ASTM A 494)

Composizione chimica

%C

% Mn

% Cr

% Mo

% Ni

% Si

% Fe

%N

PREN

ALLOY C (*)

0,07 - 0,12

15,5 - 17,5

16 - 18

a bil.

4,5 - 7,5

3,75 - 5,25

68 - 77

ALLOY 59

< 0,01

<1

22 - 24

15 - 16,5

a bil.

< 1,5

71 - 79

ALLOY 411 (*)

< 0,15

0,5 - 1,5

a bil.

26 - 33

1 - 2,5

Metallurgia Queste leghe non sono definibili come acciai perché gli elementi leganti sono in percentuale superiore al 50%. Il nichel risulta l’elemento base della lega, mentre il ferro compare solo come componente e non determina la struttura reticolare della lega stessa. Il trattamento termico è di fondamentale importanza per l’esaltazione delle caratteristiche anticorrosive di queste leghe. (*) L’Alloy è la lega comunemente chiamata Hastelloy®, definizione a rigore applicabile solo nel caso di prodotti originali, essendo questo un marchio registrato della Haynes International. In analogia, l’Alloy 411 è più conosciuto con il nome Monel® 411 (anche questo è un marchio registrato). (**) I laminati hanno composizioni chimiche diverse dalle fusioni, per cui non sussiste una assoluta corrispondenza. Caratteristiche fisico-chimiche L’Alloy C e l’Alloy 59 resistono a diversi tipi di corrosione (uniforme, stress-, pitting- e crevice-corrosion) in un ampio range di ambienti acidi ed alcalini. Più alta è la percentuale di cromo, migliore è la resistenza in ambienti acidi ossidanti, mentre il tenore di molibdeno influenza la resistenza in ambienti riducenti (l’acido cloridrico, l’acido fluoridrico, l’acido fosforico e l’acido solforico diluito sono riducenti se non contengono elevate quantità di rame o ossigeno disciolto, altrimenti diventano ossidanti). Queste leghe sono indicate laddove si richieda una resistenza alla corrosione in presenza di basso valore di pH e/o elevato valore di cloruri (con l’Alloy 59 i cloruri possono raggiungere il valore di 80.000 ÷ 100.000 ppm in dipendenza della temperatura del liquido). Al crescere della temperatura, diminuisce la resistenza alla pitting-corrosion e crevice-corrosion da cloruri liberi. L’Alloy 411 presenta una buona resistenza alle soluzioni saline, ma è poco resistente, in generale, agli acidi concentrati, fatta eccezione per l’acido fluoridrico. Tollera soluzioni diluite di acido solforico e cloridrico. Resiste bene a temperature fino a 400 °C. Proprietà meccaniche L’Alloy C e l’Alloy 59 presentano un buon carico di rottura a trazione (500 ÷ 690 N/mm2) ed una durezza Brinell tra i 150 e 200 HB. L’Alloy 411 si colloca su valori leggermente più bassi (450 N/mm2 e 120 HB).


METALLI PURI Designazione

N° MATERIALE

ASTM

UNS

UNS / DIN-EN (*)

NICHEL

2.4170

Grade CZ100

N02100

N02200 / 2.4060 N02201 / 2.4061

TITANIO

3.7035

Grade C2

__

__

(ASTM A 494)

(ASTM B 367)

Composizione chimica

%C

% Mn

% Cr

% Mo

% Ni

% Si

% Fe

%N

PREN

NICHEL

1 max

1,5 max

1,25

0,03 max

95 min

2 max

3 max

0

TITANIO

0,06 max

0,2 max

a bil.

0

Metallurgia Il Nichel è un metallo puro. Il processo di produzione del nichel è tanto più complesso e lungo quanto maggiore è il grado di purezza richiesto al metallo. (*) La designazione riportata si riferisce ai laminati del nichel, noti anche come Nichel 200 e Nichel 201. Questi presentano una composizione chimica diversa da quella del Nichel CZ100: in essi infatti il tenore di nichel supera il 99%. Il Titanio Grade C2 presenta una struttura cristallina esagonale, che è all’origine delle sue buone caratteristiche meccaniche. Eventuali impurezze possono ridurre queste proprietà. Si impone un contenuto di ossigeno < 0,18%, di azoto < 0,05% e di carbonio < 0,06%, in quanto questi elementi sono nocivi se presenti nel Titanio. Caratteristiche fisico-chimiche Il Nichel è in grado di proteggersi da alcune forme di attacco corrosivo grazie alla formazione superficiale di uno strato di ossido passivo. La sua resistenza è particolarmente buona nei confronti di prodotti alcalini caustici a tutte le temperature e concentrazioni. Inoltre, il nichel resiste bene a soluzioni fredde contenenti fino al 15% di acido cloridrico (nel caso di soluzioni calde, la concentrazione max di acido cloridrico è pari al 2%). Da un punto di vista meccanico, le sue caratteristiche sono simili a quelle del ferro dolce e diminuiscono drasticamente al crescere della temperatura. Il Titanio ha una elevata resistenza ed una bassa densità, generando così un rapporto forza/peso eccezionale. Si ritiene che la notevole resistenza alla corrosione di questo materiale sia dovuta alla sua capacità di formare uno strato protettivo superficiale di ossido passivo. Questa protezione “passiva” è talmente elevata che non viene intaccata neanche da agenti estremamente corrosivi come il cloruro di ferro ed il cloruro di rame. Proprietà meccaniche I due metalli, a 20 °C, hanno proprietà meccaniche similari alla ghisa sferoidale, sia da un punto di vista del carico di rottura che della durezza Brinell.


after sales

RICAMBI TURO SERVICE ASSISTENZA TECNICA E TRAINING


AFTER SALES

RICAMBI

I ricambi originali TURO ITALIA sono il miglior modo di garantire la qualitĂ  del nostro prodotto nel tempo, anno dopo anno.


RICAMBI ORIGINALI Dal 1970 ad oggi abbiamo consolidato un livello qualitativo riconosciuto su tutto il territorio nazionale. Il servizio al cliente si traduce così per noi anche nell’impegno ad assisterlo negli anni con i ricambi originali dell’intera gamma produttiva, passata e presente. Nel caso in cui il cliente desideri poi aggiornare la propria pompa allo stato dell’arte della tecnologia, mettiamo a punto delle soluzioni di intercambiabilità che garantiscono al cliente stesso una continuità nel nome Turo Italia.

CONTRATTI QUADRO Talvolta, le procedure operative legate al processo di approvvigionamento dei ricambi possono risultare particolarmente onerose. In questo caso una soluzione efficace, già realizzata con reciproca soddisfazione per alcuni tra i nostri clienti più importanti, è rappresentata dal “contratto quadro”. In questo modo possiamo concordare in anticipo e per un arco temporale prestabilito la definizione tecnica ed economica dei componenti da approvvigionare (oltre ad eventuali attività integrative di revisione delle pompe ed assistenza tecnica on-site), rendendo notevolmente più snello l’intero processo.

GESTIONE A STOCK In questi ultimi anni, la tematica legata alla riduzione dello stock ha assunto una rilevanza sempre maggiore. A fronte di questa esigenza, abbiamo istituito per i nostri clienti una procedura ad hoc, che consente l’eventuale gestione a magazzino (con riordino automatico) di quei componenti ritenuti critici per l’attività produttiva e che non possono quindi avere tempi di approvvigionamento superiori ad una determinata soglia.


AFTER SALES

TURO SERVICE

La nostra volontĂ  di fidelizzare il cliente e sviluppare con esso un rapporto di partnership si esprime nel post-vendita attraverso il TURO Service, creato proprio per garantire sempre lo stesso livello di qualitĂ  nel tempo.


TURO SERVICE Il TURO SERVICE si propone ormai da qualche anno come opportunità di sposare la tradizionale affidabilità della casa costruttrice con le sempre maggiori esigenze di mercato in termini di tempestività e convenienza. Una struttura organizzativa dedicata è infatti a disposizione dei nostri clienti per garantire un programma di assistenza mirato ad ogni specifica esigenza e corredato di una serie di servizi ad hoc, quali ad esempio la realizzazione di un “censimento” di tutte le pompe Turo Italia presenti sull’impianto e la conseguente creazione di specifiche “schede macchina”.

OFFERTE BUDGET Il primo contatto con quei clienti che trovano interessante approfondire l’ambito del TURO SERVICE si traduce nella formulazione di una “offerta budget” per la riparazione o revisione della pompa in questione. Il cliente può così effettuare una vera e propria analisi costi-benefici inerenti al servizio proposto, sulla base di un elenco di attività da svolgere e di una lista di componenti che si prevede di sostituire o ripristinare. La validità dello strumento è confermata da un numero in continua crescita di clienti che ad oggi si rivolgono al TURO SERVICE in modo costante.

RIPARAZIONI & REVISIONI Con il servizio di “riparazione” desideriamo offrire ai nostri clienti un intervento rapido e mirato al ripristino della pompa o del singolo componente in avaria con ricambi originali, da effettuarsi presso la nostra Sede o in campo. Con il servizio di “revisione” proponiamo invece un’attività più simile ad un “tagliando” dove, a fronte di una verifica pianificata delle condizioni della pompa presso la nostra Sede, il cliente decide il livello di intervento da effettuare sulla pompa stessa.


AFTER SALES

ASSISTENZA TECNICA E TRAINING

Il nostro know-how al servizio del cliente, sul campo o a tavolino. Vogliamo cosĂŹ continuare a essere per il mercato un costante e sicuro punto di riferimento nella risoluzione delle problematiche di pompaggio.


ASSISTENZA TECNICA Nella catena del valore Turo, il servizio TURO SERVICE occupa decisamente un posto da protagonista per quanto riguarda la consulenza tecnica, fattore diventato ormai critico nel rapporto cliente-fornitore. Mettiamo infatti a disposizione dei nostri clienti tutto il nostro know-how nella gestione dell’interfaccia pompaimpianto, per garantire una risposta tempestiva e competente ad esigenze che evolvono continuamente per adattarsi alle dinamiche di mercato.

CHECK ON SITE Poter valutare le reali condizioni di funzionamento di una pompa sull’impianto costituisce spesso un momento fondamentale di verifica congiunta con il cliente, al fine di determinare le possibili soluzioni in termini di eliminazione anomalie o di miglioramento del sistema. Grazie al controllo incrociato dei rilievi effettuati sulla pompa (verifica della prevalenza, delle vibrazioni in frequenza, etc.) con le richieste condizioni di funzionamento si possono infatti studiare con il cliente gli interventi di manutenzione più idonei per una gestione efficace dell’impianto.

TRAINING In TURO ITALIA, la formazione relativa ad un impiego ottimale dei nostri prodotti e l’aggiornamento sullo stato dell’arte della tecnologia sono processi ormai consolidati nell’ambito del rapporto di partnership con i nostri clienti. Tali processi si fondano sull’esperienza maturata negli anni nei diversi settori di applicazione e sulle specifiche competenze di una direzione tecnica perfettamente integrata con la Casamadre svizzera. Questi possono poi svilupparsi attraverso sessioni pratiche sul campo, da integrare con eventuali incontri teorici presso il cliente o la nostra Sede.


F.A.Q.

DOMANDE FREQUENTI


MERCATI Il prodotto è totalmente italiano?

Si. Le fusioni e le carpenterie sono acquistate da fornitori fidelizzati, principalmente in zona; la parte di lavorazione meccanica, assemblaggio e collaudo finale viene poi realizzata al nostro interno. I componenti di acquisto primari (motori elettrici, tenute meccaniche e giunti) provengono invece da fornitori riconosciuti sul mercato a livello internazionale.

TURO ITALIA vende anche all’estero?

No, se non in casi del tutto particolari dove, per esplicito accordo con la Casamadre, si ritiene conveniente seguire la commessa da parte nostra. Per contro, TURO ITALIA è presente all’estero da oltre 30 anni grazie alle forniture effettuate ai Main Contractors italiani e destinate ad impianti di varia natura.

Avete dei punti vendita sul territorio?

No. Il nostro prodotto è realizzato su commessa e viene quindi spedito direttamente al cliente finale.

Avete centri di assistenza delocalizzati?

No. La nostra tipologia di prodotto e la nicchia di mercato all’interno della quale operiamo non ci consente di strutturare una rete esterna autorizzata di assistenza. Proponiamo per contro un servizio completo di riparazione e revisione presso la nostra Sede, affiancato ad un servizio di assistenza tecnica sul campo per verificare l’efficacia delle condizioni operative delle nostre pompe.

A quali fiere di settore partecipate?

Due sono gli appuntamenti a carattere internazionale che non possiamo mancare: la ACHEMA, fiera della chimica a Francoforte e la IFAT, fiera della depurazione a Monaco di Baviera.

Dove sono installate le vostre pompe?

Trovate un prodotto TURO ITALIA ovunque vi sia un’applicazione impegnativa per il tipo di liquido da pompare: sul ricircolo di un reattore, alle sentine degli assorbitori di uno scrubber, alla colata continua di un laminatoio, sui ponti dissabbiatori di un depuratore, allo scarico di un pulper, al rilancio di una stazione di filtrazione, etc.

Sviluppate applicazione dedicate?

Trovare la giusta soluzione alle specifiche esigenze dei nostri clienti è il nostro obiettivo. Che si tratti di progettare un gruppo pompa-turbina per il recupero dell’energia, di concepire un vaschino per la miscelazione ed il rilancio della polvere di barbottina diluita o di sviluppare una pompa per il rilancio del mosto nel vinificatore, il nostro know-how è sempre a disposizione per un’ulteriore sfida alle problematiche di pompaggio.

Avete un cd per la selezione idraulica delle pompe?

Per poter offrire la migliore soluzione ci avvaliamo di più fonti, tra cui le curve caratteristiche di riferimento, le curve di collaudo e le referenze sul campo per applicazioni simili. Per questo preferiamo interagire direttamente con il nostro cliente nella valutazione e scelta della pompa più idonea alle date condizioni di funzionamento, consapevoli del maggior valore aggiunto rispetto all’utilizzo di un cd.

Che tempi di consegna avete?

Con i nostri fornitori abbiamo un rapporto così stretto da poter godere di un trattamento di favore anche dal punto di vista delle tempistiche. La nostra struttura interna è poi talmente flessibile da riuscire a soddisfare anche le urgenze più critiche, pur lavorando per commessa. Succede così di riuscire a fornire una pompa in pochi giorni, nel caso di disponibilità dei componenti a stock, o in due o massimo tre mesi nel caso di materiali speciali che devono essere approvvigionati ad hoc.


MERCATI Qual è il vostro periodo di garanzia?

Il periodo di garanzia standard è pari a 12 mesi. Nel caso di forniture destinate ad impianti completi realizzati da società di ingegneria, è possibile poi estendere tale periodo a 24 o massimo 36 mesi dalla consegna, adottando in queste circostanze tutti gli accorgimenti tecnici previsti già a capitolato dal cliente.

Che tipo di documentazione fornite?

In fase di offerta, la documentazione standard allegata al data-sheet consiste nella curva caratteristica, nel disegno di sezione e nel disegno di ingombro, mentre in fase di ordine viene consegnato al cliente il manuale di uso e manutenzione della pompa. Avendo tuttavia maturato più di trent’anni di esperienza nella gestione di commesse per il settore ingegneria, siamo in grado di far fronte alle richieste più esigenti ed impegnative anche in termini di documentazione.

Quali controlli effettuate sul prodotto?

Aldilà dei controlli standard sui processi di approvvigionamento, lavorazione meccanica e assemblaggio, le nostre pompe vengono testate con accuratezza anche da un punto di vista delle performance. Una sala prove interna ci consente infatti di validare da un punto di vista idraulico le caratteristiche della macchina appena realizzata, prima della sua spedizione al cliente.


PRODOTTI Che tipo di pompe realizzate?

La TURO ITALIA produce e commercializza pompe centrifughe monostadio per liquidi carichi e/o areati, a girante arretrata e a girante semi-aperta, nelle tre versioni orizzontale, verticale (con mandata laterale) e sommergibile, azionate da motori elettrici, idraulici o diesel.

Avete pompe a stock?

No. Realizziamo pompe su commessa, in accordo alle particolari esigenze dei nostri clienti, fino ad arrivare a veri e propri “abiti su misura”.

Quali normative segue il vostro prodotto?

Le nostre pompe sono prodotte in accordo alla norma ISO 5199. In funzione della specifica applicazione, è poi possibile certificare le pompe anche secondo la normativa ATEX.

A quale range di portata e prevalenza arrivate?

Nel caso delle pompe a girante arretrata, si può arrivare a 2000 m³/h in termini di portata o a 120 m in termini di prevalenza, mentre nel caso delle pompe a girante semi-aperta si può raggiungere una portata di 4000 m³/h o una prevalenza di 140 m.

Fate pompe rivestite?

Si. In funzione della specifica applicazione, siamo in grado di proteggere adeguatamente tutte le parti in contatto con il liquido pompato. Tra i rivestimenti maggiormente utilizzati, possiamo citare l’ebanitatura, la ceramicatura e la teflonatura.

I modelli di pompe attuali sono intercambiabili con quelli installati da 20-30 anni?

Si, sulle versioni verticali e sommergibili. Grazie agli adattamenti studiati espressamente dal nostro ufficio tecnico, possiamo rendere intercambiabile da un punto di vista installativo il vecchio ed il nuovo programma di pompe. Il cliente può così avvantaggiarsi sia dei miglioramenti tecnici ed idraulici del nuovo programma che della facilità di sostituzione dell’applicazione esistente.

Cosa significa “passaggio libero integrale”?

Con “passaggio libero integrale” si intende lo spazio sferico che attraversa la voluta di una pompa a girante totalmente arretrata e serve per individuare la massima dimensione di un solido che può essere pompato attraverso la bocca di mandata della pompa.

Cos’è il Qmin?

Il Qmin è la minima portata che una pompa può elaborare senza che si incorra in fenomeni di vibrazione o surriscaldamento ed è una caratteristica tipica di ogni pompa centrifuga.

Cos’è una cantilever?

È una pompa verticale con albero a sbalzo e quindi senza tenuta o elementi di guida sul fondo, che può funzionare anche a secco (come se fosse un ventilatore). Per la sua particolare costruzione, è una pompa assolutamente affidabile ed il cui impiego è consigliato ovunque l’installazione lo permetta.

Qual è la minima sommergenza di un motore sommergibile?

Il motore sommergibile deve essere continuamente raffreddato per poterne garantire il funzionamento continuo. La minima sommergenza del motore è quindi il livello di liquido al di sotto del quale non è consigliabile far funzionare in modo permanente il motore stesso. In caso di necessità, si può optare per una soluzione di motore sommergibile con camicia di raffreddamento, già adottata nel passato per applicazioni specifiche.

Quali protezioni sono presenti su un motore sommergibile?

Il motore elettrico sommergibile è dotato di protezioni termiche inserite negli avvolgimenti e di una sonda di rilievo delle infiltrazioni (LVO).


PRODOTTI Cos’è il sistema Varioseal?

È un sistema che consente la perfetta intercambiabilità tra diversi sistemi di tenuta nelle pompe orizzontali, senza dover modificare la struttura stessa della pompa e del supporto cuscinetti. È così possibile passare da una tenuta a baderna ad una tenuta meccanica o ad una tenuta idrodinamica (e viceversa) con la semplice sostituzione della scatola tenuta.

Avete esperienza con la baderna a perdite zero?

La baderna a perdite zero è una speciale tenuta a baderna che consente di eliminare la perdita fisiologica o indotta della treccia. Utilizzata con successo in questi ultimi due anni, è sicuramente un prodotto destinato ad essere largamente impiegato nei settori di nostro interesse.

Cos’è una tenuta autoflussata?

Con l’accezione di tenuta “autoflussata” si intende la versione più semplice di tenuta meccanica, cioè quella flussata dal liquido pompato (secondo lo schema API PLAN 02 e 11). È chiaramente la soluzione meno frequente nel caso di pompaggio di liquidi carichi, che richiede invece un flussaggio continuo della zona della tenuta.

Come posso valutare l’idoneità di un materiale ad una specifica applicazione?

Per guidare il nostro cliente nella scelta del materiale più idoneo alla sua applicazione, abbiamo creato una sezione Materiali con le relative schede tecniche, che rappresentano una guida precisa e allo stesso tempo veloce per soddisfare ogni esigenza.


AFTER SALES Come identifico una pompa turo italia?

Attraverso l’apposita targhetta applicata sulla pompa, che riporta il numero di matricola della macchina descritto con la sigla “ IT xxx “. Lo stesso numero di matricola è poi riportato sul manuale di uso e manutenzione della pompa.

Posso ricevere la lista pezzi relativa ad una specifica pompa?

Si. Ogni singola pompa venduta, anche trent’anni fa, ha una sua scheda di composizione macchina, attraverso la quale è possibile identificare con certezza gli eventuali componenti che possono richiedere una loro sostituzione.

Che ricambi mi suggerite per il primo avviamento e due anni di funzionamento?

Normalmente, i ricambi di primo avviamento si limitano ad un set di guarnizioni. Per i primi due anni di funzionamento, invece, si propone in generale la tenuta meccanica, la camicia albero, un kit di guarnizioni e, in funzione della gravosità dell’applicazione, anche una girante di ricambio con la relativa parete di usura.

Fornite ricambi anche per pompe molto vecchie?

Si. Anche per una pompa di trent’anni fa viene garantita la disponibilità di componenti di ricambio. In parallelo, al cliente viene comunque proposta un’alternativa più aggiornata, per godere degli eventuali vantaggi tecnici di quest’ultima rispetto alla pompa installata.

È normale un’usura così accentuata dopo un anno?

L’aspettativa del cliente in termini di durata della pompa deve essere in questi casi sempre correlata alla natura dell’applicazione. La nostra esperienza ci suggerisce un po’ di cautela in questo ambito perché le condizioni di impianto possono influire in modo decisivo sulla durata di una pompa. Per questo, proponiamo ai nostri clienti di approfondire con loro l’applicazione in questione e valutare quindi insieme le eventuali opportunità di miglioramento del sistema pompa-impianto.

Organizzate corsi di formazione sul campo?

Si. Grazie al servizio Turo Service, organizziamo insieme con il cliente dei corsi dedicati, in funzione delle specifiche esigenze del cliente stesso.

Come riconosco il fenomeno della cavitazione?

Il fenomeno della cavitazione è normalmente segnalato da un crepitìo nella zona di aspirazione, che richiede però un approfondimento sulle condizioni di funzionamento dell’impianto per essere confermato.

Dove leggo il diametro della girante installata?

La curva caratteristica di una pompa è normalmente contrassegnata da tre valori (massimo, medio e minimo) del diametro girante. Il diametro girante effettivo viene poi calcolato al fine di rispettare il punto di lavoro contrattuale e questo valore viene riportato per il cliente sul manuale di uso e manutenzione della pompa.

Una pompa appena installata deve essere riallineata prima di essere avviata?

Si, nel caso di pompe orizzontali. Durante il trasporto e/o in fase di installazione, la pompa può infatti aver subìto delle tensioni, anche leggere, che impongono il riallineamento dell’asse pompa-motore.

A cosa devo fare attenzione durante l’avviamento di una pompa?

L’installazione e l’avviamento della pompa sono fasi particolarmente delicate, durante le quali l’attenzione va posta su più aspetti: l’allineamento pompa-motore, il flussaggio della tenuta, la gestione delle valvole in aspirazione e in mandata, il senso di rotazione del motore, il riempimento del sistema di lubrificazione della pompa.

Nella versione cantilever , perché ho una perdita volumetrica sul retro della girante?

La perdita volumetrica è dovuta all’assenza di tenuta sull’albero e questa è variabile in funzione del punto di lavoro e della grandezza della pompa.


AFTER-SALES Qual è la vita utile dei cuscinetti?

I cuscinetti sono calcolati per una durata pari a 16000 ore di funzionamento, con un liquido avente peso specifico pari a 1,4 Kg/l.

Che tipo di olio può essere utilizzato per riempire il supporto cuscinetti?

Il tipo di olio da utilizzare è riportato nell’apposita tabella dei “Lubrificanti” presente all’interno del manuale di uso e manutenzione della pompa.

Ogni quanto tempo si devono ingrassare i supporti cuscinetti nella versione cantilever?

La frequenza di ingrassaggio ed il tipo di grasso sono riportati nell’apposita tabella dei “Lubrificanti” presente all’interno del manuale di uso e manutenzione della pompa.

A quale pressione e con quale portata devo effettuare il flussaggio della tenuta?

Il flussaggio della tenuta meccanica deve garantire una pressione adeguatamente superiore rispetto a quella esistente sul retro della girante alle condizioni della massima prevalenza elaborata (condizioni di funzionamento con valvola di mandata chiusa). La portata è indicata sul disegno di ingombro della pompa all’interno del manuale di uso e manutenzione.

Come e con che frequenza posso controllare il livello del glicole in colonna?

Il livello di acqua e glicole in colonna (nel rapporto di 2:1) va controllato visivamente tramite la relativa asta di controllo con una frequenza almeno settimanale. In alternativa, può essere applicato un controllo automatico con sensore conduttivo o magnetico.


GLOSSARIO

GLOSSARIO


Api

plan: le norme api definiscono i vari metodi di “flussaggio / lavaggio” delle tenute meccaniche. Questi metodi, così definiti, sono poi stati applicati anche alle pompe non api e sono quindi oggi di uso comune.

Back-pull-out type: predisposizione allo smontaggio della girante senza necessità di scollegare il corpo pompa dalle tubazioni ed il motore dal basamento. questa configurazione è applicabile nel caso di pompe con corpo a divisione radiale, con l’utilizzo di un giunto spaziatore. Battente

in aspirazione:

colonna di liquido).

altezza geodetica di liquido gravante sull’asse della girante della pompa (si esprime in metri di

Cantilever: letteralmente “mensola”, è una pompa priva di elementi di guida o di elementi di tenuta sull’albero, nella zona interessata dal liquido.

Cavitazione: fenomeno consistente nella formazione di bolle di vapore, per locale caduta della pressione assoluta del

liquido sotto al valore di tensione di vapore. Gli effetti della cavitazione sono una caduta delle prestazioni idrauliche, una tipica rumorosità, vibrazioni ad alta frequenza ed un successivo danneggiamento per erosione.

Collegamento a stella o triangolo: modo di collegare le estremità degli avvolgimenti di un motore elettrico asincrono

trifase. Il collegamento a stella o a triangolo viene scelto in funzione delle caratteristiche di avvolgimento del motore e delle caratteristiche della rete di alimentazione elettrica disponibile.

Corpo

pompa (o, alternativamente, voluta, spirale, cassa, carcassa): involucro stazionario, adeguatamente conformato, atto a convogliare il liquido all’occhio della girante e a raccogliere il liquido elaborato dalla girante stessa, adducendolo, con adeguata deviazione, alla tubazione di trasferimento o al serbatoio di ricevimento.

Curva

caratteristica: diagramma grafico che riporta l’andamento di uno dei principali parametri di funzionamento di una pompa o di un impianto idraulico. Per convenzione, il parametro applicato all’asse delle ascisse è la portata. Nel caso delle pompe, le principali curve caratteristiche sono quelle che correlano alla portata i seguenti parametri: prevalenza, rendimento, potenza assorbita, npsh. Nel caso di un impianto, la curva caratteristica è il diagramma di correlazione tra portata fluente e contro-pressione, costituita dalla somma del battente geodetico netto e le perdite di carico.

Colpo d’ariete: fenomeno idraulico a carattere oscillatorio, che si manifesta nelle condotte di liquidi e consistente in una

successione di onde di sovrappressione che si propagano alla velocità del suono nel mezzo liquido. Il colpo d’ariete si verifica in condotte di elevata lunghezza, prive di adeguati compensatori, in concomitanza con la rapida apertura o brusca chiusura di saracinesche o ancora con la accensione o con lo spegnimento di pompe non controllate da volani o inverter.

Diffusore: elemento statorico, palettato o conformato a divergente, che converte energia cinetica in energia di pressione tramite una riduzione di velocità del liquido.

Divisione assiale (axial split) o radiale (radial split): divisione della cassa secondo un piano assiale (turbine a vapore, pompe multistadio per alta portata e prevalenza) o secondo un piano radiale (pompe centrifughe monostadio). Funzionamento fuori curva: condizione di funzionamento della pompa che si colloca esternamente al campo coperto dalla curva caratteristica e che va evitata in quanto collegata ad instabilità funzionale (stallo rotante), a fenomeni di cavitazione o ancora a eccessivo assorbimento di potenza. Girante: elemento rotorico, inserito in un corpo pompa stazionario, che incrementa il livello energetico del liquido per trasferimento, allo stesso, di energia meccanica.

Inducer: elemento rotorico posto a monte della girante (suction end) e conformato generalmente a forma di coclea, atto a migliorare la capacità di aspirazione di una girante. Esso contribuisce a ridurre l’npsh richiesto di una pompa. Inverter: correttamente definito variatore di frequenza, è un dispositivo elettronico in grado di variare, ai suoi morsetti di

uscita, la frequenza della rete elettrica trifase o monofase che lo alimenta ed è utilizzato per gestire le variazioni di velocità di rotazione di un motore elettrico ad esso collegato.


Lanterna: elemento statorico, inserito all’interno della scatola tenuta a baderna, con la funzione di favorire il flussaggio.

Nel caso di pompe verticali cantilever, la cosiddetta “lanterna porta motore” collega la flangia del supporto cuscinetti con la flangia del motore.

npsh (net positive suction head): energia idraulica a livello dell’asse della girante, da distinguersi tra npsh richiesto (npshr, tipico della pompa) e npsh disponibile (npsha, tipico dell’impianto). Il valore di npsh disponibile deve essere maggiore del valore di npsh richiesto per evitare di incorrere nel tipico fenomeno della cavitazione. Numero di giri specifico: numero che consente una classificazione della pompa (pompa centrifuga con girante a flusso

radiale, pompa elico-centrifuga con girante a flusso misto, pompa ad elica con girante a flusso assiale), una comparazione di rendimento e di npsh. è un dato fondamentale nella progettazione per similitudine e nella valutazione della qualità idraulica di una pompa.

Parete

di usura regolabile: parete statorica, fissata al corpo pompa tramite viti, conformata in modo da copiare il profilo di una girante priva di “front shroud”, adeguatamente distaccata dai bordi palari in modo da minimizzare le perdite volumetriche. La registrabilità di tale gioco consente il recupero delle usure e quindi il ripristino del rendimento originario.

Perdite di carico: perdite di energia di un fluido che scorre in una tubazione, normalmente misurate in metri di colonna fluida. Esse sono dovute all’attrito tra fluido e pareti dei condotti, all’attrito tra strati di fluido aventi diverse velocità, alle vorticosità e ai distacchi di vena connessi a brusche deviazioni o a variazioni di sezione di passaggio, come quelle che si verificano in valvole, saracinesche, filtri. Pompa autoadescante (self priming pump): pompa che non richiede, per l’adescamento, il completo riempimento con liquido della tubazione aspirante. Grazie al solo riempimento con liquido del corpo o di particolari serbatoi collegati con il corpo, la pompa autoadescante è in grado di evacuare l’aria contenuta nella tubazione di aspirazione, creando così in essa una depressione che determina la risalita del liquido fino all’asse della girante e quindi fino all’effettivo adescamento della pompa stessa. Pompa monoblocco: in inglese “close coupled pump”, è una pompa priva di giunto elastico, con la girante direttamente

montata sulla estremità albero del motore oppure montata su una estensione dello stesso (extended motor shaft) ottenuta tramite contralbero e giunto rigido.

Portata minima (termica ed idraulica): la portata minima idraulica di una pompa è quella al di sotto della quale la curva h-q diventa funzionalmente instabile, cioè presenta due possibili valori di portata per la stessa prevalenza, oppure è la portata al di sotto della quale si verificano inaccettabili vibrazioni per distacco di vena. La portata minima termica è quella al di sotto della quale l’incremento di temperatura del fluido, tra ingresso e uscita del corpo pompa, è oltre un limite, che generalmente si pone pari a 20 °C (ma questo limite può variare in funzione del liquido e dell’applicazione). Potenza all’asse della pompa: potenza meccanica che il motore trasmette alla girante (ovvero potenza meccanica che la pompa richiede all’ asse del motore), e che viene trasformata con adeguato rendimento in potenza idraulica. Profilo autopulente: idraulica con girante e corpo pompa conformati in modo da non dar luogo ad accumuli di fibre o solidi avvolgenti, in corrispondenza del bordo di ingresso della girante. Esso si ottiene con adeguata profilatura del bordo di ingresso della girante e con scanalature sulle pareti in corrispondenza della stessa.

Shut-off: condizione di funzionamento “al chiuso” cioè in assenza di portata (head @ shut-off = prevalenza al chiuso). Suction end: estremità lato aspirazione. Viscosità: quando un liquido non “perfetto” fluisce, si viene ad originare una resistenza in senso contrario alla direzione del moto, causata da forze interne al liquido stesso, che si oppongono allo scorrimento delle molecole. Questa resistenza, dipendente dalla natura e dalla temperatura del liquido, viene chiamata viscosità, da suddividere in viscosità dinamica e viscosità cinematica.

Vortex: letteralmente “vortice”, questo termine indica, in gergo, una pompa del tipo a girante aperta ed arretrata e operante in base al principio del vortice indotto.


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