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MARINA SASSI

P ORT F OLIO


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MARINA SASSI

P ORT F OLIO


MARINA

SASSI

istruzione e formazione Politecnico di Milano | Milano Laurea Magistrale in Architettura delle Costruzioni ott2015 - dic2017 voto: 110L/110 Laurea di Primo Livello in Architettura delle Costruzioni voto: 109/110

set2012 - set2015

Liceo A.F. Formiggini | Sassuolo (MO) Diploma di MaturitĂ Scientifica giu2012

info data di nascita

01/11/1993 luogo

Sassuolo (MO) domicilio

c.so San Gottardo 28, 20136 Milano

contatti esperienze professionali ALER Milano | Milano stage | rilievo, recupero, adeguamento normativo antincendio e mar2018 - in corso impiantistico del patrimonio pubblico edilizio esistente Aler Luraschi & Associati, ingegneria e architettura | Milano Arch+d3 | Milano stage | rilievo, rifunzionalizzazione, restauro conservativo e giu2016 - giu2017 adeguamento normativo antincendio del Circolo Filologico Milanese Politecnico di Milano Di partimento di Architettura e Studi Urbani | Milano stage | progetto di ricerca sullo studio e recupero del sito eritreo set2014 - gen2015 della cittĂ di Adulis

@

+39 3409446130 sassimarina@gmail.com linkedin.com/in/marina-sassi issuu.com/sassimarina

lingue italiano madrelingua inglese buona padronanza della lingua scritta e parlata TOEIC (2015) FCE (2012)


conoscenze informatiche

conferenze/mostre

Windows/MacOS Pacchetto Office Autocad Revit Rhinoceros Photoshop Illustrator Indesign Grasshoper 3ds Max V-Ray

OVER THEATRE: project for La Scala experimental theatre into the Milan ex-Expo 2015 area intervento al “V International scientific-practical conference of undergraduate, graduate, Ph.D. students and junior scientists of architectural specialties: theater-entertainment complexes and spaces, Moscow State Academic Art Institute named after V.I. Surikov of Russian Academy of Arts”, Mosca, 22 marzo 2018

SketchUp QGis

pubblicazioni

Il Circolo Filologico Milanese: come eravamo, come siamo, come saremo esposizione del progetto di recupero e adeguamento antincendio del Circolo Filologico Milanese, Urban Center di Milano, Milano, 25 ottobre-8 novembre 2017

interessi

Corberi, Dell’Arciprete, Sassi (2018), OVER THEATRE: project for La Scala experimental theatre into the Milan ex-Expo 2015 area in KooZa/rch, https:// koozarch.com/2018/03

beni culturali Icon creator presso thenounproject.com educatrice/animatrice presso Agesci (Scout) disegno/illustrazione pianoforte

Krebs, Baggi (2017), Circolo Filologico Milanese. Progetto preliminare di adeguamento normativo e riqualificazione della sede storica in Recupero e conservazione magazine, rec_editrice, pp. 46-57 Folli (2017), BEACON. People in motion in Tall Building, architecture, cities, society. 5 Didactic Experimentations, Araba Fenice, Torino, pp. 30-34

trekking Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003


PROGETTI

p. 3

Over Theatre

Progetto di un teatro sperimentale per La Scala di Milano nell’area Ex-expo 2015

p. 17

Beacon, people in motion EVOLO Skyscraper Competition 2016

p. 25

Palasport

p. 35

Pompei

Post-Expo 2015

Progetto per un presidio strutturale

p. 43

Circolo Filologico Milanese Progetto preliminare di restauro conservativo e adeguamento antincendio


Over Theater

Progetto di un teatro sperimentale per La Scala di Milano nell’area Ex-expo 2015

Area Expo 2015, Milano, IT

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Progetto di Tesi Magistrale in Architettura delle Costruzioni CoautorI: S. G. Corberi, F.Dell’Arciprete Relatrice: arch. M.G. Folli

Il progetto di teatro sperimentale Over Theatre ha origine dalla ricerca sul tema, sul significato e sul ruolo del teatro e di un teatro sperimentale al giorno d’oggi. L’idea è che lo spazio del teatro debba essere quel luogo in cui tra attore e spettatore viene a crearsi una mutua tensione, positiva, motrice del fenomeno della catarsi come rigenerazione dello spirito umano durante l’esperienza teatrale. Attraverso lo svuotamento della pianta e lo sviluppo in sezione, le sale si caratterizzano dalla presenza di un grande vuoto centrale, perno della sala stessa, che rappresenta l’unico vincolo presente, in quanto rimane libertà di azione sia sulla definizione della componente scenica sia sulla componente di auditorium. Il sito di Expo2015 si presenta a tutt’oggi come un’area colonizzata in cui rimangono evidenti alcune tracce del principio insediativo che ne ha regolato l’edificazione. Il disegno del Masterplan è partito dal considerare le tracce rimanenti come la vera eredità della colonizzazione repentina del sito, definendo zone da destinare a edificazione e a parco, mantenendo Il Decumano come linea guida fondamentale e ridefinendo i confini dell’area. La scelta insediativa per l’edificio teatrale è stata guidata dalla presenza dell’arena all’aperto, l’Open Air Theatre. Il teatro si

appoggia su questa traccia, di cui sono state riconfigurate le dimensioni e la capienza, ma rafforzando l’idea di intaglio nel terreno. Questa operazione determina uno spazio che non è solo arena all’aperto per la visione di perfomances, ma anche luogo che permette di dare forma all’interpretazione personale degli spazi tradizionali di ingresso ad un teatro: atrio, foyer, percorsi di accesso alle sale. Il passaggio dall’esterno all’interno dell’edificio, avviene attraverso questo grande spazio centrale. L’involucro esterno, oltre a dare unitarietà ai corpi dell’edificio, è spazio di distribuzione pubblica: le passerelle di circolazione portano ognuna a uno spazio identificato, a quote precise, che costituisce di volta in volta il luogo d’ingresso nei volumi e di accesso a gruppi di funzioni. Le tre sale sovrastanti l’Open Theatre sono nuclei emisferici sospesi a sbalzo nel vuoto centrale. A partire da tre temi fondamentali relativi al teatro - prosa, musica e movimento – si sperimentano modificazioni e variazioni delle componenti tradizionali di sala e palco in modo da rafforzare il senso dello spazio che intercorre tra le due parti. In ogni sala lo sviluppo in sezione si verifica tanto per la componanete di audience, disposta su piu livelli, tanto per la componente di palcoscenico.


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concept art


5

masterplan


involucro

rapporto esterno-interno

volumi

densificazione e modellazione 6

sale teatrali

direttrici verticali

pre-esistenza

Open Air Theater

m 0

200

400


7

vista aerea


8

vista esterna


9

Viste:

1. Ingresso 2. Open Air Theatre 3. Passerella +4,5m


+0,0m

10 -6,0m -4,0m

-1,5m -1,0m

+0,0m

pianta piano terra

m 0

10

20


11

sezione longitudinale


12

m 0

5

10


13

sala L

opera e prosa


120

240

240

100

200

200

80

160

160

60

120

120

40

80

80

20

40

40

0

0

20

40

60

80

100

120

trave anulare perimetrale e tessuto dell’involucro

0

0

40

80

120

160

200

240

impalcato delle passerelle e tiranti dell’involucro

0

0

40

80

120

160

200

240

nodo tra la struttura della semisfera e la parete in CLS

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esploso della sala principale


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sala S

musica da camera


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sala M

teatro contemporaneo, danza e movimento


BEACON, people in motion EVOLO Skyscraper Competition 2016 Belgrado RS

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Progetto di Laboratorio di Progettazione delle Costruzioni Complesse I CoautorI: F. Besana, S. G. Corberi, F.Dell’Arciprete, F. Federica, E. Gallazzi, F.Lorenzon, M. Parravicini, D. Ribera, M. Tavanti

Negli ultimi anni un imprevedibile numero di migranti ha iniziato ad attraversare il Mediterraneo e la Via Balcanica Orientale per raggiungere l’Europa. Il loro lungo viaggio si sviluppa lungo alcune tappe obbligate, nei paesi definiti “di passaggio”, ovvero territori particolari a metà del percorso tra le regioni di origine e quelle di ricezione. In questo complesso scenario, molte città rappresentano realtà geopolitiche particolari, in cui centri di accoglienza e nodi infrastrutturali (stazioni di treni e autobus) diventano punti di condesazione di migliaia di persone. Per affrontare la crisi migratoria, il progetto propone una rete di “Torri Umanitarie” dislocate in città strategiche sul suolo Europeo. Il grattacielo non diventa solo un’espediente per moltiplicare gli spazi in verticale, ma si tramuta in un’attiva estensione del suolo urbano, condensando funzioni di orientamento, servizi di accoglienza e attività che facilitino l’integrazione di differenti culture. L’edificio alto simbolicamente diventa un faro (Beacon), un punto di riferimento, connettendo visivamente differenti territori e rappresentado un luogo dove l’assistenza e i bisogni primari sono soddisfatti. Avendo definito la problematica della migrazione a livello di scala e di geografia, in quella che è la rete

macro-territoriale di connessione di nodi critici, è stata scelta come prototipo la città di Belgrado, capitale della Serbia. La città ha una storia complessa di integrazione culturale e, da un punto di vista geografico, è un nodo strategico in quanto dislocato in posizione baricentrica tra l’Occidente e l’Oriente. La torre è stata progettata legandola a un forte significato simbolico: da lontano, il suo volume è letto come un unico elemento iconico, che ne marca la posizione nel territorio, mentre avvicinandosi, viene rivelata per gradi la complessità interna dell’intero complesso. La forma unitaria della torre fornisce una percezione dinamica dell’edificio, attravero la torsione di un lato della pianta che si adatta visivamente alle differenti visuali sulla città in base all’altitudine. Data la sua funzione a livello ricettivo, essa è situata sopra la stazione dei treni. La torre è alta 270m ed è gerarchicamente divisa in 5 “blocchi”, ognuno dei quali ospitante un particolare servizio ai bisogni umani. Accoglienza, orientamento e servizi di prima necessità occupano la parte più bassa dell’edificio, offrendo assistenza diretta ai migranti, mentre le attività di educazione, lavoro e spazi culturali sono sistemati nella sezioni più alte.


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flussi migratori

rete di torri umanitarie

masterplan di Belgrado coi principali edifici alti


1. pre-esistenza

stazione di Belgrado

2. volume

dimensioni torre

3. blocchi

divisione del volume

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4. relazioni visive

rapporto col contesto

5. connessioni

modellazione basamento

6. estensione

definizione degli spazi e connessione con la cittĂ


21

spaccato prospettico


cultura

lavoro

educazione

residenza

accoglienza

m 0

sezione

10

20

22


23

Viste:

blocco 1 - assistenza blocco 4 - lavoro blocco 5 - cultura


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spaccato assonometrico


Palasport Post-Expo 2015 Area Expo, Milano, IT

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Progetto di Laboratorio di Progettazione delle Costruzioni Complesse I CoautorI: S. G. Corberi, F.Dell’Arciprete Professore: arch. M.G. Folli

Tra le ipotesi progettuali riguardanti Il sito di Expo2015, una delle prime ha riguardato la progettazione di un parco multitematico, in cui si sviluppassero centri relativi alla ricerca, all’istruzione e allo sport. In questa ottica è stato integrato il tema della progettazione del palazzetto dello sport. Nel masterplan ideato, il verde ricopre la maggior parte dell’area mentre l’edificato si condesa lungo le infrastrutture andando a completare determinati tessuti e a definire alcuni limiti del sito. Il decumano viene mantenuto fino al punto di incrontro con il cardo. Nella zona meridionale, l’edificato interagisce al suo interno con un parco lineare attrezzato, con spazi verdi dedicati allo sport, il cui percorso si conclude con il palasport vero e proprio. Questo, posizionato nel punto di incrocio tra cardo e decumano, andando a raddoppiare con la sua presenza il tracciato del cardo stesso, diventa, a livello zero, uno spazio pubblico permeabile, freddo ma coperto, che permette l’attraversabilità. Lo spazio di gioco è situato nel cuore del palazzetto, con il campo a una quota ribassata. La presenza del volume del palasport incide sull’area a livello morfologico: sul fronte principale, l’ingresso e gli spogliatoi, alla quota -5, sono raggiungibili tramite un leggero movimento tellurico del terreno che collega le

diverse quote, rendendo tale spazio sia accesso, sia piazza. Nel lato retrostante, un’arena a gradoni si apre in direzione del palazzetto: tale spazio di rappresentazione, all’occorrenza, può essere integrato agli eventi sportivi interni l’edificio grazie alla possibilità di apertura della parete con cui l’arena si interfaccia. Lo spazio di gioco è ideato secondo principi di flessibilità: volendo garantire la maggior fruibilità possibile, il campo può raggiungere conformazioni diverse tramite lo spostamento di un blocco di spalti o l’apertura della parete di fondo. Al piano superiore, l’edificio ospita le sale adibite agli spazi vip e giornalisti, uffici e una mediateca sportiva. Questo livello è in diretta relazione visiva con il campo di gioco ed è definito tramite pianta libera, in cui le funzioni si aggregano all’interno di forme organiche mobili. La relazione degli interni con l’esterno del palazzetto, in particolare ai piani alti, è realizzata tramite l’utilizzo di un involucro totalmente in policarbonato, che, oltre a dare un aspetto di leggerezza all’edificio, grazie alla sua superficie semiopaca garantisce la possibilità di intravedere ciò che succede all’interno, in un gioco di luci e ombre che animano i prospetti.


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prospetto principale


stato di fatto

soluzione di progetto

27

masterplan

m 0

100

200


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assonometria inquadramento e schema flussi-geometria


Configurazione 1

arena piccola + palestra

pianta +11m 29

mediateca/uffici Configurazione 2 arena grande

Configurazione 3

arena grande + arena esterna

pianta +4m

area di gioco

m 0

10

20


30

viste:

spazio pubblico esterno mediateca area di gioco in configurazione aperta


31

sezione


32

m 0

5

10


33

sezione costruttiva

m 0

2

4


lastre di policarbonato opalescente alveolare (60mm) traliccio di sostegno in alluminio

parapetto in policarbonato trasparente (30mm)

pavimento in cermica (2cm) malta di allettamento (2cm)

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isolante compatto (8cm) lamiera grecata + getto in cls (14cm)

struttura reticolare a graticcio (h=1,20m)

lastre di policarbonato opalescente (11mm) profili di giunzione in policarbonato

particolare del sistema di rivestimento

cm 0

50

100


Pompei

Progetto per un presidio strutturale

Pompei (NA), IT

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Laboratorio di Conservazione delle Opere Complesse CoautorI: S. G. Corberi, M. Parravicini

Il presidio strutturale, strumento temporaneo e necessario costantemente presente nei contesti di scavo archeologico, è una tematica che ha trovato notevole rilevanza negli ultimi anni all’interno del sito di Pompei. In questo sito, dove il patrimonio è particolarmente vasto, i fondi per la manutenzione sono limitati e mirati e le procedure di restauro hanno tempistiche dilatate, il presidio è diventa una soluzione a lungo termine, pensata per rispondere a precisi parametri di durabilità, ripetibilità e compatibilità. L’ideazione di questo progetto non si è limitato alla stabilità strutturale dei manufatti, volendo anche garantire in totale sicurezza la percorribilità e la visibilità del patrimonio archeologico custodito in aree inacessibili. L’area presa in analisi per la realizzazione del presidio riguarda il fronte su via di Nola dell’insula I del Regio V. La scelta di Via di Nola è motivata dal fatto che, pur essendo uno degli assi principali del sistema viario dell’antica città, è un’area poco visitata e la cui conservazione è stata trascurata negli anni. Sulla strada si affacciano alcuni edifici di notevole valore storico, come la Casa del Centenario, la Casa del torello di Bronzo e la Caserma dei Gladiatori mentre una parte del fronte nord su via di Nola non è stato ancora scavato. Negli ultimi

anni questo asse stradale, a seguito sia della mancata manutenzione che della spinta idrostatica delle terre non ancora rimosse, è stato protagonista di numerosi e importanti crolli. Queste recenti vicende hanno condotto alla chiusura e non percorrenza, per presenza di presidi, di molti tratti e strade laterali. Partendo dallo studio del comportamento di alcuni setti murari, costituenti il fronte su via di Nola dell’insula I, è stato possibile elaborare e dimensionare una personale ipotesi di opera previsionale. La necessità di rendere fruibile la strada nonostante i fronti presidiati, ha condotto ad una soluzione strutturale che lavora a trazione tramite l’utilizzo di cavi in acciaio. La forma del presidio, studiata per far fronte ad un cedimento di cui si può ipotizzare la direzione, può essere facilmente modificata per favorirne l’utilizzo anche in diverse circostanze di instabilità. Il risultato è un presidio la cui struttura si presenta funzionale ma poco impattante sul contesto. L’intero sistema è stata studiato in modo da poter essere compatibile in diverse condizioni di crisi strutturale in altre aree del sito, e la semplicità di montaggio lo rendono un elemento economico, di facile trasporto, realizzazione e manutenzione.


36

Ipotesi di realizzazione in Via dell’Abbondanza


1910-1976 a, Maiuri, de Franciscis

Stato di fatto

Ingressi e assi principali

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Stato di fatto

aree di concentrazione turistica

Rischio alto Rischio Medio Rischio Basso Crolli 2009-2016

Stato di fatto

strade e fronti presidiati (a gennaio 2016)

Mappa dei rischi strutturali, stilata sulla base di lesioni, cedimenti e distacchi (Rivista di studi Pompeiani XXII, 2011)


casa del Torello di Bronzo casa di Cecilio Giocondo

casa delle Nozze d’Argento

casa di Marco Lucrezio Frontone

Terme Centrali

casa del Centenario

caserma dei Gladiatori

vicolo delle nozze d’argento

vicolo ilio G di Cec o

vicolo di Lucrezio

iocond

via del

38 vicolo dei Gladiator

Frontone

io Vesuv

i

via di Nola

ntenario vicolo del Ce

Punti di interesse

vicolo di Lucrezio Frontone

smo

Via di Nola

vicolo del Centenario

vicolo dei Gladiatori

Te vicolo di

o Vesuvi via del vicolo del Centenario


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MURATURA MURATURA IN IN GROSSI GROSSI BLOCBLOCCHI CHI DI DI PIETRA PIETRA SQUADRATA SQUADRATA MURATURA MURATURA A A SACCO SACCO CON CON PARAMENTI PARAMENTI IN IN PIETRA PIETRA

muratura a sacco con paramenti in mattoni

ATURA IN GROSSI BLOCCHI DI ATURA IN GROSSI BLOCCHI DI RA SQUADRATA SOVRAPPOSTI RA SQUADRATA SOVRAPPOSTI

TURE TURE

muratura a sacco con paramenti in pietra e mattoni elementi snelli

MURATURA A SACCO CON MURATURA A SACCO CON PARAMENTI IN IN MATTON MATTONII PARAMENTI MURATURA A SACCO CON MURATURA A SACCO CON PARAMENTI PARAMENTI IN IN PIETRA PIETRA EE MATTOMATTONI NI ELEMENTI SNELLI ELEMENTI SNELLI

II aC - 62 dC

TURAZIONI TURAZIONI

ONI RIPARATE ONI RIPARATE

CANZA CANZA

elementi fuoripiombo lesioni degrado calcestruzzo

assenza di ammorsamento, ENZA DI VEGETAZIONE legame attraverso giunti di ENZA DI VEGETAZIONE malta ammorsamento a incastro tra stessa tipologia di muratura ammorsamento a incastro tra differenti tipologie di muratura arco di scarico sede trave per solai sede trave per solai passante/apertura linea di sezione architrave in cls armato struttura provisionale muratura in grossi blocchi di pietra squadrata sovrapposti forature

INTERVENTI INTERVENTI RECENTI RECENTI

ELEMENTI FUORIPIOMBO ELEMENTI FUORIPIOMBO LESIONI LESIONI DEGRADO DEL CALCESTRUZZO DEGRADO DEL CALCESTRUZZO ASSENZA DI AMMORSAMENTO, ASSENZA DI AMMORSAMENTO, LEGAME ATTRAVERSO GIUNTI DI LEGAME ATTRAVERSO GIUNTI DI MALTA MALTA AMMORSAMENTO A INCASTRO TRA AMMORSAMENTO A INCASTRO TRA STESSA TIPOLOGIA DI MURATURA STESSA TIPOLOGIA DI MURATURA AMMORSAMENTO A INCASTRO TRA AMMORSAMENTO A INCASTRO TRA DUE DIFFERENTI TIPOLOGIE DI DUE DIFFERENTI TIPOLOGIE DI MURATURA MURATURA ARCO DI SCARICO ARCO DI SCARICO

SEDE TRAVE PER SOLAI SEDE TRAVE PER SOLAI

SEDE TRAVE PER SOLAI SEDE TRAVE PER SOLAI PASSANTE/APERTURA PASSANTE/APERTURA LINEA DI SEZIONE LINEA DI SEZIONE ARCHITRAVE IN CALCESTRUZZO ARCHITRAVE IN CALCESTRUZZO ARMATO ARMATO

40 MURATURA IN GROSSI BLOCCHI DI PIETRA SQUADRATA MURATURA A SACCO CON PARAMENTI IN PIETRA

STRUTTURA PROVVISIONALE STRUTTURA PROVVISIONALE

MURATURA IN GROSSI BLOCCHI DI PIETRA SQUADRATA SOVRAPPOSTI FORATURE

MURATURA A SACCO CON PARAMENTI IN MATTONI MURATURA A SACCO CON PARAMENTI IN PIETRA E MATTONI ELEMENTI SNELLI

fratturazioni lesioni riparate

62 - 79 d.C.

2016

FRATTURAZIONI ELEMENTI FUORIPIOMBO

LESIONI RIPARATE LESIONI

mancanza presenza vegetazione

MANCANZA

PRESENZA DI VEGETAZIONE

Rilievo stato di fatto:

pianta analisi analisi del degrado prospetto su strada

DEGRADO DEL CALCESTRUZZO ASSENZA DI AMMORSAMENTO, LEGAME ATTRAVERSO GIUNTI DI MALTA AMMORSAMENTO A INCASTRO TRA STESSA TIPOLOGIA DI MURATURA AMMORSAMENTO A INCASTRO TRA DUE DIFFERENTI TIPOLOGIE DI MURATURA

Rilievo stato di fatto:

ricostruzione storica degli eventi principali (fonte Swedish Pompeii Project)

ARCO DI SCARICO

SEDE TRAVE PER SOLAI


3. ATTACCO ALLA STRUTTURA RETICOLARE

100 150

tenditore con parte dinamica

1. 1. cavo in acciaio 1. ATTACCO A TERRA

2. ATTACCO ASSI

cavo in acciaio 1. ATTACCO A TERRA

2. ATTACCO ASSI

2. 520

2.

1. ATTACCO A TERRA

asse in legno con ancoraggi

41

3. 3. ATTACCO ALLA STRUTTURA RETICOLARE

50

profilo in acciaio piastra in acciaio 3. ATTACCO ALLA STRUTTURA RETICOLARE lastre in cls

3. ATTACCO ALLA STRUTTURA RETICOLARE

3. ATTACCO ALLA STRUTTURA RETICOLARE

36

4.

profilo in acciaio piastra in acciaio

36

3. 150

4.

3. ATTACCO ALLA STRUTTURA RETICOLARE

150

35

Progetto del presidio e dettagli strutturali

lastre in cls


3.2 3 kN

7

3 kN

3.2

3.36

0.64

10.19

7

8.8 kN/m 9.9 kNm

10.19 kN

2.36 kN

639 N

9.9 4.81 kN

9.9

4.81 kN

13.2

MOMENTO

AZIONE ASSIALE

42

Ipotesi di realizzazione in Via di Nola e schema statico


Circolo Filologico Milanese Progetto preliminare di restauro conservativo e adeguamento antincendio Via Clerici 10, Milano, IT

43

Progetto di stage curriculare CoautorI: S. G. Corberi, M. Parravicini Studio: Luraschi & Associati, arch+d3

Ben noto in ambito milanese e non solo, il Circolo Filologico Milanese, fondato nel 1872, è attualmente la più antica associazione culturale del capoluogo lombardo e una delle prima a essere fondate in Italia. Scopo statuario da sempre dell’associazione è quello di promuovere e diffondere la cultura e in particolare lo studio delle lingue e delle civiltà straniere. La sede odierna, inaugurata nel 1908, è situata nella centralissima via Clerici, e rappresenta una chiara dimostrazione del gusto architettonico dell’epoca: su un impianto di solida partitura eclettica, si innestano evidenti episodi liberty, che hanno la massima dimostrazione nel grande lucernario del salone per convegni al piano rialzato, cuore dell’edificio, nei parapetti in ferro battuto dei ballatoio al piano primo e nei dettagli in ferro degli infissi interni ed esterni. Sottoposto a vincolo da parte della Sovrintendenza, l’intero stabile rappresenta un esempio di edificio specialistico dei primi del 900, vocato alla funzione didatticaculturale, in cui si definiscono ambienti quali aule, sala letture, biblioteca, sala convegni, segreteria. La naturale versatilità per dimensioni

e altezza deli spazi, unita alla collocazione centralissima nel tessuto cittadino, ne hanno determinato un ruolo di potenziale location per eventi di notevole spessore culturale. E proprio per venire incontro a queste nuove esigenze, oltre a rendere più accessibile lo stabile alla luce delle più recenti normative, in particolare di quelle antincendio, il Circolo ha decisio di intraprendere un iter di messa a punto del progetto di restauro della propra sede. Il progetto preliminare ha assunto come obiettivo il ripensamento dell’edificio in maniera da non snaturarne i caratteri e l‘identità, e di valorizzarne, per conversione funzionale, le potenzialità inespresse. E così , tra gli elementi oggetto di intervento, si distinguono la riqualificazione dei vani interrati, convertiti in nuove zone archivio e consultazione, la creazione di collegamenti verticali capaci di garantire una piena fruizione da parte di tutte le tipologie di utenza, l’inserimento di nuovi spazi didattici (sala cinema, aule computer), la rivitalizzazione dei lastrici di copertura, in particolare della terrazza, adibita a spazio di ristoro e conversazione .


44


45

stato di fatto

Salone Liberty dettaglio del lucernario del Salone Liberty biblioteca


osservatorio astronomico

aule/sottotetto

aule

bar/ristorante/ terrazza/ballatoio biblioteca

biblioteca/ballatoio salone Liberty

salone Liberty VIA CLERICI

atrio/segreteria sala delle colonne/ sala cinema biblioteca/deposito libri

stato di progetto

sezione trasversale

46


A

legenda: legenda

percorsi d’esodo vie di fuga verso l’alto

US: F;-1

verso US: C;-1

vie di fuga al piano US: A;1

verso US: A;1

vie di fuga verso il basso

ipotesi secondaria US: E;-1

uscite di sicurezza estintori da progetto estintori esistenti porte tagliafuoco

percorso d’esodo L=20m; TOT.= 42m ca.

compartimentazione B

percorso d’esodo L=23m

percorso d’esodo L=15m

protezione water-mist

verso US: A;1

percorso d’esodo L=20m; TOT.= 42m ca.

percorso d’esodo L=15m

47

verso US: A;1

verso US: A;1

pianta piano interrato deposito/consultazione libri

verso US: C;-1

progetto antincendio

A.U.I.

US: A;1

A’

pianta del pia e del piano se sca

stato di progetto

pianta piano interrato deposito e consultazione libri


48

stato di progetto

vista deposito e consultazione libri


49

stato di progetto

pianta piano rialzato Salone Liberty


50

stato di progetto

sezione longitudinale (disegno realizzato per la rivista Ville&Giardini)


51

stato di progetto

pianta piano secondo ristorante e terrazza all’aperto


52

biblioteca e sala consultazione al piano interrato

stato di progetto

vista terrazza all’aperto


Architecture Portfolio  

Architecture Portfolio | 2015-2017 academic projects | Marina Sassi

Architecture Portfolio  

Architecture Portfolio | 2015-2017 academic projects | Marina Sassi

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