Anno XXXIII - n. 20 - 1,50 euro
E ditoriale Il nuovo “vecchio” PEN 23-26
Soddisfazione condivisibile per l’approvazione all’unanimità del Piano Energetico Nazionale 2023-2026, quella espressa dalla politica all’indomani del passaggio in Consiglio Grande e Generale. Del resto il PEN è uno strumento necessario ed era un difetto non da poco averne uno scaduto da diversi anni. Il problema, che già evidenziammo nel momento del deposito dei documenti, è che questo nuovo PEN arriva già vecchio: Già il titolo dovrebbe farlo capire bene: 2023-2026. Se consideriamo che la relazione è stata scritta ovviamente prima, nel luglio 2023, sono già stati persi due anni del progetto quadriennale. E se guardiamo alla scadenza, tra meno di otto mesi saremo già nel 2026 e bisognerà lavorare al PEN 2027-2030. Molte cose, nel frattempo sono cambiate: la tecnologia ha fatto ulteriori passi avanti e alcune di quelle indagate nel PEN approvato sono già vecchie o andrebbero ri-analizzate. Alcune, addirittura, sono già state normate, come la cogenerazione industriale che nel Piano è invece ancora una delle cose da fare. Ma soprattutto, nel frattempo, i problemi si sono aggravati: la quasi totale dipendenza dall’esterno per quanto riguarda gli energetici, i rifiuti e l’acqua, si sente sempre di più nelle bollette dei cittadini e nelle fatture delle aziende. Il PEN può cambiare questa dinamica negativa e poco virtuosa? Intanto andava approvato, certo. Ma ora va attuato. E nel farlo occorre fare tutte quelle scelte che la politica ha sempre evitato di fare. Le tecnologie previste ci sono, dal fotovoltaico spinto alle biomasse: mancano le norme e gli investimenti. E un po’ di coraggio nel farli. Daniele Bartolucci
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 23 Maggio 2025
Il monte salari sfiora i 700 milioni di euro
Eventi
San Marino punta alla “Evolution”
Nuovo record per il sistema sammarinese nel 2024: il settore privato vale da solo ben 550 milioni, il 42% dei quali arriva dalla manifattura a pag.3
Pensioni
Le nuove sentenze per i frontalieri
a pag.4
TLC
Il totale dell’ammontare complessivo delle retribuzioni lorde percepite dai dipendenti (privato+pubblico) della Repubblica di San Marino si avvicina a quota 700 milioni (per la precisione, 691), in aumento di oltre 45 milioni rispetto al 2023 e di 150 rispetto a 6 anni fa. Ancora in crescita la performance delle attività manifatturiere, cresciute di circa 7 milioni in un anno (da 223 a 230 milioni) e di quasi 50 dal 2018, così come il comparto delle costruzioni che ha fatto registrare un incremento costante dal 2020. Il settore pubblico è passato da 122 milioni del pre-Covid a 143 dello scorso anno (nel 2023 era di 129 milioni). Nei giorni scorsi l’Ufficio Informatica, Tecnologia, Dati e Statistica di San Marino ha pubblicato i dati del 2024. Carli alle pagg. 6-7
TIM: data center e cybersecurity
a pag.9
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