Il nuovo conflitto bellico che sta sconquassando il Medio Oriente, con l’attacco congiunto di USA e Israele contro l’Iran, ha un effetto diretto e immediato su una dinamica delicatissima: i prezzi degli energetici. Ovviamente al rialzo. Il gas è schizzato a +3040% già dalle prime ore della riapertura dei mercati e potrebbe potenzialmente salire ancora, e con esso ovviamente il petrolio. Di conseguenza l’energia. Ovviamente per chi ancora la produce con queste materie prime o la “accoppia” al prezzo del gas, come fa ancora l’Italia. Il Belpaese è il più terrorizzato da questa escalation dei prezzi perché è, da decenni, il più penalizzato sui prezzi dell’energia, dovendo scontare da una parte l’aver rinunciato al nucleare, dall’altra alla - fino a poco tempo fa - sudditanza del gas importato dall’esterno. Il mix energetico autoprodotto, che fa leva sempre sul gas (che ora c’è) e le rinnovabili (idroelettrico, fotovoltaico ed eolico), non garantisce ancora l’autonomia e, soprattutto, non ha una resa stabile. Poi ci sono le accise e gli oneri strutturali, che molti altri Paesi non hanno. Insomma, l’Italia è condannata a subire come e più di altri questi sbalzi. Ma è anche un Paese Ue, quindi ha delle agevolazioni in acquisto. Ma è anche un Paese produttore, quindi solo una parte del fabbisogno arriva da fuori. Di fatto è un altro mondo rispetto a San Marino, dove l’autoproduzione è veramente una piccola quota e dove l’importazione è un obbligo. Anche per questo c’è bisogno di accelerare sul piano degli impianti, dentro e fuori San Marino, per evitare di subire le fluttuazioni del mercato. E non servivano altre guerre a farlo capire. Daniele Bartolucci
Competitività ed energia nella strategia nazionale
Dagli Stati Generali dell’Economia promossi dal Governo attese tante risposte su infrastrutture e riforme, ma soprattutto sulla visione futura
Un “grande cantiere di idee” che “tracci una rotta condivisa che porti il Paese fuori dalle secche dell’incertezza globale, puntando tutto su innovazione, sostenibilità e, soprattutto, sul valore delle persone”. Così il Governo e in particolare le Segreterie al Lavoro e all’Industria, hanno ideato gli Stati Generali dell’Economia, invitando al confronto tutte le parti economiche e sociali del Paese in una tre giorni (9-11 marzo) ricca di approfondimenti e interventi anche a livello internazionale. Un’iniziativa che focalizzerà l’attenzione su alcuni driver precisi, come Energia, Competitività, Turismo e Artigianato, Innovazione tecnologia (con uno zoom sull’AI). L’auspicio è che da questo format esca, finalmente, quel piano strategico nazionale atteso da anni.
Bartolucci alle pagg. 6-7
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 6 Marzo 2026
Il 2026, visto dai titoli, assomiglia a una cresta d’onda che non vuole spegnersi: big tech che continua a macinare utili, AI che ridisegna processi e produttività, transizione energetica che sposta capitali e infrastrutture, credito globale in fase di riconfigurazione. Se ti fermi alla superficie, il messaggio è seducente: basta centrare il “momento perfetto” per salire sul treno giusto. È qui che nasce l’errore più caro: scambiare una forza di lungo periodo per una scommessa sull’istante. L’informazione corre. Il patrimonio, invece, si costruisce per stratificazione: regole, limiti, verifica. E quando i temi accelerano, l’improvvisazione diventa un rischio operativo.
Il crepuscolo dell’improvvisazione
Quando l’investitore parla di timing, spesso non sta parlando di finanza. Sta parlando di psicologia: bisogno di controllo, paura di sbagliare, ricerca di conferme. È la stessa energia che alimenta la caccia al “minimo” e la convinzione che esista un segnale definitivo prima di agire.
Ma il mercato non remunera il bisogno di certezza: remunera la disciplina e la permanenza. Nel 2026 questa distinzione conta ancora di più perché i megatrend non sono mode: sono driver secolari. Proprio per questo non chiedono frenesia, chiedono un’allocazione sostenibile. Il “tema giusto” senza un budget di rischio coerente è solo un’altra forma di azzardo.
Cinque archetipi e un verdetto che fa male all’ego Charles Schwab ha simulato cinque investitori ipotetici: per 20 anni (2005–2024) ricevono 2.000 dollari a inizio anno e li gestiscono sullo S&P 500 con logiche diverse. L’unica variabile è il timing. I profili: Peter Perfect (compra sui minimi), Ashley Action (investe subito), Matthew Monthly (Piano di Accumulo), Rosie Rotten (compra sui massimi), Larry Linger (attende e resta in liquidità). Il risultato è un antidoto contro la mitologia del cronometro. Dopo vent’anni Peter arriva a 186.077 $. Ashley, che non indovina nulla e agisce subito, raggiunge 170.555 $: “solo”
N T Capital SG
Zanata (NT Capital SG): “La differenza è data da decisioni governate da regole”
L’architettura del tempo e l’inganno del timing perfetto
“Non vince chi indovina ma chi crea un metodo che regge il rumore”
15.522 $ in meno in due decenni. Matthew chiude a 166.591 $. E la sorpresa che ridimensiona molte paure: persino Rosie, costretta ogni anno al peggior tempismo, finisce a 151.343 $. Larry, invece, fermo in cash, resta a 47.357 $. Tradotto: il vero rischio non è comprare “male”. È non comprare affatto. E c’è un dettaglio che spiega perché l’azione immediata spesso batte il frazionamento: in un tipico periodo di 12 mesi, il mercato è salito nel 75,6% dei casi (studio Schwab su 1.177 periodi annuali). Non è una promessa sul futuro: è un promemoria sul costo statistico dell’attesa.
Perché il timing fallisce quando ti sembra più razionale
La seconda trappola è l’uscire e rientrare. Hartford Funds mostra che perdere pochi dei migliori giorni di mercato può comprimere drasticamente i rendimenti di lungo periodo e che molte “migliori giornate” si concentrano dentro o attorno ai bear market: esattamente quando l’istinto spinge a stare fuori. È la matematica dell’impreve-
“Nemini teneri”, indipendenti nel nome ma soprattutto nella gestione delle attività
NT Capital SG è la prima società sammarinese di gestione del risparmio indipendente, nata nel 2023 con l’obiettivo valorizzare gli investimenti e sviluppare una nuova economia sul territorio, in particolare quella innovativa e tecnologicamente avanzata. Il tutto “senza condizionamenti” né vincoli, come già palesa il nome della societÀ:
NT è infatti l’acronimo di Nemini teneri (“non dipendere da nessuno”), principio basilare dell’antica Repubblica di San Marino. L’indipendenza nella finanza è allo stesso modo una caratteristica determinante perché consente di concentrarsi sulla gestione del risparmio dei propri clienti senza vincoli utilizzando tutti gli strumenti finanziari su
tutti i mercati e avvalendosi della collaborazione delle controparti più qualificate. A questo si aggiunge una visione , fortemente condivisa dai soci fondatori e focalizzata anche sull’innovazione e la tecnologia, introducendo e promuovendo iniziative imprenditoriali sostenibili, che integrano fattori ambientali, sociali e di buon governo.
dibile: se provi a evitare il dolore, spesso eviti anche il recupero.
Non è un caso se molte ricerche sul “divario dell’investitore” mostrano che, nel tempo, il rendimento realizzato dagli investitori tende a essere inferiore a quello degli strumenti che detengono: non per mancanza di prodotti, ma per errori di entrata e uscita guidati dall’emotività. In altre parole, il costo più alto non è la volatilità in sé, ma la gestione sbagliata della volatilità.
Qui la finanza comportamentale diventa concreta: loss aversion (la perdita pesa più del guadagno), bias di recenza (credi che “questo” momento duri), bias di conferma (selezioni notizie che giustificano l’attesa). Il timing, in pratica, è spesso una razionalizzazione elegante della paura.
Dal timing alla procedura: quando la disciplina diventa un vantaggio
Se il 2026 premia qualcosa, non è la brillantezza estemporanea. È la capacità di trasformare l’incertezza in procedura: criteri, soglie, sequenze decisionali. Il punto non è “sentirsi sicuri”, ma ridurre lo spazio dell’improvvisazione.
Box – La sequenza anti-errore (prima di cambiare asset allocation)
1 Congela l’ordine: prima sospendi l’esecuzione, poi ragioni.
2 Scrivi il fatto nuovo: quale dato rende necessaria la modifica?
3 Controlla le soglie: liquidità, concentrazione, esposizione, drawdown.
4 Stima l’impatto: cosa cambia davvero tra oggi e tra 30 giorni?
5 Valida: per mosse rilevanti serve un controllo incrociato.
Il 2026 non è solo tema è anche condizione
Il 2026 non è solo “tema”, è anche “condizione”: costo del denaro, curva dei rendimenti, qualità del credito e liquidità incidono quanto le narrative su AI o energia. In questo quadro, la domanda utile non è trovare l’istante giusto, ma scegliere un’esposizione sostenibile anche quando lo scenario peggiora temporaneamente.
Tre domande spostano il focus dal cronometro alla costruzione:
1 Che ruolo ha quel tema nel portafoglio (crescita, diversificazione, copertura)?
2 Quanto pesa sul rischio complessivo (volatilità, drawdown, correlazioni in stress)?
3 Qual è la regola di gestione (limiti, ribilanciamento, criteri legati ai fondamentali)?
Quando queste risposte sono chiare, il timing perde potere: la decisione non dipende dall’umore del mercato, ma da una struttura verificabile.
Dai megatrend al portafoglio: la disciplina dell’allocazione
AI, energia, health & care, difesa, infrastrutture: narrazioni potenti. Ma la domanda corretta non è “quanto è bello il tema?”, è “quanto rischio tematico posso sostenere senza compromettere il disegno complessivo?”. La diversificazione, in questo scenario, non è una rinuncia: è un’assicurazione contro l’euforia di una sola storia.
Tre linee guida che riducono il costo dell’attesa
- Se hai già definito l’esposizione finale e l’orizzonte è lungo, ritardare spesso significa pagare un premio all’incertezza.
- Se il rischio emotivo è alto, la soluzione non è rimandare: è frazionare con una regola automatica (date fisse, importi
fissi, durata definita).
- Se ti scopri a cercare conferme, non stai ottimizzando: stai cercando un alibi. Il ruolo di una SGR nel ciclo 2026 non è vendere rassicurazioni. È progettare robustezza: confini, budget di rischio, integrazione dei driver secolari senza trasformarli in scommesse, e un percorso che resti eseguibile quando la volatilità mette pressione. I trend cambieranno, le narrative pure. La differenza tra chi attraversa i cicli e chi li subisce resterà la stessa: decisioni governate da regole, non da urgenze. E questa, nel tempo, è la differenza tra gestione e reazione, mese dopo mese, sempre. Luca Zanata, Presidente del Comitato Investimenti di NT Capital SG
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Gli studenti iniziano a “Vivere l’azienda”
Avviato il 2 marzo il percorso formativo ideato da ANIS, CSdL e CDLS
ANIS, CSdL e CDLS, in collaborazione con la Scuola Superiore di San Marino e Passepartout Spa, hanno ideato e organizzato l’edizione 2026 “Vivere l’azienda”, l’iniziativa volta a consolidare il rapporto tra il mondo della scuola a quello del lavoro, che ha preso il via lunedì 2 marzo nella sala corsi “Enzo Donald Mularoni” presso la sede ANIS a Città. Il progetto, come nelle quattro precedenti edizioni, coinvolge gli studenti del V anno del Liceo Economico Aziendale e ha lo scopo di stimolare conoscenze, abilità, attitudini degli studenti attraverso il confronto diretto con esperti formatori e consulenti. Anche quest’anno, gli studenti sono stati divisi in gruppi di lavoro e saranno chiamati a implementare e sviluppare uno dei modelli d’impresa predefiniti. La finalità principale sarà infatti quella di far immedesimare gli studenti nel contesto di un’impresa strutturata, per favorire la comprensione pratica delle materie affrontate durante il percorso scolastico. Attraverso una vera e propria simulazione dei differenti ruoli aziendali gli studenti sperimenteranno lo sviluppo di capacità organizzative (coordinamento team), di orientamento al risultato, di risoluzione dei problemi e di capacità relazionali (empatia), di raccolta e gestione delle informazioni.
Il percorso formativo, coordinato come sempre dal Dott. Roberto Parma e sviluppato dai docenti di INforma, la struttura di ANIS che
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si occupa di formazione aziendale, è iniziato questa mattina con le lezioni in presenza nella sala corsi presso la sede della stessa ANIS, la quale per l’occasione metterà a disposizione un laboratorio attrezzato ad hoc per poter simulare le attività aziendali insieme ai diversi docenti chiamati ad accompagnare gli studenti dalla strategia aziendale allo sviluppo organizzativo, per arrivare al marketing e alla sostenibilità aziendale, fino alle fasi di negoziazione tra acquirenti e venditori.
keting, per esempio. Per gli studenti si tratta quindi di una formidabile occasione per consolidare gli apprendimenti didattici maturati nel percorso scolastico, sperimentandoli attraverso una metodologia innovativa. Un segno tangibile della volontà degli organizzatori di promuovere un’aggiornata e adeguata cultura del lavoro e dell’impresa, mettendo a disposizione, attraverso il Fondo Servizi Sociali, nuove risorse e opportunità per l’innovazione del sistema scolastico sammarinese. Media partner dell’iniziativa, anche quest’anno, è San Marino Fixing. Daniele Bartolucci La
La prima giornata, che ha visto anche la partecipazione di tutti i rappresentanti degli organizzatori e dei partner
Editore Società Editoriale Fixing srl Via Antonio Onofri, 109 47890 San Marino Città Tel. 0549.991719 Fax 0549.879049 e-mail: info@fixing.sm web: www.sanmarinofixing.com Prezzo in edicola: 1,50 euro
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del progetto, è stata dedicata alla “Strategia aziendale”, a cura del Dott. Simone Mosca. Martedì 3 marzo le “lezioni”
Una settimana di simulazioni d’impresa in aula con i docenti di INforma
sono proseguite con lo “Sviluppo organizzativo”, a cura dell’Ing. Leonardo Cospito. Quindi, a seguire, mercoledì 4 marzo, è stata la volta di approfondire “Il ruolo del Mar-
Stampa Studiostampa New Age Strada Rovereta, 42 47899 Falciano Repubblica di San Marino
Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino
keting” con il Dott. Andrea Ciliberti. La “Sostenibilità aziendale” è stata invece la protagonista della quarta giornata di lavoro in aula, con il Dott. Simone Selva. A concludere il percorso formativo in presenza, venerdì 6 marzi, è intervenuto il Dott. Pietro Parmeggiani, sul tema “La Negoziazione per creare valore”.
Al termine del percorso didattico, gli studenti coinvolti presenteranno ai colleghi delle classi IV i progetti d’impresa sviluppati nel corso dei vari incontri formativi.
Infine, il 20 marzo, il progetto si sposterà all’interno di Passepartout Spa, una software house dinamica e moderna
che sviluppa, da oltre 35 anni, software gestionali e vanta ad oggi, oltre 240.000 utenti. Qui, accompagnati dai responsabili aziendali, gli studenti potranno visitare i vari reparti e prendere coscienza dei tanti processi industriali presenti in una grande azienda strutturata, in un settore trasversale e per definizione “giovane” con il digitale. Processi diversi tra loro, ma anche collegati l’uno con l’altro: la visita in azienda, infatti, ha lo scopo di fornire anche questa consapevolezza ai ragazzi, per immedesimarsi al meglio in una realtà strutturata senza focalizzarsi unicamente sull’ambito della produzione o del mar-
San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica
Sarà un’edizione speciale quella del 25° di Nuove Idee Nuove Imprese, promossa dall’omonima associazione impegnata da un quarto di secolo nel generare cultura d’impresa fra coloro, giovani e meno giovani, che hanno in mente una nuova azienda innovativa.
I numeri di 25 anni
In 25 anni, oltre 4.900 i partecipanti, con 1.897 idee di business. 469 i business plan presentati, 143 le aziende avviate e premi distribuiti per 693.000 euro.
“Per il 2026 stiamo preparando un programma ancor più efficace nel sostegno alle startup che si iscriveranno –spiega Maurizio Focchi, Presidente dell’Associazione Nuove Idee Nuove Imprese –
Focchi: “Per il 2026 stiamo preparando un programma ancora più efficace”
Un quarto di secolo di cultura aziendale
“Nuove Idee Nuove Imprese”: in 25 anni quasi 5mila partecipanti
3 – 40,3% ha raccolto fra 60mila e 1.000.000 di euro di finanziamento, 9,7% ha raccolto oltre un milione di euro di finanziamento
4 – 89,3% fino a 10 dipendenti
in una fase cruciale del loro percorso. È fondamentale il contributo di istituzioni e università nei percorsi di mentorship, innovation e accesso al mercato”.
In Romagna e nella Repubblica di San Marino c’è vivacità di idee e il nostro compito sarà sempre quello di associarle alla conoscenza, alla competenza e alla consapevolezza che una buona idea va verificata sul campo, senza paura di sbagliare. Creare un’impresa è esperienza formativa fondamentale. Noi siamo al servizio di questa convinzione, insieme a istituzioni, università e aziende sponsor che comprendono quanto sia strategico costruire sul territorio un vivaio di imprenditori. A breve annunceremo un evento di apertura di un anno così significativo”.
LL’indagine dell’Alma Mater di Bologna Il team di ricerca del Dipartimento di Scienze Aziendali
dell’Università di Bologna, composto da Paola Giuri, Professoressa di Management dell’Università di Bologna, e Mohammad Hawily, Dottorando in Management e Imprenditorialità, ha fotografato con una ricerca l’evo-
’analisi di Enrico Gaudenzi
WACC, DPO e DSO per partecipare alle scelte senza esserne l’effetto collaterale
In azienda, comprendere alcuni indicatori finanziari significa molto più che saper leggere un bilancio: significa acquisire potere decisionale. Tra questi, WACC, DPO e DSO rappresentano tre leve fondamentali per capire come si crea – o si distrugge – valore. Il WACC (Weighted Average Cost of Capital) ovvero il costo medio ponderato del capitale, misura quanto costa all’impresa finanziarsi, considerando sia il capitale apportato dai soci sia quello ottenuto tramite debito. In termini semplici, si calcola attribuendo un peso al capitale proprio e uno al debito, moltiplicandoli per
il rispettivo costo e tenendo conto del beneficio fiscale sugli interessi passivi. È il tasso minimo che un investimento deve superare per generare valore. Se non lo si comprende, si rischia di approvare progetti che sembrano redditizi ma non lo sono realmente.
Il DSO (Days Sales Outstanding) indica in quanti giorni medi l’azienda incassa dai clienti. Si ottiene rapportando i crediti commerciali alle vendite e traducendo il risultato in giorni. Più è alto, più liquidità resta bloccata nei crediti, aumentando il fabbisogno finanziario (Crediti Totali / Vendite Totali) ×365.
Il DPO (Days Payable Outstanding), invece, misura in quanti giorni l’impresa paga i fornitori, mettendo in relazione i debiti commerciali con i costi di acquisto. Un valore più elevato significa maggiore utilizzo del credito dei fornitori come fonte di finanziamento, ma richiede equilibrio per non
compromettere le relazioni (Debiti commerciali/Costo delle merci vendute) x Numero di giorni. Questi tre indicatori sono interconnessi: se incasso tardi e pago presto, avrò bisogno di più debito; più debito può aumentare il costo medio del capitale; un costo del capitale più alto riduce la creazione di valore. Ecco il punto strategico: se non comprendi queste dinamiche, sarai semplicemente presente in azienda. Se le padroneggi, potrai influenzare le scelte. In “aziendalese”, non basta stare al tavolo: bisogna avere il quadro d’insieme e una strategia. Altrimenti, invece di partecipare alle decisioni, si rischia di far parte del banchetto. “If you’re not at the table, you’re on the menu”.
luzione delle startup e l’impatto che la partecipazione al concorso ha avuto su di esse.
119 le aziende interrogate con tasso di risposta al 68%.
Le risposte delle startup nate con Nuove Idee Nuove Imprese:
1 – 44% si dichiara in fase di espansione
2 – 57% è impegnato in attività internazionali
5 – 67,1% fattura fino a 200mila euro, 28,6% fra 200mila e un milione di euro, 4,3% fattura oltre 5 milioni di euro
6 – 75% attribuisce al concorso l’aumento della fiducia imprenditoriale
“L’analisi – commentano Paola Giuri e Mohammad Hawily – conferma l’impatto positivo del concorso nel favorire la nascita e la crescita di nuove realtà imprenditoriali. La Business Plan Competition è un acceleratore di competenze, relazioni e opportunità. Nuove Idee Nuove Imprese è un’iniziativa strategica per sostenere la cultura imprenditoriale e l’innovazione, genera impatti reali sull’ecosistema e accompagna gli imprenditori
I soci di Nuove Idee Nuove Imprese Il concorso Nuove Idee Nuove Imprese è realizzato grazie al sostegno economico, tecnico-scientifico, logistico ed organizzativo dei Soci: Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, Confindustria Romagna, Associazione Nazionale Industria San Marino, Uni. Rimini SpA – Società Consortile per l’Università nel riminese, SUMS Società Unione Mutuo Soccorso della Repubblica di San Marino, Università degli Studi della Repubblica di San Marino, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Camera di Commercio della Repubblica di San Marino, San Marino Innovation.
Partner e sponsor Rivierabanca, Deloitte & Touche SpA, Gruppo SGR, Fom Industrie, Studio Skema, Nemeni Teneri Capital SG, Crédit Agricole Italia e Linea Sterile. In collaborazione con il Dipartimento di Scienze Aziendali Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Cesenalab, Romagna Tech, ArteEr, Tecnopolo Rimini, Prospectra, Fattor Comune.
“Il percorso su cui ci stiamo muovendo va nella stessa direzione verso cui tutto il mondo, Italia ed Europa in primis, si sta spostando. Questa consapevolezza”, spiega Mirkare Manzi, amministratore di IAM srl, “non è data solo dalle norme, che si stanno aggiornando in questo senso anche a San Marino, ma dalle evidenze che ogni giorno riscontriamo sul mercato, dove aziende, dipendenti e istituzioni sono sempre più coinvolti nel raggiungimento della piena sostenibilità ambientale, economica e sociale. Ed è in questo senso che la gestione della sicurezza è fondamentale, al pari della gestione ambientale e della qualità, che strategicamente abbiamo scelto di farci certificare”.
IAM-Igiene Ambientale Management, la multiservizi sammarinese specializzata in gestione e trattamento dei rifiuti industriali, manutenzione del verde e pulizie per aziende e privati, grazie all’assistenza dei consulenti di Assoservizi-ANIS ha infatti ottenuto nel 2021 la ISO 14001 per il sistema di gestione ambientale e l’anno scorso anche la ISO 9001 sulla qualità e ISO 45001 sulla salute e sicurezza sul lavoro. “Come ho spiegato a tutti i nostri dipendenti e collaboratori nell’incontro di venerdì 27 febbraio”, prosegue Manzi, “le certificazioni ISO non sono dei semplici attestati, ma dei veri e propri progetti di miglioramento, perché non solo permettono all’azienda di mantenere una puntuale verifica sul rispetto delle norme, ma spesso di andare oltre le stesse leggi e dimostrarsi sempre più affidabili per imprese e istituzioni”.
L’evento aziendale organizzato da IAM è stata dunque un’ulteriore tappa di quel percorso, sia per ragionare sulle recenti evoluzioni, sia per anticipare i prossimi e impegnativi passaggi, tra cui anche i nuovi investimenti che l’azienda ha messo in agenda: “Abbiamo molto chiari gli obiettivi che ci siamo posti, ma è altrettanto chiaro che solo insieme si potranno raggiungere, perché solo se anche l’organizzazione aziendale cresce potremo gestire al meglio tutte le attività e le procedure”, ribadisce l’amministratore di IAM. “Questo significa anche rilevare e ammettere degli errori, ma sempre con il proposito di correggerli e rendere migliore il lavoro di tutti, in amministrazione negli uffici come in strada alla guida dei mezzi. Anzi, soprattutto alla
“Salute e sicurezza aumentano efficienza e valore dell’azienda”
guida dei mezzi, perché significa migliorare anche la sicurezza delle persone, oltre che l’efficienza”. Persone che, ad oggi, fanno parte di un’organizzazione sempre più grande, che nel 2026 vede in pianta stabile 28 unità, confermando un trend di crescita importante dall’avvio nel 2014, quando c’erano solo 5 persone. Nel 2020 è stata superata quota 20, conseguentemente al passaggio da azienda specializzata a multiservizi, con l’implementazione del settore pulizie e gli altri servizi oggi offerti ad aziende e privati. Una crescita che non ha riguardato solo il numero delle persone occupate, ma anche delle competenze, delle mansioni e dell’organizzazione in generale. Anche per questo l’evento ha visto la partecipazione e la presentazione del nuovo RSPP di IAM srl, Fabrizio Giacomoni, che disporrà il piano di formazione interna con cui approfondire sia gli aspetti tecnici e normativi, sia tutte le problematiche che i dipendenti e i collaboratori riscontrano nella loro quotidianità. “C’è infatti una fase di condivisione delle informazioni e delle procedure da seguire”, spiega Manzi, “ma anche una fase di ascolto da parte dei vari responsabili, volta a trovare le soluzioni più efficaci. L’obiettivo è sempre quello di migliorare il lavoro, aumentare la sicurezza in tutte le fasi delle operazioni e ridurre errori che spesso si trasformano in perdite di tempo e spreco di risorse. Tutto questo si traduce poi in un servizio più efficiente verso i nostri clienti, ma anche verso i nostri fornitori, come lo sono gli impianti in Italia con cui ci relazioniamo costantemente. Fornire servizi di qualità elevata aumenta la soddisfazione della clientela, un fattore determinante per la fidelizzazione e la sostenibilità economica a lungo termine, ma dotarsi di un sistema di gestione della qualità efficace aiuta anche a gestire al meglio i rischi e soprattutto a utilizzare le risorse in
modo più efficiente, un aspetto che si integra perfettamente con la nostra mission aziendale. Allo stesso modo”, prosegue Manzi, “consideriamo strategico oltre che virtuoso, impegnarsi anche nei confronti del cosiddetto ‘cliente interno’, implementando il nostro sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, tarandolo adeguatamente su dipendenti e collaboratori che sono aumentati in questi ultimi anni, parallelamente alla crescita costante dell’azienda stessa in termini di fatturato, investimenti e servizi erogati. Un ambiente di lavoro più sicuro garantisce ovviamente meno rischi di infortuni e malattie, ma grazie al coinvolgimento attivo dei dipendenti, crea anche una maggiore motivazione e soddisfazione tra gli stessi, accrescendo il valore e la reputazione dell’azienda”.
La norma ISO 45001:2018 è il principale standard internazionale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Applicabile a ogni organizzazione, mira a ridurre infortuni e malattie professionali, sostituendo la precedente OHSAS 18001 e integrandosi con le norme 9001 (Qualità) e 14001 (Ambiente). Gli obiettivi sono la proattività, il miglioramento delle prestazioni e l’allineamento con le normative vigenti, favorendo anche la partecipazione dei lavoratori. Tra i vantaggi conseguenti, ci sono spesso la riduzione dei premi assicurativi (es. INAIL in Italia), il miglioramento reputazionale, la facilitazione nell’ottenimento di appalti pubblici e la garanzia di conformità legale.
di Daniele Bartolucci
ttualità E conomia
“San Marino disegna il domani: al via gli Stati Generali dell’Economia”. Così il Governo e in particolare la Segreteria di Stato per il Lavoro e la Segreteria di Stato per l’Industria annunciano la tre giorni di approfondimenti a carattere economico che, dal confronto con tutti gli attori del contesto sammarinese e gli ospiti internazionali, traccerà le direzioni su cui costruire la San Marino del futuro.
Visto il programma, “denso e articolato, si snoderà attraverso sessioni tematiche che spaziano dalla transizione ecologica all’impatto dirompente dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, senza dimenticare i pilastri della nostra identità come l’artigianato e il commercio”, le premesse ci sono tutte. Compresa la dichiarata finalità, che è l’auspicio di fondo del mondo economico da almeno una quindicina d’anni: rendere San Marino compe-
PL’obiettivo dichiarato di questo “cantiere di idee” è “tracciare una rotta condivisa che porti il Paese
Dagli “Stati Generali dell’economia”
La tre giorni ideata dal Governo farà il punto su Competitività, Energia, Artigianato e Turismo, proposti, soprattutto quelli in cui San Marino è in forte ritardo rispetto agli altri Paesi (in
titiva oggi, quindi recuperando il gap con gli altri Paesi dove è evidente (l’energia su tutti), e progettare la competitività del futuro. Per anni le forze economiche del Paese, quell’economia reale che anche la politica ha riconosciuto ormai come vero traino del sistema, hanno chiesto (invano, ndr) un Piano Strategico Nazionale che raccogliesse urgenze e problemi, ma anche punti di forza e potenzialità su cui investire. L’attesa della promessa Agenda per la Crescita, che doveva essere formalizzata entro il
atto Territoriale 2026
30 settembre 2025 è finita da tempo come tante altre volte: tocca ora agli Stati Generali dare nuova linfa a questa strategia.
Il progetto degli organizzatori Dal 9 all’11 marzo, il Titano ospiterà gli Stati Generali dell’Economia, una tre giorni di respiro internazionale intitolata “Prospettive e sfide dell’economia del futuro”. “Si tratta di un vero e proprio cantiere di idee”, spiega una nota del Congresso di Stato, “dove la Segreteria di Stato
La “terza missione” dell’Università: favorire la crescita del territorio e delle sue imprese
Patto Territoriale: l’Università di San Marino a confronto col mondo culturale, economico, professionale, sindacale e associazionistico. Questo il tema dell’evento pubblico dello scorso martedì 3 marzo, in occasione del tradizionale appuntamento col quale l’Università sammarinese aggiorna una sempre più ampia platea sulle attività in grado di produrre effetti diretti e concreti per tutta la repubblica, a qualsiasi livello. L’iniziativa, sottolinea il rettore Corrado Petrocelli, si afferma come “punto d’incontro tra l’Università di San Marino e i principali attori del mondo culturale,
economico, professionale, sindacale e associazionistico del territorio”, rappresentando “un’importante occasione istituzionale di dialogo”.
L’Università di San Marino, di fatto, non vuole essere solo la sede della preparazione accademica, ma mette le proprie competenze al servizio del territorio, attraverso azioni che vanno a beneficio della cittadinanza e delle imprese. Una strategia portata avanti attraverso il Patto Territoriale, un organo consultivo che fornisce un punto di incontro e di dialogo tra l’Ateneo e i più importanti soggetti operanti in Repub-
blica. “Il nostro impegno in quella che si chiama la terza missione è evidente, sotto gli occhi di tutti, aumenta di anno in anno”, ha affermato con soddisfazione il Rettore.
“Il Patto Territoriale vuole dire due cose. La prima è che noi ci raccontiamo e noi rendiamo trasparente, pubblica, conoscibile da parte di tutti la nostra attività. E la seconda è che noi mettiamo questa attività a disposizione del territorio per la crescita, per lo sviluppo”. A seguire, mercoledì mattina, anche i Capitani Reggenti si sono recati in visita all’Università di San Marino, in tutte e quattro le sedi.
per il Lavoro e la Segreteria di Stato per l’Industria hanno chiamato a raccolta il meglio delle competenze nazionali e internazionali. L’obiettivo è ambizioso: tracciare una rotta condivisa che porti il Paese fuori dalle secche dell’incertezza globale, puntando tutto su innovazione, sostenibilità e, soprattutto, sul valore delle persone”.
“Siamo di fronte a un bivio epocale,” sottolinea Alessandro Bevitori, Segretario di Stato per il Lavoro. “Non vogliamo limitarci a subire il cambiamento, ma intendiamo governarlo con pragmatismo. Gli Stati Generali servono a questo: mettere intorno a un tavolo governo, sindacati e imprese per costruire un modello di occupazione che sia moderno, dignitoso e capace di attrarre i nostri giovani, offrendo loro ragioni concrete per restare e investire qui.”
Il confronto non resterà confinato nelle stanze della poli-
tica. La struttura dell’evento prevede infatti il coinvolgimento diretto di accademici, professionisti e associazioni di categoria, creando un ecosistema di dialogo che punta alla concretezza. In un mondo che corre veloce, San Marino sceglie la strada della programmazione strategica per rafforzare la propria
competitività e l’attrattività verso capitali esteri di qualità”.
Secondo Rossano Fabbri, Segretario di Stato per l’Industria, “il sistema Paese ha bisogno di una scossa di modernizzazione che passi attraverso la semplificazione e il sostegno alla ricerca tecnologica. Gli Stati Generali rap-
Paese fuori dalle secche dell’incertezza, puntando su innovazione, sostenibilità e valore delle persone”
dell’economia”
a un vero piano strategico
Turismo, Innovazione Tecnologica con un focus specifico sull’AI. Su moltissimi dei temi (in primis le politiche energetiche), sono attese risposte chiare e una visione per il futuro
presentano l’occasione perfetta per definire una politica industriale di lungo periodo, dove la New Space Economy e le energie rinnovabili non siano più solo concetti astratti, ma motori reali di crescita per le nostre aziende.”
La giornata conclusiva dell’11 marzo, ospitata nella cornice del Centro Congressi Kursaal, sarà il momento della sintesi e della visione. Si parlerà di futuro nel senso più stretto del termine, con un focus sulle nuove generazioni e sulle opportunità emergenti nei settori a più alto valore aggiunto. Al termine dei lavori, una conferenza stampa finale illustrerà le linee guida emerse, che diventeranno la base per le prossime scelte legislative dell’Esecutivo. Insomma, tre giorni per tracciare le linee dello sviluppo e della crescita di San Marino, con la consapevolezza che il futuro della Repubblica si scrive oggi”. Al momento non c’è un riferimento preciso all’Accordo di Associazione all’Unione Europea, ma è chiaro che sarà il giusto sottofondo a qualsiasi approfondimento, non fosse per il fatto che il mercato unico è il mercato di riferimento per tutta San Marino ed è lì che occorre essere competitivi.
Infrastrutture e pianificazione Uno dei gravi problemi di San Marino è la mancanza di pianificazione, in tantissimi ambiti economici, primo fra tutto quello delle infrastrut-
ture. Se per l’energia è un tasto dolente, dove si poteva (e forse si doveva) prevedere un po’ più di autonomia con produzione di energia, ciclo dei rifiuti e captazione/depurazione delle acque, non di meno lo sono le pianificazioni urbanistiche, ferme al vecchio PRG del 1992 e non certo allineate alle nuove dinamiche edificatorie. Motivo per cui c’è grande aspettativa anche nei confronti della “Pianificazione strategica territoriale”, il Progetto di Legge presentato dal Segretario di Stato per il Territorio Matteo Ciacci, che si propone di superare il PRG e la fase di stallo che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni: “La riforma segna, infatti”, spiegano da Libera, il partito del Segretario Ciacci, “una differenza sostanziale rispetto al tradizionale Piano Regolatore Generale che è uno strumento prevalentemente conformativo e prescrittivo: definisce destinazioni d’uso, indici e parametri edilizi. Il nuovo impianto, invece, introduce una struttura gerarchica chiara e coerente: Piano di tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio, che individua le invarianti strutturali, paesaggistiche, ambientali, idrogeologiche e storico – culturali, non negoziabili; Piani Tematici, che declinano le scelte nei diversi ambiti (urbano, rurale, infrastrutturale, produttivo, turistico); Programma Pluriennale di Attuazione, che collega pianificazione e programmazione concreta di opere e interventi; Piani Particolareggiati, strumenti attuativi di dettaglio”. Di fatto, “non una semplice sovrapposizione di livelli, ma una gerarchia chiara che garantisce certezza del diritto e coerenza tra visione e attuazione”. Parola d’rodine “rigenerazione, non consumo di suolo”, poiché “la legge compie una scelta netta: in un territorio limitato come quello sammarinese, lo sviluppo non può significare espansione continua”.
Il testo, inoltre, introduce strumenti innovativi come i crediti edilizi e i meccanismi di compensazione, regolati
all’interno della pianificazione, per accompagnare processi di riqualificazione garantendo equilibrio tra interesse pubblico e sostenibilità economica. “Ma la riforma”, spiegano da Libera, “ha
anche una forte dimensione sociale. La pianificazione viene messa al servizio dei bisogni della comunità, attraverso studentati legati alla crescita dell’Università, cohousing tenendo conto
dell’incremento dell’invecchiamento della popolazione nonché comunità abitative e politiche di ripopolamento dei Castelli periferici. Significa riconoscere che il governo del territorio può
contribuire a contrastare l’isolamento sociale, favorire nuove forme di convivenza e rendere più accessibile il diritto alla casa”. “Un ulteriore passaggio decisivo è il collegamento tra pianificazione e attuazione concreta. Con il Programma Pluriennale di Attuazione le scelte si traducono in opere, infrastrutture e interventi prioritari, con tempi e responsabilità definite e un collegamento diretto alla programmazione della spesa pubblica. Non basta prevedere”, avvertono da Libera: “Occorre programmare e realizzare”.
Chiara Brughera: “Un impegno concreto per la parità di genere nel digitale”
Extera e SheTech ancora insieme per “ispirare”
Il networking per le professioniste del Digital, Tech & Communications
Dopo il successo delle precedenti edizioni, SheTech e Extera Digital Agency sono tornate a San Marino con una nuova SheTech Breakfast, il format che si svolge al mattino pensato per creare uno spazio di confronto, ispirazione e networking tra professionisti che operano nel mondo Digital, Tech & Communication.
L’evento si è svolto venerdì 27 febbraio, dalle 8:15 alle 9:30, presso San Marino Outlet. Protagoniste di questa edizione sono state due speaker d’eccezione: Sara Paesani, PR & Communications Manager di Luna Rossa, ed Elsa Santamato, Creative Team Leader di Extera. Durante l’incontro hanno raccontato il proprio percorso professionale, condividendo sfide personali, traguardi raggiunti e riflessioni sul ruolo delle donne nel mondo della comunicazione e del digitale.
“Rinnovare la collaborazione con Extera significa dare continuità a un impegno concreto per la parità di genere nel digitale. In questi anni abbiamo costruito ini-
ziative capaci di sensibilizzare, formare nuove professioniste e mostrare che la presenza femminile in ambito tech & digital non solo è possibile ma è un vero valore
zionale”, afferma Chiara Brughera, Managing Director di SheTech. Con oltre 10
Sul palco Sara Paesani, PR & Communications Manager di Luna Rossa ed Elsa Santamato, Creative Team Leader di Extera
aggiunto per il settore. È attraverso alleanze solide e progetti continuativi che possiamo trasformare l’inclusione in un cambiamento reale su tutto il territorio na-
donne in ruoli di responsabilità all’interno del proprio team, per Extera la presenza femminile nel digitale è un valore concreto e quotidiano. Tuttavia, il gender gap nelle discipline STEM e nei settori tech è ancora una realtà. È proprio per questo che l’a-
genzia ha scelto di sostenere SheTech, promuovendo anche nel proprio territorio iniziative capaci di ispirare e supportare la parità di genere. “Crediamo fortemente che il digitale debba essere uno spazio inclusivo, in cui competenze e talento possano emergere indipendentemente dal genere. Con SheTech Breakfast vogliamo creare un momento di confronto reale, capace di generare ispirazione e nuove connessioni professionali”, aggiunge Vanessa Niemants, Marketing Manager di Extera. La collaborazione tra Extera Digital Agency e SheTech nasce dalla volontà condivisa di contribuire a un futuro digitale più equo e rappresentativo, attraverso iniziative concrete, proprio come SheTech Breakfast, che mettano al centro competenze, talento e inclusione.
Tra la vita, la natura e la realtà
Visita alla mostra dedicata a Rosolino Martelli e ospitata a Palazzo SUMS: un viaggio nella memoria di un Paese, la Repubblica di San Marino, e i suoi personaggi tra stillazione geometrica e il ricordo
“Il suo talento precoce viene incoraggiato fin da bambino dal padre Federico, pittore e professore di disegno e dai fondamentali maestri incontrati nel corso della sua formazione presso la scuola del Libro di Urbino, all’epoca poco di eccellenza internazionale per l’insegnamento delle arti grafiche”. A Palazzo SUMS rimarrà aperta sino al 3 maggio 2026 la mostra “La vita, la natura, la realtà”, antologica dedicata all’artista sammarinese Rosolino Martelli (1938). L’evento, che gode dell’Alto Patrocinio della Reggenza, del Patrocinio della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, rappresenta un’importante occasione per apprezzare la vasta e articolata produzione artistica di Martelli, uno dei più significativi e riconosciuti protagonisti del panorama culturale della Repubblica di San Marino. La mostra è promossa e organizzata dagli Istituti Culturali della Repubblica e curata da Roberta Aliventi, che ha identificato i temi e le opere che meglio permettono di conoscere il lavoro dell’artista sammarinese. Un percorso espositivo ricco e articolato che si snoda in due sezioni principali, offrendo così ai visitatori una panoramica completa e approfondita delle molteplici sfaccettature dell’arte di Martelli. Una sezione è dedicata alla pittura e alla ceramica: allestita presso Palazzo SUMS, questa parte dell’esposizione mette in evidenza il talento e la versatilità dell’artista nel campo delle arti visive. La pittura di Martelli si distingue per l’uso di colori vibranti e per le tematiche che spesso riflettono la bellezza della natura e la complessità della vita quotidiana, mentre le sue opere in ceramica testimoniano una raffinata capacità tecnica e una sensibilità estetica unica. La seconda sezione è dedicata alla grafica: allestita presso il Museo di Stato, un percorso che permette di esplorare la versatilità tecnica della produzione artistica di Martelli, attraverso incisioni, disegni e
acquerelli che esaltano la sua abilità nel tratto e la sua attenzione ai dettagli. Con oltre 50 anni di intensa attività artistica, Martelli ha saputo spaziare con successo tra diversi mezzi espressivi, tra cui la pittura, la ceramica, l’illustrazione e l’incisione. La sua opera si caratterizza per un continuo desiderio di esplorare le possibilità espressive e tecniche, mantenendo sempre un forte legame con temi universali come la vita, la natura e la realtà. Oltre alle sue creazioni visive, Martelli ha intrapreso anche suggestive incursioni nel mondo letterario, contribuendo con scritti e riflessioni che arricchiscono la sua figura di artista e intellettuale, in un dialogo creativo tra pittura e scrittura in chiave sociale e solidale con un linguaggio universale.
Stillazione geometrica e naturalismo
Gli anni Sessanta segnano l’avvio dell’attività pittorica di Rosolino Martelli, destinata a proseguire senza interruzioni sino ai giorni nostri. Nelle opere a olio degli esordi emerge con chiarezza la volontà dell’artista di “impadronirsi della logica inter-
na delle immagini”: le forme, pur mantenendo la loro riconoscibilità, vengono ridotte a volumi essenziali e organizzate in piano sovrapposti. Il colore, steso con pennellate dense e materiche, svolge una funzione determinante nella costruzione delle composizioni, mentre l’uso di una prospettiva volutamente alterata consente di fondere figure, oggetti e spazio, dando luogo a una visione unitaria che rafforza la dimensione narrativa di ciascuna scena. Viene dunque sviluppata una figurazione che non imita il mondo ma lo analizza e lo distilla, portando sulla tela una nuova forma di verità. In merito ai temi affrontati, Rosolino Martelli attinge dal proprio vissuto per mettere a punto una poetica del quotidiano, fatta di epidosi di vita comune e spaccati di cultura popolare, cui viene conferita una piena dignità espressiva. L’artista si misura anche con la veduta urbana, con soggetti naturalistici e con la natura morta: la sperimentazione di tali generi supera il mero esercizio di stile e si trasforma in un momento di riflessione sulla vita e sui suoi cicli.
L’epoca della Biennale
La partecipazione di San Marino, nel 1984, alla Biennale di Venezia sancisce il riconoscimento internazionale di Martelli: per l’esposizione vengono selezionate “Sogno di un pittore”, “La croce del soldato”, “Handicap” e “Una storia”, dipinti che riflettono rispettivamente sulla natura della creazione artistica, sul sacrifico bellico, sulla vulnerabilità della condizione umana e sull’essenza della vita, intesa come intreccio di relazioni e di incontri. Dal punto di vista stilistico, queste tele adottano una costruzione multifocale, articolata in sequenze narrative disposte sulla tela secondo una logica non razionale, assimilabile a un flusso di coscienza. Nella seconda metà del decennio appartengono opere come “New Generation” - che esprime una rinnovata fidicua nel futuro, e “Perdonare”, incentrata sulla metamorfosi della donna in angelo. In quest’ultima, le forme si rarefanno sino e diventare evanescenti, aprendo nuovi orizzonti espressivi che Martelli approfondirà nel decennio successivo.
Dalla forma al ricordo Tra la fine degli anni Novanta e i primi decenni del Duemila, Martelli concentra una parte significativa del suo lavoro sul rapporto con la terra d’origine, sugli affetti e sulla memoria. Questi temi, già presenti nella sua produzione, diventano ora il centro di una riflessione più ampia, capace di intrecciare dimensione autobiografica, tradizione e storia collettiva.
Senza dubbio il quadro più importante di questa fase è “memento”, commissionato dalla Banca di San Marino per celebrare i 1.700 anni dalla fondazione della Repubblica. A distanza di un decennio, Martelli realizza “Ricordanze”, unico dipinto su tavola dalla peculiare forma a trittico che l’autore definisce “un insieme di inquadrature che diventano il film di memorie della mia vita”. La memoria storica e collettiva si carica di una dimensione drammatica nell’opera “Nel settantesimo. 26 giugno 1944”, rievocazione del feroce bombardamento sulla Repubblica di San Marino, che segnò profondamente tutta la comunità. Alessandro Carli
Non solo un libro, ma un’esperienza narrativa che esce dalla pagina e prende corpo. “DIECI – 10 racconti da brividi” è l’ultima opera di Tony Margiotta, una raccolta di dieci racconti horror che affondano le radici nel quotidiano per trasformarlo in qualcosa di disturbante e inquieto. Storie brevi, ambientate in luoghi e situazioni familiari, dove l’orrore non arriva con effetti speciali o mostri dichiarati, ma si insinua lentamente, rendendo irriconoscibile ciò che dovrebbe rassicurare. Un horror fatto di atmosfere, silenzi, attese e immagini che restano. “Sono storie che non urlano, ma sussurrano – racconta Tony Margiotta – e proprio per questo fanno più paura. L’orrore, quello vero, nasce quando qualcosa di familiare smette di esserlo”. Il libro è stato presentato il 13 febbraio al Bar Funivia Caffè di Borgo Maggiore con una serata che ha registrato un forte coinvolgimento del pubblico. Non una presentazione tradizionale, ma un vero reading teatrale, capace di trasformare i racconti in una performance dal vivo. Le storie sono state interpretate insieme all’attore sammarinese Ettore Pazzini, mentre l’atmosfera sonora ha avuto un ruolo centrale: le musiche, composte appositamente da Tony Margiotta, hanno accompagnato le letture dialogando con le parole, amplificando tensioni, pause e suggestioni. La risposta del pubblico ha confermato la forza del progetto: silenzi attenti, partecipazione emotiva e applausi hanno accompagnato la serata. 10
Recuperiamo parte del carteggio svelando qualche aneddoto dell’epoca
San Marino e Lincoln, un legame lungo 165 anni
Nel 1861 il Presidente degli Stati Uniti accettò la cittadinanza onoraria
Lungo le pareti dello scalone di Palazzo Pubblico vi sono diverse lapidi raffiguranti illustri personaggi sammarinesi e stranieri (tra cui Giuseppe Mazzini) insieme a due balestre del Cinquecen- to. È presente inoltre la testa bronzea di Abraham Lincoln. Il legame tra San Marino e Abraham Lincoln risale esattamente a 165 anni fa, al 1861, quando il presidente americano accettò la cittadinanza onoraria sammarinese. In una celebre lettera del 7 maggio 1861, Lincoln scrisse ai Capitani Reggenti: “Benché il vostro dominio sia piccolo, nondimeno il vostro stato è uno dei più onorati di tutta la storia”.
Un foglio di grande Storia di respiro internazionale: pur
nel contesto in cui lo scambio epistolare si svolse, che vedeva una Europa retta prevalentemente da istituzioni
monarchiche, la missiva resta indubbiamente un segno di grande rispetto e ammirazione per la piccola Repubbli-
C onsorzio Terra di San Marino
ca del Titano i cui comportamenti vengono definiti “amici dell’Umanità”.
Tra le centinaia di missive provenienti dai quattro angoli del pianeta e destinate al Presidente degli Stati Uniti, una in particolare destò l’attenzione del Segretario di Stato di Lincoln, William Henry Seward, dal momento che proveniva dalla repubblica più longeva del mondo: la Serenissima Repubblica di San Marino. Seward portò la lettera al neo presidente Lincoln, che ne fu profondamente colpito. L’epistola sammarinese era divisa in due colonne, una in italiano perfetto ed una in un inglese forse non oxfordiano, ma comunque chiaro, e conteneva, come città di destina-
zione, New York, che probabilmente sul Titano si pensava, erroneamente, fosse la capitale degli Stati Uniti. L’errore, ad ogni modo, non impedì a Lincoln e Seward di ricevere la lettera e rispondere, il 7 maggio dello stesso anno, con parole di ringraziamento piene di stima per l’amicizia offerta da parte del piccolo Stato: “Grandi e Buoni Amici. Sebbene l’estensione dei vostri domini sia piccola, il vostro Stato è nondimeno uno dei più onorati di tutta la storia. Esso ha dimostrato, con la sua esperienza, la verità, così piena di incoraggiamento per gli amici dell’Umanità, che un Governo fondato sui principi repubblicani può venire amministrato in modo da essere
La Cooperativa Allevatori Sammarinesi guarda al futuro: il neo Presidente Mattia Giardi tra il nuovo Centro Zootecnico e l’importanza della formazione
“Le mucche sono tra le più gentili tra le creature viventi; nessuna mostra più appassionata tenerezza verso i propri piccoli quando è privata di loro; e, in breve, io non mi vergogno di professare un profondo amore per queste tranquille creature” scrisse Thomas de Quincey. Un amore che vive e coinvolge anche Mattia Giardi, classe 1991 e neo Presidente della Cooperativa Allevatori Sammarinesi, esordisce lui stesso, “dall’estate 2025”. Un impegno già pienamente operativo: il nuovo anno si è aperto con un progetto molto importante. “Nella seconda metà di febbraio è stato avviata la fase operativa del rilancio del Centro Zootecnico di Gaviano, intervento strategico volto al rafforzamento della filiera bovina sammarinese, alla valorizzazione del territorio rurale e al sostegno del ricambio generazionale nel comparto agricolo”. A seguito delle operazioni di bonifica e riordino dell’area di Gaviano, è stato completato
il primo step del progetto con l’arrivo delle prime manze da ristallo; la riqualificazione del fienile lato est, oggetto di cambio parziale di destinazione d’uso a stalla per stabulazione libera; il ripristino delle strutture funzionali all’allevamento, compresi
impianti, spazi di stoccaggio foraggi e adeguamento della concimaia nel rispetto delle prescrizioni ambientali. Un intervento che potrebbe rappresentare il rilancio, almeno parziale, del settore. “Il comparto purtroppo sta registrando un lieve calo sia
dei
soci che degli animali. I motivi sono molteplici: dai bassi margini sino agli sforzi e ai sacrifici che ci sono dietro. Una volta che i soci ‘storici’ andranno in pensione, ci sarà da affrontare il problema del ricambio generazionale: oggi i giovani che
si dedicano all’allevamento sono pochi. Attualmente i soci sono 26 e ‘gestiscono’ circa 1.000 capi tra quelli da latte – circa 200 – e quelli da carne, i rimanenti 800”. I sacrifici e gli sforzi, appunto. “Un allevatore lavora costantemente tutto l’anno
sicuro e durevole”.
La lettera che i Reggenti inviarono a Lincoln, alla fine, riporta un modo particolarmente utilizzato in passato. Fu firmata da Gaetano Belluzzi ‘anche per il collega assente’. Tra i passaggi più importanti del manoscritto inviato a Lincoln, quello in cui si conferisce ‘per sempre la cittadinanza della Repubblica di San Marino al Presidente pro tempore degli Stati Uniti d’America. La lettera proveniente dagli USA e indirizzata alla Reggenza, come si può capire osservando con attenzione l’inchiostro e la scrittura, non fu scritta di pugno da Abraham Lincoln: lui la firmò, assieme al Segretario di Stato, Seward. Alessandro Carli
Rubrica periodica a cura
tel.(00378)0549-902617 Fax.(00378)0549-906278 mail to: consorzioterradisanmarino@ omniway.sm
perché alterna fasi di attività agricole intense – come in estate quando si è sempre di corsa - a quelle di ‘recupero’. Mi spiego meglio: nei periodi più freddo ci si deve occupare di pulizia delle stalle, di sanificazione, di migliorie strutturali e di formazione, una ‘voce’ molto importante”. Mattia però ha negli occhi quel “fuoco” che si chiama “amore e passione” per il proprio lavoro e per la propria terra. Così si torna a Gaviano: “Il 20 febbraio sono arrivate 20 mucche di razza Limousine da ristallo: un primo passo per garantire la continuità del settore”.
Viene meno spontaneo, invece, dare un taglio netto a quelli pieni di forza
Se siamo come gli ulivi eliminiamo i rami secchi
Le regole da seguire, buone sia per la potatura ma anche per la vita
di Simona Bisacchi
“Luce al centro e via i prepotenti”. Questo è il primo insegnamento per imparare a potare gli ulivi. Bisogna tagliare non solo i rami troppo interni che impediscono alla
luce di filtrare, creando un groviglio, ma anche quelli che puntano dritti verso il
cielo mettendo in ombra il resto dell’albero. Perché non c’è niente di male a puntare ver-
so il sole, purché per farlo non si mettano in ombra gli altri.
Ma gli ulivi - che hanno ispirato versi a Giovanni Pascoli e Luigi Pirandello, a Federico Garcia Lorca e Gabriele D’annunzio - nella loro secolare saggezza ci insegnano anche altro. Quei rami ritti verso l’alto - quei “prepotenti” che non permettono alla pianta di dare i frutti che dovrebbe - sono rami verdi, rigogliosi e sani, e quando devi tagliarli ti chiedi se stai facendo l’azione giusta.
Eliminare rami sacchi è naturale.
Viene meno spontaneo, invece, dare un taglio netto a rami pieni di forza.
Perché la prepotenza è una forza. Dà vigore. Dà slancio. È una forza, però, che schiaccia gli altri. E noi stessi.
Dato che, per alimentarla, togliamo linfa alla comprensione, al riguardo, al sostegno. Ci sentiamo forti quando rispondiamo per le rime. Quando mettiamo in scacco qualcuno che ci prende in giro. Quando abbiamo l’ultima parola. Ma non guardiamo quali sono i frutti di questi rami che nutriamo.
Non facciamo caso alle conseguenze. A quanto mortifichiamo il nostro interlocutore. Anzi ci infastidisce chepassato il momento di euforia - ci sentiamo a disagio, insoddisfatti. E ci sentiamo così fino alla successiva prova di forza, in cui a colpi di rami
verdi e prepotenti cerchiamo di avere la meglio. In una giostra di fugaci fiamme di trionfo e di tonfi sempre più pesanti.
“Sono i prepotenti che hanno una vita inquieta e piena di preoccupazioni: quanto più male fanno, tanto si accresce la loro paura, e non hanno mai un momento di pace” ci ammonisce Seneca nelle sue “Lettere a Lucilio”. L’alternativa ce la insegna la tradizione contadina. “Luce al centro e via i prepotenti”. Allora guarda bene. Guarda meglio. Quei rami che sembrano donare tanta fierezza stanno solo soffocando frutti che non potrai più raccogliere. Niente dialogo. Niente ricerca di un’intesa. Serve a ben poco dar prova della propria risolutezza, se a farne le spese sono umanità e rispetto (quello da dare, non quello da pretendere). Allora pota. Taglia. Permetti alla luce di fare il suo lavoro: irradiarsi, ampliare il più possibile il suo cerchio, ravvivare punti di vista e reciproca attenzione.
Sarà faticoso, a tratti caotico, per un po’ non saprai a che rami aggrapparti. Ma ne cresceranno altri. Più utili. Più duraturi. Capaci di frutti che finalmente ti daranno pace. Perché tra tutti i sentimenti che proviamo ogni giornonervosismo, felicità, indignazione, soddisfazione - la pace che l’ulivo rappresenta è ancora tutta da scoprire.
La TOP FIVE di Fixing
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2 Figli per i Bastardi di Pizzofalcone (Maurizio De Giovanni) Einaudi € 19
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