Mentre l’aumento delle aliquote e gli aumenti contrattuali stanno portando sempre più risorse nelle casse del FONDISS, il FONDISS continua a non regalare le stesse emozioni ai lavoratori. Il recupero di redditività degli ultimi anni è una buona cosa, anche se con il livellamento dei tassi di interesse probabilmente caleranno un po’ anche gli interessi offerti dal sistema bancario sammarinese, al momento unico mercato e unico asset possibile in cui investire i fondi a disposizione. Quello della redditività dei fondi pensione sammarinese, sia quelli di Primo Pilastro che il FONDISS, è un problema antico per San Marino, che diventa un problema anche per i lavoratori e i futuri pensionati. La gestione del patrimonio dei fondi è un punto fondamentale dell’agenda politica degli ultimi Governi e l’auspicio è che si trovi una soluzione ottimale nel breve periodo: una soluzione equilibrata, ovviamente, tra prudenza e redditività, guardano a investimenti nel medio e lungo periodo piuttosto che a brevissima scadenza. E qui sta il problema, ovvero la difficoltà a diversificare, non solo le scadenze, ma appunto gli strumenti. L’altra faccia della riforma del FONDISS, che cresce 30-40 milioni all’anno e ben presto supererà la riserva tecnica del Primo Pilastro (che invece cala di anno in anno), è superare l’attuale impossibilità di corrispondere la rendita vitalizia, che dovrebbe essere la regola. Mentre si continua ad attivare l’eccezione, ovvero liquidare le posizioni in capitale. Si tratta in definitiva di due scelte, prima politiche, poi sociali ed economiche. Due scelte che non si possono più rimandare.
Energetici: pianificazione per solare e depuratore
Ciclo delle acque: al via la progettazione dell’impianto a Galavotto Anno XXXIV - n. 8 - 1,50 euro
Daniele Bartolucci
La consapevolezza che l’energia sia sempre più un fattore di competitività inizia ad essere ampiamente diffusa anche fuori dalle imprese, dove ogni giorno si fanno i conti con costi e prezzi a volte insostenibili o comunque più alti che in altri Paesi. Il Governo sta impostando una serie di programmazioni con l’obiettivo dichiarato di una maggiore se non completa autonomia energetica. Ma servono le infrastrutture e gli impianti: sul fotovoltaico, oltre al parco a Visano (Brescia) l’AASS ha pianificato investimenti sui tetti degli edifici pubblici per 1 milione di euro all’anno e, sul fronte del ciclo delle acque, ha formalizzato l’incarico ad un professionista per la progettazione del primo, fondamentale, impianto di depurazione delle acque reflue. Bartolucci alle pagg. 6-7
Direttore Daniele Bartolucci Venerdì 27
Il percorso di crescita del San Marino Digital Hub diventa sempre più partecipato e concreto. Grazie all’evento ideato da ASE-CC lo scorso 12 febbraio, infatti, pubblico e privato si sono confrontati costruttivamente non solo sulle tecnologie già disponibili e su quelle future, ma su che cosa significa fare del digitale una leva reale di sviluppo economico e sociale.
Il Presidente Colombini:
“Il successo nasce dal gioco di squadra tra pubblico e privato” Proprio su questo concetto, in apertura dei lavori, ha puntato il Presidente di ASECC, Emanuel Colombini: “La trasformazione digitale e l’AI sono leve molto potenti per le imprese tradizionali. Per la manifattura, significano pianificazione più precisa, riduzione degli scarti, manutenzione predittiva, integrazione tra fabbrica, fornitori e logistica. Per il retail e l’ingrosso, vuol dire orchestrare meglio l’e-commerce, ERP e magazzino, conoscere meglio i clienti, automatizzare i processi e migliorare la gestione finanziaria, quindi incassare prima. Per i servizi, si traduce in tempi più rapidi, meno errori, nuove linee di offerta: dal marketing alle assicurazioni, dal turismo ai servizi professionali”. Ma “la trasformazione digitale”, ha ribadito Colombini, “è un’opportunità anche per la Pubblica Amministrazione. Se vogliamo aiutare le imprese a correre, dobbiamo semplificare il percorso: sportelli digitali, interoperabilità dei dati, servizi online affidabili. Questo vale per le imprese, ma anche per le persone: Quindi, istruzione più personalizzata e connessa al lavoro; sanità più vicina alle esigenze della persona, dal consulto alla diagnosi, alla terapia e al monitoraggio, in modo più efficiente e risolutivo. Digitalizzare la PA non deve essere inteso come un costo ma come un investimento che riduce i costi nel tempo, aumenta la qualità e libera risorse per servizi nuovi”.
Infine c’è l’attrazione di imprese e professionalità ad alto valore: “Una sfida possibile, necessaria e conveniente”, ha spiegato il Presidente di ASE-CC. “Il nostro è un territorio con caratteristiche uniche: la dimensione contenuta, una filiera corta nelle decisioni, competenze in crescita grazie all’università e alla formazione continua, e imprese che già esportano soluzioni. Se mettiamo insieme
Il digitale come infrastruttura di sistema per lo sviluppo
La prospettiva di crescita del “San Marino Digital Hub” per le aziende come per la P.A.
questi elementi, San Marino diventa la scelta naturale per spin-off, centri di competenza di gruppi esteri, studi professionali che vogliono crescere nel nostro ecosistema digitale. Questa giornata ha due obiettivi chiari: il primo è fotografare cosa c’è, cosa funziona, cosa va migliorato. Il secondo è definire i next steps realistici: pochi progetti, ad alto impatto, con responsabilità chiare e tempi certi. Come Agenzia per lo Sviluppo Economico - Camera di Commercio, faremo la nostra parte, ma il successo nasce sempre dal gioco di squadra tra pubblico e privato, tra industria e servizi, tra scuola e impresa, tra chi già opera a San Marino e chi sceglierà San Marino e vorrà integrarsi e arricchire le potenzialità dell’hub sammarinese”.
Il cluster di imprese già operativo, le criticità e i progetti in corso Dalle esperienze internazionali più solide emerge un punto chiaro: quando il digitale diventa infrastruttura di sistema, i benefici sono diffusi; quando invece resta una somma di iniziative scollegate, i costi superano i risultati. Ancora più forte il messaggio finale del Direttore Generale
di ASE-CC, Denis Cecchetti, e condiviso da tutti gli intervenuti: essendo il digitale profondamente trasversale a tutti i settori, economici e sociali, il suo sviluppo all’interno del Paese è eminentemente una scelta di politica economica.
Una scelta che San Marino vuole compiere e che, in parte, sta già compiendo.
Esiste infatti già un variegato e dinamico cluster di imprese in territorio (ben 72 aziende) che occupa 839 addetti, generando nel 2024 ben 118,4 milioni di euro di fatturato e 43,5 milioni di euro di EBITDA aggregato. Si tratta - come hanno esplicitato i rappresentanti di San Marino Innovation, ASI-Associazione Sammarinese per l’Informatica e PID-Professionisti per l’Innovazione Digitale - di un settore in rapida espansione, con un potenziale di crescita enorme, ma anche con diverse criticità da superare. Allo stesso modo, anche la Pubblica Amministrazione - hanno spiegato i Segretari di Stato agli Esteri (Luca Beccari), all’Industria (Rossano Fabbri) e al Lavoro (Alessandro Bevitori) – deve oggi affrontare la sfida della digitalizzazione, garantendo sia essa stessa servizi e infrastrutture (sono stati avviati i progetti
per il Data Center statale, per la Società Nazionale Informatica, non ultimo, per l’Ufficio di Statistica Nazionale), sia il necessario supporto allo sviluppo del settore specifico e del sistema in generale. In tal senso si devono leggere i passaggi normativi e - a breve - autorizzativi per i servizi fiduciari digitali allineati al regolamento eIDAS, così come la nuova legge per le Sandbox Normative, che potrebbe diventare un volano eccezionale per attrarre nuovi investitori. Ma anche e soprattutto imprese innovative, aumentando l’appeal del sistema sammarinese già molto alto grazie al progetto di San Marino Innovation, ormai arrivato a piena maturazione, come dimostrano i dati del 2025 sottolineati dal nuovo Presidente Gian Angelo Geminiani: “Oggi l’Istituto, che accompagna startup e aziende innovative dalla nascita allo sviluppo, certificandone i requisiti tecnologici e offrendogli formazione, networking e supporto operativo, coordina un sistema che conta 127 imprese certificate, le quali occupano oltre 300 dipendenti. Si tratta di personale altamente qualificato, con competenze difficilissime da trovare sul mercato del lavoro interno: professionali-
tà che invece, grazie a San Marino Innovation, sono state attratte e occupate in territorio”.
Il riferimento al mercato del lavoro è stato ripreso più volte, anche da William Casali (ASI) e Robert Gasperoni (PID), che auspicano una rapida evoluzione normativa per allineare regole e strumenti al contesto internazionale, ma anche a livello di contrattazione collettiva, non essendoci ad una piattaforma specifica per i dipendenti delle aziende IT o che operano nel digitale. Un riferimento che ha fatto anche il Segretario competente, Bevitori, annunciando la volontà di migliorare appunto certe norme. Un impegno parallelo all’altra grande sfida per il
Paese: “L’energia è un fattore determinante nel contesto digitale, così come lo è già oggi per la manifattura. Ne siamo consapevoli e stiamo lavorando con AASS ad una pianificazione efficace che possa portare, in non molti anni, a raggiungere la piena autonomia energetica”.
Contesto internazionale e possibile sviluppo del San Marino Digital Hub Le sfide interne, come hanno poi evidenziato nei loro interventi i relatori invitati da
ASE-CC, seguono comunque dinamiche che si stanno sviluppando ormai in tutto il mondo. Problematiche e relative soluzioni si aggiornano continuamente, come hanno spiegato Francesco Guatelli e Alessandro Di Grazia di Var Group, uno dei player più importanti a livello internazionale. Così come cresce l’interesse degli investitori, sia dei fondi, come ha spiegato Alessandra Bechi, vice Direttrice di AIFI - Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, sia dei privati, come ha evidenziato Paolo Anselmo, Presidente di IBANAssociazione italiana dei Business Angels. Il confronto tra “cosa c’è a San Marino” e “come si muovono gli altri” ha permesso di delineare alcuni aspetti fondamentali, a partire dall’interoperabilità come base comune pubblico–privato. Poi servono piattaforme e regole che permettono alle imprese di costruire e scalare, ma soprattutto è la capacità di esecuzione che rende una giurisdizione più attrattiva e resiliente. E in tal senso San Marino può davvero fare la differenza: non basando la competizione sulla scala, ma vincere sulla funzione e diventare un micro-hub ultra specializzato, dove innovazione digitale e AI passano rapidamente dalla sperimentazione alla messa in esercizio, riducendo rischio e incertezza. “L’evento è stato il momento iniziale di un percorso di consapevolezza condivisa che questo è un progetto di tutti”, ha ribadito infine il Direttore Cecchetti, “dove Istituzioni, parti sociali, ASECC, San Marino Innovation, Università e Scuola, PA, imprese, professionisti, sistema finanziario, insieme a partner tecnologici e investitori internazionali, sono chiamati a contribuire. Il dialogo tra pubblico e privato, il gioco di quadra come ricordato dal Presidente Colombini, è il presupposto indispensabile per trasformare la visione del Digital Hub in un percorso operativo condiviso”.
di Daniele Bartolucci
Settore in crescita, ma variegato: 890 imprese e oltre 3.100 lavoratori occupati
Contratto Servizi: ultimo giorno di referendum
Giovedì 5 marzo al voto i datori di lavoro per
approvare il rinnovo
Sono iniziate questa settimana le procedure referendarie tra i datori di lavoro per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore dei Servizi per il periodo 2025-2029. Dopo le sessioni di martedì 24 febbraio e di giovedì 26 febbraio, le urne riapriranno giovedì 5 marzo dalle ore 8.30 alle ore 18.30, sempre presso la Sala Montelupo di Domagnano.
Al voto sono chiamati, come detto, i datori di lavoro delle imprese che applicano il contratto Servizi: si tratta di oltre 890 imprese, le quali occupano oltre 3.100 lavoratori. Un settore in crescita, va detto, che però resta molto variegato, riunendo all’interno dello stesso contratto aziende molto diverse tra loro. Motivo per cui il rinnovo del contratto è, più che in altri settori, un punto di equlibrio (che ANIS e OSLA considerano positivo) tra le diverse esigenze an-
F
amiglia
che dalla parte datoriale.
Gli aumenti previsti
Dopo il Verbale di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavo-
ro del settore dei Servizi sottoscritto il 12 dicembre 2025, il 3 febbraio 2026 è stato sottoscritto - tra ANIS e OSLA per la parte datoriale, CSdL, CDSL e USL per la parte sin-
Il “pacchetto anti-denatalità”: dal bonus bebè di 1.000 euro al Caregiver familiare
Il Segretario di Stato alla Famiglia, Stefano Canti, ha presentato il progetto di legge per rafforzare in maniera strutturale il welfare sammarinese: un pacchetto di interventi per rilanciare la natalità e supportare chi si prende cura dei più fragili. Tra le misure innovative ci sono infatti l’introduzione del “Bonus Bebè”, un contri-
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buto una tantum di 1.000 euro per ogni nuovo nato o adottato dopo il 1° gennaio 2026. Si potenziano anche i congedi: quello di paternità passa da 10 a 20 giorni retribuiti, mentre l’indennità per il congedo parentale sale all’80% della retribuzione nei primi tre mesi post-maternità, con un tetto minimo garantito di 1.500 euro. Viene
esteso fino ai 4 anni di vita del bambino la possibilità di richiedere il lavoro part-time. Istituita anche un’indennità di maternità per le donne disoccupate, parametrata all’80% della retribuzione media del settore industria. L’altra novità rilevante e attesa è infine l’istituzione formale della figura del “Caregiver familiare”.
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dacale - il testo unico del contratto stesso che recepisce tale intesa. Ai sensi della legge 59/2016, ANIS e OSLA hanno quindi forma-lizzato le date per il referendum e invitano
tutti gli imprenditori che applicano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Servizi a partecipare alle votazioni, recandosi presso la Sala Montelupo di Domagnano con un documento di identità, per approvare il rinnovo del suddetto Contratto e far acquisire allo stesso efficacia erga omnes come prevede la legge 59/2016.
Si ricorda a tutti gli interessati che il testo integrale del nuovo contratto è consultabile sui siti www.anis.sm e www.osla.sm e che la parte più rilevante riguarda quella economica che prevede i seguenti aumenti retributivi in linea con l’inflazione programmata:
- 1° gennaio 2025 = 1,90%
- 1° gennaio 2026 = 1,80%
- 1° gennaio 2027 = 2,00%
- 1° gennaio 2028 = 1,80%
- 1° gennaio 2029 = 1,80% Oltre agli incrementi di cui
sopra, sono previsti i seguenti incrementi reali: dal 1° gennaio 2025 = 1,10%
dal 1° gennaio 2026 = 1,20%
dal 1° gennaio 2027 = 0,60%
dal 1° gennaio 2028 = 0,60%
dal 1° gennaio 2029 = 0,50% Gli aumenti retributivi legati all’inflazione programmata saranno oggetto di verifica biennale nel mese di gennaio 2027 e nel mese gennaio 2029 e potranno subire degli aggiustamenti in eccesso o in difetto a seconda di quella che sarà l’inflazione reale in base all’indice Ipca dell’ISTAT.
L’ulteriore novità riguarda l’introduzione dell’emolumento di fidelizzazione (E.D.F.) che, a far data dal 1° gennaio 2027, sarà corrisposto ai lavoratori con 11 anni consecutivi di servizio presso la stessa azienda. L’E.D.F. è pari al 2,5% della retribuzione tabellare e sarà pagato mensilmente.
Marino FIXING settimanale
Un Centro Zootecnico moderno e sostenibile
Avviata, nei giorni scorsi, l’operatività del progetto di rilancio del Centro Zootecnico di Gaviano, intervento strategico volto al rafforzamento della filiera bovina sammarinese, alla valorizzazione del territorio rurale e al sostegno del ricambio generazionale nel comparto agricolo. A seguito delle operazioni di bonifica e riordino dell’area di Gaviano, è stato completato il primo step del progetto con l’arrivo delle prime manze da ristallo; la riqualificazione del fienile lato est, oggetto di cambio parziale di destinazione d’uso a stalla per stabulazione libera; il ripristino delle strutture funzionali all’allevamento, compresi impianti, spazi di stoccaggio foraggi e adeguamento della concimaia nel rispetto delle prescrizioni ambientali. Il progetto, elaborato dall’Ufficio Gestione Risorse Am-
bientali e Agricole (UGRAA) nello studio preliminare di fattibilità del dicembre 2025 già approfondito in CRAA, prevede uno sviluppo graduale per fasi, con l’obiettivo di ricostituire a Gaviano un centro zootecnico moderno, sostenibile e orientato alla qualità. Le fasi di sviluppo
sono le seguenti:
Fase i – ristallo bovini da ingrasso
Riattivazione della struttura ex fienile lato est per l’allevamento in stabulazione libera di circa 20 capi, con gestione iniziale in regime convenzionale e prospettiva di conver-
nibilità ambientale dell’allevamento.
sione al biologico.
Fase ii – linea vacca-vitello biologica Ristrutturazione del fienile lato ovest per l’avvio di una linea vacca-vitello con orientamento alla certificazione biologica, rafforzando l’autonomia produttiva e la soste-
Fase iii – completamento della linea produttiva Recupero funzionale delle ulteriori strutture esistenti per consolidare una linea completa vacca-vitello, con l’obiettivo a regime di circa 60 vacche adulte e una produzione annua stimata di 60 vitelli, destinati all’ingrasso e alla macellazione nella filiera cooperativa sammarinese. Il progetto rappresenta una risposta concreta al progressivo calo del numero di aziende e capi bovini registrato negli ultimi anni nel territorio sammarinese, puntando con decisione su giovani allevatori, cui sono state assegnate le strutture attraverso la Cooperativa Allevatori Sammarinesi che ringraziamo per il lavoro svolto; filiera corta interamente sammarinese, dalla nascita del vitello alla
macellazione; qualità certificata e benessere animale, con progressiva conversione al regime biologico; sostenibilità ambientale, nel rispetto della normativa vigente e dei criteri europei, inclusi quelli legati alla deforestazione zero e alla tracciabilità. Gaviano, storicamente vocato all’allevamento e già in passato sede di un importante centro zootecnico, torna così ad essere presidio agricolo attivo, contribuendo alla tutela del paesaggio rurale, alla produzione locale di carne bovina e alla resilienza del sistema agroalimentare sammarinese.
La Segreteria di Stato per il Territorio conferma il proprio impegno nel sostenere politiche agricole orientate alla qualità, all’innovazione e alla valorizzazione del territorio, promuovendo un modello di sviluppo che coniughi tradizione e sostenibilità.
A seguito delle modifiche all’art. 73 della Legge 166/2013 intervenute con l’art.23 della Legge 141/2025 e delle valutazioni emerse dal confronto con gli Operatori Economici, l’Ufficio Attività Economiche ha emanato una circolare, la numero 4 del 2026, che disciplina le specifiche modalità applicative.
Le nuove attività: la definizione
Devono intendersi “nuove attività” tutte quelle “attività non preesistenti alla data di presentazione della richiesta di rilascio dell’Autorizzazione a Operare o di Avvio dell’Attività Libero Professionale”. Non sono considerate “nuove attività” invece, sottolinea la Circolare:
1 - Le attività già esercitate in forma individuale o libero professionale che assumano una diversa veste giuridica e viceversa;
2 - I trasferimenti di titolarità a qualsiasi titolo, realizzati con atto di cessione d’azienda e/o con cessione di ramo d’azienda;
3 - Le attività che si configurano come mera prosecuzione di un’attività già esistente, anche in assenza di trasferimento di titolarità. Per mera prosecuzione di un’attività in precedenza esercitata la Circolare dell’UAE chiarisce che “si intende quell’attività che presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale, ma che viene svolta in sostanziale continuità, utilizzando, ad esempio, lo stesso locale dell’attività precedente”. Trattandosi di una disposizione antiabuso, la stessa non si applica alle attività di servizio che non necessitano di autorizzazioni speciali (quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: Autorizzazione Sanitaria, Autorizzazione all’Avvio alla Produzione o relativa dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, Autorizzazione o Nulla Osta dell’Authority Sanitaria, ecc.) o qualora l’attività precedentemente svolta non sia stata esercitata nei 12 mesi precedenti all’avvio della nuova attività; 4 - L’esercizio di un’ulteriore Autorizzazione ad Operare intestata al medesimo Operatore Economico esistente.
Chi non può beneficiare delle agevolazioni
Nella Circolare spazio anche a chi non può beneficiare delle agevolazioni. Nello specifico quindi:
1 - I titolari di impresa individuale, i liberi professionisti e i lavoratori autonomi che hanno esercitato, a qualsiasi titolo e in qualunque forma, attività assimilabile o sono
La definizione di “nuova attività” e i soggetti che non possono beneficiare delle agevolazioni
Nuove imprese, le modalità applicative per gli incentivi
Tutti i dettagli nella Circolare nr. 4 dell’Ufficio Attività Economiche di San Marino
stati soci e/o titolari effettivi in società che hanno esercitato attività assimilabile nei 12 mesi precedenti alla richiesta di accesso agli incentivi;
2 - Le persone giuridiche che non sono di nuova costituzione o i cui soci e/o titolari effettivi hanno esercitato, a qualsiasi titolo e in qualunque
forma, attività assimilabile o sono stati soci e/o titolari effettivi in società che hanno esercitato attività assimilabile nei 12 mesi precedenti alla
richiesta di accesso agli incentivi. Qualora rivesta la qualità di socio una persona giuridica i requisiti vanno attestati anche in capo ai soci
e/o titolari effettivi della stessa o ai beneficiari effettivi se le quote sono rappresentate tramite mandato fiduciario. Il venir meno dei requisiti previsti dalla normativa vigente comporta la decadenza delle agevolazioni per l’esercizio in corso e per quelli successivi ai sensi dell’articolo 73, comma 5, della Legge 16 dicembre 2013 numero 166 e s.m.i., e nello specifico: 1 - L’accertamento dello svolgimento di attività economica assimilabile di cui sopra comporta la decadenza delle agevolazioni e il conseguente obbligo di pagamento della tassa di rilascio dell’Autorizzazione ad Operare pari all’importo stabilito per ciascuna categoria dall’articolo 1, comma 2, dell’allegato C, del Decreto Delegato 14 marzo 2024 numero 50. 2 - L’accertamento del mancato assolvimento e/o mantenimento del requisito occupazionale comporta la decadenza delle agevolazioni e il conseguente obbligo di pagamento della tassa di rilascio dell’Autorizzazione ad Operare, a copertura dell’esercizio in cui viene dichiarata la decadenza e senza agire sul pregresso, pari all’importo stabilito per ciascuna categoria dall’articolo 1, comma 2, dell’allegato C, del Decreto Delegato 14 marzo 2024 n.50.
Quanto previsto dalla presente Circolare, ricorda l’Ufficio Attività Economiche, “non si applica alla fattispecie definita nell’articolo 22 della Legge 29 settembre 2017 n.115”.
In riferimento a quanto contenuto nella Circolare, l’Ufficio Attività Economiche diretto dalla dott.ssa Valentina Vicari invita gli Operatori Economici e i professionisti delegati a porre “la massima cura nell’inserimento delle causali di esenzione dal pagamento in quanto, una volta confermata la pratica di rilascio dell’Autorizzazione ad Operare o di Avvio dell’Attività Libero Professionale, la stessa non può più essere modificata né dal richiedente né da questo Ufficio”. AC
di Daniele Bartolucci
Il “fattore energia” continua ad essere determinante ai fini della competitività delle imprese e del sistema-Paese. In particolare per San Marino, il cui fabbisogno energetico (elettricità, gas e acqua) è quasi completamente soddisfatto dall’esterno: una dipendenza che può diventare drammatica nel momento in cui, come si è visto dopo la pandemia e l’inizio della guerra in Ucraina, i prezzi schizzino verso l’alto. Oppure, come si sta verificando in questi mesi di relativa calma sui mercati energetici, non avendo risorse proprie e quindi prezzi stabili e prestabiliti, le aziende subiscano le dinamiche tariffarie perdendo punti di competitività. Se è pur vero che in questa fase il Governo è intervenuto con Decreti volti a “scontare” qualcosa, appare sempre più urgente uscire da questo meccanismo e rendere strutturale una politica tariffaria che allinei San Marino ai Paesi europei più virtuosi.
Il piano del Governo per la produzione di energia “L’autonomia energetica è un obiettivo a cui tendiamo”, ha annunciato il Segretario al Lavoro, Alessandro Bevitori, nel recente convegno sul San Marino Digital Hub, facendo leva sul “fattore energia, fondamentale per le aziende industriali come sappiamo, ma
L’obiettivo del Governo è l’autonomia, con un mix di azioni tra pubblico e privato: in tal senso, la cogenerazione
Infrastrutture energetiche: impianti
Il parco fotovoltaico di Visano la prima operazione fuori confine, nel frattempo AASS punta a Accelerazione sul depuratore delle acque reflue a Galavotto: avviata la progettazione dell’impianto
anche per lo sviluppo del digitale, notoriamente energivoro anch’esso”.
L’obiettivo, che oggi appare ancora molto lontano, potrebbe però essere conquistato velocemente, ma servono le infrastrutture e gli impianti di produzione, perché – anche se in crescita costante – il solo intervento dei pri-vati con i pannelli fotovoltaici sui tetti, non basterà.
La prima operazione, come noto, riguarda il parco fotovoltaico di Visano (Brescia) che verrà realizzato dall’AASS, tramite la controllata italiana AASS Holding S.r.l, la società creata appositamente anche per acquistare il 100% della Atlas Solar 12 S.r.l, la società che ha realizzato il progetto e deteneva i diritti dell’impianto. L’operazione, dal costo di 12 milioni di euro (quanto è stato stanziato), dovrebbe garantire il 7-8% del fabbisogno interno, che si aggiungerà all’altro 11-12% di energia già prodotta da fonti
rinnovabili in territorio dagli impianti privati di aziende e cittadini. A questi si aggiungeranno poi quelli pubblici, la cui installazione è in capo ad AASS, come annunciato nei mesi scorsi con la presentazione del primo impianto fotovoltaico sul tetto della sede dell’azienda stessa. Si tratta in verità di una pianificazione a sé stante, frutto del monitoraggio e della mappatura degli anni precedenti, che proseguirà nei prossimi anni con investimenti previsti di circa 1 milione di euro all’anno. Dopo la sede di AASS, previa verifica e autorizzazioni, dovrebbero arrivare gli impianti sul tetto del Colore del Grano e dell’ex Macello, ma l’obiettivo è “coprire” anche molti altri tetti degli edifici pubblici (salvo quelli nei centri storici dell’Unesco).
L’altro punto d’attenzione è poi la cogenerazione industriale: lo sblocco normativo avvenuto recentemente ha
aperto le porte alla progettazione di diversi impianti, sia nelle aziende più grandi, che nel pubblico, in particolare nell’Ospedale di Stato. Si tratta di una tecnologia matura, che darebbe sicuramente benefici alle imprese e al sistema in generale, ma che al contrario di tanti altri Paesi, non è ancora adeguatamente incentivata. Inoltre “dipende” necessariamente dalla garanzia di una fornitura di gas a prezzi relativamente più bassi, cosa che a San Marino non è possibile per tutte le aziende, avendo ancora un limite altissimo (2milioni di mc) per poter acquistare fuori territorio direttamente (e versare comunque i costi di vettoriamento ad AASS): in Europa, da anni, tale limite non esiste più e le aziende possono comprare il gas dove e soprattutto quando vogliono. Ovviamente le istanze non mancano, anche in funzione di un allineamento alle regole europee anti-monopo-
lio: ANIS da tempo chiede una revisione di tale soglia, abbassandola almeno al livello delle 15-20 aziende più energivore, in maniera tale da sbloccare nuovi investimenti (in macchinari produttivi come in impianti di cogenerazione).
Rispetto a chi definisce il decreto bollette insufficiente “è chiaro che è una situazione difficile perché c’è una parte” dei cittadini “che si vede tassata o tagliata e una parte che beneficia. Chi beneficia dice che non è sufficiente, chi viene tassato dice che è troppo. Diciamo che, rispetto alle famiglie vulnerabili, che sono 2,7 milioni, quella del blocco che già c’era con il bonus sociale da 200 euro, si arriva a superare il 50% di abbattimento della bolletta media. È un passo, io credo, importante per coloro che hanno più figli”. A dirlo è il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a 24 Mattino su Radio 24. “Per quelli con
Isee fino a 25 mila euro c’è anche un impegno da parte del sistema dei distributori per un ulteriore beneficio, in questo caso sarebbero 4 milioni e mezzo di famiglie. E naturalmente questa è una valutazione che vedremo più avanti. Le famiglie con Isee fino a 25 mila euro hanno una riduzione di circa l’8%. Rispetto alla componente energia addirittura è del 25%. Pertanto anche per queste famiglie c’è una riduzione e c’è una riduzione anche per tutte le famiglie sulla componente energia del 5%. Peraltro questa riduzione complessiva sulla componente energia va anche ad aggiungersi ai 315 euro del bonus dei vulnerabili. È un provvedimento molto complesso che però
determina una ricaduta su tutti i consumatori d’energia, famiglie ed imprese”. Riguardo l’aumento dell’Irap, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha detto che “capisco l’effetto in borsa” che hanno avuto le imprese del settore, “che è del tutto fisiologico perché va ad incidere su quelle che sono gli equilibri di borsa”.
Il depuratore di acque reflue a Galavotto
Se sul versante dei rifiuti non è ancora stata definita una strategia ben precisa, il PEN3 ha aperto le porte alla creazione di “impianti di taglia medio-piccola (dalle poche decine al centinaio di kWe) al
cogenerazione potrebbe dare un forte contributo, se si superassero i vincoli sull’approvvigionamento del gas
impianti all’estero e in territorio
a “coprire” i tetti degli edifici pubblici pianificando investimenti da 1 milione di euro all’anno dell’impianto che renderà l’acqua riutilizzabile per le industrie, l’agricoltura e i sistemi antincendio A
servizio di industrie, consorzi agricoli, piccole comunità, etc. La Repubblica di San Marino potrebbe beneficiare notevolmente di tali scelte, soprattutto con l’installazione di piccoli impianti di gassificazione che possano sfruttare l’ampia disponibilità di
Gbiomassa legnosa e agricola dei Comuni italiani circostanti, producendo energia elettrica pulita per piccole aziende”. Inoltre, “l’impiego di biomasse fermentabili per la produzione di energia elettrica da biogas merita poi una fase di studio approfondita, in relazione all’ipotesi di creazione di un impianto di depurazione a servizio dell’intero territorio della Repubblica”. Ed è qui che il ciclo dei rifuti incontra il ciclo delle acque, perché l’impianto di depurazione delle acque reflue potrebbe finalmente diventare realtà. Dopo un preliminare studio di fattibilità, AASS ha deciso di procedere con la progettazione definitiva di un impianto di depurazione delle acque reflue urbane in località Galavotto, reputato il sito più idoneo per la realizzazione. La procedura è già a buon punto, con l’incarico a un tecnico professionista già formalizzato da AASS e validato dal Congresso di
li altri Paesi
Italia costosa, Spagna al top con rinnovabili+nucleare
L’esempio dell’Italia non è infatti un punto di riferimento: anche qui il fabbisogno viene ancora coperto con l’acquisto dall’esterno, ma avendo già installato una produzione importante di energia (data dalle centrali a gas, dall’idroelettrico, dal fotovoltaico e dai termovalorizzatori dei rifiuti). Il problema è che l’energia in Italia costa molto più che in tanti altri Paesi europei a causa dell’alta dipendenza dal gas naturale per la produzione elettrica, che copre circa il 50% del mix energetico, rendendo il prezzo vulnerabile alle fluttuazioni geopolitiche.
Poi ci so-no gli elevati oneri di sistema (incentivi, tasse) in bolletta, la scarsa diversificazione delle fonti e la burocrazia che rallenta le rinnovabili.
Il contrario della Spagna,
oggi leader dei prezzi energetici più bassi grazie sicuramente a politiche aggressive negli ultimi anni su eolico e fotovoltaico, che per molti giorni all’anno coprono gran parte del fabbisogno, arrivando talvolta a generare prezzi negativi all’ingrosso. Il forte sviluppo delle rinnovabili, unito a una minore dipendenza dal gas naturale e a politiche di disaccoppiamento dei prezzi, permette alla Spagna di avere tra le bollette più economiche d’Europa, anche se c’è un dato che spesso viene omesso: la Spagna produce quasi il 20% del proprio fabbisogno con le centrali nucleari, garantendo una stabilità di produzione che le rinnovabili “diurne” non possono garantire di notte e quando c’è maltempo. Anche per questo il “mix energetico” resta la soluzione migliore.
Stato: dopo il passaggio in Commissione di Controllo della Finanza Pubblica per le ulteriori approvazioni, si partirà dunque con la progettazione vera e propria, necessaria per addivenire poi alle
successive autorizzazioni (alcune già previste, altre prevedibili visto che l’impianto si dovrà sviluppare in una zona particolare, vicino al torrente all’altezza dell’attuale impianto di potabilizzazione). Detto ciò, l’impianto di depurazione delle acque reflue è un obiettivo prioritario per diversi motivi: il primo è ovviamente ambientale, considerato che parte dell’acqua depurata verrebbe
reimmessa anche nel fiume stesso, preservandone la sua naturalità. Poi c’è l’aspetto reputazionale (soprattutto a livello diplomatico con gli enti pubblici limitrofi, le Regioni e in prospettiva anche l’Europa) e infine, ma non ultimo, l’aspetto economico: si ridurrebbe drasticamente il peso delle tariffe applicate alle acque reflue oggi trasportate in Italia e in particolare a Rimini, ma soprattutto si darebbe “nuova vita” a milioni di metri cubi di acqua, riutilizzabile nelle industrie e anche per l’irrigazione (non per usi domestici), ma anche per gli impianti antincendio.
La Banca Centrale della Repubblica di San Marino comunica di aver avviato una procedura di consultazione pubblica sulla bozza di Circolare di aggiornamento in materia di bilancio consolidato e regime prudenziale della cartolarizzazione di sistema.
Il provvedimento posto in consultazione risponde all’esigenza di apportare aggiornamenti a disposizioni di vigilanza concernenti i seguenti due distinti ambiti: nota integrativa al bilancio consolidato; regime prudenziale della cartolarizzazione di sistema.
Nei dettagli Più in particolare, gli aggiornamenti alla disciplina vigente in materia di nota integrativa al bilancio consolidato sono finalizzati ad apportare semplificazioni alla “Circolare n. 2017-03 sugli obblighi informativi in materia di bilancio d’impresa e bilancio consolidato”, con conseguente modifica di allineamento della “Circolare n. 2017-04 Obblighi informativi in materia di situazione contabile (SC)”; gli aggiornamenti alla disciplina sul regime prudenziale della cartolarizzazione di sistema, contenuta nella Circolare n. 2022-01, sono finalizzati ad introdurre, a partire dal 1° luglio p.v., una misura di backstop prudenziale con riferimento alle Asset Backed
Il termine è stato fissato per il 19 marzo: via mail si possono inviare gli eventuali contributi
BCSM avvia la consultazione pubblica su bozza di circolare
L’oggetto è il bilancio consolidato e il regime prudenziale della cartolarizzazione
Securities Junior e Mezzanine, per tenere conto anche della quota di differenziale tra passivo e attivo della cartolarizzazione di pertinenza di ciascuna banca originator, corrispondente alla rispettiva quota di ABS Junior e
Mezzanine detenute rispetto al valore nominale complessivo in circolazione di ciascuna delle predette tranche. La consultazione avrà termine il 19 marzo 2026. Eventuali contributi alla consultazione potranno essere inviati al seguente indirizzo e-mail: dipartimento.vigilanza@bcsm.sm riportando come oggetto dell’e-mail: “Consultazione Circolare Aggiornamento Bilancio Consolidato e Regime Prudenziale Cartolarizzazione Sistema”.
La banca e i nuovi bisogni della clientela: dai servizi in ambito fiscale a quelli informatici
Riflettere sul ruolo della banca nel rispondere ai bisogni emergenti della clientela ed esplorare ambiti e opportunità per integrare la propria offerta con nuovi servizi. Questo il tema del seminario ABI “La banca e i nuovi bisogni della clientela”, che è stato realizzato nell’ambito delle attività del Comitato tecnicostrategico ABI ‘Servizi bancari e finanziari innovativi’, presieduto da Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei territori, Intesa Sanpaolo. L’evento, aperto dall’introduzione di Barrese, è proseguito con la presentazione dei risultati di una ricerca Intesa Sanpaolo-IPSOS che prova a rispondere a due domande cruciali: quali servizi, in senso ampio ‘non finanziari’, gli italiani considerano più utili? E come reagirebbero se fosse la loro banca a
proporli? “L’innovazione in ambito bancario – ha commentato Barrese – è una sfida ma anche un’opportunità per identificare, dall’ascolto del cliente, nuove traiettorie di sviluppo e nuovi modelli di relazione. Le banche, infatti, devono saper cogliere le trasformazioni sociali ed economiche e anticipare i bisogni della clientela, affiancandola nelle tappe decisive della crescita personale, familiare e aziendale. Dalla ricerca realizzata da Intesa Sanpaolo con IPSOS emerge l’esigenza dei clienti di affidarsi alla banca quale partner per supporto e assistenza in nuovi servizi ad alto valore, anche in ambito fiscale, legale, informatico e digitale. Questo lo scopo del seminario: sviluppare e gestire una modalità più estesa di proposte, a favore dei valori che sono la base della relazione fra banca e
clienti: trasparenza, qualità e fiducia”. I numerosi spunti offerti dall’indagine Intesa Sanpaolo-IPSOS hanno animato un panel nel quale esponenti della consulenza, accademici, esperti di regolamentazione e specialisti in innovazione e gestione strategica di progetti territoriali hanno dibattuto sull’evoluzione della domanda della clientela, partendo dallo scenario attuale e in prospettiva, analizzando opportunità, sfide regolamentari e diversi modelli di relazione. Le conclusioni sono state affidate a Marco Elio Rottigni, Direttore Generale di ABI. “Le banche - ha detto - operano in un contesto in profonda evoluzione, caratterizzato da cambiamenti economici, sociali e tecnologici e sono chiamate a svolgere un ruolo strategico nel guidare queste trasformazioni”.
BCSM offre l’opportunità di svolgere uno stage aziendale della durata di 6 mesi, ai sensi dell’art. 9 del DD 105/2022 a risorse neo-laureate. L’iniziativa, dall’alto contenuto formativo, costituisce l’occasione affinché gli interessati possano confrontarsi con il mondo del lavoro ed è riservata a neo-laureati in materie giuridico-economiche. L’esperienza offrirà l’opportunità di sviluppare competenze e conoscenze nell’ambito delle Relazioni Internazionali della BCSM (con particolare riferimento ai rapporti con Organismi
C GIA di Mestre
Internazionali, Autorità di Vigilanza, Banche Centrali e Agenzie di Rating). I requisiti necessari, oltre alla cittadinanza e/o residenza sammarinese e agli altri previsti nell’art. 9 del DD 105/2022, sono: conseguimento del diploma di laurea con votazione non inferiore a 105/110 (o equivalente) e buona conoscenza della lingua inglese. Candidature entro il 22 marzo 2026, all’indirizzo risorse.umane@bcsm. sm specificando nell’oggetto “Candidatura per lo svolgimento di uno stage aziendale”.
Le banche tornano a prestare soldi alle imprese, ma non alle micro e alle piccole
Nell’ultimo anno il credito bancario alle imprese italiane è tornato a crescere. Dopo una lunga fase di contrazione, segnata prima dalla pandemia e poi dalla stretta monetaria praticata dalla Banca Centrale Europea le consistenze dei finanziamenti hanno mostrato degli incoraggianti segnali di ripresa. Tra novembre 2024 e lo stesso mese del 2025, infatti, gli impieghi vivi erogati dal sistema bancario all’intera platea delle imprese è aumentato di 5 miliardi di euro (+0,8%). Tuttavia, questa inversione di tendenza non ha riguardato tutte le imprese. Le grandi escluse restano le micro e le piccolissime realtà economiche: quelle con meno di 20 addetti, infatti, hanno subito un’ulteriore riduzione dei prestiti pari a 5 miliardi di euro (-5%), confermando una frattura
strutturale nel sistema del credito. “Ricordiamo che in Italia le realtà produttive con meno di 20 addetti (costituite prevalentemente da artigiani, negozianti, esercenti, piccoli imprenditori e titolari di partita IVA) sono particolarmente importanti, poiché rappresentano il 98% del totale delle aziende presenti nel Paese e danno lavoro — al netto dei dipendenti della PA, dell’agricoltura e dei servizi finanziari/assicurativi — al 52% circa dei lavoratori italiani”. Questa diversità di trattamento, segnala l’Ufficio studi della CGIA, è significativa perché rompe una narrazione ottimistica spesso associata al “ritorno del credito”. In realtà, la crescita dei finanziamenti si concentra prevalentemente sulle imprese medio-grandi, più patrimonializzate e con una maggiore capacità di
interlocuzione con il sistema bancario. Le micro e le piccolissime imprese continuano invece a essere percepite come più rischiose, soprattutto in un contesto di tassi di interesse ancora elevati e di maggiore attenzione alla qualità degli attivi bancari.
Score positivo per Valle d’Aosta, Lazio e Calabria
“Se analizziamo la situazione a livello territoriale, osserviamo che quasi la metà delle regioni italiane ha continuato a subire una flessione nell’erogazione del credito alle imprese. Le regioni che hanno registrato un aumento dei prestiti alle imprese sono la Calabria con +278,6 milioni di euro (+5,4%), il Lazio con +4,1 miliardi (+6,6% e la Valle d’Aosta con +158,6 milioni (+10%)”.
A decorre dal 1° aprile 2026 entreranno in vigore le disposizioni del Decreto Delegato nr. 23 del 2026 che “introduce norme tecniche volte a promuovere e sostenere le attività economiche mediante il coordinamento e l’aggiornamento della normativa vigente in materia di commercio e circolazione dei veicoli, altresì, mediante l’istituzione di un apposito Registro dei Veicoli”. Le disposizioni del decreto sono, altresì, dirette a semplificare e potenziare il sistema dei controlli e del monitoraggio, nonché a contrastare fenomeni distorsivi dell’economia nel settore di riferimento.
Registro dei Veicoli degli operatori economici È istituito, in forma digitale, il Registro dei Veicoli degli operatori economici che operano nel settore del commercio dei veicoli. Il registro è accessibile all’UO Ufficio Attività Economiche, all’UO Ufficio Tributario, all’UO Ufficio Registro Automezzi e Trasporti, all’UO Ufficio Registro e Conservatoria, alle Forze dell’Ordine, all’Agenzia per lo Sviluppo Economico –Camera di Commercio S.p.A. e, limitatamente alla rispettiva sezione, all’operatore economico. ASE-CC tiene il registro ed effettua l’iscrizione dell’operatore economico nel medesimo, successivamente al rilascio della relativa autorizzazione ad operare, pur-
U NRAE
Dai dati contenuti nel Registro alle immatricolazioni sino agli obblighi degli operatori
Registro e disciplina dei veicoli Arrivano le nuove disposizioni
Le disposizioni sono dirette a semplificare e potenziare i controlli e il monitoraggio
ché nell’attività risultino gli specifici codici ATECO relativi al settore del commercio dei veicoli.
Dati contenuti nel Registro dei Veicoli Al momento dell’apposizione del visto merci, effettuato secondo le modalità previste ai sensi del DD 44/2025, i dati relativi al veicolo sono automaticamente iscritti nel Registro dei Veicoli nell’apposita sezione dell’operatore econo-
mico. L’operatore economico, nella propria sezione, indica obbligatoriamente: a) marca e modello del veicolo; b) numero di telaio; c) luogo di deposito ad uso esclusivo, ovvero sede operativa dell’operatore economico, se non comunicata una sede diversa; d) la destinazione del veicolo ad uso vendita o ad uso dimostrativo o ad uso sostitutivo o quale bene strumentale;
Mercato auto Europa: il 2026 parte con una flessione (-3,5%). Crescita invece in UK
Il mercato europeo delle autovetture inaugura il 2026 con un andamento in flessione: le nuove immatricolazioni si attestano a 961.382 unità, registrando una contrazione del 3,5% rispetto alle 996.016 del corrispondente mese del 2025. Il confronto con i livelli pre-pandemia rimane tuttavia impietoso, con un divario del 21,6% rispetto a gennaio 2019. Nel panorama dei principali mercati europei, la Germania e la Francia accusano entrambe una perdita del 6,6%, mentre la Spagna mostra una crescita contenuta dell’1,1% e il Regno Unito avanza del 3,4%. Spicca la performance dell’Italia, che con un incremento del 6,2% si aggiudica il miglior risultato tra i grandi mercati del continente, confermando la terza posizione nella classifi-
ca europea già conquistata nel gennaio del 2025.
UK e Germania
Nel Regno Unito il 2026 segue la tendenza con cui si è chiuso il 2025: con 144.127 vendite, infatti, il mercato dell’auto cresce del 3,4% rispetto alle 139.345 di un anno fa ma sempre in calo del 10,5% rispetto al 2019. Sul fronte dei canali di vendita, da segnalare la crescita delle flotte dell’1,6%, che scendono al 61,2% di share, restano pressoché stabili in quota al 36,4% (+0,4 p.p.) i privati, grazie a un +4,5% di crescita, mentre segnano un incremento del 46,5% le società che passano dall’1,7% al 2,4%. Per quanto riguarda le alimentazioni, da sottolineare l’ottimo risultato delle ECV (+14,3%) originato prevalentemente dalle PHEV, che crescono del 47,8% e
passano dal 9,0% al 12,9% di share, a fronte di una rappresentatività delle BEV al 20,6% (la più bassa da aprile 2025), che rimangono in linea con i risultati dello scorso anno (+0,1%).
Le HEV, infine, aumentano in volume del 7,4% e guadagnano 1,4 p.p. archiviando il 38,6% di share. Complessivamente, quindi, le BEV crescono leggermente in volume ma rispetto allo scorso anno perdono quota (-0,7 p.p.). Per il 2026 la SMMT (associazione di categoria locale) prevede un incremento dell’1,4% del mercato a 2.048.000 e una quota delle BEV attesa in aumento del 28,5%.
La Germania inverte il trend del 2025 e inizia il 2026 con una flessione del 6,6%. Le autovetture nuove immatricolate a gennaio sono state 193.981, sono state 207.640 di gennaio 2025.
e) se veicolo usato, data di prima immatricolazione; f) se veicolo usato, numero dei chilometri al momento dell’importazione. Successivamente alla presentazione all’UO Ufficio Tributario della fattura di importazione o di altro documento fiscalmente equivalente, indipendentemente dal formato utilizzato e dal Paese di emissione, i dati e le informazioni ulteriormente acquisiti sono automaticamente iscritti e aggiornati nel Registro dei Veicoli.
Immatricolazione del veicolo
L’UO Ufficio Registro Automezzi e Trasporti, a seguito delle procedure di cui al DD 18/2025, così come modificato dall’art.12, inserisce nel registro di cui all’art. 3, nell’apposita sezione dell’operatore economico, il numero di targa assegnata, la data di immatricolazione ovvero la data di radiazione del veicolo. I dati del RIV, limitatamente agli operatori economici, sono automaticamente inseriti e aggiornati nel Registro dei Veicoli.
Obblighi degli operatori economici
L’operatore economico operante nel settore veicoli, preventivamente al rilascio dell’autorizzazione ad operare, deve presentare a favore dell’Ecc.ma Camera una fideiussione bancaria rilasciata da un istituto di credito sammarinese, pari ad un importo di euro 200.000, della durata di sei anni decorrenti dalla data del rilascio dell’autorizzazione ad operare. La fideiussione deve essere irrevo-
cabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, senza beneficio della preventiva escussione del debitore principale. La garanzia deve in ogni caso rimanere valida ed efficace anche qualora, entro sei anni dal rilascio dell’autorizzazione ad operare, l’impresa sia posta in liquidazione, cessi l’attività ovvero l’autorizzazione ad operare sia sospesa o revocata, e comunque per un periodo non inferiore al termine dell’accertamento fiscale previsto dalla normativa vigente. La fideiussione mantiene, altresì, efficacia per la copertura di tutte le obbligazioni tributarie e patrimoniali sorte nel periodo di validità dell’autorizzazione ad operare, anche qualora l’accertamento, la contestazione o la richiesta di pagamento intervengano successivamente alla cessazione dell’attività o alla perdita dell’autorizzazione, entro i termini previsti dalla legge.
Spostamento del veicolo dal luogo di deposito
L’operatore economico ha la facoltà di spostare il veicolo dal luogo di deposito individuato per un tempo non superiore a 30 giorni lavorativi, previa indicazione del nuovo provvisorio luogo di deposito e della relativa motivazione dello spostamento. Infine va ricordata la modifica all’articolo 9 della Legge 136/1997: nel caso di vendita di un veicolo usato l’operatore economico con sede in Repubblica può, presentando i documenti di proprietà in originale, rilasciare dichiarazione di vendita del veicolo stesso con le modalità previste dal quarto comma, senza che l’UO Ufficio Registro Automezzi e Trasporti sia tenuto a verificare la continuità di trascrizioni e annotamenti eseguiti nei Registri di provenienza, a condizione che sul titolo compaia la firma di accettazione, autenticata dal notaio o apposta in presenza di un funzionario dall’UO Ufficio Registro Automezzi e Trasporti, del soggetto acquirente. AC
“D’epoca” solo dopo 30 anni I talia
In Italia, un’auto per essere considerata d’epoca almeno deve possedere al meno 30 anni dalla sua produzione prima della sua iscrizione nel Registro ASI (Automotoclub Storico Italiano). Così il sito www. autoscout24.it. In Italia, come in altri Stati, l’immatricolazione del proprio veicolo come auto d’epoca può portare diversi benefici come agevolazioni fiscali, assicurazioni agevolate (a un prezzo più basso) e la possibilità di viaggiare in determinate zone a traffico limitato in alcuni centri abitativi. Tutto ciò rende più appetibile l’acquisto di questa categoria di veicoli da parte di collezionisti e appassionati. Per poter immatricolare la propria auto come auto storica, abbiamo semplicemente bisogno che il veicolo abbia più di 20 anni e che conservi le sue condizioni originali; un restauro che rispetti le caratteristiche originali del veicolo è anche consentito. Come ultimo passo, bisogna ottenere da parte di uno degli enti riconosciuti il Certificato di Rilevanza Storica, che può essere rilasciato solo da enti come Registro Italiano Fiat (RIF), Registro Italiano Alfa Romeo(RIAR) e Automotoclub Storico Italiano (ASI). Seguendo questi semplici passi, si potrà beneficiare dei vantaggi dell’immatricolazione. Auto d’epoca italiane molto popolari sono la Ferrari 250 (anni 1962-1964), la prima supercar al mondo la Lamborghini Miura (anni 1966-1973), l’iconica Fiat 500 (anni 1957-1975), la sportiva De Tommaso Pantera(anni 1971-1993), Lancia Aurelia B24 Spider (anni 1954-1955).
Il Congresso di Stato, nella seduta dello scorso 17 febbraio 2026, ha deliberato l’istituzione di un Gruppo di Lavoro con il compito di riprogettare l’organizzazione della Scuola Media a San Marino.
L’iniziativa nasce dalla volontà di adeguare il modello organizzativo ai nuovi bisogni della società contemporanea, prevedendo la strutturazione dell’orario settimanale su cinque giorni e una ulteriore qualificazione dell’offerta formativa, con particolare attenzione alle attività laboratoriali in ambito STEM e in ambito linguistico, artistico e umanistico.
La decisione tiene conto della perizia tecnica elaborata dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università della Repubblica di San Marino che costituisce la base scientifica e pedagogica del percorso di revisione.
Il Gruppo di Lavoro sarà coordinato dalla professoressa Benedetta Bindi per conto del Dipartimento Istruzione e Cultura e vedrà la partecipazione del professor Luigi Guerra, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di San Marino; del professor Remo Massari, Dirigente della Scuola Media e della professoressa Chiara Guiducci al fine di coordinare il nuovo progetto con le attività extra scolastiche.
Faranno inoltre parte del Gruppo docenti della Scuola
Focus
Entro
Medie, attenzionata la “settimana corta”
Scuola: istituito un Gruppo di Lavoro per portarla a 5 giorni dal 2027
Media, nominati dal Collegio dei Docenti, in rappresentanza delle diverse aree disciplinari. Il Gruppo potrà avvalersi,
qualora necessario, della collaborazione di funzionari di altri uffici e servizi dell’Amministrazione e dell’Università.
A San Marino la presentazione della Tavola Periodica IUPAC 2024 in lingua italiana
Si è svolta il 24 febbraio, presso l’Aula Magna “Lanfranco Ferroni”, la presentazione ufficiale della Tavola Periodica IUPAC 2024 in lingua italiana, promossa dalla Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura e dal Dipartimento Istruzione e Cultura. L’iniziativa ha rappresentato un momento di alto profilo scientifico e culturale, dedicato non solo alla Tavola Periodica ideata da Dmitrij Mendeleev, ma anche al valore universale della conoscenza scientifica e al ruolo della lingua italiana nella sua diffusione. La nuova edizione 2024 recepisce l’aggiornamento ufficiale dei 118 elementi riconosciuti dalla IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry), organismo internazionale preposto alla denominazione degli elementi chimici, e rappresenta un passaggio
significativo verso una piena uniformità terminologica in lingua italiana. Il lavoro di armonizzazione ha visto la collaborazione di istituzioni scientifiche di Italia, San Marino e Svizzera italiana, con il coordinamento del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il contributo di un linguista dell’Accademia della Crusca, a garanzia della correttezza scientifica e linguistica. Per la parte sammarinese, il progetto ha visto il qualificato contributo della Bindi, che ha lavorato con competenza e dedizione al percorso di revisione e uniformazione terminologica. La conferenza, dal titolo “Dietro la Tavola Periodica: scienziati, scienziate, elementi critici e guerre”, ha proposto un percorso articolato tra scienza, storia ed etica, offrendo al pubblico una riflessione sul contributo di
uomini e donne alla classificazione degli elementi e sull’attualità dei temi legati alle materie prime critiche e alle dinamiche geopolitiche contemporanee. La professoressa Venturi ha richiamato l’attenzione sul valore culturale e umano della Tavola Periodica, ricordando il ruolo di scienziati e scienziate che, con il loro lavoro, hanno costruito nel tempo questo straordinario strumento di conoscenza, simbolo di cooperazione internazionale e progresso condiviso. Il professor Psaro ha approfondito il tema degli elementi “speciali” e strategici, evidenziando come alcune materie prime rivestano oggi un’importanza cruciale per lo sviluppo tecnologico e industriale, richiedendo attenzione particolare sotto il profilo scientifico, ambientale ed economico.
Le dichiarazioni
“Stiamo lavorando per migliorare la nostra scuola, metterla al passo con i tempi e rafforzare la qualità dell’of-
ferta formativa — ha dichiarato il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini —. Vogliamo migliorare l’equilibrio tra scuola e famiglia, ripensando l’organizzazione settimanale in modo più funzionale ai bisogni degli studenti e alle esigenze delle famiglie, garantendo al contempo attività didattiche più strutturate, laboratori e opportunità formative di qualità. L’atto deliberativo relativo all’istituzione del Gruppo di Lavoro è stato già portato a conoscenza della Consulta per l’Istruzione nella sua ultima seduta. Il percorso proseguirà in raccordo costante con la Consulta e con il Consiglio di Dipartimento, garantendo un confronto continuo sugli sviluppi e sugli avanzamenti dei lavori. Mi renderò inoltre personalmente disponibile a relazionare gli esiti e gli aggiornamenti del percorso al Collegio Docenti dell’ordine sco-
lastico interessato e alla Commissione Istituzionale competente, nella seduta prevista nei primi giorni di marzo, assicurando la massima condivisione istituzionale delle fasi di sviluppo del progetto” conclude il Segretario.
Le date della proposta Il percorso avviato prevede che il Gruppo di Lavoro esamini la perizia tecnica e presenti, entro il 30 giugno 2026, una proposta organica per l’organizzazione delle lezioni su cinque giorni, definendo altresì le modalità di gestione della pausa pranzo, delle attività laboratoriali pomeridiane e delle eventuali ulteriori opportunità formative da attivare al di fuori dell’orario scolastico. Una volta elaborata la proposta, sarà previsto un ulteriore momento di confronto e condivisione con il corpo docente e con le famiglie. Si procederà poi con l’avvio dell’iter istituzionale e consiliare necessario per l’adozione dei relativi provvedimenti. L’obiettivo della Segreteria di Stato è quello di avviare il progetto nell’anno scolastico 2027/2028. L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di innovazione e qualificazione del sistema scolastico sammarinese, con l’obiettivo di coniugare qualità didattica, benessere degli studenti e coerenza con le trasformazioni sociali e culturali in atto.
Presentata, nei giorni scorsi, la guida “Sulle orme del Santo Marino-Peregrinatio Marini”, un prezioso strumento operativo e culturale per pellegrini sia turisti che sammarinesi.
Si tratta dell’ultimo tassello cronologico di un luminoso progetto avviato il 20 aprile 2023 con l’inaugurazione del Cammino del Santo Marino, tappa fondamentale del programma strategico di valorizzazione della Repubblica di San Marino come meta di turismo della spiritualità, percorso iscritto dall’aprile 2024 nel Catalogo dei Cammini Religiosi Italiani.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Segreteria di Stato per la Cultura e la Segreteria di Stato per il Territorio e in sinergia con la Diocesi San Marino–Montefeltro, definisce un itinerario strutturato di circa 80 km che si snoda da Rimini a Pennabilli, con ideale partenza da Arbe, Terra d’origine del Santo Marino, distribuiti su 4 tappe pensato per essere percorso a piedi o, in alcuni tratti, in bicicletta, sulle orme del percorso compiuto dal Santo Fondatore, con un forte richiamo identitario, spirituale e storico oltre che internazionale, attraversa infatti tre Stati: Croazia, Italia e Repubblica di San Marino.
Il percorso celebra nella sua essenza, valori profondi e significativi, in primis il tema della Pace e della Libertà come strumento di dialogo e di scambio culturale, valori da sempre centrali per la Repubblica di San Marino.
Con il Cammino del Santo Marino non si celebra solo un percorso di fede ma anche un messaggio di speranza e di educazione alla pace e alla libertà, che trovano nel turismo una delle sue forme più potenti di espressione. È stato avviato nel tempo un modello di governance condivisa (Protocollo d’Intesa con la Diocesi e tavolo di coordinamento) per lo sviluppo e la massima implementazione del turismo della spiritualità, tra i momenti apicali di questo percorso, l’inserimento lo scorso febbraio del Cammino del Santo Marino
Testi a cura di Madre Suor Maria Gloria Riva, tappe naturalistiche illustrate da Andrea Severi
“Sulle orme del Santo Marino”
Una guida non solo spirituale
Il libro definisce un itinerario strutturato di circa 80 km distribuito su quattro tappe
nella sezione dedicata ai percorsi Giubilari 2025, con ulteriore riconoscimento ecclesiale e visibilità internazionale.
La guida, disponibile in italiano e inglese, nasce dalla preziosa e proficua collaborazione di un team di esperti e appassionati. I testi sono curati da Madre Suor Maria Gloria Riva, le tappe naturalistiche sono illustrate da Andrea Severi, mentre le fotografie sono gentilmente fornite dall’Ufficio del Turismo della Repubblica di San Marino, rappresenta un lavoro collettivo, realizzato con competenza e passione, rivolto a chi cerca non solo buona cucina e spazi di ristoro, ma anche momenti di silenzio, riflessione, e un diario di viaggio ricco di appunti, informazioni e suggestioni. Il progetto è da sempre sostenuto con amore e passione da Francesco Maria Ugolini Consigliere della Repubblica di San Marino e Pellegrino Ambasciatore della Repubblica.
Il percorso è interamente segnalato, anche se in alcuni
tratti si sovrappone ad altri itinerari e segnaletiche, forte il richiamo spirituale offerto da Sant’Igne dove il cammino del Santo Marino interseca quello di San Francesco, offrendo così un’esperienza accessibile e coinvolgente per tutti i pellegrini e visitatori. La conferenza stampa ha costituito occasione per la presentazione del Calendario delle Celebrazioni relative ad un importante anniversario: “San Francesco e la Libertà: 800 anni di Pace, Fraternità e Custodia del Creato”. Presentato il programma ufficiale degli eventi dedicati all’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi (12262026), con il dettaglio delle iniziative, dei convegni e dei momenti celebrativi che vedranno la Repubblica protagonista nel contesto dei cammini francescani internazionali, Saint Francys Ways, riconosciuto cammino culturale dal Consiglio d’Europa nel maggio 2025. Secondo la tradizione San Francesco durante il suo viaggio attraversò il Monte Titano e benedisse la comunità sammarinese, la-
sciando un messaggio di libertà, sobrietà e pace che ha attraversato i secoli. L’evento celebrativo dell’VIII° Centenario della sua morte si propone di rileggere questo evento in chiave contemporanea, evidenziando il suo forte legame con i valori fondanti della Repubblica di San Marino, che da sempre si riconosce in principi di libertà,
R imini
giustizia e fraternità. Gli eventi celebrativi avranno inizio il 19 marzo con un momento di riflessione spirituale alla presenza delle più Alte Autorità Istituzionali ed Ecclesiali, e si snodano in un corollario di appuntamenti quanto mai esteso, un Pellegrinaggio Equestre a cura della Federazione Ippica da San Marino ad Assisi, tre Emissioni Filateliche e Numismatiche dedicata al Santo, il 28 aprile Trittico formato da tre zecche diverse, tre monete dedicate al Cantico delle Creature, 9 luglio Moneta commemorativa da 2 Euro dedicata a San Francesco, 3 ottobre emissione dedicata ai Cammini Francescani, due Concerti della Corale di San Marino, concorsi artistici e culturali ispirati alla figura del Santo, un Pellegrinaggio a Roma, diversi appuntamenti organizzati dalla Diocesi, numerosi progetti tra-
sversali di accoglienza saranno portati avanti dalla Congregazione di Serravalle e Colonia San Marino, il 12 dicembre una delegazione del Presepe vivente di Montegiardino parteciperà ufficialmente alla rievocazione presso la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, portando la testimonianza sammarinese davanti alle autorità vaticane e internazionali. Nel mese di ottobre verrà presentato un concorso scolastico rivolto a bambini e ragazzi, finalizzato a rappresentare la figura di San Francesco come uomo e messaggero di pace. L’iniziativa sostenuta dalla Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, coinvolgerà tutti gli ordini scolastici, dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore, consentendo una pluralità di linguaggi espressivi e di livelli di approfondimento coerenti con l’età degli studenti.
Ad agosto 2026 la visita di Papa Leone XIV Le dichiarazione del Sindaco Sadegholvaad
“È con infinita emozione e altrettanta gioia che accogliamo la notizia della visita a Rimini da parte di Papa Leone XIV (foto: https:// www.vaticannews.va/) nel prossimo mese di agosto. La nostra città dà il suo benvenuto al Santo Padre, rinnovando un’amicizia e una storia che ha già scritto il 29 agosto 1982 con l’incontro e la messa al porto di
Giovanni Paolo II quell’indimenticabile capitolo che ha lasciato segni profondissimi nella comunità locale. Ci sarà modo e tempo per preparare e organizzare la visita del Santo Padre, per la quale ringrazio Sua Eccellenza, Monsignor Nicolò Anselmi, Vescovo di Rimini e il Meeting per l’amicizia tra i Popoli. Il Comune di Rimini, interpretando la sen-
sibilità di tutta la comunità riminese, si mette quindi a disposizione per contribuire ad accogliere nella maniera più ampia e partecipata la presenza e il messaggio di Papa Leone XIV per quella che già si preannuncia come una nuova e bellissima pagina di storia della nostra città, terra di pace e libertà”. Così il Sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad.