Anno XXXIV - n. 5 - 1,50 euro
E ditoriale L’extra IGR non “sfama” lo sviluppo
La riforma IGR, quella costata due scioperi generali e un’estate di polemiche, si fondava su un principio abbastanza semplice: chiediamo un sacrificio alle imprese (oltre che, in misura molto minore, ai lavoratori), ma in cambio stabilizziamo il Bilancio dello Stato e garantiamo le “provviste” per gli interventi necessari allo sviluppo economico futuro. Interventi strategici, più volte è stato sottolineato. Il sacrificio è stato messo nero su bianco: 17 milioni almeno di gettito extra, quasi interamente sulle spalle delle imprese o meglio ancora, sull’economia reale. Motivo per cui, di fronte a questo salasso, ci si aspettava una serie di interventi mirati a sostenerne poi la crescita economica. Anche perché è stato scritto nella norma. Ma già allora la parola “infrastrutture” era ambigua, troppo generica e, comunque, non vincolata ad una condivisione con le parti economiche: non c’è una lista delle priorità da cui pescare. Ma tutto è lasciato alla politica. Quali interventi ha messo in moto con quei 5 milioni di euro sottratti alle imprese con il passaggio dal 17 al 18%? La dogana e un progetto per il superamento del T2? Un depuratore? Un impianto di smaltimento rifiuti abbinato alla produzione di energia? Non proprio. Ben 3,6 milioni serviranno per il Polo Sicurezza Valdragone; 500mila euro per la riqualificazione dei locali dell’Unità Organizzativa Complessa Onco-ematologia; 300mila euro per la realizzazione della nuova centrale dei gas medicali; 400mila euro per la piscina di riscaldamento presso il Multieventi Sport Domus; 200mila euro per la ristrutturazione dell’ex Cinema Turismo in Auditorium. Daniele Bartolucci
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 6 Febbraio 2026
Contratti: rinnovano Assicurazioni e Servizi
Banche
Crescono esposizione e patrimonio
Per il primo, aumenti totali del 13,70% in cinque anni già da gennaio Per il secondo, che riguarda quasi 3.500 lavoratori, al via i referendum a pag.4
Fisco
Detassazione degli utili reinvestiti
a pag.8
C ultura
Dopo la verifica biennale sull’andamento dell’inflazione per il Contratto Industria, la “stagione dei rinnovi contrattuali” procede con due passi in avanti in altri due settori, il cui contratto era scaduto a fine 2024: le Assicurazioni e i Servizi. Si tratta di due rinnovi abbastanza diversi, seppure entrambi copriranno lo stesso periodo: il quinquennio 2025-2029 e con aumenti concordati al fine di garantire la copertura dell’inflazione nel quinquennio e recuperare al tempo stesso potere d’acquisto rispetto al recente passato. Per le Assicurazioni, infatti, sono stati previsti aumenti fissi annuali che potranno essere già erogati dalla mensilità di gennaio (gli arretrati probabilmente a febbraio), mentre per i Servizi occorerà prima la validazione tramite referendum. Bartolucci alle pagg. 6-7
Dieci anni senza Dario Fo
alle pagg.9-11
spazio riservato all’indirizzo