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KURT SCHWITTERS 1887- Kurt Merz /Ecology Mostra Collettiva Internazionale

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY


KURT SCHWITTERS “1887 – KURT MERZ /ECOLOGY”

Invito Mostra di Kurt Schwitters - Giovanni Bonanno 2016

KURT SCHWITTERS / 1887- Kurt Merz/Ecology Mostra collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters a cura di Giovanni Bonanno Primo evento contemporaneo ed indipendente progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017 Dal 6 maggio 2017 al 13 agosto 2017 Inaugurazione: sabato 6 maggio 2017, ore 18.00

Web Gallery - http://www.collezionebongianiartmuseum.it Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00 e-mail: bongiani@alice.it


PAVILION LAUTANIA VIRTUAL VALLEY / 1887 - Kurt Schwitters & Marcel Duchamp “UNIVERSI POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente” a cura di Giovanni Bonanno. Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017– Due proposte internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017.

KURT SCHWITTERS / 1887 - Kurt Merz/Ecology Per i 130 anni dalla nascita di Kurt Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion Lautania Virtual Valley” a Kurt Schwitters e Marcel Duchamp che riassumono egregiamente il concetto di indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono mondi e immaginari collettivi. Lo studio abitazione dell’artista, nella dimensione creativa, temporale e spaziale definisce l’estensione verso l’altro, nella necessità di metabolizzare e trasformare la realtà. Una invenzione a tutto campo giocata su “universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa prima collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters a cura di Giovanni Bonanno sono presenti 66 opere di altrettanti importanti artisti che hanno voluto condividere tale proposta come artisti di frontiera a margine di un possibile confine e spartiacque al sistema ufficiale dell’arte.


Artisti presenti:

Kurt Schwitters, Germania I Marcello Diotallevi, Italia I Lars Schumacher, Germania I Ruggero Maggi, Italia I Anna Boschi, Italia I Clemente Padin, Uruguay I Vittore Baroni, Italia I Luisa Bergamini, Italia I John M. Bennett, Usa I Gino Gini, Italia I Cesar Reglero Campos, Spagna I G. Franco Brambati, Italia I Rolando Zucchini, Italia I C. Mehrl Bennett, Usa I Antonio Sassu, Italia I Mauro Molinari, Italia I Willemien Visser, Germania I Ramona Palmisani, Italia I Emilio Morandi, Italia I Borderline Grafix, Usa I Carlo Iacomucci, Italia I Daniel Daligand, Francia I Domenico Ferrara Foria, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Remy Penard, Francia I Lancillotto Bellini, Italia I Marina Salmaso, Danimarca I Pier Roberto Bassi, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Giancarlo Pucci, Italia I Mighel Jimenez, Spagna I Patrizia Battaglia, Italia I Pascal Lenoir, Francia I Renata e Giovanni Strada I Italia, Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosanna Veronesi, Italia I Gruppo Sinestetico, Italia I Leonor Arnao, Argentina I Giovanni Bonanno, Italia I Domenico Severino, Italia I Bruno Cassaglia, Italia I Luc Fierens, Belgio I Lamberto Caravita, Italia I Angela Caporaso, Italia I Mabi Col, Italia I Claudio Romeo, Italia I Daniele Virgilio, Italia I Cinzia Farina, Italia I Fulgor C. Silvi, Italia I Maria Josè Silva – Mizè, Portogallo I Roberto Scala, Italia I Linda Paoli, Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Carl Baker, Canada I Adriano Bonari, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Andrea Bonanno, Italia I Rossana Bucci, Italia I Russell Manning, USA I Willemien Visser, Germania I Alfonso Caccavale, Italia I Rosalie Gancie, Usa I Maribel Martinez, Argentina I Susanne Schumacher, Germania.


BIOGRAFIA Herman Edward Karl Julius Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), dal 1908 al 1909 frequenta la Kunstgewerbeschule ad Hannover e dal 1909 al 1914 studia alla Kunstakademie Dresden. Dopo aver servito nell’esercito come disegnatore nel 1917, avvia le sue prime esperienze in ambito cubista ed espressionista. Vicino alla corrente dada berlinese fondò un proprio principio artistico chiamato Merz che adotterà per tutte le sue attività creative, dalla poesia, al collage, alle strutture. I suoi primi Merzbilder risalgono al 1919, l’anno della sua prima mostra alla galleria Der Sturm di Berlino e della prima pubblicazione dei suoi scritti sul periodico “Der Sturm”. Nel 1920 espone alla Société Anonyme di New York. E’ stato un artista tedesco attivo in diverse correnti del suo tempo, tra cui il dadaismo, il costruttivismo, il cubismo, e meglio ricordato per l'utilizzo di mezzi d'avanguardia come il suono, il collage e il dattiloscritto. Le sue opere sono generalmente considerate precorritrici delle moderne installazioni e delle ricerche ambientali. L’artista tedesco, inoltre, può essere considerato come uno dei maggiori esponenti della cosiddetta arte dei rifiuti un'arte basata sull'assemblaggio di materiali di recupero, oggetti ricercati nello scarto della quotidianità, e soprattutto inutili. Questi oggetti, apparentemente destinati ad una fine, sono rivalutati da Schwitters, che dà vita a composizioni del tutto complete e originali, sia da un punto di vista formale, sia per l'innovativo riuso, a discapito di una inutile apparenza. Schwitters è stato anche un prolifico scrittore, noto soprattutto per la poesia provocatoria An Anna Blume, è autore di liriche, tra cui esempi di poesia concreta, di prose brevi e satiriche, di scritti e manifesti di critica d'arte.


Video di Kult Schwitters performs

Kurt Schwitters – Ursonate Ce fragment de l'URSONATE (Sonate de sons primitifs) interprété pas Kurt Schwitters fut enregistré le 5 mai 1932 à Francfort par la station Süddeutschen Rundfunk et présenté à l'époque comme une interprétation du scherzo.

https://youtu.be/6X7E2i0KMqM


KURT SCHWITTERS / 1887 - Kurt Merz/Ecology Testo critico di Giovanni Bonanno

Merzbau di Hannover del 1923 - 1943


LAUTANIA VIRTUAL VALLEY “UNIVERSI POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente”

Kurt Schwitters “1887 - KURT MERZ / ECOLOGY” Testo critico di Giovanni Bonanno

Lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery, in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017 intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion Lautania Virtual Valley”, a due artisti dadaisti come Kurt Schwitters e Marcel Duchamp nati nel 1887, che sintetizzano magnificamente il concetto d’indagine inteso come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono mondi e immaginari collettivi. Una invenzione a tutto campo giocata su “universi possibili” tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. Lo Spazio Ophen dopo aver dedicato l’attenzione nel 2015, in occasione della precedente Biennale di Venezia a due artisti giapponesi come Shozo Shimamoto e Ryosuke Cohen, “dentro e fuori il corpo”, (The World's Futures / Inside and outside the body), intende ora indagare il lavoro dei due artisti dadaisti e globali tra “Aperto e Chiuso / Closed and Open” con due rispettive mostre a loro dedicate volte ad approfondire ciò che sottende il processo creativo. Lo studio abitazione dell’artista, nella dimensione creativa, temporale e spaziale definisce l’estensione verso l’altro nella necessità di metabolizzare e trasformare la realtà. Per questa prima mostra collettiva internazionale dedicata a Schwitters, in occasione della ricorrenza dei 130 anni dalla nascita (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), sono state inviate a diversi artisti contemporanei delle postcard con la foto del primo Merzbau, per intenderci quello di Hannover del 1923 - 1943, l’assemblaggio nella casa dell’artista, distrutto nel


1943, chiedendo a loro, nel rispetto del pensiero di arte totale di Schwitters, un intervento “aggiuntivo” di ideale condivisione, un intervento per “continuare” coscientemente e coerentemente l’opera di Schwitters, che essendo “un work in progress” non è destinato in alcun modo ad un possibile e definitivo completamento dell’opera. Del resto, i tre Merzbau, hanno avuto il triste destino di essere stati o distrutti (come per esempio quello di Hannover) oppure di rimanere non completati a causa della morte improvvisa dell’artista tedesco. In questa collettiva internazionale sono presenti 66 opere di altrettanti importanti artisti che hanno voluto condividere tale proposta come artisti di frontiera a margine di un possibile confine e spartiacque al sistema ufficiale dell’arte.

Cos’è Merzbau? Kurt Schwitters, protagonista solitario e isolato del dadaismo tedesco, dopo una breve fase espressionista e cubista, decise ben presto di abbandonare i modi tradizionali di fare pittura per preferire l’utilizzo di materiali poveri sotto forma di collage con oggetti recuperati di ogni tipo. Uno dei suoi primi collages porta il titolo di Merzbild (1919), dal frammento della parola (Com)merz che vi compare. L’opera Das Merzbild del 1919, risulta già un assemblage con una composizione di vari materiali: fili e maglia metallica con corde, carta e cartone di vario tipo. Nella parte centrale dell’opera è presente in modo evidente la scritta “Merz”, ricavata da un’inserzione della Kommerz und Privatebank. Quest’opera è andata dispersa dopo essere stata esposta in modo dispregiativo nella mostra nazista dell’arte e considerata degenerata. La parola Merz, come quella di “Dada”, nata casualmente senza alcun significato, verrà attribuita a tutto diventando la cifra personale di tutta l'attività successiva dell’artista tedesco. Senza alcun dubbio la sua creazione più nota è un'installazione intitolata il Merzbau, costruita, con materiali trovati, detta dallo stesso artista “Cattedrale della miseria erotica”, esistita ad Hannover tra il 1923 e il 1944 prima di essere distrutta dai bombardamenti. All'interno di questa costruzione ambientale, l'artista aggiungeva sviluppando lentamente frammenti di cose di recupero trovate. L'opera, intesa come un work in progress volutamente provvisorio, non si concluse mai. Dopo il 1945 si stabilì ad Ambleside e, grazie a un finanziamento del Museum of Modern Art di New York, poté dedicarsi alla realizzazione del terzo Merzbau, rimasto, dopo il secondo anch’esso incompiuto a causa della prematura morte dell’artista in Gran Bretagna nel 1948.

Ecologia e arte totale Tutto il suo lavoro ruota sul concetto di “ecologia e arte totale” inteso come recupero di oggetti rimessi nell’ambiente. Hans Richter scrive di Schwitters: “tutto ciò che era stato gettato via, tutto ciò che amava è ripristinato con onore nella vita per mezzo della sua arte”. Noi consideriamo “rifiuto” la materia che ha esaurito la sua normale funzione mentre potrebbe essere ripresa, riutilizzata come fonte di una nuova vita, ristrutturata per un nuovo scopo, per una nuova creazione. Secondo Schwitters, “la materia può essere trasformata, ma mai rimossa”. Tutto è rifiuto, per cui le cose devono essere costruite necessariamente utilizzando i frammenti delle cose trovate, non a caso possiamo parlare di “pensiero ecologico”.Questa idea verrà applicata a vari livelli e ad ogni aspetto del suo lavoro, dal collage alla grafica, dal testo poetico alla musica. L’opera d'arte rappresenta con lui la visione essenzialmente ecologica e cosciente dell’arte e del mondo, con l’urgente bisogno verso il recupero dei materiali usati che gli altri considerano rifiuti. Alla base di questa insolita poetica nulla viene scartato ma riutilizzato e rimesso a nuovo uso. L’opera, quindi, intesa come riuso di oggetti di rifiuto trovati diventa il fondamento di tutta l’attività dell’artista tedesco. Per usare la terminologia della cultura popolare e contadina – secondo noi – “Schwitters usa ogni parte del maiale”, perché del maiale si adopera tutto e non si deve buttare nulla, neanche le ossa. Nel Merzbau di Hannover, l’artista ha immesso le stesse idee sulle quali si


fonda tutta la produzione dei suoi collage, solo che diversamente dai collage di carta, lui stesso poteva vivere all'interno dello spazio, in una sorta di “collage tridimensionale” che conteneva i quartieri, le grotte e gli angoli nascosti dei ricordi e della memoria. Nel Merzbau del 1923, come per il territorio di una città, l’artista vi distingueva diversi quartieri e frazioni con una “cattedrale della miseria erotica”, la cava dell’omicidio sessuale” in cui era presente una sorta di corpo femminile fratturato dipinto in rosso, una “grande grotta dell’amore” e “una grotta di Goethe”. Praticamente un insolito labirinto ambientale, con una struttura costruita nel tempo a recuperare ossessioni oscure e memorie autobiografiche. Rimane l’opera omnia intesa come zona cupa della mente, di conseguenza, cresce a dismisura come una grande città e le cavità, le valli, le grotte devono avere necessariamente una vita, una struttura propria e un carattere autonomo; una cavità ospita il tesoro scintillante dei Nibelunghi, mentre la grotta sex-crimine ha un orrendo cadavere mutilato di una ragazza sfortunata. Lo stesso Schwitters descrive la costruzione del primo Merzbau: “It grows the way a big city does…I run across something or other that looks to me as though it would be right for the KdeE, so I pick it up, take it home, and attach it and paint it, always keeping in mind the rhythm of the whole…As the structure grows bigger and bigger, valleys, hollows, caves appear, and these lead a life of their own within the over-all structure…Each of the caves or grottoes takes its character from some principle component. One holds the glittering treasure of the Nibelungs…and the Goethe grotto has one of his legs and a lot of pencils worn down to stubs…the sex-crime cave has one abominable mutilated corpse of an unfortunate girl…an exhibition of paintings and sculptures by Michelangelo and myself being viewed by one dog on a leash…a 10% disabled war veteran with his daughter, who has no head but is still well preserved…”(Schmalenbach, 132-33). Ognuna delle grotte, quindi, prende il suo carattere da qualche elemento principale; integrati all'interno della struttura vi erano i singoli santuari dedicati a molti amici e autori dadaisti, con oggetti e frammenti del proprio corpo (una piccola bottiglia di urina, un’unghia, interruttori rotti, bottoni, biglietti del tram, etichette colorate di formaggio Camembert, un mozzicone di sigaretta, bicchieri capovolti e persino una ciocca di capelli), utilizzati allo sviluppo e alla crescita progressiva dell’installazione ambientale. Con quest’opera non possiamo più parlare semplicemente di scultura, oppure di arredamento totale alla maniera delle ambientazioni del Bauhaus o di quelle futuriste. Ormai, l’opera deve dilatarsi oltre il quadro estendendosi in tutto lo spazio della stanza che lo ospita. Inizialmente l’artista di Hannover incominciò a occupare lo spazio del suo studio con una prima colonna centrale, aggiungendo poi anche le altre due costruite con una religiosità laica in maniera estensiva e casuale. In circa vent’anni di lavoro, questo particolare “environment” divenne una sorta di autoritratto autobiografico e speculare dei sui pensieri e dei contatti sociali con gli altri. Un diario intimo fatto di immagini, di oggetti e di spazio con una costruzione in corso in fase di definizione. Luogo concreto e vivibile, dunque, in cui l’artista depositava i pensieri e i propri oggetti più cari, le testimonianze più vere che gli consentissero di colmare il vuoto e la distanza tra la vita di ogni giorno e l’arte. La struttura tridimensionale crebbe in maniera apparentemente disordinata e caotica carica di particolari richiami simbolici e affettivi divenendo, di fatto, “l’opera ecologica e globale di una intera vita” destinata a rappresentare simbolicamente un sistema olistico, ovvero, una particolare concezione totale. Di certo, nel Merzbau vi sono contenuti e accumulati una vasta e svariata gamma di allusioni e di archetipi culturali addensati nello spazio a definire un procedere ciclico e temporale che emula e imita il procedere della vita cronologica nel suo farsi e disfarsi, con momenti passati sommersi e nascosti da quelli più recenti, come accade in una naturale crescita geologica o biologica. L’uso della ricercata funzione simbolica olistica da parte di Schwitters rende il Merzbau una occasione appropriata per riflettere “in senso ecologico” su una particolare visione del mondo e sull’intero ecosistema del pensiero umano. Giovanni Bonanno 13 aprile 2017.


SPACE OPHEN VIRTUAL ART GALLERY PAVILION LAUTANIA VIRTUAL VALLEY / 1887 – Kurt Schwitters and Marcel Duchamp “UNIVERSI POSSIBLE / Towards Intelligent Globality” by Giovanni Bonanno. Since May 6, 2017 to November 26, 2017- Two international proposals presented in conjunction with the 57th International Art Biennale in Venice in 2017

KURT SCHWITTERS / 1887- Kurt Merz / Ecology Show international group dedicated to Kurt Schwitters by Giovanni Bonanno First simultaneous and independent event designed to coincide with the 57th International Art Biennale in Venice in 2017 Since May 6, 2017 to August 13, 2017 Opening: Saturday, May 6, 2017, 18:00 Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 / D – Salerno Tel / Fax 089 5648159 e-mail: 12ongiani@alice.it Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it Open all day every day from 00.00 to 24.00

KURT SCHWITTERS / 1887 – Kurt Merz / Ecology For the 130th anniversary of the birth of Kurt Schwitters (Hannover, 20 June 1887 – Kendal, January 8, 1948), the Ophen Virtual Art Gallery Space at the 57th Venice Biennale in 2017, it intends to devote attention as an independent and contemporary event at the “Pavilion Lautania Virtual Valley” Kurt Schwitters and Marcel Duchamp that summarize very well the concept of investigation understood as the privileged place to detect the dreams and utopias that in the metaphysical and mental dimension suggest worlds and collective imaginations. The artist’s home studio, the creative dimension, time and space defines an extension to the other, the need to metabolize and transform reality. An invention across the board played on “possible worlds”, including the freedom of creation and intelligent totality of making art. In this first international collective dedicated to Kurt Schwitters by Giovanni Bonanno there are 66 works by as many important artists who wanted to share this proposal as border artists on the sidelines of a possible border and divide the official art system.


La Galleria virtuale SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Featured artists: Kurt Schwitters, Germania I Marcello Diotallevi, Italia I Lars Schumacher, Germania I Ruggero Maggi, Italia I Anna Boschi, Italia I Clemente Padin, Uruguay I Vittore Baroni, Italia I Luisa Bergamini, Italia I John M. Bennett, Usa I Gino Gini, Italia I Cesar Reglero Campos, Spagna I G. Franco Brambati, Italia I Rolando Zucchini, Italia I C. Mehrl Bennett, Usa I Antonio Sassu, Italia I Mauro Molinari, Italia I Willemien Visser, Germania I Ramona Palmisani, Italia I Emilio Morandi, Italia I Borderline Grafix, Usa I Carlo Iacomucci, Italia I Daniel Daligand, Francia I Domenico Ferrara Foria, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Remy Penard, Francia I Lancillotto Bellini, Italia I Marina Salmaso, Danimarca I Pier Roberto Bassi, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Giancarlo Pucci, Italia I Mighel Jimenez, Spagna I Patrizia Battaglia, Italia I Pascal Lenoir, Francia I Renata e Giovanni Strada I Italia, Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosanna Veronesi, Italia I Gruppo Sinestetico, Italia I Leonor Arnao, Argentina I Giovanni Bonanno, Italia I Domenico Severino, Italia I Bruno Cassaglia, Italia I Luc Fierens, Belgio I Lamberto Caravita, Italia I Angela Caporaso, Italia I Mabi Col, Italia I Claudio Romeo, Italia I Daniele Virgilio, Italia I Cinzia Farina, Italia I Fulgor C. Silvi, Italia I Maria Josè Silva – Mizè, Portogallo I Roberto Scala, Italia I Linda Paoli, Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Carl Baker, Canada I Adriano Bonari, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Andrea Bonanno, Italia I Rossana Bucci, Italia I Russell Manning, USA I Willemien Visser, Germania I Alfonso Caccavale, Italia I Rosalie Gancie, Usa I Maribel Martinez, Argentina I Susanne Schumacher, Germania.


PAVILION LAUTANIA VIRTUAL VALLEY "UNIVERSI POSSIBLE / Towards Intelligent Globality" Kurt Schwitters "1887 - KURT MERZ / ECOLOGY" Critical text of Giovanni Bonanno

Space Ophen Virtual Art Gallery, on the occasion of the 57th Venice Biennale in 2017 intends to devote attention as an independent and contemporary event at the "Pavilion Lautania Virtual Valley", two Dadaist artists like Kurt Schwitters and Marcel Duchamp born in 1887, which beautifully summarize the survey concept understood as the privileged place to detect the dreams and utopias that in the metaphysical and mental dimension suggest worlds and collective imaginations. An invention across the board played on "possible universes" between freedom of creation and intelligent totality of making art. The Ophen space after devoting attention in 2015, at the previous Biennale di Venezia, two Japanese artists such as Shozo Shimamoto and Ryosuke Cohen, "inside and outside the body," (The World's Futures / Inside and outside the body), now it intends to investigate the work of the two artists among the Dadaists and global "Open and Closed / Closed and Open" with two respective exhibitions devoted to them to deepen what underlies the creative process. The artist's home studio, the creative dimension, time and space defines an extension to the other in the need to metabolize and transform reality. For this first international collective dedicated to Schwitters, at the commemoration of the 130 years since the birth (Hanover, June 20, 1887 - Kendal, January 8, 1948), has been sent to several contemporary artists of the postcard with the photo of the first Merzbau for speak to the Hannover 1923 - 1943, the assembly in the artist's home, destroyed in 1943, asking them, in respect of the total art thinking Schwitters, an "add" operation great for sharing, an operation to "continue "consciously and consistently the work of Schwitters, that being a" work in progress "is not intended in any way to a possible and definitive completion. Moreover, the three Merzbau, have had the sad fate of being either been destroyed (such as the one in Hanover) or to remain unfinished because of the German artist's sudden death. This international group there are 66


works by as many important artists who wanted to share this proposal as border artists on the sidelines of a possible border and divide the official art system. What Merzbau? Kurt Schwitters, isolated and solitary protagonist of the German Dadaism, following a brief expressionist and cubist, he soon decided to abandon traditional ways of painting for preferring the use of poor materials in the form of collage with recovered objects of all kinds. One of his first collages carries the title of Merzbild (1919), from the fragment of the word (Com)merz that appears. The work Das Merzbild of 1919, is already an assemblage with a composition of various materials: wires and metal mesh with ropes, paper and cardboard of various type. In the central part of the work it is present in clearly marked "Merz", derived from an ad of Kommerz - und Privatebank. This work has been lost after being exposed in a derogatory manner in Nazi art exhibition and considered degenerate. The word Merz, like that of "Dada", created by chance with no meaning, will be given to all personnel becoming the sum of all subsequent German artist activities. Undoubtedly his most famous creation is an installation called Merzbau, built with found materials, called by the same artist "cathedral of erotic misery", he existed in Hanover between 1923 and 1944 before being destroyed by the bombing. Within this environment construction, the artist added slowly developing fragments of recycled things found. The work, intended as a work in progress deliberately provisional, never ended. After 1945 he settled in Ambleside and, thanks to funding from the Museum of Modern Art in New York, he could devote himself to the realization of the third Merzbau, left, after the second also unfinished due to the artist's premature death in Britain in 1948.

Ecology and total art All of his work revolves on the concept of "total art and ecology" understood as salvaging objects put back into the environment. Hans Richter Schwitters writes: "everything that had been thrown away, everything he loved with honor is restored to life by means of his art." We consider "waste" the matter is out of its normal function and may be resumed, re-used as a source of new life, restored to a new purpose, a new creation. According Schwitters, "matter can be transformed but never removed." Everything is denial, so things must necessarily be built using the fragments of things found, not surprisingly, we can speak of "ecological thinking" .This idea will be applied at various levels and at every aspect of his work, collage, graphic, from poetry to music. The work of art is with him the vision essentially environmentally conscious art and the world, with the urgent need to recover used materials that others consider waste. At the base of this unusual poetic nothing it is discarded but recycled and put to new use. The work, therefore, as a reuse of found objects becomes the foundation of the entire activity of the German artist. To use the terminology of folk and peasant culture - in our opinion - "Schwitters uses every part of the pig" because the pig uses everything and nothing is to be thrown away, not even the bones. In the Merzbau of Hanover, the artist has entered the same ideas are the backbone of the entire production of her collages, except that unlike paper collage, he could live within the space in a sort of "three-dimensional collage" which contained neighborhoods, caves and hidden corners of memories and memory. In Merzbau of 1923, as for the area of a city, the artist will distinguish different neighborhoods and villages with a "cathedral of erotic misery", sexual murder quarry "in which there was a kind of fractured female body painting red, a "great love cave" and "a cave of Goethe." Practically an


unusual environmental maze, with a structure built in time to recover obscure obsessions and autobiographical memories. It remains the complete works understood as a gloomy area of the mind, therefore, is growing dramatically as a big city and the cavities, valleys, caves must necessarily have a life, its own structure and an independent character; a cavity housing the glittering treasure of the Nibelungs, while the sex-crime cave has a horrible mutilated corpse of an unfortunate girl. The Schwitters himself describes the construction of the first Merzbau: “It grows the way a big city does…I run across something or other that looks to me as though it would be right for the KdeE, so I pick it up, take it home, and attach it and paint it, always keeping in mind the rhythm of the whole…As the structure grows bigger and bigger, valleys, hollows, caves appear, and these lead a life of their own within the over-all structure…Each of the caves or grottoes takes its character from some principle component. One holds the glittering treasure of the Nibelungs…and the Goethe grotto has one of his legs and a lot of pencils worn down to stubs…the sex-crime cave has one abominable mutilated corpse of an unfortunate girl…an exhibition of paintings and sculptures by Michelangelo and myself being viewed by one dog on a leash…a 10% disabled war veteran with his daughter, who has no head but is still well preserved…”(Schmalenbach, 132-33). Each of the caves, then, takes its character from some parent; integrated within the structure were the twin shrines dedicated to many Dadaists friends and authors, with objects and fragments of his own body (a small bottle of urine, fingernail, broken switches, buttons, tram tickets, colored cheese labels Camembert, a cigarette butt, glasses upside down and even a lock of hair), used in the development and installation environmentally progressive growth. With this work we can no longer speak simply of sculpture, or total furniture in the style of the Bauhaus environments or those Futurist. By now, the work must expand beyond the extending part in the whole space of the room that houses it. Initially the artist Hanover began to occupy the space of his study with a first central column, then adding the other two also constructed with a secular religiosity extensively and randomly. In about twenty years of work, this particular "environment" became a kind of autobiographical self-portrait mirror and of the thoughts and social contacts with others. An intimate diary made of images, objects and space with an ongoing construction being finalized. Place concrete and livable, therefore, in which the artist deposited thoughts and their most prized possessions, the testimony truer it needed to fill the void and the distance between everyday life and art. The three-dimensional structure grew in an apparently chaotic and messy charge of particular symbolic and affective references becoming, in fact, "the ecological and global work of a lifetime", is intended to symbolically represent a holistic system, ie, a particular total conception. Certainly, in Merzbau you are content and accumulated a wide and varied range of allusions and cultural archetypes thickened in space to define a cyclical and temporal proceeding that emulates and imitates the progression of chronological life in his doing and undoing, with past submerged moments and hidden from the most recent, as in a natural geological or biological growth. The use of sophisticated holistic symbolic function by Schwitters makes Merzbau an appropriate opportunity to reflect "ecological" sense of a particular worldview and the entire ecosystem of human thought. Giovanni Bonanno April 13, 2017.


BIOGRAPHY Herman Edward Karl Julius Schwitters (Hannover, 20 June 1887 - Kendal, January 8, 1948), from 1908 to 1909 he attended the Kunstgewerbeschule in Hanover from 1909 to 1914 he studied at the Dresden Art Academy. After serving in the army as a draftsman in 1917, he starts his first experiences in cubist and expressionist. Near the Berlin dada current founded his own artistic principle called Merz it will take to all of its creative activities, poetry, collage, structures. His first Merzbilder back to 1919, the year of his first exhibition at the gallery Der Sturm in Berlin and the first publication of his writings in the magazine "Der Sturm". In 1920 he exhibited at the SociĂŠtĂŠ Anonyme, New York. It 'was a German artist working in different currents of his time, including Dadaism, constructivism, cubism, and best remembered for the use of cutting-edge media such as sound, collage and typewritten. His works are generally considered precursors of modern facilities and environmental research. The German artist, too, can be considered as one of the greatest exponents of the so-called art of art based on the assembly of waste recycled materials, sought after items in the daily waste, and above all unnecessary. These objects, apparently intended for a purpose, shall be reassessed by Schwitters, who gives life to compositions totally complete and original, both from a formal point of view, both for the innovative reuse, at the expense of an unnecessary appearance. Schwitters was also a prolific writer, best known for the provocative poem An Anna Blume, is the author of poems, including examples of concrete poetry, short prose and satirical writings and art critic posters.


La Galleria Virtuale

Visit. http://www.collezionebongianiartmuseum.it/


71 opere in permanenza virtuale OPERE Sala 1

1887 - Kurt Schwitters - MerzBau 1923 – 1944 – Hannover - Germania


Stathis Chrissicopulos, Patrasso – Grecia


Rosalie Gancie, Maryland – Usa


Cinzia Farina, Enna – Italia


Pier Roberto Bassi, Castel Mella (BS) - Italia


Lars Schumacher, Hannover – Germania


John M. Bennett, Columbus – Usa


Anna Boschi, Castel S. Pietro Terme – Italia


Alfonso Caccavale, Afragola – Italia


Luisa Bergamini, Bologna – Italia


Mauro Molinari, Velletri – Italia


Fernanda Fedi, Milano – Italia


Carlo Iacomucci, Macerata – Italia


Maria Josè Silva - Mizè – Portogallo


Emilio Morandi, Ponte Nossa – Italia


Willemien Visser, Oldenburg – Germania


Marcello Diotallevi, Fano – Italia


Clemente Padin, Montevideo – Uruguay


Cesar Reglero Campos, Tarragona – Spagna


Fulgor C. Silvi, Frontone – Italia


Carl Baker, Peter Borough Ont.- Canada


Ruggero Maggi, Milano – Italia


Gino Gini, Milano – Italia


Vittore Baroni, Viareggio - Italia


OPERE Sala 2

Remy Penard, Limoges – Francia


Giovanni Bonanno, Salerno – Italia


Susanne Schumacher, Hannover – Germania


Lancillotto Bellini, Verona – Italia


Giancarlo Pucci, Fano – Italia


Daniele Virgilio, La Spezia – Italia


Domenico Ferrara Foria, Foria – Italia


Antonio Sassu, Torreglia – Italia


Adriano Bonari, Bergamo – Italia


Mauro Dal Fior, Verona – Italia


Renata e Giovanni Strada, Ravenna – Italia


Luc Fierens, Weerde – Belgio


C. Mehrl Bennett, Columbus – Usa


Domenico Severino, Pompei – Italia


G. Franco Brambati, Milano – Italia


Linda Paoli, Campi Bisenzio – Italia


Rosa Gravino, Canada De Gomez – Argentina


Guido Capuano, Ispica – Italia


Andrea Bonanno, Sacile – Italia


Lamberto Caravita, Massa Lombarda – Italia


Ramona Palmisani, San Severo – Italia


OPERE Sala 3

Rolando Zucchini, Foligno – Italia


Gruppo Sinestetico, Torreglia – Italia


Bruno Cassaglia, Quiliano – Italia


Leonor Arnao, La Plata – Argentina


Francesco Aprile, Capranica di Lecce – Italia


Mabi Col, Genova – Italia


Russell Manning, Dallas – Usa


Angela Caporaso, Caserta – Italia


Rossana Bucci, Corato – Italia


Marina Salmaso – Danimarca


Borderline Grafix, Austin – Usa


Roberto Scala, Massa Lubrense – Italia


Claudio Romeo, Villa Raverio – Italia


Daniel Daligand, Levallois – Francia


Patrizia Battaglia, Massa Lombarda – Italia


Pascal Lenoir, Grandfresnoy – Francia


Mighel Jimenez, Sevilla – Spagna


Rosanna Veronesi, Milano – Italia


Maribel Martinez, La Plata – Argentina


Oronzo Liuzzi, Corato - Italia


Mostra Collettiva Internazione KURT SCHWITTERS / 1887- Kurt Merz/Ecology Mostra collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters a cura di Giovanni Bonanno Primo evento contemporaneo ed indipendente progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017 Dal 6 maggio 2017 al 13 agosto 2017 Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159 e-mail: bongiani@alice.it Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

Spazio Ophen Virtual Art Gallery Visit: Web Gallery: - http://www.collezionebongianiartmuseum.it

UFFICIO STAMPA Archivio Ophen Virtual Art di Salerno Via S. Calenda, 105/D 84126 Salerno Italy Tel.089 56 48 159

E- mail Bongiani@alice.it


SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

KURT SCHWITTERS / 1887- Kurt Merz/Ecology CATALOGO WEB ONLINE N° 7 © Collezione Sandro Bongiani Artecontemporanea

Catalogo digitale “KURT SCHWITTERS / 1887- Kurt Merz/Ecology ” free edizione pdf giugno 2017  

Sandro Bongiani Arte Contemporanea, Salerno - Italia Catalogo Digitale della mostra collettiva internazionale “Add & Return” a cura di Gi...