La rivista della cannabis dal 1985
www.softsecrets.com/it/ | Numero 3 - 2020 18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi
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La cannabis ai tempi del Coronavirus
AMSTERDAM
Agli inizi di giugno 2020 i casi confermati di Covid_19 sono oltre 7 milioni in tutto il mondo e la conta dei morti ha purtroppo superato le 400.000 vittime. In Italia - grazie anche alle solite amministrazioni scellerate - il Coronavirus ha colpito molto più che altrove e il Paese è stato costretto alla quarantena e ad enormi sacrifici per oltre due mesi.
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Le conseguenze della pandemia si sono fatte sentire praticamente in ogni settore, dalla grande industria alle imprese locali; sono state chiuse le scuole e cancellati i grandi eventi pubblici, il turismo e la ristorazione hanno subito una battuta d'arresto fortissima. E l'industria della cannabis? In Italia la light ha fatto boom - ne parliamo a pagina 8 - e anche nel resto del globo pare che il Coronavirus abbia in realtà giovato al cannabusiness. La maggior parte dei consumatori di cannabis ha mantenuto o aumentato il loro utilizzo durante le settimane di quarantena. Ricerche condotte su consumatori americani ed europei hanno dimostrato che l'uso ricreativo ha subito un notevole aumento, soprattutto con l'intenzione di allentare lo stress o combattere la noia del #iorestoacasa. Mentre i pazienti in trattamento con cannabis medica, grazie all'implementazione dei servizi di delivery, hanno avuto maggiori probabilità di mantenere i loro normali livelli di consumo. Con l'eccezione, al solito, dell'Italia e a pagina 27 potrete leggere tre testimonianze. Questo aumento generale della domanda ha comportato il temuto aumento dei prezzi sul mercato nero ma anche vendite
record nei contesti legali sia in Nord America che in Europa. I dispensari legali di cannabis negli Stati Uniti e in Canada, hanno subito un boom delle vendite dopo essere stati classificati come attività
"essenziali" e autorizzati a rimanere aperti, e questo dimostra quanto sia cambiata in meglio la visione generale della cannabis. Ora che stiamo lentamente tornando alla normalità e che l'economia pare avere un disperato bisogno di ripartire, sono già in molti ad indicare l'esempio virtuoso del cannabusiness e ad invocare una più ampia normalizzazione della sostanza. La possibile legalizzazione della cannabis rappresenta infatti, ora più che mai, un'opportunità per i governi di recuperare parte delle spese che
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l'emergenza Covid_19 ha imposto loro, senza dover effettuare aumenti impopolari di imposte obbligatorie come l'imposta sul reddito o sulla casa. Legalizzare non è impossibile: abbiamo già visto governi, sistemi sanitari e commercio globale che cambiano radicalmente il modo in cui operano e si adattano rapidamente di fronte alla pandemia. Canada e Stati Uniti hanno già stabilito le basi di un sistema responsabile di controllo della cannabis e sanno
cosa funziona e cosa no in termini di sistemi di licenza, conformità, standardizzazione e logistica al dettaglio. E tutto ciò potrebbe essere applicato rapidamente in altre parti del globo, Italia in primis. Se è vero che la crisi può essere intesa come opportunità di crescita e miglioramento, allora anche questa pandemia globale ha decisamente qualcosa da insegnarci. Dobbiamo solo imparare a indirizzare lo sguardo verso gli esempi giusti. di Giovanna Dark