LA RIVISTA DELLA CANNABIS DAL 1985
WWW.SOFTSECRETS.COM | NUMERO 5 - 2018
18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi
AMSTERDAM
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CORRERE AI RIPARI Non ci piace fare allarmismo, non è nello stile di questo di magazine. Quello che però sta succedendo a livello istituzionale in Italia, da indubbiamente da preoccuparsi. Per i molti che avevano visto nella reggenza dei 5 Stelle una chance per avere finalmente la cannabis legalizzata tout court, la doccia fredda della realtà è arrivata già attorno al sessantesimo giorno di governo, con l'annuncio che al DPA ci sarebbe andato un leghista.
La notizia di Lorenzo Fontana al Dipartimento per le politiche antidroga è infatti una di quelle da analizzare attentamente, soprattutto per le conseguenze che porta con sé. Al neoministro della Famiglia piace fare dichiarazioni roboanti – tanto quanto al suo collega di partito Matteo Salvini – e già nelle prime due settimane di mandato ha spesso puntato il dito contro i giovani e la cannabis, invocando leggi più severe e maggiore presenza delle forze dell'ordine.
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Un vocabolario che non ci è nuovo e che attinge, nelle espressioni e nelle argomentazioni, dall'ormai vetusto repertorio proibizionista e che ci riporta con l'orologio ad almeno cinque anni fa. Sul sito del DPA, così come sul suo immancabile profilo Facebook, Fontana ha già tracciato le linee della sua prossima amministrazione e la parola d'ordine è "lotta, senza sconti al traffico e al consumo di droga". Un antago-
nista che torna ad essere molto generico e che pare comprenda nel suo novero anche quella cannabis light che faticosamente si era riusciti a normalizzare.
cabina di regia, veicolando e coordinando le azioni di governo, i flussi informativi e promuovendo anche mirate campagne di informazione e prevenzione".
In un post apparso lo scorso mese sulla sua pagina ufficiale, una volta sciorinati i dati relativi alle giovani generazioni - le stesse che, a suo dire, sarebbero sempre più inclini al consumo di sostanze stupefacenti - Fontana ha alzato il tiro sui cosiddetti "cannabis shop", pur senza nominarli in modo diretto: "Ho inoltre già dato disposizione agli uffici - ha scritto - di approfondire gli aspetti legati ai presupposti giuridici in base ai quali certi prodotti a base di cannabis sono oggi venduti al pubblico in assenza di una specifica regolamentazione". E ancora: "Nel nostro progetto il Dipartimento per le politiche antidroga deve consolidarsi come una vera e propria
Se queste sono le premesse, è forse davvero il caso di correre ai ripari. Ed è davvero un peccato, considerato che la coltivazione della cannabis in Italia potrebbe generare un giro d’affari da 1,4 miliardi e garantire almeno 10mila posti di lavoro. Nel Belpaese siamo passati dai 950 ettari coltivati nel 2013 ai 5.000 di oggi - stando ai dati pubblicati di recente da Coldiretti ma i numeri potrebbero non bastare di fronte alla crociata del nuovo Giovanardi. Per il momento, teniamo le orecchie dritte e i nervi saldi.
di Giovanna Dark
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