LA RIVISTA DELLA CANNABIS DAL 1985
GRATIS Numero 1 - 2017
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Un consulente esperto di cannabis a Barcellona
Autofiorenti XXL: obiettivo superato
39 Lavorare in una seedbank
64 Coltivazione indoor di base
18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi
Il ritorno della canapa legale in Italia AMSTERDAM
RRY SENSI-STAR DELAHAZE PANDORA BELLADONNA WAPPA ALL
Per la legalizzazione della cannabis i tempi chiaramente non sono ancora maturi, ma intanto l’Italia è tornata a sdoganare la sua cugina più “innocua”, la canapa. Lo scorso novembre, senza neanche passare per il voto dell’assemblea, la commissione Agricoltura del Senato ha approvato infatti all’unanimità una legge che mira a rilanciare la coltivazione a scopo industriale, della quale fino alla metà del secolo scorso il nostro paese era tra i primissimi produttori al mondo. La notizia è di una portata enorme per l’impatto che potrà avere sull’agricoltura e sulle opportunità di mercato: dalla lavorazione della canapa si possono come sappiamo realizzare un’infinità di prodotti, dai tessuti ai materiali edili, ma anche olio, vernici, saponi, cere, cosmetici, detersivi, carta, imballaggi oltre a pasta e birra. Coltivare canapa, fino a ieri, non era un reato. Per farlo però era necessario chiedere un’autorizzazione preventiva alle forze dell’ordine, e utilizzare delle varietà di canapa certificate dall’Unione europea, con un contenuto di THC tassativamente non superiore alle 0,2%: tutte condizioni, oltre al diffondersi prepotente delle fibre sintetiche, che nel tempo avevano ridotto il numero di ettari coltivati a canapa ad appena tremila, dai centomila di cento anni fa. D’ora in poi invece non solo non sarà più necessaria alcuna autorizzazione, ma anche la percentuale di THC tollerata aumenterà: “il
sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa – si legge nel testo – possono essere disposti dall’autorità giudiziaria solo qualora, a seguito di un accertamento, risulti che il contenuto di THC nella coltivazione è superiore allo 0,6%”. Inoltre, il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali destinerà annualmente una quota massima di 700.000 euro per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa. Solo per quanto riguarda i limiti di THC consentiti nei cibi o nei prodotti cosmetici derivati dalla canapa la legge non interviene, demandando la decisione ad ulteriori provvedimenti.
climatiche più favorevoli alla coltivazione vanno dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, passando per Friuli Venezia Giulia e le isole: a beneficiare della novità potrebbe essere dunque tutto il paese. Se la Francia si è specializzata nella carta per sigarette e la Germania sta sperimentando sulla carrozzeria delle automobili, anche per il nostro belapaese ci sono finalmente buone e concrete prospettive per uno sviluppo produttivo ma sostenibile del settore. Era decisemente l'ora. Giovanna Dark
Secondo gli addetti ai lavori con l'approvazione dello scorso novenbre si è siglato un momento storico per tutto il settore: finalmente in Italia si avrà una legge quadro per la filiera della canapa industriale su cui per decenni ha pesato la mala interpretazione delle varie leggi antidroga. Ma oggi finalmente, festeggia la Coldiretti, “le istituzioni sono consapevoli dell’esigenza di creare un quadro legislativo di minore rigidità che possa valorizzare le caratteristiche distintive della canapa in Italia”. Le regioni con le condizioni
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Cream Caramel® (SWS04)