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mensile d’informazione per la Salute e il Benessere n° 48

Bambini

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Centro Acustico dr. Nicola Topo


Una sana abitudine Vorremmo ringraziare uno per uno tutti quelli che ci leggono, scrivono, sostengono, ma una sola pagina non basta. Molti di voi ci aiutano tanti altri ne traggono beneficio... è “solo” questo che vogliamo: continuare a farlo.

Strumenti di comunicazione per enti e aziende Salutare mette a disposizione dei suoi partner una serie di iniziative di comunicazione personalizzata. Tali servizi fanno parte di un progetto di marketing sociale che Salutare promuove e il cui obiettivo è migliorare costantemente l'interazione con i lettori. Le aziende e gli enti sostenitori possono usufruire di molteplici soluzioni, attraverso le quali aumentare la visibilità e il consenso del proprio brand, e allo stesso tempo contribuiscono concretamente alla causa sostenuta da Salutare: fornire una giusta e completa informazione in ambito medico-sanitario. In particolar modo, è possibile: * contribuire alla realizzazione di una serie riservata di copie, caratterizzate da una copertina personalizzata, da rivolgere ad un particolare bacino d'utenza di riferimento; * offrire una parte o l'intero servizio di distribuzione e spedizione della rivista, che recherà la dicitura “con il contributo di...”; * personalizzare espositori di varia misura con il proprio logo e contribuire alla stampa delle relative riviste da contenere, per aumentare i punti di diffusione della rivista cartacea sul territorio; * promuovere e diffondere campagne informative che riguardino iniziative sociali o argomenti strettamente collegati al mondo della salute e del benessere; * organizzare convegni, workshop ed eventi legati all'ambito medico-sanitario, attraverso i rapporti di partnership instaurati con la nostra testata.

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La Sanità che Comunica bene crea valore per il cittadino


Sommario 8

Sanità

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Terapia

10

Dermatologia

11

Logopedia

12

Diagnostica

14

Alimentazione

15

Ortopedia

17

Posturologia

18

Sociale

20

Prevenzione

22

Il Kung Fu

23

Formazione

24

Celiachia e aspetti legali

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Salute

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Raccontami una storia PCA3

Valutazione del peso nei giovani adolescenti

Le lesioni al midollo spinale: definitive o temporanee? Il taping e il bendaggio funzionale

Autismo Influenza e sindromi para-influenzali Le arti marziali come filosofia di vita Energia e ambiente

La somministrazione gratuita di alimenti privi di glutine

Fumo o sesso

Educazione motoria

Attività motoria come linguaggio

28

Odontoiatria

30

Musicoterapia

31

Psicologia

32

Psichiatria

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Tricologia

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Dermatologia del cavo orale

Ricerca

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Il Centro di Medicina del Dolore

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policlinicogemelli.it

Celiachia e patologie associate I genitori e l'odontoiatria

Combattere l'insonnia La psicologia funzionale Trattamenti farmacologici psichiatrici I tipi di calvizie

Tutti gli articoli hanno solo finalità informativa ed educativa, non costituiscono motivo di autodiagnosi o di utomedicazione e non sostituiscono la consulenza medica specialistica.

Vi ringraziamo della collaborazione e vi auguriamo buona lettura.


Angolo dei Lettori Pubblicazione mensile Anno V n° 48 Dicembre 2008 Distribuzione gratuita Reg. Tribunale Av in data 15/01/2004 N° 419

Gentile Redazione, da qualche tempo soffro d’insonnia, a causa del forte stress dovuto al lavoro che in questo periodo mi tiene impegnata parecchie ore al giorno. La sera dovrei solo “crollare” a letto, invece impiego parecchio tempo ad addormentarmi e il mio sonno poi è breve e discontinuo. Vorrei sapere da qualche vostro esperto un rimedio naturale per combattere questo problema, dato che non credo di dover già ricorrere a veri e propri farmaci. (Anna) Cara lettrice, troverà sicuramente interessante la “cura” proposta dal prof. Suelzu nella sezione Musicoterapia di questo numero, che suggerisce una valida alternativa ai farmaci per risolvere questo diffuso disturbo. Spett.le redazione di Salutare, è arrivato il freddo e con lui l'influenza. Tutti danno consigli, che vanno dagli antichi “rimedi della nonna” all'ultimo vaccino. Ma cosa serve davvero? (Giada) Cara Giada, a pag. 20 il dott. Sabato parla di influenza e di metodi di prevenzione e cura. Buona lettura!!! Le ho provate tutte per dire a mio marito che deve smettere di fumare!!! Dato che legge sempre Salutare, potete pubblicare un bell'articolo che parli del cancro ai polmoni, che so essere la conseguenza principale di questo brutto vizio? (Bruna) Cara Bruna, gireremo la sua lettera al nostro esperto di oncologia per trattare di questo argomento così importante e delicato nei prossimi numeri. Intanto, a pag. 27, il dott. Trotta affronta un altro distrurbo legato al vizio del fumo, che sicuramente a suo marito interesserà molto conoscere!

Questo spazio è pensato per voi Comunicate le vostre opinioni, esigenze, proposte, esperienze vissute oppure un parere sulle strutture e i servizi di cui avete usufruito. Non possiamo fornire risposte personali, ma le vostre segnalazioni sono preziose per orientare gli articoli e le inchieste che pubblicheremo sulla rivista.

Scrivete a Associazione Culturale Salutare Via Due Principati, 210 83100 Avellino info: tel. 0825 74603 e-mail: info@salutare.info www.salutare.info

È necessaria professionalità, una naturale predisposizione alle relazioni pubbliche e sensibilità per le tematiche sociali. Si preferiscono candidati in possesso di laurea o diplomi inerenti comunicazione e marketing. Inviare curriculum presso - curricula@salutare.info

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Tiratura: 20.000 copie Editore: Ass. Culturale Salutare Direttore Responsabile: Mario Barbarisi Redazione: Maria Rosaria Carifano, Valentina Mattiello Segreteria: Angela Romano Progetto grafico: Promova Coop. Soc. Onlus Area web: Carmine Serino Collaborazioni:

dr. A. Pacilio, dr. S. Mone, dr. A. del Sorbo, dr.ssa D. Corrado, dr. D. Trotta, dr. N. Antonucci, dr.ssa M. Picardi, dr. F. S. Ruggiero, dott. Ing. G. Langella, dott. Ing. A. Cavaliere, dr. A. Salati, dr. A. Sabato, Prof. G. Iaquinto, dott.ssa R.M. Bevilacqua, Prof. A. Suelzu, Prof. L. Rispoli, dr. S. Pagliara, dott.ssa V. Funicelli, dr. ssa P. Bruni, dr.ssa T. Zungri, dr.ssa N. Anghelache, dr.ssa R. Giulivo, dott. Ing. A. Iadicicco. sito: www.salutare.info e-mail: info@salutare.info

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News Campagna di comunicazione per un uso corretto degli antibiotici "Lo sviluppo dell’antibioticoresistenza in Italia e in tutti i Paesi europei, legato all’incremento e all’uso inappropriato degli antibiotici, costituisce un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini tanto da spingere istituzioni internazionali come l’Oms e l'Ecdc a lanciare l’allarme e a indire la Giornata europea per gli antibiotici il 18 novembre". Lo ha detto il Sottogreterario alla Salute Ferruccio Fazio introducendo la presentazione della Campagna “Antibiotici si, ma con cautela” realizzata dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in accordo con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di informare i cittadini dell’importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico che ne accerti l’effettiva utilità e di non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro sua indicazione. I cittadini potranno avere risposte a quesiti sull’impiego corretto degli antibiotici attraverso il numero verde AIFA 800-571661. L’azione di sensibilizzazione della popolazione generale, soprattutto in quelle regioni dove il consumo di antibiotici è più elevato, è necessaria poiché alcuni germi patogeni importanti, come sottolineato dal Presidente dell'Iss Enrico Garaci, hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano anche al 90% e alcuni ceppi (tra cui il Micobatterio della tubercolosi) sono divenuti resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili tanto che in un futuro prossimo si comincia a temere di non poter disporre più di alcun farmaco per combattere le infezioni. Fattore determinante nello sviluppo dell’antibioticoresistenza è l’incremento dei consumi.

AMIANTO: Cosa c'è da sapere

Fonte: Ministero della Salute

Per molti anni il rischio di esposizione alle fibre di amianto è stato legato soltanto ai lavoratori del settore. Solo a partire dagli anni '80 l'attenzione si è spostata sulle esposizioni non professionali e sulla possibilità di considerare l'amianto un contaminante ambientale. Sulla base di queste considerazioni, oltre alla Legge 257/92, che vieta nel nostro paese l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, sono stati emanati decreti e circolari applicative con l'obiettivo di gestire il potenziale pericolo derivato dalla presenza di amianto negli edifici, manufatti e coperture. Esiste una “Commissione Nazionale Amianto”, insediata presso il Ministero della salute. Si avvale del contributo di cinque Ministeri: salute, ambiente, industria, università e lavoro, nonché della partecipazione di Organizzazioni sindacali e aziendali di categoria e di Associazioni ambientaliste. In Italia, l’esposizione all’amianto è causa di morte per circa mille persone all’anno. Nel periodo 1988/97 sono stati rilevati 9.094 decessi per tumore maligno della pleura. Secondo la ricerca dell’ISS, nel corso degli anni ’90 in tutta Europa è stato documentato un aumento significativo della mortalità per tumore della pleura in relazione soprattutto alla diffusione dell’amianto avvenuta negli anni ‘50 e ‘60. Nello stesso periodo, anche nel nostro paese, il rapporto ISTISAN ha riscontrato un incremento complessivo di casi di mortalità per mesotelioma pleurico. Il dato è stato registrato in misura maggiore nelle aree, segnalate negli studi precedenti, dove già era stato ampiamente accertato un nesso tra casi di tumore della pleura e presenza delle principali fonti di esposizione all’amianto. Obiettivo primario degli studi epidemiologici è contribuire all’identificazione delle fonti di rischio presenti sul territorio e collaborare all’organizzazione di appropriate misure di prevenzione. Il rapporto, mediante il monitoraggio e l’aggiornamento della distribuzione geografica di zone a rischio, vuole essere uno strumento utile per individuare, regione per regione, le priorità degli interventi di verifica delle fonti di esposizione e di risanamento ambientale, previsti dall’attuale quadro normativo.

Data la sua crescita, Salutare richiede l’impiego di maggiori risorse. Naturalmente il servizio che noi offriamo ha dei costi, tuttavia, abbiamo comunque deciso di mantenerlo gratuito.

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L’aiuto economico, anche occasionale, è certo utile, la disponibilità di risorse economiche costituisce una condizione necessaria per promuovere progetti di autosviluppo come il nostro. Se puoi privarti di qualche soldo, cedilo alla nostra causa, con un libero versamento sul conto corrente postale 55117402. Ciò è assolutamente volontario e se decidi comunque di non effettuare donazioni, non per questo avrai meno supporto da parte nostra.

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News

Il daltonismo è spesso considerato l’unico problema nella visione dei colori, e nella relativa incapacità di distinguere il rosso dal verde. In realtà la problematica è più ampia e complessa. Le percezioni possibili dei colori sono varie e riguardano buona parte della popolazione: l’8% dei maschi e l’1% delle femmine. Il daltonismo è solamente quella più diffusa, ed i colori problematici non sono solamente il rosso ed il verde. Ragionando in termini percentuali, è comprensibile come la realizzazione di un sito accessibile anche a questa categoria di persone sia fondamentale. Per non avere problemi a riguardo esistono da tempo gli standard web definiti dal W3C: i colori del testo e dello sfondo devono avere un sufficiente contrasto, sia per tenere conto delle persone che percepiscono i colori in maniera differente, che per la visione su schermi monocromatici. Strumenti per la scelta dei colori Fortunatamente esistono diverse risorse per poter realizzare siti che siano accessibili e attenti anche a queste tematiche. Tra i collegamenti più utili: * Colorblind Web Page Filter: un tool utilissimo per visualizzare una pagina esistente con diversi filtri attivi, ad esempio cecità al verde e rosso, o al blu e al giallo. * Ruota dei colori accessibili: scelti due colori, il risultato indica se il contrasto è sufficiente e se la combinazione è accessibile a tutti. * Colour Contrast Check: così come il tool precedente, indica se la combinazione di due colori selezionati rispetti gli standard indicati dal W3C. Segnala anche se i colori si avvicinano al valore corretto. * Colour Contrast Analyser (estensione per Firefox): un’estensione (installabile solo se registrati su addons.mozilla.org) per il browser di casa Mozilla che consente di risparmiare tempo nell’analisi del DOM di una pagina. Utilizzandola viene mostrata una tabella con tutte le combinazioni di colori di testo e background presenti, indicando se superano i requisiti minimi. Attenzione: non tiene conto delle immagini di sfondo e degli stati: hover nel CSS. * GrayBit: un tool che converte una pagina esistente in bianco e nero, per poter verificare se tutti i testi sono leggibili anche in versione monocromatica. * Contrast Analyser 2.1 (software): un semplice programma per Windows e Mac che consente di controllare il contrasto tra due colori specificati. Interessante la differenza di valutazione tra font di diverse dimensioni. Raccomandazioni e consigli finali Anche se la scelta di una combinazione di colori accessibile può sembrare un compito semplice, è necessaria un'attenzione 6

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maggiore soprattutto per i dettagli, che spesso fanno la differenza. Un esempio può essere il contrasto tra testo ed immagini di sfondo, frequentemente trascurato. Altro caso è quello del mouseover: capita spesso di avere un contrasto sufficiente sullo stato normale dei link, per poi vedere combinazioni improponibili sugli stati: hover, active e simili. A volte può essere difficile mantenere un buon contrasto in tutte queste circostanze, ma per siti che si dichiarano aderenti agli standard è fondamentale che il testo sia sempre leggibile in ogni situazione. Esiste un test per misurare il vostro “Color IQ”: con un pò di pazienza ed un buon monitor potrete rendervi conto se avete difficoltà nella percezione dei colori. fonte: http://www.tomstardust.com/archives/accessibilita-per-i-daltonici/

AIDS: nuova speranza da Berlino, un caso è guarito. Come tutte le grandi scoperte mediche, anche questa è stata del tutto casuale. Nella clinica Charite di Berlino un gruppo di medici è riuscito a far guarire dall’Aids un sieropositivo. Il paziente, un americano di 42 anni, oltre che essere sieropositivo era malato di leucemia, e per questo il team di medici aveva optato per un trapianto di midollo. La scelta dei medici si è concentrata nella ricerca di un donatore che appartenesse alla rarissima classe di persone immuni naturalmente all’Hiv. Dopo aver proceduto a diverse analisi il team medico ha dato il candidato ideale, che ha una mutazione genetica naturale, e che se ereditata da entrambi i genitori, immunizza contro la maggior parte dei ceppi del virus. Un tentativo un pò azzardato condotto dal dottor Gero Hutter, a capo del team, ma che ha portato a risultati soprendenti. Il paziente, infatti, sembrerebbe a tutti gli effetti guarito: a distanza di circa due anni dall’intervento nel suo corpo non c’è traccia del virus Hiv, nonostante l’uomo non prenda più farmaci antiretrovirali. Una cosa senza precedenti in campo medico, anche se la strada è ancora lunga per capire se questo trattamento può sfociare davvero in una cura per l’Aids. Infatti, essendo finora un caso unico, gli scienziati non sono sicuri che il virus dell’Hiv non possa all’improvviso tornare a fare la sua comparsa.


Intervento dolce anti-fibrillazione Eseguito a Brescia attraverso tecnica endoscopica (ANSA) - ROMA, 18 NOV - Per la prima volta in Europa una delle malattie cardiologiche più diffuse, l'aritmia, è stata curata in modo dolce, attraverso l'endoscopia. L'intervento è stato eseguito in Italia su due pazienti negli ospedali civili di Brescia, senza aprire il torace, senza arrestare il cuore e senza la circolazione extracorporea, come accadeva invece finora per la cura di questa malattia, che colpisce il 7% della popolazione occidentale oltre i 65 anni e che in Italia interessa circa tre milioni di persone. (www.ansa.it)

Tumore colon: nuovo test con sangue Nuova tecnica in via di definizione da parte di equipe italiana (ANSA) - MILANO, 15 NOV Un semplice prelievo del sangue, seguito da esame sul 'colore' delle sue cellule, potrebbe dirci se abbiamo un tumore al colon. I ricercatori del gruppo di Ermanno Leo all'Istituto dei Tumori di Milano (INT) hanno individuato un 'marker' tumorale che manderà in pensione quello attuale, meno indicativo, basato sulla ricerca dell'antigene carcino embrionario (CEA). Il nuovo marcatore si basa su tecniche di spettroscopia in fluorescenza oggi riviste sulla base di conoscenze nuove. (www.ansa.it)

Presentazione del libro di Giovanni Savignano “Codice Rosso" Tavola rotonda alla Federico II di Napoli per la presentazione del libro di Savignano lo scorso 30 ottobre, presso la sala Aldo Maria Sandulli, della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli, Federico II, in Via Mezzocannone, in occasione della presentazione del libro di Giovanni Savignano “Codice Rosso Discussioni su sanità, medicina e ricerca in Italia”: “Responsabilità medico-legali e diritto alla salute”. Alto lo spessore dei numerosi interventi che hanno tenuto desta l’attenzione del pubblico per circa due ore. Da moderatrice, alla presenza dell’autore del libro, la giornalista Federica De Vizia ha condotto la discussione che ha visto gli interventi di Caludio Buccelli, direttore della scuola di specializzazione in Medicina Legale della Federico II, Nicola Silvestri, direttore sanitario dell’ASL Napoli 1, Alfonso Bencivenga, direttore del Dipartimento Servizi dell’Azienda Ospedaliera “Rummo” di Benevento, Annunziato Tricarico, direttore dell’Unità Ospedaliera di Chirurgia del “Cardarelli” di Napoli,

Antonio Mungo, magistrato del Tribunale di Napoli, Stefano Carnevale, avvocato del Foro di Napoli, Gianfranco Antonelli, avvocato già componente della Giunta della Camera penale di Napoli, Gianpaolo Catalano, dell’Unità Ospedaliera di Ingegneria Clinica del citato “Rummo” di Benevento. Giuseppe Mastrominico, della Federico II di Napoli, ha operato la lettura critica del testo di Savignano.

Grande la partecipazione registrata per l’11° edizione della “Giornata Pediatrica Irpina”, tenutasi l’8 Novembre 2008 presso l’Hotel Serino. Notevole anche quest’anno l’impegno dell’Associazione Pediatrica Irpina “Per il bambino” e del suo Presidente, il Dott. Elio Caggiano nell’allestimento di uno dei più importanti appuntamenti campani per l’aggiornamento scientifico della classe. Più di quattrocentocinquanta, infatti, i partecipanti per un evento di rilievo ormai nazionale. Quest’anno al centro del dibattito naturalmente il bambino, ma non nella visione classica, bensì immerso nel nostro presente ipertecnologico. Cambia quindi la società, cambiano i bambini, e cambiano anche le minacce per la loro salute. Quello che nessuno si aspettava è che le ripercussioni dell’accelerazione tecnologica sui bambini (definiti anche come futuri “homines technologici”) potessero avere tanti risvolti anche sulla loro psiche. Si scopre allora che fobie, ansia e depressione riguardano spesso bimbi in età scolare. L’età dell’innocenza sembra, quindi, sempre più costellata da disturbi che un tempo sarebbero risultati ovvi solo per gli adulti iper-impegnati. Ed è da questo quadro che nasce la convinzione di quanto possa essere utile la figura del pediatra, come compagno per la famiglia nel viaggio verso la responsabilizzazione di questi piccoli uomini. Ciò può realizzarsi soltanto se si dà alla classe pediatrica la possibilità di continui aggiornamenti, così come avvenuto appunto presso l’Hotel Serino. L’intervento di eminenze nazionali ed internazionali come il Prof. Magazzù, il Prof. Ravelli, l’esimio Burgio ed il non meno importante Prof. Ugazio non solo è servito ad elevare l’evento ad altissimi livelli, ma di conseguenza ha fornito ragguardevoli spunti per proficui dibattiti su temi oggigiorno assai noti quali Fibrosi cistica, Gastroenterologia pediatrica, Immunologia e le innovative terapie biologiche. Il convegno si è poi chiuso con l’auspicio che l’impegno della classe pediatrica sia sufficiente per colmare quel gap tecnologico-sociale sempre più evidente tra i genitori dei nostri tempi e la loro progenie, ed invitando naturalmente tutti i presenti a non mancare alla 12° Giornata Pediatrica Irpina in programma per il 7 Novembre 2009.

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Sanità a cura di Healthware S.p.A.

policlinicogemelli.it Due anni pieni di successi. Il due maggio 2006 nasce il nuovo Portale del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma con lo scopo di avvicinare il cittadino e il cyber paziente alla “Vita del Policlinico” e di facilitarne l’accesso all’offerta assistenziale della struttura. Una “sfida” raccolta dalle agenzie Saatchi&Saatchi Healthcare e Healthware che hanno disegnato e realizzato una strategia per un portale in grado di rendere “a portata di mouse” le “Eccellenze” del Policlinico Gemelli anche attraverso iniziative informative e di educazione sanitaria rivolte al cittadino-utente sempre più alla ricerca di notizie utili e attendibili per la sua salute. “I portali ospedalieri che avranno la capacità di offrire al pubblico il know how dei loro esperti” - commenta Roberto Ascione, Managing Director di Healthware - “diventeranno sempre più un punto di riferimento nella comunicazione salute sul web per la grande esigenza di autorevolezza e credibilità propria del web salute”. I due anni di vita del portale sono stati contraddistinti dal costante adeguamento della sua architettura e dei servizi offerti in funzione delle esigenze del target nonché da una realizzazione e progettazione di nuovi tool interattivi. 8

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I risultati ottenuti nel corso degli anni si sono concretizzati nella presenza di www.policlinicogemelli.it ai primi posti dell’indagine “Le aziende Ospedaliere online” condotta da Casaleggio Associati, società di consulenza strategica di Rete per le Aziende. Il sito risulta essere l’esempio italiano più completo in termini multimediali grazie alla Mediateca, un ricco archivio composto da interviste e articoli realizzati dai medici della struttura. La periodicità costante e l’archivio dei numeri precedenti della Newsletter hanno fatto ottenere al portale del Policlinico Gemelli circa 4.500 iscritti.

offrire ai cittadini un’informazione aggiornata, corretta, appropriata e di qualità, insomma autorevole, grazie alla quale possano districarsi nel mare magnum delle notizie on-line non sempre attendibili e adeguate.” L’indagine di Casaleggio Associati annovera tra le best practice dei servizi sanitari offerti ai pazienti il counselling on-line, ovvero Chiedilo al Gemelli, un servizio nato per agevolare il rapporto medico-paziente. Questo filo diretto interattivo mette a disposizione dei navigatori 22 aree terapeutiche offrendo un archivio di circa 1.200 domande e relative risposte da parte dei medici.

“D’altra parte, basta guardare i numeri dei visitatori (circa 650.000) per avere chiara la conferma che i cittadini hanno bisogno non solo di cure, ma prima di tutto di informazioni e dialogo. I recenti scandali, poi, non fanno che acuire le differenze tra strutture trasparenti e di alto profilo e strutture orientate solo al business. Questo i cittadini non solo lo capiscono, ma legittimamente lo pretendono”, afferma Leo Vinci, Country Manager Saatchi&Saatchi Healthcare Italia, divisione di Publicis Healthcare Communications Group.

“In generale, la salute è una delle tematiche cui i cittadini

“Uno dei principali obiettivi per cui è nato il nuovo portale del Gemelli – sostiene il Prof. Cesare Catananti, Direttore del Policlinico – è al tempo stesso informativo ed etico:

(e i media) sono sempre più interessati e sono in continuo aumento le persone che vedono nel web un vero e proprio consulente sanitario 'no limits’", ribadisce il Dr. Nicola Cerbino, Capo Ufficio Stampa della sede di Roma dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli. “Ma ciò che fa la differenza è l’autorevolezza delle informazioni messe in comune e la possibilità di stabilire e sviluppare con l’utenza un ‘dialogo’ continuo online". Da sottolineare inoltre – conclude Cerbino, che il portale rappresenta oggi una super articolata Carta dei servizi che fornisce informazioni sempre disponibili e aggiornate su strutture e attività del Policlinico.


Terapia a cura di Ilaria Pucci

Nuovo approccio al Dolore Al Neuromed apre il nuovo centro per la cura del dolore cronico. Il dolore è un fenomeno che coinvolge l’individuo in tutte le sue componenti, biologiche, psicologiche e sociali, condizionando la sua esistenza. Il dolore, però, non deve essere considerato come una condizione inevitabile o come l’obbligatoria conseguenza di alcuni interventi chirurgici, eventi morbosi, acuti o cronici. Se è cronico e ricorrente, il dolore è una malattia a pieno titolo che può essere controllata. Al Neuromed, ospedale di rilievo nazionale e alta specialità per le neuroscienze, vi è un Centro Multidisciplinare di Medicina del Dolore, per l’inquadramento clinico, percorso diagnostico e strategie terapeutiche di condizioni di dolore cronico. Cos’è la medicina del dolore? La medicina del dolore- spiega il dr. Fusco, responsabile del centro di medicina del dolore

a pieno titolo. Si parla di dolore cronico quando dura per più di sei mesi e senza che le cure mediche o chirurgiche del caso abbiano portato sollievo.

del Neuromed - è una specialità medica che ha per obiettivo lo studio dei meccanismi che producono il dolore, il riconoscimento delle sue cause, la scelta e l’applicazione delle terapie per eliminarlo. Il medico specialista che si occupa della medicina del dolore è il medico del dolore: l’algologo. Quando occorre recarsi in questo centro? Ci sono diverse tipologie di dolore: il dolore acuto, ad insorgenza improvvisa, oppure cronico, quando continua nel tempo. Se il dolore è acuto può essere ragionevolmente considerato un sintomo di malattia o di trauma ed è un problema sanitario specifico, una malattia

Come opera il centro del Neuromed? Il centro di terapia per il controllo del dolore del Neuromed offre programmi speciali in cui il paziente può ricevere delle cure che migliorino la qualità della vita e le attività quotidiane, nonchè imparare ad affrontare il dolore. La terapia viene somministrata da un team di operatori sanitari che insieme trattano i fattori responsabili del dolore cronico. Il team specializzato del Neuromed opera una valutazione del dolore (intensità, distribuzione ed impatto) ed offre strategia terapeutica e assistenza continua. Quali sono le possibili terapie? Si può procedere, a seconda del tipo specifico di dolore, con: la terapia con farmaci, la Neurostimolazione, la fisioterapia, il sostegno psicologico e gli interventi di chirurgia correttiva.

è possibile rivolgersi al centro di medicina del dolore del Neuromed in caso di : . Cefalee primarie . Fibromialgia (dolori muscolari cronici localizzati o diffusi, sin drome da stanchezza cronica) . Lombosciatalgie croniche non supportate da alterazioni evidenti . Artrosi localizzate non approcciabili dall'ortopedia . Poliatrosi (atrosi diffusa su vari siti articolari) . Sindromi articolari complesse (alterazioni osteotendinee) . Artriti croniche . Dolori ossei da osteoporosi, metastasi ossee . Neuropatie: post-erpetiche di origine diabetica da chemio e radio terapie idiopatiche (nevralgia del trigemino e del glossofaringeo) . Compressione ed intrappolamenti nervosi . Radiocolopatie . Compressioni da protrusioni del canale vertebrale . Dolore centrale . Post-ictale

Parco Tecnologico Località Camerelle - Pozzilli (IS) ITALY Tel. 0865 91521 - Fax 0865 927575

Sede Ospedaliera Via Atinense, 18 - Pozzilli(IS) ITALY Tel. 0865 9291 - Fax 0865 925351

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Ospedale di rilevanza nazionale e alta specialità per le neuroscienze

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dermatologia a cura del dr. Antonio Del Sorbo – Specialista in Dermatologia e Venereologia

Dermatologia del cavo orale Patologie dermatologiche alle labbra e alla lingua. Le malattie delle labbra sono nella maggior parte dei casi legate a fenomeni locali (es. infezione, infiammazione, cosmetici, materiali dentari, clima, etc) ma possono talora rappresentare la spia di patologie localizzate in altri distretti (es. pemfigo volgare, pemfigoide bolloso, malattia di Rendu Osler, sindrome di Stevens Johnson, malattia di Behçet, sindrome orticaria angioedema, morbo di Crohn, acrodermatite enteropatica, amiloidosi, lupus eritematoso, lichen planus, sclerodermia, etc).

Una visita specialistica dermatologica, si rende spesso utile in presenza di qualsiasi processo infiammatorio, per una valutazione accurata delle labbra e del cavo orale. Data la sede, il dermatologo si avvale molto spesso della preziosa collaborazione di altri specialisti (es. odontoiatra, odontostomatologo, chirurgo maxillo facciale, otorinolaringoiatra, etc), per un approccio multidisciplinare a patologie solo apparentemente semplici. Con il termine cheilite vengono indicate normalmente un gruppo molto vasto di patologie infiammatorie delle labbra e le cause possono essere veramente tante. Parliamo infatti di cheilite atopica, cheilite da candida, cheilite allergica da contatto, 10 www.salutare.info

cheilite psoriasica, cheilite attinica, cheilite erpetica, cheilite factitia, cheilite da farmaci, cheilite esfoliativa, cheilite angolare, cheilite ghiandolare, cheilite granulomatosa, cheilite plasmacellulare, cheilite nutrizionale, cheilite amiloidosica etc. Le cheiliti del labbro inferiore spesso sono scatenate da cause ambientali (vento, freddo e sole) ed un infiammazione cronica se trascurata e non trattata può predisporre con gli anni ad una degenerazione (epitelioma spinocellulare del labbro inferiore). Una visita dermatologica aiuterà a capire se ci sono fattori scatenanti di natura irritativa o allergica, in grado di determinare una cheilite da contatto. L'applicazione di creme steroidee va evitata ogni volta che si sospettano infezioni (es: micosi, infezioni da candida, herpes simplex, verruche, mollusco contagioso, impetigine contagiosa, etc). La cheilite angolare (perlèche) può avere diverse cause (es. malocclusione, leccamento cronico, dermatite atopica, candida, psoriasi, eczema, denutrizione, farmaci, etc) ed anche in questi casi l'uso del cortisone andrebbe limitato ai brevi periodi ritenuti strettamenti necessari dal dermatologo al momento della visita per evitare il rischio di favorire una candidosi. Il leccamento cronico delle labbra può scatenare una dermatite periorale. La cheilite ghiandolare di Volkmann è dovuta all'infiammazione delle ghiandole salivari minori delle labbra (ghiandole eterotopiche) e si presenta con labbra particolarmente appiccicose. La cheilite plasmacellulare di Zoon si presenta con chiazze di colore rosso intenso, in maniera analoga alla balanite e alla vulvite di Zoon.

Tra i fenomeni neoplastici che possono interessare le labbra ricordiamo la leucoplachia, cheratoacantoma, il basalioma (carcinoma basocellulare), lo spinalioma (carcinoma spinocellulare), il melanoma e il linfoma. La papillomatosi orale florida o carcinoma verrucoso è un carcinoma spinocellulare a grado di malignità medio basso, in quanto la probabilità di metastasi è bassa. Le afte del cavo orale sono ulcerazioni dolorose e ricorrenti e qualche volta possono essere una spia della cosiddetta Malattia di Behçet. Altro fenomeno è la lingua nigra villosa, caratterizzato da allungamento e pigmentazione delle papille filiformi con moltiplicazione della flora microbica superficiale. Può essere scatenato dall'uso di alcuni antibiotici o antisettici. *immagini: Dott. Del Sorbo


Logopedia a cura della dott.ssa Valentina Funicelli - Logopedista

Raccontami una storia Lo "story-telling" nel processo di alfabetizzazione. La lettura ad alta voce, o story-telling, ai bambini che ancora non possiedono la strumentalità del leggere, favorisce l’acquisizione di conoscenze specifiche sulla lingua scritta, sui suoi caratteri esui suoi significati. Questa convinzione sempre più diffusa, costituisce una pragmatica educativa di grande rilevanza, confortata anche da ricerche specifiche. Tale esperienza si configura come uno stimolo significativo ai fini dello sviluppo del linguaggio, della rappresentazione simbolica e della stessa motivazione alla lettura e alla scrittura, sviluppando “il piacere di leggere”, attraverso l’acquisizione della convinzione che leggere ha un senso e può essere estremamente piacevole. Il libro usato in questo modo, aiuta le abilità di alfabetizzazione, come la distinzione delle illustrazioni dalle parole scritte, il riconoscimento delle lettere, l’intuizione di una tecnologia del testo scritto (la linearità, la presenza del titolo).

Le ricerche sullo story-telling, sviluppatesi soprattutto dagli anni ottanta, concordano nello stabilire correlazioni significative tra questa pratica-esperienza di lavoro interattivo sul testo e l’emergere di apprendimenti alfabetizzanti che verranno poi ripresi e potenziati in sede di alfabetizzazione formale. Tali apprendimenti riguardano: 1. Lo sviluppo del linguaggio Le principali caratteristiche che si evidenziano nel linguaggio in un bambino esposto all’attività di story-telling è il distacco dalla situazione presente, con acquisizione della capacità di utilizzare tempi verbali (passato prossimo, imperfetto, passato remoto), avverbi e connettivi temporali e causali (ieri, quando, perché), che consentono di collocare eventi nella giusta dimensione temporale. Lo sviluppo linguistico portato dal linguaggio narrativo non è quindi solo un progressivo arricchimento e padronanza della morfosintassi e del sistema lessicale utile par l’alfabetizzazione, ma anche della pragmatica comunicativa, intesa come conoscenza delle condizioni che regolano specifici atti linguistici.

3. La consapevolezza meta-linguistica è un aspetto dello sviluppo linguistico, la capacità di riflettere sul linguaggio nei suoi vari aspetti, da quello fonologico a quello lessicale, da quello grammaticale, a quello pragmatico. In particolare, attraverso lo story-telling il bambino acquisisce forme di consapevolezza metalinguistica: l’idea di testo, la nozione di parola, le funzioni della punteggiatura, il rapporto tra immagine e testo, la nozione di titolo, l’idea di racconto. 4. Lo sviluppo di strategie Metacognitive Prerequisito per l’abilità di lettura, come strategie di comprensione del testo. Il bambino dopo la lettura ad alta voce, rielabora il testo non in versione letterale, ma lo trasforma conservando le informazioni più salienti ed omettendo quelle di minore importanza rispettando l’ordine con cui è stata presentata la storia. Inoltre, dopo l’ascolto di un testo vengono prodotte delle inferenze relative a ciò che il testo non dice, ma che lascia supporre con l’utilizzo anche di informazioni esterne al testo come le figure e il titolo a cui si accompagna.

2. Lo sviluppo dei processi cognitivi Essi possono essere definiti come processi mentali che permettono di percepire ed elaborare le informazioni alla base del comportamento. Durante l’esperienza di story-telling ciò che i bambini hanno visto e ascoltato dai libri presentati, non è stato registrato in modo passivo dal sistema cognitivo, ma è stato costruito attivamente attraverso un’attività di riduzione ed elaborazione. Il risultato di questa attività verrà al momento giusto recuperato e utilizzato per svolgere altre attività cognitive, come leggere, svolgere un problema, scrivere, fare un discorso, prendere delle decisioni

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Diagnostica a cura di: dr.ssa Paola Bruni, dr.ssa Rosaria Giulivo

PCA3 Un nuovo marcatore nella diagnosi del tumore della prostata. Il cancro della prostata rappresenta la seconda causa di morte da tumore nell’uomo dopo il carcinoma del polmone. Le stime attuali suggeriscono che gli uomini che vivono nell’Unione Europea hanno il 6% di possibilità di sviluppare la malattia e questo numero è destinato ad aumentare a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Il cancro alla prostata è una malattia grave che, tuttavia, può essere tenuta sotto controllo se diagnosticata tempestivamente. La diagnosi dei tumori della prostata viene effettuata mediante un esame rettale o mediante la determinazione dei valori sierici del PSA, antigene prostatico specifico, selettivamente espresso dal tessuto prostatico sotto l'influenza degli androgeni, dosabile nel siero dalla pubertà, i cui livelli aumentano con l’età e le dimensioni della prostata. Il PSA, indice organo, ma non tumorespecifico, ha determinato una situazione di incertezza e spesso di vero e proprio stress nei pazienti, in quanto non è specifico del tumore e può aumentare anche per ipertrofia prostatica, prostatite e stimoli meccanici. La strategia di biopsiare con mapping tutti i casi con valori superiori a 4 ng/ml

(cut off storicamente più usato), espone il paziente ad un'alta probabilità di sottoporsi ad una procedura diagnostica inutile in quanto non affetto da neoplasia prostatica. Proprio per discriminare i tumori dalle altre condizioni è stato speso un grande impegno alla ricerca di nuovi markers specifici in grado di individuare il cancro e/o per individuare tra i cancri le forme indolenti da quelle aggressive. Il PCA3 (Prostate Cancer Gene 3) è un gene specifico della prostata, ed è stato identificato nel 1999 come gene sovraespresso nei carcinomi della prostata. Infatti, gli autori hanno osservato che le cellule di carcinoma della prostata esprimono livelli di mRNA codificante per PCA3 di circa 60-100 volte superiori rispetto alle cellule normali. Questo rende il PCA3 un marcatore altamente specifico dei carcinomi prostatici. Più elevato è il livello

Direttore: Dr.ssa Rosaria Giulivo Chimica Clinica e Tossicologia - Microbiologia e Virologia - Ematologia Immunometria - Citoistopatologia - Biologia Molecolare - Genetica Segreteria 0825-686554 . 0825-686562

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di PCA3, più alta è la probabilità di una biopsia positiva. Le moderne tecnologie di biologia molecolare hanno permesso la determinazione dei livelli di RNA messaggero codificante per PCA3 nelle cellule rilasciate nelle urine a seguito di esplorazione digito-rettale. Il nuovo test molecolare è approvato dall’FDA, valuta i livelli di PCA3 nelle urine ed è specifico e non invasivo, in quanto utilizza le urine raccolte dopo esplorazione digito-rettale e conservate in un apposito mezzo di trasporto. Le urine così raccolte e processate vengono utilizzate per determinare i valori di RNA messaggero codificante per PCA3. Il nuovo test non andrà a sostituire il vecchio esame del PSA, ma potreb-

be raddoppiarne la capacità di identificare la presenza di un tumore, facilitando la decisione del medico sull’opportunità o meno di procedere con un’ulteriore biopsia. In particolare, potrebbe rivelarsi molto utile per stabilire una diagnosi nei casi più difficili e negli uomini che continuano ad avere un elevato profilo di rischio nonostante una prima biopsia normale. Infatti, il nuovo test è in grado di riportare un valore numerico ottenuto dal rapporto tra PCA3 e PSA, che correla con una biopsia prostatica positiva. I valori di PCA3 correlano anche con le dimensioni del tumore, favorendo l’identificazione di quei pazienti che necessitano di una terapia aggressiva rispetto a coloro che, affetti da forme localizzate e di basso grado, possono essere invece destinati alla vigilanza attiva.


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Alimentazione a cura del dr. Andrea Salati Responsabile U.O.C. di Medicina dello Sport dell’ASL SA/3 di Vallo della Lucania

Valutazione del peso nei giovani adolescenti Esperienza nel Cilento.

Promuovere una cultura dell’alimentazione equilibrata e delle attività motorie quali elementi di ottenimento e di conservazione di un corretto peso corporeo e quindi di un buono stato di salute, che permetta di orientare in maniera efficace gli interventi di prevenzione e di educazione alimentare. Questo è stato l’obiettivo che ha spinto l’U.O.C. di Medicina dello Sport dell’ASL SA/3, a condurre un’indagine di valutazione ponderale sui giovani adolescenti nel Cilento, territorio Parco Nazionale, a sud

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della Provincia di Salerno, afferente al Distretto Sanitario di Vallo della Lucania. è stato, perciò, valutato il peso di un campione di 200 giovani atleti in età adolescenziale, circa il 10% di un numero ben più ampio, venuto all’osservazione nell’arco di un anno, in occasione della visita per il rilascio dell’idoneità psico-fisica alla pratica sportiva agonistica, richiesta, in particolare, dalle Scuole di Avviamento allo Sport, in numero sempre crescente e sempre più frequentate nel territorio. I giovani atleti praticavano discipline sportive diverse, erano esenti da patologie e in maggioranza consumano 5 pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena). I risultati: con il progredire dell’età l’andamento in percentuale delle diverse classi ponderali (normo-sovra-sottopeso), in cui è stato suddiviso il campione, utilizzando l’Indice di Massa Corporea (IBM = peso in Kg/altezza in m2), procede sostanzialmente, con qualche piccolo scostamento, di pari passo in entrambi i sessi; c’è riduzione in percentuale con l’età dei soggetti sovrappeso, più accentuato nei maschi e

aumento in percentuale con l’età dei soggetti sottopeso, più accentuato nelle femmine; mentre con il progredire dell’età aumentano in percentuale i soggetti normopeso in entrambi i sessi. Si è proceduto, pure, ad intervistare i genitori per conoscere la loro opinione sullo stato ponderale dei propri figli. I genitori dei soggetti in sottopeso sono coscienti dell’insufficiente alimentazione dei propri figli, come quelli dei soggetti sovrappeso sono coscienti dell’eccessiva alimentazione dei propri, imputando, però, la particolare condizione ponderale non solo all’apporto alimentare, ma anche allo stile di vita, che comprende pure la sedentarietà. La maggioranza dei genitori, comunque, valuta corretta la relazione tra situazione ponderale e apporto alimentare. L’indagine, avendo evidenziato anomalie ponderali nel territorio, ha messo in moto l’attivazione di opportune misure preventive atte ad evitare, in particolare, il fenomeno “obesità”. Sono stati, perciò, consigliati principi di alimentazione equilibrata ispirati ai dettami della

“Dieta Mediterranea”, che proprio nel Cilento ha avuto le sue radici (Ancel Keys ha vissuto nel Cilento), insieme all’importanza della pratica dell’attività fisico-motoria, anche quotidiana. Da qui la necessità di una attenta e puntuale sensibilizzazione dei giovani, delle famiglie, della scuola e delle scuole di avviamento allo sport non solo nei riguardi dell’alimentazione, ma anche di stili di vita corretti, che comprendono, inoltre, l’attività fisico-motoria, che contempli un aumento delle attività spontanee o meglio di riduzione di tempi sedentari della giornata, in quanto molte volte essa non risulta sufficiente a bilanciare le calorie introdotte con l’alimentazione .


Ortopedia a cura della dr.ssa Tiziana Zungri

Le lesioni al midollo spinale definitive o temporanee? Una continua ricerca alla cura. L’esito della lesione midollare era noto sin dai tempi della civiltà egizia; anche Ippocrate descrisse le conseguenze di un trauma cervicale e dopo di lui molti altri medici del passato dovettero affrontare le difficoltà connesse al trattamento di soggetti con lesione al midollo spinale. Alla fine dello scorso secolo ed agli inizi di questo ci sono stati numerosi contributi di noti neurologi, ma la situazione del mieloleso è rimasta fondamentalmente invariata dagli inizi della storia della medicina fino alla metà degli anni quaranta. I para ed i tetraplegici avevano un’aspettativa di vita

estremamente bassa e ciò avveniva in primo luogo a causa delle complicanze polmonari e renali e per le ulcere da decubito. Dopo la scoperta degli antibiotici divenne possibile curare tali infezioni, frequenti soprattutto durante la fase acuta. Il medico che per primo comprese che il mieloleso può e deve tornare ad essere una persona nel vero e proprio significato del termine fu, durante il secondo conflitto mondiale, Ludwig Guttmann. Egli fondò nel 1944 la prima unità spinale del mondo, in altre parole il centro dove sono curati i mielolesi dal momento dell'insorgenza della lesione fino al giorno del ritorno in famiglia. Questo centro è tuttora funzionante nei dintorni di Londra. La lesione del midollo spinale è un’interruzione totale o parziale delle vie ascendenti e discendenti del midollo spinale. Si tratta di una condizione - non è esatto definirla una patologia - che può dare origine a quattro diversi quadri clinici: paraplegia, tetraplegia, paraparesi e tetraparesi. Per paraplegia s’intende una sindrome sensitivo-motoria con paralisi degli arti inferiori, per tetraplegia la sindrome s’intende estesa anche agli arti superiori. Queste condizioni sono poi solitamente accompagnate da vari disturbi neurovegetativi. Per paraparesi s’intende la paralisi incompleta degli

arti inferiori, per tetraparesi la paralisi incompleta dei quattro arti. Solitamente si considera tetraplegico anche chi presenta una capacità motoria residua più o meno valida degli arti superiori. La tetraplegia e la tetraparesi sono conseguenze di una lesione del tratto cervicale del midollo spinale; la paraplegia e la paraparesi sono conseguenze di una lesione localizzata nel tratto toracico o lombare. Le lesioni spinali possono essere complete o incomplete; nel secondo caso la prognosi potrebbe essere migliore. Recentemente l'International and American Spinal Cord Injury Association (ASIA) ha proposto una Classificazione Neurologica delle Lesioni Spinali in modo da dare dei significati più precisi a termini lesione "completa" ed "incompleta". Per incompleta s’intende generalmente una lesione che consenta al paziente di avere una

qualche sensibilità o possibilità di controllo motorio al di sotto della lesione, in maniera più precisa s’intende che il paziente mantiene la funzionalità nervosa nel segmento sacrale distale (S4 e S5). Questa seconda definizione non risulta ambigua e dovrebbe essere preferita. Analogamente la lesione che non consente alcuna funzionalità né motoria né sensoria derivante dalla zona S4 e S5 è da definirsi completa. Terapie mediche. La neurorigenerazione non è l’unica via che può portare al recupero funzionale dopo la lesione spinale, in quanto il midollo spinale possiede non trascurabili potenzialità di recupero funzionale spontaneo, indipendente dalla neurorigenerazione, rappresentate da numerosi circuiti che possono operare indipendentemente dalle vie efferenti superiori o che possono prendere le veci di altri circuiti.

Tecniche mediche per ovviare a lesioni spinali: 1. Ponti di tessuto nervoso periferico 2. Tecniche di ri-mielinizzazione cellulare tramite trapianti di cellule di Schwann 3. Tecniche di trapianto di tessuto nervoso fetale (neuroblasti) 4. Tecniche di rigenerazione cellulare tramite blocco dei fattori inibenti la rigenerazione

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Posturologia a cura del dr. Antonio Pacilio - Podologo e Posturologo

Il taping e il bendaggio funzionale Diagnosi e applicazioni. Il Taping, dalla parola americana tape = nastro, è una tecnica di bendaggio che si è affermata molto in questi ultimi anni per l'enorme progresso tecnologico dei materiali ai quali si affida. Si attua mediante bende anaelastiche adesive con funzione limitante e bende elastiche adesive che permettono l'espansibilità del muscolo; nella traumatologia sportiva esse trovano larghissimo impiego, tanto da costituirne uno strumento fondamentale. Il Taping è un valido ausilio in riabilitazione e in medicina dello sport: permette una ripresa più rapida e sicura del soggetto sia esso atleta o non. Le esperienze fino ad ora accumulate da diversi autori in diversi paesi, dimostrano che fasciature ai fini di compressione e immobilizzazione parziale insieme a misure di terapia fisica e/o medica portano ad una guarigione più rapida e soddisfacente, proteggendo il paziente da eventuali traumi o recidive. Il bendaggio fornisce un’intelaiatura esterna che ha come scopo quello di limitare, detendere e mettere a riposo le strutture lesionate. Questo tipo di immobilizzazione, poco usuale negli ospedali italiani, precede e non sostituisce la tutela gessata che è e rimane la terapia di elezione nei casi più gravi. Ovviamente, al contrario dell’apparecchio gessato, essa non comporta rischi di ipotonotrofia muscolare o compromissione del sistema propriocettivo, proprio perché è mirata alla limitazione di uno o più movimenti di un’articolazione e non al blocco totale di quest’ultima, permettendo una guarigione più veloce e spontanea. Importante è la possibilità di poter controllare durante l'immobilizzazione parziale la zona colpita, valutando l’efficacia

terapeutica del trattamento e, parallelamente, applicare con facilità terapie locali (farmacologiche, fisiche ortesiche e riabilitative). Si tratta di un presidio di "contenzione dinamica" che utilizzando bende adesive elastiche ed anaelastiche opportunamente combinate, si propone di ottenere la protezione di singole strutture mio-tendinee e capsulo-legamentose da agenti patomeccanici o potenzialmente tali, senza limitare la fisiologica biomeccanica articolare su qualsiasi piano si sviluppi (Frignani). É possibile l'utilizzo in ospedale, in ambulatorio e sul campo da gioco grazie alla praticità dei materiali e alla facilità d'uso. Può avere un duplice utilizzo:

• preventivo: l'obiettivo è prevenire possibili lesioni a carico di strutture vulnerabili usando bendaggi molto utilizzati durante allenamenti e gare sportive (bendaggio simmetrico). • post-traumatico: l'obiettivo è il trattamento della lesione (bendaggio asimmetrico). Le funzioni di tale metodica possono essere di: • compressione: agendo a livello dell'articolazione o del muscolo interessato, il bendaggio contrasta l'aumento di ematomi e versamenti; • immobilizzazione: permette il riposo di una struttura lesionata e solo di quella. La benda adesiva è usata con piena efficacia per: • creare un aumento della stabilità articolare, quindi ricreare esternamente un supporto che ricalchi le linee di forza dei legamenti; • ridurre le sollecitazioni sulle strutture capsulo-legamentose, sulle strutture fasciali, sulle strutture mio-tendinee e sulle strutture ossee; • eliminare la sintomatologia dolorosa; • prevenire infortuni tipici dello sport praticato dall'atleta o a cui sia costituzionalmente predisposto da fattori congeniti o acquisiti.

Il taping è indicato in tutte quelle patologie quali:

Di fondamentale importanza risulta la conoscenza di:

periostiti tendiniti sinoviti lesioni legamentose disturbi muscolari lussazioni distorsioni fratture trattamento post-operatorio dopo intervento sulle articolazioni.

esatta diagnosi anatomia, fisiologia e biomeccanica della struttura da bendare sport praticato dall’atleta ruolo specifico del giocatore (se parliamo di sport di squadra) materiali da impiegare (non tutti hanno le stesse proprietà) tecniche fondamentali di bendaggio in maniera approfondita.

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Sociale a cura del dr. Nicola Antonucci

Autismo Dall'incurabilità alle cure possibili. Ci sono eventi della vita che non vorremmo mai che accadessero e che, soprattutto, non esistono assolutamente nei progetti, di vita professionale e personale, che costruiamo pensando al futuro. Mi sono laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria immaginando di occuparmi dei disturbi psichiatrici degli adulti, senza alcun particolare interesse verso le patologie dell'infanzia e, soprattutto, senza mai anche solo lontanamente ipotizzare di ritrovarmi dalla parte di chi, della cura, ha necessità. Ormai quasi tre anni fa, la malattia di mia figlia - con una diagnosi nello spettro autistico - è giunta così, oltre che completamente inaspettata, anche come totalmente rivoluzionaria. Medico e, insieme, in quanto padre, paziente: in nessun altro modo avrei potuto sperimentare l'incredibile difficoltà della nostra medicina di offrire risposte rispetto ad una malattia tanto pervasiva quanto ancora misteriosa ed inesplorata.

Toccato personalmente dall'assenza di risposte adeguate alla sua cura da parte della medicina ufficiale, frustrato dal temporeggiare per meglio “osservare” e non “curare”, offeso della visione psicologizzata del problema (“vediamo cosa non va nei genitori”), deluso dall'assenza di spiegazioni a tutti gli altri problemi medici correlati che mia figlia presentava, sono partito per gli Stati Uniti per approfondire le conoscenze mediche e scientifiche proposte dall'Autism Research Institute (ARI) di San Diego in California (www.autism.com). Si tratta di un Istituto di Ricerca fondato da medici nella maggior parte anche loro trovatisi come genitori al cospetto dello spettro autistico che non hanno voluto accettare come incurabile e che, dunque,

Tommaso e Daniela Saccardo sono stati recentemente ospiti del programma Rai “Unomattina”.

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hanno avviato percorsi di ricerca scientifica con l'obiettivo di svelare tutta la complessità di questa malattia sul piano scientifico e di attuare le risposte cliniche allo stato attuale più efficaci sino al raggiungimento del recupero completo dei bambini, come in molti casi sta già avvenendo. E così, due anni fa, ho lasciato il Policlinico di Bari - dove mi ero occupato di schizofrenia e disturbi del comportamento alimentare - abbandonando completamente l'immagine di futuro professionale - e personale - che avevo costruito. Da allora mi occupo unicamente dei bambini e ragazzi affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, sperimentando ogni giorno la veridicità delle ricerche condotte dall'ARI. I risultati scientifici che l'ARI sta pubblicando in questi ultimi anni, confermati dalla mia personale esperienza clinica, affermano che l'Autismo non è un “Disturbo” cosi come oggi si legge sui libri di medicina, ma è una “Malattia” o meglio, una “Sindrome”: affligge “il corpo” - e, dunque, non è una malattia psichica - giacché presenta segni e sintomi fisici specifici di patologia organica di cui il cervello - sebbene il più nobile- è solo uno degli organi bersaglio. I sintomi comportamentali - normalmente letti come disturbi del comportamento - sono solo l'epifenomeno della malattia e molto spesso espressione di malessere fisico e dolore di difficile interpretazione a causa dei deficit comunicativi di cui questi bambini soffrono.


In questi anni, di studio, ricerca e pratica clinica, ho dunque sperimentato che esistono tanti “Autismi”, con differenti meccanismi patogenetici ancora in gran parte non chiari, ma le cui evidenze empiriche riconducono a cause metaboliche, immunologiche di tipo infiammatorio, infettivologiche, autoimmunitarie e tossicologiche. Ho sperimentato che l'autismo pertanto, è una patologia multifattoriale in cui accanto ad una suscettibilità e fragilità genetica si associa un fattore ambientale che sbilancia il sottile ed instabile equilibrio biologico-metabolico-immunologico del bambino. Ho verificato che stiamo assistendo ad un'epidemia di casi Autismo: negli ultimi 20 anni i dati attuali di incidenza sono saliti di 20 volte rispetto alle statistiche degli anni '80. Un'epidemia non è mai genetica ma richiede una profonda riflessione sulle cause ambientali che possano averle scatenate, non ultimo i livelli di inquinamento ambientale e l'uso incongruo e massivo dei vaccini. Ho imparato che l'Autismo è trattabile sino al recupero completo: non perché l'abbia studiato come ipotesi possibile, ma perché ho visto, con i miei occhi, che ci sono bambini che escono dallo spettro autistico, laddove la risposta medica sia diretta alla rimozione delle cause organiche e non al mero contenimento dei sintomi. Negli USA continuo periodicamente a seguire i seminari formativi

Dr Nicola Antonucci

dell'ARI, ho frequentato come tirocinio clinico la clinica del suo Direttore Scientifico, dr.ssa E. Mumper, in Virginia, ed ogni tre mesi accompagno famiglie presso i centri americani dove eseguire indagini specialistiche e terapie (come la camera iperbarica) che in Italia risulta ancora difficile o impossibile attuare. La malattia di mia figlia dunque, oltre che ragione di immenso dolore – lo stesso che ritrovo nei pazienti che quotidianamente incontro – si è rivelata ragione di un profondo cambiamento: non di professione, ma di prospettiva. Il passaggio da una visione dell'autismo come patologia irrecuperabile ad una visione dello stesso che ne considera le già note e le non ancora esplorate possibilità di cura.

La testimonianza dei genitori di

Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bari, nel luglio 2000 e specializzato in Psichiatria nel gennaio 2005 nella stessa Università. Dall'ottobre 2006 ha cominciato ad occuparsi di Trattamenti Biomedici dei Disturbi dello Spettro Autistico secondo il Protocollo DAN!, partecipando alle conferenze internazionali e ai corsi di formazione per medici a Jacksonville (01/2007) ed Alexandria (04/2007). Dal dicembre 2007 si occupa esclusivamente di trattamenti biomedici dell'Autismo visitando in diverse città d'Italia e collabora con il “TheRimlandCentre” della dr.ssa Elizabeth Mumper in Virginia accompagnando periodicamente alcune famiglie italiane per trattamenti intensivi.

Giuseppe

che oggi ha tre à e mamma di Giuseppe Maria Siamo Tommaso e Daniela, pap o un problema figli ro nost a icato fu diagnost anni e sei mesi. Nel luglio del 2007 asivo dello sviluppo”. inquadrato come “dis turbo perv ò letteralmente rrimento che provammo: ci casc sma lo e o fort scon Ricordiamo lo il mondo addosso. ilmente, brava volerci risucchiare inesorab Eppure, in quel baratro che sem ci fu tesa una mano. ine e caseina, nostro piccolo è a dieta senza glut è più di un anno, ormai, che il a. Itali DAN ici da uno dei med e viene seguito attentamente integratori, e di il Dott. Antonucci. Un anno di E' un anno dalla prima visita con lui è diventata davper che e oli Nap di ra il Centro Futu speranze. Un anno che frequenta miglioramenti. di tati, tante cose. Un anno di risul vero una “scuola” dove impara ro figlio nost di e eral gen e zion situa camente la Solo dopo aver inquadrato clini a livello tto attu sopr e, ti a conoscenza di patologi con esami specifici, siamo venu . ante ccup preo to zione mol intestinale, che rendevano la situa esami clinici hanno terapia tutto è cambiato: nuovi In dieci mesi di paziente e mirata ro figlio. nost di i to delle condizioni general evidenziato il netto miglioramen assolutamen ava parl non i, occh li neg ci guardava Solo un anno fa Giuseppe non to e vuo spen rdo sgua fisico, aveva sempre uno te, si isolava ed evitava il contatto i gioco e ogn ad ssato tere disin era e), (azioni ripetitiv to, aveva continue stereotipie e. non comunicava nessuna emozion vita, gioca con i fravo, molto più felice, attento alla Oggi Giuseppe è un bimbo nuo nuove azioni, non ara imp , gno biso ha quello di cui telli, indica e cerca di comunicare oni. cazi comprende molte nostre indi fugge più lo sguardo, ascolta e , con metodo DAN lo ocol prot dal ista zione prev Questo anche grazie alla riabilita so un centro pres oli Nap applicata) che si esegue a ABA (analisi comportamentale convenzionato ASL . si può fare, anare la nostra esperienza e quanto Oggi è per noi un dovere comunic grave. che dinanzi ad una diagnosi così è davvero possibile. L’autismo è trattabile, il recupero

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Prevenzione a cura del dott. Aldo Sabato - Farmacista

Influenza e sindromi para-influenzali Facciamo un po' di chiarezza.

A metà ottobre erano già circa 240.000 gli italiani costretti a casa da forme legate alle variazioni climatiche di stagione: ma non si tratta d’influenza, come molti ritengono erroneamente. Si tratta infatti delle classiche sindromi cosiddette para-influenzali, sostenute da altri virus, mentre l’influenza, quella vera, non arriverà prima di fine novembre e tra l’altro quest’anno la cosiddetta Australiana sarà più aggressiva per colpa dei tre ceppi virali attesi, tutti di nuova comparsa. Non per questo le forme da raffreddamento sono da trascurare, e non solo per i fastidi che causano. Solitamente la metà dei casi segnalati nella stagione fredda come influenza si rivela dovuta ad altri virus, detti para-influenzali, che causano sintomi simili ma non identici a quelli influenzali. Distinguere tra le due situazioni quindi è importante anche per sapere come affrontarle, e, ancor prima, come cercare di evitarle. Evitare sbalzi termici e luoghi affollati Tra gli agenti virali che con i primi freddi sostengono raffreddori, mal di gola e tosse ci sono rhinovirus, adenovirus, coronavirus, parenti comunque del virus influenzale. 20 www.salutare.info

Sono soprattutto gli sbalzi di temperatura a favorire la proliferazione dei virus delle forme da raffreddamento, e queste non vanno sottovalutate anche perché, indebolendo le difese dell'organismo, spianano la strada all’influenza. In netta maggioranza (98%) sono di origine virale e quindi la prima regola è che gli antibiotici, se non ci sono complicanze batteriche, sono inutili. L’approccio corretto, in fase iniziale e in assenza di complicanze, è l’automedicazione responsabile, che tiene conto soprattutto dei sintomi, accompagnata da riposo. Come si distinguono, appunto, i sintomi, rispetto all’influenza? Prevalgono quelli nasali, con rinite acuta (raffreddore) che dà gocciolamento nasale, secchezza rino-faringea, starnuti, malessere, tosse e mal di gola. A volte anche febbre alta, ma sempre di breve durata. Nell’influenza, invece,

ci sono sempre almeno tre fattori: febbre oltre i 38°, in genere con dolori ossei e muscolari e mancanza d’appetito, sintomi respiratori (quelli più pericolosi per bambini e anziani), concomitanza con la circolazione dei virus influenzali. Per prevenire le forme da raffreddamento valgono regole di buon senso: la principale è lavarsi spesso le mani (come per altre infezioni), poi ripararsi da sbalzi termici con giuste temperature al chiuso e coprendosi quando si esce, ed evitare la permanenza in luoghi affollati; si possono assecondare le difese con apporti vitaminici. Contro questi malanni non esiste vaccinazione, mentre per prevenire l’influenza questa resta la via maestra, ma non ancora abbastanza seguita soprattutto nella fascia pediatrica e tra gli operatori sanitario-assistenziali. Molte persone a rischio rifiutano di


Secondo una ricerca Eurisko tre italiani su quattro usano gli OTC per le piccole patologie riconoscibili che si possono affrontare senza prescrizione medica e nel 25% dei casi proprio per i sintomi da raffreddamento e da influenza. Li si identifica facilmente grazie al bollino rosso che riportano obbligatoriamente sulle confezioni. Per un utilizzo consapevole e responsabile si può consultare l’opuscolo “Automedicazione istruzioni per l’uso” scaricabile dal sito dell’ANIFA (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione) e realizzato con l’Unione nazionale consumatori.

vaccinarsi ritenendosi erroneamente immuni (“tanto io non la prendo mai l'influenza”...), senza rendersi conto che anche chi non contrae la malattia può comunque contagiarla se è stato a contatto con un ammalato. Inoltre, il virus dell'influenza è estremamente mutevole, e chi non ha contratto la malattia l'anno scorso può benissimo contrarla quest'anno. Trattare i sintomi con automedicazione. Ma come trattare adeguatamente queste forme? Per le sindromi para-influenzali e il raffreddore il trattamento è solo sintomatico, con farmaci di automedicazione o da banco (OTC). Si tratta di antipiretici, per abbassare la febbre quando è troppo alta (oltre i 38°), analgesici, per i dolori ossei o muscolari, antinfiammatori, decongestionanti nasali, antistaminici, fluidificanti per la tosse “grassa”, sedativi per quella secca. Solo se il disturbo permane oltre 4-5 giorni è opportuno rivolgersi al medico. Quanto al vaccino antinfluenzale non ha potere contro questi altri virus, così come in caso di mancata vaccinazione i farmaci da automedicazione possono aiutare contro i sintomi dell’influenza senza però sconfiggere il virus. L’uso degli antibiotici è da valutare con il medico ed è utile solo in presenza di infezioni batteriche, complicanza che si può verificare in concomitanza dell’influenza; le complicanze (virali o batteriche) possono essere rischiose per certi soggetti. Anche il ricorso all’automedicazione dev’essere però oculato.

ogni 40 anni, e l'ultima si verificò nel 1968... - l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda maggiore attenzione del solito a far vaccinare le categorie a rischio, in particolare gli over65, cercando di raggiungere i tetti di copertura previsti, che sono, però, ancora piuttosto lontani. Il momento migliore per vaccinarsi è appena possibile, e comunque entro la fine di dicembre, per essere coperti quando il virus sarà maggiormente in circolazione nel sud Europa. Per il resto, valgono le raccomandazioni di sempre.

Un virus tutto nuovo E se arriverà l'influenza vera e propria? Difendersi non sarà facile quest'inverno: come abbiamo già detto, è in arrivo un virus tutto nuovo in ben tre varianti con cui comincerà a circolare ai primi freddi: l'A/Brisbane H1N1, l'A/Brisbane H3N2 e il Florida 2006, quest'ultimo individuato a metà ottobre proprio in Italia in due stranieri di passaggio. Non succedeva da 20 anni: si prevedono dai 5 ai 7 milioni di malati. Mai come quest'anno la campagna di vaccinazione antinfluenzale, decisa dal Ministero del Welfare ha assunto un'importanza cruciale. Il nostro sistema immunitario è completamente indifeso di fronte a questi nuovi antigeni virali: di qui la prospettiva poco allettante che quest'anno gli italiani che si metteranno a letto con l'”Australiana” saranno circa il doppio degli anni scorsi. Proprio per evitare questa che potrebbe diventare una vera e propria pandemia – stando al calcolo delle probabilità, una pandemia influenzale si verifica

Intanto, c'è chi studia per poter realizzare un domani migliore: è iniziata nell'Università di Oxford la sperimentazione, su un piccolo numero di volontari, di un nuovo tipo di vaccino, chiamato “universale”, che, agendo sulle proteine più interne del virus anziché su quelle di superficie che cambiano in continuazione vanificando gli attuali vaccini, dovrebbe essere più efficace, conferendo un'immunità permanente, tramite semplici richiamo ogni 5 o 10 anni.

fuori dalla zona a traffico limitato

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Benessere a cura di Donatella De Bartolomeis

Il kung-fu Le arti marziali come filosofia di vita. Le arti marziali orientali, introdotte in occidente agli inizi degli anni sessanta, sono discipline legate al combattimento e basate su principi, oltre che fisici, anche culturali e filosofici. In molte arti marziali l'apprendimento va infatti, al di là dell'abilità nel combattimento, assumendo così una grande importanza per la vita di ogni singolo individuo e per la collettività. Per carpire i meccanismi abbiamo intervistato il M° Giancarlo Matarazzo della Scuola di Shaolin Hung Gar Kung Fu, dove Hung Gar significa letteralmente “famiglia Hung” riferito allo stile praticato. Il Maestro ci spiega che “Kung fu” si può tradurre con “Esercizio eseguito con abilità”, “Lavoro duro” e rappresenta il percorso

necessario all'apprendimento profondo di una disciplina, qualsiasi essa sia, ed è anche, nella vita di tutti i giorni, un modo di essere, perché il lavoro interiore, la disciplina, la concentrazione e l’autosservazione sono pilastri per una vita vissuta a fondo e con consapevolezza. Dunque non sport, ma soprattutto abilità di combattimento, autodifesa, salute fisica, autocontrollo, meditazione, che consente di acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza nelle proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti. Al di là della difesa personale, gli allievi hanno altri scopi per certi aspetti anche più importanti come ad esempio imparare il metodo per nutrire il proprio corpomente-spirito e migliorare sè stessi così da poter essere relativamente liberi dalla paura e dalle intimidazioni esterne. Le cosiddette “forme” non sono altro che dei combattimenti simulati con presunti avversari o contro le proprie negatività. L’allenamento all’ Hung Gar Kung Fu è interessante e impegnativo e i risultati sono sempre altamente soddisfacenti

con immensi benefici per la salute e il benessere. La pratica tradizionale dell’Hung Gar Kung Fu, comprensiva della sua componente principale e cioè del lavoro spirituale, non è dunque una pratica fine a se stessa, ma dovrebbe accompagnare l’allievo e soprattutto il maestro in ogni istante, attraverso l’arte dell’ascolto e del vivere QUIEORA fino a trasformare gradualmente la persona rendendola migliore sotto ogni aspetto. Il Kung Fu ricerca la qualità, che ha come scopo primario il benessere fisico, il risveglio della coscienza, il lavoro di autosservazione e di dissoluzione dell’ego. Questa sicurezza e la salute mentale e fisica che derivano da una pratica regolare danno ampie opportunità di svilupparsi e realizzarsi ad un livello raramente raggiunto con le attività sportive. È per questo che il maestro ha sottolineato che il lavoro svolto in palestra non finisce lì, ma continua in ogni istante della quotidianità e se così non fosse questa antica arte si ridurrebbe a puro spettacolo, come già si è tentato di fare utilizzandola anche in films commerciali. Dunque la quotidianità trasformata in un’immensa palestra dove allenarsi sulla disciplina e sull’autocontrollo, sulla moderazione, sulla volontà e sull’ispirazione e, come grande maestra, la vita. Diverse sono le armi usate, generalmente collegate ai cinque elementi (acqua - spada; legno - bastone; fuoco - lancia; terra - pugno; metallo - sciabola) ed ai cinque animali (tigre, gru, serpente, leopardo e drago), ma qui il discorso si complicherebbe un po’; resta comunque il fatto che le attrezzature più importanti che vengono adoperate nella pratica del Kung Fu, ed in generale di tutte le arti marziali, sono il proprio corpo, la propria mente, il proprio spirito.

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Formazione a cura di: dott. Ing. Giuseppe Langella, dott. Ing. Alfonso Cavaliere, dott. Ing. Antonio Iadicicco

Energia e ambiente Gli attuali scenari energetici in relazione alla salvaguardia dell’ambiente e della salute umana. Il legame sempre più stretto tra il crescente fabbisogno energetico mondiale e l’obbligo di salvaguardare l’ambiente e la salute umana, ha portato lo sviluppo industriale alla necessità di realizzare e sviluppare sia tecnologie ad alta efficienza energetica, e di conseguenza a basso impatto ambientale, sia sistemi energetici che utilizzino il più possibile fonti rinnovabili. Ulteriore elemento trainante verso lo sviluppo di energie rinnovabili è anche e soprattutto il continuo aumento del prezzo dell'energia. Ciò ha spinto i paesi occidentali a guardare con più interesse verso nuove politiche energetiche non più basate sui combustibili fossili, sempre più difficili da reperire e fortemente inquinanti. Se è vero che, come alternative al petrolio, si riaffacciano anche carbone e nucleare, l’unica scelta compatibile con l’ambiente e che non debba fare i conti con l’esauribilità delle fonti è rappresentata dalle energie rinnovabili. Un’altra forte spinta verso l’utilizzo delle citate fonti rinnovabili viene dalla ratifica del protocollo di Kyoto che obbliga i paesi firmatari all’abbattimento delle emissioni dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Per quanto riguarda i rischi sulla salute dell’uomo, derivanti dall’inquinamento ambientale, non ultimo è da tener presente quello dovuto alle emissioni in aria

di nanoparticelle prodotte dai combustibili fossili. L’inquinamento atmosferico da particolato ad oggi è responsabile in Italia di un numero significativo di problemi di salute ed è causa di decessi. Alcuni studi descrivono l’impatto del particolato e dell’ozono sulla salute umana, stimando le morti e le malattie evitabili attraverso la riduzione dei livelli di concentrazione degli inquinanti e fornisce elementi per identificare politiche che assicurino alle città italiane aria di qualità.

delle tecnologie energetiche di frontiera con particolare focalizzazione sulla fusione termonucleare controllata del progetto I.T.E.R. (International Tokamak Experimental Reactor - progetto internazionale nato dall’accordo fra sette grandi partner: Unione Europea, Giappone, Russia, Cina, Corea, India e Stati Uniti) enfatizzando l’aspetto storico e critico della realizzazione del reattore nucleare TOKAMAK atto a produrre una reazione di fusione controllata in cui la temperatura raggiunge un valore superiore al triplo di quello del nucleo del sole.

Un’ormai diffusa sensibilità in tale direzione e soprattutto la necessità di porre in atto concrete politiche per un uso razionale dell’energia al fine di realizzare risparmi energetici hanno fatto sì che fosse importante e necessaria la formazione di esperti con diversi profili: tecnico-ingegneristico, ambientale, sociale, economico, giuridico, eccetera. Per quanto riguarda la formazione del profilo tecnico-ingegneristico, nel contesto formativo dell’Accademia Italiana di Micronutrizione L. Pauling viene istituito il Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Efficienza Energetica diretto dal prof. Antonio Iadicicco, all’interno del quale nasce la Scuola di Formazione Specialistica in “Fonti Rinnovabili e Gestione Ottimale dei Sistemi Energetici” che si pone l’obiettivo di fornire competenze nell’ambito degli attuali scenari del settore energetico. Compito della scuola è formare tecnici con competenze a largo spettro in grado di gestire al meglio il fabbisogno energetico, sia in campo industriale che nella pubblica amministrazione/sanità (energy manager), e di operare con piena competenza nel settore delle fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, eolico, biomasse, ecc.). Sarà inoltre dedicato spazio alla presentazione alutare 23


Nutrizione a cura di Valentina Mattiello

Celiachia e aspetti legali La somministrazione gratuita di alimenti privi di glutine. Nonostante sia un argomento che negli ultimi tempi abbia interessato ampie fasce di individui, sono ancora poche le persone che sanno a grandi linee cosa sia la celiachia, sebbene sia una condizione molto diffusa (le ultime ricerche parlano infatti di 1 /150). La qualità di vita del celiaco non è molto diversa da quella di un individuo sano, anche perché non è una malattia, ma una condizione. In una società come la nostra, che dà importanza al cibo come strumento di appagamento e di benessere, qualsiasi limitazione può essere avvertita come diversità. Il Servizio Sanitario Nazionale, sin dal 1982, eroga gratuitamente gli alimenti dietetici privi di glutine a favore delle persone affette da celiachia. I tetti di spesa, suddivisi per fasce di età e sesso, sono stati definiti per la prima volta dal Decreto ministeriale 8 giugno 2001 e successivamente

confermati dal Decreto Ministeriale 4 maggio 2006. L'adeguamento, effettuato dall'allora Ministero della Salute con il decreto ministeriale del 4 maggio 2006, ha ribadito una copertura pari a 140 € al mese per gli uomini e a 99 € per le donne. Alcune Regioni hanno integrato la somma, parificando il tetto tra i due sessi. Il Decreto Ministeriale 8 giugno 2001 ha inoltre istituito il Registro Nazionale dei prodotti destinati ad un'alimentazione particolare erogati nelle singole regioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale con le indicazioni delle modalità erogative scelte dalle Regioni. Tale elenco viene aggiornato periodicamente dal Ministero e i prodotti che ne fanno parte sono facilmente identificabili grazie ad un logo ministeriale ufficiale che le aziende possono apporre sulle confezioni. Il ritiro dei prodotti può avvenire direttamente presso i presidi delle ASL, le farmacie convenzionate o i fornitori da queste autorizzati. Con la legge 4 luglio 2005, n.123 “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia” (G.U. n. 156 del 07/07/ 2005) viene riconfermata ai celiaci l’erogazione gratuita

dei prodotti dietetici senza glutine e per la prima volta viene riconosciuta la possibilità di ottenere la somministrazione di tali alimenti nelle mense scolastiche, ospedaliere e nelle mense di strutture pubbliche. Tale intervento è stato previsto allo scopo di agevolare l’inserimento dei celiaci nelle attività scolastiche, sportive e lavorative attraverso un accesso equo e sicuro ai servizi di ristorazione collettiva. La stessa legge per la prima volta prevede lo sviluppo di attività e progetti, nazionali e regionali, finalizzati a: permettere una diagnosi precoce della malattia e facilitare la prevenzione delle sue complicanze; garantire un’alimentazione equilibrata e sicura non solo a casa ma anche durante le attività scolastiche, sportive, lavorative e le eventuali degenze ospedaliere, riconoscendo agli affetti da malattia celiaca il diritto all’erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza

glutine; favorire l’educazione sanitaria del cittadino celiaco e della sua famiglia nonché provvedere alla formazione e all’aggiornamento professionale del personale sanitario e degli operatori del settore turistico-ristorativo. è per questi motivi che la Farmacia Sant’Anna dei dott.ri Giliberti si rivolge alla clientela con uno sguardo sempre attento al nuovo che avanza. La farmacia dispone, oltre che delle medicine convenzionali, di un ampio settore dietetico, particolarmente dedicato agli alimenti senza glutine, punto di forza della farmacia. I clienti possono accedere ad un'ampia gamma di prodotti secchi, freschi e surgelati, sempre disponibili, e valersi della consulenza di personale qualificato che potrà guidarli nella scelta. Per la Celiachia inoltre, è sempre disponibile una postazione internet per cercare notizie utili e aggiornarsi con l’AIC, alla quale la Farmacia Giliberti è associata.

Consigli pratici per i genitori di bambini celiaci: Ghiaccioli e granite: Se vengono preparate in casa con acqua e spremuta di frutta non ci sono problemi, se invece si tratta di granite industriali bisogna controllare il prontuario. Gelati: Per i gelati industriali valgono le stesse indicazioni delle granite. Per quelli artigianali invece il discorso cambia, difficilmente si trova la gelateria che utilizza esclusivamente prodotti freschi. Il pane: Si possono trovare fornai che garantiscono pane fresco senza glutine, è meglio non fidarsi perché ci potrebbe essere il rischio di contaminazione durante la lavorazione.

Tel. 0825 74890 / 74891 www.farmaciagiliberti.it 24 www.salutare.info

Comunione: Attualmente la normativa ufficiale della Chiesa Cattolica stabilisce che i celiaci possono ricevere la Comunione con ostie a basso contenuto di glutine, diversamente sono materia invalida per la consacrazione.


Salute a cura del dr. Domenico Trotta - Sessuologo clinico

Fumo o sesso? Questo è il problema... Un binomio perdente. Perdente per il sesso. È accertato: il fumo fa diventare impotenti. E non solo è causa di disturbi dell’erezione ma di diversi altri malanni. Ad esempio il morbo di “La Peyronie” o “induratio penis plastica”, una malattia acquisita del pene - 4.6 volte piú frequente nei fumatori rispetto ai non fumatori- che provoca un suo incurvamento e rende scomodi e dolorosi nonché difficili i rapporti sessuali. Ed inoltre riduzione della capacitá fertile maschile, andropausa precoce. Nella donna il fumo riduce la percentuale di fertilità 10-40% per cento, disturba la gestazione, anticipa la menopausa. “Fuma che ti passa” Lo dicono dire in tanti, mentre fumano contenti, un'ennesima sigaretta. Nel tentativo di fare andare via stress, ansia e nervosismo. A questo antico detto è oggi meglio attribuire un senso piú moderno. Nel senso che a “passare”, questa volta, è il sesso. E non certo la voglia. Assai piú resistente anche nei fumatori incalliti. Disturbata invece è la capacitá di continuare a fare sesso. Come un tempo, come una volta. E come sarebbe giusto che fosse, ancora oggi. E che invece non è

piú, nei fumatori, spesso giá a partire dai 40 anni. Il fumo non provoca solo ben noti danni a distanza, ma anche danni immediati, prontamente misurabili. Alla vagina e al pene di chi fuma arriva meno sangue di quello necessario. E l'eccitazione, la lubrificazione e l'erezione sono meno validi - se non addirittura assenti - dopo aver fumato. Insomma, il fumo è la porta della disfunzione erettile e del suo corrispettivo femminile, la ridotta lubrificazione.

assicurano l’erezione sono tra i piú piccoli dell’organismo umano (piú piccoli ad esempio dei vasi coronarici del cuore). È per questo che la disfunzione erettiva anticipa spesso di anni un infarto cardiaco o un ictus cerebrale, eventi classicamente associati all’uso e all’abuso del tabacco e costituisce perció un markers di uno stato di malattia grave e silente dell’organismo. Il "check-up" della mascolinitá Il medico e piú precisamente lo specialista sessuologo o l'andrologo è in grado di effettuare

un check-up completo della virilità. Può valutare la normalitá morfologica genitale e la circolazione dei corpi cavernosi del pene con un esame ecografico e doppler. Può indurre un'erezione artificiale con farmaci, così da studiarne eventuali carenze della capacitá al rapporto sessuale. Può richiedere degli esami di laboratorio per valutare se i valori del testosterone e degli altri ormoni sono adeguati. E valutare se sono presenti cause organiche di impotenza, come in piú del 50% dei casi.

Giovani apparentemente adulti e adulti precocemente vecchi. Si inizia a fumare per apparire piú grandi, per “darsi degli anni”. è quanto succede nei giovani. Ragazzi e, ormai sempre piú spesso, ragazze. Ma è soprattutto con il passare del tempo che il fumo continua a darci degli anni. Questa volta davvero, non simbolicamente, ma perchè fa diventare biologicamente piú vecchi ed a 40 - 50 anni è come avere 50 - 60 e piú anni. Con tutte le conseguenze che ciò comporta. La disfunzione erettile come “marker” di “malessere” L’uomo ha infatti l’etá delle sue arterie. Che con gli anni divengono piú piccole, trasportano meno sangue e divengono meno efficenti, compromettendo cellule, tessuti, organi e funzioni che esse dipendono. La sessualitá è tra le funzioni ad essere piú precocemente compromessa. I vasi sanguigni che

Attenzione ai falsi amici: I disturbi sessuali sono piú gravi se al fumo si accompagnano altre condizioni ad influenza negativa sul sesso. Come obesitá, diabete, alcool, ipertensioni e malattie cardiovascolari. Quindi attenzione al fumo. Se si vuole essere “potenti” ed a lungo bisogna fare attenzione alla salute. E fare le proprie scelte: il fumo o il sesso. E considerare il fumo per quello che è. Un falso amico ed il peggiore tra i nemici del sesso. alutare 25


Educazione Motoria a cura della dott.ssa Mariangela Picardi laureata in scienze motorie, chinesiologa, operatrice in movimento, streching e acquaticità per la gravidanza

Attività motoria come linguaggio (parte seconda) Il mimo. Le origini della gestualità e del mimo sono molto antiche, risalgono alla preistoria quando gli uomini primitivi, accanto al linguaggio grafico-pittorico e plastico, usarono anche il linguaggio del corpo. Con il movimento e con le danze rituali essi rappresentavano sè stessi, gli animali, le forze della natura e fugavano le paure invocando dalla sorte una proficua caccia; compivano riti magici e propiziatori nei quali mimavano, cioè imitavano i gesti che avrebbero compiuto realmente durante la caccia, per procurarsi il cibo, e in più addestravano i giovani a questa attività. La mimica era accompagnata dal trucco e da semplici travestimenti e dalla preparazione del luogo dove agivano. Anche presso i Greci il mimo era una forma di teatro molto sviluppata alla tragedia e alla commedia. Gli attori mimi recitavano, cantavano e

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improvvisavano in occasione di feste rurali. è proprio l’aspetto dell’improvvisazione che è continuato attraverso i secoli caratterizzando l’arte del mimare. Nel ‘500 in Italia nasceva la Commedia dell’Arte, nella quale gli attori recitavano a soggetto improvvisando le battute su una trama molto semplice (canovaccio) e accompagnavano le parole con una ricca gestualità che sottolineava i caratteri tipici delle varie maschere. Il mimo con i caratteri odierni prende forma e si sviluppa in Francia, dove il maestro Decroux crea un alfabeto mimico su cui costruire la pantomima e fonda una scuola nella quale si formeranno diversi allievi che diffonderanno i suoi insegnamenti con stili diversi e personalizzati. Il mimo contemporaneo più famoso in Europa è stato Marcel Marceau. In Italia si continua la tradizione francese arricchendola con la vitalità e le clownerie tipicamente italiane. L’arte mimica si propone oggi di educare il corpo, di finalizzare, guidare, controllare ed economizzare il movimento attraverso una ginnastica di base (comprendente esercizi di respirazione, ritmo, equilibrio, etc.), un’acrobatica leggera, una tecnica mimico-gestuale; di indirizzare la creatività e l’espressività verso la comunicazione attraverso l’improvvisazione singola e di gruppo, dove il linguaggio corporeo è la conquista di un lavoro precedente di esplorazione delle tecniche acquisite, di invenzioni personali. La tecnica mimico-gestuale si basa su tre principi fondamentali: - la manipolazione di oggetti inesistenti ma che devono apparire come realmente presenti. Si può far precedere il lavoro da percezioni sensoriali dell’oggetto reale per poi riproporlo ricordandone proporzioni, forma, peso, volume, etc. Questo tipo di esperienza è fondamentale per sviluppare la percezione e la memoria tattile, l’osservazione e la concentrazione. - I punti fissi nello spazio relativamente ad appoggi o ad azioni che devono sembrare reali; i corpi devono sapersi muovere disinvoltamente nello spazio sottolineando

la presenza degli oggetti con la massima economia e pulizia dei gesti, senza urtarli o distruggerli visivamente e rispettandone la posizione, la distanza, etc. - Le spinte, le resistenze, i contrappesi dove tutto il corpo deve reagire come se si trovasse di fronte a pesi reali e ad oggetti da spostare che offrono resistenza. La qualità e il peso degli elementi mossi si trasferiscono nel corpo condizionandone i movimenti i quali dovranno evidenziare, oltre che lo stato fisico del materiale usato, anche l’energia vitale. Il mimo può avere carattere descrittivo- tradizionale se utilizza l’imitazione in senso realistico o diventa pantomima se i movimenti sono più stilizzati; può avere un carattere plastico-dinamico-gestuale se l’azione è più ampia e sciolta, anche astratta, in uno spazio quasi elastico, trasformabile con la gestualità; può rappresentare l’identificazione con personaggi, animali, elementi diversi, se adegua la trasformazione del corpo ai loro ritmi, alla loro materia, qualità e personalità; può trasformare la materia e le dimensioni del corpo e dello spazio con un diverso linguaggio tonale nella gestualità. Il mimo può essere accompagnato da suoni e musica e spesso utilizza le maschere. La maschera neutra, cioè senza espressione, carattere e distinzione sessuale, è usata principalmente per la ricerca pura dei movimenti e per l’astrazione; la maschera espressiva è usata per sviluppare caratteri con atteggiamenti e movimenti del corpo e per l’invenzione. Nell’educazione motoria del bambino è utile proporre il gioco mimico con oggetti reali i quali vengono utilizzati non per il loro valore pratico-funzionale, ma per il loro valore più intrinseco ed essenziale, per la loro forma e colore: si trasformano in giocattoli da scoprire, da usare con finalità diverse dalle proprie, da far vivere come protagonisti, antagonisti, personaggi, compagni. In questo caso, la forza trainante del lavoro resta l’aspetto ludico o comunque il piacere della ricerca di un linguaggio corporeo come mezzo espressivo di comunicazione.


Ricerca a cura di: Prof. Gaetano Iaquinto - Dr. Scipione Pagliara Dr.ssa Rosa Maria Bevilacqua - A.O.R.N. “San G. Moscati” - Avellino

Celiachia e patologie associate La ricerca dell'Ospedale Moscati di Avellino. La Celiachia è spesso associata ad altre patologie autoimmuni, in particolare alla tiroidite di Hashimoto, alla gastrite autoimmune, al diabete, alla psoriasi, alla dermatite erpetiforme. Scopo del nostro studio è stato quello di verificare l’incidenza di malattie associate al Morbo Celiaco e la differenza di morbilità di tali patologie tra popolazione generale e popolazione con Celiachia. Lo studio ha interessato 130 pazienti celiaci seguiti presso l’U.O. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’A.O.R.N. “San G. Moscati” di Avellino ed è stato svolto mediante la metodologia del campionamento casuale effettuato tra le cartelle cliniche dei pazienti che si sottopongono regolarmente alla visita e agli esami di controllo. Dall’analisi delle cartelle cliniche, sono

emerse le seguenti conclusioni che hanno confermato i dati attesi: il 49% del campione studiato (64 pz./130) è risultato essere affetto da una o più patologie autoimmuni associate alla Celiachia. 47 dei 64 pazienti (ossia il 36% del campione) presentano una sola malattia associata, la restante fetta del campione due o più malattie (Tab. 1). La patologia più frequentemente registrata è stata la tiroidite cronica autoimmune, presente nel 12% dei soggetti (16 pz./130); nella popolazione generale essa ha una prevalenza pari al 2-10 % nelle donne e 0,2-5,3 % negli uomini a seconda se si tratta di una forma clinicamente manifesta oppure subclinica. Tale prevalenza, comunque, tende ad aumentare con l’età. Altrettanto significativo il numero di celiaci con dermatite erpetiforme e gastrite autoimmune, malattie che colpiscono, rispettivamente, l’8 e il 5% dei pazienti. La psoriasi, che generalmente interessa il 2-3% della popolazione è, invece, presente nel 4% dei soggetti celiaci (5 pz./130). Nel 3% dei pazienti e la vitiligine nel 2%: quest’ultima, nella popolazione mondiale, interessa l’1% dei soggetti. Le MICI, Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali quali il morbo di Crohn e la Rettocolite ulcerosa colpiscono 3 dei 130 pazienti sottoposti allo studio: in

60%

40%

particolare, due di essi sono affetti da Morbo di Crohn e uno da RCU. Entrambe le patologie, nella popolazione generale, colpiscono una percentuale minore di individui. Tra le patologie geneticamente trasmesse, la Sindrome di Berger, patologia a carico dell’apparato renale, colpisce l’1% dei soggetti celiaci, mentre la Sindrome di Down o Trisonomia 21 interessa il 2% del campione (3 pz. / 130): nella popolazione generale tale sindrome è considerata rara e colpisce 1 soggetto ogni 1200 nati.

51%

una malattia associata

36% una malattia associata

20%

0%

13% nessuna malattia associata

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Odontoiatria a cura del dr. Salvatore Mone e della dr.ssa Delia Corrado

I genitori e l'odontoiatria Il rapporto medico - bambino - genitore.

La Pedodonzia od Odontoiatria infantile cura le malattie della bocca e dei denti (decidui e permanenti) dei bambini, dalla nascita fino al termine dello sviluppo (18 anni circa) La prima visita é molto importante: serve a conoscere i problemi odontoiatrici e psicologici del bambino. I genitori, in genere, se presenti, hanno l'abitudine istintiva e irrefrenabile di intervenire sollecitando, suggerendo, suggestionando il bambino, trasformando così il rapporto medico-bambino (l'unico possibile) in medico-genitore e genitore bambino. Recuperare il bambino come buon paziente odontoiatrico diventa difficile. Per il buon esito del trattamento si invitano i genitori a trattenersi in sala d'attesa. Cura dei denti La cura interessa i denti permanenti e quelli decidui (o da latte). Se vogliamo che la bocca di un bambino si sviluppi correttamente, anche i decidui dovranno essere sani. La dentatura decidua, infatti, ha molteplici e importanti funzioni che non ci consentono di trascurarla: nell’alimentazione, nella fonazione, nello sviluppo dei mascellari e dell'articolazione temporo-mandibolare, nel

Regole per avere denti sani: - Spazzolare i denti per almeno due minuti dopo ogni pasto; - Cambiare lo spazzolino ogni due mesi; - Utilizzare dentifricio al fluoro; - Passare il filo interdentale tra den te e dente ogni sera; - Controllo dal dentista ogni 6 mesi. 28 www.salutare.info

mantenimento dello spazio tra dente e dente come guida ai denti permanenti e, infine, nell’estetica. Perciò i denti decidui vanno curati a meno che non siano irrecuperabili, costituendo una fonte di infezione che potrebbe avere ripercussioni anche gravi sull'organismo (cuore, rene) altrimenti vengono estratti. Il dente deciduo, cadendo, lascia lo spazio al dente permanente sottostante: con l'estrazione precoce del deciduo, questo spazio si perde creando futuri problemi di "affollamento", ecco perché é necessario applicare un "apparecchietto" che abbia la funzione di mantenitore di spazio. Qualunque sarà il procedimento di cura ci serviremo sempre di un anestetico locale: anche la cura di una piccola carie é dolorosa e noi abbiamo il dovere di bandire il dolore. Prevenzione 1) Alimentazione: la trascuratezza e un’errata alimentazione sono cause di veri disastri nella bocca di un bambino. Nella nostra dieta, ha un'alta incidenza l'uso di prodotti raffinati e l'abitudine di consumare cibi tra un pasto e l'altro. Si raccomanda, quindi, di effettuare un’adeguata pulizia dei denti dopo ogni pasto, limitare i fuori pasto e ridurre il consumo di prodotti di particolare adesività alla superficie dei denti (dolci, gelati, gomme da masticare, caramelle, ecc.) 2) Igiene: prima di iniziare la cura dei denti, il bambino dovrà imparare ad avere cura della propria bocca. Se questa rimane in cattive condizioni igieniche, sarà solo questione di tempo che i denti inizieranno a cariarsi un po’ alla volta e ogni otturazione, anche se ben fatta, in certe condizioni non é destinata a tenere a lungo. Per questo motivo prima di iniziare ogni trattamento il bambino dovrà andare dall’Igienista che, oltre a rimuovere la placca batterica ed eventualmente il tartaro, gli insegnerà a pulirsi i denti in modo corretto. 3) Controllo periodico: il bambino va dal dentista, in genere, quando ha "mal di

denti". Si tratta spesso di casi già gravi al limite della recuperabilità. Il dolore d'altronde non é sempre presente e si rischia di iniziare le cure con bocche irrimediabilmente compromesse. Il programma preventivo prevede la convocazione ogni 4 o 6 mesi, in rapporto alla cariorecettività del bambino, e in quella seduta si controlla se mantiene realmente la bocca pulita, se si sono formate nuove carie, lo stato di adesione dei sigillanti; poi si applicherà il fluoro. 4) Fluoro: sia in compresse che in applicazioni topiche si é dimostrato molto efficace nel ridurre la carie. Protegge lo smalto interprossimale, cioè tra dente e dente, e previene invece meno efficacemente la carie occlusale, cioè quella superficie masticante che si può proteggere con la laccatura (o sigillatura). 5) Laccatura: la superficie masticante di un molare o premolare é molto irregolare, presenta delle sporgenze dette "cuspidi" e tra queste delle fessure dette "solchi". Qui tende ad accumularsi la placca che, per una pulizia veloce e superficiale o per la morfologia stessa dei solchi (stretti e profondi), ristagna determinando la "carie occlusale". La laccatura é una tecnica mediante la quale questi solchi (non cariati) vengono sigillati con una vernice protettiva impedendo il ristagno della placca. É conveniente fare la laccatura appena il dente erompe verso 5-6 anni d’età. 6) Appuntamenti: il bambino si stanca facilmente, pertanto si evitano lunghe attese e le sedute più impegnative si fissano al mattino.


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Musicoterapia a cura del prof. Antonio Suelzu - Musicoterapista per i disturbi della comunicazione e della dott.ssa Nicoleta Anghelache - Psicopedagogista

Combattere l'insonnia Il rimedio è "musicale". L’insonnia è un disturbo molto diffuso di cui soffre, specie nel mondo femminile, circa il 40% della popolazione. L’insonnia può influire in modo determinante sul sistema ormonale, neurovegetativo e immunitario. Il corpo ha difficoltà a ristabilire i livelli di pressione arteriosa e il cervello non entra nella dimensione del “riposo mentale”. Diversi studi specifici hanno evidenziato che l’insonnia può aumentare il rischio d'infarto e le manifestazioni depressive. Nonostante questo, il problema dell’insonnia nel resto del mondo, è un disturbo ancora sottovalutato e poco diagnosticato. Quando la difficoltà ad addormentarsi diventa consuetudine, è d’obbligo rivolgersi ad uno specialista che dopo un'approfondita valutazione delle possibili cause, mette in essere strategie di trattamento appropriate. La musica, in questo caso, può rappresentare un metodo non convenzionale da aggiungere ai trattamenti dettati dal medico, per riacquistare il ritmo del sonno. Nel 1742 il conte Keyserlingk, ambasciatore di Russia in Sassonia soffriva di un grave disturbo del sonno.

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Già di salute cagionevole, e afflitto dalle responsabilità che il suo incarico prevedeva, per alleviare le sofferenze del suo stato aveva ordinato ad un provetto clavicembalista, Johann Teophil Goldberg di suonargli ogni sera delle musiche per alleviare le sue angosce. Keyserlingk si recava spesso a Lipsia, dove era diventato anche amico del grande compositore J.S. Bach, e pensò di poter vincere l’insonnia commissionando a quest’ultimo delle musiche per clavicembalo da ascoltare la sera nel letto. Il giovane Goldberg studente di musica a suo seguito, avrebbe poi dovuto eseguire le stesse musiche in una camera attigua alla sua stanza da letto. Keyserlingk chiese a Bach di comporre una serie di brani che gli facilitassero la tolleranza all’angoscia delle notti insonni, musiche allegre e nello stesso tempo tenere, che gli facessero compagnia distraendolo da pensieri cattivi. Bach accettò, e compose le variazioni denominate “Variazioni Goldberg”, che ebbero successo e stima da parte del committente e dell’esecutore. Il conte chiedeva spesso al giovane clavicembalista di eseguirle durante le ore notturne e ricompensò Bach con una coppa d’oro riempita di cento Luigi anch’essi d’oro. I brani che si susseguono nell’opera hanno forme diverse e fantasiose: vi fanno parte, infatti, variazioni canoniche, libere, ironiche, movimenti di adagio, canzoni popolari tedesche, arie e giochi musicali. Agli inizi degli anni ottanta lo psichiatra francese Daniel Frydman, interessandosi al problema dell’insonnia, incaricò alcuni musicisti di realizzare una composizione musicale specifica per facilitare il sonno. Le esperienze condotte per alcuni anni diedero risultati soddisfacenti.

Nel 1994, un medico e un musicista, il dott. Leon Bence e il compositore Max Mereaux, specializzato in musicoterapia, realizzarono uno studio per un percorso di ascolti musicali, da utilizzare in caso di insonnia o di interruzione del sonno. Lo studio li portò anche ad ipotizzare che le tonalità musicali più adatte contro l’insonnia sono: mi bemolle maggiore e si bemolle maggiore. Inoltre, le musiche che hanno la capacità di facilitare il sonno devono avere una melodia dolce, uniforme, ripetitiva, sostenuta da tempi ritmici lenti e cullanti. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi che la musica, oggi come ieri, è sempre stata considerata anche un potente sedativo e sonnifero per favorire il sonno.

Caratteristiche di musiche adatte per conciliare il sonno Generi Leggera, new age, musica barocca, classica, etnica, contemporary classic. Andamenti Largo, lento, adagio, andante, andantino. Melodia armonia Melodie dolci, semplici e ripetitive. Pochi accordi e se possibile senza modulazioni. Strumenti solistici Voce femminile, violino, viola, violoncello, chitarra, flauto, oboe, clarinetto, arpa, pianoforte. Modalità di ascolto Uso delle cuffie a un volume moderato.


Psicologia a cura del Prof. Luciano Rispoli Direttore Scuola Europea di Psicoterapia Funzionale

La psicologia funzionale Il funzionalismo moderno. La Psicologia Funzionale si è sviluppata da una strada differente rispetto a quella del primo Funzionalismo della Scuola di Chicago poiché affonda le sue radici nella pratica clinica, nella diagnostica, nelle ricerche di tipo psicofisiologico, nell’analisi dei processi terapeutici, nello studio del bambino in età evolutiva. Si tratta di una teoria complessiva del Sé, un primo tentativo di superare le limitazioni dei vari approcci clinici verso la costruzione di una teoria integrata ed unitaria. La psicoterapia Funzionale si caratterizza per una differente teoria del funzionamento mente-corpo: non più di tipo piramidale, con una mente che controlla tutto dall'alto, ma di tipo "circolare", in cui tutti i vari piani psicocorporei contribuiscono in modo paritario alla complessa organizzazione dell'organismo. I concetti innovativi della Psicologia Funzionale Funzioni: si trovano sui 4 piani funzionali (Cognitivo – Simbolico; Emotivo; Posturale; Fisiologico) e compongono e rappresentano l’intero Sé; Esperienze Basilari del Sé (EBS): nelle quali si concretizzano i

bisogni e le direttrici di sviluppo del bambino. Sono le Esperienze che, se supportate positivamente dall’ambiente, diventano Capacità di fondo della persona. Il Sé può essere definito, dunque, come l'organizzazione di tutte le Funzioni dell'organismo visto nella sua interezza e globalità. In ogni funzione è l’intera persona che si esprime e le funzioni possono essere studiate in modo molto dettagliato esaminando le alterazioni generate nel corso degli anni in ciascun individuo. Ciò permette di intervenire in modo preciso e concreto per ricreare l’equilibrio armonico del Sé, riparare le alterazioni in atto su tutti i livelli Funzionali e restituire salute e benessere alla persona. Si tratta di un vero e proprio cambiamento epistemologico che permette di guardare in modo multidimensionale e complesso al funzionamento degli individui e a quello di famiglie, gruppi, istituzioni. Le Esperienze di Base del Sé (il potersi abbandonare all'altro, il poter stare, amare, nutrirsi, la forza calma, l'aggressività affettuosa, e così via) sono i mattoni della vita, sono quelle esperienze che, se carenti, hanno poi bisogno di essere ricostruite in psicoterapia, per poter accedere a degli esiti differenti da quelli che si sono cristallizzati nella vita del paziente. è indispensabile cioè che, proprio in terapia, queste antiche esperienze siano "ripercorse" su tutti i piani del Sé

(dall'emotivo al posturale, dai ricordi ai movimenti, ecc.). Nella terapia si può ritrovare una vera e propria “seconda occasione”, nella quale il paziente può finalmente interrompere i suoi cortocircuiti, appoggiarsi pienamente senza doversi preoccupare per l’altro, senza dover necessariamente “ricambiare”, senza dover tenere il filo degli avvenimenti. L’obiettivo della terapia, dunque, si è andato chiarendo e articolando sempre di più nella direzione di riaprire le Esperienze Fondamentali del Sé per raggiungere degli esiti “nuovi”, differenti da quelli che si erano cristallizzati nella vita del paziente. è indispensabile che queste Esperienze (laddove non è avvenuto) siano rese di nuovo gratificanti e nutrienti; bisogna trasformarne gli esiti antichi connotati negativamente; bisogna modificare le conseguenze delle vicende drammatiche che i pazienti hanno già vissuto nel loro sviluppo evolutivo: indifferenza, incomprensione,

distacco, ostilità, sfiducia, freddezza nei propri confronti. Il pensiero funzionale ha oggi introdotto criteri di grande chiarezza su come procedere in terapia e su come ottenere i cambiamenti e i risultati desiderati. Una psicoterapia che si voglia muovere su questi livelli di intensità non può esprimere tutta la sua efficacia se si limita a restare al di sopra del “controllo” e della vigilanza. Il suo presupposto deve essere sempre quello di un raggiungere quelle zone interne del Sé, dove la persona sente e capisce al contempo, dove si riaprono emozioni e movimenti. Da lì si può procedere, attraverso un lavoro paziente e continuo, ad un allargamento di queste zone interne integrate e ad una riconnessione delle aree vicine in modo via via più esteso. Il Funzionalismo si pone oggi, perciò, come altra grande area del pensiero scientifico e sociale, come un’area feconda di prospettive future.

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Psichiatria a cura del dr. Francesco Saverio Ruggiero - Psichiatra Psicoterapeuta

Trattamenti farmacologici psichiatrici I falsi miti.

Molto spesso, sia i medici che i pazienti si avvicinano ai trattamenti psichiatrici come a terapie che possono essere pericolose e minare l’integrità psicofisica del paziente. Queste paure non sono altro che l’espressione delle comunicazioni errate che vengono imposte dai mezzi di comunicazione e di coloro che hanno poca dimestichezza con tali trattamenti. è infatti molto comune che i pazienti che si avvicinano, per la prima volta, o anche successivamente, ad un trattamento psichiatrico, esprimano alcuni punti fermi che riguardano la “volontà di farcela da soli” e il “desiderio di non diventare dipendente dai farmaci”. Questo accade, sia perché vengono spinti da altri “esperti” del settore a non assumere psicofarmaci sia perché l’ambiente circostante cerca di indurre un comportamento differente verso l’assunzione degli psicofarmaci. L’unica vera dipendenza alla quale bisogna stare attenti è quella verso le benzodiazepine che comportano assuefazione e dipendenza nell’utilizzo a lungo termine. Infatti, le benzodiazepine sono farmaci di uso molto comune. Vengono erroneamente utilizzate per il trattamento dei momenti acuti di crisi in quanto riducono notevolmente gli stati di agitazione in un tempo piuttosto breve, inducendo in chi le usa la falsa aspettativa che quel farmaco potrà essere utile sempre allo stesso modo, non 32 www.salutare.info

sapendo che, invece, inizia a creare una dipendenza che poi difficilmente potrà essere risolta in tempi brevi. Gli altri psicofarmaci, invece, non creano alcuna dipendenza ma riequilibrano alcuni neurotrasmettitori di cui il cervello è carente nel momento in cui si presentano i sintomi. Il riequilibrio di queste sostanze consente di migliorare alcuni aspetti della propria vita e di acquisire nel tempo nuove modalità di interazione con l’ambiente. L’altra considerazione da valutare è quella della volontà di “farcela da soli”. Spesso infatti l’utilizzo di psicofarmaci viene interpretato come una debolezza personale, come se un iperteso volesse abbassarsi la pressione con il pensiero, un diabetico insulino-dipendente volesse mantenere la glicemia bassa, pur non producendo insulina, attraverso metodiche non corrispondenti alla medicina ufficiale. Le patologie psichiatriche sono patologie alla pari delle altre e per questo motivo necessitano di trattamenti specifici che possono riportare alla normalità numerose condizioni patologiche. In realtà non vi è alcuna debolezza nell’assumere psicofarmaci, ma, al contrario, si apre la strada per un'accettazione e consapevolezza verso una patologia. Il desiderio di voler risolvere la problematica presente senza l’ausilio di psicofarmaci e,

comunque, senza il supporto di un esperto del settore, non porta altro che alla cronicizzazione del problema ed al peggioramento della sintomatologia. Spesso, viene anche trasmesso il messaggio secondo il quale i pazienti che sono in trattamento con una psicoterapia non possono assumere psicofarmaci, per i più svariati motivi; non ultima la mancanza di introiezione dovuta agli psicofarmaci. In realtà, tali trattamenti possono perfettamente essere combinati tra di essi e, molto spesso, l’utilizzo degli psicofarmaci, può ridurre considerevolmente la sintomatologia e consentire un migliore approccio psicoterapeutico che, diversamente, potrebbe essere messo in discussione da possibili continue ricadute nella sintomatologia per la quale si è in trattamento. Gli effetti collaterali sono spesso un fenomeno lamentato dai pazienti, tanto che inducono in errore il medico prescrittore facendo ridurre la dose di farmaco o riducendola da soli. La riduzione della dose, al di sotto della dose minima terapeutica accertata dagli studi clinici, è responsabile di una maggiore incidenza di effetti collaterali con tutte le conseguenze che comporta. è utile che il paziente con patologia psichiatrica si affidi allo psichiatra seguendone le indicazioni in modo preciso ed effettuando controlli periodici, che all’inizio del trattamento sono a breve termine e, successivamente, divengono più sporadici. Le linee guida internazionali indicano una migliore risposta ed una riduzione delle ricadute per i pazienti che hanno assunto un trattamento psichiatrico da un minimo di sei mesi fino a due anni. Sono sempre sconsigliati trattamenti al di sotto di sei mesi.


Tricologia a cura del Centro Dermotricos

I tipi di calvizie Le soluzioni del Centro Dermotricos.

I capelli cadono perchè sono soggetti ad un continuo ricambio, ma quando la caduta giornaliera supera i 50 capelli allora dobbiamo capire se si tratta di un principio di calvizie, di che tipo e come possiamo porvi rimedio.

funzionalità nel ciclo di vita del capello.

Esitono vari tipi di calvizie: Alopecia androgenetica è la causa più comune della perdita dei capelli. Circa il 50% degli uomini soffre di questa forma di calvizie che colpisce anche un numero elevato di donne dopo il quarantesimo anno di età. è dovuta a fattori di predisposizione genetica e a fattori ormonali e si sviluppa dalla pubertà alla senescenza e porta ad una visibile alopecia nell’area centrale del cuoio capelluto. L’ormone maschile DHT causa

la progressiva riduzione dell’afflusso di sangue ai follicoli, lasciandoli privi di ossigeno e sostanze nutritive. è responsabile della ipersecrezione sebacea che aumenta l’infiammazione e la scarsa ossigenazione. Il sistema DermoTricos aiuta efficacemente, stimolando l’afflusso di sangue, a contrastare gli effetti dannosi del DHT e a riportare tutto il nutrimento necessario ai follicoli per riprendere la loro naturale

Alopecia areata è spesso collegata ad un disagio di natura psicologica. Si tratta di una comune dermatosi che si manifesta con la comparsa di una o più chiazze rotondeggianti sul cuoio capelluto, prive di capelli. Può progredire fino a forme più gravi di alopecia totale. Lo stress psicologico origina questa manifestazione psicosomatica importante; è necessario indagare la natura del disagio psicologico e intervenire sulla causa. L’ intervento sul sintomo è essenziale per arginare il fenomeno e limitarne gli effetti. In questo caso, il sistema DermoTricos può aiutare a stimolare con energia la ricrescita e a favorire il processo di ritorno alla fisiologica normalità. Telogen effluvium Si caratterizza per la caduta diffusa di capelli, conseguenza del passaggio simultaneo di un elevato numero

di follicoli dalla fase di crescita (anagen) alla fase di riposo (telogen). Avviene spesso come conseguenza di traumi psicofisici. Il telogen effluvium cronico è raro negli uomini, è una patologia che interessa maggiormente il sesso femminile e si differenzia dall’alopecia androgenetica. Una delle ipotesi scientifiche relative alla causa del Telogen Effluvium cronico prende in considerazione la possibilità che la crescita dei capelli vada incontro ad una sincronizzazione: in pratica, invece di trovarsi in fasi distinte del ciclo di vita, come avviene normalmente, i capelli nascono, crescono e vanno incontro alla fase Telogen, cioè di indebolimento e caduta, nello stesso arco temporale, con conseguente perdita di un numero impressionante di capelli simultaneamente. Il sistema DermoTricos favorisce il ripristino del trofismo a livello di cuoio capelluto e aiuta a ristabilire le condizioni per una normalizzazione del ciclo di vita dei capelli.

Centro anticalvizie per ogni tuo problema

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Eventi CONGRESSI, CONVEGNI, EVENTI e manifestazioni per la Salute e il Benessere Gli antichi ospedali di Napoli capitale: un viaggio nella memoria Napoli 18 dicembre 2008 Terzo appuntamento di "Come alla Corte di Federico II - ovvero parlando e riparlando di scienza". Protagonista dell'incontro sarà Gennaro Rispoli, primario dell'ospedale Ascalesi di Napoli, con il convegno dal titolo "Gli antichi ospedali di Napoli capitale: un viaggio nella memoria". Appuntamento alle 20:30 al Centro Congressi d'Ateneo - via Partenope, 36. Per partecipare, bisogna confermare la presenza inviando la scheda di registrazione via fax al n. 081.25.37590 oppure via e-mail all'indirizzo: prenotazione.allacorte@unina.it (la scheda di registrazione è reperibile sul sito www.comeallacorte.unina.it )

La salute dell'intestino. La medicina naturale alla portata di tutti. Vicenza 18 dicembre 2008 Sala circoscrizione 5 Via lago di Fogliano n.5 Paolo Pampararo Ingresso libero. Incontri tenuti dall’Associazione Acnin. La natura ha creato un organismo psicosomatico (mente e corpo) che ha un grado di intelligenza e di perfezione talmente elevato che la moderna scienza non è ancora

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arrivata a capire tutti i processi che lo mantengono in vita. Se un organismo quando si ammala non guarisce da solo, grazie cioè alla sola Forza Curatrice Interna (FCI), è perché cattive abitudini hanno soffocato questa FCI che non riesce più ad agire come dovrebbe. Anziché sostituire l’organismo, utilizzando agenti esterni, cerchiamo di ripristinare le capacità curative che la natura ci ha donato. L’alimentazione è la fonte primaria di energia per il nostro organismo e determina anche il suo grado di salute. La conoscenza e l’applicazione delle metodiche igienistiche proposte da Lezaeta e Costacurta sono alla portata di tutti; ciascuna persona può imparare da sola i concetti e le pratiche. Contatti: 0444 375064 ( Ida ore serali) per la zona di Vicenza Oppure 0438 370155 Sede centrale di Conegliano (Tv) il giovedì dalle 16.30 alle 19.30 sito web www.acnin.it e-mail acninsc@libero.it

Tavola Rotonda: "L'industria della salute nella società dell'informazione" 9 dicembre 2008 Ketchum in collaborazione con ISSM. Sala della Mercede - Camera dei Deputati Via della Mercede, 55 L’industria della salute in Italia sta ridisegnando la propria mappa degli stakeholder, a partire da due macrofenomeni che si

impongono nell’ambiente socio-istituzionale di riferimento: la crescita del ruolo del cittadino-paziente e la territorializzazione del Servizio sanitario nazionale. Da un lato le persone sono più attente, più esigenti e più informate sui temi sanitari, soprattutto grazie al ruolo dei nuovi media, dall’altro la regionalizzazione della sanità pone le istituzioni più vicine ai cittadini. Emerge in sintesi il vissuto di una salute più “partecipata”. In questo scenario dinamico l’industria ha compreso la necessità di promuovere l’innovazione biomedica attraverso la diffusione di strumenti per la comprensione, la condivisione e il governo delle sue implicazioni fra cittadini, istituzioni, università, organizzazioni sociali e imprese stesse. www.fiaso.it

Conferenza conclusiva del progetto di collaborazione europea contro le demenze (EuroCoDe) al Parlamento europeo 9 dicembre 2008 Obiettivo del progetto è istituire una rete europea di tutti i soggetti operanti nel campo delle demenze per sviluppare indicatori comuni e alimentare un dialogo continuo al fine di sviluppare sinergie e una più stretta collaborazione a livello europeo. www.ec.europa.eu

Per comunicare congressi, convegni, eventi e manifestazioni per la Salute e il Benessere Tel. al n° 0825 74603 - e-mail: info@salutare.info

Glossario Benzodiazepine Le benzodiazepine sono una classe di farmaci con proprietà sedative, ipnotiche, ansiolitiche, anticonvulsive, anestetiche e miorilassanti. Le benzodiazepine sono spesso usate per offrire un sollievo di breve durata agli stati di ansia o insonnia grave o inabilitante. Trovano altresì impiego nel trattamento delle crisi convulsive e come coadiuvanti nell'induzione dell'anestesia. A lungo termine può essere problematico l'uso di tali sostanze, per lo sviluppo della tolleranza e per il rischio di instaurazione di una dipendenza, fisica e psichica.

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Carcinoma Il carcinoma è un tumore epiteliale, cioè che colpisce le cellule che rivestono cute, ghiandole e mucose, maligno. Questo termine fu dapprima utilizzato per identificare un cancro incipiente o un cancro all'ultimo stadio. Il carcinoma è un tumore maligno che si sviluppa negli epiteli,qualora interessi gli epiteli ghiandolari si parla allora di adenocarcinoma. Placca batterica La placca (più specificamente la placca batterica) è un aggregato di germi tenacemente adesi tra loro e alle superfici dentali, che promuove e sostiene le comuni patologie orali: carie e parodontopatie. La deposizione di sali di calcio e di fosfati la trasforma in tartaro. Adesa sulle superifici

dentali, la placca disgrega lo smalto agendo con i suoi prodotti chimici che distruggono la componente proteica interprismatica dello smalto. Sindrome di Behçet La sindrome di Behçet è una vasculite sistemica (infiammazione dei vasi sanguigni) coinvolgente le arterie e le vene di vario calibro che, oltre a causare ulcere orali e genitali ricorrenti e lesioni oculari, può causare vari tipi di lesioni cutanee, trombosi, artriti, tromboflebiti, infiammazione intestinale e del sistema nervoso centrale. è diffusa in quasi tutti i paesi del mondo anche se la maggior incidenza è soprattutto nelle aree che vanno dal bacino del Mediterraneo al Giappone.


Centro Acustico dr. Nicola Topo


1968

2008

salute e benessere Salutare 48  

Salutare rivista di salute e benessere, informazione gratuita sulle varie patologie, distribuita gratuitamente

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