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anno due - numero cinque - gennaio 2010 - Poste Italiane - spedizione AP dl 353/2003 (conv. In L.27/02/2204 n.46) art.1 DCB (Aosta) Infovallee n. 101/10 - una copia euro 5,00 2,90

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Touch me in the morning

MODA

Mercato del falso sempre a gonfie vele

attualitĂ

Ad ognuno il proprio gemello

accessori


editoriale

Cover Total look Giuliano Fujiwara Accessori Ugo Cacciatori Phographed by Angelo Lanza Fashion by Riccardo Rubino Makeup artist Paolo De Vita for Shu-Uemura@Mks-Milano Hair Stylist Dora Roberti@Mks-Milano Model Gordon Bothe@Ilovemodels

Vai con l’uomo Dopo quattro numeri dedicati alla donna e in prossimità delle sfilate uomo, Round 05 dedica il proprio quinto numero quasi esclusivamente a lui. Influenzati dagli eventi moda, le copertine riservate al sesso maschile saranno nel corso dell’anno due e verranno proposte a cavallo tra le collezioni A/I e P/E che lo vedono protagonista. In questo numero l’intramontabile classica eleganza sembra viaggiare nel tempo tenendo a guinzaglio una modernità mai bizzarra, ma pungente. Il papillon, vezzo di stile e in questo caso “filo conduttore”, assume le sembianze di un collare che non stringe per placare l’estrosità, bensì per accettarla. Una sorta di patto che unisce e rispetta le diversità senza però osannare nessuna estremità. La classe, mai portata all’esasperazione, scopre così una nuova identità fatta non solo di cose semplici; al tempo stesso l’estrosità si ridimensiona e trova nel dettaglio terreno fertile. Sembra quasi che attraverso un tacito accordo l’uno si trasformi nel factotum dell’altro. Il look total black s’impone quasi prepotentemente e nelle singole tonalità forti, il colore pareggia il colpo. Una volta delimitati i confini, non è cosa semplice trovare degli spazi… del resto la mascolinità non è un semplice elemento, è il fattore. Salvatore Paglia

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sommario

08 News. Curiosità e appuntamenti 10 Moda. Hardware beauty 19 Architettura. Milano: “Sotto i ferri” la Galleria Vittorio Emanuele II 20 Tecnologia. La nuova dimensione della lettura 22 Attualità. Mercato del falso a gonfie vele 24 Sport. Questione di “rigore” 26 Still Life. Trapped 32 Accessori. Eastpak’s Gothic & Pop Side 34 Accessori. Ad ognuno il proprio gemello 36 Motori. Monolocale di Lusso 38 Profumi. Eau d’Hadrien 40 Moda. Leather Rock 48 Fashion. 101% Brussels Fashion’! 50 Papillon. il nuovo “corpo del reato” 52 Cover. Touch me in the morning 8


news

MODA Levi’s : il denim per eccellenza Levi’s® Engineered Jeans® festeggia il decimo anniversario del rivoluzionario jeans con cucitura ergonomica, che ha rinvigorito l’industria del denim, con un’esclusiva rivisitazione della prima collezione in edizione limitata e con delle t-shirt originali per un total look Levi’s® Engineered Jeans®. È il complemento perfetto dell’elettrizzante ritmo urbano che anima la collezione principale – jeans versatili e streetwear che prendono ispirazione dal jeanswear classico e dall’iconografia americana e li reinterpreta con freschezza e irriverenza giovanile. A celebrazione del decimo anniversario, delle riedizioni in limited edition, come il 1st standard, 1st Giant per Guys e le intriganti Culotte per Girl, il tutto è ispirato alle prime collezioni della linea Levi’s® RED(tm) e presentato corredato di uno speciale packaging celebrativo. Anche il fit più iconico della linea, il 10002, sarà celebrato con un’edizione speciale. Novità anche per il più iconico tra i modelli della celebre brand: il 501, rivisitato per creare il “Boyfriend Look”. Con i risvolti al fondo e di una taglia più grande, sembrerà di indossare il 501 jeans del proprio fidanzato ma, grazie a piccoli aggiustamenti, sono assicurati una miglior aderenza al corpo e alle forme femminili. “Le donne vogliono sempre sentirsi e apparire belle, quindi niente è lasciato al caso anche quando il look è apparentemente molto semplice e casual. Le donne stanno ridefinendo, ancora una volta, il criterio di cosa sia sexy” così afferma il direttore creativo Levi’s, You Nguyen. Disponibile in diversi finissaggi tra cui anche un vintagestyle, questo look pare sia molto gettonato negli ambienti hollywoodiani. Star della caratura di Drew Barrymore, Madonna e Scarlett Johansson hanno scelto l’originale 501. Anche Gwen Stefani ha ceduto al fascino di questi intramonatbili jeans indossandoli sul set di Gossip Girl! Disponibile nei flagship store Levi’s ed on line su www.levi.com

Nichol Judd riscopre l’essenza del pantalone L’uomo Nichol Judd, per la P/E 2010, non teme rivali. L’impronta del suo stile ruota attorno ad un unico capo: il pantalone. Classico o casual è nei dettagli che si caratterizza: finiture sartoriali, cuciture particolari e lavaggi esclusivi che gli donano un effetto vintage irresistibile. La cura “maniacale” per le finezze non risparmia nemmeno le etichette realizzate in coccodrillo. Fra i tessuti primeggia un pregiatissimo cotone, mentre tra i colori si spazia dai gialli solari ai beige caldi come l’oro, i blu notte, i viola e tutti quei colori che ricordano i frutti del sottobosco per arrivare al verde bosco. In bilico tra sprint ed eleganza, l’essenza della semplicità, sfocia nella bellezza. La linea, prodotta e realizzata da Manifatture 7 Bell – Firenze – Italy, è dedicata all’uomo avventuriero del terzo millennio che deve essere perfetto e mai fuori posto in ogni occasione della giornata.

ECONOMIA L’era del fashion online Nel corso del 2009 si è registrato un incremento di vendite online. Fashion e moda sono i settori che vanno per la maggiore. Il dato, in crescita, ha registrato un più 42%. La gente è alla ricerca dell’affare, specialmente quando deve fare i conti con la propria immagine, ma al tempo stesso non rinuncia alla qualità. La spasmodica corsa al risparmio non riguarda solo la sezione abbigliamento, ma anche il turismo, l’editoria, l’audio e i video. In Italia la spesa media annua si aggira intorno a 800 euro a persona e si avvicina di anno in anno a quella europea, stimata intorno ai 940 euro. Restano comunque inferiori il numero di webbuyer italiani, calcolati attorno al 19% contro il 54% di quelli francesi, il 60% di quelli tedeschi e il 70% di quelli inglesi.

LIBRI Dizionario della moda 2010 Patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, l’affermato Dizionario della Moda di Guido Vergani torna a far parlare di sé. A distanza di cinque anni dal primo aggiornamento, il vocabolario si rimpolpa di ben 4000 nuove voci: si passa dall’elenco delle accademie più famose, alle note case di cosmetica, fino ad arrivare al lato più metropolitano caratterizzato dai nomi delle strade più chic di tutto il pianeta. Non poteva mancare un’estesa rappresentanza di marchi e stilisti accuratamente selezionati e menzionati. Al progetto hanno collaborato 140 rinomate firme del giornalismo italiano, citiamo per tutti la giornalista di moda Biba Merlo, curatrice del progetto. L’impatto grafico non cambia dalle scorse edizioni, quasi a voler celebrare un percorso di continuità e rigore. Autore: Guido Vergani, editore: Baldini Castoldi Dalai, pagine: 1387 10


WEB Kenzo in rete Sempre più stilisti si lasciano sedurre dal mondo digitale. Ultimo, ma non ultimo (“last but not least”) design di moda a cadere nella “rete” è Antonio Marras. Il direttore creativo della maison francese Kenzo, con la sua prima boutique online, conta di ottimizzare gli investimenti aprendo una finestra che si affaccia sull’intero pianeta. Al momento però il servizio è disponibile solo in Europa. Navigando fra i capi alla moda per lui e per lei non è difficile lasciarsi adescare dalla sezione dedicata ai profumi. Ai più curiosi consigliamo di non sottovalutate le “indiscrezioni” legate alle ispirazioni che hanno segnato il nascere delle varie creazioni. Lo sapevate che per la campagna invernale 0910 lo stilista si è lasciato influenzare dalle atmosfere cinematografiche del Dottor Zivago, vero?!

APPUNTAMENTI Le novità e le stravaganze del Pitti 2010 Con il trascorrere del tempo, Pitti Immagine Uomo è diventato un evento sempre più importante e rinomato, in cui i marchi più prestigiosi italiani o esteri fanno a gara per esserci e imporsi. Una vetrina importante che non solo anticipa e sottolinea le nuove tendenze, ma pone l’accento anche sulla classe e sul gusto. In occasione della 77/a edizione, che si terrà dal 12 al 15 gennaio 2010 presso la Fortezza da Basso di Firenze, l’intero salone è stato completamente rivoluzionato. L’artefice “dell’artefatto” è uno dei nomi più interessanti nel panorama internazionale dell’architettura e del design, Patricia Urquiola. Immaginando una sorta di fashion open space urbano di 9000 mq, la designer ha rimosso l’effetto corridoio protagonista delle scorse edizioni. Oltre al cambiamento “fisico”, è nell’anima che la fiera si afferma prepotentemente come luogo di ricerca, sperimentazione e innovazione. Le novità del 2010 non sono poche, fra le tante vi segnaliamo la presentazione worldwide della collezione di Barbour, il singolare allestimento con il quale Everlast festeggerà i 100 anni del marchio, ideato dall’architetto Elio Di Franco, l’esordio internazionale di Fornarina Sport Glam con la nuova linea fitness-chic e il debutto a Pitti Uomo dell’olandese Denham con un marchio cult del jeanswear contemporaneo.

LIMITED EDITION Musica & moda Il connubio fra la Maison Martin Margiela e il cantante dei R.E.M. Michael Stipe, ha dato origine a un oggetto del tutto particolare che ha tutti presupposti per diventare un prodotto cult. Si tratta di microcassette realizzate in argento sterling 925 da indossare grazie alla presenza di un laccetto in cuoio. La sua custodia è un blocnotes fatto a mano con pagine fustellate numerato e firmato da Stipe a sua volta confezionato in una busta di carta chiusa con una cordicina. L’articolo in questione appartiene alla categoria limited edition, non a caso i pezzi disponibili sono solo 199, in vendita nei monomarca e in alcuni retailer selezionati nel mondo.

BRAND “Sotto sotto” c’è Hermès Il nuovo brand di Hermès, studiato esclusivamente per conquistare il mercato cinese, si chiamerà “Shang Xia” (“sotto sotto”, letteralmente, tradotto dal mandarino all’italiano). Il debutto è previsto per la primavera 2010 nei territori dell’ex Celeste Impero e a Parigi. L’intera collezione s’ispira alla cultura cinese ed è stata creata da Jiang Qionger. Figlia di un importante architetto della Repubblica Popolare, la stilista avrà anche una quota di minoranza della nuova società. È la prima volta che il gruppo francese si cimenta con la realizzazione di un nuovo marchio e non a caso comincia la sua avventura in una terra dove il mercato del lusso rappresenta il 25% della domanda mondiale. Patrick Thomas, presidente di Hermès International ammette: “Shang Xia è una linea autentica... la maison proporrà abiti prêt-à-porter, accessori per la casa e per la tavola e sarà presente anche a Parigi. La presenza nella capitale francese le darà ancora maggiore credibilità, in particolar modo presso i turisti francesi di passaggio a Parigi, ma la società avrà sede a Shanghai. Inoltre - conclude Patrick - la nuova linea, che sarà prodotta in loco, avrà costi decisamente più contenuti”.

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HARDWARE BEAUTY Photos by UGO RICHARD REALIZATION BY BENJAMIN ARMAND


Occhiali personalizzati Ray Ban Catena in oro bianco Cartier


Trench grigio metallico Jeroen Van Tuyl


Cappa a punta Jeroen Van Tuyl


Camicia nera Dior Homme Papillon Lanvin Gilet zippato Jeroen Van Tuyll Photos by Ugo Richard www.ugorichard.fr Realization by Benjamin Armand www.benjaminarmand.com Hair and make up Julie Camus Post production www.onehundredberlin.com


architettura

Milano: “Sotto i ferri” la Galleria Vittorio Emanuele II Nuovo pavimento. Aperture dei sotterranei. Fuori le associazioni e gli uffici, porte aperte al design e alla moda. La famosa galleria di Milano si rifà il trucco… o meglio, un evidente ritocco! Il progetto è più o meno un embrione e si sviluppa unendo le sinergie del Comune, dell’ Unione del commercio e della Camera di commercio. In pratica è un’idea, in sostanza (quasi) un obiettivo. Lo scopo, oltre a un evidente rilancio della metropoli milanese, sempre più proiettata verso lo stile e il glamour, è quello di rivisitare gli spazi della galleria in modo da poter usufruire sia dei piani alti che dei sotterranei. Dal canto suo il Comune ha già provveduto a ripulire le zone trasformate dai clochard come aree di soste notturne e a liberare i locali abusivi dai suoi occupanti. Il passo successivo, come spiega il Dott. Giuseppe Sala, “E’ quello di sgomberare progressivamente i locali assegnati alle associazioni, ma anche gli uffici comunali, per studiare destinazioni più consone a questo luogo di pregio”. Come ben sappiamo, la Galleria Vittorio Emanuele II è un passaggio coperto che collega piazza della Scala e piazza Duomo tra loro e con due vie (via Silvio Pellico e via Ugo Foscolo), tramite due corti bracci perpendicolari all’asse principale. Qui una volta avevano sede molteplici negozi di griffe e marchi prestigiosi, oltre che famosi caffé e ristoranti e questa galleria era stimata, insieme con via Montenapoleone e via della Spiga, come una delle sedi dello shopping di lusso meneghino. Oggi, anzi da diversi anni, ha perso il suo fascino a causa di alcune scelte sbagliate. Pochi sanno che 4.200 metri quadrati raccolti principalmente nell’ala di via Foscolo sono letteralmente non utilizzati, 4 mila metri quadrati sono destinati a uso abitativo e che 17 mila metri quadrati sono suddivisi tra uffici comunali, associazioni e fondazioni. Se il progetto andrà in porto (sono stati “disturbati” gli architetti della Osmi-Borsa Immobiliare i quali avevano operato sul prospetto della Fiera) saranno 48 mila i metri da ristrutturare. Proprio nel punto in cui s’incrociano i quattro bracci, il progetto prevede uno sviluppo in “verticale” avvallato dalla costruzione di una struttura mobile che consentirà il transito dei turisti e dei cittadini. I temi sui quali si punta, perfettamente dislocati ciascuno in uno dei quattro corpi della possente struttura, sono la moda, il design, e l’ospitalità vista sotto forma di strutture dedicate al settore alberghiero e della ristorazione. Il piano interrato, oggi esclusivamente utilizzato e frazionato a uso di cantine, risplenderà di una nuova luce. Stesso discorso vale per i tre piani rialzati. Con molta probabilità le pareti e le vetrine di questi ultimi saranno perennemente illuminati per facilitare la locazione dei brand. Comune e Unione però tendono a precisare: “L’importante è che oltre al modello commerciale si individui anche un modello culturale e sociale che completi la valorizzazione”. Questo è solo uno dei tanti punti sul quale ancora si discute, i problemi riscontrati non sono pochi e l’idea è alquanto bislacca se pensiamo al decurtamento del patrimonio artistico. Scommettiamo che al sol pensiero Giuseppe Mengoni, l’architetto che realizzò la galleria nel lontano 1865, si è rivoltato nella tomba? Noi siamo pronti a giocarci l’ultimo mocassino di Prada, e voi? 21


tecnologia

La nuova dimensione della lettura 2010: Sarà l’anno dei lettori di e-book? “Mah, non credo che un e-book potrà mai offrire le stesse sensazioni tattili di un libro vero e proprio, ma un mio amico, che ne ha acquistato uno, mi ha giurato che la leggibilità delle pagine è praticamente equivalente a quella della pagina di carta. E se, soprattutto in un prossimo futuro, si aggiungerà la comodità di avere migliaia di libri insieme con sé, forse diventerà un oggetto interessante...” Ecco una opinione che certo avrete sentito mille volte. Speranza e diffidenza. Intanto, questo 2010 sembra intenzionato a voler diventare proprio l’anno degli e-book. Barnes & Noble hanno annunciato di avere esaurito la scorta di Nook, venduto nei negozi per complessivi 250 mila esemplari (a 259 dollari) nel giro di meno di tre mesi. L’annuncio segue una notizia simile, riguardante le buone vendite di un lettore analogo di Sony, Daily Edition, e anche l’inizio della commercializzazione globale di Kindle, il modello di Amazon. Apple è stata più volte accreditata della produzione di un ipotetico Mac Tablet che, per alcuni, sarebbe stato destinato primariamente alla lettura di libri elettronici e per mesi il gossip in proposito è continuato senza alcun conforto da parte dell’azienda. Il successo del Kindle di Amazon dimostra come i lettori di e-book stiano diventando gli accessori più alla moda del momento. Due anni fa il migliore regalo per gli amanti della lettura poteva essere il Kindle di Amazon, un dispositivo innovativo che avrebbe potuto rivoluzionare il modo di leggere i libri e non solo. Con il passare del tempo, invece di cadere nel dimenticatoio come una cosa ormai soprassata, il celebre Kindle sta diventando sempre più interessante, e con il nuovo modello uscito l’anno scorso finalmente il lettore di libri digitali è diventato adulto. Il modello annunciato in dicembre da Amazon, infatti, ha apportato molti miglioramenti al modello iniziale, a partire dall’autonomia, che è stata incrementata fino all’85 per cento, passando per l’integrazione del supporto nativo per i file in PDF. Il lettore di contenuti digitali non è quindi cambiato nella forma esterna ma nella sostanza, e ora consente di scaricare contenuti dalla Rete e di consultarli senza problemi: un passaggio importante per affermarsi come dispositivo utile. Insomma, il mercato dei cosiddetti lettori di e-book non è mai stato così florido, e questi prodotti non sono mai stati così di moda come negli ultimi tempi. Ma ecco qualche buona ragione, per continuare a essere guardinghi… Primo: un cambio radicale non deve essere un salto nel vuoto: Se gli e-reader potevano essere dispostivi dal futuro incerto, è bastato che fosse ventilata la possibilità che Apple annunciasse un Tablet con funzionalità di e-reader per riaccendere subito l’interesse attorno a questa categoria di prodotti finora snobbata dai più. Ma se il prodotto di Apple avrà sicuramente un design affascinante e uno stile caratterizzante, la maggior parte degli e-reader che ci sono in commercio non hanno di certo un aspetto invitante: nella maggior parte dei casi hanno uno stile sorpassato e sistemi di gestione tutt’altro che allettanti. Se non prestate attenzione a quello che acquistate, comprare un e-reader oggi potrebbe rivelarsi un’esperienza come quella fatta qualche anno fa da coloro che hanno acquistato un PDA senza funzioni di telefonia: nel giro di poco non sapevano più cosa farsene. Si deve quindi prestare attenzione a scegliere un dispositivo multifunzionale che non si limiti a offrire le funzionalità di base per la lettura di un libro. Secondo: non serve un lettore di e-book per leggere gli e-book... Sembra banale, eppure lo scopo di un lettore di e-book è quello di leggere gli e-book. Peccato che ci siano in commercio moltissimi dispositivi che consentano di ottenere la stessa funzione, oltre a fornire altri servizi. Un esempio è l’iPhone di Apple, ma la stessa Amazon fornisce software compatibili con molti smartphone e con i computer tradizionali per leggere i libri in formato elettronico. Una volta comprato un e-book , insomma, potete leggerlo dove vi pare, senza bisogno che vi compriate per forza un lettore di e-book. Terzo: regalando un lettore di e-book obbligate l’utente ad adeguarsi a una tecnologia specifica Pochi lo sanno, ma se regalate il Kindle di Amazon a una persona la obbligate indirettamente a uniformarsi a un formato proprietario vincolante, che nel caso di Amazon è il formato con il quale configura e commercializza gli e-book. Questo formato proprietario non è detto che sia adeguato alle necessità e al gusto del destinatario del regalo, pertanto sarebbe meglio che ciascuno scegliesse il format che più preferisce, nell’attesa che si definisca uno standard universale univoco. 22


attualitĂ

Mercato del falso sempre a gonfie vele La Campania è la regina e il principale crocevia della contraffazione. Da qui proviene quasi la metà dei prodotti sequestrati in Italia. E dalla Cina i tarocchi arrivano in primo luogo a Napoli. 24


Soprattutto vestiti, pantaloni, maglie. Nell’abbigliamento i laboriosi imprenditori con gli occhi a mandorla sono, infatti, dei maestri. Nella città partenopea, sui capi vengono apposte le etichette delle marche più importanti. Falso e camorra vanno, poi, a braccetto. La merce griffata viene immagazzinata in centri di stoccaggio gestiti da affiliati all’organizzazione criminale, che si fa quasi sempre da parte nell’ultimo passaggio della commercializzazione al dettaglio. E non c’è solo l’abbigliamento illegale firmato dai maghi cinesi del falso. Anche giocattoli, cosmetici e alimentari ingrossano l’abusivismo commerciale. La crisi che colpisce l’economia mondiale e italiana pare non lambisca il mercato del falso e della contraffazione, anzi paradossalmente esso, per diverse ragioni, economiche, sociali e culturali, pare avvantaggiarsi della crisi stessa. Estesa a quasi tutti i settori manifatturieri, la contraffazione movimenta in Italia un giro d’affari di 7,8 mld di euro l’anno. Questo è quanto emerge dalla ricerca a cura del Centro Studi Temi Confesercenti: “Abusivismo commerciale e contraffazione”.. Nei primi cinque mesi del 2009 la GdF ha sequestrato 47 milioni di pezzi contraffatti (più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2008). E ha effettuato l’arresto di 476 persone legate alle organizzazioni criminali che gestiscono la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione. Di quei 47 milioni di pezzi contraffatti, sono 20 milioni i capi falsi del settore moda (+60%), 4 milioni le opere di ingegno duplicate (+60%), 14 milioni i beni di consumo e 9 milioni i giocattoli. Quasi il 50% del fatturato dell’industria del falso si riferisce a prodotti d’abbigliamento e di moda (tessile, pelletteria, calzature), seguito da quello derivante dalla pirateria musicale, audiovisiva e software, il resto da giocattoli (si stima che il 12% dei giocattoli in commercio siano contraffatti) che è, insieme ai farmaci, il settore maggiormente in crescita, e infine da componentistica e cosmetici. La pirateria musicale, tradizionale e on line, pone l’Italia, con un giro d’affari annuo superiore a 80 milioni di euro, al primo posto in Europa e tra i primi dieci paesi del mondo. L’Italia detiene anche il record mondiale dei sequestri di masterizzatori per la duplicazione illegittima di cd e dvd. In particolare, sottolinea la Confesercenti, analizzando il giro d’affari emerge che la Moda movimenta 3,5 miliardi di euro, l’Elettronica 1,4 miliardi, i Beni di consumo 0,5 miliardi, i Giocattoli 0,7 miliardi, i Profumi e cosmetici 0,5 miliardi, gli Alimentari 0,8 miliardi, i Farmaci 0,2 miliardi e altro 0,2 miliardi. La produzione di merci contraffatte in Italia si concentra per il 69 per cento nelle Regioni del Sud e interessa in particolare la Campania (cd, dvd, abbigliamento), che guida con largo margine la classifica con quasi la metà dei prodotti sequestrati su tutto il territorio nazionale, seguita dalla Lombardia (componentistica elettronica e profumi), dal Veneto (occhiali e calzature), dalle Marche e dalla Toscana con Prato (pelletteria) e dalla Puglia (cd e giochi elettronici). Alla base dello sviluppo dell’industria del falso vi sono vari fattori. In primo luogo, osserva il Centro studi della Confederazione, questa industria ha saputo avvantaggiarsi della globalizzazione del mercato spostando le produzioni nei Paesi asiatici e in quelli dell’Est europeo dove il costo della manodopera è esiguo. La produzione mondiale di contraffazioni proviene per il 70 per cento dal Sud-Est asiatico (soprattutto Cina, ma anche Thailandia, Taiwan, Hong Kong e Corea) e la relativa destinazione interessa per il 60 per cento l’Unione Europea. Spesso nei centri di falsificazione di casa nostra non resta che mettere l’etichetta contraffatta. Favorisce l’industria del falso anche l’attitudine dei consumatori italiani: il 70 per cento di questi sembra acquistare più o meno consapevolmente merce contraffatta giustificando la scelta per il prezzo, assolutamente incurante non solo dei danni economici al made in Italy ma anche di dove finiscono questi soldi. “Quando si acquista un prodotto contraffatto, non si fa una furbizia, ma si collabora a una filiera criminale che vede a monte spesso il lavoro schiavistico e lo sfruttamento dello stesso e a valle un turbamento grave del mercato”, ha sottolineato il sottosegretario al ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano, “e si contribuisce a un danno alla salute; una fascia del mercato, infatti, interessa i farmaci, un’altra gli alimenti e i giochi per i bambini”. Sulla stessa linea il presidente di Confesercenti, Marco Venturi: “La campagna anticontraffazione che abbiamo lanciato punta ad alzare il tiro su un fenomeno in costante e pericolosa crescita, che colpisce non solo l’attività commerciale ma anche la convivenza sociale e in alcuni casi può mettere persino in pericolo la salute dei cittadini con la circolazione di farmaci contraffatti”. 25


sport

Questione di “rigore” Sport e moda: connubio assodato Perfettamente in linea con la tendenza degli ultimi anni che impone lo sportivo come icona di bellezza, diversi club agonistici si sono lasciati sedurre dal fashion style. Sono diversi anni che gli atleti si fanno coccolare dagli stilisti fuori dalle discipline agonistiche e altrettanti quelli dove le società affidano l’immagine della squadra per gli incontri ufficiali di tutto il club. Il Real Madrid schiera fuori dal campo una formazione ultra chic grazie alla partnership con Hugo Boss che ha creato le divise di rappresentanza degli uomini di Florentino Perez. Tornato dopo cinque anni alla ribalta del club, il neo-presidente ha preteso e ottenuto dalla società un cambio radicale d’immagine di tutta la squadra. Cristiano Ronaldo, Kakà, Benzema, Raul, per la prima volta si sono trovati d’accordo con la scelta del mister e promuovono a pieni voti la linea “Boss Black”. Le tonalità dei colori dei completi cambiano in base alla stagione: blu scuro in estate e grigio scuro in inverno. In entrambi i casi la camicia rimane bianca e la cravatta coordinata nei toni dell’azzurro. Il duo della moda canadese composto da Dean e Dan, per il quarto anno consecutivo firmano le “divise formali” della Juventus. Il brand Dsquared2 ha studiato un look decisamente d’impatto, ma assolutamente non scontato. La giacca classica a quattro bottoni con scudetto ricamato tono su tono, è abbinata ad un pantalone slim. La camicia, con collo a un bottone, è in popeline bianco e si abbina con una cravatta regimental in seta ispirata alla nuova maglia da gioco silver. Il trench ufficiale è di lunghezza media in nylon con cappuccio. ll cappotto è in panno di lana nero chiuso da tre bottoni con dedica/logo stampato sulla fodera: Dsquared2 for Juventus Football Club. Gli accessori: la cintura con fibbia in nickel e le scarpe classiche stringate in vitello spazzolato con punta arrotondata completano il nuovo look juventino. Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, art director del brand GF Ferré, vestono i giocatori della Lazio. In tutte le manifestazioni sociali/ufficiali della stagione 2009/10 gli atleti biancazzurri indosseranno un completo blu di lana con giacca decorata dal logo GF Ferré, cravatta e camicia bianca di cotone e raso. Per le uscite informali invece i designer puntano su un look casual: maglia azzurra in cotone rasato e jeans blu scuro. Il sodalizio tra Giorgio Armani e il Chelsea continua senza batter ciglio. Quest’anno il team veste con una giacca di lana leggera a due bottoni color grigio carbone strutturata sulle spalle. Lo stemma è ricamato in grigio perla sul taschino sinistro della giacca. I pantaloni cadono dritti. A completare l’abito ci pensa una camicia bianca in cotone e una cravatta di seta a strisce blu diagonali. Il cappotto a tre bottoni miscela la lana al cashmere. Come calzature stivali marroni in pelle. 26


TRAPPED Photos by Juri De Luca Styling by Andrea Pappalettera

Scarpa Lacoste


Collana Giuliano Fujiwara


Occhiali Super


Porta chiavi gioiello Giuliano Fujiwara


Cintura Salvatore Ferragamo


Anello Ugo Cacciatori


Rick Owens P/E Donna 2010

Rick Owens P/E Uomo 2010

accessori

Eastpak’s Gothic & Pop Side

Due collaborazioni d’eccezione e di eccezionalità per il nome cult degli accessori street: Rick Owens e Christopher Shannon Eastpak inaugura la stagione lanciando due collaborazioni uniche e innovative insieme a due designer di nuova generazione: il minimalista gotico Rick Owens e il geometrico street-inspired Christopher Shannon. Dopo la linea creata con Raf Simons, il brand cult degli zaini decide di puntare ancora sull’unione tra street-style e moda con due tra i designer che più si sono fatti notare recentemente. Rick Owens firma DRKSHDW EASTPAK per l’A/I 2009, fondendo la sua linea denim DRKSHDW con il famoso marchio americano. Lo stilista californiano, che dal 2003 vive e lavora a Parigi, è considerato un vero e proprio esteta, un genio della sartorialità, che traduce in giacche strutturate e dalle proporzioni asimmetriche, proposte per lo più in toni cupi e tenebrosi. La sua prima collezione femminile di pret-a-porter risale al 2002 e, nonostante con gli anni il suo stile sia maturato nel gotico e la sua creatività sia approdata al noir, la linea che porta il suo nome si è guadagnata col tempo numerosi riconoscimenti, tra cui quello di sfilare durante la Fashion-Week parigina. Inevitabilmente rimangono impresse le sue ultime sfilate, come quella P/E 2009, dove le “Priestesses of Longing” (“Sacerdotesse di bramosia”) sono le protagoniste dello show. Sì, le ricordiamo con soddisfazione, poiché attraverso i suoi abiti Owens trasmette una forte e singolare artisticità, frutto degli studi passati all’Otis College of Art, mista alla voglia di stupire e affascinare il suo pubblico con un’eleganza nuova e ricercata. “Gli abiti che creo sono la mia autobiografia. Sono la calma eleganza che desidero, ma anche i danni che ho lasciato sulla via per arrivarci. Sono espressione di tenerezza e del mio ego furioso. Sono l’idealismo adolescenziale e la sua inevitabile sconfitta” racconta lo stilista a proposito delle proprie creazioni e della propria visione estetica ambivalente, esempio di una femminilità complessa in bilico tra forza e delicatezza. Dietro questa sua forte personalità ritroviamo l’influenza dei classici hollywoodiani in bianco e nero e la dura vita nella parte guasta di Hollywood Boulevard: è proprio in questa zona di Los Angeles infatti che, all’inizio degli anni ’90, Owens crea la sua etichetta approcciandosi per la prima volta al mondo della Moda. E naturalmente è proprio la spoglia decadenza dei giovani “incoscienti, sprezzanti, astuti, dionisiaci ed esotici” che popolavano la Hollywood Boulevard di quegli anni a ispirare la sua linea per Eastpak (primo co-branding assoluto per Rick Owens). Composta da 11 prodotti tra borse e accessori, la collezione, nei suoi tagli puliti e decisi, rispecchia interamente lo stile chic e understated di Owens, riproposto nel contesto giovane e attuale di Eastpak. Le tre colorazioni proposte sono DRKSHDW (nero), DUST (grigio soft) e PEARL (bianco perlato), vicine ai canoni estetici del designer: “Il colore che ho chiamato DRKSHDW nasce dalle vecchie tenute militari e dagli zaini che questi ragazzi coloravano di nero e indossavano”. Eastpak, da sempre rivolta all’innovazione e alla qualità, trasmette inoltre alla collezione uno stile più moderno, grazie a una rivoluzionaria tecnica di saldatura dei tessuti che

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C. Shannon P/E 2010

C. Shannon P/E 2010

elimina le cuciture tradizionali e conduce a un look finale puro e aerodinamico. Aggiungete al tutto uno speciale trattamento stone-wash per regalare un effetto shabby-chic: il risultato è una serie di borse, zaini e portamonete dal design minimal e lussuoso ma allo stesso tempo fresco e dinamico. Una fusione vincente a tutti gli effetti. Per quanto riguarda la P/E 2010 il protagonista diventa Christopher Shannon che firma EASTPAK CHRISTOPHER SHANNON. Diplomato alla prestigiosa Central Saint Martins di Londra, il giovanissimo designer ha debuttato sulle passerelle inglesi solo l’anno scorso, ma si è ritrovato da subito al centro dell’attenzione grazie alla sua capacità di mixare il vero gusto per lo street-style inglese con l’eleganza d’alta moda. Christopher Shannon infatti rivoluziona completamente il concetto di sportswear creando un prodotto dalle finiture luxury inserito in un contesto giovane e di tendenza. Le sue prime collezioni sono caratterizzate da decisi dettagli di colore inseriti geometricamente su camicie, giacche e pantaloni in tessuti a contrasto. Il design è morbido e pulito; minimal, ma con un forte accento glam. “A Londra è diventato piuttosto cool celebrare designers non molto accessibili. Non è per sminuire loro, ma mi sono sempre piaciuti i vestiti che la gente porta. Non mi sento a mio agio ogni volta che sono tentato di progettare qualcosa di più “drammatico”. Una voce nella mia testa dice: “Che genere di uomo lo indosserebbe?”. Shannon sceglie quindi di dare prima importanza alla vestibilità delle sue creazioni, prediligendo la purezza delle linee e la semplicità delle forme. [la dichiarazione di Shannon è tratta dall’intervista rilasciata a Hint Magazine nel luglio ‘09, Nds] Il designer di Liverpool è ispirato dall’immaginario pop che tanto lo ha affascinato da bambino, e che è ancora fortemente presente nel suo lavoro. Ammira lo styling di Judy Blame, che stima da sempre (“Quando ero un ragazzino Judy era il mio eroe, mi ricordo di aver visto i suoi lavori sulla prima copia di The Face che comprai quando avevo circa 11 anni”) e naturalmente ha una grande propensione per lo street-style che lo conduce alla collaborazione con lo street brand numero uno nel mondo: “Eastpak ha sempre supportato attivamente il mio lavoro, fin da quando ero ancora uno studente della Saint Martin’s e amavo indossare i prodotti del brand. Trasformare questa lunga collaborazione in un’intera collezione di accessori rappresenta per me un traguardo davvero importante”. Era quindi naturale che Eastpak decidesse di lavorare con Christopher, in un certo senso così vicino alla sua estetica. E’ durante la London Fashion Week che sfilano in anteprima zaini, maxi borse travel e mini borselli da portare al polso o alla caviglia. Perfettamente in linea con la collezione di Shannon tutti gli accessori sono realizzati in lucidissimo PVC e caratterizzati dall’elegante accostamento tra pannelli dalle forme geometriche e una gamma di toni monocromatici. Le colorazioni, fresche e brillanti, vanno dal bianco latte al blu notte, passando per il turchese con tocchi di nero e grigio perla. I prodotti icona di Eastpak, come Padded Pak’r e Pinnacle, vengono completamente rivisitati secondo lo stile ’refined scally’ di Christopher Shannon; gli zaini che ognuno di noi possiede sono così riproposti con forme e materiali inediti in una limited-edition davvero speciale. Insomma, sembra proprio che Eastpak abbia deciso di stupirci quest’anno, in ogni stagione!Quindi…..perchè non approfittarne? Elena Silvia Bara

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accessori

Armani

AZ colletion

Materiale: Argento 925 lucido e smalto nero Colore: Logo argento su fondo smalto nero Design: Luna piena

Materiale: Oro placato e smalto Colore: Oro e nero Design: Animale

Bentley Materiale: Argento Colore: Argento Design: Autovettura ‘Azure’ di Bentley

Bulgari Materiale: oro 18K e Madreperla Colore: oro e madreperla Design: Luna piena, logo a vista.

Ad ognuno il proprio gemello Minimalista, sofisticato o anticonvenzionale… è tutta una questione di stile In bilico tra ironia e rigore, i gemelli sono da sempre un vero e proprio segno di riconoscimento. Nati per essere icone di stile ed eleganza, il loro percorso non ha avuto vita facile. Rivisitati e rivisti in molteplici forme e in svariate fantasie, continuano a essere un accessorio particolare e interessante. La scelta dei materiali non ha confini: si passa dalla stoffa alle pietre preziose con molta noncalanche. L’anima del gioiello è solo una delle tante evoluzioni che li rende padroni indiscussi della scena. La cura maniacale con la quale i maestri orafi si dedicano all’assemblaggio, alla scelta delle pietre e della forma, rendono alcuni di questi accessori dei piccoli capolavori da sfoggiare con orgoglio. Vistosi, discreti, dall’animo chic o particolarmente estrosi, la differenza non passa inosservata: portarli o meno segnala e sottolinea una cura verso l’aspetto che non si lega solo al look, ma evidenzia un lato del carattere di chi l’indossa senza mezze misure. Non smetteremo mai di dirvi che siamo ciò che indossiamo e, anche se spesso l’abito non fa il monaco, non possiamo negare che anche l’occhio vuole la sua parte. Abbiamo shakerato 36


Paul Smith Materiale: Argento Colore: Multicolor Design: Geometrico e righe

Carlo Pignatelli

David Donahue

Materiale: Platino e smalto Colore: Argento e nero Design: Geometrico

Materiale: Argento e smalto Colore: Nero e argento Design: Cadeceu. Simbolo della medicina con i due serpenti che cercano di ricreare la struttura a doppia elica del DNA

Tiffany Materiale: Argento e smalto Colore: Argento e blu oppure argento tono su tono Design: Torciglione

per voi questa serie di “detti popolari” con il semplice scopo di porre l’accento sul vostro stile in modo più mirato e meno superficiale. A seconda dell’abito e della situazione è importante mantenere una certa etichetta, senza però tralasciare l’input della comunicazione. Sfoggiare dei gemelli con una forma particolare, significa porre l’accento su una determinata passione che ci caratterizza. Senza aprir bocca abbiamo dato al nostro interlocutore delle informazioni che potranno essere motivo di spunto per l’inizio di una conversazione o meglio ancora di una conoscenza. Comparsi ai polsi dei nobili signori verso la metà del 1800, i gemelli per camicia sono da allora diventati l’accessorio–gioiello maschile più utilizzato nell’ultimo secolo. Le innumerevoli combinazioni di colori e materiali permettono loro di essere un ornamento unico ed inimitabile, ma soprattutto distintivo. Come abbiamo già detto, i gemelli raccontano molti degli aspetti della personalità di un uomo, ma prima di tutto sono il complemento di qualità per chi ricerca l’eleganza anche nei dettagli. Non dimentichiamoci che sono sempre le piccole cose che fanno la differenza. 37


motori

Monolocale di Lusso

Lancia Musa 1.6 diesel mjtd 120 CV e 1.4 benzina stop & start Dfn Poltrona Frau

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Ci sono auto che per innata tradizione del marchio, esprimono sin dalla linea esterna un concetto di eleganza che supera il tempo e le mode. Sarà per l’accattivante campagna commerciale interpretata prima da Carla Bruni e ora da Audrey Hepburn o per l’ottimo mix di confort e classe, ma Lancia Musa è da due anni il monovolume più venduto nel nostro Paese, spodestando di fatto la sua avversaria Mercedes Classe A. Un successo che attraversa il tempo e abbinato al nome Poltrona Frau, lo rende un oggetto esclusivo. Certo il prezzo di acquisto non è proprio popolare (26.000 euro per la versione diesel e 22.250 euro per quella a benzina), ma la completezza delle dotazioni e la raffinatezza degli interni lo giustificano. Di serie troviamo oltre i rivestimenti in pelle, anche il tetto apribile doppio, il volante con comandi radio integrati, i cerchi in lega bi-colore, il climatizzatore automatico bizona e per la sicurezza, ESP (controllo della stabilità), ABS e 6 air-bag. Abbiamo vissuto un week-end autunnale in sua compagnia, lasciandoci coccolare da piccoli dettagli come il sedile di guida riscaldato o il navigatore satellitare che legge il nostro MP3. L’esterno impreziosito di cromature e di fari Led, si veste di un bicolore nero-avorio, che sposa perfettamente il rosso della pelle dei sedili. Sono proprio questi che, avendo una seduta più alta rispetto ad una comune berlina e numerose regolazioni, ti accolgono facendo trovare da subito, la posizione di guida ideale. Morbidi al tatto e straordinariamente ben realizzati nell’imbottitura, sono incorniciati da un ambiente totalmente rivestito in pelle dello stesso colore, in cui con discrezione troviamo il logo Frau ricamato. La stessa attenzione la ritroviamo nella parte centrale del corpo plancia che ospita i comandi del navigatore e della climatizzazione con temperatura separata tra guidatore e passeggero. Il quadro strumenti completo e ben leggibile, ha una grafica che non affatica nella guida notturna e si trova in posizione condivisibile da tutti gli occupanti. Lo spazio è generoso sia per i passeggeri sia per i bagagli, grazie soprattutto al sistema di scorrimento del sedile posteriore che permette di variare l’ampiezza del vano di carico e che trasforma i sedili in una chaise longue.

Lancia-Frau: un bonomio con radici lontane Nella realtà la collaborazione tra Lancia e Poltrona Frau fu iniziata da Vincenzo Lancia che negli anni Venti si rivolse a Renzo Frau per “vestire” le proprie automobili destinate ai clienti VIP. Nel 1984 è proseguita quando Poltrona Frau e il Centro Stile Lancia realizzarono l’interno della Thema 8.32, l’ammiraglia con motore Ferrari, per poi proseguire con le berline Dedra e Lybra sino ad arrivare alla Musa. Cristiano Fabris

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profumi

Eau d’Hadrien Omaggio alle “Memorie di Adriano” photo by Juri De Luca

Suggestionato e ispirato dal romanzo di Marguerite Yourcenar, Annick Goutal ha dato vita al personaggio di Hadrien attraverso il suo Parfum. La fragranza rimane identica sia nella versione for woman che in quella for men; sulla boccetta di quest’ultima però è stato inserito il termine “absolute” per diversificarle. “L’assoluto” però può nascondere un significato più preciso, nascosto proprio nel potere degli agrumi che lo caratterizzano: essenze di limone di Sicilia, cedro giallo, mandarino e pompelmo; frutti maturati dal sole italiano. Non a caso Annick Goutal amava ripetere: “La natura e le sue meraviglie mi guidano. Le mie emozioni diventano profumi, ho chiamato profumo il sogno che mi porta”.

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LEATHER ROCK Photos by Ugo Richard REALIZATION BY BENJAMIN ARMAND


Borsello borchiato KM Rii Maglia nera Postweiler Hauber


Top in tulle Seiko Taki Gilet in pelle 14th Addiction Collare KM Rii


Impermeabile con zip Jeroen Van Tuyl Gilet in pelle 14th Addiction Pantaloni Jeroen Van Tuyl Cintura in cuoio KM Rii Polsini Viridi Anne Scarpe Ann Demeulemeester


Maglia in cotone nera Postweiler Hauber Guanti Viridi Anne Pantaloni neri Ann Demeulemeester

Blouson 14th Addiction Pochette zip KM RII Pantalon Jeroen Van tuyl Bracelet cuir noir KM RII


Giubbotto 14th Addiction Borsello con zip KM Rii Pantalone Jeroen Van Tuyl Braccialetto in cuoio nero KM Rii


Maglia in cotone nera Postweiler Hauber Borsello in pelle KM Rii Pantalone Dior Homme Scarpe Ann Demeulemeester Cappello Vintage Photos by Ugo Richard www.ugorichard.fr Realization by Benjamin Armand www.benjaminarmand.com Make up Julie Camus Hairdresser Franck Nemos Model Leo @ Nathalie www.nathalie-models.com


Y-Dress

fashion

101% Brussels Fashion’! Per chi ancora pensa a Bruxelles solamente come sede del Parlamento Europeo, città rigida e composta, rimarrà decisamente sbalordito nell’apprendere che oltre agli euro burocrati qui vivono molti talenti creativi nel campo della moda e del design. Il loro quartier generale si distribuisce lungo due aree della città: Rue Antoine Dansaert e Avenue Louise; qui i giovani artisti trovano il clima e lo spazio adatti per esercitare ed esibire la propria arte. Non è invece una novità che oggi la creatività non conosca limiti di confine e che in ogni modo si cerchi di diffonderla ed espatriarla; ogni paese ha la propria fucina di geniali menti artistiche che deve sostenere e sponsorizzare al meglio affinchè possano essere scoperte dal resto del mondo! 50


101% Brussels Fashion’è il programma indetto dalla città per portare i propri talenti alla conquista del pubblico internazionale: gli stilisti e i designer belgi selezionati per questa iniziativa avranno l’opportunità di presentare le proprie creazioni nelle principali capitali della moda e del design. L’edizione 2009 di 101% Brussels Fashion’ sceglie 10 talenti creativi con l’obiettivo di portare lo stile belga ad essere conosciuto ancor più a livello internazionale. Carine Gilson, laureata all’Accademia di belle arti di Bruxelles e all’ Accademia di Anversa, fa parte di quell’ esiguo numero di stilisti che considera la lingerie molto più che un semplice accessorio. Influenzata dai suoi studi artistici ogni anno trova ispirazione per le proprie creazioni dal mondo della pittura, della scultura e dell’ architettura con un risultato talmente eccelso da definirsi haute couture. La scelta dei colori tenui rende i suoi capi assolutamente senza tempo e moderni allo stesso modo. Christa Reniers, stilista di gioielli nata in Belgio, esercita questa sua passione fin da bambina. La sua peculiarità è quella di sperimentare sempre nuovi materiali per i propri bijoux come la cera, diventata poi il suo marchio di fabbrica: questo antico materiale dona anima alle sue creazioni rendendole modernissime ed eccentriche! Conni Kaminski, nata in germania, crea il suo marchio nel 2005 a Bruxelles. Il particolare metodo del “drappeggio sul modello” è il segno distintivo di questa stilista: nuove forme, asimmetrie, materiali raffinati uniti a finiture semplici sono le caratteristiche delle sue collezioni che sfornano capi versatili ed innovativi. Delvaux è il più antico negozio di pelletteria esistente al mondo, sinonimo di lusso e tradizione è stato scelto in questa edizione di 101 % Brussels Fashion’s per dimostrare e ribadire il concetto di artigianalità esclusiva e qualità del prodotto. Isabelle Baines è una linea di capi in maglia realizzati a mano e su misura in pezzi unici. Il tratto distintivo è uno stile sobrio e puro ottenuto da un taglio strutturato, una qualità impeccabile e delicate finiture dei capi. Contro l’ondata di moda fasulla e standardizzata questa linea vuole sottolineare la superiorità del prodotto artigianale di qualità. Jessie Lecomte, laureatasi nel 1996 all’Accademia di Anversa, inizia come stilista free-lance lavorando per svariati brand e portando la propria competenza e visione concettuale nel campo moda a livello internazionale. Le sue collezioni sono ricche di dettagli eleganti, materiali raffinati e volumi moderni ottenuti con la sperimentazione di forme, strutture e tecniche piuttosto che concetti tematici. Le Fabuleux Marcel de Buxelles è un brand nato dal desiderio di Kaat Blommaert di creare le canottiere più straordinarie al mondo e ,per riuscire nell’intento , questa particolare stilista disegna la “canottiera” dandole forme particolari, colori inusuali e tessuti anticonvenzionali. Il risultato è una linea dai nomi di grandi attori ed artisti ( Faye Dunaway, Jean Gabin, Matt Dillon, Robert de Niro, Sean Penn…). Oggi questo brand, oltre alle canottiere, offre: pantaloni, pullover, T-shirt per uomo-donna-bambino. Olivia Hainaut stilista di accessori presenta la sua nuova collezione in cui spiccano cristalli e pietre semipreziose, sciarpe in pelle laccata e metallizzata, traforate o plissettate con motivo a squame, pizzo o a rete. Laureatasi alla scuola di Arti Visive La Cambre nel 1993, la Hainaut iniziò la propria carriera lavorando come free-lance per Olivier Strelli e Walter Lecompte. Dal 2000 si presenta con il proprio nome esportando le proprie collezioni a Tokyo, Parigi e New York. Rue Blanche, brand fondato da Marie-Chantal Regout e Patrick Van Heurck nel 1987 , racconta uno stile semplice e contemporaneo caratterizzato da una costante attenzione al taglio dei capi, ai materiali e alle stampe. Oggi questo brand vanta negozi in tutte le grandi città del Belgio e due in Francia, ora punta ad espandersi nel resto d’Europa e oltre! Y-Dress? Questo è sicuramente il brand più innovativo di questa edizione di 101% Brussels Fashion’. La filosofia delle collezioni per Y-dress? è:” capi di abbigliamento per tutti gli ambienti e le situazioni”. In scia a questa linea di pensiero l’indumento diventa uno strumento che consente a chi lo indossa di esprimere creatività! Chi ama questo brand è un “nomade urbano”e per lui si creano abiti che seguono le stagioni grazie a strati removibili, gonne che diventano tovaglie da pic-nic oppure abitini di spugna che si trasformano in teli mare…! Sperando di aver stupito chi non conosceva il lato creativo di Bruxelles invitiamo ogni fashion addicted a seguire l’ondata Belga per essere sempre all’avanguardia in fatto di moda e design! Chiara Gazzini

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fashion

Papillon: il nuovo “corpo del reato” Reinterpretare può richiedere ancora più genio e creatività dell’inventare stesso perché il rischio potrebbe essere quello di stravolgerne drasticamente la natura e fallire così l’intento. E’ un rischio che vale la pena correre, poiché i risultati spesso sono davvero strabilianti! La moda di oggi ci stupisce continuamente con questa sua capacità di rielaborare, ripensare e riproporre capi che si pensava non avessero più forme, tagli o tessuti da assumere. E più il capo d’abbigliamento o accessorio è divenuto quasi “storia del costume”, più la sfida si fa dura ed avvincente. Cor Sine Labe Doli è un nuovo brand, made in Italy, che, vincendo questa sfida, ha dato vita al primo e solo (per ora!) unico pezzo della propria collezione: il papillon. L’accessorio più classico e tradizionale del guardaroba maschile è stata la scelta su cui il designer Antonio Patruno Randolfi ha voluto tentare l’impresa. Spavalderia? Incoscienza? Oppure esibizionismo di un ego eccentrico? Insomma, difficile poter immaginare il papillon in altre vesti… Diciamo che già qualcuno si era cimentato nella rivisitazione di questo “pezzo” classico svestendolo della propria faccia seria e rigorosa; Alexis Mabille gli ha cambiato il posto: abbiamo visto il papillon esibito sui polsi, sul bavero della giacca, lo abbiamo scoperto gigante, coloratissimo, con gli strass o con le paillettes ma l’intento di Cor Sine Labe Doli era quella di mantenere il ruolo di questo classicissimo accessorio, di lasciargli quell’allure di austerità che lo caratterizza ma di vestirlo con un look assolutamente moderno e supertrendy. E allora ecco il genio creativo mettersi all’opera e la nuova interpretazione del “farfallino” è letta in termini di materiali. L’aspetto è quello del tradizionale “black tie” ma il corpo è totalmente attuale, innovativo, inusuale e ultra fashion… Il papillon firmato Cor Sine Labe Doli è di ceramica. Il nuovo concetto del papillon è scaturito dall’esigenza del designer di voler materializzare le emozioni, emozioni che per anatomia partono dal cuore ed arrivano in gola: il papillon di oggi è un “nodo con le ali” e per materializzarlo al meglio la ceramica è stata la scelta vincente. Oltretutto, essendo Cor Sine Labe Doli un brand italiano, che basa la propria filosofia sul prender forza dalla moda della tradizione, la scelta della ceramica ha ribadito ancor più la voglia di trasmettere tutto il proprio esser “made in Italy”. Voglia che traspare anche dalla scelta del nome del brand : Cor Sine Labe Doli, lingua latina, madre del nostro lemma e sinonimo di cultura, eleganza, tradizione. Sveliamo qualcosa di più di questo brand emergente: due amici, due compaesani trasferitisi dal profondo sud (Corato, provincia di Bari) a Milano, sono i fondatori di Cor Sine Labe Doli. Antonio Patruno Randolfi è il designer, Luigi Arbore è esperto in marketing: l’unione delle loro personalità e della loro voglia di creare qualcosa che lasciasse il segno è stata la molla che ha fatto scattare l’idea. Il nome scelto per il brand corrisponde alla traduzione italiana di “cuore senza macchia di tradimento”: un messaggio chiaro e preciso per sottolineare lo spirito del proprio lavoro. La loro è una moda che si ispira al passato, a ciò che ha dato e che ancora può dare. Una filosofia di semplicità, linearità e pulizia declinata ad un pubblico interessante, attento alle tendenze, ed anche un po’ fashion-victim! Per ora la collezione consiste nell’unico accessorio papillon in ceramica ma scommettiamo che presto saremo nuovamente stupiti da Cor Sine Labe Doli. …E, se Cenerentola calzava una scarpetta in cristall,o oggi noi indossiamo un papillon in ceramica…La magia nella moda è che la favola è subito realtà…! Chiara Gazzini

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indirizzi

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n.5 gennaio 2010 14th ADDICTION 03 3839-0412 www.14thaddiction.com 2MESTYLE 02.39663300 www.2mestyle.com ADIDAS Y3 02.89408589 c/o Marialicci www.adidas.com/it/y3 AERONAUTICA MILITARE 0445.380330 pr@cristianodithiene.com ALPHA DELTA PHI 059.251664 info@bramasportswear.com ALPO GUANTI 02.4814088 www.alpoguanti.it ANN DEMEULEMEESTER +32 38305272 www.anndemeulemeester.be ANNIK GOUTAL www.annikgoutal.com B>MORE 0575.742230 c/o studio Tullio Marcati www.studiotm.org www.bmore.it BRUNO BORDESE 02.783988 c/o Massimo Bonini Studio www.massimobonini.com www.brunobordese.com CARTIER ITALIA 02.30261 www.cartier.it COPPOLA 02.62499320 www.coppola.it COR SINE LABE DOLI 349.7768715 COSTUME NATIONAL 02.838441 www.costumenational.com CRISTINA EFFE 02.87281472 c/o MGC di Maria Grazia Cantagallo mgc2@faswebnet.it DIOR HOMME www.diorhomme.com ERMANNO SCERVINO 02.76317900 www.ermannoscervino.it FIRETRAP 02.31410799 c/o studio Tullio Marcati www.studiotm.org www.firetrap.com FUTURE 02.89408589 c/o Marialicci marialicci@marialicci.it GAIA BONACINA 333.3451149 GIANFRANCO FERRE’ 02.721341 www.gianfrancoferre.com GIULIANO FUJIWARA 02.36531230 www.giulianofujiwara.com ICEBERG 02.77719555 www.iceberg.com JENI 389.8037401 www.jeni.it JEROEN VAN TUYL +33 -1 0153170637 c/o Frederique Lorca www.jeroenvantuyl.com

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JOHN VARVATOS 02.58328454 c/o FBR www.johnvarvatos.com KALLISTE’ 02.783988 c/o Massimo Bonini Studio www.kalliste.it KM RII +33 1 0153170637 c/o Frederique Lorca www.kmrii.com LACOSTE 02.3493929 c/o Studio Re www.lacoste.it LANVIN +33 01 44713173 www.lanvin.com LATITUDE FEMME 02.34934929 c/o Studio Re www.sergiobianchi.it LEOPOLDO GIORDANO 02.783988 c/o Massimo Bonini Studio www.massimobonini.com MICHÈLE MONTAGNE +33 142039100 machida@viridi-anne.com NARA CAMICIE 02.31410799 c/o studio Tullio Marcati www.studiotm.org www.naracamicie.it NICHOL JUDD 02.87281472 c/o MGC di Maria Grazia Cantagallo mgc2@faswebnet.it www.nicholjudd.it PORSCHE DESIGN 02.43983106 c/o Parini Associati www.porsche-design.com POSTWEILER HAUBER +49 175 9752449 contact@postweilerhauber.com FRED PERRY 02.89400143 c/o Futurenet www.rafbyrafsimons.com RAY BAN 02.863341 Luxottica Group mediarelations@luxottica.com ROBERTO REYES 380.9022613 ROY ROGER’S 02.87281472 c/o MGC di Maria Grazia Cantagallo mgc2@faswebnet.it www.royrogers.it SALVATORE FERRAGAMO 02.77111440 www.salvatoreferragamo.it SEIKO TAKI +33 (0) 1 5624 1362 www.seiko-taki-paris.com SUPER OCCHIALI www.retrosuperfuture.com TARINA TARANTINO 02.29063041 c/o Studio 200 www.tarinatarantino.it THE VIRIDI ANNE 03.34755751 Caterpillar Produits Co.Ltd www.viridi-anne.com TWO KIDS 02.89422558 c/o Probeat Agency www.twokids.it UGO CACCIATORI 02.45409993 www.ugocacciatori.it

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