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Manifesto dei Cittadini

Manifesto dei Cittadini per la democrazia, la solidarietà e l'uguaglianza in Europa Verso le elezioni europee del 2014 Noi, gente dell'Europa, per nascita, scelta o circostanze, crediamo che l'Unione Europea e i suoi Stati membri abbiano fallito nel garantire il benessere dei loro cittadini e nell'affrontare in maniera adeguata le sfide globali e locali che hanno agitato l'Europa negli ultimi cinque anni di crisi. Crediamo che l'Europa abbia un futuro comune, ma abbiamo la sensazione di avere sempre meno il controllo del nostro destino. Anziché affidarci a sovranità nazionali frammentarie, vogliamo che ci sia concesso di agire a livello transnazionale. L'Europa può giocare un ruolo fondamentale come spazio di democrazia, solidarietà e uguaglianza, ma questo richiede cambiamenti rapidi e radicali del quadro politico attuale e delle priorità dell'Unione Europea. Il 2014 offrirà l'opportunità di rompere con un passato segnato da una crisi continua. Si eleggerà un nuovo Parlamento europeo e la nuova Commissione Europea sarà nominata. Il rinnovo degli organi di governo deve assolutamente essere accompagnato da una rinnovata partecipazione dei cittadini. Le democrazie solide hanno sempre vissuto di partecipazione attiva, espressa attraverso la collaborazione, la discussione e la critica. In questo spirito abbiamo elaborato un Manifesto transnazionale partecipativo, inteso come patto tra la gente dell'Europa e i suoi organismi governativi. Questo Manifesto contiene richieste politiche sviluppate in modo transnazionale, attraverso un processo di partecipazione paneuropea durato tre anni che ha coinvolto migliaia di persone, attraverso sessanta pannelli di cittadini, dodici forum transnazionali, due audizioni al Parlamento europeo, forum online e una diffusa presenza nelle piazze e nelle strade d'Europa. Tutto ciò ha portato alla formulazione di proposte che sono molto di più di una somma di richieste nazionali. Le proposte sviluppate tengono in considerazione il contesto legislativo e giuridico dell'UE, allo scopo di presentare un progetto politico realistico per un’ Europa alternativa possibile che sia subito alla nostra portata. Le questioni trattate non coprono la moltitudine di problemi che affrontiamo ogni giorno, ma riflettono le priorità messe in luce dai diversi partecipanti al progetto. Il Manifesto sarà regolarmente aggiornato in futuro per includere le nuove proposte avanzate dai cittadini. Si tratta di un documento vivo che riflette le richieste della gente. Chiediamo ai cittadini, alle organizzazioni e ai movimenti sociali che hanno a cuore qualunque tra questi temi di attivarsi in prima persona, in un processo di riforma europea aperto e partecipativo. Chiediamo ai politici candidati alle elezioni locali, nazionali, ma soprattutto europee, di aderire alle proposte di questo Manifesto, di includerle nella loro campagna elettorale e di promuoverle durante il loro mandato.

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Manifesto dei Cittadini per la democrazia, la solidarietà e l'uguaglianza in Europa

I principi emersi da ogni specifica proposta saranno presentati inizialmente in forma sommaria e, successivamente in maniera dettagliata nell'appendice.

L'Europa sta affrontando una crisi economica, ambientale e democratica. Negli ultimi decenni, abbiamo risposto a nuove sfide sociali, dallo sviluppo dello Stato sociale alla costituzione di istituzioni che mirano a preservare la pace. Le crisi più grandi non sono tanto le sfide che ci troviamo da dover affrontare, quanto la mancanza di capacità e legittimità dell'Europa di fare fronte a esse. I gruppi d’interesse approfittano di questo vuoto per monopolizzare la sfera economica, il dibattito pubblico e il senso di giustizia. Uno dei segnali più evidenti di tutto questo è stato la "corsa verso il basso", che ha creato concorrenza interna tra i lavoratori e tra le nazioni. Questo ha portato alla disoccupazione, alla precarietà e alla povertà cronica, andando a minare fortemente il valore del lavoro. E’ urgente quindi sviluppare un sistema di previdenza sociale europea che assicuri una serie di diritti economici e sociali che vadano incontro ai bisogni essenziali delle persone, a prescindere dalle loro condizioni e dal luogo di residenza, come sussidi di disoccupazione e benefici pensionistici, salario minimo o reddito di cittadinanza. Tale obiettivo necessita di una politica fiscale comune ed equa, che ponga fine alla concorrenza fiscale a beneficio delle grandi società. Ci rifiutiamo di veder minacciati i nostri diritti economici e sociali quando ingenti somme di denaro sono state stanziate per salvare un sistema finanziario che ci ha portati al fallimento. L'Europa deve, per prima cosa, porre un freno ai salvataggi delle banche e rinnovare il settore bancario, così da riportarlo alle sue originarie funzioni sociali di salvaguardia dei risparmi dei cittadini e finanziamento delle piccole e medie imprese. Ad esempio, una Tassa sulle transazioni finanziarie a livello comunitario incoraggerebbe forme di commercio e di investimento più responsabili. Dovremmo respingere il ricatto dei mercati finanziari, attraverso una mutualizzazione dei debiti che includa un meccanismo di ultima istanza per eliminare l'insostenibile debito sovrano, senza pregiudicare gli standard sociali minimi. L'Europa ha bisogno di una nuova politica economica integrata che promuova la piena occupazione in lavori utili e adeguatamente retribuiti, che sia meno dipendente dai combustibili fossili e che non faccia affidamento su accordi commerciali iniqui per i Paesi al di fuori dell'UE. L'Unione Europea è la più grande economia del mondo e, di conseguenza, decisioni coordinate e ambiziose riguardanti il suo funzionamento possono avere un grande impatto a livello globale, in termini di tutela dell'ambiente, promozione di lavori utili e dignitosi, garanzia di giustizia globale nelle relazioni commerciali e passaggio da una società consumistica basata sulla competizione a un'economia di collaborazione e condivisione. Il mercato comune ha da un certo punto di vista aumentato le nostre libertà individuali, ma il 2


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suo attuale funzionamento ha offerto a potenti società maggiori opportunità di venire meno alle loro responsabilità sociali e di aggirare il pagamento di imposte. Di queste carenze nelle disposizioni regolamentari si sono approfittati anche gruppi della criminalità organizzata, per massimizzare le loro attività criminali tra i vari stati. L'UE dovrebbe combattere i paradisi fiscali e avere il potere di confiscare i beni acquisiti illegalmente e favorire il loro riutilizzo sociale. La Democrazia è in crisi in Europa. La percentuale di votanti e le iscrizioni ai partiti sono in costante calo. La gente si sente impossibilitata a promuovere il cambiamento attraverso gli attuali canali istituzionali, specialmente a livello europeo. Ecco perché dobbiamo trasformare radicalmente gli organismi democratici dell'UE, ad esempio attraverso la creazione di un governo europeo interamente eletto, il conferimento di pieni poteri legislativi al Parlamento europeo e l'introduzione di liste transnazionali per le elezioni europee. Dobbiamo rendere accessibile il processo decisionale all'intera società civile, consentendo ai residenti di lungo periodo di votare per le elezioni europee. Chiediamo strumenti efficaci e accessibili per influenzare direttamente il cambiamento, dal perfezionamento dell’Iniziativa dei Cittadini Europei alla possibilità da parte dei cittadini di partecipare ad audit europei per controllare l'utilizzo dei soldi pubblici. Per dare avvio a questo processo di riforma radicale, abbiamo proposto una Convenzione europea nella quale cittadini e politici uniscano le forze per sviluppare una nuova architettura democratica. Ogni sistema democratico si fonda sulla libertà e il pluralismo dei media. In Europa tutto ciò è garantito solo in linea teorica e non sempre viene applicato, con alcune voci che vengono escluse dal dibattito pubblico. Abbiamo bisogno di autorità normative indipendenti che monitorino la trasparenza della proprietà e regole chiare contro la concentrazione. Richiediamo importanti investimenti per i mezzi di informazione pubblici indipendenti e per internet come spazi di libero accesso. Inoltre esigiamo la tutela della privacy, che non sarà sottoposta a sorveglianza aziendale o statale, così come ingenti investimenti nel campo dell'alfabetizzazione mediatica. Il futuro che i cittadini europei desiderano ha bisogno di una ridistribuzione tangibile del potere. Democrazia in Europa deve significare che le decisioni di interesse comune vengono prese da tutti, non da pochi per il beneficio di una minoranza. Ci appelliamo all'UE affinché prenda l'iniziativa a favore della creazione di incentivi per azioni sostenibili a lungo termine, con l'obiettivo di affrontare problemi comuni. La ridistribuzione del potere esige che nessuno venga discriminato nella fruizione delle risorse comuni fondamentali per la vita. La nostra generazione di giovani vivrà con il ricordo vivido dell'ingente danno causato dall'incentivazione di una concorrenza irresponsabile. L'UE deve agire per garantire l'accesso ai beni comuni, come l'acqua potabile, che sono indispensabili per il godimento dei diritti fondamentali. Abbiamo un'opportunità unica di far tornare l'Europa a correre e far sì che la più grande economia mondiale possa rinascere in maniera legale e sostenibile. L’UE deve guidare la transizione energetica, con il passaggio da risorse dannose a risorse pulite e rinnovabili. La ridistribuzione del potere richiede che le azioni private, che hanno un impatto ambientale, debbano essere soggette al consenso dei cittadini europei che dipendono da quell'ambiente. L'UE deve applicare il principio di precauzione quando i cittadini identificano rischi ambientali pericolosi.

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Manifesto dei Cittadini per la democrazia, la solidarietà e l'uguaglianza in Europa

La crisi ha colpito maggiormente gruppi specifici che già si trovavano in condizioni sfavorevoli, come migranti, donne, profughi, persone LGBT e Rom, il cui accesso ai diritti fondamentali, alle infrastrutture sociali basilari e ai beni comuni, così come alla partecipazione politica significativa, è stato limitato o negato. Sentiamo l'urgenza di mettere in pratica il motto dell'UE "unità nella diversità", permettendo a tutti i residenti e ai cittadini di diventare attori del cambiamento a livello europeo e di godere di adeguata protezione per quanto riguarda la parità d'accesso ai diritti fondamentali, indipendentemente da genere, identità di genere ed espressione, orientamento sessuale, ambiente sociale, etnia e luogo di origine. In particolare, in tempi di crisi, l'UE deve essere all'altezza delle sue ambizioni per garantire la tutela dei diritti umani, non solo all'interno dell'Unione, ma anche lungo i suoi confini. L'UE deve assicurare che i migranti che entrano nel suo territorio vedano rispettati i propri diritti culturali e umani. La gestione delle frontiere dovrebbe essere trasparente e responsabile. La detenzione amministrativa non dovrebbe essere accettata come misura standard mentre la detenzione dei minori dovrebbe essere proibita in qualsiasi circostanza. Per tutelare la dignità dei migranti, bisogna assicurare loro il diritto al lavoro, quando sono in attesa della decisione amministrativa sulla loro condizione migratoria. Le espulsioni non dovrebbero portare alla separazione delle famiglie. L'esperienza e la capacità intellettuale dei migranti sono importanti quanto il lavoro che svolgono. Le donne sono state oltremodo colpite dalla crisi e dai continui attacchi alle politiche sociali. L'UE dovrebbe garantire i diritti delle donne e la parità di genere, in particolar modo attraverso la lotta a ogni forma di violenza contro le donne e l'annullamento del differenziale retributivo di genere. Le crisi sono terreno fertile per i dibattiti che si avvalgono della paura dell'"altro" per trovare dei capri espiatori. Migranti e rom sono regolarmente oggetto di discorsi e crimini d’odio, e lo stesso vale per le persone LGBT, che sono spesso escluse dalla sfera sociale per via delle loro differenze. La cittadinanza europea non dovrebbe essere un concetto vuoto o permettere l'esistenza di cittadini di prima e seconda classe. La collettività dovrebbe poter godere di tutti i benefici che ne derivano, come la libertà di circolazione e residenza all'interno dell'UE e la trasferibilità dei diritti. Ai cittadini LGBT non dovrebbe essere impedito di muoversi liberamente, per via della loro identità di genere ed espressione o del loro orientamento sessuale. Questo non significa conferire maggiori diritti ad alcuni, ma assicurare una protezione specifica dei gruppi svantaggiati per l’accesso a uguali diritti. Se le nazioni si possono giudicare da come trattano le loro minoranze, allora l'UE dovrebbe essere giudicata per come tratta i Rom, che costituiscono probabilmente il gruppo europeo più transnazionale del continente ma anche uno dei più emarginati. I Rom dovrebbero essere riconosciuti come parte integrante della società europea e partecipare a tutte le fasi dei dibattiti politici che li riguardano.

Oggi l'Europa si trova davanti a un bivio. Il processo di integrazione, così come si è sviluppato fino a ora, ha creato un'entità politica priva di una cittadinanza attiva in grado di influenzare il suo corso. Dobbiamo diventare i protagonisti di un cambiamento assai più necessario per riformare l'Unione Europea, creando uno spazio democratico e partecipativo. 4


Manifesto dei Cittadini

Il tempo non è dalla nostra parte: la retorica euroscettica e xenofoba si sta diffondendo velocemente in tutto il continente e rischia di diventare una forza significativa all'interno delle istituzioni europee. Le prossime elezioni europee devono essere viste come un'opportunità per decidere sul tipo di futuro che auspichiamo per la nostra società. Abbiamo bisogno di proposte politiche ambiziose da parte dei candidati e dei partiti e ci deve essere concesso di fare parte del cambiamento. L'UE ha l'opportunità di essere all'avanguardia delle riforme democratiche, fornendo un nuovo modello globale di democrazia rappresentativa e partecipativa in una società multilingue, multietnica e multiculturale, in grado di reagire alle sfide locali e globali che necessitano di risposte urgenti e radicali. L'Europa più di una volta ha mostrato la sua capacità di rinascere dalle ceneri e ora ha bisogno di riaffermarsi come organizzazione del cambiamento. Il momento di agire è ora. www.citizenspact.eu

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Citizens manifesto (6p) italian