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STORIA INCONTRO CON LA STORIA .......................... 2 I GRANDI TEMI: Il lavoro dello storico e le fonti ................................ 4 In che modo ci parlano le fonti? ............................. 5 PARLA L’ARCHEOLOGO ..................................................... 6 Il tempo nella storia ............................................................... 8 I primi uomini sulla linea del tempo .................. 9 Prima della storia ................................................................... 10 Dal Paleolitico al Neolitico .......................................... 10 Verifica ................................................................................................ 12

che cosa significa essere schiavi? ................. 52 Le civiltà del lontano Oriente ................................. 54 L’eredità dei popoli del lontano Oriente ... 55 La civiltà dell’Indo ................................................................. 56 SCOPRO DALLE IMMAGINI .............................................................. 57 La civiltà cinese ......................................................................... 58 Uno Stato ben organizzato ....................................... 59 SCOPRO DALLE FONTI ...................................................................... 60 Verifica ................................................................................................ 61

LUNGO I GRANDI FIUMI ..................................... 14 LE CIVILTÀ DEI FIUMI .............................................. 16 I POPOLI DEL MEDITERRANEO .............. 62 Le prime città... ......................................................................... 18 LE CIVILTÀ DEL MEDITERRANEO ......... 64 ... le prime civiltà .................................................................... 19 Per studiare una civiltà ................................................... 20 In Mesopotamia ....................................................................... 22 L’eredità dei popoli della Mesopotamia .... 23 La terra dei Sumeri ............................................................... 24 Una società ben organizzata ................................... 26 Le città ................................................................................................. 28 Artigianato e commerci .................................................. 28 La scrittura ...................................................................................... 30 La religione .................................................................................... 31 I Babilonesi ..................................................................................... 32 Gli Assiri ............................................................................................ 34 Verifica ................................................................................................ 36 Gli Egizi .............................................................................................. 38 L’eredità degli antichi Egizi ........................................ 39 Il Nilo e l'agricoltura ........................................................... 40 I prodotti .......................................................................................... 41 La navigazione e i commerci .................................... 42 Città sul Nilo ................................................................................. 43 L’organizzazione sociale ................................................ 44 La scrittura ...................................................................................... 45 SCOPRO DALLE FONTI ...................................................................... 46 La religione .................................................................................... 48 La vita nell’aldilà ..................................................................... 48 L'arte monumentale ........................................................... 49 Verifica ................................................................................................ 50

L’eredità dei popoli del Mediterraneo ......... 65 Le civiltà minoica e micenea ..................................... 66 Creta, centro di commerci per mare ................ 67 Città e palazzi ............................................................................. 68 SCOPRO DALLE FONTI ...................................................................... 69 I Micenei ............................................................................................ 70 Le città-fortezza ...................................................................... 70 La religione e la cultura ................................................. 71 I Fenici .................................................................................................. 72 Abili artigiani .............................................................................. 73 Le città e le colonie .............................................................. 74 L’invenzione dell’alfabeto ........................................... 75 Le navi fenicie ............................................................................ 76 Verifica ................................................................................................ 77 Gli Ebrei .............................................................................................. 78 Le migrazioni ............................................................................... 79 Il Regno di Israele .................................................................. 79 La religione .................................................................................... 80 Verifica ................................................................................................ 81 I GRANDI TEMI: quante religioni ci sono nel mondo?

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Cittadinanza e Costituzione

Le leggi Che cosa significa essere schiavi? Quante religioni ci sono nel mondo?

33 52 ............ 82

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IN SE RT O

speciale Ricerca IRIDE ➤ NEL REGNO DI OS


INCONTRO CON LA STORIA Oggi andiamo al museo storico per intervistare la direttrice...

Però la prima domanda voglio farvela io. Gli anni scorsi avete già studiato la storia. Ma che cosa è la storia secondo voi?

Benvenuti, ragazzi! Sono Elena, la direttrice del museo storico. Sono pronta a rispondere alle vostre domande.

Beh, la storia è lo studio degli uomini primitivi.

Anche dei dinosauri! Abbiamo studiato che esistevano tanti anni fa.

in italiano però abbiamo imparato che una storia è un racconto.

Ma secondo me se un racconto è inventato non è vera storia! Ho ragione?

Aiuto! io ho le idee conf u se.

Cerchiamo di chiarircele. in un certo senso Paolo ha ragione: la storia è un grande racconto. E ha ragione anche Anna: è un racconto vero, riguarda cose realmente accadute.

Ma chi racconta questa storia?

Bravi! Queste sono domande importanti!

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E come si fa a sapere che cosa è veramente accaduto tanto tempo fa?


Sono gli studiosi di storia, cioè gli storici, che cercano di raccontare la storia degli uomini: e non è un lavoro facile! Pensate a quante e quante cose sono successe nel tempo in tutto il mondo! Alcune non le sapremo mai! Altre hanno lasciato dei segni, delle tracce: potremmo dire degli indizi.

Ho capito, l’abbiamo studiato: sono le fonti!

Allora possiamo concludere che la storia è il racconto, basato sulle fonti, di fatti avvenuti nei tempi antichi.

Proprio così! Ma attenzione, gli storici non si occupano solo dei tempi antichi. C’è la storia antica, quella che studiate voi, ma c’è anche la storia moderna, che riguarda tempi più recenti.

Allora quando mio nonno mi racconta di quando era bambino, anche quella è storia?

Certamente: è la storia contemporanea, che riguarda le generazioni dei genitori, dei nonni e anche noi. Anche noi, con le nostre azioni, facciamo la storia!

Pensate, magari i bambini del futuro ci studieranno!

E i nostri quaderni diventeranno una fonte? Speriamo di fare bella figura...

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INCONTRO CON LA STORIA

Il lavoro dello storico e le fonti La ricerca storica si basa sulle fonti, cioè su tutto ciò che ci hanno lasciato i popoli del passato e da cui possiamo ricavare informazioni. Le fonti possono essere di diverso tipo. Fonti orali: sono le testimonianze dirette raccontate o cantate dalla viva voce delle persone. Pensi che incontrerai fonti orali nella storia che studierai quest’anno?

Fonti scritte: libri, documenti, giornali, iscrizioni sulla pietra... I popoli che studierai quest’anno furono i primi a utilizzare la scrittura e a lasciarci fonti scritte; da esse gli storici hanno potuto ricavare informazioni precise e dirette: ma non è stato facile decifrare i misteriosi segni di quegli antichi alfabeti!

Fonti materiali: sono gli oggetti, dai piccoli utensili quotidiani ai resti di grandi edifici. Esse ci danno informazioni sulla vita di tutti i giorni.

Fonti iconografiche: sono le immagini, come disegni, affreschi, statue e, nei tempi moderni, fotografie. Osservando le opere d’arte del passato possiamo capire molte cose delle persone che le hanno create: com’erano, come vivevano, ma anche le loro emozioni e i loro pensieri. 4


In che modo ci parlano le fonti? Per riuscire a ricavare dalle fonti informazioni esatte occorre studiarle a fondo e interpretarle in modo corretto. Ecco le domande a cui lo storico, con l’aiuto degli esperti, deve rispondere, quando studia una fonte, per esempio questo oggetto.

Innanzitutto lo deve classificare. • Che cosa è? • È autentico? • Qual è il suo stato di conservazione? • Da dove proviene? • Quando è stato creato? E quanti anni ha?

TANTI ESPERTI AL LAVORO

La ricerca storica può avvenire grazie al contributo di tanti specialisti diversi.

L’ARCHEOLOGO

È l’esperto dei reperti antichi (dai grandi templi agli oggetti quotidiani) e si occupa di portarli alla luce con pazienti e delicatissimi scavi.

IL PALEOANTROPOLOGO

Ricostruisce le caratteristiche dei primi uomini studiandone i resti, come fossili e ossa.

L’ANTROPOLOGO

Studia le caratteristiche e le abitudini dei popoli che in diversi luoghi e in diversi tempi hanno abitato la Terra.

IL PALEONTOLOGO

Cerca le tracce delle più antiche forme di vita sulla Terra studiando i resti fossili. Quindi lo storico inizierà ad analizzarlo per ricavare informazioni. • Di che materiali è fatto? • Con quali tecniche è stato costruito? • Che cosa rappresenta l’immagine? • Che cosa significano le scritte incise sulla statuetta?

IL PALEOGRAFO

Cerca di decifrare le antiche forme di scrittura.

IL GEOLOGO

Sa ricostruire la storia della Terra studiando i terreni e le rocce.

IL RICERCATORE STORICO

Studia le fonti, le confronta, le interpreta e cerca di ricavarne un racconto storico verosimile. C’è bisogno poi...

Infine farà delle ipotesi. • Che significato ha? • A che cosa serviva? • Perché è stato fatto?

• dei tecnici, che affiancano i ricercatori con le loro sofisticate apparecchiature per analizzare i reperti e conservarli nel migliore dei modi; • di coloro che si occupano di conservare i reperti e i documenti nei musei e negli archivi, e di farli conoscere al pubblico e agli studiosi. 5


PARLA L’ARCHEOLOGO Lo scavo archeologico Spesso i resti provengono da antichi centri abitati abbandonati che, con il passare dei secoli, sono stati ricoperti da polvere, terra, piante. A volte i reperti si trovano sotto edifici che sono stati costruiti sulle rovine di un insediamento precedente. Molti oggetti antichi provengono poi dalle tombe, in cui sono rimasti nascosti e protetti per secoli. Per questi motivi quasi tutti i reperti molto antichi si trovano sottoterra e occorre scavare per trovarli. Un luogo in cui sono stati trovati antichi resti si chiama sito archeologico. La conformazione del territorio può aiutare l’archeologo a individuare un sito dove potrebbero esserci reperti nascosti. Per esempio il tell (come quello che vedi nella foto a fianco) è un tipico rilievo che nasconde i resti di antichi insediamenti. Effettuare uno scavo archeologico è un lavoro molto impegnativo e delicato. Osserva.

Lo scavo avviene per strati successivi. Sapere a quale profondità si trovava un oggetto è molto importante per la datazione: infatti gli oggetti che si trovano in profondità sono più antichi di quelli che si trovano negli strati più superficiali. L’archeologo suddivide la zona in piccoli settori.

Ogni reperto viene raccolto con cura e ripulito dalla terra con dei pennelli. Il punto esatto di ritrovamento è molto importante e ci può dare numerose informazioni.

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La conservazione dei reperti archeologici A partire dal 1800 scoppiò in Europa la «moda» dell’archeologia: molti studiosi europei organizzarono avventurose spedizioni per cercare in luoghi lontani i resti di antiche civiltà. Essi venivano poi riportati nei grandi musei d’Europa ed esposti al pubblico e agli studiosi. In tal modo fu possibile conoscere gran parte della storia che studierai quest’anno. Oggi si discute sulla possibiltà di restituire ai Paesi di origine alcuni dei capolavori prelevati.

Archeologi tedeschi portarono alla luce a Babilonia, in Iraq, i resti delle bellissime e imponenti mura dell’antica città. I mattoni, catalogati a uno a uno, furono portati al Museo di Berlino, dove gli studiosi si sono messi all’opera per il restauro e la ricostruzione.

Ecco come è stato ricostruito il capolavoro nelle stanze del museo archeologico.

Alcuni capolavori del passato si sono conservati per millenni al buio di una grotta o di una tomba, al riparo da furti o danneggiamenti. Ma una volta riportati alla luce ed esposti al pubblico, rischiano di rovinarsi. Per esempio, i famosi affreschi preistorici delle grotte di Lascaux si stavano rovinando per i continui sbalzi di temperatura e del grado di umidità causati dalle folle di turisti. Per questo nel 1963 le grotte sono state chiuse al pubblico; i turisti possono visitare una copia esatta degli affreschi creata da una équipe di tecnici, archeologi e artisti. 7


INCONTRO CON LA STORIA

Il tempo nella storia Abbiamo detto che la storia è un grande racconto e in un racconto sono molto importanti i rapporti di tempo. Ecco perché una delle domande a cui lo storico deve rispondere è: quando è avvenuto un certo fatto? Che cosa è avvenuto prima e dopo? Che cosa è avvenuto contemporaneamente? In altre parole, lo storico ricostruisce l’ordine cronologico dei fatti storici. Possiamo rappresentare l’ordine cronologico sulla linea del tempo. Per ognuno dei popoli che studierai quest’anno, imparerai a leggere sulla linea del tempo i principali fatti storici. Alcuni fatti o eventi storici possono essere rappresentati sulla linea del tempo come un punto ben preciso; altri hanno una durata più o meno lunga, che viene rappresentata come un intervallo tra due punti.

1930

1935

1940

1945

1950

Il 10 giugno 1940 è il momento in cui per l’Italia è iniziata la Seconda Guerra mondiale; il 25 aprile 1945 è il momento in cui è finita. La durata della guerra è 5 anni.

Ogni popolo numera gli anni a partire da un evento molto importante della sua storia. I popoli di tradizione cristiana (come l’Italia) considerano come primo anno quello in cui è nato Gesù Cristo. Ciò che è avvenuto prima viene indicato con la sigla a.C. (significa avanti Cristo) e ciò che è avvenuto dopo con la sigla d.C. (significa dopo Cristo). nascita di Cristo

avanti Cristo

2000 a.C.

1500 a.C.

1000 a.C.

500 a.C.

dopo Cristo

500 d.C.

1000 d.C.

1500 d.C.

2009 d.C.

2000 d.C.

Quando diciamo che è l’anno 2009 vogliamo dire che sono passati 2009 anni dalla nascita di Cristo.

STUDIO E CAPISCO Colora la linea del tempo della pagina a fianco riportando nei vari tratti il colore che corrisponde alla tappa dell’evoluzione dell’uomo. Lavorando a piccoli gruppi, calcolate la durata di ogni periodo. Ominide ........................................................................................................................................................ Homo habilis ........................................................................................................................................... Homo erectus ......................................................................................................................................... Homo sapiens ........................................................................................................................................ Homo sapiens sapiens .................................................................................................................. Confronta le durate: che cosa noti? 8


I primi uomini sulla linea del tempo L’anno scorso hai studiato la storia e l’evoluzione dei nostri antichissimi antenati. Ripassa le caratteristiche di ogni tappa. Collega ogni tappa con il momento in cui ha inizio.

OMINIDE Da 4 milioni di anni fa circa Conquistò la posizione eretta, imparò a usare le mani per afferrare gli oggetti. Si rifugiava sugli alberi; si nutriva di frutti selvatici e radici.

4 milioni di anni fa

HOMO HABILIS Da 2 milioni di anni fa circa Conquistò «abilità» nell’uso delle mani: infatti sapeva utilizzare bastoni e pietre scheggiate come utensili con cui si procurava più facilmente il cibo.

HOMO SAPIENS SAPIENS Da 100 mila anni fa circa a oggi È il tipo di uomo che ancora oggi popola la Terra... cioè noi! Di intelligenza sviluppata, usa tecniche sempre più raffinate per costruire oggetti quotidiani e utensili di lavoro. Esprime una vera e propria vita culturale e spirituale: crea opere d’arte (graffiti e affreschi nelle grotte, statuette), innalza monumenti, celebra riti religiosi.

dis.

3 milioni di anni fa

2 milioni di anni fa

HOMO ERECTUS Da 1 milione e 500 mila anni fa circa Viveva in gruppi nomadi e si riparava in grotte o capanne. Costruiva strumenti per cacciare e pescare. Una grande conquista fu la capacità di conservare e accendere il fuoco (circa 800 mila anni fa), con cui poteva illuminare, difendersi dai predatori, cuocere i cibi, scaldarsi.

1,5 milioni di anni fa

500 mila anni fa

100 mila anni fa

HOMO SAPIENS Da 500 mila anni fa circa Costruiva strumenti sempre più perfezionati in pietra e osso, e armi affilate con cui riusciva anche a cacciare grandi animali come i mammut. Viveva in gruppi sociali organizzati spostandosi nei luoghi dove la caccia era più favorevole.

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INCONTRO CON LA STORIA

Prima della storia

Una pietra scheggiata del Paleolitico usata come punta di lancia.

Dal Paleolitico al Neolitico Nel corso della lunga evoluzione dei nostri antenati, circa 10 mila anni fa, alcuni gruppi umani «inventarono» delle novità così importanti che gli storici le considerano all’origine di una vera e propria rivoluzione: nasce il periodo detto Neolitico, per distinguerlo dal precedente, chiamato Paleolitico. Paleolitico e Neolitico significano rispettivamente «della pietra antica» e «della pietra nuova». Infatti, analizzando gli utensili in pietra preistorici, gli studiosi osservarono che quelli più antichi erano semplicemente scheggiati, mentre altri, meno antichi, erano anche levigati e lavorati con tecniche più raffinate. Ma non fu solo la tecnica di lavorazione della pietra a cambiare. Osserva nello schema come vivevano gli uomini del Paleolitico e del Neolitico.

NEOLITICO

PALEOLITICO

Come si procuravano il cibo

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Una pietra levigata del Neolitico impiegata come lama di zappa.

Dove abitavano

CACCIATORI E RACCOGLITORI Cacciavano, pescavano, raccoglievano piante selvatiche. Dipendevano completamente da ciò che offriva il territorio e non avevano scorte per i tempi difficili.

NOMADI Si spostavano continuamente seguendo la selvaggina da cacciare e cercando i luoghi più ricchi di risorse naturali. Abitavano in grotte, rifugi di foglie e rami, tende di pelli di animali.

AGRICOLTORI E ALLEVATORI Scoprirono che dai semi germogliano le piante: impararono a seminare e divennero agricoltori. Addomesticarono alcuni animali selvatici e divennero allevatori. Le nuove attività si aggiunsero a quelle tradizionali di caccia e raccolta.

STANZIALI Per poter coltivare e allevare gli animali avevano bisogno di abitare in un luogo fisso: perciò divennero stanziali. Abitavano in villaggi di case in legno su palafitte o di case in argilla. Iniziarono a trasformare il territorio per adattarlo alle loro necessità.


Alcuni villaggi neolitici si svilupparono fino a diventare protagonisti di una nuova grande rivoluzione: l’invenzione della scrittura. Con essa e con altri importanti cambiamenti che scoprirai nelle prossime pagine, finisce la Preistoria e inizia la Storia vera e propria.

STUDIO E CAPISCO Leggi i titoletti dello schema e ripeti con parole tue i cambiamenti tra Paleolitico e Neolitico.

Come si nutrivano

I

METALLI

Le tecniche di lavorazione dei metalli furono una grande conquista di alcune popolazioni neolitiche. I metalli come il rame, l’argento, l’oro, sono minerali che si trovano in natura. La prima forma di lavorazione fu la battitura a freddo; poi gli uomini scoprirono che i metalli fondono a contatto con il fuoco: possono quindi essere ammorbiditi con il calore e poi battuti a caldo, oppure fusi a temperature più alte e poi colati in appositi stampi in pietra. Un grande progresso fu la scoperta del bronzo, una lega molto resistente ottenuta fondendo rame e stagno. Più tardi alcuni popoli impararono a lavorare il ferro, la cui fusione richiede forni a temperature molto alte.

Come vivevano

UNA DIETA POVERA... E A RISCHIO Mangiavano soprattutto carne e pesce, dapprima solo crudi e poi cotti; alla dieta prevalentemente carnivora si aggiungevano erbe, radici e frutti selvatici. Ma non sempre era possibile trovare del cibo e la fame era un pericolo costante!

POCHI SEMPLICI OGGETTI Producevano oggetti semplici in osso, legno e pietra per la caccia, la pesca e la vita quotidiana. Vestivano di pelli cucite con i tendini degli animali. Gli uomini si dedicavano alla caccia e alla pesca e le donne soprattutto alla raccolta.

UN’ALIMENTAZIONE RICCA E VARIA L’agricoltura e l’allevamento permettevano di avere cibo, che poteva anche essere conservato. Gli animali assicuravano carne e latte; i semi dei cereali venivano macinati per ottenere nutrienti farine.

NUOVE TECNOLOGIE, NUOVI STRUMENTI Impararono a ricavare le fibre tessili dagli animali e dalle piante e inventarono la tessitura. Impararono a impastare e cuocere l’argilla e a costruire recipienti in terracotta per conservare e cuocere i cibi. Misero a punto nuovi strumenti per lavorare la terra, come le falci e l’aratro. Alcuni gruppi impararono a lavorare i metalli.

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VERIFICA ➤ Osserva queste fonti. Per ognuna di esse indica se, secondo te, si tratta di una fonte orale, scritta, materiale o iconografica. Alcune di esse risalgono al Paleolitico, altre al Neolitico, e altre a periodi successivi, che non hai ancora studiato. Colora i cerchietti secondo la seguente legenda: Paleolitico

Neolitico

Periodo successivo

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➤ Individua quali delle seguenti parole si riferiscono al Paleolitico e quali al Neolitico e trascrivile nella tabella.

nomade • stanziale • agricoltura • raccolta • pietra scheggiata • pietra levigata • casa grotta • caccia • allevamento • ceramica • vestiti in pelle • tessuti • metalli PALEOLITICO

NEOLITICO

➤ Gli uomini del Neolitico inventarono l’agricoltura; scrivi tre conseguenze che derivarono da questa importante novità.

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INVENZIONE DELL’AGRICOLTURA

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LUNGO I GRANDI FIUMI Ragazzi, immaginate di vivere in una tribù Neolitica di agricoltori e allevatori. Nel vostro villaggio la popolazione è aumentata e la terra non è più sufficiente per sfamare tutti: dovete spostarvi alla ricerca di un posto migliore. Quale luogo scegliereste? Dividetevi in piccole tribù, discutete e fate la vostra scelta. Poi spiegatela agli altri.

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Se avete scelto l’ambiente 3, avete preso un’ottima decisione! Le antiche popolazioni che conoscerete nelle prossime pagine fecero esattamente la stessa scelta: si stabilirono in territori pianeggianti, lungo le rive di alcuni grandi fiumi. In quell’ambiente trovarono le condizioni ideali per svilupparsi in un modo mai visto prima sulla Terra. Furono loro gli inventori della scrittura e di una forma di vita e organizzazione completamente nuova: la città. State per scoprire la loro straordinaria storia… 14


Ecco alcune fonti iconografiche lasciate dagli antichi abitanti delle pianure fluviali. Le immagini si riferiscono ad attivitĂ che sono in relazione alla presenza di acqua. Prendi spunto osservandole e rifletti sulle tue esperienze per rispondere alla domanda: quali vantaggi offre vivere vicino a un fiume?

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI DOVE MA A R C

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EGITTO MA O R R SSO

I luoghi evidenziati sulla carta hanno una caratteristica comune: si tratta di pianure molto fertili grazie ai grandi fiumi che le attraversano e al clima favorevole. Le antiche popolazioni di agricoltori che vi si stabilirono seppero utilizzare bene le risorse del territorio e si svilupparono fino a diventare società ricche e ben organizzate. Le più antiche di queste progredite «civiltà dei fiumi» si svilupparono in Mesopotamia, nella pianura attraversata dai fiumi Tigri ed Eufrate, e in Egitto, lungo il fiume Nilo. In seguito altre grandi civiltà sorsero nella valle dell’Indo, in India, e nelle estese pianure attraversate dal Fiume Giallo, in Cina.

OCEANO grano

orzo

miglio

riso

QUANDO 4000 a.C.

3000 a.C.

2000 a.C.

1000 a.C.

CIVILTÀ DELLA MESOPOTAMIA CIVILTÀ EGIZIA CIVILTÀ DELL’INDO CIVILTÀ CINESE

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500 a.C.


I FIUMI E L’AGRICOLTURA

SCOPRO LE PAROLE Agricoltura irrigua: irrigua deriva da irrigare; pensando a questo spiega con le tue parole che cosa significa agricoltura irrigua.

Fiu

G me

ial

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C I N A Fiume Azzurro

CO

INDIA

Quando gli uomini iniziarono a praticare l’agricoltura, l’unico modo conosciuto per irrigare i campi era... aspettare la pioggia! Ma bastava un periodo di siccità per rovinare il raccolto e mettere a rischio la sopravvivenza di uomini e animali. Le popolazioni che si stabilirono lungo i fiumi trovarono una soluzione a questo problema. Impararono a costruire canali e dighe per portare l’acqua del fiume nei campi, anche in quelli più lontani: inventarono l’irrigazione! Questo nuovo tipo di agricoltura si chiama agricoltura irrigua. Con il nuovo sistema aumentarono i terreni coltivabili e i raccolti divennero più sicuri e abbondanti, tanto che si potevano addirittura mettere da parte delle scorte per i casi di necessità.

OC

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P

I AC

FI

INDIANO

L’IMPORTANZA DEI CEREALI Le fertili pianure fluviali davano soprattutto abbondanti raccolti di cereali. Sono cereali il grano, l’orzo, il riso, il miglio, il mais. I loro preziosi chicchi, ricchi di proteine e amidi, sono molto nutrienti e si possono conservare a lungo. Macinati in forma di farina e impastati con l’acqua, ci danno pane, pizze, focacce, polenta, pasta, dolci. I primi uomini erano soprattutto carnivori; con il diffondersi dell’agricoltura i cereali divennero una delle basi dell’alimentazione umana, ed è così ancora oggi.

E NEL RESTO DEL MONDO? A quei tempi gli abitanti della Terra erano molto meno numerosi di oggi e non potevano certo comunicare facilmente! Separate da vaste zone disabitate, le comunità umane si svilupparono in modi diversi: mentre nascevano le prime civiltà agricole, altri gruppi continuarono la vita nomade da cacciatori e da pastori. Più tardi anche in America si svilupparono alcune grandi civiltà agricole che coltivavano il mais, cereale allora sconosciuto nel resto del mondo.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

Le prime città... Per costruire i canali e controllare le acque dei fiumi era necessario il lavoro di molte persone; ma ci volevano anche attrezzi, tecnici, esperti capaci di fare calcoli e di progettare, e infine qualcuno che coordinasse il lavoro di tutti; in altre parole, servivano nuove conoscenze e una grande capacità di organizzarsi! Per fortuna la terra rendeva molto, soprattutto con i nuovi sistemi. Grazie all’abbondanza dei raccolti non era più necessario che tutti si dedicassero al lavoro agricolo. Per esempio alcuni divennero artigiani specializzati nella produzione di vasi, stoffe, attrezzi; qualcuno divenne esperto nel controllo delle acque e delle dighe; sorse il bisogno di scambiare con gli altri i prodotti del proprio lavoro, e di questo si occupavano i mercanti. La vita della comunità diventò più complessa. I villaggi si ingrandirono fino a trasformarsi in città brulicanti di attività, commerci, botteghe artigiane, persone con ruoli sociali diversi. Solide mura le circondavano e un esercito di soldati era pronto a difendere la città e la campagna circostante. Nella città abitavano il re, che stabiliva le regole, e i suoi funzionari, che lo aiutavano a farle rispettare.

DALLA PREISTORIA

ALLA

STORIA

La Preistoria è il lunghissimo periodo che va dalla comparsa dell’uomo fino ai grandi cambiamenti che sono raccontati in queste pagine. Secondo gli storici è proprio con queste novità, e in particolare con l’invenzione PALEOLITICO

PREISTORIA 2 milioni di anni fa comparsa dell’uomo

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... le prime civiltà Con la nascita delle città, i popoli che vivevano lungo i grandi fiumi crearono quindi un nuovo modo di organizzare la società. Ma non solo: nelle città essi svilupparono le conoscenze, le tecniche, le arti e praticarono le prime forme di scrittura. Per questo diciamo che furono loro a creare le prime civiltà progredite del mondo antico.

Chiamiamo civiltà l’insieme dei diversi aspetti che caratterizzano la vita di un popolo in un certo periodo della sua storia: l’organizzazione sociale, il lavoro e le attività economiche, la lingua e la scrittura, la cultura e l’arte, la religione, il modo di pensare, la vita quotidiana ecc.

Ecco l’ingresso a Babilonia, una grande e ricca città che conoscerai tra poco.

STUDIO E CAPISCO Cerca nel testo di queste due pagine e sottolinea con colori diversi almeno una frase che riguarda: Il modo di organizzarsi Le conoscenze La città

della scrittura, che finisce la Preistoria e inizia la Storia vera e propria. Da quel momento in avanti abbiamo a disposizione notizie più precise grazie alle fonti scritte. Confronta la durata dei periodi: che cosa noti? NEOLITICO

PREISTORIA

OGGI

STORIA 10 000 anni fa circa

5 000 anni fa circa

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

Per studiare una civiltà Per conoscere la civiltà di un popolo dobbiamo cercare le informazioni che ci permettono di rispondere ad alcune domande.

DOMANDE PER STUDIARE LE CIVILTA` L’ambiente e il tempo: dove e quando

Le attività economiche Che lavori fanno le persone? Come si procurano il cibo e tutto ciò che serve per vivere? Qual è l’attività più diffusa?

Com’è l’ambiente naturale? Quali risorse offre il territorio? Quando nasce e quando finisce la civiltà che sto studiando? Le conoscenze e la tecnologia

Chi comanda? Gli uomini sono considerati tutti uguali? Uomini e donne hanno gli stessi compiti? La vita quotidiana

La religione, l’arte

Dove abitano? Come si vestono? Che cosa mangiano? In che modo amano divertirsi? Come si vive in famiglia? Che cosa fanno i bambini?

Credono in uno o in più dei? Celebrano riti religiosi? Costruiscono templi? Credono nella vita dopo la morte? Hanno particolari forme d’arte? Quali capolavori ci hanno lasciato?

Conoscono la scrittura? Che conoscenze hanno? Quali tecniche conoscono? Che cosa hanno inventato?

dopo aver studiato una civiltà, organizzate le informazioni seguendo questo schema. Vi aiuterà a costruire un quadro di insieme e a fare confronti tra i diversi popoli.

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L’organizzazione sociale


FACCIO E CAPISCO Anche le civiltà moderne possono essere studiate con questo schema. • Provate insieme in classe a rispondere alle domande riferendovi alla realtà in cui vivete. Poi scrivete nello schema alcune informazioni che secondo voi sono importanti, immaginando di voler far conoscere a uno studioso del futuro la civiltà in cui vivete. Le immagini possono suggerirvi alcune risposte.

LA CIVILTA` IN CUI VIVO L’ambiente e il tempo: dove e quando

Le attività economiche

L’organizzazione sociale

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Le conoscenze e la tecnologia

La vita quotidiana

La religione, l’arte

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• Potete lavorare anche con le immagini: cercate su giornali o riviste fotografie che secondo voi possono illustrare alcuni aspetti della civiltà di oggi; raggruppatele secondo lo schema e scrivete insieme le didascalie. Realizzate un cartellone dal titolo «La civiltà in cui vivo». 21


In Mesopotamia ANATOLIA Ninive

ER

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Assur Tig

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Nippur

Babilonia Uruk

Lagash Ur

Golfo Persico

EGITTO Nilo

Osserva nella carta la zona colorata in verde: è una vasta zona pianeggiante attraversata da due grandi fiumi, il Tigri e l’Eufrate. Per questo motivo gli antichi la chiamarono Mesopotamia, che significa «terra in mezzo ai fiumi». Soprattutto la zona vicino al mare era paludosa, soggetta a continue inondazioni. Mentre in luoghi più favorevoli vivevano le prime comunità di agricoltori neolitici, essa rimase a lungo disabitata. Ma poi il clima divenne più secco e le paludi cominciarono a trasformarsi in pianure dove crescevano cereali selvatici. Circa 6000 anni fa alcune popolazioni che abitavano sulle montagne circostanti si stabilirono qui, impararono a controllare le acque dei fiumi e divennero coltivatori abilissimi. Nel giro di poche centinaia di anni progredirono fino a diventare la prima, grande civiltà della storia.

OGGI Oggi nella terra dell’antica Mesopotamia si trova lo Stato dell’Iraq. Probabilmente ne hai sentito parlare a causa della guerra che si è combattuta negli ultimi anni. Attualmente la ricchezza dell’Iraq non è più nelle fertili pianure lungo i fiumi, ma nelle vaste zone desertiche dove si trova il petrolio. A Baghdad, la capitale, si trova l’importante museo archeologico che custodisce le testimonianze dell’antica storia. Nel corso della guerra il museo è stato gravemente colpito. Per fortuna i più importanti reperti sono stati messi in salvo, grazie anche alla collaborazione di storici e archeologi di tutto il mondo.

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L’eredità dei popoli della Mesopotamia Sapete che cosa significa la parola eredità?

Certo, quando mio nonno è morto, ci ha lasciato in eredità la vecchia casa di campagna.

Anche i popoli lasciano una eredità a quelli che vengono dopo: invenzioni, opere d’arte, monumenti, conoscenze, racconti... i popoli della Mesopotamia ci hanno lasciato una straordinaria eredità di invenzioni e idee valide ancora oggi. Eccone alcune...

l’invenzione delle città

LA

l’invenzione della ruota

l’invenzione della scrittura

... E inoltre le prime leggi scritte, il primo calendario e molte conoscenze di astronomia e di matematica. Ecco perchÉ si dice che la Mesopotamia è la culla della nostra civiltà e per questo è importante conoscere la sua storia!

STORIA IN BREVE

Le terre della Mesopotamia, fertili e ricche, attirarono nel tempo diverse popolazioni che erano spesso in lotta tra loro per conquistare il territorio. SUMERI

4000 a.C.

3000 a.C.

A partire dal 3500 a.C. si sviluppò la prima civiltà, quella dei Sumeri. Uruk, Ur, Lagash e Nippur furono le loro città più importanti. Le città sumere non si unirono mai in un unico Stato, ma erano indipendenti e spesso in lotta tra loro.

BABILONESI

2000 a.C.

Verso il 1800 a.C. i Babilonesi conquistarono le città sumere e crearono per la prima volta un unico Stato. La città di Babilonia era la capitale dove viveva il re.

ASSIRI

1000 a.C. Dal 1500 a.C. gli Assiri conquistarono la Mesopotamia e altre terre vicine, creando un vasto impero con la città di Ninive come capitale.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

La terra dei Sumeri I primi abitanti della Mesopotamia furono i Sumeri. Il territorio in cui vivevano, vicino alla foce del Tigri e dell’Eufrate, era chiamato dagli antichi Sumer, che significa «terra coltivata». Infatti i Sumeri con il loro lavoro trasformarono profondamente il territorio per renderlo adatto all’agricoltura. In Mesopotamia il clima era caldo e secco, e perciò lontano dai fiumi il terreno era arido. Solo le terre bagnate dai fiumi erano coltivabili. Ma il Tigri e l’Eufrate erano anche una fonte continua di pericolo. Periodicamente, a causa dei movimenti del mare, le acque dei fiumi traboccavano e inondavano la terra. I Sumeri costruirono un ingegnoso sistema di argini e canali. Così riuscirono non solo a controllare le piene dei fiumi, ma anche a portare l’acqua in territori sempre più vasti e ad avere riserve di acqua per i periodi di siccità. Così lavorati, i fertili campi della terra di Sumer producevano abbondanti raccolti di frumento e orzo (da cui ricavavano anche la birra). Negli orti vicino al fiume crescevano cipolle, cetrioli, legumi; si coltivavano piante da frutto tra cui la palma da dattero, che dà un frutto molto nutriente. Alcune zone erano riservate al pascolo di buoi e onagri, animali simili agli asini. Si allevavano anche capre, pecore e maiali. I prodotti dalla terra erano così abbondanti che i Sumeri potevano scambiarne una parte con altri popoli in cambio di legname e metalli. Le merci venivano trasportate con le barche lungo i fiumi.

STUDIO E CAPISCO Segna a fianco del testo con colori diversi le parti che parlano dei seguenti argomenti: significato della parola «Sumer» il clima e il territorio i lavori di canalizzazione i prodotti dell’agricoltura e l’allevamento gli scambi con altri popoli Utilizza questi titoletti per ripetere con le tue parole; cerca nel disegno altre informazioni su questi argomenti. 24

Nei periodi di piena le acque vengono incanalate verso le vasche di raccolta; così si ottiene una preziosa riserva per i periodi di siccità.


Attraverso i canali l’acqua viene portata anche alle terre lontane dal fiume.

GLI

Il sistema delle chiuse permette di regolare la quantità di acqua che defluisce dal fiume nei canali.

STRUMENTI AGRICOLI

I Sumeri perfezionarono gli attrezzi agricoli e ne inventarono di nuovi. Per preparare il terreno per la semina inventarono un aratro in legno trainato da buoi o onagri. Così era possibile arare il terreno più in profondità e con meno fatica. Usavano anche zappe di ferro e, per mietere, falcetti di ceramica o rame.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

Una società ben organizzata ..........................................................................................................................

La popolazione sumera cresceva; alcuni villaggi lungo il fiume si ingrandirono e svilupparono fino a diventare delle vere città. Non tutti i Sumeri abitavano in città; le città erano circondate dai campi coltivati e dai villaggi, dove vivevano contadini e pastori. Ma la città era il centro di tutta l’organizzazione sociale. Ogni città con il suo territorio circostante formava una città-stato.

SCOPRO LE PAROLE Città-stato: è una città con un proprio re e un proprio esercito; comprende la città vera e propria e la campagna con i villaggi circostanti. Rifletti: le moderne città in cui viviamo sono città-stato? Perché?

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A capo di ogni città c’era un re-sacerdote che, con l’aiuto di un consiglio degli anziani, governava la città e le campagne circostanti. Tutti lo consideravano il rappresentante degli dei protettori della città. A nome degli dei egli stabiliva le leggi, amministrava la giustizia, decideva i lavori di canalizzazione del fiume, comandava l’esercito. Il re era anche capo dei sacerdoti.

SCOPRO DALLE FONTI Lo Stendardo di Ur, un documento di circa 4 000 anni fa, ritrovato nelle tombe reali della città. È una scatola in legno (forse era la base di uno strumento musicale) decorata su due facce con un mosaico di conchiglie, calcare rosso e lapislazzuli. Raffigura la pace su un lato e la guerra sull’altro. Sul lato della pace sono rappresentate le attività del popolo intorno al re che banchetta con la corte. Sul lato della guerra il re guida l’esercito contro i nemici. Osserva le immagini e cerca di identificare i personaggi. LA PACE Il re ➊ è seduto su un trono: è di dimensioni maggiori rispetto agli altri personaggi. I funzionari ➋ brindano in onore del re mentre due musicisti suonano l’arpa e la lira. I contadini ➌ portano al palazzo i prodotti per la festa e i pastori ➍ conducono buoi, capre, onagri. C’è anche un pescatore: riesci a individuarlo? 26


I Sumeri ..........................................................................................................................

Nella società sumera vi erano ruoli sociali ben distinti. I nobili e i funzionari amministravano i terreni e le ricchezze per conto del re e controllavano che tutto avvenisse secondo le regole. Gli scribi avevano il compito di registrare con la scrittura gli scambi di merci e gli avvenimenti più importanti. Vi erano poi i mercanti e gli artigiani. Nelle campagne vivevano poveramente contadini e pastori. I soldati avevano il compito di difendere la città. I lavori più umili erano compiuti dagli schiavi.

STUDIO E CAPISCO Leggi i paragrafi di testo e poi scrivi al posto giusto l’argomento di cui parlano. • • • •

Le città-stato Il re-sacerdote Villaggi e città I ruoli sociali

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Nella città-stato la città e la campagna erano necessarie una all’altra. Il lavoro dei contadini dava cibo alla città; i funzionari e gli artigiani garantivano a tutti servizi, attrezzi, oggetti e il continuo controllo dei canali. Le città-stato non si unirono mai per formare un unico regno. Anzi, spesso furono in guerra tra loro per il controllo delle acque dei fiumi.

LA GUERRA Il re ➊ è in piedi al centro della scena. Il suo carro ➋ è riconoscibile: è vuoto ed è più grande. I carri da combattimento hanno le ruote di legno pieno ➌ e sono trainati da onagri ➍. L’auriga ➎ conduce il carro e l’arciere ➏ colpisce i nemici. I soldati ➐ sono armati di lance: indossano un elmo che copre le orecchie e un mantello chiodato. Alcuni soldati conducono i prigionieri ➑ ridotti in schiavitù.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

Le città Le città sumere più importanti furono Ur, Lagash, Nippur e Uruk. Tutte le città sorgevano sulle rive dei fiumi, protette da alte mura in mattoni di argilla. Anche gli edifici erano costruiti in mattoni. Le abitazioni, a uno o due piani, con il tetto piatto, erano addossate le une alle altre e collegate da strade strette per proteggersi dal sole; avevano poche finestre, quasi tutte affacciate su orti e cortili interni. C’erano anche ampi viali che portavano agli edifici più importanti della città; lì passavano i carri con le merci che venivano dalla campagna e le processioni nelle festività religiose. Il re, con i suoi funzionari e una numerosa servitù, abitava nel grande palazzo reale. Ma l’edificio più importante, il vero cuore della città, era la ziggurat, che significa «grande casa». Costruita a gradoni sovrapposti collegati da lunghe scalinate, si innalzava verso il cielo ed era l’orgoglio degli abitanti. Artigianato e commerci Molti artigiani vivevano e lavoravano in città: producevano tessuti e abiti in lana; carri, ruote, attrezzi in legno; utensili in bronzo e rame; vasi in terracotta; raffinati gioielli in oro e pietre preziose... La città era circondata da mura, ma non viveva isolata. Ogni giorno arrivavano, sui carri o trasportati a mano, i prodotti della campagna. Dai moli lungo il fiume partivano le imbarcazioni dei mercanti, che potevano raggiungere anche terre lontane; là scambiavano le loro merci (cereali e prodotti artigianali) con alcune preziose materie prime che scarseggiavano nella terra di Sumer, come il legno e i metalli.

STUDIO E CAPISCO Descrivi con le tue parole una città sumera. Usa queste parole chiave: abitazioni, edifici principali, artigianato, commerci.

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I Sumeri inventarono la ruota e la applicarono a carri in legno trainati da buoi e onagri. Così il trasporto delle merci era meno faticoso, ma ancora molto lento. Le ruote erano in legno e non avevano raggi.


Il mezzo più veloce per trasportare le merci erano le barche che navigavano lungo i fiumi.

I mattoni dei Sumeri erano in argilla mista a paglia ed essiccati al sole. Alcuni venivano cotti in speciali forni e poi smaltati con colori brillanti: servivano per abbellire palazzi e templi. Purtroppo i mattoni di argilla non durano nel tempo: per questo delle città sumere è rimasto ben poco!

La ziggurat è anche il centro economico della città. Nei suoi magazzini si conservano i raccolti e le merci, scrupolosamente registrati dagli scribi. Al piano inferiore si trovano i laboratori degli artigiani e le botteghe dei commercianti.

Nella ziggurat si trova la scuola dove i maestri-sacerdoti insegnano a pochi privilegiati la difficile arte della scrittura, la grammatica, la matematica e la geometria.

LA

ZIGGURAT

La ziggurat è il luogo più sacro della città, abitato dai sacerdoti. In cima alla torre, nel punto più vicino al cielo, sorge il tempio del dio protettore della città. Da lì si può vedere tutto il territorio, controllare le acque dei fiumi, avvistare eventuali nemici; nelle notti serene i sacerdoti e i sapienti salgono al tempio per studiare le stelle. 29


LE CIVILTÀ DEI FIUMI

La scrittura Una delle invenzioni più straordinarie dei Sumeri fu la scrittura, comparsa nel 3200 a.C. circa. Riuscite a immaginare un mondo senza la scrittura? Bisognerebbe ricordare tutto a memoria! Era proprio questo il problema dei sacerdoti sumeri che controllavano le merci portate ai magazzini del tempio: era facile sbagliarsi, con il rischio di creare ingiustizie e litigi. Così qualcuno pensò di incidere dei segni su un pezzetto di argilla fresca: disegni stilizzati per rappresentare le merci e simboli per indicare le quantità. Questi primi disegni si semplificarono con il tempo e divennero un vero e proprio sistema di scrittura, formata da segni a forma di cuneo: perciò venne chiamata scrittura cuneiforme. La scrittura cuneiforme era molto difficile: occorreva imparare circa 600 segni diversi. Gli scribi, cioè coloro che avevano imparato il segreto della scrittura dopo lunghi anni di studio, erano pochi ed erano molto stimati.

Le tavolette più antiche che gli archeologi hanno ritrovato provengono dalla città di Uruk. I segni sono pittogrammi, cioè disegni che riproducono gli oggetti. Nella scrittura cuneiforme ci sono anche segni che rappresentano le sillabe; componendole si formano le parole.

SCOPRO DALLE FONTI Leggi che cosa dice della scrittura questo antico testo sumero.

«LIBRI»

DI ARGILLA

Al tempo dei Sumeri non esisteva la carta. Si scriveva incidendo l’argilla fresca con un’asticella appuntita, lo stilo, che lasciava un’impronta a forma di cuneo. Poi le tavolette di argilla venivano cotte per farle durare nel tempo. Gli archeologi hanno trovato migliaia di tavolette che ci hanno permesso di conoscere meglio la storia del popolo sumero.

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L’arte della scrittura è appassionante, non ti sazia mai. L’arte della scrittura è difficile da imparare, ma colui che l’ha appresa avrà il mondo in mano. Cura l’arte della scrittura, ed essa ti arricchirà. Spiega che cosa significano secondo te le espressioni evidenziate.


I Sumeri

La religione I Sumeri erano politeisti, cioè adoravano molti dei. I più importanti rappresentavano gli elementi della natura: Anu era il dio del cielo, Inanna la dea della terra, Enlil il dio dell’aria e Enki il dio dell’acqua. I Sumeri immaginavano che gli dei fossero antropomorfi, cioè simili agli uomini: mangiavano, dormivano e si comportavano come gli uomini, però non si ammalavano e non invecchiavano mai. Ogni città aveva un dio protettore: i Sumeri pensavano che tutti i beni della città gli appartenessero. Al dio protettore era dedicato il tempio nella ziggurat, dove i fedeli si recavano a pregare e offrire doni. Secondo i Sumeri, che erano molto religiosi, tutti i fenomeni naturali e la vita degli uomini dipendevano dagli dei; per questo cercavano di rispettarne sempre il volere in modo da ottenere la loro protezione. I sacerdoti erano molto considerati: uno dei loro compiti era proprio di conoscere il volere degli dei. Essi avevano anche il compito di leggere il futuro osservando gli astri e i fenomeni naturali.

I fedeli lasciavano al tempio, davanti alla statua della divinità, alcune statuine che raffiguravano persone in preghiera. In questo modo manifestavano la loro volontà di onorare il dio costantemente, anche quando non potevano essere al tempio.

SCOPRO LE PAROLE Segna con una crocetta la spiegazione giusta. Se hai dei dubbi rileggi il testo. • I Sumeri erano politeisti cioè... erano molto religiosi credevano in molti dei

• Gli dei sumeri erano antropomorfi cioè... assomigliavano agli uomini proteggevano le città

STUDIO E CAPISCO Sottolinea nel testo le frasi che ti fanno capire che i Sumeri erano molto religiosi. Cerca le informazioni nel testo e completa la tabella. DIVINITÀ ELEMENTI NATURALI

Inanna Cielo 31


LE CIVILTÀ DEI FIUMI

I Babilonesi I popoli nomadi che abitavano nelle terre vicine erano attratti dalla ricchezza delle città sumere e tentarono di conquistarle. Attorno al 2000 a.C. uno di questi popoli riuscì a sconfiggerle e a dominare su un ampio territorio della Mesopotamia. Sotto la guida del re Hammurabi gli invasori unificarono tutte le città in un unico impero con capitale a Babilonia: per questo i nuovi abitanti della Mesopotamia presero il nome di Babilonesi. Nell’impero babilonese vivevano popoli diversi e città che in precedenza erano indipendenti. Hammurabi cercò di rafforzare l’unità dell’impero in tanti modi: impose a tutta la Mesopotamia di adorare Marduk, dio di Babilonia; stabilì delle leggi scritte che dovevano essere rispettate in tutto il territorio. La scrittura cuneiforme si diffuse tra i diversi popoli come forma di comunicazione comune.

SCOPRO DALLE IMMAGINI Indica nel disegno gli elementi descritti dal testo scrivendo i numeri corrispondenti. Babilonia La città di Babilonia era famosa in tutto il mondo antico per la bellezza dei suoi palazzi e soprattutto per i giardini pensili ➊ che ornavano tetti e terrazze. Al centro si innalzava l’enorme ziggurat ➋ con il tempio del dio Marduk. Era protetta da grandi mura con otto porte. La più bella, dedicata alla dea Ishtar, era ricoperta di mattoni smaltati blu con figure di animali in rilievo ➌.

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SCOPRO LE PAROLE Impero: è un grande regno che comprende territori e popoli diversi con a capo un unico sovrano.

STUDIO E CAPISCO Cerca nel testo le informazioni per completare le frasi. • Per rafforzare l’unità dell’impero Hammurabi... • I diversi popoli usavano una forma di comunicazione comune: era...


I Babilonesi

L’ASTRONOMIA I Babilonesi avevano delle conoscenze astronomiche incredibili, se pensiamo che a quei tempi non esistevano canocchiali né telescopi! Osservando il cielo impararono a distinguere le stelle dai pianeti, diedero i nomi alle costellazioni, studiarono le eclissi e le fasi lunari. Basandosi sui movimenti che avvenivano nel cielo inventarono il calendario; suddivisero l’anno in 12 mesi e fissarono i 7 giorni della settimana, dedicati al Sole, alla Luna o ai pianeti, da cui ancora oggi prendono il nome.

SCOPRO DALLE FONTI

Cittadinanza e costituzione

Questa pietra nera alta quasi due metri fu trovata dagli archeologi circa 100 anni fa: è un documento importantissimo perchÉ contiene le prime leggi scritte della storia!

Osserva la parte superiore. Il personaggio seduto è Shamash, il dio del sole e della giustizia; ha in mano un cerchio e un bastone, simboli della giustizia. Il personaggio in piedi è Hammurabi che riceve dal dio le leggi. Questa immagine significa che le leggi sono stabilite secondo il volere degli dei. Il testo in caratteri cuneiformi scritto sulla colonna è un Codice, cioè una raccolta di leggi. È formato da 282 articoli che indicano le regole di comportamento e le pene per chi non le rispetta: esse riguardano la famiglia, il commercio, le proprietà, i danni alle persone. Scrivi nei cartellini in alto i nomi dei due personaggi raffigurati.

Ma una volta non esistevano le leggi?

Certo, c’erano delle regole di comportamento che venivano trasmesse a voce. Ma Hammurabi, che regnava su un grande impero, voleva essere sicuro che anche nei luoghi più lontani tutti seguissero le sue leggi. Ecco perchÉ ebbe l’idea di farle incidere nella pietra.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

Gli Assiri Sulle montagne del nord della Mesopotamia vivevano gli Assiri, un popolo di guerrieri e commercianti. Attratti anch’essi dalle ricchezze delle città di pianura, verso il 1300 a.C. invasero tutta la Mesopotamia; più tardi, sotto la guida del re Assurbanipal, estesero le loro conquiste fino a formare un grande impero che arrivava all’Egitto. Gli Assiri erano considerati guerrieri invincibili e crudeli. A differenza degli altri popoli della Mesopotamia, essi sapevano lavorare il ferro. Le loro armi erano quindi più robuste di quelle in bronzo usate dagli altri. Inoltre avevano un esercito numeroso e ben organizzato, dotato di veloci carri da guerra e di macchine per assediare le città nemiche.

SCOPRO DALLE FONTI Questi bassorilievi mostrano l’esercito assiro in battaglia. Si riconoscono fanti ➊ con armi di ferro e scudi, cavalieri ➋, veloci carri da guerra ➌ trainati da cavalli, macchine da guerra ➍ come arieti, torri mobili, catapulte. Scrivi su ogni immagine il numero corrispondente alle parole evidenziate nella didascalia. In quali immagini riconosci gli arcieri? Colora il cerchietto.

Osserva le ruote del carro da guerra e confrontale con quelle dei Sumeri che hai visto nello Stendardo di Ur. Che differenze noti? Completa la tabella.

SUMERI

ASSIRI

......................................................................................

in metallo

piene ......................................................................................

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con i

.........................................................................

leggere e veloci


Gli Assiri

Gli Assiri erano spietati con le popolazioni sconfitte: i prigionieri venivano uccisi o portati lontano dalle loro terre e ridotti in schiavitù e gli abitanti venivano sottomessi con la violenza. Dopo la morte del re Assurbanipal i Babilonesi si ribellarono e riuscirono a riconquistare l’indipendenza. La capitale Ninive venne distrutta e l’impero assiro finì.

NINIVE

E LA BIBLIOTECA D’ARGILLA

Il re Assurbanipal portò l’impero assiro al suo massimo splendore. Egli portò la capitale a Ninive e la trasformò nella città più ricca e bella dell’impero. Assurbanipal amava la cultura: egli sapeva decifrare i difficili testi sumeri e la lettura era il suo passatempo preferito. Fece realizzare nella sua reggia la prima biblioteca di Stato dell’antichità, una vastissima collezione di testi cuneiformi su tavolette di argilla (i «libri» dell’epoca!). Tra le rovine della città di Ninive gli archeologi ne hanno trovati circa 30 000. Su queste tavolette le incisioni sono così fitte e minute da richiedere l’aiuto di una lente di ingrandimento. La biblioteca contiene copie di antichi scritti babilonesi, raccolte di miti, poesie, credenze religiose, conoscenze scientifiche e astronomiche: tutto il sapere del tempo. Comprende anche lettere, trattati e accordi politici che ci hanno permesso di conoscere molti avvenimenti dell’impero assiro. 35


VERIFICA ➤ Scrivi sulla linea del tempo in ordine cronologico il nome dei tre popoli della Mesopotamia che hai studiato.

3500 a.C.

3000 a.C.

1800 a.C.

1500 a.C.

➤ Scrivi sulla cartina i nomi dei fiumi e colora la Mesopotamia.

• Mesopotamia significa .................................................................................................................................................................................................... • Agricoltura irrigua significa ...................................................................................................................................................................................... • I popoli della Mesopotamia riuscirono a controllare le acque dei fiumi costruendo ....................................... ................................................................................................................................................................................................

➤ Indica se i reperti si riferiscono

ai Sumeri (S), ai Babilonesi (B) o agli Assiri (A).

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➤ Completa lo schema. DOVE

LE

E QUANDO

Circa 6 000 anni fa si stabilirono in Mesopotamia i ...............................................; verso il .................................... giunsero i ................................................................. e verso il ................................ i ................................................

LA

ATTIVITÀ ECONOMICHE

La presenza dei fiumi favoriva l’............................................................... e i ..................................................... con gli altri popoli. I prodotti principali erano: ........................................................................... .................................................................................................................................................. ..................................................................................................................................................

LA

VITA QUOTIDIANA

RELIGIONE E L’ARTE

Adoravano molti dei: erano

La case erano costruite in .............................................................. Nelle città erano addossate le une alle altre e avevano poche ......................................................

..........................................................................................

Il re era anche capo dei

..........................

..........................................................................................

LE CIVILTÀ DELLA MESOPOTAMIA

LE

CONOSCENZE E LA TECNOLOGIA

L’ORGANIZZAZIONE

I Sumeri inventarono la .................................................................................... e la

SOCIALE

La società era divisa in ……………….........................……………: a capo di tutti stava il ......................................; seguivano, in ordine di importanza, .............................................................. ................................................................................................................................

I Sumeri erano organizzati in città- ..................................... I Babilonesi unificarono le città in un grande

...............................................................................................................

I Babilonesi erano bravi astronomi e inventarono il .................................................................... A Ninive sorse la prima ................................................ ...............................................................................................................

................................................................................................................................

Hammurabi fece scolpire le prime

.....................................

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Gli Egizi

MAR BAS

SO EGITTO

Giza Saqqara

Menfi

Nilo

Osserva nella carta il territorio dell’antico Egitto: è una vasta zona desertica bagnata a nord dal mar Mediterraneo e attraversata da un fiume lunghissimo, il Nilo. La sottile striscia verde lungo il fiume è l’unica zona coltivabile in mezzo al deserto. Il Nilo nasce nell’Africa Centrale, entra in Egitto scavando una lunga e stretta valle (Alto Egitto) e sfocia nel mare con un ampio delta (Basso Egitto). Ogni anno le sue acque inondavano le terre circostanti, poi lentamente si ritiravano lasciando sulla terra un fango nero e fertile: il limo. Fin dal 5000 a.C. alcune popolazioni di agricoltori si stabilirono nella valle del Nilo. Con il tempo, essi bonificarono la zona paludosa del delta e impararono a sfruttare le piene del fiume. Il Nilo era una comoda via di comunicazione che facilitava i contatti tra le popolazioni della regione. Verso il 3500 a.C. esse si unirono e diedero vita alla straordinaria e lunghissima civiltà egizia.

MEDITERRANEO

MAR ROSSO

T O A L

O TT I E G

Karnak Luxor Tebe Assuan

OGGI L’Egitto è uno dei più grandi e popolosi stati dell’Africa. Ancora oggi, come nel passato, le uniche zone coltivabili si trovano lungo il Nilo. La principale ricchezza del Paese è il turismo: ogni anno milioni di visitatori si recano in Egitto per ammirare gli imponenti monumenti e le opere d’arte che testimoniano la sua antica civiltà.

A Il Cairo, la capitale, si trova il più importante Museo Egizio del mondo, che custodisce inestimabili tesori d’arte. Appena fuori dalla città, nella piana desertica di Giza, si possono ammirare le piramidi e la Sfinge.

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L’eredità degli antichi Egizi i resti dell’antico Egitto che si sono conservati fino a oggi ci colpiscono per le loro dimensioni monumentali: enormi templi e statue gigantesche in pietra, che hanno sempre suscitato l’ammirazione dei viaggiatori antichi e moderni.

Ma ciò che più stupisce sono le misteriose piramidi e le tombe scavate nelle montagne: esse ci parlano del particolare rapporto che gli Egizi avevano con il mondo dell’oltretomba. Dalle tombe gli archeologi hanno portato alla luce immensi tesori: affreschi, oggetti artistici, papiri con la misteriosa scrittura geroglifica...

LA

Soprattutto grazie a queste fonti, faticosamente decifrate dagli studiosi, è stato possibile svelare i segreti della raffinata civiltà Egizia.

STORIA IN BREVE

A lungo l’Egitto è stato isolato e protetto dai suoi confini naturali: a sud, a est e a ovest non vi è che il deserto, mentre a nord si trova il delta intricato e paludoso. Anche grazie al suo isolamento, la civiltà egizia ha la durata più lunga della storia, ben 3 000 anni!

5000 a.C. Intorno al 5000 a.C. sorsero i primi villaggi agricoli nella valle del Nilo e lungo il delta.

4000 a.C. Verso il 3500 a.C. i villaggi si unirono dando origine alle città. Sorsero due regni: l’Alto Regno a sud, lungo la valle del Nilo, e il Basso Regno a nord, lungo il delta.

Dal 1850 a.C. iniziò la decadenza. L’Egitto fu occupato dagli Assiri, dai Persiani, dai Macedoni e infine, nel 30 a.C., dai Romani.

3000 a.C. Nel 3000 a.C. Alto e Basso Egitto furono unificati in un grande regno con capitale Menfi. Iniziò un periodo di splendore in cui vennero costruite le piramidi e si diffuse la scrittura.

2000 a.C. Nel 2050 a.C. iniziò il governo dei principi dell’Alto Egitto. La capitale fu spostata a Tebe.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

Il Nilo e l’agricoltura In questi affreschi puoi vedere alcuni lavori agricoli. A fianco, la raccolta dell’uva.

Il grano, raccolto in covoni ➊, veniva trasportato in ceste ➋. I buoi, pestando le spighe ➌, ne facevano uscire i chicchi. Infine questi venivano gettati al vento per la spulatura ➍.

LO

SHADUF

Lo shaduf è un sistema per prelevare facilmente acqua dal fiume. È composto da un’asta con un secchio a un’estremità e un contrappeso all’altra. Funziona in questo modo: si solleva il peso per immergere il secchio nel fiume;

Gli antichi Egizi chiamavano «terra rossa» le zone aride e deserte, in contrapposizione alla fertile «terra nera» delle rive del Nilo, dalla quale traevano nutrimento. Un antico inno egizio diceva: «Lode a te, oh Nilo, che dai la vita all’Egitto». Il fiume straripava a giugno, depositando una fanghiglia ricca di sostanze fertilizzanti, il limo, che favoriva la crescita di una grande varietà di piante. Il terreno rimaneva inondato fino all’autunno e i contadini interrompevano il lavoro agricolo. A novembre le acque si ritiravano lasciando un terreno molle e facilmente lavorabile, pronto per l’aratura e la semina. I semi venivano sparsi sul suolo e interrati facendo pestare i campi dagli zoccoli di maiali, pecore e capre. A marzo o ad aprile, prima dell’inizio del grande caldo, avveniva la mietitura. In alcune zone ben irrigate si faceva un secondo raccolto verso la fine dell’estate. I contadini costruivano argini, dighe, canali, bacini di raccolta delle acque da utilizzare nei periodi più asciutti e per irrigare nuovi campi che non venivano raggiunti dalla piena. Introdussero l’uso dello shaduf per prelevare l’acqua dal fiume.

STUDIO E CAPISCO Il calendario dei lavori agricoli L’anno durava 365 giorni e, in base ai lavori agricoli, era diviso in tre stagioni di quattro mesi ciascuna. Rileggi il testo e collega ogni lavoro al periodo in cui veniva svolto.

si abbassa il peso per tirare su il secchio colmo d’acqua. 40

Akhet, l’inondazione

aratura, semina

Peret, il defluire delle acque

interruzione dei lavori agricoli

Shemu, il periodo di siccità

mietitura


Gli Egizi

I prodotti Gli Egizi praticavano la caccia e la pesca, ma ricavavano il loro nutrimento soprattutto dal lavoro dei campi. I principali prodotti erano il grano e l’orzo, cereali utilizzati per preparare il pane e la birra; si coltivavano in abbondanza anche fagioli, lenticchie, cipolle, cavoli, lattuga, cetrioli, meloni, melograni, datteri, fichi e vite. Diffusa era la coltivazione del lino, da cui si ricavava una fibra tessile utilizzata per vestiti, vele di navi, bende. Lungo le rive del fiume e sul delta crescevano il giunco, utile per produrre stuoie e ceste, il loto, con cui si faceva un tipo di pane, e il papiro, dal quale si ricavavano corde, sandali, piccole imbarcazioni, scatole, carta. Si allevavano api, anatre, oche, maiali, pecore, capre e mucche. I buoi venivano usati per tirare l’aratro e gli asini per trasportare le merci. Gli Egizi sfruttavano anche le ricchezze del sottosuolo: estraevano metalli (nelle miniere di rame, stagno, argento, oro) e pietre (nelle cave di granito e alabastro) utilizzate nelle costruzioni. Piante di papiro.

STUDIO E CAPISCO Segna a fianco del testo con colori diversi le parti che parlano di: territorio inondazioni

lavori agricoli lavori di irrigazione

Usa questi titoletti per ripetere con le tue parole.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

La navigazione e i commerci Gli Egizi erano esperti nella navigazione fluviale perché il Nilo era la principale via di comunicazione del Paese. C’erano diversi tipi di imbarcazioni: feluche, chiatte per il trasporto di merci, traghetti per portare le persone, battelli reali per le cerimonie religiose. Le piccole barche per spostarsi sul fiume erano fatte di giunco. Ma gli Egizi costruivano anche robuste navi in legno per affrontare i viaggi in mare: con esse effettuavano spedizioni commerciali in terre lontane. Non usavano monete ma scambiavano le merci con STUDIO E CAPISCO il sistema del baratto: in cambio di grano e fogli di papiro ottenevano legname e merci preziose destiCerca nel testo le seguenti informazioni nate al faraone e alla sua corte, come pelli di leopare riscrivile con le tue parole. • Dove sorgevano le città. do, spezie, essenze per profumi, avorio, argento e • Di quale materiale erano costruite le case. rame.

IL

• Come erano le abitazioni dei quartieri poveri. • Come erano le abitazioni dei ricchi.

PAPIRO

Il papiro, o giunco del Nilo, è una pianta acquatica che cresce spontaneamente lungo le rive del Nilo. Gli Egizi lo usavano al posto del legno per costruire piccole imbarcazioni e innumerevoli oggetti destinati a usi diversi; dal papiro si ricavavano inoltre bevande, polveri medicamentose e soprattutto i fogli per scrivere. Si tagliava lo stelo in striscioline sottili, che venivano poi pressate e incollate a strati intrecciati. I fogli così ottenuti venivano essiccati e levigati. Incollati tra loro formavano lunghi rotoli.

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Barche tipiche erano le feluche, dalla caratteristica estremità ricurva, munite di vele alte e dritte. Erano fatte di canne legate con corde di papiro.


Gli Egizi

Città sul Nilo Le città dell’Egitto sorgevano sulla sponda orientale del Nilo e avevano pontili, canali e bacini per l’approdo delle imbarcazioni. Alcune, come Menfi, erano protette da mura. Ogni città era consacrata a un dio, al quale veniva dedicato il tempio più importante. Nella città sorgevano templi, santuari, depositi di merci, palazzi di personaggi importanti e, nelle capitali, il palazzo reale e la residenza privata del faraone. Solo i templi erano in pietra; tutti gli altri edifici venivano costruiti con mattoni di argilla essiccati al sole. Sulla sponda opposta del fiume, dove tramontava il sole, sorgeva la necropoli, il luogo dove si seppellivano i morti e si erigevano le tombe dei faraoni e dei più importanti funzionari. Nei quartieri poveri le case, di due o tre stanze al massimo, erano attaccate le une alle altre; avevano un piano superiore e un tetto piatto sostenuto da tronchi di palma.

Le abitazioni più ricche erano circondate da un alto muro con un portone d’entrata e avevano molte camere con pareti abbellite da dipinti e soffitti retti da colonne decorate. Accanto alla casa c’erano un tempio e un altare; davanti si trovava una vasca circondata da fiori, palme, melograni.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

L’organizzazione sociale La società egizia era organizzata come una piramide, con la grande massa del popolo alla base e una sola persona in cima. Le classi sociali erano divise rigidamente: i figli facevano in genere il lavoro dei padri ed era molto difficile passare da una classe sociale all’altra. Il faraone era considerato una divinità, da cui dipendeva ogni cosa: le piene del Nilo, l’abbondanza dei raccolti, la prosperità del popolo. Emanava le leggi, stabiliva le tasse ed era capo dell’esercito e sommo sacerdote. Alle dirette dipendenze del faraone c’era il visir, primo ministro e consigliere. I sacerdoti erano i funzionari più alti: si occupavano del culto religioso, amministravano i tributi e le offerte al tempio e si dedicavano allo studio delle scienze. I nobili erano proprietari di grandi estensioni di terre e comandavano l’esercito. Gli scribi si occupavano della contabilità e registravano tutti gli avvenimenti. I soldati provvedevano alla difesa dello Stato e, in tempo di pace, partecipavano alla costruzione delle opere pubbliche. Veniva poi il popolo, che pagava i tributi ma aveva molti doveri e pochi diritti. Comprendeva: gli artigiani, che svolgevano lavori apprezzati e molto richiesti; i mercanti e la gran massa di contadini, operai e servi. Infine, c’erano gli schiavi, prigionieri di guerra o stranieri catturati e venduti nei mercati.

SCOPRO DALLE FONTI Su una tomba, incise nella pietra, si possono leggere le seguenti parole: «Chi è il faraone? È un dio, per le cui opere noi viviamo; è il padre e la madre di tutti gli uomini; è paragonabile solo a sé stesso e nessuno gli è pari!». Che informazioni possiamo ricavare da questa fonte sul faraone? 44


Gli Egizi

La scrittura Gli Egizi ci hanno lasciato molti documenti scritti. La loro scrittura, chiamata geroglifica, era composta da oltre 700 pittogrammi, piccoli disegni che raffiguravano piante, animali, oggetti, parti del corpo: potevano rappresentare un’intera parola, oppure singoli suoni o gruppi di lettere da combinare per formare parole. Era una scrittura molto bella ma anche molto difficile: solo gli scribi, dopo lunghi anni di studio, sapevano usarla. Esistevano anche forme di scrittura più semplici: la scrittura ieratica, che trasformò i simboli in forme simili a lettere, e quella demotica, ancora più veloce, usata dai mercanti. Verso la fine della civiltà egizia la scrittura geroglifica venne abbandonata e a poco a poco dimenticata: nessuno fu più in grado di decifrarla e rimase a lungo un mistero. Uno scriba egizio. Gli scribi erano molto considerati. Solo i figli maschi delle classi più elevate erano ammessi alla severa scuola per diventare scribi.

Scrittura geroglifica. Gli Egizi consideravano la scrittura geroglifica una scrittura sacra, insegnata dagli dei agli uomini; veniva usata per scrivere inni, preghiere, miti e imprese dei faraoni.

PARL A L’ARCHEOLOGO

I geroglifici rimasero un mistero fino al 1799, quando un soldato francese scoprì un’antica lastra di pietra, la Stele di Rosetta, che riportava lo stesso testo scritto in tre forme diverse: geroglifico, demotico e greco antico. Grazie al testo greco che gli faceva da guida, lo studioso francese Jean-François Champollion riuscì a tradurre i geroglifici. Osservando i nomi del re Tolomeo e della regina Cleopatra, egli si accorse che contenevano alcuni segni uguali. Ebbe allora l’intuizione geniale che i «disegni» non raffigurassero solo parole ma anche lettere: il mistero era stato risolto! 45


LE CIVILTÀ DEI FIUMI

SCOPRO DALLE FONTI

VITA QUOTIDIANA

Gli Egizi decoravano le tombe con affreschi e ponevano accanto ai defunti modellini di oggetti quotidiani che li avrebbero accompagnati nel viaggio nell’aldilà. Da queste fonti gli storici hanno ricavato numerose informazioni sulla vita quotidiana nell’antico Egitto. Artigiani al lavoro In questo affresco sono rappresentati diversi artigiani intenti al loro lavoro. Quali attività riconosci?

La preghiera Una sacerdotessa offre agli dei i prodotti della terra. Quali frutti riconosci?

Il gioco dei bambini Trottole di pietra smaltata, palle di giunco e leoni di legno; tirando la cordicella il leone... ruggiva! I bambini usavano anche palle e bambole fatte di stracci.

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Gli Egizi

La cura della persona Gli antichi Egizi avevano cura della propria persona. Usavano specchi di bronzo lucido, pettini, creme per il corpo e profumi. I ricchi portavano gioielli preziosi. Tutti si truccavano, anche gli uomini e i bambini, con cosmetici ricavati da sostanze naturali. Quali oggetti riconosci?

Un ricco banchetto Osserva l’affresco. Gli uomini e le donne sono seduti separatamente: chiacchierano tra loro e indossano eleganti abiti in lino e gioielli. Tutti portano la parrucca perché, per igiene, si radevano la testa. I servitori porgono il cibo agli invitati. Quale bevanda ci sarà nelle brocche? Osserva le sedie: come sono decorate? Osserva gli abiti: com’era la «moda» egizia?

La medicina I medici avevano una buona conoscenza del corpo umano e sapevano eseguire operazioni anche molto delicate; usavano strumenti chirurgici in bronzo. Per anestetizzare i pazienti, utilizzavano un sonnifero estratto dal papavero. Gli Egizi cercavano di proteggere la propria salute anche affidandosi alla magia, con l’aiuto di portafortuna (amuleti) e formule magiche. 47


LE CIVILTÀ DEI FIUMI

La religione Gli Egizi erano politeisti e adoravano moltissime divinità, circa 3 000: alcune erano conosciute in tutto l’Egitto, altre erano divinità locali. Inoltre essi adoravano le forze della natura e un gran numero di animali considerati sacri: gatti, buoi, serpenti, coccodrilli, sciacalli, scarabei, ibis. Ogni attività o evento della vita aveva una propria divinità protettrice. Per esempio, Tawaret, la dea-ippopotamo, vegliava sulla nascita; Thot, con la testa di ibis, era il dio della scrittura e della magia. Alcune divinità avevano un aspetto umano come il dio dei morti Osiride e la dea-luna Iside, sua sposa, o il dio-sole Amon-Ra, rappresentato con la palla di sole sulla testa. Molte avevano il corpo umano e la testa di animale, come Seth, il dio dalla testa d’asino (signore del deserto e delle tempeste), Anubi, il dio sciacallo, e il dio dalla testa di falco Horus, che proteggeva il faraone. La vita nell’aldilà Gli Egizi credevano che l’anima fosse immortale e che dopo la morte il defunto avrebbe affrontato un grande viaggio per rinascere a una nuova vita, simile a quella terrena, nel regno dei morti. I riti per accompagnare i defunti in questo viaggio erano molto importanti. Scopri questo affascinate aspetto della civiltà egizia nell’inserto «Speciale ricerca». Gli scarabei erano insetti sacri. Amuleti a forma di scarabeo erano considerati portafortuna.

LEGGO E CAPISCO Leggi il testo e scrivi tu le didascalie con il nome delle divinità rappresentate.

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Horus

Iside

Osiride


Gli Egizi

L’arte monumentale Gli Egizi realizzarono grandi monumenti in pietra perché potessero durare nel tempo. I templi monumentali ornati di enormi statue, le piramidi, le tombe scavate nella roccia sono una testimonianza delle conoscenze matematiche e delle capacità tecniche degli architetti e dei costruttori egizi.

Come si costruiva una piramide I grandi blocchi di pietra scavati nelle cave venivano trasportati sul fiume con barche speciali. Poi gli operai trascinavano i blocchi, con funi e rulli di legno, fino al luogo della costruzione. Qui gli ingegneri facevano costruire una rampa di terra battuta, che cresceva insieme con la piramide, lungo la quale venivano trascinate le slitte cariche di blocchi di pietra. La piramide di Cheope, con i suoi 147 metri, è la più alta.

Un tipico monumento egizio erano gli obelischi, posti solitamente in coppia davanti ai templi. Erano pilastri altissimi costituiti da un unico blocco di pietra con la punta dorata, ricoperti di incisioni in geroglifico che celebrano le imprese dei faraoni. La sfinge era un animale mitico con il corpo da leone e la testa di uomo e simboleggiava il potere reale. Spesso davanti ai templi si trovava un viale di sfingi per proteggerne l’ingresso. Una grande sfinge si innalza vicino alle piramidi di Giza.

SCOPRO DALLE FONTI Per costruire i grandi monumenti era necessario il lavoro di molti uomini. Leggi che cosa scrisse lo storico greco Erodoto. «Alla piramide di Cheope lavorarono centomila uomini, che si alternavano senza interruzione ogni tre mesi. (...) Ben dieci anni passarono per il popolo nella costruzione della strada (...) fatta di pietre levigate e adorna di figure d’animali intagliate. E vent’anni furono passati nella costruzione della piramide stessa.» 49


VERIFICA ➤ Completa le frasi. • L’Egitto veniva chiamato «il Paese delle due terre» perché ...................................................................................................................... .....................................................................................................................................................................................................................................................................................

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➤ Colloca i nomi nella piramide, dall’alto verso il basso, secondo l’importanza nell’organizzazione sociale.

SCRIBI • MERCANTI • SOLDATI • FARAONE • SCHIAVI • CONTADINI • SACERDOTI

➤ Scrivi una didascalia per questa immagine. ........................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................

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➤ Osserva lo schema della civiltà egizia e completa. DOVE

LE

ATTIVITÀ ECONOMICHE

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E QUANDO

Gli Egizi si stabilirono sulle sponde del ……………….. circa …….......… anni fa. I due regni dell’Alto e ………….........…. Egitto furono unificati nel 3000 a.C. dal faraone .......................................................... Nel ........................ iniziò la decadenza.

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Gli ………..............…. scambiavano prodotti con altri popoli spostandosi su ................................................................................................

LA

RELIGIONE E L’ARTE

Gli Egizi erano politeisti e adoravano anche molti .............................................................. considerati sacri. Credevano in una nuova vita dopo la ........................................ e davano molta importanza al culto dei ..................................................... Il corpo del faraone e delle persone importanti veniva .................................................. Le piramidi erano le ............................................ dei .......................................................... Le tombe erano decorate da .......................................................... e contenevano molti ...................................................................................

LA

VITA QUOTIDIANA

La case erano costruite in ................................................................... Gli Egizi usavano ..........................................................................

per la cura del corpo.

LA CIVILTÀ EGIZIA

LE CONOSCENZE E LA TECNOLOGIA L’ORGANIZZAZIONE

SOCIALE

La società era divisa in .............................................. rigide: a capo di tutti stava il .............................................., che era considerato come un ............................................; i ................................................ e gli .............................................. costituivano la maggioranza della popolazione. Al di sotto di tutti stavano gli .................................................

Usavano la scrittura ................................................... conosciuta solo dagli .............................................. Utilizzavano il papiro per produrre ...................................................

Edificarono grandi monumenti in ................................................... dimostrando di avere grandi conoscenze ....................................................... e ..................................................................................................... I medici sapevano eseguire .................................. ...........................................................................................................

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I GRANDI TEMI

Cittadinanza e Costituzione

Che cosa significa essere schiavi? Abbbiamo studiato che nelle civiltà antiche alcuni uomini erano trattati come schiavi.

Che cosa significa essere schiavi?

Oggi esiste ancora la schiavitù?

PARL A LO STORICO

Avete fatto delle domande molto importanti. È vero: nelle antiche civiltà che avete iniziato a studiare si sviluppò un’organizzazione molto complessa e la società si divise in classi sociali. Gli uomini non erano tutti uguali ma erano considerati più o meno importanti in base al ruolo che svolgevano. E c’era anche chi non aveva alcun diritto, come gli schiavi! Lo schiavo è una persona che, contro la sua volontà, è completamente assoggettata ad altri: è considerato proprietà esclusiva di un padrone ed è costretto a svolgere qualunque tipo di lavoro gli venga imposto. La schiavitù nelle civiltà antiche... La schiavitù era accettata e praticata in quasi tutte le antiche civiltà: esisteva nelle civiltà della Mesopotamia, dell’India, della Cina, nella civiltà egizia, tra gli antichi Ebrei e nelle civiltà che studierai il prossimo anno, quella dell’antica Grecia e quella di Roma. Spesso gli schiavi erano prigionieri di guerra. Infatti, alla fine di una guerra i vincitori portavano in patria come «bottino» grandi masse di persone private di ogni diritto e costrette a svolgere i lavori più umili e faticosi: gli schiavi non ricevevano compensi per il loro lavoro ma solo lo stretto necessario per vivere e potevano essere acquistati e venduti come qualsiasi altra merce. Nel Codice di Hammurabi gli schiavi venivano distinti in base alla loro origine: prigionieri di guerra, nati schiavi, ma anche persone che diventavano schiave perché non pagavano i loro debiti. Lo schiavo però poteva tornare libero pagando una certa somma di denaro.

Prigionieri di guerra ritratti nello Stendardo di Ur.

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... e ai tempi moderni Ma per molti e molti secoli, anche nell’epoca moderna, la schiavitù continuò a essere diffusa in molte parti del mondo. Uno degli avvenimenti più tristi della storia dell’umanità fu la tratta degli schiavi neri. Soprattutto verso il 1600, molti abitanti dell’Africa (si calcola circa 11 milioni) vennero deportati dalle loro terre, ammassati nelle “navi negriere” e venduti come schiavi in America per lavorare nelle grandi piantagioni di cotone. Solo nel corso del XIX secolo la schiavitù è stata ufficialmente abolita: nel 1833 in Gran Bretagna, nel 1848 in Francia, nel 1863 negli Stati Uniti e nel 1888 in Spagna.

Allora per fortuna oggi la schiavitù non esiste!

PARL A LO STORICO

Purtroppo la schiavitù non è solo un triste ricordo del passato. Alcune organizzazioni che si occupano dei diritti umani hanno calcolato che oggi esistono al mondo 27 milioni di persone che vivono in condizioni di schiavitù, costrette a lavori mal pagati e a condizioni di lavoro pericolose per la loro salute e addirittura per la loro vita. E molti di essi sono bambini che lavorano come schiavi nelle miniere e nelle fabbriche e perfino, in alcuni luoghi, sono stati reclutati a forza come soldati nei conflitti armati. Non dobbiamo neppure dimenticare quei bambini che sono costretti a mendicare agli angoli delle strade.

LA PAROLA A VOI Oggi le leggi garantiscono a tutti il diritto a non essere sfruttati da altre persone. Leggete insieme i seguenti articoli e discutetene in classe. Che cosa significano? Conoscete situazioni in cui non vengono applicati? Dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo Art. 1 - Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Art. 4 - Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma. Dalla Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo Gli Stati riconoscono al fanciullo il diritto di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto al lavoro.

Dalla Costituzione della Repubblica Italiana Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo (...) Art. 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Art. 13 - La libertà personale è inviolabile (...). Art. 36 - Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.

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Le civiltà del lontano Oriente Anche nel lontano Oriente sorsero importanti civiltà agricole nelle valli scavate da alcuni grandi fiumi: il fiume Indo (in una regione compresa tra gli attuali Pakistan e India), il Fiume Giallo e più tardi il Fiume Azzurro nell’attuale Cina. La civiltà dell’Indo nacque attorno al 2500 a.C.: essa raggiunse un grande sviluppo, come testimoniano i resti delle grandi città Harappa e Mohenjo-Dãro, e poi scomparve misteriosamente, per motivi che gli storici non sono ancora riusciti a scoprire.

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La civiltà cinese nacque nella valle del Fiume Giallo, nel nord della Cina: lì, verso il 3000 a.C., sorsero villaggi di agricoltori che con il tempo formarono un unico regno comprendendo anche i territori lungo il Fiume Azzurro. Più tardi il regno divenne un impero destinato ad avere una vita lunghissima, arrivando fin quasi ai nostri giorni.

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OGGI L’INDIA E IL PAKISTAN OGGI L’India e il Pakistan, un tempo uniti, sono oggi due Paesi distinti. Sono tra i Paesi con il maggior numero di abitanti al mondo. In essi convivono tradizioni e monumenti antichi accanto a città moderne, regioni povere accanto ad altre ricche e fiorenti. 54

LA CINA OGGI La Cina è un Paese enorme ed è il più popoloso del mondo. Ha mantenuto a lungo le tradizioni della sua civiltà millenaria, ma negli ultimi anni la sua economia ha avuto una grande crescita, facendo della Cina un Paese moderno e in forte espansione. Pechino, la capitale, ha ospitato le Olimpiadi nel 2008.


L’eredità dei popoli del lontano Oriente Dobbiamo alle antiche civiltà del lontano Oriente, e soprattutto alla Cina, molti oggetti e invenzioni che sono giunti a noi grazie agli scambi commerciali.

Gli antichi cinesi furono anche gli inventori della bussola e della carta.

Dobbiamo ai cinesi un’altra preziosa fibra tessile, la seta, ricavata dai bozzoli del baco da seta. il segreto della sua fabbricazione rimase a lungo nascosto agli abitanti dell’occidente.

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Gli antichi abitanti dell’indo furono i primi a coltivare il cotone e a ricavarne una fibra tessile.

STORIA IN BREVE

Nel 3000 a.C. nacque la civiltà cinese lungo il Fiume Giallo.

Intorno al 2000 a.C. i villaggi furono unificati sotto la dinastia Xia. DINASTIA XIA

Dal 1500 a.C. si sviluppò un regno ben organizzato sotto la dinastia Shang. Fu inventata la scrittura ideografica. DINASTIA SHANG

Dopo un periodo di guerre tra i nobili, nel 221 a.C. il re Qin fondò l’impero cinese che durerà fino ai tempi moderni. DINASTIA ZHOU

3000 a.C.

2000 a.C.

1500 a.C.

1000 a.C.

500 a.C.

3000 a.C.

2000 a.C.

1500 a.C.

1000 a.C.

500 a.C.

Intorno al 2500 a.C. nacque la civiltà dell’Indo.

Nel 2000 a.C. sorsero le città di Mohenjo-Dãro e Harappa.

Verso il 1500 a.C. scomparve la civiltà dell’Indo. Con l’invasione degli Arii iniziò una nuova civiltà.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

La civiltà dell’Indo Non abbiamo notizie precise sull’antica civiltà dell’Indo perché nessuno è ancora riuscito a decifrarne la scrittura. Ma le fonti portate alla luce dagli scavi archeologici ci fanno capire che si trattò di una civiltà molto fiorente e progredita. Lungo le rive del fiume sorgevano più di 70 città: le più grandi erano Harappa e Mohenjo-Dãro. Ogni città era governata da un re-sacerdote. La popolazione era composta soprattutto da agricoltori. Questi impararono a sfruttare le acque del fiume costruendo muri, canali e argini di pietra per proteggere i campi dalle inondazioni. Coltivavano grano, orzo, legumi, riso. Furono i primi al mondo a coltivare il cotone e a ricavarne una fibra tessile che usavano per confezionare i vestiti. Allevavano buoi, asini, cavalli, bufali, elefanti. Gli artigiani utilizzarono le grandi quantità di argilla disponibile per produrre mattoni e recipienti di terracotta. Realizzavano anche bellissimi oggetti e gioielli in metallo, pietre dure, avorio. I mercanti navigavano lungo il fiume e giungevano fino al mare per commerciare anche con popoli lontani.

Le merci venivano trasportate con carri in legno dalle ruote piene trainati da buoi.

SCOPRO DALLE FONTI I commercianti utilizzavano dei sigilli in pietra per imprimere sulla merce il loro “marchio di provenienza”: dal sigillo infatti si capiva da dove veniva la merce e di chi era. Molti di questi sigilli sono stati ritrovati in Mesopotamia: questo testimonia che i mercanti dell’Indo avevano scambi con quei popoli lontani. Osserva la carta di pagina 16: secondo te che strada avranno seguito i mercanti dell’Indo per arrivare in Mesopotamia? Quali mezzi di trasporto avranno usato? Quali prodotti avranno scambiato?

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SCOPRO DALLE IMMAGINI Cerca nell’immagine i luoghi descritti dal testo e scrivi i numeri corrispondenti. Le rovine della città di MohenjoDãro ci fanno capire che era una città “moderna” e ben organizzata. Era divisa in due zone. La città alta o cittadella ➊, circondata da mura, ospitava i templi, le piscine sacre per i riti di purificazione, il palazzo del re, le case dei nobili e i granai. Ai suoi piedi si estendeva la città bassa, abitata dal popolo. Le case, attaccate le une alle altre, avevano uno o più piani ➋, un cortile interno con un pozzo per la raccolta delle acque piovane, una cucina e un bagno con delle condutture che scaricavano le acque sporche nel sistema fognario ➌: una vera rarità per quei tempi! La città era attraversata da ampie strade diritte ➍ da cui partivano strade secondarie. Stretti canali navigabili collegavano la città al fiume.

STUDIO E CAPISCO

GLI ARII

Segna con colori diversi in queste pagine le parti di testo che riguardano gli argomenti della mappa. Usa poi la mappa per ripetere con le tue parole. fonti

le città

l’agricoltura

LA CIVILTÀ DELL’INDO l’artigianato

i commerci

una fine misteriosa

E LA

CIVILTÀ

DEL

GANGE

Verso il 1500 la civiltà della valle dell’Indo scomparve. Gli storici non sanno con certezza se questo avvenne a causa di qualche calamità naturale o a causa della invasione degli Arii. Quel che è certo è che a partire dal 1500 a.C. gli Arii, una popolazione proveniente da nord, invase la valle dell’Indo e più tardi le regioni attorno al fiume Gange. Essi fondarono una nuova grande civiltà indiana, la civiltà del Gange.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

La civiltà cinese La civiltà cinese ebbe origine lungo il Fiume Giallo, chiamato così perché le sue acque trasportano una sabbia giallastra, il loess, che durante le inondazioni si deposita sul terreno rendendolo fertile. Ma le inondazioni erano anche una fonte di pericolo: per questo i Cinesi costruirono argini, dighe e canali per far rifluire le acque durante le piene. In queste pianure dal clima asciutto si coltivavano miglio e altri cereali come l’orzo, il grano, il sorgo. Più a sud, nelle calde e umide pianure attraversate dal Fiume Azzurro, si diffuse la coltivazione del riso. Gli artigiani sapevano lavorare molto bene il bronzo; erano inoltre esperti nella lavorazione della ceramica, della canapa, del bambù, utilizzato per piccole imbarcazioni, ceste, mobili, stuoie. Molto rinomati erano i preziosi oggetti che realizzavano con la giada, una pietra dura. I loro prodotti venivano venduti dai commercianti che trasportavano le merci lungo il fiume e via terra. Sulle sponde del fiume sorsero numerose città, protette da solide mura, abbellite da templi (pagode) e attraversate da canali navigabili che le collegavano ai bacini e ai porti dove approdavano le giunche, navi leggere a tre alberi.

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Dall’alto, una lampada, un vaso in bronzo e un pendente in giada: oggetti raffinati, esempio dell’opera degli artigiani cinesi.


La civiltà cinese

Uno Stato ben organizzato Verso il 2000 a.C i villaggi lungo il Fiume Giallo si riunirono sotto un unico re per organizzare meglio il controllo delle acque e il lavoro dei campi. A capo del regno c’era un re-sacerdote che trasmetteva ai suoi discendenti la carica regale, dando origine a una dinastia. Il regno si rafforzò e prosperò sotto la dinastia Shang, che durò cinque secoli, e sotto la dinastia Chou, che governò per otto secoli estendendo il dominio fino alla valle del Fiume Azzurro. Nel 221 a.C. il re Qin unificò tutto il territorio cinese in un unico impero e ne divenne il primo imperatore. La società cinese era rigidamente divisa in classi sociali. L’imperatore era venerato come il Figlio del Cielo ed era anche il capo religioso; i mandarini, nobili proprietari terrieri e capi militari, lo aiutavano ad amministrare lo Stato. Seguivano i guerrieri, i mercanti e gli artigiani che traevano ricchezza dal loro lavoro. I contadini erano la maggioranza della popolazione.

STUDIO E CAPISCO Confronta le informazioni di queste pagine con ciò che hai studiato sugli altri popoli dei fiumi. Quale altro fiume era soggetto a inondazioni periodiche che lasciavano sul terreno una sostanza fertilizzante? In quale altro luogo nacque un impero?

SCOPRO LE PAROLE Dinastia: una serie di re o di principi di una stessa famiglia che si succedono al governo di un Paese danno origine a una dinastia.

Il segreto della seta I Cinesi sapevano ricavare dai bozzoli del baco da seta un filo sottilissimo e resistente che veniva utilizzato per tessere stoffe pregiate. Esse venivano vendute in tutto il mondo antico e apprezzate per la loro eleganza e leggerezza. Ma nessuno sapeva come facessero i Cinesi a ottenere il prezioso filato: solo nel 550 d.C. l’Europa poté scoprire il segreto, grazie a due monaci che, di ritorno da un viaggio in Cina, portarono con sé due uova di baco da seta nascoste nel bastone.

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LE CIVILTÀ DEI FIUMI

SCOPRO DALLE FONTI La scrittura ideografica Le prime fonti scritte cinesi risalgono al periodo della dinastia Shang. Erano testi scritti su ossa o gusci di tartaruga dai sacerdoti durante i riti di divinazione, in cui interrogavano gli dei per conoscere il futuro. La scrittura cinese è ideografica: ogni segno è un ideogramma, cioè rappresenta un oggetto o un’idea. È l’unica forma di scrittura antica che si è mantenuta con poche modifiche fino ai giorni nostri: un cinese moderno è in grado di leggere i testi antichi! I caratteri della scrittura cinese sono moltissimi: per leggere un testo antico occorre conoscerne circa 10 000; un bambino della tua età ne ha già imparati a scuola circa 3 000. La grande muraglia Per impedire alle popolazioni nemiche di penetrare nel suo territorio, l’imperatore Qin fece costruire lungo i confini a nord una Grande Muraglia: era una costruzione imponente, lunga 7 000 km e alta da 5 a 6 metri. Ancora oggi ne possiamo vedere i resti per circa 2 500 km. Sui bastioni correva una larga strada su cui potevano correre i cavalli; le torrette di guardia potevano contenere 100 soldati. Con quale materiale è stata costruita secondo te?

I guerrieri di terracotta Quando nel 1975 gli archeologi trovarono, nascosta sotto una collina di terra, la tomba dell’imperatore Qin non potevano credere ai propri occhi! Dagli scavi venne alla luce un esercito di guerrieri in terracotta: erano circa 8 000, in grandezza naturale, con cavalli, carri da guerra e armi, decorati in modo da renderli tutti diversi uno dall’altro. E gli scavi non sono ancora terminati! Che differenze e che somiglianze trovi tra la tomba dell’imperatore Qin e quelle dei faraoni egizi? 60


VERIFICA ➤ Inserisci negli schemi una o più parole chiave o brevi frasi per ogni argomento. Se non ricordi, vai a ripassare le pagine precedenti.

DOVE

LE

E QUANDO

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LA

ATTIVITÀ ECONOMICHE

LA

RELIGIONE E L’ARTE

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LA CIVILTÀ DELL’INDO

VITA QUOTIDIANA

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L’ORGANIZZAZIONE

LE CONOSCENZE E LA TECNOLOGIA

SOCIALE

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DOVE

LE

E QUANDO

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LA

ATTIVITÀ ECONOMICHE

LA

RELIGIONE E L’ARTE

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LA CIVILTÀ CINESE

VITA QUOTIDIANA

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L’ORGANIZZAZIONE

SOCIALE

LE

CONOSCENZE E LA TECNOLOGIA

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I POPOLI DEL MEDITERRANEO Ragazzi, lasciamo le pianure con i grandi fiumi e spostiamoci in un paesaggio completamente diverso... come questo! Lo riconoscete? avete mai visto un paesaggio simile?

Osservatelo bene. Anche qui c’è molta acqua, ma non è certo adatta a irrigare i campi, ma a ........................................... E la conformazione del terreno non è certo adatta per grandi campi di cereali, ma ............................................. In che modo è possibile utilizzare le risorse di questo paesaggio? Fate le vostre ipotesi.

Se qualcuno di voi ha già visto un paesaggio del genere, il motivo è molto semplice: siamo sulle coste del Mediterraneo, il mare che bagna anche l’Italia! Mentre le civiltà dei fiumi erano al culmine del loro splendore, in questi luoghi, così vicini a noi, sorsero civiltà completamente diverse. I popoli che abitavano le terre affacciate su questo mare divennero soprattutto navigatori e commercianti e diffusero in tutto il mondo antico nuove, importanti conoscenze. Li scoprirai nelle prossime pagine... 62


Per noi oggi il mare è un luogo dove praticare gli sport acquatici o da attraversare su comode e sicure navi. Ma non è sempre stato così...

Nel lontano passato il mare era considerato una distesa immensa, misteriosa e pericolosa. Per millenni le popolazioni non osarono inoltrarsi in alto mare: esse navigavano solo di giorno facendo brevi spostamenti tra le coste vicine. Le prime imbarcazioni furono semplici zattere e piroghe, ma in seguito gli uomini iniziarono a costruire navi munite di vele, remi, timone e ancora, adatte ad affrontare i forti venti e le onde del mare aperto. Impararono inoltre a conoscere i punti cardinali e a orientarsi osservando le stelle: divenne possibile viaggiare anche di notte e affrontare lunghe traversate. La navigazione più facile e sicura favorì lo sviluppo dei commerci. Fu così che, nell’epoca che stiamo studiando, il Mediterraneo fu solcato da navi che trasportavano ogni tipo di prodotto: grano, olio, vino, oggetti di artigianato in ceramica e in metallo, stoffe. Il contatto con altri popoli e altri modi di vivere e di pensare favorì anche la diffusione di tecniche di lavorazione, invenzioni, scoperte e idee. Con i moderni metodi di navigazione il mare non era più qualcosa che separava i popoli, ma una possibilità per conoscere altri luoghi e i loro abitanti.

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LE CIVILTÀ DEL MEDITERRANEO Osserva qui a fianco la carta con il mar Mediterraneo. Riconosci l’Italia? Mediterraneo significa “in mezzo alle terre” e dalla carta puoi capire perché quel mare fu chiamato così; esso è infatti quasi chiuso, circondato ovunque dalla terraferma: l’ideale per favorire gli scambi tra gli abitanti delle coste.

DOVE

Verso il 2500 a.C. nella parte orientale del Mediterraneo si svilupparono le civiltà dei Cretesi, dei Micenei, e dei Fenici. Le loro terre hanno piccole pianure povere di corsi d’acqua e molti rilievi montuosi coperti di boschi. Le coste sono frastagliate e ricche di insenature, veri e propri porti naturali, e il mare è costellato di isole e arcipelaghi: era facile navigare lungo le coste e, in caso di forti mareggiate, trovare un riparo sicuro. Questi antichi popoli del mare svilupparono caratteristiche molto diverse dai loro vicini delle pianure fluviali; furono commercianti e navigatori: il mare, il movimento, gli scambi divennero la loro ricchezza! Vicino alle terre dei Fenici viveva un altro popolo che studierai tra poco: gli Ebrei. Anch’essi si spostarono molto ed ebbero numerosi contatti con le civiltà circostanti, ma non erano navigatori. Una caratteristica li rendeva unici: furono il solo popolo dell’antichità ad avere una religione monoteista.

QUANDO 2 500 a.C.

2 000 a.C.

1 500 a.C.

1 000 a.C.

FENICI EBREI CRETESI MICENEI 64

500 a.C.

Nascita di Cristo


Agli antichi popoli del Mediterraneo, così vicini a noi, dobbiamo molte conoscenze e invenzioni che sono entrate nel nostro modo di vivere e di pensare.

L’eredità dei popoli del Mediterraneo Abbiamo ereditato dai Fenici l’idea di un alfabeto fonetico, i cui segni non rappresentano le idee ma i suoni delle parole: un’invenzione geniale! (v. pag. 75)

Tra le tante invenzioni dei Fenici, un posto speciale spetta alle novità introdotte nell’arte della navigazione, come il timone e l’ancora (v. pag. 76).

I popoli che stai per studiare vivevano in terre non lontane dalla Mesopotamia e dall’Egitto; se osservi la linea del tempo nell’interno della copertina, puoi anche notare che per lunghi periodi le loro civiltà furono contemporanee. Tutte queste civiltà avevano degli scambi e si influenzarono reciprocamente... anche se le notizie e le merci non viaggiavano certo alla velocità di oggi!

Avete mai sentito parlare di Ulisse, di Polifemo, del cavallo di Troia? Sono antichissime storie tramandate dagli Achei e lette ancora oggi in due bellissimi poemi: l’Iliade e l’Odissea (v. pag. 71). Gli Ebrei hanno avuto un’influenza grandissima sul nostro modo di pensare soprattutto in campo religioso. Il loro libro sacro, la Bibbia, è considerato anche dalla religione cristiana come una parte delle Sacre Scritture: i Dieci Comandamenti cristiani sono gli stessi degli antichi Ebrei! Molti racconti della Bibbia, per esempio quelli sui profeti, sono entrati anche nella tradizione musulmana (v. pag. 80).

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Le civiltà minoica e micenea Creta si trova proprio al centro del mar Egeo ed è la maggiore delle sue isole. Il suo territorio è perlopiù montuoso. Ai piedi del monte più alto si estende una pianura attraversata da un piccolo fiume. La costa nord presenta coste basse e rientranze naturali. Il clima è mite. Fu in questo felice territorio che nel 2500 a.C. MAR NERO sorse e si sviluppò una fiorente e pacifica civiltà, chiamata minoica, che durò circa 1000 anni. Contemporaneamente, nella vicina penisola Troia greca del Peloponneso si stabilì un popolo guerMAR ASIA MINORE riero proveniente da nord, gli Achei. Dal nome EGEO della città più importante, Micene, la loro civiltà GRECIA Tebe Micene venne chiamata micenea. Atene Argo Tirinto Pilo Gli Achei conquistarono un po’ alla volta tutte le Rodi Thera terre del mar Egeo, comprese le coste dell’attuale M Mallia Turchia. Nel 1450 a.C. una catastrofe si abbatté su Cnosso A R Festo CRETA Creta: un maremoto causato da un’eruzione vulM E D I canica nella vicina isoletta di Thera la danneggiò T E R R A e indebolì a tal punto che fu facile per gli Achei N E O conquistare di lì a poco l’isola rivale. Gli Achei assorbirono le conoscenze e le raffinate abitudini cretesi e le diffusero in tutto l’Egeo, su cui dominarono incontrastati fino a che non furono conA F R I C A quistati a loro volta dal popolo dei Dori.

OGGI Creta e Micene fanno parte della moderna Grecia. Oggi Creta e il Peloponneso vivono prevalentemente di turismo: i visitatori vi arrivano da tutto il mondo per la bellezza delle coste e del mare e per visitare i resti delle loro antiche civiltà. 66

I resti di Micene (sotto) e quelli del palazzo di Cnosso (a destra).


LA

STORIA IN BREVE Intorno al 2500 a.C. sorsero a Creta i primi villaggi.

3000 a.C.

Nel 1450 a.C. una violenta eruzione vulcanica della vicina isola di Thera indebolì Creta, che poco dopo fu conquistata dagli Achei.

2000 a.C.

Nel 2000 a.C. nacque la civiltà cretese, chiamata anche minoica: vennero edificate le città e iniziò la costruzione dei palazzi reali. Gli Achei invasero la penisola greca. Vennero fondate le città-stato.

Nel 1100 a.C. gli Achei vennero conquistati dai Dori, un altro popolo proveniente da nord.

1000 a.C.

500 a.C.

Nel 1200 a.C. gli Achei conquistarono la città di Troia, in Asia Minore.

Creta, centro di commerci per mare Nella loro isola dal clima mite, i Cretesi coltivavano grano, uva, olive e allevavano ovini; il mare offriva pesce abbondante. Gli artigiani producevano ceramiche decorate, tessuti, preziosi oggetti di bronzo, oro, argento. Ma la posizione favorevole proprio al centro del mar Egeo spinse i Cretesi a specializzarsi nella navigazione e nel commercio per mare. Le foreste fornivano legname con cui costruivano le navi. Grazie ai traffici marittimi, i mercanti esportavano i prodotti dell’isola (vino, olio, prodotti artigianali) e importavano materie prime come i metalli; inoltre scambiavano le merci dei popoli vicini, che avevano così la possibilità di avere un contatto tra loro.

STUDIO E IMPARO Cerca e sottolinea nel testo gli aspetti del territorio che favorirono il predominio dei Cretesi nel commercio marittimo.

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I popoli del Mediterraneo

Città e palazzi I Cretesi edificarono sull’isola splendide città, ciascuna con il suo monumentale palazzo reale. A differenza di quelle che hai conosciuto finora, esse non erano circondate da mura: forse i Cretesi si sentivano ben protetti dal mare! Delle città di Festo e Mallia è rimasto poco, ma sono giunte fino a noi le rovine del grandioso palazzo di Cnosso. All’inizio ogni città aveva un governo autonomo. In seguito i principi di Cnosso riunirono le popolazioni dell’isola in un unico regno. I nuovi re furono chiamati Minosse e per questo la civiltà cretese prese il nome di minoica.

SCOPRO DALLE IMMAGINI Il palazzo di Cnosso sorgeva su una collina sviluppandosi su diversi piani collegati da scale e porticati. Aveva più di mille stanze. Ospitava i santuari e gli appartamenti dei funzionari e del re, che era anche sommo sacerdote. C’erano locali adibiti a magazzini, laboratori artigianali e edifici destinati agli spettacoli. Tutto il palazzo era fornito di impianti igienici e fognature. Le sale erano affrescate con dipinti dai vivaci colori che riproducevano piante, animali, gare sportive, personaggi. Riporta sul disegno i numeri delle didascalie.

➊ Laboratorio per tingere i tessuti. ➋ Frantoio. ➌ Laboratorio per la tessitura. ➍ Sala del trono. ➎ Affreschi sulle pareti delle sale. ➏ Una grande scala conduceva nel palazzo.

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SCOPRO LE PAROLE Il palazzo di Cnosso veniva chiamato Labirinto, perché sulle sue pareti erano scolpite le labrys, asce a doppio taglio simbolo del potere del re sacerdote. Poiché il palazzo di Cnosso, con le sue innumerevoli stanze, aveva fama di essere un luogo dove era facile perdere l’orientamento, la parola labirinto ha assunto il significato di...


Le civiltà minoica e micenea

SCOPRO DALLE FONTI Dagli affreschi del palazzo di Cnosso si capisce che la società cretese era pacifica e serena. Insieme agli oggetti artistici ritrovati, essi ci danno molte informazioni sulla civiltà minoica. La scrittura All’inizio i Cretesi utilizzavano una scrittura geroglifica, la lineare A, che nessuno è ancora riuscito a decifrare. Gli archeologi hanno invece potuto interpretare una scrittura più semplice utilizzata in seguito, la lineare B. La religione I Cretesi erano politeisti. La divinità più importante era la Grande Madre, dea della fecondità; essi veneravano anche il toro, simbolo della forza della natura.

Le donne cretesi erano eleganti: si truccavano, curavano l’abbigliamento e l’acconciatura, si adornavano con preziosi gioielli. Esse avevano un ruolo importante: spesso sono rappresentate mentre compiono riti religiosi o partecipano a banchetti e giochi acrobatici. La “giostra del toro” Questo famoso affresco proveniente dal palazzo di Cnosso ritrae un gioco sacro con il toro. Gli atleti, ragazzi e ragazze, dovevano afferrare il toro ➊ per le corna e compiere un pericoloso salto acrobatico sul suo dorso. Gli uomini ➋ sono rappresentati con la pelle scura, le donne ➌ con la pelle bianca. Colloca i numeri della didascalia nell’immagine. I tre atleti sono rappresentati in tre diversi momenti dell’esercizio. Descrivi che cosa stanno facendo.

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I popoli del Mediterraneo

I Micenei Anticamente popolo nomade di pastori e guerrieri, gli Achei giunsero nel Peloponnesso e iniziarono a espandersi verso le isole del mar Egeo. Conquistata Creta, da cui assorbirono molte conoscenze e abitudini, essi presero il posto dei Cretesi nel dominio sui commerci marittimi spingendosi fino alle coste dell’Asia Minore, dove fondarono numerose città. Gli Achei erano organizzati in città-stato indipendenti. Ogni città-stato era governata da un re chiamato wanax, aiutato da un consiglio degli anziani. Nella scala sociale venivano poi i nobili e i guerrieri. Gli artigiani erano molto considerati, soprattutto fabbri e orefici che realizzavano oggetti e armature in bronzo e raffinati goielli in oro. Il popolo era formato in gran parte da agricoltori e pastori di ovini. C’erano poi i marinai e i mercanti che commerciavano con gli altri popoli offrendo in cambio olio, lana e oggetti di artigianato. C’erano anche gli schiavi: erano i prigionieri di guerra. Le città-fortezza Le città degli Achei erano vere e proprie cittàfortezza, costruite su un’altura e protette da possenti mura. All’interno si trovavano i granai, le tombe reali, le case dei nobili, i magazzini, una cisterna sotterranea che riforniva d’acqua la città e, in cima alla collina, il palazzo reale. Tutto intorno si trovavano le case dei contadini, degli artigiani e degli schiavi.

STUDIO E CAPISCO Confronta le informazioni. In che cosa le città micenee erano diverse da quelle cretesi? Ricordi quale altra civiltà che hai studiato aveva città-stato indipendenti? 70

Gli Achei erano considerati forti e valorosi guerrieri: avevano armi di bronzo, carri da guerra e facevano uso del cavallo, ancora sconosciuto in Europa. Solo i nobili potevano far parte della cavalleria.

Un pugnale in bronzo con impugnatura in oro.


Le civiltà minoica e micenea

La religione e la cultura Gli Achei erano politeisti: adoravano Zeus, padre degli dei, Poseidone, dio del mare, Demetra, dea della terra, e numerose altre divinità. Sono state trovate testimonianze di un profondo culto dei morti. I re erano sepolti in tombe monumentali con armi, abiti e monili sontuosi e il loro volto veniva ricoperto da una maschera d’oro. Gli Achei usavano la scrittura lineare B dei Cretesi. La cultura era tramandata perlopiù oralmente, grazie agli aedi, cantori che andavano di luogo in luogo a recitare in versi le gesta degli dei e degli eroi.

Questa maschera funeraria d’oro raffigura il volto di Agamennone, un re miceneo. È stata trovata a Micene in una tomba dalla classica forma a cupola.

SCOPRO DALLE FONTI Tra i racconti degli aedi c’erano quelli legati alla lunga guerra tra gli Achei e Troia, città dell’Asia Minore: le gesta degli eroi e il lungo viaggio di ritorno in patria di Ulisse. Queste gesta furono poi messe per iscritto dal poeta Per molto tempo queste storie greco Omero in due poemi: l’Iliade e l’Odissea. furono considerate leggende Osserva in queste pitture vascolari la rappresentazione di alcuni famosi episodi e attribuisci le didascalie.

➊ Paride, principe di Troia, rapisce

puramente di fantasia. Ma quando l’archeologo tedesco Schliemann riuscì a trovare i resti della città di Troia, si capì che esse avevano una base storica!

la bella Elena, moglie del re acheo Menelao. Secondo la leggenda, fu questo episodio a scatenare la guerra; ma secondo gli storici, essa scoppiò a causa delle rivalità commerciali tra le due città.

➋ Dopo dieci anni di inutile assedio, finalmente Troia viene sconfitta grazie all’astuzia di Ulisse: gli Achei fingono di andarsene e lasciano un grande cavallo di legno che i Troiani introducono in città. Ma durante la notte dalla pancia del cavallo escono guerrieri achei che mettono Troia a ferro e fuoco.

➌ Tra le mille avventure di Ulisse di ritorno da Troia, c’è l’incontro con il terribile ciclope Polifemo che vuole mangiare il re acheo e i suoi compagni. Ma ricorrendo di nuovo all’astuzia Ulisse riesce ad accecare il gigante e a mettersi in salvo. 71


I Fenici

Berito

M

Sidone

F E N I C I A

Biblo

Tiro

A

M

Gerusalemme

Lago di Tiberiade Giordano

CIPRO

E D I T E R R A N E O

ASIA MINORE

R

Il territorio fenicio, come puoi vedere dalla carta, è una striscia di terra posta tra le montagne e il mare. Il terreno coltivabile era scarso: gli abitanti vi ricavavano uva, frutta, olive e un po’ di grano. Ma la costa presentava numerose insenature e rientranze naturali dove le imbarcazioni potevano approdare facilmente e le montagne erano ricche di boschi e foreste di conifere, soprattutto cedri, che offrivano ottimo legname. I Fenici usarono le insenature per costruire porti e il legname per costruire navi con cui affrontare il mare. Fu quindi naturale per loro dedicarsi alla navigazione e al commercio. I Fenici furono un popolo ingegnoso, e nei loro contatti con tutti i popoli del mondo antico diffusero ovunque nuove conoscenze e invenzioni.

MAR MORTO

Imbarcazione fenicia per il trasporto di merci.

OGGI Il territorio fenicio corrisponde all’attuale Libano che ha come capitale Beirut, l’antica Berito. Oggi i cedri sono quasi del tutto scomparsi: ne è rimasto il ricordo nella bandiera, in cui figura appunto un cedro. 72


I Fenici

Abili artigiani Con l’abbondante legname i Fenici costruivano navi per sé e per i popoli del vicino Oriente. Il legno veniva anche utilizzato nell’artigianato ed esportato. Con le materie prime importate gli abili artigiani fenici lavoravano oggetti in bronzo, oro e argento, lana e avorio. Avevano appreso dagli Egizi e perfezionato la tecnica per produrre il vetro, materiale molto ricercato. Dal fondo marino pescavano il murice, un mollusco dal quale ricavavano la porpora, una sostanza di colore rosso-violetto utilizzata per tingere le stoffe. Tutti questi prodotti venivano esportati nei Paesi del Mediterraneo.

I Fenici producevano vasi e oggetti vari, sottili e trasparenti, con la tecnica del vetro soffiato.

Il commercio era la più importante risorsa dell’economia fenicia. I Fenici non si limitavano a navigare lungo le coste, come si era fatto fino ad allora, ma sapevano avventurarsi in mare aperto e raggiungere terre lontane nel corso di lunghe navigazioni. Seguendo precise rotte commerciali, comperavano e vendevano in tutto il Mediterraneo i prodotti dei popoli che vi abitavano. I tessuti tinti con la porpora erano un bene di lusso, simbolo di potere e di ricchezza, molto apprezzato in tutto il Mediterraneo. Per tingere un tessuto occorrevano migliaia di molluschi.

LA

STORIA IN BREVE Nell’814 a.C. i Fenici fondarono sulle coste del nord Africa Cartagine, che poi diventò una città ricca e potente.

1500 a.C. Nel 1200 a.C. nacque la civiltà fenicia. I Fenici fondarono numerose città-stato indipendenti, ciascuna governata da un re.

1000 a.C.

Nel 750 a.C. la Fenicia fu invasa dagli Assiri.

500 a.C.

Attorno al 1000 a.C. fu il periodo di massimo splendore; vennero fondate numerose colonie.

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I popoli del Mediterraneo

Le città e le colonie I Fenici erano organizzati in città-stato indipendenti. Le città più importanti furono Tiro, Sidone, Biblo, Berito. Ogni città-stato era governata da un re, assistito da un consiglio di anziani. I nobili, le persone più ricche della città, erano gli armatori, cioè i costruttori di navi e i mercanti. In quasi tutte le isole e lungo le coste del Mediterraneo occidentale i Fenici fondarono basi commerciali dove approdare durante i lunghi viaggi per fare rifornimento di acqua e cibo e praticare scambi. Con il tempo alcuni gruppi di persone si fermarono stabilmente in questi luoghi che si trasformarono in vere e proprie città, con porti attrezzati, magazzini, mercati, case, taverne, templi: le colonie. Alcune di esse divennero grandi e potenti come Cartagine, sulle coste del Nord Africa. Colonie importanti furono anche Cadice in Spagna, Cagliari in Sardegna e Palermo in Sicilia. Le colonie erano città indipendenti, ma legate alla madrepatria dalla lingua e dalla cultura comuni.

Queste statuette rappresentano un gruppo di marinai con un copricapo conico, molto diffuso tra le genti del Mediterraneo.

ICO

ATLANT O

OCEAN

NI

PE LA

PENISOLA

Tharros

A

Cagliari Palermo Mozia

M

A F R I C A Leptis Magna

SCOPRO DALLE FONTI

GRECIA

Cartagine A R

M E D I T E R R A N E O

Città fenicie Principali colonie fenicie Rotte commerciali fenicie

Leggi che cosa ha scritto lo storico greco Diodoro Siculo e completa. «I Fenici abitavano qua e là per tutta la Sicilia, dopo aver occupato i promontori sul mare e le isolette vicine alla costa per facilitare i rapporti commerciali con i Siculi. Non poche colonie fondarono in Sardegna e in Iberia.» I Fenici si stabilirono in ............................................... per commerciare con i ............................................... Occuparono i ............................................... e le ............................................... Fondarono colonie anche in ............................................... e in ............................................... 74

EGITTO

Biblo Sidone Tiro

FENICIA

Ibiza

LIC

Alicante Malaga

ITA

IBERICA Cadice

MAR NERO

SO

Osserva fin dove si spingevano le navi fenicie. I Fenici acquistavano il rame da Cipro, l’argento dalla Spagna, lo stagno dall’Inghilterra.


I Fenici

L’invenzione dell’alfabeto Sapete già che nel mondo antico erano diffuse le scritture cuneiforme e geroglifica. Purtroppo erano molto complicate e difficili da ricordare, e solo poche persone, gli scribi, le conoscevano. Per le loro attività commerciali, i Fenici avevano bisogno di un metodo di scrittura più facile e veloce. Ebbero allora l’idea di utilizzare i segni non per rappresentare le parole e le idee, che sono moltissime, ma i suoni con cui parlavano, che nella lingua fenicia erano 22. Essi quindi ricavarono dai geroglifici egizi 22 segni, che poi semplificarono ulteriormente, corrispondenti ai suoni delle consonanti. Con soli 22 segni era possibile scrivere tutte le parole: era nato l’alfabeto fonetico, un sistema così veloce e comodo che molti popoli antichi lo adottarono. E con pochi cambiamenti è arrivato fino a noi!

La più grande invenzione fenicia la stai utilizzando ora mentre leggi questo testo: è l’alfabeto fonetico!

SCOPRO LE PAROLE La città di Biblo era il principale centro di importazione del papiro egizio, che da lì veniva venduto negli altri Paesi. Per questo i Greci diedero al libro, all’epoca fatto di papiro, il nome di biblos; quali parole italiane sono derivate da biblos?

I Fenici scrivevano da destra a sinistra e non usavano segni per le vocali: al posto delle vocali scrivevano un punto. Furono i Greci, che adottarono l’alfabeto fenicio, ad aggiungere i segni per le vocali.

LEGGO E CAPISCO Completa. L’alfabeto fenicio era composto da ................................. segni, le ......................................., che rappresentavano i .................................................... delle ....................................... Era nato per .......................................................................................... i commerci.

FACCIO E IMPARO Un esempio di scrittura fenicia.

Hai studiato che i Fenici scrivevano solo le consonanti. Ti sei chiesto come facevano a capirsi? Prova tu! Scrivi un messaggio usando solo le consonanti e scambialo con un tuo compagno: siete riusciti a capirvi?

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I popoli del Mediterraneo

Le navi fenicie I Fenici costruivano tipi diversi di navi secondo la loro funzione: navi mercantili e navi da guerra. Le navi da guerra erano chiamate biremi perché avevano due ordini di remi. Strette e basse, erano munite di un rostro appuntito capace di sfondare le navi nemiche. I marinai fenici spesso si trasformavano in pirati che attaccavano le navi straniere per impossessarsi del carico e procurarsi gli schiavi. Le navi mercantili erano alte e robuste per reggere i carichi pesanti delle merci trasportate.

SCOPRO DALLE IMMAGINI Osserva come era fatta una nave mercantile fenicia e individua nel disegno gli elementi descritti dalle didascalie.

➊ Grande vela rettangolare. ➋ Prua, parte anteriore. ➌ Una corda con un lungo sasso fungeva da ancora. ➍ A poppa, parte posteriore, due lunghi remi calati in mare servivano da timone. ➎ Remi. ➏ Strato di sabbia posto sul fondo della nave per tenere dritto lo scafo. ➐ Anfore e ceste colme di merci (poste sul fondo sabbioso). I Fenici furono i primi a navigare anche di notte. Si orientavano seguendo la Stella Polare, che era chiamata anche «stella fenicia», perché avevano scoperto che essa indicava sempre il Nord.

76

a volte la prua delle navi era ornata con figure di animali. aveva una funzione magica: l’animale doveva vedere la rotta!


VERIFICA ➤ Colora con il rosso i territori

MAR

popolati dai Cretesi, con il verde quelli popolati dai Micenei e con il blu il territorio dei Fenici.

EGEO

M

A R

➤ Civiltà a confronto.

O M E D N E I T E R R A

civiltà minoica

Completa la tabella scrivendo alcune parole chiave.

civiltà micenea

Fenici

Le attività economiche ..........................................................................................

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L’organizzazione sociale, le città ..........................................................................................

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Le conoscenze, la tecnologia, le invenzioni ..........................................................................................

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La religione e l’arte, la vita quotidiana ..........................................................................................

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Gli Ebrei

Con Abramo verso la Terra Promessa Migrazione in Egitto Con Mosè verso la Palestina

ASIA MINORE Harran M E S Eufr

OP

OT

TE

DI ME R MA PALESTINA Gerusalemme

Giordano Oronte

RR

AN

EO

ate

Damasco

ri Tig

AM

IA

Mari Babilonia

A S I A

Ur

MAR MORTO

EGITTO Nilo

La terra di Canaan, l’attuale Palestina, era una regione collinare affacciata sul mar Mediterraneo e attraversata per tutta la sua lunghezza dal fiume Giordano. Il territorio era ricco di acqua e fertile, tranne a sud, dove diventava desertico. Qui nel 1800 a.C. si stabilirono gli Ebrei, tribù di pastori provenienti da Ur, in Mesopotamia, guidati dal patriarca (capo tribù) Abramo. Essi conducevano vita nomade; quando trovavano un posto favorevole si stabilivano in villaggi di tende attorno ai quali coltivavano cereali e, dopo il raccolto, ripartivano alla ricerca di nuovi pascoli. Erano anche bravi artigiani e abili mercanti.

Monte Sinai MAR ROSSO

OGGI Oggi il territorio della Palestina si trova distribuito tra lo Stato di Israele, il Libano, la Giordania e l’Egitto. Gli Ebrei, che vivevano dispersi in varie parti del mondo, subirono in Europa durante l’ultima guerra mondiale una terribile persecuzione a opera dei nazisti, chiamata Olocausto: milioni di persone persero la vita. A causa di questo, molti Ebrei desiderarono tornare in Palestina e vivere in una patria indipendente: fu fondato così nel 1948 lo Stato di Israele, con capitale Tel Aviv. Ma le popolazioni arabe palestinesi si sentirono espropriate delle loro terre: nacque un difficile conflitto che ancora oggi non è pacificato. Israele è meta di turismo religioso, perché ospita molti luoghi considerati sacri, dove vissero Gesù e gli antichi Profeti.

La città di Gerusalemme è un importante centro religioso per Ebrei, Cristiani e Musulmani.

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Golfo Persico


Le migrazioni Gli Ebrei erano organizzati in 12 tribù, gruppi di famiglie imparentate tra loro, guidate da un patriarca. Fu il patriarca Abramo a condurli in Palestina. A causa di una terribile carestia, gli Ebrei lasciarono la loro terra e migrarono in Egitto dove vissero in pace per 400 anni. Ma all’epoca del faraone Ramses vennero perseguitati e ridotti in schiavitù. Per questo fuggirono, guidati da Mosè, e tornarono in Palestina dopo un lungo viaggio durato 40 anni, chiamato esodo. Il Regno di Israele Giunti in Palestina, gli Ebrei dovettero lottare contro i Filistei. Per essere più forti le 12 tribù, fino ad allora autonome, si riunirono sotto la guida di Saul e diedero vita al Regno di Israele. In Palestina gli Ebrei divennero sedentari e iniziarono a costruire città. Il re Salomone portò il regno al massimo splendore e fece costruire nella capitale Gerusalemme un grandioso tempio, detto «tempio di Salomone». Alla sua morte iniziò la decadenza del regno di Israele, che fu più volte attaccato da popoli nemici, tra cui gli Assiri e i Babilonesi. Nel 70 d.C. i Romani distrussero il tempio e costrinsero gli Ebrei alla diaspora, cioè a disperdersi per il mondo.

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La stella a sei punte è il simbolo del popolo ebraico. Si chiama anche «scudo di David», dal nome del secondo re di Israele, che riuscì a sconfiggere i Filistei.

STORIA IN BREVE Nel 1700 a.C., gli Ebrei migrarono in Egitto.

2000 a.C. Nel 1800 a.C. gli Ebrei arrivarono in Palestina.

Nel 1200 a.C., Mosè guidò gli Ebrei in Palestina.

1500 a.C. Nel 1500 a.C. in Egitto gli Ebrei diventarono schiavi.

1000 a.C.

Nel 587 a.C. gli Ebrei furono deportati come prigionieri a Babilonia.

500 a.C.

Intorno al 1000 a.C. nacque il Regno di Israele.

Nel 538 a.C. gli Ebrei ritornarono in Palestina.

Nascita di Cristo Nel 70 d.C. i Romani distrussero Gerusalemme; gli Ebrei si dispersero in tutto il mondo (diaspora).

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I popoli del Mediterraneo

La religione A differenza di tutti gli altri popoli antichi gli Ebrei erano monoteisti: credevano in un unico dio e si rifiutavano di adorare le divinità degli altri popoli. La Bibbia, il loro libro sacro, contiene gli insegnamenti che Dio trasmise al suo popolo per mezzo dei profeti, tra cui i Dieci Comandamenti che Mosè ricevette durante l’esodo. Dalla Bibbia si ricavano anche molte informazioni storiche sulla civiltà degli Ebrei. Il luogo più importante delle città ebraiche era la sinagoga, dove gli abitanti si riunivano per pregare Dio e per essere istruiti nella legge divina. Il suono di un corno d’avorio, lo shofar, annunciava la festività del sabato, il giorno dedicato al Signore in cui nessuno poteva compiere alcun tipo di lavoro.

La Bibbia è chiamata anche Sacra Scrittura e Testamento, che significa «alleanza»: infatti parla dell’alleanza che Dio strinse con il popolo ebraico. I primi cinque libri si chiamano Torah, la «legge».

Il tempio di Salomone Nel tempio di Salomone era custodita l’Arca dell’Alleanza, uno scrigno in cui erano conservate le tavole dei Dieci Comandamenti. Un candelabro a sette braccia (menorah) illuminava il tabernacolo dell’arca.

Del tempio di re Salomone oggi è rimasto un muro che gli Ebrei chiamano «muro del pianto», dove si recano a pregare.

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Golfo Persico

➤ Completa il testo usando le seguenti parole: Mosè, Palestina, carestia, Egitto, Mesopotamia. Poi segna sulla cartina, con colori diversi, i tre spostamenti del popolo ebreo.

1. Da Ur, in ......................................................................................, gli Ebrei si recano in Palestina. 2. A causa di una ...................................................... si spostano in ...................................................... dove sono resi schiavi. 3. Gli Ebrei, guidati da .........................................., abbandonano l’............................................ per tornare in ............................................

➤ Leggi il seguente brano tratto dalla Bibbia. Un nuovo re disse al suo popolo: - Il popolo dei figli di Israele per il suo numero e la sua potenza diventa un pericolo per noi. Così i figli di Israele furono ridotti alla condizione di schiavi, impiegati in duri lavori di calce e di mattoni e in ogni sorta di fatiche dei campi. • A quale episodio storico si riferisce il brano? ................................................................................................................................................................. • Chi è il re di cui si parla? .........................................................................................................................................................................................................................

➤ Abbiamo poche fonti iconografiche sugli Ebrei perché la loro religione vietava

la rappresentazione delle persone. Però, a volte, essi sono stati rappresentati da altri popoli, come in questo affresco egizio. Interpreta tu l’immagine sotto e scrivi la didascalia, utilizzando ciò che hai imparato su questo popolo.

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I GRANDI TEMI

Cittadinanza e Costituzione

Quante religioni ci sono nel mondo? Hai visto quante divinità adoravano i popoli antichi? Non lo sapevo...

Chissà se esistono anche oggi delle religioni politeiste...

E io vorrei sapere: quante religioni ci sono al mondo?

Ragazzi, che domande interessanti! Venite, ho trovato l’esperto che fa per voi: l’antropologo vi aiuterà a trovare delle risposte.

PARL A L’ANTROPOLOGO

Anche oggi esistono al mondo diverse religioni, alcune monoteiste, come il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam, e altre politeiste. Oggi come in ogni tempo i credenti pregano, compiono riti e cerimonie in luoghi considerati sacri. Ma il sentimento religioso si esprime in modi diversi.

I Cristiani pregano nelle chiese, soprattutto la domenica che è il «giorno del Signore». Essi credono nel messaggio di Gesù Cristo, il figlio di Dio venuto sulla Terra per amore degli uomini. Il loro libro sacro è la Bibbia, che comprende l’Antico e il Nuovo Testamento, cioè libri scritti prima e dopo la nascita di Gesù. I Cristiani sono divisi in tre gruppi: cattolici, ortodossi e protestanti.

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Gli Ebrei condividono con i Cristiani i libri dell’Antico Testamento, la Torah, dove si racconta che Dio strinse un’alleanza con il popolo ebraico e gli promise l’arrivo di un Messia che avrebbe portato pace e giustizia. Il sabato per gli Ebrei è il giorno dedicato alla religione e non si deve svolgere alcun lavoro: si va alla sinagoga a pregare e si studiano i libri sacri. Essi infatti studiano a fondo la Bibbia e si tramandano gli insegnamenti che essa contiene.


I Musulmani, seguaci dell’Islam, credono in un solo dio, chiamato Allah. Il suo insegnamento fu diffuso da Maometto, suo profeta, nato a La Mecca circa 1400 anni fa; le parole di Maometto furono scritte dai suoi seguaci in un libro sacro, il Corano. Il buon musulmano deve pregare cinque volte al giorno, fare l’elemosina ai poveri e recarsi in pellegrinaggio a La Mecca almeno una volta nella vita. Ogni anno, nel periodo del Ramadan, digiuna per un mese dall’alba al tramonto. Il venerdì è il giorno di festa in cui i Musulmani si raccolgono in preghiera nella moschea.

Il Buddismo fu fondato circa 2600 anni fa da un giovane principe indiano, Siddharta. Un giorno, uscendo dalla sua reggia, egli si accorse di quanta sofferenza c’era nel mondo e si ritirò a meditare per trovare un rimedio. Secondo il suo insegnamento occorre abbandonare le passioni, la violenza e l’attaccamento alle cose per cercare di raggiungere la pace e la serenità. I suoi discepoli lo chiamarono il Budda, che significa «l’illuminato». I buddisti meditano come il Budda seduti a gambe incrociate, nella posizione del loto. I monaci buddisti dedicano molto tempo a pregare e meditare nei monasteri.

L’Induismo è una religione politeista, diffusa soprattutto in India. Gli indù venerano molte divinità, tra cui le più importanti sono Brahma, Shiva e Vishnù. Ma tutte le divinità sono immagini diverse di un unico essere, anima di tutto l’Universo. Gli uomini, nel corso di vite successive, devono cercare di elevarsi fino a questa anima superiore; chi si è comportato bene potrà reincarnarsi in una persona appartenente a un gruppo sociale (casta) più elevato; chi si è comportato male può rinascere in una casta inferiore o in un animale. Nei templi i fedeli pregano e offrono fiori, incenso e cibi alle divinità.

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Secondo le religioni animiste tutte le cose sono abitate da spiriti buoni o cattivi. I popoli animisti, che vivono immersi nella natura, adorano soprattutto elementi naturali come il sole, la luna, le piante e alcuni animali considerati protettori della tribù. Essi compiono numerose cerimonie, spesso con canti e danze, per pregare gli spiriti, ottenere aiuto per tutta la comunità e celebrare gli avvenimenti più importanti della vita delle persone e del villaggio.

LA PAROLA A VOI Quante religioni!

Ma qual è la religione più “vera“?

Ogni popolo, ogni persona crede che la propria religione sia la «più vera». A volte nella storia è capitato che qualcuno cercasse di imporre la propria religione agli altri, con la persecuzione o con la guerra. Ma oggi nei Paesi democratici, tra cui l’Italia, la legge dice che ognuno ha il diritto di praticare liberamente la religione in cui crede. Ecco che cosa dice la nostra Costituzione: Art. 8 - Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Art. 19 - Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata (...) Nel nostro Paese, di tradizione cattolica, ci sono molte chiese; ma non è raro che ci siano anche moschee, sinagoghe e perfino qualche monastero buddista! Fate una ricerca sul vostro territorio. Quali luoghi di culto conoscete? Ci sono luoghi dedicati a religioni diverse?

Dal 1986 ad Assisi accade ogni anno un avvenimento molto bello: i capi di tutte le religioni del mondo, invitati dal Papa, si riuniscono a pregare insieme, in un’atmosfera di pace e fratellanza.


GEOGRAFIA INCONTRO CON LA GEOGRAFIA ....... 86 I PAESAGGI DELL’ITALIA .............................. 112 LEGGO LE IMMAGINI ....................................................................... 114 RAPPRESENTARE IL TERRITORIO ...... 88 L’Italia fisica .............................................................................. 116 Che cosa sono le carte? ................................................. 90 La riduzione in scala .......................................................... 90 I simboli e la legenda ....................................................... 91 Carte con scale diverse ................................................... 92 Carte che danno informazioni diverse ....... 93 Come si rappresenta la Terra? ............................... 94 Come orientarsi con le carte .................................... 95 Le coordinate geografiche ......................................... 96 Conoscere il territorio attraverso la fotografia ................................................. 97 Descrivere il territorio attraverso tabelle e grafici ........................................ 98 Verifica ................................................................................................ 99

CLIMI E PAESAGGI

100 Che cos’è il clima? ............................................................. 102 Quali fattori determinano il clima? ............. 103 Quanti climi ci sono sulla Terra? ...................... 104 Paesaggi dei climi caldi ............................................... 105 Clima equatoriale: la foresta pluviale ...... 105 Clima tropicale: la savana ....................................... 105 Clima arido: il deserto caldo ................................ 105 Paesaggi dei climi temperati ................................ 106 La macchia mediterranea ......................................... 106 Le foreste temperate ..................................................... 106 Praterie e steppe ................................................................ 106 Paesaggi dei climi freddi ........................................... 107 La taiga ......................................................................................... 107 La tundra ...................................................................................... 107 La banchisa polare ............................................................ 107 ..................................................

I GRANDI TEMI: è possibile vivere in terre inospitali? .... 108 Le regioni climatiche italiane .............................. 110 Verifica ........................................................................................... 111

I rilievi montuosi ................................................................. 118 Le Alpi ............................................................................................. 118 Gli Appennini ......................................................................... 120 Risorse e attività della montagna .................. 122 Sulle Alpi... ................................................................................. 122 ... E sugli Appennini ........................................................ 123 Le colline ...................................................................................... 124 Risorse e attività della collina ............................ 126 Le pianure ................................................................................... 128 La Pianura Padana ............................................................ 130 La Pianura Padana ieri... ............................................ 131 ... E oggi ........................................................................................ 131 Risorse e attività della pianura ......................... 132 I fiumi ............................................................................................... 134 Risorse e attività del fiume .................................... 135 In viaggio lungo il Po .................................................... 136 I laghi ................................................................................................ 138 Risorse e attività del lago ........................................ 139 I mari e le coste .................................................................... 140 Risorse e attività del mare ...................................... 142 Visitiamo il porto di Genova ................................ 144 I GRANDI TEMI: il turismo e l’ambiente ............................................... 145 Verifica ............................................................................................ 146 Cittadinanza e Costituzione

PROTEGGERE IL PAESAGGIO

.............. 148 Territori in pericolo .......................................................... 149 Il rischio di frane e smottamenti ..................... 149 Quando il fiume straripa .......................................... 150 Quando la terra trema ................................................. 151 Rischio incendio ................................................................... 152 La Protezione civile .......................................................... 153 I parchi e le aree protette ........................................ 154 Verifica ............................................................................................ 156

IN SE RT O

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INCONTRO CON LA GEOGRAFIA Benvenuti, ragazzi. Sono Guido, lo studioso di geografia. Eccomi pronto a rispondere alle vostre domande. Prima però osservate il materiale presente in questo studio. C'è qualcosa che già conoscete?

E quello è un mappamondo! Ne ho uno che si illumina di sera in camera mia: rappresenta tutta la Terra.

E quante fotografie! A che cosa servono?

innanzitutto dovete sapere che geografia è una parola che deriva dal greco e significa descrizione della Terra. il compito del geografo è proprio quello di studiare i paesaggi della Terra. Questo significa che li osserva e descrive tutti gli elementi che li caratterizzano: l'ambiente, la vegetazione, gli esseri viventi che lo abitano, gli elementi naturali, le trasformazioni causate dall'uomo e dalla natura.

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Sì, quella è una piantina! Me ne ha data una simile un mio compagno quando mi ha invitato alla sua festa. Ho seguito le istruzioni e sono arrivata facilmente a casa sua.

Bravi, ragazzi! Conoscete già alcuni strumenti che servono allo studio della geografia. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire insieme come lavora il geografo.


il modo migliore per conoscere il mondo sarebbe proprio quello di viaggiare ed effettuare l'osservazione diretta dei luoghi, ma non sempre è possibile farlo! il geografo ricorre soprattutto all'osservazione indiretta. Questo vuol dire che utilizza vari strumenti: foto antiche e recenti, aeree e satellitari; tabelle e grafici, documentari, racconti di viaggiatori...

Allora il geografo viaggia in tutto il mondo?

La nostra insegnante ci ha fatto vedere in internet alcune foto satellitari della nostra zona. Abbiamo visto la nostra scuola, le nostre case. È stato molto bello!

Che lavoro affascinante, quello del geografo!

Hai ragione, in internet si possono vedere immagini satellitari che mostrano una zona, una città, tutta italia. Sono immagini molto utili, insieme a quelle aeree servono ad alcuni collaboratori dei geografi, i cartografi, per disegnare le carte geografiche.

È vero! E lo capirete meglio nel viaggio che affronteremo insieme per conoscere da vicino tutti gli strumenti della geografia e il loro utilizzo, i paesaggi del nostro Paese e le loro caratteristiche. Vedrete, sarà entusiasmante!

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RAPPRESENTARE IL TERRITORIO 1 Ragazzi, immaginate di dover organizzare un lungo viaggio in Paesi che non conoscete. Avete raccolto informazioni sui luoghi da visitare, avete prenotato il volo e siete pronti per partire.

2

Siete sicuri di avere con voi tutto quello che vi occorrerà per essere dei veri <<viaggiatori del mondo>>? Che cosa non deve assolutamente mancare nel vostro bagaglio per spostarvi in territori sconosciuti? Riflettete, discutete e scegliete gli strumenti che ritenete indispensabili. Poi spiegate la vostra scelta agli altri.

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Se avete preferito la proposta n. 3, cioè carta geografica e bussola, avete fatto un’ottima scelta. Le carte geografiche sono i disegni della Terra o di una sua parte; contengono molte informazioni e sono utili per orientarsi, per localizzare un territorio e per conoscere le sue caratteristiche. Nelle prossime pagine le conoscerete più a fondo: imparerete come si costruiscono, come si leggono e quali informazioni contengono. Vedrete che ci sono tanti tipi di carte. Ora siete pronti per la vostra avventura... 88


Osservate attentamente questa carta antica e confrontatela con una carta di oggi. Quali differenze notate? Come sono rappresentati i vari elementi, per esempio le montagne, i fiumi e i mari?

Come potete vedere, le carte antiche erano molto diverse da quelle di oggi. Erano ornate da disegni e riproducevano gli elementi dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente in modo impreciso. Il mondo allora non era interamente conosciuto e le carte venivano disegnate in base ai racconti di navigatori come Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano, che avevano affrontato lunghi viaggi per mare e scoperto nuovi continenti. Oppure ci si basava sui racconti degli esploratori, viaggiatori coraggiosi che si avventuravano in terre sconosciute, spesso affrontando molti pericoli. Oggi le foto aeree e satellitari permettono di rappresentare il nostro pianeta nel modo piĂš fedele possibile. Queste informazioni vengono utilizzate dai cartografi per realizzare le carte geografiche, che rappresentano il mondo che ci circonda, la sua forma e le sue caratteristiche.


RAPPRESENTARE IL TERRITORIO

Che cosa sono le carte? Le carte geografiche sono la rappresentazione, cioè il disegno della Terra o di una sua parte (per esempio l’Italia o una sua regione) su una superficie piana. Questi disegni sono realizzati dai cartografi. Ogni carta geografica è una rappresentazione: • ridotta, perché non è possibile rappresentare un territorio nelle sue dimensioni reali; ci vorrebbero carte grandi come il mondo! • simbolica, perché i vari elementi della realtà sono rappresentati con simboli; • approssimata, cioè non del tutto precisa, perché non riproduce tutti gli elementi di un territorio, ma solo quelli ritenuti più importanti. La riduzione in scala Pensa a una strada lunga 100 metri: non si può certo rappresentare com’è nella realtà. Allora il cartografo la riduce, cioè la rende più piccola, per esempio di 10 000 volte; poiché 100 metri equivalgono a 10 000 cm, la strada sulla carta sarà lunga solo 1 cm. Anche tutti gli altri elementi del territorio saranno ridotti allo stesso modo per mantenere le giuste proporzioni. Questa operazione si chiama riduzione in scala. Su ogni carta geografica è indicata la scala di riduzione che precisa quante volte il territorio è stato rimpicciolito. La scala può venire indicata in due modi: come scala numerica o come scala grafica.

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Scala numerica 1 : 3 000 000 (si legge «uno a tre milioni»). 1 cm sulla carta corrisponde a 3 000 000 di cm nella realtà. Ci dice che la carta è 3 000 000 di volte più piccola della realtà. scala 1 : 3 000 000 Scala grafica Ci dice a quanto corrisponde nella realtà la lunghezza indicata dal segmento. In questo caso ogni centimetro equivale a 60 km, quindi 3 cm corrispondono a 180 km. 0

60 120 180 240

Nuoro

LEGGO LA CARTA Oristano

La scala di questa carta è 1 : 2 000 000. Vuoi scoprire quanti chilometri ci sono tra A e B? 1. Misura con il righello la distanza tra i due punti: è di ……… cm. 2. Se 1 cm sulla carta corrisponde a 2 000 000 di cm nella realtà, a quanto corrispondono i centimetri che hai misurato? Per calcolare la distanza reale fra i due punti devi fare una moltiplicazione:

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cm x 2 000 000 =

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I simboli e la legenda Nelle carte gli elementi del territorio non possono essere disegnati come sono nella realtà, quindi vengono rappresentati con simboli convenzionali. I simboli sono sempre gli stessi su qualsiasi tipo di carta, perché le persone di tutto il mondo devono capire quello che la carta rappresenta. Anche i colori utilizzati nelle carte sono simboli e hanno un preciso significato.

SCOPRO LE PAROLE

Per poter interpretare correttamente simboli e colori devi fare riferimento alla legenda, che ne spiega il significato e si trova generalmente a lato della carta.

Legenda: significa «le cose che devono essere lette». Nelle carte geografiche è un elenco in cui sono raccolti e spiegati i simboli.

Alcuni simboli autostrada

sito archeologico

strada principale

città da 500 000 a 1000 000 abitanti

aeroporto

città da 100 000 a 500 000 abitanti

porto

città con meno di 100 000 abitanti

Il marrone indica le montagne; più le cime sono alte, più il colore diventa scuro.

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L’azzurro indica le acque: mari, fiumi, laghi. L’azzurro diventa più scuro a mano a mano che aumenta la profondità.

PARL A IL CARTOGRAFO

Il rilievo si può rappresentare anche con le curve di livello o isoipse: linee curve che congiungono tutti i punti del territorio che hanno la stessa altezza. Osserva l’immagine: è come se il rilievo fosse tagliato a fette da una serie di piani orizzontali. A ogni strato verrà poi attribuita una certa sfumatura di colore. Alla fine le montagne sembrano formate da tante fette sovrapposte sempre più piccole. Tra una fetta e l’altra è indicata una distanza. Si lavora così anche per indicare la profondità del mare.

91


RAPPRESENTARE IL TERRITORIO

Carte con scale diverse Le carte vengono classificate in modo diverso a seconda della scala utilizzata per disegnarle. Carte topografiche Hanno una scala compresa fra 1 : 15 000 e 1 : 150 000 e rappresentano piccole porzioni di territorio, come una città e i suoi dintorni. Possono servire quando fai una gita.

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STUDIO E CAPISCO Segna con una ✘ la risposta giusta. • Per trovare la via di una città useresti: una carta geografica una mappa una carta corografica 92

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2911 1375 Vetta d’Italia Passo del Passo di Brennero M. Coglians Resia 2780 2678 3343 Passo M. Mangart 3905 Marmolada del I Ortles IT Predil DO LOM 1156 3554 Bernina TRENTO Adamello

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Carte geografiche Hanno scale superiori a 1 : 1 000 000 e rappresentano un territorio molto vasto, come uno Stato o un continente.

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Carte corografiche Hanno una scala compresa tra 1 : 150 000 e 1 : 1 000 000, rappresentano aree piuttosto vaste, come quelle di una provincia o di una regione, per questo sono meno dettagliate. Sono utili per viaggiare perché indicano con precisione le strade.

Capoluogo di provincia Città Resti archeologici Traforo

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Piante e mappe Hanno una scala fino a 1 : 15 000 e rappresentano piccoli spazi, come un’aula, un’abitazione, i quartieri di un paese o di una città (piante), oppure terreni di campagna, boschi... (mappe). Le avrai viste probabilmente sullo stradario della tua città o del tuo paese.

• Per sapere in quale regione si trova Firenze useresti: una carta geografica una mappa una carta topografica

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Carte che danno informazioni diverse Nessuna carta potrebbe contenere tutte le informazioni utili per descrivere la realtà; ci sono perciò vari tipi di carte che mostrano diversi aspetti della realtà. TRENTINOALTO ADIGE

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SICILIA

Le carte fisiche mettono in evidenza gli aspetti naturali di un territorio: montagne, colline, pianure, fiumi, laghi e mari.

Venezia

Milano Torino

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Genova Firenze

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Ancona

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MAR LIGURE

Precipitazioni medie annue: meno di 600 mm da 600 a 800 mm da 800 a 1500 mm da 1500 a 2 500 mm da 2 500 a 3 000 mm oltre 3 000 mm

Trieste

Trento Aosta

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Perugia

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Le carte politiche rappresentano l’organizzazione data dall’uomo al territorio: paesi, città, regioni, Stati, confini fra regioni e fra Stati.

LEGGO LA CARTA Questa carta tematica rappresenta la quantità di pioggia caduta in Italia nell’arco di un anno. Il colore celeste è tanto più scuro quanto maggiori sono state le precipitazioni nelle varie zone. Rispondi. • Quali sono le zone più piovose? ................................................... .........................................................................................................................................................

Napoli Bari TI RR EN Potenza O

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• Quali sono le città dove è caduta più pioggia?

Palermo

.........................................................................................................................................................

• Quali quelle in cui è caduta meno pioggia?

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Cagliari

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Regioni a statuto speciale

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• È più piovoso il versante adriatico o quello tirrenico? .........................................................................................................................................................

Le carte tematiche rappresentano, con simboli o colori, particolari aspetti del territorio, come il clima, la vegetazione, la fauna, le attività umane svolte, la distribuzione della popolazione ecc.

• Nella tua città piove molto o poco? La carta tematica corrisponde alla realtà? ....................................................... ......................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................

93


RAPPRESENTARE IL TERRITORIO

Come si rappresenta la Terra? I vari tipi di carte geografiche che hai conosciuto rappresentano porzioni di territorio, più piccole o più grandi: il quartiere di una città, una regione, uno Stato. Ma come viene rappresentata tutta la Terra? La Terra è una sfera, quindi il modo più adatto per riprodurla è il mappamondo. Anche il planisfero rappresenta la Terra, ma su una superficie piana. È come se la superficie del mappamondo fosse stata aperta e appiattita; questo ha portato inevitabilmente a deformare un poco la forma e la dimensione reale dei territori, che appaiono più lunghi o più larghi del territorio reale. qui sopra vedi la Terra fotografata dalla Luna. Le altre due immagini sono rappresentazioni della Terra: quale ti sembra più simile alla realtà? Perché?

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FACCIO E IMPARO Prova a fare il «cartografo» anche tu, sperimentando come si passa dalla sfera al piano. 1. Fai un disegno con un pennarello sulla buccia di un’arancia.

2. Stendi la buccia sul tavolo, premendola per renderla piana.

Ti accorgerai che la figura che hai disegnato si deforma fino a che la buccia si spacca.

94


Come orientarsi con le carte Per facilitare la consultazione delle carte, i cartografi hanno stabilito che il Nord si trova sempre in alto; quindi, guardando la carta, l’Est è a destra, l’Ovest a sinistra, il Sud in basso. Per trovare una località è necessario quindi orientare la carta correttamente; puoi usare la bussola: appoggia la carta su un piano, sovrapponi la bussola, mantienila ferma e ruota la carta finché il suo nord viene a trovarsi nella stessa direzione di quello indicato dalla bussola.

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Scrivi sulla carta i punti cardinali e completa. • Nella carta, Milano si trova sotto il Lago di Como: essa è a ................................ del Lago di Como. • Mantova è a destra di Cremona, essa è a ................................ di Cremona. • Monza è sopra Milano, essa è a ................................ di Milano. • Pavia è a sinistra di Cremona, essa è a ................................ di Cremona.

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Domodossola Parco Naz. Val Grande Lago

La bussola è uno strumento formato da un quadrante su cui sono indicati i punti cardinali. Al centro è fissato un perno, su cui ruota un ago calamitato. La Terra si comporta come un’enorme calamita e l’ago della bussola si rivolge sempre verso lo stesso punto: il Nord. È facile usare la bussola: ruota il quadrante in modo che la scritta «Nord» coincida con la direzione indicata dall’ago. Una volta riconosciuto il Nord, puoi conoscere la posizione degli altri punti cardinali. La bussola si può usare di giorno e di notte, con il cielo sereno o coperto di nuvole. Circa 2 000 anni fa i Cinesi notarono che un ago magnetico, appoggiato su un sughero e messo a galleggiare in una bacinella d’acqua, si spostava nella direzione della Stella Polare (cioè a Nord). Questo semplice congegno venne così utilizzato per orientarsi.

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95


RAPPRESENTARE IL TERRITORIO

Le coordinate geografiche

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I meridiani sono le linee verticali che passano per i Poli e dividono la Terra in tanti spicchi. Sono numerati da 0 a 180 verso Est e da 0 a 180 verso Ovest, partendo E ° 0 9 dal meridiano di Greenwich, (meridiano 0), vicino Londra. 75° E La distanza di un punto da questo meridiano si chiama longitudine e si 60° E esprime in gradi (°). Per esempio, Napoli si trova sul meridiano 14, a una longitudine di 14° Est. 90° N

Polo Sud

75° N 66°33’ N

GPS

Oggi per stabilire la posizione di un qualsiasi punto sulla Terra si utilizza il sistema informatico GPS, dalle iniziali di tre parole inglesi che significano «Sistema di Posizionamento Globale». Questo sistema usa le informazioni provenienti dai satelliti in orbita intorno alla Terra, che inviano segnali radio. Un ricevitore collegato a questi satelliti è in grado di calcolare la posizione di un luogo. Funziona così anche il navigatore impiegato su molte automobili.

LEGGO LA CARTA

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I paralleli sono le linee orizzontali che vanno dall’Equatore (il parallelo principale) verso il Polo Nord nell’emisfero settentrionale, verso il Polo Sud nell’emisfero meridionale. I paralleli vengono numerati da 0 (Equatore) a 90 per ciascun emisfero. Attraverso i paralleli si determina la latitudine di un luogo, cioè la sua distanza dall’Equatore. Per esempio, Napoli si trova sul parallelo 41, a una latitudine di 41° Nord.

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Come possiamo individuare esattamente una località, per esempio Napoli, sulla superficie terrestre? I geografi hanno ideato un sistema che assomiglia al gioco della «battaglia navale»: il sistema delle coordinate geografiche. Sulle carte puoi vedere delle linee orizzontali e verticali: sono i meridiani e i paralleli che formano il reticolo geografico, una rete di linee immaginarie che avvolge tutta la Terra.

90° S

75° S 60° S 45° S

30° S

66°33’ S

Osserva il planisfero sul tuo atlante e completa. Puoi lavorare in coppia con un compagno o compagna. Elena è partita in aereo da Roma e si è diretta verso Est. Ha raggiunto una città che ha le seguenti coordinate geografiche: latitudine 40° Nord; longitudine 116° Est. Di quale città si tratta? ............................................................. Si è poi diretta a Canberra, in Australia. Ora si trova a Sud o a Nord dell’Equatore? Indica le coordinate geografiche di questa città: latitudine ........................................................, longitudine ........................................................ Ultima tappa del suo viaggio è Washington, negli Stati Uniti. In quale emisfero si trova? ..............................................


Conoscere il territorio attraverso la fotografia La fotografia ci aiuta a vedere e a capire un territorio; essa «fissa» l’aspetto di un luogo dandoci informazioni sul paesaggio e sulla vita delle persone.

Possiamo utilizzare diversi tipi di fotografie. • Le foto panoramiche mostrano la veduta di una zona ristretta, vista frontalmente: un paese, una collina, una parte di costa o di montagna. • Le foto aeree sono scattate dagli aerei; esse mostrano con precisione un territorio molto ampio visto dall’alto e vengono utilizzate per costruire le carte geografiche. • Le foto satellitari offrono una visione ancora più ampia e registrano informazioni molto precise su elementi fisici, clima... Sono scattate da un satellite ed elaborate poi da un computer. • Le foto storiche sono state realizzate nel passato e in genere sono in bianco e nero; confrontando la foto storica di un certo luogo con una più recente, è possibile capire quali cambiamenti si sono verificati nel tempo.

LEGGO LA FOTOGRAFIA Prova a «interrogare» questa fotografia: quali informazioni può fornire? • È un paesaggio di ................................................. • Riconosci elementi naturali? Quali? • Quali elementi antropici sono presenti? • Prevalgono gli elementi naturali o quelli antropici? • È un territorio arido o ricco di acque? • Come e dove sono i centri abitati? • Secondo te, è un ambiente favorevole alla vita dell’uomo? Perché?

Veduta aerea di un tratto della Pianura Padana.

STUDIO E CAPISCO

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Rileggi attentamente il testo e sottolinea le caratteristiche dei vari tipi di fotografie; poi osserva le immagini qui sopra e, per ognuna, indica di che tipo di fotografia si tratta.

97


RAPPRESENTARE IL TERRITORIO

Descrivere il territorio attraverso tabelle e grafici Per descrivere un territorio i geografi utilizzano anche molti dati, che sono espressi da numeri: per esempio la lunghezza dei fiumi, il numero di abitanti di un Paese... I dati raccolti possono essere ordinati in tabelle, che permettono di confrontare i numeri con altri numeri e di capire con facilità le differenze, e rappresentati con grafici, che consentono di vedere a colpo d’occhio un certo fenomeno. Osserva in quanti modi diversi è possibile rappresentare i dati sulla composizione del territorio in Italia. TERRITORIO DELL’ITALIA PERCENTUALE ESTENSIONE

montagna 35% 105 000 km2

collina 42% 126 000 km2

pianura 23% 69 000 km2

TABELLA

GRAFICI Nell’areogramma circolare, o diagramma a torta, i dati sono rappresentati come fette di una torta. Ogni fetta è più o meno ampia secondo il valore dei dati. montagna 35%

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FACCIO E IMPARO L’areogramma può essere anche quadrato, formato da 100 quadretti colorati in modo diverso per rappresentare le diverse quantità. Utilizza i dati della tabella e dell’areogramma e coloralo tu come indicato.

98

L’ideogramma rappresenta i dati attraverso disegni o simboli. Maggiore è la dimensione del disegno, maggiore è il valore del dato rappresentato.

140

migliaia di km2

pianura 23%

Nell’istogramma, o grafico a colonne, i dati sono rappresentati con colonne di diversa altezza: più alta è la colonna, maggiore è il valore del dato rappresentato.

montagna 35% collina 42% pianura 23%

Pianura 23%


VERIFICA ➤ Completa la mappa. servono per

sono rappresentazioni: • ridotte • .............................................................................................. • ..............................................................................................

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LE CARTE in base alla scala si distinguono in: • ..................................................................................................... • ..................................................................................................... • ..................................................................................................... • .....................................................................................................

in base al contenuto si distinguono in: • fisiche; rappresentano ................................................................... ...............................................................................................................

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sono orientate con il

➤ La fotografia a sinistra

mostra com’era la stazione centrale di Milano tanti anni fa, quella a destra com’è oggi. Quali trasformazioni osservi? Scrivile nella tabella.

strade

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CLIMI E PAESAGGI Bambini, osservate attentamente queste fotografie. Sapete dire quali ambienti rappresentano?

La foto n. 2 rappresenta il Polo Nord. Ho visto tutto quel ghiaccio in un documentario in televisione. Chissà che freddo!

La foto n. 1 rappresenta un mare di sabbia. È il deserto, io l’ho visto dall’aereo quando sono andata a trovare i miei nonni in africa.

La foto n. 3 rappresenta la giungla. Ho visto un film di Tarzan ambientato nella giungla. C’erano piante altissime e tanto fitte che Tarzan volava da un albero all’altro aggrappato alle liane.

2

Bravi, avete indovinato! Sulla Terra ci sono paesaggi molto diversi tra loro, ciascuno con caratteristiche particolari. Le differenze sono causate soprattutto dal clima e dall’abbondanza o scarsità di piogge: dove piove molto e c’è acqua in abbondanza, si sviluppa una vegetazione rigogliosa; dove piove poco e c’è la siccità, crescono pochi tipi di piante. Nelle prossime pagine imparerete che cos’è il clima e in che modo esso condiziona i diversi paesaggi naturali. 100

1


3

101


CLIMI E PAESAGGI

Che cos’è il clima? Il clima di un territorio è l’insieme di tutti i fenomeni atmosferici che coinvolgono una determinata zona. I principali fenomeni che determinano il clima di un territorio sono la temperatura, le precipitazioni, i venti e l’umidità. La temperatura misura il calore dell’aria; in alcune zone ci sono grandi differenze di temperatura tra estate e inverno, in altre le variazioni sono minime. Le precipitazioni sono la pioggia, la neve e la grandine che cadono su una zona durante l’anno. La quantità e la distribuzione delle precipitazioni nei vari mesi dell’anno sono molto importanti per il clima: in alcune zone piove molto, in altre quasi mai; nel nostro Paese le precipitazioni sono distribuite lungo tutto l’anno. I venti sono masse d’aria calda o fredda che si spostano con maggiore o minor forza e possono determinare un clima rigido o più mite. L’umidità è la quantità di vapore acqueo presente nell’aria; l’aria è umida dove ci sono fiumi, laghi, mari. Nei luoghi dove l’aria è molto secca (per esempio all’interno dei continenti) le precipitazioni sono più scarse.

PARL A IL METEOROLOGO

Chissà quante volte, guardando fuori dalla finestra, hai esclamato: «Oggi il tempo è bellissimo!». Oppure, nel preparare i bagagli per le vacanze, hai pensato: «Devo portare vestiti leggeri, perché al mare farà caldo». La prima frase si riferisce al tempo meteorologico, la seconda al clima. Tempo e clima, infatti, non sono la stessa cosa. Il tempo riguarda l’insieme delle condizioni atmosferiche di un luogo in un certo momento del giorno; il clima, invece, è l’insieme dei fenomeni atmosferici che interessano una zona piuttosto estesa nel corso di un lungo periodo di tempo.

SCOPRO LE PAROLE Meteorologia: deriva dal greco e significa «studio dei fenomeni celesti». Questa scienza, infatti, studia i movimenti che avvengono nel cielo, per cercare di prevedere il tempo.

102

STUDIO E CAPISCO Scrivi le parole-chiave che completano ciascuna spiegazione. I fenomeni atmosferici che determinano il clima ................................................. ➛ è la quantità di vapore acqueo presente nell’aria. ................................................. ➛ dipende dal calore dell’aria. ................................................. ➛ sono masse d’aria calda o fredda che si spostano. ................................................. ➛ sono la pioggia, la neve e la grandine.


Quali fattori determinano il clima? Perché in alcune zone fa freddo e in altre fa caldo? Perché in alcune zone piove molto e in altre non piove mai? I fenomeni atmosferici dipendono da vari fattori. La latitudine, cioè la distanza di un luogo dall’Equatore. La temperatura infatti aumenta mano a mano che ci si avvicina all’Equatore e diminuisce mano a mano che ci si allontana da esso.

inverno

estate

La distanza dal mare. L’acqua si riscalda e si raffredda più lentamente della terra. Quindi il mare in estate accumula il calore del Sole e lo restituisce lentamente nel corso dell’inverno rendendo tiepida l’aria. Nelle stagioni calde il mare resta freddo a lungo e rinfresca le zone vicine. Anche i grandi laghi hanno questo effetto sulle zone circostanti.

L’altitudine, cioè l’altezza di un luogo sul livello del mare: più si sale, più la temperatura dell’aria diminuisce; infatti in montagna fa più freddo che in pianura. La presenza di montagne e di vegetazione. Le montagne impediscono la circolazione dei venti e influenzano le precipitazioni. Inoltre le piante assorbono calore e rinfrescano l’aria.

Anche le attività dell’uomo come il diboscamento, i gas emessi dai tubi di scappamento dei veicoli, dalle fabbriche, dagli impianti di riscaldamento delle abitazioni, possono modificare il clima.

STUDIO E CAPISCO Scrivi la spiegazione di ogni parola-chiave. I fattori che determinano il clima ................................................. ➛ rende il clima più mite. ................................................. ➛ cioè la distanza di un luogo dall’Equatore. ................................................. ➛ che può influire sulla direzione dei venti. ................................................. ➛ più si sale più la temperatura diminuisce.

PERCHÉ

ALL’EQUATORE FA CALDO E AI POLI FA FREDDO?

Poiché la Terra è rotonda, i raggi del Sole si distribuiscono in modo diverso a seconda delle zone. I raggi solari colpiscono perpendicolarmente la zona intorno all’Equatore e concentrano il loro calore su una superficie ristretta: per questo scaldano di più. Nelle zone dei Poli, invece, i raggi giungono obliqui e il loro calore si disperde su una superficie più estesa. Polo Nord

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Polo Sud


CLIMI E PAESAGGI

Quanti climi ci sono sulla Terra? In base alla latitudine, sulla Terra si possono distinguere diversi tipi di clima. In ogni zona climatica sono presenti ambienti e paesaggi particolari, caratterizzati da una grande varietà di piante e animali e da diversi modi di vivere degli uomini. La carta tematica rappresenta le varie zone climatiche della Terra. Tieni presente, però, che non esiste mai un confine netto tra una zona e l’altra: le caratteristiche del paesaggio si trasformano molto gradualmente e vi sono situazioni intermedie tra le zone rappresentate. FASCIA POLARE

Circolo Polare Artico

OCEANO

FASCIA TEMPERATA

ATLANTICO OCEANO

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TROPICALI

OCEANO

Tropico Del Capricorno

OCEANO INDIANO

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FASCIA POLARE

LEGGO LA CARTA Osserva la carta tematica e rispondi. • Quale zona climatica si trova a Nord e a Sud dell’Equatore, fra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno? ....................................................................................................................................................................................................................................... • Quale zona climatica si trova sopra il Tropico del Cancro? ........................................................................................................................................... • E sotto il Tropico del Capricorno? ................................................................................................................................................................................................................. • Quali zone climatiche si trovano fra i Circoli Polari e i Poli? ....................................................................................................................................... • Dalla lettura della carta puoi notare che le varie zone climatiche si ripetono ...................................................................................... ................................................... nei due emisferi. • Cerca l’Italia sulla carta. A quale fascia climatica appartiene? ................................................................................................................................. 104


Paesaggi dei climi caldi Tutta la fascia che si estende attorno all’Equatore ha un clima caldo e secco. Osserva i diversi ambienti e le rispettive caratteristiche climatiche.

Foreste pluviali

Savane

Deserti

Clima equatoriale: la foresta pluviale Nelle zone vicine all’Equatore le temperature sono sempre molto alte e le piogge frequenti e abbondanti. Queste condizioni favoriscono lo sviluppo della foresta pluviale o equatoriale, caratterizzata da una vegetazione fitta e rigogliosa. Il terreno è ricoperto da un intricato tappeto di cespugli, felci giganti e piante carnivore. È l’ambiente ideale per scimmie, coccodrilli, uccelli e pappagalli, serpenti e una grande quantità di insetti. Clima tropicale: la savana Allontanandoci dall’Equatore le temperature rimangono alte, ma le piogge diminuiscono e si concentrano in alcuni mesi dell’anno: alla stagione delle piogge si alterna quella della siccità. La vegetazione si dirada e la foresta si trasforma in savana, una distesa di erba e cespugli che offre cibo per gli animali erbivori, numerosi soprattutto nella savana africana: zebre, giraffe, elefanti, rinoceronti; questi sono preda dei carnivori: leoni, leopardi, iene, avvoltoi... Clima arido: il deserto caldo Nei pressi dei Tropici il clima diventa sempre più secco e l’erba della savana a poco a poco scompare; nel deserto le piogge scarsissime e la temperatura, molto elevata di giorno e rigida di notte, consentono poche forme di vita: qualche pianta grassa, rari cespugli spinosi, insetti, serpenti e scorpioni. Ci sono però zone dove l’acqua sotterranea affiora in superficie: sono le oasi, zone ricche di vegetazione.

LEGGO LE IMMAGINI Osserva le immagini e colora i quadratini con i colori usati nella legenda per questi ambienti. 105


CLIMI E PAESAGGI

Paesaggi dei climi temperati Tra l’Equatore e i Poli si estendono le fasce temperate (dove si trova anche l’Italia; sono le zone più densamente abitate), con temperature né troppo calde né troppo fredde; vi si alternano quattro stagioni e le piogge sono ben distribuite durante l’anno. Ma la latitudine, l’altitudine, la vicinanza o la lontananza dal mare determinano ambienti diversi.

Macchia mediterranea

Foreste temperate

Praterie e steppe

La macchia mediterranea Nelle zone costiere, caratterizzate da un clima mite, cresce la macchia mediterranea, formata da pini marittimi e arbusti aromatici (ginestra, mirto, rosmarino); qui vivono uccelli marini, lepri, cinghiali. È tipica delle coste del Mar Mediterraneo. Le foreste temperate Procedendo verso i Circoli Polari le temperature si rinfrescano e le precipitazioni sono abbondanti. Qui crescono le foreste temperate: foreste di conifere (abeti, pini, larici), popolate da orsi bruni, lupi, renne; foreste di latifoglie (querce, betulle, castagni, faggi), popolate da roditori, cervi, volpi, lupi, cinghiali.

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Praterie e steppe Nelle pianure lontane dal mare si estendono le praterie e le steppe. Le praterie sono grandi distese di erbe sfruttate, soprattutto nell’America del Nord e del Sud (le pampas), per l’allevamento di cavalli, pecore, bovini. Le steppe sono vaste pianure povere d’acqua, dove la vegetazione è costituita unicamente da erbe basse e cespugli.

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LEGGO LE IMMAGINI Scrivi sotto ogni immagine quale ambiente è rappresentato. ...........................................................................................

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Paesaggi dei climi freddi Più ci avviciniamo ai Poli, più il clima diventa freddo, dando luogo a diversi ambienti. La taiga Al confine con le praterie e le steppe si estende la taiga, grande foresta di abeti e larici dove vivono orsi bruni, alci, volpi, lupi artici, castori.

La tundra Ancora più a Nord, dove il clima è rigido, si trova la tundra, un vasto territorio coperto dai ghiacci per la maggior parte dell’anno. Solo durante la breve estate, quando il ghiaccio si scioglie, nascono muschi, licheni e arbusti bassi con foglie piccole e dure per resistere al vento freddo. È il regno di renne, buoi muschiati, volpi polari ed ermellini. La banchisa polare Oltre il Circolo polare le temperature sono molto basse, e possono scendere fino a 80 °C sotto lo zero. Il Polo Sud è completamente ricoperto dal ghiaccio che non si scioglie mai. Qui vivono foche e colonie di pinguini. Il Polo Nord è coperto da un’immensa calotta di ghiaccio chiamata banchisa polare; d’estate, quando la temperatura diventa meno fredda, si staccano enormi blocchi di ghiaccio, gli iceberg, che galleggiano sul mare. Qui vivono balene, trichechi, foche e orsi polari.

SCOPRO LE PAROLE Licheni: vegetali derivati dall’associazione di un’alga e di un fungo.

STUDIO E CAPISCO Cerca le informazioni nel testo e scrivi le definizioni. Taiga: .............................................................................................................................................................................................................................................................................................. Tundra: ......................................................................................................................................................................................................................................................................................... Banchisa polare: ............................................................................................................................................................................................................................................................. Iceberg: ........................................................................................................................................................................................................................................................................................

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I GRANDI TEMI È possibile vivere in terre inospitali? Nel deserto c’è solo sabbia, fa molto caldo, manca l’acqua. Gli uomini possono vivere in un ambiente simile?

Ma non è facile vivere neppure ai Poli, con tutto quel ghiaccio e il freddo terribile!

E nella foresta pluviale la vegetazione è talmente fitta che non c’è sicuramente spazio per le abitazioni!

PARL A IL GEOGRAFO

Sono ambienti davvero inospitali! Eppure l’uomo ha dimostrato di poter vivere ovunque, anche nel deserto, tra le foreste, tra i ghiacci dei Poli e ha imparato a sfruttare le risorse dell’ambiente.

Dove fa molto freddo… Siamo immersi in un deserto di ghiaccio, dove il sole d’inverno non si vede mai e la temperatura raggiunge i 60° sotto lo zero. Un ambiente senza possibilità di vita, dirai! Invece qui, da migliaia di anni, vivono gli Inuit, conosciuti anche come eschimesi. Fino a poco tempo fa essi vivevano negli igloo, capanne di neve costruite con «mattoni» di ghiaccio, e si spostavano su slitte di legno trainate da cani oppure sui kayak, barche strette e leggere. Si procuravano il cibo cacciando e pescando attraverso fori praticati sulla banchisa; dagli animali cacciati oltre al cibo ricavavano anche le pelli per coprirsi e il grasso per illuminare e per riscaldarsi. Oggi gli Inuit vivono in villaggi sparsi lungo le coste, in case prefabbricate di legno, sollevate dal terreno perché la spessa coltre di ghiaccio impedisce di scavare le fondamenta. Qui ci sono le scuole, i negozi, gli ambulatori medici... Si spostano con le veloci motoslitte, ma muoversi non è facile: le distanze sono enormi e non ci sono strade, quindi per i grandi spostamenti usano gli elicotteri o le navi rompighiaccio.

LO SAPEVI CHE... Negli igloo non si gela dal freddo! La temperatura è di 17-20°, come a casa tua! L’ambiente è talmente ristretto che bastano due persone e un piccolo fuoco per riscaldarlo. A volte nei villaggi vengono scavati dei cunicoli sotterranei comunicanti tra i vari igloo, per muoversi di casa in casa quando il tempo non promette bene. 108


… Dove fa molto caldo Qui siamo nell’ambiente opposto, nel deserto africano, dove le temperature raggiungono di giorno i 50° sopra lo zero. Ma, appena il Sole tramonta, la temperatura scende in poche ore sotto lo zero. In questo mondo di sabbia vivono alcune popolazioni, come i Boscimani, nomadi che si spostano nel deserto del Kalahari alla ricerca della selvaggina e soprattutto di acqua. Sono molto abili nello scoprire le tracce e i nascondigli degli animali e li cacciano con arco e frecce avvelenate (si estrae il veleno di serpenti e ragni). Si procurano l’acqua succhiandola dal terreno con una cannuccia munita di un filtro preparato con una piuma di struzzo e la trasportano in gusci di uova di questo animale. Si riparano in capanne fatte di rami secchi e a volte nei crepacci delle rocce. Vanno in giro seminudi e camminano scalzi sulla sabbia bollente.

LO SAPEVI CHE... Mentre i cacciatori boscimani pedinano la selvaggina, le famiglie li seguono a distanza; appena un animale viene ucciso lo arrostiscono sul fuoco. Se la carne scarseggia, si adattano a nutrirsi di vermi, insetti, lucertole e persino topi.

Ci sono invece popolazioni nomadi, come i Tuareg, che si coprono tutto il corpo con lunghi abiti per difendersi dai raggi del sole e dalla sabbia del Sahara. Lasciano libere solo le mani e una fessura per gli occhi.

… Nel cuore della foresta pluviale Qui siamo nel folto della foresta dell’Amazzonia. La fitta vegetazione nasconde tanti pericoli! Ma anche qui vivono alcuni gruppi di uomini, come gli Indios Yanomami. Si spostano nella foresta in cerca di selvaggina e di pesce, che trafiggono con frecce lanciate da una barca o da riva con un’abilità incredibile. Nelle pause dalla caccia e dalla pesca, disboscano tratti di foresta dove costruire il loro villaggio, e qui coltivano patate, banane e altre piante. Le donne raccolgono i prodotti dell’orto ma anche quelli spontanei, come bacche, frutti e radici medicinali. Quando la terra non è più fertile, si spostano in altre zone della foresta.

LO SAPEVI CHE... L’arma caratteristica degli Indios è la cerbottana, una lunga canna dalla quale si espelle con il fiato una freccia capace di uccidere uccelli e piccoli mammiferi. Viene fabbricata con un tronco sottile di palma lungo 3-4 metri, che viene svuotato del midollo interno. 109


CLIMI E PAESAGGI

Le regioni climatiche italiane La regione padano-veneta, lontana dal mare, ha un clima continentale, caratterizzato da inverni freddi, umidi e con frequenti nebbie, e da estati calde e afose. Le precipitazioni sono più frequenti in autunno e in primavera.

L’Italia si trova nella zona temperata, ma non tutto il nostro Paese presenta le stesse condizioni climatiche. La presenza di due lunghe catene montuose e del mare determina in Italia sei diverse regioni climatiche. TRENTINOALTO ADIGE VALLE D’AOSTA

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La regione liguretirrenica, grazie alla presenza del mare e della catena appenninica che ferma i venti freddi provenienti da Est, ha inverni miti ma piovosi ed estati calde ma ventilate.

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MAR LIGURE

La regione adriatica ha inverni più freddi rispetto al versante tirrenico, perché l’Adriatico non è molto profondo e quindi non accumula grandi quantità di calore; inoltre da Nord-Est soffiano venti freddi. Le estati sono calde ma poco afose. Le precipitazioni sono frequenti soprattutto in inverno e in primavera.

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La regione alpina ha inverni lunghi e freddi con abbondanti nevicate ed estati fresche e piovose.

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La regione appenninica è caratterizzata in generale da inverni freddi, con frequenti nevicate, e da estati fresche. Il clima diventa più mite mano a mano che si procede verso Sud.

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SICILIA

La regione mediterranea ha un clima caldo e secco, ma le zone vicino al mare e le isole godono dell’azione mitigatrice del mare. Gli inverni sono tiepidi, con limitate precipitazioni, e le estati lunghe e calde.

MICROCLIMI

I climi descritti sopra riguardano aree abbastanza vaste del nostro Paese. All’interno di queste aree, però, ci possono essere zone con caratteristiche climatiche diverse, legate a particolari condizioni ambientali come i venti, la piovosità, l’orientamento dei sistemi montuosi. Si parla in questi casi di microclimi, cioè di climi tipici di zone o regioni piuttosto piccole. Per esempio intorno ai laghi del Nord Italia il clima è più mite rispetto a quello del territorio circostante. Uno scorcio del Lago di Como.

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VERIFICA ➤ Completa lo schema. ELEMENTI

FATTORI

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➤ Completa la tabella indicando gli elementi di ogni ambiente. ambiente

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➤ Segna con una ✘ se le affermazioni sono vere (V) o false (F). • In Italia ci sono diverse regioni climatiche. • Le temperature sono uguali in tutta la catena appenninica. • La regione adriatica ha inverni più freddi rispetto al versante tirrenico. • La regione mediterranea ha inverni freddi ed estati afose.

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I PAESAGGI DELL’ITALIA Ragazzi, osservate queste due belle fotografie: rappresentano un paesaggio di pianura e uno di collina. Quali elementi notate in ciascuna?

in pianura ci sono campi coltivati, strade e case. Ci sono anche alcuni alberi e un fiume.

Anche in collina ci sono coltivazioni e case, ma il terreno non è piatto.

Ottime osservazioni! In tutte e due le foto sono presenti elementi naturali ed elementi antropici, cioè creati dall’uomo. Sapete che l’uomo si è adattato a vivere nei vari ambienti, ha utilizzato le risorse che questi gli offrivano per soddisfare i propri bisogni e, così facendo, ha modificato l’ambiente in cui vive. Nelle prossime pagine scoprirete dove si trovano i vari paesaggi del nostro Paese, imparerete a localizzarli sulle cartine e a conoscerne le differenze e gli elementi caratteristici. Capirete inoltre come l’uomo utilizza le risorse dei diversi ambienti. 112


Prima di partire per la nostra avventura, approfondiamo il concetto di paesaggio. Che cos’è secondo voi un paesaggio?

È una bella cartolina.

È quello che vediamo davanti ai nostri occhi quando osserviamo un luogo.

È un paese.

All’origine probabilmente la parola paesaggio voleva dire «ciò che si vede di un paese». Nel linguaggio comune a volte si usa questa parola con lo stesso significato di panorama. In realtà il panorama è quello che vediamo con uno sguardo; il paesaggio è ciò che «capiamo» del panorama che stiamo osservando. Per «capire il paesaggio» dobbiamo porci alcune domande.

• Che cosa vediamo? • Che forme ha il territorio? • Quali sono gli elementi naturali e quelli creati dall’uomo? • Che rapporto c’è tra gli elementi che osserviamo? Nella formazione di un paesaggio intervengono anche le tradizioni, le conoscenze, i comportamenti di un popolo. Osservate queste case alpine: una è costruita in pietra, l’altra in legno. Indicano quindi abitudini diverse delle popolazioni che vivono in montagna.

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I PAESAGGI DELLâ&#x20AC;&#x2122;ITALIA

LEGGO LE IMMAGINI Capire il paesaggio Guarda quante belle foto di paesaggi ho scattato viaggiando per l'italia! interroghiamo queste immagini ponendoci le domande suggerite nella pagina precedente.

Osserva le foto e scrivi sotto a ciascuna di che paesaggio si tratta. Confronta poi i paesaggi dello stesso tipo e osserva quali elementi sono simili e quali sono diversi. Potete lavorare in piccoli gruppi e mettere in comune le vostre scoperte.

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Come vedi, l'italia è caratterizzata da una grande varietà di paesaggi, che studieremo nelle prossime pagine. Se sei curioso di sapere dove ho scattato queste foto, capovolgi la pagina...

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1. Le Cinque Terre in Liguria. 2. I Monti Simbruini nell’Appennino Centrale. 3. Il Tagliamento in Friuli-Venezia Giulia. 4. Le Colline del Chianti in Toscana. 5. La riviera adriatica in Emilia-Romagna. 6. Un paesaggio alpino in Trentino-Alto Adige. 7. L’Arno attraversa Firenze. 8. I Colli Euganei in Veneto.

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I PAESAGGI DELL’ITALIA

L’Italia fisica Cominciamo a conoscere l’aspetto fisico dell’Italia. Osserva la fotografia a destra.Visto dallo spazio, il nostro Paese appare come un lungo stivale che si allunga nel mare: è una penisola. I colori della foto corrispondono ai suoi diversi paesaggi: montagne, pianure, colline, fiumi, mari e laghi. Osserva ora la carta fisica alla pagina a fianco e completa il testo che segue. Se non ricordi il significato dei colori, rileggi a pag. 93. PARL A IL GEOGRAFO

L’Italia è sempre stata così? No. Milioni di anni fa, dove ora si trova l’Italia c’era il mare. Poi, in seguito a spinte violente all’interno della Terra, dal fondo del mare cominciarono a emergere le montagne e alcune isole. Ecco come appariva il nostro Paese 65 milioni di anni fa: c’erano le Alpi e un tratto di Appennini, ma al posto della Pianura Padana c’era ancora il mare. Per un lungo periodo di tempo i ghiacciai coprirono gran parte delle terre emerse e, quando si sciolsero in seguito a mutamenti climatici, diedero origine a un grande accumulo di detriti. Questi, trasportati dai fiumi, a poco a poco riempirono vaste zone occupate dal mare e diedero origine alle pianure.

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• L’Italia è una penisola che si estende da Nord-Ovest a Sud-Est nel Mar Mediterraneo, che lungo le coste prende nomi diversi: Mar Ligure, Mar ......................................................................................., ........................................................................................................................................., ...................................................................

• Fanno parte dell’Italia anche varie isole, due grandi, la ...................................................................................... e la ...................................................................................., altre piccole, spesso raggruppate in arcipelaghi. • In alto vedi un arco marrone: è la catena montuosa delle ...................................., che forma un confine naturale tra il nostro Paese e i vicini Stati europei. • Una grande macchia verde segnala la .........................................................................................................................................

,

ricca di corsi d’acqua che in gran parte si gettano nel fiume principale, il ............................................. Lungo le coste ci sono altre pianure più piccole, attraversate da fiumi, indicati dalle linee azzurre. • Un’altra catena montuosa percorre la penisola da Nord a Sud: gli .................................................................................................................................. Come puoi vedere dai colori, queste montagne si mescolano a gruppi collinari che si estendono, in alcuni casi, fin quasi alle coste.


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I rilievi montuosi Il territorio dell’Italia è caratterizzato dalla presenza di due lunghe catene montuose: le Alpi e gli Appennini. Esse coprono il 35% del territorio.

Le Alpi Le Alpi costituiscono il sistema montuoso più elevato d’Europa. Esse formano un grande arco che si sviluppa per 1200 chilometri da Ovest (Colle di Cadibona) verso Est (Passo di Vrata, in Croazia). Hanno montagne elevate con cime aguzze, ricche di nevai e di ghiacciai, che alimentano molti torrenti e fiumi. Ad altitudini meno elevate, i pendii sono coperti da boschi e pascoli. La catena alpina viene suddivisa in tre parti: Alpi Occidentali, Centrali e Orientali. Le Alpi Centrali e Orientali digradano in catene più basse, le Prealpi, caratterizzate da pendii dolci e cime arrotondate. Qui ci sono i grandi laghi di origine glaciale (vedi p. 138).

LEGGO LA CARTA Osserva la cartina delle Alpi e completa il testo.

M. Rosa 4637 Colle del Gran S. Bernardo 2473

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Alpi .............................................................................., comprendono cime molto elevate come: • il Monviso (3841 m), • il Gran ...................................................................... (.................... m), • il Monte ................................... (.................... m).

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Alpi .............................................................................., le cime più alte sono: • la ................................................... (3736 m), • il Picco dei ............................................................... (3499 m), • la ................................................... (................ m), • il Monte Coglians (................ m).


Le Alpi Occidentali e Centrali sono formate da rocce dure e compatte, quindi sono state meno soggette all’erosione e presentano vette elevate, aguzze e versanti ripidi. Nelle Alpi Orientali si trovano le Dolomiti, montagne costituite da una roccia calcarea, chiamata dolomia, che viene erosa con facilità dall’acqua. A causa dell’erosione queste montagne hanno cime a forma di torri e guglie.

I ghiacciai In alta montagna, oltre i 3 000 metri, inizia il limite delle nevi perenni, un ambiente in cui il freddo è talmente intenso che la neve caduta non si scioglie mai del tutto, neppure in estate, e continua ad accumularsi, raggiungendo molti metri di spessore. Il peso degli strati superiori comprime gli strati sottostanti e la neve si trasforma in ghiaccio: si formano così i ghiacciai.

Il ghiacciaio scende lentamente verso il basso, formando un «fiume» di ghiaccio che prende il nome di lingua glaciale.

Il circo glaciale è la parte superiore del ghiacciaio; è come un grande catino naturale in cui la neve si accumula e si trasforma in ghiaccio.

Il lento movimento verso il basso della grande massa di ghiaccio provoca anche delle spaccature sulla superficie del ghiacciaio: i crepacci.

La parte terminale della lingua glaciale si chiama fronte del ghiacciaio.

Ai lati e sul fronte del ghiacciaio si formano le morene, depositi di materiali erosi dai fianchi dei monti.

119


I PAESAGGI DELL’ITALIA

Gli Appennini Gli Appennini sono una catena lunga 1200 chilometri che percorre tutta la penisola, dal Colle di Cadibona fino alla Sicilia, dove continua formando l’Appennino Siculo. Hanno cime meno elevate e più arrotondate di quelle alpine; non arrivano quasi mai a toccare i 3000 metri di altezza e sono prive di ghiacciai. I monti del sistema appenninico sono formati per la maggior parte da rocce argillose, friabili, quindi il suolo è arido, esposto al rischio di frane e smottamenti e a una continua erosione. Anche gli Appennini sono divisi in tre parti: Appennino Settentrionale, Centrale e Meridionale.

LEGGO LA CARTA Leggi la carta degli Appennini e completa il testo. Appennino ..................................................................... Le cime più elevate sono: • il Monte ........................................................... (2165 m), • il Monte Maggiorasca (................................), • il Monte ......................................................... (................................).

Passo del Turchino 532

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Passo dei M. Maggiorasca Giovi 1799 472 Passo della Cisa M Colle di A L P 1041 A Passo I M. Cimone Cadibona A 1735 PU R A N 2165 della Futa 435 M. Penna E 903 M. Falterona A 1654 MAR 1407 Bocca M. Fumaiolo Serriola LIGURE 730 1432 M. Penna M. Vettore 2476 A P P E Passo di Torrita GRAN SASSO N N D’ITALIA 1005 SETTEN Corno Grande TRI I N O M. Terminillo 2213 ON 2912 AL M. Velino 2795 Sella E A La Maiella di Corno 2487 P C 1005 891 Bocca di Forlì E PE M N N M. Miletto 2050 T A R M. Mutria 1823 R

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L’Appennino continua in Sicilia. Il monte più alto è ........................................... (3323 m).


I rilievi montuosi Sul terreno argilloso e impermeabile l’acqua piovana scivola via asportando la terra. In questo modo scava dei solchi che col tempo si allargano fino a diventare dei canaloni profondi: i calanchi.

Montagne speciali: i vulcani Al sistema appenninico appartengono diversi vulcani, montagne dalla caratteristica forma a cono. Alcuni sono ancora attivi, come l’Etna e lo Stromboli; altri sono spenti, cioè hanno cessato la loro attività eruttiva, come il Monte Amiata e i Colli Laziali. Il Vesuvio e Vulcano, invece, sono quiescenti, cioè da molto tempo non hanno eruzioni.

FACCIO E IMPARO Osserva, nel disegno a destra, come si forma un vulcano. Trascrivi al posto giusto nei cartellini le parole evidenziate nel testo. Segui l’esempio. Nella camera magmatica si accumula la roccia fusa proveniente dalle profondità della Terra: il magma. La camera magmatica è collegata alla superficie da un condotto, chiamato camino. Il magma, sottoposto a una grande pressione, sale lungo il camino e fuoriesce dal cratere sotto forma di lava, cenere, lapilli e gas infuocati. La lava scorre lungo i fianchi del vulcano e, a contatto con l’aria, lentamente si raffredda e si solidifica trasformandosi in roccia. Con il tempo e con il ripetersi delle eruzioni si formano delle montagne isolate con la caratteristica forma di cono senza la punta.

camera magmatica

121


I PAESAGGI DELL’ITALIA

Risorse e attività della montagna Le montagne, anche se appaiono poco adatte alla vita delle persone a causa del clima rigido e del terreno ripido e roccioso, con poche aree fertili, sono state abitate fin dalle epoche più antiche; gli uomini hanno saputo adattarvisi e anche modificare alcune caratteristiche del territorio. Sulle Alpi… L’abbondanza di pascoli ha favorito l’allevamento di bovini e ovini. Con il latte della mungitura si producono ottimi formaggi e burro.

Altra grande risorsa è l’acqua dei torrenti, utilizzata per produrre energia elettrica.

Una risorsa importante è lo sfruttamento dei boschi: dagli alberi si ricava legname utile per costruire i mobili, per l’edilizia e per i prodotti artigianali.

L’agricoltura si pratica soprattutto a fondovalle, dove il terreno è pianeggiante e il clima meno rigido. Si coltivano soprattutto cereali, patate, mele.

Negli ultimi decenni la presenza della neve e la bellezza della natura hanno dato grande impulso al turismo, che ha creato nuove opportunità di lavoro per gli abitanti. Sono stati costruiti alberghi, impianti di risalita (seggiovie, funivie), negozi, strade larghe e gallerie per agevolare le comunicazioni. 122


I rilievi montuosi

… E sugli Appennini L’attività tradizionale è l’allevamento ovino e caprino; pecore e capre, infatti, si accontentano di pascoli magri, tipici delle zone povere di precipitazioni.

Nelle conche e nelle valli si coltivano olivi, viti, cereali e ortaggi.

LA TRANSUMANZA

Negli ultimi decenni anche in molte località degli Appennini si è sviluppato il turismo, sia estivo che invernale. Questo ha migliorato le condizioni di vita degli abitanti, facendo così diminuire lo spopolamento delle montagne.

LEGGO LE IMMAGINI La montagna ieri… Ecco due fotografie di un piccolo centro di montagna. Confronta l’immagine attuale con quella storica: quali cambiamenti osservi?

Un tempo veniva praticata la transumanza: nei mesi freddi le greggi di pecore venivano portate dai pascoli montani verso le zone costiere dove trovavano prati per pascolare. Gli spostamenti avvenivano lungo i tratturi, sentieri erbosi che collegavano la montagna alla pianura. Oggi questi spostamenti avvengono su grossi camion.


Le colline Le colline moreniche devono la loro origine alle morene, i detriti portati a valle da antichi ghiacciai. Ne sono un esempio le colline del Canavese in Piemonte e della Brianza in Lombardia.

Serra Brianza d’Ivrea Canavese Monferrato Langhe

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Come puoi vedere dalla carta, il paesaggio collinare è molto diffuso nel nostro Paese. Numerose fasce di colline si estendono tra le Prealpi e la Pianura Padana. Al Centro e al Sud gruppi collinari si estendono ai piedi degli Appennini. Le colline sul versante adriatico hanno pendii dolci e formano una fascia continua; sul versante tirrenico hanno pendii più ripidi e sono disposte in gruppi isolati. Le colline dell’Italia meridionale sono costituite da terreni argillosi e sono spesso soggette a frane. Gruppi collinari sono presenti anche nelle isole. Le colline italiane hanno origine e caratteristiche diverse. Dove il terreno è fertile sono intensamente abitate, dove il terreno è argilloso e franoso la vegetazione è scarsa e i centri abitati rari.

PARL A IL GEOGRAFO

Oggi l’ambiente collinare originario è quasi scomparso. Sono presenti ovunque coltivazioni e costruzioni. I boschi di castagni, faggi, querce si trovano ancora sui pendii più ripidi e meno esposti al sole, perché meno accessibili all’uomo.

124


Monti Berici

Le colline vulcaniche si sono formate in seguito all’accumulo di materiali eruttati da antichi vulcani ormai spenti. Hanno questa origine i Colli Euganei e i Monti Berici nel Veneto, le Colline Metallifere in Toscana, i Colli Albani nel Lazio.

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Le colline tettoniche sono formate dai sedimenti accumulati sul fondo del mare. In seguito a forti scosse sotterranee, a poco a poco il fondale è emerso. Ecco perché su questi rilievi è possibile trovare fossili marini. Hanno questa origine le colline del Monferrato e le Langhe in Piemonte, e le Murge in Puglia.

Milioni di anni fa, alcune colline erano montagne. L’erosione della pioggia, del vento e del gelo ne ha provocato l’abbassamento, per questo oggi hanno forme arrotondate e pendii dolci. Queste colline sono dette di origine strutturale. Hanno questa origine le colline umbre e le colline del Chianti.

STUDIO E CAPISCO Rileggi il testo e scrivi i nomi delle colline italiane. • Colline moreniche: ............................................................................................. ..............................................................................................................................................................

• Colline vulcaniche:

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• Colline tettoniche:

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• Colline strutturali:

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125


I PAESAGGI DELL’ITALIA

Risorse e attività della collina 1. Le colline offrono migliori condizioni di vita rispetto alla montagna: i pendii sono più dolci e il clima è mite; per questo sono state abitate fin dall’antichità. Qui gli uomini erano al riparo dalle piene dei fiumi e dalla malaria, una malattia diffusa nelle paludi, potevano avvistare in anticipo i nemici e prepararsi alla difesa. Ecco perché sulla cima dei colli si vedono spesso paesi e castelli antichi.

SCOPRO LE PAROLE Malaria: è una malattia molto grave, trasmessa da un tipo particolare di zanzara che vive nelle paludi.

2. Sulle colline del Nord è diffusa la coltivazione della vite (che dà uve da vino e da tavola) e degli alberi da frutto. 3. Dove il terreno è più ripido, come in Liguria, vengono costruiti terrazzamenti: il pendio viene scavato in modo da ricavare ampi gradoni sostenuti da muretti di pietra, sui quali si può lavorare con maggior facilità. 4. Nelle colline dell’Italia Centrale si coltivano alberi da frutto, ortaggi, cereali, ma soprattutto viti e ulivi, che forniscono vini e oli pregiati, famosi in tutto il mondo.

126


Le colline

5. Le colline dell’Italia Meridionale sono poco coltivate a causa del terreno argilloso e vengono spesso usate come pascoli di ovini e caprini. Nelle zone fertili si coltivano ulivi e grano duro (usato per preparare la pasta). 6. In alcune zone collinari alle attività agricole si affiancano quelle industriali. Si tratta in genere di piccole fabbriche alimentari, a carattere artigianale. Ma in alcuni casi sono sorti anche stabilimenti di notevoli dimensioni, come in Brianza e nella fascia delle colline moreniche a nord della Pianura Padana. 7. Un’importante risorsa è il turismo, molto sviluppato grazie alle bellezze naturali, ai centri storici e ai borghi antichi di cui molte zone sono ricche. Negli ultimi decenni si è diffuso l’agriturimo, un modo di trascorrere le vacanze in aziende agricole a contatto con la natura, dove si possono gustare piatti tipici preparati con prodotti locali.

LEGGO LE IMMAGINI Ogni immagine illustra un paragrafo del testo. Scrivi in ogni casella il numero del paragrafo corrispondente. 127


Le pianure In Italia le pianure occupano una piccola parte del territorio. Come puoi vedere dalla carta, sono distribuite lungo le coste e vicino alla foce dei fiumi. Anche le pianure, come le colline, hanno avuto origini diverse.

Pianura

Le pianure alluvionali sono formate dai detriti portati a valle da corsi d’acqua, ciottoli, sabbie e argille, che si sono depositati e accumulati nel corso dei millenni. La Pianura Padana è la più vasta pianura alluvionale d’Italia: è attraversata dal fiume Po, dai suoi affluenti e da altri corsi d’acqua. Ancora oggi il Po deposita detriti nell’ultima parte del suo percorso e così ogni anno la terra avanza verso il mare 60-70 metri.

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Alcune pianure si sono formate in seguito al sollevamento di antichi fondali marini: sono dette pianure di sollevamento. Ne è un esempio il Tavoliere delle Puglie. In queste pianure i corsi d’acqua sono scarsi, il clima è caldo e asciutto e non piove per molti mesi. Una serie di acquedotti e serbatoi rifornisce i centri abitati e permette di irrigare i campi.

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Pianure molto fertili sono quelle di origine vulcanica, formate dai materiali eruttati dai vulcani, che hanno riempito le valli circostanti. Un esempio è la Pianura Campana, che circonda il Vesuvio.

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Padano-Veneta

LEGGO IL GRAFICO Osserva il grafico che rappresenta il territorio italiano. pianura 23%

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Qual è il paesaggio meno diffuso? ....................................................................................................

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Le pianure

FACCIO E IMPARO Per renderti conto di come si forma una pianura alluvionale puoi fare questo esperimento.

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LEGGO LA CARTA Osserva la carta qui a fianco e aggiungi tu i nomi delle pianure italiane.

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2. Mescola questi elementi e sistema l’impasto su un lato del contenitore, in modo da formare una specie di catena montuosa in miniatura.

3. Nell’angolo vuoto del contenitore versa dell’acqua, in modo da riprodurre in piccolo il mare e poi versa dell’altra acqua sulle montagne. Vedrai che il materiale scenderà a poco a poco verso il «mare»: prima si fermeranno i sassi e la ghiaia, mentre la sabbia e l’argilla continueranno a scivolare verso il basso. Alla fine la terra più fine assorbirà l’acqua del «mare» fino a farlo scomparire.

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1. Procurati un contenitore, sassi, ghiaia, sabbia e, se possibile, terra argillosa.

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Pianure: alluvionali vulcaniche nate dal sollevamento di terre

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I PAESAGGI DELL’ITALIA Tagl

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La Pianura Padana comprende due zone con caratteristiche differenti: l’alta e la bassa pianura.

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L’acqua che scorre nel sottosuolo, quando trova terreni impermeabili e non può proseguire, riaffiora in superficie formando la lunga fascia delle risorgive, o fontanili, che segna il confine tra alta e bassa pianura. Quest’acqua, tiepida anche d’inverno, permette di irrigare i campi evitando che gelino.

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L’alta pianura (alta... non più di 200 metri) si estende ai piedi delle montagne. È formata dal deposito dei detriti più grossi, che lasciano penetrare facilmente l’acqua nel sottosuolo. È quindi arida e poco adatta alle coltivazioni.

alta pianura fascia risorgive bassa pianura

La bassa pianura, più vicina al corso del Po, è invece formata da depositi alluvionali più fini; qui il terreno è compatto, e in grado di trattenere meglio l’acqua, quindi è molto umido e più facile da coltivare.

STUDIO E CAPISCO Completa la tabella con le caratteristiche dell’alta e della bassa pianura.

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Le pianure

La Pianura Padana ieri… In passato la Pianura Padana era poco adatta alla vita dell’uomo: le acque dei fontanili e le piene dei fiumi formavano paludi e acquitrini, perciò era impossibile coltivare il terreno. Le acque stagnanti delle paludi favorivano inoltre la presenza di zanzare, che trasmettevano malattie gravi come la malaria. Per rendere il terreno coltivabile e abitabile sono stati effettuati lunghi lavori di canalizzazione e di bonifica: sono stati costruiti argini, scavati canali per il deflusso delle acque stagnanti e sono state prosciugate le paludi. E così la popolazione a poco a poco è aumentata. In questo modo sono state rese coltivabili e abitabili anche la Maremma, l’Agro Pontino e la Piana di Metaponto.

LEGGO LE IMMAGINI

… E oggi Fino a pochi decenni fa la popolazione agricola della Pianura Padana abitava in prevalenza in piccoli centri o in cascine sparse e aveva a disposizione pochissimi servizi. Oggi in questa zona molti centri si sono sviluppati fino ad assumere le dimensioni di città con centri commerciali, nuove vie di comunicazione. Da spazio rurale, la Pianura Padana è diventata una campagna con molti elementi tipici della città: viene definita campagna urbanizzata. Qui vive quasi un quarto dell’intera popolazione italiana.

Confronta la fotografia storica con quella recente. Quali cambiamenti sono avvenuti nel tempo? ........................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................

SCOPRO LE PAROLE Palude: un terreno coperto da acqua ferma, poco profonda.

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131


I PAESAGGI DELL’ITALIA

Risorse e attività della pianura L’assenza di rilievi, la facilità di spostarsi da un luogo all’altro, la presenza di corsi d’acqua, la fertilità del suolo, il clima mite: sono questi i motivi per cui gli uomini hanno scelto la pianura come luogo in cui vivere e lavorare. 1. Nella bassa Pianura Padana si pratica un’agricoltura intensiva che fa uso di macchinari moderni, di fertilizzanti e di sementi selezionate. Si ottengono così raccolti più abbondanti in minor tempo. Si coltivano soprattutto cereali (frumento, mais, orzo), patate, barbabietole da zucchero, soia, alberi da frutto. 2. Nelle zone della bassa Pianura Padana, dove l’acqua è abbondante, si coltivano il riso e il foraggio utilizzato per l’alimentazione dei bovini. 3. Nelle fertili pianure del Centro e del Sud si coltivano ortaggi, alberi da frutto, viti, ulivi, agrumi.

132


Le pianure

4. L’abbondanza di foraggio ha favorito l’allevamento intensivo di bovini, ovini e pollame. Gli animali non pascolano in libertà, ma vengono allevati in stalle razionali ben organizzate, dove la distribuzione del foraggio e la mungitura sono fatte con macchine automatiche. 5. I prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento sono lavorati dalle industrie alimentari che trasformano il latte, la carne, la frutta, i pomodori e il grano in burro, formaggi, insaccati, marmellate, conserve e pasta. Le industrie meccaniche fabbricano macchinari agricoli, e le industrie chimiche producono i fertilizzanti, i concimi chimici, i diserbanti e gli antiparassitari. 6. Le pianure, e in particolare la Pianura Padana, sono attraversate da una fitta rete di strade, autostrade e linee ferroviarie. In pianura sono inoltre presenti i principali aeroporti. Le vie di comunicazione hanno favorito lo sviluppo del commercio.

LEGGO LE IMMAGINI Ogni immagine illustra un paragrafo del testo. Scrivi in ogni casella il numero del paragrafo corrispondente.

L’uso di prodotti chimici in agricoltura è una delle cause dell’inquinamento delle acque. Da qualche anno si è sviluppata l’agricoltura biologica, basata sull’uso di concimi e fertilizzanti di origine naturale. 133


I fiumi I fiumi che nascono dalle Alpi sono ricchi d’acqua in tutti i mesi dell’anno perché sono alimentati non solo dalle piogge, ma anche dai nevai e dai ghiacciai, che durante l’estate in parte si sciolgono. Il fiume principale è il Po, alcuni suoi affluenti sono il Ticino, l’Adda, l’Oglio.

I fiumi italiani nascono dalle Alpi o dagli Appennini e si distinguono per la loro lunghezza e portata d’acqua. La portata di un fiume non è costante, ma dipende dalle precipitazioni e dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai. La variazione della portata d’acqua durante l’anno si chiama regime.

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Portata d’acqua: è la quantità di acqua che passa, in un preciso punto del fiume, in un secondo di tempo; si misura in metri cubi.

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In alcune regioni del Sud, in particolare Calabria e Basilicata, sono presenti corsi d’acqua, detti fiumare, che restano asciutti per buona parte dell’anno. Diventano però impetuosi con le piogge di primavera e autunno.

LEGGO LA CARTA

Lago di Como

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I fiumi che nascono dagli Appennini sono più brevi perché le montagne da cui nascono sono vicine al mare; alcuni hanno carattere torrentizio, cioè sono ricchi d’acqua in primavera e autunno, quando cadono abbondanti piogge, mentre d’estate sono spesso asciutti. I principali fiumi appenninici sono il Tevere e l’Arno.

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Osserva la carta tematica e scrivi i nomi di alcuni fiumi che: • nascono dalle Alpi .................................................................................................................................................... • nascono dagli Appennini ................................................................................................................................. • sfociano nel Mar Tirreno .................................................................................................................................. • sfociano nel Mar Adriatico ............................................................................................................................ • scorrono in Sicilia ....................................................................................................................................................... • scorrono in Sardegna ............................................................................................................................................


I fiumi

Risorse e attività del fiume L’acqua è una risorsa preziosa e i fiumi sono stati molto importanti per la vita degli uomini. Fin dall’antichità essi si sono stabiliti sulle rive di grandi fiumi, dove sono sorte le prime civiltà. Per le favorevoli condizioni ambientali molte città italiane, grandi e piccole, sono sorte lungo il corso di un fiume: Roma sul Tevere, Torino sul Po, Firenze sull’Arno, Verona sull’Adige...

In pianura l’acqua dei fiumi viene utilizzata per irrigare i campi, per fornire acqua alle abitazioni e viene distribuita alle industrie, per raffreddare e lavare gli impianti. Dal letto dei fiumi vengono estratte ghiaia e sabbia utilizzate come materiali da costruzione. La sabbia, mescolata ad altre sostanze, come il cemento, viene impiegata per preparare la malta, che serve a «tenere insieme» i mattoni. Quando il fiume è navigabile diventa una importante via di comunicazione; viene percorso da chiatte che trasportano le merci e da battelli che trasportano le persone.

In alcuni fiumi si praticano la pesca e attività sportive come il canottaggio e il rafting, cioè la discesa lungo il corso rapido del fiume.

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CHE COS’È IL BACINO IDROGRAFICO? Dora R. Po Ogni fiume viene alimentato non solo dalla Monviso a ur propria sorgente, ma anche da tutti i propri St affluenti. Il territorio che comprende tutti questi M. Argentera corsi d’acqua si chiama bacino idrografico. Per esempio il bacino idrografico del Po comprende tutta la Pianura Padana e parte delle Alpi e degli Appennini. Ogni bacino di un fiume è separato da quello vicino dalla linea spartiacque, una linea immaginaria che passa per le vette dei rilievi da cui i corsi d’acqua nascono.

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I PAESAGGI DELL’ITALIA

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Cuneo 1 Partiamo dalla A Colle di località chiamata Pian del Re, nel gruppo Cadibona del Monviso, in Piemonte, a 2000 metri Mondovì 435 Stura e di Demonte sul livello del mare. m i t Ci sono alcune pozze alimentate daiA l p i M a r i t 3297 Finale Ligure Colle di Tenda ghiacciai che si trovano più in alto. M. Argentera L’acqua corre veloce giù dalla montagna, 930 1908 Colle forma piccole cascate e si arricchisce Albenga di Nava 2200 delle acque di numerosi ruscelli: il corso Alassio M. ie del Po in questo tratto ha le Saccarello iv R caratteristiche di un torrente. Imperia San Remo

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3 Vediamo ora il Po che attraversa Torino: nonostante nnine abbia percorso solo un centinaio di chilometri i P e dalla M. Cervino p l A sorgente, è già un grande corso Colle d’acqua con un letto 4637 4478 Traforod’acqua. del Ferret ampio 200 metri e una notevole portata 2473 M. Rosa Gran S.Bernardo Breuil2537

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In viaggio lungo il Po Con i suoi 652 chilometri il Po è il fiume più lungo d’Italia e anche quello con la massima portata d’acqua. Attraversa da Ovest verso Est tutta la Pianura Padana. Immagina di sorvolare a bassa quota, con un elicottero, il suo corso dalla sorgente alla foce.

Sestri a Portofino Levante Parco Na Ri vi C i n delle er que a Te di Le va L nt

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Osserva la carta en riporta nella tabella i nomi degli affluenti diFaenza destra e di sinistra del Po. i n Cesenatico 2121 M. Cusna o Forlì Parti da quelli più vicini alla sorgente. T o s c o Cesena - E m 2165 M. Cimone i 1388 l i a AffluentiPasso di destra 903 Affluenti diRimini sinistra n

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en 6 Siamo ora alla foce delNPo M.ti nel Mareg ta Verona lion Berici E Adriatico. Il grande delta del fiume si divide e 444 in 5 rami principali Po della Pila, V (Po di Maestra, Colli Padova Euganei Po delle Tolle, Po di Gnocca, Po di Goro). Abano Terme Villafranca 603 di Verona Le sue acque giungono in questo tratto lente Monselice Este formano Chioggia e cariche di detriti che, depositandosi, A alcuni isolotti sparsi tra le sponde. Rovigo d ige Mantova

Sirmione

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e n M. Grappa e V i Bassano 2235 p l del Grappa Castelfranco M. Pasubio a i re n i Veneto Cima P s M. Les Carega Marostica Asiago

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Brescia

del Friuli

Aviano 5 Dopo la confluenza con il Tanaro, il Po entra in territorio lombardo Feltre Codroipo Brenta Vittorio scorrendo in provincia di Pavia. Pochi chilometri a sud della città riceve Veneto Gorizia a Palmanova Pordenone le acque del Ticino, il suo principale affluente per volume d’acqua, t Altopiano Monfalcon e diventa navigabile anche da grosse imbarcazioni fino allae foce. t e 1775 dei Sette Comuni

Rovereto

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la pianura del vercellese dove il Po si arricchisce dell’apporto di importanti Rivae di affluenti come la Dora Baltea Garda il Sesia (nella foto). Poi il suo corso V piega verso Sud, corre lungo il confine tra Piemonte e Lombardia Lago eLago assume dimensioni maestose. d’Iseo di Garda

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Dolomiti Bellunesi

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p a up a l t e l l i n 4 Il «viaggio» continua. Gr 3554 Vediamo e a l p i

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Sulle Alpi, tra i 1800 e i 2500 metri di altitudine, ci sono tanti piccoli laghi alpini, alimentati dai ghiacciai e dallo scioglimento delle nevi. Allo sbocco delle valli prealpine nella Pianura Padana si trovano i maggiori laghi italiani. Sono di origine glaciale, occupano cioè le conche scavate da antichi ghiacciai; hanno forma stretta e allungata e sono alimentati dai fiumi alpini. I principali sono i laghi: di Garda, Maggiore, di Como, d’Iseo.

I laghi L’Italia è ricca di laghi, grandi e piccoli, di varia origine. Lago Maggiore

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Lago Arvo

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Nell’Italia meridionale ci sono alcuni laghi costieri; si sono formati parallelamente alle coste in seguito all’accumularsi di detriti sabbiosi, spinti dal vento e dalle onde; sono separati dal mare soltanto da una striscia di sabbia. Sono i laghi di Varano e di Lesina.

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Nell’Italia centrale si trovano inoltre laghi di origine vulcanica, che occupano i crateri di vulcani ormai spenti; sono riconoscibili dalla forma circolare, come il lago di Bracciano, di Bolsena, di Albano e di Nemi.

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Lago di Pozzillo

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Il lago più vasto dell’Italia centrale è il Trasimeno. Ha origine alluvionale, occupa una conca formata dai detriti trasportati dai corsi d’acqua.

Lago Lago di d’Iseo Como

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LEGGO LE IMMAGINI Osserva la forma dei laghi e scrivi sotto ogni fotografia di che tipo di lago si tratta.

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138

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I laghi

Risorse e attività del lago I laghi sono un importante patrimonio per il nostro Paese: offrono opportunità di lavoro e di attività sportive. Il clima mite e la disponibilità di acqua dolce hanno favorito lo sviluppo dell’agricoltura, soprattutto lungo le sponde dei grandi laghi prealpini, dove crescono ulivi, viti e alberi da frutto.

Ricordi? Durante il Neolitico molte popolazioni delle regioni alpine costruirono palafitte lungo le rive dei laghi. Potevano così proteggersi dagli animali, praticare la pesca e avere acqua a disposizione.

La bellezza del paesaggio, il clima dolce e la possibilità di praticare attività sportive come il nuoto, la vela e il windsurf hanno incrementato il turismo. Nei laghi è praticata anche la pesca; nelle loro acque vivono lucci, carpe, tinche, trote e pesci persici.

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LEGGO LE IMMAGINI Sottolinea nel testo le attività praticate sui laghi. Poi scrivi sotto ogni foto una breve didascalia.

Ci sono anche molti laghi artificiali, che gli uomini creano sbarrando il corso dei fiumi con le dighe. L’acqua viene utilizzata per produrre energia elettrica, per alimentare gli acquedotti e per irrigare i campi.

Il lago artificiale di Chiotas, in Piemonte.

STUDIO E CAPISCO Ricordi perché i grandi laghi hanno un clima mite? Prova a spiegarlo con le tue parole. 139


I mari e le coste L’Italia è una penisola che si protende nel Mar Mediterraneo e in prossimità delle coste assume nomi diversi. Ci sono numerose isole: grandi, come la Sicilia e la Sardegna, e piccole, spesso raggruppate in arcipelaghi. Le coste sono lunghe circa 8 000 chilometri.

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MAR LIGURE

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Il Mar Ligure è profondo (in molti punti raggiunge i 2 500 m), ha coste in genere alte e rocciose, spesso frastagliate, ricche di insenature con importanti porti.

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Il Mar Tirreno è il mare più vasto; è molto profondo e ricco di isole. Ha per lo più coste basse e sabbiose.

Le coste della parte occidentale e meridionale della Sardegna sono prevalentemente basse, a tratti acquitrinose, a tratti con sporgenze rocciose. Sul versante tirrenico sono rettilinee e rocciose, mentre nella parte settentrionale sono frastagliate e a picco sul mare.

Le coste della Sicilia sono per la maggior parte alte, rocciose e frastagliate nella parte settentrionale, con numerose insenature; sui versanti meridionale e orientale sono basse e sabbiose. 140

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MAR DI SARDEGNA

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Isole Egadi

Le coste dell’Italia: alte, rocciose basse, sabbiose, lineari basse, lagunari basse, paludose

Pantelleria


I mari e le coste PARL A IL GEOGRAFO

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Il Mar Adriatico è poco profondo (in media 200 m). Il litorale è sabbioso e rettilineo, interrotto dalla punta del Monte Conero e dal promontorio del Gargano.

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Quando le onde si abbattono con violenza contro una costa rocciosa, arrivano a sgretolare le rocce e, con il tempo, a demolire la parete rocciosa. Le onde e le maree trasportano il materiale strappato alle coste e quello portato dai fiumi, e lo depositano in altre zone, più o meno vicine alla costa. Se il mare non ha forza sufficiente a portare lontano i detriti, si formano delle lingue di terra che emergono dall’acqua: si chiamano lidi o cordoni litorali. Il tratto di mare fra la lingua di terra e le costa si chiama laguna. Famosa è la laguna veneta, dove, su un insieme di isolotti, è sorta Venezia.

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LEGGO LA CARTA

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Il Mar Ionio è il più profondo (circa 5 000 m), con coste rettilinee, rocciose dove l’Appennino si avvicina al mare.

Osserva la carta e completa. Quali sono gli arcipelaghi italiani? 1. ......................................................................................................................................... .................................................................................................................................................

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I PAESAGGI DELL’ITALIA

Risorse e attività del mare Fin dall’antichità, l’area del Mediterraneo è stata abitata dall’uomo e lungo le sue coste si sono sviluppate le principali civiltà del mondo antico. Navigando le sue acque, gli uomini hanno imparato a esplorare il mondo, hanno conosciuto altri popoli, trasportato materie prime e prodotti finiti. 1. L’attività tradizionale dei paesi costieri è la pesca. Oggi viene praticata in alto mare da grandi pescherecci dotati di macchinari per pulire e inscatolare il pesce e di frigoriferi per surgelarlo. La pesca però è una risorsa limitata perché i nostri mari sono poco pescosi. Il pesce più abbondante è il pesce azzurro: sgombri, merluzzi, tonni, acciughe. Nelle acque basse, vicino alle coste, si pratica l’allevamento di molluschi come vongole, cozze, ostriche e di alcuni tipi di pesce (acquacoltura). 2. Lungo le coste sono sorte numerose città e grandi porti; alcuni sono attrezzati per il traffico di merci, altri per il trasporto di passeggeri. Uno dei principali porti italiani è quello di Genova, che comprende aree dedicate al trasporto dei passeggeri e delle merci (vedi p. 144). 3. Vicino ai porti sorgono cantieri navali, dove si costruiscono o si riparano le navi, e impianti industriali specializzati nella lavorazione del petrolio e di altre materie prime trasportate via mare dalle navi. Altre industrie lavorano il pesce, fabbricano le reti e le attrezzature per la pesca.

142


I mari e le coste

4. Dall’acqua del mare si ricava il sale: l’acqua viene raccolta in grandi vasche, dette saline, dove evapora al sole depositando sul fondo i cristalli di questo minerale. 5. Vicino alle coste e sulle colline affacciate sul mare si coltivano ulivi, viti, agrumi e ortaggi. Per praticare l’agricoltura spesso sui pendii vicino al mare sono stati realizzati terrazzamenti e costruite serre per coltivare fiori. 6. Oggi la principale fonte di ricchezza dei paesi costieri è il turismo. In molte località marine sono state costruite moderne strutture balneari e alberghiere per accogliere un grande numero di turisti. Particolarmente rinomate e frequentate sono la costa romagnola sul Mar Adriatico, la Versilia sulla costa tirrenica, e la Costa Smeralda in Sardegna.

LEGGO LE IMMAGINI Ogni immagine illustra un paragrafo del testo. Scrivi in ogni casella il numero del paragrafo corrispondente.

Avrai già sentito parlare di inquinamento delle acque marine provocato dagli scarichi di fiumi, centri abitati, industrie e attività portuali. Tuttavia, i dati raccolti di recente da Goletta Verde lasciano ben sperare: due mesi di indagine intorno alla nostra penisola hanno fotografato una situazione in lento miglioramento, con acque pulite nel 92% dei punti analizzati. Questo indica una capacità di depurazione delle acque fognarie più efficiente e scarichi più controllati, quindi una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni costiere. 143


I PAESAGGI DELL’ITALIA

Visitiamo il porto di Genova Il porto di Genova è organizzato come una città con i suoi servizi. Ci sono strade, una rete ferroviaria, una centrale termoelettrica e tutte le strutture necessarie all’attività portuale. All’interno del porto c’è anche l’Acquario, il più grande d’Europa; ospita foche, delfini, pinguini, squali e pesci di tutte le forme e colori.

Per facilitare le manovre, le grandi navi vengono spesso trainate in porto da piccole imbarcazioni dette rimorchiatori.

A qualche centinaio di metri dalla costa si innalza la diga foranea, una barriera artificiale che protegge il porto dalle onde del mare.

I terminal traghetti sono riservati al trasporto di passeggeri.

Le petroliere attraccano a banchine che sorgono vicino a serbatoi appositi per i prodotti petroliferi.

La costruzione e la riparazione delle imbarcazioni viene effettuata in spazi appositi.

Nel porto commerciale si svolgono il controllo e lo smistamento delle merci in arrivo e in partenza.

Enormi gru montate su rotaie sollevano i container e li caricano sulle navi. I terminal sono le banchine a cui attraccano le navi.

Molte vie di comunicazione collegano il porto con l’entroterra.

144

Le merci da spedire sono stivate nei container, grandi «scatole» di acciaio.

Nel porto commerciale, vicino ai terminal, si trovano i magazzini per la conservazione delle merci in arrivo e in partenza.


I GRANDI TEMI

Cittadinanza e Costituzione

Il turismo e l’ambiente Avete visto come è sviluppato il turismo nei vari paesaggi che abbiamo studiato?

Sì, e ha portato lavoro e molti benefici agli abitanti.

I miei nonni però mi hanno detto che, quando loro erano piccoli, poche persone andavano in vacanza d'estate o viaggiavano come avviene adesso.

è vero, nemmeno oggi tutti possono permettersi vacanze e viaggi. ma le spiagge e la montagna, soprattutto in agosto, sono invase dai turisti con il rischio di perdere la loro bellezza naturale. Osservate queste fotografie.

A partire dal 1960 il turismo è diventato un fenomeno di massa: questo significa che la maggior parte delle persone, ogni anno, fa un periodo di vacanze in qualche località turistica. Ma ai benefici economici del turismo purtroppo si contrappongono i danni ambientali: inquinamento, sovraffollamento, costruzioni abusive, mancanza di rispetto per l’ambiente.

CHE COSA SI PUO` FARE? Un turismo responsabile Un nuovo modo di viaggiare si sta diffondendo lentamente, soprattutto tra i giovani: un modo di viaggiare attento, con l’obiettivo di rispettare l’ambiente, la comunità e il patrimonio naturale e culturale dei Paesi visitati. Questo si chiama turismo responsabile. Varie associazioni si sono impegnate a promuovere questo viaggiare «sostenibile».

LA PAROLA A VOI Come dovrebbe essere secondo voi una bella località turistica? Pensate a una località turistica che conoscete. Che cosa eliminereste? Che cosa fareste per renderla vivibile e adatta ai bambini? Come fareste per eliminare le code in autostrada? Discutete tra voi e con l’insegnante e provate a fare un progetto.

145


VERIFICA PIANURE ➤ Completa la mappa.

Sono distribuite

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IL TERRITORIO ITALIANO È COSTITUITO DA... LAGHI

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➤ Scegli tra Alpi e Appennini. • Hanno rilievi che superano i 4000 metri. • Si estendono da Nord a Sud. • Si estendono da Est a Ovest. • Hanno cime che non superano i 4000 metri. • Hanno molti ghiacciai.

ALPI APPENNINI ALPI APPENNINI ALPI APPENNINI ALPI APPENNINI ALPI APPENNINI

➤ Inserisci nell’elenco i numeri corrispondenti alle zone indicate nella carta muta.

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9

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Tavoliere Mar Ligure

6

5

Mar Tirreno Mar Adriatico Mar Ionio

10

Poi colora con la tinta adatta: montagne, colline, pianure, mari.

➤ Osserva le immagini e per ciascuna scrivi sul quaderno una breve

didascalia che illustri il paesaggio e l’attività che secondo te è più sviluppata.

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PROTEGGERE IL PAESAGGIO Ragazzi, avete visto che varietà di paesaggi offre il nostro Paese? Uno diverso dall’altro ma tutti bellissimi. Questi paesaggi però possono correre dei rischi. Osservate queste fotografie.

Il fiume è straripato e ha distrutto un ponte. Una grossa frana minaccia le case.

Non si può fare niente per evitare questi disastri?

Per fortuna ci sono tanti modi per proteggere l’ambiente e li scoprirete nelle prossime pagine. Prima però imparerete che i rischi che corre l’ambiente a volte dipendono dalle forze della natura, ma spesso sono provocati dagli uomini! 148

Un incendio ha distrutto una parte del bosco.


Cittadinanza e Costituzione

Territori in pericolo Ti sarà capitato di sentire parlare di disastri provocati da terremoti, eruzioni vulcaniche, incendi, frane... Spesso dipendono esclusivamente dalle forze della natura ed è difficile che l’uomo possa intervenire per fermarli. Scoprirai, però, che si possono prendere provvedimenti per prevederli. Molti disastri tuttavia sono provocati dagli uomini, che hanno eretto edifici in luoghi non sicuri, hanno distrutto boschi per costruire strade, case, impianti sciistici, hanno deviato corsi d’acqua...

Vediamo insieme quali sono le cause dei rischi che minacciano l’ambiente!

Il rischio di frane e smottamenti Le frane possono essere causate da movimenti di assestamento del terreno, da piogge abbondanti o terremoti. In Italia il rischio di frane è molto elevato, soprattutto sugli Appennini, che sono in gran parte formati da rocce friabili. Nonostante ciò gli uomini hanno diboscato i versanti dei monti e delle colline e questo ha facilitato la formazione di frane e smottamenti perché non ci sono più le radici degli alberi a trattenere il terreno rendendolo più stabile. Anche le foglie degli alberi sono preziose perché intercettano le gocce di pioggia e le lasciano cadere sul terreno più lentamente, facilitando così il loro assorbimento. Bisogna conoscere le caratteristiche del terreno su cui si decide di costruire strade, case, ponti e di scavare gallerie: molti terreni sono friabili e quindi pericolosi.

SCOPRO LE PAROLE Frana: massa di terra e di materiale roccioso che si stacca dai versanti dei monti e delle colline. Smottamento: massa di terra imbevuta d’acqua che scivola lentamente.

STUDIO E CAPISCO Cerca nel testo le informazioni e completa. frane cause naturali

cause non naturali

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PROTEGGERE IL PAESAGGIO

Quando il fiume straripa Anche le alluvioni possono essere causate da fenomeni naturali. La causa principale sono le piogge: se piove molto e per molti giorni di seguito, l’acqua dei fiumi «cresce» e trasporta una maggiore quantità di detriti, che si depositano sul fondo; questo fa crescere ancora di più il livello dell’acqua fino a quando essa supera gli argini e straripa, inondando i territori circostanti. Se è particolarmente violenta distrugge anche le abitazioni. La causa delle alluvioni non va ricercata però solo nella pioggia. Anche gli uomini hanno le loro colpe. Essi ricoprono di cemento le sponde dei fiumi, impedendo un naturale assorbimento dell’acqua; scavano gli alvei per estrarre ghiaia, modificando così l’inclinazione naturale del letto dove l’acqua scorre; non ripuliscono i letti dei fiumi e non curano la solidità degli argini.

Particolarmente disastrosa è stata l’inondazione dell’Arno nel 1966: le acque del fiume superarono di quattro metri il livello massimo e inondarono Firenze.

CHE COSA SI PUÒ FARE PER PREVENIRE LE ALLUVIONI? Come nel caso delle frane, bisogna innanzitutto limitare i diboscamenti. È poi importante conservare le zone umide e le paludi, che nei periodi di grandi piogge trattengono parte delle acque; è utile anche costruire serbatoi per la raccolta dell’acqua delle piene. Per impedire che straripino, bisogna rinforzare gli argini dei fiumi e controllare il livello delle acque.

STUDIO E CAPISCO Cerca le informazioni nel testo e completa la tabella.

150

Cause delle alluvioni

Come prevenire un’alluvione

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Quando la terra trema La crosta terrestre non è compatta, ma formata da zolle che si spostano in continuazione, molto lentamente. Di solito noi non ci accorgiamo di questi spostamenti, ma quando due zolle si scontrano si verificano forti scosse chiamate terremoti. Il punto da cui si espande il terremoto prende il nome di epicentro. Più ci si trova vicino all’epicentro e più intense sono le scosse sismiche. Se l’epicentro si trova in mare, le scosse danno origine a onde gigantesche: si ha allora un maremoto. In Italia si verificano frequentemente terremoti, soprattutto nel Centro-Sud. Alcuni hanno fatto molte vittime. I più disastrosi sono stati il terremoto di Messina nel 1908 (che provocò un forte maremoto), quello del Belice (in Sicilia) nel 1968, quello del Friuli nel 1976, dell’Irpinia nel 1980 (nella foto) e di Umbria e Marche nel 1997.

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FRIULIVENEZIA GIULIA

COME DIFENDERSI DAI TERREMOTI Il terremoto è un fenomeno naturale e non si può fare nulla per fermarlo, ma gli scienziati conoscono le zone più a rischio. Se l’uomo costruisce case, ponti e strade sopraelevate in zone ad altro rischio sismico, è poi in qualche modo responsabile dei danni provocati da un eventuale terremoto. In queste zone le abitazioni dovrebbero essere costruite con criteri antisismici, cioè in modo da poter resistere alle scosse. In caso di imminente pericolo sismico, esistono inoltre sistemi di controllo che consentono di avvisare la popolazione in tempo utile per mettersi in salvo.

M SICILIA

La carta tematica mostra le zone italiane nelle quali c’è il rischio che si verifichi un terremoto. • In quali zone d’Italia il rischio sismico è minore? • In quali è maggiore? • Che grado di pericolosità presenta la zona in cui vivi? 151


PROTEGGERE IL PAESAGGIO

Rischio incendio Spesso, soprattutto in estate, si sente parlare di incendi che distruggono boschi, foreste e a volte arrivano anche a minacciare le abitazioni. Un incendio può scoppiare per cause naturali: per un fulmine che colpisce un albero o per autocombustione, cioè l’accensione spontanea del fuoco dovuta al forte calore del sole. Molti incendi però sono provocati dagli uomini. A volte sono dovuti a disattenzione: una sigaretta o un fiammifero accesi buttati per terra su foglie e rami secchi, un fuoco lasciato acceso dopo un picnic. Molte volte, però, l’incendio è di origine dolosa, cioè è appiccato volontariamente da uomini senza scrupoli. Il danno di un incendio che può sembrare poco dannoso può farsi sentire anche molto tempo dopo. Molti alberi bruciati non muoiono, ma nelle zone «scottate» si insediano parassiti e insetti che provocano malattie tali da portare l’albero lentamente alla morte. SAI CHE COSA FARE IN CASO DI INCENDIO? • Per delimitare le fiamme, chiudi la porta della stanza dove si sono sviluppate e metti alla base della porta dei panni bagnati. • Se il fumo ha invaso la stanza, esci in fretta procedendo con le ginocchia e le mani a terra, dove l’aria può essere ancora respirabile. • Metti davanti alla bocca un panno bagnato per proteggerti dal fumo. Bagna vestiti e capelli per evitare che prendano fuoco. • Se i vestiti dovessero prendere fuoco, rotolati sul pavimento. Mettersi a correre alimenta le fiamme. Ricorda! In caso di incendio chiama i Vigili del Fuoco al numero

115.

STUDIO E CAPISCO Cerca le informazioni nel testo e completa lo schema. Un incendio può essere provocato da: cause naturali

152

intervento dell’uomo

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Cittadinanza e Costituzione

La Protezione civile In occasione della terribile alluvione di Firenze del 1966 (e poi, in seguito, per i terremoti del Friuli e dell’Irpinia) si verificò una grande mobilitazione spontanea di cittadini di ogni età e condizione, affluiti a migliaia da ogni parte del mondo nelle zone disastrate per dare una mano. Da allora i volontari (così sono chiamate le persone che aiutano in caso di emergenza) sono diventati sempre più numerosi e sono sempre più attivi nella difesa dell’ambiente. Oggi non intervengono solo in caso di disastri, ma si occupano anche di prevenzione, per cercare di evitare le calamità e limitarne gli effetti. Nel 1992 è stato istituito il Servizio Nazionale della Protezione civile, formato da tecnici e volontari. È attivo su tutto il territorio nazionale e ha il compito di tutelare la vita delle persone, gli insediamenti e l’ambiente dai danni che possono derivare da calamità naturali o da altri eventi disastrosi. I volontari della Protezione civile sono attualmente riuniti in 500 organizzazioni per un totale di oltre 1 300 000 persone; fra questi ci sono ingegneri, elettricisti, infermieri, falegnami, cuochi, studenti... ognuno offre il proprio tempo libero per la cura e la difesa del territorio.

Quando si verifica una calamità sul territorio, interviene la Protezione civile. Forse ne avrai sentito parlare: Ma lo sai di che cosa si tratta?

LEGGO LE IMMAGINI Queste fotografie illustrano interventi della Protezione civile.

Scrivi accanto a ogni fotografia il numero della didascalia corrispondente. ➊ Un gruppo di volontari della Protezione civile aiuta le persone a lasciare le loro case dopo un’alluvione. ➋ I volontari intervengono per salvare alcune persone dall’annegamento. ➌ Alcuni volontari aiutano i Vigili del Fuoco a domare un incendio in un bosco. 153


PROTEGGERE IL PAESAGGIO

I parchi e le aree protette Hai visto quanti rischi corre l’ambiente? Ci sono però tanti modi per proteggerlo e salvare zone di incomparabile bellezza. In tutto il mondo sono state create delle aree protette, zone in cui l’ambiente naturale viene conservato intatto e si proteggono specie animali e vegetali in via di estinzione. In Italia attualmente ci sono 24 Parchi nazionali, 130 regionali, 26 aree marine protette, riserve statali e regionali gestite da associazioni ambientaliste. I Parchi nazionali tutelano superfici di vaste dimensioni. Sono istituiti dallo Stato e hanno lo scopo di preservare interi paesaggi come massicci montuosi, vallate, tratti di costa. La prima grande area naturale protetta istituita dallo Stato (1922) è stato il Parco nazionale del Gran Paradiso, che appartiene alla Valle d’Aosta e al Piemonte. Stelvio Val Grande VALLE D’AOSTA Gran Paradiso

TRENTINOALTO FRIULIADIGE VENEZIA Dolomiti GIULIA Bellunesi VENETO

LOMBARDIA

PIEMONTE

R M A

Toscano

T

A

Arcipelago

I

TOSCANA

R

MAR LIGURE

D

EMILIA-ROMAGNA Appennino LIGURIA Tosco-Emiliano Monte Falterona, Cinque Campigna e Terre Foreste Casentinesi

A

I Parchi regionali sono istituiti dalle Regioni e si estendono su territori più limitati. Al loro interno si trovano centri abitati, strade, campi coltivati. Spesso tutelano speciali paesaggi agrari. Nei Parchi regionali, oltre a proteggere l’ambiente naturale, si tutelano le tradizioni delle popolazioni locali.

I

C Monti O Sibillini UMBRIA Gran Sasso e Monti della Laga ABRUZZO

Parchi nazionali Parchi regionali Riserve marine

Maiella Gargano Abruzzo MOLISE Circeo Alta CAMPANIA Murgia T Vesuvio I BASILICATA PUGLIA R Val d’Agri e R E Lagonegrese N Cilento e O Vallo di Diano Pollino CALABRIA

M

Asinara

Maddalena

Gennargentu

A

R

SARDEGNA

A

Aspromonte

R

I O

Sila

N I O

LAZIO

M SICILIA

154


Le riserve naturali sono meno estese dei parchi e hanno il compito di tutelare un ambiente specifico: una foresta, un lago, il delta di un fiume, un’isola.

Le aree marine protette sono state istituite per tutelare tratti di coste di particolare interesse naturalistico. In queste aree è vietato pescare e circolare con imbarcazioni a motore.

LE REGOLE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE Hai mai visitato un Parco nazionale o una riserva? Tutti possono farlo, ma si devono rispettare delle regole istituite per la salvaguardia della natura. I parchi sono infatti protetti da leggi molto severe, che le guardie forestali e le guardie ecologiche si impegnano a far rispettare. Nelle aree protette è severamente vietato: • cacciare gli animali, dar loro da mangiare e disturbarli; • abbattere o danneggiare alberi e raccogliere fiori; • accendere fuochi; • costruire strade ed edifici privati. Anche la presenza umana è regolata in modo da non minacciare l’ambiente. Non devi pensare però che un parco sia un ambiente immutabile. Piante e animali nascono e muoiono, gli alberi vecchi cadono, il vento e la pioggia possono provocare frane… La natura fa il suo corso, ma animali e piante sono protetti dagli interventi dell’uomo.

Rifletti. Se esistono le aree protette significa che il resto del territorio può essere danneggiato o utilizzato come vogliamo? Tu che cosa ne pensi?

FACCIO E IMPARO Questo è un lavoro che puoi fare con i tuoi compagni e le tue compagne. Consultate sul vostro atlante la carta dei Parchi nazionali italiani, cercate informazioni su piante e animali protetti in ogni parco (potete consultare anche il sito www.parks.it). Poi completate un cartellone con le informazioni raccolte. 155


VERIFICA ➤ Collega ogni calamità con le sue possibili cause. Puoi fare più di un collegamento. FRANA

• • • •

ALLUVIONE INCENDIO

diboscamento eccessivo fuoco acceso per un picnic e non spento alla fine piogge abbondanti movimenti di assestamento del terreno

➤ Completa i testi.

Quali sono gli interventi per evitare... le frane: • limitare i .......................................................................................................................................................... • conoscere le caratteristiche .................................................................................................... le alluvioni: • limitare ............................................................................................................................................................. • conservare ...................................................................................................................................................... • costruire ............................................................................................................................................................ • rinforzare ......................................................................................................................................................... • controllare ...................................................................................................................................................... gli incendi: • fare attenzione

.........................................................................................................................................

Interventi per limitare i danni dei terremoti: • costruire ............................................................................................................................................................

➤ Segna con una ✘ vero (V) o falso (F). • I Parchi Nazionali sono stati istituiti per tutelare l’ambiente.

V

F

V V

F F

V

F

V

F

Nelle aree protette...

• Si possono raccogliere i fiori. • Non si possono costruire case e strade. • Si possono accendere fuochi. • Non si può dar da mangiare agli animali.

156


SCIENZE INCONTRO CON LE SCIENZE .................. 158 I dinosauri .................................................................................... 194 Il metodo scientifico... .................................................. 160 ... e gli strumenti ................................................................ 161

GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA ............................................. 162 Il calore ........................................................................................... 164 Calore e temperatura .................................................... 165 La trasmissione del calore ....................................... 166 Gli effetti del calore: passaggi di stato e dilatazione ......................... 167 L’acqua e le sue caratteristiche ......................... 168 La tensione superficiale dell’acqua .............. 170 L’acqua come solvente ................................................ 171 L’aria e le sue caratteristiche ............................... 172 La composizione dell’aria ........................................ 174 Gli strati dell’atmosfera ............................................. 174 I fenomeni meteorologici ........................................ 175 I GRANDI TEMI: è possibile prevedere il tempo? ................... 176 Il suolo ............................................................................................. 178 Zolle, terremoti e vulcani ......................................... 179 La composizione e le caratteristiche del suolo ....................................................................................... 180 Suoli permeabili e impermeabili ..................... 181 Verifica ............................................................................................. 182

Gli uccelli ....................................................................................... 195 I mammiferi ............................................................................... 196 I primati: ci siamo anche noi! .............................. 197 Dagli ominidi all’uomo moderno .................... 198 I microrganismi ...................................................................... 199 La riproduzione delle piante ................................. 200 La riproduzione degli animali ............................. 201 Verifica ............................................................................................. 202 I GRANDI TEMI: che cos’è la biodiversità?

......................................

GLI ECOSISTEMI ........................................................... 206 Catene e reti alimentari ............................................. 208 La piramide alimentare .............................................. 209 L’ecosistema del bosco ................................................ 210 L’ecosistema del mare .................................................. 212 Cooperazione ......................................................................... 214 Verifica ............................................................................................ 216 I GRANDI TEMI: perché riciclare è ecologico?

............................

218

Cittadinanza e Costituzione Se la Terra è ammalata... chi la cura? (nell’inserto)

Perché riciclare è ecologico

....................................

I VIVENTI .................................................................................. 184 Le cellule verdi e la fotosintesi clorofilliana ................................................................................ 186 Le piante ........................................................................................ 187 Gli amidi ......................................................................................... 187 Erbe, arbusti, alberi .......................................................... 188 La struttura delle piante ............................................ 189 I primi animali: poriferi e celenterati ......... 190 Proteggersi: molluschi ed echinodermi ... 191 Anellidi e artropodi .......................................................... 192 I primi vertebrati: pesci e anfibi ....................... 193 I rettili ............................................................................................... 194

205

IN SE RT I

speciale Ricerca MALA… ➤ SE LA TERRA SI AM … CHI LA CURA? A NATURA ➤ BUONE IDEE DALL (tecnologia)

218


INCONTRO CON LE SCIENZE intervista Con Giulia, naturalista e guida all’educazione ambientale.

Giulia, che bello vederci in un bosco e non in uno studio!

La biologia, che studia gli esseri viventi, la geologia, che studia la Terra...

E se trova un osso di dinosauro?

Guarda Benny come scava! che geologo!

Tu per esempio, Leda, che cosa stai osservando?

Tocco qui, è così soffice e fresco!

una naturalista nel bosco ripassa tutte le scienze!

Beh, un bosco è il mio studio.

Vedete: questo vellutino verde si chiama “muschio”.

Lo dà a me che gli faccio tante coccole!

Cresce anche qui...

interessante: cresce dov’è più umido e fresco. E che cosa ci insegna la geografia?

io lo metto nel presepe, ma quello è secco!

... e qui!

158

Così lo osservi bene e diventi paleontologa! Perché siamo tutti scienziati quando notiamo le cose e ci ragioniamo su!


Che la direzione più umida e fresca guarda a Nord. Allora formuliamo un’ipotesi: il muschio cresce verso Nord. Ora dobbiamo verificarla!

Sì! A Nord è dove cresce il muschio!

Le scienze che Giulia ripassa nel bosco sono le stesse che esploreremo insieme quest’anno! La BIOLOGIA è la scienza che studia gli esseri viventi in generale. In particolare, la BOTANICA studia le piante. Vuoi sapere perché sono verdi? Vai a pag. 186.

ZOOLOGIA ed ETOLOGIA studiano

Ho la bussola!

gli animali e il loro comportamento. Quanti animali vivono in un bosco così? Guarda a pag. 210. La GEOLOGIA studia la Terra. Vuoi sapere che cosa c’è sotto i nostri piedi? Guarda a pag. 178.

EHi! Ho visto un posto super per la merenda!

Bell’osservazione!

Seguitemi!

La PALEONTOLOGIA studia i fossili: resti di animali e piante di un tempo molto antico. Come erano fatti i primi animali? Guarda a pag. 184. La FISICA studia tutta la materia: il nome viene dal greco physikà, che vuol dire “le cose naturali”. La METEOROLOGIA studia il tempo atmosferico. Ci aiuta a decidere se andare in gita col sole o se rimandare per la pioggia. Come fa? Guarda a pag. 176

E buona ipotesi: GNAM! Osservazione, ipotesi, verifica: tutto OK!

L’ECOLOGIA ci insegna a vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda. E a pag. 218 ci raccomanda di smaltire bene i rifiuti della merenda!

WOW! Ragazzi, fuori i panini: si procede alla verifica!

bravo Karim! Sei promosso “MERENDOLOGO”!!!

159


INCONTRO CON LE SCIENZE

ll metodo scientifico...

NEL BOSCO ABBiAMO VERiFiCATO UN’iPOTESi SUL MUSCHiO BASATA SULLE NOSTRE OSSERVAZiONi. ABBiAMO CiOÈ APPLiCATO iL METODO SCiENTiFiCO!

Nelle loro ricerche, gli scienziati procedono allo stesso modo di Giulia e dei suoi giovani amici: seguono cioè il metodo scientifico. Esso prevede fasi precise. 1. OSSERVAZIONE E IPOTESI Gli scienziati osservano attentamente un fenomeno, ossia qualcosa che accade o che esiste in natura, ed elaborano un’ipotesi, cioè immaginano una possibile spiegazione: perché esso accade? Perché presenta certe caratteristiche? 2. ESPERIMENTO E CONCLUSIONE Per verificare la loro ipotesi, gli scienziati eseguono un esperimento, ossia una prova pratica ideata proprio per ottenere dalla natura una risposta sulla validità o meno dell’ipotesi. Se l’esperimento conferma l’ipotesi, si possono trarre delle conclusioni, altrimenti occorre pensare a un’altra ipotesi.

Nel Seicento si credeva che la vita nascesse dal nulla, perché dalla carne andata a male spuntavano tanti vermetti. Ma lo scienziato Francesco Redi non era convinto! Osservò che sulla carne lasciata all’aria si posavano le mosche, e pensò che i vermi nascessero dalle loro uova, diventando poi mosche adulte. Tu che cosa avresti fatto per verificare questa ipotesi? Redi mise tre pezzi di carne in contenitori diversi: uno aperto, uno coperto da una rete, l’ultimo chiuso. Risultato? La carne marciva anche nel contenitore chiuso, ma senza che comparissero vermi! Nel contenitore con la rete nascevano solo pochi vermi, che crescendo diventavano mosche. Secondo te perché? Ricorda che le uova di mosca sono molto piccole...

Quando un esperimento «non riesce», significa semplicemente che occorre ricercare e pensare in altre direzioni. Nella ricerca scientifica non esistono errori!

STUDIO E CAPISCO

osservazione Sulla carne marcia compaiono vermi. esperimento conclusione 160

AVEVO RAGiONE! i VERMi NON NASCONO DALLA CARNE, MA SONO LARVE Di MOSCA E NASCONO DA ALTRE MOSCHE!

SAi QUANTE PROVE DOVETTE FARE THOMAS EDiSON PER iNVENTARE LA LAMPADiNA? PiÙ Di 7000! NON Si SCORAGGiAVA MAi. UNA VOLTA A UN GiORNALiSTA DiSSE: “iO NON HO MAi SBAGLiATO; GLi ESPERiMENTi FALLiTi Mi HANNO MOSTRATO QUEL CHE NON DOVEVO FARE!”

Rileggi la ricerca di Redi e completa la tabella.

ipotesi

METTO LA CARNE AL CHiUSO, COSì LE MOSCHE NON Ci ARRiVANO...


... e gli strumenti Per osservare la natura e i suoi fenomeni, i primi scienziati si servirono semplicemente dei loro sensi. Ben presto, però, iniziarono a progettare e a costruire strumenti che venissero loro in aiuto. • Il mondo è pieno di cose minuscole ma molto importanti da conoscere (uova di mosca ma... non solo!). Il microscopio ingrandisce quello che ci interessa cento, mille, diecimila volte... così ci permette di scoprire ciò che l’occhio da solo non riesce a vedere.

Due immagini al microscopio: i batteri su una foglia e lo zucchero.

• Tutto quello che osserviamo dipende dal nostro punto di vista: dalla Terra, per esempio, non possiamo vedere la Terra stessa. Per questo sono stati inventati i satelliti, che volano molto in alto nel cielo e ci mostrano il nostro pianeta da lontano. Così riusciamo a vederlo intero e a capire meglio come funziona. È come vedere una persona in piedi, e non solo un capello, un occhio o un dito. Un satellite: sotto la Terra, sopra lo spazio nero.

Gli strumenti inventati dagli scienziati non aiutano solo i sensi, ma anche la mente. Nella ricerca scientifica i numeri sono molto utili, perché descrivono con precisione quello che osserviamo. «Quant’è lungo? Quant’è alto? Quanto pesa?» Le risposte sono numeri! Gli scienziati usano la matematica in quasi tutti i loro studi. È facile comprendere allora l’importanza dell’invenzione del computer: il calcolatore elettronico svolge i calcoli rapidamente e gli scienziati, liberati da questo compito lungo e faticoso, hanno più tempo per pensare.

SCOPRO LE PAROLE Biologia, ecologia, meteorologia, geologia... Molte scienze finiscono con -logia, una parola che in greco antico voleva dire “ragionamento”.

LO STRUMENTO PiÙ UTiLE È QUELLO CHE ABBiAMO TRA LE ORECCHiE: iL CERVELLO!

ALLORA QUANDO RiFLETTiAMO SULLE COSE SiAMO TUTTi SCIENZIATi.

PROPRiO COSì: TU HAi VOGLiA Di SCOPRiRE LE MERAViGLiE DELLE SCiENZE? ALLORA GiRA PAGiNA!

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GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA Quali sono i colori della Terra? A che cosa sono dovuti? Che cosa illumina la Terra? Confronta l’immagine della Terra con quella della Luna: perché le loro superfici sono così diverse?

VEDO LA TERRA! È COSì BELLA!

Juri Gagarin, il primo uomo a compiere un volo spaziale, disse esattamente queste parole il 12 aprile del 1961.

I primi astronauti che ammirarono la Terra dallo Spazio provarono una forte emozione. Videro un pianeta pieno di colore e di movimento, una meraviglia resa possibile da quelli che gli antichi chiamavano gli «elementi»: fuoco (cioè calore), acqua, aria, terra. Nelle prossime pagine li conosceremo da vicino. 162


L’ACQUA Prima dei voli spaziali si credeva che il nostro pianeta fosse in gran parte marrone e verde, come le terre emerse e le foreste. Con grande sorpresa, l’umanità si accorse invece che la Terra è soprattutto blu: il colore dei mari e degli oceani. L’abbondanza d’acqua rende il nostro pianeta unico nell’Universo… almeno nella parte finora esplorata! È infatti l’acqua che ha reso possibile la vita. DOVREBBE CHiAMARSi iL PIANETA MARE, ALLORA!

dis. bambino

L’ARIA Le strisce bianche avvolte a spirale sono nuvole. Gli anni scorsi hai imparato che il calore del Sole fa evaporare l’acqua, che diventa vapore e poi condensando forma le nuvole. Tra poco imparerai che le nuvole si muovono all’interno dell’atmosfera, una «bolla d’aria» che avvolge la Terra. È una bolla preziosa, visto che ci permette di respirare.

IL CALORE Sulla Terra ci sono zone quasi prive di vita: le freddissime regioni polari e i torridi deserti. Il motivo è semplice: la vita ha bisogno della giusta quantità di calore. Essa è fornita dal Sole, che si trova alla distanza ideale dal nostro pianeta: non così vicino da bruciarlo, non così lontano da non riuscire a scaldarlo. Anche l’acqua e l’aria contribuiscono al mantenimento della temperatura terrestre.

IL SUOLO Il suolo lunare è grigio e disseminato di crateri: sono stati originati dall’impatto dei meteoriti, piccoli corpi rocciosi che vagano nello Spazio. Il suolo terrestre, invece, è marrone e non presenta «cicatrici» evidenti. Sulla Terra, l’atmosfera fa bruciare quasi tutti i meteoriti prima che tocchino il suolo, la pioggia e i venti erodono (sbriciolano) le rocce, l’erba e le foreste distendono il loro manto verde… il terreno viene così rimodellato e lo strato più superficiale è formato da un morbido terriccio.

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GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA

Il calore La principale fonte di calore per il nostro pianeta è il Sole. Il Sole è una stella, esattamente come le altre che vediamo nel cielo, soltanto molto più vicina a noi: ecco perché ci appare grande e riusciamo a sentirne il calore. Ma perché le stelle sono calde? Perché sono gigantesche palle di fuoco. Quando qualcosa brucia, gli scienziati dicono che si verifica una combustione. Nel caso delle stelle a bruciare sono gas. Le combustioni non sono però le uniche fonti di calore esistenti: prova a sfregare con forza le mani fra loro; tocca una lampadina spenta da tempo, accendila e toccala di nuovo dopo un minuto. In entrambi i casi si è sviluppato calore. Come mai? Il movimento delle tue mani, la corrente elettrica che accende la lampadina e il calore hanno qualcosa in comune: sono tutte forme di energia. Come studierai meglio l’anno prossimo, le diverse forme di energia possono trasformarsi l’una nell’altra: per questo dallo sfregamento delle mani e dal passaggio della corrente elettrica attraverso i fili della lampadina hai ottenuto calore. Lo sfregamento delle mani genera calore.

SCOPRO DALLA MIA ESPERIENZA Quali altre fonti di calore conosci? Scrivi una lista sul quaderno e confrontala con quella dei tuoi compagni e compagne. Ecco qualche suggerimento: stufa a legna, candela, stufetta elettrica, forno...

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Il calore del Sole e quello della carta che brucia sono prodotti dalla combustione.

SCOPRO LE PAROLE Energia deriva da ergon, che significa «azione». Gli scienziati definiscono l’energia come la capacità di compiere un lavoro, ossia di far succedere qualcosa.

Nella lampadina c'è un filo di metallo che, percorso dalla corrente, sviluppa luce e calore.

STUDIO E CAPISCO Quale sottotitolo daresti a questa pagina? Indicalo con una crocetta La trasmissione del calore Le fonti di calore L’energia


Il calore

Calore e temperatura OGGi FA MOLTO CALDO!

ABBiAMO ACCESO LE STUFETTE DUE ORE FA, MA QUi C’È GiÀ UN BEL CALDUCCiO, MENTRE Di LÀ FA ANCORA FREDDO.

NON SO SE CREDERTi: QUEST’ESTATE, in montagna, QUANdO TUTTi AVEVANO iL MAGLiONE TU PORTAVi SOLO UNA MAGLiETTA!

Come faranno Mario e Anna a mettersi d’accordo su quanto caldo fa?

Perché, visto che le stufette sono uguali e forniscono lo stesso calore, una stanza è più fredda e l’altra più calda?

Temperatura e calore non sono la stessa cosa. La temperatura è la misura del calore: un numero che ci dice esattamente quanto caldo fa in un ambiente o quanto caldo è un certo oggetto. Dal momento che esprime una misura, la temperatura è un dato oggettivo, valido per tutti. Inoltre, la temperatura non dipende solo dalla quantità di calore fornito, ma anche dalle dimensioni e dalla natura di ciò che viene scaldato. Lo strumento che rileva la temperatura è il termometro. L’unità di misura della temperatura è il grado centigrado (C°).

Il termometro che misura la temperatura esterna può andare anche sottozero.

Il termometro clinico misura la temperatura corporea e va dai 35 ai 41 gradi; oltre i 37 gradi si ha la febbre.

Per costruire il termometro sono stati presi due punti di riferimento sicuri: il ghiaccio che fonde e diventa acqua (punto di fusione), l’acqua che bolle e diventa vapore (punto di ebollizione).

Il punto di fusione rappresenta lo 0.

Il punto di ebollizione rappresenta il 100.

Si è poi diviso l’intervallo tra il punto di fusione e il punto di ebollizione in cento «scalini» uguali. Si è giunti così al grado centigrado.

165


GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA

La trasmissione del calore Il calore si trasmette in una sola direzione: da ciò che è più caldo a ciò che è meno caldo. Quando prendi in mano un cubetto di ghiaccio, non è il freddo del cubetto a passare alla tua mano, ma il calore della tua mano che passa al cubetto: infatti il cubetto si scioglie e la tua mano si raffredda, perché perde calore. I materiali, però, reagiscono al calore in modi differenti. • Nei metalli il calore si diffonde velocemente; per questo essi sono detti buoni conduttori di calore. • Altri materiali, invece, come il legno e la plastica, rallentano il flusso del calore: sono cattivi conduttori o isolanti.

SCOPRO DALLE COSE

Perché in cucina si usano cucchiai di legno? 1. Prendete cucchiai di materiali diversi: acciaio, legno, plastica. Toccateli: quali sembrano più «freddi»? Scrivete nella prima colonna la classifica dal più freddo al più caldo.

PRIMA

DOPO

PLASTICA

CONSERVARE IL CALORE Quando fa freddo, ci copriamo con abiti di lana e di piuma, che ci tengono al caldo: si tratta infatti di materiali straordinariamente isolanti; non a caso rivestono molti animali, impedendo che il calore del loro corpo si disperda nell’ambiente esterno. Il loro «segreto» è di non essere compatti, ma pieni di bollicine d’aria: il calore impiega molto tempo ad attraversarle tutte. Persino il vetro, che è un buon conduttore, se viene trasformato in fili sottili con tanta aria in mezzo diventa un ottimo isolante... la lana di vetro! 166

LEGNO METALLO

2. Immergete i cucchiai in un pentolino d’acqua calda e dopo qualche minuto toccateli di nuovo. 3. Scrivete la nuova classifica nella colonna «dopo» e confrontatela con la prima. Che cosa scoprite? I materiali che al tatto sembravano più freddi sono quelli che si sono scaldati di più. In essi il calore si diffonde con maggiore velocità: all’inizio dell’esperimento «catturavano» rapidamente il calore dalle nostre mani, ma altrettanto rapidamente si sono scaldati.


Il calore

Gli effetti del calore: passaggi di stato e dilatazione I materiali si presentano in natura in uno dei tre stati che già conosci: solido, liquido e gassoso. Vediamo che cosa succede fornendo o sottraendo calore.

Scalda in un pentolino alcuni cubetti di ghiaccio: fondono, diventando acqua allo stato liquido.

fusione

solidificazione L’acqua messa nel freezer solidifica e diventa ghiaccio.

Il calore, fornito o sottratto, determina nei materiali dei passaggi di stato: la materia si trasforma da solida a liquida, da liquida a gassosa e viceversa. Il calore provoca un altro effetto: fa dilatare, cioè espandere, la materia. Ti è mai capitato di non riuscire a svitare il tappo di un barattolo? Se il tappo è di metallo, basta fargli scorrere sopra un po’ di acqua calda e... il tappo si allarga quanto basta per essere svitato.

I binari ferroviari sono composti da tanti segmenti distanziati di qualche centimetro l’uno dall’altro. D’estate, sotto il sole, si dilatano e, senza quei piccoli spazi per assestarsi, si deformerebbero.

evaporazione

Continua a scaldare: l’acqua a un certo punto inizia a bollire, trasformandosi in vapore.

condensazione Succede anche l’inverso: se il vapore salendo incontra il coperchio freddo, condensa e ritorna acqua.

STUDIO E CAPISCO Sottolinea nel testo le frasi che descrivono i due effetti del calore sulla materia.

COIBENTARE =

RISPARMIARE ENERGIA

Finestre, porte, fessure, tetti sono tutti punti da cui il calore della casa può disperdersi, costringendoci a consumare molta energia per mantenere gli ambienti a una temperatura confortevole. Bastano però pochi accorgimenti per coibentare un’abitazione, cioè provvedere a un buon isolamento e risparmiare oltre il 30% di energia: • montare doppie finestre (l’aria tra i vetri fa da isolante); • rivestire sottotetti, sottopavimenti e pareti esterne di materiali isolanti come il sughero (economico, efficace ed ecologico). 167


GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA

L’acqua e le sue caratteristiche SAi CHE COSA CERCHiAMO QUANDO VOGLiAMO SAPERE SE C’È ViTA SU ALTRi PiANETi? ACQUA! TUTTE LE FORME Di ViTA CHE CONOSCiAMO NE HANNO BiSOGNO.

L’acqua è indispensabile alla vita. Cerchiamo di capire meglio il senso di quest’affermazione analizzando alcune caratteristiche del prezioso liquido.

Il corpo dei viventi è formato per la maggior parte di acqua: nelle meduse essa raggiunge il 90%, nelle piante l’80%, nel nostro corpo il 70% circa!

L’acqua impiega molto tempo a riscaldarsi e a raffreddarsi. Questa proprietà è fondamentale per gli esseri viventi che vivono nei mari, nei laghi e nei fiumi: se l’acqua si scaldasse altrettanto rapidamente della sabbia o della roccia, quando il sole scotta piante e animali si ritroverebbero «bolliti»! Non solo: le grandi masse d’acqua, come quelle dei mari e dei laghi più estesi, assorbono calore durante l’estate e lo rilasciano lentamente nel corso dell’inverno. In questo modo svolgono un’azione mitigatrice, ossia rendono l’inverno meno rigido e l’estate meno torrida.

Il mare mitiga il clima delle zone costiere.

L’acqua sembra tanto comune... invece è rara! Oltre i due terzi della superficie terrestre sono ricoperti dall’acqua dei mari e degli oceani. Eppure, l’acqua disponibile per gli esseri viventi è pochissima: deve infatti essere dolce (non salata), liquida e possibilmente non inquinata. Osserva l’areogramma. ACQUA SULLA TERRA

L’acqua dolce dei laghi e dei fiumi e quella contenuta nell’atmosfera sotto forma di vapore e nubi rappresentano meno dello 0,02% dell’acqua presente sulla Terra: una percentuale talmente piccola che nell’areogramma non si vede!

2,5% acqua dolce allo stato solido (ghiacciai e calotte polari)

0,28% acqua dolce sotterranea (falde)

97,2% acqua salata (oceani e mari)


L’acqua

SCOPRO LE PAROLE Il passaggio dallo stato liquido allo stato gassoso si chiama ebollizione quando coinvolge tutta la massa del liquido, evaporazione quando interessa solo lo strato più superficiale.

SCOPRO DALLE COSE

L’acqua è presente in natura in tutti e tre gli stati: come ghiaccio, come vapore acqueo e allo stato liquido.

Verifica ciò che hai studiato con due semplici esperimenti. 1. Riempi d’acqua lo stampo per i cubetti di ghiaccio e mettilo nel freezer. Dopo qualche ora controlla: si è formato il ghiaccio? Fin dove arriva?

L’acqua cambia stato a temperature che sulla Terra sono comuni: come sai, fonde a 0° e bolle a 100°, ma evapora anche a temperature più basse. Questo fa sì che essa sia presente sulla Terra, oltre che allo stato liquido, sotto forma di gas (vapore acqueo nell’aria) e di solido (ghiaccio). Tutte le altre sostanze, invece, si trovano in natura in uno stato soltanto: gassoso, liquido o solido. L’acqua quando diventa ghiaccio si espande. Le sostanze quando vengono riscaldate si dilatano e quando vengono raffreddate si restringono. L’acqua, invece, si restringe fino ai 4°C, ma sotto gli 0°C, ossia quando ghiaccia, si dilata. Come conseguenza, il ghiaccio galleggia sull’acqua. Infatti, una stessa quantità di acqua allo stato solido occupa uno spazio (volume) maggiore che allo stato liquido, quindi a parità di volume pesa meno. Questo fenomeno è provvidenziale per la vita: sotto la superficie ghiacciata dei laghi e dei mari la vita può continuare. Se invece il ghiaccio sprofondasse sul fondale, dove il calore del sole non arriva, non riuscirebbe più a sciogliersi e lentamente tutta l’acqua si trasformerebbe in ghiaccio.

2. Ora appoggia lo stampo con il ghiaccio sul termosifone. Lascialo lì per qualche giorno e controlla: l’acqua è ..............................................................

STUDIO E CAPISCO Sottolinea nel testo i principali effetti delle tre caratteristiche dell’acqua analizzate (che corrispondono alle tre frasi in colore).

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GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA

La tensione superficiale dell’acqua Riempi un bicchiere fino all’orlo. Aggiungi lentamente ancora un po’ d’acqua: uscirà dal bicchiere prendendo una forma curva, ma non traboccherà! È come se tu gonfiassi un palloncino fatto interamente d’acqua.

L’esperimento ha reso visibile la «pelle» dell’acqua, una specie di pellicola che la racchiude separandola dall’aria. I liquidi si spandono su un piano e si adattano ai diversi contenitori, ma rimangono uniti, non si disperdono come i gas. La forza che li tiene insieme è chiamata dagli scienziati tensione superficiale. Nel caso dell’acqua questa forza è piuttosto intensa, più di quanto si possa immaginare, e molto importante per la vita. Permette infatti all’acqua di «arrampicarsi» sulle pareti dei canali molto sottili, vincendo la forza di gravità che fa cadere ogni cosa verso il basso. È ciò che accade, per esempio, nelle radici e nel fusto delle piante.

La superficie dell’acqua è dura come il marmo per gli insetti che ci camminano sopra. Se ti tuffi di pancia (ma non te lo consigliamo!), te ne accorgi anche tu!

SCOPRO DALLE COSE La tensione superficiale può essere annullata? 1. Riempi d’acqua una scodella e spargici sopra un po’ di talco: galleggia e si distribuisce sulla superficie in modo uniforme.

2. Lascia cadere al centro una goccia di detersivo liquido per piatti. Che cosa succede? Perché?

Il detersivo annulla la tensione superficiale e l’acqua intorno si comporta come un tessuto elastico: si ritira dal «buco» e trascina con sé le particelle di talco. 170


L’acqua

L’acqua come solvente L’acqua scioglie il sale, lo zucchero, il sapone e molti altri materiali, sia solidi sia liquidi sia gassosi. Col tempo, è capace di sciogliere, «rosicchiandola», perfino la roccia. In termini scientifici, diciamo che l’acqua è un buon solvente. Questa proprietà dell’acqua è essenziale per noi: molti scambi tra le sostanze, infatti, avvengono solo quando l’acqua le scioglie e le fa incontrare. Non tutte le sostanze, però, vengono sciolte dall’acqua: i grassi, per esempio, come il burro e l’olio, non si lasciano sciogliere e sono anzi idrorepellenti, ossia respingono l’acqua (te ne puoi accorgere facilmente spalmandoti le mani di burro e mettendole sotto l’acqua). Anche la nostra pelle è grassa: se così non fosse, rischieremmo di scioglierci nella vasca da bagno. Invece a essere sciolto e ad andarsene è solo lo sporco!

SCOPRO DALLE COSE L’acqua può «innescare» reazioni tra le sostanze? 1. Metti in un bicchiere asciutto un po’ di vitamina C in polvere (la trovi in farmacia). Aggiungi, sempre a secco, un po’ di bicarbonato: non succede nulla.

2. Versa un po’ d’acqua e... vedrai svilupparsi tante bollicine!

L’acqua ha sciolto sia la vitamina C sia il bicarbonato: così le due sostanze sono entrate in contatto e hanno reagito l’una con l’altra, trasformandosi e producendo un gas. Ora se riempi il bicchiere puoi berne il contenuto: un po’ di vitamina ti farà bene! Molti animali acquatici, come foche e anatre, hanno il pelo e le penne coperti di grasso. Esso tiene l’acqua lontana dalla pelle, così gli animali non si bagnano il corpo e non prendono freddo.

FACCIO E IMPARO 1. Riempi a metà d’acqua una bottiglia di plastica trasparente e aggiungi un po’ di colorante blu per alimenti (si trova al supermercato). 2. Finisci di riempire la bottiglia con olio di semi e tappa bene. 3. Inclina la bottiglia, falla ondeggiare dolcemente e… goditi lo spettacolo del mare e delle onde. Se l’olio si sciogliesse nell’acqua, vedresti un unico liquido azzurrino. Invece le due sostanze restano separate e sulla linea di confine possono formarsi onde ben definite. 171


L’aria e le sue caratteristiche L’aria non si vede, ma c’è! Sta intorno a noi: se agitiamo una mano davanti al viso la sentiamo muovere. Sta anche dentro di noi, perché la respiriamo e senza non potremmo vivere. 1. Metti un tappo di sughero in un contenitore trasparente pieno d’acqua e coprilo con un bicchiere rovesciato: il tappo viene «spinto» e tocca il fondo del contenitore.

Tappa con un dito l’estremità di una siringa e premi lo stantuffo: incontrerai sempre più resistenza. Poi lascia andare lo stantuffo: lo vedrai rimbalzare al punto di partenza!

2. Inclina il bicchiere: esce una bolla d’aria, mentre l’acqua entra nel bicchiere e fa galleggiare il tappo.

Il primo esperimento ti ha dimostrato che l’aria esiste, occupa lo spazio e può anche spingere un oggetto solido come un tappo. Il bicchiere che immergi non è affatto vuoto, ma pieno d’aria, che infatti preme sul tappo spostandolo. Quando inclini il bicchiere, permetti all’aria, che è più leggera dell’acqua, di fuggire; così si crea uno spazio vuoto che viene subito occupato dall’acqua. Il secondo esperimento ti fa scoprire un’altra caratteristica dell’aria: la sua elasticità. Lo spazio che occupa (il suo volume) può variare, se applichiamo una forza. 172

L’ARiA COMPRESSA È UTiLE A CHi, PER ESEMPiO, LAVORA NELLE COSTRUZIONi E DEMOLiZiONi: i MARTELLi PNEUMATiCi FUNZiONANO CON LA POTENZA ELASTiCA DELL’ARiA COMPRESSA.


Sai già che il calore dilata le sostanze e che una sostanza dilatata pesa, a parità di volume, meno della stessa sostanza non dilatata. L’aria è soggetta a questi due fenomeni. Dunque l’aria, riscaldata, si espande, diventa più leggera e va verso l’alto. Abbiamo visto che l’aria calda pesa meno di quella fredda. Ma quanto pesa all’incirca un litro d’aria? Più di un grammo. Il peso di tutta la colonna d’aria che sale fino al cielo e preme su ogni centimetro quadrato si chiama pressione atmosferica. Lo strumento che misura la pressione atmosferica è il barometro.

L’aria all’interno del pallone viene riscaldata, così la navicella può volare!

SCOPRO DALLE COSE Come posso sentire il peso dell’aria?

È vero che il calore fa muovere l’aria?

1. Appoggia su un piano un righello lungo in modo che sporga un po’ e premi con un dito sulla parte sporgente: il righello si solleva e cade.

1. Ritaglia delle striscioline di carta velina e fissale lungo un filo con un pezzetto di scotch. 2. Sospendi la ghirlanda sopra un calorifero acceso: le striscioline danzano, sollevate dall’aria calda che sale. Dunque il calore fa muovere l’aria verso l’alto.

2. Ora copri con un foglio di carta la parte appoggiata e prova di nuovo: occorre molta più forza per sollevare il righello!

Il foglio di carta pesa poco; quello che fa la differenza è il peso dell’aria su tutta la sua superficie.

STUDIO E CAPISCO Completa le frasi sulle caratteristiche dell’aria che hai scoperto in queste pagine. Ricava i verbi o gli aggettivi adatti dalle parti scritte in blu nel testo. • L’aria .................................................. uno spazio. • L’aria è ................................................... • L’aria, se viene riscaldata, .................................................. e ................................................... • L’aria è ...................................................

173


GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA

La composizione dell’aria L’aria è formata da un insieme di gas. Contiene azoto per il 78%, ossigeno per il 21% e piccole percentuali di vapore acqueo, anidride carbonica e altri gas. L’ossigeno è necessario alla respirazione degli esseri viventi e a tutti i fenomeni di combustione.

SCOPRO DALLE COSE

AZOTO

OSSIGENO

L’ossigeno è importante per la combustione? 1. Con l’aiuto di un adulto, accendi 2. Le candele bruciano alcune candele e coprile con per un po’, poi si altrettanti barattoli di vetro spengono. Da che cosa di dimensioni diverse. dipende la durata della fiamma? La durata della fiamma dipende dalle dimensioni del barattolo: più aria (e quindi più ossigeno) contiene, più a lungo dura la combustione.

Gli strati dell’atmosfera La Terra è avvolta dall’atmosfera, una spessa «coperta» isolante di aria, senza la quale il nostro pianeta sarebbe freddissimo e inospitale. Le sue qualità cambiano a seconda dell’altitudine; si distinguono perciò diversi strati: i due principali sono la troposfera e la stratosfera. Oltre, vi sono la mesosfera, la termosfera e l’esosfera, nelle quali l’aria è progressivamente più rarefatta (le particelle di gas sono cioè sempre più rade), fino a scomparire. Tra i 12 e i 60 km di altitudine troviamo la stratosfera, che comprende la fascia dell’ozono. L’ozono è una forma particolare di ossigeno capace di arrestare, assorbendole, le radiazioni solari pericolose, che potrebbero creare danni agli occhi, alla pelle e ai polmoni. La troposfera è lo strato più vicino a noi, quello in cui hanno luogo tutti i fenomeni meteorologici. Qui troviamo la maggior parte dell’ossigeno e il 99% del vapore acqueo. È uno strato molto sottile: se la Terra fosse un mappamondo, lo spessore della troposfera sarebbe quello della vernice! 174


L’aria

I fenomeni meteorologici La pressione atmosferica non è sempre e dovunque uguale: • al livello del mare è maggiore, in alta mon- • dove l’aria è fredda è minore, dove l’aria è calda è maggiore, perché l’aria è dilatata e tagna è minore, perché minore è lo strato di dunque più leggera. aria sovrastante; Queste differenze di pressione sono all’origine di molti fenomeni atmosferici. Osserva nello schema come si formano i venti. Anche in alta quota si formano i venti: soffiano dalle zone di aria calda verso quelle di aria fredda.

L’aria fredda scende.

L’aria calda sale.

La direzione del vento, a terra, va dalle zone di aria fredda verso quelle di aria calda.

Anche la formazione delle nuvole e le precipitazioni (pioggia, neve, grandine) è strettamente legata alle variazioni di pressione. 2. Quando incontra gli strati più freddi dell’atmosfera, l’umidità portata dall’aria calda condensa: si generano così le nuvole.

1. Dove c’è bassa pressione, l’aria calda sale.

3. Quando l’umidità supera un certo limite, le nuvole cominciano a cederla sotto forma di pioggia, che si trasforma in neve o grandine se la temperatura è sottozero.

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I GRANDI TEMI È possibile prevedere il tempo?

Nello stesso modo in cui si formulano le ipotesi scientifiche: si osserva, si misurano i dati, si applicano le regole conosciute, si ragiona e si cerca di capire che cosa accadrà. Proviamo!

Come si fa a prevedere che tempo farà?

Le brezze Rechiamoci in riva al mare, dove soffia sempre una brezza leggera. Analizziamo la situazione e cerchiamo di prevedere la direzione in cui soffierà la brezza di giorno e di notte. Sappiamo che 1. L’acqua del mare si scalda e si raffredda più lentamente della terra; dunque di giorno il mare è più freddo della terra, di notte più caldo; la stessa cosa accade all’aria sovrastante. 2. L’aria calda sale, lasciando un vuoto che risucchia altra aria più fredda. Rappresentiamo la situazione

Traiamo le conclusioni La brezza di mare, che va verso la terra, soffia di giorno, mentre di notte succede il contrario.

LA PAROLA A VOI COSTRUiTE iN CLASSE DUE SEMPLiCi STRUMENTi PER MiSURARE i FENOMENi METEOROLOGiCi.

Il giravento 1. Scrivi i punti cardinali su una tavoletta di compensato. 2. Chiedi a un adulto di piantare un chiodo al centro della tavoletta. 3. Scava in un tappo di sughero un piccolo foro e incollaci dentro il cappuccio di una biro; dalla parte opposta incolla una lunga piuma. 4. Inserisci il chiodo nel cappuccio, in modo che la piuma ruoti liberamente, e metti lo strumento all’aperto allineando il Nord con quello reale. 176

Confronta la direzione del vento con quella che si può prevedere guardando la cartina meteorologica del giorno, con le sue zone di alta e bassa pressione.


Le carte meteorologiche Prendiamo da un quotidiano una carta meteorologica: essa mostra lo stato della pressione atmosferica in una data area. Leggiamola e facciamo le nostre previsioni.

i NUMERi SULLE iSOBARE iNDiCANO LA PRESSiONE ATMOSFERiCA iN MiLLiBAR, L’UNiTÀ Di MiSURA USATA iN METEOROLOGiA. SOPRA i 1013 MiLLiBAR LA PRESSiONE È ALTA, SOTTO BASSA.

Le zone di bassa pressione sono indicate con la lettera B.

FUMETTO Meteorologo

A

8 102 4 020 102 1

B

1012

1016

996

1000 992 1016

B 996

1008

1012

1004

Le linee bianche si chiamano isobare e collegano tutti i punti che hanno la stessa pressione.

Una volta molte case avevano sul comignolo un galletto che, ruotando, indicava la direzione del vento.

1020

A

Previsioni Nelle zone B, dove in alta quota si formano le nuvole e a terra arrivano i venti, ci sarà brutto tempo. Possiamo anche ipotizzare il tipo di precipitazione: da pioggerella a tempesta. Dove le linee sono più vicine, infatti, è segno che la pressione varia più rapidamente, dunque i venti soffieranno più veloci!

Le zone di alta pressione sono indicate con la lettera A.

Il pluviometro Quando è prevista pioggia, metti all’aperto un contenitore graduato (può andare bene anche un barattolo di vetro cilindrico con un righello attaccato in verticale). Appena comincia a piovere registra l’ora e dopo un giorno esatto ritira il tuo contenitore. Guarda quanti millimetri di acqua contiene e paragona il tuo risultato con quello riportato dai giornali.

Ecco un vero pluviometro: è molto simile a quello che hai costruito tu.

177


GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA

Il suolo Passiamo ora a esplorare la parte più consistente del pianeta. Sotto i nostri piedi il suolo ci sostiene, saldo e compatto; ma la Terra è proprio tutta così solida? Il pianeta Terra si è formato a partire dalla polvere che fluttuava nello Spazio, che andò aggregandosi fino a formare una sfera caldissima e fluida. Lentamente la sfera iniziò a raffreddarsi e circa quattro miliardi di anni fa la superficie cominciò a solidificarsi. Nelle profondità, tuttavia, il calore si è mantenuto, e con esso una massa di materiali fluidi in costante movimento. Se potessimo tagliare la Terra, infatti, vedremmo una serie di strati sempre più caldi a mano a mano che ci si sposta verso il centro. Lo strato più superficiale è la crosta, spessa circa 50 chilometri. Il suolo è la parte di crosta terrestre che vediamo e calpestiamo e in cui le piante affondano le radici. Il sottosuolo, che fa sempre parte della crosta, è invece il regno delle rocce, delle caverne e dei giacimenti di minerali e metalli. La crosta comprende anche i fondali marini. Il secondo strato è il mantello: è profondo 2 900 chilometri e ha una temperatura compresa tra i 2 000 e i 3 000 gradi. Per il gran calore, i minerali che lo compongono sono in uno stato viscoso, ovvero hanno la consistenza di un fluido piuttosto denso. La parte più interna, il nucleo, è profonda 3400 chilometri ed è costituita quasi completamente da ferro e altri metalli allo stato liquido, le cui temperature arrivano a 4 000 gradi. Solo la parte più interna del nucleo è solida.

SE iMMAGiNO TUTTO QUESTO FLUiDO SOTTO i PiEDi MI VIENE iL MAL Di MARE.

iN EFFETTi, LA TERRA SU CUi CAMMiNiAMO iN UN CERTO SENSO... GALLEGGiA! LEGGi LA PAGiNA SEGUENTE.

SCOPRO LE PAROLE I minerali sono le sostanze che formano le rocce e i metalli; esistono oltre 200 minerali diversi.

STUDIO E CAPISCO Sottolinea nei testi su sfondo colorato il nome dei tre strati principali della Terra; poi scrivili nel disegno. 178


Il suolo

Zolle, terremoti e vulcani La crosta terrestre non forma un blocco unico, ma è divisa in tanti pezzi che galleggiano come zattere sul fluido sottostante: gli scienziati li chiamano zolle o placche. Possiamo distinguere una ventina di zolle, sei delle quali molto grandi; combaciano fra loro come le tessere di un puzzle, anche se non perfettamente. Le placche fluttuano costantemente sul mantello viscoso, ma di solito questo movimento è così lento che noi non riusciamo a percepirlo. Solo quando due zolle si scontrano in modo violento e improvviso lungo la linea di confine, l’urto risale fino alla superficie provocando un terremoto anche intenso, che tutti avvertono.

i TERREMOTi SONO FENOMENi NATURALi: NON Si POSSONo iMPEDiRE. MA Si PUÒ FARE MOLTiSSiMO PER PREVEDERLi E PREVENiRNE LE CONSEGUENZE. GUARDA iN GEOGRAFIA, NELL’unità sulla protezione del territorio.

La frammentazione della crosta terrestre è all’origine di un altro fenomeno: i vulcani. Schiacciati dalla crosta, i materiali del mantello, fluidi e caldi, si trovano sotto pressione, «avidi» di una via di fuga. Se nella crosta terrestre si apre una spaccatura, pertanto, essi risalgono in superficie. Si verifica allora un’eruzione vulcanica: dalle profondità della Terra il magma fuoriesce sotto forma di lava, che raffreddandosi e solidificando dà origine al caratteristico cono.

LA

NASCITA DELLE MONTAGNE

Quando, a causa dei movimenti nel mantello, due placche spingono l’una contro l’altra, uno dei due bordi tende a sprofondare e l’altro a sollevarsi. Quest’ultimo, scivolando sul primo, si corruga a causa dell’intenso sfregamento. Nascono così, nel corso di milioni di anni, le catene montuose.

Ceneri Cono vulcanico

Cratere Colata lavica Camino secondario Camino principale

179


GLI INGREDIENTI DEL PIANETA TERRA

La composizione e le caratteristiche del suolo La consistenza del suolo è molto varia: dalla roccia alla sabbia, dalla ghiaia all’argilla, dal terriccio dei campi al fango delle paludi. La composizione e le caratteristiche del suolo sono importanti, perché condizionano tutto ciò che sul terreno s’innalza: piante e costruzioni. Per esempio, il tipo di suolo migliore per costruire è quello più solido: la roccia; in compenso, sulla roccia non cresce praticamente nulla. Facciamo un semplice esperimento per conoscere la composizione del suolo. 1. Riempi per tre quarti una ciotola trasparente con terriccio misto (raccolto in un giardino, un campo o un bosco), poi aggiungi acqua e mescola bene.

2. Lascia «riposare» il miscuglio almeno una notte. Il giorno dopo vedrai che nella ciotola la terra si è depositata in tanti strati diversi: in basso ci sono i materiali più pesanti, in alto i più leggeri.

HUMUS: è formato da materiali provenienti dalla decomposizione di piante e animali ed è lo strato più fertile.

ARGILLA: è formata da granelli minuscoli, polverizzati, che volteggiano a lungo nell’acqua prima di adagiarsi.

SABBIA: i suoi granelli sono frammenti di roccia, piccoli e leggeri.

GHIAIA: è fatta di tanti sassolini ed è la componente del terreno più grossolana e pesante.

IL

COLORE DELLA TERRA

La terra e le rocce non sono solo marroni o grigie; possono avere diversi colori, a seconda dei minerali presenti: il ferro colora le rocce di arancione, rossiccio e marrone bruciato; il rame di blu e verde; lo zolfo di giallo... Quando passeggi, raccogli le rocce più colorate o con le forme più interessanti e poi... organizza la tua collezione geologica personale. 180

LA TERRA È FATTA Di TANTE TERRE DiVERSE.

Le spettacolari rocce del Redrocks Canyon, negli Stati Uniti d’America. Molte rocce celano al loro interno cristalli colorati.


Il suolo

Suoli permeabili e impermeabili Esistono terreni permeabili, che lasciano passare facilmente l’acqua, e impermeabili, che la bloccano. • La ghiaia lascia passare l’acqua facilmente, perché tra i suoi sassolini vi sono grandi spazi in cui il liquido può passare. • I granelli della sabbia sono un po’ più fini, quindi l’acqua li attraversa con maggior difficoltà. • L’argilla è finissima e compatta, pertanto non lascia passare l’acqua. • L’humus ha una struttura più varia, fatta da filamenti e particelle irregolari che mantengono piccoli spazi e aria tra loro: l’acqua s’infiltra negli spazi e viene in parte trattenuta, in parte lasciata filtrare. L’analisi del suolo ci fa capire che il più adatto all’agricoltura è il terreno ricco di humus, per tre motivi: è ricco di sostanze utili alle piante, assorbe e trattiene la quantità di acqua ottimale, è soffice e dunque permette alle radici di trovare lo spazio per crescere. iO VALUTO iL TERRENO E SE È SBiLANCiATO FACCiO iN MODO Di RiEQUiLiBRARLO. PER ESEMPiO, SE iL TERRENO È ARGiLLOSO E TROPPO COMPATTO, Vi MESCOLO COMPONENTi GROSSOLANi PER RENDERLO PiÙ ARIOSO. SE iNVECE HA TROPPA GHiAiA, AGGiUNGO COMPONENTi PiÙ FiNi PER COMPATTARLO.

SCOPRO DALLA NATURA Quali terreni sono più e quali meno impermeabili? 1. Riempi a metà quattro imbuti con: ghiaia, sabbia, argilla e humus. 2. Infila gli imbuti in quattro barattoli di vetro e versa sopra ognuno un bicchiere d’acqua. 3. L’acqua passa: • subito dall’imbuto contenente ................................ • rapidamente dall’imbuto contenente ................................ • in parte dall’imbuto contenente ................................ • poco o nulla dall’imbuto contenente ................................

LA MiA MAMMA È APPASSiONATA Di CACTUS E Li PiANTA MiSCHiANDO NEL VASO TERRA E TANTA SABBiA.

CERTO, PERCHÉ i CACTUS ViVONO NEL DESERTO E CON MOLTA ACQUA MARCiSCONO. iL TERRiCCiO MiSCHiATO A SABBiA iNVECE TRATTiENE SOLO L’ACQUA CHE SERVE: iN LiNGUAGGiO TECNiCO Si DiCE CHE È BEN DRENATO.

181


VERIFICA ➤ Completa le mappe scrivendo al posto giusto le parole a disposizione. dilatazione • temperatura • energia • isolanti • combustioni conduttori • meno • più • stato

forma di

ali ateri m i è una ne oca v o r p la sua misu ra è CALORE

............................................................

fonti quali il Sole, le ................................................................................

è

• passaggi di ............................................... • ..................................................................................

la

................................................................................

si t ras me tte

a tto d o d pro

• da ciò che è ......................... caldo a ciò che è ......................... caldo • facilmente nei materiali ......................................................., a fatica nei materiali

....................................................

scioglie • espande • vapore acqueo • lentamente • ghiaccio • solvente liquida • tensione superficiale • stati

ACQUA

sulla Terra è presente

in tutti e tre gli

.................................

......................................................

pre sen ta

qu est ec ara tte rist ich e

,

: come acqua

..........................................

,

.....................................................................

• si scalda e si raffredda ................................................................................ • quando ghiaccia si ........................................................................................... • ............................................. molte sostanze (è un buon ....................................................) • sulla sua superficie la .................................................................................... forma una pellicola

atmosfera • gas • sale • azoto • elastica • dilata • pressione • ossigeno • spazio

è

un insieme di ........................: il più comune è l’......................................, seguito dall’....................................................

ARIA

l’...................................................., il cui peso è chiamato .................................................... atmosferica

ma Terra for a ll a o n r into

ha alcune proprietà occupa lo 182

....................................................

è

..........................................................................

quando viene riscaldata si ................................. e ...........................................


➤ Completa le definizione del suolo e scrivi al posto giusto i nomi dei materiali che ne formano i quattro strati principali.

Il suolo è lo strato più superficiale della

.............................................................................................................

➤ Numera da 1 a 4 i seguenti tipi di suolo: dal più al meno permeabile. suolo argilloso

suolo ghiaioso

suolo sabbioso

suolo ricco di humus

➤ Scrivi in ordine nello schema i nomi degli stati dell’acqua e dei loro passaggi: acqua • vapore • fusione • ghiaccio • solidificazione • evaporazione acqua • condensazione Colora poi di rosso le frecce che indicano che viene fornito calore, di blu quelle che indicano che viene sottratto.

183


La Terra oggi è piena di vita, ma non è sempre stato così! Osservate nel disegno come si è sviluppata la vita sul nostro pianeta.

I VIVENTI

9 300 000 000 Arbusti e alberi 150 000 000 Dinosauri e fiori

10

3 3 700 000 000 Primi esseri viventi unicellulari 700 000 000 Primi esseri pluricellulari

2 700 000 000 Alghe azzurre e fotosintesi

5

500 000 000 Primi vertebrati: pesci

6

11

65 000 000 Estinzione dei dinosauri e diffusione di uccelli e mammiferi

La Terra si formò circa 4 miliardi e 600 milioni di anni fa, ma le prime forme di vita comparvero «solo» 3 miliardi e 700 milioni di anni fa. Occorse dunque un lungo periodo perché nei mari del nostro pianeta apparissero i primi, piccolissimi esseri viventi. E ci volle ancora moltissimo tempo perché essi uscissero dall’acqua, conquistassero la terraferma e si sviluppassero nella straordinaria varietà che oggi ammiriamo. L’affascinante percorso compiuto dalla vita viene chiamato evoluzione: seguendo il suo corso, nelle prossime pagine studieremo le forme viventi vegetali e animali. 184

4


1

Big Bang

2 4 600 000 000 Origine della Terra

8 350 000 000 Anfibi e rettili

400 000 000 La vita conquista la terraferma

40 000 000 Primati

7

LA TERRA PRIMORDIALE Immagina di guidare una macchina del tempo e di arrivare sulla Terra di 3 miliardi e 700 milioni di anni fa. Il luogo che trovi è ben poco ospitale: sulla terra ci sono continui terremoti ed eruzioni vulcaniche; dal cielo cadono fulmini e meteoriti. L’aria, poi, è un puzzolente miscuglio di metano, idrogeno, anidride carbonica, vapore acqueo e ammoniaca; l’ossigeno che ci serve per respirare è assente. Eppure, in questo ambiente ostile si sono manifestate le prime forme di vita. Non abbiamo certezze sulle loro origini, ma sappiamo che i «mattoncini» che le hanno costruite sono apparsi negli oceani. Essi erano tanto caldi e ricchi di sostanze disciolte da meritare il nome di «brodo primordiale».

12 3 000 000 Ominidi

13

14 200 000 Uomo moderno (Homo sapiens)

LE PRIME FORME DI VITA E LA CELLULA Le prime forme di vita assomigliavano a palline irregolari piene di liquido. Erano minuscole, ma capaci di muoversi, nutrirsi, rilasciare prodotti di scarto e riprodursi; in una parola erano vive! Queste «palline viventi» sono le cellule. Ogni cellula è delimitata da una specie di pelle: la membrana. Se essa si rompe, è come bucare un palloncino: la cellula muore. Nella membrana cellulare ci sono canali che permettono gli scambi fra la cellula e l’ambiente esterno.

Internamente la cellula è formata da un fluido in cui sono sospese tante piccole strutture che servono alla vita. I primi esseri viventi erano formati da una sola cellula e per questo sono chiamati unicellulari. Anche oggi esistomembrana cellulare no numerosi esseri viventi unicellulari. Sono formati da cellule anche tutti gli altri esseri viventi, chiamati pluricellulari, compresi i più grandi, costituiti da miliardi di cellule. 185


I VIVENTI

Le cellule verdi e la fotosintesi clorofilliana Circa 2 miliardi e 700 milioni di anni fa alcune cellule impararono a usare la luce del Sole per formare sostanze utili alla loro crescita, producendo come «scarto» l’ossigeno. Queste cellule somigliavano molto a quelle che oggi sono le alghe verdi-azzurre (esseri viventi unicellulari). Il loro colore è una caratteristica fondamentale: è infatti dovuto alla presenza della clorofilla, una sostanza verde in grado di catturare la luce. Quando la clorofilla viene colpita dai raggi solari, cattura la loro energia e con essa fa funzionare una piccola «fabbrica» interna. Questa fabbrica prende un po’ di anidride carbonica, sali minerali e acqua e trasforma tutto in zuccheri, rilasciando ossigeno.

Ma la fotosintesi produce zuccheri come quello che metto nel latte?

Non proprio uguale ma molto simile! Gli zuccheri della fotosintesi sono quelli che danno il gusto dolce alla frutta e a verdure come le carote.

«INGREDIENTI» anidride carbonica

sali minerali

acqua

FOTOSINTESI

Alga unicellulare verde-azzurra.

luce

ossigeno

zuccheri PRODOTTI

Il processo si chiama fotosintesi clorofilliana e ha un’importanza straordinaria per la vita: • gli zuccheri forniscono nutrimento non soltanto alle cellule che li hanno prodotti, ma a tutti i viventi (scoprirai in che modo quando studierai le catene alimentari a pagina 208); • l’ossigeno rilasciato dalla fotosintesi come sostanza di rifiuto è il gas che consente ai viventi di respirare. Poiché per svolgersi ha bisogno della luce, la fotosintesi non avviene di notte, ma solo durante le ore diurne. 186

SCOPRO LE PAROLE Fotosintesi è una parola composta: foto- (dal greco photos = luce) ci dice che il processo usa la luce, -sintesi (dal greco synthesis = mettere insieme) che sintetizza (fabbrica, produce) qualcosa che prima non c’era.


Le piante

Le piante

SCOPRO LE PAROLE

Circa 700 000 anni fa le cellule cominciarono a vivere in gruppi, dando origine a organismi pluricellulari. Le cellule dotate di clorofilla formarono organismi verdi: le piante. Le piante sono dunque esseri viventi pluricellulari con una caratteristica speciale: sono autotrofe, cioè sono capaci, grazie alla fotosintesi clorofilliana, di produrre da sole (auto = in autonomia) gli zuccheri che servono per il loro nutrimento (trofia vuol dire nutrizione). Ecco perché non hanno bisogno di spostarsi per cercare il cibo! Negli organismi pluricellulari le cellule si specializzano, cioè svolgono compiti diversi e formano organi con funzioni speciali. Nelle piante la fotosintesi viene svolta da parti specializzate: le foglie, che infatti sono verdi. Gli amidi Con la fotosintesi le piante non producono soltanto zuccheri, ma anche amidi. Si tratta di zuccheri complessi che servono alla pianta come riserve di cibo per la brutta stagione e come nutrimento per i semi, che daranno origine a nuove piante. Gli amidi si trovano nelle patate, nei cereali (come il riso e il grano) e nei legumi (come i fagioli e i piselli). Noi li mangiamo volentieri, ma prima dobbiamo cuocerli.

Organismo: essere dotato di vita. Può esser formato da molte cellule specializzate o anche da una sola. Gli organismi piccolissimi, che si possono vedere solo al microscopio, si chiamano microrganismi.

Le patate, il frumento e i fagioli sono alimenti ricchi di amidi.

le piante sanno fare qualcosa di unico al mondo: trasformano la luce del Sole in energia utile per gli altri viventi! Gli zuccheri e gli amidi sono “pacchettini” di energia pronta all’uso, confezionati dalle piante. quando mangiamo una banana, una patata, un pezzo di pane, noi assorbiamo quell’energia e la adoperiamo per camminare, parlare, pensare...

La cellulosa Che cosa tiene insieme le cellule che compongono un filo d’erba? Un’altra sostanza costruita dalla pianta: la cellulosa, formata da una lunga catena di zuccheri. Noi non riusciamo a digerirla, ma le mucche e le pecore sì! La cellulosa, però, è utile anche a noi: con essa infatti, fabbrichiamo la carta, la celluloide (il materiale delle pellicole cinematografiche), vernici e fibre tessili.

La cellulosa e le cellule di un filo d’erba si possono vedere solo al microscopio.

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I VIVENTI

Erbe, arbusti, alberi Per tenere insieme un muretto occorre mettere tra un mattone e l’altro un po’ di malta, ma per costruire un grattacielo la malta non basta: ci vuole il cemento. Allo stesso modo le piante, per crescere più alte di un filo d’erba, hanno bisogno di qualcosa di più forte della cellulosa per unire le loro cellule. Il «cemento» prodotto delle piante è la lignina, che come suggerisce la parola stessa è l’ingrediente base del legno. Così l’evoluzione delle piante poté proseguire: dopo le erbe comparvero, circa 300000 anni fa, gli arbusti e gli alberi.

Le PIANTE ERBACEE hanno uno stelo flessibile, fatto di cellulosa.

PARL A IL BIOLOGO

Ricordi? All’inizio nell’aria non c’era ossigeno. Quando le piante cominciarono a produrlo, diventò perfino troppo! Allora molti organismi cominciarono a usare l’ossigeno per «bruciare» meglio gli zuccheri e ricavarne energia (un po’ come si ricava energia bruciando il legno): nasceva la respirazione!

Gli ARBUSTI hanno un fusto ramificato ricco di lignina.

Gli ALBERI hanno un duro tronco di lignina che si sviluppa in verticale anche per molti metri prima di ramificarsi.

SCOPRO DALLA MIA ESPERIENZA I funghi Malgrado la somiglianza, i funghi non sono piante. La ragione è semplice: non compiono la fotosintesi clorofilliana (infatti non hanno clorofilla e non sono verdi) e dunque non sono autotrofi, ma eterotrofi, come gli animali. Etero- significa «altro» e indica che qualcun altro (ossia le piante) deve fabbricare il cibo per funghi e animali.

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Guardati intorno e prova a classificare le piante che vedi distinguendole in erbe, alberi e arbusti. Inizia da queste: rosa

ERBE

grano

biancospino

ALBERI

melo

abete

ARBUSTI

primula

I licheni sono associazioni di un fungo e un’alga piccolissimi. Come i muschi crescono dove c’è umidità (l’alga ne ha bisogno!).


Le piante

La struttura delle piante Crescendo, le piante non hanno smesso di compiere la fotosintesi, ma le loro parti si sono specializzate sempre più.

Anche un albero grande è fatto di cellule piccolissime?

Certo: guarda come si è organizzato per portare il cibo a tutte quante!

L’insieme delle foglie forma la CHIOMA.

Il FUSTO sostiene la pianta; è percorso da canali che collegano le varie parti della pianta stessa, consentendo il passaggio delle diverse sostanze.

La FOGLIA è attaccata al ramo mediante il picciolo ed è percorsa da nervature in cui scorrono linfa grezza ed elaborata.

Acqua e sali minerali, ossia gli ingredienti della fotosintesi, che la pianta preleva dal terreno attraverso le radici, costituiscono la linfa grezza, che percorre i canali del fusto dal basso verso l’alto.

La linfa elaborata, formata da zuccheri disciolti in acqua, costituisce il nutrimento della pianta prodotto dalla fotosintesi e viene distribuita attraverso i canali del fusto e dei rami in tutta la pianta.

Le RADICI assorbono dal terreno acqua e sali minerali.

GLI

STOMI E LE TRE FUNZIONI DELLE FOGLIE

Nella pagina (faccia) inferiore, la foglia presenta molte piccole aperture, gli stomi, attraverso i quali avvengono gli scambi gassosi tra la pianta e l’aria. La pianta: 1) assorbe dall’aria l’anidride carbonica e rilascia l’ossigeno legati alla fotosintesi; 2) respira, cioè assorbe ossigeno ed emette anidride carbonica; 3) traspira, cioè rilascia il vapore acqueo derivato dall’acqua in eccesso.

pagina inferiore

stomi

Nei climi molto freddi le foglie sono diventate aghi: così non contengono troppa acqua, che può gelare.

Nei climi molto caldi le foglie sono diventate spine: così non perdono troppa acqua con la traspirazione, ma la conservano nel fusto.

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I VIVENTI

I primi animali: poriferi e celenterati

L’unione di molte cellule prive di clorofilla diede vita a organismi eterotrofi, ovvero che si cibano di altri esseri viventi. Hai già incontrato i funghi, ora conoscerai il multiforme mondo degli animali!

I primi animali erano PORIFERI, come le attuali spugne. Il nome viene dal fatto che hanno tanti pori, ossia tanti bucherelli attraverso i quali passa l’acqua che porta il nutrimento alle cellule. I poriferi sono animali informi; le loro cellule infatti non si sono specializzate: sono tutte uguali fra loro e si limitano a vivere insieme; per questo le spugne crescono in forme irregolari. La spugna che metto nella vasca si nutre con l’acqua del bagno?

Le spugne sono animali e appartengono al gruppo dei poriferi.

Non direi proprio: se è una spugna naturale, quello che tocchi è solo il suo scheletro, se è di materiale sintetico... non mangia di sicuro!

Dopo le spugne cominciarono a comparire animali con una forma più definita: i CELENTERATI. Sono fatti «a sacco» (celon in greco) e provvisti di tentacoli, con i quali catturano piccole prede che vengono poi «inghiottite» attraverso l’apertura centrale del «sacco». I celenterati più comuni oggi nei nostri mari sono le meduse, gli anemoni di mare e i polipi dei coralli. Alcuni polipi vivono attaccati al fondo marino, altri nuotano liberi nell’acqua. La medusa si sposta risucchiando acqua e poi espellendola. I tentacoli di molte meduse possono emettere un liquido irritante, perciò non toccarle quando fai il bagno in mare!

STUDIO E CAPISCO Collega ogni gruppo di animali alle sue caratteristiche. sono informi hanno forma a sacco PORIFERI hanno i tentacoli Un corallo cresce di 2 mm l’anno, se l’inquinamento e l’eccessivo riscaldamento dei mari non lo disturbano.

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si nutrono filtrando l’acqua

hanno tanti pori CELENTERATI

si nutrono «inghiottendo il cibo»


Gli animali Alcuni animali sono predatori: si nutrono di altri animali. Così alcune prede svilupparono, per proteggersi, uno scudo duro fatto di calcio, la stessa sostanza che forma le nostre ossa.

Proteggersi: molluschi ed echinodermi

SCOPRO DALLE IMMAGINI Osserva le foto di questa pagina e commenta con i tuoi amici le diverse forme di molluschi ed echinodermi: quali animali vi piacciono di più? Quali avete visto e toccato dal vero? Li avete visti impiegati per oggetti di uso pratico oppure ornamentale?

I MOLLUSCHI, come dice il loro nome, hanno il corpo molle, ma molti sono provvisti di un guscio di calcio che li ricopre e li ripara. Alcuni stanno dentro una conchiglia bivalve, ossia fatta da due metà; possono essere piccoli come le vongole o enormi come la tridacna, che raggiunge un metro e mezzo di larghezza! Altri, invece, come la chiocciola, «portano a spasso» la loro «casetta» sul dorso. Altri ancora, come la seppia, hanno una placca rigida di calcio all’interno del corpo. Le stelle marine e i ricci di mare fanno parte del gruppo degli ECHINODERMI. Questi animali hanno la pelle (derma) indurita da piccole placche di calcio, che nel riccio si sono trasformate in spine. Sono costituiti da cinque parti, disposte intorno al centro come i raggi di una ruota.

STUDIO E CAPISCO Segna con una crocetta le caratteristiche dei due gruppi.

CARATTERISTICHE

MOLLUSCHI ECHINODERMI

hanno la pelle dura hanno il corpo molle molti sono protetti da un guscio sono formati da cinque «spicchi»

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gli animali popolarono gli oceani, ma la terraferma rimase a lungo il regno delle piante... finché un animaletto simile a un bruco uscì dall’acqua e inaugurò una nuova era! i “parenti” attuali di quell’intrepido esserino sono gli anellidi e gli artropodi.

Anellidi e artropodi La caratteristica che accomuna gli anellidi e gli artropodi è un corpo di forma allungata suddiviso in vari segmenti. Negli ANELLIDI, come il lombrico, i segmenti sono molti, visibili come cerchi lungo tutto il corpo. Se sollevi un grosso sasso, puoi osservare come si muovono i lombrichi: avvicinando e allontanando in sequenza i loro anelli concentrici tutti «in fila».

Un peripatus (il nome significa passeggiatore). Secondo i paleontologi un suo antenato «passeggiò» per la prima volta sulla Terra.

Il corpo degli ARTROPODI è invece diviso in due o tre segmenti ed è protetto da un rivestimento duro, l’esoscheletro («scheletro esterno»). Dai punti di giuntura tra un segmento e l’altro partono le zampe, che facilitano gli spostamenti sulla terraferma («artropodi» significa «piedi articolati»). Il numero di zampe varia secondo i sottogruppi. • I crostacei hanno tre paia di zampe e due paia di antenne, che sono organi di senso. Il loro esoscheletro è una vera corazza!

• Gli aracnidi, come i ragni e gli scorpioni, hanno otto zampe.

• Gli insetti hanno tutti sei zampe. Il numero di ali varia tra zero, due e quattro. Sono il gruppo animale più numeroso sulla Terra: se ne contano più di un milione di specie diverse, pari all’80% degli animali del pianeta!

I ragni sono grandi costruttori: a parità di peso, il filo della loro tela è più resistente dell’acciaio!

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La coccinella si nutre di insetti come gli afidi e di aracnidi come gli acari che danneggiano le colture agricole.

La maggior parte dei crostacei vive in acqua, ma ci sono anche crostacei terrestri, come il porcellino di terra.

SCOPRO LE PAROLE I biologi classificano i viventi raggruppandoli, in base alle loro caratteristiche comuni, in insiemi progressivamente più piccoli (per esempio: animale, artropode, insetto). La specie è il gruppo più ristretto, formato da esseri molto simili fra loro: per esempio, una specie di insetto è la formica rossa.


L’esoscheletro è un buon riparo, ma è rigido: quando l’animale cresce, deve abbandonarlo e ricostruirlo. Durante questa fase, chiamata muta, l’animale è indifeso e in pericolo. C’è un altro modo per sfuggire ai predatori: scappare! Ma per farlo in fretta occorre uno scheletro interno a cui attaccare molti muscoli.

I primi vertebrati: pesci e anfibi

Lo squalo è uno dei più antichi abitanti del pianeta tuttora in circolazione. È un pesce cartilagineo: il suo scheletro, cioè, non è fatto di vero osso ma di più morbida cartilagine, come quello dei primi pesci.

I primi animali dotati di scheletro furono i pesci: nel loro corpo il calcio si depositò tra un muscolo e l’altro, formando le spine, e lungo il dorso, dando origine alla colonna vertebrale. La sua presenza contraddistingue non soltanto i pesci, ma tutti gli altri animali vertebrati: anfibi, rettili, uccelli e mammiferi, che conoscerai nelle prossime pagine. Così la Terra, che fino ad allora era stata il regno degli invertebrati, iniziò a popolarsi di animali vertebrati. I PESCI hanno il corpo rivestito di squame. Nuotano muovendo le pinne e la coda e salgono e scendono nell’acqua riempiendo e svuotando di aria un organo cavo, la vescica natatoria. Assorbono l’ossigeno dell’acqua attraverso le branchie e fuori dall’acqua muoiono. Gli ANFIBI furono i primi vertebrati terrestri. Sono anfibi la rana, il rospo, la salamandra. Nelle prime fasi di vita questi animali stanno nell’acqua, respirando con le branchie e nuotando grazie alla coda; poi subiscono una profonda trasformazione, chiamata metamorfosi, durante la quale sviluppano arti e polmoni. Da adulti, respirano l’aria e vivono tra l’acqua e la terra. Si nutrono di insetti.

coda (pinna caudale)

pinna ventrale

pinna dorsale vescica natatoria

I girini sono i piccoli di rane e rospi. Con la metamorfosi perdono la coda. Oltre che con i polmoni, gli anfibi adulti respirano attraverso la pelle, che è «nuda», cioè priva di scaglie o squame.

STUDIO E CAPISCO Collega ogni gruppo di animali alle sue caratteristiche. sono vertebrati vivono sott’acqua hanno la pelle nuda sviluppano i polmoni

PESCI ANFIBI

hanno la pelle rivestita di scaglie sono provvisti di pinne

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I VIVENTI

I rettili Gli anfibi non possono vivere lontano dall’acqua; furono i rettili i primi vertebrati a conquistare definitivamente la terraferma.

I RETTILI comprendono serpenti, coccodrilli, tartarughe e lucertole, che sono il gruppo più numeroso. Lucertole, coccodrilli e tartarughe hanno una coda e quattro zampe; i serpenti invece sono privi di arti. I rettili hanno una pelle dura suddivisa in scaglie e perciò flessibile; solo nelle tartarughe le scaglie si sono unite in una corazza. Respirano con i polmoni e si nutrono prevalentemente di uova e di altri animali. Come i pesci e gli anfibi, i rettili sono animali eterotermi: la temperatura del loro corpo dipende da quella dell’ambiente esterno. Nelle tartarughe marine le zampe si sono trasformate in pinne.

I dinosauri I rettili più famosi sono scomparsi. I dinosauri furono i dominatori della Terra per un lungo periodo (da 150 a 65 milioni di anni fa), ma poi, in un tempo relativamente breve, morirono in massa. Diverse ipotesi scientifiche cercano di spiegare la loro estinzione. Secondo la più probabile, l’impatto di un meteorite sollevò una nube di polvere che oscurò il Sole e i dinosauri non sopravvissero al freddo e alla mancanza di cibo che ne seguirono.

IL

SUCCESSO DEI VERTEBRATI

I vertebrati sono solo il 2% degli animali presenti sulla Terra, ma dominano in tutti gli ambienti. Il loro scheletro può sostenere corpi più grandi degli invertebrati e consente movimenti più veloci dei loro. Il corpo dei vertebrati è diviso in zone con funzioni specializzate: nel capo trovano posto organi di senso sofisticati, mentre dal tronco partono vari tipi di arti (tranne nei serpenti), tutti molto efficienti: pinne, zampe e ali capaci di nuotare, guizzare, camminare, correre e volare. 194

Sul muretto sotto casa vedo sempre qualche lucertola che prende il sole!

Si scalda per dare inizio alle sue attività giornaliere! D’inverno, invece, il freddo la rallenta al punto che cade in letargo.

SCOPRO LE PAROLE L’estinzione è la scomparsa definitiva di una specie.


Gli animali

Gli uccelli i rettili, eterotermi, non poterono diffondersi negli ambienti più freddi. Gli uccelli, invece, vivono anche fra i ghiacci: pensa ai pinguini. Scopri come ci riescono!

SCOPRO DALLE IMMAGINI I primi uccelli, probabilmente discendenti dei dinosauri più piccoli e veloci, avevano ali e piume minuscole e volavano solo per brevi tratti. Anche oggi ci sono uccelli che non sono in grado di volare. Quali? Osserva le immagini e discutine con i tuoi amici!

La comparsa dei primi UCCELLI portò un’importante novità: gli uccelli sono infatti animali omeotermi, cioè con il sangue sempre caldo, indipendentemente dalla temperatura esterna. Questo ha consentito loro di diffondersi in tutti gli ambienti della Terra. Gli uccelli hanno un corpo adatto al volo: le ossa sono cave (vuote) e quindi leggere; i due arti superiori sono ali ricoperte, come tutto il corpo, di penne e piume. Volare richiede molta energia: per questo gli uccelli mangiano in continuazione e, quando in autunno il cibo scarseggia, molti migrano in stormi di centinaia di individui dove fa più caldo. La temperatura corporea degli uccelli è molto alta: circa 41 gradi! Noi esseri umani, invece, oltre i 37 gradi abbiamo la febbre e a 41 rischiamo di morire.

STUDIO E CAPISCO • Sottolinea nel testo con colori diversi le informazioni su: temperatura corporea, caratteristiche che permettono di volare.

FACCIO E IMPARO nodo Se volete osservare da vicino gli uccelli della vostra zona, semi di girasole costruite per loro una… trattoria! Preparate i manicaretti che vedi illustrati, legateli a uno spago e appendete lo spago con le «squisitezze» in un luogo tranquillo: il ramo di un albero o la ringhiera di un balcone. Osservate da una certa distanza chi si ferma a pranzare. Potete annotare quali uccelli preferiscono i diversi cibi e, mela se aprite più «trattorie» in zone diverse, quali sono gli uccelli matura arachidi tipici di ciascuna zona. pezzetti di noce

croste di formaggio pastone di arachidi sbucciate e margarina

patata cotta

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I VIVENTI

Più o meno nello stesso periodo degli uccelli comparve un altro gruppo di animali omeotermi: i mammiferi. Con l’estinzione dei dinosauri mammiferi e uccelli iniziarono a moltiplicarsi e a diffondersi su tutto il pianeta.

I mammiferi Come gli uccelli, i MAMMIFERI sono animali omeotermi; il loro corpo non è però ricoperto di piume, ma di peli. I mammiferi respirano con i polmoni e si spostano quasi tutti su quattro zampe. La caratteristica distintiva di questo gruppo di animali, di cui fa parte anche l’uomo, è quella di partorire piccoli vivi (diversamente dagli altri animali, che depongono le uova) e di accudirli per lungo tempo. La madre li nutre con il suo latte (prodotto da organi specializzati: le ghiandole mammarie) e spesso entrambi i genitori li proteggono e fanno sì che i cuccioli possano giocare e così imparare molte cose: a cacciare, a difendersi, a vivere con gli altri... Ho capito: la grande La capacità di comunicare e stare insieme è molto invenzione dei mammiferi importante per i mammiferi, che spesso vivono in è... la mamma! gruppo. Sono infatti animali dotati di emozioni, come ben sa chi ha un cane, un cavallo, un gatto o anche solo uno scoiattolino... Il pipistrello è un mammifero volante! Le otarie e le foche trascorrono molto tempo in acqua: la loro pelliccia è resa impermeabile da un strato di grasso. Invece i mammiferi marini, come i delfini e le balene, hanno perso il pelo.

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I marsupiali Appena nati, i piccoli dei marsupiali si rifugiano in una tasca che sta sulla pancia della madre: il marsupio. Lì dentro succhiano il latte e crescono finché sono pronti a saltare fuori. Questo gruppo di mammiferi comprende il canguro, il koala e l’opossum.


Le scimmie sono gli animali che ci fanno più sorridere. Forse perché ci somigliano tanto?

I primati: ci siamo anche noi! Appartiene ai mammiferi il sottogruppo dei primati, che comprende sia le scimmie sia gli esseri umani. Ci sono primati piccoli come i tarsi, simili a scoiattoli, e grandi come i gorilla, che pesano il doppio di noi. I primati vivono in parte sugli alberi e in parte a terra. La vita sugli alberi è facilitata dalle estremità molto prensili, con il primo dito opponibile; a volte è prensile anche la coda. Le grandi scimmie a terra hanno solitamente un’andatura quadrupede, ma per brevi tratti essa può essere bipede. Gli arti superiori (le «mani») così risultano liberi e servono a raccogliere cibo e materiali vari; possono perfino maneggiare utensili: gorilla, scimpanzè e oranghi sono capaci di usare grossi sassi per rompere le noci di cocco e bastoni per raggiungere un casco di banane, estrarre miele da un alveare, misurare la profondità di un fiume prima di attraversarlo. Queste azioni danno prova non solo della loro abilità manuale, ma anche della loro intelligenza. Le scimmie vivono in branchi e trascorrono gran parte della giornata a socializzare. I cuccioli passano il tempo a giocare e impiegano più tempo degli altri mammiferi a diventare adulti.

STUDIO E CAPISCO Cerca nel testo le notizie sui mammiferi che riguardano: • il modo in cui si riproducono • come nutrono i piccoli • da che cosa è ricoperto il corpo • la vita sociale e affettiva Tenendo presenti questi aspetti, descrivi poi un mammifero che conosci bene.

Il passatempo preferito degli scimpanzè è spulciarsi!

Mammiferi altruisti Le cronache riportano spesso casi di persone salvate dagli animali: un gatto ha salvato i suoi padroni svegliandoli mentre la loro casa bruciava a causa di un incendio; i cani corrono per centinaia di chilometri pur di ritrovare il loro «amico del cuore» umano. E noi che cosa possiamo fare per essere amici dei nostri amici? Di sicuro evitare crudeltà, come abbandonarli quando partiamo per le vacanze o sperimentare sulla loro pelle cosmetici e prodotti di pulizia… Discutete in classe questi problemi e proponete le vostre soluzioni.


I VIVENTI

SCOPRO DALLE IMMAGINI

Dagli ominidi all’uomo moderno In storia hai studiato che nel 1974 in Etiopia fu scoperto lo scheletro fossile di una femmina di ominide, chiamata affettuosamente Lucy. Come altri tipi di ominidi, tutti originari del continente africano, visse 3 milioni di anni fa. Gli australopitechi come Lucy sono da lungo tempo estinti, ma sono stati i progenitori del genere umano (Homo). La specie moderna, Homo sapiens, è apparsa in Africa circa 200 mila anni fa. La differenza fondamentale tra le grandi scimmie, gli ominidi e gli esseri umani moderni sta nella dimensione del cervello, che è diventata con l’evoluzione sempre più grande.

Collega il profilo di questi tre primati alla giusta didascalia ominide (come Lucy)

Homo sapiens (come te!)

scimpanzé (come la scimmia di Tarzan)

Il nostro grande cervello ci permette di ragionare e di comunicare attraverso un linguaggio articolato. Grazie alla nostra intelligenza e alle nostre mani, capaci di movimenti fini, abbiamo potuto creare una grande varietà di utensili e strumenti. Abbiamo così conquistato il fuoco, inventato la ruota e sviluppato via via tutte le tecnologie... fino ai computer di oggi! Un’altra caratteristica umana è il desiderio di bellezza, che alimenta l’espressione artistica: musica, pittura, letteratura...

I primi esseri umani avevano tutti la pelle nera; in seguito quelli che sono migrati dove c’era meno sole si sono schiariti.

Quali sono le tue forme d’arte preferite? Confrontati con un gruppo di compagni.

STUDIO E CAPISCO Sottolinea nel testo le parole che indicano capacità e caratteristiche tipicamente umane. 198


I microrganismi il corpo umano è fatto da 10 000 miliardi di cellule: un bel salto, se pensi agli esseri unicellulari da cui ha avuto inizio la vita! Ma i “piccolissimi” non sono passati di moda; anzi convivono con noi!

I microrganismi Nel nostro corpo ospitiamo miliardi di batteri, gli esseri unicellulari più piccoli e antichi del pianeta! Molti di essi vivono sulla nostra pelle, ma la maggior parte prospera nel nostro intestino, dove forma la flora batterica. Batteri così si trovano dappertutto e svolgono un ruolo fondamentale: decompongono le sostanze complesse in sostanze più semplici. Nel nostro corpo, per esempio, i batteri trasformano i grassi prodotti dalla pelle, mantenendola fresca, e nell’intestino collaborano alla digestione degli alimenti. In un sottobosco, invece, i batteri trasformano le foglie e le carcasse di animali morti in sali minerali utili per le piante. Esistono però anche batteri che causano gravi malattie e infezioni. In passato essi hanno provocato la morte di moltissime persone. Oggi, fortunatamente, esistono medicinali capaci di uccidere i batteri: gli antibiotici, scoperti all’inizio del Novecento da Alexander Fleming.

I microrganismi nelle tecnologie alimentari Molti alimenti vengono preparati sfruttando l’azione dei microrganismi. I lieviti sono funghi unicellulari e vengono usati sia per far lievitare il pane sia per far fermentare l’uva e l’orzo e produrre così vino e birra. Ed è ancora un microrganismo a trasformare il vino in aceto! Anche lo yogurt si prepara aggiungendo al latte dei microrganismi. Leggi le etichette degli yogurt in vasetto e da bere. Quali di questi nomi trovi? Attenzione: ci sono due intrusi finti! Lactobacillus Bulgaricus Streptococcus Termophilus Giostrinium Rotundum Lactobacillus Acidophilus Patellus Abbarbicatus Bifidobacterium Bifidus

La muffa è un piccolissimo fungo pluricellulare. È quasi sempre tossica, perciò un cibo ammuffito va gettato, ma alcuni tipi sono utili: non solo la penicillina, ma anche quelli di formaggi come il gorgonzola e il brie.

PARL A IL MEDICO

Alexander Fleming (1881-1955) era uno scienziato che studiava i batteri al microscopio. Un giorno scoprì che la sua coltura batterica era stata invasa da una muffa, la penicillina, e che molti batteri erano morti. Subito si seccò: quanto lavoro rovinato! Ma poi cominciò a riflettere: forse quella muffa avrebbe potuto uccidere anche i batteri responsabili di tante infezioni e malattie... Aveva ragione! Aveva scoperto gli antibiotici, che hanno salvato moltissime vite. Quando si prendono gli antibiotici, però, vengono colpiti anche i batteri «buoni» che vivono nell’intestino. Per questo i medici consigliano di prendere anche i fermenti lattici, che restituiscono la flora batterica perduta. 199


I VIVENTI

Per quasi tutti gli organismi, la vita inizia ancora da un’unica cellula. Nelle piante, queste cellule singole sono le spore, gli ovuli e il polline; negli animali, le uova e gli spermatozoi.

La riproduzione delle piante

A seconda di come si riproducono, le piante si dividono in due gruppi. • Le PIANTE SEMPLICI, come le felci e i muschi, generano delle spore. Il vento trasporta le spore lontano dalla pianta «madre». Quando toccano terra, esse danno origine a un nuovo organismo, simile a quello da cui provengono. • Le PIANTE COMPLESSE si riproducono per mezzo di semi. Il seme contiene l’embrione che diventerà la nuova pianta e sostanze (amidi e grassi) che lo nutriranno finché troverà le condizioni favorevoli per crescere. Il seme nasce dall’unione di una cellula maschile, il polline, con una femminile, l’ovulo, prodotti entrambi dai fiori. Il termine scientifico per questa unione è fecondazione.

• Nelle angiosperme (che significa «semi protetti») gli ovuli stanno

pistillo stame

Spore sulla pagina inferiore di una foglia di felce.

petalo

nell’ovario alla base del fiore. Quando gli insetti succhiano il nettare, si sporcano di polline e così lo trasportano a un altro fiore. Il polline scende lungo il pistillo, incontra un ovulo e lo feconda, formando il seme. Allora il fiore perde i petali e l’ovario si ingrossa, diventando un frutto.

frutto

ovario

seme

Il torsolo viene gettato e il seme trova un terreno adatto.

• Le gimnosperme (che significa «semi nudi») sono più antiche delle angiosperme. I loro fiori sono minuscoli e gli ovuli stanno attaccati a delle specie di squame. Quando il polline portato dal vento raggiunge l’ovulo, le due cellule si fondono e danno vita al seme. Non si forma un frutto, ma le squame si induriscono e diventano una pigna, detta anche cono. Da qui prendono il nome le conifere, come i pini e gli abeti. 200

Il seme germoglia.

Spunta una nuova piantina.

Le angiosperme sono più grandi delle gimnospeme?

Possono essere enormi come una magnolia secolare o piccole come una primula... l’importante è che i loro fiori siano appariscenti, colorati e profumati, perché devono attirare gli insetti!


La riproduzione

La riproduzione degli animali

Il girino si sviluppa in un uovo gelatinoso.

La maggioranza degli animali si riproduce attraverso la fecondazione di un uovo femminile da parte di uno spermatozoo maschile. Le due cellule si fondono e danno vita a un essere che assomiglia ai genitori, ma non è uguale a loro. • Si chiamano OVIPARI gli animali che depongono uova. I pesci, gli anfibi e molti artropodi (soprattutto insetti) rilasciano le uova nell’acqua, dove incontrano gli spermatozoi. I rettili e gli uccelli hanno invece uova amniotiche, ossia rivestite di un guscio solido e contenenti al loro interno il liquido amniotico che serve allo sviluppo dell’embrione. Nei rettili il sesso dei nuovi nati dipende dalla temperatura estertuorlo na: per le tartarughe se è alta camera d’aria nascono femmine, se è bassa maschi; per i sauri è il contrario. Gli uccelli invece tengono le uova al caldo covandole. Di solito è la femmina che cova le uova, ma nei pinguini chi cova è il papà, mentre la mamma va a pescare! albume guscio • I mammiferi sono VIVIPARI: partoriscono piccoli già formati. Il nuovo essere si sviluppa nel ventre della madre, all’interno di una cavità piena di liquido amniotico, simile a un mare tiepido in cui, prima di nascere, noi sguazziamo per nove mesi!

La vipera e pochi altri animali depongo le uova al momento della schiusa: per questo sono chiamati ovovivipari.

STUDIO E CAPISCO I mammiferi, come l’uomo e il cavallo, sono gli unici animali vivipari.

• Sottolinea nel testo in rosso gli animali ovipari, in verde quelli vivipari. Sottolinea poi con gli stessi colori i nomi dei seguenti animali, a seconda del loro modo di riprodursi. tartaruga • canguro • coccodrillo • babbuino • leone • cuculo • cavallo aquila • pipistrello • ragno • farfalla • geco

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VERIFICA â&#x17E;¤ Completa lo schema di riepilogo sulla classificazione degli animali

scegliendo i nomi giusti dallâ&#x20AC;&#x2122;elenco in basso. Poi utilizza lo schema per ripetere con le tue parole le caratteristiche principali dei vari gruppi.

Spugna

Medusa

ANIMALI .............................................................

.............................................................

.............................................................

.............................................................

Formica

INVERTEBRATI

Insetti

Vongola Granchio .............................................................

.............................................................

Crostacei

Lombrico 202

Riccio di mare

Ragno

Aracnidi


Gatto

Primati

Scimmia

.............................................................

La tua foto

VERTEBRATI

.............................................................

Rondine ............................................................. ............................................................. .............................................................

Salamandra Lucertola Triglia echinodermi • artropodi • molluschi • anellidi • celenterati • poriferi pesci • mammiferi • anfibi • rettili • uccelli

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VERIFICA ➤ Completa le frasi in modo appropriato. Grazie alla ............................................................................................................... le piante producono zuccheri e rilasciano ............................................................................................. nell’aria. Per compiere la fotosintesi servono la .................................................................. e la luce del ...................................................... Le piante assorbono ..................................................... e sali minerali dal terreno attraverso le .......................................................... Quella che sale lungo i canali del fusto è linfa ..................................................., quella che scende è linfa ......................................................

➤ Ordina questi organismi numerandoli dai più piccoli ai più grandi. Arbusti Alberi Piante erbacee

➤ Completa le frasi indicando con una ✘ l’alternativa giusta. • Autotrofo significa:

• Gli unici organismi pluricellulari autotrofi sono:

che si sposta da solo

i funghi

che produce il proprio cibo

gli animali

che fiorisce a primavera

le piante

➤ Cancella le alternative sbagliate. • • • • •

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Se le piante hanno fiori si chiamano semplici/complesse. Esistono alghe e funghi microscopici/aeriformi. Le felci si riproducono tramite semi/spore. I semi si sviluppano da ovuli fecondati/innaffiati. L’impollinazione avviene tramite vento e insetti/nebbia e ghiaccio.


I GRANDI TEMI Che cos’è la biodiversità? Quanti viventi sono apparsi, nel giro di quasi quattro miliardi di anni!

È una varietà di forme, colori, comportamenti che chiamiamo biodiversità (vuol dire: diversità della vita) e che dà benessere a tutti, esseri umani compresi.

Microrganismi, piante e animali svolgono insieme moltissimi compiti: • producono cibo; • decompongono materiale organico; • limitano l’erosione del suolo; • riducono l’inquinamento dell’aria e purificano le acque; • regolano il clima, moderando umidità e siccità eccessive; • forniscono energia e gli ingredienti di molti farmaci. Ma se la biodiversità è ricchezza, negli ultimi tempi ci stiamo impoverendo. L’inquinamento, il taglio delle foreste, il cambiamento del clima, l’invasione del cemento minacciano piante e animali al punto che molti di essi sono già scomparsi e altri potrebbero seguirli. I più noti animali a rischio di estinzione sono tigri, leopardi, elefanti, rinoceronti, aquile reali, scimpanzé, gorilla, foche e balene, ma sono in pericolo anche scoiattoli rossi, tartarughe, pappagalli, linci, orsi bruni, camosci, allodole, gazzelle, marmotte...

Che cosa possiamo fare? Sicuramente possiamo dire di «no» a: • caccia indiscriminata; • pesca con esplosivi o reti a strascico; • sfruttamento delle foreste; • costruzioni abusive; • inquinamento di aria, acqua, suolo; • cattura e commercio di animali protetti.

i viventi sono legati e intrecciati tra loro come i fili di un maglione. Ogni volta che una specie scompare, è come se facessimo un buco: pian piano si disfa anche quello che sta intorno. E con tanti buchi... addio maglione intero!

LA PAROLA A VOI Discutete in classe e cercate di scoprire che cosa potete fare voi per contribuire a salvare la biodiversità.

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GLI ECOSISTEMI Osserva questo puzzle fotografico: riesci a riconoscere e a descrivere i diversi ambienti e gli organismi che li popolano?

Rifletti: i vari elementi, sia quelli inanimati (come l’acqua, l’aria e il terreno) sia quelli viventi (piante, animali e microrganismi), non si limitano a stare insieme, ma sono interdipendenti, legati da relazioni reciproche. Diciamo che formano un ecosistema. Nell’ecosistema il benessere di ognuno e l’equilibrio generale dipendono dal contributo di tutti.

Gli ecosistemi sono tanti e ve ne sono di grandi e di piccoli: sono ecosistemi un bosco, un fiume, una spiaggia, il mare, ma anche un giardinetto di città o una grossa pozzanghera tra le rocce. In questa unità esploreremo gli ecosistemi da diversi punti di vista. Seguiremo le relazioni che i viventi intrecciano tra loro e con l’ambiente. Rifletteremo anche sul ruolo che gli esseri umani possono svolgere perché gli equilibri che la natura ha consolidato in milioni di anni non vengano distrutti. 206


IL BIOGLOBO Un esempio di ecosistema, piccolo ma completo, è il bioglobo che puoi trovare nei negozi di scienza e natura. È una sfera di vetro che racchiude rocce, acqua, alghe, gamberetti e lumachine. Questo minuscolo ecosistema può mantenersi a lungo senza aggiunte di cibo né aria dall’esterno; basta tenerlo alla luce. Con le conoscenze che hai acquisito nel capitolo precedente dovresti saper spiegare perché: prova e poi controlla. Le alghe grazie alla luce producono ossigeno, gli animali lo respirano e mangiano le alghe, ma con i loro scarti a loro volta le nutrono...

HABITAT E NICCHIE ECOLOGICHE In un ecosistema convivono molti animali e piante. Ciascuna specie occupa un luogo specifico, che si chiama habitat. Puoi pensarlo come il suo «indirizzo». Per esempio, nell’ecosistema del bosco le cortecce umide sono l’habitat di muschi e licheni, mentre le fronde degli alberi sono l’habitat di numerose specie di uccelli. La convivenza delle specie è resa possibile anche dal fatto che esse svolgono nell’ecosistema ruoli distinti, hanno abitudini diverse e si nutrono di cibi differenti: hanno diverse «occupazioni». Gli studiosi di ecologia, la scienza degli ecosistemi, dicono che le specie occupano nicchie ecologiche differenti. Per esempio, le abitudini diurne della rondine e notturne del pipistrello fanno sì che essi occupino nicchie ecologiche differenti, benché abbiano lo stesso habitat e si nutrano dello stesso cibo. In questo modo essi non si intralciano e non si fanno troppa concorrenza quando vanno a caccia per nutrirsi e sopravvivere. 207


GLI ECOSISTEMI

Catene e reti alimentari In ogni ecosistema, le relazioni alimentari sono fra le più importanti. La domanda chiave è: chi mangia chi? Seguendo questo filo possiamo individuare dei percorsi chiamati catene alimentari, poiché le specie viventi che le formano sono collegate fra loro come gli anelli di una catena.

produce cibo per... CO N

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animali erbivori

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• Il primo anello di ogni catena alimentare è rappresentato da chi produce il cibo, ossia dalle piante, che sono organismi autotrofi. Esse occupano nella catena alimentare il ruolo di produttori. • Seguono i consumatori, cioè gli animali, che sono eterotrofi: PRODUTTORI - i consumatori primari sono gli animali erbivori (come cavallette, scoiattoli, pecore…), che si nutrono piante di vegetali; - i consumatori secondari sono gli animali carnivori (come serpenti, volpi, gufi…), che si nutrono di animali erbivori; - i consumatori terziari sono i grandi I predatori che mangiano sia gli animali erbivori sia i piccoli carnivori e che non batteri sono mangiati da nessuno. e funghi • Esiste infine un fondamentale anello di collegamento rappresentato dai decompositori. Sono decompositori i batteri e i funghi, che si nutrono degli organismi morti, vegetali o animali, e li riducono in sali minerali utili alle piante. grandi predatori Una catena alimentare costituisce

animali carnivori

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perciò un ciclo completo. In esso la materia non si distrugge mai del tutto, ma cambia semplicemente forma. In ogni ecosistema esistono più catene alimentari, che si intrecciano e combinano tra loro formando le reti alimentari. Per esempio, la rana è mangiata dal serpente, ma anche dal riccio; un pesce può essere cibo per un pesce più grosso, ma anche per un uccello acquatico. io non vengo mangiato da nessuno!

Spero bene... gli esseri umani stanno all’ultimo anello della catena alimentare, e visto che mangiano sia vegetali sia animali sono definiti ONNiVORi. Conoscete altri animali onnivori?

il mio cane mangia riso e carne...

in un agriturismo ho visto i maiali mangiare gli avanzi della trattoria...

Ma anche un pettirosso mangia semi, briciole e... verm i!

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Catene e reti alimentari

La piramide alimentare A mano a mano che si procede lungo una catena alimentare, gli organismi diventano sempre meno numerosi. Possiamo perciò rappresentare l’insieme delle relazioni alimentari come una piramideche si assottiglia quanto più ci si alza. Osserva l’esempio.

PARL A IL BIOLOGO

Le conseguenze del DDT Le foreste del Borneo, in Asia, erano infestate dalle zanzare di una specie che trasmette una grave malattia, la malaria. Per debellarla, nel 1950 si usarono dosi massicce di DDT, un potente insetticida. Esso sterminò, insieme alle zanzare, altri insetti, come le vespe, con conseguenze disastrose: 1. nei villaggi di capanne crollarono i tetti di paglia, mangiati dai bruchi che le vespe, uccise dal DDT, non distruggevano più; 2. scomparvero i gatti; i felini, infatti, mangiavano le lucertole, che a loro volta si nutrivano degli insetti morti; il DDT si trasmetteva attraverso la catena alimentare e i gatti finivano avvelenati; 3. senza i gatti si moltiplicarono i topi, che diffusero il tifo e la peste. Queste malattie provocarono molte più vittime di quante non ne avrebbe fatte la malaria. Per riportare la situazione sotto controllo si dovettero paracadutare sul Borneo... tantissimi gatti stranieri!

Il falco è un consumatore terziario e sta al vertice della piramide.

Il tordo è un consumatore secondario. Il bruco è un consumatore primario. Gli alberi, con le loro foglie, sono produttori.

Per nutrire un unico falco servono alcuni tordi. Per nutrire qualche tordo occorre una decina di bruchi. Occorrono moltissime foglie per sfamare una decina di bruchi.

STUDIO E CAPISCO • Ecco alcuni viventi citati nella storia del Borneo. Costruisci catene e reti alimentari collegandoli con una freccia che significa «è mangiato da...». lucertole

bruchi

paglia (erba secca)

insetti

il caso del Borneo mostra che in un ecosistema tutto è collegato e che non si può agire solo su un pezzettino isolato: ogni parte influisce su tutte le altre. E se non si prevedono le conseguenze, il sistema si può squilibrare.

gatti

topi vespe 209


GLI ECOSISTEMI

L’ecosistema del bosco L’ecosistema del bosco è molto comune nel nostro Paese. Osservalo e analizzalo utilizzando i concetti dell’ecologia che hai imparato: individua gli habitat delle varie specie, distingui le loro nicchie ecologiche, riconosci produttori, consumatori e decompositori e ricostruisci le catene alimentari.

SCOPRO DALLE IMMAGINI

Gli elementi con il quadratino fanno parte di una catena alimentare. Numerali dal produttore (1) al decompositore (4). Per difendersi dal freddo le conifere, oltre ad avere le foglie aghiformi, producono la resina, una sostanza protettiva.

falco

libellula La cincia bigia preferisce i rami bassi o gli arbusti e mangia insetti di 3-4 mm.

ghiro

La cinciarella sta tra i rami alti e mangia larve più piccole di 2 mm.

ADATTARSI

AI CAMBIAMENTI

Il succedersi delle stagioni modifica l’habitat degli animali: in inverno fa più freddo, il cibo scarseggia e spesso il terreno si ricopre di neve. Alcuni animali si adattano ai mutamenti cambiando a loro volta: d’inverno il piumaggio della pernice s’infoltisce e diventa bianco per confondersi con la neve. Molti rettili e anfibi e alcuni mammiferi tra cui il ghiro cadono in letargo fino alla primavera. Uccelli come la rondine migrano dove fa più caldo. 210

Le api consumano nettare, producono miele e svolgono la funzione di impollinatrici.

STUDIO E CAPISCO Nel bosco vivono tre specie di cincia che occupano nicchie ecologiche differenti: quali sono?


Il bosco

rondine

Le fronde degli alberi sono l’habitat di numerose specie di uccelli.

FACCIO E IMPARO In un bosco trovi tantissimi soggetti adatti a figurare in una galleria d’arte. Puoi fare... • Il ritratto ai funghi – Posa i loro cappelli su un cartoncino e aspetta tre giorni: le spore si depositano sulla carta, creando bellissimi disegni a raggiera. Fissali spruzzandoci sopra un po’ di lacca per capelli. • I bassorilievi delle pigne – Stendi della plastilina in fogli spessi circa 1 cm. Avvolgi in ciascuno una pigna e premila tra le mani. Poi srotola delicatamente il calco: vedrai delle belle superfici operate, simili alla pelle dei pesci e dei rettili.

gufo

cervo

lombrico

formiche

pernice scoiattolo funghi

noci

Le rocce sono l’habitat dei licheni.

La cinciallegra becca a terra mangiando semi e insetti più lunghi di 6 mm. muschio

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GLI ECOSISTEMI

L’ecosistema del mare Anche i viventi del mare interagiscono tra loro e con l’ambiente. Alcuni hanno modellato la forma del corpo per adattarsi all’acqua. Altri si mimetizzano, cioè «mimano» l’aspetto di qualcosa o qualcun altro: c’è chi imita una caratteristica del paesaggio e chi adotta «travestimenti» minacciosi.

SCOPRO DALLE IMMAGINI Distingui i modi in cui gli animali del mare si adattano all’ambiente: scrivi nei quadratini F per chi ha modellato la forma del corpo, M per chi si mimetizza, T per chi si traveste.

I pesci, come questo banco di muggini, hanno quasi tutti la schiena scura e la pancia chiara. Così se un predatore guarda dall’alto in giù fa fatica a distinguerli dal fondo buio, se guarda da sotto in su li confonde con la superficie luminosa.

Il delfino e gli altri mammiferi marini sono ben diversi dai pesci; hanno però la loro stessa forma, la più adatta muoversi nell’acqua.

Il pesce spugna si confonde con le spugne sia per il colore sia per la forma «bitorzoluta».

Il drago foglioso è parente del cavalluccio marino; le sue pinne sono quasi trasparenti e ondeggiano lievi creando l’illusione di un’alga fluttuante.

spugne

alghe Alcuni granchi si ricoprono di pezzetti di roccia, conchiglie e alghe per confondersi con l’ambiente.

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Il mare

FACCIO E IMPARO Costruisci un visore subacqueo: osserva il disegno per vedere come fare. Con esso puoi esplorare una pozza tra gli scogli, oppure piccoli stagni e ruscelli. Scoprirai che l’acqua fa da lente e ingrandisce leggermente gli oggetti! tanichetta di plastica con il manico

La balena è un mammifero e uno dei più grandi animali esistenti, eppure non è un consumatore terziario, ma semplicemente secondario, perché si nutre di plancton e krill, che sono alghe e gamberetti minuscoli. Il suo predatore più temibile siamo noi esseri umani!

fondo tagliato

pellicola trasparente

nastro adesivo

Contorcendo i tentacoli e cambiando colore, il polpo trasformista può imitare 15 diverse specie marine, tra serpenti, pesci leone, anemoni, meduse, granchi giganti. Si trasforma ogni volta nel predatore del nemico che si trova davanti!

PESCI

CON... L’ANTIGELO!

I pesci non vanno in letargo, ma quelli che vivono nei mari più freddi hanno nel sangue una sostanza speciale che fa da antigelo.

Le cozze sono piatte, così anche in caso di forti mareggiate l’acqua scivola via e non le stacca dagli scogli. Le conchiglie appuntite invece proteggono il mollusco interno come lance acuminate. stella marina La sogliola si nasconde nella sabbia.

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GLI ECOSISTEMI

Cooperazione

SCOPRO LE PAROLE

Nel secolo scorso molti scienziati pensavano che la natura fosse dominata dalla competizione e dalla sopraffazione dei forti sui deboli. In seguito però si è scoperto che collaborazione e cooperazione sono presenti ovunque. In queste pagine te ne mostriamo alcuni esempi.

attinia paguro

Il paguro è un crostaceo, ma la conchiglia in cui abita non è sua! È quella lasciata sgombra da un mollusco morto. Appena ne prende possesso, il paguro «installa» sulla conchiglia un’attinia, che è un celenterato dai tentacoli urticanti. Entrambi gli animali traggono vantaggio dalla convivenza: l’attinia protegge il paguro e in cambio il paguro non solo le lascia mangiare i suoi avanzi, ma le facilita la ricerca di cibo portandola in giro. Quando il paguro cresce, abbandona la conchiglia stretta per una più ampia; allora «avvisa» l’attinia dandole dei colpetti con la chela, così anche lei si stacca e trasloca.

Che cosa c’è di più minaccioso dei dentoni del coccodrillo? Eppure il piviere egiziano ci passeggia a colazione, pranzo e cena! Il coccodrillo se ne sta buono a fauci spalancate, perché l’uccellino gli assicura un’ottima igiene, togliendo gli avanzi di cibo e i parassiti che si annidano tra un dente e l’altro. E il piviere, oltre ad avere il pasto assicurato, è protetto dai predatori, che non si azzarderebbero mai ad attaccarlo mentre sta vicino al coccodrillo. Un rapporto simile lega lo squalo al pesce pilota, che fa pulizia nella sua grande bocca nuotandoci tranquillamente dentro.

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Quando due specie diverse convivono traendo vantaggio reciproco dalla coabitazione si parla di simbiosi. Individua i casi di simbiosi tra gli esempi di questa pagina.

Il pesce flash offre riparo e cibo a intere colonie di batteri luminescenti (cioè che emettono luce), che ospita in due sacche situate sotto gli occhi. Grazie alla loro luce, si fa strada nelle profondità dell’oceano, dove il sole arriva a fatica, e comunica con i suoi simili tramite segnali luminosi.

Il calamaro degli abissi è ricoperto di punti scintillanti; per fotografarlo il flash non serve.


Cooperazione

I batteri sono indispensabili alla vita di molti animali e piante. Abbiamo già visto che, nel nostro intestino, ci aiutano a digerire e assimilare i cibi. Moltissime piante ospitano nelle radici batteri e funghi microscopici, che aumentano la loro capacità di assorbire acqua e cibo. In cambio, i microrganismi ricevono delle piante i prodotti zuccherini della fotosintesi. Batteri su una radice di leguminosa.

Ti ricorderai che i coralli sono «condomini» di polipi. Al loro interno sono presenti alghe microscopiche: le zooxantelle. Il corallo ricava dalle alghe gli zuccheri prodotti dalla fotosintesi; le zooxantelle a loro volta si nutrono del fosforo e dell’azoto prodotti della digestione del corallo. Il riscaldamento dei mari uccide queste alghe, portando così alla morte di molte barriere coralline.

Tra le formiche vi sono nutrici, operaie, soldati e... pastori. Questi ultimi «allevano» gli afidi, minuscoli insetti che si nutrono della linfa di molti vegetali e producono un liquido zuccherino, la melata. Le formiche ne vanno ghiotte e in cambio del dolce bottino proteggono gli afidi dai predatori e li trasportano da una pianta all’altra perché abbiano sempre cibo fresco a disposizione.

Kuni, una femmina di bonobo, un giorno vide uno storno sbattere contro il vetro del suo recinto allo zoo. Lo raccolse e lo sollevò delicatamente per farlo volare, ma l’uccellino era troppo stordito per reagire. Allora si arrampicò sulla cima dell’albero più alto, gli dispiegò le ali e provò a lanciarlo, ma il piccolo pennuto planò a terra e restò immobile. Kuni gli si accoccolò vicino e lo accudì fino a sera, quando finalmente l’uccello fu di nuovo capace di alzarsi in volo.

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VERIFICA ➤ Usa lo schema e le parole chiave scritte nel riquadro sotto per spiegare con parole tue che cos’è un ecosistema: da quali elementi è composto e quali relazioni li collegano.

ECOSISTEMA Elementi non viventi

Elementi viventi

Aria

Suolo

Piante

Acqua

Luce

Animali Funghi

Microrganismi

fotosintesi • respirazione • nutrizione • decomposizione

➤ Scrivi il termine che corrisponde alla definizione, scegliendo fra: habitat • piramide alimentare • simbiosi • nicchia ecologica • rete alimentare : luogo, spazio occupato da una specie all’interno di un ecosistema. ...........................................................................................: insieme di catene alimentari intrecciate fra loro. ...........................................................................................: ruolo occupato da una specie all’interno di un ecosistema, comprensivo delle sue abitudini di vita e alimentari. ...........................................................................................: convivenza di due specie diverse, vantaggiosa per entrambe. ...........................................................................................: immagine che illustra le relazioni numeriche fra i viventi che compongono una stessa catena alimentare. ...........................................................................................

➤ Completa la catena alimentare scrivendo i nomi e inserendo le frecce al posto giusto. produce cibo per...

produttore • consumatore primario • consumatore secondario • consumatore terziario consumatore di IV livello • decompositore

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➤ Indica con una ✘ le affermazioni corrette sui decompositori. Sono sempre dannosi alla salute. Senza di essi non potrebbero nutrirsi né le piante né gli animali. Sono un anello indispensabile di ogni catena alimentare. Sono tutti unicellulari. Trasformano gli organismi morti in sostanze semplici che arricchiscono il suolo.

➤ Indica con una ✘ la risposta corretta.

I funghi sono decompositori.

• In un ecosistema:

• Un panino con hamburger, insalata e pomodoro costituisce il pasto di un:

i piccoli dipendono dai grandi

erbivoro

i grandi dipendono dai piccoli

carnivoro

tutti dipendono da tutti

onnivoro

i predatori non dipendono da nessuno

➤ Per adattarsi all’ambiente in cui vivono, gli animali usano diversi tipi di strategie: scrivi nelle caselle A se hanno adattato il loro aspetto (forma e colore), C se hanno adattato il loro comportamento. 1

L’insetto stecco (1) è indistinguibile da un ramoscello. Il camaleonte (2) diventa verde sullo sfondo del fogliame. Le rondini (3) quando arriva il freddo migrano a sud. Il citello (4) in autunno cade in letargo. 4

3

2

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I GRANDI TEMI Perché riciclare è ecologico? il nostro cammino nelle scienze ci ha mostrato una caratteristica importante del mondo naturale: è tutto fatto a cicli e circoli.

Con la raccolta differenziata dei rifiuti si posso riusare i materiali di base.

Abbiamo approfondito lo studio del ciclo dell’acqua, che coinvolge l’aria e il suolo, le città e le campagne coltivate, i prodotti chimici e i rifiuti. Abbiamo imparato che i materiali organici si decompongono e tornano alla terra, mentre altri come la plastica restano in circolazione per moltissimo tempo. Abbiamo conosciuto le reti alimentari, che sono fatte di tanti anelli e catene circolari. Abbiamo capito che l’ecologia può essere considerata la scienza delle conseguenze: ci insegna a seguire i passaggi delle sostanze tra diversi elementi, ambienti, organismi, e a distinguere i passaggi «buoni» da quelli «cattivi». Il riciclo mette in viaggio ciò che non ci serve più verso un buon fine: essere riusato! Ecco perché riciclare è un comportamento ecologico.

Gli avanzi di cibo possono diventare concime per piante e ortaggi.

Si possono riciclare in modo creativo abiti, mobili, barattoli e mille altri oggetti. Pensa che ogni anno si svolge un Festival mondiale di Arte Riciclata! Magari la tua classe potrebbe fare un progetto e parteciparvi...

LA PAROLA A VOI Ecco un’idea per costruire un bellissimo bastone della pioggia riciclando il lungo tubo di cartone che si trova dentro i rotoli di carta da regalo. • Prendi il tubo e conficca lungo la linea a spirale che lo percorre degli stuzzicadenti spezzati a metà. Ricopri le punte con mollica di pane vecchio inumidita perché non pungano. • Riempi il tubo con due manciate di riso. • Tappa le estremità con due pezzi di plastica ritagliati da un sacchetto e fissali con lo scotch. • Decora a piacere con spago, tempera, conchiglie, pezzi di stagnola... Capovolgi lentamente il tubo e... buono scroscio! 218


MATEMATICA INCONTRO CON LA MATEMATICA

.......

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NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI ........ 222 Numeri e cifre ............................................................................. 223 Il nostro sistema di numerazione ........................... 224 La classe delle migliaia ...................................................... 225 Esercizi .............................................................................................. 226 Cervelli in palestra ........................................................................... 227 I GRANDI TEMI: gli uomini hanno sempre contato così? ......... 228 Risolvere i problemi .............................................................. 230 Il testo e la domanda .......................................................... 231 Analizzare i dati ....................................................................... 232 Il procedimento risolutivo .............................................. 234 Esercizi .............................................................................................. 235 Le quattro operazioni ......................................................... 236 L’addizione e le sue proprietà .................................... 238 Cervelli in palestra ........................................................................... 239 La sottrazione e la sua proprietà ............................ 240 Cervelli in palestra ........................................................................... 241 La moltiplicazione e le sue proprietà .................. 242 La divisione e le sue proprietà ................................... 244 La tecnica della divisione in colonna ................... 245 I multipli ........................................................................................... 246 I divisori ............................................................................................ 247 La moltiplicazione araba .................................................. 248 Cervelli in palestra ........................................................................... 249 Verifica ............................................................................................... 250 FRAZIONI E NUMERI DECIMALI .................. 252 Le frazioni ....................................................................................... 253 Classificare le frazioni ......................................................... 254 Le frazioni di un numero ................................................. 256 Esercizi .............................................................................................. 257 Dalle frazioni decimali... ................................................... 258 ... ai numeri decimali ........................................................... 259 Decimi, centesimi, millesimi .......................................... 260 Decimali sulla linea dei numeri ................................. 261 Cervelli in palestra ........................................................................... 262 Addizioni e sottrazioni con i numeri decimali .......................................................... 263 Moltiplicazioni e divisioni per 10, 100, 1000 ..................................................................... 264 Moltiplicazioni con i decimali ..................................... 265 Divisioni con i decimali ...................................................... 266 Esercizi .............................................................................................. 268 Verifica ............................................................................................... 270 LE MISURE ................................................................................. 272 Le misure di lunghezza ..................................................... 273 Le misure di massa (peso) .............................................. 274 Peso lordo, peso netto, tara ......................................... 275 Le misure di capacità ........................................................... 276 Esercizi .............................................................................................. 277

I GRANDI TEMI: gli uomini hanno sempre misurato così? ...... 278 L’euro ................................................................................................... 280 Costo unitario e costo totale ....................................... 281 Ricavo, spesa, guadagno ................................................. 281 Esercizi .............................................................................................. 282 Verifica ............................................................................................... 283

SPAZIO E FORME ............................................................ 284 Le linee .............................................................................................. 285 Gli angoli ......................................................................................... 286 La misura degli angoli ........................................................ 286 I poligoni ......................................................................................... 288 I triangoli ......................................................................................... 290 La base e l’altezza .................................................................. 290 I quadrilateri ................................................................................ 292 Spostamenti nello spazio ................................................ 294 La traslazione .............................................................................. 294 La rotazione .................................................................................. 294 Il ribaltamento e la simmetria .................................... 295 Il perimetro e la superficie ............................................. 296 Calcolare il perimetro .......................................................... 298 Il perimetro dei triangoli ................................................. 298 Il perimetro dei quadrilateri ......................................... 299 Esercizi .............................................................................................. 300 Le misure di superficie ....................................................... 301 Calcolare l’area .......................................................................... 302 Area del rettangolo .............................................................. 302 Area del quadrato .................................................................. 302 Area del romboide ................................................................. 303 Area del rombo ......................................................................... 303 Area del triangolo .................................................................. 304 Area del trapezio ..................................................................... 304 Esercizi .............................................................................................. 306 Verifica ............................................................................................... 308 RELAZIONI, DATI E PREVISIONI Classificare ..................................................................................... 311 L’intersezione e la tabella a doppia entrata ..... 312 Il diagramma ad albero ..................................................... 313 Le relazioni .................................................................................... 313 Esercizi .............................................................................................. 314 Giocare con le probabilità .............................................. 315 La statistica ................................................................................... 316 Esercizi .............................................................................................. 318 Verifica ............................................................................................... 319

INFORMATICA Scrivere con il computer ................................................... 320 La barra dei menu .................................................................. 320 La barra degli strumenti standard ......................... 321 La barra degli strumenti di formattazione .... 321 Inserire la barra per il disegno .................................. 321 Elaborare un testo .................................................................. 322 Inserire il titolo con WordArt ...................................... 322 Verifica ............................................................................................... 324


INCONTRO CON LA MATEMATICA Buongiorno, ragazzi! Benvenuti all’istituto di calcolo dell’Università. Mi chiamo Paolo, sono un matematico E sono a vostra disposizione per aiutarvi a scoprire la materia più bella del mondo!

Più bella del mondo? Non per me... io la matematica non la posso proprio sopportare! Numeri, calcoli astrusi: ma a che cosa servono?

Siete pronti a Scoprire con un esperimento perché la matematica è così affascinante? Dovrete semplicemente rispondere ad alcune domande.

È semplice: abbiamo preso l’autobus numero 8...

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... e siamo scesi alla settima fermata, come ci ha indicato l’autista.

Prima domanda: come siete arrivati fin qui?

Non è lontano. abbiamo impiegato circa 20 minuti.

Più 5 minuti per comperare i biglietti all’edicola...

Siamo in 7, un biglietto costa 80 centesimi... abbiamo speso in tutto 5 euro e 60. Ho pagato io con 6 euro e ho ricevuto 40 centesimi di resto.


Aiuto, tutti questi numeri mi confondono: sembra il testo di un problema!

ma per fortuna non nel gioco del calcio! Il calcio è la mia passione: quando gioco non penso certo alla matematica!

Bene! Allora parlaci della tua passione per il calcio.

Eh sì, è proprio così! Avete visto quanta matematica usiamo ogni momento senza accorgercene?

Gioco nella squadra dei Draghi blu: siamo 7 giocatori più 2 riserve. Ci alleniamo in un campetto fantastico di 50 metri per 30. Domenica abbiamo stracciato i nostri avversari 4 a 1! E un goal l’ho segnato io con un calcio d’angolo...

... e Quante figurine ho vinto... senza farmi imbrogliare da certi furbetti!

ma c’è un sacco di matematica anche nel calcio!

Ho capito! Ogni volta che c’è di mezzo la parola «quanto» ci serve la matematica!

Hai usato l’aritmetica e anche la geometria!

Visto? Quando vogliamo descrivere le cose con precisione usiamo la matematica! Gli uomini l’hanno inventata proprio per questo. Grazie alla matematica possiamo contare gli oggetti, misurare con precisione gli spazi, dire quanto pesiamo, a che ora ci siamo alzati, quanto abbiamo speso...

Esatto! E sapete una cosa? La matematica è una bellissima palestra per il nostro cervello: ci abitua a ragionare, a fare calcoli con la mente... Insomma, con la matematica vi sentirete più intelligenti e vi divertirete... parola di matematico!

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NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI Ogni giorno contiamo, calcoliamo, risolviamo problemi aritmetici... Marco, oggi è il 2: mancano solo 14 giorni al tuo compleanno! sei contento?

Non vedo l’ora! Ho distribuito 12 inviti per la mia festa. 7 amici hanno già confermato che verranno, aspetto ancora 5 risposte!

Ma chi ha inventato i numeri che usiamo ogni giorno? Il nostro sistema per scrivere i numeri e calcolare ha un’origine molto antica. Esso fu inventato in India circa duemila anni fa; successivamente fu adottato dagli Arabi e fu proprio grazie agli antichi testi dei matematici arabi che venne conosciuto anche in Europa: per questo le cifre che usiamo sono chiamate «arabe». Ma non è l’unico sistema di numerazione inventato dagli uomini: altri popoli antichi utilizzavano sistemi diversi, come scoprirai a pag. 228. In questa unità ripasserai le caratteristiche e le regole del nostro sistema di numerazione e imparerai a utilizzare anche i numeri oltre il mille.

222

Uhm, penso che 3 pizzette a testa basteranno. Se vengono tutti ci vorranno... (3 x 10 fa 30, 3 x 2 fa 6) ... Ci vorranno 36 pizzette! Preparerò anche una grande torta!

Leggi con attenzione i fumetti: oggi in casa di Marco hanno già risolto parecchi problemi aritmetici! Anche tu incontri ogni giorno problemi aritmetici: per risolverli occorre innanzitutto imparare a ragionare... In questa unità scoprirai il giusto metodo per affrontare e risolvere un problema aritmetico.

Con i numeri eseguiamo operazioni che ci permettono di risolvere i problemi: possiamo sommarli, sottrarli uno all’altro, moltiplicarli o dividerli. Ma per fare questo occorre anche essere abili nel calcolo! In questa unità approfondirai la conoscenza delle operazioni aritmetiche e scoprirai procedure e «trucchi» per calcolare in modo corretto e veloce... anche a mente. E scoprirai che il calcolo può essere anche una divertente ginnastica della mente!


Numeri

Numeri e cifre Ricordate la differenza tra numeri e cifre? il numero che indica gli alunni della classe è formato da due cifre: 24.

il numero che indica la mia età è formato da una sola cifra: 9.

il numero che indica l’età di mio nonno è formato da due cifre uguali: 66.

Osserva. Per scrivere il numero trecentosettantadue uso le cifre 3, 7 e 2. trecentosettantadue 372 Posso usare le stesse cifre per scrivere un numero diverso; completa tu. settecentoventitré duecentotrentasette

Le cifre sono i segni che usiamo per scrivere i numeri.

1

2

3

4

5

6

7

8

9

Bastano dieci cifre per formare tutti i numeri, anche quelli grandissimi.

Esercizi 1

Da quante cifre sono formati questi numeri? 21 345 ............................... 100 000 .............................. 546 340

2

...............................

327 000

.................................

3

Scrivi questi numeri in lettere, utilizzando un colore diverso per ogni cifra. 51

............................................................................................................

Scrivi tutti i numeri possibili combinando le cifre 4,9,1 e usando ciascuna una sola volta.

251

............................................................................................................

104

............................................................................................................

…………………………………………………………………………………………......….

164

............................................................................................................

Qual è il numero maggiore che hai ottenuto?

225

............................................................................................................

180

............................................................................................................

Qual è il minore?

………

………

223


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

Il nostro sistema di numerazione Per usare correttamente cifre e numeri occorre ricordare sempre le regole del nostro sistema di numerazione. Le conosci già: ripassiamole insieme. 324

531

843

tre centinaia

tre decine

tre unità

: 10

: 10 : 10

Il nostro sistema di numerazione è posizionale.

: 10

da

h

Le cifre evidenziate sono uguali, ma il valore cambia secondo la posizione che occupano nel numero.

u : 10 : 10

h h

da

u

da

u

x 10 x 10 x 10

x 10 x 10

x 10

1 centinaio (h) = 10 decine (da) 1 decina (da) = 10 unità (u)

Il valore delle cifre si basa su raggruppamenti di dieci: ogni cifra vale 10 volte di più di quella che si trova alla sua destra e 10 volte meno di quella che si trova alla sua sinistra. Il nostro sistema di numerazione è decimale.

Le cifre sono le stesse ma i numeri sono molto diversi! Che cosa osservi? h

da

u

h

da

u

h

da

u

2

3

2

0

3

2

3

0

La cifra 0 è importantissima perché indica un posto vuoto.

+1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1 +1

0

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Possiamo ordinare i numeri in successione sulla linea dei numeri. Sulla linea dei numeri ogni numero è maggiore > di tutti i numeri precedenti e minore < di tutti i numeri successivi. Possiamo sempre aggiungere a un numero + 1 e trovare il numero successivo... all’infinito! I numeri formano un insieme ordinato infinito. 224


Numeri

La classe delle migliaia Finora hai conosciuto unità, decine e centinaia. Ma se dobbiamo rappresentare quantità maggiori? Osserva che cosa succede se aggiungi + 1 al numero 999. ?

h

da

u

9

9

9

h

da

u

h

Se aggiungo 1 unità, formo un gruppo di 10 u: devo scambiarlo con 1 da.

da

u

h

Aggiungendo 1 decina formo un gruppo di 10 da: devo scambiarlo con 1 h.

da

u

Aggiungendo 1 centinaio formo un gruppo di 10 h: mi serve un nuovo posto!

Per scrivere i numeri grandi ci serve un abaco più grande: aggiungiamo la classe delle migliaia. classe delle migliaia (k)

hk hk dak uk 1

h

da

u

0

0

0

dak

centinaia decine di di migliaia migliaia

uk

kh

hda

hu

unità di migliaia

centinaia semplici

decine semplici

unità semplici

Leggere e scrivere i numeri grandi è facile se li suddividiamo in classi. Ogni classe è formata da tre ordini: unità, decine e centinaia. Per suddividere un numero in classi parti sempre da sinistra e forma gruppi di tre cifre. Osserva. 132 323

1 980

h

da

u

hk dak uk

h

da

u

1

3

2

3

4

2

3

6

2

Quando si scrive un numero in cifre, si lascia un piccolo spazio tra una classe e l’altra.

46 236

hk dak uk 3

classe delle unità (u)

centotrentaduemilatrecentoventitré

6

quarantaseimiladuecentotrentasei

hk dak uk 1

h

da

u

9

8

0

millenovecentottanta 225


Esercizi 1

59 2

Inserisci tra le seguenti coppie di numeri i simboli > (maggiore) o < (minore). ............

101 ............ 99

66

298

............

301

1 200

............

1 075

13 776 ............ 13 767

Completa la tabella scrivendo, per ogni numero dato, il precedente e il successivo.

Precedente Numero

39

100

299

501

690

999

1 289

4 500

765

16

Successivo 3

Cambiando la posizione delle cifre puoi ottenere vari numeri. Scrivili, poi cerchia in rosso il maggiore e in blu il minore.

5

Scomponi il numero.

................ ................

................

hk dak uk 376

................

4

................

Inserisci i numeri nella tabella, cifra per cifra, al loro posto.

h

da

u

vale

vale

vale

vale

vale

vale

....................

....................

....................

....................

....................

....................

unità

unità

unità

unità

unità

unità

6

Unisci ogni cifra con la scomposizione corrispondente. 2 370

1k 0h 8da 3u

293

2k 3h 7da 0u

127

1 083

4k 8h 8da 2u

60

4 882

6k 7h 9da 2u

6 792

2h 9da 3u

k

h

da

1 275

u

6 477

5 476 7

Completa la tabella. Numero 1 278 2 750 1 899 2 279 6 453 2 587

226

k

h

da

u

Scomposizione (1 x 1 000) + (2 x 100) + (7 x 10) + (8 x 1)


CERVELLI

1

+3

......................

1 230

1 233 ......................

7 408

2

in PALESTRA

Che cosa dicono le frecce? Completa. ......................

1 333 ......................

7 008

......................

1 320 ......................

7 010

320 ......................

7 100

Mario e Davide giocano al tiro al bersaglio.

4

......................

305 ......................

100

505 ......................

250

300

Calcola velocemente e completa le tabelle.

+ 100

6 da

......................

– 10

300

450

1 799

3 108

5 891

7 000

250

1 250

3 490

802

5 060

6 095

701

1 954

3 780

900

1 072

4 000

7 000

4 250

3 023

1005

3 900

1 978

60 u 3 da

5h

frecce di Mario

+ 1 000

1h 15 da

+ 10

frecce di Davide Mario con una freccia ha fatto centro. Davide ha tirato cinque frecce. Quale punteggio ha realizzato Davide? ....... Chi ha realizzato il punteggio maggiore?

– 10

– 1 000

...............................................................................

Quanti punti in più ha fatto il vincitore?

– 100

.......

+ 100

5

Scopri quali numeri devi scrivere in modo che sommandoli diano come risultato il numero indicato. 500 • 700 • 1000 • 3500 • 80 • 50 • 500 2000 • 15 • 200 • 20 • 35

3

Qual è il numero maggiore e il numero minore che puoi scrivere con queste quattro cifre?

6 000

1 600

3 7 0 5

Confrontati con i tuoi compagni: avete scritto gli stessi numeri?

1 000

227


I GRANDI TEMI Gli uomini hanno sempre contato così? Chi ha inventato i numeri?

Gli uomini antichi che abbiamo studiato in storia sapevano già contare e calcolare come noi?

Riflettete: sarebbe stato possibile costruire le ziggurat o le piramidi senza contare e calcolare? Ragazzi, credo proprio che i popoli antichi sapessero contare meglio di molti di voi...

I primi segni «matematici» erano semplici lineette PARL A IL MATEMATICO incise sul tronco di un albero o su un osso, forse per contare gli animali: ogni segno corrispondeva a un Sicuramente già oggetto. Un sistema molto semplice, ma poco pratico in epoca preistorica quando le cose da contare sono numerose! gli uomini sapevano Quando gli oggetti sono tanti, il modo più pratico per contare, ma certo non contarli è raggrupparli, per esempio come vedi a lato. rappresentavano i numeri Ogni gruppo di 5 segni è cerchiato, così contarli come facciamo noi. diventa più veloce. Ecco il primo sistema di numerazione! Ricordi come contavi da piccola?

usavo le dita delle mani!

Tutti fanno così: è la cosa più naturale. Ecco perché in quasi tutti i sistemi di numerazione si raggruppa per 5 o per 10, come il numero delle dita delle nostre mani! Anche il nostro sistema di numerazione è in base 10.

Con il tempo gli uomini inventarono dei simboli per rappresentare le diverse quantità. Questi simboli sono le cifre. I popoli delle antiche civiltà che avete studiato in Storia usavano ciascuno dei propri simboli. Ci vollero molti e molti secoli perché in tutto il mondo si affermasse il sistema che usiamo attualmente, chiamato indo-arabico perché inventato dagli antichi Indiani e perfezionato dagli Arabi. Confrontiamo insieme un sistema di numerazione antico con il nostro e scopriamo le differenze. 228


Il sistema di numerazione geroglifico Ecco i simboli utilizzati dagli antichi Egizi per rappresentare i numeri.

1

10

100

1 000

10 000

100 000

1 000 000

Come vedi, era un sistema in base 10, cioè decimale. Aveva 7 simboli: per scrivere i numeri si ripetevano i simboli necessari senza badare alla loro posizione. Osserva come si poteva scrivere, per esempio, il numero 234: 100 + 100 + 10 + 10 + 10 + 1 + 1 + 1 +1 10 + 10 + 10 + 100 + 100 + 1 + 1 + 1 +1 1 + 1 + 1 + 1 + 10 + 10 + 10 + 100 + 100 Per non scrivere righe troppo lunghe i simboli potevano anche essere sovrapposti.

Per leggere il numero si sommava il valore di ogni simbolo. Il sistema di numerazione egizio non era posizionale, come il nostro, ma additivo.

LA PAROLA A VOI Leggete insieme i seguenti numeri in geroglifico e scrivete il numero corrispondente in cifre arabe, cioè quelle che usiamo noi, e viceversa.

in geroglifico

in cifre arabe

in geroglifico

in cifre arabe

.....................

.....................

75

325

Confrontate i numeri scritti nei due sistemi. Quante cifre avete scritto in geroglifico e quante nel corrispondente numero in cifre arabe? Riflettete: qual è il vantaggio del nostro sistema posizionale? Avrete notato che nel sistema egizio manca la cifra che indica lo zero: sapete spiegare il perchÊ?

229


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

Risolvere i problemi Quanti piccoli o grandi problemi risolviamo ogni giorno! Dividetevi in 5 gruppi. Marta, distribuisci 4 pennarelli per ogni gruppo.

Ce ne vogliono 20. Qui ce ne sono solo 8!

In 4a B gli alunni hanno appena risolto un problema aritmetico. I problemi aritmetici sono quelli che contengono dati numerici. Per risolvere correttamente un problema occorre riflettere e procedere con metodo. Ecco le fasi che ti consigliamo di seguire. INIZIO

vado a prenderne altri 12 dallâ&#x20AC;&#x2122;armadio.

Esercizi 1

Ecco come si potrebbe scrivere il testo del problema che hanno risolto i bambini del fumetto. Completalo inserendo i dati. Poi scrivi la domanda.

I bambini di 4a B si sono divisi in

gruppi per il laboratorio di pittura. Ogni gruppo deve ricevere Nel barattolo ci sono solo

Leggo il testo del problema e cerco di immaginare bene la situazione.

...................

Domanda:

...................

...................

pennarelli.

pennarelli.

..................................................................................

.................................................................................................................. ..................................................................................................................

Individuo e comprendo la domanda. 2

Ricavo dal testo i dati che mi servono per rispondere alla domanda. Scelgo il procedimento risolutivo, cioè decido le operazioni che devo eseguire. Eseguo i calcoli. Scrivo la risposta.

FINE 230

Completa lo schema risolutivo inserendo i numeri e i segni delle operazioni al posto giusto. 5


Problemi

Il testo e la domanda La prima cosa da fare è leggere con attenzione il testo. Per essere sicuro di averlo capito bene prova a immaginarti la situazione concreta. A volte è molto utile disegnarla.

Nel laboratorio di pittura un gruppo di bambini sta lavorando con le tesserine di mosaico. Luigi ha 32 tesserine, Ranja 15 in più di Luigi e Carlo 7 in meno di Ranja. Quante tesserine hanno in tutto i 3 bambini?

• Analizziamo insieme il testo. Di che situazione si tratta? Che cosa sta succedendo? ............................................................................................................................................................................................................................................................................................

• Il testo ci fornisce molte informazioni. Segna con una crocetta solo quelle vere. I bambini sono 3.

Carlo ha 7 anni meno di Ranja.

Luigi ha 32 tesserine.

Carlo ha 7 tesserine meno di Ranja.

Ranja ha più tesserine di tutti.

Ranja ha 15 tesserine in più di Carlo.

Ranja ha 15 tesserine in più di Luigi.

I bambini vogliono fare un mosaico.

La domanda è la parte più importante del testo di un problema perché ti dice che cosa devi trovare. Leggila sempre con attenzione e non procedere finché non sei sicuro di averla veramente capita. A volte in un testo ci sono domande nascoste, cioè qualcosa che devi trovare per avere tutte le informazioni che ti servono. • Cerca nel testo la domanda e sottolineala. • Nel problema che hai letto ci sono due domande nascoste. Quali? 1

........................................................................................................................................................................................................................................................................................

2

........................................................................................................................................................................................................................................................................................

Esercizi Leggi il testo dei problemi e disegna le situazioni sul quaderno. Poi risolvi.

Inventa tu una domanda per questi problemi, poi risolvili sul quaderno.

1

Paolo va al negozio di casalinghi e acquista 24 piatti e 6 confezioni di 4 bicchieri ciascuna. Quanti oggetti ha acquistato in tutto?

3

Alessandra oggi pomeriggio ha letto 37 pagine del libro sui dinosauri; ieri ne aveva lette 25.

2

Giorgia deve distribuire 250 inviti per lo spettacolo della sua classe. Ne ha distribuiti 25 in ognuna delle 3 classi del suo corridoio. Quanti deve ancora distribuirne?

4

Nell’infermeria della scuola c’è la cassetta del Pronto soccorso. Dall’inizio dell’anno sono stati utilizzati 35 cerotti. Ce ne sono ancora 95.

231


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

Analizzare i dati I dati sono le informazioni numeriche che fornisce il testo e che ti servono per trovare la soluzione. Per organizzare meglio l’intervallo, gli insegnanti della scuola Pascoli hanno fatto un sondaggio chiedendo ai 270 alunni di indicare quale attività preferiscono. 93 hanno indicato il calcio, 52 la pallavolo, 41 i giochi da tavolo e gli altri il gioco libero. Quanti alunni preferiscono il gioco libero?

• Completa l’elenco dei dati. Dati 270 n. totale alunni .............

......................................................................................................................

.............

......................................................................................................................

.............

......................................................................................................................

I dati utili e inutili

Attenzione! Non sempre tutti i numeri che trovi nel testo sono dati utili alla risoluzione del problema. Per scoprire quali sono i dati che ti servono parti sempre dalla domanda. Al teatro Sipario ci sono 800 posti. Per lo spettacolo di questa sera sono stati venduti 165 biglietti di platea a 30 euro l’uno, 314 biglietti di galleria a 20 euro l’uno e 287 biglietti al costo speciale di 15 euro per i giovani sotto i 25 anni. Quanto ha incassato questa sera la biglietteria del teatro? • Completa l’elenco dei dati utili. Sottolinea nel testo i dati inutili. Domanda ? totale incasso Dati .............

n. biglietti di platea venduti

.............

prezzo del biglietto di platea

.............

n.

..............................................................................

.............

..............................................................................

.............

n.

..............................................................................

.............

..............................................................................

Esercizi 1

232

Rileggi il testo del problema sul teatro ma sostituisci la domanda con la seguente: Quanti posti sono rimasti vuoti alla rappresentazione di stasera? Elenca sul quaderno i dati utili e quelli inutili alla soluzione.

Risolvi sul quaderno i seguenti problemi sottolineando i dati inutili, se ci sono. 2

Luca ha una collezione di 368 cartoline. Sua sorella, che ha 4 anni, gli ha chiesto tutte quelle che raffigurano animali e lui gliene ha regalate 56. Quante cartoline rimangono a Luca?

3

Mia mamma ha 35 anni e mio papà 3 anni più di lei. Quando sono nato io, 9 anni fa, quanti anni aveva la mamma?


Problemi I dati nascosti

A volte nel testo di un problema ci sono informazioni che indicano un dato numerico o una operazione ma sono espresse in parole. Devi leggere attentamente il testo per scoprire questi dati nascosti.

• Trova i dati nascosti dei seguenti problemi, poi risolvi sul quaderno. Per la «Settimana della mela» i produttori locali offrono gratuitamente in piazza ogni giorno 1 mela ai primi 300 passanti che desiderano gustarla. Le trasportano in casse che contengono 100 mele ciascuna. Quante casse devono portare per tutta la settimana?

ESEMPI

DI DATI NUMERICI NASCOSTI

Indicano un numero: una dozzina ➜ 12 un paio, una coppia ➜ 2 una settimana ➜ 7 giorni un anno ➜ 365 giorni un giorno ➜ 24 ore Indicano una operazione: la metà ➜ : 2 il doppio ➜ x 2 il triplo ➜ x 3

Il negozio Vestiben ha messo in saldo 3 dozzine di magliette bianche ricamate, 2 dozzine di magliette nere e 4 dozzine di magliette a righe colorate. Dopo una settimana ha già venduto la metà delle magliette! Quante gliene sono rimaste?

Dato nascosto

Dati nascosti

..........................................................................................................................................

.......................................................................................................................................... ..........................................................................................................................................

E se manca un dato?

Dopo aver letto il testo di un problema e la domanda, chiediti sempre: ho tutti i dati necessari per trovare la soluzione? Se ti sembra che manchi qualcosa, rileggi attentamente il testo: può darsi che ci sia un dato nascosto, oppure un dato che puoi trovare tu sulla base delle informazioni che hai già. E se invece manca proprio un dato necessario? Allora il problema è impossibile. • Individua nei seguenti problemi il dato che manca per risolverli. Inventalo tu e riscrivi il testo. Poi risolvili sul quaderno. Claudio festeggia il compleanno invitando i suoi amici in pizzeria. Ognuno prende una pizza che costa € 8 e una bibita da € 4. Quanto pagherà in tutto Claudio?

Giovanna sta leggendo un romanzo d’avventura molto appassionante. Ogni sera prima di andare a dormire ne legge 5 pagine. In quanti giorni Giovanna finirà di leggere il libro?

Dato mancante

Dato mancante

...........................................................................................................................................

...........................................................................................................................................

233


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

Il procedimento risolutivo Dopo aver letto bene il testo, immaginato la situazione e individuato i dati, devi decidere quali operazioni fare per risolvere il problema. Per fare questo devi sviluppare un ragionamento. Facciamolo insieme. 3 volontari dell’associazione Mondoverde stanno imbustando gli inviti da spedire per la Festa dell’aria pulita: Paola ne ha già imbustati 172, Giovanni 240 e Lisa 207. Gli inviti da spedire sono 700. Quanti ne devono ancora imbustare? Dati 172

inviti imbustati da Paola

240

.....................................................................................................

207

.....................................................................................................

700

.....................................................................................................

Domanda ? inviti ancora da imbustare

Rifletto Devo trovare quanti inviti devono ancora essere imbustati. Conosco il totale degli inviti? Sì, è 700. Conosco il totale degli inviti imbustati finora? No, ma posso calcolarlo. Il problema contiene una domanda nascosta: quanti inviti sono stati imbustati finora? Posso ora impostare il procedimento risolutivo. Lo rappresento con un diagramma a blocchi.

Risoluzione 172

Trovo il totale degli inviti imbustati (rispondo alla domanda nascosta).

240

207

+ Calcolo la differenza tra il totale degli inviti e il totale di quelli già imbustati (rispondo alla domanda finale).

700 –

Trovo il numero degli inviti da imbustare. Risposta Paola, Giovanni e Lisa devono ancora imbustare

....................................................................................................

Esercizi Risolvi sul quaderno i seguenti problemi individuando la domanda nascosta. 1

2

234

Giulia per il suo compleanno ha ricevuto € 26 e € 13, ma ha subito speso € 21 per comprarsi un gioco elettronico. Quanti soldi le restano? Mariella pesa 24 kg, Luciana pesa 13 kg in più di Mariella, mentre Rita pesa 4 kg in meno di Luciana. Quanto pesa Rita?

3

Completa con i numeri mancanti poi inventa il testo di un problema partendo dal diagramma a blocchi.

124

65

55

+ 4 :


Esercizi Dati nascosti

Domanda nascosta

Scrivi il dato nascosto e risolvi sul quaderno.

Risolvi sul quaderno tenendo conto della domanda nascosta.

1

Ogni giorno Marco e le sue sorelle consumano a colazione 2 confezioni di yogurt. Se ogni confezione costa € 1,86, quanto spenderà la famiglia di Marco nel mese di gennaio per l’acquisto degli yogurt? ..........................................................................................................................

2

I cani dell’allevamento di Paola mangiano ogni giorno 8 kg di cibo pronto per cani. Quanti chilogrammi di cibo deve comprare Paola in un anno? ..........................................................................................................................

3

La proprietaria della cartoleria «Birbe Felici» ha assunto un vetrinista per allestire una vetrina speciale per ogni stagione. Per ogni allestimento il vetrinista chiede un compenso di 375 euro. Quanto spende la cartolaia in un anno?

7

Al supermercato zia Clara compra 12 scatolette di cibo per gatti, che costano € 0,89 ciascuna. Se paga con una banconota da € 20, quanto riceve di resto?

8

Alla gita di fine anno parteciperanno 216 persone tra bambini e insegnanti. Ogni pullman ha 54 posti e costa 550 euro. Quanto spenderà la scuola per i pullman?

Risolvi sul quaderno utilizzando i diagrammi a blocchi. 9

Sulla bancarella del mercato un venditore ha esposto 35 paia di calzini da uomo, 14 paia di calze da bambino e 27 paia di calze sportive. Quante calze ci sono in tutto sulla bancarella?

10

Enzo ha percorso, con la sua auto nuova, il primo giorno 150 km, il secondo giorno 200 km, il terzo giorno 350 km. A fine settimana il contachilometri segna 1 500 km. Quanti km ha percorso negli altri quattro giorni?

..........................................................................................................................

Dati mancanti Individua il dato mancante, scrivilo e risolvi sul quaderno. 4

Per il suo compleanno Giada ha portato a scuola 2 vassoi di biscotti preparati da sua zia. Ogni vassoio contiene 46 biscotti. Quanti ne può mangiare ogni bambino? ..........................................................................................................................

5

In ogni refettorio della scuola Verdi ci sono 3 tavoli. Ogni tavolo accoglie 20 bambini e un insegnante. Quanti sono in tutto i posti disponibili? ..........................................................................................................................

Dati inutili Cancella i dati inutili poi risolvi sul quaderno. 6 Gianni ha raccolto 63 figurine per l’album dei calciatori, 35 per l’album degli animali, 15 per l’album delle piante. Anche Tommaso fa la raccolta per l’album dei calciatori: in tutto ne possiede 90. Chi dei due ha più figurine di calciatori? Quante in più? 235


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

Le quattro operazioni Addizione 46

Sottrazione

km

46 52

km 52

m 58 k

km

Giorgio ha programmato un viaggio in bicicletta. Il primo giorno percorrerà 46 chilometri, il secondo 52 e il terzo 58. Quanti chilometri percorrerà in tutto?

Giorgio vuole compiere in bicicletta un viaggio di 156 chilometri. Nei primi due giorni ne ha già percorsi 96. Quanti chilometri gli mancano?

46 + 52 + 58 = 156

Federico ha 172 biglie in vetro e suo fratello 145. Quante biglie hanno complessivamente i due fratelli?

km 58

km

156 – 96 = 58

Federico e suo fratello hanno una collezione di 317 biglie. Federico ne prende 172. Quante ne restano al fratello?

172 + 145 = 317

317 – 172 = 145

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

Anna ha 9 anni; suo fratello Mario ha 6 anni in più. Quanti anni ha Mario?

Mario ha 15 anni e la sua sorella Anna 9. Quanti anni di differenza ci sono tra i due fratelli?

9 + 6 = 15

15 – 9 = 6

Usiamo l’addizione per aggiungere, unire, sommare e trovare il totale o somma fra due o più numeri. Per indicare l’operazione dell’addizione usiamo il simbolo aritmetico +.

Usiamo la sottrazione per confrontare due numeri e trovare la differenza, quanto manca o quanto resta. Per indicare l’operazione della sottrazione usiamo il simbolo aritmetico –.

La sottrazione è l’ operazione inversa dell’addizione.

236

addendo addendo

172 145

somma o totale

317

+ =

317 145 172

– =

minuendo sottraendo resto o differenza


Operazioni

Moltiplicazione

Divisione

3 pulmini stanno per partire per una gita. In ogni pulmino hanno preso posto 9 turisti. Quanti sono in tutto i turisti in partenza?

27 turisti in gita si distribuiscono in numero uguale sui 3 pulmini a disposizione. Quanti turisti ci saranno su ogni pulmino?

3x9=

27 : 3 =

.............

.............

copertina lucida copertina opaca

In cartoleria c’è un nuovo assortimento di quaderni con copertina lucida o opaca e in tre diversi colori. Tra quante combinazioni si può scegliere? .............

x

.............

=

27 turisti in gita hanno a disposizione pulmini da 9 posti ciascuno; si suddividono quindi in gruppi di 9. Quanti gruppi formeranno?

27 : 9 =

.............

.............

Il vivaista ha piantato 180 nuovi alberelli distribuendoli su 15 file uguali. Quanti alberi ci sono in ogni fila?

180 : 15 = Il vivaista ha piantato 15 file da 12 alberelli ciascuna. Quante file ha piantato in tutto?

12 x 15 =

Il vivaista ha piantato 180 nuovi alberelli in file da 12 piante ciascuna. Quante file ha formato?

180 : 12 =

.............

Usiamo la moltiplicazione per sommare due o più volte lo stesso numero. Per indicare l’operazione della moltiplicazione usiamo il simbolo aritmetico x.

.............

.............

Usiamo la divisione per distribuire o suddividere un numero in parti uguali. Per indicare l’operazione della divisione usiamo il simbolo aritmetico :.

fattori

La divisione è l’ operazione inversa della moltiplicazione. moltiplicando 15 x moltiplicatore 12 = 30 15 prodotto

180

divisore 180 : 15 = 12 quoto dividendo (se non c’è resto) quoziente (se c’è resto) 237


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

L’addizione e le sue proprietà La proprietà commutativa

100 + 50 = 150

Se cambiamo l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Utilizziamo questa proprietà quando eseguiamo la prova dell’addizione.

50 + 100 = 150 La proprietà associativa

17 + 30 + 3

17 + 30 + 3

20 + 30 = 50

47 + 3 = 50

In un’addizione con più di due addendi, possiamo sostituire due addendi con la loro somma: il risultato non cambia.

La proprietà dissociativa

350 +

70

= 420

350 + 50 + 20 = 420

Possiamo sostituire un addendo con due o più addendi la cui somma sia uguale all’addendo che abbiamo sostituito: il risultato non cambia.

Lo 0 nell’addizione

743 + 0 = 743

0 + 92 = 92

Se uno dei due addendi è 0, la somma equivale all’altro addendo: lo 0 è l’elemento neutro dell’addizione.

Le addizioni in colonna Sai già come si eseguono le addizioni in colonna. Con la stessa tecnica puoi facilmente eseguire anche addizioni con addendi oltre il mille. La cosa più importante è incolonnare correttamente le cifre! Poi calcoli partendo sempre dalle unità, riportando i cambi se ci sono.

uk h da u

dak uk h da u

1

1

2 0 2 7 + 1 4 4 = 2 1 7 1

1

7 19 15 6 + 8 5 4 8 = 6 5 0 4

Esercizi 1

Esegui in colonna poi applica la proprietà commutativa per eseguire la prova.

567 + 934 = 298 + 782 = 238

3497 + 456 = 706 + 4567 =

3098 + 712 + 909 = 5006 + 345 + 827 =

2

Calcola in riga.

112 + 216 = 803 + 72 = 674 + 220 =

6513 + 418 = 1325 + 255 = 309 + 431 = 2421 + 307 = 4275 + 2025 = 7308 + 1202 =


CERVELLI

1

250 + 80 + 50 = …....…. + …....…. + …....…. = 270 + 100 + 30 = …....…. + …....…. + …....…. = 2

…....….

1 150 + 180 + 750 = …....…. + …....…. + …....…. = …....….

…....….

2 160 + 170 + 140 = …....…. + …....…. + …....…. =

+

50

….....................................….

300

+

500

….....................................….

.....................

+ + + +

150

+

30

=

…......................................….

200

+

=

260 .............

500 =

…......................................….

.....................

= 500 + 400 + 200 + .....................

=

.............

+

180

+

….....................................….

+

2 500 +

+

400

….....................................….

+

320

+

240 =

…......................................….

500

=

.............

+ 1 600 =

…......................................….

=

.............

218 + 380 +

..................... .....................

= 300 + 20 = 500 + 100

1000 = 250 + ................... + ................... 1000 + 300 = 500 + ...................

Calcola in riga, applicando le proprietà dell’addizione più convenienti.

14 + 20 + 16 = 43 + 30 + 27 =

12 + 23 + 128 = ............. 9 + 1 191 + 200 = ............... 565 + 17 + 15 = ................

................ ................

67 + 100 + 33 = 5

…....….

Completa le uguaglianze scrivendo i numeri mancanti.

450 + 299 = 4

Puoi allenarti a diventare veloce nei calcoli, soprattutto nei calcoli a mente, applicando in modo furbo le proprietà delle operazioni.

Vuoi semplificare il calcolo? Colora allo stesso modo gli addendi che è conveniente associare poi esegui! 70

3

in PALESTRA

Cambia l’ordine degli addendi per rendere più veloce il calcolo, poi scrivi il risultato.

.............

813 + 65 + 17 = 36 + 60 + 224 = 309 + 35 + 11 =

............. ............. .............

1 181 + 209 = ............. 202 + 438 = ............. 2 470 + 1 130 = .............

Completa le numerazioni rispettando il comando. +9

160

.............

.............

.............

.............

.............

.............

223

.............

.............

.............

.............

.............

.............

124

.............

.............

.............

.............

.............

.............

841

+ 11 47

Vuoi conoscere altri segreti del calcolo veloce? Eccoli!

+ 10 771 6

Completa le tabelle.

+ 11 + 19

39

50

259

126

109

139

39

25

220

90

88

121

+ 10 vuol dire aumentare di 1 la cifra delle decine; + 9 vuol dire aggiungere 10 e togliere 1; + 19 vuol dire + 20 – 1; + 29 vuol dire + 30 – 1 e così via; + 11 vuol dire aggiungere 10 e poi ancora 1.

239


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

La sottrazione e la sua proprietà La proprietà invariantiva E tra 4 anni avranno entrambe 4 anni in più !

Sara ha 9 anni e sua mamma ne ha 36. Quanti anni di differenza ci sono tra di loro?

36 – 9 = 27

Sempre la stessa ! 5 anni fa avevano tutte e due 5 anni in meno !

5 anni fa qual era la differenza tra le loro età? E quale sarà tra 4 anni ?

Il ragionamento dei bambini è esatto. Lo possiamo rappresentare con i numeri. Se aggiungiamo o togliamo lo stesso nu36 – 9 = 27 36 – 9 = 27 mero ai due termini di una sottrazione, il –5 –5 +4 +4 risultato non cambia. 40 – 13 = 27

31 – 4 = 27 Lo 0 nella sottrazione

La sottrazione è sempre possibile?

1 390 – 0 = 1 390

1 380 – 1 390 = impossibile

Se il sottraendo è 0, la differenza equivale al minuendo: lo 0 è l’elemento neutro della sottrazione.

La sottrazione non si può fare. Con i numeri naturali, quelli che hai usato finora, una sottrazione è possibile solo se il minuendo è maggiore del sottraendo. La sottrazione qui sopra è possibile solo usando i numeri «sotto lo zero», che scoprirai nei prossimi anni.

Le sottrazioni in colonna Le sottrazioni in colonna con i numeri oltre il mille si eseguono anch’esse come hai imparato a fare finora. Fai attenzione a incolonnare correttamente; poi esegui i calcoli partendo sempre dalla colonna delle unità, riportando i prestiti se ci sono.

uk h da u 4 12 15 9 – 3 6 7 = 3 8 9 2

Esercizi 1

Calcola in riga.

179 – 139 = …….........….. 123 – 83 = …….........….. 230 – 180 = …….........….. 240

2

540 – 290 = …….........….. 765 – 215 = …….........….. 1250 – 750= …….........…..

Calcola in colonna sul quaderno.

9 067 – 6 742 = 3 580 – 1 227 = 1 854 – 942 =

5 089 – 3 365 = 6 345 – 3 613 = 17 421 – 15 607 =

13 350 – 5 270 = 53 972 – 21 699 = 60 567 – 49 641 =


CERVELLI

1

1850 – 145 =

.................

2

in PALESTRA

Applica la proprietà invariantiva per semplificare il calcolo e scrivi il risultato.

– .............. =

278 – 43 =

..............

.................

1 956 – 37 =

– .............. =

..............

.................

Completa le numerazioni rispettando il comando. –9

225

– .............. =

572 – 62 =

..............

.................

– .............. =

..............

anche le sottrazioni hanno i loro segreti per il calcolo veloce! Eccoli...

.............

.............

.............

.............

.............

.............

162

.............

.............

.............

.............

.............

.............

44

– 11 121 – 10 422

.............

.............

.............

.............

.............

.............

352

.............

.............

.............

.............

.............

639

– 10 e – 100 vuol dire diminuire di 1 la cifra delle decine o delle centinaia. – 9 vuol dire togliere 10 e aggiungere 1; – 19 vuol dire – 20 + 1; – 29 vuol dire – 30 + 1 e così via; – 11 vuol dire togliere 10 e poi ancora 1.

– 100 1 339 3

.............

Leggi il comando e completa le tabelle.

– 11

31

500

472

120 4

Ricordi la prova della sottrazione? Devi sommare il resto e il sottraendo: se ottieni il minuendo, la sottrazione è esatta.

5

– 19

1 009

138

200

610

90

88

Esegui la prova di queste sottrazioni sul quaderno poi colora solo i risultati esatti.

678 – 239 = 439

1 009 – 254 = 745

8 956 – 7 800 = 1156

568 – 473 = 195

3 956 – 458 = 3 498

500 – 194 = 306

Colora le caselle che contengono la cifra o le cifre che cambiano, calcola a mente poi scrivi il risultato.

4 5 6 3 – 300 = 3 4 6 6 – 40 =

..................

......................

7 4 6 2 – 6 000 =

..............

6 2 8 2 – 1 000 = 4 5 9 8 –8=

..............

.........................

9 3 5 1 – 200 =

..................

2 3 6 4 –7=

.....................

5 4 8 3 – 600 = 1 5 2 3 – 90 =

..............

.................

2 9 4 7 – 80 =

..................

7 3 8 2 – 700 = 1 2 7 2 –3=

..............

.....................

241


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

La moltiplicazione e le sue proprietà La proprietà commutativa

Ho 3 mazzi di 25 fiori ciascuno.

Ho 25 mazzolini di 3 fiori ciascuno.

3 x 25 = 75 Se cambiamo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia. 25 x 3 = 75 La proprietà associativa

132 x 3 x 5 x 2 = 396

x

10

= 3 960

In una moltiplicazione con più di due fattori, possiamo sostituire due o più fattori con il loro prodotto: il prodotto finale non cambia.

Osserva: la proprietà commutativa e associativa combinate insieme ci aiutano a eseguire i calcoli !

40

9 x 300

x7

4 x 10 x 7

9 x 3 x 100 = 27 x 100 = 2 700

7 x 4 x 10 = 28 x 10 = 280

Lo 0 e l’1 nella moltiplicazione

37 x 0 = 0 Se in una moltiplicazione uno dei fattori è 0, il prodotto è uguale a 0: lo 0 è l’elemento assorbente della moltiplicazione.

37 x 1 = 37 Se in una moltiplicazione di due fattori uno dei fattori è 1, il prodotto è uguale all’altro fattore: l’1 è l’elemento neutro della moltiplicazione.

Esercizi 1

Risolvi applicando le proprietà commutativa e associativa.

3 x 5 x 8 = 5 x ........ x ........ = ................ 3 x 5 x 2 = 3 x (5 x ........) = .................. 7 x 2 x 5 = ........ x ........ x ........ = .............. 5 x 6 x 4 = 6 x (5 x ........) x ........ = ........... 4 x 3 x 7 = ........ x ........ x ........ = .............. 3 x 3 x 7 = 7 x (........ x ........) x ........ = ........... 242

2

Completa le uguaglianze.

6x

=6 x8=8 x ........... = 1

...........

........... ...........

3x

=0 x5=0 x1=0

...........

........... ...........


Le operazioni La proprietà distributiva e la moltiplicazione in colonna

147 x 6 = 882

• Ho scomposto il fattore 147, cioè ho sostituito il fattore 147 con una addizione in cui totale è uguale al fattore stesso.

(100 + 40 + 7) x 6 (100 x 6) + (40 x 6) + (7 x 6) 600 +

240 +

• Moltiplico per 6 ogni addendo della somma.

42 = 882 • Sommo i prodotti parziali.

Hai applicato la proprietà distributiva. In una moltiplicazione possiamo sostituire un fattore con una somma equivalente, moltiplicare ogni addendo per l’altro fattore e infine sommare i risultati parziali: il risultato non cambia. Questa proprietà è molto importante: è quella che applichiamo nella tecnica della moltiplicazione in colonna. dak uk h da u 1° fattore 2° fattore

3 2 4 x 2 6 5 = 1 6 2 0 1 9 4 4 0 6 4 8 0 0

• Moltiplico il primo fattore con le unità del secondo. • Moltiplico il primo fattore con le decine del secondo. • Moltiplico il primo fattore con le centinaia del secondo.

8 5 8 6 0

• Sommo i prodotti parziali e ottengo il prodotto totale.

Esercizi 1

Calcola in colonna sul quaderno.

45 x 3 = 72 x 2 = 39 x 4 =

55 x 7 = 13 x 5 = 52 x 8 =

75 x 6 = 64 x 5 = 93 x 7 =

Applica la proprietà distributiva poi calcola sul quaderno. (20 + 4) x 18 = (........ x ........) + (........ x ........) = (12 + 6) x 14 = (........ x ........) + (........ x ........) = (32 – 8) x 12 = (........ x ........) – (........ x ........) = (26 – 9) x 15 = (........ x ........) – (........ x ........) = (70 – 10) x 13 = (........ x ........) – (........ x ........) = (15 + 5) x 25 = (........ x ........) + (........ x ........) = (34 – 17) x 16 = (........ x ........) – (........ x ........) = 2

3

Applica liberamente la proprietà distributiva.

31 x 24 = .............................................................................................................. 12 x 43 = .............................................................................................................. 66 x 15 = .............................................................................................................. 27 x 25 = .............................................................................................................. 108 x 24 = .......................................................................................................... 330 x 25 = .......................................................................................................... Esegui in colonna sul quaderno. 4

437 x 6 = 348 x 5 = 210 x 3 = 1568 x 9 = 2561 x 5 =

5

17 x 13 = 27 x 32 = 85 x 15 = 204 x 23 = 182 x 39 =

6

342 236 145 209 391

x x x x x

165 201 327 129 415

= = = = = 243


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

La divisione e le sue proprietà La proprietà invariantiva

36 : 12 = 3

90 : 5 = 18

:3

:3

x2

12 :

4 = 3

x2

Possiamo dividere o moltiplicare per lo stesso numero i due termini della divisione: il risultato non cambia.

180 : 10 = 18

La proprietà invariantiva ci consente di semplificare alcune divisioni per risolverle a mente. Essa è molto utile per abbreviare una divisione quando entrambi i termini finiscono con uno o più zeri, cioè sono divisibili per 10, per 100 o per 1000. Osserva. 120 : 30

(120 : 10) : (30 : 10) = 12 : 3 = 4

3 500 : 700

(3 500 : 100) : (700 : 100) = 35 : 7 = 5

48 000 : 4 000

(48 000 : 1000) : (4 000 : 1000) = 48 : 4 = 12

La proprietà distributiva

224 : 4 = 56

Possiamo sostituire il dividendo con una somma equivalente e dividere ogni addendo per il divisore: il risultato non cambia.

(200 + 24) : 4 = (200 : 4) + (24 : 4) = 50 + 6 = 56

Se rifletti bene, è proprio così che facciamo quando risolviamo una divisione in colonna.

Lo 0 e l’1 nella divisione

84 : 0 = impossibile

84 : 1 = 84

Qualunque divisione con divisore 0 è impossibile.

In una divisione con dividendo 1 il quoto è uguale al dividendo.

Esercizi 1

Completa.

8: ................ = 8 5 : ................ = 1 6 : 2 = ................ 7 : 1 = ................ 4 : 4 = ................ 244

2

Applica la proprietà invariantiva e risolvi sul quaderno.

220 600 900 200 850

: : : : :

20 = 60 = 300 = 40 = 50 =

36 000 : 600 = 2 000 : 50 = 4 000 : 200 = 5 800 : 2 900 = 6 400 : 320 =

81000 : 9 000 = 7 200 : 800 = 2 800 : 700 = 16 000 : 400 = 5 800 : 290 =

3

Applica la proprietà distributiva e risolvi sul quaderno.

(8 + 20) : 4 = (18 + 21) : 3 = (72 – 36) : 9 =


Le operazioni

La tecnica della divisione in colonna Con il divisore a una cifra

1879 14

7 268

47 42

• Considero le prime due cifre. Il 7 nel 18 ci sta 2 volte. Calcolo 7 x 2 = 14, al 18 resta 4. • Considero la cifra 7 delle decine e la unisco al resto. Il 7 nel 47 sta 6 volte. Calcolo 7 x 6 = 42, al 47 resta 5. • Considero la cifra 9 delle unità e la unisco al resto. Il 7 nel 59 sta 8 volte. Calcolo 7 x 8 = 56, al 59 resta 3.

59 56

prova

3

268 x 7=

1879 : 7 = 268 con resto 3

1 876 + 3 = 1 879

Con il divisore a due cifre

369 365

73

• Il 73 nel 36 non ci sta: considero tutte e tre le cifre del dividendo. • Ragiono così: quante volte sta il 7 nel 36? Ci sta 5 volte con l’avanzo di 1, che messo davanti a 9 fa 19; il 3 nel 19 sta 5 volte? Sì. Scrivo 5 e calcolo se c’è resto. 73 x 5 = 365. Rimane 4 di resto.

5 4

369 : 73 = 5 resto 4

948 92

23 41

28 23 5

• Il 23 nel 9 non ci sta. Prendo in considerazione le prime due cifre. • Il 2 nel 9 sta 4 volte con il resto di 1 che messo davanti a 4 fa 14; il 3 nel 14 ci sta 4 volte? Sì. Scrivo 4 al quoziente. Calcolo. 23 x 4 = 92, al 94 resta 2. • Considero la cifra delle unità che unita al resto dà 28. Il 2 nel 2 sta 1 volta, ma il 3 nell’8 sta 1 volta? Sì. Scrivo 1 al quoziente. Calcolo. 23 x 1 = 23, al 28 resta 5. 948 : 23 = 41 resto 5

Esercizi 1

Calcola sul quaderno e trova il quoto.

284 : 9 = 952 : 4 = 2

472 : 8 = 582 : 6 =

392 : 28 = 851 : 37 =

1292 : 19 = 1458 : 24 =

Calcola sul quaderno e trova il quoziente.

183 : 7 = 285 : 6 =

975 : 8 = 690 : 4 =

450 : 14 = 669 : 19 =

1 907 : 32 = 5 498 : 29 =

3

Risolvi il problema sul quaderno.

Un’industria conserviera di Forlì produce ogni giorno 18 840 barattoli di marmellata, che vengono confezionati in scatole da 24 barattoli ciascuna, destinate ai negozi. Quante scatole vengono riempite ogni giorno? 245


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

I multipli

ricordi le numerazioni?

Continua tu la numerazione del 3.

0

+3

3

+3

6

+3

9

+3

12

+3

15

+3

+3

+3

...........

+3

...........

...........

...........

Hai eseguito una serie di addizioni successive aggiungendo sempre 3, cioè hai moltiplicato il numero 3 x 1, x 2, x 3, x 4 ecc. Una numerazione si ottiene moltiplicando un numero x 1, x 2, x 3, x 4 ecc. all’infinito. Tutti i numeri di una numerazione sono multipli del numero di partenza: 3, 6, 9, 12, 15... sono multipli di 3. I multipli di un numero sono il prodotto di quel numero per un qualunque altro numero. Osserva la tabella dei primi 100 numeri. Cerchia in blu tutti i multipli di 4. Cerchia in rosso tutti i multipli di 3. Cerchia in arancione tutti i multipli di 5. Che cosa osservi? Alcuni numeri hanno multipli in comune. Per esempio: • 15 è multiplo di ......... e di ......... • 20 è multiplo di ......... e di .......... Ma se rifletti, 20 è anche multiplo di 2 e di 10, oltre che di 1 e di sé stesso. Infatti: 10 x 2 = 20 20 x 1 = 20 2 x 10 = 20 1 x 20 = 20

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

39

40

41

42

43

44

45

46

47

48

49

50

51

52

53

54

55

56

57

58

59

60

61

62

63

64

65

66

67

68

69

70

71

72

73

74

75

76

77

78

79

80

81

82

83

84

85

86

87

88

89

90

91

92

93

94

95

96

97

98

99 100

Esercizi Completa. 8 è multiplo di 16 è multiplo di 18 è multiplo di 24 è multiplo di 36 è multiplo di 12 è multiplo di 14 è multiplo di 20 è multiplo di 1

246

2 ................................................................................

................................................................................

20 12 15

................................................................................

3

................................................................................ ................................................................................

................................................................................ ................................................................................ ................................................................................

2: 7:

Completa le successioni con i multipli del numero di partenza. .....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

.....................

Osserva la tabella dei primi 100 numeri e scrivi i multipli di 2 e 7. ................................................................................................................................. .................................................................................................................................


Le operazioni

I divisori X

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

1

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

2

2

4

6

8

10

12

14

16

18

20

3

3

6

9

12

15

18

21

24

27

30

4

4

8

12

16

20

24

28

32

36

40

5

5

10

15

20

25

30

35

40

45

50

6

6

12

18

24

30

36

42

48

54

60

7

7

14

21

28

35

42

49

56

63

70

8

8

16

24

32

40

48

56

64

72

80

9

9

18

27

36

45

54

63

72

81

90

10

10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

Osserva la tabella della moltiplicazione dei primi 100 numeri. Nella tabella abbiamo evidenziato il numero 12. Esso è multiplo di 1, di 2, di 3, di 4, di 6 e di 12. Infatti: 1 x 12 = 12 2 x 6 = 12 3 x 4 = 12 12 x 1 = 12 6 x 2 = 12 4 x 3 = 12 1, 2, 3, 4, 6 e 12 sono divisori del numero 12.

Possiamo anche rappresentare i divisori di 12 cosĂŹ. I divisori di un numero sono i numeri che lo dividono in modo esatto. Ci sono numeri che hanno come divisori solo sĂŠ stessi e 1: sono i numeri primi, come 3, 7, 11, 17.

1 2 3 4 6

Scopri a pag. 249 un sistema per trovare i numeri primi.

12

Esercizi 1

Scopri e scrivi i divisori dei numeri elencati.

14 15 20 53 32 75 150 500

2

Segna con una crocetta lâ&#x20AC;&#x2122;insieme dei divisori di 60. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 15, 20, 25, 30, 60 1, 2, 3, 4, 5, 6, 10, 12, 15, 30, 60 1, 2, 3, 4, 5, 6, 10, 12, 15, 20, 30, 60

.......................................................................................................... .......................................................................................................... .......................................................................................................... .......................................................................................................... ..........................................................................................................

3

.......................................................................................................... ....................................................................................................... .......................................................................................................

Completa gli schemi. x3

12

x5 ..................

:3

....................

:5

x ........

100

6

: ........

24 247


NUMERI, PROBLEMI, OPERAZIONI

PARLA IL MATEMATICO La moltiplicazione araba

Calcoliamo insieme 46 x 37.

4 1 2 1

7

6 1

2

4

8

0

Ecco un sistema facile e veloce per risolvere le moltiplicazioni. Fu inventato dagli antichi abitanti dell’India e poi tramandato a noi dai matematici arabi.

x

8 3 2 7

2

Disegna una griglia come vedi qui sopra, con un quadretto per ogni cifra. Dividi poi i quadretti in due parti con delle linee diagonali. 1 Moltiplica 3 x 6 e scrivi 18. 2 Moltiplica 3 x 4 e scrivi 12.

3 Moltiplica 7 x 6 e scrivi 42. 4 Moltiplica 7 x 4 e scrivi 28.

4

Attenzione! Quando scrivi i prodotti parziali, metti sempre le decine nella parte superiore del quadretto e le unità nella parte inferiore.

1

7 2

2

8

1

2

3

4

x

9 3

Ora addiziona i numeri che sono scritti nella stessa striscia diagonale, partendo dall’angolo in basso a destra. Riporta i cambi se ci sono. In questo modo puoi risolvere facilmente anche moltiplicazioni con fattori a tante cifre! ............. Osserva e continua tu con la tabella a lato.

2 4

.............

.............

.............

.............

.............

2

6

7

.............

Esercizi 1

Completa le due moltiplicazioni arabe.

8

3

x

5

4

4

3

9 .............

2

.............

Risolvi sul quaderno con la moltiplicazione araba.

145 x 27 = 248

.............

23 x 75 =

x

8

.............

.............

467 x 1 274 =

.............

.............

37 x 96 =

.............

.............

.............

.............


CERVELLI

in PALESTRA

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

39

40

41

42

43

44

45

46

47

48

49

50

51

52

53

54

55

56

57

58

59

60

61

62

63

64

65

66

67

68

69

70

71

72

73

74

75

76

77

78

79

80

81

82

83

84

85

86

87

88

89

90

91

92

93

94

95

96

97

98

99 100

Un grande matematico greco, Eratostene, inventò un metodo per scoprire i numeri primi: il crivello di Eratostene. Vuoi provarlo anche tu? Osserva la tabella dei numeri fino a 100 e segui le istruzioni.

• Cancella l’1 che non è un numero primo, perché ha un solo divisore, sé stesso. • Cerchia in rosso il 2 ed elimina i suoi multipli. • Cerchia in rosso il 3 ed elimina i suoi multipli. • Cerchia in rosso il 5 ed elimina i suoi multipli. • Cerchia in rosso il 7 ed elimina i suoi multipli. • Cerchia in rosso i numeri rimasti. Tutti i numeri cerchiati in rosso sono numeri primi.

Rispondi valutando velocemente a «colpo d’occhio». 1

Il risultato della moltiplicazione 14 x 50 è: 1 400 700 1 300

3

Il risultato della divisione 74 600 : 100 è: 7 460 764 746

2

Il risultato della moltiplicazione 120 x 11 è: 1 420 1 302 1 320

4

Il risultato della divisione 1200 : 5 è: 120 240

5

Scrivi cinque numeri multipli:

di 2 ma non di 4: 6

..................................................................................

Trova tutti i divisori dei numeri scritti al centro.

7

Leggi i cartellini poi scrivi negli insiemi i numeri elencati.

36 multipli di 5

120

..................................................................................

5 • 15 • 40 • 10 • 30 • 20 • 8 • 16 • 25 • 4

1 36

di 3 ma non di 9:

1

multipli di 5 e 2

multipli di 2

9 • 20 • 28 • 18 • 60 • 6 • 33 • 21 • 14 • 15

120 divisibili per 3

divisibili per 3 e 2

divisibili per 2 249


VERIFICA Indica se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F).

1

â&#x20AC;˘ In un numero qualsiasi il valore di ciascuna cifra dipende dalla sua posizione. V F â&#x20AC;˘ In un numero la prima cifra a destra indica le decine. V F Quante cifre ha ciascuno dei seguenti numeri?

2

7

45

..................................................

2 234 3

9

..........................................

............

4

..........................................

165 281

....................................

405 276

....................................

Scrivi il numero successivo di ciascuno dei seguenti numeri.

1 272

............

15

154

............

19 021

.........................

............

249 509

.........................

Scrivi il numero che precede ciascuno dei seguenti numeri.

............

38

............

186

............

............

409

............

6 789

.......................

5

5 231 27 608

Indica il valore della cifra 6 nei seguenti numeri.

386

..................................................................................................

67

..................................................................................................

2 658

6

Scrivi i seguenti numeri in parola.

1 359

...........................................................................................................................

2 450

...........................................................................................................................

12 001

.......................................................................................................................

125 800

....................................................................................................................

300 000

....................................................................................................................

8

Scomponi i seguenti numeri indicando il valore di ogni cifra.

215

...............................................................................................................................

902

...............................................................................................................................

1 347

...........................................................................................................................

7 450

...........................................................................................................................

15 612

.......................................................................................................................

104 502

....................................................................................................................

121 398

....................................................................................................................

9

Riscrivi i seguenti numeri in ordine crescente.

940 904 490 494

19 402 5 647 980 12 307

24 090 24 751 31 240 29 678

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

.....................................

................................................................................................

10

Indica se i seguenti confronti sono veri (V) o falsi (F).

Disponi in ordine decrescente.

38 < 75

V F

359 < 981

V F

28 > 121

V F

1 000 > 999

V F

330 304 33 394

19 > 81

V F

2 100 < 1 200

V F

.....................................

.....................................

.....................................

88 > 45

V F

1 005 > 899

V F

.....................................

.....................................

.....................................

91 < 81

V F

1 345 < 1 435

V F

.....................................

.....................................

.....................................

10 100 = 1 1000 V F

.....................................

.....................................

.....................................

127 > 201 V F

250

3 680

......................................................

7

35 402 3 470 3 980 32 309

14 022 54 712 41 240 9 563


Completa i diagrammi poi risolvi i problemi sul quaderno. 11

In un parcheggio a 3 piani ci sono 4 camper, 26 auto e 13 motorini su ogni piano. Quanti mezzi di trasporto ci sono in tutto?

Indica con una crocetta la risposta esatta.

14

• Se applico la proprietà distributiva alla moltiplicazione 30 x (10 + 7) ottengo: (30 + 10) x (7 + 10) (30 – 10 ) x (7 + 10) 30 x 10 + 30 x 7 • Se applico la proprietà invariantiva alla divisione 48 : 12 ottengo: (48 : 3) : (12 : 3) (48 + 3) : (12 + 3) (48 x 3) : (12 : 3) Esegui in colonna con la prova, sul quaderno.

12

Un fioraio ha comprato 4 mazzi di 15 rose ciascuno. Durante il trasporto si sono rovinate 9 rose. Quante rose sono rimaste?

15

4 097 + 719 + 609 3 009 + 845 + 527 740 + 657 + 3 055 551 + 373 + 3 916

16

8 066 5 580 3 654 8 345

– – – –

= = = =

6 732 = 2 127 = 742 = 5 612 =

17

304 102 344 436

x x x x

63 = 39 = 265 = 107 =

18

630 : 14 = 719 : 19 = 2 904 : 42 = 6 478 : 23 =

Calcola in riga.

19

3 600 : 90 =

...................................

7 200 : 800 =

...............................

35 000 : 700 =

............................

32 000 : 80 =

................................

1 800 : 300 =

................................

75 000 : 25 000 =

....................

Completa le definizioni.

20

• I multipli di un numero sono

.......................................................................

....................................................................................................................................................

13

Completa il diagramma e inventa il testo di un problema sul quaderno.

• I divisori di un numero sono i numeri che

....................................................................................................................................................

Collega ogni numero al suo divisore.

21

28 +

11

369

30 :

.....................................

39

33

5

7

13

Scrivi sei multipli di ogni numero.

22

7

25

................................................................

23

96

11

.............................................................

Scrivi i divisori di ogni numero. .............................................................

125

.........................................................

251


FRAZIONI E NUMERI DECIMALI Nella precedente unità avete scoperto i numeri grandi, sopra il mille. Ora torniamo al piccolo. Qual è la quantità più piccola che possiamo contare e rappresentare con i numeri?

io lo so, è l’1!

è vero: più «piccolo» di 1 c’è solo il ... niente, cioè 0!

Con i numeri che avete conosciuto finora è stato così. Ma ora scopriremo alcuni numeri che indicano quantità più piccole di 1. Vi sembra strano? Eppure li usiamo spesso nella vita di tutti i giorni!

in pizzeria

Non mi va una pizza intera: ne mangio mezza.

alla stazione il treno arriva tra un quarto d ’ora.

In questa unità scoprirai il mondo delle frazioni, cioè di quei numeri che indicano parti più piccole di un intero, come un mezzo, un quarto, un terzo.

La ricetta dice: «mescolare un terzo di farina bianca, un terzo di fecola e un terzo di zucchero...».

Ehi, guarda! C’è un’offerta: 3 quaderni per 50 centesimi!

€ Conoscerai le frazioni decimali, cioè quelle frazioni che ottengo se divido una unità in 10, 100, 1000 parti. E scoprirai che anche in aritmetica si usa la virgola! 252

in cucina


Le frazioni

Le frazioni Non litigate: ho fatto quattro parti esattamente uguali!

A me una fetta piccola, non voglio ingrassare

A me una fetta grande!

La torta è stata divisa in parti non uguali.

La pizza è stata frazionata in quattro parti uguali.

Frazionare un intero significa dividerlo in parti uguali.

numeratore: indica il numero delle unità frazionarie considerate.

3 4 1 parte su 4 2 parti su 4 2 1 cioè cioè 4 4 1 è l’unità frazionaria 4

è la linea di frazione. denominatore: indica in quante parti è stato diviso l’intero.

3 parti su 4 3 cioè 4

Esercizi 1

Completa scrivendo l’unità frazionaria. 1 2

2

1

1

3

Completa la frazione che rappresenta la parte colorata.

1 3

Colora la parte corrispondente alla frazione. 7 8

3 8

8 4

6 12

8

5 10

1 2

Disegna sul quaderno le seguenti frazioni. 1 6

3 8

1 4

3 6

3 4 253


FRAZIONI E NUMERI DECIMALI

Classificare le frazioni Frazioni proprie

La frazione rappresenta una quantità minore dell’intero: è una frazione propria.

2 6

Nelle frazioni proprie il numeratore è sempre minore del denominatore.

Frazioni apparenti

12 6

6 6

Le due frazioni rappresentano una quantità che equivale a uno o più interi: sono frazioni apparenti. Nelle frazioni apparenti il numeratore è sempre uguale o multiplo del denominatore. Frazioni improprie

La frazione rappresenta una quantità maggiore di un intero: è una frazione impropria. Posso scriverla anche così: un intero e 2 , cioè 1 + 2 . 6 6 Nelle frazioni improprie il numeratore è sempre maggiore del denominatore. Posso sempre scomporre una frazione impropria in uno o più interi + una frazione propria, cioè formare un numero misto.

8 6

Esercizi 1

Scrivi accanto a ciascuna frazione se è propria (P), impropria (I) o apparente (A).

Disegna le frazioni sul quaderno e indica il numero intero corrispondente.

1 ___ 3

2 ___ 4

5 ___ 7

7 ___ 3

9 ___ 3

4 ___ 3

2 ___ 5

8 ___ 8

6 ___ 3

4 ___ 4

8 ___ 2

30 ___ 6

13 ___ 3

12 ___ 6

3 ___ 6

10 ___ 5

24 ___ 12

9 ___ 3

3

Trasforma le seguenti frazioni improprie in numeri misti.

15 ___ 8 254

2

=

...........

+ ___

7 ___ 2

=

...........

+ ___

22 ___ 15

=

...........

+ ___

4 ___ 3

=

...........

+ ___


Le frazioni Frazioni complementari

2 6

La parte colorata in rosso rappresenta 2 . 6 La parte rimanente, colorata in giallo, rappresenta 4 . 6 4 2 Insieme, le due frazioni e formano un intero. 6 6 Due frazioni che unite formano un intero si chiamano frazioni complementari.

4 6

Frazioni equivalenti

Osserva il disegno e le corrispondenti frazioni. Che cosa noti? Le frazioni sono diverse ma rappresentano la stessa parte dellâ&#x20AC;&#x2122;intero. Sono frazioni equivalenti. 1 2

2 4

Ricordi la proprietĂ invariantiva della divisione? Possiamo applicarla anche alle frazioni per trovare le frazioni equivalenti. Osserva.

4 8

:4

x3

3 6

Se moltiplico o divido numeratore e denominatore di una frazione per lo stesso numero, ottengo una frazione equivalente.

3 6

9 18

16 20

x3

4 5 :4

Esercizi 1

Colora la parte complementare della frazione data e completa.

8 + 9 2

=

9 =1 9

+

=

6 8

2 8

Scrivi la frazione complementare della parte colorata come nellâ&#x20AC;&#x2122;esempio.

6 9

9 =1 9

Colora la parte che corrisponde alla frazione complementare di quella data. 4 8

3

4

Calcola le frazioni equivalenti a quelle date. x2

2 3

:3

9 15 x2

:3

255


FRAZIONI E NUMERI DECIMALI

Le frazioni di un numero Luisa è stata proprio sfortunata! Ha trascorso 30 giorni di vacanza in montagna ma per i 3 delle giornate c’è stata pioggia. 5

Quanti giorni di pioggia ci sono stati? E quanti di sole?

• Prima domanda: quanti giorni di pioggia? Devo calcolare quanto fa 3 di 30. 5 Mi aiuto con un disegno: ogni ✘ rappresenta un giorno.

Il numeratore (3) mi dice che devo considerare 3 unità frazionarie. 6 x 3 = 18 3 di 30 = 18 5

Il denominatore (5) mi dice che devo dividere il 30 in 5 gruppi. 30 : 5 = 6 6 è il valore dell’unità frazionaria, cioè di 1 . 5

Ricorda gli schemi.

3 5

x

di 30

30

6

:5

18

x3

:

Per calcolare la frazione di un numero, dividiamo il numero per il denominatore e moltiplichiamo il risultato per il numeratore. • Seconda domanda: quanti giorni di sole? Con la sottrazione

Con il calcolo della frazione complementare 2 di 30 :5 x2 30 ................. 5

30 – 18 = 12

.................

Esercizi 1

1 3 1 7 1 5 1 8 256

Osserva l’esempio e calcola.

2

di 27

27 : 3

9x1

9

di 42

42 : 7

…........

di 45

45 :

.......

…........

x1

............

di 88

88 :

.......

…........

x1

............

x1

............

4 9 5 6 7 11 9 12

Osserva l’esempio e calcola. di 54 = 54 : 9 x 4 = 6 x 4 = 24 di 30 =

.................

:

.................

x

.................

=

.................

x

.................

=

.................

di 121 =

.................

:

.................

x

.................

=

.................

x

.................

=

.................

di 144 =

.................

:

.................

x

.................

=

.................

x

.................

=

.................


Esercizi 1

2

Osserva la parte colorata di ogni figura e leggi la frazione, poi indica se la corrispondenza è vera (V) o falsa (F).

5

apparenti

4

7 8 7

V F

1 V F 6

2 V F 7

8 3

V F

5 V F 2

7

5

improprie

4 4

2 2

Completa le frazioni in modo che siano del tipo indicato.

proprie

3

5 V F 12

25

7

5

10

25

7

5

48

10

25

48

10

48

80

3 + 5

=1

1 + 6

=1

3 + 4

=1

80

7 + 9

=1

2 + 17

=1

7 + 15

=1

80

8 + 13

=1

6 + 25

=1

12 + 15

=1

Cerchia le frazioni apparenti che corrispondono a 2 interi. 12 6

8 16

18 9

3 6

5 5

6

10 5

17 34

1 3

3 2

Cerchia le frazioni improprie. 9 3

11 10

31 27

5 12

12 12

Completa scrivendo le frazioni complementari.

Accanto a ogni frazione scrivine tre equivalenti.

2 = 5

=

=

3 = 7

=

=

1 = 6

=

=

3 = 4

=

=

Calcola le frazioni indicate.

1 di 25 = 5 1 di 40 = 8

4 di 28 = 7 3 di 36 = 4

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

.........................................................................................

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. 8

9

In occasione del suo compleanno Giorgia ha ricevuto in tutto 96 euro di mance. 1 Decide di spenderne per comprare dei 3 giochi e mettere il resto nel salvadanaio. Quanto ha a disposizione per comprare i giochi? Gli alunni delle classi quarte della scuola Pascoli sono in tutto 84. Le femmine rappresentano i 2 degli iscritti. Quante sono le femmine? 3 Quanti sono i maschi?

10

Giulio ha una collezione di 750 francobolli. 3 I sono italiani. Quanti sono i francobolli 5 non italiani?

11

Domani gli alunni della scuola assisteranno a una rappresentazione teatrale. Avranno 1 a disposizione dei 1 250 posti del teatro. 5 Quanti posti rimarranno a disposizione degli altri spettatori?

257


FRAZIONI E NUMERI DECIMALI

Dalle frazioni decimali... Consideriamo il cubo come un intero, cioè una unità. Lo frazioniamo in 10 parti uguali. Ogni parte è un decimo ( 1 ).

10 • Osserva i cubi e scrivi quale parte dell’intero è stata colorata.

0 unità e 1 decimo

0 unità e

.......

decimi

0 unità e

.......

decimi

Frazioniamo l’intero in 100 parti uguali. Ogni parte è un centesimo ( 1 ). 100

0 unità, 0 decimi e 1 centesimo

0 unità, 0 decimi e

..........

centesimi

0 unità, 0 decimi e

Frazioniamo l’intero in 1000 parti uguali. Ogni parte è un millesimo ( 1

1000

0 unità, 0 decimi, 0 centesimi e 1 millesimo

0 unità, 0 decimi, 0 centesimi e ....... millesimi

Le frazioni che hanno come denominatore 10, 100, 1000, cioè un multiplo di 10, si chiamano frazioni decimali.

258

..........

centesimi

).

0 unità, 0 decimi, 0 centesimi e ....... millesimi


I numeri decimali

... ai numeri decimali Possiamo rappresentare i decimi con l’abaco? L’abaco che hai usato finora inizia dalle unità. Occorre aggiungere un nuovo pezzo di abaco per le quantità più piccole di una unità. • Osserva questi abachi e scrivi i numeri nelle tabelle.

h

da

u

h

da

u 0

, ,

d

c

m

h

da

u

d

c

m

h

da

u

1

0

, ,

d

c

m

h

da

u

d

c

m

h

da

u 0

, ,

d

c

m

d

c

m

d

c

m

d

c

m

d

c

m

d

c

m

Rappresentiamo anche i centesimi con l’abaco.

h

da

u

h

da

u 0

, ,

d

c

m

h

da

u

d

c

m

h

da

u

0

1

0

, ,

d

c

m

h

da

u

d

c

m

h

da

u 0

, ,

Rappresentiamo anche i millesimi con l’abaco.

h

da

u

h

da

u 0

, ,

d

c

m

h

da

u

d

c

m

h

da

u

0

0

1

0

, ,

d

c

m

h

da

u

d

c

m

h

da

u 0

, ,

Ai numeri che già conosci abbiamo aggiunto la classe dei decimali. Abbiamo trasformato le frazioni decimali in numeri decimali. Quando scriviamo un numero decimale, usiamo la virgola per separare la parte intera dalla parte decimale. 259


FRAZIONI E NUMERI DECIMALI

Decimi, centesimi, millesimi Ecco le classi dei numeri che hai conosciuto quest’anno. x 10

x 10

x 10

x 10

classe delle migliaia (k)

x 10

x 10

classe delle unità (u)

dak

uk

h

da

u

centinaia di migliaia

decine di migliaia

unità di migliaia

centinaia semplici

decine semplici

unità semplici

: 10

: 10

: 10

x 10

classe dei decimali

hk

: 10

x 10

: 10

, : 10

d

c

m

decimi

centesimi

millesimi

: 10

: 10

Anche per la parte decimale valgono le regole del nostro sistema di numerazione: per passare da una casella all’altra devi moltiplicare o dividere per 10. 1d

=

10 c

=

100 m

1c

= 10 m

Esercizi 1

Osserva ogni disegno e scrivi la frazione rappresentata. Trascrivi le frazioni nella tabella e trasformale in numeri decimali come nell’esempio. 7 10

h da u , d 0

, 7 , , , , , , ,

260

c m


I numeri decimali

Decimali sulla linea dei numeri Come rappresentiamo i numeri decimali sulla linea dei numeri? Dobbiamo suddividere le unità in parti più piccole. Osserva: prendiamo una parte di linea dei numeri e disegniamola molto ingrandita. Dividiamo in 10 parti lo spazio tra una unità e l’altra e otteniamo i decimi. Scrivi tu i numeri negli spazi vuoti. 0

0,1

............

0,3

0,4

0,5

............

0,7

0,8

1 ............

1,1

1,2

1,3

............

1,5

1,6

............

Ora consideriamo lo spazio di un decimo, per esempio quello tra 1 e 1,1 e ingrandiamolo ancora di più per poterlo suddividere in 10 parti. Abbiamo rappresentato i centesimi. Scrivi tu i numeri negli spazi vuoti. 1

1,01

............

1,03

1,04

............

1,06

1,07

1,08

1,09

1,1

1,11

1,12

............

1,14

............

1,16

1,17

Ingrandiamo ancora di più e osserviamo lo spazio tra due centesimi, per esempio tra 1,07 e 1,08. Abbiamo rappresentato i millesimi. Scrivi tu i numeri negli spazi vuoti. 1,07 1,071 1,072.....................1,074..................... 1,076 1,077.....................1,079 1,08 1,081 1,082 1,083.....................1,085 1,086 .....................

Esercizi 1

In ogni linea collega i numeri decimali indicati alla posizione corrispondente. 2,15 • 2,17 • 2,19 2,1

2,2 3,012 • 3,016 • 3,019

3,01 2

3,02

Confronta i seguenti numeri decimali e inserisci il segno = (uguale), > (maggiore) o < (minore) nel quadratino.

0,050

0,045

0,700

0,070 0,008

0,40

0,400

0,10

0,101

0,800 0,900

0,099

3

Riscrivi i numeri in ordine crescente.

0,7 • 0,01 • 2,4 • 2,001 ➝ 4

...................................................................

Riscrivi i numeri in ordine decrescente.

4,55 • 3,9 • 0,99 • 4 ➝

...................................................................

261


CERVELLI

in PALESTRA 1

una frazione decimale si può trasformare in un numero decimale.

Collega ogni frazione al numero decimale corrispondente.

2 1000

7 100

0,3

0,07

2

3 10

19 100

0,002

0,01

Trasforma i seguenti numeri decimali in frazioni decimali. 0,75 =

0,03 =

0,8 =

0,14 =

0,002 =

0,075 =

0,999 =

0,6 =

3

................

146 = 100

................

1 = 100

................

899 = 1000

................

45 = 1000

................

27 = 1000

................

4,5

3,1

2,9

5,8

10

32

3,12

4,6

7,19

10

12

20

– 0,01 + 0,01

Completa le numerazioni rispettando il comando.

9,75

50

20,15 7

Calcola a mente e completa le tabelle.

– 0,1

13 = 10

................

9,4

262

................

1,013 ➝ ............... 0,009 ➝ ............... 40,251 ➝ ............... 0,179 ➝ ............... 15,853 ➝ ...............

+ 0,1

35 = 100

6

43

25 = 10

................

➝d ➝ ............... ➝ ............... ➝ ............... ➝ ...............

12,13 0,251 30,26 312,1 5,460

Trasforma le seguenti frazioni decimali in numeri decimali. 4 = 10

0,19

Indica il valore della cifra in rosso, come nell’esempio.

4

5

1 100

+ 0,2

+ 0,2 ..................

+ 0,15

+ 0,2 ..................

+ 0,15 ..................

– 0,5

+ 0,15 ..................

– 0,15 ..................

+ 0,15

– 0,5 ..................

+ 0,15

– 0,5

– 0,15

+ 0,15

– 0,5

– 0,15

+ 0,15 ..................

– 0,5 ..................

– 0,15 ..................

+ 0,2 ..................

..................

..................

..................

+ 0,2 ..................

..................

..................

..................

+ 0,2 ..................

..................

– 0,5 ..................

– 0,15

+ 0,2 ..................

– 0,5 ..................

– 0,15 ..................

– 0,15 ..................

10,8

10,8

46,5

19,1

Completa la sequenza. ............

............

............

............

............

............

............

............

............

44

............

............

............

............

............

............

............

............

............

45


I numeri decimali

Addizioni e sottrazioni con i numeri decimali

Anche con i numeri decimali possiamo eseguire operazioni come con i numeri interi.

Addizioni in colonna

Eseguiamo insieme 728 + 13,09 + 1423,2 uk h da u , d c m uk h da u , d c m + 7 2 8 + 7 2 8,0 0 + 1 3,0 9 + 1 3,0 9 1 4 2 3,2

=

1 4 2 3,2 0

=

uk h da u , d c m + 7 2 8,0 0 + 1 3,0 9 = 1 4 2 3,2 0 2 1 6 4,2 9

La cosa più importante è incolonnare correttamente i numeri. Fai attenzione alle virgole: anch’esse devono essere sempre incolonnate nel modo giusto.

Per incolonnare facilmente, puoi aggiungere alla parte decimale gli zeri che servono per avere lo stesso numero di cifre. Puoi anche aggiungere la virgola e gli zeri ai numeri interi.

E ora risolvi normalmente, riportando i cambi dove necessario. Ricordati di scrivere nel risultato la virgola incolonnata con le virgole.

Sottrazioni in colonna

Applichiamo le stesse regole imparate con l’addizione. Eseguiamo insieme 172,9 – 24,87 uk h da u , d c m – 1 7 2,9 0 2 4,8 7 = 1 4 8,0 3 Incolonna correttamente facendo attenzione alle virgole. Aggiungi degli zeri nella parte decimale per avere lo stesso numero di cifre. Risolvi poi normalmente con i prestiti necessari. Ricordati di trascrivere la virgola nel risultato.

E se uno dei due termini è intero e l’altro decimale? 824 – 513,71 = 1405,8 – 117 = uk h da u , d c m – 8 2 4,0 0 5 1 3,7 1 = 3 1 0,2 9

uk h da u , d 1 4 0 5,8 1 1 7,0

c m –

=

1 2 8 8,8

Nessun problema! Incolonna correttamente le virgole e aggiungi la parte decimale al numero intero scrivendo gli zeri necessari.

263


FRAZIONI E NUMERI DECIMALI

Moltiplicazioni e divisioni per 10, 100, 1 000 Conosci giĂ le moltiplicazioni e le divisioni per 10, 100, 1000 con i numeri interi. hk dak uk

2

h

da

u

2

4

2

4

0

2

4

0

0

4

0

0

0

24 x 10 = ......... ......... ......... 24 x 100 = ......... ......... ......... ......... 24 x 1 000 = ......... ......... ......... .........

hk dak uk 1

h

da

u

3

2

0

0

0

1

3

2

0

0

1

3

2

0

1

3

2

132 000 : 10 = ......... ......... ......... ......... ......... 132 000 : 100 = ......... ......... ......... ......... 132 000 : 1 000 = ......... ......... .........

.........

Il numero si sposta di 1, 2, 3 caselle verso sinistra nella tabella dei numeri. In pratica, aggiungi 1, 2 o 3 zeri alla destra del numero.

Il numero si sposta di 1, 2, 3 caselle verso destra nella tabella dei numeri. In pratica, togli 1, 2 o 3 zeri alla destra del numero.

E con i numeri decimali? hk dak uk

4

h

da

u , d

c

m

hk dak uk

h

da

u , d

1

2

7

1

2 , 7

c

4 , 1

3

5

4

1 , 3

5

4

1

3 , 5

1 , 2

7

1

3

5

0 , 1

2

m

7

4,135 x 10 = ......... .........,......... ......... 4,135 x 100 = ......... ......... .........,......... 4,135 x 1 000 = ......... ......... ......... .........

127 : 10 = ......... .........,......... 127 : 100 = ..........,......... ......... 127 : 1 000 = ..........,......... .........

Il numero si sposta di 1, 2, 3 caselle verso sinistra nella tabella dei numeri. In pratica, sposta la virgola di 1, 2 o 3 posti verso destra.

Il numero si sposta di 1, 2, 3 caselle verso destra nella tabella dei numeri. In pratica, sposta la virgola di 1, 2 o 3 posti verso sinistra.

.........

Esercizi 1

Esegui le seguenti moltiplicazioni.

14,6 x 10 =

264

................................

0,65 x 100 =

2 ............................

Esegui le seguenti divisioni.

213,3 : 10 =

..............................

212,9 x 10 =

............................

1,217 x 1 000 =

....................

213,3 : 100 =

39,3 x 100 =

............................

12,17 x 1 000 =

....................

213,3 : 1 000 =

.......................... ......................

9,5 : 10 =

....................................

9,5 : 100 =

................................

9,5 : 1 000 =

............................


I numeri decimali

Moltiplicazioni con i decimali 342 x 5,6 =

x 10

: 10

1 9 1 5,2

3 4 5 2 0 5 1 7 1 0 1 9 1 5

2 x 6 = 2 0 2

• Trasformo il fattore decimale in numero intero moltiplicandolo per 10. • Risolvo la moltiplicazione come se tutti i fattori fossero interi. • Alla fine devo dividere il prodotto per 10.

2 3 1 7 7 5 9 2

5 x 7 = 5 0 5

• Trasformo i due fattori in numeri interi moltiplicando entrambi per 10. • Risolvo la moltiplicazione come se tutti i fattori fossero interi. • Alla fine devo dividere il prodotto per 100 (10 x 10).

3 5 4 7 0 1 4 0 4 1 4 7 4

1 x 2 = 2 0 2

• Trasformo i due fattori in numeri interi moltiplicandoli rispettivamente per 100 e per 10. • Risolvo la moltiplicazione come se tutti i fattori fossero interi. • Alla fine devo dividere il prodotto per 1 000 (10 x 100).

x 10

2,5 x 3,7 =

x 10

: 100

9,2 5

x 100

3,5 1 x 4,2 =

x 10

: 1 000

1 4,7 4 2

Per risolvere una moltiplicazione con i numeri decimali opera come se i fattori fossero interi. Sposta poi la virgola nel prodotto in modo da avere tante cifre decimali quante ne hai eliminate nei fattori.

Esercizi 1

Esegui le seguenti operazioni. x ........... 8 8,3 4 x x ........... 5,2 =

: 648x 3,5 =

x x

:

3 5

4 2

x =

4 3

8 5

x =

Esegui le moltiplicazioni in colonna sul quaderno. 2

123 435 242 370 142

1,5 = 7,2 = 1,31 = 0,44 = 2,7 =

4

18,5 x 7,2 = 126,4 x 9,5 = 22,5 x 3,2 = 313,8 x 6,1 = 194,5 x 3,4 =

3

15,38 x 56 = 7,432 x 19 = 0,67 x 123 = 197,8 x 87 = 78,5 x 24 =

5

82,7 x 3,04 = 312,4 x 1,43 = 5,32 x 20,9 = 27,45 x 16,9 = 14,96 x 12,8 =

...........

........... ...........

...........

6

x x x x x

265


FRAZIONI E NUMERI DECIMALI

Divisioni con i decimali 1° caso: il dividendo è decimale

h da u d c 1 8 4,3 5 8 1 6 2 3,0 4 2 4 2 4 -

-

• Risolvo normalmente la divisione. • Quando arrivo a dividere i decimi (cioè in questo caso quando abbasso la cifra 3), devo ricordarmi di scrivere la virgola al quoziente. • Poi continuo come al solito.

184,35 : 8 = 23,04 resto 3

3 0 3 5 3

2 3

2° caso: il divisore è decimale

356 : 2,3 x 10

604 : 0,42

x 10

x100

3 560 : 23

x100

60 400 : 42

Esercizi

Per poter risolvere queste divisioni, devo trasformare il divisore decimale in un numero intero, moltiplicandolo per 10, 100, 1 000 a seconda di quante sono le cifre decimali presenti. Ricordi la proprietà invariantiva della divisione? Perché il risultato non cambi, devi moltiplicare per lo stesso numero anche il dividendo. Ottieni una divisione con i numeri interi che potrai risolvere normalmente.

Applica la proprietà invariantiva, calcola mentalmente e scrivi il risultato. 1

2

3

266

36 50 21 48 32

: : : : :

0,2 0,5 0,7 0,8 0,4

= = = = =

75 49 45 75

: : : :

0,5 0,7 1,5 2,5

= = = =

48 36 93 60

: : : :

0,24 0,12 0,31 0,15

............................................ ............................................ ............................................ ............................................ ............................................

............................................ ............................................ ............................................ ............................................

= ......................................... = ......................................... = ......................................... = .........................................

= = = = = = = = =

................................ ................................

Esegui sul quaderno le seguenti divisioni con il dividendo decimale. 4

83,1 94,5 50,9 85,3

5

75,18 62,72 84,22 69,59

6

34, 32 : 41 = 45,88 : 57 = 29,232 : 56 = 51,042 : 67 =

................................ ................................ ................................

................................ ................................ ................................ ................................

= ................................. = ................................. = ................................. = .................................

: : : :

12 34 38 42 : : : :

= = = =

42 16 30 26

= = = =

Esegui sul quaderno le seguenti divisioni con il divisore decimale. 7

840 641 289 712

: : : :

0,3 7,8 3,4 5,4

8

72 : 0,28 = 9 : 0,12 = 4 : 0,14 = 296 : 0,58 =

9

3 445 1 879 3 543 2 434

: : : :

= = = =

0,19 0,35 0,71 0,89

= = = =


I numeri decimali 3° caso: il dividendo e il divisore sono decimali

12,474 : 3,2 =

256,84 : 0,23 =

x 10

x100

x100

25 684 h dak uk 2 5 2 3 - 2 2 -

: 23 u d c h da u 6 8 4 2 3 1 1 1 6 6 3 3 8 2 3 1 5 4 1 3 8 - 1 6

x 10

124,74 h h da 1 2 9

: 32 u d c u d c 4,7 4 3 2 6 3,8 9 2 8 7 2 5 6 -

3 1 4 2 8 8 -

2 6

Per poter risolvere queste divisioni devi rendere intero il divisore, moltiplicandolo per 10, 100, 1 000 a seconda di quante sono le cifre decimali. Moltiplicherai allo stesso modo anche il divisore. Otterrai una divisione con due termini interi oppure con il dividendo decimale (cioè del primo caso affrontato nella pagina a fianco).

Esercizi Applica la proprietĂ invariantiva, calcola a mente e scrivi il risultato. 1

4

Completa la tabella e scrivi sotto le tue osservazioni.

4,6 : 0,2 = ............................................................................... = ................ 8,5 : 0,5 = ............................................................................... = ................ 0,28 : 0,7 = ........................................................................... = ................

:

0,1

0,01

0,001

4,8 2,2

2

3

2,5 : 0,5 = 4,2 : 0,7 = 4,4 : 0,4 = 0,48 0,72 0,96 0,90

: : : :

0,24 0,12 0,32 0,15

............................................................................... ............................................................................... ...............................................................................

= = = =

........................................................................ ........................................................................ ........................................................................ ........................................................................

= = = = = = =

................

2,4

................

30

................

100

................

................

Dividere un numero per 0,1 0,01 oppure 0,001 è come .................................................................................................................

................

.................................................................................................................................

................

Esegui le divisioni sul quaderno. 5

93,1 64,5 80,9 93,7

: : : :

1,2 3,4 3,7 2,6

= = = =

6

95,68 62,72 53,22 16,79

: : : :

4,2 1,6 3,8 2,7

Esegui sul quaderno con la prova. = = = =

7

210,432 : 0,41 = 125,88 : 0,57 = 135,932 : 0,56 = 378,042 : 0,67 =

8

61,34 : 9,3 = 277,1 : 0,45 = 13,91 : 1,7 = 1 567 : 6,4 =

9

770,81 : 3,6 = 44,04 : 5,7 = 123,8 : 1,9 = 1,003 : 4,2 =

267


Esercizi 1

Trasforma i seguenti numeri decimali in frazioni decimali.

4,17 =

9,8 =

0,143 =

17,2 =

0,15 =

0,579 =

20,05 =

361,77 =

2

In ogni gruppo cerchia con lo stesso colore la frazione decimale e il numero decimale corrispondente, come nell’esempio. Cambia colore per ogni coppia.

3 1000 0,03 3

3 100

3 10 0,3

0,003

35 100

35 10

35 1000

0,035

0,35

3,5

Quanto manca per arrivare a 1? Completa. 0,23 + .............................. 0,07 + .............................. 0,49 + .............................. 0,055 + ...........................

= = = =

1 1 1 1

0,009 + ........................... 0,5 + .................................. 0,222 + ........................... 0,09 + ..............................

4

= = = =

1 1 1 1

123 10

123 100

123 1000

0,123

12,3

1,23

Indica se ogni uguaglianza è vera (V) o falsa (F).

15 : 10 = 1,5 V F 30 : 100 = 0,3 V F V F 40 : 10 = 4

150 : 100 = 1,5 V F 600 : 1 000 = 0,6 V F V F 900 : 1 000 = 9

Esegui in riga. 5

3,5 x 10 = ....................... 0,2 x 10 = ....................... 4,12 x 10 = .................... 0,3 x 100 = .................... 8,3 x 100 = .................... 0,42 x 100 = .................

9

Completa gli schemi.

6

9,2 x 10 = ....................... 13,5 x 10 = .................... 0,02 x 100 = ................. 0,13 x 100 = ................. 1,2 x 1 000 = ................ 3,6 x 1 000 = ................

7

13 : 10 = .......................... 13,5 : 10 = ..................... 16 : 100 = ....................... 13,8 : 100 = .................. 210 : 1 000 = ............... 351 : 1 000 = ...............

– 4,3

9,5

8,22

1,12

+ 8,4

6,84

268

15,1 : 10 = ..................... 510,1 : 10 = .................. 361 : 100 = ................... 36 : 100 = ....................... 240 : 1 000 = ............... 75 : 1 000 = ...................

– 5,21

5,2

– 4,52

8

12,16

7,37

+ 6,9

15,82


10

Esegui le operazioni a mente o sul quaderno e completa. + 0,25

+ 10,6

– 0,8

– 2,6

x 0,5

x 3,4

: 0,9

: 0,4

18,3

6,5

2,1

8,1

4,85

51,37

4,5

5,4

19

7,35

6,3

8,1

99,9

44

12,8

7,2

8,6

3,5

5,4

3,6

23,67

46,8

11,2

9

Esegui le seguenti operazioni sul quaderno. 11

18 + 32,121 + 74,9 = 45,6 + 321 + 606,43 = 212,421 + 51,66 + 97 = 0,735 + 163,41 + 22,054 = 351 + 264,52 = 56,347 + 1 234 = 1 009,345 + 345,98 = 0,374 + 899,8 =

12

245,27 – 138,21 = 431,84 – 341,48 = 1 576,93 – 748 = 3 482,37 – 2 744,73 = 231,36 – 34,98 = 452 – 67,9 = 873,67 – 56,67 = 123,671 – 59 =

13

0,69 x 7,45 = 21,33 x 12,04 = 37,8 x 405,11 = 76,67 x 25,9 = 78,2 x 56 = 458,91 x 43 = 376 x 7,9 = 271, 4 x 12,9 =

14

2 647,4 : 3,1 = 53,42 : 4,3 = 1 342,36 : 0,62 = 24,25 : 9,7 = 265,37 : 25 = 7 008, 45 : 36 = 4 509, 02 : 94 = 110, 897 : 17 =

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. 15

Marcella possiede € 17,35, Luisa € 22,48 e Alessandra € 19,76. Quanti euro hanno complessivamente le tre amiche? Se ciascuna di loro spende € 2,50 per il biglietto di una mostra, quanti euro rimangono in tutto?

16

Un negoziante ha acquistato alcuni scatoloni di caffè pagandoli complessivamente € 31,75. Li rivende poi a € 36,52. Quanto guadagna?

17

Un cartolaio ha acquistato 156 album da disegno a € 5,75 l’uno. Quanto ha speso in tutto? Ne ha però scartati 18 perché rovinati. Se ha venduto i rimanenti a € 2,25 in più di quanto li ha pagati, quanto ha guadagnato?

18

In una serata un teatro ha ricavato € 5 878,60 dalla vendita dei biglietti. Se i biglietti sono costati € 12,35, quanti ne sono stati venduti? Per ogni biglietto sono stati donati € 1,42 in beneficenza: quanti euro sono stati raccolti?

19

Matilde acquista 3 libri al costo di € 4,50 il primo ed € 6,80 il secondo e il terzo. Quanto spende in tutto?

20

Laura riceve per il suo compleanno € 20 dalla nonna ed € 15 dalla mamma. Se vuole acquistare un giocattolo che costa € 42,60, quanti euro le mancano?

21

Giovanni acquista dal cartolaio delle bustine di figurine che costano € 0,40 l’una. Se spende € 14,40, quante bustine ha acquistato? Se in ogni bustina ci sono 5 figurine, quante figurine ha in tutto?

22

Alessandra ha vinto € 600 alla lotteria. 1 Decide così di regalare dei soldi ai suoi 3 genitori e di ultilizzare i soldi che le restano per comperare uno stereo che costa € 250. Quanti euro rimangono ad Alessandra?

269


VERIFICA 1

Completa.

Frazionare un intero significa ........................................................................................................................................................................................................... In ogni frazione possiamo individuare il ........................................................................................., che indica il numero delle unità ................................................................., il ...................................................., che indica in quante parti è stato diviso ............................................. Le frazioni possono essere: • proprie, quando ..................................................................................................................................................................................................................................... • improprie, quando .............................................................................................................................................................................................................................. • apparenti, quando .............................................................................................................................................................................................................................. 2

Completa la tabella.

3

3 5

frazione

5 9

8 11

7 13

6 15

3 rappresenta le cinque 5 parti in cui è diviso l’intero.

La frazione

numeratore

La frazione 3 rappresenta tre delle 5 cinque parti in cui è diviso l’intero.

denominatore unità frazionaria

La frazione 3 rappresenta cinque 5 delle tre parti in cui è diviso l’intero.

numero di unità frazionarie considerate 4

Segna con una crocetta quale frazione è rappresentata dalla parte colorata della figura.

7 5 5

7

Segna con una crocetta l’affermazione esatta.

5 2

5 7

Qual è la frazione complementare di 7 ? 11 4 11 4 7 4 11

6

1 5 2 3 4 7 3 8 5 9

Osserva l’esempio e calcola. di 75 = 75 : 5 = 15 x 1 = 15 di 36 =

.................................................................................

di 49 =

.................................................................................

di 64 =

.................................................................................

di 18 =

.................................................................................

Scrivi in ordine crescente i seguenti numeri. 1,007 • 1,070 • 10,07 • 1,700 • 10,70 • 100,7 • 107,0 • 17,00 ➝ .....................................................................................................................................................................................................................

8

Scrivi il segno > (maggiore) o < (minore) fra le seguenti coppie di numeri. 8

270

7,5

8,99

9

0,69

0,7

2

1,89

16

1,9

101,6

101,9


Completa le tabelle dell’addizione.

9

+

0,7

1,8

4,5

7,4

11,2

+

3

2,3

6

5,4

9

0,8

12

12,9

15

0,153

10

8,63

15,4

217,8

113,62

Completa le tabelle della sottrazione. Dove non è possibile, lascia la casella vuota. –

0

1

4

7

11

2,7

0,25

5,8

3,5

8,3

2,83

13,6

1,35

17,2

11,73

11

0,19

Esegui mentalmente le seguenti moltiplicazioni. 3,33 x 10 = ...................................... 84,3 x 100 = ................................... 848,2 x 1 000 = ........................... 4,27 x 1 000 = ............................... 57,184 x 100 = ............................ 61,8 x 10 = ......................................

12

0,9

1,37

Esegui mentalmente le seguenti divisioni. 3,33 : 10 = ....................................... 84,3 : 100 = .................................... 848,2 : 100 = ................................ 42,7 : 10 = ....................................... 5 718,4 : 100 = ............................ 618 : 10 = .........................................

3,4

13

9,72

1,10

Esegui le seguenti operazioni sul quaderno. 27,11 x 3,2 = 18,3 x 14 = 42,5 x 21 = 248,34 : 15 = 357 : 18,3 = 1 456,7 : 21,83 =

Esegui i seguenti problemi sul quaderno. 14

Un pasticciere confeziona sacchetti contenenti ciascuno 26 cioccolatini. Quanti sacchetti può confezionare con 3 600 cioccolatini? Quanti gliene avanzano? Se vende ogni sacchetto a € 4,65 quanto ricava complessivamente?

15

Una stiratrice riceve € 2,20 per ogni camicia e € 3,50 per ogni abito che stira. Oggi per le camicie ha ricevuto € 37,40: quante ne ha stirate? E quanto riceverà invece per i 18 abiti che ha stirato?

271


LE MISURE L’ingresso al parco costa 3

Carlo, Anna, Luisa e Andrea sono in partenza per una bella passeggiata nel parco...

un sentiero lungo 15

Il mio zaino pesa 4

............................................

............................................

Coraggio, ci aspetta

............................................

Ho portato la mia borraccia da 1

............................................

Che cosa manca ai discorsi dei bambini perché abbiano senso? Completa tu le frasi. Quando esprimiamo una misura non basta indicare un numero: occorre anche specificare l’unità di misura. Infatti, come hai imparato l’anno scorso, misurare una grandezza significa confrontarla con un’unità di misura campione e contare quante volte la contiene. In quasi tutto il mondo si usano le unità di misura stabilite dal Sistema Internazionale di misura (SI). Nelle prossime pagine ripasserai il Sistema Metrico Decimale, cioè le unità di misura delle lunghezze, delle masse (pesi) e delle capacità.

Il mio zaino pesa 4 000 grammi.

Beato te! Il mio pesa 4 chili!

Carlo si sbaglia: i due zaini hanno esattamente lo stesso peso, che però è espresso con unità di misura diverse! In questa unità ti eserciterai a usare multipli e sottomultipli e a stabilire equivalenze tra una unità di misura e l’altra. 272

Anche le monete possono essere considerate unità di misura: infatti, misurano il valore delle cose che si comperano e si vendono. Esse però non fanno parte del Sistema Internazionale di misura: ogni Paese ha la sua moneta. In questa unità approfondirai la conoscenza dell’euro e affronterai alcuni problemi di compravendita.


Le misure di lunghezza

Le misure di lunghezza Come ricorderai, l’unità di misura della lunghezza è il metro, con i suoi multipli e sottomultipli. x 10

x 10

x 10

MULTIPLI

x 10

x 10

UNITÀ

x 10

SOTTOMULTIPLI

chilometro

ettometro

decametro

metro

decimetro

centimetro

millimetro

km

hm

dam

m

dm

cm

mm

1 000 m

100 m

10 m

1m

1 di m 10

1 di m 100

1 di m 1000

0,1 m

0,01 m

0,001 m

: 10

: 10

: 10

: 10

Quando esprimiamo la stessa misura con unità di misura diverse, stabiliamo un’equivalenza: per esempio 1 chilometro è equivalente a 1000 m. Il simbolo che indica l’unità di misura si chiama marca e va sempre scritto dopo il numero, in minuscolo e senza il punto.

: 10

: 10

Osserva e completa. 1 km = ……………… m 1 hm = ……………… m 1 dam = ……………… m

1m= 1m= 1m=

……………… ……………… ………………

dm cm mm

Ora che conosci i numeri decimali, è facile stabilire le equivalenze! Osserva. Una strada è lunga 1 342 m, cioè... quanti km? 1,342

Un nastro è lungo...

quanti dam? 134,2

quanti m? 1,235

km hm dam m 1

3

4

m

2

1

quanti hm? 13,42

quanti cm? 123,4 dm cm mm 2

3

quanti dm? 12,35

5

quanti mm? 1 235

Esercizi 1

Leggi le misure in tabella e indica la marca. m

dm

cm mm

1 , 2

7

1

2

1

9

2

km hm dam m m

5

3

8

4

7 , 9

............

5

3

8 , 4

............

2

7

9

............

5 , 3

8

4

............

1 , 2

7

9

............

5

3 , 8

4

............

m

1 1 2 1 3 2 5

Completa. dam e 5 m = ............................. dam hm e 3 dam = ............................. hm hm e 5 dam = .......................... dam km e 3 hm = ................................. km km e 4 hm = ................................. km m e 3 dm = .................................... dm cm e 7 mm = ................................ cm 273


LE MISURE

Le misure di massa (peso) L’unità di misura della massa (nel linguaggio comune usiamo la parola peso) è il chilogrammo. Fino a qualche anno fa era il grammo: ecco perché i nomi delle unità di misura sono riferiti al grammo. I sottomultipli del grammo vengono usati solo in situazioni particolari, per esempio in farmacia per dosare con precisione i componenti delle medicine. x 10

x 10

x 10

MULTIPLI

x 10

UNITÀ

Megagrammo

Mg

1 000 kg

100 kg

10 kg

: 10

x 10

: 10

SOTTOMULTIPLI

chilogrammo ettogrammo decagrammo

grammo

kg

hg

dag

g

1 kg

1 di kg 10

1 di kg 100

1 di kg 1000

0,1 kg

0,01 kg

0,001 kg

: 10

: 10

: 10

: 10

x 10

x 10

x 10

UNITÀ

SOTTOMULTIPLI DEL GRAMMO

grammo

decigrammo centigrammo miligrammo

g

dg

cg

mg

1g

1 di g 10

1 di g 100

1 di g 1000

0,1 g

0,01 g

0,001 g

: 10

Osserva e completa.

x 10

: 10

1 kg = ................... dag 1 g = ................... cg

1 kg = ................... g 1 g = ................... mg

: 10

1 kg = ................... hg 1 g = ................... dg

Esercizi 1

Scrivi le equivalenze. g

dg

cg

2

Completa le equivalenze.

mg

3

1 kg =

12 176 dag –

3,9 47

..............

Mg

...........

dag

..............

1 329 hg –

g + 600 g ..............

hg

8 7,8 274

..............

hg + 2,5 hg 30 dag +

247 g + ..............

dag

..............

63,4 g = 6 dag + 3 g + 4 dg 9,6 hg = ............................................ 123 mg = ......................................... 1,7 Mg = .......................................... 4

4,5 g

Scomponi.

1 2 3 1

Componi. kg + 9 hg + 8 dag = 198 dag dg + 6 cg + 4 mg = ............ cg dag + 8 dg = ............ dg Mg + 8 kg = ............ kg


Le misure di massa (peso)

Peso lordo, peso netto, tara

PESO LORDO scatola + cioccolatini = 280 g

PESO NETTO

TARA

PESO NETTO cioccolatini = 250 g

PESO LORDO

TARA contenitore vuoto = 30 g

TARA

PESO LORDO

PESO NETTO

+

PESO LORDO

PESO NETTO

TARA

Sulle confezioni dei prodotti deve sempre essere riportato il peso netto della merce. Esso è indicato con il simbolo .

e

Esercizi 1

Scrivi accanto a ogni disegno se è il peso lordo, il peso netto o la tara. Il peso del contenitore è ..............................

Il peso del contenitore più il contenuto è .................................................. Il peso del contenuto è

3

Completa i dati e inseriscili nel diagramma. Poi risolvi il problema sul quaderno

Maria compera un grappolo .................. .................. d’uva, che pesa 750 grammi. A casa lo mette in un cestino ....... che pesa 180 grammi. Qual è il peso ................................ del cestino .................. con l’uva? Dati: 750 g: ....................................................................................................................

...........................................................

180 g: 2

Completa i dati e risolvi sul quaderno.

Un autocarro pesa 2,8 Mg, carico di ghiaia; vuoto, pesa 1,2 Mg. Quanto pesa la ghiaia? Dati: 2,8 Mg: .................................................................................................................... 1,2 Mg:

....................................................................................................................

Devo trovare il

..................................................................................................

....................................................................................................................

Devo trovare il 4

................................................................................................

Risolvi il problema sul quaderno.

Un furgone trasporta 150 cassette di arance. Ogni cassetta pesa 7 kg. Qual è il peso totale trasportato dal furgone? Durante il viaggio cadono 3 cassette. Quanto pesa il carico quando il furgone arriva a destinazione? 275


LE MISURE

Le misure di capacità La capacità di un recipiente è la quantità di liquido che esso può contenere. Per misurare la capacità usiamo il litro con i suoi multipli e sottomultipli. x 10

x 10

100

<l

x 10

UNITÀ

MULTIPLI ettolitro decalitro

<hl

x 10

x 10

litro

decilitro

SOTTOMULTIPLI centilitro

<dal

<l

<dl

<cl

<l

1

10

: 10

1 di <l 10 0,1 <l

<l

: 10

: 10

1 di <l 100 0,01 <l : 10

millilitro

ml

1 di <l 1000 0,001 <l : 10

Osserva e completa. 1 1

<hl = <dal =

...................

<l

...................

<l

1 1 1

<l = <l = <l =

................... ................... ...................

<dl <cl ml

1 1 1

<dl = <cl = ml =

...................

...................

<l <l <l

...................

Esercizi 1

Esegui le seguenti equivalenze.

4

7 <hl = ................... <dal = ................... <l 34 <l = ................... <dal = ................... <hl 0,5 <hl = ................... <l = ................... <dal 39 <hl = ................... <dal = ................... <l 0,7 <dal = ................... <hl = ................... <l 0,09 <hl = ................... <dal = ................... <l 2

3 4 6 2 3

Componi come nell’esempio.

<l e 4 <dl = 3,4 <l <l e 1 <dl = <l <dl e 1 <cl = <dl <dl e 7 <cl = <l

2,2 <l = 2 <l e 2 <dl 5,3 <dl = ............................................................. 42,5 <dal = ..................................................... 255 <cl = ............................................................ 27 <l = .................................................................. 276

<l

5

<hl

2,3

<hl

500

<l

5

<dl

5 000

<cl

<dl

230

<dal

23

500

23

<dal

<hl

5

Andrea compera una damigiana che contiene 5 <dal di vino e poi compera due bottiglie da 1,5 <l ciascuna. Quanti litri di vino ha comperato in tutto?

6

Gianni parte con un pieno di benzina di 60 <l. Quando si 2 accorge di aver consumato i della benzina si ferma a un 3 distributore per fare il pieno. Quanti <l metterà nel serbatoio?

...................

Scomponi come nell’esempio.

0,5

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno.

...................

...................

Unisci con una freccia le misure equivalenti.


Esercizi Le misure di lunghezza 1

1 0 0 3 2

Scrivi il numero decimale espresso in metri come nell’esempio. m e 3 dm = 1,3 m m e 3 dm = ........................................ m dm e 4 cm = ..................................... m hm e 9 dam = ................................. m

3

Indica quanto manca per completare le grandezze indicate. 1 km

5 hm

300 m + ............................. dm 4,5 hm + ............................ km 20 dam + ....................... dam

100 m + ................................. m 30 dam + ....................... dam 650 dm + .......................... dm

Esegui le seguenti equivalenze.

1,5 m = 3,7 m = 0,3 m =

......................... ......................... .........................

dm = dm = dm =

............................. ............................. .............................

cm cm cm

Le misure di massa 4

Scomponi come nell’esempio.

15 g = 1 dag e 5 g 295 g = ............................................................... 25 dag = ............................................................ 12 hg = ............................................................... 1 437 g = ........................................................... 245 dag = ......................................................... 21 hg = ...............................................................

5

6

Colora con la stessa titnta le misure equivalenti. 2 kg

2 dag

40 dag

9 kg

40 hg

4 kg

20 hg

9 000 g

20 g

4 hg

Esegui le seguenti equivalenze.

4,5 Mg = ............................. kg 0,07 Mg = .......................... kg

1 399 kg = ........................ Mg 3 750 hg = .......................... kg

Le misure di capacità 7

Scrivi la marca.

1,5 <l = 1 500 ........... 33 <cl = 0,33 ............ 0,75 <l = 750 ............ 250 <l = 2,5 ............... 8

9

0,46 <hl = 46 ............ 5,4 <dl = .................. l 120 <ml = .......... dl 8 000 <cl = ...... dal

Esegui.

24 <l + 17 <dl + 220 <cl = ..................... <l 228 <cl – 140 <cl = ................................... <dl 285 <dl – 34 <dl = ........................................ <l

Esegui le seguenti equivalenze.

45 <dl = ......................... <l = ......................... <cl 23,76 <hl = ......................... <dal = ......................... <dl 34,87 ml = ......................... <cl = ......................... <l 165,84 <dl = ......................... <dal = ......................... <cl 275,9 <l = ......................... <hl = ......................... <dl 164 <cl = ......................... ml = ......................... <l 127,8 <l = ......................... <hl = ......................... <cl 205 <dl = ......................... <l = ......................... ml 4 583 <ml = ......................... <hl = ......................... dal

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. Michele deve attraversare un ponte lungo 1 chilometro. Se ha già percorso 800 metri, quanti ne mancano per arrivare in fondo? 11 Una fetta di torta pesa 1,25 ettogrammi. Quanti grammi pesano 8 fette? 12 Quante damigiane da 50 litri servono per riempire una botte da 3 ettolitri? 10

277


I GRANDI TEMI Gli uomini hanno sempre misurato così? PARL A IL MATEMATICO

Chi ha stabilito le unità di misura?

Da quando tempo esistono?

Le unità di misura sono uguali in tutto il mondo?

Quante domande interessanti! Le unità di misura che avete studiato sono state fissate poco più di 200 anni fa e vengono utilizzate in quasi tutti i Paesi del mondo. Ma fin dai tempi antichi gli uomini hanno stabilito dei sistemi per misurare: per scambiare le merci, per delimitare i confini dei campi, per costruire palazzi e monumenti i popoli delle antiche civiltà avevano bisogno di unità di misura comuni. Ma per lunghissimo tempo ogni popolo utilizzava le proprie! Dai documenti storici abbiamo potuto conoscere alcuni degli antichi sistemi di misurazione. Scopriamoli insieme!

Misure di lunghezza Le prime unità di misura di cui abbiamo testimonianza riguardano le lunghezze e si basano sulle dimensioni del corpo umano. Sia i Sumeri sia gli Egizi stabilirono come unità di misura il cubito, che corrisponde alla lunghezza dell’avambraccio dalla punta del gomito alla punta del dito medio. MULTIPLI

UNITÀ

tesa

braccio

1 tesa = 2 bracci

1 braccio = 2 cubiti

SOTTOMULTIPLI spanna

palmo

dito

2 spanne = 1 cubito

3 palmi = 1 spanna

4 dita = 1 palmo

cubito

Naturalmente non tutti avevano le braccia della stessa lunghezza! Per questo furono costruiti dei campioni che servivano come riferimento per tutti. Il più antico ritrovato dagli archeologi è un campione di cubito egizio, il cubito reale, lungo 52,5 cm. Il cubito sumero era un po’ più corto: misurava infatti 40,5 cm. Pensate che gli archeologi hanno trovato cubiti di ben otto misure diverse utilizzati da diversi popoli antichi! Altre unità di misura di lunghezza furono il piede e il passo, utilizzati dagli antichi Greci e Romani (che studierai il prossimo anno). 278

piede

passo


Al Museo Egizio di Torino è conservato un campione di cubito ritrovato nella tomba dell’architetto reale ai tempi del faraone Amenhopet II: è un’asta di legno ricoperta in oro, con incise le unità di misura egizie.

Misure di peso Fin dai tempi degli Egizi i popoli antichi conoscevano l’uso della bilancia a due piatti. Le unità di peso antiche variavano molto da luogo a luogo: all’inizio probabilmente si usavano come pesi delle pietre e in seguito oggetti in metallo. Per pesare oggetti leggeri si usavano chicchi di cereali o semi, come quelli di carruba, che sono molto simili da pianta a pianta (proprio dal nome della carruba deriva il nome dei «carati», unità di misura usata per l’oro).

Misure di capacità Tra i campioni di misura più antichi ritrovati dagli archeologi c’è anche un’unità di volume: è un vaso d’argento del principe sumero Entemena di Lagash (circa 2500 a.C.): un’iscrizione incisa sulla sua superficie indica che la sua capacità corrisponde a 10 sila, cioè circa 5 litri.

Chilogrammo depositato all’Ufficio di Pesi e Misure di Sèvres.

Il sistema di misura attuale Nel mondo moderno, con l’aumento degli scambi tra i diversi popoli della Terra, sorse l’esigenza di utilizzare un sistema di misura universale, valido in tutti i Paesi. Nel 1799 fu stabilito in Francia il moderno Sistema Metrico che venne ben presto adottato in tutto il mondo. Si fissò innanzitutto il metro, corrispondente alla quarantamilionesima parte del meridiano terrestre. Si stabilirono poi tutte le altre unità di misura con i loro multipli e sottomultipli a base decimale. Un metro e un chilogrammo di platino (il metallo più inalterabile allora conosciuto) furono costruiti e depositati all’Ufficio di Pesi e Misure di Sèvres (Parigi) come campioni di riferimento delle unità di misura fondamentali. Con il tempo gli scienziati stabilirono una misura ancora più precisa per il metro: un metro è il tragitto percorso nel vuoto dalla luce in una 1 frazione di secondo pari a ! 299 792 458

LA PAROLA A VOI Perché nel mondo attuale si sente la necessità di unità di misura universali e molto precise? Discutetene in classe facendo degli esempi. 279


LE MISURE

L’euro Conosci già l’euro con i suoi multipli e sottomultipli. Ora che hai imparato a usare i numeri decimali sarà più facile per te calcolare il costo delle merci e controllare il resto quando fai acquisti. MULTIPLI

SOTTOMULTIPLI

Anche con l’euro e i suoi sottomultipli possiamo stabilire delle equivalenze. Continua tu. 1 centesimo = € 0,01 2 centesimi = € ..................

5 centesimi = € .................. 10 centesimi = € ..................

20 centesimi = € .................. 50 centesimi = € ..................

Esercizi 1

Quanti euro hanno Samir e Laura nel loro salvadanaio?

2

Completa la tabella: scrivi il prezzo degli oggetti e calcola il resto che ti deve dare il negoziante se paghi con una banconota da 10 euro.

5,90 euro banconota con cui paghi € 2,53 € 253 € 25,3 280

€ 10,15 € 11,25 € 12,20

7,99 euro prezzo dell’oggetto

3,60 euro

resto

€ 10

€ .................................

€ 10

€ .................................

€ 10

€ .................................


Le misure di valore

Costo unitario e costo totale

Il prezzo indica il costo di un quaderno, cioè il costo unitario.

Jamila compera 3 quaderni.

Sullo scontrino c’è scritto che cosa ha speso, cioè il costo totale.

Segui i ragionamenti e ricorda gli schemi: ti saranno molto utili quando fai spese! Una candela profumata costa € 2,40. Ne compero 4. Quanto spendo in tutto?

NUMERO UNITÀ

COSTO UNITARIO

Ho speso € 9,60 per comperare 4 candele. Qual è il prezzo di ogni candela?

COSTO TOTALE

NUMERO UNITÀ

Ho speso € 9,60 per comperare delle candele che costano € 2,40 l’una. Quante ne ho comperate?

COSTO TOTALE

COSTO UNITARIO

x

:

:

COSTO TOTALE

COSTO UNITARIO

NUMERO UNITÀ

Ricavo, spesa, guadagno Seguiamo ora i calcoli della negoziante, la signora Lucia. 2 euro e 40 centesimi.

quanto costa?

I soldi che la negoziante ha incassato sono il suo ricavo.

SPESA

GUADAGNO

Tolta la spesa, ho guadagnato 50 centesimi.

io l’ho comperata dalla fabbrica a 1 euro e 90.

Il soldi che aveva speso la negoziante sono la sua spesa.

RICAVO

GUADAGNO

La differenza tra ciò che la negoziante ha incassato e ciò che ha speso è il suo guadagno. RICAVO

SPESA

+

RICAVO

SPESA

GUADAGNO 281


Esercizi 1

Quanto costano gli oggetti che vedi illustrati? Conta le monete e completa.

€ .................. € .................. € ..................

2

Completa le tabelle. tipo di prodotto

costo unitario

numero dei pezzi

gomma

€ 0,77

10

costo totale

tipo di prodotto

spesa

guadagno

robot

€ 15,49

€ 4,39

quaderno

6

€ 11,40

biglie

penna

8

€ 9,60

aquilone

€ 23,24

€ 43,90

pallone

€ 7,75

libro

€ 4,39

€ 0,41

ricavo

€ 1,65 € 27,89

€ 2,48

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. 3

Lucia compra 6 quaderni a righe e 6 a quadretti. Ogni quaderno costa € 1,20. Quanto spende in tutto? Ciascuno di quei quaderni era costato al negoziante € 0,90. Qual è stato il guadagno del negoziante per i 6 quaderni?

7

Un negozio di calzature ha realizzato in un giorno un guadagno di € 212 per delle scarpe che aveva acquistato a € 436,80. Qual è stato il ricavo totale? Ogni paio di scarpe è stato venduto a € 81,10. Quante scarpe sono state vendute?

4

Un fioraio acquista 75 rose al prezzo di € 1,15 ciascuna. Se su ogni rosa vuole guadagnare € 0,45, quanto costerà ogni rosa? Quale sarà il guadagno totale e quale il ricavo?

8

Marco ha acquistato 4 CD per il masterizzatore a € 2,60 l’uno e 3 cartucce di inchiostro per la stampante a € 9,80 ciascuna. Quanto spende in tutto?

5

Lea ha acquistato 18 metri di nastro di cotone a € 0,80 al metro. Quanto ha speso? Lea ha poi speso € 17,08 per comprare del nastro di raso che costa € 1,22 al metro. Quanti metri di nastro ha comprato? Quanto ha speso in tutto?

9

Un’agenzia di viaggi propone una gita a Madrid di tre giorni. Il costo è di € 564,24, cui si devono aggiungere tre pranzi a € 12 ciascuno. Quanto costa al giorno il viaggio?

10

Sergio è andato al supermercato con in tasca € 20 e ha comprato: 2 sacchetti di patatine a € 1,25 l’uno, 3 pacchetti di caramelle a € 2,18 ciascuno, 3 bottiglie di the a € 0,75 l’una. Quanto ha speso in tutto Sergio? Quanto riceverà di resto?

6

282

Per acquistare 12 matite occorre la somma di € 5,76. Quanto costa ogni matita? Se il guadagno del cartolaio per ogni matita è stato di € 0,12, quanto ha speso per ogni matita?


VERIFICA 1

Collega ogni misura alla categoria di appartenenza. Grammo

Decilitro

Centimetro

Lunghezza

Ettogrammo

2

Massa (peso)

Decimetro

2

5

Chilogrammo

0

3

Da un rotolo di filo metallico lungo 67,15 m si tagliano tanti pezzi di filo, ciascuno della lunghezza di 85 cm. Quanti pezzi di filo si possono ottenere?

4

Una latta d’olio ha la capacità di 12 <l, quante bottiglie da 6 <dl si possono riempire?

5

Un anello d’oro di 15 g e una catenina di 35 g vengono portati all’orefice per fare un braccialetto. Se il peso del braccialetto sarà di 90 g, quanti grammi d’oro dovranno essere aggiunti?

6

Quanto spende Anna per comprare una dozzina di uova, se ogni uovo costa 21 cent? Le bastano € 2,58?

7

Una barca ha la portata massima di 600 kg. La merce caricata pesa 330 kg. Salgono in barca tre persone che pesano, rispettivamente, 75, 90 e 55 kg. C’è ancora posto per una persona di 49 kg?

8

Il fruttivendolo Luigi acquista 3 cassette di arance a € 5 l’una. Se le rivende guadagnando € 1 per ogni cassetta, quanto ricava in tutto?

9

Una lattina di aranciata contiene 3,3 <dl di bibita. L’anno scorso un barista ha venduto in media 970 lattine al mese. Quanti ettolitri di aranciata è riuscito a vendere il barista nel corso dell’anno?

1,250 km

850 mm

......................

cm

3,72 m

......................

dm

375 cm

......................

m

kg hg dag g equivale a... 1,4 kg

......................

g

250 dag

......................

hg

16,25hg

....................

139 g

......................

g

dag hg

dg cg mg equivale a...

1560mg

......................

g

14,2 dg

......................

cg

23,9 cg

......................

dg

0,03 g

......................

<hl <dal <l <dl <cl ml 43,5<dal

<l 938 ml 12 <dal 0,06

Decagrammo

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno.

km hm dam m dm cm mm equivale a... 1

Litro

Capacità

Ettolitro

Completa le tabelle.

1250 m

Chilometro

mg

equivale a... ...................... ...................... ...................... ......................

<cl ml <l <hl

283


SPAZIO E FORME Conosco un bel gioco con le biglie. Ma prima dobbiamo costruire l’area di gioco!

E qui bisogna disegnare un triangolo piccolo. Chi riesce a lanciare lì la biglia guadagna 10 punti!

Tracciamo un bel rettangolo grande!

E questo quadrato è l’area di lancio...

Ora disegniamo tante linee parallele e lo dividiamo in rettangoli più piccoli.

Anche nella vita di tutti i giorni usiamo molte parole della geometria! La geometria ci serve per descrivere e misurare con precisione lo spazio. Quest’anno ci occuperemo delle figure della geometria piana, cioè che stanno su un piano e hanno due dimensioni: la lunghezza e la larghezza. Ripasserai linee e angoli. Imparerai a classificare i poligoni e approfondirai le caratteristiche di alcuni poligoni: i triangoli e i quadrilateri.

Imparerai a muovere le figure sul piano con la traslazione, la rotazione e il ribaltamento. 284

Scoprirai che cos’è il perimetro e imparerai a misurarlo. Imparerai anche a calcolare l’area, cioè la quantità di superficie occupata da una figura.


Le linee

Le linee Lo scorso anno hai studiato le linee: ricordi? Usa questa pagina per ripassare alcune definizioni che già conosci. Una linea è formata da una successione di punti su un piano. Una linea può essere...

Una linea è chiusa quando delimita nel piano una regione interna e una regione esterna.

curva

retta

regione esterna regione interna spezzata

mista

Una retta è una successione infinita di punti che non cambiano mai direzione. Per indicare le rette si usano le lettere minuscole. Il punto A divide la retta in due semirette: le due semirette hanno origine nel punto A ma non hanno una fine. Un segmento è la parte di retta compresa tra due punti. Per indicare un segmento si usano le lettere maiuscole dei due estremi. Rispetto alla sua posizione sul piano una retta può essere:

r

a

A

A

b

B AB

Due rette possono essere:

parallele, se non si incontrano mai.

verticale

obliqua

orizzontale

incidenti, se si incontrano in un punto.

perpendicolari, se incontrandosi formano quattro angoli uguali. 285


SPAZIO E FORME

Gli angoli

<l

L’angolo è la parte di piano compresa tra due semirette.

<l 1

Le due semirette sono i lati (<l) dell’angolo. O Il punto di origine O è il vertice. Per indicare un angolo si usa il nome del vertice con un simbolo speciale. Per esempio, l’angolo qui a fianco è l’angolo Ô.

La misura degli angoli

Per misurare l’ampiezza degli angoli usiamo uno strumento che si chiama goniometro. È un cerchio suddiviso in 360° (si legge 360 gradi) oppure un semicerchio suddiviso in 180°. Il grado è l’unità di misura dell’ampiezza.

Fissa due asticelle di cartone con un fermacampione: facendo ruotare le due asticelle puoi ottenere angoli di diversa ampiezza.

Classifichiamo gli angoli secondo la loro ampiezza. Angolo giro 360° O

Angolo piatto 180° O

Le due semirette coincidono. Fai fare un giro completo a una delle asticelle.

Le due semirette sono sulla stessa linea. Allinea le due asticelle.

Angolo retto 90° Le due semirette sono perpendicolari tra loro.

Fai fare a una delle due asticelle un quarto di giro.

O Angolo acuto < 90°

286

Angolo ottuso > 90° e < 180°


Gli angoli 90° 90°

concavo convesso

90° 90°

Due rette incidenti formano quattro angoli uguali a due a due: due acuti e due ottusi.

Due rette perpendicolari formano quattro angoli retti, cioè di 90°.

Due semirette formano sempre due angoli. Un angolo si dice convesso se è minore di un angolo piatto; concavo se è maggiore.

FACCIO E IMPARO Prendi un foglio di forma qualsiasi e piegalo come vuoi. Prendi il lato piegato e ripiegalo esattamente su sé stesso. Hai ottenuto un angolo retto. Puoi usarlo per verificare se gli angoli sono retti, acuti oppure ottusi.

Esercizi 1

2

Scrivi se le frasi sono vere (V) o false (F). Una linea è aperta se forma nel piano una regione interna.

Un angolo retto è maggiore di un angolo ottuso.

Due rette incidenti formano quattro angoli uguali.

Una retta è una successione infinita di punti.

Un angolo ottuso è minore di un angolo retto.

Due angoli retti formano un angolo giro.

Due rette parallele si incontrano in un punto.

Un angolo acuto è minore di un angolo ottuso.

Un angolo piatto è uguale a due angoli retti.

Metti in ordine crescente i seguenti angoli.

.........

ˆ D

<

.........

<

.........

<

.........

<

.........

3

Utilizza il goniometro e scrivi quanto misurano i seguenti angoli.

4

Disegna sul quaderno con il goniometro un angolo di 45°, un angolo di 60° e uno di 120°. 287


SPAZIO E FORME

I poligoni Un poligono è una parte di piano delimitata da una linea spezzata chiusa. Non sono poligoni le figure delimitate da linee curve o miste. I segmenti che formano il contorno del poligono si chiamano lati (<l).

B

<l d

<l

I punti di incontro A dei lati si chiamano vertici (A, B, C, D, E).

<l d

d

<l

Lâ&#x20AC;&#x2122;angolo interno è lo spazio tra due lati consecutivi, che hanno cioè in comune un estremo e nessun altro punto.

C

D

<l

E

Le diagonali (d) sono i segmenti che uniscono due vertici non consecutivi.

I poligoni posso essere... Convessi

Concavi

I segmenti che uniscono due punti qualsiasi del poligono possono anche essere esterni al poligono stesso.

I segmenti che uniscono due punti del poligono sono sempre interni al poligono stesso.

In base alle misure dei lati e degli angoli distinguiamo i poligoni in... Irregolari

I lati e gli angoli sono disuguali tra loro. Equilateri

Tutti i lati sono uguali tra loro. 288

Equiangoli

Tutti gli angoli sono uguali tra loro. Regolari

Tutti gli angoli e i lati sono uguali tra loro.


I poligoni

I poligoni prendono il nome dal numero degli angoli, dei lati e dei vertici. Osserva e completa tu la tabella. POLIGONI

n. lati

n. angoli

n. vertici

nome

triangolo

quadrilatero

pentagono

esagono

ottagono

Che cosa hai notato? In tutti i poligoni il numero dei lati corrisponde a quello degli ............................................ e dei .........................................

Esercizi 1

Osserva i seguenti poligoni e indica se sono concavi (A) o convessi (B).

2

Nell’insieme dei poligoni (P) indica quali sono i seguenti sottoinsiemi.

C

equiangoli, cioè con

P

............................................

.............................................................................................................

regolari, cioè con

....................................................

.............................................................................................................

equilateri, cioè con

...............................................

.............................................................................................................

A

B 289


SPAZIO E FORME

I triangoli Il triangolo è un poligono con tre lati e tre angoli. C A, B, C sono i vertici del triangolo.

CE è l’altezza h, cioè il segmento che parte da un vertice e tocca la base perpendicolarmente.

AB, BC, AC sono i lati. h

ˆ B, ˆ Cˆ sono gli A, angoli interni.

AB è la base b, cioè il lato su cui appoggia. Qualunque lato può essere considerato come base. 90°

A

B

b

E

SCOPRO LE PAROLE

Classifichiamo i triangoli osservando le misure dei lati e degli angoli.

In geometria congruente significa uguale.

Triangolo scaleno

Triangolo isoscele

Triangolo equilatero

Ha 3 lati diversi.

Ha 2 lati congruenti e uno diverso.

Ha 3 lati congruenti.

Triangolo rettangolo

Triangolo acutangolo

Triangolo ottusangolo

< 90°

< 90°

90°

Ha un angolo retto.

> 90°

< 90°

Ha tutti gli angoli acuti.

Ha un angolo ottuso.

La base e l’altezza C

C h A

b

C h

B

A

h b

B

b A

B

In alcuni casi l’altezza può coincidere con un lato oppure cadere sul prolungamento della base.

C Poiché ogni lato può essere preso come base, in ogni triangolo possiamo tracciare 3 altezze. 290

A

B


I triangoli

FACCIO E IMPARO

Prendi tre cannucce; infila all’interno uno spago sottile e annodalo: hai ottenuto un triangolo. Puoi deformarlo?

Fai attenzione alla lunghezza delle cannucce! Per poter ottenere un triangolo, la lunghezza di ogni cannuccia dev’essere minore della somma delle altre due e maggiore della loro differenza.

Disegna un triangolo qualsiasi e colora gli angoli. Taglialo in 3 pezzi, poi metti gli angoli uno vicino all’altro. Che cosa osservi? La somma degli angoli di un triangolo è sempre ......................................°.

70° 30° 80°

80°

30°

70°

Esercizi 1

Osserva i triangoli, indica con una crocetta le loro caratteristiche e completa i nomi. Triangoli

Tutti i lati Solo 2 lati Tutti i lati congruenti congruenti diversi

3 angoli acuti

1 angolo 1 angolo ottuso retto

Nome del triangolo Equilatero acutangolo Isoscele acutangolo Isoscele .........................................................

X

X

Isoscele .........................................................

Scaleno acutangolo .........................................................

ottusangolo ......................................................... .........................................................

291


SPAZIO E FORME

I quadrilateri I quadrilateri sono poligoni con 4 lati e 4 angoli. Disegna tu le diagonali. Quante sono? ...........

<l

D

C

I trapezi sono quadrilateri con due lati paralleli e due lati obliqui. I lati paralleli sono le basi. base minore

<l

<l A

B

<l

h

A

Trapezio isoscele D

D

Trapezio rettangolo

C

D

C A

Ha i lati obliqui congruenti. Gli angoli sono congruenti a due a due. Le due diagonali sono Ha i lati obliqui e gli angoli diversi. congruenti.

D

C d h d

A

Romboide

C

Ha i lati opposti e gli angoli opposti A congruenti.

292

A

B

90°

Ha uno dei due lati perpendicolare alle basi e due angoli retti

I parallelogrammi sono quadrilateri con i lati opposti paralleli e congruenti. Gli angoli opposti sono congruenti. Il punto di incontro delle diagonali le divide a metĂ .

D

D Ha i lati congruenti e gli angoli opposti congruenti. Le diagonali sono perpendicolari.

C

In base agli angoli e ai lati distinguiamo quattro tipi di parallelogramma.

B

Rombo

90°

B

B

A

B

base maggiore

Distinguiamo tre tipi di trapezio. Trapezio scaleno

C uo bliq oo lat

lato ob liquo

D

B C

A

Rettangolo

D

C

Ha gli angoli retti. Le diagonali sono congruenti.

A

B

Quadrato Ha gli angoli retti B e i lati congruenti. Le diagonali sono perpendicolari e congruenti.

D

C

A

B


I quadrilateri

FACCIO E IMPARO La somma degli angoli Disegna un quadrilatero e colora gli angoli. Taglialo in 4 pezzi come vedi nella figura, poi metti gli angoli uno vicino all’altro. Che cosa osservi? La somma degli angoli di un quadrilatero è sempre

............

60°

120°

50°

130°

°.

Costruiamo i quadrilateri Prendi un foglio di carta velina colorata e ritaglia 3 strisce con i lati paralleli. Da un altro foglio di colore diverso ritaglia i 3 tipi di triangoli che conosci. Sovrapponi le strisce: che cosa ottieni?

Striscia + triangolo isoscele: trapezio ................................................

Striscia + triangolo reattangolo: trapezio ................................................

Striscia + triangolo scaleno: trapezio ................................................

Ora ritaglia e sovrapponi delle strisce come vedi nelle figure: che cosa ottieni?

Strisce di altezza diversa perpendicolari:

Strisce di uguale altezza perpendicolari:

Strisce di altezza diversa non perpendicolari:

Strisce di uguale altezza non perpendicolari:

...............................................................

................................................................

................................................................

................................................................

Esercizi 1

quadrilateri

Osserva la classificazione dei quadrilateri e scrivi i nomi nei cartellini.

...................................................

...................................................

...................................................

...................................................

...................................................

293


SPAZIO E FORME

Spostamenti nello spazio La traslazione Disegna una casetta su un cartoncino e ritagliala. Appoggiala su un foglio e ripassa il contorno. Ora spostala facendola scivolare lungo una linea: puoi aiutarti con un righello. La figura ha compiuto una traslazione, cioè uno spostamento nella stessa direzione. C

C1

B

B1

D 1

D1 2

A

A1

E

ampiezza: 9 quadretti

E1

Rappresentiamo la traslazione con una freccia che si chiama vettore. La freccia indica la direzione e il verso dello spostamento. La lunghezza della freccia indica l’ampiezza dello spostamento. Ogni punto della figura 2 si trova alla stessa distanza dai rispettivi punti della figura 1.

direzione: orizzontale

verso: da sinistra a destra

La rotazione Prendi la casetta che hai ritagliato prima e punta un angolo con uno spillo. Fai ruotare la casetta e fermati dove vuoi. Ripassa la figura nella nuova posizione. La figura ha compiuto una rotazione. C B

D 1

A

A1

E D1

2

B1

Durante una rotazione la figura cambia continuamente direzione, cioè ruota attorno a un punto che si chiama centro di rotazione. Tutti i punti della figura 2 hanno la stessa distanza dal centro di rotazione dei corrispondenti punti della figura 1. L’ampiezza della rotazione è un angolo e si misura in gradi.

C1

La rotazione può avvenire in senso orario, cioè nello stesso senso delle lancette dell’orologio, oppure in senso antiorario, cioè contrario a quello delle lancette dell’orologio. 294


Spostamenti nello spazio

Il ribaltamento e la simmetria Fissa un lato della tua casetta con del nastro adesivo e ribaltala. Poi ripassa di nuovo la forma. La figura ha compiuto un ribaltamento. Ă&#x2C6; simmetrica rispetto alla figura di partenza.

C B

1

A

C1 D

E

2

B1

A1

Le due figure sono simmetriche. La linea rispetto alla quale avviene il ribaltamento si chiama linea di simmetria. Tutti i punti della figura 2 hanno la stessa distanza dalla linea di simmetria dei corrispondenti punti della figura 1.

simmetria esterna

simmetria interna.

La linea di simmetria può essere esterna alla figura oppure interna.

Esercizi 1

Osserva i disegni, completa le frasi e rispondi.

Un cassetto che si apre compie una ...........................................................................

Una maniglia che viene abbassata compie una ......................................................

Un coperchio che si apre compie un ..............................................................................

Quali altri esempi di traslazione, rotazione e ribaltamento osservi nella vita di tutti i giorni? 2

Disegna in ogni poligono tutti gli assi di simmetria che riesci a trovare.

295


SPAZIO E FORME

Il perimetro e la superficie

Il perimetro di un poligono è il suo contorno, cioè la linea spezzata chiusa che lo circonda.

La superficie di un poligono è la porzione di spazio che esso occupa.

Confronta il perimetro delle figure: puoi contare quante lineette (

Perimetro =

...........

Perimetro =

) è lungo ogni lato e sommarle.

Perimetro =

...........

...........

Le figure hanno forme diverse ma uguale perimetro: sono isoperimetriche. Confronta la superficie occupata dalle figure. La misura della superficie si chiama area. Puoi contare quanti quadretti ( ) occupa ogni figura.

Area =

Area =

...........

Area =

...........

...........

Le figure hanno forme diverse ma stessa area: sono equiestese. Confronta il perimetro e l’area delle due figure. scopri a pag. 305 come ottenere figure simili!

Perimetro = Area = ...........

...........

Perimetro = Area = ...........

...........

Le due figure hanno la stessa forma ma dimensioni diverse: sono simili. 296


Il perimetro e la superficie Confronta le due figure. Hanno la stessa forma? Sì No Hanno le stesse dimensioni? Sì No

Due figure che hanno la stessa forma e le stesse dimensioni sono congruenti. Le figure congruenti si possono sovrapporre esattamente una sull’altra e tutti i loro punti coincidono.

Esercizi 1

Osserva le figure, calcola il perimetro e l’area di ciascuna e poi rispondi alle domande.

A

P = ........... Area = ..........

F

P = ........... Area = ..........

B

C

P = ........... Area = ..........

P = ........... Area = ..........

G

P = ........... Area = ..........

D

E

P = ........... Area = ..........

P = ........... Area = ..........

H

I

P = ........... Area = ..........

P = ........... Area = ..........

• Quali figure sono congruenti?........................................................................................................................................................................... • Quali figure sono equiestese?............................................................................................................................................................................ • Quali figure sono isoperimetriche? ............................................................................................................................................................... 2

Calcola l’area del poligono e disegnane almeno altri 4 equiestesi.

297


SPAZIO E FORME i lati sono delle lunghezze. Perciò per misurare il perimetro usiamo le misure di lunghezza. Puoi ripassarle a pag. 273.

Calcolare il perimetro Per calcolare il perimetro (P) di un poligono devi sommare la misura di tutti i lati (<l ).

<l <l

3

<l

2

<l P=

<l

1

+

<l

4

1

2

+

<l

3

+

<l

Quando due o più lati sono congruenti, calcolare il perimetro è ancora più facile!

4

Il perimetro dei triangoli poligono

rifletti, misura con il righello e calcola I lati sono tutti diversi. Sommo le misure dei lati.

Triangolo scaleno C

<l

<l

2

A

<l

P=

3

+

.................

+

.................

=

.................

mm

1

+

<l

P=

<l

x3

P=

<l

2

+

<l

3

B I lati sono tutti uguali. Posso moltiplicare per 3 la misura del lato. P=

Triangolo isoscele C

<l b

.................

x3=

.................

mm

B

<l

A

.................

1

Triangolo equilatero C

A

formula

B

Due lati sono uguali. Posso moltiplicare per 2 la misura del lato obliquo e sommare la misura della base. P = (................. x 2) +

.................

=

.................

P = (<l x 2) + b

mm

Esercizi Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. 1 2

Un triangolo isoscele ha la base lunga 18,5 cm e un lato lungo 27,8 cm. Calcola il perimetro. Un triangolo scaleno ha il primo lato di 7 dm, il secondo è doppio del primo e il terzo misura 10 dm. Calcola il perimetro. 3 Un triangolo equilatero ha il lato che misura 11,2 cm. Calcola il perimetro. 298


Il perimetro e la superficie

Il perimetro dei quadrilateri poligono

rifletti, misura con il righello e calcola

Quadrato D

I lati sono tutti uguali. Moltiplico per 4 la misura del lato.

C

P= A

<l

C

D h b

x4=

.................

P=

mm

D

I lati sono uguali a due a due. Sommo la base e lâ&#x20AC;&#x2122;altezza e trovo il semiperimetro. Poi lo moltiplico per 2. P = (................. +

C

I lati sono uguali a due a due. Sommo i due lati diversi e trovo il semiperimetro. Poi lo moltiplico per 2.

.................

)x2=

.................

P = (................. +

<l

x4

mm

2

A

<l

P = (b + h) x 2

B

Romboide

<l

.................

B

Rettangolo

A

formula

.................

)x2=

.................

P = (<l 1 +

<l

)x2

2

mm

B 1

I lati sono tutti uguali. Moltiplico per 4 la misura del lato.

Rombo C D

P=

B

.................

x4=

.................

P=

mm

<l

x4

A Trapezio scaleno b D C

<l

I lati sono tutti diversi. Sommo la base maggiore (B), la base minore (b) e i due lati obliqui.

<l

2

A

1

P=

C

<l A

P= B

...............

+

...............

+

...............

+=

...............

mm

I due lati obliqui sono uguali. Sommo le due basi e poi aggiungo la misura del lato obliquo moltiplicata per 2.

Trapezio isoscele b

+

B

B

D

...............

P = B + b + <l 1 + <l 2

.................

+

.................

+ (................. x 2) =

.................

P = B + b + (<l x 2)

mm

B

299


Esercizi 1

Completa la seguente tabella. Poligono

Triangolo equilatero

Misura di un lato

12 cm

Perimetro

....................

cm

Triangolo equilatero ....................

Quadrato

cm

45 cm

25 cm ....................

Quadrato ....................

cm

cm

68 cm

Rombo

Rombo

7 cm

24 cm

....................

cm

....................

cm

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. 5

Olga deve recintare il suo campo di pomodori che ha la forma di un trapezio isoscele. Di quanti metri di filo spinato ha bisogno sapendo che la base minore misura 18 m, la base maggiore 24 e il lato obliquo 4 m ?

6

Calcola quanto spende Andrea per mettere un bordo colorato in una stanza rettangolare sapendo che il bordo costa 17 euro al metro e che la stanza è lunga 5 m e larga 8,5 m.

7

La sarta Luisa deve cucire un pizzo sul bordo di una tovaglia quadrata che ha il lato di 135 cm. Luisa possiede due diversi tipi di pizzo: uno è lungo 5 m, l’altro 6 m. Quale dei due potrà utilizzare?

8

Roberto corre ogni mattina in un campo a forma quadrata con il lato di 35 m. Se ogni volta fa 5 giri di campo, quanti metri percorre? Quanti chilometri percorre in 7 giorni?

9

Se un’aiuola a forma di rombo ha il lato che misura 96 dm, quanti decimetri di rete bisogna usare per recintarne quattro?

vuoi un consiglio importante? prima di risolvere, disegna le figure geometriche riportando le misure.

2

3

4

10

Un giardiniere deve mettere una siepe all’interno di un giardino a forma di rombo. Sapendo che un lato misura 85 m, quanto misurerà il perimetro della siepe? Un corridore deve percorrere per 3 volte il perimetro di una palestra di forma rettangolare. Sapendo che un lato misura 26 m e l’altro 35 m, quanti metri dovrà percorrere complessivamente il corridore? Lucia ha costruito uno scudo a forma di rombo con un lato di 32 cm. Sandro ne ha costruito un altro con il lato di 45 cm. Di quanto nastro avranno bisogno i due bambini per bordare i due scudi?

Osserva le figure, inventa il testo del problema sul quaderno e risolvilo.

P = 128 cm <l = ........................................

300

b = 45 cm P = 125 cm <l = ........................................

b = 50 cm <l = 35 cm P = ........................................


La superficie

Le misure di superficie L’unità di misura delle aree è il metro quadrato (m2): esso corrisponde all’area di un quadrato con il lato lungo 1 m. Anche il metro quadrato ha i suoi multipli e sottomultipli. Qui a fianco vedi un decimetro quadrato (dm2), cioè un quadrato con il lato lungo 1 dm. La parte in rosso è un centimetro quadrato (cm2), cioè un quadrato con il lato lungo 1 cm. Conta: quanti centimetri quadrati ci sono in un decimetro quadrato? Nella parte ingrandita vedi un millimetro quadrato (mm2), cioè un quadrato con il lato lungo 1 mm. Conta: quanti millimetri quadrati ci sono in un centimetro quadrato? x 100

x 100

x 100

MULTIPLI

km2

dam2

= 100 dam2 = 10 000 m2

: 100

x 100

UNITÀ

hm2

= 100 hm2 = 10 000 dam2 = 1 000 000 m2

x 100

= 100 m2

: 100

: 100

Per passare da una misura di superficie a quella immediatamente superiore occorre dividere per 100. Infatti: ci sono 100 m2 in 1 dam2 ci sono 100 dam2 in 1 hm2 ci sono 100 hm2 in ........................

x 100

SOTTOMULTIPLI

m2

dm2

cm2

mm2

1 m2

= 0,01 m2 = 1 centesimo di m2

= 0,01 dm2 = 1 decimillesimo di m2

= 0,01 cm2 = 1 milionesimo di m2

: 100

: 100

: 100

Per passare da una misura di superficie a quella immediatamente inferiore occorre moltipicare per 100. Infatti: in 1 m2 ci sono 100 ........................ in 1 dm2 ci sono 100 ........................ in 1 cm2 ci sono 100 ........................

Esercizi 1

Completa le equivalenze.

1 dam2 = ......................... m2 14 cm2 = ...................... dm2 20 m2 = ......................... dm2

75 mm2 = ..................... cm2 9 km2 = ......................... hm2 651 m2 = ................... dam2

45 hm2 = ................... dam2 6 dm2 = ............................ m2 3 m2 = ............................. cm2

12 cm2 = ...................... dm2 1500 m2 = .................. hm2 6 mm2 = ........................ cm2 301


SPAZIO E FORME

Calcolare l’area Misurare la superficie di una figura significa contare quante volte essa contiene l’unità di misura, cioè il metro quadrato o uno dei suoi multipli e sottomultipli. Scopri i metodi per calcolare facilmente l’area dei poligoni che hai studiato. Area del rettangolo

Consideriamo come unità di misura il cm2. Quanti cm2 contiene il rettangolo?

Contiamo quanti ce ne stanno lungo la base: formano una striscia di 4 cm2.

Per calcolare l’area del rettangolo bisogna moltiplicare la base x l’altezza.

Quante strisce ci stanno nel rettangolo? Consideriamo l’altezza: è lunga 3 cm. Nel rettangolo ci stanno 3 strisce da 4 cm2 l’una: 4 x 3 = 12 cm2

Area del rettangolo: A = b x h

<l

D

C

A

La base e l’altezza sono uguali: moltiplico il lato per sé stesso. 4 x 4 = ........... cm2 Area del quadrato: A = <l x posso anche scrivere: A = <l 2

B

2

si dice «lato al quadrato». Scoprirai l’anno prossimo questo modo di scrivere i numeri.

Area del quadrato

<l

4 cm

Esercizi 1

Calcola il perimetro e l’area dei rettangoli e dei quadrati disegnati. Ogni quadretto misura 1 cm2. P=

A=

..............................

..............................

5

3 2 5 P= 302

..............................

6 A=

..............................

6 P=

..............................

A=

..............................


La superficie

Area del romboide Unità di misura: cm2 Quante volte ci sta il cm2 nel romboide? Per calcolarlo facilmente applichiamo le proprietà delle figure equiestese. Disegna un romboide, coloralo e ritaglialo come vedi nelle figure.

h

b Ritagliando e spostando la parte gialla, hai ottenuto un rettangolo con base e altezza uguali a quelle del romboide. Le due figure sono equiestese perché occupano la stessa superficie.

Per trovare l’area del romboide possiamo quindi applicare la formula del rettangolo.

Area del romboide: A = b x h

Area del rombo dM = 5 cm dm = 4 cm dm dM

h = 2 cm

dm dM b = 5 cm

Osserva la lunghezza delle due diagonali del rombo. Abbiamo trasformato il rombo in un rettangolo equiesteso che ha come base la diagonale maggiore e come altezza la metà della diagonale minore. Possiamo calcolare l’area in questo modo: 5 x (4 : 2) = 5 x 2 = 10 cm2 oppure (5 x 4) : 2 = 20 : 2 = 10 cm2

Per trovare l’area del rombo moltiplichiamo le due diagonali e dividiamo per 2.

Area del rombo: A = (dM x dm) : 2

Esercizi 150 dm

Calcola sul quaderno l’area delle seguenti figure. 20 mm 60 dm

12 mm

200 m

15 mm

30 dm

300 dm 400 m

1

25 mm

303


SPAZIO E FORME

Area del triangolo Unità di misura: cm2 Quante volte ci sta il cm2 nel triangolo? Applichiamo le proprietà delle figure equiestese, ma questa volta ritaglia un altro triangolo uguale a quello che devi misurare e disponilo come vedi nella figura sotto.

h

b

h

b Con i due triangoli congruenti hai ottenuto un romboide con base e altezza uguali a quelle del triangolo di partenza. Calcola l’area del romboide: .............. x .............. = .............. cm2 Poiché il romboide ha la stessa superficie di due triangoli, devi dividere l’area del romboide per 2.

Per trovare l’area del triangolo applichiamo la formula del romboide e poi dividiamo per 2.

Area del triangolo: A = (b x h) : 2

Area del trapezio b Unità di misura: cm2 Quante volte ci sta il cm2 nel trapezio? Anche in questo caso ritaglia una figura uguale a quella che devi misurare e disponila come vedi nella figura sotto.

h B

b

B

h B b Con i due trapezi congruenti hai ottenuto un romboide con altezza uguale all’altezza del trapezio e con la base uguale alla somma delle basi maggiore e minore del trapezio. Calcola l’area del romboide: (.............. + .............) x .............. = .............. cm2 Poiché la superficie del romboide equivale a quella di due trapezi, devi dividere l’area del romboide per 2.

Per trovare l’area del trapezio sommiamo le due basi, applichiamo la formula del romboide e poi dividiamo per 2. 304

Area del trapezio: A = [(B + b) x h] : 2


Hai già imparato a pag. 296 che cosa sono le figure simili. Ora scopri come si fa a ottenere una riduzione e un ingrandimento.

FACCIO E IMPARO Ingrandimenti e riduzioni in scala riduco

ingrandisco

C A Riproduci il disegno del triangolo disegnando 1 quadretto ogni 3 quadretti della figura di partenza. La figura che ottieni ha la stessa forma ma è ridotta. A ogni quadretto del triangolo A1B1C1 ne corrispondono 3 del triangolo ABC. Il rapporto di riduzione è di 1 a 3 e si scrive 1 : 3. Hai ottenuto due figure simili. Il rapporto di riduzione o ingrandimento si chiama scala. La scala è indicata da due numeri.

B Riproduci il disegno del triangolo disegnando 2 quadretti per ogni quadretto della figura di partenza. La figura che ottieni ha la stessa forma ma è ingrandita. A ogni 2 quadretti del triangolo A2B2C2 ne corrisponde 1 del triangolo ABC. Il rapporto di ingrandimento è di 2 a 1 e si scrive 2 : 1. unità di misura della figura ridotta (o ingrandita)

1:3 misura corrispondente nella figura di partenza

Le riduzioni in scala sono utilizzate nelle carte geografiche.

Esercizi 1

Come si può calcolare la distanza reale, in chilometri, fra due luoghi, utilizzando una scala di riduzione?

Per calcolare la distanza tra Malgrate e la Società Canottieri di Lecco procedi in questo modo. • Misura con il righello la distanza Malgrate-Società Canottieri di Lecco: ...................... cm. • Calcola ora la distanza nella realtà tenendo conto che 1 cm sulla carta equivale a 25 000 cm nella realtà: (............................... x 25 000) = ............................................. cm. • La distanza, espressa in centimetri, dovrà ora essere trasformata in chilometri con un’equivalenza: ............................................. cm = ............................................. km. Quindi il percorso da Malgrate alla Società Canottieri di Lecco è lungo circa

1 : 25 000 .............................................

km. 305


Esercizi 1

Disegna una retta e segna su di essa un punto; poi completa.

2

Scrivi sotto ogni figura il nome giusto. r

.......................................................................................................................................

a

A

b

.......................................................................................................................................

A La retta è divisa in

..........................

parti che si chiamano

......................................................

.......................................................................................................................................

3

Disegna due rette incidenti, due rette parallele e due rette perpendicolari.

4

Disegna un poligono concavo e uno convesso.

5

Disegna, usando il goniometro, un angolo di:

6

Disegna due angoli non congruenti, misura la loro ampiezza e infine calcola la loro differenza.

• 90°

306

B

• 30°

• 180°


7

Completa la tabella con le caratteristiche dei quadrilateri.

nome della figura

ha una sola coppia di lati paralleli

ha due coppie di lati paralleli

ha tutti i lati congruenti

ha i lati congruenti a due a due

ha 4 angoli retti

quadrato rettangolo trapezio rombo romboide Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. 8

9

10

Nella vecchia casa Mino ha una stanza rettangolare lunga 3,5 m e larga 3 m, mentre nella nuova casa in cui andrà ad abitare avrà una stanza lunga 4 m e larga 3,6 m. Qual è l’area delle due stanze? Qual è la differenza di ampiezza tra i due locali? Una sarta deve applicare un pizzo colorato a una tovaglietta rettangolare i cui lati misurano 4 dm e 8 dm. Quanti metri di pizzo deve acquistare? Quanto spende se il pizzo costa 12 euro al metro? Un triangolo isoscele ha il lato obliquo che misura 49 cm, la base di 33 cm e l’altezza di 44 cm. Calcola la misura del perimetro. Calcola poi l’area.

11

Un pezzo di stoffa a forma di parallelogramma ha i lati obliqui che misurano 350 cm e la base che misura 460 cm. Calcola il perimetro. Calcola l’area sapendo che l’altezza è 220 cm.

12

La stanza di Luca ha forma rettangolare con i lati di 3,8 m e 4,2 m. Per pavimentarla i genitori di Luca spendono 33 euro al metro quadrato. Quanto spendono in tutto?

13

Quanti metri quadrati misura un’aiuola di rose a forma di rettangolo lunga 2,7 m e larga 1,5 m?

14

Marco ha ricevuto un cartoncino di auguri di forma quadrata con il lato di 11,5 cm. Qual è l’area del cartoncino?

15

Una porta a vetri è formata da 15 vetri quadrati con il lato di 2,5 dm. Qual è l’area della parte vetrata della porta?

16

Un corridoio di forma rettangolare è lungo 23 m e largo 6,5 m. Qual è l’area del corridoio?

17

Il perimetro di un cortile quadrato misura 120 m. Qual è l’area del cortile?

18

Un tavolo ha l’area di 77 dm2. La nonna confeziona un centrino quadrato con il lato di 3,5 dm. Quanti sono i decimetri quadrati non coperti dal centrino?

19

La stalla di un allevatore ha la forma di un rombo. Ciascuno dei lati misura 8,5 m e le due diagonali misurano rispettivamente 15 m e 8 m. Quali sono il perimetro e l’area della stalla?

20

Luigi possiede un campo a forma rettangolare lungo 80 m e largo 65 m. Carlo invece ne ha acquistato uno di forma quadrata con il lato di 70 m. Quale dei due campi ha maggiore estensione? Di quanto è la differenza? 307


VERIFICA 1

Segna con una crocetta la risposta esatta.

• Due rette incidenti si dicono perpendicolari se formano: quattro angoli acuti quattro angoli retti

3

Completa e rispondi.

La tartaruga, dopo aver effettuato i percorsi indicati, ritorna al punto di partenza descrivendo dei ..............................................................................................................................

• Due rette si dicono parallele se: non si incontrano mai si incontrano in un punto

8 cm

• Il segmento è: una parte di retta compresa tra due punti una linea spezzata • Due segmenti sono consecutivi se: appartengono a una stessa retta hanno in comune solo un estremo • L’angolo ottuso è: maggiore dell’angolo retto minore dell’angolo retto • L’angolo piatto è: due volte l’angolo retto due volte l’angolo giro • L’angolo giro è: due volte l’angolo piatto due volte l’angolo retto

3,6 cm

Quale figura geometrica ha descritto la tartaruga? ...................................................................................................................................

Quanti centimetri misura il perimetro? (....................... + .......................) x ............... = .......................

4 cm

Quale figura geometrica ha descritto la tartaruga? .......................................................................

Quanti centimetri misura il perimetro? .................... x ............... = .....................

• L’unità di misura dell’ampiezza dell’angolo è: il centimetro (cm) il grado (°) 2

Indica con una crocetta le coppie di linee perpendicolari.

8 cm

8,7 cm

3,5 cm

Quale figura geometrica ha descritto la tartaruga? ...................................................................................................................................

Quanti centimetri misura il perimetro? ....................... + ....................... x ....................... = .......................

308


poligono

formule

Quadrato

P = ......................................... A = ........................................ <l = 2,5 cm P = ............................ cm A = ............................ cm2

<l Rettangolo

h b

P = ......................................... A = ........................................ b = 5 cm h = 4 cm <l = 4,2 cm P = ............................ cm A = ............................ cm2

Parallelogramma

<l

h b

P = ......................................... A = ........................................ <l 1 = 8 cm <l 2 = 6 cm b = 10 cm h = 5 cm P = ............................ cm A = ............................ cm2

Triangolo

<l2

<l1

h

b Trapezio isoscele

b

<l h B Rombo dM

<l dm

P = ......................................... A = ........................................ b=9m h = 3,8 m P = ............................ m A = ............................ m2

P = ......................................... A = ........................................ B = 6,5 dm b = 5,2 dm h = 5 dm <l = 5,5 dm P = ............................ dm A = ............................ dm2 P = ......................................... A = ........................................ dM = 18 cm dm = 11 cm <l = 10,5 cm P = ............................ cm A = ............................ cm2

4

Completa la tabella a lato.

Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. 5

In un prato triangolare con la base di 35 m e l’altezza di 18 m c’è un recinto quadrato di 8 m di lato. Quanto misura la superficie libera?

6

Un trapezio ha la base maggiore di 85 dm, la base minore di 62 dm e l’altezza che è uguale alla base minore. Calcola la misura della sua superficie.

7

In un giardino ci sono 3 aiuole a forma di trapezio con l‘area ciascuna di 38,6 m2 e 4 aiuole a forma di rombo aventi ciascuna l’area doppia di quella delle aiuole trapezoidali. Calcola quanto misurano insieme le aree di tutte le aiuole.

8

Calcola l’area di un trapezio che ha le basi lunghe 9,5 e 7,3 m e l’altezza uguale al doppio della base minore.

9

Una piazza a forma di trapezio ha le basi lunghe 73,5 e 104,7 m e l’altezza uguale alla metà della somma delle basi. Calcola l’area della piazza.

10

La base di un rettangolo misura 24,56 cm e l’altezza è il doppio della base. Calcola la sua area.

11

Un trapezio ha le basi lunghe 32,5 cm e 67,5 cm, e l’altezza 3 uguale ai della somma 5 delle basi. Calcola la misura dell’altezza e dell’area.

309


RELAZIONI, DATI E PREVISIONI Ragazzi, oggi mettiamo in ordine i libri della nostra biblioteca di classe!

Ho una proposta! Dividiamoli in due gruppi: i libri di narrativa e i libri divulgativi.

io preferisco dividerli per argomenti: è più facile trovare subito quello che ci interessa.

Facciamo così: li dividiamo in due gruppi e poi facciamo dei sottogruppi. Ottima idea! ma il dizionario dove lo mettiamo?

uhm... non appartiene a nessun gruppo: forse dovremmo tenerlo a parte...

I bambini stanno ragionando in modo molto logico. C’è una parte della matematica che ci aiuta proprio a ragionare in modo corretto, a classificare le cose e a riflettere sulle loro relazioni: è la logica. In questa unità imparerai a rappresentare in modo molto preciso, con il linguaggio e con i diagrammi, alcuni tipi di classificazioni e relazioni.

Mettiamo nello scaffale in basso i libri che piacciono di più: è più probabile che verranno consultati !

310

Già, ma allora dobbiamo fare un’indagine statistica per conoscere i gusti di tutti !

Scoprirai anche due campi della matematica che ci aiutano a interpretare e capire i fenomeni della vita di tutti i giorni e perfino a fare alcune ragionevoli previsioni per il futuro: sono la statistica e la probabilità.


Relazioni

Classificare Classificare significa raggruppare alcuni elementi che hanno una o più caratteristiche, o proprietà, in comune. Scopri in queste pagine quante relazioni si possono creare tra gli oggetti quando li raggruppiamo secondo una o più caratteristiche comuni! Consideriamo l’insieme dei numeri minori di 21. Un insieme è un gruppo di elementi che hanno una proprietà in comune. 7 17 Possiamo rappresentarlo 19 con un diagramma di Venn, 11 cioè racchiudendoli in un recinto. 3 13 9 Si usa indicare gli insiemi con una lettera maiuscola.

1

10

I numeri < 21

6

16 2

8

5 15

20

14

4

12

18

I D 7 17

1

19

8

5

11 13

10

6

16 2

15

3

20

14

4

9

18

P

Osserva e rispondi. Tutti Tutti Tutti Tutti

gli gli gli gli

elementi elementi elementi elementi

di di di di

12

Creiamo ora l’insieme dei numeri che hanno in comune la seguente caratteristica: «essere numeri dispari». Di conseguenza, si forma anche l’insieme complementare dei numeri che non sono dispari, cioè che sono pari.

P appartengono all’insieme I? I appartengono all’insieme P? D appartengono all’insieme I? I appartengono all’insieme D?

SÌ SÌ SÌ SÌ

NO NO NO NO

Gli insiemi P e D sono sottoinsiemi dell’insieme I: tutti i loro elementi appartengono anche all’insieme I ma non è vero il contrario.

Ci sono elementi che appartengono sia all’insieme D che all’insieme P? SÌ NO I numeri sono pari o dispari: non esistono numeri che siano pari e dispari. I due sottoinsiemi non hanno elementi in comune: sono disgiunti.

Esercizi 1

Con gli stessi numeri dell’insieme I, dopo aver creato i sottoinsiemi dei numeri pari e dispari, costruisci sul quaderno il sottoinsieme dei multipli di 6. Che cosa osservi?

2

Rappresenta sul quaderno l’insieme L delle lettere dell’alfabeto italiano e costruisci il sottoinsieme V delle vocali, poi rispondi. Tutte le vocali sono lettere? SÌ NO Tutte le lettere sono vocali? SÌ NO 311


RELAZIONI, DATI E PREVISIONI Se non ricordi che cosa sono i multipli ripassali a pag 246.

L’intersezione e la tabella a doppia entrata Consideriamo di nuovo il nostro insieme e aggiungiamo un’ulteriore classificazione secondo la proprietà: «essere multipli di 5». Quindi ora stiamo classificando secondo due proprietà: essere pari (o dispari) e essere multipli di 5. Che cosa succede? 7 17

1

19 15

3

13

6

16 2

8

5

11

D

10

I

20

9

14

4

12

18

Abbiamo creato un nuovo sottoinsieme M. Osserva e rispondi. Tutti gli elementi di M appartengono a P? Tutti gli elementi di M appartengono a D? Alcuni elementi di M appartengono anche a P? Alcuni elementi di M appartengono anche a D? Alcuni elementi di P appartengono anche a M? Alcuni elementi di D appartengono anche a M?

P

M multipli di 5

SÌ SÌ SÌ SÌ SÌ SÌ

NO NO NO NO NO NO

Possiamo rappresentare una classificazione di questo tipo (cioè secondo due proprietà) con una tabella a doppia entrata o diagramma di Carroll, come puoi vedere qui a lato.

Si è creato un insieme intersezione: alcuni dei suoi elementi appartengono anche a P e altri elementi appartengono anche a D.

multipli di 5

non multipli di 5

10, 20

.......... .......... .......... ..........

pari

, ..........,

, ..........,

..........

,

,

,

,

,

,

,

.......... .......... ..........

Esercizi

,

.......... .......... .......... ..........

dispari

1

, ..........,

,

.......... .......... ..........

Sistema negli insiemi e nella tabella a doppia entrata al posto giusto i seguenti numeri: 6, 2, 3, 5, 12, 4, 21, 10, 8, 9, 7. multipli di

...........

e di

multipli di 3

U

...........

non multipli di 3

........... ...........

...........

........... ...........

........... ...........

...........

...........

multipli di 2

..........

,

..........

.........

,

,

.........

,

......... .........

...........

non multipli di 2

...........

312

multipli di 2

multipli di 3

.........

,

.........

,

.........

..........

,

,

..........


Relazioni

Il diagramma ad albero Possiamo rappresentare la situazione della pagina precedente anche con un altro schema: il diagramma ad albero.

di 5 multipli

ri pa

10, 20

non mu 2, 4, 6, ltipli di 5

< 21 no np ari

di 5 multipli non mu ltipli di 5

,

.......... ..........

.......... ..........

,

,

..........

,

,

..........

.......... ..........

,

,

,

,

.......... .......... ..........

,

,

,

.......... .......... .......... ..........

Il diagramma ad albero è molto utile anche per rappresentare le combinazioni. Osserva. Un artigiano ceramista prepara tazze in tre colori diversi, blu, rosso e verde, e in due modelli, con manico e senza. Quante e quali possibilità di scelta hanno i clienti?

Le relazioni Stabilire relazioni tra due o più elementi significa individuare in che rapporto sono rispetto a un certo criterio. Per rappresentare le relazioni usiamo una freccia. Osserva: che cosa dicono le frecce? ... è multiplo di... 6

4

2

3

significa che ogni numero è multiplo anche di sé stesso.

Possiamo rappresentare queste relazioni anche con una tabella a doppia entrata. ... è multiplo di... 2 3 4 6

Esercizi 1

Rappresenta la relazione «... è divisore di...». 6

4

2

3

... è divisore di... 2 3 4 6

2

3

2

4

2

3

4

6

X X X X

X X

X

Collega gli animali secondo la relazione «... è più veloce di...».

6

313


Esercizi 1

Disegna i tipi di quadrilateri che hai studiato e forma nell’insieme Q dei quadrilateri il sottoinsieme P dei parallelepipedi. Poi rispondi.

• Tutti i parallelepipedi sono quadrilateri? SÌ NO 2

Q quadrilateri

• Tutti i quadrilateri sono parallelepipedi? SÌ NO

Dato l’insieme Q dei quadrilateri e l’insieme T dei triangoli, costruisci l’insieme P dei poligoni regolari. Poi completa la tabella a doppia entrata e il diagramma ad albero. Q

T

c

f

e

a

h

d g

b

quadrilateri regolari non regolari

314

.........

triangoli

tria ng oli

.........

,

,

,

eri t a l ri ad qu

,

......... ......... ......... ......... ......... .........

regolari non reg olari regolari non reg olari

.............

,

,

,

............. ............. ............. ............

.............

,

............. .............


Dati e previsioni

Giocare con le probabilità I bambini giocano a scommettere: di che colore sarà la pallina estratta? Nessuno può saperlo con esattezza, però possiamo calcolare quale colore ha maggiore probabilità di essere pescato. Riflettiamo insieme: ci sono 10 palline, dunque 10 casi possibili. colore

quante palline?

probabilità

blu

è 1 su 10

1 10

verde

sono 2 su 10

rosso

sono 3 su 10

giallo

sono 4 su 10

2 10 3 10 4 10

Possiamo calcolare la probabilità che un evento si verifichi ed esprimerlo con una frazione.

Giochiamo a dadi. Quale numero uscirà lanciando due dadi? Per calcolare la probabilità, dobbiamo prima calcolare tutte le possibili combinazioni. Osserva la tabella a lato e completala.

PRIMO DADO

SECONDO DADO

+

2

3

4

5

6

7

3

4

5

6

7

8

4

5

6

7

8

9

I casi possibili sono ................... Calcoliamo quante probabilità ha ogni risultato. 2

3

4

5

6

7

8

9

10 11 12

4 1 2 3 4 36 36 36 36 36 36 36 36 36 36 36

Il risultato che ha la maggiore probabilità di uscire è ................... I risultati che hanno la minore probabilità di uscire sono ................... e ................... 315


RELAZIONI, DATI E PREVISIONI

La statistica Per organizzare meglio la biblioteca della loro classe i bambini di classe quarta svolgono un’indagine. La prima domanda che pongono è questa: Quanti libri hai letto negli ultimi 6 mesi? 2. L’elaborazione dei dati

1. La raccolta dei dati

Per analizzare meglio i dati li raggruppano e rappresentano in diversi modi.

Per prima cosa registrano tutte le risposte. bambino/a

n. libri letti

Andrea

3

Giovanni

4

Lara

2

Jamila

1

Mirco

3

Liu

3

Elena

3

Tabella delle frequenze Raggruppano le risposte uguali e osservano la frequenza delle diverse risposte.

n. libri letti

frequenza

0

1

1

2

2

4

3

6

4

2

6

1

8

1

Grafico a colonne Riportano gli stessi dati in un grafico a colonne per osservarli meglio. 7

Anna

2 6

316

Miriam

6

Giorgio

1

Luca

2

Oreste

4

Federica

3

Lucia

2

1

Fidan

3

0

Paolo

0

n. libri letti

Matilda

8

La risposta più frequente è 3. Il dato che ha la massima frequenza in una indagine si chiama moda.

n. bambini

5 4 3 2

0

1

2

3

4

6

8


Dati e previsioni

Ora i bambini calcolano la media statistica, un dato molto usato nelle indagini. Se tutti i bambini avessero letto lo stesso numero di libri, quanti libri avrebbe letto ogni bambino? Si somma il numero di tutti i libri letti e si divide per il numero dei bambini. 0 + 1 + 1 + 2 + 2 + 2 + 2 + 3 + 3 + 3 + 3 + 3 + 3 + 4 + 4 + 6 + 8 = 50 50 libri : 17 bambini = 2,94 media di libri letti a testa

Nessuno in realtà ha letto 2,94 libri! 2,94 è un dato matematico di riferimento. La media statistica è un dato molto utilizzato per interpretare i fenomeni: per esempio, a proposito del clima avrai sicuramente sentito parlare di temperatura media stagionale o di precipitazioni medie annuali. 3. L’interpretazione dei dati Quali risultati ha dato l’indagine? Completa tu l’interpretazione dei dati. ARGOMENTO DELL’INDAGINE: ..................................................................................................................................................... CAMPIONE: i 17 bambini di classe quarta La moda è

; infatti

..................

..................

bambini su

..................

hanno letto

..................

libri.

È una classe di buoni lettori: infatti ben .................. su .................. hanno letto da 2 a 4 libri. Ci sono poi 2 forti lettori che hanno letto da .................. a .................. libri. Ci sono anche .................. lettori molto «pigri», di cui .................. non ha letto nemmeno un libro. In media, i bambini di quarta hanno letto negli ultimi 6 mesi .................. libri a testa. Suddividendo questo dato per il numero dei mesi, possiamo concludere che ogni bambino ha letto in media 0,49 libri al mese.

Esercizi 1

Intervista i tuoi compagni e chiedi dove hanno trascorso le vacanze la scorsa estate. Completa la tabella e costruisci l’istogramma. Qual è la moda?

15 14 13 12 11 10 9 8

Località Mare Montagna

Numero di preferenze

7 6 5 4 3 2

Campagna Altro

1

mare

montagna

campagna

altro

317


Esercizi 1

Osserva il diagramma di Venn e completalo seguendo le istruzioni.

Inserisci nell’insieme A i nomi dei tuoi compagni che hanno un cane, nell’insieme B il nome di quelli che hanno un gatto e nell’insieme C quello dei compagni che hanno un cane e un gatto. Attenzione i nomi non devono essere scritti due volte!

A hanno un cane

B hanno un gatto

C hanno un cane e un gatto 2

Leggi e completa la tabella.

Luigi vuole scegliere una caramella da un sacchetto che ne contiene 8 al lampone e 2 al limone. Calcola le probabilità di uscita delle caramelle. 3

gusto

n. caramelle

Da un sacchetto contenente 8 palline blu, 6 palline rosse e 4 palline verdi, quale dei seguenti eventi ha maggiori probabilità di verificarsi? Esprimi la probabilità con una frazione.

probabilità

Estrarre una pallina blu Estrarre una pallina rossa Estrarre una pallina rossa o verde

4

Osserva i cartellini e rispondi.

Da quale parola è più probabile estrarre la lettera C?

1

2

3

1

CLASSIFICARE

Da quale parola è impossibile estrarre la lettera C?

1

2

3

2

PROBABILITÀ

Da quale parola è più probabile estrarre la lettera T?

1

2

3

3

S TAT I S T I C A

5

Osserva la tabella e calcola.

La tabella riporta le temperature massime e quelle minime registrate a maggio in sei località del Nord Italia. Qual è la media delle temperature massime? .....................

E quella delle temperature minime? 318

.....................

Milano Venezia Padova

Trieste

Torino

Udine

max

21°

21°

22°

18°

20°

23°

min

12°

14°

10°

12°

14°

13°


VERIFICA 1

Osserva l’insieme di Venn e completa i diagrammi. Cani con la medaglietta

Cani con il guinzaglio

...............................................................................................................................................

con guinzaglio

senza guinzaglio

senza medaglietta con medaglietta

zaglio con guin a t liet g senza gu a inzaglio ed m a

....................................................

....................................................

z sen

CANI

2

con me da gli ett a

zaglio con guin senza gu inzaglio

....................................................

....................................................

Rappresenta con le frecce e la tabella la relazione «... è più piccolo di...». «... è più piccolo di...» 0,5 km

5m

0,5 km

5m

50 hm

5000 cm

0,5 km 5m

50 hm

5 000 cm

50 hm 5000 cm

319


INFORMATICA Con il computer puoi elaborare testi, immagini, disegni e brani musicali; puoi svolgere calcoli e comunicare a distanza con la posta elettronica; puoi scambiare informazioni su internet, la rete informatica mondiale, e molto altro ancora! Per incominciare puoi imparare a...

Scrivere con il computer Per scrivere con il computer devi utilizzare un programma di videoscrittura; quello più diffuso si chiama Word e l’insegnante ti spiegherà come avviarlo. Dopo l’avvio di Word sullo schermo del monitor comparirà la «finestra di Word», che nella parte alta contiene la barra dei menu e le barre degli strumenti. La barra dei menu

Questa barra contiene i comandi principali di Word. Da ciascun menu si entra in un sottomenu, o menu a tendina, che contiene altri comandi raggruppati per categoria. Il menu File, per esempio, comprende, tra gli altri: comandi per creare, aprire e chiudere i documenti comandi per salvare documenti (registrarli nella memoria del computer) comandi per stampare documenti Accanto ad alcuni comandi compaiono delle icone, simboli che richiamano l’azione svolta dal comando: li ritroverai come pulsanti nelle barre degli strumenti. 320


Scrivere con il computer

La barra degli strumenti standard Questa barra contiene una serie di pulsanti sui quali fare clic con il mouse. Ecco le funzioni di alcuni. Crea un nuovo documento vuoto

Stampa il documento

Apre un documento esistente

Taglia, copia o incolla parti del documento

Salva il documento

Inserisce una tabella

Annulla una digitazione

Mostra o nasconde gli spazi

Ripristina una digitazione

Zoom per ingrandire o ridurre il documento

La barra degli strumenti di formattazione Formattare deriva dal verbo inglese to form, dare forma, e significa stabilire l’aspetto grafico del testo. Con i pulsanti della barra di formattazione, infatti, puoi definire le caratteristiche del testo che scriverai. Stile del testo

Tipo di carattere

Grassetto, corsivo, sottolineato

Centra il testo Allinea il testo Dimensione (corpo) del carattere tra i due margini al margine destro

Allinea il testo Evidenzia il testo al margine sinistro

Giustifica: allinea il testo a sinistra e a destra

Colore del testo

Inserire la barra per il disegno Questa barra contiene pulsanti utili per inserire nel testo titoli vivaci, disegni, frecce... Ecco come farla apparire sullo schermo: • faccio clic sul menu Visualizza; • nel sottomenu scelgo Barre degli strumenti; • faccio clic su Disegno.

321


INFORMATICA

Elaborare un testo È il momento di digitare al computer un nuovo testo; ti proponiamo il seguente:

Un pesciolino strano Il cavalluccio marino è senza dubbio un pesce molto particolare. Nuota in posizione verticale e la sua testa ha la forma simile a quella di un cavallino. I suoi occhi si muovono in modo indipendente l’uno dall’altro e usa la coda per attaccarsi alle alghe e ai coralli.

Seguendo le istruzioni, potrai inserire un titolo particolare, dare al testo una corretta formattazione, salvarlo, stamparlo e poi incollarlo nel tuo quaderno. Inserire il titolo con WordArt WordArt è uno strumento caratterizzato sulla barra del disegno da questo pulsante e serve per realizzare titoli vivaci e divertenti. • Sulla barra del Disegno, faccio clic sul pulsante Inserisci WordArt.

Vedrai apparire sul monitor la Raccolta WordArt, che ti propone in quale modo (stile) puoi scrivere il titolo. • Faccio clic su uno di questi stili, per esempio quello presentato nel quarto «quadratino» della terza fila; • poi faccio clic su Ok.

322


Informatica

Si apre una nuova finestra.

• Premo sulla tastiera il tasto Fissa maiuscole poi digito nel riquadro il titolo

Un pesciolino strano

• Se voglio, posso cambiare a piacere il carattere, per esempio: scelgo Arial, dimensione 28, grassetto; • faccio clic su Ok, per chiudere la finestra; • faccio clic sul pulsante Centra, per porre il titolo al centro del foglio. • Premo ora due volte il tasto Invio; • digito correttamente sulla tastiera il testo del brano; • seleziono tutto il brano e scelgo il carattere Arial, dimensione 22, colore blu; • faccio clic sul pulsante Giustifica rispetto ai margini sinistro e destro;

per allineare il testo

Il cavalluccio marino è senza dubbio un pesce molto particolare. Nuota in posizione verticale e la sua testa ha la forma simile a quella di un cavallino. I suoi occhi si muovono in modo indipendente l’uno dall’altro e usa la coda per attaccarsi alle alghe e ai coralli.

• clicco su Salva , decido in quale cartella archiviare il documento e gli do il nome «Un pesciolino strano»; • stampo

il documento.

323


VERIFICA 1

Scrivi quali funzioni permettono di svolgere i pulsanti indicati.

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

......................................................................................

2

Crea un nuovo documento eseguendo le operazioni elencate. • • • •

Accendi il computer e avvia il programma Word. Crea un nuovo documento vuoto. Formatta il carattere: tipo Helvetica, dimensione 14, giustificato. Digita il testo «Di che cosa è fatta la neve?» che trovi qui di seguito, poi correggi gli eventuali errori. • Visualizza la barra del disegno e inserisci il titolo con WordArt allineandolo al centro. • Salva il documento con il nome «Neve». • Stampa il documento e incollalo sul tuo quaderno.

Di che cosa è fatta la neve? La neve è costituita di agglomerati di cristalli di ghiaccio, che si formano nell’interno di una nube per congelamento delle goccioline d’acqua che la compongono. I cristalli di ghiaccio hanno forme simili a stelle esagonali. Per avere precipitazioni nevose la temperatura atmosferica deve essere vicina agli zero gradi centigradi. In varie regioni del mondo, ad altitudini variabili, esistono nevai perenni: nelle regioni polari se ne trovano già a livello del mare, sulle Alpi oltre i 3000 metri e all’Equatore oltre i 4000. Il riscaldamento globale del clima terrestre, tuttavia, sta facendo sciogliere anche i nevai polari e quelli più elevati. La copertura nevosa protegge e isola le colture dal gelo. Un antico proverbio recita infatti: «Sotto la neve, pane» per significare che il manto nevoso protegge il grano seminato, che dovrà germogliare e crescere in primavera.

324

Viva noi 4