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Le porte della storia

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Unità 2

Il mondo greco

7 SPARTA E ATENE 7.1

Sparta, la città del “buon governo” NASCITA ED ESPANSIONE DI SPARTA

LESSICO Sinecismo Dal greco sunoikèo, cioè “coabitare”, “vivere insieme”, è l’atto di unione fra diversi centri abitati dislocati sul territorio, per creare una nuova città. Costituzione L’insieme delle norme giuridiche fondamentali che stabiliscono l’ordinamento di uno Stato e sanciscono i diritti e i doveri dei cittadini.

Sparta sorse nella regione peloponnesiaca della Laconia (Nona-Ottavo secolo a.C.) da popolazioni doriche. Sparta nacque per sinecismo di diversi villaggi, che però rimasero sempre separati, uniti solo nell’acropoli. La potenza di Sparta risiedeva infatti non nei suoi edifici ma nella sua Costituzione, nella forza del suo esercito, nei suoi costumi. Sparta non partecipò alla seconda colonizzazione se non con un’unica colonia, Taranto. Gli spartani, infatti, risolsero il problema della mancanza di terra per i cittadini con una colonizzazione interna, espandendosi nel Peloponneso e conquistando la Laconia e la Messenia, due pianure coltivabili. In Messenia gli abitanti che non riuscirono a fuggire furono sottomessi al dominio spartano.

LICURGO E L’ORGANIZZAZIONE POLITICA E SOCIALE DI SPARTA Anche Sparta ebbe una crisi interna (Ottavo-Settimo secolo a.C.), dalla quale uscì grazie all’azione del legislatore Licurgo. Le leggi a lui attribuite, dette Grande rhétra, risalgono a epoche successive, ma certamente Licurgo stabilì un ordinamento sociale e politico che diventò il fondamento di Sparta, cioè il “buon governo”. Ö Al vertice della pólis vi erano 2 re, capi militari, che costituivano una diarchia: in caso di guerra uno dei due guidava l’esercito, mentre l’altro rimaneva in città. Ö Il consiglio degli anziani, la gherusìa, composta dai 2 re e da 28 membri con più di 60 anni, eletti dall’assemblea popolare, proponeva le leggi e giudicava i crimini più gravi. Ö L’apèlla, l’assemblea del popolo, discuteva le proposte della gherusìa, accettandole o respingendole. Ö Il collegio dei cinque èfori era costituito da magistrati annuali, eletti dall’assemblea del popolo tra tutti i cittadini, che erano i veri amministratori della città ed esercitavano un controllo sia sull’apèlla sia sui re. La società spartana aveva un’organizzazione rigidamente divisa. Ö Gli spartiàti erano gli unici cittadini a pieno titolo e uguali tra loro, cioè maschi con più di trent’anni, nati da padre cittadino, educati secondo l’educazione spartana. Ogni spartiata possedeva un pezzo di terra in Messenia, lavorato dai non cittadini. L’unica attività degli spartiàti era la guerra, anche in tempo di pace attraverso il continuo esercizio. Ö I perièci (letteralmente significa “coloro che abitano intorno”) erano agricoltori, artigiani e commercianti, uomini liberi ma privi dei diritti politici, e abitavano in Laconia fuori della pólis. Ö Gli ilòti, gli abitanti della Messenia, vivevano in una condizione semischiavile ed erano legati alla terra che coltivavano per conto degli spartiàti, ai quali dovevano consegnare una parte del raccolto.

L’EVOLUZIONE DI SPARTA A “CITTÀ-CASERMA”: L’AGOGHÉ Dal Sesto secolo a.C. Sparta, che prima era una città con una cultura vivace, in cui

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