Unità 1
L’età imperiale
1 DA OTTAVIANO AUGUSTO ALLA DINASTIZZAZIONE 1.1
La costruzione del principato ROMA, DA REPUBBLICA A IMPERO
LESSICO Principato La forma politica ideata e attuata da Augusto, nella quale le istituzioni repubblicane non furono abolite ma furono concentrate tutte nelle mani di un unico uomo, che si presentò agli occhi dell’opinione pubblica come un princeps, cioè il primo dei cittadini romani. Imperator In età repubblicana era il titolo portato dai generali dal giorno della vittoria in una battaglia fino a quello in cui ricevevano l’onore del trionfo.
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La vittoria di Ottaviano ad Azio (31 a.C.) mise fine alle guerre civili, e il dominio di Roma divenne un impero guidato da un imperatore, Ottaviano (31-14 d.C.): iniziò l’età imperiale. Ottaviano però preferì non abbattere il regime repubblicano e limitò l’autonomia delle istituzioni repubblicane accumulando nelle proprie mani magistrature e poteri. Nacque così il principato, in tre fasi: Ö nella fase di preparazione (31-28 a.C.) Ottaviano effettuò i primi interventi sulle istituzioni repubblicane; Ö nella fase di definizione (27-23 a.C.) attraverso due riforme stabilì le prerogative del principe; Ö nella fase di perfezionamento (22 a.C.-14 d.C.) rafforzò l’autorità del principe con ulteriori cariche.
LA CARICA DI CONSOLE E L’EPURAZIONE DEL SENATO Dal 31 a.C. al 28 a.C.: Ö il senato rinnovò ogni anno la carica di console a Ottaviano, il quale così si assicurava il controllo dell’esercito, base del suo potere; Ö Ottaviano si fece chiamare imperatore (imperator), titolo onorifico del generale vittorioso e di chi aveva le funzioni di comando; Ö Ottaviano divenne censore (28 a.C.) e così poté rinnovare il senato con suoi sostenitori e liberarsi dei suoi oppositori politici; Ö Ottaviano divenne principe del senato, pronunciandosi per primo sulle proposte di legge.
OTTAVIANO DIVENTA AUGUSTO All’inizio del 27 a.C.: Ö Ottaviano lasciò tutte le sue prerogative, tranne quelle sulle province di frontiera, dove erano le truppe; Ö i senatori lo nominarono augusto, riconoscendo la sua autorità superiore alle istituzioni repubblicane. Nel 23 a.C. Augusto: Ö rinunciò al consolato, per non scontentare l’aristocrazia; Ö assunse il titolo di proconsole a vita, ottenendo la facoltà di intervento in tutte le province dell’impero; Ö si fece attribuire la potestà tribunizia, vitalizia, carica che gli conferì la prerogativa dei tribuni della plebe di essere sacro e inviolabile. Augusto, così, aveva accumulato molte magistrature repubblicane e si era costruito una posizione inattaccabile, con poteri ampi come mai prima nella storia della Roma repubblicana.