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RIVIST~!l

MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE ' DI .'.:" SCIENZA, ARTE E

STORIA MIL ITARI

DEL l' ESEIl CI TO 1T A.LI ANO

Serie III. -

Anno X VII.

Tomo II.

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ROMA, 1872 VOGHERA CARLO, TIPOG RAFO-EDITORE Piazza del Gesù, N° 47,

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GRANDI

MANOVRE

O E L L' A. N N O

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RAPPORTO DUL

LUOGOTENENTE GENERALE CONT E PIANELL +

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A S. E. JL MINISTRO DELLA GUERRA Continuazione

Propri·età letteraria.

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fin.e, 'Veggasi la dispensa del febbraio 187!.

Giorni 18 e 19 settembre. 0

Il ,f corpo d'esercito, ritiratosi su Castel Venzago in seguito alla fazione del 17, aveva qui vi incontrato una grave difficoltà. L'acqua era tanto scarsa in quei dintorni che le truppe ne avrebbero appena avuto sino al mattino del 18. Questa circostanza mi indusse a concedere al generale Longoni'di valersi della giornata del 18, quantunque destinata al rìposo delle truppe, p·e r traslocare il suo corpo d'esercito in qùelle posizioni che più avrebbe credule convenienti per rapporto alle ·esi, genze sì am1;1inistrative cJ1e mil~tari. . Il generale Longoni, infà.Lti, oltre che della man-canza d'acqua, s'era pure preoccupato de_!le condizioni. 1


6 in cui si lrovava relaLivamente alle operazioni rnililo.ri impostegli dal nuoro tema : le posizioni cli Castel Vonzago non gli sembravano abbaslanza forli dn permettere una efficace resistenza: quelle di Pozzol engo, benché più forti, l'avrebbero obbligato ad acceUar comballin~ento con un fiume ulle ,spalle : ed oltracciò la perdita d1 tre c;omballimenti , l'aver di fronte un nemico vittorioso e superiore in forze, fa mancanza cli equipaggio da ponte, lèl poco felice disposizione delle slra<le per rapporto allo sviluppo probabile delle operazioni, tntto jnsornma questo complesso di circostanze gli suggeriva come necessario di 1·ipassar snbito il Mincio, mentre il nemico 11011 lo incalzava ancora da vicino . Ora nella zona cli terreno dorn si trovava i I ,1° corpo d'ese1:cito, lo più forti posizioni per la difesa del Miuèio dalla riva sinistra sono quelle di Valeggio; quivi infoltì la sponda sinistra ha un forte dominio sulla destra; la forma semirircolare delle alture che fiancheggiano j1 fiume permeHe al difensore cli concentrare fuochi conrergenli sull'attaccante; ed il Borghello per la sua stessa posizione costituisce giù i.ma forte testa di ponte. · Fu in seguito a sHfulle considerazioni che nella giornata del ,13 il ,1° co1·po cl'ese1·cito si portava ad accampare presso -Pozzolengo e che la mallina del 19 passava il Mincio a i\lonzambnno e Borghetto. Occupato Lonato e Dcsenzano, e sapendo il 1° col'po riunito a Castel Yenzago, il generale Cosenz si proponeva per il 19 cli.far marciare il suo corpo d'esercì~o a scaglioni con la sinistra avanti per minacciare le comunicazioni dell'oxversario cou Verona. Quando però dalle numerose ricognizioni di cavalleria, spedite innanzi ìl giorno 18, ebbe avviso che il 1° corpo d'esercito, abbandonn.Lo Castel Venzago, s'era 1

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portato su Pozzolengo, il generale Co~enz , si vide costretto a cambiare il conceuo delle operazioni: eo-1i infatti non poteva spingere la sua ala sinistra nello spazio ristrello tra Pozzolengo ed i forti avanzati di Peschiera senza esporre a qualche l'ischio le sue proprie comunicazi0ni per la Yalle del Chiese. • Decise quindi di ~arciare di fronte sulle posizioni di Poir.olengo, mantenendo le divisioni a disLanza di spiegamento per il caso che inconll'assero in marcia l'a\'versario o dovessero combatterlo nelle sue posizioni. i'Uà il generale Longoni, come s'è visto, s'era affreuato di portare le sne trnppe sulla sinistra del Mincjo, e le quauro colonne del 2° corpo d'esercito, avanzalesi la mauina del 19 su Pozzolengo e Castellaro, uon incontrarono che riçognizioni di cavalleria. Falle inseguire quest'ullime, il generale Cosenz veni va ben vresto a conoscere la mossa eseguila dal suo avversa1'io e decìdeva quindi pe1· quel giomo di sostare presso Pozzolengo. 1

In tal modo la disloca~ione dei due corpi d'esercito nella sera del '19 si trorò essere la seguente: 1° CORPO.

A Monzambano. - Un reggimento, una balleria, -uno squadro@ sollo gli ._ord iùi del generale lombarclini. A :Borghetto. - Un ballaglìone, una sezione. A Yo.leggio. - Il rimanente della divisione Poni;ski con 3 squadroni e due compagnie del genio incaricate di stabilire il fi lo telegrafico con Monzamba'no da una parte, e con Poz.zolo dall'altra. A Campagnola. - La ùirisione .~lazé. A Pozzolo. - Tre bauaglioni bersaglieri ed una batteria.


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A Goito. - Un battaglione bersaglieri, due reggimenti <li cavalleria, una batteria ed una compagnia del genio, sotto gli ordini del generale Rizzardi. 2° CORPO.

A nord di CaslellaJ:o. » - A sud-ovest cli Pozzolengo. » - A nord .di Pozzolengo. · Riserva. - A lVIartellosio e Baccoli sulle due strade da Pozzolengo a Peschiera e Pollli . 2" D1visione. -

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Giorno 20 settembre. Non appena venuto a cogriiz.ione che il ,J O corpo di esercito, abbandonate le po~izion\ di ,Pozzolengo, si era ritirato sulla riva sinistra del Mincio, il generale Cosenz si propose per il giorno 20 di passare egli pure il fiume colla magg;ior parte delle sue -forze. I due punti che per la loro configurazione topografi ca gli si presentavano più favovevoh per tale operazione erano Monzambano e i i\Iulini di Volta, e fra essi migliore il secondo •anche perché più distante dalla piazza di · Peschiera. Decise' dunque di passr1re ai )lulini attirando in pari tempo l'attenzione deU'avversaTio su Monzambano per mezzo di una forte dimostrazione. A s.ifr'atto conceUo furono appoggiate le seguenti di:sposizioni emanate appunto per la giornata del 20, 1) La brigata di cavalleria senza artiglieria su varie colonne da Caslellaro si porterà s1,1 ~Ionzambano . ~) La 5• divisione cQn due J)atl.erie e mezza si porterà· pure su Monzambano : scaccerà il nemico dalla riva destru, nel caso che l'occupasse e farà vivo fuoco. come se volesse geltare· un ponte.

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9 3} 11 reggimento bersaglierì, con una sezione di .artiglieria della 5" divisione per le allure di ·l\fonte Oliveto. e Monl@ delle Pille si dirigerà in varie colonne su Borghetlo dove farà dimostrazioni d'attacco. Tao to la quinta divisione quanto i bersaglieri manderanno distaccamenti fiancheggianti ad Olfino per premunirsi contro un possibile movirn.ento offensivo del nemico per il porite di Borghe-tto. · 4) Lo. ~" divisione colle sue tre batterie,coHe due balt,erie a cavano e colle tre della J." divisione marcerà ·s u Volta e i .Mulini di Volta, seguita dalla 4n divisione. 5) Giunta ai JUulini di Vol1a l'artiglieria coronerà le alture per proteggere lo stab ilimento del ponte nel -caso che il nemico lo disturbasse. Le otto batterie,' saranno sotto gli ordini diretti del -comandante l'artiglieria cl'el 2° corpo, colonnello De Fornarit 6) l'equipaggio. da ponte si dirigerà ai Mulini di Volta scortalo dalle 3 ·compagnie del genio; e si recherh senza ritardo a gettare il ponte. Mentre i pontieri lo stahilfranno, la 2" divisione farà passare una parte deJla sua fanteria -al guado di Ferri. Se fosse necessario un piccolo ponte sul canale -di Pozzolo sulìa sinistra del Mincio la brigala del genio sarà incaricala di farlo, mentre praticherà conlemporanea·mente le rampe al ponte sul Mincio. 7) Se il passaggio ai fllulini si effettua, la 5"' division,e ·e i bersagli eri , appenà ricevutone avviso, si porteranno ·con tutta solleeitudine -al ponte per passare il fiume dopo la 2"' e 4" divisione. 8) La brigata di ca1ralleria stabilirà a Volta uno squadrone incaricato della rapida trasmissione delle notizi.e tra Monzambano, llorgheU.o ed i l\Iulini di Volla. 9) Se l'avversario non avesse rotLi i ponti di Mon-· .zambano e Valeggio, la 5a divisione e i bersaglieri


10 procurer:anno di forzarli e raggiungeranno verso Pozzolo il resto del corpo d'esercito; se l'avversario prendendo l'offensiva passasse esso stesso il fiume , il punto di · _ritirala per le truppe del 2° corpo d'esercito sarà Volta.

Nell'incertezza del punto dove il 2° corpq d'esercito avrebbe tentato di effettuare il passaggio, il generale Longoni aveva pensato conveniente di tenere osservata la linea del Mincio da Monzam]Jano a Goito, e di concentrilre la maggior parte delle SUP, truppe nella forte posizione centrale di Valeggio da dove poteva far fronte all'attacco .d a qualunque parte venisse. Per la' mattina· del 20. egli aveva pertanto ordinala la seguente distribuzione delle sue forze; ·1) A 1,1onzambano: Ùn reggimento della divisione Poninski, una batteria ed uno squadrone cavalleggeri cli Lodi; il comandante di queste forze (generale Lombardini) , se forzalo ad abbandonare Monzambano, doveva far saltare il ponte, e per le alture del Torrione, appoggiare su Valeggio. 2) A Valeggio : la cforisione Poninski sulle alture di destra, e la divisione .Afozé su . quelle di. siqistra : un battaglione e una sezione di quest'ultima divisione erano destinati a difendere Borghetto. 3) A Pozzolo : tre battaglioni bersaglieri ed una batteria della riserva, con incar-ico al colonnello Rossi di passare il fiume a _guado, e parlarsi avan~i a scoprire le mosse e· gl'intendimenti del nemico. 4) A Goito: due reggimenti di cavalleria, un battaglione bersaglieri e una batteria di riserva; con queste truppe il generale Rizzardi, se non era attaccato, doveva muovere .a rditamente per la riva destra del fiume sul fianco del nemico, simulare un attacco e quindi ripiegarsi nuovamente su Gcìito, facendo subito conoscere il risultato delle sue operazioni.

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5) Verso Pozzole~go, Cavriana;SoHcrinò, Vo_lt~, Gu!dizzolo: posti d'avviso del reggime~L? cavallegge_n ~ t Lod1. 6) E finalment e lungo 1~ s1111stra ?e,l ~i111c10:, . cl~ Salionze a quattro chilometn al sud d1 G?1to, posL1 d1 cavalleria inca r-icati della sorveglianza del hurne e della rimessione dei pieghi. Alle 8 del mattino il generale 13ottacco fàc~va attaccare iUonzambano ed il cimitero, ed alle '10 ·1[2 s'impadroniva del paese dopo aver resp~n_te sulla riva sinistra le truppe del generale Lorn bardm1. Il o·cneralc Lono·oni aveva subi lo compreso che. e) o 1· ' l'attacco cli Monzambano era una semp,1ce e1·1mosLrazione;· persuaso otvacciò che il nemic? non av_rebb~ tentato il passo clel ~iincio a Valeggio .' · e prw_o d1 nolizie da Pozzolo e da Goito. si decise alle '9 d1 dar ordine che la divisione .àlnzé si portasse su J.>ozzolo e lu divisfone Poninski su Roverbellu. Era sua. intenz.ion econ. siffolto rnovirnçnto di opporsi alle truppe che avessero potuto p,assare . il fiume a Pozzolo e Goito, oppure, qualora 11 nem1c? avesse openrl.o il p·assaggio su di un ponle s olo, di combatterlo cli fronte con una di visione e coli' altra attaccarlo di fianco. Mentre i. generali ~fazé e Poninski si ponevano in. moto, la. 2" e 4,a divisione del ~0 corpo d'esercito giuno-ev~no a.i ~folini di Volta coìle 8 batterie che clocoronare il cio-lione della riva destra .del. fiume; veva~o . e . la 2_a divisione aveva trnvato , prima a Volla, poscia · ai i\lultni, alcuni posti. di cavalleria i1emica eh~ s'era~o ritirati à l suo avanzarsi; e siccome urgeva d1 respmgere le forze avversarie che rimontando_ la r iva destra · avrebbero potu to disttebare la costruz10ne del ponte, il generale Carini appoggiava subilo a destra colla sua-


Hl divisione e una bat~eria e s'incamminava verso le 1O al' guado di Ferrj . A quell'ora il colonnello Rossi aveva già eseguito il suo passaggio sulla riva destra ai due guadi di Ponte della Fossa e Falzoni, e si stava ap1:mnto dirigendo verso ?~lta; ma incontratosi colle truppe del generale Carini e riconosciutele superiori in forze alle sue, diede tosto ordine all'artiglieria di ritor;iare nuovamente sullu. riva sinistra per proteggere di là la ritirata dei bersaglieri. Le ricognizioni. spedite dal generale Rizzardi non tardarono a trasmeuergli la notizia che j] grosso delle forze nemiche coll'equipaggio da ponte si concentrava ai Mulini, - e che il colonnello Rossi era costretto i retrocedere. - Il generale Rizzard~ non avendo più allora alcun dubbio sulle intenzioni dell'avversario, spediva avviso al comandante generale del corpo di esercito; e, in attesa cli nuovi ordini, faceva ripiegare le sue forze su Goito. Mentre il colonnello Rossi si riportava sulla riva sinistra, incalzato da cinque ba1.taglior1i della divisione Carini che 'passavano il fiume al guado di Ferri, una com1jagnia. di bersaglieri, da lui lasciala sin dal n:iattind a Pozzolo, era aecorsa presso i Mulini attirata dal movimento del nemìco, e si era disposta lungo la riva per dis turbare la costruzione del ponte; ma il comandante dell'artiglieria del 2° corpo d'esercito faceva subito scendere lungo la riva d~stra alcune compagnie di fanteria e ordinava ·pure ad una batteria elrn sparasse pochi colpi a mitraglia. RidoH·a così all'impotenza quella compa.gn~a di bersaglieri, il colonnello De Fornaris dava mano alla costruzione del ponte, approfittando del fabbricato dei Mulini di Volta che rid.uce la larghezza del ~lincio a

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13 40 . metri; e dopo :25 minuti di lavoro l'operazione eTa compiuta. A q1;1ell'o1·.a {mezzogiorno circa) la 1a divisione (Mazé) ~ra giunta presso C, Guarientona. Il comandante generale del ,1° corpo d'esercito, accortosi del movirpento del nemico, fece subito poL''re ]n batteria dieci pezzi di ·g:uesta divisione sul ciglione inferiore _che co'rr~ luno·o la riva del fiume tra Va'legg'io e Pozzolo; e 11 gert~rale Mazé si dispose a contrastare · il passaggfo facendo scendere nella . bassura tra il · ciglione stesso ed il fium·e la brigata 13'estagno. Conten:1poraneamente fu spedito ordine al generale Poninski di arrestarsi alle Sei Vie. . . Il comandante dell'artiglieria del 2° corpo . vedendo sma:scherarsi l'artig l_ieria ·della 1a divisione, d iede subito ordine che le sette batterie concentrate sulla riva destra ap':r'issero il fuoco, e la 40. divisione poté allora iniziare il passaggio uel ponte. La -brigata Casuccini di questa divisione, spiegatasi -subito sulla riva sinistra, procecteva all'attacco della 'brigata Bestagno; e l'altra brigata (Bocc~}, porla~a:s~ invece più a destra, si dirigeva contr? 1 ~~rsaglien 'del co'lonnello Rossi che ritornati sulla riva sm1stra stavano allora ritirandosi verso Ppzzolo, incalzati dai cin'.q ue battao·lioni del generale Carini passati al guado di Ferri. Qu~sti battaglioni impadronitisi ben presto di ~ozZQlo, si collegavano co'l~ colla 4a divisione; ed il generale Mazé, costretto allora a ritirare daUa bassura 1a brigata 'Bestagno che t i si trovava impegnata, prendeva disposizioni per coprire eo1le sue truppe la strada di Quaderni statagli assegnata come linea cli ritirata. L'ordim~ spedito al generale Poninski di arrest~l'~i . alle Sei Vie non eta giunto in tempo, e la 3" d1v1- · sit>ne ·aveì'a pwsèguito su Rov.erbella.

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· Alla difesa di Borghetto eran rimasti il battaglione e i due pezzi della 11a di'visior{e deslii1ativi sin dal m altino. In questo frauempo il 11° reggimeo lo bersaglieri ('.2° corpo) aveva attravCJ'sato in tre colonne le alture di i\lonte Oliveto e Monte delle Pille, ed era giunto verso le 11 in facci.a a Bo.rgheHo ; aperto ivi i l fuoco della sezione d'artiglieria che aveva seeo , e spiegati a destra e sinistra due baLtaglioni, il colonnello Girola comnndante il reggimento avev.a fallo procedere all'attacco. Dopo breve resistenza i difensori avevano fatlo saltare il ponte e s'erano ritirati entro Valeggio .

Verso le 2 fu dato il segnaìe per il cessare della fazione, e le truppe dei due corpi d'esercito si portarono ad occupare le posizioni segue_nti :

·1 ° CORPO

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Il generale Lombardini, attaccalo, come s'è visto, a Monzambano dnlla, divisione Bottacco, aveva distrutto il ponte; e lasd ando un battaglione con 2 pezzi in posizione al Torrione rimpetto Monzambano, s'era più ardi ritirato su Valeggio; sentendo ivi il cann·one a Pozzolo, accorse subito verso quella direzione . itla il comandante generale del 11' 0 corpo d'esercito, preoccupato della perdita di Pozzolo e dell'ingrossare del nemico, "aveva già giudicato impossibile, colle poche forze che si trovava alla mano, il contrastare .più a lungo a l nemico il possesso della riva sinistra, e aveva quindi disposto per la ritirata. Il generale Lombardini fu diretto su Torre Gherla. La 11a divisione su Quaderni. La 3a d ivisione su .tnozzecane .. I bersaglieri su ViÌlafranca. La cavalleria ,in coda ebbe incarico di coprire le strade che da .Roverbella e le Sei Vie mettono a Villafranca.

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Il generale Cosenz dalla parte opposta aveva frattanto richiamato a.i Mulini di Volta quella parte della divisione Carini che era rimasta sulla riva destra; e aveva spedito ordine al generale Bottacco di portarsi a Volta colla sua intiei-a divisione.

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Quaderni. Mozzecane, con un reggimento, una batteria e uno squadrone ( colonna Lombardini) tra · Custoza, Torre Gherla e Valeggio . RISERVA 3 battaglioni bersaglieri it balleria Villafranca Lancie ri di .l\fontebello 2 çompagnie del genio Lancieri. di lfilenze ì 4 battena I Pellaloco 1 battaglione bersaglieri \ 1 compagnia del genio . 1 . . . . I cavatleggeri di Lodi ripartiti tra . le 2 dms10m. 1

DIVISIONE -

Id.

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2° CORPO 2(' DIVISIONE - a sud di Pozzolo. :· :- a nord di Pozzo lo . .i" , Id. - ad est di Volta. 5" lcl. ~ Mulini di Volta. RISERVA

Osservazioni .

· Le disposizioni date dal generale Longom per trovarsi pronto ad accorre~·e verso qualunque dei punti dove il nemi,}o avrebbe potuto tentare il passaggio


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del Mincio erano dettate da un giusto apprezzamento delle circostanze in cui si trovava il corpo d'esercito ai suoi ordini e J ispondevano perfettamente allo scopo. Sembrerebbe tultav1a discutibile la necessità dei distaccamenti lasciati sulla riva destra a fifonzrimbano e Valeggio. Dal momento che il 1° corpo cl' esercito aveva rinunciato ad operare sulla riva destra, quei due distaccamenti diventa vano inutili: la loro- debole · forza li rèndeva incapaci cli una valida resistenza, · e. la lo'ro ritirata, quando avesse dovuto effettuarsi · sotto l'incalzare del nemico, avrebJ;>e potuto trascinare il nemico stesso sui ponti di Monzambano e Borghetto. Volendo opporsi allo~avanzarsi del nemico ,verso il l\Encio;sarebbe forse stato più conveniente l'occupare con bµon nerbo di truppe le alture di Monte Oliveto e Monte delle Pille che çlaHa riva destra de1 fiume innanzi a Valeggio si protendono verso ovest a cruisa di sprone tra l\fonzambano e Volta. Quelle àitur: fortemente occupate da fanteria e da artiglieria avrebbero costituito una sena minaccia al nemico che doveva muovere -da Pozzolengo e Castellaro;· e il gene. rale Cosenz infatti non credette prudente l'avanzarsi senza farle percorrere dalf'intiero reggimento bersaglieri del suo corpo d'esercito. . \ Le stesse osservazioni ora fatte circa i distaccamenti di Monzambano e Borghetto· sono pure applicabili alle operazioni del 7° bersaglieri sulla riva destra del Mincio; le quali oltracciò dovevano sembrare assai arrischiate stante il grave pericolo di dover poi ripassare il guado sotto il fuoco del nemico.

Per quanto riguarda l'esecuzione s1 può osserva·r e quanto segue :

17 La brigatn Bestagn·o anziché scendere nel terreno impacciato che fiancheggia la riva del fiume, sotto i ti1;i delle batterie dell'avversario, avrebbe dovuto coronare in unione alla brigata Bmi della stessa divisione il ciglione da. I\Iassimbona a Valeggio; da qu.el ciglione sarebbe stato possibile un'azione lunga ed efficace, ed il nemico, imbarazzato prima nella difficile operazione. del passaggio del fiume su di un ponte solo, costretto poscia a spiegarsi e- manovrare in un terreno tutto coperto e impacciato, sotto il fuoco di truppe in buona posizione, avrebbe forse veduto compromesso il risultato già ottenuto.

La di visione Poninski, avviata da Valeggio a RoveTbella, avrebbe idovuto fermarsi alle Sei Vie quando il fuoco della potente batteria stabilita dal generale Cosenz iq faccia a Pozzolo non lasciava più alcun dubbio ehe il ponte sarebbe stato geuato ai Mulini · di ' Volca. Dalle Sei Yie quella divisione avrebbe poi dovuto portarsi verso Pozzo1o; e collegandosi colla division\3 1\1 azé contribuire a battere il nemico dal ciglione più volte citato; ma il generale Poninski, per causa di un contrattempo verificatosi nella trasmissione di un ordine, si credette obbligato a proseguire su Roverbella; ed il nemico passato sulla riva sinistra non trovò così che una debole resistenia. 'u_n a parte importantissima in questa giornata poteva avere la cavalleria, incaricata specialmente di assumere informazioni sul nemico e trasmetterle al .Più presto; ma il generale .Longoni non ricevette avviso delle operazioni dell'avversario se non quando il ponte era già costrutro. ANNO XVII, 'VOL. IL

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La ti" divisione (2° corpo) appena accorlasi che il nemico, ritirandosi da Monzam:bano, aveva fouo saltare il ponte sul- Mincio, avrebbe dovuto affretta.re la sua. marcia ai Mul ini. Essendo rimasLa a Monzambano sin verso le due p . m ., valé dil'e tanto tempo quanto bastava per essere antori,,zata a considerare <'Ome riallalo il ponte, essa avrebbe dornto, passare sulla .sinistra del Mincio .a Monzambano stesso · anzichè recarsi a Volta per passare il finme ai ~1ulini ; ed infotii, passa.ndo a ~Jonzambano, questa. di\'isione Ùvrel:ibe potulo agire subito ed efficacemente contro il_fianco destro del generale Longoni; mentre sce_n<lendo . .:1.i l\Julirii essa · non potè effettnare il passaggio· che. il . giorno dopo . J~d oltracciò il vantaggio di poter disporre di clue ponti anzichè di un solo non doveva essere trascurato anche in . consideraziDne degli ingombri e ritardi che l'agglomeramento den'intiero corpo d'esetcìlo ai Muli11i avrebbe po(uto produrre. ·

. Giorni 21 e· 22 settembre. La o·iornata clel 2,1, dedicata· al 1:iposo; fu.imp iegç1ta t) • , in · ricogaizioni di ea valleria. · t

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Il comandaoté generale del '.2° èorpq d'e_sercito ·a,Tebbe · potuto il 22 sèttmtlbre marciar e sopra · Villa franca, "Verso dove sapeva essersi raccoltq un fort.e nerbo di . truppe nemiche; ~1a gli parve miglior pai'Lilo 0ccupa.re; per Valeggio, le altur·e, allo. scopo . di: 11911 essere poi obbligato acl attaccarle dal piano in condizioni tattiche più ;-;favorevoli. Ad ottenere questo intento gl i era necessario esegui.re ul)a marcia di fianco da Pozzolo a Valeggio, abbandònare il passaggio ai Mulini, e per

con~egucnza assic~1ràrsi prima d'ogni al tra cosa il possesso di Valeggio e del ponte cli Borghl'ttO. Ne} mattino del giorno 22 le divisioni 2a e 4", che già erano sulla sin isLrn del Mincio, presero perciò po-. sizione avanti a rozzo/o disposte su due linee parallele al finme e coperte da . un cordone cli e.avalleria al fronte. f' linea (2" divisione e ;eggimento bersaglieri) ' era· sulla strada RoYerhella-Valcggio .. La 2" linea (4a. di,'.ision~ì sulla strada JHassimbonaFoi·oni-Valeggio. . . · Avanli a queste ·due ·linee stava la brigata di qavaHcria di riserrn a Rarnelli, la qup.le spi ogeva.., ricognizioni òffensiv~ ·su Mozzecane, Quadei·ni e Villafranca. La f:? divisione, R'assato il Jlincio ai ~lulìrìi cli Volla, dispon~va una brigata a risecva delle lin ee precedenti, e spediva l'altra (Nebdal) ad occupare Valeggio, muo~enclo per la strada ~he costeggia il Mincio.

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Le posiziopi çhe così occupava il 2° corpo d'esercito sulla · riva sinistra del Mincio, la: su.i superiorità di· forza, e la possibilità in cui si trovava .di sboccare da un mòmenlÒ all'altro da Valeggio, rendevano eviclcnlem.enle assai di_flìcile la condizione del corpo d'esercito avversario che .la ~era del 20 ~ùa,'.a e.olla riserva a Vi llafranca, e con ui1a divisioÌie a Quaderni e 'l'altra a Mozzecane.. . Prima :però cl i _continuare il suo rn_ovimenJo di · ri- . tirata sopra Verona, il generale Longoni aveva giudicato · Ì, conveniente di tentare ancora la sorte delle armi sulle ì belle posizioni di .C'usloza e Sonimacampagna, dove ì gli era fac ile ràdun:are tutte_le sue forze, e dalle quali, · l pur proteggendo sempre la sua ritirata, avrebbe potuto. stancare il nemico cosiringendolo a ripetuti atlacchi. In ta le inLento egli ordinava che la mattina del 22

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20 avesse principio il movimento delle sue divisioni, pr~tetto dalla brigata di cavalleria, la quale con una batteria della riserva era distesa in esplorazione nella pianura. Verso le 9 antimeridiane le tn1ppe del 1° corpo di esercito si trovarono disposte come sègue : Un battaglione del . 5° con una sezione della 3" divisione a Valeggio ; Un battaglione bèrsaglieri con una sezione d'artiglieria di riserva a Torre Gherla; . Un battaglione bers.aglieri con Una sez10ne d'artiglieria di riserva a Campanella; Un battaglione bersaglieri a monte Mamaor; Un battaglione bersaglieri in riserva alle _Casette; . Il 6,t O fanteria e un battaglione del '7ò..,, (bngata Bun) sulle alture di Cust.oza (con una batteria) ; Un battuglione del 65° a valle Busa (con una batteria); Uh battaglione del '15° a monte Belvedere; ._ La brigata Bcstagno a c avallo della strada da Coronini al Gorgo col 64° a destra ed il 74 ° a monte Torre con una batteria; La briaata Lombardini della 3"' .divisione con una o sezione a monte. Torl'.e alla sinistra della 1a divisione. La brigata Gabet con due batterie innanzi a Villafranca·; · Tutta la cavalleria, meno due squadroni di Montebello addetti alla 1" e 3" divisione, nella pianura innanzi Quaderni e Mozzecane con una batteria della riserva . Dato il caso che i[ -nemico· si fosse avanzato per le alture, le posizioni dei bersaglieri sulla deslra del T!one erano alquanto arrischiate; ed il generale Longom ordinava perciò al colonnello Rossi comandante del reggimento che non si ostinasse alla resislenza, ma piegasse tosto indietro, e ripassando il '!'ione andasse a prender posto sulle alture e si m~ttesse agli ordini del generale Mazé. 1

2·1 Mentre da una parte e dall'alt.ra si stavano prendendo le disposizioni ora accennate, la eavalleria dei -due parti Li scaramucciava nella . pianura. . , Vet·so le 10 4/2 giungevano a Torre Gheda, e dr la andavano a raO'O'iuno'ere la propria brigata a monte oo o d. Torre il battaglione ed i due pezzi lasciati a guar 1a ' . . {li Yaleo-o-io, i quali attaccati da forze. . super1on oo . . provenienti da Pozzolo avevano dovuto ri11rars1. La notizia di questo attacco, ed allre informazioni raccohe contemporaneamente dallo squadrone dei lancieri di l\fontebello addetlo alla 1a. divisione, fecero tosto avverlito il generale Longoni che lo scorrazzare della ·cavalleria nemica nel piano era una semplice dimostrazione deslinata a coprire il movimento lungo il Mincio, e lo indu;;sero a supporre che le colonne nemiche concentratesi a Valeggio avrebberò poi marciato per le altnre all'attacco delle sue posizioni. '.Ben presto infaui i bersaglieri poterono segnalare da rnonte ~Iamaor un movimento del nemico da. Yttleggio verso nord; ed allora senza por tempo in mezzo, il comandante generale del 1° ~orpo d'esercito diede subilo ordine i::he la brigata Buri rettificasse la sua posizione rivolgendo la fronte a monte Mamaor, e collocasse una sezione a mObte Belvedere, e le altre tre ,a destra di · valle Busa sul ciglione che sovrasta al Tione. ,· Il comandante generale del 29 corpp d'esercito, avuto avviso dell'occupazione di Val.e ggio, aveva tosto spedilo ordine\ alle sue divis ioni d'iniziare la loro marcia, di fianco, e aveva dato a ciascuna d'esse le rr\ cessarie 'istruzioni per muovere poi da Valeggio all'attacco di Custoza. La 5" divisione doveva procedere all'aLtacco di fronte per la strada Venturelli-Carolo, sostenuta a sinistra dalla


• 23 La posizione di Belvedere, già .occupata da un batwgl.ione e ·dc).· una ·sezione della brigata Buri, fu rafforzata da quakhé altro battaglione della brigata slessa; il generale Lorrib1;1rdiui richiamalo da rno1ue · Torre, ebbe ordine di port.arsi a destra del Belvedere; la batteria · che il generale Lombardini aveva seco, prese tosto posizione a monte ì\Iolimenti; e·i battaglioni della sua brignta, a misura che giungevano, furono disposii sulle alture di monte Arabica- e C. Bagolina col fronte riyolto contro il fianco, della brigata Bocca che già s'appressava alla C. Sgaripola. In pari tempo furono avviate à monte Godio sei compagnie del 64° e sei del 7 11° con una sezione dèlla brigata Bestagno 1 Ii generale Poi1inski, . rimasto a Yìllafranca colJa brigata Gabet, non appena fu c;erto che l'intiero 2° corpo .~i dirigeva ,:erso le alture.1 avviò tos.to quella brigata verso -valle di Staffalo facendola: rafforzare dalia bat-" teria cli riserva assegnata. già nel mattino alla bri'gata di cavàllei.·ia. · . E quest'ultima in tal modo rimase sola . nella pia· nura ·a sorvègliare ·1a cavalleria. nemìca.

2;&

hrigc;lta Casuccini della 4" che ·si. sareb.be avarizata per la strada San Giorgio-.Bertagne. La hrig:;tta Bocca (4" division.e) avrebbe escguitcrun . largo giro allornianle sulla destra dell'avversario per C. Sgaripola verso monte Godio. La 2_"' divisione doveya al.laccare le posizioni di Custoza per Tor:re Gheda; e il 1° reggimen t.o bersaglieri avrebbe appoggiato quest'auacco mirando a monte T01-re. La cavalleria con le due balte l'ie di riserva avrebbè tentato d'impossessD.rsi dj Yillafran.ca; e nel· caso vi fosse riuscita si sarebbe diretta vers.o Po.i zo Moretto, per minacciare la linea di ritirata del nemico. All'avanzarsi delle prime truppe del 2° co1·po, si opposero:- i due battaglioni bei'saglieri in posizione a monte ì\fam~or e Campa~1~lla; .mentre i due. altri che occupavano le Casette e 'Jiorre Gherla si recarono a pren~ere_ posi:ioné, il prirrw sulle alture di deslra presso 'Iagl10Io, 11 secondo a valle Busa. · · . Le due . sezioni d'artiglieria ripiegarono esse pure a valle Busa,. e di là, unilnmente alle due bauerie de lla f ' divisione.i apP.oggiarèfr10 il · combattimento dei bersaglieri e ne protessero· poscia la. rhirata; resa neces..: ·· saria dall'ingrossare del nem ico. Infatti le tre . l;>atterie della 5" divisione, due dE;Ìla 4-" e_c1uelle della 2a avevano preso successivamen.Le po. s1z1one a monte nfamaor, a Bertagne ed a Torre Gherla; e . sollo la protezione dei loro fuochi già sj avanw vano. le colonne di fanteria. · Mentre ·così si combatteva sulle due rive del Tione la brigata B~~ca procedeva, pc~r quan 1.o possibile co~ perta, 'nella direzione as_segnulale; ma la sua marcia non i~foggì alla vigilanza del generale Longoni, il quale· provvide tostò a tutelarsi , anche dà quel lato.

Le artiglicr1e del ~0 corpo :avevano frattanto spieg\tla . .tutta la loro azioM dalle posizioni indicale più sopra; e la loro superioriU1 numerica aveva costretto le due batterie della brigata Buri a cont:enlrarsi al Belvedere, dove poco· dopo ì enivano pure a collocarsi tre sezioni che il colonnello llalegno comandant~ l'artiglieria del ,1° corpo aveva richiesto al generale Gabet giunto in questo frattempo presso C. Fredda. Verso mezzogior110 circa il generale Carini, lasciata Torre Gherla, si portava colla brigata Vandone e d t1e batterie a Villafranca e ~pedivç1 Ja brigata Pa:si coli' altra bahcria verso· Cusloza. · 1

.,;


24 In pari tempo la 5" divisione e la brigata Casuccini scendevano nel Tione e si accingevano a risalire di lò. sulle allure occupate dalle truppe del 1° corpo. La brigata Buri, i bersaglieri del colonnello Rossi e una porte della brigata 13estagno, coll'aiuto delle artiglierie in posizione a Belvedere, valle Busà e monte Torre, si opposero all' avanzarsi del nemico, ma il generale Mazé, altaccato cli fronte e di fian co da forze superiori e soprnlTatto dalla più numerosa artiglieria nemica dovette ben presto ripiegare successivamente a J3elvedere, monte Arabica e monte Molimenti ve1\;o la valle di Staffalo. La brigata Best.agno fu alle-ra riunila tutla a monte Godio sulla destra del generale Lombardini che ancora occupava le alture tra C. Bagolina e monte Godio . E la brigata Gabet che aveva frallanto rimontato vn 1 di Staffalo sino a C. )lascarpine, fu spedila. di là a prendere posizione alla Bereltara.

4° CORPO.

1

Queste disposizioni erano dirette contro la brigala Bocca, la quale con celere marcia si s.tava sforzando di compiere il suo mo,·imento girante; ma, come s'è ,·isto, la brigata Besingno areva già occupato monte Go dio; sicchè il generale Bocca, giunto a lla Sgaripola vi prese posizione spiegando un reggimento e collocando la sua balleria in modo da poter controbattere lo . artiglierie del 1° corpo a monte Molimenti e monte Godio. La 5a diYisione e le brigate Casuccini e PRsi occuparono combattendo il Belvedere, valle J3usa e Cnstoza; i bersaglieri del 2° corpo avevano allacc:ato monte Torre e stavano già per impadronirsene quando fu dato il segnalé di cessare la fazione. Alla sera di questo giorno 22 le truppe dei due corpi d'esercito erano accampate nelle seguenti posizioni;

4" mv1sroNE. - Tra C. Pelizzara e C. del Sole. 3a. nrvrsroNE . - Tra Cà Zen olino o la Fossa Berellara. Brigata cli cavalleria e zappatori del genio - a ViJJanova, 7° bersaglieri e artiglieria di riserva alla Berellara.

2° CORPO. 2" mvrs10NE e bersagli.eri - nord ovest di Vìllafranca. 3" nms10NE. - Sulle alture cli Cusloza. 4"' mv1s10NE. _, Sulle alture di monte Alolimenti. Brigata di cavalleria e artiglieria di riserva. ~ord di Villafranca. Ossel"vazioni. Il generale Longoni, costrello, in segt1ilo al risultato delle operazioni del giorno 20, a ripiegare su V~rona, e incaricato in pari tempo di ritardare la marcia del suo avversario, avrebbe desiderato di prendere posizione sulle alture dì Sommacnmpagna anzichè a Custoza, sia per porre maggior dislanza l.ra sè e il suo avversario, sia per non arrischiare di lroppo la sua ritirata su Verona, e non esser costrelto ad occupare poi quelle stesse alture in peggiori condi~ioni, quan~o la soi·te delle· armi non gli fosse stata favorevole rn un combattimento presso Custoza. · Ma il 2i, secondo gli accordi presi coll'E. V., do~-eva giungere a Villafranca S. ftl. il Re per nssisLere a~ una fazione; eù io reputai quindi convenien Le suggenre al


26 . generale Longoni che il 22 prendesse pos1z10ne sulle ·alture di Custoza, dio · scapo· dì utilmente impiegare quelle giornate tra il 20 e il 2,i. facendo manovrare le truppe su _terr'eni tanto ada,tti a combattimenti e tanto ricchi di mem.orie e 'd'insegnamenti. Le ~!ture di Custoza potevano facilmente essér g'i-/ rate dall'avversario, se mànovrando per· la pianura si j .. fosse spinto su Villafranca per minàcciare di là la linea / , di ritirata' Sll Verona,; io credetli quindi d,i pro·pbrre al generale Lon'gorii, come rimedio, l'oecupazione appunto di Villafranca cQn una brigala di fanteria. Questa brigata però poteva esser fa.cjlmente separata dal resto del co11po d'esercito;' ed io soggiunsi , quindi che, occupato Villafranca con un distaccamento, essa doveva appoggiare la :Sua siùisfra alla fossa Derettara e protendere la· destra verso le alture. Ove pòi fosse stata attaccata da forze' superiori, o, se il nemico avesse tentato. di in.tradursi tra essa è· le alture, questa brigata doveva . ritirarsi verso Som-macampagna, appoggiando sempre il suo fianco sinistro alla .fossa Berettara; giacchè in tal modo avrebbe ·guarentita la ritirata del grosso del corp9 d'esercito ecl · obbligato il nemico é!,d aLtaccada; . Forse il generale Ponfr1ski :1on ebbe· istruzionr, abbastanza positive in questo seriso; e la brigata Gal-Ìet, destinata a .tale missione, si· dispose invece a sudovest deila città e lasciò disoccupato tutlo lo spazio tra Villafranca : e le alture, con grave pericolo che il nemico vi si intromettesse e che andasse quindi fallito lo scopo a cui ex-a ·appunto diretta l'occùpazione stessa di ViHafranca. · Non appena: scoperto il..movimento /iel 2° corpo per le alture, sarebbe stato desiderabile che ricogniziçmi di . cavalleria de] ·1° CDl'pO Sl fossero spinte nella valle del

27 Tione per dove era. supp9,ni))ile che dovesse avaJ:).zarsi qualche colonna. · . ' Le ricognizioni cosl spedite avrebbero potuto annun~ ziare che una sola brigata si dirigeva contro l'estrerna destra del · 11° corpo; e le gravi preoccupazioni che consigliarono il concentramenlo di forze tra monte . Molimenti' e monte Godio dapprima e tra monte Godio e la Bercttara più . tardi, avrebbero lnseiaco il posto a più esatto apprezzamento. Una sola lwigata in buona posizione su monte Godi.o sarebbe ~tata sufficient~ ~er 1rattenere la brigala Bocc?-, e le brigate Lombard1m e Gabet sarebbero state utilmente impiegate contro le forti colonne nemiche che procedevano all'attacco delle . posizioni di Custoza e cli J?el ved·cre. La sinistra del 4° corno d'esercilo, attaccata da. forze troppo superiori; fu b;n presto costrelta a ripiegare; e ciò fece sì che all_e· truppe concentrate verso monte Godio, .non .rimanesse poi il tempo ·di . prend.ere alla loro volla l' offcnsi,;a, ~ questo ·concéntrarnenìo di forze, ch'era stato cagione di debolezza per l'ala sinislra, rimase senza alcuE · utile risultato. La bria-ata. di c;valleri~ di riserva del '1° corpo si' attenne t1~oppo strettamente alle ind.icazion i datele nel1' ordine del giorno; compiuto il suo mandato di coprjre il movimento delle due divisioni ~alla pianura verso l'e alture, essa avrebbe dovuto agire contro la cavalleria nemica anzichè ripiegare, come fece, su C. , Poli e rimanervi inoperosa. · Alla deficienza d'azione della cavalleria del 1° corpo, corrispose quella della cavaller-ia opposta. Il vuoto lasciato tra Villafranca e le alture avrebbe potuto offrite al generale Mario l'occasione 'di intromellersi tra la brigata Gabet ed il rimanente del 1° corpo


29

28 d'eserciLo; e se ciò non gli fosse riescilo, il generale Mario poteva almeno disturbure la marcia di quella brigata verso valle di Staffalo . li movimcnlo girante del generale Bocca, come si è visto, non fu privo di risultato ; ma perchè corri-

spondesse pienamente allo scopo, occorreva che rimanesse celato· sino al compimcn10. Dal momento che il nerni<-o lo aveva scopcrlo, la posizione della brigala Bocca diventa va troppo arrischiata; essa fu infatti obbligala a formars i e aYrebbe potnto correre serio pericolo se l'azione delle altre tmppe del 2'' corpo d' ese1·cilo fosse sl.ata meno pronta e vigorosa. In posizione sulle alture di Sommacampagna, il 1° corpo d'esercito accennava evidentemente a voler centare un'altra Yolta la sorte cieli,~ armi prima di ripiegare su Verona . .ara anche ora l'esito non poteYa esser dubbio; e la n nova fase nella quale slavauo per entrare le operazioni rendeva nuovamente necessario il mio intervento; da uua parte il 1" corpo c1·'esercilo obbligato a ritirarsi in Verona, dopo un'a successione non ìntcrroua di cornhattimenli sfortunati, non poteva senza soccorsi compiere il mandato di conlrasu,re al nemico il possesso della strada di Yicenza; il 2. 0 corpo , dall'altra, nou poteva spingersi verso l'Adige senza lasciare dietro di sè una parte delle sue forze a custodia delle comunicazioni e ad osservazione di Verona . ; Questi due dati, uniti alla supposizione che le operazioni in val di Schio non potessero incominciare se non fra alcuni giorni, mi porgevano il desLro alla se-· guente combinazione : Una divisione del 2° corpo d'esercito, subito dopo la. fazione del 24, avrebbe presa la tenula prescrilla.

fino allora per le truppe del primo corpo e si sarebbe avviata a Verona mettendosi agli ordini del luogotenenté generale cav·. Longoni. Questa d ivisione, portata il giorno dopo presso San )fortino collo allre clue, era . destinala a rappresentare il soccorso spedito da Vicenza al corpo italiano; e la diminuzione di foTZe che la perdita di questa stessa divisione avrebbe arrecata al 2° corpo d'esorci(o, doveva rappresenta.re la diminuzione che SsJ.rebbc realmcnle avvenuta, in seguito al distaccamento che questo c·orpo sarebbe stato obbligalo di lasciare diEtrn di sè nella s ua marcia ver::;o l'Adige. Su tale concetto era appoggiata la seguente lectera spedita il 23 al luogotenente generale cav. Longoni, la quale d~l appunto la spiegazione del camb iamento verificatosi nella situazione reciproca dei cl u~ corpi d'esercito alla fazione del 26.

Al luogotenente gene1·ale cav. LoNGONI.

« Veng,o ora a cognizione che il corpo d'esercito ai « di lei ordini, nuovamente sopraffatto da.Ile forze su« periori del nemico, è stato costretto a ritirarsi dietro « il l\lmcio, e che inseguilo ed attaccato il 2:a sulle « alture di Custozn, ha dovulo ripiegare Yerso Som« macampagna dove si dispone nuovamente a tentare « la sorte delle armi. « Se dall' esito di questo nuovo comballimento si « vedesse costretto. a ripiegare dentro Verona, V. 8. « vorrà tenere ben presente la missione che io già le « asserrnavo nell'ultima mia, ed accorrerà quindi a « cont;astare al · nemico il passaggio dell'Adige e ad « impedirgli, ad ogni modo, che si rend a padrone « della strada di Vicenza.


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3·1

« Le forze nemiche che mi stanno di fronte al Colle « delle Fogazze non saranno in grado di presentarsi « innanzi Vicenza prima di alLri quattro o cinque « giorm; ed io approfitto di siffatta c,ircoslanzu per · « spedire .a S. Mat'Lino una divisione coll'aiuto della « quale V. S. potrà più facilmente opporsi ai tenta« Livi del nemico, meptre io stesso rie minaccerò ]e « spalle con dimostrazioni di cavalleria sulla strada « cli Vicenza ».

Giorno 23 e 24 settembre. La g iornata del 23, destinata ;.ti riposo, fu spesa, come al solito, in ricognizioni di cavalleria e nel rettillcare il collocamento degli, avamposti. Il comandante generale del 1° corpo d'esercito, nell'attesa dì essere attaccato il 24, emanava alle sue t.I:uppe i seguenti ordini: . La '1'' divisione (.}fozé) occùpcrà 1e· posizioni cli Cà del S~le prolenùen<losi .nella direzione di Pelizzara con un cl,isLaccamemo cli u n battaglione,- e una sezione a. · Guastallà. La 3a· di visione (P~m insl~i} occuperà le pGsizi.oni cli fà Pezzar~ni, slen.dendo la -sna sinistrà nel piano sino alla foss~ . J3erettara e coprendo la strada da Staffalo a . .S0mrnac1;1mpagua. · · Il 7° bersnglieri con una batteria della 1:iserva si porrà tra la 1"'.e la 3i- cli visione presso il bosco dei Fitti. La ca vç1lleria · èon l'altra .batteria della riser·va sarà a :Villanofa. · · 1

Le ricognizioni eseguite il 23 avevano fatto certo il .comandante generale · del 2° corpo d'esercito che l'av-

·versario si disponeva a conl1:as1.argli ancora le ait1;1re di Sonnnacampagna prima di ripiegare su Veron~ . 11 generale Coscnz, considerata la forte pos1z1011~ che eO'li stesso aveva al suo centro sulle ~ture ~1 0 monte To·rre e monte Cl'Oc·e, reputò possibi_le_ d'avviluppare l'avversario per la_de~lra ~ per_la sirnstra. Diede perciò le seguenti d1.spos1z10rn: · La 5" divisione (Bott(l.cco), rafforzuta dal reggimento beL·saglieri e da una batteria a cavallo, doveva at~ taccarc l' avversario di fronte atlravcrs0_ la valie d1 Staffalo. La 4" divisione (Da1;zini) ne a:veèbbe attacc~ta ~a deslra, proclll'ando con parte delle su_e fol'z,e dt_ g1r~rla ' Yerso Zerbare. . La 2~ divisione (çarini) per Pozzo-J.\Ioretto e i Boscom doveva appoggiare 'il movimento avanti del '.a 5\ attac. cando di rovescio le posizioni dell'a_vvers~mo . La hrio·ata cavalleria di riserva· coll'altra battena a · eava Uo si sarebbe tenuta sulla destra della 2a cl i visione coll'incarico cli proteggere· ilJlanco ·destro ~èll' inLi~ro · corpo d'esercito dagli attacchi'che la cavalLena nemica .avrebbe {lotuto .tentare per la pianura. ·

s .. M. il Re, venuto per assister~ alla f~zione, giungeva alle 9 circa sulle · à_lture ·çli Cà' dèl Sole. e _le_ha~t~rie della l:i. e 5"' divisione, stab ilite 'à morile 1'Iolm:enLL, ·aUa ·B&golina, a monte Mabica e moute Cròce, a~:~vano .. · tosto il fuo.cò · contro le artiglierie del 1° corpo , situate Sole 1 C~ e· .sulle alture di Cà Pezzara.ni, Cà del . . Bere~t?ra ., . Cà Pelizzari. . . , Il. generale '·Co-S e~, aCCOl'tOSÌ ·dar foOCO . ~eJl' aV~'.eI:- -, . sario che es.so era 111 forze sulla ·suiHlestra, spech or-: dine alll~ 5"' d1visi.one di appoggiare con una brigata iJ movimento clellà 4\ la quale in tal modo potè attaccare ben 'mesto monte God.io e bosco dei Fitti con .

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una brigata, mentre coll'altra compiva il movimento attorniante verso Zerbare. Coni em poraneam en Le a siffatti auacch i contro la destl'a del 1° corpo, l'altra brigala della 5" divisione coi bersaglieri inizia va il suo allacco di fronte facendo avanzare fiUe catene di cacciatori attraverso la valle di Staffalo, sotto la protezione delle ballerie di monte Croce e monle Molimenti. Il generale Longoni, visto fortemente attaccato il suo centro, fece subito appoggiare a dostrn verso Cà. del Sole e la Bcrc ttara un reggi mento della brigala Lombardini (3" divisione), e cosi l'azione della difesa potè pronunciarsi colla massima energia. · I bersaglieri del colonnello Rossi, attaccati a monte Godio e bosco dei Fitti da forze superiori, e costretti a ripiegare sulla brigata Bestagno (,1'' divisione), trattenevano il nemico opponendogli sempl'e linee successive di fuochi. La brigata Buri (,I'' divisione), ritirato il distaccamento di Guastalla, apriva fuochi a comando contro le colonne nemiche della 4:" divisione, e con opportuni contrp.tlacchi ne rilardava l'avanzar.si. Il general e Lombardini dalla Berettara rendeva difficile co' suoi fuochi la marcia innanzi delle colonne del generale 13otlacco. l\:la il movimento a destra del generale Lombardini aveva obbligata la bngata Gabet ad nppoggiare essa pure a destra, e si formò così tra la sinistra di questa brigata e la fossa Berettara un vuoto che il generàle Longoni sperava veder tosto riempiu!;:) dalla brigata di cavalleria. Il generale Rizzardi aveva scaglionato i suoi squadroni lra Casetla e Campagnola, rafforzando questi duepunti colle due sezioni della batteria che aveva seco;

ma, obbligato più tardi a retrocedere, stante i mo~imenti offensivi della divisione Carini e della cavallena del 2° corpo, si preoccupò principalmente clell~ necessità di prote()'o-ere le linee di· ritirata su Yerona, e non potè quindi ~~correre in sostegno della br~gala Gab~t; la divisione Carini trasse tosto profitto d1 questa cu·costanza per minacciare con un movime nto innanzi 10;. sinistra. del generale Gabet e di tulle il ,1° corpò d'esereito. . Si oppose a tale manovra il generale Gab~t scaghonando indietro dalla sinistra il suo 2° reggimento, e facendolo sostenere da un ballagliene del 4°. Però stante la superiorità numerica di cui disponeva il'generale Carini, la posizione della brigata Gabet diYentava oani • momento più difficile, ed il coma~dante o-enetale del 1° corpo cl' esercito, for.tementc 1:11nacciafo cosl nella suo. linea di ritirata, ordmava subito alla brigata Lombardini di ripiegare sucçessiv_amente dalla destra, andando ad occupare le altmo d1 Cà Zenolioo. La ritirata del generalo Lombarclini traeva sr..co n~turalmento quella della 1"' divisione, . la quale, mfaU1, per scaglioni indietro dalla destra, s1 reca.Ya ad o_ccupare, come seconda P?siziono, le .alture. ad est d1 ,Casanova, fino a s. Andrea, mentre 11 reggtmento be1saglieri, appoggiato dal fuoco di due batterie, ne proteggeva il mo vimen to . . 1

La 4" e. 5" divisione (2° corpo) si erano frauanto avanzate ad occupare le posizioni abband~~ate dalle truppe del generale Longoni, e avevano_ stabil_1le le lor? batterie sulle allme di Cà del Sole ; in pan tempo 1~ generale Carini aveva fatto attaccare, per la stra~a d1 Staffalo, anche la destra della brigala Gabet, e m tal omod l'intiero ,1° corpo, obnligato nuovamente a retroANNO

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34. cedere, s1 era concentrato tutto presso Sommacampagna, cop1·endone, gli accessi a mezzogiorno e ad orienle. Così slando le cose, il segnale convenuto mise lermine ver so le ,J 11 ,Jy2 alle operazioni dei due partiti. Dopo breve riposo, le truppe clel ·1° corpo, rafforzate dalla 5" divisione (che doveva rappresentare per il 4° corpo d'esercito il rinforzo avuto da Vicenza, e per il 2° il distaccamento lasciato innanzi Verona) per le due strade di San ~fossimo e Santa Lucia·, si portavano a Verona, e, allraversata la città, andavano ad accampare nelle seguenti posizioni: 4" e 3" nrvisroNE. - Oltre San ì\Iichele a destra della strada fronte ad est. 5" DIVISIONE. - All'altezza della 1" a sinistra della strada. 7° Bersaglieri. - Sul fronte ùella 5" di visione. Cavalleria cd artiglieria di riserva. - Dietro la 5"' divisione. In pari tempo il 2° corpo d'esercito, ridotto a due divisioni e la riserva, iniziava prontarnente la marcia verso l'Adige, per essere in grado di passarlo a Zevio l'indomani. Le due divisioni eseguirono una marcia di .fianco per Accademia, Dosdega e Castell'Azzano e si recarono ad accamparsi : La 2(\ a sud cli Magnano ; La t" a sud di Castcll'Azzano. La brigala di cavulleria ed i bersaglieri, movendo per Calzoni, Dossobuono e Alpo, protessero questa marcia, e andarono poi ad aècamparsi al sud di Cà di David. 1

I.

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4.•sse1•vazioni. Questa fazione del 2~ non dà luogo ad osservazioni di rilievo, ma le posizioni stesse sulle quali fo impegnala ed i concetti che la guidarono offrono argomento a qualche considerazione. I due corpi d'esercito, separati dalla valle ~i Staffalo, occupavano, al principio della fazione, i due gruppi d' a1Lure che si fronteggiano· a nord cd a sud della valle. Le prime posizioni del generale Longoni alla Pelizzora, alla Bcrcttara, a Cà del Sole e Cà Pezzarani sono fortissime in loro stesse, ed offrono serie clifficoltà per un attacco di fronte ; ma quelle posizioni, disposte a semicerchio intorno a Sommacampagna, ne dominano completamente gli accessi da mezzogiorno e da occidente; epperò, una volta abbandonate, non si trovano tra esse ed il villaggio altre posizioni dalle quali pot~r prolungare lo difesa in caso di r itirata. Oltracciò, quelle posizioni possono facilmente esser girate alle _ali, ed il genet'ale Longoni, preoccupato da siffatto pericolo, stese la sua destra sino a_Guastalla, e tenne una brigata nella pianura tra le alwre e la fossa Berellara. · Il generale Coscm, infatti, pensò appunto di valersi della sua superiorità di i'òrze per minacciare con movimenti giranti le forti posizioni dell'avversario sulle alture, ed a tale scopo furono precisamente destin~l~ la divisione Carini nel piano e la brigata Casucc1m alla parte opposta. Quest~ due movimenti, aggiunti all'attacco d1 fronte, ebbero per risulto.Lo d'indurre l'avversario ad abbandonare le sue prime posizioni ; ma, abbandonale quelle, non era più p0ssibile, come s'è visto, continuare la

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altro risultato che le perdite inflitte al corpo nemico senza neppure paralizzarlo nei SLlOi ulteriori movjmenti. Pet· di. pi1'1, rimasto inoperoso sulla destra dell'Adige, il 2° corpo si sarebbe trovato in preda alle ostilità dei presidii del quadrilatero, che gli avrebbero creato una situazione difficile e pericolosa. Doveva dunque questo corpo passare sulla riva si- , nistra? ' Le difficoltà. uon erano minori : il generale Cosenz non poteva anzitullo eseguire questa manovra senza lasc iare sulla riva destra una parte delle sue forze ad ossenazione di Yerona ed a custodia del suo ponte, ed i pericoli or ora accennati per l'intiero corpo d'e: sercilo sarebbero stati maggiori per una parte sola d1 esso. Le località opportune allo stabilimento di un ponte sull' A(ijge erano ZcYio, Ronco, . Albaredo. Qualunque di esse si fo sse scelta, e sia che, eseguito il passaggio, si prendesse posizione in modo da coprire direttamente il ponte e minacciare di fianco il nemico che volesse manovrnre sulla strada VeronaVicenza o che si occupasse una posizione a cavaliere della sl;'ada, il corpo del generale Cosenz si sarebbe sempre Ll'O\'ato in critiche condizioni. Nel primo ·ct,so, o che dovesse muovere per_ attaccare il nemico in marcia sulla strada Vcrono.-V1cenza, o ehc, altaccato dal nemico, dovesse difendersi, avrebbe combattuto in condizioni sfavorevoli. Nel secondo caso si sarebbe trovalo colla fronte e colle spalle rivolte contemporaneo.mente a l nemico collocato a Yero'na e Vicenza, ed aYrebbe avuto di fianco fo. linea di riliratu per il ponle. La decisione era dunque assai difficile sia in un senso che nell'altro, e la scabr osa s ituazione che risulta va al corpo d'esercito del generale Cosenz era

difesa, e l'avversario fu costretto a provvedere per la ritirala. Forse fu alquanto esagerata l'importanza che da una parte e · dall'altra si diede alle strade di Santa Lucia e-della Rezola come comunicazioni con Verona, giacchè, perdute quelle, rimangono pur sempre le altro più a nord , protette dalla strada ferrata Yerona-Sommacampagna, Ja quale presenta un rjal.zo in terra, iù coperto del .quale sarebbe fac.ile prolungare la di(csa e trnttenere il neìnico. ·

Giorno 25 e 26 settembre. .Prima d'intrapfo ndcre la narrazione dei falli che seguirono dopo la fazione dì Sommacampagna, non sarà forse inutile considerare la situazione dei duo corpi operanti in relazione a quella dei due eserciti principali. Fu supposto che la colonna clell'in vaso re destinata ad operare in Yal di Schio per impreveduti ritardi non era ancora in grado di prendere l'offensiva, sicchè le truppe della difesa occupavano ancora Vicenza, ed erano libere di comunicare con quelle di Verona e di dar loro o riccYerne soccor si. · Il generale Longoni, rinchiusosi in Yerona, non poteva mirare che a prontamente riorganizzarsi per essere poi in grado di dare appoggio alle truppe di Vicenza, o riceverne egli. stesso rinforzo per manovrare contro il suo avversar·io . Non era ugualmente fac ile determinare la linea di c ondotta. a cui il 2° corpo doYesse appigliarsi. .Sarebbe egli rimasto sulla destra dell'Adige? In tal caso le vittorie r iportate non avrebbero avuto

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~

appunto il.{frutlo dell'errore che .aveva ispirata la sua invasione in Val di Chiese. Ma il carattere stesso di quest'invasione esigeva ora che il generale Cosenz manovrasse arditamente e che lentasse di rompere le comunicazLoni lra v·erona e Vicenza. Epperò, come si è già detto, io avevo deciso che il 2° corpo d'eserc.ito passasse sulla i·iva sinistra dell'Adige, e che, impadronitosi della strada Verona-Vicenza, occupasse la posizione cli Calcliero, la quale gli avrebbe almeno permesso : di conservare facili relazioni colla divisione lasciata · sulla destra del fiume; di guardare· dappresso Verona; di parare i.µ tempo utile allef. minaccie che potessero giungere da Vicenza. Ora S. ~I., com'è noto a V. E., doveva trovarsi a CaldieroJa mattina del 26 per onorare nuovamente di s_ua pr~senza le truppe; e queste dovevano poi portarsi tutte presso Verona Ja sera stessa di que~g.iorn0 per aver tempo di prepararsi alla rivis ta del 28. Epperò affinchè la fazione potesse avere principio nell e ore _antimeridiane, e le truppe non si affaticassero straordinariamente, io - pensai cl'imfJieo·are il oO'iorno 25 o per portare i clne corpi per la vià più breve nelle ·· posizioni loro assegnate. Feci dunque marciare il 2° corpo da Magnano e Ca~t~ll'Azz~no su ? evi o, ~ gli prescrissi c.he gettato qmv1 un ponte m1l1tare si trasportasse con una marcia di semplice traslocazione a · Caldiero. E al generale Longoni diedi ordine che muovesse su Vago. · I due corpi d'esercito eseguirono questi ordinÌ; e siccome quello del generale Longoni ebbe una breve marcia da compiere e si mosse di buon'ora da Verona, così avvenne che lé sue truppe si trovarono già a Vago quando quelle del generale Cosenz passarono di là nel recarsi a Caldiero .

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Ess.euclo questa l'ultima fazione non credeui preoccuparmi ulleriormenle delle conseguenze del combattimento . Pl'escrissi per ciò al .generale Cosenz di non più cu rarsi del suo ponte che avrebbe dovuto far scendere a Ronco od Albaredo, onde rimanesse coperto dalla posizione di Caldiero ; ed al generale Longoni di fare astrazione dalla divisione che si era supposta lasciata sulla destra dell'Adige ; e ciò feci pure per non mancarè al mio proposito di non ammetlere nei combattimenti l'influenza di truppe fittizie. Sicchè questa fazione si ridusse alla difesa ed all'attacco delle posizioni di Caldi ero. La mattina del 26 le truppe dei due corpi d'esercito occl?-pavano le posizioni seguenti: 1° CORPO. 1"" DIVISIONE. - A Vaghetto, con un battaglione e u na sezione a Vago e ponte dell'Asse, ed un bauaglione a Rotèl. . 3" DIVISIONE. - Sulla destra della 11° a Busolo, con due compagnie e una sezione a Lepia. 5" DIVISIONE. - Dietro la ;J''. Brigata di cavalleria e una batteria della riserva a sinistra della strada postale innanzi al colle di S. Giacomo . 1° Bersaglieri con una batteria della riserva, uno squadrone e due compagnie del genio a Valnogare.

2° CORPO .

.to. DivrsroNE. Brigata Bocca e tre batterie (de lle quali una della riserva) Lra monte Torre e monte Zovo.

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.

Bri_ga~a Casuccini a ~olognola con un baUaglione bersagherr, una b~ttcria e uno squadrone. 2n DIVISIONE. - , Brigata Pasi con due balterie e uno squadrone a monte Gazzo e nel tratto di terreno compreso tra la strada ferrala e i Gornbioni . Brio·ata Vandone in riserva a Coldini con una batteti: · e uno squadrone. Tre battaglioni bersaglieri e una batteria a cavallo sulla strada postale tra la 4" e la 20.: divisione. . · Un _reggimento di. cavalleria (lancieri cli Foggia) m marcia verso Jiontebello per sorvegliare il nemico dalla parte di Vicenza. Due squadroni in rieognizione verso San Vittore e Cazzano. Due squadroni in ricognizione in Y~l .d'lllasi, in appoggio dell'estrema ala sinistra, era stat~ costrutto un ridotto capace cli un battaglione e due pezzi.

4 Gombioni,

. ~l g_en~rale ~ongoni avrebbe ·voluto attaccare le pos1ZH,)rn cli Cnld1ero, monte Zovo e monte Casteo·trione 0 dalle alture di Colognola; ma ne fu trattennt~ dall; gra_vi . di(.tìcoltà che avrebbe incontrato pel traino delle artiglierie, · stante la mancanza di buone strade . Eliminato questo prog·etto non che l'altro di un attacco di fronte che egli reputò di difficile riescita, il' c?mandante generale del ·1° corpo d'esercito si decise dr forzare l'ala sinistra dcli' avversario attaccando colla 4" divisione monte Gazzo e la Roc~a di Caldiero, e mandando le altre due (3" e 5a) a , girare la sinistra delle posiz_ioni· nemi_che, mentre il 7° bersaglieri con una batiena della riserva da Valnogare si sarebbe portato , a prendere Colognola di fianco per fare una diversione al vero attacco . Due squadroni ed una sezione a Ponte dell'Asse

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°dovevano tenere la strada postale e proteggere .il fianco sinistro della divisione Mazé. Dalla parte opposta .il concetto del generale Cosenz fu quello di tenersi forte sulle alture di Colognola e di affidare la difesa, della -sinistra alla forte batteria . di monte Gazzo ed alla poca praticabilità del terreno al di là di Gombioni dove non ponno spiegarsi grandi forze ed o, e quasi le sole teste di colonne ponno combattere sulle poche strade'. Il combauimento fu iniziato dai bersaglieri del 1° corpo d'esereilo, i quali avan~atisi da Va~nogar~ aprirono il fuoco della loro batlena a due chilometri circa da Colognola, e spinsero i loro cacciatori sin presso il villaggio. Il ge~lerale Danzini (4" divisione}_ opp?se loro il 48° reggimento ed una sezione d'artiglieria; ma informato in pari tempo, certamente per err:,ore, , che una colonna nemica si portava su San Vittore e riel dubbio di essere prevenuto in quella località, mandò tosto ad occuparla un règgimenLo di fanteria e due batle~ie, facendone proteggere la marcia dal battaglione b~rsaglieri mess~ a sua disposizione. 1

La 1" divisione (Mazé) incaricala di attaccare di fronte la posizione di Caldiero, aveva lasciato a R~ta un distaccamento a guardia della strada e s'era mcamminata colla brigala Bestagno sul ciglione di Rota e colla brio·ata Buri sulla strada della Spezieria. Ben pre;to la brigaJ{I. Bestagno fu obbligata di apa dèstra e prender·e essa pure la strada della p oo·o·iare 00 . . f Spezieria, giacchè la pioggia caduta la notte, e c 1~ , perdurava tuttora la mattina ~el ~6, aveva ~eso. q~as1 impraticabili le. strade e . part1colarmenLe 11 ciglione di Rota. . Il generale Poninski (3a divisione} che doveva soste-

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42 nere a destra il mo,·imento della 1" divisione, vedendo quest'ullima riunila lutla sulla strada della Spezieria fece appoggiare la brigala Crabct sulla sLrada di Gombioni e diede ordine al generale Lombardini di portarsi ancora p1ù a destra e gir~rc per Sabbionara le difese che il nemico s'era preparate presso Gombioni . La 5" divisione (Bott.,tcco) seg1.1i{a dalla brigata di cavalleria doveva sostenere fortemente la destra dell' intiero corpo d'esercito allo scopo di rendersi padrona al più presto possibile della slracla di Vicenza alle spalle del nemico; ma la strada che essa doveva percorrere era stata occupala dalla brigata Lombardini, e non esistendo altra strada più à destra, essa fu obbligata cli mettersi alla coda di quella brigata e ritardare cosi il suo movimento girante. Oltrepassata di poco la Spezieria, la divisione Mazé spiegava a deslra e sinistra della s_trada Ùn reggimento di ciascuna brigala; - e fatta occupare in pari tempo Cà-Zenago da un battaglione e una sezione, apriva il fuoco contro il nemico stabi lito sulla strada che da Gombioni conduce a ,Palazzo Pellegrini. · Jhaltanlo la brigata Gabet si avanzava contro Gombioni, - e la brigata Lombardini, sempre seguita dalla 5:. divisione e dalla cavalleria, continuava il suo mo vimento per Sabbionura e Panlerona. Il generale Cosenz vedendo che l'attacco principale

si portaYa sulla sua sinistra, ordinò alle truppe del generale Carini, che occupavano Caldiero e Gombioni, di ritirarsi lentamente ed in buon ordine, cedendo palmo a palmo il terreno fin sollo monte Gazzo da dove l'artiglieria poteva battere in qualunque direzione le colonne dell'attaccante.

Dopo breve combattimento la 4~_di7isio~e, _sost;~~~ . t Gabet s'impadronì d1 (,ornb1om e l a dalla briga a . . . 'lasc-ialo allora presso quest'ultima lazzo_Pellegrini ~lione che unitamenlc al distaccamenlo località un ball~o , a· Ponte dell'Asse doveva guaren~i Ilota CL~ all alt:?nis\ro - il generale ~,Jazè SÌ avanzò tire 11 suo anco ~ ' Rocca e di monte G·azzo. all'attacco di · Cald1ero, della distu,rbato sulla sinistra poco o Que11' attacco fufi' non . ,a dei bersarrlieri <lel 2 corpo e b . ·1 rr d una mossa o ens1, . ~ b ttacrlioni della brigata Vandone, - ma i b~ d1 due a o b. ueste truppe un regg1ncralc Mazè opp_ose su LtO a q. ,_ e la brigata Pasi mento della brigata Bestagno ' d . .no dal rima. ) t tta ben presto avv1c1 (2:. divisione s ~·e. . d 11 brio·ata Gabet dovette a;che monte Gazzo. nente della , .. drn~ione e a a abbandonare Cald1ero e poco dopo

.. a· . . e (Carini) ricevette allora ordine L'intiera 2" iv1s1on . . e al Castelletlo : due . · . · a 1)rendere posmon d 1 recarsi . f sollecitamente inviat1 squadroni e due ~czz1 ~ronoproterrgere l'estrema siprima u Belfiore d1 l)o~c~? \ Bonifacio ·per distrugnistr~ _del 20 corp~, qume .l ~ :i tre battaglioni bersa-· gerv1 il ponte su~~ Alp~_n . ·t rsi all'altezza di monte glieri ebbero orclme_. 1 por ,'J.. le T)anzini accortosi che · 13 . . e frattanto 11 genero. - ' . 1ssone, . . lo sta.va «ià concentranSan Vittore non era. minaccia '. 1·)01·oa i·ao-,,.iunbcrerlo B. ne dove vemva t oo dosi su m~nle issot ' ; respinto da Colognola i il 1so reggimento c ie a, e, a

i\; ~::;~

bersaglit~o~e; del generale Cos_enz si porIn ta San Vittore monte Bissone e Catavano ad occup~r? a ·all ; quella che tenevano stellello una posmone p~r e1a nelle prime ore del mattLno. O

1.

,

.

en't

adrone di monte Gazzo,

Il generale Longorn ap~ 1·, ;pc d Ila ,\" e 3a divisione vi fece concentrare le arug iene e


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per hatlere monte Zovo e le colonne nemiche in ritirata; trattenuta poscia a monte Gazzo la in ti era 11" divisione, diede ordine alla brigata Gabet di portarsi su Loara e di là ai Bagni. La brigata L9mbardini aveva frattanto continuaJo il srro movimento girante su Panterona e Panteretta; e sboccata di là sulla strada di Belfiore vi aveva 'sorpreso l'intiero parco ciel genio del ,2° corpo: - volgendo allorà a sinistra, si portò a raggiungere la brio·ata Ga~e~; - e l'iniiera 3a divisione, così riunita sott; gli ordmr del generale Poninski, venne a disporsi tra monte Gazzo ed Offia a destra della 1a divisione. . La ~" divisione'. ~ibern alfine nella sua mar~ia per 11 movu"?ento a srmstra della brigata Lombardini, potè proseguire su Belfiore e C. Tacchetta: incontratasi ivi colla divisione. Carini in ritirata ne attaccò la retrogu~r~ia. e la inseguì su Castelleuo : - ma il generale Carrm sr trnvava gi~ qt~ivi in posizione con un reggimento e una. battena dietro un canale largo e profondo; - e Il generale Ilotlacco, obbligato allora ad arrestarsi, spiegava a ca vallo .della strada la briaata 0 MigJiara e faceva avanzare due batterie. . ~a. brigata di cavalleria- aveva sempre seguita la 5a. dmswnc coll'intenzione di ·portarsi poi su Villabella e . di lù. sulla strada di Vicenza; ma giunta a Belfiore -di Porcile fu anestata dal segnale per il termine della · ., manovra. A .ciu~_ll'on\, mezzogiorno circa, le posizioni dei due -corpi cl esercito erano dunque le seguenti : 1°

CORPO.

·1 " E 3" Dl VISIONE - lungo· la strada postale fronte a nord - da monte Gazzo ad Offia, con sei batterie a monté Gazzo.

45· al Castelletto - impegnata a for-

LA 5" mvrsIONE zat'e il passo del canale contro le truppe del generale Carini. I bersaglieri a Colognola. . . . . . La brigata di cavalleria e l'arogltena eh riserva a Belfiore di Porcile. 2° CORPO.

4" mvrsro~E con un battaglione bersaglieri e una sezione d'artiglieria a cavallo -· a San Vittore e monte Bis~one. 2" DIVISIONE - al Castelletto . 3 battaglioni bersaglieri con una batteria a cavallo _ sulla strada di Vicenza all'altezza di monte Bissone. d' Lancieri di Foggia - sulla strada di Vicenza ietro le posizioni occupate dalle alt.re truppe. . . . · 2 squadroni guide e una sezione di artiglieria a cavallo - a Villahclla. Gli altri squadroni sparsi in ricognizione.

Osse1•yazioui.

.Alla sup~riorità di forze di cui disponeva in questa · fazione il ,1 ° corpo di esercito facevano c?nlras~o le foiti posizioni occupate dal 2° corpo, e le difficolta del . . terreno. . Il gene1,ate Longoni, risoltosi a forza1:e. 1:a1a. srn1stra dell'avversario, concentrò le sue 1.re dms10111 a ~~zzogiorno della strada postale; e affidato ad .una d.es.se l'attacco di monte Gazzo e. della Rocc~ d1 Ca~d1e10, destinò le altre due a compiere un movimento gr.rant~. Ma le difficoHà del terreno, accresciute dalla p10ggrn


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q. 7

d.ella_ notte, fecero sì che i movimenti delle truppe r~esc1ssero oltremodo impediti. La brtgata Lombardini, la inliera 5a divisione, e la brigata di cavalleria, costrette a marciare sulla stessa strada, non... poterono muoversi liberamente se non verso la fine della fa- · zione, quando cioè il 2° corpo d'esercito, ancora padrone della strada Verona-Vicenza, occupava già a San Vittore,. monte Bissone e Castelletto una buona posizione dalla quale avrebbe potuto prolungare la difesa. Il risultato della fazione fo in tal modo incompleto e la superiorità cli forze del 1° corpo d'esercito rimase paralizzata. Il concentramento sulla destra fece sì che la lnistra rima~1csse t~·oppo ·sguernita; e _cbe la strada po-s~ale, ~ssia la lmea s~essa di ritirata del 1J0 corpo d eserc1to fosse custodlta da troppo deboli forze. L'azione isolata dei bersaglieri verso Colognola nGn ebbe alcun utile risultato, e avrebbe potuto riescire pericolosa. 1

la 4/ divisione (Danzini) non approfittò, come avrebbe potuto, della sua ,'.antaggiosa situazione; se avesse agito a tempo sarebbe forse riesci1.a a compromeuere gravemente le operazioni della 1" divisione contro Caldiero, e a seriamente minacciare le comunicazioni con Verona. T~rminata la fazione · di Caldiero, i due corpi d'esercito, dopo breve riposo, si avviarono verso Verona e la sera dello stesso giorno 26 presero posizione: Il 1° sulla destra dell'Adige sugli spalti della città · <la · forte Procolo porta San Zeno; · Il 2° presso porta Vescovo e nei dintorni di San Michele.

a

"

'

Chiuso in tal modo il pertodo delle esercitazioni, io emanavo alle truppe il seguente ordine del giorno:

C03UND0 G,ENERALE DI

CORPO

D'ESERCITO

IN

VERONA

ORDINE DEL GIORNO GENERALE N. 10 Uf ficz'ali, sott'uf(iciali, caporali e soldati I' Ora che le nostre esercitazioni sono giunlc al termine, io sento il bisogno di rivolgervi, prima che , ritorniate alle rispettive guarnigioni, ancora una volta la parola. Io ho seO'uìto col massimo interesse tutte le vostre o . . operazioni, ho raccolto le impressioni e le osservaz1on: di , futti ed in- ispecie quelle dei generali comandanti i due corpi d'esercito. Questi .mi hanno franc~m~p.t~ \ dichiarato come per essi medesimi quesle eser·c1taz10~1 siano di grnndissima utilità. Tr_o wrsi og~i gi;~rn~ d~- é' nanzi un problema concreto da risolver~ ~s1~e 11mp1ego della loro intelligenza e delle loro cogmz1 om. Lo stesso, . in una sfera più ristrctla, avviene pèi generali comandanti di divisione, pei comandanti di brigata, e così ) di seO'uito per. la scala dei gradi fino agli ultimi gra- 1 duali° ed ai soldati stessi. Gli ufficiali di stato maggiore hanno dovuto in questi giorni pratiéa1~e i loro doveri nè più nè meno di quanto in guerra s i f~~ci~. ~i ricogni~ìoni de l tel'reno se ne sono fatte tutti .1. g10rm; .. quelle da me direttamente disposte, anche prima del-


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l'iniziarsi delle manovre, ed eseguite da ufficiali di ogni arma, riunite insieme formerebbero dei grossi volumi. Ho veduto tulli i giorni comanclanlt di squadroni e comandanti di compagnie o di plotoni percorrere il terreno colla carta alla mano, e da me interrogati mi hanno risposto in modo da non lasciarmi dubbio alcuno ch'essi intendevano ciò che si facessero. Avete eseguite marce, messo e levalo ogni giorno j campi, occupalo posizioni e le avete difese, o ttt, taccttto quelle dell'avversario. Chiunque abbia assistito alle nostt·e manovre ha potuto vedere come la fanteria abbia appreso a marciare coperta alla presenza del nemico, adattare le sue mosse e le sue formazioni alle accidentalità del suolo, manovrare con ordine e speditezza anche nei terreni più impacciati; come la cavalleria abbia con· intelligenza eseguite ricognizioni a grande distanza dal grosso delle truppe, mantenendo il contatto col nemico e il collegamento fra le truppe separate della parte amica. Ognuno ha potuto ttm.mirare con quale discernimento il più delle volle l'artiglieria abbia scelto le ~ue posizioni ; non di rado si vedeva ad un tratto ed inaspettatamente smascherarsi una batteria, di cui soltanto il fumo indicava ltt posizione, tanto essa nvea saputo marciare celata e tanto acconcia.mente collocarsi. Avete pur visto quali preziosi servigi renda in campagna l'ttrma del genio, sia per mettere in pronta comunicazione fra loro i vari comandi col filo telegrafico, sia per rendere praticabili alle vttrie ttrrni le strade e i terreni meno accessibili, sia infine per eseguire ogni sorta di lavori in terra. Non dirò che tutto fu pedetto : talune frazioni di truppa si sono ostinate talvolla nella loro difensiva, altre non hanno calcolalo abbastanza le gravi perdite a cui il loro avanzarsi le avrebbe esposte; ma queste ed altre irregolarità non hanno nociuto al bu ono an-

<lamento dell'insieme; e in generale il , vedere opportunamente cessare il fuoco dell'artiglieria , abbandonare le posizioni1 o spingersi innanz~ , h~ m ostralo ch~ar~mcnle come il calcolo della sttuaz1ooe non abbia 11 più delle volte fatto difetto;. si è foct_o cioè giusto confronto fra il :nmnero delle torze ed il rnlore del terreno da ambe le parti. ta grande libertà d'azione lasciala ai <l.uè partil~ J contrapposti ha fatto ottima prova. I gene~ah, persuasi 1 clic si trattava d'istruzione per prepararsi a.Ila guerra, e non della guerra slessa, ha.uno saputo senza inopportune suscettività piegarsi alle esigenze cle~a istrnzione. Pertanto voi avete veduto come essi hanno distribwlo le loro forze, come, ad esempio, per effetto di semplici manovre, la. forte posizione del colle di Sant'Eusebio ha dovuto essere sgombrata senza combattere come la difesa di Brescia è stala per necessità abbandonata al suo proprio presidio, onde non rischiare che il nemico s'introducesse fra le colonne di uno stesso corpo d'esercito; aYete veduto un corpo d'esercito battuto coprirsi da un fiume, ed il modo come il corpo nemico Io ha passato. Le disposizioni prese dalle due parli sono stttte per voi altrettante pratiche lezioni. E quanto al concetto generale, ~ebbene nel mio ordine del giorno N° 2 vi cli cessi che. 10 non_ve lo proponeva come tema di studio, e ne spiegava 11 perché, pure adesso, che voi ne avete veduto il pratico svolgimento, credo ne possiate ritrarre quttlche arnmacstra~ento . Che cosa infatti è avvenuto? Il corpo d'esercito destinalo ad operare per la valle del Chi~se. è bensì riuscito da princip10 , grazie alla supenor1lò. delle forze, a respingere le truppe avversari~, a sbo~care nella pianura., a passare il Mincio, a ng,elt~re 11 nemico su Verona, e ben anco a passare 1Adige, ed a 4 ANNO xvn, VoL. 11.


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portarsi sulle comunicaz10ni fra Verona e Vicenza, seguendo il mandato che gli era stato imposto; ma, dopo avere superato tante dilììcoltà egli non poteva ancora dirsi fuori di pericolo; anzi la sua posizione diveniva ·sempre . più cri li ca e. precarfa, finchè il grosso del1' esercito difensore teneva le forti posizioni dei . Colli Berici. Era ancora necessario che il grosso dell'esercito invasore r(uscisse a sboccare dalle valli perchè quel corpo potesse operare la sua congiunzione coll'esercito principale. Or bene fu supposto che la colonna destinata ad attaccare il Piano delle Fogazze, ed . a sboccare per la valle di Schio, abbia dovuto, per una circostanza qualsiasi, soffrire ritardi, e che poi, tentato l'attacco, questo non sia riuscito~ Questa supposizione è <lessa irrazionale? La cosa non potrebbe avvenire precisamente cosl? E dato ciò, quale ne è stata la conseguenza? Che le truppe incaricate della difesa di Vicenza sonosi trovate in grado di mandare rinforzi al corpo ricoveratosi in Verona. Ed ecco la sp~egazione del come questo corpo d'esercito abbia potuto nuovartiente uscire da Verona con due divisioni, e riunirsi ai San i\farlino con una terza stata spedita da Vicenza ; laddove il corpo nemico, che ha dovuto lasciare dinanzi a Verona e a guardia del ponte sull'Adige u ri terzo delle sue forze, non aveva più disponibili pel combattimento , che · due divisioni · soltanto. Il vantaggio del numero è così passato da una parte all'allra, e la bontà delle posizioni di Cald1ero non fu bastevole a compensare l'insufficienza delle forze del corpo finora vittorioso. · Cosi il' vizio d'origine, che si conteneva nella direzione data dal comando supremo al corpo destinato ad operare per la valle del ,chiese, r10n potè essere corretto dalle successive vittorie che qu"esto corpo, fedele al còmpito assegnatogli, venne riportando: queste

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anzi non ad altro riuscirono, fuorchè a condurlo una siluazione talmente falsa, che gli era necessario, per salvarsi, vincere ad ogni costo; poichè avendo compromesse le sue comunicazioni, trovandosi senza appoggio, ogni menomo insuccesso dovea mutarsi ben presto in un disastro. Ciò vi mostra quale sia il vantaggio di una buona posizione centrale, da cui il difensore, se anehe in totale inferiore di forze al nemico, può colla celerità delle mosse piombare successivamente sulle colonne separate dell'attaccante, e riuscire così nei combattimenti parziali ad ottenere la superiorità; come per l'opposto voi vedele i pericoli a cui espone la separazione delle fo rze, il che ci viene confermato dal principio enunziato da Napoleone nelle sue Memorie, che « un esercito deve sempre avere tutte le sue co« lonne riunite per modo che il nemico non possa « ' introdursi fra le medesime»; principio ch'egli emette a proposito appunto dell'invasione tentata dagli' Austriaci nel 1796, parte per la valle del Chiese e parte per quella dell'Adige. Pertanto queste esercitazioni, sia considerate nei concetti direttivi, sia nelle pratiche applicazioni; possono servire a provocare in mezzo a voi utili discussioni, che feconderanno nella vostra mente le cose apprese sui libri e nelle sèuole. . Voi dunque potete da voi ·stessi giudicare qual peso possano avere le parole di colorò, i quali vo:rrebbero farvi crederè che queste istruzioni ser"ono a poco, ed altre ne vanno suggerendo, non ben definite, o che ci rimanderebbero a molti anni addietro. Cotesti spiriti tetri, scontenti semprt, spesso di mala fede, sono sempre partigiani di quello che non si fa : nulla essi risparmiano colle loro censure. Un giorno sono le ispezioni che divengono la mira dei loro attacchi; le dicono

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5:2 inutili, si appigliano ad un- inconveniente, e tentano metterle in ridicolo. "4-ltra volta sono i comandi superio.J.1i; non è mancato chi dicesse : Che vale avere comandi superiori? Vi sono quellì che seguono, che possono fare altee.ttanto, - e non si è posto mente che con ripetute applicazioni dello stesso argomento, se ne dedurrebbe che basti ad un es~rcito avere semplici soldati. Altra volta ancora si censurarono le riviste dicendo che non avevano altro scopo fuorc:hé quello di soddisfare la vaniU.1. dei generali. Così tutte le pratiche, dal cui insieme risulta la disciplina di un eser[ cito, furono oggetto di criti che e di sarcasmi. E Ja disciplina stessa, sebbene non siasi osato altaccarla nella sua essenza, pure _vi fu chi con argomenti spe1 . ciosi e ben presentati volle fosse intesa, non già come fo sempre intesa presso tutti gli eserciti che meritarono questo nome, ma in altra nebulosa maniera, che a * volerla concretare, darebbe per risultato di non averne nessuna. Sono gli ignoranti, o i mali intenzionati, che accampano queste teorie; ed è deplorabile che talvolta uomini onesti ed anche intelligenti, ma che non possono sapere cosa sia questo, delicatissimo organismo , che chiamasi esercito, accettano queste teorie, e vi danno autorità . Voi ammaestrati dai falli, meditando seriamente sulle ·cose, vi convincerete che un esercito in cui non vi fossero comandi superiori, non riviste, non ispezioni, non de.terminati metodi di istruzione, un esercito in cui ciascuno andasse innanzi da sè, sentendo fiaccamente ciò che deve ai superiori, e per immancabile conseguenza non sentendo il dirilto e la forza di nuUa esigere dai dipendenti, non -sarebbe più altro che upa accolta di uomini, non già un eserctto capace di rispondere al fine per cui esso è instituito. Jo dunque vi esorto a non dare ascolto a codeste-

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fallaci teorie, che vi giungono da persone da voi non co~osciute. Accogliete invece le parole dei vostri capi; essi sono una cosa sola con voi; essi hanno percorso la tr~fila dei g~adi çhe voi occupate, o che occuperete un g1orn_o : essi, quando vi indirizzano la parola, pensano seriamente, e tengono presente che da un momerito all'altro questa famiglia a cui apparteniamo può essere chiamata a difendere il suolo della patria, le \ sue _proprie istituzioni, il trono del Re, che seppe la. patria ste~sa c?mporre ad unità; essi sanno che spetta a loro gu1darv1 a fronle del nemico, che l'onore e I'avvenfr-e della nazione, dell'esercito e di loro stessi dipende dall'esito della guerra: essi dunque vi parlano col cuore ~ non q_ossono ingannarvi. La Relaz10ne po1 che dovrò rassegnare . al Ministero stille esercitazioni ora compiute, vi renderà note le altri principali osservazioni che è occorso a me, al)'li 0 generali ed ai giudieì di campo di fare. Yoi 1e studierele e ne ricaverele quel miglior insegnamento a cui esse si presteranno. , Verona, 27 settembre rn7 ~.

Il Luogotenente Generale PrANELL.

Nella mattina del ~8 le truppe dei due corpi d'esercito riunite nella piazza d'armi di Verona sfilarono dinanzi a S. ~1. il Re e a S. A. R. il I>rincipe Ereditario. Le lusinghiere parole colle quali 8. l\'I. ebbe più volte ad esprirp.errni la sva· alta soddisfazione, furono da mc trasmesse alle truppe coll'ordine del giorno numero H.

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-.. . , '·


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COIUNDO GENERALE DI

CORPO

D'ESERCITO

IN

VERONA.

ORDINE DEL GIORNO GENERALE N. 11

Ad ottenere questo risultato voi tutti avete contnihuito, ciascuno nella sfera delle proprie attribuzioni; tutti perciò avete diritto a rallegrarvi della Sovrana approvazione. Lieti d'averla meritata ed ottenuta, ritornate alle vostre guarnigioni, proseguendo con fede e costanza in questa via, e rammentandovi di questi giorni, in cui tp.aggiormente si sono stretti i vincoli della grande nostra famiglia militare. Verona, 28 settembre 1874.

·u Luogotenente Generale U(fizi·ati, sott'uffiziali, caporali e soldati. S. M. il Re è rimasto soddisfatto d~ voi sia nelle manovre, sia nella rivista di s{amane. Egli ha osservato con grande compiacenza l'ordine ed il contegno militare, di cui avete fotto bella mostra. Egli perciò mi ha incaricato di esprimervi quésti suoi sentimenti che sono pure divisi da S. E. il Ministro della guerra e da quanti vi hanno veduti all'opera. Nel compiere a questo grato incarico io debbo pertanto ringraziarvi di avere così bene corrisposto all'appello che io vi avevo diretto. Durante il periodo delle esercitazioni la disciplina si mantenne inaltera,ta; voi avete sostenule le fatiche e i disagi della vita del campo , non solo senza larilenli, ma mostrando · ben anco di sentire esser questa la vera scuola delle virtù militari. I giudici di campo hanno adempiuto al loro mandato coll'intelligenza e coll'impegno che io mi attendeva da loro, e l'autorità dei loro verdetti venne sempre accolta colla dovuta deferenza,. I servizi amministrativi hanno funzionato con perfetta regolarità in modo da non da1· luogo al menomo reclamo . Tutto insomma procedette con ordine veramente esemplare .

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PIA.N ELL.

Nelle ore porderidiane dello stesso giorno ·2s ebbe principio il movimento di truppe per raggmngere le rìspett.ive destinazioni.

OSSERVAZIONI GENERALI Le osservazioni che più frequentemente mi occorse di fare durante il corso delle manovre formarono gi,à argomento di lettere dirette ai due comandanti di corpo d'esercito, e di ordini del giorno. Basterebbe quindi inculcare per l'avvemre una più. stretta appli.cazione di quei principii di tattica che furono da me raccolti nell'opuscoletto Le GrandiAfanom·e; ..,. nullameno sembrami opportuno aggiungere alc.une EfP. poche considerazioni. Ma anzitutto debbo informare V. K che durante le esercitazioni la disciplina fu esemplarmente serbata ,


56 .e che ·ufficiali, sott'ufficiali e soldati sono degni di encomi per: lo zelo grandissimo da essj spiegato. '.folti si mbslrarono compresi dal · desi.dedo di trarre da questo corso d'istruzione il maggior profitto; e vi apportò ciascuno il contributo della propria intelligenza e delle proprie cognizioni. 1\fono poche eccezioni, gli ufficiali cli ogni grado si mostrarono (per quanto si possa giudicare in poche settimane in occasione di semplice istruzione) all' altezza della loro posizione. L'attento esame che ho portato sugli ordini del giorno e sulle relazioni pervenutemi dopo ciascuna fazione, e poi sui rapporti ric~vuti al terro i ne delle esercitazioni, nonchè sui diari, ha prodotto in me la migliore . imptessicne; la maggior parte di questi documenti, scritti con sobrio e severo stile militare dai co·rnandanti dei corpi d'esercito e di divisione, dai comandanti del!' artiglieria e del genio e dagli ufficiali di stato maggiore, sono prova manifesta delle loro cognizioni militari. Taluni di essi sono rimarchevoli pel valore delle considerazioni su cui sono appoggiate le disposizioni che vi fanno seguilo, nonchè per la chiarezza ed il nesso logico delle disposizioni stesse. Qui cade ìn acconcio notarn come i comandanti dei corpi tl1esercito non tralasciarono mai di indicare nei loro ordini la posizione del nemico, le sue probal)ili intenzior:ii, lo scopo a cui si doveva mirare, ed i mezzi per raggiungerlo, per modo che tutli fui·ono sempre in caso di da'r norma alla propria azione in dipendenza dall'azione generale . Non meno serie e ragionate sono le varie osservazioni e proposte pervenutemi sui varii servizii. Mentre adempio ad tm dovere vers9 l'E. V. emettendo questo mio coscienzioso giudizio, io sono pure stimolato dal desiderio e dalla speranza di contribuire

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57 a rafforzare la stima e la considerazione reciproca fra le varie classi dell'esercito.

Ebbi con compiacenza a rilevare nelle accurate disposizioni dei du~ comandan6 di corpo d'esercito come il collegamenlo fra le varie parti dell'ordine d_i battaglia sia stato sempre inculcato. 'Esso però non fu sempre egualmente praticalo, ed è necessario insistere su queslo importante precetto. ,. Il collegamento non dev'essere inteso .in modo assoluto, nè essere confuso éol contatto . .fl terreno su cui si è. manovrato quest'anno, molto accidentato e quasi tutto montuoso, può essere qualificato tra quelli che, nelle oss1::rvaz1oni generali sulle esercitazioni dell'anno scorso, io clesignai come terreni in cui la vista sia libera e le mosse impedite, e che permettono un ordine separato . ~ia quest'ordine separato esige esso pure che i varii riparti sieno disposti in modo da potersi vicendevolmente sostenere, affine d'impedire che il nemico non s'it1trometta fra essi ; e ciò si può ottenere con piccole frazioni di truppa opportunamente collocate. · In tutti i casi bisogna immancabilmente occupare, -sia pure con piccoli gruppi, quei punti dai quali si possa sorvegliare l'andamento dell'azione, affinchè il generale comandante infonnalo a tempo cli ciò che avviene al centro ed alle ali, possa provvedere a seconda delle fasi del combattimento . Accennai nel rapporto dell'anno scorso a rnancanza d'iniziativa, poichè spesso una frazione anche importante dell'ordine di battaglia rimaneva inoperosa mentre il combaLtirnento era impegnato altrove . Questo difetto sebbene molto corretto non è però scomparso affatto. La precedente sommaria esposizione delle varie fa-

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zioni mostra come molte volte non fu impegnata che una parte soltanto delle forze presenti sul luogo del combattimento . Quei comandanti d'intere unità·tauiche che sanno di aver preso piccola o nessuna parte al combattimento in taluna fazione campale, ripensino alle condizioni in cui s'i trovarono e considerino se veramente la loro inazione fu co~andata da insormontabili circostanze, o da speciale missione avuta, o da esplicito ordine superiore, e ne deducano ammaestramento per l'avvenire. J~ facile persuadersi che tra due corpi d'esercito a pàrità di circostanze, quello che non impiega che una parte sola delle sue forze sarà certamente battuto dal suo avversario che le avrà a tempo opportune impegnate tutte. Le posizioni non fur01~0 sempre abbandonate a tempo. Dopo averne soverchiamente prolungata la difesa, non di rado le truppe le sgombravano repentinamente, e, rivolte le spalle al nemico J più non si curavano di defilarsi d.1lle sue offese, nè di evitare gli agglomeramenti, nè cli recarsi prontamente ad occupare altre posizioni. · 1 Il più deIJe, volte si spediva qualche artiglieria ed anche qualche battaglione con molta anticipazione a prendere una seconda. posizione; ma questo non basta: occorre provvedere alla sicurezza delle truppe che indietreggiano, mediante retroguardie, le qualì con possibili ritorni offensivi, o con mantenersi in posizione, anche a costo del proprio sacrifizio, dieno tempo alle . colonne in ritirata di allontanarsi. La difesa di una ,.p osizione si può prolungare più o meno a seconda della magg,iore o minore possibilità che essa sia girata, la ritirata più o meno facile che . essa presenta, e la maggiore o minore distanza che. intercede fra essa e la nuova posizione da occupare.

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f:>9

Ebbi pure a notare come p~·,che volte vi fossero seconde linee , ed anche più raramente riserve . Ciò · derivò in gran parte dalle circostanze del terreno che costrinsero ad occupare posizioni troppo estese in rapporto alla forza, ed anche dal lodevole proposito di non lasciare delle frazioni di truppa lungamente inoperose. Questa osservazione per altro riguarda principalmente il ,f 0 corpo; il quale, inferiore di forze e costretto a ritirarsi, si trovò quasi sempre in sfavorevoli condizioni. Le riserve addette a ciascun corpo <l'esercito non furono impiegate come tali. E giacchè V. E. mi ha esposto il desiderio che nel presente rapport~ io avessi esternato il mio avvisC> circa l'orc]jnamento dato a quelle riserve durante le. manovre di quest'anno, io osserverò anzitutto che considerata la loro forza in rapporto a quella dei corpi d'esercii.o, non che le proporzioni con cui le varie armi vi erano rappresentate, cioè quattro .battaglioni, dodici squadroni, due batterie e tre compagnie zappatori, sembrami eh' esse non possano ritenersi t:ome vere ed efficaci riserve, .quali ~on9 consigliate dai buoni principi i dell' arte militare . Ed infatti ne Ilo stabilirle V. E. ebbe in mira di mettere un nucleo di forze a disposizione del comandante il corpo d'esercito per adoperarle in avanguardie, in diversioni tattiche, ed altre operazioni speciali. , ·Passando ora ad esaminare se le riserve, come erano compost,~, sarebbero stai.e meglio costituite come ente tattico permanente sollo gli ordini di un comandante speciale e con servizii p1~oprii anzichè come truppe a disposìzione del comandante del corpo d'eserc ito,. indipendenti le une dalle altre, io non esito a pronu,nzi<).rrni per il primo sistema. Ed infatti questo pre-


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60 senta il vantaggio di assicurare un più regolare funzionamento del comando e di tutti i servizii, senza punto impedire che il comandante del c·orpo d'esercito invece di adoperare la sua riserva sempre riunita, se ne valga appunto come truppa a. disposizione per le eventualità: E quando una parte della riserva dovesse sottrarsi agli ordini del suo comandante speciale, per passare rnomcnlaneamente alla dipendenza cli un ge nerale divisionario, rprnle incouveniente potrebbe ciò-produrre? nessuno -certamente; mentre l' altro sistema, quello cioè secondo cui la riserrn non ha comandante né servizii proprii, e che fo esperimentato duraute le manovre, ha prodotto degli inconvenienti che sarebbero certamente maggiori in tempo di guerra. Questi corpi. infatti che improvvisamente ricorrnno ai magazzini delle divisioni per i loro prelevamenti, non possono sempre essNe proneduci con tutla rego!ariU~ e prontezza, massimamente poi quando si tratta di reggi men ti cli cavalleria <.;he richiedono foro.a:gi in quantità assai maggiore di quanto se ne tenga ordinariamente in pronto pel servizio di un'intera divisione. Lat rnancan,,a di personale e materiale pel servizio sanitario presso le riserve, è pur stata lamentata, come lo fu la scarsezza degli ufiiciali di stato maggiore. Riassumendo, ripeterò dunque: che le riserve come erano composte durante le manovre non potevano rappresentare delle vere riserve dì corpo d'esercito, ma che qualunque debba essel'e la lol'O composizione, sarà sempre conveniente eh' esse costituiscano un ente autonomo con comandante e servizi proprii. E finalmente se si osservasse che il loro comandant~ poLrebbe talvolta trovarsi senza truppe in conseguenza del modo ìn cui esse venissero impiegate, panni che non sarebbe mai un in conveniente in guerril l'aver sotto la mano un generale disponibile, sia per incaricarlo

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appunto di una di quelle operazioni speciali attribuibili alle riserve, sia per far fronte a quelle vacanze che se occorrono raramente nelle .manovre, si verificano ben presto in campagna. Fanteria

La forza media dei battaglioni presenti alle manovre non giungeva ai 250 uomini. Una forza così limilata nuoce all'istruzione degli ufficiali; i comandanti delle varie uuilà. talliche si troveranno imbarazzali quando alle grandi difficollà inerenti alld' slato di guerra ~i aggiungerà quella di dover maneggiare forz~ scns~bilrnente mao-giori; e le nozioni stesse da essi acqm~ state sulle distanze, sugli intervalli, sull'impiego <l'L un determinato riparto, serviranno ad accrescere il loro imbarazzo. Di più l'applicazione del regolamento d'esercizio riesce imperfetta con piccole unità tattiche; e alcune parti che sono appunto 1€J-più importanti recentemente introdotte, come per esempio, le manovre per compagnia, non possono eseguirsi con co~pa~nie di 2~ a 2t file al massimo, divise per necessità m due soli plotoni. Sarebbe quindi da trovar modo che i ?attaglioni destinati alle grandi manovre potessero mtervenirvi con una forza maggiore. La fanteria non ha preso nelle fazioni campali la parte principale che le compete. Non è stata abbastanza impiegata; e la poca munizione consumata ne è la prova. · La suo. azione non ebbe la coesione e unità di direzione che in molti ca.si sarebbero state possibili. Raramente si vide, p. e., una intiera brigata, coperta in buona posizione difensiva, respingere un a.ttucço

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62 con fuochi eseguiti su tutta la fronte, o muovere a contr'altacchi, o · avanzarsi risolutamente in piccole colonne coperte da numerosi cacciatori, coadiuvate da un attacco di fian co, e sostenute a debita distanza da battaglioni in riserva; oppure eseguire una ben ordinala ritirata o un pa,ssaggro di linee. Sottrarsi al fuoco del nemico, coprendosi cogli accidenti del terreno, minacciare dappresso le batterie con storrni di cacciatori avanzantisi inosservati, portarsi èli preferenza sui punti deboli della linea nemica; attaccare un'ala più esposta, e simili, sono cose tutte che c·ostituiscono il manovrare. Il regolamento d'esercizio dev'essere osservato a seconda delle cireostanze e dei principii eh~ fo informano: i quali principii furono desunti dall'esperienza delle guerre ultime, tenendo conto della grande portata ~ celerità di spari delle armi da fuoco presentemente in uso, e degli effetti da esse prodotti. E quanto si apprende con le prescritte esercitazioni' tattiche, le quali altro non sono che l'applicazione del regolamento al terreno, devesi praticare durante il ·combattimento, con intelligenza, reciproco accordo delle varie unità, in dipendenza di un determinalo concetto e sotto la direzio1ie di chi, abbracciando una zona di terreno, è in grado di guidarvi le truppe nel fine propostosi. Vero é che i terreni sui quali si sono eseguite le nostre esercitazioni, adatti, sotto tanti rapporti, all'istruzione delle truppe, non si prestano tuttavia egualmente alle manovre d'insieme e costringono spesso a rompere l'azione generale in combattimenti parziali; ma ciò malgrado, non poche volle, ripeto, la fanteria avrebbe potuto manovrare con maggiore coesione, più ordinatamente e sotto una più efficace direzione dei comandanti delle · brigate e dei reggimenti.

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63 Inoltre, se ho talvolta biasimato che due linee stessero tungamente fronceggiandosi senza venire a nessu~a decisione, ho pure dovuto ullre volte osservare che si cade facilmente nell'eccesso contrario di cedere tanto prontamente da non aver nemmeno il tempo di valutare la propria situazione in rapporto a quella del nemico. Ogni manovra deve avere il. suo compimento e mostrare almeno lo scopo a cui tende. E a questo pro.: posito esprimo anche il. desiderio che i giudici non sieno. troppo solleciti ad intecvenire. Bisogna far .comprendere ai soldati che in guerra non si deve tener soverchio conto di qualche lieve vantaggio del nemico, ma e.be quando trattasi di semplici simulacri deve ( final:nente ce~e_re fa. pru:te che si trova irì più svan- { } tagg1ose cond1z1om. Per apprezzare queste condizioni e }. / prendere una risoluzione occorr-ono tempo e riflessione. · : Devo tuttavia constatare con vero piacere un sensibile progresso dell~ truppe nel serbare l'ordine e la ca:lma durante le manovre. Non s'udì quasi più il vociare degli unni scorsi; rarissimi i comandi, non troppo frequenti i segnali; e questi sono tulti indizi non solo dell'intelligenza dei capi che guidavano le fazioni, ma altresì della mago"ior 0 istruzione di coloro che le eseguivano. Furono spesso impiegati fuochi a comando che io credo utilissimi . Questi foochi abituano il soldato a · puntare esattamente e a giudicare, dalla moderazione · con cui sono regolati, come non si abbia ad abusare della rapidità del tiro; cosa questa di somma impor Umza. Inoltre i soldati si abituano alla voce dei loro uffiziali e si persuadono che di fronte al nemico non devono proceder e per impulso individuale, che anzi nei momenti più _critici essi devono conservare l'orcline e lasciarsi guidare da chi li comanda.


64 -~ quando pure i fuochi a comando non sieno sempre possibili · in -guerra, non sarà meno vantaggioso il ,fa.rli per esercitazione. l\li è grato infine constatare l'immenso profilto ottenute, dalle continue marcie eseguite per disposizione di V. E. durante l'intero anno in tutte le guarnigioui. In fatti le grandi manovre diedero occasione o. lunghe e celeri marcie, che furono c.ompiute .con perfello or. 1i dine e senza las.c iare uomini 1ndietrq. Non saprei perciò J, abbastanza raccomandare la perseveranza in questo ' eccellente sistema. Cavalleria

La cavalleria ha mostrato di cornpr~nclere l'importanza dei servizii che deve rendere. Il servizio d'esplorazione e di ricognizione è stato in queste esercitazioni . eseguito con maggior intelligenza e migliori risultati. che negli anni scorsi; e gli ordini dei comandanti generali di corpo d'esercito fanno fede dell' esaitezza delle informazioni dall'h cavalleria somministrate &ulle posizioni del nemico e sulla distribuzione delle sue forze. Nelle ri1areie il terreno fu diligentemente perlustrato ; non dirò che furono sempre impiegate forze proporzionate allo scopo, che talvolta non siansi vedute lunghe colonne di cavalleria ove sarebbero bastati dei plotoni o sempliei pattuglie, e talvolta delle pattuglie non appoggiate da mé\ggiori riparti a conveniente distanza·; ma devo dichiarare che l'istruzione dei nostri reggimenti è ora ben indirizzata. Nullameno sarebbesi desiderato una maggiore iniziativa. Se per semplice istruzione non si possono compiere tutle quelle afdite imprese che in guerra producono ottimi risultati, come per esempio aHaccare i convogli, guastare le strade ferrate, rompere i fili

,t35 telegrafici ecc., si può anche in manovra con giri rapidament~ compiuti, arrecare con la sorpresa, gravissimi disturbi . Jn quanto poi a manovre d'insieme ed in ordine sertato, il terreno quasi sempre rnontnoso, frastagli4Jo, coperto, raramente le avrebbe permesse; ma le poche occasioni che si presentarono non furono utilizzate. La cavalleria delle due parti sostenuta da · artiglieria, si trovò qualche volta di fronte su terreno dove le sarebbe stato possibile di agire riunita e non seppe avvalersene. Una carica di più squadroni in linea preparata dall'artiglieria, coadiuvata da attacchi di lianco, risolutamen te ed a proposito eseguila, non fu mai veduta. Io credo che i si possa esigere dalla nostra cavalleria eguale abilità tanto nel servizio di esplorazione o cli ricognizioni quanto ne]lo spiegare la sua azione in massa sul campo di battagl ia. E se il pr1mo còmpito richiede perspicacia, iniziativa individuale, abitudine 'di serv.irsi del proprio cavallo isolatamente, celeril~. nel raggiungere o sfuggire; ed il seconùo, coesione, ordine, vigore, prontezza ed esatezza di manovre, e ardire, colpo d'occ hio e risoluzione nei capi, io ritengo che queste varie esigenze non si es-clu- _ dono a vicenda. La no~tra cavalleria dev'essere con assidua cura esercitata ad agire in piccole frazioni, come a mano·,v rare riunita sul teneno del combattimento. - Ora,, se la prima istruzione trova il suo compimento durante le grandi manovre, difficilmente accade altrettanto per la seconda. Per le grandi manovre si ricetca una zona di terreno mo,ntuoso, accidentata, coperta, che si presti meglio all'impiego della fonter:i,a e del!' artig.Jieria che non a quello.-della cavalleria. Onde se non vo• gliamo che là nostra cavallèria, mentre impara a soa..:. ANNO xvu, VoL. 11. G


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66 disfare il primo compito, trascuri il secondo, non si dovranno abbandonare le manovre d'insieme su terreno ove esse sien? possibili. Epperò a me pare necessario ehe mentre s1 aggregano ai corpi d'esercito un numero di reggimenti per le esercitazioni annuali si. debbano pure_riunire, in terreno opportunamente sc~lto, due o tre bngate di cavalleria, alcune batterie d'artr..t ~lieria e qualche reggimento bersaglieri. Sarà questo \ ~l solo_ mezzo perchè la nostra cavalleria non 'sperda 11 sentimento della propria forza, comprenda la parte i che l~ è serbata sul campo di battaglia e si prepari a compierla degnamente. · Eisogna ~remun i:-·si contro le esagerazioni. di chi pretende che 11perfez10namento delle armi da fuoco ubbia paralizza ta l'azione della cavalleria. ~,~ mug~iore r~ortata dì tali armi e la maggiore ce-· l~r1ta de~Ii spa1:'1 fanno. sl che l;l cavalleria, per ragg~ungcr e il nemico, debba percorrere un maggior tratto cl1 terrcn? sotto 11 suo . fuoco, e rimanere esposta ad un m~g-g10r numero dt offese ; da ciò la nec(}ssità che essa s1 tenga coperta e fuol'i di tiro· sino a l momento di agire, e che giunto quel momento essa ao·isca colfo. 0 maggiore rapidità possibile . S.e la cavalleria saprà manovrare con ;.isoluzione prontezza ed insieme, se saprà resistere alle celeri andature; se, ben comandata, saprà cogliere il momento opportuno .per agire, la sua azione sarà egualmente ullle ed efficace che per lo add ietro . Egli è per_· otte~cre un si1fo.tto grado di perfezione c?e _con ragione s1 esigono oggi più accura te istru- z10m, lunghe marce, assidue fatiche. Quesle però, per quanto fatte coi~ moderata progressione, devono sempre .essere proporzionate alla qualità dei cavalli. L'esercizio ed il lavoro conlribuiseono è vero a svih!ppare nei cavalli giovani, forti e bene' conform;ti ,

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tutti i loro mezzi, ma conducono invece ad una pronta distruzione i ca vàll1 mal costrutti, linfatici e vec~hi; -e lo studio e l' esperienza degli uomini del mes11ere devono mirare a non richiedere dai loro ca valli più che essi non possono dare. È da considerarsi inoltre come il lavoro produca nei cavalli delle perdite di forze che n?n si posso~o .compensare se n on con un adeguato nutrimento; epe~c1ò .. alle maggiori fatiche deve corrispondere una maggiore nutri.zione. . . . Riassumo: la cavalleria deve prestare oggi tutL1 1 servizi che ha prestato ne' suoi migliori lempi. Lo poLrà a condizione che sappia resistere a mag. . giori fatiche, a più celeri andature . . Per ciò ouenere ci vogliono cavalli sam e robusti, . . . /, ·nutnt1 m proporz10ne . . Non voglionsi quindi r isparmiare nè cure, nè danari per migliorare i nosLri cavalli, e ?ev_e~i aument~re la i\Carsa razione almeno nelle stag1om rn cu1 le istruzioni prendono largo sviluppo. . . . I cavalli dei reggimenti che furono ai camp1 depe-rirono sensibilmente per la doppia ragione delle loro mediocri qu~lilà e della insufficiente nutrizione. _ Artiglieria.

L'artiglieria ebbe in queste manovre la parte prin·cipale, e seppe supplire non poche volte alla mancanza .d'azione delle altre armi . , Come si rileva dalla descrizione stessa delle fazio ni , l'azione si limitò in alcuni casi a veri duelli d' arliglieeia; e se ciò polè costituire u n difetlo nell'imdament~ ,g~nerale di quelle fazioni, non è men vero che oftri m pari tempo una' prova della diligenza e della P:ontezza con cui l'artiglieria sapeva adempire all'obbligo suo.


68 II terreno montuoso su cui ebbero luogo le fazioni presentò talvolla non lievi ostacoli al traino delle vetture; ma mediante lavori praticati a Cempo opportuno, come riattamenti di strade, costruzioni di rampe e così via, le artiglierie poterono recarsi dovunque là loro presenza fu giuclicuta necessaria. Le posizioni furono sempre opportunamente seelte, ed è ccrlamente degna di nota. l'intelligenza dimostrata. 1 dagli ufficiali in qussta parte importantissima del loro servizio. Non mancarono occasioni di osservare la troppa elevazione cli taluno posizioni, o la.grànde distanza deo·li obbiettivi, oppure il soverc:hio frazionamento delle ;rtiglicrie; ma questi difelli dipesero quasi, sempl'.e dalle esigenze del terreno . Talvolta però si fecero pure degli opportuni concentramenli. A questo proposito mi giova far presente all'E. V. come siasi più volte fatto sentire il biso()'no che ciascun corpo d'esercito potesse disporre di ~na, più forte riserva d'artiglieria. Le due sole batterie che costituivano la: riserva di un oorpo d' esercito parvero insufficienti, ccl infatti per eseguire de.i conc;entramenti d'arLiglieria s'ebbe ricorso alle bal.lerie di,,i.sionali. Gli inc:onvenien ti che deriverebbero, al :caso pratico, da un siffatto sistema, sarebbero gravi. Una divisione, ridotta a sola fanteria, avrebbe un'azfone troppo limitata, e correrebbe positivo pericolo ove fosse attaccata da fanteria nemica sostenuta da artiglieria. Oltracciò una divisione . priva della sua arti()'lieria non corrisponde più alla prima condizione della sua stessa esi,stenza, a quella cioè di costituire un'unità tattica che nella propria sfera d'azione possa a()'ire in.;; 0 dipendentemente.

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6!) Ganio.

Non crederei di poter meglio dimostrare gli importanti servizi resi ~lalle truppe del genio durante le ma~ noyrc di quest'anno, che col dare l'indicazione dei l.avori da esse eseguiti.

Dalla brigata addetta al

corpo d'esercito~

;f O ,Riattamento . di strade sulle alture cli So-

prazzocco . 2° Costruzione, sulle alture di Drugolo, di una batteria ca.pace di 8 pezzi <.:on fossi laterali e traverse per ripararvi gl'iniervienti. 3° Cos(rùzione di una strada. per portare le artiglierie a Cà Baricella, e riparazioni alle strade fra -quella località, il castello, ed il cimitero di Lonato. 4° Costruzione di trincea e batteria presso il castello di Monzambano e di rampe pel passaggio del torrente Vaio. 5° Spalleggia.mento per artiglieria presso Villafranca. 6° Rialtamento di stra.de per accedere alle alture di Custoza. 7° RiattarrienLo di slradc per accedere alle alture di Sommacampagna e costrnzione di una traversa per proleggere il fianco di 8 pezzi in batteria. ·s0 Lavori s tradali da Cà Contessini verso Colognola. Dalla brigata addetta al .2° corpo d'esercito. 1° Lavori d'accesso al ponte mililare geltato ' a Mulini di Volta. 2° Lavori per facilitare il passaggio dell'a1tiglieria ,della 5a divisione nella faàone del giorno 22 seuembre .


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36 Lavori di difesa al caseggiato di Gombioni, costruendovi un ridotto capace di un battaglione e due· pezzi con sviluppo di trinceramento per collegarlo ' col villaggiò di Ca'ldiero. Questa brigala appartenendo al corpo d'esercito attaccante non ebbe naturalmente occasione di eseguireopere di difesa che nel giorno appunto in cui le truppe del generale Cosenz difendevano le posizioni di Càldiero. Ollre a questi lavori già tanto rilevanti , le truppe del genio furono pure impiegate come scorta all'arli,.. gfieria ed all'equipaggio da ponte.

NOTE

SULL'ANDAMENTO DEL SERVIZIO DELLE ISTRUZIONI NEI CORPI DI FANTERIA PRUSSIANI

(1)

Servizio. I

Nell'esercito prussiano le relazioni · di servizio non hanno luoao direttamente tra il comando del reO'o-iv 00 mento e le compagnie, ma passano sempre pel comando del battaglione; quest'ultimo non è già come da noi ,solamente un'unilà puramente tattica, ma ne costi.tuisce eziandio una dal lato amminislrativo e disciplinare . . Le attribuzioni del comando del battaglione sono abbastanza larghe; così il reggimento nel comandare i servizi sì ordinari che straordinari non fa che ripartirli

(~) Queste note sono tolte da una relazione sull'esercito prussiano fatta nel ~ 868. Come nulla finora indie.a che si pensi in Prussia a cambiare l'andamento del servizio e de lle istruzioni allora in vigore, il sottoseritto si induce a pubbltcare questi appunti sperando che possano ancora riuscire di qualche interesse. R. T.

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72 ~ra i ~atlllglioni: Sp~t!_a poi ai comandanti di questi 11 designare glt ufflZlah e lo ussegnare alle compagnie il numero di uomini da fornirsi (1). Per sempl ificare la trasmissione defl'li ordini, che riuscirebbe troppo complicata ove ogni ~osa per giungere alle compagnie dovesse sempre passare pel comando del balt1iglione, tuui i giorni il colonnello tiene un rapporto a cui assistono i comandanti dei battarrlioni, gli aiutanti maggiori cd i furieri delle compao-nie~ colà sono emanate verbalmente le disposizioni di ~Tiinor importanza, le allre sono inserite nell'ordine del giorno del reggitnento, dietro al quale i ballaglioni redigono il proprio, cui fa seguito quello delle compacrnie. Questo 0 u~dam?nLo non è dei pi~ sp~diti, m~ ha i! vantaggio d1 lasciare molta autonomia ai battaghoni e di abituare i maggi_~ri_ a co man<l~re e conosr:ere sollo ogni rapporto g1a m tempo d1 pace quelli che dovranno poi dirigere in guerra. Di orari stabiliti dal colonnello o dai maao-iori e comun_i a_ tutto il reggimento od a_nche ap;;na ai bauagl1om non se ne ha neppure _lùea. Secondo il mo~o di, ve~erc_ prussiano questo in~aglierebbe troppo la hberlu d1 azione delle compagnie, le quali costi.tuiscono l'unità fondamentale su cui riposa tutto l'andamento del servizio; all'infuori delle istruzioni che si_esegui~cono_ dal ba.lla?~ione ,od ~nit.\ superiore riunita, ognl capitano stab1Itscc I orario che ritiene più opportuno a seconda delle condizioni della propria compagnia e delle istruzioni che vuol faro-li fare Questa sua libertà di azione è solo l i::iilata dalle _norme generali emanate dai superiori e dalla. prescri-

(~) li servizio di piazza però, come ·si vedrà in se,.uito è fornito da intere unità. " '

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zione che la. sveglia non deve aver luogo dopo le 6 antimeridiane d'estate, nè dopo le 7 d'inverno, mentre la ritirata è sempre fissata per tutto l'esercito d'inverno alle Q e d'estate alle 10 pomeridiane. Il rancio è fatto per mezzo battaglione e ve ne ha uno solo al giorno; circa. l'ora in cui deve aver luogo si concertano i capitani delle compagnie che lo fanno assi eme; nè il reggimento nè il battaglione se ne occupan o. Alla maaina ed alla sera si distribuisce il caffè. Questa considerevole indipendenza dei battaglioni e delle compagnie semplifica assai il còmpito ~el c~lonnello, e tende a farne piuttosto un ispettore mcar1ca.to di vegliare a che ognuno faccia il proprio dovere, e di mantenere la rnicessaria unità nell'andamento del servizio, che non un superiore diretto da cui parta. la , iniziativa cl' ogni cosa. A chi è ab itualo al sistema in vigore in altri eserciti fa meraviglia il vedere nelle caserme prussiane delle compugnie occuparsi del rancio mentre allre_ alten~ono .. ad un'istruzione. Sorprende pure il non udire mai un segnale da quartiere, e l'osservare l'ufficio ~lcl co~and~ del reggimento funzionare con due soli_ scnttt11:a~1 colla massima tr3nquillità, senza quel continuo andmvien i di a.iLlla.nti maggiol'i affaccendati, e quei rapport! di furieri e caporali furieri che si ripetono ad ogm momento in altri csercili. Cosl pure ho veduto eseguire colla mago-i or ca Ima i preparativi per la partenza. di 0 un reo-o-imenlo per le manouc campali; e durante le oo . d ·1 medesime vidi funzionare tutto quanto n guar ava 1 suo servizio interno nel modo il più trnnquillo e facile . Trovandosi le attribuzioni ben ripa rtite tra i comandi del reggimento, dei baltaglioni e delle comp~gnie, ed essendovi in ognuno di questi iniziativa e vita., tutto camminava come da sè.


1, Pel servizio interno ogni compagnia si divide, in tempo di pace, in 8 squadre. Benchè non sia prescritto che la suddivisione, per così dire, disciplinare, corrisP?nda a q,uella tattica, tullavia in generale si procura d1 farle combinare dividendo i due peloltoni della compagnia ognuno in 4 squadre. . A capo della squadra sta un sott'uffiziale, il quale risponde della disciplina e tenuta degli uomini che la compongono. Le squaclre di una compagnia sono ri~nite in due o tre ispezioni, ad ognuna delle quali è preposto un uffiziale subalterno coll'incarico di curare a che i capi squadra adempiano al loro dovere. Uno degli uffiziali subalterni della compagnia è comandato per turno di seltirnana, ma non ha altre mansioni che di intervenire all'appello e di accompagnare la compagnia nel caso dovesse fornire qualche serv,izio di- fatica. L'appello ha luogo dopo il rapporto . del ~~lonnello; vi si leggono gli ordini, si comanda il serv!Zlo, ecc. Non hanno luogo altri appeIIi durante la g~~rnata.; al ~atti?o d~po la sveglia e la sera dopo la ritirata il sott uffiz1ale d1 servizio s'informa dai sottouffiziali capisquadra delle novità occorse per farne rapporto al furiere, il quale a sua volta ne riferisce al capitano. Spetta poi ai eapisquadra di assicurarsi della presenza dei loro uomini tanto in queste circostanze come quando la compagnia deve prender le armi per le esercitàzioni, manovre e parate. li sott'uffiziale di servizio accompagna pure direttamente gli ammafati della compagnia all'ospedale, gli uomini puniti alla prigione (1), ccc. Onde poi tenere al corrente il

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(i) È da notarsi che in Berlino vi , è una sola prigione militare dove vengono mandati gli uomini di tutti i corpi del pr.csidio che devono subire una pena disciplinare.

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75comando del batlaO'lione e quello del reggimento di_ b . quanto avviene, tutti i giorni le compa~~1e rassegnano un rapporto in cui sono accennate le nov1~a.oc~o:se.nell~ ultime i-i- ore, cioé gli ammalati, le pun1Z1om rnfl_1ue, 1 cònO'edi accordati dal capitano (1) , i mancanti alla ~itir~ta, ecc. Vi devono pur essere indicale quali so:no le istruzioni che il capitano intende di far eseguire . . l'indomani alla compagnia. . Di riviste giornaliere di pulizia non ve ne sono; .1 ~apisquadra devono ognùno vegli~re a eh~ i_ loro dipendenti tencrano in ordine armi e vestiario. Nella O settimana gli uffiziali suballerni fanno qualche improvvisa visita alle loro ispezioni. Tutti i sabati i capitani passano umi. rivista generale delle loro compagnie. In ogni quartiere havvi un uffiziale di picehetto le cui funzioni si limjtano a~ assicurarsi della pulizia della caserma ed a tenersi pronto ad uscire col pi~chetto. a!·m~to. . . Si può asserire che 11 servmo ~nte_rno nei. reggi~ menti prussiani è ridotto al puro rn~1spens~~1I~. Gli interminabili appelli che usansi in altn esere1L1 v1 sono afTatto io-noti. Il tempo è in vece 1:isparmiato per poterlo dedicare più milmentc all'istruzione (2). I sott'uffiziali avendo una p iù larga sfera d'azione acqui-stano maggiore autorità, e gli uffiziali non essendo annoiati dalle materialità del servizio di caserma con-

{,1) n comandante di compagnia può accòrdare fino a 2 settimane di licenza. . (2) A que.sto proposito devo ricordare che in . Pr~ssia quando si prendono le armi non si ba affatto la c~ttiva . ~b,tudme, comune. ad altri eserciti di far passare in rango gli 11omm1 molto tempo prima d I biso,,.no.' Le squadre sì riuniscono 5 minuti prima dJlla compagnia; q:csta, :inque minuti prima del battaglione, quest' ultimo 5 minuti, prima del reggimento.


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servano tutta la lor·o energia e vigore di mente per dedicarlo all'is1ruzione dei loro uomrn1. Le guardie vengono fornite per turno da intere unilà; così in Berl ino è giornalmente comandato di servizio un intiero battaglione, il quale somministra lo guardie a tutta la città. La guarn igione della1 capitale· essendo di '13 battaglioni, gli uomini hanno un giorno di guardia sopr~ -13. D'inverno però il servizio di P.iazza diventa più gravoso, i soldati di fanteria sono di guardia un giorno sopra cinque_. Negli altri presidii la truppa è ancora più aggravata; così a Spandau la fanter ia monta tuuo l'anno la guardia un giorno sopra quauro. Quanto riguarda il servizio di piazza sta sotto la direzione dei comandanti delle singole ciltà di guarnigione. Al di sopra del comandante nelle principali fortezze e nella capitale sta ìJ governatore, alta carica militare con funzioni puramenie onorifiche, la quale viene conforila a quei generali di grado eleva.lo benemeriti. per servizi resi poi passato, che non si ritengono più atti a servire attivamente, e che in pari tempo non si vogliono collocare a riposo . Per la clisciplina, istruzione e per tuUo il rimanente, la fanteria e cavalleria dipendono dai relativi comandi. di brigata, divisione e corpo d'armala, mentre l'ar~ tiglieria ed il genio stanno sotto gli ordini degli ispet~ .tori dell'arma l'Ìspettiv.a, i quali dipendono solo per la parte disciplinare direttamente dal comandante ael corpo d'armala. L'azione o meglio l'influenza di quest'ullima autorità è però grandissima su tulle le truppe, e malgrado la completa uniformità d'idee e d'istruzione esistente nell'esercito prussiano, t\ltlavia si può rilevare in ogni corpo ,d'arma ta un certo carattere di verso che indipendentemente da altre cause gli viene impresso dalla personalità del rispettivo co-

77 mandante generale . L'azione diretta del Ministero della guerra sulle tmppe riguarda particolarmente la parte amministrativa. La supe6ore direzione dell'istruzione dell'esercito sta dì fatto nelle mani del comando del corpo di stato maggiore, e la suprema direzione disciplinare è direttamente tenuta dal Re. J corpi d'arm ata territoriali sono riuniti a 2 od a S alla volta in più gruppi detti comparLirnenti d'esercito; a capo di questi compartimenti slanno generali di allissimo grado o principi di sangue reale, i quali hanno l'alta ispezione ·delle truppe che vi stanzia.no.

Istruzione.

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Lo spmto d'ordine e lo scrupoloso adempimef!to di ognuno at proprio dovere, che sono l'anima dell'ordinamento militare prussiano, risaltano speèialmente nell'andarnento dell'istruzione. f~ al modo intelligente, regolare ed uniforme con cui è condotta, che quell'esercilo deve la superiorità che ha raggiunto. Nè io qui per istruzione inlendo solo la materia.le esecuzione degli esercizi e delle mat10vre, ma yi comprendo altresì l'istruzione. morale che ha per iscopo di sviluppare nelle truppe quei sentimenti che soli valgono a procurarle un positivo valore. Da molti anni i Prussiani ben sapendo di quanto alla guGrra le forze morali supera.no le fisichè, dedicano moltissima aHenzione all'istruzione o meglio all'educazione morale del loro esercito. È bensi ve1;0 ehe i generali a cui devesi l'introduzione di questo sistema trovarono il loro còmpito facilitato dalle qualità e dall'indole particolare di quelle popolazioni, ma non ne ebbero di meno il merito di avere capito quale era la. direzione che devesi dare ad una efficace istruzione militare.


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78 Quesla perfezione dell'istruzione od educazione morale dell'esercito prussian0, che per me ne costituisce la principale forza, in generale pel passato non era rimarcala, ed é forse per ciò che giudicando solo dalle sue apparenze pedanti e com passale, l'opinione pubblica militare prima del 18G6 non gli a ttribuiva quel valore intrinseco che i falli hanno poi hanno messo in chiaro. 1

Il sis tema d'istruzione dell'esercito prussiano riposa sul principio che ogni capo · ha la inliera responsabilità dell'istrnzione della propria lruppa, ed in conseguenza gli viene lasciala la più completa libertà d'azione circa la scelta e l'impiego dei mezzi che preferisce adoperare in proposito. Questa. libertà è solo limilata da quanto è necessario per assicurare la uniformità e sicUl'ezza della riuscila, nonché dalla cerchia delle a Llribuzioni assegnate ai singoli gradi della gerarchia m ilitare . I comandanli di co1·po d'armata hanno la direzione delle grandi manovre cd in special modo poi devono rispondere del.e qualil,Ìi e d cll'auitudine al servizio attivo di tutti gli uffìziali generali e superiori' che stanno sotto i loro ordini. Ai general i di divisione è part.icolarmenle affidata la direzione dell'istruzione delle truppe nel servizio di campagna, cioè marcie, avamposti, combattimenti di dettaglio, manovre applicale al terreno sia in ordine chiuso c.he in ol'<line sparso, ecc. Essi sopraintendono pure alle manovre dei cltstaccamenti composti delle varie urmi. . Spella ai colonnelli il pres iedere a tulle le istruzioni del proprio reggimento; essi però non se ne occupano più di quanto è stretlamenle necessario per assicurare l'esecuzione dei loro ordini. La loro azione si limita ad

emanare quelle disposizioni generali che tendono a mantenere un uniforme grado di istruzione nei battaglioni, vegliando a che il regolamen to d'esercizio e le altre ordinanze sancite dal Re siano strettamente osservate, pel quale scopo esercitano l'occorrente sorveglianza superi ore, ev~tando però sempre di .interuarsi nei dettagli, a meno che le circostanze non lo rendano indispensab_ile. La cura principale dei colonnelli è rivolta a lla forrnaz ione e conser vazione di un buon corpo di uffizìali. I comandanti dei battaglioni ,·egliano all'esecuzione delle disposizioni del colonnello, lasciando però ai capitani intiera libertà d'az ione, purchè, ben inteso, rimangano nello spirito degli ordini emanati. l<~ssi sopraintendono all'i ~truzione delle compagnie solo in quanto è neeessario per soddisfore alla generale responsabililà che loro incumbe dell'ì<;lruzione del rispettivo battaglione in ogni parLe del servizio . Hanno però il dovere di non ingerirsene più di quanto sia reso necessario da malintesi o da deficienza nell'istruzione. È poi speciale mandato dei comarnfanti di battaglione di curare l'islruzione degli uffiziali. da loro dipendenti nel servizio di campagna e nel Liro a bersaglio. I capitani sooo l'anima delle compagnie ed hanno la diretta responsa.bilitè\ dell'istruzione dell e stesse, nel che è loro lasciata la massima libertà d'azione. t però loro obblig o di occupare gli uffiziali subalterni in modo che questi, istruendo, abbiano occasione di pe;-fezi onare se stessi, e sono eziandio rigorosamenle tenuti ad aver sempre in considerazione la salµte dei loro uom ini nell'abituarli alle fatiche. Da quanto venne fin qui esposto è facile lo scorgere come l'ingerenza del· superiore nell'opera dell'inferiore sia stata rid otta al puro indispensabile, Nell' esercito prussiano vige il principio che il supe-


80 riore anzichè pretendere di regolare in ogni detlaglio, l'aiione dei dipendenti., debba piuttosto badare con ogni premura a sviluppare e tener vivo in' loro l'amore e lo zelo pel servizio, in modo che ognuno -si faccia un punto d'onore di far bene . il pr0prio dove1:e. Si ritiene poi che l'ingerenza diretla dei capi nelle attribuzioni degli infel'iori ha per primo effello di diminuire anzichè promuovere in questi lo zelo e l'interesse pel s'er..vizio, pregiudicando l'indipendenza di · ·spirito e lo sviluppo dell'individualità, che si rile11gono indispensabili per formare buoni uffiziali. La necessità dell'importa-nza di questi principii è · cosi sentita. che è espressamepte affidato ai generali l'incarico di vegliare a che i superiori non tolgano agli inferiori quella· parte di iniziativa che loro spetta. I maggiori e colonnelli, dispensati così dalle cure di dellaglio, hanno camp@ di perfezionarsi nell'eser-cizio delle più estese attribuzioni della loro carica. Mi sono forse troppo dilungato su questa iniziativa las_ciata agli inferioni, ma essendo essa un tra'uo ca-ra.tt(>ristico dell'esercito prussiano ho creduto necessario di metterla bene in rilievo. I camb i di presidio riescono quasi sconosciuti in Prussiu, e rarissimi vi sono i servizi di pubblica sicurezza, perciò l'andamento delle istruzioni è regolarissimo, e d'altra parte essendosi ridotte le materialità del serviz}o di quartiere al puro indispensabile, ne viene che · il totale del tempo nel quale il soldato può attendere alle istruzioni durante la sua permanenza sotto le bandiere, A molto maggiore di quello che a prima vista si potrebbe ritenere quando si avesse solo presente la -breve durata del .servizio attivo particolare alla Prussia. L'istruzione della fanteria comprende le seguenti materie:

81 4° Istruzioni rverbali sui 'doveri del soldato, storia

<'ileil reggimento, ecc. 2° Esel'cizi. 3° Tiro pratico e istruzioni verbali teoriche relative .. 4° Manovre e ser".izio di campagna pratico, istruzioni verbali teoriche relative. 5° Ginnastica. 6° Scherma della baionetta. Sonovi poi delle istruzioni ohe si fanno s0io ad un limitato m!1.mero di uomini per ogni corpq cioè: · 0 ~ Nuoto. 2° Servizio di pionieri. 3° Servizio dell'artiglieria da piazza. 4° Scuola del condurre carri. 5° Servizio di ferrovia. . 6° Serizio di telegrafi. In via . l'.\ormale le reclute arrivano a:l corpo dopo · il 1° ottobre· (,1 ), epoca in cui comincia l'anno militare. Quest0 è Ti partito in un certo numero di periodi i quali sono presso a poco uguali in tutti i corpi d'armata. !l primo periodo si .estende dal principio dell'anno miiitare sin0 alla metà di febbraio ed è dedicato all'istruzione delle reclute; in ogni compagnia havvi un uffiziale incaricato con alcuni soH'ùffizialì di questo servizio. Nel mattino le reclute sono esercitate per e ore nella scuola del soldato, dopo mezzogiorno ne hanno un'altra ora, oui fa seguito un'ora di ginnastica. Si attribuisce molla importanza a questo esercizio il qµ:ale è specialmente necessario in Germania per rimediare . a:Ua naturale rigidezza di quelle popolazioni.

· ('1) Quest'anno ('1868) le reclute di fanteria furono chiamate ai corpi sçlo al ,t• gennaio per ·r agioni di economia. · ~NO XVIJ• V.OL. Il.

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Un'altra mezz'ora al giorno è dedicala ad insegnare alle reclute i principii della scuola da cacciatori, segnali di tromba, ecc. ,Alla sera è tenuta per mezz'ora un'istruzione teorica sul tiro, puntamento, ecc., e per un'ora un' istru- . zione · che chiamerei morale, sullo stato militare . Essa è sempre falla da un uffiziale e gli viene dato molto peso; il suo scopo si- è quello di sviluppare l'intelligenza delle reclute, d'insegnar loro do,veri del nuovo loro stato, e di 'infondere loro una certa confidenzà in se stessi aumentando le loro cognizioni. Questa istruzione non èfatta solo alle reclute rna viene impartita durante tutto l'anno anche ai soldati anziani; generalmente è il capitano stesso ~he se ne incarica per questi ultimi. Vi assistetti più volte e fui sorpreso della cura e · premura che gli uffiziali vi portano, mai non vidi l'inse; gnarnento cadere nella materialità di domande sempre uguali cui corrispondono risposte imparate a 'memoria, sistema questo pur troppo in vigore in altri eserciti. I/uffiziale prussiano, malgrado la sua superiore coltura ed educazione, non sdegna di mettersi ·al pari dell' apertura di mente dei suoi uomini, per abituarli a pensare ,e d a formulare le loro idee. Così si domanda ad un soldato di raccontare quello che ha vedulo e fatto nel tal giorno, ad un altro si chiede di descrivere le impre_ssioni che ha riportate da una · manovra a cui ha preso parte. Un mezzo molto usato per forzare gli uomini a pensare si è di abituarli a fare dei piccoli rapporti verbali, p. e., la relazione d'una sentinella agli avamposti che lia veduto il nemico, il rapporto di un soldato mandato in esplorazione ecc. Si parla molto agli uomini del rispetto ed affezione· e;:he devono al re ed . ai loro superiori, l'.irnporlanza del servizio militare e l'idea di adempire il proprio. dovere fino al sacrificio della vita sono continuamente

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. 83 magnificati ai loro occhi. S'inculcà loro eh.e l'esercito e per conseguenza i soldati costìtuìscono il solo vero fondamento su cui riposano il bene e la grandezza del re e della paCria. La potenza e l'eccellente organizzazione dell'esercito prussiano sono sempre vantate. Alcuni cenni sulla storia dell' esercito prussiano in generale e su quella del reggimento in particolare sono di tanto in tanto inserte nell'insegnamento. Non si omette pure di citare con lode i nomi dei soldati del reggimento che più si distinsero nelle ultime guerre, ecc. (1). Si dà tanca importanza a questa istruzione che è proibita di farla la sera troppo tardi, oppure subito dopo una lunga fatica, onde gli uomini possano sempre prestarvi la voluta attenzi6ne. Mi sono forse troppo dilungato anche su quesio argomento, ma ho voluto chiamare l'attenzione su di un'istruzione che servi.efficacemente a promuovere e svilupp are nell'esercito prussiano quelle qualità morali ed in parte quell'inte-lligenza di cui la campagrn,1. del 1866 ha mostrato <il valore. Tale risultato è degno di rimarco, perocchè se dal lato delle qualità morali essQ fu preparato e facilitato dall'indole e dalla educazione di quelle popolazioni, dal lato che riguarda lo sviluppo dell'intelligenza nei soldati è in non piccola parte dovuto alla pazienza e perseveranza degli uffiziali. Tutte le altre istruzioni sono fatte alle reclute dai sott'uffiziali sotto la sorveglianza dell'uffiziale a ciò desLiùato. I soldati anziani durante il periodo ora accennato sono specialmente occupati nel fornire -il servizio di

(1) Contribuiscono non poco ~ tener vivo lo spirito militare quelle storie parziali dei singoli reggimenti che si pubblicano drntro inizia· tìva dei rispettivi comandanti di corpo. ·


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piazza, quanto ad ·istruzioni hanno tutti i giorni scuola del soldato, oppure quella che corrisponde allll nostra scuola di pelottone. Inoltre hanno un'ora di scuola di ginnas tica tutti i giorni, ed a giorni alternati poi un'ora cli istruzione sui doveFi del soldato, oppure sulla teoria del tira e puntamento. Tutte le istruzioni, meno le due ultime accennate, sono fatte dai soll'ufflziali sollo la sorveglianza dell'ufr fiziale di ciò incaricato. In generale non vi sono mai piÌl di due uffiziali suballerni a far servizio per ogni compagnia, uno si occupa dell'istruzione delle reclute, l'altro di quella dei soldati anziani. È poi massima generale che spettano ai sott'uffiziali tutte quelle istruzioni nelle quali non vi ha che questione di memoria, mentre toccano agli uffiziali tutte quelle in cui tratlasi di agire sullo spirito o sul cuore degli uomini. È pure regola generale che quando vi sono più di venti uomi~i riuniti per un'istruzione fatta dai s,o tt'uffiziali, vi deve sempre essere presente un uffiziale .per la sorveglianza. Non vi so·no norme fisse circa il metodo d'istruzione. I .regofarnenti ed ordinanze sono larghissimi a questo riguardo, .limitandosi es~i ad indicare lo seopo da l'aggi:u,ngersi, e Iaseian<lo :piena libertà·nella scelta dei mezzi. Ciò ha dato origine alla compilazione di molle ·istruzioni particolari. Ogni capitano stabilisce il sistema che .'m ol seguire e.d i libri di testo che vuol adoperare. Gelil.e:raimente si 'preferisc0no il Dossol,il ed il W·alder.s,e e. Gli uffiziali subalterni sono tenuti a dare, pel· q1:w.nto lor-0 spetta, all'ist-r;u,zione l'indi,rizzo v-0Luto dal eapi.tano. Essi però non lasciano dal godere una certa latitudine nel modo in cui dovranno insegnare e ciascuno formasi in proposito il suo particolare programma. ~o assistito quept'estate alfa ripetizione .d~gli esercizi di dettaglio. s.cuola del .soldato, ecc, lfflp,ossibUe di vedere qualche cosa di f)ÌlÌl esatto e m,iimnlzfoso: gJì

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ti.omini sono ridotti allo stato di automi. Solo il soldato prussiano é capace di sopport1re si"mile prova. Gli uffìziali dicono che l'esigere la scrupolosa esat,.. tezza di esecuzione in tutti i movimenti è un eccellente mezzo onde abituare gli uomini a mettere in opera tutte le loro forze fisiche e morali per adempire alla volontà dei superiori. Ques(o può esser vero in Prussia, ma altrove sarebbe impossibile ottenere uno sforzo così continuato. Per indicare la natura paziente del soldato prussiano, basta il fatto che nel 11866, oLto giorni dopo il ritorno trionfa.le delle truppe in Berlino, si ricominciò nei corpi la scuola di dettaglio colla salila precisione e rigidezza, e gli uomini, malgrado che da più rnesi fossero abiluati all'abbandono della vita di campago'a, vi si adattarono subito colla massima tranquillità, come se, invece dall'aver vinto a Sadowa, tornassero da una lunga licenza. Alla metà di febbraio le reclute devono aver compita la loro istruzione. Esse sono minutamente ispezionate dai maggi()ri e dal colonnello, ed i comandanti di compagnia, nonchè gli uffiziali subalterni che le hé\Dr'lo istrutte, ricevono lode o biasimò a seconda · del risultato. Il ·2° periodo dura dalla metà di febbraio alla metà di marzo, ed è specialmente destinato alla scuola di compagnia. Le reclute sono passate al batlaglione e montano la guardia come gl i altri soldati. Si hanno in generale due ore di esercizio al rnattin.o, quindi nel pomeriggio un'ora di ginnastica ed un'altra d'istruzione sui doveri del soldato, o sul servizio di campagna, ecc. Alla sera è tenuta un'altra istruzione cli cui il soggetto varia, , tiro, punlamento, servizio di piazza , ecc. Alla fine del periodo :Je compagnie sono presentate dai capitani al colonnello, coll'intervento del generale di brigata.


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.. L'ispezione è lunga, minuta e seve-ra. La libertà di a-zione di cui i capitani godono è ben compensala dal rigore con cui il loro operato vien giudicato. In questo tempo ogni baltaglione comanda, per un mese, un sott'uffiziale ed un soldato presso l'artiglieria da campagna, onde imparare il modo di caricare e condurre i carri da munizioni. . Dalla .metà di marzo all'ultima setlimana d' aprlle ha luogo il 3° periodo il quale è specialmente dechcato alla scuola di battaglione. Ogni mattina si fanno tre ore di esercizi. Dopo mezzogiorno continua sempre.I.a solita lezione di ginnastica della durata di un'ora, cui fa seguito un' altra ora di istruiione verbale sia sui doveri del soldato, sia sulla teoria del tiro, sia sul servizio di campagna, oppure si fa scuola cli puntamento. In questo periodo una volta per settimana le compagnie vanno in campagna ad esegmre la scuola da cacciatori applicata al terreno, la scùola pr·atica di avamposti, ecc. Non di rado le compagnie agiscono l'una contro· l'altra sotto la direzione del com<tndante del battaglione. Jn Prussia si è molto portati a fare operare in tutte le istruzioni di campagna utia truppa contro l'altra, si trova che questo sistema eccita maggiormente l'attenzione e l'interesse, ed im1)cdisce di formarsi delle idee troppo false su quello che . avviene alla guerra. Ben inteso .che in questr, piccole manovre come nelle grandi, non vi è nulla di concertato prima, ed ognuno è obbligato 'ad agire dietro il proprio criterio. Alla fine del periodo ha luogo la presentazione del battaglione al generale di brigata cd al gerwale di divisione, nei reggimenti della guardia alle volte vi interviene anche il re. L'istruzione che il maggiore ha saputo dare al suo battaglione è verificata colla solita severità. Durante i primi periodi si attivano le scuole reggi-

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. mentali in cm s1 insegna la grammatica, l'aritmetica, gli elementi di storia, ~i geografia, ecc. 'Vi sono tre classi: nelle due prime entrnno quei soldati che aspiÌ·ando alla carriera di sott' uffìziale deside11ano di aumentare le loro cognizioni, nella terza sono mandati d'obbligo gli analfabeti. La fine d'aprile e la prima metà di maggio costitlìiscono il J,° périodo, di cui Ja scuola ~i reggimento forma l'oggetto principale. Al mattino si va in p.iazza d'armi per due ore. Nel pomeriggio un'ora è ded icata alla scuola di ginnastica ed alla scherma della baionetta, un'a.ltr'ora è pure destinata a ripetere la scuola del soldato. Una o due volte . per settimana il reggimento si reca ·nelle vicinanze di Berlino ad esercitarsi nel :servizio cli c~mpagna, scuola da cacciatori applicala al terreno, ecc. I battaglioni agiscono l'uno contro l'altro. .Le esercitazioni cli 1brigata sono lo scopo del 5° periodo, il quale dura fino al principi.o di giugno. Al mattino le truppe vanno in piazza d'armi. Il pomerigg10 è impiegato come nel periodo precedente. Nelle piccole gùarnigioni dove . non si può riunire un' intiera brigata o neppure un reggimento, si rimandano le esercitazioni di reggimento e brigala alla fine d'agosto quando le truppe si conccrntrano per le grandi manovre .autunnali. Al principio di giugno ha luogo la presentazione della brigata al comandante del corpo d'armata . nei corpi provinciali, ed al re in quello della guardia. Con ciò vengono chiuse le esercitazioni di piazza d'armi. 1 Conviene qui rimarcare come quest'istruzione è ben regolata. Non si tratta già di lunghe e noiose r ipetizioni fatte senza scopo prefisso in mezzo alla generale svogliatezza come cosa puramente d'obbligo, ma bensì invece ogni periodo presenta una meta ben determinata che si deve raggiungere; l'amor proprio e l'interesse dei capi sono cominuamente messi in giuoco


88 e l'azione di queste potentissime leve viene usufruita per intiero a vantaggio del servizio. La cura e precisione o meglio pedanteria con cui s~ es~guiscono in Prussia le ,esercitazioni . di piazza d arm1 sono abbastanza note. E impossibile di vedere q?alche cosa . di più esatto e regolare degli esercizi d1 un battaglione prussiano. La maggioranza degli ufficiali considerano questa precisione, spinta all'ultimo limite conseguibile, come una tradizione particolare al loro esercito, che devesi conse1:vare, e la ritengano poi indispensabile per abituare 1 soldati alla disciplina. A nessuno viene in mente c!1e essa possa servire a qnalche cosa alla guerra, ma s1 crede che quello sforzo morale e materiale che es.sa esige, serve ad inculcare nella tntppa iJ principio che quando una cosa è comandata la si deve eseguire per intiero fino allo scrupolo, a costo di qualunque fatica o disagio. Qùesta_ soverc~1ia precisione è dunque un mezzo per formare 1 soldati e non già uno scopo. Alcuni uffiziali di un reggimento della guardia mi raccontavano che alla guerra ebbero occ'asione di constatarne l'utilità. ~no dei loro battagli~ni dopo una marcia lunga e fattc~s~ che sembrava aver completamente slìniti gli u_o~mm, .dovette ancora andare ad occupare una pos1z1.one. Bastarono poche battute di tamburo nella caden_za del passo d'esercizio perché si risvegliasse in tutti quella specie di seconda natura contratta nelle esercitazioni di pace, · ed il haltaglione marciò avanti come s~ appena allora fosse sortito dalla caserma. Si attribuisce pure un certo valore alle esercitazioni di brigata sulla piazza d'armi, ritenendosi che servon~ egregia_mente per far acquistare agli uffiziali superiori ~d al~r1 1;1P certo colpo d'occhio. Si crede che quel1~ffiz1ale Il quale sappia ìu queste esercitazioni afferrare

89 subito l'idea del generale e manovrare in conseguenza, dà prova di prontezza d'intelligenza, di facilità di eoneezione e di sangue freddo, qualità tutte più che necessarie alla guerra. Il 6° periodo comprende i mesi di giugno e luglio; e§ è specialmente destinato al tiro al bersaglio, alla scuola da cacciatori applicata al terreno ed al servizio pratico di campagna, cioè marcie, avamposti, rièognizioni, occupazioni di posizionis attacchi e difesa di località, modo di accampare, combattimenti di dettaglio, ecc . Il servizio pratico di campagna ha luogo in media tre volte per settim;ma, ed è fatto per battaglione o per reggimento. Si dedica una cura particolare alla scuola da cacciatori applicata al terreno, la quale ven ne cominciata nei periodi precedenti, vi, si istruiscono gli uomini isolatamen(e nel modo cli nascondersi per tirare, di valersi degli ostacoli del terreno per avanzarsi al coperto, ecc., quindi viene ripctula la cosa ,per sezioni, avendosi specialmente, di mira d i formare dei buoni capi sezione. Si dà a ciò grande importanza perchè la sezione o gruppo è l'elemento principale su eui riposa la manovra in ordine sparso. Si passa quindi all'esercitazione del pelottone e della compagnia • nella stessa scuola. I1) questi mesi ha pur luogo la scuola di nuoto per quelli che la desiderano, ed ogni po meriggio continua per tulli la solita ginnasLica, cui qualche volta vien·e sostituita la scuola del soldato con armi o la scherma della baìonetta. Nel 6° periodo le truppe si esercitano pure ad imbarcarsi e sbarcai:e da un treno di ' ferrovia. È pure in questo tempo che i corpi mandano due sott'uffiziali per battaglione ad apprendere il servizio ferroviario nelle stazioni . principali.


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9,1

Dal 1° giugno alla · metà di luglio sono comandati dai corpi di fante1-ia 1.m uffiziale, nonchè due so tt'uf:.. fiziali per baUaglione presso i battaglioni di pionieri onde imparare il servizio cli campagna da pioniere (riparazione di strade, costruzione cli ponti, di piccole opere campali, ·ecc.) . Questo personale una vo1ta ritornato al corpo.istruisce nel deUo servizio gli uomini muniti di utensili da zappa, che trovansi nelle compagnie. Il 7° periodo ~omprende le manovre di distaccamènto delle tre armi combinate, nonehè il tiro d'esame. Comincia al principio El'agosto e termina prima del . 20 di detto · mese. · .. . Le manovre di dist~ccarnento hann,o per -iscopo particolarmente di abituare gli uffi.ziali' superiori a maneggiare le truppe delle varie armi, ed a manovrare cona sola scorta del proprio criterio, condizioni che si cerca di rendere più uguali che · sia possibile a quelle della guerra. · Ecco corne ho vedur:o pl'ocedere ques te manovre a _'Berlino. · Tutte le truppe sono dichiarate come in stato d i· guerra. I generali' di divisione che hanno direzione delle manovre prepar;ano un piano generale di operazioni da eseguirsi nei dintorni della capitale da due corpi avversari manovranti l'uno contro l'aHro, fatto in _modo che possa suddiv{dersi in un seguito di operazioni parziali. In ognuno di queste l'attacco e la difesa sono assegnati a dislaccar'nenti la cui forza varia da 1 battaglione, 4 squadrone e due pezzi, a 5 battaglioni, 11O squadroni e 3 batterie, a seconda dell'importanza dell'operazione che hanno da eseguire ( 1).

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1

1

(1) Tutte ' le truppe della medesima divisione durante la s~ttimana nella qua!Cl hanno luogo queste maÙovre prendono parte almeno a 3 operazioni parziali.

Colla stessa regola viene destinato l'uffìziale superiore che deve avere il comando, combinandosi le cose in modo che a tutti' i colonnelli, luogotenenti colonnèlli e maggiori nnziani locchi un'operazione da dirigere. Comandanti e 1ruppa sono designali solo al momento della partenza, la quale alle volte avviene anche <li notte. Ai capi dei dislaccamenLi vrnne comunicato il tema particolare (detto in Prussia idea speciale) che dovranno risolvere, redatto in poche linee, e del piano generale viene po1:tato a loro cognizione solo quel tanto che basta (detto idea generale) per spiegare lo scopo clel1' operazione parziale che dovranno e::scguire. A lor volta i comandnnti di distaccamento prim a di iniziare le operazioni radunano tutli gli uffiziali, danno loro lettura degli ordini I ricevuli e spiegano il modo - in cui intendono di sciogliere il tema ricevulo. Si dà molt~ importanza a che Lutti gli uffiziali siano ben informati dello scopo che si vuol raggiungere in ogni singola operazione ( 1). • La forza e composizione nonchè il tema speciale dell'avversario, sono gelosamente tenuti nascosti alle due parti. Non rimane ui comandanli altro mezzo per procurarsi qualche notizia· in propos ito, se_ non_ l_e ricognizioni della cavalleria posta a loro chsposmone. Ciò è causa che le mosse si prolungano di _molto ed alle volte gran parte della giornata è impiegata in vicendevoli ricognizioni prima di venire allo scontro. Non di rado avviene che le operazioni occorrenti pel scioglimento dei singoli terni ii.chiedono più <li un giorno di tempo, nèl qual caso le lruppe sono acca~tonate o serenano nel luogo ove si trovano', come se fossero in guerra. Naturalmente tale località non pot~ndo es1

(~) Tutti , gli · uffiziali sono muniti della carta a grande scala dei dintorni di Ilerlioo.


93 92 sere conosciuta prima dai corpi, il servizio viveri viene esso pure a parlecipar~ delle incerlezze del tempo di guerra. I bivacchi od accantonamenti sono sernpre coperti con avamposti. Questo servizio· é benissimo inteso, di giorno l'occorrente sorveglianza ed esplorazione sono esercilale dalla cavalleria leggiera, la quale entra sempre in forti proporzioni nelle truppe destinale agli avamposti. Si fa pochissimo uso di posti fissi ma moltissimo invece di piccole pauuglie spinte a grande distanza in tutti i sensi. La fanteria di giorno non é impiegata agli avamposti che sotlo forma di sostegni collocati sulle principali comunicazioni. Di notte, ed anche di giorno nei boschi, la cavalleria si ritira indietro e la fanteria è spinta più avanti. In ogni caso questa si limita ad occupare con post.i di maggiore o minore forza le varie comunicazioni da cui può venire il nemico . Le sen tinelle son0 pochissime e collocate sulle strade o sui punti dai quali meglio si scorge il terreno circostante, per contro esse sono tutte doppie, ritenendosi che gli uomini sono cosi meno accessibili al timore, e si evitano con ciò i fals i allarmi. Di cordone continuo di sentinelle non v'ha idea. Gli uffiziali si dànno molla premura di spiegare alle senLinelle la località ove si Lrovano, indicando loro la direzione in cui conducono le strade o sentieri vicini, nonchè i nomi dei villaggi circostanti. I soldati devono pur conoscere l'ubicazione e composizione dei posti laterali. Tutto questo é severamente verificato dai superiori, ed ho assistito pi ù volte a severi rimproveri inflilli ad uffiziali i cui uomini non erano completamenle al corrente di tali nozioni. Non di rado uno dei due distaccamenti manda ad allarmare gli avamposti dell'allro, tanto di giorno quanto di notte. Alle volte si tentano pure delle sorprese .

Jn complesso il sistema prussiano d'avampo~ti è benissimo inteso, e specialmente mi fermò l'allenz1one il modo intellio-ente in cui vi si combina l'azione della. fanteria per I; sicurezza, con quello della cavalleria per le esplorazioni (1). Con:iene p_erò s??giu~gere_ che la natura del suolo in quei paesi fac1hta d nssa1 la sorveglianza e l'esplorazione del te~reno, c~m~ pure che l'esercito prussiano ha truppe d1 cavalleria m proporzioni maggiori di qualsiasi altra potenza. I O'enerali di divisione alla fine di ogni operazion_e parziale radunano gli uffiziali montat~ delle d~e ~arti, riassumono quanto si è fatto _nel_Ia g:ornat~, m:1tano i varii capi ad esporre le rag1om dei. mov11ne?l1 operati, verificano e dilucidano i punti che rima~er~ dubbi e finalmente biasimano o lodano le operaziom a sec~nda del caso, decidendo poi quale delle due parti ha sci.olle con successo il tema statogli prefisso. Alla conclusione della manovra ha luogo un rapporto generale in cui viene esamina.lo e giudicato l'assieme dì tutte le operazioni. , L'interesse che si prende a queste manovre e talmente ()'rande che intervengono a quelle del corpo della ~ardia quasi tutti i numt>rosi generali ed uffiziali s~periori residenti in Berlino, e sono argoment~ di frequenti discussioni. Deb~o con~ta~ar_e a lo_de, degli uffiziali prussiani che queste d1scuss1om, m ?Ul l_ amor proprio può tanto facilmente .~ss~r pos~o rn gmoc~, non dànno mai origine a sem dissapori. Onde dec1(4) Nelle ricognizioni di iIJJport:mza minore e nel servizio ~i avam_posti si usa molto di mandare rapporti v~rbali per mez.1.0 di_ s~ld3t•· Fui stupito del modo intelligente in cui generalm~nte gh uom1~ 1 com.. piono tal& incarico. A mio credere ciò non prov1_ene da. svegl'.atezza naturale dei soldati, ma bensl dalla cura con eu1 sono 1strutt1.


94 dere .sul luogo · di quelle quistioni che nelle manovre non è poss ibile risolvere coi mezzi che è lecito adoperare in tempo di pace, sono destinati . dei giudici di campo. Nelle manovre di distaccamento sono giudici di campo i colonnelli dei reggi menti della medesima divisione che non prendono parte all'operazione parziale. L'utilità delle manovro di distaccamento è grandissima, perocchè mettono i capi ii1 posizioni tali da dar agio di giudicare con sicurezza della loro intellio-enza . l o e nso u{ezza, ed avvezzano le truppe a far fronte alle eventualità meno aspettate. Si fa grandissima ·attenzione alle disposizioni. che prendono i comandanti prima e dopo il combattimei;ito, mentre si osserva meno l'operato delle truppe durante lo scontro stesso ritenendosi impossibile di non cadere in inverosi mi~ glìanze, visto che il fuoco manca de'l voluto effetto e non potendosi giudicare dell'esito, se non dal numer.o delle unità che le due parti han no saputo portare sul punto decisivo. Non mancano uffiziali i quali appunto per questo vorrebbe ro che il combattimento cessasse appena co mpletamente impegnato, tr0vando poi anche pericoloso l'abitu,a re )e truppe a cedere di fronte alla superiorità numerica. La precisione dei movimenti e la pedanteria della piazza d'armi sono completamente bandite in queste manovre; vedendo la scioltezza e la prontezza . delle mosse della truppa, come anche la libertà d'azione e l'iniziativa di tutti i capi, non si riesce a persuadersi e.i' avere davanti agli occhi quelle truppe che nelle esercitazioni di piazza d'armi offrono l'ideale della· ... \ rigidezza. · Nelle manovre oradette si dedica molta cura allo ~viluppo dell'iniziativa individuale dei comandanti subalterni_. ~osì l'ah iglieria e la cavalleria agiscono con· molta rnd1pendenza. Il capitano di uno squadrone·

.,

95. sta-ccato riceverebbe serii rimproveri e perderebbe molto nell'opinione dei compagni, se lasciasse passare l'occasione opportuna. per caricare, solo perché non ne avesse l'ordine. Così avverrebbe di un comandante di batteria che' esit8;SSe a cominciare il fuoco o cambiare di posizione secondo il bisogno. I battaglioni e le compagnie agiscono pure con somma indipendenza. In Prussia manca totalmente in queste occasioni il perpetuo andirivieni di uffiziali a cavallo che si osserva in altri eserciti, dove l'iniziativa r isiede solo nel comandante in capo.

1'8° ed ultimo periodo dura dal io agosto fino presso a poco alla metà di settembre. Questo è il tempo specialmente destinato alle grandi manovre . I reggimenti ehe sono d'ordinario distaccati in più presidii, si riuniscono per manovrare per ,i. o 5 giorni, quindi, ove è necessario, si riuniscono le brigate per farne altrettanto. Al principio di settembre le divisioni si concentrano ed eseguiscono 2 o 3 manovre tattiche colle tre armi riunite. Hanno. quindi luogo fazioni camp~li, le c_ui peoporzioni e durata dipendono dai fondi che si hanno disponibili per questo scopo, Alle volte le due divisioni del corpo d'armata operano l'una contro l'altra p,er 3 o ,i. giorni, altre volte le fazioni durano 1O o 12 giorni; ogni due o tre anni si concentrano due corpi · d'armata, i quali imprendono l'uno contro l'altro una r egolare campagna della durata di 3 settimane circa. Tutte queste manovre sono la ripetiztone su scala maggiore di quelle di distaccamento. Si mette la .massima cura a che possano avvicinarsi il più possibile a quello -che avvienè alla guerra. . · Di azioni concentrate prima non v'ha neppure idea, anzi si ritengono dannosissime ed atte .solo a rendere pedanti e materiali de.Ile operazi9ni che · hanno


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appunto per iscopo di promuovere e sviluppare l'intelli?cnza e la. pr.ontezza. di risol~zione in .tutti i capi (1). 81 cerca po1 d1 cambiare ogm anno d1 località onde il terreno possa riuscire sempre nuovo alle truppe (~). I campi permanenti sono precisamente_ per questo poco in favore in Prussia. Le manovre d'autunno dànno anche il mezzo di abituare le truppe alle marce. Le compagnie cli fanteria nelle manovre campali contano una forza di circa 70 a 80 uomini in rango gli squadroni hanno !-0 a 45 file. ' Ciò che mi ha maggiormente colpito tanto in queste manovre come in tutte le altre esercitazioni etl istruzioni cui ,ho assistito, si è il vedere come si risparmino le forze del soldato e non si perduri in ogni cosa che quel tanto che basta per conseguire lo scopo che si voleva raggiungere. Un insistere maggiormente su di un' istruzione od esercituzione già abbastanza bene conosciuta od eseguita, è considerato dannoso tanto per la perdita di tempo ulile che cagiona, come per la noia e svogliatezza che può far nascere nella truppa, nel mentre per contro si tiene che tutto sia fatto colla massima energia ciò che è solo possibile quando uffiziàli e soldati vedano avanti a loro uno scopo ben definito da raggiungere. Così pure non ho mai rilevato quella febbrile premura di fare molte cose in poco tempo, col solo in-

(f) Un ufficiale russo che aveva prima servito in Prussia mi diceva aver l'esercito prussiano fatto dei progressi immensi in queste manovre dai suoi tempi (4853) in poi. (2) Onde portare a conoscenza di tutti gli uflìziali Io scopo delle ,ingole operazioni ,•iene litog~afato e distribuito ai corpi il tema generale, ed ogni giorno è dispensato ai corpi il tema speciale per la giornata. Così anche si concede agli uffiziali a prezzo molto ridotto la carta topografica a g!ande scala delle località ove si manovra.

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tento di poter dire che si sono esegu ite,. sem~ punto darsi pensiero del vero scopo pel quale l'1struz1ooe od escrC'itazione fu stabilitt1, che è forza. constatare nltrove. Le operazioni ne lle manovtc di <listaccamenLo e nelle fazioni campali· non durano mai più di 5 o 6 o.re al giorno, o quanto meno dopo ci.nel tempo son.o 1~lerrotle da una luno·a pansa. Ogm due o tre g1orm le un giorno inticro ~i ri_Po:o, .ciò eh~ truppe hanno pure avviene nel periodo delle eserc1taz1oni d1 reggimento o briO'ata in piazza d'armi . Nell'invernt>o e primavera le ore giorna.liere d'istruzione non superano le 5 o 6, questo è 11 tempo r.h: gli uffiziali subalterni sono ;,1~ituulrnen~e- occu~al1. I capitani poi finiscono per rimaner~ 1n quartier~ tutto il giorno. L,e attribmi~ni e doveri lor.o sono cosi estesi e faticosi che si ritiene non poterc·ur generale un uffizi.i.le rim.incre più di 6 o 7 anni in quel grado senza com inciare a logorarsi . Alla conclusione dell'ultimo periodo viene con_gedat~ Ja cluss<.> anziana e fino all'arrivo delle rc·clute 1 corpt godono di completo riposo .. In. questo tc.mp? gli uffi: ziali subaltern i sono eserc1lat1 nello scwghmento dt temi pratici Questi consistono in piccole ricognizioni, attacchi di una. data località, ccc. ; yj agiscono sP.m pre due distaccarneuti l'uno contro l'altro. I due comandanti non sanno nulla nè della forza, nè delle intenzioni dell'avversario, e non hanno per agire altra guida se non il proprio criterio. . . li tema è stabilito dal comandante il battaglione ed è consegnato aali interessati la sera pri ma , in 0 moòo che le due parti posso.no sapere nulla l'una dell'altra. Finita l'operazione gli uffiziali ne compilano il rapporto corredato da uno s:hizzo. . . Alla fìne di settembre I magg1or1 assegnano pure

poi

A.Nl'iO

.,

xvu, VoL.

11•

7


98 ,I · ad ogni ufficiale subalterno del foro 'battaglione un , tema scritto su quisLioni mili tari. . Questi tem.i devono esser ultimati p~l mese di gennaio e per via gerarchica vengono poi trasmessi al comando di divisione. _Chiudo queste note coll'osservare che in Prussia si · parla molto nel corso delle istruzioni. I colonnelli tengono dei lunghi discorsi ai maggiori, questi ai capitani, i quali a lor volta fanno delle non brevi parlale alle loro compagnie . Questo sistema che in allri paesi può forse essere dif~ttoso non lo è gil~ in Prussia. Non trattasi qui di discutere gli ordini, ma bensì di. spiegarne lo spirito e lo scopo . t proprio del carattere tedesco, e specialmente del prussiano, il voler andar a fondo di tutto, e lo sviluppare ogni argomento fino nel suo ullimo det-

ug~.

.

S.i tiene rnolt.o in ogni cosa a saper la ragione di quello che si fa, dimodochè quelle lunghe dissertaiioni che in altri eserciti desterebbero poco interesse nei soldati, sono invece ascollate in Prussia dalla truppa con T'eligiosa attenzione.

RINALDO TA.VEUNA CapUan.o di staio maggiore, Ufficiale d'ordinan,i-a di s. A.. n. il Principe di Pi~monte.

,.

NOTE

SUL SERVIZIO DELLA CAVALLERIA IN CAMPAGNA ci;

Servizio della cavalleria addetta alle divisioni e ai corpi d'esercito. Nel riparto della cavalleria, abbi.a mo assegnato ad ogni divisione un reggimento: passeremo ora ad esaminare il suo còmpito . Nella di visi_o ne la tattica consiste nell'intelligente impiego delle tre al'mi', queste devono aiutarsi e sosteriersi scambievolmente, ed anzi l'una preparare il ter· reno all'altra, in tal modo che si possa. raggiungere l'intento prefisso. La cavalleria divisionale ha_quindi un impiego più modesto dell' a!Lra, i suoi fatti, che pure possono coprire di gloria gli autori, non saranno conosciuti se non da chi studia i dettagli dei combattimenti, ma ciascuno deve contribuir e con tutte le sue forze al

11) Ycdi Rivista Militare, dispensa del gennaio ~87i.


400 buon esiLo delfo guerra e dev'essere pago di compiere il suo dovere nella miglior maniera. che gli consentono i proprii mezzi . Epperò innumerevoli servizi rende1·anno ques:i cav,alieri alle proprie di visioni, purchè siano istruiti a dovere in quanto da loro sj richiede. t cominciando dalle màrcie, nno sq uadrone o due del reggimen to .aùdetto alla divisione dovranno marciare in tes ta all'avanguardia, coll'incarico, ben inteso, di esplor are la .s trada che sì percorro , avanti o a destra o sinistra sui fianchi. Qui non serve il r ipetere quanto si è g ià detto dover fare la cavalleria essendo di nsunguardia: arrivando in presenza del nemico dev'essere in caso di saper fornire al comanclanle l'avanguardia i dettagli più ampi che sia possibile circa le posizioni ed H numero del nem.ico. A prinHt vista scorgesi adunque l'importanza di questo servizio. TPrussiani nel 1866 e nel 70 fecero un impiego larghissimo delle avanguardie di divisione: erano desse che iniziavano sempre il combattimento, talvolta ancora a gl'and i di stanze dal grosso della propria trupp:a. Chiaro risulta il bisogno cho ha il comandante dell'anliguar.do d'avere queste nolizie, senza le quali non glì è possibile pI'endere alcuna determinazione; dal servizio ben fatto adunque di questi cavalieri spinti avanti dipendono le buone o catti".e disposizioni che può prendere il generale dell' avanguardia, le quali disposizioni, poi.chè si riferiscono non solo alle truppe eh~ ha sotto mano, ma a tutte quelle che giungeranno poi in lin ea, non possono a meno di essel:e della massima influenza per tutto il combattimento. Nelle rnarcie pure (qualche squadrone può essere distaccato su di un fianco, onde tenere il collegamento con allI'e truppe che marcino su strade parallele·. a quella che percorre 1a propria colonna, finalmente

{O{

il reggimento intero 'potrebbe anche essere incompenzat.o , se havvi . urgenza, di occupare qualche punto in avanti èhe si abbia tema venga occupato dal nemico . Certo , l'occupazione d'un posto importante per parte della cavalleria , u n ponte, una gola, ecc., specialmence se non è sostenuta dh alcuna frazione <li .fanteria, non è cosa seria: servirà però sempre a guadagnar tempo , e, poichè questo è uno dei primi .fattori di guerra, si vedo subito qual r isultato se ne potrà di spesso ricavare. - Ho accennato a due o ,tre casi cui potca essere impiegato questo reggimento; sir,uramente potrà essere i.rnpiegato in altro modo; io credo però sia questo quanto ha da ope1·are di più importante. Ed ora venil-1.mo al combattimento. -:- Io prendo a trattare un caso solo, perchè sarebbe troppo lungo il considerare i varj casi che ponno succedere, e prendo ·quello di una hattaglja , in cmi la divisione è inquadrata nel suo corpo d' esercito . Comincio col non ammettere, che quBsto reggimento · dipenda intien1.mente dal gcmer:ale <li di vis ione : se è formalo su 6 squadroni ammetto che la metà possa · essere collocala un poco indietro e dipenda dal colonnello comandante il reggimento, .il quale può stare presso il generale di di- . visione pronto a i suoi cenni, gli altri Lre squadron i per lo meno vorrei fossero addetti, squ_a drone per squadrone, ai vari reggimenti d i fanteria sollo l'esclusivo comando dei propri capitani , i quali potrebbero bensì indettarsi coi nuovi superiori del momento, su quanto si va ad_inLraprendere, ma poi dovrebbero essere interamente lasciati liberi onde possano agire di propria iniziativa; e perfino qualche plotone dovrebbe essere di·staccalo presso qualche <.:.ompagnia con questo sistema, ed io credo se ne avrebbero buonissimi risultati. Una delle prime cure dei comandami di squadrone


..402 sarà la scelta del posto ove · collocare i propri soldati; questi devono essere vicini alla prima linea., ~nde sia :io pronti_ ad agise immediatamente a sostegno çlella. propria fanteria, e nello stesso tempo, onde non servano di facile bersaglio al nemico·, devono essere tenuti al coperto, epperò. è" du:opo cercare un muro, una piega di terreno qualunque, un ostacolo insomma ehe cuopra lo squadrone e non resti in vista . Difficile è pure il fissare a pr·iori, che cosa devono fare questi squadroni per sostenere la loro fante1:ia : certo la dovranno aiutare con cariche impetuose, e fai.Le nel giusto momento; epperò credo non dovranno mai caricare di fronte la fanteria nemica, e tanto meno quando sia in posizione; ma specialmente nel caso che questa avanzi, nel mentre lascieranno ~he i propri fantaccini resistano di fronte, devono ce1·care di av-volgerne i fianchi e caricarla alle spalle. E qui è il luogo di ricordare che tra i potenti mezzi èlella cavalleria havvi la dimostrazione: la semplice comparsa di pochi cavalieri sul fianco od alle spalle di fanteria, che avanzi basta per ferrnare il suo movimento. Nel caso sia la nostra fanteria che marci in avanli, se si · riesce a far iudietreggiare il nemico è ovvio l'accennare che non havvi .miglior momento per caricare .Sonvi però altri servizi cui può essere chiamata la cavalleria divisionale; così pptrà essere impiegata per impadronirsi di qualche batteria , che dia troppa molestia alle nostre truppe, e fin almente sarà egregiamente adoperala tutte le volte che la nostra fanteria sia obbligata a ritirarsi : in allora portandosi sul fianco del nemico dovrà fare tutto il possibile per arrest?-rlo onde dar tempo ai nostri di prendete un'allr.a . posizione, e, se havvi disordine, di ripararvi. . Come si vede, il còmpito della cavalleria è importantissimo; ~pperò è assolutamente necessario che i. ca-·

.,

403 pitani abbiano manovrato già molte volte colla fanteria , onde la muggior parte dei cu:,;i che possano avvenire in guer1;a sieno loro famigliari ; anzì aggiun- . gerò, che credo sia necessario conoscere le manovre di fanteria , e da tale conoscenza se ne ricaveranno certo gral)di vantaggi. · I Prussiani, che nel 4866.ritrassero poco profitto dalla loro cavalleria nel servizio d'esplorazione, nel quale tantq si distinsero poi nella campanga del 1870-71, in tutti i combattimenti in Boemia, furono immensamente aiutali dalla cavaUeria che avevano presso le divisioni, e il buon uso combinato della fanteria colla cavalleria diede felici risultati. E per ultimo veniamo a parlare degli squadroni, o plotoni posti in 'sostegno dell'artiglieria., il che succederà di spesso . · . · Un errore che spesso si- ripete è in questo caso quello di collocarsi dietro i p'ezzi, o molto davvicino, il che _ è un altro errore al paro del primo. Non è facile il scegliere un buon posto per collocare cavalieri in sosteCTno delle batterie, ma sonvi alcuni principii che de;ono s_e rvire di guid·a come un criterio da seguirsi. La posizione scelta dev'essere sempre su di un fianco ed i éavalieri devono essere posti_dietro qualche ostacolo che serva q.i riparo contro i fuochi del nemico onde non · esporre la propria truppa a perdite inutili, / . . . , e per non essere visti. Non devono perb Pssere posti troppo _da vv1cmo'. po1ch,e nel caso di do,·E'r agire non avrebbero spaz10 sufhciente per prendere lo slancio .necessario . Il solo comancfante dev'essere collocato in guisa da poter osservare tutto quanto succede intorno alle batterie delle 'q uali è in sostegno. Non si possono dare istruzioni p.iù chiare in propositq di quelle del De .Brack . ~el s~o libro: ,folmt-postes de cavalerie legère_ : e per pm ampie


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spiegazioni rimandiamo il lettore a quel!' ottimo libro, Un'ultima ossèrvazione forò sull'aiuto che può prestare la cavalleria alla fant.eria presso la quale è destinata: ed è, che uno de' momenti opportuni per una cp.rica non è solo quello in cui si manifesti il disordine nelle schiere nemiche, ma gli ò. pure un propizio momento quello nel quale la confusione sta per p1·0pagarsi nelle nostre E>chiere. Con ciò si presta vera' mente un vaEdo appoggio ai propri fanti, i tprnli hanno così il tempo <li riaversi e di nuovo ordinarsi. ~e piccole ricognizioni locali e specialmente quelle de.i boschi sono pure un servizio importante della cavalleria divisionale, le quali saranno di un grande ym;itaggio a chi dirige le truppe, e queste riesciranno Il)eglio nel loro scopo, se jaue da pqc11i cavalieri, purchè sieno intelligenti ed arditi: inlelligenti, perché ppssano adempire la missione ricevuta; arditi, perchè non dovranno muoversi che a veloce andatura. Per 1109 dilungarmi troppo accennerò, come esempi storici, a qualche fatto de'reggimenti italiani nel '.24 giugno rn6~ alla battaglia di Cnstoza. Disgraziatamente furono impiegati in do1Mose ciircostanze, ma bene <lisimpe,gnarono quanto da loro si richiedeva. Cosi la ritirata della divisione Govone dalle posizioni di Custoza, fu cop,er{a _da alcuni squadroni dei lancieri di Iioggia e ~ç1.valleggeri di Lucca; così la ritirata della brigata. Pisa, comandata dal colonnello ' Dezza, fu protetta da nno squàdrone di guide, il quale, ad onta di un terreno troppo alberato per prestarsi ad una viva azione, eseguì brillantemente una carica che fu effettivamente d'aiuto ~Ila brigata succitata. Poche parole ho a dire per quanto spetta alla cavalleria ad detta ·ai corpi d'esercito: prc~so a poco essa deve compire pel suo corpo d'esercito quanto spelta alla riserva generale vuso l'esercito intero; così nelle

.marcie potrà anche -essere impiegata tutta per servizio <l'esplorazione, onde formare un ampio cordone intorno alle proprie truppe, e specialmente nel caso che il corpo d'esercito marci isolato fuori della linea di ,operazione del restante dell'esercito, e per non togliere gli squaùroni alle divisioni cuj son~ addetti, saranno pure di sua spettanza tutte le ricognizioni ordmate dal comandaute del corpo, siccl1è larga parte avl'il pure, unitamente alla cavalleria di risena, nel servizio di esplorazione. Sul campo di battuglia, se collocata su di un'ala, 11ottà ancl,e agire affatto indìpendenlernentc col còmpito, per esempio, di nvvolgere il fianco del nemico in un assalto decisivo intrapreso dall'.intèro corpo di esercito, potrà se~vire da fiancheggiatrice alle colonne d'attacco, e di forte aiuio nella riuscila eol precipiLarsi s_ul rotto nemico, come, nel caso contrario, nel coprire la ritirata delle proprie truppe, e traUenere quelle del1'avversario. Questa hrigata, ben comandata, avrò sempre occasione di combattere e""distinguersi, quando il suo comandante si-a informato di quanto succede presso le varie divisioni del suo corpo e particolarmente, di quanto devono intrapreudere, poichè, o per sua iniziativa, o per ordine del generale d'esercito dovrà prendere parte agli attacchi principali, r.ecandosi velocerriente sul posto ove la sua azione possa es~ere efficace. · In poche parvle la cavallerta deve cer(:are le occasioni per agire, e non essere collocata dietro e stare in attesa di ordini superi-0rj, che non possono arrivare che tardi; onde l' assolura necessilà di lasciare inizi ativa e relativa responsabilità ai comandanti della cavalleria. La fanLeria quando è spalleggiata c1ai suoi squadroni deve preparare le combinazioni . adatte ai cavalieri, e se vi sarà abituala nelle esercitazioni del tempo di-


106 pace, lè saprà procaccia~e anche in guerra: ma sarebbe poi fatica sprecata, ove la. cavalleria rimanesse indietro. Ad esempio storico Ì·iporterò un caso solo lratto dalla campagna del 1809, nel quale possiamo vedere in azione· la cavalleria d'un corpo d'esercjto,. e n_elle varie fasi cui può trovarsi, i'n marcia ed in battaglia. ·· Il giorno 6 luglio, vin.la · da Napoleone !a battaglia di Wagram, le schier~ austriache .intrapresElro la loro . ritirata su due strade, quella di Nikolsburg e di Hollabrunn. La mattina dell'8 le truppe francesi si posero in · marcia per inseguire il nemico: Massena prese la strada di Hollabrunn e di Zn.a im: Marmont col suo corpo ebbe l'incarico" di fare il vanguarçlo .dell'armata nella direzione di Nikolsburg. 'È precisamente la marcia di questo corpo, e il combattimento da esso sostenuto presso Znaim, che voglio citare qual buon esempio. Lasdo parlare il maresciallo istesso (V. le sue Memorie) facendo solo presente che al suo corpo d'esercito erano aggregati un corpo di cavalleria di cinque mila cavalli, cornindato dal generale Mon.t..brun e una brigala di cavalleggeti bavaresi. . «All'alba del :1O passai la Thaya e man.:iai su Znairr.1, « rimontando la riva sinistra. Afontbrun con tutta la « sua cavalleria· formava la mia avang·na1·clia. Giunto « a tre quarti di lega da Zn~im, incontrò alcuni tira« gliatori di fanteria, che occllpavano vigne, che noi · « dovevamo attraversare, e mi chiese due battaglioni « di , fanteria. per cacc1arnelì. Io giudicai la cosa più « seria e marciai io stesso <;on una divisione. Avvici« nandomi ad un'altura rimpetto a Znaim, la quale « in -quella parte nasconde la città e forma col monte, « sul cui rMescio é fabbricata, il bacinò di Znaim, « vidi alcune ·truppe di fanteria giungere correndo p~r « occuparla e difenderla. Potevano essere da cinque

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., a sei mila uomini. Ogni m0mento di ritardo doveva « accrescere le difficoltà. J.i'ec1 attacca.re guelfa posizione « dalla di visione Clausel, sostenuta a sinistra ed in isca« glioni dalla divisione bavarese, ed in riserva. tenni la « divisione Claparede. L'8°faoteria leggera e il 23° di linea « furono soli impegnati, e ·bastarono per prendere la « posizione, cacda.rne il nemico e impossessarsi di due « bandiere del reggimento Arciduca Carlo. L'altura. che « noi altaccavamo comunicava con una pianura sco« perla, ch(' prolungava.si indietro di Znaim, e a. cio« quecento tese sulla mia destra era terminata da un , bosco. Jl generale Montbrim appoggiò sulta destra « il movimento della mia fanteri·a, p1·ese posizi·one "all'ingresso della pianum, cope rto _à destra dal bosco « di cui ho parlatd, ed erasi stabilito sopra parecchie « linee colla sua numerosa ca,valleria e coll'artiglie1·ia. « Giunto in quella posizione io scopriva Znaim rim« petto a me e dall'altra parte della Thaya, sopra << la slrada di Hollabrunn , un'immensa quantità di « truppe, d'artiglieria e di bagaglie. Mi trovavo per <1: tal modo dietro l'armata a.usLriaca. . S.corgevansi io« dietro di Znaim sulla strada della Boemia molte « truppe ed aniglieria e le colonne passavano il ponte « della Thaya per seguire i.I movimento generale <li « radunamento che operavasi su quella ciltà ». Tralascio alcune· osservazioni che il maresciallo fa relativa.mente alla critica posizione nella quale trova.vasi, e 11iprendo più avanli. « Non potevo pef'ò rinunziare « di fare un tentativo. Se il nemico non fosse stato « in forza dietro Znaim, poteva, quantunque solo, tentare « il mo;,imerHo, che la presenza di Davoust avrebbe < reso infallibile. PriY]la di cominciarlo, volli conoscer _ < beJ}e la forza del nemico sopra la spianata. Diedi < ordine a lrfontbrun d1'. avanzarsf nel piano ·e fina « die tro la città, se · avesse potuto. ltfontbru.n dopo di 1


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« aver fatto. 1·ipìegare quàn to era davanti a sè ·e presi

« trecento uomini at nerruco, scontrò, a 1tn miglio circ.a, « forze considerevoli, che valutò in quar:antami'la uo« rnìni d'ogni arma ». Viene quindi a parlare delle disposizioni prese, onde sostenere una parte difensiva in faccia a forze così numerose ; descrive il combattimento che si concentrò innanzi al villaggio <li Tessevitz, posto a freccia al disotto della posizione da lui presa, e soggiunge : .« Alla (i.ne della giornata vedendo « molto di.'w1·dine, lanciai dal villaggio d;i Tessevitz i « cavallegge1·i bcwaresi, i cruali cagionarono g1·ande « confim:one, e condussero seco buon nume1·0 di pri,{ gionzài ». Mi sembra difficile uovare un altro esempio, ove in un sol fatto si possa vedere in azione , la cavalleria µelle sue differenti attribuzioni. Così abbiamo la cavalleria avanti nella ma rcia; clessa che esplo.ra e rende esatto conto delle posizioni e dell l forza del nemico, e non solo prima del la baHagli<)., ma anche a battaglia ingaggiala, infine sul finire dc!l' azione una brigata <li cavalleggeri che approffitta del momento in cui si propaga il disordine nelle file nemiche, si slancia tisolutamcnto in avanti, aumenta la confusione e fa prigionieri. Quanto precisame.nle abbiamo detto di sopra doversi fare.

Conclusione. Siamo and ati mano mano esaminando l'impiego della cavalleria nelle varie posizioni in cui può Lrovarsi: abbiamo tracciato un quadro molto ristretto, mentre eravi materia a riempire qualche volume. Per quanlo ristretto però sia, avendo accemÌato, sebbene di volo, a quanto ha a fore di pièt importante, e avendo cercato d'avvalorare lé mie parole eon esempi storici, se il

lettore non avrà trovato qualche ,vantaggio, qualche dilelto.alrneno avrà potiHo... rìtrarre dalia lettura di queste poche pagine. In esse mi pare di aver riassunto per lo meno le cose principali : quindi per quanto· riguarda il servizio di campagna, l'argomento sarobbe esaurito; ma io non posso deporre la penna senza prima dire qualche cosa intorno alle principali quistioni che ora appunto si agitano per le innovazioni da introdurre nella. nostr'arma ; ed è quanto appunto formerà il sog. getto di questa conclusione. Tulii gridano ad una generale trasformazione, cui è d'uopo soltometlere la cavalleria ; sicchè è inleressante di ricercare . i motivi, che fanno -alzare, tutte queste voci. Per questo voglio -prendere la quistione più in alto, per ve1~irc successivamente a quanto ha speciale aLtincnza all'm:ma di cavalleria, e domando: · Dallo studio attento di queste ullime guerre, si rileva fo rse che tutto è ca.mb iato · nel modo di combattere? Le battaglie si guv.dagnano forse in un modo differente di primri? - Una principa.l cnusa delle disfalte dei l<'ranccsi del 1870 fu appunto, a mio avviso, quella di essersi essi uniformati a quest'idee; e mi spiego. Fer quanti s(rumenli ' di guer1:a si inventino, qualunque sia la rapidità di tiro che i fucili possano acquistare, per quanli sistemi possansi trovare di cannoni, per guadagnare sarà sempre necessario conquistare Ja posizione cl~e occupa il nemico; e, ove questo non sia un vigliacco, certo non sgombrerà queste posizioni pel fuoco che si possa concentrare su di _esso da lontano; la fanteria adunque deve venire proprio a portarsi sul posto che prima era tenuto dall'avversario, e quindi all'urto; e 1a guerra ultima ne dimostra infatti nel momento decisivo che i Prussiani, i quali Yìnsero, ricorsero come prima agli attç3.cchi alla baionetta. Tutte· le battaglie sono come un dramma o meglio 1


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HO una tragedia: hanno cioè un prologo, un primo, secondo e terz'attQ. Tutte le innovazioni che sì introdussero nella tattica sono buone per ingaggiare l'azìon.e e per la continuazione della. medesima; ma quando siamo nell'uhima fase, in ullima'. analisi, non credo abbia la tattica di fanteria subìta altra modificazione tranne quella di cercare . d'avvantaggia1~si sempre degli ostacoli che può offrìre la con~ormazione del terreno. Si avranno così, per l'adozione delle nuove armi, maggiori perdite di prima, abbi.sognerà maggior valore nelle massey ma questa zona di fuoco, per gi·u.ngere al nemico, snr,\ d'uopo assolutamente d'aLtraversarla. Che fecero i France$Ì nella battaglia di '\Vorth, di · Forbach, e in quelle d'attorno a Metz?· Combattevano b en _diver_sa1:1ente di quan to sempre : cero: essi, yei quah anzi s i temeva 1! troppo slanc10 · nel marciare avanti ad impetuo·si attacchi, si limitarono invece a . fortificare, e rendere formidabili le loro posizioni, a scavare· fo sse di riparo (tmnchées-g,bris), e, così collocati, aspettare di pie' fe rmo l'inimico. risultato fu che hanno sempre pei'duto; i Tedeschi, ad onta del fuoco dei Francesi avanzavano lo stesso, e nell'ultimo momento questi indietreggiùano, ed erano poi, in quel critico istante, facile bersaglio al fuoco rapido (schnell-Feuer) dei Prussiani. L'unica battaglia che si ·distinse per focosi ' assalti, d'ambo le parti, fu quella·del 16 agosto, · e difatti in quella giornata materialmente i l<'rancesi non perdettero; vinsero i Teµeschi, perehè resero impossibile ai Francesi il continuare la ritirata su Verdun per la strada cli Mars-Ja Tour; ma materialmen(e non conquistarono le posizioni ne~iche. ' E gli Austriaci a Sadowa combatterono parimenti coll'istesso metodo dei Francesi. Se, guando l'armata del principe Federico Carlo, a righe interamente rotte, coi soldati dei vari reggimenli _confusi assieme, so-

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. steoeva una fiera lotta, · non per avanzare contro le a:lture di Lipa e Laugenkof, ma· solo per non ritirarsi; se in quel momento gli Austriaci, invece di stare sulle dette alture, e restare spelfatòri del terribile fuoco vomitato dalle loro batterie, ne · fossero scesi e avessero preso una energici'!. offe,nsiva, forse invece di una specie di ·waterloo avrebbero potuto guadà.gnare un secondo Wagram; e l'armata del Principe Reale sarebbe giunta, come quella del Prin cipe Giovanni, o cose finite. . Lo stare sulla difensiva, 11 fortifi care le posizioni scelte, ]o scavare trincee pei soldati, ,s ono otlime cGse; . ma senza mai ricorrere 13ll'offensiva non si guadagrieranno di certo le battaglie . Per tornare a noi, ho detto tutto ques to per mostrare che se sonvi trasformazioni e modificazioni a fare, non si debha esagerare, e cadere poi in altro errore. Dalla campagna del A870 un chiaro scritlore italiano ha detto benissimo che la cavalleria uscì trasformata d'arma di urto in arma d,i esplora zione. Nìenle è più giusto; ma come ho già detto, trattando delle cariche ~ di cavalleria, non am mettiamo ahe la cavalleria debba proprio solo servil'e per esplorare; e secondo quanto ho detto sopra, ricordiamoci che nell' ultuna fase, nel momento della conclusione della battaglia, essa può ancora, ed anzi deve concorrere al risulta.lo finale. Nella guerra del 1870 fu impiegata specialmente a ·osservare i movimenti del nemico; forse in altre campagne, oltre a prefiggersi questo scopo la vedremo di bel nuovo, non s0lo come ai tempi di Napoleone I a decider le battaglie, ma coadiuvare potentemente gli attacchi' della fanteria. Io intendo insomma, che ritenendo come sicuro. quell9 di cui si ha una prova, non vogliasi non ammettere e reputare impossibile quello di cui nori si


H2 hanno esempiJ ma di cui non _si hanno neppnre prove in contrari.o. Ora le idee volgono a u na generale 1rasformazione dell'arma allo scopo principale dell'esplorazfone. Parrebbe quasi che la cavalleria non sia mai stata incarica_ta di sirnile missione: noi nbbiamo veduto quanto fecero le avanguardie di cavalleria sotto Napoleone; ma n_on erano solo i Francesi che avevano il proprio esercito coperto dalla cavalleria; tutti gli esercili che furono in guerra con quella potenza, seguivano l'istesso sistema, cd anzi più famosi de i Francesi di o-ran lurwa . l. o t, erano 1 Cosacc 11. .11 servizio d'esplorazione fatto dai Cosacchi di Platow nella marcia dei Rùssi dal loro paese sino al'arigi (campHgne del 1812, 18 13 e 1844) è qualche cosa di stupendo : erano davanti, erano sui fia nchi , erano alle spalle; fecero un servizio meraviglioso. · Adunqne non lasci an1oci fuorviare od aver tutta una cavalleria, foggia ta a bella posta solo per l'esplorazione: i francesi hanno già abolito le lanci e : che con{rapporranno essi sul campo di battaglia a reggimenti nemici armat.L di quest'arma tanto micidiale? Dalle poche righe scritte sopra, chiaro si scorge come io non possa dividere l'id ea di quelli che vorrebbero tutti cava11eggeri armali di carabine, i quali quindi fos sero istruiti nella scuola di combattere a piedi. È im possib ile negare, che l'avere un numero di cavalieri armati di tal armn , e isl.ruiti a guerreggiare. a piedi, non possa essere di gran vantaggio in molte occasioni, quando questi squadroni trovinsi distaccati in avanti per esplorazione e sieno isofoti. Nel caso che noi abbiamo da. infpadronirci d'una posizione occupata dalla fanteria, oppure di difendere :Ìna posizione da noi preventivamente presa, egli è incontrastabile che detti cavalieri renderanno un ser1

H3 _y1~10 im,Portante; ma per noi che abbiamo cosi poca .cavaJleria egli un sistema a seo-u·irsi? Io ~on credo ci. s~a il l.empo materiale per istr~'i re bene questi uorrim1 c·ome s_ol.dati di cavalleria e come soldati di f~nteria; a sten10 nei nostri reggimenti e coi nostri sist~mi trova~i il tempo per tutte le istruzioni proprie dell arma. Prima base del cavaliere ·non · può essere . .c.he l'equitazione, e noi ,,celiamo tutti i g iorni, quante ..?1~i:e e ,,qt;tq..nto tempo bisogna consacrare a quésto scopo. Onde poi formare un buon soldato di cavalleria .ab.biamo bisogno d'elle esercitazioni cli piazza .d 'armi, · onde ·apprendergli i vari movimenti necessari pel combattere unjto: abbiamo immenso bisogno .di ba,itere la campagna per insegnargli tulle le operazioni clélla piccola guerra, servizi~ d'esplorazione, d'avamposti, ecc., ,dobbiamo infine, '. fuori. di piazza d'armi, rip_assare tutto quanto si fa su di e~sa, e 1iell'is.tesso tempo devònsi a~tuare le eserci~azioni tattiche applicatè al terreno, ~rnsta le disposizfoni ministeriali ·.f 5 aprile 187-1. Devesi__roi t~oval;e 'i~ tempo per isti·uire ca valli gio~ani, ogm . anno, all arrivare deI1e reclute, parte delle 1strù~ zionr non si _possono fare per mancanza di"personale ~ di ~~vaJli. A:roii a jtutto l~ueslo il se~~izio gio\A~ìhero di quartiere che ruba varie ore della giornata a . tµtti i sofdati, come per esempio, le \ re ore che inure ~ono indispensah\li ,pel gòverno dei èavafli; s'ag,~iungano le guardie 1Il'armi '6 alle scuderie.-' hisomnia f · ) ~?n ~'è 9u~si il tempo di t:are un, bu9n ~ay{lliere: ,per .,~muta, trov~te, le_ o.re .da dare alle manovre ài fanteria · e vedremo qual risultato se rie -ricav'erà'.. So -~~n.issipio che havvi una rispòsta facile e,'pronta: ,.qhe cioè 11011· è poi necessari·o che·il' cavaliere diventi _ u_n1 _pfr(~tto 1/~yi~~~ìno; . J1elle , ~~rie ' cont,lng'e~ze in , ~ui ~ Sl ,tr?,;,8r~,1. tara ~?rffle . meglio "potrà. ~?·..1:1-~ll, s·~?Ò ' di , a-uesL opm10ne : amm~tto cbe armato di un'arma deve 11 • <..,_ v., ·\ H t ... , i-' ,} ti · ! ~e,._.,,

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4U saperla adoperare: se ha carabina· dev'esser-e esercitato al Liro e deve sapersene servire bene ; ab bisogna p u re di una cerla scuola tanica applicata al terreno, onde sapersi vantaggiare della conformazione del medesimo ; mentre invece io cred o si finirà per avere nè un buon cuvaliere, nè un buon fantaccino. So che l'esercito prussiano dopo l' ultima guerra arma parte della sua cavulleria di carabina, in vista dei forti danni che le arrecarono i Ghasseurs d' Afrique colle loro armi a fuoco ; ma si osservi cli quale straordinario numero cli cavulli. dispone quella polenza e guardiamo invece che cosa ne sia cli noi . Noi dobb iamo cercare di riparare alla quasi mancanza di cavalleria, col rendere la poca che possediamo buona sollo ogni aspetto. Tutta sia ben praliya .nel servizio d'esplorazione, bene islrutta nelle altre manovre, e per l'ottimo spirito ond'è animala quest' arma rend.erà certo ottimo servizio nelle fulure guerre. E secondo me havvi modo di riparar-e al difetto di non avere cavalieri armali di carabine. Parlando nel 11° articolo delle avanguardie di cavalleria e del loro impi'?go nelle esplorazioni abbiamo posto I quesl'avanguardia formata di varie brigale o divisioni a cavallo e d'un corpo di fanteria. Questa faflteria appunto è addetta a . questa cavalleria, onde la coadiuvi in tali casi : e quando qualche squadrone o maggior frazione debba fare un'escursione molto avanti e impiegare veloci andature, qualche compagnia si potrà sempre mandargli dietro, su carrozze o carri qualunque requisiti; ciò che credo possa sempre essere fattibile. Col sistema d'aver sempre un cordone di cavalleria molto in avanti, di rado sarà necessario che le rieognizioni debbano spingersi molto lontano, perchè questi cavalieri devono già essere in contatto coll'eser cito nem ico, e quando traltisi poi di p.ochi chi-

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415 lo metri, fac ilmente la fanteria può seguitare la cavaller:ia. E qui fo punto su questa difficile quis tione e pas·s o ad altro. Nell'organ izzazione della cavalleria austriaca, havvi u na disposizione che mi ha colpi lo e che con vantaggio vori·ci fosse introdotta anche da noi. In ogni reggimento venne determinato che i quarti plotoni dei sesti squadroni sieno esercitati nel servizio di pontieri, non per farne dei veri ponlieri, che §,11rebbe impos.sibile, ma perchè diventino abil i a prontamente ristabilire le comunicazioni e rompere le stesse, sp,ecialmenle quelle ferroviarie; al quale uopo i delti plotoni portano, oltre l'equipaggiamento, come il resto del reggimento, gli istrumenti da pioniere sui loro cavalli. Al coman do p9i di ques~i plotoni sono impiegali ufficiali e sott'ufficiali dotati delle necessarie cognizioni; cosa che per noi sarebbe facilissima ad ottenere alleso il passuggio che ogni anno avviene di ufficiali d'artiglieria nell'arma, di cavalleria. Ed ora tma parola sulla cavalleria del nostro esercito. Come tulle le potenze anche noi abbiamo sentitÒ il bisogno d' introdurre modificazioni in quest'arma; parte sono già in attuazione, parte si stanno ancora studiando . La nuova teoria, che già da quasi due anni è in esperimento, non poteva essere migliore: a mmesso il principio cli aumentare la velocità delle andature, ridotte le evoluzioni di plotone, squadrone e reggimento a pochi e semplici movimenti, tutte le formazioni in linea, che si compiono ad andature raddoppiale, tuttociò invero corrisponde ai bisogni attuali di una cavulleria svelta ed ardita: consacrato un certo principio di risponsabilità in ogni grado, : il che è un gran passo : infi ne ridotte tutte le manovre nel vero senso, non perchè abbiano a servire nelle p arate, ma perchè sieno possibili in g uerr a . Solo si


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''pÙò ossetva1·e "che.·poco o ·nulla accenna al-servizio " che - ora rillerisi H più importante per noi, quello cli . esplorazione; nè l'altro fascicoletto emanato dal IJ!fi~ ' rti~tero del'la guerra, circa Jil servizio di sicurezza 1delle · 'truppe, mi pare sufficiente: Riempì desso un vero vuoto che esisteva nei regolamenti di ·istruzione; ma non _b asta all'uopo; ed è a sperare che uniformandosi ai ,'nuovi p-rincip1i, si r~pari -anche a :questa lacuna con disposizioni ~hiare e late abbastanza sicchè anche iii ···meno intelligente possa assolutamente -rendersi famigliare ques lo servizio. iogni giorno pòi si · predica sì.ìlla _pretesa igno·ranza degli ufficiali . di cavalleria; i nostri reggimenti 'èornposti quasi interamente d'ufficialità educata aI1e scuole :. di 'Torino, Modena, Pinerolo, . non possono, · circa l' istruzione degli ufficiali, essere inferiori a quelli di fanteria. Il cangiamento di idee che si è fatto dal · 1866 in poi circa il bisogno dell'istruzione è incredibile ; e se- forse non si attende abbastanza ·allo studio, ·non. è colpa della volontà dell'ufficiale, ··· ma ìdel· modo cbl· quale è regolato il nostro servizio, · il ·quale· trattiene- tutto i1 giorno l'ufficiale in quartiere · in operazioni, che -in Prussia ed in Austria ·stessa sono · affidate ai graduati di bassa forza, e poichè dicesi che · 's i lavori ·ad un nuovo regolamento I di disciplina; · fac..ciamo · 'c'a:ldi voti' perchè il nostro sia radica:lmenle -··cambiato, e "sollevi l'ufficiale dalla maggi·op p-arte del -· servizio·'materiale ai . quartiere. jlmportante ca11gi·amènt<Y·fu •pure introdotto ·nel ·ve.i stiario ; sinora: ·fu · solo .messo in 'attuazione ,pe'gli uf, 'fiziali, ma speriamo, ·che ·bell' -presto sià tale· uniforme , applìcato>J àlla ibassa ·forza. ,Iri:decisa è ancora fa-coper, tura da daré· pel ·capo; 1 dic·e si·pure che si voglia àdot~. tare !"elmo, <alquanto impicciolito...: È · la copertura più '-bBlla-' ed· •elegante; ·ma quanti ~difetti; ha in sè I ' Ogni

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H'1 , m@mento è in riparazione, per·e111~nto si faecia,resterà sempre pesantissimo, scaldil. troppo la testµ; ed ha. p.oi_ il gran torto di annunciare la nostra compa,rsa a grande,_ distanza; ond'è che specialmente come copertura.. dj. esploratori, che devono cercare di .vedere e non farsi, vedere, non è certamente molto adatta. Pendente è. la. quistione dell'armamento; per quanto ho già detto, io non desidero altro che restiamo armati come al pre-. sente, eccezione fatta pel pistolone cui si ~ostituir<\. sicuramente un 1·evolver. Il carico del cavallo esige pure una moqificiJ.zion!:l.; . eppe,rò sappiamo che apposita Commissione si é già radunata a tale scopo ; onde siamo certi che presto vedrà la luce l'istruzione in proposito . Il quesito però diflìcile a sciogliere si è qw'!llo dell'aumento della cavalleria. Per quanto buona e bene istrutta possa essere la nostra cavalleria, non bisogna farsi illùsioni che' possa adempiere a tutti i servizi, che da essa si richiederanno nel caso di ' prossima guerra. Cosa vuolsi fare con ;JO reggimenti~ Distaccarne uno presso ogni divisione? Ma in allora questi reggimenti avranno mille bisogne a fare; saranno adunque avanti per esplorare, saranno colle divisioni nei giorni di battaglia per aiutare la fanteria; si riuniranno alla fine del combattimento per inseguire il nemico, e via via; è troppa cosa. Ammesso che con inauditi sforzi arrivassero a tempo a disimpegnare queste funzioni, il risultato finale sarebbe che, 9-n mese di campagna, ,e forsè meno distru(J'irerebbe la nostra cavalleria. Ora Ov . si è formato il 20° reggimento; speriamo adunque che non sia l'ultimo, e quando siansi portati tutti i reg: gimenti sul piede di cavalli stabilito, speriamo che s1 pensi a .formarne qualche altro. . . Napoleone all'isola di S. Elena, profetizzando la formazione di un regno d'Italia, lasciò scrillo nelle sue


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18 .Memorie, che per l'It1;1lia, me,ttendo in armi 400 mila uomini, gliene basterebbero 30 mila di cavalleria. Quanto siil.mo noi lontani da questo numero ; neppure arriviamo alla ineti'l, ·e ciò nel momento in cui da ogni potenza si cerca di possedere buona e numerosa cavalleria. Prosperino adunque le nostre finanze, e ci permettano fra qualche tempo di aumentarla seriamente secondo la proporzione delle a ltre armi; e siamo sicuri che degnamente corrisponderà in ogni occasione al suo mandato.

RECENTI PUBBLICAZIONI SULLA GUERRA DEL ~8'70-74 (~)

XII. ce,chickre ,le• Brieue• 1>et1 '11et.d•c1,ltuul geye» JFrntal~reich '" den Jal,ren :11s,;-o ,,..,, :18>;':t (Storia della guerra della Ger-

MARZIALE BIANCHI

D'ADDA

mania contro la Francfo negli anni 4870-74) von W1cKEDE Hannover, Carlo Riirnpler, ·187·1.

J ULIUS VON

Luogotenente di cavalleria. L'autore, che è il celebre corrispondente della Kolni"sche Zei'tung, esordisce nella prefazione col dirci che non pretende di fare una storia completa della campagna, mancandogli i materiali all'uopo, ma siccome egli vi assistè.,,dal primo all'ultimo colpo di cannone potrà raccontare molti fatti veduti in persona. Soggiunge che l'aver assistito ad otto guerre diverse gli dà un certo diritto di parlare con cognizione di cose militari. \Vickede conosce difatti assai bene i Francesi per aver vissuto qualche anno in Africa con essi ed esservi stato decorato della medaglia al valor militare . . L'opera, grosso volume di 580 pagine, è divisa in 18 capitoli.

(4) Veggasi Rivista Jfilitare, dispense uell'ottobre, novembre e dicembre 487J, gennaio, febbraio e marzo ~ 872.

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Il 1° parla delle condizioni della Francia anteriormente al 1866; 1~ espone' dal punto di vista interno e dei rapporti coll'estero, ne compendia la storia ed accenna al vivissimo desiderio di annettersi le province Renane, come idea invalsa in tutti e conseguenza delle tradizioni del 1793. La révanche pour Waterloo era un desiderio universale. Il quadro politico ·è ben delineato e vi si seguono facilmente la successione degli Orleans ai · Borboni , dei Napoleonidi a quelli , non che le ragioni delle guerre di Crimea e d'Italia. La conclusione ne è importante, perchè stabilisce che l'imperatore Napoleone è ben lungi dall'essere responsabile della guerra del 1870 prov~cata in realtà da tutta la nazione francese (1 ). Il 2° capitolo ~ pure di ordine politico , perchè dopo aver riepilogati gii avvenimenti del 1866' mostra qùal grande influenza essi avessero sulla dichiaràzionè' di guerra fatta dalla Francia il luglio 1870. Il . 3° ci pre~enta il quadro completo della forza e formazione dei due eserciti al principiare del 1870, esp~sto con abbondanza di cifre, e seguito da un · paralello dellà: · celerità possibile di mobilizzazione. Alcune r iflessioni sulla tattica rispettiva d~lfa fanteria e delÌ'artiglieria e suI modo con cui il servizio di avamposti e di esplura~ zione venne fatto nei due eserciti meritano di essere· particolarmente esamina,te. Il 4° riel)iloga gli avveni1:11enti fino aUa reale apertura delle ostilità. Mostra dapprima CÒme Napoleone si ingannasse fidando sopra discordie intestine possibili in Germania; esamina le condizioni degli altri Stati d'Europa di fronte ai belligeranti é ritesse abbastanza ac-

' (4) Veggasi a questo rigu_ardo l'importante pubblicazione del duca di Grammont intitolata : La Frane~ et la Pruss; ~vant la' gue;~c. Paris, 4872, Dentu.

. ' cur~ta~ente la storia . degli eventi che produssero là rottura di Ems. Nel concetto milìtare il \fickede biti:!: sima l'Imperatore .per il primo temporèggiare; dice che al 2-4 di luglio siccome da 180 a 200 mila buonè truppe francesi ~rano prossime alla frontiera occorreva far passare il Reno a 20 mìla a Strasbutgo per occupri,re gli sbocchi' della Selva Nera, a 40 mila presso Maxau per _ spingersi fino a Mannheim , occupare con 50 mila il Palatinato Bavarese (Rheinpfalz) e col .resto spinge'r si' diretto :fino a Coblentz per Saarbrùck e Treveri._ Questi movìmenti non potàano incontrare resistenza. seria. e avrebbero avuto il vantaggio di neutralizzare del tutto' le truppe badesi, disturbar ·moltQ quelle del Wùrtemberg e di Baviera e imbarazzare anche i Prussiani. L'effetto morale poi ~e sa1tebbe stato grandissimo. · Dopo questi' apprezzamenti, con cui non possiamo del tutto concordare nel c:oncetto, perchè ci sembra che;l non potessero condurre altrochè a vantaggi effimeri, l'autore espone l'ordine di battaglia delle diverse armate, indi:cando abbastanza chiaramente i movimenti esegu~ti daiTedeschi in vista delle concentrazioni. . Nel 5° si descrive il primo c9mbattimento di Saarbruck,· mostrandone la nessuna importanza , poi quello di vVeissembourg, la battaglia di Worth e l' attacco delle alture di Spicheren. Segue un'esposizione lucida delJe . conseguenze di questi evenh fino all'occupazione di Nancy per parte della 3" armata. È un- racconto chiaro, p1:eciso, esatto, a cui volendo trovare un difetto, la critica .rHl~ _rimproverare la quasi assoluta mancanza di apprezzàmento sulle manovre delle due parti. , Il 6° descrive le tre grandi battaglie intorno Metz. Secondo l'autore il piano del maresciallò Bazaine era quello di lasciare 40 mila uomini sotto Metz e marciando su Verdun di congiungersi sulla Mosacon l'viac-Mahon. Invece • a1 quartier generale del Re di Prussia si credè dapprima


422 che egli · volesse dar battaglia . colla destra a Pont-àMousson , la sinistra a Metz. È chiaro che se il piano di ·Bazaine si fosse potuto effettuare, l'esercito tedesco costretto a cingere ·Metz, Thionville, Strasbourg, ad oc-. cupare Nancy, e non avendo ancora .sotto mano nessuna divisione di landwher, malamente avrebbe potuto progredire. È perciò, osserva l'autore, che dopo· matura riflessione il generale Moltke si decise a passar la Mosella per interporsi fra i due eserciti nemici e impedirne la congiunzione. Di qui la battaglia di Pange, e gli sforzi energici fatti il 16 agosto a 1VIars-la-Tour onde arrestare la marcia dell'esercito franc.ese diretto a Verdun. Una confessione importante troviamo in quelle descrizioni. Sembra che il generale Moltke: non fosse molto contento della manovra di varii generali che non arrivarono in tempo sul campo, e così rimarrebbè spiegata anche la disgrazia in cui incorse Steinmetz. 11 7° capitolo comincia dall'esaminar e le consegu,enze delle battaglie di Mars-la-Tour e Rézonville. L' a.vere rigettato . Bazaine in Metz , isolandolo dal resto della Francia, semplificava le operaziWJ.i ulteriori; l'avergli impedito di congiungersi a Mac-Mahon era cosa immensamente importante, perchè i due marescialli riuniti con 280 mila buoni soldati potevano dare in buona posizione una ·battaglia seria, senza pericoli per la loro ritirata su Parigi. In questo punto della campagna l'autore mostra come il piano del marescial~o Mac-Mahon fosse falso , e come invece egli avrebbe dovuto ritirarsi in Parigi, che colla sua armata protetta dalla cerchia dei forti, difficilmente poteva investirsi. Ci dice anche che la sera del 26 agosto il piano del maresciallo :à:fac:-Mahon fu indirizzato al quartier generale prussiano e Moltke ordinò allora la marcia verso il Reno per veder di circuirlo coll'armata del principe di Prussia, mentre gli 85 mila uomini del principe di Sassonia furono giudicati sufficienti

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~23 a trattenerlo cli fronte. Racconta tutti i movimenti o fatti che precedettero Sedan e dopo aver esposto diffusamente i dettagli della catastrof~ e spiegata la capitolazio»e , indica la proclamazione della Repubblica in Parigi. · L'8° parla dell'assedio e presa di Strasburgo. ~u~sta descrizione lascia molto a desiderare dal punto d1 vista tecnico, cioè per ciò che concerne i lavori di artiglieria e del genio. . . Il 9° poi diffusamente descrive l'assedio di Metz e la capitolazione dell'armata di Bazaine. L'autor~ r!tiene cl~e il maresciallo francese avrebbe potuto a.pr1rs1 una via nelle prime settimane dell'investimento quando i lavori di difesa delle linee assedianti non erano ancora compiute. Racconta le battaglie di Noisseville · e Servigny • ma ci sembra che tal descrizione non sia esatta e che \.Vickede non abbia veduto come in quel giorno Bazaine avrebbe potuto schiacciare i corpi prussiani ·che stavano sulla destra della .Mosella prima che potessero essere soccorsi. Sono egualmente analizzate tutte le altre sortite fino al momento della capitolazione, su cui non si emette nessun esplicito giudizio. Il 10° capitolo comprende la descrizione dell'investimento di Parigi, il tra:c;;porto del quartier gen'?rale a Versailles e quella della presa di Toul. Nel campo politico discorre delle conferenze di Ferrières e del viaggio· di Thiers alla volta di Vienna, Londra e Firenze. L' 11 ° accenna ai combattimenti che ebbero luogo sotto Parigi nel mese di ottobre, accenna pure alla presa d.i Soissons; dà il quadro di formazione del 13° e 14, co_rpo d'armata e comincia a spiegare la marcia di quest'ultimo sul rovescio ·occidentale de'Vosgi, desçrivendo il combattimento ·di Étéva]. Parlando della formazione dei corpi garibaldini dice, che Garibaldi, va.loro~o sold~to e abile capo di guerrigli e, era affievolito dall'etn e soggnmge che la sua andata in Francia fu un controsenso dopo aver 0


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tanto gridato contro la cessione di Nizza• Clii"ude 1·1 ca. , . . pitolo 1 ~spos1z10ne della presa di Digione e l'accerchiamerrto di Neuf-Brisach e Schlestadt. I~ 12° descrive i primi combattimenti su Versailles e Orlea~s'. la presa ~i quest'ultima città per parte dei Bavaresi, 11 combattimento di Chate<audun. Poi dopo aver espo~ta la formazione dell'armata francese della Loir e che m. q~el primo periodo troppo esageratamente valut~ a 100 mila uomini, discorre della battaglia di Coulm:' · 1 · d 1ers, e og1an o 11 genera1e Von der Tann per aver a tempo s~om~rato Orléans. L'autore qui osserva che se questa vittor~~ fosse_ av~enut_a 15 giorni prima poteva porre in grand 1mpacc10 1 esercito germanico che investiva Par· · t t . h . . igi e con~ a a poi c e m ogm modo il generale- Aurelle de P ~ladmes non seppe approfittare energicamente del suo primo successo. Chiudesi il capitolo colla resa di Verdun e coll'esposizione dei negoziati per l'armistizio. ' Il 130 indica la marcia della 2" armata tedesca da Metz verso la Loire, descrive le battaglie di Baume-laRolande, di Loigny, di Artenay, la ripresa di Orléa~ tutte ~ueste_ descrizioni però sono monche e incomplete~ -e ~asciano mcertezza sui concetti generali che hanno guidato il principe Federico nell'esecuzione. Ed altre I.tanto s~ non pi~ incompleta, è l'altra descrizione delle battao,li; d1 Champ1gny e Vélliers avvenute il 30 novembre e 2bdicembre sotto Parigi. Seguono le capitolazioni di Pfalzburg Thionville e Montmédy. ' I~ 14° incomincia dal tessere la storia della formazione dell armata francese del Nord e dall'accennare la marcia de~a . 1.. armata da Metz in direzione di Amiens. Anche q~1 Sl constata che . se l'armata del Nord si fosse orgarnzzata un mese prima, era impossibile il continuare ·a cin~er Parigi da tramontana. P arlasi della battaglia sotto Amiens e della presa di Rouen molto sommariamente. In quel punto il generale Moltke che non voleva esten-

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dere,di troppo le operazioni ,da quel lato, dette ordine a Manteuffel di limitarsi alla concentrazione nei dintorni , di .Amiens. Fu allora che Faidherbe, cui l'autore fa molti elogi .per l'energia dimostrata , riprese l'offensiva. Il Wickede espone minutamente tutte le battaglie combat1,t ute in,,quella regione fino a quella di S. Quintino, e conclude col constatare che Faidherbe è stato fra i generali francesi quello solo che ha dimostrato tenacit.:\, energia e grandissima intelligenza. Il capitolo, in poche pagine, sorvola invece sulle lotte sostenute da Chanzy contro il principe Federico Carlo fino al disastro del Mans. Il 15° capitolo si occupa delle ultime sortite e lavori sotto Parigi . Comincia dai combattimenti del Bourget, passa alla descrizione del bombardamento dell'altipiano di Avron e del~a città; prosegue descrivendo esplicitamente la gran sortita del 19 gennaio e viene infine alla capitolazione. Il 16° è de.dicato alla descrizione delle operazioni fatte dai belligeranti nell'Est, cominciando dalla formazione dell'armata di Bourbaki, e indicando le marcie fatte da Zastrow e Fransecki per essere in grado di soccorrere W erder. Dice qui l'autore, che il generale Moltke , abituato a dirigere solo i grandi movimenti di insieme, l asciò a Werder ogni l atitudine di operare e che questo, sgombrato Digione e Vésoul, scelse sulle Lisaine un'ottima posizione difensiva ove respinse gli sforzi del nemico. Accennasi però che se l'armata di Bourbaki fosse stata in migliore stato, non si poteva pretendere di arrestarla, vista l'inferiorità. numerica. Segue l'indicazione delle altre manovre per cui fu rigettato l'esercito francese in !svizzera, ma anche questa è in molte parti incompleta. Il 17° capitolo contiene un cenno sulle operazioni della :flotta francese e la difesa delle coste. Il 18° si occupa di quistioni politiche, in special modo-


426 della firma dei preliminari di pace e dell'apertura del primo Parlamento germanico a Berlino. · In complesso la storia benchè bene scritta, piacevole a leggersi e senza errori di fatto , lascia qualche cosa a desiderare perchè incompleta, specialmente nella se. conda parte della guerra, cioè dopo Sedan. Non è un lavoro paragonabile per nulla a quello del Borbstadt, ma può riùscir sempre utile a consultarsi, e non gli si può negare un vero merito.

. RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Actes ,,,. Co,nilé inlernationai ,le ,;écours ,n,x ,-.ililtdres blessés.

La prima ispirazione di un'nssociazione internazionale per soccorrere i militnri feriti in guerra, è dovuta ad un libro del signor Enrico Dunant intitolato: Un souvenir de S0lfe1·ino, ed il merito di aver preso l'inizialiva per :far passare dal campo teorico al pratico le idee del Dunant si deve alla Societ~i ginevrina d'utilità pubblica, in seno alla quale nel 1863 si costituì a cosi generoso scopo un apposito Comitato. Dal libro che noi abbiamo sott'occhio si hà largamente modo di vedere come, sorta per impulso di quel Comitato l'associazione per soccorso dei militari feriti, debba a lui in gran parte se in così ·breve volger d'anni ha assunto tanto ampio sviluppo ed ha potnto recare un'opera così beùefica ed efficace a vantaggio delle vittime dell'ultima e sanguinosa guerra cbe ha funestato l'Europa. Il primo documento della raccolta è la circolare diretta dal Comitato ginevrino a tutti i Governi europei ed a molti illustri mediò e militari ed a persone note per sperimentati sentimenti di filantropia, onde promuovere la riunione di una conferenza internazionale a Gineyra collo scopo di studiare la questione e vedere in quale misura fosser o realizzabili i voti del Dunant fatti proprii dal Comitato e definiti jn un progetto di concordato che andava unito alla circolare stessa.


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rns A questo appello non furono sordi Governi e privati, cosicchè la conferenza potè riunirsi a Ginevra il 26 ottobre dello stesso anno 1863; ed essa al suo sciogliersi, dopo aver sanzionato in massima il progetto del Comitato, lasciò a questo il mandato di continuare, col titolo di Comitato internazionale, l'opera incominciata, curando la istituzione di società di soccorso nei vari Stati d'Europa, facendosi il centro e la guida di tali Società, e cercando di far passare nel dominio del diritto pubblico internazionale i voti espressi dalla conferenza, col porre l'associazione sotto il patronato dei vari Governi d'Europa e far da questi proclamare la neutralizzazione in tempo di guerra non solo degli ospedali e delle ambulanze, ma anche del persona.le sanitario, degli infermieri volontari, delle persone addette in qualsiasi modo al soccorso dei feriti, e dei feriti stessi. · Con quale coscienza. e generosa attività il Comitato internazionale abbia adempiuto al suo mandato lo si pnò fac,ilmente rileva.re dalle molte circolari \da esso rivolte ai Comitati centra.li dei vari Stati e dai molti altrì :;i,t,ti e documenti co.ntenuti ~ella raccolta della , quale 01:a teniamo parola. Da essi si scorge come an'opera instancabile ed in.. telligente del Comitato si debba se nel 1864 si riun~ a :Ginevra il congresso diploqiatico dal quale fu ,Pro~lamata ufficialmente dp.i r appresent;rnti di dodici Stati A'Eur?pa la neutralizzazione dei feriti e di tu,tte le persone che hanno o che volontariamente si ass~mçmo il pietoso ufficio .,di .soccorrerli. A lui, se .man mano crebbe qa un cano .all'a,ltro d'EuropaH numero dei. Coipitati di soccorso e quello. degli JStati che .hanno fatto adesiqpe · ai pr:1pcipii . sanziona,ti dal Congresso ,~iplomati.co d~ Gineyra. A.lui, .se, nella ,guerra. del J.f366 ,ancl}e .l'ppe,ra dei, ,Comitati di potenze neutre venne a porg53re . aiuto a qµ~lli qelle . pptenze beUige,rant~ e se ,i b11n13fici effetti q~lla fi.lantro1Jica j~tituzione .si, f.ecero .fin . d'aJlpra s~:p~iJ'e,, .111ajgr,::i,flo c4e ·non,Jutti gli J 3tati imp.E1g1)ati in ,q;t;telia doppia_,g:l}~p:a . a;v~e_ss,e'l'o perap.co fat.to , a(j._es1one , al~a , conve~wiqne ~~l "Jil..8,64., A lui., ,,se !}el aS.67,~l)b~)~pgo ~ .J?a;r:fgi,).lP.<l: nuffra J ,C_ oiiJenenza, . e,.;r}el }~68, a -,Giry.ev;ra,, un secqp.49 ·C,ongr~~~o ,t.dipiomatico :r:i.el ql}p}e,,fu çqµi].J~lato,,,im_ J)r~getto, di, ti~oli addizionali all~: ,Qopven.~to,ne _çoi~o,,scop~JO,Pff!.t\l.J fo 0

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di estendere i beneficii della Convenzione stessa anche all'armata di rnare. A lui finalmente se nel aprile 1869 fu tenuta a Berlino un'allra .Conferenza, nella qua.le discussa ma non risolta la questione _di istitu ire un museo internazionale e presa la risoluzione di pubblicare un bollettino che fosse l'organo ufficiale dei Comitati, fu affidato al Comitato internazionale il. còmpito in tempo di guerra di provvedere alla creazione in una località ovportunamente scelta cli un ufficio di corrispondenza e d'informazior,i per . facil itare in ogni man iera lo scambio delle comunicazioni fra. i Comitati e la trasmissione dei soccorsi. Ma dove si è spiegata veramente in tutto il suo vigore l'opera del Comitato internazionale, dando splendido esempio di fil antropica atti vit~i, è nella r ecente campagna franco-prussiana. . Primo suo pensiero fu la scelta di una località ove fissare un'agenzia internazionale coerentemente a quanto era stato stabilit'o nella Conferènza di Berlino, e questa scelta cadde sopra Basilea ove immantinenti fu istitu ita l'agenzia e più tardi un magazzino per le molte risorse inviate 'da. ogrri pr.rte da i Comitati centrali e da distribuirsi . fra gli eserciti belligerant i. Per la istit uzione di questa agenzia il còmpito del Comitc1t0 internazionale avrebbe dovuto limitarsi ad una suprema direzione delle cose. ed· a . mantenere f~a i Comitati dei neutri e dei belligeranti le necessane relazioni. · Ma sia per errore negli invii fatti e dai privati e dalle società cli soccorso abituate da lungo tempo a. far capo al Comitato di Ginevra, sia · per affrettare il disbrigo delle molle faccende, sia anche per rendere meno grave il lavoro all'agcmzia, cli fatto avvenne che jl Comi~at<? oltre alle sue speciali attribuzion i, dovè · occuparsi ~1 una quantità cli affari che aYrebbero dovutò essere sbrigati dall'agenzia, cosicchè male si potrebbe defini.re _dove terminasse la sfera d'azione dell'uno, e dove commciasse quella .dell'altra. , . . . . Certo è che basta O'ettare gli occhi sm rendiconti che si trovano inseriti in° questa raccolia degli atti del Comitato, per rimanere ammirati dell'opera presta~a i1~ quell.a campagna sia da lui stesso, sia dall agenzia d1 Ar-No xvu, YoL.

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430 Basilea, la quale non era in sostanza che un ufficio di delegazione d_el Comitat_o. , . . . .. ·~ . Far pervenire s_occors1 d og~1 ~~ecie a1 ,fe!·•ti o d1~tt:1-: buire tali soccorsi nel modo 11 p1u equo fia 1 duo eserciti belligeranti, curars! .della t~asn~i~sio!le ~~~le leUere, del denaro e delle notizie fra 1 m1htar1 fe1 it1 e le lorof amiglie, procurare di ottenere dai belligeranti (quantunqu~ non sempre con buon. succe~so)_l'esatta osservanza ~eg~1 artit:oli della Convenzione eh Gmevra per quanto s1 rifor i~ce alla neutralizzazione dei feriti ~ dell~ per~on~ addette al servizio sanitario, tenor vivo nei Comitati de..,.li. Stati neutri lo spirito di filantropia, inviando f~equ~nti circolari. per .richied~~e le. :risorse 1?-e~ess~r1e, provvedei·e al rimpatri~ degli. mv;ahd: ecl alla 1st1Luz10ne di asili pei convalescen~1: ecco il co~1p1to che C?n cost:!1.t~ abnegazione ed operosi fa ~u ademprnto, dal primo aprn s1 delle ostilità fino al termine della campagna, dal Comitato int~rnazionale estendendo, col concorso efficace dell'agenzia di Basilea,· la ~ua azione ber:~fica ~~l Prego: alla Loira, pertutto ove v1 fossero degli mfehc1 da soc correre. · . , d' Sul principio della guerra esso s1 c1~ro anche 1 soccorrere i prigionieri o della lor~ corrisp~ndenza collo famiglie, ma cresciuto so".'e~ch1ament? 11 l ~voro col crescere il numero delle vittime, dove lasc1~re q:iie~ pietoso ufficio ad un comitat~ speci.ale, che s1 C?st1t~1 a Basilea col titolo di Comitato di soc?or·~o dez przgi·onz·eri di guerra, prendendo a propna insegna una croce vei·de. Più tardi poi, allorchè un'in~era armata fran,cese pa_ss~ in Svizzera, una nuova agenzia ~entralo do_ve ~ta?1ltrs! a Ginevra coll'incarico speciale d1 provvedere a1 btsogm dei mili tari internati nel territorio elvetico ;. ed ~nche questa nacque per impulso ed opera_ d~~ Com1t_ato mtet:naztonale, col quale mantenne s~m~re 1 _pn~ stretti rapporti. Compresi i versamenti e l e d1stl'lbnz10m fatte da queste due istituzioni figliali, il Comitato ne~ suo re~d_1conto valuta a 3 milioni circa la soipma dei soccorsi . m d~: naro ed in natura distribuiti dm:ante 1n. guer~·a a1 fentl malati e prigionieri degli eserciti combattenti. . Al termine della campagna, rimanendogli ancora m cassa un centinaio di mila franchi, pensò non poter

434 meglio utilinarli che col far costrurre delle membra in legno ai mutilati, e, com'è facile immaginare, tale progetto fu accolto con la maggiore riconoscenza, cosicchè in poco d'ora 120 circa di quegli infel ici poterono esser posti in grado con tal mezzo di sentir mono grave il peso della loro sciagura e di poter meglio provvedere al loro sostentamento. Dando così sommario conto dell'opera compiuta dal Comitato internazionale in otto anni di vita, quale risulta dagli atti da lui pubblicati, noi abbiamo creduto non solo rendere ad esso un giusfo tributo di ammirazione, ma ben anco far cosa grata ai nostri lettori. Troppo fortunati · ci stimeremmo se le nostre parole potessero aver servito a porre maggiormente in evidenza l'importanz·a della filantropica associazione che ha preso il suo nascere a Ginevra e ad eccitare chi lo può a faro cll'essa possa ottenere col tempo sempre maggior sviluppo a vantaggio dell'umanità sofferente.

Delln potcn~n delle ~atu,i eo,.azzale e delle bocclte dn (t1oeo in relazione aH"aU11cco e 11'{e11" delle coste, di G. ROSSBT colon-

1wllo d'artiglieria (cfln duo tavole). -

Favale e Comp. -

Torino, tipografia Carlo

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Mentl'o la quistione, tanto complessa, della. difesa territoriale d'Italia si sta agitando, da esimii scrittori militari, in un campo tattico e strategico, quest'opera del colonnello Rosset, testè comparsa alla luce, viene ora a trasportare una parte della medesima quistione in un campo puramente tecnico e scientifico. Quando si 1·ifl.etta che il ' valore tattico d'una posiziono strategica viene sensibilmente modificato dalla potenza dei mezzi che si impiegano a difenderla od attaccarla, si scorger,). facilmente l'intimo legame che corre fra l'uno e l'altro campo, e, quanto possa influire, nell'esecuzione <l'un piano di guerra, la durata di resistenza d'una fortezza o d'un sistema di fortezze situate lungo una base d'operazione. Nell'attuale periodo di grandiose e radicali trasformazioni nel _materiale da guerra e nella struttura delle


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opere di fort.ifìcazione, fra le incertezze e le esagerazioni risvegliatesi sulla potenza dni mezzi d'attacco e difesa, un libro come questo dol colonne llo Rosset, giunge veramente in buon punto per fornire moltissimi dei <lati necessa ri allo studio d'uno dei piti difficili problemi, quale s i è la. difesa delle coste. Se non veniamo i primi, nel consesso della stampa militare, a tener parola di questa pregevole pubblieazione, godiamo tutta,·ia richiamare l'attenzione dei lettori sopra un'opera destinata a rettificare le idee erronee di coloro i quali, o ritengono tn1scurabili g li attacchi da mare, o confidano troppo nell'impiego delle torpedini nella di fesa delle coste. Quest'opera, co1Tedaia di due ta,1ole, è dh·isa in quattro ti"toli, dei quali cercheremo di darne lln'idea sommnria. Nel titolo I l'autore considera l a r es istenza delle piastre di corazzatura delle navi e- calcola il la·roro d'u,rto necessario ad un proi e;tto a perforarlo; discute sopra. i due sistemi di distruggere le navi corazzate, il perforante cioè, ed il contundente, e nota che il primo verrà adottato da tuUe le potenzi~ non E>sclusa l'America, la quale aveva spinto Il secondo a colossali propor1,ioni; accenna al modo di comporre le murate, secondo il sistema europeo ctl ame1·icano, e ne calcola le r ispettive resistenze all'effetto d~i proietti con dimostrMdoni sc: ientifìche, che sviln ppa con note a parte; offr0 degli specchi di risultati dedot.U col calcolo e ricavati dalle esperienze, dai quali specchi si possono attingere dati interessantissimi su lla resistenza clt~lle n av i corazzate costrutlc secondo gli ultimi tipi, vale a dire, colle murate este ndente:si metri 2 , 20 soUo li.i, linea d'immersione, e disposi.e in modo da rendere quasi impossibile un effetto utile con ,tiri diretti al ili sotto di essa. Nella prima delle due tavole del test.o presenta un quadro dc~lla struttura <li vari tipi di navi, la cui co11oscenza giovc~rà opportunamente ai comandanti delle batterie da costa, per saper regolare la qua1iti1. dei tiri pit'.t eflìcaci a mettere le navi fuori di combattimento. Cosicchè conlro le navi a torre, per esempio, si cercherà di_ colpire l'unione <li questa colla coperta, a motivo che le deformazioni ivi prodotte imped iranno il movimento di -rotazione delle torri, e paralizzeranno il t iro delle l oro

433 bocche a fuoco; e, contro le navi aventi lfl estremità ind ifese, si concentreranno i fuochi a preferenza su queste, e così via. Nel titolo II l'autore passa ad esaminare e cakol ar~ gu~lo dovrebbe essere la potenza perforatrice delle artiglierie da opporsi alla navi, onde formare con e~se l'armamento delle coste, e l a confronta colla resi.'. s tenza materiale. per modo da fare emer(Tcr~ il vero stato in cui si trova l a quistion e della <lifosa per r a pporto all'offesa. _rendere pitt facili i confronti, dispone i calcoli rel at1v1 in appositi 1;.pecchi, dai quali si deduce che il cannone più potente è il Krupp <la centimetri 30,4, quan~unq ue però. sia ineffìcat:e contro la Devaslation (nave mglese) e gumga appena a perforarne la p:1rte inferiore a dis tanze minori di metri 500. Cita i n seguito alcune esperienze <li t iro acce ler ato fatte col cannone Armstrong da centimetri 17,7, col francese da centimet ri 24, coll'italiano da centimetri 24, col K rupp da. ceniimetri 22,9 e centimetri 27,9, coll'amùricano liscio da centimetri 38,1, col vVoolwich da c~ntime~ri 22,9 e da centim etri 30,4; dalle quali esperie~ze r.1s~lta che l'Arm~trd'ng è dotato di maggior cel erità eh tJ l'o. Accenna moltre ad alcun i esperimenti, sull'esattezza di tiro delle artiglierie di marina, eseguiti in Russia con navi corazzate marcianti con velocità di metri 7408 all'ora (metri 2,00 c irca al minuto secondo) e sparanti alla distanza di metri 1300 contro un bersaglio lungo metri 15, alto met r'i 6, - i . quali diedero lo stupendo risultato di 86 colpi, sopr a 100, scagliat i dentro tale bersaglio. Si può quindi da ciò ' prevedere qual e e qua.nta sarebbe l'effìcacia del concentramento di fuochi lanciati .da varie navi sopra una batteria da costa, e, viceversa, quell3: di fuochi mandati da un certo numero di queste batterie, contro una flotta che tentasse di forzare l'en- • trata di un port~) o d'una r ada. Nel ti·tolo Il[ l'autore considera l a quistione dal l ato che chiama taHico; entra in alcuni dettagli importanti sulla costruzione delle navi corazzaie a doppio scafo ed a compar timenti stagni godenti Ja proprietà di non affondarsi, anche quando le mura.te vengano perforate,

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rn4 ovvero sconquassate dallo s_coppio .de°lle torpedini, ed è- indotto a conchiudere che, ove non si rinvengano altri mezzi di distruzione . all'infuori delle torpedini; l'impiego di queste cesserà ben presto d'essere un mezzo potente ed efficace; e che le navi colle prore foggiate a speroni solidissimi in ferro, avanzantisi di fronte alle batterie, colla minor sezione e coi {fanchi in direzione obliqua, presentando ad esse un piccolo bersaglio, diverranno quasi in vulnerabili. Nè h avvi luogo a dubitare, soggiunge l'aùtore, che la rapidità. di marcia delle moderne n avi corazzate, stante · l'enorme loro peso, aÌ)bia a diminuire in confronto alle antiche, che anzi, le migliori di queste n on oltrepassano l a velocità di 24076 metri a.ll'ura, mentre il Monr;wch (tipo di nave moderna inglese) r aggiunge la velocità di metri 27600 all'ora. Così pure, sotto il rapporto della durata di marcia, egli osserva che le recenti navi non sono i'nferiori alle antiche; e ciò doversi al gr11do di perfezionamento delle caldaie e delle macchine, di guisa che, a velocità uguali, si ottiene un consumo molto minore di combustibile e si acquista una potenza di navigazione così grande, da facilitare di molto le operazioni di sbarco, d'attacco di viva forza o di bombardamento, da sfruttare l'azione delle truppe e degli armamenti improvvisati, e da render e perciò indispensabile 1la preparazione della difesa delle coste per tempo e di tutto punto. E ciò tanto più in quanto che, contro i cennati straordinari mezzi <l'offesa, tenuto conto dell'incr,rtezza dei t iri sopra punti mobili, poco sporgenti dall'acqua, coperti di fumo ed impenetrabili ai tiri obliqui, le condizioni della difesa riusciranno inferiori a quelle dell'attacco. Nel quarto ed ultimo titolo l'autore, l asciando in disparte quanto riflette le batterie galleggianti, gli sbarramenti, l e ostruzioni, ecc., ecc., adduce le cause che diminui8cono l'importanza del valore difensivo sinora attribuito alle torpedini, e tratta dei sistemi più recenti di batterie adottate in Russia ed Inghilier.ra, e dei principii fondamentali che ne guidarono la loro costruzione. Circa le torpedini egli si ripOl'la all'opinione d'uno dei nostri ufficiali, ~econdo la quale esse nqn esime-

ranno mai dall'a1;ere dei forti, delle navi e dei g'f'ossz'.

435 ca,1r1111,on1:; e nota che, sulle nostre coste del Mediterraneo, ove le acque vi sono molto pr ofonde, le tor~edini fi~se verrebbero facilmente trascinate dalle correnti, e, quelle condotte o semoventi, non hanno fornito risultati soddisfacenti da potersi djre un prob~ema risolto. . In quanto al sistema di costruiione delle batterie, le s11e idee s'accordano con quelle dei n ostri uffìcia~i che fet;eto le ultime espc1r ienze al campo San Ma unz10, ed ammette l a superiorità delle opere in terra su q_u~lle in muratura, per batterie alte a tiro ficcan~e; ri: 1e!1~ per indubitato essere le batterie corazzate dei van tipi l e più resistenti alle artiglierie mod~rne~ e, f!'a _q~elle, cita a modello, e descrive, le batterie dei forti d1 Cronstadt rivestite con corazze di centimetri 38 esternamente e di centimetri 17 nell'interno, le casematte inglesi nei forti di Portsmouth e le fortificazioni, testè compiutesi, di Spithead. Relativamente 'ai sistemi d'affusti, si mostra poco favorevole ai modelli Moncrieff, Gruson, Schumann, perchè li ravvisa inapplicabili jli · pezzi d' ingente_ r~eso : com~ aHresì per le torri :fisse scoperte, per la r ag10n~ che vi scoro-e l'immensa difficoltà di manovrare grandi masse con ~apidità e sicurezza. Infine, dichiara di non tro:'arsi · nella possibilità di co~cl ude re . con _q,ual~he. co_s,a d1 c~eterminato intorno al sistema di fort1ticaz10111 pm conveniente per la difesa delle coste, e riduce il su o c~m: pito ad indicare la specie di bocche a fuoco che vt s1 dovrebbero destinare contro un attacco od un bombardamento, e cioè, quelle a tiro curvo per battere le coperte delle navi . e quell~ . dirette a pe1:forarle . , Dalla sommaria espos1z10ne che abbiamo fatto dellopera del colonnello Ro~set, si P?tr~~ sufficie!)-teroente comprendere quanta ne sia l a _sua nnp~rtanza ed oppor: tunità. Però, non possiamo dispensarci dal condolersi coll'esimio autore, che gravi ,motivi si oppongano a rendere di pubbl ica r agione l'es~n~e del_lo _stato a.~tual~ delle nostrè coste, e le proposte dei sIStenu d1 batterie e 1arm~mento, che dovrebbero éssere, secondo lui, .adottat1. E ciò tanto più dopo il quadro desolante che egli fa_ con_ q~e~te_ sue par ole; « una sola nav~ corazza~a d~gli ulti!m tipi perfezionati ed a,·mata c~i cannoni di maggior J?Otenza ora esistenti', che si presentasse sul nostro lito-


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!36 rale, indubbiamente riuscirebbe a penetrm·e di viva forza in qualunque dei nostr·i porti, a battere di rovesào le nost1·e batterie, a bombardare le città e gli arsenali, non possedendo sinora l'Italia sulle site coste alcun'opei-a difensiva atta ad oppo1:si ai presenti' mezzi d'attacco, nè artiglierie efficaci per a1"1narle.... Tuttavia, l'opera del colonnello Rosset non mancherà

che dallo stes$O corso si np1ega verso ia Penisola, formano base l'Appennino ; e ciascuno, secondo il proprio piano strategico preconcetto, .crea perni d i manovra e forte;r,ze di appoggio all'esercito della difesa. Infrattanto, l'autore del nuovo 0puscolo summenzionato, di cui offriamo un sommario resoconto, pare si schieri fra coloro che, parteggiando per un'offensiva militare dal nostro territorio, vorrebbero con~entrati i perni e g·li appoggi a ca.vallo del Po, per lanciare da quivi masse imponenti contro le colonne dell'invasore. L ii prima parte del suo lavoro s'aggira intorno alla difesa interna, e più specialmente della frontiera NorclEst. P artendo dal principio che per muovere, nutrire e manovrare i grossi eserciti odlerni sono necessarie delle grand i vallate, ègli pone fuori dubbio che, in Italia, l'unica che :-;i presti all'uopo sia la valle del Po. Propone quindi le principali fortezze, per appoggio della difesa at tiva nell'Italia contin'e ntale, lungo le vie Alessandr·ia-Valen.za, Piacenza-Cremona, lrfantova-Borgoforte, con torri_corazza.te ai passi del Po compresi fra queste linee; e, quali appendici <lella difesa nella media e bassa Italia, Roma e Caserta . . I forti di sbarramento, nei valichi alpini, non li ritiene nè utili, nè convenienti, se non a condizione che vi sia equilibrio delle forze attive dei belligeranti, e che si possano mobilizzare in ugual tempo; ma, siccome l'esercito italiano, a, parità di pronta mobilizzazione, lo ritiene inforiore a quello d'ognuno dei nostri due avversari, cosi egli teme, e, ci sembra giustamente, l'ini1.iativa essere più _probabile da parte loro, che potrebbero, p~rciò, com~!iè.i.~re coll'espugnare detti forti: e che d'altr;,1. parte anche,senza i forti di sbarramento ess i non rischierebbero di sboccare incompleti o <:,on piccole masse nel nostro territorio. L'autore, penetrato delle condizioni finanziarie d'Italia, s'accorda con coloro i quali propugnano per avere poche ma solidissime . fortezze, ed è d'avviso che ad Ales:. sandria, Piacenza e Jvfantova debbansi erigere dei grandi campi trincerati capaci di ricoverare, nutrire e r ifornire di materiali da guerr;;t persino 300 mila uomini. Tutte le altre fortezze di terra, esistenti al nord, centi<o e sud d'Italia, egli .opina si debbano an nullare, per non sperperare le nostre milizie provinciali · e non divergere

. certame~te di attrarre l'attenzione degli studio:5i <li questa materia: r iuscirà loro utilissima e pel merito intrinseco del lavoro, e perchè risparmierà ad essi di ricorrere alle molte e costosissime opere che t.rattano questo importante argomento : forn irà agli ufficiali dell'artig~ieria e genio una giusta idea dello stato attuale e dei veri termini dell'arduo problema; la di cui sol u7.ione è resa oggidì tanto più urgentè, in quanto che, le ~w<laci aggressioni e le diversioni più ardite potrebbero divenire effettuabili a tal punto, col mezzo delle moderne flott_e a vapore, da far entrare la guerra delle coste fra le combinazioni della strategia.

,lllr.11n, ce ..ni ntilfn ,life.r• ,,,.,r;.r~,,,,.re in1et•na e ,lelle cosl., ,,,,. talin, e SJICCinlu,enr.. ,lellta f••o,.tiertf ,~o,•tl•Ove•t, per D. X.

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Torino, G. Candcletti, rn:ni.

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. Gli opuscoli sulla difesa territoriale d'Italia si sue. i::edono incessantemente ; mai un argomento militare fu così ampiamente discusso in pubblico come qi1esto della difesa; le proposte si succedono le une alle altre, come se la qujstione fosse ancQra nelle p1·ìme fasi del suo sviluppo. Gli autori di -essH, s8mpre tenendo in mira lo stesso scopo, presentano tuttavia modi diversissimi per raggi ungerlo : taluni · disseminando fortezze su tutti i pu_nti d'Italia, altri concent_randole .sulle linee principali d'invasione e nel loro punto, geografico o logistico, di convergenza; chi consigliando l'offensiva sul territorio nemico, e chi sul nostro. Alcuni , reputando per noi vantaggiosa l a difensiva lungo l a linea di operazione prossima al corso dal Po, fanno base or l'uno or l'altro estremo di questa linea; altri, preferendo invece quella

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rns gli sforzi dall'oggettivo primo della guerra, il quale deve essere la distruzione dell'armata nemica e non Foccupazione temporanea di provincie o la difesa della capitale; poichè, esclama l'autore, la capitale di imo Stato

invaso è mobile· coll'esercito, e la 'nazione perde la S'ua capitale e se stessa quand_o non ha più esercito. La se.conda parte dell'opuscolo riflette la difesa delle coste d'Italia; l'autore, stabilendo per massima che uno sbarco su _vasta scala non si possa operare che in capo alle grande comunicazioni, previo possesso di buoni porti, e che si debba proteggere la flotta co' suoi arse-: nali e depositi, dà il suo voto per fortificare solidamente Spe:ùa, Messina e Vene.zia. In questi punti egli vi scorge delle posizioni strategiche forti per natura e per arte, dei nodi marittimi importanti e dei porti di manovra abbastanza ampi. Seguace poi, quale si dimostra, del principio delle masse, trova parimenti ililutili e forse dannose tutte le altre fortificazioni del litorale insulare e peninsulare, in quanto potrebbèro esercitare sulla flottl:!, una funesta attrazione. Considerando la svantaggiosa configurazione della pe~ nisola, l'autore crede che la miglior tattica navale, contro un nemico che tentasse uno sbarco, sarebbe qùella di costringerlo a dividere la -s ua flotta, parte per bloccare q~ello dei porti fortificati più prossimi alle sue operazioni, parte per proteggere lo sbarco, i materiali da guerra e le provvigioni sbarcate, e non mai quella ·ai tenere il nostro naviglio al largo, a rischio d'essere battuti con. forze preponderanti dalla stessa flotta, che bloccherebbe o. sorveglierebbe facilmente il porto medesimo, in un tempo. La terza parte del libretto tratta della difesa territoriale interna e quella delle coste in co1:relazione fra loro. In essa l'autore, stabilendo per base della nostra sicurezza il possesso della valle del Po, si mostra convinto che, nella difesa delle coste, noi troveremo in 'detta valle il centro di gravità dei nosfri movimenti ed un pote11te ausiliario; avvegnaehè, minacciato l'esercito èlella difesa dall'est, esso potrà raccogliersi e riordinarsi nell'ovest a P iacenza, Alessandria e Spezia, e, viceversa, se minacciato dall'ovest, potrà rifugiarsi all'est a P iacenza, Mantova e Venezia, ed in ambidue i casi essere sussidiato cl.alla nostra flotta .

. d39' Egli non ·esita _di affermare, contro coloro i quali proptn?ono. P.er un sistema g·enerale di difesa coprente tutta ~..alia ~1 foriez~e, che. tornerebbe tutto a nostro vantaggio 11 lasciare che 11 nemico estendesse l'invasione su moltissimi .punti, e ~he ci c?nverrebbe invitarlo ad occupare una g:ande ~stensione d1 territorio ; poichè, col sistema di p~azze d1 guerra da lui proposto, egli ha la certezza che· ~i. possa cop~ire l'esercito della difesa e forn irgli i mezzi: d1 pre~entars1. alla loita. co~ forze preponderanti, godendo tal.e s1Stema 1 vantaggi d1 avere un comando sulle due ~ponde del Po, di offrire una sufficiente profondità per far manovrare ·g randi masse, di ·evitar l'urto contro forze superiori, di concedere libertà di scelta del momento opportuno e della massa nemica contro cui cimen~arsi, .infine. di presentare una disposizione tale da obbligare 11 frazionamento delle masse invadenti ed una solidità. nelle singole piazze da renderne difficil; l'ir..vestimento · e l'attacc0. Seguendo per ordine le proposte ed i raa-ioirnmenti dell'~uto~e, r!levJ~mo. che·, nel mentre la mas~ ima parte degl.1 ,scr~tton m1litar1 sembrano preoccupati dalla. ~ecess1ta dt dover mantenere le comunicazioni fra l'Italia continentale e la. peninsulare, il medesimo eli mina i motivi che analorano tale preoccupazione, fissando in massima che, ai primi sintomi di una guerra, tutto debba essere preparato e concentrato nella valle del Po e fa-. ce~d? ,il seguente dilemma : o il nemico all'apertur; delle osi1ltta non opera subito nelle valli dell'Arno e del 'l'ever_e, e le dette comunicazioni riesciranno egualmente ~ssicnr~te senza bisogno di altre opere di fortificazione, o 11 nermco, per lo contrario, vi opera subito, ed esse sarebbero perdute qualunque fosse il sistema difensivo chesi adottasse. Il concetto strategico che traspira dalle ultime pagine dell'opuscolo pare si possa riassumere in queste poche parole dell'autore; 1 u Offesa a fondo contro u1na o due masse nemiche

ancora disgiimte sia agli sbocchi che olt1·e i rnedesirni; 2° Offesa contro quello che r·imane e che avrà avitto i'l tempo di riunirsi·. S_embra quindi che non int~nda di passar la frontiera e d1 attaccare e battere il nemico nel suo territorio,


u.o ma bensì di attenderlo in casa nostra ed attac<:arl o, offerisivamente, nel momento e luogo a noi più favorevoli, per respingerlo alle frontiere da cui mosse. Infine rimarca, in qualcuna delle tante pr.oposte di fort ificazioni, l'errore -di averne suggerite troppe, invece dì l imitarl e per ora allo stretto indispensabile, e propon e di consacrare porzione dei milioni domaifdati al paese, invece che nel_le fortezze , che egli intenderebbe di escludere, nella creazione di altre cinque divisioni attive, colla formazione qi dieci nuovi r eggimenti di fanteria e dieci di bersaglieri, onde poter così presentare in campagna 350 mila combattenti, ri:Partiti in 25 divisioni.

RIVISTA DI PERIODICI ESTERI Austria-Ungheria.

Slreflleur'11°0esterreicl•ische .fli l iliirische Zeitscl,ri(I -

Vienna.

(Dispense del 110,·embro e dicembre 1871 e gennaio 1872).

Desc1•izione del bersagli'o militare svz"zzero. - Esso consiste in · una grossa lamiera di ferro battuto, tinta a più r iprese di. color bianco ad olio. Una striscia vert icale n<~ra seg·na l 'uomo; nel mezzo un circolo bianco serve pei tiri di precisione. Le pallottole che colpiscono lasciano un'impronta, l a quale è subito riparata mediante due pennelli, uno inzuppato di color bianco, l'altro di nero. . Questo bersaglio permette di tirare colla pioggia e col vento, non esige r iparazioni dur ante il tiro, è solidissimo, segna col suono l e pallottole che colpisco110, rende più facile 1~ ricerca del piombo. Costa da 150 a 160 lire. · Regolariiento d'esercz'zio per la fanteria clell'esercz'to reale prussiano del 25 febbraio i K47. Rz'stampa colle rnocli/ìcazz'oni introdotte· fi,np ot 3 agosto 1870 .• Piibbli'cato nell'anno i87i . - E curioso il titolo! Sembra dica: le campagne dal 1848 in poi ben poco han cambiato al nostro regolamento dal 1847; mentre voi marciavate contro l a Francia noi abbiamo sanzionato la nuova edizione. Ed infatti questa differisce ben poco dalla prima; qualche maneggio d'armi soppresso, qual-


H2 che ~uov~ avver~enza . sull' .uso. dei fuochi, qualche s~mpllficaz10~e nei m?v1men~1. Rimane sempre la terza nga, b.enche !101?- sia . ma! u~ata se non per formarne 1 plotom di cacciatori ; r imane la contromarcia benchè si. di?a che la compagnia deye saperla eseguir~ per esercitaz10ne, non per _g uerra; r imane la bandier a per battaglione. Del resto gli atti di combattimento sono semplici e lesti senza che · occorra la confusa e complicata ripetizione di comandi per farli eseguire. Le col onne d'attacco, le colonne di compagnia, i quadrati si formano al- solo comando del maggiore. Per la compagnia si preferisce il circolo, perchè pili spiccio, al quadrato. .M a la [an~~ria bene educata ~l tiro può in linea resprngere 11 pm audace assalto. hssa deve assicurarsi i fianchi e le spalle; cli fronte considerarsi invincibile. Ottiz:ne. sono le avv~rtenze sul1'~1so dei fuochi, più o men? 1m~t~te da . molti regolamenti europei. La linea di cacciatori m movimento non faccia fuoco che per estrema !lec_es.sit~ e . dietro i~dica~ione _sp~ciale data ai singoli md1v1dm dai graduati. Gli ufficiali e sott'ufficiali sieno ~bili tirato:i, onde all'.occorrenza con colpi di prova esser m grado d1 regolare 11 fuoco. Nei fuochi a comando si dia maggior importanza alla quiete ed al sano-ue freddo c~ie ~l n ul?ero ci.elle scar'ic~e. Per diminuire° le perdite ~i us1 l a .l mea d1 colon11e eh compagnie, ma si badi che ~l ~attag~i~ne non ~fugga di mano al maggiore. Questi 1~d1ca gli mtervall1 fr1:~ le compagnie, le spiega sùccnss'.vamente, una ne lascia sempre in riserva colla ban,chera; nd momento decisivo però, nella lotta da v icino bisogna impiegare tutte le forze per decidere dell~ vittoria. Il r egolamento concl ude : « Sopratutto si badi che in nessun caso. nè fra o-li « strapazzi delle grandi manovre, nè fra lé prirnziZni « della g,uerra, venga meno l'influenza del comandante « sulla truppa, l'attenzione ~i di lui ordini e la coe« sione tattica ».

D~ll'i'stru~ione sul . t.z"r.o. .- Il. t.iro in guerra deve soddisfare ai due requ1s1t1 eh precisione e cli celerità. In pace d'ordinario non si mira che al primo : è necessario

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non perder d'occhio il secondo. Si addestri sovente la truppa nei fuoch i accelerati eù a comando, si faccia ?so di molte cartuccie da sal ve e si eserciti ogni giorno 11 soldato nel pa:ntare con lestezza.

Dell'utilità del giiwco di giterra, per E. v. M AYEn, luogotenente colonnello. - Il giuoco ai guerra abitua la mente dell'ufficiale ai vasti concetti, alle pronte decisioni all'azione energica e sicur a. L'incertezza sul piano del~ l'avversario, il pensiero continuo di indovinarne mosse · di evitare errori e supposizioni azzardate, il calcolo ne~ cessario del tempo, dell'efficacia delle armi, del terreno, dell~ forme ~i c~mbattimen~o, servono di ginnastica al pensiero e di sviluppo all'intelligenza. Il tentennante apprende fiducia, il vanitoso moderazione, l'abilità si ~ostra, l'ingegno ~mpone rispetto. Il generale T roscke m una sua Memoria sul giuoco, ritiene doversi in p'arte all'abitudine radicata di esso quello spirito di iniziativa c~ie dai. duci si eJt~nde fin~ ai c~man danti di gr uppo e s1 mantiene sempre m armonia collazione comune, spirito c,he tanto contribui ai successi delle armi prussian e. ~l ~iuoco di ~uerr~ fu in:7entato dal luogotenente Re1sev1tz. Il re I< ederico Gugliel mo III fino dal 1825 lo racco.ma11:dò ai cir~oli militari prussiani e ne incoraggì la diffusione mediante soccorsi in . danaro. 1vloltke durante il suo soggiorno a Magdeburgo fondò una società del giuoco di g uerra. Nel 1858 fu introdotto in Austria, ottimo è l'ultimo , apparato del l uogotenente colonnello Zipser, il quale tiene conto specialissimo della presente organizzazione dell'esercito austriaco e dell'efficacia delle armi secondo le esperienze delle ultime guerre (I). Da parte nostra facciamo voti che anche nei circoli . dùi nostri ufficiali s'introduca questo interessante ed utile trattenimento.

(1) L'apparato comprende dne dil'isioni di fanteria o cavalleria (amico e nemico) : ciascuna divisione conta 4;f 5 segui di t ruppa in metallo colorito. Vi ha un'introriuzione con -10 ta,·olc. Completo costa rn fior ini. Dirigersi : Expedition des Kriegsspiel: - Apparates Josephstadt in Bohmen.


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Ui J nuovi fo,·ni di campagna in ferro_ e loro i"mpi·ego in gil,(3rra (con una ta~·o_la). - I fo~111 da ca11:pagna~ così necessari pel provv1g1onamento di nn eser~1to, <le vono essere le(T(Tieri tanto che un carro basti a tra0 sportarli e solidi ian1.o ~la resistere l ungamente a~ ~uoc~. A queste esigenze cor1:1spon~o~o p~r~ettamente 1 forn,1, per la costruzione dei quali 11 Ministro della . guer1 a austriaco ha recentemente domandato un ?1:ed1to alle delegazioni. Il forno consiste in un me_zzo c1ll_ndro com~ posto di due. l amiere di f~rro, le quali cong1un~en~os1 formano il cielo e sono r1coperle da u~o strat? ~1 te1 ra. Il suolo battuto serYe di piano. Il sistema ~ rngl~se, perfezionato mediante un'armatura, 1~ quale i_mpe<l1sce che il fuoco a luno-o andare sformi le lamiere o l e stano-h e <li ferro eh~ servono di rinforzo. . N~lle esperienze ciascun fomo pot-è essere riscaldai~ 520 v olte 10 o 12 volte al giorno ; essendo capace d1 '70 razioni, si ottennero in meno c~i due mesi 3?,4~0 razioni di pane eccel lente. Du_e c~rr1 son~ s uffic1ell'~1 per trasportare 4 forni con t~tt1 gli attr~zz1 n_ecessari. Otlo ore bastano per la costrnzwne e pcl pnm? nscaldamen~o. L'autore calcola che occorrono l 08 form per un esercito di 50,000 uomini, e che i medesimi possono ~uocere_ p~n~ per u na cnmpagna di 5 mesi , anche in pae~1 pover1s::;1n11 come sarebbero quelli austriaci del nord-est, m una guerra colla Russia.

J rapporti

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la { orza e le perdite nel ?On/Wto

del 1.810-7 i. - All'aprirsi della guerra l a Francia aveva

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di truppe int~r~mentc or_ganizzale 350,00 uo1~i?i. . . Sotto il Mnusiero Pahkao fo completata 101 ganizr.azione di alcuni corpi e raccolti 104 battng~io_ni di guardia nazionale mobile, in tutto 24.2,000 uo1111_m. D~l 4 ~et: tcmbre alla fine di gennaio furono cr~at1 al _di fuor! ~li Pario-i 12 corpi d'armala, l'ese1·cilo dei Vosg1, la cl1vLsi~n; Cremer, ecc., in complesso 080,000 uomini. Troch_u in P arigi raccolse circa 3_0 0,000 combatto1~ti_. La. J!rancu7 quindi mise sotto le arm L 1,572,000 uomm1, dei. q1;ah 1,222,000 in cinque mesi. In tutto ebbe 25 co_r~1 darmata (O del Reno, 3 di Parigi, 13 degli cserctt1 della Loira del Nord, d<:!l l'Esl, tfoll'Ovest e del Sud, compreso il co;1Jo di Garibaldi) con 80 divisioni di fanteria (15

·14-<> in Parigi, 29 degli eserciti di Metz e Chalons, 3G degli altri eserciti) e 20 divisioni di cavalleria. Le forze dell'Impero e della ltepubblica sono state successivamente ripartite in 300 reggimenti di fantel'i a da 3 a 4 bat1,aglio'rl i, in 45 bnttag·lioni <li cacciatori , in 120 reggimenti di cavalleria a ;! squadroni, in 44 n'ggi men Li di artiglieria a 15 <-i60 batlerie o 3960 cannoni da campagna, in 6 reggimenti del genio, ecc. Da quesle cifre e dà una nuova organizzazione militH re, basata s ull'obbl igo universale al ser vizio, l'au lo1·e crede che in avveni1·e. la Francia potrà mettere sotto le a!'mi in guena: 1175 battaglioni, 400 squadroni, 375 batte!'ie a 6 22"50 pezzi, senza le mitragliatrici; cioè, l ,~72,000 non1ini; P<l in pace : 800 battnglioni, 400 squadroni, 250 bai.ter ie ; in tul!o 425,000 uomini. Le forze tedesche in lun-lio 1870 contavano: 99 1 1/4 battaglioni, 531 squadroni , 2202 pezzi - Totale 1,140,259 nomini (944,32i l a Confederazione del Nord· e 195,932 g1i Stati del Sud). Su l teatro della guerra furono portati 'di truppe mobilizr.ate : 583 battaglioni di fanteria, 1G 1/2 battaglioni di pionieri, lG 1/2 battaglioni clPl treno, 428 squadroni di cavallerin, 1716 pez1.i ; 783,016 uom ini. A mantenerli s ul piede ùi guerra furono appena s ufficienti i 222,300 uomini di iruppa di compl emento, La massima parie della l andwehr di 1° e 2° bando 141,933 uomini fu impiegata in patria a tutela delle coste ed a gu ardia dei prigionieri. In gennaio la Germania era giunta all'a pice dei s uoi sforzi. Il generale Goeben narra d'aver condotli al combaLLimento battagl ioni di 400 uomini. Il 2 gennaio la diYi~ione K ummer da un effettivo di 14,000 era ridotta a 5500. Alla fine della guerra alcuni re,ggimenl i di cavalleria non avevano ness uno de i cavalli coi quali erano entrati in campagna. Ma la preponderanza delle forze spiegate al principio aveva dato la chiaYe di tutte l e ,ittorie. successive. La Germania del Nord· perdette, secondo il MilitiirWochenblatt dèl 29 novembre, 98•1 ufficiali, 15,·843 soldati morti; 3167 ufficiali e 75,837 soldati feriti ; 30 ufficiali, 6165 uomini dispersi. La Baviera, secondo Federico :Mi.iller, 159 ufficiali e 17495 soldati morti; 571 uftkiali 'e 10,003 soldati feriti. :nal'le li-ste si rileva ch·e il \Vi.irterrtberg ed il ·Baden

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han no sofferto una perr1ita ~omplessiv,t <l i 243 ufficia.li e 5616 soldntì. Il totale delle ptm!ite tedesche ascendo qu indi a 5 144 ufficial i, 1 14 ,959 so lJati. La c ifra è imponente, m~ r~lativamente inferiore a lle per<lit~ subit~ dngli Austriaci e loro nlleati nel 1866, le quali m pocln giorni salirono a 100,000 u.omini. L'autore dà l e cifre dei morti e feriti per ciascun corpo dell'~sercito tedes~o, e pos~i,a. <p1el~e arnhe le , part i per ciascun fotto d arme. I I edesclu net com l>att imenLi intorno a MPtz, dal 14 ngosto fino alla capitolazione delht piaz7.n, perdettero circa 50,00:) uomini, poco meno che in tutto il resto della guerra. · 0 T er r ibi li sono i dnti sopra. quakhe regg imento; il 5Z ebhe 75 ufficiali e 151 5 soldati fuori co n1hnttimento; il 44° 57 utlìciali e 1501 U')mini, il 1G0 59 uffi.:iali, 140i uomini, ecc. Per l'esercito francese, secondo le u1t.ime notizie uf:fìcii1 l i, s i contano in Fr,mcia circa 75,000 n1orLi sul campo d i battno-lia erl in se D0 ·uito alle loro ferite. .In Germania C . morir ono 15,200 prip:im1ieri: restavano u ltimamente m L,;v izzera da HiOO a 1700 amm,1lati o feri ti . In comples::;o la guerra costò al.la Francia circa 92,GOO vittirne.

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Il combat!z'mento di Coulmiers, 0 novembre 1870 (con un pia.no topogrofico). :-- Un maggiore ~,wa rese narra con molti partico lari, . m a dal punto di v ista p urame n te tedesr:o, la sioria cli quella p;iornntn, in conseguenza della quale il generi ile von Der Tann si v irle costret.Lo a ri1rarsi davanti alle for ze pr,•pondc~ranti dell'eserci to del la Loira comandato Ja Aurelles de P,iladi nP, aLbnndonando Orléans per non perdere la comunicazione coi Tedeschi che investivano Parigi. . ,, T,e mitragliatrici ecl. i loro ser'Cizi nella guerra del 1/fi0-71 per Ermanno T IIùt~HEiìl!, capita.no bavar ese. N a pnleone III metteva p;rande irnpor lanza a cominciare la o·uerrn con una macch ina nuova, la quale incuorassa i s~10i e sorprendesse il nemico. Di qui l'adozione della. mitr agl iatrice, o canon à balles ed i l mistero col q ua le se ne ,·elò l a costr uzione. Prima idea e r a fornirne la fan teria, ma pel troppo peso s i dovè riunirle in batteria.

.,

La P russin, fidente nella propr ia artiglieria e n el fuci le a<l ago, non stimò oppor tuno e.li introdun e un'altra urrna intermedia fra le due. La K1viera accettò allo scoppio della guer ra la mitraglieria Felcll, ma non potè fornirne i suoi ,dne corpi <l\•ser cito che dopo Sedan. L'autore passa in seguito al confronto dei ùue sistemi frances i e bavaresi (1). Trova il primo supe1·iore per gi ttata, il secondo per la. cartuccia eguale ,\ qne llct di fanteria, per maggiore celeriUi di t iro, minor peso di m ,1tPria.le, provvista p iì,1 abbondante cli munizioni, maggior efficacia d i tiro perchè ptù divergenti l e . traieUm·ie delle pallottol e. Non · tutti per<> sono di questo a vviso. In A11st.ria si ritiene ben preferibile il cannone d · balles al cannone Feldl. Anche il .Minisf.ero della, guerra bavarese in conseguenza <lei ropport.i avùti sospese l a costruzione di quest'ult imo , e1 dopo la cnmp~1gna destinò a difesa dei foss i della fort ezza d'Ingolsta<lt le due bnLlerie già assegna.te all'esercito di operaziune. N1-d co111 batt imento di Cnn l miers dellx 16 canne cli qwiHro 111ikaglìatrici, , 13 furono ben presto rido LLe al sJenzio per guas ti nei meccan ismi di chiusura (2). Bench è il capit.1110 bavarese manifesti un dehole pel sistem:1 Fdrll, clJe prefol'isce perfino :il sistema Montigny, il di lui giucLzio in genera.le è tutt'altro che fa.vorevole alle milrngliat.rici. Supponendo p::tri l'ellic,tcia di fuoco di una compagn in. di fanterin, forte di 5 utncinl i e 215 uom ini a rp1ella d i una batteria cli G miLragliaLrici, per la quale 0cco1Tono 15 vetture, 5 uffic iali e 103 uomin i, crede <ht prderirsi l a corn_pagnia perchè più potente per intel ligenrn indi viduale, più manegge·vole e p it1 aJutla nel ogn i sort.1: di terreno, meno i:;oggetta ad interrompm·e il fuoco per gu:isti · eLl a sprecare le munizioni, eJ anche perchè pi~i eco-

nomica.

( I) PPr la d~s<:riiion~, ' '"gJ:r:,si l'art icolo: !,e mitragliatrici, co ntenuto nella Jrit·isla Mi/ilare d,•J di.:<·11,uni ~t·,,r:; ,. (2) K1w1'.1Tsc 1111K.

dcsco 11cl ll>i O-il. -

D,•llc

arlll i

1m1tc dura11tc il couflìllo (ra11co-lc-

Vicuua, 18i::!.

.


;1i14,s ·L'artiglieria ha varie specie di tir?, può calcolare le ,dis.tanze lanciare eolle granate la m1tragl1a molto lontano. L~ mitragliatrici nulla hanno di tutto questo; ìl loro t iro è incerto ed i loro colpi non si disperdono abbastanza. Ci si. permetta qui di o~serv~re c~e ciascmiJ.a delle pallottole percorre una propria traiettoria, la ~ual e, "S'e radente, può seminare la morte su v3:sto spazio. , Al difetto nel calcolo delle distanze s i potrebbe per a~ventura rimediare coll'unire l e mitragliatrici a batterie d'arti.o·lieJ'ia come consiglia il maggiore Plonnies, il qu·a}e~basm~dosi sopr.a esperimenti e dati scientifici, crede che la. dispersi on.e dei t~ri si~ se.~pre anc~e ~roppa. . , Da par te franc0:se le m1.tragltatr1c1 furono unpiegate p1.u ch'e altro nel pruno per10clo della gnerra. (~ualche riparto che assalì di fronte posizioni difese dal loro fuoc_o soggiacque a:gràvi perdite. L'impress~one m?rale corrf.nbuiva sulle prime ad accrescerne g·h effetti; ma ~resto gli ufficiali e;Ja truppa teclesea ?ppresero .4 sottrarsi _ailla piogg-ia ·di fuoco, l a qual~ contmuava.p01 a cadere mut ilmente sopra UÌlO spaz10 vuoto e ristretto. Da rarte bavi1rese le mitr:amlsiatrici non furono usate che ne1 due 0 combattimenti di Artenay e cli Coulmiers nel pr!mo con poco, nel secondo, perchè difensivo, con mag;g10r ·suc·eesso. •Il capitano Thùrlìeim , così conclude il suo l avoro.: « Il cannone a mitr(i};glia » (nome bavarese della mit ragliatrice) «non è, nè sarà ù1~i t\n ~tile istrumento per ·« ia, guerra in calìl1po aperto, g1~c:he s~r ve 1~ol~o ~ne~10 « di , una ,forza , corrispondente d1 fanteria o d a:rt1ghena. . « Solo in aasi speciahssirrii può la · sua efficacia essere ·« di ve'ro e . graH-cle vàntag~io. ' N[~i que~ti casi .ecc~~i<:« nali non criusti:fìcano la forrnqvtone eh battene dt mi-:'<< tragliatrici:'tutt'alpiù alcune dir esse.possono assegnarsi '« ·alla rise1>va. · · ·« :Al c01ntrario nelle fortezze, ·speci,almente se usato « come articrlieria fiancheggiante, il cannone a mitra« glia offre straordinari vantaggi dei quali gli ingegneri e -« gli artiglieri dovranno-in -avvenire tenere stretto eonto. « Qui è anche meno costoso, perchè non esige cavalli ·« ··o ··carri di ·mùntzìon·e >>. Questa interessante memoria ottenne il. premio .~oncorso assegnato da.ila direzione, del periorn.co ·al ;iiughore

4i

149, articolo sull' impiego delle mitragliatriçi nell'ultima guerra (1).

La git;erra del 1.870-7 i. - Operazioni dalla batta.r;tia di GMvelotte fino alla battaglia di Sedan. , È · una accurata narrazione della rit irata del 1° e 5° eorpo francese sopra Chalons, della formazione colà di · un nuovo esercito, ·aei piani di guerra d'ambe le parti; e dei movimenti degli eserciti verso la Marna e la Mosa.

Piano di difesa d'.rtalia (Estratto dal rapporto della Comm,issione ufficz"ale). - L'int roduzione nota come la Commissione sia staLa instituita nel , 1862, quando nella gara fra le artiglierie rigate e l 'arte deUe fortificazioni, gli ingeneri er,ìno a buon diritto perplessi. Passò - quasi inosservata la guerra di Danimarca. Seguì la guerra del J.86(:i , la quale fece nascAre in molti , e specialmente, nei membri dei parlament i, il pregiu<lizio le fortezze non. serv ire ad altro che ad inghiottire tesori e ad inutilizzare truppa. A riàbilitarle però basta il recente gigantesco conflitto. << L'Italia si presenta per l a prima con un piano com« pleto cli fortificazione dello Stato , con un piano eh.El. « richiama tutta la nostra attenzione. « Non le sole astrazioni militari dalla guerra franco<( tedesca., ma ben anche, e forse più, l'unità nazionale, -« finalmente ' or ora raggiunta, la. costituzione di una «- nuova, potente ed indivisa Italia spingono ad attuare . . « un sistema di forlifkazione, còmpito d(~l quale è tutelare « e mnntenere ciò che si è raggiunto e conseguito coni « sforzi e lo tte 'd iuturne ». Segue per sommi capi la relazione della çommissione· . it:•li,ma, alla qu11le va unita una bella carta colle fortificazioni progettate per la difesa verso l'Austria.

Formazi·one delle sezioni· di cacciatori nella fanteria a,ustriaca. - Di reeente la redazione del periodico ha posta la seguente quistione: « Se sia opportuno di for-

(1) È stata ru bblicata a pa1·te presso Druck und Verlag, von R. v Waldhci111. - · V:ie,nri.a. 1.87~.

.,


mo « mare, come si pratica in Prussin, dai migliori tiratori « di fanteria, sezioni separate di cacciatori, colla mis« sione speciale di combattere in ordine sparso ». Il capitano hav,1rese II01,·FMANN, servendosi di ecce llenti ragioni, avvnlorat.e da un esame accurato <iell' esercito· prussiano o dalla propria esperienza acquistata nei molti combattimenti d1-1ll' ultima guerra, risponde negativamente. Il fuoco devasta1ore dell'attuale armamento della fante rin. costringo all'ordine aperto tanto nella lotta quanto, nell'avanzare per iniziarla. · Questo genere di tattica esige eguale istruzione ed eguc1le bra\'Ura in tutti: è quindi impossibile l a divisione del lavoro nel combattimento. Di tutt'altro avviso e un ufficiale austriaco nell'arti-· colo che :Segue immediatamente. Il combattere in ordine aperto richiede accortezza . coraggio, abilità nel tiro, sveltezza. Tali qualità non possono essere comuni a tutta la massa dei · fanti: di qui. il bisogno di riunire in un plotone i migliori soldati della compagnia.

Rapporti strate.r;ici fra l'Aiistria e la· Russi·a. - T1·ibuto alto studio delta geo,çmf,'a mi'ti'tare, pe1· i·z luogotenente colonnello Lurnr MA YMERLE , ufficiale di stato maggiore. - L'autore sviluppa ampiamente i rapporti politici della Russia cogli altri Stati. La quisLione d'Oriente, sor.e lla dcl~a Slava, porta nel su9 seno l a q uesl ione del dornm10 mondiale della Russia. La Russia a Costantinopoli minaccia Austria e Germania. Prima 0 poi si avr,\ una decisione, o mediante le armi delle polenze d'Europa coalizzate conLro la R ussia che le minaccia, o mediante 1~ ~ara pacifica nP;lla coUura e nel progresso fra la giovane c1v1Hà. slava e l adulta europea. Ma l'indole del governo e popolo russo fa credere al confli,tt,o. In tal caso, quanto prima tanto meglio. GP.rmania e AusLria sono unite; Italia è per loro; Inghilt erra serba le sue forze a difesa contr0 i Moscov iti. Forse· la Francia ora si accosta alla politica del nord, ma ben presto anche per essa cadrà la benda di dolore e di disinganno che le nasconde i suoi veri interessi. . Per sciogliere militarmente la quistione orientale due vie ha la Russia. L'una in Asia verso Persia ed i pos-

1151 -seclimr.nti in glP.si dell'India, l'altra in Europa verso Costantinopoli. « La Russia, fedele al suo principio dell'at« iacco concentrico in politica , si prepara bP.n anche « all'attacco strategico concentrico in dimensioni le più « colossali ». Ma la Russia in Europa non marcierà verso il Bosforo srnza a\·er dom:.ita l'Au~tl'ia. L'espe1·ienza 'della guerra del 1828, 29 e 54, la costiluzione dei Principt1ti rumeni, la forza difensiva ' acquistata <lalla Turch ia colle ampie riforme; il pericolo <li l asciarsi nel fianco destro un potente nei11ico, ragioni politiche e strategiche, tutto la spinge all'attacco della Galizia. L'autore suppone il caso piì1 sfavorevole per l'Au stria, cioè la Germania neutrale, e n ella pùntata che esam in iamo imprende una minuta desc·rizione del teatro proba bile di guerra. La descrizione però non abbraccia tutti i casi possibili del conflitto, vale a dire I)OU si estende da una parte fino alla l'inea Pietroburgo Mosca e dall'altra fi no _al Danubio, ma si limiia alla regione s ud-ovest della Prussia, alla Polonia russa ed alla Galizia. Per regione sud- oYest si intende quella che con vasto arco cinge Galizia, Bukovina e Moldavia, ed è compresa fra iì Pruth, il Pripetj , il Dn ieper ed il mar Nero. A se- ' . conda delle varietà caratteristiche del suolo si divide q nesto territorio in quattro parti: . . J O La Polesia; paese boscoso e paludoso sul Pr1petJ, povero, con pochi e miserabili villaggi, mal sano, pieno di dighe, di si.retti, di canali, favorevol e solo alle guerre dei partigiani; . . . , . . 2° Al sud d1 esso 11 suolo cambia d aspetto; 1 fiumi scorrono in letti profondi e fra scogli, il paese è fruttifero e nella buona sti•gione praticabile per tutto. 3° La Bessarabia, scarsa d'acqua, ma adatta alle operazioni militari; le case vi sono costrutte di fango; sufficienti i prodotti; 4° Il paesA tielle steppe, fruttifero quando piove, ben praticabile; talvolta vi manca acqua, sempre legna e carbone. La regione in generale è abitata dal 55 per cento di Russi, dal 10 per cento di Ebrei, il resto Lituani, Polacchi, Rumeni, Moldavi e Bulgari. Città importantissime e sede di govematori generali sono Kiew, Odessa e vVilna.

..


152 Il cli ma P- svariatissi rno. In Polesia g<meralmente freddo, 'l'emper,1tura ruedia m inve_rno da. - IO a - 15 gradi, in estate 13. Ad OJessa invece nella state si hanno fino ;i ...J- 40 e nell'inverno pe i venti impetuosi, soliti a . dominare nella Bessarabia meridonale, talvolfa fino"-- 30. L'autore ci offre i più interessanti ragguagli sulla popolazione, sui prodotti, sulla 1·icchezza, s ulle circostanze di clim,t e di igiene, sempre dal punto di vista militare. PMsa in segui to alla desaizione del Dnjeper, del Dnj('lstr,.. del Pru th e cl i ciascuno dei loro co'nfluenti. Il l ettore v1 trova la profonJitf~ e lc1rghezza, la velocità, il tempo c.lelle inondazioni, l'epoca del congelamento e dello sgelo, i ponti , le rive ed il reciproco comando , i posti tattica m1rnte f ·vorevoli' al passaggio, la naviga;~ione, ecc., in,-rJJn tua. iuUi i da;~i che possono giova.re ad un esercito di ope razion<~. ' Con <~gu;ihi copia di not izie, vi parla delle comunicazioni di terra. La Memoria, così interessa ntl~ ,per gl i uffici · l i studiosi di geografia militare , continuerà ne.lle puntaLH avve nire.

+

Germania. J11/u•biit::lae,• fih• ,ue

,.,.,.,,.r:1,e

,1,•,uee unff

,.,,,,..i,,e,

7>?.r l'rs1-rcit.o e fo mariiza tedesca). ,Displ'11sa del m;1rzo J87::'.)

.

= (Annali

Berlino.

T,ri tr dims{one di fanteria nella campagna del 1870-7 / (Fine). -:. Cnntien~ i seguenti capitol i: Vl. I cnm ',at1.i1nH11.ti contrù l'eser_;ito della. Loira. - VII. Sog · giorno in Ch rtres e dintnrn i. - Vlll. Operazion i contro Le \.1 ·ins. -.IX. D:t Alençon a Rouen. - X. Armistjzio, - XI.. ltit.orno in patria. 1

153. li.anno dato in proposito una. prova ben altrimenti convincente. Del rest o, l'inferiorità dei cannoni La Hitte, caricantisi dalla boccii,, appetto dei éannoni a. r etrocarica -di sistema prussiano era stafa riconosciuta., se bbene un po' tardi, dagli stessi Francesi; ne fanno fede i rnolti giudizii autorevoli che leggo1,si s u tal riguardo nelle -opere moderne più reputate, e più ancora gli studi iniziati in Francia sin dal 1867 allo · scopo di trasformare a retrocarica i suddetti cannoni. Tali studi, che d'altronde, come asserisce l'autore tedesco, non furono mai condotti con la voluta serietà, non ebbefo ris ultato pratico di sorta; ma intanto l'impulso era dato e, tosto o tardi, dovevasi addivenire ad un radicale mutamento nel sisteina delle bocche a. fuoco da campagna. Noi non seguiremo l'autore nell'esame dettagliato dei cannoni da 4 e da 12 (libbre) del sistema La H itte e neppure rileveremo tutti i difetti imputabili ai detti pezzi ed ai proietti dello stesso sistema, tanto più che in un recente lavoro sulle artig·lierie francesi e tedesche, pubblicato nella. Rivista 1vfz'litare (dispensa di febbraio), sono con,.. tenuti gran parte di quegli stessi appunti nota.ti dall!artiGlolista tedesco. Crediamo però utile di r iportare i seguenti dati balist ici i quali, nel mentre possono servire di complemento al lavoro suindicato, pongono in siugolare evidenza la grande superiorità delle bocche da fuoco pnussiane su quelle francesi per rispetto alla radenza dei tiri e conseguente ampiezza degli spazi battuti .

I. Cannoni" da canipag,rw:t del sistema La Hitte. ·- · · - - - - ----- -

DISTANZE

VELOCITÀ FINALE

ANGOLI

io.

in mcki

di proiezi0ne

metri

é~~l-~n;·

'

da 4

ùa 12

284

282

I

ANGOLI

I

di cadut~

~Can11one I ~1 c,,,won,· , 1

da 4

da 12 ,

<la 4

Ila 12

1-,

Il ca inone eta 14 libbre a retrocmrz"ca dell' artiglierrriai fr-aiu·ese da 1:11mpa,r;,ia (canon de sept, canon TroclJ,U). - t.,l,est'art icolo cori tiene un accurato e mfronto tra le liwcbe eia Juoeo eh c,-11npagna fr,mcesi e tedesche, con-

500 1000 .. 1500

t.iggio della Prussia: le esperienze della recente camp.agna

2500

195 170

3000

15Q

2000

froH1o <·he non è d'uopo ,lire se e come r idondi a v.ani

249 220,

1°.10' 1°.20' l°.30' 1°.30'. 2°.50' s0 .20' 3°.55' 4°.20' . 257 232 ; 5°.05' 6°.-' 7°.25' 8°.{)5' i 210 7•.45 9°.- ' u·.15' 12·.20· I IPO 11 •.-' 120..20 , 18~.-· n°.20' 1,7.0, 15°.LO~ 16°.-' -25&.20· 24°.20,]


155

454La velocità i·niziale della granata è di 325 metri per il pezzo da 4 e di 307 metri per quello da 12.

. II. Cannoni da campagna del sistema prussiano. . . DJSTANZE in metri

500 1000 1500 2000 2500 3000

VELOCITÀ F!Nm

A'.\GOLI

ANGOLI

in metri

di proiezione

di caduta

-----~ I Canno ne •h 4

Can none da 6

300 271 24-S 230 215 205

296 274 257 243 231 220

I

~ Cn1111one C,rnnouo ùa .f

da G

1------------I C,rnnone ol:i 4

Ca n11011e eh> G

1°.04' 1°.23' 1°.so· 1°.34' 2°.38' 2°.56' 3° .08 3°.26' 4°.15' 4°.45' 5°.ll' 5°.34' 6°.13' 6".45' 7°.38 so.8°.26' 8°.56' l 0°.41 10°.49' 10°.561 11 °.26' 14°.23 14°.08'

La velocità inizi·aze del proietto (granata) è di 341 metri per il pezzo da 4 e di 323 per quello da 6. In quanto poi al cannone da 7 chi'togrammi che formerebbe il soggetto pri ncipale dell' articolo , non crediamo necessario di fare nn cenno speciale dei caratteri distintivi di detto · pezzo, supponendo che •quei l ettori i quali possano avervi maggiore interesse, conosceranno senza dubbio la descrizione dettag-liata che ne diede il Giornale d' Artigli'eria (Puntata 7\ novembre 1871 ), dal quale anzi l'<wtore tedesco ha. estratto non pochi ragguagli come appendice al suo articolo. · Sono piuttosto intAressanti le notizie storiche che l'autore ci forn isce intorno Hlle difficoWt s uscitate in Francia contro l'introduzione di un nuov0 sistema di bocche a fuoco per l'artigl ieria da campagna, ed alle varie fasi per cui p·1ssarono le relative esperienze prima che si giungesse all'adozione del cannone da 7 a retrocarica. Massime nelle sfere più competenti esisteva . una decisa avversione contro qualsiasi innovazione ed osteggiavasi ogni proposta che fosse diretta a scalzare quella fama di non plus i~ltra che dal 1859 in poi solevasi attribuire al cannone La Hitte. Solo nel 1869, allorchè le primarie potenze d'Europa avevano già adottato il sistema dei cannoni a retrocarica11

.,

e sempre più manifesta appariva l'insuJficienza del sistema La Hitte, si decise ~tnche in Francia di stuJiare il sistema a re trocarica. Dopo un anno circa, all'epoca dello scoppio della guerra, riusciva al maggiore Verchhe ùe Reffye di presentare un tipo di cannone c:;he pareva rispondesse perfettamente alle moderne esigenze, e fu però tosto adott11to. Era. questo appunto il cannone da 7 di cui è questione, ·il famoso « cannone dell'avvenire », come vollero battezzarlo i Francesi; intanto però l'urgenza del momento incalzava, ed essi non possedevtrno un'arma che potesse in qualche modo competere coll'artiglieria prussiana. La fabbricaz ione dei cannoni da. 7 a r etrocarica, incemincia.ta nelle officine meccaniche di Meudon, fu poi continuata in Parigi, ove ei'ansi trasferite le dette officine all'avvicinarsi degli eserciti gr.rmanici. Per tal modo e coll'aiuto dell'industria privata furono apprestati circa 300 pezzi dfll nuovo modello, che si distribu irono sul finire del 1870 fra! i tre eserciti costitu ii i per la difesa della capitale assediata. Di questi cannoni, 206 rimasero poi nelle mani dei comunalisti, i quali se ne servirono, non senza profitto, contro le batterie ed i lavori d'approccio dei Versagliesi, che a loro voli.a disponevan o <li soli 24 pezzi (4 batter ie) del nuovo tipo. E fu appunto nella g·uerra dei comunalisli che i cannoni <la 7 ebbero la loro più larga applicazione; però troppo ristretta fu la loro sfera d'azione e sarebbe impossibil_e dare un giudizio ~satto sulla pratica utilità di questi nuovi pezzi nell'impiego .in campagna. Paragonando i risultati balistici che ba dato il cannone francese da 7 con quelli che si hanno sui cannoni prussiani da 4 e <la 6, l'autore stesso non disconosce che il primo ha sui secondi il vantaggio di un tiro più radente ed una velocità maggiore nel proietto: cosa che del resto tròva la sua ragione nella diffPrenza di carica che esiste tra i singoli pezzi. (l 16 del peso del proietto nel cannone franc ese, 118,6 e l 111,5 nei cannoni prussiani); ma per ciò che r iguarda l a precisione e la potenza effetti va del tiro l'autore trova dati sufficienti per co~provare l'in ferior ità del cannone Reffye. E ancora dubbio se questo nuovo cannone sarà. adottato definitivamente o se invece verri preferito un altro tipo· - migliore - per l'artiglieria francese da cam-


'1 5(3

pagna. Il corto s i è che il s istema à retrocarica sar i\ ma~tenuto e sotto questo rapporto l'ar tiglieria francese avra. sempre fatto un reale progresso. Co?1unq. ue, l'autore si lusinga che la P r·ussia non ri,. r~H1.1:ra _md1 otro ,per rapporto all',1rmarnento <lella sua artiglter 1a e sapra opporr~, a suo tempo, un'arma superiore a quella che la Francia vorrà adottare.

Pensieri sul 1nodo cli" eclucar·e gli uffiziati· al comando

delle t1:11,P_pe. - L? scrittore si OCt;upa specialmente del moclo d1 fo 1·~1~re m generale dei buoni comandanti <li t~uppa, uom1m eh~ sa~piano apprezzare al giusto l a missione_11u.portante dt cu1 sono in vP.stiti, abuiano doti suJt'ì~10ntt d1_ me~t~ e di spirito per potere escogita1·e, educare e tr~rre il m1ghor profitto delle forze de' loro dipeo<lenti, sapp1a~o ben conser varle, accrescerne la potenza e guidarle mfine alla meta comune. L'.arti.co lo acc~nna. ~nzi~utto. in generale ai requis iti ?he <1ddunandans.1 ogg1d1 ne1l'ullizi :ile, in servizio e fuor·i 1~ quart1e~·e e nei _ r ang!ii, ~ulla piazza d'armi e sul camp; d! ~att~glia, e chiedesi ~01 se e come l'uffiziale può soild1sf_c1re a tutte codeste esigenze e sopratutto in qual modo egh,debba e.ssere educato per divenire buon comandante. L autore P del parere che a rago'iunger·e t ale scopo· ~astano pe1~fcttamen te le pratiche dir servizio ordinario ml)' t:mpo . eh pace'. benchè non tutte vi si prestino in ,u?,ual _mr~u'.a, . n~ ot~en~ano t utte gli stess i. r isultéLLi ·P' esso 1~1d1.v1~u1 chvers1 . 1 utto però dipendi'! dall'aspe1.to sotto cu, s1 1~1gu~rdano i vari servizi e dalla maggiore o minore att1tudme nel sapern e afferrare il lato pra tico e volgerlo a vantaggio di quel fine supremo che è l a g uerra. ' ~~d < ~ qui specia~mente che il superiore può avere u_n mfluen.w deternunante sull'educazione degl i uffiziali d_1pen~ent1; tanto mAggiori sono poi i dovp1·i tfel supenc~re mverso_ l'uffizialc giovane c ui deve vernre in aiuto ·c~t s uoi lumi, coll~ s~rn esperienza, onde raddrizzarne, I(+ v is.te,_ ~or~'eggerne 1 d)fot.~i, svilupparne le buone qualit\ p_e1 d~1e r_nfìne alla d1 lui educazwne quell'indirizw prali~o. d1 cui tanto abbisogna nei p11imi passi del la carriera milit.ire. Nell'esame dettagl iato delle q ualitù indispensabili per

157 ogni uffiziale e per un com andante di truppa in ispecie, l'autore lo cerca nella truppa stessa, essendo opin ione indiscutibile che l'uffiziale debba possedere tn alto grado tutti i 1·eq uis iti che richieggonsi pure nel sotto ufliziale e ne l soldato, e che per saper comandare una truppa è d'uopo ,were anzitutto una chiara couoscenza di quello che si può e si dove esigere da essa truppa. Una speciale importanza annette l'autore a tutto ciò che nel t irocinio militare è più propriamente atto a risvegliare ed accrescere nella truppa il sentimento della disciplina; anzi le varie pratiche del ser vizio militare non hanno a suo giudizio alcun valore, se esse non servono in pari tempo a raffermare quel sentimento. Sotto questo rapporto, l'isLruzione che s'impa.rt.e al solùa.to è una scuola eccellente di disciplina o l 'uffiziale, cu i sta a cuore la propria autorità, non saprebbe dedicarvi mai troppa cura. Molti hanno in orrore di occuparsi dei dettagli dell'istruzionq, parendo loro un C<)lnpito tutl'::dfatto ingrato e privo di risultati pratici. Ebbene costoro non tengono che all'apparenza della cosa e credono che l'educnzione mil itare consista tutta nell'apprendimento di certe forme r egolamentari. Ma in ciò appunto ~ta il loro torto. Nella vera pratica, ossia guerra, scompari> tutto ciò che era nuda apparenza e dell'istruzione militare non rimane se non che quello che si è guadagnai.o in fermezza nella disciplina, in autorità nei superiori, in co:stanza, buon volere e devozione nei soldati~ restano infine le attitudini speciali a:cquis ite dai sin_goli individui, l'assieme e la solidità. nell'azione, divenute per così dire la vera natura della truppa.

Affusto Kru.pp per cannoni da costa con 1·itorno automatico in batteria. - Quest a scoperta del signor Krupp, ha per oggetto di semplificare, quanto mai è desiderabile, il servizio delle bocche a fuoco da difesa, di aGcrescerne in singolar modo la potenza, aggiungendo alla gl'an'de precisione di tiro di dette bocche l'immenso vantaggio della maggior possibile celerità di sparo. P er mezzo del congegno Krupp il pezzo sparato, finito il rinculo, ritorna di per se stesso in batteria, sicchè dopo soli 4 minut i secondi dallo sparo egli è di nuovo. a!l ··suo yosto, pronto a:d esser e ri'caricato .


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Sin dal 1870 era stato costruito nello stesso stabilimento Kr upp - per incarico del Governo russo - un aff1,sto per casamatte del s istema ora accennato. Gli esperime nt i di resistenza eseguiti con tale affusto riuscirono abbastanza sodd isfacenti, se non che in seo-ui to ~i ~ppa~esa '.ono nel ~istema taluni inconvenienti, q~ello 10_ 1s pe:ie d1 esporre_ 1·affusto ad un urto troppo viole nto. H.1_pres1 pe!·tanto gli studi è le esperi<mze r e lative, riusc1wt a l signor Erupp di perfezionar <:1 il detto sistema e di r iso! vere defìnitivarnente il problema che gli era stato propvsto. Il congegrw. automatico di nuovo t ipo venne flSperimentai o con pieno successo ne l giug no dell'anno scorso; -ess~ pres~nta, per ri~petto a ll'a ltro tipo, non solame nte tuLii quei v11n tap:gi che drrìvano da. una più perfetta cos·~ruz10ne, ma q uesto __ ez~ ndi"'b _c he può essere applicato agli _affus ti ,da _cos_ta grn. :-sistenti, senza. bisog·no di ril evanti 111odif1caz10m nel sistema di detti affusti.

N ilitih•i1;cl,e BliUte,•. -

Berlino.

(Dispense settcmb1·c. ottobre, novembre, dicembre 1.71, 1:1onnaio e febbraio is121•

m1ss10ne ad hoc, che l'ha trovato ottimo. L'articolo non p:irla dei pregi bali~tici dell'.a~rnn; .m~1, si limi~a a dare ya,rie nntizie sopra i - successi v1 perfez1onament1 e S(!pr_a il meccanismo di cli iu~urn. Sotto questo rapporto no L nienia mo rni,,\iore il sistema Dreysc, di cui si va lgono Beaumon t, Vet:terli ecc., il qnule consisteudo in un cil indro a movimento orizzon tale, non esige in modo assol ut0 cli(~ il sn11 hto accompngni la cartuccia colle. dita nel la c,1,111H,1. ìHarlini e \Verde r invece si va lgono del siste nu /'r:illùig bloch di Peabody, il c ui otturatore g ira Yerticnlmcn te intorno nel un perno, e pBrè> schiaccerebbe h cartu:::cia, <prnndo c;;sa non fosse l.,en collocata nella c.:irne ra. L :i nostr,\. opiniorie è :w valor,ttn. dal magg10re Pli.innies e dal c;1pit.ano vVr,ygand ne lla c ui 01?era Die lle1,ilsche Gevehr/m.7e (I) - aùbialll') l eLto quasi per intero i cenni conLcnuti in questo articolo.

J,e più, l-lmghe e celeri_ marcie di t1,ttli i l:mipi. È hi continu,1zic.me Ji un la v! ,l'O d,1 molti mes i in t.r rtpre'>o~ S .:opo è dimostmre l'importnnza militare delle marcie e gli imnwnsi vantaggi che ne hanno s npu~o ri trarre gl i a bili condot1.ie1·i. Siamo alla guerra. fra Sv!~Z~a e Br,rnde lJurgo, cl.i l dicembr e 1G74 alln p,1ce di S L-Ger rnam e n l,;1ye -· _2G g iu gno l (ì79. In que l periodo sono cel(~hri p:~r ln righezzu e r.1piJ itu di mosse coronat e da splr.n<lid i s uccessi : I O L :ì spedi zione che fecr. il grande elett?re Fe_~le: rico G1w! ielmo contro g li Svedesi , p)rt.endo dai qunrt1en d'in,·ern~) di F rùnconi ,ì ht successiva battaglia <li Fd1rùellin-, 28 giugno 1675. 2° Lu. cn mpnn-nn. d'inverno (1G78-79) <follo stesc;o el ettor e in Pruss~t e Samngizia, c he prostrò l a tiot.e ozn. 5 .-eùese. e dnr,inte la qnale l'eser cito di Brandeburgo percorse in 25 giorni. non meno di 820 chllometri.

L'attacco i"?i cacciatori·. - Colle armi attuali l'attacco ~liretlo _in o~·dine c hiuso è irnpossi_bile. Rimane l'attacco rn ca.cc1at~>1·1, . usato generalm e nte da i TedP.schi nel secondo pe,rio'.Jo _de~la . guerra.. J~sso trae il llli:)SSimo profitto dall abilita 1nd1v1dun.le, imprime slancio e v irrore _masse, risp·1rrn ia immense perdite, e nel mom~nto decisivo avv0lge la posizione. nemica. Ma per far conC? rrer e tu ti'.~ le f? r7,~ sparp·1gl1ate contr o il punto rlecis ivo, pe r evitare 11 d1sordme e la confusione è n ecessario dare maggiore svil uppo all'educ,nione in clivid unle'del'soldato e,.ci<~l g:ra<luato ~d. esercitare _so venti la. truppa, non ne_i bi 1ll_ant1. attacclu. m lmea d1 colonne di compngnia coi caccrnton fra gh rntervalli, ma neg·li at tacchi in ordme spurso.

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nll~

Esperimenti col lito(rattore . - Si pul~ ~egli esp~rirnenti fotti in lnghilten a con q uesta ler r1hde materia ti~plorlent<~, d~~lla q uale s i è a nche oc1: upata hi nostra JUi;ista di gennaio. Da. essi l'isultò che il l itofrattore,

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fucile inglese Martini-Henry cli piccolo calibro (con una tavo la). - 13reve descrizione del fucile ìVI. 187 J adottato <lall'Inghilterra in seguito al rapporto della Com~

('I) Kc parla la Jtivista .Militare del mese di C.:b.braio•

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·mo benchè superiore di molto per potenza alla. polvere, è però inferiore alla dinamite e che il medesimo può esS<'! re trasportato sulla ferrovia senza pericolo di scoppio, anche nel caso di scontro dei treni.

Idee sulla tattica elementare, sugli esercizi di ma1·cia e sulL'ar·mameuto della fanteria in seguz"to alle esper·ienze delt'ulti'ma guerra. - Senza dubbio questo lavoro, il quale occupa buona parte delle dispense di novembre e dicembre, è una delle pubblicazioni più importanti fra le molte fatte dai JviiUtan·sche Bliitter· dell'anno scorso. L'autore rivela mente elevata, spirito osservatore, tatto pratico, profonda conoscenza degli eserciti esteri . Incomincia a domandare cambiamenti radicali nel regolamento di esercizio, abolizione della ·terza riga, clel plotone speciale di cacciatori, del quadrato di battaglione, semplificazione di manoue. Consen·a ìl battaglione quale unità disciplinare ed amminigtrativa ; quale unità tattica elementare vorrebbe il mezzo battaglione, comandato da due cnpitan i, ambi a cavallo. Ma perchè non venÌlre addirittura alla compagnia, unità di educazione, di disciplina, d'istruzione abbastanza forte per opporre una corta resistenza, abbastanza maneggevole per essere comandata e diretta da un uomo, abbastanza rapida nelle sue evoluzioni per non esporsi a troppe perdite1 L'ultimo regolamento prussiano (1871) dice che lil colonna del mezzo battaglione non presenta il vantaggio della mobilità o del piccolo bersaglio offerto ai proiettili nemici « por « diminuire la cui efficacia si devono formare le colonne « di compagnia a distanza di spiegamento ». Passando poi ai particolari delle manovre propone forme e mosse analoghe a quelle del nostro regolamento d'esercizio. L'autore lamenta che in Prussia non si dia la voluta importanza alle marcie militari in pieno assetto di guerra. Si facciano spesso graduandole fino alle marcie forzate, e con bagaglio anche superiore a q nello che si è costretti a portare in campagna. E pel' le· marcie sugge•risce molte regole da lungo tempo in uso presso di noi. Raccomanda la nostra formazione ptir quattro, trovata eminentemente pratica anche da vVittich; vuole che un trombettiere stia alla coda per dare il segnale alla testa di rallentare H passo, che i gratluati ·inquadrino le eom-

4 61 pagnie onde le une non. si confondan? co.lle altre, .c~e la distanza fra compa 0 wa e compagma d,i 20 passi sia ridotta a 4 che orrni co~pagnia sia :fornita di lanterne ecc. È un p;·egiudizio il proilJire ai soldati di ber~ lun_go il cammino; perchè lo possano fa_re. co~ meno_ d1sor?me si dia loro mia tazza di l atta . At np0s1 non s1 facciano evoltìzioni per prendere una form..ir.ione spe_ci~le ; si <lepono·ano le armi nei campi a destra ed a sinistra della strada conservando l'ordine di marcia. Pèl bivacco è necessario formare la colonna di baLt:1glione. l\fa perchè questo? L'esercito italiano, a norm a del ~'ult.im~ i.s truzione, accampa in modo da tr~r proutto d1 qualsiasi terreno e di iutte le forme tattiche. L'nlt i rna guerra ha mostrato l'utilità _delle ten?e portatili. Sarebbe bone fal'le di nn fitto tessuto eh lana, piì.1 ()'raneli delle francesi ed italiane, meglio i~perwcabili ~ tarrliate in modo da poteni passare braccia e testa alla maitlera dei tponchos americani. Le t ende degli ufficiali sarebbero porLate sul carro di compagnia. Il soldato ha molti bisorrni in guerra. Ad essi l'antico zaino prussiano grande c;-rispondeva meglio del n11;ovo piccolo. Per diminuire il peso forse sarebbe bene togliere lo scheletro di legno, e sostituire al pelo la tela ' americana. Del resto non occorre preoccuparsi puni.o d~l peso per la marcia, ma molto del peso _pcl. coroba~timento. Perciò l'autore c.hstingue tlue specie di bagag~10: quello di marcia e quello di combat~iroento. Il pr1m~ comprende tutti gli effetti del soldal?, 11 secondo .le parti di ricambio dell'arma, l a gamella, 11 man~cllo, 11 tasca a pane, la. fiasca e natnralmente .l e ca1:tncc1c .. Pr:e~cdenclosi un'azione qualunque i soldati lasciano gli. zami soL!o la guardia degli spcdali, adattano ~lle ,.s~al~e il ?aga~lt~ di combattimento e muoYono cosi all 101m1co. v 1tto11os1 riavranno gli zaini, vinti li penlono a_d ogni mod~. Col bagaglio di marcia la tenda sarebbe riposta sot~o 11 C?perchio dello zaino, oppure arrotolata come s1 usa 1n Halia. Il mantello dovrebbe essere portalo a tracolla; ed assicurato con due coreggiuolc al cinturino in modo da evitare l'oppressione sul petlo: 1! però molto comodo l'uso di indossarlo sempre. Gli stivali pn1ssiani non hanno ~atto ro~lto buona prova. IL paio di riserva a umenta d1 molto il peso deli A.sl'iO XYII, VoL. 11.

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462 bagaglio. Le uose alla francese, ottime in teor~a, male regg.ono all'uso pratico. Eccellente calzatura sarebbe una scarpa (che dalla descrizione pare simile all'italiana) alla quale mediante un doppio anello ed una vite di ottone si adatterebbe un alto gambale di pelle sottile impermeabile. Il pantalone prussiano è buono; solo quello degli uffìziali dovrebbe essere alquanto allargq,to al ginocchio. La tunica e la giubba di traliccio sono eccellenti. Forse per l a prima sarebbe desiderabile qualche modificazione nella forma del colletto. Il colletto rivoltato, già in uso presso l'esercito austriaco, non sembra comodo per la semplice ragione che non tiene a posto la cravatta. Pel mantello si desidera panno più compatto. Forse sarebbe opportuno r enderlo impermeabile mediante l'acido pirolignoso. Per gli uffiziali si adotti il taglio austriaco. Il mantello di stoffa cautchouc impedisce la traspirazione e si vede di lontano. L'elmo ripara <lall'acq ua e dal sole,- non si sforma, difende il capo dai colpi di sciabola, è glorioso per tante memorie, impone al nemico. L'elmo grande, M. 1864, è migliore. dell'el mo piccolo, M. 1867, perchè il peso ne è piLt ripartito e lascia spa1.io alla traspirazione del capo. . Alle orecchione si dovrebbe sostituire un soggolo di cuoio; all'aquila, troppo pesante, un altro ornamento più leggier o. Ma l'elmo ha parecchi difetti; per avventura sarebbe opportuno sostit uire un'altra copertura di capo ; la questione è complessa. L'autore passa in r ivista i migliori sistemi di Europ,1, ma nessuno gli quadra. Propone . un cambiàmento r adicale. Ad una ossatura elastica, cilindrica, munita di fori che si possano aprire e chiudere, sovrapone una copertura di lana nera e quindi una t ela .incerata nera con fori corrispondenti a quelli dell'ossatura. Ne risulta un kepy per la tenuta ordinaria, sopra il quale, nelle feste e parate, si mette una copertura cli panno rosso o di altro colore vivace con emblemi di metallo, e nell'estate, una copertura di cambrì bianco. Il k epy avrebbe una doppia v isiera s~mile a quella del czakò della landwehr prussiana. Il berrelto da soldato ·J sarebbe tagliato in modo da coprire le orecchie e gli occhi.

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463 Accennandosi al sistema di deconto in uso presso il nostro esercito si trova buono per Italia e Francia, ma più economico il sistema tedesco. Si parla di 100 lire d'assegno di primo corredo, mentre è noto a tutti che il nostro soldato ne riceve 120. Il fucile W etterli è, secondo l'autore, il migliore fra tutti:· tuttavia egli bramerebbe un'arma a ripetizione; ·si tragga: profitto dalle centinaia di migliaia di chassepots trasformandoli. Frattanto nota parecchi difetti e propone modificazioni al vecchio Dreyse. Si adotti la sci'abola-baionetta, ma sia al più pos~i. bile leggiera. Si porti sempre inastata. L'abitudine ren·derà nel tiro sicura la mano al soldato. Consiglia la carabina pei musicanti e trombettieri, pei pionieri, pel treno, per l'artiglieria di piazza. Nota come opportunissima la maniera di portarla dei nostri bersaglieri (bracc'-arm). ' Alla sciàbola si sostituisca una piccola accetta od una vanga, per manico alla quale potrebbe servire il bastone. ~ella tenda. Osserviamo che quest'ultimo non offre sufficiente resistenza, ed è perciò che il maggiore Gamber ini del 21° fanteria ha proposto di rinforzarlo colla bàionetta. Si lasci la sciabola ai graduati ed ai cacciatori. Si adotti per gli uffiziali di fanteria l a sciabola della cavalleria leggiera. Il fodero di ferro è ben migliore di ·quello di cuoio ; il guardamano i! utilissimo. Chi.ama l'attenzione sopra i difetti della giberna e sopra le molte munizioni sprecate per difetto di chiusura. Cita due casi nei quali le giberne presero fuoco durante l'attacco. Tratta infine dei distinti.vi t1d ornamenti. In pace l'uffiziale sia splendido, in guerra. confuso col soldato. Consiglia in pace le spalline per gli uffiziali e sotto uffiziali, per questi propone le spalline dei granatieri italiani.

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La mobilizzazz'one dell'esercito olandese nel 1870. L'esercito olandese si compone di volontari e di milizia. I primi :formano i quadri, i secondi ser vono 'alcuni mesi e rest.p:no poi a disposizione del Governo. I quadri non contavano che 13,000 uomini, quando il 15 luglio fu dato l'ordine della. mobilizzazione. Il 30 .i corpi erano al completo, ed .il 22 successivo un eser-.


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ci.to di 35,000 uomini con 2800 cavalli ecl 86 bocc11e da fuoco si t rovava sui confini prussiani, mentre 21 ,000 uomini e 7000 artiglieri di piazza · occupavano le fortezze. La mobilizzazione, secondo l'autore, fu fatta non per garantire la neutralitki, ma per i nvadere all'occorrenza il ~uol? tedesco. Egli non nasconde la sua profonda an1 1pat1a. per 11 Governo, per il popolo, per l'esercito ·olandese, che chiama « canaglia. cli ubbriaconi e predoni». L'Olanda ha ora riconosciuto l a necessiUt di mutare le sue istituzioni mi li tari : anche essa riorganizza l'es~rcito sulle basi del servizio generale obbÌigatorio.

Con~zderazioni sopra i forti cli sbarrr·arn·ento per le ferrovie e sopra la difesa delle f'rontiei·e mediante fortificazioni. - I forti di sbarramento mantengono in nostro 1iotere le ferrov ie, dànno tempo di ritirare i mat~ri,:li, i~pedisc~no all'inimico, megli.o-di qualsiasi opera -d1 d1struz10ne, eh trarne profitto. Ma bisogna limitarsi • a fo~tificare l e l inee principali, i nod i di r iu nione, nei punti montuosi o coperti da tali ostacoli naturali che all'avversario non r iesca, come ai Tedeschi sotto Metz · di costrurre trond1i g iranti. • L'autore consiglia for ti molto sol idi, muniti anchi~ di torri corazzate giranti. Tocca di volo l a difesa della frontiera, ma ci sembra che egli voglia tutto turare. Dai confini del Luxemburgo ai Vosgi (1 35 chilometri) alle due fortezze di TJ1ionville e Metz vuole aggiungere da 12 a 15 forti, pei quali però si accontenta di piccolo presidio, 6000 uomini e 300 pezzi in tutto.

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L'ae1·eonaitti"ca nel suo stato attu,ale (con una tavola). - Il problema _çlella navigazione aerea non è arrivato al punto çla permet tere un'applicazione pratica su grande scala, rn a ha fatto i seguenti progressi , i qua li costituiscono una base abbastanza solida per ulteriori perfezionamenti: 1°. Si ~ossono costrurre palloni obbedienti ad un timone ; .2° Basta un motore di non molta forza per impri:mere al pallone una velocit;J, propria ; 3° Si clànno <lei mezzi che permettono sal ire e scen"7 dere col pallone senza perdita di gaz e di zavorra .

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L'articol~ descrive 'le ultime costruzioni di palloni fatti a ventre d.1 pesce con timoni di tela. • Il p~llo~1e di Giffart, le cui prove, che data.no dal 1852, P?CO rwsc11:ono, aveva una macchi_n a a vapore della fo rza di 3 cavallt. Il pallone di Dupuy de Lòme, che s i librò nell'aria pochi giorni or sono a Vincennes, riceve moto · proprio da un'el ice girata da 4 uomini. L' Aereoport a vapor~ dell'americano Porter· fo provato in piccolo a vVashrngton ~d ~:a si cost1:uisce i!1 g~ande con una gon·dola-saloue d1 pm che 18 metri eh lunghezza. Per l a costru7.ione dell'Avitor di_ l\fariott, altro pallone a vapore, si è formata a San Francesco di Californ ia una compagnia. Non si conosce ancorà il risultato di tanti studi ed esperimenti. :Ma l a navigazione aerea, quand'anche fosse sciolto l'arduo problema della vittoria sui venti, produrrebbe essa un radicale cambiamento nei mezzi n0stri di comunicazione1 Non lo crediamo. Crediamo bensì che o-li eserciti se ne varranno nelle esplora1,ioni, negli assedi e forse anche in altre operazioni di guerra.

Appunti al se1·vizio di guardia nei pr·esidii, 1·ispetto all'istruzi'one sul servizio di presidio del 1871. - Grave è il servizio di guardia in Prussia. Esso non giova nè all'intelligenza , nè all' isl.ruzione, n è alla moralità del soldato, a.l quale sfiesso l 'ozio dei posti <3 maestro di vizi. Durante l e bi:evi ferme il soldato perde quasi un · an_no d'.istruzione. E indispensabile far tesoro del tempo p1·ez1oso. Due sono i mezzi : r idurre al minimwn il servizio di guardia; trarne profitto col renderlo al più possibile somigliante a quello di compagnia. Per corrispondere al primo scopo si tol gano le guardie d'onore; si riducano all'indispensabile le guard ie alle porte; si fondi l a guardia principale con altre guardie; si riuniscano le bandiere e gli atti importanti del Governo presso il comandante del presidio onde basti un sol o posto; non si tenga nelle forte~ze la P?lvere divisa in molti maganini di guerra, ma si depositi in un solo ; n ei forti si dia alloo-gio a veterani coll'incarico della v ig ilanza ; si faccia s~vente uso di pattuglie in sostituzione ai posti fissi; si badi che per molti si Li la guardia non ha scopo che di notte, e che talvolta per settimane si monta a magazzini vuoti.


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Non $.i faceia spreco di sotto uffiziali o di scelti· la muta può lssere condò.tta dall'uomo cui spetta poi iÌ turno di sentinella. La nuo~a istruzione prussiana provvede egregiamente nello stabilire che le guardie inferiori a 12 uomini possano essere comandate da un soldato scelto. La medesima permette di fare a meno delle sentinelle alle armi. A. Berl ino montano giornalmente 3 uffiziali, 17 sotto uffi ziali e 288 uomini; colle economie proposte monterebbero meno della metà. Si bandiscano, nell'interesse dell'istruzione , della di~ciplin~, _del~a sorveglianza, ~el~'or?ine, le guardie miste; 11 serv1~10 si.a dato per frazioni d I truppa costituite; la nuova istruzione prussiana prescrive questo ottimo . sistema, che in pratica s i usa <la qualche corpo anche da noi, e che sarà stabilito , ci si assicura, nel :nuovo regolamerito sul servizio territoriale. · Si aumenti ìl numero degli 'individui: cui tocca il serv_izi~; .si ~sten?a all'artiglieria di piazza ed ai pionieri; s1 d1mmmsca 11 numero dei fantaccini impiegati nelle fatiche. . Per rendere il servizio . di guardia analogo . a quello di campo, l'autore suggerisce parecchie semplificazioni, ma,. a nostro avviso, conserva però sempre troppe formaht~ nel distacco della guardia e nel suo ritorno al quartiere. Propone che le guardie montino collo zaino c!rn si formino? non d~ fro'~te, ma di fianco alla guardi~ r1leYata, c~1e s1 sopprima 11 presenlat'arm nel cambio d~lle. sentm~lle. Domanda che. a tutto qnell' intricato ·cicalio nel riconoscere le ronde si sostituisca la cono. scema personale. Ad affermare l'autorità della sentinella d_esider_a p~r ess_a il saluto da parte. ·dei · soldati, come s1 prat1ca m Baviera e Sassonia. TerJnina col consigliare u:no o due eserdzi pratici mensili sugli avamposti, a fine ~1 te1~er se1'.1pre viva nei soldati la tanto importante 1Struz1one d1 guerra. ·

Le scuole dei sotto iiffizi'ali. - Scopo dell'articolo è dare un'idea esatta delle scuole dei sotto uffizia.li i cui pregi, dice l'autore, non sono abbastanza conosciuti dall'esercito e dal popolo tedesco. . ·. La Rivista ha già parlato estesamente di quest'ìsti-

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rn1 ' tuzione (1 ), la quale ora è stata adottata anche da noi colla fondaz ione del battaglione dei sotto uifiziali . Le difficoltà che incontrano gli istruttori stanno principal~ mente nel diverso grado di coltura e di mor Dlità J egli individui; ma coll'attività, colla pazienza, colla costanza degli ufficiali e sotto uffiziali addetti si arriva presto ad armonizzare le giovani menti ed i giovani cuori. L'articolo lamenta "che il cibo non sia sempre a sufficienza nutriente, e che i corpi per riprovevole egoismo mandino spesso come istruttori i $Otto uffiziali di cui .bramano disfarsi. ·

L'aeronautica e la guerr·a. - Scopo di questo articolo si è di dimostrare, se in generale ed in qual modo gli aerostati possano venire utilizzati in guerra per fini strategici. Fatto un rapido ·cenno storico sull'origine, sullo sviluppo e sulle condizioni attuali della navigazione aerea, lo scrittore dell'articolo passa in rassegna l e esperienze fatte nei vari tentativi, diretti a trar partito degli aerostati pel servizio d'informazione ed altri scopi militari, cominciando dalleprtme applicazioni dinanzi a Maubeuge, Charleroi e nella battaglia di Fleurus e venendo insino a' giorni nostri. Su tale proposito è per lo meno curioso l'episodio, che l'autore rammenta essere accaduto durante l'assedio di Venezia nel ,j 849. Egli narra cioè , che gli Austriaci avevano fatto costruire dei palloni aerostatici per mezzo di cui dovevasi bombardare l a città. Il tentativo ebbe luogo infatti; giunti però i palloni ad una certa altezz~ in cui regnava una corrente d'aria opposta a quella degli strati inferiori dell' atmosfera, essi vennero cli bel nuovo respinti, per cui le bombe caddero tuti.~ nel campo degli · Austriaci. L'autore accenna ai seryizi resi dagli aerostati · nella campagna del 1859 in Italia. Egli pretende (e in ciò egli si inganna a gran parLito)che la battaglia <li Solferino fu vinta appunto per l e precise infornrnzioni avute par ballon m,onté sulle disposizioni dell'esercito austriaco, la mat[1) I sotto uffiziali in Prussia - Rivista Militare, novembre rn74.


168 tina stessa di. quella famosa giornata. Godard in persona il celebre aeronauta, è messo al servizio dell'imperator~ Napoleone; nè mancano i particolarì dall'ascensione ed a~tri dettagli tecn ici sulla costruzione del pa-llone impiegato nella ricognizione. . Gli esperimenti aeronautici più recenti datano dall'ulti.ma guerra; essi vengono descritti dall'autore con speciale c.ur~ ~ con dettaglio. I Te~eschi avevano organizzato, sul princip10 della guerra, clue speciali distaccamenti di aet·onauti, i quali, dopo una breve campac,na d'istruzione, furono inviati a Strasburgò, onde aievolare 0 C?ll'opera loro le operazioni d'assedio contro quella piazza. Però nè qui, nè più tardi dinanzi a Parigi, questi distacca.menti resero mai il più piccolo servizio : causa pr~c(pua l'assenza totale di uomini veramente pratici, cui fosse affidata la direzione del servi1,io degli aerostati. J?a parte francese i palloni aerostatici furono adoperati f,oltant~ come mezzo. di tr~sporto e di corrispondenza : per 1scopo strategico mai. , L'autore termina la sua rassegna con una serie di considerazioni sui vantaggi che l'aeronautica, n elle attuali sue condiziorri, potrebbe arrecare nel campo dcll'ar.te militare ~ sugli ostacoli che ne limitano l'appl icazione. Ecco rnfine come l'autore stesso riassume le prece<lenti sue osserva1,io.n i: « Il pallone aerostatico è, tempo permettendo, un ottimo osservatorio militàre, e può anc]ie, in unione alla. fotografia, riuscire di non poca importanza per la stona e la topografia militare. L'impiego degli aerostati , è però troppo_ subordinato alle condizioni atmosferiche, perchè possano sostituire affatto gli ordinari mezzi di r icognizion~; costi tu endo essi inoltre, per natura del ~ateriale necessario, al loro servizio, un impedimento prnttost~ grave alla mobilità delle truppe in campagna, così essi do vranno essere impiegati - analoc,amente al materiale pesante d'artigl.ieria - l'lell'assedio d~lle piazze, ove. a1I:1eno sarà ~ossi bile di atten~ere il tempo propizio e di disporre ogni cosa per la mrg·lior riuscita dell'ascens ione. « La strategia moderna co' suoi mcvùnenti r apidissimi esclude l'applicazione dell'aeronautica nelle operazioni di guerra in campo aperto ».

I.

.,

~69

La scherma della baionetta e i·z su.() valore dopo l'introdi6zione del fucile a retrocarica. - Ora che il soldato possiede un fuci le che può essere ricaric,1to in un attimo, è certo ch'egli preferirà quasi sempre, nel combattimento da vicinò, di far fuoco contro il suo avversario, anzichè attaccarlo colla baionetta; ed è inoltre naturale che assai più rari di pri ma debbano essere in oggi i combattimenti da corpo a corpo. Ciò pure ammettendo, l'autore dell'articolo suaccennato è del parere che la scherma della baionett~ l~a perduto in gran parte solo appa:r_enten~ente della pl'1m.itiva sua importanza,_ e .~he tale 1struz_10ne . co!lserva 10: fondo quello stesso s1gmficato, che le s1 attr1bmva avanti . l'adozione del fucile a retrocarica. Nei casi in cui i l solrhrto ha esaurito la sua munizione - e spesso può accadere, atteso la celerità di sparo degli attua.li fucili - la baionetta resta pur sempr~ l'unica arme del I fantaccipo ed è però d'uopo che eglt sappia be.n e adoperarla. i\:~a l'importanr.a,.cJel~a scherm_a della ba10netta non deriva tanto dall impiego che 11 .s oldato può e deve fare di quest'arma,. quai~to da que~la specie d'influenza morale che la ,detta 1struz10ne esercita indubbiamente sopra il soldato. E su tale n.rgomento che l'autor e fonda in ispece l'opinione suespressa. . L'articolo entra quindi nei dettagli sul modo d1 regolare l'istrur.ione della scherma ed aggiunge p~i ana-: loghe osservazioni sulla ginnastica. e sugli altri rami dell'istruzione individuale del soldato.

Nuo~a dinam,i·te. - La dinamite, il litofrattore, la dualina ed altre s imili combinazioni possegg·ono senza dubbio una grande forza dilaniatrice; la fabbri?azione di tali stoffe esplodenti non era però ancora gwnta a tal segno di perfezione, d~ offerire tutte ~e ,guarent,i~ie desiderabili, massime sotto 11 rapporto della mfiammab1lltà dei detti prodotti. . Ora sa.rebbesi stabilita, nelle VICrnanze di Colonia, una fabbrica di dinamite e di litofra.ttore, lR qual e fornisce una materia esplodente che ha unn. forza 5 a 8 volte superiore a quella della polvere ordina.ria, s'accende con sicurezza. e può inoltre essere maneggiata, traspor tata e conservata senza dar luogo a pericolo di sorta.


470

Stort'a e stori·e militari. È un resoconto critico di documenti storici diretti ad illustrare alcuni fatti della guerra dei 7 anni. Esperimenti dt' tiro con cannoni Kriipp a retrocarica di acci'aio fuso, del calibro di i1. pollici. - Tali esperimenti furono eseguiti in Russia al poligono di Wolkow contro un bersaglio rappresentante una parte dei bordi della corazz~ta inglese « Ercole ». I risultati del tiro hanno provato quanto segue , premettendo che i proiettili impiegati erano pure di acciaio fuso e dello stesso stabilì mento Krupp : . 1° Alla distanza di 1066 metri il proiettile trapassa, anche con piccolo eccesso di forza, un bersaglio della forma suindicata munito cli corazza dello spessore di 9 pollici. 2° Alla distanza di 1813 metri esso è ancora capace di perforare lo stesso bersaglio con la corazzatura di 6 pollici. 3° Alla ste~sa distanza di 1813 metri il proiettile non trapassa più il bersaglio colla corazzatura cli 9 pollici, esso però vi penetra in tutta la sua lunghezza. Terminato il tiro, il bersaglio trovossi spostato di 6 pollici dalla sua primitiva posizione.

.

Ri'sposta all'a1·tz'colo intitolato : « La mobilizzazt'one del 1.870 nei Paesi Bassi » (dispensa del novembre 1871 del lvlilt't~r.z·sche Blatter). - Nell'articolo qui accennato accusavas1 11 Governo dei Paesi Bassi di ess~rs i l asciato indurre, nel 1870, alla mobilizzazione del proprio esercilo da propositi aggressivi contro la Germania, e criticavansi acerbamente i d.ifetti che in detta occasione ebbero ad appales~rsi nell'organizzazione militare di quel paese. La risposta combatte codeste accuse e sosliene che la mobilizzazione del 1870 fu fatta unicamente nell'interesse ~i tutelare la neutralità del paese, adducendo per prova 11 modo stesso della di!ltribuzìone delle forze militari. che escludeva assolutamente ogni proposito offensivo. In quanto alla seconda accusa, l'autore risponde che anche l'organizzazione prussiana non era scevra da difetti, allorchè fece le sue prove nella mobilizzazione del 1859, e che da quell'epoca data appunto l'eccellente ordinamento, cui l'esercito prussiano deve gli splendidi successi dell'ultimo decennio. .,

Francia. .,0 ,.,.,.,.1 ,te• acicracf"s mililnit•e11

di Parigi.

(D ispcnsc del gennaio, rebhrnio o morio 1872).

Col nuovo anno questo periodico ha ripigliato le _sue pubblicazioni, interrotte in sul finire del 1869 per l~ morte del Correard suo fondatore, e poi sospese per gli avvenimenti del 1870-1 871. Fu fondato nel 1825, e nel 1834 il Corre:-.rd avendoo-li dal.o a compagno il Journal des annes spéci'ales , <l' allora in poi le due pubblicazioni condussero vita insieme. L'editore J. Dumaine ha fatto l'acquisto dei ~ue gior.nali, ed ha pensato ora di fonderli in un s~lo, che c~n.serva il titolo pri mitivo <li Journal cles scien.ces -n~zlztaires, senza però restringere il campo_ degli stu<l), .e promettendone anz.i mi~lio~ata . ~a 1~cd~z1one, merce. 11 concorso di valenti scr1tlon m11ttar1 d1 tutte le armi. Il giornale dichiara <l' avere per unieo scopo la pro: pa o-azione delle idee mili tari, nella qual cosa spera d1 m~·itar la stima ed il favore del pubblico. La dispensa <li gennaio contiene:

1° Études de guerre, N. 11. - D e l~ nécéssifé cl~ l' ins.truction dans l'année. E il primo duna serie dt studi del colonnello L F.WA L sulla guerra. L'autore tratta della necessità. dell'istruzione negli eserciti, e combatte i preo-iudizi di coloro che credono la scienza una vana parola, ~ che l'istruzione paralizzi nel militare i cloni natura~i, ammollisca le doti energiche, susciti la. critica_e nocc1~ al o-enio. Al conirario egli dimostra che la scienza affin: le buone doti naturalif attira l'affezione, forza all'obbedienza, e nelle gravi c ircostanze sugge1·i~ce le p~onte ed opportune decisioni. Secondo il Lf"'.al 1 ~ecen1,t rovesci tlell'esercilo francese non sono 1 eftetlo duna cat1sa forluila ma bensì della decadenr.a che da lungo tempo erasi r~anifestata nell'esercito per il difolto d'istruzione e per l'orgoglio .


113

~72 2° Esprit dtt maréchal Gouvion Saint-Cyr. Avertisseinent, par le gén6ral R. .... . 3° Les ar·rnées Rornaines et leur emplacement. E uno scritio letto all'Accademia delle iscl'izioni e belle lettere, tlall'intr.ndente generale CARLO RouER'l', membro dell'istituto. L'autore, dopo aver toccalo brevemente del modo tenuto dai Romani nel recl utare i loro eserciti perma.ncnti, discorre con molta dottrina ed erudizione del sistema. da questi adottato per guardare i confini ed assicurare le conquiste, collo sta biIre tlci campi mi litari pennanenti. Erano questi situati ne i punti piLt importanti ùell'Impero, dove l e legioni tenevano i loro depositi quando guerreggiavano, ed i n tempo cli pace erano ques te occupate alla costruzione di strade e di altre opere pubbliche, a dissodare e coltivare terreni. Tolti i campi permanenti ai confini, cominciarono le invasioni dei barbari nell'Impero.

4° Histoire des progrés de l'artillen·e. -

Sono riport ati l'introduzione e l'ultimo capitolo dell'ultimo volume di quest'opera. del g~neral F av6.

5° S!}stème de canons de campagne. - :\1ediante l'applicazione delle sue formolo, il t enente c;olonncllo MART!N DE BRE'fTE in lende di risolvere in questo scritto il problema di migliorare l'artiglieria francese da campagna. dandole una portata al meno uguale a quella dcll' artiglieria prussiana , con potenza meccanica e giustezza sufficienti, senza diminuir0 l'aHuale sua mobilità od aumentarne il peso:

6° Étude siw (es carnpagnes de Gustave-Adolphe en Allemagne. - E narrata brevemente l a parte presa da Gustavo Adolfo nella ,guerra dei trent'anni", dal suo sbarco a Strals und (luglio 1630), sino alla morte dell'eroe svedese alla hattvglia di Lutzen (G no.-embre 1632). L a narrazione delle due campfl gne è seguita d~, alcune

8° Marine 1nili"t·Yire de l'Allemagne. - È un pregevole e<l importante lavoro del capitano di st~to maggiore J. BouRELL y intorno alla German w. cons1der~ta. come potenza marittima. Dato un breve cenno storico della formazione della marina tedesca, l'autore pnssa a numerare e descrivere minutamente il materia ~e dell~ flotta: In questa dispensa discorre dei _basliment1 a vela, det vapori a ruote e di quelli ad el1ce senza corazza.

9° Rele1:é sCYrnmafre cles actes du -ministè·re du r;énéral de Cissey. - È uno. intlicazion~ ~omrnaria crono:. logica delle disposizioni emana~e dal Mm1sl..:o de~la._ guerra dal mese di giugno a tutto chceml~r~ 18, _I, d1stmta seconùo le val'ie armi, i rami d'amm111_is_Lra~10_ne_, .e ~e rnateric diverse a cui le predelle d1spos1ziont St r1for1scono. L a dispensa. del febbraio comprende:

n

1° 2° Studio di .(Juerm, del colonello Lr:wA~,, intorno ai m,e:rzi di svilwppare t'istruzion_e 1~ell'e~er·c!lo:--: Dopo aver climostra.to che le eso1:t~ZH>~1 ~e1_ m_1ghort scri ttori rnilit:"lri franc esi cd i tentat1v1 _cle1 l\iin!1.stn cl.ella guerra dal 1830 in poi , per _gen~rahzza~e 1 1struz1o_ne nell'esercito, a poco o nulla rrnsc1ssero, l autore _n e 1ndao·a le cause e le addita n ei vizi della legge _d1 avanza~cnto, la quale per le promozioni non_ tien~ il do~uto conto dell'istruzione. Come rnezzi efficaci ad mvoglinre gli ufficiali dello studio, ccl a !'ialz:tre l'istruzione ~el~'esercito, il Lewal propone l a riforma de~la l egge d a~anzarnento e la soppressione del corpo dt stato_ r~agf510l'e, quale ora esiste. Egli v?rrebbe_anc?ra che_s1 1st1tu1sser? buone biblioteche regn-1rnental1; s1 sceglte~scr~ _per 11 servizio di stato maggiore gli ufficia~i pi Lt _1strmt1 <ldle varie armi; si esigessero serie prove dr capacità nelle _proIn07.LOJ,'\i, e specralrnente che ness un? pote~s.e a~pmwe al generalato se non è passa:lo per 11 servlZlo d1 stato maggiore.

considerazioni politiche e militari.

2° Orgariisation et taclique de l' in.(anter·ie . f rançat"se. - In queslo scriLto il colonnello D'ANGLAU fa bre-

7° Les niodèles militaires de la Prusse, par le commandant H. DE SARREPONT.

vemente l a storia delle vicende e del P:ogresso della organizzazione e della tattica del!a. fanter 1a fra11cese da~ suo principio all'epoca attuale, d1v1denùone lo stud10 nei quattro periodi seguenti:


n5 :1° Dal medio evo allà metà del secolo decimottavo (origine della fanteria francese)...:... introclur,ione delle armi da fuoco - organamento e tattica sino all'adozione del sistema prussiano. · 2° Dal 1750 al regolamento di manovra del 1791.(Applicazione del sistema prussiano). 3° Dal regolamento del 1791 a c1uello del 1831. (Re- · pubblica .:.... Impero - Ristorazione). 4° Dal 1831 al 1869. · In questa dispensa tratta del 1° e 2° periodo.

I.

3° Là f ortification actuelle et les changenients à y introdu,ire, conferenza tenuta a. Grenoble dal colonnello · del genio CoSSERON DE VILLENOISY il 13 dicembre 1871. · L'autore combatte r opinione che sembra sorta dopo la passata guerra, che cioè le fortezze siano presentemente di poca utilità, ed anzi dannose alle città che devono difendere. Ammette che veramente nella guerra. testè combattuta esse non abbiano recato quel servizio che la Francia era in diritto di attenderne; ma un tale fatto derivò dall'inferiorità dell'armamento e dai principii generalmente ammessi sino al 1870 per la difesa delle piazze. Anche l'idea di fabbricare fortezze nei 1uoghi deserti e lontani dalle città di qualche importanza, secondo l'egregio autore, non è ragionevolmente da ammettersi. Finora era prevalso il principio che la lotta tra l'attacco e la difesa dovesse pronunciarsi necessariamente in una zona cli t erreno molto vicina alle opere di fortificazione; ma i Prussiani al contrario , muniti di pezzi a lunga portata, attaccarono le fortezze a grande distanza , danneggiando senza essere offesi, e quindi acquistando una reale superiorit à sulla difesa. Per conservare. alle fortezze l'importanza che ebbero nel pass;i.to, l'autore vorrebbe escluso dalla. foltificazione permanente un tipo generale per le diverse circostanze tattiche , strategiche e t0pografiche , e dimostra che le esigenze attuali della difesa delle piazze-forti sono: che il terreno davanti sia scoperto sino al limite massimo della gittata delle armi; che i rampari siano armati con bocche da fuoco di grande potenza.; che le città siano assicurate mediante postazione di opere avanzate in terra; · cl1e i difensori siano garantiti dai tiri scoppianti, e che .

la difesa approssimata sia fatta con mezzi intrinsici ,a lle opere.

Les deux dernières campaflnes de Turenne (167t,

167~.

.

Narine militafre de l'Alle~agne (Confai.) - Si termina la numerazione e descrizione del materiale della flotta e quindi si passa alla. descr~zion~ dell~. coste_ del mare del Nord, de'suoi porti e de suoi stab1liment1. ·6° Les opérations de l'armée du· fud en Janvier et · février 1871. - (Traduzione dal tedesco). · · 7° Les livres m.t"ldaires (resoconto). 8°

Revue bibliographique militaz·re.

La dispensa di marzo fra gli altri scritti, tutti più o meno importanti, contiene: 1° Là continuazione del 2° studio cli guerrà del colonnello Lewa.l intorno ai mezzi di dzffonclei·e l'istruzi·one nell'esercito. - L'egregio autore rammenta. agli ufficiali come essi debbano non solo. avere il sentimento del sacrificio e saper comandare · bene gli e·sercizi -pratici, ma essere anche in grado di istruire, cli condurr~ e cH migliorare gli inferiori. I grandi ingegni militari non disdegnarono · mai di farsi maes~ri dei ]?ro su.bordinati: Moreau e Bugeaud hanno fatto perc10 degli ot-: t imi allievi. Tutti sanno quanto lo str-sso Moltke curi ·l'istruzione d.ei suoi ufficiali. L'insegnamento quando parte da tali capi, non _si può dire co~ q':lant~ attività, con quale interesse e rispettosa sollec1tudme e .raccolt? e Ticercatò. Il sott'uffìciale deve saper istruire 1 soldati, l'ufficiale i sott'ufficiali, il capitano i suoi subalterni, e così via via ciascuno nella gerarchia militare deve essere in grado di fare il maestro al suo inferiore immediato. Gli uomini che si tolgono _alle loro occupa- · zioni ed ai loro focolari per il ·servizio militare, vi devono ritornare compresi del . sentimento del dovere e più

" \


n6

~i7

istruiti; quindi bisogna economizzare il tempo educando il l oro intelletto ed al largando l e loro cogn izioni. '!'ante parate inutili, tanti perditempi per chiamate e pedanterie senza scopo devono sparire. L'autore è d'opinione cI10 350 m ila franchi annui s iano sufficienti per propag·are l'istruzione ele mentare nella truppa; poca cosa, se si pensa che i divertimenti dei sold~ti al campo di Chàlons costavano circa un milione e mezzo per ogni anuo. E g li vorrebbe le scuole dei soldati per compagnie e sotlo la stretta risponsabilità del comandante; e, costituito l'esercito in grandi unità perm anenti, desidererebbe si stabilisse una scuola di sott'uffic iali per ogni corpo d'esercito. Per g li uJfrciali il Lewal propone delle scuole speciali per arma; per gli allievi più distint i una scuola superiore. Come luoghi di r ii'rovo e mezzi acl accrescere le cognizioni mili tari, l'egr egio scrittore propugna rimpianio dei casini di lettura, come nell'esercito austriaco, forniti <li buone biblioteche. e l'ordinamento cli confo t'enze nei corpi di truppa. Co~1batte l'opinione di colo1·0 che temono la pubblicit,à. nelle cose militari, come dannosa alla disciplina; ed jnfine, come eccita mento e stimolo allo s tudio, propone l a creazione d'un istil uto militare. Le idee svolte dal colonnello L ewal forse peccano per eccesso contrario a quello che fi n ora si è praticato nell'esercito francese, ma non s i può n egare che esse partano tutte da un gran conceUo, che tende a ricondurre l'eserc ii.o francese a qucll'nliezza <la cui i pregiudizii e l e aberr azioni lo han fatto discendere.

2° Une cam.pagne clu prince Ei,gène (1706). - È narrata succir.tamenle, ma in modo chiaro e ben ordin ato questa campagna, che com inc iò felicemente per le armi francesi colla -.;-iU.oria presso Calcinai.o sull'ese rcito imperiale, e term inò, mer cè il genio e l'ardire del principe Eugenio, colla l oro grande sconfìlt,a alla batt aglia cli Torino.

3° La continuazione della M a1·ine militaire cì'Allemagne. - In quesl..a parte il Boc;RELLY fa una cletiagli ata ed interessantissima descri2.ione, sotto l'aspetto militare, delle coste della Germania bagnate dal Daltico,

dalla baj a. di H eilsminder a Memel. I golfi, l e rarle, i porti, le foci dei fiumi, gli sb,bilimenti marittimi, tutto è accuratamente accennato con gran copia di indicazioni e saggi apprezzamenti. .'ipeclnteur !llilllnirP

di Parigi.

(D1spen::a del lC marzo 18i:lj.

Contiene:

P Il seguito di Ba::aine et la capitulation de Metz, doYe l'autore continua a ri levare le inesattezze e gli erronei giuJizii che, secondo lui, s i t:ovano ~ell'opuscol0 Der Krieg i.un .i'vletz. Avendo pero asserito che alla battnglia di Noisseville i P russiani hanno perduto alcuni pezzi, un ufficiale dell'armata clel Reno nega assolulamente che un tal fatto sia avvenuto, dimostr ando pure infondato il rimprovero, che vi si fa al generale in capo dell'esercit<1 di investimento, di a ver trascurato di organizzare difensivamente una po~iz(one dond~ le truppe potessero resjstere a forze super1or1 del nenuco.

4° La 2• parte del l avoro retrospettivo del colonn ello del g1mio FERVEL, sur le théatre rie guerr_e ent,:e Paris et B.e,·lin,. Nella dispensa dello scorso febbraio l'auto re avendo accennato ed analizzato gli scritti pubblica.ti all'estero e specialmento in Gern,ania, nel supposto d'una gue~ra offensiva contro l_a Fran?ia e d'.un~ · m arcia su Parigi, tocca in questa d1 quelli pubblicati prima e dopo Sadowa nella ipotesi ?ella difesa _germa: nica contro un'invasione francese. Risulta da tutti questi scritti pen sarsi g~neralment~ . oltre Reno . che 1~ riva sinistra di questo fiume dommi la destra s_mo all Elba? essendo molto difficile in questo grande mtervallo d1 rinvenire posizioni su cui basare una solid_a dif~sa: Ter-: mina lo s.c rittore con eccitare ì Francesi ad 1m1tare 1 Tedeschi nello studio di questo teatro decisivo di guerra, a non limitarsi alle ricognizioni del terreno, ed a calcolare tutti i dati che in un determinato tempo pussono ass~curare il vantaggio sul nemico. no~ perdendo ma_i dì vista. l'importanza che possono avere rn guerra le prime 24 ore. A.NNO

nu,

VoL. li.


178 3° La traduzione dal terlesco delle Note e rijles. sioni sulla gu,erra del 1.870, del generale ANENKOFF, del l'esercito russo. - Nella par te compresa in q nesta dispensa si tratta dell'istruzione, <lcll'organizzazione e del sistema di mobilizzazione degli eserciti belligeranti.

4° La l" parte della traduzione <l'un notevole seri tto di ALFREDO Rrrrrm DE KrtOPATSCHEI<, capitano nell'artiglieria austriaca, intorno alle armi impiegate dalle pJtenze belligeranti nella guerra del 1870-71. 5° Sur· l'organisation des forces 1ni'litaires de la France, per H.., ex-colonnello della guardia mobile della Senna. - P artendo dalla premessa che in caso di guerra la Francia debba trovarsi in grado di mette"e tosto in campo 700 mila combattenti, l'autore, a ciò ottenere: propone il servizio militare obbligatorio per tutti, esclusi soltanto gli inabili . Ai sostegni di famiglia provvederanno i 111unicipii in caso <li bisogno. Per ogni ~eva si calcola su 2::30 mil a uomini atti al servizio militare, i quali si dividerebbero in due parti; la prima di 100 mila e la seconda di 130 mila uomini. La sorte deciderebbe per l'assegnazione alln, prima od alla seconda parto, cd alla prima toccherfll.Jboro 4 anni di servizio, alla seconda non meno di sei mesi. Quattl'O classi di leva darebbero aclunque UW mila. uomini, e, deducendo le perdite, il contingente da assegnarsi alla marina, il corpo di truppe da teners i in Algeria e la gendnrmeria, rimarrebbero cir ca. 700 mila uomini, che si dividerebbero in 20 corpi d'esercito, composto ciasnmo di due divisioni, le quali, alla lor vultc1, consterebbel'o di due brigate di due reggimenti <li fanteria ciascuna. Le forze militari della. Francia, secondo il conceito dell'autore, .sarebbel'O di: 160 rHggimenti <li fanteria a 3 battaglioni di 1000 uomini ciascuno; 120 reggimenti di cavalleria a 4 squadroni di 150 uomini ci,1sc1.mo; 20 reggimenti d'artiglieria a 15 batterie <li 6 pezzi con 100 uomini; 20 battaglioni del genio a 4 compagnie di 230 uomini ciascuna; 20 battaglioni del tre110 a 1400 uomini ciascuno.

.

179 Gli uomini per la ca,alleria, l'artiglieria, il genio ed il treno sarebbero tolti dalla prima parte del contingente (li leva. I sott'ufficiali che contraessero una. nuova ferma di quattro anni, oltre un'alta pagn, riceverebbero pure un certifìcaio di diritto ad un impiego di 1200 lire annue, cessando dal servizio. Secondo q nesto progetlo, la Francia per sei mesi dell'anno terrebbe sotto le armi 298 mila uomini, e per gli all1·i sei mesi 484 mila, in media, 391 mila uomini per tutto l'anno. Calcolando che ogni soldato costi 900 franchi nell'annata, il bilancio della guerra sarebbe di L. 351,000,000, e, togliendo da questa somma 30 mi.lioni cl i economie, c he l'autore propone sopra alcuni rami del servizio, la spesa per i'esercito francese si ridurrebbe annualmente a 321,000,000. :Negli ultimi qu;titro anni il bilancio del Ministero della guerra fu in media di 373,000,000 di fr9nchi. Quanto al sislema di reclutamento, l'autore vorrebbe 300 ddreHi (15 per corpo d'esercito), e le guarnigioni permanenti pel' i corpi di truppe. Le reclute non dovrebbero essere assegnate in un corpo di gual'nigione nel clistrelto dove sono nate; i soldati promossi caporali c:imbierebbero di battaglione, ed i C!!porali, promossi a sott'ufliciali, di r eggimento. Gli ufficiali cambiereubero corpo ad ogni p1·ornozione. 6° Cenni sopra la proposta di una nuova scuola di cacciatori, del dottore JcmÉE. 7° Alcune osservazioni sulla <liYisione della Francia in regioni milil;,ri, di Z. X. L'autore dopo aYere accennato agli inco1wm1ienti a cui si andrebbe incontro adottando il sistema territoriale prussiano, vuol di mostrare in sPguito l a conYenienza che il quartier generale del 5° corpo d'eserci !o s ia posto a Langres invece che a Dijon, ove dovrebbe essere situato seco11do il progetto pubbl icato <lai g iornali. 8° RiYista della stampa militare estera, in cui havvi un succoso ed importunte cenno intomo all'esercito russo. 9° Revu,e bibliographique_. -

Revue des cartes•


ASO INAUGUE,AZIONÈ

DELLA STATUA DEL GENERALE MANFREDO FANTI sµlla. piazza S8n Ma.reo in F irenze.

JI

r

april<l u. s. ha avuto luogo ne-Ila pia1.1.a S. Marco in Firenze

ltt solrnne inaugurazione del mo11umento al generale MANFREDO FANTI.

Appena il Comitato promotore, le deputazioni del Senato e della Camera dei deputati, il ~lunicipio, l'a fta ufficialità ·si ·fecero intorno al monumento, S. E. il generale Cialdini. Presidente del Comitato suddetto, ordiQò che fosse scoperta la statua; le truppe e la b:1nda della Gùardia Nazionale intuonarono l'inno · rea le, e cadute le tende che la cuoprivauo, compan·e a Ila vista di tutti l'opera d_el cav. Pio Fedi. li . generale è ralfigurato in piedi, sta a capo scopr.rtd, si panneggia iu un ampio mantello, con la sinistra impugna !'elsa, colla destra tiene in mano il piano di riorganizzazione cldl'eseJ'cito. La figura posa .sopra un alto piedestallo ed ha sugli angoli dei 4 lati alt rettante statuette in bronzo rappresentanti la Strategia, la Tatt'ica, la Politica, l'Arte delle forrifirazioni. Nel centro priocipale dell'imbasamento si vede un basso rilievo in marmo che rappresenta .il fatto d'al'lni di Confienza; dalla parte tergale Jiavvi un t rionfo d'armi, ai due lìauchi stanno le iscri~ zioni. Dal lato della chiesa di S. l\Jarco: l\JANFREDO FANTI NATO A CARPI IJ, 23 or FEOOIIAlO 4806 l'Efl A~IORll DI LlflEIITÀ ESCLE NEI, ~I 11CCCXXXI Al'PIIESE IN ::>l'A{;t\°,f LE AIITI DELLA Mll,1ZIA E GUERIIE n ' ITALIA ~ENE ll,ILE D'All!IATA AFFRETTÒ CON VA LORll Il CON SENNO L'. 1ND1f1ENDE!'(ZA E L'UNIT,\ DELLA PATRIA llORi A FIRENZE IL 5 DI APfilLE •1865.

NELLE

Dal lato opposto : L'ESRnCITO ITALIANO CON CONCORSO DI CITT AD INI E DI MUNICIPI PRIMO QUELLO DI , fillE NZE GLI FECE QUESTO !IONU~IENTO NEL 1872.

.,

Nelle fasce supnriori dell' Lmbasamento sono pure in bronzo gli stemmi della Casa di Savoia, di Firenze, di Modena, di Carpi. Scoperta la statua il generale Cialdini pronunziava Io seguenti parole: « Fra le più antiche e sapienti tradizioni · della umana famiglia vi ha quella di onorare in modo solenne la memoria degli uomini <'he resero grandi servigi alla patria. Nobile e fecondo pensiero che sodisfa al debit.\l di cittadina gratitudine, mentre prepara con provvido consiglio un possente stimolo di gloria alle generazioni future; non' essendovi cosa che infiammar possa un cuore patriottico ed' onesto, che possa spingerlo ad utili e magnanime azioni quanto la speranza di lasciare sulla terra, ove nacque, un nome venerato e caro. Sì! Nobile e fecondo pensiero è questo, che eancella pietosamente ogni traccia, ogni ricordo delle basse invidie, delle lotte e de lle ire di park, ond'è contristata l'esistenza dell'uomo pubblico e vuole che la memoria soltanto delle opere sue e delle sue virtù sopravviva ,c;pleodida . ed eterna come l'anima da cui ebbero ispi_razione e vita. « Di opere e di virtù raccogliamo copiosi esempi nella carrierrt del generale !IANFRBDO FA NTI, al cui glorioso nome consacrano questo monumento l'Eserc:it.o riconoscente e molte città d'Italia, fra le quali Firenze, maestra di civiltà e prima nel culto delle grandi memorie. a çompiuti appena gli studi nel ge.nio militar<~ di Modena, l\lANFREDO FAKTJ fu del numero di quei prÒdi che con temerarie\_audacia iniziarono il moto del 4831, pugnando contro le truppe del Duca nel palazzo di Ciro Menotti, nome santissimo nel martirologio italiano. « Sfu,ggito miracolosamente al patibolo, il FANTI esuiò in Francia ~ vi fu per quattro anni impicg3to nelle fortificazioni di Lione. Passò quindi al servizio della Spagna ove raggiunse il grado di colonne.Ilo di stato maggiore, ove acquistò fama di ufficiale peritissimo e di molto avvenire. « Ritornato in Italia, il giro avverso dei casi militari e politici gli riuscì funesto nel 48.&.9. 1 Vittima del sospetto o dell'errore, benchè pienamente assolto da un Consiglio di guerra, ei rimase per qµasi sei aoi;1i ~imen.ticato


182 o mall'isto. ìUa il generale La Marmor.a, conoscendolo e stimandolo altamente, ebbe il generoso coraggio di dargli la mano e di condurlo seco in Crimea. Col11 nel comando di una brigata giuttiflcò la scelta e la fiducia del generale in capo, ottenne la stima e l'afl'etto di ~guuno e mise in e\·iden7.a la sua capacifa a: Nel -1859 lo troviamo al comando di una divisione che si copra di gloria a Confienza, a i\lagcnt.a, a Solfcrioo. ' « Dopo la pace di Villa franca egli è generale in capo a Dologna delle truppe della Lega, e lo vediamo creare con febbrile operosità un esercito in pochi me.si, modellato, n<)Jla pre\·ide11za di prossima annessione, al Subalpino, ed un sistema g:,n<'lrale di difesa tracciato con quella sicu~ rez7.a di Yistc strategiche che ritrovasi in tutti i suoi militari cl'Ìtcri. èonvien riconoscerlo! !.;'opera cd il concorso di FANTI resero possibile l'ardito e sagace concetto politico di Luigi farini' e Dettino Ricasoli che di tanto atTrett.ò il pieno risorgime11to italiano . « Prima che accadesse l'annessione della Toscana e dell'Emilia , MA!'iFflE DO FANTI, generale in capo della Lcg:i, venne pr()s :cfto per Mi~ nistro della guerra dal conte di C:1vou r, genio moderatore e sintetico di quegli eventi straordina rii. Organizzò rapidamente e con mirabile senno il prin10 esercito italiano, e qu indi nel settembre seguente dirigeva in persona l'invasione dell'Umbria e delle Marche. Fu una brillante ca_mpagna di ~O giorni, ·nei qu:1li le pia7.ze del nem ico, le truppe, lo stesso gen~rale rn capo, tutto, in una parola, cadel'a 11clle sue nrnni. Fu uua enmpagna-rnodello che diede a conoscere di quali maggiori cose ei sarebbe stato capace.

Ai primi di ottobre 4860 il FA NTI, come capo di stato nrnggiore di S. M. il Re, condÙsse le opcraziooi di guerra nr.l Rrgno di Napoli e sconfisse le truppe borboniche in vari scontri, ma io. ispecie e per ultimo a !\fola cli Gaeta. (!

"ln quei giorni per lui cli soverchia fat ica, dil'c11nero palesi e gravi i sintomi della crudele malattia di cuore che dovea condurlo préma. turame11te al sepolcro. « Sciolto l'esercito e rientrato a Tol'ino, egli sostenne il Ministero della guerra. sino alla mc,rte del conte di Cavour. Poi ritirossi affranto e venne più tal'di incaricato del gl'an comando militare dì Fironz~.

"

183 « Da quell'epoca all'aprile 1865, io cui spirò, la sua vita fu una lotta penosa ('Ontro l'inrndente mulore, fu lunga cd orr.r.nda agonia. t( Ecco <li ,•olo la vita, ·i servigi, i titoli cli MA:°'iFREDO F ANTI alla patria rieonoscenza. « Nella sua retta e fotemerata carriera ei non mutò mai di opinioni. Francamente liberale, seguì con entusiasmo il nazionale risorgimento, l'affrettò e lo sostenne coll'opera e col consiglio. L'Italia libera ed una fu il sogno dei suoi primi anni, il culto del suo cuore, la mèta della sua vita. « Al pari degli uomini antichi egli ebbe semplicità cli modi, di abitudini cli gusti e di par·ole. Ad nn animo schietto ed aperto ai più nobi;i :10ìitti, ai sentimenti più elcY.ati, egli univa vasto e nitido intelletto, criterio esatto e sicuro. EspoJ1e.va le sue idee dimcssame11te, ma con rara chiarezza, <la uomo modesto cd intelligentissimo. Le sosteneva poi con tenace 'fermezza, indizio di salde convinzioni e di forte c.araltere. « Cordia Jissimo ccl eguale cogli amici nei giorni tristi e lieti, fu sempre largo e b~ne!ìco con tutti più di qnanto consentisse la sua ·fortuna. Mori poverissimo, e dopo aver coperto J~ più alte cariche dello Stato, lasciava ai !ìgli un capitale di 14 mila lire, unico frutto dei suoi ri~parmi. <( Ma ciò che meglio s1·clava la nobiltà dell'animo suo, ciò che io mag-giormentc ammirava in quell'indole generosa ccl eletta, era il t'acilo obblio, era il perdono intero e pronto delle patite offese . " Tale e tanta fu dunque la mia stima per MANFIIEOO FANTI, che ne rammento con emozione profonda l'aOi:ttuosa cd inalterata amicizia come cosa che più d'ogni altra mi onora, come sacro ricordo di un . bene <'he passò. « Va diradandosi ogai giorno la schiera gagliarda di quegli uomini che raggi·uppati attorno a Re Vittorio Emanuele seguirono il saggio cd intrepido duce m,lla sua splcmdida nazionale impresa, di qutgli uomini che per di1·crsc vie, con mezzi ùifforen t.i od in varia misura furono esecutori del gran pen,icro, e concorsero a far l'ltatia qual è. Dopo M,\l-.rntoo FANTI quanti altri sparirono dolorosamente io questi · ultimi tcrnpi ! Pochi anni ancora e tutti sara nno sotterra.


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18,i. < Ma il Fanti ed i sommi Italiani che lo seguh•ano nel sepolcro, anzichè di pianto a me sembrano degni di grandissima invidia. Ad essi toccò la maggior fortuna eh~ anelar possa un'anima cittadina, quella cioè di spendere la vita a pro della patria, di ottenere il trionfo dei _loro voti, dei principii loro e di l'iposare- le ossa affatièato in grembo a quella terra che tantò amarono, per cui soffrirono tanto, a quella terra che vollero tolta a servaggio .:.ntico, e che prima di chiudere gli occhi per sempre, videro innalzata alla gloria, alla po~ tenza, alla dignità di libera na:tione >.

SULLA DIFESA

DI ALCUNI VALICI-II

L' ol\DlNAllENTO nnLITARE TI~RRITORIALE DELLA ZOJ:\A DI F llONTIERA ALPINA

. Parlarono p~i _il_ conte Cambray-Digny in rappresentanza del Senato, 11 comm. Mordm1 m r~pprcscntanza della Camera e l'onorevole Peruzzi quale Si11tlaco di .Fire11ze. · . I

• CONSlDERAZTONT sulla difesa di alcuni valichi della (1·ontic1"a ve,·so ,i,,,.,i·rfa e Svi... ei·a, non eòmpl'esi nelle p ,·ovoste di sbcwrmnento fatte nel Pi;~o RIDOTTO dalla Co»H11issio,1e pei· I.a cli(ern gene;·ale delb Stato e l'I\Of'OSTA di wi ordinamento 111ilitm·e ierrito1·ia,/,e pei· la difese, della .zona alpina.

,

ll cn provvide n~ Lnra al n.ostro st-0.to Q,rnndo dell' Alpi schermo Pose ............. .

MARTIN! CARLO,

.,

Lacune lasciate cla.lla Commissione pe1·mane"nte ecc. nella, difesa della /'rontiern alpina. - La Comm issione per la difesa general e dello Stato nella sua relazione a co l'redo del piano di difesa presentalo il 12 agosto ,J87 •1 a S. B. il 1\linisLro della guerra dopo avere alforrnata la convenienza di sbarl'are tulte le strade rotubili alpine, e fatte all'uopo Je sue proposle soggiungeva: « t vero che questo grnnde scopo non si è potuto « raggiungere cornpletamcnLe perché sussistono tut« tavia due lacune:

gerente.

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ANNO xv11, Vor,.

II .

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---~~-----.., 187 .

1

486

1

« Una dcife quali assai breve Ycrso la Svizzera, in « cui si e tentato di riparani sebbene insufficienle« mente colla piazza di Varese : ·« L'altra sull'Isonzo dove fu forza rinunziarYi asso. « lutamente. ». A far pa1·ere me110 triste la situazione fotta nelle condizioni <li <li!'esa .della frontiera d1\lle suddellc due lacune la Commissione accennava da una parte alla guarenlita neutralità della· Svizzera, rfoll'altra alla lontananza fra l'aperta frontiera dell'Isonzo cd il cuore del Regno. Se IJOn che la prima, che nel piano completo era · lacwici assai breve, si fece poi assai grande nel piauo ridotto , avvcgnachè furono radiate da quello, non solo la pinzza di Varese, destinata a ripara1·e, sebbene insuffict'entemente, a quella lacuna, ma altresì i forti di sbarramento <li Gravellona-Fuentes-Aprica p1·oposti dapprima per concon cre a ehiu<lcre le comunicazioni del Sempione, elci S. Got:ardo, del S Bernar- . <li no, dello Spluga, del Maloggia, del Ifornina, dello Stelvio. Così, per la lacuna verso l'fsom:o, la Commissione acccnnaYa. nel piano completo a rirnediarvi in parte colle proposte fo r·tificazioni cl i Sacile e la testa di ponlc cli Motta, le quali, o/ferendo una piazzà di rifugio ed 1m perno di manovra sulla linea della Li:.. vcnza, .erano destinate a concorrere alla difesa attiva della. valle del Tagliamento e della frontiera aperta verso l'Isonzo. Ma le proposte relutive a Sacil e cd a Molla furono poi radiate dal piano ridotto . Posto pertanto che per quanto riguarda lo sl.Jarramcnto dei valichi alpini venga adoltato il piano ridotto dalla Commissione. rimarranno interamente aperti: A) Tntti i passi dal Sempione allo Stelvio comprendenti il fascio delle comunicazioni più dirette fra

>

.,

Hermnnia ed Italia e qualcuna dell.e comunicazioni indir.elle tra Francia ed. JLalia , Austna ed I~alia. ,. B) Tutto il Friuli, cioè la più dire.ua lrnca d. mvasione aperta all'impero austro-ungarico . Io credo che non parrà arrischiato, in mezzo alle politiche incertezze del nostro tempo, il dire che l'Italia non può :;en7.a pericolo lasciare }~p~rtc queste due lacune, nè dormire fra due ?uancialt, fidando sulla guarentita neu1.raliti1 della Snzzera e sulla lontanaI1za. dell'Isonzo dal cnore del Regno.

AJ Frontiera apci·la \'twso la Svizzera. I passi carreggiabili lasciati aperti verso questa frontiera od alligni nd esso sono :


rormc

~89

inter·~s~a te oltre

OSS E RVAZIONI

ali:1 Svizzera

Dlii PASSI

11tlh• OJ)f"rat.ioai l"'•

delti Passi

1• il Sempione

i( GERMANIA FRANCIA l?i ref.tamrnte per il Vallr.sc coll'lfa lill 1nd 1rcl.faincnte dalla via del G"t-

tardo pt'r la n1101·a str?da d~l Furca rd eYentualmcntc per la 1 . Sv1zzc1·a occ,d,•nta le. G1mMAN rA dir·ctta111!!nte P<'r Scii1ffus~-Seliwitz - la nuo\'a stra<la dell'Axember"0 2' il Gottardo Altorf - Bellinzona. F11ANCIA indi.rettalllcnte da l Vallcso per la v,a del Furca. 3' il Lit~~anier. 'm· GEllllANIA 1dir..ttan,ente Costanza-Glarus- i'\Iun991a~1ln 1a cvmomne) lattiera .del Panix (~)-DissentisLukn1an 1cr · Bellinzona (11011 perrorrib,le coa ar1igl 1eric e cmeggi, ai, iolermedia

l

. msidiariaalledoed ·I Gellard• e Oen»rdm)

4' il S. Bernardino

6' lo Spluga

G EmrANIA

-1

d1rett"me~te l~go di Co,tanza Co1rn Spl11gen-Ilcllin:wna (sb11m

<l1l'cttarnr.nte Lago di Costanza -

I

Coira - Cbia,· bnna. indirettamente pel eone di Nanders rimont~ndo l'Engadina e per val nr~gnglia a Cl,iavcnna. Grn,rAxu indi rettamente <lalla litwa di Coira per il Parpan ed il SclJ\'11 a Tiefenk,1~tcr1, d'onde per Ù .Tulicr, Albula ncll'Engndina e di là p<lr il Maloggia a Chia\'enna. {AUSTRIA d ll'E . ( GER BLINJA coml. sopr,t . a . .'. ngadrna nella Valtell rna, 1nd1 per l'Aprica o per Lecco nrlla Lombardia. AUSTRIA direUanwnte dalla vallo delL'Jnn pc! col le di Rcschcn - dal Tirolo por lo Vintscbgau in Val-

I

uutuale su Beli ama dalla hau Goira . s,11!tO - Cb1a1e,u}.

GERMANIA

l

AUSTRIA

6' il 1lfaloggia

7' il Bcl'nina

s•

lo Stelvio

O

tellina .

,

(I ) Attra,·ersato da Souwarow con 20,000 uomini circa ai primi d ottobre del 11no. l'ercorsi quo, ta da al I~ dcli o: tob, o scorso o nulgrado I~ stagiono ~Yan~rJta o lo nevi chu io1gom,1ravano il Passo 'ùcl Pauix (a 2-H2"' ijUI mare) 110n ,·'incontrJi difficoltà strno rùrnarie . -

Di queste olio comunicazioni, la ,t •, o•, 6•, 7a ed 8" percorrono, prima di sboccnre nella pianura del bacino del Po, un lungo trnlto di regione montana sul territorio italiano; cpp.crò ancorchè non siano sbarrate cl il fortificazioni permanenti, si potrà aver tempo <li provvedere in qualche modo alla loro difesa. La 2a, 3"' e ~-" passauo le Alpi su ten:ilotio svizzero, ed inoltrandosi per il cantone Ticino, sboccano addirittura dalla frontiera nella pianuw lombarda. Per questo fatto esse costitu iscono una seria minaccia, alla quale, come la Commissione osservò, non si potrebbe trovare un sufficiente rim edio con piuzze da frontiera; minaccia che dirnntel'à ancora più grnre quando una ferrovia avrà aumenta to il valore della linM del Gottardo. In tale stato di cose ri esce tanto più necessario di prestabilire, cogli studii del tempo di pace, modi di difesa ed offesa che all'occasi·one possano riescire et:. fica ci a scongiurare i pericoli minacciati al paese da tutte queste porte lasciate aperte, l'una vicina all'altra. Nel desiderio di concoreere da parte mia alla soluzione del problema, sottopongo alcune considerazioni e proposte che forse pplranno essere apprezzate, se non altro, per essere il frutto di stuclii fatti sui Luoghi. ,1° il Senipione . - La strada che scende in Italia pel Sempione percorre, prima di giungere nella nostra· p ianura, due buone tappe di terreno montuoso sul territorio ito liano. La situazione di ~ur.slo passo per rispetto alle erentuali operazioni sl della Francia .che della Gr.rmania, qualunque sia l'attitudine della • Svizzera, non lascia luogo a temere per esso un' operazione im provvisa e seria. Senza porre in questione l'utilità del suo sbu rramenlo con opere "permanenti, sarei di parere si provvedesse alla sua difesa con uno


.. 190 speciale ordinamento delle . truppe torritoriali : di. fron-tiera., del q1J.aJc terrò parola più innanzi.· . 2°} Il S . Gotta1·do . -iformanci,. come dissi,

49,1

liano le tre strade in discorso; per uscire da tale diffico ltà, rimane, a mio avviso; . .altro spediente . che quello cli predisporre le ·cose per . correre a. stroz..: zarl.e t\llte e tre aìla gola di BeJlinzona. ·

non

l

11 fascio

3°)11 J.uckmanier . delle pi tì dirette ·e .libere co40} Il S. Bernardino muni cazioni della Germania:

15°) Lo Spluga Questi quattro sbocchi trovano 6°) Jl l/'Ialo,qgia continuazione vers~ ~tal~a p~r ,due · .7°) Il Bernina sole strade carreggiabili: c10e la . 8°} Lo Stelvio. strada militare·· Colico-Lecco lungo · la riva orientale del Lario e la strada militare del:..

coll'Italia, si annodano a Bellinzona per inadiare di l!l sul territorio italiano per le tre vie :

Locar·no-Cannobio-Ar·ona, · Agno-,Vcirese, Lugano-Co·mo .. ·

)'Aprica.

.

.Queste ultime due strade, secondo il pi·ano· com.JJleto, doveano essere .sbarrate coi forù· di Fuenles. e d i Apric:a·. Però; riflettendo che la slrada Colico-Lecco può essere ad ogni momento guastata fra Varenna e Lecco e resa per lungo . tempo ir:npralicabile, che essa potrebbe ancora essere protetta colla difesa mobile di: una hatteria galleggiante .sul lago di Como, fa que-" stione · si. r1clufrebbe allo sbarramento della strada d'Aprica, sbarrarnento che se può non parere i1ecessario nei rapporti della strada d'A priea con, quella dello Stelvio, perchè quest'ultima è lasciata sgombra dalle nevi solo quattro mesi circa dell'anno, può 'in. vece assumere altro carattere nei suoi rapporti colla • via del Bern ina. narrimenlo di volo le operazioni di Jfaccloncild nell'inverno 1800- 1801. . . Sòtto questo punto di vista converrebbe vedere se non fosse possibile' di collocare così il forte IJroposto per Edolo nel piano 1·ùlotto, da sbarl'are non solo la discesa in Val Camonica per il Tonale, ma altresl

Per far fronte in qualche modo · a questa .triplice minaccia, la çommissione avea proposto (come accennai) nel suo piano completo, l,e fortificazioni di Varese e Gravellona, ma anche queste furono poi lasciate da parte nel pia.no ridotto e non ve rranno forse mai più a ohiudere, comunque ìrnperfeHamente, le ~uddetto . comunicazioni. La gtiarenligia della ·neutralità svizze_ra, è diafragma troppo fragile {'I) dinnanzi a. questa (ripliee porta· della nostra frontiera , epperò conviene cercare qualche cosa di più rassicurante. Se si esam ina la regwne compresa fra il Lago Maggiore ed il Lago di_ Como si vede tosto còme non sia possibile lo sbarrnre efficacemente· sul territorio ita.,.

1

(,1 ) J\fi si opporrà forse che nel 433:1 la Svizzera pose in assetto di guerra ·100000 uomini, c!Ìe · nel ,1847 al tempo del le discordie del Sonderbund i Cantoni confederati ne posero in armi ~ 00,000 . (\d i • secessionisti 50,000 circa. Che nel 'l 849 all'epoca delle repressioni prussiane nel Baden, la Svizzera fu pronta a mobilitnr,J un grosso

corpo d'esercito. Che nel 485'1 mina.cchita nella questione del Neuèhàtel ebbe pro nti ,f 00,000 soldaÙ a sostP.gno del le integrità . nazionali. Ghe egualmr.nte pronta fu nel ,f 8i.i9, nel -1 866 nel 4870-7,t. Di tutto ciò va tenuto conto. J\fa vuole altresì non essere di.mcnticatà

la storia della campagne del 4798-4799-•18·14.

..

{~) Rammento qui che Napoleone 'I raccomandava caldamente al Benuliarnais cli tener barcl1e ar.nate sui laghi lombardi (Vedasi Corri,çponden~a- di Napoleone I , anno ·1 8,1 3) .


'19.2

quella della via di Aprica. In ogni modo poi si dov_reh_be ~ener c?t:to dello spirito bellicoso ddle popolaz1orn dt Valle!lma e cercare di basare la difesa di · questo paese anche sopra un ordinu mento speciale delle forze locali in analogia a quanto dirò più _innanzi. llo detto che la strada Colico-Lecco potrebbe faeilmente essere resa irnpratieabi!e. Infatti, costrutta come è hrngo la riva del lago, sostenuta spesso da muri, attraversante con . nurnerosi , tunnel, particolarmente presso Varenna, purccchi contrafforti roeciosi che sporgono sul lago, essa present.a molti punti vulnerabili. Tutti sanno che nel 4839 per ordine di Napoleone III, ed anche nelle altre guerre nazionali, si. 1 sono· fatti preparativi per rendere impraticabile questa strada, senza che però si abbia mai avuto bisogno di ricorrere a tale estremo. L' AusLria dopo che ebbe costrutta · fra il. 182·1 ed il ,J 8'.:H la strada militare dello Stelvio, si pet·suase che la continuazipne di questa per Colico , a Lecco non afferiva per ogni eventualità una linea sicura di operazione, e pensò bene cli procacciarle altro sbocco migliorando quella via dell'Aprica, cbe già avea servito, con tro di. lei, a Jfacclonald nel dicembre del '1800. Malgrado però la facilità colla quale può essere guastata la sLrada Colico-Lecco io dissi come mi parrebbe opportuno s1 · avesse sul lago una bvtteria galleggiante affine di poter intercettare eletta via nel tratto Coli co-Bellano. Questa condizione mi pare necess.aria pel fallo che un nemico scendente per Val di S. Giacomo, o per Va l Bregaglia e per la Valtellina, arrivalo a Bellano, qualora trovasse iuterceua la strada rnilitare Bellano-Varenna-Lecco, può dirigersi egualmente su Lecco per la Valsasina, per quella stessa via percorsa. in altri tempi da parecchi degli invasori calati in Italia per le tre vallate sopra a·ccennate. Questa

i93

1

,comunicazione è costrLmt<.1, fra Bellano ed il ponle di Taceno sul Piovermi, per due ore di cammino,. .uoa buona mulauiera, a _salit.1 però piuttosto el'ta, e, dal ponte del Pioverna a Le<.;co, da una buona strada ,earreggiabilè, lvrga in media tre metri e ben tenula, che p;ssa per lntrobbio, Pasturo e Ballabio. Non vi è, che io sappia, alcun progett.o per rendere carrerri2:iabilo il trallo cli detta via fra Bellano e Tacono. ; Ov ma ciò che non fu nncor fotto, potrà esserlo, ed rn ogni modo questa comunicazione della Valsasina, .anche allo stàlo attuale, non manca di un certo valore. Credo di insistere sui rapporti che &. ,;-:omunicazione in discorso ha eolla strnda Colico-I,occo, continuazione delle vie mil itari dello Spluga e del Maloggia, ed eventualrnente del Bernirrn e dello Stelvio, poiehè ,eia quei rapporti può · esser megl io messo in e.h iai'o la opportun ità sia di provved8re colla difesa mobile per mezzo di una batteria galleggiante a guardia del tronco C(i)lico-13ellano, sia di ricorrere a sbarramento col fortificare FuenLes.

da

BJ Frontiera aperta verso nsouzo. La. linea d'frwasione del Friuli considerata nei snoi 9·apporti co-lle att,re comunicazioi:i . fr~i Aus~ria ed Jtatia. - Premetto che nelle concl1z1om attuali della nostra frontiera il Friuli sarebbe la linea principale d' invasione da parto deJqustria. In fatti se si considerano le Ji.nee d'operazi.one del teatro di guerra austro-italico comprese fra lo Stelvio e l'Adige, si vede che esse formano un faseio diveegente e per di più duP. di esse sono sbarr_ate a_ B~cca .d'Anfo ed a Rivoli. Epperò questo fasc10 dt lume


· 494

195

· s.arà diffleilmente adoperato nelle prime opetaziorfr all'aprirsi · di una guerra... · Se si considerano le rimanenti linee, si vede come . esse forrn ino due fasci distinti, cioè: · ( Passo dette Fugazze formano un fascioquelle di ~ V~lle Siigana . · convergente· su' Pa~ Vza_dAlemagna dova, maper'corfono lung~ _tra~lo d1 t~rreno montàno, epperò presentano ?ondmom st_rateg1carnente fav<•revoli, ma logisticamente· nnbarazzant1 · per mosse di ·consiçlerevoli truppe · quelle di f Ta:r~i~ (lJ( formano ·un fascio ristretto' per. / Gq>;izia J corrente le piunure clel J?riuli, se~mto d_a una \en:ovia , epperò in condizioni Ìogistiche e str-ateg1che re1at1vamente favor'evoli. · ~HJ ~. stat? attuale delle cose la scelta di questi due ul~rnH f~sc1 conve_rg~mi su . Padova pl'esenterebbe, a 1~~? ~v:iso, la m1glt0re cornbjnazione per." un piano d mvas10ne da parte dell'Austria. In certa maniera si · potrebbe trovare un riscontro fra i due fasci cli liriee s,udde_tle e quelli dell'armata dell'Elba e del principe I• eclenco Carlo nella campagna del 1J8()6 in Boemia; Padova _o Treviso sarebbero la Gitschin di detto piano . II scgrnto delle operazioni aprendo o·Ji sbocchi del · fascio più occidentale, dovrebbe poi ~endere occor-~ r_en~o, _a facilitare le opernzioni, anche per CJl;estò uItuno, . nella stessa maniera che le citate due armate pr'.1ss!ar,1e .cloveano agevolare lo sboccar clell' armata del Prrnc1pe _Reale. Da queste considerazioni si è portati a conch~uclere che la · prima e principale invasione si pron~nc'.er~bbe pel !''riuli, posto sulle più cl irelte comumcazwnr fra l'Itaha ed il centro di potenza dell'impero. austro-ungarico .

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1

(1) Non abbastanza sbarrata dal forte d'Osojlpo.

Questa conclusione avrebbe poi un .fondamento anche maggiote qualora i passi alpin i delle valli d'Oglio, Adige, 'fimon chio, Brenta, Piave, Tagliamento ed ~lt~ Isonzo fossero chiusi dn lle migliorate fortificaz1 om de ll' altopiano di Rivoli (opere di Monte Pipolo e Monte l\Ioscallo) e da nuo~'Ì forti di sharrnmento a Edolo Passo· delle Ìi'Ùgazzc - Pr.imoli:.rnò - Castel La vazzo Osnedaletto - Slupir.za,. qùali . vennero osti nel t . . prop_ piano ridotto. della Commissione di difesa. . . La linea del Friuli, e precisamente la .sua via pnn-cipale, quella cioè di Goeizia , _accompagnata dal!~ s_irad~ ferr,1ta, rimarrà · però àperta anche dopo sbarrati lull1 i· valiéhi snpra accennali : L' e?ercito invasore si a van- · zerà da ·Gorizcia a ftles lrc . ed · andn\ a porre le tende nella grassa pianura di Padova senza a.vere iricontrato sulla via altro ostacofo che la vecellia Palmanova ai;~ mata col rifiuto dei nostri magazz ini', e lasciata 1b: povera, tollerata, colle sue mura di cinta tutte ~por~ genti a bersaglio. A me pare che il vanl~gg10 d1 obbligare il nemico a lasciar-e una o 1ue bngate attorno a Palmanova non possa fare contrappeso al brutto effetto che produrebbe negli ani'mi all'aprirsi delle ostilità, la notizia: J,a fortezza di Palmanova ha capitolato! Notizia che si· farebbe aspettare di poco {·I}. Per opporsi ad un nemico che invada dal .Fi"iuli,. ·la Commissione uvea pensato a proporre una piazza di rifugio a Sacile, ed una testa cl i ponte a Motta. Alludeva con ciò a far testa dalle rive della Livenza. (1} Ùna piazza da guerra sull'aperta frontiera del Friuli 110n ha ragione di esistere, a mio avviso, che a condi'l.ione di intercettare la ferroY ia che speeialooente fra Gorizia e Codroipo ha una grande impnrtanza logistica, considerata dal punto di vista della sussistenza d'un, grosso esercito in quel tra.tto di paese fra Isonzo t'l Tagliamento, sprov-. visto di tutto.


.H)(3 J\la queste fortifìcazioni furono poi lasciate in disparle .nel piano ridotto, e probabilmente i soli dana ri che si spendcl'anno per pone un argine all'invasione dal Friuli, saranno per allargare la testa cli ponte di Mes tre. Questa sarà bensì una minaccia sul fianco dell'invasore, ma essa non avrà per base che il mare e la nostra marina da guerra. I.a no stra marina è ancora troppo negletta e poca per ùare a Venezia tale appoggio da farne unn bas_e effir.ace . .O il'impelto a Mes1 re, sui contraffol'ti delle Alpi, di fianco alla linea elle l'im·asore, sceso pel 1''i·iuli, do·vrebbe pereori·el'e, io vedo una fortezza naLurale che per poco fosse afforzata dall'arte m'ispirerebbe maggiore fid11cia di ì\Iestre e di Venezia, le inontagne del Cadore: veùo una popolazione patriollica, operosa, belligera, i Caclorin i, baldi per tradizioni glorio«e, antiche e recenti . J fatti dal 1181.8 al 1866 (·I) sono là per provare ciò che queste popolazioni valgano. Essi permetlono di pt'eve<lere ciò clie se ne potrebbe ricarnre c1uando q11clle doti preziose ricevessero un buon indil'izzo militare. Oggidì l'occnsione si presenta nella istilnzionc delle milizie provinciali, e purehè se ne profilli si potrà, con poco lavoro, convCl'lire iI Cacloro in una grande fortezza naturale, che troverà nei suoi abitanti acmati 11na valente guarnigione. Questa fortezza sarebbe la più grnnde minacèia sul fianco di un eserci.to clte dal Friuli tendesse ad invad ere l'Italia, e questa guarnigione potrebbe ancora, al principio cli un<1 guerra offonsiva contro Ausl.l'ia, forn ire par'liti per le prime operazi.oni al di lit della fromiera. 1

----- - - -- 1) Vogliono cssern spicialmcntc notati i brillanti combattimenti del Ponte del Iloitc 11el ·1848, e di Tre Ponti nel 1866 fra i volontari Cadoriui e gli Austriaci. (1

..

49T Ro detto che queste montagne del Cadore costituiscono una fortezza naturale, ed infaUi basta considerare quel fortunato concorso <li linee che rnellono in comuni cazione l'alto Tagliamento coll'alto Piave, e questo col Brenta per eonvincersi come questo paes~ si presti ad uno. lunga dit'csa e come esso present~ allresl le più favorevoli condizioni per l'ofl'cnsi.va ne~ suoi sbocchi tanto verso sud ch e verso nord, t quali offrono l'opportunità della scelta sia per tentare ritorni offensivi sulle comunicazioni d'un esercito che fosse disceso pel Friuli, sia per passare con partili a speciaìi imprese nel Pusterthal. Necessità di un ordinamento milita1·e territoriale per

la difesa della :.rima alpina. - Wla per fare tutto ciò conviene, a mio aniso, preparare il terreno e preparare gli uomini con un ordinamento della rli(esa territoriale, stabilito con p'artic:olare cura e sopra nna scala specia le. . . ., Da luno-o tempo io m'era persuaso dL tale necessita e dell'eflì~nce concorso che si potrebbe creare al!' esercito coll'applicazione .cli un tale sistema alla nostra frontiera alp ina, e particolarmeul.e me ne persuasi nel 186(3. Et'a dopo Custoza, in uno di quei giorni che nessnno di noi può climenticare. Uno. triste notizia ci era venula. a turbare ; si era detto, cd era vero, che gli Austriaci, trovando sgombri i passi del Ton~le e dello Stelvio, erano scesi a far tolte nella Valtellina e· nella. Yalcumonica. J~ra doloroso, ma in quei momenti, non polendosi fare distaccamenti clnll'esercito allirn, si doveano lasciare in balìa clel nemico q nelle popolazioni ed aperte le porte del Tonale e dello Steh·io .. 0L'. bene, chi conlesterà che se un ordinamento ternlonale avesse permesso di preparare con comodo .ed in tempo di


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P!cc quella. r~sistenzo che· Guz'cciardi dovette poi ordrnare prec1p1to~arnente, e ehe pur valse abbastanza, .non si sax-ebbe impedito quell'inconveniente già per sè graye e . cll8 avrebbe potuto generarne di più gravi · ancbra? · Ili.ai1da i l~ · sloria di parecchie· fra le invasioni cui . a?dò soggetto il nostro bel paese. Trovai, per comin- . c_iarc da qtiella di Annibale, descritfa con tanti particolari nella III Deca delle Hist01·im di Tito Livi"O, che 1~ r~sistenza, _comunque non disciplinala, degli alpi- · giam, per poco non mandò a mo"nte l'ardita impresa :dell'eroe cartaginese, il quale se riescì lo do·véUe appumo all'aver potuto eludere quella. resistenza, e se la eluse fu perchè, come risulta dalla narrazione di ·'rito ~ivio, non era disciplinata. Scesi quindi via via per altri esempi fino al 4866 allit modesta, ma brillante ir:npresa dei battaglioni di Guard ia I\Iobile di Valtellina, la mobilitaztone dei quali, coine si riieva da un ac~ curato giornale cli carnpagna del capitanò Caimi, irtcbntr.ò le_più grandi difficqltà, difficoltà çhe per poco · · non ne frustrarono l'azione appunto perché, in mancanza di un ordinamento terrritoriale di difesa, si era . ~sp~ttato a p~'ovvedervi all'ulLirno momento quando il bisogno ed 11 pericolo erano imminenti, e gli imbarazzi accumulati. _:... Questa rivista insomma dei fatti · di guerre alpine, che andai facendo fra me e me mi eondusse,· ad un profondo éonvincimento sulla n;ces. ·si Là_di · provvedere alla difesa delle Alpi, mediante un ordmamento tenitoriale della difesa stessa .

Stato fdtuale della difesa ·alpina. - Se la sto1:ia non !'osse là per insegnarlo, basterebbe a persuadercene 11 pensare a quanto potrebbe avvenire nelle condizioni attuali allo scoppiare cli una guerra. Come è naturale, per non essere colta in fiag1·cmte

"

.. 111,obilitazione, e 1:ier dur · tempo a quesla. cli compiersi, l'Italia non potrebbe, é!-ll'aprirsi delle ostilita, mandare i suoi. .corpi .attivi a concentramento sulla· frontiera, ma dovrebbe riunirli alquantç> · addiell;o. · Si froverebhe. peI' c:iò .nell'nllernativa o di lasciar . sp;uerniti. j pas~i delle Alpi e perde.re il vÌrntaggio di ritardare per qualche seLtirnana l'invasione nemica, ritardo che permettendo alla mobilitazione di compiersi 'potrebbe salvare il pa~se; oppure di provvedervi, inviando a guardare quei passi pnrte di quelle forze che , per- esseée state mobilitate per le prime e già pr9h1e e disponibili,. sarebbe tnnto più pecessario cl~ te.nere unite e sottomano . -Sì parlò è vero di sbarrar con forti i passi alpini, ma lo si farà? Si sha rrera,imo tutti quei passi? Ed in ogni modo chi fo1;nirà i presidii di quei forti? Chi concorrerà alla difesa attiva di quelle valli? L'istituzione delle milizie vrovinciali risponde oggi . à questa domanda, e. risponde così : all'aprirsi delle ostilità ncin si manderanno allà fròntiera distaccamenti 1 dell'esercito attivo, . ma si provvederà alla difesa attiva delle vallate alpine, ai presidii dei fol'ti cli sbarramento coll'invio . di battaglioni provincia1i. • · . , Tuia_questi battaglioni provinciali devono essere prima , . 111obilitati, e per mobili1adi si dovranno prendere gli uomi ni ad Aosta e mandarli a Torino, oppure ·a Soncfrio e mandarli a Como, _oppure a Pieve di Cadore e man,darli _a Padova, presso i relativi distretti, per .armarli e nÌetle"rli insieme e rimandarli forma L~ in battaglioni provihci,di a difeqdere . il piccolo San-Bernardo, lo Stelvio , la vi.a di Alernagna . I di fensori nati claHe alpi, dovranno dunque andarsi .a riunire ed armare presso i distretti cli Ud ine, Treyiso , Padova, Veron n, Brescia, Bergamo, Como, Novara, . Torino, Cuneo, Genova, e vi arriveranno nel mo-


.200

mento in cui quei distretti saranno già assai carichf di lavoro per Ja·mobilitazione delle cluss.i <la mandursi all'esercito attivo. Sarà certamente difficillj che ciò non produca ·ingombro e rilat'do, e su qualunque delle classi cada questo ritardo, non potrà a meno di avere delle serie conseguenze. Ora se si calcola la forza militare mobilitabile in ciascuna vallu ta alpina, e .l'aliquota di questa forza assegnaLa dal nostro ord inarnenlo alle truppe provin·ciali, si vede tosto come questa aliquota sia insuffi:.. cìeme alle esigenze cli cliresa di ciascuna vallata. .A ciò si potrà, è vero, rimedi are facendovi concorrere i battaglioni provinciali dei più viGini circondarii deHa. pianura, ma, si avranno sempre due inconYenienti; :mzitutto una considerevole perdita di tempo per riu'" nire questi battoglioni e mandarli ai posti nssegnati', poi si avrà in questi provinciali della pianura, della gente poco· aua alla guerra da montagna e non pratica dei luoghi. Aprendo il giornale delle operazioni di guena ese-guite dalla legione Gui.'càardi in Valtelli na, trovo a pagina 33 circa l' all.acco dei llogni di Bormio: « .ll capitano Sa.lis sì diresse dall'alto verso i Bagni, ' « i na la via dirupata e la. poca p1'at1·ca a correre le « montagne, dei mitili che lo seguivano, quasi tutti' << cletle pùm,u1'e lombarde, nocque alla velocità della « sua mossa e il Sali's non potè giunge.re a tempo ad « onta dell'abilità da esso dimostrata nel condurre la« sua colonna ... .. << Il Pecl1·c~zzùii, che, coi tiratori Bormi.esi e Ie guardie« doga.noli, aveva fin dal mattino guacfognato la C'resLa « del monte della l:leit, informato del ritirarsi degli « Aust1·jaci da .Bagni-Veceh i, si lasciò scivolare, a corpo « perduto, con i:>O dei più risolu1i, dalla Ghiacciaia, « che S')vrasca al passo eletto del Diroccamento ».

~o~

Come è noto l'ardita impresa fn coron11ta da feliee risuhatò : il piccolo distaccamento dei monta.nari di Pedrazzin1: rientrò a Bormio menando seco 75 Austriaci pI·igionieri. -- Chi ha veduto i luoghi, dura fatica a credere che gente armata abbia potuto scendere dalla ?Iand,adura per la frane del ì)ìroccamento, eppure. la e

CQSI.

Non mi limiterei a citare un esempio solo, visto che un esempio non fa regola, se credessi necessario di dimostrare che per le gnerre di montagna varram10 meglio soldati reclutali nella montao·na anzichè nella . . b prnnura . Da tuuo ciò a mio avviso emerg.ono due necessità: 1 1" Di poter riunire ed armare i difensori delle Alpi in luoghi più prossimi alle frontiere, di quello che · siano le sedi degli attuali disl.reLLi ; '.2~ Di -poter portare la forza numerica di questi difensori ad un numero più elevato di quello che si otterrebbe destinando a tale ufficio i soli batta.o-lioni " 1ormat1 d.1 rnontana1·i pro1;inciali. ~fa tutto ciò non riflette che la bassa forza. Vediamo or'a un po' come quesla sarebbe comandata. I capi delle milizie provinciali, quali si avranno coll'ordinamento attuale, si troveranno essi in grado, al.momento della mobilitazione, di soddisfare convenientemente allo speciale còmpito della difesa alpina? Distolti in gran parte daUa vita civile al momento di una mobilitazione, mandati. a presidiare un forte di sbarramento od .a difendere una valle che poco conoscono, con soldatt che non conoscono affatto : io temo assai che essi si troveranno in un grande imbarazzo. Gli ufficiali del• corpo di stato ,. mao· giore ' riconor.S> scrnt1 queste valli, avranno preparato memorie sulla loro difesa. Le direzioni del genio avranno studiate le strette e .(!

.A.Nr.O XVII, VoL. II.

..

~4


20:J fatte al )finistero delle J)roposte sul modo di rendere impruLicabile per un certo terr.1)0 la tale e tal altra via. o di sbarrarle ron lavori del momento, ecc. Mo. il Mi11islcro ed il Comando in cupo clcU'esercilo in qnel momenk> avranno altro a fare che a pensal'e a questi partii:olari, e se anche vi penseranno sarà forse troppo 1ardi.. TI tenente colonnello Jlfo.ssari del genio in un brm·e suo lavoro (Palermo 1871) sulla difesa generate d'Italia, scrisse che « perchè gli sludii in discorso (al« ludenclo a quelli del genio) fo lli durante la pace « siano l'ealmente utili al rnornenLo della guerra, con« viene cl1e le memorie relative siano annualmenle « rivedute sul terreno e facciano parie precipua degli « archivi correnti degli ur!ìcii locali del genio, dei « com an di di presidio e di divisione che quelle valli « riflettono, comiene c~10 esse vengano stampa le e « lette ùagli ufliciuli tntti nelle biblioteche mililari, « che poco importa che esse cadano pure in mano « dei nostri eventuali nem ici , essi non hanno bisogno « di !ali istruzioni, le hanno giù. Conviene infine che « qnando una truppa riceve l'incarico di sorvegliate « tali valli e di difenderle, almeno tulti gli ufficinli, « fino al grado di capitano, posseggauo le carte del « luogo e le 1nemorie ad esso rélative }>. Ma queste meml)rie e quesl~ carte messe alle mani degli uffiziali delle truppe provinciali, al momento della loro <;hiamata per la guerra, basleranno c~se? lo credo di no . Chiunque abbia girato un po' a lungo per lÒ montagne avrà potuto persuadecsi corne fra esse , quel gran libro che si chiama il terreno, diventi di difficilissima leltura, e per leggerlo correntem ente sia necessario farvi l'abitudine. Ora è. egli a sperare che fra gli uffìciali provinciali, per quanto buoni, si possa. avere tanta abbondanza <li quelli che sieno in grado

..

203 rli leggere e suonare a prima visla qucs~a inlricali.ssima musica? La pratica conoscenza del terreno che si deve difendere va acq L1istatu a furia di mnnovran~i ::;opra, con tutte le prevediL>ili ipotesi. · In montagna ove le distanze sono così tarde a percorrersi, un sistema di segnali su certe velle che yaJga a t1·asmettere rap idamell te gli avvisi, potr,\ essere di tal g iovamento da lasc-iar C0\1trapporre al time i".~ money, il tempo ò vittoria. Or bene, tutto ciò non può essere impiantato c-osì nll'irnproHiso . Ma io mi affatico forse inutilmente con tulLi questi preparatiYi per sfondare una porta già aperta ; cd infatti ammessa l'1.ttil1là cli una resistenza si1lle Alpi, per dat tempo all'ese,·àto di mobitila1·si (utilità cl1e nessuno hn mai negato), chi mai potril contesLar·e che lo ave?·e già ùi moto e fn n:àonantC' il meccanismo eletta 1·esistcnza alpiua., fino da71prirna che la gue,Ta .çcoppi, non sia meglio che non averlo od averlo ferm,o e frruginito? ,

Condiz1·oni atle quali" clovrebbe soddisfare 1tn o,rdinamento della difesa alpinn. - Posto dunque che questo meccanismo ci debba· es~erc, vediamo a quali condi1.toni fon<larnen tali dovrebbe sodd isfare. A rnio avviso queste condizioni sarebbero le seguenti : 1° Oi pcesentare in ciascur1a vallata Dlpina un nerbo di forze organizzate , suHiciente alla difesa dcìla rullata stessa e de i suoi valichi; 2° Avere in ciascuna vallata dei centri per riunire cd armare senza perdita di tempo tutte le forze mobi litabili per la difc~a ; 3° Oile rire 11ttruttirn lnli da assicurare un volonte1·oso concor·so da parie degli uffici oli che riunissero le qualità di mente e di corpo necessàric alla guerra da montagna ;


20,i.

4° Fornire l'occasione <li mettel'e a prova e d'indirizzate continuamente allo scopo della difesa l'.attività ed intelligenza dei difensori col r:endere fam igliari e far entrare nelle abitudini loro· gli aUi, i mezzi e le esigenze della aifesa stessa.

Dùe sofo,zioni clel problema della .difesa alpina: orcli'namento militare-civile usato clall'A.ustriain Tirolo; - ordinamento militare ter1·iton'.ale. -- Prima di formulare però ·una proposta sull'ordinamento territor iale di difesa de.lla riostrn frontiera a'lpina, credo bene premettere,- come in terrr1ini ·generali, si presenterebbero due soluzioni, cioè: A) Adotlar~ un oedinamento misto di miliiare e civile, .simile a quello posto in vigore dall'Austria· nel Tirolo e Vorarlberg colla legge 4 lllglio ·186.i-, legge per· la quale la ·forza armata per la. . difesa del paese è costituita da: 1° compagnie organizzate di 'bersaglieri provinciali, (che lroyerehhero riscontro presso di noi n e~ b_a ttaglioni pÌ'ovinciali) . . · 2° compagnie di bersaglieri volontarii qualificati, (che potrebbet'o essere istituiti anche presso di noi). 3° .Leva in massa. (che ha i-iscontro neìla nostra guardia nazionale mobile). B) Un ordinamento militare territoriale (alla prussiana), pel quale fosse divisa h zona alpina per vallate, in tante unità difensive, costit.uenti ciascuna un piccolo distrettO militare . Le forze reclutate sarebbero in. ogni unità difensiva formate di un numero indeterminato di compagnie, raggrnppate attorno ad 1.m centro eh amminis trazione e cli comando, il comando cioè della d1fesa e del distretto locale.

.,

205

Inconvenienti chepresenterebbe l' att-uazione del sistéma . a-ustriaco. - Dai. calcoli fatti il sistema A non potrebbe essere applicato con vantaggio senza modificare, . per. la zona alpina , la nostra legge di reclutamento. InfatLi. la forza dei battaglioni provinciali che si potrebbeto ir eclutare nella zona montana colla legge attuale, ricscirebbe troppo esigna, e poichè il nerbo della difesa ~ovrehbe essere costitu ito da essi, nello stesso modo che lo è nel Tirolo dalle compagnie organizzate di cacciatori provinciali, si dovrebbe, come· in Tirolo (§ 4° della legge 4 luglio 11864-), aumentare la durata

·della ferma nel servizio della difesa, ecl accordar·e in con.penso u,na dirni·n·uzione nella lfurata di serm:zio presso l'esercito attivo, ocl una diminwzione nel contingente. 1\Ia 1o apportare nella legge di reclutamento una. modificazione che rifl<~ttesse · una sola parte del pae.s e presenterebbe senza dubbio nell'attuazione molte difficoltà. A ciò si aggiunga che col sistema A. riesci~ rebbe sommamente difficile di conseguire la · 3"' e 4a di quelle condizioni che poco sopra ho formulate come necessal'ie in un ordinamento della difesa a.lpina, percl1è raggiunga pienamente il suo scopo.

· Vantaggi di 1.m o·rdinamento milita1·e territoriale della zona ·alpina. P1·oposte relative. -- Il sistema B potrebbe invece esser- applicato alla zona alpina senza modificare per nulla le leggi vig-enti sull'ordina.merito · dell'esercito . L'istituiione di un · numero .tale . di nuovi distretti ,che permetta di averne uno in ogni riparto della zona alpina , mi pare . in armonia colle intenzioni già manifestate in Parlamento da S. E. il Mini.stro della gL1èrra di aumentare, in progresso di tempo, . considerevolmente il numero dei distretti. · L'idea di ragg~·uppare press~ 1 distretti di frontiera,


206 le forze reclutate nei territorii rispet.tivi , non è che una: estensione delle vigenli disposizioni che assegnano ai distretti un cerLo numero di inscritti, estensione che, portata alle p roporzioni da me proposle, permetterebbe di effettuare un altro desiderio espresso da S . .E. il Ministro della guerra nella relazione che precede il deereto sul riordinamento dd bersaglieri, di portare· cioè a 60 il numero dei baUaglioni bersaglieri. A questi vantaggi. il sistema B riuni sce quello di sodd isfare a tutte e quallro Ic condizioni fondamentali da me poste a pag:. 203-jW,i.. Epperò io non esito a proporlo dandogli la preferenza. Cercherò ora di ·sviluppare meglio il concetto che mi son fotto sul modo di applicare questo ordinamento terriloriale della difesa a!pina, ordinameuto che sr.condo la mia proposta sarebbe informato al priucipio della ripartizione del lavoro, principi.o che non solo ha tr\onf~to nelle cose economiche ma ha altresì avuto una solenne sanzione nelle cose militari dai mirabili risultati della mobililazione prussian a, che su di esso è basata. Io vorrei dunque suddivisa la zona alpina in tanti riparli, ciascuno dei quali, in via normale, dovrebbe compren dere una_valla ta ed essere pel' cosi dire a cavallo di una delle strade che valicano le Alpi. Le fo rze militarj reclutate in ciascuno .riparto formerebbel'o l'unità difensiva del medesimo. Ciascuna unità difensiva sarebbe ordinala su di un battaglione di un numero variabile di compagnie. Il comandante cleì battaglione sarebbe ad un tempo comandante del distretto e della difesa locale. Si avrebbero cosi tante unità difensive organizzate quante sono le porte d'Italia che convie11e guardare. Tali unità difensive poi potrebbero anche venir raggruppate soLto comandi speciali, a due, a tre, a quattro~ secondo che le due o tr~ o quattro vallate rispettive

I

~07 s1 trovassero così situate da form are si'stema e prestarsi mutuo appoggio per azione col!ettiva o combjnata.

I

,

' Forza ·armata della zona alpina. - La zona al~ pina ('1) potrebbe compren dere ad un diprnsso i circondari i notati nell'unito specchio, il quale presenterebbe una popolazione montana di :2,6'19,245 (2), la decima part;; cioè, press'a poco, della popolazione d'llalia. Applicando a.Ila suddetta cifra della popoìazione montanar-a gli stessi criterii esposti da S. E. il Ministro della guerra nella Relazione che precede il progello di legge sulle basi general i per l'organamento dell'esercito, si ha per la corrispondente forza armata il seguente riparto: Parte ~omb:tttente . 30,000 uom . .t tt' ' Per l eserc1 o a 1vo Parte. cornpiernentare , . e riserve per rmforz1 10,000 id. 10,000 id. \ Indisponibili. Totale . 50,000 'Per la milizia provinciale . 25,000 Totale della forza armata 75,000

.

j

Forza presente sotto 'le a1-r(l,i. - L'aliquota di fo rza presente sotto le armi in tempo di pace, corrispondente a questa cifra, èapprossimativarne nie tra la fanteria di linea e i bersaglieri di 4~, 000 uomini.

Bipa1·to della forza a.rmat{l, nei disfretti. - Senza avere la pretesa di fare una proposta, ma solo per concretare (1) Uo compreso nelJa zona alpi.na un tratto dc!J' Appennino Lig~re che mi parve necessario a completare la difesa verso Francia. (2} Censimento del 4864; vedasi lo specchio in fine aua ..Memoria presente.


208

209

le idee, dirò, così all'ingrnsso, che 'dal punto di vista della di fosa, mi parrebbe conveniente che Ja zona di difesa fosse divisa nei seguenti- riparti o distretti: Onegha - Savona -

Cuneo -

Safozzo -

Pinerolo '

- Susa - Bard - Doniodossota - Pallanza - Va·,·•ese - Como - Chiavenna- Ti'-rano Brenp -Rocca d'Anf'o - Salò - Verona (pei Lessini) - Schio - Bassa.no Feltre - .Belluno - Pieve di Cadore - Tolmezzo Uclùie - Cividale.

Nella relazione sopra cilata era detto esser idea di S. E. il Ministrò di costituire la milizia provinciale di ,f 60 battaglioni di fanteria .a 6 · compagnie l'uno ,

ciò che darebbe per tutta l'Italia 960 compagnie e per la zona alpina 96 compagn;e circa. Or bene, bà~ -sterà portare da 96 a '100 tali compagnie per potere avere in ogni distretto un battaglione provinciale a 4 com pagnie .

Formazione delle t1'uppe distrettuali alpine sul piede Forza cmnata (media) di ogni dist1·etto. - Si avrebbero così press'a poco :35 distretti di fron tiera. In med ia

cias~nno di questi distreHi avrebbe (prendendo a base la cifra adottata dal Ministero di 750,000 per tutta l'~La_lia, epperò di W,000 per la zona alpina), un totale d1 torze organizzate di 3,000 uom ini dei quali: ,1200 Parte combattente Obbligati a concorrere 400 lhs:rva p_e1:. : inforzi per far parte dell'esercito 400 Ina1spomb1h attivo . 1 1000 Milizia provinciale. ·

ì

Batta,qlione attivo. - In ogni distretto l'aliqu.ota di

fanteria obbligata a concorrere per far parte dell'esercito attivo coslitu,irebbe il battaglione attivo dei ber· · saglieri delle Alpi. La parte combattente come si disse sarebbe in media di ,1200 uom ini per ciascun distreuo e fornirebbe circa 1000 uomini di fanteria, i quali partirebbero formati su di un battaglione alla prima mobilitazione e sarebbero mantenuti a nu mero dai 400 cli riserva, tenuto conto anche dei 400 indisponibili.

J3attaglione provinciale. - - I i 000 provinciali cli ciascun 1

distretto sarebbero formati in un battaglioue provinciale di bersaglieri (a 4 compagnie) .

di pace. Battaglione attivo. - In tempo di pace ogni dislretto di frontiera avrebbe ,1 .b attaglione attivo di bersaglieri con un · effettivo presente di circa .500 uomini calcolato sulla base di '12000 uomini di fanteria <li linea e bersaglieri presenti sotto le armi nella zona alpina. Compagnia distrettuale. - Ogni distrelto avrebbe inoltre una, compagnia distrettuale, nucleo del battaglione provinciale.

Come l'ordinamento te1°1'itoriale proposto soddis fi lille esigenze della difesa atp,i na. - Questo ordinamento soddisferebbe alla ,ta delle condizioni da me poste, in quanto che presenterebbe in ciascuna vaìlata un nucleo di forze militari organizzate, nucleo che si andrebbe ancora aumentando pel concorso di elementi volontari, e che d'altra parle basterebbe per le esi- . genze deHa pri rna resistenza a difesa di una valla,a. Soddisferebbe ·alla 2" in quanto che, oltre all'aversi già un nucleo costituito, sarebbe agevole al primo ordine mandato al capo luogo dt distretto di riunire ed armare in breve ore i difensori della rispetLiva vallata . Soddisferebbe alla 3" in quanto che. la posizione di servizio attivo· fatta agli ufficiali dei di3tretti , di fron-


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tiera, congiunta al ,antaggio di vivere nelle rispeHive provincie, costituirebbe una 1mfficiente aurattivn. per rendere ambi li i posti in questi d istretLi, che in una guerra sarebbero posti d onore, sentinelle avanzate verso il nemiùo. A ciò si aggiunga che queste truppe dì frontiera potrebbero avere uniforme da bersagliere e nonie di bersaglieri delle Alpi, cose e nomi ambiti da militari e simpatici al paese. Soddisferebbe infine alla 4a condizione poiché, permetterebbe agli ufficiali, colla continuata permaneHZa sui luoghi a difendere, di acquistare quella pratica conoscenza che sopratutto in monlagua non può esser raggiunta che con' lungo uso e studio , e che all' occasione ricompensa poi largamente chi la possiede; ed' abiliterebbe la ~ruppa nelle fazioni di montagna, abituandola a trovare non impossibili molte imprese che per chi è nuovo a questo genere d,i fatica paiono e spesse volte riescono insuperabili. È chiaro come con l'ordinamento proposto riescircbbe poi dì fermissima spesa il r.i unire nelle . manovre ai nuclei permanenti anche le .2• eategorie, per modo da poter a~t.u~re sulla s_cala pi!1grande e co lla minore spesa, In ogm dtstretto d1 frontiera delle esercitazioni annue aventi per iscopo la soluzione di problemi inerenti alla difesa locale e rendere famigliari, come dissi, e far entrare nelle abitudini di tutti i difensori gli aui, i mezzi e le esigenze della difesa, Infine i comandi dei distretti o riparti di difesa sarebbero come tanti posti avanzati, i quali colla loro permane?z~ s~i. lu?ghi potrebbe1·0 coi loro rapporti personali riescire dt grandissimo aiuto nelle informazioni su quanto avviene al di là della frontiera. Essi: riceverebbero copia degli studi che dovrebbero 1~ssere c?mpilati dal geniò e dallo stato maggiore relativ'i alla difesa del loro riparto, e per loro parte concorrereb-

241 ber·o a mantenerli al corrente e stud iarne l'auuazione in tuLte quelle diverse conclizìoni di stagione e di ternperie che il continuato soggiorno nelie singole regioni loro permetter-ebbe di osservare da vicino. Sarebbe poi oìtremodo profitlevole eho alle esercitazioni fatte nelle vallate di frontiera <la quesli bersaglieri delle Alpi concorressero anche altre truppe del-· l'esercito attivo ed ufficiali di stato maggiore e del genio, a somiglianza di ·quanto si cominciò da qualche tcrnpò a fare in Austria. L'anno scorso forono riuniti nel Tirolo 18 battaglioni di cacciatori, e furono mandati, mi pare, sul Brenner per fare esercilazioni nella guerra di moi1tagna. subor-· dina.te ad un concetto strategico. _ Noi pofremmo riunire reggimenti di bersaglieri e di linea, ed allestire artiglierie da montagna (che da noi si lasciano troppo nei magazr ini) e mandarli sulle nostre Alpi, dove i numerosi esempi che la storia ci porge di: difficoltà vantaggiosamente supernte abituerebbero ufficiali e truppa a non reputare impossibili molte cose che non lo sono per chiunque voglia essere degno di vincete, e faremmo un po' di esperienza nella guerra di montagna, genere di guerra che in particolar modo è adatto a sviluppare le qualità ed attitudini di comando, come quello che specialmente nell'applicazi9nc strategica e logistica accumula le difficoltà e presenta casi sempre nuovi e svariati A questi co·nsidcrevoli vantaggi si aggiunge che, mentl'e l'ordinamento proposto permette una così efficace resistenza sulle Alpi da assicurare la mobilitazione dell'e~ercito clandcgli un tempo prezioso, esso può conseguire uno scopo così grande .senza scemare di un sol uomo le forze dell'esercito combattente. Infatti, · supponiamo una guerra fra Italia e Francia. I battaglioni della difesa alpina verso Francia si


. '.243

242

troveranno naturalmente alla testa delle nos1rc colonne dell'esercito, e concorrendo nelle operazioni di questo formeranno unn. preziosa avanguardia. I distreLLi difensivi della frontiera verso Svizzei-a ed Austria, lasciati ai. presidii locali i battaglioni provinciali, manderanno i battaglioni atti vi ad inùTossore . 'P !:) l ' esercito . L cosi non solo non andrà perduto un sol uomo, ma si avranno disponibili in lutti questi battoglioni attivi dei bersoglieri delle Alpi delle masse di montanari preziosissimi per tentare speciali imprese nelle regioni montane. Questa circostanza vuol essere tenuta in conto particolare, poichè presenta in se stessa un '!argo compenso ad un inconveniente eh(} potrebbe essere contrapposto a questo progetto, quello di depauperare cioè gli attuali reggimenti bersaglieri del migliore elernento. Ho dello pi1'1 indietro che questi .bersaglieri delle Alpi sal'ebbero un'avanguardia preziosa per agire sulle Alpi o al di là di esse, e non lo dissi a caso. Una gran p;irlc della gioventù delle nostre frontiere alpine va nella buona stagione a cercare lavoro negli Stati limitrofi. lo potei constatare personalmente questo fatto l'anno scorso, allorché, viaggiando neil'i mpero d'Austria e nella Svizzera, ebbi occasione di visitare parecr.hie strade in costruzione, e specialmente nel 1>usterthal, nell'Oberinnthal, nell'Engadinu ,· nella Landwasscr e nel l\'Ii ttclrhein. Dappel'tUlto trovai n umer·osi i lavora.tori italiani. Lavoratori ed impresari italiani costrussero la strada Glurns-Munster-S .a Maria-Zernclz, quella della Fuela, dello Schyn, ecc. J~ssi sono ricercatissimi in Austria, in !svizzera e fino in Baviera. Lo stesso dicasi relativamente alla Francia, ~he raccoglie annualmente gran numero di muratori e minatori della nostra zona · alpina.

Or bene, di questa gente gran parte è obbligata al servizio militare, epperò, trovandosi riunila nei singoli dist.retti di front iera, presenter;\ un buon nucleo di eccellenti guide (1) in grado di prestare i più uti li seryj·,i all'esercito: nella offensiva come avanguardie , nella difensi va come fiancheggiatori. I~ chiaro che buona parte di auesti preziosi elemenri s.i.rehbe irreperibile sul luogo ed al momento del bisogno, qualora si trovasse, giusta gli at~uali ordinamenti, sparsa nei diversi corpi dell'esercito. . Ilo detto delle attrattive che assicurerebbero 11 volontario concorso di buoni ufficiali in queste truppe della difesa: Non dimenticherò i soldoti . È vero che essi devono andare dove si mandano, ma se andranno volonterosi sarà tanto meglio. Oea, chi si potrà mai trovare di più ..-olonteroso e più pronto per contrastare palmo a palmo il terreno ne'.Je strea.e alpine di quei ~he vi hanno dimora, e che, vietando 11 passo al nemico, difendono direttamente le proprie pareli domestiche? A ciò si aggiungano le ~raclizioni che in ciascuna delle nostre vallate ci presenta la storia, tradizi oni gloriose che noi potremo evocare, e sara~no spil'ito vivifi: catore delìe difesa. Ho citato la stona, non farò qut quella di tutte le vallate, nè il lavoro lo comporta, nè io saprei farla, ma ne prendo una a caso, e per non far torti cerco la prima per nl1'abcto: - Aosta. Trovo che: « Durante le bO'uerre di Froncesco I. ed Enrico II . . .' « conH·o Carlo V, i Valdostani coslltwrono una m1-

(4) Questi diavoli di montanari conoscono tu~li, i passa.gg~ e no~ valicano mai le Alpi per le graridi straclc; ad essi danno noia 1 lunghi sviluppi poi quah lo strade carreggiaùili tendono a superare le pendenze.


244.

« lizia paesana per far rispettare la neutralità del « tenitori o. « Ottenula nel HH,8 l'autori.zzazione di Carlo llI duca « di Savoia., divisero le valli in tre circoscrizioni,' desti« nate ciascuna a comporre un battaglione di quattro « compagnie. Il bauagiione dcll' alto si l'iuniva a Al oro-ex O 1 · 1o deI centto ad Aosta, quello del basso a Verrès '. « quei « Conto.vano i battaglioni 1000 uomini cil'ca, cd « erano comandati dalle persone più distinte del paese. « Nel '1708 De J1fonroux scende con 4 o 5 · mila « F~a~~esi per il piccolo S. Bernardo. Un pugno di « mil1Z1e paesane lo arresLa allo stretto della Piel're « Taillée. Questa fermata dà tempo ad altre truppe di « ~arciargli contro, ed il àlonroux ,è quindi obbligato « di tornarsene in Francia ,>. Nel limitato campo delle mie conoscenze ·storiche io vedo (1) parecchi di sim ili esem1Ji, che 1provano come nelle nostre vallate alpine non manchino tradizioni di gloriose difese. . Baste1:à dunq_ue occuparsene per trovare larga messe d1 questi fatton morali tutt'altro che trascurabili.

Be1:sciglieri volonta1·i qualificciti' (come nel Tirolo). · Come accessorio dell'ordinamento militare territoriale della zona alpina p!'Oporrei la istituzione dei bersaglieri volontari qualificati. concorrere tutti i non obblio·ati al ser. Vi . poll'ebbcro . . o . :1z10 1:11htare; essi si impegnerebbero su parola, come 1 _ volonta~·i inglesi, a servire per la difesa del rispettivo d1s1retto in caso di gue,;_ra. Sarebbero aUcLtati a sob'barcarsi a taìe irnpeo-no- dal vantaggio di potersi gratuitamente esereitare n;l tiro e

..

(·I) Si rammentino anche le guerrjglie dei cosl detti Barbetti .

'.2•15 <la premi accordati settimanalmente presso casini di bersaglio da istituirsi in ogni .mandamento alpino, a somiglianza di quanto ha fallo l'Austria in Tirolo, dove bersaglieri volontaei e provinciali intervengono annualmente al tiro, se non erro, per venti domeniche consecutive. La passione per la caccia, e conseguentemente per gli esercizi di tiro, che presso le nostre popolazioni delle Alpi è assai sviluppata, assicurerebbe certamente un numeroso r.oncorso di bersaglieri volontari, e permetterebbe così di preparare e mettere a profitto nella <lifesa lo cale anche questi elementi.

lVecessità di chiudm'e con forti cli sba1'i'et1nento i valicki ca1·reggiabili delle Alpi·. - Chiudo queste mie proposte con una perorazione a favore di queste nostre Alpi, invocate dai ,poeLi a scherrno della patria, cinque secoli fa, quando il pensare all'Italia pareva un'utopia, deconsideratc oggidì da taluni al punto da reputare troppi i pochi rnilioni proposti per isbarrarne i passi carreggiabili. Qualcuno dice : queste spese non varranno che a 'trattenere il nemico per qualche giorno, ma poi, forzato un valico, tutti gli altri sbarramenti diventeranno inutili (1) . R, per inquadrare questa triste prospeuiva, ve li dipingono come tentazione pericolosa alla guerra di cor·done addirittul'a !

(1) Napoleone 1 faceva a se stesso (Vedasi Corrispondenza, anno ~809, geunaio} 1,na obbiezione analoga a C{llcsta, trattando della linea

dcll' Adige e delle teste di ponte da lni progettate pér quella, e vi rispondeva così : Si on dit : l'cnncrni prcndra Legnago.... . on a fai.t le plus bel éloge de la liyne qu' on 11roposc, car si elle 1i' est attaquable q1~' en prena11t une plc.ce forte, le but est rcmpli.


210

Ciò sarebhe forse vero se cogli sbarramenti si volesse pol'lar~ sulie Alpi il nerbo principél le della resi- · slenza, ma mvece gli sbarramenti delle strade alp ' · · a 1ar " guadagnare alcuni giorni nei mome sono . des_t1_n~tt ment1 cr1l1c1 della rnobilitazione. Ora, c'.1i oserà dire c_he quei giorni guadagnali, per quanto sre?o pur poclu, non valgano la spesa di es~ere pagati alcuni milioni, se permetteranno di mobilttare _e concentrare meglio l'esercito? Aggiungerò infine che la resistenza dei fol'ti cli sbarramento, potendo variare ed esser proluno-a.ta oltre oo-ni calcolo presuntivo, varrà sempre a sconiertare od ~lme~o a r~ncl~re più len te, difficili ed incerte le mosse dell esercito invasore . S~ n~lle st_ret~e di Nachod e di Trautenau vi fossero stati dei forlt cli sbarramento, anche di picco! valore Je mosse dell'armata del Principe Reale non avrebber; potuto procedere cosl liscie, e certo anche poche ore· pe.rdut~, da ~ue_lla a:vrebb~ro ba~tato per dar tempo di fat arn~are m linea i corpi austriaci, che, scaglionati a breve distanz~ uno da ll'altro, furono inveco successivamen_le _ba~t~lt senza che potessero prestarsi aiuto . M1 s1 d1ra che il Principe lleale, nel caso da me supposto, ~vreb!)e fatto altrimenti. ,Jo replicherò: Facendo a~/nmenti non a,rebbc potuto arrivare così a tempo aJ.Sadowa. Del ~es_lo, senza uscire di casa nostra, noi troviamo ese_mp1 dt quello che possa valere nelle nostre vallate alprn~ u_n forte di sbarramento. Aprile la corrispon:.. denz~ di Napoleone I , leggetene le lettere dal ·f 3 aì 22 maggio :1800, trornrete in una di esse (diretta a Berthier da Mart1gny, 18 maggio) che Napoleone dice « essere « costretto a rallentare m,ovirnento della cavalleria « fino a che non sappia della p1·esa de ce vilain chàteau « de Bard. »

a

2~7 In altra leltera della stessa data a Dupont, Napoleone scrive: « Faìtes sentir au généml l,annes que le sort « de, l'Itali'e, et pwt étre de la Hepublique t,cnt à la « prise d·u Chateau de Bcwd ». Il fo rte _di Bard, p~r quanto io so, non constava allol'a che d1 due vecchie cinte con un donjon ed una balleria, non aveva, come oggi, cinque opere distinte (,1), eppure, in vestito al '18 maggio, respin se l'attacco di viva forza del 23 maggio e resistette ancora, e la sua presa non polè essere annunciata che col bollettino del 3 giugno. Questo esempio diBard può dar luogo a discuss ioni , lo so, ma se si esamina spassionatamente si ved rà come da esso scaturisca chiaramenle dimostrata la necessilà d'avere dei forti di sbarramento sopra la moggior parte almeno dei va lichi carreggiabil i dcl:e Alpi. Si dirà che, guastando le vie, mi nando i ponti , ecc. , si può egualmcmc ri1ardc1re il passo al nemico. Ma, io domando, siete poi sicm·i di arrivare a tempo a guastare le vie con tro una. invus ione improvvisa 'l E guastandole, di larJare il passo al nemico com e potreste fare con un forte di sbanamento? E poi, una volta guastate le vie, avrete impedito _brnsì i~ passo ~I ~emi co, ma >1i sa rete t1ltrosl privati della foc ol,à d1 agire offensivamente per le vie che voi stessi vi avrete chiuse, dinanzi.

Con~usione. - Si provveda adun que allo sbarrameuto alm<'no dei valichi più imporlt11ll1. Si sludi, si prepari la difesa di tutte le strelle alpin2 . Si pongan~ a guardia di qncste porte d'Italia i nostri rnont::nart ordinati terriLoriu'lmente, e, considerando come terreno

(~) Oprra Frrdina11do - Ratl,• ria Mortai Opora adJiziunale - Opc•ra Carlo Allièrlo. ANl\O x v11, YoL. 11.

Opera Vittorio 45


2'18 2 19

sacro alìa difesa della patria tutta la zona alpina, si

procnri con un conveniente indirizr.o delle pùbl>liche cos:1·1:z:oni d1e b i1,teressano di far sì che il suo \'a1o,e clJc.::,sirn-ouensivo abbia sempre più a migliorare, e sovratLuuo si provveda con un buon sistema forro1:iario al collei;amcnLo di questa corazza 111ontana col corpo d'Italia. So che rnolte obbiezioni poirnnno essere fi,lle a questa proposta, nè io ho altra antoìiiù per della.ria che il

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' Ampezzo • . . · Ch·idalo . . · · Gemona . . . · · . 1 Maniago . · · · Ri;;olat_o . . · · S. Dan,ele. . · · s. Pietro degliScbiaYi Spii i mhcrgo Tarcento . l Tolmezzo

Udine.

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le condizioni tattiche e logistiche e s(ra(egiehe che le Alpi presentano in grado lutto particola,·e nell'orografia d'Europa e ri:;1)elto alla confocmazione del 11ostro pResc possono fare di esse all'lialia un baluardo invidiato

da tutte le grandi potenze. Trascureremo noi di profittarne~

Belluno

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GIUSEPPE P EHllUCClIETTI.

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Vicenza

Torino, dicembre 1871.

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profondo conrincimento generato in me dallo studio storia. La gravità degl' interessi posti in giuoco richiede tutta\'ia che questo argomento sia seriamente ponderato. Gli clementi speciali di resistenza che noi possiamo trorare nelle energiche popolazioni de!Ie nostre Alpi e

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223 fu il prurito di censurare l'altrui lavoro che mi punse,

PENSH~RI E PROPOSTE

I. Un nostro intemerato filosofo contemporaneo ha, ,. scritto essere la scienza clei lùniti la som'tna delle ~cienze :·. la qu~le 'pr?fonda verità nel nostro tempo, forse prn ~he m ogm allro anteriore, appare grande-· mente abbrsognevole; chè per l'ebollizione delle menti noi vediamo per ogni dove e ad ogni momento sorgere nuove idee, e per la molla libertà cercare a for~ularsi in principii e ad una applicazione correre ans10samente, e come quasi tutte hanno in sè del vero e d.e~ buono, così trovare sostenitori e propugnatori: e c~1 per un bene comune o per un sentim ento di ordine, vuol cercare insieme alla concordia deo·Ji ani~i una verità atluabi!e, di quella scien za bisoo·ia che si· 0 valga. E ad essa io mi ispirai nel mio scritlo L'esercito italiano e la società moderna ( 1); nel quale certo non 1

(1) Vedi Rivista ,llilitm·e Italiana, dispensa dell'agosto ,187•1.

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ma sibbene la ricerca di un limjte nell'esercilo, fra l'istrumento di guerra e l' istrumento civilizzatore. Gontro la quale ricerca, io non so se più congiurino coloro che le regole militari vorrebbero cambiare falsandone lo spii·ilo , o g1i altri che l'opinione pubblica cercano abbagliare, illuslrando la vita militare colla penna del poeta o del romanziere, quasi volessero ai giovani indorare un.a pillola amara; e per me più vi rile sarebbe il dire, là si fatica, si soffre, si abnega l'uomo e la persona, rn a se volete esser Italiani forti e grandi, di là bisogna passare . E se quel mio scritto descrivendo la posizione del militare nella società, penetrasse altrui del bisogno di quel lim ite e delle difficoltà nella sua' ricerca, io davvero potrei dirmi contento del mio lavoro. E quella scienza dei limiti è somma, perchè è mezzo necessario all'armonia generale nell'ordi ne morale e fisic o. E di ordinarsi mi pare che tutti sen tiamo bisogno : sentiamo che dove è maggiore il disordine è nelle menti, perché ì'umanità, smarrite, per le spesse rivoluzioni, quelle vie che prima batteva inconsape_yole, e vagabonda per i continui cambiamenti, ora vuol tornare nd una pratica certezza e la cerca; e se da questo divagamento avremo imparato quanto poco sia il possibile dinanzi alla contemplazione dell'astratto, quel periodo sarà causa di gran bene per noi Italiani sopratutto, a cui passai.o il periodo di spontaneità, è sopraggiunto presto quello di r iflessione . · 1\ia per noi, nel militare, affinchè questo ritorno sia fecondo· di vero bene, di due cose parmi nbbiamo principalmente bi.sogno : di distinguere l'ùnpor,tanza delle cose, di a(/etto all'istit-uzione; chè la prima ci ferma e ci ordina il pensi ero , la secò.nda ci !,pinge all' a.zio ne. Parliamo di quella.


II. Nel mio primo articolo io parla va della penetrazione civile per mille parli nel militare; è con ciò io voleva intendere come quei principii di morale, di diritto, di econom ia promulgati nel civile, penetrino nel militare di per se stessi: ora aggiungo che spesso noi pure officialmente li applichiamo. Ma se nel civile, a conforto e rimedio del disordine che, qu1:;i principii mettono intesi in mille modi. praticati in mille mnniere, si può asseverare che la libertà medichi la libertà, ché il d·isequilibrio delle idee si cambi in equilibrio nel fatto generale, da noi nel militare parmi non possa esser così, perchè quelli sono prjncipii troppo elevati per noi, per noi che abbiamo bisogno di un governo, direi, aderente e concatenato in tutti i suoi alti. Talché se nel civile il problema di morale governo può consistere nel discentrare mantenendo l'insieme, da noi sembrami debba stare nell'accentrare, prescrivendo ad ognuno il limite dell'azione propria. E talora, vedete cosa strana , sto in dubbio sull'istessa iniziativa individuale, ne sto in dubbio per noi Italiani figli di tante e diverse e conturbate educazioni, cittadini di tante e si diverse storie· • e ragionandovi sopra e giud icandone dai fatti, non vedo se pii! rappresenti un bisogno di chi sta sotto per la maggior consapevolezza avvenuta, o un desiderio di chi sta sopra per l'improvviso e straordinario accrescimento della sua giurisdizione; chè nel primo caso sarebbe un vero progresso, per un altro grado di personalità: restituito all'individuo , che sentendosene deano lo richiede, nell'altro manifesterebbe l'insufficien~a del-

'.225 _l'uomo nel gra.do , dell'uomo impreparato al turbine · di questi tempi. E come i principii inferiori al livello morale e civile degli uomini li comprimono e ne nasce la rivolta, i principii troppo elevati · li lasci rno indietro e l'uomo si rimane smarrito, senza più norme nè guida. E se nel civile, accennali dai sommi gl'ideali, la società nostra cerca in mezzo agli errori la via ad essi, da noi oltre aocenn·are l'ideale, bisogna prescriverne le vie e per esse accompagnare tutto l'individuo. E invero l'ideale nostro è molto elevato ; cieco chi questo non vede. Infatti a noi non basta un soldato pulito, subord inato, esperto neJ servizio, coraggioso in guerra: ma lo vogliamo non rozzo, civile di modi, sobrio, che sappia leggere e scrivere e far di conto: rotto -in pace ad ogni genere di fatica, in cui . non deve esser ,il bicchiern di acquavite che lo sostiene, ma il sentimento del dovere « di questa morale perfezione clel.,l'umana inclividu.alità: » e nel coraggio stesso non vogliamo quello $frenato ma pur tanto pieno di slancio del soldato francese, ma ammiriamo il coraggio tranquillo del prussian-o, come è o come immaginiamo sia; noi vogliamo insomma civilizzare il soldato senza togliere l'antica vigoria. E questo ideale l'ùltima guerra ce lo ha elevato .di molto, e benchè la bramosia di raggiungerlo ci faccia lavorare piuttos·to copiosamente che bene, ci faccia preler.i,re l'incessante 'rinnovarsi degli or.clini, delle regole, dei criteri, credendo tutto ciò· progresso perché ,è moto, pure al. ... fato ne rendiamo grazie, perchè :l'ideale è supremo educatore dell'umanità.


227

III.

Nel precedente mio scritto, io discorsi dcll'uflkiale e d~l s_oldato; dissi come la vita militare essendo f~or1 di_ n~tura_, contraria all'ìn~ole umana, ha bisogno d1 un lim1te per non guastare I animo; vedemmo come stando solame_nte al.la natura di questo fatto, la vita del Ilsoldato a que l· guas t l' Ch6 1 , sia. . meno soo·getta .:, e que a d~i~ u~ciale :. del soldato che adempie ad un dovere c1~rle, m confronto dell'ufficiale di cui essa vita ~ profess10ne da. cavarne tutte il vantaggio possibile; -vedemmo eome 11 passaggio deH'uomo fra lo stato di soldat~. ~ 9uello_~i ~estierante, marchi la perdita delle virtù c1v1h e militari, e sentimmo come naturale cons~guenza accadere 1o stesso effetto nell'ufficiale se r_~do,tto a 1uel seconr;_o ~tato, nel quale la sua capitale v1rtu _le aboand?na, 1 rntiero dominio nella disciplina. Qm o!'a vo?ho parla;re di un'altra posizione militai'e: del so:t ufficiale. E m questo mio articolo ardirò deterrmnare qualche cosa, perché so che anche IY}i er6 r?ri, se pensati , non sono mai inutili: ed io ci ho, pensato.

IV. ~e dis~osizi?ni ~h~ fìn~ra furono prese per avere· dei buom _sottufficiali, mirarono ad ottenere in essi una ~aggwr _,".Olontà ed abilità nel servizio unita ad espe:1~nza m1l1tate, ad accr~scerne l'autorità; perciò' serv1z10 prolun?ato, vant~g?1 pecuniari nel loro pres~nte ed avvenire, magg1on comodi loro offerti nella vita sotto le armi, ammaestramento parti.colare lore>

dato; eppme io credo non siasi raggi.unto nè l'un o nè l'altro scopo ; essi, i buoni veramente, sono reslii a rimanere al servizio, nè parmi vadano intrinsecamente migliorando. Indaghiamone le ragioni. E prima di tutto, cos'è il sotL'ufficiale? È un indiviclao che non ha nè la purezza spontaneadel soldato, nè quella rjflessiva dell'ufficiale. Vedete posizione questa difficile a definire, e che si definisce piuttosto per esclusione che direttamente; è una po' sizione in cui l'arte è mnta a darci norme e regole per sostenervi un uomo, perchè mentre noi abbiarno bisogno di lunga esperienza per raggiungere la molta abilità, quell'esperienza. stessa ci guasta l'individuo nell'animo suo . Queste difiìcoltà pare siano state sentite, poiehè si fu quasi direi timidi nel prolungare la loro ferma di servizio, che va fino ad un c<~rto punto e basta. Tuia io non credo buono questo limite, perchè ove danna parte non impedisce i guasti del mestiere, dall'altra non interessa e non affeziona tutta la vita dell'indi-viduo a pro dell'istituzione. Noi, premurosi di conserva.re i quadri di sott'uffiziali, timorosi che ci sfuggano, ci affanniamo intorno ad essi come ad oggetto raro e di gran conto, gli, si fa vedere, gli si fa sentire; noi lamentiamo l'irrequietezza dell'uomo nel grado e gli diamo speranza di passare uffieiale; noi gli diamo quella mezza istruzione civile, quei mezzi comodi che valgono a spostarlo dai sobrii e semplici istinti di natura, e un cotal senso di presunzione, un cotal appetito di vila molle gli fanno sentire; e, ditemi in grazia, a che mena nelle comuni intelligenze, l'istruzione senza. un fondo di educazion.e?· Non sono essi semi gettati in un terreno incolto, che vi danno tisici arboscelli o male piante , talchè la mente presume, il carattere si guasta? E ' quei nomi,

e


928 tecnici di scienza, quei fatti, quelle date, cadono come cosa morta e si ammonticchiano nelle menti, quasi ripostiglio dei rottami . Da queste fonti noi vogliamo derivare l'autorilà al gra do e all'uomo e crediamo aver fogg iato un individuo al grado di u1Jiciale e gli si fa intravvedere. E avea pur ben ragione un sott'ufficiale, giovane educato di buon senso, che meco parlava di queste cose, dicendomi: « Vogliono per sott'ufficiali giovani « istruiti, ma un giovane istruito trova miglior. posizione « fuori del militare. » Parole queste di gl'an peso, che ad una riffossione conduc.:ono; perchè, o il sottoufficiale giunge a trar profi tto dagli studi e allora .andrà ad impiegarli fuori, oppure aspetterà come un diri llo il grado di ufficiale: o non ne lranà profitto e rimarrà tra noi per poco tempo, con minor stima di se stesso e degli altri. N'è ciò basta; noi tentiamo sfruttare tutte le potenze dell'individuo e su di lui ci appoggiam o in una età in cui non havvi da noi, nè l'abitudine al dovere, nè la convinzione di esso, e se pur vi è, la gioven tù che bolle nel cuore e picchia nel cervello, ne impedisce la tra nquilla e rigida pratica: e la punizione, la sola punizione, resta stimolo al buon servizio; noi crediamo consumare tutto un uomo per l'istituzione nostra, e restituirlo a se stesso non atto che al riposo, ed una buona pensione per quel tempo gli si tiene in serbo; ma quell'uomo conserva se stesso, e pensa che allora, al momento del riposo, comincia veramente la sua vita, e che quegli anni di servizio militare, non sono che un mezzo a quella buona vita; e noi ci appaghiamo di una apparenza. Or tutto questo parrni abbia il suo germe in una esagerazione del principio di eguaglianza, perciò sia una penetrazione civile. Ma per me, essendo il sott'ufficiale '.l'individuo più prettamente militare nella nostra casta e

229 tale dovendosi mantenere, fa d'uopo, direi quasi, distogliere l'esistenza sua da qualunque via che risenta dell'atmosfera civile ; quindi l'ideale che è scopo luminoso che riproducendos i ed innalzandosi rischiara la via del progresso, qui bisogna rimpiccolirlo e a . no~ ravvicinarlo e contentarsi di poco e sicuro, anz1che aspirare a molto ed in certo. .~ mi.o ~ar~r~.' in tal~ queslione è me_slieri allontanarsi dai prrnc1p11 generali_ dell'arte e ri cercare ~ basarsi più sulla natura: e ar difetti che l'arte ci lascia, supplire colle virtù ingenite nell'uomo.

V. Il siO'nor Ministro chiama l' esercito, la grande scuola di o-ue~Ta della nazione; si. direbbe. un'officina nella. 5 . . quale vengono a temprars1 , quasi . rrwte:1a. pnrn_a , 1 giovani della nazione. E' pare che 1101 uffic1_alL_ ne siamo gl'ingcgneri meccanici, mentre i soll?-.uffici~h ne s?~o gli operai. Or ditemi se in una oilicm~ vten 1:1a1 1~ testa agli operai di sa lire al posto d'10gegner1; mai no, se gl'ingegneri sono quali debbono essere. Am-· bedue hanno una posizione nella socielà, che dò. loro un pane duraturo : ed oggi l'uomo vuole, e nei tempi ordinali vorrà sempre una posizione nella società. - · Ora io credo che noi dovremmo fare pei sotto-ufficiali un a carriera a parte aumentandone .la gerarchia in ordine alla sola disciplina,; il sotto-ufficiale come militare resla lale, come cittadino egli ha diritto di enLrare in un coll egio ; come ingegno privilegiato .... gl'ingegni privilegiati si fanno strada da sè. Per questo si dovrebbe ritenere il so tto-ufficiale veramente com e un impiegato dello Stato: quindi un_a legg~ di ava?za~ mento, un annuario, una legge d1 pensione. Qurnd1

I


'.230 un maggior decoro di Uniforme e distacco dal soldato e caporale, per esempio, non più le ghette: quindi non portino più zaino che è fatica sproporzionata all'età matura. Tutto questo a me pare conforme alla natura delle cose che è la base più reale dell'arte, fondato sulle attitudini ed educazione dell'individuo , in accordo colla generale armonia, che è l'unità compita colla varietà delle cose umane. Ora se tutto ciò, assegnando il vero posto al sotlo u fiìciale, ne formasse una posizione nella società e la interessasse alla nostra istituzione, non ·s arebbe poco, anzi molto, in qu~sto generale disarnoramcnfo di cose e di uomini, nel quale sembra ognuno a sè pensi, ed una capanna procuri fahbriear;i per l'avven ire, ove la tempesta delle patrie burrasche non baua: . -Ma non sarebbe tutto : ad un male positivo bisogna provvedere, ai guasti del mestie re. E qui torna a cappello quello ch'io dissi riguardo all'individuo; l'arte <Iui è insufficiente e la sua pratica c?zza ir~es~rabilmente fra due scogl i: o la lunga espenenza msieme 'all'an imo guasto o la poca abilità. Spesso ho pensato a q ueste cose e sempre mi sono con.fermalo nella s!essa opinione, e due domonde mi sono fatte : cosa sono questi guasti del rnéstiern? E l'ufficialo non è esso pure un uomo devoluto intiero alla vita militare? E mi è venuto in mente, come i~ verità la generalità degli uomini , degli uomini d'ordrne e tali noi vogliamo, aHenti a questo, giunti'all'età in cui si unisce alla pienezza della vita il bisoo·no di dargli un indirizzo ordinato, preciso,· wi.turale, ~i-colloc,;ino pre_ndend,o mogiie; riflettevo che se tutti potrebbero discutere sult' opportunità e bontà intrinseca di q~~l passo por l'ufficiale, nossimo lo potrebbe dire possrnrle- pee un sotto-ufficiale. E mi pareva dall'altra parle che appunto questa mancanza di opportuno col0

.,

231 locamento ed avviamento delle attività soggeaive, costituisse la sorgente dei guasti. Quindi pensavo che mentre nell'ufficiale le cause prime di quel deperimento morale, quelle spiccate attività, ei le modera coll'educazione, le indirizza collo sludio , le acqueta colla riflessione, l'!el sotlo-ufficiale non potendosi ottenere tutto ciò , farebbe d'uopo che quelle cause non esistessero ; talchè nella natura dell'individuo stesso si trovi il riparo a quei guasti . Così il mio sotto-ufficiale potrebbe essere un uomo di mente limitata, di cuore parco, di carattere semplice e robusto, abituato a fare quello che deve; non artefatto dall'educazione, nè guasla(.o dal d ubbio o dal vizio; ·esso è l'uomo che più alla· natura si avvicina;· la sua au{orità non gli deriva dal sapere, ma natura stessa glie la diede e il mondo glie la concedo pel suo costume severo e inappuntabile. Si sar"ebbe mai perduto il tipo di tali individui? Io non lo credo ; rari sono, e l'arte nostra è di saperli scegliere; e oramai dovremmo e.s ser fatti persuasi che fo presunzione l'afiìdare tutte le esigenze di una posizione così delicata all'arte. Noi dovremmo ricercare la natura dell'ind ividuo e di poi non guastada noi stessi ; lo scegliere e .il tenere al suo posto un graduato, insomina, è cosa nostra. Sulla qual cosa in generale lasciate ch'io dica poche parole.

VI. Può accadere che nel fare un gr-aduato il superiore s'ingann i, ma quello che non può ingannare è il tenerlo ancora a quel posto dopo ~vedo visto alla prova. E questo accade, e ,il fatto è moralmente sanzi onato « colle parole : non voler ,rovincwe ,u n incli-vùùta . » Ala se tu per poco penetrassi nella' coscienza di


233

232 quei superiori, potresti farti accorto ciò derivare talora da una spec ie di tacito compromesso d'indulgenza tra superiore e sollo posto: tal altra, e più spesso, tu non sapresti se più è in essi il sincero dolore di far male altrui (qual male, qual male più vero ad un uomo che tenerlo fuori del suo posto ! ) o il dispiacere di accollarsi la ri sponsabilità della degradazione; tanto è vero che se altri s'incarica di far ciò, davvero quei superiori non ne soffrono. E spesso per comp ire la giustizia si abbisogna cli un certo sentimento di passione tutta personale, che non è buono ; a tale, che quelli oppaiono più giusti che meno ne hanno in sè le basi. Or da tutto questo labirinto di sentimenti io credo non potremo clistrigarci, che separand o affatto nel pensiero, nell'affetto, .nell'animo nostl'o il bene dell'individuo dal bene dell'istituzione nostra. Che siamo noi in confronto delle istituzioni che restano, e di ch e ci chiederanno conto i fig li nostri se non delle istituzioni? Eleviamoci a questa serena altezza. Or tutto questo , sarebbe egli mai una sollile e maligna ramificazione di una consueLudine che sembra ispirare più alte sfere, quella cioè di ricompensare lunghi e pazienLi sen ·igi o sofierenze civili, colla distribuzione di cariche imperlanti, sol perchè c'è bisogno di ricompensare un uomo? E se pme da noi al bene dell'individuo vogliamo tornare, oh I io ne ho visLi e non pochi, i quali messi fuori del loro posto, qua n<lo il progresso col suo rupido, e ìneso r·abile avanzarsi fctc ragione .:i se stesso, oppure per un di quei grandi avvenimenti che come « tur-· « bine Vi\Slo, incalzante, vagabondo, seoscendendo e « sbarbundo alberi. urruffando telli, scoprendo cam« pantli, abbauendo mur11glie e sbauen1one qua e là « i roLtami, solleva unche i rusr.elli nascosti tra l'P.rba, \ lJ. va a cercare negli angoli le foglie passe e leggere

« che un minoc· vento C'i i.HPva c·onfìnn<e, e le J or-la << in giro invol,r. rwlln 1-un rnpina » io gli ho , isti, dico, piangere di dolore, di vcrgngr1n, <li rabbia, legaemlo la lo ro morale cn .i rl anna sul viso ai loro supeb riori, ai loro compag11i , ai luro sottur o~li. Oh! allora io nvrci voluto condurTe i. nno zi ad essi c·hi li messe in quel posto e dire: vt•dell~?! q0t\sta e ope ra vosirn . E quei che pian,; 0110 su11:1 i migliori; es::;i hi1uno almeuo una c-el'ln qual c111,c·:e,1,·.a di se; slcssi; molti allri o in<·o11 s.ipevol i o snpc l'bi fo11 110 soffrire c-h i stu loro sollo; e q1, aml11 in segui lo aL ri s11periori clcll'oreru loro bisogna che si v,d,{11 11 0 1~ sn di 11,ru si n(lidi;10, costoro sc:P11 ta110 innocenti l'a rc1 1a dc> i c:olpt.1 vuli che fot<•ro quel grndwHo. tmmN1so e al'on• il 11 ,1 nn I alla clisc:iplina, immenso il pcr·vN1irnen10 rnoralP. O~! la. sott-> pos izion è mil iwre non ò fo<·il cosn, nè dulet:! E percbè vo3Iiamo noi I enderla ns1;ra PU anrnrissima, sic:d1è l'indiriduo o ingiustarne111e soffre, o si rivolta e ci ride e· ci sc-.licrniscc nell'iotirn o ? ! T)unqt1e lo scrisse in v.inu un classi co r:osiro su primi del secolo. « esse1· Cistinto del'uomo istinto, ba.d:He b<'oe) abile a sc1w1wire quando wi ca.po è degno rii cssel'lof >' E se vero era nll ora, che non snrù orli in 1a111a luce d1 libl'rlil? E 1100 intendiamo noi come in tanta luc·c i viz°i di 11riµ; in1: rimango 10 per roco <'Clati. che pr'.es10 non :- i v'edauo e ' non giganLeg,\!,'i110, e la 11osLra stessa ,,ui,·il;\ li focondi? Dic:o, 11011 i11lendiarno tulio questo o non cc 11e impo rta·? E qur.ll'arle capìtnle di sa1,' er rnc1tere la pel'sona al suo vcr,) posto e lì moralmen ,e ma11tenl' rla, qLiella. serenità ed all<·zza di Yedutc è lulla cosa nostra, di noi um ciali . i,; noi, dovre m1110 ben tenere a mente, che se nella scuola la perso11a del maestro è rnolLo nell'i11 se;narne11to, se in un ufficio il direttore è pu re as~'a1· , s"'.-. .1·11 un"'"' fam iglia il padre è gran r·arte V

Al'iNO xrn, VoL.

11.


'I· 334 dell'.ambien(e morale di essa, da noi per la specialità della nostra professione, si può dire che· il colonnello.· ~ia il suo reggimento, il capitano la sua compagnia, il sergente il · suo plotone. E talora non sembrano barbari gli antiç;hi , di cui il capo era scelLo per libero. consenso, e i sottopòsti tutti in lui. vivevano. Che invero noi troppo confidiamo nelle leggi , nei regolamenti, negli ordini; troppa arte artificiale abbiumo e ci allontaniamo dal vero che è semplice; e qU:ando ci pare aver tutto previsto cov leggi, con regole , con ordini chiari, concisi, viviamo sicuri che tuuo cam. minerà come un orologio, e tutto infatti va-come una macchina. fifa l'ali.lo della vita manca è ci si muo-ve come cosa inerte; nè il rapido avvicendarsi e ingrossare delle esercitazioni, nè il moto più celere, nè la voce più sonora, nè il ·portamento più imponente , valgono ad ingannare un attento e perseverante os_servatore. E noi abbiamo bisogno di distinguere l'irn. portanza delle cose, di affatto alla istituzione, e l'istesso dovere, che è. un obbligo, temo allignerà tra noi se non si camb ia in affetto . E se l'età nostra ne è così povera, tu non sai se giungeremo a questo per la v:ia. del sentimento ll'irnportanza, o a ta_l sentimento per la via dell'affetto . . Certo che ambedue bisogna consc- ; guire perchè ambedue sono l'alta rugione e l'alta pratica dellà. disciplina; e la lÌisciplrna è affidata a noi ed essa è respiro della nazi.one nell'esercito; e fino a che non sentiremo essere « l'autorità affeuo sapiente « che si de<li.ca ai sottoposti, l'obbedienza, affetto rispet« toso che si confida nei superiori » io. dubito che avremo mai quella disciplina che mantiene svegli in pace-, infrnnati nella vittoria, saldi e uniti nella sc·onfilt.a; quella disc.;iplina, che morta nella sua lettera per una sequela di sciagurati avvenimenti, rimane vira nel suo spirito, che pada colia voce del superiore.

235

VH.

. lo non so da,;v~ro chi potrebbe accusarmi di esagerazione, sent~ndo l'impoi'lanza e le preoccupazioni che ho per la disciplina, solo che abbia inteso ed iJbbia ..pensato tutta la nostra storia d'Halirini ' e lta. . J iano si senta nell'anima, coi. nostri difetti; c0Ile nosrre qualità, cof nostro genio insommc.; a me pare che nella libertà la disciplina militare sia una scienza, come il governare. E se· pur le leggi ed i regofamenLi ginngano ad un punto di stabilitn, crederemo f.l.Oi la disciplina fatta per sempre? Per me credo che il sapere stare coi soldati, il saperli comandare, sia cosa ardua, e per se stessa e perchè il progresso modifica giorno. per giorno lo spirito di q ttella ùta. Ardua,- perchè in molte maniere si può obbedire, - ma una sola è la vera; in molle maniere si può comandare, ·ma pochi sono quelli. che si piantano nell'animo· del sottoposto e cli là io guidano ~uuo, e ciò noil . fanno con una infinità cli parole come da qualche Lempo è in uso: chè, dicono, doversi ora dirigere alì'intelligenza dell'indivi.duo e spiegargli e ·persuaderlo di tutto, e questo volere i tempi nuovi; ma per me credo la sola, pur capitale, differenza fra il vecchio e il nuovo comando sia questa : che il vecchio era spesso arbii.rio, il nuovo sia l'ultima e recisa. espressione .di un pen~iero giusto, di un ragionamento retto · fotto àa chi comanda , soli.unente cop. se stesso. Così: pensando ~U'importanza sempre maggiore che la disciplina pi·ende e vedendo come essa esiga tutto l'uomo, l'uomo sempre rinnovantesi col tempo, coi tempo che separa ed innaha a scienza fors'anco la


236 contabilità, e dall'aHra parte attonito dell'estensionee pi-ofondità che va ognora prendendo la scienza di guena, mi lampeµ-g ia alla mente una divisione netta e legittima di tutta l'ufficialità, in uflìci,di di go verno e ufficiali di scienza, dis tinta con difforenza di gerarchia. Questa distinzione non stabi lisce nel mio eoncetto una sup~riorità o inforiorit!t di posizi one, noia é so lo una cli visione cli lavoro basata sulla natura delle rose, su.lle attitudini dell'uomo, sull'educazione della peesona; qn indi ordinatrice divisione. .È a questo pensiero, al lora nascosto, ch'io mi ispirava nel rnio primo articolo, proponendo agli ufficiali, che ora ho ch iamati di governo, « quegli studi che « contengono quei germi. fecond issimi c.he forma no e « svilu ppano l'uomo, che hanno virtù d'impadronirsi « Je lle sue facoltà mornli _tutte, e più che arri echire « la men te, scolpiscono il carattere; quegli studi che « aYei1do riscontro nell a praLica della vita 'sociale, si « connettono con essa »; è a quel pensiero ch'io mi ispira va; dicendo « non ero versi esigere da quegli uffi« c: iali, nella parte di scienza militare e di snpere tee« nie;o, che una cognizione limitata al solo necessario». Eccn un potente mezzo per conseguire l'armonia delle due educozioni civile e militare, e come l'eserci to può essere u na « scuola complemen tare d'istruzione e di « educazione, degli stobilim entf che i giovani frequen« tano avanti la loro entrata al servizio (11). » VIII.

!'l'Ia ora è tempo che parliamo dell'affetto alla )stitu-zione. - Certo è, il tipo dell'affetto consistere nell'uomo,

(~) STOFFE!:, Rapports militaires, écrits de Berlin.

237 nel sacrifieio di se stesso all' oggetto amato ; da ciò, come nella vita, esso affetto · p0ssa trovarsi in stato neo-ativo e positivo. Infatti ch i cli noi. non sente amor all~ patria? Ma quanti p©ssono e potendo snnno _so?ri~ ficarsi giorno per giorno a guell'_aff~tl.o.? Poch1~sni;ii eletti, il nurnero infinito degl i altn s1 contenta d1 sentire solamente quell'affetto, di averlo c i oe in stato negativo; fino a che un grande avvenimento pa1 1_·i o, po~'tando aJl'a;,,ione, cambia per tutti g uell'affeuo m posttivo. Tale è la storia di Ì.utt i gli nffetti . Ora è chi;iro che tanto è maggiore la copia di positivismo in un afl'etio, tanto piLl esso si avvici.1wrì.t alla sua perfe7,ione, . tanto pi ù l'oggcuo riceve di bene. Così. nel militare, l'arte nostra dovrebbe essere dt rendere eon!inuo quel positivismo nell';iffcilo ~11l'istituzio ne nostra; qui ndi di a !lontvrwre. tult.o quello che può rend erlo negativo, di far nostro_ ~nlLo quel~o che lo fa positivo; di collocare no i stessi rnsomma_ ,u_ una pGsizione, di cui l'officio rifocilli sempre quelh11le11?. A ta le p1;nsierc s'insp ira quella clivisionA in gerarch i~ di governo, la quale nella mia mente ha l'estremo lim ite al grado di colonnello, perd1é fino a questo grado l'uomo ha. uo·a fam iglia da arnmiu islrnre, dn governa re, rla educare; e nel quale offieio l'affetto è fiammella che irrad ia e calore all'azi òne e luce al bene (I }. E po iché in tàle offieio si rende determ inato e si pi-ecisa in un sol puu Lo il Sfrntimcnl.o g-(rnera le altistil,nzione, così esso sì fa positivo, perciò ·efficace.

- - -- -- - - --·-- - --- - -- - - (,!\ ~fol mio pensiero si stabiliscono quattro posizioni milifor i -in quella gcrardiia di goYcrno: C;olonndlo, rrwgg iorc, ca!'ita no, lungotcncnte. It g1·:1do di sot.lotencntc nnn durcrdJhe che sei an111 e n"n sa-· ,rr, bbe chH un lungo noviziato (071prcntiss~9e) al la filoso fi a dc>Jl 1 1'. rat1c~ della disciplina, alla ,·ita del regg irncnto, insicrn_e . nl_ tcn'.~ù c'.1 farsi verarutlllte uomo. lo intendo che le quattro pos1z1on1 m1l1tan dette ,dovrebbero esser r icomp11nsa te splend1 d;.1111ente.


238 E se bisogno vi sia di determinare l'affetto nostro per dargli ordine e forzà, · ce lo di.c a l'ultima storia del nostro cuore ?i soldato: quaiido 'ri~olrno di patrio amor~ ?op_o ess~rs1 ~perto divampando audaci speranze e ardlll chsegrn, s1 serrò atrocemente ad un tralto percosso da una sciagura' . che su di lui s'impresse co,me il . ferro rovente sulla carne vìva; e poi quello afletto .nars? andò vagolando indifferente a tutto qu·ello che prtma 11 comrnoveva, e tutte le cose di un colore divennero, ed anche l'istesso oggetto pure avuto mà: senza gloria; nè ora s-n: dove posarsi, nè a quale cosa credere, nè i'Q chi affidarsi , nè in qualé sentimento riporre la parte sua più elevata. "'

IX. · In questo mio scritto io riando colla mente su quello che _nell'altro :liss~, .e _gii stessi soggetti cerco approfondire; di no1 ufl1ciali' subalterni parlai, e qui voglio seguitare. Noi pure, giunti all'età .piena. e· virile, sentiamo il bisogno di render determinato e preciso l'afletto nostro all'istituzione; noi sentiamo quelie facollà, quelle forze, che tanto pre:sto e in tanta copia._sviluppa la vtta militare aver bisogno di applicarsi ed esplicarsi direttament~ s?pra un ?ggeHo proprio, · noi sentiamo a quell'età il bisogno di .comands.re una unità amministrativa clis~iplinare, ~attica; cd ove questo bisogno rimang; sod1sfatto, 1101 sentiamo quelle forze; quelle facoltà rio·ogliose ritorcersi contro noi e talora avvelenarci la . . . ' oppure rientrare m noi stessi, dandoci una sovrabbond_anza di rigoglio che a guisa di pletora ci sne1m.1. e c1 spossa, e l'individuo si aliontaria . claltistituzione. E .quando tardi giunge quel grado, esso trova l'aniJno già

vta ·

289 • stanco volto altrove per decisa i:i,bitucline,· uè l'uomo si è sottratto alla sentenza di quel classico militare ché dice « la prolungala abitudine dei piccoli comançli, « far perdere l'attitudine ai comandi superiori». Quell'uomo aveva· bisogno, da tempo, di esser ca.pilano. E, osservate bene, questo· io non dico pel bene di esso uomo, pia per quello dell'istituzione; ciò è gran differenza. Pure io non veggo come tale cosa • potrebbe raggiungersi , essendo il numero 'dc.Ile compagnie limitato; ma non sembrami inutile averne parlato, perchè pu1· sapendo . non poter riparaTe a tutte le difficoltà, è bene averle sempre dinanzi agli occhi. E veramenle, pare, da qualche tempo si vada sentendo le difiicoltà della nostra posizione, e ad essa si cerchi provvedere; · e per me credo non si dovrebbe mai dimenticare di conciliare il bene i;toslro col bene dell'istituzione .. Certo è, che ristringenèlo dinanzi al- l'ufficiale l'orizzonte dei gradi, ognuno cli questi viene a~ acquistare più valore, quindi .ad esser più apprez- · zato da noi -e dalla società. Il quale ultirµo a.pprezzan1ento è da tenersi, a parer mio, molto caro. Jn ciò davvero noi dovreinmo imitare . i Prussiani, il cui re poco tèmpo fa diceva queste parole: (( Io sono orgoglioso del mio corpo di ufficiali, pel · « carnltere ch'egli presenta e che mi sta·molto a cuore « conservare. Esso è CGmposto dell'eletto della ~a« zione, per posizione sociale, per istruzione, per edu« cazione , · e perciò noi vediamo cosa rni.turalissirna « ch'egli comandi: aile altre classi ('I)». Noi pure dovremmo es.s er gelosi del nostro corpo di .ufficiali,

/4)

.. ,.

STOFFEL,

Rapports milita.ires écrits de Bel'lin .


2ii

21-0

percliè noi sinmo l'eserc ito; chè, se lo spiriLo dem0- ~ craLico deHn 11os1.ra u,Hiom llOfl pcrrnelle di f'onJare il g,:ndo sull'a ristocrnzin, e •piesLo è g,·r1r1e ma sotan:1enle gcr'me .ri i bt'ne iufi11i10, s i forn ii pe.r·ò sull'istruZ\one e sul!'educ11zione . dell'individuo, su questa speeiulmente, e su yues,a d1(· dn! Ja {iun igli a si s11ceh i,1, per noì intcllìJ;emc ord inHr ic; so lilrnente si ;:ib bia fede. Così polremo ri st;; bi li r1·) qn(' ]J;i su lid;i ri el ù fra noi che Sl'mbrélJn i as ai af'fievn 'irn ; né si vcrlrù. i~1 talulli frange11ti e nel+a s!essa vi,a ol'dinnl'ia, ove akun uomn si mostra nl d is< ,tto di'! grado , gli ,tl1ri memb ri della stessn ca 1egnria isolars i dn c~s11, e poiché stringersi e rnost.r;1rsi tUl\i uniti ri 1rng 11 a loro , sa lvare alm('no se stess i iueolnmi e in fè rindìi dersi e a sè pensare. E c:iò è morbo per l'ist:tu .ioor~. · E poiehè della 11ostrn posi 7. i:rne s i èi parlato , dirb che un gra do unn ti sod dis:·a, l'he eon:-.itlei·aLo e sen1ì:o in ragione direua de1!'11Hf~ua morale di~ llc pe rsone eon cui lo godi, dei snperi nri n e11i obb(·disci ed ,J nelic del la gc ule a <,; ;1i corn m.,.li. E (Jnes ta è grnnJissima prome,;sa, su lla qunle per an imo deliberato rion voglio parlare.

X.

Tuito ciò è fa questione della pcrfc,tta bontù. dei quadri, sutra tiii.ile un illt1s1,.e ebbe a dire: « Esser « ìa gerar1:hia rnili tare u11.-1 ear.ena so la, di · cui un « ,rn ell0 guasto ne cornprr ·nwae J'i nt.('ra sc>i idità . » ed è, lo r:,1pisto, c:o:-:a rnu!w co::;tosa allil nnz1one; come sarebbe ult.resì co,;toso il fa r sì che l'11 11 imo dcl l'ufficia'!c ma i s ì u·ovns'.,e in loua tra l'affetto alla. is1ituzione e uua risirettezza p1f'un iaria: queste sono posizioni nelle quali è più saggct za non esser messi,

:ehe virtù il vincere coll'nffetto, e se questo non vince il mesiicranie si mostra in tiero. Pure. SP. l'increm enLO del l' l'sercìLo eollima in tullo . , col be~e della nnz.ione, in q11es:o, nell a i;erfozione dei quadr i, più die mn i. rerehè, pure avendo io vìsla il solo interesse civi le, può cli::;cmcrsi sulla rnaggiore o mino r durata di servizio soflo le armi r imané però indiscu iibilc questo : che un giova ne t.into più presto diverri\ miliiare, ·cprn nto più l'amb iente nel qulde vive · e sì edu\ n, ha in sè di p urez;1,a miliL,ire; e gli elementi primi cli que.ll' arnbiente sono gli uomini nei quad l'Ì. . . E se vo i p dri e cillnd ini, di dig11iUl umnna pa rlnle, se tura l'avete, per la n ·s:ra patria, ·pei vosl,ri figli, ditemi, gudl p iù ìmpresr:indìb ile diritto di essa dig nitù, che l'obbedi~nza nd un superiore di fntto? E ora, se non appaghPremo a qt1esto diritlo, crederemo noi che l'uo rno foce ia il suo dovere? E ci lasceremo ingannare da u n· apparenle .izione che il soLloposto prestumen ie compisce « pur di finire il tempo? » E cbe il ciuacl ino andando a casa porli ser:o e ,s panda p oi intorno a sè, un'irnprt ssione debole e misera ,dell"eserr itu, noo ce ne imp orta? Che se ei eleviamo tutti nlla così detta questione sociale; di cui buona parie, pnrmi, si rucehiuda in gente non rnssegnnta a star souo. in gc'nle non de3na <li star sopra, nui vedremo eolleg1Jrsi ad essa, quel lo -ch' io dissi del superior·e di dir·itto e di fatto, vedremo questo esse re il fondamento inconcusso, su cui si posa € s'inna lza perenne la società ed in essa lu nostra fat illlzione. RAFFA El.LO

BiANGl AllDI

luogotenente net 7° regg. bersaglieri.


243

LA GUERRA DI FORTEZZE

Ber .l?e1Jt1,ngslwieg (LagttMTa di fortezze), per 1\fomz BnuNNER, capitan_o del genio nell'I. R. esercito austriaco. - Vienna 4872.

Il .capitano Brunner è uno scriuore già conosciuto nel mondo scientifico-militare pede sue pregevoli memorie, fra le quali ci piace rammentare quella sulla difesa di Strasburgo nel 1870 e l'altra a favore delle fortezze permanenti in confronto delle provvisorie, inserte entrambe nella Os terrei'ch-ische M-ilitarische Zeitschri/ t. Quando avvenimenti s trao~'dinari, r.ome quelli dell'ultima .campagna franco -germanica, sorgono frammezzo all'andamen(o abituale delle cose di guerra, e costringonò i cultor~ di esse ad un cambiamento d'indirizzo, · a pochi, ed ai più-eletti ingegni, è dato segnalare prontamente la nuova via da percorrere, per non andare incontro alla triste sort8 dei vinti. · Fra costoro puossi senzà dubbio poverare l'autore del libro citato, il quale, avendo visitaLo nel ·1870 il teatro cli guerra, fo te_stimm;ie di: una serie di fatti, e raccolse molti dati sperimentali sulla guerra di fortezze, da rendere ancora più preziosa questa sua ope.ra che rn essi si fonda . 1

...

~el mtmtre sì stanno dibattendo molte quistioni circ~ l'utilità delle fortezze, la convenienza di farle permanenti 0 · provvisorie, · i sjstemi più adatti alla'dife~a. ed all'attacco. la specialitit dei ripari da adottarsi contro h~ poten,za delle. moderne artiglie~e, i ~ìpi~gh~ più ~?c~nc1 per iscernare i difetti delle for~1ficaz~om es1sten~1 ~rnna che soro·ano le nuove, ecc . 11 cap1tano Beum,er con o . . l questa sua recente pubblicazion~ :'ien,e 1~ta.~Ho a ri.so · verne un'altra, che secondo noi e la pw importante e diremo ·anche la più urgente. . Imperocchè ci se!]1bra che il migltor modo, oggidì, di dimostrare l'utilitit delle fortezze, ammeuendo soddisfatte le condizioni circa la loro posizione strat~gica più opportuna, consista n_el~'.indicar~ i r~ezzi s!cur1 per farle resisterc·agli attaech1 pw potent1: t~!J n1ez1.l ~ppunto appariscono sagacemente additati nel 1:br:o pre~atato. Questo libro è diviso in cinque capi. Nel primo sono enunciati i ,,ari metodi cl'attueco di una piazza forLe, ed· esposti non ~e11za dettaglio quelli che <li1?1~ndansi · blocco; sorpresa, assalLo e bombardament~ . Nel secondo vi è tr,itt.i:t.o ·esclusivamente il procedimento metodico delle operazioni in un assed~o ·regola~·e:. so~vi distinti i lavori che si eseguiscono nei tre pertod1 d at-· tacco, ed evvi pure inç,Iicato il modo di abbreviare I'as~ sedio, nel caso ehe si operi contro piazze male costruite e peggio difese . .. Nel terzo capo J'n.utore . entra nel campo della difesa delle piazze . e quivi spie~a a do vizi~ le ris·orse dell'ingegno e dell'arte, per._ r1alzare ~a difesa, -~e _n~~ -al disopra, per Io meno a hvello dell attacco: vi s1 d1:-,.tm~ guono sopra tutto tre capitoli rig·uardant.i !e ope'.·azion~ da farsi nei tre period i suecessivi della d1fesa, 1 qual~ a loro volta corrispondono perfettamente alle ~re gr~nd~ epoche dell'attacco ; seguono P?i in distmt~ cap~toh alcuni cenni pregevoli sulle sort1te e scorrerie, sw la-


2H,

vori di contrapproccio, sull' impiego e direzione dei fuoch i. Nel quarto capo, riflcll cnle la guer-ra di mine, trovaosi specificale le differenti mani ere di avanzare contro le mine della piazza, e vi sono indica te le misure che dev,c prendere l'as~cùiato per pc1ralizzare e distruggere i lavori di mina dell'auac<·an!e. Nell'ultimo capo vengono addolli diversi esempi cl'at tacco, illustrati da tre apposite tavole dell'atlante annesso all'opero, il quale contiene poi ni tre tre tavole, con molte e tlr.ttagliatc figure rappresentanti i lavori principali d'attacco e dif'esu, quali trincee, spnllcggivmc11ti, ridolli e ba tteri e, traverse, ri cove ri, r ipostigli, blinclamenli, ecc. Le dill'crenze caralteristiche che si riscontrano a prima vista fra ques(.o Jibro ed ulcuni altri tratl/J tì cl' a11ncco e cli difesa delle piazze in uso presso le scuole militari, stanno, secondo noi, in questo , che: il Brunncr fornisce maggiori dettagli nell 'esecuzione dl!l blocr;o, clell'awi.cco per sol'presa e dcll'assalLo di. viva forza, il qual ultimo ii) ispecie è tratlalo minutamente per ciò che conce rne la parte .dovuta nl genio; delcrn1i11a la posizione e lo sv il uppo delle parall ele, il silo e L1rmamento delle batterie in relazione alla mag~ior gitta ta delle bocche a fuoco e degli. effetti. che si vogliono 01Lcn ere; dù, sui preparativi di difesa d'una piazzn, copiosi tipi di opere, ed in parLicolarc su quelli tendent i a porre al sicuro, dai tiri curvi, i ricoveri ?e r le truppe, i magazzini pci materiali, le Ira verse cave per le munizioni e g!i affusti: propone i mezzi per dare alle truppe della. difesa la massima libertà e sicurezza nei movimen ti offensivi : atlribui sce un' importanza somma nlle sortite clelln piazza che egli dichiara addirittura il miglior sl~ tema di difesa: impiega nel primo periodo della difesa la mnggiore poss ibile quantità di artiglieria di grande potenza, a!Tine

..

~~.5

di disturbar&, con tiri lon tan i, l'attaccante nel i:no~ent~ cri tico cle' suoi preparntiv i, e ciò anche ~ r1sch10 ~1 consumarvi t11lle le munizioni delle fronu seconda.n.e che d'altronde poeo servirebbero nei ~eriodi succes~m. TuLLo ciò rivela nell'autore una sena preoccupazione delle o-ro.vi con seguenze d'una difesa trascur~la, e ~nnto più g7.avi oggitH, che la nec~~ssi.1à ~i porsi al npur? dai colpi indiretti, oltre quelli d,rctll, e lo sconvolgimento generale delle regole di dcu:lamcnlo, muta1·ono il problema della difesa in .qu~Jlo d, mellere al c~perto uomini e materiali da pro1ett1 che passano quasi tangenzial mente al ciglio del parapetto con una inclinazione di 1/3 ud •1/4. E siccome la trasformazione delle fortezze non è possibile attuarla colla stessa rapidità con. cni si i~ventan.o i mezzi di. distruzione, così l' autore c1 offre l esempio della messa in istato di difesa d'un fronte d'allacco, da cui si ricava in qual modo si possano utilizwr~ anche le fortezze di vcr..chia cosLruzione, yurchè s1 abbia l'avvedute7.Za ed il coraggio <li demolire a .tem~o ]e parti d'opere esposle ai tiri cu rv~, ovvero .di . blindarle co nvenienternente onde non riescano d1 da11no al difensore. . Dal complesso del libro di Brunner risullerehbe chrnr~ che se la guerra di fortezze fosse combattuta. ad armi uguali , cioè con cannoni d'ugllal potenz~ d'ambe le parli; se le disposizioni delle op;re. del~a piazza fossero tali da appoggiare vn]idamente l OflenSLVO. de lle. truppe di prcsi<l io; se al blocco si coo_lrappo~essero sorllt.e ~1g~rose cd audaei, e caunootgg1am.enl1 a grande ~l1;t.anza eontro le prim e bat.terie: non giungerebbe mai. I attaccante ad acqui stare superiorità su.ll'attaccato, il <~uale oltre di manovrare sempre come JO un .campo ~1 b~ttao-lia preparato a tuLto suo vantaggio, è hbe~o c~wod10 dtconcentrare in massa le sue truppe e d1 spmgerle


. 2,i-6

iniprovvisamenle contro il punto più debole della linea di investimento. l~ntra11do un poco più addentro nello spiJ'ito del libro, ci. è sembrato proprio di scorgervi ìa convinzione, già altra volta espressa da/l'autore, che se le piazze assediate dai Prussiani non hanno resi'stito come. si attendeva, ciò sia stato a motivo che' furono- malamente provvigionate e difese, cosicchè l'artiglieria b.astò da sola contro fortezze che si ritenevano . assai robuste: che la dmata di resistenza d'una piazza forte non.è punto climinuila in confronto di prima, sia pure che l'assediante si trovi in condizioni mollo favorevoli : che però il valore· tattico dellè piazze non· è scema Lo per nulla col perfezionamento delle armi da tiro, sempre· che anche l'assediato sappia avvalersene :· e che . infine è sempre vera l'antica s~ntcnza, che 1a forza di una. piazza non istà soltanto nella solidità delle muro, ma bensi nei soldati che la d:ifendono ~ e nel comt1,ndance che abbia la volontà di resistere strenuamenté. Trascfriati dalla novità e giustezza di concetti del libro sullodato, _molte sarebbero le considerazioni che brameremmo fare su questo argomento, ma esse ci allontanerebbero troppo dal li.mite' impostoci dalla· natura di questa rivista : epperò ci limiti.amo di notare per ultimo fra i molti pregi dell'opera quello di avere rialzato il valore della difesa_a un tal.e grado, che se si mettessero in pratica i sani precetti e ~i eseguissero tutte _le ben combinate operazioni in · essa lracciale·, tornerebbe assai ditncile in avvenire impadronirsi delle piazze forti, o, per lo meno, l'attaccante·avrebbè d'uopo di forze talmente considerevoli e di materiale d'assedio così imponenti, da dovere soltanto in questo, riconoscete il grande valore e Ja rilevarHe influenza delle fortezze nell'andamento d'un a campagna. . ·: L'autore, nella prefazione, dichiara di a.vere compi-

"

247 lato· il suo libro, in parte sulle tra~ce del manuale per l'attacco e difesa delle piazze fortt del col~nnell.o · ~el genio austriaco 1'unkler, e che .10 scop,~ di_-~s,so . s1 è (li servire semplice'rnente da gmda pell rnscgna~1~nt? di questa materia n~ll'acc_ademie e nelle ~~u?le 1:11ht~n, al quale scopo è gu\ stato adottato dal nmnster o d~lla . auerra. Invita perciò coloro che saranno prep~S(l ~ ~uesto ·in~egnàmento a syiluppar~ estesamente _1 var~ argomenti appena sbozzati, m~sstm~ con esempi tratti dalla storia militare del ,1854 rn poi. ·. Dal modo con cui siamo venuti sinora disc.orrendo'. l'autore avrà di leggeri scorto in qual cont?· s~a. d~ nq1 tenuto il suo libro. Stimeremmo cos~ assai d1fi~cil~ ~e dovessimo pronunciare formalmente 11 . no_stro.gt\1d_1.z10 in proposito, fr~mJriezzo, a tai~te corrent~ d1 pr'.~c1pu e , sistemi -contrarl; eppero amiamo meglto espn,1~ere la :nostrcl. opinione da cultori ed amatori <lella sc10nza, anzichè da scienziati, dicendo: ·. . . . Che l'autore ha trattato la mttteria con_q.~ie~la sicurezza di chi, essendo stato testimone d~1 f~tt1 ; ebbe l'act{mc di penetrarne le intime e vere rag10m;. . .. Che l'ha s-v-iluppata nel modo, secondo noi, 11 pm confacente allo stato di totale trasformazione dell'arte .di costruire attaccare e difendere le fortezze; Che col r~etod0 da lui tenuto riesce pi~ a?_evole. e speditivo 'seguire i progressi dell'arte e .d1 p~eg~~v1s1 gradualmente; poi chè senza cadere nelle 1:ipetlzl~n_t m~ttili di èiò che ·non va soggello a muluz10.ne dr. sorta, ecrli ao·o·itm<re a suo luogo, tutto quanto viene d1 mano 50 0 ·· l'. ' c1al 1""· ·• in5 mano . suggerito dallo studio e conierqia,o esperienza. . . . . E quantunque i1 Bmnner non sws1 ,'nleso . di serivere un trattato che faccia epoca, ma 1~mcame~te una cruida illustrata da molte e bel.lìssime figure, ciò nondimeno, 'riflettendo alle difficoltà di ~crivere qualche


21-8 cosa di positivo e di veranH>nte pralico in to:-tio ad argomenti non ancora svolti da nessu no scriuÒro, dopo ]' introd~zione dei cannuni riga ti, apprezziamo gn:n dern ente il suo lavoro nellu pers uas ione che tutt-i gli uillzial i, specìal rne n1 e dei ge nio, gliene fani nno ph u:3o, e mnndiarn o all'auto re quella st reua di rn llno fra Lerna che nelle regioni della scienza si scambia senza eslrauei ri Oessi. ·

.. L'A RTIGLIERIA FRANCESE NEL 1870-71

G. R.

Sul finire dell'assedio fu pubblicato-in Parigi un opuscolo del generale d'artiglieria francese Suzanne, il quale dal 1866 agli ultimi giorni dell'Impero clisimp0ignò al Ministero della guerra di Francia le incombenze dà noi attribuite· al Direttore Generale delle armi cl' artiglieria e génio. in quest'opuscolo il generale ·. volle rispondere a quelle accuse che, anche infondate, trovan sempre credi to presso le moltitudini od i partiti nei giorni nefasti e diffic ili .della vita delle nazioni. .' · Questa pubÙcazione benchè fatta ui:1 anno e più dopo la guerra, ha ancora grande importanza in alcune parti, · l)el valore, per l'importanza e la posizione clell'autore, e per le informazioni che somministra per la parte <l'ar,.. tiglieria del detto Ministero, informazioni che contengono pure riflessioni che possono essere utili assa.i alle per..:. sone che mettono la loro opera, la loro intelligenza al servizio · del paese, ed agli ufficiali in particolare dell'artiglier fa. · Per questa ragione se ne · espongono i bran'i giudicati pi_ù interessanti, non entrando in nessun apprezzamento, che assai meglio potrà essere fatto dal lettore . .ÀNNO XVII, VOL . Il.

47


250 Il generale espone dapprima, e lo può sapere da buona fonte (stante la sua posizione che fu indicata più sopra), come i Francesi presentarono soli 240,000 n. 270,000 uomini in linea in 7 corpi, più la guardia imperiale, e quindi prosegue colle informazioni che seguono : « Per ottenere questi 240,000 uomini in quindici giorni, « tempo che credevasi necessario ai Prussiani per ~ssere « in pronto, si dovettero chiamare !)6 dei 115 reggimenti « di fanteria , 20 battaglioni di bersaglieri sui 21, 55 reg« gimenti di cavalleria sui 63 e 157 batterie delle 164, « 7 essendo rimaste in Affrica ed a Ci.itaYecchia. « Queste 157 batterie , servh-ano 942 fra bocche a « fuoco e mitragliatrici, e formavano un'imponente ar« tiglicria per 240,000 uomini. « S'aveYa con ciò sensibilmente la proporzione di 4 « bocche a fuoco (compreso le mitragliatrici) per 1000 « uomini, proporzione eguale a quella usata dai Prussiani, « e superiore a quella di taluni dei minori Stati (germa« nici) alleati alla Prussia. « L'esercito del Reno forte di 240,000 uQmini con 942 « bocche a fuoco e mitragliatrici, 8 parchi, 7 equi1Jaggi « da poni e, 2 parchi d'assedio, era adunque un esercito ben « costituito e ben provvisto. Ma, come esercito , aveva « un difetto, e fu d'essere troppo piccolo per difendere « 100 leghe di frontiera vulnerabile dalla valanca di « 700,000 Tedeschi, ed a tal difetlo non v'era rimedio. « Dietro di essi non v'erano più quadri organizr.ati , << non v'erano altre risorse che l'improvvisazione di truppe· « di marcia ». Ed in seguito: « Per ciò che riguarda più particolarmente l'artiglieria, « -la legg·e per le finanze autorizzava il mantenimento « di 164 quadri di batterie di cam.Ragna, su 126 bat« terie montate (di battaglia) e 38 batterie a cavallo, « sì della guardia che della line.a , le quali potevano

21H « attaccare e servire 981 bocche a fuoco (e mitraglia« trici), nessuna in più, dovendosi ancora perciò rich ia« mare le l O batterie che' erano in Italia ed in Africa. « Queste batte1·ie non pote,ano nemanco essere im« mediatamente mobilizzate, poiché il bilancio non per« meHeva che 34,000 uomini e 16,000 cavalli, mentre « occorrevano 58,000 uomini e 39,000 cavalli per il com« pleto piede di guerra delle truppe d'artiglieria. Ed altrove, ed in seguito alle misure prese : « L'nrtio'lieria dell'esercilo ciel Reno che pur contava o « tre batterie da montagna. venute dall'Affrica, fu com« pletamente pronta al IO agosto, 25 giorni do~o i pri_mi « ordinL dati dal l\Iinislero della guerra, senz'altro m« ci<lente che quello, così gravemente denunziato, di 600 « collari segnalati siccome troppo stretLi 11er i grossi « c~milli del Belgìo, acquistati per rimouta.. «· È dunque vero ed assicurato che l'esercito del Reno « non aveva che 942 bocche a fuoco o mitragliatrici. « E sarebbe stato impossibile il dargliene di più e in , « quel momento, per l'unica e prepotente ragione che il « bilancio non permetteva che 164 quadri del personale ». :Ma aggiunge a questo punto la seguente nota: « La direzione oO'enerale d'artiglieria, prese in questa ... « circostanza il solo provvedimento che poi esse, commc10 « cioè la trasformazione in batterie di due delle quattro « compao·nie che entravano in ciascuno dei 15 reggimenti o . h « d'artiglieria della linea, o cosi si ebbero 30 batterie c e « furono in pronto alla fine d'agosto :.. Il generale Susanne continua come segue: « I 700,000 uomini degli eserciti tedeschi, anche solo « a tre bocche a fuoco per 1000 uomini, dovevano pos« sederne più cli 2000; ciò spiega sufficientemente per~hè « i 'I'edeschi hanno sempre potuto combattere con un ar« tiglieria superiore alla nostra (fr~ncese). . . « Vuol ciò <lire che siamo poveri d1 materiale? Che 1


~52 « cannoni hanno mancato? Questa è una credenza molto « accei..tata in Parigi, essa consola moHi cittadini onesti,

e fa l a fehcttà di alcuni altri. Siccome ciò è falso e · « siccome tale supposizione ha assai gravemente · influito « sullo s·pirito del pubblico e sul buori impiego delle « _risqrse che ci rimangono, è necessario il combatterla. · « In altri tempi , quanto sto per dire, sarebbe stata « una indiscrezione, ma oggi che tanti cannoni gli uni « dopo agli altri si sono avviati in Germania, dopo le « immense ·perdite dt Sedan, Strasbourg e Metz, le cifre « che sto per dare non significano più nulla, « Esse furono terribilmente modificate da queste per« dite e dall'enorme lavoro fattosi a Parigi e nelle pro« vince per la nostra ferma risoluzione di persistere « nella resistenza. « Al 1° luglio · 1870 noi (Francesi) avevamo 3216 càn« noni rigati da 4, 8 e 12; 190 mitragliatrici, ossia in « totale 3,406 bocche a fuoco con 3,175 affusti e.7,4?6 « _carl'i da munizioni, cioè av.evamo il materiale neces« sal'io per organiz1/.are, se avessimo potuto attaccarle· e « servirle, 3000 . bocche a fuoco da campagna o mitraglia« trici, _ossia 500 batterie da 6 pezzi, quantità co-rrispon- « dente · ad un esercito di -750,000 uomini a ragione <li « 4 bocche a fuoco per 1000 uomini. E più innanzi: « Ora è facije_lo spiegarsi da . queste cifre, come mal- . « grado la pe_rdita di tutta l'a~tiglieria dell'esercito del . « Reno, di quella del 12° Corpo organizzata in agosto « e perduta a Sedan', rnalgradQ le perdite degli arsenali » cli Strasbourg, Metz, La Fère, il Governo di 1'ours ebbe· « la lieta sorpresa di con~tata~~ che v'er/;lno ancora can« noni nelle provincie non invase dal nemico, e. come « in Parigi rinçhiuso s'è trovato sin ~al_primo giorno · « abbastanza materiale · da campagua da comporre il « doppio di batterie <li quanto si potè utilizzare. <:<

..

253 « Ed a chi domandasse perchè con 164 batterie di « personale organizzato, l'artiglieria possedeva 500 bat« tt?rie di materiale , si risponderebbe che è necessario 4: anzitutto avere in riserva cic'.> che non può essere 'im« provyisato, e che la pericolosa economia della Camera, -« se onnipotente sul personale da mantenere, è impotente « dall'altra parte stante la severa e minuziosa econo<< nomia che è nelle abittldini, rielle tradiiioni dell'ar« tiglieria. Infatti malgrado lo illus~rio .e ridicolo assegno « cli L. 300,000 annue sul bilancio per la trasformazione . « dell'artiglieria da campagna liscia in artiglieria rigata, >> somma appena sufficiente a rimpiazzare le bocche a « fuoco., gli afi'usti , il carreggio ,, le munizioni consu... «· mate annualmente , l' artigli<?ria trovava modo d' au« mentare ogni ,anno notev~lrriente il suo rnàteriale rig·ato « alle spese del materiale a.ntico l iscio, che intanto costi« tuiva un a rispettabile riserv~ per truppe cli seconda linea. « Al 1° luglio 1870 questa artiglieria liscia si com« poneva ancora di 5379 , bocche a fuoco con 3554 af·,c< fusti, 4627 carri da munizione, cioè 360 batterie da « 6 pezzi. . « I cam1or:i.i di questa categoria erano e sono g.iornal« mente rig·ati, e si è coi cannoni da 12, dei quali fin » dal N367 s'era studiata la -irasformazfone m cannoni « caricantesi dalla culatta, che si ottengono quei can« noni da 7 che per la prima volta spararono sui Prus« 'siàni dal pi.ano ·di A vron ove al 30 novembre erano « in batteria . << In quanto al materiale più !Jesante per gli assedii, « le pia7,ze e le coste, cannoni, obici, mortai , ess9 al « 1° luc-"liO 1870 · comnrendeva 12,336 bocche a fuoco, t> « delle quali 4497 cannoni da 30 (da centim. 1_6), da « 24 (centim. 13), da 12 (centim. 12), dei tipi dell'ar-<< tiglieria di terra, e da centini. 19 e da centim. 16 dei « tipi delì'artiglieria di marina . 1


2M

« L'artiglieria di forra possedeva adunque 21,702 « bocche a fuoco .

« I Prussiani _ci hanno preso cogli eserciti di Mac« :Mahon e di Bazaine l 000 bocche a fuoco da campa« gna, e nelle piazze <lell' Alsazia e della Lorena 3000 « dei varii modelli e calibri. AYevamo ancora adunque « bocche da fuoco per combattere in buono condizioni, « se disgraziatmncnte i nostri eccellenti quadri d'ufficiali « e sott'ufficiali, ed i nostri bravi cannonieri non avos« sero seguito la sorte delle loro bocche a fuoco. « Sopra un totale di 1000 ufficiali d'artiglieria, 1000 « sono oggi morti o prigionieri, coll~ quasi totalità dei « sott'ufficiali e cannonieri istruiLi. « È in questa disgraziata circostanza, è nella men« canza quasi assoluta di candidati capaci di costituire « nuovi quadri per nuove batterie, che consistettero le « nostre diflìcoltà al principio dell'assedio. Il generale rende quindi conto come segue dell' ar-;mamento in armi portatili: « L'ar mamento particolare dello truppe senza essere « cosi largamente stabilito come quello dell'artiglieria, « era per aUro assicurato. « Bisogna ricordare che il fucilo di fanteria fu da 30 « anni oggetto di continue modifìca:r.ioni, e da .ranni fu « completamente cambiato. « Bisogna pur anco ricordare che non era nelle in« tenzioni dei Governi precedenti di arrivare all'arma« mento generale della nazione, e che i deputa.ti del 1867, « al maresciallo Kiel che domanda,a i crediti neces« sarii per fabbricare rapidamente 1,800,000 fucili chas« sepot, accol'davano appena la somma per 1,200,000. « È bensì vero che un credito speciale fu aperto per la « trasformazione a retrocarica di 3 a 400,000 armi anti« che, ma ciò, d'utilità forse dubbia, fu fatto specialmente « · per dar soddisfazione all'industria privata che era vi-

'.255 << vamente appoggiata dalla stampa. Questa speranza, « questo desiderio furono ben lungi dall'essere soddisfatti. « Ln stampa che facilmente cambia tema quando ciò le « conviene, trovò quell'operazione cattiva. « In quanto ai provveditori, che essi stessi avevano « regolate le condizioni dei loro contratti, e che si erano « impegnati a trasformare 400,000 fucili in 4 mesì, essi « allo spirare di quel t~mpo, al 1° ottobre 1867, non avo« vano consegnato che 8000 fucili trasformati, e da con« cessioni in concessioni essi non terminarono le loro · « consegne che a1 1° 1uglio 1869. A quell'epoca v'era « giìt molto tempo <lacchè la fanteria aveva il fucile « cha::;sepot. « Togliendo 30,000 di tali armi chassepot, date alla « marina esistevano al 1° luglio .1 870 1,007,555 fucili « modello 186G (chassepot) e le tre fabbriche d'armi di « Sl-Etienne, Chatellerault e Dulle, erano attre:r.:r.ate e « cli!':poste per una produ:r.ione mensile di almeno 30,000 « armi. « Si è rimproverato all'artiglieria di non avere avuto « in pronto elle 1,000,000 di fucili chassepot, mentre « ne avrebbe po Luto avere 1,200,000. Tal rimproyero « è fondato in apparenza. « È certo sì che l'artiglieria avrebbe potuto in 4 anni « fabbricare i 1,200,000 fucili concessi dalla Camera. « Ma se così non fu , ciò avvenne per considerazioni « politiche e di umanità, alle quali l'arLiglieria ha nulla « a Yedero. « La diminuzione di fabbricazione cominciò alla fine « del 1869 nello scopo di dare a.i 15,000 011erai il tempo « di procurarsi altrimenti del lavoro, di non sopprimere · « loro ad un colpo me:r.zi d'esistenzn, e ciò fu fatto al« lorquando gii\ s'avévano 055,000 fucili, e quando le « ideo del paese sembravano ben poco disposte alla « guerra.


2/'.$6

« Per l'armamento dei corpi speciali e delle guardie

« nazionali mobil i e sedentarie si possedevano, al 1° lu« glio 1870, 342,115 fucili o carabine modello 1867, detti « a scatola, e 1,673,73-1 anni a percussione rigate, e

« e 315,667 armi a percussione diverse e lisde, q.;,sia « in tot ale 3,339,071 fucili, carabine; moschetti, con « 287,215,133 cartuccie e 251,749 pistole. « ·DLle quinti soltanto di t1;1,l i armi erano a tiro celere, « ma l'artiglieria non è un potere nello Stato, ed essa. « non può fabbricare che quanto può · pagare. Per sua « convenienza essa aveva JuJte le ragioni di voler di« minuire le armi fuori modello. , non fosse altro per

« sottrarsi alle difficoltà serie che risultano da.ile di.« versità dei modelli, calibri, ricambi e munizioni. « Benchè si asi potuto a tempo, alla dichiarazione della « guerra, far evacuare i fuciìi chassepot che trovavansi

« negli arsenali di Strasbourg· e <li Mefa oltre ·i bisogni « deJlc truppe attive , armi che prima portate a Douai « e La Fère poi a Parigi hanno permesso di fornirne qui « a qu.asi 200,000 uonùni, no·u si può valutare a meno

« di · 600,000 armi a fuoco il numero -di queste cadute « in mano ai P r ussian i. dalla frontiera a Parigi. <:<

Vi dovevano dunque essere al

18 settembre quasi

« 3,000,000 ~·armi a fuoco disponibili per la difesa. « Inoltre a compensare in parte le perdite, le fabbi'iche

« d'armi hanno dovuto produrre dal 1° luglio 150,000 « fucili chassepot, e di più la maggiore parte delle 573,000 « armi di fabbricazione estera, per l e ·quali furono sti<<

pulati 32 contratti dal 23 agosto al 4 settembre, de-

« vono a quest'ora essere alle truppe delle provincie. « Solo qualche migliaio di esse potè.giungere qu_i a F'arigi »:

Ed altrove: ·. . · « In· quanto ·al fucile chassepot, criticato .si acerba« ménte nella sua adozione , es~o è oggidì completa« mente riabilitato senza. che ben sj sappia la causa ,

257 « l'occasione di questa rivoluzione dell'opinione al suo << riguardo. . « Ma allora · perchè' abbandonando il chassepot, a pro« posito del quale e rasi per quattro anni ing'iuriato il Co« mitato dell' artiglieria , le critiche si versano sul can« none rigato? Mistero ! giacchè ·i critici nol). conoscono « meglio questo cannone <li quanto conoscevano il fu« cile; avranno sentito a dire da soldati fuggiaschi che « -l'artiglieria· francese non era in istato. di misurarsi · « .con q11ella prussiana ». Ed altrove: « V'erano a Parigi, allorquando i Prussiani. arrivarono ·< tagliando le· comunicazioni, 26.2 7 bocche · a fuoco .da· -« piazza e da assedio (da . muro), quantità superiore a « quella dell'armamento regolamentare, stabilito, dopo « fondato studio, nel 1868 da una Commissione mista « d'ufficiali del genio e dell'artiglieria. « Questa Commissione aveva · determinato· _per ogni « punto della fortificazione non· sol o il numero e la . « specie delle bocche a fuoco da irripiegare, ma ancora « l a destinazione di ciascheduna di esse , come ognuno ~ 1~ può verificare dalle tavolette appese a lato d'ogni « bocca a fuo co, ove sono indicate le posizioni da bat~.. tere, le distanze da queste posizioni, e gli alzi per tali « distanze. « Giovi il far notare clie tali indiscrete tavolette ri·« ducono al· loro reale valor e .i racconti di fantasia « sull'abil ità di taluni dei puntatori . La difesa attiva » mobile comprendeva 92 batterie da campagna, 4 da < montagna, quindi in totale s' avevano 2627 bocc]1e a ~ fuoco da muro e 576 da C[Lmpagna, formanti il totale « di 3203. Tali bocche a fuoco erano munizionate in media · « a 400 colpi per pezzo, e l a riserva di pol vere in ba-« rili era di 2,600,000 chilogrammi. . « Dopo l'invcstimeni.o, l'artiglieria, assai più che di


259·

258 « sviluppare di più i fuochi, s'oc~upò di completare e

« migliorare i ·suoi approvvigionamenti d'ogni specie, e « rigò un gran numero di bocche a fuoco da 8, 12, e « 24 liscie, modificando il materiale corrisponJente. Essn.

« costrusse o fece costl'urre sotto la sua direzione 425 « affusti e 152 vetture diverse, ha fabbricato 368,000 « spolette, 97,000 scatole a mitraglia, ha fatto fondere <( 205,000 granate di diversi calibri alle officine del « .s ignor De Jemo, fondiiore ad Evreux, che in seguito « a contratto, aveva portato a Pari.gi una parte del suo « personale e del suo macchinario onde ultimare le « cornmess,e stategli concesse. « Essa ha organizzato a Parigi un polverificio çhe « .produsse 5000 chilogrammi di polvere al giomo, « su diversi punti della città stabilì laboratorii per car<( tuccie che diedero giornalmente fino a 100,000 car« tuccie. « Finalmente essa ha riportato in ·Parigi le officine « di Meudon, d'onde potè consegnare 8 batterie di mi« tragliatrici, 4 batterie di cannoni caricantisi dalla « culatta. « Il genio civile dal suo canto potè dare 50 mortai « da 15 centimetri per la difesa vicina di Parii:ri 110 o> « cannoni da 7, 200 carri da munizione con proietti; « i cartocci a fondo imbottit,o per tali cannoni furono « fatti dall'artiglieria ». Il · generale Susanne che era a Parig·i, e vi scrisse questo suo opuscolo sul finire dell'assedio, credette ·pure di ìnanifestare le sue opinioni a quel momento ancora, sul· cannone da campagna da 4 francese, ed i cannoni di tal fatta caricantisi dalla culatta in genere ; questa sua opinione· è quella · che era dominante prima della guerra riguardo a tali bocche a fuoco, essa presenta quindi qualche interesse ad essere conosciuta, benchè forse non sembri che esso_ tenga conto . completamente

e

de.gli ultimi fatti di guerra, notando ancora che, forse più che al e.annone l"russiano, esso in alcune particolarità vuole alludere ai cannoni da 7 caricantisi dalla culatta usati a Parigi . Comunque sia si citano le opinioni emesse dal predetto generale a que1 riguardo nell'opnscolo. « Non è da aspettarsi che qui si dia un giudizio ra(< gionato dei vant<1ggi e degli ,inconvenienti di questi « due tipi di bocche a fuo.co che oggi sì v iv amente oc« cupano le fantasie. Non ne è nè il momento nè il ' « luogo, e ci occorrerebbero volumi. « Ognuno ricorda. quanto '.':li disse e si scrisse dopo « Sadowa. Gli Austriaci, battuti come lo siamo noi oggi, « battuti nel loro orgoglio militare, hanno attribuito le « loro disfatte al 'fucile a tiro celere ·dei Prussiani. Il <( fucile ad ago col mistero che in allora lo circondava, « bastò a spiegar tutto. Ii" cannone prussiano non colpì « le fantasie. Si voleva anzi che l'arLiglieria non avesse « fatto gran miracoli in faccia all'artiglieria austriaca, << Ora a Sadowa i Prussiani impiegavano quel cannone · <( stesso che oggi impiegano contro di noi, e gli Au-· « striaci un cannone derivato dal nostro dopo Solferino. « Questi fatti sono da notarsi, non già siccome argo« menti pro o contro il valore del cannone caricantisi « dalla cnlatta, ma come un esempio di giudizii precipi« t,~ti in tali materie ». Ed altrove: « È ancora un pragiudi;1,io il credere che i nuovi can« noni sono, come il chassepot, armi a tiro più celere. « Ciò che è vero pel fucile non lo è pel cannone. La gros« sezza, il peso delle parti del meccanismo di chiusura, « del cartoccio, del proietto spiegano qti.esta. differenza. « Di fatto il vantaggio è per l'antico cannone, e questo « vantaggio, assai debole quando tutto il materiale è in « b1wno" stato, diventa considerevole per il dissestarsi


260

« che si produce frequenternente nel meccanismo del < nuovo .cannone quale esso si tiOva oggi.

« Il credere che i proietti da 7 alSbiano una virtù par« ticolare che non possedono quelli da i:< e da 12, per « . r ovinare barricate, muri resist~nti, è, più che un pre« giudizio, un error.e di calcolo il più sem,plice. · « Se non si considera che la gittata, la precisione di « tiro, la radenza ·della traiettoria, si ha grandemente « ragione di attribuire sotto questo raJ}porto una no« tevole superiorità al camione a proietto forzato, a « quello a proietLo libero o semi-libero. Anche il Co..:_mitato è completiimenté cli tale avviso. « Ma la gittaia, la precisione di t iro, la radenza della « traiettoria non son tutto, e se si fa estraiione dal resto « s i pronunzia un giudizio senza- esame sufficiente. « Gli lifficiali <l'artiglieria, la cui opinione 'dovrebbe « aver qualche peso in simile rnaieria, poichè finora ad « essi appartiene la ·responsabilità in fatto cli cannoni, « preferiscono unanimemente i cannoni caricantisi dalla • culatta pel servizio delle . batterie fisse, la cui· posi« zione fu studiata e scelta per battere a distanza la << campagna, ed ove ogni bocca a :fuoco ha un obiettivo < determinato e fìsso, la di cui distanza è 'esattamente <.t conosciuta a priori, ed ov:e si ·ha temp0 e mezzi. per < r ip~rare jl possibile dissestarsi , le avarie possibili. « Ma tale unanimità è lungi dall'ess<~re fra l oro pel « servizio di battaglia, ove tutto è mobile, i mpre~isto, « urgente, ed ove è sempre forza l'arrivare quasi a con« tatto, almeno alla portata del fucile , e su questo le « loro opinioni convergono verso l'ado7,ionè di due specie « di bocche a fuoco : i cannuni semplici, sempre in or« dine· e pronti, con tiro fino a 3000 metri colle dìvi« sioni per i bisogni normali; i cannoni col t iro fo;o a « 5000 metri, soggetti anche a dissestarsi, a Ùa ri.serva « per i casi par ticolari.

"

264 « I fa:tìti che si sono prodotti in questa guerra, quelli « di cui fummo testimoni é/. Parigi, non sono per n ulla « capaci di modificare tale modo di vedere. « I P russiani da 4 mesi si mantengono in u1,1a for-

« midabile difesa, e tu~te l e sortite che abbiamo tentate « sono veriuto a rompersi attraverso mille difficoltà di « t erreno, contro trincieramenti armati di bocche ·a fuoco « fisse che mitragliavano. le nostre truppe prima che

« potessero s.boc'care e formarsi. In molt i casi le nostre « bocche a fuoco da campagna, ritardate nella lor o marcia « dal cattivo sta~o delle strade, dal gelo o dallo scio« gliersi del ghiaccio hanno avuto molta fatica ad arri« v are in l inea, e piil d'una volta dovette rincrescere l'avere ce_d uto a una mania d'usare calibri pìù forti fa. « cendo sparire quasi il leggero ca.nnone da 4, il di cui « proietto è certamente sufficiente per ammazzare o fe« rire uomini e cavalli fino a 3000 metri, e che ha l 'im« menso vantaggio d:arrivare ovunque. Il miglior cannone « alla guen;a è quello che si può avere sotto l a m;mo « in un l uogo ed . in un · tempo determinato. « Tutte le teorie assolute ed esclusive conducono . « all'assurdo .. « P otrebbesi osservare con qualche . apparenza di ra« gione che se l'artiglieria riconosceva la superioritf:4 « del cannone caricant esi dalla c ulatta, p0r alcune cir« costanze e bbe torto a n on far nulla in quel . senso. « E facil e però il rispon dere a tal e accusa d'inconse« guenw.. « Anzitutto, n essuno ignor a .che pei tempi che ora « son passati, l'art iglieria non si poteva consiclerai·e come « libera nelle sue risoluzioni. Credesi inoltre che nella « disposizione degli a nimi dopo la campagna d'Italia, le ' « spedizioni della' China e del Messico ; dopò il 1866,' « ed ~n presenza della polit ica del Governo l a Ca me.ra, « che aveva già · votato 113 milioni pel cambia mento, (<

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26:2 « radicale dell'armamento delle truppe, sarebbe stata « disposta a dare · ancora al ministro della guerra un « ·cento milioni pèl cambio radicale della parte più co« stosa d~l materiale d'attigl ieria, quando su quel punto « l'opinione non era formata e non faceva perciò pres~ « sione, quando inoltre s'aveva Ì'esempio, per l o meno « singolare, tiell'Inghilterra, degli Stati-Uniti che dopo « lunghi e costosi tentativi per introdurre nel loro ar« mamento cannoni a retrocarica, sembravano ritornare « a quelli caricantisi per l a bocca? » E più avanti : « Di fatto, in questa questione del cannone a retro« carica e,orne in quella del fucile a tiro cel ere, l 'arti« gìieria lia fatto quanto poteva e doveva. Essa aveva « studiato in tempo .utile i nuovi modelli, i quali si sono « trovati in pronto quando l'opinione pubblica li do« mandò con abbastanza forza per· indurre Camera e << Governo a fare le occorrenti spese . « Il fucile Chassepot era definito prima di Sadowa, ù « cannone a retrocarica prima di Forbach; non si può « pretenacre di più. « Tutto finisce, ed in regime costit u1,ionale tutto prin« cipia, si può dire, con una questione di danaro. L'ar« tiglieria non ha e non avrà ma.i qualità per attribuirsi « i foµdi per le spese che essa crede necessarie. « Essa adunque non può essere responsabile di spese « non fatte , perchè n on poteva farle. « Il potere legislativo· accorda annualmente al Mini« stero della guerra 8,000,000 circa per mantenimento « e rinnovamento parziale del materiale d'artio-lieria che .o << rappresenta un val ore di oltre 500,000,000, e l'im« piego di tale fondo è specificato in ogni suo più. minuto « particolare, tanto per fabbricati, tanto .per macchine, . « tanto per cannoni, tanto per fuc ili, tanto per polvere, « tanto per munizioni, ecc., ecc. Circa lire 300,000 er a.no

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263 « bilanciate per esperienze, per ricerche sui perfeziona<< menti. Non è con tale somma che l'artiglieria poteva '« essere larga alla moltitudine d'inventori, o preparare « grate sorprese al paese ». Molte cri·Giche ed acerbe si fecero a Parigi ed in Francia dappoichè l'artiglieria vi si riservò la costruzione in gran parte del materiale, e si volle accusarla d'incapacit~t quasi a quel riguard6 relativamente all' industria privata; che essa per altro, si disse pure, vorrebbe giudicare poco favorevolmente per ciò, confondendo pure iÌ .Genio civile nello stesso giudizio. Il generale credet te rispondere quanto segue a quel proposito, e tale citazione è importante poichè vi si trovano i motivi de~l'prganizzazionc francese ·per quella parte della costituzione dell'artiglieria. « In principio l'artiglieria v uole sorvegliare e dirigere « essa stessa la costruzi.one del suo materiale, ed in ciò « ha eccellenti r agioni. Prima di tutto, questo ò il suo << diritto. Considerandosi come un ramo speciale dell'in« dustria, le sembra naturale di condurre le sue la-vo« razioni come un orologiaro crede di poter regolare le -« sue pend@le senza che il gioicllliere vicino vi trovi « a dire. È così che pensano eda giscono, credo, ·le società « delle ferrovie , le messaggerie, gli omnibus di Parigi, « e la maggior parte delle grandi società industriali. << E pur questo il solo mezzo conosciuto ed efficace « di formare ufficiali d'artiglieria. Un ufficiale che non « ha avuto occasione di studiare da vicino le materie « p1;ime, le preparazioni, le l avorazioni, le :fabbricaziopi, « le collaudazioni, le riparazioni, la conservazione, ecc., « · non è un ufficiale d'artiglieria, ma ben.sì un ufficiale « cli cannonieri, il che, se ugualmente brillante cd ono« revole, non è però la stessa cosa. « Scopo finale dell'artiglieria è , sparare il cannone ; « è questa, un'operazione a portata di t utti, e senza pe-

.,

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~64

« ricolo se il mater iale è buono. Ma non è .cos'ì se tale , « materiale è cattivo o soltanto diffetloso. Possono sue« cedere allora gravi inconvenienti che possono produrre « cattive conseguenze sul campo di battaglia. « In questo l'artiglieria è risponsabile, come pur ri-

« sponde delle ari:ni e munizioni di tutte le truppe. Ora « quando si è risponsabili , si vuole veder~ da vicino « con che, ed qual modo procedono le fabbricazioni, « ed il più sicuro è di fabbricare da se stessi . « Ma se l'artiglieria s'attiene a quel principio, essa è « assai larga n~ll'applicazione. In ogni tempo essa ha « domandato all'industria i suoi proietti,. i ferri, le corde, «· i :finimenti, le macchine, attrezzi, ecc., ecc. « seguito ai meravigliosi progressi fatti nel trat« tamento per i · ferri, per l'acciaio, per le ghise, essa « hà rinunziato a fucinare essa stessa le. sale, le catene, « e· molte della ferramenta impi egate. « Essa è entrata da sè in quella via, e vi ·perseve« rerà per tutte quelle robe la di cui qualità e Ja di « cui lavorazione sono facili ·a collaudare >>. . Tenendo conto della posizione del genera.ie Suzanne, già indicata , tali opinioni, benchè rappresentino. forse pareri e fatti ora in qualche senso assai modificati, non possono a meno di essere interessanti.

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R.

PRIN CIP II COMPENDIATI DI TATTICA l'Bl\

UN UFFICIALE PRUSSIANO

In questo mom~nto in cuI le quistioni di tattica sono, come suol dirsi, all'ordine del giorno, non sarà discaro ai nostri lettori il conoscere una: specie dì formulario compilato da un ufficiale prussian0 e che-apparve la prima volta nel N. 7 della Revue ilhli"taire · Suisse_ dalla quale lo a;,bium_o folto :

• I°

F'i'ne a raggiungersi.

Sconfiggere il nemico che si ha in presen1.a colle minori perdite possibili per noi, procurando invece di far all'avversatio ogni maggior danno. 2° Fatt01·i (per raggiungere cotal fine).

a) ·Buoni ufficiaìi e calmi, prudenti e tlitto ardire. P iù il loro grado è elevato, maggiore ha ad essere il loro sangue freddo . . Gli ufficiali devono conoscere a perfezione il servizio loro spettante e dar essi stessi l'esempio della disciplina · coll'obbedire militarmente agli ord_ini ricevuti. ANNO XYIJ., VOL. Il.

.


'

......

267· 266 . b}' Tru.ppà, an._zitutto, disciplinata, rotta a tutti gli · :evénti possibili; corripreso quello dell'inya:Sione; aEmèntata~ eqq.ipaggi·ata e . governata.· in guisa · da poter, a_l . momento propizio, bast:ire a tutte le esigenze del. campo . di. battaglia; · ·· Che sappia .far uso d.e lle proprie armi con·.cognizione di causa e con sangue freddo; Che abbia· l 'intelligenza è la pratica del . terreno; · · qhe conosca i proprii ufficiali e che loro accor di co~- . fidenzai ·1nfì.µe, per tutti, patriottismo e fedelt~ ·a1 ·_giura~.ento.

Nei coi:nbatti me.n ti eon a-rmi c<iiribinate lasciar· 0pera.re · ì'artigl ieria prima d'irnpegnare · la fanteria. . ., . · I mpiegare la cavalleria per niaschèrare i movimenti facendola . ri1a110,;rar~ sul fi-anco . scoperto del. nem.icò. Finalmente. far alternare le tre armi in ·tnodo ch'esse.. si ,s'ost.engano reciprocamente. '. '. Avei~ _sempre r iser ve sotto mano e sap$.r. servirsene .a tempo · opportuno. Prevedere la possibilità d'uno scacco momentaneo, e ptocùrarsi, in vista d~ eotesta eventuali.! à, una ritirata stt parecchie lil1ee, e sè la cosa :fì.a possibÌ le, 6i :posizione· in posizione fino a .che si possa, formàre µria . r~troguardia. · ·· · · · · ·Di · spesso con ·Ùria r itirata ben combinata si riesce a . &COhfiggère :chi. ipsegue impru,dentemente ' .. di . maniera çhe i)-Dche_ una· i·itirata: può··metter · c,ar o. alla vittoria, .

3° Mez.zi. -

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Imporre la nostra volonHì:al nemico .e no;n .suJ;i_it:e la i:ma. · S'egli . tenta di. forzarci ·a ·prender l'offens.iva , ve~er n1odo · invecè di far assumere da lui cqtal parte quando .·, la di/eiiiiva: 'èi. setr:i~ri' pfo vtinta~giosà, ·e vicevers~ . · · . Conos~enza perfetta .del tei.·ren.o ·sul quale si. deve àgire, ottenuta . vuoì col mezzo· defie · 1:icognizio~i, vuoi collo .st~dio di carte esatte. Scèg1ie1·e gli ufiìci<J.Ù più intelligen.ti p~r· invfa;li ad as;umere infor mazioni;'ed i piii istrutU_ per: l'apprezzamento delle posizioni. Avere per base che il tcirò .non va preso per le corna, .. ·.ma sibµene attaccato pei fia:nchi. . Determinare cpn · c9gnizione di caµs~ l'ala ~he si vuol ~ttacéar e·: 'g irare il .l ato· debole ·èlel .nem~cp. : . . . :Segna~e·· iI_l :modo __pre,ciso ~.·positivo il. punto di''dire·. iione, indicando lo' ·séopo dell'operaz,iòne'. . · Per 'la· àifensiva·, saper· preparare sorprese al ·nemico ~'egli s'avanza contro il nòstro lato debole: Quand'esso · fovia distaccamenti sovra l'uno o l'altro punto, cercare .di fagliarli fi.wri, od approfittare d€ll'occasionè per isfon.. darè ·ù -SllO centr'q_ · o l' una... o. l'iltr'l).la · med iante 'un:vi. gor.oso cohtt·'attacco.· ·.. .

..

J).ettagli. te'cni'éf..' .

:· ', ..

F antèrià, · ·.

F ormazione. - -A.bbastàni~ . s;licia per p~t~r re:sisf~re; Ab-bastanza sottile. per permettere sor.. . . . prese ; · · Abbastanza · ·maneggevole per · poter . adattarsi a tutte le conformazioni del terreno . . .· La ·colo.nrià ·dì c.òmpag;nia, q l\alè uniÙ tatJiQà,. riuntsce quèsti div'e rsi '. requisiti. . .. : . . . . . . · Le compagnie d' uno ste·sso h itfagttone _agi:scmio. a se"." _; conda .d~lla . direzione· dct~a dal cÒmancJank del niede-, . simo ; e$se formano le peclilie del suo scacchier e , e benchè avanzino in modo indiperi.dente le une _dalle altre, .devono tutta via· rim'a nete ·a contatto per . agire :versò lo .. stesso scopo.· .(È · a~in!nto dal · modo con cui un· co~1an~ . 1


268 dante . di battaglione sa tenere costantemente in manosua le va.rie compagnie durante . il combattimento che· se ne argomenta l'abilità). Ogn.i vantaggio parziale deve riferirsf all'insieme, giacchè la vittoria non è che la somma dei vantaggi parziali. · Lo stesso dicasi pei battaglioni relativamente ai reggimenti, de.i reggimenti in rapporto alle brigate, e di queste in relazione alle divisioni e così di seguito.

Posizioni e movimenti per accostarci, al nerni·èo. L a posizione ad occuparsi dev'essere in proporzione colle ;ostre forze, in altri termini il terreno deve avere sufficiente estensione per arrestare sovra uno spazio il più largo che sia possibile il nemico che s'avanza ed · ·abbastanza. concentrato da permetterci di far['li nib ire delle perdite nel respingerlo da ogni punto dn, l ui attaccato. Si deve sempre essere in grado <l'impedire una dimostrazione che abbia per iscopo d'indebolirci sovra un altro punto. Evitare con cura le posizioni dominate; scegliere invece le posizioni dominanti. Non aver la pretesa di difendere ogni pollice di terreno, ma prender posizione su punti dominanti abbastanza propinqui gli uni agli altri perchè i fuochi della fanteria possano incrocicchiarsi contro il nemico che tentasse di avanzarsi per l o mezzo. Esempio : un ponte fiancheggiato da due colli a por-, tata di fucile (rigato) l'uno dall'altro. Truppa - trè compagnie. Ogni çolle sara' occupat o ela una compagma; · la 3" compagnia starà in riserva dietro uno dei col-lf.

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269 Se non occorre più di servirsi del ponte; questo dovrà. esser distrutto ; se invece si prevede jl bisogno di doverlo ripassare allora lo si dovrà solo ·asserragliare. Sul ponte poi neanche un uomo. Se malgrado il fuoco convergente dai due colli il nemico riescisse a su1,e1·are la barricata, la compagnia di riserva, attaccaJ'.ldolo di fianco all'uscita dello stretto, lo obbligherebbe a ripassare l'ostacolo sotto il fuoco riunito <li tre compagnie. Se il nemico tentasse il passaggio a valle od a monte del ponfo, la compagnia di riserva Si getterà su lui nel mentre ch'esso subisce il ' fuoco d'alto in basso da uno dei colli. Cotest'esempio può servire di base acl una quantità d'ipotesi colla co rhbinazione delle tre arm i. Movim.enti per accostarci •al nemico; attacco d'una posizione: - Scegliere con cura il l ato_dehole, cioè il teI'reno. cQperto che si stende fra H nemico e noi ed approssimarci per cotal via sen1,a spiegare le nostre forze cd al riparo dal fuoco ; oppure occupare il punto dominante da c1,1i sì possano esl':guir fuochi d'infilata sul fianco del nemico ed anche su tutta la sua linea. Se le nostre forze bastano per ovviare al pericolo che un contr'attacco ci tagli in due, ci dovremo riserbare un'altra via per avanzare e di qui si muoverà all'assalto della posizione nemica dopo che avremo fatta una dimostf'a7,ione dal, primo posto o chi.amata in cotal guisa l'attenzione del nemico su cotesto punto. fu questo caso ci fa d'uopo ag·ire con molta pronteiza , acciocchè il nemico non s'accorga che noi ci siamo indeboliti col distaccare _alcune truppe ed occorr'? scegliere il imnto della dimostrazione in modo che il distaccamento possa correre in nostro soccorso, se il nemico, sventando lo stratagemma, tentasse di rompere l a linea .del nostro attacco principale. Se il terreno è nudo, metter


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profitto, fino al niornenÌ:p dell'àssalto, tùtto ciò cl;e formi . qualche riparo, fossi ed òhdulazioni del terreno paralelle alla f>ÒSizione <lèl ·Demico per avvicina.rcigli. . Sicco·me poi i movimenti di codesto genere avvengono . quasi sempre .sotto il fuocO ·dell'avversario, ei fa d'uopo · c-Jie la fanteria s'avanzi .uom.o per uomo, oppure a sbalzi })ercorrendo al passo di corsa il teri'eno scoperto tra un riparo eél un. altro. Gli ufficiali sempre alla tes.ta dei propriì plo,to:r~:i devono ' pei primi trovarsi nelle p;ii.zi.otii . mom~ntà11ee e successive. · Combattimento.

La pugna o combattimento può impegnar~i in diver.se cond izioni. · O colui che attac,ca. ha premura di togliere alnemicO · il terreno da l ui occupato per mettervisi egli stesso : i n questo caso si esige che l'àttacco sia vigoros9 e sir11ul..: taneo su parecchi punti, e può anche esser di1~etto su·l fronte e sui due fianchi : oppure s.i tratLa solo di battere il nemico e di arrecargli gravi perdite, o<l anche di tn·: · gliarli la ritirata e di far prigionieri, e forzarìo a capitolare od i mporgli lo. sgombro del paese; in cotesti casi vi vogliono attacchi e dimostrazioni sui fianchi dell'inimico ed alle sue spalle. . Le disposizioni ha~rno ad essere semplici, il loro enuu- · ciato · breve e chiaro. Bisogna rinunciàre a. prevedere ogni cosa, ma semplicemente indicare in poche parole:, a) Lo scopo; , 'b) Il punto <li direzione; e) L'9rdine co.n cui devono seguirsi l e. linee o co- lonne; d) La linea di ritirata; - e) Il punto in cui si troverà .il comando supre.mo. · Se il terreno è molto accidentato ·e cope:·to nello,,

"

' stessò ,tempo, sar à bene quando si giunga in una nuova posizi611e . rinnovare le disposizioni.. ,. ~ ·. · ,Ii' comandante in capo <leve avere sottorn.13:119 un su1, :fidente nume1:o d'ordinanze od ufficiali c:la inviarsi sòvra qualunque sia.si punto dell~ linea_ov~ .un ordine. si renda necessario;. ma di.lrante- l a pugna egn deve evitar e . per · -quanto possibile .di.farf3 dei;cambic.menti agli. ordini dat.i antMederiterrienté. · .· · .· · · Allor'chè egli ~' accorge che l'azione deìle diverse unità ..· converge verso lo ,scopo indicato, deve lascìaye a cia~cun co;nandante in sotl'or<line 1a indipe11denza necessar ia , e non ·imrn ischi arsi nei <letta.gli. É indispensabile aver. pronte le riserve pe~· sostene~·e il cent1~0 o le ali, ma bisogna badare a piazzarle m guisa ch'esse non sie1to d'impi?c_io quando, in caso di scacco, divenga '. necessaria l a ritirata. · Anche dopo successo completo importa avere delle . riserve sia per inseo·uire il nemico, sia per gli avamposti: ;i~ infine per far fronte ad un ritorno offensivo . ·Evitare di far uscire dì li11ea un distaccamento che avesse fatto soverchio uso di muni:t.ioni : un simil ordine . demoralizza la.. tr·uppa; val meglio in qu~sto · caso far poi·tare ··sotto il fuoco ·nemico munizioni a coloro che ne sono rimasti privi. . . . . · Non dimenticare di aver sempre sui propri fianclu ed alle spall~ esploratori a cavallo per esse~·e inform~ti a tempo d'uri movimento qual unque del nemico sovra 1 uno o l'altro di cotali punti. · · . . · Apprezzare infine con prontezza fin dove. l' inseg~1. mento deve e può esser fatto per arrecar:e 11 maggior male possibile al nemico e restare al corrente del mod~ · con cui eseguisce l a ritlrata, e giudi~are fin do~e la s1 può spingere, avuto riguardo alla maggiore o ~mo1: fatica delle nostre truppe ed alle forze che c1 stanno

un

· sotto mano.


2n Inviare immediatamente avviso al comandante in capo ed ai col'pi vicini della riuscita della pugna, indicando esattamente la posizione clie si occupa, la skacla che si segue, e ciò che fa il nemico. Bisogna. sapee v incere l'ai;nor proprio, imperocchè accada cli frequente che un capo s0r1tendosi troppo debole per 9sser certo di t'iuscire, tuttavolta. s'nr.zardi a<l attaccare per raccoglierne da solo b gloria in caso di buon successo. In si[atta circost:'l.nza non bisogna mai esitare f!'a la probabilit;\ della vittoria eù il dovere. Il proprio dovere in sìmil céi~o consiste nel chiedere rinforzi rnentrc s'inizia vigorosamente l'attacco, il che non escludo la possilJilità di raccogliere da soli gli onori della viLtoria .

Dopo il co,nbaUimento. Inseguimento e collocamento degli iivamposti. Ispezione della posizione, trinc.:ier,•rsi se occorra e se vi sia mezzo . Cura dei feriti. Constai:we le perdile. Cornpl'elare le munizioni. · Nutrimento della t ruppa. Seppellire i morti. Gli avamposti sono <listnccamP.nti distribuiti per sorvegliare i punti importanti e pet' cuslodire le prese po~~-

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Sul fronte, sui fianchi, alle spalle si spingono esplor atori a cavallo ben montat~, che conoscano la lingua del paese, muniti di buone èarte e del materiale necessario per fare un abbozzo e guidati. da ufficiali intelligenti.

273 Un ufficiale e 4 uomini riescono a conoscere assai più cose e fanno mollo minor fracasso che un plotone inUero. ·cotesti esploratori vanno {ln che trovano il nemico, nol perdono più di vista 11n sol momento e campano cum-0 megl io possono. Ad ogni uffiziale supei·iore di fanteria de'.'ono esser dttf:e due ord inan7.e a cavallo per portare notizie del comandante degli arnmposti e d0i sostegni e per trasmcttel'e· ol'(lini é_llle vedette. Più in lei. delle vedette di fanteria e così. lungi quanto lo permettono la skurezza <lella t ruppa e la vicinanza del nem ico devono essetvi picchelli di cavalleria che <1istacchino pattuglie in tntte le direzioni per sorvegliar il· terreno durante il giorno; al cader della notte cotesti picchetti si ripiegano sui sostegni. Di notte le gran guardie di fanteria devono inviar~ pattuglie su tutta la. 1in ea delle proprie vedette. Al crepuscolo tlella :;era il sostegno spedisce rinforzi dietro le ali od ai punti pitt importanti situati innanzi e che non si poterono fai• entrare ·ne lla linea degli avamposti; cotesti 1~inforzi ri,•ntrano all'alba . Un'ora pritna del l evar del sole le gran-guardie e le loro ,cdette devono avol'e il cambio. I picchetti di cavalleria rilornano ai posti che occ upavano di g iorno. In cot:ll modo gi hanno forzo doppie (truppe che rilevano e truppt1 rilevate) appunto nel momento della giornata. che il nemico sceglie ordinariamente per tentare un ai.Lacco sugl i avamposti. Di notte le gran guardie stanno sveglie; dei sostegni 1.ma metà può ri1iosare, nlla condizione però, che gli tt0-· mini siano pronti· ad impugnare le armi al primo colpo di fuoco . Continue pattuglie devono percorrere il terreno fra le gran guardie ed i sostegni. Il sostegno deve avere tanta cavalleria quanto basti


. -~74 · per ri.\evà,re Ì picchetti e. pe{soddi~fare al servizi~ (01'- . dinan~~ sia v.er:sò ff grosso :deffesercitb come -:verso ·Je · gran gliardiè: · · · · · · Le ordinan~e dovranno . farè unt\.:olta ~i gi?rno la . str.a da· .che dovranno percorrere per · potersi faqlmente orie~tare di notte . . L'artiglieria degli avamposti rìmarrà col s·ostegn'o (,ina o . più batterie). .. ' . r;e batterie m'\.rtano . di posizione per la notte, i cavalli rimangòi-10 bardati pèr poter essere imrne'di°atamente :at.:. .taccati allortl che venga segnalato clie 11; gra:6.gul;l.rdie sorio impegi1àte. Il più che sia possibile e semprequando la truppa dèbha r es!;are parecchi giorni ·agli avamposti, si dovranno eseguire ·trincièrainenti per le gran_guardie e pei sostegni · e .proc,u rarsi p.i1ì linee di posizione. . · · .. Ogni 11ffici;i:ìe deve esser provvfsto d'un cannochiale èlà . :campagna ed ayer seco lui delle formule di. r!lpporto. I due uomini d'una sentinella (sentinella doppia.) possono di giorno allontanarsi di qualche passò, di notte devono rimanere gom ito a gomito.: il motivo è evidente. Si ese,rciti una severa poli7.ia vietando a chicchessia di. uscire dagli ,avamposti · e · sottomettendo a rigoroso esame coloro cui, per eccezione, viene perrnes sa l'entrata · In paese .nemico sorvegliare ~se i villaggi od i cascinali delle vièinanze .corrispondano col nemico a mezzo di· segnali. In conclusione , agli avamposti _non si deve prestar -f ede se ,non a cz'ò che si' 'oecle, ma bisogna ammette1·e qÙalu)nq,~,e possibzH-ta .ed agire in conseguenza, . · ·

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RECENTI PUBBLICAZIONI SUI.LÀ GUERRA, DE!, C870~7f (~) -

XIII. . »ie .Oiwr_ « fio>.en det• J@e«lscFwn JJF!ee ..e

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tler S~lqclti .. beò .

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eser~iti tedeschi dalla béittaglia di · &dan fino al te1'mil:e della guerra,, esposte C?Ua scorta dei document:i del gran èJ'.tartier ge,;é-· raie), per GuGLI.BUIO Bi;uruE, maggiore de_llp stato maggiore gemira!c. - Berlinò 4872, Miltler e figlio (pag. ~68). . ·

Questo notevolissimo lavoro storico apre la serie degli. scritti semi-ufficiali, i quàli devono preceder.e la_grl:lncle' · opera cui ·spetta . riassumée tutti gli ~vve_n iménti . de: · gigantesco conflitto, L'autore, servendosi d~1 doc;11me~t1 messi a sua -disposizione da· Moltke, narra nel srtQ 1n, sieme il secontlo periodo del.la guerra, molto più l~mgo, 111~lto più complicato, molto meno conosc_iuto del p~i~ò:. Egli ci rappresenta con mano maestra quelle . operazrom 'c he si .succedono, si incrociano, si moltiplicanQ . s0pra parecchi teatri di guerra, eppure fanno sempre ca~o: al '. g:r;an quartiere generale. Questo vede, ,provvede, dmge

. · (i) V~ggasi Rivista Militare, dispMse dell'ottobre, novembre e diccm:bre 487,l , gwnaio, febbraio, ma'rzo ed aprile ~ 872. .. .

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276 . con quelle celebri istr uzioni (direhtiven), le quali, la- · sciando_ li bertà d'iniziativa e di esecuzione ai singoli gene~'ah, combinano tutte le mosse, dirigono fotti gli sforzi _a llo scopo supr'emo di ~offocare la, resistenza dell'avversario. L'autore cita molti di quelli ordini brevi, semplici, adatti alle circostanze ed agli ·eventi, che tracciano su vasta scala· le norme da seguire, che non entrano in particolari, che riassumono e dipingono con sintesi potente la situazione .tedesca e la nemica nelle molteplici fas i della lunga e fiera lott~L Studiandosi di imitarne lo stile, conduco il lettore a traverso tuUe queste svariatissime ' fasi, le mette in evidenza in quadri successivi, indica accuratamentti le relazioni che passano · fra le . une e le altre, non teme di ripetGrsi pé riuscire chiaro e per riannodare il filo della . narrazione, non scende a polemiche, non distribuisce biasimo e lode. Una parola, o meglio alcuni fatti salienti, condensati in tr~ r!ghe, gli bastano a soddisfare al legittimo orgoglio dei successi nazionali. . È un lavoro che avrà vita storica. I dati da parte tedesca meritano piena fede. Forse fanno difetto notizie esatte da parte francese. In generale dell'avversario ·si racconta solo quanto in qÙel periodo di g~rnrra il comando supremo sapeva per mezzo delle ricognizioni, dei pr1g1omeri, dei giornali e delle spie. Bensì in tal modo me?li~ risaltano le- cause ed il nesso delle grandi oper~z10ni strategiche, e la narrazio·ne acquista vita, mo·v1mento, colore locale. Quanta istruzione ed interesse a mo' d'esenJpio nelle disposizioni date verso la fine di dicembre per l'incertezza sui piani di Chanzy e di Bourbaki !

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Tutte le notizie sono unicamente attinte dagli atti del gran· quartier ,generale; « e se è pure verosimile che « in conseguenza dello studio dei documénti di tutte le

<f!.77 « autorità militari e riparti dì trupi>e tedesche, come « pure in seguito a schiarimenti , che forse si devono « attendere da parte francese, alcune circostanze della « guerra appariscono più tardi sotto luce diversa, è pur · « vero altresì che solo seguendo la via battuta clall'au« tor-e si poteva giungere a dare in breve un'esposizione « degli e\'enf;ì nell'essenza fedele ». Dopo nn chiaro epilogo degli avvenimenti che precedettero ed accompagnarono le grandi catastrofi dell'accerchiamento di Bazaine e della capitolazione dì Sedan l'autore entra in materia. Seguiamolo in· quel labirinto ,1 dì mosse e battaglie riassumendo brevemente i fatti, allo scopo di presentare, dal punto di vista tedesco, un quadro d'assieme del lungo, intricato e gigantesco coniìltto. , · , ~ Caduto l'impero, necessità imponeva la· maroia sopra Parigi, dove il governo della difesa nazionale organizzava la r esistenza, dove si raccoglievano tutte le reliquie · delle truppe regolélri, dove batteva il cuore della Francia. Il difficile còmpito fu affidato all'esercito della I\1osa (Principe ereditario di Sassonia) ed al III esercito (Principe ereditario di Prussia.). Mossero essi il 3 settembre da Secfan ; il 18 c- 19, vinto il disordinato contrasto di poche truppe, isolarono la capitale. La sèra del 19 l'investimento era compiuto: al nord dall'esercito della Mosa. - Guardia, 4° e 12° corpo - fra la riva destra della Senna e quella della Marna ; al sud dal III esercito - 5° e 6° corpo e 2° bavarese fra le rive sinistre dei di.10 fiumi. La cavalleria · (tre divisioni) fu spinta in tutte le direzioni per spazzare il paese, reg_uisire·.ed assicurare le comunicazioni. Era audace impresa il bloccar e cosi l'immensa città con soli 122,000 uomini di fanteria, 24,000 di cavalleria, 622 bocche a fuoco, mentre nell' interno di essa erano, o si stavano armando a difesa, 400,000 uomini. La curva


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.~8 . . . . . -çlegli 'à,.vatnpo.sti ·gi1;ava 83 chi)o:metri, queHà dei qi1ar-:tieri generali ben . 150. Ma . non restava altro partito. .· L'attacco . di v.iva- forza esponeva ad uno scacco, lè con- . ' segueìl,7.e. del . qualé erano incalcolabili; pel boml)ardàm·ento che l'autore maschera colle parqlè un/altra forma · . di cittacco, .rn.ancata~o ·i ' meizi. . . . . . Enormi era.nò ·gli ostacoli . pel trasp.orto del p~co 'd'assecH°o; molto ardua si presentava questione .del · vettovag·liame1ìto.. I ri?forzi però ·giungevano _successivamente. Al . 2J .. ottobre l'esercito assediante· contava .già: 202,030._.fant(·:33,7%1 di cavalli, 898 cà.tnòni. . Pz.'irii a ·c9nclizio1Ìe per continuare la guerra éra la sicu•·:rezzà. clelie còri.'lunica.zioni . colla maqrè . patria. I françhi .. . tiratoti ' sorgevarto.' ~a tutte ,le parti, le lin.ee . feri·~viarfe · . eraµo sparrate . da fortezze, i -p_onti · di~truiti{ le strade : · r0.vìnate:.- I.<'u· dato incarico al dJ1.c a di Meklem.hurgo col . 13° còrp.Ò .d'armata di guardare · il paese tra: Parigi e . · : :Métz fino ai. cc>nfinj · ·d~l .B.elgio. Il 23 settembi'e cadde· · 1' oul, . fatto i.inpor tantis_si~o,:p~rchè .cò~.troncoforrotiari9, .già '' co~trutt? da Re·mmy Pont-à-Mous~ofr, · si . pòlé . :inettere .'in esercizio . uria fer-rovi.a che· dauà· Qer:mania. giungev1' .a. Nanteuil, 60 chilometri dall~Jinea 'd'investi-.. . · mimt0. ·. · ' · Frattanto- in Par igi si appresta attivamente là difesa, si al zai.10 forti e trincee, si preparano innondaii-0ni, si . · : fobdonÒ cannoni, · s~ esercita là · truppa. Le frequenti ' àvvis"1g.~i~:, il fuoco confinuato rit;:i.tdan.o ·Ì :lavori degli . · ass.èdìanti. · · .. ·Prima ,grande sor_tita è qilella del 30.·s~ttemlJ_re çMfro .· il fronte sud. Uri'aHra sortita ciel 13 ottobr~ ·contro i ,Bavare~i riè?Be . momentaneam~nte "'i:Ìd occupare i · .vill aggi a·a Chà.tillon · à Bagneùx. Il 21 ottobre altra sor- . . t ita ·co.n tro · Buzanval. · 11· ,28 · ottobre il posto avanzato ' ~ella guargià.ppi.s siana.' -a" Le ·Bofri'get è ·.respinto. Il 29 la . gÙi),rcli;i.· invano . tenta . di . doccupàre · queUap·-osiziot1e, . . . .. . <

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279 . . ma· ri~sce all\riù.omani me'di:rnte un attacco . concentrico. : · fo quesle f,;zi~_ni le perdite ·,tedesche salgOJlO. a 1400 . uomini le francesi a .3250 circa (1). · Anch~ in . giro alla linéa d'investim:ento siorganiz- . . za\l'a la lotta. ì)n e:';"ercito formato sulla ·Loira con truppe d1Àlo-eria e col 15° corpo d'armata, già minacciava pren- · · ,elere° l;offensiva aUe s paìle del , III esercito, q\1ando , a. ~eongilwarè l'im rninente pericolo . il . è.0~1ando supr~mo . riunì al T° corpo bavarese la 22• · d:ivisione. fan:temi . e . · tre divisioni d1 cavalleria e n.e affidb 'il:. comando al . . .· ·~enBraJe/· von der · T~nn. Tann, · v inta il gìorr).o ·. 10 . fa · · · battagffi:l. :d' Artei:iay, entrò PI in O_rl eàns e la . p1:ese non:: senza sanguinoso oonfrasto. Lè' due giornate ~ostaronò· ai Tedeschi 4249 :uomini. · Ma: non era facile proseguire la vitt0ria verso Tours, . ·sede . del° governo/ o . vers·o Bourges; important e ~ei suo( ·: .: stabilimenti militixrL Biso_g nav~ .assicùrare -la ll~ea d~ opèr:(Ìzione-- dà.Ile . guardie rµobili e _franch.i ~irator1..' Ne . . ebbe l'lrical'ico ·n ·generale \Vittich, i.l quf,lle il 18 ot~obre . ·.,io.contrò ·:un'aspra resistenza in Cha:te,audun, . _« :Si · d0vè . <<' prendere d'assalto una casà dopo r~ltra. e . . solo . al << mattino del 19 fa città, in gran parte mcener1ta,_cadqe ·.. <; · in "potere della ·22" clivisione ». ' \:Vittich, preceduto· · · dal terrore, pro,,eg:uì la sua strada e·d il 22 giunse in. Cha:r'tres: . ' .·.. In .q~sl torno alcuni' piccoli com?attimenti e?be à ~o- ·. . . .'stenere l'esercito délléd\fosa con.t ro .le guardte: nq,Z\0, .. ·nah; èh~ . alla spicciolata si 'raècog lievan,o ·!!-e.l . nord e .. . ·· n~U" e.s t:·· · · · ' · - · · - « 1mp-o.r tai.ra, _anzi tutto mantenersi contro il to~~~~te « delle··forze nemiche, . il ·.quale anelava, sempre pm m-. « gr:ossando, finchè l?t, capitolazione di M~tz p~r~ette~se « "l'.aler.si ae~la: tr'uppa· che ·: ~i era i_mpt~gata a_s1c~rez7:a ~. ... .

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(1) :Vedi rapporti pubbU-éàti del· Jo1~riial o.ffi:ciel durante l'ass-~èli·o: ..

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280 « dell'accerchiamento di Parigi contro i tentativi di « soccorso ».

IL 27 settembre cadde Strasburgo dopo fiacca difesa, la quale in u_n mese e mezzo mise fuori di combattimento meno di 800 Tedeschi. Colle truppe prusso-badesi rese disponibili (23 battaglioni, 20 squadro:ni, 72 pezzi) si formò il 14° corpo sotto il comando del generale Wercl~r. Questi per disarmare il paese passa i Vosgi e fra continue avvisaglie giunge il 12 ottobre ad Epinal. Di là, mutando direzione, marcia verso il sud ed il 22 . si spinse fin oltre l'Ognon. Ma Garibaldi arma i suoi volontari a Dùle, ]a forLezza d'Auxonne resiste, la linea .di operazione è mal sicura, prudenza impone la ritirata. sopra Vesoul. Vi entra il 2 novemLre, dopo aver mandato il generale Beyer con due brigate l;>adesi contro Digione. Questi vi incontra energica resistenza, ma il 31 ottobre riesce ad occupare la capitale della Borgogna. In seguito a nuove inforlnazioni, jl 1O novembre W erder rìsol ve un attacco concentl'ico da Vesonl e da Digione contro Dòle. Garibaldi evita 'il colpo gettandosi nella Cost·1. d'Oro. Il generale tedesco da canto suo prende posiziona in Digione e nei dintorni per concedere qualche ri1Joso alle stanche · truppe. Quivi però il 20, il 24, il 25 è inquietato dai garibaldini. Il 26 una ricognizione intrapresa dal generale Degenfeld verso Pasques ripiega fino a Talant. Nella nott0 successiva i garibaldim i attaccano gli avamposLi presso Digione ma sono r espinti verso Autun. In dicembre il freddo intensissimo interrompe le operazioni su questa parte del teatro di guerra. Dopo la battaglia di Nois<wille (31 agosto e 1° sett embre) l'esercilo di Metr. si tenne interamente passiYo. Ad ogni modo i Tedeschi per essere sempre pronti a r espingere i tentativi di sortita rinforiano ognor meglio l'accerchiamento ed accumulano una gran parte delle

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281 loro truppe verso il sud, direzione probabile di ogni serio attacco mentre durava la resistenza di Strasburgo. Verso la fine di settembre l'esercito assediato cambia contegno e mosira una certa vita in piccoli combattimen ti d'avamposti. La caduta di Strasburgo, supposizioni politiche ed altri indizi decidono il principe Federico Carlo a portare il 1° ottobre maggior nerbo di truppa al nord. Infatti il giorno appr.esso è in' quella direzione attaccata la divisione Kummer, l a quale, soccorsà a tempo, può respingere l'inimico . Verso la metà di ottobre si incomincia a manifestare il principio -della crisi. Il 23 il principe Federico Carlo crede poter inviare una divisione a Parigi, e nello stesso giorno il comando supremo manda un mirabile ordine strategico sull'impiego dell'esercito assediante dopo la capitolazione di Metz. Il 27 ottobre, 170,000 uomini mettono basso le armi. Ma la r esistenza della Francia non cessa. A domarla occorrono tutte le forze, tutta la scienza, tutta l'abilità, tutta l'energia te~esca. Il 1° esercito, sotto il comando del generale Manteuffel, con una parte delle sue truppe (7° corpo e 3" divisione di riserva) occupa Metz, assedia Thionville e Montmedy, accompagna i prigionieri in Germania ed attende al ristabilimento delle ferrovie; coll'altra parte (1 ° e 8° corpo d'armata, 3" divisione di cavalleria) marcia verso la linea S. Quintino-Compiègne e vi arriva il 20 novembre con un effettivo di 38,244 fanti, 4433 cavalli e 180 cannoni Il II 0 esercito (2°, 3°, 9° e 10° corpo e l " e 2" divisione di cavalleria), sotto gli ordini del principe Federico Carlo, si dirige per Troyes alla Loira media, e giunge verso il 20 novembre lungo la linea Fontainebleau-Joigny in tutto con un effettivo di 49,607 fanti, 10,266 cavalli e 276 cannoni. 49 A NNO xvn, VoL. 1.

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282 In tal modo ambi gli eserciti si trovano in grado di ·prendere immediata parte alle operazioni dirette a coprire l'accerchiamento di Parigi. Ed a tempo, giacchè frattanto la riscossa attingeva forze ognora maggiori. Quattro comandi territoriali si erano formati: quello del nord sotto Bourbaki, quello dell'ovest sotto Fiéreck, quello del centro sotto Polhés, quello dell'est sotto Cambriel. Indipendentemente da essi l'esercito della Loira agli ordini di Aw·elles de Paladine teneva la campagna. Il 9 novembre attaccava con forze preponderanti von der Tann a Goulmiers , e lo costringeva ad abbandonare Orleans, lasciandovi circa 1000 infermi o feriti. D' Aurelles però o non seppe o non poté profittare della vittoria. L'esercito tedesco ebbe tempo a ricom- . porsi. Aumentato di una divisione (17") e posto sotto gli ordini del granduca di Meklemburgo, si mise in marcia verso l'ovest, donde si temeva una mossa offensiva da parte dell'esercito della Bretagna, mentre il principe Federico Carlo si affreltava a raggiungere coll' avanguardia la. strada da Orleans a Parigi. . Il granduca, dopo aver sostenuti alcuni insignificanti combattimenti, arriva il 22 novembre sull'Huisne. Quivi .ha ordine di tornare verso Orleans e di mettersi a disposizione del principe Federico Carlo, il quale aveva di fronte l'intero esercito .della Loira, riputato forte di .150 mila uomini. Questo occupava la linea di Chevilly-Bellegarde lungo l'orlo settentrionale del bosco di Orleans. Per prendere l'offensiva il principe attendeva il granduca; ma il 28 novembre i Francesi lo prevenncr·o coll'attaccare. La battaglia durò ostinata ed incerta, finchè l a notte separò i combattenti. I Tedeschi perdettero 32 ufficiali e 930 soldati fra morti e feriti; i Francesi altrettanti , oltre 1500 prigionieri. All'indomani arriva il granduca, prende

283 pos1z10ne all'ala destra e porta così un rinforzo che raddoppia quasi l'esercito del principe, il quale ne profitta ed ordina pel 1° dicembre ricognizioni su t utta l a linea. Il 2 dicembre pare che i Francesi vogliano attaccare la destra tedesca. Il granduca vi concentra le sue forze e ne segue la battaglia di Loigny, disputata aspramente da ambe le parti , ma vinta dai Tedeschi col sacrifizio di 3000 uomini. Il pdncipe crede giunto il momento di scagliare il colpo contro Orleans, ed · emana a tal uopo i suo i ordini pel giorno 3. Di qui altra sanguinosa battaglia, la quale dura fino a sera e ricomincia ostinata all'indomani. I Francesi disputano palmo a palmo il terreno , ma poi ripiegano, poi fuggono. I Tedeschi alla sera del 4 entrano in Orleans o trovano intatti i ponti sulla Loira. Così termina questo primo gran tentativo delle provincie a soccorrere la capitale , mentre la sortita che doveva facilitarne l'esito è respinta dagli assedianti. L a difesa di Pl:!,rigi, i cui moventi l'autore giudica forse con troppa severità, si andava rinvigorendo., malgrado .i fatti del 31 ottobre e I° novembre, tristi prodromi della Comune. Di t re ese1'citi disponeva Trochu. Il 1°, sotto il generale Thomas, contava 266 battaglioni di guardia nazionale, una legione di cavalleria ed una legione di artiglieria; il II 0 , sotto il gene1:3:le Ducrot, contava 8 divisioni di fanteria ed una di cavalleria formate in tre corpi di esercito; il III°, era forte di sette divisioni non riunite in corpi. Trochù, secondo tutte le apparenze, doveva valersi del II0 esercito per farsi strada a traverso le linee tedesche, onde porgere mano a qualcuno degli eserciti di operazione e congiunto con esso sbloccare Parigi. Dopo la metà di novembre molti segtiì indicavano ai


284 'I'edescl1i prossima una grande sortita. Da prima si ritenne cho il punlo scelto fosse verso Saint-Denis, ma poscia apparve chiaro il concerto coll'esercito della Loira. e già al 28 il quartier generale diede or<lini di rinforzare la divisione wurtemberghese. Infatti dopo un vivo cannoneggiamento , che aveva durato tutta la giornata del 29, al mattino del 30 si spiega l'attacco contro Villiers. I Sas~oni, in movimento verso la loro sinistra, sono respinti; la posizione wurtemberghese pericola. Arrivano a tempo due brigate. Il combattimento dura ostinato fino a notte. I Francesi rimangono padroni dei villaggi di Brie e Champigny. Il 1° dicembre passa senza lotta. I Tedeschi ne profittano per fortificare la loro posizione e per far avanzare la riserva. Il 2 prendono l'offensiva per impadronirsi dei v illaggi. Gli assediati resistono fieramente cd alla lor volta attaccano con vigore, ma senza successo. La notte pon fine all'azione. I Francesi conservano i disputati villaggi, ma l'audace tentativo è completamente fallito. Per uscire dalla cerchia avrebbero dovuto passare sul corpo di 80 battaglioni, 26 squadroni e 250 pezzi. Le perdite tedesche ascesero, dal 29 novembre al 2 dicembre, a 263 ufficiali e 5341 soldati; l'autore calcola le Francesi dai 1O ai 12,000 uomini (1). Il I O esercito concentrato, come fu detto, sull'Oise muove il 24 novembre contro Amiens. L'esercito del nord forte di 39,000 uomini e 50 pezzi, e composto di guardie mobili, truppa. di marina e franchi tiratori, marcia a soccorso di quella città, nelle cui vicinanze s'impegna

(•) 7tif6, dei quali 4586 prigionieri, secondo la pregevole memoria Die-Sti:ir/ce l'arhaltnissc u11d die Verlaste in Kricge ·1870-71, pubblicata nelle dispenso di novembre o dicembre dell'Oesterreichischc Jlilltarische Zeitsclirift.

285 una battaglia molto contrastata, vinta dai Prussiani colla perdita di 1374 uomini. I Francesi hanno 266 morti, 1137 feriti, 700 prigionieri (1). Il 28 i vincitori occupano Amiens, quindi marciano .sopra Rouen, dove giungono il 5 dicembre. Torniamo al II esercito. Perduta Orleans i FrancBsi si dividono: gli uni si dirigono a monte , gli altri a valle della Loira. Ai primi tiene dietro il principe Federico Carlo, ai secondi il granduca di Meklemburgo. Questi incontra una seria resistenza, che non riesce a vincere in. quattro giorni di !ieri combattimenti· (7, 8, 9 e 10 dicembre), nei quali perdè circa 4,000 uomini. I Francesi hanno 1800 morti e feriti, 4,000 prigionieri (2). Egli stesso è costretto a tenersi sulla difensiva fino al giunger dei soccorsi del principe Federico Carlo, il quale riprende di bel nuovo il comando supt·emo per marciare col nerbo delle forze sopra Tours. L'arrivo del 10° corpo ed il movimento del 9Q lungo la sinistra della Loira decidono la ritirata dei Francesi sopra Le Mans. Da quel punto l'esercito della Loira si divide definitivamente in due eserciti: l 'uno, composto -del 15°, 18° e 20° corpo (I0 esercito), soLto Bourbak.i, verso Bourges, l'aUro, composto del 16°, 17° e 21° corpo (Il0 esercito), sotto Chanzy, sulla Sarthe. L'inquietudine che cagiona Bourbak( non permette di occupare Tours e di tener dietro vigorosamente a Chanzy; Federico Carlo torna ad Orleans il 16 dièembre. Il 17 il comando supremo emana nuove istruzioni: « Per coprire l'accerchiamento di Parigi al nord il --« nucleo principale del 1° esercito si concentra presso

(~) V. FArnmrnTJR, Campagna de l'armde du nord. (2) V. La dcuxieme armée de la Loire, par le gén6ral Cu!t\'ZY.


286 « Beauvais ..... Si tengano occupati Roùen, Amiens 0 ' « e· San-Quintino. · Il I esercito lascia la. riva sinistra « cÌella Senna, ma guarda questo .fiume' a Vernon. « All'ovest, compiuto l'insegui~ento o~a in c~rso, il « granduca riunisce le sue truppe presso .Chartres con « un forte. distaccamento in Dreux. « Al sud la forza principale del II0 esercito si con« ·centra intorno a ·Orleans. Non cura di occupare il paese « sulla sinistra della Loira e si limita ad osservare·

« verso la Cher. Da mantenere però sono, se non Tours·, « almeno Blo!s e Gien. Si distruggono al possibile i « passaggi a monte ...... » Zastrow col 7° corpo d'esercito, terminato il suo incarico a Metz, è mandato agli ultimi di novembre a

Chatillon-sur-Seine per proteggere le comunicazioni del . II e III esercito ed appoggiare vVerder, il còmpito del quale ·è di spingere e coprire con tutti i mezzi l'assedio di Belfort, isolare Laogres ed occupare le parti meridionali dei .governi generali dell'Alsazia e della Lorena.. I corpi in formazione uella · valle del Rodano profì.ttano della sosta dei primi di dicembre per organizzarsi. . Verso la: metà del m~se marciano già :J.rdi tam ente contro · . · Dig~one.. A domarli . \Verder mii:l.da verso il· sud il generale (Hiimer colla division e badese· e la 3" brigata di fanteria. Questi incontra a . Nuits il corpo di Cremer · forte di 12,000 ·uomini (18 dicembre) , e dopo lungo combattimento, nel quale pe!de 54 ufficiali e 880 soldati, lo respinge. Frattanto '\Verder incomincia ad avere dei barlumì sulla vera mossa di Bourbaki, il quale . .fino allora, avvolto in un nembo di franchi tiratori, nulla aveva lasciato trapelare del suo piano temerario. Sgombra allora Digione per ritirar.si su ,vmessexel dove giunge il 30. Verso la metà di dicembre l'esercito del nord, agli ordini di Faidherbe, dà manifesti segni di energica ri-

28'1 presa di ostiÌità; il 20 sta concentrato dietro la Somma fra Peronne e Corbie. Manteuffel raduna le sue truppe . in direiionè d'Amiens ed il 23 dà ordine di marciare contro l'inimico protetto dal fiumicello Hallue. L'attacco a~~iluppante non riesce. Faidherbe ver so sera passa da · canto suo aU'offensiva, 1na è respinto. Il giorno appresso · i due eser~iti se ne stanno di fronte senza combattere. Nella notte successiva i Francesi si r itirano in bell'ordine dietro la linea della Scarpa in · direzione di Douai. La battaglia dell'Hallue costò ai Tedeschi 38 ufficiali, 824 soldati morti e feriti, 93 dispersi. Faidherbe calcola le sue perdite a 141 morti e 905 feriti, alcune centinaia di prig ionieri e circa 1000 dispersi. Mentre si accumulano tutti questi avvenimenti, capitolano le fortezze di ''l'hionviÙe (24), La Fère (28 novembre), Montmedy (14), Mèzières (31 dicembre). Ma il condurre la guerra su cosi vasto tratto di paese, fra popolazioni avversìssìme, con enor!Ili .masse di truppe, si lontane dalla frontiera, con l inee f operazione varie, lunghe ·ed intricate, esigeva sicurezza alle spalle e buone · e pronte comunicazioni colia madre patria. Alla fìne di ottobre -erano gi~ impiegati a gu~rdia delle tappe 85 battaglioni della landweher {l, 6 compagnie di 200 uomini ciascuna', ·3 3 squadroni e 9 112 batterie. Molti rinforzi cont inuarono poi a giungere dalla Germania fino al -termine delle ostilità. Gravi ostacoli si opponevano alla riattazione delle ferrovie. In novembre e dicembre tutte le comunicazioni ferroviarie di quattro grandi eserciti di operazione . intorno a Parigi, nel nord e sulla Loira per metter capo alla rete tedesca dovevano passare per l'unico tronco Blesme-Frouard, il quale poteva esser percorso al maxi·m um, da 16 treni al giorn9. Più fortunato il 14° corpo fino dal principio di no-


288 vembre aveva a sua disposizione la linea per Epinal sopra Blainville. Questa sca1,sezza di comunicazioni accresceva notevolmente le difficoltà dell'assedio di Parigi. In dicembre il comando in capo tedesco sospetta che, d'accordo coi movimenti di Faidher·be, Troclrn voglia dirigere qualche colpo verso il nord e quindi rinforza il corpo della guardia. Infatti il 21 dicembre grande tentativo di sortita in quella direzione. Agli assediati riesce momentaneamente di occupare le Bourget, ma nel pomeriggio sono respinti su tutta la linea. Tocca la stessa sorte ad una divisione in un movimento offensivo sostenuto .dalle batterie del monte Avron. Fino dal 4 dicembre l'esercito della }ifosa aveva ordine di prepararè l'attacco d'artiglieria contro il monte Avron. A vari.e distanze da 3 a 7000 passi furono posti in batteria 76 pezzi di grosso calibro, i quali il 27 dicembre aprirono il fuoco. Dopo due giorni cadde l'im. portante posixione, benchè energicamente difesa dal colonnello StoJiel. In seguito a questi avvenimenti l'assediato sulle fronti nord ed est era ridotto all'inazione. Nessuno da prima credeva àll'abbondante provvigionamento ed alla lunga resistenza di Parigi. Ad ogni modo poco dopo il 19 set.tembre i Tedeschi colla solita prudenza avevano incominciato a fare i preparativi per bombardare al bisogno la città. Ma la grossa artiglieria e le munizioni dovevano percorrere da Nanteuil a Villecoublay, dove era stabilito il parco, 83 chilometri senza ferrovia. Per andare e venire i carri impiegavano otto giorni. La neve, il ghiaccio, i ponti mal sicuri sulla Senna accumulavano sempre maggiori difficoltà. L'attacco contro il fronte sud non doveva essere intrapreso se non quando si potesse disporre di 250 pezzi d'assedio

~89 e di una prima dotazione di 500 colpi per pezzo. Pel trasporto della sola munizione occorrevano 5000 carri a quattro ruote. Ardua cosa era il requisire, lento e mal sicuro procedeva il servizio fatto dai carrettieri francesi. Si ricorse ad altri espedienti. Nella seconda metà di novembre e nel dicembre si organizzarono militarmente in Germania, pel trasporto ùelle munizioni, 24 colonne a 40 carri ciascuna. In tal modo, e coll'instancabile attività spiegata, si giunse per la fine dell'anno ad avere contro il fronte sud-ovest di Parigi i mezzi desiderati. Frat,tanto la Francia si apprestava allo sforzo supremo. La « levée en 1nasse » di Gambetta, l'attività energica e febbrile di alcuni generali, il patriottismo della provincia avevano creato parecchi eserciti numerosi, infaticabilmente nutriti di nuove forze, ben presto assorbite dalle battaglie, dalle ritirate, dagli strapazzi e dalle diserzioni. Ai primi di gennaio il comando supremo tedesco calcolava che la Francia avesse in armi: 1° Le (01·ze di Parigi, 450,000 uomini, 200,000 dei quali in grado di operare offensivamente; 2° Il 1° esercito sotto Bourbaki, 90,000 uomini nei dintorni di Bourges e cli Nevers ; 3° Il Il0 esercito sotto Chanzy, 150,000 uomini nei dintorni di le 1\fans; 4° L'esercito del Nord, sotto Faidherbe, 50 a 60,000 uomini dietro la linea della Scarpa; 5° Il corpo dell'Hàvre, sotto Briand da 15 a 20,000 uomini; 6° Nell'est il corpo di Garibaldi da 10 a 25,000 uomini, e la divisione Crémer, 10,000 uomi-ni. Il maggior pericolo minacciava da Chanzy e da Bourbaki, ma i loro eserciti poco mobili erano legati alla ferrovia. Quattro piani si presentavano come possibili:


~90

291

1° Offensiva ·combinata sopra Parigi ~~ ·Bourbakf dalla linea Bourges e Nevers e :di Chanzy da le J\1ans; 2° Riunione di. Bourbaki con Cli'anzy tra la Sarthe ed il L?ir·; 3° Movimento di Bourbaki rinforzato da Chanzy su Parigi ·4° Ma:rcia di Bourbaki verso l'est. · Il 2° piano sembrava più verosimile. Ad ogni modo conveniva prendere audacemente l'offensivac.ontro Chanzy.. · L'incaric'o fu affidato al Principe Federico Carlo colle truppe del II esercito e col 13° corpo d'ar~ata agli ordini del Granduca di Meklemburgo, in complesso 3 corpi d'armata e 4 divisioni di ?avalleria, cli una forza complessiva di 57,737 fanti, 15,426 di cavalleria e 318 cannoni. . Il · grosso di queste truppe al 5 gennaio è già sulle rive del Loir. All'indomani hanno luogo alçline fazioni sanguinose a Williers, a la Fourche ed a S. Amand. Il 7 minore contrasto, il quale però cresce il 9 ed il 10 ail'accostarsi successivo dei corpi a le Mans. -Chanzy occupa u1~a buona posizione trincerata a ·cavallo dell'Hufsne, ad· oriente di quella città. Ma il IO la sua destra deve ripiegare. Il Principe ne profitta, risolve. l'a:tacco, al solito concentrico, e lo ·prepara-1'11 con mov1menti parziali che danno origine a vari fatti d'arme, nei qpali, ma)gi'ado Ù valore spi~gato;resta la peggio ai. !ra~cesi. Il semicerchio . intornò a èhanzy s,.empre pm s1 restringe. Il Princip,e ordina per il 12 .l.at t~cco generale che riesce completamente. Nel pomerigg10 le sue ·ti"uppe entrano pug·nando in le Mans. L'inimico si ritira in disordine sopra Alençon e sopr a Léval. In sette giorni di lotta e di strapazzi il n°·esercito prende 18,000 prig·ionieri, 2 bàndiere, 20 cannoni e mitrao-lia0 trici: perde .180 ufnziali e 3470 soldati (I). . ('!) I Francesi hanno A000 tra morti o feriti deuxième armée de la Loire ».

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Il Principe concede riposo alle ·sue stanche truppe e fa inseguire i Francesi da piccoli distaccamenti, i quali

raccolgono non lieve bottino specialmente coll'o·ccupazione del campo di Conlie. Il 13° corpo si dirige sopra . Alençon e di là sopra Rouen'. dove giunge il 25 gennaio. Frattanto manifesto appariva il piano di Bourbaki di marciare con 150,000 uomini verso l'Alsa.zia contro la base di operazione tedesca. A parare il colpo si creava · l'esercito del sud col 7° corpo - Zastrow - il quale guardava Auxerre col 2° corpo - Fransecky - allora allora giunto in Montargis, colla 14" divisione divenuta • disponibile per la presa di Mézièrés, e col 14° - corpo e se ne affidava il comando a Manteuffel. Il generale Werder, cui restava libertà di mosse fino al congiungimento dei vari corpi, fu il giorno 9 gennaio attaccato a Villersexel, mentre si apprestava a lasciare quel· paese. Sii pugnò tutta )a giornata, ma col favor della notte i Tedeschi poterono continuare il mo-· vimento retrogrado. Bourbaki, inseguen_do mollemente, lasciò loro tempo di guadagnare l a posizion·e all'ov&St di Belfort, formata dalla linea di difesa FrahierMontbéliard-Delle, forte per ostacoli di natura e per· opere di arte: difetto capitale bensì ne era il grande . .sviluppo r_appòrto alle tr.uppe occupanti, 15 chilometri per 48 battaglioni (dei qùali 21 di laÙd\vehr)-30 squadroni e 126 pezzi da campagna - 43,000 uomini, dei quali 38,000 di fanteria. Il freddo intensissimo aveva gelato le acque che ne coprivano la fronte: pure conveniva aspettare colà il nemico tanto preponderante per numero. Il 14 i Tedeschi sono preparati. Il 15 i Francesi avanzano offensivamente su tutta la linea con intenzione cli sfondare il centro. Il 16 continua l'attacco: la des_tra tedesca deve ripieg·are, la situazione è critica, ma l a notte pon fine alla pugna. Prima dell'alba vegnente l'ala destra rinforzata sorprende i Francesi a Chenebier e per·


292 breve ora si impossessa di quel villaggio. Il 17 continua la lotta, ma i Froocesi appaiono ~possati : alla sera e nel corso della notte battono in ritirata. \Verder non crede poter subito inseguire. Sul campo di battaglia si raccolgono migliaia di feriti. Le perdite tedesche ascendono a 1928 uomini, le francesi per lo meno a 6 od 8000. L'_a~tor~ si meraviglia a ragione del contegno del presrd10 dr BeHort. forte di 15,000 uomini, il quale durante tre giorni di lotta non diede segno di vita alle . spalle dei Tedeschi, mentre il corpo assediante era ridotto ai minimi termini. · · In questo frattempo si decideva definitivamente Ìa sorte dell'esercito di Faidherbe e quella della capitale. 0 Il I _ esercito tedesco copriva l'investimento di Parigi verso rl nord colle forze divise in due gruppi, l'uno a ~outm, l'al;ro. ad_ Amiens._Il 1° gruppo aveva preso felr~em_ente 1, o~ens1va_ per- liberarsi dagli attacchi provementi dall Havre, il secondo teneva la linea della Somma e· stringeva d'assedio Perenne. All'aprirsi dell'anno Faidherbe si pone in marcia verso il sud ,Per sbloccare quella fortezza. Presso Ba.peaume s'_intoppa nella divisione I,{umner, e .La. costringe a ri~1egare ed a difendersi i'n Bapeaume stesso. Malg~ado 1 soccorsi l'affare divien sempre più serio :fino a notte. L'inimico era ·forte, · i Tedeschi avean consumato . quasi tutte le munizioni: essi si decidono a ritirarsi sopra Perenne. Anche i Francesi si ritirano in buon ordine sopra Arras. Le perdite prussiane ascendono a 46 ufficiali e 1020 soldati , le francesi, secondo Faidherbe, a 53 ufficiali e 2066 soldati. In conseguenza ·della battaglia di Dapeaume si sente il bisogno di rinforzare il I 0 esercito, a comandan:te del quale per la nuova destinazione di Manteuffel è nominato Goeben. La notte del 9 al 10 gennaio viene moMo .a proposito la capitolazione di Peronne. Il 1° esercito

293 si concentra fra Perenne e S. Quintino con 48· batta- glioni, 52 squadroni e 162 pezzi. · Ben presto Faidherbe. riprende le ostilità. Il 16 minaccia S. Quintin9, il 17 gira l'ala destra dell'inimico, ma questi riesce a cambiar a tempo di fronte mentre da varie parti riceve rinforzi. Alla sera del 18 i due eserciti. stanno di fronte. All'indomani Goeben attacca Faidherbe, il quale lo attende due chiiometri al sud di S. Quintino. · La battagl ia è lunga e contrastata: ·ter-, mina :eerò colla totale sconfitta dell'esercito francese, il quale « fugge in completa dissoluzione verso Cambrai, « lasciando nelle mani del vincitore circa 10,000 pri« gionieri e 6 cannoni. « Le perdite dél I° esercito ascendono a 94 ufficiali « e 3369 soldati fra 'morti, feriti e dispersi (1 ). « L'inseguimento immediato non è possibile per esau« rimento di forze e mancanza di riserva intatta. Tutte « le truppe del I esercito avevano preso parte all'a« zione >>. Anche per Parigi si affrettava la catastrofe. Nella notte del 3 al 4 gennaio fu compiuto l'armamento delle batterie contro il fronte sud-_ovest. A mezzo gennaio, 123 pezzi, dei quali 40 in prima linea , tiravano contro111, parte meridionale della città, gettandovi giornalmente da 2 a 300 granate. Altre batterie erano piazzat~ contro S. Den(s e contro il fronte nord. Le granate della bat-· teria _presso Le Bourget cadevano sulla Villette. Già si pensava ad un attacco decisivo contro S. Denis quando sopravenne la capitolazione. . Ma prima era da aspettarsi un ultimo e' disperato tentativo. Il governo non aveva forza sufficiente per resi0

(4) Il generale Paidherbe fa ascendere i suoi morti e feriti a circa, 3000 uomini. ...


'.295

294 ,stere all'opinione pubblica che lo spingeva a,.lla lotta inutile e sanguinosa. Il 19 gennaio molte truppe francesi si raccolgono sotto la protezione del Monte Valerian.o e marciano contro i Tedeschi trincerati s~i poggi che ~1 stendono da Buzenval alla Senna. Malgrado le perdrte enormi la sinistra avanza, scaccia l'inimico dalla trincea .di l\1~nt~etout e vi si stabilisce. Alle 3 dopo mezzo g10rno 1 'I edeschi attaccano alla lor volta e si impadroniscono delle alture, di Garches, ma non di Montretout, il qu_ale però a tarda sera è sgombrato. « Il 5° corpo d'esercito con circa 20,000 uomini aveva « manten_uto vittoriosamente la sua prima linea di difesa « lunga ben 8000 pàsai contro gli attacchi di un eser« cito di ~iù cl:e 100,000 uomini, il qua.le pugnava per « la propna esistenza. La perdita del corpo fu di 38 « u~ficiali, 599 soldati morti, feriti dispersi. L'inimico « ci lasciò nelle mani 25 ufficiali e 450 soldati e sul « campo di battaglia 1200 morti, s_icchè la perdita to4'. t:l~. si può fare ascendere a 6000 uomini (1 ). L esito della };>atta.glia affrettò la capi~olaz.ione. E fu f~r~u~a'. perchè altrimenti chi sa quante mig,liaia di c1ttad1m avrebbero dovuto soccombere alla fame . Il 23 .fu c~nc~uso . l'armistizio, il quale per Parigi doveva mcommciare immediatamente e pei dipartfmeiiti .. dopo tre giorni; esclusi ne erano quelli del Doubs , del .J ura e della Costa d'Oro. l\1anteuffel, a:ssunto il comando dell'esercito del sud, a _mezzo . gennaio traversa rapidamente i Vosgi, ·e , la.sciando il generale Kettler con una brigata ad osservare Digione, marcia sulla Saona e sull'Ognòn per dare 1~

e

mano a Werder e battere Bourbaki. Questi ,si ritirava. prècipitosamenté sopra · Lione lungo il confine svizzero coll'esercito in completa dissoluzione. l\fanteuffel risolve .Ìl giorno 20 di tagliargli la strada. Intanto ordina a Kettler di attaccare Digione. · K!3ttler il 21 avanza fino alla forte posizione FontaineFalaut, ma inutilmente rinnova per tre giorni gli assalti contro la capitale della Borgogna, difesa da .buon nerbo di gariba~dini (1 ).. I corpi tedeschi avanzano sempre. vVerder scende tra l'Oguon ed il Doùbs per congiungersi ad essi. Il 23 gennaio la strada Besançon-Lons-le-Saulnier è occupata e così i Francesi perdono la comunicazione diretta con Lione. Il 23 stesso un:' avvisaglia presso Dannemarie avverte che si è raggiunto il contatto col nemiéo. Nei giorni seguenti non' si ha ·altro da fare che mantenere il 7° corpo nelle posizioni prese sulle str.ade del Doubs, spingere l'ala destra (2° corpo) verso oriente contro le altre linee di ritirata dei Francesi e così col 14° corpo · prenderli in mezzo. Il 24 le comunicazioni alle spalle dei tre corpi · dell'esercito del sud furono stabilite per Epinal in luogo che per la Costa d'Oro scorazzata dai garibaldini. Jn pari tempo però a coprire il fianc_o destro Manteuffel manda -quattro brigate sotto gli ordini· del. gen~rale Hann von Weichern ad isolare Digi~ne e possibilmente a tagliare -a q.aribaldi- l a ritirata. : · · _ Intanto la cerchia si va sempre più stringendo intorno · a .Pontarlier.

(*) I Tedeschi vi perdono· 696 uomini; i garibaldini rn55. Vedi \VARTENSLEBRN. - Die opcrationen der siid-artnée». e BORDONE Garibaldi el l'armée des Vosgc3 >, e FnEYSCINET - La guerre en provì11ce penddnt_ .siège d,1 I'aris, e MIDDLI\TON - ~ Garibaldi , ses . opcrations à_l'arméc des Vosges. • ,

e

nella sua Memoria accuratissima sopra l'assedio di Parigi (Z~r Belagerug t1on Paris ~870 e 74) calcola le perdite francesi a solo 3000 uomini compresi i f)rigionieri. · • (~) GELDllRN

le

'


.29 7

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I

Il 22 Manteuffel riceve partecipazione della convenzione di Versailles, la quale esclude dall'arm istizio il teatro orientale di guerra. I Francesi da canto loro , tratti in inganno da un telegramma della delegazione di Bordeaux, secondo il quale nell'armistizio è compresa tutta la Francia, mandano indarno parlamentari. I tre cor pi tedeschi continuano ad avanzare spingendoli nelle strette del Jura verso il confine straniero. Ne vengono il 30 e 31 parecchi combattimenti, più o meno sanguinosi, a Sombacourt, Chaffois, Frasne, L a Planée e L es Granges. A Bourbaki, ferito per tentato suicidio, succede Clinchant, il quale r innova proposte d'armistizio. Ma Mante uffel ordina pel 1° febbraio l'attacco concentrico su Pontarlier, che è preso dopo breve lotta. Resiste invano il forte di sbarramento le Cl use. Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2 bandiere, 28 cannoni e mitragliatrLci, 15,000 prigio~ nieri cadono nelle mani tedesche. Il resto « in uno stato « che vivamente ricorda la ritirata di Russia », entra in !svizzera. È il quarto grande esercito francese che depone le armi. In questo mezzo Hann giunge il 31 sotto Digione. Garibaldi guadagna tempo e valendosi della ferrovia sgombra in una n otte l a città, sfuggendo così alla sorte toccata a tanti altri. Ultimo resta Belfort. Il generale Treskow, cui ne è affidato l'assedio, crede nella notte dal 26 al 27 di poter osare un attacco violento, ma è respinto con gravi perdi te. Nella notte del 1° febbraio si apre la seconda parallela. Il 18 per l'armistizio, esteso anche ai dipartimenti dell'est, la piazza è consegnata ai Tedeschi. 350,000 Francesi erano internati in Germania, quasi 100,000 in ! svizzera, 150,000 dell'esercito di Parigi alla ripresa delle ostilità sarebbero rimasti prigionieri; 22. fortezze cadute, i835 bocche a fuoco tla campagna, 5373 da

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I

'

pi a.1.za, più che 600,000 fucili nelle mnni del vinci lore. La :flotta in parte ,lisarmata, semm uf~eiali, senza marinai, 700 pezzi di gro3so calibro pronti a so~ocar~ ~~l germe qualunque movimento .che si fosse osato m ~an g:1. R imanevano 250,000 uomini battuti , demoraltr.zatl, dispersi in tutto il suolo francese , u:n ter zo :lel qual~ era occupato dallo str-,nie10. Le fiuan?;C ronnate, gli Sfati esteri indifferenti o r1tnti . Non .restava :1ltro che adattarsi alla s,·entura o l a1le pretese del Yincitore. Ques ti « al 1° marzo 1872 aveva i n Francia 509,875 « fanti 63 405 cavalli, ~742 cannoni da camp:>gna . Se « vi si' ag~iungono gli uf.6.cial.i ftmziona:·i, l'artig-lieri~ « cd il genio, il i,reno, ecc. s1 ha la cìfra rotonda dt « un milione di teste. « In patria si troYavano iMHre 2::i0,000 uomini ~i ~rupp~ « di complP-mento e presidio pBr guarJ ie ai pr1g1ome1•1 « e per riempire i vuoti dell'ese.rcito di campagna ».

,

- -·\

A:-iNo xYu, VoL. n.

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RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Dell,. l'cr;a ""' (liornni •anC. tu>ll'a,nrc, I lii 19 e d('1((' riceude tle1• l'rlfe»•cito tltrli<o,o ''"' 8" olfob1•<> 'li -i70 a tutto H :10 seflmu(,t•e 1~7.11. Relazione del l\lug-gior Goncra lCl FlioE t\lCO Tonr1E, Diret-

tore generalo delle 'Leve, llo.ssaforza o l\latricola al l\linistero della Guerra.

Venne or ora pubblicata la Relazione colla quale il genera1e Torre rende conto al .i\Iinistro della guerra delle operazioni sulla leva eseguitesi sui nati nell'anno 1810 e sulle vicende del nostro esercito av,enute nel perioclo di tempo trascorso dal 1° ot{ohre 1870 al 30 settembr e 1871. In questa. Relazione (lel generale Torre noi troviamo, come nelle precedenti, quella precisione, accuratezr.a e ricchezza di ùati che caratterizzano tutti i la,ori di questo illustre scrittore. La statistica generafa e in ispecie quella militare gli devono essere riconoscen~i dei p1·egievoli clementi che le sono somministrati in queste Relazioni, e chiunque li prenda ad esaminare attentamente veddi, confermato, essere l 'esercito per l'Halia una vera scuola di educazione morale e politica. Troppo lungo e difficile sarebbe il fare un sunto di questa Relazione, nè la natura sua il comporterebbe essendo essa stessa un riepilogo statistico delle var ie operazioni di leva e di tutti gli ordinamenti militari che

..

299 si succe(1cttero nel periodo cli tempo che si considera, cioè dall'ottobre 18ì0 a iutto settemhre 1871; il tutto abihn<'nte conca1enato con quanto l'autore disse nelle . sue H.elazion i pl'ecedenti. . Qn esto periodo di tempo preso a considerare nella sunnom.inata Relazione, memorabile per la guerra combattuta tra Francia e Germania, guerra che assicura,a in quest'ultima pc,lenza, e piì1 propriamente nella Prussia, l a snpremazia mi li~ar~ e~ropca,, re~te1:,\ pure mem?rabile neo·li annal 1 1taham pol'che fo m questo pcr10do di ternp~ cl.te il riordinamm~to militare ebbe ~1~n solo principio, ma prese uno s, iluppo tale, che c1 t1 forza confessare, non comune in Italia, e solo si può parap:on are con quanlo foce il generale La \fonnora nel 1850 quando si mise a riorclinnre l'ese~·cito piemontese. :{elln. pl'ima parte dell:'I. Relazione macs~revolm~nt~ sono l'llUmerate e(l esaminate tutte queste mnon1zwm, poi vi tl'Oviamo_l\!l prospet1~ rlella forza dell'cl'lercito, _e finalmente è r i i.ori to mmuz10:-;amente tutto qun.uto na na1·tla le operazioni di leYa sui nati dell'anno 18:l:O. 0 Nella seconda. parte si d,\ il complesso delle sitt~azioni dell'intero esercito e pi tt propriamente delle variazioni in esso avronute nel pii'.1 volte ind icato periodo di tempo. Da tutto quAsto noi veniamo a sapere che l,l forza dell'~ercito italiano il :30 sei tPmbre 1871 era <li 336,030 u omini con un nnmento di JG,100 uolllini sulla .forza deU'nnno precedente. Questa forz,i era così ripartita : 14.070 UlficiP.li . . 30:3,337 nassa forza dei corpi attivi . 19.500 Caral>inicri ed ag-g1·egati . 10;698 Corpi sedentariesL,llJ ilimenti vari Uomini ,li 2" categoria delle classi 18,16-47-18-19 non ancora assegnati ai corpi -188,414Totale ~9. Di questi si i.rovavano cll'e!~nm~n_ie .so L_Lo le ar mi 182.!J:H uomini, fra i quali 12,b0l uffic1alt e m congedo illirnitato 353,508, dei qunli 1519 ufficiali nella posizione cli aspetLativa o di disponibilità.


300 Se dalla cifra totale togliamo gli uftìciali e gli uomini di 2., categoria non ancora a;:;segnati ai corpi, ab-

biamo la cifra cli 333,555 uomini di bassaforza esistenti sui ruoli dei varl corpi i quali per rispetto ai !!.radi sono. 0 cosi suddivisi: ~ · Sott'uffi.ciali . 17,787 ) Caporali . . 42.9,000 { 333,555. Soldati . 272,868 J . Questa stessa cifra l'ispetlo alle varie armi era cosl. divisa: Fanteria di linea 198,338 Bersaglieri . 27,527 Cavalleria . 2J ,9D5 Artiglieria . 41,029 Zappatori del genio .. · . 6,774 Tota.le esercito mobile

.

.

Compagnie permanenti presso i distretti milifari . . Carabinieri Reali ed aggiunti . . . . . . Corpt e stabilimenti diversi. . . Veterani ed invalidi Totale

- · --

296,155 --- ---

296,155

7,205

19,500

-

'

7,939 2,756

- -

37,400 37,400 Totale g·enerale 333,555

Riguardo poi alle diverse specie di arruolame~ti, questa stessa cifra.. si divideva nel modo seguente: ' Inscritti di leva 299,879 Volontari . . 11, 18.2 Surrogati ordinari 6,090 Surrogato di fratello 1,453 Scambio numero 592 Assoldati 3,423 Riassentati , 1,374 Riassoldati con premio 6,806 1ri servizio sedentario 2,756 ·- --

-,

333,555

30{ La Rela7.ione viene in seguito a parlarci della leva sui nati neì 1849. Da questa esposizione ricavi amò che : Gli, inscritti sulle liste d'estrazione erano . 246,373 Dei' qtwli furono : Cancellati dalle liste di estrazione, perchè indebitamente inscritti . · 5,564 Riformati 68,916 Esentati . . 63,777 Rimandati alla prossima leva . . 14,157 Computati nel contingente di I" categoria ·. . . . . . 89,948 Computati nel contingente di za. categoria 47,696 Dichiarati renitenti 10,::153 - -- Totale 249,911 Da questi bisog·na dedurre i renitenti assentati i quali non figurano nelle liste di estrazione . . . . 3,53~ E si ha appnn to il numero degli inscriUi sulle liste di estrazione 246,373 Cercando il rapporto che ciascun risultato ha col numero suindicato di inscriUi sulle liste , di estrazione e confrontato col rapporto medio che si ottiene dalle tre leve precedenti si Jrn: LEH 18!9

MEDIA t:\JT,t.g 11::VE

lSlG-47-18

Cancellato dalle liste di ·estrazione 2,05 p. O/o 2,12 ·p, 0/0 Riformati 27,91 » 2f1,00 » Esen tati . . . . . . 25,86 » 25,00 » Rimandati alla prossima leva 5,74 » 6,39 » Computati nel contingente ( 1"' o 2.. categodà) .. . . 35,58 » , 36,56 » Renitenti· . . . . , . 4,20 » 4,20 »-Il rapporto dei renitr.nti come si vede si è tenuto co-: stante., anzi di qualche poco superiore a quello della leva precedente che era solo di 4,06. , Se prendiamo ad esamìnM'e le provincie che danno i l maggior numero di r enitenti, troviamo non diremo


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303

una causa giustificativa, ma di certo attenuante. - Di fatto noi vediamo che il maggior numero di renitenti si è dato dalle grandi citfa\ marittime, r1uali ;:ono, Napoli, Genova, Palermo, Messina; ebbene, domandiamo noi, queste renito1ne devono t utte ascriversi a deliber<1ta intenzione cli esimersi dal .sGrvizio militare? Noi crediamo di no. Le facili relazioni coi paesi d'oltremare, l'attrattiva di trovare colà pit'.t propizia la fortuna, sono mezzi tutti che g·enerano e favoriscono l'emigrazione . - Clii sa quanti <li questi che noi annoveriamo fra i renitenti emigrarono forse in g·iovanissima età ed orà forse nemmeno i proprii parenti sanno dire dove vivono. - Ed, a conferma di ciò vediamo appunto annoverarsi subirto dopo le soprannominate provincie qtiella di Como, dovea tutti è noto quanto sia forte il numero di coloro che in giovane età, vuoi soli, vuoi coi proprii genitori si re-cano nell'America del su<l. E qui parlancio di renitenze non possiamo a mcpo di di rallegrarci colla provincia di Rnvenna che anche in questa leva come in altre precedeI\ti non diede un renitoute sull'intero suo contingente. Chiudiamo questo nostro esame coll'esporre un fatto che se è tui't'altro che confortante, preso i;:olata~nente, lo è però quando lo paragoniamo colle statistiche precedenti. QL1esto fatto è· l'esposizione de.llo stato di coltura delle reclute di questa, classe: Degli 84,G32 che .effettivamente vennero posti a ruolo nella P e 2" categoria, soli 29,541 sapevano leggero e scrivere, cioè il 34,90 per cento; s~t.pevano soltanto leggere 3897, cioè il 4,61 per cento, e .non sapevano nè leggere nè scrivere 51,194, cioè il 60,49 per cento .. Se come già dicemmo queste cifre .sono tutt'aHro che soddisfacenti, però qualche progresso sulle leve precedenti si è fatto , e per convinc<~rsi di ciò confrontia1no i rap- · porti della leva attuale co11· quellq medio che r{sulta dalle tre l eve precedenti. · ·

Sapevano leggere e scrivere Sape'\'ano solo leggere . Non sapevano nè leggere nè scrivere .

LE\'A

1819

Muo!A SUt.Le TRE 1u ,·P. l'1t cc1mu:-.n

34,90 p. 010 4,61 »

31,88 p. o/0 4,63 »

60,;{9

63,49

»

»

Per quanto riguarda la seco;1~a parte del~à Relazione daremo solo il riassunto che e 11 seguente. L~ forza al 30 settemhre 1870 era di uomini 519,630 Avuti dal 1° ottobre 1870 al 30 settembre )871. Dalla classe 1846 contingeIJ.te di l categoria effettivamenle incorporati . . 36,459 Dalla classe 1846 contingente di zii. categ·ona 47,696 effettivamente incorporati 1,142 {)ai voloni.ari 16 )a.Ha marina 4,106 )ai disertori riavuti . . . . . . . · - · 429 Eai renitenti arruola,ti per conto della classe 18::>0 609,478 Totale P ~rduti. 587 Dà'ti alla fanteri?,. marina . 51,989 C~ngedati per :fine di ferma . . 1,372 Id. per l'art. 95 della legge 1,778 1cl. per l'art. 96 della legge 7,134 Id. per r assegna di rimando 1,740 Id. per affrancazione _ .. 476 Uomini di bassa forza g1ub1lat1 . . 285 Id. Id. cancellati dai ruoli 2,587 Id. ' Id. disertori . 3,129 Id. Id. morti . . Ufficiali dispensati, dimessi, ~·iv~cat_i, rimossi, cancellati dai ruoli, g1ubtlati riformati, morti . . . . . 1,301 . Uomi1;i la cui posizione non è ancora ben determinata sui ruoli, ma che >11.on contano riiù nell'esercito ~ 61 73,439 Totale delle diminuzioni 73,439 (I.

-La forza resta quindi al 30 settemb~e ! 8.71 · di uomini, come già dicemmo da prmc1p10.

536,039


30t ,r,.u,. i1Jf.aaa ,,...._,m,.,,a1e dcW'i!'t(IJ"ffr,.

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Studio di un pro.Jrtto com.vleto pel'· BF.NEOETTO VE1H1<,G10. colonnello del o-enio. - Torino 1872.. - Editore Ermanno Loeschcr. " ' -

In <lue Memorie pubhliçate in questa Rivista, una nel giugno del 1871,. unii. nel gennuio di q_ uest'anno, il colonnello Veroggio esponeva, come forse ricorder,1.nno i nostri_ l~ttori, ?lc1:lne sue idee generali sulla questione della difesa territoriale d'Italia. . . Con· questo terzo lavoro eg·li precisa maggiormente 11 suo concetto formulando hl basi di un progetto completo per la difesa ter~itm'iale del regno; 'riferendosi in gran pa'.te al~e ?ose già dette, ma tentando al temP') stesso d1 porsi d accordo con coloro che, scrivendo ~o. questi ultimi mesi sulla difesa d'Italia, hanno mànifestato idee càe si combinano in qualche punto colle sue. Il cardine <lel suo progetto è il principio già. da lni svolto .nella sùa prima Memoria, eh.e . la capitale dello Stato, come quella. che sarà sempre il naturale obbiet.:. tivo d'ogni invasione nemica, debba es.<;ere il puÌìto di p~ttenza d'.ogrii studi? che si voglia fare della topo. grafia del paese, per sistemarne la difesa territoriale: Ammesso questo ne vien.e come ìogicÌì coi1seguenza: 1° Ch'egli propugni Vi nceessit:ì. di· fortificare v.alidissimamentc Roma, spenrlendovi attor.110 una grOssissima somma (circa 140 milioni) .. . 2° Che nel ricercare i punti ove creare ostacoli a~la marcia dei possibili. invasori; egli abbia seguito l e l inee d'operazione che più probabilmente verrebbero da essi tenute nel loro cammino dalla frontiera alla nostra capitale. · Delle· invasioni pl'ovenienti dal mezzo,.,.iorno l'autore non si è -gran che preoct.:upato, osservand~ come dovendo necessariamente essere la conseguenza di uno sbarco, se questo non fosse accompagnato da altre mosse n emicf1e v i sarebbe semlire moclò per parte nostra di opporre alle colonne invadenti forze. superiori in nu mero l e quali opp2rtu narnent.e accentrate servirebbero meglio d' ogni altra difes·a a far argine all'i nvl:1sione. Se poi lo ·sbarco non fosse un caso isolato di guerra, come in 01>ni altra estremità, l e :fortifica~ioni di R oma che former~b-

bero H cardine clel sistema , dovrebbero assicurarla da ogn,i p~ricolo. .. . . . Limitando perhmto il suo esame alle mvàs10m provenienti dal nord, l'autore considera corrte il nemico, una volta varcata la frontiera- e posto il piede ::;ulìa parte settentrionale d'Italia, troverebbe inna;nzi a sè nell~ sua rrHn'cia verso la capitale una forte barriera che gh rebbe necessario superarl:l o ginwe, e questa. sarebbe 'Appennino, per queì tratto che corre dal suo punt? i congiunzione, coll'Alpi all'.Abruzzo. , Dal mezzodì non sembra dl'autore amm issibil e che hl.· linea possa essere girata, visi.o il pericolo col Cim1,l~ si \esporrebbe l'invasore di essere colto alle spalle o di :fia:r;ico. avventurandosi iu una sola coìorina sull'unica st rada· che corre lungo il litorale adriatico. Il solo lato dunque pel quale la linea potrebbe essere iirata sarebbe Gep.ova, epperciò il colonnello V ~r?ggLo sviluppa diffusamente nel lavoro che ora esamm1a.mo, in qual modo vorrebbe · che :fos.se provveduto alle fort ificazioni: di questa città sì· da farne una fortissima piavza <li guerra sia dal l ato di mare sia dal lato di terra. La cinta della piazza dovrebbe essere segnata dalla cresta delrApennino estendendosi a ponente fino al punto ove staccasi il contrafforte_che separa Arenzano da Cogoleto, a levante fino a Portofino seguendo d~ S~a/foro al mare queì contrafforte che separa la valle.di B1sagno da è1uella di Lavagna. , - . L e due estremità di questa cinta avrebbero ad essere fort:\ficate in corrispon<lenza della strada d~Ua riyie_ra, quella, a ponente perchè ivi sarebbe la barriera eflet,t1va contto l'invasione francese, queUa a levante perchc la · stessa Francia. in un attacco contro Genova, disponendo di tanti mezzi marittimi, potrebbe f1:}re uno sbarco nel golfo di Rrtpallo e prendcr·e cli rovescio 1~ · difese de~la piazza. Di più avrebbero ad esse.re sbarrati con fprtificazioni ·per·manenti i vari passi di que:a;to tratto d' A.pennino, ed una grand' opera di difesa dovrebbe esser:e costrutta a Monte Creta che avrebbe ad essere consider ato come là. chiave della posizione. E sposte così le s ue idee generali sul modo di cingere la piazza, l'autore aggiunge ancora ?ome _sarebbe mes tieri che l a difesa di tut to questo recmto si appogl'l.

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giasse ad un buon sistema di comunicazioni ordinarie e ferroviarie. Assicurato il fianco col. fortificar Genova, vediamo c?me l'autore provvederebbe alla difesa di fronte di questa cmiura che natura ha posto innanzi · alla nostra capì tale. La lii:iea .apenninica dalla Liguria all'Abruzzo oppor~ebhe già eh per se stessa un potente bal u.1rdo, giacché m qual unque punto l'invasore si determinasse a passarla troverebbe diffic?ltà. forti che gli renderebbero penoso, lungo e di ,esito incN'l.o il tragitto. Per trovare infatti un passo pr aticabile dovrebbe internarsi in valli h.mg11e e tortuose ove manchei'cbbe di qualsiasi risorsa non solo, ma perfìn dell'e lemento più necessario che è l'acqua, senza dire che gli farebbe mestieri di suddiv idere il proprio esercito in varie colonne che fra di loro non avrebbero nè legame nè comunicazione alcuna, il che lo porrebbe .in un grave momento di crisi. Sarebbe dunque mestieri malgrado le difficoltà nat urali che offrirebbe questa linea alla marcia dell'invasore di r afforzarla con l'arte? L'autor e risponde affermativamente e propone a t ale · oggetto lo sbarramento con fort ificazioni permanenti dei colli, almeno dei pr.incipali,osservando ·a questo riguardo come l a parte più Yulncrabile della linea; e quclla quindi che converreb~e meglio difendere, sarebbe qu~l tratto che corre fra 11 passo della Cisa e Fiorenzuola, g·iaccbé per i:ICCe<lere ai varchi che stanno a mezzodi di Fiorenzuola converrebbe all'invasore scendere lU:no·o l' Adriatico per la via Flaminia con tutto ·quel pericglo che ha fatto rigettare all'autore l'ipotesi che la linea possa· e~sere girata dall'Abruzzo. Ma innanzi di giungere all'Apennino avrebbe evidentemente l'invasorE> non breve tratto di cammino da per- · correre; avrebbe da varcare la frontiera e da attraversare la vallata del Po. Sàrebb'egli conveniente di lasciargli compiere queste operazioni e di lascìarn-li occupare una così larga e ricca parte d'Italia senza ctntrasto? No certamente. Innanzi tutto là sarebbero concentrate le nostre for.7.e mobili che aspettando . il nem ico ai · piè delle Alpi per impedire la riunione delle sue colonne se l'invasione venisse dall\west o dal nord, od in qualche ' terreno propizio delle province venete se l'invasione

307 venisse· dall'est si terrebbe preparato a r espingere l'invasione t entando in aperta èampagna la sorte delle armi, quan do non si avesse avuto il tempo o non si fosse trovato opportuno di varcare noi· stessi la frontier a facendo guerra offensiva. Ma l'affidare all'esercito la difesa della· frontiera e della vallata del Po senza facilitar gli il còrnpito rafforzando coll'arte gli ostacoli creatì da natura all'invasione e' senza offrirg1i .un valido appoggio ed un lnogo di rifogio ove rJsto~arsi, 1;iconiporsi in caso di cç1.ttiva r iuscita nei primi scontri e ritentare la prova delle aàni. prima di sgombrare una parte. cosUmportante del nost_ro territorio, non sembra opportuno al colonnello Verog·g10. Ed ecco com'egli propone si provvecht a questi scopì. Nemico dichiarato delle piazze di frontiera, egli vor• rebbe' cho in nessun altro modo l'arte aggiungesse l'opera propria a quella della natura .e dell'esercito per arrerestare o ritardare l'invasione alla nostra frontiera che costruendo forti di sbarramento in queile vallate delle Alpi che sono percorse da stf'acle carreggiabili e ch'iudendo con posLi fortificati i passi delle Alpi ma~·ittime. .ammettendo tuttavia che per aleune vallate si possa presc'indere. dall'erigervi fortificazioni bastand0 che con l a-vori di• mina si prepari la rottura della sola strada carreggiabile che percorre ciascuna di esse. . Per quei tratti di fr<mtiera svizzera ed austriaci¾ che sono aperti, il Veroggio non propone alcuna forti.ficazione, limitandosi ad indicare che verso quelle pari1 dovrebbe essere, a preferenza che in altri siti, migliorato il sistema ferrovia.l'io per aumentarne h produttibilità a vanfaggio dell'azione delle forze mobili. · A contrastare poi l'avanzarsi dell'invasione nell'alta: vallata del Po e sulla s inistra di quel fiume,. l'autore erede che nulla di meglio si 'possa fare che servirsi de_g li ostaeoli che natura può aver disposti lungo il cammrno àell'invasore . Questi ostacoli in quella zona di terreno son o i corsi d'acqua, ed egli propòne che questi ~i u~ilizzino costruendo ai punti nei. qua.li converrebbe !11eglto al n emico di effettuarne il passaggio delle teste di ponte c?n posti fortificati i quali potessero es~ere tali ·da r esister e il tempo probabile della '.lurat: d1 _una can~pa.~na. A ·complon\ento finalmente d1 ·quesso sistema di d1:cesa

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I 300 308 della vnllata del Po ~gli insiste per la costruzione di una gran piaz;:a di guerra a Piacenza la quale sarebhe l'unica in tutta quella vasta 1.ona <li terreno e servirebbe ad offrire un punto di appoggio ed un rifugio all'esercito difensore tanto se l'invasione scendesse dalla frontiera francese, quanto se venisse dalla frontiera austriaca. La ragione per la quale l'autore propugna con tanta insistenza la creazione di una uni'ca piazza che serva a centro della difesa delle due frontiere non <~ solo 'perchi} essendo sola ·vi si possa spendere attorno quanto è necessario per darle tutto quello sviluppo che egli stima debba avere un contro difensivo di questa. specie, ma benanco perchè veramente, a suo credere, nessuna posizione meglio di Piacenza è atta a questo scol)O difensivo per rispetto allo duo froutiere. In ciò dunque le idee dell'aut-0re si combinano perfettamente con quelle del colonnello Ricci. Dove differenziano alquanto è nell'applicazione; ma appunto qui ci piace dì vedere un _lodevole i;piriio di conciliazione nal Veroggìo, il quale, in . omaggio a tale spi.rito, modificando alquanto le idee esposte nella sua prima Memoria, rinuncia alla piazz,1. di Alessandria per associarsi al H.icci nell'idea che Stradella debba servire di sentineìla avanzata per la difesa contro la Francia, ç che alcune fortificazioni sull'.A.pennino verso Bobbio debballo fare sistema con Piacenza. Senonchè mentre il Ricci proporrebbe di costruire fra queste tre 11osizioni di Piacenza, Stradella e 13oLbio quasi una sola piazza, la quale chiuderebbe un'area pe1· metà. montuosa, por meté't piana, il Veroggio invece vorrebbe çhe' Stradella e le fortificazioni d'ell'Apennino facessero bensì sistema con Piacenza e ne rafforzassero l'opera difensiva, ma che ln vera piazza fosse in pianura cd attorno a Piacenza, in modo ùa farne qualcosa di simile a ciò che è Anversa pel IJelg10, cioè non solo un sito strenuamente· foriificalo, ma ancho un vero deposito di tutte quelle risorse che sarebbero n ecessarie ad un esercilo che si r itira, forse dopo gravi insuccessi, e che ha quiudi gran<li necessità da soddbfare per rimettersi in grado di far nuova.mente fronte al nemico. Così egli vorrebbe che ivi si trovassero una grande armeria, un grande arsenale,

"

ahbondanti depositi di munizioni, che vi fosse organiziato su vasta scala il seni zio sanitario e quello delle sussistcmze, con ospedali, magazzini di viveri, e via discorrendo. Ria~sumendo il fin qui detto, si vede come il progetto del Voroggio consista nélla sistemazione di tre linee di difesa (quella delk Alpi! que~~a del Po e. quella dell'Apennino) e nella ere~10ne 01. du~ g1:anch piazze, ?:-llc quali l'una (Piacenza) j~lrmerebbe il .r1d?tto della ;~d:e~a dell'Italiacontinent.'lle, 1 altra (Roma) 11 ndolto dell 1talta peninsulare e contemp0raneamente l'ultimo ceutro di ogni rosisien:1.a. . . A ciò errli aup-iun 0-e ancora le proprie 0 b e,, l idee . ,.sul .modo .J.. di provvedere a por~i al riparo dalle mo est1e Cile c1 l:'ossono venire dal lato di mare. Munire di lmone fortificazioni la Spezia ed anco Venezia <~ Taranto quando siano trasformale in stazioni militari marittim~, provvedere di difesa quei punti delle coste ove potesse essere offetLuato llno sbarco che ayesse immediata relazione coll'invasione da parto di terra, ecco q_ uanto iì Veroggio propone a tale riguardo. . Quanto a quegli sbarchi che potessero essere tentati lungo le coste d'ell'Italia peninsulare, egli stima che non convenga troppo vreoccuparscne, doven?o es.ser? l~sciato alle forze mobili ed in ultimo alle fortificaz1om d1 Roma il còmpito di far argino ai pericoli che da tali sbarchi potessero venirne.

• • r acco-»to di .... ouii:r.ti,uw d• ,piaguw. -

Roma, tipografia

Eredi Botta, ~ 872.

Preoccupandosi della necessità per l'Italia di dare alla pro,>ria potenza marittima u no sviluppo proporzionato all~ estensione delle sue coste, l'autore di questo opuscolo h a vol uto,sotto forma modest~ e~ immaginosa di un racconto fare un quadro delle tr1st1 conseguenze alle quali pot;.ebbe condurre il . nos~ro _paese non prov vedere efficacemente e con sollec1tudrne all mere-·

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mento della nostra -marina di guerra ed alla difesa dei nostri porti militari. Il racconto è supposto fatto in un'epoca futura nel 189 ..... , dopo una guerra infelice sostenuta dall'Itali~ con~ro _la Francia ; ed il guardiano di spiaggia , vecchio marinalO che ha combattuto a Lissa nel 66, narra le vicende alle quali egli ha assistito, cominciando dalle prime guerre dell'indipendenza italiana. Dopo aver accennato brevemente come dal 59 al 70 l'Itaìia per un seguito di prosperi eventi si sia andata ric,ostituendo ~n n~zi~n;, l am~nta come gli Italiani una vo1ta consegmta 1 umfa, 11mdi pendenza e la pace pensassero un po' troppo a goderne i frutti senza abbastanza preoccùparsi dell'avvenire e mettersi in condizione di conservare questi beni. · Rior~inato a~s~i bene l'esercito dopo la g·uerra fr_a,ncogerma~uca, egli dice, pareva che nulla vi fosse da temere. I fondi erano alti, le popolazioni tranquille ed intente al lavoro. Pal'eva che non vi fosse altro che da migliorare la distribuzione delle tasse , il modo di concessione degli imp.icghi, la diffusione dell'insegnamento, e. che la p_rosperita del ~aese non avrebbe l)Otuto a meno d1 progredire. per lunghi anni ancora. . . La. conseguenza di. ciò era che per la marina nessuno s~ affanna_va ~r?~po r1tenen_dola una cosa molto dispend10s~ e ~i ut1lì,ìj~ secondaria. Le Camere eccessivamente conf1dent1 nella pace, od apprezza,ndo falsamente la poca parte presa dalla flotta nel gran conflitto Jel 1870 non· vo.levano quasi udir parlare di nuove spese per migliorare que~to potente elemento di difesa. Gli' ufficiaii di marina, quantunque vedessero il danno di un tale stato di cose, non ~rrischiavano ,levar troppo alta la voce. per la tema d1 non essere mtesi e forse anche di es:3e~·e ~ccusati di voler la rovina del paese, e gli stessi Mm1str1 non osavano presentare progetti rilevanti, non credendo che potessero venire accettati. Fatto sta che nè si accresceva la flotta nè si sistem~vano g}i arsenali ~om'era necessario, dè si apparecchiavano m modo ser10 le difese dei porti. Ma ecco_ che qu_ando l'~talia si cullava nel suo più bel sonno d1 pace, viene a distorla una improvvisa guerra colla Francia, la quale ammaestrata dalla dura espe-

· 31 1 r ienza fatta nel 1870, aveva da quel giorno rivolto ogni cura ad apparecchiare un potente esercito e a dare il miglior assetto alla sua flotta. All'aprirsi della guerra il nostro esercito contava 4M mila uomini effettiv i sotto le armi, più 150 mila volontari circa che si andavano raccog·liendo ccrne eserèiti di riser·rn nella med.ia e bassa Italia; la nostra flotta, nove corttizate montate d11, gente poco esperta e male armate in confronto delle avversarie. Dinanzi a noi il nemico metteva m campo plù di settecento mila combattenti ed in mare una flotta di ben quaranta bastimenti. Esposte così le co:t1dizioni di forza nelle quali si ttova.vano per terra e per mare le due potenze allo aprirsi delle ostilità, il marinaio vien facendo a grandi tratti la descrizione del conflitto. Naera come la flotta nemica, dopo aver in poco d'oea dis-Lrutta la nostra, non · tardasse a ridurre in rovina l'arsenale di Spezia colla cit tà, le batterie di costa e le poche corarr.zate rimaste a difenderli, e come çhiamata alloea la leva in massa si tentasse colle forze di terra di opporsi all' invasione. Ma invano , chè un corpo di centomila uomini sbarcati sulla costa maremmana sbaragliava in pochi giorni le nostre riserve nell'Italia centrale e muoveva di là verso l'alta Italia, costri:ngendo così il nostro esercito, che fino ali)ora aveva fatto buona difesa nelle sue forti posizi~ni verso la frontiera nord-ovest, a ritirarsi su Verona e Mantova, ove dopo onorata resistenza era costretto a l)Osare le armi innanzi alle soverchianij forze nemiche , mentre la flotta avversaria s'impadroniva, senza grande fatica , di Napoli, Genova e Livorno. Così ebbe termine la lotta e si conchiuse la pace coi più grayi sacrifizi per noi, colla distruzione del nostro naviglio di commercio e colla cessione della Sicilia, della Sardegna e di gran parte della Liguria compresa Genova. · Ecco in poche parole lo stheletro del racconto del Guardiano di spiagg·ia. Il quadro è tratteggiato con arte di maestro; le tinte, come si vede, sono eccessivamente :fosche, ma rispondono bene al concetto dell'autore e- pur troppo potrebbero 1


312 dare al quadro un aspetto ben somig·liante al vero quando fosse giusto il severo appl'ezzamento che fa. il marinaro del poco stndìo che a S1JO credere si pone ora da noi nell'apparecchiarci una forte marina e quando le sue tristi previ:;ioni sulla nostra n egligenza a metterci in buono stato di difesa e sugli attacchi che potrebbero venire d'oltr'Alpi, cfrvenissero storia, Ad oo·ni modo non .si può far torto all'autore se ha dipinta la situazione a colori co~ì tetr_i; le sue apprensioni fanno lode al suo patriotisrno e rivelano lo scopo del suo scritto, eh' è evidentemente quello di· non scoraggiare i lettori, ma di eccitare anzi chi lo può a fare og·ni opera perchè non abbiamo mai a far nostro nè in tutto nè in parte il racconto del Guardiano di spiaggia.

i!1ffll<1• co,o~etiòenz;,; ,ti ,,.,,.,n•e f!tN1tH«• Siuòilln~entò ttMilUao•i ~aet d i,.tt>..,,i rilelfo citl!,ì ,u 'li"eN•i, per All:UANDO GUAR!'il!Jl\L_:_ Firci\,:e,

4872. Tipografia della Ga,:;;etla d'Italia.

Della necessità di togliere i nostri più grandi Stabilimenti militari dalle provincie subalpine ove sono ora pressochè tutti ;raccolti, per trasferirli in località meno minacdatc da temibili invasioni, non sembra al Gmtr- . nieri che faccia mestie1'i dare dimostrazione, vis to che fortunatamente questa necessit.à. è ora. quasi universa.1rnente riconosciuta in Italia segnatamente ·ne.l mondo militare.· Rimane dunque a vedere quale sia la regione che meglio convenga scegliere a nuovo centro dei suddetti Stabilimenti. . Una tale località deve innanzi tutto s'oddisfare. alle seguenti condizion i principali: 1° Che disti abbastanza da tutta la frontiera tanto terrestre · quanto marittima e perciò trovisi approssimativamente verso il ceptro del paese; . 2° Che sia coperta verso il fronte che guarda le più pt:obabili invasioni, dal maggior numero possibile di ostacoli naturali ed artificiali;

313 3° ·che si trovi in postzt0ne tale che l'esercito in caso . di rovesci non sia obbligato a deviare con ;tutte ·o parte delle sue -forze dall~ sua. più , r,azion~le !inea. d~ ritirata per andare a coprire gh Stab1hment1 mmacciat1 da diversioni nemiche; . . 4° Che disponga di abbondante ed economica forza motrice; , . · 5° Che si trovi vicina a qualcuna delle grandi lmee ferroviarie; · . . 6° Che i ·dintorni sieno solcati da strade di comunicazione facilmente accessibili e contengano materiale da costruzione e di riparazione. · Ciò postò e- premesso che di necessità ~ nostri Stabilimenti militari debbono essere collocati sul versante mediterraneo dell'Apennino, se non si vuole che ai primi insuccessi rimang·an in balla dell'ii:ivasore, l'~utore va percorrendo passo passo quella reg10ne che_ s1_ stende a sud-ovest dell'Apennino da ~enova a Nap~lI, !icereando quale 'località. risponda meglio alle c.o ndmom sopra accennate e da tale esame conchiude che alla vallata Ternana sotto· og·ni rapporto vuol esser? aceo:data 1~ prefer~nza. nello ·sceghere ~na s_ede pe1 nostri ~rand1 Stabilimenti militari. . Nel suo esame comparafrvo fautore pr~n~e di mira· specialmente quelle località che s?1:o s~a~e m.d'.cat~ come accontie alla fondazione di stab1l1ment1 m1l1tar1 nella Relazione presel}tata dall'01~orev0Ie Farin~ al~a Camera sul progetto di leO'Cre relativo alla fabbricazione delle nuove ai·mi porta,tilf, ~ dimostra ~nol~o dettag'liatamente come nè Lucca, ne Foligno , ne Tivoli possano· per molte r~gion i . reg·gere al confr?nto di Terni nella scelta . c~e si vuol fare . . · . , . . In. complesso questo stu~io .d~l Guarnièri ~ .fatt? con dottrina e con giusto raz1oc1mo e P.rova , md.ub1tatamente ch'egli ha coscienziosamente ed mtelhgent~ment~ studiato la questione anche s~l terreno, non las~1an.dos~ . guidare da nessun altro sentimento cl~e dal des1der10, d1 f~r _opera profittevo!e al suo l?aese e d1 far . v~~ere ~~ opinione che non puo a meno_ d1 es~er~ apprezzata perchè sostenuta da ragionate cons1deraz1?n1.

ANNO XV11, VOL, IL

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3·15 ...,o,•,ao a .fl'at•le •li operare tacite ••er,ioni del ruoco néuaico colle mimwi 11e1•,lite 110uif,ili.. - l\fomoria di TELLENBACH mao--

giore nel 37° reggimento fucilieri di Vcstralia, tradotta dal t;ides~o in italiano dal luogotenente dei bersaglieri Huau&s CrnAFFREDO. - Rom;i, ~872, Tipografia Voghera.

Il maggi-0re Tellenbach, distinto scrittore di cose militai:i, già con_osciuto pe~ altri suoi lavori, fra i quali meritano speciale menz10ri.e tre conferenze pubblicate nell'anno scorso dalla stamperia reale di Berlino Sull'intelligenza e la moraldc't, qiiali basi dell'educazione e della condotta delle truppe nwderne, nella sua Memoria, ora _pubblicata i~1 italiano, ha voluto raccogliere in poche pagme le massime ed i principii da seguirsi alfine di r~n~ere, per _quanto possibile, meno gravi gli effetti micidial~ pro~ott1 sul ~a~1po di battaglia dal fuoco delle ~rm1. impiegate. ogg1~1. Nessuno, a dir vero, poteva con 30 p~ccole pagm~ d1 stampa, raggiungere questo scopo meglw del maggior Tellenbach, nè forse erano molti quelli che avrebbero potuto tentarlo con · pari corredo di studio ed esperienza. Nella Memoria di cui si fa cenno sono anzitutto indic~ti quali esser debbano i mezzi per diminuire le perdite causate dal fu'oco, e questi mezzi, secondo l'autore son :t.re cioè .: e~eguire rapide ~e mosse, utilizzare gli spazi non battuti o meno battuti, presentare al nemico bersagli piccoli e che gli riescano sfavorevoli. · A_ stabilire quin?i ·quali siano i principii da porsi in pra~1ca_per usare di questi_,mezzi con intelligenza ed eflìcac~a, _11 Tellenbach, anahzza lo spazio attraversato dai proietti nel combattunento, e lo divide in varie zone a ~ec?nda dell'intensità del _fuoco che in esse si produ~e, md1cando man mano per ciascuna le norme da osservarsi per neutralizzare . questa intensità. micidiale. E qui l'autore fa uno st~d10 ben particolareggiato degli _accidenti del terreno, detvantaggt che presentano e del modo di approffittarne, adattando ad essi le varie formazioni delle truppe. Non tralascia di far cenno delle circostanze che rendono difficile il puntamento e di quelle che lo favoriscono, ed in breve richiama l'attenzione del lettore wpr_a alcuni importantissimi particolari, come snlla formaz10ne da adoperarsi per attraversare anche piccoli

-spazi battuti, sull'influenza dei tiri più o meno tesi, sull'impiego delle abbattute qual mezzo di difesa immediata, sui vantaggi che presenta il prolungamento della linea di fuoco, sull'effetto del fuoco a sa.lva, sul modo di avanzare per traversare uno stretto, ed infine sul modo di slanciare sul nemico una frazione di truppa. Nelle ultime pagine della sua Memoria il Tellenbach ri~piloga quanto è andato prima dicendo, e basterebbe questo riassunto per rendere il lavoro interessante e pregevole: le idee dell'autore non sono. tutte nuove e peregrine, ma il modo piano, senza pretese e senza scientifiche discussioni, dà all'opuscolo un'impronta particolare che lo rende sommamente utile ed alla portata di tutti. La traduzione del luogotenente Hugues, il quale con tanto amore coltiva gli studi militari e le lingue straniere, è pur meritevole di una parola di meritato elogio.

par VEnNY DU YllllNOIS lieutenaut colone! à la suite de l'ètat-rnajor dc l'armée prus~ sienne, etc. etc. - Paris, J. Dumaine, ~ 872.

.i3ttulett sti~· l't1t•t ile eo,ulu, ..c le& trot•11es,

Ci p~rdoneranno i no_stri lettori se un po' tardi diamo notizia di una pubblicazione venuta in luce nello scorso anno, la quale è certamente degna dell'attenzione degli studiosi di cose militari. Il tenente colonnello Vercly du Vernois non ha avu:to nè l'intenzione, nè la pretesa d'insegnare col suo libro {;Ose nuove, ma ha voluto unicamente porre in evidenza, prima con brevi e logiche argomentazioni, poi con una pratica applicazione, tutto il vantaggio di un metodo di . studio da seguirsi, onde rendersi abili a compiere utilmente il proprio dovere, da coloro cui è affidata la di:ffi'cile missione della condotta delle truppe in guerra, o che, come gli.ufficiali di stato maggiore, sono gli organi-intelligenti cli chi deve esercitare così grave ufficio. In quest'epoca in cui per una lodevole reazione si grida tanto da noi sulla necessità dello studio per.tutti nell'esercito, ma segnatamente per coloro che debbono essere


3,16

.317

di guida agli altri nelle operazi_oni di guerra, ci sembra che il libro c!el Verdy .d_u .Vernois rivesta un.o speciale carattere d'Interesse come quello che addita· con un sèns.o prati.c9 lu_cidissimo quale indirizzo debba esser dato a certi st11di, quale sia in sostanza il modo di · studiare per renaersi valenti in ciò che non è· una scienza, ma un'arte: · · · · .. . Per ·. fare un utile impiego delle fruppe in guerra tornano certamente utili, · anzi sono indispensabili,. molte· cogmzroni scientifiche, ma per condurre bene un esèfoito o _le parti .di esso fa sopratutto mestieri di perizia in chi ha così grave còmpito. . · . . · · Or come. si può ottenere questa 'pehzia? Allo ste~so modo come si può ottenerla in qualunque aHr'arte:, cioè coll'uso e svegliandq quelle qualftà di mente e _di carattere che più giovano ·. aU'utile esercizio · dell'arte stessa. . . ·Ecco in poche parole quanto intencle dimostrare . il Verdy du Vernois nella sua prefazione, appog·giandosi soprattutto ai -due segµenti argomenti·: . . · · 1. Che in .guerra le circostanze h·elle quali si combatte ·hanno la massima importanza, e quindi no~ può· · essere accordato che un ben limitato valore alle regole· le quali non possono essere buono che in .quanto abbraccino tutte le circostanze. .2. Che appunto per questo valore preponderante delle circostanze la guerra vuol essere considerata piuttosto come un'arte ·che come una scienza, e per conseguenza può apprendersi soltanto con mezzi empirici, e che per di più le qualità militari .debbono trovare la loro . . , . radice·. piuttosto nel carattere che n.el saper.e.. . · Le qualità 111ilitari che l'autore stima 'necessarie ad un condottiero di truppe sono : facoltà di prendere decisioni chiare e giua) diziose; 'b) La facoltà di comunicare queste decisioni agli altri con chiarezza e preèisione ; · . · p). La facoltà di poter dii,:igere le truppe· al compimento.· dei proprii disegni. · d) Tutte le qualità di carattere che sono necessarie per prendere energiche ·decisioni ed eseguirle. . Alcune di queste qualità evidentemente non si pos- .

La

,sono acquistare che -nella vita pratfoa, e ·sono generalmente istintive. Ma altr~, come la facilità di. pren!fere pronte · e giuste .-disposi'.ziòni e di comunic~rle · chia- .. · ràmente agli altri, si possono benis.simo svegllar.e ·l'l perfe.zionare con mezzi teorici. . Ecco pertanto il metodo che il Verdy · du Vernois . propone per acquistare e tener deste queste qualità militari e per prendei;-e pratica all'ufficio che debbono co1:11p_ière in guerra ·1 capi dei grandi reparti dell'esercito ed i loro stati maggiori. .. . .

Con . un esercizio continuo . di ·applicazione delle . regole d'cwte a casi concrr·eti 1·app1·esentarsz Ze sz'tiùi,- . · zioni diverse, impm·are in tali. ese?npi la natiwa dette 9ir,e1·re e.. svilitppare la prontezza di concezio_ne e l~i facilità di comu,nicare chiaramente le p1~op1·ze decisioni agli altri, dando per ciasci~na delle fatte sup. posizioni tiitte le occorrenti disposizioni che si dcwebbero in giierm, scendendo dalle più generali alle più, rninuzz'ose. , • Senza dubbio i campJ d'istruzione, le grandi mano:Te sono un efficacissimo mezzo d'istruzione per generali l3 stati maggioÌ'i, ma oltre di che a_ non tutti è dato di . profittare di un tale utile. eserciz10, sembra all'autore , .che questo mezzo i:,ia insufficiente, giacchè le grandi manovre, anche fatte su vastissima scala, rimangono sempre in un campo troppo r istretto per poter rappresentare con sufficiente _verità la guerra. · Ai campi, alle grandi manovi:e l'ufficiale p~ti:à. appr_endere come si adopet·i e come s1 muova una d1v1s1one 1so-:lata o tutt'al più inquadl'ata in un corpo d'esercito, ma non già come sarebbe adoperata e vorrebbe esser mossa la stessa divisione quando i suoi movimenti e la suà azione dovessero essere subordinati ad un piano gener ale di campagna. 'Nella mente di un condottiero di truppe, scrive l'autore, le nozioni tattiche non debbono mai scompagnarsi dalle ' strategiche, e se nel c?mbattimento ~i vuol far~ un utile impiego delle propne forze non s1 dev:e mai da nesnmo perdere di vista lo scopo del combatt1men~o stesso, bisogna farsi sempre un'idea compl~ssa della s1:tuazione generale, giacchè alla guer·ra e sempre it

,caso concr·eto che prevale.


318 Noi non porremo in discussione questa sentenza dell'autore, l a quale, presa in troppo larga misura, potrebbe forse essere trovata "troppo assoluta, ma non può a meno, ci sembra, entro certi limiti di esser trovata razionale. Non sappiamo, p. es., se ad un comandante di batta-· glione, di regg·imento potrà essere sempre indispensabile conoscere lo scopo ultimo del combattimento per condurre bene il proprio battaglione o il proprio reggimento, ma una tale nozione ci pare certamente necessaria al comandante di un corpo d'esercito o dì una dh~isione ed a coloro che ne debbono secondare l'ope.r a direttiva. Ad ogni modo, sia o no troppo assoluta l'i.iccennata sentenza, ciò non accresce nè diminuisce il pregio del metodo di studio propugnato dal Verdy du Vernois. (~uesto metodo non è certamente nuovo, ma, come osserva lo stesso autore, fu già da altri proposto; mer ito del luogotenente colonnello Verdy du Vernois è di av<~re di mostrato come voglia essere applicato col dare pubblicazione ad uno studio da lui fatto con siffatto metodo sn un'ipotesi tolta, per q nanto si riferisce alla situazione g·enerale, dalla campagna combattuta in Boemia . nel ì.866. · Eccitare a fare è certamente cosa lodevole, ma in-segnare a. fare e far vedere soprattutlo come si fa è opera ben più meritoria e che da tutti non è sempre tentata. perchè spesso anche non agevole. Siamo dunque grati all'autore cha l'ha così felicemente compiuta. Senza avere la pretesa che il suo lavoro sia preso come modello, egli invita gli studiosi ad esaminarlo, colla convinzion.e che il lettore potrà ritrarne un vero utile se vorrà fare un tale esame a dovere col còmpasso e col l apis, arrestandosi ad ogni disposizione che trova nel testo per vedere se essa si accordi col suo modo di vedere o se egli non abbia una diversa opinione da contrapporvi. Il Verdy du Vernois non ha dunque pubblicato il suo studio come sempli0e esempio. dell'applicazione d'un metodo da lui creduto vantaggioso, ma veramente colla speranza che esso possa servire di argomento di studio anche agli altri ; e noi non possiamo certo . a meno di augur arci che il buon esempio sia imitato da mol ti. Non basta che eiascuno al suo tavolino, con buone

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carte topografiche innanzi, si faccia delle ipotesi di operazioni di guerra e studii in qual mo~o andrebbero c?ndotte le truppe in tale o tal altra circostanza; ma importa che tali ~t?di sì facci_ano in m?do c~o~np~eto, non dimenticando c10e alcuna <l1 quelle d1spos1Z1om che sarebbe necessario emanare al caso J)ratico, e che. di ~iù siano resi di pubblica ragione aftlnchè servano d1 gutda e di ammaestramento agli altri. Noi sappiamo che qualcosa di sim\le a ~tudi di questa specie si fa da no~ alla ?c~ola super10re_d1 guerra? nel~e campagne annuali a cm e stato dato 11 ~01;ne eh logistiche, ma non sappiamo ugnal me~te se s1 dia a quest{~ campagne logistiche tutto quello sviluppo che potrebbero avere. Ad og·ni modo perchè non si pubblicano i lavori compiuti in occasione di siffatte esercitazioni, affinchè esse possano essere di profitto anche a chi non vi ha preso parte? ' . . .. Lasciando a chi spetta la soluz10ne di tale q~es1t?, noi ci · terremo paghi ad aver ma~ifest~to un des1~e~·10 che ci è dettato dall'interesse del1'1struz10ne !leWeserc1to ed a far voti perchè, indipendentemente. dag}.i st_udi ?he ciascun ufficiale può fare per conto prop~·10, s 1mp1eg:1m~ gli ufficiali di stato maggiore nei. lavori della speci~ d1 quello di cui il Verdy <lu Verno1s ha dato pel primo il modello. . . . . . . Incaricando di tali lavori non solo gli ufficiali rrnmti . alla sede del comando generale di q nel corpo, ma b~n a.neo quelli sparsi fra i vari comandi_ di corpo d'~s~rc1to e di divisione coordinando sempre 1 loro l avori m un concetto gene~·ale, si avre_hbe_ il v_an~aggio? ci sem?r.a, non solo di rendere esperti gli ufficiali stessi al se:v1z~o che sono chiamati a compiere in guerra, ~a eziand10 di farsi un corredo di · lavori che basandosi sopr~ 1~ ipotesi più vaste e più razi~nali delle, operaz1?m . d1 guerra nelle quali più probabilmente puo_essere 1111p1egato l'esercito nelle varie par ti del terr1tor10 del Re:s?10, possono all'occorrenza r iuscire di un'incontestata utilità.


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3't0

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li~te #tn• lt• c,•éation 1l'H1te àntslit,ttion jHdlciai,•e infet'Ha'i.o~ialo· 1~1·01u•e . iì, 1Jr,é vt!1ti1• et ,tè •·é1u•iu1-e,* lc!s i11Frtt.clio1'1~ ,ì In (,:f.i tU,e, t• too .. ~le Gen~~e, p<1r C1US1'AVE MOYNJER. - (Genève, imprimerie

Soulher et W 1rth, 4872).

Il presidente del comitato interna~ionale di Ginevra Gus_tavo ~oynier; inf~otto dall'esperienza degli ultimi av~ v_enimenti guerresclu 11-d argomentare come la sola sanzwne mor~le _non basti ad. impedire gli strappi :che ·dai bel11gerantt s1 fanno alla Convenzione di Ginevra vorrebbe . che i violatori delh1. stessa fossero puniti ~nche matertalmen~e. · A t~l fine /g~i P:opone, quale complemento alla Convenzione., 1 tst1tuzwne d'un tribunale in.a. terna-zionale. · Già prima d'ora od all'epoca stessa d01la Convenzione (1864) qualche pubblicista ed anche taluno dei delegati a~ ?ongresso delle Potenze segnatarie aveano fatto una s1m1le proposta; ma essa dovette necessariamente fallire ~~ C?ntr? alle ~i.ifficoltù, diremo, insupi:,rabili che presenta 1 1st ituz1011e eh codesto tribunale. Infatti, posto che vi sian giudici, ne viene per natu.:rale. cons~guenza che vi debba essere un potere che facm~ esegmre le sentenze. Ora. per non arrecare oltragg10 alla sovranità degli Stati, è evidente che le Potenze le quali sono in guerra fra loro dovrebbero esse stesse applicare le pene determinate dal tribunale 'in.·· t;rnazi_onale. Ma com'è egli possibile dò fare avendo 1_espertemrn constatato. qu~nto ~ia l'accanimento, qnanta la p_remur~, e quanto 1n~mt~ s1eno le arti adoperate dai belligeranti nel pallegg1ars1 dall'uno all'altro l'accusa . di trasgressioni alla Convenzione? In qual modo si ac- . certeranno legalmente ed in contraddittorio delle parti le · infrazioni? · Ammesso eziarido che i colpevoli si possano scuoprira e con~la.n~are,. come si farà a costringere una Potenza a P.unire 1 delmquenti, se questa si rifiutasse all'applicaz10ne della pena? L'autore accenna alla questione dell'Alabama ed ai t rattati internazionali conchiusi tra alcun[ Sta!i per la garanzia della proprietà letteraria. A ~01 pero non pare che il paragone possa ref)·gere. Anzitutto le parti in litigio per la que~tione dell'Alabama

"

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32·1 s celsero di comune accordq gÙ arbitri e diéhiararono · di sottoporsi spontanei ai loro ,detta.ti, e supposto pure che la <::ontroversia dei danni indiretti non mandi a picco . oo-rii cosa, è certo che qualora. una delle parti, per ipot:si., non volesse rimettersi alfa. "Sentenza dei delegati. di Ginevi·a, l'Imperatore di Germania, il Re d'Italia ·e la. Confederazione . Svi~zera non si coalizzerebber9 · pqr far eseguire la sentenza stessa. . In quanlo poi alla proprietà letteraria, d-essa _è questione· dei t ribunali ordinari e le violazioni al' dir itto si possono facilmente constatare, nè per essa le passioni d'un popolo intiero vengono ecc'i-tate come lo _sono in guerra. . . . . . . Riteniamo. pertanto che la Convenzione d1. Grnevra, almeno per . ora, non possa avere. altra . sanz10ne c~e quella morale della pubblica opinione .. ~uttavolta 11 Moynier merita lode per la sua generosa idea, e cota~ suò nobile tentativo chiarisce com'egli abbia a cuore d1 soddisfare agli obblighi impostigli dalla speciale ed ono-· l'ifica -posizione che occupa.


RIVISTA SCIENTIFICA

se,,,udi ,u yuer,•n per noez~o ,1elia l11ce

articolo del Débats del ,19 aprile 187:.1).

8oltu•c, -

{Sunto di un

L'idea di trasmettere segnali a mezzo della luce solare . non è di ieri; però tentativi più serii o ripetuti per comspondere con questo metodo furon fatti prima dell'ultima guerra nell'Algeria, sebbene con poco successo a causa dell'imperfezione degli apparecchi. Anche dur~nte l'assedio di Parigi _vennero rinnovati simili esper1en:t;e per ve_d er modo d, corrispondere colla provincia, e prn sotto s1 vedrà perchè non sieno riescìti. Il metodo più ordinario e più semplice consiste nel r~ccogliere in uno specchio un raggio di sole per farlo nflettere su~ punto col quale si vuole comunicare; fa,.. cendo esegmre allo specchio piccoli movimenti si ha alternativamente ora-luce ora oscurità, il che può dar luogo ad una ~pecie di linguagg·io convenuto. Così un getto di luce seguito da una eclissi vorrà dir A, due spra.r.zi di luce intermezzati da una eclissi un E, e via dicendo. In difetto della luce solare si può adoperare .la luce elettrica o la fiamma prodotta dalla miscela d'idrogeno e d'ossigeno o d'altri preparati. . L'astroi:omo Le Verrier, che già avea organizzato un sistema d1 codesto genere pel caso in cui Lione fosse stat~ assediata, ha ora ripetuto gli esperimenti a Mont-pell1er con un apparecchio pitì perfeziònato e pare con buon esito.

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3:23 Questo apparecchio consta di due specchi montati sovra una specie di telaio in legno che permette di dar loro tutte le posizioni ed inclinazioni che si desiderano. Uno specchio riceve un raggio di sole che rimanda; al secondo e questo a sua volta riflette la luce verso il punto designato. Chi deve corrispondere è munito di un apparecchio identico e posti gli specchi in movimento con segnali prestal)iliti, s'intavola tosto la conversazione quasi come col telegrafo elettrico. Dalle esperien7.e fatte r isulterebbe che un raggio di luce solare riflesso si estende illmitatamente e può percorrere uno spazio immenso senza perdere della sua intensità. Non importa che la superficie degli specchi sia grande, essa può anche ridursi alle. dimensioni di uno scudo. Evidentemente questo sistema non può serYÌl'e se non quando il. cielo è sereno; di notte la luce del sole può essere rimpiazzata da altre luci artificiali e specialmente da quella prodotta dalla combustione del 1nagnesfu11i. Il merito però del valente astronomo Le Verrier consiste specialmente nell'avere superato un grave ostacolo prima non avvertito. Essendo provato che la luce riflessa può percorr ere uno spazio illimitato, i segnali in date condizioni dell'atmosfera potrebbero essere effettuati a distanze grandissime se non vi ostasse la curvatura della terra. Fu appunto quest'ostacolo che impedì agli assediati in Parigi di porsi in · corrispondenza colla provincia con tal me:1;zo, non essendovi in detta qittà un punto così alto da permettere ad un raggio di luce di sorpassare le linee prussiane che occupavano tutt' all'intorno uno spazio maggiore cli 20 leghe. Per cotesta distanza si sarebbe dovuto salire in alto con un pallone, ma siccome il nuovo strumento esige l'immobilità per poter funzionare, il pallone girando continu1'!,mente su stesso o che è agitato dal vento, non potrebbe scnire. I perfezionamenti arrecati dal Le Verrier consistono nell'aver aggiunto un secondo specchio (mentre i precedenti appa1·ecchi non ne aveano che uno) il quale rac-coglie il raggio di luce riflesso dal primo e lo manda nella direzione che si vuole, ma specialmente nell'applic~zione d'un piccolo strumento, denominato alidadecol quale si può cercare nello spazio e trovare il punt(). con cui si vuole corrispondere .


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Egli è infatti più difficile che non sicredal'incontrarsi in u_n d~to punto in :ma vasta regione specialmente quando . s1 è in .un paese invaso dal nemico e quando o-lt osservatori ignorano i punti ove rispettivamente essi sitrovano. · · Basta. ricordare ch_e Biot ed Arag·o an~ati in Ispagua per completar e la misura francese ·del meridiano si cercarono l'un. l'altro per ·tre mesi senza pOtBr scoprire . i . . · . loro segnali. Facciamo ora l'ipotesi che due corpi d'esercito separati l'un dall'altro da forze ne.miche vogliano dar seo-no della loro presenza e del soccorso che possono àrre~arsi vicen~evolment~. Da un Jat_o si ~ette in opera il telegrafo lummoso, .e s_1. f~ passeggiare 11 raggio sola1·e· riiiesso in tutte 1~ d1rez10m ed a varie altezze: A un dato istante tocchi~ del corrispondente che sta a.cl osserv.a.:re lo sp:azio, e colpito dallo sprazzo luminoso e scoro-e di dove è partito. Esso dovrà quindi· diriò-ere a ~ùa volta il prop_rio sp~ccl~io rz"fle~sore .verso ~otesto punto per avvertire eh egli ~a :7rsto 11 s~gn~le; ed è appunto per trovare questa d1rez10ne . che l alidade si l'.ende prezioso. Questo nuovo strumento non ~ altro èhe ui1 tubo .di l~gno, uria specie di cannocch iale· senza lenti, nel quale y1ene a cadere un filo della luce ricevuta dallo specchio. Il tu?o. h~ a cias~una _estre~ità un piccolo foro; l'occhio post? a~l uno dei for1 va m cerca del · punto ·da cui è partito 11 segna.le del corrispondente e l a cosa non presenta maggiori difficoltà di quella con cui si riconosconq . i vari punti d'una-campagn.a à ~ ezzo d'uJ?. . cannocchiale_?omune. Quando · poi chi osserva si è accertato della pos1Z1one del su-o corrispondente, -non o-li rimane più che a dirigere il filo di luce preso dallo specchio 1·i"ftesso;e verso il: piccolo foro ~Iell'ali'dade; da quel punto esso e certo,. che 11 ,suo specch10 è sulla buona direzione d_appoichè da un Jato esso ha visto la stazione del cor~ rispondente pel forn dell'alidade e dall'altro il filo di luce che passa per detto piccolo foro non essendo che una parte del raggio riflesso dello specchio, cot esti due raggi (.filo di luc~ dell'ali"c~ade ed il r aggio principale) fa1;1no la stessa . via ed arrivano allo stesso scopo. Per c~1 ~no a_ eh~ 11 telegrafista scorge che il filo luminoso rrscluara 11 piccolo foro dell' ali"dade esso ha la certezza che i suoi segnali giungeranno direttamente al

.

325 su0 corrisp.ò~d1mt~: Per l'intelligenza poi dei segna.li non si tratta èhe d1 porre ·in movimento .gli specchi a se-:conda. dei colicerti. prestabiliti. . L'es.periep_za. ha dimostrato che il J;Uetodo è sempli. cissimo: e l'effetto talm,c.nte sicuro che gli impiegati del. t elegrafo di Nime~ che ne hanno fatto le · prove per due· mesi consecutivi coll'astronomo Le Verrier all'.e- · poca della guerra, eran giuri.ti a trasmettere cinquanta . parole in .18 minuti. . . . L'apparecchio si monta e si smonta agevolmente, s1 aggiusta · in brevissimo fompo. <:ld è di facile trasporto. ;Esso può, in . caso d'urgenza, essf)re r idotto a duo piccoli specchi da tasca ed a una canna di fìg~ra comune. · ·senonchè qui sorge una difficoltà. E noto che un raggio luminoso a misura che si allontana dal puritò di parténza va allargandosi, potrebhesi _quindi te~ere che esso possa essere visto anche da clu non _h a mteresso a nascondere i segnali. ·Difatti ftt· comprovato che a 4 chilome~ri il raggio abbracciava un'estensione dj. duecento passi nella quale lo si vedeva a luccicare nello specchio, e si potevano contaré le intermittenze di ·luce e d'eclissi. U signor Le Verrier pare abbia rimediato anche a _codesto inco_nveniente, applicando una piccola lente avanti allo sp_ecc~J.O, fa quale concentrerebbe il fascio dei raggi l ur~n1:os1. Abbiam gHt detto che in mancanza del sole s1 ricorre a preparati. Esperienze furono fatte ultimamente a Montpellier, dalla cittadella al poggio di Castelnal?- , alla presenza di molti' scienziati e nfficil).li del gemo, _che rimasero sorpresi dai risultati ottenuti.


RIVISTA DI PERIODICI ESTERI

Germania.

Jul1rbiicl,e1• {,;~. ,lòe Deulscl,e Al••mee .,,.,, frluo•i•ic. _

per l'esercito e la mal'ina tedesca). -

(Annali

Berlino.

(Dispe nsa deJl·a prile 1872.J

,!

0

Il corpo ~'eserci~o ba~a1·ese ·(von der Tann) nella guerra del i8 ,o, per 11 capitano d1 stato mago-iore bavarese UG? HELV1G. ~ ~a ~to:ia del 1° corpo d'esercito

b_avarese s1 connette coi prmcipali avvenimenti dell'ultima guerra; esso prese parte a quindici fatti d'arme·in tut~o, tra _battaglie e combattimenti minori, ed ebbe occasione di conos?ere da vi~ino le. :7arie f~si per cui pas~aron? _s~ccess1vamente gli eserc1ti francesi : coi soli Garibalchm 11 corpo d'esercito bavarese non venne mai a contatto. Nel _pr~sente articolo sono descritte succintamente le ope:raz1o)l1 del suddetto corpo d'esercito durante il primo pe1~1~d,o ~ella . guerra, v:ale _a ?ire .d~llo scoppio delle o~tihta smo a~la ba~tagha d1 Sedan; 1 momenti capitali d1 cotesto . perwdo d1 guerra sono anche trattati con una certa ampiezza e con dettao·lio. .Alla battaglia di '\Vorth partecipò la 1:' divisione solt~nto con. le sue 4 batter ~e; la 2" divisione non potè gmng~re m tempo, ~ motivo delle strade impantanate s1:1- cu~ ~ov_ette marciare. Del resto, dice lo scrittore, le -d1spos1z10m date dal, comando del III · esercito non fa-

327 cevano prevedere affatto uno scontro serio per il giorno 6 ag·osto; l'esercito doveva eseguire in tal giorno un cambiamento di fronte a destra verso il Sauerbach (torrente), durante il qual movimento il 1° corpo bavarese avrebbe dovuto prender posto tra il 2° bavarese ed il 5° corpo d'esercito. Dopo la battaglia di Worth il 1° corpo bavarese seguì tutte le oper azioni del III esercito tedesco contro ìVIacMahon, prima nella mar!}ia generale verso Ohàlons, indi in direzione nord verso Buzancy e Grand-Pré. La battaglia di Beaumont, 3Ò agosto, fu uno dei più splendidi fatti del 1° corpo bavarese, ed in ispecie della 2" divisione di questo corpo, la quale ricevette qui il suo battesimo di fuoco. Nel 31 agosto successivo il 1° corpo bavarese fu diretto- sopra Remilly e prese ivi posizione, dopo avere sostenuto un brillante combattimento contro le trl!ppe francesi del 12° corpo d'esercito (Lebrun); per tal fatto venne i rnpedita la distruzione del ponte della ferrovia sulla Mo.sa e venne assicurato ai 'l'edeschi il passaggio ,di questo fiume. · Per il 1° settembre, giornata di Sédan, il 1° corpo bavarese aveva ricevuto ordine di rimanere nella sua posizione di Remilly e di entrare poi in azione, a misura che s'avanzava l'esercito del Principe di Sassonia, il quale, a sua volta, doveva muovere · alle 4 del mattino verso la Moncelle, Villers-Oernay e Francheval. A tale ordine scritto era però stata aggiunta questa istruzione verbale, che si lasciava in facoltà del generaJ,.e 'I'ann di attaccare anche prima, qualora ciò fosse stato necessario per trattenere il nemico nella sua posizione sulle alture di Bazeilles. Si temeva cioè , che i Francesi potessero ancora ritirarsi in ten:po e così render vano il piano d'avvolgimento concepito dai Tedeschi. Pertanto il generale von der Tann credette opportuno .di attaccare senza indugio, ed infatti, colla presa di Bazeilles, egli scongiurò non solo l'eventualità di una r itirata da parte dei Francesi, ma permise eziandio agli eserciti tedeschi di sboccare con piena sicurezza al di là .della Mosa ed infine preparò nel modo più sicuro ed efficace l'esito definitivo della famosa giornata. 1


• 3.28

In questi tre giorni successivi di combattimento, il l corpo harnrese perdette circa 160 ufficiali e .z500 uomini - 125 ufficiali e 1896 uomini nellà sola battagli::i. çli Sédan: i risultati ottenuti erano bensì tali da compensare anche siffatta perdita. 0

La giterra franco-germ,anica ed il di·1~z"tto delle genti, per il dottore FELICE DAI-IN, professore di diritto delle genti a "\Vurzburgo. - Il capitolo 6° (continua7.ione V. Rivista del dicembre 1871) con cui principia questa seconda parte ùello studio ùel professore tedesco, 1;iffetie l'impiego delle truppe arabe nell'ultima guerra. Lo scrittore dice che comunque sia deplorevole il dover com~attere contro truppe le quali , come i Tw·cos, stanno ad un bassissimo livello di coltura e di educazione morale, tuttavia nulla si può opporre al loro impiego ih guerra, dal momento che fanno parte integ.ranto di un esercito regolare. In ciò egli dissente dal - belga Rolin-Jacquemyns (1), il quale, paragonando i Turcos a truppe selvagge, ignare delle leggi di. guerra ed umanità, sostiene che il loro impiego in guerra regolare tra nazioni c.iviliuate costHuisca un'infrazione al diritto delle genti. Tale paragone però non regge : gli ufficiali dei Turcos - non importa se di origine araba o francese - sono ufficiali francesi e come tali debbono conoscere le leggi di guerra, diffonderne la conoscenza nella truppa .e e.la essa esigerne la str etta osser vanza. Se così non è, ne viene per tutta conseguenza giuridica, che soltanto le singole azioni criminose possano dar diritto a lagnanza, non già il fatto stesso dell'impiego di siffatte truppe. Se non che ricordando il contegno spesso feroce ed inumano . tenuto dalle truppe arabe nell'ultima guerra, lo scrittore crederebbe opportuno che gli Stati si premunissero sin d'ora contro il ritorno di simili barbarie. La questione dovrebbe esser sciolta da un congresso di tutte le potenze convocate dietro iniziativa. della Ger-

(,1) La guerre actuclle dans ses mppol'tS avec le droit intcrnational.

.,

329 mania: « la Francia do,rehl)c obbligarsi a non più impieo-arc in .future guerre le truppe africane, sinchè questo non° fossero disciplinate al ·pu nto,. da_ non dar luogo alla ripetizione cli fott i, i quali preg~ud1carono certarnenle a~sai pii'1 l'onore della Fra~c1~ ?1.. que_llo ~he non ~bbiano leso gli inter-essi ed 1 dmtt1 de1 suoi avversa~1 ». Il congresso dovrebbe poi s~nzionare que~ta massima generale che ogni Stato belligerante, le cui tru~pe tr~scendessero a fai.ti barbari o con1u_nque contrari _a~ di. J'itto . delle (Tenti, dovesse tosto ven!re astreUo a riLirare dàl · teatro <li guem1 le lru ppe . incriminate .. Riguardo alle questioni sollevate _a pr?pos~to del t'.a.ttamento dei Francs-tfr·eurs e degli abitanti armati m generale, nel caso di levn.t~ in m~ss~ - landsturm .e massener·hebiing - lo scl'lttore dteh 1ara_ dL aderire m massima alle decisioni portate da. Rolm-Jacqu~myn~ nell'opera già cita.t~. I Fratics-~ù·eurs ~rano po.st, ben~1 . sotLo la salvagual'd1a delle leggi m1l1inr1, d?vevc1110 petò vestire dei disliutivi speciali ed osservare m tutto e pe~ tutto le praticbe della guerra lecita ed O?est~. )fa tal~ prescrizioni non venne!'O _mantenute quast mai_, e :,e s1 · riflette po i che la som1~l I anza dell a tenuta det F'.ancs- . ti·reitr·s col costume naz10nate dava luog~ a? ogm ~orta di abusi ed inganni, non deve far ~~raviglla ~h~ 1 _Tedeschi non abbiano fatto sempre la p1u ~trett~ d1st1.nz10ne tra i Jt'rancs-ti?·eurs e gli altri borglH~iam. colti_ colle armi alla mano, trattando invece gli um e gli altri coll3: stessa seYerità. Coloro che accusano cotesto modo d1 procedeJ'e de i Tedc~c;hi scamb iano evidentern~nte dne. cos~ · ben distinte fra di loro, cioè i corpi franchi org·antzzat1 militarmente, colla levata in massa. Fu queslo a~puuto un grave errore dei Franc<;si, dice lo_ scntto~·e, d1. av~r voluto dare al sistema dei Frçincs-tirew·s 11 caratter~ della levata in massa, rifìut andosi ess i d'altra parte eh subire le conseguenze d'un congruo_ traltan~e~to. Del r'esto, soggiunge poi l'autor~ , non vi fu mai, m t.utt~ la guerra, una vera levala m. mas~a _delle, popolaz1on_i, e fu meglio per ambo le parti, P?_iche cosi s t sono_ evitate e lo severe rappresaglie e 1 unbar_azzo non lieve, se si fossero voluto · attuare sino all'ultima lo_ro. conse: guen7.a _ deportazione in Germania e 10 anm di l avori. forzati. .A.!'il'iO xvn, VoL. 1•


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330 N~l capito~o susseguent e .lo scrittore passa in esa'me' le, _smg~lc n~1s~re _prese da: Tec~e.schi., noi dipartimenti occupat,, per _1 epi::unere atti 0st.1lt delle popolazioni, e pr?v~ c.he. ta.~1. misure erano pienamente conformi ai prmc1pi1 d1 dmtt o internazionale. , L'~~titn_zione di speciali tribunali di guerra non era., n,e p1u n~ meno, cl~e una necessaria cor.1seguenza del1 OC(:upaz1one. ~\ . ~mno. ?spetto può parere eccessiva durezz(N che questi tnbunah non potessero pronunciare altra pena f~orchè quella di morie; ma., osserva lo scrittore, m _prat1c.a tale_ du:ezza veniva di molto temperata col diritto cli grazia riservato al sovrano. · .Nel rrende,r:e poss~sso di Bea.nvais i Tedeschi avevano nunaçcia~o d 11~ce1:i,d10 le case, qualora· gli abitanti si fossero rifiutati d1 consegna.re le armi, o n el caso che le truppe fo~s?ro state sorprese nei loro quartieri. Secondo l? _sc1.·1tro~e, cot~sta. mis\ira aveva pur{lmente lo sc.opo ~1 1~ t1m1c~1re glt ab1tant1 e rimase sempre allo s~_ato eh_mma~cia, non essendo noto alcun caso in cui l mcend,o. ve~us_se posto aù effetto pei soli motivi più sopra add1 tati. . f'urono_ pure attaccati quei speciali provvedimenti. che 1 ~ ~des~h1_dovettero pre_ n dere per impedire l e frequenti 91strm1oni de,Ue ferrovie. I Francesi, non · contenti di rnterrompere 1e con:rnnica~ioni dei Tedeschi, speculavano su~la co~npl<~ta r?_vm~ de~ ~onvo&'li, ~ccuìtando le t raccie dei gu~sti or~erati. Rrnsc1t1 vam gh ordin arii mezzi di repressione, 1 Tede_sch i ricorsero all'espediente di con<l.urre seco l~ro net_c?nvog·li i sindaci ed altre notabilità d~1 paesi prossmu alle linee minacciate. . Rolm-Jacquem1ns e mol~i altri hanno vol uto scorgere m qu~sta nuova misura un ritorno al sistema deg'li ostaggi, eppe~ o la condanna~ono come contraria al diritto delle genti. A~ c?~e l? scri~tore risponde, che in tal caso non ~rattava_~1 gta d1 punire 1~ co lpe altrui in persone affatto 1~~o?et1, . ma _so!tanto ~i n:ettere un freno ad uno dei 1 11tfa .che _srenst giammai conosciuti. pm=> m amt e~ I ur ~rop~o 1 fatti add1mostrarono che neppure tali mezzi s:raordrnari _non ottennero sempre lo scopo sperat o. Pert~n~o. lo ~cr~tt-o~e crederebbe più efficace di adottare, irÌ coatta,. , co me g1'à ss1m1li i t'casi, 11· sistema di. sorveo-lianza i:, , pra ica pe1 tel egrafi : 1 guardiani presi, lì per lì, s ui

33{ luoghi stessi e disposti, a brevi intenralli, lungo le linee più esposte dovrebbero rispondere colla loro vita di ogni guasto a vvenu to su l tratto affidato alla loro son•eg'lianza. Rolin-Jacquemyns h a inoltre osservato, n,31l'opera. r i- petnta, che i Tedeschi trattarono con assai maggioro mitezza n ell'Alsazia e Lore na, che non nelle altre provincie della Fra.ncia, e quali fica ingiusto codesto procedere, perchè basato sopra riguardi politici, invece di esser informato alle sole necessi Là di g-uerra. Dahn giusti flca l 'impntata differenza nel trattamento delle varie pros:incie, a-<lducenrlo come all'epoca dell'oc,cupazione dell'Alsazia e . Lorena la guerra non avesse ·ancor preso quel carattere di feroce ribellione, che più tardi, dopo S6dan, indusse i Tedeschi ad adottare provvedimenti lJen più severi e s pesso anche straordinari. Altro a ppunto I venne fatto ai Tedeschi circa alla requisizione forzata di l avoranti frances i per iscopo di costruzioni in genere. A sgraviv dt tale imputazione, lo scdttore cita i criteri di vari autori e dello stesso V ergé francese, i quali sono t utti d'accordo nel riconoscer e, che il vincitore è in diritto di esigere l'opera del vinto per far eseguire quals iasi l avoro. Di fronte a così esplicite ed autorevoli dichiarazioni, dice lo scrittore, è per lo meno ozioso di discutere , se i lavoranti francesi sieno · stati impiegati o no anche in lavori strettamente militari. Infine il professore tedesco combatte le accuse , cui fu fat ta segno quella disposizione sovrana che vietava alla popolazione d'Alsazia e Lorena di entrare nell'esercito regolare francese. Prescindendo dai motivi politici che hanno potuto consiglial'e una tale misura, è affatto fuor di dubbio che la Prussia era nel suo dir itto di farlo, dal moment o che oggidì non è piLt permesso di levare recl ute nei dipartimenti occupati dal nemico, oltrecchè appare evidente che questi de bba. cercare di impedire, per quanto st a in l ui, che l'esercito avversario possa r icever alc un rinforzo di qualsiasi natura dal proprio paese. . In quanto alle pene comminate per il caso d'ifrnazione al divieto - confisca dei beni ed esilio per 10 anni - lo scrit tore l e teova non solamente giuste, ma in tutto e per t utto ragionate: essendo l a per dit a dei


33:&

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liéni l'u~ic~ pena possibile, allor;chè l a persona del col-pevole s1 sia sottratta alla giu!,tizia, mentre <l'altra parte non <lev_e certam~nte tornare troppo dui·o l'esilio a c · ~ot,an_to 1~1porta eh essei·~ e rimanere francese . Connmqu~~ è ce1 to che la Ge1·ma111a doveva avere il massimo in~er~s~e ~ t~ner lon~ani, poi primi anni almeno, q negli md1v1dm che a mol1vo de1 loro sentuuen ti tro O :::. inii avr.e bbero potuto suscit~re_ delle difficoltà alla ~~r~i~niz~ zaz10ne delle due provmc1e conquistate.

_Stato sa1:-z·tarz? _dell' ese1·cito 1·usso nel 1.870. (Dal Gzorna:te ~z 1;w~tzcrna ?"USso). - L' esercito russo conta

~ spe_c1e cli ~tab!limenti sanitari per accoo-liere e curare 0

SUOl malati, CIOè; .1. Spe<lali ~ili_tari ossia stabilim~nti sanitari autonomi ed affatto !ndrp~ntlenti dai corpi di trupra. . 2. Laz7:are~t1_ Oi'ìsta ~uf:ermerie di truppa che si istit~11~cono cfa.1 coi ~H me?es1_m1 nello gu·nrnigioni in cui non r1s1edon? spedalt m1l•ta~·1, oppure nel caso che questi non ablHano posto suffic1~ntc per ricoverare tutti i malati. . 3. Camere per ma~at1,_ presso i singoli corpi di truppa destm~te _a porg·e_ro ai_ m1l 1tari le prime cure in caso Ji n:,alatt,a 1mpron_1sa; ciò, ben inteso, quando nel luo 0 d1 stanza non esista alcun lazzaretto. g In_fine i ~al~ti_ ~1ilitari pos:sono eziandip esser curati negli sp~dal1 c1:'1lt ver::;o pagamento di una data tassa, DSSat_a <lt anno IO anno dal governo, O YICeversa i borghesi _trovano, al_le stesse condizioni, la più premur·osa accoglienza negli spe<lali militari. . Il n_urn_ero deg.li spedali militari, nel 1870, era di 82 .1 quali d~sponevano complessi,·arnente di 27 Gl4 1 tt" 1 Eccettuati G spedali s ituati nel 'l'urleestar cli' c -. e · , d·t· ffi·· . ' . . lll manc,mo .,1 1 su c1enti, s ebbern ne1 runanenti in t tt 204,9~1 Cl~rati, 78, 72 % dei quali e1·ano militart1 i~ serv1z10 attivo, 12, G;:; 0/ militari in congedo O 1· 3 05 o/ . d" ·,1 . o 1conza, , o In 1v1>'~1 app,wtenenti a famiglie di militari e 0 5, 58 /o borç·he~1. ~a per1;1anenza media individuale agli spe~ah fu _di ~1orn_1 30~ 6; di tutti gli informi entrati agl1 spedalt m11Jtar1 uscirono guariti 83 59 °/ ·mo ·, 4 7<'°J f · · . . , o, rnono , u ,1 0 , . urono rmv1at1 come mcurabili I, 45 °/ e rimasero _m . cur~. alla ?ne d?ll'an no _10, 87 °fo. La ';n0 rtalità massima ve11ficoss1 negli spe<lali di B,ostow (13, 19 %) e 1

333 d i. Parekow (11, 64 °/.), la mortalità. minima in quelli di vVank (1, 6 %) e di Alexandropol '( l, 11 °fo). . La spesa tolale d i mantenimento ~egli spedali militari ascese a lire 15,384,435, nella quale somma non sono però comprese le spese per trattamento clei militari curati negli spedali civili e per acquisto di provvigioni. Ogni m alato cost<'.J q_uindi lire 8 l ,30, e non tenendo conto delle spese <l' an;uninistrazioue lìre 46. 85 soltanto; la. spesa m edia per ciascuna giornata di trattamento fu rispcttivamen te di lire 2, 46 e lil'e 1, 53, · secondo che si comprendono o no le spese d'amministrazione. Le infermerie dei corpi (lazzaretti e camere per m1:1lati) sommavano assie me a 5G5 con 24,273 letLi, non comprese però quelle delle truppe stanziate in Siberia e ne~ TurJrnsLan. La. t.otalit.it elci cul'ati ascese a 288,263, cli cui 75, 5 °lo appartenevano · ai corpi stessi che avernno install a Le le de I Le infer me r ie e 16, 7 °lo ad altri corpi; 3, 5 °10 er ano mrltari in congedo o licenza, 1 % mogli e fig li di mil itari e 3, 3 °lo borghesi. Il numero dei guariti elevossi al 92, 79 °[0 , quello <lei morti al 2, 53 % sul totale <le i curati. Il coslo delle infel'mcrie fu di lire 4,334,255, la qual somma r1pa1-tita s ullit toLalità degli infermi dà una spesa media di lire 17, 58 per ogni sing,>lo malato. La permanenza mecria indiv iduale essendo s tata di g iorni 17, 6 risulta che il costo di ciascun malato importò lire O, 90 per ogni giornata di traL!amento. Nello stesso anno 1870, 581 speciali civili accolsero e curarono per conto del ~ilinistero della: guerra 92,740 i;nfermi così specificati: 4G, OG 0to militari in servizio attivo, 32, 98 °r0 m ili tari in congedo o licenza e 20, 9G °lo ind ividui appancnenti a famiglie di militari. La permanenza media individuale fu di giorni 31, 4; sµl totale dei curati g·uarirono 82, 33 °/., ne morirono 7, 0;:; °fo. La somma pagata dal Ministero della guerra agli spedali civili ascese a lire 7,205,377 complessivamente oss ia l ire 7G, 51 per ogn i m·,lato; il trattamento giornaliero di ciascun malato cosLò quindi lire 2, 44. Riepilogando i dati suesposli s i ha che la permanenza media iudividuale fu di 30, G giorni per i malati degli speùali militari, di 31, 4 per quegli degli speciali civili


33!.

33~

e di per 1· ma1at,·,1. a1.l e infermerie . . rP ·cr· . 17' 6 g·iorni t a 1I. La proporzione dei mrdati ~-n·' . . . . Js,, 1::iennegli spedali militari, delr'sz· 3·!?0/'r1L1/lu dell83, ,:if)_°fo 0 1 e del 9'? "19 °/ Jlell · f . ' 10 neo spedalt civili "'' o e IU e!'P1"l'le' Q l l' d . j rispettivamente al 4 79 •Ò!v ;:,1 h~eo?a 6 1 ( <:.ses,si ascese , i:JO / / 1 · ·. . ' o• e 2 o3 °/ Co }) ~SS!V::tmente Sl ebbel'O c1nin<li 1'87o l o/ 1· . o.'. .. me il 4 18 °/ d' i · . : i. o Cl guar1g10n ., . o i_ e ecess1 sulla totahtèt dei curati Il costo rned10 del lti' t · . . ~ ' • 1 _ fu di lire 81 30 ~an e ~ir~ e lLO dL c_i~~cn_n malato 0 76. 5l o/ ... ~ . , pe_r ~l~ . spedah m1lttar1, di lire ·. , o P~r ,:,li speda.li cmli e di lire -so; . 1e rnfer~ne1:ie dei corpi' ossia lire 2 46, lo per p er ogm g10rnarn. di trattamento. ' , ;;:., , e 0,90 Il confronto di codesti d t" . 1 1 . vantaa()fo delle , infer1n-e .· a,i_ r 1( on~ a di gran lunga a . o,:, , .110 CJe1 corpi e non 1 . spetto alla perrn·menia . . · , ;. so o per r1rispettq alla spe;a. . e mortalILA, ma ben più per

o/

r "'44'J

L'articolista osserva pePciò a . . nell'interesse dell' amm· , · t . . ' ragi_o~o, che sarebbemacrO'iOr<, svil < . n11s .ra zione militare da dare un 1 11 e c~~ceclere è ;nfermeri_e (lazzaretti) larghezza nel funzionarncnl~o.11i1e a maggior possibile

;iri :1 (~~:: ~;11t~ ?

Vi~ililriscl, e J8liWfet•. _

Berlino.

(Dispensa del marzo l87.2ì,

. n _co7:iba{tim.enlo

cli' Spiclwi·en. - In

.

.

s1 esamma il combattimento cli S ;·c11 .. . qu_est~ articol o . d_al p~nto di vista stra.te ico. Fatt p, e1 en specialmente situazione generale dell! due ~ ~m bre_ve sun~o della de~ combattimento e1:l a ~arti belligeranti primaprm cipali caratteri;tiche s~mmariarnente le scrittore sottopone a se,rer c?t~1 attime~lo stesso , lo . · a cri ica le disp ·. · · cl 1 corpo di Frossard u· eual , . os1z10111 e carico di guarddre e , ficomef e noto, ~veva l'.inSaarbri.ick. con me rancese r impetto ~

3~fnnatrb

il .

'.fale còmpito secondo l' r l'1 meglio assai, s~ Frossard a~~~~o ~~a, si sarebbe adempito · 20 corpo presso Si. Avol d . ~. rnna.'~to col grosso del piccol i distaccamenti _ s~ l!m;t~rloSl a ma~dare alcuni e l unrro la frontiera Al pra u_ o cavalleria - verso .c heret tro1ipo addo~sata c~rrar1ofi: l a posizione di Spicon ne, non favoriva nè

,,

l'offensiva, nè la difensiva, essendo · essa egualmente disadatta a . copl'ìre e dominare i passaggi della faìar, Attaccato, il corpo di Frossard si difende accanitamente e con bravura, ma infine le condizioni sfavorevoli dei fianchi lo obbligano alla ritirata, la quale chissà quanto poteva riuscire disastrosa se lo scontro non fosse stato troppo impreveduto dai Prussiani . Ma a parte l'errore che trasse i Francesi ad accettare combattimento presso Spicheren, l'articolista fa loro un appunto per essersi battuti sino all'ultimo soldato in quella posizione, pe1' se stessa insignificante. Frossard dice ben:;ì di avere dovuto proteggere la ferrovia e le provvigioni accumulate in Forbach; ma, osserva giustamente lo scrittore , le ferrovie e le provvigioni ci sono per l e truppe, non gi a viceversa queste per quelle , a cui difesa si hanno forti o fortezze . Che la lotta sia. stata sostenuta con tanto accanimento torna certamente a lode ed onore dell'esercito francese, se noh che sembrerebbe che le riserve sieno state, in parte, impegnate nel comùattimeiito senza che Frossarcl ne avesse dato ordine. Se però lo scriHore si mostra severo . nel giudicare del fatto di Spicheren, tuttavia egli non può a meno di riconoscere che al g·enerale Frossard null'altro si. possa add-ebitare fuorchè di essersi lasciato battere , , mentre non r icadono ègnalm1.mte a suo Cftrico le uJ.tèriori conseguenze di quella sconfitta .. Concludendo, lo scrittore dice che il combatt,imento di · Spicheren ha dimostrato anche una volta, ed in modo evidentissimo, che il sistema de.i cordoni dif~nsivi più non r egge ai nostri tempi, e come sia falso il principio che quanto più le truppe si estendono, tanto maggiore è l o spazio da loro difeso. « On ne périt que par la defensive ! »

L a gue1·m del 1810. - Considerazioni ed impressioni di itn u ffici'ale,,·,usso (generale Anenkoff), Traduzione dal russo. - E } ft contilrnazione e fine di una pubblicazione interessantissima. incominciata fi n dal maggio dello scorso ann o, e che bisognerebbe tr adurre integral mente per· poterl a. ~1pprezzare meritamente. Quest'ultima par te tratta delle disposizioni prese alle


336 spalle degli eserciti belligeranti, vale a dire, dell'organizzazione dei servizi di tappa, del servizio ferroviario e telegrafico, e degli stabilimenti sanitari. ·

Idee sul combatti·mento· ùi ordine sparso cli fronte al fiicile a retrocai·ica. - L'introduzione · del fucile a retrocarica ed il successivo perfezionamentp di quest'a.rme hanno talmente accresciuto l'imporlanzadcll'ordinesparso · nel combai timento, che oggidì tutti gli eserciti han-no r ivolto la prineipale loro attenzione a codesto ramo dell'istruzione tattica; cionondimeno sarebbe un grosso Ct'rorc, se · si volessero trascurare gli esercizi tattici in · ordine chiuso. Lo scrittore del. presente articolo è anzi del parere che l'istruzione tattica. in ordine .chiuso s ia in oggi ben più importante che non per l'add ietro, r avvisando in essa il mezzo migliore per infondere e r,,.f-. fermare· nella. truppa quel sentimento istintivo Ji coe- · · sione, cotanto necessario nell'ordine sparso, il qual<~, peL' sua nat ura, tende ad indebolire i legami materiali della t ruppa in se stessa e col proprio comandante. Riguardo all'i rnpiego stesso dell'ordine sparso l o scritore combatte l'opinione di coloro che vorrebbero ge-:neraliz1.ata codesta formazione per tutte le truppe in~-:-; pegnate direttamente nell'azione, e sostiene che soltanto . · per la prima linea di combai,timenfo l'ordine sp~irso può offrire un vantaggio vero e reale. Per regola il numero dei cacciatol'i non dovrebbe eccedere il 114 dell'intera t ruppa, altrimenti diviene illusorio l o scopo· dell'ordine sparso, che è quello di presentare il minor possibile bersaglio ai colpi del nemico; la foi·mazione della ·compagnia prussiana su tre plotoni non risponde bene a codesta es igenza, epperò lo sc1;ittore proporrebbe un nuov_o r iprLrto su quattro plotoni. Crede pure l o scrittore che solo in casi eccezionali sia necessario di avere uno speciale soslegno per la catena dei cacciatori, mentre in' via normal e, seguendo la tattica delle colonne di mezzo battnglione - sistema perpendicolare- i cacciatori trovano appogg·io immediato n ella truppa che cuoprono e che è pure la loru propria. : .. L'articolista disapprova il sistema di stendere intere compagnie _per cuoprire il fronte di parecchi mezzi battaglioni, poichè tal sistema offre l'inconveniente gran-

· 337 d1ssirno · di confondère pòi tra di loro, nell'avanzarsi delle colonne d'attacco, i vari riparti di truppa. • La sezione di coda è quella: che per massima de.v 'esser e impi egata di preferenza .nell'ordine sparso, vorrebbe_però -lo scrittore ·che venisse apche spesso esercitato 10· stendimento della sezione di testa, avendone l'ultima g·uerra adqimostrata" l'util ità in più d'un .caso. · . · · ·. .Scendendo ai particol nri intorpo all'ordine · spa1:so lo scrittore trova che . il riparto della catena dei cacciatori usato dai Prussiani non è punto pratico: .i gruppi sonp troppo forti, e per contro le sin gole file t roppo deboli; egli proporrebbe perciò di adot tare il sistema usa.to da noi e dai Francesi, quello cioè delle q.uackiglie. Lo scrittore si estende poscia in minuti dettagli si.1lle distanze tra gr1:1ppo e gruppo, sui movimenti e sui fuochi ' della catena dei cacciatori. · In quanto alla direzione della catena, essa dovrebbe effettuarsi per mezzo di cenni convenuti, quando già non sia possibile di dare a voce i rispettivi avvertimenti; i segna.li di t romba dovrebbero essere semplificati e ristretti a.i c,., si più necessari. Nell'ultima_. guerra gli uffiziali del r eggimento cni appa.r teneva lo scrittore eransi provveduti di piccoli fischietti, e se ne servivano con mo lto profitto per chiamare a sè l'attenzione dei soldati. Sarebbe bene che tal sistema venisse adottato generali11en'.l:e e, vorrebbe lo scrittore, che anche i soLt'uffìciali comandanti i mezzi ploton i and.assem provvisti di codesti fisehietti; tutti poi i sott'ufficiali dovrebbero r icevere uno strumento .semplice per misura.re le distanze, simile a quello intr:odotto nell'esercito sassone. , . ·· · Nell'esa.mo del-le singole questioni relative all'ord ine sparso l o scrittore h a preso norma. dalle teorie pruss iane, epperò le sue proposte sono rivolte in ispeci~ all 'esercito pruss iano; l'articolo era scrjtto ancor · pr ima , clrn yenisse alla luce il nuovo regolamento d'esercizio prussiano, ma l'autore ha tenuto calcolo anche delle innovazioni portate da quest'ultimo, aggiungendo al suo lavoro moltissime postille. Le più lunghe e cele'r i ma1·ci"e di tiiUi i tempi. -'(Continuazione, vedi Rivista del settembre 1871). - Con-


338 -tiene la: narrazione storico-militare delle seguenti marcie importantissime r,er l'influenza decisiva ch'e~se eùbero nell'esito felice delle opera1.ioni cui sono collegate: 1"' Màrcia del maresciallo di Lussemburgo da Vignalrnont presso Liegi si110 a Oudenarde sulla Schelda nell'arino 1604. - Guerra dei novo anni (1688-1697). 2" Marcia ed operazioni di Carlo XII da Varsavia, contro i Sassoni comandati dal maresciallo v. Steinau nell'aprile 1703. 3" Marcia dello stesso contro i Sassoni comandati dal generalo v. Schulernburg verso la flne del 1704. Queste dne ultime sono tratte dalla gran guerra nordica (1700-1721).

339 Caspio, essendosi ril)el1ate, dai porti orientali del Caucaso salpù un distaccamento per ricondurle all'obbedienza. L a narrazione della spèdizione di tule distaccamento nel d?s~rto presen_ta un certo i_~tercsse, impero.cchè da essa s1 ricava qualt e quante d11ficoltà tecniche e amminis~rative_ devono superare le truppe in un paese sprov""l'lsto d1 ogni cosa, come pure quali sono i mezzi che si devono prendere per superarle .

Il corpo di speclizi·one di Krasnovodsk negli· anni :1869 e 1870. - Narrazione di un'l:iltra spedizione nei deserti tra i mari Caspio e d'Aral, più diffusa ed istruttiva dell'articolo precedente.

Osservazioni s11,lle sciwle degli aspiranti' itfficiaU. -

Russia 'IToienni

§7,.,n•ic' (Raccolta Militare di Pietroburgo). (tlispensa del marzo 18i2).

lv.lateriali per la descrizione militare delle att-uali frontiere della Russia coll'Asia. - La direzione della Raccolta J.}lilitw·e mmuncia, che, cominciando dalla pre-·

Delle m,il7Ytgliatrici. - Due conferenze tenute nella Scuola d'artiglieria. Nella prima l'autore esamina la q~1.istione se le miLragliatrici furono o no utili all'esercito _francese e se l'adozione di tali armi per parte di q? ~s1 tutti gli eserciti ~uropei sia abbastanza giustificata. Nella seconda determma la sfera d' azione di queste macchine da guerra nei éombattimenti. L'autore si chiarisce caldo sostenitore delle mitragliatrici. L'articolo, oltre a molti dati ricavati dalle esperienze dell'ultima guerra, contiene interessanti particolari sul tiro delle mitragliatrici russe.

sente dispensa, si darà principio ad una serie di articoli sulle frontiere della Russia coll'Asia. Dopo un elenco delle opere e carie riferentisi alle singole regioni del co?fìne ru~so-asiatico, se~ue la, . descr~zione c~ella più orientale d1 esse , vale a dire <lell 1sola eh Sachalin. L'autore dell'articolo, colonnelJo VE.)lINCOF, dopo una breve notizia storica su quell'isola, ne tratta in modo assai particolareggiato la geografia matematica, l'idrografia, la to~ografia, le naturali produzion i, la popolazione, e concluucle con alcune considerazioni militari, dalle quali risulta che il possesso di Sachalin non presenta ai Russi, alm~no p~r ora, se non pochi e lievi vantaggi.

tico delle mitl.'agliatrici.

Rep1·essione dei clis01·dini scoppiati nella penisola cli 1vfanghischlak nel i870. - Le popolazioni nomadi di

Parallelo fra l'ordinamento del sei·vz·zw sanitari<J in Russia e ùi . Prussia in tempo cli ,querr·a. - L'au-

quella penisola, situata sulla orientale riva del mar

..

Que~te sc,~ol?, dal!c · rfuali si recluta la maggior parte degli uffìctah russi, si trovano, secondo l'autore, in uno s~ato assai soddisfacente. La discipl ina v i è buona, l'istruztolle fatta bene e con frutto, lo spirito militare eccell ente. Lamenta soltanto il poco sviluppo che si dà in tali stabilimenti ai lavori pratici , quali sono la lettura delle carte e piani, l e levate a vista ' le ricortnizioni il . b ' faro al beTsaglio, il manovrare applicato al terreno, ecc.

. Le rnitragli'at?·icz". -

Brevi appunti sull'impiego tat-

to:r:e, esposto l'ordinamento di tali servizi in Russia e


340· in Prussia, e messi quindi' a confronto i clue sistemi si dichiara fautore dell'ordinamento prussiano, indica~do principali difetti dell'ordinamento russo la scarsezza dei .rned~c.i,. il numeroso. personale amministrativo e la poca mqb1hta del materiale. Propone cho ,- atteso l' impor-. t anza sempre più crescente del serviiio sanitario s'istituisc~no presso le principali · legazioni dip.lomaticJ{e della Russia addetti medici. · Sull'i'stititziòne delle sale cli· riwiione per- gli ,ufficiali. - L'autore tratta cli una delle quistioni che maggiormente preoccupano la società militare russa. Dessa ha una maggiore importanza in Russia che altrove per le condizioni sfavorevoli di vita di gran parte de.,li ufficiali obbligati soventi a tener guarnigione in picgole ciWi ~ pers ino in villaggi, e privi per lo più di meni di fortuna. i ctubs militari si rao·o·iuno·erebbe un tri1)lico Coll'istituire • ::-,o V scopo: s1 perfezionerebbe l'istruzione cleo·li ufficial i se ne ria1zerebbe il morale e se ne miglioretebbe le co~di. zioni economiche. Episodi delle , J.v_[efnorie · di un vecchio cosacco. g-uerre combattute dai Russi contro i montanari del Caucaso . Rivi·sta bibliografica. - Risposta all'autore dell'artiC~)lo: Fii p1·e.sa o no Se~astopoti? Della guerra o:ffensrva sottornarm~ . ~ sped1z10ne americana al polo nord. (Raccolta mar-zttima 'f'ussa, numeri 11 e 12, 1871). I,a, campagne de 18_70 jusqii'au premier septernbre. · Les causes de .nos clesastres. · Rivista milita1·e dell'interno. Rendiconto del Coper mitato degli studi dell'Accademia di stato mao-o'iore 0 l'anno scolastico 1870-71. - I battaglioni cli c~cciatori ne.i 1871. - Decisioni del Tribunale supremo di guerra. lli'vista milt'tare rlell'este1·0. - , Stati Uniti d'America.

.

Austria. -

Germania.

3H

Svìzzera

.Revtte i'll.ìl.t,~i-,•e Sttisse. -

Lausanne.

Rapport siw la .9a1·de cles fronti'ères pendant la giter",·e franco.:.auem,ancle de 1870-71 et notarnment s,u r l'entrée et l'ùiteniement dans le caiiton de V aiicl. cl'ime portion cle l'armée (mnçaz·se de l'est. - Da cotesto elaborato r apporto, che occupa parecchi numeri della Re,vue .1vlilitaire Suz·sse, r isulta che tutte le truppe scelte del contingente :federale fecero il servizio di frontiera, all'infuori di due compagnie d'artiglieria (N. 34 di pos~zione e N. 82 del treno dei parchi); anzi . quest'ultima dovette . anch'essa 1somministrare un cotal numero cl'uo~ mini pel treno di linea. Vennero ìnoltre chiamati -sotto ·le armi molti ufficiali federali del cantone di Vaud, informièi e soldati del treno pel servizio delle ambulanze e man mano. tutt.e le compagnie di ·fanteria della r iserva federale, nonchè i batt aglioni N. 3, 4, 5, 6, 7 ed 8.. della r iserva cantonale e finalmente un certo numero 'di contingenti locali pella sorveglianza alla frontiera e pella guardia e scorta cli rifugiati francesi. Queste varie chiamate· si riferiscono a quattro fasi principali, che corrispondono appunto agli eventi più importanti della lotta impegnata al di là delle frontiere svizzere. La l ."' f~s e comprende il periodo luglio-agosto 1870, in cui furono chiamate alle armi le truppe scelte delle cinque· di visioni' federali n. 1a., 20., 6", ·7"' e 9a Il cantone di Vaud , le cui truppe appartengono in massima parte alla 3"' e 4a divisione , non somministrò in codesta chiamata che un battaglione ed una compagnia d'artiglieria. Al contrario altri· cantoni e special_mente Berna fornirono un grosso contingente. I motivi di questo largo appello, quale manifestazione nazioi1ale , furono svòlti · in molti r apporti ufficiali, da cui si scorge che il principale si deve ascrivere allo stato d'ansietà prodotto in Europa dalla brusca dich.ia-


342 razione d~ .guerra . fatta dalla Francia alla Prussia e d?lla dects1one presa dagli Stati dell'Allemagna del sud ~1 far c~usa ~omune ~ol~a Pr.ussia. . Da detti ~'apporti si , ede par1:nemi quale sta stato 11 n:oti~o per cm le truppe fede:al 1 siano st~te ?Once1:tr~te, ;1e1 pnmord i della guerra, s~ecial mente net dmtorm d1 Dale e nel Giura Berncse. temeva, dicono cotesti documenti, che la neutralità di quella parte cli territorio federale potesse essere violata da truppe francesi che intendessero servirsi del pont~ di Bà.le p_~r invadere la GG!'mania. E fu appunto per?1ò che la piu parte delle milizie svizzere vennero scJ11~rate .contro la .Fra~cia e ?he solamente una parte minima di esse fu 1pcancatJ. dt sorvegliare la frontiera allemanna da Bàle a Sciaffusa. Q~esta prima ~ase _degli a:7venimenti ebbe prestissimo ternn~e r,er la v1ttorios~ o~ensiva degli ese,rciti get·rnamc1. 1~ 1!-1 daJ;lo scorcw d agosto 1870 il teatro deUa lotta d:c1s1va sera allontanato dc.11la frontiera svizzera, per cm tnt~e le truppe federali poste in armi, e lo stesso stato maggiore, vennero licenziati. . E. qui ha princi~io la seconda fase delle mis.ure militari pres.e dall~ Confederazione; fase assai più calma. per .la. S1:1zze~a. m_ ge~~rule, . concìo~si~lchè le principali operaz10111 degli e~erctt.L belligeranti st fossero concentrate attorno ~ ~'lf tz, Stras~urgo e. Parigi prima, poi a~torno a Pa.r;1g1 e sulla Loira. In cotesto momento non s: tra~tava prn per la Svizzera che di vegliare agl' inc1dent1 che potevano produrre le operazioni secowlarie ~he avean lungo nei dintorni dei confini, spècia'l mente 1~ J\.l~azrn. durante gli assedi di Strasburr·o e di Belfort. E cosi i;ioche truppe stavano ali' erta ~ulla frontiera n,:entre 11 gross? dell'esercito federale, truppe scelte e 11serva, tenevas1 pre1)arate a muovere al primo cenno telegrafico. La ter_za fase data. dalla metà di gennaio 1871 durante cm vennero chiamate sotto le armi successivarnen!e ed. ~ brevissimo intervallo di tempo quasi tutta la. 3 d1vtsione, tutta la 4"' e la 5"' rinforzata ancora dai ,contmg·enti locali e dalle riserve, ed ebbe termiii.e coll,mterna~ento ~ella Svizzera dell'esercito francese dell e~t. ~cl e. specialmente su cotesto importante periodo che s aggira 11 rapporto.

S:

34,3

È noto infatti che l'esercito coma.ndato da Bourbaki dopo aver urlato invano il 11 ed il 18 gennaio · contro le linea g·ermanicbe scaglionai.e snlla Lisaine, s'era posto in ritirata segu ito davvicino non solo da ·werder ma stretto anche ai fianchi da Dòle e Salins dalle truppe del g·enerale l\fanteuffel, cosicchè di necessità esso dovea sp in gersi verso la frontierà svizzera in tutto od in parte, e far nascere quindi ai fuggenti ed agli sban-dati la tentazione di rifugiarsi nel territorio neutro. Solo il 28 gennaio le autorità svi1/.zere ebbèro contezza precisa della gravità della situazione. Seppero come il generale Bourbaki avesse tentato di suicidarsi, lo si credea an::::i morto, e come l'esercito suo in pr~ma rotta s'avvicinasse a Pontarlier col probabile intendimento di sfuggire alle strette del nemico per l\iouthe e pel dipartimento dell' Ain, e se an,che cotesta via gli fosse sbarrata, di ,gettal'si in Svizzera; siccome infatti avvenne. Qui i rapporti si occupano dettagliatamente del modo con cui le autorit,\ sviz1.ere ebbero a provvedere con immane fatica e ricev.ere e far campare tutta codesta 0 ·ente la cui condizione era veramente straziante. Si avrà. un'idea della grandiosità dei provvedimenti quando si sappia che nel solo cantone di Va.ud, siccome risulta da accurata statistica, furono alloggiati e nutriti dal 1° al 10 febb raio inclusivamente 23,386 uomini senr.a calcolare quelli di passaggio ed i quadrupedi, il cui totale non sale a meno di 63,000 uomini ed 8,700 quadrupedi (cifre rotonde), vale a dire due terzi quasi dell'intero esercito dell'est. Arrogi che stanfo le privazioni e la crude1.za della stagione il numero degli ammalati francesi era straordinario, dimodochè nel can.tone suddetto dovettero crearsi 33 ambulanze senza tener calcolo dei ricoverati dalla carità privata e dalle ambulanze di passaggio. Troncando la descrizione dello stato deplorevole delle truppe francesi, di cui si poterono leggere a sa~ietà. i dettagli nei giornali cli quell'epoca, ci pare cosa 1~portante il rilevare come dai rapporti in questione apparisca che, se per conto dei comandanti dell'esercito fuggiasco si fosse adoperata alquanta più energia e maggior calma, una buona parte di esso avrebbe potuto giungere per la strada della Foucille sana e salva nel bacino del Ro-


344 dano, come avvenne infatti per. le colonne guidate dai generali çremer e Dressolles, ammontanti a ciroa 9000 uomini. · I r apporti constatano inoltre che, se in generale per conto degli ufficiali frances i (non si dimentichi che in parte erano improvvisati) fuvvi indolenza assai e poco rigual'<lo '°e1'so le loro truppe, dall'altro canto non si ebber o disord ini di l'ilievo a lamentare sotto il punlo di vista della condotta e della disciplina. Le operazioni relative al rimpatrio, giusta l'~rticolo 6 dei preliminari di pace tra le potenze bélligeranti, avl'ebbero dovuto cominciare ai pl'irni di marzo, ma il Governo non essendo ancora preparato a riceYere cotal massa d'uomini, si dovettero protrarre fino al 13 e durarono fino al 24 di detto mese. La quarta fase della chiamata delle milizie federali non riguarda che il servizio prestato successivamente da contingenti locali per la sorveglianza degl'znternati ed alla frontiera contro la peste bovina. Le autorifa\ svizzere ebbero certamente sempre a lodarsi dello ,1elo con cui risposero all'appello e fecero il servizio le m ilizie chiamate alle armi; dovettero però · accorgersi di parecchi inconvenienti relativi all'organizzazione, alla tattica cd all'armamenio, per cui ora l'opinione pubblica del paese e le società mili Lari irt ispecie si occupano con ardore delle riforme credute necessarie onde raggiungere il livello cui si sono innalzati in questi ultim i anni i principali ese1·citi euro1lei.

MARTINI CARLO,

..

gerente.

C ISTRlJZIONE

L'AM MAESTRAMENTO TATTJCO Jhl,LE

TRU P PE DI FANTERIA iu data 1:; maggio 1872

La prima disposizione minisleria!e che dischiuse presso di noi il campo allo ammaestramento tattico delle truppe nel senso in cui oggi si intende, ò quella dcll'•I 1. g ingno 1809. In essa era detto che le esercitazioni su terreno vario dorc:sscro essere altrettante opcra1.ion i <li guerrn, le quali, partendo da quelle che possono attribuirsi ad una compagnia, salissero melodicamente sino a quelle che possono incombere alla ma<ro-iore unità tullica che le' truppe cl' ogni presidio ~b • avessero modo d i costituire ; e c\ie per ciascuna ele11e es<'rcitazion i i comandanti delle divisioni dovessero dettare un tema dn risolversi ; davansi le norme per formulare questi temi; si prescrircrn che in ciascuna di codeste esercitazion i fossero rappresentate le due parti a vversaric, e intervenissero i giu~ ici di campo; e chi aveva direua la fazione, facesse, m fine di essa, la critica del modo in cui l'operazion e fos se stata eseguita. 1

.ANNO XYJJ, VOL. li .

23


3.t.6

Colla stessa disp~sizione si decretavano grandi manovre sul gen~re di quelle che da molli anni usavans1 m Prussia. . _Fu dunque il• primo passo, cui davvicino seguiva (C1rco_Jare_ N~ 23, _14 ouobre 1869) la prescrizione delle Esercitazioni tattiche. Quivi dicevasi come, I""' pruno. ,· . . eserc1Laz10_ne ~ darsi al soldato, una volta addestrato per J)ene m p1a1.za d'armi, fosse quella di insegnargli prat1camen_te co:°e valersi {el terreno nel combattiment?, e st add 1l~va brevemr.nle il processo metodico ?he .1. comandanti della compagnia dovevano tenere m si!latlo ammaestramento. Poi dovevasi addestrare il sold~t.o a~ esplorare il terreno, a far da vedetta nel servmo d avamposti, ed a combattere. Escivano ! llora . alcuni opuscoli informuti a c~desto oggetto,. tra I q_ual1 la migliore accoglienza, se questa deve_ rmsurars1 al numero delle copie smerciote di un hbro , ~ fotta a~ una Guida per lo ammaestramento tattico, pubblicata a Firenze coi tipi di Carlo Voghera. . Nel marzo del 1870, Ministro della guerra il compianto. ge~erale ~ovone ehe era succeduto al generale ~erto_le-V.1ul~ , s1 .emanavano le Norme generali 7Jer le

es~rcitaziom tatttche applicate al terreno delle trupne di fanteria n~ll~ primavera del 1870. In queste norr~e confcrmavans1 I pre?ctti dati l'anno prima e che acc~nnammo, e davasi ad essi uno svolgimento magg10re, prefiggendosi chi dovesse dare i temi di vario grado, eh~ cosa dovevasi avere principalmcnlc in vista ~el co~p1lare essi temi, ed altri particolari riflettenti 1 e~eg_mr~e?to_ delle esercitazioni tattiche e la missione dei gmd1c1 d1 campo. ~c~l'aprile del. 487·1 s.i pubblicavano le Norme e prescrizioni generali per l ammaestramento tattico d ll trunne · rr , le qua1·1, se unicamente considerate sotto e ale

.

3'7 punto di vista clircllivo, erano abbastanza estese, non per altr0, se considerate al punto di vista metodo . Esprimevano l'indirizzo che il ministro della guerra, generale RicotLi, desiderava fosse dato allo ammaestramento tattico delle truppe, ma dichiaravano lasciar libero il metodo, perocchè per istabilirne uno completo cd invariabile esigcvansi anni di accurata spe· . rienza; e lasciavano pertanto ogni libertà d'azione ai comandanti generali delle divisioni, invitandoli anzi a lasciarne in conveniente misura ai comandanti dei singoli corpi relativamente all'istruz.ionc delle proprie truppe: purch<~ l'impiego del tempo fosse bene sistemato e si ottenesse profitto. Le dette Norme definivano le varie parti dell'ammaestramento tattico e per ciascuna di esse davano regole e preceui, e segnatamente per le esercitazioni di combattimento, delle quali trattavano riguardo alla scelta del terreno, alla forza dei due partiti opposti , ai temi, · alla direzione, alle decisioni, cd alle precauzioni per ,evitar disordini, danni e disgrazie. Ma tutto questo un po' troppo sommariamente. E fu forse per il meglio, <lacchè la pubblicazione delle Nonne ministeriali fu seguita da parecchie altre di distinti ufficiali nostri, quali pel' le stampe e quali per autografia nell'interno de' Corpi; e così si apd il campo allo studio cd al confronto di metodi diversi. Una però di tali pubblicazioni $Ì presentò, quasi con forma semi-ufficiale, e fu la Guida pratica per l'ammaestramento tattico delle truppe secondo le Norme e 7>rescrizioni ministeriali •I 5 aprile ~871 della quale questa Rivista diede noti1.ia a suo tempo. Questo libretto non occupavo.si veramente che delle esercitazioni di primo grado, ma· indicava come dovessero in generale applicarsi lo Norme e prescrizioni ministeriali; cd era facile intendere ,che fra codeste due pubblicazioni eravi un nesso intimo .


3,i8

Nel corso del ,f87·1 slettero formare, com'è no/io due dMsi'oni d'islruzionc pr.r quasi 5 mesi; ai comar/ ?an!.i dì. ess~ era slalo affida io dal I\'l inistro della guerra 1~ c:o~p,1to d1 prestare particolare allenzione aJla pra.t1cabil1ta delle Norme e prescri:J:Joni, e ad un tempo . progea~rc una ~stn.t~ione più estesa e complela su questo nnportanLissimo soggetto . . (~~} p~re .~he co! frullo. fo~to degli studi presso le due d1v1::s1on1 d 1s1.rnz1onc, s1as1 venuto alla compilazione ~~l!'L~tru::;ione p er (a mmaestramento tattico delle truppe ai fanterw.. , alla quale terrà dietro , prossimamente, analogo lavoro per la cavalleria. Il nuovo libro è per volume quasi sei volte il precedente, m~ . nel fond o non è chè nna rist,Jmpa {'ompless1va, cltl 1gcmemente riveduta ed ampliala delle Norme e 77rcscr1zior,i, e della Guida, che citammo poc'anzi, coll' aggiun ta di ~n' 1~trnzi·ouc sul servizio cli sieurczza del le trnppe in carnpagna . .E ci proveremo a darne un succi11to l'agguaglio. La nuova _Tst.ruzione si compone dì sette parli, più .l a nota prelmunare dalfa qunle prenderemo le mosse. Lu nota. 11reliminare comincia per dare una so.mm::1i·ia ragion? clell'Jst.ru.:;101w, preponendo come l' oggetto e~senziaie del!' ammaestramento taltico della truppa sia queHo di rendere· questa alta alla guerra: -- a marcinre con ordine e celerità, ed a resistere alle lunghe. e ripelulf\ marcio; - a guardarsi dalle sorprese del nemico nelle marcie, nelle formate e nel combattimento, ed a saperne esplorare le mosse_, e le· disposizioni; - ad adoperare le sue arm i con destrezza ed .opporwnilà; - ad eseguire con ordine, calma e sc10Ite.zza le necessarie evoluzioni; - a mettere e a levar campo; - ad eseguire rapidi trinceramenti ed altri favori da combattimento e da castra41

metazione; a combattere, tl'acndo il maggior vantaggio dal .f.errcno, dalle proprie armi, e dalle d_isposizioni e dalle mosse dell'avversario, vale u. dire a. combattere con abilità. E veramcnie in ciò riassumesi Lutla la parte tecnica dei mestiere delle arrni; e quell' esercito il quale abbi.a le sue truppe bene a.dclcstru te in tutto questo, porrù dirs.i perfettamente islruito per la guerra. Ciò no11 si sa da ora sollanto; ma nel passato credevasi che per riuscire allo stesso scopo bastassero semolici isLruzioni teoriche è te esercitazioni in .piaz~a d'armi. Ern un errore di rnelo~o, ~he le ulLirn~ guerre hann o fatto riconoscere a tult1; e sono sei anni ch e da noi si cammina e si lavora sulla buona via: un po· a. tenton i, è vero, ma pur utilrnente. Ed .appunto UDO dei V/:l.I~laggi pri1:cipali :he J'ÌSU!L~rÙ _d~lla . nuoYa. Jstruzwnc sarà quello che si. avrà un wdmzzo un po' meglio determinato per questo amm~es~ra~i~nto. La nota preliminare classifi9a le eserc1taz10111 m . '• . grad i, 'Conforme la geossezza de' rep~rli ta~tici, e così : di ,1 ° grado, queHc falle per reparti al disotto della -comparrnia; di 2° grado, yuelte per compagnia o per bauàgl'fone; di 3° grado, dì più balt.n~lioni s.ino .alla brignta e con combinazione delle varie arrm; di 4:° gr;do o gra.ndi manovre, quelle cui parteci~ano divisioni costituite. Spiegasi po i ciò che debbas i intendere per m anovra libera . s0milibera ed obbl(qata, per nemi<.;o · .mpposto, segnato o rappresentato; per comanllo' ed ordine. E tutte codeste definiz10ni sono utilìssùne, non solamente · al punto di vista della chiarezza d~l lingua~gio, m.a per i concetti ehe affermano. L'ultima menta partt-' .,cola.re attenzione. . È verissimo che nel.l'uso nostro, comando _e d ordine si . prendono sovente per sinonimi, ·e difatti sono sino-

orm,11


350 nimi nel vocabolario ; mentre militarmente é indispensabile che abbiano un significato distinto, e quello , appunto delJa nota prehrm:nare . « L'ordine' disegna la cosa da fare e talYolta anche il modo e l'ordine in cui farla, ma lascia ·sempre una. certa latitudine nell'ese- cuzione. Il comando invece è presc1:izione che impone l'obbligazione stretta, precisando i modi e i termini dell'esecuzione di un atlo, che ha luogo sotto glt occhi di chi lo ha comandato». E vuol d ire che l'esr.cuzione di un ordine implica la responsabilità ÌJ1lellettuale e · materiale di chi lo riceve; mentrè l'eseguimento di u n . comando ne implica soltanto la responsabilità mate-rialé : restando la intellettuale a chi lo ha dato. Ora non basta che la definizione sia data, ma bisogna esigere che sia osservala, ed il primo esempio deve partire naturalmente dalle pubblicazioni uf1ìcialì e specialmente dalle regolamentari. · .· Un altro passo saliente della nota prelimi:nare, è il § 9 Avvertenze, ove si appuntano g iustissimamente tre cattive tendenze : lo esagerar'e l'importanza del terreno; lo affidar troppo alle operazioni per astuiia; . la smania di voler teorizzar tutto, cioè « di voler ridurre tutto a prineipii e stringere tutlo a regole fisse ed assolute, quasi come la guerra si potesse fare a com-passo e matematizza1·si I' arte del combattere. ) È verissimo che da noi si è trascorso a dare al terreno u n'eccessiva importanza; e questo c'è venuto un pochino dalla Germania. Dopo il ·1859 escirono quivi ripetute pubbJicazioni sulla scienza del terreno (1'errinlenhre); e cc ne incapricciammo, per la buona ragione che dapprima consideravamo il terreno come senza importanza. L'errore nostro fu errore anche dei Prussiani, e ce lo confessa una recente ed interessante pubblicazione del colonnello di stato maggiore'. · Verdy du Vernois, capo dell'uffizio storico dello stato,

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354 maggiore prussiano (Stitdi'en uber Truppen-Fuhrung, Studii sulla condolt.a delle truppe). « Invece. ch.e alle circostanze entro alle quali si combatte, egli dice, la · ,] tattica applicata ( Angewanute .'1'akt i'k) dàe un valore• preponderante al terreno; e sovente tutte le sue par~1 si fondano sopra di esso . Vi si. riscontrano combaltlmenti di bosco, di 'villaggio, di stretta, pass~gg1 e difese di corsi d'acqua, lotta per alture, rn pia~:ira, nella montagna, ecc . Indi teorie; che, . come. n~tt~.r lavori di questa specie, si riassumono m prmcrpn. assoluti e conducono a dar regole ~er tutto ~ fuorviano totalmente. Se si conl;,idera la tattica applicata sotto gli aspetti che le sono proprii,. cioè ·sotto quel.lo del terreno e delle r egole, essa offre nel suo svolgimento isterico le seguenti fasi. La tattica del xvn.r ~ecolo, ancora praticata in p rincipio del nostro, attnbmv~ un valore infinitamente grande alle forme element~ri, ed infinitamente piccolo al terreno (località). E. sr . legge infatti nella storia della guerra dei sette .anm d1 Te mpelhoff: il villaggio dev'essere preparato m ~odo, .che "' due O più battuglioni possano attraversarlo m fron te, « senza di ciò non si può difendere . » Le guerre de.Ha rivoluzione francese apportarono un gran ?ambramento in questo campo : qualunque terreno m generale che appena era praticabile, venne battu.to, e, na. le J.r.or·me di cui s'abbisognava, s1 svolsero tura1men te, di più in più col tempo . Il terreno acqmstò un irnp~rtanza che mai aveva avuto . Or, come ~p~alunque, m• novazione, Je quale s'imponga ancl~~ d1_fa.tto -con sp~ciale insistenza, prende, almeno nei pnmr . momenti , un' importanza superiore al suo v~lo~e; .ciò accadd~ anche qui. E venne il tempo in cm. s1 d1scus~e: é 1[ battaglione che difende il monte, . o 11 monte 11 batta. glione? Siffatti errori p resto svamrono , è v~ro, ma laséiarono la traccia, e il terreno nella m~gg1or parte 1

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352 delle teorie ebbe sino ad ora , m diverse modo , la capitale importanza. Sicuramentf' non gli si può contestare una rilevante importanza ; m;1 nel1a maggior parte dei casi, essa .non é che secondaria. Ouasi sempre nella gran guerra le circostnnze in mezz; alle quali si combatte hanno il sopravvento sa! terreno. Si combatte p~r il villaggio, pe,r l'altura, pel .bosco, pel terreno, insomma cnm'è, in modo affatto differente, secondo i mezzi e lo scopo del combattimento >>. A.hbiam riportato questo brano del libro del colonnello Verdy clu Vernois, non sofamente per provare che l'errore di esagerare l'importanza dd terreno non ci è esclusivo - e forse è più gra.ve in Germania che dà noi - ma per insistere sulla necessità di c,orreggerJo. La vera abilità tattica, che la tr:uppa può acquista re ! colle esercitazioni del tempo di pac9, consiste: rispetto \ al terreno, nell'imparare a trarne parlito eornunque I si p·resenti, e sopratullo a sapersi acconciare a ma{ novrare e a combattere ovunque; rispetto al nemico, nello imparare a rispondere vantaggiosamenle con mossa a mossa, con · disposizione a disposizione, a mantenere costantemente calma , ordine e ubbidienza ai comandi dei ca'pi; rispetto allo scopo, a camminarvi risolutam ente , J preparare ad afièrrare il mo . mento opportuno per raggiungerlo. Per dare quest'abil ità alla truppa ci vogliono quindi num erose esercitazioni sn vastissimi terreni, con svariatissimi tem i, e sempre col nem ico contrapposto ; e • a questo riguardo bisogna anche a ver ben b.ene presente che sull'istruzione dell'individnb, del soldato come del capo , si fon da tutta l'abilità della truppa, · Soltan to se questa esiste, si può sperare una perfetta cooperazione di tutti gli elementi. Una connessione apparente ottenutà soltanto mediante esercizi, non re-

'

353 si&terà nelle eventualità irpprovvise nei rn?rnenti critici: !a disciplina pu.ò solo essere per l'assieme 'un leO'ame solido e durevole, quando sia basata sulla ionvjnzione, ·che nella r,eallà il successo dipende dal manteni men lo dell'azione colle1.tiva diretta dal capo ( 1). Questo pure bisogna che gli · nffi_ziali e la truppa imparino negli esercizj d_i pac~; e il .m,~ntenere perfetto ordine e salda. coesLOne rn ogni ctr~ostanza, è cosa assai più diffi.cile ed irnpor(ante ad msegnarsi che non a valers i degli scherm i del terr:eno. L'all.ro errore eçmtro il quale la nota prelimzna,re pone in ,.rnertenza, è quella di non pcr_d er tempo nelle esercitu.zioni alle operazioni per astur.w . . Consimiìi operazion i non si possono insegnare sisternatican\ente, perché lu lorQ riesci la dipende da una infinità di circostanze affatto casuali; il menomo inciden te può mandar a rovescio il più astuto ideamento. Certam ente bisogna saperne trar partito, quando l'occasione se he presenta, e non solamente in guerra, ma anche nelle esercitazioni; ma non bisogna farne · .il soggetto principale di un tema. Ecco, a nostro avviso, ·ciò che vuole la nota prelimin are; ed ha anche perfettamente ragionn nel dire che il guerreggiare per astuzie non è guari più dei tempi nostri, percM esse non possono mai avere una deeisiva influenza sull' andamento e sull'assieme delle cose. L' Ltllim o appunto è contro la smanin qi teo1·izzar tutto; e no i dividiamo interamente il concetto che lo 'h a dettato . Pe1:ò non vorremmo che, per av ~enlura, da taluni fosse poi preso in senso troppo lato. Ed a questo riguàrdo fo rse la not~ preli1nin~re avrebbe potuto essere un po' meno concisa, o soggmngere pex-

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('I J Regolame11to prussiano sulle grandi manovre (47 giugno 4870).


354lo meno che coteste regole a vaior limitato o norme· di[ettive, devono pur essere diligentem ente studiate ed applicate, semprequando non siavi ragione palese che giustifichi lo scostarsene. Senza di ciò è facile cadere nell'eccesso cqntrario; chè più d'una volta ci ricorda di aYer sentilo a dire, naturalmente da chi non aveva voglia di studiare, che l'arte della guerra era interamente affare di buon senso e di colpo d'occhio; che p~r. essa i libri a nulla giovavano, e che il gran prin c1p10 e la gran regola è quest'unica:. comportarsi secondo le circostanze. Tra questa comoda massima e la smania di teorizzar tutto, il ca"mpo è immenso; ed è proprio il caso, che nel mezzo sta il buono. Non ci vuol pedanteria, ma neppure non ci vuole licenza. La 4a parte dell'Istruzione contiene la Scuola di ?rz'entamento, indica éioè come si debba impratichire

11 soldato a non ismarrirsi per via in terreno sconos<:iuto e a saper dare con sufficiente precisione d1 luogo e di direzione le informazioni raccolte. È questo un ramo ·d'istruzione elementare importante assai, e ci gode l'animo nel vedere che da qualche anno nell'esercito nostro lo si coltiva attivamente. E poi~hè siamo su questo argomento, ci si permetta di aggmngere che non ci dovrebb' essere soll'uffiziale il quale non fosse capaçe di dirigersi alla meO'lio con . o una · carta. C1 vuol poco a insegnar questo; poche serate d'inverno bastano , pui·chè non si trascenda a voler insegnar a levare e a disegnar piani, com~ c'è un po' la smania pur ti;oppo. Quando i sotl:'uffiziali sanno leggere le carte, l'uffiziale, _che ha quasi sempre quella del terreno su cui opera, può con due colpi di lapis indicargli la strada da tenere e il luo()'o da • b occupare; e- tuu1 comprendono· che gran vantaggio sia questo . .

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355 La parte 2~ è 1' Istruzione sul serm.zw di sicurezza delle truppe in campagna, e si divide in quattro capi. Il papo 1° stabilisce come debbano regolarsi per riconoscersi _due tmppe che s'incontrano. L'Istruzione su.l servfaio degh avamposti in data 28 giugno 1868 aveva soppresso l'uso delle parole d'ordine e di cam-

pagna, nella considerazione , che còme si usavano altro non erano che un'inutile complicazione e soventi anche un pericolo. Difatti la prescrizione dell'antico regolam ento (quello del ,1833 modificato in proposito coll'appendice 29 agosto 4852) che la parola di campagna dovesse essere domandata dalle sentinelle « .ai militari d'ogni grado comandati o no di s·ervizio, isolati o comandanti di drappelli , pattu'glie o ronde, non meno che a qualunque altra persona appartenente all'arma(a che si presenti per circolare nell'interno del cordone d'osservazione o munito di ordine per attraversarlo, » faceva sì che codesta parola echeggiasse ad ogni piè sospinto nella zona degli avamposti e nei campi stessi, di giorno e di notte; e poteva procacciarsela facilmente chiunque la volesse, appiattandosi un momento a ,100 o ~lOO rd da una sentinella, ed anche più lontano, nottetempo; e se un male avvisato non avesse avuto essa parola, o l'avesse dimenticata, correva facilissimo pericolo di prendersi una schiop·pettata anche da un soldato della propria compagnia. Ma se la parola di campagna, . com'era adoperata prima del ,1868, era un inconveniente, non può dirsi l'ugual cosa della parola d'ordine. E veramente la sop~ pressione d'entrambe è stata un'esagerazione, e cosl giudicarono molti espérti e provetti militari; auesochè può giovare, specialmente d.i notte, un segno qualu,nque, mercè il· quale si possano ad unà certa distanza . riconoscere per amici due drappelli che s'incontrino.


3M

Pertanto opiniamo opportuno assai che la nuova Istruzione abbia ristabi lito la parola e la controparola per i riconoscimenti, ristriogendone l'uso alle circostanze in cui. i!' rièoooscìmento nori possa farsi sicuramente' ad occhio, ed avvertendo che le formalità di riconoscimento << non sono da considerarsi come d'obbligo assoluco cd imprescindibile , bensì regole e mezzi precauzionali da osservarsi quando stimasi 11ecessario e prudente, Oltracciò la parola e conLroparola non saranno adoperate che dai com andanti di truppa armq.fa (pa ttuglie, gran guardie, vanguardin, reLroguardie, ecc.) ». Il capo '.2° Pattuglie, e così anche il capo 3° Afrsure di sicurezza nella marcia delle colonne, sono la quasi fed ele riproduzione degli analoghi. capitoli dell' Tstriizz·one· sul servi·zi·o di sicurezza ételle · trnppe in campagna del 1° àprile 187'1. Il capo 3° invece, che tratta degli avamposti, è cosa nuova di getto, e merita che ne accenniamo i punti principali, Un sistema d' avamposti si compone di tre linee : 1° piccoli posti', per l'osservazione ; 2A gran guardi'e, per la prima resistenza e per proteggere e · dare il cambio ai piccoli posti; 3" r·iserve d' avamposti, per afforzare la resistenza delle gran guardie. La distanza degli avamposti dalla truppa che coprono è determ inata in base a quanto segue : · I piccoli posti devono essere spinti innanzi in modo che possano . scoprire il nemico attaccante ed a nn unziarlo alle gran guardi~;, alla riserva ed al corpo principale abbastanza in tempo per permettere loro di porsi su![a dii'esa senza quella precipitazione che riesce sempre nociva . La~ distanza delle gran guardie e delle riserve dal grosso della truppa deve essere tale che la durata della loro resistevza permetra al corpo principale di levare il campo e _porsi in ordine di · battaglia; e che

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in pari tempo non eòrrano soverchio r-ischio di essere . sopraffatte e circuite prima che abbiano operato la loro ri tirata sul corpo principale. Ne consegue che qucstn di stanza 6 pt·opor,iona!f1 atl.J forza in avnmposti e a quella del eorpci principale. La distanza tra l.:t linea dei picco li posti e la riserva dipende essemialmente cfagli · ufnci · rispettivi ' e dal terreno, dovendo essere situati i primi nella migliore positura per 1.>ecle1·e, e le seconde in fo vorcvolc posizionP- per sostenere. Bisogna che la riserva sia in misura di -appoggiare abbastarizn prontamen te le gran ,guardie, affinché non siano costrette a ritirarsi precipitosamente per non essere sopraffai.Le o circuite. Le gran gunrdie, come sostegni immediati <lei pie.: coli posti, derono esfere a portata di vederli, o quanto meno di eomunicare con essi raoidamenlc . Ciò posto, a m;' d'in<lìcazionc generica, l'istruzione ritiene che una divisione debha avere : a) La riserva <l'avamposti a 2 chilometri cirea dal proprio campo ; · b) Le grnn guardie tra 1500m a ;d000 00 ' dinanz:i Ja, riservn ; e) I piceoli posti da 30om n 500m dalìe gran guardie. Gi' intervalli tra i piccoli posti siano abbastanza ristretti, perchè tutto il campo innanzi ad essi sia. senza interruzione osservato , ma non ecccssivamenle per non dover impiegare e stancare in colcsto servizio truppe oltre il giusto bisogno. E come norma generale si prescrive ehe iali ìn1.ervalli siano da 300m a 500m , come le distanze trn 1e guardie e i piccoli posti. Quanto alla forza da destinar-si in avamposti, I'Isfruzione rnccomanda giudiziosa economia, e metle per . .base che ad una divisione fiancheggiata da altre divisioni possono èssere s uflìcicnti in avamposti due . battaglioni, cioè un' sesto della sua iorza. ,Proscrive assoluta -

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..

358 mente che gli avamposti siano formati di distaccamenti misti di vari corpi o di reparti di corpo. L'ufficio dei piccoli posti è la più essenziale novità. Dapprima il piccolo posto staccava innanzi a sè due o tre sentinelle a rnom, 200m o 3oom di distanza, secondo la natura del ti:rr~n?. Ora invece il piccolo posto fa esso ste~so da scolta. E composto di tre o quattro soldati ed un gradua,to. Uno, a turno, sta in vedetta, mentre gli altri si tengono appiattali a riposare aècanto a lui, od al più a 20m o 30m di distanza, se nel sito ove deve tenersi la vedetta pervigilare non vi ha opport\rnità agli altri per nascondersi. Se una vedetta non ba~ta se ne mettono due ; e nei momenti critici tutti prestano attenzione. La sostituzione del piccolo posto alla sentinèlla isolata è, secondo noi, un'ottima cosa, è il vero metodo per assicurare il servizio degli avamposti. L'uomo isolato in sentinella in faccia al nemico, per quanto coraggio na- · turale egli abbia e per quanto sia agguerrito, vi sta sempre con una certa apprensione d'esser sorpreso e di non poter vedere abbastanza bene: il menomo incidente lo conturba e lo trae in inganno; indi la frequenza dei · falsi allarmi, che sono la pessima cosa morulrnente e materialmente per una tr:uppa. A riparare _a questo inconvenienle si provvedeva col rnet!ere sentinelle doppie nei punti più difficili ed importanli, ·e ciò prescrivevasi particolarmente per le truppe giovani (N. 31, Istntzione 1° nprile 1871). Una doveva star ferma, e l'altra, chiamata volante, doveva perlustrare un dato tratto di terreno specialmente indicatole (N. 70, Appendice 2!) agosto 1852). Ora, questo incessanlé passeggiare delle scntiµelle volanti er~ il .miglior modo di far conoscere alle pattuglie nemwhe la posizione della linea delle nostre scolte o di peggiorare il servi.zio di vigilanza, perocchè è chiaro

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che per vedere conviene più star .fermo che muovere incessantemente. Oltracci.ò, la frequenza delle sentinelle doppie, alla quale si era quasi sempre costretti, esigeva di raddoppiare la forza dei piccoli posti e quindi quella da comandarsi in avamposti. << Che se invece - così si -esprime in proposito la Nota preliminare - -come nel metodo che viene ora adottato, ogni scolta è costituita da un piccolo posto cli quattro o cinque uomini, compreso il capo posto, codeste scolte si potranno intervallare quanto lo comporti la natura del terreno e la continuità della linea di osserva;fone che esse devono formare. Ogni piccolo posto . avrà in vedetta un uomo (od anche due, dove il sito od il momenlo lo esiga); mq. questi si sentirà inLirnamente confortato dalla presenza degli altri che gli staranno appiattati accanto e che ad ogni istante potranno soccorrerlo. E così, se col sistema delle sentinelle avanzate, per guar<lare unà linea, per esempio, di ·I 500 metri occorrevano 9 sentinelle e quindi 3 piccoli posti e 30 uomini almeno, col nuovo sistema basteranno 4- piccoli posti e complessivamente 16 soldati, ovverossia quasi una metà di uomini di meno >>. Un'altra novità da menzionarsi è quella dei posti <li riconoscimento, e li hanno pure i Pruss iani (Exarninir trupp). I posti di riconoscimento sono piccoli posti, di forza un po' maggiore dei piccoli posti ordinari, comandati da un sott'ufficiale od anche da un ufficiale, secondo l'importanza del sito, .i quali vengono collocati sulle comunicazioni principali, col mandato dì riconÒscere quanti passano. Ed è quindi prescrilto che per là debbano passare tutti coloro che escono dalla linea dagli avamposti o vi vogliono entrare. Con ciò non solamente non verranno disturbati gli altri piccoli posti 'con incessanti riconoscimenti, ma quesli saranno con mag.giore si'curezza eseguiti.


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Naturalmente, col nuovo sistema il serv1z10 del piccolo posto in ge11ere tornerà più gravose, <'he pt·irna, perciò è s1abilito clall' lst1·uzione che i piccoli posti 1;iccvano il combio delle gran guardie orrni .t o G ore, a discreziouc del comandante delle grun gourdie. « DuranLP Ja notte però - soggiunge l'Jstru~ione i piccoli rosli no11 deYouo ess~re cambii.lli, sia pcrchè ciò i11genera un n•omcnta11eo disorcline. sia sopratutto perché non può essere, che fuu0 male il servizio da chi deve di 1101.tù occupare un posto ed o:-servnre mi terreno sconosciuto. Epperò la muta dei piccoli posti per la notte andr:t a sii.o al lramonfo del sole e vi rimarrà fino all'alba. l>(~r non rC'11rlcre il servizio troppo gravoso di notte', i piccol i posti potran110 essere cli un maggi01· numero di ~oldati (da 5 ad 8) >>. Questa pl'C'Scrizione è giudiziosissima, come pure lo è (JUClla cli eondannare assolutamente il metodo di restringere nollctempo gli avamposti col ravvicinarli. Questo inetodo, che pur si esegniva, è imo spropo:;ito: di notte: il bisogno di guardarsi ò anchC' più urgente che di giorno . Se occorre, si afforzino i piccoli posti e si stabi liscano come posti di avviso delle piccole pattuglie sulle f'omunicazioni principali in avant i o sulle ali, ma non si alteri il sistema. L'Istru~ionc ammette che si adoperino le così dette pattuglie di ronda e di scoperta, ma raccomanda dì non abus4rne, sia perchè è servizio ehe stanca, sia perchè ·nn eccessivo e continuo aggirarsi <li pattuglie mantiene negli avamposti uno stato di agitazione che nuoce alla osscl'vazione e che cli notte può diventare pericoloso. Circa allo stabilimento degli a vamposli ò consigliato che la linea dei piccoli posti si conformi ad una linea ben marcata del terreno (tracciato d'una strnda trasversale, corso di acquo, vetta, svolto di siepi, ecc.); la qua cosu agevola esso collocamento, ed in generale la sistemazione degli avamposti.

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Gli avamposti di maràa, quelli cioè che una truppa dispone uclle fermate per riposo re dop.o una giornatu di marcia o cli combattimento, col divisamento di ripren- _ dere all' in domani il suo movimento sono cosl defini ti dall' lstru~ione: « Gli avamposti irregolari (4) o di marcia difforisco11~ d3gli avamposti regolari o di saggiamo, inqua11 tocl1è 1 vari ele1nt>nti d'ovamposti non possono l'Sscrc perfettamente colleo-ati g·li uni ai.di altd e forinn l'e un sistema n c1• unilo e completo, tanto più quando si aeeiva <li sera o 1 11olle. ln tale occasiouP, sulle strade per le quali il'nemico potrebbe ve11irci i,opl'a, si stnhiliseono g1:U~ guardie~ le l{Ua:i $i dispongono in fermata protelln, rmforz~n?o 1 grnppi ,nanzati, 1·ioé formandoli di almeno 3 uomm1 eri uu caporale; la riserva prende in f~cmata. protetta _un.a posiziòne cenirule, preforib'ilmcn:e sulla sl.ra.ùa prm.c1palc, quella che il corpo di t.mppa segue se è m marcia. « Consimile disposizio1ie, come è foc ile inte1icle1·c, non amme:te gnari. nottetempo, le pauuglie internn o di ronda, sa lvo nella cerehia rispettiva di ciascuna gn n guardia, pcrchè i Yari reparti d'avan:posli .li.on eone~ scmdo bene le 1·cluzioni l'eciproche d1 pos11.1one e d1 disposiz.ionc , possono facilmente succedere falsi allarmi e sc:ontri ti'/\ amici. « Gli avamposti irregolari naturalmente non presen: tano, quanto a disposizione, uguale sicu!'czz~1 e.on1e 9~cll~ regolari; è quindi necessario che al difetto dt dtspos1Z10111 V

·------- -------(I) Quando un corpo di truppa arrirn e metto campo in posiz'.oo~ esposta agli attacchi del nen,ico, il più impol'tantc cd urgente o d1 assicurarsi contro I() sorprC$C di questo. Ordinari:imentc i reparti di truppe stessi <'ho proteggcYano la sua m:ircia ~li sen·ono di primi a,·amposti e sono irrrgclari; e soltanto l'indomani dcsti[Ul altre truppe in ,tvamposti, e questi prcnùouo-regolare assetto. u A..~:-o xy11 1 YoL. 11.


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supplisca la maggìor vigilanza di tutti i reparti sia nello ,stabilire un maggior numero di gran guardie, sia col tenei· più la truppa in all'erta >> . E; secondo noi, gli è nel pronto collocamento di questi avamposti irregolari o di marcia che bisogna impratichir bene la truppa nelle esercitazioni di pace, perché sono quelli che più frequentemenLe si adoperano in campagna. e che imporla di sapere stabilir presto e bene. Questo esercizio• può farsi benissimo insieme a qualunque esercitazione di marcia. Il capitolo lV contiene le norme cd alcuni esempi per le esercitazioni nel servizio di sicu rezza deile truppe in campagna. La parte 3", Esercitazioni nel tiro, ricorda come l'abilità nel tiro, il saper far fuoco con calma e senza sprecare mai i colpi, siano -qualità essenziali alle truppe di -fanteria, per la qual cosa debbasi aUeibuire grande importanza e· applicare molta, diligenza all'ammaestramento del soldato nel Ciro. Al quale oggetlo rima,nda ·alle lsfruzioni del tfro 15 febbraio '1869. 'La parte 4", Eserdtazioni cli 11iarcia, ripete presso a poco le stesse cose che erano dette nella corrispondente parte delle Nonne e prescrizi·om· 15 aprile ,J S7·1, salvochè aggiunge questa nuova regola, al nostro vedere, assai importante, cd alla cµi 9sser, anza bisognerebbe tener mollo: « Facendo strada h truppa deve camminare se;npre di fianco per qùauro, a meno che la slr4da sia così ristretta da esigere che si marci .per due. - Si camminerà con due righe per parte della strada, o con tre dall'unil parte ed una sola riga· dall'altra, o colle quattro righe unite, come vi si presterà · meglio la strada e la truppa potrà muoversi più scioltamente e con minor disag10 e fatica. - Ad ogni . modo, 1

nel mezzo o su un lato della strada vi do_vrà e~s~re spazio libero pel passaggio 'dei carri e degh uomint a cavallo. - È pÙre necessario che gli uomin~ ?elle file dì testa di ogni plotone si mantengano, marciando, a pari altezza ». La parte ·5\ Esercizi ecl evolu-;ioni reg?lament~iri: _e toro applicazione al terren_o, si compone eh tre ca:)1~01~. Il 4° è la riproduzione d1 quello contenut~ a quest _oggetto nelle Norme e prescn·zioni più ~olle c; tate,_e ~~ le direzioni per eseguire in terreno var10 le evoluzwm 1mparate ·prima in piazza d'armi . J due successivi capi sono un complemento del l~e[J~-

lamento di esercizi e di evoluzioni per· le truppe a piedi; il secondo addita come debbasi insegnare praticament_e al soldato ad .i.pprofiltarsi del terreno nel _co:nbattlmento, stando formo, marciando e fer.mandos1; 11 terzo dà analoghe direzioni per l'ammaestran'),ento del_gruppo. In questi due capitoli si è tratto largo par~ito. dalla Guidct pratica che citammo i~ principio,_ ag~~m~ge~do per altro precetti e norme assai rn?portann, e u 1:1acq_ue sopratutto notarvi la raccomandazione, c~e, se g10,,a _111~ segnare al soldato · come po~sa val_ers1, per ~oyr1rs~ dalle offese del nemico, degli nlben, degh _arg1m, dei fossi, delle siepi, dei muri e talvolta anche dt eleva~10m_ 0 depressioni di terreno appena appena apparen~~' g:t si deve però inculcar bene che la cura della ~ropr1_a ~1~ . ct1rezza. deve essere posposta a quella che 1 su?~ llil riescano mollo efficaci. E noi aggiungeremo che c10 devesi inr:ulcare non solamente colle patole, ma anche. col fallo nelle esercitazioni; bisogna in queste stare attento a ~ho il soldato_ non perda di ,vista lo_ scopo del combattimento per cercare ripari. E _di1:emo rnolt~e che questi esercizi preparatorii a quellL d1 combat~1mento sono della massima importanza. Non temano, 1 nostn


,3 6i

u.mc.ial! di p~rdervi prestigio e !empo; gli ufficiali prussw.m v1. apphcan~ la massima diligenza , e vi acquistano, - 10 .~1~0110 essi stessi - ùutorità · e influenza personale rnu m questa che in qualunque altra pa rte dell'istruzione e del servizio. 11 soldato capisce ed é ricono scente delle cure che il suo ufficiale meu.e alla sua educazion e tecnica.

La parte 6•, brevissima, accenna come dehbasi insegnare a lla trnppa a mettere e a Jeva1· camno con ordine e speditezza, e dà inoltre le norme com'e deve disporsi l'allendamento cli un teggimento . Prescri ve in ultimo che debbasi pur talvolta esercitare i soldati a costruire le ~rin.cee d! hauuglia, conformè è insegnato daIIe Jst1·uzwni pratiche pe1· gli zappato1·i di fanteria. ,.ta. parte 7•, J!:sercizi di combattimento, è un' ampnaz10ne del § 6° alle Norme e prescriz_ i·oni dell'anno passalo; arano 47 pagine e divennero ·rn~. Esso paragra~o ~~ è i.n!egralmenLe riprodotto con alcune aggiunte, e d1 pm vi ha un capo che contiene · norme di adc!esiramento pel gnip~o, plotone, compagnia e battagliono,. ed un altro capo eh esercizi particolareo-fl'iati di 10, ~">o, 00 ;:,_ e 3° grado. · Non potremmo analizzare que sta 7a parte senza dare;i. ,queslo re:ocont~ u.na estènsione eccessi va, se pur -~:a non sara co.ns1derata come tale quella che faec~a'.no.' .tenendoci sulle brevi il più che possiamo. Epperò ci lurut1amo a citnrne i pun(i principalissimi . . . Uno tra questi è il N. 39, il quale~ come norma a · chi dir~gc le ~s~rc~tazioni, accenna alcune delle più im. portanti condmom nelle quali debbono evitare <li tro. varsi i comanclanti delle truppe di fronte al nemico. '« Sarà riprensibile: ·« Chi in un ,ler.reno copc,rto non ~i. sping·e.a van{i ed

.,

365 ,ai lati, esploratori a ricon-oscere che cosa succede e ,chi sta dinami o sui fianchi; « Chi distende una caLena su di un terreno coperto senza n:ssicurnrsi se non sia· già oceupalo da altra tru ppa amica; « Chi distende una catena dietro un'altra; « Chi essendo ad un'nla non si guarda al fianco e non . ,provvede al modo di parare ud un possib ile attacco ne. mico _d a r1uel lato ; « Ch i, venendo ad essere scp:1rato dulie truppe laterali dn un'ondulazione di Lerrcno od altro ostacolo, che ne nasconda la vista, non si meHa in grado di rimaner collegato eon quelìe almeno per mezzo di pattuglie, e non prende tùli di sposizioni da impedire, all'occorrenza, che il nemico , avvalendosi di quell'ostacolo:Stesso, riesca .ad interro mperne le comunicazioni con quella truppa; . « Chi preoccupandosi troppo esclusivamente del suo reparto cli truppa o dellà sua particofare posizione sul · terreno del combattimento perde di vista la generale disposizione, lo scopo prefisso da chi comanda, e non concoree con tutto il suo im pegno al conseguimento di esso. . « Chi, lasciandosi trascinare dagli a.ceidenti prossimi ed immediati del 1erreno, come filari d'alberi , strnde, eanali , o cors i d'acqua, siepi, burroni, ecc. subisce l'influenza cli essi , e adatlando è'l. quelli la disposizione o le mosse della frazione che comanda, -altei·a la fronte di batLaglia, perde la dirczi.one generale e co ntribuisce a farla perdere alle frazioni· conti gue. « Chi tiene, senza una. speciale ragione, la truppa ,ch iusa così vicina a quella di.stesa clQ. tl'ovarsi. entro -la portata effica_ce de i tiri diretti contro di questa . « Chi espone alle offese nemiche quelle truppe che per éssere coperte da allre non possono spiegare la loro azione ;


367 .366

« :chi senza ragione tiene le sue truppe in colonna. sotto l'azione efficace del fuoco nemico e special me nle d~lle arliglierie. « Chi tiene senza necessità le sue truppe dieLro le proprie artigli t~rie, o troppo vicine ad esse per mo do. che sieno esposte ai fuoch i direui contro queste. « Ch i consuma .le sue munizioni sparando fuol'i di tiro o senza vedere i l neritico che sla innanzi. « Chi fa fuo chi accelerati senza neccssitb, cioè contro un nemico lontano, poco numeroso o poco intraprendente, od in cattiva posiiionc, so,Tatutto contrn un . nemico che non importn respingere, ma che basta tenere a distanza: ·«. Chi fin dal principio del cornbaJtimento rimane sprovvisto di riserva. « Chi eseguiscc un attacco non preparalo dal fuoco, . a meno che le disposizioni dell' a vveC'sario siano tal i ·da giustificare simile tentativo. · « Chi si h1se;ia sorprendere da un attacco di cavalleria mentre è in marcia o manovra . « Chi tiene la cavalleria inoperosa sotto la portata efficace del fuoco nernic_o: « çhi intraprende una carica se.µza prim·a assieurarsi che il terl'eno consenta di eseguirla a fondo . « Chi carica di ·fronte una fanteria bene ordinata e libera di adoperare il suo fuoco , od una batteria in posizione, specia lmente sunna strada, senza farla con-· temporaneamente caricare di fianco . « Chi non avendo ouenuto risultato da (lue cariche · col)Secutive ne intraprende una terza colle stesse truppe e nelle stesse cond izioni. « Chi con le aetiglierie prende una posiziotie eflìcace~ente battuta dal fooco ne~nico senza che l'importanza dello scopo che ve lo determina giustifichi quella scelta.

.,

« Chi mette in batteria le artigl ierie senza scopo 'o senza avere un campo di tiro libero almeno sino a discreta portata. · « Chi, sa! vo caso di necessità, allontana le proprie artio-lieriè per modo che non si trovino a portata di ess;re difese dalle altre truppe, senza munirle. di una sufficienle scorta. « Chi per soverchia prudenza ritira le sue artiglierie da una buona posizione prima che corrano serio pericolo , corne chi per soverchia temerità si ostina a mantenede in una posizione con evidente rischio di compi:omettere .la conservazione dei suoi pezzi senza sufficiente compenso. · « Chi porta le sue artiglierie i~ posizione mancante di comunicazioni per ritirarsene opportunamente, o le · dirige su una posizione non rico nosciuta e che poi no'n presenta accessi per slabilirvisi. . « Chi oecupanclo una posizione non pensa a dal'st la possibilità di potervi manovrare liberamente, studiandone e preparandone all'uopo gli accessi . . « S'i ntende che le massime generali date nei sei ultimi canoversi, l'ifletlenti l'impiego tattico dell' arti rrlierill 1{011 s'h anno a prendere in maniera assohilu, dacclté possono darsi molti cas i nei quali il dipartirsene non solamen Le non é errore , ma è dovere . « Il gran principio nell'im piego _<le'.l'artiglieria, _co me in quello c)elle truppe cli qualsiasi arma , è d1 _non esporla a perdÌtè infruttuose ; ma quando p~r raggt~n~ gere lo seopo od ,mchc per evitare da~in1 mag?10n si ravvisa di arrischiare l'artiglieria, non b isogna esllare a farlo, anche con violazione· di tntte le massii_nc _s~praccenrn-itè : Ùi certi crm: fa paura e -il pr_egt1J,dIZ/() cli pe1;dere dei pez -si clfo"i.i:m colpa .zmp_e1·donabtle: » . Sono questi che abbiamo ripo1:t~tl a!trettant~ P:m~ ci pii di buona tattica, . eh~ chi . dmge le esere1taz1om deve esigete si osservmo rntelligentemente .


368 E poichè li abbiao10· riprodotti, ci si consenta ancora di copiare i seguenti, che l' lstruz1:one raccomandà

come essenzial i , afilnchè le esercitazioni di combattimento riescono veramente profittevoli. « Ben penetra1·si della propria posizione e dél proprio incari co. « Va lutare con calma e con retlo g iudizio le diffico ltà che si affacciano . « Scegliere in tempo utile fra i varii partiti il più conveniente e applicarlo con risolutezza ed energia; sopratutto saper cogliere il momento o(Jportuno di agire; acqnistare in una pn.roln l'intento pratico della situazione. · « Non dar mai ordine o comando a caso e senza un motivo che lo renda necessario ; e quando deve darsi , d}1rlo bteve e chiaro. . '.< Adattar bene gli ordini, le mosse e gl i ali.i tattici alle cirçoslanze di luogo e cli tempo . · « Non dipartirsi dalle forme rego lamentari, se non quando il tel'reno od altri imperiosi motivi lo esigono, e tornarvi appena fauib ile. . «. ,Mantenere costameménte nelle Òperazicrni l'ordine il piu perfetto, come lo si pretende dalla truppa in piazza d'armi, e ristabilirlo prontamente quando le difficoltà àel terreno o la crisi del cornbnu imento abbiano potuto alterado. « Far esngn ire Je mosse sem.a precipitaz ione, al!'andat~1ra ord i. naria, non impiegando In corsD che per ec:cez1one ed 111 q na!ehe raro caso. « Evitare quel frastuono, ch'è prodotto dal vociar dei graduati per correggere ogni passo cd oo-ni mossa dallo inces~ante e - con l'uso squillare delle ~·~mbe pe;· tutte le parL1 , dallo scorazzare di ordinanze a caval lo di aiu~a1:iti cli campò Cdi ufficiali di sta-lo maggiOf'e a rec~re ()rd1rn 0 contrordin i: tutto ciò non solamente toglie alle

369 ' e·sercitazioni quel carattere di severa calma che indica

ordine e disciplina, mé"i. genera un'.agitni.one generale che nuoce grandemente ol buon andamento delle esercitazioni stesse. Se succedono errori mìnuti, [-;. aspetti à rilevarli clono; se ne avvengono dei considerevoli che · sia indispe~sàb ilc di corregger subito, ciò pao farsi senza produr sussulti e turbamenti, che il più sovente hanno peggior·i effelti degli el'l'ori medosi.rn i. «Astenersi da irn presesupel'iori alle proprie forze, dalle difese spinte al di lù del possibile; da auacchi esagerati o non ben preparati col fooco e eon prec;e(Lenti cli:::posizioni; e dalle mosse giranti, uvven tate o inutili. In guerrn b. bravura e lo slancio sp iegati, rendono qnalc~e volta scusabili a(tì temerari ed asslirdi, ma nelle esercitazioni sono assoluiarnente imperdonabili; in queste l'unica gara ammcssibilc è quella degli. alti divisati_cop intelligenza ed eseguiti con precisione ed opportumtà . . « Persuade rsi in!ìne cbe, più degli errori che a tutti è dato di poter commettere , e- correggere i quali è appunto scopo di queste esercitazioni , è difetto inescusab ile l'o:::tinarsi nel non voler comprendere l'a pl'opria situazione, il persistere, per esagerato amor proprio, in una cinta operazione, oltre il campo del probabile e coder cosi. .nell'assurdo . . . . « Col!' osservanza rigorosa e perscvernnte d1 quest1 -principii la trnppn s'impratichirù a eornbattere con ordine e destrezza, e gli nfficiali a maneggiar-la con age.v0lezza ed abilità ». Il. capitolo 2°, che come già abbiarn detto, ò un a ao-o-rnnta tutta nuova , contiene non solamen te norme 0 la mmaet,trarnehto, ma ben anche i piò essenzi.ali rudimenti cli tattica., applicabili. al gruppo, al · plotone, . alla compagnia cd al ~attaglione; e _non va P.iù in l~ perché << le esercitazioni di combutltmento di . reggi- . me·nto e di brigatti sono interamente nel dominio della.


370

t~tti ca combinata delle tre armi) e re norme a tale ngunrdo escono dai confini delfo presente Jslruzz·one la qunle, come già fu dello, non che essere un det~ tato. di arte militare , mira esscnzialmenle a lracciar 1~ vie, per l~ ammaestramento t:illico della truppa ·». No~ e è a d1_re a questa ragione , perchè cbiunriue scrive un libro. è pndrQne di tenerlo nel limite che vunlc; a ~1oi se1~1bra per allro che utili ss im O comple- · ment~ ,~Il Istruzione sarebbe stato un altro cap itolo, o_ve. si fossero_ accenna te anche sollan!o le più esseuz1ah ~orme d1 rombattimento per il reggimento e per la bngata. ~iò a nostro an·iso può farsi senza arnr l'aria di scn_ve~·e tut regolamento od un trnttato di faLtica. Ed ~nz1 siamo indolli a cr~dere che quando si compilava I att~ale rego!an:ento d1 _es~rcizi ? di evoluzioni per le t1 nppe u p1~?1, fo~sevt l'idea <h farlo seguire per lo appu~1to da un 1struz10ne di sim il genere; chè altrimenll sarebbesi d?v~L9 estendere un po' più, non solo · ~ella ~art; r1:escntt1~r'., ma ancl1e nella precettiva, che: e om è, e OtT~ltJz_m. Jfa noi vogliamo sper.ire c:he que:sto no~t1.'o destdel'lo potrà e:::sere esaudito in untt novella ed1z1onc <lell" lstru.zi"one. Le 1101·°:e ~l'adde:stramcnto pel gruppo e peì reparti ~?n super10_1·1 al_le. compag_ni~ sono due §§ notevoli. \ _1 sono dal! oll1m 1 precetti circa a ll'impieo·o del fuoco sia avanzando,' sia ritirandosi, e così snll~mpiego ciel sostegno'. st~l! attacco e sul contràf!acco. Si noca come ~uando 1! :l1fensorc riesce a respingere l'attaccante 11_ mezz~ più acconcio per alfrettnrne la ritirata e ca~ g1.0n~rg!t pol'dite, non sia quello di inseguirlo corren~ogl1 d1c!ro, ma bensi di d_irigere su di esso un vivo fuoc? acce~erat? finc!1 è rimane scopel'to e a breve portala. Insistesi su ciò che nello avanzare una trnppa non de-hba perder L~mpo ad utilizzare ogni menomo rì-~

:nt paro del teJTeno ed arrestarvisi a forfuoco, più di quanto sia indìspensabiie per giungere prontament<' e senza troppe perdite allo scopo. Parlando dell'assalto alla haionelta,. an-erle come qnando la tn1ppa assalitrice sia giunta n 1 oom o 1 uorn dal ncrn ico in contrerit sempre maggiori perdite a ritirarsi sollo nn fuoco micidiale che a piombargli addosso a tull.u ollnrnza; e questo stesso preceuo lo troriamo più roltc ripelulo uelle P1··escì'izìoni sull'i"sl1·uzio11c delfo truppe nel sm·vi"zio di rnmpo e sulle grandi ma1ioz,re (f1 luglio ·1870); ed è un'in<:onteswbile vol'itù. H.clativomenle alla difesa di una posizione vi si dà pure un eccelleute precetto, ~d è questo : che salvo il easo in cui la posizione sia di tale nalma che ·il modo di dit'cndeda e la di-rezionc e il modo rli allacco si trovino invariab ilmcnle determinati, bi sogna prima di disporre la truppa attendere che l'allacennte ubbia smascherato il suo cl ivisanrnnlo. Quando l'inimiéo può attaccare per varie cl irèzioni la posizione da noi occupata, bisogna 1rnturalmenlc studiarla e ideai· le disposizioni come difenderla per luUc Je ij)otesi in cui può ess~re attaccata, ma tener là truppa raccolta in un punto centrale dal quale, appena si prouunci J'auacco, essa si possa di sporre prontamente a riceveelo; . se li;! si allela pl'ima in una direzione e che poi l'avversario atbacchi da altrn parte , trover.\ ben maggiori difficohà a spostarsi,' ad esegu ire un cambiamento di fron te, sarù costretta a rnanovram di fianco sotto il fuoco ; cose sempre pericolosissime. Su cli questo chiamiamo parLicolannente l'attenzione dei nostri uffiziali, come scpra cosa molto essenziale e sopra un errore che nel passato abbiam vrduto frequentemente a commettersi. L'ultimo capitolo dell'Istruzione contiene lo svolgimento di parecchi C'sempi di esercizio di combatti-


Si2 mento di 1° e di 2° grado, e si limita a dare enuncill;ti d i esercizi di 3° grado . La più parte di questi esercizi sono presi cblla Guida più volte da noi rammentata e sono abbastanza chiaramente svolti; ma- lo sarebbero stati anche meglio, se applicati a (erreno reale e raffigurato da schizzi topografici. Se lo seri!torc trova ,difficolUt a spiegarsi in asu·atto, il leliore ne incontra anche maggiore a capi do. Ecco percho_a noi sembra , che in un'altra edizione clell' ls{mzione, sarebbe meglio che gli esemp i di esercizi fossero illust rati da disegni. 11 lettore che ci a vrù seguito in questo resoconto, col quale abbfom cercato dargli un' idea della nuova Istruzione sull'a,mruaestrarnento tattico, 'avrà già intéso che la nostra opinione in merito ad essa è che sia una buona ed utile pubblicazione; e tale è anche iJ giudizio di quanti né udimmo a parlare. Ess.a era. inoltre necessaria ed impazientemente allesa per far cessate queT!o stato cl' incertezza sul quale Si era quanto al metod o ,da tenersi in sì importan!e insegnarnehio. Ora questo metodo è ehiaramente delineato; e. tutto sta che sia seguito ed applicato con quella intelligenza e con quella sollecitudine su cui ,l 'Istruzione stessa fo pri ncipale assègnamento. E, secondo no.i, una delle cose più essenziali à questo scopo è l'osservanza dei due concet ti predominanti clell'Jstru-' :tione: naturalezza in tutto, libèrtì1 d'azione, iniziativa e responsabili.là a ciascuno proporzionatament,: alla sua sfera d'azione e di comando.

ALCUNE PAROLE

SULI/APPLICAZIONE DELL'OUDINE SPAltSO AL BA T '.l'AGLIONE

. J,

L'al'mi, l'organamento e le manovre sono gli clementì i più rnfeessari a costituire la vita di urr esercito. Le armi arrgmngono forza all'individuo, l'organamen to alle masse~ le rnanovre procurano la mass ima efficacia all'azione decr!i individui ed a ·quella delle masse. A o . h . conseguire però il maggior vantaggi~ c . e s1 pos~a speral'e dalla com binazione di q ue~1.1 tr? . clementi ~ . eondizione · principalissima, necessaria, s! è che es_s1 siano perfettamente in armoni~ fra loro. E nccessano cioè che l'uno sia creato espressamente per l'altro: avvegnachè - un'arma richieda un ordinamento che non lo richiede un'altra, ed una manovra buona per un ordinamento e per un'arnJa, non lo sarà per un altro ordinamento e per un'altr'arrna. Ed è ·per ottener~ appunto simile armonia che si affaticaro~10 . con _o~n~ impegno gli crgan izzatori i più ingcgnosJ, 1 tatt_1c1. 1 più àbili di (Ulti i tempi. Ed è per ouener s1_m1 1,e armonia che affaticar si devono con .ogni stud10 . e-


374

pazienza al nostro tempo organizzatori e tattic.i che vogliano trattar le cose a seconda dello natura !oro. II secolo, per· eccellenza posilivo e meccanico, ha esso composto nuovi ed ammirab ili congegni per la guerra, ha trovalo allri potentissimi mezzi di distruzione, ha esso somministrato insomma un'arma differente ao-Ji . "\l o ese~·~~tl . A questa devono adL1nque organizzatori e tathc1 accomodare l'organamcnto prima, quindi le ~anovre. E beato ~hi saprà essere il primo a rag~ grnngcre una perfezione almeno relativa. . La cos_a è stala, per veeo <.l ire, intesa in questo senso 111 lulto 11 mondo. civile; e grandi furono cri.\ crli studi .l d'f' . o o , grane:lt e mo. 1 1cazroni avvenute, in special rn odo 11 etrlì eserciti d'Eu1;opa, sia riguardo all'oro-anamento ~a . d o • l'lguar o nlle manovre . Ciò non ostante io credo che n_on si 1ebl.>a alla cieca riposar tranquilli su ciò che s1 è potut? far~ pre!'iso qualsivoglia delle potenze europe~~ s1 tratti p~re della più accreditala i1t pace o della P!u.forlunata m g·uerTa; stantech6 !e esperienze <lella piazza d'urrni e dei campi <l'istruzione nou fu rono abbastanza c?rrohorate ancora da una lunga e difiìcile c~mpagna. S1 combauè, è vero, sanguinosamente, sì videro, è vero, grandi eserciti distrutti, nazion i ridotle a capito!arc , m:.i. lanla fu l a parte avuta neo·li ri.vvenimcnti dall'abile applicazione dei principii so,;mi delta stra tegia, tanta fu la potenza dell'iugegno da una parte, tanta la superiorità di numero, sì assolutamente che relativamente e sopra ciascun punto del teatro della guerra, che all'influenza dell'organamcnlo e deÌle manovre tatti che, rigu1ll'(lo al risullato finale, non rimase senon cl1è una parte del tullo secondaria P- tale da non lasciar forse a chicchessia giudicar sul scrio se a parità d'abilità, di numero e dj condizioni fisich~ e ~orali, all'ordinamento ed a lla manovra dell'una parte

pmttostochè dell'altra. darsi debba la preferenza. Colla

375

m11ggior pazienza e col calore istesso devono adunque continuar gli stud i, come se nulla o pressochè nulla fosse avvenuto su i campi di l)atlaglia. E bene in questo si adopera , a quel che parmi , presso di uoi, dove l'opera della trasformazione addiviene ogni dì · più risòluta e cora~giosa. Messa ardilamenl.e la fa lce He!l'organamenlo ed ahbauuto il vecchio, uno se ne venne plasmando più ricco e più grandioso ; e, dopo l' organamento, ecco cambiar pure d'aspcuo e di natura il r~golamento slcsso delle manoHe. Lo stutlio prosegue e ciascuno cerca portare al nuovo ,~difizio il suo sasso, piccolo o grande ch'csso sia . Vorrei porta re io purn il mio. - Mantenendomi _però scrupolosamente dentro la mia sfera, in quella cioè dell e manovre. To vorrei chiamare l'auenzione dcgl'inlelligenti e l'esame degli studiosi di cose militari sopra quella. parte del nostro Hegolarnento di ese1·cizi e di evoluzioni, in cui si tratta dell' applicazfone dell'ordine spa1·so al ballaglione, onde vedere: 1° se la necessaria armon ia manchi davvero tra le manovre appunto ivi prescritte e il nuovo organ ico e le armi nuovamente adottate ; ~0 e qu al modo v'abbia d'oniare ai gravi . inc.:.onvenienti che potrebbero derivarne. II.

Gli articoli 4-83, 500 al 504-, 54 7 e 5:23 al 537 del

Regolamento di esercizi e di evoluzioni, in vigore presso l'esercito, sono quelli principalmen te che con tengono le norme per l'applicazione dcli'. 9rdine sparso al battaglione; sono quelli cioé che insegnano il metodo di ottenere il coprimcnto del battaglione per mezzo dell a truppa sp arsa, e lo sgombramento della .fronte del

..


#

3'.76

rn?desim~, . quando la truppa in cacciatori più che un utile addi venga un impedimento. Ivi è s1ubi li10 che una compagnia sola, per massiuw·, · in special modo quand'esso sia u.nito ad altri, qev'essere mancla(a a coprire l'intero battaglione dalla distanza de i 200 ai 2~1, passi, ~ che, avendosi a sgombrare la fronte onde lasciar liberi gli altacchi e i fuochi della ttw)pa tenuta in ord!n.e ch!uso, la compagnia che si trov~ in cac- ciatori si deve ritirare per le,. ali del battaglione da essa eopei'lo . Queste forme e sim ili manovre tattiche , create e messe in uso sotto gli auspi<:ii di un Of'ganico che ora è morto, e quando l'efì'ettivo del bartaglione si man~cneva intorno ai 600 uomin ;, non possono più, a mio credere , esser le migliori sotto l' im.pero del nuovo, quando l' efletli vo · del batta,gliorie può olircpassarc quello dei ,t 000 uomini. ,A .convalidare q,uesta mja semenza incomin l:erò con . <l1?lle cifre. A sec~ncla del nl.loro organico 1a compagnia porta ~n effettivo di 24 7 uomini di ha.ssa forza e 4 ufficiali, rn lutto. 25,1 uom ini. Ammesso che il tapitano, quattro sedrgentt e quattro trombettieri ri mangano fuor di riga, e ammesso che tra fila. e fila abbia a passare l'in~ tervallo ~t.a.b ilit? .da.ll'a1.'t. 244, 1° e 2° alinea (Rc,gola rnento dt csercizt e di C/Joluzfoni), avremo adunque che. la co:npag~ia, compreso il posto occupalo da.i cap1-plotorn e gmde, verrà a constare di 127 file ed a stendersi sopra una linea di metri 82,50, e che- il bal(aglione,. compu,ta.n.do gli intervalli che devono lasciarsi tra corrypl).gnia e compagnia., andrà a spiega~·si sppra una fronte . di ben 339 metri. · . ~gli è V;ero che, l'iguardo a que·ste cifre, po.~rebhe dJr ta.J.µ.no .~sser qc~sc _e.~qger<J,t~., imp,o~sib.il ço,sa. .aven~o~.~ ~ r~~?ner~•:·s.e,ç.owto . lpi, ..eh~, atea;;,°: P,.t;<\t~ço,

371. ' il batt?-glione possa contar mai nelle file tanti uomini prese.nti da .eguagliar il numero che si trova segnato sopra i suoi quadri. J\fa a costoro potremo. sempr~ rispondere che, al caso ptatico, il numero dei present~ . potrebb' essere anco maggiore della cifra p_ortala .a~1 quadri, stantechè le cifre che si trovano s~u quadri 1~ via dimostrativa, più ehe tassativamente, vi son.o registrate. La cifra. vera dell'effettivo che avrà in pratica il battaglione· dipenderà anzituttc? dal bisogno , poi d~l ·numero delle classi ehiamate e venute sotto le armt, infine dalla quantità anche dei volontari che potessero essere amm essi sotto le insegne deH'esercito. E questa è cosa che può facilmente comprovarsi coll'autorità eziandio dei più reputa.ti organizzaLOri del nostro tempo. Nella relazione infatti che il ministro della guerra 1 (genera.le .Petitti) metteva in fro?te al . decret,o dell~ ,18 dicembre 486.i-, portante la sanzwne d.1 que!l.~rgarnco, parlandosi dei diversi effettivi seg?ati sul!e varie tabe!le costituenti i quadri del!'esercito, s1 conc~mdeva col d.1re . che essi non possonq essere considerati che c.ome ci['~e

·appro.ssimative dipendenti d~lla. fo1·z~ .~he si ,t~·ova .ui congedo illimitato. Resta qmnch stabtl1lo e fe1 mo eh~ le cifre da noi sopra notate sono le sole .sull~ qual~ noi possiamo basare i nostri ra~ionamentL e 1 nostri calcoli, onde risolvere la quest10ne presente e qua.nl'alfre possano rassomigl_iarla, . p~ichè in esse soltanto si ritrova la vera ed umca media legale. . Ciò posto, \ nettiamo adesso sopr~ u?a s.tessa lmea .. diversi ·battaglioni, coH'interval~o d1 spiegamento pre-. scritto fra loro dall'art. 651, al.mea e (Begolame1~to d~ esercizi e di evoluzioni), e facciamo che ciascuno. d1 e~st mandi. in cacciàtori una· delle sue com~ag~n~. C,1~ cosa avverrà ora se due di questi battagl10_m, ~he_ si trovino vicini fra loro, mandassero in cacc1a-tor1 eia. scùno la compagnia dell'ala per cui. si corri3pondono?

-.AwNo :nu, VoL. 11.

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378

Avverrà senza dubbio che, in grazia delle nostre manovre, si aprirà nella nostra prima linea un v,1 rco tale ~lic, unito a quello che clero pa ssare tra compag~rn. e_ compngn_ia ~ Ira battaglione e bciuaglionc, poll'a am~ar quasi ai 200 mctl'i. E quanto sim ile circostanza ~ 1 ~otcssc rcnue1· debol i contro quel nem ico che a noi _si presentasse sopra una linea perfcllamenlc continua , non è d'uopo il dirlo. - Ma, e il buon senso? si rìsponùcd1 qui forse tostarncntc . Come po trebbe mai un comandante di ba~taglionc mandare i11 cacciatori una compagnia di un ala, mentre da qnella parte si vede npcrt'> rriù un ~ intervallo di ollro 100 met ri? ~1 buon se11so è tma gran bella cosa, risponriiarno n.01 ;_ma è poi vero ch'esso sia pl'oprio tutto qnel che s1 dice ?. Pn me sta ccriumen tc che, se invece di met!ere 1! buon senso alla prova, si può dare una norma chi_ara e positiva, si andrà molto più sul cerro, s_tantechè 11 dar troppo spesso dei quesiti nuovi da r1s0Jvcz:~ ad un u_omo, possegga ci pure il maggiore ed il p1u pron to ingegno, fa sì che vien la volta che la falla, vuoi per· distrazione, vuoi perch ò l'uomo non é sempre uguale à se stesso. Tuttavia ammettiamo pme che la bisogna nel caso nostro si debba abbandonare_ per un istan te al buon senso. Come potrà en-fi allora il buon senso ovviaré all'incom enien te che t>di sopra abbiamo verificato? . La. fronte del battaglione è troppo vasta , e nel mentre 1! comandante si trova. a destra per un'onorazione no? ~uò accorg?1·si di ciò che accade sulla sda sinistra; po1 v h~nno gli ostacoli del terreno che g li impediscono d1 v~dero? e v' hanno- gli avvenim enti che gli acc;idono_ dmanz1 che gli impediscono di guardare. Se non v1 l_rnnno nè ostacoli, né avvenimenti, ne altra cosa che distragga l'attenzione del comandante il batta.-

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.glionc, vi hanno ben altre cose che vengorlCJ a rendere ·sempre più di(Iicilc l'opera del suo buon senso. Esso .e il suo vic;ino partono entrambi colla stessa intenzione e non si accorgono del fatlo se non quando le rispett ive compagnie sono già in movimento : bisogna dunque 'richiamarne una . Ma chi sarà il primo a d:ù· l' ordine? Qualunque sia il primo sanì. sempre un pcrditr mpo il suo . E so l'ordine venisse dato da amenùuc ·nello stesso tempo •t Quanto surà lu nga allora l'allnlcna? Ed aspellcrà egli il nemico che uoi ci siamo in tesi tra noi? Ma il caso può essere ancora assni più complicato. Supponete che di ll'C battagli oni quello di destra abbia rnandato gih in cacciatori la sua compagnia di 'Sinistra , e quello di sinistra la sua cornpa~~nia di destra, qual compagnia mandcrh ora in cacciatori i! comandante il ballaglionc del centro, dopo aver corso pi ù volte da destra a sinistra onde vedere quali siano più .corti, so i 100 metri che lo divid ono già dal battaglione di destra, o i '100 nrntl'i che lo di vidono da quel di sinistra? _Che cosa sperare dal buon senso in simili ,c ircostanzc1 ! l~ proprio vero adunquc che, in seguito all'applicazione delle accennato manovre, rimane aperto nella nostra prima linea tra battuglionc e battaglione un ·varco di 400 me!.l'i sempre, e spesso uno anche di quasi 200; il tutto per ottenere una sollilissima e fragile linea di. cacciatori. Simile ç;ircostania e tali considerazi oni basterebbero, mi sembru, por se sole a risolvere tutta la questionr.. S~nonchè, noi non abbiamo consideralo ancora le manovre in discorso fuorchè appena nel loro incominciarn; a !Degli o dilucidar la cosn, consideriamole or dunque nel loro sviluppo e · nella loro fine. La. nostra lincà di cacciatori, in forza di simili manovre, partendo.da un'ala del b'auaglione e dovendo


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sopravanzarle amendue, viene a stendersi sopra u~1alin~a di ~rn 360 metri, ed alla dis_tanza dalla truppa chrnsa dt un '.250 passi. Per recarsi a suo posto la truppa comandata in cacciatori deve perco_rrere quindi (la parte almeno che deve recarsi più lontano) una diagonale di circa 350 metri. Ora in Italia (po iché ' la ditesa dei proprìi terr-itorii è quella che si deve prendere anzitutto in consideraziòne da o'rganizzatori e tattici) in Italia e nelle provincie stesse che più si prestano ai grandi fatti d'armi, salvo rarissime eccezioni, assai diflìcil cosa è trovare un tratto di terreno . di tré o quattrocento metri che non sia interseca!.~ da spessi· canali e fossi, rnuz;icciuoli e siepi. I~ siccome codesti , osta coli, per la maggior parte dei casi, corrono o pressochè perpendicolari, o pressoché paralleli ~lle strade, e per natural conseguenza: o per pendicolari o paralleli puranco alla nostra linea di battaglia, poichè la direzione generale dei comba'ttimemi, in principio almeno dell'azione, è quella sempre delle strade sulle quali gli eserciti s'incontrano, ne verrà pereiò che tutti, tanto quelli che vanno in senso perpendicolare quanto quelli che vanno in senso paral~ -lelo; gli accennati . canali, fossi, muricci"uoli e siepi verranno incontrati, pel lungo tratlo di 350 metri, da. quella truppa che nel!' andare in cacciatori cammina sopra una linea obliqna rispetto alla linea su cui si stende Ja nostra fro nte. Il copri.mento addiverrà quindi impossibile, e il battaglione rimarrà in parte almeno seza guaren1igia alcuna di truppa 'f:parsa, se di tai canali, fossi, muricciuoli e siepi alcuno se ne trovi affatto insuperabile. E potendosi aneo portaré a termine, dopo assai fatica. e mollo pe1:ditempo, in causa appunto di simili ostacoli, non si potrà poi sl facilmente condurre e sorvegliare nel modo prescritto agli articoli che sopra abbiarpo ricorda!i.

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384 Nè questo è il tutto. Che cosa avverrebbe poi se, oltre ciò, e in mezzo :ai tanti numernsi ostacoli del terreno, il baUagl ione, ·per esempio, si trovasse anche sorpreso, ed a tale prossimità co l nem ico che non avesse tempo a compiere manovre assai lunghe per mettersi in alto di ,difesa? Potrà esser raro , ma non certamente impossibile tal caso, quando specialmente il servizio cl'avamposli · s·ia mal fallo, vnoi per ignoranza, vuoi per ·qegligenza; ovvero quando, per la natura del terreno, per causa d'ordini male intesi e peggio r,iferiti, o per un equivoco qualu nque, cambiando di direzione e spostandosi, e perché, sopraffallo da forze troppo preponderanti, od ~nche da solo panico, rovescian dosi 'improvvisamente indietro, i.1 battaglione di prima linea abbia lasciato scoperto ed esposto ai colpi dcll' ir1·uent.e nemico il battaglione di seconda linea. Potrà esser raro, lo ripeto, simil caso, ma una rnanovra, ·per esser buona, deve rispondere egualmen te ai casi facili ed a-i più difficili. E questo alla fin fi ne non é se non di qnelli cui il tattico non deve mancar mai ~ -di prendere in considen1zione. Ora potrebbero esse 1e manovre nostre rispondervi convenien tcmenLe'l Non lo credo. Ost~ .il tempo, e la natura loro istessa Osta il tempo perchè, senza tener conto di quello che si richiede onde il comandante del battaglio ne impartir possa gli avvisi e · gli ordini opportuni; ne di. {Juello impiegato d<1J capit:-mo e dai capi-plotone a dare i lor eornancli, e senza -tener conto degli ostacoli che può presentare il terreno, la compagnia che deve ·partire iri cacciatori verrà ad impiegare circa tre mi·rrnti per condurre a termine il suo movimento, per quanto buona sia la volontà. de' suoi componenti e · 1a lestezza delle loro gambe. Che se poi, all'inaspettata vista del nemicò, il comandante di battaglione •


382 o quello della compagnia coman9a(a in c.icciatori, od i capi-plotone di essa si trovassero smarri'ti un istante, se la truppa che va in cacciatori a vesso a trovare fossati, siepi e . muricciuoli (il che, come abbiamo nccennat.o, non può mai manca!'e) il movimento si ritarderà ancora d'assai, e diverrà più spesso impossibile. - Osta poi la naiUra istessa delle manovre, avvegnachè altro dt~ssc non siano in l'.eallù senonchè ' uno sciogli rne11to della eo mpagnia mandala in cacciatori, consumato, relativamente al cnso adesso da noi con~ siderato, prop l'io dinnanzi nl nemico irrompenl.c. Cosa troppo fac ile rimane quindi a copirsi cbe il nemico, gettandosi, in tal'i condizioni, su cli essa, ed approf-· filtando del lo smarrimerùo, del panico, natmali compagni di tutte le circosta1ize in cui il soldato debba. esegùirc, in presenza del nemico, movimenti troppo lunghi e complicali (;) tali cl'1e siano; o l'assomigliano, · la confusione, potrebbe attaccarla tosto e risolutamenle. E può immaginarsi ognuno, quanto per esso facile sarebbe il disperderla d'un colpo, o ricacciare, se non. altro, sul resto del baltaglione quella parte almeno che, per recarsi a suo posto, deve percorrere, sotto i suoi attacchi , un vastissimo tratto di terreno e in una direzione che, per noi, si .confonde quasi colla direzione slessa d'una marcia di fianco. Piò che a coprirsi il bauaglione andrebbe perciò a risch io di perdere inutilmente uua intera delle sue compagnie .. - Ciò mi sembra naturale e chiaro. Tuttavia (per esser certi del possibile ammettiamo anco , I' impossibile) s'anco si volesse fare per un momenlo as(razione: dal tempo e dalla natura stessa delle manovre, s'anco si volesse suppo'r re che, sebbene sorpresi dal nemico. il nernicq,, arrestandosi quasi dinnanzi al bisogno che noi abbiamo di meuerci il più pr·esto e il meglio che .sia possibile in guardia contro di esso e, trascurand0-

383 Ja bella occasione che gli si presenla cli disfare int;nto l'una delle nostre masse, colpendo ta nel mentre stesso si trova disorganizzata e rolla · per. mnno~rare, ci 1ocrmella di prendere a nostro bel!' agio la torma sarà egli per, questo chel 1 Per noi la tuiù vantao-giosa, O, le nostre m1movre ci condurranno perfettamente a . noslro intento? No, poichè in tal oaso altro non avremmo ottenuto, tutt'al pi ù, senonchè una catena di ·cac~ciatori i quali, per l' affanno loro causato cl~ una lunga corsà, non avendo nè il polso nè l'_energ1~ ~el caso non ci potrebbero dare quella precisione d1 tiro che ~i richiede per condizione principale da una truppà sparsa, né varrebbero coi ·toro auac_chi àd ~rr~slare cl' un passo un qernico, che trovast aver .g1a Il so· . pravvento. ' Ciò per quanto riguarda le 1:1anovi:e che s1 a:~eb- · bero ad· eseguire per ottenere 11 copnmento. "\7enramo adesso a quelle prescritte per lo ,sgombra~ la fronte. Il soldato che si ritir.i <linnanZL al nemico; è· in~tile il fors1 delle ·i llusioni, non prenderà mai fo via la più obliqua e lunga, purchè n~n . ~ada al c?perto dal fuoco nemi,~o ; il soldato che si r1t1ra allra via n~~ conosce se non quella che più direttamente è prn preslo può condurlo in salvo._ Ora come p~ll'~;o da~.Ie accennate muno~re sperar 1101 dunque di sooi:nbra: la fronte senza inconvenienti' dal momento che s1 vo/)'liono costrio aere i nostri cacciatori a percor1:cre~ o ·o , ,' tuuo allo scoperto e sopra una d'11_ez10_nc qua.SI dt fian;;o, e sotto fuoco e sotto attaccln, cm n?n devono e cui non possono rispondere, una h_nea di oltre 20~ metri? Ncn sarà più presto a credersi che, mve_ce di sgombrare !a fronle passando per !e ali del battagli_onc, la nostra truppa sparsa, tutta ·o Jn _gran ~arte, s! rovesci piuttost() .sulla truppa ten~ta. rn or~rne c!~uso, portandovi il d1sord111e, la corhns10ne, .il pam..,o , a


384costo pur'anco di credere il suo fuoco meno spietato che quello del · nem ico? E, ammesso che la disciplina pos_sa esser tale ,da sùperar persino la forza stessa della paura (eh' é tutto dire) e che ciascun soldato . . ' ciecamenle obbedendo agli ordini ricevuti , possa so-ombra~· la_ fronte ì)er le ali, saranno finiti là gli in°oon:.. ven10nlI che vanno inseparabili da simili manovre? Il nem~co è . vicino , poiché si sgombra la fronte appun~o ~~: ciò, . e marcia contro di· noi di fronte e per la via ptu breve. Il nostro soldato marcia invece sopra. ~n' ohli.qu_a c?e, come abbiamo detlo, troppo si av~1cma alla d1rez1~ne d'un movimento di fianco ; troppo fa.c1lme~te esso può dunque essere raggiupto e còl·p1to pmna che arrivi alle ali .del batt11glione. l\fa poniamo ancora che il nemico non si curi I neppur per m·ezzo de' suoi, d'inseguire i nostri cacciatori, e che questi sani e salvi possano raggiungere, metà l'ala destra, metà l'ala sinistra del hallagl ione a cui aveano servito di coprimento, che ne avverrà allora? I_ nostri battaglioni di pri.rna linea o si sostengono i,n posìzi0ne·, o corrono· all'attacco. Parte·· dèlla 'nostra artiglie'ria, ·e dèllà nostra cavallfria, taluna de:Ùe nostre colonne di seconda linea, o della riserva, o t1:uppa, te~ula in disparte per quello scopo speèiale, s1 avanza rntanto, sia per prendere una posizione più innanzi, sia per aiutare e corroborare l'azione della prima linea, sia per rnggi.ungere lo scopo qualunque a cui era destinata, e si avvia verso quell'intervallo dietro cui si ritrova per easo, o pcrchè collocatavi ad arte. Qt~est' intervallo d'altronde non è che di '.20 passi, sta:ntechè, dei due battaglioni che li s1 trovano vieini, quello di destra avendo mandato in cacciatori la sua compagnia di destra, e quello di sinistra la sua di sinistra, non resta fra loro senonché l' intervallo ordinario· prescritt.o da ]l'articolo 65,1. · Come po-

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tranno adunque quelle truppe portarsi innanzi, manovràre ed agire, se si trovano colà pello a petto con metà i cacciatori del!' uno e metà i cacciatoJ'Ì del!' altro di que:i ·battaglioni, cioè con 300 uomini che corrono . in ritirata, e vedono e non vedono quello che sta loro dinnanzi? B.irnarrà egli incagliato il movimento della truppa che avanza, o quello della truppa cbe retro-· cedé, o. quello ,di ambedue? Per ben che vadçi, simil . caso ,non può parlorire senonché almeno il più deplorevole perditempo, nel caso eziand io che l' intervallo fosse di 100 metri . Nè questo è ancoru il tutto; poichè, ammesso sempre che la truppa sparsa possa riti rarsi fedelmente per -le ali, e che là non incontri ostacolo di sorta, potrà poi <lessa, per quanto buona sia la sua volontà e provato il suo coraggio, riunirsi novellarnente e riformare la compagnia? Lo spazio da percorrerè è enorme, - oltre i ,\00 metri, - il terreno non può essere perfettamente spacciato e piano, il punto di riunione non è costituito che dal solo capitano accornpagnato, tuu.' al più, da qualche caporale, o . soldato intelligente, o trombet(iere, se. pure non . Ii ha spediti: a portare ordir:i.i sulla linea dei cacciatori, il · trambusto è grande, troppa la gente che va e viene .. .. io credo .che il più delle volle la compagnia, in simil guisa mandata in cncciutori, e richiamala in ritirata, abbia a ri.maner dispersa nffatto, o smarrii.a almeno pèr lungo tempo. Sembra chiaro adunque che, se lo è stato, non lo . sia più certamente, il met6do usato finora di applicare l'ordine sparso:a1 battagli one, il migliore e il più adatto,. dopo l' applicatione del nuovo organa.mento.


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lJI. ·

Come. si ~otrebbc fare ora? Quale altro metodo adottare ?n~e a1 depl.~rati i_nconveuicnti mettere un riparo? Qm s1 tratta d mdovrnare una manovra nuova. A due 1:egole allora bisogna far capo principalmente per hen_ risolvere ~I problenrn. 1. Cbe fa n uova manovra sia semplice il più che siu possibile. 2" Che sia tale, da potersi ~daaure facilmente a qualsiasi terreno. Dev esser se~pl1_ce perchè' se neeessilà vuole che si debba e~egmr~- rn presenza e fors'anco sotto il fuoco del nemico, s1 p~ssa farlo nel più breve lasso di tempo e se?za 'mostra~·c1 e s~nza essere in realtà rotti o s·con~ess1. L esecuzione d~ manovre lunghe e complicate prese_nza del n:mtco, . è uddimostrato ·ormai da• tro~po lunga espenenza, non può fruttare ehe disat.ri rovma alla truppa che vi venga impegnata. Dev'esse1~ t~le _la manovra da ~potersi facilmente adauare a qualSID.Sl terreno, perdi~, non potendosi soggiogare colle · brusche · fi . . •e ,adattare . .11 terreno a nostro moclo . . , e' g10c?,orza ~~conda.do m tutto e per tutto e sfrurtado ii' piu ~he sia _possibile con approfiuare degli ostacoli stessi che c1 oppone. . · Qual sa1:à dunque_il genere di manovra che, riguardo avEl~to a tali regole. -s1 avrà u prescegliere nel caso nostro? eco: . . Da?ch~ l'~so delle nuov~ armi ha reso sempre più puramente manesca del sold a 1o, e difficile 1 .az10ne , . . sempre pm necessario 11 maggior sviluppo del nostro f~oco ; dac:-hè l'ordine quindi il più naturale ed ovvio .d1 ~ombatt1mento, al cornìnc:iare alm'eno della batca~li:.' è que_llo ~ci bau_aglioni iu lmea. colle compagrne spieoate, o m linea dt colonne dt compagnia, . le mi--

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3$1. gliori manovre, il miglior metodo, per ben applicare l'O!'dine sparso al battaglione, io cre<.lo .che avrebbe -ad esser questo. - Per ottenern il coprimenLo, manda1·e ùi cacciatori il plotone di ·destra o di sin.isl?'a, o quello di testa d'ogni c'ornpagn'ia, a seconda che le compagnie si t?'ovano i'n lùiea o piegate t'n colonna, con il còmpito principale di coprire ciascuno la prop,ria compcignùt, e col secondario di tenersi, come il terreno e la natura clel combalti1ne,i_to lo comporta, collegalo cogli altri a lui vicini. Per isgombrrir la front e, ne( caso che lei tr,uppct chiusa debba marciare innan:Zi, /a1· serrare immediatamente ciascun plotone a dest1·a ocl a sù1i'stra, ovver·o ùi ritirata sulla destra o sulla sinist1·a della proprùi compagnia, nel caso che la l?'uppa chi-usa debba {/,i/c11clersi nella posizione in cui si trova. Con ciò spero essersi risposto conrnnientemente al nostro tema. Imperocchè è con tali manovre appunto che ,. a mio avviso, . se non del tutto , in gran parte almeno restano eliminati quegl'inconvenienti che siamo venuti rilevando nel numero precedente . Infatti, cominciando dai movimenti necessari ad eseguirsi pc!' ottenere il coprirnento: Nessun varco più rimane aperto adesso nella nostru linea <li battaglia; e tutto quunto eoperto rimane il nostro l?attaglione fin dal principio istesso del movimento, e nel caso pme che qualehc ostacolo vi sia il quale, correndo in senso perpendicolare- alla nostra linea di bauaglia, potrebbe, come vedemmo, impedire il coprirnento che avesse a procedere da una delle ali del battaglione in direzione quasi d'una marcia di fianco . Si ottiene inoltre un considerevole risparmio di tempo; 1° Perchè il numero dei comandi è assai di;mini1iLo, riducendosi essi tut:i ad uno solo o ad un

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sol se~nale, .in seguito al quale ~gni capo-plotone ·mette 1n ~nov1ment? il proprio plotone; 5:i 0 Perchè, pochi e~:endo 1 cor~1a~d1, tan!o più difficile rimane, per chi deve darli, 11 confondersi, il tentennare, il per-dere la calma e colla calma il tempo; cose queste che, nei casi specialmente in cui la rrwssima sollecitudine si richiegga, vanno mai sempre inseparabili colla . troppa quantità e complicazione dei comandi; 3° Perché, a l segnale od ai comando di cacciatori, se le com~agnie sono ordinate in colonna di plotone, la nostra ·lmea di cacciatori si trova già ad una distanza di 6, H. o 28 passi, dalla truppa che deve restare in ordine ·chiuso, a seconda che la colonna sia serrata, a mezza distanza, o a distanza intera; 4° Perché ciascun plotone, per recarsi sulla line()-i dei cacciatori, non deve che marciare pressoché clirellamente innanzi a se stesso, ?ssia p~r la'. v_ia più breve; 5° Perché la truppa che va m caccwton rncontrerà per via il minor numero_ possibile di ostacoli, sia per la ragione che ~al'Cla appunto ~er la via più breve, sia per la ra- · g10ne che, c~rnmman.do essa sopra una perpendicolare ·.alla nostra lmea cli battaglia , mentre nell'esecruire la 0 manovr.a, di cui abbiamo trattato al 1rnmero precedente, rncontrerehbe, · come pur dicemmo o-li ostacoli che vanno perpendico_lari. e r1uelli. <;ho va~n:) paralleli alla nostra fronte, a quelli paralleli soltanto va in. •contro adesso. Fossi, n:wricciuoli o siE'pi non potranno far mai, n·ell'appl icazioùe della . nostra mano vra , che . una parte -consid erevole della · fronte ùel batta.o·lione si debba lasciare affatto scoperta dai nostri cacciatori. La br~vit~ del tempo unpie~ato e del cammino percorso, 11 p1ccol num ero degli ostacoìi superati faranno poi anco sì çhe il soldato g iunga alla determinata distanza ben ordinato, fresco e. vigoroso. · · Un altro utile, · e questo è forso il più cospicuo ri-·

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spetto alla manovre da eseguirsi per oltenere il coprimento del battaglione, si ritrova finalmente nella intima , natura della manovra stessa. Avvegnachè, nel mentre colle manovre per oltenere il coprimento da un_'intera compagnia altro non si presenta, come ossen:ammo già, senonchè una specie di sparpagliamento e di. confusion e, con quella da noi portata altro non si presenta invece, fin dallo stesso suo principio, se non che una)inea sol[!. continua cd ordinata la quale, procedendo maestosamente inn anzi, pronla a com-· battere ed a sostener l'attacco fin dal suo muovere., e presentando quasi l'aspetto di cosa ben più seria ed imprmenle che non una semplice linea di cacciatori, indurrà forse, colla _sola sua presenza, il nemico ad arrestarsi, e darci tempo a respirare, nel caso . . pure ch'ei ci abbia sorpresi. Vantaggi non minori si debbono sperare dalla nuova maniera di sgombrar la front~, Qui troveremo infatti assai agevolmente che, tenendosi slretlo conto. nelle proposte manovre della tendenza pure irresistibile che- guida il soldato volto in ritiràta, la nostra fronte verrà sgombrata nel. minor· tempo possibile, senza pèricolo (almeno prossimo) che- . la truppa sparsa, rovesc:iandosi disordinatamente sulla truppa chiusa, vi porti la confusione e il timor panico: I nostri soldati, raggruppandosi il più presto intorno ai loro capì plotone, potranno , ritirarsi adesso per la. via appunto la più breve, o tale eh~ dalla più breve il meno si discosti. Troveremo inoltre che l'interrallo che deve passare ·tra battaglione e battaglione rimarrà ~ernpre spacciato e libero al passaggio di qll(~lle truppe che beri si stimasse fare avanzar per esso. Troveremo che, mentre nello sgombrar la fronte per le ali del battaglione, si · apre un varco solo'. ed una sola co~-- . pagnia ~ quella che · può immediata.mente aprire 11.


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fuoco, qmitlro· ~e ne aprono invece contcmporanearnenle, col nostro metodo , larghi ciuseuno un 'iO metri, ~ Lulle e quallro le nostl'c compagnie immediatamente 1Jotr~nno aprire il fuoco contro l'inimico , con tttile consuJercvole della riuscila, E trovammo finahnente che quanto ·malagevole avrebbe a riuscire il ra ccoo·Ji ere · ' . o . una rn.tcra compagrna ch e sgombrasse per le ali del battaglione, per nrnncanza di un punto ben determinato di riunione, e per le ali.re caofoni che I)iù in:.. . l' b' . t> <11etr~ ao 1.a~~ 1u~no: e1:ate, alcreltanto fa cile sarò. pei nostn plotorn Il rrnnu·s1 alla propl'ia compagn ia; s1 ante_chè 11 J:u.nl.o di riunione nclcsso è tropp.o ben disl'lnt.o e v1s1bile. Il soldato d'a.ltronde accorrei·à colla n:nggior_ so~lecitudi.ne allorno ad esso, perchè altame~le. nch1amatov1 da un 'affezione speciale, quasi cli famiglia, dalla consuetudine inveterata, in esso, di ricercar sempre I_a propri a compagnia, e, al mornentò, anche dalla rag10nev0Ie speranza di ritrovare nel suo considerevol nucleo cli forza vali do appoggio o sicurezza di salute. IV.

Senonch~ - cosa umana non v'ha senza difetto v!sLi i vanl~ggi, pregio dell'opera sia quello adunque d1 andare_ a ve_clere adesso gl'inconvrni enti che si po,trebbero rinvenire nelle forme e nellé manovre tattiche di cui nl numero precedente abbiamo faveilato. - La vostra manovra, ci si potrebbe dire an zitu(to se può esser buona per la maggior parte dei casi ~on ~uò ~dottarsi però come _il solo mezzo di app,Iicare l _?rdme sp~rso al battaglione stantechè ella non p'uò r~spo~1dere · a tutte Ie condizioni in cui il battaglione .s1 "potrebbe tròvarc al caso pratico. I ·battaglioni di

primo linea non possono: trovarsi solamente ùi linea · colle compagnie spiegate,· o in linea di colonne di com· pagnia, ma ben anco ripiegati in colonna: E l'arli colo 65'1, ve lo spiega chiaramente, ci si potrebbe dire . E ·come il battaglione può essere sorpreso trovandosi in linea , ci si potrebbe ri.petere, può ·essere so rpreso ancora, e tanLo più di frequente, essendo in colonna., sì durante una maì·cia, come sul campo di battaglia . . In tali circostanze l'applicu.zione del coprimen lo, insegn ato dal nostro Begolamento d'eser·cizi e di evoluzioni, non addiverrebbe essa non solo la pi.ù utile ma ezinndio la più necessaria, l'uniea anzi che possibil

.fosse?-E gìuslissirne, inappunlubili potrebbero sembrare codeste osservazioni., Bisogna dunque rispondervi di proposito, e dire come possa essere veramente applicabile e vautaggioso il propo sto metodo nei casi pmc che, secondo l'obbiezione fatta, il più apertamente dovrebbero esduderlo . Il ba.ttaglione può esse1·e sorpreso, trovandosi anco ·in colonna, tanto in marcia, quanto sul campo di battaglia. E sta bene. Qual rrietodo ·adottare ora per meglio rispondere all'esigenza del caso'? -· Quello appunto di mandare nna compagnia intera in cacciatori, dacché i plotoni· rimangono imprigionati nella colonna - Ma. pian o.· Rispondfamo partitamente, facendo le debite di~tinzioni. Il battaglione· si trova desso in marcin? Allora. sarà preceduto da un'avanguardia ]a quale ha appunto il doppio còmpito di avvertire la presenza del nemico, e sostenerne l'attacco, sl che il grosso del battaglione abbia il tempo necessario di mettersi convenientemente in allo di difesa: E per questo v'hanno regole: abbastanza chiare e positive; nè, ' per levarsi d'impàccio, v'ha bisogno di ricorrere al · nostro od a qualunque altro genere di copri mento, purché non si voglia


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sparpagliare tutta la nostra truppa. Il 'battaglione si trova desso invece sul campo èli battaglia, od in marcia ma senza avanguardia? Allora da qual parte pqtrà. venir essa la sorpresa'? Di fro nte forse? In tal caso, bisogn,a confessarlo, il nostro genere di coprirnento non si può certo applicare con quella sollecitudine che può renderlo preferibile in o·gni altro caso , ma non è men vero però che egualmente impossibile addiviene pur· quello finora in -uso, per Iè ragioni che abbiamo addotte ai numeri precedenti. In tale tristissima circostanza perciò altro spedìente io non saprei vedere se non quello di spingere intanto innanz.i la compagnia di testa, onde, col suo nobile sacrifizio, e con quell'ordine che più si credesse opportuno e speditivo, _trattenere il nemico sinché fil resto delbattaglione abbia potuto prendere una fo'r ma od una posizione più vantaggiosa, o guadagnare se non oltro sufficiente cammino sulla via di ritirata. La sorpresa verrà dessa invece dalle spalle? Non volendoci dar prigionieri, allro rimedio io. non saprei vedere allora se non quello di volger tosto la fronte, e, senza arJdar tanto per le lunghe,: chè il temp-0 perduto in tali circostanze è tutto a nostro danno, dot· dentro con tutta l'energia e con tutta ia nostra massa unita, onde aprirsi un varco, o fare almeno _pagare a caro prezzo la nostra vita. Oppure la sorpresa verrà essa finalmente di-fianco? E allora, come impossibile affatto l;iescire.bbe l'appliccJ.zione del metodo sin~ra seguito, altr~ttanto facile e vantaggiosa verrebbe l'applicazione del coprimento che si · propo1,1e. Poichè i nostri plotoni di destra o di sinistra, a seconda che la destr~ o la sinistra è quella che si trova minacciata, o quei plotoni qualunque cui spettasse, qualora il battaglione, invece che in colonna di compagnie si trovas.sH in colonna di plotoni, volgendo immediatamente la fa_c cia all'injmico, in brev~ istante possono

3~3 rendere I.a nostra condizione perfettamente eguate a quella dell'inimico stesso: Ed ecco risposto ai casi pure i più difiìcili. - Ad ogni modo però, si polrebbe qui ripetere, il metodo da vo i difeso avrà sempre il difetlo di lasciare ciascun comandante di eompagnia con tre soli plotoni. - · E. ciò è vero; ed è cosa questa che ragionevolmente potrebbe dispiacere. Senonché, quando si consideri cl}e il plotone çhe manca serve alla fin fine stupendamente alla salvezza degli ultri, che combatte per assottigliare quel nemi co che con essi si dovrà quindi atlaccarn , che finolmente non può dirsi perduto, che anzi è davanti a t.ullo il resto della compagnia, colla qua!1., devesi tener sempre strettamente collegato per la natura stessa dell'azione commessagli, e che, nell'and are ol fatale cozzo, alla propria compagnia sarà novellamente duuito, anche i comandanti di compagnia troveranno · ragioni abbastanza gravi per imporre silenzio ai moti del lai-o anior proprio ,. nella considerazione anche che fo!'za gigantesca sarà pur sempre quella ehe rimarrà sollo i loro ordini d1~ retti in tempo · di guerra, riguardo avuto, in special modo, a quella usi a eomandare in tempo ·cti pace. Un terzo inconveniente si potrebbe trovare, ne.I nostro c.oprimento, in ordine all'unità d'azione e ·di comaBd~. - La nostra trnppa sparsa, s1 potrebbe diré, col vostro sistema può trovarsi sollo la direzione di quattro capi .d'uguale autorità; deve mancçJ.r quindi il nesso nei suoi movimenti; i suoi sforzi non possono · cospirare ad un unico e solo scopo; deve rpancare insomma l'unità d'azione e di comando. - L'unità d'aziòne in un esercito è nna forza, direi quasi, eminentemente di coesione, la quale, una volta ottenutasi dal Qomandante in capo, vale a costituire dell'esercito istesso un e.nte solo, avente ·tante braccia quanto sono quelle .A.!INO

nu, Voi..

IL

'


394 dei soldati che lo compongono, e moventesi con una so!a ~ntenzionc e verso ad un unico scopo. Essa è il prrnc1pal fattore della vittoria. Come nell'intero deve trovarsi. però, relativamente , anco nelle parti. ' Deve tr~varsi quindi pure nel nostro caso. E, se non erro, mi pare che vi esista in fatti. Imperocché nel nostro caso el_Ia risie~c tutta nel comandante il battaglione. I nostn plotoni non sono per ciò abbandonati al caso: ~ssi fanno sem~re parte_ integrante del battaglionq, ed 1[ com~ndante il battaghone è sempre quello che li metfe m molo, che indica ad essi la distanza da tenersi rlalla truppa chiusa, la direzione da seO'uìrsi e qu~llo fra di essi che deve servir di guida ·a~li alt~·i; · è 1I comand~~te i_I battaglione che fa appoggiare, convergere, nt1rars1, sgombrar la fronte; é desso infine che lf sorveglia con tutta la premura, e fors'anco con tulla l ansietà, come truppa che deve salvare tutto il grosso de~ ~altaglione da una scarica a bruciapelo, g~ad.ag~argl~ _11 .tempo necessario a prender le mighor1 d1sposmom ed eseguire l'opportuna manovra , spacciargli dinanzi il terreno dalla molestia dei tiratori ne.miei, bersagliare i serventi delle arti()'lierie nemiche , . . . . . b aprire 1 pruni vuoti nelle fila dell'avversario come truppa insomma che deve preparare e facilit;rc l'attacco decisivo delle sue colonne. Un · terzo fra esso e i . capi-plotone sarebbe del tutto inutile al caso pratico, ~ fors'anche _dannos?. - Ma, si verrà qui forso replicando, e gh erron che possono avvenire nella e~ecuzione , come si potranno correggere, e come s1 potranno spedire avvisi ed ordini sulla linea dei cacciatori pel migliore andamento dei movimenti o:dinati dal comanda?t~ il battaglione, nel caso spe-. c1alm~nte che, apertosi 11 fuoco, questi non possa più teners1 a cavallo, né a 30 passi dinanzi alla fronte del suo battag~ione? - Troppo ben determinato, troppo

395 chiaro e facil e è il còmpito assegnato ai capi·plotone. Nessuno di essi avrebbe a sbagliare. Tuttavia, siccome l'eccezione v'ha in ogni cosa a è1uesto mondo, siammetta pure che tra i capi, plotone mandati in cacciatori uno ve n'abbia, inferiore tanto al suo grado, che non _ sappia col suo plotone coprire la propria compagnia, né mantenersi da essa a quella distanza che gli venne indicata dal comandante il bactuglione, nè conservarsi ~ulla giusla direzione, si che si trovi un po'troppo avanti del çlovere, o un po' troppo indietro, od alquanto sposlato a destra od a sinistra: allora, ridomandiamo noi alla nostra volta, sarà egli sufficiente un sol comandante cli compagnia, od uno ne sarà necessario invece per ogni capo-plotone? Infatti, come potrebbe egli mai quell'uno sorvegliare una linea di cacciatori lunga un 400 metri? Ne vedrà egli sempre tutto l'andamento? E, vedendolo anche, dalla distanza a cui si trova potrà poi egli giudicar sempre rettamente tutto ~iò che lo riguarda, sia per rispetto al terreno, sia per rispetto alla sua forma stessa? O vedrà piuttosto tulto all'opposto di ciò che è la realtà? E, ammesso anche che tutto da lui si possa vedere e giudicare rettamente, con1e potrà poi egli spedire gli opportuni ordini ed avvisi sopra una sì vasta linea? I cacciatori sono coperti alla meglio dietro ostacoli, o coricati, o almeno in ginocchio; il caporale od il soldato intelligente, inviato dal comandante la compagnia, deve marciare invece tutto allo scoperto, ed esposto quindi a centinaia e centinaia di proietti per lunghissimi tratti di terreno: arriverà egli or dunque alla sua destinazione, o rimarrà piullosto per via morto, ferito, o, intimorito da tanto fischiar di palle, riparato dietro qualche ostacolo? E, posto anche che raggiunger possa la sua destinazione, si sarà egli ciò nonostante .ottenuto lo scopo desiderato 1 La disposizione della


r 396 linea dei cacciatori, se non fu sempre diversa da quel che sembrava al comandante la compagnia da quella tal distanza, ha cambiato però nell'infrauanlo . Non potrà avvenire adunque che quel capo-plotone, nulla intendendo e nulla potendo intendere di ·ciò che gli si mancia a dire, rimandi il messo per migliori spiegazioni'? l)er queste e simili cor1siderazioni mi.sembra poter quindi conchiudere che un terzo tra il comandante il battaglione ed i capi-plotone addi viene inutile pur'anco per cib che riguarda l'esecuzione dei particolari ordinati dal comandante il battaglione a voce o per mezzo di segnali. Un ultimo inconveniente si potrebbe lamentare per ragione dei sostegni.- Nel vostro coprimento, potrebbe <lir taluno , manca il sostegno e non si può formare .Il§ 483 del nostro Regolamento d'eserc1zi· e di evol·uz1.'oni ammette che la truppu mandata in ordine sparso tutta si possa stendere, dinanzi a· quella tenuta in ordine chiuso, sopra una solata! linea e senza lasciare dietro di sè sostegno di sorta. E savio quanto mai possa dirsi è questo insegnamen to. Infatti perché lasciare della truppa in una posizi one dove, nel mentre addiverrà forse la causa prima per cui il nemico poté rompere e dissipare la nostra catena di cacciatori, non potrà quindi agire, nè come truppa sparsa, nè come truppa chiusa? N.on potrù agire come truppa s.parsa perché, onde portarsi sul la catena di cacciatori, dovrà scoprirsi e presentare per lungo tratto di cammino la più larga presa al fuoco, che su di essa il nemico tutto verrà concentrando, ed a cui essa in vernn modo potrà rispondere, sia perché in cammino, sia perché coperta appunto dalla catena stessa, cui si era mossa a soccorrere. Difficil.qiente potrà poi anche agire in ordine chiuso perchè dovrà seguir sempre inelutiabilmente le sorti di ·tutto il resto della truppa co-·

39T

·rrì:andata in cacciàtori: dovrà, c10e, manovrare e cor:rere con essa e stan'carsi e ritirarsi, rompersi quindi .a seconda delle circostanze, a seconda del cerreno e . in causa della natura stessH delle manovre che da lei -si devono eseguire: e così nel mc~ntre la truppa rima.s ta in ordine chiuso sarà impegnata in c.;ombnltirnento, essa si troverà in serio affare per riordinarsi. Pensiamo .ad unque a comporre intanto una cat ena di. cacciatori robusta. e solida il pit\ che cornportur lo possu la natura della cosa, r d è per tal modo cbe sarà meglio provveduto al coprimento della truppa ch iusa, alla più facile dissipazione dei cacciatori nemici , al più vantaggioso ingaggiamento della ba.aaglia, e sarà dimi-· nuito sempre più l'ineonvenienle dì dover manovrare in presenza e s~tto il fuoco del nemico, per appoggiare o rinforzare una catena che si poteva. formare più ' compatta e forte da' bel principio. - Del resto, se in un caso, ch'io non saprei davvero immaginarmi, oltre la linea dei cacctatori, si credesse necessano pure un sostegno, non si pl.lò forse averlo anche quando si volesse applicare il nostro sistema di coprimento? lpvece di· un plotone, non se ne possono mandar due in cuciatori? Il plotone d' altronde non va diviso in più gruppi?E di questi gruppi nor, se ne può far l'uso che si crede migliore? Dopo wtto mi sembra <tuindi di nulla avere a modificare riguardo a lla ~entenza da me espressa d,t bel principio. Altrn non r:ni rimane adesso senonché far voti peechè alLri, con istud i più m'aturi e con pìLl so\tile esn.rne, voglia meglw approfo[idir la cosa e portarvi quella luce che sta ne'miei desid eri. La questione è forse più grave di quel che possa sembrare a primo .aspetto; e ne rneri.ta la pena. ACHILLE MELANDIU

Luogotenente neJ 68° fanteria.


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BASI DI EDUCAZIONE E DI DISCIPLINA ~IILITARK IN PRUSSIA

. Il colonnello _Carlo di Heldorff coqiandante il 72~ reggimento pr~ssiano (4° della Turingia) ha dato . alle stampe tra 1l 1869 e 1870 una raccolta intitolata: ~< Manuale Jl?'u~si·ano ad uso degli ufficiali di ogni a1'ma, m gu,e1-ra ed in pace». Sono due volumi l.ascabili di s!ampa minutissima e di circa 900 e più pagine cw._s~un.o. ~ono apparentemente un po' cari, costano q_m 111 Italia L. 3.2 compresa una elegante e robustissima lcgatul'a; però l'ufficiale prussiano che si prncura una tale opera può far senza di tanti e tanti libri che gli riempirebbero una delle nostre cassette cl'ord·inanza .. Quanto vnntug·gi osa sarebbe anche pcl nostro ese1~e1to u~a simile mccolta, se le leggi ed i regolam~n_t1 nost~1. non fossero. cusì mutabili; ma per adesso e 11nposs1bile dotare l'uflìziale italiano d'un man~1ale tanto utile. Potrei tradurre l'indice del manuale d1 Rclldorff e son .sicuro che il lettore resterebbe sorpreso della sterminata materia raccoltavi, e con molto acume si bene ordinata e ristrella. lfo io qui non intendo far la criti ca del Manuale

prussiano del colonnello Helldorff, l'ho semplicemente citato perchè si sappia di dove ho levato i brarn che più sotto traduco. Prima però ho bisogno di dir due parole al Jeuorc per fargli conoscere 'il motivo che mi incoraggia a spendere alcune ore in un lavoro di pazienza. Vado spesso sfogliando libri e regolamenti tedeschi per iscoprire le recondite cause della superiorità attuale del soldato e dell'ufficiale prussiano. E nel leggere qua e là, trovando qualche cosa che mi va a genio, dico a me stesso : che bisogna risalire e risalir sempre al passato per trovare le basi della potenza e della virtù militare di uno Stato, di una nazione, e che queste basi non posano sollanto sulle tradizioni guerresche, ma si fondano anche e forse più su massime giustissime, da anni ed anni inoculate nell' individuo: massime militari, morali, filosofiche rhe in esso ed in conseguenza nella nazione mtera hanno formato una seconda natura. In testa al Tr voluine (seconda parLe del Manuale) ho trovato un notevole scritto del fu Duca Carlo di .lfektemburgo (generale rl'infanteria e comandante il corpo della guardia prussiana), pubbli cato sollo la data del rn giugno ,f828 come prefazione al libro delle Prescrizioni di servizio ad nso del corpo della guardia. Ecco come il colonnell0 Helldorff spiega il perchè lo ha riportato nel suo manuale: « Come la prima parte (che è il r volume) di questo « lavoro contiene gli clementi della scienza della « gucrea: così la second~ parte ne abbraecia lP. pt·c« scrizt0m regolameutar-i introdotte nell'esercito prus« siano. Il pens iero di raccoglierle non è i;iuovo; già « fino dal 1828 sollo la direzione dèl Duca Carlo di « Meklemburgo fu compilata col titolo di P1·esc1·izioni « di servizio per il corpo della guardia, un'opera che

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,oo « per lungo tempo fu guida a tutti gli altri corpi d'armata, e r.he servì fino nd oggi di modello per la compilazione di rac,~olte di sirni l genere veni1te in seguito alla luce . Noi pure nell' elaborazione di questo n volume ci ·siamo associati nelle disposi« zioni generali di massima nlle suddette p1·escriziOni, « la quale opera è ora antiquata o in gran parte non « più utilizzab1Ie, ad eecezione però delle.. prefaz·ione, « la quale pel suo intrinseco valore é, e resl.er:'i. sempre, « nuova, e deve essere conservata all'esercito come « un tesoro inestimabil e di op inioni e sentimenti mi« litari. Per questo mol ivo ci :S iam o perrn<=~sso cli darle « un posto nelnostrn lavoro per;1rricchirlo ed abbelli rlo~,. E veramente i concerti di quella vecchia prefazione sono elevatissim i e nel tempo stesso cli tani a freschezza, · verità e semplicità dn. sorprendere: Jà sta.n no incise a caratteri inéance llabili te basi' della educaàonc e della disciphna milita.re. Jtcco perchè ho c·r eduto far cosa buona traducend ola {fal tedesco; e se il lettore vorrà freddàrnen1e ponderare le massime srnJte in quella prefazione, son sicuro che esclamerà meco : se la Prussia è grande ed ha fatto la German-ia, lo ha meritato, . pe.rché i suo i uomini gettarono da Lungo tempo le basi clt tanta grandezza colla filosofia, colla morale, colla virtù , cementandole e rendendo le incrollabi li co.!La ragione e col buon senso. Ed ora passiamo all 0 tr.:iduzione. « I signori Comandanti, ogniqualvo lta stimassero « opportnno di formul are delle proposte o dei progc~tti « allo scopo di completare qu.alche prescrizione vigente, « dovranno limitarsi a ciò che veramente può essei; ne« cessario, vale a dire formuleranno un a proposta nel « solo caso in c.ui . sia insufficiente tanto la nrescrì« ziotie per se stessa, guanto un ·contegno ~nalogo « alla mecles.ima. Ogni prescrizione ~he non sia asso« « « «

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Jutàmente indispensabile diventa dannosa, perocché il soverchio numero delle prescrizioni rechi confusione e non ordine, diventi gravoso alla memol'ia, invece « di venirle in uiuLo, renda l'inrlividuo incerto ecl an« goscioso, inveGe di procacciargli sicurezza nello agir~. -« Le prescrizioni poste laddove non occorrono , ucci« clono lo spirito. E soltanto in · quei casi in cui si « tratti del modo p·reciso di esecuzfone è necessario il .,; dettaglio. Se quel! o (cioè ·i L. rnocl o dì esecuzione) è « lasciato al criterio dell'esecuto re, in n Il Ma bastano « i principii fonclameniali. Jn cons1:'.guenza per le pre« scrizioni della prima specie, la forrrn;1 pi.ù ada Lta è la « re,qolamentare, pee le ·prescrizioni dell'ultima specie «· invece la forma .d'uso è quella addottata per le 1:str-u« zùmi'. lnLere ptirti di un regolamento possono pur « tuttavi"l' non conte'lere .e he delle isu;uzioni; e vice«: versa intere parli di una is! ruzione potrebl;ero in« eludere anche de' pnragrafi regolamentari. Così a « cngione d'esempio, la parte del nostro regolamento « cl'èsercizio che· trnu.a della scuola dei cacciatori « (Tirailliron) non è, e, per la natura delì' oggetto, « uìtro non può essere che una istruzione . Qui deve « agire ogni singolo indiv iduo. I principii secondo cui; -« effli deve agire (in caccia tori ) debbono essere fis- . o . fj · « sati, il mo<lo pel'b di mett-erl i in esecuzione è rn 1« nitarnente vnrio, come sva riate sono I<~ circostanze « che richieggono li.i tale o lu tale altra applicazione. « .Enumerarle tlltte è impossibil.e, imposs ibile perciò, « e cont.ral'iO nl sano criterio, lÒ stabi lire una forma « fissa per· la scuo la dei' cacciaLOri in genere. n.tede• simamen te hanno pel' lo più la fo rma delle 1stru« zion( tutte le· prescrizioni sul servizio di campagna, « pù.rnonostante possono, anzi debbono esse contenere « alcuni passi di (onnti regolamentare. I mpcrciocchè, « se circa · i.l contegno delle gran-guard ie, p. e.,. non < « «


40~ « . si possono dare che regole generali, relativamente « però a certe formalità del servizio che focumbe loro, « sono indispensabili delle prescrizioni fisse, re'gola« menlari. « Tutte le prescrizioni militari per quanto divers~ « e svariate sieno, debbono sempre nel loro complesso « tendere ad un supremo scopo: « Idoneità del sol« dato per lq, guerra ». In ogn i proposta, in ogni · « ordine, in ogni disposizione che si voglia emanare « abbisi sempre in occbio codesto supremo scopo, e « si vedrà allora che si discernerà facilmente il ne« cessario dal superfluo. « Primieramente richiedesi in ogni soldato del nostro « <~sercito: culto religioso, affezione al Re e fède nel « giuramento di· fedeltà, prestato. Ognuno agisca su « suoi sottoposti nel senso di mantenere vivi tali sen« timenti, di fare che mettano radice, nutrirli e rin« vigorirli. Dessi n~I). ponno andar disgiunti · da un « vero sentimento·r~ligi·oso e morale, che però non è « da confonder.si col fanatismo religioso ·di tempi che « furono, il quale sarebbe altrettanto dannoso quanto « l'irreligione. Fanatismo e irreligione debbo.no da 4('. noi star lontani, e a ciò rivolgeremo le nostre vi« gili cure. « Quindi deve il soldato apprendere ad arnare e sti-. « mare il proprio stato. Per ciò ouenere è necessario « che esso riceva sempre un trattamento uguale e· ·~ g iusto, che esso veda come non si tolleri in nes« suno un disordine, un alto sconvenie'nle, e scorga « invece nei _suoi superiori un costante buon esempio. « Non si ricusi all'interiore una lode meritata., è dessa « che fa risaltare il biasimo; soltanto è da raccoman« darsi che la lode non sia esagerata ·e mai t!T)par« tita a spese di altre tnippe o di allri individui; al« trimeri'li é fonte di invidia, di rancore, iri vece di

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« essere un eccitamento all'emulazione. Il soldato _dev~ « toccare con mano che il superiore ~a _cura d.L lm, < <'he nulla trascura di ciò che può migliorare 11 suo « benessere; locchè sopratutto saHa all'occhio quando « nasce l'occasione di aiutar qualcheduno ad o_ttenere < ragione in una giusta causa, ovver.o a fargh ~vere « un collocamento meritato qnando ha ben servito. « Ciò che il soldato deve irnparare è molto e v~ri~ « assai, · se si pensa al breve spazio. di tre an~~ di. « servizio. Sarà per questo cura specrnle del_ supeuore « di badare non si insegni che il necessano, e che· « l'imparalo non si, ripet<}. più .di quanto può · occ?r~ « rere per ritornarlo di tanto in tanto alla memoria, « perocchè sia v-ero che il soldato debba essere s_empr~ " occupato, ma non affaticato _inutilmente; ~ltrun,ent1 « se ne vanno perdute la .forza e la volonta pe1_ le « fatiche speciali e straordinari:· Così'. ~e,, a cagione ": d'esempio, un movimento, un esercJz10 e appres~, « non lo si ripeJa che quel tanto per non fari? dt« menticare. Se una esercitazione va ben e, la s1 ab« breviì, e non si tenga ad obbligo di' res.tare s~l « luogo di manovra fino _al termine fis~ato prevent1« varnen te. Le cose che LI . soldato puo a~pr~n~~re <i: oltre a: quelle inerenti al suo grado, s1 hmllrno « solo a· ciò che ha da sapere un sou'uf~cia~e, e non « si confonda l'indivi duo con molteplici noz10m, perc_hè· < non è il molto e male appreso che lo av,vantaggw.,_ < ma il poco, 1:mpamto bene e con fon~_ amento: e « cui non può far senza. Sopratutto s L~culclu ne « l'animo del soldato a considera~·e la difesa _del /~e ~ e della pcit1·ìa come la su~ più ~levata e st1mab1'.e < missione, che una tale stima riposa appu~t? su « quella ehe il Ile stesso dimostra allo stato militare:

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ioi · stima che gode effettivamente nell'intera monarchia· « eh; non_ basta all'indivi duo il .dire: « io appartcng~ « all es~rcito, » ma che deve cbl/e azioni mostrare di < essere degno di appart<~Beni, e che anii l'in<leO'no · ·« non deve avere più oltre l'onore di C -:\SServi ascri:to, « e n? dev~ c_ss~re c~cciato. Tutte le lUl . disposizi oni. « ed 1struzt0rn c1ren. 1! tratta mento, J' edncazione, l'i« struzione, le I'icompense e le pene del soldato, sono « emanate in q uesto senso: tutti gli apprestamenti a « benefizio dell' esercito so no regolati per 1alc scopo ·« Tali sono, p. e ., il mantenimento del soldato, il suo « acquartieramenlo, vestiario, ecc. « Il soldato gode, mediante cotesti benefi ci provve< dimenti, di un vitto suffìeiente,e gustoso , di un'abi·« tazion e salubre f, conve niente: dessi cementano colla « convivenza il cameratismo cd il buon umore, doti « del g iovane soldato. Deh be perciò la disciplina di « qliartiere aver·c in mente solo il mantenimento del« l'ordine senza degencral'e in una clausura monacale. « Chi è tenuto a stimare il proprio stato deve anche « un po' curare la · pecsona . Per questo bisogna con« vemre ehe la nostra mo11tura è ad attata, tanto sotto « l'aspetto dell'apparnnza esterna, che della bohtà in~ trinseca per l'uso di guerra . Si dovrà dunque cruar« ·dare che il soldato tarno in se rvizi.o che fu or.i, in° easa < e fuori di casa, sia ognorn ben ve~li to, o meglio « vamaggiosamen te vestito . . . . « Una volta d1e il soldato abl) ia imparato ad amare < e stimare !I suo stato, gli sarà anche 11.ssai. fa cile « lo assogget~ars i alla subordinazione, ed al. superiore « sarà meno difficile lo in culcarla. nessa è un' esi« genza indispensabile che non deve trascurarsi un « solo momento. Egli ~ pecciò necessario che a nes~ surfo essa (b snbord inazione) appaia come u n con«

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cetto oscuro, bensi cosa chiara; e sappia ognuno perfettamente distinguere in elle consista. Di · frcquente si confondono le idee di disciplina e di subordinazi·one. La disciplina mililarc è la regola e « la prescrizione secondo c ui il soldato d'ogni grado < vive, opera ed agisce: essa abbraccia perciò tutti i < regolamenti, tutte le leggi e p rescnzioni rrrilitarì. « La subordina-àone invece è una pa.r te della disci« plina_: e come tale è indusa nella disciplina. Dessa. « consiste nella so ttomissione di un graclo all!allro e « nei diritti e doveri di. un grado verso l'altro. Chi viola « l'nbbidi cnza dovuta al s uperiore, o gli man ca del « dovuto rispello; chi scientemente lede i suoi diritti, « o commette qualunque altra mancanza verso .il su« periore , come tnle, incorre in una rnancanza dì < subordinazione. << In conseguenza ogni mancanza di subordinazione « è una mancanza di disciplina; ma non tutte le in-· « frazioni alla disciplina sono infrazioni alla subordi« nazione. « Pel man(enirnento e per · l'amministrazione della,. « disciplina si ha il potere di·sciplinare, quel potere « cioè che è 'devoluto al superiore rispettq ngli i,n< fer iori; esso include i dirilli tulli del superiore.« Il potere punitivo disciplinare è una parte del primo _ ~ Son deferite a questo potere tulle le mancanze di « disciplina (e perciò anche le mancanze di subordi« nazione) non di competenza dei tribunali militari. « Se la mancanza oltrepassa i limiti del potere di« sciplinare, allora è denunziata al tribunale. « L'essenza della subordinazione non è soltanto « unilaterale, ma è anche . bilaterale; imperciocchè, < sP addossa all'inferiore degli obblighi, gli riconosce < e stabilisce pure .. dei diritti. Ogni superiore stia « adunque in guardia di non oltrepassare nell'eser-·


406 « cizio di sua autorità il cerchio delle proprie attri« buziopi, onde nori ineorrere in una infrazione e non « rendersi passibile di un abuso a carico del suo in- · « feriore, comandando là ove non deve comandare. . « Un abuso di potere, di autorità presenta un du« plice svantaggio : in primo luogo perchè l'ordine « -dalo abusivamente vuol essere eseguito in forza ap« punlo del principio di subordinazione; ed in secondo « luogo perchè ridonda all'inferiore il diritto di re« clamare. Un reclamo fond·ato dell'inferiore .contro « un suo superiore è altrettanto dannoso per la <lisci« plina quanto un atto di insubordinazione. « Ciò che si è detto non deve però rendere incerto « e titubante il superiore nell'esercizio delle sue fun.« z.ioni; questa titubanza sarebbe anche peggiore dei « due inconvenienti sopraccitati. « Si cerchi adunque di famigliarizzarsi col servizio « e colle sue prescrizioni, e basterà.quindi di un po'di « tatto e di ponderazione per agire con sicurezza ed « energia. La subordinazione richiede una ubbidienza « incondizionata ; non per questo devesi credere che « essa trasformi il soldato in macchina ùianimata. « Chi dall'assoluta ubbidienza volesse dedurne una . « tale conseguenza si renderebbe colpevole di uno « sbaglio che paralizzerebbe lo spirito militare. _Là « ubbidienza incondizionata non richiede che l' infe« riore abdichi alla. volontà, abdichi alla propria per« spicacia, no; anzi egli deve conciliare e l'una e « 1'.altra con quelle del superiore, senza creargli del« l'imbarazzo. « Incondizionatamente deve mandarsi ad effello « l'ordine del superiore ; ma il modo col quale l' or« dine si può eseguire è vario. Se un ordine dato « contiene anche la prescrizione del modo come deve ..: essere,eseguito, allora è desso un ordine nello stretto

.,

..l,0'7

« sensa della parola, ed in allora altro non c' ~ da « fare che considerarlo ed eseguirlo come un art1colo « di regolamenLo. _. ·. . . « Ma non molti sono gli ordirii di tale specie, anzi <lire1 « che sono il minor numero. La maggior parte 'invece « degli ordini ha di mira l'oggetto, lo scopo; ma lascia al« l'esecutore la scelta dei mezzi o del modo d'esecuzione, «: benintesi secondo i principii generali ed ammessi. « Per questa spe_ cie d'ordini. in cui si c01:n~rendono « tutte le ist1·uzion·i, è incondizionata l'ubbidienza eh~ « si richiede ma l'esecutore gode di una certa lati-« tudine a b~néfizio della sua libera volontà e della « sua perspicacia:. Può finalmente un ordin~ da~o con« tenere sollanto una indicazione di fare cioè, m date . « circostanze · una tal cosa. Qui ci vuole il tatto per « saper cono~cere quando sia subentrat~ la data ?ir« costanza per agire; ed in allora l'infer10r~ ese?msce « l'ordine incondizionatamente, attenendosi pero, s~l« tanto in quanto riguarda · il modo, e per analogia, « ai principii generali. .' , . « Da quanto si è detto si deve scorgere a s1:1fhcienza « che una rigorosa subordinazione non_r~nde 11 soldato « a·utoma; e che nemmeno è ammess1bile una esec~« zione mac·c hinale, in cui faccia difetto tot~l~ l.a volonta. · « Se un tal modo di eseguire gli ord1m. ~ovess~ < prevalere, allora diventerebbero inutili tutti 1 gradi e intermedi tra il più elevato e l'infimo; e la s~e.r~ . . -< d'azione <li ocrni grado e la reciproca responsab1hta « non avrebbe1~ · più ragione di sussistere -»

]!erlino, 42 giugno 4828.

Firmato : CAnLo

Duca di Meklemburgo .


409

!08 E<l ora che Il o finito di voltare in italiM10 quella

vecchia cd aurea prefazione, credo non sia fuor di luogo citare i principii fondamentali dettati nel regolamento dei doveri inerenti alle di verse cariche della gerarchia militare in quanto riilelte il serYi zio e la istruzione nei corpi dell'esel'cito prussiauo. [ doveri e gli obblighi in erenti à ciascuna cari ca, e tuttavia vigemi, com inciano da qucJli del comandante goner:i.lc di corpo d'armala. Ai doveri di questa elevata carica fanno seguito i p1·incipii fondamentali che amo citare , la .scrupolosa osservanza dei quali viene inculcata r.olle seguen ti paro le : < J1 comandante in capo deve con rigore curare « che da tutti gli uffi ciali -aventi comando nel suo corpo < d'armata ·vengano osservati con scrupolosa esattezza « i seguenti principii fondamentali ; e vengano i me( desimi di tanto in tanto ricord ali ai signori generali < e comandanti di corpo ».

Princi7n'i fondamentali. (Traduzione).

I. Ogni comandanle di truppa, dal comandante di

compagnia, squadrone e batteria in su , è responsabile dell'educazione disciplinare e tauica del reparto di truppa ad esso aOldalo ; ed a tale uopo deve essere lascia to libero nella scelta dei mezzi, purchè non venga alterata la necessaria uniformità , ed il risultato non ne venga compromesso . H. I comandanti di battaglione e di divisione (d'artiglieria) esercitano sulle compagnie e batterie quella iorveglianza che si concilii colla responsabilità che essi

stessi hanno per la buona educazione dei loro. batlaglioni e cli\'isioni in tuui i rami del servizio. Non devono però peccare cl i soverchia ingerenza, fuorc ltè nel caso di abusi o di islruzio'ne soYerc hiamenlc arretrata. Ili. I com:rndm1li di reggim ento debbono imp.-11-tire soltanto le norme gencrnli pe1· l'istrnzionc uniforme dei risnPt~iri hn1•agli0ni, divisioni e squadr·oni, del buon ~s ilo della ci ualc possono assicurarsi medi ante la ncc-essaria superiore sorYeglianzu; senza però, anche dal cn nto loro, 1roppo ingeril'si nel dettaglio, ad eccezione di abusi riscontra.ti, o di i.;truzione negletta. · IV. Tutli i comcindanti le singole fraz ioni clull'r.srr·eito sono lenuli responsali che i rcgolamC'11li e le istrnzioni siPno scrupolosamente osscrrnte, - cìie gli ufficiali che prf'sln 110 senizio a!lc compagnie, batterie, agli squatlt·oni,Yengnno iu maniera lale occupati, che,mentre insegna.no al soldato, alibiano a p<'rfczionarc se stessi; - che in tutti gli cscrc·izi che si praticano allo scopo di formare e· ri11vigoril'e l'individuo, si abbia pur t.uuavii\ oo·oi possibile riguardo alla salLlle <lel soldato. Si donà ;erò por mente che quello che si rirlliccle sin fallo ,·nn zpJo e ron ogni possibile _sfnrzo, clic in ogni ùisp sizi )Ile da es<'buirsi si ccrdti ('Oslantcmenle di ma11tenPrc vivi lo Zl'lo, l'affc•zione e il buon un~ore nel servizio, e che og11i singolo irnli,·idno consideri ~ornc un a//'al'e cl'n1w1·e ·10· ser·upoloso disimpegno dei suoi doveri llerianrlo da questi pL'incipii fondamcntnli ne soffre il servizio. L'ingerrnza, f1w1· di lnogo e non a tcn~p~ o_rporwno, del superiore nella sfera d'azione dcll'rn[el'rore'. Lrac seco la conseguenza clic l'amore, lo ~clo, la ~toconclilà nel servizio ne scapitano, e s'impedisce lo sviluppo dell'indipendenza d'azione , rcnclenclo impossibile l'iniAN1'0

xvn,

VoL. 11.

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i10

ziativa. individuale : e che finalmente il superiore stesso si rend e s<'hiavo di <loveri non jspeuanti al suo grado, ed a vece di perlezior1ar;si pcl grado prù elevalo, rimane stazionario a quel punto che occupava nella posizione ultimamente avuta . V. Dovere de i generali è di pon·e argine agli incon venienti cilati al n° IV. - Rispetto alle parlico!uritò. dell'istruzione, incumbono loro gli stessi obbligbi che hanno per quunto si riferisce al!'intP.rna amministrazione, alia (Hsciplina ed agl i uffari personali· <)egli uffiziali delle truppe ai loro ordin i. Se in ciò debbono sorvegliare e controllare, e for alto di auto rità là dove s'accorgessero cbe i loro sottoposti diretti non sieno all'altezza dei. proprii doveri, che la loro influenza personale non basi.i e che l'ìnleresse del servizio richiegga un'autorevole ingerenza ; negl i stessi limiti debbono esercitare la loro autorità riguardo all'educazione lattica delle loro truppe. Essi non dovranno pl'endere il posto del cornandonte di reggim ento o cl.i bauaglione ed ordi nare da loro stessi il se rvizio; ma debbono sorveglia.re che i loro dipendenti, ciascuno nella sfera delle peoprie attribuzion i. , agisca secondo ì suddetti principii, ehc l' ist ruzione rego lare delle , truppe sia assicura w, che sia osservato il' reparto delle istruzioni a seconda dei mesi dell'anno, e che le occupuzion i secondarie vengano · convenientemente alternate colle pl'i mari e. t 101·0 missione lo afferrare il momento opportuno di una u tile ingerenza , onde la truppa non rimanga stazionaria e molto meno faccia un regresso. J~ei rapporti da fars i intorno alla qualità ed alla capacità dei comandilnLi di corpo, debbono i generali comandanti in capo ed i genera li · coman·ctanti di · div1s1one speciahnenle esprimere Ìl loro avv iso .se sono, cioè i predetti comandanti di ·corpo, in grado di

4H costituire e comandare un reggimen to secondo tali princ1pu, e se p~esenlino la garanzia d_i coprire i~ grado di generate. Ugualme1'.te _debbono 1 co?rnndanL~ in capo osservare nelle relaz1cnt suddette se 1 gener~li da [ol'O dipendenti comandano le tr~ppe sot~oposte 1~1 modo da non impedire la sfera d'azione cle1 loro dipendenti, da agevolare lo sviluppo dell'iniziati:a individuule, <:}a risparmiare il materiale, da dare rnercmenlo alla buona volontà, ,1l l'amore ed al buon umore in servizio, e se i medesimi finalmente , anzichè perdersi nei ii1inuti dettagli, si perfezionano invece per ess?re in grado di esercitare comandi più elevati nell'eserctlo. o

P. VALu :, colonnello.

.. •


HEC ENTI PUBBLICAZIONI SULLA GUERRA DEL 4870-74

XIV. Oie O~u,rali,nae .. tl<"t' Sii ,l ..e , ·11,ee i ,n J,uu)(H''. ••nrl Web, ..,,.•• !I 8711, ..«vi• J!>en 1Iif.1•ie(Jst1k t e,, des t1be1•e.-,,,una1ul"~ der Si,,Fa•••,.ee .

(Le operazioni dell'esercito del sud in gennaio e febbraio ,187·1 colla scorta de·i documenti 'del ~omando superiore dell'esercito_del sud), per EnMANNO WARTENSLtnE N, colonnello di stato maggiore. · _: Ilerlino 1872, l\fittler e figlio, pag. l H .

Alla pubblicazione del generale di Blume (Ì) segue ·ìrnmediatamentè quella speciale di · Warte:nsÌeben. Essa si· occupa essenzialmente delle operazioni strategiche, che incominciat e colla formazione dell'esercito del sud il' 12 gennaio,- qu~ndo ·.a Chatillon i11auteu.ffel ne 'a_ssunse i1' cornando, si prolungarono dopo la caduta di P arigi e finirono colla catastrofe di Pontariier,. coll'occupazione dei dipartimenti del Doubs, .J ura e Costa d'Orò e colla presa di possesso di Belfort. L'autore, capo di stato maggiore ,del generale Man-· teuffel, meglio di qualsiasi altro.. si trova in grado di conoscere gli avveniIJ?,enti, .apprezzarne le cause ed il

(1) Vedi il'resoéonto 11ella dispensa di m~ggio.

413 valore, giudica:rli nel loro nesso e nelle _loro conseguenze. Egli ri.corda tutti i fatti d'armi i ne descrive i più i1I\portanti, ma non entra nella piccola tattica. « È ben difficile il racconto vero ed esatto dei par<< ticola~i del ·combattimento fino tanto che non si <.. sieno confrontat1. e ponderati ì singoli rapporti e « che Le contraddizioni s·ieno tolte di mezzo mediante « ulteriori informazioni e ricerche. Questo ten1po non << e ancora giunto. Ad ogni modo ognuno che ha preso « ~parte a quella fase della guerra può trovare in questo ·.« l avoro fa cornice per collòcar~i giorno per gioi;-ri.o il « proprfo operato ». Wqrte~sleben si è rigorosament~ tenuto ai princ1pu che hanno guidato Blume.- Non si vale che dei documenti rnessi a sua disposizione dal comando superiore. Poco. si· cura. delle notizie _da parte avversa. Per ecçezioné, a piè di pagina, c,ita un brano dell!opera : La guerre en provùice del sig. Fraycinet, segritario di .Gam. betta. Della ~omposizione, forza, mosse dell'esercito di BoJ.1rbaki nulla o pochissimo. ci dice, di Garibaldi è ~émpre nella più completa incertezia. Le circosfat:i.ze ·specialissime, il teatro della guerra, la stagione, l'esperie~za dolorosa che finalmente aveva insegnato ai Francesi a turarsi la bocca, la scarsezza della cavalleria . addétta ai 3 corpi d'armata, impedivano di attingere sicure informazioni. Nulla sa m·ai di Gremer. Lo crede con Garibaldi e . Pélissier a Digione il 21 gennaio, quando Kettler attacca, ·(pagina 26) e poco dopo (pagina 29) dubita che all'epoca stessa sia sull'Ognon verso lVIontbozo;i con un corpo · d'armata ~i 30,000 . uomini. ·Si noti . ch_e Bllime stesso attribuisce a Cremer.:una divisione di 12,000 uomini. · Del resto le mo.ss~ strategiche sono dipinte coxt' mano ·maestra. Si legga ·il passaggio dei l;'lateaù des Langres :è dei . c9lli cli Co.s ta d'Oro co_perti di ghiaccio e di neve;

a


11:'14 eseguito dal 2° e 7° corpo, la bella conversione a destra per prendere di fianco l'.inimico, il cambiamento di basee di · linea di operazione portata verso il nord in luogoche verso ovest, l'audace piano .di abbandonare anche quelle per volgere le spalle a Lione ed in tal modo tagliare a Bourbaki la ritirata. A proposito di quest'operazione, tanto diversamente giudicata, diceva l\foltke . (e si può credere all'autore semi- ufficiale) all'imperatore Gugl ielmo: « è molto audace ed arrischiata, ma può « condurre ai pià splendidi risultati; perciò in caso di « scacco non si deve dar biasimo a Manteuffel, giacchè « per ottenere grandi successi bisogna pure arrischiare « qualche cosa ». Davanti però ad un nemico battuto, demoralizzato, ·privo di qualsiasi notizia, mancante di viveri e di vestiario, in una stagione orribile tntto si può osare, ed anche con poche forze, ma solirle come le tedesche, descrivere un immenso semicerchio, senza la_ grave preoccupazione di essere in qualche luogo sfondato. Infatti nessuno pensa a ritardare la marcia col di~ struggere ponti ·o :ferrovie, col dare imbarazzi per le provvigioni; i treni sono abbandonati con vagoni carichi di viveri; i passaggi liberi, le gòle indifese. Ad ogni modo il piano merita di rir.scire, peJ.".Chè concepito, condoito ed eseguito con audaèia e prudenza singolari. L'istruzione del 24 gem1r• i0 , nella quale si indicano le mosse possibili dell'inimicu e si danno disposizioni af.fìnchè ciascun comandante di corpo d'armata. sappia come operare in armonia al piano generale, è un capolavoro di. previden2ia e provvidenza militare. Essa considera come possibili sej eventualità, fra le quali la ritirata dei Francesi sopra la frontiera svizzera. « In tal « caso tutti i tre corpi tengono dietro con avanguardie « per costringere l'inimico alla battaglia, ovvero a pas« sare il confine p. Espone il concetto che s'era formato .·

fi.. 1{ 5

il generale in capo della situazione « onde i coman« danti possano dirigere in quel senso i movimenti, anche « prima, di ricevere ordini, quando le circost anze esigano « pronta r isoluzione ». · ·wartensleben descrive accuratamente l'eseguimento di quelle disposizioni, le marcie dei vari corpi nelle strette del Jura, le difficoltà opposte dalla natura del terreno, dal freddo intensissi'mo, dalla sempre ardua questione dei viveri, le varie fazioni che mostranb ognor più la spossatezza dell'avversario, spronano all'audacia e non tardano di un'ora: la grande catastro fe. È un lavoro molto istruttivo. Con stile facile, chiaro, preciso, talvolta elegante, narra quegli eventi che si succedono con rapidità vertiginosa e riducono un esercito di 100,000 uomini a tale estremo che neppur cura di trascinare sul suolo neutro tutte le artiglierie, ma abbandona 28 .cannoni nelle mani del vincitore. Interessante è il racconto dell'inqualificabile errore nella comunicazione dell'armistizio per parte della delegazione di Bordeaux, deUe imprudenze, minaccie e vanti fuori di proposito dei parlamentari di Clinchant, alle proposte dei quali l'autore per incarico del comandante in capo risponde diplomaticamente: « Non essere « possibile vernn altro accomodamento di quello che « ponesse l'E .:ircito francese nell'impossibilità di com- · << battere in q 0 ,;::;ta guerra ». Ma i Francesi :1on possono certamente attribuire il disastro all'ignoranza delle condizioni dell'armistizio. Ogni ritirata sopra. Lione era tagliata fino dal 28 gennaio « giacchè per la sola. strada montana incassata da « Pontarlier per St.-Laurent colla frontiera nel fianco « sinistro, l'inimico nel fianco destro, non poteva sfuggire · « un esercito di 100,000 uomini con artiglierie e treno. « Quando fu conchiusa la con venzione di Versailles « era dunque già decisa la sosta dell'esercito dell'est.


.U6 « Parimenti inesaùa è l'asserzione che Garibaldi per « eC(Uivoco dell'armistizio sia stato impedito di prender

« Dole. Il 28 gennaio il momento per lui favorevole · << all'azione era da lungo tempo passato ». Infatti egli stava per aver sl1lle braccia il corpo di Hann, e Dòle era presidiata da truppe badesi. ·· A Manteuffel stava a cuore prendere Garibaldi. Egli stesso nell'istruzione data al generale Hann accenna « all' alta importanza morale che avrebbe avuto il sue« cesso di quell'operazione ». Hann a marcie forzate giunge il 31 sotto Digione, ma nella notte stessa Gari bal di sfugge. Del resto non è còmpito nostro seguire la narrazio)).e i cui punti. salienti abbiamo toccato trattando dello scritto dt Blume. Le due opere hanno molta analogia e molti pregi comuni . Ci si p·ermetta tuttavia notare che il lavoro storico di Blume, mantenendosi sempre nella sfera superiore e setena dei fatti, ci inspira maggiore ficlucia di quello di vVartensleben, nel qua.le talvolta sembra faccia capol ino l'orgoglio nazionale. L'immccesso di Kettler di fronte a Garibaldi è velato coll'esagerare il numero dell'inimico (30,000 uomini) e col non rettificare poi l'evidente inesattezza. Si racconta la perdita della bandiera del 61 ° fan1.eria, trovata, a confessione dallo stesso Ricciotti Gariba1di, coperta da un monte di cadaveri, ma si dissimula la ritirata di Kettler colle parole « giunse fino al sobborgo di S. Martino « sotto un fuoco concentrico di artiglieria; frattanto · « essendo calata la notte rinunziò a marciare oltre ». Si dice d'aver preso 1.5 0 · prigionieri , ma si tacé, cosa assolutamente insolita,. delle proprie perdite. L'autore .non si studia, co1~e mume, di evitare qua- . l unque ironica .frase pel vinto. Parlando dell'esercito dell'est : « Una resistenza .», dice « era per lo meno da

I

.. 41'1

« aspettare colà dove si tentava di . chiudere l'ultimo <<

varco ad un esercito ·che poco prima aveva sperato

« di innondare la Germania ».

Ad ogni modo l'opera gèt:ta una viva luce ,su quei., complicatt avvenimenti e merita di essere attentamente sLudiata. Il colonnello Wartensleben pubblicherà fra 0 breve, sempre colle stesse nor~e, le operazioni del l esercito dopo la capitolazione di Metz nel nord-ovest della Francia. Sarà del più àlto interesse tanto più che <li quella campagna si ha giit da parte francese l'accurato lavoro del generale Faidherbe. Dao·li alleo·ati rileviamo che la for?a dell'esercito del t> ' o ~ sud era al 21 gennaio: Combatten ti

Cav<1lli

Connoni

26,010 18,940

1134 ·

84

1732

84

50,880 .

4727

150

Totale 95,830 · 17,602 ·

7593 707

318 ·30

di fanteria

2°· Corpo d'armata

70

id. id. id. id. 14° truppe addette

comprese le

Etano sotto Belfort

Forza dell'eserdito di operazione 78,'.228

--

-

6886

-== =

288

- -

Le perdite in morti, fel'iti e prigion1eri furono : 2° Oòrpo d'armata, 64 uffiziali, 1276 soldati (dei quali .32 uffiz.iali, 664 soldati della brigata XZettler davanti Digione). 7° Corpo d'armata, 13 uffiziali, 206 sol dati. 14° Corpo d'armata, .140 uffiziali, 2676 .soldati (com:prese le per dite di tre giorn~ di combattimento davanti Belfol't e Mo11tbelliard).


• 4-1'9

,

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

IIJlr,r~ella e Boloy..n ,wl lli•let1at• dife,ui"o detl,r t1alle del Po

d1 V. P1zzoc,1no, capitano di stato rua"'"iore. tip. G. Candeletti. "'"

Totino ~ 872"° ' ,.

, Que~t'opu~~olo, c.he fa seguito all'altro sitlla cli'fesa; d Italia e piu specialmente della frontiera nord-ovest p~r D.. X ., _del qu:alc abbiamo date. conto nella dispens; d1 apr1.l~, ha spec1almen~:e lo scopo di dimostrare Finopportumta delle proposte d1 coloro che vorrebbero sbarrata 1~ stretta d~ Str·adella con opere più o meno importanti di fort1ficaz10ne e cJ1e vorrebbero fare di Boloo-na il nostro perno principale di difesa territoriale. :;, . L'idea c~e ~l'autore fa ~ombattere tali proposte è 11 co~cett~ d1rnt:tivo e predommante di tutto il suo lavoroe dei suo1 studi sulla difesa d'Italia, cioè éhe il n ostro punto decisivo strateg·ico stia, nella valle del Po e che 1;on possa esse~·e bu?no quel sistema difensivo che lasci facoltà al nemico d1 mantenere riunito il suo esercito e che possa esporre noi a dover sostenere l'urto di tutta la massa delle sue forze. La n os_tra gran base d'operazione è e dev'essere il Po e scopo .del 1;1-ostro ~i~tema difensivo dev'essere quindi quello d1 assJcurarc1 11 P.ossesso di questa base in modo d~ essere. sempre pa<lr'om del passaggio del fiume affine d1 poterci gettare, quando ci piaccia e quando sia più opport uno, con tutt.a la massa delle nostre forze su que Ua par te dell'esercito invasore, marciante sulle due rive del Po, che meglio ci convenga affrontare per l a prima.

R inunciare al vantaggio cli mantener divise, o d'incoraggiare alla ~iv~sione le fo:ze ,nem,iche sareh,be per noi peccato grav1ss1mo, eppere1ò 1 ~lUtO!'e non puo comprendere come si possa proporre d1 chrndere la stretta tli St.radella . il che ci obbligherebbe a far testa a tutta la massa deÙ'P-sercito nemico, quando questo pr~ma di progredire nella sua marcia invadente .volesse distruggere un tale baluardo della nostr1:1- difesa e co1;1 esso l'esercito che avesse cercato , protezione presso !1 1~e~ desimo, e in ogn i caso obblighe~eb be _il nemico a rrnmrs1 sulla sinisira del Po per marc1are m una sola massa fino a quel punto ove trovasse . conven\en.te .di tentare" un passaggio <lel fiume per spingere 1 invasione nella penisola. . . Padroni del Po mente anzi sarebbe pm favor evole por noi, al dire dell'autore, .quanto che il nemico con una parte delle sue f<~rzJ s'moltrass? sulla destra del fiunrn per la stretta . d1 ~t.ra~lella. . . , .Aspettare il ne1mco '.n b~ona pos1ZLone allo. shocco della stretta dove non c1 puo presentare che le test~ delle sue profonde colonne e hatter~o ~1~ando anc.or s1 trova in quel pericoloso momento d1 cns1 dello spiega-mento, ecco l'utile che per noi si deve trarre dallo stretto di Stradella. . Ciò che si deve chiudere sono i passi d~ll' ~\pennin.o a Pometo e Monte Pen ice, appunto onde rtstnngere 11 , numero delle vie praticabili ed obbligare il n emico a tenere le sole poche strade di pianura, allung~ndo J?Ar tal modo le sue colonne, affollando al seguito dell~ medesime una quant ità ini:iu1:1ere.vole di ?arri gli sarebbero d'iwbarazzo grandissimo m caso d1 una ritirata. Chiuderci poi in Bologna come in ridott? del~a n ostra difesa sarebbe, a detta dell1autore, volen1 ~tt~rare addosso tutte le forze del nemico e prepara1:c1 ad una capitolazione piuttostochè .ad una controffe~s1va. . « Bologna, scrive 11 P1-::zoc~ro .facendo .11 .confronto. « fra le proprie . proposte ed 11 sistema d1 chfosa pro« pugnato dall'anonimo auto~·e dell'opuscolo .Bologna e « l'Apennino, Bologna, lo s1 vede al ~emJ~hce esa.me « di una carta, è~ un centro di strade ordm~r1e e .ferrate,. « ma non mai dell'importanza di Alessandria e Piacenza; « Bologna è un bastione senza fosso, e questo fosso

e?~


4/H

4:20

di fortificazfoni permanenti, dovrebbe a<l ogni modo esse1:e fortificata. in caso .di guerra. con opere pxovvisorie sotto la protezione delle milizie e dei volontari· .delle varie, provincie.

« eh~ manca si chiama il Po; dessa con Mantova e

1 « St1 ar,,.~.lla for~1ano una base <l' operazione a centri « slegati, fra I q_uali, il nemico si può intromettere · « c11e .n.o~ dà all'esercito che vi si appoggia tutta 1~

« mobilita che gli abhisogna ».

·.

~r~ndendo a~'gomen~o da queste sue cons.idera:1.ioni relative alle piazze d1 guerra proposte a Stradella e Bologi:ia, l'auto!e vien poi a dare nuovi schiarimenti sulle,. 1~ee ma!1ifestate ~ulla difesa d'Italia n ell'opuscolo . Al~Wl,Z cenni sulla difesa tei·ritor·iale d'Italia) per .~ - X . , , ~cl 1~tende ,soprat~tto a chiarire cosa egli compre:nda .per base .cl Oferazwne mobile ed a persuadere con1:e .11 sistema d1fons1vo ch'egli propugna potrebbe 1Jcntss1mo essere applicato all'Italia anche attualmente. A modo di conclusione poi delle cose dette· nel primo e nel secondo suo opuscolo, egli riassume a questo modo le sue proposte : . . . a) P o~hissime fortificazioni - basi d'op~razione, ma S?hde., razt0nal111ente dislocate e per tempo approvvi· . giona1;e ; . b\_, U1~ ~.s.erc_ito cli l" linea il .Più numeroso possi- · b~le,.. 2? dms10111 aln:ie.~o, un egual numero di divisioni di 2 lmea o provmciah; . . e) Fo~~azione ed inéJ1ui.dramento · della forza nelle. g:and: urnta logisti?he di 1~ _e 2a linea, dislocamento eh _pm sonale: materiale, stab1l11nenti d'industria mili'tare t~h da raggmngere la massima celerità di mo.bilizza~ zw~e e. c.once.nt~amento sul teatro d'operazione decisivo dell e~erc1t.o di I· linea, e quasi contempoi·aneamcnte della maggior parte di quello di 2": ; . . cl). .Urto sim_nltan_eo degli eserciti di l" e 2" linea 1talta?1 c~ntro 1 . soli eserciti di l" linea :francese od austriaco mvason · · • Final ~ente, ~~ complemento · del suo studio, l'autore ·.c~ e?e ,uttle a.ggrnnt?e~e alcune riflessioni sulle piazzebasi. ~ operazione dt .cas~rt~ e Roma, le quali dovr.ebbero ser~ne come centri. cli ~1fesa contro lè operazioni di sbarco che tentasse 1111em1co nella bassa e media Italia e s~lla opport1'.~ità di stabilire in ciascuna delle valli d.ell Arno, . del 1 eve1~e e del Volturno una grande sta:!one di r1c~v~ro pe1 .ma.teriali ferroviari, la qilale sta.10ne, se pe1 chfetto d1 danaro non potesse essere munita

La difetue tlello !tit,ilo co,.•itlea•,.(n ••elt1lit><ei>U<,.fe ,.,i,. oro-id,. ,o• r,,•a/l« ,ti,i1u,e.~e e nff'òurl,.le ,tefle (J•W1•1•e odie,•'4e, di F . .àf.

FASoLo. -: Verona, .187~. TipograUa Ci velli.

'I

Non può a rryeno certamente di tornar . gradito. il vedere. che · anche persone estrane~ alla mi lizia. prendano interesse alle più importanti questioni militari e ne fac- . ciano oggetto dei loro accuraH studi. · Non possiamo quindi tacere di un libro di cui già qualche organo della. stampa giornaliera e periodica ha par-lato con favore, e che tocca nn argomento dibattuto molto fin qui nel mondo militare, .ma non ancora trattato da penna ·non militare con · quella. diffusione e quei particolari con cui l'ha svolto il Fasolo. Il primo capitolo di quest'operetta è quasi. una prefazione a ciò che l'autore dice in seguito circa la sistemazione a darsi alla difesa d'Italia per renderci quanto meglio si pos.sl.\ sicuri da invasipne straniera. e per porci in misura di distruggere le forze dei nostri avversari. Nel suo · primo capitolo in una parola 'egli espone i .suoi principii, nel seguenti fa l'applicazione di tali ptincipii. al caso speciale studiando il più acconcio nostro sisten:ia difensivo. I suoi principii e le sue premesse sono ii;i po'che parole le seguenti: · 1°·· Che le fortificazioni sono necessarie, ma I}On devono essere soverchiamente numerose e che il criterio più giusto per determinarne la qua.lit,\, quantità, ed nb!cazionc. \11 ciascuno Stato, dr.ve essere dedotto dallo stud10 di tre elementi di forza degli Stati che sono: l'oro-idrografia del paese - le forze combattenti - ~ mezzi di risorsa dello Stato. 2° Che la forza dei confini cresce a misura che diminuisc.QJ:lO i limiti terrestr i e crescono i marittimi , e


4-23 i~:2 che perciò l'Italia rispetto alla difesa del suo territorio può dirsi uno degli Stati più avventurati d'Europa, inzi il più favorito dalla natnra dopo l'Ioghiltefra. 3° Che nel determinare il tipo e l'importanza delle opere di fortificaz ione ~ e.l'uopo avere un concetto chiaro, prec iso dello scopo loro relativamen te alle operazioni dell'esercito. 4° Che le piaue <la guerra devono costare poco all'erario e devono sopperire sufficientemente ai bisogni dell'esercito. 5° Che le piazze <la guerra devono essere fortissime e devono trovarsi sulla lin<'a principale di operazione e non dovono essere difeso da altra truppa che non sia la massa dcll'escl'cito t.:ombattente. .. L'es~rci lo , egli dice, deYe essere mobile nrlla sua marcia, devo t rovare in detP1·mi nati pun li di fendi bi.li le piaz?.C di g-ueJTa. le qu~ li pHciò vogliono essel'e scaglionate sull;1. sua. linea d'operazione. 6° Che non si vuo l f are abuso di forlificazioni permanenti e che sono a p1·efcrirsi quelle cli sistema misto alla costruzione rlelle Qii::1li può concorrere l' 0$erci lo. 7° Cile il numero delle piazze fori i <leve essere limit.a 1o e le piazze devono trovarsi possibilmente nei soli luoghi allc1cciaU dalle linee d'operazione e nei quali l'esercito potrà· fermarsi e riposarsi nelle successive fazioni di g-ucrra. 8° Che l'Italia deve far guerra difensiva e non offensiva. Poste queste premesse, l'auiore nei seguenti capitoli entra in un dettagliato esame delle condizioni idro-grafiche ùel nostro paese, delle probabili guerre che può ave1·e a so&tenere, delle sue condizioni di forza sia dal lato di terl'a sia da quello di mare, dei nostri rapporti colle vicine potenze; e nel fare t ale esame va man mano ·svolgendo le proprie considerazioni e le proprie proposte ·circa il da. farsi per porre il paese in buono stato di diJesa. A suo dire l a nostra gran barriera difensiva. è l'Apennino settentrionale, il ridotto centrale .è costituito dal basso e medio bacino del Tevere, la n ostra base generale <l'operazione si stende dalla foce del Tevere ad Ancona, le nostre linee generali d'operazione sono pure -in variabili e sono: •

1o Quella del Po, secondo i casi di guC>rra, parallela oppure pel'pendicolare al fronte del nemico. 2" Quella che svolgesi dalla valle P~dana _all_a r 11 del Tevere e che si confonde con la lmea_ <)1 n~-~-at~ 0 con ie due linee fcl'rovwrie interne: S. :\I1niato.Siena _ Nlont.epu lciano - 0l'victo - Orte, e F1renr.e - Ar·ezzoCortona - P erugia - Foligno. . . . , Là valle del Po è nel suo concctt_o 11 prm_c1p~le nos~10 campo naturale d'a:t.i(inc, viene m ~egu 1l.o_ m ordme d'importanza. il haciho del Tewre e. pe:· ul~1mo quell~ dcll' Arno eh' egli dimo:51.l'a con. appoggio d~ a'.gomen_L1 storici non poter essere che zona d1 operazio?1 . trans~torie e di marcia. - Il nostro 1;ran campo dazione nniane'l>hc così limi lato <liùle v,1lli del P(? t~ d.el Tevere _ ccl è con fale critel'iO die l'autore ha formulale tutte le sue pr·opostn. ' fi · · 1· (1ucsle non si li 111ìtano alle pure fort_i ~'.1z10m, estendono anclrn a nuovi tronchi f~1·:ov1~r11, ~ trasfo: 111azio11i del nostro ordin u1nento . rrn~1tare, alla dislocazione dei nostri sLaLilimen~i . m1lttan e perfino alle alleanze a sLringersi colle v1cme potenze_. Le proposte di for tificazione, cb.'egh fa sono le se<ruenti; . . . . . .. o a) Sbarramento dei passL•alrm~ Ad arennm1, P: piu dl. maggwre o minore dc1· secondi che dei pl'imi, con forti <l. .importanza sec011rlo i l~o~hi ,versi. . . ,. . b) Campi tri11ceratl ad Alessandria, P1acem:à, Man tova, Empoli, Foia.no, Orte, R<nna. . .,. e) Piazze di l" classe a Verom.~, Bolog,na, ~eno, a, d) Piazze di 2" cla!:ise a Pesch1_era, SL1 ad.ella, Guastalla Modena Ventimiglia, Perugia, Capua. . . . . ' e') Dovrebbero esserr. for~ificati _c~1;1e porti r!1il1~ari di l" classe le\ Spezia e Venezia - <h 2 classe L1vo1 no) Civitavecchia, Gaeta., Messina. , Taranto, Ancona - d1 3" classe Bari, Brindisi e Te_rranova. d) Di più in molti luogl'.1 d~lle coste avrebbero ad esser e eretti fortini e lJatter,e d1 costa. . . I nostri stabilimenti militari come polver1fic1, sale d'armi , fonclerie di cannoni, ecc., avr ebbero ad, essere ,distribuiti per la. piÌL gran parte nelle valli del I o e del Tevere, ed in parecchi e città avrebbero ad, .essere . st~bil iti dei depositi di guerra, che secondo 1 importanza

iru: ~


1,ii,

o la pos1z10 no loro sare.blJero 'p rotetti da fortificazioni permanenti o da opere occasionali. I nuoYi 1ronchi Jeno,iari elle l'autore p1·opone, e che sarebbe troppo lungo l'enumerare, hanno in generale lo scopo di allacciare l inee ferroviarie giù. esistenti por facilitare lt' operazioni ed il coneentramento dell' esercito e prr l'endere pitt efficace la difesa. Noi ci asterremo anche dall'enunciare tutte qnelle proposte ch9 fa l'autore circa lo irasformnzioni cla apportarsi nell'ordinamento 111ilitar·1°, il che ci porterelibe a dilungarci tt'oppo pi Lt che lo spazio concessoci ce lo permetta, e ci limiterC'mo ad accennare lr. principali di esse, che sono: il riparto del terrifol'io del regno e delle forze del paese in tre dipal'timenti militari o gl'andi com ancli d'esercito, e la costituzione di un corpo i.ccnico, cliprndente dal corpo di stato maggiore, che a,esse ad occuparsi del senizio cli telegrafia o delle poste, dei la,ori dì ferrovia e servizi sulle~ locomotive e presso le stazioni, e finafmentc di topog1·,ifìa , . stenogroaa, foLog-rafia, ecc., ccc. In generale nel libro del sig. Fasolo noi abbiamo trovato molte cose hnone, sopratutto doYe espone i snoi principi i generali od in quella parte ove fa l'esame della oro-idl'ografia d' H:tlia, m,1. con uguale franche zza <lircmo che non ci è sembrato che nell'applicazione egli si sia tenuto ahba:;tanza strettamente ad alcuni de' princip ii proclamati nel principio del suo libro. Così meni.re dalle pl'ime pagine egli ci era apparso un ca1do propugnatore ,l<'lle poche, ma buone fortificazioni, abbiamo letto poco più innanzi con sorpresa lo specchio nel quale egli riassum.e le sue 1jroposte, giacchè pochi fra coloro ehe ultimamente hanno scritto sulla difesa d'Halia JHqmo proposto tanta copin di fortificazi01li quante no vediamo enunciale in quella labella. L'autore ritiene che la spesa necessaria per porro· in atto i suoi progetti non sia eccessiya, e non s uperi quella che il . Parlamento sarebbe disposto ad acermlare. ;\,[a convienq pure aggiungere che le sue previsioni di spesa sono basate sowa una ipotesi che non ci sembra r ealizza.bile. in Italia, ed è quella. che la costruzione delle opere di fortificazioni eos·sa essere affidata per grandissima parte all'esercito ed alla 11Hwina.

.1,25 Per poter fal' ciò bisognerebbe avere sott~ le armi un numero straITTande d'uomini, quindi una lunghissima ferma mentre l'indirizzo del tempo è per le brevissime , ferme'. e le nostre fin anze ci per mettono appena di tenei· sotto le armi q Llel tanto d'uomini ch'è indispensabile per poter soddisfare ai molteplici servìzi che deve prestar e l'esercito · ed a poter esercitare le truppe delle varie armi in tutto ciò che s.i riferisce all'impiego che ne deve esser fatto in g·uel'l'a, onde renderle ai.Le ciascuna al propr io scopo. Concludendo , per . quanto noi dissentiamo in molte parti dalle idee ael Fasolo e ci sembri ch'egli si~ uscito,· in qualcuna delle sue proposte, dal campo pratic~, non possiamo a meno di far e elogio al lo~evo.le esempio _che ha dalo, occupandosi con tanto studio dt una quest10ne che tocca i più vitali interess~ _d el paese e che n~n _può quindi dirsi esclusivamente m~itare; come p_m? CL piace r ipetere che il suo libro ?ont~en~ ..pregeyolls,s1me ?On:sidera.zioni e nel campo dei prmc1p11 merita 1 attenz10ne degli studiosi di cose militari. Potranno i le!tori. ~pp'.ezzare da se stessi il valore delle fondamentali opm1om da lui sostenute dalle seguenti parole colle quali a modo di conclusione egli dà termine al suo lavoro. . < Nel sistema di difesa dello Stato accordare le varie « opinioni sul campo pratico dei fa~ti e sotto la ~ire« zione dei principii de_lla .guerra: Er1~e~'e po~h~ piazze « forti, parecchi campi trmcer~t1, tutti J fortn~1, neces-: « sari. Le opere permanenti sia;110 poche, J?Olti i lavoi:~ < in terra e in gran parte f~tt1 . dall'e~erc1to .. I .luoghi « forti6cat~ i.iano sulle g~'and1 lu:~ee d ?pera~10m_, no~ « in zone madatte alla difesa attiva; 1 esercito h tr ovi « sulla linea di r itirata e non li vada a cercare in luoghi < lontani dai probabili campi di battaglia. _Erigiamo l e « opere di fortificazione ordinatamente , prima secondo « la necessità c'impone , poi secon?o l'u~i~ità rcla~iva. « Prima di dar mano alle opere sia stabilito un piano « di o-uerra difensivo, secondo l'oro-idrografia del paese « ce lo può determinare. Mentre saremo intenti al l avoro < si educhi il popolo nostro e col popolo l'~se~cito; si « studino le scienze, e il nostro lavoro d1 rigenera« zione sia anzitutto disciplinato, ordinato, intelligente. « A questo l avoro tutto il popolo sia chiamato. Opr ando A NNO XVII, YoL. Il.

18


... 426 « virilménte e sapientemente nessun nemico verrà a « disturbare la . pace nostra, e l'Italia sarà non soltanto « fatta, ma sarà compiuta, e il suo nome non sarà più « semplice espressione geografica, sarà invece il nome « di una. rìobile nazione che per lunghi seco}i vivrà fra « le nazioni civili pel progresso filiJral e e civile della « umanità ».

Il 1il1t•o ,li

.

.

c.,,,.,,o ,.,, tuo dell,i br1s•a (orz.• di ccn,alf.t:,.i11, com-

pi lato in base alle ultime istruzioni ufiiciali da F. Bosi;LLI, tenente colonnello nel 20"- cavallcria. - Voghera, 1872. . Tipografia di Giuseppe Gatti.

Questa del Boselli a nostro credere è un'utilissima operetta non solo pel fru·~to che può dare a chi se ne serva, ma anche come modello da imitare nei libri cli testo per l'istruzione del soldato_ . Il· l ibro è diviso in due pari,i: nella pri ma l'autore tratta in un modo pi ano, facile, chiaro, conciso di quegli l'lrgomenti che devono formare og·getto della istruzione teorica da ·impartirsi al soldato d1 cavalleria per renderlo atto a far béne il proprio servizio in guerra ; nella seconda, raccogliernlo in un l ibretto a domanda f3 risposta l e nozipni ed i precetti insegna.ti n ella prima, offre a ll'i struttore una guida per i nterrogare i suoi all ievi e .per · tal modo non solo assicurarsi che abbiano imparato, ma far loro meglio entrar nella mente le cose apprèse La fede ch'egli ha in questo metodo <l'insegnamento, a dornanòe e r isposte, è grandissirna, e s i appoggia non solo s ul ragionamento e sulla convinzione, ma anche sull'esempio datoci dalla cavalleria prussiana, la quale nell'u l tima g·uerra contro la Francia ha dato prova di conoscer così be.ne l'arte propria, e la cui istruzione teorica è stata fatta appunto con questo sistema di domande e risposte. Comunque sia, noi dividiamo certa mente· col Boselli la convinzione che n ulla possa valer più a svegliare la mente del . soldato ed a fargli ritenere ciò che gli si

4<z.7

,insegna che l'obbligarlo ad esporre in modo conciso e chiaro quanto è n ecessario od utile che sappia circa il .servizio ch'è destinato a compiere, non costringendolo ..a ripetere pappagallescamente le frasi sacramentali dei testi, ma a rispondere sensatamente, esattamente ed in modo da far vedere che sa e capisce ciò che dice. La ripartizione, delle ma,terie è la stessa nelle due parti, g iacchè in sostanza la seconda è il succo della prima; l a prima s.9rve all'istruttore per far le sue lezi·oni, la seconda per interrogare gli allievi sulle lezioni fatte . · In ciascuna vi è un capitolo sull'orientamento' uno sul terreno, uno sulle generalità relativ<-' al servizio da campo, . uno sul serYizio di sicurezza delle truppe in .campagna, uno di precetti sul modo di combattere della ca-valleria e sulle operazioni i-;econdarie della · guerra per la parte che si riferis..:e a quest'arma. Alla prima parte poi è premessa un'avvertenza all'istruttore ch'è interessantissima, come quella che serve .a ~piegare il metodo d'istruzion e che il BoseHi vorrebbe :vedere introdotto e che contiene alcune norme sul modo di far le istruzioni teoriche che poCrebbero essere seguite· .anche quando il _metodo d'insegnamento del Boselli non fossé acce Ltabile in t utto il suo dettaglio. Quanto allo svolg imento delle materie ci sembra soverchio parlarne. Il Boselli non ha preteso insegnare nulla di nuovo; .per gran parte le nozioni ed i precetti contenuti nel suo libro son tolti dai vigenti regolamenti o meglio da quelli che '\7 igevano pochi dì fa, giacchè la. recente

Istruzione sull' ammaestrame?°ito tatti·co delle truppe eh fanteria, alla quale d<-lve far seguito un'Istruzione sidl'mnmaestrarnento taui·co della cavalleria, redatta sulle stesse norme della prima, viene un po' a variare. le cose insegJ1ate nel libro del Bosclli. Ma le variazion.i non sono poi di t roppo grande entità, perchè possa tor nar difficile a chi ha la direzione delle istruzioni deL corpi di sostituire n ell'insegnamento fatto colla guida del libro del Boselli le nuove disposizioni alle antiche. Ad ogni modo l 'operetta del Boselli avrà sempre il merito di un utile modello di metodo, e n oi abbiam


4'l:l9

428 fed~ _che ..se .gli istru1;tori_ intelligenti seguiranno con, P.az1~nza ~l s1st~ma eh egli propugna nel fare le istruz~om te.or1che d1 qualunque specie esse sieno, otterranno r1_sulta!,1 che forse non si attendono dalle menii delle· g10vam reclute.

Le (orte•:es•e• (rmiçaille$dm•• la ouerre ,,., :1870-7'1 par F. PJ\RV?S'1',. heute!1~nt-colonel du génie à Vincennes. - Pa!is ,! 87i. -

L1brame m1hta1rn de J. Dumainc.

..

'

. Sc?ro d~ll'autore è quello di dimostrare l'errore e l'ingrnstma ~L co.lor? che d~ll' es~mpio dell'opera prestata dalle fortr6.ca~10m francesi nell ultima guerra sostenuta da ~uell~ n~1z~one credono poter conchiudere: o che le f?rtrfìcaz101:1, m generale, sono inutili, anzi nocivé alla difesa degli Stati, o che il sistema di fortificazione francese (Vauban) non. si pr~st~ alle csi9enr,~ delle guerre moderne, o c~e gli ufficiali del gemo eh Francia non hanno fatto prima del 1870 il debito lol'o per sistemare in modo conveniente la di_fesa _de~ tertitorio nazionaìe per quanto concerne le fort1ficaz1om . , · L'argoi:o,ent~ pr:incipale di cui si valgono gli oppositori delle forbficaz1om per provare l'inutilità delle fortezze è l'estrema facilità colla quale alcune piazze forti franc~si nell'ult ima guerra si sono arrese dopo poche ore di bombardamento. · A dimostrare l'assurdità d'un tale argomento il tenente c?lonnello Prev_ost, con uno specchio neì quale sono ind~cate ~e ore d1 bombardamento sostenute da ciascuna piazza, 11 numero di colpi tirati dall'assediante ed il numero delle vittime, fa vedere come i danni che recano le mode~ne_ artiglier~e alle piazze da guerra non sieno tanto, super10r1 a quelli che si producevano con le antiche da far ritenere che più non si possa resistere ad un bombardamento, e come se molt~ piazze si sono arrese dopo poche o_r~ non, è cer!o per ~ag10~e ,delle ~tragi fatte ~ai proiettili dell assediante, giacche, eccez10ne fatta di Mezières e Stra~burgo, il numei·o delle vittime è stato mini'Ino. Le piazze francesi hanno dato così infelici risultati per

la difesa del paese, scrive l'autore, perchè mancavano del necessario e perchè non si sono sapute difendere. Le artiglierie mancavano, la guarnigione faceva difetto, le difese non erano state apparecchiate, e, giunto il momento di far fronte ad un assedio, invece dì far uscire d.alle piazze le bocche inutili, si aprivano ben spesso le porte ai fuggiaschi delle vicine campagne. E non nega l'autore che la difesa della Francia avrebbe potuto, mol.to innanzi la guerla, essere meglio sistemata .con la costruzione di certi campi trincerati, con l'intro~ durre le modificazioni portate dall'arte moderna alle anticlie fortificazioni e col distruggere anche alcune vecchie fortezze giudicate inut ili e anche nocive . ì\fa se tutto ciò non fu fatto, egli dice, non ne vogliono essere incolpati gli ufficiali del genio. Da lungo tempo essi avevano studiata la questione della difesa territoriale, ed avevano presentate le loro proposte ed i loro progetti di esecuzione. Ciò che ..sempre è man.-cato è il danaro pe,r porre in atto tali progetti, giacchè il Governo non osava chiedere i fondi necessari alle Camere· a.egislative, che, appoggiate dalfopinione pubblica e sopratutto dàll'opposizioné, li avrebbero rifiutati. Contro coloro i quali pretendono che le piazze forti francesi non hanno sufficientemente r esistito ai Prussiani perchè sono costrutte ~econdo un sistema che .non è più jn rapporto col progresso delle nuove armi e che, soprat utto, non permette loro di lottare da lungi contro le batterie dell'assediante, l'autore osserva che le piazze francesi costrutte secondo il sistema Vauban presentano lo stesso difetto che si risente in ogni vecchia piazza che non sia situata in posizione molto elevata, cioè la mancanza .di due distinti parapetti, uno destinato a controbattere da lontano le batterie dell'avversario, l'altro appropriato alla difesa ravvicinata. Anzi, al dire . dell'autore, le fortezze francesi hanno sulle altre il vantaggio di essere m_eg.l.io atte alla difesa ravvicinata, giacchè nessun sistema meglio del bastionato si presta ad una tale difesa. A convaliqare con gli .esempi le sue argomentazioni, .l'autore, dopQ a.vere combattute le idee che sopra ab- , biamo esposto, riassume brevemente l'andamento degli ;assedi sostenuti dalle fortezze francesi durante la guerra


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del 1870-71, e da tale riassunto gli sembra essere abbastanza posto in evidenza che se la massima parte delle for tezze francesi hanno ceduto cosi fac;ilmentc agl'invasori è soltanto perchè non si è potuto o sapulo difenderle, non perchè le fortificazioni in generale e le francesi in particolare sieno impo tenti a resistere ai modèrni mezzi d'attacco. Il vero ammaestramento che sembl'a all'autore si debba trarre dall'esito degli assèdi sostenuti, durante l'ultima campagna, dalle fortezze francesi, è che le·piazze eia guerra por essere in caso di prestare un'oper a efficace alla difesa del paese e di fare una valida resistenza debbono soddisfare alle seguenti 6 condizioni: . 1° Una cinta cont inua, bassa, bastionata con scarpe rivestite e interrate, sormontata da un grosso parapetto in terra abbastanza ritirato perchè la caduta della metà superiore del muro non lo trascini nel fosso; delle masse c.o~renti n~i siti opportuni per proteggere le scarpe dai tm ficcantt; delle controscarpe rivestite e più alte chesia possibile. 2° Indietro a questa cinta di sicurezza, che non si potrà distruggere che ùa vicino, un sistema di alti cavalieri in terra, indipendenti come tracciato dalla prima cinta e destinati a ricevere l e artiglierie di mag 00 'ior calibro ed alla difesa da lontano. . 3° p~i rip.ari a . volta_ sotto i cavalieri, e, quando sia poss1b1le, dietro 1 muri della prima cinta. 4° Nelle piazze più importanti, dei forti staccati a 20~0. metri almeno e a 6000 al più dalla città, organizzati m modo da poler difendersi da lontano, ed i quali possano facilmente comunicare colla piazza centrale. 5° Delle leggi che prescrivano formalmente il rinvio delle bocche inutili e delle persone pericolose, comepure la stretta osservanza dei regolamenti sulle zone diservitù militari. 6. Delle leggi che accor dino un assegno giornaliero alle persone espulse per bisogno della difesa, delle indennità ai feriti, alle famiglie degli abitanti che rimanessero u?cisi, ai ~roprietari ed agli affittuari che soffrissero pera1te matenalt durante l'assedio.

»e l 'id• catào,uuili fnl,.,,,, (l11trQdw:tiongé11él'aleà l'1~utle dcs scien~es mitita:ires dédiée aum m17itaires, aux hommes d etat et aux mstiti,teurs). - Par. W Russrow. Troduit par Gusnvs B•YV,sT. Paris. Librarie militaire do J. Dumaine.

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Il colonnello Rustow è scrittore militare abbastanz_a conosciuto e stimato, perchè un'opera,_1~ q~ale porta il di lui nome offra una sicura gual'ent1gia dt essere un~ cosa seria 'e .feconda di ulili e pralici inse~na~_enL~1'utti coloro pertanto che si applican~ agli studt ~11htar1, non manchei·anno di fare buon viso allo scnLJo del quale intendiamo di dare un breve cenno. Ben~he rub~ blicato fin dal 1868, questo libro, per la. mate1·1a d1 cm tratta, non ha perduto nulla della sua importanza ed opportunità. . . ., La guerl'a è un flagello dell'umanità; la paçe 11 p1u grande benefizio che il cielo lo possa accordare: E ques~a una sentenza 'antica quanto il mondo., stata r1pet~ta m tutti i tempi e da tutti i popoli, i quali.non.tralasciarono per qnesto di travagliarsi e distrugger~1 a vtcen~a~ talor~ per cause fuiilissime. A nulla_valsero 1 fìlantr?ptc1_cona:1 deo-li amici della pace : cot loro congressi. coi 101 o sistemi di educare l'uomo r endendogli odiosa la. g.uerra e senr.a mai parlargli nè di armi nè di lotte essi non riuscirono a far avanzare d'un sol passo ht società verso quel giorno desiderato, in cni spunterà l'èra nella pace universale perpetua. . È egli lecito da ciò conchiudere che ~o stato d1 guerra sia innato nella natUl'a umana? I fatti sembrerebbero confermare una tale conclusione. La storia invero ne dièe che n1una delle grandi idee, le quali trallformarono e fe~ero procedere l'umanità. nella via del progresso, potè farsi strada ed attuarsi se non d~po lunghe guerl'e; tanto che siamo quasi indotti a considerare la guerra come strumento e veicolo di civiltà. Ciò non di meno alla mente dell'uomo ripugna lo am~ mettere una sì sconfortante verità: e Hustow b~sandos1 sulla perfettibilità umana ha fed e nella pace universale perpetua. Ma quando sorgerà quest'epoca fortunata? Allora soltanto che tulti i popoli della terra e tutte le classi della società. avranno ra&giunto lo ~tesso grado


432 di civil~à. Kon illudiamoci; questo sogno dorato non · può !usmgar·e che le menti o troppo genel'ose o troppo legg1ere. ~ntanto però appar chiaro, che il proclamare la pace ?mvorsale perpetua, ed il rendere attuabile sì nobile idea, ~on può ess~re il laYO)'O di pochi uomini nè di un s?lo g1or~o; m~ v1 devono concorrere gli sforzi secolari d1 tutta 1 umanità. P el' ora ndunquo conviene limitarsi a ~'ender~ più rare e meno disastrose le guerre; ed uno det mezzi a tal uopo è quello di essere sempre preparati a sostenere la loUa con probabilità di felice successo quando la lotta sia resa necessaria . Insomma siam~ sempre al si vis pacem, para bellu,m. E ciò dà occasione al Rusto,v di trattare del modo in cui vuol essere ordinata la forza pubblica. ~ 'autore _è . poco tenero degli ese.rciti permanenti; li chiama addll'lttura canonicati is1ituiti a favore di una classo della società, é scol'ge in essi la r ovina imminente d~ll e .finanze degli Sta~i, un pericqlo _p er la libertà e più <l1 tutlo una. causa d1 guerra. E necessario perLanto n_iettere un. riparo a questi mali minacciosi; ed un tal r1paro consiste nel s.opprimere, o ridurre ad una forza minin~a l'esercito permanente, creando un buon sistema di milizie o di riserve, per sostituirlo o rafforzarlo in caso di guerra. E.eco la panacea di ogni male! Ma affìnchè queste milizie abbiano un rnlore reale fa. d'_uopo .educare militarmente la gioventù fin dai suoi prim.1 ann_i, e no~ aspet_tare ch'essa ~b?ia. raggiunio una et~,. m cm mal s1 pu? piegare alla d1sc1plma ed alla vit::i. l~ tltt~re; ta~e edu?azw~e non dev'essere l'opera di pochi gt0rnt nè d1 pochi mesi, ma un lavoro centinuo di molti anni. Insomma bisogna ritornare all'educazione che si . dava alla gioventù n ei p iù bei tempi di Grecia e di Roma. . ~dc~ ve~an_iente bella, ma non pratica, perchè le cond1z10m socu1lt sono radicalmente cambiate. Un altro motivo che deve spingere ad educare milit;rmen~e la giov~ntù, secondo Rustow, sta nel fatto che 1 u_manttà va conLmuamente ·deperendo sia nel fisico sia n_el mora~e, ed è urgente di ringiovanil'la con un buon s1stema dt educazione ; e quesLo consiste nell'introdurre

t33 in tutte le scuole ci vili la disciplina, gli eserc1z1 ginnastici e militari, o l'insegnarnonto come praticasi negli istituti milital'i. La educazione m ilitare e la civile sono per loro natur<1 strettamente collegate, e si compenetrano a vicenda: come fu una calamità l'averle separate, così sarà un gran vantaggio il ricongiungerle e farle camminar di conserv.a. E ciò pcrchè la guerra è strettamente legata a tutti gli atti della vita umana, rappresenta una fase della vita dei popoli, e ne richiama a sè tutte le forze. Ciò posto il Rustow dimostra che la riunione delle due educazioni tanto è a Ltuabile senza molte difficoltà, quanto è natùrale e necessaria. Egli definisce la guerra una lotta regolare e metodica fra due parLiLi, i quali coll'aiuto delle loro . .forze organizzate tentano di raggiungere uno scopo politico. Partendo dalla idea racchiusa in questa definizione, e dal -fatto che la guerra è un atto urna.no, il nostro autore spiega con molta dottrina in qual modo si formino le scienze miliLari, e fa vedere chiaramente com'esse si colleghino con tutte le scionze ·intellettuali; confermando così la sentenza, che l'arte della guerra chiama a tributo tutte le cognizioni umane. Analizzando in seguito le varie ~acoltà ahe s'insegnano nelle università tedesche, egli fa palese il legame che collega ciascuna scienza militare in particolare coll'una o coll'altra delle scienze civili; e determina le scienze che sono puramente mi~ litari, le quali si fondano pur sempre su principii tolti -da quelle civili. · Dalle intime r elazioni che passano tra le scienze militari e le generali, appare come sia naturale i{ riunire l e lozioni di applicazione delle prime all'insegnamento · delle seconde : il volerle separare non può produrre in pratica se non confusione e disordine. 'l'ale unione poi si può :f:are senza recare nell'ordinamento ·degli studi una grave perturbazione. Di fatto gl' ìstituti militari sono di val'ie specie, e corrispondono perfettamente agl'istituti civili ; cosi i collegi militari corrispondono a i ginnasi ed ai licei, le scuole ed accademie militari alle. univers ità, le scuole di applicazione e le scuole superiori <li guerra agl'istituti professionali, superiori o di per-


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Per ultimo egli tratta della f?rmazi~n.e del car attere militare, ossia della vera educ:iz1one militare; e questa fonda più che sulle facoltà, del e uore,_ su qt:elle d~ll~ intel.letto sulla istruzione. Il coragg10, prima v1rtu militare, è ispirat o dalla coscienza del~a superio.r it~ col: lettiva dell'esercito, e dall'arnoF d1 pat~·1~ ;_ q ues_t1 s t~~oh non si fanno sentire che negli uomm1 mtelhg~nti e.d istruiti: esso è ancor eccitato dal sentimento d1 ambizione, dallo spirito di emulazione ; molla che agisce n~~ solo sull' indiviclno ma anche sulle masse, e quanto pm saranno colte t anto maggiore sarà l a, ~iva1it~ .fra foro di superarsi. Altra v ir tù del s?ldato e 11 se1;1timento del dovere, il quale non deve pero .da~e P:r ris~ltato un~ obbedienza cieca; chè questa taglia 1 n~rv1 ~d ogm spirito d'inizi ativa: ed -a,nche qui occorre 1struz_10ne . e~ intelligenza per sapere interpretare 1:ettame~te glL or_dim, ed eseguirli al di ,là. di quant? esf1 prescn von~. ~malroente la esattezza nell'oqbed1re e Rure una v1rt~l del soldato, l a qual e s'acquista coll'abitudi~e; epperc1ò u~ certo metodismo è necessario nel mestiere delle arm1. Da quanto precede si può facilment~ comprendere qual vantaggio ridonderebbe alla formaz10:r_i.e_~el carattere militare dall'introdurre nelle scuol~ crv1l~ la edu: cazione militare, dall'assoggettare la g1ov~ntu firr dai suoi primi anni alla disciplina, infondendo m essa per tempo il sentiment o dell'onore,. l ' idea_ ~el dovere e l o spirito dell' ordine, che sono 1 cardm1 del carattere militare. Qui t ermina il libro del qua1e abbiamo dato un molt? compendioso e forse i~compiut? cen~o : ~a quel poco pero che ne abbiamo detto s1vede eh esso e un opera pregevole, ad onta che contenga una vera rivol uzione rig~a.rdo al sistema. di educazione. Bella ed istruttiva è ~pec1~~m:nt~ la parte che tratta della istruzione ?a. darsi neg~ 1st1t~t1 mìlitari · ,il metodo d'insegnamento ivi esposto e r azionale e pratico, e l'ordine secondo il _quale deve procedere lo . studio delle varie matel'ie è logico e natu~ale. qoloro che sono p~eposti alla educazio1:e ~ella g10ventu eh~ s i dedica alla carriera: delle armi, vt troveranno saggi precetti e massime feconde di o;tt im~ r~sul~at~. . ., Rustow fa delle proposte, e da de_1 cons1gl1 della. pn~ grande importanza e di utilità pratica attuale.· Chi d1

fezionamento: questo parallelismo è una condizione favorevole, e dà un mezzo facile per congiunLrere l'inseg~arnen~o militare scientifico a quello gen~rale delle scienze m tutte l e scuole ci vili senza bisoo-no d'istituti 0 militari. , . ~ui_ R1:1~to\~ e_sp~ne un ~ist~ma di educazione pegli 1stitut1 rrnhtari, md1cando 1 ordrne da tenersi n ell'insegnar e l e varie scienze, ed il metodo da seo-uirsi in tale i:r_i.segnamento. Egli applica . ~e sue consid~razioni spec~almente ad 1:1n colleg10_.milttare, nel quale i giovani siano ammessi all'età d1 10 anni per uscirne ufficiali dop~ otto. anni di perma1:enza; ed entra nei più minut i pa~t1colar1, :fi.n o a det ermma.re il numero ~ le ore delle lez1om. per ciascuna materia. Tien dietro a questo un altro siste1na di educazione da seguirsi. nelle scuole civili, ove l'educazione militare è congiunta alla civile; e s'indicano quali scuole posso.n_o _all'occ?rre~za fornire gli ufficiali tecnici, quali gli ufficiali ordmar1 e quali i sott'uffì.ciali. T1:1t~~ ~lle~t? h a in mira. d_i far vedere sempre più la poss1b1hta d1 mtrodurre negli stabilimenti civili di educazion: l'.inse_g ?-a~ento militare, collegato . ad .esercizi ed e~curs1om. m1lrtar1, senza ostacolo, senza fatica, senza bisogno dt aumentare l e ore di studio e di lavoro le quali· si possono anzi diminuire. ' Lo scopo ultimo di una t~le trasformazione nel .sistema d_i educare la g ioventù, già fu accennato·. è la abol~zio1:1e degli esercit i permanenti, od almeno, p~r ora, 1~ r1duz10ne su va~ta scala della ~or? forza in tempo d_1 pa~e. Allo scoppiar della guerra, dice Rustow, come s1 chiamano sotto le armi le milizie o l e riserve tog_lien~o1?3 alle loro privat e ed abituali occupazioni, cosi 51 ch1~merebb~ro gli ufficiali per fòrmarne o complet~rne 1 qua~r 1: conclusa 'la pace, e questi e quelle si nmandan~ .a1 loro. focolari; non ritenendo tutto a.l più che quegli ufficiali che h an fatto della carr,iera militare il 101:0 stato, in numero adeguato al piccolo nucleo di es~rctto permane~te, che per ora si potrebbe ragguag~iare ad un settr_mo dell.n ·s~a fo_rza massima sul piede· d1 gu~rra. Ecc~ m che c?ns1ste 11 segreto, ecco quali sono 1 vantaggi, secondo 11 nostro autore del sistema: <li educazione da lui proposto. '

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436 fatto non vede quanto .sarebbe vantaggioso introdurre n_ell~ scuole civili i giuochi di ginnastica, le esercitazioni ed anche un po' di disciplina milita1~e? Mercè tale riforma rinvigorendosi il fisico, e rialzandosi il morale della . _gioventù (non così depressi per ]?uona'. fortuna come 11 nostro autore ce li dipinge), mentre si miglio. rerebberò le condizioni della società, si otterrebbe un buon elemento per la guerra: la educazione militare tr?'.rando 1~, gioY~ntù già preparata e ben disposta, rie~ s?irebbe p1:u, _fac_1le, breve e soda; il che darebbe agio d1 .poter d1mrnmre la ferma del soldato sotto le armi senza tema d'intaccare il valor tecnico dell'esercito. Ma d'altra parte è · indubitabile, che il sistema di educazione proposto da Rustow, preso nel suo insieme e nelle sue conseguenze, quanto pare bello, seducente e forse economico in tecria, altrettanto· non lo è in pratica. Il principale appunto che gli si può muovere è _quell~ della sua ,inopport1:1~~t~. Oggi, invero, che tutti g.11 Stati con una feblmle attività vanno modificando i proprii ordinamenti militari nel senso di dare all'esercito il massimo sv iluppo di forza, 'il venire a parlare dell'abolizion~, ed ~nc_he solo della riduzione degli eserciti permanenti, o sigmfìca non conoscere i tempi, o è voler ?,n~ar.e contro_ la _corrente_ di · essi per esserne travolti. La inoppor tumtà d1 un tal.sistema risulta pure da un'altra c?~siderazione_; ed è che l'istruzione ,obbligatoria, cond1z1one essenziale della sua attuabilità, è ben lontana dall'ess_ere,. µn fatto; n~,i vari pae~i 1:on è .che un voto, un des1der 10, o poco pm : ecco qumd1 un altro ostacolo il_ qmde impedirà pur tropp0 p!')r molto tempo ancor~ d1 potere attuare con vantaggio questo sistema. . . E lJ{l.u~or~ stesso si accorge di tale inopportunità; ma mvece .d1 riconoscerne .1a causa nelle attu.ali condizioni sociali, ne . dà. la colpa agli uomini che· sono al potere, accu_sando~1 d1 esse,re solleciti ~oltanto del presente senza dàrsi pe1:1s1~ro de~l avvenire. E vero che tale accusa più che a b1as1mo nesce ad elogio ,..degli uomini di Stato. , . Un altro appunto_ che si può f~~e a questo. s~stenia, e quello della sua msufficenza. L idea d1 la-sCJare alle -case loro in tempo di pace un certo numero di ufficiali per chiamarli in tempo di guerra non e nuova.; essa ,era un fatto ancor poco tempo addietro negli Stati Sardi;

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molti di fatto si ricordano degli ufficiali p_rovinciali, clie ivi furono soppressi prima· del 1848. Egli è che col modo attualé di combattere, il va.lor personale, sebbene sia sempre una delle .principali doti militari, specialment? peo'li ufficiali, non basta: esso serve a poco se non e aciompagnato da una gr~n?~ . i_struzione e da 1~n3: l~ng~ espel'ienza. Dalle scuole c1v1h .s1 avr~bl~ero ufficiali P;em, · se vuolsi, di teoria ed anche coragg10s1, ma che all a.tt~ pratico, anzichè un ele1!1ento di forza? s~rebbero ca~sa d~ debolezza.: s'avrebbero msomma ufficiali sul fare d1 quei tattici greci da lavagna derisi da Annibale, quando volevano inse()'nare a lui l'arte della guerra. Concludia~o a.dunque che, considerato sotto questo punto di vista, il ~istenia d'educazione militare pi:opost~ da Rustow applicato attualmen~e non darebbe,q:u,e1 buon~ ristùtati che l'autore se ne r ipromette; pochi sono 1 paesi che siano maturi per ~dottar:lo, fo,rse ;11essuno:.esso a.dunque è un sistema dell avvem:e. l'. acciam,o v~t1, ed adoperiamoci, perchè questo avvemre sia per 1 Italia non tanto lontano.

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Euni st,r ""e orgnn,snlion ..ouvelJe ,le lta et1v1tle;,•ic, A. FEI\RIÈRE, chef d'escadro;11 au 8° chasseurs. - Lyon, ~81'.2. -

LAIm-

primerie du Salut Publio.

Le proposte chè forJ:.?-ano il cardine di tutto il progetto del signor Lafe:nère so~o clue.: . . . 1° La fusione de1 dragom, cacc1ator1 ed us~ar1, m una sola cavalleria leggiera il che darebbe per r1su~t~to la divisione della cavalleria francese in due ~ole sp~cie: corazzieri (cavalleria di ri~erva) e cavr:llerza leg_giera. 2° La riduzione del reggimento d1 cavallen a (ordinato su quattro squadroni) a pura unità tattica,. spogliandolo di tutto ciò che PU? incepr~rne la m_ob1htà, mediante la istituzione di grandi depositi-scuole, ciascuno dei quali avrèbbe l'incarico di prov:7e~ere :3-l reclut~mento, istruzione delle reclute, ammim~traz10~e, e~u1paggiamenti, ecc. di un certo numero d1 regg1ment1.

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138 Della prima proposta egli tocca brevemente dimostrando come la distinzione della cavalleria in cavalleria ~ linea. e cavalleria l~ggiera non abbia più alcuna rag10ne d1 essere ed am1 possa essere nociva. E come dopo di ciò potrebbe parer strano· ad alcuno che eo-li ammetta la conservazione dei corozzieri., l'autore n~n man~a. di agg·iungere come la principàle ragione che c?ns1gha a . c01:servare alcimi reggimenti di tale •specie d1 cavalleria s1a quella che ne esistono presso alcu ne altre· potenze di Europa e che quindi conviene avere elementi che possa.no apportarla a parità di condizioni. La seconda proposta è svolta assa,i più awpiamente {!all'autore, come quella che forma l'oggetto principale del suo lavoro . . Noi ci studieremo qui, quanto pi11 concis.amente si possa, <l1 dare un'idea ai nostri lettori di questo progetto di nuovo. ordi?~mento clell~ cavalleria, riassumendone - per sommi capi 1 dettagli di esecuzione esposti minutissimamente dall'autore. Bas~ .del .nuovo ·ordinamento dovrebbe essere il riparto del te.rr1tor10 della repubblica in 13 zone ( 1O per la Francia, 3 per l'Algeria). La circoscrizione cl'oo·ni zona dovre?be e.s sere determinata da um.o studio profon~lo della sua s1tuauone geografìcc'L e della sua posi r,ione militare deJ le città in essa .racchiuse, delle strade ferrat~ che 1; solcano, della cifra della sua popolazione, della sua produzione ~avallina, e delle sue risorse d'ogni specie. Fatto 11 nparto colla guida di siffatti cnteri oo·ni 0 zona dovrebbe contenere : ' 1• Sei r eggi menti attiv( reclutati ·nel suo s'?no. 2° Un deposito-scuola. . 3° Una r amificazione completa di tutti i servizi ne,cessari al reclutamento, alle rimonte, all'amministr,lzione -equipaggiamento, vestiario·, armamento, ecc. della ca~ valleria. 4° Tre reggimEmti di riserva composti esclusivamente di sott'ufficiali, brigadieri e cavalieri dai 26 ai 28 ann i che avessero passati 5 anni nell'armata attiva. Il reg~i ment? di cavalleria sare bbe formato su qu,'Lttro ·squadroni , ogm squadrone si amministrerebbe da sè press'.a poco come in campagna, · ed il còmpito che è ora esercitato dall'amministrazione ,reggimental~ resterebbe .

·.i nteramente affidato ad un ufficio di amm inistrazione ·esistente al capol uogo di zona (arrondi~sement). Il personale di bassa.forza del r eggimento s_arebbe -costituito da uomini di quattro classi nel loro 2°, 3°, 4° e 5° anno. Le reclute per un anno intero sarebbero istruite al deposito-scuola e quindi _arriverebbero al reg-· gimento so ldati perfettamente fatti. . . . . 'A ·questo modo il. reggimento spogliato de-gli lm~a.razz1 amministrati vi, dei magazz~ni, delle r eclute, sùr ebbe sèmpre in misura di poter marcia1·e, manovi·are e ·

combattere e di pote1· ricevere da un rnoniento all' alti·o una destinazione qiialunqiw. Al capoluogo di zona o circondario (a:rondisse11~enth sarebbero accentrati il deposito-scuola, 1 magazzm1, gli · uffici di matricola, di. massa., d'amministrazione, ecc. Per l'istruzione delle reclute esisterebbero permanen. temente presso il deposito-scuola i quadri per r ipartirlo in cinque squadro ni'. · . . Al primo squadrone sare.~b~ro assegnate m. segmto ad esame le 132 reclule pt 11 atte ad essel'e pi o mosse., in capo aH'anno, brigadieri. Ag·li altl'i quattro squadrom le altre. . . Al termine dell'anno tutte le recluLe dovrebbero non ·solo .avere compiut!l, la loro istruzione m~litare, ma do~ vrebber'o anche saper tutte leg·gere e scrivere. Compiuta la loro istruzione, g_ri _uomini ~el_ 1°_squaclrone sarebbero nominati brigad1er1 ed avvw.ti ai reggimenti, ad ~ccez1one d~i pr_i1~l~ cinquanta, per _merit~ , d'istruzione militare e d1 abilita nel cavalcare, 1. quali sarebbero avviati all:a scuola dei sott'uffiziali. . . Gli uffìziali e sott'uffiziali formanti i quadn degli squadrnni ora ind(cati sare?b~ro scelti pe1~ or~i~1e_ di merito da un'apposita Comm1ss1one .e per eh prn ~ sott'uffiziali dovrebbero essere esclusivamente scelti fra -coloro che fosser9 stati àmmessi ad un ringaggio per cinq ne anni. . I recro-imenti di riserva sarebbero composti : af'Di uffiziali r eclutati fra quelli posti al ritiro a 25 anni di servizio ma ancora in condizione da poter prestar un utile servizio, e da sott'uffì,,iali cbe essendo già sulla lista di proposizione all'avanz,uuento av.esser~ t~rminato la loro ferma prima di essere pròmoss1 uffiz1ah.


4.i·O

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b) Di sott'uffiziali, brigadieri e soldati con<redati dopo ave_r passato, come si è detto, cinque anni n~ll'armata attiva. .r tr~ reggimenti di . riserv~ di ogni zona d~vrebbero .ess~re ~empre numericamente e nominativamente orgamzzati. sui _registri, e dovrebbero, uno dopo l'altro, esse.re chiama~1 an!1ualm~nte a.d un'istruzione di 10 giorI).i . .c ~as~uno d1 tali reggimenti sarebbe composto di uo~mi di una stessa. classe, per cui ogni anno un .reggimento rnrebbe licenziato e ne sarebbe formato uno nuovo. Queste al~'.ingrosso sono le basi del progetto del sjg~1or Laf~rriere. A ~omple~~nto d_el suo. st:1dio egli aggiunge poi molte_sa:vie ed_ ut1h consideraz10m e parecchie altr~ propos~e d1_ ~n~nore importanza le quali hanno tutte · ~er iscopo di ~1ghorare l e condizioni della cavalleria ~ranc~se per rispetto a :facilità di.. mobilizzazione ad istruz10ne ed a solidità di costituzione. ' Cosi egli propone l'abolizion e della surrogazione sotto qualunque form~, la conservazione del rin<raggio solt~nto ~o~e eccez10ne per i sott'uffiziali vera~nente merite~oli di ,un tale favore e sopratutto per quelli proP?Sti per 1 avanzamento a grado d'uffiziale, la istituzione di q~a~tro scuol: spe~iali. p~r la cavalleria, una per gli uf~ziah , _una pe1 ~ott 1:1f~z1a~1, una: pei maniscalchi, una pei sellai: ~ tratta. dell im~ieg:o degli uffiziali superiori, della qm~t10ne de1 cavalli di truppa e degli ,uffiziali, delle. cantm.e, delle mense dei sott'uffiziali, delle scuole reggimentali e di .tanti altri argomenti dei quali troppo lun~o sarebbe voler fare l'enumerazione. C1 a~guriamo che il cenno · sommario che abbiamo fa~o . di 9.uesto lavoro, accennando di volo le proposte pr~ncipah che vi sono contenute, possa bastare a r ic~1amare sovr'esso l'a~tenzi~ne .dei nostri lettori, giacchè c1 s~mbra che le consideraz10m svolte dal maggiore Lafer~1ere e _molte delle sue proposte sieno degne del più: serio stu~10, come quelle che sono dettate d'a un vero senso pr~t1co e che si rif~ri~con? a quistioni cosi grandemente drbattute a questi g10rm.

RIVISTA DI PER10Dltl ESTERI -

Austria-Ungheria.

(Dispense del fchhraio e marzo 1872). /

Appunti alla questione dei plotoni di caccz'atori nella fanteria, per ERNES'l'O Kunrn, colonnello. ·- Dalla bat_.· taglia di Nachod a quella di Monte Valeriano i plotoni di cacciatori tedeschi hanno iniziato tutti i ~ombattimenti che sono terminati con sì splendide · v1ttorie. Il primo successo è una garanzia del .r isùltato finale ; si cerchi ottenerlo coi migliori soldati specialmente addestrati al tiro ed 8clle mosse in ordine sparso. Si introduca . nel1'esercito ,a ustriaco il sistema dei plotoni separati di cac-" ciatori. Meglio sarebbe che, come in Germania, ciascuno di essi costituisse la 3" parte della compagnia, Ma per non mettere sossopra l'organizzazione ed i regolamenti si formi il plotone colla quarta parte soltanto della cpmpagni a. ~ . L'autore svolge con molta abilità il suo concetto ed avvalora i suoi detti coi.1 parecchi esempi tratti dalle .ultime guerre. Ci sembra però· che l'e1:tusia.smo pei c~cciatori lo trascini troppo oltre. Ricordiamo che a We1ssèmburg, a 'St. Ptivat, a Le Bourget .e nella massima parte dei"corobattimenti del secondo per10do de}la guerra .A..NNO XVII, YOL, ll.

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442 i Tedeschi marciarono all'attacco collo stende.re in stormì di cacciatori tutti i plotoni delle compagnie, e quindi provarono il bisogno di averli tutti egualmente istruiti nella manovra in ordine $parso. Del resto tale questione è palpitante di attualità. Le colonne del periodico austriaco sono sempre aperte agli ufficiali che vogliono portarvi il loro tributo. Nella Rivista di aprile abbiarno - già dato un sunto di due altri articoli che trattano dell'argomento.

Manuale di storia rnilita1·e per le scuole di truppa, per C. WrnmAL, capitano. - « La completa decadenza « d~i. sentimenti morali fu principale cagione delle gravi « sconfitte toccate agli Austriaci ». Bisogna rialr,arsi; ~isogna educare il giovane soldato e sviluppare in lui il carattere, l'amore al paese ed alle istituzioni militari. A t~l :fin.e m~lla 1:1eglio gi~va che ricordar gli le gesta degli eroi ed i fasti del reggunento. Si compili per conto del governo un libro che li contenga, onde serva di testo per le scuole di truppa e di commentario al servizio di campagna. Gli altri eserciti hanno in ciò preceduto l 'esercito austriaco. In alcuni di essi si usa perfino « di « condurre nell'inverno giornal mente una sezione di sol« dati negli arsenali, nei musei d'armi e nelle gallerie « di quadri affinchè essi dcille opere dei maggiori trag« gano esempio a magnanimi fatti ». _

Delle scorte d'artiglieria, per KEFER, primo tenente. - La storia dell'impiego tattico dell'artiglieria, da Gustavo Adolfo a noi, mo~tra l'importanza di scorte speciali per codest' arma, tanto più necessar ie ai giorni nostri, in seguito all'accresci uta istruzione e potenza di t iro della ·fanteria. Ma, se quasi tutti r iconoscono la necessità delle scorte in generale, ben pochi si sono fatta una chiar a idea della loro composizione e forza in particolare. La scorta non ha da 13~sere troppo n u merosa J?er no1i distoglier~ le truppe da~l' a:z10ne. Deve poter seguire ovunque l'artiglieria e qumdt aver cavallo. Deve tener lontano la fanteria e quindi saper combattere a piedi con buona carabina a· retrocarica. Deve conoscer e il ser vizio di artiglieria per poter all'occorr enza sostituire i cannonier i, deve essere

strettamente legata alla batteria e sentire il più vivo interesse di difenderla ad ogni costo. Epper ò è indispensabile che le scorte siano in .modo permanente addette alle batterie. Il reO'olamento austriaco pel servizio di campo prescr i,1e ghe presso l'artiglieria divisionale ciascuna batteria abbia 3 sott'uffiziali e 24 fanti, presso le divisioni di cavalleria 24 cavalieri. Questi soldati hanno vitto e paga dalla batteria e nel servizio sono sottoposti inter amente al comandante la medesima. Ma l a fanteria, secondo l'autore, non serve per la poca mobilità, la ca·valleria per deficienza di forza difensiva, nè l' una nè l'altra per poca conoscenza dell'artiglieria in marcia e nell'azione. Propone quindi per ciascuna batteria un ufficiale, 4 sott'ufficiali e 24 uomini a cavallo. Entra in tutti i particolari dell'armamento, dell'equipaggiamento, dell'istruzione, del servizio e clella maniera di combattere. Il sistema è molto ingegnoso e merita considerazione. ·Osserviamo però che l' armamento proposto , carabìna, sciabola di cavalleria e vanga, sembra troppo grave, e che dovendo il soldato combattere quasi esclusivamente a piedi ed in terreno soventi coperto, la sciç1.bola gli sarebbe di grave impaccio. Anche l'addestrare i so.ldati nel maneO'gio del cavallo, del fucile e delle bocche a fuoco ci -pare difficile colle ferme at tuali così l imitate. -~" "---~·:.:.::...:..::::-...s--r-"·~

La guerra del 1870 e 11. . - Operazioni dalla battagha di Gi·avelotte fino alla battaglia di Sed_an. - Le dispense che esaminiamo contengono u na mm uta narr azione critica dei combattimenti presso Bugency il 27 e 28 agosto, della marcia degli eserciti tedeschi daAlla linea Stenay, Nouart, Buzancy, Quatre-Champs,Voncq- ttigny e. del combattimento pr.e~so Nouart del 2~ ago~to. Il notevole lavoro storico cn t1co che da parecchi mesi va adornando le dispense dell' Oestm·reichische Militarische _Zeitschrif t viene di mano in mano tradotto in italiano da un distinto ufficiale. Speriamo che sia fra breve pubblicato a vantaggio dell'istr uzione dell' esercito nostro.

Pedro Navarro, padre dell'a1·~e del minatore, per L'autore tenendo poco conto di ,Guicciardini, di Vallier , di '4e Blond, ed appoggiandosi GUGLIELMO JANK O. -


44.4

principalmente agli autori spagnuoli - Don J uan Bagarto, . Belidor Luis Collado, Estvan de Garibaz e Prutencio di Sandoval - r ivendica a Pedro Navarro la scoperta de1:... l'a1:te del minatore. Navarro nacque in Val de Roncale nel regno di Navarra nel 1446. Prese parte alla guerra di Lunigiana fra Firenze e Genova nel 1487, ed in questa appunto, .secondo· le fonti ' citate, usò per la prima volta_delle mine all'assedio di Sarzanello. J3:nko traccia a larghi tratti la vita. burrascosa é poco conosciuta del suo eroe, figlio. di povera famiglia, poi servitore, corsaro, illustre capitano di fanteria in Africa ed Italia e :finalmente uno dei migliori generali di Francesco I di Francia. Finì misteriosamente più che ottuagenario, prigioniero nel Castel Nuovo di Na-· poli, chi dice soffocato per ordine di Carlo V, chi strangolato da sè, chi morto di crepacuore. In Italia., dove il Navarro ha passati tanti anni della.sua laboriosa vita, ed ha preso parte così . im portan~e alle lotte che in quell'epoca memorabile han no dilaniato la n ostra Penisola, si trovano senza dubbio documenti: inediti che possono gettare molta luce sulla di lui esistenza, ed in modo essenziale sulla quistione, se veramente ad uno Spagmtolo, e non ad un Ilaliano, spetti la gl oria di essere padre dell'arte del minatore. Sarebbé interessante che qualche studioso se ne occupasse rovi. stimdo i ricchi archivi e biblioteche, specialmente del-l'Italia meridionale 1 e -della Toscana. · Lo schizzo biogra:ficò di Janko, per quanto ben ·fatto; non può di certo pretendere di avere detto l'liltima pa. :rola sull'argomento.

Considerazioni sul modo cli' condurre la .91,(,e1'ra con particolare riguardo alla ca1npa.9ria del 186'6 in Boemia, (1'éoria e. pratica n ella guerra), per Ronor,Fo MusrL (con' due tavole). - 'rutti sono d1acc.ordo nell'asserire che l'esercito prussiano nel 1866 pEìnetrando ' diviso in Boèmia si trovava in Ull'a pericolosa situazione; che l'esercito austriaco, a seconda degli aV'ven imenti svoltisi :fino al ~6 giugno. poteva fermarsi n ella posizione di Kòniginhof e piombare con forze riunite sulfesercìto del principe ereàitatio d~ Prussia. L'autor.e sviluppa questo concetto in tutti i suoi particolari; con molta dottrina

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,esamina le disposizioni date dall'avversario per fare riu·scire l'audace piano, e si estendé a dimostrare qua~ta attività quanta abilità avrebbé dovuto spiegare1'eserc1~0 austriaco per il buon esito della campagna.· La teorta condanrni le operaziçini condotte sulle così. dette linee esterne e .prevede sicuro il s;1ccesi!o per c~u sa mantetenersi sulle linee interne. L esercito austriaco nel 1866 · aveva bensì la l inea interna, ma fu battuto, perchè le di_l ui operazioni non manifes~arono quel_la co_scienza .d ello scopo che è condizione essen~1ale 1ella v1ttor1~. Un g10r1;10 di indecisione toglie alla lmea mter;11a ogni vant~~·g10, rinserra l'esercito fra l e colonne nemiche e lo co~1.rmge poi a cercare l'unico scampo in una rapida ritirata. I ;vantaggi strategici, conch.iude l'autore, no~ l~anno da se soli alcun valore, ma lo ottengono dall attività, colla quale un esercito sa tra~ pro~t~o dalla ~ituazione. . - Un esercito può, a forza d1 att1v1t,\, paralizzare una sfavorevole situazione strategica, e quindi questa, presa isolatamente, non si deve considerare come una sventura.

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L' arme a magazzi'rio; «· S is~ema Fr~hvirth » . La .cartuccia metallica, scoperta in America_durante la guerra dì secessione' è' secondo l'autore: ruovo di ço: ' loinbo, la scintilla cli P1·ometeo che ha dato v1t~ ~d ogrn progresso nelle armi portatili. Oo~ ess~ fu poss~b1le_trovare il modo di sparare da IO a lt> colpt senza nca_r1ca.re l'arma. vVinchester e Spencer n~ profìtta~ono pe1 loro · fucili a ripetizione buon i,, m~, d1 me~can~s1:10 alquant_o complicato. Migliore perche pn~ semph ~e e 1.l '\Vetterh. Ora per tutta. la gendarn~e!1a aus.triaca s1 ~do~t_a .un fucile a macrazzrno, m,olto pw ?emphce e molto pm _so- , 0 lido di tutti gli altri. E il fuc~ le invent ato d_all'arma1olo viennese Frnhvirth, che contiene otto colpi, ha grande ·precisione e grande celerità_ di tir?· Nel costru!·lo però si ebbe in.mira cli dare agli agenti della pubblica forza un'arma sicura senza bada.r e nè a portata nè a velo.citft iniziale. Eppertanto non è arma di guerra. e le mo: dificazioni per renderla t~le posson? !arle perliere 1:101t1 pregi. Ad ogn~ modo p~ro la semplicità del mec?a,~1smo faciliterebbe dt molto 11, . problema d~lla C?str uz10~.e , · ,qtiando · fosse a~me~s.a 1 u!1po~t.anza. d1 provvedere 1 m,,tero esercito d1 fucili a i:1pet1z10ne.


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4-41

~'auto!·c ~omb~tte tutti gli arg.omenti addotti contro tali arr~u .. Non c1 pe1;suade a sufficienza quando asserisce ess~re . incj1fferente che « il soldato butti in alcuni minuti ptu o meno la sua provvista di cartucce >~. Del res!o, continua egli, quando coll'arma a ripetizione si carwa colp~ per colpo si .ha un fuoco meno celere o quindi meno spreco di munizioni che col fucile a retrocarica ordinario. L'essenziale si è di rirer il soldato s?n!pr.e pronto a gettare una pioggia di proietti sul- . l m1m1co. · , L'autore ammette l'inferiorità dei pregi balistici del-1 an~1a a magazze1:o, m.a ~ostiene che col progresso della tecnica una tale mfer1or1tà non può durare di molto.

T~t:~zz'one ~elt' z'. r . cor'j)o degli' U:ffi9z'ali' , per

J~ un n?t~volo lavoro dell'insigne direttore del per10d1co. Gli IStituti di educazione militare s?m.r~,i?isL:·ano .in Aus~ri~ una piccola parte degli uffic1al1: 1 ginnasi 1su1)er.10r1. o l? ~cuole reali superiori quns1 nessuno. L esercito e qumd1 costretto a formare da sè i propri uificial i. Lo fa colle scuole dez' cadetti' alle quali, mediante un facile esame sono ammessi soLt'ufficiali ed i soldati di buona fa~io-lia e di buona 0 educazione. · L'autore incomincia coll'esaminare minutamente il prograi:nma delle scuole dei cadetti. Consiglia a dare n:iolta 11nr.orta11~a alla. ~òltura generale ; essa è la base dr tutta l 1struz1one m1htare. Mancano i maestri? Se ne prendano di ?orghesi, si trattin.o bene ; si ricordi sempre che fa 1:1agg10r dan~10 _un cathvo insegnante di quello che facciano bene d1ec1 buoni. Si renda. obbligatoria. l a lingua tedesca, cemento morale cd mtellettuale dell'esercito austriaco, sola via ?he arre ai popoli orientali · l a coltura e la scienza. Si mse,~m con molto i.mpogno I.a mntcmatica, gimrnstica dell mtel.letto che abitua a decidere prontamente tenendo conto dei 1:101teplic.i ~attori. Si aggiunga al programma 1~ gco~ et_r,a doscr1tt1va, la qua le assuefa a dar cor po ~1 pcn~1er1. ed a vedere plasticamente, educa le facoltà II?magmative, s~rve a. ta~1te scienze . S1 promuova il d1seg~o ge.ometr1co ed 1l disegno à mano li bera. Prima s1 formi l'uomo, poi il soldato. Si preferisca BRt.iN.,ER. -:-

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nelle scuole di ridurre l'insegnamento militare a vantaggio dell'insegnamento generale anzichè fare il contrario. I regolamenti, l'amministrazione, il servizio da campo, la tattica, devono apprendersi nei loro minimi particolari . Si inizino i giovani nei principiì della strategia. Si riduca alquanto l'interminabile istruzione sulle armi. Ottimo è il libro di testo che tratta della fortificazione. Ma si sbandisca il culto delle cifre che aggrava l a memoria senza nutrire l'intelligenza. 'l'roppo s'insegna del servizio dei pionieri, e troppo dì studio del terreno. Si renda obbligatorio il giuoco di guerra, le cui regole formano di per sè un mezzo trattato di tattica. In nessun altro modo s'impara meglio a leggere carte, ad apprezzar~ tempo e spazio rapporto a mosso militari. Ogni scuola abbia una raccolta di armi e di oggetti militari })erchè lo studio ne riesca facile e gradito. Per s,olgere questo programma occorrerebbero tre, · non due anni di corso. All'istruzione va compagna l'educazione. Si elevi il morale, s'incoraggi e sproni l'attività con segni ester iori. Si distinguano gli alunni delle scuole di ·cadetti mediante un galloncino, e se è possibile, con una montura più flua . Se ne assicuri l'avvenire col dare loro l'efl'eti,ivo diritto a determinate cariche o gradi. L'uscita dalla scuola non dev'essere la fine, ma il principio del L'istru7.ione militare. Non si perda tempo. Nei quaiLro anni che seguono alla scuola si esiga che ogni cadetto: 1° Fl'cquenti un scuola d'equitazione . 2° Assista ad un corso presso la scuola dei cacciatori di Bruck. 3° Compia un periodo d'istruzione presso la sezione dei pionieri del reggiment o. 4° Attenda ad un periodo d'istruzione delle reclute. 5° Comandi un piccolo trasporlo, od abbia un' impiego da toner amministrazione sotto la propria responsabilità. L'istruzione deve poi continuare incessanlemenle nei corpi; si incarichino gli ufficiali di frequenti r icognizioni, le quali form:mo l'occhio, insegnano ad apprezzare le distanze, a leggere le carte, a tracciare schizzi topografici. I temi in iscritto; che si usa svolgere nell'esercito


i48 aus~r~aco~ .sono per "e!:~ noiosi, p~rchè troppo facili,. e t;opp~ tr1t1. -: Si es~ndano magg1orme,nte, in modo che 1 uffi?rnl_e trovi margme per mostrare le sue cognizioni e qurnd1 allettamento allo studio. ~elle guàrnigioni s'is.tituiscano letture serali sulla storia della coltura e civilizzazione, sull'economia nazi_onale, ~ulle ~ingue :'>traniere; si affidino ai professori ~1 maggior grido e si obblighino i giovani ufficiali ed 1 cadetti ad assistervi. . ~i fond_in? ·nuovi ~O?"Si, d'istruzione pe?' gli irfficiali. Si insegrn l .~lta t~tt1ca, _la strategia, la storia militare, l.o st~d10 dei fronti strategici della monarchia la f?rtificaz!one dei ca~npi di · ba~t?'glia, la difesa degli ?tat1, ecc. _Ciascun uffìc~ale s~reboe tenuto a frequent~re 1~, cor:so d1 un_ anno all età di non meno che 24 e non pm di 30 anm. .. .N~lla sc.uo!a d_i gne1~ra. dovr ebbero entrare i più dis~mti. ~ffic~! h dei corpi d1 fanteria e cavalleria a fine d~ abihta~·h :rer lo stato maggiore. . Ogg~t~r. d !nsegnam.ento dovrebbero esser:e; . S~rv1z10 d_i ~tato ~aggiore, organizzazione comparativa clegh . eserc~t~, contmu~zione della tattica, strategia e g~ografia militare r elat1~amente alle grandi operazioni d1 ~uerra ed alle fronti strategiche, delle monarchie -s~orre .delle guerre napoleoniche, parte tecnica del niod~ dr c?ndurre gli eserciti, rilievi topografici. L intero prog~amma, dice l'autore, nulla c·ontiene di nuovo: generalizza ci? ~he . gi~ esiste · e può svolgersi a poco a r~co . dalle 1stituzwm, senza incorivenienti e senza prec1p1tazione. .

••''!". Geaen8Uin,le ~le$ ArtillcPie .,,.,, Geute:!".CY~•ru'. - (Not~zie sopra materie di spettanza alle a.rmi d'arti-

Mitl~•eòlt1>1aen

.,Ut lie~ia e del_ ~enio): -

Pub~!icazione dell'I. R. Comitato militare ecn1co-ammm1strat1 vo. - Vienna, t ip. della Corte e .dello Stato. (Dispense :P, :3~ o 4" dell' annata 1872 - con qu?.ttro tavole).

Del:e· armi durante il conf!,itto f"ranco_-tedesco, per ~LF~E~o ~r KRoP~TSCI-~EK, capitano nello stato maggiore d ~~~1 her1a (contmuaz1one). Nella puntata di marzo la Rivisia ha dato un sunto della parte di questo bel lavoro

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che tratta delle armi po.rtabili e delle mitragliere. Volg~awo ora ·uno sguardo .a lla parte-che si. occupa dell'artiglieria da campagna. . Gli ufficiali tedeschi, in seguito alle esperienze del 1866, riponevano grande :fiducta nei cannoni da 4 lib?re ~ qu.indi l'artiglieria entrò in campagna ben fornita d1 questo materiale. . . . · . Ma nel corso della guerra s1 mamfestarono p~recch1 difetti, provenienti specialmente dal poco sodo sistema di otturazione a doppio cuneo di Kreiner. Dopo 1:1n cert~ numero di colpi non si riusciva che _con ~ra1!-d1 sforzi .ad aprire la culatta, e le molte scone ~d il pw_mb? che si depositavano il.elle righe rendevano incerto 11 tn:o . . Ne venne che parecchie bocche ~ fuoc?,. durante 1 se.1 mesi di 0o-uerra , furono messe fuorr ser:v1z10. Le truppe .bavaresi, malg;ado non ç1.vessero ~he 4 batterie .da 4, 1'0110 costrette a cambiare successivamente 17 cannom. Il contrario avvenne dei cannoni da 6. Essi godevano di poca stima, specialmente pel sistema di chiusura \Vahrendorf a sbarra cilindrica; il quale nel 1866 aveva ~anifestato parecchie irnperf~zioni. . ~a t;en presto l'e · sperienza del gigantesco confl.ttto rett1tlco l e. idee. I can.. noni ·da · 6 fecero ov~mque <'lccellente prova. A Gravelotte una batteria stette 12 ore in combattimento, sparò 704 colpi senza il menomo inconven-iente. . La diyersità si àttribuisce non solo .alla magg10re e,speri.enza acquistata nel .maneggio . dei pezzi , ma ben anche al rinnovamento, fatto poco prima della campagna, . del fondello di canapa incollato in fond~ ~l sacchetto contenente la carica. Le l abbra sporgenti d1 detto fondello sono ottime per pulire ·l'anirn.a, · e · preservare dalle ·scorie il foro della cuiatta. La munizione dei ca.nnoni da campagna comprendev.a gra.nate ordinarie, gran~te (nc~mdiar'ie e scato~e a rmtrao-lia. Le granate ordinarie h anno avuto un~ grande effì.~acia e · le spolette hanno funzionato eg1:eg1amente. Non si conoscono disgrazie avvenute nel caricare e scaricare i pezzi. . Le granate ince~cliarie ben poco. cormposero ; le g;~anat!:l ordinarie servirono al pan dL esse a gettar~ ,1 m~ ..cendio. Tuttavia l'importanz!:t assunta d~l~e loc~ht~ nei .comba.tUmenti, il bisogno sì frequente dt mcend1arl1 per

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p~r. sni~are l'.ini1:1ico, consigliano ad essere ben prov-· visti d1 P:m~tti ad hoc.. Occorre bensì perfezionarli adottando 11 sistema austriaco. Dell'impiego deHa mitraglia nulla dice l'autore. . Prima della guerra l'esercito della Ger mania del nord doveva essere ~ornito di shrapnels; se ne possedeva già una notevole riserva, e con essi parecchie batterie ave-v.ai:io ~ià compito, nella primavera del 1870, i loro eserci.zt d.1 tiro. ~~a non furono portati in campag·na perchè, ne la provv1s101~e sembrava sufficiente, nè i cannonieri ~bbast~1:za_de~tri a .servirsei te. Gli shrapnels sassoni die~ero_ o·~tir:11 n sult~,ti. Verso la :fine della guerra anche 1 ar·~1gheria r russ1~na volle provarli. Il successo superò og·n1_ aspettat1v~. S1 narra che la massima parte delle perdite francesi n ella grande sortita del 19 o-ennaio si debba attribuire agli shrapnels. È necessario f~·nirne abbondantemente le batterie. I Francesi entr arono in campagna. con cannon i La fiitte da 4, da 8 e da 12 libbre. Durante il secondo periodo della. g1;1err:a tanto le truppe di Parigi che quelle delle provrncie furono provviste di cannoni di bronzo a re-· t~o?arjca, f~bbric.ati durante la guerra stessa. Le mumz10~1 cons1st~vano in granate a percu:,~ione del. sistema prussiano ~d m shrapnels con spolette a tempo. Le e.:sperienze della guerra danno r a o-ione all'artiglieria tedesca. L'artiglieria francese soventi mostrato molto coraggio, molta :fermezza e molta costanza n~a codeste virtù n on poterono compensare l a •notevol~ d1ffere~za nell~ bon~à d_el . mat~riale. F a meraviglia con:e 11!rances1 n egli ulturu annt non abbiano pensato a r1med1are :1He . molte imperfezion i, tanto palesi a tutti color o che s1 occupavano della materia. La precisione di tiro dei cannoni francesi era abba~tanz~ esatta, ma in gran parte i proietti scoppiavono m aria. . Altra ca usa dell'inferiorità dell'artiglieria francese si trova nel rapportò fra l'artiglieria pesante e la leggiera. Mentre da parte tedesca i cannoni da 6 stavano a quelli. da 4 come 2: 3, da parte francese i cannoni da 8 (e da 12) stavano a quelli da 4 come .2 : 7 . I cannoni francesi a retrocarica, costrutti ne 1 secondo peri~do della guerra, erano migl iori dei cannoni La Ritte, ma m generale mancavano i buoni artiglieri.

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Nei combattimenti coi quali i Ted.e~chi iniziarono la lotta · essi non trassero tutto il poss1b1~e profì:tto dall_a supe~iorità in artig\ieria; nelle seg~ent1 grand.1 e_q_ec1sive battaglie l'artiglieria si_ trovò m grado_·11 spiegare la sua forza ed avere, relativamente a prec1s10ne e potenza di proietto, parte notevole al ~ucc.esso. Ma fo nel secondo periodo della guerra ~11~, !mp1e~~ta su ~a~_t?scala, preparò gli ~t~ac~hi cli yos1z1om quasi 1mprend1b1ll, decise della vittorrn, e mando a vuoto, t~lvolta C?l solo . suo fuoco, le audaci imprese delle truppe raccluuse m P arigi . . · t Ma passiamo ad una, questione ..:mo1_to mteres_s ~1,1 e: Dalle es perienz~ dell_a gu<:irra ,t 870- t l .nsul tano ,m100 l10r~ i cannoni che s1 caricano per la culatta, oppure quelli che si caricano per la bocca? . Se si · bada- alla facilità di caricare s~~z~ ~nconvenien ti in tutte le· circostanze, alla sernphc1ta di c?str~zione ed al minore rigua-rdo ~d es_attezza che esige il maneggio dei cannoni ?he . s~ c~r1~an o pe~' :a ~?cca, certamente questi sono 1 m1~hon. Ma s.~ s1 cons1d~ra elle i medesimi, senza eccezione, sono pm ~ meuo_ ~nferi or,i in precisione e potenz_~ <li pr?1etto a1_ can~om a retrocarica e che ambo questi fattori hanno 1mpo1 tanza ma~.sima p~r la cr~sci ut a efficacia di fuoco della fa~teria, di leggieri s i verrà a concludere che_ la pr,em1nenza spetta aìle bocche ~ f ~o~o a ret~ocar1~a. Malgrado però che l'arL1glier1a au_striaca st'.3- ad _ai;1ticarica, essa può, secondo l'autore, sc~ndere m ~~mpo contro l'artiglieria straniera a r etr?car_1~a t ~n~o pm eh~ nelle nuove costruzioni non so~o d~ffic11. .1 m1ghorament1 radicali, vuoi nella precisio1:e, vu_o1 nella p_oJenz~ del proietto. Tuttavia n egli espemnent1 sarebbe _ut~le d1 fare prove comparative su . va~t~ scala, _ond~ elt~mare dal sistema austriaco tutti gli mconvementi che s1 potessero man ifestare. , .' Mancano ragguagli positivi sul co!-1-sumo de1l~ mu_n:zioni. È per<> un fatto c~1e esso fu 1~n'.e11;so., D1 ~m 1~ bisogno di scaglionarne m,. ma~a~zent d1 r1Ser a1 nod~ ferro viari al coperto dell m1m1co, a fine di trovarsi sempre in grado di rifornirne prontamente . le . t ruppe operanti. Nella prima giornata della battaglia ~h Montbéliard i Tedeschi avevano consumato la maggior parte-

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{5'.z delle !nun i~}oni; quelle di riserva o mancavano, òd erano esaur r!e; cw nella seconda giorµata poteva riu.sdre fa't~le. lìortunatamente nel parco d'assedio di Bel fort era r1mafta una buo_n provvista d_i _proietti da campagna, i · quali _n ella notte furono spe11t1 al campo di bttttaglia.

~'assedio di Par-i'gi (18!0-71.) per GLJSTAVO GEJ,DEIW, ·capitano dello stato _maggiore del genio .(continuazione e fine). - Da qualche mese i Mittliez'lungen vanno . }):1bbh cando ques_to do~to_ l~wo~·o,_ i1:1portantissirno specialmente per glt ~fficiah cl artiglieria e genio. La parte c,ompre~a n eHe dispe~se che esaminiamo tratta del1 efficacia del fuoco chretto etl indiretto ed offre svariat~ notizie sopra le batterie d'attacco, sopra le can·nomere della Senna, sopra i vagoni ferroviari corazzati sopr~ le ~orazze ~oi:tatili, . sopra il l itofrattore e la di~ nam1te. Notevole e 11 capitolo che tratta dell'influenza -della situazi~ne i~te:na sopra la difesa di Parigi. ~< Nè le fortincaz10111 « conchiude l'autore » nè le cir« costanze r~litiche interne, prese isolatamente, sono «. r~sponsab1l 1 dell'esito_, infel ice élell~assedio. Bisogna ·« ricercarne l e cause p1 u a fondo, e tale ricerca sarà « uno dei còmpiti · più interessanti degli storici futuri. « ~ancano ancora ~olti dati_i~dispensahili epperò con« vien be_n guardar~1 da q~alsias1 ~eduzione precipitata.». ~e~uono tre. allegat1. Il primo contiene un'accurata espo·-s1z1one_ cronologica degli avvenimenti accaduti durante · 1:assed10. Il secondo molti ragguagli. sulle forze; suli a_rmamento e sull'approvvigionamento della ·. città. Il terzo alcune tavole colle· indicazioni delle distanze obbietti vi di , t iro, calibri, ecc. ecc., delle batterie tinto dell'· asseù-iante che dell'assediato. ·· Questa parte del l a.1roro è i:llustrata da tre carte alla scal a d_e ll'l, 25,~00, le _qua~i, con quella che fa parte -dell~ d1sp~ns~ d1 g_e~naio, ._forman? un magnifico piano <lell assedio eh Par1g1 e cle1 lavori costrutt;i da ambe le parti. . ~

ridotto di difesa e di tutti gli specchi che accompagnano la relazione.

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Esperùne.n ti esplorazi·or1/ · Sfttomr:,i:ine ~ol:la di-;· namite (1). Nel corso del 1871 1 au_tor1t~ ma:1tt11na d1 'l'rieste si è valsa più volte dalla drnamrte, s13: per a:pprofondir~ l a così det~a. Bocca.false _del p?rto eh_ Lussm piccolo, sia per semplici e~pe:·m~ent1 ~ul ~ efficacia delle cariche impierrate in lavori d1 d1struz10m sotto marme .. Le . molte p~·ove furono eseguite con scatol e fulm~-· nanti di l atta contenenti 0,56, 1,12, 2,24, e 4,48 ch1lograÌnmi di dinamite, collocate li~erame,nte sulla ro~ci! èlel fondo marino ad una profondità sott acqua da O ,9::>· a 3m,79_ Esse diedero ottimi risultati. Basti citarne un paio: _ Una carica di 0,56, chil. collocata a 0111,9.:> sotto acqua spaccò Ja roccia in diverse direzioni p~r l,a lunghezza di 1m,39 è per l o spessor~ 01",~'6 e (setto 1 acqua ad un'altezza di 6'",32. Una carica d1 chil. 4,48 coll ocata ad 1m,26 sotto acqua spaccò ed in parte fran.:.. t~mò l a r occia per una. superficìe di 9m,43 e per uno spessore di om, 16. , . . Vedasi ' su questo argomento 1 articolo d1 L. GLOSSE, pubblicato nella x.vr dispensa ?el . Gior·n~le . deUa soAncietà degli i·ngegneri ed architetti austriaci. nata 1871.

..

Germania . nmm ..

Redattore eolonnello, BonuSTAl!DT. - Pun~ate 11° 30 al H . BerlJ.no, -1872, ·Mittler· e figlio.

Considerazioni. sopra · la f orinazione, impiegò . e servz"zi della cavalleri·a. Ad un'anal isi critica ac-

Sunto ~ella relazi·one ufficiale delta Coinmis sione per l0 difesa genemle d'Italia, per GIULIO BrnGLER maggiore ne,llo stato _m aggior~ del ·gen io (coutinuazion~ .,e fine) . - E la quasi traduz10ne letterale del piano

.,

JToehenblall.

dalla ,1a alla 4.. inclusa, e giornali dal

-

(l) Vedi RivÙta miliÌare gennaio ~ 872 Puntata l".

é Giornale

d' arti;;lìer'ia


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curatissima .dell'ottimo libro del luogotenente colonnello ~- BoNm! Campagne de i810- La cavale,rz·e f rançaz"se, 1 autore mtrecc1a proposte e consigli allo scopo di corr~ggere . nella cavalleria tedesca alcune imperfezioni r1sultant1, m~lgrado le spl endide prJve, dalle esper ienze e c1allo studio delle recenti operazioni di guerra. E un ratto c~~ le. di_vision i di cavalleria, cui pur spettava 11 serv1z10 di sicurezza e di esplorazione su vasta scala , furono ultime pronte , ultime sul teatro della g~erra. E per~h~ ~er~hè sul' piede di pace la cavalleria non ha d1v1~10m già formate, ma queste si devono comporre al momento della mobilizzazione, di fronte all'inimico e per.fino sul suolo stesso nemico, con riparti ch_e nor>: hanno m_ai _avuto occasione in pace di prepararsi praticamente msieme al difficile e faticoso servizio di guerra. Il successo della cavalleria tedesca la sua opera cosi importante nel coprire lo spiegament; dei grandi corpi d'esercito, non poteva per avventura essere compromessa, quando la cavalleria nemica fosse stata . del p~ri operosa, ben condotta e ben impiegata? ~01 d_ obbiamo _cavalcare « ·nel ma.neggio, in piazza « ù armi, sul terreno, addestrare giovani cavalli, usare « con intelligenza dei già addestrati, avvalerci di cavalli « duri ed imperfetti senza rovinarli; noi dobbiamo in « ordine chius? muoverci e~ attaccare, in ordine aperto « perlustrare 11 terreno; noi dobbiamo maneO"ofare abil« ~ente le armi . bianche, e non essere digiJ1~i nell'uso « eh quelle da fuoco ; il . nostro posto è in sella, ma ad « un ~nomento dat~ bisogna saperne bal zare per avva« lerci della carabma. Tutto questo ed altro dobbiamo « sapere. Non una cosa o l'altra, non una cosa piìL é « l'alti:a me~o; no, t~tto e colla massima perfezione ». Ad 1mped1re che ciascuno dei molti comandanti di c?rpo per sirnpatie perso~ali ~ia maggi~r sviluppo a quella od a questa 1struz10ne, e necessar10 formare le divisioni , onde esse lavorino viri"bus uni"tis e sotto la direzione di una mente unica ed elevata tendano allo stesso scopo. · . La, cavalleria, checch~ se ne dica, è tuti'alt~o che de~tinata ~ sp.arire d?,i campi di battaglia. Alle ali sarà utilmente impiegata m larghi attacchi avviluppanti. A tal fine deve essere riunita in grossi corpi autonomi,

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ed esclusivamente · sottomano di colui che in quel: mo..a mento ed in quel posto comanda in capo. Occorrono degli uomini che all'audacia di Seydlitz unisca.no l'accortezza di Zieten. ' È raro trovarne, ma è tanto più raro non dando loro occasione di formarsi già' in tempo di pace. L'autore trova altresì ch e la cavalleria tedesca- dopo Worth, inseguendo Mac-Mahon, non ha a sufficienza saputo indovinare lo stato di àissoluzione dei corpi nemici. Ma come evitare simili inconvenienti ? Coll'essere ancora più audaci , più instancabili, coll'attaccarsi più vivamente al tallone nemico. Anche nel periodo preparatorio alle grandi battaglie 1'agosto gli. pare ~~o!g~re una pausa nell'attiva r icerca aelle traccie dell 1mmwo per parte della cavalleria leggera tedesca. Altri utilissimi insegnamenti ci dà l'autore in questo aureo opuscolo, che può consic'.èrarsi come ~n co~pl:mento dell'ottimo libro di Bome, al quale si associa m molte idee e .di cui rettifica alcuni dati.

S~ll'a1'1r1,amento della cavalle1·z"a. - È n ecessario ;he la cavalleria sia tu·ita, od in parte massima, munita di moschetto. Questo deve aver buona portata, precisione, radenza, essere l eao-iero, corto, solido) di semplice meccanismo. La oarabi~a a retrocarica proposta da Plonnies <:i troppo delicata. L'arma <lev:e esser:e portata appe~a alla sella mediante un ast uccio regg1:moschetto od m altro modo qualsiasi . La pistola non serve; si dia revolver agli ufficiali ed ai sott'uffì.ciali pol't~-spada. La cartuccia metallica abbia bossolo molto solido. · Tutti i r eggimenti di dragoni e di usseri _d~vl'.eb~)ero avere il moschetto: In ciascun squadrone si istituisca, come nella fanter ia, un plotone di cacciatori, scelti fra i più destri al tiro. Se ne dia il com~ndo . ~d u~ uf~ciale già ammaestrato presso. un battaglione eh cacciato~1. D'ordinario basta, fare . appiedare questo. plot~ne; c1~ non toglie che, quando occorre, anche gli altri plotom facciano lo stesso. La lancia non è dì certo più la regina delle armi , ma ha sempre il vantaggio dell'impone~za- 1:11orale e ~el primo urto terribile nell'attacco. PercLÒ ~1 con~erv1no gli ulani, ma si armi di lancia la. sola prima riga; la seconda di moschetto.


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~a s~iab?la d~lla _cavalleria legg~ra serve meglio pe1 colpi d1 tagli? d1 q_uello che pei colpi di punta, ~ausa 11 centr? d1 gra~rtà troppo indietro, e la lama mcurva:ta al d1s9tto dell asse dell'impugnatura. Si rimedi· a ~ale mconvemente col <larle la forma della sciabolaba10netta ~ yatagan dei fucili chassepots e col raccorciarla. Non c?nv1~ne assegnar~ all~ cavalle~ia leggera nomini pe~ant1. ~1 scelgano piccoli. La forza. di un colpo di sciabola dipende dalla sua velocità, e quindi dal rapporto della forza dell'uomo che lo dà col peso assoluto dell'arma o col peso anteriore di es.sa . Il guardamano prussiano ha molti inconvenienti. Si potrebbe sostituire con una guardia costrutta in modo da aprire e chiudere. _Dovendo cornbattere a. piedi val meglio lasciare la sc1abo~a ap~esa _alla sel~a. Si modifichino gli speroni accorciandoli e piegandoli alquanto infuori. . Seria .è l'.3- questione della corazza. Mantenendola h1sogna nnp1egare i corazzieri al solo servizio di cavalleri ~ di r!ser~a. Ab?lend?la, ,come pare più opportuno, s1 armmo 1.reggimenti cosi trasformati analogamen~e a quanto s1 propose per gli ulani. R;1sp~tto ad a,·mi difens~ve ottimo è l'elmo prussiano, d~ll ul~1mo _modello .c?1 fori per la ventilazione. L'elmo d1 ,cuoio d.e1 dragom ~ da pr~fe~ire, perchè più leggiero· all e~mo ~h metallo. de1 corazzieri. Il kolbak. d~gli usse,ri opprime 11 capo,. s'impregna d'acqua, si asciuga difficilmen!e. L_a czapk.a degli ulani sarebbe pratica ove meglio cop~1sse 11 collo.

. . Il progetto di un codice penale 11iilitare tedesco. ~ At~ual_m,en~e )a Ge:mania ~a quattro codici penali militari, c1oe: 11 prussiano. del 1845, il bavarese del 1870 il sassone del _18~7, il ~urtemberghese del 1818. Per '1a nuov~ c~~~ilaz.10ne s1 è seguita la traccia del primo, perch? g!a m v1g~re presso gran parte della Germania, p~rche più. conosciuto, perchè consacrato dall'esperienza d1 27 :mm , perchè base della mirabile disciplina che tanta parte ebbe alle vittorie tedesche. Principi? fon_da.mentale n_~lla compilazione del progetto}u d1 ~ss1m1larlo al pm possibile al codice civile per llmpero tedesco, metténdo · così in armonia il éodice

4-57 militare collo stato attuale della scienza giuridica. Di qui maggior mitezza di pene, maggior semplicità, maggior concisione. Il progetto, rapporto al codice prussiano attualmente in vigore, contiene le seguenti principali innovazioni: Pare{i_giamento dei membri del corpo sanitario ai militari ettettivi. Autorità accordata ai consigli di guerra di mutare la pena dei lavori in fortezza in quella del carcere in fortezza, non solo per gli aspiranti porta spada e pei volontari di un anno, ma ben anche per le persone di civil condizione. Facolt[L dei consigli di guerra di non pronunciare la remozione del sott' uffiziale condannato a meno <li un anno di carcere in fort.ezza. Disposizioni penali speciali pei reati di tradimento. Introduzione di pene speciali, folte dal codice penale bavarese , per le capitolazioni ingiustificate e pei reati contro il servizio in campagna. Accrescimento delle pene per le assenze illecite. Adozione di pene speciali per il delitto di lesa maestà. Disposizioni penali più definite per la busca e pel saccheggio in campngna. Impunità ai militari che si appropriano in campagna oggetti necessari ad appagare un bisogno pressante. Aumento delle pene pei predoni che saccheggiano alla sbandata (maraudeiws) e per gli spogliatori di morti. Abolizione di quanto è siabilHo dal diritto comune civile prussiano, e del codice penale militare wi.irtemoerg-hese, che, cioè « sono nulli i matrimoni dei mi«. litari i quali non, abbz·ano « it consenso sovra1io ».

otteni~to preventivamente

Adozione del princi-pio che gli impiegati militari in pace sieno soggetti alla giurisdizione civile, in campagna alla militare. Sottoponimento di tutti i bagaglioni dell'esercito alle leggi della guerra. Disposizioni penali contro i prigionieri di guerra, i quali fuggono rqmpendo le date parole , oppure diano nuovamente di piglio alle armi. Sottoponimento alle leggi penali tedesche delle persone dei paesi occupati, le quali commettano azioni delittuose contro le autorità o le truppe tedesche. 30 .Al'lNO xvu, YoL. 11.


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1° À;·mi cla fuoco ed anrd bianche. - 2• Anco;·a una p_arola sulla vecchia baionetta. Il 1° articolo canta i fun erali a_U a bp,ionetta. Parte · dai segnenti principi[: 1° Il

. p~l deperimento morale nemico prodotto delle perdite .accumulate dal fuoco. Un attacco riesce anche senza \aionctta jn canna. Rarissimi so.no i oasi, · é ad ogni modo sempre isolati, nei quali occorre al soldato di .lottare corpo a corpo . colla baionetta. , Lçt baionetta innastata produce per se &tessa dev~azioni nel tfro, aggrava la . bocca della canna, stanca 11 sol-' dato e lo induce a mirare poco ed, a tirar male. Un'arma da fuoco deve essere leggiera ed aver~ il --centro di gravità il più indietro possibile dcll'impug·natura. Qo-nuno vede quanto a tali qualità essenziali si opponga 1~ haionett~. La ~aio~etta tradi_,,ce. aUresì ~ll'ini: mico la linoa dei cacciatori, rende d1ffic1le L movunent1 in terreno frastagliato e coperto, ecc. ecc. Queste ed altre accuse alla vecchia regina' delle battaglio parrebbe dovessero concludere addirittura coll~ ,proposta dell'abolizione. Il nostro autore .n on . va cosi lungi. ,Domanda che sia accorciata, ed innastata solo allora che il soldato non abbia più munizioni. ·. Di parere opposto è lo scrittore del secondo articolo. .Il fuoco prepara l'attacco, ma la baionetta lo decide. Il :soldato devo sempre essere animato dal concetto offensivo che è fonte ùi ogni successo in guerra. Questo ,concetto gli viene avvivato dalla micidiale punta .di ferro che sta in cima al suo fucile, che min!,l.ccia ltlOJ?te all'inimico. La baionetta gl' inspira cosciènza nella propria ,-forza, sent,iment0 del terroi:-e ·c.he prova l'avversario. Non si cerchi dì perfezionare l'arma da fuocQ à. spese di . un ,fattore morale. Si porti .sempre la baionetta in canna e ·iion si levi che durante le iuarce.

combattimento attuale della fanteria è essenzialmente e quasi esclusivamente' , .combattimento in cacciatori' quindi combattimento a fuoco. 2° Questo sovente dur~ a l ungo , è u~. ver~ comb~ttimento a piè · fermo. 3° 'Il successo defimhvo sta quasi sempre .nel' risultato stesso del, fuoco. ;1, 0 Ammesso pure che per trame profitto e per assicurare 11 successo, per venire alla soluzione o·c corra _n on di rado l'attacco alla baionetta, esso consiste nell'occupare la posizione del nemico; la baionetta stessa · mal&"rado che per vecchia tradizione dia il suo nome aÌ mov,1m ento, vi ha hl. minima parte. I,. attacco ha la forza per lo slancio morale proprio ,

Il co,;simio delle m.unizzoni e la· dotazione dell'~rti'glieria da campavn,a. - L'a~·tiglieria da campag~a_prussjana, compreso 11, 14° reggimento badese e la <lLV1swne ,aasiana, annoverava nella guerra franco -te<lesca 1870°71. 79 batterie da campo lcggiere, 78 g:r.avi, 38 a cavallo, 19 · ba:ttcrie di riserva leggiere e 1.0 gr.avi, cjascJ,ieduna a 6 pezzi, · ossia . 8.16. cannoni da 8 centimetri e 528 .d a . 9 centimetri. . 1 • , . , . Queste .1314 .bocche-da fuoco hanno sparato, -durante iniera . carnpa"na, 267,975 colpi : . le batterie ' leggiere .107,126 ,. qu,ell; a cavallo 18,()79 i 1$Ì hanuq_ ql!.indi in

Ommiss_ione d_i speciali ~isposizioni pena~i rcJative al tr~tteners1 fuoi:1 d1 quartiere . dopo -la ritirata, all'ub. briachezza fuori servizio, alla facilità. <l'incontrar debiti od altre mancanze d'indole <lisci plinare.

Prospetto SO?nmario delle f01·ze degli eser·cz'ti tedeschi nella campagna degli anni 1870 e 71. - Limttiamoci a dare le somme generali dell'ultima colonna, le quali comprendono tanto le forze attive che le sedentarie: :tifose.

Agosto . . Settembre Ottobre. : No;,embre . Dicembre.. . Gennaio . Febbraio. Marzo Aprile . Maggio. Giugno.

Uomini.

C:1"alli.

1870

1,183 389 250 373 » 1,163 518 • 252 193 » 1,210 656 259 186 » 1,217 651 258 457 » 1,245 807 259 478 1871 1,312 793 264 308 » 1,350 787 263 735 ~ 1,350 408 265 508 » 1,084 186 240 666 » 991 699 229 255 » 869 207 212 946 Le_ truppe mobilizzate raggiunsero in febbraio il loro massimo sviluppo colle cifre 936,915 uomini e 232 398 cavalli, dei quali 718,726 uomini e 176 949 ca~,alli spettanti alla sola Prussia. '

:r


k60 ·~edia 199 colpi per pe~zo; cioè 101 per le batterie legg~ere, 20.3 per le grav 1, 210 per le batterie a cavallo. Sicc?me 11. cann.one di 8 . ~entirnetri aveva hegli avantreni e 11e1 carri da mumzwne della batteria una ·dotazione di 157 colpi, quello da 9 centimetri di 133 cosi in ~ -edia l' ultimo ha spar~to 1~3 colpi per% della dotazione, 11 cannonB da 8 c.ent1metr1 delle batterie leggiere 123, quello delle battene a cavallo U34 per cento! . L'artiglieria da campagna ba.varese annoverava nell'ult!ma gl:-erra 12 batterie leggiere, 22 gravi e 2 da 12 hbb~e: m comp~ess~ 216 pezzi, i quali l anciarono 56,211 colpi, ~are 3: dire m. media 260 colpi per pezzo. .L~ .Sassoma pose m c~mpo sei ?atterie leggiere, ,8 g1 avi e 2 a cavallo; ossrn 48 pezzi da 8 centim. e 48 da 9 centim. , dei quali, i primi consumarono 8007 i secon~i 7~14_ co!pi;_ si ha: una me9ia pei p1·.imi di 167, pe secondi d1 107, m complesso d.1 112 colpi per pezzo. . . I 10_80 cannoni delle l?O battene da campo prussiane· (astraz1on fatta dalle badesi, assiane e di riserva) spararono 2.24,839 grana!e e 275 scatole di mitragli-a.; mentre pvr. tava1;1 seco 146,448 granate e-12,,44 scatole di mitraglia. Perc1ò, mentre i colpi di mitraglia formano solo il O 12· per ·¼ del tota.le dei colpi sparati, le scatole da mit~·a. gria ?i. do~az~òne. f?rn:iarono 1'8 pey, 0/ 0• del complesso delle mumz1on.r. L ~rtighena ]:>ava.rese lanciò 83 colpi di granata,. 'Val~ a dtre 11 ~' 14 per %del totale degli spari eseguiti. D altra parte,m qualche fatto isolato la mii,raalia rese 0 eminen1i servizi. · / ' Nella battaglia di Worth una sola batteria sparò con buon s~ccesso 37 c~lpi a ~nitraglia contro tre battaglioni francesi e contro ripetuti attacchi di cavalleria: Nella bai-taglia ~i Bapeaume 44 colpi a mitraglia, scagliati da. due batterie contro una divisione nemica· non solo l a costNnsero a sostare, ma la scossero in rn~do che il succ~s_sivo attacco di due plotoni di cavalleria bastò a far · ·nprngare l a fanteria i11 completo disordin(;). 'Ncm · per tanto, dal consumo generale e da considerazione d'indolo tattica, l'autore concluderebbe all'abo l ~zione de~lc scatole a ~1itraglia , ove si potesse applicare · anche agli shrapnels d1 campagna la spoletta di ·Richter, la : quaJe ' permette di farli scoppiare appena sono sor-t~ti dal_lt bocche del pezzo. Frattanto però consiglia a. ridurr e a 2 per pezzo le scatole a mitraglia. .

Berlino (Oispwsa den· aprilo 18'72)~

Intorno alla separa.,zone clell'artigli·eria da campagna e da piaz.rn. - L'idea di separare corrlpletamente, l'una dall'altra, l'a.rtiglieria da campagna e da piazza, è tutt'altt'O che ·nuova: essa nacque e crebbe in un coi progressi della tecnica, ed in massima venne anche adottata, essendosi, se non altro, separata la bassa forza delle due artiglierie. Una. volta riconosciuto il principio, potevasi star sicuri ch'esso avrebbe finito per tl'ion.fare anche nelle sue ultime conseguenze, epperò quella mezza misura era piuttosto da riguardarsi come una specie d'interregno tra il vecchio ed il nuovo ordine di cose . Oggi, infatti, la q,uestione sembrerebbe prossima alla sua soluzione: le recenti scoperte, gl'immensi progressi .e la influenza della tecnica nel campo deU'artiglieria, l'importanza tatbica ognor crescente di quest'arma hanno .. talmente allargato l'orizzonte degli 1<tudi teorico-praifoi degli ufficiali d'artiglieria, che riesce impossibile ad uno solo di ·essi cli abbracciarli in ogni ·singola. sua parte. In tale condizione di cose, i frequenti e continui spostamenti di questi ufficiali dall'uno. all'aHro ramo del servizio non possono ,che produrre generale incertezza e mediocrità, nel mentre è certo che solo mediante una giusta e sta.bile ripartizione clel lavoro si ·potre1)be raggiungere il pil'.1 'alto grado di perfezionamento dell'arma, sì sotto l'aspét.to tecnico, che tattico. . Fatte ad un dipresso coteste considera1. ioni generali in merito alla separazione delle due artiglierie, lo scrittore passa sncG:essivamente . in rassegna quattro nuove pubblicazioni apparse in Germania, le quali, sotto titoli diversi, toccano ed esauriscono quasi completamente tutti i punti della enunciata questione. Una di queste memorie va S.f)ecialmente notata come quella che, non solo per la sua ampiezza, ma ben Miche ,pe1 modo onde è trattata la. materia, me-r ita senza dubbio \


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162 di fis~are l'attenzion_e dégli uomini competenti. Essa porta p~r t1t?l~: L_a questione della separazi·one dell'artiglieria.

L_m:t~glieria ~a campagna qual parte inLegra?·ite della di~;zs!one ~ l .aut?r:,om_ia . dell'artiglieria da piazz'a. - · Cc,ns1deraz1orn m1l1tan eh O. e M. - Berlino 1872. _Quest'opera~ divisa .P:incipal~1~nt~ in dne p;rti. Nella rmma trovans1 esposti 1 mot1V1 che militano in favo re della separa~i?ne : essi sono di due specie, e cioè tali che tra_gg9n? origme dalle· <')sigl:lnze della tattica odierna. e tfh altri che riguardano l'istruzione professionale del1 arma; ~1ella ~ec?nda parte contionsi ,un progetto partic?lareggiato ~1 r10_rgnn izzazion0 ùell'artigli0i·ia da cam11.:tgna e _da pta7.z~ m ba~e _a lla loro completa separazione, C?n rnoltt a~curatiep~·ez10.s1 dettagli circa al modo migliore d1 operare il passaggi? a co_desfa nuova riorganizzazione. A queste du-e p~rt1 ~gg·mngesi poi, a mo' di complemento, un capilolo m ~m vengono enumerati , e 1nan mano ~nche confut1:1-t1, alcum appunti moss i qua e lit al sistema aella scpara:i?n~. Ne accenniamo qui i principali, avver- · tendo, se_pm e _cl u?p~, che !utto quanto è detto nel pres~n te articolo si r1fer1sce umcamente all'artiglieria prussiana. . l° Gli ordinamenti attuali sono buoni, hanno fatto ottima ~,ro,:n, ~pp~r~ non devono essere scossi. ~ _ L art,glterrn da campagna corre rischio di perdere lo SPF'zlp artiglieristico. . . 3~ E da t_émcrsi che in seguito alla s.e parazione l'art1g1Ie_na da p1azz;a non divenga il ricettacolo degli ele~ ,menti meno atti al vero servizio dell'arma. 4° L'arliglieria · da 1iia7,za troverà difficilmente un personale suffìciente p ei quadri degli ufficiali. · .· · 5° ~ .fL separa~ione non può attuarsi senza preo-i udizio. di moH1 mteress1 personali, e produrrà quindi° grave malcontento. . . ' R iassumendo ora le considerazioni dei vari a:utori r isulta: . ' _l O La, separazione dell'artigli~ria dà eampagna e da piazza ~ :1on solo un generale desiderio, ma eziar;idio una necessita. · 0 • ~ Soltant~ per mezzo della separazione può l'artig~1~r1a conseguire l'alto valore di cui è capace, e la po-· Jl1~1one che le compete.

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Il maggior aggravio del bilancio della. guerra che porterebbe seco la separazione è di poca entLtà, in confronto dei vantaggi positivi che deriverebbero dalla nuova organizza7,rone dell'artiglieria. . 4° La separazione può ·effettuarsi senza arrecare gravezze reali e durevoli ai singoli individui. L'articolo chiude colla lusinga che· l a separazione dell'artiglieria sarà ben presto uo fatto compiuto, e che però in una prossima. guerra quest'arma pot rà competere in tutto e per tutto colle armi sorelle. · 0

Si,ccessi di giierra ed ediwazione nazionale . - Allorchè le vittorie ripoi·tate dalla Prussia nel 1866 ebbero riempilo di meraviglia l'Europa intiera, due cose sol evansi generalmente risgua.rdare come i fattori essenziali di tali strepitosi successi, vale a dire : il maestro di sèuola . prussiano ed il focjle acl ago. · Pertanto su questi due punti, istruzione cd armament9, si rivolse bentosto l'attenzione di tutte le potenze. La Franeia. per altro, :forse troppo fidando nella sua r iputazion~ di nazione colta, non credette necessario' di toccare ai suoi ordinamen~i scolastici; ed a null' altro pensò, fuorchè a proca(;ciarsi un'arma a retrocarica, b _quale potesse stare a paro di qualunque altra di tale sistema. In fatti, in capo di poco più di tre annj , l'esercito francese erà in possesso del ben noto Chassepot. Ora però, che neppure l'incontestata superìorit~t di quest'ultima sul fucile .ad ago prussian.o valse a scongìural'c le catastrofi del 1870-71, vediamo anche.la Francia affrettarsi a riformare .le leggi sull'istruzione, sperando di potere con tal mezzo riacquistare la perduta supremazia militare . • Partendo da q nesto fatto, lo scrittore si è proposto di esaminare, so in generale cd in qual modo l'educazione possa ,influire sull'attitudine guerresca di una nazione e quanta parte dei recenti successi debbasi realmente ascri-' vere all'influenza .delle scuole elementari prussiane. L'educazione è per certo un elemento efficacissimo del valore militare di un popol o, inquanLochè essr~ nobilita l'animo dei singoli individui. e vi s,,iluppa, molt~ preziose qualità., che sono pure indispensabili per ogni buon sol- . dato: il sentimento dell'onore e del dovere en tra nell'uomo solo per mezzo dell'eùucazi9ne. Ma non è dalle


16.t scuol~ elemen~ari, organizzate come sono attualmente in P russia, -~he s1 possono attendere siffatti r isultati. . Lo scnttoro n?n nega già che qualche successo par:. z1_a~e ~elle 1:~ centt_guerre sia pur dovuto alle buone cond1z1om dell 1st,ruz10n~ e~ementare, egli è però pronto a contrap~orre _l ~semp!o _d1 molti splendidi fatti compiuti da r e&'g1menti, 1 quali s1 reclutano in distretti, ove la cultura intellettuale sta al più basso livello. D'altronde è cer to cl~~ se ~ successi fossero dipesi' in gran parte dal wad? d mtel11genza della massa, i Francesi avrebbero drffic1l~el).te a vu~o la p_E'g&'fo,. poic~1è il )o polo franc ese, preso _m massa, e assai pm mtel11gonte e cli spirito più versatil_e d~l tedesco. Ma andrebbe e1·rato im·ero chi volesse gmd1care del valore militare di una nazione a secon da_ dello ~Lato dell'istruzione elen1entare, ossia del maggiore o mmor numero degli illetterati. L'educazione della m~tssa può a".'ero bensì una influenza decisiva sulla · ~?ntà ~1 un esercito, non però per la parte che riguarda 1Stru210ne elemenJ_ar~, ~na solo in quanto essa concerne ~l lat_o moral_e d~ll mdm<luo. E questa educazione morale m cui fonda 11 r1spetto alle leggi, il sentimento dell'onor; e del dove_r~, ma~cava.appunto nei Francesi, mentre Meva sal<l~ r~,dic1 nell esercito tedesco; arrogi poi l'istruzione assai p1u vasta e . soda po~sieduta dagli ufficiali prussiani -:- ~ff~tto de~l'ott'.ma organi_zzazi~ne delle scuole superior:1 m ~e1 man'.a . - e s1. avra. ben tosto spiegata la ragione dei grand10s1 successi delle armi tedesche.

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_Idee sull; form,azz·one dei' quad1·atz' e sul servizio dz ~ampag·~ · -

In aggiunta ad un precedente articolo su_ll orchne sparso (1),. lo scr1~iore impronde qui ad esammar~ quell.a formaz:one tattica, per cui una truppa difendesi dagli attacclu della cavalleria e che spesso è conca.te.nata coll'ordine sparso. MoHt riguardano i quadrati come una forrhazione af-· fatto superflua, 1Joichè anche le espeì·icnze dell' ultima g~erra h.ann_o provato. come i foochi della fanteria _ spiegata m lmea o persmo in ordine spa1:so _ sien o per (~J Id~e sul combattimento fa ordine sparso di fro nte al fucile a rclroca,·1ca (Vcggasi la dispensa de l maggio 1872).

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i 65 se stessi sufficienti a respingere la cavalleria nemica; d onondimeno in moHi casi cotesta formazione può torn are util issima alle truppe, massime poi a que lle che, avendo sofferto gravi perdite, contano n~llc ~o.ro file buo~ .numero di individui non pernnco bene 1stru1t1 ed esercitati al fuoco (truppe di complemento): ~l _p~stutto il qu~drato è per qualsiasi truppa un v·al1d1ss1mo appoggio morale. . Lo scrittore considera la formazione del quadrato sotto questi due aspetti : o importa sopratutto cli formare i l quadrato nel mo~o il più ~elere, i~d_ipendentement.~ d_allo scopo di ottener e il magg·t0r poss1b1~e effetto dall a~.wn_e dei fuochi oppure si vuol formare 11 qundrato acc10 rimanga ba~tnnte tempo per_ prepar~me la difesa in_ mod_o! che vi possa concorrere 11 massimo numero dc1 fuc1lt .che si hanno disponibil i. . . . , .. Nel primo caso una colonna d1 truppa pu_o ~orm~1s1 .m quadrato serrando semplicemente le sue se.z1om a d1st_anz~ di fila l'una trall'altra, ; t utti r imangono a 1 loro po~t 1: gl~ uomini che stanno ai lati delle sezioni intermedie volgons1 infuori e formano i fianchi; la sezione di coda fa fronte indietro nel mentre che i serrafile cli questa sezione si metlond in ginocchio. In circostanze urgentis~ime si. ~uò anche tralac:;ciare di far serrare la colonna: 1 grandi mt ervalli non offrono alcun pericolo oggidì, chè singoli cavalieri non si peritano più di penetrare nel quad_rato, 7 l'azione del fuoco non ne viene punto scemata, anzi merce gt'intervalli è resa più f'.1 cile l'esecuzione dei t~ri ob:iqui. Il secondo caso è precisamente quello su cm dov~ ebbe fondarsi l a teoria, ma l e <lisposiiioni regolamentar,, che vi si riferiscono (lo scrittore si riporta sempre alle fo1:me pr ussian e) non sono pro~rio ~ali da favorire il massimo sviluppo della potenza d1f~ns1 va del g.uadr~to .. . Infatti il quadrato prussiano ~a.ccluu~e rn s~ due_ graVl .difetti, cioè : insufficienza relat;va \lei fuoc~1 e n ~tretiezza di spazio nell'interno. L'i nsufflc1enza dei fuoclu_ pro~ viene essenzialmente dall'ordine troppo profondo det lati del quadrato:; la mancanza di spazio nel quadrat~ è un ·vizio imputabil e alla natura del_l'a:tLual e. colonna di com~ .battiment-0 anzi<:hè al modo d1 formazione del quadrato .stesso. In 'generale i citati i neon venienti ver~ebbero in .gran parte el iminati se si adottasse la formaz10no delle


'

466 colonne di mezzo battaglione su quattro sezioni ~ forrnazi~ne che del ~esto si è g~à addirnostratil, anche più appropriata a.Ue esigenze dell ordme sparso; coll'adozione deUa tatt'\ca dei mezzi battaglioni si otterrebbe inoltre questo van~agf_si_o, di_ non_ dover _più formare i quadrati c?n battagh?n1 m~er1, e eh avere invece soltanto quadrati d1 compagnia e. d1 mezzo battaglione, i quali sono ad µn tempo I?iù . ~peditivi ~, maneggev~li dei primi, e present~:10 ez_i:and1_0 una pm efficace difesa,. essendo alquanto prn facile d1 ottenere con esso l oro un buon incrociamento di fuochi. Ottima formazione contro gli attacc11i avvolo-enti della cavalleria. sarebbe il circolo, come quello che °offro non solç, grandé solidità, ma permette anche di' sfruttare nel ~odo il più ?Ompl~to l'uso dei fuochi. Lo scrittore spiega m qual ma.mera s1 potrebbe formare il circolo dalla GOlonna di combattimento (su 1 sezioni): l'esecw~ione non richiederebbe nè movimenti compassati, nè fra1.ionamenti di sezioni, e l'intero circolo verrebb€1 a constare uniformemente di quattro file all'ingiro. Pel caso però •che non si credesse opportuno di adot, tare Ja forma circo.lare, ·viene posta innanzi una specie di quadrato vuoto, pressappoco uguale al no.s tl'o, sol che l a formazione dei fianchi dovrebbe farsi con un movimen~o ~i fianco e per fila, il- vece che per mezzo di convers10m. . L'ar~icolo entr~ quindi in molti dettagli ~mlla form a7.~one _m~erna_, ~lllla clifesa e 1~ov!menti dei qua1frati e circoli d1fernnv1, e sul modo a1 riformare l a Golonna.. E~aurita . con eiò l a disamina degli esercizi ed evol uz10111 regolamentari, lo scrittore passa a. trattare delle esercitazioni propriamente dette di combattimento in ~mione al servizio di sicurez7.a delle truppe, approvando m g~ner_ale_ il .sistema seguito in Prussia per -codeste e:serc1fazt0m. Vorrehl>e soltanto che si ponesse la massima cur~ negl~ _ès~tc~i di compagnie contrapposte, es.sendo tali ese'.c1zi pn:- istruttivi di qualsiasi altro, poichè permetto~o ·. ,,li _e ser?rt~re .~na . immediata i orveglianza aD:che su~ pm p1c?oh np:iri1 e d1 correggere prontamente gli sbagli occorsi. Insiste poi lo, scrittore ·perchè nelle esercitazioni si osservin'o .scrupolosamente tutte quelle cautele ·che sono

..

467

nècessarie onde porre }(!. truppa al coperto dei supposti ti'ri nemici. In terreno piano e scoperto, e purch~ ·n o~ debba far fuoco, la truppa deve stare s~mpre _cor1?.ata, se ciò non è possibil e per mancanza c'.1 sp~zi~ t,_a le file (la trupoa essendo in col onna), la s1 faccia mgmoc· che sul destro -eluare su tu' tte . due, le o·inocchia o ' invece . , ·b·l soltanto, orn]e affaticarla meno · che sia poss~ 1 Sa:re):ibe. oUremo~o giovevol~. che anche i ,.sotto uffiziali fossero messi a parte dell 11.lea generale dell~ e.sercitazioni: in tal ' modo essi apprenderebber? molt1s~nno, e pottebbeàpoi pretendere da loro,. con grns_La 1~ag1.one? che al caso sappia.no disimpegnare anche le funzioni de1 gradi superiori. . . . . ,· , .. Infine nelle esetc1taz10111 dovre?be~1 c~a1 e ~ccasl~ne alla truppa di mettere in pl'atic_a 1 att1tudm~ gmn_ast1ca scalate dt muri, scaacq. uist ata.· facendo spesso esegm1'e valcare siepi e steccati, 'sa1tar f ossi,· e~c.; cOSL' ptire sa .rebbe necessario di intraprendere marc1e e manovre lll tempo catiivo, specialmente d'invepno, onde abituare la truppa agli st rapaz7.i, . · . . . . . . In quanto al serviz10 d1 sicurezza d:-lla fanterrn m marcìa, potrebbesi supporre ch'esso ~bl~1a ~:rclu1o gran arte della sua importan1.a, dacchè e m~a:l:;o. 1 uso, ec~ ~ellente cli far precedere le truppe <la mte_r1 cotp1. dl cavalleria, incaricat i di esplorare 11 terre~o m avanti e . sui fianchi, a g r-andissime distanze, e d1 segnalare da luno·i le mosse del nemico. . . . . . .. Cionol'lclirneno non può css?rv1 dt:bb10 .s:1lla. necessità di esercitare anche la fan ter_ia nel servizio di esplora. . ·., erche'> la cavalleria: semnre non basta a co.,. z10ne Slo, p ' ' f l' f . rir;' l a- nrnrcìa delle tr~1pp~, co_me_ in terre_ni _ra~tag ia 1 . ~ montagnosi, sia perche plCcoh, d1staccarne~t1 c~i t~~ppa debbono sempre provvedere da se al;-a prop~·1a s1cU1 :zza. Facile è d'altronde di ornmettere 1 nn_a o 1 altra . m1st:r~ di precau7.ione, quando r ealmente 11?11 foss_e r:o ne~essane, mentre sarebbe difficilissimo, forse imposs1b1le, cli a~t~are in guerra certi servizi, cui la truppa non fosse mai s ata abituata in tempo eh pace. · . b Per questa stessa ragione va pure_ conse~vato, e ene s esso anche esercitato, il servizio ~ 1 _gu~rd1a al c~mpo c~n tutte le minuziose sue pre:cr~z10111, -~bb~nche le esperienze di vari ~esi, durante gli assedu dt Metz e.

e:

;i


469

i68 Pàrigi, abbiano dimostrat0, che non sia t . di allarmare tosto l t . pun o necessario 'che cade. , e rup~e per ogm colpo di fucile cl

t, questo ~unto. lo scrittore

~ita quaÌche . particolare

. e1 a n':lova ist~uz1one prussiana sul servizio di uerra che etli ~ro~~.m tutto e per. tutio informata. a·1 /?i, ~ e rett, prmcipn.

, piu sani

cìzfeguo~.~ p~r _ultimo alcune- considerazioni suo-Ii eserdiretratt faro, i quali l'.Ovrebbero Sùpratuttg essere ·1lva l (aacc o ~nder)e la massima disciplina nei fuochi a Se ·oman o. ·

il

ubblic:i. . . impiegati militari telescb i -.:'1ne d,

Atlueme,11e !Wilililr Zelfunu

ciali

e di

aJ 48 maggio rn,2, dal N. 7 al

iV.

. soc1e~1. di ufl!20. armstadi. Dat ~ ' febbraio

una

' , It I rnar·esciallo Ba'$az"ne e la capitolazione di· fllet.,, ~e:zalANNEI<Er, luogoten_ente ge.nerale prussiano (1 ) . .:::.: e non e responsab1le degli errori commessi prima de1 12 agosto. · s Metppena . as ume il comando ordina la ritirata da . ~omt~t~~~~t14 rimpegna sulla dest~·a cl.ella Mosèlla il h ? c e fa .perdere due g1orm preziosi. Non ·1ne l a. co1pa il maresciallo ; bensì i o·enerali Decae··n e ac m1rault. b ' · , Il ~~ la !1rnrcia retrograda è ritar<lata ·causa la cattiva -orgamzzaz1one e. b. ' . Il 16 ·1 { pesant . ezr,a de11, esercrto francese. cavall 1 . generale For~on_, comandante una divisione <li . .eria, co.n_ esemp10 rnaudito « di le,::rcrerezza disob« b e trilscur·'te··, · sorprendere ob ' ·de(1ienza .· . . e~ · zz a , si· 1ascia » e _ per e tutte le pos1z10111. S'imperrt1," la lott·, Il ""' . 11·O -C ,· ! . to " (, "· u,aresc1a . ~rc~ 11.~nec 181'~ , ma troppo si oécupa · delle minuzie. 1 esito 11mane mcerto. . (~) Abbiamo gi/1 parlato in :i. lt.ra di . d . questa difesa. Accenniamo ora di v0I sp~nsa . ella. pr,ma parte_ di 3 111 ,conda. parte, al solo sco O di far e , ~ '. punti .P: :,ipali della se.: 1 prevalr.nti in una certa sfera mil itar/tedt•sca 81~~\;:cei1c le ?P/-°'°,'! per riunirsi di dccid"ré l:i d 0,1'·,c·at~ ·. at . C/lltlSlg 10 ~ 1 guerra che sta v. lt t . . " • · .. , Hl rica a e spino·a q e·t· x·ia, ano no, c1 guardiamo -da <1ua1-·1 . , l ~ u .~ ,oue. ~ as, pcr~oua e apprezzamento.

· Senza baWi'gJ.ia non · v'ha ritirata possibile. Baza.ine 6ceglie un'ottima posizione difensiva e vi attende l'attacco. Ma in luogo di passare egli stesso all'offensiva, · quando l'assalto della guàrdia prussiana contro Saint1 Pri vat è respinto e l'ala destra nemica è scossa (ore 4 / 1), si tiene passivo. Passato il momento opportuno per l'iniziativa, non sa sostenere la resistenza mediante la riserva fresca e disponibile. Di qui la sconfiita e la necessità di chiudersi in Metz. · Concesso ai soldai i il necessario riposo, ricomposte le schiere, il maresciallo irnparle pel 26 g·li ordini allo scopo di rompere la cerchia di ferro e di fuoco. Ma lo stato maggiore non fa buttare i ponti, i generali obbediscono tardi e male, l'esercito è lento e gl'ave in tutte le sue moss'e, non è possibile concentrarlo a tempo. Un consiglio di guerra decide di attendere, e frattanio tener a bada il nemico. Il 31 agosto si tenta là grande sortita. Da prima la fortuna sorride; ma all'indomani senza ordine d'alcuno, senza necessità , senza panico, senza demornlizzaziòne, ·senza incalzamento, i corpi franchi bationo in ritirata fin dietro i forti . In seguito ·il maresciallo crede rendere un servizio ,alla Francia. col tenere imperosa una parte così ragguardevole della forza nemica, 'tanto più che , anche riuscendo a farsi strada, avrebbe esposto l'esercito del Reno ad un altro Sedan. Ma, presa questa risoluzione (se pur risoluzione deve chiamarsi), non si adopera a sufficienza per conservare i viveri, per rialzare il moralC? del soldato, per esercitare la propria truppa, per stancare il nemico, per rimediare ai gran mali , resi evidenti dalle tristi espe~rienze dei giorni scorsi. Con simili espedienti avrebbepotuto prolungare la resistenza, e, stremati i viveri,. tentare le sorti delle armi, gettandosi con tutto il suo esercito contro le linee nemiche. Soccombeva? Valeva sempre meglio che capitolare. Ad ogni modo « l'.3- situa,: -« zione militare era al tempo della capitolazt0ne d1 « Metz tale, che un ritardo, anche di solo otto giorni, 4: · avrebbe potuto esercitare una influenza sensibilissima. « sul modo di condurre la guerra da par.te tedesca ». Del resto ben più colpévole di Ba:zaine è il govern0,


- 470

.i,1•1

della difesa nazionale , il quale , in lùogo di dirigere tutti i s ttoi sforzi a sbloccare Parigi , avrebbe dovuto adoperarsi ad ogni costo . per sbloccare l'esercito del Reno, che costituiva l'unica difesa del.la Francia. L'accusa mossa a Bazaine , ed a coloro che si sono arresi, senza distruggere quanto poteva servire all'inimico, non ha senso. Capitolando, un comandante deve cer.care anzitutto le condizioni più favorevoli pei suoi solèlati. Col distruggere il materiale non è possibile akim patto di resa; la truppa rimane a discrezione dell'avversario. « Ogni militare illuminato deve protestare contro « c1uesta sentenza della Commissione di Versailles . ». .Rispetto all'accusa politica, il maresciallo dell'impero a. buon diritto non riconobbe il governo di Gambetta. Egli trattò coll'imperatrice Eugenia, sola depositaria del potere legittimo. Due volte l'interrogò se doveva negoziare coll'inimico pe!' porre , un termine alla guerra. / Avutone il rifiuto concluse una capitolazione puramente militare , alla quale senza dubbio, sotto la personale responsabilità , · era autorizzato.

S'incoraggino gli uffiziali a f~·eq~entare l_e nniv.ersità ed a conseguire la laurea, s1 dia magg10r svilup_po all'accademia di guerra .. Attual mente su tu.tto_ l'es,erc1to tedesco vi' sono ammessi da 50 a 60 ufficrnh all anno. È troppo poco. Si istit~isca nelle citt~ universitarie ?.na specie cli accademia dr gu~rra per .cia~cun c_orpo d armata. Vi si insegnino le sc1enz~ m1ht_ar~ e le lmgu~ moderne ; per le altre scienze gh ufficia~1 trequ~mtir:,o l_e lezioni dell'università. Dopo due anm d1 scuola i migliori allievi si11110 riun~Li a Berlino ad un corso supe.Tiore per lo stato magg101:e. . , , A conseguire l o scopo d~ diffondere 1~. colt~ra nel.i ese rciLo, è necessario al tresì promuovere 11struz1one sc1en·tifka nei co1~pi, istruii?ne ~' ord_i~ar!o t~~fo negletta, Non si l asci tempo ai g10van1 uffiz1ah usc1t1 dalle ~cuol~ di guerra (i quali in ~1a~sim_a part.e ora_gei:tano _1 lIJm da un canto) <li perdere 1 alntudme allo studio. Si obblighr~10 · alla compila1,ione di lavori scientifici e con mstan~ab1le operosità si tenga vivo in essi l'amore allo stuello ed alla lettura.

Dell' istru,zz·one scientifica milita1·e. - L' istruzione scientifìca dell'ufficiale prussiano in media non basta a renderlo atto a coprir~ gli impieghi superiori amministrativi, malgrado che la cli lui istruzione militare lo faccia il primo ufficiale del mondo, e la cli lui educazione civile lo collochi sul più elevato gradino della società. A ,riinediare a tale inconveniente si rendano più difficili g·li esami degli aspiranti ufficiali, si riorganizzi il corpo dei cadetti, formandone dei veri ginnasi militari con tutte l e classi, comprese le due superiori ora concentrate a Berlino. (1). Dopo gli esami, e prirna dell'aml'nissione alle scuole di guerra, si riuniscano i giovani per la durata di un. anno nella capitale ad apprendervi lingue, scienze naturali e matematica s uperiore. « Esagero « io », domanda l 'autore, « asse.rendo che su 700 uffi. << ci.ali 90 parlano soltanto .la loro madre lingua e per 90 « sono scienze incognite l a fisica e l a chimica? »

Appunti sulla cavallerz·a. - .Principale servizio ~lella cavalleria si è qu~llo di e~plorazwne. ~er atte.~ der:1 con frutto è necessar10 che 11 soldato sia mum ,o d1 l!na ·buona arma da fuoco . Nell'ultima guerra non solo la cavaller ia pesante, ma fìn l a leggiera , ~iede ?OI~ premura di piglio alla cara~ina chassepot._ S1 armi d1 m~schetto tutta la . cavallerm pesante ed 11 secondo rango de1la' l eggiera. . . . . Nè basta. Pel successo tattteo m certi terrem occorre ·la fanteria. Se ne assegni un piccolo n u~leo ai 1~iparti di cavallèria destinati a. lontane scorrerie. La s1. trasporti· su carri l eggieri~ ma soli~i,. ~irati _da cavalh del treno, <la assegnarsi a ciascuna d1v1s1?ne in numero che basti a caricarvt due o t re compagnie.

(1) Vedi -

/ sott'u!fiziali

· noycmbre 4874 .

in ·Prussia. - Rivista militare italiana, ·

· .

••

Gli esercizi di tiro della· fanteria tedesca. ·_ L'istru-: zione prussiana sul t iro del 1864 , ott.i ma sotto ~olt1 rapporti, non basta più dopo le sangumose _espe1:ienze del 1866 e 1870, e special mente colla prossima mtro· d uzione di un fucile migl10re. Il tiro lontano spreca le munizioni senza scuotere il

..


47~ n~.mico_. ~~ssuno res~ste al tiro vicrno e ben diretto.

L mfenor~ta. ùel vecch10 Drey,se non istà nella sua portata bens1 nella sua radenza. - Soltanto un cacciatore .ben destro J?UÒ mirare. contro colonne anche a 1000 passi, ma un ut'ficiale esperimentato non tollera mai i l fuoco a tali distanze. .. · _. L'isfru7:!one ~ul tiro della fanteria dovrebbe proporsi 1 seguenh scopi : 1° Esercitare a coJpire il bersaglio a distanze conosciute. · · . 2° Insegnare con cura speciale a giudicare dalla d!st~nza , per la truppa fino a 300 passi , per gli ufficiali fino a 4.00 e _più. 3° Addestrare al tiro individuale a distanze ignote. , 4° Addestrare al tiro collettivo (a comando od ac-celerato) a distanze ignote. . L'i~truzione attu?,le non corrisponde perfettamente che al pruno scopo. D1 _cento cartuccie (quest'anno 150) che spara annualmente 11 soldato prussiano, 85 servono pel tiro a distanze note. Restano tre lezioni, o 15 cartuccie pel vero tiro di guerra: ' Si_ faccia_ l'opposto. Si eserciti moltissimo la truppa al . ~iro a distanze sconosc~ute .. Manca il terreno sempre vari? ~ sem1~re .nuovo? S1 strmgano accordi coi possidenti, 1 quali d1 buon grado permetteranno i tiri nei rispettivi fondi, a condizione che i soldati prestino l'opera l?ro all'epoca del raccolto (In Italia la questione non s1 potrebbe sciogliere co~ì fac ilmente). La scuola _delle _di~tanze è importantissima specialmente per &'li ~tf?z1ali; _se non sanno apprezzarle, come possono essi clmgere 11 fuoco , come comandare le salve? In luogo di bersagli si adottino fantocci di stracci. battagl~oni ~i. cacciatori usano già di questo espedien~e, 11_ quale ~d~ntifica meglio il nemico, avvezza con maggior prec1s1one l'occhio del soldato, mantiene il di lui buon umore. e .lo inyoglia più cl1e mai a colpi.re . Si aboliscano gli orecchioni di metallo dell'elmo i q~ali ~mpediscono, nella posiziono di Pimt, di apppggiare 11 calcio alle guancie. ~i abitui, m?lto la truppa al tiro in ginocchio e da coricato, ne .sl tema ·con.ciò che nel combattimento costi

!

• 'H:"

·. ·'.

poi fa1ica o .teurpo.· a farla balzare in piedi, ed a lan-· ciarla avanti all'attacco . .

.

Le fortezze dell'alto Reno. Ad assicura.re i ponti sul Reno si cinge ora di forti e . si ampli1:1, Strasburgo sulla riva sinistra, . e ben presto si munirà di una o dÙe· opere Kehl sulla riva destra. · Occorre altresì avere un passaggio sempve protetto più al sucl, nelfaltn Alsazia. A tal fine nessuna loea· lità meglio. si presta di Alt-Breisach, già· predis.posta · dalla. natu,ra e dall'arte. Situata allo sb@cco dell'important.issima valle d'Inferno, sarà prBsto collegata, mediante una linea ferroviaria, colle linee che corrono per le valli del Neckar e del Danubio. A cav.allo del Reno fra Fr~,il,urg e Colmar, si collega colla grande linea badese, paralella alla. riva destra e colla grande linea alsa1,jana. _ paralella alla ri'Va sinistra, linea quest'ultima che a Colmar stesso spinge un ramo nella valle di :tvfonster fra i Vosgi. ; ,, A ·coprire i poni.i da stabilire a Breisach serve. gia la fortezza di Neu-Breisach. Basta un paio di forti per avventura presso Bierheim e presso Algolsheim, onde servano di testa di ponte sulla r iva sinistra in luogo dell'insignificante forte Mortier. . Le piccole fortezze dell'Alsazia e della Lorena come Weisscmburg, Hagènau, Schletstadt e lVIarsal, ed anche i forti di sbarramento nei Vosgi, Lichtember.g, Lutzel~ stein e Falsburg, po.ssono essere demoliti senza che ne soffra la sic"t.trezza dell'arteria ferroviari_a; da Strasburgo verso .l'ovest. Lai1dau; gi;\ cassata come piaz;i;a di guerra, difficilmente tornerei, a. risorgere, Ras tat pure, come piazza fé:rte, h~- perçl.uto 'q uel po' d'impor tanza che ancor le restava, e quindi è :lùene demolirne le opere ed. armarç.e c,ol ricco materi ale le altre fortezze.

I cacciatori e tiratori pi·ussi'ani da Federico II in poi. - I caccia.tori ricon·oscono la lorn· origine da Federico H. Ven1mente tre quart i di s-ecolo prima, nE:11674, il Grande Elettore a1l'ussedio di Bonn .aveva impiegato m1a com- . pagnia di cacciatori piemontesi, la qua.le si era coperta di gloria, ma l'istituzione aveva cessato con quella guerra. ANNO XVII, YO.L, Il

31


• 474 Nella l• campagna di Slesia (1'740) i cacciatoi;i servivano di guide alle colonne. Nella · successivéi furono riuniti in due compagnie. ~l'iravano così ben e che }'Austria ) n luogo dei croati fu costretta a metter loro di fronte i cacciatori tirolesi. l\ella g·uerra dei 7 anni !;0110 già un battaglione. Alla battaglia di Breslavia (1757) prendono tre volte la po.sizione di Lilsnitz, presso Hochkirch si r itirano sfondando col fuoco le linee della cava~leria . aust.i~iaca. Nel 1760~ a Charlottemburg, sono quasi anmentat1 dalla cavalleria russa. Colla successiva riforma ebbero solo l 14 per compagnia la carabina. Ne venne depressione mor,ale e numerose diserzioni. Nel ~787 riebbei;o tutti carabina e daga da potersi mettere m canna. F ino dal'" 1773 la loro forn1azione era la colonna di compagnia. Del resto non avevano ordini tattici precisi. Loro missione era tirare, spiare, .osservare, avanzare alla spicciolata., coprirsi. L'istruzione era lasciata in piena balia dei capitani . Nel' 1794 forono portati ad un re 0 ·giment.o di circa. 15_00 uomini. Il loro comandante, pàrtèndo dal principio: ·prima soldato e poi cacciatore, modificò essenzialmente i loro ordini o le loro esercitazioni. Nelle guerre successive si Latterono da leoni. Nel · 1806 lasciarono sui cnmpi di battaglia 13 1Ì:f.6.ciali e 700 soldati. Pari'lnenti nelle guerre dell'indipendenza 1813, 14 e 15 perdettero la metà del loro effettivo . . OrehLel"o in seguito in numero, istrnzione e disciplina. Ma n_e lle campagne del 18G4 e 186G non ebbero campo sufficiente per mostrare la loro bravura. Nu ila dice l'au tore del loro impiego nella guerra del 1870-71. . Le esperienze del 1866 se1'virono di base alle nuoi"e disposi;r,ioni per l' istruzione dei cacciaiori emanate neL 1868. , ' Anche la scuola cli t ir0 fu l'lOtevol mente, moclific:;ita ed ac?i·esciut:a dal~a . n tlO\!a istruzione pubhlicata nel 1859. Amb1due glt scntlt furono compilati dfLl luogotenente generale Ka.mek.e, comanda irte la 14a divisione, allo scopo _di dare ai cacdatori la stessa. istruzione .che la,.. . fanteri~, 1':13: n ello stesso tempo di sviluppare l'addestramento md1v1duale come n on si può fare colla fanteria. Non satà per av ventura qiscaro al lettore italiano un

.,

'

l'1o ce'nno sugli att uali battaglioni di cacciatori , in seguito alla costituzione dell'impero tedesco del 16 apriìe 1871 (1). L'esercito prussiano coi contingenti dipendenti dal ministero della guerra di Berlino (Germania tutta, meno Sassonia, '\Vùrtemberg e Ba,·iera) conta 14 battaglioni <li cacciatori. e di tiratori; fra i quali non vi è differenza che d( nqme. Il corpo della guardia ne ha due, g li altri co:rpi in mas1:\ima uno, il qnale porta il numero stesso del corpo d'ar mata. Il battaglione conta in pa.ce di combattenti 20 ufficiali, 512 soldati, in guerra 20 ufficiali 996.soldati. Oiascun battaglione di cacciato1·i si recluta 11e1 circolo dell'intero corpo d'armata. Il co.séritto deve avere una. altezza minima di 1m ,62, fisico robusto, buona vista, saper leggere e scrivere, ecc. I cacciato t·i della guardia sono scelti fra tutti quelli dell'esercito. Poi t re corpi d'esercito nuovi forrnnti nel 1871 non fu- istituito nessun nuovo battaglione. Anzi il b.!tttaglioné del gran ducato d'Assia, come pure quello cli \Vurtemberg, fnrono assegn:iti ai reggimenti di fanteria. La Sassonia.ha due battaglioni di cacciatori, la Baviel'~ ne ha 10. In complesso il bilancio della guerrtt pel 1873 dell'impero tedesco. fissa il numero dei cacciatori a 14,765 per un esercito di 401,659 uomini, dei quali 258,333 di fanteria di linea. L'ai"ligliàia a cavallo e i l sita avvenii·e. - L'artig1ieria a cavallo, istituita in Prussia dal Grande Federico (1759), fu subito imitata. dagli altri Stati. La Francia ascrisse alle sue batterie a c.;avallo le vittorie di Luç,on, di Castiglione, di Neuvie:d . Napoleone I perfezionò ques!,'arm». e sè ne valse splendidamente a Fri.edland ed a \Vagram. · Ma la sua poienza consisteva principalment e nella. r apidità dei movimenti e nel pl·onto impiego della mitraglia. O!'a, resa mobile del pari l'artiglieria a piedi, e passato, in. seguito al perfezionamento del fucile, il regno della mitraglia, la brillante stella si offusca. Durante l'ultima gueri~a l'a'rtiglieria a piedi, cogli

·---· -------(4) pie Wehrlcratt cles~Deutschen Reiches im Februar 4872.


• 476 uomini seduti sulle vetture dei pezzi, m terreno sodo gareg·giò di celeri là ·coll'artiglieria a cavallo, in t erreno · molle e poco frastagliato, rimase addietro, in terreno molto fraslagiiato , ehhe supremazia decisiva. Spesso avvomie, che causa il grande bersaglio offerlo alle palle nemiche, le perdite di cm·alJi furono tali che ben presio in luogo di batterie a caval1o si cbbe1•0, battcrfo a piedi. · L 'artiglieria a caYallo ha dunque da sparire come artiglieri a di corpo d'am~afa. Si conservi pCI' le divis ioni di cavalleria, le quali hanno mestiel'i di c:annoni che possano con esso pere, nere gl'al!di distanze, e servire a dirnostl'azioni, od alle poche fazioni della cavalleria avvenire destinata più n. scorazzare il paese, a sorprendere e ad esplorare, di quflllo che a comlJalterc. La Germania può rn etiere in ca!llpo 9 clivisioni · di cavalleria a 2 brigate. Si dia a ciascuna hrigafa una batteria a e.avallo, più i,i formino due batterie di riserva. Si ripar tiscano queste 20 batterie in 5 r eggiment i, e si separi assolutamente l 'artigliPria a pieili dall'artiglieria a cavallo. A megl io chi a1fre la <I uestion e snlla riorganizza;.:ione dell'ariigliel'ia. così palpitante di attualità nei circoli militari iedMchi, valgano i seguenti dati: L'artig1ioria prussiann. couta 14 i·cggimeni i da cai,ppagna e 10 di piaz;.:a, ed inoltr·e 4 divisioni (Abtheilwig) d'artiglieria di piazza e 2 ~iYisioni assiane d"artiglieria da campagna. Cinsctm reggimento da campagna comprende 3 divisioni a piedi, l divi::;ione a cavallo. Ciascuna <livisit:ne a piedi :,i compone cli 1 batterie, 2 gravi (9 c<.mt.imolri) e 2 leggi ere (8 centimetri). Ciascuna divisione a ca.vallo si eompone cli ~ batterie a cavnllo (8 centimet.ri). In complesso il reggimento coùia 13 bati e'r io e G pezzi. Si in pace clic iu guel'ra l'artiglieria annovera quindi 85 batter ie leggic1·e, 85 gra.vi e 41 a cavallo con 1266 pezzi. L'elfoltivo di pace è di 24,5:30 uomini e 6851 cavalli; l'effettivo di guerra di 53,086 uomini e 52,348 cavalli. L a Sassonia ha 1 reggimento d'artiglieria da campagna ed l <la piazz.l: il primo con 8 batterie gravi, ù leggiere, o ~ a cavallo. Il Wùrt~nrbe1•g ha 1 reggi-

ii7 mento d'artiglieria da campagna ed una sezione d'artiglieria di piazza; il primo con 6 batterie gravi e (i leg• gicrc La Baviera (organizzaziono I O apri le 187 J) ha. 4 r eggimenii d'artiglieria, clne di essi (il 1° ed il 4°) contano 4 batterie graYi, 4 leggieri, 4 compagnie di piazza ed 1 compagnia del parco; g li al tri clne - G batterio gravi e 2 a cavallo, 4 compagnie di piazza ed una del parco ( l). I n cornpl ess.o l'esercit,o tedesco pòi:;siede 119 baU1wie gravi, 105 kggiere, 47 a cavallo, L'effettivo di paco per l'anno 1873 è fissalo a 42,455 uomini con 15,103 cavalli.

Tosatw·a dei cavalli. - Difficilmente nell' inverno riesce di asciugare il su,lore ai cavalli. Di qui rafli·eddori, disappetenze, deperi men lo. Tosandoli non sudano .qua::.i mai, nou prendono malanni cd ingrassano. In Francia, in InghiHerra, nel Belgio gli spor-tmens tagliano il pel o ai cn,valli. Anche ~n Gùmania alcune sociel.i di ferrovie a cavalli usano d~\ anni di questo ,processo, e con buon risultato. · L n tosa.tura dei canti li viene dall'InghilJ:crra. Gi,\ da alcuni anni si abbrusiola il pelo mediante istrumenti a. spirito ed a fiamma cli ga.z, ma l'operazione è lung-a e costosa. Ora si tagli a il pelo in modo semplice e pronto mediante una macchina inglese. Nel 3' e 9° corp:J d'armata tedesch i si p1·ocedo ad rsperimenti su va.sta scal a. L'auiore fa tosare quei cavalli ùel proprio squadrone ,che facilmente sudano, e se_ ne trovà sempre benissimo. /,a nuo1..·a organizzazione clell'ese,•cito inglese. - I 25 primi reggimcnii di faniel'ia inglesi coniano due batt aglinni quasi. ankmomi . Gl i allri (dal N° 26 al 50 e dal N° Gl al 108) hanno bensì 1 'lenente colonnello, 2 mag·gioi·i e 12 compagnie, ma tatlicamente ed amministrativamente sono considerati ·come un solo bn.Uaglione . È un complesso di 1:32 · battaglioni, i quali, secondo il progetrn presentato al Parlamento dal segretario per

la guerra Cardwel, vogliono essere ascritti a 66 circoli ·

·-------(~ ). Dee bayarischc Scpara11tism11s im dcutschen ICrieosvcsc11. Jlilitarische Bli:ittcr - maggio ~Si!.


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4,7!) f.78 · l~cali, ?iascuno composto_ di. due battaglioni. I tre reggun<mti deHa guardia, di 7 battaglioni1 e la brigata.·. Rifìe (tiratori). parimenti d.i 4 battaglio1~i, ~on <levono essere local izzati . Dei 1ue battaglioni di ciascun circolo (~empre seoo~clo 11 pro~e~.to), uno · con otto compagnie soggiorna. ne,le _Inche Or1en!ah, o nelle. colonie, l'altro parimenii con ot.to comp_ag-m~ tiene guarnigione in qual siasi punto delle Isol e ~r1fanm~he. Ambi lumno un deposilo formato 0.olle rimanenti qliaitro compagnie (due per ca_iluna) 11 quale ha sede nel ,:;apoluogo del circolo ed è comanda!o da un tenente colo11neUo nominato ad hoc. O Con ta1e o~:ga~1iz_zazinne si spera di ottenere: l Reclutame,1:1~0, ~m 1ac1lc._ ~~ Ivl?bi;izzazione più celere . 3°· Moc:o .d 1st~ une .1e . m1hz1e ed 1 ,·olontai·i, · affiliati pei' e.osi dire a ~centri d1 deposito . In teori a è il sistema prussiano; ma in pratìca? Og_nt bé~itaglione può assoldare le sue :'r eclute dove n:~gl10 glf aggrada. .Però il battaglione sianziato fuoti d Eur?pa e costretto di afftd:ire il reclutamento al proprio depos1t?, ~ ·quale n aturalmente fanno concorrenza à:ltri ~at fa.g~10111, 111, guardia, i tiratori, la cavalleria, l'artiglieria, 11 gemo, la marina, . ecc. · Cardwel asserisce: «. Ins~~na ~'~speri~nza che i battaglioni o reggimenti « d1 nazw?,al.rta varra sono sempro i migliori di quelli « compo~t1 d.1 una .sola nazionaliib; si v uole q uintli che « ~ngles1, Irlandesi e Scozzesi s ie no insieme mescolati ». · ~~ascnn ~elle qual~ divario corre fra questo concetto e. ~1~ . che s1 prat~c~ m Pn'.ssin:. Co~ sis!e_m~ di depos1(1 s1 avr1~1:no &'li mconvemcnl1 ·ver-1iìcat1s1 m Francia nella mob1hzzaz10nè del 1870, ed in Italia in quella del 1866. ·· Del resto havv i progresso. Il progetto, (i uale è, non p~1~ aver l~mga dm:ata; ~sso segn.a il passaggio al .serv~z10 g~ner.a.le ?b?hgator10. Pochi mesi or sono fino i· g10r~nah ~mhtan mglesL dichiaravano impossibile questa grande n!orma. _Oi·?- si. in~ominda a v.e<lere che bisogna alla fin_ fmc ven1rc1; g1à rn questo senso s i sono esprnssi parec~l11 mc':ìlbri della camera bassa, e fra g1i altri lord Elcho, 11 colonnello Alson ed il signor Castwick.

Sull' ùnportanza · militare clel ponte ferr01.)iario presso Gemersheùn. - I ponti ferroviari, sopra un .:fiume come il Reno, per- servire ad una guerra, tanto se felice quanto se sfortunata, vogliono essere p1'0- -tet.ii da fortificazioni. Dai confini olandesi fino a Magonza si è. già provveduto. Tra breve sarà. compito un ponte ferroviario nella cerchia della piazza di vVesel, il quale col ponte di Neuss, coperto da forti, assicura alla Germania l'esercizic, delle linee settentrionali. I ponti di Col oni.a·, Cobl en;m e :Magonza assicurano quello delle llnee cenirali . l\fo. di qui fino ·al confine svizzero n on v'ha che il sol o ponte cli Strasburgo veramente t utelato pel caso di guer ra. Da Strasburgo a Magonza, pel corso di circa 225 chilometri, vi sono bensì due pont i di ferroviv, l'uno a Mannh eim 'l'altro a Maxau, ma. completamente scoperti. Eppure quivi si allarga il bel seno che si stende sulla riva desira del Reno dallo Schwartzwald all'Odenwald, sulla 1·ì va sinistra dai Vosgi all'Hochwal<l, seno che sarà pur sempre il teatro cli guerra fra le due grandi rivali. Qnasi a mezza strada fra Magonza e Sfrasbu1·go, fra Mannheim o Maxau troviamo la fortezza di Geniersheim si.11 R eno . per l a quale deve passare la ferrbvia destinata a congiungere Bruxal con Landau. Basta gettare uno sguardo sulla car ta delln. ferrov ia per vedere che il ponte di Gemersheim in caso di guerra potrebbe benissimo sostituire gli indifesi passaggi di Maxau e di Mannhei1rr. Ma a tal fine conviene eostrmlo s olida mente, non già con barvhe, come s i susm-ra nel pubblièo. I ponti . cli barche nelle circostanze più favo revoli permettono unicamènte il passaggio a leggierc locomotive, le quali ha,nno solo l a forza sufficiente per t eascinarc una parte ,di un treno militare. Non servono quando la corrente è gonfia, o mena ghiaccio. . . Costrutto il tronco, _già progettato, da Landau per Permasens a Zveibrùcken, l'impor tanza del ponte Gemersheim c!'escerà al'lcor più, dovendo per esso passare la più diretta comunicazione :fra i nodi ferroviari Wùrr.burg e Nurnberg, da una parte, Ulrna e:Stuitgart dall'altra, colla .r.e te della Lorena e colle linee francesi,


480 }t,1'

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· Lr,, cavalleria pesante. __; Nelle guerre avvenire si impiegheramw,Jei divisioni di cUtv alle:ria•c()me le hanno impiegate i Tedeschi nell'ultima-· guer.ra. Lan.ci.ate av-anti a mol_~e giornate di marcia, senza sostegno _diretto della fomtena; d~vono esplol'are le posizioni, le for1.e le mosse dell'inimico, evitare· al p1'oprio esercito le sorpresè, mascherarne le operaziòni, ed, a seconda . dei. casi ,anche occupare e tenere punti im1iortanti. . ' ' Quale specie di cavalleria è più. adatta à tale servizio? I corazzieri su grossi e pesanti cavalli, con grave armatura e povera pistola? Gli ulani C:'JU arma da fuoco meschina e con lancia che impaccia i movimenti · nel ser-,,!zw di. si.curezzay Gli ussari ed i dragoni eon ca·valh leggien e forti con buona carabina? Poste queste domande _l'autore si pronunzia naturalmén te per l'ultima specie di cavalleria e ne propone l'aumento a spese della cavalleria pesante. · . · Come abbiamo dato sopra un breve cenno sui cacciator i e s ull'artigl ieria, diamone ora imo sulla cavalleria dell'impero tedesco. , L'esercifo prussiano conta 73 reggimenti dei quali 10 di cora,zzierì, 26 di dragoni, 19 di ula~i o 18 di ussari. I coJ·azzieri e gli ulani fornrnno . la ea valieria Jlesnnte, i drago'.1i e gli ~ssari la leg·gera. Ciascun reg- _ gimento consta m pace d1 5 squadroni, in guerra ne distacca m10 come squadrone di complemeàto, per cui entra in campag;na con 4 . .Non havvi il mezzo reggimento come unità taUica e disciplinare. . . I reggin~enti di cavalleria della guardia annoverano di combatti:mi.1 sul piede di pace 30 ufficial i e 628 sol dati sul piede di gnel'rà 24 ufficiali e 608 solda ti <>1i altri r~ggi'.1',enti _sul piede. ·<li paM, 20 uftìciali e 673°soldati, sul piede d1 guerra 20 ufficiali e 600 soldati. . ' L , Sassonia. ·possiede ,4 regg·imenti di Reiter (cavall e11ia leggiera) e 2 di ulani (cavalle1fa pesante), il Wurt~mberg 2 r~ggimeni;i di dragoni e 2 di ulani, la Bav~era 2_regg~m:nti .di coraz_zie:·i, 6 di cavalleggeri e 2 dt ·ula~11, orgai~1zza.t1, al pari d1 quelli del Wiirternberg, C?me 1!1. ~:>m~s1a. I~ comples~o la Getmania' ha 56 Teg,~ . g 1men_t1 di . cavall~ma leggera e 37 di cavalleria pesante. ~ei ·:b1lanc10 per l'anno venturo la cavalleria dell'impero ·f1gura colle belle cifre di 65,274 uomini e 69,161 cavalli.

Francia.

.Jf0ttrn,1i (le• 11clence• ,nilllal:t'eo. v•

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(D ispensa del meso 'di aprilo l8ì2). ·

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Studi di giierra. :-- ~~ II~: lvfet?do cl,a tene,·si. ne.Uo sti6di'o clelle qiiistioni niilitari, per il col onnello. eh ~tato magg·iore LEW:.\.~. - ;:\ven~o antec~den~e!riente ~imostrato la necessita deU 1sLruz10ne nell·ese1 c1to ed e::;.posto {Jtlali siano i mezzi mate-riali e morali più acconci p~r d iffonderla, tratta ora l'autore· clel metodo _da tenersi m tal genere di stùdL . . . 'Ectellentè preparaz!o1;c alla gu.e1?'a sono 1 gran cam_pi ,d'istruzione quando v1 s1 opera p~at1~~mente. e s~l serio, massime se si pongorio le truppe, 11 pm che si puo, nelle vere condizioni del soldato in campagna. Ma tutto questo, che è certamente utilissimo, non basta, la I?~nt~ del~'uffìci ale dovendo essere nutrita di molte cogn.1z10n: teoriche che soltanto. collo siudio si possono acq~ustare. .. · La scienza militare abbraccia gli siudi orga~iici,. sto: rici, compa·ra.tivi·, geografici, toppgra(ici e .do.tt1·~r.ia_l~. Gli studi o'r ganici ci fanno conoscere l a_ mamera di cm .ab- . ,b iamo a servirci, il suo meccanismo, l'aso e .le proprietà .delle sue diverse parti; . e. gli storici offrono ~lla nostra critica tutti gli atti del.le g'.1er~e passate, e ~1 ~ra&'gono per tal via a logicl~e. d~~uzt0m ed .a c?ncl~s1om grnst~. ,Gli studi comparativi c1 msegnano r-;lt ordmarnent'. mi: ,litari ·delle· nazioni vicine; ed ·è dal confronto di talt ordinamenti con quelli del proprio paese e dal n'.)tar.e qùello .che si fa negli altri eserciti che n_~sc~no 1 .m iglioramenti . La geogm,fia e la l~pografia_ci p1 esentano la Confìc:,,urazione n·enerale e particolar eggiata del s~olo ·'1- essenz~ ·, ale e si può"' dire .clie "costituisc?no la: pa.rt~ :pi1; della scienza guerresca. Nei tempi passati_11 co:i?scer~ e sa,per approfittare del t~rren.o. erà cosa. ~scl us1va a~ capi elevati della f(erarclna m1l1tare; oggi invece ~ut t: _i militari sino all'ultimo solda;fo devono esse1;e esercitati ;-


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a. ~iovarsi. dei v:antaggi del. terreno nel modo phì giud)ZI?SO: ,Gli_ st1;1~1 dottrinali _sono certo i più irnJ>Ortanti e~ 1 pw d1!fic1lt ~ome qUélh che segri.anò il progresso rrnr~n~?, al~ avvemr~ e _tendendo s~mpre a scoprire nuove apphc<lz10m e mezzi i ' pi,'i pronil' , pm ·' ., . . d1Dguerra rrnù'lior ti . . . semp11c1 e p1_u s1cun uo sono i metodi a seguirsi in t ~l g<mere d1 studi; l'empirico e<nl r azionale. L'autore d1s~orre a lungo e saviamente del valore dei due metod~ d~ndo la preferenza al razionale, perchè basato sul .ra~wnamc~~o, sul calcolo e sui sani principii clelia s~ie1:za militare. Anche il metodo empir·ico ha n suo p, egio, .~a solo c~me c_on~plemento del razionale; servendo co1. pr~1de1'.t~ consigli dell'~~perienza. ad impedire che la ..sc1~nza militare ab?ar:dom 11 terreno p ratico, per perdersi dietro a speculazioni astratte ed inutili.

01·ganizzazz'one e tattica della f ante?"ia francese dalla_sita ?rigine all'ep?caatt1,tale (seguito), per ìl c;~ . lonnello ma,rgiore D'AND',_, AU • Co n ques t ,1, . ·t t " d1· stato l .0 par. e e1 mma ? stud10 rettro.spettivo intorno alle divers :fa:1 . dell:or~amzzazion~ e tattica della fanteria nell'e~ se.rcito fi anc~sc_, esam1~audo da uWrno le conclusioni della Go11irnzssione dez tr·e gener·alz' (De Faill D' f\. _ temarre) . e Bou!baki), incaricata dire ttamente drll'i~p: ratore. (11 studiare e proporre delle nuove manovre da sostituir~ ~ quelle esistenti che fossero sembrate da abbandonarsi. <

. ~a .ba_tte?·z'a çla sei', per il capitano

PLE?HX dell'l l° ~rtigher1'.1· -Si osse~v~ il fatto che nel centro dell'EÌ11 ?Pa ogni . poteriza mili tare, al cospetto d'un successo r1porta~o da ~na potenza .rivale pel' l'applìcazio:i;ie d'lma n uo'7a idea, s1 aff{etta ad 1mpadronir~i della innovazione la tr~sforma _a su_o vantaggio, migliorandtila,· e ne tra~ maggior partito del promotore. Così si vide il . fucile Dr~lse .sorpassato dal ~hassepot, l'artiglieria fr~ncese del 18 '. Dv vmta dalla prussiana del 1870; e l'autore non dub:ta puntb cl:e. la Fra.nei.~, adottando i prìncipii dell'ordi~~men!.o m1lttare prussrn,no, possa in breve costituit··i 1:111'.ta:r:mente meglio e più forte della Germania. t1gl1e11a francese nella recente ~uerra fu in.fériore per numero e per portata dei pezzi ~ quell::1. ted!:)sca. L'au-

L'a;_

..

tor e crede che a volere nell'esercito francese un'artiglieria che sia a livello della tedesca bisogni in caso · dì guerra poter mobilizzare 1800 pezzi da campagna, e 2000 se si intende di avere l a superiorità. Critica il modo con cui sono attualmente costituite nell'artiglieria francese le unità. di manovra, il loro impiego, la formazione ed il r iparto delle riserve <li munizioni; ed a rimedio degli inconvenienti e per soddisfare alle nuove . esigenze propone : . I° Che i 24 pezzi di artiglieria assegnati ad ogni divisione siano formati in due brigate ; . 2° Che la hriga,ta si suddivida in tre sezioni di eombatLimento di quattro pezzi ciascuna con riserva; 3° Che il comandante dell' artig'lieria divisiona1e abbi~ il grado di tenente colonnello, la brigata sia comandata ·c1a un maggiore, e ciaseuna sezione da un capitano e due luogotenenti. · La riserva sarebbe sotto il comando di un capitano e di un luogotenente; avrebbe un effettivo variabile.i ri- · · ceverebbe essa sola cli.rettamente dai depositi i contin-· genti dì 'rinforzo, e cdl proprio personale .e cavalli dovrebbe sempre mantenere al completo l' effettivo in uomini ed in cavalli delle sezioni di c.9mbattimento. A togliere poi l'inconveniente di una sproporziòne trop·po grande tra il numero dei colonnelli e dei tenenti colonnelli d'artiglieria, l'autore prtrpone ancora che, so~tituendo, come è da tutti d~si<lerato, all'attuale corpo r di stato m,aggz'o1·e un ser"viz1:o di stato maggz'or·e, nel quale siano ammessi ufficiali distinti di tirtte le armi, e per conseguenza molti ufficiali dell'artiglieria, il comando superiore d'artiglieria divisionale possa anche essere esercitato da un tenente colonnello di stato maggiore.

Una campagna d'i .Federico II (1757). -=..È accennato · per sommi capi al lavoro di prepar::tzione d_el Gran Federico nelle cose militari, in tempo di pace, onde non essere sorpreso dagli avvenimenti; e quindi sono esp~sti i principali fatti della campagna del 1757, la più brillante n ella guerra dei sette anni. Risultato di tale campagna fu di costringere gli Austriaci a sgombrare la Slesia, di rigettare l'esercito.


.\~4 fraijcese dietro il Thiiringer-Wald, e di .impeqire ,l'avanzarsi dei Russi e degli Svedesi. Dopo aver riportato il giudizio di Napoleop.~ I intorno alla medesima cam~ pagna, l'autore fa ncitare ancora alcune analogie fra essa e quella combattuta dagli stessi P1,nssianr Iiel 186~.

I colomb{ messaggeri nell'a1·te militare. - È una interessante descrizione cli tutti gli aerostati usciti .di Parigi e ·trasportanti quasi iu'tii, fra le al~re cose, im numero più o meno . granrle di colombi, per quindi col loro mezzo comunicare le .notizie della. provincia alla capitale, e tenerla al corrente delle operazioni degli · eserciti di soccorso. · . 4-ppare da questo studio che sessantaquattro palloni ,p artirono da Parigi durante l'assedio, trasportando 350 colombi, dei quali 56 fecero ritorno. La quantità _e regolarità delle · ascensioni degli aer9.stati in stagione tanto inco§tante diedero luogo alle seguenti osservazioni : . 1° La capacità dei palloni più vantàggiosa per i viaggi aerei essere quella di 2')00 metri cubi. . 2° Essere inut.ile partire di notte, potendo un pallone, spinto da vento favorevole, in un tempo relativamente piccolo, varcare distanze enormi senza pericolo ·di dovet' prender terra di notte; 3° L'aumento del numero dei colombi non accre. scere in proporzione la probabilità del . ritorno. .. 4° La dirèzione, . ,quasi sempre costante presa dai palloni in una stagion-e dell'anno in· cui .dominano fortemente j ve.hti e· le tempeste, indurre a credere che a 1500 o 2000 metri sopra il .li vello del mare esista nna gran corrente aerea nella direzione norrnale dal norçl-est -al sud-ovest di P.arigi. '\

·.,

Dal bilancio pel · 1873 presentato all'Assemblea nazionale rilevasi che: Il bilancio del m inistero della gt'l.erra sarà aumen tato di 9 milioni di lire. . · L'effettivo normale dell'ésercito sarà. ridotto, nel 1873, di 10,200 uomini e di 3,3~9 cavalli, per cui l'esercit.o consterà di 425;000 uomirif e di 84,100 cavalli. In quest'effettivo· non è compreso quello . del ·corpo dei g~n... · darmi e çlella guardia repubblicana che ascende ~ 29, ~ 70 uomini e 15,2IO cavarli. (Indépendance Belge, 31 magg10). . La 'séconèla sotto-cominissione per la riorganizzazione· ~· dèll'esercito non aderendo alla pr:oposta del generale· Dncrot, che i volontari cli un anno siano riuniti, per il tempo del loro servizio attivo, in c~s~rme-sc_uole, _ha deèiso a grande maggiorap2a di voti che siano 1_n·vece incorporati nei di versi corpi e servlZl dell' eserc1io (Journat des Debats, 18 maggio). Per causa dell'aumento considerevole dell'artiglieria che' sah:ì. portata .a 3Q r,eggimenti. di 10 batterie eia-.. scùna, il ministro délla guerra ha chiesto· alla scttola

lii

Francia.


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!86 poli.tecnica 90 ufficiali., vale a dire la massima parte degli allievi che termineranno il loro corso nel 1872; inoltre avranno luogo degli esami per gli ufficiali di fanteria e dì cavalleria che vorrebbero passare nell'artiglieria (Avenir 1Vlilitaire, 17 maggio). . . Le note sugli specchi caratteristici che finora ,si tenevai10 segrete, per disposizione del ministro della guerra saranno d'ora in poi comunicato ai rispettivi ufficiali. (Id., 27 maggio). Dei progettati 10 nuovi regg·imenti d'.artiglieria, 7 sono' attualmente in formazione e saranno completamente organizzati alla nne di giugno. Questi reggimenti sono i seguenti : . Il 16° a Bourges; iI 25" a Vincennes, il 26° a Ver- · sailles; il 27° a Douai; il 28° a Rennes; il 29° a Grénoble; il 30° a Carcassonne. (Id., 27 maggio) .

...

Monarchia Austro-Unga'.rica. Fu pubblicata la nuova legge sulle pensioni dei sott'ufficiali dell'esercito. ( Unteroffizier·s-Versorrrungsgesetz). Gli ariicoh più iìnportanfi <li ~questa legge sono i seguenti: · 1° I sott' ufficiali, dopo· 12 anni di servizio attivo nell'esercito perma·nente, nella mar ina da guerra o nella lan<lwehr, dei quali !l,lmeno 8 col· grado di sqtt' ufficiàle, ·hanno diritto ad un impiego civile governativo, o presso le stt'ade ferrate, ed altri stabilimenti sovvenzionati dallo Stato. . 2° Eguale diritto, e senza tener conto della foro anzianità, si accorda a quei . •sott' ufficiali eh.e fllrono dichiarati invalidi per ferite riportate in guerra, od in · servizi.o di sicurezza interna. 3° A tale scopo si terranno vacanti, per questi sott'ufficiali, dei posti d'uscieri, sorvegl ianti o portieri presso uffizi militari, tribunali, stabilimenti penali ecc.,

oppure sarà. loro data la prefer?nza i_n cas~ c~e ?on-: corressero, av:endone i titoli neces?ar1, ad 11np1egl11 di scrivani,. contabili o d'amministrazlone. . 4° Il ministero della· guerra renderà, noti. di tratto in tratto i post.i a tal uopo dichi~rati vacanil , e mi:n irà. i detti sott'ufficiali d'un cerhficato consta~ante il diritto acquistato a tali impie~hi, . coll'annotaz1one se essi sono idonei a.i posti di scnvam, cont~b'l11, ecc.. . 5° Perdono i <lìriLti sopraindicati quei sot.t'uffic1ah: a} Clw ne facessero volontaria tin~nzia; · . b) Che in seguito a ~entenza d~ ~r1bunal: fossero dichiarati indegni a coprire pubblici 1mp1egh1; . e) Che aYessero oltrepassato il 45° a1'.-no ~~ età pe~ gl'ìmpieghi stipendiati dal . \~overno, _ed 11 3, per gh altri impieghi non governat1v1 (slrade ferrate, ecc. (Wehr

Zeitung, N. 55). Analogamente a quanto _si foc? l'a-r:,no. scors_o, an?he in quest'an1:10 ~ar~n'n? r_iu~1te ~e1 va_~·1 d1s!re~h _terri~o.,. riali le sez10m di p1omen dei regg1me1!-t1 _d1 fantena, cavalleria e dei battaglioni dei cacciaton . Gli ufficiali addetti a queste se7.ioni. ~on po~ran1;0 essere cangiati che per ràgione _di scrv!z10, e s1 avra cura che le sezioni non restino mai senza 11 loro comandante ,{Id., N. 57).

I fogli di Pest annnnziano che dal l." _lu~lio ~l .31 agosto avranno luogo delle manovre m1htari nei dmtorni di Vorosvàr. . .. . . . QuestE: saranno divise in quatt.ro penotl!, durante 1 quali · la, g·liarnigione di Buda-Pe_s.t_ sarh altema!1!amente accantonata nei paesi circonv1cn11 (Id., N. nt). , Si hanno da fon1;e sicura i seguenti· dati- circa la lan<lwhe1' ungherese (Honvèd) : · È certo che entro il corrente anno sa1\--\ compl:tat~ · ì'armamento ed equipaggiamento di 150,00~ Honved dt fanteria e 9000 di cavalleria; a tal fì_nc fLlI'01;10 _COllchiUSl dei contratti per la fornitura d.1 oggetti d1 . vestiario biancheria e buffettePia. Iu Pest fu fondata. una fabbrica di fucili, che può fornirne 50,000 all'anno:


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200,000 fu.c ilLsono ..già in deposito presso i magazzini <lei vari distrett.i: . . . . .

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1Jna fabbrica di. cai-tucce in Prèsshurg lavora. presentemente per là . forn iturà ~li 30,000,000 di cartuccie'. . L.e _20 batterie di ·mitragli12re ed. i 40 squadroni df' cavalleria ·sono dotati di una · fucina dà cam1,0 per · ca- . dauno. . . · · ,, Ciasçmno ,degli 84 battaglioni fanteria di Honvèd è provvisto .degli attrezzi da campo occqrrenti :a d una . compMnia. · · · J . 6 · comandi di · divisione hanno di già G8 vetture per malati e feriti. , I bgtfaglioni posseggono 82 vetture per munizioni a 4 cà.v alli e 164 a 2 cavalii, e gli squadroni di cavalletià ' 80 Carri. . , 'I, ,., L'effettivo <lei cavalli si calcola per ora a 60oò; ' e'ci'' · oltre a questi le mitragli.ere e le vetture pei viveri sono provviste dei' necessari cavalli c. .delle . bardature. . , f d li,'. og'g·etli ' di vestiario I e d'arm~l.mento sono 'deposi'tati nei magazzini alla s<:gle dei ,b attaglioni. . , .L'e~ercito degli Honvèd in . soli due ;:inni di e~istenza si ç portato alla forza di 150,000 uomini pronti ::id es-. sere~ arrriri.ti ed equipaggiati alla prima chiamata (lVehr·. ZeiLung, 2<1 maggio). In quest'anno la durata delle esercitazioni , degl'indi·vidui appartenetlti alla ri~erva. sarà di 28 giorni, cioè da1 20 ;igost_o alla metà di settembre. TI). qùesta occasione saranno ·chiam11.ti sotto le armi 160,000 uomini. di fanteria e cacciatori, 7600 d'artiglieria, 3200 del genio, J400 pionieri, 2540 di truppe sanitarie e 1000 uomini del treno. .. . · Le spese previste per queste esercitazioni 4scendon.o · a 2 milioni di fi'orinì austriaci. . Un'innovazione di qualche importamm è che . d'ora in poi prenderanno parte a queste esercitaiioni anche le truppe del treno, ·e la maggior spesa a tale scopo stanzi~ta, circf 5000 fiorini, sarà ahhondantemente co,m1Jensafa dal)a utilità di questa modificazione, considcq.nd() . che ,in temp.o . di . gper:r:a l'e._ff~.! tiy~ · del t;i;eno è qlli:l~Ì 1_2 volte maggiore d1 quello <l1 pace (Neue }di'littir Zei-tun{J, N. 32).

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Fu presentata dal signor .Carlo Rossman~ di V:ie.nn~, all'esame del comitato militare, una. car.abma s1Stem~ Comblain la cui canna e congegno d1 chtusura sono di bronzo fosforoso. , d Fra breve il medesimo fabbricante presentera al su detto comitato un fucile sistema \Verndl dello stesso metallo (Die Vedette, 26 maggio).

Germania. Le operazioni per la misura dell'arco di meridiano europeo che si fanno sotto la direzione del luogotenente genera.le Beyer saranno continuate quest'anno n~lle provincie di Coblenz, Colonia, Trier, Aacheu e vViesbaden (Allgemeine ·Zeitiwig, N. 138).

n ministro della guerra bavarese ha or~inato che' le esercitazioni col nuovo . regolamento di manov~a sieno proseguite fino al 30 agosto pross•n.10 venturo m modo che per quell'epoca sia stata compm~a ancl~e l a scuola di brigata. Per la scuola di battaglione poi ~a~ ranno chiamati per 20 giorni: n~l settembre, ~80 u~J?IUI er battaO'lione della categoria m coi:,gedo a ~JSposmone -~ delle classi più giovani della _r1ser_va; n~ol~re per 30 iorni gli .ufficiali e gli ~s~1r~nt1 uffic1~l~ dell~ landtehr, i sott'ufJfoia~i, trombettieri e tambur1~1 della riserva. La. landwehr non ~rend~rà parte qu~st ~uno }d alcuna istruzione, ma per 1 esercito sono ordi?a.te ~s-r-:citazioni di presidio colle tre armi per gli ult1m1 giorm dell'agosto (Id., N. 142). Dal Militéir Wochenblatt si ri~avano _i segu3 nti dati sulla forza e l'ordinamento del d1~tretto del 3o0. battaglione di r iserva e landwehr (Berl mo). Questo ~istre~to è il più popolato del regno di 'Prussia e sembrn ,utile dare su di esso i dati che seguono, anche _per 1 ~n~loO'ia delle sue attribuzioni con quelle degli altri discletti della landwehr. . Il comando ha un personale permanente composto di: ÀNNO XVII,

VoL. li.

32


4-90 I colon~ellÒ comandante - I luogotenente colonnello - 1 maggiore - I aiutante - 4 capitani 2 luogotenenti -: 1. sottotenente - 1 medico - 1 pa.,. gatore - 18 fur1er1 - 5 sergenti - 8 sott'uffiziali -. 65 ·soldati. Inoltre 12, 15 o 30 scritturali e 130 ordinanze, secondo le epoche. Il comandante, l'aiutante e due ufficiali subalterni, sono ufficiali di· fanteria semplicemente comandati a prestar servizio presso il battaglione, gli scritturali e le ordinanze appartengono alla guardia. Il personale dipendente da questo comando e che per conseguenza si trova nel distretto rislùta di: 850 uffiziali della landwehr inscritti nei quadri del · 35° battaglione, 200 ufficiali della land-wehr inscritti in altri battaglioni, ma domiciliati nèl distretto di Berlino, 750 ufficiali in riposo che occorrendo potrebbere essere chiamati a prestar servizio, 34,000 furieri, sott'uffi.ciali e soldati, circa. Gli affari sono disbrigati dall'ufficio del comando, dal quale dipendono 6 sezioni: l"' Sezione; r eclutamento - sott'ufficiali - scuole - marinai - ufficio telegrafico. 2" Sezione, ufficiali - medici ad aspiranti ufficiali mobilitazione - punizioni ~ ordini - protocollo corrispondenza - spedizione. 3" Sezione, affari amministrativi - attendenti, ordinanze e lavoranti - amministrazione dei fabbricati militari del distretto - stamperia. 4" SeziQne, . uomini in congedo appartenenti alla g~a~di~, ai cacciatori, alla cavalleria, artiglieria e p10mer1. 5"' Sezione, uomini in congedo appartenenti alla fan- , teria, al treno, agli infermieri ed alla marina, flebotomi ed uomini della riserva di completamento ( Ersatz-

Reserve ). 6a Sezione, invalidi.

Dopo la guerra furono congedati e disarmati da questo comando oltre 10,000 uomini. Il locale del comando contiene, oltre alle camere per soldati, le cucine ecc., 22 stanze d'ufficio, una sala di

491 t ·onferenza per gli ufficiali, un ufficio telegrafico ed una stamperia. In se(l'uito all'esperienza fatta nell'ultima campagna gli inse~vienti delle batterie a piedi e delle compagnie d'artiglieria da fortezza dei reggimenti bavaresi saranno provvisti da armi da fuoco (Allgemez'ne MiUtdr-Zeitung, numero 21). ' Secondo la Gazzetta di Franco(orte il 2° re'ggimento di corazzieri bavaresi sarebbe stato provvisto di pistole Werder. La pistola ha lo stesso calibro del fucile e si carica colla cartuccia di questo. Un soldato a cavallo potrebbe facilmente sparare 12 colpi in un minuto ~on quest'arme (Revue militaù·e de l'étranger, 26 maggio).

Inghilterra.

Colla nuova organizzazione dell'e~ercito ingl~s~ _c~e · sta per essere attuata, i ~r~ regni sar~nno. ~1v1s1 ,m 66 distretti, tutti gli uonum saranno ripartiti nellesercito senza distinzione della località e cui appartengo.no e per tal modo sarà vieppiù consolidata l'unione . . di questo paese. I distretti saranno 49 per l'Inghilterra, 9 per la Scozia ed 8 per l'Irlanda e serviranno di cent~o di reclut:1mento e di riunione d'una brigata per ciascuno, composta: d'un battaglione di truppe regolari, di due reggimenti della milizia e dei volontari de~ distr~tto, ?ltre laf parte dellaJriserva· dell'esercito e dei pens10nat1 arruolati. Le riforme proposte da M. Card,vel, ora ministr? dell.a guerra, nE;cessiteranno un credito supplem~ntare d1 3 milioni e I 12 di lire sterline (87,500,000 lire)_ tanto ?he il bilancio per il 1872-73 salirà a 18,582,000 hre sterh:ie. Le spese per la mrli~ia sono :'alutate a 963,000 hre sterline e quelle per 1 volontari a 493,000.


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492

Leggesi nella. Wehr Zeitung del 29 maggio, che in quest'anno le ~anovre e le esercitazioni che saranno ~atte a Chathanl: dalle truppe del genio saranno di una importanza speciale. Le operazioni cominceranno il 1° luglio, e le operazioni preparatorie saranno dirette dal direttore della scuola del. ·genio. Le opere terminate o~l ancora in costruzione fanno . comprendere di quale 1~por~anza debbono. essere tutte le operazioni. Il nuovo nvellmo che sarà 11 punto centrale dell'attacco è un'opera immensa. Un gran numero di detenuti armati di vano-he e di zappe sono occupati a terminafe i lavori. N~i primi gio~ni di ~iugno _c~mir:ceranno, per parte delle truppe del gemo, gli eserc1z1 dei pontieri al campo di Mouldham sul Medway.

TIPOGRAFIA VOGHERA

CARLO

ROMA

CENNI STORICI SU I

PRELIMlNARI DELLA GUERRA DEL 1866. E S Ul,LA

BAT TA GLIA DI CUSTOZA POt. C JlPIUNO

J:. UlGI f HIALA

giù addetto al quartier genera.le principale

Belgio.

SOMMARIO WOì!,il!!lBE li' mt~BO ( due fa!Seicoli)

r

Indépen~a~ice Belge del 26 maggio riporta .una . lettera del J.?lll1stro della guerra a quello dell'interno, d~l 4 genna10 scorso,_ ~~e conti~ne il seguente prog~tto d1 legge, per la requis1z1one der cavalli in caso di mo- · bilitazione delle truppe: . Art. _l ~er_ ~ura del ~ipartìmento dèlla guerra sa- . ranno mscrrttr 111 tempo dr pace, in ogni comune, i cavalli atti al servizio milit are. . ~rt. .2° 9 uesti cavalli saranno iscritti in registri speciali che s1 dovranno, qua;nto più sarà possibile, tenere al corrente, coi loro dati segnaletici ed il nome del nro~ta~. . A Art. 3° Tosto che i comuni riceveranno dall'autorità competente l'avviso che l'esercito sta per esser mobilizzato, e~si . dovran:io avviar:e v?rso il capo luogo del circondario 1 cavalli annotat.1 sm reo·istri. Art. 4°_ Questi cavalli dovranno fr·ovarsi al capo ìuogo ~el termine delle 24 ore che seguono il ricevimento uell'avvìso della mobilitazione. ' . Art. 5. Una commissione nominata dal governo esaO

(63@ p ngl nc con una (:1ll'tn del t~nti·o della g nel'rn ) - n•rezzo L. 7 AVVE llTJll'\ZA.

CAro P J\1 ,110. - I J>relim·inriri det trnttato .di Be?'lino (8 ap 1'il o 1866). . . , . , _ . l}opi niono pubblica rn C,_c rm ania prima del 1866 r1spulto alla questiono voncla. - M1ss10ne del generale La i\larmora a J3erl i110 nel 186!. - Venuta del con te di Bismarck a l po tHe nel !86~. - Suoi p1:imi passi presso il gcibineUo ita liano in sullo scorcio di quel l'anno. - Alleanza austro-pr ussiana contr o I~ Danimar ca nel 1864. - La Prnssia guarenlisce all'Austria 1_ suoi possedimculi in Halia. - D_is, apori tra lo duo gr_ond1 PO:tenze gurrnani clte per )o sc1?g l1men to dell,~ qucs119ne dei · Ducali. - Umori bellicosi del Bismarck. - Suor tental1v1 pr esso il re Guglielmo per r ender!~ ~,wore,:o_lo ad . un'al\eanza coll'Italia. - Incarico dato al ministro d1 Prnssia a Firenze per scau(lagl ia re il general o La Marmora circa il _contegno (;~o tonobbe l'Italia in caso di una guerra lra J'Auslr w e la P~uss1a. - Risposta dèl generale La Marmara. - Contegno dc(I 1mpe:ratoro Napoleone in qnes ta circo~Lanza. -:--- Convenzione dr Gastein (14 agosto 1865). - Penosa 1mpress1ono che l?roduce prosso il Gabinello italiano questa tregua lr~ l'Austna e la Prussia. - Proteste della Francia e dell'Ingh1Jterra contro la co nvenzione . - Gita di Bismarc~ a Bi~rrilz .. - _L'impe1;a to1:e manifesta al minis tro del re Gugllelrno 11 des1deno che I 1ta l1a acquisti la Venezia. - _L'Austria. ten~a _di to~liere a\la Prussia ]'appoggio df'lla rraoc1a. - Suoi prm11 passi per r 1co1~0.scer e . il r egno d'Italia. - Con legno del generale La Marmora d1ironle_


.·3

·2 a questo carnl.Jiamento dell'Ausl:ria: - M:rneggi. del Bismarck per impedire un ravvicinarnc1)[0 trn l'Austì'in· e l'Ital ia. - Sue · premure perchò sia lirinp.to . il tra-ttato commerciale tra la Prussia e l'lla lia .. - Invio del lo· ins_egnè dell'Aquila 11ern a Vi tlorio Ema nuele. -Discorso del min istro Usedom u risposta di Vittorio Emanuele (28 gennaio 1866) , - Nota minacciosa di Bisma rck contro l'Austria. _,. llisposta di Mensdorff (min istro degli esteri dell'imperatore Francesè'o Gi useppe). --:- Irritazione in Prussia contro _la po li tica inter.na ect· òst~ra del Bisinarck. . - Ragioni cl.ie inducono il Gabi/rntt.o italianò a .non· so~j}i)ndure- · le r id uziu_ni nel l'~sercilo. - ln4u_iutudine· che questo fotto prq.:. duce presso .i l Gabìnell.o di l:lerlirio .. - : N'uoy·o iucarico da Lu al· ministro Usedcrn1 di in i<~/p_eJla ro .il Gqvel"no italiano e.irca i\ co ntegrro che terrebbe rìel caso"di un cimflit1e· austr o-pt-trssiano.- Hisptstà del generale La· Mari:noru . .:...-consigl :o st1'.aordint1 rio Ji ministri a Berlino il 28 t'cbbroio. ---' Inv ito fo lto al· Governo italiano por l'in vio ~-i un gencrnle ilal :ano· al~L·rlino . . - Scelta del generl:ile -Goi'utie. · , . ·., · · ·.,.. . · ·· · CAP? SECONDO, ....:.: 1t ·t1 attatò cli all'eanzà: tr<i .i'Italici e la

P·rnssia. . .. . ·. . . . . · Istruzioni ilate al ùnerafo · Co,'.òne -- Sit ui.Jziorio politica al · momento . dcll'ilrriv.0. del- .generale Gov9ne {l l:l'~r lino. _.:_ Suo . · primo ·col loqqio· :con Bismarck. :-- Di!'.Gcollà Qhe ~i' 'oppongono alla imme.diata concllfsiohe dt un ·1rattn to: ...::.. Mediazione dell'lngh ill~rra. ·pci· · comporre' pa{iifìc,.rnicn te fl ·conflitto austro- . . prussiano. - Pro post.i ra.tta dal Bismnrck di un 7)(ltt9: cl'ami- .. ., ·cizia tra la Prussia e l'ltatiil . .::...-Motivi p-er cui il· GoYerno ila- · liana non si conten ta di un semplice patto . .,__ Esilaoza del Bismarck' a.Ha ·firma di un· trattato: · -· Primi ai'mamurtti 'del~ l'Austria fa Boemia . ..:.., Apprcns'io n·è che (Juesti·'. ctostario nel re Guglielmo. - Cori cede un'udid1za al genera le Govone;-,- Bismarck . approlitta deglr armamenti ans triaci per suscitare l_a ·conlr'oversia del la riforma federa lo in Ger mun ia. -Armamen to della Prussia. - Solloscriziono del n·attato cl'àl leanla tra la Prussia e l'Ua lia. - Disposizioni favorevoli dell'impera toro Napoleone.--: Missione del conte Arese a Parig i. - Consigli dell'imperatore nll'llalia. - L'Austria propone di disarmare se la Prussia disarmerà anch'essa. --: Bismarck si vedo obbligato ad accettare la proposta. - Opiniono pubblica in Prussia c.o ntraria alla guerra. - Indirizzi i11 favore del la pace. - Bismarck si tiono soverchiato, e lo confessa francamente agli in viati ita liani. - 11gern~rale-·Govon~ pa'rto por Ambòrgo vedendo· inuti le la .sua presenza a I'erlino. - L'Austria, sicura che· la Prussia disarmerà,. mobilizzà il ·suo .esercito nèl Veneto. - -Nota di illensdor-ff' ciel · 26 apri le . - . Nota del gener ale La Marmara-in· data dr1I · 27. - Armamento dell'Italia . :- Bismarck il 30 aprile. risponde a . MensdodI che la Prussia in.tende che l'Austria disarmi non solo in Boemia ma anche nel Veneto. - Il generalo Govone ritorna a Ber lino . - Chiedé al Bismarck se fa Pi;ussia aiuterà l'Italia nel caso che sia subitamente a llaccata dall'Austria. - Bismarck risponde che il .re non crede di esservi obbligato·a tenore del tra_ttato._ - Govone insiste per avere una risposta ·esplicita, pd1chè 111 caso' con trario il Governo iln liano cer cherà altra via per pr ovvedere a sè. - Bismarck, ciltenu to l'assenso del re, dà la forma le assicura zio.ne cho se l'Italia sarà attaccata, la Prussia non le negherà il su,o aio Lo. - Govone esprimo il desi-

deri o cho il re GL;gli~lh1Ò _non accon~ent<t a_d · ul io~iori neJo.ziati coll'Austria: - Bismànk .crnde 1mposs1btle_ di oltonere -dal suo sovrano una simile pr.om~~ssa. - L'Austria ·Pr?mctte ~ Pari "'i che· (fisarrnflrà a1wrw nel V(moto , se La Fra-ncia le da l'assicurazione clie l'Hal ia pon attacQherà ..- L'impèr~\ore Na-_ po leonti si li mila a rispo-p'çle.re _che 1:Italla non ha lo,1lend1-: mento di ao-o-redlr e -l'AU:ìt·ria . ..:.. Nuovo rns1stenze del principed1 0 ~ktternich ~ Il Governo italiano, interpellalo, risponde che non ha l'intenzione·, di prenderti l'iniziativa di unà g~rnrra C?ntro l'Aus1ria. - Discor~o di Ronher al Cor_po l-egisla l!vo,,10 _aata 3 ma."'"'io in cui si· dichi,11't\ che la Francia 11911 protend~d1 eserci tat~ alcuna tu tela su ll'llalia . - L'imperat-Ol'e d'Au:;trra SI 1:as-- . ·. segna a ced(ire la Venezia. - .Ne fo pro_posté). formo, le tl_4 · ma·o-o-io all'imperatore Napoleone, a cood1Z1o~e che la_l! rancta e l'~la lin rima-ù"ano neutrali. - La prop(rs La o ._com unicala al · -generale La 1\lsi'L110ra. :-:- Ragioni :cllé lo_rn~lucono .'a. non ac. cetlarla. - L'imperatore Napo leone non rnsiste._ - Pr~pone all'Europa la riunione di__ui: Corigresso per fa rci acquistare la Venezia con mczzl pac1fie1. . . . .· . _ . . . CAPO TERZO . -

Vlt-n i sforzi della d'vptq.mazia per

e1n.tar~ ·

.l<ist~tf~~Ùe co~e in Germania è iu ll~lia al ;1rÌncip_io di m;gg(~.

- Opinione. pubblic~ in Pl'uss_ia· sempre conu;ar1a _all!1 gner~a . . - Attentato contro 11 conte d1 Bismarck. - Non s1 01ode pro·- . dcn'lo di riàprir..le ca01e1'e. :- Indirizzi dei .co nsigli nrnnicipali 10 favor delta paco: - Esitiizioni del re Gugli elmo . - Sna !_attera al re Vi ttorio Emanuele in da la d,il _6 l)'iagg,o. - ,A Uer:l1 nq , ·si ha qua lche sentore del la propostadell'1mpe1:atored '.\ustrw dr · cedere il Veneto. - li gener alo MoHke ne parla eol geuera!e covone. - Dispaccio del generalo La. M_armo ra del .20 maggto· · · a l ministro del r e a 13orlino. - Pratiche tlella Franwr per· la · r iunione del Congresso. - Dispaccio 'd?l generale l.a ~Jarmora, in cui di.chiara di non poter cessare g lt urmnment1. - .~la.lcqntento di Bismarck pP,T la proposta dul coo-gresso. - S1,1a sfu~ r iata col ministro di Franc.ia e minaccia di dar f1.tc1co alla v~lvere. - H.icon.osc:e la necessità di aderirn alla propos ta. - I l pr111c1~1e -di Mellernicl1 assicura l'imperatore Napo leo ne che l'Aus\r1a non affaccierà a lcuna difftcollà . - · L'imperatore fa Lr leg'.a furo ·a r generale La ~larmora se si use1:à C(lltna e prudenz~ s1 n_v_1:à la·. Venezia . senzà gtferra Q colla guerra. - PrussHL Huss1a, ,tri"o-!Jilterra e· llali a mandano la loro accetlazw.ne uflìc,a le. C0i1sj0 Jio di ministri a Vienna· il 30 rh.iggio . .-::- Si d_eçidè d i · a ppu1~'e, éome conuiziq no pre limina.re:delI'aclo~,on_e c!el 1·A.u~Lna, ch u ni nna modificazione p1Jssa essere 1ntrodolt.a allo slato tor, r itorialc clelle po'tenze- conLenrienli. - Irritazione ~c l~'imperatore ·Napoleone . - La proposta· del Congresso va 10 Iumo ...L'.\uslri a r imette .nel.Iè mani della Dieta di Francoforte lo scioo-limen lo della quislione dei Ducaù (l• giutno) ~ La Pr ussia ~iO'\Hlrda questo fatto come una provoca~,10n0. d1 gue'.ra. P17citesla di Bismarck in data 3 giugno - _Nota c1rcolf(re_ 111 da la del 4 in cui si accusa l'Aust.ria di pr ovocaziono diretta l'lguardo .al Governo prussiauo. - Speranza di _B1sm0rck che questa nota avrà pet' effotto d_i costri?gere l'Ausl.na a (l1cl11a!a:e la guerra. - Ultimo colloqu10 d1 Bismarck col gen~rale <,ov?n_e. - Suo desiderio che uoi diamo fuoco a lle po lver~.-:- L'opi~1one pub. .blica continua a essere in Prussia avvers1ss1ma a Bismarck, :-


Spavento in Lul.to lo classi della societù a Berlin o. - Prestigio. della po teoza,~1111t~re dell'Austria. - B1s mank impensierito pM C?n teg:no dell 1meeralore_Nllpo1eone. -Suoi matH'ggi coi r ivo luz1ona n ung_heres,. - Arti che s1adoperano per impedire che il re Guglielmo tacc111 fa guerra-MissionA conGdenziale a Vienna. _ L'imperatore d'Aus tria irremovibi le nr~l su,>proposito di troncare ogru_~ontesa ,eolla spada. - Il 5 giug-oo ordina la riunione · deg\1.Stall del.I l~olstm_n per_ l'l_l ~ Il ge uerale Manteuffel entra n ~II II~lste1n 11 ,. - (,~b lonz si r1t1_ra su Altona. - JJispetLo di B1,,ma1c:k c_he Maotou(h:I non .abbia prorncato un confl itto . _ ~rotesl,_1 cli Men~dorfl del 9 g~ugno eon tro l'occupazioue ùel1~Iolstorn~ - Il ~,overuo austriaco propone la riun ione rlella D1Clf d t l'. J"ancoforte per l'll per ch iederle la mobiliaaziono d~dl ~serc1 t_o federale. -:-- ~ottura delle relazioni diplomnticho t:rn I Anstria e .la Prussia ·11 12 giugno . - La Dieta di Francotorto app~ov_a 11 l4 la mobilizzazione dei corpi federa li. - Lu Prussi.~ 01ch1ara clrn co1~s1dera come in fr<1oto il patto federale. - Il lo 10 ll_m;~ alle Corti d1 Sassonia, dell'A1J nover e del l'Assia e!ell?_rule di disa r mare immediatamente: altri menti i loro terr1t~rn saranno subito invasi. - Bismarck annuncia all'inviato 1tahaao_a Be1:·ll ~wc;rn fo rse il 16 la Prussia comincierà IH ostili lii. - Ioqmel~dJlll cli BIS(na rck sull'csi lo <lolla g uerra. - La Prussia ~oo:nue1a 11 ,l,6 le oslilltil. - Par tecipazione uffieiale al Governo 1taltano. - folegr111nma del generale La Marmora del· 17. _ Lelt'.~ra c)ell'Jt~,P?-ra tore Nap~leone al s.iguor {lro11yn de Lhuys nellc1 ~p1ale e?p1ime 11. suo vivo dns1der10 che n ta lia acquisti Ja, Veuez1a. - Discorso d1 lord Clarendon in difesa della eoudott·1 tenuta dal Governo italiano. ' CA~·~ Q_uAnTo . - Provvedimentimili.ta1·i ctell'Itcilia per t'e1Jent:zu.itit_q, d ~una <;ainpagnci 1!el Veneto. (dal 7 marzo a l 27 aprile). Ragioni_ poltt1ehe che 1mpecl1ro no 11 Governo it,)lia no dal faro.gross_1 arrnanrnnt1 nnl marzo-Rpri lo. - Prosprllo numerico dP. !! e_sc1rc1l~ Ht1 llél !JO al principio di marzo. - Prim i provYedimenl1del ~11msr.ro doIla gunrra - Chiama la so tto !e armi dei la 2'. catogoc,a della classe 18H . - - Si riprl)ndono !e operazioni d1 ·leva doll~ classe 1845. - Richiamo d'ufGeiali dall'aspHllati va . -:- Preparazwnn del lo specchio de l personale dei depositi. _ p 1slo~a:,10no clel_l' eseni.to ita_liano a l principio di marzo. fraster 1(U1mto ct, alcurn corpi dal sud al nord . - Promemo·ria del rnm1stro della guerra al Presidente del consi 00 ·1 io in data del 24 aprile. , C~po Qur~ro. - La mobilizzazione dell'esercito (da l 17 apr.ile al 13 maggio). Im med iata incorpnrnzione nell'esereito a ttivo della 3" càlegur,a d:•ll? classe l8H .. - Ilichinmo sollo le a i·mi del!e classi grovrncMlt. - Cost1tuzrnno dei dupositi. ~ Concentra mr.nto dcll'eser~\tO ,std Po e _su l_ l'Adda ..- Fortn,Jziono di ,1 Corpi d'arm?t'.'1 e cu 16 d1v1s1oni dl fa ntorrn. - S. Al. il Re dichiara al ~,_ni~lro dell11 gur.rra di r is~rbarsi il comando supremo del1 e"e)Cito - - Suo proge lto di d1v1dere l'(•sercito in tre grn ndi corpL - Ofl'el'ta al generale Peti tti· della ca rica di eapo di stato. ma;g1oro. :-- Questa comb inazione non pu ò effettuarsi. - La, carica è olfort~ ai genera li La Marmol'a e Cia ldini. - Mo tivi che rnducono il gRneralR Cia ldini a iifì ntar p o il generale La M,!rmora ad acceuaro. - Conside razio ni sugli inco nvenienti e sui vantaggi della presenza di un suyrano costituzionale al

5 -~ampo. - Nomina del genera lo PetiUi ad aiuta nte generale <lol l'oserci lo. · ùPo _S6STO . Il capo di stato maggiore deU· ese1·cito '(gen era le Alfonso' La ~larmol'a). Com~ è accolla noll'esercito la nomina del generale La l\lormora . - Sua c,11Tiera mili tare - Alla Venaria Reale - Suoi viaggi d'istruzione al l'ester o. - Condizioni ciell'esercilo subn lpino sotto i regni cli Carlo Felice e di Carlo Alber to. - Cam,pagna del 48. - Alti del La Mormora in quelIn cam pagoa. -~ua bol la condolLa a Pastrengo o al la Bereltara . ..:... I l 5 agosto a Mi lano. - :f; mo ndalo in missioue a Parigi. - Sua no mina a ministro dell;i g nerra . - Hicevo la missioue di r eneLrare . con una divisione in Toscana. - Gu err a del ]849. - Insurrezio ne <li Genova . - !'rosa dei forti e dell a cillà. - Sua nomina a ministro della guerra (novembre 1849). - Opera d; r iordina. montò dell'esarcito. - Spedizione di Crimea. - Campagna <l'Italia del 18:,9. - Dal 1864 nl i866, CAPO SETTIMO Il (Juad·l'ilatero. ' Cenno sul le condizion i geografico-mi:i lari dell' Austria di fran to all 'llalii:i . - I par tigiani di un attacco da ll'ovest ei partigian i di u n attacco dn l sud. - Opinioni dei genera li La ~larmora e Cialdin i a questo riguaroo. -- Parere da essj espresso alla commissiooc di d~i'esa nRI 1862. - Discussione in sena to nel 1864, in occasione·del trasfer im ento de lla capila h~ a Fi renze . ....:. Lollera ctol genera le J>elitli ,il gAoera lc La Marmorn nel marzo 1866 . - Le ttera del generale La lllarrnora del l'll apri le al generale Peli t.ti n ella quale r endo conto di un co.l loq uio avuto co l generalo Cia ldini sul modo di allaceo ciel quad rilaforo. - Lettera del gennra!e Cialdini, l' maggio 18AG, al gene<ra!o La Marmora in eui cleeli na ogni concorso nella conctolla geriera le ciellii guerra . - Lettera del generale La a1armora. l'7 maggio, a l genera lo Pelilli in cui espone le srie idee snlle ope·razioni militari da intraprende rsi. - Colloqn io del generalo Ciald ini co l generale Pelitti su! medtlsimo argomento. - Lei.tera ,(lei generale· Peli Ili, 20 maggio, al generale La Marmora su lla neccssiti1 di concer tare un piano e dì por tare il numer o delle . -divisioni da 16 a 20. - - Risposta del generalo La llarmorn , 21 maggio. - Cambiamento nel!() disposizioni d'animo del ge·neralt1 Cialdini - Si mostra propenso a dirigere l'operazione -del passaggio del Basso Po purchè non gli si lesini il neces-sario. - Manda il generale llico~ti a Firenze per esporre al generale La illarmora e al ministro deila guerra it ri sul tato {lei suoi calcol i. -- Lettora del generale Peti lli , 24 maggio. al 15enaralo La Marmora in cu i g li annuncia che il ge nerale Cialdini s'incarica di comandar e e diriger e un'operazione sul Basso Po, o ·propon e che si assogn i·no 12 di visioni all'eser c!to <lei Re e R al ge1rnral e Cialdi ni. - Gita del gener ale Pet1tl1 a Firenze il 25 maggio pn conferire co l generale la Mnrrnora su questo argomen to. - '11 ge nera le la Mar mora accetta hi proposte del generale Petitti. - OrclinQ che le divisioni 17a e 18"' in via di fo rmazione invece che all'esercito de l Mincio si assegnino all'esercito del Po, e che oltrecciò si mobiliz-zino altro <iue divisioni. - Lettera del capo dell'ufficio militare presso il m inister o della guerra in dala 30 maggio al generale Pelitti. - Motivi che indussero il genera le La Marmora ac! accrescer e .a, 8 divisioni l'esercito del Po. - Colloq uio del generale Petitti


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·· col ~enénì1_o_ :· Cialdin( _a.. Boiogna. 21 .·m:iggfo . .....:. Il goileral(~ C1n\ct1;1i esp r! J:!le·, 11 des1deno _ctic l'osercì t9 de! ]\linciò gli' age- . v_oh l op.era_z1one do\ passaggio del Po con un a tlacco alla sua srn 1str~ JHH J 1str_elt1 _man tovani _è coutro la. les_ta di ponte· di Borgolorto. - 1,;·e tte1'a, 28 maggio, · del geMrale. Petil Ci al ge> neral ~ La, Ma1:t?1Pr~ ?On cu1g li comunica lo idee manifeslalcgli. dal geoei aie Cialcl1111. -- A,tra letlora slossa· data · al mini stro delia ~uerra ..~ 1'~1sp_osl_a del ge~era le _La MaT1~0-ra :?9 maggio. .- All!!l leller,11 g1ug~o d~l ge4r ra,lo l'ol1 ll1. a l o-onorale La ·\\larcno_ra suJlc ·op_cr~z1Qni déi) ùlr.a prendèrsi"noi cti·s111)tli e contro, . Bor~olorlc. --; G1_t.:i de! ~eneralè Gialdi_oi a Firenze·,·31 maggio. . - s uo dOi?JOnde al mrn 1slro (!ella guerra: - · LcHorci del " <'. nera.lo PetLrnengo a l generai() )}eli lti ," ·3 wlO giogo-o":·- Lelt~r~ . d_el ·~J?1.1erale ~lat:mora, _,1 giug:no, al gener ate Peti l~i perchè si av, 11110 ve1:;0 11_ ~ht_,;se 1 prun i t re corpi d'ìmnnta. - Lo~tora, · del genera lo ·Pet1tu , 10 gwguo, al geuoralc La Marmora . ~ Pa~·tenza del generale La ~Jarmorn, 17 giL1gno.. . · C.U'.O OTTAVO: - L'npPr((. cle.l -1winisl1'0 dclfo," g·uerra; · Forza to tale dell o trupp~\ concentrote ii 5 ma o·nfo sul Po e sull_'i\dda . ~ Pron:edimenli sp_eciali emanati rig~~1.rdo ai dc· p.os1(1, _- [a lHil le di m~brl.izzaz1onedoll'eseroito. - Preoccnpa~1ou1 del gei;ieralo Pe1.t1oe ngo . - Lellera del ganerele Peli lti m _dala _14 api:1le. - Idee del genora lc La Marmo.ra sulla mol~i llzr.az!~'.10, _d_el l'oserc1to . - ~~a terìali e ~avalli occorrenti pori,~ mob1l1zzazione. -:-' Aumcn11 occorrenti nHJ persona·le. ufiìcialt. ~ soldati, pe~· 1! passa?g10 dal prndo l1i pa0e ul piòde di ~uc11d; - 91ctm1 del 6 maggio per.·la form az1ono- dei corpi, ~u l piede_d1 gnerra u. datare dal 15. - Nuovo organico del1 arl1g l1eria. e del ge1;u o, 10 magg10. - Modif1cazioni all'ordi · namento d1 queste due arm i prescritto dol Deé'rero 10 marrofo · 186_4. -'- Proyv~d imento riguardo a Ila-mobilizzazion e dellt/h~ilte~·ie ,ct'_art1ghcr1a. - ~orpo di st~t~ _jnaggiore. - Movimenti OJ d1nali_ per la formazion e delle dtVJSJOni J7a. e 183 • - - FormaZIO~l~ cl_1 49 qu111 _l1 ball<;1gl_ io1! i di fant~ria, 13 . maggio . -:- Pro-· .mo z1om di. nµov 1 ~ffìc1a l_1,. ,/0' . maggio. - n ,tardo noil' arrivo _dell~ ~lì)ss1 a1 corpi moh1l1zzal1. - ~lotivi di questo r ii.ardo.~ Serv.1210 d~l tre.no _presso l'esercito. -:-- Nuovo specchio di formaz19n~,. ~4 mag~10. - ~slruz1on1 a1 prefolti (23 mao·o-io) pet· la re~rns1~1one ~1 _cavalh. - Treno sussi~liaro borglfesc . Lelle10 _dei gene1ah Peltmengo, Pet1tl1 e Valfr è su lia rni()'liore formazion e d~lle bal.terie. - Commissione ri un ita a Pia~:enza . per riso lvnre 1! quesito . - Lettera del g0-nernlr. Pe lllti 11 i " Onerale Pettn~engo, 24 ma ggio, sulla nec·ossilà di accrescere" Ja. f<;>rza m1m e~1ca _de}l'esercito. - Provved irne9lo por la formazione;telle_d1 ~1s'. ond_9"' o 20_.... -:- -Formazione ~li altri 40 quinti patla 0 lio!11 cli fan tor1a, e d1 i.;n nono balla ·11one bersaal ier i 3_1 magg10. - Nu ~v.e promozioni d'uftìciali."' - In quale °stat.Ò. s1 tro?asse la mob1 l1zzaz1one cle!l'esercito ai prim i di g iug no .. - Cluamata s~llo le armi . (7 ·grngno) delle secondo cate•~,)rie 1?42-1843 - . Nuovo _orgamco dell'artiglieria e del genio" sul P!ede d_t guerra, 7 _grngno·. -:-Formazione di nuo·rn batterie e d1 nuove c0mpa~n 1~ zap~alor1. - Concorso per 14.0 posff di "'sott?~~en_LE: nel l ar_L1ghena .e nel ge~io. - ~iuoiono dei quinti J:>_att,1,,,l1on i m_ r_egg1~10nt1 temporanei (10 gi ugn o). - Costilu~1Q'?-e dH.l!Q d1v 1s!O!)l 19" e 20• fra il 10· e· 15 giugno. - Prov' ed1 meut1 del m11nstero per mettere il generale Cialdini ·i n, 1

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7 .. grado di eseguire con pro~abili\à di suc'-'.es_so. un'opera_zlone

speciale dal basw Pu. - S1Luaz1one del l'e~crcito. moh1_1Jz.zato al la metà di giugno . - Esame degli appunti mossi al m_101stro del la guerra circa il ritardo e gli inconvornenti occorsi per la mobiliaazione. . CAPO NONO. - Le t1'u,p71e mobilizzate (dal 5 maggio al 16 giugno). . . . . · . . , Arrivo del gen er ale Pel:tt1 a Piacenza, 1\ 10 maggio. - Sua le ttera al ministro d.ella. guerra . .11 magg10, sullo :s tato delle truppe. - Organizzazi_one dcfr~'ari .serv\zi a l qlJartier gen~ral ~ principale . - Composwono dm . corpi d a_rmata alla ·mBta d! . m;,,r,~io. - Loro forza nu menca a quella data. - lstruz1om ·Bm~batc ·dal quartier generale principa le per. l~, .trup[)C. - La 2" cateo-orir\ della classe 181!4. - Suo sta lo o istruzione. · Lellera''\1el generaie PBtitti, 1'1 maggio, al mi nistro pettinengo. - Jli;;posta del medQsimo in da ta del ~6 . - Lettera del go. neralc Peti lli del 17 . - · La l" categon a . della clnsse 1845. Telegramma del generai\) PetiUi, 9 giugno. --:- Telegramma del m inislro Petlioengo al la slessa data ,. -. AHro. leleg~·amma del 15 giugno. - Dispaecfo del ge~eralo C1~ld1n1 al mmistro _Pettinengo . - Risposta del medesimo, 16 gi ugno - D1slocaziono delle truppe ordi_nala pel ~O_maggio. -: Lelter3: del generalo La .Marmora al generale Pot1~l1a q1:rn.sto ngu~rdo 10 data del 1_7. - Lettera del genùralc Pnl1lt1 al m1rnstro Pellmcngo, 23 mngg10, . su llo stesso argom e,nto. - _L<Jtler~ del gc1~Bra le L:l Marrriora, 29 maggio, al gcnnrale Pot1Lt1 sulta _si~uaz1o?e d1plomat1ca e mili tare. - Lettera del genera le Pclilli, 1° gi ugno. al generale La Marmcira sullo slato dell' eserci to. - ,l.ettcra del generale L,r Ma1'.mora, 2 giugno, al generalo peti lti sLllla proba bile SL!a · partenza per Parigi . - Altra lei.tera dello stesso, 5 grngno, rn cui annun(;ia che il Conz rcsso ò andato a monto. - Lettera del generale l!otilli , 6 gi ug no , al genernlc La Ì\larmora sullo sl,)lo dell'eser cilo. - Lettera 7 giugno del generale La -Mar- · mora al generale Potitti. - Telegramma 8 giugno a) generai~ · Petitti per fare avanzare te lruppo verso 11 Mrnc10 . - _Sm motivi elle imped irono al gene'.ale La .M?'rmora di r e_cars1 al campo prima del 17. - C11rtrgg10 sc~mb1ato a tale _n guardo fra lui e il gon cra ic Peti ll.i, 29 maggio, 10 e 11 grngno . Istanze dol genera le La Marmora presso . il . harone Hicasoli percbè questo assuma la presi denza del consiglio. - Lettera . qui generale _L~ llfarm?r~ aJ generalEJ P~ti~ti , 13 giugno. Lettera del m1111stro J_acm1 al genera lo Pel1\ti , ~le~sa d~ta . Lellera del generale La Marmora al generale Pct11t1, 14 grngno. - Al!ra letlera all o stesso, 15 giugno, in cu i gli ao11uncia che probabilmente il Hi comincieranno le. ostili là in Germani~. Disposizion i pr~se r er l'arm amenl1? d1 Crcmon,a . - Opm1?1rn del generale R1coll1. - D1spos1zion1 relati,ve nll al_tncco _di J.or,gofor te. - Missione affidata al gen_eralc Cucch1ar1. - D1_ffìc~l ta affacciale dal medesimo - Su l ca rico del soklalo . - Io1ziahva presa dal generalt\ Potitli p~r allegg!!J'irlo: -. ~ua lettera al m inistro Pctlinengo. - Nomma d1 una comm 1_ss1ono. - lÒce dei generali Cialdini. e Della Rocca su. questo rrgua_r.d.o. - Proposte della commiss101~e. - Provvc~im~nto del ~1111_stro d_ella guerra - Insistenza oel gener ai~ C1aldm 1 ret che s1 ~bohsea lo ·zaino. - Suo telegramma 8 grngno al rnrn1slr0 Pcttinrngo . - Lettera ·del generale . Pe ti I.li al ministro P_eUiMngo, 12


9 giugno. - Motivi. per cui non si crede prudente di sopprimere lo zarno e kepì. çAPO Dl!CUIO. - I Volontcwi . Sta1to d~illa quistione dopo il 1862. - Disegni del Governo. _ ~;fr;Lo 6 ~agg,_o per la fori.nazione dei volon tari. - Lettera e e ~nerale Ga11bald 1 a l m101stro Pettioen"'o. - Decreto 18 mag~'? per 1;aper_tura deg li a1-ruolamenli. ~ Missione del colon~el.? De vo~ch, a Caprl~ra. -:-- Idee del generalo Ga ri ba lil i. - Suoi co1:s1glr _o ~uo1 progetti. - Sua disposizione aci agire non com e ,cc1po 1~cl1pendenl_e ma come 00!}11lnd;rnte rnbnllerno. Ar~anH nto, dei volontar 1. - _Provvcdu:nenlt per la di fesa del_ lae o._dt_ ~tll~a _e ,de(:r l,1 _sbocchi d _e l Tirolo. -:- !nvito al gc~n_eia le G,m~<li dt d1 rnoa1s1 sul couti oenle. - D1spacc1o di Gar1b.ald1, 10 giugno, al min istro Pel!incno-o. - Lettera de l gener?le _La Afarmora al minis~ro Pelliuengo, 13 giugno. - fstruziom dato al _gencr_a lc Gar,b~ ldi. - Hag ioai che impediscono al G~vern,~ _d , nder,yo al desiderio di Gar iba ldi di tentare uno s~arco a lr1_este. o m Da !:nazrn,. - Battaglioni di g uarrlia naz10nn lc mobile ,n . \liJl!ellrna e m Vafcamonica sotto ofi ordini "' del co lonnello Gu1cciardi . CfPO U'.'OJlClìl!O ..- L'es,>t·ci to (tl/Stria,·o 'Ì rt Itat-ia. ~ esercito austriaco _dopo fa guerra del 1859. - - Riordina~~nt~, dol 1864 - D1cl~1a1:az1on e del ministro della g uerra F fc\nck al Parlamento dr V1e1rna nel ma o-<rio 1865. _ Forza 0 d_1sl~caz1ou e dell_'armala d')teJia nP.I l8d5~ - Nuovo fortifìca z1orn ?,el Q_uadrrliit~ro .e d1se15 ni offensivi dell'Austr ia. - Gli ?vvenime~ li poi I trc1 dei. pri rrn mesi del 66 obbligano [' Austria alla d1fens1~a. - ço,~s,gllo ù1guer-ra a Vienna il 7 e 1,1 marzo. ~ro,vv_~rl1ment1,m1l1tar1 ne l 1;1 es? di aprile. - Mobilizzazione doli eserci to. --:- _B10grafia del! arciduca Alberto e ilei o-enerali l:lartung, Maro1c1c e Rod i~h comandnnU i tre corpi ct\rmata n~l ?t:neto. - _Is,truz1ou1 _doll'1\rcitJuc~ ai suoi generali . C_llld1z1~ che egli 1 oca su lI eser c.,to ita liano. - Lettere del l'Arc1du_ca rn_ data .29_maggio e 8 g iugno all'imperatore d'Austria . -: ~uo_ d1seg:no d, guerra. - Rngioo i che lo inducono n preocc,np,1 :s1 specw !mooto d, un attacco da l Mincio. - Ordio i del! Arcrdu~a del 4, 5 e ll gi ugno. - Co ncentrnmento dell 'osercìto t'.a Lomgo, ~ron\a~aar.a e Meg liard in:i San Vitale. - Formn~1ouo di una d1_v1~1one d, fa nteria di r iserva . - Effellivo delI esercito al!a v1g1l(1t ~el_la d1ch_ia razio_ne d i g uena. ~PI'J!NDICE . Gindiz1, cw,~triac·i s·iti due f1·onti d'attacco dal ,l!inno o dal Po .

1'01,l hlJE SECOt'WDO (fascicolo 'l•)

( 3 ·J Z 1u1gh1e con nru:icssa una è,ll·tn del qun,S,,llntero alla sc,tln <Il •r1100,ouo r·iprodott.a col sistema foto-lnclsio11c Avo t). - Prez:,;o l,, 3 liO,

CA!'O DUODHCDfO. La diohinrctzione d'i g·u erra (dal 17 al 23 glllgno) . . · Arri\'Odel generale La. Marmora a Uologna. - Suo colloquio

col ge nerale Cialdini. - Versione dei due gcmera)i a quesl_o rigua t;do . ...: Stnto della questione. - Q~.iali ~rano I progetti de) cteaerale La ~larmora. - Sue prcv1s1orn_ sul ruod o rn cm farobbPrsi inizialo le opcraiioui prcl 1m1nar1 della cnrn pagu,L Pto~elti che egli a ltl'ilJuisce all'aeci,Jn ca Alberto. - !Cl.ce ,o lD?,prossioni del ,rencrnlo Cialdin i sul conteg no cho terra l Arcich'wrli tiene al. generale La )fa1·mora .du ca . - Lina~ao·"iO o oo · · t l Q,na:o im pressiono fo cc;iae quPslo l1nguag:g10_ su I suo 1n cr o .. cutore. - Si ricer<:a se io qoesto colloquio fu_ posta . la quf,:lstione che l' armfl la dol Mi ncio n on dov<>s~e 1m_pognaro . lJaltuD'lia o che dovesse limi tarsi u una scmp[1/\o d101ostr:ar.1one .. - "' ori ctine dell'equivoco in cui cadd er o i _due genera h. -:-- S1 esami1~a se la sparLiziono del_l'cscrc1to 11'. 9ue ar_mate. f~sse crmformo ai dettali rloll'arle militare. ·- Op101on~ diJom101. Arrivo del gene.mio La Marmara a Cremona (18 _g,ug_no). Informaz,onì porvcuute o. I quartier generalo pr111c1pa le mtor_no alle mosse de"'li auslriaci. - li generale La _Mflrrno ra no rnduco che l'Arc~duca inclini a gittarsi prefer1b1lr?cntc eontro 11 corpo di Cialdiui. - Per chiarirseo(' , risolvo d1 eseginro, una for te r icoo·niiione sul. )lincio 11ppena scoppwto lo ost1_ l1('.3-, Si affida al generale 1:uc1;h ial'i il còrn p_ilo di 1mpadro111rsi c_o n pa!'tc del le sue trnppe di Curla tonc ,. dL illonla nara e d1 ag,ro nei distr etli, men tr e Borgoforte sar1J assalito con gran massa di artiglieria dalla destra clel Po . - Te!ogrnmma <Jel generai.e La Marmora al g enera le Ciald ini. )9 grngno. - · Letter~ parti-: colar0, alla stessa data, a \ ministro Petlin~~go_l1_n cm g li ,s1 parla del ca!!oqu ,o avn to 11 17 co_lgencraleC1i.1 ld1a1.-Sporauz~ del «cnerale La M.a rmora n ella r1usc1 ta del_ progetto espos_togll da Ciflldini . - Autorizzazione de l fie J1er_l '1nv10 del la_d1ch1arazione di guerra all'Arciduca. -. (?rd, m emoirnt, _a1 comandan ti rloi primi tre corpi per avv1c111ars1 alla frontiera . -- Dislocazione dell'esercito alla se.ra del 19. - - Nota Used0m. -:Mo ti vi che ind ussero il Governo prussia no_ a spe~ll'la : - Discussioni che avevano .. avuto luogo a Ber:llno lr<!, _11 B1smnrl:k e il Govone per coocltH.lerc una convcrnz1oue mi_l 1t{lr e. -:--: Rifiu to del Governo prussiano a vincolare la sua az101~e rrnlitare ,:on 4uella dell'esercito. ital iano - Pro_p~~_te re(atrvc , ~d un movimento nr.ll' U11gher1a . - Pnrtonza d1 Iurr p_u Bei Imo. Abboccamento di un invi11to pruss1ann_( ~ern hard1) 9011. La M1:rmora, - Stu pore rlel Bismarck perclrn 11 Governo 1ta linno no!1 voo-li·t aO'ire in uncrheria. - Sua lettera a Usedom., del 13 criif"'~O. '.:... Testo della Nota Usodom, 17 g i~1~no . - Le ttera .p,-irticolare di La Marmora al ministro J.;cm, , 19 g,u_gn~. - Si esamina se la Nola Usodom contenesse qualche 111d1-cazion e per ctl'otto della quale si dovcs~c mu tare qualche cosa a qnan to erasi stabi lito _di fare. sul pr1nc1p!o della campagna. - In sostanza uqn v1 era d,_vergeoza d_1nten?111:ento, tranne che relativamente a ll'Ung her ia, tra quelli del Gf!brneLto prnssiano e qu elli del gener fllo Ln Mar mara. - Lo st _p~·ova colla citazione di una lettera particolare al genera le Pehtlt. ~ .Invio del la dichiarazione di guerra. - Te~to d~lla lettera (2q giugno) diretta a ll'arciduca Albc: t_o; - A_vv,_so a1 c~ma nd1~nl! doi corpi d'armata che le ostihla ~om1?c1 e.rann.) 11 tY!allmo del 23. - Dislocazione delle trup pe 11 giorno 20. - 1' orma: zioue del la r iserva del 1° corpo ,;·arm:ita. - Tel~gram_ma 0.1 general i Durando e tiella_Rocca perche non lascmo d1strug-


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rn gore i ponti sul Mincio. - Incnrico al co lonnello BalE>gno del conce nlranif•uto di arliglinrio contro la tesln di ponte di Borgofor te. -. Telf•gramma a l generale Cucchiari. - Lotlera pnrticolare del gene1.;a l~ Pelitti (21 giugno) al ministro Pettinengo da lla qualo si desumo come non ·si avesse l'intr,nd imeoto di fare gl i asscdi i dello piane farli. -, J cil1~gramma del re Vittorio Emanuele al l'imperatore NapoldoDo. - Hisposla dell'imperatore e ·suoi voti per l'indipendenza· d'Italia. - · Arrivo del Re a Cremona., 21 giugno - $uo proclama _ullc truppe. Informazioni arrivale al quarLic~r genera le principale. - · Telegramma del genera le Della lìocca . - CongeUurt• che tn1e il . generale Cialdini· dalle informazioni cornun icat.egli. - Egli crede che· l'Arci d1jc,a vogli11 scagliàrsi dapprima contro di Jui per poscia vo ltarsi con trnp pc vittoriose su ll'armala che sar ebbe avanzata dal ~lincio . - Sua let.lcra al.generale La ~(armora, 20 giugno. - ll w•ncrale La Marmora espone al Re il pro g-ctlo del generale r.ialdini. - l i ·Re lo approv,1 . - Lettera 21 giugno del gene1,alc3 La· Marmorn in cu i si annunzia nl genera le Cia ldini l'a pprovazione del Ho e gl i si dà ampia facoltà di com inciare e pr osngu ire le operazioni in quel senso che crederà più opporlu110, a seconda dello circostanze. - Teleg-ramma21 gi ugno del goneralEi La \iarmoraa l generale Cialdini in cui lo si previene ch11 probab1lmento non si farà n ulla sul Mincio sino a l 24. - Imprcssio110 del generalo Cia ldini su l rice,:ere questo av,•iso. - Suo telcgi'amma urgente in cui fa presente al generale La Marmora clrn il tentativo del passaggio del Po dern <lssero preced uto da seria dimostrazione sul nl incio. - Questo telegramma arriva al generalo La Marmora il 2:2 men tre era in giro a dare istruzion i ,·erba li ai co.c mand.ant1 dei ccrpi d'arma ta. - l i genera-lo·Petitti . considerata l' urgenza ·del t.clegram:na, risponde egli stesso che probabil- . · mente la dimoslrniono sar/1 falla il 24 secondo IB inform:izioni che si avranno sul nemico . - flispos ta ·del gonrr ald . C_iald ini . :- Impressione elle f"l su di lui la lellera del'21 giugno r1c<ivula Jl 22 sera, n el la quale il gcueralB La àlarmora lo autorizza in n ome del He a cominciare e pr_oscguirc le opprnzioni come meglio crednrà a seennda delle · circostanze. - Ordini del qunrtier · generale prineipa le per il passaggio 'del Mincio la mattina del 23 - Istruzion i date nl gcrncrale i\lignano por l'a ttilcc.o di Borgofo rte . -Telt•gramma del n.e al baròno Hicasoli. Al'PllNDICE - Id ee del generale Govone into1·no ad mia Campagna n el V!.'neto. · CAPO TREDJCEsrno. - Le forze dei due ege1·citi bell(gernnti (23 giugno) . L'aTma ta del Mincio·. - L'arm ala del Po. - I corpi volonl.ill'ii.. ..... 1:arm~ta cJ:_o peraziono austriaca. - 11. :Corpo del Tirolo. - Etfelt1vo d1 tulle queste tru ppe. -- Parallelo di questi due esercili in fatto di armamen to. - Q1ia.lità morali dei due eserciti. · CÀPO QUA'UORDICESBIO - Il 11assa.g_qiò del Mincio (?3 g iugno). , Disposizion i da te dal comando del l' corpo la sora cl el.'22. - · ~assaggio del. Mincio a M9nzambano, Valeggio e ai. Mo lini ·di 'Volta - l i Re e il gener ale La Marmora ass;sLOno allo sfi lai·e dello tru ppe del 3° corpo sul pon lt-1 di Goi to . - ·PalLugl.ie di .ulani eh~ si ri tirano verso Verona. _.::. Hicogo'ìzionì del reggimento Picmonte Reale cavalleria _a Villafr:anca. ~ Le tr uppe

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del 2° corpo occupano Cnrlatone e Montanara_.. .ordini dati da l comando supremo rclativament_e: a lle d1,·1s10?1. Ang1o lclt1, e·Lon«oni. - -Come vengono esegu1t1. - Happo1 t1 del. g~uc. ralo D~rando:e La nocca. - Inform:azioni raccolte su lla s1u1stra del · Mincio. - Ordini ern.inali dal comando ·supre n?O per 1A g i·ornata del z4. - Di.sposiz.ioni date dai. coma_ndaut1 dei corpi d'arilrn ta. - il genera le ,C.ucchiari pr~vien~ 11 comando ~upremo di nor. poter far é~e~L!ire. l'ordine r_1cevulo d1 _passare -. ,il Mincio a Goi!o col lo dm s1'0n1 .Ang10lett1 e ·Longan 1 pn ma · delle 4 anlimeridi~ne . .:_ Atti degli austriaci dop? il .20 g'iugn_o. · ~ - L'arcil:luca Al berlo si risolve a prend/'lre- l:oflcnstv_a contro · 1'atrnatn' d.el Mincio. - L'armata è·-lasciata s1Jlla s1mstra del_.J':\.dige Di10 alba dql ·22 .'.._c 11 23 è concenlrata· ~tl!sso Verona,. · · ·_, - L:Arciduca• è in fermalo prima del ,mezzogiorno . che g l1 .· i\aliani bano.o passa lo il Mincio e . s'aYam.ano )lei.la chrcz1one principale di VillaJranca . - St)~sorpr.esa.-:-- Invia 1l_co;_onnel l_o ){iiber a r iconoscero. - Ma mhsla a1 suoi g~nern\l I 1nlend1'mento rii attaccare. Il nemico Li_i fi,iuc~. - Jlttorno d~l colon~ nello Ri.iber: a· Verona. - L'Arciduca s1 cooier!11a nell_1tiea .che l'armata ,ifaliarra marci su pfo colonno._verso -1.I medi~ Ad 1go. _ . Movimflùi o.sòguili dal l'armala ousl!'iaca noi pomeng$'10 del 28'. - Esame. del -piaDo dell'Arciduca . - !_I se.i:vIZ1 0 rnto.rmazioni pi·es-so il quarliòt' gen('rale. df>l _l'~1scrc1lo 1ta1Iano. - Ar~ rivo a l?cfrara di lettore nunuuc1ant1 11 co_nc~ntrame_nto d.egl , · austriaci sull~ destra clell'Adigo. - Jnfo_rm:ar.10.n1 arrivale ~I 23 ' al o·encràle Sirtori in \'aile"'gio. - Hag1orn per cui non venga8o trasmesso al comandi gonernle del . l' corpo d'armata : • _ Movimento -di truppe aust.ri.acho ~egoalato dagli avamposti della divisiono Cernie. - Nol1z10 . arr1 v~le a HoverbeU~, a Quaderni o a ~loziacane di moy,imon to dt truppe . austnache · Rappor to dol gei1eraio Cucchi_ari.-,- Sg~rnrdo ?Il ~rmata del Po. ·-" Piano tlol 1Yeoera le C1aldrn1. - D1spos1z1on1 Bmana.Le pcl passaggio del fio n.el!a nolt_e del 25. a I. 26. - Is.'.ruz1om da te · · a l "'enerale Frauzrn1 per avanzarsi verso Adr1c1. - Opera. ziorfi oseguile il 23. - Te legnimma del gcner:al_o I.a ~!arq.10ra -al gener ale Cialdini. - Risposta . - Sguardo ai corpi voloDtorii. :__ Còmpito aftìclato ria l comando . s~1 promo al ~P,MJ'ale Gar ibaldi. - Dis locazion e dei volon~nrt 11 2.Z. g iugno. - La Je<Yione di g uardia nazionale mob1 !e rn Val tellina e m Vnlcaminica. - Le forze aus tri ache in Tirolo e' sul lago dt , Garda. - Oporazioni de_l 23. . · . : .· . . CAPO QIJINOICF.SI_nrn . - Jl ca.mpo a1, ba.tta,glia. (DesCIJZlOlle topogr11fìca del terreno). . .· . . . . · · CAPO SllI>lCF.S liU O. La ba.ttaglici (dolio 3 aut. alle_ 4 J)Oml Tempor àle nel la nolle .del 23 a.I 24. - I due eser c1t1 s1 met: · tono in marcia. - Pi:1m1, col pi d1 cannone dal Monte Croce d1 Peschiera contro la divisione Cor;i le. . . , Ordino di. marcia delle divis_io111 Bix10 .e . Prrn c1 pe .Umb~rlo all'estrema destr a. - Formata del la dw1s10.n0 Pr111c1~e Um berlo a Mozzecane. - Nqtiz.io . raccoJ.~e d_a1 lerazzan1:. - ~l Principe ordi na al _capitano Tavern~ di s?mger <~ _una, r1 ~?~n 1· zione fi n dcm lro V1Jlafranca . - An1,o della dn·.1s1o~e .B1x1o a Qùad erni. - li generale 13ixio. ma nrla. ad ·.~vver t!l'°. 11 ?e~1e~a le Della nocca della presenza d1 alcu l)I. d1 ,ippell 1d 1 cavalleri a , nemiea a l di qua di Vi llafl'anca. - Spingi-\ 11 cap1lan? _l3u?e~(o. ip ricognizione sulla strada maestra d1 Vcrona ·a l cl1 la di \il-


i3 12 lafranca. - li cApi!lmo Tarnrna, reduçe clalla sua r icogoizione, informa il Principe di nou aver incontr:;.to traccia di tru pp e nemi t:he. - Il Principn onlt'/1 in Villafrnn ca o dispone lo sue tru ppe a l pun Lo di co ng iun1.ione delle due strode che tPndono a Yorona. - Ocscr:zio11c dAlla horgata òi Yillafranc,t e elci terreno circostante. - Orn 6 I 12 anlimerirliane. - JI ca pilano lluselto, r ('lluce dalla ricognizione sul lo stradalP di Verona incontra il Principe o lo avrorte dotl'appressnr~i ·della cavai: leria nemica. - li Principe sclilern la brigala ParmA su due li nce, e spedisce ordine allii br igata mista di AYanzare sollecitamente. - Il luogotcnr ntc fcrrari, comandan le In sezione di arliglieria coll ocata sullo straònle di Verona, segnala al ge - ' n~ralo Fcr!·ero. co_mandanto la brigata Parma . alcuni drappelli d1 cavalleria che s1 avnnz;ino. - li luogotenente Adnmin i dei cuval leggc1·i d'Alossandria si µo r ta innanzi per verifica re rn è caY~llcria _ila~iana. ori anstriacn. - Si ricon .,sco che sono drappelli austr ,ac, (brigata Pulz). - Il fuoco della n0stra nrliglioria e dei bet's11glieri li coslringfl a r etrocedere - li colonnr llo Pulz fa arnnzaro l'ioliora sua brigata. - Vede sboccare in \'illafranca a sinislrn della òiyisiooo del Principe Vmborlo la divisione Bi:X iO. - Breve comba ttimento di artiglicrio. - Pulz cessa d1 r,spondPre alle artigl if'ric della divisione Cixio, e lancia i suoi squadroni contro la divisione Principe Umberto . - Il ge neral e Fcrrero ordin11 che si form ino i quadrati. - li Princ,p~ Umh<>rlo entra n<'I quadrnto del 4° ballaglione del 49° fanteria .. --: il ge~cr_a lo Jl~vel e_il · cap itano Cagn i sorpres i clai cava lieri austr1ac1. - hncrg1co con tegno drl 4° bullaglione {Ulbr1c). - li l • bntta~liono retrocedo pl'r isl•nglio sino a Villafrnnca . -- li 2° ballaglion e (Parodi) o cl 11 e comrag-nie ciel 8° si sban1aoo ; le altro due l:O mpag-nie colla hnndicra nel reggimento sono formale in massa di dif'esa dal tenente colonnnllo Barbavara feriti>. - Fermezza de l '1° baltagliono (Uernardi) del 50' fanteria. - 1 battaglioni 1° o 2° r espingono uo assalto - La sezione di artiglieria è sopraffatta dagli u lnni. - Vigoroso fuoco dei bersag lieri. - La co mpagnia del genio (Pand ol fi) form ata in gruppi. Arriro in Yillafranca del general e Del In R0cca. - Ord ini emanati al la divisiouo cavalleria <li liuea tosto cho egli sep pe che p resso Viltafranca ora stata segualata cavall,•ria austriaca. Islruzioni al Principe Umber'lo nel caso che egli fo sse sta to attaccn to. - Pan ico in Vi llafranca. - Si diffond o la Yocci cho la cavalleria austriaca attacca nuovamente la divisione del Principe Umberto. - Il gener ale del la Rocca manda in traccia della divisione Goroue o ordina al rolounullo Strada di sµ ingersi a l !rollo sul luogo dell'aziono e caricare il nemico. Brillante carica dei cavalleggeri d"Alessandria. -- La 10' batteria (cap itano C/)razzi) unisce il suo fuo co a quello della fanteria. - Disfatta degli ulani. PartB presa nel combattimento de1lla t'l ivisiono Bixio. - Ore 8 nnt. - Lo divisioni Bixio o Principe Umberto rettificano lo loro posizioni. - Hieognizionedelca pilano Tar r r oa verso Povegliano. La divisione llrignooo. - Ordine di marcia della medesima - Ferma ta a Torre Gherla. - SenLosi il cnononl, di Villairanca . :-- li generale Br1goonr, manda la sua ca valleria a perlustrare 11 terreno sotto Mon to Torre o Monto Croce. - Ricevo orrlino dal generalo La Marmora in porsoua di occupar e le alture

d i Cnstoza. - Descrizion e topografica di questo nlture. - li generalo La Marmora precede la divis1ou_e. o salo a ~J~nl!) Croce con un suo aiutante di campo e alcuni_cavalleggeri clt Luce.a - Avverte la presl.)nza cli trn ppe ncm1ch_o su ll o alture ~icl la Bcrettara. - 1la111l,t ordine al generale Brignono cli sollec,Laro l'arrivo della sua divi sione. - Il goneralo Bngnone conduce la bt·i rrata g l'anali cri di Sa rd ('g1~a SI ( Mon to Cro~o e ord ma alla l)rigat~ gr:1nalieri di Lombanha d1 ~rattcn~rs,_ .sulla. stralla Custoza-Sommacnmpngna in a uesn cli ulteriori 1stru,,1on1. li capii.ano Steccliini arrivo su ,\lonto Croco , _man~ato _d~I gPneralo Cu.,.·a. - li gcuerall' La ~larmora l_o 10~a_r1ca d1 chrc al ,,.ener nle C11°·ia cho si avaini µc:r coll<'gars1 a s1J11strn colla cl1~ision~ Bricv~one e a deòtnrco lla divisione Hixio. - li gene ra le Bartu n"' c?10 comanda il 9· corpo austriuco sullo alture della BeroU.tr~. vodcndo truppe italiano co~onaro &!Or~te . Croce decide di attaccarlo-. - Schicrament,l dei gronat1cn 1h Sardegna ft·onto Villafranca. - Gli Amlriaci lancia,110 alcuuo_gnrnat~ s~ Mo nto Croco. - Il gencrn lo La }Jarmora In volger~ 1 g ranalicl'l fronte alla Berettara~ - Si chi ima la 1• batteria (capitano Pelloux) su .Monte croce. - Arrivo di S ~I. il Ro a llon~e Torre. -:- li genern lo T.a Marmora g li indica i motiyi_per cu i fece deviare la divisiono Bri<Tnooe ualla slrnda pr1m1t1rnme11le n~Sl'~nalulù 0 _ Il ne chiede nolizio di ciò che era accaduto a _V11lat ranca. - 11 generalo La Marmura rispoudH che nul ln s1. conosceva ancora, e cho Yi si sarebbe tosto recato por confenro col generalo Dell/\ Rocca - La Mnrmora racc.;oman~la a_l generale Brio·none cl i contras tare ad Pgni costo ol nern 1co 1l possesso dell~ nlluro e gli annuncia che pr...sto_ riceverà il rinforz_o della ,li visione cugia. - Lotta sproporziono.ta. fra la battl'r1a Pclloux e tro ballorie a11slriacho. - Grave ter:1la del _luogo tenente cucchi. - li maggiore Abate ha monco 11 h1·acc10 ~cst_ro da una granata . - lntrcpiilczzo del cop1lnno ~ell1,ux. - S1 chiamano in rinrorzo duo ,;ozioni della 2.. b_aller,a (Fm~sch1). - 11 gèneralo Bri"'uono mauda il suo cnpo d, stato magg1~re a porl.,1ro ordino ~I principe Amedeo di attaccnre colla 1>1;1gata g ranatieri di Lombard ia il fianco destro delle truppe d_1 1~a1:tung che muovono all'nssallo di llonto Croce. - I g1·nnatien. d1 Sarcle"'na e il lW battaglione bersogliori rcspingouo un pr1_mo attacco. - Gli Austriaci tentano un ~oco11do attacco . - SI avanzano sino alla hatteria e alla casa cli .)lonll\ Torre. - li generale 13rio·uonc accorro in mezzo al la misehia e imprg:na la sua ~corta di carnllegn·eri O carabinieri.·- li SUO cavali~ rim,an_e fertlO.-: Brarnra def crranotieri - Cli Austrinc:i sono r1caccrnt1 con gr:\vt perdilo nel v; !lone di Slafl'alo. - Tonta llo un terzo alloCC? ; ancho quc,sto è felicemente respinto. -. Duo altro b11L\or1~ austriache ontrano in azione. - La lll'lgala graJ?al1er1 _d1 sardc<>na si trova ridotta ngli estremi. - GraVl pcr1hte toccale nei suoi ufficiali. - Morte d<'l tenente colonnello StaLolln e riel maggiore Cappa . - Ferita del generalo Treville. - Impa_zienza del. g~neralo nri~r)One non _vedendo n.n: coro accorrere in sno rmf?r~~ la d(v,s,o~e Cug1_~· - Jlo_t1v1 cho impedirono a questa d1 v1s10 110 d1 arrivare pili sollec1tamento. - Suo scllieramenlo a Pozzo Morello. al (e falde del Monte Croce. - li generale La ~larmora non mcontra traccia di Lruppo nel suo discendere da Mont_o C1·~ce. - llanda uu cavalleggero in Villafronca per accertarsi so e o no occu-


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pa,ta. - H capitaqo Della Rb11er e iJwiato da S. M. il- Re a Vii-· l~tranca. . -:: Si riconosce che CJL)Cs.ta b_orgato. è .occupata da truppe 1lal1<1 ne. - Il capitano della Rovere ri torna a Monte Torre per. ra_ggoagfia!uo . il_ He. ·-' 11·gen_ei·ale La Marmora -e ntra. a_ ~1! la f('a~1ca: -:-- C:hicdc 11òtizie ?-l genera le Dell a Rocca · dello d} v1st0n1 ,Cugia· e .Govone. - Ordina chn ·si teno-a formo a V1lla tFanca. .1pilt_anto clic.egli provvederà alla difosf.{lelle alture _c_olle d1i1JS-1orn Brign.o ne, ·c ilgia .o, Govone. - · Aiello a dispos1.z1one di>I gé:::eralo Del la llocca· la- divisione cavn lleÌ'ia di . h_n~a. - Nell'uscire eia Villafran:c.a ,9 3t4 circa) incontra la di. v1s_1oné Govo ne presso le falèlo'. mcridion.nli ·do-I ·Monte Torre -,- Os.tac9 Ji 'ir~COT1lr1'ti pervia ?a ((~!C~ta di vfsiono prima Ji pas~ sar,e 11 11one. - Il genera le .Gov6oò sentencJo il romofo dol cannon~ in lontana.nza , !liscia i suoi carri a Quadr~rni ·e piende le v;~. d1. camp11g na por guadagn~ro più so llecitamente il ponte 901. l:o_n~, -:-': -~l_ont~~ uoa su~ ~ngata:.(A.lpi) G ·gii\ impeg nata rn qttos_t,\ clH2Z!Oll.fl; · r1?Ewe ordroo- ·.da·l ·gener alo· Della Rooca di · portarsi 10veco a V!llafranca. - Il gònera le Govone av1'ia a que.sta volta. ~'altra .sua bri~pta (Pistoia) cho trovasi .ancora ~ullastrada Quadern1,1losegaforro, e~ egli gnida la bt'fgatn Alpi ,,1,1. po,n te su l T10r10 por s~1_ngorla qumdi volgen(io a destra, su '1Jlalranc~. - Ricevo on,ine da l gen eralo Dul-l a Rocca di non portarsi_ p1ì.L a V1 llafea1fca, ma. dl dirigersi a Pozzo òforo\tO', CO!n<} r1se.rva del 3 corpo. -:- S. M, . il H.e sceso ·da ~fonte. ~·orre [)eL' sollecitare l'arrivo di rinfo rzi al la divisione Brignono.' rncon~ta al- P?nte del T\01_1 0 il generalo Govone . . .:. .:. s. -~1. gri d ico d1 es~gu 1re g li qrdrn1 del _suo comanda nte di corpo d'armata o parto al ga lo~po per ·V1l la franca: - ll -<>enera leGovo ne sentfinclo -11 cannone su_llc· alture si dirign a &·1~nte Torre : iri- . vece che a Pozzo àl oreuo . .-:- Mandn ad · avver,Lirne il gei1eralo . DeUa Rocc~. e lo prega -01 r1nv 1arg li la. briga la Pistoia stata avvm ta a .\i_tlla frn11ca. - li geooru le La ·Marmora incontra .la brigata Alr1 m01:itr0 prende ordine da combattimento . o le · lasc~a .l'ordrn.c._d1 accorrere. in· rinforzo dc~lgeneralo Bri'gnono. - ,a poscia ltl traccia del generale Cugia a Pozzo :\Joretto. Sen te da questo gr-1nerale che le truppe del la divisiohe Bri o-nono sono s_tate ruspin te da Mon te Croco. - Ordina al colo':inèl lo Ferrar1 del· 64" fanteria di andar tosto a rioccupare la posi"'1ooe. e al galoppo SC(!nde su Monte Croce. - Vi trova ancora 1,1 ·g_eµera lo_·Brigaone cogli avanzi dd la brigala granatieri di Sari:lcgn.1, 1 quat1 aveva no i'espinto purè a·11ora il terzo àltacèo. . -:-- 11 generai!:) ·r,a Ma;rmora aningn i solda ti è' li an.ima a resistere per poco, fiuchè arrivi il colonnello Forrari. - Scende nell_a _valle de) . Gorg_o e yi riceve n 9tizi·a che la b~'igala gra-na-t1:r.1 d1 Lo°:b~rdia _e ~ta.ta quasi m\eramente resprnta. :-- Lascia 01d1_11e di a1·viar0 tuLll I d rappelli a Custoza o di tenere aèl ogni costo quel la posizione. · . · · · . Descrizione d_ella _lotta che era _sta t;1sostenuta in.questt) frattempo da lla brigata gra naL1er1 d1 Lom bardia . - Istruzioni re. cale_d.al_capo distato maggiore.del la div.i~ione al Principe Amedeo. -;-- Schwra[l'J~n lo del 3, gra 1111tieri sul declivio di Custoza o nella val)e ~ol Gorgo - In seg.u ito all'invio su Monte Croce di due sez1on1 della 2a battrr.ia (Fiocschi), la brio-ata di Lom bardia non .ha l'appoggio clrn di doe s,i li pe;:zi crtrti•.rl ieria . - La hri~ala rncon tra il nemico prima ancora che es~a abbia com piuto 1t suo sch1erame1\lO, ~ Viva lotta al palazzo Baffi. - !f 2° batta-

glione (Tortori) d<'I 3° gr,1 oatieri .resptng°e l'assalto o unita-· niente al 8" baUaglionc (Bf!rtolè Viale; si avanza verso ltt 13agolina . - Jl 1° buttaglione. tMagnooe) g uadag na la vntta del geJvedero: - La brigula Scudier del 7• corpo austriaco fo retrocedere i ballagl ioni Tortor·i o l3erlolè e li in~egue dappresso. I! maggiore 1\Jagnone è costretto ad .Jbb,mdonarC\ i I Bcl~eclero. li nemico penetra in Cusloza - Vice1.1de del comba tllmento nella valle del Go.rg-o. - Brillanti attacchi nlla baionetta cse- · . gui li da duo . comp,1gni~ guida to d,1l ca pilano Viganò do.I 3° ·'·· granatieri . ~ li m;1ggioro· felzi. coma ndante 11 4• hattagl1.ono· del 3• granatieri, assali a la Caval.cllioa. - Esempi _di bravura>-:: l luogo.tenenti Sacchi, Bollcro. Gr1igolelto, o 1 sbUotenorit1 San Pietro e Poltenziuo. - li fu.ci ere T1ùozzi riesce ad abbattere· · una cl(il le porto del la Covalè.hina . e a penetrarvi, ma in breve i'J obbliga to a r e·rocc.dere . .- _Il maggioro TI'ezzi_ h~ il cava llo . fQr ito. - li suo bc1 tlag1tono si np1ega . .- Il pnnc1pc~ Am edeo · fa . cntr,1re .. in .izio ne il '.l" rrggimeuto. gr,11rnt ieri:· - Si me tte. · a.Ila testo. del l · battagl ioòe (Muugili) e lò guida all'/lssalto. ·:-: Riman o ferito ed è tras portalo all'ambulanza. - !\lomento di t.rupidaziono p elle file dei .~oldati. - L'assalto dcJla Cavalchina r iesce, - Il 2° ballagli ono 1Do _C!Jevil ly) riLeota !'.attacco , ma cov. egunle s!'ortun.a . H - 3• ballllglioue .{ t~nc;nte co·lon11ello Vayra) .o il 4· battaò\lione (G rillo) riosco.n·o.a impadronfrsi della q1s.6ina. - Una cumprigniu di soldati aus.triac:i continoa la ro-. sislùn.z.a dal piano superiore. - Aniv~no rinforzi ag li austriaci e circondano la tava lchina, - Il capitano Cragnoui rrr para ad cilorgica difAsa le troppo chr, ~ooo dentr? .1~ cascina. - Eroismo del sottotenente Me.nazz1. :- Il neo;:nco 1rrom(>e neHa cascina·: e fa prigionieri i difonsori. - - Disordine e con(usiono solla strada del, l;orgo. - Tiinlativi per r iprondere .Custoza Il colon noi lo I3lnnclrnUi, il magg ioro Mag.none, i capi tani Orlandi ò .òJarini : - Gli austriaci resµrn g,Jno · tutti gl i as~alti. - Sgomento nelle tnippe. -- Co.lònno nemichè cl1~ s'avaniano 31di qua del Gorgo. - Il generale Br-ign?De, yeiJendo Arri vare su Monte Croco due battag l1om del .6<1. tanler1a; fa scendere nel l_a . -valle del Gor.go i grarHl.tier i di Snrdegna pHr arr<~staro le unz1d elte co lonne nemiche. - Splendida coo,lçitta del colonnello Boni in questo frangente . - l i 64· fantel'ia, col . colonnell o Fcrrari alla testa, r espingi\ dn ll,1 Casa di Mont~ Torr~ g li an: striaci', riprendo .loro Monlo Croce e li caccia noi va llone d1 Staffalo·. - -11 capili:mo Della Rovere arriva su Monlo. Torr.o màncta to da S. j.\l . il ' !~e per annunciare al genera le Brignon~ fi mmiocnte arrivo della· divisione Govone. - li generale Bngnone si ritira a Valeggio, - Gravi. porctit(~ supi to da-Ile l:Lfppe di· Ilar tung. - li Re e il g43ne.ral(l Li:\ Marmora· s.1 recano . a Valeggio. - È.segnalata la presenza di cavall et'ia nemica .presso Torre Gherla. - fermo cMlegno di S. M. il Ile. Sguardo complessivo allo stato dHlle çoso tra le 10 e 112 o_ fo 11 antimeridiane su lle alture di Custoza e nelht pianura di Villà franca. - Oisp.05izioni date dal generale Del la Roc'.ca rela: tivamente alfa divisioni'\ cavalleria. di li uea· e alla hrJgata eh. cavalleria leggéra-(Pralorrno) .· - Ricogniz.ione eseguita dal coloirnello S. òlarzano . . . Descrizione del la battaglia sulle alturB a n ord di Valeggio. D.al le 6 ant. alléi 3 112 - pom. ~lti .successivi del la -divisioni Ce. .raie, Sirtori e Pianell e della riserva dol 1• corpo ct·armata • 0


Arrivù del Ho a Valeggio rcrso iì mezzo giorno. - Disordine

e confusio110 nel villaggio o sulle straùo che tende.no a Volla

o a Cavria na - li Ho si porla a Cerlungo pur tulrgrn fo re a l genera le Cialdini. -A rrivo dul generale Lu Marmora u Valeggio . - )lolivi che lo inducono a portarsi a Guilo . - Orcli11n di marcia assegnalo dal comando del 2' corpo alle divisioni Angioletti e Longoni. - JI generalo Loagoni o·:trepassato di duo chil ometri il ponto ùi Goito, trova urrosluta la sua marcin u JlOl'f'l'bellu . dai ca 1·1·i del treno J;orghoso fuggo11Lo Vi llnfranca. - l i g-caoralo si dceiùu a ripas,wro il _\liu cio; CP~:;alo il disorcl11H', ripiglia la m111·ci11 sino a r.orrrhe!la . - li gPncrale Cucchiari stnb ili~co il suo quartier g1·ncralo n Coito. - ~landa ord ine alla division e hngiolc! LLi di ufrroLtnro il s110 ar rivo a Goilo. - Questa vi urriva al lo ore 1 J 1~ 1wmerid iane circa. Il generalo La ~ln rmora arriva a Coito rerso lo 2 112 pomeridiane - llanda il suo aiutante di campo dal ge11erale Pelilli a Ccr!un~u. - n ;spo,itiou i prrse dal qut1l'lier go11erale pri11c ipalo trn ll'asscnza dol geooralo La Mnrmor11. Il gcrwrn lo PoliLLi si reca a Co ito con parecchi uflìzinli di stato maggioro. - Il colonnello A1•ogadro è mandalo a \'il lafraoca con ordini o is!ruzioni pel generale Della llocca . - Il colon,wllo Do \'l'cchi ò mandalo a Valeggio . - li generalo Angioletti l'i t:e1'0 ordine dal gon crnlu La Marm0ra di portarsi oll1·u ~la~sini bona poi· imped ire cho g li austriaci non ava nzi no da Val<'ggio. -· li gcncrnle Pelilti ritorna allo 4 a Ceri ungo por raggaagliare il no dei proncd irnen ti presi. Con li nnazione dul ia uarraziono del cnmhaltimculo su lle all11ro di Cus loza (dallo 11 a ulimcridiane allo 4 romcriclinne). - Contrattacco esegu ilo dal co lon1H•llo Booi llPlla vallata del Corg-o. - Gli austriaci sono respiuli nel rallono di Staffolo e al cli lii della 13agolina. - li colonnùllo I3oni 1•a a prPndere posizione sul decl ivio nord-es t di Custo7.a, in attesa cli un rinforzo. Jl•genera h1 Guvono <:on una hrignla (Alpi) u con due hallr1rio ascende su ~lonlo Turro. - f.:anda sniJilo un rinforzo al colonnello Boni. dirigo le suo nrliglierie coulro il villaggio <li C11slola o so ne impadrouiscc,. - Hicol'n dal grrrPra le Df'lla Rocca il rìnl'orzo di un a ballcriaaeavnllo - Labrign laPisloia arriva a llo fn lde di ~lonte Torre. - Il g·t•nernlo Govone si eonsolida in Custozn. - llespinge un alluc;,~o dPgli nustriaci. .Manda a chiedere uo rinforzo al gP11erale Della Hocca. Dispone per l"ulli1cco di Bcil'edl,rC. - .llosso dPgli austriaci in q11eslo i11 lerva lio di tempo. - Conq uislu del Bolr cdere. - ll nemico è res pinto fìuo alla Bagolina. Atti della divisione Cngia - Hico~oizioni esegnile dallo diYisioni 13ixio e principe UmhPrlo. - Scontro con uno squadrone di Ulani snlla strada di S0mrnucr1mpagna . - Il g<·n erale Della Hoc.ca in V1 llnfrancn. - ~!o li vi pBr cu i non crodelLo di poter mandare r inforzi al generalo Govone. - Invito al genera le Longoni di portarsi a \'illafranc;a facendosi preccclere dallo arliglierie. - Pnusa nolla hallaglia verso lo 3112 - li generule Covone erodo fìniln la battaglru e ma nda ordin fl ri i far avanzare i ca rri de i viveri da Qunderni allo fa lde di Mon te Torre. - Ln battaglia ri print:ipia più fur iosa verso le 4 pomeridianP. - Gli auslri11ci tenlnno un cslrt'mo alla eco contro h• posizioni di Cuslozn . A1•PF.xn1c1,. - Lellcra del generale Sirtm·i sulla parte soste-

ua

nuta daUa :;• dit>isiona nell<i giornata det 2 .1 giugno 1866.

Hl3 minerà i ca-ralli presentati, sceglierà quelli adatti, ne stabilirà il prezzo e ne pagherà. 1:ammontare. Art. 6° I proprietari . che non s1 confo~meranno alle disposi1,ioni sopra in~icate sara~no_ soggetti ad una multa di 100 lire per ogm cavallo 1scr1tto. . . Un decreto reale determinerà il modo d1 applicare questa legge.

Svezia e Norvegia. Il bilancio militare della Svezia che nel 1871 am'montava a 9 6.27 726 talleri svedesi è aumentato per l'anno 1873 ~ J4,736,239 talleri. Il bilancio per, l'armata era 3 8791033 talleri nel 1871, 4,988,000 nell anno 1872 e sal; a 7 168 300 talleri pel 1873. A queste somme sono ancora da ~o-gi~no·ersi 5,408,567 talleri di altre spese, per cui la Svezia eh~ nell'anno 1_8[1 sp_e~d~va per la sua difesa 19 milioni, spenderà 21 / 2 nuhoni nel 1873 (il tall