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L ’economia raccontata ai bambini

Gellindo Ghiandedoro e un regalo complicato

2 - Buon compleanno Pagliafresca! I RACCONTI DEL BOSCO DELLE VENTI QUERCE - FIABA DI MAURO NERI - ILLUSTRAZIONI DI FULBER


Tisana La Dolce “BUON COMPLEANNO, PAGLIA-FRESCA, E CENTO DI QUESTI GIORNI!” Ecco cos’era quel sasso pesante sullo stomaco che non lo lasciava respirare! Gellindo se lo ricordò immediatamente e… “Ma che sciocco sono! Come ho fatto a dimenticarmene: oggi è il compleanno di Paglia-fresca, lo spaventapasseri più allegro del Villaggio!… E io sono senza regalo!” Gellindo si bloccò in mezzo alla strada: senza un regalo qualsiasi, era meglio non farsi nemmeno vedere, al Villaggio degli Spaventapasseri! Lo scoiattolo si guardò in giro e di lontano vide “Tisana La Dolce”, che se ne stava come sempre piantata al centro del suo orto d’erbe medicinali. – Ciao, Tisana – sussurrò Gellindo, sbucando con la coda e con il musetto da dietro al muro di cinta dell’orto. – Ehilà, Gellindo – bisbigliò la spaven-

tapasseri, chinandosi sul piccolo amico. – Parli sottovoce perché stai facendo un gioco, oppure perché non vuoi che qualcuno ti senta? – La seconda va bene! – rispose Gellindo sbrigativo. – Il fatto è che mi sono cacciato in un guaio… – Uh, che bella novità – canterellò Tisana La Dolce, – il nostro piccolo Gellindo è nei guai… Ma quando mai Gellindo non è in qualche guaio? Quando mai non hai nessuno che ti insegue con la scopa in aria? – Sssshhh, ti prego: parla sottovoce – la supplicò Gellindo. – No, non ho fatto nulla di male, questa volta… – Niente sale nel caffè al vecchio spaventapasseri Empedocle? – Nooo! – Niente trecce di capelli annodate, questa mattina?


– No, non ne ho avuto il tempo… – Niente stracci attorno al battacchio della campana del campanile? – No, quello l’ho fatto l’altro giorno e m’è bastato il castigo di “Din Dòndolo”, lo spaventapasseri che tiene pulita la chiesetta… No no: il fatto è che oggi è il compleanno di Paglia-fresca… – Sarà una gran bella festa, quella che gli abbiamo preparato per questa sera! – lo interruppe Tisana La Dolce. – …e io mi sono dimenticato di preparargli un regalo! – Noooo! – Sìììììì! – Non mi dire… – E io invece ti dico! Non ho pensato a un regalo per Paglia-fresca… Cioè, a dire il vero io un regalo ce l’avevo in mente, ma fino a ieri sera… – E che cos’era? – Volevo regalargli una pipa! – Una pipa? – esclamò Tisana. – Ma Paglia-fresca non fuma… e poi il fumo fa male, lo sanno tutti! – Io non voglio regalargli una pipa per farlo fumare – spiegò Gellindo, – ma solo perché non c’è al mondo un vero spaventapasseri maschio che non abbia una pipa in bocca. Questo lo sanno anche i sassi! – È vero, hai ragione: sei proprio in un bel guaio. E come fai a procurarti una pipa? Non se ne trovano mica, di pipe, per terra o sugli alberi. Esistono gli alberi delle pipe? Gli alberi “pipai”? No, non mi pare…Ah, che guaio… che grosso… guaio… E Tisana La Dolce si addormentò!

Guardo-storto Succedeva sempre così: quando Tisana cominciava a preoccuparsi per qualcosa, per il sole troppo forte oppure per quell’ombra che impediva all’erba medica del suo orto di crescere bene, senza nemmeno accorgersene scivolava piano piano in un sonno placido, dolce, leggero leggero… Gellindo lo sapeva: si guardò bene dallo svegliarla, la salutò con un sorriso e col cenno di una zampa e si girò per andarsene. Fece solo un passo e andò a sbattere contro il palo che teneva in piedi Guardo-storto, lo spaventapasseri più scorbutico e scontroso del Villaggio. – Che fai, da queste parti, microbo d’uno scoiattolo? – sibilò cattivo Guardo-storto. – Sei venuto a fare qualche scherzo alla povera Tisana La Dolce? Non vedi che sta dormendo? – Sì, cioè, no: non sono venuto a fare scherzi – farfugliò Gellindo, che tremava come una foglia al vento, per la paura. – E sì: ho visto che Tisana s’è addormentata, ma io non volevo… – E pensi che io ti creda? Pensi che Guardo-storto sia così sciocco da non sapere che dove passa Gellindo, l’odore dei guai diventa insopportabile? – Ma no, dai – lo supplicò allora lo scoiattolo, – io non sono così cattivo. Sono solo un po’ marachellone, questo sì, ma cattivo no! In fondo in fondo Guardo-storto non era poi quel mostro di spaventapasseri che voleva sembrare: aveva anche lui un cuore grosso così, sotto la paglia, e poi gli occhietti di Gellindo erano sinceri,


almeno per una volta! – D’accordo, ti credo. Allora perché sei venuto a far visita a Tisana? – L’ho incontrata per caso e allora le ho confidato un problema… – Posso saperlo anch’io, questo problema? Come sai, appena Tisana La Dolce comincia a preoccuparsi per qualcosa o per qualcuno, s’addormenta di botto e nessuno riesce a svegliarla minimo per due ore! – Oggi è la festa di Paglia-fresca – ricominciò Gellindo… – Vent’anni di spaventapasseri è un bel traguardo, no? – Certo, e io volevo fargli un bel regalo… una pipa!… ma me ne sono dimenticato, questa notte ho dormito troppo fisso e… – Non cercare scuse, piccolo mio – lo rincuorò Guardo-storto, – perché tutti possono dimenticarsi di qualcosa e non muore nessuno se un compleanno passa senza un regalo. Una pipa, poi! Volevi regalargli una pipa? Ma Paglia-fresca non fuma… – Anche tu! – esclamò Gellindo con le zampette sui fianchi. – Mettetevi in testa che regalare una pipa non vuol dire che uno sia poi obbligato a fumare! Il fatto è che non esiste al mondo uno spaventapasseri maschio che non abbia una pipa in bocca, un turacciolo al posto del naso e un vecchio cappello in testa! Allora: Paglia-fresca il turacciolo ce l’ha e il cappellaccio pure. Gli manca solo la pipa… e io volevo regalargliela. Tutto qui! – Hai ragione – rispose Guardostorto. – Vedi? Pure io non fumo, ma la

mia pipa ce l’ho qui, nel taschino della giacchetta. E allora sai cosa ti dico? La festa di compleanno di Paglia-fresca è fissata per questa sera e perciò tu hai tutto il giorno per procurarti il regalo che desideri. – Ma per farlo devo scendere in città – piagnucolò lo scoiattolo, – e non ce la farò mai ad andare e a tornare in tempo… – A questo possiamo trovare subito un rimedio! – disse lo spaventapasseri, che infilò due dita di legno in bocca, fischiò forte e… E dal cielo scese lentamente e a grandi cerchi l’aquila reale Cassandra, che andò a posarsi sul muro di cinta dell’or to di Guardo-storto. – Problemi? – chiese Cassandra, lanciando sguardi torvi e severi all’indirizzo dello scoiattolo. – Vorremmo chiederti un favore, noi due – disse Guardo-storto, – un solo piccolo favore. Saresti così gentile da accompagnare in volo il mio amico, lo scoiattolo Gellindo, fin giù in città? Deve fare una commissione ed essere di ritorno prima di sera: solo tu, Cassandra, puoi aiutarci… – E secondo te questo sarebbe un piccolo piacere? – esclamò l’aquila arruffando le penne. – Secondo te io dovrei prendere questo scoiattolo, che detto tra parentesi potrebbe benissimo essere la mia colazione di oggi!, spupazzarmelo fino in città, fargli da taxi, insomma, per riportartelo qui, integro e felice entro sera? Guardo-storto sapeva che Cassandra era fatta così: un’aquila in tutto e


per tutto, feroce e sempre affamata, ma anche grande amica degli spaventapasseri, specie di quelli che abitavano in quel Villaggio. E aveva un debole particolare proprio per Paglia-fresca… – Stiamo parlando di Paglia-fresca – disse allora Guardo-storto, parlando sottovoce. – Oggi compie vent’anni… – Perché, io non lo sapevo forse? Gli ho anche preparato un bel regalo… – Ecco, si tratta proprio di un regalo: il qui presente Gellindo Ghiandedoro, il suo regalo s’è dimenticato di comprarlo. E deve provvedere all’istante, altrimenti Paglia-fresca rimarrà deluso.

Cassandra squadrò lo scoiattolino dalla testa alla punta della coda a forma di campanula di primavera. Poi sbuffò e… – D’accordo, monta in groppa e partiamo. Ma lo faccio solo per Pagliafresca, va bene? E se qualcuno va a dire in giro che Cassandra ha messo su una ditta di taxi, allora m’arrabbio sul serio! Fu così che l’aquila e lo scoiattolo si alzarono in volo e in pochi minuti sparirono al di là dell’orizzonte, verso la grande città in valle. (2 - continua)

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