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Quando il turismo è accessibile

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Da RiminiAutismo ai Google Glass: il turismo e la vacanza sono un bene di tutti Storie di persone e associazioni che lavorano per eliminare barriere architettoniche culturali e sensoriali, a Rimini come nel resto d’Europa. facebook.com/Riminisocial


Sommario

4 La situazione in Italia e a Rimini 8 Autismo Friendly Beach

Cosa c’è oltre Rimini, cosa ci aspetta nel futuro

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Il concetto di Accoglienza

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La spiaggia, un bene di tutti

Le Grotte di Castellana, 18 un luogo accessibile a tutti

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Ospitabilità

I google Glass e il turismo accessibile: 21 Torino, Rimini e poi...

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Quattro sassi: un modo nuovo e accessibile di visitare la Domus di Rimini

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La situazione in Italia e a Rimini

Quante volte ci è capitato, prima di prenotare una vacanza, di informarci scrupolosamente sui posti che vogliamo visitare: hotel, spiagge, ristoranti, musei, parchi ecc., e di trovare una miriade di informazioni che ci aiutano a scegliere e che ci guidano nella prenotazione. Un servizio davvero completo di suggerimenti e descrizioni che vanno dalla foto della camera dove saremo alloggiati fino al menù che sceglieremo a pranzo, dall’area wellness fino alle convenzioni con le strutture esterne. Il nostro sistema turistico però non si riflette con la medesima

efficienza in tutti gli ambiti della sua offerta. Se da un lato infatti alcune strutture offrono informazioni molto complete, persino per i servizi di accoglienza ai nostri amici a quattro zampe, dall’altro, in molte località turistiche, risulta ancora troppo difficile trovare informazioni precise per i turisti con bisogni speciali. Ascensori a norma, scivoli per le carrozzine, percorsi tattili per non vedenti, lettini da spiaggia rialzati, carrozzine per la sabbia, percorsi visivi per i non udenti, menù alternativi per le intolleranze alimentari ecc. Possono essere tante le attenzioni ai

bisogni speciali che rendono una vacanza piacevole, anche a chi, spesso, trova il benessere semplicemente in una scontata sensazione di autonomia. Non sempre sui siti, nelle agenzie o sulle guide turistiche si riescono ad avere informazioni precise su questi aspetti, che invece necessitano di descrizioni minuziose e precise. Nonostante queste premesse Laura (nome fittizio) ha voglia di una vacanza! È stato un anno difficile: lavoro, famiglia, figli, ritmi sempre più serrati e pesanti, e poi sono passati più di tre anni dall’ultima volta che è riuscita ad

organizzare un viaggio con la sua famiglia. La sua vita è intensa ed impegnativa, presa da mille cose da fare. Inoltre Laura è affetta da sclerosi multipla e non si separa mai da Isotta la sedia a rotelle che usa per muoversi da oltre 12 anni. Sa bene che anche una vacanza, nella sua situazione, può essere un impegno enorme e un rischio non indifferente. Ma questo non le interessa. Ha deciso comunque che deve staccarsi dalla routine quotidiana. È un momento di gioia e di svago per chiunque, quello in cui si iniziano a programmare le proprie vacanze. Ancora non sei arrivato

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ma già immagini lo svago, i posti da visitare i momenti di gioia con la famiglia. È così anche per Laura, anche se, nel suo caso, sa bene che non può permettersi un programma di massima, ma deve definire ogni dettaglio: le camere, gli hotel, i percorsi, le spiagge, ecc. Sa anche che purtroppo, come avviene spesso nel nostro paese, deve affidarsi un po’ anche alla buona sorte. Si accorge così che non è facile programmare una vacanza per chi ha una disabilità, le agenzie specializzate ci sono, ma sono ancora una rarità per il nostro paese, a diffe- concentrazione della Romagna. renza di altri paesi europei. Basta digitare qualche parola su google e subito appaiono pagine e Laura sta pensando alla riviera Ro- siti che raccolgono tutte le struttumagnola e a Rimini. Non c’è mai re accessibili a Rimini (il primo sito stata e le hanno raccontato che che emerge dalla ricerca, e tra l’alla conformazione delle spiagge e tro uno dei più completi, è quello del mare è favorevole alle sue con- della società Infoalberghi. dizioni. Inizia la sua ricerca… Dei tanti alberghi riminesi solo un cen- Ultimamente sta crescentinaio sono quelli con accesso fa- do l’attenzione verso turisti e viagcilitato e camere predisposte per giatori con bisogni speciali ma sono disabili. Ed è comunque la maggior ancora poche le strutture che si

UN PO’ DI NUMERI

sono conformate alla legge 13/89 sull’eliminazione delle barriere architettoniche. A Rimini sono poco più di 100 gli alberghi che possono ospitare senza problemi persone con disabilità. Ma qualche passo si sta muovendo, anche se il turismo sociale, quello organizzato da parrocchie e associazioni, ha segnato un brusco calo.

Se da un lato il mondo del turismo sembra accorgersi di tutti quei turisti che, per i motivi più diversi, hanno esigenze speciali, e si sta attrezzando per andare loro incontro dall’altra, il turismo sociale e associato, (quello a cui si rivolgevano soprattutto anziani e persone in difficoltà) è praticamente dimezzato. Il volume d’affari, infatti, passa da 1,4 miliardi di euro a 762 milioni mentre il numero delle vacanze da 2,3 milioni scende a 1,3 milioni. È il principale dato che emerge da una indagine condotta da Unioncamere Isnart in collaborazione con l’Oit&A, Osservatorio Italiano del Turismo Sociale e Associato. La vacanza organizzata tramite il circuito del turismo sociale e associato si svolge principalmente sul territorio nazionale (846 mila vacanze) pari all’1,3% del totale nazionale, a fronte di 462 mila vacanze effettuate all’estero pari al 2,1% del totale.

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Le ultime statistiche disponibili indicano che in Italia sono presenti circa 4 milioni di persone disabili e oltre 12 milioni di persone con più di 65 anni. Che cosa hanno in comune? Che potrebbero essere turisti con bisogni speciali. E all’estero? In Europa si stima che i potenziali turisti disabili siano 36 milioni, negli Stati Uniti 39 milioni. Sono numeri importanti che permettono di comprendere perché, anche solo per un puro calcolo economico, sarebbe importante per un paese come l’Italia dedicare grande attenzione al tema del Turismo Accessibile. Ma non si tratta solo di soldi. “Spesso il viaggio rappresenta un momento di crescita e formazione personale che consente all’uomo di aprirsi alla conoscenza di nuove persone, realtà e culture, in un’ottica sempre più globale”, ha commentato Valentino Guidi Coordinatore del Comitato Ministeriale per la promozione e il sostegno

del turismo accessibile. “Proprio per questo, la possibilità di viaggiare entra a pieno titolo tra i diritti fondamentali della persona e diventa primaria la riflessione sul riconoscimento del viaggio come garanzia di pari dignità e opportunità tra cittadini. L’accessibilità, perciò, non è solo un obiettivo da raggiungere attraverso accorgimenti di carattere architettonico, ma prima di tutto e soprattutto un obiettivo sociale, civile culturale e democratico”.

portuno uscire dal ghetto dell’accessibilità e parlare di ospitalità con la “O” maiuscola.

In effetti se una città è accessibile è accessibile per tutti, anche per i residenti. Il connubio residenti e ospiti è il punto di partenza se parliamo di un reale concetto di accoglienza e fruibilità dei servizi, dove i progetti sono tesi all’inclusione e non alla divisione del tipo “questo servizio è per un disabile e questo no”. Questa dualità fa parte di una mentalità perdente che non porta ad una vera fruizione del territorio. Per fare ciò è op-

Già lo scorso febbraio, la Commissione europea aveva bacchettato l’Italia per la violazione dei diritti

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delle persone con disabilità. Il problema è stata la violazione dei diritti dei viaggiatori disabili. I punti su cui ha battuto la commissione sono stati in primis Autobus e pulman, in particolare sull’obbligo di fornire ai viaggiatori disabili la necessaria assistenza. La responsabilità spetterebbe a un’autorità dei trasporti, che però in Italia non esiste. Problema simile per i viaggiatori disabili che si spostano in nave: non è stata infatti ancora istituita l’auto-

rità a cui questi possano rivolgersi per presentare reclami, nel caso in cui non vedessero rispettati i propri diritti. Per la Commissione europea “non è accettabile che l’Italia non abbia ancora preso tutte le misure necessarie”.

risorse insufficienti. Per l’Ue i con- Una serie di consigli pratici e non tributi sono inadeguati. da utilizzare con le persone disabili. Per scoprire che queste spesso Di fronte alle mancanze strutturali hanno molte più risorse di quanto e legislative del paese, non man- si pensi. cano però le iniziative locali, che cercano di colmare il vuoto lasciato dallo stato, come ad esempio il corso organizzato lo scorso febL’ultima inadempienza riguarda il braio dall’Unione Italiana Ciechi e Fondo di garanzia per i risarcimenti Ipovedenti onlus della provincia ai consumatori in caso di fallimen- di Rimini per operatori. Insomma: to dei tour operator: il fondo c’è, in quando il turismo è davvero per Italia, ma è sempre stato dotato di tutti. “Hanno partecipato al corso - spiega la coordinatrice, Milena Benvenuti - circa 25 persone tra albergatori, bagnini, e altri operatori del settore. Un corso utile a tutti perché insegna come interagire con la persona non vedente. A volte, ad esempio, non occorre aiutare, questo deve avvenire solo se è la persona a richiederlo, se attraverso la strada insieme non devo per forza prendere sotto braccio chi non vede e così via”.

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Vi sono diverse persone che vanno in vacanza da sole, anche senza il classico cane per ciechi. Ho conosciuto una donna che lo faceva. È bastato mostrarle una sola volta la strada per raggiungere il mare dall’albergo, già la seconda volta era lei a fare strada a me!

Il corso, organizzato dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti onlus della provincia di Rimini, con il patrocinio dell’ente di Corso d’Augusto, ha avuto come sede la fondazione Enaip, e a conclusione si è svolta la cena al buio. Le tematiche del corso hanno riguardato l’orientamento, la comunicazione, e la tecnologia come ausilio. Speciale bollino finale, da utilizzare per la promozione, ai partecipanti. Un’esperienza dalla quale nascono proposte: menù in braille negli alberghi, pavimentazione diversa ai semafori, oltre ai segnali acustici. Idee non solo scaturite dal corso, alcune da anni rivendicate dalle associazioni come diritto. “Lavorare per rendere più autonome le persone con disabilità significa anche aumentare le opportunità turistiche del nostro territorio - ha spiegato durante un recente convegno, Pier Domenico Mini, presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Rimini - in Italia il mercato potenziale riguar-

dante il turismo accessibile comprende 4 milioni di persone alle quali spesso si aggiungono familiari o accompagnatori. Intercettare una parte di questi turisti, con strutture adeguate per poter trascorrere una vacanza, quale miglior biglietto da visita per una città come Rimini, votata all’accoglienza?”. Parlare di «Turismo per tutti» significa spaziare dalla disabilità visiva a quella motoria fino a quella psichica. Sono tante nel nostro territorio le esperienze positive in questo senso. Ma si può ancora migliorare. “Nel nostro territorio ci sono strutture che possono essere considerate accessibili - ha spiegato Paolo Vignali, esperto sulla tematica, in una recente intervista pubblicata su Tutto Rimini Economia - diversi alberghi e ristoranti, con piccoli accorgimenti non onerosi, potrebbero qualificare la loro offerta nella direzione del turismo per tutti”.

Lavorare per rendere più autonome le persone con disabilità significa anche aumentare le opportunità turistiche del nostro territorio Dossier di RiminiSocial turismo accessibile

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Autismo Friendly Beach

Qual è l’atteggiamento di una città turistica come Rimini nei confronti dei diversamente abili? C’è per loro la stessa accoglienza riservata agli altri turisti? Sono ancora pochi gli alberghi che hanno abbattuto le barriere architettoniche. Colpa dei costi e delle richieste burocratiche spesso impossibili da soddisfare, soprattutto per le piccole pensioni. Dicono alcuni albergatori. Ma l’accoglienza non è fatta solo di spazi e di passaggi abbastanza larghi per far passare una carrozzina. È necessaria la formazione, Dossier

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per capire chi si ha di fronte, i suoi nostra associazione. L’idea è quella bisogni particolari e imparare ad di creare un territorio accogliente aiutarlo al meglio. per gli autistici e le loro famiglie. E per territorio intendiamo proprio Un’iniziativa davvero meritevole, tutto il territorio: i bagnini, gli albernata la scorsa estate, nel 2013, e ghi, i parchi, tutti quei luoghi, insomripetuta anche quest’anno è quella ma, in cui si svolge la vacanza”. lanciata da Rimini Autismo: Autismo Friendly Beach. Scopo del Grazie alla formazione che l’assoprogetto, quello di permettere ai ciazione stessa fornirà ai bagnini, ragazzi autistici e alle loro famiglie ai gestori di alberghi e, con la coldi poter vivere una bella vacanza. Il laborazione del comune, ai vigili titolo dell’iniziativa sarà ben visibi- urbani, Rimini diventerà una città le sui distintivi e gli adesivi presenti accogliente per chi soffre di quenei bagnini e negli hotel che aderi- sto disturbo e capace di essere viranno al progetto, e sulle giacche cina alle esigenze delle famiglie di dei vigili urbani e dei conducenti di ragazzi autistici. autobus che avranno partecipato alla formazione. “Con una piccola informazione continua Fantaguzzi - è possibile “Il progetto - racconta Enrico Maria preparare una larga fetta di popolaFantaguzzi, presidente di Rimini zione per non spaventarsi di fronte Autismo onlus - è nato in seno alla a comportamenti che nella migliore TORNA AL SOMMARIO

delle ipotesi vengono presi per strani. L’autismo, infatti, è conosciuta anche come la disabilità invisibile perché non si riconosce immediatamente e quindi chi ne soffre spesso viene considerato maleducato, creando problemi per sé e la propria famiglia”. Scopo della formazione è proprio quello di dare agli operatori turistici le conoscenze minime per poter agire al meglio. “Ad esempio gli autistici fanno molta fatica a fare le file. Per cui una famiglia con un ragazzo autistico, appena trovato il bagnino col distintivo, non avrà bisogno, come accadeva prima, di raccontare tutta la

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storia dell’autismo, di cos’è e di quali sono i problemi, perché il personale dello stabilimento sarà già preparato. Sarà sufficiente avvertirli della propria presenza”. Allo stesso modo anche il personale dell’albergo e i vigili urbani saranno capaci di gestire una situazione di questo tipo, oltre a poter fornire informazioni utili. Rimini si avvia a diventare davvero la città per le vacanze di tutti. Attualmente sono quasi una decina i bagnini che hanno già cominciato la formazione, e a breve partirà quella degli albergatori, in modo da partire già a giugno. “Per noi dell’associazione che combattiamo quotidianamente queste difficoltà è una grande conquista poter permettere agli oltre 500mila autistici italiani di poter finalmente fare una vacanza in un luogo capace di aver a che fare con i loro problemi, grazie alla creazione di una rete sociale che renda davvero tale una vacanza. Ma è anche un settore inte-

ressante per la città - continua Fantaguzzi - Questo progetto non è stato sviluppato da nessun’altra parte in Italia e anche in Europa mancano formazioni del genere. Rimini sarà la prima città Autistic friendly”.

bambini e ragazzi autistici. E non mancano già altre proposte.

mo successo nel 2013, è stata ripetuta anche quest’anno. Sono state 400 le famiglie che l’anno scorso “Molti bagnini - conclude Fantaguz- hanno potuto vivere serenamenzi - si sono resi disponibili ad assume- te una vacanza. Per l’estate 2014 re ragazzi autistici per la stagione il progetto “Fai un salto al mare” si allarga da Rimini alla Riviera coinvolgendo Riccione e Misano. “Quello che stiamo realizzando è una rete sociale territoriale per le persone con autismo e le loro famiglie unica in Europa” – continua Fantaguzzi - “Abbiamo avuto uniti con noi verso un obiettivo comune tutte le parti sociali per raggiungere questo obiettivo molto importante: un territorio Autism Friendly” Obiettivo nuovo del secondo anno, quello di creare occupazione per persone con autismo e quest’estate alcuni ragazzi lavoreranno negli stabilimenti che aderiscono al progetto.

Il progetto è nato sulla scia dell’e- estiva, e noi abbiamo già cominciato sperienza del 2012 con il parco Ita- la formazione”. Rimini Autismo per questo progetlia in Miniatura, i cui operatori sono to ha ricevuto il premio “Marco Biastati formati per interagire con L’iniziativa, che ha riscosso un otti- gi-Il Resto del Carlino per la solida-

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rietà sociale” ed è stata convocata alla 12esima Commissione sulla sanità del Senato riguardo alla legge sull’autismo. Una realtà preziosa che non deve essere persa ma anzi valorizzata nella nuova esperienza dell’Area Vasta Romagna. “A Rimini c’è una specialità nazionale sull’autismo che deve e sarà per forza riconosciuta dall’Area Vasta” - Andrea Gnassi, sindaco di Rimini - “Abbiamo anche invitato il nuovo direttore generale dell’Area Vasta, Des Dorides, a venire sul campo e capire qual’è la forza di questa specialità”.

Il concetto di Accoglienza Spendiamo sempre troppo poco tempo a scrivere o leggere dei disagi per i familiari di persone con bisogni particolari. Ancor meno tempo viene dedicato per parlare

delle difficoltà che esistono nel progettare una vacanza per una persona disabile. Di solito è un momento di serenità, di svago, dove già un po’ si assapora la sensazione di spensieratezza e divertimento che si sta immaginando. Per chi vive l’esperienza di una disabilità in famiglia, dove la quotidianità a volte può essere complicata, non è sempre così. Spesso rimane poco spazio per progettare le ferie che peraltro necessitano anch’esse di un’attenzione particolare. Accade così che proprio lì, dove un periodo di riposo è più desiderato e necessario, spesso le complicazioni iniziano già con la prenotazione. Non è normale che un momento così positivo debba creare disagio e preoccupazione. Ed è per questo che i riscontri di Autismo Friendly beach sono stati positivi. È proprio sul concetto della parola “accoglienza” che si sono concentrati tutti gli interventi dei promotori del progetto. Una parola che,

anche nel contesto turistico in cui viviamo, assume significati e connotazioni storiche particolari. Per una località turistica come Rimini infatti, l’accoglienza è un dispositivo molto complesso, che non si limita solamente alla cortesia del personale degli alberghi e delle strutture ricettive. Il sistema accoglienza è fatto di strutture e di persone. Le strutture sono tutti gli strumenti che favoriscono un buon accesso al servizio turistico: servizi informativi, accessibilità fisica, strade, trasporti, presenza di servizi alla persona, ecc. Per persone non si intendono solamente coloro che sono addetti direttamente ai servizi turistici, bensì anche coloro che operano in altri ambiti, ma entrano a contatto con gli ospiti: trasporti, sanità, banche, esercizi commerciali, servizi pubblici.

un allargamento dell’offerta turistica dovuto ad un momento di crisi (in Italia sono oltre 500.000 le persone che soffrono di disturbi dello spettro autistico) ma piuttosto di una proposta concreta per modificare la cultura e quindi l’atteggiamento nei confronti di chi ha questi bisogni particolari.

L’idea che c’è dentro Autism Friendly Beach è estesa a tutti questi soggetti e non si tratta di

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Cosa ci accade quando ci troviamo di fianco ad una persona autistica?

zionale, oppure attraverso segni spesso si devono scontrare anche che richiedono un interpretazione. con atteggianti freddi e distaccati o peggio critiche e chiusura fino anche a vivere, in alcuni casi, anche l’esclusione. Uno sguardo verso questa forma di disabilità che troppo spesso tarda a cambiare oppure Perché l’irriducibile differenza non cambia sul serio. delle persone affette da disabilità motorie, sensoriali e psico-mentali È un progetto teso non tanto a reci suscita distacco, angoscia e peralizzare attrezzature o strutture sino spavento? In realtà si tratta particolari ma a creare un contesto prevalentemente di un senso di smarrimento dovuto alla manca- Ecco perché il progetto di Autismo culturale preparato che dà la conota conoscenza, cioè il non sapere Friendly Beach va nella direzio- scenza adeguata per stare di froncome comportarsi. Una chiusura ne della formazione. Un percorso te a questo disagio, in un ottica in che notoriamente nasce dalla pau- educativo e di sensibilizzazione cui non si vuole relegare solo alle ra di non sapere come comunicare che non è rivolto solo ai dipendenti famiglie l’apertura ad accogliere. e anche da cattive informazioni e delle strutture turistiche ma a tut- Così ché anche uno stabilimento falsi miti come quelli che classifica- ti gli interessati, fino a coinvolge- balneare, un hotel, una struttura no le persone autistiche come vio- re gli stessi fruitori dei servizi che sportiva, possano trasformarsi in lente, pericolose o peggio sessual- possono trovarsi a contatto con le una piccola comunità aperta, camente pervertite. Muri costruiti persone autistiche, vedere i loro di- pace di accogliere veramente e nell’ignoranza e nell’immaginario sagi e i loro bisogni. Probabilmen- dare un momento di sollievo alla di chi non ha mai avuto interazio- te non si è mai abbastanza formati famiglia. Non tanto per un attegni con loro e non ha mai tentato di rispetto a questa conoscenza e giamento religioso di amare i disacapire chi esprime la propria affet- questo lo sanno bene i familiari dei bili quali creature divine ma anche tività anche solo con uno sguardo, bambini autistici che oltre alle dif- solo come soggetti di diritto di una senza usare il linguaggio conven- ficoltà legate alla vita quotidiana, società aperta ad un nuovo uma-

nesimo che si estende anche oltre i tristi confini, pur necessari, dell’intervento sanitario e dell’assistenza fisica. Chi vuole aderire a questa rete di accoglienza solidale, ogni anno dovrà ottenere il ‘certificato Autism Friendly’, attraverso incontri informativi e formativi tenuti dall’Associazione e dal Centro Autismo. Per ciascuna preparazione sono rilasciati gli attestati di partecipazione e i Kit per la comunicazione da mettere nella propria struttura (cartelli e depliant illustrativi). Gli operatori certificati sono inseriti poi sul Sito www.riminiautismo.it nella sezione Autismo Friendly Beach con un link al proprio sito web. Per l’estate 2014 Autismo Friendly Beach ripropone: “Fai un salto al mare”, che si allarga da Rimini anche ad altre spiagge della riviera,

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comprendendo i Comuni di Riccio- loro desiderio è uguale a quello ne e di Misano Adriatico con le ri- che hanno tutti: vivere con chi ha spettive Associazioni di Categoria. piacere di stare con loro. Anche gli uffici turistici IAT, la Polizia Municipale del Comune di Rimini e Start Romagna hanno aderito alla rete che, per l’estate 2014, esce dalla sua fase sperimentale e si consolida dal punto di vista operativo.

La spiaggia, un bene di tutti

Ecco il senso di questa diversa accoglienza: un atteggiamento che si spinge oltre il senso del dovere e arriva, tramite la conoscenza personale, fino alla semplicità di stare bene insieme.

Un processo d’integrazione che si sta allargando, mettendo in relazione fra loro diversi operatori turistici e che fa crescere una nuova cultura dell’accoglienza. Nessuna persona con disabilità desidera trascorrere tutta la propria vita solo con dei professionisti, che siano educatori specializzati, assistenti domiciliari, infermieri o altro. Il

È proprio sulla spiaggia, immagine stessa del turismo riminese, che si concentrano gli sforzi principali dell’accoglienza e del turismo accessibile. Mentre i progetti pubblici stentano a partire (sul sito www.riminiprovinciaccessibile.it che dovrebbe censire gli stabilimenti balneari capaci di ospitare turisti con bisogni particolari mostra ancora una pagina vuota), sono i privati che provano a proporre modelli differenti di turismo, come racconta l’esperienSolo così, forse, può cambiare za di Stefano Mazzotti, titolare del lo sguardo della società su queBagno 27 di Rimini e presidente ste persone che la nostra cultura del Consorzio Spiaggia Rimini Netdell’efficenza, dell’eccellenza e work, il primo consorzio dei bagni della competizione relega tra gli e ristobar della Riviera che riunisce esseri umani più estranei. ad oggi oltre 200 strutture. Al Bagno 27 si respira un’aria accogliente, un’atmosfera confortevole e familiare. I servizi non man-

cano: filodiffusione, wi-fi gratuito, un parco giochi e animazione per i bambini, lettini di varie dimensioni... ma c’è qualcosa in più. La scelta più importante è stata infatti quella di rendere la spiaggia pienamente accessibile anche alle persone con disabilità, creando una serie di servizi dedicati che fanno di questo stabilimento un fiore all’occhiello e un’avanguardia nel settore del turismo accessibile. Scopriamo questi servizi parlandone proprio con il titolare dello stabilimento, Stefano Mazzotti. Com’è nato il vostro impegno per realizzare una spiaggia accessibile alle persone diversamente abili? Qualche anno fa siamo stati l’unico stabilimento della zona Rimini Sud ad aderire al progetto “Spiaggia Libera Tutti” promosso dalla Provincia di Rimini. Da lì è nato il nostro impegno a dotarci non solo dei tradizionali e necessari servizi per

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le persone diversamente abili (scivoli all’ingresso, servizi igienici dedicati) ma anche di una serie di altri strumenti che potessero rendere la nostra spiaggia davvero alla portata di tutti. Abbiamo quindi acquistato due carrozzine speciali che possono permettere alle persone che non camminano sia di entrare in acqua che di muoversi sul bagnasciuga. Abbiamo lettini rialzati

realizzati ad hoc perché le persone in carrozzina possano facilmente spostarsi sul lettino dalla carrozzina. Abbiamo messo all’ingresso dello stabilimento le pedane tattili che le persone non vedenti possono utilizzare per orientarsi in autonomia negli spazi e scoprire tutti i servizi del nostro Bagno. E infine le

passerelle in materiale eco compatibile che permettono di spostarsi facilmente e di raggiungere tutti i diversi luoghi della spiaggia. Poi l’incontro con l’Associazione “Rimini Autismo”... Esatto, un incontro casuale, nato dall’amicizia su Facebook tra me e il presidente dell’Associazione Enrico Fantaguzzi. Enrico mi ha fatto capire cos’era l’autismo e quali erano le esigenze delle famiglie con bambini e ragazzi autistici. Roberto Maldini di Impronta Digitale ha realizzato per noi un logo e da qui è nato ufficialmente Friendly Autismo Beach, un progetto avviato nel 2013 e che, ad oggi, ha già coinvolto 40 stabilimenti balneari, 15 alberghi e oltre 400 famiglie. Oltre ai servizi pensati ad hoc per questi ragazzi e per le loro famiglie e al lavoro per sensibilizzare la cittadinanza e tutti gli ospiti dei nostri stabilimenti sul tema dell’autismo quest’anno vogliamo proporre un’importantissima novità: un pro-

getto pilota finalizzato all’assunzione di ragazzi con autismo per lavorare nelle nostre spiagge. Pensiamo infatti che la spiaggia sia un ambiente ideale dove questi ragazzi possano esprimersi e impegnarsi in un’attività lavorativa vera e propria rendendosi così sempre più autonomi. L’obiettivo è quello non solo di una Friendly Autismo Beach ma di una Friendly Autismo Rimini.

Quali sono gli aspetti più importanti per l’accoglienza di persone disabili negli stabilimenti balneari? Per quanto mi riguarda l’aspetto fondamentale è la formazione degli operatori. Non solo i titolari degli stabilimenti, ma tutti coloro che collaborano e lavorano in spiaggia. L’anno scorso 60 bagnini del Consorzio Spiaggia Network hanno

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Come vedi Rimini nell’ottica del turismo accessibile? Penso che sia una città che offre molto. Abbiamo servizi all’avanguardia non solo rispetto al resto d’Italia ma anche dell’Europa. Dobbiamo crescere in questo senso e continuare ad essere sempre più di esempio anche per altre città e altri luoghi. Gli stabilimenti balneari stanno facendo moltissimo: oltre alla nostra spiaggia, molti altri bagnini si stanno dotando di strumenti e servizi. Penso che qualcosa in più potrebbe essere fatto anche dagli alberghi, non sempre dotati di servizi all’altezza di accogliere persone con disabilità e questo a volte è un limite.

Al contrario di quanto alcuni pensano la spiaggia e il turismo non sono solo un business. La spiaggia è un luogo magnifico che tutti amiamo, un bene comune e proprio per questo dev’essere davvero accessibile a tutti perché tutti possano goderne la bellezza e viverla in un clima rilassato e piacevole.

partecipato alle attività di formazione che abbiamo proposto su queste tematiche. Quest’anno riproporremo la formazione su temi sempre più specifici affinché tutte le persone che lavorano in spiaggia sappiano come relazionarsi al meglio con chi è affetto da qualunque forma di disabilità. Collaborerà con noi anche la Cooperativa sociale “Il Millepiedi”, al fine di offrire la presenza di personale sempre più qualificato per le diverse esigenze. Ma ci tengo a sottolineare un altro aspetto ancora più importante: accogliere persone con disabilità nelle nostre spiagge non è solo un servizio che offriamo loro e alle loro famiglie ma un arricchimento grandissimo per tutti, un’occasione di crescita e reciprocità.

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Ospitabilità Una parola un po’ brutta, ospitabilità, forse un’operazione di comunicazione non perfettamente riuscita, ma che nasconde un intento nobile: poter portare persone invalide o impossibilitate a soggiornare in riviera a causa delle barriere architettoniche in vacanza. Il Focus su Hospitability è stato promosso ed organizzato dalla ANMIC Rimini con il supporto di Enti pubblici e della Facebook Community “Sol et Salus, io c’ero” (Casa di Cura Torre Pedrera di Rimini) per mettere in evidenza, suggerire e consigliare gli operatori del settore turistico della riviera romagnola, esperienze e soluzioni per affrontare al meglio e insieme il tema. Sono stati tre giorni di Focus, svoltisi i primi giorni di giugno 2014, insieme al 2° Meeting Group degli ex Ospiti della Sol et Salus (il primo

si è svolto nel 1976). L’occasione del Meeting Group ha permesso di ospitare presso una struttura estiva accessibile circa 100 turisti disabili provenienti da tutta Italia, avvicinandoli alla frequentazione della Riviera Adriatica Romagnola. “Per loro la vacanza a volte diventa un’impresa titanica – dichiara Remo Scano, Presidente Anmic Provinciale Rimini – I frequenti pernottamenti in cantine e in sottoscala ‘agibili’ dovuti alla mancanza di strutture adeguate, sono la molla che li spingerà a cercare, da Viserbella a Milano Marittima un ambiente che possa essere reso fruibile da tutti.” “Non a caso – prosegue Remo – per ospitare l’iniziativa e i turisti disabili, è stata scelta un’ex colonia di proprietà della Croce Rossa, dove, nel tempo, sono stati adottati tutti quegli accorgimenti che facilitano l’accessibilità e l’autonomia di persone a mobilità ridotta o impedita. Si tratta di un ambiente non protetto e completamente aperto dove tutti possono avere rapporti interpersonali

e scegliere attività e tempi, come in qualsiasi luogo di vacanza”.

nostro Paese, all’estero, ampliando la loro offerta e il proprio business”.

Scopo originario dell’iniziativa è stato quello di offrire un periodo di vacanze e di cure elioterapiche a persone che, per le loro condizioni di disabilità, non potevano trovare opportunità di soggiorno nelle normali strutture alberghiere a causa della presenza di ostacoli architettonici.

Secondo l’Anmic il problema, però, non riguarda solo i privati, anche l’ente pubblico deve essere coinvolto, soprattutto nella gestione delle infrastrutture, come marciapiedi, strade, spiagge, che devono essere adeguate per offrire la maggior accessibilità possibile “che, badate bene, riguarda tutti i cittadini anche locali e non solo i turisti con Ma il gruppo ha in cantiere altre una qualche deficienza fisica o seniniziative, tra cui la possibilità di soriale”. certificare le strutture turistiche ricettive rispetto la piena accessibilità e fruizione da parte dei turisti disabili. “È una iniziativa ambiziosa – conclude Remo Scano – ma estremamente importante sia dal punto di vista delle stesse strutture che potranno così rivolgersi con un maggiore riscontro verso un target fino ad ora trascurato e sottovalutato. Potranno rivolgere la loro attenzione con maggior efficacia guardando oltre il

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Non sempre le soluzioni proposte incontrano le necessità di tutti, né le soddisfano, come ci racconta, decisamente critico, l’ingegnere disabile Andrea Perazzini. “La dotazione di scivoli di accesso dalla strada allo stabilimento e la dotazione di bagni per disabili di cui si vanta il Bagno 27 non sono una peculiarità, ma elementi presenti in tutti gli stabilimenti di Rimini ed il resto d’Italia”. E delle altre dotazioni? “Dicono di avere della brandine più alte che permettono al disabile di stendersi e risalire più facilmente dalla sedia e poi parlano di due sedie attrezzate per andare in mare. Io conosco tutti i tipi di carrozzine presenti sul mercato e nessuna di queste permette al disabile di operare in autonomia. Deve quindi essere presente del personale che accompagni il disabile in mare e lo vada poi a ripescare. Tutto qui, dotazioni misere stando a

quello che pubblicizzano come rivoluzionario. Magari mi sbaglio. Io in quel bagno non ci sono mai stato. Mi piacerebbe arrivarci solo, chiedere un ombrellone in affitto e avviarmici, stendermi (e poi chi mi aiuta a rimanere all’ombra?) e poi rialzarmi salendo su una delle carrozzine anfibie, scendere, nuotare un po’ e poi risalirci per avviarmi alla doccia, sciacquarmi e riavviarmi all’ombrellone per distendermi sulla mia brandina che ora dopo un’oretta si trova in pieno sole e che quindi devo spostare. Tutto con un dubbio: la mia carrozzina nel frattempo che fine ha fatto e come faccio a spostarmi dalla passerella all’ombrellone?”. Insomma, le dotazioni sono un primo passo, e sicuramente è meglio averle, ma, ancora una volta, ciò che emerge è la necessità di avere un personale formato e capace di intervenire

Quattro sassi: un modo nuovo e accessibile di visitare la Domus di Rimini Per quanto Rimini sia una meta scelta soprattutto per il mare e la spiaggia, il turismo non passa solo per il lungomare. Anche il centro storico cerca di rendersi sempre più accessibile. Proprio lo scorso 8 aprile 2014, la Domus del chirurgo ha lanciato un nuovo progetto interattivo: Quattro Sassi, l’audioguida alla Domus del Chirurgo pensata per i cittadini diversamente abili e vulnerabili. Cinque tablet, disponibili presso la domus, attraverso cui persone diversamente abili, ma anche i bambini potranno interagire in modo diverso con lo spazio museale e conoscere i segreti della domus del Chirurgo di piazza Ferrari.

queste nuove autoguide, realizzate attraverso questo progetto dell’Unione Europea in collaborazione con l’Enaip, per rendere questo spazio più coinvolgente per tutti, dalle persone diversamente abili ai bambini”. Il Progetto dell’Unione Europea CLEAR nasce con l’intento di promuovere modalità di approccio al patrimonio culturale come diritto di tutti. Un diritto che ha bisogno, per essere reale, della strutturazione di una serie di attività volte alla diffusione dell’Accessibilità al Patrimonio Culturale da parte di cittadini disabili e vulnerabili, ma anche per quei giovani, come i bambini, che vivono la visita al museo in maniera poco coinvolgente.

“Rimini deve essere una città accogliente per tutti - ha dichiarato durante la conferenza di presentazione il vicesindaco Gloria Lisi – La Domus è un patrimonio incredibile, e da oggi il museo sarà dotato di

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La guida interattiva realizzata sarà consegnata ai visitatori del museo, e aiuterà ad entrare più vicino ai luoghi visitati, e offrendo un’alternativa ai percorsi e alle didascaliche tradizionali visite. I cinque tablet disponibili alla Domus, sono stati messi a disposizione in comodato gratuito dalla Fondazione En.A.I.P. Sergio Zavatta di Rimini, tramite il progetto CLEAR.

“È importante che questo strumento – ha detto ancora Gloria Lisi – renda davvero accessibile a tutte le persone un bene che è un patrimonio di tutta la nostra città. Questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione di ragazzi diversamente abili che dietro questo progetto che dura 20 minuti hanno lavorato più di un anno”.

“La fondazione Enaip di Rimini – ha detto Andrea Rastelli, coordinatore Fondazione Enaip - in collaborazione con Comune, Provincia e tutti gli altri attori, hanno pensato di legare il progetto Clear, legato all’accessibilità degli spazi culturali, alla accessibilità per persone disabili. Abbiamo deciso di attestarci sulla capacità maggiore della fondazione Enaip di intercettare i bisogni di persone più svantaggiate”.

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Cosa c’è oltre Rimini, cosa ci aspetta nel futuro? Le Grotte di Castellana, un luogo accessibile a tutti Un luogo come le Grotte di Castellana può sembrare impossibile da visitare se si soffre di qualche disabilità. L’esperienza del Consorzio C.A.S.A. Onlus ci dimostra il contrario e lavora per un grande sogno: rendere fruibili le bellezze della Regione Puglia a tutti. Consorzio C.A.S.A. Onlus (www. consorziocasaonlus.it) è una realtà costituita da associazioni e cooperative che operano in favore di persone con disabilità e delle loro famiglie nella Regione Puglia e che tra le varie attività propone anche diverse convenzioni con strutture

turistiche, a partire da quella con le Grotte di Castellana per garantire l’accessibilità di tutti attraverso la presenza di operatori qualificati. Ne è nato anche un sito internet: www.turismoaccessibileinpuglia.it che propone escursioni e servizi su misura per persone con disabilità fisica, intellettiva e relazionale. Ne parliamo con Antonella Troilo, psicologa e referente dell’Area Famiglia del Consorzio C.A.S.A.

mente” vivere le ferie. Inoltre, poiché molti ragazzi con disabilità facevano attività sportive anche a livello agonistico, spesso accompagnati dal nostro presidente dott. Francesco Manfredi, viaggiavano per le competizioni iniziando a sperimentare il piacere di viaggiare. Successivamente, nel 2010 durante un corso di formazione, ci incontriamo io come Psicologa, Sergio Carpinelli speleologo e guida delle Grotte di Castellana, Loredana IaCom’è nata all’interno del Con- frate MusicArTerpeuta ed il Dott. sorzio C.A.S.A. l’idea di occupar- Manfredi medico fisiatra e presisi di turismo accessibile? dente del CASA e uniamo il sogno di tutti e quattro, quello di rendere È nata dalle famiglie che circa venti fruibili le bellezze della nostra teranni fa, dopo aver fondato un’as- ra. Muoviamo gradualmente i primi sociazione, iniziavano a trascorrere passi studiando, sperimentando e delle giornate di vacanza e deside- pianificando e a fine 2010 organizravano poter avere opportunità ziamo il primo corso per operatori e accoglienza per poter “normal- del turismo accessibile e avviamo

l’attività nelle Grotte di Castellana. Quali sono le vostre principali attività? Come C.A.S.A. ci occupiamo di attività specialistiche scolastiche, socializzanti e soprattutto sportive e in particolare adesso organizziamo tour in Puglia con modalità di visite dedicate e individualizzate. Cerchiamo di offrire un ventaglio di possibilità che risponda alla effettive esigenze dei nostri ospiti: dalle escursioni, ai laboratori di

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percezione sinestesica, alle degustazioni, alle attività sportive. Fiore all’occhiello è la visita dedicata alle Grotte di Castellana che permette la fruizione di un bene per antonomasia poco ospitale ma che si rivela accogliente e ricco di fascino ed emozioni come un grembo materno. Il viaggio al suo interno infatti sollecita le emozioni della rinascita e ogni visitatore con la propria disabilità motoria o relazionale o sensoriale può trovare lo spazio e le modalità più adatte a sé.

sporto, e dei servizi presenti. Per chi invece ha necessità mediche o di assistenza, è importante sapere di poter trovare personale competente a disposizione. Prevalentemente il viaggiatore con disabilità ha bisogno di informazioni dettagliate che non sempre è possibile reperire, poiché ad oggi l’offerta turistica non ha dato sufficiente attenzione a questo genere di richieste.

Tra le attività proposte dal Consorzio vi sono anche visite deQuali sono le principali difficol- dicate e laboratori corporeotà che una persona con disabilità espressivi, in cosa consistono incontra oggi nel programmare esattamente? un viaggio/un’escursione? La visita dedicata vede la realizzaIn particolare è complesso sapere zione di percorsi e attività tagliaquali sono le reali caratteristiche te su misura dell’ospite in termini dell’ambiente in cui ci si vuole re- di tempi, orari non convenzionali, care e del percorso da compiere modalità comunicative, scelta delper gli spostamenti. Per chi è in le esperienze sensoriali e modificarrozzina è importante conoscere che dei percorsi. I laboratori invece la disposizione degli ambienti, per permettono la permanenza e la esempio, o la presenza di barriere fruizione degli ambienti attraverso o degli arredi o dei mezzi di tra- la disciplina della Globalità dei Lin-

guaggi che impiega tutti i sensi e legge le esperienze in termini anche emozionali con una successiva rielaborazione artistica del vissuto sperimentato durante l’escursione. Per esempio talvolta abbiamo cantato in grotta, o ci siamo ben- lano l’accessibilità, ma vi sono persone con disabilità intellettive che non incontrano barriere in termini strutturali ma più culturali. Pertanto quello che insieme alle famiglie delle associazioni fondatrici cerchiamo di fare, è sensibilizzare la popolazione a tali tematiche affinchè ciascuno possa eliminare una barriera rendendo più accogliente dati tutti insieme nello svolgere i nostri territori. Talvolta un gradiuna visita con persone non veden- no può essere superato più facilti, abbiamo condiviso emozioni e mente se qualcuno aiuta una persensazioni sperimentate. sona con disabilità con un sorriso e naturalezza; ma una bella strutChe cosa significa nella vostra tura ricettiva con mille pedane o esperienza superare davvero le servizi accessibili non sarà fruibile barriere architettoniche? se il personale non manifesterà accoglienza nei confronti di una La nostra esperienza si focalizza persona con disabilità. Superare le soprattutto sull’abbattimento del- barriere è proprio questo, rendere le barriere culturali. Infatti spesso fruibile più che accessibile una losi pensa alle barriere che ostaco- calità.

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Una diversamente vacanza di Sabrina Marchetti La crisi, i problemi di fare quadrare i conti, far coincidere gli impegni tuoi e dei tuoi figli per pensare di fare una “vacanza” o anche solo un giretto per “staccare il bottone”, hanno fatto in modo che la nostra famiglia non andasse in vacanza da più di 7 anni anche per 2 giorni soli! Se poi ci aggiungi che devi fare i conti con delle disabilità, allora si che la vita si complica!! Poi un giorno per varie coincidenze si decide: andiamo in Francia!? Erano 18 anni che avevamo messo nel cassetto questo desiderio e oramai non ci si pensava più! Se ne parla con una coppia di amici che hanno anche loro una figlia di 20 anni con una tetraplegia grave ma chissà perché ci accomuna proprio la voglia di vivere e di goderci la vita! Si fa un piano di viaggio, non si può partire all’avventura, saremmo delle persone incoscienti!! Quindi ? Con cosa si va? Sono 1200 KM!

Scartato aereo e treno (troppe barriere da scavalcare!!) si decide di andare in macchina. Prima sosta in un Hotel Italiano prima del confine. Accoglienza ottima si preoccupano di dare alla nostra amica super speciale una stanza abbastanza grande da poter muoversi con la carrozzina e soprattutto un bagno con tutto ciò che serve per essere usato in condizioni ”diverse”. A tavola si preoccupano di sapere cosa poterci preparare per cena, perché mio figlio è anche celiaco (intollerante al glutine) e fanno in modo che possa avere una vasta scelta di pietanze tra le quali scegliere. Il giorno successivo si parte per Parigi! Dovevamo raggiungere un Hotel che un amico francese ci aveva prenotato conoscendo le nostre necessità. Al nostro arrivo è triste scoprire che per raggiungere l’ascensore ci sono 3 gradini , e anche peggio constatare che nell’ascensore la carrozzina non ci sarebbe mai entrata. Inizia la nostra avventura per la ricerca dell’hotel privo di barriere architettoniche e vi posso assicurare che la “Grande Parigi” delle barriere architettoniche se ne è proprio dimenticata e nemmeno le ha considerate!! Dopo il 15° hotel visitato anche più in periferia

siamo tornati in centro e abbiamo dovuto accettare un 4 stelle sprovvisto di bagno per disabili e che faceva solo camera e colazione. Girare Parigi in Metro’ è impensabile se sei in carrozzina, ma se giri con la tua macchina è ancor peggio pensare che tu possa trovare degli stalli dedicati per parcheggiare! Nei grandi parcheggi, dove la sosta costa ca 46,00 € mezza giornata, non esistono le aree per disabili! E se chiedi informazioni ti dicono molto candidamente che la multa se te la fanno, è a discrezione del gendarme che passa a controllare!! La cucina “sin gluten” (senza glutine) !? No! Non è possibile! Anzi, meglio che non lo fai neppure sapere che hai questo problema, potrebbero anche rifiutarsi di darti da mangiare. Insomma eravamo in 7 persone, e in 3 giorni abbiamo portato più disabilità noi in Francia di quanta ne avremmo potuta incontrare in tutta Parigi! Sapete, credo proprio che noi italiani siamo un popolo di “lamentoni” e scontenti di tutto! Quando poi arrivano i turisti facciamo in modo che si possano lamentare anche loro invece di accoglierli come solo noi italiani sappiamo fare! Non pensiamo sempre che il meglio sia oltre confine, non è sempre così!!

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I google Glass e il turismo accessibile: Torino, Rimini e poi.. Attualmente il turismo accessibile si “limita” a rimuovere barriere, quando lo fa, e a trovare il modo di accompagnare e seguire chi ha necessità. Ma in futuro? In che modo la tecnologia può venire incontro a chi ha qualche limitazione fisica? Ci sarà la possibilità che chi soffre di disabilità possa essere completamente autonomo? D’altronde, ormai per tutti, turismo non fa più rima col numero di posti disponibili in hotel, ma con la qualità del soggiorno. Di turismo accessibile e welcoming cities si è parlato proprio a Rimini lo scorso 21 marzo all’interno di Be-Wizard, evento internazionale di web marketing turistico ospitato al Palacongressi della città. Nella sezione Welcoming cities – proposta dal Piano Strategico di Rimini – si è discusso anche di come la tecnologia possa aumentare la fruibilità dei luoghi, venendo incontro ai bisogni di chi è diversamente abile e necessità di un aiuto in più. Ne abbiamo parlato con Emanuela Ceccobelli, Responsabile Marketing e Comunicazione di Vidiemme Consulting, azienda di Milano, che durante

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il convegno Be-Wizard, evento internazionale di web marketing turistico ospitato al Palacongressi di Rimini lo scorso 21 marzo 2014 ha presentato un interessante progetto sui Google Glass utilizzati per rendere più accessibile la visita nei musei.

di avere una realtà affiancata o sovrapposta. In pratica chi li indossa mantiene il suo interesse verso la realtà, ma aggiunge, attraverso lo schermo flottante, delle informazioni come testo, video, immagini, che coadiuvano la realtà arricchendola”.

“Google – continua la responsabile marketing di Vidiemme Consulting – ha dato l’accesso pieno alle funzionalità di questo device e noi possiamo sviluppare applicazioni che girano sui glass e sfruttano appieno le potenzialità di questo device”.

molte persone sorde non utilizzano l’italiano, non lo sanno né leggere né scrivere. I glass permettono di vedere sul proprio schermo, un avatar che istantaneamente traduce in Lis il contenuto di un’opera d’arte, racconta storia vicissitudini e altro. Sulla montatura dei glass si trova Quale applicazione state svilup- Pensare a questa applicazione ma Cominciamo dall’inizio: cosa un piccolo prisma che, per chi li in- pando? ripetuta sulla città è la sua naturale sono i google glass e come fun- dossa, è in grado di proiettare uno evoluzione. Così rendo le città più zionano? schermo flottante semi-trasparen- Stiamo lavorando ad un progetto accoglienti e a misura d’uomo. Per te in alto a destra rispetto al cam- che permette alle persone sorde sviluppare questo progetto abbia“I glass – ci spiega Emanuela – sono po visivo, equivalente ad una di- che parlano la lis (la lingua interna- mo lavorato insieme al Museo Egiun dispositivo wearable, cioè in- mensione di 25 pollici alla distanza zionale dei segni) di fruire appieno zio di Torino. Il lavoro da fare, però, dossabile, che ha la caratteristica di 2,5 metri. dell’esperienza museale. Ad oggi è ancora lungo, si deve adeguare e

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aggiornare il vocabolario della Lis, dato che alcune parole mancano, e allo stesso tempo devono essere sviluppati tutti i contenuti del museo in modo da avere le informazioni da trasmettere agli occhiali”. Entro quando i glass saranno sul naso di tutti? È difficile prevedere le scelte commerciali di Google. Per ora i glass esistono come prototipo e non sono in commercio. Secondo voci di corridoio entro fine 2014 arriveranno nei negozi americani e circa un anno dopo in Europa e resto del mondo. Poi, una volta fatto questo passo, ci saranno altri vincoli da superare. Ora, ad esempio, i glass funzionano solo in inglese. Le funzioni del device si attivano con comandi vocali, che devono essere pronunciati in inglese.

di aiuto ai portatori di handicap? Le possibilità sono davvero tantissime. Ci sono applicazioni in lavorazione molto interessanti. Una, ad esempio, per i daltonici, può scrivere sugli oggetti osservati il loro colore, un’altra, per i non vedenti, può, attraverso dei qr code (codici che vengono scansionati e “interpretati” dagli occhiali) leggere gli oggetti e tradurli vocalmente. I glass hanno infatti un traduttore a conduzione ossea, udibile solo da chi indossa gli occhiali, che “parla” all’utente. Un’altra applicazione per i non vedenti utilizza la videocamera dei glass. Entrando in hangout (la chat video e testuale di google) con l’utilizzatore, si può vedere dal proprio computer di casa ciò che la persona sta vedendo e capire quindi dove si trova ed intervenire se c’è bisogno. Insomma le applicazioni sono infinite!

internet, della bussola e di mille altre applicazioni pronte ad interfacciarsi con la città. Ovvio che la città deve avere la possibilità di scambiare informazioni coi glass o altri devices. Questo significa che il lavoro necessario per rendere le città accoglienti per tutti e in particolare per chi ha bisogni speciali, passa come sempre dalla politica, dalle amministrazioni e dagli investimenti necessari per rendere queste funzioni, per ora futuribili, reali il prima possibile. E’ un mondo in divenire, molto appetibile per industria. “Questi progetti – conclude Emanuela – sono di grande interesse per tutti i paesi e in particolare per l’Italia, che vanta un immenso patrimonio turistico”.

Ciò che fino a pochi anni fa era fantascienza, pezzo dopo pezzo entra nella realtà. Cellulari e tablet sono Quali altre applicazioni possono un esempio sufficiente a rendere essere sviluppate in rapporto al l’immagine di come sia mutato il turismo accessibile e in generale Per non parlare del navigatore nostro approccio al mondo che ci

circonda. Sempre di più uno schermo ci fa da filtro e aggiunge informazioni a ciò con cui interagiamo. La tecnologia è una lama a doppio taglio. Permette di vivere meglio e con maggiore semplicità, ma rende subito dipendenti. Trovare qualcuno disposto, o addirittura capace, a vivere un intero giorno senza internet o cellulare non è un’impresa facile. Però, se grazie a questi strumenti, indossabili o trasportabili, è possibile permettere a chi soffre per difficoltà o handicap di diminuire sempre di più la distanza che lo separa dalla “normalità” (sempre tra virgolette), allora correremo il rischio di abituarci a questo benessere.

Talvolta un gradino può essere superato più facilmente se qualcuno aiuta una persona con disabilità con un sorriso e naturalezza

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Redazione e collaboratori Maurizio Casadei Francesco Cavalli

Via Cairoli 69, Rimini

Cesare Giorgetti Alessandra Leardini

Rimini Social 2.0 riminisocial@gmail.com

Luciano Marzi Stefano Rossini Silvia Sanchini Riccardo Sirri Emiliano Violante

Foto Ringraziamo tutti i nostri collaboratori che ci hanno fornito il materiale fotografico utila alla realizzazione di questo dossier.

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