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L’Ora di Giurisprudenza Roma Tre ’’

Numero 3 Anno III Dicembre 2012

yieldroma3.blogspot.com

Blitz notturno in Facoltà Guarda il Video

www.facebook.com/ora.giurisprudenza Trafficking in Persons: un fenomeno in aumento pag. 3

M.P.E. La vita della matricole paure ed ansie ad un mese dagli esami pag. 5

Beni confiscati alle mafie: L’antimafia passa anche da qui pag. 8


2 EDITORIALE

giorni l’anno da 290 posti (la nostra ospita in media 216

Topi di Biblioteca

Risparmiare oggi significa impoverire domani. Uno sguardo agli scaffali d’Europa e una proposta concreta: apriamo quelle porte dopocena. DI VALERIO NATALE

persone al giorno). Stando alle statistiche 2011 la nostra bibliotecadigiornidiaperturaneconta216(lacoincidenza col numero di persone è un caso). Una differenza di 149 giorni, che fanno cinque mesi. Eppure la domanda non sembra scarseggiare, nello stesso 2011 abbiamo contato oltre quarantaseimila presenze. L’attività meno richiesta è la consultazione periodici (meno di un terzo delle richieste), a dimostrazione del fatto che

F

è amata per lo più per studiare. Che «c’è interesse ad una

pubblici: ammassare riserve contro l’inverno

apertura oltre le 19.30, come del resto avviene altrove in

dello spirito. Lo scriveva Marguerite Yourcenar e

Europa, è evidente dai solleciti che ci fanno gli studenti»

lo sanno bene in gran parte d’Europa, ma forse vale la

conferma Alberto Belloni di Ricomincio Dagli Studenti.

pena snocciolare qualche dato. La biblioteca giuridica

Non solo, aggiungeremmo noi che forse sarebbe il caso

dell’Università di Hannover (Germania) chiude alle 22 dal

di inserire una apertura di fine settimana («Ma a Roma

lunedì al sabato, anticipando alle 20 di domenica. A Siena

nel weekend non si studia?» scherza Donato B.) e di

porte aperte dalle 8 alle 23. Bruxelles punta invece alla

cominciare in via sperimentale con aperture serali a inizio

razionalizzazione: in periodo esami chiusura posticipata

o metà settimana. Ci sarebbe poi da migliorare il sistema

alle 22. Stessa logica all’Università di Malta che a giugno

di consultazione delle banche dati giuridiche. Forse la

scorso in via sperimentale allungava – con successo - fino

migliore, il De Jure, è consultabile solo dal laboratorio

a mezzanotte. Infine, nella Spagna della disoccupazione

informatico, che chiude alle 16.

al 25% (novembre) la temeraria Università Autonoma di

Sappiamo che allungare l’apertura comporta dei costi,

Madrid conserva gelosa una sala ventiquattrore per 365

ma anche che spesso si crea un inutile ‘affollamento’ di

L’Ora di Giurisprudenza Roma Tre

borsisti al desk, magari ricollocabili su una fascia più ampia.

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ondare biblioteche è un po’ come costruire granai

’’

Direttore responsabile: Giuseppe Roberto Falla

Sappiamo anche che la questione economica è solo una questione di gestione. Nell’ultimo bilancio di previsione 2012 il sistema bibliotecario di ateneo ha subito una variazione in diminuzione di 268mila euro. Con lo stesso

Contatti

documentosiindicavainveceunaumentodi188milaeuro

348.2448250

per tasse di iscrizione ai corsi di laurea. Non è demagogia, è

ora.giornale@gmail.com yieldroma3.blogspot.com facebook.com/ora.giornale

matematica. Per una volta, vorremmo diventare topi di biblioteca.Aprite quella porta. Le biblioteche non si fanno , crescono.


Trafficking in persons: un fenomeno in aumento DI MARTA GRAZIOSI

I

l 3 dicembre 2012, presso la nostra Facoltà, si è

3 potere o di una posizione di vulnerabilità, oppure atti di dare o ricevere qualche forma di pagamento o di altro introito per acquistare o cedere il consenso o il controllo di una persona su un’altra. Lo scopo è sempre di sfruttamento, nelle sue varie articolazioni : di lavoro, sessuali, di schiavitù, fino al commercio di organi. Questa forma di schiavismo colpisce principalmente donne e bambini, persone che lasciano il proprio paese ( Asia, Africa, America Latina, Est Europa

tenuto un convegno su un argomento “sgradevole” principalmente Romania) alla ricerca di una speranza già nel suono della sua sintetica definizione :

di vita diversa. Gente che fugge da realtà e contesti

human trafficking. La tematica è stata esaminata sotto

difficili (povertà, guerre, persecuzioni, regimi non

vari aspetti: la violenza sulle donne e la mobilitazione

democratici) portando con sé la speranza e cadendo

con Laura Renzi, di Amnesty International, la rilevanza

spesso nell’illusione di aver trovato un lavoro. Sono

sulle società, con Francesco Carchedi, docente di

vittime di inganno da parte di criminali che forniscono

Sociologia alla Sapienza, ed alcuni profili tecnico- loro informazioni sbagliate, facendo loro credere giuridici, con Silvia Scarpa, docente dell’Università

di poterli accompagnare verso una vita migliore,

John Cabot. Il traffico di essere umani è un’attività

certamente non verso un’esistenza basata sullo

criminale, che comprende la cattura, il sequestro o il

sfruttamento. Per una efficace gestione del fenomeno

reclutamento, il trasporto, il trasferimento, la custodia

è opportuno, come ha sottolineato la dottoressa

di persone, con uso della forza o di altre forme di

Silvia Scarpa, distinguere tra tratta di essere umani

coercizione. Queste possono a loro volta variare o

( trafficking) e favoreggiamento dell’immigrazione

combinarsi tra sottrazione, frode, inganno, abuso di

clandestina ( smuggling), distinzione che risulta più netta nella lingua inglese, con i suoi due diversi termini, piuttosto che nella lingua italiana, dove i due fenomeni sono spesso rappresentati dallo stesso termine. Nel primo caso, le vittime vengono reclutate e gestite da trafficanti con utilizzo dell’inganno, della violenza o di minacce, nel secondo, invece, i migranti si rivolgono spesso autonomamente alle organizzazioni criminali, investendo addirittura propri capitali ( prestiti, risparmi) per pagare i servizi di trasporto ed i documenti.

Continua a pag. 4


4 Continua da pag. 3 Anche lo sfruttamento va analizzato nelle sue diverse tipologie, conseguenze e modalità di contrasto: usura, lavori forzati, tratta a sfondo sessuale. Di queste

percorso da flussi migratori “epocali”, come possono problemi di tale rilevanza non trovar maggior posto nelle agende dei governi ?

ultime due fattispecie abbiamo avuto due video- A volta sembra quasi che atti legislativi o testimonianze, particolarmente impressionanti.. Un genere particolare di sfruttamento riguarda poi i minori, inducendo o forzando povera gente a vendere

comportamenti di alcuni di essi o di parti politiche o di opinione vogliano provocare le società, rafforzandone

o privarsi dei propri figli, cui spesso non sono in grado

le componenti più cieche e retrive, legittimare le

di provvedere, per destinarli ad esempio al lavoro

discriminazioni, promuovere il rifiuto di capire e

minorile o ad adozioni internazionali, e trarne un vantaggio economico.

di accogliere il diverso, lasciar così prosperare la

Per tutta la durata del convegno mi sono portata

criminalità ed i suoi nefasti e diffusivi effetti.

dentro l’interrogativo sul perché di tali argomenti se

Non portano lontano obiettivi di mera difesa dello

ne parli cosi poco nella nostra società. Non basta ad esempio che Amnesty International,

status quo, o , peggio, di propri, a volte neanche

organizzazione non governativa impegnata nella

legittimi, privilegi

difesa dei diritti dell’uomo, abbia lanciato già dal

E , se c’è un “cattivo” da perseguire, chi è : lo sfruttato,

2004 la campagna “ Mai più violenza sulle donne” che affronta le diverse violazioni : violenza domestica ,tratta, stupri, mutilazioni genitali.

l’immigrato che lavora in nero, il minore che noiosamente chiede l’elemosina (nel giro del racket)

In un mondo sempre più globalizzato e, comunque, o chi invece, straniero o connazionale, li sfruta?


5

UNIVERSITÀ

salvaguardare i propri neuroni in vista degli

Mese prima degli esami

esami. Si riducono i cappuccini a Le Storie,

DI

LIVIA SICLARI

P

spazzati via da “Abbiamo 15 minuti, ti ripeto Le Fonti”, proprio quando iniziavi a pensare che la vita da matricola fosse una pac-

ensavamo fosse finita. Mentre tra

chia. Incredibilmente domande come “Tu a

compagne di classe piangevamo su

che punto sei?” o “Hai già programmato gli

pile di tomi ancora da ripassare, ci

appelli?” acquisiscono il potere di formule

facevamo coraggio pensando che gli esami

magiche, riuscendo a ghiacciarti sul posto e

universitari non sarebbero stati nulla a che

farti rabbrividire. Ma nel MPE così come in

vedere. Perché se è vero che all’esame di

Notte prima degli Esami, non ci sono solo

stato portavamo undici materie in un giorno

studio ed ansia. Ci pensano gli amici a tirarti

e non tre in due mesi, i livelli di ansia sono

su! Se riesci a chiuderti in casa produttiva-

visibilmente lievitati con l’arrivo di dicem- mente per due giorni temono per la tua incobre. L’ultimo mese dell’anno, che fino alla

lumità. E pur di stanarti scovano una nuova

fine del liceo aveva significato riposo, Nata- trovata geniale (leggasi: davvero idiota. nda) le e regali, si è tragicamente trasformato ne

o effettuano telefonate degne di un terrori-

il “Mese Prima degli Esami”. Il MPE significa

sta: “Sto passando a prenderti, preparati e

continuo e sconsolato conteggio delle pagi- vedi di essere presentabile”. Cosicché non ne prima della fine, freddo in aula studio e

ti è neanche concesso di abbrutirti in tuta,

auto-clausure degne di un frate trappista al

mentre cerchi di limitare la carriera universi-

grido di “Devo finire il capitolo di Pubblico!”. taria a cinque anni della tua vita. D’altronde Ognuno affronta la situazione come meglio

siamo a Roma Trendy, mascara e correttore

crede. C’è chi chiede a tutti i colleghi che

vanno sempre nell’astuccio insieme a penna

conosce (ma anche a quelli che non ha mai

ed evidenziatore. Soprattutto nel MPE.

visto prima) a che punto sono arrivati con i testi, chi ad ogni pausa prende il libro ed inizia a sottolineare come un invasato e chi decide di smettere di bere alcolici per


6

RUBRICA

“Cose dell’altro mondo” Fatti realmente accaduti in facoltà

1 2 3

Il primo posto questa settimana va senza dubbio ad un nostro collega misterioso che, una

volta essere entrato in biblioteca e aver preso posto, ha tirato fuori un enorme coltello e tra il terrore dei presenti lo ha poggiato sul libro servendosene per sottolinearlo a mo’ di righello.

Secondo posto meritato per una coppietta focosa della nostra facoltà, che ha deciso di amoreggiare nell’ascensore della facoltà, ma calcolando male i tempi è dovuta correre fuori dal nido d’amore con ancora i pantaloni di lui sbottonati e i capelli di lei male acconciati. Vignetta di Domiano Zotaj

Terzo posto al Don Chisciotte dei nostri tempi. Sembrerebbe aver intrapreso una crociata contro le inservienti che puliscono

la facoltà, sentenziando che la colpa dell’insoppor-

tabile sporcizia dei nostri bagni sia imputabile alla loro scarsa competenza e non, a quanto pare, alle inadeguate risorse finanziarie o all’inciviltà di certuni che ne usufruiscono.

Il primo giorno DI RICCARDO PETRICCA “Se qualcuno dovesse chiedersi quando arriva il momento di confrontarsi con le vere emozioni della vita, la risposta dovrebbe per forza essere individuata in una prima volta. E se così è stata la prima volta che il vostro palato ha assaporato quell’infinita dolcezza dell’uovo che, cremoso, si accinge ad ammorbidire le pennette rigate alla carbonara, o quell’irresistibile scioglievolezza della prima forchettata delle mezze maniche alla boscaiola, che come angeli si lasciano scivolare

nell’eterno bianco della panna dietro la sinuosa lingua, l’università è tutt’altro. E’ come una fetta di prosciutto tagliato male, si aggroviglia dentro la gola nella vana speranza di vincere noi povere matricole. Maledetto il giorno in cui ho creduto che fosse meglio tagliato a mano! Si perché, già che ci siamo, se l’università è un’indistruttibile fettona tagliata male, tutto ciò che avete letto prima era l’inutile cotto scaldato dall’impeccabile affettatrice. La reazione che si prova è semplicemente quella di soffocare, senza avere alcun appiglio, ti guardi


7 intorno alla ricerca di tua madre, di tuo fratello

per fare la giusta metafora, quindi, proseguiamo.

o di tuo padre, ma nessuno può comprendere Tutti in fila, e mentre gli estroversi chiedevano quell’istante, nessuno mai. L’invincibile affettato

di orari e lezioni per scaldare l’acqua, i timidi

continua imperterrito a combattere contro la

restavano appoggiati alle mura delle moderne

trachea, e tutti si chiedono che hai, ed ecco che

strutture e, astuti come le tribù apache, capta-

lo sguardo si fa sempre più stretto e l’aria comin- vano ogni vibrazione. L’unica differenza è che un cia a mancare. Dimenticatevi le banali scene di

treno fa un po’ più bordello di un paio di voci, ma

entrate pompose, non siete né Carlo Magno, né

è altrettanto ovvio che in un paio di secoli l’uomo

tantomeno Russel Crowe, poi non so se men- si sia evoluto anche in questo. Infine c’erano gli tre mangiate il prosciutto tagliato dall’incapace

indecisi, quelli che alzano gl’occhi ma che hanno il

addetto al banco affettati siete soliti mettervi

timore di incrociarne altri, gli stessi che non si pre-

in cuffia Enya, io no. E poi arriva quel momento, sentano mai: iniziano a parlare e tutti si chiedono l’estasi, quando capisci che il fettone è andato

chi diavolo sia quell’ignota figura, poi quando

giù. Aria! Come al solito sarò costretto a spiegare

finalmente si presentano o ti cingono la mano

e motivare i miei paragoni, anche se, lettori miei, come un porcino soffritto, o neanche la allungano. certe cose vanno prese al volo. I passi riecheggia- Ma allora, davvero, cos’è il primo giorno d’univerrono sulla scalinata, qualche giorno prima avevo letto che i professori sarebbero entrati in aula armati, e devo dire che tra riportini e reggicravatte non vi fu alcun essere in grado di smentire tale affermazione. Ma rimaniamo alle scale, insormontabili sovrastrutture ideologiche intervallate da imperterriti marxisti, che un po’ come gli ombrellai alla prima goccia di pioggia, si fecero avanti senza alcuna pietà. Superata la valle dei rossi ecco che ognuno era in attesa dello stesso momento, tra chi si mangiava le mani, chi fingeva di avere lo sguardo di un colonnello, e chi sorseggiava un caffè: probabilmente identificabile come il quinto della mattinata. Ognuno immerso nei propri ricordi, ognuno nella sua grande città, nel suo quartiere, nella sua piccola casa. Poi scoprì che tutte le matricole abitavano in enormi ville, ettari di terre sconfinate, ma necessito della piccola casa

sità? Amore, odio, nostalgia e... Prosciutto.”

“La Bussola: 3 cose su Roma3” Continuaiamo anche per questo mese con qualche consiglio per orientarsi nella giungla universitaria prima delle vacanze e dei tanto agognati esami!!! Piazza Telematica Si trova in via Ostiense 133/b (sede DAMS) e mette a disposizione degli studenti computers, rilascio delle credenziali del Portale, assistenza presentazione ISEEU per ulteriri informazioni consultare il sito http://host.uniroma3.it/laboratori/ piazzatelematica/index.php a cura di Marta Cerrito


8 ATTUALITA’

perché la durata “irragionevole” dei processi

Ricordiamoci dei beni confiscati alle mafie

colpisce anche le procedure che riguardano i

DI PIERDANILO MELANDRO

Il riutilizzo delle ricchezze confiscate alle mafie a fini sociali è un risultato reso col tempo

beni; anzi, in questi casi, vi è anche l’aggravante di una più vigorosa difesa messa in campo dalle organizzazioni mafiose a causa dell’alto valore economico e simbolico delle loro proprietà. Nella fase che vede protagonisti gli enti locali e le associazioni si naviga ancora a vista in alcuni

possibile grazie all’impegno di molti, frutto di

passaggi burocratici, con un bene che spesso, a

un percorso che arriva da lontano. Dietro c’è

causa dei molti anni di inutilizzazione, ha perso

l’intuizione di un deputato siciliano, Pio La Torre, buona parte del valore iniziale. Proprio per tutti che capì l’importanza di colpire le ricchezze

questi fattori, occorre continuare a tenere alta

mafiose sotto il profilo patrimoniale e insieme

l’attenzione pubblica su questo argomento,

all’allora Ministro dell’Interno Virginio Rognoni ispirò la prima legge sulla confisca dei beni. Il passo successivo fu nel 1996 l’approvazione della legge n. 109 sul riutilizzo sociale di quei beni per cui Libera, l’associazione di Don Luigi Ciotti e di migliaia di volontari sparsi per tutta

perché ancora tanti sono i passi da compiere per rendere l’intero processo solido e veloce, sia dal punto di vista burocratico che dal punto di vista sociale. Fornire strumenti formativi ad ogni componente che fa parte di questo

Italia, si impegnò con la raccolta di oltre un

delicato processo, vuol dire creare nuove

milione di firme. Questo, in estrema sintesi, è

competenze in grado di produrre soluzioni

il percorso compiuto dall’antimafia sociale

efficaci. L’urgenza, in questo settore, è quella di

anni fa e che rappresenta un risultato che non

dare vita ad un percorso di responsabilizzazione

bisogna disperdere, ma conoscere. Come ama

della pubblica amministrazione e del mondo

ripetere Don Ciotti “le cooperative nate sui beni confiscati ai boss sono la risposta sostenibile all’insostenibilità delle mafie”, se ho pensato di scrivere questo articolo è per ricordare che confiscare un bene alle famiglie di mafia non basta. Purtroppo, il percorso della confisca dei

dell’associazionismo. Per rendere concreto il problema è bene sapere che nel solo comune di Roma i beni confiscati sono oltre 200, solo una cinquantina sono utilizzati, gli altri 150 possono essere

beni è indebolito da numerose insidie lungo

considerati un patrimonio disperso e sempre

tutto l’iter, dal momento del sequestro fino

più lontano da quella accezione sperata di bene

alla confisca definitiva trascorrono molti anni, comune a disposizione del cittadino.


POLITICA

Italia bene Comune DI LUDOVICO TUONI

C

9 to di una lunga pausa riflessiva? Le Primarie del Centrosinistra, con uno slogan che trovo particolarmente significativo ,”Italia bene comune”, hanno rappresentato un piccolo attimo in cui 3 miliardi di cittadini

itando un professore della nostra fa- hanno espresso un giudizio. Hanno cercato di coltà: spesso i mezzi di comunicazio- comunicare un’ esigenza di aver modo di essene, tanto quanto i politici, tendono a

re ascoltati.

citare solo una parte dell’articolo 1, comma 2, Contemporaneamente l’altra parte della “bar-

della nostra Costituzione: “La sovranità appar- ricata” discute animatamente fra quella frantiene al popolo”, scordando sempre che “ la

gia Berlusconiana che rimane stretta attorno al

esercita nelle forme e nei limiti della Costitu- suo leader come un naufrago all’albero maezione”.

stro della nave, nonostante questa oscilli nel

Queste elezioni mi hanno fatto pensare molto

giro di pochi giorni in affermazioni e cambia-

a questo articolo, alla Sovranità che realmente

menti di idee estremamente confuse, e quelli

è chiamato a esercitare il popolo rispetto alla

che invece vogliono a loro modo un cambia-

Cosa Pubblica, soprattutto in un periodo stori- mento, una spinta democratica. co in cui l’interesse dei cittadini verso la poli- E” in un ambiente europeista quale quello in tica è estremamente basso, se non inesistente come hanno testimoniato le elezioni Siciliane. Ho pensato al perché si possa arrivare addirittura ad abortire uno dei pochi veri poteri di cui siamo destinatari nella nostra Repubblica. Certo la corruzione dilagante, gli scandali, le accuse politiche continue e insensate alla Magistratura, la poca professionalità e competenza di alcuni Parlamentari, non aiutano a credere nell’organo dirigente. Perché però questo ci provoca un impulso di diffuso astensionismo piuttosto che di interventismo e partecipazione? Perché non mandiamo un messaggio chiaro e forte che una Italia che vuole scegliere c’è? Che il 55% Siciliano era solo l’ultimo momen-

cui viviamo che affermare l’importanza del

Pause bibliotecarie argomento molto caro a chi frequenta con una certa assiduità la biblioteca...esiste una regola per gestire il fenomeno della scarsità di posti: è possibile assentarsi per non più di 20 minuti lasciando l’indicazione dell’orario di inizio pausa. Stesso discorso vale per la pausa pranzo, per la quale è però concessa una pausa di 40 minuti. Allo scadere del tempo... si perde il diritto al posto e si deve iniziare una nuova caccia! a cura di Marta Cerrito


10 Continua da pag. 9

lo con l’abolizione del finanziamento ai partiti

voto dei cittadini è oggi più che mai vitale

nel 1993, poi nel’94 “saggiamente” ripropo-

e per questo degno di tutela tanto dalle

sto col nome di “Rimborsi elettorali”.

Istituzioni quanto dal popolo stesso.

Un confronto che però, diciamolo, ha avuto

Se un commento alle primarie del Centrode-

anche molti punti di contatto comuni.

stra non si può dare, su quelle del Centrosini-

Parlo quindi di “civil partnership”, la decisio-

stra c’è molto da dire.

ne nell’affrontare senza timore temi delicati

Bersani contro Renzi. Da un lato non si esclu-

quali la revisione del macchinoso sistema di

de l’alleanza con l’UDC mentre dall’altro vie-

adozioni, magari discutere anche di quelle

ne negata duramente, rifiutando di parlare di

omosessuali. Il trattamento di fine vita, attual-

alleanze con partiti i cui programmi risultano

mente ancora vagheggiante come progetto di

praticamente assenti, o ignoti visto che “agen-

legge alla Camera, una vera legge sulla corru-

da Monti” non credo sia reputabile davvero

zione, una politica economica che non sia tan-

come “programma politico”. Bersani ha di-

to falsa da promettere di levare l’IMU ma sia

chiarato di essere a favore, almeno in parte, al

però capace di essere sufficientemente equa

finanziamento ai partiti, che lasciando a casa

verso la società.

la facile demagogia è una posizione verosi-

Insomma, una politica che possa avvicinare

milmente rispettabile per la garanzia dell’e-

la nostra legislazione a quella Europea e che

quità nella possibilità di fare politica, Renzi

dimostri come non sia necessario essere un

invece diceva di voler ad ogni costo rispettare

“tecnico” per essere credibili, basta avere buo-

quanto con Referendum aveva scelto il popo-

IL LIBRO

La doppia vita dei numeri di Erri De Luca DI MARTA CERRITO

“...La tombola napoletana estrae insieme ai numeri anche una storia. È il viaggio contrario a quello dei sogni, che da una storia venuta in sogno suggerisce i numeri da giocare al lotto...” Osservata dall’angolo di una finestra, Napoli è in fermento nella preparazione della notte

ne idee.


11 più lunga e rumorosa dell’anno, frenetica ed

grande teatro che è la vita.

appassionata dai suoi traffici pirotecnici sem- De Luca racconta di aver scelto ancora una volta bra trasformarsi e diventare altre città, posti del

la forma del testo teatrale perché solamente

passato.

in questo modo la parola passa in esclusiva a

Immersi ma lontani da questo incendio rituale

chi la pronuncia. Forte è la presenza di Napoli,

un fratello ed una sorella da soli aspettano la

attraverso i suoni, i rumori ed i colori, la sua

mezzanotte. Giocano a tombola in due, ma

vivacità traspare dalle pagine del romanzo ed

apparecchiano per quattro. Attendono qual- anzi acquista vita propria, perchè Napoli, ci cuno o qualcosa non sapendo neppure se mai

dice De Luca nella prefazione, è ammuìna, è

arriverà.

una città che suona ad orecchio, è un grande

Ne “La doppia vita dei numeri”, ultimo lavoro

teatro in continuo fermento dove lo spettatore

di Erri De Luca, il vero protagonista è il tempo, paga sempre un prezzo. Se si parla di Napoli e quello che passa e che avremmo voluto non

di teatro non si può prescindere da Eduardo De

fosse mai passato ma soprattutto quello della

Filippo del quale De Luca si definisce un incan-

memoria che rispolverato e raccontato torna

tato spettatore, ed i fantasmi che compaiono in

nuovamente a vivere. Attraverso la partita a

questo romanzo dialogato non sono una copia

tombola che scandisce il ritmo serrato del dia- di quelli ben più famosi di Eduardo ma sono logo e della storia i due fratelli tornano indietro

liberi da ogni forma di superstizione, essi sono

nel tempo, si riconciliano con il loro passato e

numeri estratti ogni volta che uno si ricorda di

con i loro fantasmi. Per ogni numero una storia, loro pronti a sedersi a tavola con i vivi per il per ogni storia un ricordo che apre il sipario del

tempo di una partita.

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12

IL FILM

da “il treno per il Darjeeling”. Lo fa con una

Moonrise Kingdom

storia tenera, dolce, malinconica eppure

(Wes Anderson)

ormai riconoscibile in

DI LORENZO TARDELLA

ogni sua opera. Quella di Anderson e’ una

S

piena di tutta l’ironia e la poetica che e’

penna brillante, forse la più brillante che am: un ragazzino di dodici anni, pic- abbiamo oggi. Sentire i suoi dialoghi, in colo, con il viso tondo e dei grandi

bilico tra il tragicomico e il non-senso, e’ un

occhiali da vista, una divisa da scout

piacere a cui difficilmente si può fare a meno.

e un cappello di pelliccia perennemente in

Quando l’ho conosciuto per la prima volta,

testa.

con “i Tenenbaum”, e’ stato amore a prima

Susie: una ragazzina già cresciuta, quasi una

vista. E da allora in poi, ogni appuntamento

donna, con i capelli rossi, vestita di colori

non ha mai tradito le aspettative.

accessi e con un inseparabile binocolo al collo.

Questa volta, complice la sceneggiatura, complice la fotografia così perfettamente

Si incontrano, si conoscono, si innamorano. E, surreale, colorata, visionaria, complice anche come in tutti i grandi romanzi d’amore, fug- un cast come non se ne vedevano dai tempi gono. Dalle famiglie, dai servizi sociali, dai

dell’esordio, questa volta, dicevo, mi ha

capi scout, da quel mondo di grandi che tanto

strappato l’applauso.

gli sembra distante. Ma che, ovviamente, non

Il mondo dei bambini contro quello dei

si fara’ attendere.

grandi, e ancora una volta e’ facile schierersi

Wes Anderson torna al cinema a cinque anni

dalla parte della ragione. E il motivo per


13 cui Anderson riesce a trasmetterci questo

ad entrare.

mondo nella sua purezza, e’ perché forse

Quando accade, come in questo caso, non

anche lui non e’ mai cresciuto del tutto. possiamo che alzarci di fronte allo schermo, Come Burton, come Fellini, il suo cinema e’ per gridare “bravo” a chi ha sconfitto le barlo specchio di un mondo a meta’, una terra

riere del tempo e ci ha fatto tornare, tutti, per

di mezzo.

novanta minuti, dalla parte giusta. Quella dei

I bambini, in questo mondo, ci sono tutti. E

bambini.

gli artisti, qualche volta, riescono anche loro

IL FILM

primo film, ma comunque una storia ben

Argo

scritta, e una regia di grande effetto.

(Ben Affleck)

film della consacrazione. E’ quello che rende

DI LORENZO TARDELLA

Ben Affleck a tutti gli effetti un regista, uno

Infine, Argo. Che e’ tutta un’altra cosa. E’ il

di quelli bravi. Prima c’è stato l’esordio:

Ambientato durante il periodo della rivo-

Gone Baby Gone. L’ho guardato con aria scet- luzione islamica di Teheran, il film si apre tica, pensando che mai un attore di medio

con l’irruzione dei militanti nell’ambasciata

livello potesse scoprirsi improvvisamente

americana. Solo sei persone riusciranno a

regista.

fuggire, e a trovare rifugio presso la resi-

E sono rimasto sorpreso.

denza dell’ambasciatore canadese. Ma come

Poi e’ venuto The Town. Non all’altezza del

fare per farli tornare in patria? Fingersi una


14 Continua da pag. 13

qualche convinzione, che Affleck possa

finta troupe cinematografica, e organizzare

essere il nuovo Clint Eastwood, l’unico vero

una finta produzione di un film.

erede di quel cinema americano.

Affleck ha occhio. La sua e’ una fotografia

Ha dimostrato, con questi tre film, di avere

perfetta, raffinata, eppure mai alla ricerca del

talento visivo, sensibilità e una buona cul-

manierismo. La sceneggiatura scorre veloce

tura cinematografica alle spalle.

e ritmata, complice anche un montaggio di

Se riuscirà a proseguire su questa strada, non

grande livello.

mi e’ dato saperlo.

Che dire degli attori? Sembra che, inspie-

I presupposti, per ora, ci sono tutti.

gabilmente, con la nuova veste di regista, Affleck abbia anche imparato a recitare. E’ composto, sicuro, mai sopra le righe. Alan Arkin, John Goodman e Philip Baker Hall si confermano perfetti caratteristi. Tutto questo mi fa pensare, magari non in maniera così certa, ma certamente con

C.L.A per avere informazioni circa esami di lingua, certificazioni e corsi rivolgersi a via Ostiense 131/L e sul sito http://www.uniroma3. it/page.php?page=cla

a cura di Marta Cerrito

DAL MONDO

Gerusalemme Est” . “Non cambierà alcunché

La mano di Israele resta tesa verso la pace ?

sul terreno, non avvicinerà la costituzione di

DI Giulia Romano

uno Stato palestinese, ma anzi la allontanerà. La mano di Israele resta tesa verso la pace”. Questo botta e risposta fra il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abū Māzen e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha

“La Palestina viene all’Assemblea Generale oggi

dato il via alla riunione dell’Assemblea Generale

perché crede nella pace e la sua gente ne ha un

dell’ONU, tenutasi il 29 Novembre di quest’anno,

disperato bisogno. Dateci il certificato di nascita. che ha segnato, con 138 sì, 9 no e 41 astenuti, il E’ arrivato il momento di dire basta all’occupa- passaggio della Palestina da “Non-stato memzione e ai coloni, perché a Gerusalemme Est

bro” a “stato-osservatore non membro” . Uno

l’occupazione ricorda il sistema dell’apartheid

Stato Osservatore può assistere ai lavori dell’As-

ed è contro la legge internazionale. I palestinesi

semblea Generale, come già faceva la Palestina

non accetteranno niente di meno dell’indi- in qualità di ente osservatore, ma non può parpendenza sui territori occupati nel 1967 con

tecipare alle votazioni. Il cambiamento davvero


15 importante è che la Palestina potrebbe accedere alla Corte Penale Internazionale e avere la possibilità di far incriminare gli israeliani accusati ma a questi ultimi basterebbe restare in territori israeliani per sfuggire al

a favore, sostenendo che questa decisione fosse

giudizio della Corte. E’ ancora incerto quanto, “ parte integrante dell’impegno del governo itain concreto, questo nuovo titolo incida sulla

liano volto a rilanciare il processo di pace con

situazione palestinese ma già vedere il termine

l’obiettivo di due Stati, quello israeliano e quello

“stato” accostato a quello di “Palestina” può

palestinese, che possano vivere fianco a fianco,

ritenersi, almeno simbolicamente, una vittoria. in pace, sicurezza e mutuo riconoscimento”. Il La dura realtà dei fatti purtroppo ci invita a non

leader palestinese ha ringraziato Mario Monti

poter essere troppo ottimisti; l’eventuale rico- e Giorgio Napolitano sostenendo che questo noscimento della Palestina come 194° stato

fosse un voto nella direzione giusta e naturale

membro dell’Onu potrebbe avvenire solo con

per un grande Paese come l’Italia e al contrario

l’approvazione della maggioranza del Consiglio

il leader israeliano ha dichiarato di essere stato

di Sicurezza e non è da trascurare il veto scon- deluso da Roma. In tutta risposta Mario Monti tato degli Stati Uniti. Un motivo di speranza può

è entrato in contatto con Mazen e Netanyahu

sicuramente nascere dalla constatazione che la

incitandoli a raggiungere un accordo pacifico

maggior parte dei paesi abbia votato a favore

nel più breve tempo possibile. Nel complesso

del riconoscimento della Palestina come stato- dopo il 29 Novembre regna una situazione di osservatore e non si sottovaluti l’astensione

allarme generale soprattutto dopo la reazione

della Germania la quale, storica alleata di Israele, di Israele: Netanyahu ha deciso di costruire altre ha deciso di astenersi, sottolineando che Berlino

case nelle colonie circostanti Gerusalemme-est.

sarebbe favorevole alla formazione di uno stato

È legittimo tutto questo? Non era la mano di

palestinese. Anche il nostro paese si è espresso

Israele tesa verso la pace?


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L'ora di Giurisprudenza - Dicembre 2012