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I loro interessi Ignoranza Profitti

VS il nostro futuro Clientelismo

Merito Eccellenza ParitĂ di accesso

Guida alla Riforma:

cosa cambia per Roma Tre


ATTENZIONE!

Roma Tre tra Riforma e privatizzazione! 30 dicembre 2010: il ddl Gelmini diventa legge dello Stato (n. 240/10). Gli atenei italiani hanno 6 mesi di tempo dall’entrata in vigore della legge (fino al 29 Luglio 2011) per adeguare i propri statuti alla riforma, più altri 3 mesi di proroga dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale (fino al 29 ottobre 2011). Le università dovranno inoltre adeguarsi al Decreto Ministeriale 17 del 22 settembre 2010, che prevede il riassetto dei piani per l’offerta formativa e la formulazione dei corsi di studio. Gli atenei adegueranno gli statuti attraverso una commissione istituita appositamente e formata da 15 membri: il Rettore (in qualità di presidente), due studenti, 6 membri scelti da Senato accademico e 6 dal Consiglio di Amministrazione. A Roma Tre, la commissione è composta da 8 docenti (uno per facoltà), 2 studenti, 2 membri del personale TAB e 2 ricercatori. Il Rettore Fabiani ha cercato di avere una commissione accondiscendente e aderente alla propria volontà, senza tenere conto delle perplessità degli studenti al riguardo. Senza dimenticare come Fabiani stia anche cercando di modificare la struttura del nostro ateneo senza ascoltare le istanze delle parti sociali: a Roma Tre, infatti, è in corso un processo di “privatizzazione” dell’università che sta portando alla creazione di una fondazione privata che affiancherà il CdA nell’amministrazione e di una scuola di alta formazione (ASTRE). La modifica dello statuto cambierà ulteriormente e profondamente la fisionomia del nostro ateneo, motivo per cui Ricomincio dagli Studenti, come sindacato universitario, ha deciso di far conoscere a tutti gli studenti cosa sta succedendo e cosa i poteri forti stanno cercando di fare a Roma Tre. E’ in atto un passaggio delicatissimo che non ammette sconti: sono in gioco i loro interessi contro il nostro futuro!

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CHI SIAMO

Chi siamo Ricomincio Dagli Studenti Siamo un sindacato universitario, autonomo, autofinanziato e indipendente dai partiti. Dal 2003 siamo impegnati quotidianamente nella difesa dei diritti degli studenti di Roma Tre. Crediamo nei valori della partecipazione collettiva, nel metodo sindacale e vertenziale come strumento di affermazione delle nostre esigenze. Ci riconosciamo nei principi della democrazia e dell’antifascismo. Portiamo avanti le nostre battaglie per un’università pubblica, di qualità e accessibile a tutti, sia attraverso il lavoro sindacale che con i nostri rappresentanti negli organi di facoltà e di ateneo, poiché non sottovalutiamo l’importanza della rappresentanza istituzionale. Crediamo che fare sindacato voglia dire conciliare le esigenze del nostro ateneo e dell’Università in generale con le grandi tematiche di questo presente, per rimarcare con forza la partecipazione a determinare il nostro futuro, come studenti e come cittadini.

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Riforma& Statuto UniversitĂ -azienda VS conoscenze condivise Rettori e Baroni VS merito e ricambio Potere ai privati VS potere agli studenti Tagli ai piĂš deboli VS diritto allo studio


AZIENDALIZZAZIONE

Universita'- azienda VS conoscenze condivise La Riforma Gelmini continua ad aziendalizzare l’Università, in un’ottica di mercato della conoscenza. Con la Legge n. 240/10 viene fissato a 11 il limite di membri del Consiglio di Amministrazione. In questo numero rientrano anche il Rettore e i rappresentanti degli studenti (che vengono ridotti soltanto a soltanto due!). Inoltre, 3 di questi membri saranno esterni: lo scopo del governo è chiaramente svendere l’università ai privati, con l’appoggio di Confindustria. Tutto questo senza nessun vantaggio per l’università: questi membri esterni, infatti, non avranno neanche l’obbligo di investire risorse nell’ateneo. La presenza di queste “… personalità italiane o straniere in possesso di comprovata capacità in campo amministrativo e gestionale” dovrebbe essere l’ennesimo regalo agli industriali! Ricomincio dagli Studenti ritiene che la cultura non possa essere venduta, quindi ribadiamo la nostra contrarietà a un modello aziendalistico di università. Le conoscenze sono per noi patrimonio di tutta la società e del Paese, non merce di scambio in un mercato dei saperi!

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BARONI

Rettori e baroniVS merito e ricambio

C’è chi ha descritto la Legge Gelmini come un caposaldo della lotta ai baroni, ma è l’esatto contrario! La Legge aumenta i poteri del rettore, prevendo che proponga e nomini i tre membri esterni nel Consiglio di Amministrazione. Il Governo si è vantato, grazie alla legge, di limitare l’incarico dei rettori a 6 anni di mandato. In realtà, già attualmente gli anni di mandato sono limitati dagli statuti degli atenei, generalmente a 4. Di fatto, dunque, il Governo fa esattamente il contrario di ciò che dice, alzando gli anni di mandato. In più, i rettori potranno anche essere docenti di altri atenei, consentendo così uno scambio di poltrone tra baroni, che si protrarrà in una catena infinita. La lotta alla casta non si fa con gli slogan: è qualcosa di molto più serio e che andrebbe condotta fin nel cuore del sistema, dentro e fuori Roma Tre. Piuttosto che di norme fittizie e facilmente aggirabili, si parli di un vero ricambio generazionale e professionale, della valorizzazione del merito, della riduzione del precariato e di ridare un futuro alle nostre generazioni!

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RAPPRESENTANZA

Potere ai privati VS potere agli studenti La Legge Gelmini è un colpo letale per la rappresentanza studentesca negli organi centrali dell’ateneo. Il peso dei nostri rappresentanti diminuirà drasticamente a favore di altre componenti, come i privati. Come accennato, in Consiglio di Amministrazione i rappresentanti degli studenti saranno solo due (contro i 3 esterni!) su un’università di 35’000 studenti! Riteniamo che l’Università sia un importante spazio di partecipazione democratica e crescita politica per gli studenti, innanzitutto in quanto cittadini: relegare il loro ruolo a una rappresentanza minima nel più importante organo di ammnistrazione, a favore invece dei privati, vuol dire ignorare l’importanza di chi vive ogni giorno l’ateneo e ne è la maggiore componente! Con la riforma i nostri rappresentanti negli organi centrali dell’ateneo saranno soltanto i 2 membri del CdA e 5 senatori accademici, il cui numero resta invariato. Vogliamo riappropriarci degli spazi in cui viviamo, non assistere mentre altri prendono le decisioni al nostro posto. Ci batteremo per un peso maggiore della rappresentanza studentesca su altri fronti, anche tramite la creazione e il riconoscimento di nuovi spazi di partecipazione collettiva alla vita dell’università.

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BORSE DI STUDIO

Tagli ai piu’ deboli VS diritto allo studio Non è solo la Legge Gelmini a voler fare dell’Università un privilegio di pochi da smerciare: la mannaia del governo colpisce anche i più deboli, senza risparmiare gli studenti beneficiari di borse di studio. Con la manovra finanziaria del 2010, le risorse del Fondo di Finanziamento Ordinario destinate al diritto allo studio hanno subito un taglio netto.

246 mln nel 2009 99 mln nel 2010 76 mln nel 2011 13 mln nel 2012 -90% i fondi per chi non può permettersi gli studi Su 184.034 studenti aventi diritto, l’80% non riceve la borsa di studio. Gelmini e Tremonti vogliono una guerra tra poveri che garantisca l’ignoranza: l’operaio non potrà più avere il figlio dottore! Contro un’istruzione censitaria, chiediamo maggiori fondi e opportunità di vita per gli studenti meno agiati, un diritto allo studio inclusivo per una vera libera circolazione dei saperi e della conoscenza.

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FONDAZIONE & ASTRE Fondazione ad personam VS università di tutti Qualità per pochi VS eccellenza per tutti

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SATA U ’ A SIT ABILE R T E T V A I N TR

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FONDAZIONE

Fondazione ad personam VS universita' di tutti Grazie ai tagli governativi il nostro Ateneo avrà un disavanzo tale da non poter coprire l’intero monte stipendi del personale. In questa situazione il rettore Guido Fabiani, invece di ridurre gli sprechi, ha avviato l’iter per la creazione, nella nostra Università, di una Fondazione di diritto privato. Questo sta avvenendo senza coinvolgere le componenti accademiche (studenti, docenti, ricercatori, personale) nella discussione, senza un adeguato studio di fattibilità economica e con scopi vaghi a tal punto da non garantire il carattere strumentale dell’ente. Lo scopo della Fondazione sarebbe ricevere fondi dai privati, ma di fatto vi è un unico ente fondatore, ossia Roma Tre, senza privati che investono. Il risultato sarebbe lo svuotamento delle casse dell’ateneo per la creazione di una struttura parallela, oltre alla cessione di parte degli immobili dell’Università. E’ evidentemente una fondazione ad personam, dato che è l’attuale classe dirigente dell’ateneo che decide la creazione della Fondazione privata, rendendo Presidente di questa il Rettore uscente. Tra l’altro, nella fase di stesura dello Statuto si è data molta importanza all’assegnazione delle poltrone, affrontando in modo vago l’argomento dei servizi che questa Fondazione dovrebbe offrire. Viene poi da chiedersi perché questi servizi, qualunque essi siano, non potrebbero (o forse dovrebbero) essere erogati dall’università pubblica. Siamo contrari a questa pseudo-privatizzazione, fatta solo per assicurare un futuro al rettore: invece di inutili fondazioni, chiediamo tagli agli sprechi e lotta al baronato, per un’università pubblica e non di pochi!

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ASTRE

Qualita' per pochi VS eccellenza per tutti Nel progetto del Rettore c’è anche l’idea di dar vita anche una scuola d’eccellenza, chiamata ASTRE (Alta Scuola Roma Tre), destinata a pochi studenti meritevoli e finanziata dall’Università e anche da enti pubblici. ASTRE prevede corsi speciali e attestati ulteriori per questi pochi studenti eletti, con docenti e risorse sottratti ai normali iscritti. Il rischio è quello di propagandare una valorizzazione del merito (come si sta facendo a livello nazionale con il ddl Gelmini), mentre di fatto si favorisce un sistema clientelare e nepotistico. Infatti, se non vengono chiaramente definiti i criteri in base ai quali verranno scelti gli studenti “meritevoli”, partendo dalla parità della valutazione, si rischia di alimentare un sistema discrezionale che crea da una parte una formazione di alto livello per una piccolissima élite (80 studenti l’anno in tutto l’ateneo, 40 per semestre) e dall’altra un’università di massa alla quale verrebbero sottratti i migliori docenti, i quali sarebbero chiamati a insegnare nella “Scuola d’eccellenza”. Il risultato è un’università di serie A e una di serie B. Chiediamo invece una valorizzazione diffusa del merito, la destinazione di fondi per il miglioramento dell’offerta didattica, anche a partire da una più efficiente gestione degli spazi del nostro ateneo. Crediamo che la qualità si crei continuando sempre ad alzare il livello delle condizioni di partenza collettive, non incentivando un sistema di ristretta selezione, competitiva e dai criteri nebulosi.

35’000 studenti circa nel nostro Ateneo 80 privilegiati all’anno, finora senza alcun criterio 40 per ogni semestre

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INFO

questa guida è stata realizzata da:

Ricomincio dagli Studenti rds.uniroma3@gmail.com finito di stampare nel mese di: Aprile 2011

I loro interessi VS il nostro futuro  

Guida alla Riforma: cosa cambia per Roma Tre

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