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Busto Domani 4/2018: Settembre-Ottobre

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Storia Locale Sergio Colombo - Direttore Busto Domani

Il cuore della città

Ieri e oggi: qui transita lo sviluppo e il futuro del centro cittadino.

L

a riapertura (finalmente!) di P.zza Vittorio Emanuele, mi ricorda la quasi ventennale permanenza abitativa nella confinante via Marliani (n° 1/3) dove un’ampia vetrata, quasi un’ardita opera, conferiva un fascino particolare all’intero complesso Nel retro, uno splendido parco che si affacciava su Via Zappellini, armonizzava la zona. I residenti: Basilico (tessitura), Colombo (assicurazioni), Lamperti (insegnanti), Clerici (tessuti), Gorio (onoranze), Bastianon (assicurazioni), Sandroni (Commercio), Rosetta (la mitica stiratrice) ed altri ancora formavano un piccolo “centro” dove la collaborazione era intensa, autentica e generosa. Altri tempi perchè la coabitazione si trasformava in amicizia e tra via Marliani e piazza del Conte i contatti non necessitavano della moderna tecnologia.

I ragazzi di allora si davano appuntamento alla sera per disputare chiassose partite di pallone e quando la posta in palio era importante – c’erano anche le candidature per entrare nelle giovanili della Pro Patria – ci si trasferiva nel cortiletto confinante con le carceri sino all’arrivo dei vigili urbani che… sequestravano il pallone dopo la solita bonaria ramanzina. La piazza riacquistava allora tranquillità, qualche volta interrotta dai clienti dell’antica trattoria dell’Angelo o del bar Taella (il nome è forse errato) dove convenivano molti sportivi: il mitico terzino tigrotto Ivaldi; Della Bella, affermato campione ciclistico; Zangirolami spericolato motociclista, ed altri ancora. Una Piazza viva, che ospitava anche due affermate sartorie (Meregaglia e Bandera), studi legali per la vicinanza del Tribunale e la biblioteca civica, il gioiello creato con grande passione

e competenza dal compianto prof. Roggia. Oltre ad un rinomato ristorante gestito da Peppino dove si ritrovava la Busto-bene. La piazza, nel tempo, subiva diverse impostazioni come i preannunciati interventi urbanistici (la famosa galleria con il parcheggio auto sotterraneo) che avrebbero dovuto rivoluzionare e migliorare il centro cittadino. Il contestato trasferimento del “monumento ai caduti” in Piazza Trento Trieste era propedeutico al grande rilancio dell’area candidata ad ospitare i maggiori eventi bustocchi. *** Qualche riflessione dopo aver ammirato la recente riapertura al pubblico con il progetto in fase di ultimazione a cura della So.Ce.Ba. Spa, la Società che si è assunta l’onerosa e impegnativa operazione di ristrutturazione.

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Ci si prepara all’inaugurazione sabauda anche se l’annuncio non ha suscitato grandi entusiasmi. Tuttavia, all’occhio del cittadino, appare come un’opera da migliorare nell’arredo urbano per armonizzare l’area. Poi andranno eliminati i parcheggi-auto che stridono con una piazza destinata ad essere il cuore della città. Insomma, c’è ancora molto da fare per rilanciare una zona che le finanze pubbliche e private sono state costrette a ridimensionare. Anche se il responso definitivo è contiguo al completamento dell’operazione immobiliare perché le vendite degli appartamenti rappresentano il banco di prova per il suo rilancio. Non è facile commentare l’austero Palazzo dove ha sede il Credito Valtellinese con costruzioni storiche-architettoniche che rievocano un passato doverosamente conservato per ricordare la Busto di allora.


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