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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni

territori 30

INDICE

Vogliamo potere... Essere noi stesse_i 31

Vogliamo potere! 5

In breve 33

Conoscenza 7 Scuola 9 Università 12 AFAM e ITS 13 Ricerca scientifica 14 Proprietà intellettuale 14 Formazione permanente 15 Apprendimento informale e accesso alla cultura 15

Reddito e welfare 17 Lavoro di qualità ed equamente retribuito 19 Reddito e riforma fiscale 20 Servizi pubblici 21

Democrazia 25 Una riforma istituzionale in senso autoritario 27 Spazi di partecipazione e patrimonio pubblico 28 Socialità e aggregazione vs decoro e mercificazione 28 Vogliamo potere... Muoverci 29 Vogliamo potere... Vivere i nostri 3


Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni A livello europeo, la drammatica situazione della Grecia ha svelato definitivamente ciò che da anni denunciamo: la questione del debito e dell’austerità, lungi dall’essere un tema esclusivamente economico o addirittura meramente tecnico, rappresenta la leva politica del governo del nostro Continente. Il ricatto del debito si riproduce su più piani, dentro e tra i Paesi europei, e alimenta una continua redistribuzione di risorse dal basso verso l’alto. La lotta tra alto e basso, tra élite economico-finanziarie e popoli europei, è caratterizzata da rapporti di forza drammaticamente impari. Per ribaltare questi rapporti di forza e aprire spazi reali di trasformazione delle nostre vite in Europa è necessario innanzitutto attaccare la retorica del debito. Noi, la generazione che vive per la prima volta dal Dopoguerra condizioni materiali peggiori dei propri genitori, dopo anni di tagli e misure d’austerità, non siamo affatto in debito con nessuno. Piuttosto, siamo più che mai in credito: di diritti, di risorse, di democrazia.

Vogliamo potere! Nelle scuole, nelle università, nei nostri territori, sulle nostre vite

Nel corso dello scorso anno il Governo Renzi ha trasformato il Paese in piena continuità con gli Esecutivi precedenti. Con lo Sblocca Italia, il Jobs Act e la Buona Scuola le nostre vite sono peggiorate e la nostra società è sempre più basata sulla precarietà, sul ricatto, sul saccheggio indiscriminato delle risorse e sulla dequalificazione dei percorsi formativi. Questi risultati sono stati raggiunti grazie a delle forzature antidemocratiche ed autoritarie, disconoscendo totalmente le realtà sociali, le organizzazioni e i movimenti che in questi mesi hanno messo in campo una radicale alternativa all’esistente. È anche per questo motivo che l’anno si è concluso con un Dopo anni di tagli e misure arretramento del Governo sul terreno del consenso, eroso dal- d’austerità, non siamo affatto la straordinaria e ostinata mobiin debito con nessuno. litazione del mondo della scuoPiuttosto, siamo più che mai in la.

Per queste ragioni crediamo che sia necessario mobilitarsi fin da subito, a partire dalle scuole e dalle università ma con credito: di diritti, di risorse, di lo sguardo rivolto all’intera soNei prossimi mesi l’azione del cietà che oggi subisce con viodemocrazia. Governo Renzi tornerà a colpire lenza gli attacchi di queste poliill mondo della formazione coin- Vogliamo potere, inteso come tiche. Vogliamo potere, intevolgendo probabilmente anche verbo e non come sostantivo. so come verbo e non sol’università, con una riforma le stantivo: poter studiare, pocui premesse non sono affatto positive sia rispetto al ter scegliere il nostro futuro, poter vivere una metodo – la consultazione farsa alla quale sono stati vita dignitosa, poter cambiare collettivamente sottoposti i soggetti sociali delle università – sia per la nostra condizione di subalternità. Vogliamo quanto riguarda il merito dei contenuti della propopotere, e non siamo disponibili a contrattare le brista, stando alle prime indiscrezioni. Inoltre con l’auciole rispetto all’esistente: non scenderemo a patti. tunno l’azione politica del Governo sarà orientata, Del resto è dall’alto che è arrivata la rottura con secondo le parole di Renzi all’Assemblea Nazionale ogni meccanismo democratico, che si è mandata in del PD, sulla centralità della questione fiscale: nessoffitta la ricerca del compromesso sociale in favore suna novità rispetto al passato, anche in questo di relazioni di potere nella società fondate sulla comcampo un Governo nuovo solo di facciata mette al petizione, sulla valutazione e sulla distruzione dei dicentro dell’agenda tagli pesantissimi per i servizi ritti sociali e del lavoro. Tuttavia non siamo nostalgipubblici – in particolare la sanità, con un taglio di 10 ci dei vecchi ‘equilibri': il ‘no’ del popolo greco ha mld di € – al fine di ridurre la tassazione patrimoniaaperto un campo inedito di possibilità per identificale. Uno schema perfettamente congruente con re chiaramente la nostra controparte e forzare la le politiche di austerità che hanno colpito le storia in nostro favore. nostre vite negli ultimi anni e che hanno rediIl 9 ottobre torneremo a riempire le strade e stribuito risorse dal basso verso l’alto.

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni le piazze del nostro Paese con una mobilitazione nazionale studentesca. Lungo tutto l’arco della giornata del 9 realizzeremo iniziative nelle scuole, nelle università e nelle città per costruire insieme un’altra idea di formazione, welfare e società a partire da nostri bisogni sempre più impellenti. Dal 9 ottobre inizieremo una settimana di mobilitazione che ci porterà verso il 17 ottobre, la giornata mondiale per l’eradicazione della povertà nella quale come ogni anno Libera e il Gruppo Abele si attiveranno per il reddito di dignità e il rifinanziamento dei servizi pubblici. Sarà per noi una giornata in connessione con la tre giorni di mobilitazione europea lanciata da Blockupy per il 15-16-17 ottobre a Bruxelles. Riempiremo la settimana dal 9 al 17 ottobre di azioni e iniziative sul piano della formazione, del reddito e del welfare, della cittadinanza studentesca, della relazione tra formazione e lavoro, della democrazia, che metteranno in luce l’esistenza di un’alternativa concreta e radicale alle miserie dell’esistente. Lo faremo dentro il percorso della coalizione sociale che stiamo contribuendo a costruire assieme a molti altri sui territori, provando a costruire uno spazio di protagonismo per tutti coloro i quali oggi non sono rappresentati da nessuno e subiscono più di altri gli attacchi di questo Governo e della governance europea. È tempo di fare una scommessa: dobbiamo attaccare i tempi drammatici che stiamo vivendo con un’alternativa reale, radicale e concreta all’esistente. Oggi rompere l’orizzonte unico dell’autoritarismo e dell’austerità è necessario per fare spazio all’Europa dei diritti, della dignità e della democrazia. Non saremo soli in questa battaglia: la sfida per la costruzione di un’altra società a partire dalle mobilitazioni che si sono intrecciate nel corso degli ultimi anni, e a partire dalle tante e dai tanti che qualcuno oggi vorrebbe ridurre ai margini della storia, è solo all’inizio. Liberarci dalle miserie del presente per fare spazio alla ricchezza del possibile è oggi più che mai una necessità storica.

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni scuola controllata a livello centrale dallo Stato-impresa che verifica costantemente le performance del sistema formativo pubblico.

Scuola

Ad oggi, per quanti intendono non solo opporsi a questa legge, ma anche realizzare un progetto di La Riforma della scuola approvata nel mese di Luglio scuola diametralmente opposto, pare evidente la neconcretizza un processo che, negli anni, diversi Gocessità di un’azione concreta che miri a costruire un verni hanno cercato di portare avanti, ossia la proprocesso di riappropriazione del tema dell’istruzione, spettiva della completa privatizzazione dei saperi e tanto nel dibattito pubblico, tanto sul piano della conseguentemente del passo indietro dello Stato in conquista di un nuovo protagonismo delle compotermini di risorse investite col fine di stimolare la nenti della scuola all’interno delle stesse scuole. Il crescita del privato anche nel settore della formaziopercorso referendario proposto dalla grande assemne. I tagli degli anni precedenti, infatti, non erano blea di Bologna del 5 e 6 Settembre, apre una proche un presagio della direzione verso cui verteva l’ispettiva a medio e lungo termine che guarda all’esidea neoliberale di ristrutturazione della società. genza di un’espressione complessa del mondo della La “Buona Scuola”, dunque, calca i precedenti conoscenza. Questa nuova fase referendaria, che modelli tracciati dalla riforma Gelmini e dal passerebbe dunque dall’abrogazione di parti della tentativo di riforma della scuola portato avanti nel legge n. 107, non sarebbe possibile però senza la ri2012 dal governo Berlusconi: la legge “Aprea”. Oggi vendicazione di un’idea chiara di politiche di istruzioleggiamo chiaramente, nella legge 107, l’intento di ne, quelle che da anni si esprimono nelle piazze e assimilare le scuole al sistema nei luoghi della formazione, ma aziendale: dal reperimento dei che puntualmente rimangono ai La Riforma della scuola fondi, alla struttura interna, dalapprovata nel mese di Luglio margini del dibattito. La scuola la governance, alla chiamata diconcretizza un processo che, oggi ha bisogno di potere, a retta degli insegnanti. La scuola partire dalla facoltà di poter negli anni, diversi Governi che ci si è ritrovati questo setdecidere su quanto avviene hanno cercato di portare tembre è un prodotto della culal proprio interno e su come avanti, ossia la prospettiva tura privatistica, che tende ad essa si debba relazionare ottimizzare tempi e risorse ai della completa privatizzazione col territorio circostante. dei saperi. fini di rendere l’investimento più Una nuova Legge di Iniziativa produttivo ed efficiente possibiPopolare, aggiornata alle esigenze sociali e culturali le. In tal senso vanno anche le modifiche peggioratidel nostro paese, è una delle più valide forme di ve apportate all’autonomia scolastica, già trasformacontrapposizione e parallelamente di cambiamento ta in strumento di restrizione democratica, che con attuabile nella scuola italiana. questa riforma diventa in via definitiva strumento di centralizzazione del potere decisionale degli istituti. Ciò che la Buona Scuola calca è la marginalità, l’esclusione ed il classismo, utilizzando di facciata una non espressa volontà di “abbattere le disuguaglianze” e “implementare la qualità dell’istruzione”. È inaccettabile, infatti, che in un Paese che ha subito anni di tagli e distruzione della scuola pubblica statale, non si individuino prioritarie ed essenziali misure di contrasto alla povertà e sostegno del diritto allo studio. I dati ISTAT rispetto al costo della scuola secondaria di secondo grado sono infatti disarmanti, ci consegnano una situazione disastrosa che può solo aumentare la condizione di subalternità e di esclusione dai canali formativi per evidenti ostacoli

La scuola-impresa voluta dal governo Renzi, oltre a non rappresentare un “onere” per lo Stato, è un apparato incentrato sulla valutazione punitiva e sulla competizione, tanto tra docenti i quali dovrebbero porsi li uni contro li altri per ambire a premi o assunzioni, tanto tra scuole: stilando classifiche che certificherebbero le eccellenze. Questa riforma ci consegna dunque una scuola svilita a risorsa economica, utile se produce funzionalmente ai parametri del mercato del lavoro. Una

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni socio-economici. Tale situazione rende chiara l’urgenza di agire delle politiche nella prospettiva di rendere l’istruzione completamente gratuita, senza che essa gravi sulle famiglie per sottrarre queste ultime dal ricatto economico. Vogliamo raggiungere la gratuità dell’istruzione non solo per liberarci dal ricatto, ma anche perché pensiamo possa essere un passo di civiltà per un Paese, per raggiungere la democrazia economica (decidere cosa e come produrre) e la democrazia cognitiva (raggiungere alti livelli di sapere condiviso, che automaticamente implementano la partecipazione democratica).

duzione sempre maggiore del sapere “teorico” ed una sua riduzione all’essenziale (basti guardare alle differenze dei programmi nei tipi di scuole). Una scuola che voglia realmente combattere le disugualianze dovrebbe smantellare questa divisione gentiliana alla radice: l’idea di costruire un biennio unico ed un triennio specializzante, orientato per aree di interesse, va proprio in questo senso, posta la necessità di ridare complessità ai saperi.

Abbiamo visto negli ultimi anni un irrigidimento della differenziazione tra scuole di alta formazione e scuole professionalizzanti, la scelta delle quali è legata alle condizioni di partenza degli studenti. Ripensare un nuovo modello di scuola significherebbe, invece, non solo abbattere il muro del classismo e della marginalità economica, ma anche dare valore formativo a quelli “indirizzi” di scuole considerati di serie B: i percorsi che, dovendo esclusivamente formare alla pratica, sono svuotati dei contenuti e a pagarne le spese è la stessa formazione tecnico-professionale.

Una scuola basata sulla trasmissione unidirezionale delle conoscenze e sulla valutazione punitiva è una scuola immobile, che non guarda all’espressione delle potenzialità ma solo al controllo di un percorso che si ripete e si riproduce negli anni.

Passaggio fondamentale in questo processo è una riformulazione della didattica, in un Paese come il nostro, in cui l’unico metodo di insegnamento è quello frontale, si dà centralità alle nozioni singole, a L’istruzione gratuita rappresenta solo un primo pasquante informazioni si riesce a immagazzinare e in so verso una maggiore inclusività ed una scuola quanto tempo. L’assurdità della Buona Scuola è il realmente democratica, cioè in cui ognuno ha la volere delegare il tema dell’ “innovazione” dei metopossibilità materiale di partecipare alla vita politica e di alla digitalizzazione. Pur non demonizzando l’imalle attività extracurriculari. Un dibattito aperto orportanza delle tecnologie nei processi di apprendimai da mesi nel nostro paese è quello del reddito, mento per la nostra generazione, va considerato che uno strumento utile all’emancipazione degli individui questi ultimi devono passare per un’interazione soprattutto coloro i quali si tromaggiore tra studenti e studenL’istruzione gratuita vano in condizione di povertà ti, tra studente e docente. Imrappresenta solo un primo assoluta. Riteniamo necessario, maginare modelli di educazione in Italia, aprire una riflessione passo verso una maggiore tra pari, in cui si apprende dal sul tema anche per quanto ridialogo con l’altro e si rimette al inclusività ed una scuola guarda gli studenti. Questo centro lo studente con i suoi inrealmente democratica. strumento, sicuramente non riteressi e le sue curiosità. Allora solutore assoluto dei bisogni nè risposta esaustiva, perchè non scrivere dei programmi partecipati in cui può però essere un passo in avanti per una maggiodocenti e studenti assieme costruiscono gli approre giustizia sociale, per emancipare gli studenti dal fondimenti che tratteranno durante l’anno? Perchè bivio tra scuola e lavoro e persino renderli protagonon immaginare una scuola in cui si da spazio all’innisti reali delle scelte dei loro percorsi formativi. terdisciplinarietà?

Per rendere la scuola un motore di cambiamento, la valutazione va intesa come una parte del processo di apprendimento, non come il suo fine. Produttività ed efficienza, dunque, non dovrebbero essere dei parametri, il centro dovrebbe essere la capacità di condividere quanto si è appreso e renderlo proprio. La scuola dovrebbe innanzitutto rendere gli studenti capaci di “imparare ad imparare e a pensare liberamente ”, stimolarli nel voler accrescere le loro conoscenze spronandoli a criticare

Dequalificare un sapere significa esautorarlo della sua complessità, parcellizzarlo. Oggi questo avviene negli istituti tecnici e professionali attraverso una ri-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni e riflettere senza mortificarli con la minaccia del voto negativo. Un numero, infatti, non può esaurire l’intero apprendimento, non può esprimere un “livello” di competenze acquisite, non può esprimere il bagaglio personale del singolo e tantomeno giudicarne interessi o opinioni: la valutazione dovrebbe servire a capire quali passaggi non sono chiari allo studente e come il docente deve orientare la didattica.

avrebbe senso di esistere. Per queste ragioni, insieme ad un nuovo sistema di valutazione collettiva, rivendichiamo il diritto al recupero: ogni studente ha tempi di apprendimento differenti e in questo percorso la scuola non può sottrarsi dal compito di rispettare le specificità, se un traguardo lo si raggiunge assieme è la comunità a crescere. Ognuno ha valori aggiunti, interessi e curiosità dovrebbero essere ammirati come opportunità e non come distrattori del programma.

Oggi invece si vuole tendere ad una maggiore quantificazione, guardando alle INVALSI come un modelCome se non bastasse la differenza tra scuola di selo verso cui orientarsi, un modello in cui interessa il rie A, i licei, e scuole di serie B, gli istituti tecnici e risultato e non come lo si raggiunge. Bisogna immaprofessionali, si è andata a creare anche una sorta ginare dei momenti di valutazione collettiva all’interdi serie C dell’istruzione secondaria, gli IeF.P. su no delle classi, in cui costruire insieme la comprenbase regionale. La chiave di analisi sugli istituti tecsione di quanto ci sia da implementare, una valutanici professionali e sugli IeF.P. è senza dubbio il rapzione utile ai fini dell’apprendimento e dell’accresciporto che intercorre tra la scuola e il lavoro. La Buomento delle conoscenze dovrebbe essere na scuola si fregia di aver reso l’alternanza scuola “narrativa”, e cioè spiegare non solo quali siano le lavoro obbligatoria per tutti gli studenti, tuttavia non falle del processo, ma anche come colmarle, senza si va a sanare quello che è uno dei problemi principuntare il dito contro i singoli e pali ossia il fatto che spesso andando alla radice dell’even- Un numero non può esaurire l’alternanza scuola lavoro tuale disinteresse. Di pari passo l’intero apprendimento, non non ha una reale valenza è necessaria nel nostro Paese formativa ma è una forma può esprimere un “livello” una riflessione del mondo della di manodopera gratuita per di competenze acquisite, formazione sul tema della bocnon può esprimere il bagaglio cui sarebbe necessario regolarciatura, l’Italia è uno dei paesi la tramite un apposito statuto e personale del singolo in Europa con il maggior numepermettere che gli studenti e tantomeno giudicarne ro di “ripetenti”, persone classipossano valutare il percorso di interessi o opinioni. ficate come “non sufficienti”, coalternanza. Inoltre è inaccettastrette a ripetere l’anno senza bile che gli studenti affrontino questi percorsi in un effettivo supporto e spesso senza la comprensioaziende che devastano il territorio o che hanno noti ne di una simile punizione. Si abusa della bocciatulegami con la criminalità organizzata. ra, utilizzata come strumento di repressione nei conAltro tema annoso che rimane immutato è quello fronti dei soggetti “pericolosi” nelle classi che ha dell’apprendistato, una forma di contratto di lavoro a come conseguenza nella maggior parte dei casi l’abtutti gli effetti, che viene considerato funzionale albandono del percorso di studi. Se questo avviene, l’assoluzione dell’obbligo formativo anche se nella poi, prima del secondo anno di scuola secondaria di realtà dei fatti si tratta di un escamotage per iniziare II grado, lo studente quasi sicuramente non arriverà il lavoro a 16 anni ed eludere l’obbligo scolastico. neanche a completare la scuola dell’obbligo. Per questo è necessario innalzare l’obbligo scoLa bocciatura è l’emblema degli errori e delle falle lastico a 18 anni di età e prevedere la possibidel sistema d’istruzione italiano, evidenzia tutte le lità di fare esperienze di apprendistato, che contraddizioni di una scuola che non sa mettersi in siano realmente formative, solo dopo l’assolucontraddizione. La bocciatura non rappresenta un zione dell’obbligo scolastico. fallimento per la famiglia e per lo studente ma bensì un fallimento per il consiglio di classe e per la scuola tutta. La bocciatura in una scuola inclusiva non

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni aree del paese o in alcuni settori scientifici con il fine di livellare verso l’alto la qualità complessiva del sistema universitario italiano.

Università

Da anni, inoltre, portiamo avanti con caparbietà battaglie finalizzate a rendere sostenibile il percorso Le riforme che hanno coinvolto l’università universitario, dovendoci quotidianamente scontrare dal 2008 in avanti hanno progressivamente con i costi di molteplice natura di cui gli studenti desvuotato l’università di risorse sia finanziarie, vono farsi carico, che sono tra le cause più gravi e con i continui tagli all’FFO, che umane, tramite un drammatiche di abbandono dell’università. Nel noblocco delle assunzioni che perdura ormai da anni, stro mirino ci sono in particolar modo i sistemi iniqui generando peraltro profonde sperequazioni tra didi tassazione, con rette altissime che arrivano meverse aree del Paese. diamente a 1000 € e collocano l’Italia in testa ai Ma, come spesso accade, le ricadute materiali proPaesi europei per costi dell’università (eccetto Belgio vocate da alcune norme sono solo una parte rispete Olanda, che tuttavia compensano con sistemi di to ai gravi danni prodotti sul piano immateriale: inwelfare avanzatissimi). In un Paese che davvero si fatti è il concetto stesso di istruzione superioponga l’obiettivo di investire in formazione, core, come fonte di emancipazione individuale e struendo un sistema universitario realmente aperto collettiva, che è stato aggredito senza scrupoed accessibile, le battaglie per conquistare le briciole li dalle campagne mediatiche che hanno accompanon sono più sufficienti: o si persegue la gratuità gnato i provvedimenti legislativi. Denunciamo da dell’università o la sfida per la anni come il nostro sistema uniLe battaglie per conquistare trasformazione del Paese è perversitario sia stato affossato e sa. Per noi, l’università grale briciole non sono più ridotto allo sfinimento: sempre tuita oggi non rappresenta sufficienti: o si persegue più caratterizzato da disuguaun’utopia, ma una necessità glianze tra studenti e tra aree la gratuità dell’università o reale a cui già molti Paesi del Paese, non risponde più al- la sfida per la trasformazione europei, e non solo, hanno del Paese è persa. l'idea di un’istruzione pubblica e dato risposta. di massa. All’impoverimento degli Atenei, si aggiunge infatti Il tema dei finanziamenti diventa quindi, ovviamenl’assoluta insufficienza del sistema di Diritto allo Stute, essenziale in un ripensamento complessivo del dio del nostro Paese che, oltre a conservare un inasistema universitario, non solo in relazione alla loro deguato impianto assistenzialista e familista, è l’unientità ma anche alle modalità di distribuzione. Infatco a fregiarsi della figura degli idonei non beneficiari ti è necessario aprire una riflessione generale della borsa, che ammontano a più del 25%, a causa sul sistema di riparto dei fondi e sulla distridel mancato finanziamento complessivo da parte di buzione delle quote diverse dalla quota base: Regioni e MIUR. Quest'anno la situazione si rende attualmente la quota premiale rappresenta una perancor più drammatica a causa della riforma dell'Icentuale crescente della quota totale e viene asseSEE: gli indicatori della situazione economica e pagnata su criteri essenzialmente competitivi. Crediatrimoniale vengono calcolati secondo parametri nuomo debba essere abolita: nessun fondo deve essere vi, così da escludere - a condizioni di reddito invariaassegnato su base competitiva o sulla base di risulte - tantissimi studenti dalla richiesta dei benefici del tati di una valutazione distorta tra i diversi atenei. DSU. A seconda delle regioni si stima che le percenCrediamo sia assolutamente necessario rivedere e tuali di studenti che perderanno l'idoneità alla borsa ampliare l’utilizzo del fondo perequativo, con cui il di studio a causa di questo paradosso saranno tra il Ministero dovrà intervenire, sulla base di scelte poli10% e il 40%, prevedendo in generale un aumento tiche condivise con la comunità accademica, per riedei costi rispetto alle tasse universitarie calcolate quilibrare e sanare le devastanti condizioni dei diversulla base di questo erroneo indicatore. Per risolvere si atenei, investendo in modo strategico in alcune questo enorme disastro causato dal Governo, chie-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni diamo che venga immediatamente abolito il parametro ISPE scisso dall' ISEE, che ci sia un innalzamento della soglia massima isee prevista a livello ministeriale per l’idoneità ad usufruire dei servizi del DSU e misure di tutela per coloro che quest' anno sono colpiti dagli effetti del nuovo indicatore.

porto che costruisce con esso, il modo in cui genera sapere e lo trasmette. Ma l’università non può fare questo da sola: c’è bisogno di un cambio radicale nelle politiche governative, che dia al sapere il suo ruolo emancipatore, abbattendo le barriere di carattere economico e culturale all’accesso all’università, restituendo alla ricerca e alla didattica la loro autonomia da una valutazione che si traduce di fatto in Queste incurie ci lasciano sempre più convinti che una forma di controllo esterno, di un ricatto econoun’estensione universalistica del sistema di diritto mico da cui diventa sembra allo studio (e oggi, imprescindisempre più difficile smarcarsi. C’è bisogno di un cambio bilmente, di tutto il sistema di radicale nelle politiche welfare) sia un passo necessaPer questo, consci che la trario da compiere anche nel no- governative, che dia al sapere sformazione dell’università stro Paese: l’università deve non possa avvenire con gli il suo ruolo emancipatore, poter garantire l’uguaglianza attuali vincoli normativi, abbattendo le barriere delle opportunità, deve essere chiediamo l’abrogazione di carattere economico strumento di mobilità sociale e della riforma Gelmini e proe culturale all’accesso non il perimetro su cui si coponiamo l'idea di una Nuova all’università, restituendo mincia e determinare l’esclusioalla ricerca e alla didattica Università, che esca da sé ne sociale, si legittimano ed stessa e si liberi dal vincolo della la loro autonomia anzi rafforzano le situazioni di produttività, per mettersi al serda una valutazione. subaltenità che molti giovani vizio della società tutta. scontano sulla propria pelle, attraverso l’espulsione dai luoghi di formazione a causa dell’insostenibilità dei loro costi.

AFAM e ITS

L’accesso all’università, come se non bastassero le succitate barriere economiche, oggi viene gravemente ostacolato per oltre la metà dei corsi di laurea dal numero chiuso e programmato: uno strumento introdotto principalmente per far fronte al sottofinanziamento degli atenei ed al blocco delle assunzioni dei docenti, ammantato da una retorica rispetto alle prospettive di occupabilità, continuamente tradita dagli effettivi dati ISTAT. Nonostante le mille promesse, il Ministero non è intervenuto su questo dramma che riguarda ogni anno più di 100.000 studenti, che devono giocarsi il proprio futuro, con un test a crocette inadatto e inefficiente.

Accademie, Conservatori e Istituti Tecnici Superiori vengono spesso dimenticati dalla politica per via del limitato peso che questi hanno a livello di numeri di studenti/esse coinvolti/e, tuttavia i timidi tentativi di riforma che si sono prodotti negli ultimi mesi sono stati in continuità con quanto avvenuto nelle scuole e nelle università, senza alcuna volontà di immaginarsi una revisione complessiva del sistema formativo terziario. Nel settore AFAM risulta particolarmente preoccupante la volontà di applicare alla produzione artistica e culturale gli stessi modelli di valutazione della didattica e della ricerca che sono stati introdotti all'università. Per quanto riguarda gli ITS la sostanziale subalternità rispetto agli interessi di breve termine delle imprese, associata al finanziamento premiale (30%) sulla base di un generico criterio di occupabilità, senza riguardo a qualità del lavoro e inquadramento contrattuale, determinano un sistema di alta formazione tecnica assai poco ‘alta’,

Noi rifiutiamo il modello aziendalista su cui si sono basate le ultime riforme del sistema universitario: idee vecchie, in cui la formazione superiore è solo assunzione di competenze e macinatura di esami. Crediamo fortemente che l’Università debba avere un ruolo propulsivo e propositivo nel contesto che la circonda, ristrutturando - in modo inedito - l’organizzazione del sistema universitario sul territorio, il rap-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni incapace cioè di produrre innovazione e riconvertire le produzioni. Per questo chiediamo una profonda revisione del sistema di formazione terziaria, con il riconoscimento vero del diritto allo studio e un modello di governance - interna ai singoli istituti e a livello di sistema - partecipata dalle parti sociali.

Proprietà intellettuale

La rivendicazione della libertà di accesso ai saperi si scontra oggi con i processi di messa a valore che invadono sempre più complessivamente le nostre vite. La mercificazione della conoscenza si sostanzia infatti nei meccanismi di diffusione della stessa: la sua circolazione si fonda sull’idea del sapere come una merce, all’interno di una filiera che nei suoi vari passaggi prevede un accumulo di profitto. E’ un’impostazione che limita il diritto individuale ad accedere Da anni ormai la ricerca scientifica nel nostro Paese alla conoscenza nelle sue diverse forme, ma che ha è colpita dai violenti attacchi basati su una politica anche effetti profondamente recessivi dal punto di fatta di tagli e precarizzazione, ridimensionandone vista economico, limitando lo scambio, l’ibridazione enormemente il potenziale. Il crollo dei finanziamene l’innovazione tecnologica e sociale. A tutto ciò è ti pubblici alle università e agli necessario opporre la pratienti di ricerca presenti sul terrica di un modello alternativo Secondo l’Innovation Union torio nazionale è stato infatti Scoreboard della Commissione che favorisca la libera circoaccompagnato da una progreslazione di saperi e materiali Europea l’Italia è solo siva frammentazione all’interno ma che sappia porsi anche un moderato innovatore, della comunità scientifica, attrala questione della giusta reverso i dispositivi di valutazione appena avanti al Portogallo. tribuzione del lavoro immapremiale. Il risultato è la totale I 20 mld di € spesi per la R&S teriale. La rivendicazione di un dipendenza della ricerca pubbli- rappresentano pari all’1,2% reddito universale - anche nella del PIL sono ben al di sotto ca dallo sforzo di un settore prisua forma indiretta della gratuivato interessato esclusivamente della media europea (2%) tà dell’accesso alle fonti artistiad un ritorno in termini di proma anche dell’obiettivo che e culturali - può essere uno fitto immediato, senza una viEuropa 2020 (1,53%). degli elementi che possono consione di lungo termine che tentribuire a scardinare questi proga al centro le esigenze dei territori e della sua pocessi, permettendo la pratica di un sapere realmente polazione, rafforzando invece il ricatto ai danni di di tutti/e. Chiediamo anche una profonda revimigliaia di giovani che successivamente alla fine desione del sistema della proprietà intellettuale, gli studi decidono di intraprendere un percorso alche tuteli il diritto d’autore ma attacchi le l’interno del mondo accademico. Secondo l’Innovagrandi rendite ‘di posizione’ per favorire la libera tion Union Scoreboard della Commissione Europea circolazione delle opere artistiche e d’ingegno, a l’Italia è solo un moderato innovatore, appena avanpartire dai prodotti di ricerca delle Università e degli ti al Portogallo. I 20 mld di € spesi per la R&S rapaltri Enti di ricerca. presentano pari all’1,2% del PIL sono ben al di sotto della media europea (2%) ma anche dell’obiettivo Europa 2020 (1,53%). Per queste ragioni chiediamo un rifinanziamento massiccio del settore della ricerca pubblica, lo sblocco del turnover nelle Università e negli Enti di ricerca e un piano di recupero delle risorse private in favore dell’innovazione di sistema.

Ricerca scientifica

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni ci, allo stesso modo nella profonda crisi economica viviamo un forte allontanamento dal tessuto culturale presente nei nostri territori. Un tessuto fondato su uno dei patrimoni più ricchi al mondo, la cui tutela e gestione è stata in gran parte privatizzata, ripropoIl nostro Paese è agli ultimi posti per la percentuale nendo l’esigenza di mettere in primo piano il profitdi cittadini coinvolti in percorsi formativi. Nel 2013 to. La naturale conseguenza è stata l’impossibilità solo il 6,2% della popolazione italiana tra i 25 e i 64 per tanti e tante di accedere a quel mondo, per via anni era coinvolta in un percorso di formazione. La dei sempre più alti costi, diventati talora insostenibimedia UE era del 10,2%, l’oli. Ribaltare questa tendenza biettivo previsto dalla strategia L'Italia possiede un tessuto vuol dire contribuire alla rialfaEuropa2020 è fissato al 15%. Il culturale fondato su uno betizzazione delle nuove genedato più allarmante è che per razioni, sperimentando al condei patrimoni più ricchi al l’Italia il trend non è affatto in tempo pratiche di apprendimencrescita: assistiamo infatti a un mondo, la cui tutela e gestione to informale nuove e fondate su calo dal 6,6% del 2012 al 6,2% è stata in gran parte un modello cooperativo, in opdel 2013. privatizzata, riproponendo posizione all’estrema competiNon si tratta esclusivamente di zione cui siamo soggetti nella l’esigenza di mettere fermare la continua espulsione nostra vita quotidiana. Per quein primo piano il profitto. di studenti dalle scuole e dalle sto chiediamo la totale grauniversità, ma anche di rendere i percorsi di fortuità dell’accesso alle fonti artistiche e cultumazione permanente una parte strutturale rali, con una gestione pubblica dei beni cultudel sistema formativo, slegandoli dalle esirali che tuteli anche il diritto a un lavoro retrigenze esclusive delle imprese e connettendoli buito e tutelato. con un progetto di innalzamento complessivo delle capacità e delle competenze di tutta la popolazione, anche al di là del semplice aggiornamento professionale. Per fare questo, è necessario un aumento ma soprattutto una gestione radicalmente diversa dei fondi stanziati per la formazione permanente: oggi le risorse sono spesso distribuite con logiche clientelari e criteri poco trasparenti, mentre è necessario che i progetti formativi siano oggetto di una programmazione partecipata a livello locale.

Formazione permanente

Sul fronte dell'apprendimento informale, invece, è necessario garantire un accesso universale alle fonti culturali, come approfondito nel punto successivo.

Apprendimento informale e accesso alla cultura Così come la nostra generazione subisce sempre più i processi di esclusione dai percorsi formativi classi-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni La crisi finanziaria scoppiata nel 2008 e divenuta, dipendenti e autonomi. nell’Europa dell’austerità, recessione strutturale ha Il Governo Renzi ha portato a termine una ristrutturappresentato e continua a rappresentare una razione neoliberale del mercato del lavoro che ha straordinaria occasione di sottrazione della smantellato diritti e tutele conquistati dalle lotte sinricchezza sociale dal basso verso l’alto. La fordacali e del movimento operaio, reso più ricattabile bice fra i redditi si è profondamente ampliata, con il chi lavora e chi è in cerca di un’occupazione e conl’1% più ricco che detiene il 15% della ricchezza sentito un’ulteriore contenimento dei salari. Decrementre il 40% meno abbiente si deve spartire il 5%. to Poletti, Jobs Act e relativi decreti attuativi Non certo una peculiarità italiana, ma una realtà da hanno istituzionalizzato i processi già in atto inserire nello scenario internazionale, dove nel 2014 di precarizzazione del lavoro e di trasformal’1% più ricco - l’élite economica zione del welfare in un sie finananziaria del capitalismo È sempre più urgente stema di workfare forteglobale - detiene il 48% della ricostruire i rapporti di forza mente condizionante. ricchezza. per riappropriarsi delle La nostra generazione è coL’avvento del neoliberismo stretta sempre di più a confronrisorse in favore ha determinato processi su tarsi precocemente con il merscala europea di accumula- della collettività, prospettiva cato del lavoro, a partire dal zione e della ricchezza e del che ci porta ad aggredire i temi proprio percorso di studi o per potere, a fronte di crescenti fadella fiscalità generale, poter studiare. Serve un radicasce della popolazione che scivole cambiamento per combattere dei servizi, del welfare lano verso la povertà e l’imposdisoccupazione, salari da fame, e del lavoro di qualità. sibilità materiale di decidere sulasservimento dei percorsi forla propria vita. È sempre più urgente ricostruire i mativi alla logica del profitto a breve termine di imrapporti di forza per riappropriarsi delle risorse in faprese che non investono in innovazione e ricerca, vore della collettività, prospettiva che ci porta ad agproduzione di cattiva occupazione legata a un mogredire i temi della fiscalità generale, dei servizi, del dello di sviluppo predatorio. welfare e del lavoro di qualità. Per queste ragioni rivendichiamo:

- nuove tutele e diritti universali : il mercato del lavoro ha cambiato decisamente pelle rispetto a quello novecentesco, con l’aumento esponenziale delle tipologie contrattuali - estrema fonte di precarietà ma anche con il potenziamento del settore dei professionisti atipici e del terziario avanzato, spesso giovani con un alto tasso di specializzazione formativa. Oggi non è sufficiente rivendicare un ritorno al sistema di protezione sociale proprio del sistema fordista, ma è necessario lottare per tutele universali che garantiscano equa retribuzione, continuità di reddito e diritti per tutti i lavoratori, dai dipendenti ai titolari di partita IVA. Serve un nuovo Statuto dei lavoratori che vada a tutelare anche i settori del lavoro atipico e precario;

Lavoro di qualità ed equamente retribuito L’aumento delle disuguaglianze in Europa e in particolare in Italia è da imputare in larga parte, secondo l’OCSE, al contenimento e alla dispersione dei salari: part-time involontario, lavori atipici e a tempo indeterminato, lavoro sottopagato o gratuito ci portano a fare i conti con una dimensione nuova del ricatto e della povertà, che non sta più fuori dal mercato del lavoro ma si inserisce dentro il regime del salario. L’aumento esponenziale dei cosiddetti working poors, persone che pur lavorando si trovano in una condizioni di povertà, rappresenta la cifra di questo fenomeno morboso: circa 2 milioni e 800.000 persone in Italia fra lavoratori

- salario minimo europeo: il modello economico internazionale si basa palesemente sulla svalutazione competitiva del costo del lavoro e sulle esportazioni, innescando conseguenze sociali devastanti, su tutte

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni impoverimento di massa e minori spazi di agibilità per contrattare condizioni di lavoro migliori. La battaglia per una remunarazione degna che metta al bando il lavoro gratuito o sottopagato non può che giocarsi sul piano internazionale, vista la mobilità del capitale economico e finanziario: per questo rivdenchiamo un salario minimo europeo che in tutto lo spazio continentale dica chiaramente che non si lavora sotto una certa cifra di retribuzione oraria;

Paese. L’utilità sociale di questi interventi è nella maggior parte dei casi molto dubbia, mentre risulta spesso grave e pericoloso il loro impatto sull’ambiente. Gli investimenti pubblici devono essere radicalmente ripensati, orientandosi in primo luogo verso le “infrastrutture sociali” che consentono di aumentare il benessere collettivo (scuole, ospedali, parchi pubblici, ecc.) e mettendo in campo un piano strutturale di cura e manutenzione del territorio, attraverso piccole opere mirate contrapposte al modello della cementificazione selvaggia.

- piani industriali per l’innovazione: accanto alla battaglia per le tutele e per il salario, è urgente ricostruire una visione politica e strategica per il Paese. Un vero rilancio dell’occupazione in un Paese da anni in recessione è impensabile senza veri e propri piani industriali, attraverso i quali orientare con le politiche pubbliche i processi di produzione. Si tratta Reddito e riforma fiscale di una prospettiva che è stata totalmente assente nei Governi che si sono succediti negli anni della crisi, mentre il Governo Renzi ha palesememte dimoL’Italia è un Paese sempre più diseguale. In questi strato con lo Sblocca Italia di privilegiare gli interanni il regime di austerity ha comportato la demoliventi che vanno a tutelare gli interessi economici dei zione tassello dopo tassello (sotto la parola d’ordine poteri forti - tanto del settore del contenimento della spesa Un vero rilancio energetico che di quello delle pubblica o “spendig review”) lo infrastrutture - come chiave di dell’occupazione in un Paese Stato Sociale conquistato in volta per far ripartire il Paese, anni di mobilitazioni. Un welfada anni in recessione senza preoccuparsi della devare che per anni abbiamo denunè impensabile senza stazione ambientale e dei nostri ciato essere estremamente territori che queste politiche veri e propri piani industriali, escludente, in quanto agganciaattraverso i quali orientare to ad un sistema produttivo, stanno producendo.

quello fordista, e sociale, quello con le politiche pubbliche Inoltre, l’Italia investe soltanto della centralità della famiglia e l’1,25% del proprio Pil in Riceri processi di produzione. dei grandi luoghi collettivi di laca e Sviluppo, ben al di sotto voro e aggregazione. della media europea (2%) e degli obiettivi di Europa 2020 (1,53% del Pil). Una situazione inaccettabile e La tragedia sociale impostaci dall’alto in queche si riflette in un sistema economico a basso tasso sti anni è riassumibile in alcuni dati: 10 miliodi innovazione e in un mercato del lavoro con impreni di persone in condizioni di povertà relativa se alla ricerca di basse competenze standardizzate. (16,6% della popolazione), 6 milioni in povertà È sempre più necessario costruire piani induassoluta (9,9%), 3,2 milioni di disoccupati, 3,5 striali che si pongano il tema dell’innovazione, milioni di inattivi, 3,3 milioni di precari, disocinnalzando le risorse per la Ricerca e lo Svicupazione al 12% (20% al Sud), disoccupazioluppo fino a triplicare la quota attuale. ne giovanile al 44,2%. A fronte di questo non si può tornare indietro, non ha senso rivendicare un sistema di welfare tarato su un modello sociale non più riproducibile: è necessario aprire strade nuove, definire nuovi modelli sociali solidali, emancipatori, collettivi, a partire dalla rivendicazione centrale del

- piano di piccole opere per il territorio. Il modello di sviluppo che è stato promosso negli ultimi 30 anni è stato capace di dirottare quote crescenti di risorse pubbliche verso Grandi Opere in grado di generare ingenti profitti per i principali gruppi economici del

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni reddito.

mento dei costi sociali per la maggior parte della popolazione. Se ripensare il fisco significa imprimere un nuovo modello sociale, crediamo che quello del Governo Renzi sia un Paese in cui non possiamo credere: una vuota e superficiale tutela dello status quo e degli attuali livelli di disuguaglianza, una manovra regressiva che sposterà ulteriore ricchezza dal basso verso l’alto.

Per questo rivendichiamo:

- un reddito universale: consideriamo il Reddito di Dignità proposto da Libera nell'ambito della campagna Miseria Ladra una misura non più rimandabile, per rendere illegale la povertà, rompere il ricatto al lavoro coercitivo e sottopagato, restituire dignità al lavoro, alla formazione, alle comC’è urgenza di intervenire sulla fiscalità ma petenze di milioni di persone. Un reddito pienamenpuntando alla redistribuzione e al ridimensiote universale, individuale ed namento della forbice sociaemancipatorio rispetto alle conEsigiamo un reddito le, uno spostamento di risorse dizioni familiari,economiche e pienamente universale, dalla parte più ricca a quella più sociali di partenza. individuale ed emancipatorio povera, dalle zone industrializzaUn reddito necessario a colmate e i centri finanziari alle parti rispetto alle condizioni re le diseguaglianze sociali del del paese a rischio di “sottosviPaese, ad aggredire le enormi familiari,economiche e sociali luppo permanente” (Svimez) o di partenza. ricchezze illecitamente accumudepresse dalla crisi economica e latesi, restituendo dignità e poi tagli al welfare, dalle rendite e tere decisionale ai milioni di cittadini a cui sono stati dai patrimoni a chi ha di meno. negati. Un reddito a tutela della democrazia che neLa nostra riforma del Fisco parte dal Reddito, per ricessariamente dovrà finanziarsi attraverso delle mipensare il Paese e il welfare, ridistribuire ricchezze, sure redistributive della ricchezza e quindi anche atinvertire l’austerity. Il reddito non è e non potrà estraverso un intervento sulla fiscalità generale; sere, come tanti stanno provando a fare per deviare - un reddito di formazione: i dati sulla dispersione il consenso crescente che si sta creando intorno a scolastica (17% a livello nazionale, con punte del questa misura, una proposta assistenziale generaliz25% nelle regioni meridionali) e sui canali di acceszata che da un tanto ad ognuno indiscriminatamensompre se più ristretti all’università (-45.000 iscritti te: quella semmai è la riforma fiscale che ci sta proin 10 anni) riflettono una situazione drammatica di ponendo il Governo stesso. esclusione sociale, nella quale si materializzano le profonde connessioni tra espulsione dai processi formativi e povertà culturale da un lato con la condizione di subalternità e deprivazione.

Servizi pubblici

Vogliamo un reddito che rompa completamente con una visione del welfare legata esclusivamente al lavoro fordista e che non si pone il tema di garantire universalmente l’accesso ai saperi. Vogliamo un reddito di formazione individuale, che consenta a tutti di poter studiare indipendemnete dai condizionamenti economici e familiari;

Il sistema dei servizi ha ceduto sotto i colpi dei tagli e delle privatizzazioni, comportando aumento dei costi e peggioramento della qualità del servizio, aggravando così così le condizioni di vita di milioni di persone. La finanziarizzazione dell’economia e l’innalzamento del potere della rendita finanziaria hanno aperto uno spazio inedito di sfruttamento del territorio e delle risorse della collettività. I processi di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi collettivi rappresentano emblematicamente le nuove dinamiche di accumulazione finanziaria che, col sostegno della retorica del debito e del con-

- una riforma della tassazione in senso progressivo : il Governo ha lanciato la sua campagna d’autunno sull’abbassamento delle tasse. Crediamo che l’intervento sulla fiscalità generale (riducendo la pressione fiscale sui redditi medio-bassi, sulla formazione e sulle tasse indirette) sia oggi necessario, ma che questo non può finanziarsi con un ulteriore innalza-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni tenimento della spesa pubblica, determinano ingenti profitti privati per pochi e un aumento dei costi sociali per la cittadinanza.

Legge 338/00, destinato alla realizzazione di residenze per studenti borsisti.

Accordo territoriale per il canone concordato: Riteniamo imprescindibile riaprire un ragionamento le amministrazioni comunali devono promuovere la sul ruolo del reddito indiretto, in termini di servizi e stesura di accordi territoriali fra le parti per l’istitudi strumenti a sostegno delle fasce di popolazione zione del contratto di locazione a canone concordapiù colpite dalla crisi: è necessario costruire a partire to, una soluzione che consente di contenere il costo dai territori piattaforme per una profonda rivisitaziodell’affitto e di garantire tutele contrattuali all’affitne del welfare municipale, nell’ottica di dare risposte tuario. materiali ai bisogni fondamentali, e di ribaltare conRequisizione del patrimonio sfitto: mettere al cretamente la pratica del governo dall’alto delle ribando la speculazione è un obiettivo prioritario in sorse e del territorio. Alla concentrazione del pomolte città dove i grandi proprietari tengono sfitti tere decisionale, fortemente condizionato daappartamenti e immobili per produrre una distorsiogli interessi dei maggiori stakeholders econone al rialzo nel mercato immobiliare. Diverse sentenmici, contrapponiamo un modello fondato sulze, a partire dal pronucniamento della Corte di Casla partecipazione e sulla gestione democratica sazione del 2007 sul caso del X Municipio di Roma, del pubblico e dei beni cohanno stabilito che la requisiziomuni. Affermare nuovamente il Affermare nuovamente ne in via urgente e temporanea principio della democrazia paril principio della democrazia degli appartamenti sfitti non cotecipata è una premessa fondapartecipata è una premessa stituisce un abuso da parte del mentale per realizzare avanzaPubblico, ma una misura coefondamentale per realizzare menti sostanziali. rente con il soddisfacimento di avanzamenti sostanziali Per questo rivendichiamo: un bisogno primario come il disul piano dei servizi sociali. ritto alla casa. - Diritto all’abitare. Il costo degli affitti, soprattutto nelle grandi città e nelle sedi Parallelamente serve un ripensamento del ruolo deluniversitarie, si abbatte sugli studenti fuori sede, arle Agenzie per la casa delle amministrazioni comurivando a punte di 600€ mensili per una camera sinnali: oltre alla facilitazione dell’incontro fra domanda gola. La situazione è aggravata dall’insufficiente nued offerta e alla promozione del contratto a canone mero di residenze universitarie degli enti regionali concordato, queste agenzie devono avere la possiper il diritto allo studio, tanto che anche chi avrebbe blità di disporre degli appartamenti sfitti per disporre diritto all’alloggio per legge non lo riceve a causa di nuove risorse contro l’emergenza abitativa. delle carenze del sistema. In generale, il diritto all’a- Sanità. Il Sistema Sanitario Nazionale è tutto fuorbitare è una parola d’ordine che oggi interseca diché sovradimensionato. Negli ultimi anni da più parti verse condizioni - studenti fuori sede, giovani precasi sono sollevate voci di denuncia sui rischio a cui ri, famiglie a basso reddito, ecc. - che pur nelle loro andiamo incontro: una riduzione progressiva del diversità si trovano ugualmente di fronte a pesanti personale medico-sanitario del SSN, di specialisti e ostacoli di ordine economico nell’accedere all’abitadi medici di base, che si traduce in un peggioramenzione. Servono politiche pubbliche in grado di to del diritto alla salute per la collettività. contrastare la speculazione e garantire a tutIl divario in negativo di più di 10.000 profeste e tutti il diritto alla casa. sionisti entro il 2018 è frutto del combinato Edilizia Residenziale Pubblica e rifinanziamento disposto dei tagli alla Sanità Pubblica, delle Legge 338/00: è necessaria una strategia di recupebarriere in ingresso alla formazione medica, ro degli immobili in disuso e di nuovi investimenti dei prepensionamenti e del blocco del turn per aumentare il patrimonio a disposizione per gli over che nel complesso restitusicono un fabbisogno alloggi popolari. Parallelamente, servono risorse per basato sui vincoli di spesa e non sulle esigenze reali un nuovo bando di fiananziamenti sulla base della della società. Abbiamo bisogno di una profonda in-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni versione di tendenza.

la ripubblicizzazione del Trasorto Pubblico Locale, sottraendolo alle dinamiche di speculazione e garantendo un politica pubblica di gestione rivolta all’accessibilità del servizio; un Piano straordinario per il trasporto quotidiano e il pendolarismo, rivedendo nettamente la spesa destinata alle Grandi Opere e all’Alta Veocità.

Rifinanziamento del SSN: la cosiddetta spending review del Governo Renzi ha nel mirino la Sanità pubblica come principale obiettivo. Si tratterebbe di un ulteriore colpo destabilizzante, da sommare ai 4 miliardi di minori stanziamenti alle Regioni decisi nella scorsa Legge di Stabilità. Al contrario rivendichiamo un rifinanziamento del sistema, in termini economici e di risorse umane, affinché venga riconosciuto il diritto alla salute di tutte e tutti, in particolare dei redditi medio-bassi che non hanno la possiblità economica di rivolgersi alle strutture sanitarie private.

La programmazione politica sul settore dei trasporti è decisamente fallimentare nel nostro Paese. Per anni sono state destinate ingenti risorse pubbliche sull’Alta Velocità e sul trasporto Rilancio del ruolo dei Conferroviario a lunga distanza, sultori: nel contesto di tagli al penalizzando il trasporto welfare e alla sanità, i Consultourbano e le tratte ri sono fra le prime strutture che stanno subendo un pesante dei pendolari. Diritto alla salute per fuori sede: garantire l’accesso senza costi aggiuntivi alle cure e alle prestazioni del SSN a tutti coloro che per motivi di studio o di lavoro vivono in una città diversa da quella di residenza.

ridimensionamento. Riteniamo, al contrario, che tali strutture vadano potenziate, tanto sul piano dei servizi che possono offrire per la prevenzione, l’assistenza e la tutela della salute, quanto nel rapporto con il territorio e, in particolare, i luoghi della formazione.

- Trasporti. La programmazione politica sul settore dei trasporti è decisamente fallimentare nel nostro Paese. Per anni sono state destinate ingenti risorse pubbliche sull’Alta Velocità e sul trasporto ferroviario a lunga distanza, penalizzando il trasporto urbano e le tratte dei pendolari. Il diritto alla mobilità quotidiano è fortemente messo in discussione dalla carenza di corse e dall’aumento dei costi a carico dell’utenza. Inoltre, non esiste un ragionamento serio sulla sostenibilità ecologica e sulla riduzione delle emissioni, attraverso la promozione del trasporto pubblico a discapito dei mezzi privati. Per questo chiediamo un sistema di agevolazioni per il diritto alla mobilità rivolto in primo luogo a studenti, giovani precari e famiglie a basso reddito;

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni Nella società della crisi economica e finanziaria gli spazi di democrazia e partecipazione sono in via d’estinzione.

Sblocca Italia, JobsAct e Buona Scuola attraverso l’abuso di voti di fiducia, decreti legge e deleghe in bianco al governo.

Il ricatto del debito non è soltanto quel mecCome se ciò non bastasse, il Governo Renzi, dopo canismo che ha redistribuito risorse dal basso aver approvato una legge elettorale paradossalmenverso l’alto nel corso degli ultimi anni, ma è te in grado di garantire la maggioranza assoluta ananche quello strumento retorico con il quale, che ad una minoranza del paese attraverso l’introa livello locale così come a livello nazionale e duzione del doppio turno e di un premio di maggiointernazionale, è stato operato un enorme ranza enorme, ha messo il piede sull’acceleratore sul trasferimento verso l’alto della capacità di detema delle “riforme istituzionali”: il cosiddetto ddl cidere delle vite di tutti. In nome della crisi, delBoschi. l’emergenza, della necessità impellente di riforme e Il metodo in cui si sta svolgendo la discussione sul interventi strutturali, sono stati smantellati molti dei disegno di legge da questo punto di vista è già indidiritti e delle conquiste di civiltà degli ultimi decenni, cativo dei suoi contenuti: una discussione a tappe dal lavoro, al welfare, ai diritti individuali. Per questo forzate, chiusa dentro i tatticismi delle stanze dei oggi affermiamo che non c’è nulla da perdere: non palazzi e dei partiti, completamente esterno alle cavogliamo affatto rinchiuderci in una dimensione nopacità di costruire un dibattito reale nel Paese, tutto stalgica perché crediamo che quello che ci spetta è incentrato sul principio della “governabilità” e della un nuovo modello di formazione, di welfare, di lavo“palude”, una discussione che avrà una ricaduta in ro per un altro modello di sviluppo. Siamo in credito un referendum dai caratteri sempre più “plebiscitari” di diritti, di risorse, di democrazia, e li esigeremo di giudizio sul Governo. fino in fondo. È questo il nostro Piano A con il quale Questa riforma, con questo mevogliamo cambiare radicalmente Siamo in credito di diritti, todo, è per noi completamente volto all’Europa. di risorse, di democrazia, irricevibile. Non possiamo acPer questo dal 9 ottobre in poi, cettare delle forzature democon le nostre mobilitazioni e le e li esigeremo fino in fondo. cratiche nelle tempistiche di È questo il nostro Piano A iniziative che costruiremo a limodifica della carta fondamenvello locale, nazionale e interna- con il quale vogliamo cambiare tale del nostro Paese. Il supezionale intendiamo affermaradicalmente volto all’Europa. ramento del bicameralismo re con forza che vogliamo attraverso un senato non potere: poter studiare, poter scegliere il nostro fuelettivo, e quindi del sistema dei contrappesi deturo, poter vivere una vita dignitosa, poter cambiare mocratici, nell’ottica di un presidenzialismo di fatto collettivamente la nostra condizione di subalternità! (garantito attraverso il combinato disposto con la legge elettorale), l’introduzione di sempre maggiori dispositivi di urgenza, e del relativo snaturamento del dibattito parlamentare, nell’approvazione delle leggi è il segno più evidente della trasformazione accentratrice della governance del nostro Paese che dal piano materiale del sempre maggiore isolamento delle parti sociali e della partecipazione popolare all’indirizzamento del Paese, che L’utilizzo parossistico del tema dell’emergenzialità da per noi non si può ridurre all’esercizio del diritto di parte del Governo Renzi per promuovere misure nevoto, si trasforma in una sostanziale revisione del cessarie a “far ripartire il Paese” ha di fatto sospeso piano formale del nostro ordinamento democratico. il nostro ordinamento democratico, esautorato il Parlamento dal suo legittimo potere legislativo e fatto passare tutti i provvedimenti più importanti come

Una riforma istituzionale in senso autoritario

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni suto sociale, costruire identità nel quartiere e nel contesto cittadino, promuovere esperienze mutualistiche e culturali. Rivendichiamo come soluzione alternativa alla dismissione ed all’abbandono la sperimentazione di esperienze di pubblico-partecipato che possano costruire con la cittadinanza sperimentazioni di nuova gestione del territorio. Vogliamo quindi ripartire dalle nostre città per riappropriarci dello spazio che ci spetta: sia pretendendo gli spazi di partecipazione che oggi ci sono sottratti, sia rilanciando e rendendo più aperti e inclusivi i luoghi fisici che già possediamo, sia mettendo in campo delle pratiche di riappropriazione del patrimonio pubblico dismesso e abbandonato.

Spazi di partecipazione e patrimonio pubblico I contesti cittadini in cui viviamo appaiono sempre più controllati dall’alto piuttosto che dal basso: patti di stabilità imposti, decreto Sblocca Italia, gestione verticista e spesso connessa a poteri forti e mafiosi. Il caso di Mafia Capitale è solo il più emblematico, di un giro di potere esistente in modalità e forme diverse sui nostri territori.

E’ necessario costruire una opposizione alle amministrazioni locali che rivendichi una gestione partecipata dal territorio, rigettando in primo luogo le speculazioni e promuovendo un’altra idea di sviluppo territoriale con formazione e cultura al centro contro i quartieri dormitorio nei grandi centri e contro le città fantasma nei piccoli centri. E’ nelle nostre città, infatti, che si può aggredire dal basso il senso di impotenza sulle nostre Nelle nostre città è esplosa una nuova ondata revite e sui nostri territori, sperimentando pratiche di pressiva a suon di ordinanze anti degrado. Sarebbe democrazia partecipativa come la progettazione pardegradante, infatti, secondo i Prefetti e le Amminitecipata e le delibere partecipastrazioni Comunali, tutto ciò te, che siano espressione di chi Le città sono nostre, gli che sfugge all’ordine ed al conanima e vive i quartieri e le città trollo, tutti noi, studenti, miinvisibili siamo tutti noi giorno dopo giorno e non di chi esclusi dalle decisioni di una granti, clochard. Il decoro covi specula. struito tramite restrizioni

Socialità e aggregazione vs decoro e mercificazione

politica urbana che incita

per l’utilizzo di alcool fuori Purtroppo assistiamo invece al ancor più all’odio verso la orario, per la permanenza progressivo smantellamento e dismissione del patrimonio pub- diversità ed all’ordine contro nei parchi e nelle piazze, blico, che sarà vittima di un’ on- una idea collettiva di socialità. non è altro che un modo per camuffare esteticamendata di privatizzazioni necessate la frammentazione del tessuto sociale, terie a far quadrare i conti e finanziare le misure del nendo ancor più fuori gli esclusi e gli invisibili dalle governo in campo fiscale. L’attacco al patrimonio nostre città, senza agire in nessun modo sul cuore pubblico è anche riflesso delle politiche di austerity del problema. Quelle piazze sono oggi gli unici luoche impongono la svendita del proprio patrimonio, ghi di aggregazione e gli unici luoghi realmente visanche produttivo, agli stati in difficoltà: basti pensasuti. re alle svendita del porto e degli aeroporti in Grecia come conseguenza del Memorandum imposto al Il diritto alla città, alla socialità ed alla partecipaziopaese nel mese di luglio. ne di tutte e tutti non può essere represso, ma va costruita una idea diversa di città, che scardini il rapporto centro-periferie dormitorio abbandonate e metta al centro la socialità e l’aggregazione. Le città sono nostre, gli invisibili siamo tutti noi esclusi dalle decisioni di una politica urbana che incita ancor più

All’interno delle nostre città, al contrario, è necessario aggredire la solitudine ed il deserto con l’apertura di spazi di socialità. La presenza di spazi è fondamentale nei frammentati contesti urbani di fronte a cui ci troviamo per ricostruire il tes-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni all’odio verso la diversità ed all’ordine contro una idea collettiva di socialità. Praticheremo resistenza alle politiche ani-degrado in ogni città, sperimentando nuovi modelli di socialità contro i paradigmi dell’ordine che annullano i nostri sogni e desideri.

Vogliamo potere... Muoverci

In questi anni abbiamo visto ridursi gli spazi di aggregazione e di partecipazione anche dentro le scuole e le università. Dopo la riforma Gelmini infatti gli spazi di agibilità democratica all’interno degli Atenei si sono ridotti radicalmente. Quella che era una comunità accademica si è trasformata in una sorta Le drammatiche vicende di questi giorni, che hanno di pseudo - azienda guidata dalle scelte tecniche di riportato la questione dell’immigrazione al centro del un Cda che prendono il sopravvento alla duiscussiodibattito pubblico, dovrebbero indurre tutti ad una ne più democratica e politica del senato accademico. presa di posizione decisa. Le stragi in mare e Con “La Buona Scuola” allo stesso modo, assistiamo adesso anche sul continente continuano senalla aziendalizzazione della scuola ed all’accentraza sosta e la risposta dell’Europa è spesso afmento dei poteri nella figura del preside, con l’aperfidata a soluzioni di polizia: i manganelli come tura ai finanziamenti privati. La riduzione degli unica risposta ai migranti che a Ventimiglia, come al spazi di agibilità politica e di democrazia ha confine serbo, chiedevano liberun impatto fortemente neLa Fortezza Europa somiglia tà e dignità, l’erezione di muri e gativo nella costruzione di filo spinato come quello ungheuna partecipazione consasempre più ad una terra rese e infine il comportamento pevole alla vita della prodi apartheid tra i “nativi” agghiacchiante della polizia e pria scuola o del proprio dell’esercito sui confini dell’Eurodel vecchio continente Ateneo che è ovviamente il pa orientale. Tutto questo mene coloro che fuggono dalle presupposto per costruire contre il regolamento di Dublino sapevolezza rispetto alle scelte guerre, dai regimi, dalla fame, non viene messo mai in diche uno studente opera al di da un neocolonialismo scussione a partire dalle sue fuori del luogo della formazioradici che ne suggerirebbero l’adi ritorno fondato ne. bolizione più che la modifica. sullo strapotere delle Se ci rassegnamo a questo fatQuelle radici che pongono le multinazionali e sulla to assumiamo che il fine delle fondamenta di una Fortezza Eudevastazione del lavoro numerose riforme di questi ropa che somiglia sempre più ad anni è stato raggiunto: trasfore dell’ambiente e di cui una terra di apartheid tra i “natimare il percorso formativo da l’Occidente e l’ Europa hanno vi” del vecchio continente e coprocesso di formazione critica loro che fuggono dalle guerre, enormi responsabilità e colpe. di cittadini in un mero strumendai regimi, dalla fame, da un to di acquisizione delle competenze necessarie alla neocolonialismo di ritorno fondato sullo strapotere mansione. Per questo motivo è necessario ricostruidelle multinazionali e sulla devastazione del lavoro e re percorsi di partecipazione in scuole e università a dell’ambiente e di cui l’Occidente e l’ Europa hanno partire dalla riappropriazione di spazi di rappresenenormi responsabilità e colpe. tanza fino alla messa in campo di pratiche mutualiE’ assolutamente necessario quindi riaprire il dibattistiche che aggregino gli studenti a partire dai loro to su quale sia la risposta che come Europa vogliabisogni materiali. mo dare alla questione. Non possiamo pensare di lasciare che singoli Stati come la Germania, dall’alto della loro forza economica costruita sacrificando sull’altare dell’austerità i Paesi del Sud Europa, prenda-

Per la libertà di movimento e il diritto all'accoglienza

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni no l’iniziativa e si facciano carico solo di una parte dei richiedenti asilo.

Vogliamo potere...

Per questo abbiamo lanciato la proposta “Scuole ed università #senzaconfini”, che prevede l’utilizzo delle palestre e degli spazi di scuole ed università per promuovere l’accoglienza dei migranti, con il protagonismo attivo degli studenti. Intendiamo promuovere come studenti esperienze di mutualismo capaci di dare strumenti di integrazione a chi intende restare, attraverso lezioni peer-to-peer per insegnare ai migranti l’italiano ed agli italiani le loro Risulta evidente la subordinazione che esiste tra calingue, arricchendo la comunità con eventi multiculpitale e ambiente e lavoro. Da oltre vent’anni le politurali. Riteniamo che scuole ed università siano i tiche neoliberiste applicate a livello globale hanno luoghi più adatti per costruire mostrato come, con il solo fine comunità attorno ai migranti, Da oltre vent’anni le politiche di accumulare capitale, qualsiaimmaginare iniziative sociali e neoliberiste applicate a livello si azione fosse contemplata: studentesche, costruire un modalla distruzione di territori ed globale hanno mostrato come, dello di accoglienza che non sia ecosistemi, alla selvaggia estradi mera gestione dell’emergen- con il solo fine di accumulare zione e privatizzazione delle riza in termini numerici, ma spesorse, passando inevitabilmente capitale, qualsiasi azione rimentazione di processi collettiper il peggioramento delle confosse contemplata: dalla vi di apertura delle comunità. dizioni di salute delle popolaziodistruzione di territori ed ni. Vogliamo un’Europa della

Vivere i nostri territori Per un altro modello di sviluppo

ecosistemi, alla selvaggia

solidarietà che rifiuti austeI provvedimenti politici atestrazione e privatizzazione tuati nel nostro paese serità, vincoli di bilancio, egoidelle risorse, passando smi nazionali; vogliamo guono in maniera lineare il un’accoglienza rispettosa modello neoliberista: l’ultiinevitabilmente per il dei diritti dei migranti, conmo Decreto Sblocca Italia peggioramento delle tro il modello di Mafia Capitale (2014), così come il prececondizioni di salute delle con cui profittatori senza scrudente Decreto Sviluppo popolazioni. poli hanno fatto affari sulla pelle (2012) sono due esempi lamdei migranti e delle risorse pubpanti ai quali continuiamo ad bliche; vogliamo un’inclusione sociale vera dei opporci. Attraverso queste due leggi, infatti, si automigranti nella scuola, nel lavoro, nel welfare, rizza la ricerca e l’estrazione di fonti fossili, tramite contro leggi razziste come la Bossi-Fini che favoritrivellazioni marine e terrestri. Si promuove dunque scono la marginalizzazione e lo sfruttamento nelle l’utilizzo di fonti energetiche obsolete, con tecnolonicchie subalterne di un mercato del lavoro neolibegie assai pericolose e dannose per l’ecosistema, rale sempre più ingiusto; chiediamo con forza un nonché volte alla produzione di un materiale non corridoio umanitario che salvi vite; rifiutiamo la milidegradabile ed altamente inquinante come la plastitarizzazione delle frontiere; rivendichiamo canali di ca; a guadagnarci, in termini economici, sono le accesso legale e sicuro in Europa contro il proibiziograndi lobby multinazionali petrolifere. nismo che arricchisce i trafficanti. Sosteniamo quindi Sul nostro territorio i casi che mostrano il conflitto con forza il diritto di ogni essere umano di muoversi tra capitale, ambiente e lavoro, sono molteplici. e migrare attraverso i confini: è la circolazione di caSpesso poi, in questi stessi luoghi, scuole ed univerpitali che deve subire dei limiti per garantire un welsità risultano assenti o al più assoggettate alle stesfare dignitoso per tutti. se aziende che li distruggono. L’offerta formativa, ancor più con la presenza dei privati nei Consigli di

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni Amministrazione, è organizzata secondo le necessità degli interessi capitalistici anzichè secondo le esigenze del territorio. È così anche che il rapporto tra università/scuole e territorio viene stravolto. La conoscenza non è considerata uno strumento di emancipazione e cambiamento, ma di riproduzione del modello produttivo attuale.

gender.

D'altra parte, sul piano politico-istituzionale, il Governo Renzi mostra un uso propagandistico delle tematiche di Genere ed LGBT senza promulgare interventi sostanziali, scadendo nel fenomeno di pink washing (basta pensare alla consultazione sulla violenza di genere). Sono tanti gli epiE’ prioritario quindi rovesciare sodi in cui l'Esecutivo ha paleA essere allarmante è il modo sato una mancanza di volontà questo rapporto, ridare ai saperi in cui le ultime riforme la propria funzione, per risolvepolitica di entrare nel merito dei sui diritti civili ignorino re le contraddizioni del sistema fenomeni, lasciando ampi spazi platealmente un'ottica anche a partire dal campo amdi mediazione con la destra catdi welfare universale e la bientale. tolica su entrambe le tematiche centralità dei luoghi nel nome della stabilità di goLa Conferenza sul clima di verno. A essere però ancora più di formazione nella battaglia Parigi 2015 (COP21) è uno allarmante è il modo in cui le agli stereotipi, spazio in cui sarà possibile ultime riforme ignorino platealalla segregazione e per portare alcune rivendicaziola dignità di tutti i cittadini. mente un'ottica di welfare unini, nazionali ma anche gloversale e la centralità dei luoghi bali, rispetto alla necessità di formazione nella battaglia agli stereotipi, alla sedi modificare questo modello di sviluppo e gregazione e per la dignità di tutti i cittadini. smascherare l’ipocrisia delle scelte politiche dei governi europei e non, in materia energetica e di sviÈ per noi fondamentale rivendicare una nuova idea luppo, a partire da quello italiano. di democrazia nei luoghi della formazione e nelle nostre città, dove la libertà di esprimersi e la dignità di tutti i cittadini è garantita anche da un'opposizione netta e chiara a qualsiasi forma di discriminazione. Modello che portiamo avanti con la Carta Nessuno Escluso nelle scuole e nelle università, garantendo da parte delle istituzioni scolastiche e accademiche una presa di posizione a tutela di tutte e tutti per la lotta contro le intimidazioni, le pratiche e i linguaggi omotransfobici e sessisti. Vogliamo fatti concreti e non briciole di clausole aleatorie sugli stereotipi presenti nella Buona Scuola. Nostra è anche l’apertura dello Sportello Nessuno Escluso, fatto da studenti per studenti, visto che nei luoghi della forLa frammentazione sociale prodotta dalla crisi e dalmazione mancano riferimenti a cui studenti discrimile forme di precarietà ha bloccato del tutto in Italia nati possano rivolgersi. l'avanzamento culturale di consapevolezza ed incluLa didattica deve essere attraversata da sione delle differenze di genere, identità e orientaun'ottica includente tutte le differenze di gemento sessuale. Anzi, registriamo una sempre nere e di identità e orientamento sessuale con maggiore diffusione di concetti discriminatori, pari dignità, oltre a doversi liberare dagli steoltre che oscurantisti e retrogradi, da parte delreotipi. Più che mai c'è bisogno di un programma le realtà estremiste del mondo cattolico. Tali concetministeriale sull'educazione sessuale e all'affettività, ti, impugnati anche da formazioni neofasciste, sono su cui per ora c'è stato solo silenzio nella Buona permeate nella società civile grazie allo strumento scuola. Al più è ancora regolata da una legge del 97, della disinformazione: ne è il principale esempio l'income mera educazione all'affettività da scegliere nel venzione - del tutto strategica - dell'ideologia del

Vogliamo potere... Essere noi stesse_i Per i diritti e la dignità di tutte_i

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni pacchetto di attività per la salute, cosa che con la Buona Scuola dipenderà solo ed esclusivamente dal preside, non garantendo pari educazione a tutti. A tale vuoto rispondiamo con la Guida Al Sesso, credendo fortemente nel valore emancipatorio dell'informazione. Il progressivo e costante smantellamento del welfare, culminato con il Jobs Act, si sostanzia anche nell'esclusione sociale di soggetti non maschi ed eterosessuali. I tagli alla sanità colpiranno con vigore i Consultori Famigliari e i Centri Sociali, conquiste politiche che rappresenterebbero forti tutele sociali per le donne. Basta pensare all'incontrastato fenomeno dell'obiezione di coscienza, così come la totale assenza di servizi per studentesse madri nelle università. Lo stesso ddl Cirinnà sulle unioni civili non permette a persone dello stesso sesso di costituirsi in una famiglia legittimamente riconosciuta e di accedere alla totalità dei diritti che ne derivano.

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni to di formazione per studenti delle scuole superiori, delle università, di ITS e AFAM

In breve

Per il rifinanziamento massiccio alla ricerca pubblica per costruire un modello di sviluppo più sostenibile Per una revisione del sistema della proprietà intellettuale, che tuteli il diritto d’autore ma attacchi le grandi rendite ‘di posizione’ per favorire la libera circolazione delle opere artistiche e d’ingegno

Ci mobilitiamo... Per l'istruzione gratuita e un sapere accessibile a tutte e tutti

Contro la precarietà esistenziale e lavorativa: diritti universali per tutte e tutti!

Per l'abrogazione della Riforma Gelmini Per un ripensamento radicale dell’impostazione attuale dei cicli formativi

Per l'istituzione di un reddito di dignità pienamente universale, individuale ed emancipatorio rispetto alle condizioni familiari,economiche e sociali di partenza, finanziato attraverso una riforma della tassazione redistribuiva che faccia pagare davvero i più ricchi

Per la promozione di un efficace Statuto delle Studentesse e degli Studenti in Stage Per l’istituzione di un finanziamento strutturale in istruzione in legge di stabilità

Per l'istituzione di un reddito di formazione individuale, che consenta a tutti di poter studiare indipendentemente dai condizionamenti economici e familiari

Per un’altra idea di valutazione dello studente e di valutazione nazionale, che non sia punitiva Per un nuovo modello di governance ed una scuola più democratica e partecipativa

Contro una riforma istituzionale antidemocratica

Per l'abolizione della bocciatura

Per la gestione partecipata dei territori contro dismissione ed abbandono del patrimonio pubblico

Per un ripensamento della didattica frontale e l’introduzione di forme di didattica alternativa, a scuola e all'università

Per l'apertura spazi di socialità al servizio della collettività

Per un'università gratuita e accessibile a tutti

Contro le politiche repressive e le leggi antidegrado: vogliamo poter vivere appieno piazze, parchi e luoghi della città

Per una revisione riforma ISEE che ha escluso tante studentesse e studenti dalla possibilità di accesso alla borsa di studio

Per il diritto al movimento e alla libera circolazione dei migranti, contro il Trattato di Dublino

Per maggiori finanziamenti per tutte le università e piano strategico per le università in difficoltà: abolizione Ava e criteri di merito

Per il diritto all'accoglienza e all'integrazione sociale dei migranti

Per l'abolizione dei test d'ingresso per l'accesso alle facoltà a numero chiuso e programmato

Contro lo Sblocca Italia e il Decreto Sviluppo

Per uno Statuto delle studentesse e degli studenti tirocinanti

Perché il Governo Italiano concorra a costruire impegni concreti in vista della Conferenza sul clima di Parigi

Per finanziamenti gestiti in forma partecipata per la formazione permanente

Contro l'oscurantismo e il bigottismo, per l'educazione sessuale e alle differenze

Per il libero accesso alla cultura: musei, cinema, teatri, libri per tutte e tutti!

Per una vera equiparazione dei diritti tra coppie eterosessuali e omosessuali

Per l'approvazione di una legge nazionale sul diritto allo studio che abbatta le differenze socio-economiche e territoriali, con borse di studio, servizi e reddi-

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Vogliamo potere! le nostre rivendicazioni

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#9o - #17o Le nostre rivendicazioni  

Reddito // Welfare // Conoscenza // Democrazia #vogliamopotere #siamoincredito