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Nr. 7 del 14.04.2013 • Suppl.to a "Il Giornale di Siracusa"

VOLETE RIDURCI COSÌ?

La politica pensa al voto mentre la burocrazia blocca gli investimenti L'INTERVISTA

Banche nel mirino Ci sono troppi rischi

ATTUALITà

Resort alla Pillirina Le carte della Four Season

ECONOMIA

Le frontiere del lavoro Puntare sull'energia

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Nr. 7 del 14.04.2013 • Suppl.to a "Il Giornale di Siracusa"

VOLETE RIDURCI COSÌ?

I

La politica pensa al voto mentre la burocrazia blocca gli investimenti Banche nel mirino Ci sono troppi rischi

ATTUALITà

Resort alla Pillirina Le carte della Four Season

ECONOMIA

Le frontiere del lavoro Puntare sull'energia

Reporter Siracusa

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Numero 7 del 12.04.2013 Supplemento a Il Giornale di Siracusa Editore Reporter Mn S.r.l. Via Emilio Ospizio, 23 42122 Reggio Emilia Direttore Responsabile Bernardo Depietri

Aprile 2013 - Ottobre 2013 • Supplemento a Reporter Siracusa • FREE PRESS

L'INTERVISTA

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Direttore Sede Siracusa Gian Paolo D’Onofrio

n attesa che la politica italiana esca dalle sabbie mobili, in provincia è proprio la politica a tenere banco perché in otto Comuni, tra cui a Siracusa, gli elettori saranno chiamati alle urne. Non saranno elezioni come tutte le altre quelle del 9 e del 10 giugno, perché i temi sul tappeto sono delicati e tutti quanti ruotano attorno ai nodi dell’economia e del lavoro. Nel capoluogo, infuria il dibattito sulle opere che dovrebbero portare occupazione ed investimenti. Il resort alla Pillirina, ad esempio, si è impantanato nella palude della burocrazia e l’impresa non sa ancora se proseguire o fermare il progetto di circa 300 milioni di euro. La questione è accorciare i tempi per le decisioni che la pubblica amministrazione deve prendere. Questa opera va fatta o no? Prima lo sappiamo, meglio il territorio potrà programmare il proprio destino. La Ionio Gas, per la realizzazione del rigassificatore, ha atteso sette anni, poi, non trovando risposte definitive dalla Regione, ha tolto dal piatto i 700 milioni che sarebbero dovuti servire per la costruzione dell’opera. L’unica certezza, sotto l’aspetto economico, sono i russi della Lukoil, che, con i loro rubli, hanno preso il posto della Erg, che ha lasciato la raffinazione. Ma gli stessi vertici russi chiedono alla politica tempi certi e meno burocrazia. Lo capirà la nostra classe dirigente?

Direttore Commerciale Sebastiano Cancemi Art Director Rocco Bonfiglio Hanno collaborato Mariella Bianca, Vincenzo Corbino, Prospero Dente, Federica Puglisi, Mascia Quadarella, Lino Russo, Gaetano Scariolo Redazione Viale Luigi Cadorna, 37 96100 Siracusa T. +39 0931.67613 Fax +39 0931.446230 info@reportersiracusa.it redazione@reportersiracusa.it grafica@reportersiracusa.it Stampa Effe Grafica Fratantonio S.r.l. S.P. Pachino-Noto, Km 0.500 96018 Pachino (SR) T. +39 0931.594360 Registrazione Aut. Tribunale di Reggio Emilia del 21.01.2009. Iscritto al Registro Nazionale della stampa N. 1219 La riproduzione anche parziale di quanto è contenuto in questo numero non è consentita senza previo consenso dell’editore.

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5. Madonna delle Lacrime VERSO I PRIMI SESSANTA ANNI 6. L'intervista BANCHE NEL MIRINO:CI SONO TROPPI RISCHI 9. Ambiente ZONA INDUSTRIALE: NON TIRA UNA BRUTTA ARIA 10. Attualità RESORT ALLA PILLIRINA: LE CARTE DELLA FOUR SEASON 13. Il dibattito ALBERGATORI IN RIVOLTA: L'OPERA CI DANNEGGIA 14. Economia MAMMA LI RUSSI: GLI INVESTIMENTI DELLA LUKOIL 16. L'approfondimento LE FRONTIERE DEL LAVORO: "PUNTARE SULL'ENERGIA" 18. L'inchiesta TRAFFICO DI DROGA: L'OMBRA DEI CLAN CATANESI 20. Amministrative COMUNI AL VOTO 22. Ortigia BENVENUTI NELL'ISOLA CHE NON C'è... PIù! AMARCORD FRA I NEGOZIANTI SUPERSTITI 25. Politica I DUBBI DEL PDL: MANGIAFICO O REALE? 28. In provincia 30. Eventi ed appuntamenti a Siracusa e provincia 37. Formula 1 - Moto GP - Superbike 41. Benessere 45. Gusto 48. Reporter Casa Reporter Siracusa

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MADONNA DELLE LACRIME Verso i primi sessanta anni La città si prepara a festeggiare l’anniversario della lacrimazione di Maria

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d agosto saranno sessanta anni. Un anniversario che ha del miracoloso perché quelle lacrime che sgorgarono da quadretto di gesso, raffigurante la Madonna, continuano ad emozionare il mondo. Un evento religioso, e non, che metterà Siracusa, dal 29 agosto al primo settembre, al centro dell’attenzione internazionale. Una responsabilità che graverà sulle spalle del rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, Luca Saraceno. Quale sarà il tema di queste celebrazioni? Una felice e armonica coincidenza vuole la comunità del Santuario ricordare proprio in questo anno il 60° anniversario della lacrimazione di Maria. Un lungo anno che avrà per tema la consolazione di Dio per le lacrime di Maria: un messaggio di grande speranza per un mondo che sentiamo brancolare spesso nell’incertezza e nella precarietà. Intendiamo alimentare la speranza affondando nella memoria di un evento straordinario che dal palcoscenico di Siracusa ha parlato al mondo intero. Maria obbedisce alla parola di Dio e desidera parlare al cuore degli uomini con la parola della divina e paterna consolazione versata sui nostri cuori che mendicanti di senso percorrono strade di solitudine. Dentro alla parola della consolazione di Dio silenziosamente gridata attraverso il linguaggio del pianto di Maria abbiamo ideato le “7 Domeniche della Consolazione”, rivolte a quegli uomini che necessitano proprio di un messaggio di speranza. Accanto a questa iniziativa ve ne è una seconda, che vede la presenza di tutti i Vescovi delle 18 Diocesi di Sicilia, uniti ai presbiteri e a una nutrita rappresentanza di

fedeli dalle comunità parrocchiali, in pellegrinaggio nel nostro santuario il 29 di ogni mese, giorno che ricorda l’inizio della lacrimazione, Ci prepariamo infine a vivere le celebrazioni conclusive dell’anno 60° della Lacrimazione, da sabato 24 agosto a domenica 1° settembre 2013. Ma è ancora presto per anticipare gli eventi in programma. Sarebbe bello avere il Santo Padre per una celebrazione così importante. I siracusani possono sperare? Nessuno può rubarci la speranza, come più volte ha tuonato Papa Francesco nei suoi discorsi. Sperare è lecito e sognare non costa nulla. Sarebbe davvero splendido avere con noi il Papa Francesco per un anniversario così importante per questa comunità diocesana, ma da qui a promettere qualcosa non mi è assolutamente consentito, così come ad alcuno pretendere che si realizzi secondo il proprio desiderio. Viviamo uno dei momenti più difficili. Come vede la società siracusana. Le lacrime di Maria rappresentano un linguaggio arcano, divino ma nello stesso tempo umano. La gente ha bisogno di fede per combattere anche le difficoltà quotidiane. Di certo appare chiaro che quelle lacrime, definite come “umane” dalla Commissione scientifica incaricata di effettuare le analisi sul liquido sgorgato dalle cavità oculari del quadretto di gesso, appartengono all’ordine dei segni, come amava definirle il Beato Giovanni Paolo II e sono un segno di profondissima umanità che appartiene al dire non verbale, eppure eloquente, degli uomini e di vicinanza divina, di un Dio che nella sua accondiscendenza parla un linguaggio a noi familiare. Reporter Siracusa

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L'intervista

BANCHE NEL MIRINO Ci sono troppi rischi I vertici provinciali della Fabi, federazione autonoma bancari italiani, Gaetano Motta e Antonio Argento spiegano le scelte degli istituti nell’erogazione dei mutui e dei prestiti. Penalizzate le piccole imprese che non offrono molte garanzie ma i colossi del credito hanno deciso di tornare sul territorio.

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amiglie ed imprese hanno trovato nelle banche il loro nemico. Con i rubinetti del credito chiusi, molte aziende locali rischiano di morire di arsura perché impossibilitate a fare investimenti o a pagare gli stipendi dei propri dipendenti. Mentre, le giovani coppie, che hanno deciso di mettere su famiglia, si trovano di fronte ad un muro di cinta elevatissimo quando bussano per avere un mutuo. E loro, le banche, come si difendono? Ne parliamo con Gaetano Motta e Antonio Argento, rispettivamente coordinatore e segretario della Fabi Siracusa, la federazione autonoma bancari italiani. Le agenzie immobiliari siracusane hanno scaricato sulle banche, almeno parzialmente, la paralisi del mercato. Il blocco dei mutui, a loro parere, rischia di far crollare uno dei settori più vitali della nostra economia Crediamo che, anche se in modo timido, le banche stiano cominciando a concedere mutui. Sicuramente, un problema c’è e non riguarda un solo istituto di credito. Il discorso

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scivola sempre sulla valutazione che la banca fa nella concessione del mutuo. Facciamo un esempio: un posto di lavoro nel settore pubblico rappresenta una garanzia per la banca. Discorso diverso, invece, per chi è assunto, anche a tempo indeterminato, in un’azienda privata. Se, per ipotesi, si tratta di un’impresa piccola e locale, l’istituto osserva alcuni parametri, a cominciare dal numero di esercizi commerciali che hanno chiuso o che stanno per farlo. Potrebbe capitare che chi ha avuto il mutuo possa trovarsi nelle condizioni di non poter pagare perché ha perso il lavoro. C’è anche da dire che non tutti hanno delle garanzie fideiussorie tali da convincere la banche ad erogare il mutuo. Infine, gli istituti tengono conto del cosiddetto Crif (sistema di informazione creditizia) in cui sono inseriti coloro che risultano cattivi pagatori. Tra questi c’è pure chi ha saltato anche una sola rata di un finanziamento. Ma le banche, spinte dall’opinione pubblica e da noi sindacati, stanno timidamente allargando la cinghia per venire incontro alle esigenze delle famiglie. Insomma, le banche non si fidano dei cosiddetti piccoli

Nessuno oggi ti regala nulla anche perché, in passato la banche, elargivano credito senza che vi fossero le garanzie necessarie. Del resto, quando poi subentrano delle passività le banche, oltre a capitalizzarsi, chiamano il sindacato per intavolare le trattative per la riduzione del costo del lavoro. Memori del passato e valutando il mercato, grazie anche ai dati della Camera di Commercio, gli istituti stringono il campo alle imprese più solide. Va fatta, però, una riflessione attenta, a cominciare dal cosiddetto rischio di credito, che è forte al Sud dove c’è una maggiore percentuale di insoluti, a causa di un’economia debole, fortemente condizionata dall’assistenzialismo, almeno rispetto a quella del Nord. Ci sono stati poi comportamenti poco virtuosi, nel senso che si è speso al di sopra delle possibilità ma questo è durato finché il sistema ha retto. Come si fa a cambiare rotta? Iniettando liquidità nel sistema, e questo lo devono fare le banche, ma anche lo Stato deve fare la sua parte In che modo? La banca non fa beneficienza e gli azionisti chiedono profitti. Lo Stato dovrebbe copri-


re una parte delle esposizione degli istituti, intervenendo in difesa dei consumatori. Le banche, da parte loro, dovrebbero avere il coraggio di tagliare i maxi stipendi dei manager e sforbiciare le sponsorizzazioni. La BCE ha erogato soldi ma le banche non sono riuscite a convergerle sul sistema economico ed il governo nazionale dovrebbe spingerle per fare azione di sviluppo sociale in favore delle famiglie e delle imprese. Le banche del territorio avrebbero dovuto supportare l’economia locale ma, evidentemente, non sono riuscite in questo obiettivo I più grossi gruppi si stanno riorganizzando per ripristinare le banche del territorio. Oggi, questa funzione la svolgono le BCC, con alterne fortune, ma colossi come Intesa San Paolo hanno capito l’errore. E stanno cominciando a dare ai clienti dei referenti certi, a cominciare dal personale. Per non parlare del fatto, che si è provveduto all’allungamento dell’orario di lavoro fino alle 20 (Intesa San Paolo in via sperimentale). Il nostro sindacato l’ha difeso per dare stabilità ai posti di lavoro e favorire il tourn over. Ritenete deludente l’esperienza delle banca del territorio? Il vertice del Credito siracusano, ad esempio, è stato spostato a Pachino Non proprio, si tratta di un’esperienza giusta in cui i piccoli commercianti hanno trovato un valido interlocutore. A queste banche si possono chiedere prestiti piccoli, da 5 mila euro, ad esempio, mentre gli istituti più grandi sono interessati ad imprese che hanno fatturati importanti. Queste banche, però, si devono dotare di un management che sia all’altezza dei tempi, che sappia con lungimiranza governarle in questo porto delle nebbie che è il nostro sistema economico. C’è anche da dire che anche in queste banche del territorio c’è l’influenza della politica. Non entriamo nelle dinamiche della governance delle banche ma alcune banche, come quella di Pachino sono in crescita, ed a queste che dobbiamo guardare. Capitolo prestiti alle imprese. Le associazioni di categoria, come la Cna di Siracusa, sono stati durissime contro le banche,

accusate di avere chiuso la possibilità di far partire lo sviluppo Tutte le banche si sono dotate di un sistema che classifica la rischiosità. Basta inserire alcuni dati, tra cui il bilancio dell’impresa, ed ai dipendenti dell’istituto non restano molti margini di manovra. Il direttore si può prendere la responsabilità di concedere il prestito ma se poi non c’è rientro, i vertici chiedono agli stessi conto e ragione. Quando si creano contenziosi, le banche vanno ad individuare le responsabilità di chi ha dato il via libera all’erogazione del credito. Abbiamo consigliato ai colleghi di sottoscrivere un’assicurazione per i rischi patrimoniale. Così, però, le banche non si assumono nessun rischio Abbiamo invitato i colleghi ad avere più coraggio ed a sposare le situazioni più appetibili. Si deve ritornare a fare banca del territorio ed i dirigenti che incassano lauti stipendi devono prendersi delle responsabilità, non scaricandole a colleghi che sono in una scala gerarchica inferiore. Senza il credito, il mercato si ferma ed il sistema va in stallo. Alcuni consumatori accusano le banche di praticare l’anatocismo*. Cosa ne pensate? E’ un problema superato, che si è verificato soprattutto in passato. Nei grossi istituti questo fenomeno è attenzionato e sorvegliato Le banche, spesso si avvalgono di agenzie di recupero crediti, che sono molto invasive nei confronti degli utenti. Siete di questa opinione? Ci sono agenzie di recupero crediti che non hanno la giusta professionalità, e capita che intimidiscano con mail o telefonate. Intanto, tolgono lavoro al bancario, che conosce meglio la situazione, infatti molti istituti stanno facendo marcia indietro, riportando questa funzione entro le mura dell’istituto * prassi per cui gli interessi maturati sul saldo debitore, generalmente a cadenza trimestrale, vengono “capitalizzati”, ossia riportati a capitale. Così facendo, gli interessi “capitalizzati” nel trimestre precedente producono, allo scadere del trimestre successivo, a loro volta interessi che vanno a capitalizzarsi sul saldo finale, e così via, in una spirale senza fine

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Ambiente

ZONA INDUSTRIALE

Non tira una brutta aria Il Cipa ha fornito i dati delle 28 centraline di rilevamento spalmate sui Comuni del polo petrolchimico. L’Asp: non c’è un aumento di tumori

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er il Cipa, consorzio industriale per la protezione dell’ambiente, l’aria che si respira nella zona industriale, nell’area che comprende i comuni di Melilli, Priolo e Augusta, è sotto a soglia di rischio. Sono pronti a metterci la mano sul fuoco i tecnici del consorzio (fondato nel 1975 dalle aziende operanti nel polo petrolchimico), che hanno diffuso i risultati del 2012 grazie alla rete interconnessa tra Cipa, Enel e Provincia. Sono 28 le centraline che monitorano l’aria e per quanto concerne la concentrazione di idrocarburi non metanici si è registrata una presenza pari a 27 microgrammi per metro cubo e se si confrontano i numeri di 20 anni si evidenzia un decremento, considerato che nel 1993 la soglia è stata di 75 microgrammi. Per quanto concerne l’anidride solforosa, il Cipa ha fatto un confronto con il 1983, epoca in cui il picco è stato di 35 microgrammi contro i 3 che si sono cristallizzati nel 2012. Invariato, invece, il valore del benzene, che si è stabilizzato, a partire dal 1999, con 1,1 microgrammi. I dati che interessano l’idrogeno solforato dicono che si è avuto un tetto massimo di 1,7 microgrammi per metro cubo nel solo mese di luglio del 2012, quando negli altri mesi la media è stata di 1 microgrammo per metro cubo. Nel solo rione di San Focà, a Priolo, le centraline del consorzio hanno rilevato un aumento tra ottobre e novembre scorsi con 0,8 microgrammi su metro cubo, rispetto ad una media annua di 0,3. La concentrazione più elevata si è avuta a Belvedere con 15. Il

dato delle Pm10, le polveri sottili, resta sotto il livello di guardia, rispetto al valore limite di 40 microgrammi per metro cubo, la concentrazione media annua è stata a San Focà con 30, seguito da Belvedere con 28 ed Augusta con 20. Dati che dimostrano, secondo il presidente del Cipa, Salvatore Sciacca, l’importanza data dalle aziende ai temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.“Va dato alla comunità – ha spiegato Sciacca – un messaggio che sottolinei il servizio reso dalla rete interconnessa in termini di affidabilità, imparzialità, tempestività e trasparenza, senza allarmismi ingiustificati”. Secondo i rilievi illustrati dal direttore del Cipa, Agatino Gambadoro “l’elemento di novità risulta essere proprio l’abbassamento dell’incidenza di macroinquinanti nell’atmosfera”. Riferimento condiviso anche dal dirigente del settore Ambiente della Provincia Domenico Morello intervenuto insieme al direttore provinciale dell’Arpa, Gaetano Valastro. In merito, poi, ai dati sull’incidenza delle patologie tumorali, il responsabile del registro tumori dell’Asp, Anselmo Madeddu, ha annunciato l’avvio dello studio con l’Istituto superiore di Sanità per la georeferenziazione del rischio sanitario, incrociando i dati dell’inquinamento ambientale con quello della patologia tumorale. “Nessuna novità emerge – ha sottolineato Madeddu - da questi dati che sin dal 2009 attestavano una percentuale di incidenza di tumori maggiore a Priolo di circa il 20 per cento rispetto alla media attesa provinciale. Quel che più importa invece è che da allora non è stato osservato nessun trend di crescita”.

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Attualità

Resort alla

PILLIRINA Le carte della Four Season Si è impantanato nella burocrazia il progetto per la costruzione della struttura a due passi dal mare. Il colosso del turismo, in una lettera, spiega il suo rammarico per gli investimenti che avrebbero potuto rilanciare lo sviluppo a Siracusa.

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a Four Season, uno dei giganti del turismo mondiali, ha ormai chiuso le valigie per lasciare Siracusa. Il faraonico progetto di un resort alla Pillirina, che comprende anche un campo da golf in contrada Bibbia, a Palazzolo, ed un beach club alla Marchesa del Cassibile, si è arenato nei bassi fondali dalla burocrazia, insieme ai 300 milioni di investimento. Giusto o sbagliato che sia costruire una struttura turistica a due passi dal mare, all’impresa non è stato ancora detto, a distanza di 4 anni, se realizzare o meno la sua opera. In questa porzione di tempo di cose ne sono accadute, come le titubanze del comune di Siracusa, il no delle associazioni ambientaliste, la decisione della Regione di istituire una riserva naturalistica di 500 ettari dopo che la società aveva già acquistato i terreni, ed infine i ritardi del Crppn, il Comitato regionale per la protezione del patrimonio naturale, che deve esprimersi sulla riperimetrazione della riserva di Capo Murro di Porco su richiesta della stessa società, avvenuta non l’altro ieri ma un anno ed 8 mesi fa. Per il resort della Pillirina, che, comprendendo anche il beach club ed il cam-

po da golf, si spalma su una superficie di 30 chilometri, la Four Season si era affidata alla Elemata del marchese Emanuele di Gresy, a cui di recente ha scritto una lettera per manifestare il suo disappunto e le sue intenzioni di investire i propri soldi da un’altra parte. “Il nostro ottimismo iniziale – si legge nella lettera alla Elemata Maddalena srl – sullo stato di avanzamento del progetto è lentamente diminuito e noi come la Elemata Maddalena siamo delusi dalla mancanza di risposta da parte delle autorità competenti per consentire al progetto di procedere. Continuiamo a credere che questo progetto rappresenti una straordinaria opportunità per tutte le parti che hanno lavorato insieme su di esso, così come la Sicilia nel suo complesso. Questo resort poteva rivelarsi una risorsa meravigliosa per la Sicilia, rafforzare la sua posizione a livello mondiale in un turismo competitivo come quello attuale, ci permetterebbe anche di contribuire a creare posti di lavoro nella comunità locale e far parte della grande famiglia Four Season. Tuttavia, i dati i ripetuti ritardi, mi rammarico di dovervi informare che non siamo in grado di procedere in questo progetto e siamo costretti a rivolgere la


nostra attenzione ad altre possibilità in Europa. Lo facciamo con riluttanza, che peccato”. Tra le alternative prese in considerazione dal colosso mondiale del turismo c’è Malta, che è un rivale temibilissimo per la Sicilia, grazie ad una burocrazia quasi inesistente ma anche un costo del lavoro piuttosto basso. Tra le carte della piccola isola c’è anche il casinò e si sa quanto i ricchi siano affascinati dal brivido della ruolette o del black jack. Perché la clientela del resort pensato dalla Four season è di quelle che non bada a spese. “Ci rivolgiamo – spiega Emanuele di Gresy - a una fetta di pubblico turistico che oggi non esiste minimamente a Siracusa. Convincere delle controparti straniere di assoluta rilevanza, quali Lend Lease e Four Season non è stato semplice. Anzi, questo comporta per la società che rappresento degli sforzi e degli investimenti maggiori ma l’abbiamo fatto perché crediamo in questo territorio e lo rispettiamo. Non esiste oggi però un progetto turistico valido se non c’è osmosi col territorio”. Tra gli strenui oppositori del resort alla Pillirina ci sono gli ambientalisti riuniti sotto la bandiera di Sos Siracusa che tra i leader ha Enzo Maiorca, l’indimenticato re degli abissi che è stato anche senatore della Repubblica nelle file di Alleanza Nazionale ma con poca fortuna. “Non vogliamo un altro villaggio vacanze a Siracusa, non ci serve e danneggerebbe lo splendore della spiaggia della Pillirina, ennesimo tratto di costa sommerso dal cemento” dicono gli ecologisti, le cui urla sono state ascoltate dall’allora governo regionale guidato da Raffaele Lombardo, che ha anche ricevuto l’applauso delle associazioni per aver prima bloccato la costruzione di un albergo nell’area del molo Sant’Antonio, nell’ambito della realizzazione del porto turistico del gruppo Caltagirone, e poi fatto naufragare il progetto del rigassificatore nella rada di Augusta che portava con se una dote di circa 700 milioni di euro. Questi no hanno, comunque, liquefatto investimenti importanti in città e nel resto della provincia di Siracusa ed ora la Elemata Maddalena spera che il governo Crocetta possa rivedere alcune cose, a cominciare dall’uso dei terreni acquistati in cui ricade la riserva naturale di Capo Murro di Por-

co. I legali della società, lo studio Quartarone, ha già scritto al presidente del Crppn, che, nel frattempo con l’insediamento del nuovo governo regionale, ha cambiato qualcosa nei suoi vertici, che si sono riservati di fare degli ulteriori approfondimenti sulla riperimetrazione della Pillirina. “La società Elemata – scrive lo studio legale – pur non contraria alla tutela del territorio, ha documentato come le proprie aree siano del tutto prive dei requisiti che possano giustificare l’apposizione del vincolo a Riserva”. Inoltre “l’inclusione delle aree della nostra assistita nel perimetro della istituenda Riserva contrasta con la destinazione turistica del Prg approvato in seguito a specifica valutazione del Consiglio urbanistico regionale che, nel 2006, ha meditatamente confermato tale destinazione sussistente da oltre 20 anni”. Nella lettera, i legali fanno sapere che “fino a pochi anni fa una gran parte delle aree da assoggettare a Riserva erano destinate all’agricoltura intensiva (coltivazioni da serra) con il conseguente elisioni di ogni valore naturalistico idoneo a giustificare l’inclusione in una Riserva naturale. Il nuovo progetto Elemata prevede la riduzione della superficie territoriale interessata dalle costruzioni di circa 20 Ha”. Sulla vicenda del resort è entrata di prepotenza la politica, scatenata soprattutto dagli oppositori dell’opera, che denunciano come sulla questione abbia inciso il ruolo svolto dall’ex ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Tutto ruota attorno alla compravendita dei terreni, acquistati dalla società del marchese di Gresy intorno a 10 milioni di euro, con un atto firmato dal notaio Angelo Bellucci. Non uno qualsiasi, perché, oltre ad essere il marito dell’ex ministro, è anche uno dei pezzi da Novanta del Pdl, almeno nella provincia di Siracusa e questo particolare avrebbe fatto crescere il sospetto di un interessamento politico sul resort. L’azienda, comunque, non intende certo andarsene con un pugno di mosche in mano, e conta che Four Season possa tornare sui suoi passi, anche se molto dipenderà dalla decisione del Comitato regionale per la protezione del patrimonio naturale, che, se sarà positivo, sul tema della riperimetrazione, potrebbe far rimettere la macchina in moto.

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Il dibattito

ALBERGATORI IN RIVOLTA

L' opera ci danneggia Presa di posizione contro la mega struttura da parte del presidente della Confcommercio Marco Capillo. Il gruppo di Sos Siracusa scende in campo in difesa degli operatori turistici del capoluogo

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on ci sono solo gli ambientalisti contro la costruzione del resort turistico alla Pillirina. Nello schieramento degli oppositori, ci sono gli albergatori che vedono la mega struttura come una sorta di nemico, che potrebbe “desertificare” le proprie camere. Il presidente provinciale degli albergatori riuniti sotto la sigla della Confcommercio, Marco Capillo, ritiene che il resort “non s’ha da fare”. “Il problema – spiega l’albergatore che ha una struttura in via Savoia, ad Ortigia – è che di strutture di quella portata ce ne sono fin troppe ed un’altra sarebbe come soffocare gli operatori turistici della città. Poi, c’è un’altra questione, strettamente legata all’ambiente, cioè la costruzione di un’opera così importante in uno dei luoghi più suggestivi della nostra città. La Pillirina è un’area che non andrebbe cementificata, anche per questo siamo dell’avviso che non bisognerebbe realizzarlo”. Una tesi, quella del presidente del sindacato provinciale degli albergatori della Confcommercio, sposata dagli ambientalisti di Sos Siracusa, che hanno anche proposto una loro alternativa che verrebbe incontro agli operatori locali. “Basterebbe puntare – spiegano gli ambientalisti - ad attrezzare l'area con un parcheggio, un sistema di piste ippociclabili, dei punti di osservazione ornitologica e aumentare semplicemente i collegamenti diretti tra la città e la Pillirina con dei bus navetta dedicati e molto altro sarebbe possibi-

le. Un investimento minimo se confrontato con i centinaia di milioni di euro di cui parla Four Season, con il quale si darebbe la possibilità a chi visita la nostra città di compiere una gita fuori porta (con una riserva naturale ad appena 1 km in linea d'aria dal centro storico di Siracusa) allungando il periodo di permanenza del turista a Siracusa, con sicuri risvolti positivi per gli albergatori che ad oggi, in media, vedono fuggire i propri clienti dopo appena 1-2 giorni. Tutto ciò potrebbe tradursi in un aumento dal 30 al 50% degli introiti del settore turistico alberghiero siracusano. Un giorno in più in albergo, equivale a circa 40 euro a persona in più a notte, ai quali vanno aggiunte eventuali spese per vitto e svaghi notturni, che consentirebbero di guadagnare non solo all'albergatore, ma anche alle attività commerciali”. A favore del resort c’è, però, il presidente provinciale della Confcommercio, Sandro Romano per il quale “ Siracusa sconta la diminuzione dei voli charter, la mancanza di una rete infrastrutturale ed un’offerta per il turista assai limitata”. I grandi tuor operator “puntano sulla Grecia, sull’Egitto e sulla Spagna” dove le tasse non sono così pesanti. Un operatore della comunicazione. Giuseppe Magrì, che collabora con il gruppo Caltagirone e con l’Elemata, spiega invece, che “bisogna capire di cosa vuole vivere la città, perché questi no agli investimenti stanno condizionando lo sviluppo e naturalmente l’occupazione in una provincia che è in forte debito di ossigeno”.

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Economia

MAMMA LI RUSSI Gli investimenti della Lukoil

Il colosso dell’Est ha sostituito la Erg nella raffinazione ma il suo dominio si sta estendendo a macchia d’olio nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. I vertici della multinazionale bacchettano la classe politica locale e siciliana perché sono troppi i lacci burocratici che bloccano gli investimenti

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l polo petrolifero di Priolo parla sempre più russo. E’ così almeno da cinque anni a questa parte, a seguito dell’accordo siglato tra Lukoil ed Erg nel del 2008 che ha segnato l’ingresso del colosso moscovita nell’area industriale di Priolo con il più grande investimento mai realizzato da un’impresa sovietica in Italia. Un’operazione da 1 miliardo e 300 milioni di euro. In base a quell’intesa Erg deteneva la maggioranza della società con il 51 per cento, con i russi al 49 per cento. La partnership nell’attività di raffinazione costiera si era tradotta nella creazione di una nuova società, la Isab, che comprende le due raffinerie del polo siracusano e che secondo gli accordi garantiranno a Lukoil uno sbocco diretto nel Mediterraneo per proseguire e consolidare da parte dei russi le proprie attività di raffinazione. Il gruppo Erg fino a quel momento titolare della raffineria Erg Med, interamente controllata dalla famiglia Garrone, conferì alla Newco un ramo d’azienda che comprendeva tutti gli assets della raffineria Isab di Priolo, per una capacità complessiva di 320.000 barili al giorno, gli impianti termoelettrici siti presso gli 14

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impianti sud, per una capacità di 99 megawatt installati, oltre che un livello minimo operativo di stoccaggi di grezzi e prodotti, per un ammontare pari a 745 mila tonnellate. Il passo. Lo step decisivo si concreta il 31 gennaio del 2011 con la cessione della maggioranza da parte di Erg ai russi che sono saliti al 60 per cento ed il passaggio del gruppo genovese dal 51 al 40 per cento, con il “closing” dell’operazione decretato a fine marzo dello stesso anno che ha portato all’azienda dei Garrone 205 milioni di euro. Il passaggio successivo è stato compiuto il 31 gennaio dello scorso anno quando Erg ha ceduto un ulteriore 20 per cento della propria quota a Lukoil, con cui gestiva le due raffinerie di Priolo. Un’opzione da 400 milioni di euro che ha di fatto salire all’80 per cento la proprietà di Lukoil. L’operazione che non ha modificato gli assetti della società di Mosca sotto il profilo gestionale delle due raffinerie che contano complessivamente 936 dipendenti diretti, è destinata adesso a completarsi con l’ultimo step, quello finale. La data a cui bisogna fare riferimento è adesso quella dell’1 ottobre del 2013. Dopo questo termine e fino al 31 di ottobre infatti la Erg potrà esercitare l’ultima “put” e

cedere a Lukoil anche il 20 per cento rimanente della società. Il piano di investimenti è stimato in 80 milioni di euro all’anno fino al 2014, cifre rivolte per le attività di ammodernamento degli impianti, interessati solo quest’anno per la prima volta ad una fermata generale per le manutenzioni che hanno visto un impiego complessivo di quattromila unità dell’indotto. Ma la strategicità del polo petrolifero di Priolo, baricentrico rispetto agli indirizzi del mercato di Lukoil è anche confermata dall’investimento che l’azienda russa ha realizzato in Iraq. La Lukoil ha messo in funzione un gigantesco giacimento petrolifero nel paese mediorientale, in Kurdistan, dando avvio a quello che è considerato come uno dei più ambiziosi progetti nel settore energetico della regione. Il giacimento conterrebbe circa 14 miliardi di barili di riserve ancora non sfruttate. Gli ingegneri sovietici hanno contribuito alla scoperta del giacimento di Qurna-2 già nel 1973. Lukoil prevede di investire 25 miliardi di dollari per portarlo alla piena produzione e proprio in questo senso la proprietà ormai acquisita delle due raffinerie di Priolo che lavoreranno il greggio e rappresentano un approdo centrale per le attività di raffi-


nazione che Lukoil intende sviluppare al centro del Mediterraneo. La Lukoil ha inoltre acquisito una quota di Statoil e le due compagnie dopo aver ottenuto i diritti di sviluppo del campo dove si trova il giacimento hanno definito un livello di produzione che punta a raggiungere 1,8 milioni di barili di petrolio giornalieri entro il 2017. Tra i piani di investimento di Lukoil c’è anche la costruzione di un oleodotto che riesca a evitare i costi di trasferimento via mare del greggio verso gli stabilimenti siciliani. Impegni ed investimenti questi ultimi che sono visti con grande attenzione anche da parte degli operai dell’indotto metalmeccanico che sarebbero tra i primi a poter avere prospettive durature di lavoro dopo l’ultimo triennio costellato dalla contrazione delle attività e dall’unico miraggio rappresentato dalle fermate per le manutenzioni degli stabilimenti. Decisiva, secondo i vertici di Isab, è poi, anche la posizione che assumerà la classe politica siciliana, in particolare quella regionale. Lo ha ribadito senza tanti giri di parole il direttore generale di Isab, John Nixon nelle scorse settimane secondo cui occorre un leadership politica forte con cui confrontarsi. Secondo Nixon “necessita per questo di un quadro politico stabile, procedure autorizzative trasparenti e rapide, una politica fiscale di vantaggio e infrastrutture moderne”. Tutti elementi centrali nella visione di Nixon, che sono finora mancati al territorio, almeno negli ultimi cinque anni. Ed il riferimento neanche troppo lontano va anche al rigassificatore “punta” di una serie di investimenti tutti rimasti bloccati, con le inevitabili ripercussioni per l’azienda e gli assetti occupazionali. “Sono stati pochi ed assolutamente irrisori gli investimenti arrivati in Sicilia nell’ultimo anno – ha detto il direttore generale di Isab – e bisogna capire il perché è avvenuto tutto questo. La nostra raffineria garantisce 300 milioni di euro all’anno nell’economia locale. Mi chiedo quali siano gli altri settori che contribuiscano allo sviluppo come il comparto industriale su quale occorrerebbe una diversa visione comprendendo che è il settore trainante per questa provincia”. Una pri-

ma risposta a questi interrogativi sono stati dati dal governo Crocetta, con il presidente della Regione che ha ricevuto su sollecitazione del presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Bruno Marziano, i vertici di Isab per un breve confronto sui prossimi investimenti previsti nell’area industriale siracusana. Solo un abboccamento però in attesa di ulteriori approfondimenti, con la promessa da parte del Governatore di confezionare un disegno di legge da fare approvare all’Ars in tempi rapidi per lo snellimento delle procedure autorizzative giudicate dalle imprese troppo lunghe e dispendiose rispetto agli altri Paesi. Dall’altro versante c’è da registrare l’uscita progressiva di Erg dal settore della raffinazione, che negli ultimi anni ha fatto registrare una pesante contrazione sotto il profilo della produzione, risentendo della concorrenza dei Paesi emergenti come Cina ed India. Ed alla conseguente chiusura di almeno mezza dozzina di raffinerie sparse in Europa. Anche per questo Erg ha deciso di puntare sul settore delle energie rinnovabili. Con l’acquisizione dell’80 per cento di Ip Maestrale Investments, infatti, il gruppo della famiglia Garrone è divenuto il primo produttore per l’eolico in Italia. Un’operazione che garantirà alla società nata nel settore petrolifero, e che in provincia ha realizzato l’attuale raffineria Isab Sud di Priolo ed aveva acquisito quella dell’allora Agip, di poter contare su una ulteriore capacità già installata di 636 Megawatt. Un investimento attuale di 28,2 milioni di euro per l’80 per cento della società, una controllata della Gdf Suez, con l’opzione per il restante 20 da far valere entro tre anni. I parchi eolici, però, hanno un valore ben superiore, stimato in 859 milioni di euro a scadenza dei finanziamenti al 2022. Il più vasto, per 161 Megawatt, è costituito da torri eoliche in provincia, nel Catanese, nel Palermitano e nel Trapanese. Ma la presenza di Erg è anche in Sardegna con 111 Megawatt, Campania con 95 Megawatt, Puglia con 91 Megawatt, Basilicata con 55 Megawatt e Molise con 37 Megawatt. Sono cinque, invece, i parchi eolici acquisiti in Germania, per altri 86 Megawatt.

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L'approfondimento

LE FRONTIERE DEL LAVORO I sindacati: "Puntare sull'energia"

In un momento di grande difficoltà per l’occupazione, le organizzazioni confederali individuano i settori da cui potrebbe ripartire lo sviluppo. Si guarda con interesse ai prossimi investimenti dell’Eni e della Esso nella zona industriale.

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ono nelle bonifiche, nelle energie rinnovabili, negli investimenti previsti per l’ammodernamento e la riqualificazione del porto di Augusta, oltre che nel rilancio del polo metalmeccanico di Punta Cugno e Marina di Melilli, le sfide che l’area industriale di Priolo dovrà affrontare e cercare di vincere nel prossimo quinquennio. Di questo ne sono certi i sindacati dalla Cgil alla Cisl, dalla Uil all’Ugl, convinti che il polo petrolchimico sia giunto ad un bivio e che debba consolidare gli assetti produttivi esistenti per continuare a vivere, rinnovandosi per diventare un polo multienergetico, migliorando anche la sua rete infrastrutturale a partire proprio dal porto di Augusta, senza snaturare poi quella che è la specificità dell’area industriale rinomata a livello internazionale per la professionalità delle proprie maestranze metalmeccaniche. Un “cambio di passo” però viene chiesto dal segretario provinciale della Cgil, Paolo Zappulla. “Non sono più ammesse incertezze – ha detto il segretario della Cgil – questo per la nostra provincia è un momento critico, ma che dura da prima dell’avvento della crisi che sta facendo sentire i suoi morsi su un tessuto economico che qui a differenza delle altre province siciliane è connaturato con il

contesto industriale. Non possiamo prescindere da questo. Ma non sono più ammesse incertezze o tempi dilatati. La vicenda negativa del rigassificatore ha offerto una pessima immagine della Sicilia a tanti investitori che non se la sono sentita di impiantare una propria attività imprenditoriale senza avere certezze sui tempi di autorizzazione che dovrebbero essere celeri e quantomeno immediati. La politica in questo senso deve cambiare passo e fare squadra con le forze sociali. Lo chiede il territorio che ha oltre ottantamila disoccupati e lo chiedono le imprese. Nella zona industriale esistono realtà che stanno continuando ad investire fortemente, si pensi ad Isab, ad Esso ed alla stessa Eni attraverso il progetto messo in campo da Versalis, che porterà al mantenimento degli assetti occupazionali esistenti e che con un investimento di quattrocento milioni di euro consentirà il passaggio dalla chimica agli elastomeri ed alle resine con nuovi impianti e la chiusura della linea dell’etilene non più redditizia. Pensiamo che uno sviluppo slegato dalle bonifiche sia impensabile. Esistono due accordi di programma firmati ma privi di risorse. L’area industriale ha bisogno di riqualificare le aree dismesse per potersi rilanciare come zona appetibile per nuove e più moderne attività d’impresa. Un settore quello delle bonifiche che


garantirebbe da solo decine di posti di lavoro, dando una necessaria boccata di ossigeno a quell’indotto da cinque anni soffre in termini di investimenti con cali evidenti nell’occupazione. Accanto alle bonifiche riteniamo imprescindibile puntare sulle energie rinnovabili dal fotovoltaico, all’eolico alle biomasse. Settori questi che già in altre aree industriali sono state avviate e stanno consentendo un passo avanti decisivo sulla via dello sviluppo”. Centrale secondo il segretario provinciale della Cisl, Paolo Sanzaro che da poche settimane è stato riconfermato alla guida della segreteria territoriale ed andrà anche a reggere la provincia di Ragusa, così come previsto dal nuovo piano organizzativo varato dal leader

Raffele Bonanni, è il potenziamento del porto di Augusta. Ed in questo senso non si devono sprecare le risorse, oltre trentacinque milioni di euro messe a disposizione dall’Unione europea per l’ammodernamento dell’infrastruttura più importante che si trova nella rada dove si trova il più grande polo petrolchimico d’Europa. “La realizzazione del terminal container e l’adeguamento delle banchine del porto di Augusta – ha spiegato il segretario provinciale di Cisl - sono opere importanti che potranno dare una notevole scossa all’economia provinciale con particolare attenzione al settore edile. Siamo pronti a siglare un Protocollo di legalità sul modello dell’autostrada Siracusa-Catania per garantire aziende, lavoratori e sicurezza. Lo sblocco degli oltre 35 milioni di euro, che si aggiungono alle somme già precedentemente stanziate, rappresenta un ulteriore motivo di attenzione verso il futuro economico della provincia legato alle direttrici marittime. Il porto di Augusta, inserito già nel Piano attuativo del trasporto delle merci e della logistica varato dalla Regione, ha bisogno di questi interventi per diventare centrale nel sistema logistico della Sicilia sud orientale che da Catania arriva a Pozzallo. Chiediamo, per questo di confrontarci attivamente sui progetti in itinere e sulla programmazione prevista per il rafforzamento del porto. L’occasione occupazionale non può sfuggire a nessuno e, per questo, così come fatto a suo tempo per l’autostrada Catania-Siracusa, chiediamo la stipula di un Protocollo di legalità che salvaguardi le aziende sane e, da questo, rafforzi le garanzie occupazionali e di sicurezza per il settore attraverso, anche, la regolamentazione di eventuali subappalti. Infine, una seria contrattazione d’anticipo consentirà di offrire garanzie e diritti ulteriori a tutti i lavoratori impegnati in questa opera così importante”. Decisivo è secondo il segretario provinciale della Uil, poi l’investimento messo in campo da Edison che ha puntato fortemente sulle aree di Punta Cugno e Marina di Melilli per la realizzazione della piattaforma “Vega B” con un nuovo modulo da affiancare a quello che dal 1987 garantisce il greggio trattato poi dalla raffineria Eni di Gela. Un investimento da cento milioni di euro che rappresenterebbe la rivitalizzazione di un’area che dopo la fine degli anni Ottanta è stata in parte dimenticata e che potrebbe rinascere garantendo lavoro all’indotto

impegnato finora solo esclusivamente nelle attività di manutenzione all’interno delle raffinerie di Priolo, Melilli ed Augusta. Per questo progetto è attesa entro metà della stagione estiva la valutazione d’impatto ambientale. Poi si dovrà dare corso alle operazioni per la realizzazione di un’altra struttura in grado di pompare greggio dai fondali del Canale di Sicilia. Fatti che in termini di occupazione sono guardati con grande interesse dal sindacato. “Con gli attuali programmi di manutenzione in corso di completamento nelle due raffinerie di Isab – ha detto il segretario provinciale della Uil, stefano Munafò – e la successiva di Esso, si garantirà una copertura occupazionale per l’indotto fino a giugno. Dopo i problemi torneranno e con più forza di prima. Per questo occorrono investimenti importanti come questo di Edison che potrebbero assorbire una quota consistente di operai che avrebbero un orizzonte temporale medio lungo sul quale poter lavorare. E’ un’occasione irripetibile che quest’area non può permettersi di perdere così come è avvenuto per il rigassificatore. Diversamente si andrebbe incontro per la seconda volta ad un’opportunità non raccolta e al rischio di perdere definitivamente la possibilità di rilanciare due aree attrezzate come Punta Cugno e Marina di Melilli”. “Una sfida che si gioca tutti insieme”, ha ribadito il segretario provinciale dell’Ugl, Antonino Galioto. “Alla classe dirigente di questa provincia chiediamo di dimostrare un senso di responsabilità che è mancato negli ultimi dieci anni – ha sottolineato il segretario provinciale dell’Ugl – come organizzazioni sindacali stiamo facendo la nostra parte. Vorremmo che anche la politica faccia capire che questa provincia non può fare a meno della zona industriale, così come ha rimarcato il direttore generale dell’Isab John Nixon annunciando la volontà dell’azienda di investire trecento milioni per consolidare l’assetto produttivo esistente, a dimostrazione dell’interesse su questa zona nonostante una crisi di produzione e di lavoro. Vanno create opportunità di nuovi investimenti, mettendo da parte la logica del “no” a tutti i costi che ha caratterizzato e bloccato ogni iniziativa negli ultimi anni e che ha avuto come unica conseguenza la scomparsa di decine di imprese locali e centinaia di posti di lavoro persi, generando una tensione sociale che resta incombente”.

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Inchiesta

TRAFFICO DI DROGA L'ombra dei CLAN catanesi

La polizia ha intercettato numerosi carichi di stupefacenti provenienti dal capoluogo etneo. In uno di questi sembra esserci il marchio degli Arena, una delle cosche mafiose più importanti che controlla lo storico quartiere catanese di San Cristoforo.

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a droga viaggia ormai a chili e non viene da troppo lontano. In realtà, Catania è sempre stata una centrale di rifornimento per la provincia di Siracusa ma negli ultimi mesi il traffico di mezzi carichi di stupefacenti è incrementato. Un dato che emerge dal numero degli arresti compiuti dalle forze dell’ordine nel solo mese di marzo, che spiega come il commercio di droga sia ancora uno degli affari più lucrosi sia per le organizzazioni criminali che per singoli gruppi. Una breccia l’hanno aperta gli agenti della Polizia stradale che hanno fermato un carico di marijuana piuttosto ingente, quasi sette chili e mezzo nascosti in una piccola auto, una Renault Twingo, guidata da un pregiudicato catanese di 37 anni. E’ stato bloccato sulla vecchia strada, la statale 114, all’altezza di Agnone Bagni, ed avrebbe anche provato a scappare ma senza riuscirci. Oltre all’erba, gli investigatori hanno scoperto un’altra cosa, altrettanto interessante, cioè che la macchina appartiene ad un componente della famiglia mafiosa degli Arena, uno dei gruppi criminali più importanti di Catania, che controlla lo storico e noto quartiere San Cristoforo, proprio alle porte della città etnea. Il proprietario è stato denunciato per favoreggiamento ma è su di lui che si sono accesi i riflettori della magi-

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stratura, perché è probabile che la cosca abbia deciso di fare investimenti nella provincia di Siracusa, anche se è ancora da chiarire se i suoi interessi siano sul Lentinese, dove a comandare è il gruppo di Nello Nardo, legato a filo doppio con Santapaola, o con Siracusa, in cui Cosa Nostra appare in fase di ristrutturazione. Gli inquirenti mettono insieme altri pezzi, tra cui un arresto avvenuto a Siracusa, questa volta compiuto dagli agenti delle Volanti, in via Italia, nella zona di Santa Panagia, l’area a nord della città, storicamente dominata da una cosca che porta il nome del rione (Santa Panagia). A bordo di un’auto c’era, pure in questa occasione, un catanese, che aveva con se circa un chilo di marijuana, che avrebbe anche provato a gettare via, non appena si è reso conto di essere seguito dalle pattuglie delle Volanti. La polizia lo ha intercettato quasi per caso, essendo impegnata in un controllo nelle vicinanze delle scuole ma il corriere si è innervosito, forse non era propriamente un esperto del settore, fatto sta che ha pigiato il piede sull’acceleratore per fuggire ma ha fatto poco strada. Quel quantitativo di erba, lascerebbe pensare che era destinato ad una banda criminale ed il fatto che sia stato preso a Santa Panagia semina molti sospetti sull’interessamento delle organizzazioni criminali. C’è da dire che una recente indagine degli agenti della Squadra

mobile di Siracusa ha evidenziato che le cosce, quali Bottaro-Attanasio e Santa Panagia hanno, in qualche modo, delegato lo spaccio, affidandosi a cellule più leggere, che, poi versano una quota dei profitti nella cassa del clan. Uno scenario che potrebbe essersi ripetuto anche in questa occasione ma si tratta, per il momento, solo di ipotesi, che, comunque, sono prese in grande considerazione dalla polizia. Potrebbe anche essere cambiato il percorso per fare arrivare i carichi di stupefacenti: l’arresto del catanese di 37 anni ad Agnone Bagni ha fatto capire agli inquirenti che i corrieri starebbero cambiando strada, non più la veloce “Siracusa-Catania”, molto controllata non solo dagli agenti della Polizia stradale, che negli ultimi anni hanno potenziato la loro presenza, ma anche dagli occhi delle telecamere di sicurezza. E’ probabile che le bande abbiano deciso di correre meno rischi, battendo le strade di una volta, come la statale 114, meno trafficate e dunque meno vigilate. Oppure, può capitare altro, cioè che si percorra la “SiracusaCatania”ma con mezzi alternativi, come lo scooter. In sella ad un ciclomotore è stato in-


tercettato un altro catanese, un uomo di 62 anni, Antonio Bergamo, che sui terminali delle forze dell’ordine, è indicato come un professionista del commercio degli stupefacenti. “La Questura di Catania – spiega il dirigente della Squadra mobile, Tito Cicero – sostiene che sia un personaggio importante legato agli ambienti degli stupefacenti di Catania”. Aveva droga di una certa qualità, cocaina, oltre 150 grammi, che nascondeva sotto la sella dove gli inquirenti hanno trovato anche dei soldi, circa 1400 euro, forse il provento dell’attività di spaccio. “Riteniamo – spiega ancora il dirigente della Squadra mobile, Tito Cicero – che fosse diretto a Siracusa e stiamo approfondendo la vicenda per capire in quali mani dovesse finire”. Il controllo in autostrada della Squadra mobile non è stato compiuto per caso, non che aspettassero proprio il corriere, ma gli inquirenti erano impegnati a compiere delle verifiche nel tratto autostradale tra Catania e Lentini, per via di un sensibile aumento dell’attività di spaccio proprio nella zona del Lentinese. Anzi, nella città agrumicola sarebbero aumentate le compravendite di droga, come avrebbero accertato gli stessi agenti del commissariato di polizia, che si erano convinti come buona parte degli stupefacenti provenissero dalla città etnea. Un’informazione che spiega l’assoluta centralità del traffico di droga, che rappresenta ancora la voce di bilancio più importante delle attività illecite. A Noto, nella zona sud della provincia, la polizia ha svelato un traffico internazionale di cocaina, organizzato da un latitante, sfuggito tre anni fa ad un’operazione della Guardia di finanza nella provincia di Varese. L’uomo, che si nascondeva in un appartamento del centro storico di Noto, aveva assoldato due domenicani per il trasporto della coca in Sicilia. Secondo gli inquirenti, che lo hanno arrestato insieme ai complici, sarebbe stato il grossista di certi gruppi criminali della città e forse di altri Comuni della zona sud della provincia con cui avrebbe fatto affari importanti. Nella casa presa in affitto da due dominicani, la polizia ha rinvenuto oltre 17 mila euro in contanti.

COMUNICATO PREVENTIVO PER LA DIFFUSIONE DI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE FISSATE PER I GIORNI 26 E 27 MAGGIO 2013 Ai sensi e per gli effetti delle delibere dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

REPORTER MANTOVA S.R.L.

dichiara di avere depositato un documento analitico, a disposizione di chiunque abbia interesse a prendere visione, presso gli uffici della propria redazione in Reggio Emilia - T. 0522.455050

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Le Tariffe dei messaggi politici elettorali dei mezzi stampa si riferiscono ai prodotti standard.Sono escluse le posizioni speciali. Le richieste di inserzioni con gli specifici dettagli relativi a data di pubblicazione, consegna dei materiali per la stampa, soggetto richiedente e altro, dovranno pervenire presso gli uffici di cui sopra, almeno 5 giorni prima della data richiesta per la pubblicazione. I messaggi politici elettorali devono recare l'indicazione del committente e la dicitura "messaggio elettorale" Reporter Siracusa

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Amministrative

COMUNI AL VOTO

Le sfide più importanti in provincia sono a Rosolini, Priolo e Palazzolo. Gli elettori si recheranno alle urne il 9 ed il 10 giugno

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alla zona nord alla zona sud i comuni della provincia si preparano alle amministrative di giugno per il rinnovo dei consigli comunali. E nell’era dei risparmi, dei tagli ai costi della politica, tra promesse e progetti di sviluppo i diversi candidati a sindaco offrono in pasto all’opinione pubblica le loro idee, tra scontri e polemiche che ogni giorno si fanno sempre più incandescenti. E tra i comuni dove il dibattito per le amministrative si fa di giorno in giorno più acceso c’è quello di Rosolini. Qui si parla di ben sette candidati per la corsa alla carica di primo cittadino. In lizza ci sono l’ex sindaco Giovanni Giuca, candidato del Pd, “Il Megafono” e Udc, che ha già annunciato di non prendere indennità nel caso di una sua vittoria, e la considera non una trovata elettorale, bensì la costatazione che in tempo di crisi i primi a dare l’esempio devono essere gli amministratori. In corsa c’è anche Pinello Gennaro con la lista “Etica”, e Pippo Incatasciato, sostenuto dal movimento “Piazza Pulita”, “Aria Nuova” e

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“L’idea”. Poi c’è la candidatura del consigliere provinciale Corrado Calvo,che si sarebbe avvicinato al sindaco uscente Nino Savarino, per un’alleanza tra il movimento “Servire Rosolini” e Calvo. Una lista civica poi sarà quella che punta alla vittoria con la candidatura di Franco Cultrera, mentre si presenta anche Patrizia Calvo, attualmente presidente del Consiglio comunale, più volte protagonista di numerosi scontri con i rappresentanti della politica di Rosolini. Lei dovrebbe essere l’unica donna, per il momento, a puntare alla poltrona di sindaco. In corsa c’è anche Silvio Di Pietro, ex assessore provinciale vicino al Movimento per l’autonomia. Su di tutti aleggia poi la possibile candidatura dell’ex deputato regionale Pippo Gennuso, che dopo la sconfitta sia alle regionali, che alle politiche, starebbe decidendo di presentarsi per la guida della città, forte anche del successo personale che proprio a Rosolini ha riscosso nei precedenti appuntamenti elettorali. Infine ci sono i “grillini”, che però ancora non avrebbero definito il nome del candidato a sindaco. Al voto sarà chiamato anche il comune di

Priolo. Qui sono tre i candidati a sindaco, per il momento: l’uscente Antonello Rizza ci riprova con il sostegno di ben sette liste e una coalizione composta buona parte da partiti di Centrodestra. Il suo maggiore avversario è senza dubbio Massimo Toppi, ex sindaco di Priolo, che ha ricoperto questo ruolo per due mandati prima di Rizza. A lui fanno capo alcune liste civiche di Centrosinistra e soprattutto il Partito democratico. Il terzo candidato già ufficializzato sarà Stefano Pennisi, il più giovane dei tre: è un architetto di 34 anni appoggiato da alcune liste civiche e movimenti come “Cittadini attivi”. A questi candidati si aggiungerà con ogni probabilità anche un rappresentante del Movimento cinque stelle: il gruppo dei “grillini” ha deciso di scendere in campo per conquistare la poltrona di primo cittadino, forte del consenso che il movimento ha ottenuto finora alle consultazioni elettorali soprattutto per il rinnovo del Parlamento. Un altro comune dove il 9 e il 10 giugno si voterà è Carlentini: ha sciolto le riserve il sindaco uscente Giuseppe Basso che punta alla riconferma


per un secondo mandato, mentre dall’altra parte ha tenuto banco per settimane la sfida interna al Partito democratico, culminata con le primarie tra Sebastiano Carnazzo e Maurizio Faraci, che si sono svolte il 7 aprile con la vittoria di Carnazzo. A Francofonte la sfida sarà a tre. Punta alla vittoria Franco Sangiorgio, ex consigliere provinciale, con una lista civica, di cui fanno parte esponenti dell’Udc e in parte del Pd, per rinsaldare nel comune la stessa alleanza nata a livello regionale tra i due partiti. E’ alla sua prima esperienza politica, invece, Salvo Interlici, avvocato, candidato con la lista del movimento “Il megafono” di cui è anche coordinatore cittadino. Infine ci sarà una lista civica con l’ex assessore e consigliere comunale Salvatore Palermo. A Palazzolo tra fughe in avanti dei grillini, pronti a presentare una propria lista, annunci finora non concretizzati, l’unica lista certa è quella del sindaco uscente Carlo Scibetta. Attorno a lui dovrebbero esserci buona parte dei consiglieri che hanno fatto parte della sua maggioranza in questi anni e che dovrebbero candidarsi per un secondo mandato. Ma ci sarebbero anche molti volti nuovi, soprattutto tra le donne. Un’altra lista sarebbe quella che fa capo ad una grande coalizione che metterebbe insieme il Pd, il Pdl, ma anche Sel e rappresentanti della società civile. Molti gli incontri di questa componente per la scelta del candidato, ma ancora non sarebbero state sciolte le riserve sul nome da indicare per la sfida contro Scibetta. Secondo indiscrezioni si starebbe puntando al nome di Luca Bongiovanni fondatore del movimento “Cittadini attivi per Palazzolo”. Tra gli altri comuni della zona montana chiamati al rinnovo dei Consigli comunali c’è Buccheri: qui il dibattito si infiamma tra i componenti stessi della maggioranza. Infatti il sindaco Gaetano Pavano alla fine del suo secondo mandato è pronto a presentare una lista con i suoi fedelissimi: tra i possibili candidati a sindaco anche l’assessore Liliana Nigro. Nel frattempo si è rotto l’idillio con

Gianni Garfì, suo vice sindaco e assessore, al quale Pavano nei giorni scorsi ha revocato l’incarico. Il motivo il mancato accordo per le candidature, con Garfì che sarebbe pronto a guidare una sua lista civica. Pavano non avrebbe gradito alcune pregiudiziali, chieste da Garfì in caso di candidatura: la non presenza in lista di Pavano. Da qui la rottura con il gruppo e le inevitabili polemiche. Ma intanto a Buccheri si fanno avanti anche i giovani: tra questi Alessandro Caiazzo, un giovane di 30 anni dottore in legge, che ha avviato un confronto con altri giovani puntando alla discontinuità. A Buscemi ci sarà invece con ogni probabilità una sfida a due: non si candiderà il sindaco uscente Giuseppe Giansiracusa, per un secondo mandato, ma al suo posto si presenterà una lista con Maria Enza Genovese, attuale assessore comunale. La sfida sarà con Nellino Carbè, per un decennio sindaco di Buscemi e prima alleato con Giansiracusa, che aveva sostenuto fino allo scorso anno; poi una crisi in maggioranza e l’allontanamento del sindaco dalla coalizione. Questi sono gli scenari che si vanno delineando nei comuni della provincia che saranno chiamati al voto. Ci sarà tempo ancora per alcune settimane per poter definire i candidati a sindaco e la composizione delle liste. Spazio dovranno trovare anche le donne: con l’introduzione votata dall’Assemblea regionale siciliana del doppio voto di genere si potranno votare anche le quote rosa. Se questo sancisce un diritto importante per una rappresentanza femminile nei consigli comunali, potrebbe provocare malumori tra quanti la considerano solo un obbligo, privo di un giusto riconoscimento per le donne in politica. Infine non si voterà ad Augusta. Il Comune dopo le dimissioni del sindaco Massimo Carrubba è stato sciolto per mafia e affidato alla guida di tre commissari. Serviranno circa quindici mesi ancora per riorganizzare l’ente e sanare i problemi emersi in questi ultimi mesi. Il voto sarà quindi, con ogni probabilità, rinviato al prossimo anno.

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Ortigia

BENVENUTI NELL' ISOLA CHE NON C'è... PIù!

C Maria Letizia Giglia, presidente della Circoscrizione Ortigia

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i accoglie con l’amaro in bocca di un padrone di casa svaligiato dei suoi tesori più preziosi, che ha il timore di non poter ormai “recuperare”, la presidente della Circoscrizione Ortigia Maria Letizia Giglia. “Sfregiata, trascurata, maleodorante, intransitabile, scarsamente vivibile, sebbene superbamente attraente”. Da anfitrione deluso, ma ancora “innamorato”, sintetizza con questi aggettivi, in maggior parte “squalificanti”, le attuali condizioni del centro storico siracusano, da oltre un quinquennio “in caduta libera”. Iniziamo dalla viabilità e dalle prescrizioni scaturite dall’istituzione della ZTLprocede subito alla diagnosi -. Non si possono creare isole pedonali in tratti dove insistono attività commerciali senza offrire, al contempo, un servizio di trasporto pubblico adeguato, per consentirne il raggiungimento agevole. Ebbene, paralizzando l’economia dei negozi che ivi sono ubicati, hanno chiuso il tratto di Via Roma alla circolazione veicolare, ma non hanno controbilanciato il disagio, degli operatori e dei potenziali clienti, con l’attivazione dei bus navetta, come avveniva, più o meno, in passato. Né sono state rese funzionali e funzionanti le aree di sosta a pagamento, dove le macchinette per il rilascio dei ticket, da esporre sui parabrezza delle auto, sono sempre fuori uso. Sarebbe stato più produttivo, allora, secondo me e tanti altri, interdire il transito a Passeggio Adorno, preservando l’area della Fontana Aretusa, meta e luogo di stazionamento di diversi turisti, nonché realizzare delle mini-isole pedonali alla Giudecca, in Via Capodieci , Via Cavour, in Via Landolina, Via Minerva e Piazza Duomo. ” Urgerebbe, prima di ogni cosa, comunque, provvedere pure alla sistemazione delle strade diventate insidiose per la presenza di buche, avvallamenti, cedimenti e dislivelli, causati dal mancato rifacimen-

to del manto d’asfalto o del basolato, da parte delle ditte che hanno eseguito lavori alla rete fognaria, in molte porzioni di arterie principali, come Via Maestranza, la stessa Via Roma e nei pressi del Belvedere San Giacomo, per non parlare del rione ebraico. Oggi un pedone rischia di inciampare e farsi seriamente male. Ormai manca il decoro urbano. L’isolotto risulta sporco. Non ci sono abbastanza cestini portarifiuti o cassonetti specifici dove depositare le deiezioni canine che, vuoi anche per l’inciviltà dei padroni degli animali, rimangono sui marciapiedi. La raccolta dei rifiuti, avviene regolarmente, come da contratto quattro volte al giorno – ammette-. Ma lo svuotamento avviene nelle zone più in vista, mentre quelle più recondite, più fastidiose da raggiungere dagli operatori, vengono tralasciate- denuncia -. I cassonetti per il conferimento, raramente, vengono lavati a dovere. Dalla mancata nettezza ne derivano gli olezzi che sprigionano, rendendo in alcuni angoli l’aria irrespirabile. In Via Consiglio Reginale poi, nella piazzola sulla quale si affacciano anche dei locali di ristorazione, come due cimeli della natura, ricettacolo di topi ed insetti, oltre ad offrire uno scorcio desolante, vi sono i tronconi di due palme divorate dal punteruolo rosso. Avevamo chiesto al Comune di intervenire, rimuovendo i resti delle piante per sostituirli con dei profumati e sicuramente più scenografici aranci amari, ma ci è stato risposto che per il momento l’Ente non disponeva di risorse da spendere a tal fine. Questa noncuranza ha condotto ad un nuovo progressivo spopolamento del quartiere, che rimane salotto semideserto del degrado . I residenti – spiega la presidente- stanno facendo i bagagli e stanno svendendo gli immobili per recarsi in zone maggiormente “servite”. A rimanere attaccati allo “scoglio” sono sempre stati gli anziani. Privati, però, dell’autonomia degli spostamenti, sono costretti dai figli, per


Amarcord fra i negozianti

superstiti di Ortigia

V ovvie ragioni organizzative, a lasciare le abitazioni di una vita, che badanti e assistenti geriatrici raggiungono con difficoltà, sempre a causa dell’ assenza di mezzi pubblici e perché ormai parcheggiare qui è un’impresa titanica. Abbiamo più volte proposto una revisione del sistema del rilascio dei pass, in modo che attraverso un censimento degli stessi si adeguino gli stalli di sosta dedicati. Anche i commercianti non sono certo incentivati a rimanere qui. Il suolo pubblico nel centro storico si paga a peso d’oro. Forse in pochi si sono chiesti perché molti locali stanno aprendo in prossimità di Via Malta e viuzze che la intersecano, praticamente prima del Ponte Santa Lucia, mentre quelli di Ortigia chiudono. Poi quel quarto d’ora di cortesia da parte dei Vigili Urbani qui si sconosce. Non hanno pazienza nemmeno quando noi che qui viviamo siamo intenti a scaricare la spesa alimentare. Uno dei motivi che induce ad evitare Ortigia è anche questo, quello della multa facile – evidenzia la Giglia -. Poi qui l’accoglienza primaria al turista manca. Latitano i bagni pubblici e quei pochi che ci sono a Villetta Aretusa sono spesso inutilizzabili. Si sta pensando alla sicurezza, mediante l’installazione dei sistemi di videosorveglianza, ma le cassette dei quadri elettrici sono state posizionate in alcuni punti a misura di bambino, il che è contro ogni criterio di salvaguardia dei più piccoli. Nessuno è più disposto, come negli anni dei finanziamenti che decretarono la rifioritura del centro storico, a programmare per tornare a far vivere Ortigia. Siamo in pieno abbandono istituzionale. Pensare che si potrebbero creare itinerari turisti aggiuntivi ai tradizionali . Penso ad un circuito dei luoghi di culto. Chiese restaurate, stupende , mai riaperte”. Chiuse, come quelle porte, rimangono ad oggi , tutte le prospettive che fanno pensare ad un futuro migliore per quella che un tempo fu area identificativa di Siracusa.

ia Roma e Via Maestranza, assieme a Corso Matteotti e Via Cavour, un tempo cuore pulsante del commercio di “vicinato “e dell’artigianato siracusano, oggi in “svendita”. Sebbene si tende a dare la colpa alla persistente crisi, l’effetto domino per cui in Ortigia iniziarono ad abbassarsi e per sempre le saracinesche di storiche attività, che avevano consentito una vita dignitosa a nuclei familiari di diverse generazioni che avevano creduto ed investito in quel testimone che negli anni si erano passati, a volte arricchendolo, altre invece deteriorandolo, fu innescato intorno alla seconda metà degli anni 80. Fu allora che i residenti dell’isolotto diedero vita ad un vero e proprio esodo di massa verso le nuove periferie, quartieri dormitorio, nella parte alta della città. Man mano che si svuotavano le fatiscenti dimore del centro storico che ancora non erano state oggetto di interventi di recupero e riqualificazione come avvenne, circa un decennio più tardi - iniziarono a spostarsi in altre zone del capoluogo anche gli uffici pubblici territoriali e le scuole, creando un vuoto di servizi e carenza di clientela. Una tendenza alla dismissione che non si è più arrestata, anche se si era sperato nel cambio di rotta. Oggi, purtroppo, i cartelli delle agenzie immobiliari caratterizzano le vetrine, alcune storiche, altre rinnovate, dei bassi ortigiani. A compensare la perdita di quelli che erano i clienti abituali di una volta, quelli che scendevano sotto casa, o a “Sarausa”, per fare acquisti, di ogni tipo, non bastano i turisti di passaggio. Nell’attraversare queste due vie, sebbene i colori dei cartelli “locasi” e “cedesi” siano fluorescenti, per evidenziare l’affare, l’occasione, a chi ha vissuto la vivacità dei tempi che furono sembra di attraversare il corridoio di un cimitero desolante. Si crea un amarcord itinerante, fatto di flash- back e nostalgia. Con questo spirito vado alla ricerca dei “superstiti”. Tenuta e cordialità da gentleman siculo, sorriso smagliante, la vivacità di chi ama la merce che propone, tra scaffali ordinati e vetrine splendenti, che mantengono quell’atmosfera retrò che tanto suggestiona. Ad aprire con galanteria le porte della sua libreria, che si estende tra i numeri 20 -22 di Via Maestranza, è il signor Lorenzo Mascali. Il padre Rosario inaugurò i locali nel 1930, da qui, una delle 100 librerie

storiche d’Italia, passarono grandi scrittori. “Ricordo come ieri la venuta di Pier Paolo Pasolini o le visite del maestro Sciascia. Mi prodigavo a portare a quest’ultimo subito il posacenere. Lui dopo aver fumato, girava la libreria in lungo e largo , quasi come se non posasse lo sguardo su niente, poi, invece, apparentemente alla cieca sceglieva i volumi che voleva comprare. Ne aveva memorizzato la posizione. Come ad ognuno, inclusi i professori, della “grande famiglia culturale” gli praticavamo un buono sconto. Abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per i lettori affezionati, gli insegnanti. La libreria un tempo era circolo letterario, luogo di ritrovo. Prima si andava al bar poi ci soffermava qui”. Prima di salutarlo gli chiedo chi manca all’appello degli esercenti storici nel suo circondario. Cita la Salumeria Guido al n.16, la Gioielleria Cassone, specializzata nella realizzazione di stupende monete. La boutique di lusso per uomini di Tranchino, e quella per donna Risi; la Cartoleria Italia. Mi sposto, giro l’angolo, entro nell’edicola dei coniugi Finocchiaro, Salvino e Francesca (Di Caro). La loro attività nata come negozio di musica nel 1985, assorbì la rivendita di giornali, inaugurata dal padre del marito, Concetto, nel 1945, di fronte a quella che è l’attuale sede. Anche qui, molti turisti che collezionano compilation e cofanetti folk, i pezzi da emigrante; qualche nonnina che compra ancora il Grand Hotel. Ma scarsa affluenza e calo progressivo delle vendite. Poco più avanti sopravvive anche la profumeria Costa, gestita dalla signora Maria, dolce, affettuosa, curata, nonostante l’età elegante e perspicace. Anche le sue vetrine rimangono spesso piene di quelle belle gioie e dei belletti che espone. Chiuse per cessate attività, il negozio di Casalinghi e unico di giocattoli del quartiere “Ricciardi” e la famosa cartoleria Greco, di cui ancora sono visibili le insegne. Più avanti, ancora resiste Boncordo. Alla terza generazione, grazie alla passione coltivata fin da bambini , gli orologiai Mamo, Mario e Francesco. In Via Roma la loro tradizione dal 1932 con il nonno Mario “fondatore”, poi con il padre Manilio ed ora loro che riescono a rianimare i misuratori del tempo. “La soddisfazione è quella di far rivivere un oggetto a cui il cliente tiene”, ci dice il maggiore dei due. Peccato che in alcuni casi le lancette non possono essere mandate indietro. Reporter Siracusa

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Politica

I DUBBI DEL PDL MANGIAFICO O REALE?

Il partito di Berlusconi è dilaniato dalla rivalità tra Stefania Prestigiacomo ed Enzo Vinciullo. Non è stato ancora indicato il candidato a sindaco ma la scelta potrebbe cadere su chi già è sceso in campo

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a domanda è: che cosa farà il Pdl? Un quesito non da poco se una delle forze politiche più importanti, che esprime due parlamentari nazionali tra cui un pezzo da Novanta come l’ex ministro Stefania Prestigiacomo, ed un deputato regionale, Vincenzo Vinciullo, non ha ancora un candidato ufficiale per la corsa a sindaco della città di Siracusa. Uno l’avevano, Roberto Visentin ma nell’ultimo giorno dello scorso anno ha deciso di sparigliare le carte, candidandosi alle Politiche con la lista Monti, forse perché sentiva che il Pdl non gli avrebbe dato una seconda opportunità per governare palazzo Vermexio. Come è andata a finire è ben noto. Il partito di Berlusconi, a Siracusa, sconta il dualismo tra Vinciullo e Prestigiacomo, che non si sono mai amati, sotto l’aspetto politico, per cultura e provenienza. L’ex ministro, che è nipote dell’ex presidente della Regione Santi Nicita, è una berlusconiana della prima ora, entrata in Parlamento nel 1994 con Forza Italia e diventata nel 2001 ministro per le Pari opportunità. Nessun siracusano prima di lei, era entrata nel Consiglio dei Ministri, nemmeno il potentissimo Gino Foti ci era riuscito, fermandosi a sottosegretario al Tesoro, anche se, dal punto di vista sostanziale la carica dell’ex sindaco di Siracusa è stata probabilmente più importante. Vinciullo è uno che ha mangiato tanta polvere: docente di italiano, è cresciuto a pane e Democrazia cristiana, poi con la diaspora della balena bianca, è entrato in Alleanza nazionale, scontrandosi più volte con Fabio Granata, che nel 2006 lo ha costretto a dimettersi da vice sindaco della giunta Bufardeci per fargli posto. Ha lavorato a testa bassa il professore, diventando deputato regionale nel 2008, per poi tornare a Palermo 5 anni dopo, trascinando, di fatto, il partito che sembrava in grande difficoltà. Ha chiesto al vertice del Pdl, la coppia Bellucci Prestigiacomo di dimettersi, e loro hanno risposto

picche, anzi accusandolo di voler rompere il partito. Potrebbero, a questo punto, presentare, due candidati diversi? Vinciullo, più volte, ha fatto capire di essere disposto a scendere personalmente in campo. Possibile, ma si troverebbe, ancora una volta, a fare una campagna elettorale in solitario, dopo aver tirato la carretta per le Regionali. Una faticaccia. E se trovassero un accordo? L’idea è di individuare un nome su cui convergere. Uno c’è, forse due. Il primo è sicuramente Ezechia Paolo Reale, avvocato, con un passato da radicale, ex assessore all’Urbanistica della giunta Bufardeci, direttore amministrativo dell’Isisc, presidente della Fondazione Siracusa è giustizia, che si è tirato la volata da solo, candidandosi a sindaco con lo slogan “Voliamo alto, vogliamo altro”. Il profilo giusto per un moderato ma Reale ha anche fatto sapere di non volere etichette partitiche anche se, in piena fase di antipolitica e di grillismo, questa presa di posizione potrebbe essere una sorta di paravento o magari uno scudo. E sull’avvocato ci sarebbero poi altri pretendenti. Nei retroscena politici si vocifera di un interessamento dei bersaniani, usciti sconfitti nelle primarie del centrosinistra per mano della corrente renziana, rappresentata da Giancarlo Garozzo, sostenuto dall’immarcescibile Gino Foti, che ha dimostrato di essere una macchina elettorale straordinaria. L’altra alternativa per il Pdl potrebbe essere Michele Mangiafico, figlio della scomparsa Franca Gianni e nipote del potente, Pippo Gianni, deputato regionale, che, però, formalmente è nello schieramento di centrosinistra, essendo componente di Centro democratico, la creatura politica di Bruno Tabacci. Mangiafico è libero e dopo aver rotto con Fabio Granata, si è reso disponibile a diventare l’uomo su cui far convergere i voti del centrodestra. E’ giovane, 37 anni, con esperienza politica, per aver ricoperto il ruolo di presidente del consiglio provinciale, e potrebbe anche stuzzicare il Pdl.

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A Siracusa

San Metodio: una parrocchia "Multitasking"

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naugurata nel giugno del 2006, sorge al centro di diverse e difficili macro-aree popolari, tra via Cannizzo e Via Italia 103. Un rione esteso, trascurato, abbandonato, problematico, ad alta contaminazione criminale e caratterizzato dalle difficoltà economiche di buona parte delle famiglie che vi risiedono, ma fortunatamente “ricettivo agli stimoli positivi”. Seguendo alla lettera il proverbio “Dove manca Dio Provvede”, interviene a prevenzione del sovrano disagio, dilagante ed incancrenito, questa Chiesa, cogestita da due generazioni di preti: Monsignor Paolo Gallo e Don Salvatore Spataro. Il primo offre ai fedeli, forte della lunga esperienza, la saggezza di un nonno, prodigo di carezze e conforto; l’altro giovane, vivace, voglioso di fare e di dare, è complice ed affettuoso come un fratello maggiore, a cui si chiede un consiglio o la moneta per andare ad acquistare un gelato o un panino nei fast food mobili, allestiti nella vicina piazza. Grazie a questi ruoli i due sacerdoti sono riusciti ad aggraziarsi in pochi anni d’attività i loro parrocchiani, dando vita ad un’ oasi di aggregazione sociale qual è l’Oratorio, attorno al quale man mano si è tessuta anche una rete di sostegno allo studio per chi le lezioni private di recupero non può proprio permettersele. Ogni pomeriggio , grazie al contributo di un organico “no profit” di insegnanti, dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 17.30, da ottobre a fine maggio, viene offerto il doposcuola a costo zero. Ogni Sabato è , invece, un vero giorno di festa, atteso tutta la settimana dai bambini che frequentano la struttura. Ogni anno, a pieno regime, il numero degli iscritti si aggira intorno a 35, dai 5 ai 12 anni. Il fine settimana si sostanzia in gioco educativo ed aggregativo. Un pacco a sorpresa da scartare recandosi sul posto. Una volta un laboratorio di cucina, dove si fa la pasta fatta in casa o la pizza, da poi consu-

mare tutti insieme dando vita ad una mensa gioiosa. Un altro ci si improvvisa concertisti, pronti a strimpellare con gli strumenti familiarizzando con le note. Durante le festività comandate, i “grandi eventi cristiani” si mettono in scena , con serietà ed impegno. Così l’altare maggiore, o il salone conferenze, di questo edificio del culto moderno ed accogliente, si trasformano a Natale nella capanna di Betlemme, o a Pasqua nel cammino verso il Monte Calvario. Protagonisti i piccoli attori, in erba ma promettenti, che curano il copione, le sceneggiature, le scenografie ed i costumi , realizzando questi ultimi con materiali di fortuna. Qui, non si fanno mancare nulla e si organizzano pure veri e propri derby di calcio, grazie al campetto donato alla Chiesa dall’Erg. Sul quale, con il rispetto delle regole, della disciplina e soprattutto degli altri, ci si abitua, dunque, anche alla sana competizione sportiva. Ma l’Oratorio diventa anche strumento di proiezione ed apertura con il mondo esterno, grazie alla collaborazione del CAVA, il Coordinamento Associazioni di Volontariato della provincia di Siracusa denominato Archimede, presieduto da Carmelo Bianchini, impegnato nel progetto “I colori del volontariato”- con sei unità che aumentano durante giornate programmate o “importanti”- . Nell’ambito di questa iniziativa, i ragazzi , avranno anche l’occasione di fare delle gite fuori porta. La più imminente sarà quella dedicata “alla scoperta della via del latte”. I bambini, saranno portati ad inizio maggio in pullman in una fattoria degli iblei e potranno vivere da vicino la campagna, il contatto con gli animali e partecipare alla lavorazione casearia, dalla mungitura alla preparazione della ricotta e del formaggio. In questa parrocchia, la tendenza è quella di amalgamare le diverse classi sociali fin dall’infanzia, per evitare “stigmatizzazioni”, che penalizzerebbero quel percorso di crescita “spirituale”, umana e civica.

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Risorsa da salvaguardare

Il CGA sancisce in via definitiva l’obbligo dei Comuni inadempienti di consegna degli impianti al legittimo gestore SAI8

li ultimi anni, hanno visto SAI8 S.p.A. protagonista di innumerevoli cause per la consegna degli impianti e delle reti idriche e fognarie da parte da alcuni comuni inadempienti della provincia siracusana. È stato chiesto all’ing. Angelo Isoppo, Presidente di SAI8, come rispondere ai numerosi cittadini che ritengono l’acqua un elemento primario che dovrebbe essere considerato pubblico. “Molte volte la Società ha provato ad illustrare le sue ragioni – interviene l’ing Isoppo - il tema dell’acqua pubblica non è in discussione. L’acqua è difatti pubblica ed il gestore SAI8, in ossequio agli esiti referendari, si è adeguato alle conseguenti deliberazioni dell’Autorità nazionale per l’Energia Elettrica ed il Gas al pari di tutti i gestori privati d’Italia (sono circa 115)”. Questo concetto, già introdotto dalla legge Galli, viene sottolineato anche in tutte le norme successive. La legge 36 del 1994 (legge “Galli”) confermando che «tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata e utilizzata secondo criteri di solidarietà» e, al fine di salvaguardare la risorsa, individuava i criteri per una gestione più responsabile ed efficiente stabilendo, per esempio, che la gestione fosse integrata. Ciò significava l’aggregazione sotto un unico gestore dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione (Servizio Idrico Integrato). In sostanza, il concetto di acqua bene comune e di risorsa pubblica viene ribadito, ma al contempo viene evidenziato che la risorsa idrica non è inesauribile e, proprio, per questo motivo deve essere gestita con efficienza ed efficacia. Per migliorare quindi sia l’efficienza che l’efficacia del servizio la legge Galli stabilì che il Servizio Idrico Integrato fosse gestito non più a livello comunale ma che diventasse di Ambito Territoriale Ottimale (ATO), in quanto avrebbe consentito di poter beneficiare di economie di scala e di scopo (perseguimento dell’efficienza produttiva), di raggiungere adeguate dimensioni gestionali per il procacciamento dei finanziamenti (autosufficienza finanziaria del settore), di adeguare la gestione al ciclo naturale dell’acqua (salvaguardia della risorsa). “Quello che i cittadini della provincia di Siracusa dovrebbero sapere, però – continua Isoppo – e che i finanziamenti per l’ammodernamento della rete, che avrebbero di certo migliorato i servizi, sono andati perduti proprio a causa di quei Comuni, che si sono rifiutati di consegnare gli impianti, non avendo mai avuto la possibilità SAI8 di gestire il Servizio Idrico Integrato, per l’intero Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Siracusa”. Ne consegue che i Sindaci dei Comuni inadempienti, col loro comportamento, hanno quindi causato, in violazione della normativa comunitaria e statale, la frammentazione del servizio, con evidente impossibilità per il Gestore di realizzare quegli investimenti e quelle economie di scala di cui

avrebbe goduto proprio la cittadinanza. In riferimento agli attacchi del sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, apparsi sulle testate giornalistiche locali negli ultimi giorni, l’ing. Isoppo ritiene doveroso specificare che “nessun attacco terroristico, nemmeno psicologico, è in corso ad opera di SAI8” anzi “la Società si è sempre dimostrata disponibile ad una fattiva collaborazione con tutti i Sindaci dei vari comuni in procinto di consegnare gli impianti”. Nonostante questo, il Presidente rimane fermo sul fatto che “Il Comune di Canicattini Bagni è obbligato per legge statale (D. Lgs. 152/2006) e per contratti a consegnare gli impianti al legittimo Gestore del Servizio Idrico Integrato della Provincia di Siracusa, SAI8. Tentando di sostenere la legittimità del rifiuto di consegnarli, Canicattini Bagni, così come tutti i comuni inadempienti, ha perso tutti i giudizi innanzi al CGA ed alla Corte di Cassazione contro SAI8”. Per quanto riguarda la L.R. n. 2/2013 invocata a gran voce da Amenta, Isoppo ha parole dure “il Comune di Canicattini Bagni, come tutti gli altri Comuni inadempienti della Provincia di Siracusa, ha cercato di farsi scudo della L.R. n. 2/2013. Questo tentativo però è stato sconfessato dall’ultima ordinanza del CGA n. 130/2013, che proprio tenendo conto della L.R. n. 2/2013, l’ha considerata inapplicabile e come tale non idonea a giustificare il rifiuto di consegna. Ancora oggi, tenta il Comune di Canicattini Bagni di farsi sudo di quella legge regionale con la richiesta di revoca ai Commissari ad acta che, ove intervenisse, violerebbe anche l’ordine del Giudice amministrativo, con possibili conseguenze di rilievo penale”. Tanto premesso, - continua il Presidente di SAI8 - il Sindaco Amenta proprio perché eletto dai cittadini spieghi loro perché nonostante le continue sconfitte giudiziarie ancora dichiara pubblicamente di non volere consegnare gli impianti”. Difatti il contenuto dell’ordinanza n. 130/2013 è chiaro: i Commissari ad acta devono consegnare gli impianti in luogo dei Comuni inadempienti che proprio per il loro inadempimento sono stati esautorati dei loro poteri. “Esattamente, – conclude Isoppo se il contenuto dell’ordinanza non fosse chiaro il Sindaco potrà sempre, nel rispetto della legge, chiedere chiarimenti ai Giudici. Avere chiesto ad altri organi (presidente Crocetta ed Assessore Marino) di adottare altri provvedimenti salvifici (revoca dei Commissari ad acta), non ci pare sia una scelta rispettosa dell’ordinanza del Supremo organo di Giustizia amministrativa della Regione siciliana”. Il Gestore del Servizio Idrico Integrato, si rende conto che alcuni sindaci, a causa dei conclamati inadempimenti dei Comuni sotto la loro gestione nei confronti di SAI8, possano temere per loro possibili ed eventuali responsabilità amministrative e contabili, ma ciò non giustifica il fatto che i cittadini non debbano conoscere la realtà dei fatti, accertati in molteplici sentenze ed ordinanze.

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In provincia

L'EUROPA STUDIA AL PORTO DI AUGUSTA Il "Grande Progetto" fa già scuola nell'Unione

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n progetto che fa già scuola a livello europeo. Il “Potenziamento del Porto Commerciale di Augusta” ha ricevuto l’approvazione della Commissione Europea e, da adesso, le attività svolte per la sua valutazione costituiranno la procedura da adottare in tutta l’Unione per progetti simili anche in futuro. Il “Grande Progetto” è stato approvato dopo le valutazioni del Ministero per le Infrastrutture. Un iter articolato, seguito da una serie di integrazioni richieste per verificare la coerenza del progetto con i programmi e le politiche europee. “Esprimo soddisfazione per il risultato raggiunto, frutto di intenso lavoro e di elaborazione strategica legata all’utilizzo delle nuove infrastrutture portate a compimento con la collaborazione della politica e delle Istituzioni Regionali, Nazionali ed Europee. – ha commentato il presidente dell’Autorità Portuale, Aldo Garozzo - In linea con le nuove indicazioni ricevute si è passati infatti dalla visione di un porto di transhipment cioè mare-mare ad una visone strategica più legata al territorio, diventando punto centrale di un’area vasta riconducibile al sud-est della

Sicilia, come ampiamente descritto nel corso della riunione di coordinamento presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica per l’individuazione e la promozione della Macro Regione, in vista di un uso efficace dei fondi comunitari 2014-2020.” L’importanza e la bontà del progetto sono definite anche dal finanziamento concesso che rappresenta, con i suoi 100 milioni di euro, sui 145,33 complessivi, il massimo cofinanziamento pubblico ammissibile in materia di Aiuti di Stato. L’Autorità Portuale ha già costituito un fondo per coprire la differenza economica. Il progetto così rimodulato consentirà di ristrutturare le infrastrutture esistenti e realizzarne di nuove per destinarle al traffico di merci alla rinfusa, attività Ro-Ro e Ro-Pax legate alle Autostrade del Mare ed ospitare anche traffico di container, secondo le moderne esigenze, con le modalità mare-mare e mare-terra via ferrovia e strada. I principali interventi previsti riguardano l’espansione dei piazzali, l’adeguamento strutturale delle banchine, la realizzazione di una nuova banchina estendibile fino a 500 metri. “Nuove sfide si aprono all’orizzonte e, ci si avvia a giocare, entro il 2015, un ruolo strategico per il traffico

commerciale nel Mediterraneo attraverso importanti progetti di infrastrutturazione. – ha aggiunto Garozzo - Ma non solo. In cantiere vi è molto altro ancora, come ad esempio la creazione di un’area vasta che coinvolge anche le province di Catania e Ragusa e quelle più interne di Enna e Caltanissetta, e l’intensificazione delle linee di traghetti per il trasporto merci e persone. Insomma, tutto viaggia nell’ottica di un futuro programmato nel segno dello sviluppo e del suo ampliamento che si è pianificato con ampia visione strategica per non rimanere solo il porto delle merci liquide, ma anche una struttura in grado di movimentare in modo adeguato i containers, prodotti solidi ed inserirsi a pieno titolo tra i porti delle autostrade del mare.”

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In provincia

NOTO: LOTTA AI VANDALI

Fermare gli sfregi ai monumenti Ci sono cose, come i monumenti della città, che testimoniano la storia di una civiltà, le virtù di un popolo e conservarle bene significa avere rispetto di tutto questo. Quando poi si vive a Noto proteggere un bene vale di più perché è proprio il patrimonio artistico e culturale una delle leve maggiori dell’economia

locale. Chi viene in questo angolo della Sicilia orientale, lo fa per stropicciarsi gli occhi nel vedere quanto è stato fatto per incoronare Noto come capitale del barocco, uno degli stili architettonici più rinomati e famosi al mondo. Talmente apprezzati da spingere l’Unesco a decretarne il valore di patrimonio

mondiale dell’umanità. Eppure, c’è chi tutto questo interessa poco, ritenendolo superfluo e così capita che qualcuno si armi di vernice spray per imbrattare i simboli di una città senza tempo, le icone di una civiltà che ha resistito, anche se con grandissime difficoltà, agli attacchi del cemento armato, della lottizzazione selvaggia e senza scrupoli. E vedere i monumenti, “allineati” in corso Vittorio Emanuele, la cassaforte del barocco mondiale, sfregiati da scritte senza senso o da innamorati respinti, è come subire un pugno in pieno volto, anzi come sferrare un montante ad una rispettata signora. Una delle vittime dei vandali è il sagrato del Santissimo Salvatore, per non parlare delle mura di palazzo Ducezio e quelle dell'ex convento dei francescani, a due passi dal portone della chiesa di san Francesco all'Immacolata. Episodi di vandalismo che scuotono la città che, nei mesi scorsi, ha dovuto fronteggiare il problema delle bande di ragazzini, responsabili di una raffica di furti, per lo più realizzati nel centro storico. E come dimenticare la catena di aggressioni agli anziani o gli incendi alle auto, al punto che è stato necessario, al termine di un incontro in Prefettura, potenziare la sorveglianza. Per i monumenti è diverso, difficile che un occhio umano, di un carabiniere o di un poliziotto, possa controllarlo per tutta la giornata. Il sindaco di Noto sfodera l’opportunità delle telecamere che potrebbero filmare le gesta sconsiderate dei vandali e consegnarli nelle mani delle forze dell’ordine. “A fermare la mano dei vandali molto presto arriveranno le telecamere che saranno puntate sui principali monumenti. Non ha senso far riprendere continuamente gli intonaci: senza una costante videosorveglianza il giorno dopo saremmo punto e a capo. L'azione repressiva delle telecamere sicuramente terrà lontano quei soggetti che hanno il vezzo di vandalizzare”.

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Nel segno di ARCHIMEDE Tre anni di celebrazioni per lo scienziato Saranno tre anni di celebrazioni per ricordare il grande scienziato Archimede e le sue scoperte. Una scelta importante quella fatta dal comitato per i festeggiamenti in occasione del duemilatrecentesimo anniversario della nascita di Archimede, comitato che è stato istituito alla Provincia. E’ un organismo che vede la partecipazione di enti pubblici e privati, dei rappresentanti delle università siciliane e dell’associazionismo culturale, aperto anche al contributo di quanti si propongono di celebrare lo scienziato siracusano. Ci saranno giornate di studio, la realizzazione di laboratori aperti ai giovani che vogliono accostarsi agli studi di Archimede, un grande centro di ricerca e soprattutto una statua per il grande scienziato. La prima iniziativa sarà l’11 maggio, nella stessa giornata dell’inizio delle rappresentazioni classiche al Teatro greco, con un convegno di studi con la partecipazione di Antonio Zichichi e Lucio Russo. “La necessità di costituire un comitato per le celebrazioni di Archimede – ha detto spesso il presidente della Provincia Nicola Bono - è nata dall’esigenza non solo di celebrare uno dei più grandi scienziati della storia dell’uomo e le sue eccezionali scoperte e invenzioni, ma anche di farne un forte attrattore di promozione turistico-culturale per Siracusa, e più in generale per la Sicilia. La Provincia di Siracusa, sulla scorta delle iniziative che in altre realtà culturali sono state dedicate a Leonardo da Vinci, a Galilelo Galilei e a Piero della Francesca, intende dare corso ad un progetto che valorizzi i vari aspetti del genio siracusano”. Precise saranno anche le

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tematiche che verranno trattate: dalla ricostruzione del momento storico in cui visse, il terzo secolo a.C., attraverso i segni dell’archeologia e della letteratura scientifica classica e medievale; alla ricognizione documentaria, archivistica e bibliografica. Si passerà poi alla ricostruzione del complesso sistema delle scoperte archimedee attraverso gli studi scientifici dell’età moderna e contemporanea per poi arrivare alla ricomposizione di un sistema iconografico e plasticoformale riguardante la rappresentazione delle macchine di Archimede. Inoltre l’elaborazione di tutti i dati di conoscenza sono finalizzati alla creazione di un sistema didattico permanente che, pur nel rigore scientifico, si rivolga anche ad un pubblico più vasto. Non solo la celebrazione di Archimede ma anche la realizzazione di un’intesa permanente con altre realtà culturali di varie nazioni, finalizzata agli scambi culturali, alla programmazione delle ricerche scientifiche e alla pubblicazione di un annuario scientifico archimedeo. E in questo avranno un ruolo le università delle antiche città del Mediterraneo, Alessandria d’Egitto, Atene, Gerusalemme e delle università moderne particolarmente impegnate nel campo della ricerca scientifica e tecnologica. “Siracusa patria dello scienziato – ha ribadito Bono - ha tutte le caratteristiche per potersi candidare per avviare così la costituzione di un sistema di studio permanente che recepisca e coordini ogni risultato emerso dalla ricerca. Appare evidente come tale progetto possa favorire nuovi studi e stimolare nei giovani ricercatori l’approfondimento scientifico”.


CASSIBILE SOLARINO Il 24 aprile il via alla Gara di dolci Festa della Fragola per Seby e Alessia Anche quest’anno l’associazione Assofest organizza la nona edizione della festa della fragola, un appuntamento irrinunciabile per tutto il territorio del Siracusano. La nona edizione della Festa, che si svolge sempre nella splendida cornice dell’Ippodromo del Mediterraneo, oltre alla valorizzazione del meraviglioso frutto, è diventata il fulcro dell’economia agricola, che con le sue 100.000 presenze annue, consente di innescare un meccanismo produttivo ed economico di tutta la provincia ed in particolar modo a quella del piccolo paesino di Cassibile centro di produzione della fragola. Quest’anno i giorni della manifestazione si allungano e diventano otto anziché i soliti quattro, si inizia il 24 Aprile per terminare il 1 Maggio così da coprire i due ponti festivi quello del 25 aprile e il ponte del 1° maggio. Novità di questa edizione, ” il mercato contadino” con possibilità di acquistare frutta e verdura locale a KM 0, evento organizzato in collaborazione con la C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori). Non manca la vasta esposizione di prodotti tipici locali, stand gastronomici, artigianali, e ampio spazio dedicato ai bambini, con giostrine, giochi, intrattenimento, poni club con possibilità di fare un giro a cavallo e soprattutto immersi nel tantissimo verde dell’Ippodromo del Mediterraneo. Tutte le serate, saranno allietate da artisti vari, gruppi musicali e cabarettisti, nonché per il secondo anno consecutivo,una serata dedicata al Teatro Siciliano con compagnie teatrali locali. Per finire, l’ultimo giorno che cadenzialmente è sempre il 1° Maggio, la degustazione gratuita dei 500 KG di torta rigorosamente alla fragola offerta dall’associazione organizzatrice: ASSOFEST Otto giorni per perdersi nel gusto e lasciarsi tentare dai peccati di gola di un frutto delizioso, gustoso, che appartiene alla primavera ma che ha già il sapore dell’estate, sua maestà : “LA FRAGOLA”.

1° Concorso Amatoriale di

Cake Design in occasione dell'evento Wedding & Home

Un Dolce per un Sorriso..... Le torte create dai cake designers, verranno offerte in serata ai presenti. A chi interverrà, chiediamo in cambio (se lo desidera) un piccolo contributo in favore di Alessia e Seby, due bambini meno fortunati a cui vogliamo regalare un sorriso in più.

Una gara di solidarietà per raccogliere fondi in favore di Alessia e Seby Gentile, due bambini che sono affetti da tetraparesi. L’evento è organizzato dall’associazione Kalispera di Solarino presieduta da Maria Ninfa Terranova che ha previsto, per l’occasione, un concorso amatoriale di cake design previsto all’interno della manifestazione wedding&home il 14 aprile nella villa del Casale, a Solarino. I due bambini devono sostenere delle cure nei centri specialistici di Bologna e di Vicenza e nel solo 2012 i genitori hanno dovuto affrontare ben 12 viaggio. Il prossimo è previsto a fine estate e la gara per la realizzazione di un dolce potrà fornire nuove energie per continuare la lotta contro la malattia.

Siracusa - Viale Santa Panagia, 222 Reporter Siracusa

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Appuntamento con la musica in via Principe Di Piemonte a Sortino. Il 12 aprile a partire dalle 22 il pub “La Lanterna” ospiterà il live della band “Gezztrio” con Simona Fazzina alla voce, Corrado Giardina al basso e Stefano Ruscica alla batteria. Il live sarà caratterizzato dai migliori arrangiamenti della musica jazz che verranno presentati dalla band per tutta la serata. Rock anni Settanta per un live al “Diamante Nero” di via Francesco Crispi a Siracusa. L’evento è in programma il 12 aprile con “N.O.I.M.” in concerto. Il gruppo offrirà un repertorio di cover per ripercorrere i migliori successi di brani che hanno fatto la storia della musica leggera, riarrangiati con delle sonorità moderne in chiave rock, pop, blues e funky. Tanta e buona musica rock il 13 aprile al “Simposio” di Melilli. A partire dalle 22 nel locale di viale Kennedy si esibiranno i “Katana”che presenteranno un live di brani del repertorio della musica pop e rock per un sabato sera con i successi dei “Muse”, “Coldplay”, “Queen”, “Beatles” ma anche Vasco Rossi, Elisa e molti altri. Concerto di Marco Fornaciari per la stagione dell’”Asam”, l’associazione siracusana amici della musica. L’evento è in programma per il 14 aprile a partire dalle 19 nel salone Carabelli di via Torres. L’artista si esibirà al violino per una serata di musica classica. Il 21 aprile nuovo concerto della stagione con Edoardo Zosi al violino e Stefania Redaelli al pianoforte. Un’escursione tra le bellezze naturalistiche di Buccheri e degli iblei. E’ la visita “A Stritta, Canyon delle meraviglie” in programma per il 14 aprile e promossa dalla sezione di “Natura Sicula” di Buccheri. Il gruppo sarà guidato da Pino Nicotra. La gola “stritta” si trova sul versante nord di Buccheri, ed è una valle profonda 100 metri ed erosa dalle acque del torrente Mazzarino. La zona è ricca di grotte naturali, la valle ha numerose pareti scavate dai siculi per la sepoltura dei corpi e un complesso di circa 150 tombe a grotticella. Una mostra sulle grandi scoperte e gli studi di Leonardo da Vinci. La sala Gagliardi di Palazzo Trigona a Noto sta ospitando la mostra “Le macchine di Leonardo da Vinci”, allestimento che racchiude trenta opere ricostruite fedelmente con i materiali dell'epoca e perfettamente funzionanti. L’esposizione è stata preparata nella sala Gagliardi e potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì dalle 9.30 alle 13 e dalle 17 alle 19.30. L’esposizione rimarrà aperta fino al 30 giugno. In mostra ci saranno opere realizzate in legno, metallo, cordame e stoffe dell’epoca, con la

supervisione di Carlo Pedretti. La città di Noto ha dedicato una mostra in ricordo di Rosario Gagliardi, il grande architetto artefice della ricostruzione del Val di Noto. In esposizione documenti, modelli e disegni. Due le mostre una può essere ammirata a palazzo Impellizzeri con l’esposizione degli antichi documenti dell’architetto. La seconda si trova all’ex convento dei Gesuiti dove sono stati esposti modellini, plastici, ricostruzioni e disegni originali delle opere realizzate da Gagliardi. Fino al 13 aprile potrà essere ammirata la mostra di Giuseppe Bombaci allestita alla “Galleria Quadrifoglio” in via dei Santi Coronati in Ortigia. L’esposizione si chiama “Remake” e può essere ammirata tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. La mostra è un’antologia, nella quale l'artista presenta circa venti opere di varia grandezza incentrati sul tema della figura umana. “Attraverso il proprio racconto – scrive Roberto Milani nel testo critico della mostra - descrive, indaga, esalta la condizione dell'uomo. Uomo come centro dell'universo ma allo stesso tempo creatura fragile e vulnerabile". Un’esposizione di artigianato a Solarino per due giorni di stand e prodotti. E’ la manifestazione “I Ciuri i Maju”, organizzata da “ComArt Solarino” che si svolgerà dal 28 aprile all’1 maggio. Ci saranno musica, sbandieratori, mostra di pittura e scultura con il maestro Francesco Aparo e nella prima giornata live con la band “Soul Cake”. Lunedì ci sarà spazio per visite guidate, mentre in serata teatro dialettale con la compagnia “Nino Martoglio” di Solarino che presenterà la commedia “Due pazzi in vacanza” di Calogero Maurici, adattamento di regia di Davide Puglisi. Martedì 30 ci sarà un master class di “spin bike – spinning – hip hop zumba fitness”e in serata live concert con “Baciamolemani”. Il primo maggio in mattinata verrà inaugurata la trentaseiesima sagra della ricotta e ci sarà una sfilata di auto d’epoca, in serata live concert di chiusura con i “Trambusto e Pop Corn”. Sortino rende omaggio alla famiglia dei pupari e all’arte di don Ignazio Puglisi con un ciclo di spettacoli e una mostra che rimarrà aperta fino al 21 aprile a Sortino. L’iniziativa si chiama “Le Serate di Ignazio Puglisi” allestita al museo dell'Opra dei Pupi. La mostra può essere ammirata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18.30. La mostra con la quale viene “simbolicamente” restituito il fondo documentario della collezione “Ignazio Puglisi” costituisce di fatto un escamotage per introdursi in punta di piedi nel “retrobottega” di don Ignazio che non è

fatto solo di pupi, armature, teste e costumi ma di altri “oggetti”, quali libri, copioni e cartelli che costituiscono gli altrettanto preziosi “arnesi” di lavoro e che mantengono il loro valore di “strumenti” del mestiere portandone gli inequivocabili segni. L'evento prevede anche degli spettacoli in programma sabato 13 aprile con “Morte di Dama Rovenza” e sabato 20 aprile “Ruggiero di Risa”. “L'arte nel tempo di mezzo”: è il titolo della mostra con quattro artisti italiani internazionali che espongono fino al 30 aprile alla “Galleria Montevergini”, fra ombre e luci, opere pittoriche, mobili d'antiquariato, video ed installazioni. Esporranno Enrico Benelta, Annalu', Alessia De Montis, Michelancelo Calliani che condivideranno lo spazio scenico con le altre opere d'antiquariato di Claudio Fayer. Un ciclo di seminari alla scoperta della città. E’ la manifestazione “I giorni di Siracusa”, un percorso di nove incontri per conoscere l’evoluzione storica della città, l’urbanistica, ma anche lo sviluppo economico e soprattutto sociale della città. Gli incontri si svolgeranno nella sala multimediale della Provincia in via Brenta. L’evento è organizzato dall’associazione culturale “Arkaios”. Nuovo appuntamento con la musica per la stagione dell’Agimus, l’associazione giovanile musicale. Il 21 aprile alle 19 all’istituto musicale “Privitera” di viale Regina Margherita si esibiranno il “Trio Calliope” con Gian Marco Solarolo, all’oboe, Alfredo Pedretti al corno, Cristina Monti al pianoforte. Ultima serata di teatro per la prima rassegna “Ridiamoci sopra” promossa dall’associazione di cultura e teatro "Quelli della mansarda". Domenica 21 aprile alle 18 all’istituto Sacro cuore di viale Teocrito verrà messa in scena la commedia "'Matrimonio putativo" di Spampinato, per la regia di Rosy Lopes. Appuntamento con la musica a Noto il 21 aprile con l’evento “Incontri musicali netini”. Sul palco salirà Orazio Sciortino in un concerto per pianoforte che sarà un omaggio a Verdi e a Wagner in occasione del bicentenario della nascita. Il concerto è in programma al teatro "Tina di Lorenzo" di piazza XVI Maggio dalle 20.45. Torna il tradizionale appuntamento con l’agricoltura tra i sapori e i prodotti degli iblei. La contrada di Testa dell’Acqua a Noto ospiterà anche quest’anno l’”Agrifiera”, giunta alla quattordicesima edizione, e che si svolgerà il 24 e il 25 aprile. Durante le due giornate si potranno comprare i prodotti dell’agricoltura, conoscere i segreti delle produzioni e accostarsi all’artigianato di qualità.

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MONDIALE 2013. TERZO ATTO Ferrari insegue Red Bull Dopo tre settimane di pausa, i bolidi del Circus si rimettono in moto. Domenica prossima, infatti, va in scena il Gran Premio di Cina di Formula 1, terzo atto del Campionato del Mondo 2013. La gara si svolgerà sull’International Circuit di Shanghai. In questo tracciato di ultima generazione i motori torneranno a rombare, promettendo nuove emozioni agli appassionati, pronti a gustare una nuova trama agonistica. Si giunge nel paese della Grande Muraglia dopo la doppietta incassata dalla Red Bull a Sepang, con Sebastian Vettel davanti a Mark Webber. Questo risultato ha prodotto un discreto numero di mal di pancia, per la decisione del tedesco di ignorare gli ordini di scuderia del team di Milton Keynes, che aveva invitato i due piloti al congelamento delle posizioni. Proprio i giochi di squadra hanno tenuto banco negli ultimi giorni, suscitando diversi pareri critici anche in casa Mercedes, per la scelta di ingessare la geografia di classifica in Malesia, impendendo a Nico Rosberg di lanciarsi all’assalto del compagno di squadra Lewis Hamilton, giunto terzo al traguardo, davanti al giova-

GP CINA SHANGHAI 14 Aprile 2013 Primo Grand Prix: 2004 Numero di giri: 56 Lunghezza: 5.451 km Distanza di gara: 305.066 km

ne figlio d’arte. Mettendo da parte le polemiche, merita comunque di essere evidenziata l’ottima prestazione messa in mostra dai due team incriminati, finiti ai primi quattro posti nel più recente appuntamento del calendario agonistico. Prestazione meno incisiva del solito per le due Lotus, da cui, francamente, ci si aspettava di più. Deludente anche il risultato della Ferrari, non tanto per il passo della F138, quanto per una serie di circostanze che hanno impedito di raccogliere il bottino meritato dalle “rosse”. Sull’esito della gara degli uomini del “cavallino rampante” ha pesato come un macigno il contatto iniziale di Fernando Alonso con Vettel, che si è tradotto nel ritiro dello spagnolo, per la decisione di lasciarlo in pista con l’alettone anteriore pesantemente danneggiato. Ora il cammino si fa più in salita per il gruppo di Maranello, ma il percorso è ancora lungo e ci sarà tempo per rimediare. Negativa, come a Melbourne, la prova fornita dalla McLaren, che promette sensibili miglioramenti in Cina. Vedremo.

LA CLASSIFICA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

VETTEL RAIKKONEN WEBBER HAMILTON MASSA ALONSO ROSBERG GROSJEAN SUTIL P. DI RESTA

GER SVE AUS ENG BRA SPA GER FRA GER ENG

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Rossi da cineteca Podio in Qatar Valentino Rossi torna a sorridere e dal podio di Losail manda un messaggio forte e chiaro: back in business! Sì perché se è vero che la gara l’ha vinta, e a mani basse, Jorge Lorenzo, è altrettanto vero che lo spettacolo per il pubblico lo ha regalato lui, nel bene e nel male. È partito come se non avesse mai corso con una MotoGP, con una voglia che non si vedeva da tempo, sapeva di non potersi permettere troppe strategie dopo delle qualifiche senza dubbio deludenti. “Sono partito con l’obiettivo del podio, sapevo di non poter perdere tempo, dovevo rischiare per stare davanti,” ha dichiarato Valentino. E il rischio se l’è preso perché dopo due tornate, nel tentativo di infilare Andrea Dovizioso, Rossi è entrato troppo veloce in staccata e ha rischiato di chiudere lì la sua gara d’esordio. “Da lì in poi è stata una gara in salita, soprattutto perché non c’era modo di liberarsi di Bradl”.

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LORENZO ROSSI MARQUEZ PEDROSA CRUTCHLOW BAUTISTA DOVIZIOSO HAYDEN IANNONE SPIES

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“Quando ci sono riuscito, con pista libera ho potuto correre senza problemi e trovare il ritmo di gara che nel warm up mi aveva fatto ben sperare”. In effetti Rossi è sceso più di un paio di volte sotto l’1’56 (solo Lorenzo ci è riuscito oggi in gara) e, recuperando oltre mezzo secondo a giro si è presentato in pochi minuti alla porta di Crutchlow, Pedrosa e Marquez. Se con l’inglese e con Pedrosa è stata questione di poche curve, la sfida si è accesa con il suo più grande estimatore (in pista si intende): “È stata una grande sfida, soprattutto con Marquez. Mi sono divertito e sono contento per me, per Jorge e per Yamaha che mi ha dato questa grande chance di tornare a divertirmi”. Lorenzo ha chiuso con poco più di 5 secondi di vantaggio su Rossi. E se non avesse commesso quell’errore ad inizio gara? Forse basterà attendere tra due settimane il GP di Austin per conoscere la risposta.

Red Bull GP of The Americas 21 Aprile - Austin - America Lunghezza: 5.513 m. Larghezza: 15m Curve a sinistra: 11 Curve a destra: 9 Il rettilineo più lungo: 1.200


SECONDA TAPPA: ARAGON. Fabrizio vuole ripetere Phillip Island Manca poco al secondo round del Mondiale Superbike, che si correrà al Motorland di Aragon il 14 aprile, dopo la lunga pausa seguita alla prima tappa tenutasi, come da tradizione, a Phillip Island. E in Australia Michel Fabrizio, 28enne romano del Team Red Devils Roma, ha ottenuto ottimi risultati in sella alla sua Aprilia RSV4: in gara 1 è stato protagonista di un bel duello contro Eugene Laverty per conquistare il secondo gradino del podio, ma è stato battuto sul finale di un soffio, soli 7 millesimi. In gara 2 ottima partenza e buone gestione di gara, nonostante Melandri (che in gara 1 era stato abbattuto da Checa) gli abbia negato la gioia di un secondo podio: Fabrizio ora è pronto ad affrontare i 5344 m del circuito di Alcaniz con la giusta motivazione e consapevole delle qualità della propria moto. Phillip Island non rimarrà un risultato isolato, assicura il pilota, giunto alla sua sesta stagione nel campionato delle derivate di serie, nel quale ha ottenuto, come miglior risultato, un terzo posto in classifica generale

SUPERBIKE 2013 GP ARAGON 14 Aprile - Aragon - Spagna Circuito: Motorland Aragon Lunghezza: 5.344 m Curve a dx: 8 Curve a sx: 9 Pole Position: destra

nel 2009 in sella a una Ducati. Dopo l’esordio più che positivo di Phillip Island, all’appuntamento con il secondo round della stagione il pilota romano si sente molto carico, ormai è un mese e mezzo che non sale in moto e quindi la voglia è tanta. È concentrato e pronto a dare il massimo per ottenere buoni risultati anche ad Aragon. La top-3 è certamente l’obiettivo più alto, ma prima di tutto vuole tornare a mostrare la costanza di rendimento che è mancata negli ultimi anni. Il risultato di Phillip Island non deve rappresentare un episodio isolato, l’intenzione è quella di far sì che questo tipo di rendimento diventi la normalità. Vuole lottare per le posizioni di vertice in modo costante ed i prossimi due round saranno il banco di prova ideale per capire se è davvero cambiato in questo senso. Durante la pausa si è chiuso a riccio per concentrarsi al meglio, sta continuando a lavorare su se stesso così come ha fatto prima della trasferta australiana. In bocca al lupo.

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LAVERTY GUINTOLI FABRIZIO SYKES MELANDRI REA HASLAM CLUZEL CAMIER DAVIES

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Disturbi muscolari Curarsi con le ERBE

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hi pratica sport - sia a livello agonistico che amatoriale - deve mettere in conto la possibilità di incappare in inconvenienti come strappi o stiramenti, cadute, storte o infiammazioni muscolari ma anche dolori del post-allenamento o stanchezza fisica e poca resistenza alla fatica. La medicina convenzionale e gli integratori energetici offrono allo sportivo svariate soluzioni ma anche il mondo delle piante può rivelarsi utile per curare disturbi muscolari o per rigenerare l’organismo prima e dopo un allenamento stancante. Va però chiarito che ogni volta che vengono assunte sostanze, che siano prodotti della medicina di sintesi o di quella naturale, è fondamentale la moderazione. Eccedere è sempre sbagliato, anche quando si parla di naturale. Ritenere innocua l’arte erboristica è un errore da non fare, l’abuso crea sempre squilibri. Quando si parla di muscoli e loro affezioni il riferimento è a strappi muscolari, stiramenti piuttosto che contusioni e distorsioni. La natura offre la possibilità di utilizzare molte piante dalle doti antinfiammatorie per intervenire in questi casi. L’arnica montana ha dimostrato di essere ottima per uso esterno: ne esistono formulazioni già pronte da acquistare in erboristeria o farmacia ma è anche possibile confezionare a casa propria impacchi e creme. Altra pianta per uso topico indicata per curare le infiammazioni muscolari è la consolida. L’argilla, a sua volta, si rivela ottima come base per impacchi curativi da applicare direttamente sulla parte infiammata, o anche

da sola per il suo forte potere assorbente e normalizzante. Aggiungendo poi al composto le piante, l’azione del medicamento si potenzia. All’interno dell’impasto ottenuto si possono poi aggiungere oli essenziali ma anche polveri; queste ultime altrimenti non potrebbero essere utilizzate localmente. A fare la differenza infatti non è solo la pianta per cui si opta ma anche la formulazione che si decide di utilizzare. Ogni erba a seconda del preparato ha utilizzi differenti e può possedere più o meno efficacia. Le polveri di ortica, radice di consolida, arnica ed equiseto integrate al composto ottenuto con acqua e argilla, danno luogo ad un impacco ottimo che potrà essere utilizzato sia freddo che caldo, a seconda dell’effetto che si desidera ottenere: freddo, ad esempio, diventa un potente antinfiammatorio. Su strappi e stiramenti e contro le infiammazioni è necessario applicare sostanze la cui azione sia simile a quella svolta dal ghiaccio. Al contrario con composti caldi si ottiene un’azione revulsiva (in grado quindi di stimolare la circolazione e irrorare il muscolo di sangue). Antinfiammatorio per eccellenza è il gemmoderivato di ribes nigrum, considerato un “cortison like” (assimilato quindi ad un farmaco come il cortisone per il suo potere sfiammante). Attenzione ai dosaggi: un abuso di ribes nigrum può rendersi responsabile di un innalzamento dei valori della pressione (si parla però solo di iperdosaggi assolutamente sconsigliati e di casi rarissimi). Nella stragrande maggioranza dei casi il gemmoderivato è tollerato benissimo da tutti, può essere somministrato anche ai bambini piccoli.

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Corri... che ti passa Ogni tipo di attività fisica fa bene a chi la pratica. Ferme restando le specifiche controindicazioni relative allo stato di salute di ognuno, muoversi, allenarsi, fare sport aiuta a mantenere in forma corpo e spirito. L'organismo ne riceve benefici dal punto di vista del tono muscolare, del controllo del peso, della circolazione, in pratica di qualsiasi suo apparato; e una regolare attività fisica fa bene anche all'umore, aiuta a "depotenziare" lo stress e a scaricare tensione. Le possibilità di praticare esercizio fisico sono tantissime, che si scelgano sport in acqua o in palestra, individuali o a squadre, di origine orientale o di tradizione occidentale. Ma il più semplice da fare, perché del tutto libero da imposizioni di orari e strutture, e il meno costoso, perché non necessita né di un'iscrizione in palestra né di attrezzatura particolarmente complessa, è la corsa. Correre fa bene: aiuta a tenere sotto controllo il peso e gli zuccheri nel sangue, migliora lo stato della circolazione sanguigna, dà una mano anche all'umore. È comunque un'attività fisica, e in quanto tale ci sono delle regole da seguire, un abbigliamento adatto da utilizzare, non bisogna esagerare, soprattutto all'inizio, e come ogni altro sport, prima è necessario chiedere il parere del medico. Dopodiché, bastano le scarpe giuste, qualche accortezza e la voglia di riscoprire la gioia di correre. Gli studi dimostrano che correre fa bene all'apparato cardiocircolatorio: migliora l'efficienza cardiaca, combatte l'ipertensione e aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo. A seguito dello sforzo compiuto correndo, infatti, vengono immesse in circolo delle sostanze a funzione vasodilatatrice. L'alterazione del calibro dei vasi arteriosi si mantiene anche una volta esaurita l'attività fisica, e fa sì che il sangue fluisca incontrando meno resistenze. Il risultato è un abbassamento

dei valori della pressione arteriosa. Poiché l'ipertensione è uno dei principali fattori di rischio a livello cardiaco e cardiovascolare, la corsa è quindi un'attività consigliabile anche agli ipertesi. Rispetto agli altri, dovranno però fare più attenzione, evitare sforzi violenti e mantenersi su ritmi blandi, e iniziare a correre sempre e solo dopo aver sentito il parere di un medico. Ma i benefici per il cuore non arrivano solo dall'alterazione della pressione dei vasi arteriosi: il muscolo cardiaco stesso è influenzato dall'attività della corsa, poiché un esercizio costante nel tempo fa sì che la frequenza cardiaca diminuisca a riposo. Questo determina un generale miglioramento dell'attività cardiaca, che non va a vantaggio solo dell'impegno nello sport, ma si riscontra anche durante lo svolgimento di normali mansioni quotidiane. Per finire, un altro pericolo per il sistema cardiovascolare è il colesterolo, e anche in questo caso la corsa si rivela un aiuto. In effetti quando si parla di colesterolo si dovrebbe distinguere tra HDL, il cosiddetto colesterolo buono, e LDL, quello "cattivo" perché è il colesterolo che si deposita all'interno dei vasi, ostruendoli, ostacolando la circolazione del sangue, e finendo col causare patologie anche molto gravi. Il colesterolo HDL invece ha un effetto positivo sulla salute dei vasi sanguigni, poiché ha il compito di spazzare via il colesterolo LDL, limitando l'eventualità di disturbi, malattie e alterazioni come ipercolesterolemia e arteriosclerosi. Studi americani hanno analizzato gli effetti di un'attività fisica costante sul colesterolo buono, monitorandone per sei mesi i valori in persone che correvano circa 45 minuti al giorno, cinque giorni alla settimana; hanno così scoperto che con una simile attività di corsa il colesterolo HDL aumenta del 14-15 per cento, mentre diminuiscono i trigliceridi.

Mal di primavera Ecco i sintomi Stanchezza diffusa, problemi di concentrazione, umore nero, ansia e irascibilità. Sono i tipici campanelli d'allarme del «mal di primavera», una sindrome che può colpire «circa 2 milioni di italiani. Persone che, in generale, risentono dei cambi di stagione».

BRUNO PERNICH: “...I MIEI 4 ASSI...” COUNTRY AND WESTERN INSTRUCTOR FITNESS E PERSONAL TRAINER 42

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E il problema è «circa 6 volte più frequente nelle donne, rispetto agli uomini». Ne parla Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria (Sip) e direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Ma i meteopatici rischiano di vivere quella di quest'anno come una primavera ancora più «maledetta». Colpa del continuo perdurare, ai limiti dell'accanimento, di temperature gelide

con pioggia e cielo grigio. «Questo inverno eterno certamente non aiuta l'umore di nessuno - osserva Mencacci - e rischia di peggiorare ulteriormente lo stato d'animo di chi già vive male il cambio di stagione». Oltre che con la consueta «primaverofobia», infatti, queste persone «stanno facendo i conti con l'esasperazione causata da un "continuum" con l'inverno che sembra non avere fine». Condizioni climatiche che, fra l'altro, «sembrano rispecchiare anche il clima di incertezza del periodo che sta vivendo il Paese», riflette lo specialista. In generale, ricorda, «i disturbi di stagione sono legati alla modificazione della quantità di luce, che induce cambiamenti a livello cerebrale». Com'è noto, «i passaggi più "pesanti" da superare sono quelli dall'autunno all'inverno e dall'inverno alla primavera. Ma se nel primo caso i segnali rivelatori sono stanchezza, sonnolenza, perdita di concentrazione e aumento del consumo di carboidrati, con l'arrivo della primavera oltre alla stanchezza ci sono l'irritabilità, l'irascibilità e il fatto di essere più ansiosi e meno concentrati». «Si tratta di disturbi affettivi che, in realtà, ci mostrano come siamo in collegamento con i ritmi della natura più di quanto non crediamo», sottolinea Mencacci. Se in primavera le piante sono in fermento, «in pratica lo siamo anche noi». Non solo. L'arrivo della primavera e i fastidi tipici di questa stagione pesano in modo particolare «anche su quel 10% della popolazione afflitto da disturbi dell'umore, circa 5-6 milioni di persone, di cui il 40% soffre in modo particolare proprio i "passaggi" stagionali, con manifestazioni che vengono considerate un peggioramento». Cosa fare allora, oltre ad armarsi di pazienza, aspettando che il peggio passi? «Per chi è in cura - conclude lo psichiatra - suggerisco un perfezionamento del trattamento farmacologico sulla base dei sintomi. Mentre, in generale, invito ad aumentare in questo periodo l'attivitá fisica, per favorire il processo di adattamento dell'organismo».

L'ora legale e il cambiamento di umore Nella notte tra il 30 e il 31 marzo, in occasione dell’entrata in vigore dell’ora legale 2013, che ci accompagnerà fino al 27 ottobre, abbiamo spostato le lancette dell’orologio avanti di un’ora. In Italia, l’adozione definitiva dell’ora legale risale al 1966 e ciò ci ha permesso di acquisire indubbi vantaggi legati alla minore spesa per l’illuminazione e al piacere di giornate “più lunghe”. Tuttavia, durante il passaggio al nuovo orario, possono verificarsi alcuni malesseri sia dal punto di vista fisico che psicologico. Quali sono le conseguenze di tale cambiamento sull’equilibrio psico-fisico di un individuo? I sintomi riscontrati con più frequenza immediatamente dopo il cambiamento d’orario sono: irritabilità, stanchezza, emicrania, inappetenza, difficoltà a gestire le difficoltà quotidiane insieme a tensione muscolare. In più, tale fenomeno può influenzare il ciclo del sonno con alterazioni del ritmo sonno-veglia, provocando difficoltà di addormentamento e un peggioramento globale della qualità di sonno dell’individuo. Questo è dovuto al fatto che il nostro organismo ha un orologio biologico e tali modificazioni esterne alterano il suo funzionamento. Nonostante i possibili problemi di riadattamento del nostro equilibrio psico-fisico percepiti in concomitanza del repentino cambiamento, numerosi studi pubblicati sul British Medical Journal hanno dimostrato che l’organismo umano, a lungo termine, giova dell’ora legale. Una maggiore esposizione alla luce solare, infatti, migliora l’umore grazie alla stimolazione di un neurotrasmettitore, la serotonina. Di conseguenza, se conosciamo quali sono i disagi che possono essere presenti in questa circostanza e ci attrezziamo per gestirli al meglio, in primis considerandone la loro transitorietà, potremo, nel lungo periodo, goderci appieno gli aspetti positivi che tale cambiamento orario comporta. Dott.ssa Laura Uccello Psicologo e Psicoterapeuta

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Porta Pantalicratimento e iv d è a r u t a n la dove Iblei in Rete garantendone la genuinità e la freschezza dei prodotti. A tutto questo fa da cornice la Valle dell’Anapo, riserva naturale di flora e fauna di specie autoctone e la bellissima Pantalica vecchia necropoli rupestre risalente al tempo dei siculi e successivamente abitata anche dai greci e bizantini oggi patrimonio dell’umanità. “Riprendendo una vecchia tradizione familiare e spinti anche dagli amici abbiamo creato questa struttura- spiega Salvatore Lanteri che gestisce Porta Pantalica con la sorella Daniela- attingendo ai fondi Por 2000/2006. Malgrado la burocrazia, la mancanza delle istituzioni, i problemi logistici, non ultimo la chiusura di un ponte da oltre tre anni che permetterebbe di entrare a Ferla, continuamo a fare impresa e ad offrire i prodotti del nostro territorio. La nostra è una clientela internazionale con francesi, inglesi, tedeschi su tutti che restano ammalaiti della bellezza dei paesaggi. Da noi arrivano gli amanti della natura, di chi ama raccogliere le orchidee e di tutto quello che la terra ci offre. Non mancano le iniziative come il trekking. le passeggiate in bicicletta e a cavallo, mentre durante il periodo estivo c’è spazio anche per i momenti culturali con una

serie di spettacoli con la partecipazione di artisti di levatura nazionale, nell’incantevole location dell’”Angolo del Silenzio”, un vecchio sito archeologico che si affaccia sulla valle dell’Anapo”. La cucina, quella degli Iblei, fa da contorno all’offerta turistica. “Proprio così- conclude Lanteri- siamo produttori di vino (Cerasuolo, Nero d’Avola), di frumento biologico (Margherito), olio e naturalmente non mancano i formaggi come quello al tartufo, provola iblea, canestrato e ricotta salata, infine produciamo una marmellata di cipolle. Non vogliamo fermarci, e malgrado la crisi, vorremmo creare, attraverso i Fondi Por, un laboratorio per la pasta e per il pane. Siamo fermamente che la valorizzazione del territorio sia la vera risorsa per rilanciare la nostra economia”. INFO E PRENOTAZIONI C.da Mascà | Cassaro (SR) T. 331.3864354 T. 360.767159 T. 338.3726613 www.portapantalica.it portapantalica@gmail.com

M T U EN TT Ù E IN P UO REZ VI ZI !!!

mmersa in un territorio suggestivo e rilevante dal punto di vista naturalistico ed archeologico, che si affaccia sull’incantevole scenario della Valle dell���Anapo e della più grande necropoli d’Europa, Pantalica, estesa su una superficie verdeggiante di 30 ettari, sorge l’azienda agrituristica “Porta Pantalica”. E’ un luogo incontaminato di notevole bellezza naturale dove il tempo sembra essersi fermato e dove la continuità tra il presente e un passato antichissimo è rappresentata sia dal territorio, sia dalla vita delle comunità in esso insediate. L’azienda, rilevata nell’antico feudo di Mascà, in territorio di Cassaro, si estende in un vecchio caseggiato una volta adibito a stalle e luoghi di lavoro oggi restaurato e adattato alle esigenze e ai comfort di chi cerca un luogo di vero relax attraverso una autentica "full immersion" nella natura, cultura e antiche tradizioni. A disposizione della clientela 7 camere, compresa una per i diversamente abili, provviste di impianti di climatizzazione, bagno e tv autonomi. La cucina prettamente casereccia vi permetterà di gustare gli antichi sapori e i cibi tradizionali dei luoghi

AVOLA - Via Antonino D’Agata, 75 | 0931.563070 | 338.9458206 | www.pubborgomarina.com Reporter Siracusa

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Azienda agricola

Pupillo

Fra il Vinitaly e i bric

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entosettanta aziende per 2mila etichette in totale. Sono alcuni dei numeri della Sicilia del vino alla 47/esima edizione del Vinitaly, che si è svolta recentemente a Verona. L'isola è stata ' presente al maggiore salone nazionale dedicato al vino con un fitto programma di iniziative, tra degustazioni, laboratori, incontri, mostre d'arte, documentari e presentazioni di libri, promosse dall'Istituto vini e oli di Sicilia. L’ultima edizione del Vinitaly ha visto anche, per la nostra regione il debutto della produzione a marchio Doc: 10mila ettari ed un potenziale di oltre 70 milioni di bottiglie. Parallelamente al Vinitaly si è svolto ' il Sol, il salone internazionale dell'olio d'oliva extravergine di qualita' che ha visto ' a Veronafiere il meglio della produzione olearia italiana e siciliana Il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati Vinitaly rappresenta un punto di riferimento indiscusso per il settore enologico sul panorama

Chef: Luciano Coletta

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internazionale. Oltre 4.000 espositori sono stati presenti nei padiglioni della Fiera di Verona per questo storico appuntamento, offrendo le migliori marche di vino e distillati. A Vinitaly l’eccellenza della produzione italiana viene diffusa e promossa in tutto il mondo, grazie alla presenza di visitatori provenienti da numerosi paesi esteri, proprio per assistere ad uno degli eventi più qualificati per il settore. All’appuntamento veneto sono stati presenti produttori, distributori, importatori, tecnici enologi, ristoratori che desiderano trovare un luogo d’incontro e di confronto, nuove opportunità di business. E nel mare magnum della manifestazione nella città di Romeo e Giulietta, con più di 4.200 aziende da più di 20 Paesi, con decine di migliaia di vini in passerella, tra anteprime e ultime annate, anche la provincia di Siracusa è stata protagonista con l’azienda Pupillo. L’Azienda Agricola Pupillo, fondata nel 1908, occupa buona parte dell’estensione che un tempo costituì il Feudo della Targia, celebre

non solo per il castello federiciano, ma anche per i fertili suoli in grado di donare un gusto e un profumo unico a ogni produzione. Per oltre vent’anni Nino Pupillo si é dedicato alla ricostituzione delle vigne dei suoi avi per riproporre il Moscato di Siracusa, vino scomparso da tempo, che declina la storia di queste terre coniugandola con le più moderne tecniche di vinificazione. Oltre al Solacium e Pollio, entrambi moscati di siracusa DOC, la famiglia Pupillo ha dato vita al nero d’Avola Re Federico e al moscato secco Cyane. “Già da qualche anno ci domandiamo: Vinitaly perchè? –spiega Nino Pupillo- che la manifestazione sia importante non vi è dubbio, altrettanto vero che essa è rimasta per così dire " sempre la stessa" almeno nelle grandi linee, mentre il mondo corre, sempre più velocemente ed il format della fiera appare spesso superato”. Il titolare della Pupillo sposta poi l’attenzione su altri aspetti. “ La città di Verona se vuole mantenere in vita questa manifestazione deve ade-

Il piacere di rispolverare piatti tipici della tradizione siciliana, utiliizzando nuove tecniche di cottura, soddisfare i nuovi palati, mantenendo i profumi di una volta.


guare i servizi ed i relativi costi: gli alberghi sono troppo cari, i taxi inadeguati, i ristoranti pure, i servizi in genere tentano di sfruttare l'occasione a solo danno degli espositori. Tutto ciò ha portato ad una rinuncia a partecipare da parte di espositori di ogni dimensione, i grandi perchè non hanno riscontro commerciale e con meno soldi gestiscono direttamente la promozione del proprio marchio, i medi perchè preferiscono investire con la presenza nei nuovi mercati emergenti, i piccoli ed i new entry nel mondo del vino, uniti all'interno delle zone organizzate dalle CCIAA partecipano con curiosità e chiudo-

no con cocenti delusioni. Il mondo del vino soffre come tutti gli altri comparti economici della perdurante recessione economica generale, del peso fiscale, dell'incertezza del futuro; i primi a pagare lo scotto sono stati i vini da dessert il cui consumo era già limitato al canale HORECA e sempre per piccole quantità: i ristoranti hanno ancora ridotto le quantità in ordine, il bicchiere di vino da dessert offerto a fine pasto viene eliminato”. Allora come difendersi? “Il mercato domestico bloccato e recessivo sta portando molte aziende a scrutare i nuovi mercati emergenti, i BRIC (Brasile,Russia, India, Cina), ma bi-

sogna tenere conto delle dimensioni, i partner locali, la forza del proprio marketing per farsi luce e la capacità economico-finanziaria. Credo sia opportuno rafforzare le proprie produzioni peculiari nei mercati che già conosce e su cui è presente e passo dopo passo cercare di utilizzare tutte le leve del marketing territoriale per portare all'attenzione di consumatori sempre più attenti a qualità e prezzi il meglio della propria produzione, con modestia e amore per questa attività che oltre a dovere essere "impresa" sia anche legame duraturo e forte e traino per tutto il territorio”.

Piazza Vittorio Veneto n° 29, Avola aperti dal lunedì alla domenica pranzo e cena (chiuso il martedi) menù business lunch solo a pranzo dal lunedì al sabato (oltre alla nostra linea fissa) Reporter Siracusa

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Reporter Siracusa n.07 del 12 aprile 2013