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a cura di
di Luca Manservisi
Sarebbe n troppo facile parlare del traf co insostenibile di Ravenna, in questo primo numero dopo la pausa estiva, ma in fondo perché no? Perché non chiedersi se si potrebbe fare meglio? Davvero dobbiamo ritenere normale trovarsi con il ponte mobile ancora chiuso, ogni estate, con i lavori sulla Classicana e sull’Adriatica, il ponte chiuso sul Ronco, il sottopasso di Madonna dell’Albero fuori uso, la la in via Trieste perenne, con i camion che aspettano il bypass promesso venti o trent’anni fa? Guardando al lato positivo, i lavori, almeno sulla tangenziale - quella che doveva essere pronta alla ne del primo mandato di Michele de Pascale - li stanno facendo. Quello negativo è che per avere tutto questo caos in città c’è stato pure bisogno di condividerlo nel “Comitato Operativo Viabilità”, come hanno dichiarato dal Comune.
Un’estate, quella che sta per concludersi, che oltre che per il trafco, ricorderemo per alcune cartoline. L’ultima è quella della devastazione di Milano Marittima, a distanza di pochi anni dalla tromba d’aria in pineta, che ci dice (se qualcuno non lo aveva ancora capito) che anche il turismo dovrà per forza di cose adattarsi al cambiamento climatico (se ne parla nel lungo e interessante articolo delle pagine 10 e 11 di Alex Giuzio). L’altra, meno traumatica ma pur sempre dolorosa, è quella degli ombrelloni semi vuoti nei giorni infrasettimanali nei lidi ravennati, in particolare quelli più vicini alla città, Marina e Punta. Un trend che prosegue da anni e che ha poche soluzioni. Di certo, quella che una volta era raccontata come la regina dei nostri lidi, Marina di Ravenna, come andiamo dicendo da tempo anche su queste colonne, in questi anni ha pagato scelte dell’Amministrazione n quasi punitive. A partire ovviamente dal “capolavoro” Marinara, passando per il refrain contro lo sballo di Matteucci e i suoi effetti, no ai parcheggi persi con il Parco Marittimo (e che non si dica che sono stati recuperati aggiungendone in un parcheggino distante chilometri dagli stabilimenti), senza aver mai potuto contare su un vero investimento ad hoc, quello che ora dovrebbe arrivare con la nuova giunta Barattoni, che tra le varie promesse ha espresso per l’appunto quella di riquali care il lungocanale no alla zona del faro. E tralasciano una vera vergogna a cielo aperto come l’ex Xenos, che sarà anche un’area privata abbandonata, ma la politica dovrebbe servire anche a questo, perlomeno a “sensibilizzare” i privati per arrivare a un progetto di riquali cazione in una zona così centrale di Marina di Ravenna, che quest’anno, durante l’estate, spesso è apparsa davvero lontana dall’essere una località turistica. E magari parliamo un’altra volta delle zanzare, che non mi voglio arrendere al fatto che non ci sia una soluzione per rendere i lidi ravennati vivibili in spiaggia le sere d’estate…
ATTESO IL 24ESIMO SBARCO DI MIGRANTI. SARÀ L’ULTIMO?
TROPPI CANTIERI TUTTI INSIEME, LA VIABILITÀ È IN GINOCCHIO
L’AGRONOMA SPIEGA IL RAPPORTO ALBERI-VENTO
INTERVISTA A LAMANTIA, PREMIATO PER “GRAMSCI GAY”
FRESCHEZZA E SOSTENIBILITÀ: I DIVERSI VOLTI DEL LATTE
Autorizzazione Tribunale di Ravenna n. 1172 del 17 dicembre 2001
Anno XXIII - n. 1.108
Editore: Edizioni e Comunicazione srl Via della Lirica 43 - 48124 Ravenna tel. 0544 408312 www.reclam.ra.it
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Collaborano alla redazione: Andrea Alberizia, Federica Angelini, Alessandro Fogli, Serena Garzanti (segreteria), Gabriele Rosatini (grafica).
Collaboratori: Albert Bucci, Giulia Castelli, Matteo Cavezzali, Francesco Della Torre, Francesco Farabegoli, Maria Vittoria Fariselli, Nevio Galeati, Iacopo Gardelli, Giovanni Gardini, Alex Giuzio, Enrico Gramigna, Giorgia Lagosti, Guido Sani, Angela Schiavina, Serena Simoni, Adriano Zanni. Fotografie: Massimo Argnani, Paolo Genovesi, Fabrizio Zani Illustrazioni: Gianluca Costantini Redazione: tel. 0544 271068, redazione@ravennaedintorni.it
Stampa: Centro Servizi Editoriali srl Stabilimento di Imola
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L’estate ravennate che sta nendo
di Moldenke
L’estate sta nendo. Le ferie sono già nite. Ho ricominciato a lavorare.
Le zanzare non se ne sono ancora andate. I maranza fanno risse.
Per tornare a casa alla sera perdo un’ora in coda perché stanno rifacendo le strade.
Almeno è iniziato il campionato di calcio. Vado allo stadio, ma vedo gabbie ovunque, poliziotti ovunque, parcheggi vuoti e transennati, gente in la, tanto che non riesco neanche a entrare in tempo per l’inizio della partita. Mi chiedo dove sia il questore quando spacciano sotto casa mia, o quando i maranza di cui sopra si accoltellano in stazione, ma poi mi vergogno per aver pensato questa cosa molto di destra, io che una volta ero di sinistra. Tanto che alla Festa dell’Unità andavo n da piccolo per ri-trovarmi all’interno di una comunità, ma soprattutto per mangiare i porcini fritti alla Collina e perdere soldi tra luna park e gioco d’azzardo, che alla festa dell’Unità credo sia lecito. Quest’anno però - leggo su Ravennaedintorni.it - di ristorante ce n’è uno solo (spero che sia la Collina) e bisognerà parcheggiare al Pala De André, ma solo per attraversare a piedi la triste, buia, traf cata via Trieste e raggiungere un’area verde in darsena. Magari facendo i calcoli di quanti anni è in ritardo il cantiere del nuovo palazzetto lì vicino. Nel frattempo, il gioco dell’estate a Ravenna è diventato quello degli sgomberi: vince il primo che trova qualche disperato che dorme per strada o nei parchi, lo dice alla polizia locale, che gli brucia la tenda e manda un comunicato ai giornali che lo pubblicano sul web dove centinaia di disperati fanno a gara a chi fa il commento più razzista. E - forse per non fare un dispetto al vicesindaco repubblicano - il sindaco di centrosinistra resta muto. Ma manda un comunicato alla stampa per dire che non accetterà più navi di migranti senza prima parlarne tutti insieme con il Governo. Come se fosse davvero possibile. E come se fosse un Salvini qualunque. Ecco, forse non è poi così male che anche questa estate stia nendo...
Barattoni lamenta la decisione del Governo di non far attraccare le Ong ad Ancona per ragioni politiche, mentre a Ravenna arriva la 24esima nave in due anni e mezzo
«Il sindaco di Ancona, centrodestra, altra città che in questi anni ha accolto diversi sbarchi, in questi giorni si è prima lamentato di una nuova assegnazione e poi ha ricevuto dal governo Meloni, tramite il ministro Tajani, rassicurazioni sul fatto che altre navi non sarebbero più approdate nella località marchigiana. In tanti sostengono che questo sia dovuto al fatto che fra poche settimane le Marche si presenteranno al voto e che il centrodestra abbia bisogno di dare dei segnali per paura di perdere le elezioni. Io non voglio credere che si possano mettere le elezioni davanti alla vita delle persone, ma non posso non notare che, se fosse vero, questo signi cherebbe automaticamente un aumento delle navi negli altri porti individuati come sicuri, come il nostro. Per questo, per quanto ci riguarda, quella in arrivo sarà l’ultima nave che attraccherà a Ravenna no a quando non verrà convocato a Roma un tavolo nazionale delle città individuate come porto sicuro, nel quale discutere le politiche e le scelte dei prossimi anni». Sono
le parole del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni all’annuncio del ventiquattresimo sbarco di migranti salvati da una Ong dal 31 dicembre 2022. Il 28 agosto è infatti attesa la Humanity 1, della ong Sos Humanity, con a bordo 51 persone, tra cui una decina di minori non accompagnati, salvate in mare al largo delle coste
RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025 Ravenna - Viale della Lirica 43 - tel.0544.271.056 fax 0544.272.539 - info@timcolorservice.it
libiche. Quelle del sindaco sono parole che in città hanno acceso una forte polemica.
Dall’arrivo del governo Meloni Ravenna è infatti diventata uno dei porti in cui vengono fatte attraccare le navi delle Ong che salvano le vite dei migranti in mare.
La scelta di far arrivare le navi no a punti così distanti dai luo-
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ghi del salvataggio ha provocato in questi anni molte reazioni e diverse critiche, perché allungare di giorni il viaggio di queste persone ovviamente signi ca sottoporle a ulteriori sofferenze, ma anche perché in questo modo le Ong restano per lungo tempo lontane dalle zone dove possono effettivamente operare i salvataggi, tra andata e ritorno con dispendio di tempo, energie e carburante. Tra i sospetti più volte avanzati dalla sinistra c’è stato anche quello del “colore” politico delle città prescelte con gli sbarchi, pur ribadendo sempre l’intenzione di accogliere queste persone al meglio. E a oggi abbiamo varie foto dell’allora sindaco De Pascale sulla banchina ad aspettare le navi e poi a ringraziare la macchina operativa e i volontari che hanno sempre permesso gli sbarchi nella massima sicurezza. Solo la lista civica di opposizione La Pigna in campagna elettorale aveva espresso «forte preoccupazione e disappunto» per le scelte del governo. Dal centrodestra locale, comprensibilmente, non si erano registrati commenti in proposito. Ora il centrodestra non ha invece perso l’occasione per far notare l’incoerenza del nuovo sindaco Pd rispetto al predecessore accusandolo di voler “chiudere” i porti come il centrodestra aveva promesso di fare a livello nazionale in campagna elettorale. A difesa del sindaco Barattoni sono intervenuti diversi esponenti del Pd locale sottolineando la necessità di una regia nazionale e ribadendo come i porti per gli sbarchi vadano invidividuati in aree il più vicine possibile ai luoghi dei salvataggi.
IL COMMENTO
Un dibattito che è un pasticcio, dove hanno tutti torto
Lo scontro inutile e dannoso, a 23 anni dalla Bossi-Fini...
Un pasticcio di cui davvero non se ne sentiva il bisogno. L’ultima polemica sugli sbarchi innescata dalle parole del sindaco Barattoni (vedi articolo principale) ri ette l’incapacità di tutta la classe politica, nazionale e locale, di centrodestra e centrosinistra, di affrontare lucidamente la questione immigrazione e sbarchi.
Da un lato c’è la destra, che sta attaccando Barattoni perché dice una cosa che loro sostengono da sempre: no agli sbarchi. A livello locale però la destra non ha mai avuto il coraggio (con l’eccezione della Pigna) di criticare il governo Meloni, che ha scelto Ravenna con tanta frequenza negli ultimi due anni. Leggere le parole del segretario della Lega Romagna, l’onorevole Morrone è molto interessante. Il leghista infatti dice: «Anche i bambini sanno che il Pd sostiene i “porti aperti a tutti” e l’accoglienza indiscriminata senza alcuna valutazione su ciò che succede dopo, sui costi altissimi per lo Stato, per il welfare, per la sicurezza, oggi anche sul piano del terrorismo, e sull’integrazione, rinnegata dagli stessi migranti. Solo oggi il Pd ravennate si sveglia e chiede autonomamente l’istituzione di un Tavolo nazionale perché si è accorto che la presenza di stranieri irregolari crea gravi problemi anche di sicurezza alla comunità locale». Ora, chi è al governo dal 2022? Il partito di Morrone. Perché allora non spiega come mai tutte le promesse fatte per bloccare gli sbarchi non si sono avverate e al massimo, l’unica cosa che è cambiata, è che i migranti sbarcano più a nord di prima? Perché non rimpatriano gli irregolari come la legge consente loro di fare?
Ma dall’altra parte, cosa signi ca la minaccia di Barattoni: «Questa sarà l’ultima nave che attraccherà a Ravenna»?. Da quando il sindaco ha un potere simile? E anche se lo avesse, vogliamo immaginare davvero che impediamo lo sbarco, modello Salvini Ministro dell’Interno? O che il Comune non collaborerà alle operazioni, al contrario di quanto l’Amministrazione si è sempre vantata di fare con tanta solerzia? Perché mettere dentro alla comprensibile critica sul porto lontano anche questa specie di inapplicabile minaccia? Non certo per spaventare il ministro degli Interni, immaginiamo. Forse per parlare a un elettorato Pd che, a livello locale, durante l’estate ha seguito n troppe notizie di cronaca nera che vedevano protagonisti stranieri o minori non accompagnati? Ed è davvero quella la risposta che il Pd deve dare loro? O anche, davvero si può dire chiudiamo il porto perché il governo ci fa i dispetti favorendo Ancona per ragioni elettorali? Sembra di essere tornati a un dibattito vecchio di vent’anni che, come ben sappiamo, non ha mai prodotto nulla di davvero utile e anzi è stato semmai dannoso. Del resto, vale sempre la pena ricordare che la legge oggi in vigore sull’immigrazione si chiama Bossi-Fini (per i più giovani, Bossi è stato fondatore e capo della Lega Nord, il partito di Morrone, Fini a capo del partito Alleanza Nazionale di cui faceva parte la stessa Meloni). La legge risale al 2002 e in questi 23 anni si sono perse numerose occasioni per riformarla, a destra, a sinistra e al centro, checché ne dicano tutti. (fe. an.)
28 agosto - 3 settembre 2025 RAVENNA&DINTORNI
L’EVENTO/1
l tradizionale evento di fine estate del Pd si svolgerà nell’area verde del iro a segno dal agosto all’ settembre con stand, palco e tombola
Lo slogan dell’edizione 2025 della festa provinciale dell’Unità, in programma dal 29 agosto all’8 settembre, recita “Nuova veste, stesso cuore” per comunicare come il cambiamento di luogo (il Tiro a Segno, di fronte al parcheggio del Pala de André) non cambia la sostanza di quello che è tradizionalmente un appuntamento più sociale che politico per molti ravennati e che da sempre segna la ne dell’estate. Il cambiamento di luogo però porta con sé anche una sostanziale riduzione degli spazi e quindi della festa stessa. Una tendenza che riguarda il partito in generale (a Bologna sta succedendo la stessa cosa). Ci sarà solo un unico ristorante (oltre alla friggitoria), ma non mancheranno palco per gli spettacoli (un programma non proprio ambizioso in cui spicca il concerto di Bobby Solo dell’1 settembre), uno spazio dibattiti (vedi box), l’area della tombola, un’area expo, per quanto ridotta. A mancare del tutto invece saranno le giostre, un’attrazione particolarmente amata da giovani e giovanissimi. «Purtroppo non siamo riusciti a trovare una collocazione» spiega Nicola Dalmonte, responsabile della Festa Pd. «Siamo molto dispiaciuti, ma vogliamo considerare il 2025 come un anno di prova. Al termine della festa avremo tempo di fare bilanci e valutare cosa fare nel futuro». Sul tavolo quindi c’è l’ipotesi di non tornare nell’area del Pala de André, a riprova del fatto che il cantiere del palazzetto è solo una delle ragioni dello spostamento. Di sicuro, come sempre, a rendere possibile la festa sono innanzitutto i volontari, sottolinea Dalmonte. «Un fatto non scontato in questo momento in cui prevale l’astensionismo e la lontananza dai partiti. Ci saranno duecento volontari ogni sera e questo mi pare davvero un fatto straordinario, che fa parte del nostro Dna e che ci distingue da tutti gli altri partiti, in Italia e non solo». Volontari che hanno permesso durante l’estate non solo di confermare tutte le tradizionali feste di partito sul territorio, ma anche di ripristinare, per quanto in versione ridotta, quella di Faenza che era stata interrotta dalle alluvioni. «Un risultato non trascurabile, a un anno dalle amministrative» sottolinea ancora Dalmonte.
L’EVENTO/2
Proni: «Occasione per confrontarci e aprirci»
Nonostante i successi recenti (Regionali e Amministrative) per il Pd, l’astensione è una delle preoccupazioni al centro della riflessione della neosegretaria provinciale del partito, la consigliera regionale Eleonora Proni, che sta sostituendo Alessandro Barattoni alla guida. Un’astensione che si intreccia con il calo ormai fisiologico degli iscritti scesi in provincia a circa 3mila (erano 3.600 nel 2023) con un’età media piuttosto alta. «Molti iscritti appartengono a una generazione che ha dato tantissimo e continua a dare» dice Proni, classe 1970, «ma come partito credo dobbiamo cercare di aprirci, la forma si è modificata e per noi è una sfida riuscire a dialogare al di là dei confini del partito perché tra le persone c’è una tensione e un interesse per tanti temi come la pace, i diritti, il clima e dobbiamo unire le forze per fondare una nuova militanza, un parola forse un po’ poco usata oggi, ma in cui credo molto». Non a caso, durante la conferenza stampa di presentazione della festa Proni ha ribadito anche l’importanza e il ruolo dei Giovani Democratici nella costruzione della festa e la presenza di realtà come l’Anpi proprio per parlare di partecipazione.
Da Gaza alla cultura, i temi dei dibattiti. Schlein attesa l’1 settembre
Ogni sera alle 20.30 ci sarà spazio per il dibattito politico. Il 29 agosto si comincia con la presentazione del libro Zaccagnini. Il seme buono della politica con Giordano Angelini, Aldo Preda, Damiano Zoffoli. Il 30 agosto ci sarà l’intervista alla presidente della Provincia Valentina Palli, il 31 agosto il tema è la partecipazione con Ouidad Bakkali, Gaetano Azzariti, Gianfranco Pagliarulo. Domenica 1 settembre alle 18.30 è invece attesa la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, mentre la sera si parlerà di Gaza. Il 2 il tema è la cultura con Gessica Allegni, Alberto Cassani, Matteo Orfini, Fabio Sbaraglia mentre il 3 settembre si presenta il libro Fischiava il vento. Una storia sentimentale del comunismo italiano con l’autore Claudio Caprara, lo storico Andrea Baravelli ed Eleonora Proni. Non mancheranno, nei giorni a seguire, interviste al sindaco Barattoni, al presidente De Pascale e all’europarlamentare Bonaccini.
A cura di Andrea Alberizia
All’alba del 24 agosto Milano Marittima si è svegliata sotto un nubifragio con raf che di vento da cento km orari. Il momento più critico attorno alle 4.30. La zona più colpita è quella di viale Matteotti, soprattutto nel tratto tra la 14esima traversa e il centro. Passata la tempesta, la località si è ritrovata con strade allagate e circa 320 alberi pubblici e privati abbattuti nell’area urbana, cui sommare quelli nella pineta di Milano Marittima e potrebbero essere diverse centinaia. Poi 85 veicoli schiacciati sotto i tronchi, case danneggiate, cancelli divelti, carreggiate invase da rami spezzati, abitazioni e strutture ricettive rimaste senza elettricità e gas. Non ci sono stati feriti, anche per via dell’orario quando poca gente era all’aperto. I meteorologi parlano di downburst: una potente colonna d’aria localizzata in rapida discesa che si propaga orizzontalmente una volta toccato il suolo, producendo venti rettilinei.
Nell’arco di due-tre giorni è stata ripristinata una situazione di parziale normalità, soprattutto per consentire il proseguimento della stagione turistica evitando disdette (se ne parla anche nelle pagine del primo piano).
La Regione Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale. Il decreto, rmato dal presidente Michele de Pascale ha validità di 180 giorni: la Regione potrà attivare risorse e procedure straordinarie per interventi urgenti di messa in sicurezza e ripristino delle aree colpite.
«Dobbiamo avere la consapevolezza che fenomeni meteo di questa intensità non sono più eccezionali – dice De Pascale –: stanno diventando sempre più frequenti e rappresentano una s da che dobbiamo affrontare non solo nell’immediato, ma anche con visione e programmazione. Prevenzione, manutenzione del territorio e investimenti strutturali sono le nostre priorità e devono restare al centro dell’azione regionale». Le parole del presidente riportano la memoria al 10 luglio 2019: una tromba marina partì dal mare e devastò una striscia di pineta: quattromila alberi crollati in cinque minuti.
FAENZA/1
Via al recupero dello sferisterio
L’amministrazione comunale di Faenza ha avviato l’iter per l’intervento di restauro e risanamento conservativo dello sferisterio comunale Oreste Macrelli. A causa delle alluvioni del maggio 2023, la struttura è stata gravemente compromessa, in particolare per la sua peculiare conformazione: i locali e l’area sportiva all’aperto si trovano infatti a circa quattro metri al di sotto del livello stradale.
La struttura a ridosso delle mura cittadine nella zona di Porta Montanara è stata costruita nella seconda metà del ‘700 per ospitare l’attività del pallone-bracciale, disciplina sportiva una volta molto praticata in città, e oggi è un punto di riferimento per diverse attività da praticarsi gratuitamente come basket, calcetto, pallavolo e il ‘rapatennis’, gioco che fonde elementi di racchettoni, padel e tennis.
La giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per un primo lotto di lavori, per un costo complessivo di 500mila euro.
La durata stimata dei lavori, dopo l’espletamento e l’affidamento alla ditta che si aggiudicherà la gara di appalto, il cui inizio è previsto entro l’inizio del 2026, sarà di circa otto mesi.
La rottura di una fognatura in profondità richiede una riparazione complessa
Il cavalcaferrovia alle porte di Faenza, tra via Granarolo e piazzale Sercognani, è chiuso al transito di veicoli, bici e pedoni dal pomeriggio del 25 agosto per una voragine che si è aperta nell’asfalto. La causa è stata la rottura di una vecchia condotta fognaria in cemento. Il Comune di Faenza ha reso noto che la riparazione si preannuncia complessa a causa della profondità della tubatura: se le condizioni meteo permetteranno i lavori, il ripristino del manto stradale sarà completato sabato 30 agosto. «Le squadre di operai – afferma il Comune – lavorano senza sosta, supportate dai tecnici dell’area Lavori Pubblici dell’Unione della Romagna Faentina». Fino alla riparazione il ponte è chiuso al transito con deviazioni. Il traf co leggero è deviato lungo via Laghi, via Filanda Nuova, via Malpighi, via Dalla Valle e via Chiarini. Per i mezzi pesanti, si consiglia la deviazione verso Ravenna lungo via Boaria e la circonvallazione.
LAVORI PUBBLICI/1
estringimenti di carreggiate sulla statale driatica, chiusi il ponte sul fiume onco e il sottopasso di Madonna dell’Albero. L’opposizione critica la mancanza di regia
Da alcuni giorni la viabilità attorno nelle zone sud e est della città di Ravenna è messa in ginocchio dalla concomitanza di diversi cantieri stradali.
Il fulcro principale è la chiusura del ponte mobile sul Candiano dal 18 agosto per interventi di manutenzione straordinaria a cura dell’Autorità portuale. Si interviene sulle rampe di accesso al ponte, in particolare nei punti che collegano il manto stradale all’infrastruttura metallica. La chiusura è prevista no al 7 settembre. Per capire le ricadute sulla viabilità è suf ciente un dato: sul ponte transitano circa dieci milioni di veicoli all’anno eper una parte signi cativa si tratta di mezzi pesanti.
L’interruzione si somma ai disagi per il cantiere che da un paio di anni sta portando avanti l’allargamento della statale Adriatica con diversi tratti in cui le carreggiate si restringono da due a una corsia. Questo ha portato al di-
BAGNACAVALLO
vieto di transito sulla statale 16 dalle 7 alle 21 per i veicoli di massa superiore alle 15 tonnellate adibiti al trasporto di cose.
Proprio nell’ambito del maxi cantiere per l’allargamento dell’Adriatica, il sottopasso di Madonna dell’Albero, dove la provinciale 67 passa sotto alla statale 16, è chiuso al transito veicolare dal 25 agosto al 3 settembre.
Senza dimenticare che dal 17 luglio sono in corso alcuni interventi sul ponte di via Cella sul ume Ronco, in prossimità di Madonna dell’Albero, per rinforzare e risanare la struttura: il ponte è chiuso al traf co e la riapertura è prevista per l’inizio del nuovo anno scolastico. L’opposizione di centrodestra critica la mancanza di una regia che potesse calendarizzare in maniera più distribuita i cantieri per evitare la sovrapposizione che sta causando lunghe code negli orari critici.
INAUGURA IL RECUPERO DELL’EX MERCATO COPERTO
Sono conclusi i lavori di riqualificazione dell’ex mercato coperto a Bagnacavallo. L’intervento, per un importo di circa 400mila euro, ha interessato sia gli spazi interni – con nuovi impianti di illuminazione, pannelli fonoassorbenti e tinteggiature – sia il recupero delle due torrette laterali, compreso il locale a pianterreno un tempo adibito a pescheria. Nuova pavimentazione della piazzetta di accesso su via Baracca. Sabato 30 agosto alle 16 sarà inaugurato con un evento aperto al pubblico. Diventerà uno spazio polifunzionale a servizio del centro storico, del commercio e delle attività di Bagnacavallo.
Il test simulava rare condizioni meteo Cantiere già in ritardo di 4 anni
Le travi di copertura del nuovo palazzetto dello sport di Ravenna, in costruzione accanto al Pala De Andrè, non hanno superato le prove di carico. Sono state effettuate due prove a terra con l’af ssione di pesi sulle strutture per simulare le sollecitazioni che subirebbero da maltempo o carichi eccezionali. La prima prova, svolta il 23 luglio su una delle otto travi, aveva dato esito positivo. L’amministrazione comunale ha programmato una seconda prova, senza nessun obbligo di legge in merito, eseguita il 4 agosto. Quest’ultima ha dato esito negativo: al raggiungimento dell’86 percento del carico, infatti, la prova è stata sospesa per improvvise e forti deformazioni della struttura. La prova simulava condizioni metereologiche rare, come una copiosa nevicata accompagnata da forti raf che di vento. Il mancato superamento della prova causerà ulteriori rallentamenti al cantiere, già in ritardo di quattro anni rispetto alle previsioni al momento dell’apertura del cantiere nell’estate 2019.
A causa degli slittamenti e dell’aumento dei costi edilizi la realizzazione del palazzetto ha raggiunto un costo totale di quasi 26 milioni (25 milioni e 932 mila euro secondo la revisione di giugno 2025), contro i 15,5 milioni preventivati all’origine.
RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025
D AM A G AG SC
Apprendere l’inglese da zero a oltre ottant’anni!
La scuola di lingue nata dal sogno di Fulvia Di Pasquale offre corsi specializzati per tutte le generazioni, dai “newborn” di 6 mesi di età
Dream On Language School è una scuola di lingue dall’approccio rivoluzionario nata dal sogno di Fulvia Di Pasquale. Per lei, la lingua inglese è una vera e pro pria vocazione: nata a New York, si trasferisce con la famiglia a Ravenna nella prima adolescenza, per torna re poi in U.S.A durante le scuole superiori, nell’ambito di uno scambio culturale. Successivamente, si laurea in mediazione linguistica interculturale tra Italia e Spagna e consegue un master come interprete di simultanea. La scuola ravennate (piazza Bernini 6) “Dream On Language School” è ufficialmente riconosciuta dal Mi nistero dell’Istruzione ed è in grado di preparare e se guire gli studenti per il conseguimento di certificazioni linguistiche riconosciute a livello europeo e mondiale. L’anno scorso la scuola ha accolto studenti anche nel forese e riconferma anche per quest’anno i corsi fuori dalla propria sede in città.
La particolarità dei corsi studiati da Di Pasquale infatti è la trasversalità del pubblico a cui si riferi scono: «Sono diventata insegnante tredici anni fa, sviluppando negli anni un metodo di studio di verso dall’approccio didattico tradizionale sui libri, che mi ha permesso di elaborare anche un corso di lingua destinato ai neonati, capace di instaurare una routine linguistica che agevola l’apprendi mento di due lingue» racconta Di Pasquale, che oggi ha come obiettivo anche il conseguimento di un dottorato di ricerca sul bilinguismo infantile.
Il corso, chiamato “Tippy Toe English”, è pensato per neonati accompagnati dai genitori, e prevede un approccio alla lingua coinvolgente e trasversale, lontano dall’apprendimento didattico frontale e pensato per permettere ai più piccoli di interiorizzare la lingua inglese. «Spesso i genitori mi chie dono se possono partecipare a questo corso pur non essendo avvezzi all’inglese, e la risposta è assolutamente sì! Non serve che i genitori siano madrelingua, né che abbiano una perfetta pronun cia, anzi, molti genitori che frequentano regolarmente il corso si trovano a fare grandi miglioramenti nell’utilizzo dell’inglese».
“Tippy Toe nglish” è organizzato e seguito dalla titolare Fulvia Di Pasquale, che viene affiancata nella gestione della scuola dalla sorella Alessia Di Pasquale e nell’organizzazione dei corsi da un team di otto insegnanti qualificati, che si amplia in caso di collaborazioni di progetti di lettorato in scuole pubbliche o preparazioni per certificazioni linguistiche.
Tra gli altri corsi troviamo “Pre-School Club” un corso ludico/didattico per bambini in età prescola re (dai 3 ai 4 anni), dove si approccia all’inglese divertendosi con lezioni brevi e interattive, “Jr. e Sr. id s Club” il corso di potenziamento linguistico di un’ora alla settimana per bambini di 5/6 anni e 6/10 anni, che segue le linee ministeriali di insegnamento aggiungendo aspetti ludici e interconnes
si a diverse discipline, e “ outh s Club” e “ een s Club”, corsi per studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che affrontano la lingua a tutto tondo, sviluppando capacità di ascolto, lettura, scrittura e conversazione, preparandosi anche per certificazioni linguistiche Cambridge. La novità per il nuovo Anno Accademico 2025 è il corso “ heatre Club”, un corso per studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con la finalità della messa in scena di uno spettacolo a Natale 2025. Infine, per gli adulti di tutte le età, sono disponibili lezioni individuali e di gruppo, dove la conversazione è al centro della didattica e che spesso vengono declinate in uscite esterne in lingua che spaziano da visite guidate ai musei ad aperitivi e degustazioni di vini. Punta di diamante dei corsi per adulti è il “Boo Club” rivolto ai livelli avanzati. Il corso va oltre la semplice lettura, esplorando il significato profondo dei testi, esaminando lo stile di scrittura dell’autore, discutendo i temi trattati e i personaggi.
Sui profili social della scuola è possibile consultare le date delle lezioni gratuite per la open week, in program ma a a enna nelle prime settimane di settembre
Info: Dream On Language School piazza Bernini 6, Ravenna tel. 333 55 560 - www.dreamonlanguageschool.com mail: dreamonschoolra@gmail.com
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CECCHETTI ACADEMY
Forte di un corpo insegnante qualificato e sotto l’esperta direzione di Michela Bulgarelli, la storica Cecchetti Academy ha ottenuto nuovi importanti riconoscimenti nel panorama della danza. Da settembre al via i corsi, con una settimana di prova gratuita
La scuola di ballo Cecchetti Academy S.S.D. A.R.L. nasce per offrire a Ravenna una realtà solida e concreta, dove il ballo viene considerato prima di tutto arte e disciplina e l’allievo diviene il centro del suo operato. Per questo il corpo insegnante è costituito da persone qualificate, capaci, con carriere si gnificative e riconosciute nel mondo della danza e dotate di grande umanità per garantire una crescita didattica, fisica, professionale ma anche personale Cecchetti Academy è una scuola di danza a indirizzo professionale e amatoriale, proprio per garantire a tutti un’equa e adeguata preparazione, ma anche opportunità e competenze per chi desidera diven tare insegnante, coreografo o danzatore. La scuola, infatti, organizzerà mensilmente stage con docenti internazionali estremamente esperti nelle loro discipline, verranno proposti molteplici professionisti, proprio per garantire una vera versa tilità, si parteciperà a concorsi nazionali ed internazionali per osservare, migliorare e confrontare il lavoro con quello delle migliori scuole italiane e non. «Crediamo in questo progetto – dicono da Cecchetti Academy – , crediamo nel voler creare un ambiente sano, leale, vero e meritocratico, dove, prima di tutto, viene insegnato il rispetto, l’amore per ciò che si fa e il senso di “gruppo”. Per questo, è stata voluta fortemente, come coordinatrice del corpo insegnante e della didattica, Michela Bulgarelli, docente di danza classica con un importante bagaglio artistico che vanta trent’anni di direzioni artistiche in varie scuole del territorio e svariati riconoscimenti a livello nazionale».
Cecchetti Academy vuole che ogni suo allievo possa beneficiare al massimo dell’impegno e della pas sione che con dedizione, ogni giorno, il corpo insegnante metterà in atto per far crescere i suoi giovani ragazzi. L’unione di coordinazione, teatralità, musicalità, eleganza, fisicità, cuore, anima dà vita alla danza, arte usata come una palestra di vita che insegna a socializzare, crescere, impegnarsi e a confrontarsi con i propri limiti
Tra le varie esperienze, si ricorda la partecipazione, lo scorso giugno, ad un concorso molto importan te nel panorama della danza con tre allievi della scuola: è stata una giornata di grandi soddisfazioni per i risultati raggiunti al Novara Dance Experience presso il Teatro Coccia di Novara (direzione artisti ca di Francesco Borelli) dove i ragazzi sono stati invitati al Gala del 6 giugno per danzare le loro core ografie con ospiti come Polina Seminona, Dimitrj Semionov, Jacopo Bellussi e tante altre stelle della danza di fama internazionale. Questo è stato un grande onore per la scuola e un’ulteriore conferma. In questa occasione, per la Sezione Contemporaneo, Categoria Solisti 14/16 anni, Mattia Vernocchi si è aggiudicato il primo posto con la coreografia “Me Myself and I” (coreografa Francesca Frassinelli), mentre Diego Bustacchini ha raggiunto il pri mo posto nella Categoria Solisti dai 17 anni con la coreografia “Volver” (coreografi Lorenzo Angelini e Sara Buratti). Infine sempre un primo posto per Diego Bustacchini, Valentina Cavalli e Mattia Vernocchi nella Categoria Gruppi dai 16 anni con la coreografia “Fortissimo” (coreografo Damiano Artale). Inoltre sono sono state vinte diverse borse di studio. Mattia Vernocchi e Diego
Bustacchini hanno ricevuto l’invito per l’audizione al Daf ed entrambi l’invito per poter accedere alla borsa di studio per la Summer 2026 presso la Ailey School. Mattia Vernoc chi ha vinto inoltre la borsa di studio per una settimana presso il Jac Ballet, due settimane a scelta di studio da settembre 2025 a giu gno 2026 presso la Ramber School sezione contemporaneo e borsa di studio al 100% per la Tulsa Ballet Summer Intensive. È sta to un onore essersi esibiti e giudicati da una così prestigiosa giuria composta da Hektor Buddla, Anna Maria Prina, Mauro Astolfi, Michela Boschetto, Beatrice Sebelin, Jason Mabana, Philippe Kratz. «Siamo molto fieri dei nostri ragazzi – proseguono dalla scuola – perché il livello era davvero alto e si sono scontrati con alcuni danzatori davvero talen tosi. Il merito oltre che dei ragazzi è anche del corpo insegnante, perché dietro questi riconoscimenti c’è tanto studio e lavoro in sala, e sicuramente dei meravigliosi coreografi che hanno saputo cogliere l’essenza di ogni ragazzo trasformandola in creazioni per noi davvero magiche e speciali». «Siamo felici di comunicare – concludono da Cecchetti Academy – che il nostro allievo Diego Bustacchini è stato ammesso allo stage estivo di ON DANCE sotto la direzione artistica di Roberto Bolle che si terrà a Milano. La nostra soddisfazione è che abbia passato lo sbarramento di classico partendo da un gruppo di più di 100 ragazzi, entrando tra i 47 se lezionati sui quali è stata fatta un’ulteriore scrematura attraverso una coreografia di contemporaneo, riuscendo ad essere tra i 30 ammessi. È un orgoglio per la scuola e per il corpo insegnante perché dimostra che una buona preparazione classica è essenziale e nella nostra scuola è la base di ogni di sciplina, ci teniamo molto. Quest’anno sarà un anno di impegni importanti e opportunità per i ragazzi di intraprendere percorsi formativi significativi». A settembre partiranno i corsi, che saranno tutti omogenei e calibrati in base ad età e preparazione. Per prenotare la settimana di prova gratuita la segreteria sarà aperta per tutte le informazioni da lunedì 1 settembre dalle ore 15.30 alle ore 19.30.
Info: Cecchetti Academy c/o Cinema City, via Secondo Bini 11 – Ravenna tel. 366 5920298 - 0544 478008 - mail info@cecchettiacademy.it www.cecchettiacademy.it - Fb e IG Cecchetti Academy SSD
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PIANO RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025
Il calo delle presenze in spiaggia fa discutere sulla necessità di cambiare modello
Esperti e imprenditori concordano: serve un’offerta più integrata tra natura e cultura. Ma mancano gli investimenti
di Alex Giuzio
per imposizione dei fornitori, a loro volta condizionati dai rincari sulle materie prime».
Le abitudini sono cambiate Ceccaroni mette sul tavolo un altro fenomeno: «È avvenuto un forte cambiamento tra le abitudini dei turisti. Fino allo scorso anno ci facevamo meno caso perché il meteo ci ha assistito, ma quest’anno è stato molto evidente perché ci si è messa anche la pioggia». Il presidente dei balneari cervesi sostiene che «la famiglia che prendeva l’ombrellone per tutta la stagione non esiste più. Oggi le vacanze sono dinamiche e i turisti vogliono esplorare ogni anno nuovi luoghi in un mondo che si è aperto. Sud Italia e isole, ma anche Spagna, Croazia, Grecia, Albania e Montenegro sono diventati i nostri diretti concorrenti. Inoltre la montagna sta volando e gli stessi emilianoromagnoli nel weekend preferiscono andare in un agriturismo sulle colline circostanti: non fanno ore di coda, trovano parcheggio, stanno al fresco, prendono il sole ugualmente e fanno il bagno in piscina».
Rustignoli aggiunge che «il Mezzogiorno e l’estero stanno spingendo con offerte molto convenienti per il turista, a parità di costi di viaggio. Un tempo si diceva che in questi luoghi mancavano l’organizzazione e i servizi della Romagna; ora ci sono e perciò i ussi si spostano lì». Non solo: «Prendono sempre più piede i campeggi e villaggi all’aria aperta, in quanto offrono più libertà e meno rigidità rispetto agli alberghi tradizionali del nostro territorio, che stanno perdendo appeal».
Fa troppo caldo per stare in spiaggia
Rustignoli (Spiagge Ravenna):
«Qui ci sono prezzi per tutte le tasche, il problema è il calo del potere d’acquisto»
L’estate 2025 è stata segnata dal dibattito mediatico sul calo delle presenze in spiaggia. I dati uf ciali Istat sui pernottamenti devono ancora essere pubblicati, ma il Sib-Confcommercio ha già stimato il -25% a luglio nei lidi dell’Emilia-Romagna. Un fenomeno ricondotto super cialmente al “caro ombrellone”, che in realtà ha spiegazioni più complesse. I rincari negli stabilimenti balneari ci sono stati, ma in linea con l’in azione e gli aumenti dei prezzi che hanno riguardato ogni comparto. Piuttosto, la questione riguarda un ventilato calo generale del turismo in riviera romagnola, che ha a che fare con la perdita del potere d’acquisto degli italiani (i salari reali sono inferiori del 7,5% rispetto al 2021 secondo l’Ocse) e con la crisi di un modello ormai superato e da ripensare, anche per effetto della crisi climatica. Le 3S su cui storicamente si fonda il turismo locale (sea, sun, sand) oggi non bastano più, e lo riconoscono sia gli esperti che gli imprenditori del settore.
Il caro ombrellone non c’entra nulla «Collegare il calo delle presenze al caro ombrellone ha banalizzato la questione», afferma Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa spiagge Ravenna. «Da sempre in riviera romagnola ci sono prezzi per tutte le tasche: un ombrellone con due lettini va dai 18 ai 30 euro al giorno e gli abbonamenti settimanali da 150 a 180 euro. Poi è ovvio che chi vuole servizi aggiuntivi ed esclusivi spende di più». L’aumento dei prezzi «c’è stato – ammette Rustignoli – ma molto contenuto e in linea con l’in azione». Piuttosto, aggiunge il presidente, «c’entra il calo del potere d’acquisto: già a marzo si prevedeva che 4 italiani su 10 avrebbero rinunciato alle vacanze per questo motivo». Secondo Giuseppe Giaccardi dello studio Giaccardi & Associati, specializzato in consulenze e analisi sul turi-
smo, «il dibattito sul caro ombrellone è stato innescato dai media per celare un dato che il governo cerca di sottacere, quello del crollo della domanda nazionale, in corso dal 2023 in quasi tutte le destinazioni balneari. Gli italiani non hanno più soldi in tasca e spendono meno per le vacanze. Il lieve aumento dei ussi internazionali non può bastare a compensare, anche perché non riguarda luglio e agosto bensì i mesi spalla di giugno e settembre».
-35% di presenze nel Ravennate Resta il tema delle presenze in spiaggia in picchiata. Fabio Ceccarori, presidente della Cooperativa bagnini Cervia, preferisce non fare stime: «I conti si fanno alla ne, ma il calo di luglio e agosto è innegabile ed è dovuto soprattutto ai giorni di pioggia. Speriamo di recuperare qualcosa a settembre». Rustignoli invece azzarda qualche cifra: «Giugno è stato in linea col 2024, ma va detto che lo scorso anno il meteo fu negativo, mentre quest’anno è stato buono. Luglio è stato un disastro: dal lunedì al venerdì abbiamo registrato il 30-35% in meno di presenze; un po’ meglio i weekend ma sono stati pizzicati dal maltempo. Ad agosto invece abbiamo registrato buone presenze».
Un altro elemento da non sottovalutare è il caldo sempre più estremo a causa del riscaldamento globale. Nei giorni dell’ondata di giugno, stare in spiaggia non era un piacere bensì un sacri cio. Lo scorso marzo lo studio Giaccardi & Associati ha presentato una ricerca che si interroga proprio sui mutamenti del turismo indotti dalla crisi climatica. «Mentre le spiagge romagnole erano semivuote, sulle Dolomiti c’erano le code di persone alla ricerca di fresco», sottolinea Giaccardi. Il turismo è anche vittima degli eventi estremi, come quello avvenuto il 24 agosto in tutta la riviera, che ha visto cadere centinaia di pini sulle auto dei vacanzieri pronti a rientrare per l’ultimo giorno di ferie. È stato il terzo evento simile in sei anni. La prossima estate torneranno oppure sceglieranno mete percepite come più sicure?
Ceccaroni (Bagnini Cervia):
«Abitudini cambiate e più concorrenza: il nostro territorio sta perdendo appeal»
In termini di fatturato, ipotizza Rustignoli, «temo che a ne anno gli stabilimenti balneari del territorio chiuderanno intorno al meno 20-25%». Se si tiene conto che un’impresa balneare, secondo uno studio Nomisma del 2023, fattura in media 260mila euro all’anno, questo può signi care un ammanco superiore a 50mila euro. «Non è dovuto solo al calo di presenze – precisa il ravennate – ma anche perché i turisti spendono meno in alimenti e bevande, che sono aumentati dall’8% al 15%
«Gli enti locali, gli imprenditori e le forze dell’ordine hanno sistemato la viabilità e i servizi in poche ore. Uno sforzo encomiabile, ma non ci si può limitare a questo. Serve una visione più lungimirante», afferma l’esperto. «Il turismo locale ha bisogno di una radicale innovazione e per capire la direzione da prendere non bisogna interrogare solo gli operatori, ma anche i turisti». Da “hotspot climatico” a causa della sua conformazione territoriale, la Romagna subirà sempre più eventi estremi e questo in uirà anche sulle vacanze.
Natura, libertà e dinamismo: il nuovo modello di vacanza
Per quanto riguarda le esperienze, secondo Rustignoli «le nuove generazioni di turisti cercano il contatto con la natura, l’esperienza gastronomica e culturale, la libertà di spostarsi. In Romagna lo percepiamo da tempo, ma il processo di rinnovamento è troppo lento e va accelerato». Ceccaroni invita a «prendere come modello la montagna, dove le presenze estive stanno volando grazie alla
Pernottamenti: in giugno i dati erano positivi...
Le presenze di cui si parla nell’articolo non sono da confondere con quelle dei dati Istat ufficiali, dove le presenze equivalgono ai pernottamenti registrati in un dato periodo nelle strutture ricettive. Finora sono disponibili solo quelli di giugno, che vedevano la provincia di Ravenna in controtendenza, in crescita rispetto al 2024 (i lidi ravennati addirittura del 15 percento, Cervia del 10). Come noto, però, i mesi fondamentali per la stagione sono quelli di luglio e agosto, i cui dati complessivi saranno disponibili solo in ottobre...
possibilità di una vacanza dinamica, con escursioni a piedi o in bicicletta».
In questo senso la provincia di Ravenna potrebbe avere tutti gli elementi vincenti, grazie alla presenza di una città d’arte unica al mondo e di un vasto ambiente naturale rappresentato dal Parco del Delta del Po. Tuttavia, fa notare Rustignoli, «i turisti in spiaggia a Punta Marina non sanno nemmeno che possono arrivare in città in dieci minuti con l’autobus. Servirebbe più comunicazione, insieme all’architettura di un’offerta integrata tra spiaggia, centro storico e parchi naturali».
Puntare sui servizi retrobalneari
Per Giaccardi, tutto ciò si riassume in un concetto: «Aumentare l’offerta retrobalneare. È come per gli aeroporti: il loro modello economico non si fonda sui voli che atterrano, bensì sui servizi di terra variegati, innovativi ed ef cienti. Per questo ormai sono diventati degli ipermercati con un trasporto pubblico capillare. Col balneare accade lo stesso: per far lavorare la spiaggia bisogna migliorare l’offerta retrostante». Per esempio, secondo il consulente «si potrebbe risparmiare qualche milione in promozione per investirlo sui servizi e sul trasporto pubblico, a partire dalla linea ferroviaria Ravenna-Rimini che è ancora a binario singolo, con città come Cervia che non hanno nemmeno il sottopassaggio pedonale». Fondamentale è anche il verde: «Se i pini cadono facilmente perché non resistono più agli eventi meteo-
Tra cambiamenti climatici e servizi: «Bisogna migliorare l’offerta “retrobalneare”»
rologici estremi, bisogna consultare gli esperti e capire quali altre specie piantumare. Probabilmente servono alberi adatti al clima tropicale». Una presenza, quella delle piante, che è indispensabile anche in spiaggia per ridurre l’effetto del calore, come già avviene in alcune località ravennati dove le concessioni balneari si alternano a lunghi tratti di spiaggia libera con dune, vegetazione e pineta. «Oggi questo è un elemento competitivo da valorizzare», afferma Giaccardi. «Gli amministratori e gli imprenditori devono prendere atto che la distesa di migliaia di ombrelloni ormai non serve più a niente. Vanno ridotti a favore dei servizi di spiaggia libera e del verde; integrando l’offerta balneare con l’entroterra. Oltre alla città di Dante e dei mosaici, che è già di per sé un formidabile attrattore culturale, abbiamo la più grande necropoli etrusca d’Italia situata tra Ravenna e Comacchio».
Impossibile investire senza certezze Tuttavia, per gli imprenditori balneari resta lo spettro delle gare previste dalla direttiva Bolkestein. Il governo
Meloni ha ssato la scadenza al 30 giugno 2027 e non ha ancora varato il decreto per calcolare gli indennizzi ai concessionari uscenti, che era atteso per lo scorso marzo. «Siamo in una fase troppo incerta per poter ragionare su come rimodellare il modello turistico balneare», dice Ceccaroni. I Comuni non hanno ancora iniziato a ragionare sulle evidenze pubbliche, ma secondo Rustignoli «dovranno iniziare a farlo dal prossimo autunno. Chiederemo un tavolo in merito». Il tema degli indennizzi è dirimente: il ministero delle Infrastrutture aveva elaborato un decreto per calcolare il valore delle aziende che i nuovi concessionari avrebbero dovuto riconoscere agli uscenti, ma la Commissione europea e il Consiglio di Stato hanno respinto il testo. «Gli operatori sono molto preoccupati», chiosa Rustignoli. «L’incertezza sul rinnovo delle concessioni non ci permette di programmare gli investimenti necessari per innovarci. Inoltre non è pensabile arrivare alle gare senza riconoscere il valore economico delle nostre imprese; sarebbe un vantaggio improprio per i subentranti. Il rispetto delle norme europee deve essere conciliato con i diritti degli attuali concessionari».
Lo spettro delle gare della Bolkestein:
«L’incertezza non ci permette di programmare»
I bagnini e la crisi del mare: «Mancano alberghi e parcheggi, calo di
Le testimonianze di imprenditori da Marina e Punta, le prime località toccate dalla riqualificazione degli stradelli: «È calato il turismo locale che veniva in pausa pranzo, nei giorni feriali c’è il deserto. E troppi controlli in strada»
La stagione balneare si avvia alla chiusura e secondo i titolari di alcuni stabilimenti sulla spiaggia di Marina di Ravenna e Punta Marina il bilancio nale sarà negativo. Gli imprenditori intervistati stimano cali di presenze tra gli ombrelloni dal 15 al 30 percento rispetto alle medie degli ultimi anni. I due lidi sono quelli che per primi, tra i nove del comune di Ravenna, sono stati coinvolti dal progetto “Parco marittimo”, la riquali cazione degli stradelli di accesso ai bagni. Ma proprio la rivoluzione di viabilità e parcheggi è indicata dai bagnini tra le cause della crisi, considerandola una disparità rispetto alle località vicine. A completare il quadro delle criticità lamentate dagli imprenditori c’è la mancanza di strutture ricettive e di investimenti pubblici.
Dai feriali al weekend
«Marina di Ravenna è praticamente deserta dal lunedì al venerdì - racconta Elena Ferroni del bagno Charlie di Marina -. Una volta lavoravamo sette giorni su sette, sia a pranzo che a cena. Oggi, durante la settimana, ho perso almeno 20 coperti al giorno solo per il pranzo. E parliamo di clienti delizzati, che preferiscono fare la pausa pranzo altrove».
Una tendenza confermata anche da Monika Balestri del bagno Wave di Punta Marina: «Per quanto ci riguarda il lavoro non è mancato, ma è cambiato radicalmente. Se prima facevamo 50 coperti ogni giorno, ora ne facciamo
LE IMPRESE/2
10 durante la settimana e 200 la domenica. È tutto concentrato in pochi giorni, ma abbiamo comunque avvertito un calo del 30 percento di presenze».
Anche secondo Domenico Regini, del Donna Rosa a Marina, la clientela abituale si è assottigliata nei giorni feriali: «Il cliente tipo è quello che parte da casa, ma se trova traf co o maltempo non viene. Noi sopravviviamo grazie agli eventi infrasettimanali, ma il calo è eviden-
te: nell’ultimo anno abbiamo perso un 10-15 percento di fatturato».
Occupazione
Il calo di clientela durante i giorni feriali si ri ette anche nell’occupazione del personale che in molte occasioni viene ridimensionato. «Tocca fare assunzioni a chiamata per il sabato e la domenica, quando hai bisogno di 30 persone, mentre durante la settimana bastiamo noi
titolari – dice Balestri del Wawe –. Se prima potevi offrire dei lavori stagionali, ora si fa più fatica». Anche al bagno Finisterre hanno ridotto il personale, così come i servizi: «Abbiamo da due anni la concessione del bar sulla spiaggia –afferma la titolare Laura Sillato – ma abbiamo deciso di chiuderlo».
Senso unico e parcheggi Molti operatori, come detto, puntano il dito contro le scelte urbanistiche che hanno reso più dif cile raggiungere le località balneari. La trasformazione del lungomare con il progetto del Parco Marittimo, l’introduzione del senso unico nei weekend a Marina e la scarsità di parcheggi “comodi” hanno inciso, secondo diversi gestori, sulla decisione dei ravennati di “fare una scappata al mare”. «Il Parco marittimo è bello da vedere – riconosce Laura Sillato del bagno Finisterre –, ma ha tolto posti auto e reso Marina meno accessibile. Marina viveva dei ravennati che venivano anche solo per il pranzo o dopo lavoro, ma oggi preferiscono Lido Adriano, dove parcheggi anche gratis». Anche Ferroni lamenta un calo dei posti auto pari a 60 unità per il bagno Charlie: «Adesso abbiamo solo tre pass per parcheggiare all’interno. Per operatori e clienti fare il giro lungo a causa del senso unico è un disagio quotidiano. Alcuni mi dicono chiaramente che preferiscono altre località come Lido Adriano o Marina Romea, dove è più facile accedere».
Monica Ciarapica, albergatrice e presidente di Confesercenti, assicura che esistono ancora offerte economiche «Si dice che la proposta è ferma a trent’anni fa, ma chi ha rinnovato le strutture non registra grandi afflussi»
La percezione degli operatori turistici è che la riviera Romagnola non sia più tra le mete principali delle vacanze estive per molte famiglie italiane.
Secondo Monica Ciarapica, presidente di Confesercenti Ravenna e Cesena e titolare dell’hotel Commodore di Cervia, le cause principali sono molteplici: potere d’acquisto medio in diminuzione, crescente attrattiva di destinazioni esotiche e di un turismo più “esperienziale”, e il sentimento di insicurezza dovuto a fenomeni di malamovida e a cambiamenti climatici. «Un timore - precisa - alimentato più dalla narrazione mediatica che dal pericolo reale».
La stagione 2025 ci viene presentata come un’estate di forti contraddizioni, con un trend diverso rispetto agli anni precedenti: «Già dalla primavera abbiamo registrato richieste differenti - spiega Ciarapica - con prenotazioni brevi anche nel periodo clou di agosto».
Eventi straordinari come il nubifragio del 24 agosto a Milano Marittima poi, potrebbero portare a un’ulteriore contrazione delle richieste: «Le mancate presenze sono impossibili da calcolare, ma il nale di agosto si stava rivelando più positivo rispetto alle settimane precedenti – prosegue Ciarapica –. Un fenomeno già noto, fatto di tante prenotazioni last minute che, alla luce dei recenti episodi, potrebbero non ricadere più su di noi».
Anche se le disdette non sono paragonabili a quelle del post-alluvione, secondo la presidente molti turisti non avrebbero la corretta percezione del territorio, e quindi modo di capire che le problematiche di alcune aree non compromettono l’intera località.
Ad oggi, quindi, il turismo di prossimità si conferma la clientela di riferimento del litorale ravennate e cervese, attratta principalmente dalla facilità di accesso alle località e dalla essibilità che consente decisioni anche all’ultimo minuto.
«È ora di dire basta ai luoghi comuni che descrivono il nostro prodotto turistico come fermo a trent’anni fa – afferma Ciarapica –. È vero, la nostra offerta può essere ulteriormente migliorata, ma molti imprenditori hanno già investito per rinnovare le loro strutture, anche grazie alle politiche regionali per la riquali cazione. Tuttavia, non si registrano differenze signi cative di af uenza tra queste attività e quelle più datate, segno che il problema è da ricercarsi anche altrove».
Per quanto riguarda il caroprezzi, da un lato viene considerato «una conseguenza siologica dell’aumento generale dei costi», mentre dall’altro sarebbe legato al fatto che «nessun imprenditore può permettersi investimenti importanti senza adeguare le tariffe. Ma l’offerta resta trasversale e di-
versi cata: «Ancora oggi, a Cervia, è possibile af ttare un ombrellone e due lettini a 20 euro, oppure scegliere soluzioni più esclusive e, di conseguenza, più costose». Una possibile via d’uscita per il territorio suggerita dalla presidente di Confesercenti passa attraverso una maggiore sinergia tra le varie categorie di operatori, in collaborazione con le amministrazioni locali: «Prima ancora dell’intrattenimento, è fondamentale curare l’aspetto delle città: devono essere belle, accoglienti e ben servite». In un’offerta turistica sempre più ampia e variegata, per emergere è necessario distinguersi: «Le persone cercano un luogo in cui stare bene, presidiato e sicuro – conclude Ciarapica –. Se vogliamo attrarre un certo tipo di turismo, dobbiamo trasmettere messaggi chiari n dall’inizio della stagione, con risposte rapide alle criticità e salvaguardando il rapporto qualitàprezzo che da sempre caratterizza le nostre località». Maria Vittoria Fariselli
Alessandro Zangaglia, storico proprietario del Bbk di Punta Marina, parla di differenza di trattamento che l’amministrazione comunale ha riservato nei confronti delle varie località marittime ravennati: «Le famiglie sono penalizzate dall’assenza di parcheggi nelle vicinanze. Prima di accedere alla spiaggia sono costrette ad aspettare un pullman pieno di gente sotto a 35 gradi. Tutto ciò scoraggia e ne subiamo le conseguenze».
Mancano posti letto
Il turismo locale soffre anche di problemi strutturali più profondi e ormai noti da tempo: mancanza di investimenti, carenza di strutture ricettive e un’offerta che fatica ad attrarre nuove fasce di clientela. «Ormai un weekend a Marina costa quanto uno a Ibiza – dice Balestri del Wawe –. Eppure non offriamo gli stessi servizi. Una stanza in un bed and breakfast ristrutturato a Punta Marina può arrivare a 140 euro
a notte, sono prezzi fuori mercato». A Marina di Ravenna il problema è ancora più marcato: «Non ci sono alberghi abbastanza capienti da compensare il calo dei clienti locali – spiega Sillato, proprietaria del Finisterre ma anche dell’Alba Hotel in centro a Marina –. Anche se il mio albergo è pieno, non basta a sostenere il lavoro della spiaggia. Manca un piano per attrarre investitori nel settore ricettivo».
Bolkestein
La mancanza di investimenti si collega all’incertezza per la direttiva Bolkestein, che aleggia sui bagni e non permette una programmazione a lungo termine. «Chi ha il coraggio di costruire un albergo? – si chiede Balestri –. Gli investimenti dei bagni sono paralizzati dalle incertezze sulle concessioni demaniali e questo non favorisce l’attrazione di nuovi clienti che dovrebbero essere la domanda di posti letto. Questa incertezza paralizza tutto il comparto
turistico, diventando così un cane che si mangia la coda: pochi investimenti sulla ricettività signi ca poco turismo».
Zanzare e previsioni meteo L’estate 2025 ha poi riservato ulteriori difcoltà, non previste: «Le zanzare hanno reso impossibile stare all’aperto molte sere – denuncia la proprietaria del Wawe –. Nessuno fa disinfestazioni, e quindi diventa un disastro. Inoltre, le persone ormai controllano le previsioni meteo come un oracolo: basta il 10 percento di probabilità di pioggia e nessuno parte da casa».
Il meteo non è visto come una scusante per i gestori, ma è un elemento impattante anche per Zangaglia: «Il meteo è cambiato radicalmente. Ultimamente la prima parte dell’estate è più fredda e poi si alternano temporali fortissimi, che non aiutano il turismo e accorciano ulteriormente la stagione».
arteecucina
IlMolinettoèlietodicomunicarecheilsuoimpegno Green èincostanteevoluzioneedaumentoperché èfermamenteconvintochequestasialastradagiustadaseguire. Greenèbello!
Il Molinetto è lieto di comunicare che il suo impegno Green è in costante evoluzione ed aumento perché è fermamente convinto che questa sia la strada giusta da seguire. Green è bello!
Etilometro in strada
Per Ferroni del Charlie, un calo notevole dello spostamento serale verso i lidi è dato anche dagli eccessivi controlli: «Ho visto sette pattuglie della polizia in una sera, solo per uscire da Marina: così si scoraggiano i clienti, soprattutto i giovani. Va bene controllare e va bene fare in modo che la gente non guidi in condizioni pietose, però se si esagera diventa un deterrente».
Nuove idee
Di fronte alla crisi c’è chi cerca di reagire con nuove idee. Dal Donna Rosa, per esempio, dicono di non aver tagliato né personale né servizi: «Siamo ottimisti, cercando sempre di inventarci qualcosa per portare il cliente da noi – racconta Regini –. Eventi, serate, feste: nché possiamo, non rinunciamo alla qualità. Ma anche noi, il prossimo anno, dovremo ragionare». Invece per Sillato del Finisterre il target sul quale si dovrebbe puntare è quello degli eventi sportivi: «Ci dovrebbe essere uno sforzo da parte del Comune per investire un po’ di più su quel fronte o aiutare gli operatori privati a mettere in campo delle iniziative. Anche il famoso progetto del Beach Stadium che doveva esserci (tra le proposte della campagna elettorale di De Pascale nel 2016, ndr): non si è mai realizzato, però a mio avviso sono quelli i progetti che possono spostare turisti o far venir voglia a qualcuno di aprire strutture alberghiere». Leonardo Ferri PRIMO
RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025
La pianificazione dell’assessore Sbaraglia che abbozza un bilancio di fine estate: «Luglio segnato dal maltempo, seconda metà di agosto in ripresa». oom di strutture e tra alberghiere: «Servono controlli sulle regolarità»
Da quando la città di Ravenna è governata dalla giunta Barattoni, dalla metà di giugno, la delega al Turismo è passata dall’assessore uscente Giacomo Costantini a Fabio Sbaraglia, al suo secondo mandato. Lo abbiamo intervistato: un bilancio di ne stagione e uno sguardo alla programmazione futura.
Assessore, a livello nazionale il tema centrale del turismo estivo è stato il presunto calo di af uenza sulle spiagge. I dati Istat di giugno, gli ultimi ufcialmente disponibili al momento, dicono che Ravenna era partita bene. Può darci qualche ulteriore dato o stima del resto della stagione?
«È ancora presto per tirare le somme, ma la sensazione sul comparto balneare è che dopo un giugno positivo, l’andamento di luglio abbia probabilmente risentito dei numerosi weekend di maltempo. Con tendenze parzialmente diverse per i due lidi più a sud che bene ciano di una più forte presenza alberghiera. Gli altri lidi vivono una fruizione soprattutto escursionistica che tende a concentrarsi di intensità nei ne settimana e l’incidenza del meteo in questi casi può essere importante. Il periodo di ferragosto e il nale di stagione sembrano in ripresa». Presenze a parte, quello che emerge anche da dati uf ciali nazionali, è il calo dei consumi delle famiglie, dovuto al calo del potere d’acquisto. L’effetto è arrivato anche sulle spiagge ravennati? Gli operatori si lamentano per il calo dei fatturati, ma è colpa anche dell’aumento dei prezzi?
«Negli anni il potere di acquisto degli stipendi medi in Italia è calato drasticamente e la spesa turistica certamente è portata a risentirne. Non mi sento di puntare il dito sulla categoria balneare: il modello delle spiagge ravennati continua ad essere vario e offre proposte per tutte le tasche. Anzi, l’investimento degli operatori nella programmazione e sulle strutture è un aspetto che mi sento di sottolineare positivamente, tanto più apprezzabile nel contesto di grave incertezza dettato dalla Bolkenstein. Semmai la questione sta forse nel fatto che la vacanza in se stessa è diventata più dispendiosa nel suo complesso, e questo porta gli italiani a fare delle scelte, innanzitutto di durata dei soggiorni».
A Ravenna l’obiettivo delle varie amministrazioni comunali è sempre stato quello, almeno a parole, di incrementare il turismo in ogni maniera: da qualche anno è emerso il problema del cosiddetto iperturismo, o overtourism, e dei danni indiretti che porta sul territorio. Tra cui anche, spesso, lavoratori precari e sottopagati. Da assessore al tema, come si pone in questo dibattito? Quanto può crescere ancora Ravenna? E come?
«Quello da cui dobbiamo allontanarci è il modello “mordi e fuggi”, che porta pochissimo al territorio in termini di valore e impatta nel modo peggiore sull’economia e sulla vivibilità delle città. È importante che i luoghi mantengano un’identità forte, anche a bene cio dei visitatori, d’altra parte quando visitiamo altre città quello che apprezziamo e cerchiamo è il loro tessuto più autentico, quello che ci fa pensare “qui ci vivrei!”. La s da più interessante deve essere quella di portare il visitatore a considerarsi per il suo periodo di permanenza un cittadino temporaneo di Ravenna, ma per fare questo occorre promuovere un turismo più lento e consapevole, non si può promuovere un territorio così ricco e complesso con formule da 24 ore o addirittura meno. “Footprints” (progetto europeo che lancia Ravenna come città pilota per il turismo sostenibile, ndr) rappresenta in un investimento importante su questo fronte». A questo proposito, come valuta l’investimento fatto in questi anni sul settore delle crociere, considerato il più impattante in questo senso?
«Fare dello scalo di Ravenna un homeport, dove i viaggi iniziano e terminano, certamente sta già rappresentando un fattore positivo, incentivando le possibilità di pernottamenti in città: l’85 percento dei movimenti passeggeri oggi è in homeport. Ma ci sono anche ricadute positive in termini occupazionali sul territorio».
Quale sarà la strategia del suo mandato? Dove si può migliorare nell’offerta turistica?
«Certamente vorrei strutturare una comunicazione del nostro territorio, basata su un documento strategico di indirizzo, con cui programmare nel medio periodo con costanza e progettualità un piano di promozione turistica che metta in rete tutta la ricchezza e la varietà di esperienze che Ravenna, la sua costa e le sue aree naturalistiche possono offrire, incentivando modelli di turismo più lenti e immersivi e al contempo a potenziare anche l’attrattività turistica delle iniziative culturali che sul territorio si promuovono. Sicuramente sul piano dei collegamenti c’è tanto da fare, il completamento della stazione marittima sarà senza dubbio un intervento destinato a pesare positivamente ma sarà importante, insieme ad Apt, collegare questa infrastruttura ai ussi internazionali che viaggiano sugli aeroporti della Regione».
«Il terminal crociere come homeport ha ricadute su pernottamenti e posti di lavoro»
In generale nel territorio c’è un tema legato all’offerta di posti letto. Come si pone sul tema della diffusione indiscriminata di af tti turistici?
«Il settore extralberghiero in questi anni è sicuramente quello che ha mostrato maggiore dinamicità anche a Ravenna. Ovviamente portando con sé anche potenziali criticità. Da questo punto di vista le nuove normative più stringenti sono positive, ma credo occorra anche un’intensa azione di controllo su tutte quelle strutture che di fatto esercitano senza autorizzazioni e senza trasparenza: inquinano il mercato abitativo e falsi cano i numeri sulle presenze, creando un danno a tutto il settore».
La visita del Re d’Inghilterra in aprile ha avuto effetti sui ussi turistici inglesi? Quali sono i mercati italiani ed esteri su cui puntate?
«La visita dei Reali ha acceso un interesse per la città che ha naturalmente vissuto un momento di picco nel mese di maggio ma che mostra dati in crescita in particolare su luglio. Certamente anche l’apertura della tratta Londra-Rimini da parte di British Ariways è un segnale importante. In generale, oltre alla necessità di consolidare il mercato domestico, guardiamo con interesse ai mercati europei, dove accanto a quelli più consueti come quello francofono e in parte quello francese, seguiamo con grande attenzione la crescita di aree dell’Europa orientale come la Polonia dove la capacità di spesa e di mobilità è notevolmente aumentata negli ultimi anni. In ne sul versante croceristico vediamo una crescita di interesse da parte del pubblico statunitense». Luca Manservisi
Ravenna si prepara a tornare la città della danza per la ventisettesima edizione del Festival
Ammutinamenti: in cartellone dal 5 al 14 settembre 25 eventi diffusi per la città, nelle cornici offerte da spazi urbani e paesaggi naturali. La chiave dell’edizione di quest’anno sarà In transito: «Il festival vuole essere un riconoscimento del continuo usso della vita - raccontano le direttrici artistiche Francesca Serena Casadio e Christel Grillo -. Così come l’astrologia ci invita a considerare i transiti planetari come strumenti per comprendere il nostro percorso evolutivo, questa edizione ci esorta ad accogliere le energie che si muovono attorno e dentro di noi. Ammutinamenti si fa pianeta, e si prepara a transitare nelle nostre vite, in uenzandone magari la via futura».
Il festival, organizzato e promosso dall’Associazione Cantieri Danza in collaborazione con il Comune, ospiterà oltre 30 artisti e artiste, tra performer affermati e giovani proposte, con ospiti italiani e internazionali.
Ad inaugurare il festival nella giornata di venerdì 5 settembre saranno, tra gli altri, proprio gli artisti internazionali di questa edizione: il danzatore spagnolo Álvaro Murillo e i coreografi e danzatori libanesi Samer Zaher e Christophe Al Haber Domenica 7 invece sarà la volta dell’atteso ritorno al festival di MK , compagnia romana pluripremiata, che presenterà negli spazi delle Artificerie Almagià, il suo Bermudas_forever (Premio Ubu 2019 come migliore spettacolo di danza). La prima parte del festival ospiterà anche due prime regionali, We are our roots di Roberto Tedesco , domenica 7 alla Fondazione Sabe per l’Arte (ore 18.30), e Cani Lunari di Francesco Marilungo , lunedì 8 alle Artificerie Almagià (ore 21). Spazio che ospiterà anche l’anteprima de Il vangelo di Cassandra , di Gemma Hansson Carbone , in programma martedì 9 (ore 21).
La seconda parte del programma sarà invece dedicata, come da tradizione, alla Vetrina della giovane danza d’autore del Network Anticorpi XL, piattaforma nazionale di emersione per le nuove generazioni di coreogra e coreografe. Sono 14 le creazioni selezionate per la 3 giorni che inviterà la città a osservare
Un laboratorio di Ammutinamenti in darsena Foto di Dario Bonazza
28 agosto - 3 settembre 2025 RAVENNA&DINTORNI
UNA PRODUZIONE EDITORIALE GIOVANE
DANZA D’AUTORE
«per accogliere le energie»
Dal 5 al 14 settembre la 27esima edizione del festival con 25 eventi diffusi per la città
le tendenze e le poetiche della giovane scena italiana. Tra le riconferme della 27esima edizione, anche i laboratori aperti alla comunità di Sguardi e pratiche intorno alla danza d’autore: «Teniamo particolarmente a questa sezione - spiega Francesca Serena Casadio - che è stata approfondita nel post pandemia, quando il Covid aveva ormai allontanato le persone non solo dalle zone di spettacolo, ma anche tra di loro. Attraverso questi incontri gratuiti e aperti a tutti vogliamo ricreare un senso di contatto e comunità». Si va dal laboratorio di pratiche performative in più incontri allenamenti nell’archivio, di Monica Francia e Zoe Francia Lamattina, a Libera il segno, il laboratorio dedicato a nonni e nipoti “da 5 a 100 anni”, passando per l’esplorazione delle
sonorità africane con il Laboratorio di danza e movimento di Ofelia Omoyele Balogun, lezioni di yoga e passeggiate loso che e alcune masterclass dedicate agli allievi e alle allieve delle scuole di danza del territorio. Tra le novità di quest’anno, anche la collaborazione con la Libreria Momo, per una giornata di letture per bambini e bambine alle Arti cerie Almagià prima della prova aperta di Walt e l’arte di volare, lo spettacolo di Gruppo Ibrido dedicato ad un pubblico di giovanissimi.
Il cartellone completo e aggiornato del Festival - sintetizzato nell’ultima pagina di questo inserto speciale estraibile di quattro pagine - è consultabile sul sito www.cantieridanza. it/festivalammutinamenti e sulle pagine social dedicate. (ma.fa.)
CREDITS
II Festival Ammutinamenti è organizzato dall’Associazione Cantieri Danza in collaborazione con il Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura. Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, ATER Fondazione, e con il sostegno di APT Servizi Emilia Romagna e dei fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. In collaborazione con Rete Almagià, Norma APS, Spazio A, Trail Romagna, Teatro del Drago, Libreria per ragazzi Momo, MAR - Museo d’Arte città di Ravenna, Fondazione Sabe per l’arte, Centro Sociale La Quercia, ACER, Condomini Collaborativi, CittAttiva, Villaggio Globale, Nerval Teatro, Red Acieloabierto, Rete Yekatit12-19febbraio, Solidarity in Motion, Altre Velocità e con il contributo di Coop Alleanza 3.0
RAVENNA&DINTORNI 2 agosto - settembre 202
Da ventisette anni Ammutinamenti è il luogo in cui la danza contemporanea incontra la città, i suoi spazi e coloro che la abitano. Un festival che ha saputo tessere nel tempo una rete di relazioni solide - a livello internazionale e nondimeno sul territorio - fatta di complicità artistiche, alleanze progettuali e dialoghi interculturali, una trama di connessioni fertili e vivide che attraversa il cuore anche di questa edizione 2025, a Ravenna dal 5 al 14 settembre.
Il cartellone si apre venerdì 5 settembre con, dalla Spagna, Álvaro Murillo in 8 km en mula, progetto presentato in collaborazione con Red Acieloabierto, rete attiva nell’offrire risorse e stabilità ai festival di danza contemporanea che si svolgono in spazi non convenzionali. Murillo trasforma il gesto in racconto, rievocando la stessa storia vera di un amore impossibile che ispirò Bodas de sangre di Federico García Lorca.
Sempre il 5 settembre debutta anche Fragmentation di Christophe Al Haber, proposto in sinergia con Solidarity in Motion (realtà che offre supporto agli artisti dei Paesi in emergenza bellica e sociale), una ricerca che esplora la disconnessione dell’individuo attraverso un corpo in frammentazione con lo spazio circostante. Lo stesso canale internazionale sostiene la presenza di Samer Zaher, che con Ancestral Echoes porta in scena un rituale intimo e collettivo allo stesso tempo, attingendo, per decostruirli, a linguaggi disparatissimi, da Bollywood alla danza contemporanea, con gesti arcaici che si rinnovano in chiave performativa.
Lo spettacolo “Cani Lunari” in
Una guida al primo weekend di festival
Il capitolo dedicato alle collaborazioni locali si apre con Boxes della compagnia UnterWasser, realizzato insieme al Teatro del Drago, storico presidio ravennate di teatro di gura. La performance utilizza scenogra e e oggetti come dispositivi poetici: scatole che si aprono e si richiudono, mondi che si svelano e subito si nascondono, in un continuo gioco di apparizioni. La collaborazione con il Teatro del Drago si rinnova anche il 13 settembre con la prova aperta di CollaborAction kids, progetto pensato per le giovani generazioni e sviluppato in questa edizione con Gruppo Ibrido e Walt e l’arte di volare. Qui la danza si fa laboratorio di immaginazione: corpi che giocano con lo spazio, che sperimentano leggerezza e caduta, che costruiscono nuove possibilità narrative incardinate sulla pulsione verso la libertà. Sabato 6 settembre il festival prosegue con uno sguardo rivolto alla pluralità delle identità. La coreografa Ofelia Omoyele Balogun porta in scena Figlie della Terra di Mezzo, viaggio nella strati cazione culturale e nelle eredità diasporiche che attraversano i corpi. Il lavoro fonde canto, parola e movimento, creando un paesaggio vibrante in cui le performer diventano custodi di storie che parlano di appartenenza, radici e trasformazioni. In-
NON SOLO DANZA
sieme a lei, Nagga Giona Baldina presenta YOURS, (entrambi i lavori nascono in collaborazione con la Rete Yekatit12-19febbraio, attiva nello studio della storia coloniale italiana come espressione di una pluralità di soggetti singoli e collettivi), il cui obiettivo è ri ettere sui parametri con cui ogni individuo è portato a scegliere tra singolarità e collettività, denendo così il proprio punto di vista sul mondo. Domenica 7 settembre porta (oltre ai due spettacoli di cui si parla nell’altro articolo di questa pagina) una delle collaborazioni più longeve del festival: quella con Trail Romagna, giunta al quinto anno. La möa di Lorenzo Morandini propone una camminata di tre chilometri lungo il ume, culminante in una performance che intreccia natura, paesaggio e gesto coreogra co. Il lavoro invita il pubblico a un’esperienza immersiva: lo scorrere lento dei passi diventa preludio alla danza, e la danza stessa si radica nell’ambiente naturale, mettendo in dialogo corpo e acqua, trasformando l’argine del ume in scena e i partecipanti in comunità temporanea. Qui la dimensione sica del movimento incontra la contemplazione del paesaggio, in un incontro corale che unisce arte e territorio. A suggellare i tanti transiti di Ammutinamenti, cantiere vivo, crocevia e agorà catalizzatrice di passaggi tra linguaggi, geogra e e comunità, per una visione della danza calata nel presente, architetta di relazioni, pratica di cittadinanza e possibilità di immaginare insieme nuove forme di convivenza.
Linda Landi
L’idea di una pratica performativa capace di farsi teatro di incontro e ri essione collettiva, attraversa anche gli altri titoli di Ammutinamenti, spaziando dall’archivio al mito, no alla ricerca sulle radici e sull’identità contemporanea.
Con Al cubo, il duo Segni Mossi (Alessandro Lumare e Simona Lobefaro) costruisce sabato 6 settembre un’esperienza partecipativa in cui il gesto diventa segno condiviso. Un cubo trasparente, elemento scenico tanto semplice quanto magnetico, accoglie disegni, movimenti e sguardi di adulti e bambini, mentre il violoncello di Giacomo Gaudenzi tesse dal vivo una trama sonora che accompagna e ampli ca le azioni. Uno spazio di libertà che permette di sperimentare un grado zero del movimento e del segno, trasformando il pubblico da semplice spettatore a parte integrante dell’opera.
Anche FRAGOLESANGUE / disordini nell’archivio, ideato da Zoe Francia Lamattina, Ida Malfatti e Monica Francia, mette in gioco, sempre il 6 settembre, una dimensione corale e inclusiva. L’archivio non è più custode silenzioso del passato, ma organismo instabile e in continuo mutamento, che il pubblico è invitato ad attraversare scegliendo liberamente percorsi e traiettorie. Così la memoria diventa materia viva, continuamente riscritta e ricomposta, mentre il dj-set di R.Y.F. prolunga questa energia in chiave musicale, ribadendo il legame tra corpo e memoria. Radici e appartenenze sono invece al centro di We are our roots di Roberto Tedesco, presentato in prima regionale domenica 7 settembre. Qui l’indagine si fa intima e geometrica: la coreogra a si intreccia con il suono ipnotico dell’handpan di Luca Pizzetti e con la presenza scenica di Laila Lovino. Toccando le corde di una ri essione esistenziale che attraversa l’animo di ogni individuo, Tedesco si chiede cosa resti di noi nei continui spostamenti, nelle partenze e nei ritorni che segnano la nostra vita. La sua risposta è un viaggio delicato, in cui la danza diventa traccia di ciò che si perde e di ciò che invece permane, rivelando la forza di un legame invisibile con le nostre origini. Dall’indagine sull’identità a quella sulle relazioni collettive: Bermudas_forever di mk (Premio Ubu 2019) è una performance “potenzialmente in nita”, costruita su regole essenziali – derivate dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi, dai sistemi evolutivi della sica e della meteorologia – capaci di generare un moto perpetuo. I danzatori si muovono in un continuum senza inizio né ne, esplorando l’ascolto reciproco, l’adattamento, la convivenza. Il progetto permette inoltre al pubblico di entrare direttamente nel cuore del dispositivo coreogra co attraverso semplici istruzioni necessarie per porsi in dialogo con i performer. Bermudas_forever si con gura così come un’esperienza di comunità, in cui lo scambio di energia nel gruppo diventa la vera forza motrice.
Un’altra prima regionale, in scena lunedì 8 settembre, è Cani lunari di Francesco Marilungo, che dopo il successo di Stuporosa - spettacolo con cui ha ottenuto il Premio Ubu 2024 - porta ad Ammutinamenti 2025 il suo nuovo lavoro vincitore del Premio CollaborAction - Network Anticorpi XL (azione che sostiene i progetti di coreogra emergenti attraverso premi economici, supporto per lo sviluppo e circuitazione). Qui il nucleo è l’immaginario della strega: gura arcaica, ribelle e perturbante, che incarna un sapere magico e politico insieme. Cinque interpreti evocano un sabba visionario, sospeso tra estasi e metamorfosi, ampli cato dalle sonorità di Vera Di Lecce e dalle luci di Gianni Staropoli, per una ri essione sul potere del femminile e sulla sua capacità di resistere, trasformare, generare nuove possibilità.
Il 5 settembre anche i concerti di Edna Frau e Ananhash
Non solo danza: anche quest’anno il Festival accoglie la sezione musicale a cura di Norma APS, associazione che da anni promuove sul territorio la cultura musicale con uno sguardo sempre attento e vivace rispetto alle realtà giovanili del territorio. La prima serata del Festival, venerdì 5 settembre, vede protagoniste le band Ananhash e Edna Frau che, tra esplorazioni sonore che fondono le trame del math rock con le vivaci cavalcate del funk e sonorità new wave e post-punk, ci trasporteranno in un travolgente viaggio sonoro.
In ne, l’anteprima del 9 settembre di Il vangelo di Cassandra - annunciazione di una genesi di Gemma Hansson Carbone evoca la dimensione del mito: Cassandra non è qui la profetessa inascoltata della tradizione classica, ma una voce che annuncia un nuovo inizio, una nascita possibile. L’impianto scenico, curato da Alessandro Panzavolta e Francesco Tedde, è concepito come una struttura aperta, in cui Cassandra e gli spettatori sono creature abitatrici di un luogo magico: «il Mondo dell’Adesso, dove le orbite del sole scrivono un nuovo alfabeto su specchi rotti, dove lo scheletro del tempo passato diventa nuova pelle di serpente, dove mito e visioni del futuro s’incontrano, celebrando la potenza della creazione e della libertà». Comunità, memoria e futuro danno tridimensionalità a questa ventisettesima edizione di Ammutinamenti, confermandone la storica tensione allo sperimentalismo e alla ricerca di un linguaggio comune trasformativo. (li.la.)
Dall’11 al 13 settembre le creazioni selezionate tra 125 candidature
Saranno come di consueto giorni intensissimi quelli della Vetrina della giovane danza d’autore, che da giovedì 11 no a sabato 13 settembre si svolgerà in vari luoghi della città (vedi programma nell’ultima pagina di questo inserto), connotando l’ultimo weekend di Ammutinamenti. Il progetto è come sempre realizzato dal Network Anticorpi XL (rete italiana dedicata alla promozione e allo scouting della giovane danza d’autore) e coordinato dall’Associazione Cantieri Danza. Quest’anno sono state ben 125 le candidature ricevute, nelle quali la commissione selezionatrice - composta dai 38 partner della rete - ha potuto riscontrare una situazione coreutica estremamente ricca e variegata. Le creazioni che vedremo alla Vetrina sono 14, scelte con l’intento di restituire la complessità e la ricchezza del panorama contemporaneo della giovane danza d’autore italiana, e di stimolare una ri essione sulle trasformazioni in atto nella società e nell’arte per un approfondito excursus sullo stato dell’arte della danza contemporanea di ricerca.
Si inizia dunque giovedì 11 settembre, quando la Vetrina sarà aperta da Davide Tagliavini e la sua coreogra a That’s all. That’s all, che signi ca “è tutto”, può essere una resa, un commiato o l’incipit per un nuovo numero che si appresta ad iniziare. In prima serata ecco poi la breve performance DIVE, in cui il giovane gruppo Nanouk propone una sorta di provocazione su un incontro sospeso nel tempo con un alieno in cui poter essere noi stessi in maniera totalmente pura. La prima giornata si chiude poi con una tripletta al Teatro Rasi inaugurata da Pietro Angelini con RMX, una ri essione sul mito di Narciso che indaga la relazione tra l’essere umano e la propria immagine rappresentata. Laura Gazzani è invece l’autrice di GRAZIOSISSIMO, spettacolo ispirato al metodo del maestro di balletto Enrico Cecchetti che esplora il “port de bras”, gesto codi cato della danza classica, mostrando come possa integrarsi nella nostra esperienza quotidiana, mentre SUPERSTELLA, di e con Vittorio Pagani, è un’indagine esistenziale e artistica che oscilla tra caos e ordine, tra idealizzazione e realtà, tra il desiderio di compiutezza e il fascino del perpetuo divenire. La giornata di venerdì 12 settembre si apre nel pomeriggio con il solo di Nunzia Picciallo dal titolo Lemmy B.: in una scena nuda, dove la drammaturgia sonora è elemento fondante, il corpo si pone come unico dispositivo in grado di sovvertire canoni. A seguire, Riccardo De Simone (in scena insieme a Laura Chieffo) presenta EVERYBODY HAS A FATE(primo studio), che invita a ri ettere sulla natura del tempo, sul signi cato del presente e sulla speranza del futuro. Dietro a The Garden c’è invece Gaetano Palermo, artista e coreografo siciliano che, fondendo insieme cinema, teatro, sport, performance e djset, innesca un collasso intermediale. Quindi toc-
Le due creazioni vincitrici di Giovane Danza Italiana
Oltre ad ospitare spettacoli, laboratori e progetti formativi, il Festival Ammutinamenti accoglie anche i processi creativi di nuove produzioni: dal 10 al 14 settembre Ravenna ospita infatti la prima tappa di lavoro dedicata alle due creazioni vincitrici di Giovane Danza Italiana, un progetto promosso da Cantieri Danza, CapoTrave/ Kilowatt e Anghiari Dance Hub con l’obiettivo di supportare la crescita professionale di giovani autori e autrici under 35 attraverso un sostegno economico alla produzione e residenze artistiche.
Durante le quattro giornate ravennati di residenza Vittorio Pagani avvierà la ricerca del suo Echo Chambers - un amore senza fine, performance di danza contemporanea che indaga la natura dell’applauso, accanto a YoY Performing Arts, IVONA e Michele Ifigenia/Tyche che lavoreranno al loro Your Tactile Identity, progetto radicale che esalta la vicinanza e manifesto artistico nato dall’incontro tra le tre compagnie. Domenica 14 settembre i giovani coreografi apriranno al pubblico il loro processo creativo mostrando i primi appunti coreografici ed entrando in dialogo con diversi professionisti e professioniste del settore e con spettatori e spettatrici.
ca a GOOD VIBES ONLY (beta test), di Francesca Santamaria, primo capitolo del macro-progetto omonimo. Il lavoro si articola come un beta test, nasce per indagare il concetto di scrolling e arriva a interrogarsi sul rapporto tra performatività e consumo. Si chiude poi la serata con la piemontese Violetta Cottini e il suo Do fairies have a tail?, in cui approfondisce lo studio dell’arte visiva e dell’installazione in relazione alla performance. L’ultima giornata della Vetrina, sabato 13 settembre, vede in scena Miranda Secondari con GHERMINELLA_studio di voci inarticolate, dove, tra suono e voce, si parla al sogno come metodologia, come una forma visiva di pensiero. Il duo VIDAVÈ (Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali) porta poi in scena Coraggio. La sfortuna non esiste, che sviluppa una ri essione artistica intorno al concetto del sé, attraverso una composizione coreogra ca surrealista ricca in movimento e musica. Con SEX.EXE (primo studio) il coreografo Pablo Ezequiel Rizzo intende invece creare una dimensione simbolica attraverso la costruzione di immagini archetipiche, tra danza, arte visiva, parola e tecnologia, mentre nel conclusivo EN RETRAIT (primo studio) la francese con sede a Napoli Laura Simonet affronta la corporeità da un punto di vista intimo e al contempo fondamentale.
Alessandro Fogli
“Everybody
oga, dan a e movimento all aria aperta: i laboratori gratuiti di Ammutinamenti
Il Festival Ammutinamenti raddoppia con Sguardi e pratiche intorno alla danza d’autore, una sezione parallela al cartellone di spettacoli e performance. Si tratta di dieci laboratori aperti a cittadini di ogni età che potranno sperimentare le pratiche espressive del movimento e del corpo. I laboratori saranno condotti da alcuni artisti e artiste e professionisti/e ospitati dal festival e hanno anche lo scopo di favorire l’incontro ravvicinato tra il pubblico e i performer. Tutti i percorsi sono a partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria. Si parte dal 2 al 5 settembre con allenamenti nell’archivio, un laboratorio di pratiche performative con Monica Francia e Zoe Francia Lamattina, rivolto a persone dai 15 anni che vogliono mettersi in gioco al anco di alcune giovani artiste nella costruzione della performance di danza FRAGOLESANGUE/disordini nell’archivio prevista per sabato 6 settembre. Gli incontri si terranno ogni pomeriggio tra la palestra Rava e il museo Mar.
IL NETWORK Nuove Traiettorie e CollaborAction Kids
Il Network Anticorpi XL rappresenta un unicum nel panorama della danza italiana, distinguendosi da sempre per la sua capacità di promuovere la creatività e l’innovazione. Oltre ad ospitare sin dalla sua nascita la Vetrina della giovane danza d’autore, ormai punto di riferimento nazionale per osservare le tendenze e le poetiche della giovane scena italiana, il Festival Ammutinamenti accoglie la tappa di un altro progetto di rete, il percorso formativo Nuove Traiettorie. Dal 10 al 14 settembre otto giovani autori e autrici, selezionati tra le candidature alla call Vetrina della giovane danza d’autore dai partner del Network delle regioni che scelgono di aderire all’azione, continuano a Ravenna la loro formazione teorica iniziata online lo scorso giugno, godono di un tempo da dedicare allo scambio pratiche, assistono agli spettacoli della Vetrina ed entrano in dialogo con gli operatori e le operatrici del settore. Questa ventisettesima edizione accoglie inoltre la prova aperta di CollaborAction Kids, azione del Network che mira a sostenere un progetto destinato al pubblico delle nuove generazioni - selezionato tramite call - attraverso l’assegnazione di una borsa di studio per la ricerca artistica. Gruppo Ibrido, composto dal danzatore e coreografo Davide Tagliavini e dalla regista e artista Cinzia Pietribiasi, presenta il 13 settembre i primi materiali di ricerca di Walt e l’arte di volare, lavoro che si confronta con il desiderio di raccontare una storia di libertà e di concedersi la possibilità di sognare e di sperimentare. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con il Teatro del Drago.
Dal 6 all’8 settembre c’è Invito alla danza, una serie di laboratori rivolti alle scuole di danza del territorio, che saranno condotti ogni giorno da un diverso artista ospite del festival. Lorenzo Morandini proporrà un percorso sul movimento espressivo all’aria aperta e nel paesaggio (6 settembre, ore 15.3017, Parco Mani Fiorite), Biagio Caravano della compagnia mk offrirà la possibilità di studiare il sistema coreogra co dello spettacolo Bermudas (7 settembre, ore 17-18.30, Arti cerie Almagià), Francesco Marilungo farà immergere i partecipanti nelle pratiche coreogra che nate nel processo creativo del suo spettacolo Stuporosa (8 settembre, ore 14-15.30, Teatro Lo Zodiaco). Sabato 6 settembre sono due le proposte in programma: Libera il segno, un laboratorio per esplorare la relazione tra danza e disegno con Segni Mossi (Alessandro Lumare e Simona Lobefaro) rivolto a nonni e nipoti a partire dai 5 anni (ore 10-12, Studio 73) e un laboratorio di movimento con la performer Ofelia Omoyele Balogun, rivolto a persone dai 18 anni (ore 14.3016, Centro Sociale La Quercia). Domenica 7 settembre ai Giardini pubblici dalle 9 alle 10 c’è una lezione di yoga e anatomia esperienziale con Rita Valbonesi incentrata sul numero 8, considerato il simbolo dell’equilibrio cosmico, mentre lunedì 8 settembre dalle 18 alle 20 al Parco Teodorico si terrà Filoso a dal corpo, aperto a tutti e condotto da Gianmaria Beccari di Passeggiate Filoso che, esperienza che farà esercitare i partecipanti sulle pratiche del metodo Feldenkrais, in cui la giocosità dell’infanzia si intreccia con la ricerca loso ca.
Il programma di Sguardi e pratiche si chiude sabato 13 settembre con Voli letterari - un dialogo con i libri, una lettura di gruppo rivolta a bambini e bambine dai 6 ai 10 anni a cura della Libreria Momo (ore 15.45-16.30, Arti cerie Almagià) e con lo Yoga family di Federica Samorì, una pratica del metodo Giocayoga che unisce adulti e bambini dai 6 agli 11 anni (ore 17.30-18.30, Giardino Deserto Rosso) permettendo di entrare in contatto con se stessi e relazionarsi con l’altro attraverso uno sguardo nuovo, fatto di connessione, ascolto ed empatia. Alex Giuzio
RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025
XXVII EDIZIONE
5-14 SETTEMBRE 2025
VENERDÌ 5 settembre
ore 17.30 - PIAZZA SAN FRANCESCO
Álvaro Murillo - 8 km en mula in collaborazione con Red Acieloabierto durata 18’ - ingresso gratuito
ore 18.15 - GIARDINO DESERTO ROSSO
Christophe Al Haber - Fragmentation in collaborazione con Solidarity in Motion durata 15’ - ingresso gratuito
dalle ore 18.30 alle 20 e dalle ore 20.30 alle 22
ARTIFICERIE ALMAGIÀ
UnterWasser
Boxes - opera di teatro visuale con micro-spettacoli e giochi interattivi in collaborazione con Teatro del Drago biglietto unico 5€ - Prenotazione obbligatoria 6 turni da 30 minuti per 5 spettatori alla volta Parte dell’opera è fruibile anche senza prenotazione
ore 20 - AREA ESTERNA ARTIFICERIE ALMAGIÀ
Samer Zaher - Ancestral Echoes in collaborazione con Solidarity in Motion durata 20’ - ingresso gratuito
ore 22 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ live music con Ananhash e Edna Frau a cura di Norma APS ingresso gratuito
Vuoi fermarti a cena? Passa in biglietteria a ritirare il tuo sconto da utilizzare presso il nostro food partner Porters Pub!
ore 17.30 - PARCO MANI FIORITE percorso nei luoghi del quartiere tra performance e pratiche artistiche con: Ofelia Omoyele Balogun Figlie della Terra di Mezzo Nagga Giona Baldina - YOURS Segni Mossi /Alessandro Lumare e Simona Lobefaro - Al cubo con musiche dal vivo di Giacomo Gaudenzi in collaborazione con Rete Yekatit1219febbraio durate performance 10’ + 15’ + 30’ ingresso gratuito
dalle ore 19 alle ore 21 MAR - Museo d’arte della Città di Ravenna Zoe Francia Lamattina, Ida Malfatti, Monica Francia FRAGOLESANGUE/disordini nell’archivio dalle ore 21 alle ore 22 dj-set a cura di R.Y.F. durational performance biglietto unico 8€ (5€ performance + 3€ ingresso collezioni museali)
Vuoi fermarti a cena? Chiamaci per prenotare il tuo piatto di cappelletti al ragù o tortelli burro e salvia + acqua a 10€. Appuntamento al termine degli eventi pomeridiani presso Centro Sociale La Quercia.
ore 17 - CHIUSA DI SAN MARCO
Lorenzo Morandini - La möa camminata 3km + performance in collaborazione con Trail Romagna nell’ambito di Storie di ume biglietto unico 5€ (con aperitivo nale) iscrizione obbligatoria sul sito www.trailromagna.eu Il luogo si raggiunge solo a piedi o in bicicletta. Punto di ritrovo camminata guidata: parcheggio stadio Bruno Benelli (fontanella distribuzione acqua) ore 16
ore 18.30 - FONDAZIONE SABE PER L’ARTE
Roberto Tedesco - We are our roots
PRIMA REGIONALE durata 25’ biglietto unico 5€ prenotazione obbligatoria
dalle ore 20 alle ore 22 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
mk - Bermudas_forever durational performance - biglietto 12€ + riduzioni under30/over65/early bird 8€ e partecipanti pratiche 5€
Vuoi fermarti a cena? Passa in biglietteria a ritirare il tuo sconto da utilizzare presso il nostro food partner Atomico16!
ore 21 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
Francesco Marilungo
Cani lunari
PRIMA REGIONALE - durata 60’
biglietto 12€ + riduzioni under30/ over65/ early bird 8€ e partecipanti pratiche 5€ prenotazione consigliata
ore 21 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
Gemma Hansson Carbone
Il vangelo di Cassandra - annunciazione di una genesi ANTEPRIMA - durata 45’ biglietto 12€ + riduzioni under30/over65/ early bird 8€ e partecipanti pratiche 5€ prenotazione consigliata
ore 17.30 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
Vetrina della giovane danza d’autore con:
Davide Tagliavini - THAT’S ALL durata 30’ - biglietto unico 5€ prenotazione consigliata
ore 19 e ore 19.30
MAR - Museo d’Arte della città di Ravenna
Vetrina della giovane danza d’autore con:
Nanouk - DIVE durata 11’ - ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
ore 20.45 - TEATRO RASI
Vetrina della giovane danza d’autore con:
Pietro Angelini - RMX
Laura Gazzani - Graziosissimo
Vittorio Pagani - SUPERSTELLA
durata serata 1h40 con intervallo
biglietto 12€ + riduzioni under30/over65/ early bird 8€ e partecipanti pratiche 5€
ore 16.45 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
Vetrina della giovane danza d’autore con: Nunzia Picciallo - Lemmy B. durata 40’ - biglietto unico 5€ prenotazione consigliata
ore 18 e ore 19.15
FONDAZIONE SABE PER L’ARTE
Vetrina della giovane danza d’autore con: Riccardo De Simone
EVERYBODY HAS A FATE (primo studio) durata 15’ - ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
ore 18.30 - TEATRO RASI
Vetrina della giovane danza d’autore con:
Gaetano Palermo - The Garden durata 30’ - biglietto unico 5€
ore 20.45 - TEATRO RASI
Vetrina della giovane danza d’autore con: Francesca Santamaria
GOOD VIBES ONLY (beta test)
Violetta Cottini - Do fairies have a tail? durata serata 45’ con intervallo biglietto 12€ + riduzioni under30/ over65/ early bird 8€ e partecipanti pratiche 5€
ore 16.45 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ prova aperta
CollaborAction KIDS con:
Gruppo Ibrido - Walt e l’arte di volare in collaborazione con Teatro del Drago adatto a bambini dai 6 anni durata 20’ biglietto unico 5€ - prenotazione consigliata
ore 18.30 - TEATRO RASI
Vetrina della giovane danza d’autore con: Pablo Ezequiel Rizzo
SEX.EXE (primo studio)
Miranda Secondari
Gherminella_studio di voci inarticolate
VIDAVÈ Company
Coraggio. La sfortuna non esiste durata serata 1h30 biglietto 12€ + riduzioni under30/over65/ early bird 8€ e partecipanti pratiche 5€
ore 21.30 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
Vetrina della giovane danza d’autore con: Laura Simonet - EN RETRAIT (primo studio) durata 25’ - biglietto unico 5€ prenotazione consigliata
ore 22 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
Closing party con ToffoloMuzik - DJ set a cura di Norma APS - ingresso gratuito
ore 14.30 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ
appunti di Giovane Danza Italiana condivisione dei primi materiali di ricerca coreogra ca delle creazioni vincitrici del progetto Giovane Danza Italiana: Echo Chambers-un amore senza ne di Vittorio Pagani e YOUR TACTILE INDENTITY di YoY Performing Arts, IVONA & Michele I genia/Tyche
Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ingresso gratuito - prenotazione consigliata
Laboratori e pratiche artistiche aperte a tutte
Tutti gli appuntamenti sono a partecipazione gratuita su prenotazione
allenamenti nell’archivio laboratorio di pratiche performative con Monica Francia e Zoe Francia Lamattina rivolto a persone dai 15 anni
ore 10-12 - LUOGO IN VIA DI DEFINIZIONE Libera il segno laboratorio guidato da Segni Mossi/Alessandro Lumare e Simona Lobefaro rivolto a nonni e nipoti a partire dai 5 anni
ore 14.30-16 - CENTRO SOCIALE LA QUERCIA
Laboratorio di danza e movimento con Ofelia Omoyele Balogun rivolto a persone dai 18 anni
Invito alla danza rivolto alle scuole di danza del territorio Corpo e paesaggio laboratorio di movimento con Lorenzo Morandini
ore 9-10 - GIARDINI PUBBLICI
8 - radicare, transitare, danzare lezione di yoga e anatomia esperienziale in movimento con Rita Valbonesi
Invito alla danza - rivolto alle scuole di danza del territorio Bermudas_lab - a cura di Biagio Caravano/ mk con il cast di Bermudas_forever
ore 18-20 - PARCO TEODORICO Filoso a dal corpo laboratorio condotto da Gianmaria Beccari (Passeggiate Filoso che®) rivolto a persone dai 16 anni (ritrovo presso Punto Info Parco Teodorico)
Invito alla danza - rivolto alle scuole di danza del territorio Laboratorio di danza con Francesco Marilungo
ore 15.45-16.30 - ARTIFICERIE ALMAGIÀ Voli letterari - Un dialogo con i libri in collaborazione con Libreria per Ragazzi Momo adatto a bambini dai 6 anni ai 10 anni
17.30-18.30 - GIARDINO DESERTO ROSSO Yoga family con Federica Samorì adatto a bambini dai 6 agli 11 anni
INFO E PRENOTAZIONI
320 9552632, info@festivalammutinamenti.org, www.cantieridanza.it/festivalammutinamenti Biglietti acquistabili nei luoghi degli eventi da un’ora prima dell’inizio dell’evento. Apertura straordinaria biglietteria il 4 settembre (ore10-13 e 16-19 Almagià).
L’ESPERTA
L’agronoma Valeria Mariani e il disastro di Milano Marittima: «Utilizzo spesso il pino nei miei progetti, l’importante è rispettare le sue esigenze». A Riccione un sistema per salvare le radici
«Il disastro degli alberi di Milano Marittima non poteva essere evitato». È sicura Valeria Mariani, segretaria dell’Ordine degli Agronomi Forestali di Ravenna dal 2021, in riferimento al violento nubifragio che si è abbattuto sulla cittadina nella notte del 24 agosto (vedi anche pagina 6). La tempesta ha portato alla caduta di 320 pini privati e pubblici in area urbana, con notevoli danni per viabilità e proprietà private. Ma il bilancio è parziale e destinato a peggiorare: ai crolli si aggiungeranno gli abbattimenti degli esemplari compromessi o con zolla smossa, oltre agli esiti delle veri che in corso in pineta. Secondo l’agronoma, il numero complessivo delle piante perse è destinato a superare quello registrato durante la tromba marina del 2019, quando all’interno della zona boschiva caddero circa duemila alberi nel giro di pochi minuti.
Specializzata in difesa delle piante e gestione dei tappeti erbosi, con una laurea all’Università di Bologna e due master all’attivo, Mariani sottolinea come il problema non sia nella tipologia delle alberature, ma nell’eccezionalità di questi eventi climatici, destinati a diventare sempre più frequenti: «Con raf che di vento oltre i cento chilometri orari, nessun specie di albero avrebbe resistito. Da noi predominano i pini, e sono caduti quelli. Nei prossimi anni sarà necessario attrezzarsi, utilizzando le giuste accortezze nelle fasi di piantumazione e cura del verde per fronteggiare i cambiamenti climatici. Personalmente, utilizzo spesso il pino nei miei progetti: credo sia importante valorizzare le specie autoctone, purché se ne rispettino le esigenze speci che per fronteggiare al meglio la crisi climatica».
Un esempio virtuoso arriva di Riccione, dove l’amministrazione ha adottato il progetto Cupolex Radici per la tutela dei viali alberati. Il sistema, brevettato da Pontarolo Engineering, utilizza una struttura reticolata in plastica riciclata che non comprime le radici, prevenendo la formazione di noduli in super cie e riducendo così anche la necessità di interventi sulle pavimentazioni danneggiate. «Si tratta di una soluzione costosa – puntualizza l’agronoma – che porta però a una maggiore stabilità degli alberi, che non subiscono il taglio delle radici durante i rifacimenti dell’asfalto, e consente una gestione più so-
stenibile del verde urbano». Tra le altre buone prassi indicate da Mariani, gurano anche la piantumazione esclusiva di materiale vivaistico sano, senza problematiche strutturali e radicali, il corretto ancoraggio nei primi anni di vita della pianta e il rispetto della sua zona di pertinenza, per permetterne il corretto sviluppo. «Anche la potatura incide sulla stabilità del pino – aggiunge – ed è fondamentale anche per i privati af darsi a professionisti. I tagli “fantasiosi” di giardinieri improvvisati svuotano la chioma, permettendo all’aria di penetrare all’interno dei rami e destabilizzando l’intera pianta».
Per la stessa ragione, in agronomia si tende a considerare l’insieme dei pini vicini non entità isolate, ma come parte di un’unica chioma collettiva, con strutture che si proteggono a vicenda. «È fondamentale che gli abbattimenti siano regolari e autorizzati – precisa Mariani – perché la rimozione di una pianta può compromettere la stabilità delle restanti. La pineta ne è un esempio perfetto: i punti dove si sono concentrati i maggiori danni sono quelli già martoriati dal cataclisma 2019, dove il vento è riuscito a penetrare con tutta la sua forza».
Nel frattempo, continuano le veri che da parte dei tecnici comunali e provinciali, nell’ottica di terminare la stima dei danni e progettare una futura ripiantumazione: «Non solo pini, ma anche altre essenze come querce, platani, tigli e gelsi», suggerisce l’agronoma. Oltre gli interventi straordinari dovuti all’emergenza, l’Ordine
«I pini di Lido di Savio salvi anche perché distanti dal cuore della tempesta»
A seguito del nubifragio del 24 agosto su Milano Marittima, i 40 pini della vicina Lido di Savio destinati all’abbattimento sono rimasti in piedi e «ben saldi», come prontamente sottolineato dal comitato cittadino “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”. L’agronoma Mariani attribuisce la tenuta degli alberi alla distanza dal cuore della tempesta, che si è abbattuta a qualche chilometro da Lido di Savio, oltre all’effettiva protezione offerta dagli edifici lungo viale Romagna. «Tuttavia questo non scongiura un crollo futuro. Gli esemplari sono stati considerati compromessi sulla base di evidenze provate e, con il moltiplicarsi di eventi climatici estremi come questo, è preferibile intervenire in via preventiva sugli alberi instabili, piuttosto che ritrovarsi a contare i danni dopo».
degli Agronomi Forestali di Ravenna porta avanti un censimento biennale del verde pubblico, coordinato a livello provinciale da Giovanni Morelli, che include cicli di manutenzione programmata e analisi visive condotte secondo il metodo internazionale Vta (Visual Tree Assessment). In presenza di difetti evidenti, si procede con prove strumentali.
«Sui social si è parlato anche della scarsità di pinoli come possibile segnale di ammaloramento o invecchiamento degli alberi, ma si tratta di un fenomeno legato esclusivamente al frutto e dovuto a condizioni di siccità o all’attacco di parassiti speci ci, come cimici e cocciniglie, che non compromettono la stabilità della pianta –conclude Mariani -. Tra i compiti
+APERTURA DIURNA 8.30 – 19.30 DAL 28 AL 31 AGOSTO MONTANARI viale Mattei 30 - tel. 0544 451401; COMUNALE 8 via Fiume Montone Abbandonato 124 - tel. 0544 402514; DANTE via Tono Zancanaro 169 (Lido Adriano) - tel. 0544 496826.
DALL’1 AL 7 SETTEMBRE ACABA via dei Poggi 82 - tel. 0544 61383; COMUNALE 8 via Fiume Montone Abbandonato 124 - tel. 0544 402514; GUERRINI piazza Garibaldi 7 (S. Alberto) - tel. 0544 528110.
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della commissione di agronomi, anche il monitoraggio di questi agenti patogeni e la prevenzione dei più gravi, come crisicoccus pini, diffuso nelle nostre zone, e responsabile del disseccamento completo dell’albero. La soluzione non è nell’eliminazione dei pini, ma nella convivenza intelligente con questa specie». Maria Vittoria Fariselli
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RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025
IL LUOGO
L’immobile di via Chiavica omea sotto i riflettori delle cronache locali. l momento l’edificio è inagibile e si valuta come possa essere utilizzato l’esterno. La Pigna chiede tra le altre cose un bando pubblico. L’assessora non risponde
Spartaco è stato per oltre vent’anni uno spazio autogestito secondo una formula che si potrebbe de nire un po’ “ibrida” in cui i giovani che si sono succeduti hanno avuto libertà di organizzare l’uso degli spazi dell’ex scuola con il consenso del Comune di Ravenna che aveva promosso l’iniziativa e ha sempre pagato le utenze. Nei giorni in cui a Milano viene sgombrato lo storico centro sociale Leoncavallo, la distinzione va fatta per evitare confusione. L’immobile di via Chiavica Romea è di proprietà del Comune e non è mai stato “occupato” abusivamente da chi lo ha frequentato e animato negli anni. Concerti, incontri, momenti di ritrovo, il mercato biologico di prodotti a km 0, una biblioteca transfemminista. Dentro Spartaco negli anni si sono succedute molte esperienze innovative e negli anni, con il crescere dell’Università a Ravenna, era diventato punto di riferimento anche per molti studenti fuorisede. Ora una serie di incendi appiccati, pare, da una persona che cercava riparo per la notte, ha reso l’immobile completamente inagibile provocando danni anche alla stessa biblioteca. Il Comune ha provveduto in seguito a una “pulizia” degli spazi esterni che sembra aver innanzitutto l’obiettivo di impedire a chicchessia di trovarvi un eventuale riparo nella notte (un paio di persone sono state allontanate durante queste operazioni), questo nel momento in cui in città è tornato a farsi sentire con forza il tema delle persone senza ssa dimora che non trovano accoglienza in dormitori pubblici. Al momento inoltre non è stata rinnovata la convenzione che per anni ha regolato gli usi degli spazi e che non ha mai visto associazioni tra i rma-
tari, ma singoli rappresentanti dell’assemblea dello Spartaco secondo una modalità, anch’essa, piuttosto inusuale con pro e contro, naturalmente. Da un lato questa modalità, trovata nel 2002 dall’allora dirigente alle Politiche Giovanili Raffaella Sutter - che aveva attinto da fondi regionali seguendone
del 2021 per cui ci fu una grande mobilitazione per la raccolta fondi). Ora naturalmente la domanda è cosa ne sarà di Spartaco.
le linee guida e che aveva ottenuto il benestare di giunta e consiglio comunale - ha permesso l’uso dell’immobile a realtà giovanili non strutturate e aperte, dall’altro ha sicuramente complicato le cose in alcune situazioni (per esempio le multe comminate per una serie di infrazioni amministrative come l’intrattenimento danzante senza permesso alla ne
In consiglio comunale l’assessore alle Politiche giovanili ha parlato di nuove modalità per l’assegnazione. Avremmo voluto saperne di più ma purtroppo non c’è stato modo di avere risposte in tempi utili per la stampa da Hiba Alif, amministratice in quota Avs, che non ha evidentemente ritenuto necessario trovare il tempo per rispondere ai nostri quesiti. Le domande che le avremmo fatto riguardano ovviamente come si intende procedere con i lavori per il ripristino dei locali danneggiati, se si possa valutare, come accaduto altrove, un’ipotesi di autocostruzione (ipotesi peraltro già emersa nell’ormai lontano 2007), se le osservazioni della lista di opposizione La Pigna possano avere riscontro da parte della maggioranza. In particolare, il gruppo di Veronica Verlicchi, molto attento al tema e che ha più volto lanciato un allarme degrado rispetto al centro autogestito, in un comunicato stampa chiede nello speci co «di addebitare i costi di ripristino della struttura agli attuali gestori; il divieto di utilizzo anche dell’area esterna; l’addebito della Tari e dell’Imu pregresse; l’addebito della raccolta, trasporto e smaltimento dei ri uti nora rinvenuti». E ancora, dopo aver calcolato i costi per il Comune, pari a circa 155mila euro negli ultimi nove anni, la Pigna chiede che «una volta ristrutturato e reso agibile, dovrà essere assegnato tramite bando pubblico ad associazioni che intendano svolgere attività realmente utili per il quartiere, in piena osservanza della legalità». (fe.an.)
AMARCORD
Il romanzo tra nzione e realtà
Oltre al Toti, altri due sottomarini sono musealizzati in Italia: il Dandolo a Venezia e il Sauro a Genova. Marco Mascellani ha prestato servizio a bordo di tutti e tre: «Quando portai mia figlia a visitarne uno mi disse che allora anche io ero un pezzo da museo». La vita negli abissi è diventa il tema per il romanzo Delfini d’acciaio (ed. Il girasole, 2006) scritto da Mascellani: «L’idea nacque in una conversazione con un vicino di ombrellone che era sorpreso che la Marina italiana avesse dei sottomarini. Scelsi la narrativa perché i saggi tecnici li leggono solo gli addetti ai lavori. La missione descritta nella storia è ovviamente inventata, ma il Toti di cui si parla è proprio quello che ora è a Milano».
Il ravennate Marco Mascellani è stato il più giovane direttore di macchina del battello che ha appena celebrato i vent’anni da quando è esposto a Milano: «Un bagno per 28 uomini di equipaggio, si dormiva sulla branda lasciata calda da un collega»
Il primo sottomarino costruito in Italia dopo la seconda guerra mondiale, alla scadenza delle clausole di divieto contenute nel trattato di pace, ha da poco celebrato i vent’anni di ingresso al museo della scienza e della tecnologia di Milano. Nei trent’anni di servizio (1967-1997) un ravennate è stato membro dell’equipaggio. Marco Mascellani, direttore di macchina dal 1990 al 1995: «Venni assegnato al Toti poco prima di compiere 25 anni – ricorda Mascellani – e divenni il più giovane direttore di macchina». Ma non è che il resto dell’equipaggio fosse molto più vecchio: «In totale 33-34 persone, di cui 28 andavano a bordo nelle uscite in mare. Il più giovane aveva 17 anni e il più vecchio 40, il comandante era un trentenne. La permanenza in un sommergibile è piuttosto impegnativa, per questo si tende ad avere un equipaggio giovane».
Il viaggio lungo il Po e poi su 240 ruote
Il sottomarino Enrico Toti è esposto al museo nazionale di Scienza e Tecnologia di Milano. Da metà luglio è tornato visitabile dal pubblico dopo un intervento di riqualificazione.
Portarlo nel capoluogo lombardo, notoriamente non una città di mare, fu una sfida logistica di grande impatto nel 2005.
Il viaggio cominciò nel 2001 da Augusta (Siracusa): trainato dal rimorchiatore Polifemo, il sottomarino S-506 raggiunse Chioggia in una ventina di giorni. Risalendo il Po, il battello arrivò al porto fluviale di Cremona e lì rimase per quattro anni.
Con la rimozione di alcune parti, venne alleggerito fino a 375 tonnellate totali per essere sollevato dall’acqua e caricato su mega convoglio con 240 ruote, lungo 62 metri e largo cinque che, dopo quattro notti di viaggio alla velocità di 7 chilometri l’ora raggiunse il museo milanese.
Il direttore di macchina è il responsabile della piattaforma: «Il sottomarino deve immergersi, ma non affondare, e poi tornare in super cie. E quando è immerso è in una condizione instabile, in equilibrio costante tra la spinta di Archimede che lo porta a galla e il peso che lo manda sul fondo». Mantenere l’assetto è uno dei compiti in capo al direttore di macchina e richiede grande perizia: «Ricordo che c’era un sottouf ciale un po’ robusto e quando si alzava dalla branda a prora per andare in bagno a poppa cambiava l’assetto e serviva una correzione».
In 46 metri di lunghezza e 4,75 di larghezza c’era tutto il necessario per la sopravvivenza: «Lo spazio era diviso in tre parti. A poppa c’erano il bagno, uno per tutto l’equipaggio, e la camera operativa con il periscopio, il timone, il controllo dei siluri, il sonar e la radio. Al centro un semilocale con la cucina e il camerino del comandante. A prora un ambiente che svolgeva diverse funzioni a seconda del momento della giornata, lì si mangiava, si passavano i momenti di riposo con una partita a carte e si dormiva». In gergo si parla di “branda calda”: «Ogni letto era per due persone che si davano il cambio nei turni». L’elica per il movimento era spinta da un motore elettrico: «Le batterie servivano anche per tutte le attività in immersione perché cos’ erano più silenziose. La ricarica avveniva con un generatore a diesel: si saliva a quota periscopica in modo da avere fuori dall’acqua solo una canna snorkel che aspirava aria per il motore a scoppio e poi si tornava in immersione».
Il sottomarino S-506 venne costruito a Monfalcone dalla Italcantieri a partire dal 1965 e varato nel 1967, progettato con caratteristiche antisottomarino: «Era un battello concepito per sorvegliare il Mediterraneo in tempi di guerra fredda e intercettare i sovietici che si stavano espandendo. La base di appoggio era Augusta, in Sicilia, per essere vicini ai passaggi obbligati delle rotte marine. Per le sue funzioni
si pensava potesse restare in mare per missioni di pochi giorni, invece si rivelò più performante del previsto e io stesso ho trascorso no a 40 giorni in navigazione».
Mascellani prestò servizio a bordo già dopo la caduta del Muro di Berlino, ma non mancarono momenti delicati: «Era frequente che uscissimo in mare con un altro sottomarino italiano per fare addestramento. Una volta in cui il Toti faceva “la preda” ci rendemmo conto che a poca distanza c’era un altro sottomarino di cui non avevamo informazioni e che quindi non avrebbe dovuto essere della Nato. Dopo qualche tempo venimmo invece a sapere che era un sottomarino nucleare americano in sosta».
Oggi la Marina italiana ha otto sottomarini: quattro della classe Sauro che sono più vecchi dell’età che aveva il Toti quando andò in disarmo e stanno per essere dismessi, e quattro U212 Todaro. «Sono in costruzione quattro nuovi battelli chiamati Nfs che arriveranno tra il 2028 e il 2030 per sostituire i Sauro». Andrea Alberizia
RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025
TRADIZIONI/1
A Cotignola si torna a “sfogliare” le pannocchie, a Massa Lombarda le sfogline fanno a gara...
Con la fine dell’estate si avvicinano le sagre che celebrano le tradizioni romagnole. A fine agosto, da segnalare a Cotignola la Sfujareja, festa che richiama la tradizione di “sfogliare” le pannocchie di mais. L’appuntamento è nel cortile del Circolo campagnolo in via D’azeglio, da venerdì 29 agosto a lunedì 1 settembre, tra stand gastronomico, spettacoli, canti e balli (sarà allestito un carro colmo di pannocchie per chi volesse portare a casa un ricordo). Quasi nello stesso periodo (dal 28 agosto al 3 settembre) a Massa Lombarda si tiene la tradizionale Sagra delle Sfogline, con tanto di “gara” a colpi di matterello in programma sabato 30 agosto.
Letture ad alta voce nei parchi
Nel mese di settembre, la Biblioteca Classense di Ravenna propone una nuova rassegna di letture ad alta voce (a cura delle volontarie e dei volontari del programma Nati per Leggere) dedicata ai bambini e alle bambine dai 3 ai 6 anni nei parchi pubblici della città. Gli appuntamenti saranno tutti i mercoledì e venerdì pomeriggio alle 17, nei parchi delle zone di Viale Galilei, quartiere Farini, quartiere San Giuseppe, quartiere Darsena, Porto Fuori, Ponte Nuovo e Fornace Zarattini. Gli organizzatori consigliano a chi partecipa di portare con sé una coperta per sedersi sull’erba.
Piazza della Libertà, a Bagnacavallo, torna a farsi osteria all’aperto per “La piazza in tavola”, l’appuntamento di fine estate dedicato alla convivialità e ai sapori del territorio: venerdì 29 e sabato 30 agosto, dalle 19 alle 23, saranno allestite due serate all’insegna del Bursôn, il vino simbolo dell’area bagnacavallese.
Fusignano celebra la patrona
Fusignano è pronto per la festa della natività della beata vergine Maria, patrona del paese, con i tradizionali festeggiamenti dell’Otto settembre, ricorrenza che viene festeggiata ininterrottamente da oltre 450 anni. La programmazione inizia mercoledì 3 settembre e sarà caratterizzata come sempre da spettacoli, mostre, sport, numerosi mercatini e una variegata gastronomia. Si proseguirà fino a lunedì 8 settembre, con il gran finale della festa che vedrà il concerto in piazza dei Joe Dibrutto.
La sagra del tortello contro il cancro
Torna la “Sagra del Tortellone Sanpatriziese”, iniziativa che si rinnova dal 1985 e il cui ricavato è tradizionalmente riservato al sostegno della lotta contro il cancro e delle attività che l’Istituto Oncologico Romagnolo porta avanti a favore dei pazienti che soffrono e delle loro famiglie. Confermate le quattro serate di festa, da venerdì 29 agosto a lunedì 1 settembre, sempre in Piazza Mameli (domenica 31 agosto anche a pranzo). Tutte le giornate saranno animate da eventi collaterali di intrattenimento.
Tappa ravennate per il progetto Med25
Ha attraccato in Darsena a Ravenna il 27 agosto la Bel Espoir, la nave-scuola della pace, settima tappa del pellegrinaggio che coinvolge 200 giovani provenienti da vari Paesi del Mediterraneo. Si tratta del progetto Med25, promosso dalla diocesi di Marsiglia, dall’associazione Bel Espoir-Ajd, e dall’associazione Mar Yam. Palestina, Armenia, Serbia, Algeria, Tunisia, Grecia, Svezia, Spagna, Egitto, Libano, Malta e Italia. Sono le nazionalità dei 25 ragazzi che saliranno a bordo della Bel Espoir a Ravenna. Il programma, aperto a tutti, prevede un grande convegno sul tema “Cristianesimi di Oriente e di Occidente”, due giorni di ri essione che metteranno al centro il tema la pace, declinata sotto una prospettiva loso ca, storica, artistica e politica. Il convegno parte il 30 agosto, alla Sala Dantesca della biblioteca Classense, alle 14,30. Dopo i saluti istituzionali verrà presentato il gruppo dei ragazzi e l’equipaggio della Bel Espoir con don Alexis Leproux, vicario episcopale per le relazioni con il Mediterraneo della Diocesi di Marsiglia. A seguire, la prima parte del convegno sul tema “Dialogare per conoscere: un percorso tra loso a, arte e vita” con le relazioni del preside dell’Istituto ecumenico San Bernardino di Venezia, fra Lorenzo Raniero, di Emanuela Fogliadini, fondatrice di Academy for Christian Art sulla gura di Galla Placidia, e del professor Vincenzo Buonuomo, rettore dell’Università Urbaniana sul tema “La pace ha nomi nuovi. Spunti per un’esperienza di dialogo internazionale”. Domenica 31 agosto nel pomeriggio, alle 14,30, è in programma la seconda parte del convegno con tre realtà italiane impegnate nel dialogo e nella pace. A rappresentarle il priore della comunità monastica di Bose, Sabino Chialà, il vicepresidente di Russia Cristiana, Adriano Dell’Asta e Laila Simoncelli, responsabile del servizio Diritti umani e Giustizia della comunità Papa Giovanni XXIII, che affronterà il tema del ministero della pace. La due giorni dei giovani a Ravenna si concluderà domenica sera, con una festa al Circolo Velico di Marina di Ravenna. La Bel Espoir lascerà Ravenna il primo settembre.
A Riolo una giornata gratuita dedicata ai bambini e alle cure pediatriche: «Le nostre acque ideali per la prevenzione»
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Ravenna, via Giulio Pastore 12
Tel. 0544 215658
Cell. 331 8013309
Fax 0544 211546
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Sabato 30 agosto le Terme di Riolo presentano il “Back to school”, una giornata completamente gratuita e dedicata alle cure termali pediatriche, tra divertimento e salute. Dalle 8 alle 12 sarà possibile effettuare le visite di accettazione per avviare i cicli di cure pediatriche, presentando l’impegnativa del proprio medico. Inoltre, tutti i bambini che inizieranno il percorso in occasione dell’open day autunnale riceveranno in omaggio un piccolo gadget ricordo. Il divertimento continua nella seconda parte dell’evento, che dalle ore 17 proporrà un ricco programma di attività per i bambini: dalla baby dance agli spettacoli di burattini, giochi con le bolle di sapone e un’ospite d’eccezione, Anna Sole Dalmonte, vincitrice dello Zecchino d’Oro 2024 e affezionata frequentatrice delle Terme, che si esibirà live prima della proiezione sotto le stelle del film “Madagascar” (ore 20.30, solo con condizioni meteo favorevoli). È possibile consultare il programma dettagliato della giornata sul sito e prenotare un ciclo di cure pediatriche via whatsapp allo 338 2246102 o scrivendo a info@termediriolo.it.
«Tra i punti di forza della nostra struttura c’è sicuramente la forte componente empatica – commenta Emanuele Salvatori, responsabile marketing delle Terme di Riolo -. Proprio negli ultimi giorni ho vissuto l’esperienza in prima persona, nei panni di un cliente, accompagnando mia figlia al suo primo ciclo di cure. È stata un’esperienza più che positiva: ho potuto constatare da vicino la professionalità e il calore dello staff sia medico che operativo, che accoglie i bambini chiamandoli per nome, e l’attenzione dedicata agli spazi pensati esclusivamente per loro».
«I trattamenti inalatori delle Terme di Riolo, a base di Acque Breta e Salsoiodica, offrono una soluzione efficace per prevenire e trattare le infezioni respiratorie più comuni nei bambini in età scolare - conclude Salvatori - si tratta di cure mediche naturali certificate dal ministero, non invasive e della durata di soli 15-20 minuti al giorno per 12 giorni».
28 agosto - 3 settembre-2025 RAVENNA&DINTORNI
A cura di Luca Manservisi
Si respira un grande entusiasmo in questo periodo per il Ravenna del calcio, che ha iniziato la stagione tra i professionisti (quattro anni dopo l’ultima volta) con una vittoria in Coppa Italia (2-0 al Cittadella) e una all’esordio in campionato (3-2 al Campobasso) davanti ai quasi 5mila del Benelli (nella foto la curva Mero sold out). In mezzo, il bagno di folla in piazza del Popolo, con la presentazione della prima squadra e il presidente Ignazio Cipriani che ha fatto intendere che la Serie C potrebbe essere solo l’inizio. Sul nostro sito abbiamo accompagnato l’entusiasmo potenziando la copertura delle gare di campionato, con tanto di tabellino aggiornato quasi in tempo reale e la novità delle pagelle. Per i tifosi (ma anche per tutti gli altri) l’appello è quindi di continuare a seguirci su Ravennaedintorni.it. A partire dalla prossima partita, non proprio una come le altre: il derby di Forlì, in programma in posticipo lunedì 1 settembre alle 20.30. La prossima gara al Benelli è invece ssata per domenica 7 settembre contro il Bra (ore 17.30).
SPORT PER TUTTI
Corsi gratuiti di skate, roller e hockey all’Arka Park di Russi
All’Arka Park di Russi (in viale della Repubblica 9) mercoledì 27 agosto sono ripresi i corsi gratuiti di skateboard, roller freestyle e hockey in line, a cura dell’associazione sportiva Ice in Line, per bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni. Le iscrizioni sono sempre aperte (info al 339 191237). L’iniziativa fa parte del progetto “Educare all’aperto: Sport e Inclusione si incontrano a Russi”, co-finanziato dalla Società Sport e salute per conto del Dipartimento dello Sport, promosso dall’Asd Ice in line Imola, in collaborazione con il Comune di Russi. Finora ai corsi hanno preso parte 93 bambini e ragazzi;
EVENTI DANTESCHI
OFFERTI DAL CENTRO
DANTESCO NEL 60°
DI FONDAZIONE
SPORT & TRADIZIONI
A Lugo arriva il Giro d’Italia d’Epoca per celebrare la “lentezza” della bicicletta
Il 30 e 31 agosto fa tappa a Lugo l’edizione 2025 del Giro d’Italia d’Epoca. Si daranno appuntamento circa 150 ciclisti provenienti da diverse regioni, uomini e donne con divise storiche, in sella a bici risalenti fino agli anni venti del secolo scorso. Gli organizzatori invitano tutti a scendere in strada con la propria bici “impolverata”. I nuovi percorsi (tre, uno da 80, uno da 65 e uno da 45 km) sono disegnati fra borghi, colline e pianura. Tra le novità, una gara di lentezza che mette in palio il “Trofeo maglia nera”. A grande richiesta, resta confermata per sabato 30 agosto l’escursione a Comacchio con pranzo alle Antiche Pescherie: la pedalata è aperta a tutti e con qualsiasi tipologia di bici, e-bike comprese; si passerà sull’Argine degli Angeli, considerato dal quotidiano francese Le Figaro la più bella ciclabile d’Italia (partenza ad Anita alle 10). Sempre sabato, nel pomeriggio è in programma una visita alla sede di Angelo Vintage Palace, alle 16.30 una “gara” al Pavaglione, che in serata ospiterà la cena con premiazioni particolari. Domenica 31 agosto alle ore 9 in Largo della Repubblica parte la ciclostorica. Faranno da contorno la mostra mercato di bici vintage, una rassegna di Mosquiti e una mostra di auto d’epoca, una sfilata di sbandieratori e musici del Rione de’ Brozzi e un gruppo di figuranti della Polisportiva Rossetta interpreti di uno spaccato di società degli anni 50-60. Il percorso renderà omaggio ad altre città simbolo delle recenti alluvioni, come Bagnacavallo, Castel Bolognese, Brisighella e Faenza, dove ci si fermerà in Piazza del Popolo per celebrare cinque campioni faentini del passato: Renato Laghi, Vito Ortelli, Giuseppe Minardi, Aldo Ronconi e Antonio Albonetti. In uscita da Faenza si dividono i tre percorsi; il lungo procede in direzione di Brisighella.
LE PRIME TARTARUGHE MARINE NATE NEL COMUNE DI RAVENNA
Un evento storico sulle spiagge del comune di Ravenna, dove nei giorni scorsi sono nate per le prima volta delle tartarughe marine. Oltre 50, frutto del nido scoperto al bagno Susanna di Punta Marina e in queste settimane sorvegliato da tanti volontari che hanno affiancato i professionisti del centri Cestha e Tao. Dopo la schiusa delle uova, le piccole tartarughe sono state liberate direttamente in acqua dal personale specializzato, per evitare che potessero fare una brutta fine a causa della conformazione della spiaggia di Punta Marina.
CHIOSTRI FRANCESCANI | 1, 2, 3 SET. 2025 | DALLE 18 ALLE 23
TUTTA LA “COMMEDIA” SUL PALCO DI RAVENNA IN COLLABORAZIONE CON DANTE IN RETE
CELEBRAZIONE DEL TRANSITO DEL SOMMO POETA
INTERVENTO DI GREGORIO VIVALDELLI E DELLA CAPPELLA MUSICA DI SAN FRANCESCO
BASILICA DI SAN FRANCESCO - SABATO 13 SET. 2025 - ORE 21
CELEBRAZIONE DELLA S. MESSA PRESIEDUTA DAL VESCOVO EMERITO DI FIRENZE, CARD. ERMENEGILDO FLORIT, CON OFFERTA DELL’OLIO SULLA TOMBA DI DANTE.
BASILICA DI SAN FRANCESCO - DOMENICA 14 SET. 2025 - ORE 12
IL CENTRO DANTESCO E L’ALTISSIMI CANTUS DI PAOLO VI
CHIOSTRI FRANCESCANI - SABATO 27 SET. 2025 - ORE 17
CONVEGNO INTERNAZIONALE DANTESCO
DANTE E GLI STILI DELLA LODE NEL MEDIOEVO
SABATO 8 NOV. 2025 SALA RAGAZZINI, LARGO FIRENZE, RAVENNA - DALLE 9 ALLE 18
28 agosto - 3 settembre 2025
L’INTERVISTA
L’attore siciliano Mauro Lamantia “miglior interprete” al Premio Franco Enriquez grazie alla sua prova nella produzione romagnola dedicata al politico e scrittore
Da qualche anno gira uno spettacolo, nato quasi in sordina, che sta entusiasmando pubblico e critica. Gramsci Gay, del ravennate Iacopo Gardelli, prodotto da Studio Doïz e Accademia Perduta/ Romagna Teatri, e con la regia di un altro ravennate, Matteo Gatta, è un doppio monologo in cui Antonio Gramsci entra in cortocircuito con la gura che nel 2019 vandalizzò a Bari il murales a lui dedicato. Grande protagonista dello spettacolo è l’attore siciliano Mauro Lamantia (ha lavorato anche con Ridley Scott), che abbiamo sentito in occasione della 21ª edizione del Premio Nazionale Franco Enriquez 2025 - Città di Sirolo, in procinto il 30 agosto di consegnargli il riconoscimento quale “Miglior Interprete” nella categoria Teatro Classico e Contemporaneo - Sez. Nuove proposte.
Mauro, qual è la genesi di Gramsci Gay?
«Partiamo da un fatto concreto: Gramsci Gay è per me, nora, uno degli spettacoli più importanti della mia carriera, nel senso che continua a confermarsi – al di là del futuro che avrà – una delle mie esperienze più importanti, sia come attore che come autore/interprete, ossia come artista che esplora anche una propria autoralità in scena. Il progetto è nato da un’idea del regista e amico Matteo Gatta, che inizialmente aveva un’idea, generale, di lavorare sulla politica, ma che però non sapevamo come oggettivare, dove portare. Sennonché, un giorno venne fuori la questione della mia somiglianza prettamente sica con Antonio Gramsci, e allora Iacopo Gardelli iniziò a mettere insieme pezzi dai tantissimi e disparatissimi scritti di Gramsci per arrivare a ciò che si voleva, cioè delineare una gura politica potentissima ancora in grado di parlare al presente. Quando ho letto la prima stesura è accaduta una di quelle cose stupende che accadono raramente nelle carriere degli attori, ossia provawlre la sensazione fortissima che quel testo ti appartenga e che non aspettava altro che il momento in cui tu lo potessi portare in scena. Quelle parole sono talmente belle, immense, anche nella loro chirurgica semplicità (e chiaramente c’è anche un’aderenza personale ai contenuti), che alla prima lettura mi sono entusiasmato e quasi commosso alla possibilità di poterle incarnare». Nella prima parte dello spettacolo ti trasformi davvero in Gramsci.
questo ipotetico vandalo (che non è mai stato individuato) e che abbiamo battezzato Nino Russo. Ho voluto così lavorare su quelle che sono reminiscenze delle mie origini, per poter però attraverso quelle empatizzare con quella gura, non soltanto condannarla. Nella scrittura abbiamo reso Nino molto divertente e leggero, cercando però anche di comprendere quali erano le motivazioni che lo avevano spinto all’atto di vandalismo. E anche qui volevamo capire qual era la “carne” di questo personaggio, per poterlo poi portare in scena – per quanto in un mondo sideralmente opposto – con la stessa aderenza della prima parte».
IL FESTIVAL
A Faenza “Ci vediamo al parco”, progetto di socialità negli spazi verdi a cura di Teatro Due Mondi
Prosegue a Faenza Ci vediamo al Parco, progetto di socialità a cura del Teatro Due Mondi. E proprio la compagnia faentina sarà di scena sabato 30 agosto (ore 21) al parco Mita di via Ravegnana con il fortunato spettacolo Rossini flambé (nella foto), opera buffa in cucina che si presenta come una divertente e scatenata sequenza di canti, testi e situazioni comiche per ogni età. Sempre il parco Mita ospiterà poi, mercoledì 3 settembre (ore 18), il Duo Kaos con Time to Loop, spettacolo di circo contemporaneo in cui movimento, eleganza e acrobazie in bicicletta si compongono in un ingranaggio in movimento per catturare l’attenzione. Il 9 settembre (ore 18) ci si sposta al parco Torricelli di corso Garibaldi, dove Anna Palumbo (musicista e facilitatrice) propone Tamburi di pace, un “Cerchio dei Tamburi” aperto a tutti per un evento di pace, divertimento, condivisione, comunità, attraverso il ritmo e le percussioni provenienti da diverse parti del mondo. Infine, il 10 settembre (ore 18), al Giardino della Legalità di piazza Dante, ecco Sweet Home on Wheels, degli ispanico-norvegesi Studium Actoris & A. Schvarzstein
«È stato molto dif cile, perché se da un lato c’era l’entusiasmo dall’altro c’era la lingua che usiamo appunto nella prima parte, in cui interpreto Gramsci, una lingua profondamente accurata, non contemporanea. All’inizio non mi sentivo all’altezza di questo compito, la grandezza di quel pensiero è quasi spaventosa, e per come piace a me fare il mio mestiere, per poter veramente essere in grado di emanare quella potenza, ciò signi cava fare un lavoro di aderenza e incarnamento enorme. Però, con il fondamentale aiuto di Matteo e Iacopo, si è lavorato in maniera certosina proprio af nché le parole di Gramsci nascessero dentro di me arrivando a un’emanazione di quel pensiero talmente radicata che ogni volta che mi ritrovo in scena a fare la prima parte, la più dif cile, ho bisogno di una concentrazione enorme. Adesso sono in grado di librarmi bene su questo ruolo, perché abbiamo lavorato in modo tale da affondare nel nucleo di quei concetti politici, tanto che ogni volta che mi ritrovo a dire quelle parole mi sembra che siano state scritte ieri».
«Il lavoro con Ridley Scott? È stata una delle giornate più divertenti della mia vita...»
Cosa ti ha lasciato l’approfondimento di Gramsci? «Vale il discorso di prima, è come quando si scopre un autore o un libro che ti rendi conto che ti porterai dietro per tutta la vita. Sono sempre stato una persona molto studiosa, mi piace studiare e leggere, e quando mi son ritrovato di fronte ad Antonio Gramsci, che è una gura di enorme levatura anche a livello letterario, mi sono incuriosito e sono andato a leggere tante cose sue e credo, per quelle che sono le mie inclinazioni politiche, di aver trovato una profondità di analisi del mondo, della società e della collettività tale da sentire proprio una sorta di “prima e dopo” la conoscenza di Gramsci. La prima parte dello spettacolo, ogni volta che la faccio, non è soltanto una ri essione su come stare al mondo, con gli altri, su cosa signi chi affrontare l’impegno politico, ma, per me, è anche una sorta di seduta di psicoterapia personale, perché quello che dice Gramsci riguardo allo stare al mondo lo si potrebbe benissimo leggere come un modo con cui affrontare i propri problemi, i dubbi, perché Gramsci ti porta a un’analisi talmente lucida delle cose che la puoi gestire sia nelle tue scelte con gli altri che nelle tue scelte personali come individuo».
Oltre che in teatro hai lavorato molto nel cinema, hai una dimensione che prediligi?
L’ingresso è sempre libero e chi lo desidera potrà lasciare un contributo per la popolazione di Gaza, che verrà devoluto all’Associazione Gazzella OdV.
TEATRO RAGAZZI
I burattini arrivano a Casal Borsetti, Piangipane e San Zaccaria
Invece per la seconda parte, quella in cui interpreti il personaggio di Nino Russo, come è stato l’approccio?
«Ci siamo mossi in maniera completamente diversa. Volevamo far reagire chimicamente la seconda parte con la prima, e mentre ci stavamo lavorando è saltata fuori la notizia che a Bari un ignoto aveva deturpato il murales dedicato a Gramsci sul carcere di Turi con la scritta “GAY”, ed ecco quindi la corrispondenza che cercavamo. Da lì abbiamo lavorato totalmente di improvvisazione, e siccome sono molto legato alle mie origini siciliane, abbiamo puntato su quella che chiamo la mia “mitologia di origine” e su un elemento di quellegure di questa mia mitologia regionale che poteva corrispondere a
«Ci ri ettevo in questi giorni. Sto ritornando un po’ alle origini della vocazione teatrale, ma forse proprio per il momento storico: trovo che in questo momento sia molto più potente salire su un palcoscenico e parlare a un pubblico in carne e ossa. Cosa molto soggettiva, chiaramente, però devo dire che questo è quello che sento, soprattutto a partire dalla tournée di Gramsci Gay, da quando mi sono trovato a portare in giro queste parole, lo spettacolo mi ha fatto reinnamorare del mio lavoro».
Com’è stato lavorare con Ridley Scott in House of Gucci? «È stata una delle giornate più divertenti della mia vita. Lady Gaga, la protagonista, che è di origini siciliane, è impazzita quando ha saputo che ero siciliano. Ma la cosa che ho più apprezzato, da italiano, è stata la grandissima professionalità del set, perché, da glio di nessuno, mi sono ritrovato Ridley Scott che mi è venuto subito a salutare (pur facendo io una parte minuscola) e appena prima la boss della Metro Goldwyn Mayer che mi è venuta ad accogliere dicendomi che erano contentissimi di avermi nel cast, cosa che, ti assicuro, in Italia non succederebbe mai».
Il festival diffuso Burattini alla Riscossa prosegue con il debutto in Romagna del nuovo spettacolo di Massimiliano Venturi, Le baruffe balneari (nella foto), che venerdì 29 agosto (ore 21.15) sarà al Coja Blue di Casalborsetti e sabato 30 (ore 21) nel giardino di Piazza XXII giugno 1944 a Piangipane. Mercoledì 3 settembre (ore 17.30) sarà poi il centro polivalente di San Zaccaria a ospitare I Burattini di Mattia Zecchi con Fagiolino fattucchiere fortunato
CINEMA
Il lm di Ivano Marescotti a Villanova, aspettando la sagra
Venerdì 29 agosto (dalle 19.30) l’Etnoparco Villanova delle Capanne di Villanova di Bagnacavallo ospiterà la serata Aspettando la Sagra, che anticipa la Sagra delle Erbe Palustri, in programma in settembre. Si inizia con una cena condivisa in forma di trebbo partecipato, poi, alle 21, sarà proiettato il film Bar Giuseppe, del 2019, diretto da Giulio Base e interpretato da Ivano Marescotti, una reinterpretazione moderna della Natività. Info: 0545 280920
28 agosto - 3 settembre 2025 RAVENNA&DINTORNI
Il 29 agosto concerto gratuito del Quartetto di violoncelli dell’orchestra ravennate, alla vigilia di una tournée internazionale
Dalla West Coast all’Estremo Oriente, le formazioni da camera dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini volano lontano: l’autunno dell’orchestra ravennate si apre all’insegna del viaggio, con una tournée internazionale che vedrà l’Ottetto di ati raggiungere il Giappone per un appuntamento all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo il 4 settembre, in collaborazione con lo stesso IIC, seguito da cinque concerti al Teatro del Padiglione Italia dell’Expo di Osaka promossi e in collaborazione con ItaliaFestival; il Quartetto di violoncelli attraverserà invece gli Stati Uniti da una costa all’altra con sette appuntamenti, tra il 9 e il 17 settembre, organizzati con gli Istituti Italiani di Cultura di New York, Los Angeles e Chicago, con il sostegno di Siae e del Ministero della Cultura nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Venerdì 29 agosto alle 18 il Quartetto di violoncelli offre invece al pubblico della città di Ravenna uno speciale concerto all’auditorium di San Romualdo (via Baccarini): un’occasione per ascoltare in anteprima il ricco programma destinato agli Stati Uniti, che si divide fra pagine di violoncellisti-compositori (i tedeschi Goltermann, Fitzenhagen e Klengel
ma anche l’italiano Sollima) e un’esplorazione del mondo lirico italiano, con le rme di Mercadante, Monteverdi, Donizetti, Rossini, Verdi, Mascagni e Puccini. L’appuntamento, a ingresso libero, è insieme un saluto e un augurio, ma anche la conferma del respiro internazionale di un’orchestra che, con la guida del suo fondatore, il Maestro Riccardo Muti, ha fatto della formazione di giovani musicisti e della valorizzazione della musica italiana nel mondo colonne portanti della sua missione.
A Marina di Ravenna tre live tra il 30 agosto e il 3 settembre
Sabato 30 agosto (a partire dalle ore 18) torna sulla spiaggia del bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna il Bronson Recordings Fest, evento dedicato interamente alle sonorità dell’etichetta ravennate. Sul palco prenderà vita un cartellone che ri ette le molte anime di Bronson Recordings, capace di unire con coerenza diversi linguaggi sonori: dal noise rock viscerale dei Solaris al postfunk notturno di Alex Fernet, passando per le atmosfere dilatate dello shoegaze pesante dei lanciatissimi Mondaze e le visioni caleidoscopiche della psichedelia contemporanea dei nuovi arrivati in casa Bronson Citrus Citrus, che presenteranno in anteprima i brani del nuovo album in uscita a ottobre. Il dj set pre e after show è af dato a R.Y.F. e Trinity. Ma la proposta live dell’Hana-Bi prosegue anche nei giorni successivi. Domenica 31 agosto (ore 18) ecco infatti l’argentino Lucky Salvadori (nella foto), chitarrista di Manu Chao, che presenta Funky Chingolero – il nuovo ep coprodotto proprio insieme a Manu Chao – che mescola cumbia, beat di reggaeton, elettronica e tutte le in uenze accumulate nel corso dei suoi viaggi. Salvadori propone uno spettacolo di cumbia, in cui combina voce e chitarra con pad elettronici, sampler e sintetizzatori, creando un’atmosfera spaziale e vibrante. Prima e dopo il concerto ci sarà un dj set speciale ddel m usicista Alex Fernet, che seleziona rigorosamente dischi in vinile 7’’.
Mercoledì 3 settembre (ore 18) le atmosfere rimangono poi sudamericane con il Mexican R ‘n’ R Party, tra dj set, cibi e birre a tema. Il live della serata cambia però il mood, visto che gli svizzeri Fomies ci portano in un epico viaggio musicale che fonde heavy psych e frenesia krautrock, attraverso strani sogni, dolci prati e ruscelli selvaggi. La loro musica, coinvolgente e viscerale, è un invito a esplorare paesaggi sonori straordinari. Ingresso sempre gratuito, info: bronsonproduzioni.com.
MUSICA CLASSICA/2 Alla chiesa di Barbiano per scoprire Castrucci
Giovedì 28 agosto (ore 21) la rassegna I luoghi dello Spirito e del Tempo prosegue nella chiesa barocca di S. Stefano a Barbiano di Cotignola, dove un ensemble composto da Karla Bocaz (nella foto) al violino, Federico Immesi al violoncello, Domenico Cerasani all’arciliuto e Susanna Piolanti al cembalo presenteranno le sonate del compositore romano Pietro Castrucci, presto in un album. Ingresso libero.
MUSICA CLASSICA/4
MUSICA CLASSICA/3
Martedì 2 settembre (ore 21) l’Emilia Romagna Festival fa di nuovo tappa alla Rocca di Bagnara, dove, nel concerto titolato Fêtes Galantes. Un viaggio musicale nei salotti francesi dell’Ottocento, ascolteremo il duo composto da Alessia Cavuoti (soprano) e Morgana Rudan (arpa). Composito il programma, con musiche di Reynaldo Hahn, Marcel Tournier, Gabriel Fauré, Camille Saint-Saëns, Claude Debussy e Jules Massenet. Info: emiliaromagnafestival.it.
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Tra il 2 e il 12 settembre alla sala Corelli dell’Alighieri
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Compie vent’anni Giovani in Musica, la rassegna organizzata dall’associazione Angelo Mariani nata nel 2005, che oggi si presenta non più solo come un “semplice” cartellone di concerti, ma come uno spazio sempre più adeguato alla crescita di un’autentica coscienza professionale in campo artistico, grazie ad attività di alta formazione e di incontro con grandi maestri.
La manifestazione si svolgerà da martedì 2 a venerdì 12 settembre alla Sala Corelli del Teatro Alighieri e quest’anno sono tre le masterclass – attività di perfezionamento giunta alla VI edizione – con docenti di fama internazionale: il violinista Andrè Gallo sarà protagonista dal 2 al 4 settembre, il violinista Marco Rizzi dal 6 all’8 settembre, la cantante Elizabeth Norberg-Schulz dal 10 al 12.
E cinque saranno i concerti pomeridiani, sempre alle ore 17.30. Il primo giovedì 4 settembre con gli allievi del master di pianoforte; poi, venerdì 5 settembre, ecco Tommaso Bertozzi, clarinetto, e Fabrizio Di Muro, pianoforte, che eseguiranno musiche di SaintSaens, Rabaud e Poulenc; l’8 settembre toccherà agli allievi del master di violino, il 9 settembre arriva il duo composto dal violoncellista Haolong Chen (nella foto), che nel 2024, a 14 anni, è stato il più giovane musicista che abbia suonato con la Young Musicians European Orchestra del Maestro Paolo Olmi, e da Ludovico Falqui Massidda al pianoforte, con un programma incentrato su musiche di Schumann e Brahms. La chiusura del 12 settembre è in ne af data alla allievi del master di canto.
CONCERTI IN SPIAGGIA
I Tontotronic al bagno Lupo di Lido di Savio
La prima edizione della rassegna del bagno Lupo di Lido di Savio Trauma Locale si conclude venerdì 29 agosto (ore 21.30) con i Tontotronic. Si tratta della band del tastierista Nicola Peruch, che insieme a Mattia Dallara e Matteo Monti unisce tradizione e innovazione, mirando a conquistare il pubblico con dei veri e propri percorsi avvolgenti.
Al Polka di Marina Romea arrivano i CousCous a colazione
Sabato 30 agosto (ore 18) il bagno Polka di Marina Romea ospita il concerto dei CousCous a colazione, progetto che fonde sonorità dance e pop a influenze jazz e r’n’b. I brani sono arricchiti da elementi che traggono origini dal sound Mediterraneo e dall’Africa, grazie alle diverse provenienze culturali dei suoi componenti, che donano alla loro musica una cornice world.
Durante il suo soggiorno ravennate Lord Byron, come egli stesso ebbe modo di ricordare più volte nel suo diario, amava cavalcare in pineta, dove spesso incontrava personaggi interessanti. Tra questi non può non essere ricordato l’incontro del 26 gennaio 1821 con Maria Montanari: «tornando […] ho incrociato una vecchia. Le ho chiesto l’età. Mi ha risposto: “Tre croci”. Ho domandato allo stalliere (benché me la cavi dignitosamente in italiano) che diavolo intendesse con quelle sue tre croci. Novant’anni, mi ha risposto, piú altri cinque anni ancora!! Ho ripetuto la domanda per tre volte, per evitare fraintendimenti: novantacinque anni!!! Ed era ancora piuttosto arzilla - aveva sentito la mia domanda, dato che aveva risposto - mi vedeva, perché mi si era fatta incontro; e non sembrava affatto decrepita, benché si scorgessero certamente i segni lasciati dall’età. Le ho detto di venire da me l’indomani, voglio esaminarla di persona. Adoro i fenomeni».
Tre giorni dopo, nel diario, Byron annotava: «Ieri, è stata da me la vecchia di novantacinque anni. Ha detto che il figlio maggiore (se è ancora vivo) dovrebbe averne settanta. È minuta, bassa, ma arzilla. Ci sente, ci vede e parla ininterrottamente. Le restano ancora vari denti - tutti nella mascella inferiore, piú i soli denti davanti. Ha rughe profonde e come una peluria grigia sparsa sul mento, lunga almeno quanto i miei mustacchi. […] Finora ha lavorato raccogliendo legname e pinoli nella foresta […]; si chiama Maria Montanari».
LA RICORRENZA
Il Settembre Dantesco si apre con le letture della Commedia
In occasione del 704° Annuale della morte di Dante Alighieri, come di consueto Ravenna propone un importante calendario di appuntamenti, che si è aperto già ad agosto per poi svilupparsi lungo tutto il mese di settembre, al fine di ricordare il Sommo Poeta e rinnovare il legame profondo che unisce la città alla sua figura. Da lunedì 1 a mercoledì 3 settembre, dalle 18.15 alle 23, torna così anche l’iniziativa Oltre Dante ai Chiostri Francescani. L’evento, a cura del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna in collaborazione con Dante in Rete, prevede la lettura integrale della Commedia da parte di lettori volontari di ogni età e provenienza. Da mercoledì 3 settembre, inoltre, alla “Via Zirardini Open-air Gallery” sarà visibile la mostra dedicata all’Aula Magna della biblioteca Classense. La giornata centrale in ricordo della morte di Dante sarà domenica 14 settembre.
Venerdì 12 - ore 19.00
Inaugurazione delle mostre
ore 20.00
In campagna con i nostri vini.
La cultura nel piatto e la storia nel bicchiere
• Nidi dell’orto biologico
• Ravioli al sugo dell’orto
• Cotolette di magro con piselli
• Squaquerone con fichi giulebbati
• Tris di dolci della casa.
Abbinamento di vini del Consorzio “Il Bagnacavallo”
Cena € 30 su prenotazione
Fino al 31 agosto aperture straordinarie serali con approfondimenti e visite guidate
Quinta edizione per la Settimana di Teodorico, appuntamento che si prepara a celebrare nel 2026 il 1500° anniversario della morte del re degli Ostrogoti Teodorico il Grande. Il programma di quest’anno prevede cinque giorni di aperture straordinarie dei monumenti Unesco, con approfondimenti e visite guidate, realizzate grazie ai Servizi educativi e al personale dei Musei nazionali di Ravenna. Dopo l’apertura del 27 agosto, si prosegue giovedì 28 agosto con La sella perduta. Ore ceria gota a Ravenna: il Museo Nazionale sarà aperto dalle 19.30 alle 23.30, alle si presenta La sella perduta, volume degli Atti della Giornata di studi organizzata dal Museo nel 2024, dedicata al manufatto noto con il nome quasi leggendario di “Corazza di Teodorico”. Seguirà breve visita guidata alla sala dedicata all’età gota e alle ore 22 circa un piccolo momento di convivialità. Venerdì 29 agosto ecco quindi I luoghi del re, giornata in cui il Battistero degli Ariani sarà aperto dalle 19.30 alle 23.30, con visita guidata alle 20.30, così come il Palazzo di Teodorico, dove la visita guidata avverrà alle 21.30. Sabato 30 agosto il tema è Accadde 1499 anni fa e il Mausoleo di Teodorico sarà aperto dalle 19.30 alle 23.30 con visita guidata alle 21. Domenica 31 agosto, in ne, Sulle orme del re prevede l’apertura del Mausoleo di Teodorico dalle 19.30 alle 23.30, con un’altra visita guidata alle 21. Eventi e visite sono gratuite e senza obbligo di prenotazione; l’accesso ai monumenti avviene con regolare biglietto d’ingresso acquistabile anche online. Per l’intera giornata del 30 agosto in tutti i siti che compongono i Musei nazionali di Ravenna l’accesso è gratuito.
ore 8
Mostra mercato, antiquariato modernariato collezionismo arte e natura.
Botteghe artigiane
Museo animato degli strumenti musicali e velocipedi
Pranzo e cena presso la locanda dell’allegra mutanda, piatti della tradizione e di liera corta.
Info e prenotazioni: 0545 280920 erbepalustri.associazione@gmail.com
ore 8 ore 9
ore 15
ore 16
Mercatino delle pulci (parco pubblico)
Modelli di macchine agricole
Dimostrazione di movimento terra (parco pubblico)
Retromarching Band (Gruppo musicale itinerante)
Sganapino contro il granchio blu
Spettacolo di burattini acura del Teatro dell’Aglio (parco pubblico)
È gradita la prenotazione - Ecomuseo delle Erbe Palustri - via Ungaretti 1, Villanova di Bagnacavallo - 0545 28 09 20 - erbepalustri.it - erbepalustri.associazione@gmail.com
MOSTRE/1
Dal 30 agosto a Palazzo Rasponi dalle Teste un percorso tra la pittura e le ceramiche dell’artista faentino
Sabato 30 agosto (ore 18) a Palazzo Rasponi dalle Teste, in centro a Ravenna, si inaugura la mostra Guerrino Tramonti. Una Storia d’Arte, un omaggio alla poliedrica gura dell’artista faentino Guerrino Tramonti (1915-1992), tra pittura, ceramica e sperimentazione. L’esposizione (a cura di Laura Ruffoni e Paolo Trioschi) si inserisce nel progetto Novecento Rivelato, volto a far emergere personalità e percorsi originali del secolo scorso, con uno sguardo nuovo.
Al centro della mostra, la ricca produzione pittorica e ceramica di Tramonti, artista visionario capace di attraversare con naturalezza stili, materiali e linguaggi.
Il percorso espositivo parte dagli esordi degli anni Trenta e dalle opere meno note della sua stagione “veneziana”, segnata dalla collaborazione con Filippo De Pisis, per approdare alla progressiva evoluzione del suo linguaggio pittorico e alla più celebre stagione della ceramica: un ambito in cui Tramonti si afferma come uno degli interpreti più innovativi, eclettici e poetici del Novecento italiano.
Attraverso una selezione di opere provenienti dalla Fondazione Guerrino Tramonti di Faenza, la mostra esplora le molte “anime” dell’artista: dalla pittura alla scultura, dalla ceramica decorativa alle creazioni più libere e sperimentali, offrendo una visione completa del suo straordinario universo creativo.
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile no al 28 settembre, con i seguenti orari: martedì-venerdì 15.30-19, sabato, domenica e festivi 11-19.
28 agosto - 3 settembre 2025 RAVENNA&DINTORNI
Venerdì 29 agosto (ore 18) si inaugura nella Sala Ferniani del Mic di Faenza la nuova installazione permanente Into the Garofano, con la quale l’artista Luce Raggi rende omaggio al decoro del Garofano. Il decoro fu ideato dalla Fabbrica Ferniani nel XVIII secolo su ispirazione dei piatti orientali, poi ebbe talmente successo che fu riprodotto fino a diventare uno dei decori tipici della ceramica faentina. L’installazione riproduce in versione digitale il decoro insieme al ritratto dell’artista.
Ultimi giorni alla FaroArte per Anna Boschi
Fino a domenica 31 agosto è visibile alla galleria FaroArte di Marina di Ravenna la mostra Ricerche verbo visuali. Opere dal 2000 ad oggi, di Anna Boschi, a cura di Sandro Malossini. Più di vent’anni di storia artistica, l’ultima di una lunga carriera iniziata negli anni Settanta, per una delle più importanti artiste della mail-art e della poesia visiva internazionale. Orari: sabato e domenica ore 16-19.30.
Prosegue all’Oriani DantePlus
Prosegue fino al 28 settembre nel chiostro della biblioteca Oriani la mostra DantePlus, organizzata da Marco Miccoli. L’edizione di quest’anno celebra il legame tra l’immagine del Sommo Poeta e l’arte urbana, portando al centro dell’attenzione il lavoro realizzato in strada che, in questi anni, ha trasformato Ravenna in un museo a cielo aperto. Info: danteplus.com.
MOSTRE/4
A Pr2 gli “Universi condivisi” di chi “incontra l’arte”
Giovedì 28 agosto (ore 18) allo spazio PR2 di via d’Azeglio, a Ravenna, si apre la mostra Universi condivisi, organizzata dall’associazione “Ravenna incontra l’arte”, che riunisce una selezione eterogenea di artisti contemporanei che, attraverso linguaggi espressivi diversi, esplorano il potere comunicativo della materia e della forma. Pittura, mosaico e scultura si intrecciano in un percorso visivo e sensoriale che invita il visitatore a riflettere sul rapporto tra tecnica e contenuto. Fino all’11 settembre; orari: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19; sabato e domenica anche dalle 10 alle 12.30.
LA RECENSIONE
roccacinema
giovedì 28/8venerdì 29/8
www.roccabrancaleonecinema.com
RoccaBrancaleoneRavenna 0544 37148 (h24) - 331 4709412 (ore 21.45-23) apertura ore 20.45, inizio proiezioni ore 21.30
L’architetto e studioso ravennate ntonio Pedna si è affidato all’ per realizzare i brani musicali che accompagnano la sua rivisitazione di un classico immortale
di Alberto Giorgio Cassani
Sette a Tebe di Antonio Pedna – architetto dalla doppia vita: studioso di Ravenna e di teorie urbanistiche e poi costruttore di «strade, dighe e tunnel in diverse regioni del mondo, senza mai abbandonare le parole», come si legge nella quarta di copertina dell’autoprodotta pubblicazione – è un’«Opera rap paci sta», come suona il sottotitolo. Si tratta, ça va sans dire, di una rilettura della tragedia di Eschilo, I Sette contro Tebe, rappresentata per la prima volta ad Atene, sotto l’arconte Teagenide, nel 467 a.C., in occasione della 78ª olimpiade. Il dramma è la terza e ultima parte di una trilogia dedicata al cosiddetto “ciclo tebano”, di cui le prime due, Laio e Edipo, sono andate perdute. In sintesi, la tragedia tratta dello scontro tra due fratelli tebani, Eteocle e Polinice, gli di Edipo, che si erano accordati per dividersi il trono di Tebe, un anno a testa. Tuttavia, Eteocle – almeno secondo una delle due tradizioni del mito – per brama di potere, allo scadere del suo anno di regno, non aveva voluto cedere il posto al fratello e questi, appoggiato dal re di Argo Adrasto, aveva dichiarato guerra alla propria patria. È il tema della stasis, la guerra civile, che ha agellato la storia delle poleis greche, Atene in primis. Ai sette guerrieri nemici scelti per assalire le analoghe porte di Tebe, vengono contrapposti altrettanti guerrieri tebani per difenderle.
Il fato vuole che l’ultimo assalitore sia proprio Polinice, ed Eteocle si prepara ad affrontarlo. La Dike, la giustizia, dunque, non sta da nessuna delle due parti. Entrambi i fratelli, infatti, peccano di hybris, di arroganza, la colpa più grave per il mondo greco: il primo per aver infranto il patto di alternanza, il secondo per aver posto l’assedio alla sua patria. Il nale è scritto: la città resiste all’assalto nemico, ma, nello scontro fratricida, i due fratelli si uccidono a vicenda e i loro corpi vengono portati dentro la città, a sancire il compimento della maledizione lanciata dal padre Edipo ai due fratelli, in quanto nati dall’incesto inconsapevole di Edipo con sua madre Giocasta. Un poeta sconosciuto, ispirandosi all’Antigone di Sofocle, ha aggiunto una parte nale alla tragedia, introducendo le gure di Antigone e Ismene; così come posteriore è il nale dove Antigone si oppone al decreto di Creonte, re di Tebe, di lasciare insepolto il corpo di Polinice, preda di cani e uccelli rapaci, pur sapendo di infrangere la legge della polis
In cosa si differenzia la riscrittura di Pedna? Principalmente nel grande tema del libero arbitrio. Per far questo l’Autore mette in scena il creatore della tragedia, Eschilo, in qualità di apparentemente distaccato narratore del dramma, nonché guida di una ragazza che si scoprirà essere Antigone, la sorella di Eteocle e Polinice. Pedna aggiunge molti altri personaggi parlanti allo scarno
Ci occupiamo di tutto presso il NOSTRO impianto di Ravenna senza appoggiarci ad operatori esterni. Avrai così la certezza di lasciare il tuo amico a 4 zampe in buone mani e di ricevere soltanto le sue ceneri.
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NO OTHER LAND di Yuval Abraham FOLLEMENTE di Paolo Genovese
elenco della tragedia originaria – Eteocle, il coro di vergini tebane e il messaggero –, che portano alla luce due opposte visioni del mondo: da una parte, il guerriero Capanèo e il Padre Vanaglorioso, sostenitori della gloria che proviene dalle armi, dall’altra la moglie di Capanèo, la Madre Sarcastica e l’indovino An arào, che la considerano inutile vanagloria (un capitolo dell’opera si intitola proprio: “La gloria non consola”). A loro si aggiunge il giovane Megàreo, «combattuto tra la sete di vendetta e il desiderio di spezzare il ciclo di violenza, simbolo di una generazione alla ricerca di riscatto e speranza». Verso la ne dell’opera, Eschilo, come una sorta di Socrate maieutico, fa sorgere nell’animo della ragazza la consapevolezza che “la violenza genera violenza” – è il titolo di uno dei capitoli nali – e che Megarèo può scegliere di non compiere la sua vendetta. Sollecitato dal coro che lo accusa di non “costruire ponti” ma di assecondare una scia di sangue, il poeta rivela alla ragazza che il nome di lei è Antigone, «la portatrice di pietà», la donna che può opporsi al destino e scon ggerlo: «Il destino – scrive Pedna – non è altro che un’ombra, mentre la pietà è una scelta concreta». E Antigone sceglierà, tra la legge che le vieta di seppellire Polinice e la legge più grande del sangue, proprio quest’ultima. In tutto questo, cosa c’entra il rap? È l’autore steso a chiarirlo in una sorta di postfazione dal titolo Sette a Tebe: la tragedia antica e il grido moderno contro la guerra: «Il rap, con il suo linguaggio diretto e crudo, diventa il mezzo per esplorare la rabbia, il dolore e il desiderio di giustizia dei protagonisti. Nata come espressione di protesta nei quartieri marginalizzati, questa forma d’arte contemporanea dà voce a chi lotta per essere ascoltato, proprio come i personaggi di questa tragedia».
È il grande tema del libero arbitrio a differenziare il lavoro dell’autore dagli schemi ricorrenti della tragedia greca
Un’opera musicale, dunque, che vuole far ri ettere, in tempi contrassegnati da guerre, odi e vendette, che questa catena si può spezzare con la “debole forza messianica”, avrebbe detto Walter Benjamin, della pietas. Questa possibile via di uscita a un destino che sembra ineluttabile era stata indicata anche dal coro delle vergini tebane della tragedia eschilea. Che sia un coro di donne non è certo causale. Rivoltesi a Eteocle che vuole scontrarsi a duello col fratello, il coro canta: «Non ti trascini l’accecamento che invade gli animi e infuria con la lancia: scaccia l’inizio di questa passione funesta. […] non sarai chiamato vile se avrai vissuto bene», rivendicando che la libera scelta del protagonista di non combattere può infrangere la maledizione che incombe sulla stirpe di Laio. «Dai retta alle donne, anche se non le ami», supplica il coro. Affermazione del tutto rivoluzionaria, quest’ultima, nel mondo greco, notoriamente misogino (Eteocle, a inizio tragedia aveva così apostrofato le vergini: «Né fra le sventure né nell’amato benessere debba io convivere con la razza delle donne! […] Gli affari esterni infatti riguardano l’uomo – la donna non partecipi alle decisioni: sta in casa e non danneggiarci!»).
Ma se questo è l’attualissimo contenuto dell’opera di Pedna, non va certo sottaciuto come sia stata realizzata l’opera: mediante l’IA o AI, con cui sono stati creati i brani musicali. Con l’eccezione delle voci di Eschilo e di Antigone, rispettivamente di Pedna e di Carolina Carlone. Per chi volesse veri care il frutto di questa collaborazione uomomacchina, basta collegarsi al sito https://traccedinchiostro.com/2025/01/27/sette-a-tebe/. Buon ascolto.
lunedì 1/9
martedì 2/9 LA
mercoledì 3/9
28 agosto - 3 settembre 2025
di Albert Bucci
Agosto ha portato in sala un bellissimo film: Warfare , del regista inglese Alex Garland. Di Garland ricorderete l’ultimo suo film dell’anno scorso, Civil War , fantascienza distopica su una ipotetica guerra civile negli Stati Uniti con Kirsten Dunst protagonista, ed è certamente uno degli autori più interessanti e poliedrici per chi ama il cinema di genere. Alex Garland nasce scrittore con il romanzo L’ultima spiaggia del 1996, dal quale Danny Boyle trasse il film The Beach con Leonardo di Caprio; sempre per Danny Boyle, Garland avrebbe poi scritto le sceneggiature di 28 giorni dopo e Sunshine , entrambi con Cillian Murphy. Passato alla regia, Garland si è affermato come uno degli autori più visionari e intelligenti di fantascienza e horror, con opere affascinanti quali i suoi film Ex Machina , Annientamento , Men , e la meravigliosa serie tv Devs , purtroppo ancora inedita in Italia. Warfare esce dal tema fantascientifico ed entra prepotentemente nella realtà. Se Civil War parlava di una guerra ipotetica, Warfare è la storia di una guerra esistita e reale. Ruolo fondamentale in entrambi i film è quello dello sceneggiatore Ray Mendoza, ex soldato dell’esercito americano, che in Warfare racconta la guerra come l’ha vissuta veramente sul campo.
Siamo in Iraq nel 2006. Un plotone di Navy SEALs prende possesso dell’abitazione di una famiglia irachena, con lo scopo di farne una base operativa per il monitoraggio delle attività dei locali, insorti all’occupazione statunitense della regione, e che dominano il territorio. L’operazione va avanti come di routine: messa in sicurezza della zona, appostamento del cecchino, identikit dei sospetti che si aggirano nelle vicinanze, allaccio delle comunicazioni con altre unità nella regione, monitoraggio aereo e tentativi di dialogo con la famiglia invasa tramite interpreti locali al servizio del plotone. Ma d’un tratto, attraverso il buco aperto per il monitoraggio, una granata viene lanciata nella base operativa. Lo scoppio, i soldati feriti, l’allerta massima: i soldati sono sotto attacco, e il panico è sempre più insostenibile... Film di guerra atipico, girato tutto in una casa; una teatralità rarefatta, fatta di infiniti gesti essenziali e ripetitivi, controllare e riferire, monitorare e scrivere, urinare dentro le bottiglie di plastica, che esplode all’improvviso dentro l’immaginario delle guerre da videogioco proiettandoci nel lato vero e sporco di ogni battaglia. Più che esplicitamente antimilitarista, Warfare porta a riflettere su come il mondo contemporaneo vive le guerre, un eterno flusso di immagini scollegate dalla verità del sangue e della morte.
di Enrico Gramigna *
Si rientra dalle vacanze e si è pronti a tornare alla normale quotidianità. Oltre al necessario lavoro, questa è fatta anche di interessi che permettono di arricchire gli individui: come dicevano i romani, oriundi et negotium. E proprio sulla fruizione dello svago che arricchisce le menti si può avviare una ri essione. Sono molteplici le proposte di attività per il cervello che si possono svolgere e si possono de nire in casalinghe e extra domestiche. Tra le prime è facile ricondurre tutti quei passatempi in solitaria quali leggere un libro o ascoltare un disco, mentre per le seconde sono necessari luoghi deputati quali sono i teatri e gli auditoria. A proposito di questi, in provincia di Ravenna non si sta male, le strutture ci sono (o stanno nendo di essere ultimate/restaurate). I bei teatri che costellano il territorio, in effetti, sono i luoghi migliori per vedere spettacoli di prosa, recital e opere liriche, mentre l’auditorium, più versatile, è ottimo per diversi eventi, dando la possibilità di ospitare molte persone in più rispetto al teatro, a parità di spazio impiegato. In un auditorium, inoltre, l’ascolto delle grandi orchestre a organico pieno diventa un’esperienza (dato che questo lemma è molto in voga) musicale di grande livello, dall’impatto emozionale superiore a quello che si può avere in teatro. Ciò è dovuto anche al fatto che un auditorium, rispetto a un teatro all’italiana, è pensato per ottimizzare l’esperienza uditiva rispetto a quella visuale e ciò è ben denunciato anche dall’etimologa della parola stessa. C’è poi da dire che un moderno auditorium ha la possibilità di cambiare la propria con gurazione sonora in funzione dell’evento ospitato: un’orchestra, un quartetto, un recital (per rimanere sul musicale) hanno esigenze differenti che possono essere assecondate dalla versatilità della sala, cosa impossibile in un teatro. È per questo che si attende con ansia quello di Lugo, che, sebbene con una capacità di spettatori inferiori al teatro Rossini, darà la possibilità ai numerosissimi eventi che oggi si adattano in luoghi non pensati specicamente per essi. Questa, quindi, sarà davvero una grande risorsa per l‘otium lughese che si arricchirà in maniera davvero importante Sarebbe davvero buona cosa che questo tipo di struttura fosse presente in tutte le città che vogliono mettere a disposizione dei cittadini una sede ottimale per nutrire il proprio intelletto.
* musicista e musicologo
Islanda, terra di geyser e di scrittori
di Matteo Cavezzali *
Quest’estate mi sono immerso nella letteratura islandese, ed è stato un bel viaggio. L’Islanda è un’isola di vulcani e ghiacciai, poco abitata, ma densa di storie e scrittori. Fin da subito, i primi vichinghi che vi si insediarono provenienti dalla Danimarca e dalla Norvegia, iniziarono a scrivere, e ad oggi è il luogo del mondo con la più grande densità di scrittori per popolazione (e di lettori). La solitudine e i paesaggi devono aver aiutato molti a trovare ispirazione. Gi autori dell’isola hanno tutti alcuni elementi in comune: la forte presenza della natura, la solitudine, il misticismo. Ecco quelli che mi sono piaciuti di più. Iniziamo con una saga. Il termine “saga” è l’unica parola islandese diffusasi in tutto il mondo (oltre a geyser). Saga in islandese vuol dire semplicemente “storia”. Anche se gli abitanti dell’isola erano una piccola minoranza rispetto ai popoli nordici, quasi tutte le saghe che conosciamo, da cui abbiamo appreso le storie di Odino, Thor e i la mitologia norrena, sono state scritte in Islanda. La più nota si chiama Edda (Adelphi), la cui versione di Sturluson Snorri (del 1200) è molto interessante, perché racconta i miti in una maniera molto diversa rispetto a come, ad esempio, Omero raccontò quelli greci. Snorri creò un nuovo stile per raccontare storie leggendarie che fu in seguito ripreso da molti autori nordici, e non solo. Veniamo ai romanzi. Il classico più amato dagli islandesi è Gente indipendente (Iperborea) di Halldór Laxness, scritto nel 1935 e che valse il Nobel al suo autore. Racconta la storia del bracciante Bjartur che dopo anni al servizio del padrone, riesce a prendere il suo appezzamento di terra e costruire la propria casa. È molto amata perché è una sorta di mito fondativo dell’Islanda moderna, e ha al centro uno dei valori più a cuore di questa società: l’indipendenza. Degli stessi anni è l’altro capolavoro che si annovera tra i classici, Il pastore d’Islanda (Iperborea) di Gunnar Gunnarsson, il cui titolo originale sarebbe Avvento. È la storia di un uomo (che in realtà non è un pastore) che come voto per l’avvento decide di salire sulle montagne innevate a salvare le pecore che si sono perse, prima che il gelido inverno le uccida. È un romanzo poetico e imbevuto di fede, in cui il protagonista, rincorrendo le pecorelle smarrite, ricorda una parabola del Vangelo. Come ultimo vi suggerisco il mio preferito tra i tanti autori contemporanei, Jón Kalman Stefánsson. Stefánsson riprende i temi della natura dei classici e li riporta al tempo d’oggi. Con il suo stile poetico e visionario racconta storie semplici, ma molto affascinanti. Tra i suoi molti libri vi suggerisco di iniziare da I pesci non hanno gambe (Iperborea): un romanzo polifonico dove le voci delle donne si intrecciano con quella della natura, narrando l’anima di un paese. Un racconto sul potere delle parole di plasmare desideri, forgiare destini e spingerci ad affrontare le acque più tempestose. *
RAVENNA&DINTORNI 28 agosto - 3 settembre 2025
erne un bicchiere significa scegliere tra freschezza e durata, sapore e praticità, dietro ogni confezione c’è una storia fatta di innovazione e cultura alimentare
Il latte, l’alimento che accompagna l’uomo n dalle sue prime fasi della vita, viene spesso de nito “completo” per la sua ricchezza di nutrienti: proteine ad alto valore biologico, zuccheri facilmente assimilabili, grassi che veicolano vitamine liposolubili e una buona dotazione di minerali come calcio, fosforo e potassio. Dietro l’apparente semplicità di un bicchiere di latte, però, si nasconde un mondo complesso fatto di processi tecnologici, di scelte legate alla sicurezza alimentare, di esigenze logistiche e di valutazioni ambientali.
Per comprendere meglio questo intreccio tra scienza, gusto e sostenibilità, vale la pena osservare da vicino le principali tipologie di latte oggi disponibili sul mercato. Ognuna di esse racconta un diverso equilibrio fra conservazione e qualità, fra tutela dei nutrienti e trasformazioni sensoriali, offrendo al consumatore esperienze e vantaggi molto differenti.
Partiamo dal latte fresco pastorizzato, quello che forse rispecchia di più l’idea di naturalità. Il trattamento termico a cui è sottoposto è rapido e delicato: un riscaldamento a circa 72–75 °C per pochi secondi, suf ciente a eliminare i principali microrganismi patogeni senza alterare in modo signi cativo la composizione. Ne derivano un pro lo nutrizionale pressoché intatto e un gusto che richiama quello del latte appena munto, con aromi freschi e una brillantezza di colore che dif cilmente si ritrova altrove. È, tuttavia, un alimento fragile: la sua vita
commerciale non supera la settimana e richiede una catena del freddo accurata e costante. Questa caratteristica, se da un lato garantisce una qualità organolettica elevata, dall’altro espone al rischio di spreco, perché ogni interruzione della refrigerazione può comprometterne la sicurezza.
Proseguiamo ora con il latte a lunga conservazione, l’Uht (ultra high temperature): introdotto per superare proprio i limiti di conservazione, segue una logica molto diversa. Portato per pochi istanti a temperature che raggiungono anche i 150 °C, diventa sterile dal punto di vista batteriologico e può rimanere sugli scaffali per mesi ( no a 6) senza bisogno di refrigerazione. Sul piano nutrizionale, le differenze rispetto al latte fresco non sono enormi: proteine, grassi e lattosio restano sostanzialmente invariati, anche se si registra una perdita delle vitamine più sensibili al calore, come la C, la B1 e i folati. È il gusto, piuttosto, a rivelare la distanza: note leggermente “cotte”, una sfumatura di caramello, un colore che tende all’avorio. Un prezzo sensoriale pagato in cambio della praticità, della sicurezza assoluta e di una logistica meno energivora, visto che non richiede trasporto refrigerato. Il rovescio della medaglia è l’imballaggio: il tipico contenitore multistrato, complesso da smaltire e riciclare.
Ancora, la tecnologia ha spinto oltre questo principio di conservazione con il latte
Per consumatori attenti alle differenze e alla provenienza dei prodotti alimentari di Giorgia Lagosti Maestra di cucina Aici, esperta e consulente di comunicazione nel settore cibo, giornalista freelance
concentrato, ottenuto tramite evaporazione sottovuoto. Qui la trasformazione è più radicale: l’acqua viene ridotta di oltre la metà e i nutrienti si concentrano. Le proteine e i grassi restano stabili, mentre le vitamine subiscono inevitabili perdite durante il riscaldamento.
Se zuccherato, il prodotto assume una spiccata dolcezza, insieme a note caramellate che ne hanno decretato il successo nell’industria dolciaria e nelle cucine di mezzo mondo. Non si tratta più di un alimento da bere, ma di un ingrediente, denso e viscoso, che arricchisce dessert e preparazioni. Dal punto di vista ambientale, la riduzione di volume ne agevola il trasporto e ne allunga enormemente la durata, ma il processo produttivo è energivoro e lascia un’impronta non trascurabile.
E ancora più estremo è il caso del latte in polvere, prodotto attraverso lo spray-drying
o, più raramente, la lio lizzazione. Nel primo caso, il latte viene nebulizzato e asciugato con aria calda, con perdite marcate delle vitamine più termolabili; nel secondo, più costoso, l’acqua viene eliminata per sublimazione, conservando meglio i nutrienti. In entrambe le versioni, ciò che si ottiene è un alimento stabile per oltre un anno, leggero e facile da trasportare in ogni parte del mondo e fondamentale per l’industria alimentare: dal cioccolato ai gelati, dai prodotti da forno agli alimenti per l’infanzia. Reidratarlo signi ca restituirgli la consistenza del latte, ma non la stessa freschezza aromatica: le note gustative risultano più neutre, prive di quella immediatezza che caratterizza il latte fresco. L’impatto ambientale è duplice: grande ef cienza logistica grazie a peso e volume ridotti, ma processi di essiccazione molto dispendiosi in termini energetici.
La microfiltrazione del latte
Accanto alla pastorizzazione tradizionale, alcuni produttori impiegano la microfiltrazione, un processo fisico che consiste nel far passare il latte scremato attraverso membrane con pori di dimensioni micrometriche.
In questo modo si trattiene la quasi totalità della flora batterica, compresi i microrganismi potenzialmente alterativi, senza sottoporre il prodotto a temperature elevate. La parte grassa, invece, viene separata e sottoposta a una breve pastorizzazione, per poi essere nuovamente ricombinata con la frazione filtrata.
Il risultato è un latte che conserva profumo e freschezza molto vicini a quelli del prodotto crudo, con un contenuto nutrizionale pressoché invariato. Il principale vantaggio è l’allungamento della shelf life: fino a 12–15 giorni in frigorifero, contro i 6–7 del latte fresco pastorizzato convenzionale.
Dal punto di vista del consumatore, la microfiltrazione offre dunque un compromesso interessante fra gusto autentico e praticità, pur richiedendo sempre la catena del freddo e un consumo entro pochi giorni dall’apertura.
La sicurezza alimentare è il lo conduttore che accomuna tutte queste trasformazioni. Il latte crudo, alimento vivo e altamente deperibile, la cui vendita in Italia è vietata, può veicolare microrganismi patogeni come Listeria monocytogenes o Escherichia coli. Pastorizzazione e Uht nascono quindi per proteggerci da questi rischi, così come l’evaporazione e la polverizzazione, che riducendo l’acqua rendono l’ambiente ostile alla proliferazione microbica. Resta però un punto comune: il pericolo maggiore è la contaminazione dopo il trattamento. Per questo l’igiene della liera, il confezionamento asettico e la corretta conservazione domestica assumono un ruolo tanto importante quanto la tecnologia stessa. Possiamo ora concludere affermando che nessuna tipologia di latte è “migliore” in senso assoluto. Ognuna risponde a esigenze speci -
che: il fresco per chi cerca autenticità e naturalità, l’Uht per chi privilegia sicurezza e comodità, il concentrato e il lio lizzato come strumenti indispensabili dell’industria e del commercio globale. Sul fronte ambientale, la catena del freddo pesa, ma anche le trasformazioni industriali consumano energia e producono ri uti complessi. È una bilancia sottile, in cui entrano in gioco abitudini di consumo, contesto culturale e sensibilità ecologica.
Bere un bicchiere di latte, dunque, non è mai un gesto banale: signi ca scegliere tra freschezza e durata, tra gusto e praticità, tra naturalità e tecnologia. Dietro ogni confezione c’è una storia fatta di scienza, di innovazione e di cultura alimentare. Conoscerla ci permette di apprezzare meglio un alimento che sembra semplice, ma che in realtà è una delle più so sticate espressioni del rapporto tra uomo e cibo.
28 agosto - 3 settembre 2025
A cura di Angela Schiavina
Vi ho augurato buone vacanze con una ricetta di risotto e ora vi auguro buon rientro con un’altra ricetta di risotto.
Ingredienti (per 4 persone): riso arborio g 300, zucchina trombetta gr 400 taglata a cubetti, fiori di zucca n.8, pere William n. 2 lavate e tagliate a cubetti se sono bio non sbucciatele, una piccola cipolla di Tropea tritata finemente, due cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato 24 mesi, 3 cucchiai di olio evo, due cucchiai di robiola, sale,pepe, brodo vegetale g. 600/700.
Preparazione: Lavare e tritare finemente la cipolla, in un tegame con pochissimo olio rosolarla insieme ai cubetti di zucchina, poi tostare il riso per alcuni minuti, aggiungere la metà del brodo bollente mescolare bene,dopo 5/6 minuti aggiungere altro brodo. A 5 minuti dalla cottura aggiungere i fiori di zucca tagliuzzati con le forbici poi la robiola. A cottura mantecare con olio e parmigiano. Aggiustare di sale.Lasciar riposare per 1 minuto poi guarnire con i dadini di pera e una bella macinata di pepe. Servire. Le zucchine trombetta sono molto utilizzate in Liguria. Hanno un sapore delicato.
Qualche tempo fa, sul sito di un noto quotidiano italico, mi sono imbattuto, subito sotto le magni che notizie che giungono ogni giorno da questo splendido mondo di marzapane in cui viviamo, in questo titolo: «Separazioni, gravidanze e nuovi inizi: l’ultima puntata di Temptation Island che ha sconvolto tutti». E niente, di fronte a cotal sconvolgimento, che non ho ritenuto di approfondire per codardia, non mi è restato altro che stappare una bottiglia di quelle adatte all’oblio. Come ad esempio il geniale n dal nome “Come lunghi baci” di Vigna Flor, un uvaggio bianco di friulano, marzemina, moscato giallo e bianco, Incrocio Manzoni, glera, garganega e pinella che arriva da Monselice, nel cuore dei Colli Euganei. Avete presente l’ouverture del Guglielmo Tell di Rossini? Dove in dieci minuti succede di tutto? Ecco, quando apriamo il “Come lunghi baci” non si capisce più niente, gli aromi dei moscati s dano a duello la freschezza di glera e friulano e sei già stordito, in bocca il vino prosegue coerentemente con un’esplosione di sensazioni di benessere, un caos controllato dal quale non vorresti più uscire. Vigna Flor è una piccola realtà artigiana rigorosamente naturale. Vigne vecchie anche di quarant’anni, diraspatura manuale, vini cazione in vasche di inox e vetroresina, nessun additivo enologico aggiunto, solforosa bandita in ogni fase. Bere sano è importante, datevi.