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COVER DACRU PAL13

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2013 / 2014

EDIZIONI E COMUNICAZIONE

Supplemento gratuito a “Ravenna & Dintorni” nr. 559 del 21 novembre 2013

Prosa un libro in scena

Danza e Opera +

Doppio monologo sull’Oscura immensità Da Carlotto a Gassman riallestimento

+

la trilogia lirica

Verdi e Shakespeare rivisitati da Cristina Mazzavillani Muti

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Con Incantati delle Albe, il calcio senza orpelli, vent’anni dopo

+

ballo e passione

Tutta la sensualità del flamenco di Rocio Molina

Musica +

Ricerca in coppia

Redazione: 0544.271068 redazione@ravennaedintorni.it Pubblicità: 0544.408312 info@reclam.ra.it

rag, blues e altre storie...

Con Enrico Pieranunzi alle radici del jazz

+

Rezza e Mastretta due voci inaspettate fuori dal coro il riconoscimento

Il premio Duse a Ermanna Montanari «La Signora dell’Alba»

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genius loci

Il Rossini di Lugo: prima sala all’italiana in Emilia Romagna


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Un’azienda storica a Ravenna la cui origine risale al 1962. Casa della Tenda realizza veri e propri progetti per l’outdoor e per gli interni, con l’ausilio di architetti, arredatori e artigiani e tutto può essere fatto su misura. Il programma outdoors si è arricchito di pavimentazioni (anche riscaldate) in legno, arredi, illuminazione, accessori e complementi oltre alle PERGOTENDE e VELE ombreggianti della ditta CORRADI, di cui siamo rivenditori autorizzati. Le pergortende CORRADI trasformano l’outdoor in un ambiente più accogliente da vivere tutto l’anno; sono progettate su misura e garantite per resistere alle più difficili condizioni atmosferiche. Per gli interni, Casa della Tenda è il regno della casa: tendaggi, tessuti, carta da parati, biancheria, mobili, poltrone, divani, tappeti e complementi delle migliori marche. Casa della Tenda è a disposizione anche per forniture contract per uffici, alberghi e comunità, soddisfando ogni tipo di richiesta anche personalizzabile secondo le diverse esigenze.

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sommario 4 6 8 14 18 20 22 24 26 28 30 32

Un dramma d’oscura immensità Il ritorno degli “Incantati” Ravenna Faenza Lugo Cervia Bagnacavallo Russi Conselice Argenta Longiano Comacchio

Cartellone

Prosa

34 40 41 42 45 46

La trilogia Verdi - Shakespeare Il flamenco di Rocio Molina Today Todance, corpi d’autore Ravenna Faenza e Russi Argenta, Lugo e Bagnacavallo

Cartellone

Danza e Opera

Ricerca Antonio Rezza e Flavia Mastrella, l’inaspettato e fuori dal coro

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Ravenna/Viso-in-aria

Cartellone

48

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Ravenna Faenza Lugo - Bagnacavallo - Cervia Fusignano - Russi Comacchio

Cartellone

Teatro popolare di figura

ILa musica e il cartellone dei concerti 61 62

Enrico Pieranunzi e l’evoluzione dell’universo jazz Bronson: rock italiano e passatelli

Luoghi e architetture 70

Genius loci: il Rossini di Lugo

Agenda delle rassegne 72

legenda

Gli spettacoli giorno per giorno

all’interno della rivista i generi teatrali sono evidenziati con colori diversi azzurro: prosa, comico, teatro di figura e per ragazzi giallo: ricerca e performance multimediali rosso: opera lirica, danza e musica


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dalle pagine alla scena

Doppio monologo per rispecchiare la tragedia di un’Oscura immensità Claudio Casadio e Giulio Scarpati,diretti da Gassman,interpretano il romazo di Carlotto di Federica Angelini

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Un doppio monologo, in scena Claudio Casadio e Giulio Scarpati a dare voce e corpo ai due personaggi nati dalla penna di Massimo Carlotto: Raffaello Beggiato, un balordo malvivente che strafatto di coca durante una rapina uccide un bambino di otto anni e la sua mamma, e Silvano Contin, padre e marito delle vittime. Due ergastoli paralleli, due condizioni esistenziali, quella della vittima e del carnefice, che si guardano specularmente. Almeno fino a quando la vittima non cerca e non ottiene vendetta diventando anch’egli assassino, o meglio “boia”, e il carnefice decide di sacrificare il proprio ultimo scampolo di libertà pur di concedere all'altro una seconda possibilità, finalmente consapevole delle conseguenze del suo gesto. Dopo il successo dello scorso anno, L'oscura immensità torna nella stagione 2013-2014 in molti teatri del ravennate a incassare (siamo pronti a scommetterci) nuovi applausi del pubblico. Magistrali infatti sono sia l’interpretazione degli attori, sia la regia di Alessandro Gassman il quale, spiega l’attore faentino Casadio, «ha fatto quasi due regie parallele per me e Scarpati. Mi ha chiesto di mantenere un accento tra l’emiliano e il romagnolo. E la parte finale, in dialetto romagnolo e sottotitolata, è di grande effetto. Ha riscosso successi non solo qui. Ero un po’ preoccupato perché non volevo che sfociasse nel comico, va bene strappare qualche sorriso, ma senza esagerare perché questa storia non lo concede. Ma credo proprio che siamo riusciti a rendere la poesia del dialetto». Nulla di più vero, il richiamo a Fellini è esplicito, l’effetto assicurato. Tra gli entusiasti di queta piéce c’è anche l’autore del testo, tratto da un romanzo di grande successo e sicuro impatto, ossia Massimo Carlotto stesso, che ha curato di persona la sceneggiatura. «Rispetto al romanzo ho eliminato tutti gli altri personaggi, lasciando i due protagonisti, due figure inconciliabili e che appartengono a ogni tempo, e ho lasciato che prevalesse l’emozione rispetto alla trama». Due personaggi che nascono, come sem-

pre accade nei libri di Carlotto, da una documentazione accurata. «Quasi tutto ciò che dice Contin è tratto da discorsi fatti dalle vittime. La vendetta è un sentimento normale, volevo rompere il velo di ipocrisia che spesso circonda temi come il perdono». Un testo duro, essenziale come spesso è la forma narrativa di Carlotto che usa la scrittura come

mezzo per raccontare storie della realtà che non trovano spazio, o comunque uno spazio non adeguato, altrove. «Anche i mass media hanno un ruolo fondamentale nell’escludere queste persone, una volta che il processo è chiuso. L'unico momento in cui le vittime di delitti sono state comprese e protette è stato durante il periodo del terrorismo».

Circolo delle lettrici e dei lettori

La biblioteca di Babele del teatro

Tornano per il secondo anno consecutivo, ad affiancare la stagione di prosa dell’Alighieri organizzata da Ravenna Teatro, gli incontri del “Circolo delle lettrici e dei lettori”. Il circolo, promosso e animato da Marina Mannuci, Daniela Mingozzi e Monica Randi, propone un percorso di avvicinamento alla fruizione teatrale, condividendo alcune modalità dello sguardo e stimolando, attraverso letture che prendono spunto da temi e autori degli spettacoli del cartellone della prosa, l’uso del pensiero critico. Ogni incontro si tiene alla Pasticceria Ferrari (via Gordini 11) a Ravenna, il lunedì – precedente alle repliche degli spettacoli in programma all’Alighieri – alle ore 20.45. La partecipazione è gratuita. In occasione degli appuntamenti è prevista la presenza di ospiti speciali ed esperti. Per informazioni su circolo e appuntamenti tel. 348 7083867, info@bbalteatroravenna.com e pagina facebook. Nella foto (di Mauro Bertolotto) la libreria El Ateneo di Buenos Aires

E in effetti Contin vive una solitudine assoluta, in parte voluta e cercata. Un personaggio complesso e sfaccettato come quello di Beggiato. Nessuna tentazione per Casadio di interpretare anche l’altra voce? «Inizialmente lo spettacolo era nato come monologo, poi vista la forza del testo, abbiamo, come Accademia Perduta, pensato che valeva certamente la pena farne una produzione più importante e abbiamo chiesto di partecipare a una realtà come il teatro Stabile del Veneto, con la regia di Gassman e la presenza di un’altra voce, Giulio Scarpati. E adesso sono davvero molto contento di come viene accolto e capito dal pubblico della prosa. è la dimostrazione che si possono proporre anche testi nuovi, di cui il teatro, in questa fase di passaggio, ha molto bisogno». Ma Casadio non pensa a una commistione tra teatro di ricerca e di prosa. «No, credo che si rivolgano a pubblici diversi. Tutto può essere importante, ma io come attore voglio innanzitutto parlare al pubblico, se qualcuno dalla platea si alza e se ne va, penso che sia colpa mia, non di non essere stato compreso. E credo proprio che questo testo, pur nella difficoltà e nella durezza dei temi che affronta, abbia tutti i codici per essere interpretato dal pubblico che, nonostante tutto, in questo periodo continua a frequentare i teatri e a cui dobbiamo essere in grado di offrire stimoli nuovi».


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il riallestimento

Incantati, il calcio senza orpelli torna in scena vent’anni dopo La “parabola dei fratelli calciatori” di Marco Martinelli rivisitata in forma di lettura scenica di Andrea Alberizia «Ah mo il calcio non è mica il circo,t'è voia.In campo non ci vanno mica le foche ammaestrate.In campo ci vanno quelli disposti a darle e a prenderle». (Incantati)

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Se togli la massiccia esposizione mediatica,le pettinature con la cresta, i tatuaggi sfacciati, le Ferrari, le veline, gli sponsor, le feste in discoteca resterebbe il gesto puro, resterebbe il campetto dietro casa, la porta fatta con due magliette al posto dei pali, la tenera dittatura di chi porta il pallone e si sente padrone, le squadre composte a colpi di pari e dispari. Incantati, parabola dei fratelli calciatori di Marco Martinelli – in scena al teatro Rasi per dieci repliche a metà novembre novembre aprendo la stagione di prosa a Ravenna – è dedicato proprio a tutta quella roba che resterebbe del calcio senza tutta quell'altra che ci si è appiccicata sopra con il passare del tempo, con l'aumentare dei denari. Il lavoro diTeatro delle Albe è dedicato al calcio minore, dei ragazzini, dei settori giovanili, dei campi di periferia senza erba e con le panchine sgangherate dove fa capolino proprio il miraggio della ricchezza quando una grande squadra di calcio vuole comprare il piccolo fantasista Luca dalla società gestita da tre fratelli che fanno anche i fabbri. La potenza del testo sta nell'avere quasi vent'anni (scritto nel 1994, vincitore del premio Drammaturgia In/finita nel 1995) ed essere ancora lucidamente attuale. «Ci siamo accorti che ci parla ancora, eccome se ci parla», dice Alessandro Argnani, uno dei quattro attori in questa riedizione in forma di lettura scenica con Luigi Dadina (già presente nella prima edizione), Michela Marangoni e Laura Redaelli e le musiche dal vivo di Simone Marzocchi. E a guardare da una prospettiva strettamente ravennate il testo appare non solo attuale ma quasi preveggente visto che un po' di anni dopo il calcio bizantino sarebbe stato legato proprio a una famiglia di Fabbri,nel senso di cognome. Ma questa è un'altra storia. Quella di Incantati racconta invece lo squallore e l’avidità che contagiano la purezza del calcio d'infanzia. Primo, Stefano e Palma sono i tre fratelli che conducono un'officina di fabbro e una squadra di calcio. Un grande club vuole comprare il pulcino Luca. Venderlo o no?

1994

2013

L’autore e regista Marco Martinelli in panchina,rievoca Incantati 20 anni dopo (le foto sono di Giampiero Corelli) Diventa questa la domanda che spacca i fratelli e mette al centro tutto. E la caccia al campioncino, al nuovo Maradona, è sempre lì che agita i genitori sugli spalti dei campi e agita i presidenti delle società sportive reali come raccontano anche le cronache locali recenti con qualche battibecco di campanili. Nella scelta finale per Luca avrà un peso anche la madre del bambino, allettata da un posto di lavoro che le viene offerto. Calcio e posti di lavoro: accosti gli elementi e pensi che era il 1994 ed è difficile non vedere che la parabola dei fratelli calciatori è più la parabola degli italiani nell'ultimo ventennio. Nel 1994 Argnani aveva sedici anni e giocava a calcio. Oggi ne ha 35 e dice che «il calcio è il gioco più bello del mondo». Anche se gli eventi degli ultimi anni, le bufere sul calcioscommesse e i processi lasciano ferite (anche Stefano nello spettacolo ha un ferita rimediata in un contrasto sul campo): «Il numero di Palacio o la galoppata di Zanetti sulla fascia hanno a che fare con l'attore in scena – dice Argnani manifestando tutta la sua passione interista –. Il gesto mi emoziona e non posso rinunciarci, nella vita abbiamo bisogno di quei gesti. Non possiamo più parlare del 2006 ma dobbiamo fare in modo che non ci sia un'altra Calciopoli come cittadini». Credere in quei gesti. E infatti è anche un testo sul credere. «Un imbonitore ha fatto qualcosa agli italiani per vent'anni, ci abbia-

mo creduto. La speranza è di non rassegnarsi e dire basta con gli imbonitori». Insomma la speranza è che quel posto di lavoro non sia più una convinzione così attraente. La particolarità di questa riedizione sta nel dopo spettacolo. Dieci incontri con i sapienti dello sport cittadino. Un viaggio «che non ha la pretesa di essere esaustivo» tra personaggi e società camminando tra sapienze e

tecniche a caccia di contaminazioni: «All'apparenza il teatro è lontano dallo sport. Ma noi ci definiamo un teatro stabile corsaro, un teatro stabile di innovazione. Siamo in movimento, abbiamo bisogno di contaminarci, sapere cosa succede nella nostra città senza paura di incontrarla. E in queste serate incontreremo davvero dei maestri».

il riconoscimento

A Ermanna Montanari il premio Duse come miglior attrice 2013 In scena sin dalla fine degli anni '70, interprete di decine di spettacoli memorabili, protagonista affermata, dal consenso della critica e del pubblico, del teatro di ricerca degli ultimi trent'anni, Ermanna Montanari, fondatrice e attrice del ravennate Teatro delle Albe, ha coronato la sua eccellente carriera artistica con il Premio Duse. Celebrato al Piccolo Teatro di Milano si tratta dell'unico riconoscimento nazionale riservato all’attrice di teatro che si è distinta particolarmente nel corso della stagione di prosa in uno o più spettacoli in Italia o all’estero. Ora il nome di Ermanna Montanari si aggiunge al notevole albo d'oro delle protagoniste femminili del teatro italiano premiate nelle precedenti edizioni tra cui Mariangela Melato, Franca Valeri, Ilaria Occhini, Maddalena Crippa, Alida Valli, Anna Proclemer, Milena Vukotic, Rossella Falk, Anna Bonaiuto, Maria Paiato...


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Seguici sul nostro sito www.aribelli.it info@aribelli.it MARISA SAVORELLI VIA MAGGIORE 69 TEL 0544/30050

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cartellone prosa Ravenna Teatro Alighieri via Mariani, 2 tel. 0544 249244 Inizio spettacoli ore 21 Spettacoli domenicali ore 15.30

Incantati Parabola dei fratelli calciatori testo e regia di Marco Martinelli con Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Michela Marangoni, Laura Redaelli musiche dal vivo Simone Marzocchi produzione Teatro delle Albe, Ravenna Teatro

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con Gioele Dix, Cecilia Delle Fratte produzione Bananas s.r.l., Giovit Il protagonista scopre un curioso sito fra le nuvole in cui è custodita la “memoria esterna” della sua esistenza, in cui tutto quello che è stato archiviato ha un peso: le azioni, i pensieri, persino le intenzioni. Fra comiche sospensioni e attese senza inquietudine, l’attore si interroga sulla sorte che lo attende. Gioele Dix torna alla scrittura teatrale con un testo che parla di realtà e di desideri, di responsabilità e disimpegno, di emozioni del passato e di progetti per il futuro.

In scena dal 5 all’8 dicembre

Il servitore di due padroni MolièrePetitoBlok

Incantati, scritto da Martinelli nel ’94 (testo vincitore del Premio Drammaturgia In/finita nel 1995, ripubblicato dalla rivista Hystrio nel luglio 2013), rappresenta un atto d’amore verso la realtà delle serie minori, dei campetti di periferia, del calcio come avventura esistenziale. Lo squallore e l’avidità, il denaro come idolo a cui sacrificare tutto, hanno però ormai contagiato quella purezza, quella dimensione incantata dell’infanzia.Attraverso la vivacità scenica degli attori delle Albe, in una rilucente alchimia di italiano e dialetto, la drammaturgia suona attuale anche per l’Italia di oggi, impaurita e dilaniata dalla crisi economica e di valori.

drammaturgia di Antonio Calone, Emanuele Valenti con Mirko Calemme, Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Valeria Pollice,Tonino Stornaiuolo, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella regia di Emanuele Valenti produzione Punta Corsara

da Carlo Goldoni drammaturgia di Ken Ponzio con Marco Cacciola, Giovanni Franzoni, Federica Fracassi, Roberto Latini,Annibale Pavone, Lucia Perasa Rios, Massimiliano Speziani, Rosario Tedesco, Elisabetta Valgoi regia di Antonio Latella produzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione,Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Teatro Metastasio di Prato Due città, due famiglie, due realtà contrapposte, dove una vuole defraudare, derubare, truffare l’altra. Non c’è una figura onesta, tutto è falso, è baratto, commercializzazione di anime e sentimenti.Antonio Latella, artista capace di immergersi nelle trame più disparate, dal teatro antico alle atmosfere del Novecento, si confronta con un classico del teatro, l’Arlecchino goldoniano, maschera immortale.

testo e regia di Gioele Dix

Il malato immaginario

Da Il signor di Pourceaugnac alle opere di Antonio Petito e Aleksandr Blok

In scena dal 14 al 24 novembre al Teatro Rasi

Nascosto dove c’è più luce

MolièrePetitoBlok

In scena dal 9 al 12 gennaio

Per la prima volta nella Stagione di Prosa una serata, due spettacoli. Prima una commedia omaggio a quel Molière ispirato dai comici italiani che recitavano a Parigi, come Scaramouche del napoletano Tiberio Fiorilli; poi Totonno ‘o Pazzo, al secolo Antonio Petito (il più grande interprete di Pulcinella della seconda metà dell’Ottocento) che dialoga con il poeta russo Aleksandr Blok nelle tragicomiche sventure in cui si cacciano Pulcinella e Felice Sciosciammocca in fuga. Dall’esperienza di Marco Martinelli a Scampia, è nata Punta Corsara: la compagnia, che ha già vinto importanti premi nazionali, è costituita dai giovani attori, organizzatori e tecnici che presero parte al percorso di “formazione ai mestieri dello spettacolo” (alcuni hanno già lavorato al cinema con Matteo Garrone e in teatro con Toni Servillo), e rappresenta un motivo di speranza tra i più luminosi del teatro italiano.

In scena dal 30 gennaio al 2 febbraio

di Molière con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni regia di Marco Bernardi produzione Teatro Stabile di Bolzano Paolo Bonacelli cesella un Argante fragile e sconquassato dalla realtà, un malato con più paura di vivere che di morire. La regia di Marco Bernardi asseconda l’irresistibile macchina di divertimento che è Il malato immaginario, una farsa all’antica da cui trapela la visione del mondo disillusa e disincantata di un Molière che aveva smarrito, al termine della sua esistenza, la fiducia in se stesso e nei suoi simili.

In scena dal 20 al 23 febbraio segue a pagina 11


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Oscura immensità

da L’oscura immensità della morte di Massimo Carlotto con Giulio Scarpati, Claudio Casadio regia di Alessandro Gassmann produzione Teatro Stabile del Veneto, Accademia Perduta/Romagna Teatri Chi deve perdonare l’assassino che sta scontando una pena detentiva? I familiari della vittima, lo Stato, entrambi? Attorno a questo dilemma – al quale la ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta – Carlotto trascrive per il teatro il suo best seller che vede contrapposti l’incapacità di ritrovare il filo di un’esistenza fondata su valori positivi di chi ha subito una perdita al diritto a una seconda possibilità per chi ha commesso una colpa.Alessandro Gassmann dirige Giulio Scarpati e Claudio Casadio, capaci di conferire grande naturalezza e incisività ai due personaggi.

In scena dal 6 al 9 marzo Anche a Lugo dal 17 al 19 gennaio e a Bagnacavallo l’11 marzo

La discesa di Orfeo di Tennessee Williams con Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Edoardo Ribatto, Luca Toracca, Cristian Giammarini, Corinna Agustoni, Sara Borsarelli, Elio De Capitani, Debora Zuin, Marco Bonadei,

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Carolina Cametti,Alessandra Novaga drammaturgia e regia di Elio De Capitani produzione Teatro dell’Elfo L’opera è inedita in Italia, ma Sidney Lumet ne diresse una trasposizione cinematografica con Anna Magnani e Marlon Brando. Sotto il rosa del lirismo sentimentale da romanzo d’appendice,Tennessee Williams regala quel nero stupefacente della vita che rimanda all’eterno duello tra l’oscuro primordiale e il lume della ragione.Val è un vagabondo che cerca di rompere con il suo passato di uomo di strada, e che, per salvare la sua “Euridice”, finisce fatto a pezzi dai fanatici del paese, che non tollerano lo scandalo del sogno di una vita felice.

Cucina aperta a pranzo e a cena. Chiuso il giovedì

In scena dal 20 al 23 marzo

Le voci di dentro di Eduardo De Filippo con Toni Servillo, Peppe Servillo regia di Toni Servillo produzione Teatri Uniti, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa,Teatro di Roma Alberto Saporito accusa i Cimmaruta, ignara e assonnata famiglia di coinquilini, di aver ucciso un amico. Quando la polizia non trova le prove, comprende che quell’omicidio lo ha solo vissuto in sogno ma nessuno gli crede: né il fratello Carlo che intravede nel suo arresto per calunnia la possibilità di fare finalmente affari in proprio, né i Cimmaruta che insistono a congetturare sul delitto pur di accusarsi reciprocamente. Questo zelo aggressore, questo gratuito piacere punitivo, questa fobia per la famiglia, sono il fuoco comico del copione, la sua fiammella incendiaria.

In scena dal 14 al 17 aprile

rassegna comico

La discesa di Orfeo segue a pagina 12

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s l i d o e C a d a r ffè a P

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6° (Sei gradi)

bisnonni, forse ci giudicheranno severamente e probabilmente troveranno anche loro estremamente ridicolo il nostro modo di vivere! Da Giobbe Covatta un nuovo spettacolo dove comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica su quelli che sono senza dubbio i grandi temi del nostro secolo: sostenibilità del Pianeta e di conseguenza delle sue popolazioni.

In scena l’11 dicembre, ore 20.30

Mr. Forest Show

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di Giobbe Covatta e Paola Catella con Giobbe Covatta con la partecipazione di Mario Porfito e Ugo Gangheri produzione Sosia & Pistoia Ancora una volta è un numero il titolo del nuovo spettacolo di Giobbe Covatta, dopo 7 (come i sette vizi capitali) e 30 (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo), tocca ora al numero 6.Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta.Tutto ciò che vedremo nel corso dello spettacolo è collocato nel futuro, in diversi periodi storici nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi. I personaggi che vivranno in queste epoche saranno i nostri discendenti (figli, nipoti o pronipoti che siano) e avranno ereditato da noi il nostro patrimonio economico, sociale e culturale ma anche il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato. Ma come sarà il mondo la cui temperatura media sarà più alta di un grado rispetto al 2012? E quando i gradi saranno due? E quando saranno 6? Il grande comico napoletano se lo è chiesto: modelli matematici applicati all’ecologia creati con solide basi scientifiche ci fanno nettamente pensare che i nostri più stretti discendenti avranno seri problemi e si dovranno adattare a (soprav)vivere in un pianeta divenuto assai meno ospitale, se non cercheremo di risolvere i problemi dell’ambiente, della sovrapopolazione e dell’energia sin da oggi. Certo l’uomo non perderà il suo ingegno e Giobbe si diverte ad immaginare le stravaganti invenzioni scientifiche, ma anche sociali e politiche, che metteremo a punto per far fronte ad una drammatica emergenza ambientale e sociale. Ne emergeranno personaggi di grande verve comica indaffarati a realizzare all’ultimo momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni. E probabilmente i nostri discendenti ce l’avranno un po’ con i loro genitori, nonni e

con Michel Foresta (Mr. Forest) produzione Zero9 Michele Foresta, detto Mr. Forest, interpreta un surreale e incompetente mago che, unendo una vena comica di stampo cabarettistico all’abilità tipica dei prestigiatori, tenta in tutti i modi di attribuire un senso misterioso e arcano alle banalità del quotidiano. Una sorta di show man inadeguato e disastroso che porta avanti il suo spettacolo, addentrandosi in tutte le branche della magia, ipnotizzando banane e piranha, piegando servizi di posate, tentando impossibili evasioni emulando Houdini. Con un unico risultato certo: l’esilarante fallimento. Sembra che gli stessi suoi attrezzi, dai più appropriati ai più assurdi, gli si rivoltino contro mettendolo sempre in grave imbarazzo. Un “one man show” dove, oltre alle guest star immaginarie che non arriveranno mai, come la donna più vecchia del globo, che al suo posto vorrebbe mandare la mamma, o l’uomo dal tatuaggio così grande che un pezzo ha dovuto farlo tatuare sul figlio, ci sarà il suo fido scudiero, l’eccelso maestro Lele Micò, pianista con sigaro toscano incorporato, capace di suonare dal vivo in Liguria mentre sta facendo l’amore in Lombardia. Negli empirici esperimenti non manca il coinvolgimento del pubblico e il limite da collaboratore a vittima è molto labile. Nello show non solo bizzarre e strampalate sperimentazioni al limite del disumano, ma anche riflessioni sul mondo alla deriva che ci circonda, che solo osservandolo attraverso la lente distorta della comicità si riesce a capire ed accettare meglio.

In scena il 13 gennaio, ore 20.30


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Il mistero dell’assassino misterioso

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mani con Lillo, Il mistero dell’assassino misterioso è la prima commedia in cui si fa central e la narrazione metateatrale, tanto cara alla coppia, che svela, scardinandolo con un pizzico di perfidia, il delicato equilibrio su cui vivono alcune compagnie di teatro, ma su cui si fondano anche la maggior parte dei rapporti umani: gelosie, meschinità, invidie, rancori e falsità. In scena il 19 febbraio, ore 20.30

Caffè Biscotteria Torte e crostate di nostra produzione La domenica pomeriggio dalle ore 16 BUFFET GOLOSO.

BAR

Una piccola impresa meridionale di Pasquale Petrolo e Claudio Gregori da un’idea di Claudio Gregori con Lillo e Greg con Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano regia di Mauro Mandolini produzione LSD Edizioni Un castello nella campagna londinese, un misterioso maggiordomo, l’omicidio di un’anziana contessa, un investigatore e gli stravaganti sospettati: ecco gli ingredienti per un perfetto giallo, dai toni brillanti, di chiara matrice anglosassone. Nel salone principale del castello si trovano i sospetti assassini della Contessa Worthington, ma un inatteso accadimento cambierà le dinamiche dell’indagine, minando esponenzialmente la trama del giallo e scatenando gli egoismi e le meschinità degli altri attori disposti a tutto pur di farsi notare da un produttore televisivo presente in platea. L’onnipresente umorismo di situazione e non ultima la cornice del giallo, rendono la commedia elettrizzante ed esilarante fuor di ogni dubbio. Nata da un’idea di Greg e scritta a quattro

di Rocco Papaleo e Valter Lupo con Rocco Papaleo e con Francesco Accardo (chitarra), Jerry Accardo (percussioni), Pericle Odierna (fiati), Guerino Rondolone (contrabbasso),Arturo Valiante (pianoforte) produzione Nuovo Teatro Un esperimento di teatro canzone, come un diario da sfogliare a caso, che raccoglie pensieri di giorni differenti. Brevi annotazioni, rime lasciate a metà, parole che cercavano una musica, storielle divertenti o che tali mi appaiono nel rileggerle ora. Non è che un diario racchiuda una vita, ma di certo, dentro, trovi cose che ti appartengono, e nel mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiette, per riaprirle ogni sera a chi ha voglia di ascoltare. Fin qui, il senso della piccola impresa.A renderla meridionale, ci pensa l’anagrafe, mia e della band che tiene il tempo. Ma sarebbe meglio dire, il controtempo, visto che il sud, di solito, scorre a un ritmo diverso. La questione meridionale in fondo è tutta qui: uno scarto di fuso orario, un jet lag della contemporaneità che spesso intorpidisce le nostre ambizioni. Del corpo sociale, siamo gli arti periferici, dita e unghie. Il cuore pulsante batte altrove, mentre a noi, tutt’al più, spetta la manicure. Dunque, un teatro a portata di mano, col desiderio, a ben vedere, solo di stringerne altre.

CUCINA

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cartellone prosa Faenza Teatro Masini piazza Nenni, 3 tel. 0546 21306 Inizio spettacoli ore 21

Prima del silenzio

di Giuseppe Patroni Griffi con Leo Gullotta e con Eugenio Franceschini apparizioni speciali di Sergio Mascherpa e Andrea Giuliano apparizione speciale di Paola Gassman regia di Fabio Grossi produzione Teatro Eliseo

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Scritto negli anni '70,il testo risulta ancora oggi vivo per tematiche e concetto.La storia racconta le scelte di un uomo che vive un travaglio che assume le fattezze di un incubo,con l’apparizione dei fantasmi della sua vita:la famiglia,affrontata attraverso il personaggio de La Moglie,come un’entità vorace e ricattatoria;la casta,rappresentata dal personaggio de Il Figlio,con i suoi orpelli e contributi piccolo borghesi;il dovere,materializzatosi attraverso il personaggio del Maggiordomo,che coartizzante,attraverso il senso di colpa, costringe e castra.L’unica vicenda che realizza e tranquillizza il protagonista è quella che vive,nel suo contemporaneo,con Il Ragazzo. Questa,pur’anche vampireggiante,è linfa pura e vivificante durante l’incubo che egli vive.Ma anch’essa terminerà,come conclude la vita di un uomo,il quale abbandonato dai suoi stimoli si richiude nella sfera della parola,come ultima spiaggia di un inevitabile tramonto che chiuderà un percorso permeato dalla Poesia con la Poesia stessa.

In scena dal 15 al 17 ottobre

La Fondazione di Raffaello Baldini con Ivano Marescotti regia di Valerio Binasco produzione Nuova Scena/Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna Il grande poeta romagnolo Raffaello Baldini, prima di morire,ha consegnato a Ivano Marescotti il suo ultimo testo,poi pubblicato presso Einaudi,dicendogli:«fanne quello che credi».Marescotti,diretto daValerio Binasco, onora questo prezioso lascito interpretando il

protagonista de La Fondazione,un personaggio bizzarro che colleziona ossessivamente i più assurdi oggetti del passato preso dall’idea di dar vita a una Fondazione che tenga viva la memoria delle cose più sfuggenti.Questo personaggio,splendidamente velleitario e a modo suo eroico,cerca così di imbrigliare la vita (e la morte) nel suo delirio apparentemente bislacco, ma profondissimo.La moglie lo ha mollato ma lui preferisce vivere tra la sua “roba”perché quella roba “è”la sua vita stessa.E quando quella “spazzatura”verrà buttata,anche lui seguirà la stessa sorte.La Fondazione è un testo straordinario e poiché,come scriveva Leo Longanesi,«i difetti degli altri somigliano troppo ai nostri»,è pieno di comicità perché riesce a farci a ridere anche di noi stessi.

In scena dal 26 al 28 novembre Anche a Cervia dal 30 novembre all’1 dicembre

I ragazzi irresistibili

di Neil Simon versione italiana di Giuliana Manganelli con Eros Pagni e Tullio Solenghi e con Mariangeles Torres, Massimo Cagnina, Marco Avogadro, Pier Luigi Pasino regia di Marco Sciaccaluga produzione Teatro Stabile di Genova I ragazzi irresistibili è un omaggio alla vecchiaia di due grandi comici e insieme un’affettuosa testimonianza della gloriosa tradizione del vaudeville americano.È una commedia attraversata insieme da una comicità calorosa e da una poetica nostalgia;fonte per uno spettacolo,in cui un dialogo scintillante coniuga perfettamente realtà e finzione,attraverso il contributo recitativo di attori dalla forte personalità comunicativa.È la storia di due ex comici di vaudeville che,dopo aver trascorso insieme più di quarant’anni della loro vita,si erano separati,ponendo così fine a una coppia di successo.Mentre Al Lewis (Tullio Solenghi) è andato in pensione e vive tranquillamente la propria vecchiaia,Willie Clark (Eros Pagni) non ha mai perdonato al socio di averlo privato del lavoro,mettendo la sua vita e la sua carriera sotto naftalina molto prima di quanto lui avesse voluto.Ora,per iniziativa del nipote e agente diWillie,la coppia ha l’occasione di ricomporsi per proporre davanti all’occhio

della telecamera lo sketch che l’aveva resa celebre;ma molti ancora sono gli ostacoli da superare,inaspriti dal trascorrere degli anni e dagli acciacchi dell’età.

In scena dal 4 al 6 dicembre

Taking care of Baby ovvero La vertigine della verità di Dennis Kelly regia di Fabrizio Arcuri con Isabella Ragonese e Matteo Angius, Francesco Bonomo, Pieraldo Girotto, Francesca Mazza, Sandra Soncini materiali sonori Subsonica produzione Accademia degli Artefatti Il testo,che ha consacrato il drammaturgo anglosassone Dennis Kelly sulla scena mondiale, è una sorta di Medea contemporanea.Anomalo nella forma, è costruito come un verbatim-drama o “teatro documentario”, utilizzando reali interviste e materiali relativi a casi di cronaca. Isabella Ragonese, attrice amata dal cinema d’autore italiano che ha lavorato con Luchetti, Crialese eVirzì, interpreta una donna accusata di aver assassinato i suoi due bambini. Una voce pone domande ai protagonisti della vicenda, nel tentativo di ricostruire la storia di cui si conoscono solo i tragici esiti e rimettere insieme i pezzi di un incerto mosaico. Regia raffinata di Fabrizio Arcuri.

In scena il 10 dicembre Anche a Ravenna (Teatro Rasi) l’8 febbraio

Nuda proprietà di Lidia Ravera prima Nazionale con Lella Costa e Paolo Calabresi e con Claudia Gusmano, Marco Palvetti regia di Emanuela Giordano produzione La Contemporaea Innamorarsi a 60 anni è una sfida,una forma d’arte,un capolavoro.È la vittoria della libertà contro gli stereotipi.Iris,contro ogni logica, si innamora di Carlo e Carlo di Iris.Lui non subito,dopo un po’,ma va bene così.Tutto comincia con una stanza in subaffitto.Iris la offre a Carlo,psicanalista sfrattato dal pianoterra.Intanto lei,rimasta senza un soldo,vende in nuda proprietà la casa.Dissipatrice accanita,senza pensione,non ha altra scelta che cedere il suo unico bene al migliore offerente, fingendosi molto più malandata di quello che è.Il miglior offerente è senza scrupoli e una nipotina bella e nullafacente fa irruzione proprio quando Iris e Carlo capiscono che sta succedendo qualcosa di imprevedibile.Mentre Carlo scopre di essere malato,Iris si accorge che non può più fare a meno di lui,della sua intelligenza,della sua ironia,della sua capacità di decifrare la vita per quello che è.Carlo è

affascinato da questa donna incasinata e vitale,che si espone,si dichiara,senza farsi mortificare dalle convenzioni.Decidono di vivere insieme tutto ciò che resta da vivere…

In scena dal 16 al 18 gennaio

Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello libero adattamento di Masolino D’Amico con Lucrezia Lante della Rovere e con Crescenza Guarnieri,Simone Colombari,Raffaello Lombardo,Arcangelo Iannace,Francesca Farcomeni,Andrea Gherpelli regia di Francesco Zecca produzione Teatro e Società Al centro di questa opera,come in tutte quelle di Pirandello,c’è sempre la ricerca spasmodica dell’identità.La ricerca della propria identità è un tema molto legato a questo periodo storico, dove essa non avviene dentro,ma fuori,nel riflesso degli occhi dell’altro.Pian piano si diventa quel riflesso,che ci allontana sempre di più dal proprio sé,si diventa altro da sé,si diventa quello che gli altri hanno deciso.Così parte questo gioco al massacro da parte della protagonista che è pronta ad essere “Come tu mi vuoi”ma con autenticità,con verità.Raccontare tutto questo con il teatro,dove la verità non esiste ma dove tutto deve essere estremamente autentico,per poterla trovare,bisognerà perdersi nel tunnel oscuro della memoria.La memoria del sentire e non quella dei fatti,delle prove. L’ignota,nel suo tentativo di essere come tu mi vuoi,prova a cercare la propria identità nella logica razionale,ma non trova nulla,perché non riesce a fingere al suo sentire;così porta al rovesciamento del reale all’irreale,facendo cadere tutti nel burrone della follia.

In scena dal 4 al 6 febbraio

L’invenzione della solitudine di Paul Auster con Giuseppe Battiston regia di Giorgio Gallione produzione Teatro dell’Archivolto Qualche settimana dopo l’inattesa morte del padre,Auster si ritrova nella grande casa di un genitore quasi estraneo,che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli affetti.Così,riscoprendo un padre semisconosciuto e assente attraverso tracce labili,oggetti e carte,il protagonista riscopre i frammenti di una esistenza estranea,che è in parte anche la propria,ripercorrendo la vita di un uomo che si è nascosto dal mondo.Una ricerca del padre scomparso che lo costringe a fare i conti con una perdita,una mancanza che lo strazia come persona e come figlio.Ma la “musica del caso”vuole che lo stesso Auster,proprio in quei giorni,stia per abbandonare la moglie e,ineluttabilmente,anche l’amatissimo figlio.In un mosaico di immagini,riflessioni,coincidenze e associazioni,il destino costringe così Auster a radiografare un’esistenza e a riflettere sulla difficoltà di essere insieme padre e figlio e su continua a pagina 16


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Solarolo, casa-bottega del teatro

come il caso impercettibilmente governi le nostre vite.

In scena il 12 febbraio

Un oratorio dove le compagnie possono provare e offire il proprio spettacolo

Una piccola impresa meridionale di Rocco Papaleo eValter Lupo con Rocco Papaleo e con Francesco Accardo (chitarra), Jerry Accardo (percussioni), Pericle Odierna (fiati), Guerino Rondolone (contrabbasso),ArturoValiante (pianoforte) regia diValter Lupo produzione Nuovo Teatro «Un esperimento di teatro canzone,come un diario da sfogliare a caso,che raccoglie pensieri di giorni differenti.Brevi annotazioni,rime lasciate a metà,parole che cercavano una musica,storielle divertenti o che tali mi appaiono nel rileggerle ora.Non è che un diario racchiuda una vita,ma di certo,dentro,trovi cose che ti appartengono,e nel mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiette,per riaprirle ogni sera a chi ha voglia di ascoltare».(Rocco Papaleo)

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In scena il 24 marzo Anche a Ravenna il 25 marzo e a Bagnacavallo il 26 febbraio

L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni

Da un paio d’anni funziona più o meno così: il Comune mette a disposizione una struttura in cui ospita compagnie teatrali professioniste permettendo loro di provare per una decina di giorni e offrendo loro addirittura un contributo, in cambio le suddette compagnie offrono alla cittadinanza uno spettacolo. Il biglietto di ingresso è di appena 3 euro (che vanno in beneficenza per i concittadini in difficoltà) e che è possibile scalare dagli acquisti fatti in una serie di negozi che aderiscono all’iniziativa. Un modo per aprire un paese al teatro e aprire soprattutto le porte di casa dei cittadini per portarli a teatro. Dove accade tutto ciò? A Solarolo, ridente località del ravennate che un teatro vero e proprio nemmeno ce l’ha, ma che ha trasformato un oratorio in un ottimo set per palcoscenico e platea. Qui le compagnie possono vivere e provare liberamente a patto che tengano aperte le porte a chi vuole assistere alle prove e, appunto, offrano una replica finale dello spettacolo. Cinque le date in calendario nella nuova stagione, per cui era stato fatto un bando, con artisti provenienti da tutta Italia. Si comincia il 29 gennaio con La ballata dei Lenna in Cantare all’amore (da Alessandria), il 13 febbraio il DramaLab di Siracusa offrirà la sua Trilogia dell’assenza, il 26 marzo sarà di scena Tattoo dei toscani Terzo Piano mentre ad aprile l’appuntamento sarà doppio: il 17 i bolognesi Nahia portano in scena Monsters e il 27 aprile, da Pavia, arriva la compagnia Calypso per provare Contatto (tutte le rappresentazioni avranno luogo presso l'Oratorio dell’Annunziata in Via Foschi, 5 a Solarolo, alle 21). Un’iniziativa originale, dal costo totale complessivo di non più di 3mila euro, che agevola nuove compagnie e offre ai solarolesi (e non solo) un’occasione di confronto e crescita con realtà giovani ma promettenti. Basti pensare che lo scorso anno la compagnia Vanaclù, con la regia di Woody Neri, ha vinto il primo premio al festival romano Argot Off 2013. In un momento di risorse in continuo calo, spiega peraltro l’assessore che si è inventata la formula, attrice lei stessa, Tamara Fagnocchi «è anche la dimostrazione che un Comune può, risparmiando, innescare un processo virtuoso e contribuire a creare indirettamente cultura. E Solarolo, per questi attori, diventa per qualche settimana la loro “casa bottega”».

con Valentina Sperlì,Antonino Iuorio, Roberto Valerio e Nicola Riganese e con Massimo Grigò, Federica Bern,Alessandro Federico, Chiara Degani, Peter Weyel regia di Roberto Valerio produzione Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con Valzer srl

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Composta nel 1759,l’opera è una splendida e divertente commedia che presenta un impietoso ritratto dell’ambiente degli artisti di teatro, ambiente che Goldoni conosce a fondo:può a ragione “parlarne per fondamento”,come egli stesso dichiara nella prefazione dell’opera.La vicenda ruota attorno ad un gruppo di attori, uomini e donne,tutti pettegoli,invadenti, boriosi e intriganti che,disperati e affamati, vivono per un breve attimo l’illusione della ricchezza nella speranza di riuscire a partire per una favolosa tournée in Oriente con Alì,ricco mercante delle Smirne intenzionato a formare una compagnia d’Opera,e tornare carichi d’oro e di celebrità.Facili prede di mediatori intriganti,di impresari furbi e rapaci,i poveri artisti scoprono a loro spese che le regole del Teatro sono eterne e che la loro vicenda scritta 250 anni fa ha un sapore grottesco di attuali-

tà…

In scena dal 25 al 27 marzo Anche a Russi il 10 aprile

RIII - Riccardo terzo diWilliam Shakespeare traduzione e adattamento diVitalino Trevisan con Alessandro Gassmann e con Manrico Gammarota,Mauro Marino,Marta Richeldi,Giacomo Rosselli,Marco Cavicchioli,Sabrina Knaflitz,Sergio Meogrossi,Emanuele Maria Basso e con la partecipazione di Paila Pavese regia di Alessandro Gassmann produzione Teatro Stabile delVeneto – Fondazione Teatro Stabile di Torino – Società per Attori «La decisione di affrontare,per la prima volta anche da regista,un capolavoro di Shakespeare non è disgiunta dal felice incontro artistico con Vitaliano Trevisan.Ho sempre avuto nei riguardi del Bardo,forse per l’incombenza di gigantesche ombre familiari,un certo distacco, un approccio timoroso;le messe in scena dei suoi capolavori,lo confesso,non sono mai riu-


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scite a coinvolgermi del tutto.Un ostacolo che mi ha sempre impedito di immaginare una messa in scena in grado di restituire l’immensa componente poetica ed emozionale e allo stesso tempo di innervare di asprezza contemporanea il cuore pulsante e immortale dell’opera shakespeariana attraverso il registro comunicativo a me più congeniale,ovvero quello della modernità e dell’immediatezza.La lettura di un adattamento di un testo minore di Goldoni curato da Trevisan,sorprendentemente moderno e originale ma al tempo stesso accurato e rispettoso dell’autore,ha fatto scattare in me l’idea che quel tipo di approccio potesse essere non solo possibile ma altrettanto efficace nei riguardi dell’opera di Shakespeare che da anni sognavo di rappresentare:Riccardo III». (Alessandro Gassmann)

un’infinità di spunti comici,sebbene di fronte alla desolazione di certi scenari il riso si faccia a volte amaro.Un gruppo di attrici comiche “scende in campo”per commentare,con una satira dissacrante,lo stato delle donne italiane di oggi.Le attrici si alterneranno sulla scena tra monologhi e canzoni,dissertando in modo comico sulla realtà contemporanea, soffermandosi su temi cari al mondo femminile: dall’autostima all’incomunicabilità tra i sessi, dalle fiabe alla pubblicità,presentando al pubblico personaggi esilaranti quali:la signora Varagnolo (la desperate housewife di Pinerolo), l’antropologa esperta in escort,la cantante di liscio Daccela e le velone.

In scena dall’8 al 10 aprile Anche a Lugo dal 16 al 19

Lavori in corso

dicembre

rassegna comico Il sosia di lui di e con Paolo Cevoli regia di Daniele Sala produzione BaGS Entertainment Srl Estate 1934.Riccione.La PerlaVerde dell’Adriatico.Un idrovolante trimotore modello Savoia Marchetti 66 plana sulle quiete acque del mare Adriatico.Una folla festante raggiunge il velivolo a nuoto o in moscone. Dopo pochi minuti,dalla cabina di pilotaggio, esce un uomo.Camicia bianca,cappello da marinaio,mascella volitiva.Mussolini Benito. Venuto a Riccione per ricongiungersi con la sua famiglia e trascorrere qualche giorno di riposo nella villa di proprietà.La folla è in delirio.Il meccanico di bordo però ha notato che uno dei motori Fiat A24R ha qualche problema.Viene chiamato un meccanico locale.PioVivadio detto Nullo.Di professione meccanico.Figlio di enneenne allevato dalle suorine.Di fede politica anarchica.Di carattere ribelle.Mentre sta lavorando sul motore ingolfato,due bambini lo scambiano per il loro papà.Sono Romano e Annamaria Mussolini.Figli numero quattro e cinque di Rachele e Benito Mussolini.Anche un gerarca fascista,membro dell’Ovra,la potentissima polizia segreta,si accorge di questa somiglianza.Arresta il meccanicoVivadio e lo trasforma nel sosia del Duce…

In scena il 19 dicembre

Stasera non escort con Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia Penoni regia di Marco Rampoldi Partendo dal presupposto che per una donna contemporanea l’unico lavoro sicuro e ben remunerato sembra essere quello della escort,le attrici posano il loro sguardo impietoso sulle disparità tra i sessi,nella sessualità, nell’immagine offerta dai media,nel mondo del lavoro.Un mondo,quello della società di oggi, talmente assurdo e paradossale da fornire

In scena il 13 febbraio

di Ale & Franz e Antonio De Santis con Ale & Franz produzione ITC 2000 Lo spettacolo che Ale e Franz portano in scena è la conferma della loro suggestiva comicità;un recital nel quale alternano i momenti più significativi della loro carriera a nuove intuizioni del loro rapporto artistico.La comicità di Ale e Franz raccoglie in sé l’antica eredità delle grandi coppie della storia comica italiana che,battuta dopo battuta,sempre intelligenti,mai scontate o banali,riesce ogni volta a centrare l’obiettivo:fare ridere il pubblico intrappolandolo in una corsa senza fiato che sfocia nel puro nonsenso.

In scena il 6 marzo Anche a Longiano il 30 gennaio e ad Argenta il 31 gennaio

A cena coi cretini con Max Cavallari, Marco Della Noce, Gabri Gabra, Giorgio Verduci e Raffaella Fico produzione Ridens C’è sempre un giorno destinato a cambiare la vita, un giorno dove tutto può andare nel verso giusto e renderti la persona più felice del mondo.Per Giorgio Pizzeria, maitre del famoso Ristorante “Pizzeria”, questo giorno è arrivato: il famoso critico gastronomico Gian Corrado De Glabris è giunto in città per inserire il locale nella prestigiosa guida dell’Escargot d’Argent; inoltre Giorgio ha scelto questa importante giornata per presentare la sua futura sposa ai colleghi del ristorante.Nulla deve andare storto: i sogni e le speranze di un uomo si decideranno nell’arco di ventiquattro ore, un solo benedetto o maledetto giorno che appare da subito oscurato da un triste presagio: è un venerdì 17. Riusciranno i folli personaggi del Ristorante “Pizzeria” ad esorcizzare la malasorte? Oppure la buona riuscita della serata sarà messa in pericolo da un flagello peggiore dell’essere sfortunati: essere davvero cretini? Nel ristorante dei cugini Max e Giorgio Pizzeria (interpretati da Max Cavallari e GiorgioVerduci) si intrecciano storie e relazioni tutte da ridere. In scena il 28 marzo


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cartellone prosa Lugo Teatro Rossini piazzale Cavour, 17 Tel. 0545 38542 Inizio spettacoli ore 20.30

Italy Sacro all’Italia raminga

musica e le canzoni di Gianmaria Testa. Scritto da Pascoli nel 1904,Italy è un poema composto da due canti;ispirato a una vicenda realmente accaduta a un amico del poeta,ha come sottotitolo Sacro all’Italia raminga e narra le vicende di una famiglia di emigranti. Pascoli racconta le condizioni di un’Italia lontana nella storia e nella memoria;un’Italia che sotto la morsa della povertà lascia andare i suoi figli in cerca di fortuna e li manda lontano a edificare un nuovo mondo,a confrontarsi con una società che non li vuole e che li vede stranieri in ogni luogo,“orfani del mondo”.

In scena il 25 ottobre

Servo di scena

da Giovanni Pascoli con Giuseppe Battiston,voce e Gianmaria Testa,voce e chitarre regia di Giuseppe Battiston produzioni Fuorivia

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Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa tornano di nuovo insieme in palcoscenico,dopo i successi di 18 mila giorni - Il Pitone,a raccontare dell’Italia e delle migrazioni nostre del secolo scorso.Lo fanno attraverso la poesia e le parole di Giovanni Pascoli,ma anche attraverso la

di Ronald Harwood con Franco Branciaroli,Tommaso Cardarelli scene e costumi di Margherita Palli regia di Franco Branciaroli produzione Fondazione Teatro Stabile di Brescia Teatro De Gli Incamminati Servo di scena è uno dei più celebri testi teatrali di Ronald Harwood,che curò anche l’adattamento cinematografico dell’omonimo film di culto di PeterYates,del 1983,interpretato da Albert Finney (premiato al Festival di Berlino) e da Tom Courtenay (cinque candidature agli Oscar).Ed è naturalmente un testo ritagliato ad hoc sulla figura di un attore di grande carisma.Si tratta di un appassionato

omaggio al teatro e alla sua gente,nonché perfetta ricostruzione d’epoca che fa da cornice agli ultimi successi di un grande attore,ormai al tramonto,il quale deve la sua sopravvivenza alle cure e alle attenzioni costanti del suo umile servo di scena.Scritta in un linguaggio affascinante,tipico dello stile della commedia inglese,affronta con tono ironico le rocambolesche vicende di una precaria compagnia di provincia,che si dipanano tra camerini e palcoscenico,quale sublime metafora della vita del teatro di ogni tempo.

In scena dal 15 al 17 novembre (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30)

Il principe di Niccolò Machiavelli con Giuliana Colzi,Andrea Costagli, Dimitri Frosali elaborazione,scene e regia di Stefano Massini produzione Arca Azzurra Teatro Nel cinquecentesimo anniversario de Il Principe,Arca Azzurra Teatro ripropone l’opera di Niccolò Machiavelli.La scena si svolge in una cucina,dove un drappello di cuochi ha il compito di cucinare un Principe all’Italia e dare al paese una guida.Con quali dosi di virtù e fortuna dovrà essere assortito? Sarà zuccheroso oppure salato? Come può essere “cucinato” un principe che prenda su di sé non solo il potere ma anche l’impegno di fare il bene dello Stato e del popolo? Lo si cucinerà a fuoco lento o a fuoco vivace,lo si lesserà o si friggerà nell’olio bollente,brucerà il palato oppure scenderà come una minestra nella gola? Le due coppie di cuochi e il capocuoco portano come esempi personaggi che hanno saputo coniugare il potere alla nascita di un popolo,come Mosè, Alessandro Magno,Ludovico il Moro e soprattutto Cesare Borgia,di cui Machiavelli ammirava la capacità delittuosa con cui era riuscito a liberarsi dei suoi nemici. In scena il 10 dicembre

Veneto/Fondazione Teatro Stabile di Torino/Società per Attori Grande testo shakespeariano,Riccardo III,che ha per protagonista un re crudele, ambizioso,manipolatore,ma anche insicuro,tormentato,spaventato dalla solitudine. Alessandro Gassmann sceglie un adattamento e una messa in scena contemporanea,piena di rabbia e di passione.«Il nostro Riccardo,col suo violento furore,la sua feroce brama di potere,la sua follia omicida,la sua “diversità”– dice Gassmann – dovrà colpire al cuore,emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani),trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico,attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle deformità congenite dell’animo umano». In scena dal 16 al 19 dicembre Anche a Faenza dall’8 al 10 aprile

Nudi e crudi di Alan Bennet con Alessandra Faiella,Max Pisu regia di Marco Rampoldi produzione Teatro della Cooperativa Immaginate di rientrare a casa una sera,dopo essere stati al Covent Garden per assistere a una splendida esecuzione di Così fan tutte,e trovare la vostra abitazione completamente svuotata di tutti gli effetti personali.Senza più una sedia dove lasciarsi cadere sconfortati o un fornello con il quale riscaldare dell’acqua per l’immancabile the,o un telefono dal quale chiamare la polizia.Persino la moquette è stata strappata,così come la carta da parati.Questo il drammatico scenario che fa da incipit a Nudi e crudi,la tragicommedia di Alan Bennett (autore di The History boys,grande successo della stagione scorsa),dove,da un evento scioccante,si aprono squarci esistenziali e comici nella vita dei due protagonisti – i beneducati Mr.e Mrs.Ransome,impersonati da Max Pisu e Alessandra Faiella.

In scena il 9 gennaio

Oscura immensità RIII - Riccardo Terzo

diWilliam Shakespeare con Alessandro Gassmann ideazione scenica e regia di Alessandro Gassmann produzione Teatro Stabile del

di Massimo Carlotto con Giulio Scarpati,Claudio Casadio scene di Gianluca Amodio regia di Alessandro Gassmann produzione Teatro Stabile delVeneto Accademia Perduta/Romagna Teatri Giustizia,vendetta,perdono,pena.Questi sono i temi universali di Oscura immensità,un progetto narrativo nato come romanzo e che ora trova una sua articolazione naturale come testo teatrale.Quando venne pubblicato in Italia,il romanzo provocò un intenso e lacerante dibattito tra autore e lettori.Oscura immensità non lascia scampo.Alla fine ognuno è costretto a prendere posizione,a non eludere le domande che i due personaggi, Raffaello Beggiato e Silvano Contin,carnefice e vittima,pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili.Chi deve perdonare chi ha commesso un delitto e che sta


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scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi? La ragione,la politica, la religione,la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente.

In scena dal 17 al 19 gennaio (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30) Anche a Ravenna dal 6 al 9 marzo e a Bagnacavallo l’11 marzo

Alice underground da Lewis Carroll con Elena Russo Arman,Ida Marinelli, Ferdinando Bruni regia,scene e costumi di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia produzione Teatro dell’Elfo È un’Alice psichedelica e visionaria quella che Bruni e Frongia mettono in scena nel loro Alice underground,in una sorprendente rilettura del capolavoro di Lewis Carroll. Essenza dello spettacolo sono i bellissimi acquerelli dipinti da Bruni e trasformati da Frongia in disegni animati:una scenografia che “inghiotte”gli attori,che sbucano con teste e braccia da oblò e finestre di una scatolaschermo,con interazione e sovrapposizione perfetta – e straniante – tra corpi e visioni.Così, l’Alice acuta e piena di carattere di Elena Russo Arman può crescere e rimpicciolire a dismisura,si lancia in folli corse da ferma in boschi surreali dove gli alberi hanno occhi e scarpe,compaiono biscotti,funghi,teiere,porte chiuse e chiavi irraggiungibili,gli esterni dei palazzi si mutano in interni di cucine fuman-

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ti.Il risultato è leggero,e insieme dà le vertigini,e immerge lo spettatore in un mondo capovolto di sottile inquietudine.

In scena il 28 gennaio

Tutto Shakespeare in 90 minuti di Adam Long,Daniel Singer e Jess Winfield con Nino Formicola (Gaspare),Alessandro Benvenuti,Maurizio Lombardi costumi ed oggetti a cura di Pamela Aicardi regia di Alessandro Benvenuti produzione a.Artisti Associati/ Fondazione Atlantide Teatro Stabile diVerona Dopo un interminabile successo a Londra, prima nei teatri off e in seguito per più di 20 anni a Piccadilly Circus,ed ancora in tour da più di vent’anni,va in scena per la prima volta in Italia lo spettacolo che ha divertito fino alle lacrime decine di migliaia di spettatori di tutto il mondo.Una sfida teatrale ai limiti dell’incredibile:come condensare l’opera omnia del Bardo,37 opere,in 90 minuti? Una geniale compagnia di attori/drammaturghi americani ci è riuscita,e così è nato questo spettacolo che ora finalmente debutta nella versione italiana.

In scena dal 7 al 9 febbraio (domenica doppia rappresentazione ore 16 e ore 20.30)

Infinita di e con Björn Lesse, Benjamin

Reber, Hajo Schüler, MichaelVogel scene di Michael Ottopal costumi di Eliseu R.Weide regia di MichaelVogel, Hajo Schüler produzione Familie Flöz/Admiralspalast Berlino Theaterhaus di Stoccarda Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione,torna la famiglia Flöz,con la loro creazione più amata dal pubblico. Infinita è uno spettacolo sui primi e sugli ultimi istanti di vita,sulla nascita e sulla morte.È uno spettacolo sui momenti in cui avvengono i grandi miracoli della vita,il timido ingresso nel mondo,i primi coraggiosi passi e l’inevitabile caduta finale.«Questo è un pezzo teatrale riempito di maschere magiche,sublime teatro d’ombra e ammaliante musica».Infinita è un mosaico dei grandi piccoli momenti della vita. Semplice,e composto delicatamente,è un breve sguardo sui temi perpetui della nascita,del sesso,della morte e tutto ciò che è universalmente comico.

In scena dall’1 al 3 marzo (domenica doppia rappresentazione, alle 16 e alle 20.30)

L’importanza di chiamarsi Ernesto

di OscarWilde con Geppy Gleijeses,Marianella Bargilli, Lucia Poli regia di Geppy Gleijeses produzione Teatro Stabile di Calabria/Teatro Quirino The importance of Being Earnest debuttò a Londra il 14 febbraio 1895.Malgrado lo strepitoso successo riportato alla prima,fu smontata dopo appena 6 repliche,come conseguenza dello scandalo in cuiWilde si era andato a cacciare querelando per diffamazione Lord Queensberry che lo aveva pubblicamente tacciato di sodomia.Ultimo lavoro teatrale di Wilde e diversissimo dai precedenti,The importance ha provocato molte congetture sul corso che l’evoluzione del drammaturgo e di conseguenza,forse,di tutto il teatro inglese avrebbe potuto prendere senza l’intervento della magistratura.L’eterea verbalità di The importance,dove tutti – non solo il cinico di turno – si esprimono mediante paradossi squisiti,si accompagna,a un senso visivo di teatralissima efficacia.The importance è stata definita “la più bella commedia di tutti i tempi”.

In scena dal 21 al 23 marzo (domenica doppia rappresentazione, alle 16 e alle 20.30)

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cartellone prosa Cervia Teatro Comunale via XX Settembre, 125 tel. 0544 975166 Inizio spettacoli ore 21

La Fondazione di Raffaello Baldini con Ivano Marescotti regia diValerio Binasco produzione Nuova Scena/Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna

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Il grande poeta romagnolo Raffaello Baldini, prima di morire, ha consegnato a Ivano Marescotti il suo ultimo testo, poi pubblicato presso Einaudi, dicendogli: «fanne quello che credi». Marescotti, diretto daValerio Binasco, onora questo prezioso lascito interpretando il protagonista de La Fondazione, un personaggio bizzarro che colleziona ossessivamente i più assurdi oggetti del passato preso dall’idea di dar vita a una Fondazione che tenga viva la memoria delle cose più sfuggenti. Questo personaggio, splendidamente velleitario e a modo suo eroico, cerca così di imbrigliare la vita (e la morte) nel suo delirio apparentemente bislacco, ma profondissimo.

In scena dal 30 novembre al 1 dicembre Anche a Faenza dal 26 al 28 novembre

Il muro Piccola opera rock

cela dentro.Una storia d’amore e di riscatto. Un muro non è sempre una cosa negativa.Un muro può imprigionare ma può anche difendere.Quanti sono i muri che ci separano dagli altri,che ci rinchiudono,che ci isolano impedendoci di essere visti e sentiti? E quanti sono i muri che abbiamo dentro,quelli che ci siamo creati e che rappresentano limiti e frontiere invalicabili?

In scena l’8 e il 9 dicembre

Aquiloni di Paolo Poli liberamente tratti da Giovanni Pascoli con Paolo Poli e con Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti,Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco regia di Paolo Poli produzione Produzioni Teatrali Paolo Poli Aquiloni:allegoria del comporre poetico,giocattolo antico preindustriale che affettuosamente ci ricorda Giovanni Pascoli.Fino alla metà del Novecento la scuola italiana si nutrì della sua produzione.La critica letteraria a cominciare da Croce privilegiò le rime giovanili,fino a Contini che ne elogiò il plurilinguismo,a Pasolini che rilevò la dicotomia psicologica,per arrivare a Baldacci che ne curò la ricca antologia.Da Myricae e dai Poemetti lo spettacolo intende evocare la magia memoriale e la saldezza linguistica nelle figure contadine di un’Italia ancora gergale.

In scena il 19 e 20 dicembre

Come tu mi vuoi

di Angelo Longoni ispirata a The Wall e altre canzoni dei Pink Floyd con Ettore Bassi & Eleonora Ivone e con SoundEclipse: Stefano Cacace (voce), Marco Zanni (chitarre), Emanuele Puzzilli (percussioni), Emiliano Zanni (tastiere),Andrea Agates (basso) e con Matteo Angius, Francesco Bonomo, Pieraldo Girotto, Francesca Mazza, Sandra Soncini regia di Angelo Longoni produzione soundEclipse Produzioni Un uomo in prigione,una donna che lo aspetta.Lei lo crede innocente,lo ama;lui si sente colpevole.La galera non è essere dentro,è aver-

di Luigi Pirandello libero adattamento di Masolino D’Amico con Lucrezia Lante della Rovere e con Crescenza Guarnieri, Simone Colombari, Raffaello Lombardo, Arcangelo Iannace, Francesca Farcomeni,Andrea Gherpelli regia di Francesco Zecca produzione Teatro e Società Al centro di questa opera, come in tutte quelle di Pirandello, c’è sempre la ricerca spasmodica dell’identità. La ricerca della propria identità è un tema molto legato a questo periodo storico, dove essa non avviene dentro, ma fuori, nel riflesso degli occhi dell’altro. Pian piano si diventa quel riflesso, che ci allontana sempre di più dal proprio sé, si diventa altro da sé, si diventa quello che gli altri hanno deciso. Così parte questo gioco al massacro da parte della protagonista che è pronta ad essere “Come tu mi vuoi” ma con autenticità, con verità.

In scena il 7 e l’8 gennaio

Bon Dimanche o La loge di Dany Laurent con Emanuela Aureli e Edoardo Siravo regia di Roberto Ciufoli traduzioni di Mariella Fenoglio e Roberto Della Casa produzione Pragma Srl Manca un’ora all’inizio dello spettacolo. Il Grande Attore Pierre, nel suo camerino, si prepara ad andare in scena. Da sempre lo assiste la fedele sarta di scena, Matilde, una bella donna che in realtà deve ricoprire numerosi ruoli: psicologa, massaggiatrice, infermiera, suggeritrice (conosce tutto il testo a memoria), cuoca, mamma ( lui soffre della sindrome di Peter Pan e sogna sempre la sua amatissima mamma). Pierre e Matilde, nel loro serrato confronto, ci svelano di essere stati amanti molti anni prima. Poi improvvisamente, circa 15 anni fa, ci fu un distacco: lei per un periodo scomparve senza spiegazioni e Pierre non seppe mai dove fosse andata.Al ritorno, Matilde era cambiata e la loro storia finì. Ora Pierre pretende un chiarimento… Brillante commedia francese che descrive con ironia i rapporti che possono nascere nel mondo del lavoro.

di Debora Villa, Francesca Micardi,Alessandra Torre con Debora Villa musiche di Rafael Didoni consulenza artistica di Leo Muscato produzione Agidi Il nuovo spettacolo di DeboraVilla è un viaggio,un vagabondare tra storia antica e recente,tra favole e cronache,tra cinema e canzoni per provare a capire qual è la situazione della donna ai giorni nostri,se è davvero cambiata dai tempi delle caverne o ci sono ancora inquietanti analogie con le sue sorelle preistoriche.DeboraVilla ci accompagna in un percorso fatto di microracconti ironici e taglienti,una brillante arringa in difesa dell’affermazione della donna,a dimostrazione del fatto che forse il sesso debole oggi giorno non sia più quello femminile.

In scena il 5 dicembre

In scena il 26 e 27 febbraio

California Suite di Neil Simon con Gianfranco D’Angelo e Paola Quattrini e con Tania Borro, Francesco Jelo regia di Massimiliano Farau traduzioni di Mario Scaletta produzione Associazione Culturale Quinte d’Argento California Suite di Neil Simon è una commedia così divertente, in cui il ritmo delle battute, la vivacità dei dialoghi, le situazioni paradossali, ma allo stesso tempo attinte dalla quotidianità, rendono il testo estremamente adatto al linguaggio e a una recitazione di tipo cinematografico. La commedia diverte perché attinge, in modo intelligente e spiritoso e mai volgare, dalla vita vera, dai personaggi che tutti conosciamo, dalle storie di cui abbiamo sentito parlare. Una storia implacabile ma estremamente autentica, genuina e soprattutto così umana che non si potrà provare altro che simpatia per i suoi personaggi.

In scena il 27 e 28 marzo

rassegna comico Donne che corrono dietro ai lupi

Bionda zabaione di Maria Pia Timo e Roberto Pozzi con Maria Pia Timo Bionda zabaione è un a-solo esilarante, un recital che unisce il meglio dei personaggi, delle gag e delle trovate rubate dal repertorio di Maria Pia Timo.È una felice miscela di forme e tipi di comicità diversi, femministe, femminee, maschie e femminili, classiche e surreali, proprie e altrui, capace di dar vita adun misto di teatro-cabarethappening variegato.

In scena il 17 gennaio

Un po’ di me Genesi di un comico di Andrea Sasdelli con Giuseppe Giacobazzi produzione Ridens Giuseppe Giacobazzi è senza dubbio il comico televisivo che meglio di altri è riuscito a trasporre in modo più naturale la sua simpatia e la sua semplicità in spettacoli teatrali senza dover sottostare all’enorme limite della brevità del racconto che la televisione impone.Un po’ di me (Genesi di un comico) è un monologo imperniato sull’analisi dei mezzi di comunicazione e dell’attualità in Italia.Giacobazzi parla dei vizi e delle virtù dell’italiano medio nel quale si riconosce e identifica.Nello spettacolo non manca anche qualche “confessione privata”dell’artista.

In scena il 5 febbraio


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cartellone prosa Bagnacavallo Teatro Goldoni piazza della Libertà, 21 Tel. 0545 64330 Inizio spettacoli ore 21

L’ho fatto per il mio paese

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di Francesco Freyrie,Andrea Zalone, scritto con Antonio Cornacchione prima nazionale con Lucia Vasini e Antonio Cornacchione regia di Daniele Sala produzione International Music and Arts e Parmaconcerti «Immaginatevi un uomo candido e incasinato, capace di sogni sconfinati, che parla di libertà uguaglianza e felicità per tutti. Un donchisciotte sempre comicamente in lotta con gli spigoli della vita, senza soldi, con la disdetta dell’affitto in una tasca e la lettera di fine rapporto di lavoro nell’altra, artefice di un gesto folle e disperato: rapisce il Ministro e lo nasconde in cantina. Lo fa per sé, per la sua pensione ma soprattutto lo fa per il suo paese. Unite la tragicommedia di una donna Ministro, stimata docente universitaria, sposata con un finanziere ricchissimo, che vive in case raffinatissime secondo valori solidissimi e che è scesa in politica solo per fare un favore al suo paese… ma un po’ anche a se stessa, nella speranza di colmare una solitudine assai più rara di tutte le specie rare che popolano la foresta pluviale del Borneo. Immaginate ora l’urto di questi due mondi e l’inferno terrestre che si scatena vi regalerà la commedia più appassionata, folle e contemporanea a cui abbiate mai assistito dai tempi dell’ultima crisi di Governo!». (Francesco Freyrie)

Mazzini Casa è un’agenzia immobiliare che offre un servizio serio e di qualità inerente la compravendita e la locazione degli immobili di tipo residenziale e commerciale, oltre alla compravendita di terreni.

End of the Rainbow

In scena il 12 ottobre

End of the Rainbow di Peter Quilter con Monica Guerritore e con Aldo Gentileschi,Alessandro Riceci regia di Juan Diego Puerta Lopez produzione Francesco Bellomo e L’Isola Trovata Monica Guerritore sarà Judy Garland.L’attrice darà voce,anima e corpo alla star di Hollywood nel musical biografico End of the Rainbow,grande successo internazionale di Peter Quilter.Prodotto da Francesco e Nino Bellomo con Isola Trovata e diretto da Juan Diego Puerta Lopez,End of the Rainbow racconta sei settimane nella vita della celebre attrice hollywoodiana,pochi mesi prima della sua morte.È il Natale del 1968 e Judy Garland alloggia in una piccola suite dell’Hotel Ritz Carlton nel centro di Londra. Con il suo amico pianista e compagno di tante avventure Anthony (Aldo Gentileschi) e con il suo nuovo amante Mickey Deans (Alessandro Riceci),si prepara per una serie di concerti nella capitale inglese.Ha 46 anni ed è decisa a tornare alla ribalta alla grande.I matrimoni falliti,i tentativi di suicidio,le dipendenze da alcol e farmaci sembra lasciati definitivamente alle spalle,eppure… End of the Rainbow è un musical tragico e divertente allo stesso tempo,in cui Monica Guerritore canta dal vivo,accompagnata dai musicisti,otto tra le più belle canzoni della Garland.

In scena il 13 novembre

Si effettuano valutazioni immobiliari, preventivi per piccole o grandi ristrutturazioni e si aiuta il cliente a individuare e ottenere il miglior mutuo o finanziamento per raggiungere l’obbiettivo desiderato. Lo scopo è soddisfare il cliente a 360°, dimostrandogli di affidarsi a mani competenti.

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Le rane di Aristofane con Roberto Abbati e Paolo Bocelli e con Cristina Cattellani,Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio,Luca Nucera,Tania Rocchetta,MarcelloVazzoler musiche di Alessandro Nidi produzione Fondazione Teatro Due In un momento quanto mai difficile per il nostro paese e per le nostre città,il nucleo stori-

co dell’Ensemble di attori di Teatro Due affronta,attraverso questo classico della commedia greca,la cruciale questione del ruolo politico della cultura,dell’arte,della poesia e del teatro nella società civile.E lo fa con comicità e leggerezza,al ritmo di un sirtaki,lanciando frasi in un megafono,inscenando un duello poetico,affidando al voto del pubblico il responso.Le Rane parla di noi,di una società in decadimento. Atene nel 405 a.C.è una città in mano alla corruzione:lentamente si sgretola quella che per secoli era stata considerata la radice della modernità e un prezioso caso di raffinatezza culturale.Aristofane dunque ingaggia Dioniso, Dio del teatro e della doppiezza,e lo manda nell’Ade alla ricerca degli antichi poeti-tragediografi che,resuscitando,possano restituire alla città i valori perduti.

In scena il 6 dicembre

Mind Juggler Una serata alla scoperta delle magie dell’inconscio e della comunicazione

di e con Francesco Tesei produzione Marangoni Spettacolo Ciò che compie Francesco Tesei è semplice e, allo stesso tempo, spaventoso.Tesei squarcia il velo della percezione, mostrando con insolita ironia che la realtà, spesso, è esattamente il contrario di ciò che noi pensiamo che sia. Improvvisamente ci rendiamo conto che il nostro libero arbitrio, forse, non è così “libero”… Che tutto ciò che riteniamo assolutamente privato e personale è, in realtà, comune e condiviso… Che ogni comportamento è collegato da una serie infinita di rapporti di interdipendenza… Che dentro la nostra


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mente, forse, esiste un ordine segreto che regola il caos. Francesco Tesei, con i suoi esperimenti, ci fa vivere piccole, grandi esperienze. Sta al pubblico attribuire loro un significato: si può semplicemente concludere di trovarsi di fronte ad un esperto comunicatore, ipnotizzatore, giocoliere del pensiero e del comportamento. Oppure ci si può accorgere che il gioco a cui stiamo giocando unisce scienza, psicologia, filosofia e misticismo in una sorta di “danza della realtà”, la porta d’ingresso verso un livello più profondo di coscienza.

In scena il 16 gennaio

Una piccola impresa meridionale

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regia di Valter Lupo produzione Nuovo Teatro

e Accademia Perduta/Romagna Teatri

«Un esperimento di teatro canzone,come un diario da sfogliare a caso,che raccoglie pensieri di giorni differenti.Brevi annotazioni,rime lasciate a metà,parole che cercavano una musica,storielle divertenti o che tali mi appaiono nel rileggerle ora.Non è che un diario racchiuda una vita,ma di certo,dentro,trovi cose che ti appartengono,e nel mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiette,per riaprirle ogni sera a chi ha voglia di ascoltare».(Rocco Papaleo)

«Giustizia, vendetta, perdono, pena. Questi sono i temi universali dell’Oscura immensità, un progetto narrativo nato come romanzo e che ora trova una sua articolazione naturale come testo teatrale. Quando venne pubblicato in Italia, il romanzo provocò, nel senso migliore del termine, un intenso dibattito tra autore e lettori nei paesi dove è stato tradotto: Francia, Germania, Stati Uniti... In questa pièce, a differenza del romanzo, sono fortemente presenti i sentimenti contrastanti che ho potuto cogliere negli anni. Oscura immensità non lascia scampo.Alla fine ognuno è costretto a prendere posizione, a non eludere le domande che i due personaggi, Raffaello Beggiato e Silvano Contin, carnefice e vittima, pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili. Chi deve perdonare colui che ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi? La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno sofferto il danno irreparabile della perdita di un loro caro, per mano assassina, perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l’esistenza in una oscura immensità.

In scena il 26 febbraio Anche a Ravenna il 25 marzo e a Faenza il 24 marzo

Oscura immensità

di Rocco Papaleo e Valter Lupo con Rocco Papaleo e con Francesco Accardo (chitarra), Jerry Accardo (percussioni), Pericle Odierna (fiati), Guerino Rondolone (contrabbasso),Arturo Valiante (pianoforte)

di Massimo Carlotto tratto dal romanzo L’oscura immensità della morte (ed. e/o) di Massimo Carlotto con Claudio Casadio e Giulio Scarpati regia di Alessandro Gassmann produzione Teatro Stabile del Veneto

In scena l’11 marzo Anche a Ravenna dal 6 al 9 marzo e a Lugo dal 17 al 19 gennaio

La scuola

di Domenico Starnone anteprima con Silvio Orlando e Marina Massironi regia di Daniele Lucchetti produzione Cardellino Srl Era il 1992, anno in cui debuttò Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese il titolo La scuola. Fu uno dei rari casi in cui il cinema accolse un successo teatrale e non viceversa. Lo spettacolo era un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico. Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico.

In scena il 22 marzo

Dott.ssa Alessandra Bravi Psicologa-Psicoterapeuta Specializzata in Psicologia della Salute Terapia Cognitivo-Comportamentale infanzia, adolescenza, età adulta

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Domenica aperto solo a pranzo Mercoledì chiuso

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cartellone prosa Russi Teatro Comunale

Trappola per topi

via Cavour, 10 tel. 0544 587641 Inizio spettacoli ore 20.45

Sei personaggi in cerca di autore

COMUNITÀ ALLOGGIO PER ANZIANI

di Luigi Pirandello con Antonio Salines, Edoardo Siravo, Silvia Ferretti, Paola Rinaldi, Marina Bonfigli regia di Giulio Bosetti produzione Teatro Carcano di Milano

Le persone sole troveranno in Villa Mimosa la possibilità di vivere in compagnia e di essere curati e serviti con cortesia e professionalità 24h su 24.

Sei personaggi in cerca d’autore rappresenta, nel panorama della drammaturgia teatrale, un fenomeno irripetibile. Da una parte per il ricorrente, eccezionale e continuo affetto e interesse con il quale viene accolto dagli spettatori ad ogni nuova messa in scena e in special modo dai giovani, che ne rimangono come stregati. Dall’altra per il fascino che esercita su attori, registi e produttori che da esso rimangono eternamente attratti. La messa in scena del Teatro Carcano è alla sesta ripresa consecutiva dal 2008, anno nel quale Giulio Bosetti ne curò la regia dopo averlo già interpretato o prodotto tre volte.

In scena il 9 novembre

A piedi nudi nel parco

Villa Mimosa per sentirti a casa tua! Ravenna - via Ravegnana 481 Tel. 0544 406978 info@villamimosa.ra.it www.villamimosaravenna.com

di Neil Simon conVanessa Gravina, Stefano Artissunch,Valeria Ciangottini, Libero Sansavini, Federico Fioresi regia di Stefano Artissunch produzione Synergie Teatrali in collaborazione con 46° Festival di BorgoVerezzi A piedi nudi nel parco di Neil Simon, maestro per eccellenza del genere, essendo uno dei più rappresentati commediografi viventi, è la commedia, da cui è stato tratto l’omonimo film del 1967 interpretato da Robert Redford e Jane Fonda, racconta la storia di Paul e Corie Bratter, una coppia di sposi freschi di matrimonio, e reduci da un’appassionata luna di miele trascorsa tra le lussuose pareti dell’Hotel Plaza di NewYork. La loro vita coniugale inizia con il sospirato ingresso nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento all’ultimo piano di un vecchio palazzo senza ascensore. La scomoda sistemazione dei due sposini e la presenza nelle loro vite di altri due straordinari personaggi come la signora Ethel Banks, madre di Corie, e il signorVelasco, eccentrico inquilino della mansarda sopra l’appartamento della coppia, bastano a mettere a dura prova la loro serenità matrimoniale.

In scena il 27 novembre

di Agatha Christie con Annalisa di Nola,Stefano Messina, Carlo Lizzani,Paolo Zuccari,Roberto della Casa,Andrea Lolli,Claudia Crisafio, Elisa di Eusanio regia di Stefano Messina produzione Attori e Tecnici Dopo il clamoroso successo degli scorsi anni,la compagnia Attori & Tecnici ripropone il giallo di Agatha Christie che ha affascinato gli spettatori in tutta Italia durante una applaudita tournèe. «Quando ho letto il copione di Trappola per topi – racconta Stefano Messina – sono rimasto affascinato dalla capacità drammaturgica della scrittrice.È una miscela perfetta di suspense,thriller e comicità e portarlo in scena è stata una sfida.Ho voluto ricreare il non detto e i giochi di sguardi,di cui è farcito il testo, per ricreare quell’atmosfera un po’retrò e la tensione psicologica che cresce scena dopo scena». In scena il 12 dicembre

Requiem di Giuseppe Bellosi con Giuseppe Bellosi, Fabio Gaddoni violoncello regia di Giuseppe Bellosi produzione Cooperativa Tracce Il testo di Requiem riunisce tre poemetti in dialetto romagnolo – E’ paradis (Il paradiso), Bur (Buio), Requiem – composti da Giuseppe Bellosi tra il 1980 e il 2013. Questa poesia, che nasce ai margini d’una civiltà contadina nel punto di disfacimento, ha il carattere di sommesso diario e confessione, di pietoso disegno delle cose care, delle esperienze dolorose, degli incontri, delle persone conosciute e perdute. Il nucleo lirico è costituito dalla riflessione sulla labilità della vita, in un mondo in cui le esistenze sono scandite da ore e stagioni monotone e le vicende storiche e familiari si intrecciano e si susseguono inutilmente come in un breve giorno tra due notti eterne. Unica difesa è il ricordo, che ricongiunge passato e presente, morti e vivi, prima che tutto svanisca.

In scena il 16 gennaio

Eva contro Eva


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di Mary Orr con PamelaVilloresi, Romina Mondello, Luigi Diberti, Massimiliano Franciosa regia di Maurizio Panici produzione Cooperativa Argot «Il mondo del teatro come rappresentazione del mondo. Una piccola e agguerrita comunità che è specchio della società, con le sue piccolezze, le sue ossessioni, il desiderio di arrivare a conquistare una posizione sociale riconosciuta e rispettata. Classi sociali diverse, che si riflettono, si evitano e si scontrano. Ma soprattutto esseri umani in lotta per una posizione dominante nella società» (Maurizio Panici).

In scena il 30 gennaio

Teresa la ladra di Dacia Maraini con Mariangela d’Abbraccio regia di Francesco Tavassi produzione Teatro e Società Una commedia grottesca che narra le peripezie di Teresa Numa,madre sempre alla ricerca di un nuovo mestiere e costretta a rubare per vivere.Nel difficile periodo storico contrassegnato dalla Seconda guerra mondiale in Italia,si consuma la dolorosa epopea di una donna fragile che conoscerà il dolore della prigione e la solitudine del manicomio.Si sviluppa così un racconto tragicomico,irresistibilmente tenero. Emerge la straordinaria efficacia di Dacia Maraini nello scandagliare l’animo femminile e nel rivelarne gli aspetti più nascosti attraverso una scrittura naturale e sempre comprensibile.Prima era un romanzo,Memorie di una ladra,pubblicato nel 1972.L’anno dopo diventa un film,Teresa la ladra.Ora approda al teatro,con le musiche inedite di Sergio Cammariere.Questo spettacolo è quasi un’operetta musicale,una forma di teatro-canzone, una produzione originale con la “colonna sonora”composta da Sergio Cammariere oltre ad alcuni brani originali,composti su testi della stessa Maraini.

In scena il 27 febbraio

Svenimenti da Anton Cechov con Elena Bucci, Gaetano Colella e Marco Sgrosso elaborazione drammaturgica e regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso produzione Le Belle Bandiere - Teatro Stabile di Brescia «Nel 1935, osteggiato dalla dittatura stalinista, andò in scena l’ultimo spettacolo di Vsevolod Mejerchol’d. Si intitolava Trentatrè svenimenti, e attraverso la rilettura di tre atti unici di Anton Cechov, era un’ostinata resistenza controcorrente ai dettami imperanti del realismo socialista, che aveva bandito dai cartelloni teatrali l’opera del più celebre grande drammaturgo russo, bollandolo come simbolo della decadenza borghese.Tre anni più tardi, nel pieno dell’era delle grandi pur-

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ghe, Mejerchol’d fu arrestato, torturato e fucilato, e dopo poche settimane sua moglie, l’attrice Zinaida Raich, interprete cechoviana anche in quello spettacolo, fu sgozzata da ignoti nel suo appartamento. A seguire, un silenzio di oltre vent’anni. Singolare che tre delle cosiddette “opere minori” di Cechov siano stati il fulcro di un episodio così tragico e crudele come la condanna senza appello di un grande uomo di cultura da parte di un potere antidemocratico, che vedeva nella libertà creativa e poetica uno strumento di ribellione e, di conseguenza, un pericolo da abbattere senza nessuna considerazione del suo valore storico e culturale» (Elena Bucci e Marco Sgrosso).

In scena il 25 marzo Anche a Longiano il 9 aprile

L’impresario delle Smirne

di Carlo Goldoni conValentina Sperlì, RobertoValerio, Antonino Iuorio, Nicola Rignanese adattamento e regia RobertoValerio produzione Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione conValzer srl «Composta nel 1759, l’opera è una splendida e divertente commedia che presenta un impietoso ritratto dell’ambiente degli artisti di teatro, ambiente che Goldoni conosce a fondo: può a ragione “parlarne per fondamento”, come egli stesso dichiara nella prefazione dell’opera. La vicenda ruota attorno a un gruppo di attori, uomini e donne, tutti pettegoli, invadenti, boriosi e intriganti che, disperati e affamati, vivono per un breve attimo l’illusione della ricchezza nella speranza di riuscire a partire per una favolosa tournée in Oriente con Alì, ricco mercante delle Smirne intenzionato a formare una compagnia d’Opera, e tornare carichi d’oro e di celebrità. L’impresario delle Smirne è un grande affresco, una cantata corale in cui ogni personaggio si rivela incisivo, necessario in un “divertissement d’ensemble” che restituisce il clima lezioso e libertino dell’epoca; ma che allo stesso tempo offre l’occasione per porsi alcune domande di sconcertante attualità: che importanza ha l’Arte e in modo specifico l’Arte teatrale nella società contemporanea? E che ruolo riveste l’attore? In quale modo è possibile riuscire a realizzare spettacoli di grande valore artistico senza adeguate risorse finanziarie?» (RobertoValerio).

In scena il 10 aprile Anche a Faenza dal 25 al 27 marzo

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cartellone prosa Conselice Teatro Comunale Via Selice 125 Tel. 348 7095919

regia Alessandro D’Alatri produzione Diana or.i.s. in coproduzione con l’Ass. cult. La Pirandelliana e L’Incredibile srl

Inizio spettacoli ore 21

Uomo e galantuomo

«Considero Uomo e galantuomo una commedia di altissimo livello, forse la più

ti alle proprie attitudini artistiche), porta in scena in una località turistica balneare Malanova di Libero Bovio.Attraverso il classico meccanismo della commedia degli equivoci, si scatena così il teatro nel teatro, la follia tra farsa e dramma evocando sapori pirandelliani. Ma si respirano anche profumi di Goldoni, di Skakespeare, e forse anche un po’ di quel teatro dell’assurdo che va da Osborne a Beckett a Jonesco. […] Nel mio progetto di regia c’è il rispetto per l’imponenza di una figura che considero un protagonista del teatro del novecento che invoca di essere affrontato con il giusto rigore che merita. Lo spazio scenico viene riempito dalle anime di quegli esseri umani mentre l’allestimento è cornice che le libera dal realismo per ricondurre la drammaturgia al centro della rappresentazione. E’ ovvio che si ride molto, ma con quel rigore di cui Eduardo si è fatto ambasciatore della sua arte nella storia» (Alessandro D’Alatri).

dissimi e che è scesa in politica solo per fare un favore al suo paese… ma un po’ anche a se stessa, nella speranza di colmare una solitudine assai più rara di tutte le specie rare che popolano la foresta pluviale del Borneo. Immaginate ora l’urto di questi due mondi… e l’inferno terrestre che si scatena vi regalerà la commedia più appassionata, folle e contemporanea a cui abbiate mai assistito dai tempi dell’ultima crisi di Governo» (Francesco Freyrie).

In scena il 18 gennaio

La mostra

In scena il 16 novembre

Al giorno d’oggi non esiste più il futuro di una volta

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di Eduardo De Filippo con Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito,Valerio Santoro e Antonia Truppo scene Aldo Buti costumi Valentina Fucci

con Andrea Mingardi e con Vanessa Vaccari, Claudia Sky e la partecipazione del maestro Maurizio Tirelli produzione AM Produzioni divertente, ma che sicuramente segnò per Eduardo il passaggio dalla farsa al teatro di prosa. E guarda caso al centro della commedia c’è proprio il teatro: una scalcagnata compagnia, nominatasi “L’eclettica” (proprio perché non pone limi-

Cantautore, interprete ma soprattutto bluesman: le sue radici affondano nel soul, nel rock and roll, nel jazz, nel funky e nel R&B. La serata sarà un incontro raccontato, suonato e cantato alternando le più belle canzoni del repertorio di Mingardi a divertenti racconti, il tutto farcito con le sue battute fulminanti.

In scena il 14 dicembre

L’ho fatto per il mio paese di Francesco Freyrie e Andrea Zalone scritto con Antonio Cornacchione con Antonio Cornacchione e Lucia Vasini regia di Daniele Sala produzione International Music and Arts «Immaginatevi un uomo candido e incasinato, capace di sogni sconfinati, che parlano di libertà uguaglianza e felicità per tutti. Un donchisciotte sempre comicamente in lotta con gli spigoli della vita, senza soldi, con la disdetta dell’affitto in una tasca e la lettera di fine rapporto di lavoro nell’altra, artefice di un gesto folle e disperato: rapisce il Ministro che ha deciso il provvedimento e lo nasconde in cantina. Lo fa per sé, per la sua pensione ma soprattutto lo fa per il suo paese. Unite la tragicommedia di una donna Ministro, stimata docente universitaria, sposata con un finanziere ricchissimo, che vive in case raffinatissime secondo valori soli-

di Claudio Pallottini e Simona Marchini con Simona Marchini e con Alessio Sardelli al pianoforte Andrea Bianchi scene e costumi di Susanna Proietti regia di Gigi Proietti produzione Il Sistina Lo spettacolo, che ha avuto un grande successo l’anno scorso, torna in scena per questa seconda stagione. Ironica, pungente ma anche riflessiva Simona Marchini, torna a raccontarsi con la voglia di far ridere del tempo presente innanzitutto, poi dello stato dell’Arte e degli artisti nel nostro Paese e, infine, di sé e della sua vita che è molto comica. Scritto insieme a Claudio Pallottini, il testo ruba a piene mani dalla sua vita personale e ne viene fuori uno show leggero e divertente ma al tempo stesso profondo, che dimostra che il connubio Marchini-Proietti è una scommessa vinta... anzi una certezza.

In scena l’8 febbraio

Nomi cognomi e infami

di e con Giulio Cavalli produzione Bottega Dei Mestieri Teatrali con il contributo di Next Regione Lombardia e Fondazione CariploEtre Storie eccezionali e persone normali, almeno così dovrebbe essere. Storie che dovrebbero verificarsi di rado, eccezionali appun-


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to, e di persone come tante, normali appunto. Ma così non è. Perché ci sono storie che ci raccontano fatti che accadono troppo spesso e persone che per scelta o per forza si ritrovano ad essere meno comuni di tante altre.Allora forse sono le storie ad essere diventate normali e le persone eccezionali, perché queste storie ci raccontano di mafia e di camorra, di soprusi, di ingiustizie, di violenza. Ma ci raccontano anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli “uomini d’onore” perché l’onore, quello vero, è tutta un’altra cosa e a non farcelo dimenticare qualcuno ci deve pur pensare. Nomi, cognomi e infami è racconto, cronaca e discussione per scoprire alcune di queste storie. È una riscoperta della parola, pura e semplice, una testimonianza diretta senza filtri tra palcoscenico e platea, è Cavalli che si racconta e ci racconta queste storie attraverso il suo sguardo personale. Giulio Cavalli narra in prima persona i fatti, i nomi, le facce di una vita che non ci appartiene e che non ha né onore, né dignità. Storie, per cercare di fare chiarezza intorno ai fatti che stanno dietro ad un omicidio tristemente noto, quello di Paolo Borsellino. O ancora per riportare alla luce fatti forse meno conosciuti, ma non per questo meno carichi di significato, come quelli che hanno per protagonista il magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dall’ndrangheta per le sue indagini “troppo concentrate” sulle attività illegali sviluppatesi in Piemonte. Una narrazione su chi questi fatti li ha vissuti e ha cercato di capire e di conoscere, come Giuseppe Fava. Ma anche di chi queste storie le combatte quotidianamente, come Rosario Crocetta e Antonio Ingroia o i ragazzi di Addiopizzo. Nomi, cognomi e infami è un percorso che attraversa le tante facce della malavita e le

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storie ad essa collegate, ma anche quella personale e lavorativa dello stesso Cavalli che in una scena essenziale, vuota, ripercorre questi ultimi anni che lo hanno portato a tanti e significativi incontri da cui sono nati dei brevi monologhi. Ne nasce così un “raccontarsi di pancia” come farebbe il giullare, dalla scelta di riprendere la lezione di Peppino Impastato che diventa per Cavalli l’utilizzo dell’ironia contro la mafia – l’antiracket culturale in cui ridere di mafia è una ribellione incontrollabile – passando per i dati sulle mafie al Nord, fino all’ecomafia e i rifiuti della Campania. Un percorso legato da un unico filo conduttore per mantenere viva la memoria, certo, ma anche per informare con dati e nomi, per dare voce a chi quotidianamente combatte una battaglia che troppo spesso sembra persa in partenza, per non cadere nella “normalizzazione”, per risvegliare le coscienze di una società civile che non può permettersi di ignorare quanto accade, perché se ne parli sempre, non si dimentichi e non si volti mai la faccia dall’altra parte.

In scena il 22 febbraio

I sette fratelli Cervi con Ivano Marescotti film di Gianni Puccini con Gian Maria Volonté dal libro I miei sette figli di Alcide Cervi drammaturgia e regia di Ivano Marescotti produzione “Parole e immagini della

Resistenza”, un progetto dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna «Preferisco che al movimento si accosti un contadino più che un professore di università. Solo che il contadino dovrebbe cercare di farsi tanta esperienza e tanta larghezza di mente quanta ne può avere un professore d’università, per non rendere sterile la sua azione e il possibile suo sacrifizio» (Antonio Gramsci, Spunti per l’avvenire, 1917). Queste righe di Gramsci sembrano il ritratto dell’intera famiglia Cervi. Il bel film di Gianni Puccini ripercorre le tappe salienti che portarono i sette fratelli Cervi ad avere un ruolo attivo nella Resistenza e a pagare con la vita la loro convinta fede antifascista. I sette figli di Alcide Cervi furono arrestati, torturati e infine fucilati il 28 dicembre 1943.Al centro dei fatti narrati c’è la figura

di Aldo (Gian MariaVolontè) che tra tutti i fratelli è quello che matura per primo una coscienza politica nel senso più pieno della parola.Avvicinatosi alle idee comuniste in carcere,Aldo Cervi convince alla causa antifascista i suoi numerosi fratelli. Mentre questi si danno da fare ospitando in casa ex prigionieri,Aldo è attivo nel movimento clandestino antifascista, infine, assieme ai fratelli, va in montagna con i partigiani. Il sacrificio dei sette fratelli Cervi rappresenta uno degli episodi più drammatici della Resistenza. Una storia raccontata attraverso scene del film e le parole di Papà Cervi interpretate da Ivano Marescotti. Lo spettacolo si inserisce tra le iniziative con le quali l’Istituto per i beni culturali partecipa alle Celebrazioni del 70° anniversario della Resistenza sul territorio regionale con l’intento di proseguire un discorso su un tratto di storia così importante nella cultura anche morale del paese.

In scena il 15 marzo

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cartellone prosa Argenta Teatro dei Fluttuanti via Pace, 2 tel. 0532 805344 Inizio spettacoli ore 21

che è e su quello che forse sarà.Cercherò di raccontarti quello che sono;passando dai miei ricordi fianciulleschi delle vacanze alViagra, da un passato trascorso lavorando nella moda fino alla nuova realtà di genitore» (Giuseppe Giacobazzi).

In scena il 17 novembre

La vita condominiale di Johnny Depp

con Gene Gnocchi e Marco Manchisi regia di Paolo Billi testi di Eugenio Ghiozzi, Ugo Cornia, Simone Bedetti

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Gene dà anima e corpo a Zachar, il tuttofare di un Johnny Depp ormai ritiratosi a vita privata, continuamente sprofondato nella lettura di un romanzo russo sulla vita di un certo Oblomov. Depp, rintronato dalle cannonate dei film dei pirati, è stanco di entrare/saltare/buttarsi nei film di Tim Burton; ora il suo vascello è un divano, ma continua a vestirsi come Jack Sparrow, con le occhiaie e la faccia pallida; caracolla avanti e indietro, ormai convinto dell’inutilità di qualsiasi azione umana eccetto una: il non far nulla. Zachar però non si rassegna a vederlo così, vinto dall’inedia, e continua a proporgli appuntamenti, notizie, informazioni, riflessioni che pazientemente ricerca su Wikipedia,Wikiquote,Wikifeet,Wikitravel, Wikitude. S’innesca così tra i due un continuo cortocircuito esilarante sul senso della vita, della morte e dell’impatto ambientale del Diesel Power.

In scena l’8 novembre

Un po’ di me

La tela del ragno di Agatha Christie traduzione di Edoardo Erba con Viviana Toniolo,Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Marco Simeoli, Claudia Crisafio, Elisa Di Eusanio, Sebastiano Colla, Luca Marianelli regia di Stefano Messina scene di Alessandro Chiti costumi di Isabella Rizza musiche di Pino Cangialosi luci di Emiliano Baldini produzione Teatro Vittoria / Attori & Tecnici Dopo il clamoroso successo ottenuto la passata stagione con Trappola per topi, torna in cartellone la Compagnia Attori & Tecnici con un altro testo nato dall’ingegno diabolico di Agatha Christie. La tela del ragno è un giallo ricco di spunti comici in cui una Christie divertita e divertente gioca con la classica situazione del “cadavere in biblioteca”. Scritto nel 1954, è sicuramente uno dei suoi lavori più brillanti e originali, un cocktail esplosivo con tutti gli ingredienti tipici della commedia inglese di genere giallo. Poco prima di un importante e segreto incontro politico, nella villa del diplomatico Henry Brown viene commesso un omicidio. La moglie Clarissa, preoccupata per la carriera del marito, decide di far sparire il cadavere con l’aiuto di alcuni amici, sprovveduti ma fedeli. Le cose si complicano quando, inaspettatamente, sopraggiunge la polizia avvisata dell’omicidio da una misteriosa telefonata.

In scena il 6 dicembre

Fabbrica

di e con Andrea Sasdelli con Giuseppe Giacobazzi collaborazione ai testi di Carlo Negri «Caro Amico,torno in teatro dopo le fatiche (fatiche si fa per dire) di Apocalypse.Per lungo tempo ho pensato al titolo da dare a questo spettacolo,cercando qualcosa che già nel nome nascondesse,o meglio rivelasse,il cuore dello spettacolo stesso.Dopo 20 anni di carriera,ho deciso di aprire il cassetto dei ricordi e raccontare un po’del mio privato. Non è un racconto retrospettivo,semmai è una lucida analisi su quello che è stato,su quello

bre del 2002 al Festival di Benevento) è forse il più famoso e amato di Ascanio Celestini, raccontatore di razza, che inserisce la contemporaneità in solide strutture della narrazione tradizionale. «Cara Madre, vi scrivo questa lettera che è l’ultima lettera che vi scrivo.Ve n’ho scritta una al giorno per tanti anni.Voi mi dicevate scrivi scrivi e io ho scritto per più di cinquant’anni. Solo una volta non vi scrissi, cara madre, e voi mi diceste perché non hai scritto? che io vi dissi che non avevo potuto scrivere per via dell’ospedale. Che’ avevo avuto la disgrazia e non ho scritto. Mi diceste prima o poi me la scrivi questa lettera? Che’ mica puoi saltarmi proprio un giorno nel mentre che mi hai sempre scritto tutti i giorni. Io vi dissi che sì, che prima o poi ve la scrivevo la lettera. E mo’, adesso ve la scrivo la lettera che manca. È passato più di cinquanta anni e adesso ve la scrivo. Fate conto che oggi è il 17 di Marzo di quel 1949 che non vi ho scritto la lettera di quel giorno. E io riprendo il filo dal giorno prima. Dal 16 Marzo. Cara Madre il 16 di Marzo di quel ’49 è il primo giorno che entro in fabbrica».

In scena il 13 dicembre

Lavori in corso di Ale & Franz,Antonio de Santis con Ale & Franz regia di Alberto Ferrari «In Lavori in corso ogni spettacolo partirà dall’esperienza della rappresentazione precedente, trasportando di sera in sera, tutto ciò che di nuovo lo ha arricchito. Ogni spettacolo sarà dunque diverso dall’altro. Non mancheremo di portare con noi alcuni momenti del nostro repertorio classico, dalla panchina al noir, alternandoli a parti inedite, in cui poterci sentire complici col pubblico, nello scoprire battute o reazioni inaspettate. Già... perché è il pubblico il perno fondamentale di Lavori in corso. Sarà lui ad aiutarci nella crescita e nella maturazione di quello spettacolo che, strada facendo, tappa dopo tappa, prenderà forma. Ascolteremo il pubblico, lo cercheremo, ci fideremo, come sempre è stato, di lui... E solo alla fine di questo cammino ci gireremo indietro per vedere quanta strada abbiamo fatto insieme...” (Ale & Franz). In scena il 31 gennaio Anche a Longiano il 30 gennaio e a Faenza il 6 febbraio

Croce e martello scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini Lo spettacolo (che ha debuttato nel settem-

di Francesco Freirye, Maurizio Garuti,Aldo Gianolio, Enrico Saccà con Vito & Andrea Cosentino regia di Silvio Peroni musiche di Simone Valla

produzione Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Infinito srl Croce e Martello è una pièce su qualcosa che è successo. È un reportage a filiera corta, una esilarante e curiosa rassegna di ritratti di personaggi bizzarri che tra politica, religione, lavoro, feste dell’Unità, cattocomunismi, capitalisti, tracciano uno spaccato socioecoComico di un’epoca presente. Storia e testimonianze, generale e particolare, si alternano, si incrociano, si intrecciano, dando spazio ad altrettanti personaggi che entrano ed escono dal racconto. In scena il 14 febbraio Anche a Longiano il 16 febbraio

Per non morire di mafia di Pietro Grasso regia di Alessio Pizzech con Sebastiano Monaco versione scenica di Nicola Fano adattamento drammaturgico di Margherita Rubino musiche di Dario Arcidiacono scene di Giacomo Tringali costumi di Cristina Darold luci di Luigi Ascione canti tradizionali di Clara Salvo produzione Sicilia Teatro Quando comincia la nuova mafia? Come ha cambiato la vita della Sicilia e dell’Italia? Che cosa ci resta ancora da fare e da sperare per sconfiggerla? Sono solo alcuni degli interrogativi che il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso si pone nel suo libro Per non morire di mafia che viene ora riproposto in versione teatrale da Sebastiano Lo Monaco. In scena il 7 marzo

Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere con Paolo Migone L’originalità dello spettacolo sta nel fatto che ricorda le principali differenze di “funzionamento” tra uomo e donna, basandosi su situazioni quotidiane, a partire dal confronto delle generazioni. Il “professor” Migone insegna come fare di queste differenze una fonte di complicità, e non di conflitto.

In scena il 9 aprile


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cartellone prosa Longiano Teatro Petrella piazza San Girolamo, 2 Tel. 0547 665113 Inizio spettacoli ore 21

Baldini e dintorni con Liana Mussoni, Ilario Sirri e Fabrizio Flisi reading poetico musicale

In scena il 25 ottobre

Radiogiallo di Carlo Lucarelli con Daniele Ornatelli, Cecilia Broggini,Alessandro Pazzi, Roberto Recchia, Maurizio Pellegrini, Eleni Molos adattamento e regia di Sergio Ferrentino produzione Fonderia Mercury 1940, in un piccolo studio dell’E.I.A.R., l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, sta per iniziare la diretta del radiodramma Il mistero del Labirinto quando su direttiva del Duce stesso, bisogna cambiare il finale. È così che, tra la comparsata di un’attrice famosa e l’ispezione di un Console Generale della Milizia, si cerca di trovare un colpevole. Il microcosmo della radio diventa lo specchio di una realtà sotto censura nella quale il raccontare è ingegnarsi a trovare scappatoie. Dieci anni dopo, nello stesso piccolo studio, la stessa troupe e una nuova produzione. Poco prima della diretta lo stesso problema: bisogna cambiare il finale.

In scena il 16 novembre

Trappola per topi di Agatha Christie con Annalisa di Nola,Stefano Messina, Carlo Lizzani,Paolo Zuccari,Roberto della Casa,Andrea Lolli,Claudia Crisafio, Elisa di Eusanio regia di Stefano Messina produzione Attori e Tecnici Dopo il clamoroso successo degli scorsi anni,la compagnia Attori & Tecnici ripropone il giallo di Agatha Christie che ha affascinato gli spettatori in tutta Italia durante una applaudita tournèe. «Quando ho letto il copione di Trappola per topi – racconta Stefano Messina – sono rimasto affascinato dalla capacità drammaturgica della scrittrice.È una miscela perfetta di suspense,thriller e

comicità e portarlo in scena è stata una sfida.Ho voluto ricreare il non detto e i giochi di sguardi,di cui è farcito il testo, per ricreare quell’atmosfera un po’retrò e la tensione psicologica che cresce scena dopo scena.Mi sono imposto di non tradire la scrittrice e così ho scelto di non darne una lettura simbolica.Ho preferito il tradizionale al contemporaneo a tutti i costi.Credo,infatti,che per far funzionare questo perfetto congegno sia necessario lasciarsi trasportare dal clima,dal periodo in cui è stato scritto». In scena il 23 novembre

Lavori in corso

di Ale & Franz,Antonio de Santis con Ale & Franz regia di Alberto Ferrari «Lavori in corso nasce dal desiderio di poter sperimentare e far maturare idee e suggestioni, uscite da una prima fase di lavoro a tavolino, nella quale ne abbiamo, insieme ad Antonio de Santis, delineati i confini e struttura. Per poter far vivere queste nuove situazioni, per far parlare i personaggi, per farli interagire, per dar una voce alle parole fin ora solo scritte, lasciando libero sfogo all’improvvisazione che da queste potrà scaturire, c’è bisogno, inevitabilmente del palco. In Lavori in corso ogni spettacolo partirà dall’esperienza della rappresentazione precedente, trasportando di sera in sera, tutto ciò che di nuovo lo ha arricchito. Ogni spettacolo sarà dunque diverso dall’altro. Non mancheremo di portare con noi alcuni momenti del nostro repertorio classico, dalla panchina al noir, alternandoli a parti inedite, in cui poterci sentire complici col pubblico, nello scoprire battute o reazioni inaspettate» (Ale & Franz). In scena il 30 gennaio Anche ad Argenta il 31 gennaio e a Faenza il 6 marzo

Croce e martello


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ANGELA SCHIAVINA ANDREA FERRETTI

di Francesco Freirye, Maurizio Garuti,Aldo Gianolio, Enrico Saccà con Vito & Andrea Cosentino regia di Silvio Peroni musiche di Simone Valla produzione Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Infinito srl Croce e Martello è una pièce su qualcosa che è successo. È un reportage a filiera corta, una esilarante e curiosa rassegna di ritratti di personaggi bizzarri che tra politica, religione, lavoro, feste dell’Unità, cattocomunismi, capitalisti, tracciano uno spaccato socioecoComico di un’epoca presente. Storia e testimonianze, generale e particolare, si alternano, si incrociano, si intrecciano, dando spazio ad altrettanti personaggi che entrano ed escono dal racconto. In scena il 16 febbraio Anche ad Argenta il 14 febbraio

da Pietro Grasso con Sebastiano Lo Monaco e Mariangela D’Abbraccio regia di Alessio Pizzech produzione Sicilia Teatro «Dopo la significativa esperienza di Per non morire di mafia, tratto dall’omonimo libro, vede la vita Dopo il Silenzio. Una nuova avventura teatrale, questa, una scrittura autonoma che vede la collaborazione tra una figura come Pietro Grasso e uno dei più interessanti drammaturghi italiani, Francesco Niccolini. Un testo questo che vede la luce, per giunta, in uno scenario politico e sociale, rispetto a due anni fa, sempre più costantemente disorientante in cui con una velocità sorprendente tutto è divorato: dai contenuti culturali, fino alle informazioni di carattere scientifico e tecnologico» (Alessio Pizzech).

In scena il 19 marzo

Lolita

Svenimenti

di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani con la collaborazione artistica di Vincenzo Todesco con Olga Bercini e con Babilonia Teatri luci e audio Babilonia Teatri/Luca Scotton organizzazione Alice Castellani produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia in coproduzione con Babilonia Teatri

da Anton Cechov con Elena Bucci, Gaetano Colella e Marco Sgrosso elaborazione drammaturgica e regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso produzione Le Belle Bandiere - Teatro Stabile di Brescia

«Lolita è prima di tutto l’incontro con Olga, una bambina di undici anni che ha accettato la nostra proposta di fare uno spettacolo insieme.Volevamo raccontare la ricerca di un’identità da parte di una bambina, il suo bisogno d’amore e la violenza del nostro mondo. Lolita è uno spettacolo che prosegue la nostra ricerca di lavoro con le persone. Olga porta sul palcoscenico la sua autenticità, senza il filtro della finzione e con la forza del suo candore. Lolita è un sogno. Un brutto sogno. Un incubo. Sono pensieri e segreti consegnati a un diario. Pensieri di una ragazzina che corre che salta che cammina sul filo. Una ragazzina che ha pensieri di donna».

In scena il 22 febbraio

Dopo il silenzio

«Nel 1935, osteggiato dalla dittatura stalinista, andò in scena l’ultimo spettacolo di Vsevolod Mejerchol’d. Si intitolava Trentatrè svenimenti, e attraverso la rilettura di tre atti unici di Anton Cechov, era un’ostinata resistenza controcorrente ai dettami imperanti del realismo socialista, che aveva bandito dai cartelloni teatrali l’opera del più celebre grande drammaturgo russo, bollandolo come simbolo della decadenza borghese.Tre anni più tardi, nel pieno dell’era delle grandi purghe, Mejerchol’d fu arrestato, torturato e fucilato, e dopo poche settimane sua moglie, l’attrice Zinaida Raich, interprete cechoviana anche in quello spettacolo, fu sgozzata da ignoti nel suo appartamento. Singolare che tre delle cosiddette “opere minori” di Cechov – quelle lui stesso scherzosamente definiva “vaudeville volgarucci e noiosetti” – siano stati invece il fulcro di un episodio così tragico e crudele come la condanna senza appello di un grande uomo di cultura da parte di un potere antidemocratico, che vedeva nella libertà creativa e poetica uno strumento di ribellione e, di conseguenza, un pericolo da abbattere senza nessuna considerazione del suo valore storico e culturale» (Elena Bucci e Marco Sgrosso).

In scena il 9 aprile Anche a Russi il 25 marzo

Cibo & Cultura

il luogo ideale per i vostri incontri conviviali

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Filetto di Ravenna via Roncalceci 203 tel. 337 606572 - 0544.568411 www.angelaschiavina.it info@angelaschiavina.it


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cartellone prosa Comacchio

nio, vacanze e famiglia.

In scena il 31 gennaio

Non ci crederanno mai! Sala Polivalente di Palazzo Bellini

con Duilio Pizzocchi e AndreaVasumi

via Agatopisto 7 Tel. 349 0807587

Duilio Pizzocchi (emiliano puro) e Andrea Vasumi (romagnolo doc), si confrontano e scontrano sull’amore per i rispettivi campanili dimostrando come una regione, all’apparenza così unita, racchiuda tante piccole e grandi differenze. Duilio Pizzocchi staziona su una panchina al parco godendosi lo stornire delle fronde e il cinguettio degli uccellini, quando viene disturbato dal rumore assordante del soffia-foglie del cittadino,Andrea Vasumi, costretto ai lavori socialmente utili per riacquisire la patente di guida. In breve tempo si giunge a un conflitto etnico, che mette in mostra tutte le diverse caratteristiche dei due “popoli”, facendo ingigantire quel minuscolo trattino fino alle dimensioni di un ostacolo insormontabile. Tortellino o cappelletto? Gianni Morandi o Raul Casadei? Sestola o Gatteo Mare? ... ma soprattutto Ferrara, di chi è? Uno spettacolo totalmente inedito, per certi versi sorprendente, nel quale “si fonde” l’immenso talento di due comici amatissimi dal pubblico.

Inizio spettacoli ore 21

Emilia trattino Romagna

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In scena il 17 gennaio

Segno zodiacale operaio

con Vito Vito è il protagonista di un esilarante oneman show. Il comico bolognese interpreta il vulcanico Stella Rossa, l’ultimo superstite degli operai di una volta. Burbero, rabbioso e improvvisamente tenero, Stella Rossa ripercorre la storia dell’operaio dal libro della genesi ai giorni nostri. «... il sesto giorno Dio afferrò una manciata di fango, ci sputò sopra e creò l’uomo, ma siccome tutto quello che aveva creato aveva bisogno di manutenzione mise all’uomo una tuta blu, lo trasformò in operaio, costruì una fabbrica e ce lo mise dentro a lavorare». Così ha inizio la saga dell’operaio, colui che «viveva con la tuta sporca di grasso, beveva dalle sei alle dodici bottiglie di vino al giorno e alla dodicesima si commuoveva perché si ricordava di quando faceva il partigiano». Ma con il tempo anche gli operai si sono conformati alle mode del momento, non esiste più l’operaio di un tempo cioè quell’essere sempre polemico, deluso, la spina nel fianco dell’industriale, la zeppa nell’ingranaggio del capitalismo, il freno che impedisce alla società di schiantarsi contro il muro della deficienza televisiva. Sarcastica e umoristica fotografia dei cambiamenti della società attraverso gli occhi di un operaio alle prese con matrimo-

Teatro Barattoni Un viaggio in musica che strizza l’occhio a diversi generi dello spettacolo: dal tip tap alla commedia brillante, dal musical d’oltreoceano al più classico monologo semidrammatico. Uno show dove riflessioni in musica incontrano lo scintillio dei palcoscenici americani e dove singoli coni di luce si fondono con lustrini e paillettes. Domina la scena un attore affiancato da un corpo di ballo di 15 elementi e da un cast di oltre 10 personaggi, ma il vero protagonista resta il teatro, il luogo della fantasia. Giocando, raccontando, inventando, trova posto anche il lato più intimo da condividere con la platea. Il ricordo degli esordi è un tempo riportato in toni leggeri, dove può accadere di scoprire che la gente di teatro a volte non è l’artista che appare. Non sempre il viaggio di chi parte dalla provincia per calpestare il palcoscenico è così romantico ma ne vale la pena perché, nonostante tutto, fare spettacolo è il mestiere più bello del mondo e perché, in fondo, tutto ciò che accade nella vita è come

i h c i t n A i r o p a S e l l a V i d 42022 Comacchio (FE) - Via L.A.Muratori snc - tel. e fax 0533.314252 www.alcantinon.com - info@alcantinon.com - Ghibo cell. 335.395557 - Chiuso il giovedi


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questo show!

In scena il 15 febbraio

G&G - Omaggio a Gaber

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meticolosi deliri sincronizzati, ai litigi da vecchi coniugi esasperati dalla convivenza, a certi dialoghi svagati in cui l’uno sembra leggere nel pensiero dell’altro (più che interromperlo). La prima parte della scaletta contiene canzoni e monologhi facenti parte dell’album “Spettacolo Primo”, uscito nel 2011; nella seconda parte vengono presentati i brani di “Tutto tranne l’ugola”, in uscita nell’autunno del 2013. In questo spettacolo i Formazione Minima si allargano fino ad includere Jimmy Bracci al basso e Christian Canducci alla batteria e theremin.

In scena il 28 febbraio

Vanjuska Moj

Fondazione Minima I Formazione Minima sono “il più unico duo” pensabile. Collaborano, pare, da sempre. E condividono persino il nome proprio (Lorenzo), sebbene tengano perfettamente separati cognomi e ruoli: le parole cantate e recitate da Bartolini (cantAttore, come si definisce) e le note della chitarra di Gasperoni sono distinti ingranaggi di un marchingegno perfetto. Perfetto ma deflagrante di comicità surreale, di sentimento caldissimo, di sarcasmo affilato. Una bomba a orologeria svizzera, insomma. Ed è uno spasso ascoltarli passare dal monologo musicato alla canzone, incuranti dei generi e degli stili (come il teatro-canzone esige), attenti semmai alla coerenza del senso (come di rado si sente). È esilarante assistere ai loro

grande eclettismo musicale si aggiungono acrobazie aeree con trapezio e tessuti e una giocoleria di estrema originalità, e in cui gags, improvvisazione, comicità spontanea e costruita, danno al lavoro un taglio estremamente fresco ed efficace. Mascherpa, presentatore-impresario improbabile e vagamente “cialtrone”, presenta la sedicente artista russa Maila Zirovna: questa regge la parte finché non erompe impetuosa dando vita ad una ricchissima galleria di musiche, ciascuna con i suoi strumenti caratteristici, le sue melodie, le sue gags. È incredibile il numero di strumenti cui si avvicendano Nando e Maila nel corso dello spettacolo: violino, tromba, fisarmoniche, ciaramella, balalaika, tamburelli e percussioni di ogni tipo, oltre ad un uso prodigioso delle voci. Ma altrettanto incredibile è che il tutto viene eseguito in contemporanea a numeri di giocoleria in cui clave, palline, tamburelli, sedie e monocicli roteano incastrandosi alla perfezione tra musiche e canzoni di ogni genere, di ogni tempo e di ogni dove. Vanjuska Moj é uno spettacolo caldo e coinvolgente, ma anche poetico e raffinato, in cui il pubblico viene chiamato a una partecipazione musicale diretta e divertita.

In scena il 7 marzo con Nando e Maila Vanjuska Moj é uno spettacolo in cui al

Imprò: match di improvvisazione teatrale

05Quarto Atto Gara spettacolo di improvvisazione teatrale tra due squadre di giocatori-attori che si contendono la vittoria, creando storie che vivono sulla scena l’unico istante in cui vengono rappresentate. La scenografia è ridotta all’essenziale: sul palco sono presenti alcuni cubi o sedie che gli attori possono utilizzare per dare vita ad oggetti, ambienti ed elementi scenici. I giocatori delle due formazioni possono improvvisare insieme o sfidarsi alla migliore improvvisazione. Il pubblico partecipa attivamente: suggerisce elementi di stimolo per le improvvisazioni e valuta ogni scena attribuendo un punteggio da 1 a 5. Un arbitro è inflessibile garante della regolarità della competizione: a lui il compito di assegnare penalità in caso di comportamento scorretto, di raccogliere il voto del pubblico e di suggerire stili teatrali cui fare riferimento per l’improvvisazione.

In scena il 21 marzo

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la trilogia lirica

Verdi e Shakespeare, due giganti che indagano l’animo dell’uomo «Il grande compositore porta nella sua musica un’umanità e modernità che la proiettano nel futuro» Parola della regista Cristina Mazzavillani Muti che nell’anno verdiano rivisita Macbeth,Otello e Falstaff di Anna De Lutiis

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Considerazioni e riflessioni sparse mentre sul palcoscenico del Teatro Alighieri si alternano le celebri opere nate dal connubio Verdi e Shakespeare: Macbeth, Otello e Falstaff. È inevitabile ripercorrere le opere del grande Bardo e capire quanto di queste Verdi abbia portato nelle sue e, infine, assistere alla realizzazione di Cristina Mazzavillani Muti, regista della Trilogia e sentire la sua interpretazione, il suo “vivere” i personaggi che segue durante le prove e di cui controlla ogni fraseggio, ogni movimento, quando anche solo il gesto di una mano può determinare la tragicità o l'ilarità del momento. Alla domanda su cosa ama di più in Verdi Cristina risponde che è il musicista che porta nella sua musica

l'umanità, la modernità, l’attuale sensibilità, elementi che la proiettano verso il futuro. Il Macbeth di Shakespeare indugia sulla sete di potere che ha offuscato la ragione dei due protagonisti, suggestionati da quanto le streghe avevano predetto, e non assolve la Lady che ha esortato all'assassinio del re. L'indifferenza di Macbeth, nell'apprendere la morte di Lady (libretto di Francesco Maria Piave) viene espressa con queste parole: «La vita!...Che importa? / È il racconto di un povero idiota! / Vento e suono che nulla dinota»! Ma Cristina ritiene che comunque, Verdi con la sua musica: «Ha creato un momento di compassione per una donna che impazzisce per il rimorso fino al suicidio, mentre Macbeth si lascia trascinare fino alla fine dalla sete di potere e di sangue».

Se l’opera è online

VerdiWeb 2.013 e la tradizione si rinnova nell’immaginario in rete Una nuova trilogia dedicata ai giovani, e per i giovani, non poteva essere immaginata senza riproporre VerdiWeb il progetto che ha impreziosito e sottolineato la prima edizione. Sulla scia della felice esperienza dello scorso anno il lungo calendario di prove al Teatro Alighieri è stato infatti aperto ai ragazzi ammessi a VerdiWeb 2.013, nuovo laboratoriobanco di prova dedicato a foto, video e scrittura che ha preso vita sul sito www.verdiweb.it e nel quale gli autori hanno caricato quotidianamente e in autonomia, i contributi frutto della parteMacbeth cipazione alle prove. 29 i partecipanti, selezionati fra le moltissime candidature provenienti da tutt’Italia. VerdiWeb anno secondo conferma così di essere un’ambita palestra creativa in cui poter esplorare i linguaggi espressivi, acuire ed affinare i cinque sensi in una pratica pressoché quotidiana di esplorazione e ricerca, parallela a quanto avviene nell’intero spazio teatrale, non solo il palcoscenico… ma il teatro come mondo in cui avvengono simultaneamente tante cose e che coinvolge decine di persone variamente all’opera. Ecco i partecipanti al progetto: Anna Agliardi, Alex Alvisi, Giulia Baraldo, Marco Borrelli, Marta Cantarelli, Cinzia Comandé, Luca Concas, Silvia Di Natale, Elisa Lanconelli, Daniele Leonardo, Stilyana Stoilova Nikolova, Caterina Parona, Laura Semprini, Marina Siciliano, Silvia Tortorella, Martina Zanzani (fotografia). Giacomo Banchelli, Claudia Campus, Giulia Viero Claudia Galeazzi, Stefano Scipioni (video). Miriam Anconelli, Anna Bonazza, Andrea Cirillo, Stefano Dal Bello, Silvia Galassi, Sara Lovallo, Alessandro Pedini, Federico Pischedda (scrittura).

Macbeth In una lettera a Salvatore Cammarano Verdi precisa come la voce di Lady dovesse essere aspra, cupa e soffocata e la scena sempre estremamente scura, cosa che Cristina ha fatto rielaborando e proiettando immagini tratte in modo particolare dalle opere del pittore Alberto Martini. «È stata molto complessa da allestire – continua Cristina – perché l'opera necessita di molti cambiamenti di scena, il passaggio dalle streghe alla reggia, la foresta che si muove... però siamo soddisfatti di quanto abbiamo creato». Otello è la seconda opera della trilogia dove troviamo i tre personaggi, Otello, Desdemona e Jago che appartengono alla galleria delle grandi creazioni shakesperiane con Iago che vien considerato il più compiuto malvagio machiavellico che la letteratura elisabettiana abbia prodotto. La figura di Desdemona è molto distante da Lady Macbeth, ingenua e priva di ogni sospetto: «Si è innamorata di un personag-

gio che l'aveva commossa – dice Cristina – di una persona di cui non aveva immaginato un aspetto così istintivo. Forse si era innamorata dell'idea che lei s'era fatta di Otello». È proprio così che Shakespeare l'aveva inteso perché è lo stesso Otello a raccontare come Desdemona si fosse innamorata di lui nell'ascoltare della sua vita e delle sue imprese This only is the wichcraft I have used (E questa è tutta la magia che io ho usato). «Desdemona ha atteggiamenti femminili molto moderni – commenta la regista – perché era insolito, a quei tempi, innamorarsi di un “diverso”, affrontando tutti i pregiudizi del suo tempo». Chiude la trilogia Falstaff, l'ultima opera di Verdi, quella che, come scrive sia nei suoi appunti che nelle sue lettere, vuole per se stesso, per poterla ascoltare nella tranquillità della sua villa. Scrive ad Arrigo Boito, autore del libretto, a proposito del Falstaff: «Prima di leggere il vostro schizzo ho voluto rileggere le Allegre Comari, >>


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Tutte le domeniche ore 11-15 Pic Nic Tutti i mercoledì “Il tempo ritrovato”, rassegna letteraria di incontri con gli autori a cura di Matteo Cavezzali


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la trilogia lirica

Falstaff

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>> le due parti dell'Enrico IV e l'Enrico VI, e non posso che ripetere benissimo, ché non si poteva fare meglio di quello che avete fatto Voi». Verdi affronta questa opera con un gusto non sperato. Da tempo aveva in mente di scrivere un'opera buffa: «Io mi diverto a farne la musica [...] non so nemmeno se finirò [...] Falstaff è un tristo che commette ogni sorta di cattive azioni [...] ma sotto una forma divertente. È un tipo! Sono sì vari i tipi! [...] L'opera è completamente comica. Amen». Così scriveva a Gino Monaldi nel dicembre del 1890. E così quell'opera che doveva servirgli per passare il tempo è forse tra le più complete e tra le migliori. «È senza dubbio l'opera più difficile da interpretare – riflette Cristina – sia per i cantanti che per l'orchestra.A questo proposito voglio sottolineare la bravura di questa nuova compagine della Cherubini, ragazzi giovanissimi (non superano i 25-26 anni) che hanno dimostrato grande preparazione, grazie soprattutto al lavoro che per mesi ha svolto il direttore Nicola Paszkowski mentre, qui, all' Alighieri il maestro Muti, in molte occasioni, ha accompagnato le prove suonando il pianoforte». Otello

Falstaff

testo e musica

Quella sintonia del Maestro con il Bardo La popolarità di uno scrittore e di un’opera, non è mai assoluta come si potrebbe ingenuamente pensare. Anche gli autori e i testi che per il nostro tempo sono considerati classici imprescindibili hanno avuto nella storia fortune alterne. Un caso particolarmente interessante è quello del bardo elisabettiano William Shakespeare. Il successo di Shakespeare in Italia fu per alcuni secoli oscurato da un teatro che metteva in primo piano l’attore alle parole. La commedia dell’arte con le sue maschere era il volto predominante del teatro italiano. Fu proprio nell’800 che il bardo esplose come fenomeno culturale anche nel nostro paese. Prima di quel periodo era quasi impossibile trovare delle sue opere tradotte in italiano. A lui erano preferiti i francesi Racine e Corneille, considerati più colti, più “classici”, ma in realtà adatti maggiormente ai salotti che non ai teatri. Shakespeare era stato bollato dal pubblico colto settecentesco come un autore rozzo, troppo violento e soprattutto un drammaturgo di seconda categoria, perchè non rispettava i canoni teatrali aristotelici della tragedia greca. Anche se disattendeva i canoni Shakespeare aveva però i sentimenti: la rabbia, la vendetta, la passione, che nel Romanticismo lo fecero scoprire e amare. Era scoppiata una vera e propria moda elisabettiana. Non è dunque un caso che un compositore attento alle trame e ai libretti (che dovevano rendere la musica “alta” al pari della letteratura) come Giuseppe Verdi se ne sia innamorato fin da giovane, tanto da chiamarlo «Il grande maestro del cuore umano». Il compositore di Roncole di Busseto non fu l’unico a mettere in scena testi shakespeariani in quel periodo di fervore romantico, basti pensare all’Otello di Rossini o all’Amleto di Mercadante. Verdi fu l’unico, però, a comporre in totale libertà, senza il timore di tradire quelle parole che tutti d’un tratto amavano, senza alcuna esitazione a mettere mano e modificare quelle scene che tutti i suoi contemporanei imparavano a memoria per fare bella figura in alta società. Cambiare Shakespeare in quel momento storico voleva dire avere il coraggio, e in qualche modo la presunzione, di voler superare la moda del momento. Verdi compì questa impresa di reinvenzione del testo grazie alla collaborazione di valenti librettisti come Francesco Maria Piave e Andrea Maffei (il più noto traduttore di Shakespeare dell’epoca) per Macbeth e avvalendosi (per Otello e Falstaff) della raffinata penna di Arrigo Boito, autore dal grande carisma, oltre che dal grande talento, con cui Verdi si trovò a duettare. Per queste libertà stilistiche il maestro fu addirittura accusato (dopo la prima del Macbeth) di non conoscere bene Shakespeare. Come era possibile “sbagliare” un dialogo che avrebbe dovuto conoscere a memoria? In realtà l’intento di Verdi non era ricalcare il testo di un altro, ma ridargli vita in un’opera

Otello

nuova e autonoma. Tradire le parole senza tradirne i sentimenti. Verdi ebbe in questo ragione visto che il suo Shakespeare, meno fedele di quello di Rossini, di fatto ebbe vita più lunga a giudizio della storia. Oltre a Macbeth, Otello e Falstaff (che non è un testo di Shakespeare, ma è nato dall’intreccio di sottotrame di Enrico IV e Le allegre comari di Windsor in cui compariva il grottesco personaggio del cavaliere grasso e vanaglorioso) Verdi avrebbe voluto musicare anche Amleto, La Tempesta e Re Lear. Di quest’ultimo, infatti, fece scrivere e riscrivere il libretto più volte, senza mai essere abbastanza soddisfatto per musicarlo. «Copiare il vero può essere una buona cosa, ma inventare il vero è meglio, molto meglio» scriveva il compositore in una lettera parlando di Shakespeare. Verdi intendeva che la realtà raccontata da Shakespeare era più realistica della verità stessa, perché aveva il potere di raccontare l’animo umano oltre i limiti dello sguardo. Verdi volle in scena questo tratto di Shakespeare, non voci che cantano, non attori che recitano, ma uomini che portano in scena il dolore di altri uomini. Fu forse per questo che nelle indicazioni per il cast del personaggio di Lady Macbeth Verdi scrisse di voler una donna «brutta e cattiva», non con una bella voce, ma con «voce aspra, soffocata e cupa», e poi per l’Otello ribadì il concetto: «Jago è una parte dell’umanità: il brutto». Verdi creò così un suo Shakespeare, che pur andando incontro al gusto romantico ottocentesco, riuscì a sopravvivere al suo tempo e anche al nostro in cui re avidi di potere come Macbeth e traditori arrivisti come Jago risultano figure dalle sembianze alquanto contemporanee. Matteo Cavezzali


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ballo e passione

Tutta la sensualità del flamenco nei passi ritmati di Rocio Molina Con il recital Danzaora l’artista esplora le nuove frontiere della tradizionale danza Andalusa di Roberta Bezzi

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Sarà la danzatrice spagnola Rocìo Molina con il recital Danzaora a inaugurare la stagione del balletto al teatro Alighieri di Ravenna, sabato 14 e domenica 15 dicembre. Con la sua compagnia mostrerà le nuove frontiere del flamenco, in una forma del tutto evoluta del genere ma allo stesso tempo assolutamente fedele alle sue radici. Com’è nata la sua passione per la danza a soli tre anni? Quando ha capito che questo “fuoco” avrebbe così fortemente influenzato la sua vita? «Già nel periodo dell’infanzia in cui si formano i primi ricordi, ho capito che la danza sarebbe stata la mia ragione di vita. In un modo totalmente incosciente, ho avuto la certezza che avrei voluto dedicare la mia esistenza al ballo. È qualcosa di inspiegabile, però tuttora ho memoria di quella sensazione, di quel sentimento. Poi a sette anni ho chiesto alla mia famiglia di aiutarmi e appoggiarmi per avere una formazione professionale». La sua carriera è ricca di premi e riconoscimenti. Nel 2010, a soli 26 anni, ha ricevuto il Premio Nazionale alla Danza conferito dal

Ministero della Cultura. Come è riuscita a rinnovare il flamenco? Cosa si prova a essere considerata dalla critica la più importante danzatrice di flamenco di oggi? «Nel mio lavoro prendo ispirazione da ciò che ascolto o da ciò che magari mi ritrovo a leggere da qualche parte, ma comunque sempre da qualcosa di esterno. Ho prima di tutto un impegno con me stessa e poi con le persone che mi circondano: se riesco a mantenere questo obiettivo sono contenta, se poi ho anche la fortuna di essere apprezzata ed elogiata, allora è meraviglioso». Come definirebbe il suo tipo di flamenco? «Come una forza ipnotica che quanto più la guardi, più ti trattiene e ti incanta. Un’arte unica, per me la più bella, quella che mi offre di più a livello di emozioni, musica, anima, tecnica, codici segreti e incanto». Danzaora è uno spettacolo in cui la libertà è protagonista. Come nasce questo recital che mescola diverse discipline dal flamenco al classico, dalla danza spagnola alla scuola balera? «Nasce dall’osservazione del quadro della Torre di Babele di Peter Brueghel il Vecchio, dove la perfezione emerge dal

di Bruno Casadio

TAXI MERCI Corriere espresso nazionale Ritiro e consegna in giornata nelle province di RA-RN-FC-BO Automezzi adibiti al trasporto medicinali e alimenti UFF. E SEDE LEGALE Madonna dell’Albero (RA) - Via Cella, 173 Tel. e Fax 0544.497563 Cell. 339.8299089 Albo Imprese Artigiane n. 61494 - Albo Autotrasportatori n. 4406261

contrasto tra il lato sinistro e quello destro: ciascuna metà ha bisogno dell'altra per arrivare alla bellezza pura. Quando si unisce il classico all’avanguardia, l’ordine con il caos, per me questo è il flamenco: conflitto, dualità, drammaticità, dolcezza, forza, fragilità. E questo è anche Danzaora». Da ballerina a coreografa in prima linea sulla frontiera della ricerca, della sperimentazione e dell’innovazione. Un passaggio naturale? Quale delle due dimensioni preferisce? «Per me tutto va di pari passo: la ricerca, la coreografia, i convincimenti personali sull'esistenza, lo scambio di idee con i miei musicisti. Quando si pretende di mostrare fino all’ultima sfumatura della propria anima e del proprio corpo, è necessario mettere tutti gli ingredienti di cui si è fatti sopra al tavolo per cominciare a cucinare un buon puchero». Una curiosità. In un’intervista lo stilista Elio Fiorucci, inventore del fashion jeans, ha definito straordinario la sua scelta di danzare indossando il jeans, rompendo

così una tradizione di ballare il flamenco in costume gitano. “Il jeans rende anche il flamenco più sexy”, afferma. Come ha deciso di rompere gli schemi? «Ci sono coreografie che necessitano di una diversa estetica, di un’altra visione rispetto a quella tipica “spagnola”. A volte cerco un’estetica più barocca, altre una totalmente minimalista. I tessuti trasmettono sensazioni, modificano gli atteggiamenti del corpo e possono far muovere in un’altra maniera. Per questo mi piace provare o sentire le necessità estetiche di ogni brano o coreografia». Come valuta la danza in Italia? Conosce Ravenna? «In Italia c’è molta passione per il flamenco. Siamo culture quasi sorelle, abbiamo sensibilità molto simili e gli italiani possono capire molto bene la nostra arte: è un piacere poter portare il flamenco in una terra così bella. Non ho ancora avuto la fortuna di conoscere Ravenna però non vedo l’ora di poter vivere l’atmosfera di questa città e della sua gente e ovviamente di offrire tutto quello che sono: ballare con il cuore».


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danza contemporanea

Today Todance: la sperimentazione prende corpo fra poesia e ironia Rassegna “trasversale” di quattro spettacoli in scena al Rasi, Almagià e Alghieri “Today Todance” è il cartellone cittadino dedicato alla danza contemporanea e d’autore.Alle consuete stagioni di prosa, di balletto, d’opera, di comico, di teatro contemporaneo ecc, da tre anni, la proposta culturale ravennate si è arricchita di uno sguardo specifico e attento su ciò che in Italia e in Europa questo linguaggio artistico produce. Maestri e giovani coreografi, nuovi gruppi o solisti si alternano sui tre palchi della città – Alighieri (8 e 9 febbraio), Almagià (17 dicembre, 19 e 31 gennaio) Rasi (14 dicembre) – per presentare i loro lavori e incrociare le loro esperienze con coloro che in città desiderino farlo attraverso laboratori pratici e teorici, incontri e molto altro. “Today Todance” vuole proporre al pubblico degli inediti attraversamenti di quelle forme espressive dove il corpo, la pelle, i muscoli, in sinergia con la musica o la sua assenza, sono la vibrazione primaria. Il mondo passato e lontano dell’innocenza infantile e ciò che ne resta ora nell’adulto sono i temi che accompagnano il primo spettacolo: Rock rose now della Compagnia Daniele Ninnarello. In tre quadri invece la Fattoria Vittadini/Matanicola con To this purpuse only crea un affresco dell'Italia odierna, scossa e traballante in cui il fantasma mu-

41 to del glorioso passato, i clichés, i riti e le tradizioni millenarie si sovrappongono, fondono e confondono in una contemporaneità straniante. Joseph_kids, di Alessandro Sciarroni, vede in scena il performer Michele di Stefano che, con un computer portatile e un grande proiettore, gioca con la webcam e gli effetti digitali per mostrare, al giovanissimo pubblico cui si rivolge, le infinite e fantasiose possibilità che dà la tecnologia senza per forza essere solo alienante. Fin dal sottotitolo che Cristina Rizzo invece dà alla sua Sagra della Primavera cioè Paura e delirio a LasVegas è chiaro che non si tratta di un’esecuzione classica: la Rizzo, in questo solo, indaga la tematica della relazione fra suono e visione. Chiude la rassegna Dacru Dance Company con l’onirica galleria di Kaze mononoke in cui i personaggi si incontrano e si lasciano immersi nel bianco bagliore della scena. Per dare vita a questa nuova proposta culturale hanno unito le forze Cantieri Danza, E-production, Ravenna Manifestazioni, Ravenna Teatro e, quest’anno per la prima volta, il Teatro del

Drago e hanno intrecciato le loro esperienze e le loro poetiche con numerose reti produttive in Italia e in Europa fra cui Aterdanza e Teatri del Tempo Presen-

te (un progetto interregionale di promozione dello spettacolo dal vivo a cura del Mibac), trovando il pieno sostegno dell’assessorato alla cultura ravennate.

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cartellone opera & danza Ravenna Teatro Alighieri

Otello

via Mariani, 2 tel. 0544 249244 Inizio spettacoli ore 20.30 Spettacoli domenicali ore 15.30

Macbeth

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melodramma in quattro atti libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei dalla omonima tragedia diWilliam Shakespeare musica di GiuseppeVerdi Personaggi e interpreti: Macbeth Evez Abdulla; Banco Andrej Zemskov; Lady MacbethVittoria Ji Won Yeo; Dama di Lady Macbeth Antonella Carpenito; Macduff, nobile scozzese Giordano Lucà; Malcolm, figlio di Duncano David Ferri Durà; Fleanzio Andrea Zannini; Medico Carlos García-Ruiz; Domestico di Macbeth Alessio Verna; Sicario Lorenzo Malagola; Prima apparizione Alfredo Stefanelli; Seconda apparizione Pierfrancesco Venturi; Terza apparizione Anna Rigotti. direttore Nicola Paszkowski regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designVincent Longuemare set design Ezio Antonelli costumi Alessandro Lai visual design Davide Broccoli, Sara Caliumi movimenti coreografici Catherine Pantigny Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati “DanzActori” Trilogia d’autunno Marta Capaccioli, Michael D’Adamio, Francesca De Lorenzi, Carlo Gambaro, Mirko Guerrini,Alberto Mario Lazzarini,Giorgia Massaro, Michela Minguzzi, Chiara Nicastro,Fabrizio Petrach nuovo allestimento coproduzione Ravenna Festival, Teatro Alighieri Ravenna Composto nel 1847 su libretto di Francesco Maria Piave e rivisto per le scene francesi nel 1865 (è quest’ultima la versione scelta,senza i ballabili,per questa messa in scena).Macbeth rappresenta perVerdi un fondamentale banco di prova per il ripensamento delle tradizionali forme musicali (come testimoniano pagine quali la Gran scena e Duetto di Macbeth e della Lady nel primo atto oppure la grandiosa Scena del sonnambulismo di lei nel quarto),e al tempo stesso un soggetto che gli permette di indagare una tra le tematiche a lui più care:il potere e le conseguenze del suo abuso.

In scena l’8, 12 e 15 novembre

dramma lirico in quattro atti libretto di Arrigo Boito dalla tragedia Othello diWilliam Shakespeare musica di GiuseppeVerdi personaggi e interpreti:Otello Yusif Eyvazov; Jago Matias Tosi; Cassio Giordano Lucà; Roderigo David Ferri Durà; Lodovico Claudio Levantino; Montano Carlos García-Ruiz; Un araldo Ruggiero Popolo;Desdemona Diana Mian; Emilia Antonella Carpenito. direttore Nicola Paszkowski regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designVincent Longuemare set design Ezio Antonelli costumi Alessandro Lai Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati “DanzActori” Trilogia d’autunno Marta Capaccioli, Michael D’Adamio, Francesca De Lorenzi, Carlo Gambaro, Mirko Guerrini,Alberto Mario Lazzarini,Giorgia Massaro, Michela Minguzzi, Chiara Nicastro,Fabrizio Petrach nuovo allestimento coproduzione Ravenna Festival, Teatro Alighieri Ravenna L’opera,dopo quasi 17 anni di silenzio compositivo,interrotti solo dalla Messa da Requiem, nel 1887 irrompe al Teatro alla Scala con tutta la forza della novità inattesa.Verdi torna a Shakespeare dopo quarant’anni dal Macbeth,con un dramma che riletto nel libretto di Arrigo Boito gli consente più di ogni altro di concentrarsi sulla dimensione psicologica dei personaggi,sulla loro interiorità,abbandonando definitivamente i modelli formali “chiusi” della convenzione melodrammatica e realizzando un miracoloso equilibrio tra una vocalità varia e mobilissima,attenta a ogni inflessione della parola,e un fluire musicale capace di seguire l’azione e il dialogo con timbri e colori armonici di estrema modernità.

In scena il 9, 13 e 16 novembre

Falstaff commedia lirica in tre atti libretto di Arrigo Boito dalla commedia Le allegre comari di Windsor e dal dramma Enrico IV di

William Shakespeare musica di GiuseppeVerdi personaggi e interpreti:Sir John Falstaff Kiril Manolov; Ford Francesco Landolfi; Fenton Matthias Stier; Dr. Cajus Giorgio Trucco; Bardolfo Matteo Falcier; Pistola Graziano Dallavalle; Mrs.Alice Ford Eleonora Buratto; Nannetta Damiana Mizzi;Mrs. Quickly Isabel De Paoli; Mrs.Meg Page Anna Malavasi;L’Oste della Giarrettiera Fabrizio Petrachi; Robin paggio di Falstaff Michael D’Adamio. direttore Nicola Paszkowski regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti light designVincent Longuemare set design Ezio Antonelli costumi Alessandro Lai visual design Davide Broccoli Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati “DanzActori” Trilogia d’autunno Marta Capaccioli, Francesca De Lorenzi, Carlo Gambaro, Mirko Guerrini, Alberto Mario Lazzarini, Giorgia Massaro, Chiara Nicastro nuovo allestimento coproduzione Ravenna Festival, Teatro Alighieri Ravenna,Teatro del Giglio Lucca, Fondazione Teatri di Piacenza, Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara L’ultima opera composta daVerdi,quasi ottantenne,arriva pochi anni dopo Otello e il prodigio si ripete nel 1893,di nuovo con la collaborazione di Boito in qualità di librettista. Dopo la prova acerba e non felice di Un giorno di regno,è la prima volta cheVerdi affronta il genere comico,e lo fa non cercando di rinverdire la gloriosa tradizione buffa del passato,ma dando vita ad una commedia lirica che,ruotando attorno al goffo cavaliere shakespeariano,appare intrisa di un disincantato umorismo.

Carmona Jose Angel cantante e mandolino Eduardo Trassierra chitarra José Manuel Miguel Angel Ramos battimani e bussola Ballerina e coreografa,Rocío Molina è considerata dalla critica internazionale la più importante danzatrice di flamenco di oggi.Performer dalle doti straordinarie,come coreografa ha contribuito a creare una delle massime espressioni del flamenco contemporaneo,proponendo una forma del tutto evoluta del genere,ma allo stesso tempo assolutamente fedele alle sue origini. Danzaora è un recital molto particolare di flamenco che raccogliere l’esperienza e le suggestioni poetiche dei lavori precedenti di Rocío Molina,per andare oltre.Uno spettacolo che suggerisce la sua visione dell’universo danza,dove gli elementi di interrelazione sono costitutivi di un nuovo linguaggio che riassume il suo personale sguardo sull’arte coreutica.Un progetto aperto e in continua evoluzione attraverso il quale l’artista presenta le idee che nascono da ogni performance,in un lavoro di minuziosa scomposizione della tecnica acquisita negli anni,al fine di diventare più consapevole dei suoi codici.

In scena il 14 e 15 dicembre

Rock Rose Wow Daniele Ninarello Lo spettacolo nasce da esperienze reali accadute in un tempo remoto,quello dell’innocenza infantile e indaga questo territorio di transizione per tradurre nel corpo e sulla scena il “tutto ciò che posso”,dove il corpo si duplica, triplica per raccontare la fragile bellezza e le tracce di una caduta innocenza,celate dietro la necessità di essere importanti,riconosciuti,di esistere almeno negli occhi di chi guarda.

In scena al teatro Rasi il 14 dicembre (ore 21)

To This Purpose Only Fattoria Vittadini - Matanicola

In scena il 10,14 e 17 novembre

Danzaora Nuove frontiere del flamenco

ideazione e coreografia Rocío Molina direzione musicale Rosario “la Tremendita”- Rocío Molina musica originale Eduardo Trassierra luci Rubén Camacho costumi Mai Canto Progettazione e costruzione scenografia Israel Romero con Rocío Molina danza

Riflessione in tre quadri,affresco di un’Italia odierna,scossa e traballante in cui il fantasma muto del glorioso passato,i clichés,i riti e le tradizioni millenarie si sovrappongono,fondono e confondono in una contemporaneità straniante.Tra suggestioni iconografiche dissacranti e personaggi tipici e tipicizzati,la piece si interroga,denuncia e sovverte la percezione stereotipata dell’immaginario e dell’estetica nazional-popolare sud europea.Una visione “ad hoc”non convenzionale.

In scena all’Almagià il 17 dicembre (ore 21)


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Workwithinwork Rain rogs Compagnia Aterballetto

Workwithinwork coreografiaWilliam Fosythe su musica di Luciano Berio,Duetti per due violini,vol.1 (1979-83) scenografia e luciWilliam Fosythe costumi Stephen Galloway messa in scena Francesca Caroti e Allison Brown Rain dogs coreografia Johan Inger musica TomWaits scene e costumi Johan Inger Luci Peter Lundin Due creazioni dai toni e dalle atmosfere assai diverse ma saldamente ancorate alle partiture che le accompagnano.Da un lato Johan Inger che nel suo lavoro racconta la solitudine calandola nella musica di TomWaits,dall’altro William Forsythe che sui Duetti per due violini di Berio propone inesauribili variazioni tratte dalla tecnica classica liberando gli interpreti dalle logiche convenzionali.Una serata che sottolinea l’eclettismo della compagnia,da anni interprete prediletta da firme di spicco della coreografia europea. Workwithinwork, riallestimento di uno dei lavori più interessanti creati da Forsythe degli anni ’90,è un flusso quasi incessante di movimenti immerso in un’atmosfera scarna e austera,una corrente fluida e vorticosa che sembra plasmare le traiettorie sul palco.Johan Inger,già interprete di punta del Nederlands Dans Theater di Jiri Kylian,di cui oggi è coreografo associato,presenta una pièce strettamente correlata alla musica diWaits,che affronta la solitudine e lo smarrimento,e le più diverse sfumature che segnano le relazioni con gli altri.

In scena il 18 e 19 gennaio

Joseph_kids Alessandro Sciarroni un unico interprete,un uomo solo,davanti a un computer portatile,va alla ricerca della sua immagine mentre questa viene di volta in volta deformata e scomposta attraverso una webcam ed effetti video.La grande immagine proiettata ingloba in questo percorso il giovane pubblico in sala,con un finale inaspettato. JOSEPH_kids offre ai più piccoli l’occasione di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività e non di mera alienazione,e prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sè.

In scena all’Almagià il 19 gennaio (ore 16.30)

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Sagra della primavera. Paura e delirio a Las Vegas

ILLUSTRAZIONE DI FORTUNA TODISCO, SPECIAL THANKS TO IED, MILANO

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Cristina Rizzoi nel centenario della Sagra della Primavera di Stravinskji (che nell’esecuzione di Nijinsky cambiò per sempre lo spirito della danza) sceglie di approfondire l’aspetto immaginifico della famosa partitura musicale,grazie anche a uno spiazzamento percettivo tra il visivo e il sonoro.La pièce in forma di solo si articola attraverso una coreografia che amplifica la congiunzione inattesa tra suono,estensioni dinamiche e oscillazioni del senso,sfidando così l’abituale suggestione passiva dello spettatore.La domanda è:di quale visione è fatto il suono che ascoltiamo,di quali suoni è costituita la nostra visione?

In scena all’Almagià il 31 gennaio (ore 21)

Luisa Miller

Melodramma tragico in tre atti Libretto di Salvatore Cammarano dal dramma Kabale und Liebe di Friedrich Schiller musica di GiuseppeVerdi Personaggi e interpreti: Il Conte di Walter Gianluca Lentini; Rodolfo Vincenzo Costanzo, Medet Chotabayev; FedericaTamta Tarieli, Junhua Hao;Wurm Cristian Saitta, Costantino Finucci; Miller Mansoo Kim, Byunghyuk Choi; Luisa Giulia Della Peruta, Silvia Pantani; Laura, contadina Angela Angheleddu; Un contadino Bruno Nogara. Solisti del Corso d’alto perfezionamento per interpreti del canto nel repertorio verdiano. direttore Donato Renzetti messa in scena teatrale Leo Nucci scene e realizzazione pittorica Rinaldo Rinaldi e Maria Grazia Cervetti costumi Alberto Spiazzi luci Claudio Schmid Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati nuovo allestimento nell’ambito del progetto “Verdi 2013” coproduzione Teatro Municipale di Piacenza,Teatro Comunale di Ferrara,

è uno stile di vita:

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Teatro Alighieri di Ravenna in collaborazione con Teatro Comunale di Bologna,Ater Formazione - Scuola dell’Opera Italiana e Comune di Busseto L’opera e giustamente considerata un punto di svolta nella carriera diVerdi.Scritta per il San Carlo di Napoli nel 1849,è il preludio della imminente trilogia popolare (1850-1853) da cui è partito il percorso delle celebrazioni verdiane ravennati.Questo nuovo allestimento nasce da una collaborazione con la Scuola dell’Opera Italiana di Ater Formazione,il Comune di Busseto e il Concorso InternazionaleVociVerdiane.I “Solisti del Corso di Alto Perfezionamento di Canto nel RepertorioVerdiano”, appositamente selezionati,sono stati affidati alle cure del celebre baritono Leo Nucci che ha realizzato anche la messa in scena dell’opera.

In scena il 24 e 26 gennaio

Kaze Mononoke Dacru Dance Company

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Il vento e i petali di ciliegio ideazione e regia Marisa Ragazzo coreografie Marisa Ragazzo e Omid Ighani editing musicale Omid Ighani visual artist Samar Khorwash interpreti Samar Khorwash,Paolo Ricotta, Serena Stefani,Claudia Taloni,Afshin Varjavandi,TizianoVecchi musiche I Monster,Bon Iver,Boards Of Canada,Steve Reich,Burial,Apparat, Radiohead,Taniuchi Hideki,René Aubry, Unkle,Ólöf Arnalds

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Coproduzione Festival Danza Estate 2012 A Tokyo,tra la fine di marzo e gli inizi di aprile,si festeggia l’hanami:la fioritura dei ciliegi incanta gli uomini che,estasiati,si lasciano cadere addosso i fragili petali spinti dal vento. Un incanto da raccontare e soprattutto da vivere.Protagonisti sono il vento,Kaze,e i petali che,cadendo al suolo con una velocità di 5 cm al secondo,diventano,per la brevità della loro esistenza,per la delicatezza e il loro colore pallido,simbolo di fragilità e di bellezza estrema.Con una danza frutto di una sorprendente contaminazione tra hip hop theatre,danza contemporanea,house,jazz rock,breaking e linguaggi artistici innovativi,i DaCru raccontano questa tradizionale usanza giapponese.Kaze Mononoke si divide in quattro capitoli,un viaggio all’indietro a scoprire i ricordi dell’inverno,candido e quieto, dell’autunno che tinge tutto di rosso e di giallo struggente e melanconico,dell’estate luminosa, dolente e carica del canto delle cicale

In scena l’8 e 9 febbraio

Il furioso all’isola di San Domingo

Melodramma in due atti Libretto di Iacopo Ferretti Revisione sull’autografo a cura di Maria Chiara Bertieri Fondazione Donizetti

musica di Gaetano Donizetti Personaggi e interpreti:Cardenio Simone Alberghini;Eleonora Cinzia Forte,Paola Cigna;Fernando Francesco Marsiglia, LuYuan;Bartolomeo Leonardo Galeazzi;Marcella MariannaVinci; Kaidamà Filippo Morace,Federico Longhi direttore Giovanni Di Stefano regia Francesco Esposito coreografie Maria Cerveira scene Michele Olcese,da un progetto inedito di Emanuele Luzzati costumi Santuzza Calì luci Bruno Ciulli tempesta animata Luigi Berio Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati nuovo allestimento coproduzione Fondazione Donizetti di Bergamo,Teatro dell’Opera Giocosa di Savona,Teatro Luciano Pavarotti di Modena,Teatro Sociale di Rovigo,Teatro Municipale di Piacenza,Teatro Alighieri di Ravenna Quest’opera di Donizetti s’inserisce nel filone dell’opera semiseria ove coesistono,senza reciproca contaminazione,sia elementi mutuati dal melodramma,sia situazioni e personaggi provenienti dall’opera buffa.Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è la figura di Cardenio,il protagonista,cui Donizetti destina pagine di grande pregio (vedi la cavatina Raggio d’amor parea o l’arioso Ma dì, perché tradirmi? prima dell'incontro con Eleonora,nel quale l'orchestra accenna le battute iniziali della celebre romanza di Nemorino Una furtiva lagrima) e che rappresenta uno dei rari casi di “pazzia maschile”, seppur in chiave tragicomica,all’interno del genere operistico.La regia di Francesco Esposito trasporta il pubblico nel mondo fiabesco immaginato dal famoso illustratore e scenografo genovese Emanuele Luzzati,scomparso nel 2007,i cui disegni e bozzetti di gusto tipicamente naïf,ritrovati in una soffitta,sono stati appositamente recuperati e realizzati per questa produzione da Michele Olcese In scena il 15 e 16 febbraio

Dramma giocoso in due atti Libretto di Giovanni Bertati Revisione secondo i testi originali di Franco Donatoni musica di Domenico Cimarosa Personaggi e interpreti:Il Signor Geronimo Salvatore Salvaggio; Elisetta Giulia Semenzato; Carolina Lavinia Bini;Fidalma Loriana Castellano;Il Conte Robinson Omar Montanari; Paolino Matteo Falcier direttore Julian Kovatchev regia Italo Nunziata scene e costumi Pasquale Grossi luci Patrick Latronica Orchestra Giovanile Luigi Cherubini allestimento Teatri e Umanesimo Latino S.p.a.di Treviso coproduzione Teatro del Giglio di Lucca,Teatro Sociale di Rovigo,Teatro Alighieri di Ravenna,Teatro Comunale di Ferrara,Teatro Mario Del Monaco di Treviso capolavoro di Domenico Cimarosa,uno degli ultimi giganti della Scuola Napoletana ad aver dominato l’Europa.Messa in scena per la prima volta il 7 febbraio 1792 al Burgtheater diVienna al rientro del compositore dal suo servizio alla corte di San Pietroburgo,l’opera fu accolta subito da un successo strepitoso e piacque talmente al committente,l'imperatore Leopoldo II,che fu immediatamente replicata per intero,fatto unico e mai più accaduto nella storia della musica.Un successo che si è perpetuato ovunque tanto che Il matrimonio segreto è uno dei primissimi esempi di opera entrata nel cosiddetto “repertorio”figurando da allora ininterrottamente nei cartelloni dei maggiori teatri del mondo come una delle opere buffe per eccellenza.

In scena il 15 e 16 marzo

Coppélia à Montmartre Balletto Teatro Nazionale di Brno

Il matrimonio segreto

Vieni a gustare le nostre specialità: Piadine, Crescioni, Rotolini a pranzo e a cena Piadina di FARRO e KAMUT senza strutto e PIADIPIZZA!

ORARI: Lun./Ven. 11,30-20,30 Domenica 16,00-21,00 SABATO CHIUSO

Per prenotazioni:

328.02 72552

Ravenna, via della Lirica

Balletto in tre atti musica Léo Delibes coreografie,libretto e regiaYouriVàmos costumi Michael Scott scene Karel Kut luciYouriVàmos,Michal KrˇíÏ allestimento Joyce Cuoco,Alexey Afanasiev


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solisti Ivona Jelicˇová,ErikoWakizono, Jan Fousek,Michal Pimek Coppélia à Montmartre è una rivisitazione del coreografoYouriVàmos del celebre balletto Coppélia,andato in scena per la prima volta nel 1877 al Teatro Mariinskij,ambientato questa volta nella Parigi di fine Ottocento tra i dipinti di Toulouse Lautrec e le esibizioni di can can al Moulin Rouge.Viene presentato in questa rinnovata veste dal Balletto Nazionale di Brno,una compagnia ricca di giovani talenti che collabora con illustri coreografi noti a livello internazionale proprio per la fresca rivisitazione di balletti classici cui hanno saputo dar vita.La storia ci racconta di un anziano pittore,Coppélius,che trascorre le serate nel suo locale preferito a Montmartre dove ogni sera, nonostante il divieto della polizia,si balla il can can.Coppélius è affascinato da Swanhilda, fidanzata di Franz,un giovane simpatico e spensierato desideroso di entrare nel famigerato club per ammirare le splendide ballerine di cui tutti parlano.Ancora minorenne,avrà bisogno dell’aiuto proprio di Coppélius…

In scena il 5 e 6 aprile

Rassegna operetta La vie parisienne di e con la compagnia di operetta Teatro Musica Novecento In scena il 21 dicembre

Gran Concerto d’Operetta le arie ed i cori più celebri soprano Jenny Ballarini tenoreVladimir Reutov orchestra “Alighieri” coro “Calamosca -Mariani” diretto dal maestro Carlo Argelli In scena il 4 gennaio

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cartellone opera & danza Faenza Teatro Masini piazza Nenni, 3 tel. 0546 21306 Inzio spettacoli ore 21

La bella addormentata

balletto in tre atti con la Compagnia del Balletto di Mosca “La Classique” musiche di Peter Ilyich Tchaikovsky coreografie di Marius Petipa, produzione Mauro Giannelli Eventi Presso la corte di re Floristano si festeggia la nascita della principessa Aurora; fra gli invitati le buone fate del regno offrono i loro doni augurando ogni bene all’erede. Furiosa per non essere stata invitata alla festa giunge la perfida maga Carabosse. Nonostante le preghiere della corte essa, come dono lancia una maledizione: il giorno del suo sedicesimo compleanno, la principessa troverà la morte pungendosi con un fuso.All’appello delle fate manca la buona fata dei Lillà che, avendo ancora in serbo il suo dono, trasforma la morte irreparabile in un lungo sonno che coinvolgerà tutta la corte e che avrà fine solo grazie al bacio di un giovane principe…

In scena il 24 gennaio

Ballo al Savoy

Fantasia

di e con la Compagnia di operetta Teatro Musica Novecento In scena il 15 gennaio

Phisical Dance Theatre

Ma l’amore no la musica di sempre soprano Jenny Ballarini tenore Gianni Coletta Ensamble Mosaici Sonori In scena il 27 febbraio

Se il tempo fosse un gambero Commedia musicale di I. Fiastri e B. Zapponi musica di Armando Trovajoli produzione Capit Ravenna in collaborazione con Ida- Mosaici Sonori- La Botteghina In scena il 27 marzo

con Emanuela Bianchini e i danzatori della Compagnia di Mvula Sungani regia Mvula Sungani musiche Riccardo Medile moreografia Mvula Sungani nuova creazione di Mvula Sungani per la sua Compagnia e la stella Emanuela Bianchini. Lo spettacolo è una storia, una favola in cui un sognatore, dalla propria casa, vola con la mente in mondi fantastici. La trama coreografica unisce danza e discipline circensi, creando un unico grande spettacolo di “Nouvau Cirque”. Le musiche saranno suonate dal vivo ed arrangiate da Riccardo Medile. Il linguaggio del corpo viene usato per scrivere una storia tridimensionale, fatta di sculture che si trasformano in animali, di donne che si trasformano in

antiche amazzoni, del mondo moderno che si alterna e fonde con quello antico. Sungani in questa nuova pièce vuole far vivere allo spettatore un atmosfera fiabesca. Per capire la trama è sufficiente immaginare di essere in una moderna metropoli, all’interno di una casa, dove una persona pensa e ricorda. Inizia il racconto talvolta fatto di sola danza o di sola musica o dall’insieme delle due cose, mirato a proiettare chi assiste in luoghi al di fuori della casa stessa, che si materializzano e prendono forma in base alle suggestioni rappresentate in quel momento.

sentare il lato più affascinante di questa razza con le sue tradizioni, la cultura, la spiritualità, il sentimento, la forza e sensualità. Light: creato da Bèjart per Grazia Galante nel 1984 è dedicato alla danzatrice poiché, come dice il titolo, per Béjart, lei era leggera e luminosa come la Luce. Bolero: la famosa coreografia di Bejart verrà eseguita in maniera esemplare da Grazia Galante che è stata la musa ispiratrice di Bejart e concluderà, insieme a tutta la compagnia, lo spettacolo.

In scena il 21 marzo

Rassegna operetta

In scena il 19 febbraio

Cantando sotto la pioggia

Bolero Omaggio a Bejart

di Nacio Herb Brown con la compagnia In Scena di Corrado Abbati In scena il 26 gennaio, ore 16

Compagnia Almatanz e Grazia Galante

Recital di danza etnica/popolare e contemporanea produzione Mauro Giannelli Eventi Una successione ininterrotta di pezzi diversi: Sud: il Balletto attraverso pizziche, serenate e musiche tipiche dell’Italia meridionale, offre un percorso che abbraccia idealmente le nostre regioni. Dionysos: l’assolo di Grazia Galante è un monologo interiore che si innalza come un grido, creato appositamente per lei da Béjart. Zingaro: in questo balletto, il coreografo Luigi Martelletta vuole rappre-

Sogno di un valzer di Oskar Straus con la compagnia In Scena di Corrado Abbati In scena il 23 febbraio, ore 16

La duchessa di Chicago di Julius Bramer e Afred Gruwald con la Compagnia Italiana di Operette di Marco Prosperini musiche di Emmerich Kalmann regia Marco Prosperini In scena il 9 marzo, ore 16

Danza a Russi

Dai “20 decibel” a “Musica divina” con Circo El Grinto e la CBTT Mini cartellone dedicato alla danza al Comunale di Russi che propone gli spettacoli di due fra le più importanti compagnie del nuovo panorama della danza italiana. Si tratta di una produzione di Circo El Grito/Sosta Palmizi, il 7 febbraio, con 20 decibel di e con Fabiana Ruiz Diaz e Giacomo Costantini, con la collaborazione di Giorgio Rossi. 20 Decibel, una creazione che ha dato notorietà alla compagnia a livello internazionale,è un’ esplosione di fantasia e libertà, provocazione e bellezza. Un viaggio in un universo dove acrobazie aeree, colpi di pistola, danze e giocolerie si fondono con immagini e suoni più tenui. Il secondo spettacolo di danza sarà portato in scena il 7 marzo dalla Compagnia Balletto Teatro di Torino porta il titolo di Musica divina, con le coreografie di Matteo Levaggi. La serata, dedicata alla grande musica, è formata da due balletti molto diversi fra loro che rendono omaggio al grande compositore inglese Michael Nyman e a P.I. Ciaikovskij, lo straordinario autore dei più importanti balletti dell’800.

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cartellone operetta & danza Argenta Teatro dei Fluttuanti

spettacolo musicale di melodie cele-

via Pace, 2 tel. 0532 805344

bri, canzoni, arie napoletane

Inizio spettacoli ore 21

e con Enrico Zagni,Vittorio Regina,

in collaborazione con la Scuola di danza di Stefania Masotti In scena il 28 marzo

Risate sotto le bombe

con Dianora Marangoni Barbara Favali

Una serata da Chez Maxim

al pianoforte il Maestro Giorgio Tazzari

di Nacio Herb Brown Compagnia Corrado Abbati

Compagnia La Belle Epoque Da una prestigiosa e amata compagnia di canto, di musica e di ballo, nata in Romagna, arriva questa proposta di teatro musicale. Già presenti con una seguita mini-stagione di operetta nella primavera scorsa, il maestro Tazzari e la soprano Dianora Marangoni propongono una serata di divertimento puro. Le scene e i brani musicali sono scelte dal pubblico in un menù consegnato all'ingresso del Teatro dei Fluttuanti, con i motivi più famosi e amati di operette e spettacoli musicali.

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In scena il 22 novembre

Cantando sotto la pioggia (Singing in the rain), il più grande e il più amato di tutti i musical sul grande schermo, è la nuova produzione di Inscena-Compagnia Corrado Abbati per la Stagione Teatrale 2013-2014. Due ore di piacere continuo, di gioia contagiosa e di musica famosissima. Uno spettacolo pieno di fascino con gags divertenti, momenti di profondo sentimento ed una forte originalità. Chi ha amato il film con Gene Kelly sarà coinvolto dall’energia dei vivaci interpreti, dalle impennate coreografiche, dal nuovo sorprendente allestimento e da una regia scattante. Cantando sotto la pioggia ha dunque tutto ciò che si può desiderare da un leggendario musical che ci riporterà nell’elegante e affascinante Hollywood di quando il cinema passava al sonoro.

In scena il 20 dicembre

Cantando sotto la pioggia

Gran Galà sulle punte

Lugo (RA) Via Canaletto 1/1 Tel. 0545 33738 Fax.0545 32447 www.teknoterm.it info@teknoterm.it

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con le Sorelle Marinetti e Gianni Fantoni testo di Giorgio Umbero Bozzo direzione musicale del maestro Christian Schmitz Un piccolo teatro, in una piccola città di provincia, una sera di tardo autunno del 1943. Dall’inizio della guerra le compagnie di arte varia si arrangiano come possono, girando il Paese con mille difficoltà e con mezzi di trasporto improvvisati, alla disperata ricerca di un


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ingaggio successivo e con la speranza che l’impresario locale non faccia scherzi, magari scappando con il magro incasso. Poco dopo l’inizio di uno spettacolo suona imporovvisamente un allarme aereo. Il pubblico, preso dal panico, scappa dalla sala. La piccola compagnia di attori e cantanti si rifugia nel camerino del coro, esattamente sotto il palcoscenico del teatro, e lì attende che l’emergenza cessi. Le Sorelle Marinetti, il capocomico Altiero Richetti, il refrenista Rollo, la soubrettina Velia Duchamp e alcuni musicisti, per ingannare il tempo e scacciare la preoccupazione decidono di provare i numeri di un nuovo spettacolo per il grande vi è la speranza di un debutto la settimana successiva in un grande teatro cittadino. Come se non bastasse, a complicare la situazione c’è la fame: gli artisti non mangiano da più di un giorno e le forze e l’entusiasmo sono in via di esaurimento. In scena il 7 febbraio

Se il tempo fosse un gambero commedia musicale di I. Fiastri e B. Zapponi musiche di Armando Trovajoli produzione Capit Ravenna In scena il 18 marzo

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Danza a Lugo

La fascinazione della tecnica e il puro movimento fisico nelle coreografie di Levaggi e Bigonzetti La rassegna “Ultima generazione” del Teatro Rossini di Lugo propone per questa stagione teatrale due appuntamenti con la danza: giovedì 13 febbraio alle 20.30 andrà in scena Ciaikovskij Suites, estratti da Il lago dei cigni, La bella addormentata, Schiaccianoci, su musiche di Pëtr Il’ic Ciaikovskij, per le coreografie di Matteo Levaggi. Levaggi affronta in un’unica serata i tre capolavori del celebre compositore russo. Lo fa nel suo stile, neoclassico eppure contemporaneo, e con un’attenzione forte alle relazioni tra musica e danza che, a prima vista, non sempre si evidenziano negli allestimenti classici di stampo tradizionale. La ricerca del coreografo torinese spinge all’estremo il puro piacere del movimento, trascurando il racconto delle vicende e concentrandosi sulla musica del grande compositore come elemento antirealistico e spettacolare. Protagonista di martedì 1 aprile, invece, sarà Aterballetto (nella foto), che alle 20.30 proporrà al pubblico del Rossini Aterballetto Suite, coreografie di Mauro Bigonzetti su musiche di G.F. Händel, J.S. Bach, L. Ligabue e su musiche originali del gruppo musicale Assurd. Aterballetto, fiore all’occhiello della danza italiana, presenta una selezione di composizioni di Mauro Bigonzetti, senza dubbio uno dei più apprezzati coreografi italiani, al quale si deve la decisa affermazione della compagnia sul piano nazionale ed internazionale. Nel corso della sua storia più recente, grazie anche al prezioso contributo creativo di autori italiani e internazionali - da Jiri Kylian a William Forsythe, Fabrizio Monteverde, Jacopo Godani, Eugenio Scigliano - questa vocazione si è maggiormente consolidata e le scelte artistiche della Compagnia sono state ulteriormente motivate dall’esigenza e curiosità di esplorare le diverse espressioni del linguaggio coreografico contemporaneo. I brani in programma mettono bene in evidenza l’indiscutibile qualità tecnica dei danzatori, in grado di affrontare tutti gli stili, e la vera e propria capacità di fascinazione della loro danza.

Ravenna Centro Comm. ESP - via Marco Bussato, 38 - Tel / Fax 0544.403377 www.vittorioparrucchieri.it info@vittorioparrucchieri.it APERTO TUTTI I GIORNI - ORARIO CONTINUATO

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fuori dal coro

Fratto_X,sentimento popolare e ironia Quelle inaspettate e originali occasioni del fare teatro di Antonio Rezza e Flavia Mastrella di Matteo Cavezzali

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Antonio Rezza e Flavia Mastrella sono due delle voci più originali del teatro italiano. Sempre fuori dal coro hanno costruito negli anni un percorso artistico che ha attraversato teatro, televisione, cinema e editoria, usando questi mezzi espressivi sempre in maniere inaspettate. Tornano ora al teatro Rasi di Ravenna il 23 marzo per Ravenna viso-in-aria con il loro nuovo lavoro Fratto_X. Sotto il nome di “ricerca” oggi spesso si nascondono spettacoli performativi molto seriosi e concettuali, lontani dal pubblico.Voi invece siete sempre riusciti a unire profondità e ironia. È possibile quindi fare un teatro ricercato anche divertendo il pubblico? Flavia:«Noi non facciamo proprio teatro, comunichiamo nei teatri... l'ambiente ci ha dato la possibilità di esprimerci, ci ha mantenuto vivi permettendoci uno sviluppo costante, una messa a punto delle nostre smanie in estensione. Il sentimento popolare che permea i nostri riti è decontestualizzato elegante esasperato. Purtroppo i lavori di ricerca in questo momento si affidano per le scelte estetico - drammaturgiche a esperienze già teorizzate in passato e ben sviluppate tra gli anni ‘70 e ‘80 del 900. Ecco perché sono seriose e inadeguate. Un autore dovrebbe passare del tempo a vivere tra la gente, consiglio a tutti se non hanno mai provato, di prendere un treno regionale, al mattino tra le ore 6 e le 8 o il pomeriggio tra le 16 e le 20, in alternativa di fare una fila alla posta quando si ritira la pensione». Antonio: «La ricerca spesso serve a nascondere i limiti di chi la fa. “Chi ricerca ri-trova”, è proprio qui il misfatto. Chi ri-trova ri-porta alla luce il già esistito, il già trovato.A noi non interessa la ricerca perché non ci interessa ritrovare. La strada giusta va abbandonata appena porta al compromesso. L’assenza di ironia nella ricerca dipende proprio dal fatto che trovare il già trovato non produce gioia ne per-

versione. Qualunque idea originale ha sempre un significato demoniaco perché sfugge all’ordine costituito. Credo quindi che la ricerca non abbia ironia perché non si sottrae al controllo dell’autore. E quindi non conosce la depravazione». Nella vostra lunga carriera avete attraversato stagioni molto diverse del teatro italiano, in che periodo stiamo andando secondo voi? F: «Dall’autocrazia del caos, all’autoritarismo con leggi ferree ma aleatorie». A: «Il periodo è sempre lo stesso, e anche la direzione. Il malessere dell’uomo sta nel considerare il periodo in cui vive peggiore del precedente solo perché la sua presenza deve avere un significato. L’essere umano tende a sopravvalutare il presente perché lo abita, fa del tempo una questione personale. Le cose dipendono dall’essere e quindi la situazione è sempre quella: il potere delle piccole idee tende a nascondere le grandi invenzioni. Bacon diceva che con l’avvento della fotografia la pittura soggettiva non aveva più significato».

Quando la televisione era ancora aperta al teatro avete registrato pezzi memorabili, perché secondo voi il teatro è stato dimenticato dal piccolo schermo? F: «Per Rai 3 nel 2000 abbiamo realizzato una serie di interviste documentarie Troppolitani, un sondaggio antropologico amaramente comico su Roma. Antonio e apparso più volte in varie trasmissioni, Ghezzi ci ha dedicato delle notti a Blob con il nostro cinema. E non è mai stato trasmesso un lavoro performativo neanche dopo la mezzanotte. La difficoltà è sempre la stessa, la padronanza dell'opera. Alla radio invece ci andiamo insieme e più spesso. A: «La televisione racconta le cose che accadono e da un po’ di tempo anche il teatro. La dinamica infame si trasferisce dal piccolo schermo al grande palco: l’essere televisivo e l’attore in contumacia ci allietano con la storiella della buonanotte. Solo che la televisione sta in soggiorno e l’attore no. Quindi l’attore usa lo spazio del palco come se fosse il salotto della casa del vicino. Innesca un clima amichevole con lo spettatore quando il rapporto è puramente economico. La televisione parla di sciagure e il teatro le racconta a pagamento. Il problema non è che il teatro non va in televisione, ma che la televisione non è mai uscita dal teatro. E lo governa come fosse un telegiornale. Coglioni a parte che si dilettano in commedie fatue. Ma questo è un altro genere». Con il digitale e le web tv si potrebbe ritrovare un’armonia tra questi due mezzi? F: «Sono discipline comunicative diverse, se non si ha padronanza della materia, si rischia una comunicazione esclusivamente documentaria». A: «Per poco, tutto è strumento di controllo, chi fa il digitale spesso ha fatto televisione statale o privata e spesso ne conserva la mentalità gerarchica. Non tutti, ma chi lo fa lo sa». In questo nuovo spettacolo tornate su un tema che vi è caro, il teatro come mistifica-

zione. Cos'è per voi il teatro? F: «È il santuario giusto per i nostri riti comunicativi». A: «Il teatro è azione, non è narrazione. Il teatro è fraintendimento e non racconto clientelare. Il teatro è tutto ciò che non viene finanziato». Com'è comporre uno spettacolo a quattro mani? F: «Lavoriamo a due cervelli, ognuno si prende le sue libertà e senza affezionarsi alle idee siamo sempre pronti a buttare tutto ciò che ci ricorda la banalità di un concetto moderato». A: «Flavia crea gli habitat dove io vivo per un anno. Faccio prove di pura libidine insieme a Massimo Camilli. Organizziamo prove aperte per mettere in moto il corpo. Alla fine io e Flavia montiamo lo spettacolo come fosse un film». Come è cambiato il vostro modo di lavorare assieme negli anni? F: «Il nostro cerimoniale è sempre lo stesso, di volta in volta cambia lo stato emotivo». A: «Non cambiamo il metodo, preferiamo cambiare noi». Sulla scena entri ed esci da decine di personaggi, ce ne sono alcuni che ti rimangono addosso quando scendi dal palco? A: «Direi di no, perché non essendo un attore sono diverso da quello che sta sul palco. Oppure talmente uguale da non poter dire se “ci sono o ci faccio”». Nei vostri spettacoli non si parla di scenografia, ma di habitat. In che mondo vivono i personaggi che create? F: «Potrebbe somigliare all'inconscio».


BELLI CAFFE

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Buffet

tutti i giorni Tutti i giorni prendi e lascia un libro Tutti i giovedì ore 18 presentazione libri Tutti i venerdì musica live Tutti i sabati dj set

e blogger

Sala da thè Giardino interno anche per feste private Happy hour dalla domenica al giovedì dalle 18 alle 21

Il sabato sera calici di prosecco GRATIS per le donne

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cartellone ricerca ravenna viso-in-aria Teatro Rasi via di Roma, 39 Tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 21

Rumore di acque Teatro delle Albe «Questo “oratorio per i sacrificati”è nato negli incontri a Mazara delVallo e a Lampedusa dal 2008 al 2010:i fratelli Mancuso lo hanno arricchito con le loro voci potenti,che sembrano gridare il dolore dell’umanità dal fondo di un abisso» (Marco Martinelli).

In scena il 2 novembre

Lo splendore dei supplizi di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo e con Mino Decataldo produzione Fibre Parallele Nelle piazze delle città d’Europa, in un tempo non troppo lontano,si mandavano a morte migliaia di criminali, i quali giungevano alla loro fine in maniera lenta e dolorosa. Quattro storie costituiscono lo Splendore dei supplizi.Vicende che raccontano le condanne di un presente schizofrenico: c’è la coppietta in crisi, un giocatore compulsivo di videopoker,la convivenza forzata di una badante straniera con un vecchio un po’ razzista un po’ infame e ci sono due operai che rapiscono un vegano per sfogare l’insoddisfazione di una vita che non ha più senso.Lo spettacolo di Fibre Parallele, realtà tra le più sorprendenti delle nuove generazioni teatrali, fa parte del progetto Teatri del Tempo Presente (www.teatrideltempopresente.it).

In scena il 30 novembre

Taking care of Baby ovvero La vertigine della verità

di Dennis Kelly regia di Fabrizio Arcuri con Isabella Ragonese e Matteo Angius, Francesco Bonomo, Pieraldo Girotto, Francesca Mazza, Sandra Soncini materiali sonori Subsonica produzione Accademia degli Artefatti

Il testo,che ha consacrato il drammaturgo anglosassone Dennis Kelly sulla scena mondiale, è una sorta di Medea contemporanea.Anomalo nella forma, è costruito come un verbatim-drama o “teatro documentario”, utilizzando reali interviste e materiali relativi a casi di cronaca. Isabella Ragonese, attrice amata dal cinema d’autore italiano che ha lavorato con Luchetti, Crialese eVirzì, interpreta una donna accusata di aver assassinato i suoi due bambini. Una voce pone domande ai protagonisti della vicenda, nel tentativo di ricostruire la storia di cui si conoscono solo i tragici esiti e rimettere insieme i pezzi di un incerto mosaico. Regia raffinata di Fabrizio Arcuri.

In scena l’8 febbraio Anche a Faenza il 10 dicembre

L’abito fa il monaco di e con Marco Belpoliti Scrittore e critico letterario Marco Belpoliti mescola lo studio sociologico e la recitazione in L’abito fa il monaco.Nel corso degli ultimi cinquant’anni il costume dei politici italiani è molto mutato,dai vestiti ai gesti,dalle parole agli atti in pubblico.Attraverso una serie di immagini,che partono dagli anni Quaranta del ventesimo secolo sino al primo decennio del ventunesimo,Marco Belpoliti costruisce una storia del costume politico in parallelo con l’evoluzione della società italiana.Un viaggio tra cappotti,giacche,gonne,occhiali,cravatte, ma anche mani levate,segni,posture,pernacchie e corna,un’antropologia dell’Italia e dei suoi leader politici,e non solo.

In scena il 28 febbraio

Incisioni recita-concerto di Danio Manfredini ideazione Danio Manfredini e Cristina Pavarotti con Danio Manfredini (voce e chitarra), Marco Bedetti (pianoforte), Max Grizzly Marmiroli (armonica),Antonio Rigo Righetti (basso e chitarra), Wilco Ulderico Zanni (chitarra) produzione Sotto-Controllo Il “maestro invisibile” del teatro italiano Danio Manfredini presenta una forma spuria di messa in scena, che non è né spettacolo né solo concerto,in cui sottilissimi fili drammaturgici sorreggono la denudante esperienza del canto.È un percorso fatto di versi, danze solitarie, immagini e schizzi monocromi proiettati su un velo.Ma è soprattutto musica, canzoni eseguite dal vivo,dalle tonalità livide e graffianti. Per Manfredini la canzone è una porta di entrata in certe parti della vita, fa riaffiorare zone dell’immaginario.


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In scena il 14 marzo

Fratto_X di Flavia Mastrella e Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista (mai) scritto da Antonio Rezza habitat di Flavia Mastrella assistente alla creazione Massimo Camilli disegno luci Mattia Vigo organizzazione generale Stefania Saltarelli produzione RezzaMastrella Fondazione TPE – TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello L’esuberante ironia di Antonio Rezza e di Flavia Mastrella torna al Rasi con il loro spettacolo più astratto.Siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccessiva semplificazione.La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta la forma cambia attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o,per meglio dire, ancora come in questo caso,l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile.

In scena il 23 marzo

Primavera eretica non-scuola / Parlamenti di aprile Torna per il secondo anno la Primavera eretica con i debutti della non-scuola e i Parlamenti di aprile, incontri con critici, scrittori e studiosi sul teatro nelle sue diverse forme.

In scena nel mese di aprile

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epoca e a un altro livello di umanità. Angela Demattè è alfiere importante e significativo della nuova drammaturgia italiana.

In scena il 23 aprile

Almagià via dell’Almagià, 2 Tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 21

Dé-livrance

con Pierre Megos,Amandine Truffy a Ravenna con la partecipazione di Consuelo Battiston, Gianni Farina (Menoventi) regia Clément Bonnin, Françoise Paniel produzione Compagnie Pardès Rimonim Dé-livrance parte dalla domanda “Che cosa possiamo fare?”, scommettendo sul potere di un dado che fornisce indicazioni sugli elementi della scena: scenografia, costumi, azioni. Le regole sono dichiarate all’inizio dello spettacolo,svelando il dispositivo scenico: il canovaccio si regge sulla fatalità, e né attori né spettatori sanno che cosa accadrà.A seguire presentazione della rivista “Numéro O/1 Discorso pubblico” con Fanny & Alexander.

Stava la madre

In scena il 15 novembre

di Angela Demattè uno spettacolo di Sandro Mabellini con Angela Demattè, Giulia Zeetti esecuzione e partitura musicale Antonia Gozzi canzoni Ambrogio Sparagna produzione Beat 72

Il falò delle novità live

Angela Demattè, Sandro Mabellini e Ambrogio Sparagna si misurano con lo Stabat Mater di Jacopone da Todi. Ne nasce uno spettacolo in cui la religiosità si misura con la comicità del quotidiano.La cosa certa è che ci sono tre donne sotto la croce. Chiamate ad interpretare le tre Marie in un film americano.Ma loro sanno poco,in fondo,di quella vicenda. La cosa certa è che deve essere una questione seria. Il dialogo quotidiano tra queste semplici donne del centro Italia si contrappone continuamente alla partitura musicale, arricchita da un repertorio di canto popolare e dalle canzoni di Ambrogio Sparagna, che fa da continuo richiamo a qualcosa d’Altro.A un’altra

con Stefano Bartezzaghi e Luigi De Angelis ascolti musicali a cura di Dust Attualizzando il titolo del suo ultimo libro, Il falò delle novità live è una serata in cui Stefano Bartezzaghi, enigmista e saggista, dialoga con il regista di Fanny & Alexander Luigi De Angelis scambiando pensieri sulla creatività e le sue forme.Il dialogo procede a ritmo di musica e scambi col pubblico,fino a immergersi nel fuoco di una festa. Stefano Bartezzaghi scrive su temi linguistici e culturali per “La Repubblica”, “l’Espresso”,“ilVenerdì”, curando alcune rubriche fisse (Lessico e Nuvole, Come dire, Fuori di testo).Il falò delle novità. La creatività ai tempi dei cellulari intelligenti (Utet, 2013) è la sua più recente pubblicazione.

In scena il 24 aprile

Fèsta 14

Ravenna . Via Maggiore 137/B . Tel. 0544 215713


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progetto a cura di E-production: ErosAntEros, Fanny & Alexander, gruppo nanou, Menoventi

In una grande città nell’Italia del 2013, quattro individui si trovano per strada: ci sono finiti. Si riuniscono in Paranza chiedendo come un miracolo ciò che ieri era considerato un diritto

Quattro giorni di esposizioni, incontri, installazioni, spettacoli, radio e dj set.Una collana di appuntamenti in cui gli artisti di E-production costruiscono un’occasione unica per mostrare al proprio pubblico prime creazioni, schegge di visioni, materiali di lavoro,scintille inedite che guidano le proprie opere.Oltre alle presenze di ErosAntEros,Fanny & Alexander,gruppo nanou e Menoventi, sono programmati eventi speciali e ospitalità inedite: disegnatori, fotografi, studiosi in dialogo attivo,visionario e multiforme con la programmazione teatrale.

In scena il 29 marzo

Festa della Repubblica Dal 31 maggio al 2 giugno

Sulla difficoltà di dire la verità

In scena dall’8 all’11 maggio

Cisim v.le Parini, 48 - Lido Adriano tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 21

Cobain Affaire serata ludica con gli Ortographe In scena il 10 novembre, ore 18

Fratto_X

alla terra, o forse sono solo il delirio e l’immaginario viaggio di una pazza che ha preso troppe pasticche o che è troppo in là con il delirium tremens da vedere gli animali come iVisitors?

In scena il 22 febbraio

Paranza / Il miracolo Loretta Strong 52

con Margherita Ortolani regia Giuseppe Isgrò produzione Phoebe Zeitgeist Copi corre per il palcoscenico,reggendo il suo topo di peluche.Strilla, grida,piange, urla. È su un’astronave che ruota intorno

drammaturgia Katia Ippaso con Nené Barini, Germana Mastropasqua,Alessandra Roca, Enrico Roccaforte regia Clara Gebbia ed Enrico Roccaforte produzione Teatro Iaia e Teatri del Sacro

lettura-concerto da Bertolt Brecht (Prima assoluta) ideazione Davide Sacco e Agata Tomsic con Agata Tomsic live electronics e regia Davide Sacco produzione E / ErosAntEros, CISIM In scena il 31 maggio

Centro Valtorto via Faentina, 216 Fornace Zarattini

Homunculus di Francesca Proia collaborazione artistica di Danilo Conti,Antonella Piroli in convenzione con Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna con il sostegno di Regione EmiliaRomagna produzione TCP - Tanti Cosi Progetti L’edizione 2013 di Homunculus presenta il progetto Esperienza della montagna. Per sette giorni alcuni artisti del territorio sono invitati singolarmente a sperimentare una sorta di esercizio sottile che tende a portare a un’esperienza, istantanea e circoscritta nel tempo,di visione interiore, attraverso una percettività e una sensorialità dilatate.Ogni artista è invitato a ricreare lo spazio in cui sostare.Partecipano Silvia Costa, Luigi De Angelis,Dacia Manto,Margherita Manzelli,Antonella Piroli, Sergio Policicchio,Giorgia Severi. Il processo è aperto al pubblico,che potrà accedere allo spazio in piccoli gruppi.

In scena dal 3 al 9 novembre, ore 19, 19.40, 20.20

Laboratori fuori fuoco drammaturgia e regia di Matteo Cavezzali con Gaia Gardella, Chiara Li Vecchi,Antonio Maiani, Massimiliano Rassu allestimento spazio scenico Elena Ferri illustrazioni di David De Las Heras produzione TeatrOnnivoro Boris eVorto sono due trentenni disoccupati. Attendono in una surreale sala d’aspetto di essere chiamati per un colloquio,senza sapere per quale lavoro sia.Tra grottesco e ironico questa loro attesa è il centro dello spettacolo,rilettura contemporanea e sociale del Godot beckettiano.Sulla scena fanno irruzione altri due personaggi che portano ulteriore scompiglio nelle idee già confuse dei protagonisti. La famosa Euglena Parallassi, famosa unicamente per la sua fama, e Mosca, essere antropomorfo utilizzato come fenomeno da baraccone. Boris eVorto scoprono che per perdersi non è necessario muoversi.

In scena il 29 novembre,ore 22. Repliche tutti i giorni (escluso il 2 e il 5) fino all’8 dicembre,ore 21

Ardis Hall via Bondi, 3 (zona Bassette) tel. 0544 36239 per info e iscrizioni ai laboratori: tel. 0544 456716

Meme a cura di Menoventi e gruppo nanou Laboratorio aperto a tutti, senza vincoli di formazione. Si divide in due moduli, frequentabili insieme o separatamente: un percorso teatrale e un percorso di danza. È previsto un incontro gratuito precedente l’iscrizione: venerdì 29 novembre ore 19.30 presso Istituto ex Salesiani di Faenza (via san Giovanni Bosco, 1). In collaborazione con Scuola Comunale di Musica “G. Sarti”. Evento performativo finale in programma al teatro Masini di Faenza il 23 marzo 2014. Pianeta giallo Fanny & Alexander cura un percorso laboratoriale rivolto a bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni. Tutti gli incontri si tengono presso Ardis Hall. Appuntamenti: martedì 4 e mercoledì 5 marzo ore 16 e martedì 1 e mercoledì 2 aprile ore 16.

Residenze artistiche Pardès Rimonim e Menoventi 11-23 novembre (apertura pubblica il 22 novembre, ore 21, ) Emilio Macchia 7-13 aprile Stefano Bartezzaghi 24-26 aprile


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Teatro contemporaneo a Faenza

Ridotto del Masini: al via la nuova stagione aperta da Fanny & Alexander Edizione “zero” per la stagione che, con la sua apertura conseguente al lungo restauro, sarà ospitata dal bellissimo Ridotto del Teatro Masini. La stagione sarà aperta dalla compagnia Fanny & Alexander con Discorso Grigio. Terza tappa di un lungo progetto teatrale di Fanny & Alexander dedicato ai discorsi rivolti a una comunità, Discorso Grigio esplora le forme e le retoriche degli interventi politici ufficiali. Giocando con i luoghi comuni dell’oratoria politica ed esaltando le potenzialità di una parola calata in una drammaturgia intrecciata e volutamente sorprendente, Marco Cavalcoli, già virtuoso interprete del ventriloquo Mago di Oz, incarna qui, in chiave concertistica, un misterioso Presidente alle prese, tra i tanti riverberi passati e presenti di una memoria storica incancellabile, con un importante discorso inaugurale da pronunciare alla Nazione (22 gennaio ore 21). Seguirà la Compagnia della Fortezza di Volterra con Mercuzio ed altre utopie, uno spettacolo composto da racconti, pezzi teatrali e video sulla storia della Compagnia della Fortezza, che vedrà protagonisti il regista e fondatore Armando Punzo e lo storico attore Aniello Arena (2 febbraio ore 21). Terza ed ultima compagnia della rassegna sarà la Societas Raffaello Sanzio con Dialogo degli schiavi: una ballata che fa parte del ciclo Il Regno profondo che Claudia Castellucci ha

scritto per recitare o per cantare in prima persona. Il suo valore testimoniale implica la sua esibizione. Il testo si ripromette di regredire in uno stato di pura percezione dei fenomeni del mondo, dove tutte le cose dell’abitudine sono nuove, rivedute dopo un lungo sonno. Dove è naturale interrogarsi sulle cose più semplici e meccaniche. Dove è necessario sospendere la comodità proveniente dalla assodata concretezza delle cose che si hanno e delle relazioni che si sanno (2 marzo ore 21).

ORARI: mar. mer.: 9-12.30 15-19 giovedì: 9-17 venerdì sabato: 9-18 CHIUSO LUNEDÌ

ravenna • via mazzini 3 • tel. 0544 212863 • vittoria-grassi@alice.it •

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cartellone ragazzi e di figura

Ravenna

Artificerie Almagià

Fagiolino Asino d’Oro

via Almagià, 2 tel. 0544 483460

spettacolo di giocoleria, burattini e arte varia per bambini a partire dai 4 anni di Francesco Niccolini e Mauro Monticelli con Mauro Monticelli e Fabio Pignatta regia di Renato Bandoli produzione Teatro del Drago

Inizio spettacoli ore 16.30

Pinocchio spettacolo musicale per attori, pupazzi e... un burattino di legno per bambini a partire dai 5 anni dalle tavole originali di Alain Letort colorate da Gianni Plazzi pupazzi di Mauro Monticelli musiche originali di Claudio Capucci e Morrigan’s Wake con Roberta Colombo,Andrea e Mauro Monticelli, Fabio Pignatta produzione Teatro del Drago

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Da Taiwan a Gerusalemme, da Tunisi a Tokio, fino ad arrivare nel 2012 a due tournèe in Cina ed in Texas.Il Pinocchio del Teatro del Drago ha avuto la fortuna di essere rappresentato e apprezzato nei quattro continenti (Europa,Africa,America, Asia) grazie al suo linguaggio musicale e alla forza delle sue immagini. Dalla pittura al teatro è il percorso che i Monticelli hanno compiuto per realizzare questa produzione che dal 1990 ad oggi ha superato le 1000 repliche.Teatro del Drago ha cercato in questa produzione di rendere omaggio al personaggio creato da Collodi e amato dai bambini di tutto il mondo,facendone uno spettacolo che si potesse comprendere a qualsiasi latitudine e longitudine.

In scena il 27 ottobre

A... Pulcinella spettacolo di burattini per bambini a partire dai 3 anni con Paolo Comentale burattini Natale Panaro, Lucrezia Tritone regia di Paolo Comentale produzione La Casa di Pulcinella Bianco e nero,drammatico e tragicomico, vecchio e allo stesso tempo dal cuore giovane, spontaneo e generoso,credulone e imbroglione, ingenuo e arguto... è Pulcinella, imperturbabile eroe senza tempo! Il protagonista Pulcinella ritrova l’antica voce dell’Arte grazie all’uso sapiente della pivetta, un sottile fischietto di metallo che dona alla voce un timbro inconfondibile.Tra capitomboli, frizzi, lazzi e sonorissime bastonate si rinnova l’incanto del teatro dei burattini che vive dell’appassionato abbraccio con il pubblico la sua forza più originale.

In scena il 10 novembre

Lo spettacolo travolge il pubblico sin dall’inizio grazie all’impatto visivo,che richiama un decadente circo ottocentesco,e alla sgangherata struttura scenica di disorganizzati guitti ed artisti ambulanti. La comicità semplice e immediata è uno degli elementi costanti che lega i tre differenti generi che scandiscono lo spettacolo: il Teatro dei Burattini, l’arte antica del Cantastorie, la Giocoleria degli artisti di strada.

In scena il 17 novembre

Teo ha le orecchie curiose spettacolo di teatro di figura musicale (pupazzi, ombre e attori) per bambini a partire dai 18 mesi ideazione e regia Teatro del Drago e Artesonoraperibambini con Roberta Colombo e Andrea Monticelli produzione Teatro del Drago Teo è un piccolo coniglio con le orecchie grandi. È così piccolo che ancora non parla, ma si fa capire molto bene, come tutti i cuccioli. Gli piace ascoltare.Ma proprio tutto: il rumore del biscotto che viene mangiato,il suono della sua pipì, il brontolio della sua pancia, lo sciabordio delle onde sul bagnasciuga, il cigolio dell’altalena, la presenza del silenzio. La mattina quando si sveglia, si alza, si veste e inizia ad ascoltare.È proprio il suo gioco preferito: gli scappa da ridere e alla fine della giornata alla luce della luna Teo prova a cercare le immagini che i suoni gli hanno lasciato,poi pieno di armonie chiude gli occhi, si addormenta e sogna.

In scena il 24 novembre, alle ore 10, 11.30 e 16.30

Auto da criação do mundo

spettacolo di marionette tradizionali portoghesi per tutto il pubblico a partire dai 14 anni produzione Bonecos de Santo Aleixo (Centro Dramatico di Evorà- Portogallo) I “Bonecos de Santo Aleixo”, proprietà del “Centro Dramatico de Evora”, sono usati da una “famiglia”, costituita da attori professionisti, che garantisce la sopravvivenza dello spettacolo,assicurando così la continuità di questa straordinaria espressione artistica della regione portoghese dell’Alentejo.Conosciuti e apprezzati in tutto il Portogallo,i “Bonecos de Santo Aleixo” hanno esportato nel mondo questa loro tradizione artistica, partecipando ai maggiori festival teatrali, in Spagna, Belgio, Olanda, Inghilterra, Grecia, Mozambico, Germania, Macao, Cina,Tailandia, Brasile, Russia, Messico e Francia.

In scena il 30 novembre, alle ore 21

Tutti vanno alla capanna spettacolo di burattini per bambini a partire dai 3 anni di e con Luca Paci e Roberto Primavera produzione Teatro alla Panna È uno spettacolo che si ispira al Presepe, dando vita ai suoi personaggi colti nella concitazione del cammino verso la Capanna. I Re magi, due soldati romani, un contadino e sua figlia, un cane e un agnello sono i protagonisti di storie che si alternano e si intrecciano. L’evento è vissuto da tutti i personaggi con curiosità ed eccitazione, ne intuiscono l’importanza senza riuscire ancora a decifrarne la sostanza. Da ciò una rappresentazione del Presepe in una atmosfera di movimentata quotidianità, da cui scaturisce una comicità leggera e rispettosa dell’aspetto religioso. Prima dello spettacolo,laboratori e, a seguire, l’arrivo della Befana.

In scena il 6 gennaio

Joseph_kids spettacolo di danza e video per bambini dai 6 anni di Alessandro Sciarroni con Michele Di Stefano e un performer online Marco D’Agostin consulenza drammaturgica Antonio Rinaldi

produzione Corpoceleste_C.C.00# in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio con il sostegno di Teatro Stabile delle Marche e AterDanza in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese / La Scena dei Ragazzi, Cantieri Danza-Ravenna e E/ Ravenna viso-in-aria nell’ambito della rassegna di danza contemporanea Today To Dance Dopo il grande successo di Joseph,il primo solo di Alessandro Sciarroni, che ha visto la luce nel 2011 e che in meno di due anni è stato presentato in 10 paesi europei all’interno delle più interessanti programmazioni di teatro e danza contemporanea, l’autore torna a riflettere sui meccanismi della creazione scenica ripensando la produzione per il pubblico dell’infanzia. In JOSEPH_kids un unico interprete, un uomo solo,davanti a un computer portatile, va alla ricerca della sua immagine mentre questa viene di volta in volta deformata e scomposta attraverso una webcam ed effetti video.La grande immagine proiettata ingloba in questo percorso il giovane pubblico in sala, con un finale inaspettato. JOSEPH_kids offre ai più piccoli l’occasione di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività e non di mera alienazione, e prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sé.

In scena il 19 gennaio

Il lupo e i sette capretti

spettacolo d’attore e pupazzi comico e divertente, ricco di canzoni, momenti esilaranti e poetici, per bambini dai quattro anni di e con Daniele Debernardi produzione Teatrino dell’Erba Matta Un lupo si aggira attorno all’ovile dove 7 capretti sono immersi nello svolgimento delle loro attività quotidiane preferite: c’è chi suona, chi mangia, chi si guarda allo specchio e chi vorrebbe dormire.La piccola comunità però vive sempre nell’attesa che il lupo cattivo un giorno o l’altro venga a rubare e divorare tutto ciò che trova.


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In scena il 2 febbraio

Il brutto anatroccolo viaggio musicale per ombre e pupazzi per bambini a partire dai 4 anni di Hans Christian Andersen con Graziella Spadafora e Meruska Staropoli regia di Dora Ricca produzione Teatro dell’Acquario Lo spettacolo mette in scena la famosissima favola di Andersen, rispecchiandone la struttura del racconto, ma mettendo particolarmente in evidenza i problemi che ogni individuo incontra nel difficile percorso alla ricerca della propria identità e nell’affermazione di se stesso. Si pone anche l’accento sull’inadeguatezza della società di fronte a tutto ciò che è “diverso”. Gli animali da cortile disprezzano quello che non conoscono, mentre gli uccelli migratori sanno volare alto e conoscono il mondo, altre lingue, altri climi e per questo sono aperti e tolleranti. Con le tecniche del teatro di figura e delle ombre ci si immerge in una atmosfera onirica, coadiuvata da musiche e canti originali.

In scena il 16 febbraio

Peter Pan spettacolo di figura e di attore per bambini a partire dai 3 anni di Lino Terra e Renato Patarca con Vincenzo Di Maio,Agostino Gamba, Natascia Zanni regia di Lino Terra produzione Teatro del Canguro C’è una stanza: quella diWendy e degli altri bambini dove a volte c’è anche una mamma che racconta storie. Lì tutto è caldo, protetto, rassicurante... forse un po’ monotono. Di fuori al contrario c’è il mondo di Peter: senza obblighi, senza regole pesanti, pieno di cose e di esseri strani e suggestivi, perché la fantasia e l’infanzia sono proprio così. C’è il paese di Peter e degli altri “bambini perduti”: un paese che esiste solo perché lo si vuole raccontare e perché si ha voglia di vederlo. C’è infine una finestra dove Peter vola per “predare” storie, attraverso la quale entrano ed escono: fate, bambini, sorrisi strappati, baci non dati, occhi sgranati, voglie, paure, sogni, speranze, e tutti quei pensieri, così leggeri, che ti sollevano dolcemente nell’aria e ti fanno volare.

spettacolo di teatro d’attore per bambini a partire dai 4 anni testo di Marina Allegri con Lorenzo Frondini, Fausto Marchini, Massimo Claudio Paternò regia di Maurizio Bercini produzione Fontemaggiore I tre porcellini è un classico racconto inglese, una di quelle storie che i nonni raccontano ai nipotini di generazione in generazione. La prima versione scritta risale probabilmente al 1843 e da allora la fiaba ha subito innumerevoli modifiche. In alcune storie i primi due porcellini riescono a sopravvivere, in alcune il lupo viene mangiato, mentre in altre scappa sconfitto con la coda in fiamme. In questo spettacolo si è rimasti fedeli alla versione del racconto più simile all’originale: i primi due porcellini muoiono, il lupo viene mangiato dal terzo, simbolo della sopravvivenza e della capacità di prevedere le cose. Data l’età dei bambini a cui ci si rivolge si è cercato, con semplicità, di delineare tre caratteri di porcellino, che portassero già nel nome la storia di un destino: Pigro, Medio e Saggio. Nello spettacolo la figura del lupo, recitato a turno dagli attori, gioca tra la necessità animale di seguire la propria natura e la voglia di fare paura, nella consapevolezza che ai bambini un po’ piace avere paura… Prima dello spettacolo,laboratori e, a seguire, Gran Ballo di Carnevale.

Uno spettacolo che racchiude il tema della scelta e della crescita attraverso di essa.Un colore che sporca una carta,una mano che fruga nella sabbia,un pezzo di legno che cade per terra e...poche parole.Il bambino guarda, ascolta,tocca tutto quello che ha attorno a sé e,facendo delle semplici scelte,scopre e interpreta il mondo;intanto cresce e da un apparente e banale sì-no costruisce,passo dopo passo,un mondo complesso di relazioni con le persone e le cose.Poche semplici parole per raccontare i sì e i no attorno ai quali ruota l’eterno presente dell’infanzia.

In scena l’1 dicembre,ore 11.30

studio-spettacolo di teatro di figura con ombre e pupazzi per bambini dai 24 mesi ai 5 anni produzione Teatro del Drago in collaborazione con Immaginante C’è un prima e c’è un dopo.È buio,ma non ho paura,è caldo e i suoni sono tutti dolci e lontani,poi il presente e via...ecco la luce,tutto è in bianco e nero,quanti rumori.Ma perché tutti urlano? Ma non ho paura,lo stesso caldo, lo stesso suono c’è ancora e mi abbraccia.

In scena il 15 dicembre,ore 11.30

Pop up Un fossile di cartone animato

Uno, due, tre... opera teatrale per bambini dai 2 ai 6 anni produzione Drammatico Vegetale Uno,due,tre,cinque,dieci,trentatrè… In principio,in mezzo al nero c’è il bianco;poi viene il rosso e a seguire il blu.Infine appare il giallo.Questa è una semplice storia di colori che pare ricavata da un quadro di Piet Mondrian.Sì,è vero,ma c’è dell’altro.Uno, due,tre,non è proprio un quadro… forse lo possiamo definire un affresco a tre dimensioni raccontato da due attori di poche,anzi pochissime parole.Senza parole… loro parlano di cielo e mare,di cose della vita e della meraviglia di sorprendersi per il volo di un uccello,per un pesce che guizza nell’acqua,per una palla che rotola.E dire che tutto comincia con un tizio che sbuccia una mela e alla fine si accorge che la luna è una lampadina…

In scena l’8 dicembre, ore 11.30

spettacolo per bambini dai 3 anni e adulti produzione Teatro delle Briciole - I Sacchi di Sabbia in collaborazione con Ravenna viso-inaria, E-production prologo in musica dell’Istituto Superiore Studi Musicali G.Verdi

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Reinventando il libro animato in forma teatrale,Pop up intreccia le microstorie di un bambino di carta e di una piccola,enigmatica sfera. Le loro avventure danno origine a un gioco simbolico di geometrie e di metamorfosi che

www.maramaoravenna.it

In scena il 1 marzo Anche a Lugo il 2 febbraio

Teatro Rasi via di Roma, 39 tel. 0544 36239

Che sì che no

UNO SPAZIO A MISURA DI BAMBINO

SERVIZIO EDUCATIVO (tipo MICRONIDO) 7 posti disponibili per bimbi dai 12 ai 36 mesi dalle 8 alle 14 - FREQUENZA E ORARIO FLESSIBILI

BABY PARKING con AREA GIOCHI GONFIABILI E PLAY GROUND, IL POMERIGGIO, NEL WEEK-END e QUANDO LE SCUOLE SONO CHIUSE

ANCHE SABATO E DOMENICA, AMPIA FLESSIBILITÀ DI ORARIO

noleggio sale per compleanni; feste a tema; laboratori, truccabimbi e animazione per compleanni; grande terrazzo attrezzato e con barbecue; CENTRO RICREATIVO ESTIVO E INVERNALE; SERVIZIO BABY SITTER A DOMICILIO; Convenzionato con CRAL, Comune e AUSL

In scena il 23 febbraio

I tre porcellini

Piccolissimo

anni produzione DrammaticoVegetale

L’occasione per il famelico lupo Pepitos Gonzales (lupo della nostra storia), si presenta quando mamma capra esce, poiché è invitata alla festa di compleanno della zia Fiorella. Il terrore si instaura nell’ovile, ma per fortuna, uno dei 7 capretti è lo sceriffo Joe di Caprio che vuol riportare un po’ d’ordine nel suo ranch.

opera teatrale per bambini dai 2 ai 5

Ravenna, via Romea 122/A (sopra Oscar Elettronica) tel. 0544.61179 - 366.8017646 maramaoravenna@libero.it


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cartellone ragazzi e di figura

Ravenna

tocca aspetti centrali di quell’immaginario:la fantasia,l’invito,la minaccia,il sogno.Due attrici,che sono insieme animatrici,danno vita e voce ai due protagonisti di carta,giocando sull’apparizione delle figure e delle forme nel tempo,sugli intrecci di esse con i loro corpi,sul movimento e sull’illusione del movimento,sulla sincronicità tra voci e tra voci e immagini.

In scena il 15 febbraio, ore 17

La Bella e la Bestia teatro di figura per bambini dai 5 anni produzione Teatro del Canguro prologo in musica dell’Istituto Superiore Studi Musicali G.Verdi

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Solo una carezza,forse uno sguardo,un sorriso. È bastata una carezza e Bella ha rotto d’incanto quel maleficio che si chiama paura e pregiudizio.È bastato quel gesto perché la Bestia rivelasse d’un tratto tutta la sua umanità e la sua “bellezza”.Con quella carezza infatti Bella ha dimostrato di essere capace di vedere oltre l’apparenza.Di analoghi atteggiamenti i bambini sono naturali “portatori sani”e spesso sono gli adulti a incrinare la loro positiva propensione verso l’“altro”e a suggerire comportamenti discriminanti.Antoine de Saint-Exupéry nel suo “Il piccolo Principe”sintetizza in una frase il tema de La Bella e la Bestia quando afferma che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

In scena l’8 marzo, ore 17 Anche a Russi il 9 marzo

Vulkano

via Cella, 261 - S. Bartolo tel. 0544 36239 Inizio spettacoli ore 15.30

delle sue quotidiane passeggiate in pineta è colpita da un incantesimo.Linchetto,il folletto dispettoso del bosco,la rimpicciolisce fino a farla diventare piccola come lui,tanto da poter abitare dentro un fungo.In aiuto della giovane arriva Ciuffo,allevatore di cavalli che la salva ed evita così che tutta la pineta,da Cervia a Ravenna,venga bruciata.

In scena il 26 gennaio

Ferramenta ludica

I rompiscatole narrazione giocosa e interattiva per bambini dai 3 anni di e con Fabrizio Silei Fabrizio Silei è un artista particolarmente attento al gioco creativo e concettuale e i sui libri illustrati realizzati con carta e cartone si muovono a cavallo fra arte contemporanea, design e fotografia.I rompiscatole è una narrazione giocosa e interattiva che vede protagonisti bambini e genitori,nello scoprire quanto può essere divertente rompere le scatole,trasformarle in altro,esprimendo se stessi,creativamente.

In scena il 19 gennaio

La Principessa di Ravenna e il Folletto della pineta teatro di narrazione con pupazzi per bambini dai 3 anni di e conVladimiro Strinati Una Principessa,un Folletto della pineta,un cavallaio sono i protagonisti di questa fiaba che sa di more,viole,asparagi selvatici,funghi spugnoli.Clarissa,la figlia del re,durante una

narrazione con giochi e oggetti per bambini dai 3 anni di e con Roberto Papetti Ferramenta ludica è un viaggio alla scoperta del gioco inaspettato,attraverso l’osservazione semplice e quindi molto profonda di Roberto Papetti,artista e instancabile giocattolaio di Ravenna.Si tratta di un omaggio al giocare,al

pensiero e all’atto creativo che si nutre di elementi semplici e di soluzioni inaspettate.

In scena il 2 febbraio

Quattro volte Andersen teatro di figura e narrazione per bambini dai 3 anni produzione DrammaticoVegetale Quella di Andersen è stata una vita spesa a scrivere e raccontare storie,a ritagliare strane e divertenti figurine nella carta,per animare il suo personale,onirico teatro di vita.La totale dedizione alla scrittura è stata poi premiata dalla riconosciuta popolarità universale di scrittore di fiabe e racconti.Lo spettacolo ricorda l’autore danese utilizzando proprio gli ingredienti più significativi del suo mondo fantastico,combinandoli,per tre volte più una, in differenti maniere.Una scatola di cartone è uno scrigno microcosmo di ricordi:un pisello rinsecchito,un vecchio soldatino… la scatola stessa trasformata in teatrino,una forbice e poco altro,raccontano le avventure de La principessa sul pisello,delle due lumachine della Famiglia felice e de Il Tenace soldatino di stagno.

In scena il 9 febbraio

cartellone ragazzi e di figura

Faenza

Teatro Masini

L’Orchetto

piazza Nenni, 3 tel. 0546 21306 Inizio spettacoli ore 16

Sette note in Fuga di Fabrizio Cassanelli,Donatella Diamanti,Letizia Pardi con Chiara Pistoia,Francesca Pompeo regia di Fabrizio Cassanelli musiche di Elisa Tasselli produzione Fondazione Sipario Toscana

Animali & Accessori Via Canneti, 2 - Ravenna Tel. 0544 240157 www.ilgattoconglistivali-ra.it

Sette note in Fuga si fonda sulla concreta esperienza del mondo sonoro che l’infanzia effettua attraverso l’espressione vocale, la relazione con il corpo e la manipolazione ludica dell’oggetto sollecitando la sensibilità e la percezione del bambino attraverso forme visive e sonore, invitandolo ad attivare una propria ricerca di senso, analogamente a ciò che egli fa quando anima i propri giochi. In scena due attrici e danzatrici scoprono i suoni e la musica giocando con gli oggetti che li producono. Corde, bidoni, assi, tubi, carta usati in modo inventivo e insolito suggeriscono la configurazione di veri e propri strumenti musicali: pianoforte, violino, fisarmonica, flauto fino a comporre una grande orchestra immaginaria.

In scena il 10 novembre

di Suzanne Lebeau con Claudio Casadio e Daniela Piccari regia di Marcello Chiarenza musiche di Marco Biscarini (Ed.Musicale Borgatti) produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri Una delle più recenti e acclamate produzioni di Accademia Perduta,La pièce,scritta da Suzanne Lebeau,vanta altresì le bellissime musiche originali di Marco Biscarini. L’Orchetto vive solo con sua madre in una casa nel cuore di una foresta impenetrabile,in un luogo ritirato,lontano dalla comunità del vicino villaggio.Pensa di essere un bambino come tutti gli altri ma,il primo giorno di scuola,i suoi compagni si accorgono subito della sua diversità:è il figlio di un orco che,però,una madre amorevole ha cresciuto con infinita tene-


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Faenza

rezza.Per sfuggire all’attrazione irresistibile che prova per il sangue fresco,l’Orchetto dovrà affrontare tre difficili prove,dalla cui riuscita dipenderanno la sua crescita,la sua trasformazione e la sua salvezza.Se saprà superare queste prove,il coraggioso protagonista potrà esaudire il grande sogno di essere accettato,con tutte le sue differenze e le sue contraddizioni, all’interno della comunità del villaggio. L’Orchetto,con i suoi sei anni,la sua forza straordinaria e la sua terribile eredità,ci riconcilia con la nostra parte oscura,in una storia che racconta la diversità ma anche la forza di lottare per cambiare se stessi,per affermarsi e per vincere i propri limiti.

In scena il 15 dicembre

Il tenace soldatino di stagno e altre storie di Roberto Anglisani e Liliana Letterese con Liliana Letterese e Andrea Lugli regia di Roberto Anglisani produzione Il BauleVolante Lo spettacolo rappresenta un percorso,articolato su tre racconti,sul tema della diversità.Si tratta di un argomento complesso ed attuale, che la compagnia affronta attraverso storie che possano mostrarlo sotto molteplici aspetti.Ma soprattutto che possano appassionare e coinvolgere,commuovere e divertire.E alla fine sono

stati scelti tre racconti,guarda caso,molto “diversi”tra loro! La tecnica utilizzata è il teatro di narrazione,nel quale gli attori lavorano soli sulla scena,senza scenografie né oggetti, con il corpo e con la voce,alla ricerca di un rapporto emozionale e profondo con il pubblico,per colpire al cuore.

In scena il 19 gennaio

Fiabe ritrovate diValentina Renzulli liberamente ispirato al libro Fiabe umbre di Donato Loscalzo con Enrico De Meo,Lorenzo Frondini, Nicol Martini regia di Beatrice Ripoli produzione Fontemaggiore Due uccelli dalle piume variopinte sono in

missione per il loro re:ritrovare le fiabe originarie dell’Umbria.Il re degli uccelli possiede tutte le fiabe italiane tranne quelle umbre,perché sembra che in questa regione,stranamente, non ne siano mai state inventate.Così,dopo un lungo viaggio,finalmente arrivano in Umbria per iniziare la loro ricerca.Sono stanchi e affamati,preoccupati per le loro magnifiche piume che nel frattempo si sono un po’sciupate e soprattutto,vanitosi e sciocchi come sono,non capiscono il senso della loro impresa.Per loro le fiabe non hanno alcun valore,sono sciocchezze che si raccontano ai bambini e credono che il loro re sia diventato un vecchio rincitrullito. Con immenso stupore dei due uccelli però,il viaggio attraverso le fiabe umbre si rivela ricco di grandi emozioni e dopo aver imparato cosa sono l’amore,il coraggio e la paura,fanno ritorno dal loro re,orgogliosi di potergli consegnare un grande tesoro.

In scena il 16 febbraio

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Lugo

Teatro Rossini piazzale Cavour 17 tel. 0545 38542

Inizio spettacoli ore 16

I tre porcellini

strane).Alla fine della storia,come capita nella vita reale,Alice è diventata un po’più grande. La vita è un gioco,un gioco è la vita. delineare tre caratteri di porcellino, che portassero già nel nome la storia di un destino: Pigro, Medio e Saggio. Nello spettacolo la figura del lupo, recitato a turno dagli attori, gioca tra la necessità animale di seguire la propria natura e la voglia di fare paura, nella consapevolezza che ai bambini un po’ piace avere paura… In un susseguirsi di situazioni comiche ed intense, si arriva all’inevitabile finale del lupo nella pentola, senza mai però caricare i personaggi di connotazioni troppo negative né positive, lasciando piuttosto che la storia abbia il suo corso, nel dubbio che, tra la scelta di una vita breve ma giocosa ed una lunga e laboriosa, la “Natura” faccia spesso l’ultima mossa.

In scena il 2 febbraio Anche a Ravenna il 1 marzo spettacolo di teatro d’attore per bambini a partire dai 4 anni testo di Marina Allegri con Lorenzo Frondini, Fausto Marchini, Massimo Claudio Paternò regia di Maurizio Bercini produzione Fontemaggiore I tre porcellini è un classico racconto inglese, una di quelle storie che i nonni raccontano ai nipotini di generazione in generazione. La prima versione scritta risale probabilmente al 1843 e da allora la fiaba ha subito innumerevoli modifiche. In alcune storie i primi due porcellini riescono a sopravvivere, in alcune il lupo viene mangiato, mentre in altre scappa sconfitto con la coda in fiamme. In questo spettacolo si è rimasti fedeli alla versione del racconto più simile all’originale: i primi due porcellini muoiono, il lupo viene mangiato dal terzo, simbolo della sopravvivenza e della capacità di prevedere le cose. Data l’età dei bambini a cui ci si rivolge si è cercato, con semplicità, di

In scena il 16 febbraio

Il cantafavole di e conValentino Dragano produzione Kosmocomico Teatro Questo spettacolo è il frutto di una lunga ricerca sul lavoro dei cantastorie antichi,riproposti in chiave moderna per il pubblico dell’infanzia. Luminarie circensi,tanti strumenti musicali, teli dipinti a quadri dalla pittrice Alessia

Bussini per seguire le vicende narrate;un cantastorie che suona,recita,canta le fiabe della tradizione italiana e non,con l’aiuto di chitarre,sax,flauti,organetto e chincaglierie varie.Storie note e meno note,pescate qua e là tra le varie tradizioni orali.Il tutto riscritto in musiche,rime e filastrocche originali,in ritmi serrati e dilatati,in momenti divertenti o più drammatici,da ridere o da ascoltare con attenzione.La musica e il canto naturalmente la fanno da padrona;ma anche le immagini dipinte,l’azione,il gesto e in qualche caso l’aiuto del pubblico,contribuiscono a creare le atmosfere giuste:la storia la racconta uno solo, ma vive grazie all’immaginario di tutti.

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In scena il 16 marzo

Associazione sportiva dilettantistica

Alice attraverso lo specchio liberamente ispirato al racconto omomimo di Lewis Carroll teatro d’attore e figura,con videoproiezioni di Ezio Antonelli,Pietro Fenati,Elvira Mascanzoni con Pietro Fenati,Elvira Mascanzoni, GiuseppeViroli figure Pietro Fenati,Elvira Mascanzoni musiche originali Luciano Titi regia Pietro Fenati Quello dello specchio è un altro mondo,che obbedisce a regole differenti,dove la destra e la sinistra si scambiano posto,dove il sopra e il sotto sono “sottosopra”,dove il tempo può scorrere all’incontrario,dove accadono tante stranezze simili.Basta però oltrepassare lo specchio in compagnia di Alice perché quelle stranezze diventino cose normali (da quel punto di vista, forse è il mondo reale che ubbidisce a regole

RAVENNA - via Benaco 59 - Tel/Fax. 0544 271763 Cristiana 333 3427633 - info@scuderiadelborgo.it


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Bagnacavallo Teatro Goldoni piazza Libertà, 18 tel. 0545 64330 Inizio spettacoli ore 17

Strega Bistrega

ispirato alla fiaba Il bambino nel sacco di Italo Calvino con Cora Presezzi,Dawid JobWasiulevska Rocca,Fabio Traversa regia di Fabio Traversa con la collaborazione di Tiziana Lucattini

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di un piccolo fiume produzione Ruota Libera Teatro Una strega ostinatamente ignorante,quasi una sopravvissuta di una tradizione “streghesca” antica e superata.Non sa,o non vuole saperne di più.Una fame atavica la divora.Deve trovare da mangiare e non è facile,e allora anche un bambino diventa un pasto invitante.Una figlia ignorante anche lei,ma curiosa.Di una curiosità particolare per una giovane strega che conosce di fatto solo erbe,frutta,intrugli magici e bestie boschive.Esistono altri esseri al mondo? E come sono fatti? Come sono fatti i bambini? «Boh...!» risponde la Strega,ma la curiosità della figlia diventa anche la sua.E poi un bambino:presenza e assenza.I suoi giochi,le sue abitudini.Ripreso e sorpreso nella sua quotidianità.Cosa c’entra lui,così normale,col mondo delle streghe? Ma il suo sguardo ha un luccichio,insondabile.Un ponte tra la realtà e la fantasia?

di Ferruccio Filipazzi con Ferruccio Filipazzi,Massimo Ottoni È una storia di crescita,una storia di iniziazione.Una goccia,due gocce,mille gocce… un fiume.Acqua trasparente,acqua che corre, salta,si tuffa.Incontra sassi,pesci,alghe e piante.Il fiume come un bambino.All’inizio, goccia a goccia,passo passo,i primi salti,i tuffi,capriole e capitomboli… e poi le corse,le corse… La notte arriva all’improvviso,proprio adesso che c’è da attraversare il bosco e la luna tra le foglie disegna ombre e animali feroci.Le tinche,le carpe,i lucci,come nonni pazienti, raccontano cento volte al piccolo fiume una storia piena di avventure e di colori che arriva fino al mare.«Ancora,ancora!».Ma gli occhi si chiudono,è tempo di sognare… il mare!

In scena il 1 dicembre Anche a Cervia il 7 dicembre

In scena il 17 novembre

Attento Pierino... arriva il lupo!

Goccia a goccia

d di Andrea Lugli tratto da Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev

Le avventure

con Liliana Letterese,Andrea Lugli,Nicola Zampieri regia di Andrea Lugli produzione Il BauleVolante La celebre fiaba di Pierino e il lupo,musicata da Sergej Prokofiev,narra la storia di un ragazzo che,con l’aiuto dei suoi inseparabili amici animali,riesce a catturare un ferocissimo lupo.Ogni personaggio della storia è contraddistinto da uno specifico strumento musicale che ne facilita l’identificazione e che ha reso giustamente notissima questa fiaba musicale che Prokofiev aveva composto con lo scopo di educare alla musica i ragazzi delle scuole elementari russe.L’allestimento vede in scena un direttore d’orchestra-narratore,che presenterà e condurrà i bambini attraverso la storia,messa in scena da una serie di pupazzi animati a vista.Lo spettacolo è stato prodotto nel 1999 e vanta,fino ad oggi,oltre 500 rappresentazioni,con partecipazioni a rassegne di rilievo nazionale.

In scena il 15 dicembre

cartellone ragazzi e di figura

Russi

Teatro Comunale via Cavour, 10 tel. 0544 587641 Inizio spettacoli ore 16.30

Un anatroccolo in cucina

di Simone Lombardelli con Simone Lombardelli regia di DaddeVisconti produzione Eccentrici Dadarò La cucina di un grande ristorante.Un lavapiatti sommerso dal sapone.Suoni e voci che ridono di là dalla porta.Un sogno:quello di essere dall’altra parte,seduto a quella festa,a ridere e cantare con chi sta “insieme”.Ma qualcuno deve pur preparare per la festa! E allora tocca a lui.E mentre secchi,pentole,tazzine e piatti,bicchieri e strofinacci sembrano non voler stare mai al loro posto,mentre ad ogni attimo di distrazione paiono prendere vita propria,lui non si abbatte e,anzi,si mette ancor

di Brigitte Dethier e JES- Ensemble più d’impegno per fare del suo meglio e,magari,piacere un po’anche lui...Ma niente,ogni tentativo è goffo e ogni speranza un tonfo. Allora non resta che sognare.Sognare di fare come quel brutto anatroccolo,che una mattina si svegliò e si scoprì cigno pronto per volare... sì,proprio come in quella fiaba.Rievocando l’affascinante atmosfera del cinema comico muto degli anni ’20,raccogliendo la magia della pantomima e della clownerie,sorprendendo con bolle di sapone giganti e bicchieri che suonano,lo spettacolo,ispirato alla favola de Il brutto anatroccolo,tratta con note leggere il tema della diversità,reale o immaginata,il bisogno di essere accettati e di far parte di un gruppo.Oggetti quotidiani che diventano mezzi magici e fantastici;il linguaggio non verbale per comunicare temi importanti come il confronto con l’altro diverso da noi,e come la possibilità,ogni giorno,di perdere o sbagliare, anche di cadere,ma senza smarrire mai l’entusiasmo e il coraggio di rialzarsi e ripartire.

In scena il 26 gennaio

Mamma sale papà pepe

con Stefano Braschi e Camilla Frontini!scene regia di Giuditta Mingucci produzione Elsinor È la storia di una coppia che si sveglia al mattino e affronta alcuni momenti della quotidianità:dal fare colazione,al lavarsi,vestirsi,fra gag,scontri e collaborazione.Lo spettacolo ha un ritmo serrato,è un’azione continua,quasi senza parole,che porta all'arrivo – cui si allude a più riprese – di un ospite misterioso… che chiamerà i protagonisti mamma e papà! I bambini vengono introdotti con una comicità delicata e leggera in quel luogo misterioso che è la “camera dei genitori”;un percorso in cui mamma e papà vengono messi in scena con toni anche caricaturali nei rispettivi tratti di goffaggine,di vanità,di tentativi d’aiuto reciproco che a volte riescono e a volte falliscono. Ogni bambino può riconoscere,poco o tanto, qualcosa che riguarda anche la sua famiglia e quelle situazioni quotidiane caratteristiche di ogni convivenza.

In scena il 16 febbraio

La Bella e la Bestia

teatro di figura per bambini dai 5 anni produzione Teatro del Canguro con Agostino Gamba,Vincenzo Di Maio, Cecilia Raponi collaborazione artistica Nicoletta Briganti, Natascia Zanni, Lorella Rinaldi, Umberto Rozzi regia di Lino Terra Solo una carezza,forse uno sguardo,un sorriso. È bastata una carezza e Bella ha rotto d’incanto quel maleficio che si chiama paura e pregiudizio.È bastato quel gesto perché la Bestia rivelasse d’un tratto tutta la sua umanità e la sua “bellezza”.Con quella carezza infatti Bella ha dimostrato di essere capace di vedere oltre l’apparenza.Di analoghi atteggiamenti i bambini sono naturali “portatori sani”e spesso sono gli adulti a incrinare la loro positiva propensione verso l’“altro”e a suggerire comportamenti discriminanti.Antoine de Saint-Exupéry nel suo “Il piccolo Principe”sintetizza in una frase il tema de La Bella e la Bestia quando afferma che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

In scena il 9 marzo Anche a Ravenna l’8 marzo


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Fusignano Teatro Moderno corso Renato Emaldi, 32 tel. 0545 954194 Inizio spettacoli ore 17

Jack e il fagiolo magico di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma con Daniele Dainelli e Patrizia Signorini spettacolo d’attore e narrazione per bambini dai 3 agli 8 anni liberamente tratto da Jack e il fagiolo magico di J.Jacobs regia di Marina Signorini e Giovanni Ferma produzione Fratelli di Taglia Un carosello di parole volano tra cielo e terra, sembrano lucine che ora si accendono e ora si spengono e si rincorrono nello spazio scenico e come in un puzzle si sistemano una accanto all’altra,piano piano prendono forma e danno vita alla storia di Jack e il fagiolo magico.

duzione.È uno spettacolo che vuole recuperare il lavoro svolto in tanti anni di contatto diretto con il mondo infantile senza esserne un freddo osservatore ma giocando,dialogando e divertendosi con loro.In scena due personaggi che giocano e attraverso il gioco imparano a conoscere ciò che sta loro intorno. Questa è la storia dell’incontro di Uno e l’Altro.Tutti e due entrano in uno strano mondo fatto solo di cubi.Cubi grandi,cubi piccoli,cubi grigi,cubi rosa,cubi gialli,cubi azzurri… Uno ha due occhi,un naso,due mani:guarda,odora e tocca quei cubi che per lui sono solo cubi,nient’altro.L’Altro ha due occhi,un naso,due mani e… qualcosa di speciale:guarda,odora e tocca quei cubi… ed ecco apparire da semplici cubi un intero mondo,dentro il quale pian piano coinvolge anche Uno.

In scena il 5 gennaio

La cicala e la formica

Il lupo e i sette capretti

Il Cubo Magico ovvero la morbida pietra filosofale del gioco di Tiziano Manzini musiche tratte dall’opera di Glenn Miller e Benny Goodman regia Tiziano Manzini produzione Pandemonium Teatro spettacolo per bambini dai 3 ai 10 anni Questo spettacolo,come già molti creati da Tiziano Manzini,avrà nello sguardo dei bambini verso il mondo,il punto focale della pro-

Teatro Comunale via XX settembre, 125 tel. 0544 975166 Inizio spettacoli ore 21

Goccia a goccia Le avventure di un piccolo fiume di Ferruccio Filipazzi con Ferruccio Filipazzi,Massimo Ottoni È una storia di crescita,una storia di iniziazione.Una goccia,due gocce,mille gocce… un fiume.Acqua trasparente,acqua che corre, salta,si tuffa.Incontra sassi,pesci,alghe e piante.Il fiume come un bambino.All’inizio, goccia a goccia,passo passo,i primi salti,i tuffi,capriole e capitomboli… e poi le corse,le corse… «Ancora,ancora!».Ma gli occhi si chiudono,è tempo di sognare… il mare!

Ancora un cappuccetto rosso!

di Danilo Conti e Antonella Piroli con Danilo Conti e Antonella Piroli produzione Tanti Cosi Progetti

In scena l’8 dicembre

Cervia

In scena il 7 dicembre Anche a Bagnacavallo l’1 dicembre

In scena il 24 novembre

Prosegue il percorso di TCP sulla fiaba classica: è Il lupo e i sette capretti nella versione dei fratelli Grimm,che sembra essere la più conosciuta:sei ingenui capretti finiscono nella pancia del lupo.Solo il più piccolo sfugge alla sua bocca vorace.Insieme alla mamma,con astuzia e coraggio,salverà i fratellini… Questa fiaba è il punto di partenza di un lavoro che ha portato TCP ad una messa in scena con figure nella quale,parallelamente alla ricerca sul linguaggio della favola con le sue tante sfumature,approfondisce il lavoro sulle tecniche di animazione che da sempre caratterizzano le sue produzioni.Inoltre Il lupo e i sette capretti succede alle precedenti produzioni I tre porcellini e Cappuccetto Rosso creando un percorso sulla figura del lupo e di tutto quello che essa rappresenta nell’immaginario semplice e istintivo dell’infanzia e più complesso ed elaborato dell’età adulta.

cartellone ragazzi e di figura

di Claudio Casadio e Giampiero Pizzol con Maurizio Casali,Mariolina Coppola e Alessandra Tomassini spettacolo per bambini dai 3 ai 10 anni produzione Accademia Perduta Questa rappresentazione è stata vincitrice al Festival “Ti Fiabo e Ti Racconto”di Molfetta edizione 2012 come Miglior Spettacolo e Migliore Attrice (Alessandra Tomassini).Questi due piccoli animali,simbolo dell’ozio e del lavoro,sono tra i più famosi al mondo grazie anche alla popolare favola di La Fontaine.Ma, mentre nel racconto del narratore francese queste due figure sono rigidamente contrapposte per celebrare la virtù di una previdente e laboriosa saggezza condannando il suo opposto,nel mondo del teatro avviene qualcosa di più.Tra le due amiche-avversarie si snoda il filo di una avventurosa storia,comica e saggia,antica e moderna,piena di incontri e scontri,di sorprese e paure sul filo dei versi e delle rime con cui è scritto il testo.Cicala e formica diventano veri e propri personaggi prendendo corpo e acquistando una personalità quasi umana.La cicala non è soltanto una oziosa perditempo,ma ha un autentico talento artistico ed è in grado di farci volare sulle ali della fantasia con la sua straordinaria voce.Mentre la formica che ha una mentalità più realistica ,si occupa del posto di lavoro,della casa e delle piccole gioie e dolori del quotidiano.Da questa diversità di visoni emerge un modo differente di affrontare ogni piccolo e grande problema.

In scena il 19 gennaio

di Lino Terra liberamente ispirato alla fiaba di Perrault, fratelli Grimm e altre versioni più antiche e recenti con Andrea Bartola,Cecilia Raponi, Natascia Zanni

regia di Lino Terra produzione Teatro del Canguro Quante altre volte si dovrà raccontare questa storia affinché qualche pericolo sia finalmente scongiurato e il lupo rimanga giustamente “gabbato”? Forse non c’è risposta perché ognuno deve fare il suo percorso,ognuno deve sbagliare per proprio conto e deve imparare grazie ai propri sbagli.

In scena il 14 dicembre

Sotto la neve Minuetto d’inverno di Marcello Chiarenza con Mariolina Coppola e Maurizio Casali coordinamento di Claudio Casadio produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri Quando la SignoraVerde torna a casa dalle vacanze,si ritrova di fronte un ospite inatteso: nel salotto di casa sua sonnecchia uno strano personaggio,simpatico ma un po’invadente, che si presenta come Signor Bianco.Presto si scoprirà che costui altri non è che l’inverno, giunto innanzi tempo,per fare il suo lavoro.È l’inizio di una serie di micro avventure comiche,durante le quali il Signor Bianco ricopre di neve e di gelo l’intera casa,mentre la SignoraVerde fa di tutto per spingere lo scomodo ospite per lo meno al di là della porta…

In scena il 21 dicembre

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Comacchio Sala Polivalente di Palazzo Bellini via Agatopisto, 7 tel. 349 0807587 Inizio spettacoli ore 16

Fagiolino medico per forza I Burattini di Mattia Zecchi

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Un testo classico della Commedia dell’Arte, con in scena i personaggi più noti del teatro dei burattini nostrano, presentato da I Burattini di Mattia Zecchi (da Crevalcore, Bologna): giovane rivelazione del panorama bolognese del Teatro dei Burattini, dopo un apprendistato con i maestri emiliani, porta in scena con talento le storie e i personaggi della tradizione, debitamente reinventati e attualizzati. Brillante interprete della maschera di Fagiolino, è apprezzato sul panorama nazionale e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: Premio Ribalte di Fantasia 2007, Premio Benedetto Ravasio 2010, finalista al Campogalliani d’Oro 2010.

In scena il 19 gennaio

Gran varietà dei burattini Teatro dell’Aglio Un’ora di intrecci,di risate e lazzi in cui i

protagonisti vengono trascinati in vicende al limite dell’impossibile,uscendone sempre vincitori grazie agli strafalcioni dialettali,alla loro ingenuità popolare e alle sonore bastonate che impartiscono ai propri avversari.Un repertorio di spettacoli con alto coinvolgimento del pubblico,recitati all’improvviso,alla vera maniera della Commedia dell’Arte,diversi a ogni rappresentazione,e ricchi di duelli,inseguimenti e baruffe da risolvere a suon di bastonate.

In scena il 26 gennaio

Due burattini e un bebè

legnate,coliche gassose e balletti indiavolati. La commedia prende spunto dalle versioni cinematografiche di Tre uomini e una culla e vuole essere un omaggio a quella comicità meccanica e di movimento,fatta di gomitate e sberle tanta cara sia alla slapstick comedy che alle comiche di Stanlio e Ollio,Ben Turpin, Charlot etc.

In scena il 2 febbraio

nendo fino all’alba in questo spaventoso maniero i due potranno mettere le mani su un antico tesoro contenuto in un forziere.A mezzanotte però appariranno i guardiani del castello:fantasmi,draghi e mostri che renderanno difficile l’impresa di Sandrone e Fagiolino.Solo il coraggio dei nostri due burattini insieme all’audacia dei bambini potranno sconfiggere le forze del male.

In scena il 16 febbraio

Le allegre farse Teatro dell’Aglio Arlecchino,Brighella e i personaggi della Commedia dell’Arte sono protagonisti assieme a Fagiolino,Sganapino,Sandrone,il dottor Balanzone e le altre maschere del teatro dei burattini,di spettacoli che si innestano sul solco della tradizione,per riportarla a nuova vita nella contemporaneità.Partendo dal patrimonio drammaturgico del teatro dei burattini tradizionale e della Commedia dell’Arte,con riferimenti alla letteratura colta ed ai repertori popolari,si portano in scena alcune delle più belle commedie e farse,debitamente rivisitate ed attualizzate ai ritmi ed ai gusti contemporanei.

CompagniaVladimiro Strinati

In scena il 9 febbraio

La vita di coppia del raziocinante Fagiolino e Sganapino,sua spalla scanzonata e un po’ fuori di testa,viene sconvolta il giorno in cui trovano una culla.Ad entrare e uscire dalla casa ci saranno anche il cattivo di turno,la suora istitutrice,le maschere delle Commedia dell’Arte come Colombina e una folla di generici.Non mancheranno allattamenti,ninne nanne al pupo,inseguimenti,vagiti,pisolini,

Al castello di Vallecupa I Burattini della Commedia dell’Arte Il Dottor Balanzone caduto in disgrazia e pieno di debiti chiede aiuto ai suoi fidati servi Sandrone e Fagiolino.Per poter aiutare il dottore i nostri personaggi dovranno trascorrere una notte nel castello diVallecupa.Solo rima-

Fagiolino e il canto del diavolo

Le Teste di Legno Fagiolino è innamorato della principessa Margherita,ma la matrigna,la perfida contessa Ruina,non vuole che i due si vedano. Margherita è stata infatti promessa in sposa,a fronte di una cospicua somma,al commerciante veneziano Pantalone.Margherita rifiuta Pantalone.La contessa,per risolvere la questione,si affida alle forze del male per trasformare Fagiolino in statua di sale.Per un equivoco è Lasagnino a subire il maleficio,ma Fagiolino, aiutato da un simpatico folletto,e dai bambini presenti,riuscirà a far ritornare l’amico Lasagnino alla sua vita normale.

In scena il 9 marzo

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il concerto

Rag, blues e altre storie sonore A tu per tu con il pianista Enrico Pieranunzi sulle radici del jazz e la sua evoluzione di Matteo Cavezzali

Non si può spiegare il jazz a parole, bisogna suonarlo. Così diceva un vecchio e geniale maestro come Duke Ellington. Proviamo a parlarne con Enrico Pieranunzi, uno dei più noti e apprezzati protagonisti della scena jazzistica internazionale, pianista, compositore, arrangiatore, con alle spalle centinaia di concerti nei più importanti templi mondiali del jazz accanto a mostri sacri come Chet Baker, Lee Konitz, Chris Potter, Joey Baron... Oggi che la musica vende molto meno di un tempo, paradossalmente il jazz, che è sempre stato considerato una musica di nicchia ha un pubblico molto più vasto e, a volte, vende più del pop.È in atto una rivincita del genere? «Proprio così. È una conseguenza, paradossale, di come si sono evolute le cose.A parte altre considerazioni di carattere socioculturale le megavendite cui era abituato il pop o il rock erano dovute anche a poderosi e costosi apparati di marketing per suscitare interesse intorno al “prodotto”. Rispetto a quella industria il jazz può essere considerato un nobile artigianato, interessato più alla ricerca, alla qualità, all’artisticità della musica che a vendere in quantità industriale, appunto. La musica jazz che in realtà ha semplicemente mantenuto i suoi livelli di vendita – bassi – di sempre sta facendo un figurone. Un ruolo interessante in tutto questo gioca internet che ha reso accessibili a tutti i suoni del jazz e i suoi protagonisti, e anche la sua storia, il suo presente e il suo passato: su You Tube, ci sono cose bellissime». Il jazz, a differenza del rock e del pop, incentrati su formazioni stabile, si basa sul suonare con artisti diversi... Come sceglie i compagni ideali per una tournée o una jam session? «Il rapporto con gli altri musicisti nel jazz è basato su risonanze, intese, alleanze segrete che determinano l’intensità del suonare insieme.La scelta del gruppo è anche in relazione alla personale trasformazione stilistica o ai nuovi progetti cui si dà vita, che di volta in volta richiedono sonorità e caratteristiche espressive diverse. C’è molto movimento,sperimentazione,molta libertà in ambito jazzistico. Ci sono naturalmente

Il trio Pieranunzi (al centro),Carbonare,Pieranunzi esempi di stabilità anche nel jazz,basti pensare ai gruppi storici di Davis, Coltrane ecc. La durata di quesi gruppi, e anche dei miei, non è però paragonabile al pop». Il suo jazz si mescola con molte influenze diverse, dalla classica,al rag, al blues, la musica popolare. Qual è l'importanza della contaminazione nella sua musica? «Fondamentale. Il jazz oltre che essere un linguaggio, è un atteggiamento. Di curiosità, di ricerca. Si posa l’orecchio dove qualcosa ti emoziona e lo prendi per farne qualcosa di personale, senza pregiudizi o condizionamenti. Si utilizzano tutti i tipi di materiali, poveri o no, per raccontare, attraverso quelli, una propria storia. Negli anni ho avuto a che fare con musiche da film, canzoni d’autore, musica barocca. E scritto pezzi di carattere diversissimo»... La sua carriera pluridecennale vanta più di 70 dischi e numerosi premi internazionali, con concerti in tutto il mondo da Montreal a Tokio, da Rio de Janeiro a Pechino. Come è cambiato il mondo della musica negli anni? E come è cambiato il suo modo di suonare? Bellissima domanda, difficile rispondere, in poco spazio.Vorrei evitare patetici amarcord ma, vediamo: quando cominciai a suonare in pubblico verso fine anni ’60, la televisione era in bianco e nero con due canali, non c’era il telefonino e tantomeno internet. I sistemi di amplificazione erano rudimentali e forse... non c’era neanche il pubblico. In realtà eravamo pochissimi a suonare questa musica, era un suonare da

clandestini. Poi i cambiamenti sociali e tecnologici hanno influenzato in maniera decisiva il mondo della musica. La parola chiave secondo me è “percezione”. L’altra, ad essa collegata, è “tempo”. Il tempo di ricezione psicofisica dei suoni è radicalmente diverso dal passato. Sia nei musicisti che nel pubblico. Quanto al mio modo di suo-

nare, le metamorfosi sono state tante, a volte radicali. Il cambiamento, in fondo, è un’esigenza. La critica l'ha definita come uno dei massimi esponenti del jazz contemporaneo, cosa significa per lei contemporaneo? «Anni fa l’aggettivo “contemporaneo” alludeva ad una ricerca controcorrente, coraggiosa anche scomoda linguisticamente. Una lettura che ha più molto senso.A parte l’accezione “jazz che accade oggi” potrei ipotizzare che si alluda ad una freschezza, una vitalità che rende quello che si suona attraente, piacevole da vivere. Quando il jazz “accade”, quando la ricerca è sincera e riesce ad andare in profondità il jazz – come forse ogni genere musicale – è sempre contemporaneo, al di là degli stili». Enrico Pieranunzi assieme al fratello violinista Gabriele e al clarinettista Alessandro Carbonare, celebre anche in ambito classico, sarà in concerto il 7 maggio nell’ambito della stagione "Ravenna Musica 2014" curata dall’Associazione Mariani.

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musica indie

Convivio con il nuovo rock italiano al festival dei “Passatelli in Bronson” Sotto Natale, concerti e cene con gli artisti nel club ravennate che festeggia il decennale di Luca Manservisi

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Vedere Charles Bronson con barba e capelli biondi trasformati in passatelli, inutile dirlo, fa un certo effetto. Ma il ritratto nel manifesto della terza edizione della rassegna “Passatelli in Bronson” è senza dubbio un’ottima sintesi tra il rock, in senso lato, rappresentato dall’attore che ha dato il nome al club di Madonna dell’Albero (che nel 2013 ha festeggiato il decennale) e la tradizione locale, che in questo caso è da estendere all’italia intera. Il mini-festival infatti, oltre a prevedere concerti e cene in compagnia degli artisti, rappresenta uno spaccato della scena indipendente italiana, come conferma il direttore artistico di Bronson Produzioni, Christopher Angiolini. «L’idea è quella della convivialità: sedersi a tavola tutti assieme e allo stesso tempo recuperare il contatto con l’artista, così come si respira quotidianamente all'Hana bi (il bagno di Marina di Ravenna gestito dal Bronson, ndr). Si tratta di un

His Clancyness festival che si dedica alla scena indie italica e cerchiamo di assortire un cast che ne rispecchi l'andamento. Credo che quest'anno questa idea si colga piena-

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aperto dal martedì alla domenica dalle 18 alle 2 di notte

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mente con band prevalentemente giovani, fresche e decisamente in ascesa». E così ecco che sul palco si alterneranno band e generi diversi: sabato 21 dicembre i mantovani ThreeLakes (alt-folk), i bolognesi Joycut (newwave), i torinesi Levante (pop) e l’elettronica dei lanciatissimi M+A, duo che si divide tra Bologna e Londra; venerdì 20 sarà invece la volta dei torinesi Did (punk-funk-pop), delle americane (ma quasi italiane di adozione, almeno musicalmente parlando) Ian Fays, dei ravennati Lovespoon (folk psichedelico) e di His Clancyness. Proprio quest’ultimo è senza dubbio il nome di punta dell’intera rassegna, forte di un disco indie-rock molto chiacchierato in questo 2013: progetto di Jonathan Clancy, canadese ma ormai bolognese di adozione già protagonista della scena alternative italiana con Settlefish e A Classic Education, che vanta un contratto con la prestigiosa etichetta inglese Fat Cat Records. Si tratta del primo vero e proprio album di quello che a oggi non è più solo un progetto solista ma il gruppo di Clancy, accolto ottimamente da un po’ tutta la stampa specializzata, anche di Oltremanica. Si chiama Vicious, come

una delle più celebri canzoni del Lou Reed solista, citato anche (forse) vagamente dalla copertina in stile glam. Incontriamo Clancy proprio pochi giorni dopo la morte del leggendario artista newyorkese. Che effetto ti ha fatto? Sei tra quelle migliaia di musicisti in giro per il mondo che ha iniziato a suonare dopo aver ascoltato i Velvet Underground? «Non so, ci sono rimasto di sasso l’altro giorno. Non penso sia stata una delle prime influenze musicali, ma durante il liceo, quando ho scoperto i Velvet, ho capito che si poteva fare musica in maniera diversa. Si poteva spingere i confini, non importava la registrazione, non importava il suono, ma contavano le canzoni, quello che si aveva da dire». Perché Vicious? «C'è sicuramente il riferimento a Lou Reed, ma mi sembrava anche una parola adatta a descrivere le tematiche del disco, la ferocità dei testi. In più penso che visivamente, e questa è una mia ossessione, sia una parola bellissima». Musicalmente parlando, invece, è un disco più complesso di quello che può sembrare, che cresce molto con gli ascolti.


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Ian Fays

«Intanto ti ringrazio. L’intento era proprio di fare un disco molto denso, io li amo così, da scoprire piano piano, facendo emergere altri dettagli. Rispetto alle canzoni uscite prima, penso sia meno immediato, proprio perché è la prima volta che esce qualcosa di nostro pensato per un album, cioè come 12 canzoni legate e ideate per stare assieme, creare un mood e una atmosfera». Leggendo le recensioni, la critica si è sbizzarrita nel trovare paragoni. E in effetti ci sono molte influenze, da Neil Young fino ai Pavement, dal kraut agli Wire. Quali sono quelle reali? Pensi di non essere riuscito a essere stato sufficientemente personale? «Sono contento dei paragoni che stanno venendo fuori, perchè sono quasi sempre artisti molto diversi e soprattutto dalla carriera lunga e non da hype del momento. Io penso sia il mio lavoro più personale, però è difficile giudicare dal-

l'interno. Non ci sono influenze particolari o precise sul disco a livello musicale, molto più a livello di immaginario, di fotografia, di cinema, come il lavoro di Guy Bourdin. Per quanto riguarda i musicisti, l'unico citato in studio è stato Lindsey Buckingham dei Fleetwood Mac». È un disco che si potrebbe tranquillamente attribuire a una band americana. Quanto c’è invece dell’Italia dentro l’album?

«Io vivo l'italia, è la mia casa al momento, quindi c'è tutto. Le storie, la cultura che mi influenza, anche solo il sapore delle strade proviene da qua. Poi ormai secondo me la veste sonora non ha confini o magari è la mia influenza canadese, non saprei. A volte mi è stato detto quando eravamo in America (il disco è stato registrato a Detroit, ndr), che le melodie o alcuni arrangiamenti hanno un che di vecchia Europa. È stranissima la percezione

che possono avere oltreoceano». E come sta la scena musicale italiana? «Ci sono tantissime realtà interessanti, soprattutto in ambito sperimentale, punk, noise. Dal punto di vista della musica dal vivo, ci lamentiamo sempre ma locali ce ne sono, manca un pizzico di organizzazione e un po' di autocelebrazione a volte. Il pubblico si è forse un po' impigrito negli ultimi anni».

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Ravenna&Dintorni ha aderito nel dicembre 2009 al percorso di candidatura di Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019. In quattro anni ha seguito da vicino, con un forum di 50 interventi, oltre 200 articoli e un fascicolo speciale di 32 pagine le vicende del progetto, contribuendo assieme a centinaia di altre realtà sociali, culturali ed economiche del territorio a raggiungere l'obiettivo dell'inserimento di Ravenna fra le sei città finaliste. E continuerà a seguire l'evoluzione del progetto fino all'esito finale

Reclam da dieci anni, con i suoi mezzi di informazione, promuove e sostiene la cultura a Ravenna e in Romagna. Ed è a fianco delle imprese che ritengono la cultura un valore e una risorsa per il Paese. Media partner e promozione sponsor: Ravenna Teatro, Teatro del Drago, Ravenna Festival, Coop E, Ravenna Cinema, Associazione Cantieri, Associazione Pa.gi.ne, Gruppo dello Zuccherificio, Ravenna 2019, Bronson Produzioni, Romagna Trail.


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Igor Levit

cartellone Concerti

concerto per violoncello e pianoforte musiche di L. van Beethoven, J. Brahms Lunedì 3 marzo,ore 20.30

Gli archi di S. Cecilia Ravenna Teatro Alighieri via Mariani, 2 tel. 0544 249244

Lorenzo Di Bella pianoforte musiche di F. Chopin, F. Liszt, S. Rachmaninov Domenica 27 ottobre, ore 11

Il Coro d’Arcadia Omaggio ad Arcangelo Corelli nel terzo centenario della morte

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Alessandro Ciccolini, violino Laura Scipioni, violino Emanuele Marcante, viola Andrea Lattarulo, violoncello Francesco Baroni, clavicembalo Elena Sartori, organo e direzione musiche di Arcangelo Corelli Domenica 3 novembre, ore 11

La Cour de Lys Omaggio ad Arcangelo Corelli nel terzo centenario della morte Roberto Noferini, violino Anna Noferini, violino Silvia Rambaldi, clavicembalo Chiara Cattani, clavicembalo Sebastiano Severi, violoncello Stefano Rocco, tiorba musiche di Arcangelo Corelli Domenica 17 novembre, ore 11

Negrita Teatri 2013 Tour Martedì 26 novembre, ore 21

Alberto Casadei violoncello musiche di J.S. Bach, G. Cassadó, C. Casadei,V. Zubitsky,A. Casadei Domenica 1 dicembre, ore 11

Sestetto d’archi Paolo Chiavacci, violino Federico Guglielmo, violino Enrico Balboni, Olga Arzilli, viole Alfredo Persichilli, violoncello Luigi Puxeddu, violoncello

musiche di J. Brahms, P.I.Tchaikovsky Domenica 8 dicembre, ore 11

Giovanni Andrea Zanon Pierluigi Piran concerto per violino e pianoforte musiche di G.Tartini,W.A. Mozart, N. Paganini, H.Vieuxtemps, P. de Sarasate, P.I.Tchaikovsky Domenica 15 dicembre, ore 11

Coro Polifonico Ludus Vocalis direttore Stefano Sintoni Emilia Ferrari, soprano Cristina Bilotti, pianoforte Massimiliano Pitocco, bandoneon Roberto Rubini, contrabbasso musiche di M. Palmeri Domenica 22 dicembre, ore 11

direttore Luigi Piovano musiche di E. Elgar, F. Schubert/G. Mahler Mercoledì 5 marzo, ore 20.30

Quartetto Fonè Pietro De Maria, pianoforte musiche di A.Webern, D. Sciostakovic, J. Brahms Martedì 28 gennaio, ore 20.30

Nemanja Radulovic Susan Manoff concerto per violino e pianoforte musiche di P.I.Tchaikovsky,W.A. Mozart, J.S. Bach, C. Franck, M. Ravel Mercoledì 26 febbraio, ore 20.30

Ornella Vanoni Un filo di trucco un filo di tacco Tour Sabato 1 marzo, ore 21

Sol Gabetta

via Cella, 50 - Madonna dell’Albero tel. 333 2097141

Xavier De Maistre concerto per arpa musiche diW.A. Mozart, G.B. Pescetti, E.Tarrega, E. Parish Alvars, E. Granados,A. Caplet, G. Fauré Martedì 18 marzo,ore 20.30

Orchestra Giovanile Italiana direttore John Axelrod musiche di R.Wagner, P.I.Tchaikovsky Lunedì 31 marzo,ore 20.30

Le concert Lorrain

The Black Angels + Elephant Stone Martedì 1 ottobre

Balmorhea + JBM Sabato 5 ottobre

Shout Out Louds + Ant Domenica 6 ottobre

The Doormen + The Clever Square Sabato 26 ottobre

Massimo Volume Giovedì 31 ottobre

direttore Matthias Grünert Hanna Morrison,soprano Thomas Hobbs,tenore Peter Harvey,basso Kammerchor der Frauenkirche Dresden, coro musiche di J.S.Bach Giovedì 3 aprile, ore 20.30

OvO feat. Moder e Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica) + Uochi Toki Sabato 2 novembre

Porcelain Raft + Youarehere Lunedì 4 novembre

Fazil Say

Pharmakon, Heith, Petit Singe

concerto per pianoforte musiche di L. van Beethoven, B.A. Zimmermann, I. Strawinsky,W.A. Mozart, F. Chopin Domenica 13 aprile,ore 20.30

Sabato 9 novembre

Trio di Parma musiche di F. Schubert, F. Mendelssohn Martedì 18 febbraio,ore 20.30

Ravenna Bronson

Inizio concerti ore 22

Wuerttembergishe Philharmonie Reutlingen direttore Michael Francis pianista Andrè Gallo musiche di G. Fauré, M. Ravel e A. Dvorak Giovedì 16 gennaio, ore 20.30

direttore e solista Alexander Lonquich musiche di L. van Beethoven, D. Sciostakovic Venerdì 16 maggio,ore 20.30

Rag, blues e altre storie... Enrico Pierannunzi,pianoforte Alessandro Carbonare,clarinetto Gabriele Pierannunzi,violino Mercoledì 7 maggio,ore 20.30

Orchestra da camera di Mantova

Calibro 35 Sabato 16 novembre

Scout Niblett Martedì 19 novembre

Squadra Omega + Fine Before You Came Sabato 23 novembre

Money Domenica 24 dicembre


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Julie’s Haircut + The Oscillation + Sonic Jesus + Fulkanelli

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Mercoledì 26 febbraio

Wooden Shjips

Sabato 7 dicembre

Giovedì 27 febbraio

Mount Kimbie

Brothers in Law + Be Forest Sabato 1 marzo

Trasmissions VII curated by A Hawk and A Hacksaw Domenica 8 dicembre

Bobo Rondelli e L’orchestrino Venerdì 13 dicembre

Summer Camp + Tiger! Shit! Tiger! Tiger! + Blackie Drago Sabato 14 dicembre

Rayon + Joasinho + Saroos Domenica 15 dicembre (ore 18)

Da giovedì 20 a domenica 23 marzo

King Khan and The Shrines Ravenna Mama’s Club via San Mama, 75 tel. 331 9118800 Inizio concerti ore 21.30

Magna Canta musica popolare occitano-piemontese Sabato 19 ottobre

Quartetto Klez Musica dai Balcani

His Clancyness + The Ian Fays + Lovespoon

I 25 anni della Scuola di Musica

Passatelli in Bronson terza edizione M+A + Levante + Joycut + Threelakes & The Flatland Eagles Sabato 21 dicembre

Diaframma

Fabbricazione, riparazione, restauro gioielli

Giovedì 10 aprile

Passatelli in Bronson terza edizione

Venerdì 20 dicembre

Gioielleria Laboratorio Orafo

Sabato 26 ottobre

Sabato 2 novembre

Trio Telyn Le Arpe di Tara Sabato 9 novembre

Tras an Ball Viaggio nelle musiche popolari europee

Mercoledì 25 dicembre

Sabato 16 novembre

I Monaci del Surf + Bradipos IV

Uribà

Sabato 4 gennaio

Folk della Liguria nascosta

Mr. Nothing

Sabato 23 novembre

Domenica 5 gennaio

Federico Lechner Trio Shannon Wright

Tangojazz

Mercoledì 12 febbraio

Sabato 30 novembre

Damien Jurado

Morone - Luna

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Canti lontani nel tempo Italian traditional songs Franco Morone,chitarra fingerstyle Raffaella Luna,voce Sabato 7 dicembre

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parole concerto di Andrea Lama,il cantautore dei bambini Domenica 5 gennaio,ore 15

Incisioni Quartetto Izutegui Musica da camera dei Paesi Baschi Koro Izutegui,pianoforte Luigi Lidonnici,oboe Piergiorgio Anzelmo,violoncello Nazzarena Galassi,voce Sabato 14 dicembre

recita-concerto di Danio Manfredini Venerdì 14 marzo,ore 21

Francesca Colli,voce Angelica Foschi,fisarmonica Sabato 4 gennaio

Bandeandrè ... Non ci sono poteri buoni!

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Gianluigi Tartaull,voce e chitarra Nazzarena Galassi,voce Caterina Sangiorgi,flauti e voce Loretta Pompignoli,percussioni Stefano Fabbri,percussioni Raimondo Raimondi,chitarra, mandolino,mandola Giacomo Sangiorgi,basso elettrico LucaVassura,fisarmonica Sabato 11 gennaio

Gadjoswing jazz manouche Augusto Creni,chitarra Leonardo Spinedi,chitarra MicheleVillari,clarinetto Marco Contessi,contrabbasso Sabato 18 gennaio

Ginevra Di Marco canzone d’autore e popolare Ginevra Di Marco,voce Francesco Magnelli,pianoforte e magnellophoni Andrea Salvadori,chitarra classica, tzouras e elettronica Sabato 25 gennaio

Ravenna Teatro Rasi via di Roma, 39 www.ravennateatro.com www.capitra.it

Briccobracco ovvero Coloriamo le

Vittorio Bonetti,piano e voce Andrea Morelli,chitarre Fabio Nobile,batteria Enzo Frassi,basso Venerdì 8 novembre

Lido Adriano Cisim

Fab V feat Back to Beatles

viale Parini, 48 tel. 0544 36239

Mark Fashon,voce e chitarra acustica Massimiliano Salani,voce e tastiere Emmanuele Modestino,voce e chitarra elettrica Fabrizio Bertolucci,basso Alessandro Matteucci,batteria Mara Mazzei,voce Quartetto d’archi Orizzonti Sonori Venerdì 15 novembre

Inizio concerti ore 21.30

Portofado Quartet

Il meglio della canzone italiana d’autore, dagli anni ’60

Primo&Squarta + Mezzosangue in apertura Malestremo Gang (Ravenna),Hosting Kugio (Family P.),a seguire djset a cura di Dj Nersone e Dj Bless Venerdì 25 ottobre

Addio triste lunedì live di Cacao,R.Y.F.e micromAssive Lunedì 4 novembre

in apertura Mara,a seguire ascolti musicali a cura di Borguez Venerdì 8 novembre

UNDER Festival tre serate di live,djset e workshop con i maggiori nomi della scena underground del rap italiano Da venerdì 15 a domenica 17 novembre

Cesare Basile Mercoledì 18 dicembre

End of the Weak

via Cavour, 10 tel. 0544 587641

Dal labbro il canto estasiato concerto lirico in omaggio al bicentenario verdiano Catina Florio,soprano Giorgio Casciarri,tenore Maurizio Leoni,baritono Fabrizio Milani,pianoforte musiche di GiuseppeVerdi Venerdì 18 ottobre,ore 20.45

Viller Valbonesi

Venerdì 22 novembre

pianoforte musiche di F.Schubert,F.Chopin,F.Liszt Sabato 26 ottobre,ore 20.30

Alessandro Ristori & The Portofinos

Matthew Lee Rock & Roll Show Matthew Lee,piano e voce Frank Carrera,chitarra JJ Latini,basso Matteo Pierpaoli,batteria Davide Di Gregorio,sax Dino Gnassi,trombone Marco Coacci,hammond Venerdì 6 dicembre

The NP Big Band Il meglio degli anni ’30 e ’40 Venerdì 13 dicembre

Simona Molinari Septet

Piangipane Teatro Socjale

Quartetto d’archi dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini Cosimo Paoli,Roberto Terranova,violini Flavia Giordanengo,viola Enrico Graziani,violoncello musiche di J.Strauss jr.,F.Kreisler,S. Casadei,S.Joplin,G.Gershwin,C. Gardel,A.Piazzolla Mercoledì 30 ottobre,ore 20.45

Quintetto d’ottoni dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini Nicola Baratin,Guido Masin,trombe Simone Ciro Cinque,corno Valerio Mazzucconi,Gianluca Tortora, tromboni musiche di J.S.Bach,S.Barber,G.Verdi, G.Bizet,R.Wagner,E.Morricone,L. Bernstein,D.Short Giovedì 7 novembre,ore 20.45

La grande orchestra

via Piangipane, 153 www.teatrosocjale.it

Vittorio Bonetti Quartet

Russi Teatro Comunale

Serata di gala

live di Rancore & Dj Myke Sabato 25 gennaio

Inizio concerti ore 22

(gli spettacoli musicali continuano ogni venerdì fino all’11 aprile)

La voce artistica

Venerdì 29 novembre

Sacri Cuori suonano “Danza del Ventre” di Francesco Giampaoli

Venerdì 10 gennaio

con Dena De Rose Quartet Soul Venerdì 20 dicembre

Radio Amica Compagnia di operette La Belle Epoque

allievi del maestro Donato Renzetti musiche di F.J.Haydn,F.Mendelssohn Sabato 16 novembre,ore 20.30

Voci dell’Accademia di Belcanto Mirella


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Freni La grande orchestra

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Incanti sonori per piccola orchestra

direttore NicolaValentini musiche di G.Rossini,G.Donizetti,G. Verdi Domenica 8 dicembre,ore 17

Faenza Ridotto del Teatro Masini piazza Nenni, 2 tel. 0546 21306

Il piano e il forte percorsi nella letteratura pianistica con gli studenti delle classi di pianoforte della Scuola di musica Sarti Domenica 20 ottobre,ore 16

Giuseppe Albanese in concerto (piano solo) Domenica 20 ottobre,ore 21.15

Edith, Edith Le canzoni della Piaf con Daniela Piccari Domenica 27 ottobre,ore 21

Giampiero Rigosi e Faxtet Allucinèscion Una storia di jazz racconto in musica dedicato a Chet Baker Giovedì 31 ottobre,ore 21

W Verdi omaggio aVerdi nel bicentenario della nascita.Con il coro lirico SartiTassinari

Musiche da camera grande repertorio cameristico e le stagioni diVivaldi Domenica 3 novembre,ore 21

Sarti Sax Connection ensemble di sax diretti da Emiliano Rodriguez e Scuola di Musica Sarti. Domenica 10 novembre,ore 21

Lugo Teatro Rossini piazzale Cavour, 17 tel. 0545 38542 Inizio concerti ore 20.30

La soluzione Made in Italy che aspettavi nella tua città: 800 193744

A.Vivaldi,Le quattro stagioni B.Britten,Simple Symphony,op.4 per archi G.Holst,St. Paul’s Suite,op.29 n.2

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Mihaela Costea,violino solista Viktoria Borissova,violino concertatore Archi della Filarmonica Arturo Toscanini Martedì 19 novembre

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Affecta Improvvisazioni per pianoforte sui 48 affetti dell’Etica (1677) di Spinoza musica di Pier Marco Turchetti pianoforte Pier Marco Turchetti Mercoledì 27 novembre

Petr Il’ic Tschaikovskij Concerto in re maggiore per violino e orchestra op.35 Lo schiaccianoci,suite dal balletto op. 71a Sarah Nemtanu,violino Lawrence Foster,direttore Filarmonica Arturo Toscanini Domenica 22 dicembre

Fryderyk Chopin Trois Nocturnes op.9 Berceuse in re bemolle maggiore op.57 Tarantella in la bemolle maggiore op.43 Andante Spianato et Grande Polonaise Brillante in mi bemolle maggiore op.22 Ballata n.4 in fa minore op.58 Sonata n.3 in si minore op.58 Maria Perrotta,pianoforte Martedì 21 gennaio

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chiusura dell’anno corelliano La Grande Orchestra direttore NicolaValentini musiche di A.Corelli,F.Geminiani,G.F. Handel,G.Tartini Venerdì 20 dicembre I.Stravinsky,Scherzo à la russe F.J.Haydn,Sinfonia n.93 in re maggiore Hob I:93 M.Musorgskij,“Quadri di un’esposizione”(versione per orchestra di Maurice Ravel) direttore Roberto Abbado Filarmonica Arturo Toscanini Domenica 23 febbraio

Haydn - Mozart F.J.Haydn,Sinfonia n.104 in re maggiore “London” Concerto n.1 in do maggiore per violoncello e orchestra W.A.Mozart,Sinfonia n.41 in do maggiore KV 551 “Jupiter”

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Enrico Bronzi,violoncello direttore Rinaldo Alessandrini Filarmonica Arturo Toscanini Domenica 30 marzo

Fusignano Auditorium Corelli corso Emaldi, 109 tel. 0545 955672 Inizio concerti ore 21

Viller Valbonesi pianoforte musiche di F.Schubert,F.Chopin,F.Liszt Venerdì 25 ottobre

Fusignano Teatro Moderno corso Emaldi, 32 tel. 0545 954194

La Traviata Orchestra Corelli Sabato 19 ottobre,ore 21

Pierino e il lupo di Sergej Prokofev Associazione musicale Diapason Domenica 27 ottobre,ore 17

Una serata con Etta James FVenerdì 8 novembre,ore 21.30

Germano Bonavieri Venerdì 22 novembre,ore 21.30

Solisti Veneti direttore Claudio Scimone Venerdì 13 dicembre,ore 21

Bandeandrè Caro Fabrizio

Inizio concerti ore 21

4Love Gospel Quartet

Una goccia di splendore Jamina,tribute band ufficiale della Fondazione De Andrè Venerdì 7 febbraio

Giovanni Guidi Jazz Trio Late Blue Venerdì 28 febbraio

direttore NicolaValentini musiche di G.Rossini,G.Donizetti,G. Verdi Sabato 7 dicembre

Concerto straordinario in

Giovedì 14 novembre,ore 21

The Shore Fabio Mina e Marco Zanotti Domenica 17 novembre,ore 16

Niccolò Bossini

Concerto corale di Primavera

Venerdì 6 dicembre,ore 21

concerto jazz Sabato 3 maggio

Fratelli Mancuso

Longiano Teatro Petrella

Sabato 14 dicembre,ore 21

piazza San Girolamo, 2 tel. 0547 665113

Virginiana Miller Venga il Regno Tour Giovedì 3 ottobre,ore 21

Baldini e dintorni reading poetico/musicale con Liana Mussoni,Ilario Sirri e Fabrizio Flisi Venerdì 25 ottobre,ore 21

Cantu, il canto dell’anima

Omaggio a Errico Petrella nel bicentenario della nascita musiche e letture da I Promessi Sposi Domenica 15 dicembre,ore 21

4Love Gospel Quartet concerto di Natale Domenica 22 dicembre,ore 21

Venerdì 24 gennaio,ore 21.30

Viale Mazzini Quartet Omaggio a Mina

La grande orchestra

Voci dell’Accademia di Belcanto Mirella Freni La grande orchestra

Acoustic Concert

concerto di Natale Lunedì 23 dicembre

Vladimir Denissenkov

Rimbamband

concerto di fisarmoniche Domenica 27 ottobre,ore 16

Il Sol ci ha dato alla testa

I Ticers (featuring Mao)

Nico Note

Venerdì 21 febbraio,ore 21.30 allievi del maestro Donato Renzetti Xxx musiche di F.J.Haydn,F.Mendelssohn Venerdì 15 novembre

(Motorpsycho)

Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saens Associazione musicale Diapason Domenica 2 marzo,ore 17

S.Castiglia,Marcello J.Detti,E.Mao Bocchini Domenica 3 novembre,ore 16

Giacomo Toni Luca Sapio and Capiozzo e Mecco Band

Piano Solo Tour Venerdì 8 novembre,ore 21

Giovedì 2 gennaio,ore 21

Emotional Cabaret Sabato 11 gennaio,ore 21

John De Leo e Fabrizio Puglisi Jazz Duo Sabato 18 gennaio,ore 21

Venerdì 14 marzo,ore 21.30

Bruno Cesselli Jazz Trio

Argenta Teatro dei Fluttuanti

concerto di fisarmoniche Domenica 10 novembre,ore 16

via Pace, 2 tel. 0532 805344

Bol&Snah

Marco Ligabue Giovedì 23 gennaio,ore 21

Femmefolk Venerdì 7 marzo,ore 21


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cartellone Dialettale Ravenna Teatro Rasi via di Roma, 39 tel. 0544 591715 Inizio spettacoli ore 15

I più grandi tributo ai cantautori italiani Luigi Tenco, Gino Paoli, Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Ivano Fossati, Fabio Concato, Riccardo Cocciante, Mia Martini spettacolo fuori abbonamento Domenica 20 ottobre

Domenica 16 marzo

A be’ l’acqua La Rumagna inte tu cor Società Canterini Romagnoli - Gruppo Corale “Pratella Martuzzi”di Ravenna spettacolo fuori abbonamento Giovedì 26 dicembre

via XX Settembre, 125 tel. 0544 975166 Inizio spettacoli ore 21

S. Pietro in Vincoli Teatro Manzoni via Gambellara, 10 tel. 0544 591715

Al cev, una vasca e Parigi Compagnia “La Zercia” di Forlì Sabato 11 gennaio

Al tre sureli

Inizio spettacoli ore 21

Compagnia “Quii de Seneat” di Villanova di Bagnacavallo Domenica 29 dicembre

Una dona da sunzen

Briccobracco

Un prucess fat par ridar

Compagnia Hermanos di Longiano Sabato 1 febbraio

Compagnia Cvì de Magazén di Ravenna Sabato 9 novembre

E vampiro

ovvero “Coloriamo le parole” concerto di Andrea Lama, il cantautore dei bambini spettacolo fuori abbonamento Domenica 5 gennaio

Di so fantesma Compagnia “Cvì de magazén” di S. Antonio - Ravenna Domenica 12 gennaio

L’ora de quajon Compagnia “La Caveja” di Ravenna Domenica 19 gennaio

Cavalleria Rusticana Pagliacci

Non sparate sul postino!

Compagnia Piccolo Teatro Città di Ravenna – GAD Gino Caprara Domenica 30 marzo

Cervia Teatro Comunale

Compagnia di opere in play-back “I Mimi della Lirica” di Ravenna Domenica 2 febbraio

Un viaz a l’arversa

“Laboratorio Italiano” del Piccolo Teatro Città di Ravenna Domenica 27 ottobre

Gruppo Teatrale “La Compagine”di Lugo Domenica 9 febbraio

Una zurneda all’agriturisom

Compagnia GAD Città di Lugo Sabato 26 ottobre

E vampiro Compagnia Piccolo Teatro Città di Ravenna Sabato 16 novembre

Quand e nas un vec Compagnia Filodrammatica Hermanos di Longiano Sabato 23 novembre

Bona nota avuchet Cinecircolo del Gallo Sabato 18 gennaio

La suocera

Compagnia Piccolo Teatro Città di Ravenna Sabato 15 febbraio

Tri dè int e’ Foran vec Compagnia I Giovani di Chiusura Sabato 1 marzo

Bagnacavallo Teatro Goldoni piazza Libertà, 18 tel. 0545 64330

Ridar da murì Compagnia “La Zercia” di Forlì Sabato 14 dicembre

Inizio spettacoli ore 21

Al tre bigoti

Compagnia GAD Città di Lugo sabato 7 dicembre

Compagnia “CDT La Rumagnola” di Bagnacavallo Sabato 21 dicembre

Una dona da sunzen

La bon anma

La moj de sciuparen

Compagnia La Caveja di Ravenna Sabato 14 dicembre

Sera l’os

Compagnia “P.G. Frassati” di Pieve Corleto Sabato 4 gennaio

A voj fe’ e cuntaden

Compagnia “La Broza” di Cesena Domenica 1 dicembre

Gruppo Teatrale “San Severo” di Ponte Nuovo - Ravenna Domenica 16 febbraio

Quand ch’us tneva l’oss avert

Sorelle in azione

Al tre bigoti

Compagnia “Nati per Caso” di Cervia Domenica 8 dicembre

Compagnia “CDT La Rumagnola” di Bagnacavallo Domenica 2 marzo

Al cev, una vasca e Parigi Compagnia “La Zercia” di Forlì Domenica 15 dicembre

A voj fe’ e cuntaden Compagnia “Amici del Teatro” di Cassanigo Domenica 22 dicembre

La moj de sciuparen Compagnia “P.G. Frassati” di Pieve Corleto Domenica 9 marzo

Associazione Filodrammatica Casa del Fanciullo di Imola Sabato 11 gennaio

E carburant Gruppo Teatrale “San Severo” di Ponte Nuovo - Ravenna Sabato 18 gennaio

Tre per uno

Compagnia “Amici del Teatro” di Cassanigo Sabato 21 dicembre

Al pianèl Compagnia TPR Doppio Gioco di Faenza Sabato 4 gennaio

Al tre bigoti Compagnia “CDT La Rumagnola” di Bagnacavallo Sabato 11 gennaio

Irma e Fred

ovvero “L’anima gemella” - “L’eredità” - “ Mammà”

Al cev, una vasca e Parigi

Compagnia di Teatro “Il Passaggio” di Ravenna

Compagnia Il Passaggio di Ravenna Sabato 25 gennaio

Compagnia “La Zercia” di Forlì Sabato 18 gennaio

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genius loci

Il Rossini di Lugo, il primo teatro con sala all’italiana della regione Emilia Romagna La costruzione venne deliberata nel 1757 e diretta dall’architetto Francesco Ambrogio Petrocchi di Paolo Bolzani

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Come scriveva Stefano Mazzoni nell’introduzione al volume I teatri storici in Italia (Electa, 1994) ci sono due idee di teatro «di lunga durata e di importanza capitale: quella espressa dal mondo classico […] e la sala “all’italiana”». Per quanto riguarda la seconda, l’evoluzione dei teatri italiani dal XVI al XVIII secolo ha inizio con l’Olimpico di Vicenza di Andrea Palladio, passa per il Ducale di Sabbioneta, il Farnese di Parma e molti altri, fino al Comunale di Bologna, per poi arrivare ai “templi della Lirica”: il teatro alla Scala di Milano (1776-1778), il teatro la Fenice di Venezia (1790-1792, ricostruito nel 1836 dai fratelli Meduna e nuovamente nel 2003), ed ancora, proseguendo all’inizio del XIX secolo, fino al nuovo San Carlo di Napoli (1817). Questi esempi testimoniano come il teatro sia concepito come una rappresentazione fisica e sociale della città, con ordini dei palchi quasi a ricordare gli esterni delle dimore private e la platea vista come “piazza del mondo”, inserita in un edificio autonomo espressamente destinato per gli spettacoli. Poi c’è il loggione e il grande arcoscenico, dietro il quale ha inizio lo spazio magico del palcoscenico, con quinte e retropalco, complessivamente vasto quanto la cavea teatrale. In Emilia Romagna per questo tipo di teatro abbiamo una data precisa. Nel 1755 il senato bolognese incarica il celebre architetto e scenografo Antonio Galli, detto il Bibiena, di redigere il nuovo progetto di quello che diventerà il teatro comunale della città felsinea. Problemi di carattere logistico, finanziario e acustico posticiperanno la inaugurazione del Comunale di Bologna al 1763. Per questo motivo il primo esempio nella nostra regione di teatro con sala all’italiana è il Teatro Rossini di Lugo, inaugurato due anni prima. La costruzione del teatro di Lugo venne deliberata infatti nel 1757 dal Consiglio della Comunità della città e nel luglio dell’anno successivo, per un preventivo di 2500 scudi, ebbero inizio i lavori, diretti dall’architetto della Comunità stessa, Francesco Ambrogio Petrocchi (Torricella di Lugano, 1706 c.–Lugo 1778) in una porzione dell’orto dei Carmelitani. Petrocchi erige i muri perimetrali, il tetto e le stanze di rappresentanza, mentre ancora a lui dovrebbe ascriversi il disegno della facciata, che si presenta con un sobrio impaginato tripartito da lesene e fasce orizzontali, in cui si aprono grandi finestre dalle cornici lievemente baroccheggianti,

A Petrocchi subentra Antonio Galli Bibiena che mette mano agli interni e completa l’opera nel 1761. Nel 1856 il teatro viene intitolato al Rossini e nel 1891 l’edificio viene ristrutturato dall’architetto Leandro Marconi. Pier Luigi Cervellati è l’autore di un “restauro conservativo” nel 1984-86 che ora ammiriamo con finitura dell’intonaco a calce con toni ben dialoganti con il vicino Pavaglione. Forse a causa di una disputa con un collega bolognese sulla sistemazione dell’interno del teatro nel 1760, Petrocchi lascia il cantiere e gli subentra Antonio Galli Bibiena (Parma 1697-Milano o Mantova 1774), della famosa dinastia di architetti-scenografi bolognesi, che lo porta a termine nel 1761, realizzando una cavea di quattro ordini di diciassette palchi ciascuno sviluppata su pianta a campana e una serie di decorazioni. Come argomentava Pier Luigi Cervellati, progettista del restauro del Teatro Rossini di Lugo nel 1984-86, Bibiena «interviene su molte cose, ma soprattutto opera nel fare le scene, il boccascena, le decorazioni dei palchi. Il suo intervento deve essere stato determinante per ciò che riguarda il risultato finale della

sala e grande deve essere stato il suo lavoro di superficie, di decoratore e scenografo, ma circa la struttura e l'impostazione della sala e dei palchetti, oltreché del palcoscenico, l'autore rimane il Petrocchi o meglio, lo stato di fatto deducibile dal rilievo attuale è assai simile al disegno del Petrocchi» (Il Rossini di Lugo. Sul restauro di un celebre teatro, 1986). Alle opere del Petrocchi e del Bibiena ne seguiranno altre, condotte nel 1819-21 da Leandro Marconi (Mantova 1763-Bologna 1837), membro di un’altra dinastia di architetti, tra cui emergerà il figlio Enrico (Henryk, Roma 1792 - Varsavia 1863), distintosi in particolare in Polonia. Henryk sarà a Lugo nel 1811, dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, per insegnare disegno nel Liceo della città di S. Ilario, dove collaborerà alla ricostruzione della chiesa di S. Ippolito. Nel 1819-21

Leandro Marconi modifica il profilo dei palchi e la struttura del boccascena, aggiunge il loggione e le decorazioni “a grottesche” dei palchi, con cartigli, motivi floreali, nastri, inseriti in specchiature dal semplice disegno geometrico.A suo tempo Cervellati commentava nel seguente modo il passaggio tra le due forme in pianta: «la tecnica è sempre stata nemica della conservazione del teatro. Prometeo è stato, fin dall’inizio, in agguato dietro le scene. La forma “a campana”, tanto cara ai rinomati Bibiena, fu considerata afona dai sapienti cultori del ritorno all’ordine neoclassico. La “campana” – in base al principio ritenuto “sacrosanto” della forma che stabilisce il contenuto – fu scalciata via dal “ferro di cavallo”. Le balaustre traforate non ressero alla dimostrazione che le onde sonore avevano la necessità di piani su cui rifrangersi e diffondersi per non disperdersi. Ma

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anche il piano, pur curvato, venne considerato “freddo” trasmettitore. Quindi drappeggi e tendaggi per assicurare timbri più morbidi, per spegnere echi, rifrazioni taglienti. L’udito è sempre stato un fatto soggettivo» (Il restauro del teatro equivale al restauro di uno strumento musicale, in un volume edito nel 1995 in cui si schedavano tutti i teatri storici dell’Emilia Romagna). Nel frattempo i lavori al teatro proseguono nel 1855 con una serie di decorazioni a stucco, tuttora visibili, eseguite da Benedetto Crescentini. Ed arriviamo al 1859, allorché il teatro venne intitolato a Gioacchino Rossini (1792-1868), che vive a Lugo nel 1802-04 e che nel 1806 suona il cembalo in questo teatro, mentre il padre Giuseppe è al corno da caccia. Il restauro del 1984-86 ci consegna il Rossini come lo vediamo ora, restituito ad una moderna fruizione mentre finalmente rivela la propria storia, con nuove e più approfondite conoscenze sul manufatto architettonico stesso, in particolare l’iden-

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tificazione dei lavori ottocenteschi a Marconi. Cervellati progetta e dirige significative opere di consolidamento, risanamento e restauro degli elementi di finitura (pavimenti, decorazioni sceniche, piano dei colori) e arredo (tappezzeria e poltroncine). Tuttora ammiriamo alle pareti coppie di candelabri in ottone ad inquadrare le maschere delle fasce marcapiano degli ordini, rifinite da un tono rosa antico che riprende quanto rinvenuto nel corso del restauro.Al gusto di Cervellati si deve specialmente la scelta del colore degli arredi, come spiegava egli stesso alla fine del restauro: «il Marconi era un purista, voleva che le aperture dei palchi fossero ben nette, ma è un errore, magari anche per la stessa acustica eliminare, per quanto possano sembrare espressioni carducciane, mantovane, imbottiture e tendaggi vari. Ho scelto un colore azzurrogrigiastro che mi pare s'intoni assai bene con il colore di fondo dei palchi affrescati, mettendo in risalto la struttura architetto-

nica della sala e permetta così il rifacimento in tutte le sue parti della tappezzeria, senza che queste si sovrappongano alternando il carattere del teatro dell'inizio Ottocento […]. Il grigio-azzurrato è anche il colore degli intonaci dei corridoi di accesso dei palchi e in generale delle pareti interne ed è impresso come se fosse una velatura, una patina data dal tempo su superfici ripristinate come erano quelle di una volta».

Il teatro è illuminato da un grande lampadario centrale di manifattura viennese ottocentesca, posto al centro del soffitto a lacunari in rilievo che si appoggia sulle archeggiature del loggione. La scenotecnica è invece opera dello scenografo Koki Fregni, che ha realizzato il nuovo sipario, con apertura “all’italiana” e “alla greca”, i macchinari di scena – graticcio, rocchettiera - e l’arlecchino sotto la parte superiore dell’arcoscenico.

Impermeabilizzazioni e coibentazioni su coperti civili e industriali Rifacimento terrazzi e balconi Lattoneria

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agenda Ottobre 2013 Sabato 12

Lunedì 21

L’ho fatto per il mio paese

Orlando in Purgatorio

con Antonio Cornacchione e Lucia Vasini

con Silvio Orlando, Carlo Ossola e Maria Laura Rondanini

Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Martedì 15 Prima del silenzio

di Giuseppe Patroni Griffi con Leo Gullotta Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 16 e il 17

Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza

Gaber se fosse Gaber

con Andrea Scanzi Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza. Repliche il 23 e il 24

agenda Novembre 2013 Sabato 2 Rumore di acque

Teatro delle Albe Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

Domenica 3 Homunculus

TCP Tanti Cosi Progetti

Piacenza maestro del coro Corrado Casati “DanzActori”Trilogia d’autunno Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 12 e il 15

La vita condominiale di Johnny Depp

Ore 19, Ardis Hall, Ravenna. Repliche fino al 9

con Gene Gnocchi e Marco Manchisi regia di Paolo Billi

Genesi

Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

da Giusi Quarenghi con Ferruccio Filipazzi (voce), Walter Prati (violoncello), Massimo Ottoni (disegni sulla sabbia) regia di Piera Rossi Teatri del Sacro e Accademia Perduta/Romagna Teatri Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza

Venerdì 8 Macbeth

melodramma in quattro atti libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei dalla omonima tragedia di William Shakespeare musica di Giuseppe Verdi direttore Nicola Paszkowski regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di

Teatro del Drago

da Giovanni Pascoli con Giuseppe Battiston, voce e Gianmaria Testa, voce e chitarre Regia di Giuseppe Battiston Produzioni Fuorivia

Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo

Masini, Faenza. Replica il 26

Baldini e dintorni

Lunedì 28

reading poetico-musicale con Liana Mussoni, Ilario Sirri e Fabrizio Flisi

Nikola Tesla. Lectures

Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Ore 21, Ridotto del Teatro

Sabato 9 Otello

dramma lirico in quattro atti libretto di Arrigo Boito dalla tragedia Othello di William Shakespeare musica di Giuseppe Verdi direttore Nicola Paszkowski regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti Orchestra Giovanile Luigi Cherubiniì Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Coro di Voci Bianche Ludus Vocalis diretto da Elisabetta Agostini “DanzActori”Trilogia d’autunno

Se si può raccontare

Marina Senesi Ore 21, Ridotto del Teatro

Masque Teatro Masini, Faenza. Replica il 29

Martedì 22

Venerdì 25

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Italy - Sacro all’Italia raminga

Misaccordi

Iris Danza

Giovedì 31

Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza. Replica il 26

Halloween, un pomeriggio... lungo una notte

Domenica 27

in collaborazione con Ravenna Cinema

Pinocchio

con Antonio Salines, Edoardo Siravo, Silvia Ferretti, Paola Rinaldi, Marina Bonfigli regia di Giulio Bosetti Teatro Carcano di Milano Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Domenica 10 Falstaff

commedia lirica in tre atti libretto di Arrigo Boito dalla commedia Le allegre comari di Windsor e dal dramma Enrico IV di William Shakespeare musica di Giuseppe Verdi direttore Nicola Paszkowski regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati “DanzActori”Trilogia d’autunno Ore 15.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 14 (ore 20.30) e il 17 (ore 15.30)

Sette note in fuga

Fondazione Sipario Toscana Ore 16, Teatro Masini, Faenza

A... Pulcinella

La Casa di Pulcinella/Paolo Comentale Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Ore 17.30, Almagià, Ravenna

Mercoledì 13 End of the Rainbow

con Monica Guerritore Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Giovedì 14 Incantati - Parabola dei fratelli calciatori

testo e regia Marco Martinelli con Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Michela Marangoni, Laura Redaelli Teatro delle Albe Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna. Repliche tutti i giorni (escluso lunedì 18) fino al 24 novembre (domenica ore 15.30)

Venerdì 15 Servo di scena

di Ronald Harwood con Franco Branciaroli,Tommaso Cardarelli Scene e costumi di Margherita Palli Regia di Franco Branciaroli Fondazione Teatro Stabile di Brescia Teatro De Gli Incamminati Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 16 e il 17 (ore 16 e 20.30)

Dé-livrance

Pardès Rimonim Ore 21, Almagià, Ravenna

Sabato 16

Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 13 e il 16

Cobain Affaire

Uomo e galantuomo

Sei personaggi in cerca di autore

Ortographe serata ludica

di Eduardo De Filippo regia di Alessandro D’Alatri

di Luigi Pirandello

Ore 18, Cisim, Lido Adriano

Ore 21, Teatro Comunale,


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agenda Novembre 2013

Casa delle Arti per l’Infanzia, Ravenna. Fino al 21 dicembre

Venerdì 22 survivre?

Pardès Rimonim e menoventi Conselice

di Carlo Lucarelli adattamento e regia di Sergio Ferrentino Fonderia Mercury

con Monica Camporesi,Tanja Horstmann,Angela Pezzi, Maria Regosa, Renato Valmori e l’attrice ex-operaia dell’OMSA Angela Cavalli regia di Alberto Grilli Teatro Due Mondi

Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Domenica 17

Radiogiallo

Fagiolino asino d’oro

Teatro del Drago Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Strega Bistrega

Ruota Libera Teatro Ore 17, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Lavoravo all’Omsa

Ore 21, Ardis Hall, Ravenna

Chez Maxim - Le più belle pagine dell’Operetta

Compagnia Belle Epoque

Ore 11.30, Teatro Rasi, Ravenna

Goccia a goccia

Ferruccio Filipazzi

Compagnia Belle Epoque

Un po’ di me

di Agatha Christie regia di Stefano Messina

con Giuseppe Giacobazzi di Andrea Sasdelli Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

Mercoledì 20 Fest 2013

teatro, danza, musica, arte performativa, atelier, incontri per genitori accompagnati dai bambini

Trappola per topi

Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Domenica 24 Teo ha le orecchie curiose

Venerdì 6 Le rane

di Aristofane con Roberto Abbati e Paolo Bocelli Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Mercoledì 4

Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 5 e il 6

Giovedì 5

di Agatha Christie Teatro Vittoria / Attori & Tecnici

Sabato 7 Goccia a goccia. Le avventure di un piccolo fiume

Ferruccio Filipazzi Ore 21, Teatro Comunale, Cervia

Nascosto dove c’è più luce

testo e regia Gioele Dix con Gioele Dix, Cecilia Delle Fratte

Domenica 8

Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 6, il 7 e l’8 (ore 15.30)

Drammatico Vegetale

Donne che corrono dietro ai lupi

Tanti Cosi Progetti

con Debora Villa

Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano

Uno, due, tre... Ore 11.30, Teatro Rasi, Ravenna

Il lupo e i sette capretti

Ore 21, Teatro Comunale, Cervia

Gran Galà dell’Operetta Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

fuori fuoco

TeatrOnnivoro Ore 22, Valtorto, Ravenna. Repliche tutti i giorni (eccetto il 2 e il 5) fino all’8, ore 21

Teatro del Drago

Sabato 30

Ore 10, 11.30 e 16.30, Almagià, Ravenna

Bonecos de Santo Aleixo

Auto da criação do mundo Ore 21, Almagià, Ravenna

Jack e il fagiolo magico

La tela del ragno

di Neil Simon con Eros Pagni e Tullio Solenghi

Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Sabato 23

Ore 17, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

I ragazzi irresistibili

di Neil Simon con Vanessa Gravina, Stefano Artissunch,Valeria Ciangottini, Libero Sansavini, Federico Fioresi

Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza

Compagnia Fratelli di Taglia

Lo splendore dei supplizi

Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano

Fibre Parallele

Martedì 26

La Fondazione

La Fondazione

Ore 21, Teatro Masini, Faenza.

Che sì che no

A piedi nudi nel parco

Venerdì 29

regia di Valerio Binasco con Ivano Marescotti

Drammatico Vegetale

Mercoledì 27

Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

agenda Dicembre 2013 Domenica 1

Repliche il 27 e il 28

Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

regia di Valerio Binasco con Ivano Marescotti Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 1 dicembre

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agenda Dicembre 2013

Compagnia Daniele Ninarello Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 17, il 18 e il 19

Al giorno d’oggi non esiste più il futuro di una volta

Martedì 17

con Andrea Mingardi Il muro - Piccola opera rock

scritta e diretta da Angelo Longoni con Ettore Bassi e Eleonora Ivone Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 9

Martedì 10 Il Principe

di Niccolò Machiavelli con Giuliana Colzi,Andrea Costagli, Dimitri Frosali Elaborazione, scene e regia di Stefano Massini Arca Azzurra Teatro

Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Venerdì 13 Fabbrica

scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini

Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo

Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

La vertigine della verità - Taking care of baby

Sabato 14

Accademia degli Artefatti con Isabella Ragonese Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Mercoledì 11 74

di Agatha Christie con Annalisa di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Paolo Zuccari, Roberto della Casa,Andrea Lolli, Claudia Crisafio, Elisa di Eusanio regia di Stefano Messina Attori e Tecnici

6° (Sei gradi)

Danzaora Nuove frontiere del Flamenco

Rocío Molina Company Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 15 (ore 15.30)

con Giobbe Covatta Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

Giovedì 12 Trappola per topi

Ancora un cappuccetto rosso!

Teatro del Canguro Ore 21, Teatro Comunale, Cervia

Rock Rose Wow

agenda Gennaio 2014 Sabato 4 Storia di elfi e folletti

La Baracca Ore 16.30, Teatro Comunale, Russi

Gran concerto di operetta

le arie e i cori più celebri soprano Jenny Ballarini tenore Vladimir Reutov orchestra “Alighieri” coro “Calamosca–Mariani” direttore Carlo Argelli Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

Domenica 5 Il cubo magico

Pandemonium Teatro Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano

Lunedì 6 Tutti vanno alla capanna

Teatro alla Panna Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Ore 21, Teatro Comunale, Conselice

Domenica 15 Piccolissimo

Teatro del Drago Ore 11.30, Teatro Rasi, Ravenna

L’orchetto

Giovedì 19 Il sosia di lui

con Paolo Cevoli Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Aquiloni

di e con Paolo Poli Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 20

Attento Pierino... arriva il lupo!

Venerdì 20

Baule Volante

Cantando sotto la pioggia

Ore 17, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Compagnia Corrado Abbati

Lunedì 16

Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

No Mtv Awards Usa!

Sabato 21

con Gene Gnocchi

La vie parisienne

Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

RIII - Riccardo Terzo

di William Shakespeare con Alessandro Gassmann Ideazione scenica e regia di Alessandro Gassmann Teatro Stabile del Veneto/Fondazione Teatro Stabile di Torino/Società per Attori

Compagnia Teatro Musica Novecento Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

Sotto la neve. Minuetto d’inverno

Accademia Perduta / Romagna Teatri Ore 21, Teatro Comunale, Cervia

Il servitore di due padroni

Nuda proprietà

da Carlo Goldoni ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione,Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Teatro Metastasio di Prato

di Lidia Ravera con Lella Costa e Paolo Calabresi

Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 10, l’11 e il 12 (ore 15.30)

Mind Juggler

Lunedì 13 con Michele Foresta (Mr Forest) Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

di Luigi Pirandello con Lucrezia Lante della Rovere

Mercoledì 15

Giovedì 9

Ore 21, Almagià, Ravenna

Ore 16, Teatro Masini, Faenza

Come tu mi vuoi

Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica l’8

Fattoria Vittadini e matanicola

Accademia Perduta

Mr Forest Show

Martedì 7

To this purpose only

Ballo al Savoy

Compagnia Teatro MusicaNovecento Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 17 e il 18

con Francesco Tesei Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Venerdì 17 Oscura immensità

di Massimo Carlotto con Giulio Scarpati, Claudio Casadio Teatro Stabile del Veneto Accademia Perduta-Romagna Teatri Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 18 e il 19 (ore 16 e 20.30)

Nudi e crudi

Giovedì 16

di Alan Bennet con Alessandra Faiella, Max Pisu Teatro della Cooperativa

Requiem

Bionda Zabaione

di Giuseppe Bellosi

con Maria Pia Timo

Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Ore 21, Teatro Comunale, Cervia

Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo


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agenda Gennaio 2014

La bella addormentata

Balletto di Mosca “La Classique” musiche Peter Ilyich Tchaikovsky coreografia Marius Petipa Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Emilia trattino Romagna

con Duilio Pizzocchi e Andrea Vasumi Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Sabato 18 Workwithinwork Rain Dogs

Compagnia Aterballetto Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 19 (ore 15.30)

L’ho fatto per il mio paese

regia di Daniele Sala con Lucia Vasini e Antonio Cornacchione Ore 21, Teatro Comunale, Conselice

Domenica 19 I rompiscatole

Fabrizio Silei Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna

Il tenace soldatino di stagno e altre storie

Il Baule Volante Ore 16, Teatro Masini, Faenza

Fagiolino medico per forza

I Burattini di Mattia Zecchi Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Joseph Kids

CorpoCeleste/Alessandro Sciarroni Ore 16.30, Almagià, Ravenna

La cicala e la formica

Accademia Perduta Ore 17, Teatro Moderno, Fusignano

Mercoledì 22

Domenica 26 La Principessa di Ravenna e il Folletto della pineta

Vladimiro Strinati Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna

Cantando sotto la pioggia

Compagnia Corrado Abbati Ore 16, Teatro Masini, Faenza

Discorso grigio

Fanny & Alexander Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza

Gran Varietà dei Burattini

Teatro dell’Aglio Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Venerdì 24 Luisa Miller

Un anatroccolo in cucina

Roberto Papetti Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna

I tre porcellini

Fontemaggiore Ore 16, Teatro Rossini, Lugo

Due burattini e un bebè

con Pamela Villoresi, Romina Mondello, Luigi Diberti, Massimiliano Franciosa. Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

MolièrePetitoBlok - da Il signor di Pourceaugnac alle opere di Antonio Petito e Aleksandr Blok

con Mirko Calemme, Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso,Valeria Pollice,Tonino Stornaiuolo, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella regia Emanuele Valenti Punta Corsara Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 31 gennaio, l’1 e il 2 febbraio (ore 15.30)

Lavori in corso

con Ale e Franz

Eccentrici Dadarò

Cantare all’amore

Segno zodiacale operaio

Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 26 (ore 15.30)

Compagnia La Ballata dei Lenna

con Vito

Ore 21, Oratorio dell’Annunziata, Solarolo

Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Mercoledì 5

Sabato 8

Un po’ di me (Genesi di un comico)

Kaze Mononoke

Ore 16.30, Teatro Comunale, Russi

Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Martedì 28

Venerdì 31

Alice underground

La sagra della primavera - Paura e delirio a Las Vegas

da Lewis Carroll con Elena Russo Arman, Ida Marinelli, Ferdinando Bruni Teatro dell’Elfo Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo

Mercoledì 29

con Giuseppe Giacobazzi

Ferramenta ludica

Eva contro Eva

melodramma tragico in tre atti libretto di Salvatore Cammarano dal dramma Kabale und liebe di Friedrich Shiller musica di Giuseppe Verdi Solisti del Corso d’alto perfezionamento per interpreti del canto con specializzazione nel repertorio verdiano direttore Donato Renzetti regia Leo Nucci Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati

agenda Febbraio 2014 Domenica 2

Giovedì 30

Il lupo e i sette capretti

Ore 21, Teatro Comunale, Cervia

Teatrino dell’Erba Matta Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Venerdì 7

Mercuzio ed altre utopie

Teatro Stabile di Verona

Compagnia della Fortezza

Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche l’8 e il 9 (ore 16 e 20.30)

Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza

Martedì 4 Come tu mi vuoi

Compagnia Vladimiro Strinati

con Lucrezia Lante della Rovere

Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 5 e il 6

Tutto Shakespeare in 90 minuti

20 decibel

di e con Cristina Rizzo Ore 21, Almagià, Ravenna

Lavori in corso

con Ale e Franz Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

Dacru Dance Company Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 9 (ore 15.30)

La vertigine della verità - Taking care of baby

con Isabella Ragonese Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

La mostra

con Simona Marchini e Alessio Sardelli Ore 21, Teatro Comunale, Conselice

di e con Fabiana Ruiz Diaz e Giacomo Costantini Circo El Grito - Sosta Palmizi

Domenica 9

Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Ore 15.30, Vulkano, S. Bartolo, Ravenna

Quattro volte Andersen

Drammatico Vegetale

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agenda Febbraio 2014

Il brutto anatroccolo

Teatro dell’Acquario Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Mamma sale Papà pepe

Elsinor Le allegre farse

Teatro dell’Aglio Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Mercoledì 12 L’invenzione della solitudine

di Paul Auster con Giuseppe Battiston Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Giovedì 13 Ciaikovskij Suites

Estratti da Il lago dei cigni, La bella addormentata, Schiaccianoci Musiche di Pëtr Il’ic Ciaikovskij Coreografie di Matteo Levaggi Balletto Teatro di Torino Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo

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Sabato 15

Ore 16.30, Teatro Comunale, Russi

Pop Up

Teatro delle Briciole - I Sacchi di Sabbia

Croce e martello

Ore 17, Teatro Rasi, Ravenna

Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Il furioso all’isola di San Domingo

Lunedì 17

melodramma in due atti libretto di Iacopo Ferretti musica di Gaetano Donizetti direttore Giovanni Di Stefano regia Francesco Esposito Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 16 (ore 15.30)

Non ci crederanno mai!

con Vito & Andrea Cosentino

Nomi, cognomi e infami

di e con Giulio Cavalli Ore 21, Teatro Comunale, Conselice

Domenica 23 Sogno di un valzer

Compagnia Corrado Abbati Ore 16, Teatro Masini, Faenza

Peter Pan

Teatro del Canguro Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Faenza Cabaret – Premio Alberto Sordi

Mercoledì 26

Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Bon Dimanche

Mercoledì 19

con Emanuela Aureli e Edoardo Siravo

Il mistero dell’assassino misterioso

Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 27

con Lillo e Greg Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

Una piccola impresa meridionale

Fantasia

Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Compagnia Mvula Sungani Ore 21, Teatro Masini, Faenza

con Rocco Papaleo

Giovedì 27

Stasera non escort

Teatro Barattoni

Giovedì 20

Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Ma l’amore no

con Rita Pelusio,Alessandra Faiella, Margherita Antonelli e Claudia Penoni

Il malato immaginario

Ensemble Mosaici Sonori

con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni

Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 21, il 22 e il 23 (ore 15.30)

Teresa la ladra

Sabato 22

Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Trilogia dell’assenza

Compagnia DramaLab Ore 21, Oratorio dell’Annunziata, Solarolo

Venerdì 14 Croce e martello

Domenica 16 Alice attraverso lo specchio

Drammatico Vegetale Ore 16, Teatro Rossini, Lugo

Fiabe ritrovate

Fontemaggiore Ore 16, Teatro Masini, Faenza

Al Castello di Vallecupa

Loretta Strong

con Mariangela d’Abbraccio

Phoebe Zeitgeist

Venerdì 28

Ore 21, Cisim, Lido Adriano

L’abito fa il monaco

Lolita

di e con Marco Belpoliti Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

con Vito e Andrea Cosentino

I Burattini della Commedia dell’Arte

Babilonia Teatri / Napoli Teatro Festival Italia

G&G: Omaggio a Giorgio Gaber

Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Socìetas Raffaello Sanzio

con Ale e Franz

Ore 21, Ridotto del Teatro Masini, Faenza

Ore 21, Teatro Masini, Faenza

agenda Marzo 2014

Giovedì 6 Oscura immensità

Sabato 1 I tre porcellini

Fontemaggiore Ore 16.30, Almagià, Ravenna

Infinita

di e con Björn Lesse, Benjamin Reber, Hajo Schüler, Michael Vogel Scene di Michael Ottopal Costumi di Eliseu R.Weide

Regia di Michael Vogel, Hajo Schüler Familie Flöz/Admiralspalast Berlino Theaterhaus di Stoccarda Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 2 (ore 16 e 20.30) e il 3

Domenica 2 Dialogo degli schiavi

da L’oscura immensità della morte di Massimo Carlotto con Giulio Scarpati, Claudio Casadio regia Alessandro Gassmann Teatro Stabile del Veneto,Accademia Perduta/Romagna Teatri Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 7, l’8 e il 9 (ore 15.30)

Lavori in corso

Venerdì 7 Musica Divina

musiche di M.Nyman, P.I. Ciaikovskij coreografie di Matteo Levaggi Balletto Teatro di Torino Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Per non morire di mafia

con Sebastiano Monaco Sicilia Teatro Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta


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agenda Marzo 2014

Compagnia Almatanz e Grazia Galante Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Imprò: match di improvvisazione teatrale

L’impresario delle Smirne

di Carlo Goldoni con Valentina Sperlì Ore 21, Teatro Masini, Faenza. Repliche il 26 e il 27

Vanjuska Moj

I sette fratelli Cervi

05 Quarto Atto

Mercoledì 26

Nando e Maila

drammaturgia e regia di Ivano Marescotti

Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Tattoo

Ore 21, Teatro Comunale, Conselice

Sabato 22

Ore 21, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Sabato 8 La Bella e la Bestia

Teatro del Canguro Ore 17, Teatro Rasi, Ravenna

Domenica 16 Il Cantafavole

Kosmicomico Teatro

La scuola

con Silvio Orlando e Marina Massironi

Ore 16, Teatro Rossini, Lugo

Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

La Duchessa di Chicago

Martedì 18

Domenica 23

Compagnia Italiana di Operette

Se il tempo fosse un gambero

Fratto_X

Ore 16, Teatro Masini, Faenza

commedia musicale di I. Fiastri e B. Zapponi musiche di Armando Trovajoli Capit Ravenna

Antonio Rezza e Flavia Mastrella

Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

Una piccola impresa meridionale

Domenica 9

Fagiolino e il canto del diavolo

Le Teste di Legno Ore 16, Sala Polivalente di Palazzo Bellini, Comacchio

Mercoledì 19 La Bella e la Bestia

Teatro del Canguro Ore 16.30, Teatro Comunale, Russi

Martedì 11 Oscura immensità

di Massimo Carlotto con Giulio Scarpati e Claudio Casadio regia di Alessandro Gassmann Ore 21, Teatro Goldoni, Bagnacavallo

Venerdì 14 Incisioni

recita-concerto di Danio Manfredini Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

Cinquanta sfumature di Pintus

con Pintus Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

Sabato 15 Il matrimonio segreto

dramma giocoso in due atti di Giovanni Bertati musica di Domenico Cimarosa direttore Julian Kovatchev regia Italo Nunziata Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Coro del Teatro Municipale di Piacenza maestro del coro Corrado Casati Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 16 (ore 15.30)

Dopo il silenzio

da Pietro Grasso con Sebastiano Lo Monaco regia di Alessio Pizzech Sicilia Teatro Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Giovedì 20 La discesa di Orfeo

di Tennessee Williams con Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Edoardo Ribatto, Luca Toracca, Cristian Giammarini, Corinna Agustoni, Sara Borsarelli, Elio De Capitani, Debora Zuin, Marco Bonadei, Carolina Cametti, Alessandra Novaga drammaturgia e regia Elio De Capitani Teatro dell’Elfo Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 21, il 22 e il 23 (ore 15.30)

Compagnia Terzo Piano Ore 21, Oratorio dell’Annunziata, Solarolo

Giovedì 27 Se il tempo fosse un gambero

Commedia musicale di I. Fiastri e B. Zapponi musica di Armando Trovajoli Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

California Suite

Lunedì 24

di Neil Simon con Gianfranco D’Angelo e Paola Quattrini

con Rocco Papaleo Ore 21, Teatro Masini, Faenza

Ore 21, Teatro Comunale, Cervia. Replica il 28

Martedì 25

Venerdì 28

Una piccola impresa meridionale

A cena coi cretini

con Rocco Papaleo Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna

con Max Cavallari, Marco Della Noce, ,Gabri Gabra, Giorgio Verduci e Raffaella Fico

Svenimenti

Ore 21, Teatro Masini, Faenza

da Anton Cechov con Elena Bucci, Gaetano Colella e Marco Sgrosso elaborazione drammaturgica e regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso Le Belle Bandiere – Teatro Stabile di Brescia Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Gran Galà sulle punte

con la Scuola di Danza Masotti Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

Sabato 29 Paranza / Il Miracolo

Umane Risorse -Teatro Iaia Ore 21, Cisim, Lido Adriano

agenda Aprile e Maggio 2014

Venerdì 21 L’importanza di chiamarsi Ernesto

di Oscar Wilde con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Lucia Poli Regia di Geppy Gleijeses Teatro Stabile di Calabria/Teatro Quirino Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo. Repliche il 22 e il 23 (ore 16 e 20.30)

Bolero - Omaggio a Maurice Béjart

Martedì 1

Ore 20.30, Teatro Rossini, Lugo

Aterballetto Suite

Sabato 5 aprile

Estratti da Come un respiro Passo Continuo Estratto da Certe Notti Cantata Musiche di G.F. Händel, J.S. Bach, L. Ligabue Musiche originali del gruppo musicale Assurd Coreografie di Mauro Bigonzetti Aterballetto

Coppélia à Montmartre

Balletto del Teatro Nazionale di Brno Ore 20.30, Teatro Alighieri, Ravenna. Replica il 6 (ore 15.30)

Martedì 8 RIII - Riccardo Terzo

di William Shakespeare con Alessandro Gassmann Ore 21, Teatro Masini, Faenza.

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agenda Aprile e Maggio 2014

Ore 21, Teatro Alighieri, Ravenna. Repliche il 15, il 16 e il 17 (ore 15.30)

Giovedì 17 aprile Giovedì 10 aprile

Mercoledì 9 aprile

L’impresario delle Smirne

Svenimenti

da Anton Cechov con Elena Bucci, Gaetano Colella e Marco Sgrosso elaborazione drammaturgica e regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso Le Belle Bandiere – Teatro Stabile di Brescia Ore 21, Teatro Petrella, Longiano

Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

con Paolo Migone Ore 21, Teatro dei Fluttuanti, Argenta

di Carlo Goldoni con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Antonino Iuorio, Nicola Rignanese adattamento e regia Roberto Valerio Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con Valzer Srl

Compagnia Nahia Ore 21, Oratorio dell’Annunziata, Solarolo

Mercoledì 23 aprile Stava la madre

Angela Demattè e Sandro Mabellini canzoni di Ambrogio Sparagna Ore 21, Teatro Rasi, Ravenna

di Eduardo De Filippo con Toni Servillo, Peppe Servillo regia Toni Servillo Teatri Uniti, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa,Teatro di Roma

tel. 0544 36239 - fax 0544 33303 - www.ravennateatro.com

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Fèsta

Sabato 31 maggio Festa della Repubblica a Lido Adriano 2014

letture, incontri, concerti, reading fino al 2 giugno Cisim, Lido Adriano

Palcoscenico Supplemento a Ravenna&Dintorni, autorizzazione Tribunale di Ravenna n. 1127 del 17 dicembre 2001 Direttore responsabile: Fausto Piazza

www.drammaticovegetale.com

tel. 0544 456716 - www.fannyalexander.org

Nella foto di copertina: una scena dallo spettacolo Kaze Mononoke di DaCru Dance Company

✘ Teatro Rossini, piazzale Cavour 17, Lugo - tel. 0545 38542

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Giovedì 8 maggio

Hanno collaborato alla redazione: Andrea Alberizia, Federica Angelini, Roberta Bezzi, Paolo Bolzani, Matteo Cavezzali, Anna De Lutiis, Serena Garzanti, Luca Manservisi Maria Cristina Giovannini (grafica),

✘ Cisim, viale Parini 48, Lido Adriano - tel. 0544 36239 ✘ Ardis Hall, via Bondi 3, zona Bassette, Ravenna

Ore 21, Oratorio dell’Annunziata, Solarolo

Le voci di dentro

✘ Almagià, via Almagià 2, Ravenna ✘ Centro Valtorto, via Faentina 216, Fornace Zarattini (Ravenna) ✘ Vulkano, via Cella 261, San Bartolo (Ravenna) - tel. 0544 36239

Compagnia Calipso

Almagià, Darsena e altri luoghi, Ravenna

tel. 0544 249244 - fax 0544 215840 - www.teatroalighieri.org

Contatto

Lunedì 14 aprile

✘ Teatro Rasi, via di Roma 39, Ravenna

Domenica 27 aprile

esposizioni, incontri, installazioni, spettacoli, radio e dj set fino a domenica 11

✘ Teatro Alighieri, via Mariani 2, Ravenna

con Stefano Bartezzaghi e Luigi De Angelis

Ore 20.45, Teatro Comunale, Russi

Indirizzi utili 78

Il falò delle novità live Ore 21, Almagià, Ravenna

Monsters Repliche il 9 e il 10

Giovedì 24 aprile

fax 0545 38482 - www.teatrorossini.it Teatro Masini, piazza Nenni 3, tel. 0546 21306 ww.teatromasini.org - www.accademiaperduta.it Teatro Comunale, via XX Settembre 125, Cervia - tel. e fax 0544 975166 www.accademiaperduta.it Teatro Goldoni, piazza Libertà 18, Bagnacavallo - tel. 0545 64330 www.accademiaperduta.it Teatro Comunale, via Cavour 10, Russi - tel. 0544 587641 - 580742 www.comune.russi.ra.it Teatro Comunale, via Selice 125, Conselice - tel. 348 7095919 www.teatroconselice.it Auditorium Corelli, corso Emaldi 109, Fusignano - tel. 0545 955672 Teatro Moderno, corso Emaldi 32, Fusignano - tel. 0545 954194 Teatro Petrella, piazza San Girolamo 2, Longiano tel. 0547 665113 - www.teatropetrella.it Teatro dei Fluttuanti, via Pace 2, Argenta - tel. 0532 805344 www.teatrodeifluttuanti.it Sala Polivalente di Palazzo Bellini, via Agatopisto 7, Comacchio - tel. 349 0807587 - www.comacchioateatro.it

Fonti e crediti fotografici: Anna Agliardi, Jose Aguilar, Alfredo Anceschi, Alex Astegiano, Mauro Bertolotto, Andrea Boccalini, Marco Borrelli, Francesco Castelli, Giampiero Corelli, Prospero Cravedi, Cristina Crippa, Marina Dammacco, Mirella & Augusto De Bernardi, Luca Del Pia, Fabio Esposito, Elisa Lanconelli, Caterina Parona, Edoardo Ribatto, Gianfranco Rota, Stefania Saltarelli, Andréj Shapran, Marina Siciliano, Félix Vazquez, Martina Zanzani Editore: Reclam Edizioni e Comunicazione srl www.reclam.ra.it viale della Lirica 43, 48124 Ravenna tel. 0544 408312 Direttore generale: Claudia Cuppi Stampa: Grafiche Baroncini www.grafichebaroncini.it


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METTI UNA SERA... RISTORANTE FLORA

RISTORANTE

FLORA

via Ragone 102, Ragone - Tel. 0544 534044

Non c’è bisogno di fare tanti km per mangiare freschissimi funghi porcini e profumatissimi tartufi bianchi, perchè a Ragone, a pochi chilometri da Ravenna, tutti i venerdì arrivano alla trattoria per i vostri piatti. Ambiente accogliente, menù legato alla stagionalità dei prodotti. Specialità cappelletti in brodo, pasta fatta in casa, funghi tartufi e cacciagione. Accurata selezione di vini romagnoli. Prezzo medio 25/30 euro (vini esclusi)

Aperto dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23.30 - chiuso il mercoledì sera

RISTORANTE SIRENÈ via Stecchetti 15, Granarolo Faentino - Tel. 0546 41865 - www.ristorantesirene.it Situato in nove eleganti sale di una villa di fine ‘700, propone ricette di carne e di pesce della tradizione romagnola e piatti legati alla stagionalità dei prodotti. Prezzo medio 25/35 euro

Aperto dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23.30 - chiuso il lunedì e il sabato a pranzo

LA RAVEGNANA

via Ravegnana 497, Ravenna - Tel. 0544 497246 / 327 5442660 La migliore pasta fatta in casa: cappelletti, urciòn, caplet in brodo, passatelli in brodo, tagliatelle al ragù e strozzapreti. Tutti i sughi sono fatti in casa. Le proposte di carne, tagliata di fiorentina, castrato, grigliate di maiale. Le verdure del nostro orto, patate fritte passate al pomodoro, sfiandrine alla griglia. È sempre gradita la prenotazione perchè tutte le nostre pietanze sono sempre preparate al momento.

www.facebook.com/LaRavegnanaAgriturismo

CANTO DEL MARE

laravegnana@gmail.com

via Argine Destro fiume Ronco 18, Madonna dell’Albero (RA) - Tel. 0544 271381

Un ambiente confortevole in una casa colonica ristrutturata. Specialità: fiorentina di bisonte cotta nel nel camino a legna, tutti i tipi di pesce, cantina molto fornita con vini doc. Prezzo medio 25/30 euro. Interessante la proposta del Family Day: a pranzo carne e pesce (10 e 13 euro), la sera invece pizza a scelta a 5 euro. Aperto dalle 12 alle 14.30 e dalle 19 alle 24 - chiuso lunedì

OSTERIA MALABOCCA Piazza della Libertà 15, Bagnacavallo (RA) - Tel. 0545 64468 - www.malabocca.it L'Osteria Malabocca è situato nella piazza principale di Bagnacavallo. Propone una cucina innovativa molto legata alla stagionalità. Tutto viene preparato giornalmente, compreso le paste, i dolci e il pane. Roberto e Denise mettono a vostra disposizione un menù vegetariano, uno di pesce e uno di carne oltre ad una selezione di piatti dedicati ai sapori e ai profumi del territorio. Aperto dalle 12 alle 14,30 e dalle 19,30 alle 22,30 - chiuso il mercoledì

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METTI UNA SERA... RISTORANTE AL 45

via Paolo Costa 45, Ravenna - Tel. 0544 212761 / 320/1616761 - www.al45.it

In pieno centro davanti al Battistero degli Ariani, locale nuovo e accogliente propone cucina tipica romagnola con paste al mattarello, specialità di pesce e una doppia cucina per la preparazione di un intero MENÙ SENZA GLUTINE. Settimanalmente vengono proposti piatti fuori menù con prodotti di stagione, dal tartufo, sia bianco sia nero, ai porcini e a base di cacciagione. Il pesce, sempre fresco, varia secondo il pescato. Ampia cantina di vini, dolci fatti in casa. Tutte le domeniche a pranzo carrello dei bolliti! Sempre aperto pranzo e cena dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 24 - gradita la prenotazione

RISTORANTE LA PARANZA

Viale Petrarca 345, Lido Adriano, Ravenna - Tel. 0544 494831

I più genuini sapori di mare al prezzo più giusto. Ottimo servizio, porzioni abbondanti e atmosfera cortese e familiare in questo classico ristorante di pesce, che offre due diverse proposte: un menù standard e quello del giorno, in base al pescato. Eccellente il fritto di paranza, leggero e croccante. Il locale ideale per una sosta davvero gustosa nel lido ravennate. Aperto tutti i giorni, a pranzo e cena.

RISTORANTE ACQUAMARINA 80

Via dell’Idrovora 50, Marina di Ravenna - Tel. 0544 438483

La tradizione, con qualche virata in chiave moderna. È possibile scegliere il menù alla carta oppure affidarsi ai consigli dello chef, potendo così gustare sfiziosi antipasti, stuzzicherie, creme e zuppe, pasta fatta a mano, secondi di carne e pesce, contorni di stagione, dolci e pane rigorosamente fatti in casa. A poca distanza dalla spiaggia, dalle pinete e dalle valli della Piallassa Piomboni la locanda dispone di camere con servizi, Tv, WiFi, frigobar in ambiente informale, pulito e funzionale. È gradita la prenotazione

TRATTORIA CUBANA da Irma e Pino

via Molo Dalmazia 37, Marina di Ravenna - Tel. 0544 530231

La tipica trattoria da Irma e Pino nasce nel 1965; all’epoca era poco più di una stanza con un paio di tavoli nei quali pescatori e militari consumavano velocemente il risotto. Oggi la Trattoria Cubana è una grande realtà, punto di riferimento dei lidi ravennati per la ristorazione a base di ottimo pesce, cucinato secondo la migliore tradizione romagnola con una grandissima offerta di qualità. Si può scegliere anche fra quattro menù degustazione a partire da 30 euro. Grande successo del servizio take away. Aperti tutti i giorni a pranzo e cena - Chiuso lunedì

RISTORANTE PIZZERIA DRIBBLING

Via Antica Milizia 50, Ravenna - Tel. 0544 478065

Aperto da oltre vent’anni, dal 2011, con la nuova gestione di Marzia Bazzi, gode di un totale rinnovamento estetico, che si accompagna a un menù adatto a tutti i palati, anche i più raffinati. Il giardino estivo è la cornice ideale per una cena all’aria aperta, immersi nel verde e nella tranquillità. Attrezzato parco giochi per i bambini e ampio parcheggio privato (anche per autobus). Sfiziosi antipasti, pasta fatta in casa, dolci rigorosamente di loro produzione, ottima carne e pesce freschissimo. Un locale che merita attenzione. Aperto tutte le sere - Chiuso lunedì - Domenica a pranzo aperto solo su prenotazione


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2013 / 2014

EDIZIONI E COMUNICAZIONE

Supplemento gratuito a “Ravenna & Dintorni” nr. 559 del 21 novembre 2013

Prosa un libro in scena

Danza e Opera +

Doppio monologo sull’Oscura immensità Da Carlotto a Gassman riallestimento

+

la trilogia lirica

Verdi e Shakespeare rivisitati da Cristina Mazzavillani Muti

+

Con Incantati delle Albe, il calcio senza orpelli, vent’anni dopo

+

ballo e passione

Tutta la sensualità del flamenco di Rocio Molina

Musica +

Ricerca in coppia

Redazione: 0544.271068 redazione@ravennaedintorni.it Pubblicità: 0544.408312 info@reclam.ra.it

rag, blues e altre storie...

Con Enrico Pieranunzi alle radici del jazz

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Rezza e Mastretta due voci inaspettate fuori dal coro il riconoscimento

Il premio Duse a Ermanna Montanari «La Signora dell’Alba»

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genius loci

Il Rossini di Lugo: prima sala all’italiana in Emilia Romagna


Palco 2013 14web