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Reader’s Bench

Tutto il mondo dei libri su una panchina

Speciale Fumetto Interviste Articoli Recensioni

Intervista a Elena Casagrande Come ti divento un fumettaro Cosa sono i fumetti per me


Reader’s Bench è una rivista senza scopo di lucro, pertanto non rappresenta una testata giornalistica in quanto i contenuti vengono aggiornati senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 07/03/2001.

Cover Danilo Diablo Angeletti

Redazione Clara Raimondi Davide Restelli Diego Rosato Eleonora Di Fabio Giulia Battaglia Mattia Roland Galliani

Partecipazioni Federica Frezza Danilo Diablo Angeletti Antonio Recupero Elena Casagrande Le tavole realizzate da Elena Casagrande, Danilo Angeletti e Mattia Galliani sono proprietà degli stessi. Si ringraziano per la cortese p a r t e c i p a z i o n e Fe d e r i c a Frezza, Elena Casagrande, Antonio Recupero e Danilo Angeletti


Editoriale

Sbang! La porta della redazione si chiude dietro le mie spalle. “Ragazzi ho avuto un’idea, perché non realizziamo uno speciale interamente dedicato al fumetto?”. Riesco addirittura a sentire il ronzio di una mosca appena entrata nella stanza. “Ragazzi?” Giusto il tempo di deglutire l’ennesimo, amaro, boccone e tutti sono pronti a mettersi al lavoro. In fin dei conti non l’hanno presa tanto male. Forse perché non ho detto loro che cosa volevo nello specifico ... Ops! Spero che mi perdonino e che, come al solito, che diano il massimo nel realizzare gli speciali, le recensioni e le news. Slurp! Che acquolina! Questo numero speciale sarà imperdibile. Ed ora che finalmente è online, posso esclamare WOW!! Abbiamo fatto un ottimo lavoro ed è qui, gratuito, tutto dedicato a voi!

Clara Raimondi


I

ndice

Il mito prende vita Davide Restelli

6 10 14

Cronache di Gerusalemme Clara Raimondi

Cosa sono i fumetti per me Federica Frezza

Adriano Olivetti Clara Raimondi

Che il calcio torni sport Davide Restelli

Topolino Diego Rosato

18 19 21 26

Wu Ming vs Disney: il lato oscuro dello zio Walt

28

Diego Rosato

50 anni portati diabolikamente

32

Le noccioline che ci piacciono

36 39 41 43 54 59 62 65 67

E come ti divento fumettaro Antonio Recupero

Basta una firma Clara Raimondi

Clara Raimondi

Cosplay un mondo da scoprire Giulia Battaglia

Gietz! Clara Raimondi

Pi첫 corposo di un osso:Bone Davide Restelli

Spider Man al Wow Clara Raimondi

Ultime Uscite Clara Raimondi

Raccontare un fumetto ad un bambino? ci pensa Gud! Clara Raimondi

Clara Raimondi

Eleonora Di Fabio

Clara Raimondi

Intervista a Elena Casagrande

I paperi supereroi Disney Diego Rosato

Piazza della Loggia

34

70 72 73

Paninidigits: la fumetteria online di fiducia Clara Raimondi

1975: un delitto emiliano Clara Raimondi


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IL MITO PRENDE VITA

Davide Restelli

Il Giappone medioevale e il suo fascino infinito catturano milioni di persone ogni anno, attraverso film, documentari e anche grazie alla letteratura. Uno dei primi romanzi storici ad aver varcato con successo le soglie dell’arcipelago nipponico, è sicuramente “Musashi” di Eiji Yoshikawa. Autore molto amato in patria, figlio di un samurai, pubblicò questo libro fra il 1935 e il 1939 sull’Asahi Shimbun con lo schema della serializzazione a puntate. In seguito oltre ad aver visto la luce diverse edizioni in vari paesi del mondo, si è potuto fregiare di alcune t r a s p o s i z i o n i cinematografiche e teatrali, rendendo sempre più Musashi Miyamoto, un icona dell’epoca samuraica.

Ma c’è una trasposizione in particolare, che ha contribuito al suo mito. Nel 1998, dopo aver finito la serializzazione del manga dedicato al


basket più famoso di sempre, “Slam Dunk”, Takehiko Inoue si è lanciato nell’impresa di dare vita al personaggio di Musashi attraverso le sue tavole inchiostrate. E’ qui che nasce “Vagabond”, uno dei manga artisticamente più ispirati degli ultimi 20 anni. La storia, liberamente ispirata al romanzo di Yoshikawa, ci trasporta lungo la vita del più famoso samurai giapponese, a partire dal suo risveglio sul campo della battaglia di Sekigahara. Accompagneremo Takezo Shinmen, verso la sua nuova vita, che comincerà sotto il nome di Musashi Miyamoto. Tavola dopo tavola la sua crescita esteriore, ma sopratutto quella morale, fra uno scontro e un incontro, lo porteranno alla storica sfida che è diventata mito, quella con Kojiro Sasaki (nel manga ancora l’autore deve arrivarci, ma lo scontro è imminente n.d.r.). Inoue ci racconta questa storia di rinascita e crescita, con tavole dettagliatissime che rivaleggiano con quelle del miglior Kentaro Miura, autore del successo planetario “Berserk”. Nella versione giapponese e in quella Deluxe

italiana, la storia è impreziosita da fantastiche tavole colorate ad acquerello. Con una raffinatezza tutta sua, Inoue riesce a colorare i suoi personaggi rendendoli fluidi come l’acqua, attraverso movimenti delle spade che sono un flusso unico e trasformando uno scontro fra samurai in un incontro di correnti opposte. A contribuire al successo di questa serie e al riconoscimento di Inoue come uno dei più grandi mangaka di sempre, hanno contribuito i due artbook dedicati alla serie: Water & Sumi-E Il primo è una raccolta delle tavole ad acquerello, e ci trasporta fra i personaggi del manga con una vitalità e dei colori, difficilmente riscontrabili in altre opere nipponiche. Il secondo, ci propone le migliori tavole inchiostrate, esaltando ancora una volta la maniacale precisione per i dettagli di questo autore. Inoue si è preso alcune licenze rispetto al romanzo sia nello svolgimento della trama, che nella caratterizzazione di alcuni personaggi. Sopratutto spicca il

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cambiamento di Kojiro, reso completamente sordo, invece che non udente da un solo orecchio. Questo a mio avviso è stato fatto per dare un tocco tutto suo alla storia, rendendola un po’ più vicina agli stilemi tipici dei manga. Ma a parte queste piccole differenze, “Vagabond” è un opera fantastica,

che mantiene intatto lo spirito del r o m a n z o d i Yo s h i k a w a , trasportandoci attraverso la crescita interiore spirituale di Musashi, in un viaggio difficilmente dimenticabile. Se non avete mai letto questo manga, ve lo consiglio. Potreste finalmente scoprire come mai questo personaggio è ancora oggi un simbolo di quell’epoca così lontana.

Consigli per la lettura

“Il Libro dei Cinque Anelli” di Musashi Miyamoto, Ed BUR, 110 pagg, 5,90 euro


“Musashi” di Eiji Yoshikawa Ed BUR, 848 pagg, 10,90

“Vagabond Deluxe” di Takehiko Inoue, Ed Planet Manga, 32 volumi (in corso), 7 euro l’uno


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CRONACHE DI GERUSALEMME Clara Raimondi Guy Delisle è costretto ad accompagnare la moglie in lungo e in largo per il mondo. I suoi non sono certo viaggi di piacere perché sua moglie, Nadège, è nell’amministrazione di Medici Senza Frontiere. Così, con due marmocchi al seguito, Guy si ritrova a fare il casalingo disperato,

in situazioni precarie e in paesi dilaniati dalla guerra. Ma come sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione, prima di riprendere i piccoli all’asilo? In fin dei conti, Guy, è sempre un disegnatore, un fumettista di successo, un professionista dell’animazione! Potrebbe organizzare corsi e seminari legati al fumetto ed incontrare le realtà l e g a t e


all’animazione dei paesi che lo ospitano o, ancor meglio, girare le città accompagnato solo da un foglio bianco e da una matita. In questo modo nascono le sue Cronache di Gerusalemme, il racconto di una anno vissuto non proprio biblicamente alla scoperta di una città ricchissima di contraddizioni. Dall’agosto 2008 al luglio 2009, Guy, girerà in lungo e in largo la capitale dello Stato d’Israele, tra posti di blocco e check point. Tra i luoghi simbolo della Terra Santa, i quartieri degradati, i luoghi di ritrovo di tutte i rappresentanti delle associazioni umanitarie e le colonie, dei e veri e propri pianeti. Guy cercherà anche di farci capire come laici e ultraortodossi possano vivere insieme e le condizioni,

spesso disumane, in cui vivono i palestinesi in quel non luogo che la Cisgiordania. Ma nulla di scolastico o di già visto. Se, nel libro, gli approfondimenti e le schede volute da Dalisle sono un utile strumento alla comprensione quello che salta maggiormente agli occhi è l’esperienza personale del disegnatore che alterna cronaca a momenti di vita familiare. Quello che ne viene fuori è un racconto completo, a tratti commovente ma sicuramente capace di coinvolgere e divertire. Parole che sicuramente non riescono a definire la complessità del lavoro di Delisle a cui si aggiunge la straordinari acutezza dell’autore che riesce a narrare e a fare informazione senza distinzione di sorta. Il mondo dell’informazione è profondamente cambiato ma soprattutto s e m b r a completamente diverso il modo stesso di rapportarsi alla notizia e il modo in cui essa viene diffusa. Internet e la sua versione 2.0 ha


inaugurato una nuova stagione in cui conseguenze di scelte sbagliate ma è l’utente il principale protagonista: soprattutto avremo la certezza di non quello che carica i contenuti, li riuscire a comprendere pienamente il commenta e li condivide in una rete vero motivo che sta alla base di una dalle potenzialità quasi infinite. guerra assurda. E’ in quest’ambito che si inserisce il lavoro di Guy Delisle e del suo graphic journalism un modo nuovo di fare “Cronache di Gerusalemme” fumetto e cronaca allo di Guy Delisle stesso tempo. D o p o P y o n g y a n g , Rizzoli Lizard, 336 pagg., 20 euro Cronache Birmane e Shenzen, l’autore è pronto a raccontarci un altro, straordinario anno, trascorso in quel di Gerusalemme e lo fa nel suo stile inconfondibile. Situazioni imbarazzanti, disegni esemplificativi si alternano alle tavole che riportano “Il Muro”, il simbolo di una separazione e della volontà di non capire chi e che cosa ci sia al di là di quello che ci hanno imposto di pensare dell’altro. Cronache di Gerusalemme ci farà scoprire quanti e quali siano i punti d’contatto tra i due poli, quello israeliano e palestinese, in lotta da secoli per la supremazia di un territorio. Capiremo l’origine di tanta violenza e le Reader’s Bench - Speciale Fumetto 12


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COSA SONO I FUMETTI PER ME

Federica Frezza

Letture di serie B un corno. Romanzi illustrati, semmai, nelle parole di Will Eisner. C'è chi ha passato quarantotto ore immobile sul letto per leggere senza sosta Video Girl Ai e chi controlla le copertine in controluce perché non abbiano graffi. C'è chi compra due copie dei volumi più preziosi e chi oltre ai fumetti si procura anche le bustine trasparenti per conservarli al meglio. Credo di appartenere a tutte queste categorie anche io, e chissà quante altre manie circondano il modo in cui leggo fumetti e al momento mi sfuggono.

Ma quando penso a Cosa Siano I Fumetti Per Me mi viene in mente una cosa sola: il ricordo della prima volta che ho letto Le Eumenidi (lo so, sembra che non parli d'altro che di Neil Gaiman. In questo quello che scrivo è molto simile alla vita reale). Quel pomeriggio è stampato a fuoco nella mia mente come i racconti delle favole. Fu uno di quei giorni in cui riesci a gustarti una lettura proprio come Dio comanda, con la porta chiusa, neanche un rumore se non quello delle pagine che girano (che comunque non riesci a sentire attraverso le parole della storia che raccontano), nessuno in casa che


possa minacciarti con un brutale risveglio dalla lettura (profonda com'è porterebbe conseguenze simili ad uno schiaffo ad un sonnambulo), una tazza calda; in pratica un rituale delicatissimo, per la lettura di quello che ad oggi è uno dei fumetti più belli che io abbia mai letto. All'epoca lavoravo in un negozio di fumetti, era difficile percepire uno stipendio perchè quasi tutta la busta paga serviva per action figures e volumi preziosi raccolti in quella che veniva definita semplicemente "la casella" (probabilmente è un rito che accomuna tutti i negozi di fumetti, ma come capita in casi come questo e con i grandi amori ti sembra sempre di essere l'unico ad aver usato quel nome o provato quell'emozione). L'uscita de Le Eumenidi era stata attesa come un parto miracoloso. Arrivò lo scatolone alla presenza

dell'intero staff del negozio, inclusi quelli che, come me, non erano in servizio. Ciascuno si prese la sua copia e se ne andò. Io me ne tornai a casa, camminando piano e gustandomi quello che potevo prevedere delle ore che mi aspettavano, come quando si guarda un dolce che si stia cuocendo in forno contando i minuti per poterlo assaggiare. Quando ripenso a quelle ore so per certo che la mia mente era altrove, ma allo stesso tempo che naso, orecchie e mani raccolsero ricordi tutti loro, l'odore della carta, il suono delle dita sulla copertina e la sensazione delle pagine a destra che calano inesorabilmente. E Le Eumenidi non è il solo volume che abbia sortito questo effetto, per fortuna. Come lettrice di fumetti sono sempre stata vorace e fortunata, mi è capitato spesso di


perdermi in disegni che si animano e sul suono di voci che non sapresti descrivere, ma che senti chiaramente dietro le orecchie. Ho chiesto in giro, e verificato senza sorpresa che tanti lettori di fumetti, durante i loro viaggi astrali nelle pagine che preferiscono, rimangono tuttavia coscienti delle loro spoglie mortali; e come ogni attività della vita umana ci si divide in scuole di pensiero: chi può leggere ovunque e chi si ritaglia momenti speciali; chi si adopera in un religioso digiuno quando al cospetto dell'ultimo amato numero e chi legge allegramente a tavola, senza paura di schizzi e briciole perché alla fine

di qualcosa bisognerà pur morire. C'è chi annusa la carta e chi s i concentra s u l l a leggerezza del tratto. Chi si lasci cullare d a l l a musica e chi si immerga nel silenzio. Eppure tutti quanti hanno qualcosa in comune, un legame in realtà molto privato con quello che leggono, passioni che malvolentieri vengono sventolate ai quattro venti, se non si è sicuri di mostrarle da lontano a chi capisca e sia in grado di ricambiare. Da questa piccola indagine ho capito un'altrettanto piccola verità: il punto è che le pagine dei fumetti, forse in modo più immediato di quelle dei libri SenzaFigure, come li chiamerebbe Alice annoiata, sono porte su mondi diversi, mondi che si muovono appena li guardi, come in una specie di nascondino al contrario, e ti risucchiano via, Reader’s Bench - Speciale Fumetto 16


riportandoti indietro solo quando il viaggio sia finito. Per questo gli esperti le maneggiano con tanta cura. Quelle che i più chiamano vignette in realtà sono passaporti. Si viaggia con un bagaglio leggero, le soste le scegli tu e non esistono guide, perdersi è parte del pacchetto. Così, in un clima quasi alla Hemingway, a volte puoi incrociare qualcuno che abbia percorso le stesse strade, visto gli stessi tratti di china e gli stessi balloons; vale la pena allora avvicinare la sedia e

confrontarsi, perché difficilmente le stesse vignette avranno lasciato identiche impronte in entrambi, e scambiarsi visioni è un traffico lecito quanto affascinante. Inoltre, quando si esplorino nuovi territori, si sa, le esperienze degli altri fanno sempre comodo. Chissà che la prossima volta non ci si perda insieme.

Federica Frezza è una che fugge. Ha trent'anni e qualcosa, ma portandoli abbastanza bene e mentendo spesso deve sempre fare i conti per ammettere che siamo arrivati a trentadue. Ha frequentato Lettere Moderne a Bologna dove è nata e vissuta, periodo desolato che non ricorda con piacere. Da un paio d'anni vive e lavora a Londra come giornalista musicale. Il suo primo libro, esaurito in versione cartacea, è stato recentemente rimesso in commercio in formato e-book tramite amazon e il sito www.federicafrezza.net. Una sua storia breve è uscita nel 2011 Regno Unito nella raccolta All the king's horses incontrando recensioni estremamente generose. Fuma molto, è un po' pigra e potrebbe parlare anche con un sasso Reader’s Bench - Speciale Fumetto 17


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ADRIANO OLIVETTI Clara Raimondi Miriam Lo Cascio ha appena consegnato, in segreteria, la sua tesi: Adriano Olivetti. Prove di nuovo rinascimento italiano nel cuore del novecento. Siamo nell’anno domini 2060-2061, l’Italia ha appena superato una delle crisi economiche più dure che la storia ricordi e si appresta ad una rinascita culturale e

al recupero della storia dei suoi personaggi più illustri. Pe onorare gli uomini precursori di questa rinascita, si potrebbe iniziare ricordando Adriano Olivetti. Chi meglio di lui? L’uomo che non ha solo immaginato il futuro ma ha tentato, già nel 1950, di realizzarlo? Così la giovane Miriam si mette in contatto niente di meno che con


Adriano Olivetti e riesce a realizzare un’intervista che ha dell’incredibile. Grazie alla potenza dei mezzi del futuro o dell’immaginazione degli autori, Marco Peroni e Riccardo Cecchetti, l’incontro, finalmente, avviene e quello che possiamo leggere noi ne Adriano Olivetti. Un secolo troppo presto, ne è la prova. Attraverso le pagine e soprattutto le immagini di questo libro veniamo catapultati nello studio dell’imprenditore italiano, per conoscere la sua visione della fabbrica, della città e della società tutta. L’industria italiana è nata in Piemonte, con la famiglia Agnelli e con l’opera degli Olivetti, che inizia con il capofamiglia Camillo, ma è

solo con Adriano che essa assume carattere internazionale. Il prodotto finale che esce dalla fabbrica di Ivrea è sempre innovativo e concorrenziale e questo che sia una macchina da scrivere o un calcolatore. Quello che differenzia lo stabilimento Olivetti sono gli spazi, i tempi e il modo di lavorare. Un luogo di produzione che si arricchisce dell’asilo nido, dagli alloggi a misura d’uomo e soprattutto di una serie di eventi collaterali che fanno della Olivetti persino un centro culturale. Scrittori, poeti, cineasti tutti al servizio dell’idea innovatrice di Olivetti che travalica i confini dell’impianto ed investe persino l’urbanistica e l’editoria. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 19


Un mondo intorno al pianeta Olivetti che si concluderà con la sua morte ma che lascerà dietro di sé una scia ad illuminare il futuro dell’industria mondiale. Un uomo nato forse troppo presto, in un paese in piena ricostruzione e non ancora pronto a rinnovarsi profondamente. Il potere è tutto nella narrazione e nella volontà di stupire e di trattare l’argomento Olivetti come non è mai stato fatto prima. Potenza delle immagini e della loro capacità evocativa in una biografia che merita di entrare a pieno diritto nella libreria di ogni buon lettore e che rivive nello spettacolo del trio Le voci del Tempo, dedicato ad Adriano Olivetti. Il libro esce proprio in questo difficile momento per l’Italia che vede, una ad una, chiudere tantissime realtà

“Adriano Olivetti. Un secolo troppo presto” di Marco Peroni, Beccogiallo, 157 pagg., 19 euro

imprenditoriali, sovrastate dai debiti e dall’incapacità di far fronte alla mancanza di liquidità. La stessa raccontata da Nesi in Storia della mia gente e quella vissuta quotidianamente dai piccoli imprenditori. Che cosa, allora, ci ha lasciato Olivetti? Sicuramente un messaggio di speranza e di coraggio per il futuro che sta nelle mani e nella testa di chi vuole costruirlo.


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I PAPERI SUPEREROI DISNEY Diego Rosato Prendete Diabolik, Batman e Robocop, immaginate che siano dei paperi... non ci riuscite? Beh, non preoccupatevi, ci ha già pensato la Disney. Tutti sanno che Paperino, per quanto nelle sue varie vesti cambi s p e s s o carattere, è un personaggio piuttosto p i g r o , imbranato e sfortunato, s p e s s o succube delle angherie dello Zio Paperone, dei vizi di Paperina, della fortuna di Gastone, d e l l e prepotenze di Anacleto Mitraglia e talvolta


perfino dei capricci di Qui, Quo e Qua. Proprio perché spesso Paperino è incapace di difendersi, trovato il nascondiglio segreto di Fantomius, il ladro gentiluomo, il papero più sfortunato del mondo decide di prenderne il posto: era nato Paperinik, il vendicatore. Paperinik è nato in Italia nel 1969 dalla penna di Guido Martina e dalla matita di Giovan Battista Carpi e da allora ha attraversato tre fasi più o meno distinte. Dopo una fase iniziale, che potremmo definire quasi noir, Paperinik intraprende la sua carriera da supereroe mascherato, diventando più buono e generoso, ma anche più goffo ed originali di Fantomius, il papero mascherato può contare sulle geniali invenzioni di Archimede Pitagorico (di Uno in PK), a partire dalla fantastica dotazione della 313-X, la mitica 313 di Paperino “truccata”. E sempre dalla geniale mente di Archimede Pitagorico nasce l'armatura tecnologica che permette a Fenton Paperconchiglia di diventare Robopap. Fenton non è un personaggio dei fumetti, quanto piuttosto

impacciato, un supereroe che non di rado sconfigge i suoi nemici in modo rocambolesco ed un po' fortuito, nonostante qualche storia tendente ad un ritorno alle origini noir del personaggio. La terza fase di Paperinik è quella che vede la nascita di tre albi a fumetti dedicati al supereroe, PK, PK 2 , e PKNA. In questi albi Paperinik è un eroe molto più vicino alla fantascienza, un eroe che lotta contro invasioni aliene e pericoli molto più seri di una scalcinata rapina della Banda Bassotti. Ciò che rende Paperinik temibile per i suoi avversari è il suo armamentario: oltre ai gadget


dei cartoni animati, in particolare della serie Duck Tales, in cui, da ex dipendente di una fabbrica di fagioli di Paperopoli (la sua papera che ama lavora lì come receptionist), è diventato un ragioniere al soldo di Paperon De Paperoni: sembra infatti che l'unica cosa che Fenton sappia fare bene è contare soldi e fagioli. Se Paperinik alle volte è un po' goffo, Robopap è a dir poco imbranato. Non a caso, l'armatura inventata da Archimede non era destinata a Fenton, ma il fatto che lui sia stato il primo a pronunciare “incantesimo”, la parola di attivazione, vicino all'armatura ha segnato la

trasformazione del timido ed impacciato ragioniere, che non sa nulla di economia, ma sa solo contare, che sogna la bella receptionist, ma vive ancora con la madre teledipendente, nella guardia del corpo personale di Paperone. Anche Robopap non ha superpoteri, ma un'armatura ipertecnologica che permette il volo, la realtà aumentata, la difesa e l'offesa. Molto più stiloso, molto più dark-

fashion è invece il protettore della città di St. Canard. “Io sono il terrore che svolazza nella notte, sono...”: questa è la battuta classica del terzo supereroe di cui parleremo in questo articolo, Darkwing Duck, primo dei suoi segni distintivi, come il grido di battaglia “Dagli addosso, Duck!” ed il fatto che, caso molto raro nel mondo dei Supereroi, la sua identità pubblica, Drake Mallard, è un'identità secondaria, rispetto a quella dell'eroe. Privo di Reader’s Bench - Speciale Fumetto 23


famiglia, di amici e più in generale di affetti, alla sua nascita infatti egli vive esclusivamente sul suo covo/ rifugio dentro un pilastro del Ponte Audubon Bay di St. Canard e non usa mai il suo vero nome, completamente perso dopo la fine del liceo. L'incontro con Ocalina, un'orfana che decide di adottare, lo porterà a riportare alla luce la sua vera identità per dare una vita normale alla bambina. Nel primo episodio della serie animata (anche Darkwing Duck nasce come cartone animato, anche se all'estero esistono albi a fumetti) egli incontra Jet McQuack, che da

fervente ammiratore, diventa il suo fedele assistente e gli appioppa il nomignolo di “Doppia D”. Darkwing Duck, più degli altri due supereroi presentati, ci tiene alla sua immagine di cinico e di duro, ma in realtà spesso dimostra il suo cuore d'oro e la sua bontà, non solo verso la piccola Ocalina, ma anche verso la sua fidanzata ed altri personaggi. È anche lui un po' arruffone, ma decisamente preparato e competente in moltissime discipline, nonché molto attento alla strategia ed alle entrate ad effetto. Non dotato di Superpoteri, Doppia D si sposta sul


suo jet, il ThunderQuack e sulla sua moto, il RatCatcher, e come arma, quando non combatte corpo a corpo, usa una pistola che spara varie tipologie di gas. Oltre ad essere paperi, questi tre superoi sono accumunati dalla bontà di cuore, da una doppia vita molto al limite della schizzofrenia, da armamentari tecnologici e due di loro (Robopap e Darkwing Duck) dall'appartenenza alla lega di Paperi della Giustizia, evidente parodia della Lega della Giustizia della DC Comics. Spesso, più fortunati che abili, sono tutti a loro modo imbattibili e tutti ispirati spesso a più di un supereroe: se Paperinik è un'evidente parodia di Diabolik, è pur vero che alcune sue avventure ricalcano quelle di Indiana Jones e che il suo cinturone ed il suo armamentario lo avvicinano a Batman, come pure è vero che

Darkwing Duck si avvicina molto al Cavaliere Oscuro, ma buona parte dei suoi nemici sembrano usciti dall'universo Marvel (Toros Bulba è un alter ego perfetto di Kingpin, ad esempio) e la misteriosa associazione segreta S.H.U.S.H. che ogni tanto lo manda in missione assomiglia molto allo S.H.I.E.L.D. Infine anche Robopap è un po' Robocop, un po' Ironman. Personalmente da bambino gradivo tutti e tre, ma le mie maggiori simpatie sono sempre andate a Darkwing Duck. E voi? Quale supereroe Disney preferite? A cura di Diego, anzi... Io sono il terrore che svolazza nella notte, sono l'autore di questo articolo, sono il Reader che fa disperare Claretta per articoli come questo... Io sono Diego!


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TOPOLINO Voi cosa ricordate della vostra infanzia? Quali sono i ricordi più lontani che avete? Io r i c o r d o veramente molto poco della mia vita prima delle scuole medie, ma una cosa la so per certo: la prima cosa che ho letto, quando ancora non avevo sei anni, è stato un numero di Topolino. Stando a quando vuole l'aneddotica, alla fine degli anni '20, un g i o v a n e produttore di nome Walt Disney si trovava in cattive acque, senza personale e senza personaggi. Pensando ai topi

Diego Rosato che aveva visto tempo prima sulla sua scrivania (secondo le malelingue, al gatto Felix), ebbe l'idea di un nuovo personaggio, che voleva chiamare Mortimer: fu la moglie a suggerire un p i ù accattivante M i c k e y Mouse. Topolino nasce in realtà c o m e protagonista di “talkies”, cortometraggi di animazione con il sonoro, ma compare anche in lungometraggi, sia animati che non, albi a fumetti, libri, giochi e videogiochi e quant'altro. Fatto sta che è stato il Reader’s Bench - Speciale Fumetto 26


vero capostipite di un impero, quello D i s n e y, c a p a c e d i s u c c e s s i clamorosi, perfino sconfiggere le leggi americane sul copyright, dato che in teoria il personaggio di Topolino dovrebbe essere diventato di dominio pubblico, ma di fatto non lo è, per decisione di un tribunale. Parlando più specificamente dei fumetti, sarebbe comunque riduttivo ricondurre l'albo a fumetti al solo personaggio di Topolino. Grande importanza rivestono anche la storica fidanzata Minnie, l'inseparabile amico Pippo, il fedele cane Pluto, il commissario Bassettoni, Gancio il Dritto, Gambadilegno, Macchia Nera, Plottigatt e tutto il mondo dei Paperi. I lettori di Topolino, quelli che per generazioni hanno seguito le sue vicende, hanno visto questa grande doppia famiglia investigare, praticare tutti gli sport, anche alle Olimpiadi ed ai mondiali, viaggiare per mare, per terra, per cielo, nello spazio e nel tempo, praticare ogni genere di mestiere, ridere, piangere, ma mai invecchiare. Oltre all'albo “standard”, il mondo Disney offre anche una serie di fumetti dedicati agli appassionati di gialli, di supereroi o mirati ad un

pubblico femminile, ma ciò che più stuzzica il lettore sono le speciali parodie che di tanto in tanto è possibile trovare in edicola, come, ad esempio, “I promessi paperi”. Ma non pensate che Manzoni ed in generali i grandi autori siano le sole guest star presenti in Topolino: cantanti, giornalisti, attori, sportivi e perfino personaggi immaginari di altri mondi sono stati ospitati nelle p a g i n e d i To p o l i n o , c o m e personaggi, ma talvolta anche come autori. Uno degli aspetti più gradevoli di Topolino è il linguaggio: in un'epoca in cui, purtroppo, anche nella letteratura è difficile trovare una buona scrittura, l'albo a fumetti del topo più famoso del mondo usa un linguaggio semplice ed estremamente corretto, i cui pochissimi refusi sono da attribuire perlopiù ad errori tipografici, ma arricchito da qualche termine più sofisticato: è stato Topolino ad insegnarmi parole come plutocrate (uno dei tanti appellativi con cui Paperino chiama suo zio Paperone). Perché Topolino? Perché è un ottimo viatico per appassionarsi alla lettura, ma fate attenzione, perché causa dipendenza.

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WU MING vs DISNEY: IL LATO OSCURO DELLO ZIO WALT

Diego Rosato

Nell'immaginario collettivo il mondo Disney è un invidiabile idillio. Certo, ci sono vicini fastidiosi come Anacleto Mitraglia e

criminali come Pietro Gambadilegno, ma, quando comincia una disavventura, si sa già che tutto si sistemerà, anche se il povero Paperino sarà costretto a lucidare milioni di monetine. Ma cosa accadrebbe se i personaggi del mondo Disney prendessero coscienza della loro condizione, acquistassero consapevolezza e personalità propria? Siamo sicuri che Topolino continuerebbe ad

essere un onesto e gentile investigatore, fedelissimo alla legge ed alla sua Minnie e che Paperino continuerebbe a subire le angherie dello Zio Paperone accudendo i suoi nipotini? Stando a quanto ipotizzano gli scrittori del collettivo Wu Ming, no! Nel racconto “Pantegane e sangue”, Topolino è un detective privato, expoliziotto radiato per corruzione. È dedito ad alcol ed anfetamine, non disdegna di tradire Minnie con le prostitute che ricatta e accetta incarichi loschi aiutato dal suo assistente eroinomane: Pippo!

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Sullo sfondo di una Topolinia corrotta e decadente, più squallida della peggiore Gotham City, il nostro eroe, razzista e criptonazista, si ritrova invischiato in un complotto terroristico di matrice razziale, finché non comincia a rendersi conto di alcune stranezze nella sua vita: perché anche se sa di avere almeno settant'anni non sembra vecchio? E perché il suo primo ricordo lo vede timoniere su uno strambo traghetto? E ancora perché nessuno a Topolinia muore? Uno strano monaco tibetano sembra volerlo guidare alla risoluzione dell'enigma. In un altro racconto, “Canard à l'orange mécanique”, è Paperino, grazie all'aiuto di Archimede, a prendere consapevolezza della sua esistenza come personaggio inventato e, per colpa di un distratto

impiegato di biblioteca che gli consegna tutte le opere di Karl Marx invece che di Carl Banks, sviluppa una forte ideologia comunista, incoraggiata dalla forte avversione per il tirannico plutocrate Paperone. Il papero più sfortunato della storia inizierà una rivoluzione che coinvolgerà C.I.A., F.B.I., N.S.A. e terrorismo islamico. Questi racconti, amari, dissacranti, volutamente provocatori e sarcastici nascono probabilmente da due aspetti poco chiari della vita di Walt Disney e della sua azienda. Innanzitutto pochi sanno che già negli anni '40 lo zio Walt fu reclutato dal governo americano come spia, incaricata di segnalare attività comuniste e, più in generale, anti-americane nel circuito di Hollywood. Senza contare che Walt


Disney ostacolò sempre con ogni mezzo, secondo alcuni anche con l'appoggio della criminalità organizzata, l'attività sindacale nel suo impero. La seconda vicenda bersagliata dal collettivo di scrittori anonimi in questi due racconti è quella del copyright. La Disney è riuscita a prolungare i suoi diritti sul personaggio di Topolino ben più di quanto prescrivano le leggi in merito, eppure, secondo alcuni giuristi, come l'americana Lauren Va n p e l t , l e p r a t i c h e p e r l'apposizione del copyright sul personaggio sarebbero affette da vizio procedurale e, quindi, Mickey Mouse sarebbe di fatto un personaggio “pubblico” nel completo senso del termine. I racconti sono scritti nel puro stile dei cinque (sì, all'epoca e r a n o a n c o r a cinque) fantastici scrittori del collettivo,

uno stile asciutto, diretto, quantomai crudo e sboccato: in questi racconti i personaggi Disney sono talmente Pulp che sembrano usciti da un film di Tarantino. Per chi ha lo stomaco abbastanza forte, ricordo che questi racconti sono liberamente scaricabili dall'apposita sezione del sito del collettivo Wu Ming: ñ Pantegane e sangue ñ Canard à l'orange mécanique Tra i file contenuti negli archivi ZIP potete trovare della documentazione sul Lato Oscuro dello zio Walt. Forse sono racconti un po' forti, ma alzi la mano chi tra di voi non ha mai desiderato di spiumare Gastone!

Per approfondire “Walt Disney. Il principe nero di Hollywood” di Marc Elliot, Bompiani, 339 pagg., 9.90 euro

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50 ANNI PORTATI DIABOLIKAMENTE Clara Raimondi Non c’è settimana in cui il mio ragazzo non torni a casa con una copia di Diabolik ed io non perdo mai l’occasione di dare una sbriciata alla quarta di copertina per vedere la ragazza protagonista o vittima dell’avventura del genio del male. Volti spesso pensierosi che alla fine sembrano assomigliarsi tutti e che

mi danno, prima di affrontare la lettura, una certa sensazione di disagio.. E si perché Diabolik tutto è tranne che un personaggio rassicurante, capace di condurti in spericolati colpi ma sicuramente non è il classico super eroe del fumetto classico americano. L’ U o m o R a g n o e Diabolik quest’anno festeggiano i loro primi cinquant’anni ma mentre il ragazzotto di New York è ancora per tutti il simbolo d’integrità e di super poteri messi a servizio dei più deboli, il Re del Terrore non ha alcuna intenzione di cambiar vita nemmeno alla soglia del maturità. Se ne va scorrazzando in piena notte a bordo della sua Jaguar E-type per sferrare l’ennesimo colpo ai danni dell’ennesimo nobile decadente che si è arricchito illegalmente.


Una crociata contro la società ma che non ha nessun altro scopo se non quello di permettere al genio del male di godersi la vita in compagnia di Eva Kant, compagna di vita e spalla dei suoi colpi più famosi. Donna bellissima e senza scrupoli che condivide con lui un trascorso che ha del mitico ma che, evidentemente, non ha impedito loro di diventare avidi truffatori che non si fanno alcun problema nemmeno a lasciare dietro di loro una lunga scia di sangue. Prima della coppia diabolica nel fumetto non esisteva l’omicidio, la morte era annunciata solo raramente con titoli roboanti. Gli scontri più sanguinosi si risolvevano miracolosamente senza soluzione estrema. Invece nei mitici formati 12 x 7 se ne vedono di tutti i colori persino il lancio di coltelli affilati e cerbottane per sparare fendenti al cianuro. Tutte t e c n i c h e apprese durante questo passato misterioso dell’uomo in calzamaglia nera che solo i più affezionati conoscono. Diabolik nasce

da un’idea di Angela e Luciana Giussani che avevano in mente qualcosa in grado di coinvolgere e divertire i lettori negli interminabili minuti di viaggio che li portavano a lavoro. Cercavano un protagonista maschile dalla vita invidiabile che esercitasse un gran fascino sulle donne e soprattutto pronto a qualunque cosa pur di raggiungere il suo scopo. Diabolik divenne questo ma anche il simbolo di un boom economico di cui abbiamo, ormai, lontanissimi ricordi e che ha saputo, con il passare del tempo, adattarsi al passare degli anni e ad interpretare i gusti dei lettori di oggi. Una serie di topoi che vedono nello scontro bene e male, nella lotta Diabolik vs Ginko, i capisaldi della narrazione stessa. Un classico che non tramonta mai.


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LE NOCCIOLINE CHE CI PIACCIONO Eleonora Di Fabio Sono davvero come le noccioline: piccole e sfiziose, non finiresti mai di mangiarle....o di leggere una striscia in più. Charlie Brown & Co. sono davvero irresistibili. Charles M. Schultz ha iniziato a disegnare i Peanuts negli anni '50 come una striscia domenicale e ha continuato a disegnare finché ha potuto senza mai delegare la produzione ad altre persone. Muore il 12 febbraio 2000 e il giorno seguente molti giornali in più di 75 paesi pubblicarono l'ultima tavola dei suoi bambini. Furono proprio i Peanuts negli anni '60 a far entrare i fumetti nelle case di chi leggeva solo libri “seri”, cioè senza disegni. La prima raccolta italiana “Arriva Charlie Brown”,

pubblicata nel 1963, presentava nell'introduzione una citazione di Umberto Eco: “Charles M. Schultz è un poeta”. Sono bambini ma parlano come adulti. Sono pieni di nevrosi e difficoltà, come le avrebbero i loro genitori. Ma rimangono sempre bambini che vivono perennemente nell'oggi, senza cambiare...sono in realtà lo specchio di un adulto ma sopportabile come un qualunque bambino. La presunzione di Lucy, il disagio di Charlie Brown, l'insicurezza di Linus, l'anticonformismo di Piperita Patty sono tratti distintivi e spesso dei difetti ma sono sempre dei bambini a cui può essere perdonato tutto.


Alcune situazioni ci sono entrate nel cuore: l'amore di Charlie per la ragazzina dai capelli rossi e la sua incapacità nel far volare gli aquiloni, il banchetto da psicologa di Lucy e il suo amore per il pianista Schroeder, Snoopy e il suo a m i c o Wo o d s t o c k e l e l o r o avventure.

Per orientarci in questo mondo l'aiuto maggiore viene dal sito ufficiale dei Peanuts: www.snoopy.com dove ci accoglie o g n i giorno una striscia diversa e t a n t e piccole curiosità.

Si potrebbe parlare per ore della striscia che più ci ha fatto ridere, piangere, riflettere...ce ne è per tutti i gusti e umori. Ogni volta che si rileggono lasciano dentro di noi nuove emozioni o rinnovano “Il libro d’oro dei Peanuts” pensieri e riflessioni. Abbiamo a di Charles M. Shultz, nostra disposizione oltre 20.000 Dalai Editore, 256 pagg., 41.32 euro tra strisce e tavole disegnate, in cui perderci leggendo l'avventura del nostro eroe preferito. In ultimo un consiglio per gli Non c'è un vero e proprio acquisti. Sono uscite miriadi di protagonista. Possiamo affezionarci raccolte e ristampe, spesso associate a chi vogliamo, sicuri che abbia il a grandi quotidiani nazionali. Anche suo spazio e ci mostri sempre un Moleskine ha prodotto una serie di modo diverso con cui guardare la agende a tema. In larga parte in nostra vita. I Peanuts sono uno libreria troviamo delle raccolte specchio della realtà ma anche un divise per anno di pubblicazione ma mondo a sé dove perdersi molto resta sempre degno di rilievo. volentieri.

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PIAZZA DELLA LOGGIA Clara Raimondi

Il 28 maggio 1974 in Piazza della Loggia, una manifestazione organizzata dai sindacati CGL CISL e UIL finisce nel sangue. Improvvisamente, da uno dei cassonetti in piazza, deflagra una bomba che farà 8 morti e un centinaio di feriti. Una strage che, come vuole la tradizione del nostro paese, finisce nel dimenticatoio se non fosse per l’ennesima sentenza shock del 14 aprile scorso in cui la Corte D’assise d’appello di Brescia conferma

l’assoluzione per gli imputati emessa il 16 novembre del 2010. Dal silenzio assordante di un processo completamente ignorato dalla stampa nazionale parte l’indagine di Fracesco Barilli e Matteo Fenoglio, già autori, sempre per Becco Giallo, di Piazza Fontana. In una sorta di documentario gli stessi autori diventano personaggi della narrazione che tra passato e presente cerca di ricostruire la storia di un attentato ma anche quella di una città e di un intero paese. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 36


La città dei tondini che prima di quella fatidica data non aveva conosciuto rivendicazioni sindacali o manifestazioni di sorta, è la stessa di oggi ed è quella che assiste alla protesta di un gruppo di lavoratori stranieri, condannati all’espulsione dal nostro paese. Mentre i tribunale si celebra l’ennesima farsa due eventi, apparentemente isolati, mostrano diversi punti di contatto e la città, Brescia, e i suoi abitanti oggi come allora allora scendono in piazza per difendere i diritti dei lavoratori. A fare da sfondo, come sempre, la connivenza e lo sguardo rivolto altrove dei politi e dei nostri governanti. Piazza della Loggia è un evento tragico in qualche modo voluto da quella parte politica che, senza distinzioni, ha preferito la mano armata piuttosto che scendere a patti in un confronto democratico, la stessa che, oggi, prima ha favorito l’immigrazione ed ora se ne lava le mani, assistendo ad una protesta il cui esito è dato già per scontato. Barilli e Fenoglio sono bravissimi nell’impostare questo viaggio che tra

flashback ed un ritorno al presente, contorna i tratti degli ultimi trent’anni del nostro paese. Di volta in volta accompagnati dagli esperti, dai famigliari delle vittime, dai testimoni di quello scempio riescono puntualmente a ricreare l’atmosfera e a darci tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. Tra collusioni politiche del governo con organismi para militari, alle divisioni interne della destra estremista alla sostanziale


indifferenza dello Stato pronto a cancellare ogni traccia di violenza e ristabilire l’ordine ricostituito. La narrazione procede attraverso salti temporali che per nulla invalidano la lettura che sembra sempre sollecitata, così come l’attenzione del lettore, da un’impostazione grafica eccellente e dai dialoghi serrati che mettono uno sopra l’altro i piani narrativi che non vengono mai compromessi o sovrapposti. Francesco Barilli e Matteo Fenoglio non hanno nessuna paura di dire la loro ed orchestrano una puntata di uno speciale dedicato a Piazza della Loggia che non ha nulla da invidiare alle blasonate produzioni televisive. Anzi, tutto il contrario. La possibilità di plasmare la narrazione arricchisce ancora di più il libro che diventa cronaca, narrazione, compendio, inchiesta su uno degli eventi più tragici della nostra storia. Il libro, come ogni titolo Becco Giallo, che si arricchisce delle note degli autori, di una cronistoria e di

“Piazza della Loggia vol1” di F.Barrili e M.Fenoglio Beccogiallo, 233 pagg., 19.90 euro

un Per Saperne di più che vi darà tantissimi altri suggerimenti per la lettura. Non è di maggio cantavano i Gang, da qui il sottotitolo del libro, ma anche “Morire di maggio, ci vuole tanto troppo coraggio” cantava De André di quel suo Piero che non era riuscito a vedere la primavera della vita, l’arrivo di una nuova stagione piena di speranze. Questo è il volume numero uno, per il numero due, dedicato al processo dovremo attendere ancora qualche settimana.


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E COME TI DIVENTO UN FUMETTARO Antonio Recupero Mi è stato chiesto con questo articolo di parlare un po' di me, e di spiegare come sono arrivato alla scelta di scrivere fumetti. … Possiamo dire che è un argomento un po' vasto da affrontare? E poi, vale la pena di sapere cosa nella mia vita io abbia letto quando avevo 6 anni o quando ne avevo 16 per condizionarmi così tanto? Si rischia facilmente di cadere nella retorica, nell'auto incensazione, nella falsa modestia, ecc. Il punto è che io odio parlare o, peggio, scrivere di me. Non mi ritengo così interessante da dover condividere parti della mia vita col pubblico affinché vi sia una qualche forma di evoluzione e maggior consapevolezza sociale e/o spirituale. Sono una persona normale, che ha iniziato a leggere sugli albi di supereroi Marvel editi dalla Corno, che per un po' ha smesso di leggere fumetti per passare ai libri “da grandi”, e poi ci è ricascato nell'adolescenza, sempre con la

Marvel (era il periodo in cui le storie le scrivevano i vari Peter David e Jean Marc DeMatteis) e con Alan Ford, le cui ristampe circolavano regolarmente in tutte le edicole. Non sono mai stato un grande appassionato di fumetti Bonelli, invece. Ken Parker lo avrei scoperto solo qualche tempo dopo, insieme a tantissima altra roba. Ho scelto di raccontare storie, ad un certo punto della mia vita, semplicemente perché mi piaceva, senza chissà quali grandi aspirazioni artistiche. E visto che mi piacevano i fumetti, ho scelto di farlo anche attraverso i fumetti. Ho provato a scrivere per il teatro,ho scritto racconti ecc. Ma i fumetti erano una cosa che tornava, sempre, da sola, con costanza. E allora ho scelto di studiare per scriverli meglio. E ho scritto di tutto, storie su richiesta, storie che non ho firmato, storie che non mi sono mai state pagate (la maggiorparte...), storie di cui mi sono vergognato. E storie che mi son piaciute, che mi hanno soddisfatto. E alla fine sono Reader’s Bench - Speciale Fumetto 39


quelle di cui voglio ricordarmi, Nella vita non campo scrivendo, anche se qualcuno che cerca di come molti, ma facendo un lavoro ritirare fuori le altre c'è sempre. sottopagato e che non mi piace, I fumetti che hanno segnato la mia come troppi. Questo è oggi. vita e il mio modo di raccontare Domani? Non lo so cosa farò, ma ho sono tanti e diversi: c'è stato Maus, imparato a non fare troppi piani. Di c'è stato V for Vendetta, c'è stato sicuro, cercherò sempre e comunque Ken Parker, c'è stato l'Hulk di Peter nuove storie da raccontare. David e le Sturielet di Andrea Pazienza, gli Alan Ford disegnati da Magnus e i Rat-Man di Leo Antonio Recupero Ortolani, e tantissimi altri. Dire che alcuni sono stati più importanti di “Perché la mia non è una vita altri è presuntuoso e falso: una speciale, e per questo me la devo storia ben raccontata ha sempre e inventare...” comunque la sua dignità, e ti segna sempre e comunque, nel bene e nel Brunori Sas male. Antonio Recupero nasce a Messina nel 1977, e cresce in grazia e bellezza nella provincia della cittadina Trinacriense. Nel 1997, come copertura per alcuni loschi traffici, frequenta un corso di sceneggiatura presso la Scuola Internazionale di Comics a Roma, sotto la guida illuminata e immensamente paziente di Giorgio Pedrazzi e Roberto Dal Prà. Nel 2003, con la fedina penale ancora inspiegabilmente immacolata, si laurea in Giurisprudenza a Messina, ma nel frattempo ha lasciato tracce del suo passaggio sulla e-zine Utopia, sugli albi editi dall'Ass. Culturale Perfect Trip, sulla rivista Fumettomania e su varie altre produzioni. Negli anni successivi pubblicherà alcune storie per Cronaca di Topolinia - Ass. Culturale Alex Raymond e il graphic novel "non C'è Trucco" per Tunué, qui assistito ai disegni dal complice di vecchia data Cristian Di Clemente. Attualmente vive a Roma, dove si occupa di comunicazione commerciale, marketing e altre attività moralmente riprovevoli. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 40


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BASTA UNA FIRMA!

Clara Raimondi

Giovanni Salsiccia è un omino senza scrupoli che sarebbe capace di vendervi qualsiasi cosa, ingannandovi, s’intende. Peccato che anche i truffatori muoiano e una volta arrivati all’inferno anche loro

debbano fare i conti con il Diavolo in persona. Tutti, tranne Giovanni Salsiccia, che riesce a convincere il Diavolo che lui sarebbe più utile come suo funzionario piuttosto che come carne destinata alle fiamme eterne. Così, per scappare dalla punizione diabolica, scende sulla terra per continuare a fare quello che ha sempre magistralmente fatto: vendere contratti. Questa volta c’è molto di più in gioco: sogni da realizzare, desideri Reader’s Bench - Speciale Fumetto 41


inconfessabili e per ottenerli , Giovanni Salsiccia, vi dirà che basta solo una firma. Attenti! Giovanni Salsiccia potrebbe bussare alla vostra porta! Basta una firma è il primo “Basta una firma” graphic novel della collana di Recupero, Amedei e Travaglini Imaginaction di PE Editore e Primiceri editore, 68 pagg., 14.90 euro nasce dalla penna di Antonio Recupero, dalla matita di Salvatore Amedei e dai colori di Massimo Travaglini. Se la vostra anima è a serio rischio dannazione, questo è il fumetto che fa per voi! Antonio Recupero è lo stesso di Non c’è Trucco (Tunué, 96 pagg, 9.70 euro), è l’uomo che ci ha parlato del mestiere di disegnatore nella sezione Per fare un Libro ed è lo stesso che in queste pagine ci racconta di come è nata la sua passione per i fumetti.


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INTERVISTA A ELENA CASAGRANDE Clara Raimondi Chi è Elena Casagrande e il suo alter ego, Lara West? Elena Casagrande è una ragazza piuttosto chiusa e riservata che durante il Liceo Scientifico accarezza sempre di più l’idea di rendere la sua passione per il disegno e i fumetti un lavoro; così, da autodidatta, disegna, disegna e disegna, legge fumetti, guarda cartoni animati, inventa delle storie, tra cui quella di Lara West… una spy story di cui sviluppa i primi brevi capitoli e poi mette nel cassetto, consapevole che in buone mani di scrittore potrebbe avere delle buone potenzialità per un fumetto interessante. Non voglio rivelare molto Reader’s Bench - Speciale Fumetto 43


della storia, perché dopo tanti anni, forse sono riuscita ad affidarla ad un ottimo sceneggiatore ed insieme vorremmo trasformarla in un bel progetto, quindi mentre quest’altro mio sogno si sta pian piano realizzando, sappiate che sì, il nome Lara si rifà alla più famosa archeologa dei videogames (da cui sono rimasta affascinata dal primo capitolo, primo anche videogioco che comprai in vita mia), mentre il cognome è stato semplicemente scelto per assonanza piacevole; ha i capelli rossi, lunghi e lisci ed è una bravissima tiratrice; ha una controparte maschile che diventa poi suo partner e potrebbe guidare auto di un certo livello… incrociate le dita e sperate di vederla presto nero su bianco! J Nel frattempo Elena ha finito il liceo, s’è iscritta alla Scuola Internazionale di Comics e cominciando una gavetta al fianco del suo insegnante David Messina, è riuscita a realizzare quel che al liceo era soltanto una vana speranza; lavora da anni per varie case editrici americane e ogni tanto collabora con qualcuna italiana. E’ felicemente compiaciuta dell’esito delle sue battaglie per arrivare dov’è

ora, sia sul piano personale che su quello professionale. A metà strada e sempre con la valigia in mano tra l’Italia e gli States dicci a che cosa stai lavorando e che quali sono le novità più interessanti che hai scovato ultimamente sulle sponde di questi due paesi? Che questo lavoro mi abbia potuto portare così lontano da casa e con la testa, non l’avrei mai immaginato ed è difficile ora, riguardando indietro, trattenere la soddisfazione. La valigia in mano è sempre piena di lavoro e di piacere, perché fortunatamente il mestiere che ho scelto di intraprendere ha una vasta sfumatura tra l’uno e l’altro. Purtroppo ultimamente sto vivendo un momento di stasi, dovuto anche ad un momento di precarietà vissuto generalmente sulla sponda d’oltreoceano, ma a breve dovrei ricominciare un nuovo lavoro con una nuova (per me) casa editrice americana, che mi ha fatto molto piacere ricevere, sia perché già lo conoscevo, sia perché già ci hanno lavorato altri connazionali miei amici. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 45


Una delle novità più interessanti che ho visto ultimamente la sto riscontrando in casa nostra, più precisamente tra le mura di casa Bonelli, con la nuova serie a colori che uscirà nel 2013 ideata da Recchioni e Mammucari: è interessantissima, sia narrativamente che visivamente, grazie anche alla quantità di talenti che vi ci sta lavorando.

rappresentassero e accattivassero i fan. Il gruppo è stato numeroso e vario durante tutti gli anni, dando l’opportunità a molti artisti di affacciarsi per la prima volta all’esperienza fieristica. Ha subito diversi cambi di formazione ma sempre nella completa libertà e comprensione da parte di tutti i

Vuoi parlarci del p r o g e t t o Drawers? Il progetto Drawers è nato prima che io ne facessi parte, dalla voglia di a l c u n i disegnatori amici, tipo Luca Maresca, Fabrizio Galliccia e Andrea Del Campo, di formare un gruppo vario di artisti che potessero condividere idee, opinioni, stili e passione sia tra di loro che principalmente con il pubblico durante le fiere, proponendo di volta in volta prodotti che ci

componenti. Anche se composto da persone diverse o in diverso numero, il gruppo continuerà ad esistere per mandare avanti una bella esperienza personale, di divertimento e confronto, sia lavorativa per il rapporto ormai instaurato con il pubblico che ci segue. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 47


E’ in uscita The Avengers, il nuovo kolossal cinematografico della Marvel, scommetto che sarai dalla parte di Hulk,o mi sbaglio? Ahimè sbagli, perché io sono proStark…sempre! Ahahah! A parte le fazioni sui personaggi preferiti, io sto dalla parte di un buon film, che diverta, che abbia una solida trama, che abbia dei dialoghi brillanti, degli ottimi effetti visivi e speciali, che anche se tratti di supereroi risulti verosimile (perché la sospensione della realtà funziona ma fino ad un certo punto)… ed in questo sono abbastanza fiduciosa in Joss Whedon, essendo uno dei miei registi/sceneggiatori/creatori

preferiti… sono molto ansiosa di andarlo a vedere e spero vivamente non deluda le mie aspettative e le aspettative di quei fan che attendono una pellicola del genere da decenni. Non mi spoilerate che ancora non l’ho visto! ^^’ Fiere, incontri e laboratori. Quali sono le dimensioni ideali per incontrare i lettori per permettere ai nuovi disegnatori di farsi avanti? Le fiere sono un ottima occasione, se ben organizzate, sia da parte degli standisti che da parte del pubblico, di entrare in contatto con i fan e i fan con i propri autori preferiti: tale scambio è importante sia per avvicinare le persone a quelle che immaginano siano figure irraggiungibili (soprattutto gli autori esteri) sia per rendere più umano e interessante un rapporto che nasce e viene mediato solo dalle storie a fumetti e a tratti da internet coi social network. Per i nuovi disegnatori avere la possibilità di parlare a tu per tu con i loro potenziali datori di lavoro è importante


e soprattutto è una prima occasione di rapportarsi con quello che potrebbe essere la loro vita lavorativa; è cosa buona che ultimamente si organizzi alle fiere i portfolio review con gli editori ma è sempre cosa buona da parte dei “novizi” non demordere mai ed essere ingordi di imparare da qualsiasi cosa, da qualsiasi esperienza e da qualsiasi persona essi incontrino che abbia più esperienza di loro.

Ottima occasione anche i laboratori, che però personalmente non ho mai frequentato quindi conosco poco a riguardo; penso possano essere una buona occasione sempre di imparare … basta che abbiano un buon rapporto col prezzo perché ahimè è una cosa da non sottovalutare. In un articolo, uscito per D di Repubblica, di qualche tempo fa Tiziana Lo Porto si dedicava alle ragazze del fumetto. Che cosa vuol

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dire essere donna e lavorare nel mondo dei fumetti? Quanto sono importanti i blog e i social network per imporsi in questo mondo? Essere donna nel mondo del fumetto è essere donna come in qualsiasi altro lavoro. Anche in questo mestiere si ha una predominanza maschile ma la maggior parte delle volte, almeno per quanto mi riguarda, non comporta un ostacolo per il sesso opposto. La prima cosa per evitare ogni tipo di discriminazione in qualsiasi ambito è non sottolinearla e non crearla: io non sono una donna nel mondo del fumetto, sono una disegnatrice nel mondo del fumetto, con una desinenza diversa da disegnatore imposta soltanto dal genere della lingua italiana. Ognuno di noi ha le stesse difficoltà e soddisfazioni in base ai propri traguardi; evitare le differenze significa anche non porsele certe domande, a meno che non sia il datore di lavoro ad evidenziare tale “problema” … allora lì è un altro paio di maniche. Ultimamente blog e social network, forse più quest’ultimi, sono diventati quasi fondamentali, per aprirsi una finestra costantemente

consultabile da tutto il mondo, per tenere vivi i contatti e quindi l’interesse del pubblico e degli editori e per non lasciarsi indietro nessuna possibilità di visione. Internet è il vero veicolo di informazione ormai, non c’è scampo e non c’è modo di sfuggire alle opportunità che si hanno sfruttandolo al massimo piuttosto che rimanere sulle vie più tradizionali. A proposito dove potremo incontrarti, virtualmente e non, prossimamente? Prossimamente aggiornerò costantemente il mio Twitter (e di conseguenza il mio FaceBook) e il mio profilo DevianArt, mentre tramite il blog potrete vedere anche a quali fiere sarò presente; la prossima sarà a Pordenone Comics, il 13 maggio per tutta la giornata di domenica.

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Elena Casagrande (classe 1983): dopo aver frequentato il Liceo Scientifico decide di seguire definitivamente la sua principale passione, il disegno, iscrivendosi così alla Scuola Internazionale di Comics di Roma, dove frequenta un corso incentrato sul mondo del fumetto e tutto quello che ne ruota intorno. La dedizione e la perseveranza vengono premiate quando, diventando assistente di un insegnate, David Messina, comincia a lavorare nella casa editrice americana IDW Publishing. Da allora la collaborazione con la IDW è rimasta costante, tant'è che Elena è stata una dei disegnatori di una delle testate di punta, Angel – 6 season; con loro ha lavorato su serie come Star Trek (Klingons: Blood will tell, Orions, Q, Spock: Reflections), Ghost Whisperer (The haunted), Angel (Auld Lang Syne, Doyle, Smiletime, A hole in the world, Illyria: Haunted), Infestation e attualmente True Blood. Sempre in America ha pubblicato con la Marvel, lavorando con personaggi come Spiderman (Marvel Heartbreakers – A chemical romance, Ultimate Spiderman #157), Magik (cover New Mutant #4), Spitfire (Women in Marvel) e Hulk Rosso. In Italia ha avuto brevi collaborazioni con case editrici come Cronaca di Topolinia (Avalonia Special #3, Sol Mirror #2), Star Comics (La Stirpe di Elan, Jonathan Steel), Tunuè (Mono #2 e #6) e Renoir (Tales of Avalon). http://larawest.blogspot.com/"http://larawest.blogspot.com

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COSPLAY, UN MONDO DA SCOPRIRE Giulia Battaglia

Quanti di voi hanno mai sentito parlare di “cosplay”? No, non è il nome di una strana malattia, si tratta di un hobby che da qualche anno a

questa parte si sta diffondendo anche nel nostro paese. Ma partiamo dal principio. Questa pratica nasce negli anni '80 nel paese del Sol Levante e consiste nel travestirsi e interpretare un personaggio, che sia di manga, anime, cartoons, film, libri e chi più ne ha più ne metta; il termine cosplay è proprio una fusione delle due parole inglesi “costume” e “play” che stanno ad indicare appunto le caratteristiche salienti di questo hobby, il ricreare un personaggio non solo nel costume ma anche nella personalità. In Giappone da diversi anni è considerata una sottocultura, ma una volta diffuso all'estero il cosplay si è arricchito di nuovi scenari e prospettive, appassionando migliaia di persone e diventando una sorta di mondo alternativo colorato e Reader’s Bench - Speciale Fumetto 54


variegato. Vi starete chiedendo come e perchè si diventa cosplayer; beh non c'è una singola risposta, principalmente lo si fa per pura passione verso un personaggio,per staccare la spina dal mondo reale, per puro divertimento,ma c'è anche da dire che c'è una grande voglia di imparare nuove cose e mettersi in gioco; si perché come potrete immaginare, i costumi dei personaggi di fantasia non si possono acquistare come se niente fosse ai grandi magazzini, alcuni li commissionano a delle sarte o li comprano, o li fanno fare dalla mamma..ma la maggior parte dei

cosplayers crea con le proprie mani abiti e accessori. “Una cosa da Carnevale” potreste pensare, ebbene niente di più sbagliato, il livello raggiunto da alcuni esponenti di questo hobby, è quello di veri e propri propri artigiani, molti hanno addirittura trasformato questa passione in una vera e propria professione, diventando sarti, costumisti teatrali o armaioli. Non c'è limite alla fantasia, ogni materiale può tornare utile, bisogna ingegnarsi in ogni modo per riuscire a riprodurre l'accessorio o l'abito del nostro beniamino. Ma in quale occasione un cosplayer può sfoggiare questa stravagante


mise? Non di certo per andare a fare la spesa, starete pensando..ebbene le occasioni giuste sono le Fiere del fumetto e dei comics, che al loro interno ospitano appunto contest dedicati ai cosplayers e aree dedicate alle foto; si stanno moltiplicando tuttavia anche gli eventi dedicati unicamente al cosplay, con tanto di premi succulenti per i più capaci, come viaggi e opportunità di poter gareggiare con i propri costumi in manifestazioni all'estero, la più importante è il World Cosplay Summit, che si tiene ogni anno a Nagoya, in Giappone; è un vero e proprio campionato mondiale a cui partecipano due rappresentanti per una ventina di nazioni. (E forse vi sarà piacere sapere che gli italiani hanno tenuto alto il loro nome vincendo per ben due volte il titolo mondiale, l'ultima nel 2010 :P ) Nel tunnel del cosplay Eh sì avete capito bene, si tratta di un vero e proprio tunnel quello in cui mi sono inoltrata ormai 6 anni or sono, quando decisi di fare cosplay per la prima volta. Essendo da sempre appassionata di manga e Giappone, alla fine del liceo misi piede per la prima volta ad una fiera

del fumetto, ero come un bambino in un negozio di caramelle, affascinata da tutto ciò che vedevo; ma la cosa che mi colpì più di tutte fu senza dubbio la presenza di questi strani individui vestiti come Goku di Dragon Ball o Rossana dell'omonimo cartone. “Che figata” pensai “quanto mi piacerebbe farlo.” E così dopo qualche anno, avendo trovato all'università un gruppetto di persone che condivideva le mie stesse pazze idee, eccomi al Lucca Comics indossare i panni del mio primo personaggio, Rukia del Reader’s Bench - Speciale Fumetto 56


manga Bleach; fu una giornata memorabile, la gente che ti fermava chiedendoti foto, il ricreare pose ed espressioni e scene dal manga, l'interagire con tantissime persone sconosciute accomunati dalla passione per il fumetto; da allora non mi sono più fermata. Pian piano son passata dal commissionare i costumi a crearli con le mie mani, il vederli nascere dalle proprie possibilità è una delle soddisfazioni

più grandi per chi pratica questo hobby. Certo ai comuni mortali questa pratica può sembrare strana e anormale, molti faticano a comprendere che un cosplayer è in realtà una persona comunissima che studia o lavora o che non sia un'asociale. In realtà è incredibile il numero di persone con cui si entra in contatto grazie a questo hobby, si può dire che porti ad una socializzazione quasi estrema, i cosplayer si conoscono alle fiere, magari scambiandosi una battuta sui reciproci personaggi, o improvvisando delle scenette divertenti, ci si conosce sui social network, si organizzano cene , eventi, incontri o sessioni fotografiche, è un mondo sempre in fermento a cui si aggiunge sempre gente nuova; “cosplay” e “asocialità” sono due parole lontanissime, nessuno fa cosplay per stare solo, si fa cosplay per interloquire con gli amici, con gli altri cosplayers che non si conosce, con il pubblico delle fiere. E' tutto sommato un gioco,


ma un gioco che per molti cosplayers è ormai diventato parte della quotidianità soprattutto per i forti legami di amicizia stretti con persone conosciute in questo ambiente. Raramente il cosplay esce dal contesto che gli appartiene, cioè quello delle fiere e degli eventi dedicati, ma può capitare di tornare magari a casa con mezzo costume addosso o il doversi spostare trasportando un accessorio o un'arma particolarmente ingombrante. Ovviamente in questi casi battutine o le situazioni tragicomiche si sprecano, come per esempio l'addetto della metro che ti ferma per trasporto di oggetti

pericolosi (magari stai trasportando una bella falce o un cannone in plastica) o un gruppo di ragazzini che mentre torni dalla fiera ti apostrofa con un bel “Cenerentola”o meglio ancora il vedere le facce sbigottite delle persone sedute in un bar mentre un perfetto Capitan Jack Sparrow sorseggia tranquillo il caffè al bancone prima di tornare sul pullman che lo porterà in fiera; ma tutto sommato superato l'imbarazzo iniziale, ci si abitua e si cominciano a trovare queste situazioni particolarmente esilaranti, in fondo il giorno dopo si torna alla vita reale e nessuno più ti riconoscerà, fa parte del gioco.


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GIETZ! Nell’aprile del 1945 La Spezia è invasa non solo dalle forze armate statunitensi ma anche da una strana musica che Nico, prima di quel momento, non aveva mai sentito. Anche nel buio del bunker, fino a qualche mese prima, aveva sempre suonato pezzi come Parlami d’amore Mariù ma non si sarebbe mai immaginato che potesse esistere un altro modo di fare musica. Una musica completamente diversa, capace di contenere un energia nuova, di parlare di rinnovamento e

Clara Raimondi di azzardare un ritmo capace di riportare alla mente la gioia di vivere. E’ questo che colpisce Nicola Bertini e che lo spinge prima a metter su un primo gruppo e poi a lunghe tournée in provincia. Da qui, ancora oggi, spira il vento del Gietz! se è vero che proprio nella provincia italiana si tengono i migliori festival (quello di La Spezia è uno dei più antichi) capaci di richiamare i grandi nomi internazionali.


Un genere poco diffuso nel nostro paese e che per troppo tempo si è ritenuto solo per estimatori e che ha in Italia le sue radici proprio nel dopoguerra. Andrea Campanella e Hannes Pasqualini raccontano la storia della musica italiana ma anche la vicenda biografica di Nicola Bertini e come una musica di accompagnamento ci conducono nei momenti più importanti nella vita d’entrambe. Dalle stelle alle stalle seguiamo il percorso del musicista che conoscerà un esordio folgorante ma

anche il lato oscuro del successo. Una parabola ascendente che lo vedrà autore, anche di colonne sonore cinematografiche, e musicista di Miles Davis per oltre quattro anni. Una storia affidata a due autori che sono anche due musicisti e che segna luna nuova fase di produzione in casa Tunué tutta legata alla musica. Il libro si arricchisce degli studi preparatori, degli story boards, di note a margine e di un’ottima bibliografia da cui prendere spunto. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 60


narrazione. Se infatti si deve trovare un difetto è solo in questo piccolo particolare che tuttavia svanisce dato il successo di una pubblicazione già alla prima ristampa. Un libro ed una storia da non perdere e da leggere, rigorosamente, a tempo di Gietz!

La postfazione a cura di Elisabetta Umiliani, aggiunge lustro alla pubblicazione ma è sicuramente la pena di Paolo Fresu che fa la differenza. Nel suo scritto infatti troviamo tutta una serie d’informazioni non solo su Nicola Bertini ma anche su altri musicisti e poi date, locali, aneddoti che sicuramente avrebbero trovato posto all’interno della “Giètz! di A.Campanella & H.Pasqualini, Tunué, 135 pagg, 12.50 euro


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PIU’ CORPOSO DI UN OSSO: BONE Davide Restelli Nel 1991 quando decise di creare la casa editrice Cartoon Books, Jeff Smith non si sarebbe mai aspettato un successo immediato. Il suo obiettivo era dar la possibilità a tanti piccoli autori, come lui, di potersi esprimere portando idee nuove. Ed invece, in poco tempo la sua casa editrice è diventata una delle più importanti degli Stati Uniti, riuscendo ad accaparrarsi una fetta di pubblico in un mercato fra i più competitivi.

Il merito maggiore di questo successo va sicuramente attribuito allo stesso Smith e al suo capolavoro: BONE BONE è un fumetto che attraverso molta ironia, ci racconta un mondo fantastico, con una storia ad ampio respiro. I protagonisti della vicenda sono i tre cugini Bone: Fone Bone, Phoney Bone e Smiley Bone. A causa dell’ennesimo raggiro da parte


di Phoney ai danni dei suoi concittadini, i tre si vedono costretti a fuggire di corsa da Boneville, la loro città natale, perdendosi nel grande deserto. Nel tentativo di ritrovare la via di casa, arriveranno nella valle, dove si troveranno invischiati, loro malgrado, in una guerra fra umani e creature ratto. Una guerra le cui radici sono più antiche di quanto si possa immaginare. Ma perché le creature ratto hanno preso di mira i cugini Bone? E sopratutto cosa vogliono da Phoney?

La trama è strutturata in maniera metodica, lasciando al lettore piano piano piccoli pezzi del puzzle, che con l’andare delle pagine si va componendo, creando un mosaico degno dei migliori autori fantasy.

In quest’opera, pubblicata in albi fra il 1991 e il 2004, si ha l’unione di un tratto semplice e diretto, tipico delle strip umoristiche statunitensi, con una narrazione continuata, che riesce a fondere la comicità ad un avvincente storia epica. Prova della bontà dell’opera è data anche dai 10 Eisner Award, fra i premi più importanti del panorama fumettistico mondiale.

In Italia la pubblicazione di questa serie è stata abbastanza travagliata. La prima edizione risale al 1996 e si concluse nel 2006. Inizialmente pubblicato in edicola dalla casa editrice Macchia Nera, venne portato avanti dalla Lexy Production dopo il suo fallimento. Ma la Lexy stessa riuscì a pubblicarne un solo volume, prima di dover chiudere anche lei i Reader’s Bench - Speciale Fumetto 63


battenti. Successivamente la Panini Comics ha recuperato e ripubblicato la serie. Sopratutto gli ultimi tre volumi mancanti, dando anche alle stampe nel 2007 un edizione in 10 volumi a colori. Nonostante la sua ultima versione, quella completa proposta da Bao Publishing, sia di ben 1344 pagine, queste vi scorreranno sotto gli occhi senza battere ciglio. Fin dalle prime battute verrete catapultati nella valle con i cugini Bone, cercando, come loro di saperne di più, con il rischio di rimanere con l’amaro in bocca per la voglia di averne ancora..... ...-fame che potrete calmare, perché proprio la Bao ha dato alle stampe il

prologo di Bone, intitolato “La Promessa di Rose”. Non fatevi scappare una delle più grandi opere a fumetti degli ultimi anni, perché un edizione integrale così, vale la pena averla in ogni libreria.

“BONE” di Jeff Smith, Ed Bao, 1344 pagg, 35 euro “BONE: La Principessa Rose” di Jeff Smith & Charles Vess, Ed Bao, 142 pagg, 17 euro


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SPIDER MAN AL WOW

Clara Raimondi

Avere cinquant’anni e non dimostrarli; è questo che sembra unire due miti del fumetto: Diabolik e l’Uomo Ragno che proprio nel 1962 faceva la sua prima comparsa. Per l’occasione, Wow Spazio Fumetto-Museo del Fumetto di Milano, organizza una mostra che accompagnerà i visitatori alla scoperta di un mito dal al. Tutto questo mentre sta per arrivare in tutte le sale The Amazing Spider Man e Ultimate Spider-Man, una serie animata targata Disney. Una mostra, un evento nel quale si ripercorrerà la storia del personaggio attraverso le tavole, gli albi, i manifesti cinematografici ed una serie di

eventi collaterali: incontri laboratori e proiezioni. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 65


Un percorso alla scoperta di curiosità ed aneddoti per un personaggio non di certo comune per l’epoca: mingherlino, poco più che adolescente, vittima dei bulli, solo al mondo se non fosse per una zia malata. Una vita da riscattare grazie all’uso del suo super potere che farà la fortuna sua e quella della Marvel e darà l’avvio ad una carriera fumettistica che lo vedrà protagonista di film, serie animate e video giochi.

Nella mostra saranno esposte tavole originale di autori come: Steve Ditko, John Romita Sr., John Romita Jr., Larry Lieber, Ross Andru, Keith Giffen, Sam Kieth, Jae Lee, Erik Larsen, Rick Leonardi, Tim Sale, Todd McFarlane, Sal Buscema, Lee Weeks, Humberto Ramos e Esad Ribic. Un evento da non perdere!


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ULTIME USCITE

Clara Raimondi

Murin sconfigge Demon King strappandogli via anche l'arcano demoniaco. Mentre Demon King sta per andare incontro alla morte, fa la sua comparsa un anziano individuo avvolto da un'aura misteriosa! Riuscirà il nostro eroe a sopravvivere, ora che si trova in bilico tra la vita e la morte?! X-Force: capitolo finale. X-Statix: 2, Peter Milligan e Mike Allred, Panini Comics, 168 pagg, 15 euro Demon king: 35, Kim Jae-Hwan e Ra In-Soo, Edizioni BD, 5.50 euro Sono giovani, belli, disposti a morire per uno scatto in prima pagina. Ma sembra che anche i membri di X-Force possano sviluppare una coscienza. Mentre il gruppo è preda di tensioni interne e viene messo a rischio dalle ambizioni del manager Spike Freeman, non manca la solita dose di tragedie e di grande avventura. In quesbo volume gli autori Peber Milligan e Mike Allred vengono affiancati da altri due artisti di alto livello: Darwyn Cooke (DC: The New Frontier, Spirit) e Duncan Fegredo (Hellboy).


Era l'agosto del 1961 e si respirava aria di cambiamenti. Nelle edicole una nuova collana faceva da apripista alla "Marvel Age", l'epoca dei fumetti Marvel. "Fantastic Four 1" non proponeva i soliti eroi tutti d'un pezzo, con costumi sgargianti e celati da identità segrete: Reed, Sue, Ben e Johnny erano personaggi reali inseriti in un contesto s t r a o r d i n a r i o . Vi v e v a n o a s s i e m e , litigavano tra loro e potevano essere sconfitti in battaglia. Tutto questo rappresentò l'inizio di qualcosa di diverso. Grazie ad autori come Stan Lee. Jack Kirby e Steve Ditko, il treno in corsa della Marvel accelerò e un'interminabile lista di eroi fece seguito ai Fantastici Quattro: l'Uomo Ragno, Thor, Hulk, Devil, Iron Man, gli X-Men... Sono gli eroi Marvel, scissi tra vita umana e responsabilità superumane. I Masterworks sono stati ideati per offrire ai lettori di fumetti in tutto il mondo la possibilità di vivere in prima persona la creazione dell'Universo Marvel. Le opere ospitate in questo volume pulsano della stessa vitalità, della stessa originalità e della stessa genialità di un tempo. C'è una minaccia mortale da qualche parte a Empire City e Fixer ha solo fino all'alba per salvare la sua città... e il mondo come lo conosciamo. "Sacro terrore" racconta la disperata missione di un eroe costretto ad affrontare un esercito di fanatici per poter impedire un terribile crimine contro l'umanità. Sacro terrore, Frank Miller, Bao Publishing, 120 pagg, 19 euro


"Tex contro Mefisto" ripropone, nell'arco di cinque volumi, tutte le avventure che hanno visto il celebre Ranger dar battaglia al suo acerrimo nemico e all'altrettanto insidioso figlio Yama. Un ciclo di storie popolarissime, strettamente interconnesse tra loro e per la prima volta pubblicate di seguito, in ordine cronologico, in un'unica serie.

La gola della morte. Tex contro Mefisto, Gianluigi Bonelli, Mondadori, 394 pagg, 9.90 euro

Cento anni fa la razza umana rischiò l'estinzione a causa dei giganti. Oggi, i pochi sopravvissuti si sono ritirati all'interno di mura così alte che nemmeno i giganti possono violarle. Ma è davvero così? Eren Jaeger e sua sorella Mikasa sono pronti a combattere la battaglia per il futuro dell'umanità. Unisciti a loro!

L'attacco dei giganti, Hajime Hisayama, Panini Comics, 200 pagg, 3.90 euro


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RACCONTARE UN FUMETTO AD UN BAMBINO? CI PENSA GUD! Clara Raimondi Nella mia vita professionale ne ho viste di presentazioni, credetemi, ma niente di lontanamente paragonabile a quella a cui ho assistito al Map (museo dell’Agro pontino) a Pontinia, lo scorso 6 maggio. Eravamo lì per saperne di più su La notte dei giocattoli l’ultimo libro della collana Tipitondi di Tunué. Un libro ispirato ad un racconto di Dacia Maraini, già divenuto uno spettacolo teatrale ed ora un fumetto grazie all’opera di Gud. Gud, al secolo Daniele Bonomo, già conosciuto per Gaia Blues, il libro che lo ha accompagnato in una missione speciale con i bambini del Vietnam, è l’autore dei bellissimi disegni e del riadattamento di questo capolavoro di Dacia Maraini. In una presentazione l’obbiettivo centrale è catturare l’attenzione del lettore, ancora di più se questa avviene davanti ad un pubblico

scalpitante di decine di piccole coccinelle e lupetti. I bambini, come si sa, hanno difficoltà a mantenere la concentrazione e capiscono immediatamente se quello che gli viene presentato è fatto o meno al caso loro. Ancora più difficile diventa parlare di fumetti se non altro di quelli al di fuori del canale da loro più conosciuto e quello che è avvenuto in quella piovosa mattinata di maggio ha dell’incredibile. Gud è il Pifferaio Magico, l’uomo che fa al caso vostra qualora


vogliate organizzare un evento dedicato ai più piccoli. Con il suo tono di voce squillante e potente ha saputo raccontare la storia della piccola Giulia e coinvolgere i bambini nella realizzazione dei disegni dei singoli personaggi. E così, i bambini presenti ed io, che la testa della protagonista, Giulia, ha le stesse dimensioni dei personaggi dei Peanuts, che i suoi capelli sono ispirati niente di meno che all’Ape Maya e che le macchie sul suo pigiama non sono semplici pois ma riferimenti voluti alle magiche sfere del drago di Dragon Ball. Il soldatino, suo compagno d’avventure, nasconde nel berretto tantissime sorprese e nel cuore un amore viscerale per Giuppa, la bambola di pezza anch’essa contenuta nel magico baule dei giocattoli che una sera prendono magicamente vita. Ma questi sono solo due degli straordinari che Gud ha avuto la

pazienza di presentare e di far disegnare ai bambini. Gli stessi che ogni sera potrete trovare leggendo questo libro ai vostri bambini o alla prossima presentazione.

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PANINIDIGITS: LA FUMETTERIA ONLINE DI FIDUCIA

Clara Raimondi

Panini ha appena inaugurato la sua fumetteria digitale e lo fa alla grande con un sito che promette di stupirvi. Grafica super colorata ed accattivante per quello che, sono sicura, diventerà un appuntamento settimanale per tutti gli appassionati. Ancora più facile da consultare se si possiede un iPhone, un iPod Touch o un iPad attraverso l’applicazione studiata in collaborazione con Panini ma anche con il PC la navigazione sarà tutt’altro che difficile. Il sito,diviso in semplici sezioni, presenta le novità, tutte le categorie e i numeri più venduti. Sullo store potrete trovare il meglio delle serie più famose dell’editore:

Takio, Rage, Starborn, Haunt, Conan e Wanted ad un prezzo più che abbordabile che va dai 0.79 a 1.59 euro. Come si fa ad accedere? E’ semplice

basta registrarsi e creare il proprio account e per testare la validità delle proposte c’è un’intera, interessantissima, sezione: Gratis Che cosa state aspettando? Reader’s Bench - Speciale Fumetto 72


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1975 UN DELITTO EMILIANO

Clara Raimondi Il 12 giugno 1975 Alceste Campanile viene ritrovato cadavere lungo i bordi di una strada poco distante da Reggio Emilia, l’analisi del medico legale non lascia dubbi: si tratta di una vera e propria esecuzione contro un ragazzo caduto nella trappola di gente che conosceva e di cui si fidava. Fin qui la cronaca, mentre da 1975. Un delitto emiliano inizia il racconto struggente dell’ultimo anno di vita di Alceste, che diventa Adelchi e che condivide, insieme al personaggio manzoniano, la stessa sorte eroica e la consapevolezza di essere un ingranaggio della ciclicità della storia. Alceste-Adelchi non sarà né la prima né l’ultima vittima degli anni di piombo, poco prima era avvenuto

l’attentato di Piazza della Loggia, ed è il simbolo dell’assurdità di una guerra fratricida che vide combattersi per anni due Reader’s Bench - Speciale Fumetto 73


schieramenti contrapposti, in una guerra sottaciuta ed oggi dimenticata. Alberto Guarnieri e Emilio Laguardia ci accompagnano per mano e non ci mollano per un attimo portandoci dietro ogni singolo attimo della vita di Adelchi: nella sua stanza inondata di musica, nel letto in cui fa l’amore con Sofia, nelle stanze del Circolo Ottobre dove avverrà la sua conversione politica. E così pagina dopo pagina, nel tratto sicuro di Laguardia, la storia del ragazzo diventa anche quella di una

generazione e veniamo catapultati nel mezzo del compromesso storico, tra le Impressione di settembre della Pfm e gli spettacoli di Dario Fo. Un ritratto completo che permette d’immergersi nella storia e di uscirne completamente invischiati, ricoperti di quella strana sensazione che ti fa dire: perché? Perché in un’epoca in cui per la prima volta l’unione avrebbe potuto fare la differenza, l’odio politico ha permesso l’ennesima separazione all’interno della società? E soprattutto che cosa rimane di quell’unione, di quella mobilitazione


di coscienze, di quelle masse pronte a sacrificare la propria vita per un ideale? Adesso che gli ideali non esistono più e le persone preferiscono insultarsi virtualmente e la piazza è solo sfogo di una rabbia repressa. Era così anche nel 1975? Forse, anche perché come ammette Lucio Dalla: nell’immensità della folla potevi sentirti anche tremendamente solo, soprattutto se non rientravi negli schemi in cui il tuo gruppo d’appartenenza voleva costringerti. Chissà come si sarà sentito e che cosa avrà provato Alceste negli attimi precedenti alla sua esecuzione; tutti i suoi compagni erano al concerto, Lucio Dalla era da poco salito sul palco per inforcare il suo clarinetto mentre su di lui calava un oblio lungo più di trent’anni. A far scendere il sipario erano stati proprio loro, i ragazzi che fino a pochi mesi prima lo avevano accompagnato in scorribande senza senso, animate solo dalla noia e dalla rabbia. Una rabbia cieca e feroce che ti spinge ad uccidere tuo fratello in nome di una presunta fede politica. Una rabbia che deriva dal profondo rifiuto per la generazione dei propri genitori che nella guerra c’erano entrati,

loro malgrado. Un graphic novel che diventa romanzo epico perché narra le avventure di un eroe e di un’epoca che non tornerà e che racchiude dentro di sé il potere ineguagliabile delle idee e della libertà che nessuna guerra o rivoluzione può distruggere. Un utile strumento per capire il nostro passato recente, per comprendere il legame che legava la gente alla politica, per dare un senso alle fotografie delle manifestazioni in bianco e in nero dei nostri genitori.


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DANILO DIABLO ANGELETTI

Diplomato al Liceo Artistico di Latina nel 1990 Subito dopo inserito nel mondo dell'illustrazione come ritrattista e ritoccatore fotografico con l'esclusivo uso dell'aerografo e pennelli ( no Photoshop, a quei tempi ancora non aveva fatto danni, ahahah ) Stringe amicizia e fa un breve tirocinio con Il Maestro Enzo Sciotti, illustratore di fama internazionale nel campo dell'illustrazione cinematografica. Negli anni che seguiranno lavorare per privati e ditte di vario tipo, realizzando per vari anni illustrazioni e scenografie per parchi a tema e giostre viaggianti, incastrando nei ritagli murales per locali, camerette per bambini, insegne e disegni di ogni tipo. Negli ultimi anni si occupa anche di animazione 2d e ideazione di disegni per tattoo. Insegna dal 2011 corsi di Fumetto e illustrazione per il Tunuèlab in collaborazione con Tunuè-Editori dell'immaginario, casa editrice di Latina. Gran parte di tutte queste esperienze fatte esclusivamente come autodidatta al tavolo da disegno, e spero con buoni risultati. Reader’s Bench - Speciale Fumetto 76


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