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Anno 1 - Numero 1 - Maggio 2010 www.rallyemotion.it Euro 4,00

Ogier e Solberg animano l’avvio del Mondiale Cunico, Longhi e Navarra come non si sono mai visti Lancia Stratos: storia di una leggenda


L’eroe dei

due

mondi

o M o C

Claudio Pilia Race&Motion

Dopo quattro gare, nel Mondiale suona sempre la stessa musica: la Marsigliese. Loeb vince, Ogier vincerà. Solberg ha già vinto. La Ford fatica. 20

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WRC

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Ufficiale

PEOPLE

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Gentiluomo

Andrea Navarra e Piero Longhi: due grandi campioni che in questa stagione affronteranno nuove sfide Un duello iniziato a Milano con questo insolito shooting fotografico o Anna Canata M o C Race&Motion

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almo come tutti i forti e un po’ fatalista, Andrea Navarra non vede l’ora del rilancio con la neonata di casa Ford, senza paura. Passionale e istintivo Piero Longhi, ma con il senso del padre di famiglia, al debutto in una stagione tutta nuova con Twister Corse, punta in alto. Programmi, speranze, obiettivi e punti di vista di due pilastri del rallismo italiano alla vigilia del Campionato che si preannuncia tra i più combattuti della sua storia. Andrea c’è. Questa è la sicurezza che traspare dalle sue parole, nonostante l’anno parta con molti interrogativi per la novità di un team al debutto nel CIR e di una macchina al momento ancora in allestimento nelle officine di M-Sport.

Ma crederci è già (quasi) vincere. Andrea, al via del CIR 2010 con una Ford Fiesta S2000 del team Motus Italia /Ford. Avrai a disposizione la macchina forse più desiderata del lotto... come ti senti? Sei carico? Pensi di potertela giocare? “Sono molto entusiasta e non vedo l’ora di guidarla. Sicuramente sarò uno di quelli che partono con meno chilometri alle spalle visto che potrò fare solo una sessione di test appena prima dell’Adriatico, nostra gara di esordio. Difficile quindi fare delle previsioni prima di aver provato la macchina ma penso che in diverse gare su terra potremo dare battaglia”. Nel tuo team ritrovi facce amiche, come quella di Alberto Zambelli Rain e Max Sghedoni con i 49


Vecchietto a

chi?

Cinquantadue anni compiuti e non sentirli: Franco Cunico sarà il pilota più “vecchio” del Campionato Italiano Rally, dove torna dopo tre anni con una Grande Punto Abarth o Matteo Bacci M o C Race&Motion

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argo ai giovani? Forse. Ma anche no. Cinquantadue anni suonati, 53 ad ottobre, Franco Cunico torna nel Campionato Italiano Rally. Quella riserva nella quale in passato ha fatto caccia grossa: 3 titoli assoluti e 4 di categoria. Dopo una stagione a “rubare le caramelle ai bambini” nell’International Rally Cup, la decisione di presentarsi nuovamente sul palcoscenico “che conta”. Grande Punto Abarth del team D’Ambra, Gigi Pirollo – ovviamente – alle note e la determinazione di sempre: con queste premesse “Jimmy” è pronto a dimostrare a tutti di essere ancora “il

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fenomeno”. Lo abbiamo incontrato e ci siamo fatti raccontare lo stato d’animo con cui affronterà la stagione, le prospettive e le paure. Franco, dopo 3 anni (l’ultima stagione nel Tricolore è stata nel 2007 con la Mitsubishi Lancer della ProRace) torni nel CIR. Da cosa nasce la decisione di riprovarci? “Beh... ogni tanto anch’io mi chiedo, con un palmares come il mio, a quasi 53 anni: “chi me l’ha fatto fare?”. A volte la mattina mentre faccio palestra ci penso e, alla fine, la risposta è che è la voglia di vincere una nuova sfida. NelRallyEmotion.it - Maggio 2010


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Franco Cunico non accetta di sentirsi chiamare “vecchio” e a chi pronostica distacchi clamorosi dai primi risponde chiaro: “vi farò ricredere!”

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Incontro con Arnaldo Bernacchini: testimone privilegiato della nascita di un mito. La Lancia Stratos raccontata da chi, con questa vettura straordinaria, ha vinto tanto

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ALTRI TEMPI

Un’auto

Stratos...ferica o Anna Canata C o Race&Motion M

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o sguardo di “Bernacca” si illumina e non serve pungolarlo più di tanto; se tiri in ballo la Regina dei rally, lui diventa un fiume in piena. Come navigatore di Lele Pinto hai corso su una Stratos per diversi anni: che cosa pensavi di questa macchina da corsa? “Si capiva subito che quest’auto era rivoluzionaria, appena la vedevi non potevi non innamorartene. Sentirla arrivare ti toglieva il fiato. Era come essere dentro un aereo senza le ali: il vetro convesso, la plancia lunga e con tanti strumenti, la vicinanza così ravvicinata al pilota, davano proprio l’impressione di essere dentro la carlinga di un aereo. Questa era la sensazione della Stratos. E poi a me dava una sicurezza incredibile, benché tanti la giudicassero una macchina pericolosa. Non aveva il rollbar: non serviva perché la carrozzeria stessa era una struttura portante; e poi il motore era un vero e proprio rollbar, posizionato dietro all’equipaggio, e terminava all’altezza delle teste. Ricordo che una volta ci siamo ribaltati ad un Rally Valli Piacentine. La macchi83


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