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NIN - infanzia

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NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI Scuola Infanzia

Approccio pedagogico

Novità di rilievo

Schema di progettazione

Curricolo completo

LE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI a cura di Patrizia Granata e Margherita Fassari

Introduzione

Le Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale nel gennaio 2026 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, aggiornano il documento del 2012 alla luce delle trasformazioni sociali, culturali e pedagogiche emerse negli ultimi anni. Il testo propone orientamenti per affrontare le sfide educative contemporanee, promuovendo una scuola inclusiva, attenta al merito e coerente con i principi costituzionali e le direttive europee.

Il termine “Indicazioni” sottolinea il carattere non prescrittivo del documento: si tratta di linee guida pedagogiche pensate per accompagnare le scuole nella definizione del proprio curricolo, valorizzando l’autonomia progettuale delle istituzioni scolastiche e la professionalità dei docenti, nel rispetto del quadro delle competenze attese e degli obiettivi comuni. L’approccio suggerito è flessibile e contestualizzato, capace di adattarsi alle esigenze formative di alunne e alunni e alle specificità dei territori.

I principi generali che orientano il documento – centralità della persona, inclusione, cittadinanza attiva e continuità educativa – costituiscono il quadro di riferimento per una scuola che educa alla responsabilità, alla partecipazione e alla costruzione del sapere. In questa prospettiva, il presente fascicolo offre una lettura operativa delle Indicazioni, con riferimenti normativi e suggerimenti applicativi rivolti a dirigenti scolastici, docenti e operatori del settore

L’obiettivo è favorire un’adozione graduale e consapevole delle nuove disposizioni, stimolando una riflessione condivisa sul ruolo della scuola nella società attuale e facilitando il passaggio dal testo normativo alla sua concreta attuazione didattica. L’implementazione delle Indicazioni avverrà in modo progressivo, attraverso un processo partecipato e sostenibile. Le scuole da settembre 2026 saranno chiamate a rivedere il proprio curricolo d’istituto, integrando nuovi obiettivi formativi, promuovendo competenze trasversali e rafforzando la continuità educativa tra i diversi gradi scolastici.

La riforma proposta intende consolidare il ruolo della scuola come luogo di formazione civica, promuovendo i valori di legalità, autonomia e responsabilità, in un’ottica di crescita personale e collettiva.

L’approccio pedagogico: il rispetto come fondamento educativo

Le Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo 2026 pongono al centro dell’approccio pedagogico il valore del rispetto, inteso come principio guida per costruire una scuola inclusiva, attenta alle differenze e capace di promuovere una convivenza autenticamente democratica. La scuola viene riconosciuta come spazio privilegiato per decostruire stereotipi e promuovere il riconoscimento dell’altro, valorizzando le diversità individuali, culturali, cognitive, emotive e sociali. Il rispetto non è solo una regola comportamentale, ma un atteggiamento interiore che si coltiva attraverso pratiche quotidiane e relazioni significative.

Per tradurre questo principio in azioni concrete, le Indicazioni suggeriscono di:

• Rivedere le routine scolastiche: accoglienza, gestione del conflitto, spazi di parola e ascolto devono essere progettati per favorire inclusione e partecipazione.

• Progettare moduli tematici su “rispetto e differenze”, utilizzando metodologie attive come il cooperative learning, il role playing e il circle time.

• Introdurre rubriche valutative che includano indicatori relazionali (rispetto, collaborazione, apertura, empatia).

• Utilizzare strumenti di mediazione e tecniche di comunicazione non violenta per le dinamiche interpersonali.

• Proporre laboratori didattici su stereotipi, bias cognitivi e linguaggio inclusivo, per sviluppare consapevolezza critica e apertura mentale.

La scuola viene descritta come ambiente educativo condiviso, in dialogo costante con la famiglia e la società, capace di accogliere ogni bambina e bambino come portatore di un potenziale unico. L’obiettivo non è solo trasmettere conoscenze, ma coltivare talenti, promuovere la crescita personale e accompagnare ciascuno nel proprio percorso di sviluppo.

Per rendere applicativo questo approccio, le scuole possono adottare strumenti che favoriscano l’osservazione, la documentazione e la valorizzazione delle competenze trasversali, quali ad esempio:

• Griglie di osservazione relazionale: per monitorare atteggiamenti, interazioni e dinamiche di gruppo.

• Diario di boordo/classe: strumenti narrativi per documentare il percorso di crescita individuale.

• Contratti di convivenza co-costruiti: accordi condivisi che promuovono responsabilità, rispetto e partecipazione relativamente al contesto scuola.

• Rubriche valutative integrate: che includano dimensioni cognitive e relazionali, per una valutazione più completa e significativa.

• Attività narrative e autobiografiche: per favorire l’espressione di sé, il riconoscimento delle emozioni e la riflessione personale.

Mettere al centro i bambini e le bambine, significa:

• Adottare un linguaggio rispettoso e non giudicante.

• Promuovere la capacità di ascolto e la sospensione del giudizio.

• Favorire l’apertura verso punti di vista diversi.

• Sostenere comportamenti di cura e responsabilità condivisa.

• Educare al riconoscimento delle emozioni, proprie e altrui.

Questa visione pedagogica si traduce in pratiche quotidiane che costruiscono un clima scolastico accogliente, motivante e capace di generare benessere e apprendimento, ponendo attenzione alle seguenti aree:

Cognitiva

Affettiva e relazionale

Sviluppo del pensiero critico, della creatività e delle competenze disciplinari

Promozione dell’empatia, dell’ascolto e della collaborazione

Corporea Cura del benessere fisico e consapevolezza del corpo

Etica e spirituale Educazione ai valori, alla responsabilità e alla riflessione interiore

Religiosa Rispetto e conoscenza delle diverse tradizioni in un’ottica di dialogo e apertura

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 riprendono dalle precedenti e tematizzano ulteriormente una visione della persona che supera l’idea dell’individuo isolato, riconoscendola come essere in continua costruzione, che cresce attraverso il legame con gli altri e il coinvolgimento attivo nella realtà che lo circonda. La scuola, in questa prospettiva, diventa luogo privilegiato per sostenere questo processo, promuovendo esperienze significative che valorizzino l’identità, la relazione e la partecipazione.

L’identità è ciò che rende ciascuno unico: la propria storia, i valori, le emozioni, le convinzioni. È un processo dinamico, che si evolve nel tempo attraverso le esperienze, le scelte e gli incontri.

La scuola può favorire la costruzione dell’identità personale attraverso:

• Attività narrative e autobiografiche.

• Spazi di espressione individuale.

• Riconoscimento delle emozioni e delle esperienze vissute.

La relazione è il terreno su cui si costruisce l’identità. Essere con gli altri significa aprirsi allo scambio, all’ascolto, al confronto. La scuola può promuovere relazioni significative attraverso:

• Occasioni di dialogo e cooperazione.

• Laboratori sull’empatia e sulla comunicazione.

• Routine inclusive che valorizzano la diversità.

• Il gioco nelle mie varie forme.

Partecipare significa contribuire, assumersi responsabilità, essere attivi nella società. È il cuore della cittadinanza attiva e dell’inclusione. La scuola può educare alla partecipazione attraverso:

• Spazi di decisione condivisa (es. contratti di convivenza).

• Progetti di cittadinanza e responsabilità sociale.

• Attività che promuovano il senso di appartenenza e il valore del contributo individuale.

“La persona è identità, relazione e partecipazione”: questa affermazione sintetizza una visione educativa profondamente umanistica e inclusiva, che riconosce in ogni alunno e alunna un potenziale unico da coltivare, in dialogo con gli altri e con il mondo.

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 riconoscono le scuola dell’infanzia e scuola primaria come primi laboratori di democrazia, dove bambini e bambine imparano a vivere insieme, a rispettare le regole e a contribuire al bene comune. In questo contesto, la scuola assume il compito di formare cittadini consapevoli, capaci di prendere parte attivamente alla vita sociale e di riconoscere il valore della diversità.

La finalità principale è l’acquisizione delle conoscenze e abilità fondamentali, necessarie per sviluppare le competenze culturali di base, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.

Le Indicazioni pongono l’accento sull’unicità dell’alunno, riconoscendo il talento come una delle sue espressioni fondamentali. Il talento non è inteso solo come eccellenza accademica, ma come insieme di capacità personali, aspirazioni, interessi e fragilità.

Esso sta al centro di ogni intervento che abbia come obiettivo quello di favorire lo sviluppo armonico della personalità, attraverso metodologie didattiche che stimolino:

• La creatività e l’espressione personale.

• La riflessione critica e l’indagine.

• La curiosità e l’autonomia.

Il talento si coltiva attraverso percorsi didattici flessibili, capaci di adattarsi ai ritmi e agli stili cognitivi degli alunni. In questa prospettiva, il talento è strettamente legato all’orientamento scolastico e formativo, che mira a:

• Aiutare bambine e bambini, a riconoscere le proprie inclinazioni.

• Costruire percorsi personalizzati che valorizzino le potenzialità.

• Promuovere la consapevolezza di sé e delle proprie scelte.

• Fornire gli strumenti disciplinari per dare corpo e opportunità a ogni talento.

Tutto ciò può realizzarsi solo attraverso un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, fondata su:

• Comunicazione aperta e costante.

• Condivisione di obiettivi educativi.

• Costruzione di un ambiente coerente e stimolante.

Tale alleanza rafforza il senso di comunità e appartenenza, riduce i conflitti e le incomprensioni, e contribuisce a prevenire il disagio sociale e la dispersione scolastica, promuovendo il benessere delle persone coinvolte.

Per dare piena attuazione alla visione educativa proposta dalle Nuove Indicazioni Nazionali 2026, è fondamentale costruire una collaborazione solida e continuativa tra scuola, famiglia e territorio. Questa alleanza rappresenta il fondamento per un’educazione condivisa, capace di sostenere lo sviluppo integrale della classe.

Le componenti chiave della collaborazione sono:

• Fiducia reciproca: riconoscere e valorizzare i diversi ruoli educativi, in un clima di rispetto e stima.

• Comunicazione aperta e costante: creare canali di dialogo trasparenti, accessibili e bidirezionali.

• Obiettivi condivisi: definire insieme le finalità educative, promuovendo coerenza tra scuola e famiglia.

• Responsabilità comune: sentirsi parte attiva di un progetto educativo collettivo, in cui ognuno ha un ruolo.

Per rendere concreta questa alleanza, le scuole possono attivare iniziative come:

• Incontri partecipativi con le famiglie: momenti di confronto, ascolto e co-progettazione.

• Laboratori genitori-figli: attività esperienziali che rafforzano il legame educativo e la conoscenza reciproca.

• Progetti co-costruiti con il territorio: collaborazioni con enti, associazioni, biblioteche, musei, per ampliare l’offerta formativa.

• Patti educativi di corresponsabilità: accordi condivisi che definiscono impegni, valori e comportamenti attesi.

Tutte le azioni e le strategie elencate contribuiscono a promuovere un ambiente educativo coerente, stimolante e a misura di ciascuno e di ciascuna.

COME TRADURRE TUTTO QUESTO A SCUOLA

Progettare attività inclusive che valorizzino linguaggi diversi

Favorire il lavoro cooperativo e la gestione condivisa delle regole

Utilizzare metodologie attive

Creare ambienti accoglienti

Integrare l’educazione civica in modo trasversale

Verbale, corporeo, artistico, digitale…

Attività che favoriscono il confronto tra culture, come la lettura di fiabe dal mondo o la creazione di “atlanti delle diversità”.

Organizzare attività che prevedano lavori di gruppo e di ruolo.

Didattica laboratoriale, compiti autentici, educazione tra pari. Gli alunni possono raccontare esperienze personali attraverso scrittura, disegno o narrazione orale, favorendo la consapevolezza di sé e il riconoscimento dell’altro.

Lavorare sul contesto di apprendimento dove ogni bambino si senta visto, riconosciuto e accolto.

Progettare attività interdisciplinari dove l’educazione civica tocchi ogni campo di esperienza

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 rafforzano il ruolo del docente come Magister, figura che va oltre la dimensione tecnica dell’insegnamento per assumere una funzione di guida culturale, morale e educativa. Il termine Magister richiama l’idea di un insegnante capace di ispirare, orientare e accompagnare bambine e bambini, nel loro percorso di crescita personale e formativa.

Il docente è posto al centro del processo educativo come riferimento autorevole e accogliente, capace di:

• Trasmettere conoscenze e valori, con competenza e passione.

• Stimolare la motivazione degli alunni, orientando il loro desiderio di apprendere.

• Favorire lo sviluppo del pensiero critico, strutturato e consapevole.

• Coltivare abitudini cognitive e comportamentali che contribuiscano alla formazione di cittadini responsabili. È una visione che valorizza il docente non solo come professionista dell’istruzione, ma come educatore capace di incidere profondamente nella vita degli alunni e delle alunne.

Il docente Magister opera in sinergia con le famiglie e il personale scolastico, promuovendo un clima di fiducia, dialogo e accoglienza.

La sua azione educativa si fonda dunque su:

• Ascolto attivo e attenzione ai bisogni formativi di alunni e alunne.

• Costruzione di un’alleanza educativa con le famiglie, basata sulla corresponsabilità.

• Promozione di ambienti di apprendimento inclusivi, stimolanti e rispettosi.

In questa prospettiva, l’insegnante diventa costruttore di una comunità educante, capace di generare senso, appartenenza e partecipazione.

Per promuovere pratiche didattiche consapevoli e orientate alla qualità, è utile osservare con attenzione alcuni aspetti legati all’uso del digitale, ricordando ciò che indica l’OMS rispetto all’uso del digitale per l’infanzia:

• L’impiego delle tecnologie come strumenti di espressione e creatività, oltre che di fruizione passiva.

• Lo sviluppo di competenze critiche nella valutazione di fonti e contenuti online.

• Il bilanciamento tra attività analogiche e digitali, in funzione degli obiettivi educativi.

• L’inserimento intenzionale di momenti di disconnessione e riflessione.

• La considerazione degli effetti cognitivi, emotivi e relazionali derivanti dall’interazione con il digitale. Si tratta di variabili che possono essere integrate nella progettazione didattica come criteri di osservazione e riflessione, favorendo un uso del digitale intenzionale, equilibrato e formativo.

Continuità educativa 0–6 anni e raccordo tra infanzia e primaria

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 rafforzano il principio di continuità educativa tra nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria, promuovendo un curricolo pensato in modo unitario e progressivo. Questo orientamento riprende e sottolinea l’importanza di accompagnare lo sviluppo del bambino in modo fluido, evitando frammentazioni tra i diversi segmenti del percorso scolastico.

Le Nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia sottolineano con forza l’importanza di una maggiore continuità all’interno del sistema educativo 0-6, riconoscendo questo segmento come un percorso unitario che accompagna il bambino nei suoi primi anni di vita. In questa prospettiva, la scuola è chiamata a curare con particolare attenzione i momenti di accoglienza e ambientamento, affinché ogni bambino possa vivere il passaggio nel nuovo contesto con sicurezza, fiducia e benessere emotivo.

Allo stesso tempo, viene valorizzata la collaborazione con le famiglie e con il territorio, considerati partner fondamentali nella costruzione di un ambiente educativo ricco, coerente e condiviso. Infine, un elemento centrale è la continuità educativa tra nido e scuola dell’infanzia, che deve tradursi in pratiche di raccordo, osservazioni comuni e progettazioni integrate, così da garantire ai bambini un percorso armonico e rispettoso dei loro tempi di crescita.

Progettare un curricolo unitario significa:

• Valorizzare temi e competenze trasversali che si evolvono gradualmente, come autonomia, comunicazione, motricità, curiosità scientifica.

• Sviluppare metodologie didattiche coerenti con il fare, il pensare e il sentire del bambino.

• Prevedere attività ponte, visite, scambi tra insegnanti e momenti di accoglienza strutturati.

Che cosa cambia nell’impianto didattico generale

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 introducono aggiornamenti significativi all’impianto didattico, intervenendo su contenuti, metodologie e strumenti. L’attenzione si concentra sull’esperienza diretta di bambini e bambine, sull’inclusività e su una didattica capace di valorizzare la pluralità dei linguaggi e delle competenze. È un approccio in sintonia con le più recenti indicazioni pedagogiche e normative, che riconoscono il valore di un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, capace di sostenere lo sviluppo globale. Non rivoluzionano la scuola dell’infanzia, ma la aggiornano ai bisogni dei bambini di oggi.

I campi di esperienza restano, ma si ampliano

I cinque campi di esperienza non vengono toccati nella loro struttura, ma si arricchiscono di nuove prospettive:

• Digitale e coding in forma ludica

• Plurilinguismo (esposizione naturale a più lingue)

• Outdoor education come pratica ordinaria

Questo significa che non arrivano “discipline” o “lezioni frontali”, ma nuovi linguaggi e contesti educativi integrati nel gioco.

Il gioco rimane centrale e si sottolinea che deve rimanere il principale strumento di apprendimento, la cornice metodologica che guida ogni proposta educativa.

Le Nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia si propongono di rispondere in modo più efficace ai profondi mutamenti della società contemporanea, orientando il lavoro educativo verso una visione aggiornata e lungimirante. In questo quadro, viene posta una maggiore attenzione allo sviluppo delle competenze necessarie per il futuro, riconoscendo che nei primi anni di vita, periodo di massima plasticità cerebrale, si costruiscono le basi per la curiosità, la creatività, il pensiero critico e la capacità di collaborare.

Allo stesso tempo, le Indicazioni valorizzano in modo particolare l’identità del bambino, la qualità delle rela-

zioni e la sua partecipazione attiva alla vita della comunità educativa. Il bambino viene riconosciuto come soggetto competente, portatore di risorse, capace di contribuire ai contesti in cui vive e di costruire significati attraverso l’esperienza.

Infine, il documento propone un aggiornamento del quadro pedagogico generale, che integra le più recenti ricerche in ambito educativo, psicologico e neuroscientifico. Questo rinnovamento invita le scuole a ripensare pratiche, ambienti e progettazioni in un’ottica più inclusiva, partecipata e orientata al benessere globale del bambino.

Argomento 2012 2026

Campi di esperienza

Metodo

Continuità 0-6

Innovazioni

5 campi tradizionali

Gioco centrale

Presente ma non strutturata

Limitate

5 campi + apertura a digitale, plurilinguismo, outdoor

Gioco ribadito come paradigma

Rafforzata e sistemica

Introduzione di nuovi linguaggi e contesti educativi

I

campi di esperienza

Le Nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia si collocano all’interno di una visione rinnovata del sistema educativo integrato 0-6, nella quale il segmento della scuola dell’infanzia assume una funzione strategica non soltanto come spazio di preparazione alla scuola primaria, ma come contesto educativo dotato di una propria identità epistemologica e pedagogica. In questa prospettiva, i bambini e le bambine sono riconosciuti, è riconosciuto come soggetti competenti, portatori di diritti, attivamente coinvolti nei processi di costruzione della conoscenza attraverso l’esperienza, l’interazione e la riflessione

Rispetto alle Indicazioni precedenti, emerge con maggiore evidenza un orientamento verso un approccio olistico allo sviluppo, nel quale le dimensioni cognitiva, emotiva, corporea e sociale sono considerate profondamente interconnesse. La centralità del benessere, inteso come condizione imprescindibile per l’apprendimento, si traduce in una maggiore attenzione alla qualità delle relazioni educative, alla sicurezza affettiva e alla costruzione di contesti accoglienti e significativi, in continuità con i servizi educativi per l’infanzia.

Un ulteriore elemento di discontinuità rispetto al passato riguarda la valorizzazione dell’inclusione in senso ampio, ossia legata alle specificità e peculiarità proprie di ciascun bambino, non solo di coloro che hanno bisogni educativi speciali. L’inclusione si configura infatti come attenzione alle differenze individuali negli stili di apprendimento, nella predilezione di determinati canali comunicativi e nelle attitudini del singolo che ne influenzano modalità espressive, di ritenzione dell’informazione e applicazione in contesti generalizzati.

Il gioco ritorna ad avere un ruolo fondamentale come strumento di apprendimento, nel suo valore euristico, come contesto in cui i bambini fanno quasi sempre scoperte inattese, soprattutto se avviene in spazi e luoghi che ne valorizzano l’aspetto open-ended, ossia aperto. Aperto a cosa? Alle differenze individuali dei bambini, alla varietà dei materiali, alle possibili soluzioni e organizzazioni differenti, alle differenti sfumature emozionali e linguistiche che si possono di volta in volta creare.

Nelle Nuove Indicazioni Nazionali 2026 cambia anche lo sguardo sulla valutazione dei bambini, intesa qui come processo formativo in itinere che consente l’adeguamento in tempo reale di strumenti, proposte, esperienze, spazi e materiali, sulla base dell’osservazione sistematica e dei processi di sviluppo che vengono messi in atto.

L’attenzione non è più sul confronto fra i bambini in funzione di un unico obiettivo da raggiungere nello stesso modo, quanto piuttosto sul chiedersi se gli spazi pensati e allestiti, se i materiali e le esperienze offerte mirano a promuovere determinati processi o altri. Se la combinazione proposta consente a ognuno di imparare secondo le proprie caratteristiche e i propri tempi, nel rispetto degli interessi, delle individualità e della crescita relazionale e socio-emozionale che così tanto influenza i processi cognitivi. All’interno di questo impianto, i campi di esperienza sono quegli strumenti che consentono la creazione di un curricolo che sia concretizzato nella vita reale dei bambini, contenitori di pensiero e di esperienze che contribuiscono realmente alla costruzione di un’identità, un’autonomia e competenze che sono radicate e contemporaneamente agite nella vita reale dei bambini.

LE NUOVE INDICAZIONI

INDICAZIONI 2012

Centralità della costruzione dell’identità personale e sociale.

IL SÉ E L’ALTRO

INDICAZIONI 2026

Rafforzata la dimensione dell’identità in chiave inclusiva e interculturale.

Prime regole della convivenza e rispetto degli altri. Maggiore enfasi su cittadinanza attiva, educazione civica e partecipazione.

Sviluppo dell’autonomia e fiducia in sé.

Relazioni con pari e adulti.

Autonomia collegata a responsabilità e consapevolezza emotiva.

Attenzione esplicita al benessere emotivo e alle competenze socio-emotive.

OBIETTIVI (variazioni più significative)

L’attenzione in questo campo di esperienza si rivolge maggiormente alla costruzione di un’impalcatura socio-emozionale che sia di supporto sia all’identità individuale che all’identità collettiva del gruppo, dando all’ascolto attivo e ai processi empatici un ruolo determinante nella costruzione di consapevolezza di sé e degli altri.

Riconoscimento delle emozioni, in se stessi e negli altri.

Attivazione di processi di regolazione emozionale.

Verbalizzazione di processi emozionali.

Applicazione di regole semplici alla gestione dei conflitti.

PROCESSI

Messa in atto di processi cooperativi per il raggiungimento di un obiettivo.

Comprensione di differenti punti di vista in relazione alla stessa situazione.

Utilizzo della narrazione come strumento di “senso”.

Utilizzo della mediazione su base cognitiva e comportamentale.

Osservazioni e riflessioni sul ciclo di vita.

Superamento critico di ruoli di genere.

Prodotto omaggio

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