Cencio - M. A. Mazzantini
Corso di religione cattolica per la scuola secondaria di secondo grado

• Percorso strutturato
• Didattica attiva
• Interdisciplinarità
• Educazione civica e orientamento
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Cencio - M. A. Mazzantini
Corso di religione cattolica per la scuola secondaria di secondo grado

• Percorso strutturato
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per la scuola secondaria di secondo grado
Nulla osta
Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana Roma, 16 settembre 2025, Prot. N. 2840/2025
Imprimatur
Senigallia, 26 settembre 2025, Prot. N. 36/25 V ✠ Mons. Francesco Manenti, vescovo di Senigallia
Coordinamento editoriale: Alessandro Vigiani
Redazione e ricerca iconografica: Laura Olga Sartore, Benedetta Zaccarelli
Progetto grafico e copertina: Alessandra Coppola
Impaginazione: Alessandra Coppola, Daniele Montalbini
Illustrazioni: Antonio Cau, Claudia Ciuffetti, Oliver Mensa
Referenze fotografiche: iStock, Alamy, Adobe stock, Dreamstime, Shutterstock, 123RF, DeAgostini/ScalaFirenze, Christie’s Images/Scala, White Images/Scala - Firenze, The Art Institute of Chicago/Art Resource/ Scala, Photo Scala - Firenze, Scala/Ministero Interno - FEC, Scala/V&A Images, Album/Scala - Firenze, Scala/LIECHTENSTEIN Collection, Morgan Library/Art Resource/Scala
RISORSE DIGITALI
Coordinamento: Paolo Giuliani
Autori: Chiara Mavica, Valentina Paciello, Emanuele Renzi
Redazione: Chiara Mavica
Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello
Il Gruppo Editoriale Raffaello mette a disposizione i propri libri di testo in formato digitale per gli studenti ipovedenti, non vedenti o con disturbi specifici di apprendimento.
L’attenzione e la cura necessarie per la realizzazione di un libro spesso non sono sufficienti a evitare completamente la presenza di sviste o di piccole imprecisioni. Invitiamo pertanto il lettore a segnalare le eventuali inesattezze riscontrate. Ci saranno utili per le future ristampe.
Tutti i diritti sono riservati.
© 2026
Raffaello Libri S.p.A
Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.raffaelloscuola.it info@grupporaffaello.it
È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, comprese stampa, fotocopie e memorizzazione elettronica se non espressamente autorizzate dall’Editore.
Nel rispetto delle normative vigenti, le immagini che rappresentano marchi o prodotti commerciali hanno esclusivamente valenza didattica.
L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile comunicare, nonché per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti.
Ristampa:
6 5 4 3 2 1 0 2032 2031 2030 2029 2028 2027 2026
Il presente volume è stato realizzato con la supervisione del Comitato Scientifico interno del Gruppo Editoriale Raffaello coordinato dalla dottoressa Patrizia Granata.
Raffaello Scuola promuove il progetto #SIAMOPARI, per contrastare la diffusione nei testi scolastici di stereotipi legati al genere, alla disabilità, alla provenienza etnica e sociale.
Per saperne di più, visita il sito www.raffaelloscuola.it
Percorso didattico strutturato
Il libro è organizzato in due sezioni che sviluppano in modo organico e progressivo i contenuti delle tre aree dell’insegnamento (antropologico-esistenziale, storico-fenomenologica e biblico-teologica).

La prima sezione accompagna gli studenti e le studentesse in un percorso di riflessione e crescita personale e spirituale, alla luce del messaggio cristiano e degli insegnamenti della Chiesa cattolica.
La seconda sezione fornisce le nozioni teologiche e storiche indispensabili per affrontare con consapevolezza questo percorso.
I contenuti delle due sezioni si integrano reciprocamente, come indicato dai rimandi presenti nelle pagine.







In entrambe le sezioni, appositi box sono dedicati alla conoscenza delle fonti scritturali e documentarie del cristianesimo e delle altre tradizioni religiose e alla scoperta dell’opera e degli scritti di uomini e donne che si sono distinti come testimoni di fede e carità







Il testo è continuamente arricchito da inviti alla riflessione personale, spunti di ricerca e discussione, proposte di attività pratiche.
Gli argomenti possono essere approfonditi e affrontati da prospettive diverse grazie ai numerosi suggerimenti di lettura, ascolto e visione, corredati da proposte di riflessione e confronto in classe.

I titoli suggeriti per la visione sono stati selezionati in collaborazione con CINEMAINCLASSE.
Molte lezioni sono seguite da pagine speciali che presentano argomenti di storia dell’arte, storia, letteratura, scienze umane e naturali collegati ai contenuti del testo.
Ogni unità della prima sezione si conclude con pagine speciali dedicate a temi di educazione civica o orientamento, affrontati dalla prospettiva cristiana.


Didattica inclusiva
digitale integrata
Raffaello Player mette a disposizione strumenti e risorse che consentono la personalizzazione dell’apprendimento, rispondendo ai diversi bisogni educativi di studenti e studentesse.
Testo liquido
Il contenuto delle pagine si adatta automaticamente alle dimensioni dello schermo del dispositivo utilizzato per la lettura.
Traduttore multilingue
Dizionario di italiano
Audiolettura
Lettura con pronuncia chiara e ben scandita.

Dalle domande alla religione
Le domande sono un elemento fondante e caratteristico della religione. Erano presenti nella preistoria, nella notte dei tempi, quando presero vita le prime forme di religiosità, e si ritrovano anche all’origine del cristianesimo. Questo ci porta a pensare che fanno parte del DNA delle religioni, e in particolare della religione cristiana.
Ma attenzione, le domande non sono tutte uguali; possono essere banali, retoriche, scontate, oppure speciali e rarissime.
Modifica del font
Possibilità di usare il carattere ad alta leggibilità Leggimi.
Dimensione del testo
Possibilità di aumentare la grandezza del carattere.
L’offerta digitale del corso è ampia e diversificata, pensata per favorire l’interdisciplinarità e stimolare il coinvolgimento, l’interesse e la partecipazione di studenti e studentesse.
APPROFONDIMENTI
AUDIOLETTURE
COMMENTI AL QUADRO
INFOGRAFICHE
LINEE DEL TEMPO
MAPPE INTERATTIVE
OPERE IN HD
PHOTOGALLERY
PODCAST
SUPER ZOOM
VIDEO
ZOOM FOTOGRAFICI












Presentazioni in PowerPoint che ampliano temi specifici.
Passi di testi letterari spiegati e commentati.
Analisi guidata di un’opera artistica.
Rappresentazioni visuali di dati complessi.
Schemi cronologici interattivi.
Rappresentazioni visuali di concetti complessi.
Immagini ad alta definizione con possibilità di zoom e testi esplicativi.
Immagini commentate con didascalie.
File audio che introducono e riassumono i temi della lezione, stimolando curiosità e pensiero critico.
Modelli 3D esplorabili di strutture architettoniche, con sezioni commentate.
Approfondimenti visivi con spiegazioni audio e parole chiave in sovrimpressione.
Focus su dettagli visivi, con spiegazioni didascaliche.
I contenuti digitali sono accessibili anche inquadrando i QR code all’inizio delle unità.



LEZIONI A MATTONCINI in collaborazione con Lezioni di sintesi modulari con contenuti multimediali e proposte di attività collaborative. Ogni lezione è pronta per essere condivisa in classe, ma può anche essere personalizzata in base alle proprie esigenze didattiche.






Testimonianze Luigi Giussani e il senso









Connessioni / Arte Lascaux, la nascita dell’arte e dell’umano?




sfide

















5. Il corpo come veicolo del sacro 56
La musica e il sacro 56
Musica, danza e trance 57
6. Il cibo come veicolo del sacro 58
Nutrire il corpo e l’anima attraverso le pratiche alimentari 58
Connessioni / Scienze umane
La teogastronomia: cibo e spiritualità 60
7. Il simbolismo dell’acqua e del fuoco 62
L’acqua come simbolo di purificazione 62
Fonti L’acqua nella Bibbia 63
Il fuoco come simbolo di illuminazione spirituale e trasformazione 64
Fonti Il fuoco nella Bibbia 65
8. L’abbigliamento come simbolo del sacro 66
Gli abiti come segno di appartenenza religiosa 66
9. Il sacro nella natura 68
Il significato della montagna nelle religioni 68
Il significato del fiume nelle religioni 69
Connessioni / Educazione civica I luoghi sacri nell’era digitale 70
UNITÀ 3 La condizione dell’essere umano 72
Una canzone per iniziare Una chiave
1. Cosa ci rende umani? 74
Che cosa significa essere «umani» 74
Il valore dell’essere umano 75
2. Scoprire la propria identità 76
Il dialogo con sé stessi 76
L’importanza del mentore 77
Testimonianze Don Fiscer, un mentore contemporaneo 78













3. Il significato della vita 79
La vita ha un significato? 79
La vita come dono divino 79
La vita come esperienza comunitaria 80
4. Vivere in modo spirituale 81
Virtù e vizi nella prospettiva cattolica 81
Fonti L’invidia nell’Antico Testamento 82
Il dono dell’intelletto: penetrare
il mistero di Dio 84
5. Affrontare cambiamenti e sfide 85
La paura e Il coraggio 85
La fortezza: virtù che dà coraggio 85
Il coraggio di cambiare 86
6. Imparare dagli errori 87
La tirannia della perfezione 87
L’errore che insegna 87
I passi per ripartire 87
Un’opportunità di crescita e di rinascita 88
7. La ricerca della felicità 89
Che cos’è la felicità 89
La felicità secondo la tradizione cristiana 89
Felicità autentica e felicità illusoria 90

Felicità e religioni: una ricerca universale 90
Fonti Le Beatitudini secondo Gesù 91
Connessioni / Letteratura Zerocalcare e la promessa di felicità 92






Connessioni / Orientamento La realizzazione di sé 94
UNITÀ 4 L’amore per il prossimo e per il creato 96
Una canzone per iniziare Ogni istante 97
1. Il prossimo 98
Prestare attenzione all’altro 98
Accogliere l’altro nella nostra vita… 98
… e nella nostra comunità 99
Costruire comunità autentiche 99













2. Il valore dell’empatia 100
L’empatia: entrare in contatto con il prossimo 100
L’empatia nella vita quotidiana 101
Testimonianze Edith Stein, «sentire l’altro» e accogliere Dio 102
3. Il valore della diversità 103
Ricchezza e bellezza della diversità umana 103
Relazionarsi con chi è diverso da noi 104
Imparare da chi è diverso da noi 104
4. Il valore della fiducia e del rispetto 105
La fiducia: un valore in crisi? 105
Il rispetto 106
5. Abbattere muri e costruire ponti 107
I limiti dell’egoismo e del pregiudizio 107
I conflitti personali 108
Fonti Un estraneo sulla strada 109
Connessioni / Letteratura Massimo Recalcati e la «tentazione del muro» 110
6. L’impegno per la giustizia e i diritti 112
Riconoscere l’ingiustizia 112
Combattere l’ingiustizia 112
Difendere i diritti umani 113
7. Lavorare per il bene comune 114
Il concetto di bene comune 114
Contribuire al bene comune 115
8. La sacralità del creato 116
L’amore per il creato nelle religioni 116
Riscoprire l’armonia con il creato 116
Vivere in equilibrio con il mondo naturale 117
9. La responsabilità dell’essere umano 118
L’essere umano, custode del creato 118
Oltre la ricerca di potere e di guadagno 119
Connessioni / Educazione civica Libera: un’associazione per la giustizia e la legalità 120





5 L’incontro con l’altro 122
Una canzone per iniziare Io sono l’altro 123
1. L’importanza del dialogo 124
Il bisogno umano di comunicare 124
Imparare a dialogare 124
Dignità umana e dialogo 125
2. La forza dell’ascolto 126
L’ascolto: la chiave per aprirsi all’altro 126
Imparare il silenzio 126






3. La forza delle parole 128
Le parole che fanno bene 128
Le parole nella Sacra Scrittura 129
Le parole in altre fedi 129 Fonti Dal cuore alla bocca
4. I gesti che aprono al dialogo 131
Gesti che parlano al cuore 131 I gesti dettati dalla mitezza e dalla gentilezza 131
Il gesto del perdono 132
Fonti Gesù invita al perdono 133
Connessioni / Storia Gesti che hanno fatto la storia 134





5. Incontrarsi nell’era digitale 136
Incontrarsi in modo autentico 136
Interazioni umane e nuovi media 136
Il Magistero della Chiesa e le relazioni «virtuali» 137
Testimonianze Carlo Acutis: l’incontro tra fede e tecnologia 139
6. Il dialogo tra culture e tra religioni 140
Il dialogo interculturale 140
Il dialogo interreligioso 140
Testimonianze Don Tonino Bello, testimone di dialogo 143


















Connessioni / Educazione civica
La distorsione del dialogo sui social: le fake news 144

UNITÀ 6 Fede, ragione ed etica 146
Una canzone per iniziare Eden 147
1. Il dibattito tra fede e ragione 148
Ragione e fede: una questione antichissima 148
Le radici filosofiche
della relazione tra ragione e fede 148
L’armonizzazione tra fede e ragione 149
Limiti e potenzialità della ragione 149
Fede è ragionevole fiducia 150
Testimonianze Alexander Grothendieck: tra scienza e spiritualità 151
2. Le fondamenta del comportamento
morale 152
Distinzione tra etica e morale 152
Identità: non tradire sé stessi 152
Il significato e il valore del limite 154
Varcare con rispetto il limite del sacro 154
Fonti L’etica cristiana nei Vangeli 155
3. La coscienza, una bussola interiore 156
La voce che guida 156
La dimensione psicologica e morale della coscienza 156
La coscienza come guida nelle scelte morali 157
Come si sviluppa la nostra coscienza 157
Gli ostacoli alla lucidità morale 158
Le conseguenze di una coscienza sbagliata 159
Purificare il santuario interiore 159
4. Libertà e responsabilità 160
Libertà e autorealizzazione 160
Il dibattito sul libero arbitrio 161
La libertà nelle religioni orientali 162
Una falsa concezione di libertà 162
Essere «abili a rispondere» 162
Testimonianze Massimiliano Kolbe: la pienezza della libertà come amore 163
5. L’etica della cura 164
La natura relazionale dell’essere umano 164
Che cosa significa «prendersi cura»? 164
Le radici dell’etica della cura 165
Le sfide dell’etica della cura: limiti e risorse 165



Testimonianze Simone Weil: l’attenzione come via alla verità 166
6. Affrontare il male 167
Le forme del male 167

Comprendere il male 167
Prospettive religiose 168
Se Dio esiste, perché il male? 168
La compassione come risposta
all’assurdità del male 169
Salvarsi dal male 169
Fonti Giobbe, il servo sofferente 170
Connessioni / Letteratura Eugenio Montale e la ricerca di senso 171




7. Liberarsi dal peccato 173
Il peccato come fallimento 173
La «deformazione» della libertà 173
La rottura della fiducia 173
Una scelta che «incatena» 174
La legge morale naturale 174
Connessioni / Scienze umane
Il disorientamento etico del nostro tempo 175
8. Dall’etica personale all’etica sociale 177
L’etica come bussola morale per la vita individuale 177

L’etica come pilastro della coesione sociale 177
Impatti sociali dell’etica: costruire comunità resilienti e inclusive 178
Fonti La Regola d’oro: un principio etico universale 179


Connessioni / Orientamento Una vita in 3B: bella, buona e beata 180
UNITÀ 7 La Chiesa di fronte alla scienza 182
Una canzone per iniziare Megamix 183

1. Scienza e fede 184
Un dialogo costruttivo 184
Due domande, due risposte 185










Il rapporto tra scienza e fede oggi 185
Connessioni / Storia Il «caso Galileo» 186
2. Creazionismo, evoluzionismo, Disegno Intelligente 187
Il creazionismo: la fede nelle origini 187
L’evoluzionismo: lo sviluppo delle forme di vita 188
Fonti Dalla cautela all’apertura: l’evoluzione vista dalla Chiesa 190
La teoria del Disegno Intelligente 191
3. Universo e multiverso 192
Antichi cieli, antiche storie 192
Dal geocentrismo all’infinito 192
Universo, multiverso e senso della vita 193
E l’astrologia? 194
Connessioni / Fisica Abissi cosmici: tra buchi neri e particelle di Dio 195
4. Materia, antimateria, spirito 197
Materia e antimateria: due facce della stessa medaglia? 197
Oltre la materia misurabile 197
La realtà è davvero «materiale»? 198
Testimonianze Pavel Florenskij: uno sguardo «spirituale» sulla materia 199
5. Coscienza e neuroscienze 200
La coscienza: un enigma per la scienza 200
Il «problema difficile» della coscienza 200
Prospettive religiose 200
Neuroscienze e spiritualità: un dialogo possibile 201
6. La vita extraterrestre 202
Alla ricerca di altri mondi abitati 202
Un silenzio cosmico assordante 202
Che cosa dice la Chiesa? 203
Un universo da scoprire, un Dio da amare 203
Connessioni / Educazione civica
Oltre i limiti: responsabilità e scelte consapevoli 204
UNITÀ 8 La Chiesa di fronte al progresso medico e tecnologico 206
Una canzone per iniziare Abbi cura di me 207



1. Un’etica per il progresso 208
Guidare eticamente il progresso 208
La bioetica 208
Testimonianze Giuseppe Moscati: il medico santo 210
2. L’inizio vita


211
La complessità dell’inizio della vita 211
Il dibattito etico sull’aborto volontario 211
La fecondazione assistita 212
3. Il fine vita







213
Il significato umano del fine vita 213
Dignità e autonomia: riflessioni sull’etica del fine vita 213
Approcci etici nella gestione del fine vita 214
Testimonianze Raffaella Bertè e il concetto di «abitare il limite» 215
4. Le biotecnologie 216
Innovazioni che sollevano dubbi 216
La clonazione 216
L’ingegneria genetica 218
La rivoluzione CRISPR-Cas9 219
Connessioni / Storia L’ombra dell’eugenetica: quando il progresso diventa pericoloso 220
5. L’intelligenza artificiale 222
Che cos’è l’intelligenza artificiale? 222
Un’etica per l’intelligenza artificiale 223
La Chiesa cattolica di fronte all’intelligenza artificiale 225
Testimonianze Paolo Benanti e l’etica dell’intelligenza artificiale 226
6. Il transumanesimo 227
Alle radici del transumanesimo 227

Le correnti del transumanesimo 227
Verso dove?
228
La posizione della Chiesa cattolica 228











Fonti Il corpo, dimensione imprescindibile dell’essere umano 229
Connessioni / Educazione civica
L’obiezione di coscienza: un diritto, una scelta etica 230
UNITÀ 9 Amore, affettività e corporeità 232
Una canzone per iniziare Chiamami 233
1. L’amore come fondamento della vita 234
Il cuore, centro vitale dell’essere umano 234
Come è cambiata l’idea di cuore 234
Il cuore, sorgente di amore coraggioso 235
Le «tre intelligenze» per un amore maturo 235
Navigare il mistero dell’amore 235
2. Il rapporto tra corporeità e amore 236
Oltre la sola biologia 236
La sessualità come linguaggio d’amore 236
Il corpo come «tempio dello Spirito Santo» 237
Il corpo come segno dell’anima 238
Educare all’amore integrale: un compito essenziale 239
Fonti La benedizione pastorale per le coppie «irregolari» 241
3. Le forme dell’amore 242
I quattro amori di C.S. Lewis 242
L’intelligenza emotiva 243
Vivere l’amore autentico 243
Connessioni / Scienze umane
Una finestra per guardarsi meglio 244
4. Il tesoro dell’amicizia 246
Un amore scelto e coltivato con cura 246
Le colonne portanti dell’amicizia 246
L’amicizia nel Vangelo 246
Una palestra di vita e una scuola d’amore 247
Salvaguardare l’amicizia 247
Fonti Gesù e gli amici di Betània 248
5. Eros: la forza dell’attrazione e del desiderio 249
La scintilla dell’innamoramento 249
La forza dell’eros nella tradizione biblica 249
La doppia faccia dell’eros 250
Dall’eros all’agape: verso un amore pieno 250
6. Diventare adulti nell’amore 251
Oltre l’innamoramento e la passione 251
L’amore come decisione e scelta quotidiana 251
L’arte di amare: un apprendistato continuo 252
Un continuo cammino di crescita e libertà 253



Fonti Tobia e Sara: affrontare le prove insieme 254
Connessioni / Scienze naturali Le basi biologiche dell’amore 255
7. L’amore ferito: la fatica e la forza del perdono 257
L’inevitabile vulnerabilità dell’amore 257
Dalla ferita al perdono 257






Smascherare gli equivoci comuni sul perdono 258
Il perdono: una scelta consapevole di liberazione 259


Il perdono come grazia da accogliere e chiedere 260
8. La misura alta dell’amore 261
Dio è Amore 261





L’agape, l’orizzonte più ampio per l’amore 261
La vocazione all’agape 262
Il comandamento nuovo e il senso ultimo della vita 262
Testimonianze Santa Teresa di Lisieux: l’amore nel cuore della Chiesa 263



Connessioni / Arte Amor Sacro e Amor Profano 264
9. Amore sotto pressione 266
Un mondo che cambia, relazioni che cambiano 266
Cultura del consumo e «usa e getta» affettivo 266
«Amore liquido»: la fragilità dei legami 266
Il ruolo della tecnologia: connessi ma soli? 267
La sfida: scegliere la solidità 267


10. Corporeità sotto pressione 268
La pluralità di identità sessuali e di genere 268




Il «sesso virtuale» 270
Il corpo come merce 270
Connessioni / Educazione civica Amare
è rispettare sempre: costruire relazioni sane 272
UNITÀ 10 La Chiesa e la giustizia
sociale e ambientale 274
Una canzone per iniziare Casa mia 275
1. Giustizia e diritti: le sfide globali 276
Giustizia sociale e giustizia ambientale: significato e connessioni 276
Le grandi sfide e il Magistero sociale della Chiesa 276
2. Fraternità, amicizia sociale e amore politico 280
Riconoscere l’umanità comune 280
Aprire i cuori e allargare le cerchie: l’amicizia sociale 280
Dall’amicizia sociale all’amore politico 281
Un cuore aperto al mondo 282
Costruire la pace 283
Generare un mondo aperto e fraterno 283
Fonti Il Buon Samaritano, simbolo di fraternità 284
3. Il lavoro come vocazione e diritto 285
Il lavoro nel progetto di un mondo fraterno e giusto 285
La dignità del lavoro nella Bibbia e nella Regola benedettina 285
La Chiesa e il lavoro 286
Le ombre del lavoro: alienazione e sfruttamento 287
Promuovere la giustizia sul lavoro 288
Connessioni / Arte Muri che gridano: lavoro, protesta e riflessione urbana 289
4. Custodire la «casa comune»: l’ecologia integrale 291
Un grido dalla Terra e dai poveri 291
Il monito della Laudate Deum 292
La resistenza delle strutture di potere 293
Ecologia della vita quotidiana 294
Cambiare mente, cuore e stile di vita 294
Testimonianze I popoli indigeni, custodi della Terra 295
5. La politica e l’educazione come fonti di giustizia 296
Una scommessa politica ed educativa 296
Il volto della migliore politica 296
Educare alla giustizia 297







Strumenti per trasformare il mondo 298
Testimonianze Paulo Freire e Danilo Dolci: l'educazione trasformativa 299
Connessioni / Storia Una «fucina» della buona politica 300
Connessioni / Educazione civica
Giovani, giustizia sociale e sostenibilità 302
Connessioni / Orientamento La vita che verrà, un viaggio 304
UNITÀ 1 La Bibbia e i Vangeli 310
Un film per iniziare L’attimo fuggente (Dead poets society) 311







1. La Bibbia 312
Che cos’è la Bibbia? 312
La storia della Salvezza 312
Canone ebraico e canone cattolico 313
Il concetto di Alleanza 314
Dalla tradizione orale al testo scritto 315
I supporti della Bibbia 315
Le lingue e le traduzioni 316
I generi letterari nella Bibbia 317
Comprensione e interpretazione della Sacra Scrittura 318
2. L’Antico Testamento 319
La ricchezza dell’Antico Testamento 319
Il Pentateuco 319
I Libri storici 320
I Libri sapienziali 321
I Libri profetici 321










3. Il Nuovo Testamento 323
La fede in Gesù di Nazaret 323
I Vangeli 323
Gli Atti degli Apostoli 326
Le Lettere 327
L’Apocalisse 327
4. Testimoni del divino:
i grandi protagonisti della Bibbia 328
Tra Antico e Nuovo Testamento 328
Abramo, il primo patriarca 328
Mosè, il liberatore 329
Debora, profetessa e madre della patria 330
Fonti La «circoncisione del cuore» 331
Re Davide, il fondatore della dinastia
ebraica 332
Fonti Davide e Betsabea 333
Pietro, il padre della Chiesa 334
Maria Maddalena, «l’apostola degli apostoli» 335
Connessioni / Letteratura Caduta e redenzione nella Bibbia 336
Connessioni / Arte Lealtà e tradimenti familiari nella Bibbia 342 UNITÀ 2 Gesù di Nazaret 346
Un film per iniziare The ChosenStagione 1, Episodio 6 347
1. Le testimonianze storiche su Gesù 348
Le fonti cristiane 348
Le fonti non cristiane 349
2. La Palestina al tempo di Gesù 350
Territorio e città principali 350
La società del tempo 351
La situazione politica 352
La situazione religiosa 352
3. L’infanzia e la vita pubblica di Gesù 354
Dalla nascita all’adolescenza 354
La vita pubblica 356
Gesù, un Maestro buono, coerente, autorevole 358




4. Gli insegnamenti e le opere di Gesù 359
Le parabole 359
Un regno per tutti 359
Fonti La parabola del seminatore 360 I miracoli 361
Fonti Gesti rivoluzionari: le guarigioni di Gesù 362
5. Passione, morte e risurrezione di Gesù 363
L’Ultima cena 363
Il tradimento, l’arresto e la condanna a morte 364
La morte sulla croce 365
La risurrezione 366






Le apparizioni di Gesù risorto 366
Fonti Maria, la Madre di Gesù, nei Vangeli 367
Connessioni / Letteratura Gesù Cristo nella prosa e nella poesia moderna 368
Connessioni / Arte Le rappresentazioni di Gesù Cristo 372





UNITÀ 3 La storia della Chiesa 378
Un film per iniziare Francesco 379
1. La Chiesa delle origini e dell’età antica 380
La Chiesa nella storia: presenza e missione 380




La Pentecoste e la diffusione del messaggio cristiano 380
La missione di Pietro 381
Paolo: da persecutore a evangelizzatore 382
Le prime comunità cristiane 383
Le persecuzioni 384
La libertà religiosa e i rapporti con l’Impero 384
Eresie e Concili 385
2. La Chiesa nel Medioevo 386
La caduta dell’Impero romano e l’unificazione religiosa dell’Europa 386
Il monachesimo 386
Fonti La Regola di san Benedetto 388
Il potere temporale dei Papi 388
La riforma gregoriana 389







Lo scisma d’Oriente 390
L’islam, portatore di trasformazioni 390
La Terra Santa contesa 391
Le crociate 392
La riforma religiosa e morale 393
Testimonianze San Francesco d’Assisi e l’amore verso il prossimo 394
3. La Chiesa nell’età moderna 396
Martin Lutero e la Riforma protestante 396
Fonti Le 95 tesi di Lutero 397
Altri protagonisti della Riforma 398
L’anglicanesimo 399
Il Concilio di Trento e la Riforma cattolica 401
La nascita di nuovi ordini religiosi 402
Le missioni cattoliche 402
4. La Chiesa nell’età contemporanea 404
L’epoca delle rivoluzioni 404
Nuove ideologie in conflitto con la Chiesa 405
Il Concilio Ecumenico Vaticano I e la Questione romana 405
L’attività missionaria e l’impegno sociale della Chiesa 406
La nascita della dottrina sociale della Chiesa 407
Fonti Il bene comune nella Quadragesimo anno 409
La Chiesa di fronte alle guerre e ai totalitarismi 409
Il Concilio Ecumenico Vaticano II 410
La Chiesa post-conciliare 412
Connessioni / Storia L’iconoclastia attraverso i secoli 413
UNITÀ 4 Le religioni non cattoliche 416
Un film per iniziare Vita di Pi 417
1. Le Chiese cristiane 418
La Chiesa ortodossa 418
Le Chiese evangeliche 420
La Chiesa anglicana 421
L’ecumenismo 423
Testimonianze Paul Couturier e l’unità dei cristiani 424

2. L’ebraismo
Il Dio unico e il Nome ineffabile
I precetti e i valori
Le tappe fondamentali della vita


3. L’islam
Le origini

Un Dio unico


Testimonianze Jalal al-Din Rumi



sacri e luoghi di culto










Fonti La voce della spiritualità nell’induismo e nel buddhismo





Unità 1 La domanda di spiritualità e la religione
Unità 2 Le espressioni della religione
Unità 3 La condizione dell’essere umano
Unità 4 L’amore per il prossimo e per il creato
Unità 5 L’incontro con l’altro
Unità 6 Fede, ragione ed etica
Unità 7 La Chiesa di fronte alla scienza
Unità 8 La Chiesa di fronte al progresso medico e tecnologico
Unità 9 Amore, affettività e corporeità
Unità 10 La Chiesa e la giustizia sociale e ambientale
PRIMO BIENNIO
• Costruire un’identità libera e responsabile, ponendosi domande di senso nel confronto con i contenuti del messaggio evangelico secondo la tradizione della Chiesa.
• Valutare il contributo della tradizione cristiana allo sviluppo della civiltà umana, anche in dialogo con altre tradizioni culturali e religiose.
SECONDO BIENNIO E QUINTO ANNO
• Sviluppare un maturo senso critico e un personale progetto di vita, riflettendo sulla propria identità nel confronto con il messaggio cristiano, aperto all’esercizio della giustizia e della solidarietà in un contesto multiculturale.
• Cogliere la presenza e l’incidenza del cristianesimo: nella storia e nella cultura, per una lettura critica del mondo contemporaneo; nelle trasformazioni storiche prodotte dalla cultura umanistica, scientifica e tecnologica; nelle trasformazioni storiche prodotte dalla cultura del lavoro e della professionalità.
Contenuti dell’unità
1. Le domande di senso p. 4
2. Il sacro e la spiritualità p. 9
3. La religione p. 11
4. La religione oggi p. 18
5. La vita in pienezza p. 22
6. Il male e la speranza cristiana p. 24
7. L’aldilà p. 26
8. Prospettive non religiose p. 30
Conoscenze fondamentali
La Bibbia e i Vangeli pp. 310-345
Gesù di Nazaret pp. 346-377
Le religioni non cattoliche pp. 416-452
Connessioni
Arte Lascaux, la nascita dell’arte e dell’umano? p. 16
Educazione civica La libertà di religione p. 32
Orientamento Giovani e scelte di vita p. 34
Testimonianze
Luigi Giussani e il senso religioso p. 8
Papa Francesco e le derive della spiritualità p. 15
Fonti
Gesù faceva domande p. 6
La figura di Satana nella Bibbia p. 25









Viandante sul mare di nebbiaCaspar David Friedrich
Marco Mengoni feat. Madame, 2021
Differenza sottile
Tra il fare e il dire
Sai che c’è di mezzo un mare
E ci puoi morire
Ho tracciato un confine
Sono solo linee
E camminato mille strade
Per non farmi scoprire
In questo piccolo spazio
In una piazza così grande
La mia vita mi sorprende
E mi riempie di domande […]
Mi fiderò del tuo coraggio più del mio
Quando per paura l’ho nascosto pure a Dio
Mi fiderò ma non sarà senza riserve
Temere di amare o amare senza temere niente […]
Voglio qualcosa per cui soffrire
Che niente per cui vivere
Voglio qualcosa che non puoi capire
Che qualcosa che puoi solo dire
Dirò che
Amarti è facile e impossibile
La tua vita è un’area inagibile
Io posso entrare solamente però, però
Se tu non ti dai limiti e smetti di decidere
Al posto di lasciarti andare e dirmi solo di no
Di no, sai dirmi solo di no, di no […]
commento
In questo brano Marco Mengoni e Madame sembrano affrontare un percorso accidentato di scoperta reciproca, come due funamboli su una corda.
Il filo conduttore della narrazione è la fiducia, che non si manifesta solo attraverso le mutue promesse, ma anche nella riscoperta di quegli aspetti fisici ed emotivi che la rendono uno dei legami più forti tra gli esseri umani. È l’equilibrio tra i nostri istinti e i nostri schemi mentali a forgiare questo legame.

discussione
1. Il testo parla di incertezza e inquietudine esistenziale. Quali versi vi colpiscono di più riguardo alla ricerca di senso o allo smarrimento?
2. Il tema della fiducia è trattato con «riserve» e «forza». Quale verso definisce meglio per voi la difficoltà o, al contrario, la necessità di fidarsi?

3. Qual è la frase della canzone che vi ha colpito di più e perché?
FATTI UNA DOMANDA

Hai mai pensato a quanto sia importante farsi domande? Spesso, quando qualcuno parla senza riflettere, lo invitiamo a «farsi una domanda e darsi una risposta». Farsi domande è il primo passo per trovare risposte vere e autentiche. Non basta galleggiare in superficie; per crescere dobbiamo scavare, cercare, evitare giudizi superficiali. Il dubbio è essenziale, ma non deve paralizzarci. La ragione ci porta al dubbio, ma è il sentimento che ci dà il coraggio di agire, scegliere il bene e la giustizia.
Le domande sono un elemento fondante e caratteristico della religione Erano presenti nella preistoria, nella notte dei tempi, quando presero vita le prime forme di religiosità, e si ritrovano anche all’origine del cristianesimo. Questo ci porta a pensare che fanno parte del DNA delle religioni, e in particolare della religione cristiana ( Fonti, p. 6). Ma attenzione, le domande non sono tutte uguali; possono essere banali, retoriche, scontate, oppure speciali e rarissime.
La religione è nata proprio da questo secondo tipo di domande, che non sono alla portata di ogni persona perché, come diceva lo scrittore irlandese Oscar Wilde (1854-1900), «A dare risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio».

«Come faccio a sopportare il dolore della morte di qualcuno?»

«Come faccio ad accettare l’idea di non rivedere più chi amo?»
«Come posso consolare chi si dispera?»
La prima religione è nata dal profondo amore e dolore per qualcuno che si era perso e che non si voleva dimenticare lasciando il suo corpo in balia della natura e degli animali. Le sepolture e la conseguente fede in una dimensione ultraterrena della realtà rappresentano il tentativo estremo far sopravvivere oltre la morte chi si ama, nella speranza di poterlo incontrare ancora.
Le prime forme di religione si sono sviluppate grazie a delle domande caripassione per la vita e, nello stesso tempo, di compassione per la sofferenza di qualcuno che non si poteva consolare. Queste domande profonde e universali testimoniano la connessione tra amore e dolore, tra la ricerca di senso e la necessità di trovare conforto.
Le religioni, nate da questo bisogno primordiale, ci ricordano che, anche di fronte alla perdita e alla sofferenza, l’amore continua a dare forma alla nostra esistenza e a infonderci speranza, spingendoci a cercare risposte e a trovare modi per consolare noi stessi e le altre persone.
Rimaniamo all’origine della religione e zoomiamo con l’immaginazione sulle tracce dell’Homo Sapiens o, ancora più indietro, di quello di Naledi, cercando di immedesimarci nella sua vita quotidiana: ogni giorno doveva essere una lotta per la sopravvivenza per evitare pericoli imprevisti come malattie, animali feroci, eventi naturali estremi (siccità, alluvioni, terremoti).
Dopo averlo seguito dentro questo «campo minato» giornaliero, viene da chiederci:
«Perché la religione è nata proprio con l’esperienza della morte? Che cosa aveva la morte di più e di diverso rispetto ad altre esperienze dell’esistenza?».
La risposta ci viene offerta da Rudolf Otto (1869-1937), uno dei più importanti e influenti studiosi di religione del XX secolo, il quale ha teorizzato che l’essenza di ogni religione, ovvero ciò che viene ritenuto sacro ( p. 9), è strettamente correlata con l’esperienza del mistero, inteso non come qualcosa di nascosto o segreto, ma come qualcosa che suscita timore e nello stesso tempo fascino («mysterium tremendum et fascinans», nelle parole di Otto).
La caratteristica più importante del mistero religioso, secondo lo studioso, consiste nell’essere qualcosa di «totalmente altro» ed estraneo, così lontano dall’orizzonte esistenziale dell’essere umano da procurare una sensazione di stupore e sbigottimento.
Quest’ultima definizione del mistero, se riportata all’esperienza primordiale della morte, diventa determinante.
Secondo recenti studi, l’uomo primitivo, che cercava di rimanere attaccato alla vita ogni giorno «con le unghie e con i denti», ha considerato la morte come il «totalmente altro» per eccellenza, il primo grande mistero con cui confrontarsi e con cui, grazie alla religione, convivere.
Si potrebbe pensare che il mistero sia un concetto relegato alla sfera religiosa, estraneo alla scienza e alla razionalità. Tuttavia, questa visione è errata. Il mistero, secondo Rudolf Otto, è l’origine della religione, ma anche una risorsa preziosa per il progresso umano. Come ha affermato il fisico Albert Einstein (1879-1955), «La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza. L’uomo per il quale non è più familiare il sentimento del mistero, che ha perso la facoltà di meravigliarsi davanti alla creazione è come un uomo morto, o almeno cieco».

Il mysterium tremendum et fascinans in Otto
Quante storie. L’inesauribile bisogno del sacro, di G. Filoramo, RaiPlay, 2019. Che cosa c’è di universale in esperienze religiose tanto diverse tra loro, come quelle degli indigeni australiani, dei buddhisti e dei monoteisti? I princìpi profondi che le accomunano sono importanti nella tua vita?
Le domande dei Vangeli
Gesù di Nazaret pp. 346-377
Gesù riceveva e nello stesso tempo faceva domande. I Vangeli ce le ricordano con precisione, tanto che se ci mettessimo a contarle una a una (come ha fatto il biblista Ludwig Monti), non potremmo non stupirci per il loro sbalorditivo numero totale: 358. Ma c’è di più: inaspettatamente, scopriamo che Gesù poneva più domande (217) di quante ne ricevesse (141), segno del suo profondo desiderio di dialogare con gli uomini e le donne del suo tempo. Le domande, quindi, hanno costellato tutta la sua vita, specie nei momenti cruciali.
Le prime parole di Gesù riportate dall’evangelista Luca sono proprio due domande ai suoi genitori, Giuseppe e Maria: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» (Lc 2, 49).
Al termine della sua esistenza terrena, sulla croce, Gesù si rivolge al Padre con il drammatico interrogativo: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mc 15, 34). E risorto dai morti, presentandosi a Maria Maddalena, le chiede: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» (Gv 20, 15).
È interessante notare che, con la sua domanda sulla croce, Gesù si collega direttamente al Salmo 22, una composizione dell’Antico Testamento di profonda intensità emotiva e significato teologico. Il Salmo inizia proprio con il grido di disperazione «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Sal 22, 2), che esprime un sentimento di angoscia e di lontananza da un Dio che sembra assente e silenzioso.

Gesù prega sul monte degli Ulivi la sera prima della crocifissione.
Tuttavia, nel seguito della composizione il salmista ricorda quello che fece Dio nel passato, quando i suoi antenati confidarono in Lui e furono salvati. Questo ricordo alimenta la speranza che il legame con Dio non sia completamente spezzato: nonostante la desolazione, il salmista riconosce che Egli non può abbandonarlo del tutto. Il Salmo, così, culmina in un passaggio dal lamento alla lode, «Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea (Sal 22, 23)»: la sofferenza si trasforma in speranza, la morte in vita Anche Gesù, pronunciando sulla croce la stessa domanda del Salmo 22, esprime la sua angoscia e, insieme, la sua fiducia nel Padre.
discussione
Domande senza risposta
1. RIFLESSIONE (5 minuti) Pensa a una domanda che hai rivolto a Dio o a una persona cara, senza ricevere risposta.
Il volto di Gesù sofferente sulla croce.

2. CONDIVISIONE E CONFRONTO (20 minuti) Se vuoi, condividi la domanda con la classe, spiegando perché per te sarebbe importante ricevere una risposta. Infine, confrontati con i compagni e le compagne partendo dalla seguente domanda: perché è importante coltivare la speranza, anche quando sembrano non esserci risposte a interrogativi che reputiamo fondamentali?
Se pensiamo a noi oggi, il senso del mistero, nella sostanza, non è cambiato. Tutt’al più, sono cambiati i modi di percepirlo e di affrontarlo. Ad esempio, hai mai provato la sensazione di non essere pienamente soddisfatto o soddisfatta, di desiderare la felicità senza mai raggiungerla? È come se dentro di noi ci fosse un misterioso desiderio di infinito che sembra irraggiungibile e ci mette di fronte alla nostra finitezza.
Questo ci rende consapevoli di essere in bilico tra due realtà contrapposte: la fragilità e la voglia di superare i limiti.
«Fragilità» è una parola che non ci piace, però ci protegge dall’illusione di crederci onnipotenti, mentre i limiti non sono sempre negativi: spesso definiscono chi siamo e orientano le nostre scelte. Se un fiume non avesse gli argini che lo incanalano verso il mare, si disperderebbe nei campi, devastandoli. Allo stesso modo, accogliendo i nostri limiti, possiamo incanalare le nostre energie verso obiettivi concreti. Ad esempio, se hai una grande abilità nello smontare e rimontare computer ma arrossisci come un peperone quando devi parlare in pubblico, forse faticheresti a diventare un buon avvocato o una buona avvocata, ma potresti eccellere nel campo dell’ingegneria. Questo, ovviamente, non significa che tu non possa migliorare in un ambito in cui ti senti più «debole»; con impegno e dedizione, puoi sviluppare potenzialità che non pensavi di avere.
Infatti, dentro di noi alberga un’irrefrenabile sete di infinito che ci spinge a guardare oltre l’orizzonte per esplorare terre ignote. È ciò che alimenta i nostri sogni e l’immaginazione, portandoci a innovare e a creare. Senza questo impulso saremmo statici e incapaci di evolverci.
Come conciliare queste due realtà? Abbraccia la fragilità per rimanere con i piedi per terra, ma non perdere di vista la sete di infinito che ti invita a volare.
La tua vera essenza, ciò che definisce la tua identità, sta proprio nell’equilibrio tra limite e infinito, tra realtà e sogno.
Da sempre l’essere umano non si accontenta di soddisfare i propri bisogni materiali, ma si impegna in una ricerca interiore che sconfina in una dimensione spirituale, trascendente. È la dimensione del senso religioso, come lo ha definito il sacerdote e teologo Luigi Giussani ( Testimonianze, p. 8)
Un semplice sguardo alla storia mostra come le stesse domande fondamentali («Chi sono? Da dove vengo?», «Perché il male?», «Che cosa c’è dopo la vita?») si trovano nelle scritture di Israele ( p. 425), nei Veda , negli Avesta , negli insegnamenti di Buddha ( pp. 444-445) e Confucio ( p. 450) e nei poemi di Omero.
Uno dei problemi della nostra cultura è che spesso non ci incoraggia a porci queste domande profonde e ci distrae e tranquillizza con risposte facili. Ma, come diceva il teologo Reinhold Niebuhr (1892-1971), «Non esiste niente di più incomprensibile della risposta a una domanda che non si pone»: se evitiamo le domande più vere e autentiche, non troveremo altro che risposte vuote e insignificanti.

>Veda: Testi sacri dell’induismo.
>Avesta: Testi sacri dello zoroastrismo, una delle più antiche religioni monoteiste, fondata dal profeta Zarathustra.

discussione
Le domande di senso
1. RIFLESSIONE (10 minuti) Divisi in gruppi, riflettete partendo dalle seguenti domande: in che modo le domande fondamentali di senso sono presenti nella vostra vita? Che cosa significa per voi il senso religioso?
2. CONDIVISIONE (10 minuti)
Condividete le vostre riflessioni con il resto della classe.
e il senso religioso
Luigi Giussani (1922-2005) è stato un sacerdote cattolico, teologo ed educatore italiano. Dopo essersi diplomato al seminario di Venegono (VA), si è laureato in Teologia e Filosofia.
Giussani è noto per essere il fondatore del movimento ecclesiale Comunione e Liberazione (CL), nato negli anni ’50 principalmente con l’intento di riportare la fede al centro della vita degli studenti e delle studentesse.
La sua passione per l’educazione e la formazione dei giovani lo ha portato a insegnare nelle scuole superiori e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Nel suo celebre saggio Il senso religioso (1992), Giussani lo descrive come l’essenza stessa della razionalità e la radice della coscienza umana. Il libro, pietra miliare della riflessione su ciò che significa essere umani e cercare il senso della vita, esplora le domande fondamentali che accompagnano l’umanità da sempre: «Chi siamo? Da dove veniamo? Perché il male? Che cosa c’è dopo la vita?».
Giussani sostiene che, per comprendere e parlare di Dio, è necessario risvegliare queste domande profonde, spesso nascoste o dimenticate nella frenesia della vita quotidiana. Una devozione superficiale non è sufficiente: solo affrontando seriamente questi interrogativi si può trovare un senso autentico alla vita. Per Giussani, dunque, il senso religioso non è un semplice sentimento, ma una dimensione fondamentale dell’essere umano che lo spinge a cercare risposte oltre il visibile e il materiale.
RIFLETTERE
e FARE
Debate: Accettare i propri limiti è fondamentale per una vita equilibrata?
1. DIVISIONE IN GRUPPI (5 minuti) Sotto la guida dell’insegnante, dividetevi in gruppi: il gruppo Pro sostiene che riconoscere e accettare i propri limiti è fondamentale nella vita, perché favorisce la consapevolezza di sé e delle proprie capacità. Il gruppo Contro, invece, afferma che l’accettazione dei propri limiti porta le persone a non realizzare appieno il proprio potenziale, accontentandosi e rinunciando a sognare in grande.
2. PREPARAZIONE DELLE ARGOMENTAZIONI (30 minuti) Preparate le argomentazioni a sostegno della vostra tesi, servendovi anche di libri, articoli o altro materiale che raccoglierete con l’aiuto dell’insegnante.
3. DISCUSSIONE (30 minuti) Presentate la vostra tesi all’altro gruppo e rispondete alle domande che vi verranno poste, con l’obiettivo di approfondire le vostre argomentazioni e mettere in luce i punti di forza della vostra posizione. Un moderatore, che può essere il docente, gestisce il tempo degli interventi e garantisce il rispetto delle regole del dibattito.
4. CONCLUSIONI (45 minuti) Sintetizzate i punti chiave della vostra tesi per rafforzare la vostra posizione. Al termine, sotto la guida del moderatore, riflettete su quanto emerso dal dibattito.
Hai mai pensato a che cosa consideri veramente «sacro»? Quali simboli, valori o esperienze ritieni intoccabili e meritevoli di rispetto assoluto? Ti riconosci nel desiderio di «dissacrare» ideali lontani che per te non hanno valore? Senti il bisogno di costruire qualcosa su quelli che sono fondamentali e centrali nella tua vita?
«Sacro»è una parola di origine indoeuropea, traducibile come «separato», con cui si fa riferimento a una realtà che gli esseri umani avvertono come superiore e perciò collocano in una dimensione trascendente, spirituale, divina.
Il sacro si manifesta in molte forme. Da sempre l’essere umano cerca di separarlo dal «profano», cioè da ciò che sacro non è, per conservarlo in uno spazio riservato e inviolabile, dove percepire il divino.
Attraverso riti, preghiere e pratiche spirituali si tenta di collegarsi a qualcosa di più grande, che merita di essere sottratto alla vita quotidiana e consacrato.
I gesti e le parole ripetute dei riti creano momenti sacri in cui si sospende l’ordinario per ritrovare sé stessi e ciò che è essenziale. Questo distacco dal «profano» consente di vivere un’esperienza spirituale autentica, in cui si esplora ciò che è più profondo e significativo.
Anche la preghiera rappresenta una via verso il sacro: un dialogo personale che può avvenire ovunque, offrendo rifugio, conforto e introspezione.
Nella Bibbia troviamo spazi e oggetti che incarnano la sacralità, come l’arca dell’Alleanza e il Santo dei Santi, custoditi con cura e protetti (1Sam 21, 5-7; 2Sam 6, 4-11). Tuttavia, il popolo d’Israele aveva capito che il vero culto di Dio va oltre i rituali e si esprime soprattutto attraverso obbedienza e misericordia (1Sam 15, 22; Os 6, 6).
Nei Vangeli, Gesù introduce una concezione del sacro radicalmente nuova . Pur frequentando il tempio ebraico, non partecipa ai sacrifici e non li richiede ai suoi discepoli. Nel memoriale della sua vita, spezza il pane e condivide il vino, segni di ringraziamento anziché di sacrificio ( p. 363)
Nel Vangelo di Marco, Gesù purifica il tempio e scaccia i venditori, profetizzando la fine dei sacrifici (Mc 11, 15-19). Questo atto segna un cambiamento profondo: per i cristiani, il tempio non è più il centro del sacro, che invece trova la sua massima espressione in Cristo, nella sua vita e nella sua risurrezione. Anche il sabato, giorno sacro degli ebrei, viene posto da Gesù al servizio della vita e delle persone ( Fonti, p. 362). Per Lui è l’essere umano, con la sua dignità, il luogo sacro in cui Dio desidera abitare.

Il bagno nelle acque del Gange è uno dei riti più importanti dell’induismo.
>Memoriale: In questo contesto, la celebrazione dell’eucaristia, considerata il memoriale del Mistero pasquale di Cristo. Durante la Messa, i fedeli ricordano gli eventi della vita di Gesù, rendendoli attuali. Nella tradizione biblica, il ricordo è un modo per partecipare attivamente alla salvezza che Dio ha offerto attraverso Cristo.
Le pratiche spirituali permettono di scoprire valori che uniscono corpo, mente e anima, favorendo un percorso di riflessione e crescita personale. I riti e le preghiere offrono la possibilità di accostarsi al sacro e di cogliere ciò che va oltre la quotidianità, incoraggiando la ricerca del significato dell’esistenza.
Uno degli elementi fondamentali della vita spirituale è proprio la ricerca di senso. Anche se viviamo in una società dominata dal materialismo e dal consumismo, per molte persone questa ricerca resta una necessità.
Il senso della vita non è qualcosa che ci viene dato «automaticamente»: nasce dalle relazioni umane, dal confronto con la realtà e dal perseguimento di scopi autentici. È nel legame con le altre persone e nel dedicarci a qualcosa di importante che troviamo l’opportunità di capire chi siamo e perché viviamo. Al contrario, un’esistenza vissuta solo per sé stessi rischia di lasciare un senso di vuoto, compromettendo la nostra capacità di scoprire ciò che è veramente significativo.
La crescita spirituale, quindi, è più autentica se viene condivisa, ad esempio con i familiari, gli amici, i compagni di classe, gli insegnanti e, in generale, con tutte le persone che fanno parte della nostra vita. Anche se momenti di solitudine possono favorire la riflessione interiore, la spiritualità si nutre del rapporto con le altre persone; ogni individuo è unico, ma siamo anche esseri «in relazione» gli uni con gli

Il sacro intorno a noi
Il sacro non è una realtà lontana, ma qualcosa che si costruisce nella comunione con il prossimo, nelreciprocità. individualismo rappresenta un ostacolo per la ricerca di senso e, più in generale, per una vita orientata al bene e al raggiungimento della felicità. Una spiritualità chiusa, incentrata solo sulla realizzazione personale, non porta alla piena fioritura dell’essere umano. Al contrario, chi si apre alla comunione con le altre persone percorre un cammino spirituale più fecondo e arricchente.
1. PRODUZIONE (10 minuti) Esprimi con una parola o una breve frase qualcosa che consideri «sacro»; può essere un oggetto, un luogo, un momento della tua vita o un valore.
2. CONDIVISIONE E CONFRONTO (20 minuti) Raccogliete i contributi di ciascuno e leggeteli in classe, raggruppandoli per temi, ad esempio quello spirituale, relazionale o relativo alla vita quotidiana. Poi, sotto la guida dell’insegnante, confrontatevi partendo dalla domanda: «Perché pensate che queste cose siano sacre?».
Immagina un mondo senza riti, luoghi sacri, preghiere o tradizioni millenarie: le persone cercherebbero comunque un senso da dare alla loro vita? Avvertirebbero ancora il bisogno di qualcosa che le colleghi a un significato più grande?
La religione, con i suoi simboli e le sue storie, è stata per secoli una guida per intere società. Senza di essa, come cambierebbe il modo in cui vediamo noi stessi o il mondo?

Religiosità e spiritualità non si escludono a vicenda: entrambe ricercano il sacro e coinvolgono sentimenti e riflessioni sul significato della vita . Tuttavia, vi sono differenze significative tra le due.
La religiosità si esprime tramite una dottrina e delle pratiche specifiche, sostenute da una comunità o da un’istituzione religiosa . Implica l’adesione a un sistema di valori e credenze condivisi e stabiliti da una tradizione.
La spiritualità, invece, è una ricerca più aperta e personale, attraverso cui si esplora il senso del trascendente senza necessariamente seguire una dottrina o dei rituali formali. Si basa su una connessione profonda con l’universo, l’umanità e il proprio io interiore che non richiede riferimenti a Dio o a organizzazioni religiose.
Oggi, il termine «spiritualità»ricorre sempre più spesso nell’ambito della psicologia e della teologia, con significati e prospettive che riflettono le trasformazioni culturali contemporanee. Sempre più giovani sono attratti dalla spiritualità, che ritengono un’esperienza più autentica della religione tradizionale. Questo processo è favorito anche dalla diffidenza che molti ragazzi e ragazze nutrono nei confronti delle istituzioni religiose, da cui a volte si sentono delusi. Di fronte a questa delusione, le loro reazioni sono diverse: alcuni rafforzano la propria fede, mentre altri optano per un percorso più personale, dando valore alle esperienze interiori e a princìpi universali piuttosto che a regole dottrinali ( Testimonianze, p. 15)
>Teologia: Disciplina che studia Dio o i caratteri che le religioni riconoscono come propri del divino.
La piazza davanti alla basilica di San Pietro, nella Città del Vaticano.

Il termine «religione»deriva dal latino religio, che ha due possibili radici. Secondo Cicerone (II-I secolo a.C.), deriverebbe da relegere, cioè «osservare con attenzione» i riti e le pratiche religiose. Lattanzio (III-IV secolo d.C.), invece, sostiene che provenga da religare, che significa «legare» o «collegare», indicando il rapporto che unisce l’essere umano alla divinità.
La maggior parte degli studiosi ritiene che religare sia la radice più appropriata, perché evoca gli aspetti essenziali del rapporto tra umano e divino. Secondo questa interpretazione, la religione esprime il legame profondo tra l’essere umano e una potenza superiore, come un Creatore a cui ci si sente uniti e da cui si dipende. Al contrario, la radice relegere indica più che altro la dimensione esteriore della religione, legata all’attenzione , ma meno concentrata sul rapporto diretto con la di-

Indù in preghiera.
>Darwinismo: Teoria evoluzionistica sviluppata dal biologo Charles Darwin (1809-1882), secondo cui le specie viventi evolvono nel tempo attraverso la selezione naturale, portando gradualmente all’adattamento e alla diversificazione delle specie.
p. 5) ha contribuito a questa discussione descrivendo la religione come una forma di interpretazione e lettura del sacro, cioè di tutto ciò che evoca un senso di mistero, timore e rispetto. Questa prospettiva amplia l’idea di religione e aiuta a comprenderne le diverse manifestazioni.
Possiamo quindi definire la religione in tre modi : legame tra l’essere umano e il divino, in cui si esprime un senso di dipendenza e fiducia verso una potenza soprannaturale, spesso accompagnato da atti di culto individuali o
come sistema di credenze, riti e tradizioni, che collega i fedeli a ciò che considerano sacro e duraturo, influenzando i loro comportamenti e valori; • come capacità di leggere e interpretare il sacro, riconoscendo una dimensione trascendente che si manifesta nel mondo.
Le origini della religione sono un tema che affascina chi studia antropologia, sociologia, psicologia e filosofia.
Alcuni studiosi e studiose moderni spiegano la religione come un adattamento evolutivo, con basi biologiche o genetiche, che avrebbe favorito la sopravvivenza delle comunità. In questa prospettiva, influenzata dal darwinismo, la religione sarebbe uno strumento adattivo che promuove la coesione sociale. Tra gli altri, il biologo Richard Dawkins considera la religione un «meme» culturale, un replicatore che si diffonde nella società, sostenendo che l’idea di Dio possa persino essere dannosa per l’umanità. David Sloan Wilson interpreta la religione come un adattamento sociale utile, che favorisce la cooperazione e la prosperità dei gruppi, ma nega che abbia un’origine trascendente.
Tuttavia, limitare la religione a un adattamento evolutivo è riduttivo. Il fenomeno religioso è principalmente culturale e riflette la capacità umana di rappresentare simbolicamente il mondo e di dare un senso all’esistenza .
Lo storico delle religioni Mircea Eliade (1907-1986) distingue tra «senso del sacro» e «religione»:
• il senso del sacro è la percezione di una realtà che trascende, va oltre l’esperienza ordinaria; la manifestazione del sacro («ierofania») avviene attraverso elementi del mondo naturale come alberi, pietre, fiumi;
• la religione è l’organizzazione del senso del sacro attraverso credenze, riti e simboli
Il senso del sacro è presente già nell’Homo religiosus prima della formazione delle religioni strutturate. Già le prime sepolture, risalenti a 90 000 anni fa, testimoniano la coscienza umana del sacro e della vita ultraterrena, così come l’arte preistorica del Paleolitico superiore, che riflette un tentativo di relazione con il trascendente.
Con il Neolitico, il senso religioso si evolve ulteriormente, portando all’istituzione di luoghi e riti sacri, come il culto della Dea Madre e i templi megalitici di Malta, che segnano l’inizio delle religioni organizzate.
I popoli antichi, come gli Egizi e i Babilonesi, praticavano generalmente il politeismo, venerando una moltitudine di divinità che rappresentavano le forze della natura o alcuni momenti della vita umana, ad esempio Shama sh, che era il sole per i Babilonesi, o Anubi, il dio egiziano che preservava il corpo del defunto dalla corruzione.
Un’eccezione interessante è il mazdeismo persiano, che tendeva al monoteismo, descrivendo la storia del mondo come una lotta tra un dio buono e uno malvagio, destinato a essere sconfit to. Anche nell’Egitto del XIV secolo a.C. il faraone Amenofi IV (Ekhnaton) tentò di introdurre il culto di un unico dio, il Sole collegandolo alla sua figura regale, ma il politeismo rimase do minante.
Il monoteismo si afferma invece con gli Ebrei, presso i quali inizial mente si sviluppa come venerazione esclusiva di YHWH ( p. 322) considerato superiore agli altri , che continuano comunque a essere rico nosciuti come esistenti. Col tempo, questa fede si trasforma in un smo radicale, dove YHWH è l’unico Dio universale e tutte le altre divinità sono viste come false o demonizzate. La Bibbia testimonia questo svilup po, ad esempio nel passo in cui Giosuè chiede al popolo di scegliere tra YHWH e gli dèi di altre tradizioni religiose: «Se sembra male ai vo stri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore» (Gs 24, 15).
DA GUARDARE
Il trionfo del monoteismo, di A. Barbero, Rai Storia, 2015. Il documentario mostra come la questione delle identità religiose e della convivenza tra credenze diverse sia centrale nella storia. Perché lo è ancora oggi?
>Homo religiosus: L’essere umano in quanto caratterizzato dalla ricerca di senso e dalla connessione con il sacro.


Il dio Anubi.
Solo con la riforma religiosa del re Giosia (VII secolo a.C.) e grazie alla predicazione dei profeti, la fede israelitica diviene pienamente monoteista, rifiutando ogni altro dio come semplice idolo senza vita.
Passi biblici come Dt 4, 35; 6, 4; 32, 39 e Is 44, 6; 44, 9-10; 45, 5 ribadiscono che non esiste altro Dio se non il Signore, e che tutti gli idoli sono opere umane, incapaci di vedere, parlare o agire.
>Idolo: Dal latino idōlum, a sua volta dal greco eídōlon, che significa «immagine» o «simulacro».

Con la nascita del cristianesimo, il monoteismo si arricchisce della dottrina della Trinità, che vede in Dio una comunione di tre persone uguali e distinte - Padre, Figlio e Spirito Santo -, e riconosce Gesù come il Figlio incarnato ( p. 385).
Gli ebrei e i musulmani considerano la dottrina trinitaria incompatibile con il monoteismo autentico e considerano il proprio credo come più rigorosamente unitario rispetto a quello cristiano.
Per i cristiani, la rivelazione è l’atto attraverso il quale Dio si manifesta e comunica all’umanità, rendendo noto il mistero della Sua volontà e invitando gli esseri umani a partecipare alla Sua vita divina. Questo processo si è realizzato progressivamente nella storia, culminando nella persona e nella missione di Gesù Cristo, il Verbo incarnato che ha rivelato pienamente Dio Padre e il Suo piano di salvezza.
La rivelazione si distingue in due forme principali:
• rivelazione naturale, che è la conoscenza di Dio che l’essere umano può ottenere attraverso la ragione e l’osservazione del mondo creato;
• rivelazione soprannaturale, ovvero la comunicazione diretta di Dio all’essere umano, che supera le capacità della ragione umana e si manifesta attraverso eventi e parole, come la Sacra Scrittura e la Tradizione della Chiesa. Questa rivelazione si è sviluppata attraverso diverse tappe, tra cui:
- la creazione, tramite la quale Dio si rivela come Creatore e Signore dell’universo;
- l’alleanza con Noè, quando, dopo il diluvio, Dio stabilisce un patto con l’umanità;
- la chiamata di Abramo, quando Dio sceglie il suo popolo eletto, inaugurando la storia della salvezza ( p. 328);
- la legge donata a Mosè e al popolo ebraico da Dio come guida per la vita ( p. 330);
La creazione rappresentata da Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina.
- la predicazione dei profeti, attraverso i quali Dio annuncia la venuta del Messia e invita alla conversione ( p. 322). Secondo l’insegnamento cattolico, oggi la rivelazione continua a essere trasmessa attraverso la Scrittura e la Tradizione, sotto la guida dello Spirito Santo.


Udienza Generale del 7 settembre
2016 - Passi scelti
discussione
Riconoscere e correggere comportamenti sbagliati
Divisi in gruppi, scegliete una delle quattro situazioni descritte da papa Francesco e pensate a come si manifesta concretamente nella vita di tutti i giorni (a scuola, sui social media, nelle relazioni interpersonali…).
Riflettete poi su come si potrebbero correggere gli atteggiamenti o i comportamenti negativi che avete individuato.
e FARE
Papa Francesco (1936-2025) ha spesso messo in guardia contro le derive della spiritualità, sottolineando l’importanza di una fede autentica e radicata nella realtà quotidiana
Tra le principali deviazioni che il Pontefice ha evidenziato vi sono:
• la spiritualità disincarnata, che il Papa critica perché si distacca dalla realtà concreta, definendola una «spiritualità senza carne».
Egli sottolinea la necessità di una fede che si incarni nelle azioni quotidiane e nelle relazioni umane, evitando un approccio puramente teorico o astratto;
• la spiritualità individualista, dalla quale papa Francesco mette in guardia perché è centrata esclusivamente sul sé, e ignora la dimensione comunitaria della fede.
Egli esorta i credenti a vivere una spiritualità che promuova la solidarietà, l’inclusione e l’amore nei confronti del prossimo, evitando l’isolamento e l’egoismo;
• la spiritualità consumistica, che il Papa denuncia in quanto influenzata dal consumismo, dove le pratiche religiose diventano prodotti da consumare piuttosto che vie per incontrare Dio. Egli invita a riscoprire la profondità delle tradizioni spirituali, evitando la superficialità e la mercificazione della fede;
• la spiritualità senza impegno sociale, perché, secondo papa Francesco, non si possono ignorare le ingiustizie sociali e la sofferenza dei poveri.
Egli esorta i credenti a tradurre la propria fede in azioni concrete di giustizia e carità, promuovendo una religiosità che, anziché limitarsi a un semplice culto, si impegna nella trasformazione e nel miglioramento della società.
La mia idea di spiritualità
1. RIFLESSIONE PERSONALE (3 minuti) Chiudi gli occhi, respira profondamente e pensa intensamente a un momento in cui ti sei sentito/a in pace, in connessione con te stesso/a, con gli altri o con la natura.
2. PRODUZIONE (10 minuti) Scrivi un breve testo sul momento a cui hai pensato, rispondendo a queste domande: dove ti trovavi? Che emozioni hai provato? Perché quel momento è stato significativo? Lo definiresti un momento «spirituale»? Perché sì o perché no?
3. CONDIVISIONE E CONFRONTO (15 minuti) Divisi in piccoli gruppi, chi vuole legge il proprio testo. Al termine, confrontatevi a par tire da queste domande: che cos’hanno in comune le esperienze che avete raccontato? Che cosa le differenzia? Che idea di spiritualità se ne può ricavare? Riassumete in una frase o una parola chiave la vostra idea di spiritualità, quindi condividetela con la classe.
Nel 1940, in Francia, a Montignac, quattro ragazzi fecero casualmente uno dei ritrovamenti più sensazionali della storia: il complesso delle grotte di Lascaux, decorato con circa seicento pitture parietali risalenti a un periodo compreso
tra 17 000 e 15 000 anni fa. Queste pitture, che raffigurano animali selvatici, figure umane e simboli astratti, sono state chiamate «la Cappella Sistina della preistoria» per la loro bellezza e per i profondi significati spirituali che esprimono.
Le teorie su ciò che rappresentano le pitture di Lascaux sono svariate. Una delle interpretazioni più comuni è che avessero una funzione rituale o magica legata alla caccia. Gli animali rappresentati, come bisonti, cavalli e cervi, potrebbero essere stati dipinti per propiziarla o per celebrarne la riuscita. Secondo un’altra interpretazione, le figure animali potrebbero rappresentare antenati mitici o spiriti protettivi (totem) legati a leggende o credenze religiose dell’epoca.
Un’altra ipotesi è che le pitture riflettano visioni sciamaniche: antichi sciamani potrebbero cioè aver dipinto ciò che vedevano durante le loro esperienze di trance. Alcune teorie suggeriscono che gli animali raffigurati rappresentino le costellazioni Le scene dipinte avrebbero dunque significati simbolici profondi, legati ai miti della creazione del mondo o ai cicli delle stagioni, come una sorta di calendario.
Per quanto riguarda i simboli astratti, ovvero i punti, le linee e le forme geometriche, si pensa che possano essere segni di un linguaggio preistorico che a noi risulta sconosciuto.
Quale che sia il significato di queste pitture, dobbiamo immaginare che quando un essere umano primitivo si addentrava negli oscuri cunicoli delle grotte di Lascaux, stretti e pericolosi, era come se scendesse nelle viscere della Terra. Attraversando le gallerie, vedeva solo quel poco che veniva illuminato dalla fiamma ondeggiante della torcia che teneva in mano. Si creava, in questo modo, un naturale gioco di luci, ombre e tremolii per cui le figure umane e quelle animali dipinte sulle pareti della roccia sembravano prendere magicamente vita. Era un’autentica esperienza del sacro, un viaggio mistico e iniziatico nel cuore dell’oscurità da cui si usciva rinati.
>Sciamano: Individuo, considerato mediatore tra il mondo fisico e il mondo soprannaturale, che utilizza tecniche di estasi, come la trance, per comunicare con gli spiriti.

Le pitture di Lascaux sono espressione di una cultura animista che attribuisce un’essenza vitale a determinate realtà del mondo materiale e naturale, ma soprattutto sono la prova di un pensiero astratto e simbolico in grado di:
• rappresentare cose e idee attraverso segni ricchi di significato (capacità di linguaggio);
• immaginare situazioni già vissute o non ancora accadute (senso della temporalità);
• progettare manufatti per risolvere problemi complessi (abilità tecnica e artistica). Questo potere della mente, che gli esseri umani di Lascaux consideravano magico o spirituale, non è altro che il potere della creatività umana che si sviluppa in tutto ciò che noi chiamiamo cultura e civiltà. Ecco perché il filosofo Georges Bataille (18971962) faceva risalire a queste pitture la nascita non solo dell’arte, ma anche dell’umano.

Il grande toro e le Pleiadi, Grotta di Lascaux, Montignac, 15 000-14 500 a.C.
Alcuni studiosi e studiose sostengono che le pitture di Lascaux siano un tentativo di rappresentare le costellazioni. Ad esempio, confrontando la porzione di questo dipinto con la mappa del cielo del Paleolitico superiore, si osserva che la testa del toro 1 potrebbe nascondere l’omonima costellazione, mentre i punti sopra la spalla dell’animale 2 potrebbero indicare le Pleiadi.
e FARE
Uomo con testa di uccello e bisonte ferito, Grotta di Lascaux, Montignac, 15 000-14 500 a.C.
In questa scena enigmatica è raffigurato un bisonte che perde le interiora 1 , una figura antropomorfa con la testa di uccello 2 , forse uno sciamano, che sembra stia per cadere, un bastone con sopra un volatile 3 . Potrebbe rappresentare una scena di caccia andata male, un rito sciamanico o una visione in stato di trance, oppure un mito sulla morte e la rinascita o, ancora, una leggenda.

Un confronto tra pitture rupestri
1. RICERCA (10 minuti) Dividetevi in gruppi e, utilizzando i dispositivi elettronici della scuola (computer o tablet), cercate in rete altri esempi di pitture rupestri (per esempio la Grotta di Altamira in Spagna, la Grotta dei Cervi in Italia, i siti di Ubirr e Nourlangie in Australia).
2. CONFRONTO (20 minuti) Con l’aiuto dell’insegnante, confrontate queste pitture tra loro e con quelle di Lascaux, indagandone i significati.
In un mondo dove tutto sembra possa essere spiegato o intuito immediatamente, ha ancora senso credere in qualcosa di più grande? La fede è solo una tradizione del passato o può offrire ancora risposte e speranza? Viviamo bene senza il bisogno di credere, o ci manca qualcosa?

Nel corso del tempo, tutte le principali tradizioni religiose ( pp. 418-448) − cristianesimo, ebraismo, islam, induismo e buddhismo − si sono diffuse in tutto il mondo Il cristianesimo, nato in Medio Oriente, si è affermato come religione dominante in Europa e nelle Americhe, oltre a mettere radici in Asia, Africa e Oceania. Anche l’ebraismo è nato in Medio Oriente, ma dal 70 d.C., dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme ( p. 431) gli ebrei si sono dispersi in tutto il pianeta. Oggi, comunità ebraiche sono presenti in varie parti del mondo e nello Stato di Israele, unico paese della Terra a maggioranza ebraica. L’islam, nato nella penisola arabica, è la religione dominante in Medio Oriente e Nord Africa ed è ben radicato in molte aree dell’Europa e dell’Asia. Anche l’induismo e il buddhismo, tradizioni religiose originarie del subcontinente indiano, contano oggi significative comunità di fedeli non solo in Asia, ma in numerose parti del mondo.
Nelle società odierne, le diverse religioni coesistono e interagiscono in contesti multiculturali. Grazie agli sviluppi dei trasporti e della comunicazione, persone di diverse fedi si incontrano e collaborano, dando vita a nuovi scenari di confronto e arricchimento reciproco. In metropoli globali come New York, Londra e Dubai la diversità religiosa è una realtà quotidiana, che richiede non solo tolleranza, ma un dialogo autentico e costruttivo
Le religioni nel mondo
L’atlante delle religioni
Cristianesimo
Cattolici
Ortodossi
Protestanti
Islam
Sciiti
Sunniti
Altre religioni
Buddhismo e confucianesimo
Scintoismo
Induismo
Ebraismo
Animismo
Nel mondo contemporaneo, la religione svolge un ruolo essenziale sotto l’aspetto morale, sociale e culturale.
La libertà religiosa è considerata una pietra angolare dei diritti umani e un principio fondamentale per garantire pace e giustizia. Per la Chiesa cattolica, la libertà di coscienza e di religione è un diritto inviolabile, radicato nella dignità dell’essere umano.
La Chiesa riconosce anche il valore fondamentale del dialogo interreligioso e interculturale, che favorisce la comprensione reciproca e la collaborazione tra comunità diverse. Documenti come Nostra Aetate, frutto del Concilio Vaticano II ( pp. 410-411), testimoniano l’impegno della Chiesa nel costruire relazioni positive con le altre religioni, riconoscendo le verità di cui esse sono portatrici e promuovendo il bene comune. Il dialogo interreligioso non solo contribuisce a evitare conflitti, ma rafforza anche il ruolo della fede nella costruzione della pace.
Le religioni, quando non vengono strumentalizzate per fini ideologici o politici ( p. 20), offrono una visione etica che guida gli esseri umani verso la giustizia e la solidarietà. A questo proposito, la dottrina sociale della Chiesa ( p. 407) sottolinea la necessità di ridurre le disuguaglianze e di impegnarsi per il bene comune. La fede diventa così un motore di cambiamento sociale, orientando le azioni individuali e collettive verso la costruzione di una società più giusta.
In conclusione, la religione può avere un ruolo essenziale nel promuovere la solidarietà, la fratellanza e l’armonia sociale, aiutando a formare individui consapevoli, tolleranti e rispettosi, fautori di convivenza pacifica.
Nella società occidentale contemporanea emergono due fenomeni apparentemente contrapposti.
Da un lato si osserva la riduzione dell’influenza della religione sulla società, per effetto del processo di secolarizzazione; dall’altro cresce un’esigenza di esperienze spirituali, con il proliferare di movimenti e pratiche orientate al trascendente, ma spesso slegate dalle istituzioni religiose tradizionali.
La globalizzazione e le nuove tecnologie hanno reso accessibili molte esperienze spirituali, ma questo pluralismo comporta sia opportunità che rischi Senza dubbio, le possibilità di esplorazione interiore si sono moltiplicate, ma in molti casi la spiritualità si è ridotta a un consumo di pratiche senza fondamento critico. Il rischio è che si imponga una «spiritualità fai-da-te», frutto di quella che papa Benedetto XVI ha definito «dittatura del relativismo».
A questa tendenza fa da contraltare il crescente fondamentalismo religioso, che si oppone al pluralismo spirituale proponendo interpretazioni della fede rigidamente dogmatiche e intolleranti.
La facilità di accesso alle informazioni online ha amplificato entrambe le dinamiche, favorendo sia la diffusione di pratiche spirituali ambigue, sia la propagazione di ideologie fondamentaliste. In questo contesto, diventa urgente sviluppare una capacità di discernimento e un pensiero critico, per orientarsi tra le diverse proposte, distinguere ciò che è autentico da ciò che non lo è e costruire un percorso religioso o spirituale consapevole e positivo.

>Dottrina sociale: Insegnamenti della Chiesa su come costruire una società giusta e pacifica. Offre princìpi e orientamenti per affrontare le sfide sociali del mondo di oggi.
>Relativismo: Concezione filosofica per cui la realtà non può essere conosciuta soltanto in relazione al contesto in cui viene osservata. Per i relativisti non esistono verità assolute né princìpi morali universali.
>Tradizione esoterica: Insegnamento e pratica focalizzata sulla ricerca di conoscenze profonde e nascoste sulla natura dell’universo e dell’essere umano, spesso trascurate dalle religioni istituzionali.
Alternative contemporanee alle religioni istituzionali
Un esempio emblematico di quella che abbiamo definito «spiritualità fai-da-te»
è il movimento culturale e spirituale della New Age, nato negli anni ’60 del Novecento negli Stati Uniti.
La New Age attinge elementi dall’induismo, dal buddhismo, dal misticismo occidentale e da altre tradizioni esoteriche, cercando di costruire una spiritualità universale e personalizzata. Questo approccio si manifesta in un insieme di pratiche, come la meditazione e l’uso di energie cosmiche, che si propongono come vie per il benessere e il risveglio spirituale.
La spiritualità New Age non è priva di contraddizioni, in quanto si fonda su una ricerca di verità alternative che, in alcuni casi, può sovrapporsi a visioni complottiste.
Oggi, infatti, le teorie del complotto, come quelle riguardanti i presunti «governi ombra» o i «poteri occulti» che manovrano le sorti del mondo come grandi burattinai, si intrecciano con credenze pseudospirituali come l’astrologia, l’ufologia, interpretazioni distorte di mitologie e simbologie antiche, dando origine a un insieme confuso in cui il senso del mistero e del sacro si combina con la sfiducia e la diffidenza nei confronti delle istituzioni tradizionali, della scienza e della politica.
In questo modo, le forme di «spiritualità fai-da-te» diventano anche una risposta semplificata a un mondo complesso e in continua trasformazione, alimentando un’interpretazione alternativa della realtà che, pur affascinante, risulta spesso fantasiosa e utile più a costruirsi una via di fuga dalla quotidianità che a raggiungere una vera accettazione e comprensione di sé e dell’esistenza.


Il termine «fondamentalismo» ha origine negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo, riferendosi inizialmente a una corrente del protestantesimo che enfatizzava un’interpretazione letterale della Bibbia e si opponeva alle teorie evoluzionistiche e alla critica biblica moderna. Nel corso del tempo, il concetto di fondamentalismo è stato applicato anche a correnti di altre religioni caratterizzati da un’adesione rigida ai princìpi fondamentali della fede e da una resistenza alle influenze della modernità. Nel contesto islamico, il fondamentalismo si manifesta attraverso movimenti che promuovono un ritorno alle pratiche originarie dell’islam, spesso opponendosi a interpretazioni più moderne e liberali.
Gruppi come Al-Qaeda e ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e della Siria), che utilizzano la violenza per perseguire obiettivi politici e religiosi, rappresentano espressioni estreme del fondamentalismo islamico. Questi movimenti hanno avuto un impatto significativo a livello globale, influenzando le relazioni tra gli Stati e alimentando dibattiti sulla sicurezza internazionale. Anche nell’ebraismo esistono correnti fondamentaliste, che sostengono un’interpretazione letterale della Torah ( p. 313) e resistono a qualsiasi forma di modernizzazione, influenzando anche la politica israeliana. Il fondamentalismo è presente anche in altre tradizioni religiose, come l’induismo e il buddhismo, all’interno dei quali sono sorti movimenti che promuovono un ritorno alle pratiche e ai valori originari, spesso in risposta a quelle che vengono percepite come minacce culturali o politiche.
La religione, nel suo senso più alto e autentico, promuove valori come la dignità umana, il rispetto e la pace, ma spesso nel corso della storia è stata sfruttata per giustificare conflitti e violenze, distorcendone il messaggio originario.
Un esempio significativo è quello delle Crociate ( p. 392), che venivano presentate come guerre per difendere la fede cristiana ma che spesso mascheravano interessi politici ed economici legati al controllo territoriale e al dominio militare. Anche le guerre di religione seguite alla Riforma protestante ( p. 396) celavano, al di là delle divergenze dottrinali, motivazioni politiche ed economiche.
Ancora oggi, non di rado, la religione viene strumentalizzata per giustificare violenze o aggressioni che, benché perpetrate in nome della fede, ne tradiscono i princìpi fondamentali.
In alcuni Paesi, partiti e movimenti nazionalisti sfruttano simboli e pratiche religiose per conquistare consenso, alimentando divisioni etniche e culturali. In diversi conflitti, come quello israelo-palestinese, la religione viene utilizzata per legittimare rivendicazioni territoriali e politiche.
Questi esempi evidenziano quanto sia importante sviluppare una capacità critica per distinguere tra l’uso autentico della religione e la sua manipolazione. Avere una comprensione profonda dei valori religiosi aiuta a capire quando tali valori sono realmente promossi e quando invece sono piegati ad altri scopi. Essere consapevoli di queste dinamiche spinge le nuove generazioni a impegnarsi per un mondo più giusto, in cui la religione sia uno strumento di pace e non di divisione.
RIFLETTERE
>Al-Qaeda: Organizzazione islamista radicale nata per combattere l’influenza occidentale nel mondo musulmano e instaurare un califfato islamico basato su una rigida interpretazione della Sharia (legge islamica).
>ISIS: Gruppo estremista la cui ideologia si ispira a una versione rigida e puritana della Sharia.
Strumentalizzazione e valori violati
A. Masotti, Il Papa: no al nome di Dio per giustificare violenza, terrorismo e oppressione, vaticannews.va, 22 agosto 2023.
Quali conseguenze ha la manipolazione della religione nel mondo d’oggi, in particolare sul piano della coesione sociale?
1. CONFRONTO (10 minuti) Divisi in gruppi, confrontatevi sugli esempi di strumentalizzazione della religione partendo da quelli citati nel testo e identificate: - un esempio concreto di come la religione è stata strumentalizzata nel contesto che avete scelto; - un valore autentico della religione che è stato tradito.
2. CONDIVISIONE E RIFLESSIONE (10 minuti) Condividete quanto emerso con gli altri gruppi e confrontatevi, esponendo le vostre riflessioni.
VIVI LA TUA VITA?

La vita è un viaggio alla scoperta di sé e del proprio posto nel mondo. Ma che cosa significa davvero «vivere la vita»? Come può la fede offrire pienezza e guidarci verso la gioia autentica? Come è possibile riconoscere il valore delle piccole cose, coltivare la gratitudine e trovare significato anche nelle sfide quotidiane?
La fede è un cammino che conduce alla pienezza della vita, dando significato e orientamento all’esistenza umana. Nell’enciclica Lumen Fidei (2013) papa Francesco ha affermato: «La fede non abita nel buio; è una luce per le nostre tenebre». La fede, quindi, è una luce che illumina il percorso dell’essere umano, permettendogli di vedere oltre le apparenze e di comprendere la profondità del reale. L’incontro con Dio trasforma l’esistenza, offrendo una nuova prospettiva e una speranza che va oltre le difficoltà del presente.
La fede non è solo una convinzione, ma un’esperienza viva che coinvolge l’intera persona, un dono di Dio che richiede una libera adesione. A questo proposito, nell’Udienza Generale del 24 ottobre 2012, papa Benedetto XVI ha affermato: «La fede è dono di Dio, ma è anche atto profondamente libero e umano».

Abbracciare la fede significa intraprendere un cammino di trasformazione interiore, dove la vita quotidiana acquista un nuovo significato. Ogni gesto, anche il più semplice, diventa un’opportunità per manifestare l’amore di Dio e per crescere nella santità. La fede ci invita a vivere con gratitudine, riconoscendo in ogni circostanza un’occasione per avvicinarci a Dio e alle altre persone. In questo percorso, la Bibbia offre risposte alle domande fondamentali dell’esistenza perché rappresenta una guida nella comprensione del senso della vita, della sofferenza e della gioia. Attraverso la meditazione sulla Parola di Dio, la fede si nutre e si rafforza, permettendo di affrontare le sfide quotidiane con speranza e coraggio. È un invito a vivere in profondità, riconoscendo la presenza di Dio in ogni momento e lasciandosi guidare dal suo amore infinito.
M.Cencio,M.A.Mazzantini
ReligioneLaveravitaCattolica
ISBN978-88-472-5189-2
Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 L. 633/1941).
Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d). Esente da bolla di accompagnamento (D.P.R. 6-10-1978, n° 627, art.4. n° 6).
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