Il tempo nelle Grandi Storie...



Legge l’insegnante
![]()



Legge l’insegnante
Ulisse, un re molto intelligente e furbo, era partito dalla sua isola Itaca per andare a combattere contro la città di Troia. Una mattina si alzò presto: lo aveva svegliato il rumore del mare. Così uscì dalla tenda, andò sulla spiaggia e si sedette a guardare il mare. Ulisse voleva tornare a casa, a Itaca, la sua isola.
I Greci e i Troiani erano in guerra da dieci anni, ma la città di Troia non voleva arrendersi. Così Ulisse ebbe un’idea per porre fine alla guerra. Andò da Agamennone, il capo dei Greci, e spiegò il suo piano: costruire un cavallo gigante dentro il quale nascondere i guerrieri. Il resto dei Greci avrebbe fatto finta di partire con le navi. In questo modo, i Troiani avrebbero pensato che la guerra fosse finita.
Agamennone e gli altri capi greci furono d’accordo, così chiamarono il falegname Epeo che costruì un cavallo di legno enorme. All’interno entrarono Ulisse e i suoi compagni, mentre gli altri Greci finsero di andare via con le navi e invece si nascosero dietro un’isola vicina.

I Troiani, guardando il mare, videro che le navi greche non c’erano più. Felici, fecero festa. Quando uscirono dalla città, però, trovarono il cavallo di legno con una scritta:
“I Greci offrono questo cavallo alla dea Atena”.
Alcuni Troiani volevano distruggerlo, altri volevano portarlo in città. Alla fine, decisero di portarlo in città. Era ormai notte, tutti dormivano, la città era silenziosa, quando dal mare si vide una luce: era il segnale!


Sinone, un Greco rimasto nella città, aprì lo sportello del cavallo e i guerrieri greci uscirono silenziosi. Aprirono le porte della città: era la fine della guerra.
Ulisse, grazie alla sua idea, aveva vinto la guerra e ora poteva finalmente partire con la sua nave per tornare a casa.
Da AA.VV., Le Grandi Storie, Raffaello


STEAM In classe, far costruire la nave di Ulisse. Su un foglio A4 far disegnare Ulisse sulla nave; aggiungere le onde del mare, le stelle o il sole, le bandiere. Usare stickers o pezzetti di carta colorata per abbellire la nave.


OSSERVA E COLLEGA LE IMMAGINI ALLE PAROLE GIUSTE.




ANCHE TU, COME ULISSE, OGNI GIORNO FAI UN PICCOLO VIAGGIO PER ANDARE A SCUOLA. CHI INCONTRI? CHE COSA VEDI LUNGO IL PERCORSO DA CASA A SCUOLA? DISEGNA POI RACCONTA.

Legge l’insegnante
Ulisse e i suoi compagni erano in viaggio per mare.
Avevano lasciato Troia e volevano tornare a casa, a Itaca. Erano stanchi, affamati e desiderosi di riposare. Un giorno videro un’isola verde, piena di alberi. Ulisse disse:
– Fermiamoci qui! Forse troveremo da mangiare e da bere! Scelse dodici compagni e lasciò gli altri sulle navi.


– Vado a vedere chi vive su quest’isola, voi restate qua – disse. Portò con sé un vino buonissimo come dono. Salì su una collina e vide che sull’isola non c’erano città, solo grotte e nessuna nave. Ulisse era curioso. Si avvicinò a una grotta nascosta tra gli alberi e propose ai suoi amici di entrare. Dentro c’erano pecore, agnelli, formaggi e latte. Si sedettero e mangiarono in abbondanza. Poi sentirono un rumore fortissimo. Un gigante enorme entrò nella grotta: aveva un solo occhio in mezzo alla fronte. Era un Ciclope. Il Ciclope portò legna, fece entrare le pecore e chiuse l’entrata con un masso gigante. Ulisse e i suoi amici erano rimasti chiusi dentro! Il Ciclope li vide e chiese: – Chi siete?

Ulisse rispose: – Siamo viaggiatori. Ti chiediamo ospitalità.
– E dove avete lasciato le vostre navi? – chiese il Ciclope.
Ulisse non voleva dire la verità: – La nostra nave è affondata.
Il gigante non fu gentile, così Ulisse pensò a un piano per salvarsi. – Ho un dono per te – disse e gli offrì il vino.
Il Ciclope bevve tutto e disse: – È buonissimo! – e si addormentò. Mentre il Ciclope dormiva, Ulisse e i compagni presero un grande palo, lo scaldarono nel fuoco e lo puntarono nell’occhio del gigante. Il Ciclope si svegliò urlando: era accecato e non vedeva più nulla!
Ulisse disse ai compagni: – Nascondiamoci sotto le pecore!


Così si legarono sotto gli animali. La mattina il Ciclope fece uscire le sue pecore, toccando la schiena di ogni animale, ma non capì l’inganno. Così Ulisse e i suoi amici uscirono dalla grotta e corsero alle navi, felici. Fuggirono in mare: il viaggio non era finito, ma avevano sconfitto il Ciclope con coraggio e astuzia.
Da AA.VV., Le Grandi Storie, Raffaello


ARTE E IMMAGINE Dopo aver presentato Polifemo, far realizzare a ogni bambino e bambina il proprio Ciclope: dovranno disegnare un mostro con un solo occhio, dargli un nome, scrivere o disegnare accanto che cosa mangia, dove vive e di che cosa ha paura.


MENTRE ULISSE E I DODICI COMPAGNI SONO SULL’ISOLA, DOVE SONO GLI ALTRI? INDICA CON UNA X.



MENTRE IL CICLOPE DORME, CHE COSA FANNO ULISSE E I SUOI COMPAGNI?
COLORA LA CORNICE DELL’IMMAGINE GIUSTA.




TU HAI MAI AVUTO UN’IDEA FURBA COME ULISSE? RACCONTA ALLA CLASSE.
Passato, presente, futuro



Legge l’insegnante
Tanto, tanto tempo fa c’era una città grande e bellissima che si chiamava Troia. Dopo una lunga guerra, i Greci, che erano suoi nemici, riuscirono a distruggerla. Le case bruciavano, le mura cadevano e la gente scappava per salvarsi. A Troia viveva un principe forte e coraggioso: si chiamava Enea. Enea voleva salvare la sua famiglia e il suo popolo. In quella notte terribile, corse a casa, prese in braccio suo padre anziano, tenne per mano il suo bambino piccolo e con gli amici scappò fuori dalla città in fiamme. Enea era triste perché aveva perso la sua casa, ma sentiva che doveva continuare a lottare. Gli dèi gli avevano detto che un giorno avrebbe trovato una nuova terra, dove il suo popolo sarebbe stato felice.
Enea salì sulle navi con i suoi compagni e partì per un lungo viaggio in mare.
Il mare, però, era pieno di pericoli! Le onde erano alte, i venti soffiavano forti e una tempesta li fece perdere. Finiti su un’isola, Enea e i suoi amici incontrarono la regina Didone, che li accolse con gentilezza. Didone si innamorò di Enea, ma lui sapeva di dover continuare il viaggio e che il suo destino era un altro: trovare la nuova patria. Così Enea salutò Didone, salì di nuovo sulla nave e riprese il viaggio.

Il viaggio era ancora difficile e pieno di avventure, ma Enea non si arrese; era un eroe coraggioso e pensava sempre alla sua missione: raggiungere un nuovo posto dove vivere.
Da AA.VV., Le Grandi Storie, Raffaello


MOTORIA In uno spazio grande, quando la musica parte, camminare imitando Enea in fuga. Quando la musica si interrompe, restare immobili facendo la casa con le braccia.




QUANDO ACCADONO I FATTI RAPPRESENTATI? OSSERVA LE IMMAGINI E COLLEGALE AL CARTELLINO GIUSTO.



PASSATO PRESENTE FUTURO
ORA PENSA ALLA TUA GIORNATA E DISEGNA UN MOMENTO PASSATO, UN FATTO CHE STA ACCADENDO ORA E UN FATTO CHE ACCADRÀ PIÙ TARDI.
PASSATO PRESENTE FUTURO