Cinzia Capitanio • illustrazioni di Erika De Pieri


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Cinzia Capitanio • illustrazioni di Erika De Pieri



La scuola è cominciata solo da qualche minuto e ci sono già delle novità. La maestra ci ha appena detto che sta arrivando un nuovo alunno, però non ha voluto svelarci il suo nome e neppure se si tratta di un maschio o di una femmina. Così adesso la Siccome a merenda spesso si gioca a squadre e siamo dispari, i miei compagni, tutti emozionati, parlano uno sopra l’altro, agitano le mani, saltellano come grilli…
curiosità è alle stelle

Io non so se sono felice di questa novità. In classe siamo in tanti
e per me è già difficile così perché sono super timida... che fatica!
La maestra sposta il nuovo banco proprio accanto al mio.
− Perché deve stare vicino a Luna? − protesta subito Paolo.
− Vorrei che stesse qui con me! − replica Fatima. Sono d’accordo con voi! Perché proprio vicino a me?
Parlo poco. Sono chiusa come un riccio. Se esistesse il voto in simpatia
La maestra, però, ha deciso che il banco resterà qui dov’è e io sospiro. Non mi resta che aspettare. prenderei ZERO! Bravi!
In aula entra un bambino Tutti lo fissiamo e le sue guance diventano rosse per l’imbarazzo. Sento dei commenti sussurrati e delle risatine.
La maestra gli dà il benvenuto. Io non ascolto tutto quello che dice.
Mi sono fermata al suo nome: si chiama Andrea… come mio fratello!
Spero che non sia un rompiscatole come lui!
Nel frattempo, il nuovo compagno si siede e svuota con calma lo zaino.
Lo aiuto a sistemare i quaderni. Siamo tutti e due
Aiutoo! muti come pesci.

Andrea non sembra contento. Tiene gli occhi bassi…
Spero che non si metta a piangere perché io non sono per niente brava a consolare gli altri. Se vedo qualcuno in lacrime, mi commuovo anch’io, così alla fine ci disperiamo in due.

Che idea!
La maestra continua a parlargli, forse per metterlo a suo agio. Non credo che ci stia riuscendo: le gambe di Andrea si muovono sotto al banco come se fossero pronte per la fuga. Non vorrà scappare solo dopo pochi minuti, vero?
Potrei aiutarlo e magari fuggire con lui! Immaginando la scena mi viene da ridere. Alzo lo sguardo e mi accorgo che Andrea mi sta guardando.
Che mi abbia letto nel pensiero?

La campanella suona… anzi, a essere sinceri, STONA! Inizia con un trillo e finisce con una specie di miagolio. Chissà perché a nessuno viene in mente di sistemarla!
Andrea spalanca gli occhi e fa una faccia buffa. Credo che anche a lui non piaccia questo “concerto ”. Tutti si alzano e si mettono in fila per andare in bagno. Poi si scende in giardino a giocare con la palla. Io e il mio nuovo compagno li seguiamo. Andrea viene inserito in una squadra, io nell’altra. Qualcuno gli spiega le e il gioco comincia.