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n. 03 / Maggio 2011


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LuogoComuneMagazine è una testata in corso di registrazione

Direttore Responsabile: Francesco Pasculli Redazione: Caporedattore: Antonella Ciociola Mirko Patella Annarita Cellamare Nico Andriani Michele Granito Valerio Vetturi Art Director: Daniele Raspanti Fotografia: Monica Falco Ufficio Stampa: Elisabetta Maurogiovanni Disegn e Illustrazioni: Francesco “Nobu” Raspanti Contatti: luogocomunemagazine@gmail.com

INDICE

LuogoComuneMagazine n. 3 2

Editoriale

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Fotoracconto

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E’ tempo di Festival, è tempo di Rock Aritmie frizzanti e inedite sonorità

Collage

di Monica Falco (foto M. Falco, D. Raspanti)

Italia Wave Loves Apulia

Retroscena e liberi pensieri con il dj Carlo Chicco

Ad Adelfia, un MOtore Meridiano per le ARTi

Riflessioni sulla rete dei festival estivi MOMArt Musica e Music Link

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La Cultura è Contagiosa

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L’Albero della Musica

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Wunderkammer Recordings

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Signore e signori, benvenuti a Psychobabele

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A Manfredonia si fa spazio il LUC “Peppino Impastato” di Mirko Patella

Alla scoperta di una label per collezionisti Appunti, riflessioni e suggestioni sul nuovo album dei Leitmotiv

Il Queer Festival approda a Bari

Una rassegna di cinema a tematica gay, lesbica e transgender per accorciare le distanze tra la gente e la cultura Queer.


Può un festival trasformare l’estate pugliese nella tappa di punta del globe trotter musicale italiano? Probabilmente sì, se il festival in questione è “Italia Wave Festival”, meglio conosciuto come “Arezzo Wave”.

EDITORIALE

E’ TEMPO DI FESTIVAL, E’ TEMPO DI ROCK

Quello che si preannuncia a Lecce e dintorni non è una semplice kermesse ma è la più lunga no-stop musicale mai vista da queste parti. 4 giorni di festival, 24 ore su 24, in un mix letale di arte, tecnologia, teatro e cinema, mimetizzato tra sabbie finissime, aeroporti dismessi, stadi di calcio ed uno dei centri storici più belli d’Italia. Un festival la cui potenza, anche emotiva, è sulla cresta dell’onda da più di 24 anni. Esattamente dal 1987. Da alcuni ribattezzato come la più longeva Repubblica del Rock italiana, l’Italia Wave non ha mai oltrepassato i confini della Toscana. Per 20 anni ad Arezzo, poi negli ultimi in giro tra Firenze e Livorno, ma mai fuori dalla Toscana. Non per altro la fondazione che lo gestisce ha le sue radici proprio nel territorio aretino. Con Carlo Chicco, responsabile da anni delle selezioni per la Puglia, andremo a scoprire i retroscena della rassegna tra vecchi ricordi e prospettive future.

FRANCESCO PASCULLI

L’arrivo dell’Italia Wave è già di per sé una novità straordinaria, ma non l’unica se parliamo di musica. Il terzo numero di LuogoComuneMagazine è infatti un viaggio a suon di band, etichette emergenti e vecchi spazi che rinascono ai confini tra danza, teatro e musica. In particolare nel numero conosceremo tutti i dodici gruppi protagonisti del festival “Fuori dal Comune 2011”, organizzato da RadioLuogoComune e quest’anno rafforzato dalla partnership con il Teatro Kismet Opera di Bari. Le band le abbiamo intervistate una ad una, curiosando sul loro background artistico e sui ricordi degli inizi. Alcune hanno già all’attivo importanti produzioni, la maggior parte amatoriali, fatte in case e auto prodotte (ma questo non ci dispiace affatto), altre al contrario già sotto contratto e lanciatissime con tour in mezza Italia. Il numero è anche uno sguardo su un collettivo di dj e produttori elettronici che da qualche anno si sono imposti a Londra per miscelare le loro sonorità con la club culture europea. Tra loro anche il barese Saverio Lattanzio, in arte Malkavath, fondatore della WunderKammerRecordings. E poi in esclusiva i LeitMotiv con il loro album“PsycoBabele” (le città dimenticate), secondo lavoro della band tarantina fresco fresco di registrazione. Questo senza dimenticare alcuni luoghi a noi sensibili, sia per il trascorso poco edificante, essendo beni sequestrati alla mala, sia per il valore sociale e culturale che oggi possiedono. Parliamo del “MOMArt” di Adelfia, motore meridiano delle arti a pochi chilometri da Bari e del LUC “Peppino Impastato” di Manfredonia, con l’esperienza della cooperativa Pandemia. Il numero di aprile è infine una sfida lanciata da un gruppo di ragazze baresi a un’intera città. Organizzare un festival Queer a Bari. Sì, avete capito proprio bene, a Bari. Dopo i successi del GayPride del 2003, la sfida è ora offrire una riflessione permanente sulla cultura Queer e sul mondo gay, lesbo e transgender.Una sfida, più che un evento, che ci auguriamo possa coinvolgere l’intera comunità nei prossimi mesi, uscendo da analisi autoreferenziali ed esclusivamente di nicchia. Questo e molto altro è il terzo numero del magazine. Non resta a questo punto che augurarvi tanta buona lettura e soprattutto tanta buona musica!

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Cantando e ballando fra rock, folk, indie, pop, metal, new wave, dark, post-rock, reggae, ska, punk, con qualche divagazione nei territori del blues e dei ritmi afrocubani, ecco i fulcri palpitanti del Festival Fuori dal Comune 2011: dodici band in gara, dodici creatività, dodici segmenti diversi della giovane musica pugliese. Storie, passioni, influenze musicali, aneddoti divertenti: in attesa della serata finale del Festival, godiamoci i loro racconti‌

FOTORACCONTO

Aritmie frizzanti e inedite sonoritĂ 


Il progetto musicale Acquasumarte nasce a Monopoli (Bari) nel 2007, ma la band si costituisce nel 2010 con l’incontro tra Vincenzo Aversa, cantante, chitarrista e autore dei testi, Giovanni Longo, sassofonista, Verio Colella, bassista, Francesco Todisco, batterista. Nel 2011 la band si completa con l’ingresso del trombonista Giuseppe Divagno. Gli Acquasumarte amano suonare senza etichette addosso, mescolando pop, rock, folk, blues attraverso suoni essenziali e melodie ricercate, per creare brani introspettivi ma ironici, entro il solco della tradizione del cantautorato italiano. E proprio a Modena, città dei Nomadi, dell’Equipe 84 e di Francesco Guccini, patria elettiva della beat generation italiana, gli Acquasumarte partecipano, il 29 settembre 2010, a uno storico concerto a Largo Porta Bologna, in memoria del rock cantautorale degli anni ’70. Il successo di questo emozionante evento è poi preludio a una serie di fortunati concerti pugliesi della band, che partecipa al Dirockato festival 2010 a Monopoli, al Controfestival 2010, al Festival Pub It 2001 a Ostuni. L’occasione di registrare i primi pezzi inediti si presenta finalmente nel febbraio 2011: col supporto di Giorgio Spada, musicista e produttore, la band registra i 5 brani del cd-demo “Appena in tempo…”. Info e contatti: http://www.myspace.com/acquasumyspace http://www.facebook.com/Acquasumarte

Acquasumarte

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Broken Cords Nel novembre 2006, la neonata formazione dei Broken cords è composta da Michelangelo Volpe (chitarra), Fabio Gesmundo (chitarra e voce), Antonio Aloi (batteria); nel tempo, si aggiungeranno loro Luca Tomasicchio (basso) e Alessandro Tempesta (tastiere). La line up definitiva viene raggiunta nel 2009 con l’ingresso di Giovanni Todisco alla batteria, che già da subito arricchisce la band di una decisa impronta ritmica. Il tentativo musicale dei Broken cords è quello di intrecciare il rock puro alla tradizione cantautorale italiana, per ottenere un sound nuovo e fresco, concepito in gruppo da musicisti di matrice differente. Inizialmente i Broken scrivono in inglese; successivamente, anche grazie alla collaborazione con Nicolò Giangaspero, autore di molti dei loro testi, decidono di tornare alla lingua italiana, più accessibile al loro pubblico. Anche grazie a questa collaborazione la band realizza, per un concorso bandito nel 2009 dal Teatro Minimo di Andria, un “concerto teatralizzato” con strumenti dal vivo, due danzatrici, voce narrante e videoproiezioni. La band partecipa a diversi concorsi nazionali: suona nel Teatro Garibaldi di S.Maria Capua Vetere per il Festival Canzone d’Autore “InMusica”, vince il premio della critica al Diva festival di San Giorgio a Cremano (NA) ed è prima classificata al “Krimisa’s

got talent” di Cirò marina (CS). Durante il Muddy Contest di Calvari, nei dintorni di Genova, i Broken cords vengono notati e contattati da Friends of music, etichetta genovese che poi produce il loro primo ep e un videoclip, “Febbraio”, per la regia di Alessio Rupalti, girato e registrato al Cineporto di Genova, col sostegno della Liguria Film Commission. “Febbraio” racconta l’incessante contrapposizione tra la realtà quotidiana, che spesso ignora la bellezza, e i nostri desideri più profondi, rappresentati dal dio Nettuno, incredulo di fronte alla falsità e all’ignoranza del mondo “umano”. Piccole cose, piccoli concetti sono raccontati in maniera semplice ma sottile, come in “Carillon”, forse il pezzo più rappresentativo della band, in cui il suono del carillon diventa pretesto per descrivere attimi e momenti d’improvvisa verità. Info e contatti: http://www.brokencords.net/bkc/ home.html


Gli Eternauti si formano nel 2007 ma è solo dall’ ottobre del 2009 che la formazione prende una sua forma stabile con Dario Bissanti (voce, chitarra, testi e genio incompreso), Antonio Attolini (Batteria ed entusiasmo), Giuseppe Carucci (basso e pazienza, tanta). Gli Eternauti sono oggi un mix tra rock, pop e indie anche se il loro progetto è in costante sperimentazione. I loro brani sono interamente in italiano, scelta data dalla volontà di lanciare messaggi chiari e farsi capire dal pubblico sebbene i loro testi siano introspettivi ed indirettamente politicizzati. Nell’estate del 2010 è uscita la loro prima demo, composta da due brani e due remix, dal titolo: “La majorité c’est vous” (vous voulez Eternauti), titolo ispirato ad una fotografia del francese Rene Maltete. In questo mese, invece, si dedicheranno alla registrazione del loro primo disco composto da 11 brani, tutti registrati in analogico dal fonico freelance Oscar Larizza. Curiosità? Ci hanno svelato che sono alla ricerca di un tastierista. Se lo siete affrettatevi a mandare un vostro cv… Ovviamente non prima di aver ascoltato il loro repertorio sul loro indirizzo di myspace: www.myspace. com/eternautimusic, mentre per info sulle loro prossime date, potete seguirli su facebook, all’indirizzo: www.facebook.com/eternauti.

Eternauti

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Iniqua Gli Iniqua sono un gruppo rock/metal con attitudine progressive nato a Bari nel novembre 2010. Una formazione nata di recente che, in via sperimentale, ha unito le esperienze funk pregresse del gruppo Rack One’s Brains con i gusti degli altri componenti confluiti nel nuovo progetto. Parliamo di un gruppo che spazia le proprie sonorità dal metal al progressive, passando per il pop e il rock alternativo italiano. Tutto nel segno dei Porcupine Tree. La band, giovanissima, è oggi composta da Brandon Gebbia (batteria, 20 anni), Davide Fumai (tastiere, 17 anni), Francesco Piro (basso, 18 anni), Francesco Salvatore (voce, 22 anni) e Mario Coccioli (chitarra, 18 anni). Il gruppo ha all’attivo una demo omonima di 2 pezzi, “Silenzio” e “Falle vedere”, brani che raccolgono impressioni, pensieri, introspezioni sulla realtà che li circonda. Seppure di recente formazione, il progetto Iniqua si è andato perfezionando in questi mesi utilizzando la vetrina di numerosi concorsi per band emergenti tra cui il Festival Fuori dal Comune. La scelta di cantare in italiano è oggi un elemento determinante del loro sound, motivato dalla voglia di stabilire un contatto più diretto con il pubblico. L’obiettivo è oggi infatti quello di valorizzare l’aspetto live delle loro performance girando per club

del territorio regionale. Tra i luoghi più divertenti dove hanno suonato anche un locale ad Altamura, con service e backline che dire “di fortuna” è usare un eufemismo e un palco più per piano bar che per metal rock. Curiosità? Leggenda vuole anche che tra le prime esibizioni live del gruppo ci sia stata una cover della sigla di Sailor Moon, naturalmente in salsa Iniqua….! Per ascoltarli potete trovare informazioni sul loro Myspace con Iniquabari o sulla loro fanpage di Facebook.


I Lenula si formano a Villa Castelli, in provincia di Brindisi. Il loro sound parte certamente dal blues, dallo swing, dalla psichedelia anni ‘60 (Paolo Conte, Tom Waits, Fred Buscaglione, The Doors, Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti, Ray Charles sono stati i loro autori di riferimento), ma essi hanno affiancato a queste direzioni di partenza così importanti una voce calda, fortemente caratterizzante, più propria alla tradizione italiana, che trascina la musica in nuove forme avvolgenti, lontane dal basso profilo. E ogni volta stupisce vedere un impatto così pieno e consapevole creato da un semplice trio. Hanno pubblicato da pochi mesi un EP omonimo autoprodotto, che al momento sta raccogliendo i primi, ottimi riscontri di critica. “Lenula”, EP, 4 tracce (mag. 2010). E’ il loro primo biglietto di presentazione al pubblico. La loro musica è un fiore selvatico e come tale crescere dove può, come può, anche sull’asfalto delle strade. Darsi a fondo, senza freni e senza protezioni. I Lenula cantano i sentimenti in una visione senza chiaroscuro; come la liberazione semplificatrice data dall’ebbrezza: si può solo amare o odiare. Streaming, testi e ulteriori informazioni: http://lenula. bandcamp.com

Lenula

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Lestofunky I Lestofunky si formano nella primavera del 2009 come progetto musicale strumentale. Agli esordi infatti la band si compone di un chitarrista, Giammaria, di un bassista, Mimmo, e di un batterista, Domenico. Il progetto degli esordi è il tentativo di dar luogo ad un mix di sonorità spinte come il funk, lo ska e in alcuni momenti l’indie rock. L’incontro tuttavia con il cantante, Giacomo, apporta al gruppo un sound più colorato, molto più reggae. Il comune denominatore diventa una miscela contaminata tra reggae, dub senza mai perdere i vecchi accenti funk e rock. Il nuovo percorso porta il gruppo ad autoprodursi nel luglio del 2010 una prima demo dal titolo “Reggae N’Roll” con 4 brani lancio e numerose apparizioni live. Una, la più curiosa, in una Banca, per un progetto promosso da Controradio. Il gruppo si completa nel settembre del 2010, con l’arrivo del tastierista Davide, il quale contribuisce con le sue sonorità al percorso già avviato dai 4. I Lestofunky usano un linguaggio velato, criptico, poche volte diretto. Tuttavia i loro testi trasudano di impegno sociale. Raccontano di un Sud che vuole riemergere, senza rinnegare mai le radici ma osservando anche le difficoltà. Per info e contatti: www.myspace.com/lestofunky


Mai Personal Mood è un progetto musicale indie elettro-pop nato nel 2007 a Canosa di Puglia. In particolare grazie all’incontro di tre membri della futura band Andrea (chitarra), Aldo (batteria e percussioni) e Francesco (voce e chitarra). I tre si conoscono molto bene, suonano insieme dall’età di 15 anni ma è un periodo piuttosto poli strumentale, i ruoli spesso si mischiano e si testano le future sonorità. Il progetto nei due anni successivi si allarga con due innesti fondamentali, Matteo (chitarra) e Michele (basso), completando la fase di ricerca e la fisionomia della band. Fin dal debutto il gruppo produce numerosi lavori come il demo “Malaise Mon Amour”, che gli consente di farsi conoscere in numerosi festival nazionali tra cui ricordiamo il Pisa Rock Festival, il Contro Festival e l’Are Rock Festival. Ma è a partire dal 2009 che la loro anima indie conosce un’accelerata. Le esperienze si moltiplicano tra concerti live in giro per club romani e mini tour

per l’Italia centro meridionale. Tra gli sguardi sbigottiti degli automobilisti, improvvisano anche una performance live in autogrill durante una data Toscana. E’ un periodo di promozione in tutti i sensi. Nel 2010 vengono notati da un’etichetta indipendente fiorentina, la FOREARS. A cui segue il secondo posto al festival Frequenze Mediterranee e soprattutto il primo Ep di cinque pezzi, L’Heure dE Part (gennaio 2011). Nel loro repertorio cantano rigorosamente in italiano, alternando atmosfere introspettive a esperienze di vita più fresche, ma sempre mantenendo un’anima intimista. Per info e contatti: www.maipersonalmood .com. Li potete trovare anche su Myspace, Vimeo, Facebook e Twitter!

Mai Personal Mood

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Malandra+Calò Francoforte, Musik Messe 2010; durante la fiera internazionale degli strumenti musicali, le menti di Dario Nitti e Marco Ninni generano l’idea del “percussionismo socialista”, e immediatamente trascinano nel progetto il diciassettenne Antonio Valente. E così nascono i Malandra, trio di percussionisti. Il “percussionismo socialista”, più che un genere musicale, è un’idea filosofica, che si concretizza in un semplice assunto: tutto è percussione. I Malandra realizzano veri e propri concerti-spettacolo, durante i quali percussioni di puro stampo orchestrale (marimba, tam tam) si alternano ad altre più etniche, moderne (darbuka, djambè, congas). Tuttavia, ogni oggetto in grado di emettere suoni può trasformarsi in strumento musicale: tavoli, sedie, bicchieri pieni o vuoti, bottiglie, pavimento, i corpi stessi dei musicisti e degli astanti diventano parti attive delle performance dei Malandra. Il pubblico viene trascinato e diventa protagonista dello spettacolo: può battere il tempo con le mani, fischiettare, percuotere qualsiasi cosa abbia sottomano, fino a “respirare” il ritmo. Presentissime sono nei Malandra le influenze sanguigne della musica afrocubana e latinoamericana, e sanguigno è anche il loro colore, il rosso del fuoco e della passione. Sanguigno è anche “Mediterraneo Radicale”, il collettivo di artisti di cui è direttore artistico

Pasquale Calò, sassofonista, primo degli elettroni che gravitano intorno al nucleo percussivo dei Malandra. Proprio per l’edizione 2011 del FFC si forma la combo Malandra+Calò, percussioni+sassofono, che si esibisce per la prima volta al Teatro Kismet OperA di Bari. La collaborazione fra loro continua anche nella composizione e nell’arrangiamento dei pezzi inclusi nell’album a cui i Malandra stanno attualmente lavorando. Espressivi e coinvolgenti, i Malandra hanno già portato le loro imprevedibili percussioni al Flash Mob per “BARIcuci” (8-11 luglio 2010); a Storie del Vecchio Sud per “Aspettando Italia Creativa 2010”; a Parco Perotti, per la commemorazione delle vittime dell’Atr 72. In Puglia, potrà capitare quest’estate di ascoltarli dappertutto, perché dappertutto qui si può fare arte di strada: basterà ascoltare una parola sola, un vocabolo solo: tamburri… Info e contatti: http://www.facebook.com/#!/pages/MalandraPercussionismo-Socialista/206637329365543 malandraps@hotmail.it


I Numb nascono nel 2000 quando Giovanni Ventrelli (cantante e chitarrista) e Nicola D’Amore (chitarrista), reduci da un’esperienza con un’altra formazione, decidono di ripartire con un nuovo progetto musicale. Nel corso del tempo (parliamo di più di dieci anni…antologici diremmo) la band subisce diverse variazioni fino ad arrivare alla line up definitiva nel 2009, che si completa con Eugenio Bartolo alla batteria, alle percussioni e cori e Maurizio Patano al basso. Nati con un suono prevalentemente British, nel tempo sviluppano una serie di influenze e mutano questa caratteristica di genesi della band. L’impianto ritmico rimane pressoché uguale ma iniziano ad utilizzare anche un po’ di elettronica ed i brani, inizialmente in inglese, vengono presentati in italiano.

dio di registrazione Zero DB di Bari. Il concept ruota intorno al tema del divenire ed infatti i brani si intitolano “Vuoti d’aria”, “Cerchi”, “Le sfere” e “Tutto scorre”. Lavoro questo che verrà masterizzato negli Stati Uniti da uno degli studi più importanti nel panorama musicale, il Gateway Mastering Studios di Bob Ludwig. Un nuovo concetto di album che sarà scaricabile da internet, solo con download, a prezzo politico e con possibilità di aggiornamento dei brani. Potete ascoltare i loro brani su http://www.myspace.com/numbinspace, oppure cercare la loro pagina fan su facebook.

Dopo un susseguirsi di concerti live, in location anche curiose come il Night-club di Fasano (un club dall’atmosfera molto hot), partecipano al concorso Emergenza Rock Festival, piazzandosi al quinto posto nella classifica regionale. Hanno alle spalle 3 EP autoprodotti ed il primo, intitolato “First of all”, riscuote molto successo a tal punto che con il singolo “Beavis & Butthead” stabiliscono un vero e proprio record di ascolti. Ultimamente sono impegnati nella realizzazione del loro nuovo EP, anch’esso autoprodotto ma che vede il supporto dello stu-

Numb

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Psycodubfunkers Gli Psycodubfunkers nascono per gioco una domenica del novembre 2007. Michele Pappalettere (chitarra), Nicola Boccuzzi (basso) e Alessio Veneziani (batteria) si incontrano per una delle tante jam session che si improvvisano tra amici. Il funk che ne esce diventa una vera e propria passione. Alla terza prova arrivano già i primi innesti con Fabio Barracane alle tastiere e Alessandro Petrontino al trombone e tromba. In un mese scarso la formazione ha già una sua struttura “madre” che si definirà in seguito con l’arrivo di Gianni Autiero al sax e dijeridoo e Monica alla voce (sostituita successivamente da Liliana). Psycodubfunkers oggi sono un mix di groove funky e psichedelia, con sprazzi di dub. Supernova, il loro brano di punta, viene selezionato nel 2009 come colonna sonora per il nuovo sito della Vodka Exquisite, la cui linea è disegnata da Frank Gehry, l’architetto delle forme del Guggheneim Museum di Bilbao. Nel settembre 2010 vincono il premio speciale della critica nel concorso Galli Records Italia Festival. Nel gennaio 2011, infine, la formazione si completa con l’arrivo di una nuova voce, quella

di Marika Stea. Tra i ricordi più belli? Il loro primo concerto in una masseria nelle campagne baresi per festeggiare i trent’anni di un’amica. Con loro quella sera suoneranno anche “Il Genio” e “The Niro” due progetti all’epoca in fase di lancio … Dove ascoltarli oltre che al Festival Fuori dal Comune? Sicuramente l’8 maggio a Putignano, per un contest organizzato al Piper. Nel frattempo però potete ascoltarli sul loro indirizzo myspace www.myspace.com/psycodubfunkers.


Il progetto musicale Skanderground nasce nel 2009 dall’incontro di sette giovani ragazzi di Polignano a mare. La band è composta da Daniele (voce), Nicola (tromba), Francesco (basso), Lorenzo (chitarra), Silvia (tastiera), Davide (batteria) e di recente si è aggiunto Giuseppe (sassofono). L’inserimento dei fiati denota la forte tradizione che lega il sud d’Italia, nello specifico Polignano, alla presenza di bande musicali del territorio. Come si evince dal nome la matrice musicale d’ispirazione è il genere ska, che si mescola molto bene con la tromba ed il sassofono. La loro prerogativa è quella di associare al ritmo in levare, predominante dello ska, una serie di sfumature legate al variopinto background musicale di ognuno dei componenti. I pezzi mescolano una serie di influenze che vanno dal punk, al reggae, fino ad abbracciare anche l’indie. I loro testi non sono quelli tipici dei gruppi che suonano musica Ska e quindi prevalentemente di denuncia verso un sistema o fortemente politicizzati. Gli Skanderground cercano di dare un tocco del tutto personale componendo testi che abbiano un’ impronta intimistica, parlando anche di vita, di emozioni, di viaggi, dello sconvolgimento dei sensi e sfidando in questo modo l’apparente dicotomia tra testi e musica. Il gruppo si esibisce in diversi contesti nella provincia di Bari, Brindisi e Lecce e

nel luglio del 2010 vincono il concorso dell’’International Meeting Voci Dal Ponte, grazie al quale producono il loro primo cd e partecipano al Meeting di Etichette Indipendenti di Faenza. Proprio al Mei una casa discografica di Firenze li ha notati e ha deciso di promuoverli da qui a 6 mesi non solo in Italia, ma in tutta Europa. Passo importante questo per un gruppo che non vuole cadere nelle autoproduzioni, che il più delle volte non danno i frutti sperati. I prossimi concerti live sono previsti il 16 aprile al Momart di Adelfia all’interno della rassegna Music Link ed il 25 giugno per l’evento finale sempre al Momart; Il 5 maggio si esibiranno al Teatro Kismet OperA per il Festival Fuori Dal Comune. Per info e contatti: http://www.myspace.com/skanderground http://www.facebook.com/Skanderground

Skanderground

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Teenage Riot L’attuale formazione dei Teenage Riot risale al 2010, anno in cui a Cristiano Metrangolo (voce e chitarra) si affiancano prima Ilario Surano alla batteria, poi Stefano Greco al basso. La prima line up del gruppo, risalente al 2007 e composta da 4 elementi, viene così modificata, optando per un terzetto, più sciolto e diretto. Nel corso degli anni il gruppo si è esibito nei maggiori circoli, club e rassegne della scena musicale underground, pugliese e non: applauditi supporter dei Meganoidi nell’estate del 2009, finalisti del Festival Musicale Nazionale “Anime di carta in vibr-Azioni sonore” al Jailbreak di Roma nel 2010. Con all’attivo due demo, “Scribble” (2008), “The clowns” (2009) e un ep, “Songs about…” (2009), questa giovane band leccese sta lavorando all’uscita di in nuovo ep, prevista entro l’anno. Blues, punk-rock, postpunk, hardcore, sono solo alcune delle influenze che emergono dai loro pezzi, dal sapore amaro, viscerale, talvolta rabbioso. Per info e contatti: http://www.myspace.com/teenageriotband


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Artwork realizzato da NOBU STUDIO per l’etichetta punk/hardcore tedesca FOND OF LIFE Records


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19 E’ notizia di qualche mese fa, anche se i media ne hanno iniziato a parlare solo da poco. Sui social network in realtà il tran tran era iniziato con largo anticipo, tanto era il fermento. Di cosa stiamo parlando? Dell’edizione 2011 dell’Italia Wave Love Festival, meglio noto come “Arezzo Wave”. Dopo ben 25 anni lascia la sua regione di riferimento, la Toscana, per approdare qui in Puglia, precisamente a Lecce. Il festival si terrà dal 14 al 17 luglio nella formula già collaudata di festival “urbano”. Questi i numeri: oltre cento eventi in quattro giorni, cinque saranno i palchi dove si alterneranno tutti i musicisti, nazionali ed internazionali, scelti per questa edizione, oltre che le band emergenti che hanno partecipato alle pre selezioni svolte in tutta Italia; diverse saranno le

Curiosando sui retroscena di uno dei più importanti festival musicali Italiani con il Dj barese Carlo Chicco, responsabile selezioni Puglia.

ITALIA WAVES LOVES APULIA!

di Annarita Cellamare

location dove si svolgeranno i live, ovvero lo Stadio Comunale, dove sarà allestito il Main Stage e dove ogni sera si esibiranno 4 o 5 musicisti e band, tra famosi ed emergenti, e poi eventi sulle spiagge, nel centro storico della città e all’Aeroporto dismesso “Lepore”, dove si svolgerà l’Elettro Wave. Sarà quindi una full immersion di concerti, incontri, spettacoli, proiezioni cinematografiche, con la maggior parte di questi eventi ad ingresso gratuito. Lou Reed, Kaiser Chiefs, Paolo Nutini, Jimmi Cliff, Sud Sound System e Verdena sono i primi “big” annunciati. Il cast completo verrà annunciato entro la fine di maggio. Otto gruppi invece si contenderanno i due posti utili per rappresentare la Puglia sui palchi del festival. Nelle tredici serate per le selezioni svolte nelle sei province, si sono esibite ben 63


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band scelte tra le 164 iscritte al concorso. Questi i gruppi pugliesi che approdano alla finale: Moustache Prawn (Brindisi), Tears of Joy (Taranto), The Metropolitans e Teenage Riot (Lecce), Eels On Hells (Bat), Io ho sempre voglia e Eva (Bari), Ozona Cherry (Foggia). Dietro questi numeri in realtà c’è una macchina organizzativa ben collaudata che è riuscita ad anticipare un po’ tutti avviando un intensa collaborazione tra Regione e Fondazione Aretina. Un successo testimoniato dallo stesso fondatore del Festival, Mauro Valenti, interessato al modello d’investimento messo in piedi da queste parti. Il contributo del sistema Puglia infatti non sarà trascurabile. Parliamo di 400 mila euro, di cui 200 mila sostenuti dagli enti locali (Provincia, Comune, Camera di Commercio di Lecce) e da altri sponsor leccesi, mentre i restanti 200 mila

dall’Assessorato alla Cultura della Regione. I soldi in quest’ultimo caso verranno erogati direttamente dal “Puglia Sounds” e rientreranno nella sezione dedicata all’attrattività territoriale, ovvero ad eventi di valenza nazionale ed internazionale, al fine di valorizzare la musica in Puglia. A coordinare le attività per le selezioni pugliesi sono da diversi anni due personaggi molto attivi della scena, parliamo di Cesare Liaci e Carlo Chicco. Entrambi hanno avuto il merito di far crescere l’evento, consolidando la rete Italia Wave anche da noi. Ed è proprio con il famoso dj barese che ci siamo intrattenuti per un’intervista - racconto su quella che è stata la sua esperienza artistica tra curiosità, riflessioni e retroscena sull’imminente edizione leccese.


21 Come è nata la tua collaborazione con l’organizzazione toscana? La mia collaborazione è nata nel lontano 1994 come semplice giornalista e appassionato di musica! Affascinato dal clima che si respirava nel festival, sono subito entrato a far parte dello staff. Ormai sono passati tanti anni e sono da tempo responsabile regionale, curo lo Psycho Stage, conducendo il festival dal palco! Tutto è nato, come già detto, per passione e perché era mia intenzione aprire nuovi spazi musicali per le band emergenti, soprattutto pugliesi, al fine di offrire loro delle nuove opportunità lavorative, una buona visibilità che diversamente non avrebbero avuto, e permettergli di esibirsi per un pubblico di esperti, giornalisti specializzati e promoter di case discografiche. Insomma offrire alle band la possibilità di giocarsi le loro carte! Da quel punto è anche iniziata l’esperienza con Controradio, nella quale rivesto il ruolo di direttore artistico da oltre 15 anni, e che ha dato i natali al Controfestival. È stato tutto molto spontaneo e sentito, anche perché anni fa non esisteva nulla di tutto questo fermento musicale! Oggi invece, di concorsi o simil-festival c’è ne sono tanti, e forse si è perso quello spirito pionieristico che ha caratterizzato gli anni ‘90, anche se ArezzoWave, ora ribattezzato Italia Wave, continua a mantenerlo vivo, confermandosi uno dei festival più importanti d’Italia e riconosciuto all’estero.

Secondo te qual è la forza dell’Italia Wave? La forza di Italia Wave è aver messo in contatto per la prima volta tutta l’Italia musicale, ovvero aver creato un circuito coordinato e organizzato per la promozione delle giovani promesse, cosa che non sarebbe mai capitata altrimenti. Un filo invisibile che collega artisti, band, promoter, dj, giornalisti dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, per intenderci, creando collaborazioni e strutture extra festival attive per tutto l’inverno. Quindi un radicamento sul territorio e una struttura solida e duratura che ha creato un vero e proprio caso nazionale, un circolo virtuoso. Insomma, a conti fatto, per quel che mi riguarda ho un sacco di amici in tutta l’Italia!

C’è qualche band emergente, e nello specifico pugliese, che ti ha colpito particolarmente in questi anni di collaborazione? Ce ne sono state tante! Mi ricordo i Negramaro alle selezioni, ero affascinato da loro e sapevo che avrebbero avuto successo – ma ormai è storia! - ma potrei citare i tarantini Foghenaist, gli Pseudofonia o i nostri Folkabbestia per poi arrivare ai The River o ai The People Speak, per quanto concerne le ultime edizioni. La Puglia si difende bene.

Qual è stato il momento più bello e quale il più brutto durante questi anni di collaborazione? Di situazioni positive ce ne sono state tante anche perché, per come è strutturato il festival, momenti di incontro e divertimento sono sempre stati all’ordine del giorno: basti pensare alla possibilità di scambiare una chiacchiera e bere un drink con il proprio artista preferito, sogno che è possibile realizzare in questo contesto! Potrei raccontare tanti aneddoti con artisti famosi che sono passati nel festival o figuracce come quella fatta con il direttore storico di Woodstock, Michael Lang, con cui ho parlato per 30 minuti chiedendogli alla fine della conversazione “ma io ti conosco, ho già visto la tua foto da qualche parte!!” Ed io sarei l’esperto!? A parte un po’ di sana autoironia, oltre il mio impegno come responsabile regionale, ho svolto molti altri lavori per Italia Wave: ho condotto il festival in nazionale con Radio Popolare, sul palco del mainstage, per sostituire Paola Maugeri - ero terrorizzato!; ho contribuito alla nascita dell’Elettrowave - un’idea che arriva dalla Puglia, essendo stato creato dal barese Dino Lupelli; ho collaborato al miglioramento di varie situazioni del festival, cercando di offrire servizi sempre migliori. Insomma negli anni si è creato un ambiente meraviglioso, una specie di famiglia! Il momento che ricordo con malinconia è stato il passaggio da Arezzo, sede storica del festival, ad un’altra location: prima a Firenze e poi a Livorno, che si è comunque rivelata una città molto ospitale. Credo comunque che tutto lo staff fosse legato alla piccola cittadina di Arezzo, ai suoi luoghi, ai suoi locali o negozi che siano. Era diventata una specie di seconda casa. Questo, a mio parere, è stato un momento cruciale del festival, nell’accezione negativa.

Cosa ti aspetti da questa edizione? Sarà sicuramente bellissimo! Il fascino, poi, di averlo a due passi, vicino al mare, è una grande cosa. Mi sento un po’ responsabile, come se dovessi ospitare gli amici da tutta l’Italia a casa mia. Sono comunque certo di un fatto: saremo all’altezza di questo evento che porterà tantissima gente nella nostra regione. Spero si possa crescere e migliorare, ma soprattutto spero che i pugliesi - e mi riferisco a organizzatori, promoter e agli operatori musicali - si dimostrino capaci e all’altezza della situazione, anche se di questo ne sono certo! Anzi, credo che la Puglia sia una fucina di talenti in tutti i campi, non dobbiamo temere alcuna concorrenza; aggiungerei anche che siamo tra i più ospitali e simpatici d’Italia!


22 Che considerazioni hai fatto in merito alle critiche mosse dagli altri operatori pugliesi, e non solo, verso questa edizione dell’Italia Wave, secondo molti è eccessivamente “sponsorizzata” a discapito delle realtà nostrane? E per quanto concerne la line up, criticata invece dal pubblico sul web, e definita vecchia e poco di “grido”? Partiamo col presupposto che il festival è diviso in tanti settori, non esclusivamente musicali. C’è molto di più: ci sono spazi dedicati al mondo del teatro, del cinema, della letteratura, dei fumetti e così via discorrendo, e ogni settore è supportato dalla presenza di personalità importanti, a livello nazionale e internazionale. Tantissima gente da tutta l’Italia concentrata in un unico posto, giornalisti di testate nazionali, televisioni (ci sarà come sempre MTV e Radio Capital), promoter e organizzatori da ogni dove. Ci sono tante sfumature ed eventi che sarebbe impossibile elencarli tutti. E poi al momento si sanno solo pochi nomi della line up, al festival suoneranno tantissime band, con una media di 20 esibizioni live al giorno. La manifestazione deve essere giudicata nell’insieme e per il clima che si respira. Poi credo che quest’anno, grazie al connubio turismo – musica, ci sarà una massiccia presenza di stranieri che per l’occasione hanno già bloccato pacchetti vacanza per il Salento. Le critiche credo che siano scontate, così come è scontato un risentimento dovuto al costante guardare a realtà “fuori” dai nostri confini, senza pensare a quello che sono le situazioni musicali qui in Puglia. Spesso si dimentica che con un piccolo aiutino riusciremmo a far crescere eventi o festival o iniziative che senza un supporto finanziario, sia pubblico che privato, non potrebbero emergere o migliorarsi! Bravi e meritevoli quelli che riescono a fare tutto questo con le proprie forze, ma a volte coi finanziamenti pubblici sarebbe molto semplice. Come si è già ricordato, però, in questa occasione i fondi investiti nel progetto Italia Wave 2011 erano destinati a eventi “non pugliesi”, non nati nella nostra regione, quindi non sarebbero mai stati devoluti ad organizzazioni o associazioni pugliesi. Nella nostra regione ci sono tante iniziative interessanti e importanti ma credo che in Puglia non esista un evento che si avvicini, per grandezza e per strutture, ad Italia Wave, quindi ogni confronto fatto da molti promoter pugliesi mi è sembrato azzardato e un po’ presuntuoso. Ma questo è uno dei difetti, insieme a certe chiusure collaborative, che hanno molte persone da queste parti. Un limite oggettivo che non ci permette di crescere e di far evolvere la scena musicale made in Puglia.

Le premesse sono tutt’altro che negative, e grazie a questa piacevole chiacchiera, Carlo ci ha permesso di conoscere meglio la realtà musicale della Fondazione Arezzo Wave e il festival, appuntamento che si prospetta unico ed imperdibile. Per l’ingresso ai concerti del Main Stage è previsto un biglietto di 15 euro (giovedì 14), 23 euro (venerdì 15) e 25 euro (sabato 16). Fino al primo luglio si può acquistare un abbonamento per i 4 giorni al prezzo di 50 euro. Biglietti e abbonamenti sono in vendita nei circuiti www.greenticket.it - www.boxol.it www.bookingshow.com. Tutti gli aggiornamenti e le informazioni utili sono sul sito ufficiale del festival: www.italiawave.com. Non ci resta che augurarvi Buona Musica!


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Dopo una lunga e interessante chiacchierata con Miky De Palo, responsabile del Coordinamento MOMArt musica, alcune riflessioni sulla Rete dei festival estivi MOMArt Musica e Music Link, due importanti progetti musicali a marchio MOMArt

Ad Adelfia, un MOtore Meridiano per le ARTi

di Antonella Ciociola

Storia nota ai più è quella dell’eclatante sequestro del Moma, conosciutissima discoteca nel pieno centro di Adelfia, avvenuto nell’ottobre 2007 con un’operazione coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Bari. Con un’iniziativa fortemente simbolica, l’ex discoteca sequestrata alla criminalità organizzata è stata riconsegnata alla città per attività culturali, affidata come gestione al Teatro Kismet Opera di Bari e a Libera, Associazioni Nomi Numeri contro le mafie. Si tratta dell’unico esempio in Europa di bene sequestrato alla criminalità organizzata e dato in gestione ad organizzazioni culturali prima della conclusione del processo. Meno noto è invece il lavoro quotidiano che vi si svolge, da tre anni a questa parte, per la realizzazione di attività culturali volte all’educazione alla legalità, insieme a concerti, spettacoli, seminari, workshop per la valorizzazione della creatività giovanile pugliese.


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Partire “dal basso”, dalle esigenze del territorio e tentare di rispondervi in maniera attenta, originale e creativa legando insieme tutti i progetti (teatro, danza, musica, arti visive) che fanno capo al MOMArt, centro culturale dedicato alla giovane creatività. Questo è, in sintesi, quanto emerso da una lunga chiacchierata con Miky De Palo, responsabile del Coordinamento MOMArt musica, una rete formata da oltre sessanta realtà attive su tutta la regione, impegnate nell’organizzazione e promozione del settore musica. La costituzione di questa rete ha richiesto più di un anno di lavoro, di conoscenza, di monitoraggio e di coordinamento: da poco si può dire che sia iniziata la fase realmente progettuale, per cui, condivisi e messi a sistema una serie di valori comuni (promozione della musica emergente; promozione della rete di locali, circoli, festival per musica live; valorizzazione della dimensione dell’impegno civile della musica), si entra nel vivo della questione con la dimensione esecutiva. Prendiamo ad esempio la recentissima costituzione dell’ATS “Rete dei festival estivi MOMArt Musica”: si tratta di 7 realtà ideate e sostenute da giovanis-

simi organizzatori, Aqua Vitae – Bari, Acqua in testa – Bari, Aritmia Mediterranea- Molfetta, Clean Art – Giovinazzo, Dirockato – Monopoli, Giovinazzo Rock Festival – Giovinazzo, Premio Vito Luisi – Castellana. L’ATS è stata presentata a Bisceglie, all’interno della manifestazione “Push Up” dedicata alle produzioni musicali indipendenti. Da anni si avvertiva l’esigenza che i festival musicali, molto spesso autoprodotti e sostenuti solo dalla passione e dalla testardaggine degli operatori, potessero diventare un circuito virtuoso, in grado di evitare sovrapposizioni di date ma promuovendo gruppi e artisti locali all’interno di percorsi condivisi. La Rete dei festival persegue proprio questi obiettivi, insieme alla creazione di un sito web unico e di un ufficio stampa comune, con news ed informazioni specifiche per le singole rassegne. Alla base di questa importante operazione culturale c’è un’importante riflessione: dal momento che quello dei “festival” si sta configurando in Puglia come un fenomeno a tutti gli effetti, può essere utile un quadro generale dell’offerta musicale pugliese, ed è proprio quello che offre la programmazione estiva della Rete dei Festival. Il cartellone generale è un vero e proprio


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pacchetto “panoramico” sulla musica pugliese e prevede l’esibizione di oltre 50 artisti, fra ospiti locali e nazionali, da giugno fino a settembre. Il lavoro in rete, inoltre, permette ad ognuno dei 7 festival non solo di mantenere la propria identità, ma anche di rispondere in maniera più adeguata a standard qualitativi precisi: un esempio per tutti, a livello tecnico (strutture, service), unire le variegate esigenze di tutti quanti e andare a bando con un unico fornitore permette di ottimizzare le risorse. Altro ambizioso obiettivo, anche questo possibile solo grazie al lavoro in rete, è quello della fidelizzazione del pubblico: un tentativo in questo senso è la Festival Card, che potrà essere ritirata durante ogni serata, e grazie alla quale il pubblico potrà usufruire di sconti e vantaggi in strutture ricettive convenzionate. Tale operazione presenta un vantaggio ulteriore, cioè quello di portare un indotto economico ai paesi che ospitano i festival. Il fulcro, insomma, di questo lungo lavoro di coordinamento è l’idea che i festival estivi possano funge-

re da vere e proprie “vetrine” della musica pugliese, per coinvolgere quanto più pubblico possibile, incrementare in qualche modo l’economia del territorio e anche per facilitare il lavoro di molti operatori che spesso hanno una veste professionale multiforme; per esempio, organizzano rassegne musicali invernali, sono produttori, hanno degli studi di registrazione. Questo è un meccanismo che, se guardato nella sua complessità, può diventare molto interessante, soprattutto in un’ottica sistemica in cui si creano sinergie per l’intero sistema musicale pugliese. La sfida intera del coordinamento MOMArt Musica e della Rete dei Festival è anche quella di moltiplicare le occasioni d’incontro per musicisti, pubblico e operatori del settore, valorizzando le realtà già esistenti, per intercettare le eccellenze e promuoverle. Il medesimo presupposto ha animato la rassegna Music Link, appena conclusasi. Music Link è stato, per tutto lo scorso inverno, un appuntamento live mensile, per “linkare” quante più realtà musicali possibili


insieme ai protagonisti della musica emergente pugliese, in un luogo fisico, il MOMArt appunto. In concreto, si è trattato di microeventi di musica live “partecipati”, in cui le band coinvolte si esibivano durante serate che erano sì mirate a interessare soprattutto il pubblico adelfiese con concerti live, ma erano anche un punto di riferimento per una serie di operatori. Di fatto, nel tempo si è costruita una grande rete per cui ogni operatore facente parte del Coordinamento MOMArt musica, riceveva, per ogni singola serata della rassegna, schede informative sui partecipanti: risultato tangibile è stato che diversi gruppi che hanno suonato a Music Link hanno poi girato tantissimo nelle realtà della rete. Punto finale della rassegna sarà il Meeting di giugno, ad Adelfia: il I° Meeting della musica giovanile pugliese, una nottata intera dedicata alla musica emergente. Non, quindi, un ennesimo festival, ma una grande festa con la presenza di tutti gli operatori del Coordinamento MOMArt musica, per offrire una vetrina musicale di “sintesi” della stagione

invernale. Se è vero, infatti, che in Puglia c’è tanta voglia di suonare, altrettanto vero è che spesso mancano spazi e opportunità, e che gli artisti hanno spesso l’impressione di girare a vuoto, pur esibendosi spesso e in luoghi diversi. Le serate di Music Link sono state un tentativo di ovviare a queste mancanze, offrendo agli artisti non solo la possibilità di esprimersi ma anche di essere intercettati dalla rete degli operatori. Non per caso, Music Link ha visto la partecipazione di molti gruppi alle prime armi, perché probabilmente sono quelli che hanno più difficoltà a trovare uno spazio per esibirsi, ma sono anche quelli che hanno veramente voglia di suonare, di partecipare, di mettersi in gioco. L’augurio è che queste esperienze, tutto sommato ancora in fieri, possano fare da traino, in qualche modo, e diventare una vera e propria sfida culturale, per “mettere in moto” davvero la crescita culturale e civile dell’intera regione.

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“Dietro il Laboratorio Urbano di Manfredonia si è attivato un collettivo di giovani molto eterogeneo e coeso. Parliamo di Pandemia, una cooperativa nata per progettare un futuro all’ex mercato ittico comunale”

La cultura è contagiosa A Manfredonia si fa spazio il LUC “Peppino Impastato”

di Nico Andriani

A Manfredonia da poco più di un anno è stato attivato un nuovo spazio artistico culturale, noto con l’acronimo di LUC, Laboratorio Urbano Culturale. Inaugurato nel febbraio 2010, lì dove sorgeva il vecchio mercato ittico, il LUC di Manfredonia è oggi uno dei 170 laboratori avviati con il programma “Bollenti Spiriti” della Regione Puglia. Dedicato a Peppino Impastato, il Laboratorio è il tentativo di costruire un contenitore di socialità alternative per i giovani di Manfredonia e della provincia foggiana. In una terra funestata dalla “Faida del Gargano”, com’è tutt’ora la città di Manfredonia, è venuto quasi naturale pensare al giovane politico ritratto nel film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana. Peppino infatti morì a Cinisi nel 1978, pagando con la propria vita l’impegno sociale e la resistenza alla cultura mafiosa. Fortunatamente intorno alla figura di Peppino c’era un gruppo di giovani molto attivi, animati

dallo stesso spirito di ribellione, la cui sintesi era un circolo divenuto storia: Musica e Cultura. Il circolo in pochi mesi diventò un punto di riferimento fondamentale per tutti i giovani del paese, attratti dall’unico luogo di aggregazione della zona. Da Musica e Cultura partirono le denunce verso l’operato mafioso, le devastazioni sulle coste, l’abusivismo e gli scempi subiti dal territorio. Al suo interno si formarono anche i primi collettivi femministi, uno dei primi esempi di impegno nel paese. Erano gli anni ’70 eppure di analogie con il Luc di Manfredonia se ne trovano tante ancora oggi. Sulla stessa riga di Musica e Cultura anche dietro il Luc di Manfredonia si è attivato un collettivo di giovani molto eterogeneo e coeso. Parliamo di Pandemia (dal greco pandemos, “tutto il popolo”), oggi uno dei principali motivi del successo di questa realtà. Pandemia è una cooperativa nata apposta


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per progettare un futuro all’ex mercato ittico comunale. La misura regionale prevedeva infatti la rifunzionalizzazione di immobili dismessi, in molti casi del tutto dimenticati delle amministrazioni pubbliche locali. Parliamo di edifici scolastici in disuso, palazzi storici abbandonati, ex monasteri, mattatoi, mercati e caserme, dapprima ristrutturati, dotandosi di attrezzature, arredi e strumenti e in secondo luogo riaffidati con bando pubblico ad organizzazioni giovanili. Una sfida importante e difficile, considerato che, tantissimi dei Laboratori Urbani inaugurati in Puglia, stentano ancora oggi a costruire una programmazione adeguata, arenati nella burocrazia e in progettazioni

troppo articolate. Qui invece la scommessa si può dire vinta: il Laboratorio è operoso e le attività spaziano tra eventi, laboratori didattici, contest musicali (il LUC mette a disposizione anche una sala prove attrezzata per i giovani gruppi locali), mostre fotografiche, presentazioni editoriali, reading letterari, corsi di fumetto, corsi d’inglese, cineforum e rassegne in tema di diritti. Di grande successo è stata la rassegna “Meglio essere felici”, rassegna sul cinema a tematica gay appena conclusasi, che, in un ciclo di pellicole, ha presentato il docufilm “Improvvisamente l’inverno scorso”, di Gustav Hoffer e Luca


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Ragazzi. Il LUC ha allestito in questi mesi anche un ricco cartellone musicale che ha ospitato tra gli altri le ultime selezioni del “Puglia Italia Wave” per la provincia di Foggia ed oggi il concorso LUCphonic. Oltre che un luogo di cultura, il LUC è oggi un luogo dove si creano opportunità di lavoro, si genera e valorizza un indotto economico che parte dalle specializzazioni artistiche e creative dei singoli. Grazie a un soggetto come Pandemia, con al suo interno le competenze tecniche e artistiche necessarie per programmare gli eventi (dai fotografi ai fonici, dai tecnici luce fino alle risorse amministrative), si sono potuti concentrare i fondi del LUC alla sola gestione

delle attività, senza affidarsi a consulenze esterne. L’headline scelto dalla cooperativa Pandemia è stata fin dal momento della sua fondazione “La cultura è contagiosa”, con questo leit motiv si sono poste le basi per le attività del Laboratorio Urbano Culturale. La cultura come mezzo per coinvolgere la partecipazione sociale e la cittadinanza attiva in un Paese che non trova il coraggio di guardarsi allo specchio, ma relegando tante vicende e tanti temi negli angoli più bui della coscienza collettiva: questo è quello che il LUC sta facendo vivere alla città di Manfredonia e non solo. Più che una scommessa vinta, una speranza realizzata.


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L’ALBERO DELLA MUSICA

Dal 1965 ad oggi. LEGENDA Rock, Pop, Punk-Folk, Dark, Rock-Elettronica, Rock Parateatrale

2009 2009

Reggae, Ska, Hip-Hop, Rockabilly, Rock-Pop, Blues

Dept_12 Dept_12

08-20 20 8-2 0 0 00 20

Duo Duo

9 9

Hard Rock, Metal, Noise, Corssover, Hardcore

2010 2010

Molovid Molovid

Folk, Musica Popolare, Musica d’Autore

2007 2007

Lenula Lenula

2007 2007

Narrow Narrow

2009 2009

Bycicle Beat Bycicle Beat

2008 2008

La Quinta Essenza La Quinta Essenza

Numb Numb

2000 2000

2010 2010

0 0

2007 2007

Mouse on my Shoulder Mouse on my Shoulder

Big Charlie Big Charlie

08-20 20 8-2 1 0 01 20

Vegetable G Vegetable G

Sun Eclipse Sun Eclipse

Saturnalia Saturnalia

2000 2

CFF000 e il Nomade CFF eVenerabile il Nomade Venerabile

Arkham Arkham

2001 2001

01-20 20 1-2 0 0 0 20 Aye 0

Ivan Heart Ivan Heart

Davanita Aye Davanita

2000 2000

88-19 19 8-1 9 98 99

1 Gruppo Sanguigno Gruppo Sanguigno

99-20 19 9-2 0 9 00 19

99-20 19 9-2 0 9 00 19

Shiva Shiva

Thieves Tools Thieves Tools

3 3

eCarmilla il segreto ciliegi edei il segreto dei ciliegi

Quarta Parete Quarta Parete

Negramaro Negramaro

1997 1997

3 3

2009 2009 Carmilla

1997 1997

Leitmotiv Leitmotiv

Ultraviolet Ultraviolet

1998 1998

Violet Tears Violet Tears

1972 1972

Little Stars Little Stars

Gomma Gomma

1996 1996

2009 2009

Los Gamberones Los Gamberones

La bottega delbottega signor La delOid signor Oid

01-20 20 1-2 1 0 01 20

1994 1994

Addosso agli scalini Addosso agli scalini

Muchacho’s Pork Rock Muchacho’s Pork Rock

La via del Lablues via del blues

1970 1970

2005 2005

Sunnycola Sunnycola Connection Connection

Il Pentagono Il Pentagono The Bolides The Bolides

1966 1966

The Jaguars The Jaguars

1965 1965

The Flowers The Flowers

68-19 19 8-1 7 6 97 19

6 6

1965 1965

Anima Anima Solare Solare

1969 1969

Compagni DiCompagni Merengue Di Merengue

Hugu Tugu Hugu Tugu

2007 2007

Kamafei Kamafei

Folkabbestia Folkabbestia

0 0

Eccoci all’impresa quasi “titanica” sperimentata per questo numero di LuogoComuneMagazine: un “albero genealogico musicale” in grado di ripercorrere le tracce e gli intrecci più evidenti della scena musicale pugliese. I risultati emersi nella ricerca, oltre a disegnare un’incredibile varietà di generi e fotografare un’abbondanza di progetti musicali, hanno fornito una prima mappatura delle band dal 1965 ad oggi. Per alcune formazioni abbiamo inserito anche l’anno di costituzione, per altre invece la ricerca è stata più complicata. Le connessioni che abbiamo individuato in alcuni casi non rispettano un ordine cronologico preciso ma nascono da contaminazioni successive alla costituzione

U’Papun U’Papun

1999 1999

7 7

Zona 45 Zona 45

Camillorè Camillorè

4 4

1995 1995

2005 2005

Ameba 4 Ameba 4

4 4

Skills Skills

Achenza Paolo Trio Achenza Trio

2007 2007

2002 2002

Hype Hype

2006 2006

La Fame diLaCamilla Fame di Camilla

della Orchestra Suerte della Suerte

03-20 20 3-2 0 0 00 20

1992 19 Paolo92

One Way Ticket One Way Ticket

Caronte Caronte

Gardenya Gardenya

99-20 19 9-2 0 9 00 19 Orchestra

96-20 19 6-2 0 9 00 19

Teclo Teclo

2003 2003

2009 2009

2003 2003

1 1

The River The River

2002 2002

3 3

9 9

06-20 20 6-2 0 0 00 20

Carion Carion

Improbabilband Improbabilband

Fabryka Fabryka

The Revellers The Revellers

2004 2004

2010 2010

2001 2001

2004 2004

Fragment Fragment

Erica Mou Erica Mou

Malandra Malandra

Floating State Floating State

2003 2003

Le Verità diLe Morgana Verità di Morgana

Molla & djMolla Amber & dj Amber

1995 1995

Coldness Coldness

Eels On Heels Eels On Heels

2004 2004

2006 2006

Mai Personal MaiMood Personal Mood

2007 2007

2006 2006

Eva Eva

Wide Wide

Il Sogno Il Sogno

La Biblioteca La Deserta Biblioteca Deserta

2008 2008

2001 2001

2007 2007

Twisted Transistor Twisted Transistor

Two Left Shoes Two Left Shoes

Falena Falena

Inquiete Inquiete

2008 2008

2007 2007

Mr. Wilson Mr. Wilson

2008 2008

2002 2002

Redrum Alone Redrum Alone

Monsterpussy Monsterpussy

2001 2001

Empirica Empirica

2006 2006

2005 2005

Iniqua Iniqua

2002 2002

2011 2011

Panzer In Moscow Panzer In Moscow

Monowatt Monowatt

Temponauti Temponauti

2007 2007

2008 2008

2007 2007

Il Cavaliere Alessandro Il Cavaliere Alessandro

Black Birds Black Birds

Cap Cap


32 2007 2007 Acquasumarte Acquasumarte

2005 20

05 Pasquale Pasquale Delle Foglie Delle Foglie Band Band

2006 2006

Favonio Favonio

Sinterra Sinterra

2002 2002

1996 1996

Funanbolici Funanbolici Vargas Vargas

Puntinespansione Puntinespansione

2010 2010

La Variante LaChevac Variante Chevac

0 0

2005 2005

Il Paziente Zero Zero

Eternauti Eternauti

2007 2007

Madrezma Madrezma

1997 1997

2008 2008

Texas From Texas From Bari Bari

Dirty Train Dirty Train Load Load

The Mayors The Mayors

2005 2005

Rekkiabilly Rekkiabilly

2001 2001 Skarraphon-x Skarraphon-x

1997 1997

Il Kif Il Kif

Bum Bum

Skanderground Skanderground

05-20 20 -2 0 05 00 20

Drops Drops

2003 2003

7 7

2009 2009

Steiner Steiner

John Doe John Doe

Mo’ska Mo’ska

2009 2009

Ziringaglia Ziringaglia

1995 1995

70123 70123

2005 2005

Zina Zina

Opa Cupa Opa Cupa

Stoned Stoned Again Again

1985 1985

Rhomanife Rhomanife

2009 2009

Mashitup Mashitup

Pooglia Pooglia Tribe Tribe

03 But God But God Created Created Woman Woman

00-20 20 0-2 0 0 00 20

Warchild Warchild

Dew Drop Après Reggae La Classe

1996 2003

1997 1997

Cruentos Cruentos

Après La Classe Dew Drop Reggae

Chop Chop Chop Chop Band Band

1997 1997

I&I I&I Sound Sound System System

1990 1990 Tamburellisti di Torre Paduli Tamburellisti di Torre Paduli

1944 1944

Enzo Enzo Del Re Del Re

25-20 19 5-2 0 92 00

9 9

Skapcrrat Skapcrrat

La Casa La Casa del Fico del Fico

1996 1996

Ariantica Ariantica

5 5

98-20 19 8-2 0 9 00 19

1997 1997

Zoid Zoid

2003 1996

Hardicore Hardicore

Zelle! Zelle!

6 6

Dread In In ADread Babylon A Babylon

parezza parezza

2003 20

1998 1998

Kerlox Dynamic Dynamic Band Band

L’Altro L’Altro Canto Canto

Southborn Southborn Scourge Scourge

Bed & Bed & Breadfunk Breadfunk

2010 2010 Kerlox

1990 1990

Suoni Mudù Suoni Mudù

Different Different Stylee Stylee

2005 2005

El Barrio El Barrio Libertad Libertad

1997 1997

Cristina Cristina Palmiotta Palmiotta

2005 2005

2005 2005

Lepers Lepers Produtcion Produtcion

Limongella Limongella Project Project

Kerlox Dub Kerlox Dub Band Band

2002 2002 Sud Folk Sud Folk

2002 2002

Faraualla Faraualla

2009 2009

South South Skills Skills

2001 2001

1992 199 Arakne2 Arakne Mediterranea Mediterranea

X Darawish X Darawish

Psykodubfunkers

1999 1999

2000 2000

Lingatere Lingatere

Finisterrae Finisterrae

1995 1995

Calixtinus Calixtinus

Psykodubfunkers

Logistic Logistic DubLab DubLab

Amyr Amyr

Mascarimirì Mascarimirì

Terra Terra Dei Suoni Dei Suoni

Lestofunky Leskofunky

1995 1995

1997 1997

Zdreus Zdreus

Lady B Lady B

2003 2003

Omphalos Omphalos

2005 2005

1991 1991

Think’d Think’d

Medina Medina Box Box

1998 1998

Don Pasta Don Pasta

1999 1999

Think’d Think’d Delirium Delirium

05-20 20 -2 0 05 00 20

1996 1996

Al Darawish Al Darawish

Rovaranò Rovaranò

1998 1998

07 Waiting Waiting For Better ForDays Better Days

Naracauli Naracauli

Nura Nura

2007 20

05-20 20 -2 1 05 01 20

0 0

2010 2010

Motacuntu Motacuntu

1997 1997

In Fondo In Fondo A Destra A Destra

88-19 19 -1 9 88 99 19

Teenage Teenage Riot Riot

Madre De Madre DiosDe Dios

Terre Terre Medinae Medinae

9 9

Modaxì Modaxì

Guy e Guy e gli Specialisti gli Specialisti

1983 1983

Rosapaeda Rosapaeda

2007 2007

2010 2010

Radiodervish Radiodervish

2005 2005

La Banda La Banda Wagliò Wagliò

2000 2000

2007 2007

7 7

2001 2001

Nuclear Nuclear Error Error

2003 2003

Quartetto Quartetto L’Escargot L’Escargot

Utopia Utopia

1997 1997

Municipale Municipale Balcanica Balcanica

Os 1 Os Argonauts Argonauts

2005 2005

Radicanto Radicanto

2003 2003

Io ho sempre Io ho sempre voglia voglia

Queimada Queimada

2001 2001

2007 2007

2011 201

2002 2002

L’Averla L’Averla Piccola Piccola

Bandita Bandita

2003 2003

2001 2001

Hobo Hobo

Fanfara Fanfara Populara Populara

2005 2005

Broken Broken Cords Cords

Angelo Angelo Ruggero Ruggero

Daniele DiDaniele Maglie e leDi Salamandre Maglie e del Folk le Salamandre del Folk

U’munacidde U’munacidde

2009 2009

Pornoromantici Pornoromantici

2005 2005

Mon Rève Mon Rève

The People The People Speak Speak

Dog House Dog House 2006 2006

2009 2009

2009 2009

2005 2005

2007 2

007 Francesco Sossio Sacchetti Francesco e Muretti Sossio Sacchetti Secco eaMuretti a Secco

Paolo Paolo Zanardi Zanardi

Paologatto Paologatto

Enzo Enzo Granella Granella

In Cupa In Cupa Trance Trance

Slogaritmo Slogaritmo

05-20 20 5-2 1 00 01 Il2Paziente

2008 2008

Railways Railways and Dogs and Dogs

Spirito Spirito Nascosto Nascosto

Dopolavoro Dopolavoro Ferroviario Ferroviario

2009 2009

2004 2004

Fabula Rasa Fabula Rasa

Struggle Struggle

1988 1988

Sud Sound Sud Sound System System

1Matteo Matteo Salvatore Salvatore

1946 1946

Tonino Tonino Zurlo Zurlo

1998 1998

Ark Ark Ensamble Ensamble

That’s That’s All Folks All Folks

del gruppo. Il lavoro speriamo possa essere un punto di partenza per future implementazioni e uno strumento di ricerca alla portata di tutti, musicisti e semplici appassionati. Un ringraziamento particolare va a Mimmo Perilli, enciclopedia vivente della musica contemporanea; a Daniele e Francesco Raspanti, per la loro coraggiosa elaborazione ed interpretazione grafica; a Liborio Martorana, che ha contribuito fin dagli anni ‘60 a scrivere la storia della musica nella nostra regione, spianando la strada a generazioni di sognatori ed artisti pugliesi. Mirko Patella


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Wunderkammer, “la camera delle meraviglie” in cui la vecchia, nobile Europa del Cinquecento e del Seicento raccoglieva oggetti stravaganti e opere d’arte, diventa nel secondo millennio una ricercata label, produttrice di preziose antologie musicali.

WunderKammer Recordings, una label per collezionisti

di Mirko Patella

Quando Saverio Lattanzio, in arte Malkavath, ebbe l’idea di fondare un collettivo di dj e produttori di musica elettronica, probabilmente non si sarebbe mai aspettato di trasferirsi dopo poco da Bari a Londra, né di compiere così velocemente il “grande salto” fuori dalla Puglia. E così, nel 2006 nasce Wunderkammer, un gruppo informale di artisti e musicisti che persegue l’obiettivo di produrre eventi musicali che possano attraversare e percorrere gli scenari europei della club culture. A partire dal 2008, WunderKammer diventa una vera e propria digital label, una “camera delle meraviglie”, di nome e di fatto, per cultori e appassionati di musica elettronica. Alla base del progetto discografico c’è, infatti, un’idea chiara e definita: produrre annualmente un numero limitato di raccolte da collezione, puntando a creare un prodotto di alta qualità, sia nei suoni sia nella grafica e nel packaging. Non per caso dal 2008 a oggi WunderKammer ha prodotto e distribuito solo


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otto raccolte, tra cui New S.K.O.O.L., Geometrico, Sea Food e la recentissima Messier ep, che hanno dimostrato il notevole valore e la continua varietà di stili nel progetto. Grazie a una presenza capillare sui principali portali di distribuzione musicale, quali I-Tunes e Pressology, Wunderkammer è diventata negli anni una delle etichette di musica elettronica più apprezzate nel panorama underground europeo. Il collettivo di partenza è andato pian piano allargandosi, fino a comprendere artisti numerosi e poliedrici: i Roll-off e il loro set di percussioni digitali; Alexander Stone e la sua incontenibile techno; K aka Kevin Stevens, uno dei fondatori del collettivo SubGenus e presenza fissa nei techno party londinesi; Francisko, techno-minimal dj; Boo Phases, berlinese d’adozione, autore di live remixe di vinili e file audio; Akarosound, con le sue percussioni minimal; Audio Dependent, artista audio-visuale; MB aka Marco Baldassarre, dj dai suoni profondi, infusi di groove, soggetti


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a variazioni improvvise; Jamma, di matrice drum&bass; Makaroni inc, col suo stile fatto di profonde sonorità dub; Owen Howells, dj e produttore australiano.

Esperienze disparate e influenze musicali tra loro difformi rendono le uscite discografiche prodotte dal collettivo ricche di sonorità uniche e di remixes davvero originali. WunderKammer non è, quindi, solo una label o piuttosto un’agenzia di organizzazione eventi, ma un grande laboratorio di contaminazione, una fucina di stili. Di londinese, WunderKammer ha sicuramente la base logistica, ma il fulcro strategico di tutto restano le sue “colonne sonore”, eclettiche, spaziose, pulsanti, energiche, in grado di farci ballare instancabilmente fino all’alba. Wunderkammer website: http://wunder-k.com Wunderkammer on soundcloud: http://soundcloud.com/wunderkammer


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di Valerio Vetturi Foto di Monica Falco

“Fine 2008, “L’audace bianco sporca il resto”; inizio 2011, “Psychobabele (le città dimenticate)”: sono i titoli dei due album d’esordio dei Leitmotiv, più che promettente rock (e non solo) band tarantina.”

Signore e signori, benvenuti a… Psychobabele (le città dimenticate) Appunti, riflessioni e suggestioni sul nuovo album dei Leitmotiv


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Due anni e mezzo dopo “L’audace bianco sporca il resto”, primo e sudatissimo prodotto ufficiale dei Leitmotiv, pubblicato alla fine del 2008 e coprodotto con l’etichetta indipendente La Fabbrica di Bologna, nel febbraio 2011 è nato “Psychobabele (le città dimenticate)”, secondo, diversissimo lavoro dei cinque musicisti tarantini. La produzione dell’album inizia nell’autunno del 2009 con la scrittura dei testi di Giorgio Consoli (voce) e Giovanni Sileno (chitarra e piano) e continua in sala prove dove, con l’aiuto e la carica di Giuseppe Soloperto (basso), Dino Semeraro (batteria), Natty Lomartire (chitarra) e di Amerigo Verardi (produttore artistico) prende forma, giorno per giorno, Psychobabele.


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Le “città dimenticate” dei Leitmotiv sono le culle della nostra civiltà, i bacini delle acque, a volte calme, spesso tormentose, della nostra vita. Questi luoghi-non luoghi, dove noi viviamo, gioiamo, speriamo e sogniamo spesso vengono dimenticati, trascurati e abbandonati al degrado non solo paesaggistico, architettonico, ma anche e soprattutto culturale e sociale; gli abitanti sembrano dissolversi in un apparente disinteresse nei confronti della collettività, che però può essere ritrovata grazie all’immaginazione, alla speranza, al sogno, alla dimensione bucolica sempre presente nei loro testi. Un album impegnato, quindi, che si discosta notevolmente dal primo progetto curato dalla band e che, grazie alla denuncia di ogni singola traccia-storia, illumina la strada da percorrere verso una società ormai dimenticata.

Le differenze con il primo album non si limitano solo al contenuto, ma anche alle sonorità: se con il primo album i Leitmotiv riuniscono quattro anni della loro storia in una sorta di “libro raccontato”, con “Psychobabele” raccontano una microstoria in ogni brano, sviscerando il sound in maniera diversa per ogni “racconto” e proponendo una base ritmica presente e corposa. La loro caratteristica musicale principale rimane però invariata, riconoscibilissima alle orecchie dei fedelissimi. Anche in questo album, infatti, le sonorità si intrecciano in diversi stili, dall’art rock, all’alternative folk, al post-punk. Dieci tracce +1 psychedelic ghost track, “Psychobabele” è stato registrato da Mirko Patella e mixato da Maurice Andiloro presso gli Itaca Recording Studios di Bari. “Made in Puglia” anche la scelta della produzio-


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ne, la neo etichetta indipendente Pelagonia Dischi. Nata dalle esigenze convergenti di un gruppo di musicisti e di un giornalista musicale (Alfonso Fanizza, collaboratore di Mescalina, Coolclub...), Pelagonia è un’associazione culturale che ha come fine riunire esperienze, contatti, azioni per incrementare le capacità attrattive di proposta e supporto per artisti del territorio tra le province di Taranto, Brindisi e Lecce. Ripopolare, riempire, rinnovare, rivivere le città non è, quindi, soltanto un sogno. Leitmotiv official site: http://www.leitmotivonline.net/ (si possono seguire le date del loro tour). Per ascoltare on-line Psychobabele: http:// leitmotiv.bandcamp.com/


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“Una rassegna di cinema a tematica gay, lesbica e transgender per accorciare le distanze tra la gente e la cultura Queer. Un luogo in cui si impari soprattutto a pensare”

Il Queer Festival approda a Bari

di Elisabetta Maurogiovanni

Il termine Queer letteralmente significa “strano”, in sostanza è la sintesi linguistica di un cambiamento culturale nato dapprima in Inghilterra e poi approdato dalle nostre parti. E’ il tentativo di ridefinire il genere oltrepassando le categorie convenzionali tra donna e uomo (o meglio della categoria della “Femmina” e del “Maschio”). Un approccio che abbraccia molteplici sfumature, ponendosi in termini di sfida e critica verso le identificazioni classiche dell’identità sessuale. La stessa sfida l’hanno lanciata cinque giovani ragazze baresi presentando (e vincendo il bando Principi Attivi) un progetto dal titolo inequivocabile: Queer Festival – Prima rassegna di cinema a tematica gay, lesbica e transgender. Loro sono Francesca D’apolito, Emiliana Galiani, Olga Lamon-


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tanara, Vanessa Pisciarelli e Valentina Tarantino, le quali prendendo spunto dal Florence Queer Festival, partner del progetto e realtà che in pochi anni ha cambiato la prospettiva culturale a Firenze, hanno voluto mettere in rete le loro competenze e professionalità per arricchire il territorio barese di un contenitore davvero ricco di spunti e riflessioni interessanti. Il progetto è ancora in fase di start up tra carte burocratiche e impegni pregressi. Eppure siamo riusciti a scoprire qualcosa del festival che verrà. O meglio di cosa abbia spinto cinque ragazze baresi a pensare a un festival di questo tipo. Con una speranza che ci sottolineano ridendo - il Festival sia un cannocchiale sul mondo, diventi una necessità per la città di Bari. Il motto potrebbe essere «Mai più senza»!.

Bari negli ultimi dieci anni si è infatti dimostrata un città vivace, creativa, in grado di sperimentare a 360°, tutt’altro che discriminante. Non dimentichiamoci nel 2003 il Gay Pride ospitato in città che, in un certo senso, ha fatto scuola, anticipando un percorso che altrimenti sarebbe stato molto più lento. Una manifestazione importante quella del 2003, che non è stato solo un momento di festa ma un’occasione per rivendicare a gran voce diritti e libertà anche ai GLBT. E da qui allora anche il senso di un festival Queer. Ma in cosa consisterà? In una vera e propria rassegna cinematografica che non ha l’ambizione di cambiare la vita della città, piuttosto vuole essere un primo tassello per cominciare a riflettere su quella che è la cultura di genere tout court. L’intento


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è proprio quello di offrire alla città di Bari, che per sua natura è una città aperta a nuovi orizzonti, un punto di vista ulteriore. La scelta di lavorare sul cinema per affrontare questo tema non è casuale. Per presentare un progetto così impegnativo ed ampio, si è scelto di affidarlo al linguaggio cinematografico, sicuramente uno dei mezzi più comunicativi ed efficienti, in grado di coinvolgere un pubblico che non sia solo di nicchia. Il progetto non vuole essere solo un evento mediatico, l’evento di un momento. Vuole offrire una finestra sul mondo, un’apertura alla cultura della tolleranza che non abbia la durata di una pellicola. Una chiave di lettura diversa, che attraverso anche dibattiti e momenti di confronto con gli stessi registi, potrà avvicinare tutti i cittadini alla cultura Queer. Un’occasione per analizzare anche l’attento lavoro e le infinite sfumature Queer che si nascondono dietro un pro-


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dotto finito, che sia una lungometraggio, un corto o un documentario. Per quanto riguarda la selezione dei film (ancora top secret per esigenze di cartellone) si punterà soprattutto sulla qualità e sul d’essai, si farà riferimento ovviamente a registi di calibro internazionale. Si punterà in particolare sui paesi del Mediterraneo, in modo tale da accendere i riflettori su un’area che negli ultimi anni è stata un po’ trascurata e che invece, come dimostra anche l’attualità del Nord Africa, ha una grande forza innovatrice e di rigenerazione. Insomma un Festival che ha le carte in regola per amplificare una propensione culturale che già si intravede in Puglia e che, ci auspichiamo, venga accolta in maniera positiva e costruttiva non solo da un pubblico di nicchia ma da tutto il territorio regionale.



LuogoComuneMagazine - Numero 3