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MARTEDÌ 28 SETTEMBRE 2010 PAGINA

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RANGONI GUIDA IL CLUB DEGLI INNOVATORI

«La « La crisi crisi ssii bbatte atte innovando» innovando» OBIETTIVO è chiaro e in questi anni di crisi si è rafforzato ancora di più. «È proprio nella crisi che troviamo il senso di ciò che stiamo portando avanti: diffondere l’innovazione tra le imprese, perché da questo difficile momento si può uscire solo innovando e internazionalizzando, per riuscire a riposizionarsi sui mercati quando la tempesta sarà passata». Fabio Rangoni, consigliere delegato di Unindustria Bologna per l’innovazione, è colui che il 18 marzo 2008 ha dato vita al Club degli innovatori di cui è presidente: un’associazione che oggi riunisce oltre 250 persone tra imprenditori ed esperti di innovazione, ricercatori, docenti universitari, ingegneri. I referenti del comitato promotore del Club sono, oltre a Fabio Rangoni, Gianmarco Biagi per l’organizzazione aziendale, Maurizio Lenzi per l’energia, Cesare Rapparini per il trasferimento tecnologico, Luigi Bressan per l’Ict, Marcello Rossi per la comunicazione.

L’

Rangoni, come nasce il Club e quali sono gli obiettivi?

«Nel 2008 Confindustria nazionale diede grande impulso alla necessità di innovare. Da qui l’idea di creare i club degli innovatori, idea che Unindustria Bologna accolse assieme ad altre città. Il Club nasce per creare momenti di confronto e dibattito tra imprenditori ed esperti sul tema dell’innovazione. Non si tratta di erogare servizi, aspetto

già sviluppato dall’associazione, ma di posizionarsi ad un livello più alto: incontri, seminari, dibattiti, per chiedersi che cosa significa innovare e di cosa il mondo produttivo ha bisogno. Da questo confronto nascono nuove idee e spunti utili sia alle imprese che alla creazione di nuovi servizi». La nascita del Club coincide con l’avvio della più pesante crisi economica a partire dal dopoguerra. Qual è stato e qual è il senso della vostra attività?

«Parlare di innovazione è diventato ancora più complesso, perchè si parla ad imprenditori che subiscono cali di fatturato e risorse umane. Ma proprio in questo momento si fa ‘di necessità virtù’: se, ad esempio, un’impresa deve ridurre i costi ha bisogno di cambiare la propria organizzazione e quindi di innovarsi. La riduzione di costi si mette in pratica anche con le energie rinnovabili o i sistemi di cogenerazione, anche questa è innovazione di cui parliamo». Alcune delle principali iniziative svolte in questi anni?

«La nostra attività si articola attraverso seminari, visite imprenditoriali in laboratori, centri di ricerca o aziende particolarmente innovative, attività di benchmarking tra imprese e presentazioni di best practice. Tra le iniziative più importanti il convegno

‘In diretta dal futuro’, organizzato dal Club il 16 febbraio 2009 al Mambo di Bologna: è intervenuto il professore Vito di Bari del politecnico di Milano e assieme a lui abbiamo cercato di capire cosa succederà nel medio termine. In quel momento era indispensabile prepararsi a quello che sarà il ‘dopo crisi’». Progetti futuri?

«Il più interessante è un manuale sulle ‘regole per innovare’, una sorta di Iso 9000 dell’innovazione. Lo sta preparando un pool di ingegneri, verrà presentato entro l’anno: l’obiettivo è quello di dare indicazioni agli imprenditori su come innovare, suggerimenti per saper cogliere e

mettere in pratica le opportunità. È inoltre un ottimo esempio di collaborazione tra mondo delle imprese e approccio teorico della ricerca. In autunno faremo anche un incontro sulla lean production: gli stessi imprenditori metteranno mano a una linea di montaggio predefinito, i docenti mostreranno come ridurre i tempi». La prossima primavera il Club compirà tre anni, ci sarà un cambio di mandato.

«Sì, sarà un momento di passaggio. Verrà cambiato il presidente del Club e il consigliere delegato all’innovazione, la carica che ricopro da ormai sei anni. È giusto che l’innovazione parta anche da noi». Elena Turrini

MOSSA DI UNINDUSTRIA: NASCE UN CONSORZIO TRA UNA VENTINA DI AZIENDE

Quando l’unione fa la forza della città: Artù va a caccia di turisti per Bologna NATO ‘Artù Bologna’ — Associazione realtà turistiche Unindustria, il Club di prodotto promosso dal Settore turismo di Unindustria: un consorzio che riunisce una ventina di aziende del turismo, della ristorazione, del wellness e della cultura con l’obiettivo di promuovere insieme l’offerta turistica di Bologna, proponendosi ai visitatori con una immagine unitaria. Fanno parte di ‘Artù Bologna’:

E’

Palazzo Albergati; Fondazione Teatro Comunale di Bologna; Albergo Al Cappello Rosso; I Portici Hotel; Hotel Roma; Hotel Cosmopolitan; Mare Termale Bolognese (Tre Effe); Viaggi Salvadori; a.elle Travel; So Sushi; Tenuta Bonzara; Idee per Ricevere Insieme; Agriturismo San Giuliano; Agriturismo Santa Maria Maddalena; The Culture Business; Officina degli Eventi. TRA le iniziative che ‘Artù Bologna’ metterà in cantiere, offerte integrate, pacchetti tematici strutturati per soddisfare le molteplici esigenze del viaggiatore, circuiti in grado di integrare le diverse vocazioni del territorio per attrarre a Bologna un numero sempre maggiore di visitatori. ‘Artù Bologna’ si iscriverà presto alle ‘Città

d’arte, cultura e affari dell’Emilia Romagna’, una delle Unioni di prodotto della Azienda di promozione turistica regionale con cui condividerà le politiche di promozione del territorio. «Abbiamo inteso potenziare la capacità di attrazione turistica di Bologna e del suo territorio, a partire proprio da quella centralità di Bologna su cui la nostra associazione da tempo sta mettendo l’accento — dichiara Marianna Di Giansante, presidente del Settore turismo, cultura, sport e wellness di Unindustria —. Siamo infatti convinti che il turismo contribuisca a valorizzare le molte eccellenze del nostro territorio, favorendo lo sviluppo di nuove occasioni di impresa».


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