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Anno 3 - Numero 8 Settembre 2010

L’INIZIATIVA

IL TOUR DI IBM FA TAPPA IN CITTÀ

Gelato solidale

Così l’informatica può aiutare le aziende

LE DUE storiche aziende Carpigiani e Fabbri 1905 hanno lanciato un nuovo gusto e organizzato un evento di beneficenza per raccogliere fondi a favore del restauro della basilica di Santo Stefano

SI CHIAMA ‘Truck day’ e arriverà a Bologna in piazza VIII Agosto il 12 ottobre: in un grande tir blu si potranno scoprire le ultime novità e i software pensati per rendere più competitive le realtà imprenditoriali

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SFIDE di CESARE BERNINI*

Bisogna andare oltre al rating ROPRIO oggi, 28 settembre, si tiene un importante convegno promosso da Confindustria, Unindustria Bologna e Barclays per presentare un modello evoluto di rating in grado di accompagnare lo sviluppo delle reti d’impresa. Al di là dell’ambito specifico di trattazione, quello del rating è un tema centrale nella vita delle imprese, particolarmente di quelle di piccole dimensioni, poiché condiziona in maniera determinante l’accesso al credito. E’ ad esempio sorprendente che ad una stessa azienda banche diverse attribuiscano rating diversi: è un problema cruciale che va risolto e di cui Unindustria Bologna si sta occupando. E non è un caso che in questi giorni il mondo delle imprese abbia espresso forti timori per una possibile stretta del credito collegata alle nuove norme di Basilea 3. Pensiamo infatti che la certificazione della salute di una azienda e della sua classe di merito non possa fermarsi alla lettura (pur doverosa) dei soli e aridi dati di bilancio; se ci limitassimo a questi, ben poche aziende si salverebbero guardando ai conti degli ultimi due anni, falcidiati dalla crisi internazionale senza precedenti che ci ha investiti. Nella corretta valutazione di un’azienda devono invece intervenire anche altri parametri qualitativi che ne rispecchiano il valore e l’affidabilità, come ad esempio la sua storia, la capacità dell’imprenditore, la sua spinta ad innovare, la bontà dei suoi progetti. Regole eccessivamente rigide, tali da determinare restrizioni nell’ erogazione del credito, avrebbero un effetto deprimente su un sistema produttivo che, dopo mesi di enormi difficoltà, sta lentamente risalendo la china, pur tra enormi incertezze e discontinuità. E’ necessario che il mondo finanziario rifletta bene su questo aspetto e capisca che, dando forza alle imprese, dà forza a tutta l’economia. * Direttore generale di Unindustria Bologna

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IL CLUB DEGLI INNOVATORI: GLI OBIETTIVI

Antidoto alla crisi IL PRESIDENTE Fabio Rangoni spiega: «Solo innovando e internazionalizzando si può uscire da questo difficile momento». Tante le iniziative del gruppo che guida, come seminari, visite a laboratori e centri di ricerca, convegni, manuali: «Dal confronto nascono idee e spunti» A PAGINA 5


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MISSIONE DI IMPRENDITORI BOLOGNESI ALL’EXPO. COCCHI (UNINDUSTRIA): «QUESTO

L’economia mette la Cina MPRESE, istituzioni, mondo della cultura, tutti a Shanghai. Perché il presente e il futuro dell’economia, ma non solo, bolognese, passano dalla Cina. Una folta e composita delegazione di rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni economiche e sindacali, di artigiani ed artisti, è partita dalla città delle Due Torri alla volta del Paese del Dragone per partecipare alla più grande vetrina mondiale dell’innovazione mai realizzata fino ad ora: l’Esposizione

I GLI EVENTI A SHANGHAI

Riflettori su industria e stile NDUSTRIA metalmeccanica e design al centro del programma di impegni che ha caratterizzato la missione di una trentina di imprese bolognesi e di Unindustria Bologna all’Expo di Shanghai. Gino Cocchi (nella foto sopra), vice presidente vicario di Unindustria e Consigliere delegato alla internazionalizzazione, ha incontrato i vertici di una tra le più importanti associazioni cinesi di aziende meccaniche, con cui verrà sviluppata una collaborazione nel campo dell’automotive e del packaging. Nel convegno ‘Better design Better life!’, promosso da Unindustria Bologna in collaborazione con il Design Center di Bologna e con la Regione Emilia Romagna alla prestigiosa Università di Tongji, quattro imprese – Gazzotti, Mascagni, Speedy Italia e Ta Li – hanno raccontato il loro mix di tecnologia e di stile davanti ad un platea di oltre un centinaio di designer cinesi. Parliamo a parte della presentazione, nell’ambito del Bologna Day, del portale DesignMadeinBo, realizzato per promuovere le eccellenze del design bolognese in tutti i settori produttivi.

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PER rendere più proficua la partecipazione delle imprese bolognesi alla missione, Unindustria ha inoltre presentato una Guida pratico-normativa al mercato cinese (in collaborazione con lo Studio Zunarelli) e ha organizzato una giornata di visite e di incontri one to one con aziende cinesi, selezionate in base al settore, agli interessi e al mercato di riferimento nel grande Paese asiatico.

Universale di Shanghai. Una straordinaria ed importantissima vetrina per il sistema produttivo bolognese a cui Unindustria Bologna non ha voluto assolutamente mancare. L’ASSOCIAZIONE di via San Domenico guidata dal suo presidente Maurizio Marchesini e dal vice Gino Cocchi è sbarcata in massa all’Expo di Shanghai, in occasione dello Special Day dedicato alla città di Bologna. Circa una cinquantina gli industriali bolognesi che grazie

alla missione di Unindustria si sono presentanti a questo appuntamento per fare conoscere al resto del mondo pregi ed eccellenze del nostro sistema produttivo. In rappresentanza della grande e media impresa realtà importanti e consolidate come Gazzotti, Mascagni, Alfa Wassermann, Camst, Elettrostamperie Poppi, senza dimenticare Ducati e Lamborghini sponsor principali dello stand di Bologna. Ma folta soprattutto è stata la delegazione di piccole imprese (tra cui Tali,

Open Project, Eco Synthesi) per molte delle quali l’Expo è stata la ‘prima volta’ in Cina. Rappresentati tutti i settori produttivi anche se si è registrata una particolare presenza di imprese legate al design per la filiera dell’abitare e costruire che è quella che ha caratterizzato la presenza dell’Emilia-Romagna nel padiglione italiano. Prima della partenza per l’Expo, Gino Cocchi, vice presidente e consigliere delegato per l’Internazionalizzazione di Unindustria Bologna, aveva così

L’AZIENDA HA ARREDATO IL PADIGLIONE ITALIA

Il tocco di Mascagni ASCAGNI all’Expo di Shanghai. Ad arredare la più prestigiosa vetrina del mondo, in Cina, c’è anche un tocco di talento bolognese. E’ quello della Mascagni, che dal 1930 produce e vende mobili, pareti e sedute per uffici, biblioteche, aeroporti in tutto il mondo, e che quest’anno ha portato i suoi complementi d’arredo fino all’Expo. Le sue poltrone in alluminio lucidato e i suoi tavoli in acciaio cromato e cristallo temperato (ideati dai designer milanesi Roberto Lucci e Paolo Orlandini), infatti, sono stati scelti per arredare la biblioteca-sala riunioni del padiglione Italia, progettato dallo studio Imbrighi di Roma. La società di Casalecchio di Reno va così ad inserirsi tra i marchi scelti dal ministero degli Affari esteri per rappresentare le eccellenze del nostro Paese nell’Esposizione universale. Elena Boromeo

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GLI OBIETTIVI DEL PORTALE BOLOGNESE

Tutti i segreti del design LA POTENZA DEL DRAGONE

E’ il Paese al mondo con la crescita più alta A CINA è attualmente il Paese al mondo con il più alto tasso di crescita. Nel secondo trimestre 2010 il Pil è cresciuto di oltre l’11% rispetto all’anno scorso; oggi il Pil cinese rappresenta l’11% del prodotto mondiale e la Cina è diventata la seconda economia del pianeta, scavalcando il Giappone. La Banca Mondiale prevede comunque per la Cina nel 2010, complessivamente, una crescita economica del 9,5%.

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L DESIGN bolognese anche a Shanghai. Il 12 settembre, all’Expo, per il ‘Bologna Day’, Unindustria Bologna ha presentato il portale di Design Made in Bo. Un modo inedito per far parlare progettisti, aziende e scuole che, ogni giorno, lavorano con il disegno industriale. «Questo portale – ha spiegato Maurizio Marchesini, presidente di Unindustria – non è un luogo statico, ma l’obiettivo è costruire un luogo di incontro, di scambio di idee, di contaminazioni tra esperienze e tra protagonisti diversi, il tutto in un continuo divenire legato però alle identità del nostro territorio. La sfida che vogliamo affrontare è unire il locale con il globale, unica via per uno sviluppo forte ed equilibrato». In Cina, con Marchesini, c’erano personalità bolognesi, come il commissario Anna Maria Cancellieri e Giuseppina Gualtieri, direttore di Promobologna. Tante le aziende e le scuole di design che hanno preso parte al progetto di Design Made in Bo, oltre 200 realtà, che possono comunicare con chiunque lo voglia da pagine tematiche, da quella dedicata all’arredamento e l’illuminazione a quella per la grafica e il packaging, passando per quelle delle auto e delle moto. Il portale è nato anche grazie all’impegno di Paolo Mascagni, presidente del settore Lavori complementari per l’edilizia di Unindustria, e di Massimo Iosa Ghini, presidente di Adi Emilia-Romagna. Daniele Guido Gessa

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CARLO COMANI, GAZZOTTI

MERCATO È UN’OPPORTUNITÀ DA SFRUTTARE»

nel motore spiegato la mission della spedizione: «Accompagnando a Shanghai le imprese associate, Unindustria ha voluto aiutare le aziende ad intensificare i rapporti con un Paese, la Cina, nel quale la ripresa è già in atto da tempo, che ha il più alto tasso di crescita in assoluto ed è diventata la seconda economia mondiale. Per questo a Shanghai abbiamo già attivato delle collaborazioni, per aiutare ogni impresa, in particolare quelle piccole o medie, ad acquisire informazioni sulle opportunità

concrete che la Cina può offrire nel suo settore». «DA PAESE concorrente, la Cina si sta trasformando in un mercato di sbocco e rappresenta davvero una grande opportunità per le nostre imprese, che si stanno impegnando per uscire da due anni di crisi pesantissima. Mai come in questo momento, dunque — ha sottolineato Cocchi — è fondamentale sostenere lo sforzo di internazionalizzazione che esse stanno compiendo in quella direzione». Marcello Pierdicchi

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«Solo stando uniti possiamo farci largo» ARE sistema perchè solo così «si può essere davvero competitivi sui mercati asiatici». Come quello cinese la cui tumultuosa crescita economica è sotto gli occhi di tutti. Di ritorno dall’Expo, nella valigia di Carlo Comani (nella foto), ad della Gazzotti spa, da un secolo produttore di parquet made in Italy, c’è questo. Oltre ad una rubrica ricca di contatti e ad un’agenda scandita dall’inaugurazione di quindici nuovi show room: uno, quest’anno, a Shanghai; quattordici, nei prossimi tre anni, nelle principali città cinesi. Smettere i panni dei solisti per indossare quelli della squadra, secondo l’amministratore delegato, è l’unica strada che può condurre le nostre industrie alla conquista del mercato cinese. «Dobbiamo unire tutte le intelligenze» che possono lavorare ad una strategia vincente, perché «il mercato globale lo si deve affrontare in modo globale». Questo ha dimostrato, a Comani, l’esperienza dell’Expo: istituzioni e mondo produttivo viaggiano insieme. «E’ stata un’opportunità importante, arricchente», dice l’ad non nuovo al dialogo economico con l’Oriente. Lo sbarco nel Paese del Dragone della Gazzotti risale a una manciata di anni fa. Con studi approfonditi e un punto vendita iniziale a Shanghai. E ora l’Expo che, per la spa di Trebbo di Reno, segna «la fase di start up». Gazzotti ha contribuito con Unindustria Bologna e altre aziende emiliano-romagnole a ‘Better Design Better Life’, seminario sul design industriale alla Tongij University; ha partecipato al progetto Design Made in Bo (www.designmadeinbo.it) ed è stata presente nel Padiglione di Bologna con una pedana di parquet a supporto della moto Ducati. Giacomo Ruggero

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MASSIMO TCHEN, TA LI

«Hanno fame di lusso e chiedono qualità» A CINA è affamata di lusso. E Ta Li si prepara a saziarla. Effetto Expo. Il cibo sono i prodotti in ecopelle di altissima gamma che gli stilisti e gli artigiani della srl di San Giorgio di Piano, appunto Ta Li, disegnano, tagliano e cuciono da tre decenni. Prima era l’import. Due decadi fa. «In Cina — spiega Massimo Tchen (nella foto), amministratore delegato dell’azienda — abbiamo i nostri fornitori («tutte imprese eticamente corrette», precisa l’ad) da cui acquistiamo le nostre materie prime». Ora è il turno dell’export. Attraverso Shanghai, «abbiamo notato come l’economia cinese si stia evolvendo e aprendo al resto del mondo. E’ stata una grande opportunità per capire e comprendere, in modo reale, cosa sia la Cina moderna, uno dei Paesi più importanti al mondo dal punto di vista politico ed economico». Da qui l’idea che Ta Li, nel Paese del Dragone, potrebbe sbarcare per vendere i suoi prodotti. Oltre ad allargare il cerchio dei suoi fornitori. «La Cina — osserva Tchen, la cui impresa esporta per lo più verso il Nord America e l’Europa — sta cominciando ad affacciarsi sul mercato del lusso, chiedendo prodotti di qualità». E così l’Expo, per Ta Li, si è trasformato in un mezzo, uno strumento «per sondare» quella piazza con un potenziale enorme. «Siamo molto soddisfatti — rileva l’ad — di come siano andate le cose a Shanghai» dove Ta Li era andata mossa dalla «curiosità di capire e toccare con mano la portata dell’evento». Al punto da entrare nel gruppo di imprese guidato da Unindustria per sfruttare al massimo le opportunità offerte dall’Expo. Insomma, risultato più che positivo per l’industria di San Giorgio di Piano che, visti i suoi ventennali rapporti con quel mondo, sfata un mito. «In Italia — conclude Tchen — c’è il pregiudizio che il made in China sia scadente. Niente di più falso. In realtà, si trova di tutto: bassa, media e alta gamma come, appunto, quella che acquistiamo noi». g. r.

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LUIGI STANGARONE, ECO SYNTHESI

«Bisogna misurarsi con questi nuovi mercati»

E TURBINE micro-eoliche, «mai considerate in Cina», sono il grimaldello con cui la Eco Synthesi pianifica di aprirsi una breccia nella Grande Muraglia. Trovandosi così di fronte ad un mercato enorme. Effetto Shanghai. Primi frutti, operativi, del «viaggio esplorativo» compiuto, tra i padiglioni dell’Expo, dalla srl che opera nel settore edile e delle energie rinnovabili. Dalla bonifica da amianto alla riconversione delle coperture con pannelli fotovoltaici fino alla gestione di rifiuti. Andando a Shanghai, osserva Luigi Stangarone (nella foto), amministratore unico dell’azienda con sede a Lippo di Calderara di Reno, «abbiamo compreso quali siano le reali esigenze dei

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cinesi». Il business toccato con mano. E intravisto la «possibilità di ampliare il nostro raggio di azione», mettendo finalmente in opera la licenza come gestore dei rifiuti. Un via libera in Italia ‘dormiente’, ma che in Cina «è diventata un’opportunità» per nuovi investimenti. Del resto è noto come l’inquinamento atmosferico, lo smaltimento dei rifiuti siano punti deboli del Dragone. Trasformandosi addirittura in «emergenza ambientale», rileva Stangarone. COGLIERE dunque l’occasione. Questo ha fatto Eco Synthesi che, con la Cina, qualche contatto, in passato, lo aveva già avviato. «Per lo più con alcuni fornitori di pannelli

fotovoltaici». Nulla però che avesse profonde radici. Ora il cambio di marcia. «La Cina è l’officina del mondo – sottolinea l’amministratore unico dell’srl, citando celebri economisti —. E’ un’economia emergente. E, se non vogliamo rimanere in periferia, dobbiamo misurarci con questi nuovi mercati». Sfidarsi. Come è nel dna della nostra imprenditoria. Attraverso l’Expo, «abbiamo avviato molti contatti ex novo», ammette Stangarone. E individuato, appunto, un nuovo filone: quello delle turbine micro-eoliche «su cui abbiamo avviato un progetto di ricerca con l’Alma Mater Studiorum». g. r.


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RANGONI GUIDA IL CLUB DEGLI INNOVATORI

«La « La crisi crisi ssii bbatte atte innovando» innovando» OBIETTIVO è chiaro e in questi anni di crisi si è rafforzato ancora di più. «È proprio nella crisi che troviamo il senso di ciò che stiamo portando avanti: diffondere l’innovazione tra le imprese, perché da questo difficile momento si può uscire solo innovando e internazionalizzando, per riuscire a riposizionarsi sui mercati quando la tempesta sarà passata». Fabio Rangoni, consigliere delegato di Unindustria Bologna per l’innovazione, è colui che il 18 marzo 2008 ha dato vita al Club degli innovatori di cui è presidente: un’associazione che oggi riunisce oltre 250 persone tra imprenditori ed esperti di innovazione, ricercatori, docenti universitari, ingegneri. I referenti del comitato promotore del Club sono, oltre a Fabio Rangoni, Gianmarco Biagi per l’organizzazione aziendale, Maurizio Lenzi per l’energia, Cesare Rapparini per il trasferimento tecnologico, Luigi Bressan per l’Ict, Marcello Rossi per la comunicazione.

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Rangoni, come nasce il Club e quali sono gli obiettivi?

«Nel 2008 Confindustria nazionale diede grande impulso alla necessità di innovare. Da qui l’idea di creare i club degli innovatori, idea che Unindustria Bologna accolse assieme ad altre città. Il Club nasce per creare momenti di confronto e dibattito tra imprenditori ed esperti sul tema dell’innovazione. Non si tratta di erogare servizi, aspetto

già sviluppato dall’associazione, ma di posizionarsi ad un livello più alto: incontri, seminari, dibattiti, per chiedersi che cosa significa innovare e di cosa il mondo produttivo ha bisogno. Da questo confronto nascono nuove idee e spunti utili sia alle imprese che alla creazione di nuovi servizi». La nascita del Club coincide con l’avvio della più pesante crisi economica a partire dal dopoguerra. Qual è stato e qual è il senso della vostra attività?

«Parlare di innovazione è diventato ancora più complesso, perchè si parla ad imprenditori che subiscono cali di fatturato e risorse umane. Ma proprio in questo momento si fa ‘di necessità virtù’: se, ad esempio, un’impresa deve ridurre i costi ha bisogno di cambiare la propria organizzazione e quindi di innovarsi. La riduzione di costi si mette in pratica anche con le energie rinnovabili o i sistemi di cogenerazione, anche questa è innovazione di cui parliamo». Alcune delle principali iniziative svolte in questi anni?

«La nostra attività si articola attraverso seminari, visite imprenditoriali in laboratori, centri di ricerca o aziende particolarmente innovative, attività di benchmarking tra imprese e presentazioni di best practice. Tra le iniziative più importanti il convegno

‘In diretta dal futuro’, organizzato dal Club il 16 febbraio 2009 al Mambo di Bologna: è intervenuto il professore Vito di Bari del politecnico di Milano e assieme a lui abbiamo cercato di capire cosa succederà nel medio termine. In quel momento era indispensabile prepararsi a quello che sarà il ‘dopo crisi’». Progetti futuri?

«Il più interessante è un manuale sulle ‘regole per innovare’, una sorta di Iso 9000 dell’innovazione. Lo sta preparando un pool di ingegneri, verrà presentato entro l’anno: l’obiettivo è quello di dare indicazioni agli imprenditori su come innovare, suggerimenti per saper cogliere e

mettere in pratica le opportunità. È inoltre un ottimo esempio di collaborazione tra mondo delle imprese e approccio teorico della ricerca. In autunno faremo anche un incontro sulla lean production: gli stessi imprenditori metteranno mano a una linea di montaggio predefinito, i docenti mostreranno come ridurre i tempi». La prossima primavera il Club compirà tre anni, ci sarà un cambio di mandato.

«Sì, sarà un momento di passaggio. Verrà cambiato il presidente del Club e il consigliere delegato all’innovazione, la carica che ricopro da ormai sei anni. È giusto che l’innovazione parta anche da noi». Elena Turrini

MOSSA DI UNINDUSTRIA: NASCE UN CONSORZIO TRA UNA VENTINA DI AZIENDE

Quando l’unione fa la forza della città: Artù va a caccia di turisti per Bologna NATO ‘Artù Bologna’ — Associazione realtà turistiche Unindustria, il Club di prodotto promosso dal Settore turismo di Unindustria: un consorzio che riunisce una ventina di aziende del turismo, della ristorazione, del wellness e della cultura con l’obiettivo di promuovere insieme l’offerta turistica di Bologna, proponendosi ai visitatori con una immagine unitaria. Fanno parte di ‘Artù Bologna’:

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Palazzo Albergati; Fondazione Teatro Comunale di Bologna; Albergo Al Cappello Rosso; I Portici Hotel; Hotel Roma; Hotel Cosmopolitan; Mare Termale Bolognese (Tre Effe); Viaggi Salvadori; a.elle Travel; So Sushi; Tenuta Bonzara; Idee per Ricevere Insieme; Agriturismo San Giuliano; Agriturismo Santa Maria Maddalena; The Culture Business; Officina degli Eventi. TRA le iniziative che ‘Artù Bologna’ metterà in cantiere, offerte integrate, pacchetti tematici strutturati per soddisfare le molteplici esigenze del viaggiatore, circuiti in grado di integrare le diverse vocazioni del territorio per attrarre a Bologna un numero sempre maggiore di visitatori. ‘Artù Bologna’ si iscriverà presto alle ‘Città

d’arte, cultura e affari dell’Emilia Romagna’, una delle Unioni di prodotto della Azienda di promozione turistica regionale con cui condividerà le politiche di promozione del territorio. «Abbiamo inteso potenziare la capacità di attrazione turistica di Bologna e del suo territorio, a partire proprio da quella centralità di Bologna su cui la nostra associazione da tempo sta mettendo l’accento — dichiara Marianna Di Giansante, presidente del Settore turismo, cultura, sport e wellness di Unindustria —. Siamo infatti convinti che il turismo contribuisca a valorizzare le molte eccellenze del nostro territorio, favorendo lo sviluppo di nuove occasioni di impresa».


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ACCORDO CON LA REALTÀ ASIATICA PUZZOLANA

Colpo C olpo della della Guidetti: Guidetti: si ffa si a sstrada trada iin n IIndia ndia ER ASFALTARE l’India, si parte da Renazzo. Guidetti, l’azienda di Renazzo di Cento (Ferrara) con 20 milioni di euro di fatturato, una quota export dell’80% e 50 dipendenti, ha firmato un accordo per la produzione e commercializzazione di macchinari destinati al movimento terra. L’obiettivo è realizzare 22mila chilometri di strade. Il partner prescelto è Puzzolana, società di Hyderabad specializzata nella produzione di frantoi, vagli e attrezzature per impianti chiavi in mano.

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FONDATA oltre 20 anni fa da Mauro Guidetti, l’impresa di Cento è specializzata nella produzione di macchinari per il riciclaggio di cavi, macchinari per

demolizione e movimento terra. «L’operazione — spiega il presidente Mauro Guidetti — è destinata a generare un business di 20 milioni di euro, che in 5 anni potrebbe raggiungere anche i 50 milioni». La tecnologia italiana di Guidetti, sposata alla stimata realtà indiana Puzzolana (il nome ricorda una pietra vulcanica italiana), affronterà giganti industriali come Caterpillar, Bomag e Vogele. La joint venture è nata dall’incontro delle due aziende alla Fiera Excon, a Bangalore. «In Italia siamo gli unici ad operare in questo settore, vogliamo giocare la partita in India, Cina, Sud America e Africa – dice Alvaro Mucci, responsabile export di Guidetti per il movimento terra —: come Clementino Bonfiglioli,

l’imprenditore bolognese che anni fa ha creduto nella creatività e nell’internazionalizzazione per scrivere nuove regole di business – prosegue Mucci —, Mauro Guidetti punta a conquistare nuovi mondi, mercati dalle grandi opportunità». GUIDETTI si contraddistingue anche per una rilevante componente femminile che, sottolinea Mucci, «è una delle chiavi del successo». L’azienda di Renazzo si farà strada in India forte dei valori del nostro Paese, per esportarne l’alta qualità estetica, creativa e sostanziale. Valentina Righi

IN CITTÀ TAPPA DEL TRUCK DAY, TOUR DELL’IBM

Arriva il tir dell’informatica I CHIAMA ‘Truck Day’ e si terrà a Bologna il 12 ottobre. Dopo Milano, quella emiliana è l’unica tappa del tour IBM che porta in Italia tutte le novità in fatto di Smarter Systems. Il grande Tir blu, che sosterà in piazza VIII Agosto, è stato ideato per essere un laboratorio itinerante. Al suo interno Dedanext, società bolognese di Information technology che fornisce soluzioni infrastrutturali di rete e applicative alle aziende, illustrerà le ultime novità in fatto di business intelligence e di strumenti per la misurazione delle performance aziendali. Tutto, promettono gli organizzatori, con un occhio attento ai costi.

S NUMERI IN CRESCITA E NUOVO STABILIMENTO

L’Elettronica Santerno assume e raddoppia ENTRE in Emilia-Romagna, come nel resto del Paese, la disoccupazione continua a crescere (secondo gli ultimi dati forniti da viale Aldo Moro, nei primi sei mesi del 2011 c’è da aspettarsi un aumento del 2%), in provincia di Bologna c’è un’azienda che sta assumendo una media di dieci persone al mese. È l’imolese Elettronica Santerno, punta di diamante del gruppo Carraro e azienda leader nel campo della progettazione e della produzione di convertitori elettronici di potenza su scala mondiale, destinati all’automazione industriale, alle energie rinnovabili e alla trazione ibrida. «Santerno è un’isola felice», aveva fatto sapere a marzo, fatturati alla mano, Enrico Carraro, vicepresidente dell’omonimo gruppo che dal 2006 controlla l’azienda imolese. E lo ha confermato a inizio settembre, annunciando l’apertura di un secondo stabilimento a Castel Guelfo («stiamo crescendo a tre cifre rispetto agli altri anni, e serve spazio»).

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QUEST’ANNO, grazie soprattutto alle applicazioni sulle energie rinnovabili («che sono quelle che crescono di più», come ha reso noto Carraro) l’azienda si prepara a chiudere i conti con un vero e proprio boom di vendite: il fatturato, infatti, nel 2010 supererà i 100 milioni di euro. Fondata ad Imola negli anni ‘70, l’azienda possiede da oltre 37 anni un know how specifico nel campo della ricerca applicata all’elettronica di potenza, e opera a stretto contatto con le migliori università italiane e centri di ricerca (tra cui il Cnr e l’Enea), mentre nel 1983 viene riconosciuta come laboratorio altamente qualificato dal Miur. Elena Boromeo

IL ‘TRUCK Day’ è diviso in due momenti: la sessione mattutina rivolta principalmente agli operatori informatici e quella pomeridiana incentrata sui sof-

tware per il business studiati per rendere le aziende più dinamiche e competitive. Il vocabolario della giornata dimostrativa si sintetizza in uno slogan: ‘Smarter systems for a Smarter planet’. «Il pianeta più intelligente non è una teoria … le nuove tecnologie possono far funzionare meglio il mondo» spiegano in Dedanext. Per toccare con mano queste premesse, all’interno del Truck sono allestite venti postazioni con Pc e lì sarà possibile sperimentare l’ultima generazione dei server Blade basati su processori Intel x86 e sull’architettura IBM e X5. Virtualizzazione del desktop e delle applicazioni; ripresa annunci IBM System power7 ‘Low End’ 740 e 750 Express; soluzioni per le performance delle aziende; Data center e Cloud computing il menu della giornata (per partecipare, basta semplicemente iscriversi). Antonella Zangaro

CARPIGIANI E FABBRI 1905 AIUTANO SANTO STEFANO

Il gusto della solidarietà N’ALLEANZA strategica per la solidarietà. Un nuovo gusto di gelato per beneficenza. Carpigiani e Fabbri 1905, due storiche aziende bolognesi, si sono alleate e, gli scorsi 8, 9 e 10 settembre, hanno offerto in piazza Santo Stefano l’omonimo gusto di gelato. Il mix fra crema Bologna, croccante e Amarena Fabbri era a offerta libera: l’incasso è andato ai monaci benedettini olivetani della basilica delle Sette Chiese per il restauro della stessa. «Fabbri 1905 — spiega Andrea Cocchi, amministratore delegato di Carpigiani — ci ha coinvolti nell’iniziativa a favore di Santo Stefano: siamo stati entusiasti di collaborare con una delle aziende più rappresentative di Bologna nel mondo per il monumento che più di tutti rimane nel cuore dei turisti stranieri che visitano la nostra città». Nicola Fabbri, amministratore di Fabbri 1905, aggiunge: «Il rapporto tra Fabbri e Carpigiani esiste da quando esiste il gelato artigianale. L’iniziativa per Santo Stefano è stata occasione per riaffermare la sinergia fra le due aziende, oggi più vicine che mai grazie a questa attività di promozione del gelato».

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