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DOMENICA 21 AGOSTO 2011

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IL GIORNO - LA NAZIONE - IL RESTO DEL CARLINO

Luigi Negri (*) L’INTERVENTO

IL DIALOGO E’ UN INCONTRO

L’informazione prosegue su quotidiano.net smartphone e tablet

LA MIA VICINANZA anche fisica a don Giussani per oltre 50 anni mi ha reso protagonista anche marginalmente di grandi eventi che sono scaturiti dalla sua testimonianza. Quando Giovanni Paolo II ci accolse per il trentennale del Movimento di Comunione e Liberazione ci disse: «Ciò che amo in voi è la capacità di incontrare, conoscere e valorizzare». Il Meeting è questo: l’incontro, la capacità di creare incontri fra uomini, etnie, appartenenze culturali, ideologiche. Ciò è la dimostrazione che un’identità forte dà un’espressione non come volontà di imposizione, ma come capacità di dialogo, a differenza di ciò che dice da tempo questa società.

Parte oggi l’edizione numero 32 del consueto appuntamento di Cl: apre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano In arrivo ministri, politici, scienziati e tanti big

HO VISTO passare dal Meeting personalità diverse, da Madre Teresa di Calcutta a personalità laiche, ricordo con commozione l’arrivo di Lech Walesa, i tantissimi giovani, gli incontri per trovare rispetto reciproco nel martoriato Medio Oriente. E come non ricordare l’incredibile incontro con i bonzi giapponesi fortissimamente voluto da don Francesco Ricci, una delle personalità più espressive di Cl, che quest’anno verrà ricordato nel ventennale della sua morte? Il Meeting è fatto di esperienze artistiche a avveniristiche , con sempre la possibilità di trovare dentro questo ambito la capacità di espressione reale del proprio io. TUTTO CIO’ ha aperto cuore e intelligenza a generazioni e generazioni di cristiani e laici, inariditi purtroppo dalla stupidità laicista e politica che non riesce ad avere un orizzonte largo, un’apertura totale o quella possibilità di valorizzazione reciproca che Giussani chiamava ‘senso religioso’. Quando parlo ai giovani dopo il Meeting dico loro di rendere quotidiano i grandi orizzonti che il Meeting stesso ci ha aperto. Fare del Meeting la dimensione della nostra quotidianità. In sostanza, ciò che ha confidato il Signore agli ultimi suoi amici: «Mi sarete testimoni fino all’estremi confini della terra». Non c’è un momento di apertura intellettuale, morale e umana come il meeting. Non oserei pensare cosa sarebbe la società italiana, oggi cosi imbastardita, senza una cosa grande come il Meeting. (*) vescovo di San Marino e Montefeltro

I giovani che fino all’alba di oggi hanno «montato» il Meeting e il capo dello Stato Giorgio Napolitano: parte da Rimini, nel segno dei 150 anni dell’Unità tricolore, il tentativo di far ripartire l’Italia

FOTOGALLERY Consulta il programma completo del Meeting 2011 nello speciale online su quotidiano.net

MULTIMEDIA Ogni giorno nel nostro speciale online i video e le immagini dal Meeting

di MASSIMO PANDOLFI

«E L’ESISTENZA diventa un’immensa certezza». L’affermazione dei titolo del Meeting che parte oggi è quantomeno impegnativa. Per non dire strampalata, visti i tempi. Ma come: il mondo scoppia, la Borsa è impazzita, i nostri soldi non si sa che fine faranno, le famiglie saltano, le aziende falliscono, il precariato economico e sociale trionfa, il relativismo è in festa e noi stiamo qui a Rimi-

ni a raccontarci per una settimana che «l’esistenza diventa un’immensa certezza»? Ma come, ma dove, ma quando, ma chi? SEMBRA ROBA dell’altro mondo, è vero, però chi è passato almeno una volta dal Meeting con l’animo aperto e non prevenuto, — capisce — o meglio ancora intuisce, tocca o sfiora con mano, vede negli occhi della gente qualunque (e non solo di ministri, capi di stato, scienziati, filosofi o cantanti) — che qui c’è davvero qualcosa di diverso, di speciale. E magari anche di certo, sì. Una certezza che ti viene data come dono, e non costruita per

forza dal nostro io, dallo Stato, dall’apparato, dalla Banca Centrale Europea. Scriveva Rimbaud nel brano finale di una sua poesia: «Tutti quelli che mi hanno incontrato è come se non mi avessero veduto». Terribile, ed è un po’ il mondo di oggi. LA BELLEZZA di venire qui al Meeting è che non ti imbatti mai in qualcuno che è senza volto, anche se stai di fronte a centomila persone. Intendiamoci: non ci sono santi, beati, aureole in formazione o chissà cosa. C’è gente del mondo, di ogni tipo: geni e peccatori, benefattori e mariuoli, miliardari e poveracci. (Segue a pagina 37)


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«Vogliamo un popolo nuovo con la voglia di costruire» Il presidente Guarnieri: «I potenti non devono escludere la gente» di Massimo Pandolfi Presidente Emilia Guarnieri, cosa vorrebbe che fosse il Meeting 2011?

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Generare una civiltà che nasca dalla verità e dall’amore: costruite senza stancarvi mai questa civiltà! E’ la consegna che vi lascio

«Un’occasione reale di incontro e di cambiamento. Quando non succede nulla e si rimane come prima, quando la vita — come diceva Pavese — ‘è l’alba di un giorno in cui nulla accadrà’, non val la pena neanche fare o venire al Meeting. Un ragazzo cinese incontrato per caso e che ora è qui con noi a lavorare, mi diceva: ‘Credo che da qui uscirò più grande’. Vorrei che questa potesse essere una prospettiva per tutti». Ecco, cos’è il Meeting?

«Una scoperta continua che fa crescere il desiderio di conoscere e la passione di incontrare». Parlate spesso di educazione...

«Noi vogliamo contribuire, attraverso l’incontro e il confronto sulle ragioni della vita, a educare uomini non rassegnati a inseguire farfalle...» Cosa c’entrano le farfalle, scusi?

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano apre oggi l’edizione numero 32 del Meeting dell’Amicizia. Prima di lui altri due capi di stato italiani avevano presenziato alla kermesse riminese: Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. Napolitano andrà a visitare nel pomeriggio la mostra «150 anni di sussidiarietà. Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo» e poi interverrà a un incontro pubblico sul tema «150 anni di sussidiarietà». Napolitano sarà a Rimini già in mattinata. Da domani comincerà poi la sfilata di politici, scienziati, cardinali e big vari: sul palco del meeting saranno presenti 7 ministri (Maroni, Frattini, Sacconi, Matteoli, Romani, Calderoli e Tremonti) e moltissimi esponenti di primo piano della vita pubblica italiana e mondiale. Mercoledì l’incontro con John Elkann. Domani la Cgil consegnerà una lettera aperta a tutti i partecipanti al Meeting per protestare contro la manovra economica del governo. E’ arrivato al Meeting anche il messaggio di Benedetto XVI: «Senza certezza l’uomo non può vivere — ha scritto il Papa — e l’uomo può fondare la sua esistenza solo su una certezza, Cristo Gesù. Il Pontefice ha citato anche don Giussani, che, «con il suo fecondo carisma è all’origine della manifestazione riminese» ««Cito Milosz, che dice: ‘Si è riusciti a far capire all’uomo che se vive è solo per la grazia dei potenti. Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle. Chi ama la res pubblica avrà la mano mozzata’».

Papa 1982

Voi chiedete l’opposto, quindi.

«Esatto. Noi vogliamo gente appassionata alla res pubblica, vo-

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Hanno creato un luogo dove si incontra un soggetto. Auguro a me e a tutti voi di non essere mai tranquilli

Don Luigi Giussani Fondatore di Cl 1985

4.000 VOLONTARI

Arrivano da tutta Italia e anche da 16 Paesi del mondo, dal Brasile alla Nigeria. Sono soprattutto giovani

Prego...

«Io insegno Lettere da una vita, incontro tanti bravi ragazzi che si sono laureati e vengono da me con il cuore gonfio di entusiasmo e mi chiedono: ’Vorrei tanto anch’io fare l’insegnante’. E’ un desiderio bellissimo, ma io so perfettamente che in questo momento ogni strada è chiusa. Bisogna riaprirla. L’inserimento dei giovani insegnanti nella scuola, nell’università e ovviamente nel mondo del lavoro in genere è una priorità assoluta».

Ogni tanto si riprovano a fare ’prove tecniche’ di Dc, o meglio ancora di un partito cattolico. Anche il peresidente della Compagnia delle Opere, Bernhard Scholz (braccio economico di Cl), ha partecipato a un incontro nel quale si gettavano le basi per un progetto simile. Lei che ne pensa?

Fra Madonne d’Abruzzo e Unità d’Italia Nove esposizioni per 1.600 metri quadri di allestimenti in Fiera dal 21 al 27 agosto, più un evento speciale ai Musei comunali di Rimini da oggi e fino al 1 novembre di novembre, ovvero «La Sapienza risplende. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento», che raccoglie in un unico luogo le immagini sacre mariane, sculture o pitture, salvate dal terremoto de L’Aquila. Si parte con i 150 anni dell’Unità d’Italia e la visita alla mostra di Napolitano. Dal bel paese alla Terra Santa. «Con gli occhi degli apostoli. Una presenza che travolge la vita» il tema della mostra con il Patrocinio della Custodia di Terra Santa. «Cor ad Cor loquitur. La certezza di Newman, coscienza e realtà» è la mostra dedicata al beato cardinale, mentre «San Carlo Borromeo. La casa costruita sulla roccia a cura dell’Arcidiocesi di Milano e della Veneranda Biblioteca Ambrosiana», è la mostra dedicata a un grande del Cattolicesimo italiano. E poi, ancora, la scienza sarà protagonista della mostra «Atomo: indivisibile? Domande e certezze nella scienza», un viaggio alla scoperta dell’atomo, mentre si potrà scoprire tutto il fascino del poeta Boris Pasternak in «Mia sorella la vita». E ancora, l’antico Testamento protagonista in “...e rivivrai. Il profeta Ezechiele, la crisi e la speranza”, e l’arte con «Non sembiava imagine che tace. L’arte della realtà al tempo di Dante», con il coordinamento generale di Marco Bona Castellotti. Infine, Siena e gli affreschi di una grande opera di carità saranno protagonisti di «Ante gradus. Quando la certezza diventa creativa. Gli affreschi del Pellegrinaio di Santa Maria della Scala a Siena».

Ora però?

«Bisogna anche pensare allo sviluppo, ai giovani, alla libertà di educazione, a quei pilastri che ha piantato il Papa a Madrid. E mi lasci aggiungere una cosa...»

IL FUTURO «Il governo fa quel che può Bisogna pensare a sviluppo, giovani e mondo del lavoro»

LE MOSTRE Giovanni Paolo II

per non colare a picco. Ora però...»

STORICO INCONTRO 1990, l’allora cardinale Ratzinger al Meeting con la presidentessa Emilia Guarnieri

gliamo un popolo che si riassuma la responsabilità di costruire. Il popolo costruisca, il potere glielo consenta. I potenti non devono mettere da parte la gente, il popolo». Sembra quasi un attacco al mondo politico, a chi ci governa...

«Ma no, è un discorso generale, che vale per tutti». Siamo in crisi nera: governo promosso o bocciato?

«Che piaccia o no, il governo sta governando, facendo ciò che può

«I cattolici sono una grande risorsa per la società, come la storia dell’Italia dimostra. E’ solo auspicabile che anche in politica ci sia la presenza di persone che abbiamo a cuore la persona e la sua libertà e che abbiano il senso del limite proprio e anche della politica». Oggi si parte con Napolitano....

«E’ un grande onore per noi e un motivo di profonda gratitudine avere come ospite colui che rappresenta l’unità del Paese. Soprattutto in un momento in cui il nostro bisogno di coesione è forte». Tre cose da non perdere al Meeting.

«L’incontro con Napolitano e la mostra dei 150 anni, l’incontro sul tema del Meeting ’E l’esistenza diventa un’immensa certezza’ con il filosofo Costantino Esposito e lo spettacolo ’La ballata del cavallo bianco’ di Chesterton». Un sogno per il futuro?

«Il solito: riportare il Papa a Rimini».

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Vip, ministri e gente comune si alterneranno nelledieci sale dellaFiera di Rimini: in totale i INCONTRI relatori saranno 332


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E’ la prima volta che vengo a Rimini in visita al Meeting: devo dirvi che qui ho visto davvero qualcosa di nuovo

Sergio Marchionne Ad di Fiat 2010

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Il Meeting...: non più violenza, non più odio, non più rivalità e concorrenza. Vi ho incontrato una certa santità? Direi di sì

Eugène Ionesco drammaturgo 1987

W L’ITALIA VIVA La certezza esiste anche se la Borsa crolla [SEGUE DA PAGINA 35] GENTE però che è stata educata — e si educa ogni giorno, perché il rischio di finire come nella poesia di Rimbaud c’è sempre, per tutti — a tenere il cuore sveglio, anche quando magari gli occhi si addormentano e la penna ti cade dalle mani mentre provi a prendere faticosamente appunti all’ennesimo e un po’ complicato incontro scientifico. Dice don Julian Carron, il leader di Comunione e Liberazione: «A chi di noi non piacerebbe vivere la vita dominata da questo sentimento di sé così profondo e misterioso, da questa sua grandezza, quanto più è cosciente del proprio niente?». E aggiunge, sempre Carron: «Essere presenza significa

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avere un volto e la fede è ciò che rende significativo il volto. La forza della nostra presenza è la fede, la fede vissuta come esperienza presente e allora si diventa una presenza che non si dimentica». UN ATTIMO, qui ci si perde. Certezze, volti, presenze, fede, Dio, Cristo… Obiezione, legittima: ma allora la certezza cos’è, una roba d’èlite solo per chi crede? Interessante la spiegazione che ha dato Costantino Esposito, ordinario di Storia della filosofia all’Università di Bari, a Giorgio Paolucci di Avvenire: «Il tema della certezza ci fa capire che la differenza fra essere religiosi e irreligiosi non coincide affatto con quella tra un

Il Meeting è anche spettacolo: 26 in progreamma, 156 gli artisti. Ci sarannoanche 11 manifeSPETTACOLI stazioni sportive

atteggiamento fideista e uno razionale. La religiosità vera è una dimensione propria della razionalità umana, nella misura in cui questa è sempre spalancata a ricercare il significato ultimo di sé e del mondo, a sorprenderne i segni e a seguirne le tracce. In questo senso l’uomo religioso è l’antitesi dell’uomo ideologico, cioè del ‘clericale’, di colui che identifica in un proprio schema mentale o in un determinato assetto di potere, il senso della realtà. Lo spirito laico, quello che sperimenta l’inquietudine della ragione sempre aperta ad un fattore diverso da sé, è fatto per la certezza». INSOMMA, stiamo tranquilli: la certezza può essere pane per tut-

ti, anche se Piazza Affari va in tilt e tua moglie ti manda al diavolo. Basta forse avere il coraggio di tornare a porci le elementarissime e decisive domande che ognuno di noi tiene nascoste nel proprio cuore: qual è il senso ultimo della vita? In fondo, di che cosa è fatta la realtà? Perché c’è il dolore, perché c’è la morte? Perché vale comunque la pena vivere? Qui a Rimini — in questa festa di popolo che è riduttivo definire evento culturale, politico, sociale, mondano, o chissà cosa: chiamiamolo Meeting, stop — queste domande echeggiano in continuazione. Negli occhi della gente. Occhi vivi, gente viva. E allora: w l’Italia viva. E buon Meeting a chi ci sarà. Massimo Pandolfi

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Qui al Meeting ritrovo gli stessi ideali di popolo della mia giovinezza, ma senza la cattiveria e la rabbia di allora

Massimo Caprara ex segretario di Togliatti 2004

Nove mostre per 1600 metri quadri di allestimento più un evento speciale ai Musei comuMOSTRE nali di Rimini


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«La rivoluzione della fede apre il cuore a un nuovo mondo»

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Io non avevo sino ad ora esperienza di incontri in quest’area sociale e culturale. C’è un tipo di fervore che mi ha davvero colpito

L’egiziano Farouq e le svolte storiche che caratterizzano il Meeting di WAEL FAROUQ

L’UMANITÀ oggi sta vivendo un paradosso: il progresso tecnologico, pur avendo abbattuto le barriere del tempo e dello spazio, ha prodotto una frammentazione ancor più grande, a livello internazionale, sociale e individuale. L’identità umana è sempre stata il risultato di un’appartenenza, o di una relazione, costruita su qualche tipo di certezza. L’uomo, infatti, è padre, figlio, fratello, amico, amante, amato, leader o subordinato, sempre tuttavia in relazione con un altro. Oggi, invece, l’identità e il sentimento di appartenenza non necessitano che di qualche marchio commerciale, tanto che il detto di Descartes «penso dunque sono» si è trasformato in «consumo dunque sono». QUALE certezza e quale esistenza sono possibili in una società che ha perso il senso di ogni cosa e nella quale l’essere umano si è

Pubblichiamo la sintesi dell’intervento «L’amicizia come via alla conoscenza» di Wael Farouq, docente di lingua araba al Cairo, tratto dal prossimo numero di Atlantide, quadrimestrale della Fondazione per la Sussidiarietà, diretto da Giorgio Vittadini, dal titolo «Certi del cambiamento», dedicato interamente alle tematiche del Meeting. A tale proposito Atlantide intende offrire alcuni contributi internazionali, mostrando che in Italia e nel mondo la conoscenza che nasce da una certezza è la migliore risposta al nichilismo e al relativismo imperanti - che sconsigliano di avere certezze -, ed è l’unica strada per quel cambiamento che la realtà stessa ci impone. Hanno scritto su questo numero, tra gli altri: Maurizio Lupi ed Enrico Letta, Pierbattista Pizzaballa, Giulio Sapelli, Phillip Blond, Gian Carlo Blangiardo. Nel 2010, grazie anche all’incontro con Farouq, si è svolta per la prima volta un’edizione del Meeting a Il Cairo. liberato dell’impegno nei confronti della religione, della società e dell’altro? Il cupo quadro appena descritto è ciò che ha reso l’esperienza di Luigi Giussani, e del Meeting di Rimini, un evento straordinario nella mia vita, che mi ha insegnato che la differenza è la base del dialogo. Esso, infatti, dovrebbe fondarsi su un incontro, perché nell’incontro si fa spazio, nella propria vita, a un’altra persona, iniziando a scoprirla. La differenza così intesa è la base della conoscenza, mentre il dialogo è uno strumento per conseguirla.

Il costo del Meeting: per la precisione, 8milioni e 475mila euro. Circa 200 aziende partner MILIONI contribuiscono al tutto

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In piazza Tahrir, la coscienza della differenza è stata parte di un processo di consapevolezza ancora più grande. L’incontro tra classi diverse della popolazione egiziana, che il regime di Mubarak aveva trasformato in isole separate, è riuscito ad abbattere le barriere del dubbio e della paura. È stato del tutto normale vedere una ragazza con una croce appesa al collo versare l’acqua per l’abluzione della preghiera a un uomo barbuto, così come vedere celebrare la Messa, in mezzo a un cerchio di musulmani

che ripetevano «amen», all’unisono con i loro fratelli cristiani. Molto è stato scritto sulla rivoluzione egiziana, sulla povertà, l’oppressione e la violenza che hanno spinto la rabbia della gente oltre ogni limite. Tuttavia, da egiziano che ha vissuto la rivolta, so che tutto ciò non è stato il vero motore della rivoluzione. Non è stata una rivoluzione della collera, bensì della fede. DIETRO il successo della rivoluzione c’è il fatto che gli egiziani hanno creduto nella propria capacità di cambiare le cose. Questa fede non è giunta a completezza se non grazie all’esperienza di comunione che essi hanno potuto vivere. I simboli religiosi, prima impiegati per escludere l’altro, sono divenuti un manifesto di solidarietà tra musulmani e cristiani. La cosa più importante che gli egiziani hanno imparato da questa rivoluzione è che la libertà non significa solo spezzare delle catene, ma è condivisione con gli altri. La libertà è incontro con l’altro, poiché non esiste libertà separati dagli altri. È questa l’esperienza della quale abbiamo bisogno oggi per ristabilire la connessione perduta tra il singolo individuo e l’umanità.

Giorgio Albertazzi attore 1982

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Sono rimasto colpito da quello che ho visto in giro; è doveroso che un’istituzione come la mia appoggi iniziative come questa

Josè Manuel Barroso presidente Commissione Ue 2010

Sonoi metri quadriallestiti per l’edizione 2011 del Meeting, in programmaallaFieradiRiMILA mini nord

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«E’ un boom culturale e turistico Sono in arrivo 260mila visitatori» Andrea Babbi (Apt): «Già prenotate undicimila camere d’albergo»

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Al Meeting c’è un popolo Gente comune che ha nel cuore il desiderio di stare insieme ma anche di incontrare persone diverse da loro

Giampaolo Pansa giornalista e scrittore 2009

«OGNI ANNO il Meeting ci sorprende e colpisce — dice Andrea Babbi, amministratore delegato dell’Azienda di Promozione Turistica dell’Emilia Romagna — Da 32 anni vi partecipo e da 6 curo come APT lo stand e la promozione della mia Regione. E alla fine ne esco sempre più ricco di relazioni e incontri. Lo scorso anno proprio il tema della Sussidiarietà applicata nel turismo è stato il titolo del nostro convegno. Quest’anno la presenza di Napolitano, che inaugura la mostra dei 150 anni di Sussidiarietà nell’Unità d’Italia, conferma l’importanza di tale principio, ricordandoci che concertazione e ricerca del bene comune sono fondamentali per il successo di ogni iniziativa. L’Emilia Romagna ha imparato da tempo questa lezione». Cosa ci insegna il meeting?

«Il Meeting ci ha insegnato, e continua a farlo ora più che mai, che bisogna lasciarsi colpire dalla realtà, non rimanere immobili di fronte ai cambiamenti. E il turismo dell’Emilia Romagna, nonostante la crisi, ha reagito. Non ci siamo fatti trovare impreparati, consapevoli delle difficoltà, ma anche con la certezza dei nostri imprenditori e la concretezza che il nostro fare sistema, abbiamo puntato sui paesi in crescita, Germania, Russia, Svizzera e i risultati ci sono stati

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La mia preghiera per voi è che possiate sempre mantenere un cuore pulito: così vedrete sempre il volto di Dio»

Teresa di Calcutta Suora e santa 1987

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Durante la settimana del Meeting sono al lavoro (gratuito) 80 falegnami, 200 imbianchini e grafici, TECNICI 30 elettricisit

Il Meeting, quindi, anche come grande vetrina.

L’assessore regionale al turismo dell’Emilia Romagna Maurizio Melucci e l’amministratore delegato di Apt Andrea Babbi

in questo difficile 2011. Pubblico e privato in sinergia, perché nella nostra regione il ’mettere a sistema’ non è solo un modo di dire, ma un modo di fare».

per circa 30milioni di euro. Il Meeting è un evento che – di anno in anno – vede crescere il suo ’peso’ turistico per la Riviera emiliano romagnola».

Che peso ha il Meeting per la Riviera dell’Emilia Romagna?

Con lo slogan ’C’è più gusto in Emilia Romagna’, la regione si presenta anche quest’anno alla rassegna riminese.

«Per l’edizione 2011 sono già oltre 11mila le camere alberghiere prenotate in circa 450 hotel della Riviera e dell’entroterra. Questo movimento produrrà circa 260mila presenze alberghiere per un giro d’affari di circa 4milioni 220mila euro. A questa cifra, relativa al fatturato alberghiero, si deve poi aggiungere la spesa dei visitatori e dei partecipanti ai convegni stimata in 25,5 milioni di euro. Complessivamente le oltre 800mila presenze agli eventi del Meeting attese nella settimana (visitatori, escursionisti, turisti alloggiati, giornalisti, relatori e volontari) produrranno ricavi per hotel, appartamenti, ristoranti, trasporti e merci accessorie

«La nostra promozione punta sulla famiglia, importante soggetto sociale ed economico, e mette… in tavola una delle nostre eccellenze: l’enogastronomia. Si tratta di un elemento turistico trasversale che si sta rivelando sempre più motivazione di vacanza e che ben si sposa con il punto focale del Meeting, quello dell’incontro e della convivialità. L’ospitalità tipica dell’Emilia Romagna, infatti, trova il suo culmine proprio a tavola, tra profumi e sapori che esaltano le sue eccellenze enogastronomiche, ben 33 prodotti tra Dop e Igp, conosciuti e gustati in tutto il mondo».

«Il Meeting ci consente di mettere in evidenza le peculiarità del nostro territorio — prosegue Babbi — Si tratta di un evento importante non solo per il peso dei suoi numeri (dalle presenze turistiche ai fatturati generati), ma anche per l’immagine dell’Emilia Romagna nei confronti dei partecipanti: visitatori, relatori, personalità internazionali. Senza contare, poi, le centinaia di ore di promozione, per la Riviera e per Rimini, grazie ai servizi sui telegiornali e le migliaia di pagine sulla stampa quotidiana e periodica». Come è strutturata la presen-

NUMERI DA RECORD «E’ un appuntamento che dà lustro e blasone a tutta l’Emilia Romagna» za dell’Emilia Romagna al Meeting?

«Abbiamo un grande stand all’ingresso sud in cui non è solo evidenziata la ricchezza delle proposte turistiche regionali con la presentazione di 38 progetti, ma viene anche offerta la possibilità di verificare la validità dei prodotti tipici, attraverso una serie di degustazioni giornaliere legate alle nostre province. Sarà una sorta di anticipazione di un altro grande evento che caratterizza le offerte turistiche autunnali dell’Emilia Romagna: il Wine Food Festival».

GIORNO PER GIORNO NELLO STAND DELL’EMILIA ROMAGNA

A tutto gusto, prima del Wine Food Festival NELLO STAND dell’Emilia Romagna giorno per giorno le degustazioni che anticipano il Wine Food Festival. Gli eventi si svolgono nella pedana esterna (lato piscine) dello stand numero 1 del Padiglione HS, ingresso Sud. Domenica 21 agosto (ore 17.30) Reggio Emilia: degustazione di Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico Tradizionale ed Erbazzone reggiano. Lunedì 22 agosto (ore 17.30) Ferrara: degustazione di prodotti DOP di Ferrara accompagnati da vini DOC. Martedì 23 agosto (ore 17.30) Bologna: degustazione di prodotti tipici e “anticipazione” del Festival internazionale Mortadella Please. Mercoledì 24 agosto (ore 17.30) Parma: presentazione “Aperifestival”, antepri-

ma del Festival del Prosciutto di Parma (9-18 settembre) , con degustazioni. Giovedì 25 agosto (ore 17.30) Piacenza: degustazione di prodotti tipici DOP di Piacenza accompagnati da vini DOC. Venerdì 26 agosto (ore 17.30) Forlì-Cesena: degustazioni di prodotti tipici del territorio e un assaggio di “PiadinaDays” evento che si svolgerà nel forlivese, a Cervia e a Bellaria Igea Marina (11-12 settembre). Il Wine Food Festival 2011, giunto alla terza edizione, si svolgerà dal primo settembre all’11 dicembre, coinvolgendo tutte le province dell’Emilia Romagna che proporranno ai turisti del gusto le eccellenze del territorio in oltre 40 eventi. Sono ben 33 i prodotti tra DOP e IGP che la regione può vantare. Nella passata edizione il Wine Food ha fatto registrare un milione e mezzo di presenze.

9.000

Mille in prossimità dell’ingresso Sud, 8mila all’ingresso Ovest. Parcheggi invalidi POSTI AUTO all’Est; tutti gratuiti


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Vi ringrazio per aver avuto la possibilità di entrare in contatto con questa realtà. Oggi ho visto di persona cos’è Comunione e Liberazione

GLI SPETTACOLI Sul palco tanti big da Niccolò Fabi agli Zero Assoluto IL SIPARIO del Meeting si aprirà in pieno centro storico a Rimini con un grande appuntamento gratuito in piazza. Prendendo le mosse dal sommo Dante e accostandogli la poetica del canto popolare, andrà in scena lo spettacolo inaugurale, ’È festa’, ideato e diretto da Ambrogio Sparagna insieme a Gianni Aversano e Davide Rondoni (stasera, piazza Cavour) vedrà accanto a loro anche Gianni Aversano. In cartellone 26 appuntamenti di musica, teatro, cinema e danza: per la prima volta al Meeting il tango argentino e una delle più celebri formazioni del folk mondiale, i Chieftains (24 agosto). Sul fronte della musica leggera, accanto a Niccolò Fabi (25 agosto), gli Zero Assoluto e i riccionesi Controtempo (22 agosto), la Piedmont Brothers Band (23 agosto), Cesare Aresi (24 agosto), Riro Maniscalco (25 agosto). Per gli appassionati di lirica, l’orchestra del Teatro Regio di Parma interpreterà alcune tra le più celebri arie d’opera, da Verdi a Donizetti, da Rossini a Mascagni (23 agosto). Classica anche per il pianista Kim Dong Kyu, tra i più completi interpreti di Shumann, Liszt e Stravinskij (22 agosto). A teatro, il testo dimenticato di uno dei più grandi scrittori europei, Gilbert Keith Chesterton. L’attore genovese Massimo Popolizio leggerà ‘La Ballata del cavallo bianco’, poema del 1911 (22 agosto). Andrea Soffiantini e Paola Scaglione proporranno ’Scolpire le parole’, omaggio a Eugenio Corti (23 agosto). Andrea Maria Carabelli porterà in scena ’Job’, del filosofo francese Fabrice Hadjadj (24 e 25 agosto).

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Mario Draghi governatore Banca d’Italia 2009

«Dio mi ha fatto ‘pataca’ Vivo per far ridere»

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Sono stupito che abbiate messo insieme tanti giovani e vi confesso che non sono mai stato a una cosa del genere

Paolo Cevoli, il suo show e il rapporto col Meeting Massimo Pandolfi UN PASSATO da ristoratore, una laurea in giurisprudenza nel cassetto, un presente e un futuro da comico. Paolo Cevoli, 53 anni, ovvero «Dio mi ha fatto ‘pataca’, è la mia vocazione». Venerdì torna a Rimini, al Meeting, con il suo spettacolo ‘La penultima cena’ che sta facendo morire dalle risate da quasi un anno mezza Italia. Cevoli è Paulus Simplicius Marone, un cuoco che incontra Gesù. «E lui prima di morire mi guarda con degli occhi che sembrano volermi dire: Paulo Simplicio, sei un gran coglione, ma ti voglio bene uguale».

««Andiamo con ordine, già da ragazzo correvo il pomeriggio a montare i pannelli del Meeting mentre lavoravo nella pensione dei miei genitori».

«Un posto dove c’è di tutto, dai premi Nobel alla piada, da padre Aldo Trento alle dimostrazioni coi pelapatate...»

E il passaggio alla comicità quando c’è stato?

«Proviamoci, ma a me piace parlare facendo ridere. Sono nato per far ridere. Solo facendo ridere mostro ciò che sono».

«Alla fine degli anni Ottanta. mi hanno sbattuto su un palco del Meeting per raccontarle queste storielle ironiche... In realtà cominciammo in un parcheggio, erano i celeberrimi frizzi, un momento bello e

UNA SETTIMANA DI FESTA

Cominciai a Rimini in un parcheggio Cevoli parla così, come sul con i frizzi. Qui traspare palco. «Ho sempre fatto cio che la natura sempre la voglia di vivere: mi ha insegnato» io faccio ironia benevola E la natura le ha insegnato a...

«Sparar cazzate...». La sua comicità è...

«Un’autoironia benevola, nasce da un approccio non cinico. Ecco, mi piace ridere di me stesso e degli altri in modo benevolo, per ridurre tutto quello che siamo. In fondo ho cominciato proprio così al Meeting, più di 20 anni fa...» Ci racconti...

LaFiera apretuttii giorni alle 10,45 e chiude alle24;l’ingresso ègratuito ad eccezione degli ORARIO D’INGRESSO spettacoli

popolare, un po’ fuori dagli schemi del Meeting. Quell’ironia di cui parlavo prima e chi mi accompagna anche oggi». Lo chiediamo a lei che lo conosce bene: cos’è il Meeting?

«Quando porto gli amici a Rimini mi dicono: sembra un festival dell’Unità con gente però più giovane». Ma per lei cos’è?

Lech Walesa ex presidente Polonia 1990

Proviamo a fare i seri?

Faccia uno sforzo...

«Al Meeting traspare sempre la voglia di vivere, la voglia di far vedere agli altri che c’è qualcosa e qualcuno per cui vale la pena vivere ed essere felici. In tutto c’è un significato ». Il titolo del Meeting è complicato: ’E l’esistenza diventa un’immensa certezza’. Come lo spieghiamo a un ragazzino?

«In un liceo di Milano un ragazzo mi ha detto: io non sopporto le regole. Io gli ho chiesto: ma tu cosa fai di sport? E lui: gioco a calcio. E allora ho provato a spiegargli: anche nel gioco del pallone ci sono delle regole, però il calcio ti piace lo stesso. Il problema non sono quindi le regole, ma capire se una cosa fa o no per te». E quindi la certezza cos’è?

«Qualcuno che ti ha detto: ’Guarda, ti ho messo al mondo, anche se sei pieno di difetti, il bene che ti voglio è più forte di tutto».

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Vengo con piacere al Meeting di Rimini perché credo sia un luogo dove si fa ancora vera cultura: è un piacere partecipare

Ennio Morricone direttore d’orchestra

Un po’ come fa Gesù con Paulus Simplicius Marone...

«Già, in fondo è proprio così».

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Al Meeting quest’anno non mancherà la buona cucina: ci saranno 8 risotranti tipici e 9 punLUOGHI DI RISTORO ti fastfood

2009

Meeting di Rimini 2011  

Meeting di Rimini 2011