Issuu on Google+

L’ingranaggio di una moto? Come una scultura di Cellini

L’Ats Microfound crea pezzi metallici con una tecnica antica di MARCO GIRELLA

INDOVINELLO: cosa produce un’azienda che lavora i grappoli e raccoglie i frutti quando hanno la temperatura e la consistenza giusta? Se state pensando a un vigneto o a una cantina sociale siete fuori strada. La risposta esatta è: componenti di metallo, soprattutto acciaio, e l’azienda, naturalmente, è una fonderia. Anzi, per essere più precisi, una fonderia a cera persa. Come l’Ats Microfound di Pontecchio Marconi. Parliamo di una storica azienda bolognese, nata nel 1961 da una costola della Ferrari. A quel tempo l’Ats, che sta per Automobili Turismo Sport, costruiva auto e vantava tra i suoi soci il mitico ingegnere Carlo Chiti, che in seguito portò l’Alfa Romeo in Formula 1. Da un passaggio di proprietà all’altro l’azienda ha finito per cambiare vocazione e specializzarsi nell’attività di fonderia di precisione. L’Ats Microfound adesso fonde pezzi di metallo per moto, auto, aerei, pompe elettriche, fucili, protesi biomedicali, filtri per gli alimenti e altre decine di tipologie di prodotti. Il metodo è quasi lo stesso con cui famosi artisti del passato, come Benvenuto Cellini, crearono i loro capolavori in bronzo. Proviamo a farceli spiegare da Marco Bigliardi, amministratore di Microfound, che pochi mesi fa ha comprato l’Ats da un fondo inglese. Perché per costruire il componente di una moto si parte dalla cera?

«Perché la cera permette di realizzare lo stampo con una grande precisione». E come si passa da un pezzo di cera a un componente di acciaio?

«I pezzi in cera vengono riuniti in grappoli, intorno ai quali si crea un rivestimento di ceramica. Poi si scalda la cera a qualche centinaio di gradi per scioglierla». A questo punto rimane uno stampo con dentro una cavità uguale al pezzo di cera precedente.

«Che viene riempita con una lega di metallo fuso. Alluminio, acciao o bronzo». A che temperatura?

«Più di millecinquecento gradi». La ceramica resiste?

L’AZIENDA

IN FONDERIA Marco Bigliardi all’Ats davanti a un grappolo di componenti metallici

All’inizio furono le auto, poi arrivò la fusione a cera persa

I NUMERI

9

25

milioni

mila

Il fatturato del 2011, basato sulla realizzazione di particolari meccanici con forme complesse

Metri quadrati costituiscono la superficie totale dello stabilimento di Pontecchio, disposti su un’area di 9200 mq

ca l’involucro di ceramica e restano solo i grappoli con i pezzi di metallo. Che devono essere puliti e finiti, eliminando le piccole imperfezioni».

poco utilizzati in Italia nel nostro settore, come il simulatore di colata e la possibilità di creare velocemente prototipi dei componenti necessari».

Un metodo di fusione così antico prevede margini di innovazione?

Non vi siete esposti a rischi di plagio o concorrenza?

«La possibilità di migliorare i processi e i prodotti è stato il motivo per cui Microfound ha voluto comperare Ats in un momento in cui nel settore meccanico le cose andavano male per tutti».

«I clienti vogliono i pezzi che gli servono, ma non hanno la minima idea del lavoro e degli investimenti necessari per produrli. Il software che utilizziamo per simulare al computer le condizioni di una colata li aiuta a rendersene conto».

BIGLIARDI «Sapevamo di doverci ingrandire, ma nessuno sembrava interessato finché non trovammo l’Ats»

«Che il cliente può partecipare al progetto e allo studio del pezzo prima di doversi confrontare con il mastro fonditore. Risparmia tempo e ottiene esattamente quello che vuole».

«Certo. Poi si lascia raffreddare, si spac-

Il vantaggio qual è?

Ma voi cosa ci guadagnate?

Una scelta controcorrente.

«Eravamo convinti che in una nicchia di mercato come la nostra, diventare più grandi fosse fondamentale. Abbiamo chiesto ai concorrenti se erano disponibili a un’aggregazione. Hanno risposto tutti no. Solo il fondo Deloro Stellite, che possedeva Ats, si è reso disponibile». Avete comprato.

«Un bell’azzardo. Ma sapevamo cosa fare. Abbiamo messo a disposizione della clientela servizi tecnologici innovativi,

«Minori costi di produzione e maggiore soddisfazione dei clienti. Utilizziamo anche un sinterizzatore per creare il prototipo del pezzo senza dover fare l’investimento iniziale dello stampo». Cercate di unire velocità e precisione.

«Per un’azienda come la nostra fare ricerca vuol dire mettere soldi in software per l’efficienza dei sistemi di lavoro, formare personale tecnico capace di supportare le innumerevoli e spesso complicate specifiche richieste dei clienti».

ATS-MICROFOUND è un’azienda che opera nel settore meccanico della fusione di precisione a cera persa. Dopo un inizio in cui produceva vetture da corsa, Ats conobbe una battuta d’arresto. Alla fine degli anni ’60 riconvertì la propria produzione: si specializzò così nella fusione di leghe leggere tramite il processo a cera persa. Dopo differenti passaggi di proprietà venne rilevata nel 1974 dalla Microfusione Stellite S.p.A. che la controllerà fino al 10 marzo 2011, data in cui verrà acquisita da Microfound. La fonderia di precisione rappresenta una tecnologia importante, ha una storia millenaria, che oggi è evoluta con applicazioni altamente innovative, frutto di ricerca industriale. ATS e Microfound sono insieme leader nazionali nel settore della fusione di precisione a cera persa. Capaci di fondere piccole e grandi serie di pezzi in microfuso da pochi grammi fino a 35 kg, nel 2011 hanno avuto una capacità produttiva complessiva di 700 tonnellate di acciaio fuso e 4,2 milioni di pezzi spediti. I settori merceologici con cui collaborano sono: packaging, meccanica, elettromeccanica, serrature e sistemi di sicurezza, automobilistico, valvole e pompe, chimico, tessile, medicale, arredamento, edile e energetico. ATS-Microfound, con le sue 5 linee fusorie e con impianti altamente robotizzati, ha un’alta capacità produttiva e può fondere grandi serie di particolari in acciaio e in alluminio. La filosofia aziendale prevede l’analisi della fattibilità di un progetto, la realizzazione di un prototipo, l’industrializzazione del prodotto. L’obiettivo è di fornire al cliente un componente finito, non solo un getto microfuso, seguendo direttamente l’intera catena di processo, dalla fusione al pezzo finito.

VAI SUL NOSTRO PORTALE Per vedere la videointervista a Marco Bigliardi e le foto della Ats Microfound andate sul nostro sito: www.ilrestodelcarlino.it/bologna


Premio Mascagni: Marco Bigliardi