Installatore Professionale #2 - Marzo/Aprile 2022

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Installatore ’ PROFESSIONALE T U T T E

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M I G L I O R A R E

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P R O F E S S I O N E

www.installatoreprofessionale.it Installatore Professionale

NUMERO 2 MARZO/APRILE 2022

NUOVI SCENARI RISCALDAMENTO A IDROGENO: UTOPIA O FUTURO REALIZZABILE?

SPECIALE

INCHIESTA

IMPIANTI HVAC PER GRANDI AMBIENTI

CESSIONE DEL CREDITO

si riparte?

SICUREZZA

PREVENZIONE INCENDI NELLE SUPERFICI COMMERCIALI

COPIA OFFERTA DA

IN COLLABORAZIONE CON

CON IL PATROCINIO DI:




Sommario

MAR Z O/APR I LE 2022/ N U M E R O #2

n. 2 marzo/aprile 2022 www.installatoreprofessionale.it Redazione

Giorgio Albonetti | Direttore Responsabile Lorenzo Epis | Consulente Tecnico Sebastian Bendinelli | Coordinamento Editoriale installatoreprofessionale@quine.it Collaboratori | Gaia Cecca, Massimiliano Picci, Gabriele Tedesco

’Installatore T U T T E

L E

N O V I TÀ

S U

C O M E

M I G L I O R A R E

Maurizio Lo Re, Corrado Novelli, Corrado Oppizzi, Diego Prati, Luca Alberto Piterà

Pubblicità Luigi Mingacci | Sales Manager l.mingacci@lswr.it - Cell. 320 4093415 Ilaria Tandoi | Ufficio traffico i.tandoi@lswr.it Servizio Abbonamenti

abbonamenti.quine@lswr.it - Tel. 02 864105 Abbonamento annuale (6 fascicoli): 30 € Costo copia singola: 1,30 € (presso l’Editore, fiere, manifestazioni) Arretrati: 2,60 €

Produzione Antonio Iovene | Procurement Specialist a.iovene@lswr.it | Cell. 349 1811231 Grafica e Impaginazione: Fabio Castiglioni Stampa: ROTO3 Industria Grafica S.r.l. Castano Primo (MI) Editore

Quine Srl Sede legale Via Spadolini, 7 - 20141 Milano www.quine.it – info@quine.it – Tel. 02.864105

Quine è iscritta al Registro Operatori della Comunicazione n° 12191 del 29/10/2005.

P R O F E S S I O N E

www.installatoreprofessionale.it Installatore Professionale

PROFESSIONALE

NUOVI SCENARI RISCALDAMENTO A IDROGENO: UTOPIA O FUTURO REALIZZABILE?

SPECIALE

INCHIESTA

IMPIANTI HVAC PER GRANDI AMBIENTI

CESSIONE DEL CREDITO

si riparte?

PREVENZIONE INCENDI NELLE SUPERFICI COMMERCIALI

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IN COLLABORAZIONE CON

Dati Personali 679/2016 di seguito GDPR, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente, sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dagli art. 5-6-7 del GDPR. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Edra S.p.A. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Edra S.p.A., Via G. Spadolini 7 - 20141 Milano, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui agli articoli 15-21 del GDPR. In collaborazione con

Con il patrocinio di

Testata associata

40 Pensare in grande L’offerta impiantistica dedicata agli edifici industriali e commerciali è sempre più ricca, in grado di soddisfare tutte le esigenze progettuali rispettando i moderni requisiti di efficienza energetica a cura di Sebastian Bendinelli

CON IL PATROCINIO DI:

CASE HISTORY IAQ

22 Qualità dell’aria nelle scuole: la nuova Prassi UNI e i risultati del progetto QAES La Prassi di Riferimento 122:2022 definisce una procedura semplificata per il controllo della qualità dell’aria attraverso il monitoraggio di alcuni parametri indicatori a cura della redazione INTERVISTA

26 Meno componenti, più efficienza AriaSilent è la nuova soluzione di VMC di Valsir che punta tutto sulla semplicità, senza rinunciare a completezza e prestazioni. Ne parliamo con il Product Manager Mattia Foglio di Sebastian Bendinelli

Tutti i diritti di riproduzione degli articoli pubblicati sono riservati. Manoscritti, disegni e fotografie non si restituiscono. Ai sensi dell’art. 13 Regolamento Europeo per la Protezione dei

entro il 2050 e molti produttori di caldaie lanciano sul mercato modelli “hydrogen ready”. Ma la strada è ancora lunga di Gabriele Tedesco SPECIALE

SICUREZZA

Comitato Tecnico

L A

NUMERO 2 MARZO/APRILE 2022

INCHIESTA

28 Cessione del credito, si riparte? Dopo il caos dovuto agli ultimi decreti sui bonus edilizi, il settore tira un sospiro di sollievo. Ma intanto molti cantieri si sono fermati e gli operatori stanno pagando gli effetti delle misure restrittive: ne abbiamo parlato con alcuni installatori di Gaia Cecca NUOVI SCENARI

33 Riscaldamento a idrogeno: utopia o futuro realizzabile? L’Unione Europea punta sull’idrogeno per azzerare le emissioni di CO2

44 Tutta la versatilità di un impianto VRF Un sistema VRF con motocondensanti in pompa di calore, collegato a 60 unità interne di diversa tipologia, soddisfa tutte le esigenze di climatizzazione dei diversi ambienti di un sito produttivo a cura della redazione

48 Climatizzazione decentralizzata per grandi ambienti industriali Le soluzioni Hoval sono state scelte per le esigenze di un’azienda metalmeccanica per i vantaggi offerti dai sistemi decentralizzati e modulari a cura della redazione SICUREZZA

52 Prevenzione incendi nelle grandi superfici commerciali Progettisti e installatori devono garantire i più alti standard di sicurezza disponibili, ma l’impianto deve essere anche economicamente compatibile con l’attività del committente di Massimiliano Picci

Rubriche 4 12 54 60

ATTUALITÀ NOVITÀ PRODOTTI NOTIZIE DAL MERCATO INSTALLATORE NON PROFESSIONALE

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News

a cura della redazione

DECRETO PREZZI: ECCO I NUOVI MASSIMALI FISSATI PER GLI IMPIANTI È stato applicato un incremento lineare del 20% rispetto agli importi del 2020 Il tanto atteso Decreto Prezzi del Ministero della Transizione Ecologica è arrivato: il Ministro Cingolani l’ha firmato il 14 febbraio, con qualche giorno di ritardo rispetto alla scadenza stabilita dalla Legge di Bilancio (9 Tabella 1. I nuovi prezzi massimi per gli impianti febbraio). Il provvedimento definisce i costi Impianti a collettori solari massimi, distinti per tipologia di intervento, 900 €/m2 per alcune tipologie di lavori edilizi agevolabili Scoperti con i diversi bonus edilizi, a partire dal Piani vetrati 1.200 €/m2 Superbonus 110%, ai fini dell’asseverazione 1.500 €/m2 della congruità delle spese nel caso di Sottovuoto e a concentrazione cessione del credito e sconto in fattura: sono Impianti di riscaldamento con caldaie ad acqua a condensazione e/o generatori di aria esclusi quindi i lavori di importo inferiore calda a condensazione (*) ai 10 mila euro e gli interventi in edilizia Pnom ≤ 35kWt 240 €/kWt libera, che non richiedono l’asseverazione. 216 €/kWt I prezzi non sono onnicomprensivi, ovvero Pnom > 35kWt non includono anche i costi di fornitura, Impianti con micro-cogeneratori installazione, messa in opera, dell’Iva, delle 3.720 €/kWe prestazioni professionali e di qualsiasi altra Motore endotermico / altro opera complementare. Celle a combustibile 30.000 €/kWe I prezzi sono contenuti nell’Allegato A del Impianti con pompe di calore (*) decreto, che comprende in totale 34 voci. In Esterno / Interno tutti i casi è stato applicato un incremento Tipologia di pompa di calore lineare dei valori pari al 20%, con l’eccezione Compressione di vapore elettriche o azionate Aria/Aria 720 €/kWt (**) dei cappotti termici nelle zone climatiche più da motore primo e pompe di calore ad Altro 1.560 €/kWt (**) fredde – la distinzione tra zone climatiche assorbimento per l’isolamento termico è una delle novità Pompe di calore geotermiche 2.280 €/kWt del decreto – che prevedono una crescita Impianti con sistemi ibridi (*) 1.860 €/kWt1 del 30% rispetto agli importi del 2020. Ad esempio, se nel 2020 (D.M. “Requisiti Impianti con generatori di calore alimentati a biomasse combustibili (*) tecnici”) per l’isolamento delle coperture P ≤ 35kWt 420 €/kWt nom esterne era previsto un massimale di 230 420 €/kWt € per metro quadro, si passa ora a 276 € al Pnom > 35kWt metro quadro. Per tutelare gli investimenti Impianti di produzione di acqua calda sanitaria con scaldacqua a pompa di calore già in essere, il decreto entrerà in vigore 1.200 € soltanto 30 giorni dopo la pubblicazione in Fino a 150 litri di accumulo Gazzetta Ufficiale – che al momento in cui Oltre 150 litri di accumulo 1.500 € va in stampa questo fascicolo non è ancora Installazione di tecnologie di building automation 60 €/m2 avvenuta. I prezzi previsti dall’Allegato A saranno periodicamente rivisti sulla base (*) Nel solo caso in cui l’intervento comporti il rifacimento del sistema di emissione esistente, come opportunamente comprovato da opportuna al massimale si aggiungono 180 €/m2 per sistemi radianti a pavimento, o 60 €/m2 negli altri casi, ove la superficie si riferisce del monitoraggio ENEA sull’andamento documentazione, alla superficie riscaldata. del Superbonus: la prima scadenza fissata è (**) Nel caso di pompe di calore a gas la spesa specifica massima ammissibile è pari a 1.200 €/kWt. 1 Ci si riferisce alla potenza utile in riscaldamento della pompa di calore. il 1° febbraio 2023. 4

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 2 - MARZO/APRILE 2022


Semplice, come respirare Il rivoluzionario sistema Ariasilent permette di realizzare un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata con soli 4 componenti: l’installazione diventa finalmente pratica, veloce ed intuitiva. E anche la gestione del magazzino è estremamente semplificata!

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News

a cura della redazione

MANUTENZIONE IMPIANTI AUTONOMI, 600 MILA EURO A FONDO PERDUTO STANZIATI DAL COMUNE DI MILANO Il Comune di Milano ha stanziato 600 mila euro a fondo perduto per sostenere le spese di manutenzione delle caldaie e degli impianti di riscaldamento autonomi. Il bando è aperto fino al 22 marzo e consente di accedere a due tipologie di sostegno: la prima permette di accedere a un bonus per la copertura delle spese di manutenzione per un importo fino all’85% della spesa sostenuta fino a un massimo di 110 euro; la seconda, diretta a impianti non regolarmente targati o manutenuti, permette di ottenere gratuitamente un intervento di manutenzione da parte di tecnici individuati dall’amministrazione. Possono partecipare al bando anche coloro

che hanno già effettuato la manutenzione in questa stagione termica (dopo il 1° agosto 2021), allegando la ricevuta del pagamento. L’iniziativa è rivolta a cittadini aventi: • ISEE minore o uguale a € 9.360,00; • due anni di residenza nel comune di Milano, periodo che permette di uniformare le richieste di partecipazione dell’avviso all’attività di controllo della regolarità manutentiva degli uffici come da disposti normativi; • residenti in un immobile con caldaia per riscaldamento di potenza < 35kW di potenza (caldaia autonoma). “In questo particolare momento di difficoltà, contraddistinto da un aumento indiscriminato delle bollette per l’energia che sta colpendo molti cittadini e famiglie, abbiamo ritenuto importante, come amministrazione, sollevare i soggetti più fragili almeno dal costo della manutenzione ordinaria, nella convinzione che investire sulla propria abitazione significhi contribuire attivamente alla riduzione delle emissioni delle polveri inquinanti. Un modo per fare la propria parte per una migliore qualità dell’aria che respiriamo”, ha spiegato l’assessora all’Ambiente Elena Grandi.

Se lo scarico è troppo rumoroso i vicini di casa possono chiedere un risarcimento La sesta sezione Civile della Corte di Cassazione ha emesso il 28 luglio 2021 un’ordinanza (n° 21649) che ha fatto molto discutere, anche per via dei titoli di giornale “sensazionalistici” con cui è stata divulgata. Vi sarà capitato di leggere, probabilmente, che lo sciacquone troppo rumoroso costituisce addirittura “una violazione dei diritti umani”. Ma è proprio così? L’ordinanza riguarda una controversia tra vicini di casa, sorta quando due coniugi decidono di rivolgersi al Tribunale di La Spezia per protestare contro i rumori eccessivi provenienti da un secondo bagno creato dai proprietari dell’appartamento confinante. Bocciati in primo grado, i due decidono di ricorrere in appello a Genova, vedendosi riconosciuto il diritto a un risarcimento di 500 euro all’anno a partire dal 2003 – anno in cui il wc “incriminato” è stato installato – mentre i vicini vengono obbligati a trovare una nuova collocazione allo scarico. Quest’ultimo era infatti collocato nella parete divisoria, spessa appena 22 centimetri, tra il bagno e la camera da letto dei vicini, proprio in corrispondenza della testiera del letto, “pregiudicando la normale qualità della vita in un luogo destinato al riposo”. La Cassazione ha riconosciuto le ragioni dei giudici d’Appello, rigettando il ricorso presentato dai proprietari dell’appartamento. E l’ha fatto riprendendo la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti Umani in merito alla “tutela della vivibilità dell’abitazione e alla qualità della vita all’interno di essa, riconoscendo alle parti assoggettate ad immissioni intollerabili un consistente risarcimento del danno”. Come spiega l’avvocato Davide Gambetta sul Sole 24Ore, non è tanto lo sciacquone a “violare i diritti umani”, quanto “il danno, ripetuto, frequente e reiterato alla vivibilità dell’appartamento” confinante, che pregiudica anche la qualità della vita e il “diritto al rispetto della propria vita privata e familiare” (art. 8 della CEDU). Si tratta, in sintesi, di un riconoscimento del diritto al riposo, che può essere gravemente pregiudicato da uno scarico rumoroso e installato con pochi riguardi. “La soglia di normale tollerabilità dell’immissione rumorosa” – specificano inoltre i giudici cassazionisti nell’ordinanza – “non ha carattere assoluto, ma dipende dalla situazione ambientale, dalle caratteristiche della zona e dalle abitudini degli abitanti”.

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Baxi Hybrid Power, composti da uno o più generatori in pompa di calore abbinati a caldaie a gas di alta potenza (singole o in cascata) e gestiti da un Hybrid manager, è la soluzione ibrida pensata

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Ottimizzazione del risparmio energetico

Elevata modularità

Riduzione dei costi di gestione dell’impianto

Doppio salto di classe in ottica di Superbonus

La più ampia gamma di configurazioni sul mercato

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News CLIMATIZZAZIONE, IL 2021 SI CONFERMA UN ANNO ALL’INSEGNA DELLA RIPRESA Rispetto al 2020, tutte le categorie merceologiche del settore climatizzazione mostrano nell’ultimo trimestre del 2021 una significativa ripresa, con aumenti percentuali in alcuni casi a tre cifre. L’unico comparto in negativo è quello dei condizionatori trasferibili, che si ferma a -16,6% a volume e -13% a valore. Lo conferma l’ultima rilevazione trimestrale di Assoclima relativa al 2021. I dati più interessanti si registrano nel comparto centralizzato: per le apparecchiature idroniche condensate si registrano incrementi complessivi del 154% a volume e 97% a valore (raffrescamento + riscaldamento). Continua anche nel quarto trimestre la crescita delle pompe di calore idroniche: per i modelli con potenze inferiori a 17 kW, destinate in prevalenza al settore residenziale, il 2021 si chiude con aumenti del 187% a volume e 184% a valore. Trend positivo anche per le macchine a pompa di calore nelle fasce di potenza superiori (da 18 a 900 kW), con un incremento complessivo del 166% a volume e 118% a valore. Meno eclatanti i dati relativi ai gruppi refrigeratori di liquido con condensazione ad acqua: l’indagine Assoclima rileva numeri in crescita sia per le pompe di calore reversibili e solo

riscaldamento (+15% a volume e +8% a valore) sia per le versioni raffrescamento e riscaldamento (+13% a volume e +19% a valore). Si conferma il trend registrato nei mesi precedenti per le centrali di trattamento aria, con un incremento del 12% a valore e un decremento del 2% a volume, e per i sistemi di ventilazione meccanica residenziale (+59% a volume e +47% a valore). In crescita i dati relativi a ventilconvettori di tipo standard, con e senza mantello, cassette e hi-wall, che chiudono il 2021 con +40% a volume e +48% a valore. Dati positivi anche per il comparto dell’espansione diretta, con incrementi percentuali a due cifre per climatizzatori monosplit (+24% sia a volume che a valore), sistemi multisplit (+20% a volume e +29% a valore) e miniVRF e VRF (+26% a volume e +30% a valore). Guadagnano qualche punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2020 i condizionatori packaged e rooftop, che registrano a fine dicembre 2021 una crescita del 1% a volume e del 9% a valore.

ALTROCONSUMO: IL RISCALDAMENTO DEL FUTURO È LA POMPA DI CALORE

Insieme ad altre organizzazioni dei consumatori – la ceca dTest, la polacca Federacja Konsumentow e la spagnola OCU – e in collaborazione con l’organizzazione internazionale BEUC, Altroconsumo ha commissionato uno studio alla società di analisi economica Element Energy, per stimare il costo del riscaldamento nei due scenari abitativi più frequenti – casa unifamiliare e appartamento in condominio – mettendo a confronto tre sistemi: pompe di calore elettriche; pompe di calore ibride elettriche-idrogeno; caldaie a idrogeno. Obiettivo dello studio: stimare quale dei tre sistemi sarà più conveniente nei prossimi vent’anni, tra il 2025 e il 2040. Il risultato depone tutto a favore delle pompe di calore elettriche, tenendo conto complessivamente il costo dell’energia, di gestione delle reti e di adeguamento e aggiornamento degli impianti, dell’isolamento degli edifici e di acquisto e installazione degli apparecchi. Secondo lo studio, nei prossimi vent’anni l’idrogeno verde non sarà un’alternativa conveniente per il riscaldamento, risultando molto più Costo annuo stimato per riscaldamento tra il 2025 e il costoso del gas oggi. Anche i sistemi 2040, in casa singola (a sinistra) ibridi, nonostante i vantaggi, risultano e in appartamento (a destra). Fonte: Altroconsumo più costosi in termini economici rispetto alle pompe di calore elettriche.

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Attivo il nuovo servizio di videochiamata dell’Agenzia delle Entrate Da lunedì 28 febbraio è attivo il servizio di assistenza in videochiamata dell’Agenzia delle Entrate: con una semplice videocall sarà possibile ricevere assistenza sui rimborsi, sulle dichiarazioni dei redditi e sui contratti di locazione, oltre alla possibilità di richiedere il duplicato della tessera sanitaria. Per fissare una videochiamata con un funzionario delle Entrate bisogna utilizzare il servizio di prenotazione attivo sia sul sito dell’Agenzia (Home - Contatti e assistenza - Prenota un appuntamento) sia sulla App “Agenzia Entrate”, selezionare l’argomento di interesse e scegliere la data e l’ora. La richiesta di appuntamento può essere rivolta sia al proprio ufficio di riferimento (per residenza, sede legale o sede di registrazione di un atto) sia a quello che ha in carico la pratica da trattare. In questa prima fase sono tre le opzioni a disposizione dei cittadini: “Atti e successioni” (area Registro); “Dichiarazioni e rimborsi” (area Imposte dirette); “Codice fiscale e duplicato della tessera sanitaria” (area Identificazione). Anche l’ufficio potrà proporre al contribuente un appuntamento in videochiamata, se utile per chiudere una pratica in maniera più semplice e veloce (ad esempio per gli approfondimenti successivi alla presentazione di alcune richieste).

In ogni attimo di freschezza


News

NEL 2021 IL MERCATO ITALIANO DELLA SMART HOME È CRESCIUTO DEL +29% Caldaie, termostati e condizionatori connessi sono i prodotti più richiesti grazie agli incentivi fiscali, ma pesano la carenza di semiconduttori e materie prime ll settore della Smart Home continua a vivere un periodo di forte crescita. Nel 2021 il mercato italiano ha registrato un +29% rispetto al 2020 e raggiungendo quota 650 milioni di euro, pari a 11 euro in media per abitante, superando anche i livelli preCovid. Pesano, però, la carenza di semiconduttori e i rincari delle materie prime. Senza questo freno, il tasso di crescita del mercato sarebbe potuto essere addirittura del +45%. Molto verosimilmente gli impatti negativi si protrarranno anche nel 2022. Sono questi i dati più rilevanti che emergono dall’ultimo rapporto annuale sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Crescono soprattutto termostati e climatizzatori smart

L’area che cresce di più è quella degli oggetti connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione, che ha fatto registrare un aumento – in termini di incidenza sulle vendite – del 45%, con un valore corrispondente di 110 milioni di euro, pari al 17% del mercato rispetto al 2020. Nello specifico, tra le persone che hanno acquistato nell’anno appena trascorso soluzioni connesse per il riscaldamento/raffrescamento e per la produzione dell’acqua calda sanitaria, il 46% ha optato per termostati, il 42% per climatizzatori, il 28% per caldaie, il 17% per valvole termostatiche e il 9% per scaldacqua/scaldabagni. Seguono pompe di calore (7%) e impianti di riscaldamento a pavimento (4%). La crescita è favorita dagli incentivi come Ecobonus e Superbonus. A guidare il mercato però ci sono gli elettrodomestici, con 135 milioni di euro e un tasso di crescita del +35%, seguiti da smart speaker (130 milioni di euro) e soluzioni per la sicurezza (125 milioni). La rimanente quota del 10

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mercato è costituita da casse audio (9%, +20%), lampadine (8%, +25%), le smart plug (prese elettriche, 2%, +30%) e dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto (2%, +45%).

Consapevolezza del consumatore e canali di vendita

Oltre agli incentivi fiscali a spingere il mercato è anche una maggiore conoscenza dei prodotti smart da parte dei consumatori finali: il 74% dei consumatori ne ha sentito parlare almeno una volta (69% nel 2020, 68% nel 2019, 59% nel 2018). E il 46% degli italiani possiede in casa almeno un oggetto smart, dato in costante crescita rispetto ai tre anni precedenti. Il 2021 segna una forte crescita di tutti i canali di vendita, con la ripresa più forte per la filiera tradizionale, grazie anche agli incentivi statali, ma registrano buoni risultati anche i canali e-commerce che hanno continuato a cavalcare la spinta agli acquisti online, e i retailer multicanale che hanno recuperato il calo dovuto al Covid. Tra i motivi che spingono all’acquisto di dispositivi smart vi sono principalmente ragioni legate al comfort (38%), alla sicurezza (22%) e alla possibilità di controllare a distanza i dispositivi connessi (14%).

Gap rispetto al mercato estero

Nonostante le buone performance dell’ultimo anno, il mercato italiano resta comunque lontano dai primi in classifica a livello europeo. Allungano il passo Regno Unito (4 miliardi di euro, +43%, 58,7 euro /abitante) e Germania (3,9 miliardi di euro, +37%, 46,8 euro/abitante), mentre l’Italia accorcia le distanze dalla Francia (1,3 miliardi di euro, +16%, 19,4 euro/abitante) e incrementa il suo distacco rispetto alla Spagna (480 milioni di euro, +14%, 10,1 euro/abitante).


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Distribuzione IL SETTORE ITS CRESCE, MA CHIEDE CHIAREZZA Il Meeting Invernale ANGAISA ha offerto l’occasione per fare il punto sulle dinamiche congiunturali e sulle sfide del settore, dalla cessione del credito all’inflazione La sfida è la crescita strutturale

Se il 2021 è stato l’anno degli aiuti europei, del PNRR e degli incentivi fiscali, i prossimi anni, a partire dal 2023, saranno segnati da un graduale ritorno alla normalità: tra i 150 e i 160 miliardi dei fondi del Recovery Plan destinati all’Italia dovranno essere restituiti, e l’Unione Europea tornerà a richiedere agli stati membri una maggiore attenzione al pareggio di bilancio, una volta terminato il periodo dell’emergenza. Questo aspetto, nel corso del Meeting ANGAISA, è stato messo in evidenza da Mariano Bella, Direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio: “I fondi del PNRR non devono avere una finalità soltanto redistributiva, ma soprattutto di crescita. Perché è solo creando valore aggiunto e crescita strutturale che si potrà far fronte nei prossimi anni alla restituzione dei fondi”. Il rischio, altrimenti, è che la crescita insufficiente riporti l’Italia nel circolo Il settore della distribuzione idrotermosanitaria sta vivendo un vizioso del deficit eccessivo. “Il rischio di un rallentamento c’è, periodo di forte crescita: i dati del fatturato parlano chiaro, con bisogna accelerare sul PNRR e sulle riforme”, aggiunge Bella. incrementi a doppia cifra non solo rispetto al 2020, ma anche rispetto Un’accelerazione tanto più necessaria quanto più cresce l’inflazione, al 2019, in era pre-Covid. Insomma, è molto più di un semplice che probabilmente caratterizzerà l’intero 2022. rimbalzo: grazie al traino degli incentivi fiscali per le riqualificazioni L’impennata dell’inflazione si deve soprattutto a una crescita energetiche e gli investimenti del PNRR, gli operatori del settore molto rapida della domanda, a fronte di un’offerta insufficiente a guardano con fiducia a una congiuntura economica eccezionalmente soddisfare tutte le richieste del mercato. Lo confermano i dati del positiva. A questo quadro positivo, però, fanno da contraltare CRESME, presentati nel corso del Meeting dal direttore Lorenzo notevoli incertezze e problematiche inedite: sul piano normativo, il Bellicini. La crescita del settore delle costruzioni è trainata caos sulla cessione del credito, con lo stop temporaneo alle cessioni soprattutto dalle riqualificazioni, ma si spiega anche con una multiple, a cui si aggiungono l’aumento dei prezzi dell’energia e maggiore resilienza del settore alla crisi economica: l’edilizia, dopo delle materie prime, le difficoltà di approvvigionamento, la minaccia il crollo drammatico dovuto alla crisi del 2007-2008, aveva iniziato dell’inflazione. E il timore, in definitiva, che la crescita si arresti nei una lenta ripresa dal 2015, e per questo anche nel 2020 è riuscita prossimi anni, una volta terminato l’effetto a contenere le perdite. Nel 2021 gli investimenti degli incentivi e del PNRR. “Il 2021 è nelle costruzioni si concentrano soprattutto nel stato un anno eccezionale”, ha spiegato segmento residenziale (25,2%) e non residenziale il Presidente di ANGAISA Maurizio privato (15,2%). La spesa in riqualificazione Lo Re nel corso del Meeting Invernale edilizia per interventi incentivati è praticamente online che è stato organizzato lo scorso 10 raddoppiata tra il 2020 e il 2021, superando febbraio dall’associazione dei distributori quota 51 miliardi. “Al netto di situazioni critiche ITS. Tuttavia, prosegue Lo Re, “il settore di altra natura il quadro è positivo per il settore ha dovuto fronteggiare e sta fronteggiando costruzioni che può guardare positivamente ai problematiche inedite, ed è indubbio che prossimi anni. La partita che si gioca è sul saper in uno scenario simile gli operatori e il utilizzare questa fase per cambiare il mercato e mercato hanno bisogno di chiarezza e migliorare la qualità del valore aggiunto altrimenti Maurizio Lo Re, Presidente ANGAISA semplificazioni”. niente”, riassume Bellicini. 12

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Novità prodotti VMC con sistema di distribuzione dell’aria “Click-and-Go” Vitoair è il nuovo sistema di ventilazione centralizzato di Viessmann, con portata d’aria fino a 300 m3/h. L’unità di ricambio aria Vitoair FS, alta 245 mm, è l’ideale per l’installazione domestica. Può essere posta orizzontalmente – a soffitto o pavimento – oppure in verticale a muro, e non richiede alcuno scarico di condensa. L’elevata silenziosità è garantita anche al massimo livello di funzionamento. Grazie alla membrana polimerica dello scambiatore di calore entalpico, Vitoair riesce a recuperare calore e umidità dall’aria interna: le molecole di vapore acqueo contenute nell’aria in fase di espulsione trasmigrano all’aria pulita in ingresso attraverso la membrana del recuperatore, evitando che nel periodo invernale l’aria interna diventi troppo secca, recuperando, oltre al calore, anche l’umidità. La membrana polimerica impedisce anche la trasmissione di virus, muffe o batteri, disperdendoli attraverso l’aria in espulsione.

Facilità di gestione e installazione

Tramite il software Vitoguide, il tecnico si collega al sistema Vitoair per una rapida messa in funzione e per il controllo remoto. Inoltre, tramite l’app ViCare, l’utente può tenere sotto controllo tutto il sistema dal proprio smartphone. Il sistema di distribuzione dell’aria Click-and-Go è stabile, sicuro e veloce per agevolare il lavoro dell’installatore. I canali di distribuzione sono disponibili sia in versione rotonda sia piatta e sono flessibili: consentono di realizzare facilmente raggi di curvatura stretti con un’elevata stabilità. La parete interna blu dei condotti è antistatica e antibatterica e soddisfa i più alti requisiti di igiene. www.viessmann.it

Mini cassette a 4 vie Panasonic Heating & Cooling Solutions ha lanciato una nuova linea di mini cassette a 4 vie 60x60 PY3, ideale per applicazioni residenziali e impianti commerciali di piccole e medie dimensioni. La nuova unità interna è ora disponibile in cinque capacità da 2,0 a 6,0 kW ed è compatibile con la gamma residenziale Free Multi Z e commerciale PACi NX di Panasonic. Nella nuova unità è integrata di serie la tecnologia nanoeTMX Mark 2, che produce 9.600 miliardi di radicali ossidrilici al secondo, inibendo gli inquinanti. Le nuove unità PY3 sono più compatte e leggere: la profondità di installazione richiesta a soffitto è di soli 250 mm e il peso è di soli 15 kg. La nuova griglia dedicata CZ-KPY4, grazie a uno spessore di soli 30 mm, garantisce un’installazione discreta all’interno di ogni arredamento. L’orientamento delle 4 alette può essere impostato separatamente e grazie ai quattro motori consente una distribuzione dell’aria che riduce le correnti fredde e aumenta il comfort. Le mini cassette PY3 sono compatibili con una vasta gamma di soluzioni di controllo e di connettività, tra cui i nuovi comandi CONEX CZ-RTC6, il sistema AC Smart & Service Cloud e il sensore intelligente Econavi di Panasonic. www.aircon.panasonic.eu

Kit di contabilizzazione da incasso per acqua sanitaria Il nuovo kit di contabilizzazione per acqua sanitaria K4CC E-READY, realizzato da TECO, è un prodotto dagli elevati standard tecnici e qualitativi, pratico da installare e da utilizzare. Grazie all’inserimento del motore della Serie E100 e al collegamento ai sistemi di domotica, K4CC E-READY presenta la possibilità di essere gestito da remoto. Estremamente compatto, può essere installato ovunque lo si desideri, assecondando le esigenze tecniche di ricircolo e di comfort, come richiesto dalla normativa vigente (UNI EN 806, UNI 9182:2014 e UNI 8065:2019). K4CC è fornito in una cassetta premontata con profondità da 85 a 100 mm per le versioni DN15 e DN20 e dotata di parti pretranciate, squadrette di fissaggio e livella a bolla, per permettere un’installazione rapida e precisa. È caratterizzato, inoltre, dalla tecnologia Fastec®: un sistema di connessione rapida, che consente di lavorare in sicurezza anche in spazi ristretti e di realizzare un collegamento idraulico tra raccordo e valvole senza attrezzi, con un semplice click sul perno di bloccaggio. Per assicurare la possibilità di una futura gestione da remoto, è necessaria la predisposizione per un collegamento elettrico all’interno della cassetta. Sarà poi possibile decidere di motorizzare K4CC E-READY in qualunque momento e in pochi passaggi. Il kit è in grado di armonizzarsi allo stile di ogni ambiente: l’unico elemento visibile esternamente è, infatti, l’elegante placca di copertura. www.tecosrl.it 14

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SERIE

KIT DI CONTABILIZZAZIONE DA INCASSO

VALVOLA D’INTERCETTAZIONE

VALVOLA D’INTERCETTAZIONE DA INCASSO

SERIE

MOTORE ELETTRICO

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NUOVE VALVOLE MOTORIZZABILI


Novità prodotti Termoarredo personalizzabile Proheater, il nuovo termoarredo di Progress Profiles, ha uno spessore di soli 42 mm ed è interamente rivestito da una lastra di ceramica che, grazie all’elevata conducibilità termica, si riscalda facilmente, irradiando calore immediatamente e in modo omogeneo. Il pannello portante Profoil Panel, in polistirene estruso ad alta densità (33 kg/m3), ha un’elevata capacità isolante ed è rivestito su entrambi i lati da una membrana impermeabile all’acqua e al vapore che conferisce al pannello una elevata rigidità. Per propagare calore in maniera uniforme, Proheater sfrutta il sistema di riscaldamento brevettato Prodeso Heat Grip System, composto da una membrana desolidarizzante e impermeabilizzante, realizzata in polietilene e provvista di un tessuto non tessuto in polipropilene termosaldato nella parte inferiore. Sulla membrana sono presenti rilievi semicircolari che creano sedi di incastro alle quali è possibile agganciare il cavo Prodeso Heat Grip Cable. Il cavo elettrico a potenza costante, dal diametro di 6,5 mm, è dotato di resistenze lunghe 60 cm montate in parallelo che, se danneggiate, non interrompono il funzionamento dell’intero sistema. Proheater è disponibile in 18 rivestimenti ceramici ed è facile da fissare alla parete grazie alle apposite staffe. Sono disponibili anche delle barre scaldasalviette da agganciare al corpo centrale della struttura per asciugare teli e asciugamani. www.progressprofiles.com

Nuove finiture per la canalina di scarico La finitura di scarico lineare Viega Advantix Cleviva si arricchisce di quattro nuove finiture: Nero, Champagne, Oro e Oro Rosa, per abbinarsi a ogni rivestimento della doccia filopavimento. Pensate come strumento flessibile per la progettazione della zona doccia, le canaline Advantix Cleviva (80, 100 e 120 cm) sono modulari e possono essere accorciate con precisione fino a un minimo di 30 cm in fase di posa, ma anche prolungate senza limiti, affiancando diversi profili in serie. È anche possibile combinare diverse finiture tra il profilo della canalina e l’inserto centrale della griglia di scarico, con una o due fessure dalla forma arrotondata o più spigolosa, per dare vita a soluzioni di arredo originali. Robustezza e igiene sono garantiti dai profili con pendenza integrata in acciaio inossidabile spazzolato spesso 4 mm e dalla finitura antigraffio PVD (Physical Vapor Deposition) che aggiunge un film protettivo sulla superficie della canalina. www.viega.it

L’eleganza del piatto doccia L’offerta dei piatti doccia Geberit si completa con la nuova collezione Olona, dal design raffinato ed elegante. Disponibile in bianco opaco e in 25 dimensioni, dalla forma quadrata o rettangolare, varie per lunghezza e larghezza, il nuovo piatto doccia è ideale come soluzione per rendere raffinato un bagno nuovo o ristrutturato, combinandosi con pavimenti e rivestimenti di ogni tipo. Realizzato in resin stone con rivestimento in gelcoat altamente resistente, Olona si contraddistingue per una superficie confortevole e performante, con ottime proprietà antiscivolo. Il bordo di soli 4 cm permette la classica installazione in appoggio o a filo pavimento, facilitata dai piedini di supporto che garantiscono un montaggio più rapido e preciso. Oltre alla vasta gamma di misure standard, uno dei vantaggi del piatto doccia Olona è che si può tagliare in funzione delle misure del bagno, personalizzandolo nella lunghezza. Olona viene fornito con copertura piletta bianca opaca impreziosita dal bordino cromato, facilmente removibile per accedere all’inserto a pettine. Oltre che nella finitura bianca opaca di serie la copertura piletta è disponibile anche come accessorio opzionale bianca lucida con anello cromosatinato, cromata lucida con anello cromosatinato e nera satinata con anello nero lucido. www.geberit.it

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COMFORT FOR THE PLANET & PEOPLE

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è ambiente DA -25°C A 24 °C MODALITÀ RISCALDAMENTO ENHANCED VAPOR INJECTION DA -15°C A 48 °C MODALITÀ RAFFREDDAMENTO

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Unità esterne VFR MV6 con tecnologia EVI. Elevata capacità, ampio campo di applicazione.

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Novità prodotti Tubo di collegamento adatto anche agli spazi più ridotti Grazie alla particolare conformazione del tubo interno, FLEXCORE® di Neoperl può raggiungere un raggio di curvatura di 25 mm. Questa caratteristica lo rende il tubo ideale per il collegamento di qualsiasi rubinetto alla rete idrica, anche nelle situazioni più difficili con spazi altamente ridotti. Prodotto secondo i requisiti stabiliti dalla Normativa Europea EN13618, e avendo ottenuto certificazioni da tutti i più importanti Enti Certificatori internazionali, nonché dall’Istituto per la tutela dei Produttori Italiani, è impiegabile con garanzia di igiene nel contatto con acqua potabile e nel comparto alimentare. FLEXCORE® è proposto nella versione con maschio normale o prolungato, con o senza anello in PTFE che si autofiletta e si comprime nel filetto dell’attacco a muro, garantendo così un’assoluta sicurezza di tenuta. Nella versione femmina è sempre fornito di guarnizione in EPDM inserita nel raccordo. www.neoperl.com

Stufe e caldaie a cinque stelle Sei modelli di stufe e tre modelli di caldaie a pellet a marchio MCZ sono state certificate con la più severa classe di qualità ambientale europea, ovvero le cinque stelle secondo il D.M. 186/2017. Gli apparecchi a cinque stelle, attualmente il livello massimo della tecnologia di combustione presente sul mercato, garantiscono un abbattimento delle emissioni di PM10 fino a otto volte rispetto agli apparecchi più datati. Nello specifico, i prodotti MCZ certificati a cinque stelle sono le termostufe a pellet Club Hydromatic 18/24 M2 e Suite Hydromatic 18/24 M2; la stufa a pellet hydro Pad Hydromatic 18/24 M2; la caldaia a pellet Selecta nelle sue varianti 15/20/30 HQ S1. www.mcz.it

MCZ Pad Hydromatic

MCZ Selecta

Gruppi di distribuzione e miscelazione per la centrale termica I gruppi di rilancio della Serie HK di Watts garantiscono al sistema di riscaldamento e raffrescamento la circolazione dell’acqua in modo diretto, favorendo la circolazione del liquido secondo le esigenze impostate dal termostato. Il gruppo installato preleva il fluido termovettore dal circuito primario e lo rilancia alle unità terminali del circuito secondario in funzione della potenza termica richiesta. La pompa garantisce la prevalenza richiesta per la circolazione del fluido termovettore nel circuito secondario. La temperatura di andata e ritorno del fluido nel circuito secondario è leggibile sui termometri integrati nelle valvole di intercettazione ed è visibile anche con la coibentazione montata. La valvola di intercettazione della mandata è dotata di sistema gravity flow stop, che impedisce la circolazione naturale a pompa ferma. Questo permette di inserire le unità terminali del circuito secondario, senza necessità di un’ulteriore regolazione di temperatura, integrando perfettamente i Collettori VB32. Nel gruppo di rilancio è inserita anche una valvola di miscelazione termostatica a punto fisso che mantiene costante la temperatura di mandata del circuito secondario, miscelando opportunamente la mandata del circuito primario e il ritorno del circuito secondario. È particolarmente indicata negli impianti di riscaldamento a pannelli radianti, dove è necessario mantenere costante la temperatura del fluido termovettore prima di poter essere inviato ai circuiti radianti.

Modularità e facilità di installazione

Il prodotto è premontato e nella fase di installazione dell’impianto può essere fissato a parete in pochi minuti, grazie alla staffa integrata, al peso e alle dimensioni compatte. I gruppi di rilancio sono progettati secondo un principio di installazione modulare che consente di collegare più zone di riscaldamento e sono premontati con la mandata a destra e il ritorno a sinistra. La reversibilità del prodotto permette in poche e semplici mosse di invertire i flussi. www.wattswater.it

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L’EFFICIENZA ENERGETICA È LA CHIAVE PER RAGGIUNGERE LA SOSTENIBILITÀ NIBE S1255 è una pompa di calore geotermica intelligente, con controllo inverter e bollitore integrato. S1255 ha un alto fattore di prestazione stagionale (SCOP 5.5) con conseguenti costi operativi minimi. La pompa di calore è disponibile in diverse taglie ed è adatta all’installazione sia in piccole che in grandi abitazioni. Grazie al wifi integrato, S1255 diventa un elemento naturale della vostra casa connessa. La tecnologia smart regola automaticamente la temperatura interna mentre voi avete tutto sotto controllo via smartphone o tablet. Otterrete il massimo comfort con il minimo consumo di energia, nel pieno rispetto dell’ambiente.

NIBE S1255


Novità prodotti Miscelatori elettronici con disinfezione termica Il miscelatore elettronico ibrido Serie 6000 LEGIOMIX® 2.0 di Caleffi è dotato di un apposito regolatore che gestisce una serie di programmi di disinfezione termica del circuito contro la Legionella. Questo dispositivo permette anche di verificare l’effettivo raggiungimento delle temperature e dei tempi di disinfezione termica e di intraprendere le opportune azioni correttive. Tutti i parametri sono aggiornati giornalmente e storicizzati, con registrazione oraria delle temperature. A seconda del tipo di impianto e delle abitudini dell’utenza, è possibile programmare i livelli di temperatura e i tempi di intervento nella maniera più opportuna. Il regolatore è predisposto per la gestione remota con specifici protocolli di trasmissione MODBUS, tramite scheda opzionale, ad uso nei Sistemi di Building Management (BMS). Adatto a impianti di strutture considerevoli, come grandi condomini, ospedali, case di cura, centri sportivi e commerciali, alberghi, campeggi e collegi, LEGIOMIX® 2.0 rientra nelle principali agevolazioni fiscali per le riqualificazioni edilizie: Superbonus, Ecobonus, Bonus casa e Superbonus alberghi 80%. www.caleffi.com

Gamma di miscelatori termostatici anti-legionella OMBG presenta la serie HPM – High Performance Mixers, miscelatori termostatici realizzati in ottone, resistenti e facili da installare. La manopola di regolazione è provvista di un anello che indica la temperatura predefinita di 38°C e quella limite di 46°C. Caratteristica particolare del prodotto è il bottone “Legionella”, con il relativo fermo, che permette di aumentare la temperatura fino a 70°C (o comunque fino al massimo consentito dal sistema idraulico) allo scopo di pulire il miscelatore dall’eventuale presenza del batterio della Legionella. Tale procedimento può essere eseguito solo da un tecnico o da personale qualificato, usando un ago o un attrezzo molto fine per premere il pulsante speciale. Per agevolare l’utilizzo da parte di utenti con disabilità la manopola di chiusura è fornita di una leva, lunga 40 mm oppure 10 mm. Tutti i modelli esterni (doccia, vasca, lavabo e temporizzato) possono essere forniti di valvole di chiusura a sfera, mentre gli articoli a incasso con rubinetto di chiusura o deviatori sono dotati di valvole di chiusura e filtri, per facilitare la manutenzione o la sostituzione dei componenti “fai da te”. www.ombg.net

Sistema compatto per l’installazione di pompe di calore split polivalenti Olimpia Splendid presenta un sistema compatto che introduce nuove possibilità installative per le proprie pompe di calore. Elemento chiave del sistema è il Kit Sherpa Flex Box AS un armadio tecnico autoportante in acciaio zincato (o con verniciatura a polvere RAL 9016) che può essere installato ad appoggio o a semi-incasso, all’interno così come all’esterno dell’edificio, seppur in zona protetta dalle intemperie. Nell’armadio trovano spazio: • una pompa di calore Sherpa Aquadue S2 E Small, disponibile in 4 taglie di potenza fino a 10 kW con gas R32; • un bollitore sanitario da 150 litri in acciaio inox, caratterizzato da un elevato isolamento termico (classe C); • un accumulo tecnico da 28 litri in acciaio inox. In caso di installazione all’esterno, è possibile abbinare al nuovo Kit Sherpa Flex Box AS un accessorio per remotizzare il display di comando della pompa di calore (fino a 10 metri di distanza). La tecnologia brevettata Aquadue di Olimpia Splendid, già disponibile nelle versioni pensile e a torre, consente di raffrescare in estate, riscaldare in inverno e produrre ACS fino a 75°C in contemporanea, con la massima efficienza (fino alla A+++ in riscaldamento clima medio) e in modo autonomo, ovvero senza bisogno di caldaia né solare termico. In presenza di un impianto fotovoltaico la tecnologia incrementa ulteriormente l’efficienza, grazie a un contatto che consente di aumentare l’autoconsumo immagazzinando la sovrapproduzione. www.olimpiasplendid.it

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INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

POMPE DI SCARICO

TRE SOLUZIONI SPECIFICHE PER SMALTIRE L’ACQUA DI CONDENSA

Sanitrit arricchisce la gamma Sanicondens con tre prodotti pensati per le unità di condizionamento e le caldaie a condensazione Sanicondens Eco

Sanicondens Clim Mini New Silence

S

anitrit, marchio di SFA Group, ha lanciato nel 2021 tre novità che vanno ad arricchire la gamma di pompe di condensa Sanicondens: si tratta dei modelli Clim Mini, Eco e Pro.

Dimensioni ridotte e silenziosità per il climatizzatore

Sanicondens Clim Mini New Silence è progettata per espellere l’acqua di condensa dalle unità di condizionamento dell’aria. Le sue piccole dimensioni – 105 x 32 x 54 mm – le permettono di integrarsi facilmente in un climatizzatore a muro. Facile da installare grazie agli accessori di fissaggio e di raccordo di serie, è capace di aspirare fino a 2 m, con un lieve impatto acustico pari a 21 dB (A). Sanicondens Clim Mini New Silence è composta da due elementi principali: il blocco di rilevazione ed il blocco pompa. Le acque di condensa penetrano all’inizio nel blocco di rilevazione. Quando il livello al suo interno è abbastanza alto, la pompa si attiva e aspira le acque di condensa per scaricarle.

Per la caldaia a condensazione

Obbligatorie dal 2015 nelle nuove installazioni e quindi sempre più diffuse, le caldaie a condensazione permettono un notevole risparmio energetico ma provocano la formazione di acque di condensa che devono essere smaltite in maniera sicura. Sanicondens Eco è la soluzione Sanitrit progettata specificamente a per lo smaltimento di concentrati acidi da caldaie a gas e altre apparecchiature come banchi refrigeranti, climatizzatori, cassette aria condizionata e deumidificatori. Le sue dimensioni compatte – 260 x 135 x 170 mm – e la silenziosità (< 45 dB(A)) permettono una installazione facile e discreta. Nel caso di caldaie a gasolio è possibile usarla con l’aggiunta di Sanineutral o Sanineutral Mini. Dotata delle stesse caratteristiche tecniche del modello Eco, Sanicondens Pro, in più, ha una capacità di 2 litri, ed è dotata di due ingressi per un’installazione più agevole.

Sanicondens Pro

SFA Italia S.p.A. Via del Benessere, 9 27010 – Siziano (PV) www.sfa.it Tel. +39 0382 6181

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IAQ

a cura della redazione

QUALITÀ DELL’ARIA NELLE SCUOLE: LA NUOVA PRASSI UNI E I RISULTATI DEL PROGETTO QAES

La Prassi di Riferimento 122:2022 definisce una procedura semplificata per il controllo della qualità dell’aria attraverso il monitoraggio di alcuni parametri indicatori

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L’

emergenza pandemica ha portato al centro dell’attenzione il tema della qualità dell’aria all’interno degli edifici scolastici, dopo che numerosi studi hanno dimostrato che il ricambio d’aria negli ambienti confinati è uno strumento fondamentale per prevenire il contagio. Si è parlato molto degli investimenti necessari per dotare le scuole di apparecchi per la ventilazione meccanica controllata, che permettono il ricambio d’aria anche senza dover aprire le finestre, o di altri dispositivi come purificatori d’aria dotati di filtri HEPA o rilevatori di CO2. Ci siamo occupati dell’argomento più volte anche su queste pagine, da ultimo con un’inchiesta sullo “stato dell’arte” della VMC nelle scuole, con alcuni esempi virtuosi da diverse scuole d’Italia, pubblicata sul numero dell’Installatore Professionale di novembre/ dicembre 2021. Sarebbe un errore, però, relegare il tema alla fase di emergenza pandemica e trattare la qualità dell’aria indoor soltanto come un mezzo di prevenzione dalle infezioni dei virus che colpiscono le vie aeree. È stato dimostrato, infatti, che una cattiva qualità dell’aria all’interno delle aule scolastiche influisce negativamente anche sull’attenzione degli studenti, con un legame tra l’aumento della concentrazione di CO2 e la diminuzione della capacità di apprendimento. Ma come si misura la qualità dell’aria in un ambiente scolastico? A questo scopo viene in aiuto la nuova Prassi di Riferimento UNI/PdR 122:2022 elaborata da UNI in collaborazione con IDM – Südtirol-Alto Adige, dal titolo “Monitoraggio della qualità dell’aria negli edifici scolastici - Strumenti, strategie di campionamento e interpretazione delle misure”. La prassi è destinata in particolare ai dirigenti e ai gestori delle scuole pubbliche o private, ai laboratori di prova, che possono concorrere al processo di monitoraggio, e a tecnici e professionisti che si occupano di qualità dell’aria.

Tabella 1. Parametri di qualità dell’aria

Parametri misurabili in autonomia dalla scuola

Principali parametri che necessitano il coinvolgimento di un laboratorio di prova

– anidride carbonica (CO2)

– formaldeide – VOC, TVOC – radon – particolato – misure biologiche – NOx

Parametri integrativi (opzionali): – temperatura dell’aria – umidità relativa dell’aria – pressione atmosferica

Figura 1. Esempio di collocazione di misuratori di CO2. Fonte: UNI/PdR 122:2022

Gli obiettivi della nuova Prassi di Riferimento La PdR, scaricabile liberamente dal sito di UNI, ha l’obiettivo di definire: • una procedura operativa semplificata per il controllo della qualità dell’aria attraverso il monitoraggio di alcuni parametri indicatori (vedi Tabella 1), procedura che può essere applicata in autonomia dai gestori degli edifici (dirigenti scolastici, coordinatori, etc.) senza l’appoggio di un laboratorio di prova; • le procedure che il gestore può seguire in caso di affidamento del monitoraggio a un laboratorio di prova: comprensione della problematica, come affidare l’incarico, quali parametri misurare, valutare e interpretare i risultati delle prove commissionate. Attraverso analisi strumentali e procedure chiare sarà possibile tenere sotto controllo la qualità dell’aria interna al fine di migliorare complessivamente la fruibilità degli ambienti scolastici, la salute e il benessere degli studenti. “Questa iniziativa si è sviluppata all’interno del progetto ‘Qualità dell’Aria negli Edifici Scolastici – QAES’, finanziato dal Programma Interreg Italia – Svizzera. Il progetto ha appunto come obiettivo lo sviluppo di nuovi standard per il miglioramento della qualità dell’aria nelle scuole”, spiega Carlo Battisti di IDM Südtirol-Alto Adige, Project leader della prassi UNI. “Tra i numerosi risultati prodotti nei tre anni di lavoro, volevamo assicurare riconoscimento e applicabilità alle procedure di monitoraggio dell’aria che abbiamo elaborato. La prassi di riferimento nata sotto l’egida UNI è stata per noi l’opportunità ideale per fornire un riferimento volontario e prescrizioni tecniche al mercato su questo tema”. All’interno di un’aula scolastica gli inquinanti possono avere origine interna (emessi ad esempio dai materiali che costituiscono la struttura e l’arredo dell’aula, dalle attività svolte dagli occupanti, dai sistemi impiantistici se non sono manutenuti correttamente) o esterna (per es. traffico veicolare, emissioni gassose di impianti civili e industriali, etc).

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IAQ Il decalogo del progetto QAES

Un “manifesto” in dieci punti che elencano cosa è necessario sapere e fare per garantire una buona qualità dell’aria interna (IAQ). 1. A una migliore IAQ corrisponde una maggiore capacità di apprendimento 2. Il ricambio d’aria è la strategia più efficace e imprescindibile 3. L’anidride carbonica (CO2) è l’indicatore principale 4. Va definita a priori una strategia per la IAQ 5. Misurare la IAQ è essenziale per migliorarla 6. È fondamentale una corretta progettazione 7. La buona IAQ deve diventare un prerequisito per la didattica 8. Serve un programma di informazione e formazione per le scuole sulla IAQ 9. È necessaria una manutenzione regolare per la IAQ 10. Servono opportuni investimenti

Misure dirette e indirette A seconda dell’inquinante da rilevare, possono essere adottate diverse tecniche, suddivise in due approcci: misure dirette, indirette o entrambe. • Misura indiretta: la sostanza da misurare viene prima concentrata su un supporto idoneo (fiala, filtro, soluzione) e poi determinata in un altro momento. La misura indiretta è più sensibile e precisa di quella diretta. Il risultato che si ottiene rappresenta la concentrazione media dell’inquinante nel tempo che è stato impiegato a prelevarlo (30 min, 1 ora, etc). Uno svantaggio della misura indiretta è che si presta poco a prelievi di breve durata e il suo impiego è più costoso di quella diretta. • Misura diretta: è caratteristica a della strumentazione automatica dove il risultato della misura è ottenuto in tempi molto brevi (secondi). La misura diretta è alle volte meno sensibile di quella indiretta ma ha il vantaggio di ottenere gli andamenti nel tempo della concentrazione di un inquinante. È importante, ovviamente, che lo strumento sia in grado di misurare l’evento nello stesso tempo in cui questo avviene. Un esempio: la misurazione della CO2 Misurare la concentrazione di CO2 all’interno di un ambiente confinato serve a valutare la qualità dell’aria, determinare le caratteristiche di aerazione/ventilazione, valutare eventuali strategie per il ricambio dell’aria o soluzioni di riqualificazione. Si misura in ppm (parti per milione) attraverso rilevatori a infrarosso (IR) o infrarosso non dispersivo (NDIR). La norma tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 16000-26, che descrive la pianificazione delle misurazioni dell’inquinamento da anidride carbonica. Il rilevatore andrà collocato tra 1 e 24

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1,5 metri da terra, come altezza rappresentativa dell’aria che gli occupanti respirano, lontano da fonti di calore e dalle aperture o bocche di immissione dei sistemi di ventilazione (vedi Figura 1 alla pagina precedente). La norma UNI EN 16798-1 descrive i limiti di concentrazione in funzione delle categorie di comfort: il valore di 1200 ppm viene assunto come riferimento per una buona qualità dell’aria negli edifici scolastici. Il valore di 400 ppm viene preso invece come riferimento della concentrazione di CO2 esterna in mancanza di un dato da monitoraggio (Fonte: UNI CEN/TR 16798-2). Bene i sistemi attivi, meno utili i purificatori Lo scorso 26 gennaio sono stati presentati i risultati del progetto QAES, che dal 2019 al 2021 ha svolto una serie di indagini sulla qualità dell’aria negli edifici scolastici. Tra le conclusioni a cui è giunto il progetto, c’è la consapevolezza che nessuna soluzione da sola è sufficiente, ma serve un approccio integrato e ogni tecnologia deve essere scelta e utilizzata coinvolgendo progettisti, tecnici, personale scolastico e studenti. L’indagine si è svolta in 12 scuole dell’Alto Adige e del Ticino, con migliaia di misurazioni eseguite prima e dopo l’installazione di diverse soluzioni per il miglioramento della qualità dell’aria. Solo i sistemi attivi e quelli di monitoraggio con notifica sono risultati efficaci per l’abbattimento della CO2, mentre nessun effetto evidente è stato riscontrato con i sistemi di purificazione – che trattano l’aria senza ricambiarla con l’esterno – con i sistemi passivi – come materiali tessili assorbenti e pitture fotocatalitiche – e con i sistemi di monitoraggio senza notifica, che controllano la qualità dell’aria senza fornire indicazioni sulle azioni da intraprendere. 


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Intervista

di Sebastian Bendinelli

MENO COMPONENTI PIÙ EFFICIENZA AriaSilent è la nuova soluzione di VMC di Valsir che punta tutto sulla semplicità, senza rinunciare a completezza e prestazioni. Ne parliamo con il Product Manager Mattia Foglio

Figura 1. Ariasilent Link con la valvola di regolazione

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razie alla maggiore consapevolezza sull’importanza della qualità dell’aria indoor, acquisita ormai anche dal grande pubblico attraverso i molti dibattiti sul tema legati all’emergenza sanitaria, i sistemi di ventilazione meccanica controllata sono sempre più richiesti da parte dei clienti. Tra le novità più interessanti sul mercato c’è sicuramente AriaSilent di Valsir, un nuovo sistema di VMC che fa della semplicità – oltre che della silenziosità, come suggerisce il nome – il proprio punto di forza principale. Lanciato ufficialmente a inizio febbraio, AriaSilent conta un ridotto numero di componenti rispetto alle altre soluzioni di VMC presenti sul mercato, a partire dal raccordo universale AriaSilent Link, un “sistema passe-partout” disponibile in 5 versioni, già completo delle guarnizioni di tenuta, che permette di connettere la tubazione a qualsiasi accessorio del sistema riducendo al minimo le operazioni necessarie per l’installazione (Figura 1-2). Anche i box di distribuzione, dotati di un’apertura “a strappo” brevettata che permette di aprire facilmente solo le connessioni richieste, sono disponibili in 2 taglie e 4 codici, circa il 75% in meno rispetto alle altre soluzioni di VMC disponibili sul mercato (Figura 3). Per conoscere più da vicino il prodotto, abbiamo parlato con l’ing. Mattia Foglio, Product Manager di Valsir. AriaSilent è il vostro primo sistema di VMC? Avevamo già sviluppato una linea dedicata alla ventilazione meccanica controllata, ma i numerosi feedback da parte del mercato ci hanno convinto a progettare da zero un sistema inedito, che tenesse conto delle esigenze dei professionisti e che potesse essere proposto ad un pubblico più maturo e preparato rispetto a pochi anni fa.


Quali sono i suoi punti di forza? Innanzitutto la semplicità, con una forte riduzione del numero di componenti e il raccordo universale AriaSilent Link, che permette di collegare tutte le tipologie di tubo corrugato a tutti gli accessori. È stato semplificato anche il montaggio e lo smontaggio delle griglie terminali, grazie a un sistema di aggancio brevettato a pressione, senza utilizzo di attrezzi. Le connessioni dei box di distribuzione hanno un sistema di apertura a strappo, così da poter aprire facilmente solo quelle richieste, e ogni raccordo può essere dotato di una valvola di regolazione che gestisce le portate d’aria in maniera più comoda e versatile rispetto ai classici regolatori di portata, che devono essere sagomati con un cutter. Tenendo conto della nuova norma EN 17192 abbiamo perfezionato la tenuta all’aria dell’intero sistema e applicato un trattamento antistatico e antibatterico non solo sulle tubazioni, ma su tutte le componenti dell’impianto. Il flusso dell’aria è ottimizzato in modo da ridurre il rumore e ottenere una portata bilanciata su tutte le uscite del box di distribuzione.

Figura 2. Le diverse tipologie di raccordi Ariasilent Link per diametri 63, 75 e 90 mm

Figura 4. Porta griglia Ariasilent Point 70 Compact, ideale in caso di spazi ridotti

specialmente in inverno la semplice apertura delle finestre comporta una notevole dispersione termica – oltre a non garantire sempre un ricambio di aria salubre, se il fabbricato si trova in una zona caratterizzata da elevato inquinamento atmosferico. La VMC permette invece di diluire le sostanze inquinanti che si trovano all’interno degli ambienti – come CO2, umidità, formaldeide e altri composti – in maniera efficiente, immettendo dall’esterno aria filtrata. Come si combina con gli impianti di riscaldamento e raffrescamento? Si combina molto bene in particolare con gli impianti a pannelli radianti, che lavorano a temperature più basse e riescono a ottenere una migliore efficienza energetica. È disponibile anche una versione di box di distribuzione dotata di isolamento termico per l’ottimale abbinamento a sistemi con deumidificazione, utile nel caso di pannelli radianti, soprattutto in raffrescamento: nei momenti di picco, la VMC aiuta a raggiungere le condizioni di comfort dell’impianto.

Quali interventi di manutenzione In che modo questa soluzione facilita devono essere eseguiti su un impianto di il lavoro dell’installatore? questo tipo, e con quale cadenza? Il numero ridotto di componenti Figura 3. I box di distribuzione con aperture “a strappo” Dipende naturalmente dal luogo in cui è un vantaggio sia per il distributore, si trova l’edificio. In generale, la pulizia che risparmia spazio in magazzino, sia dei filtri è raccomandata ogni 3 o 4 mesi. per l’installatore, che sul furgone avrà Si tratta di un’operazione facile che può svolgere 2 scatole di raccordo e non 12. In più, la modularità direttamente l’utente finale. Per quanto riguarda invece dei componenti permette di gestire facilmente anche la manutenzione straordinaria, l’utilizzo di sistemi variazioni dell’ultimo momento in cantiere, ad esempio antistatici e antibatterici sicuramente allunga la vita utile la necessità di utilizzare un sistema ovale al posto di del sistema. Si suggerisce comunque di effettuare un uno tondo in un tratto di impianto, senza bisogno di controllo all’impianto di distribuzione almeno ogni 4-5 particolari accessori per passare da un diametro all’altro. anni, mentre le macchine di ventilazione dovrebbero Avere box, raccordi e griglie comuni a tutti i sistemi essere controllate almeno una volta ogni 1-2 anni. permette di organizzare meglio il lavoro. Parliamo di consumi e prestazioni: specialmente in tempi di “caro bollette”, i clienti potrebbero essere preoccupati dal fatto che installare un sistema di VMC si traduca in maggiori consumi, e quindi costi… In realtà i costi energetici diminuiscono grazie al recuperatore di calore, che riduce drasticamente le spese di riscaldamento (o di raffrescamento, a seconda della stagione). Bisogna considerare che la maggior parte delle persone non arieggia gli ambienti interni in maniera sufficiente, e

Da parte degli installatori c’è una conoscenza sufficiente dei sistemi di VMC? Avete in programma iniziative di formazione? Non tutti i professionisti conoscono a fondo il sistema o ne hanno sufficiente esperienza per affrontare l’installazione con disinvoltura: noi puntiamo da sempre su formazione e informazione per tutti gli attori della filiera, dal distributore, al progettista, all’installatore. Stiamo già lavorando all’organizzazione di eventi di formazione sia sul territorio – appoggiandoci ai distributori – sia attraverso la nostra Academy. 

Mattia Foglio, Product Manager Valsir N. 2 - MARZO/APRILE 2022 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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INCHIESTA di Gaia Cecca

Cessione del credito, si

riparte?

Dopo il caos dovuto agli ultimi decreti sui bonus edilizi, il settore tira un sospiro di sollievo. Ma intanto molti cantieri si sono fermati e gli operatori stanno pagando gli effetti delle misure restrittive: ne abbiamo parlato con alcuni installatori

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opo mesi di stallo a causa della pandemia, la ripresa economica ha generato un forte aumento della domanda. A contribuire a questa ripartenza ci sono sicuramente gli incentivi statali per l’efficientamento energetico che hanno giocato un ruolo importante. Da maggio 2020, grazie alle agevolazioni introdotte dal Decreto Rilancio (34/2020), l’impresa che svolge i lavori può concedere all’utente finale uno sconto in fattura

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particolarmente significativo legato agli interventi da effettuare sull’edificio, in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni fiscali previste dal Bonus ristrutturazioni (50%), dall’Ecobonus (65%) e dal Superbonus (110%). Un’opportunità di business che vede coinvolti diversi attori del mercato tra cui gli installatori. Tuttavia i problemi non mancano: oltre ai rincari delle materie prime e la scarsa disponibilità dei prodotti con conseguente ritardo nelle consegne, il susseguirsi in un arco di tempo breve di diverse modifiche alle regole della cessione dei bonus edilizi, ha, di fatto, bloccato i cantieri.


Correzione delle procedure sui crediti

È recente – 25 febbraio scorso – la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 13/2022. Si tratta della quarta modifica in meno di quattro mesi alle regole per la cessione dei crediti fiscali connessi ai bonus edilizi. Dopo la stretta del decreto “anti-frodi” (12 novembre 2021), la Legge di Bilancio (1° gennaio) che ha in parte annullato le disposizioni del decreto precedente, e poi lo stop alle cessioni multiple del credito con il decreto Sostegni ter (17 febbraio), il D.L. 13/2022 sembrerebbe scongiurare il blocco del mercato e dei cantieri. L’obiettivo è quello di far ripartire i lavori ma in modo più sicuro, evitando che si ripetano le frodi-record, con oltre 4 miliardi di euro di crediti sospetti su 38,4 miliardi di euro di crediti comunicati alle Entrate al 31 dicembre scorso. Accogliendo le richieste della filiera delle costruzioni, l’ultimo decreto abolisce l’art. 28 del Sostegni ter, prevedendo che i bonus edilizi possano essere oggetto di ulteriori due cessioni oltre la prima, a condizione che vengano effettuate a favore di banche, intermediari finanziari o imprese di assicurazioni autorizzate. Nel decreto viene stabilito inoltre che i crediti non possono formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate. A tal fine, al credito è attribuito un codice identificativo univoco da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni (il cosiddetto “bollino” anti-frode). Sono previste pesanti sanzioni per il tecnico abilitato che esponga informazioni false o ometta di riferire realizzazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesti falsamente la congruità delle spese.

Soddisfatte le associazioni di categoria

L’intervento correttivo del governo è stato accolto positivamente dalle associazioni di categoria perché consente al mercato, finalmente, di uscire dalla paralisi. Secondo ANGAISA la scelta di mantenere i crediti cedibili per tre volte, non più “spacchettabili” e tracciati da un bollino di qualità, può sostenere il contrasto alle frodi senza sacrificare l’efficienza delle detrazioni edilizie lungo la filiera. Nel caso del settore idrotermosanitario viene ristabilito l’equilibrio per il quale l’installatore esegue l’intervento concedendo lo sconto in fattura, il distributore acquista il credito maturato e lo cede infine a un intermediario finanziario o assicurativo. “Siamo indotti a un cauto

ottimismo ora che il Governo ha messo a punto nuovi strumenti per raggiungere gli obiettivi di fondo dell’art. 28, condivisi appieno dai distributori che rappresentiamo”, commenta Maurizio Lo Re, presidente dell’Associazione. “È fondamentale contrastare con decisione le frodi commesse da alcuni operatori senza scrupoli e impedire il protrarsi di comportamenti illegali. Bene, dunque che si punti a superare l’improvviso blocco dell’intero comparto edilizio, un effetto collaterale delle misure restrittive così come inizialmente concepite che ha purtroppo danneggiato tantissime aziende e professionisti che si erano sempre mossi correttamente, nel pieno rispetto delle leggi e delle indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate”.

I danni del decreto Sostegni-ter Secondo un’indagine effettuata da CNA per misurare l’impatto del decreto Sostegni ter sulla filiera edilizia, l’articolo 28 del decreto, limitando la possibilità di cedere i crediti una sola volta, ha reso impossibile per molte imprese l’applicazione dello sconto in fattura se non nei limiti della loro capienza finanziaria. Al momento dell’entrata in vigore del decreto, più della metà delle imprese intervistate (50,9%) si è trovata nella condizione di dover smobilizzare crediti per lavori effettuati sui quali aveva concesso lo sconto in fattura alla clientela. Dai risultati dell’indagine risulta che si tratta di importi difficilmente recuperabili. Dopo l’emanazione del decreto infatti quasi il 50% delle imprese riferisce di aver registrato una indisponibilità totale e immediata ad acquisire i crediti maturati dai cessionari. Per il 24,6% degli intervistati, i cessionari hanno dato disponibilità ad acquisire solamente i crediti già concordati ma non quelli futuri e per il 12,8% i cessionari hanno chiesto la rinegoziazione delle condizioni precedentemente concordate (es. variazioni dei tassi di interesse). Secondo il 77,5% delle imprese intervistate, le restrizioni determineranno una frenata nella realizzazione dei lavori, e quindi una diminuzione del volume di affari. Le imprese coinvolte nell’indagine – circa 2000 – sono quelle che operano nel settore delle costruzioni (sezione Ateco F), dell’installazione di impianti (Ateco 43.2) e quelle che producono serramenti. Il questionario è stato somministrato tra il 4 e l’8 febbraio.

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INCHIESTA Parola agli installatori

Abbiamo chiesto a quattro imprese installatrici, attive in diverse regioni italiane – Lazio, Marche, Sicilia – come è cambiata la loro attività in questi mesi intensi, tra il vertiginoso aumento della domanda, la crescita dei prezzi delle materie prime, i ritardi nelle consegne e la confusione normativa. Nelle pagine seguenti pubblichiamo le risposte che hanno dato a queste sei domande: 1. Avete offerto lo sconto in fattura nel corso del 2021 per i lavori di Ecobonus/Superbonus? 2. A chi vi siete appoggiati per la gestione delle pratiche? 3. Come sono andati i lavori? Siete riusciti a far fronte alla crescita della domanda? 4. L’aumento dei prezzi delle materie prime vi sta mettendo in difficoltà? 5. Come vi siete mossi dopo il decreto anti-frode? Che impatto ha avuto sul vostro lavoro? 6. In merito al decreto Sostegni ter: siete riusciti lo stesso a offrire lo sconto in fattura? Come pensate di organizzarvi nei prossimi mesi? N.B. Le interviste sono state realizzate prima dell’entrata in vigore del D.L. 13/2022 del 25 febbraio.

Filippo Luna

Termocinque – Panzini Srl Sirolo (Ancona) 1. Assolutamente sì, perché rappresentava una grande opportunità ma anche perché non c’erano alternative, visto che lo sconto in fattura rappresenta un grande vantaggio per il cliente finale e con certe categorie di prodotti e servizi non vi era altra possibilità di lavorare. Grazie a questi incentivi abbiamo registrato un importante aumento del fatturato. Per cambi caldaie, installazione di condizionamento e ristrutturazioni – Superbonus per intenderci – il fatturato è addirittura raddoppiato.

4. Due le questioni: la prima riguarda la poca disponibilità delle materie prime e il conseguente blocco dei cantieri. Quindi la programmazione è diventata molto più farraginosa e complessa. Seconda questione: l’aumento delle materie prime. Faccio un esempio pratico: se si blocca un contratto per il 110% che va chiuso entro tre mesi durante i quali si registrano continui aumenti delle materie prime, il cliente si aspetta comunque di non avere accolli. Quindi anche se la domanda è in eccesso con questi aumenti il margine si riduce. Nell’ultimo anno ho visto raddoppiare i volumi, il fatturato ma allo stesso tempo si sono contratti i margini. Rispetto al ritardo nelle consegne: noi siamo installatori organizzati e abbiamo dovuto aumentare la capienza dei nostri magazzini per poter servire i clienti. A questo si aggiunge il fatto di avere a disposizione personale capace e in grado di saper installare prodotti comunque complessi, come ibridi, pompe di calore, impianti fotovoltaici.

2. Ci siamo rivolti a differenti interlocutori. In prima Il Superbonus è stato istanza ad aziende produttrici, successivamente – dopo aver analizzato in modo approfondito i inteso da molti come 5. Sul mercato il decreto anti-frode ha avuto vari portali e le varie tipologie di due diligence – un impatto devastante e su di noi anche perché, il via libera a lavori abbiamo deciso di operare in modo autonomo. In come dicevo, l’installatore professionista aumenta il “gratis”, generando pratica, dopo aver raccolto ed esaminato tutta la magazzino e perde di liquidità perché ha investito, documentazione che compone la due diligence attivata una grande confusione ha uno schema che funziona con rotazione mensile dai soggetti verificatori prima dell’acquisizione dei crediti di imposta per sostenere la liquidità e far del credito, abbiamo redatto un nostro schema e, fronte anche agli sconti in fattura, e da un giorno grazie alla collaborazione con una banca di fiducia sul territorio, siamo all’altro si ritrova un decreto che blocca il tutto. Troppe modifiche in riusciti a veicolare in modo snello i crediti. Sicuramente il fatto di poco tempo: in questo modo saltano gli schemi e salta la fiducia da muoversi autonomamente ci ha avvantaggiato molto: questo schema parte dei compratori del credito. Inoltre non si sono fatti dei controlli personalizzato ci consentiva di ruotare i crediti facilmente e non drenava mirati: il decreto ha penalizzato anche chi lavora in trasparenza. E nel liquidità ma anzi ci permetteva di avere una circolazione di liquidità nostro territorio ci sono veramente tante aziende, la maggioranza se non mensile costante. Purtroppo le banche sul territorio sono state le prime ad la totalità, che lavorano con impegno e serietà e che invece si sono trovate essere penalizzate dal decreto Sostegni ter. in difficoltà. Questo ha creato grosse criticità anche tra i nostri clienti. 3. Ci siamo trovati di fronte a un eccesso di domanda. Il Superbonus è stato inteso da molti come il “via libera” a lavori “gratis”, generando una grande confusione. L’orizzonte temporale dei lavori è molto breve, e di fronte a moltissime richieste abbiamo dato priorità ai nostri clienti storici fidelizzati. C’è stato un boom di richieste anche per gli interventi più semplici, agevolabili con l’Ecobonus. Per evadere tutte le pratiche abbiamo potenziato il nostro ufficio tecnico inserendo un nuovo ingegnere oltre a quello già operativo. Inoltre abbiamo inserito un’ulteriore figura amministrativa per occuparsi dell’aspetto contrattualistico. 30

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6. Noi continuiamo a vendere caldaie applicando lo sconto in fattura, quindi per lavori di piccoli importi. Per i lavori più consistenti siamo bloccati in attesa di novità. Quando saranno sbloccate le seconde e terze cessioni riusciremo ad applicare lo sconto in fattura anche per lavori importanti. Ci muoveremo anche per cercare altri intermediari finanziari. Speriamo che non ci siano ulteriori nuove modifiche: quello che mi preoccupa sono i tempi, perché soprattutto per il Superbonus le scadenze prevedono il 30% dei lavori entro giugno nel caso di edifici unifamiliari.


R.A.F. Pettenello

5. Più che mossi ci siamo bloccati. O meglio, ci hanno bloccati causando enormi ritardi e di conseguenza fermando le pratiche in corso. Non solo, oltre a far fronte a spese per 1. Sì, e grazie a queste agevolazioni il nostro fatturato acquistare un maggior numero di Da sinistra: Roberto Pettenello, responsabile è triplicato. Abbiamo lavorato molto sia con clienti prodotti implementando il magazzino, normative; Federico, responsabile tecnico, Alessandro responsabile pubbliche relazioni fidelizzati sia con i nuovi. abbiamo subito un mancato guadagno perché la società finanziaria a cui ci 2. Ci siamo appoggiati a un’azienda produttrice – siamo un centro appoggiavamo non erogava. Non abbiamo condiviso la decisione di un assistenza Beretta – la quale ci ha messo in contatto con una società blocco simile, anche perché i nostri importi sono di bassa entità – entro esterna di consulenza. Noi cediamo il credito a Beretta attraverso questa i 5 mila euro. Occorreva differenziare i controlli da fare e maggiore società finanziaria supportata, quindi, dal nostro fornitore. chiarezza sugli importi da bloccare: penso ad esempio agli interventi sulle facciate dove effettivamente si parla di importi di centinaia di 3. Siamo un’azienda a conduzione familiare e di fronte a questa crescita migliaia di euro. Il decreto anti-frode era molto generico e ha creato della domanda abbiamo unito le forze e ci siamo totalmente impegnati problemi a chi di frodi non ne ha mai fatte. I responsabili sono al dedicando tutte le ore libere al lavoro. Abbiamo incrementato in modo contrario sono poche aziende che hanno fatturato milioni. particolare le ristrutturazioni private che richiedevano sostituzioni di componenti di impianto termico (caldaie a gas). 6. Per il momento ci siamo fermati. E ora abbiamo Occorreva deciso di adottare una politica differente: apriamo 4. Ciò che ci ha messo in difficoltà è stato il ritardo e chiudiamo una pratica e poi passiamo alla differenziare i nella consegna dei materiali, più che l’aumento successiva. Questa modalità la adotteremo anche controlli da fare e delle materie prime. Le aziende produttrici molto nei prossimi mesi. Così se dovessero bloccare probabilmente hanno dovuto far fronte a un maggiore chiarezza ancora tutto non ci troviamo con molti lavori in incremento di richieste tale da non poter soddisfare sospeso. Un’opinione generale sulla situazione? sugli importi tutti i distributori. Nel nostro caso abbiamo dovuto Le agevolazioni hanno creato un grande fare scelte di prodotto diverse, in fasce differenti, movimento nel nostro comparto. La domanda è da bloccare sempre forniti dalla stesso fornitore. Fortunatamente aumentata e tutto ciò ha fatto bene alle imprese questo non ha creato problemi ai clienti perché abbiamo sempre di installazione con conseguente aumento di fatturato e di margine. installato, nel caso di cessione del credito, prodotti di fascia medio-alta. Tuttavia sarebbe opportuno non continuare a cambiare le norme. Quindi abbiamo optato per prodotti di fascia alta. E di conseguenza E sarebbe interessante se si potesse prorogare lo sconto in fattura c’è stato un costo maggiore a fronte dell’installazione di un prodotto nel tempo, magari di 6 o 7 anni. Credo che si sia ancora molta gente più elevato. Per far fronte a questi ritardi abbiamo anche implementato poco informata su queste agevolazioni: occorre comunicare di più e il nostro magazzino. Non abbiamo un grande magazzino, ma i nostri meglio. Non solo l’utente deve ancora capire, ma il mercato stesso ordini sono pressoché raddoppiati. Ci siamo approvvigionati proprio deve decollare di più. Non vedo tutti questi cantieri aperti come forse per sopperire a tale criticità e abbiamo investito nei prodotti, puntando dovrebbero essere. Con più tempo a disposizione probabilmente ci su quelli di fascia più alta. potrà essere la vera svolta verso l’efficientamento energetico.

Full Services soc. coop. arl Oriolo Romano (Viterbo)

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INCHIESTA Luigi Spadaro

5. Rispetto all’impatto sul lavoro non è cambiato nulla, abbiamo continuato a lavorare parecchio. Diversa la questione organizzativa: dal 12 novembre c’è stato il blocco. Avevamo diversi crediti che dovevano essere ceduti. Con alcuni clienti nuovi è stato possibile comunicare che al momento si era fermi, pur applicando lo sconto in fattura, in attesa di capire come si sarebbe evoluta la normativa. 1. Sì, l’abbiamo offerto per tutti i prodotti che generalmente Ci sono stati tanti cambiamenti perentori e non è stato facile per chi forniamo ai clienti: impianti di climatizzazione, riscaldamento, come noi gestisce tanti cantieri e molti lavori rispetto ai quali si sono impianti idrici ed elettrici. In particolare Ecobonus (65%) e presi impegni. In tale contesto caotico diventa tutto particolarmente bonus ristrutturazioni (50%). Questo ha comportato anche per complicato e anche se il fatturato aumenta, contestualmente noi come i nostri colleghi in generale un aumento del fatturato. aumentano le spese, ma non arrivano gli introiti e la marginalità Nel nostro caso specifico è raddoppiato rispetto all’anno si contrae. Auspico che il governo ci metta nelle condizioni di precedente. continuare a lavorare come abbiamo fatto nell’ultimo periodo, utilizzando gli incentivi statali e le diverse agevolazioni. Questo ha 2. Inizialmente ci siamo appoggiati a un’azienda produttrice, mosso molto lavoro e diverse aziende hanno implementato il proprio successivamente alle banche e poi alle Poste. Essersi svincolati organico. Tutto ciò fa “camminare” l’economia. Allo stesso tempo da un produttore ci ha permesso di controllare è giusto e legittimo, a condizione che ci Il nostro è un lavoro siano i tempi per organizzarsi. Per colpire pochi si poter fare sconti in fattura su tutti i prodotti offerti e non solo quelli limitati che non si improvvisa sono messe in ginocchio migliaia di imprese che si al fornitore di riferimento. Riguardo alle sono esposte e che pagano tuttora lo scotto di una e se si vogliono Poste invece, queste ultime a mio avviso criticità che non è stata prevista a monte. offrire dei lavori di sono state più rapide nella gestione delle pratiche e quindi nei tempi rispetto qualità è necessario 6. No, non riusciamo a offrire lo stesso sconto agli istituti bancari. Anche in relazione in fattura. Ora sembra sia imminente un decreto affidarsi a operatori alla modulistica, la procedura messa a per poter riportare le cessioni multiple [il D.L. disposizione dal loro portale è molto 13/2022 entrato in vigore il 26 febbraio, ndr]. seri e competenti semplice. Prima l’attesa per l’accredito Tuttavia, noi piccole aziende non possiamo ricevere sul conto corrente era di circa un mese; ora con i nuovi decreti, il credito e poi smaltirlo in cinque o dieci anni. Tutto poi dipende quando riaprirà la piattaforma, i tempi dovrebbero essere più dall’evolversi della situazione e in ogni caso stiamo valutando di lunghi ma non troppo. appoggiarci a Deutsche Bank che rispetto ad altre banche ha una procedura più snella. 3. I lavori sono andati molto bene. Certamente la crescita della domanda ha reso inevitabili nuovi investimenti in risorse umane. Abbiamo inserito due nuove figure professionali specializzate, con esperienza pluriennale, per la messa in opera dei lavori in cantiere e aumentato i turni di lavoro, in particolare d’estate. Rispetto alle figure specializzate è importante sottolineare che non è facile trovare professionisti formati e performanti. Il nostro è un lavoro che non si improvvisa e se si vogliono offrire dei lavori di qualità è necessario affidarsi a operatori seri e competenti. Più si è competenti più si diventa competitivi sul mercato.

Air Tecnology di Luigi Spadaro Messina

4. La grande criticità riguarda in realtà i tempi di consegna. Ci siamo trovati con cantieri bloccati perché il materiale che normalmente arrivava in 15 giorni ora supera di gran lunga il mese, a volte due. Questo è un problema enorme che cerchiamo di affrontare insieme ai clienti e insieme ai colleghi che seguono i lavori. Sull’aumento dei prezzi le aziende fornitrici ci hanno contattato esponendo la questione dei rincari superiori alla norma, ma devo sottolineare che tali aumenti in questo regime di sconto in fattura non si sono sentiti in modo particolare. Probabilmente perché pagando un lavoro la metà del prezzo o addirittura il 75% in meno, questo aumento non è stato avvertito in modo sostanziale.

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Francesco Tardani Impianti Termoidraulici di Francesco Tardani Viterbo

1. Sì, abbiamo offerto sconto in fattura per tutto il 2021, sia per l’Ecobonus (65%) sia per il Superbonus (110%). In merito a quest’ultimo abbiamo proposto più opzioni di servizio anche utilizzando società in subappalto. Grazie a queste opportunità abbiamo potuto incrementare i nostri interventi in modo rilevante, con un aumento quindi della domanda di oltre il 30%. Ormai quasi tutti i lavori importanti sono stati realizzati utilizzando questi incentivi statali. I lavori che non hanno usufruito dello sconto in fattura sono stati, infatti, veramente marginali rispetto al totale di quelli eseguiti.

finale, che si affida inevitabilmente al proprio installatore di fiducia, e il distributore. I clienti nuovi sono stati e sono molti, tuttavia non dimentichiamo i nostri clienti storici, che da sempre ci seguono e che non sono stati penalizzati a causa dell’aumento della domanda. Queste agevolazioni non saranno perenni e, dunque, nella gestione di un’azienda occorre prevedere anche come si evolverà il flusso della domanda per evitare errori strategici che andrebbero a compromettere gli sforzi fatti finora. Questo vale anche per il trend di crescita registrato nell’ultimo anno: avremmo potuto anche accettare ulteriori commesse, rispetto a quanto già fatto, ma il rischio è poi quello di non riuscire a gestire, in termini strutturali ed economici, la mole di lavoro in arrivo.

4. Il rincaro dei prezzi di prodotti e materie prime, oltre alla scarsa reperibilità degli stessi, può certamente mettere a rischio i vantaggi degli incentivi. Si tratta di una grande criticità che sta mettendo in difficoltà il comparto. A causa dell’aumento del prezzo dei materiali 2. In alcuni casi per la parte diretta, quella Certamente il caos abbiamo dovuto rivedere anche alcuni cioè che attraverso noi consente al cliente preventivi e questo non è certo un bene: di beneficiare del bonus, ci siamo avvalsi normativo degli oltretutto lo scorso anno gli aumenti di un tecnico che redigeva le pratiche. Per ultimi mesi non ha erano addirittura quindicinali. Quindi altre gestioni mi sono appoggiato a un un installatore si trova nelle condizioni grosso distributore laziale, Orsolini Spa. Per agevolato il lavoro di proporre un preventivo che, magari, monetizzare i crediti abbiamo utilizzato le dei professionisti non viene confermato subito e non per Poste. negligenza dell’installatore stesso è necessario rivederlo. Tutto ciò inevitabilmente andrà a influire 3. Molto bene. Il fatturato è aumentato e l’incremento del anche sul margine. lavoro ci ha portato a un incremento del personale. Abbiamo Altra questione, poi, è quella relativa ai tempi di consegna. inserito una persona per i lavori in cantiere. C’è stato da parte Per quanto riguarda il materiale di consumo questo problema nostra un grande impegno a fare da tramite tra il cliente non si riscontra. Diversa la situazione per soluzioni (esempio pompe di calore) o impianti più complessi: in questo caso si tratta di attendere almeno sei mesi. 5. Ci ha complicato la vita, se vogliamo dire le cose come stanno. Giusto nella sostanza, ma non è possibile generalizzare. Le disposizioni anti-frodi, nate quindi con la necessità e l’urgenza di contrastare comportamenti fraudolenti circa la fruizione dei crediti e delle detrazioni, hanno di fatto rallentato i tempi di riscossione e di conseguenza il regolare flusso del nostro lavoro. Inevitabilmente questi tempi più lunghi hanno influenzato le fasi successive, come quella degli ordini, che vengono fatti in base alle previsioni di incasso. 6. Al momento riusciamo a offrire lo sconto in fattura. Le ultime decisioni del governo influenzeranno sicuramente il nostro lavoro e ci muoveremo in base a quanto è stato al momento predisposto. Certamente il caos normativo degli ultimi mesi non ha agevolato il lavoro dei professionisti del settore. Il nostro settore, come altri del resto, necessita invece di stabilità e di riferimenti certi.  N. 2 - MARZO/APRILE 2022 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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Nuovi Scenari d i G a b r i e l e Te d e s c o

RISCALDAMENTO A IDROGENO: UTOPIA O FUTURO REALIZZABILE? L’Unione Europea punta sull’idrogeno per azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050 e molti produttori di caldaie lanciano sul mercato modelli “hydrogen ready”. Ma la strada è ancora lunga Europa ha assegnato all’idrogeno un ruolo importante per azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050. L’intenzione è quella di aumentarne sia la produzione che l’utilizzo: nel proprio mix energetico attuale l’Unione Europea ne utilizza meno del 2%, ma punta a raggiungere il 13-14% entro il 2050. A questa visione aderisce anche l’Italia attraverso il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Il Piano identifica i diversi settori energetici in cui è possibile utilizzare l’idrogeno. Tra questi compare il settore del riscaldamento (residenziale e non). Nell’ultima proposta di aggiornamento della Direttiva europea sul miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, il gas naturale andrà incontro ad un progressivo phase out, un graduale abbandono della risorsa, a favore di un’elettrificazione dei sistemi di riscaldamento. L’idrogeno in questo contesto potrebbe avere un ruolo chiave nel sostituire il gas, a patto però che si tratti di idrogeno verde, ovvero prodotto attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili.

L’

Riscaldamento industriale

Nel riscaldamento industriale, l’idrogeno ha il potenziale di poter essere utilizzato nei processi che richiedono temperature elevate, superiori ai 1000°C, come per esempio l’industria dell’acciaio o del cemento. Inoltre, l’idrogeno potrebbe essere usato anche dove l’elettrificazione sarebbe di difficile implementazione a causa dell’invecchiamento dell’infrastruttura esistente.

Riscaldamento civile

Nel riscaldamento civile, che sia residenziale o commerciale, in sostituzione dei prodotti a metano e petroliferi, l’idrogeno compete come valida alternativa alle pompe di calore o di altre tecnologie a basse emissioni 34

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di anidride carbonica. Infatti, a livello di competitività dei costi, le caldaie a idrogeno possono essere una valida alternativa alle pompe di calore e al riscaldamento a biometano. Questo potrà portare all’utilizzo di caldaie hydrogen ready, capaci di funzionare con una miscela di gas naturale e idrogeno. Tali apparecchi hanno dalla loro una maggiore flessibilità, un ingombro ridotto e una minore fluttuazione di efficienza rispetto alle pompe di calore. Pertanto, queste caldaie potrebbero essere un’ottima alternativa a quelle a metano, laddove l’installazione di pompe di calore non sia tecnicamente possibile o non offra un’efficienza che giustifichi l’investimento iniziale. Una delle prime problematiche che bisognerà affrontare è la rete di fornitura del gas. Al momento, le reti più moderne dovrebbero riuscire a gestire una miscela composta da gas naturale per l’80% e idrogeno per il restante 20%.

Caldaie hydrogen ready: due modelli già sul mercato

Per questo motivo, alcune aziende del settore, come Viessmann e Vaillant, hanno lanciato le prime caldaie hydrogen ready. Vaillant ha inaugurato di recente la nuova gamma di caldaie a condensazione a gas ecoTEC plus H2, con una classe energetica A+ e un’efficienza del 94% in abbinamento alla centralina vSMART (che permette anche il controllo da remoto tramite app), ottenendo minori consumi e notevoli benefici sia sui costi operativi sia sulle emissioni inquinanti (Figura 1). Le sue principali caratteristiche sono: il sistema soaping che permette di mantenere la stessa temperatura dell’acqua per tre minuti dopo aver chiuso il rubinetto; il sistema di rilevamento del gas di alimentazione IoniDetect che permette il riconoscimento delle miscele dei gas ottimizzando il funzionamento con un arricchimento di idrogeno del 20%; il sistema di bilanciamento ADA che permette di regolare in


autonomia la curva di alimentazione della fiamma, migliorando i consumi e dunque l’efficienza; un sensore di pressione in grado di controllare in tempo reale le oscillazioni di pressione dell’impianto sul display; un nanometro analogico per la verifica della pressione dell’impianto in assenza di corrente. Le taglie disponibili sono: 26, 30 e 35 kW. Viessmann, invece, propone la Vitodens 100-W di classe A+ con un’efficienza del 93%. Il suo punto di forza sono i materiali utilizzati: il corpo della caldaia Inox-Radial in acciaio inox (brevettato) è studiato per ottenere il massimo rendimento della condensazione in un solo passaggio dei fumi e per avere un effetto autopulente nella parte esterna dello scambiatore; il nuovo bruciatore Matrix-Plus realizzato con rete metallica priva di saldatura permette una distribuzione

uniforme della fiamma e di avere una maggiore resistenza a stress meccanici e termici; il sistema Lambda Pro per il controllo elettrico della combustione e il riconoscimento della miscela del gas in entrata nella caldaia. Taglie disponibili da 3,2 a 32 kW (Figura 2).

E l’idrogeno puro?

A questo punto sorge spontanea una domanda: si potrà utilizzare l’idrogeno puro? Purtroppo, l’utilizzo dell’idrogeno puro presenta delle considerevoli difficoltà da superare. La prima risiede nella sua ridotta densità, che rende estremamente difficile lo stoccaggio di grandi quantità in volumi limitati. Ad esempio, nelle bombole del metano di una Fiat Panda entrano circa 10 kg di gas; per avere la stessa energia sotto forma di idrogeno servirebbero 9 bombole delle N. 2 - MARZO/APRILE 2022 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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Nuovi Scenari tecnologie. Tuttavia, le aziende non si fermano davanti alla miscelazione del gas. Viessmann, Vaillant e anche Baxi stanno sperimentando caldaie che funzionino solo a idrogeno, abbattendo così totalmente le emissioni di CO2 durante l’esercizio. Purtroppo, anche qui, i problemi principali hanno a che fare con la rete di fornitura.

Visione a lungo termine

stesse dimensioni. Per poter occupare spazi ridotti, l’idrogeno andrebbe conservato a pressioni superiori a 700 atmosfere, o reso liquido portandolo a temperature inferiori ai meno 200°C; soluzioni dispendiose a livello energetico che abbassano drasticamente il rendimento del sistema. Il trasporto, nello specifico per riscaldamento, è necessario farlo attraverso idrogenodotti, costruiti appositamente per ridurre al minimo le forti perdite di carico dovute alla bassissima densità dell’idrogeno. Costruirli necessiterebbe inoltre di elevati standard di sicurezza, data l’alta infiammabilità del gas. Queste problematiche rendono la costruzione di nuovi idrogenodotti o il riadattamento dei gasdotti esistenti molto dispendioso.

Figura 1. Vaillant ecoTEC plus H2

Figura 2. Viessmann, serie Vitodens 100

Gas naturale e idrogeno

Dunque, per poter sfruttare i gasdotti esistenti si punta alla progettazione di tecnologie per usare la miscela metano-idrogeno. In questo modo l’utilizzo dell’idrogeno sarebbe cost-effective, ovvero conveniente. A tal proposito, la Snam ha iniziato delle sperimentazioni immettendo nella propria rete di trasmissione un mix di gas naturale e idrogeno al 10% nel dicembre del 2019 a Contursi Terme (SA). A ricevere la miscela sono state un pastificio e un’azienda di imbottigliamento di acque minerali. L’azienda dichiara che circa il 70% delle sue infrastrutture potrà trasportare la miscela. La miscelazione rientra nelle linee guida del governo. Oltre a rappresentare un metodo efficace per contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione, può stimolare il mercato mentre si investe nello sviluppo della filiera di produzione e distribuzione dell’idrogeno, aumentandone anche gli incentivi necessari per incoraggiare lo sviluppo di nuove 36

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Nel tentativo di risolvere questi problemi bisognerebbe adottare una visione di lungo periodo, con uno sguardo al rapporto costi-benefici non del singolo progetto ma del sistema nella sua interezza. A tal proposito si stanno sviluppando delle hydrogen valley, espressione ricorrente usata per indicare quegli ecosistemi che uniscono produzione e consumo di idrogeno e che combinano ricerca, usi civili e industriali. Anche le hydrogen valley, spesso concentrate in aree industriali, necessitano di una conversione della rete gas esistente o della costruzione di una rete apposita per l’idrogeno, per evitare il solo utilizzo in loco. In conclusione, è raccomandabile fare una valutazione dell’area abitativa prima di investire in nuove caldaie hydrogen ready. Conviene valutare che nel breve e medio periodo ci sia l’effettiva possibilità di ricevere le necessarie implementazioni infrastrutturali specifiche per l’idrogeno. L’investimento in tecnologie a idrogeno, anche nel riscaldamento, deve essere inquadrato in un’ottica a lungo termine. Il settore è in forte sviluppo ed è destinato a decollare, secondo i piani strategici europei e nazionali: l’idrogeno, insomma, giocherà un ruolo fondamentale nella fase di transizione energetica del prossimo decennio. 


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INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

ASPETTANDO MCE

L’EFFICIENZA DA TOCCARE CON MANO Elbi presenterà a MCE le ultime serie di bollitori, vasi polifunzionali e termoaccumuli in grado di soddisfare tutte le esigenze di installazione

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resce sempre più l’attesa per la ripresa delle fiere, e il 2022 sarà l’anno che verrà ricordato anche per questa piccola conquista. C’è molta voglia di tornare ad incontrarsi di persona, di instaurare relazioni in un ambiente dinamico e stimolante come può essere quello di un evento fieristico. Elbi si sta preparando con entusiasmo a esporre alla 42a Mostra Convegno Expocomfort (MCE) che si terrà dal 28 giugno al 1° luglio 2022 a Rho-Fieramilano. Per questa edizione che celebra il ritorno in presenza di MCE, l’azienda ha deciso di ampliare lo stand in cui esporre la sua gamma di prodotti, in grado di soddisfare le esigenze di installazione in impianti di riscaldamento, accumulo e trattamento dell’acqua.

La serie di bollitori I-BOLL

Bollitore I-BOLL

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Uno dei prodotti di punta che sarà presentato in fiera è la serie I-BOLL: bollitori composti da un bollitore di acqua calda sanitaria, da 300 o 500 litri, e un inerziale separato posto sul fondo. Il lato sanitario è dotato di scambiatore tecnico maggiorato progettato per ottimizzare al meglio lo scambio termico tra la pompa di calore, lato tecnico, e l’accumulo sanitario in modo da ridurre al minimo lo spreco di energia. Lo scambiatore, composto da due spire concentriche, riduce al minimo le perdite di carico del sistema primario, in modo che nelle installazioni civili non sia necessario installare una pompa in linea. L’inerziale dell’I-BOLL è di oltre 100 litri per entrambi i modelli. Ogni inerziale è dotato di ben cinque connessioni in modo che si possa installare al meglio all’impianto: in parallelo alla pompa di calore (impiegato come separatore) oppure in serie sul ritorno (impiegato come inerziale). Una delle cinque connessioni è la predisposizione per l’installazione della resistenza elettrica,

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che agisce sulle inversioni di ciclo della pompa di calore e mantiene i delta di lavoro i più idonei possibile. Tutto questo è stato realizzato tenendo conto degli ingombri: infatti il modello da 500 litri (sanitari) occupa soltanto 750 mm di diametro e un’altezza di 2280 mm.

I vasi polifunzionali

Sarà poi la giusta occasione per far conoscere il vaso DP Orizzontale. Ricordiamo che i vasi polifunzionali DP possono essere utilizzati come autoclavi a membrana in impianti sanitari o come vasi di espansione in impianti di riscaldamento. Grazie ai perfezionamenti tecnici apportati, la serie DP si caratterizza per robustezza e resistenza nel tempo, oltre a un’installazione facilitata. La versione orizzontale è nata proprio seguendo quest’ottica, cioè agevolare quanto più possibile l’installazione del prodotto all’interno di un impianto.

Termoaccumulatori

Non mancheranno le serie introdotte più recentemente, come il modello Quickly, progettato con due tipologie di moduli di produzione istantanea ACS: la versione termostatica che regola la temperatura attraverso una valvola termostatica; e una versione elettronica che regola le temperature andando a governare i giri della pompa posta all’interno del modulo. Elbi ha messo a punto due moduli: uno per la produzione di ACS istantanea da 30 l/ min, che ha come generatore una caldaia a condensazione, e uno da 40 l/min con generatore una pompa di calore, in modo da eliminare senza compromessi qualsiasi problema legato alla legionella. In entrambe le tipologie, il modulo preleva in maniera autonoma dall’accumulo tecnico l’acqua destinata allo scambiatore per la produzione di acqua calda sanitaria. È disponibile


anche la serie Quickly-1, caratterizzata dall’accumulo con uno scambiatore aggiuntivo per l’integrazione a un’altra fonte di calore. Troveranno spazio anche prodotti più “storici” ma che hanno goduto di diversi miglioramenti nel corso del tempo. Uno di questi è il Combi Quick. Questo termoaccumulatore combinato, disponibile in tre differenti versioni, è composto da un serbatoio tipo puffer per l’accumulo di acqua calda per il riscaldamento, con al suo interno uno scambiatore spiralato in acciaio inox 316 per la produzione istantanea di acqua calda sanitaria. In aggiunta è possibile integrare sino a due ulteriori fonti di calore grazie a due scambiatori fissi. I Combi Quick sono disponibili in 3 versioni: • STANDARD: serbatoio di accumulo tipo puffer con scambiatore centrale in acciaio inox per produzione di acqua calda sanitaria. • PLUS: come il modello STANDARD, più uno scambiatore inferiore supplementare per collegamento a una fonte di calore alternativa. • TWIN: come il modello STANDARD, più doppio scambiatore per collegamento a più fonti alternative in contemporanea. Tutti i termoaccumulatori Combi Quick sono in grado di immagazzinare acqua calda e calore quando sono in eccedenza, per poi rilasciarli al

Termoaccumulo Quickly-1

momento del bisogno. Così si aumenta notevolmente il rendimento dell’impianto di riscaldamento e si riducono i consumi. Inoltre avremo una produzione di acqua calda sanitaria istantanea senza alcun problema sia in estate che in inverno. Questo anche grazie alla predisposizione per la resistenza elettrica che, nel caso in cui il termocamino sia spento e la pompa di calore in defrost, sopperisce al deficit termico. I modelli Combi Quick possono essere installati, mantenendo inalterate le proprie caratteristiche, in diversi impianti: sistemi di riscaldamento con caldaia tradizionale (murali e/o basamento), caldaia a condensazione, impianti solari termici. Per conoscere e osservare di persona questi e altri prodotti Elbi, non vi resta che passare allo stand E61-F70 – padiglione 2 dal 28 giugno al 1° luglio a MCE. Lo staff commerciale sarà lieto di fornirvi ogni informazione aggiuntiva.

Vaso DP Orizzontale

Elbi SpA Via Buccia, 9 35010 - Limena (PD), Italy Tel: +39 049 8840677 info@elbi.it www.elbi.it

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SPECIALE

a cura di Sebastian Bendinelli

Pensare in grande L’offerta impiantistica dedicata agli edifici industriali e commerciali è sempre più ricca, in grado di soddisfare tutte le esigenze progettuali rispettando i moderni requisiti di efficienza energetica

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P

GRANDI AMBIENTI

“Per dipingere una parete grande” non ci vuole un “pennello grande” ma un “grande pennello”, recitava una pubblicità commerciale molto famosa qualche anno fa. Per la climatizzazione dei grandi ambienti vale più o meno lo stesso principio: la dimensione non è mai l’unico parametro da tenere in considerazione. Pari importanza hanno, infatti, la destinazione d’uso degli edifici, le attività che vi si svolgono, il numero di occupanti, la loro collocazione, etc. Il “mondo” del non residenziale presenta una varietà pressoché infinita di situazioni e ambienti differenti, che richiedono una particolare attenzione da parte del progettista – chiamato a disegnare un impianto ad hoc – e di conseguenza dell’installatore. Ma cosa si intende per “grandi ambienti” o “grandi superfici”? Generalmente si inizia a parlare di “grandi ambienti” a partire dai 60-70 metri quadri di superficie, indipendentemente dalla destinazione d’uso: può trattarsi dello showroom di un’attività commerciale, della sala di un ristorante, l’aula studio di una biblioteca, e così via, fino ad ambienti caratterizzati da superfici ancora più estese, come padiglioni fieristici o capannoni industriali. All’aumentare della superficie da climatizzare aumenta anche la potenza richiesta dall’impianto, misurata in kW o con l’unità di potenza termica BTU (British Termal Unit), che viene utilizzata nei Paesi anglosassoni ma che si sta diffondendo sempre di più anche in Italia. Il dimensionamento dell’impianto è un primo aspetto fondamentale, ma non l’unico. I grandi ambienti sono accomunati, tipicamente, da soffitti alti, che richiedono non solo una certa potenza, ma anche un’adeguata diffusione e distribuzione dell’aria, per evitare che alcune aree risultino eccessivamente calde o fredde rispetto alle altre. A queste considerazioni basilari si aggiungono i requisiti più specifici che possono essere necessari in determinati ambienti, a partire dai luoghi di lavoro: oltre a rispettare le caratteristiche previste dal D.Lgs. 81/08, (Titolo II e Allegato IV), gli impianti HVAC all’interno di realtà lavorative dovranno essere progettati e installati tenendo conto delle lavorazioni che vi si svolgono. Per dirla in poche parole: sarà ovviamente diverso climatizzare un complesso di uffici, un centro sportivo e un polo produttivo in cui vengono impiegati macchinari che comportano l’emissione di polveri.

Le diverse tipologie di impianto

Al giorno d’oggi esistono tipologie impiantistiche molto diverse tra loro, in grado di soddisfare anche le esigenze più complesse in ambito industriale o terziario. In queste pagine vedremo una selezione di quattro prodotti presentati recentemente sul mercato, oltre a due casi applicativi che ci permetteranno di entrare più nel dettaglio delle singole scelte progettuali. In generale, per la climatizzazione dei grandi ambienti le soluzioni a espansione diretta sono più diffuse di quelle idroniche, non solo per efficienza e versatilità, ma anche per la maggiore diffusione dei refrigeranti a basso impatto ambientale, che rendono questi macchinari sempre più competitivi anche dal punto di vista dei consumi e delle emissioni. Tra gli impianti a espansione diretta, un particolare rilievo è stato assunto negli ultimi anni dagli impianti VRF, macchine a flusso variabile di gas refrigerante (Variable Refrigerant Flow) che permettono una grande varietà di soluzioni, grazie alla possibilità di collegare le unità esterne a diverse tipologie di unità interne. Oltre ai sistemi VRF a pompa di calore, esistono anche i sistemi VRF a recupero di calore, con i quali è possibile fare in modo che unità interne collocate in ambienti distinti funzionino con modalità operative differenti (alcune in riscaldamento, altre in raffreddamento). La loro versatilità ed efficienza fanno sì che siano sempre più utilizzati per la climatizzazione di uffici, alberghi, attività commerciali, etc. Per edifici di maggiori dimensioni vengono solitamente utilizzati impianti rooftop, collocati cioè sul tetto del fabbricato: si tratta in genere di unità monoblocco che integrano, all’interno della stessa macchina, un’unità di trattamento aria (UTA) accoppiata a una pompa di calore. I rooftop hanno elevate efficienze stagionali e sono relativamente facili da installare, essendo macchinari “plug and play”, per cui è sufficiente effettuare i necessari collegamenti. Per quanto riguarda le unità interne, non possiamo qui ovviamente passare in rassegna tutte le tipologie disponibili. Merita di essere menzionata, però, l’applicazione dei sistemi radianti per il riscaldamento delle grandi superfici industriali: un’applicazione sempre più frequente, dato che permette di ovviare al problema della stratificazione dell’aria, particolarmente impattante negli ambienti con soffitti alti, difficili da riscaldare in maniera uniforme. 

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SPECIALE che cosa offre il mercato Rooftop full inverter con recupero termodinamico brevettato Clivet presenta la nuova serie di rooftop CLIVETPack3i CSRN-iY, nelle grandezze da 59 kW e 78 kW, dotata di tecnologia full inverter e con refrigerante ecologico R32 a basso GWB, che riduce l’impatto ambientale di oltre l’80%. Grazie al nuovo recupero termodinamico brevettato REVO (Recovery EVOlution) il contenuto energetico dell’aria espulsa è recuperato, mediante sezione ventilante dedicata, su una porzione dello scambiatore esterno, per migliorare il livello termico del fluido refrigerante circolante nello scambiatore, variando in modo utile la temperatura alla quale si completa la condensazione (o l’evaporazione) del fluido operativo. Di conseguenza, la favorevole temperatura dell’aria sul lato sorgente aumenta la resa ed efficienza di macchina. Tra le altre caratteristiche della nuova serie: alte efficienze stagionali, con SEER e SCOP superiori del 30% rispetto ai requisiti richiesti dalla normativa ErP; possibilità di freecooling nella versione con singola sezione ventilante (nuova configurazione CBKG); campo di funzionamento fino a -15°C in riscaldamento e fino a +48°C in raffreddamento; doppio circuito per entrambe le grandezze; modbus fornito di standard; nuovi accessori quali bacinella raccolta condensa in ABS estraibile e igienizzabile, nuova tecnologia di filtri elettronici iFD, filtri F9 oltre a F7, misuratore di capacità, lampade UV-C in modulo dedicato, sonde remote temperatura e umidità, controllo remoto da cloud con app Clivet Eye; prestazioni unità certificate Eurovent.

disponibile

www.clivet.com

Soluzione innovativa per impianti idronici a più livelli di temperatura AERMEC presenta CPS, la nuova soluzione che unisce, in un’unica macchina, l’efficienza della polivalente 4 tubi aria-acqua NRP e le prestazioni delle pompe di calore ad altissima temperatura WWB, garantendo la climatizzazione a diversi livelli di temperatura e la preparazione di ACS. CPS produce acqua fino a 73°C, con impiego prevalente del recupero termico in presenza di richiesta di raffrescamento. Per soddisfare le esigenze progettuali, CPS permette di sfruttare in larga misura fonti di energia rinnovabile sia per la climatizzazione che per la produzione di ACS. È pertanto la soluzione idonea per soddisfare i requisiti sempre più stringenti dei nuovi edifici nZEB. Disponibile in 3 taglie con potenza da 164 a 491 kW in potenza frigorifera e da 175 a 504 kW in potenza termica, CPS garantisce un’alta efficienza energetica anche ai carichi parziali. È particolarmente indicata per le applicazioni che richiedono la contemporanea disponibilità di raffreddamento e riscaldamento, soprattutto se richiesto a più livelli di temperatura, come alberghi, strutture ricettive, centri commerciali, edifici polifunzionali e in alcuni casi le applicazioni industriali e di processo (per es. processi alimentari, lavanderie industriali). La presenza in un’unica piattaforma di due unità collegate idraulicamente tra loro e dotate di regolazione ottimizzata per la gestione del sistema permette di ridurre i tempi di progettazione e installazione dell’impianto e gli spazi richiesti. Il recupero termico dell’unità polivalente e l’elevata efficienza delle macchine impiegate rende questa soluzione energeticamente ed economicamente conveniente per le nuove realizzazioni e per le riqualificazioni di impianti esistenti.

global.aermec.com/it

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GRANDI AMBIENTI VRF di sesta generazione Presentata nell’estate del 2021, la nuova gamma DVM S2 è l’unità esterna VRF di sesta generazione di Samsung Electronics: offre un’efficienza stagionale fino a 7.5, oltre a funzioni di controllo AI per ottimizzare le condizioni di climatizzazione. La nuova gamma DVM S2 può essere collegata fino a un massimo di 64 unità interne e offre una maggiore flessibilità di installazione e facilità di manutenzione. Tra le tecnologie innovative integrate nella nuova unità: un compressore scroll con tecnologia AFITM (Advanced Flash Injection), uno scambiatore di calore più grande con flusso di refrigerante ottimizzato, un Ventilatore a Profilo Variabile e il transistor bipolare a gate isolato ad alta efficienza (IGBT). Rispetto al precedente DVM S, la superficie dello scambiatore di calore è maggiore del 36,2% per le unità esterne a modulo singolo e del 23,7% per quelle a modulo doppio. Il ventilatore Multi-Serration riduce al minimo la turbolenza del vortice d’aria grazie alla presenza di dentellature diverse. La configurazione dello scambiatore è stata studiata per ottimizzare il flusso di refrigerante corrispondente al profilo del flusso d’aria in ingresso. L’algoritmo AI attivo è in grado di riconoscere le condizioni dell’ambiente di installazione, fornendo prestazioni ottimizzate in termini di raffrescamento e riscaldamento e monitorando le perdite di refrigerante in tempo reale. La funzione AI Low Pressure Control apprende i modelli di funzionamento in raffrescamento, raggiungendo la temperatura target più rapidamente. La funzione AI High Pressure Control mantiene invece l’alta pressione su un livello ottimale, regolandola in base all’ambiente. La funzione AI Defrost Control garantisce la migliore tempistica per lo sbrinamento e il massimo comfort in fase di riscaldamento.

www.samsung.com

Pale a soffitto per grandi spazi commerciali o industriali Consumi e sprechi energetici sono i problemi più comuni per chi deve riscaldare o raffrescare grandi spazi commerciali o industriali che solitamente hanno soffitti molto alti. Pur in presenza di impianti di climatizzazione o riscaldamento, in estate si assiste a un ristagno di afa e umidità e in inverno a una dispersione del calore che tende verso l’alto lasciando le zone basse più fredde. Le pale a soffitto NORDIK® HVLS SUPER BLADE (High Volume Low Speed) di VORTICE riescono a muovere ampie masse d’aria ruotando a velocità ridotte grazie a 5 pale di grandi dimensioni. Accelerando la velocità dell’aria che avvolge gli occupanti, le pale a soffitto favoriscono il raffrescamento; quando sono attivi gli impianti di riscaldamento, invece, distribuiscono il calore in modo omogeneo nell’ambiente spingendo l’aria calda verso il basso e rimescolandola. La loro installazione è particolarmente indicata in capannoni industriali, magazzini di stoccaggio, centri commerciali, aeroporti o stazioni, perché permette di amplificare gli effetti di un impianto di climatizzazione o di riscaldamento, riducendone i consumi e di conseguenza i costi. Le pale sono in alluminio estruso e assicurano bassi livelli di emissione sonora grazie al profilo aerodinamico. Sono disponibili in 5 diversi diametri da 3 a 7 metri. I motori garantiscono elevate portate (fino a 850.000 m3/h) e bassi consumi. Vantano un ampio range di temperature di funzionamento continuo (-10° C / + 50° C) e un elevato grado di protezione da polvere e umidità (IP65) che ne amplia le possibilità di installazione nelle industrie dove ci sono lavorazioni particolari. Sono integrabili in un BMS (Building Management System). Una centralina abbinabile VORT T funziona come un regolatore di velocità che può controllare, in base alle temperature o alla velocità dei venti, fino a 20 apparecchi automaticamente.

hvls.vortice.it

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Case History a cura della redazione

TUTTA LA VERSATILITÀ DI UN

Figura 1. Unità interne canalizzate di grossa taglia nelle camere climatiche

IMPIANTO VRF Un sistema VRF con motocondensanti in pompa di calore, collegato a 60 unità interne di diversa tipologia soddisfa tutte le esigenze di climatizzazione dei diversi ambienti di un sito produttivo all’avanguardia

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a parola d’ordine da tenere presente nella progettazione di impianti per ambienti grandi ed eterogenei è, innanzitutto, “flessibilità”. A maggior ragione in presenza di spazi che richiedono precisi e certificabili requisiti termoigrometrici, come nel caso di GESTLABS Srl, una società che offre servizi di test di laboratorio legati a scienza dei materiali, affidabilità di prodotto, progettazione elettronica e formazione certificata. Parte del Gruppo Futura dal 2015, GESTLABS serve ogni anno oltre 400 aziende operanti nei settori più disparati – dall’aerospaziale all’automotive – e di recente ha intrapreso un investimento per la ristrutturazione della propria sede di Lomagna, in provincia di Lecco.

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Figura 2. Cassette DUAL Vane nei laboratori

Figura 3. Fancoil a pavimento negli uffici

il primo piano, in corso di ristrutturazione, ospiterà esclusivamente uffici. “Si tratta di un insediamento produttivo eterogeneo”, spiega l’ing. Massimo Missaglia, titolare della Missaglia Associati di Usmate Velate, che ha realizzato il progetto per i nuovi impianti. “Il cliente ha

scelto di mantenere la parte che era già adibita a uffici, mentre la parte produttiva è stata suddivisa in due parti: una è diventata il laboratorio di test e analisi, mentre a fianco è stato allestito un reparto con alcune camere climatiche”. Queste ultime, precedentemente raffrescate con un

L’edificio

La struttura occupa 3.600 m2 e si sviluppa su due livelli: al piano terra trovano spazio 2.000 m2 dedicati a laboratori di test, analisi e sviluppo di nuovi macchinari, aree di assemblaggio, magazzini e uffici, mentre N. 2 - MARZO/APRILE 2022 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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Case History a cura della redazione

sistema idronico, devono rispondere a un requisito particolare: per poter validare i test che vengono svolti al loro interno, la temperatura ambiente deve essere certificata come costante a 23°.

Il nuovo impianto di climatizzazione

Per rispondere a queste diverse esigenze di climatizzazione, la Missaglia Associati ha deciso di impiegare le soluzioni di LG Electronics, progettando un impianto flessibile e gestibile in modo autonomo. È stato installato un impianto VRF MULTI V con motocondensanti in pompa di calore per una potenza totale di circa 360 kW che alimenta 60 unità interne di diversa tipologia, a cui si aggiunge un’unità di trattamento aria da 8000 m3/h. “L’impianto VRF è quello che ci sembrava fin da subito il più performante per assolvere ai requisiti richiesti”, spiega Missaglia. “Nelle camere climatiche, ad esempio, abbiamo usato unità interne cana-

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lizzate di grossa taglia con un proprio impianto dedicato in modo da ottenere la temperatura costante di 23°. Abbiamo installato cinque canalizzati, tutti autonomi, con la possibilità di regolare le varie partizioni degli ambienti in base alla loro dimensione” (Figura 1). L’unità di trattamento aria è stata impiegata invece per la parte di capannone, per ottenere un ricambio d’aria forzato in proporzione all’ambiente e al numero di occupanti. “Non è solo un ricambio d’aria a flusso incrociato: in ingresso, l’aria viene trattata attraverso una batteria dedicata e, sempre utilizzando un’unità esterna LG, possiamo riscaldarla o raffreddarla a seconda delle temperature e della stagionalità dell’ambiente”.

Le unità interne

Mentre nelle camere climatiche sono stati installati i canalizzati, negli ambienti adibiti a laboratorio sono state impiegate le cassette a 4 vie DUAL Vane (Figura 2), che grazie alle doppie alette su ogni lato

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Figura 4. Le unità MULTI V 5 installate in copertura


Missaglia Associati S.r.l.

permettono di diffondere un flusso d’aria uniforme, personalizzandone la direzione e la potenza attraverso sei diverse modalità. Negli uffici sono stati installati invece dei fancoil a pavimento (Figura 3). “Negli uffici chiaramente la cosa più importante è il comfort delle persone: avere macchine silenziose che garantiscano condizioni termoigrometriche corrette e un impatto estetico positivo”, aggiunge Simone Molesini, Regional Sales Manager di LG Electronics. “Nelle aree più tecnologiche come le camere climatiche o i laboratori l’impatto estetico conta molto meno, l’importante è il controllo puntuale della temperatura: il sistema VRF garantisce sia il cosiddetto human comfort, sia i requisiti più tecnologici”.

Il sistema VRF in copertura

Pensato per la climatizzazione di grandi superfici, MULTI V 5 in con-

figurazione pompa di calore, posizionato in copertura, ha permesso di realizzare un sistema flessibile, massimizzando il comfort climatico (Figura 4). Grazie alla funzionalità Dual Sensing Control, il sistema valuta le condizioni climatiche, misura la temperatura e l’umidità degli ambienti esterni e interni e, con la funzione Smart Load Control, modifica la temperatura del refrigerante in base alle condizioni climatiche, migliorando l’efficienza. Il compressore inverter e il rivestimento Black Fin sullo scambiatore di calore a 4 lati, che lo protegge da sostanze corrosive e inquinamento, minimizzando l’accumulo di umidità e il rischio di ossidazione, garantiscono affidabilità, efficienza, durata e resistenza. Ogni unità esterna corrisponde a un gruppo di unità interne, accorpate in modo logico, così da rendere omogenee le zone. La modularità permette eventuali espansioni dell’impianto in futuro: “Abbiamo lasciato spazio per un’ulteriore macchina esterna”, spiega Missaglia, “che sarà dedicata eventualmente alle macchine interne del reparto al primo piano attualmente non utilizzato: potranno essere facilmente collegate tramite bus al

resto del sistema, e diventerà un impianto unico, anche se realizzato in più step”. Per migliorare il bilancio energetico è stato installato in copertura anche un impianto fotovoltaico da circa 95 kW, che soprattutto in estate permette di coprire le richieste energetiche delle unità esterne.

Gestione centralizzata

L’intero sistema può essere gestito attraverso il centralizzatore AC Smart 5. Dotato di un’ampia gamma di funzioni all’avanguardia e di un’interfaccia utente semplice e flessibile, AC Smart 5 garantisce massima efficienza operativa e comfort. Attraverso lo schermo LCD da 10,2”, accessibile da PC, smartphone e tablet, oltre al controllo delle funzioni di base come accensione e spegnimento, è possibile gestire simultaneamente più compiti complessi e controllare fino a 128 unità interne. Inoltre, la funzionalità di navigazione guidata permette di regolare i consumi per risparmiare più energia, prevedendo il fabbisogno energetico e ottenendo report mensili sull’andamento del consumo e sull’utilizzo pianificato, così da evitare un uso improprio del sistema e ridurre i costi operativi. 

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Case History a cura della redazione

CLIMATIZZAZIONE DECENTRALIZZATA PER GRANDI AMBIENTI Le soluzioni Hoval sono state scelte per le esigenze di un’azienda metalmeccanica grazie ai vantaggi offerti dai sistemi decentralizzati e modulari li ambienti industriali richiedono soluzioni impiantistiche studiate appositamente per le esigenze dei locali in cui sono installate, anche a seconda delle lavorazioni che vi si svolgono. Per la sicurezza e il comfort dei lavoratori è fondamentale la presenza di impianti

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ben progettati che siano in grado di garantire un’adeguata ventilazione, riscaldamento e raffrescamento. Prendiamo ad esempio una fabbrica metalmeccanica come la ATP di Spino d’Adda, in provincia di Cremona. Dal 1980 è specializzata nella produzione di contenitori e rack 19’’ che trovano applicazioni in diversi settori: ICT, ferroviario, elettronico e industriale. Il comparto produttivo si

avvale di magazzini per lo stoccaggio dei materiali, è dotato di macchinari di ultima generazione, automatici e robotizzati, mentre un ufficio tecnico interno cura il design delle soluzioni standard e progetta prodotti su misura. Tutte queste attività vengono svolte in spazi che richiedono impianti di riscaldamento evoluti, in grado di soddisfare i diversi requisiti del reparto lavorazione lamiera, lavorazioni meccaniche, saldatura e assemblaggio. Sin dall’inizio l’azienda ha deciso di affidarsi a Hoval, installando i sistemi di climatizzazione industriale TopVent® di prima generazione. Con un successivo ampliamento in due ulteriori magazzini nel 2017 sono stati installati dei modelli TopVent® di seconda generazione. Il più recente intervento, nel 2020, ha comportato l’installazione delle nuove unità di climatizzazione TopVent TP dotate di unità in pompa di calore split reversibile.


Figura 1. Componenti del sistema TopVent 1. Unità di ricircolo a. Alloggiamento filtro (opzionale) b. Riscaldamento supplementare con resistenza elettrica c. Sezione riscaldamento/ raffrescamento d. Air-Injector 2. Pompa di calore a. Unità condensante reversibile b. Valvola di espansione c. Modulo di comunicazione

La soluzione adottata

L’azienda aveva bisogno di climatizzare ambienti con una scarsa circolazione dell’aria. Per questo sono state installate due unità di climatizzazione decentralizzata per grandi ambienti Hoval TopVent® TP 6-K, ciascuna alimentata da 2 pompe di calore split in cascata. Le unità di ventilazione comunicano ciascuna con la propria pompa di calore, scambiandosi le informazioni utili

Figura 2. Air-Injector, flusso dell’aria in riscaldamento e raffrescamento

al funzionamento: in questo modo è stato installato un unico sistema, totalmente decentralizzato, una soluzione ottimale per tutti gli ambienti industriali e i magazzini, evitando di installare una caldaia a servizio delle due unità (Figura 1). Per rendere efficiente e igienica la climatizzazione di ambienti di altezza elevata, i sistemi TopVent di Hoval si avvalgono del sistema AirInjector, un turbodiffusore brevet-

tato che richiede una minore portata d’aria per creare le condizioni climatiche previste. A fronte di condizioni di funzionamento variabile, Air-Injector ottimizza la diffusione dell’aria evitando l’insorgenza di correnti. Adatto per altezze d’uscita dell’aria comprese tra 4 e 25 m, il diffusore modifica l’angolo di immissione dell’aria, da verticale fino a orizzontale, in modo automatico o manuale mediante potenziometro (Figura 2).

I vantaggi della climatizzazione decentralizzata

Le soluzioni decentralizzate permettono di risparmiare spazio e comportano bassi costi di investimento, dal momento che non devono essere

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Case History a cura della redazione

Hoval TopVent TP 6-K Specifiche tecniche: Portata d’aria: 6000 m3/h Potenza termica (max): 31,5 kW Potenza frigorifera totale (max): 28 kW Superficie servita: 23x23 m Peso: 223 kg Funzione: ricircolo, riscaldamento, raffrescamento Generazione di energia: interna con pompa di calore

installate le linee di distribuzione, così come non è necessario prevedere un locale tecnico. Il sistema senza canali offre diversi vantaggi: oltre a semplificare il montaggio e risparmiare spazio, permette di mantenere più pulita l’aria di mandata – che non viene inquinata dalle impurità presenti nei canali – e riduce le perdite di portata e le dispersioni d’aria. Questo si traduce anche in una riduzione di peso di circa il 70% rispetto ai sistemi centralizzati: il montaggio è più sem-

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plice e l’impatto sull’edificio è meno invasivo. Nello stesso tempo vengono ridotti i costi operativi, grazie all’efficienza delle pompe di calore e alla distribuzione dell’aria garantita dall’Air-Injector. I sistemi di ventilazione decentralizzati Hoval TopVent® sono anche semplici da progettare – non richiedono nessuna tubazione per l’acqua calda e per quella refrigerata – e sono altrettanto semplici da installare, come conferma anche l’installatore Marco Delcarro, che

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ha eseguito i lavori: grazie alla loro modularità, possono essere adattati per soddisfare le esigenze specifiche di ogni ambiente. Nel caso della ATP, hanno evitato la realizzazione di una centrale termica ed eliminato completamente la rete di distribuzione idronica, consentendo di creare molto più spazio. Allo stesso modo, la modularità rende più semplice la manutenzione, non essendo necessario disattivare tutto l’impianto per intervenire sulle singole unità. 


INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

CHILLER

IL FREDDO A NOLEGGIO Brenta Rent offre un vasto parco macchine che comprende gruppi frigoriferi industriali, rooftop, unità di trattamento aria e armadi condizionatori

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renta Rent festeggia quest’anno i 18 anni di attività nel noleggio di macchine per il condizionamento dell’aria e refrigerazione di processo. L’azienda nasce dall’esperienza sul campo dei propri fondatori, che hanno messo a disposizione del mercato del noleggio il proprio background professionale come ex costruttori di chiller per impianti di condizionamento industriale. I clienti Brent Rent possono scegliere la soluzione ideale per le proprie esigenze tra un vasto parco macchine che comprende gruppi frigoriferi industriali (chiller) con resa frigorifera che va dai 15 kW fino a più di 1000 kW, rooftop, unità di trattamento aria e armadi condizionatori. Brenta Rent, proprio grazie alla consolidata esperienza, è a disposizione per supportare il cliente nell’individuazione della macchina più adatta alle specifiche esigenze , anche organizzando sopralluoghi in tutta Italia con i propri tecnici o centri assistenza autorizzati. I principali vantaggi del noleggio di chiller sono: • nessun investimento di capitale, spesa facile da deliberare; • recupero fiscale del costo nell’esercizio; • nessuna svalutazione del macchinario; • utilizzo solo per il tempo necessario; • macchine sempre in perfetta efficienza; • manutenzione e adempimenti F-Gas inclusi; • noleggio da “specialisti” del settore;

Flotta a noleggio Brenta Rent

• tariffa prefissata quindi costo certo; • macchine in teleassistenza. Le macchine della flotta a noleggio Brenta Rent sono tutte progettate e costruite dalla consociata ACM KÄLTE KLIMA con caratteristiche tecniche secondo lo standard dell’azienda per il freddo a noleggio. La perfetta efficienza delle stesse viene assicurata da un controllo continuo e accurato delle macchine, sulle quali viene effettuato un collaudo dinamico ogni volta che rientrano da un periodo di noleggio. Tutte le attività di deposito, movimentazione e manutenzione sono svolte presso lo stabilimento di Arzergrande, in provincia di Padova. L’azienda assicura inoltre massima qualità al proprio servizio grazie a una rete organizzata di esperti frigoristi, estesa su tutto il territorio nazionale ed estero, che garantisce il corretto avviamento delle macchine e l’assistenza per tutto il periodo di noleggio (anche grazie alla teleassistenza installata sulle macchine che permette di visualizzare eventuali allarmi in tempo reale). Le macchine fornite sono dotate di tutti gli accessori necessari per un collegamento all’impianto in modo rapido e non invasivo (in particolare, per i chiller, connessioni idrauliche a innesto rapido e tubazioni flessibili). L’installazione non comporta infatti costi aggiuntivi o progetti strutturali. Il quadro elettrico permette la visualizzazione immediata dello stato macchina e delle temperature di lavoro.

Il collegamento elettrico viene eseguito in prossimità del quadro elettrico dotato di sezionatore e apposita morsettiera. La soluzione a noleggio è sempre più utilizzata dai più svariati settori, sia per il condizionamento estivo o per il riscaldamento invernale, che per raffreddamento di processo: il noleggio è vantaggioso sia in situazioni di emergenza (manutenzioni, picchi di produzione, stand-by, test, guasti improvvisi) ma anche nella conduzione standard dell’attività aziendale. È importante ricordare, soprattutto in un momento di difficoltà nel reperimento delle materie prime e dei componenti, sia in termini di tempi che di costi, che le macchine della flotta a noleggio sono disponibili anche per la vendita usato. Si tratta sempre di macchine in perfetto stato di funzionamento e di manutenzione, che possono anche essere noleggiate per un periodo di prova prima dell’acquisto.

Brenta Rent Srl Via Dell’Industria, 17 35020 - Arzergrande (PD) www.brentarent.it | brenta@brentarent.it Tel. 049 5800034

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Sicurezza

di Massimiliano Picci

PREVENZIONE INCENDI

NELLE GRANDI SUPERFICI COMMERCIALI Progettisti e installatori devono garantire i più alti standard di sicurezza disponibili, ma l’impianto deve essere anche economicamente compatibile con l’attività del committente e superfici commerciali di grande estensione vengono indicate dal D.P.R. 151/2011 come attività soggette a disposizione di prevenzione incendi. Nello specifico, tutte le attività con superficie superiore a 400 metri quadrati sono indicate come attività a rischio incendi medio o elevato (attività 69 dell’Allegato I “Elenco delle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi”), e pertanto devono necessariamente seguire tutti i provvedimenti legislativi che la normativa italiana sulla prevenzione incendi impone. Le attività vengono poi ulteriormente suddivise in tre categorie a rischio crescente in base alla superficie: • Attività 69.1.A: Locali adibiti a esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda, comprensiva dei servizi e depositi, da 400 mq a 600 mq; • Attività 69.2.B: Locali adibiti a esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda, comprensiva dei servizi e depositi, da 600 mq a 1.500 mq; • Attività 69.3.C: Locali adibiti a esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda, comprensiva dei servizi e depositi, superiore a 1.500 mq.

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Pertanto, da un punto di vista normativo si possono identificare come grandi superfici commerciali tutti i locali che superano i 1500 mq. L’importanza della valutazione di pericolosità rispetto a un potenziale incendio viene meglio sottolineata dal legislatore nel nuovo codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i.) e con la successiva emanazione della regola tecnica verticale V.8 del codice stesso (D.M. 23 novembre 2018) dedicata alle superfici commerciali. Ora, beninteso, la suddivisione riportata nella regola tecnica del codice ha valenza diversa rispetto a quella contenuta nell’allegato del D.P.R. 151/11: la prima identifica i vari adempimenti normativi dando un criterio di progressività sulla base del livello di rischio, che in via semplificata viene riferito alla sola superficie, mentre la suddivisione riportata dal codice ha valenza prescrittiva, per quanto riguarda i provvedimenti di prevenzione incendi, nel caso si intenda utilizzare il codice in questo

senso. Tuttavia, viene reso evidente che la pericolosità è direttamente proporzionale alla superficie, e quindi alla complessità che di solito si incontra in attività commerciali di tali estensioni. Di fatto il codice prevede, tra le varie presenti al paragrafo V.8.3, una classificazione delle attività che si basa sulla superficie lorda utile A: • AA: A ≤ 1.500 mq; • AB: 1.500 mq < A ≤ 3.000 mq; • AC: 3.000 mq < A ≤ 5.000 mq; • AD: 5.000 mq < A ≤ 10.000 mq; • AE: A > 10.000 mq. Da notare come il codice si riferisca non direttamente alla superficie o all’ampiezza del compartimento, ma introduca un nuovo parametro, la superficie lorda utile A. Infatti, la superficie lorda utile comprende, oltre alle aree destinate alla vendita, anche le aree destinate a servizi, depositi e spazi comuni coperti direttamente funzionali all’attività commerciale. All’interno della superficie lorda, pertanto, ricadono aree anche molto


diverse tra loro, come magazzini e spazi di vendita, caratterizzate da livelli di rischio differenti.

Il carico d’incendio

Una volta inquadrato l’aspetto dimensionale è importante fare alcune considerazioni sull’altro parametro fondamentale per la progettazione antincendio: il carico d’incendio. In modo inaccurato ma efficace, si può dire che il carico d’incendio descrive la quantità di materiale combustibile e l’energia termica che questo può sprigionare in base alle sue proprietà fisiche, quantità espressa in MJ (Mega-Joule). All’interno di superfici commerciali molto ampie, come quelle che superano i 10.000 mq, vi possono essere condizioni del carico d’incendio completamente diverse anche in aree che fanno parte dello stesso compartimento. Proviamo ad esempio a immaginare una superficie di vendita nella quale si trovi un comparto dedicato alla ferramenta e, a una certa distanza, uno dedicato alla vendita di solventi e prodotti chimici per il bagno, magari accostato all’area dedicata alla vendita di carta. Seguendo l’approccio prescrittivo del codice, si possono verificare due situazioni: la prima è che il carico d’incendio specifico (riferito all’unità di superficie lorda di piano, espresso in MJ/mq) risulti sufficientemente basso su tutto il compartimento, e pertanto non risulti necessaria la realizzazione di un impianto sprinkler. La seconda è che invece il carico di incendio risulti così elevato da renderne necessaria la realizzazione su tutto il compartimento.

pianto hanno il dovere di perseguire la soluzione che garantisca il più alto standard di sicurezza disponibile secondo la regola dell’arte, ma hanno anche, al contempo, la responsabilità di realizzare una struttura o un presidio che risulti economicamente compatibile con l’attività che vi si svolge. Impianti eccessivamente complessi, infatti, possono alla lunga risultare impossibili da manutenere, rendendo il loro costo non compatibile con l’attività che dovrebbero tutelare. Mi è capitato di analizzare progetti di prevenzione incendi che prevedevano un numero abnorme di presidi di sicurezza, quali sprinkler, diversi sistemi di rilevazione su più livelli, sistemi di estrazione forzata, e chi più ne ha più ne metta. Questo si traduceva in costi che potevano arrivare anche a diversi milioni di euro per la sola installazione, e diverse centinaia di migliaia di euro in manutenzione annuale, il tutto per rispettare le prescrizioni della norma in modo acritico. I risultati di questo approccio, qualora poi il cliente decida di realizzare queste mastodontiche progettazioni, portano spesso a quella che si può definire falsa sicurezza. Un sistema formalmente ineccepibile, ma che risulta troppo complesso da mantenere o troppo costoso, alla lunga sarà soggetto a maggiori perdite di affidabilità rispetto a uno magari più semplice e confezionato su misura e mirato alla massima efficienza.

Responsabilizzarsi

Per fortuna il codice stesso prevede la possibilità, anzi a volte – per chi lo sa ascoltare – suggerisce di seguire un

approccio alla progettazione mirato e più moderno, rispetto all’applicazione di criteri solo prescrittivi. La possibilità di perseguire soluzioni alternative, che prevedono l’uso della fire engineering e modellazioni numeriche o, più semplicemente, l’applicazione di strumenti normativi alternativi di comprovata validità aprono possibilità progettuali e realizzative quasi infinite. Tuttavia, deve essere chiaro a tutti i soggetti coinvolti, ovvero progettisti, installatori, rivenditori e committenti, che questo tipo di approccio prevede una presa in carico di responsabilità che prima veniva demandata al legislatore. Affinché queste metodologie progettuali possano poi tradursi in sistemi veramente efficaci deve esserci alla base un’assunzione responsabilità nella progettazione, e in seguito nella gestione ordinaria degli aspetti manutentivi e quindi della gestione nella sicurezza dell’opera realizzata. Senza tutto ciò, gli obiettivi di sicurezza, affidabilità, efficacia ed efficienza di qualsiasi impianto non possono essere garantiti, e non vi è semplificazione normativa o approccio progettuale che tenga. 

Gli svantaggi degli impianti troppo complessi

Va evidenziato però che entrambe le soluzioni possono non essere ottimali per la sicurezza e la gestione della struttura. Questo aspetto deve essere valutato dal progettista in modo molto attento, secondo i precetti dell’etica professionale. Sia il progettista che l’installatore dell’imN. 2 - MARZO/APRILE 2022 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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News

Dal mercato

Hansgrohe aprirà un nuovo stabilimento in Serbia Hansgrohe SE ha annunciato l’apertura di un nuovo stabilimento produttivo in Serbia per espandere le proprie capacità nella rubinetteria. Lo stabilimento, realizzato con un investimento di 85 milioni di euro nella città di Valjevo, a circa 100 chilometri a sud-ovest dalla capitale Belgrado, sarà operativo a partire dalla fine del 2023 e produrrà principalmente prodotti a marchio hansgrohe, mentre quello attualmente esistente a Schiltach si concentrerà interamente sulla produzione di prodotti AXOR, il brand di design del Gruppo Hansgrohe. Attualmente, Hansgrohe produce rubinetti a Schiltach e Shanghai (Cina). L’impianto di produzione di Offenburg è il centro di competenza per i prodotti in plastica come soffioni, per la tecnologia di colorazione delle superfici e per il montaggio di rubinetti per bagni e cucine, oltre che di termostatici. L’azienda vanta altri stabilimenti di produzione a Willstaett e Bad Bentheim (Germania), Wasselonne (Francia) e Atlanta (USA). Nel 2018, a Offenburg sono stati investiti 30 milioni di euro per un nuovo impianto di galvanizzazione delle materie plastiche. In Hansgrohe lavorano 4.700 persone in tutto il mondo, di cui più di 2.500 nelle sedi di Schiltach e Offenburg/Willstaett. L’azienda ha generato un fatturato di 1,074 miliardi di euro nel 2020.

BOSCH TERMOTECNICA È “CAMPIONE DEL SERVIZIO 2022” Bosch Termotecnica ha ottenuto il “Sigillo di Qualità” dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (ITQF) come “Campione del Servizio 2022” per l’assistenza caldaie e sistemi di riscaldamento. L’analisi è stata sviluppata in cooperazione con l’Università Goethe di Francoforte. Lo studio, giunto all’ottava edizione, ha raccolto 265.000 giudizi dei consumatori italiani sul servizio ricevuto da oltre 1.600 imprese in 158 diversi settori dell’economia – la più ampia ricerca sul servizio delle aziende in Italia. “Questo riconoscimento è la conferma che i Servizi Assistenza Termotecnica di Bosch sono in grado di mettere in risalto l’efficienza e la qualità delle nostre soluzioni per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Ci avvaliamo di una rete di professionisti presente su tutto il territorio italiano, ben strutturata e costantemente aggiornata sulle ultime novità tecnologiche”, ha commentato Walter Castiglione, Responsabile Post-Vendita della Divisione Termotecnica di Bosch. 54

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CRISTINA Rubinetterie rinnova lo showroom di Gozzano CRISTINA Rubinetterie ha rinnovato lo spazio espositivo dedicato alle collezioni presenti nella sede centrale di via Fava a Gozzano (NO). Adiacente all’ingresso principale dell’headquarter, lo showroom è una scatola di vetro che porge il benvenuto al visitatore e dialoga con l’esterno in modalità osmotica. Nella trasparenza delle pareti e l’illuminazione della luce naturale, propone le principali novità di prodotto con un layout leggero e minimale che replica i colori e i punti di forza sottolineati dal recente rebranding dell’azienda. Nello spazio si trovano poi l’Agorà e la Galleria Tecnica: il primo è un ambiente più intimo che presenta gli “Out of Collection”, una sintesi dei pezzi che hanno fatto la storia di CRISTINA Rubinetterie nel tempo, insieme a un’esposizione completa della “Present Collection”, le serie che caratterizzano l’offerta attuale in continuo aggiornamento. La Galleria Tecnica racchiude invece lo spirito tecnico dell’azienda: Shower & Bath Systems, numerose e differenti soluzioni per l’ambiente doccia; gli incassi, interamente prodotti in azienda e caratterizzanti la parte nascosta ma cuore pulsante delle soluzioni a parete; SILFRA Bathroom Tech, i prodotti meno di design ma ad alto contenuto tecnico, oltre alla collezione Cucina con proposte ispirate al mondo Contemporary, Inox, Classic e Professional: a ciascuno la propria soluzione.

Garanzia estesa da 2 a 5 anni su alcuni prodotti Honeywell Home e Braukmann Resideo ha annunciato l’estensione della garanzia da 2 a 5 anni su una serie di prodotti per il controllo del riscaldamento e dell’acqua, tra cui quelli facenti parte della gamma Honeywell Home e Braukmann. La garanzia di cinque anni è offerta esclusivamente ai distributori partner diretti di Resideo su una gamma di 2.000 prodotti ed è soggetta alle sue condizioni di vendita. Tra i prodotti coperti dall’estensione della garanzia Resideo ci sono: • valvole di zona; • termostati programmabili (Honeywell Home T3/T4); • termostati connessi (Honeywell Home T6); • gamma evohome; • valvole termostatiche per radiatori; • riduttori di pressione; • prodotti per l’acqua Braukmann di Resideo. “Installatori e proprietari di case vogliono prodotti affidabili. Tuttavia, vogliono anche sapere che, se qualcosa va storto, la risoluzione del problema non richieda uno spreco né in termini di denaro né di tempo. La nostra garanzia estesa dà loro quella rassicurazione, mostrando allo stesso tempo la fiducia che abbiamo nell’affidabilità delle nostre soluzioni di comfort”, spiega Mario Moura, Direttore Generale Prodotti e Soluzioni EMEA di Resideo. L’elenco completo dei prodotti, insieme ai termini e alle condizioni della politica di garanzia, è disponibile sul sito dell’azienda all’indirizzo: resideo.com/warranty.

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News

Dal mercato

La VMC di Helty ottiene il Sigillo di Validazione Biosafe® I sistemi di ventilazione meccanica controllata di Helty, dopo la validazione SIMA Verified, ottengono un altro importante riconoscimento: il Sigillo di Validazione Biosafe®. Attraverso un protocollo certificativo brevettato, Biosafe ha sottoposto le soluzioni Helty Flow a un’analisi effettuata su due livelli: mediante prelievo e verifica di campioni d’aria con CG-MS (secondo UNI-EN-ISO 16000-9 e 16000-6) e attraverso rilievi ambientali (secondo UNI-EN-ISO 16000-4 e UNI-EN-ISO 16017-2 con riferimento alle prescrizioni UNI-EN 14412), tramite l’utilizzo del prodotto sul campo e successiva analisi in loco degli effetti sulla qualità dell’aria interna. I sistemi Helty Flow hanno superato il percorso analitico, soddisfacendo il Protocollo di Certificazione di Salubrità Ambientale per la verifica, la progettazione e la gestione dell’indice di qualità dell’aria interna negli edifici ad altissima efficienza energetica. Il Sigillo di Validazione Biosafe® ne attesta dunque i benefici per la salute e il benessere abitativo all’interno degli ambienti chiusi, rappresentando una garanzia, sia a livello progettuale che in termini di comfort indoor a installazione completata.

NUOVA LINEA DI PRODUZIONE ROBOTIZZATA PER PONTE GIULIO A inizio 2022 Ponte Giulio ha inaugurato una nuova area produttiva incentrata sulla lavorazione dell’acciaio inox: un nuovo modo di approcciare il processo produttivo, basato su automazione e digitalizzazione. L’investimento ha previsto la progettazione di un’isola di produzione composta di macchinari interamente interconnessi tra loro. Attraverso i diversi componenti, l’impianto è in grado di coprire gran parte delle fasi di lavorazione del tubo in acciaio inox, dal suo taglio alla sua finitura, passando per operazioni di precisione quali la piegatura (attività necessaria per la realizzazione di ausili curvi) e la realizzazione dei fori per il montaggio. La maggiore efficienza nelle tempistiche e nei volumi di produzione non nasce per sostituire l’attività manifatturiera tradizionale, ma per affiancarla: la nuova isola automatizzata consentirà infatti lo sviluppo di nuovi prodotti, permettendo una maggiore focalizzazione dell’impianto tradizionale su soluzioni “custom”, caratterizzate da minori volumi ma da specifiche richieste di personalizzazione. Un progetto che non mira dunque a sostituire semplicemente i vecchi metodi di produzione, più artigianali ma meno performanti sotto un profilo di volumi realizzati, ma che si propone come un’occasione per aumentare la competitività (in termini di prezzo e di quantità) senza dover rinunciare all’attenzione per il particolare che contraddistingue i prodotti Ponte Giulio. Tra questi, la maniglia di sicurezza, prodotto di punta dell’azienda orvietana, che sarà prodotta in house per essere proposta anche in grandi formati, orizzontali e verticali, in modo da diventare elemento irrinunciabile per tutti.

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Un motore innovativo per migliorare l’efficienza dei sistemi di trattamento aria Lo Smart Motor System è un motore elettrico a riluttanza magnetica commutata sviluppato dall’azienda californiana Turntide Technologies, che permette ai grandi edifici di gestire il trattamento dell’aria con un risparmio energetico in media del 64% (misurato sugli impianti installati negli Stati Uniti). Questa tecnologia arriva ora anche in Italia grazie a Future Motors, società specializzata in tecnologie verdi per l’efficienza energetica. Mentre i motori elettrici tradizionali, con tecnologia a induzione, perdono fino al 50% del rendimento quando operano in condizioni diverse da quelle di progetto, la tecnologia “Smart Motor System” comporta un’efficienza costante al variare di velocità e carico, con funzionamento privo di perdite di rendimento. Il motore non ha avvolgimenti intrecciati nello statore, sostituiti da bobine separate, e non ha avvolgimenti nel rotore, costituito da un blocco metallico opportunamente sagomato. Tutto questo affranca dalle perdite di energia e consente una maggiore vita utile dei cuscinetti, poiché il rotore non genera calore. Smart Motor è inoltre controllato da un apposito elaboratore in grado di dialogare con sensori o con sistemi BMS e di decidere con quale logica attivare le bobine dello statore, permettendo una completa gestione in potenza e velocità. Questo tipo di soluzione prevede un algoritmo che permette di controllare l’attivazione delle bobine 20.000 volte al secondo, permettendo di adattare la velocità del motore alle condizioni di funzionamento in tempo reale e generando un risparmio di elettricità in media del 64%, se integrato nei sistemi di gestione degli edifici. Il motore elettrico Turntide è privo di magneti e terre rare, ed è quindi a basso impatto ambientale.

IL 2021 È STATO UN ANNO RECORD PER BAXI Nel 2021 Baxi ha superato il traguardo delle 600 mila caldaie prodotte e registrato un fatturato di 345 milioni di euro, con una crescita del 30% sul mercato globale e di oltre il 40% su quello nazionale rispetto all’anno precedente. Un anno record, nonostante le incertezze dovute al protrarsi della crisi pandemica. “La filiera ha tenuto bene, grazie soprattutto agli incentivi fiscali che, con particolare riferimento alla cessione del credito con sconto in fattura, ha mantenuto alto il trend legato all’efficientamento energetico degli edifici. Da qui l’importante richiesta delle caldaie a condensazione Baxi, ma soprattutto dei nostri sistemi ibridi factory made”, commenta il Direttore Generale dell’azienda di Bassano del Grappa, Ing. Alberto Favero. Le performance eccellenti del 2021 hanno portato a un premio di risultato del valore pari a 4.600€ distribuito a tutto il personale, andando per la prima volta oltre il 100% dell’obiettivo: gli indicatori di redditività, fatturato, efficienza e qualità hanno raggiunto l’obiettivo massimo del 110%, valore che ora i lavoratori potranno distribuire anche tra i diversi servizi di welfare proposti dalla piattaforma aziendale come rimborsi spese per l’istruzione e pacchetti per la salute e il benessere personale o della famiglia. Baxi conta 900 dipendenti e distribuisce i propri prodotti in oltre 70 Paesi; lo stabilimento di Bassano del Grappa, esteso su 100 mila metri quadri, è il più grande in Europa nel settore: produce 3000 caldaie al giorno ed è provvisto di 6000 metri quadri di pannelli fotovoltaici che soddisfano il 100% della richiesta energetica necessaria per la produzione. N. 2 - MARZO/APRILE 2022 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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News

Dal mercato

VIESSMANN È PARTNER UFFICIALE DEL GIRO D’ITALIA 2022 C’è un po’ di arancione nel tradizionale rosa del Giro d’Italia: Viessmann ha annunciato che sarà partner ufficiale dell’edizione di quest’anno, in programma dal 10 al 29 maggio. Per l’azienda sarà innanzitutto una grande occasione di visibilità, anche sul web: nel 2021 il Giro ha totalizzato 759 milioni di Total Worldwide Audience, con 219 milioni di pagine visitate sulle pagine web delle gare e 630 milioni di impression totali generate sui social. Anche grazie al prestigio di questa gara, il ciclismo è un trend consolidato e in continua crescita in Italia: si contano circa 10,7 milioni di appassionati, tra cui 4 milioni di praticanti amatoriali di ciclismo sportivo e cicloturismo. Viessmann accompagnerà gli atleti del Giro lungo tutte le 18 tappe italiane con il proprio truck arancione, già protagonista dei road show dell’azienda. Il truck sarà allestito con le soluzioni impiantistiche Viessmann, seguendo il principio del “sistema integrato”: tutti i componenti saranno connessi, in grado di dialogare tra loro, riflettendo l’attuale trend di integrazione dei sistemi: l’impianto fotovoltaico con moduli Vitovolt abbinato all’accumulo elettrico Vitocharge, la pompa di calore Vitocal o i sistemi ibridi, il climatizzatore Vitoclima, il nuovo sistema VMC Vitoair e tutte le utenze domestiche. L’impianto così configurato viene gestito in modo centralizzato dal sistema HEMS (Home Energy Management System): un sistema completo, che può essere fornito da un unico installatore appartenente alla rete degli installatori Partner per l’Efficienza Energetica.

LG interromperà quest’anno la produzione di pannelli solari LG Electronics ha annunciato la chiusura del business dei pannelli solari, decisione approvata dal Cda dell’azienda il 22 febbraio. A pesare sulla decisione ci sono le incertezze nel business globale dei pannelli solari, dovute a diversi fattori, tra cui l’intensificazione della concorrenza sui prezzi e l’aumento del costo delle materie prime. La chiusura sarà completata entro il 30 giugno. LG garantisce comunque che resterà attivo il servizio di assistenza per gli attuali clienti e partner per un certo periodo di tempo dopo che la chiusura dell’attività sarà stata completata. La stessa produzione di pannelli solari continuerà fino al secondo trimestre di quest’anno, per garantire uno stock adeguato al futuro servizio di supporto. LG Business Solutions (BS) Company, che gestisce il business dei pannelli solari, riorganizzerà il proprio portfolio prodotti intorno ai suoi pilastri: Information Technology (IT) e Information Display (ID). L’azienda mira ad accelerare la crescita delle diverse gamme di prodotti avanzati e servizi su misura. In futuro, LG sfrutterà la propria esperienza nelle energie rinnovabili per offrire valore aggiunto ai propri clienti, concentrandosi sui settori in crescita e inserendosi in una nuova era di sostenibilità attraverso prodotti e soluzioni in rapida evoluzione, tra cui Energy Storage System (ESS), soluzioni di gestione dell’energia e altri progressi ancora da annunciare.

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L’installatore NON PROFESSIONALE Notizie di cronaca e curiosità

Se l’idraulico in televisione è ancora un cliché Il riscaldamento costa troppo: il parroco è costretto a spostare la messa UDINE – Il caro energia non risparmia nessuno. I costi troppo alti per le forniture energetiche stanno mettendo a dura prova le aziende, le famiglie italiane… e anche le chiese. All’inizio di febbraio Don Ezio, il parroco delle chiese di San Paolo e Sant’Osvaldo di Udine, è stato costretto a rinunciare alla celebrazione di alcune messe, spostandole da una sede all’altra. La notizia è stata data dal sito Udine Today, che specifica il motivo della decisione: nella chiesa di San Paolo c’è un nuovo bruciatore a metano che però consuma troppo, mentre il riscaldamento della chiesa di Sant’Osvaldo funziona a gasolio, più inquinante ma in questo momento conveniente dal punto di vista economico.

Quante volte vi è capitato di presentarvi da un cliente indossando solo una salopette di jeans? La risposta probabilmente è “mai”, ma in televisione i vecchi cliché sulla figura professionale dell’idraulico sono duri a morire. L’esempio più recente arriva dallo show Avanti un altro!, condotto nel pre-serata di Canale 5 da Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Tra i personaggi presenti nel “salottino” del gioco a premi – che devono fare ai concorrenti alcune domande a tema – c’è infatti, da due stagioni, anche un “idraulico”, interpretato da Alessandro Maria Bosio – che naturalmente non è un vero idraulico, ma un personal trainer, youtuber e influencer con molto seguito sui social, già noto per aver partecipato a un altro programma televisivo condotto da Bonolis, Ciao Darwin. Bosio si distingue per il fisico scolpito, l’immancabile salopette – che è l’unica cosa che indossa – la cassetta degli attrezzi e l’aria scorbutica. Corrisponde, insomma, a tutti gli stereotipi più banali che circondano la nostra categoria, inclusa l’ostentata mascolinità (in una puntata di febbraio 2020 Bonolis dice che “incarna un po’ il sogno erotico di tutte le donne italiane”). Per carità, Bosio è bravo come attore e il suo personaggio può far ridere: sarebbe bello, però, se al giorno d’oggi la professionalità di idraulici e installatori potesse essere raccontata, anche in televisione, al di fuori dai soliti luoghi comuni ormai triti e ritriti.

“Mettete i gioielli in frigo”: così il finto idraulico truffa gli anziani BRESCIA – È una delle tecniche più utilizzate dai truffatori che si spacciano per idraulici, nella maggior parte dei casi a danno di persone anziane: chiedere di depositare tutti i gioielli all’interno del frigorifero per evitare che fantomatiche esalazioni, dovute a una sostanza colorante appositamente disciolta nell’acqua del lavandino, possano danneggiarli. In questo modo il finto idraulico può comodamente recuperare gioielli e altri oggetti preziosi, per poi dileguarsi. L’ultima notizia di un caso del genere arriva dalla provincia di Brescia, e precisamente dal piccolo comune di Muscoline, che all’inizio di febbraio ha pubblicato su Facebook un avviso per allertare i cittadini di fronte al pericolo truffe: “Sono segnalati a Muscoline dei malintenzionati che, indossando giubbetti ad alta visibilità, chiedono di accedere all’abitazione per verificare un inquinamento al sistema idrico. Chiedono di entrare ed una volta all’interno dell’appartamento fanno notare che nel lavandino esce acqua colorata ed inquinata. Così facendo riescono poi ad attirare l’attenzione, specialmente delle persone sole o anziane e ad impadronirsi di beni o danaro”. 60

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 2 - MARZO/APRILE 2022


Uno dei manifesti di protesta degli studenti del Morgagni di Forlì

Spese eccessive per lavori idraulici: la denuncia di Federconsumatori PARMA – “Nelle ultime settimane, sono diverse le persone che si sono rivolte ai nostri sportelli segnalando comportamenti scorretti e richieste molto onerose da parte di artigiani e in particolar modo idraulici; un fenomeno già noto che evidentemente vive un momento di recrudescenza”. È l’allarme lanciato da Federconsumatori Parma, alla fine di dicembre 2021, per denunciare le richieste evidentemente troppo onerose da parte di alcuni colleghi della zona. “Pochi mesi fa abbiamo seguito il caso di un idraulico di Fidenza che aveva presentato conti esorbitanti per piccoli lavori. Portato davanti al Giudice di pace, è stato condannato al risarcimento e al pagamento delle spese legali”, aggiunge l’associazione dei consumatori, spiegando che, in caso di fattura esagerata, con la relazione di un tecnico i clienti possono dimostrare davanti al giudice l’infondatezza della richiesta. La raccomandazione è, come sempre, quella di farsi rilasciare un preventivo dettagliato prima di cominciare i lavori.

La scuola è al freddo, la soluzione del comune: “Riscaldamenti accesi h24” Esplosione nella villetta: il tecnico andrà a processo FORLÌ – Nella stagione invernale moltissime scuole in tutta Italia sono alle prese con impianti di riscaldamento malfunzionanti o sottodimensionati, non adatti alle esigenze degli edifici scolastici. A volte però le soluzioni rischiano di essere peggio del problema, almeno dal punto di vista della bolletta energetica: è il caso del Liceo Classico “Morgagni” di Forlì dove, a causa delle temperature troppo basse all’interno delle aule, il comune ha deciso di tenere i riscaldamenti accesi 24 ore su 24 fino alla fine dell’inverno. Una decisione presa “per garantire la massima continuità e il mantenimento del calore accumulato negli ambienti della scuola”, ha spiegato il sindaco Gian Luca Zattini, aggiungendo che “da tempo gli uffici tecnici ed il gestore energetico del Comune stanno lavorando per individuare e attuare soluzioni tese a migliorare l’efficienza della centrale termica dell’immobile: sono stati già effettuati lavori per incrementare la capacità di accumulo, e a breve si installeranno nuove apparecchiature per aumentare la portata di acqua calda nella rete di distribuzione”.

BIBBONA – Un idraulico di Cecina di 50 anni andrà a processo con l’accusa di omicidio colposo e lesioni, in relazione all’esplosione di una villetta avvenuta il 22 settembre 2019, causando la morte di una donna, Martina Rossetti. Il giorno prima dell’incidente l’idraulico aveva eseguito dei lavori all’impianto di distribuzione del gas dell’abitazione: secondo l’accusa, c’è un rapporto di causalità tra l’intervento e l’esplosione, avvenuta il giorno successivo dopo la riapertura del rubinetto del gas, collegato a una bombola di GPL collocata nel cortile della villetta. Secondo la relazione tecnica commissionata dalla Procura, il tecnico non avrebbe inserito “un tappo di chiusura al termine della parte ricurva della tubazione a ridosso del piano cottura al momento in cui si è trasferito il collegamento di alimentazione gas dal serbatoio alla bombola sotto il lavello” probabilmente per la fretta o per “un’errata interpretazione di funzionalità dell’impianto”. Per questo ora il Giudice per l’Udienza Preliminare ha accolto la richiesta del Pm, fissando la prima udienza del processo per il 9 maggio. N. 2 - MARZO/APRILE 2022 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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