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www.casaeclima.com

La rivista per i progettisti con LA PIÙ ALTA DIFFUSIONE CERTIFICATA

ISSN: 2038-0895 Euro 9

bimestrale

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

VISTI IN FIERA KLIMAHOUSE 2015

IMPIANTI IL PUNTO SUL CONTO TERMICO CONTABILIZZARE IN VACANZA

TECNOLOGIE Collettori in facciata

SERRAMENTI Arriva l’etichetta energetica Vetri più isolati con aerogel Controtelaio senza segreti

PROGETTARE Combattere l’umidità

DENTRO L’OBIETTIVO Cascinale rimesso a nuovo Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

N. 54 · Anno X · marzo-aprile 2015


Francoforte 10-14 Marzo 2015 PAD.8 - STAND D54


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LA MIA SALUTE È CAMBIATA. CON LE MIE FINESTRE. Quanto fa bene alla salute una finestra? Tanto, se è Internorm. “Arieggio le mie stanze senza aprire le finestre. Niente sbalzi di temperatura, mai più inquinamento, polvere e insetti in casa. La ventilazione integrata nella finestra rinnova l’aria e recupera oltre l’85% del calore. Risparmio energia e faccio fitness nell’aria pura”. In mezzo alla natura anche dentro casa: non solo con la ventilazione integrata, ma anche per le ampie superfici vetrate e gli elementi scorrevoli. Ma la tua salute non è l’unica ragione per scegliere Internorm. Con 4 stili di design e materiali diversi scegli la personalità della tua casa. E tra oscuranti ad energia fotovoltaica e le migliori tecnologie di isolamento termoacustico, ottieni il massimo risparmio energetico, la detrazione fiscale del 65% e una vita nel comfort più totale. Tutto questo con la massima garanzia e 30 anni di funzionamento assicurato. Visita la showroom Internorm più vicina. Troverai non un rivenditore, ma un Partner Internorm, con uno staff che Internorm aggiorna tutto l’anno con formazione tecnica e di customer care. Alla tua scelta seguirà una posa in opera perfetta, anche senza opere murarie, che ti lascerà la casa pulita. Oltre che più salutare. Cerca il tuo Partner Internorm alla voce Partner commerciali sul sito www.internorm.it.

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IN QUESTO NUMERO 4 6

Domande & Risposte Novità prodotti

RICERCA Fabbisogni energetici: case e uffici sotto la lente Una ricerca coordinata da EURAC analizza consumi e tipologie di edifici in Europa, distinguendo tra residenze e uffici.

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INCENTIVI Facciamo il punto sul Conto Termico Ancora poco sfruttato benché vantaggioso, ora è anche più snello dal punto di vista procedurale

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CONTABILIZZAZIONE Quale strategia per le seconde case? Nelle case per vacanze in località montane occorre trovare il giusto equilibrio tra comfort, risparmio energetico ed equa distribuzione dei costi tra i condòmini

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PROGETTARE Umidità: cause, effetti e diagnosi Come si forma l’umidità negli edifici, perché evitarla, come misurarla e identificarne le principali cause

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VISTI IN FIERA: KLIMAHOUSE 2015 ARRIVA LA FINESTRA INTELLIGENTE Dalla società bavarese Rauh, finestre in legno-alluminio con sistema di ventilazione incorporato ClimaWin sviluppato in collaborazione con Solearth Architecture e Horn Vinduer nell’ambito di un progetto europeo di ricerca. Un sistema di doppia vetratura con intercapedine, oscurante a veneziana, presa d’aria inferiore e fessura di aerazione superiore, consente di pre-riscaldare e filtrare l’aria in inverno, sfruttando l’irraggiamento solare. Nelle giornate fredde, l’aria esterna viene ripresa nella parte inferiore del telaio, fatta passare all’interno della vetratura, dove si riscalda, e rilasciata nei locali da una feritoia superiore. In estate, invece, l’aria entra sempre dal basso, raffresca la vetrata ma, grazie ad un aletta mobile posta sulla sommità del serramento, viene espulsa all’esterno e non incanalata nei locali. Se necessario, vengono anche abbassati gli oscuranti. Una terza modalità di funzionamento by-pass si attiva quando è necessario il ricambio d’aria: l’aletta superiore si apre completamente, lasciando scorrere il flusso d’aria dall’esterno direttamente nei locali. Il tutto senza necessità di cablaggio elettrico, grazie ad un piccolo pannello fotovoltaico, e con regolazione automatica mediante sensori wireless presenti nelle stanze. Serve però un sistema di estrazione separato per l’aria viziata.

I CARLO LATORRE

Bolzano al giro di boa La decima edizione di Klimahouse conferma la validità del format espositivo, che trae la sua forza da un equilibrato mix di tecnologia, formazione e competenze artigiane

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n dieci anni, tanti ne festeggia quest’anno Klimahouse, il settore delle costruzioni in Italia è molto cambiato: in meglio sotto il profilo tecnologico e della formazione degli operatori, grazie alla rivoluzione green; in peggio per quanto concerne la situazione del mercato, deterioratasi in questi anni per effetto della crisi che ha ridotto il potere di spesa delle famiglie. In questo complesso periodo, la manifestazione altoatesina ha saputo navigare in acque agitate mantenendo diritta la barra, senza perdere appeal nonostante la caduta degli investimenti, la chiusura di non poche aziende del settore e la crescente concorrenza di altri poli fieristici. Merito anche del programma convegnistico e della stretta sinergia del salone con il sistema produttivo locale, composto da un mix di aziende fornitrici di componenti e semilavorati, artigiani qualificati e progettisti con alle spalle molti anni di esperienza nella costruzione di case a basso consumo energetico. Senza dimenticare il supporto fornito dall’amministrazione pubblica. I numeri sembrano premiare questo modello. Nell’edizione 2015, gli espositori sono stati 460 e i visitatori oltre 38mila, non pochi considerando

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Payback sprint con i collettori in facciata Uno studio valuta gli aspetti energetici ed economici della riqualificazione di edifici con sistemi isolanti tradizionali e FPC SPECIALE FINESTRE Ottimizzare le vetrate in facciata La dimensione delle aperture negli edifici urbani andrebbe verificata considerando diversi fattori, al fine di migliorare le prestazioni energetiche e tagliare i costi SPECIALE SERRAMENTI Anche la finestra ha la sua etichetta energetica Anzi ne ha addirittura due, diverse per metodo di calcolo e classificazione, proposte per i profili in PVC da Anfit e SIPVC

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DENTRO L’OBIETTIVO

NUOVA CASA PER HOVAL. Modellino di Casa Hoval, la nuova sede realizzata a Zanica (BG) in soli sei mesi con criteri di massima efficienza energetica (Passivhaus), sorta di laboratorio per nuove tecnologie costruttive e impiantistiche sviluppate con un nutrito numero di partner. Certificata Cened A+, CasaClima Classe A, Work&Life e Minergie. Il concept in legno e acciaio dell’edificio è stato messo a punto dallo studio Solar raum di Bolzano

Vicino Prato, un radicale intervento di risanamento conservativo ha trasformato un vecchio cascinale in un modello di sostenibilità energetica, che ora punta a richiedere la certificazione secondo il protocollo CasaClima R

U CARLO LATORRE

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MATERIALI HI-TECH

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Le ottime prestazioni termiche fanno dell’aerogel uno dei materiali isolanti più interessanti per i sistemi vetrati

n.54

TECNICA DEI SERRAMENTI

L’ 64

L’importanza della parte vetrata

Come spesso evidenziato dal calcolo della trasmittanza termica globale (Uw), la parte vetrata è la parte più importante in una finestra e ne influenza fortemente le prestazioni complessive. Il sistema più comune per ottenere

Tipicità italiana

trasmittanze termiche ridotte è adottare vetri multipli, eventualmente con spessori elevati e con gas inerti nello spazio tra i due vetri. Tale soluzione è spesso favorita dal diffuso knowhow di falegnamerie e produttori di infissi relativo a sistemi costituiti dall’assemblaggio di lastre di vetro. Il sistema proposto per ottenere bassi valori di trasmittanza termica è generalmente l’infisso con triplo vetro, associato al riempimento dell’intercapedine con gas argon, o più raramente kripton. Il kripton è dotato di prestazioni termiche migliori, il che permette di ridurre la distanza tra le lastre di vetro e/o gli spessori del telaio, ma per contro ha un costo più elevato ed è per questo generalmente evitato. Sistemi con triplo vetro e riempimento dell’intercapedine di 12 mm con 90% di kripton hanno permesso di ottenere valori di Ug pari a circa 0,50 W/m2K, con una trasmittanza solare visibile attorno a 0,70 e un fattore solare di 0,5.

relativamente allo sviluppo di nuove unità vetrate realizzate con pannelli monolitici e granuli di aerogel, inseriti nell’intercapedine di sistemi vetro-camera.

Le possibilità offerte dall’aerogel

Gli aerogel rappresentano uno dei più interessanti materiali trasparenti isolanti (TIMs, Transparent Insulating Materials),

Parte essenziale del sistema finestra, l’elemento di connessione tra il serramento e la muratura riveste un ruolo cruciale nel determinare il set prestazionale della finestra

e ambiscono a sostituire i sistemi vetrati convenzionali col vantaggio di ridurre drasticamente i consumi energetici senza penalizzare eccessivamente il comfort visivo. Negli edifici storici, quasi il 60% dei consumi energetici sono attribuibili alle (scarse) prestazioni dei sistemi finestrati. Per questo motivo, gli aerogel sono spesso considerati una valida tecnologia per ottenere un elevato risparmio energetico.

n.54

Direttore responsabile Marco Zani Coordinamento redazionale Carlo Latorre Redazione Alessandro Giraudi, Silvia Martellosio, Erika Seghetti redazione@casaeclima.it Coordinamento APA per Casa&Clima info@lvh.it Art Director Marco Nigris Grafica e Impaginazione Balzac - MN Hanno collaborato a questo numero Guido Alberti, Giovanni Benedici, Umberto Berardi, Francesca Romana d’Ambrosio, Chiara Dipasquale, Roberto Fedrizzi, Ennio Ferrero, Stefano Gibello, Giuseppe Riccio, Marco Surra, Luca Antonio Tartaglia

Come realizzare il controtelaio

I

l controtelaio, o falso telaio o cassa morta che dir si voglia, è l’elemento di connessione tra il serramento e la muratura. Delimita due nodi: quello primario, definito simpaticamente “terra di nessuno”, proprio perché nessuno di solito se ne occupa, si trova tra muratura e controtelaio; il nodo secondario è posto invece tra controtelaio e serramento.

GUIDO ALBERTI*

n.54

bimestrale

Il controtelaio è un elemento tipico del sistema finestra italiano: non è infatti utilizzato in altri paesi europei e offre svariate funzioni, per lo più di natura pratica. È infatti grazie al controtelaio che si riquadra il foro grezzo e si creano i riferimenti per l’intonaco interno ed esterno e, se presente, per lo strato isolante. La coibentazione esterna od interna, infatti, deve necessariamente raccordarsi con il controtelaio, se presente, oppure direttamente con il serramento, nel modo più lineare possibile. Ogni cambio di direzione rappresenta difatti un ponte termico. Una volta posato il falso telaio i lavori “edili” possono proseguire, consentendo la posa del serramento in una fase più avanzata.

Controtelaio senza segreti

SCUOLA ELEMENTARE A HOHEN NEUENDORF, GERMANIA. Edificio progettato dallo studio IBUS Architekten und Ingenieure GbR. Grazie a strategie di isolamento termico particolarmente avanzate (incluso sistemi Okalux) con aerogel, l’edificio produce più energia di quanta ne consumi

UMBERTO BERARDI incremento dei consumi energetici negli edifici, finalizzati a maggiori aspettative di comfort ambientale, e le crescenti preoccupazioni per l’aumento delle emissioni di gas serra spingono la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. L’obiettivo nei prossimi cinque anni è infatti quello che i nuovi edifici raggiungano lo standard di NZEB, Near Zero Energy Buildings. In questo contesto, lo sviluppo di nuovi materiali isolanti riveste un ruolo cruciale. Questo articolo descrive lo stato dell’arte

in ragione degli obiettivi internazionali relativi ai NZEB. Alcuni sistemi di certificazione volontaria delle prestazioni degli edifici hanno già oggi valori di trasmittanza notevolmente inferiori ai requisiti di legge: per esempio il parametro Uw deve essere inferiore a 1,4 W/m2K per un edificio in CasaClima B, 1,1 W/m2K per un edificio in CasaClima A e 0,8 W/m2K per un edificio in CasaClima Oro.

Pubblicità Quine Srl 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 72016740 Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore: Quine srl www.quine.it Presidente Andrea Notarbartolo Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 72016740 e-mail: casaclima@quine.it Servizio abbonamenti Quine srl, 20122 Milano – Via Santa Tecla, 4 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile.

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n intervento di risanamento che va oltre il perimetro della conservazione dell’esistente per spingersi verso i confini più estremi dell’efficienza energetica, grazie ad un intervento radicale che ha interessato sia l’involucro edilizio, sia il comparto impiantistico, con l’applicazione di un ampio ventaglio di fonti rinnovabili: solare termico, fotovoltaico e geotermia. Il tutto senza snaturare il carattere architettonico esistente, quello di una casa colonica situata alle porte di Prato, a San Giorgio a Colonica, per di più sottoposta a vincolo ambientale.

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PROTOTIPI DI SISTEMI VETRATI INNOVATIVI. Da sinistra: finestra con pellicola o film trasparente (Serious Materials), sistema vetrato evacuato (SPACIA-21 prodotto da Nippon Sheet Glass) e prototipo di finestra con aerogel monolitico (progetto europeo HILIT)

La recente legislazione italiana ha imposto drastiche riduzioni dei valori di trasmisttanza termica delle chiusure trasparenti. A titolo di esempio, in zona climatica A, le parti vetrate non dovrebbero avere trasmittanze termiche (Ug) superiori a 3,3 W/m2K (con una trasmittanza della chiusura comprensiva dell’infisso Uw ≈ 4 W/m2K), con valori progressivamente ridotti a circa 1,2 W/m2K (pari ad Uw di circa 1,8 W/m2K) per edifici situati in zona climatica F. La richiesta di valori di trasmittanza sempre più ridotti è destinata a continuare in futuro anche

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Cascinale

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Trasmittanza termica, i valori da rispettare

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riportato a nuova vita

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Vetri più isolati con l’aerogel

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Innanzitutto, sarebbe buona norma commissionare la realizzazione del controtelaio al serramentista che poi fornirà anche i serramenti. Alla base della corretta posa in opera deve esserci, prima di tutto, la progettazione: il controtelaio è un elemento da progettare in funzione del serramento e di eventuali altri elementi che poi vi saranno alloggiati. È senz’altro possibile standardizzare la realizzazione di questo componente, senza compromettere la prestazione del nodo, ma se si vuole fare un lavoro eccellente, è meglio pensarci prima. Il controtelaio non deve essere metallico: ferro, acciaio e alluminio dovrebbero essere tralasciati, poiché formano un ponte termico non risolto e sono la causa del

cosiddetto “baffo nero” lungo la spalletta del serramento. È preferibile utilizzare materiali con conducibilità termica più bassa.

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191

Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LEGS.196/2003. Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter effettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via Santa Tecla 4, 20122 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.

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Meglio di legno

Il legno, soprattutto se multistrato marino, rappresenta sicuramente un ottimo compromesso, a patto che: • Abbia un corpo “portante” e una battuta, che faccia da raccordo con il coibente o da mazzetta per l’intonaco esterno nel caso di muratura priva di sistema d’isolamento. La tipica forma a “L”, dove un elemento sempre in legno o in PVC crea una battuta al serramento, è sicuramente preferibile. È inoltre importante, considerando che peso e dimensioni dei serramenti sono sempre più rilevanti, che sia di tipo strutturale. Qualora venga meno questo aspetto è preferibile usare fissaggi “passanti”. • Anche nel caso di altri accessori esterni, quali ad esempio elementi schermanti o zanzariere, è importante far “lavorare” il serramento in battuta al fine di garantire tenuta al sistema. È altresì importante, soprattutto in presenza di questi elementi, “proteggere” il serramento con materiale coibente in modo da migliorare l’andamento delle isoterme. Questa regola è sempre valida ed è bene che sia rispettata per tutti e tre i lati: inferiormente, per consentire il corretto deflusso dell’acqua non è realizzabile, a meno che non si realizzino adeguati canali di scolo. • Sia presente un elemento inferiore, il cosiddetto quarto lato, che garantisca discontinuità

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Stampa Tiber - Brescia Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006.

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© Quine srl - Milano Associato

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Aderente

Testata volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e diffusione in conformità al Regolamento CSST Certificazione Editoria Specializzata e Tecnica Per il periodo 01/01/2013-31/12/2013 Periodicità bimestrale Tiratura media 19.500 copie Diffusione media 19.238 copie Certificato CSST n. 2013-2433 del 25/02/2014 Società di Revisione: Refimi srl


DOMANDE & RISPOSTE RISPOSTE AI QUESITI TECNICI DEI NOSTRI LETTORI CON LA COLLABORAZIONE DI PROFESSIONISTI CON SPECIALIZZAZIONE NELLA PROGETTAZIONE DI EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO Invitiamo i lettori a inviare i quesiti a: faq@casaeclima.it

Impianti termotecnici, come isolarli acusticamente? Risponde il Prof. Ing. Giovanni Semprini

ma occorre valutare anche gli effetti combinati di più sorgenti o meccanismi di generazione, della trasmissione delle vibrazioni che si hanno tra i diversi componenti dell’impianto, spesso collegati rigidamente tra di loro, nonché gli effetti della trasmissione attraverso le strutture edilizie dell’edificio: questi effetti di trasmissione “secondaria” possono risultare a volte preponderanti rispetto alle vie di trasmissione aerea.

Quali sono gli errori più frequentemente commessi nella progettazione acustica degli impianti termotecnici? Banalmente, il principale errore in fase di progettazione è considerare il rumore un problema secondario rispetto alle prestazioni che un impianto tecnologico deve fornire, relegando questo aspetto a una verifica finale. Di fatto, il rumore rappresenta un elemento critico la cui analisi deve essere condotta contestualmente alla scelta tipologica dell’impianto, dei suoi componenti e L’errore più grave che si della loro localizzazione, nonché alle scelte dimensionali e di funzionamento può commettere in fase di operativo. I progettisti degli impianti conoscono i valori di emissione acustica progettazione è considerare di macchine e impianti, se non altro perché certificati dai produttori, ma non il rumore un problema CONTENUTO PER ABBONATI secondario rispetto alle sempre hanno chiari i meccanismi di propagazione del rumore, gli effetti prestazioni che un impianto http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 dei sistemi passivi di attenuazione, la cui risposta dipende dallo spettro in Nel caso di macchine rumorose tecnologico deve fornire, frequenza, e le problematiche legate alla trasmissione delle vibrazioni. In o di installazioni errate, come relegando il problema particolare, nel settore dell’impiantistica termica civile e residenziale, in cui si può intervenire ex post? a una verifica finale sono presenti diverse sorgenti di rumore di origine meccanica o fluidodinamica La definizione dei possibili interventi (si pensi ad esempio ai gruppi frigoriferi, alle elettropompe, ai ventilatori, alle di mitigazione del rumore su impianti già realizzati deve essere preceduta da bocchette aerauliche e alle tubazioni), non è sufficiente considerare il livello una corretta valutazione delle principali fonti di generazione del rumore e delle di potenza o di pressione sonora emessa in ambiente dalla singola sorgente, diverse vie di propagazione. L’approccio migliore è quello di procedere a valutazioni

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Nelle situazioni in cui non sia possibile ridurre il rumore alla sorgente occorre valutare sistemi di attenuazione nei percorsi aerei o strutturali. In questi casi è sempre difficile trovare una soluzione efficiente se non con costi elevati

Ristrutturazione

quantitative tramite misurazioni fonometriche e, se necessario, a misure di vibrazioni nel caso in cui si debbano valutare percorsi strutturali. Nel caso CONTENUTO PER ABBONATI in cui il problema sia strettamente legato alla emissione di rumore di una http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 particolare sorgente (ad esempio una macchina frigorifera o un gruppo ventilante), si possono valutare sistemi di attenuazione quali le schermature parziali o complete attorno alla macchina, oppure l’inserimento di silenziatori o plenum di attenuazione, facendo attenzione ai possibili effetti negativi che possono essere indotti sulle prestazioni della macchina (riduzione delle sezioni minime di ventilazione, incremento delle perdite di carico). Nelle situazioni in cui non sia possibile ridurre il rumore alla sorgente occorre valutare sistemi di attenuazione nei percorsi aerei o strutturali. In questi casi è sempre difficile trovare una soluzione efficiente se non con costi elevati, dovuti spesso alla complessità di intervenire sulle strutture Uponor edilizie, o alla mancanza di spazi adeguati per l’inserimento dei sistemi Ecoflex di attenuazione. Classico il caso di rumore di condotte idrauliche o degli scarichi, dove il collegamento rigido con le strutture edilizie richiede onerosi interventi che devono prevedere l’interposizione di materiale smorzante in tutti i punti di collegamento (collari) o sull’intero sviluppo della linea. Si è parlato di una certificazione acustica degli edifici. È un progetto ancora attuale? In tal caso, quale ruolo avranno gli impianti? Il progetto è più che mai attuale. Ritengo che il percorso normativo verso la certificazione acustica degli edifici sia di fondamentale importanza in quanto porterà non solo a una maggiore consapevolezza sugli aspetti relativi alla protezione dal rumore all’interno degli edifici, così come lo è stata la certificazione energetica, ma anche a dirimere i numerosi contenziosi in tema di rispetto dei requisiti acustici passivi. La certificazione acustica consentirà di attestare le effettive prestazioni dei componenti edili e del rumore prodotto dagli impianti secondo uno schema di classificazione relativo a livelli graduali di qualità acustica. A tale riguardo, occorre ricordare come già da oggi sia possibile, in forma volontaria, classificare le abitazioni e gli edifici in base alle norme UNI 11367 (Classificazione acustica delle unità immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera) e UNI 11444 (Classificazione acustica delle unità immobiliari – Linee guida per la selezione delle unità immobiliari in edifici con caratteristiche non seriali).

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Fotovoltaico con vetrocamera

Brandoni Solare ha messo a punto un modulo fotovoltaico con vetrocamera destinato all’integrazione architettonica in facciata, quando si vuole combinare la produzione di energia rinnovabile con l’illuminazione naturale dei locali. Nell’installazione di facciate verticali, l’elemento è in grado di garantire un doppio isolamento termico, grazie all’intercapedine d’aria con spessore variabile. Anche la trasparenza delle celle fotovoltaiche può essere selezionata in base alle specifiche di progetto. www.brandonisolare.com

App per installatori Immergas Più che una app, è una cassetta degli attrezzi digitale, tanto da meritarsi il nome “Toolbox”. È il servizio lanciato da Immergas per i soci del Caius Club Professional e i loro clienti, che sarà riempito via via con nuovi strumenti. Una volta scaricata gratuitamente, la app si adatta automaticamente al terminale, smartphone oppure tablet. All’interno tutto ciò che serve all’installatore, come i listini, il calcolo della fumisteria e il nuovo sistema di preventivazione fai da te. Ci sono poi le news aggiornate in tempo reale, i contatti diretti con Immergas, i cataloghi sfogliabili e visualizzabili nei dettagli (effetto zoom) e il configuratore, che consente di scegliere il sistema di climatizzazione più adatto, in base alla tipologia di edificio, uno strumento destinato anche all’utente finale. www.immergas.com

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Il climatizzatore si gestisce via smartphone Siete fuori casa e volete sapere la temperatura ambiente, magari regolarla per avere il comfort ideale evitando sprechi energetici? Con il nuovo climatizzatore Nivos di Ariston basta tirare fuori dalla tasca il proprio smartphone e attivare la app AC Control, scaricabile gratuitamente, che si collega via wi-fi o modem all’apparecchio. Un semplice “touch” sul proprio dispositivo permette di accenderlo e spegnerlo, gestirne le modalità di funzionamento, impostare il timer e la velocità della ventola, settare e controllare la temperatura. www.ariston.com/it

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Aria/acqua con inverter La pompa di calore aria/acqua con inverter Therma V è la nuova proposta di LG per i mercati del nuovo e della riqualificazione energetica, quando serve un impianto integrato per riscaldamento radiante, raffrescamento estivo e produzione di ACS. Il punto di forza del sistema è l’elevata efficienza energetica che si ottiene con il controllo proporzionale-integrale (PI), fino al 30% superiore ai modelli tradizionali. A mantenere bassi i consumi concorre anche il compressore BLDC, che — grazie al magnete al neodimio — offre un risparmio fino al 40% a bassi regimi di rotazione e fino al 20% agli alti regimi. La presenza di una pompa idraulica inverter ad alta efficienza minimizza ulteriormente i consumi elettrici durante il funzionamento. Therma V incorpora anche una serie di funzioni intelligenti tra cui il controllo di temperatura e pressione, che si traducono in regolazioni più veloci e precise, consentendo una gestione del circuito frigorifero affidabile e sempre efficiente. www.lg.com

La termocamera in tasca La termocamera compatta C2 di Flir non è adatta per analisi complesse o certificazioni energetiche, ma si tiene comodamente in tasca, pronta per ogni evenienza, quando occorre identificare fonti di calore invisibili all’occhio umano, come ponti termici, difetti strutturali, impianti nascosti o perdite idriche. L’apparecchio si caratterizza per dimensioni ridotte (125 × 80 × 24 mm), leggerezza (130 g) e un design piacevole, unito ad un prezzo allettante. 699 euro. Le prestazioni sono quelle di una termocamera per uso professionale: grazie alla tecnologia brevettata MSX, si ottengono immagini termiche di alta qualità in tempo reale, visualizzate su un touch screen con orientamento automatico. La risoluzione è di 4800 pixel, il campo visivo di 41°. La termocamera dispone di un rivelatore ad alta sensibilità, luce di lavoro integrata e flash; l’illuminazione supplementare permette di catturare, insieme all’immagine termica, anche una fotografia chiara e luminosa. Il funzionamento è molto semplice, tipo “punta e clicca”: C2 memorizza immagini radiometriche in JPG, che possono essere inseguito scaricate e gestite con il software gratuito Tools FLIR, che permette all’utente di regolare i livelli di immagini termiche, isolare e aggiungere misure di temperatura, cambiare le tavolozze di colore e creare report. www.flir.it

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Ibrido e smart La famiglia di sistemi ibridi Vaillant si è recentemente allargata con l’arrivo di vaiSystem1, impianto che abbina una pompa di calore aroTherm ad elevato rendimento con una caldaia a condensazione a basamento auroCompact con integrazione solare. Si ottiene così un sistema integrato per riscaldamento, raffrescamento estivo e ACS che sfrutta l’energia solare e quella contenuta nell’aria per ridurre i consumi energetici, anche del 40-60% in regime invernale. La gestione dell’impianto è affidata alla centralina di termoregolazione intelligente calorMATIC 470, che in base alle condizioni climatiche esterne armonizza le prestazioni di tutti i componenti e regola le temperature di mandata. Il software triVAI rielabora le informazioni ambientali e di costo (gas/elettrico) individuando, di volta in volta, il sistema di riscaldamento più vantaggioso; la centralina è anche in grado di controllare le condizioni di umidità interna, onde evitare fenomeni di condensa in fase di raffrescamento estivo. www.vaillant.it


La maniglia c’è ma non si vede

Non solo la porta, ma anche la maniglia non si vede nel sistema di chiusura basculante rasomuro per garage Invisible De Nardi. O, meglio, la maniglia c’è, ma come una linea verticale, non interrompe l’impatto visivo della porta, grazie ad un sistema brevettato che protegge e fa scomparire il cilindro e la serratura sotto l’impugnatura. Adatto sia nelle ristrutturazioni, che nei nuovi edifici, Invisible si mimetizza perfettamente con la parete e offre un buon isolamento termico, con valori di trasmittanza da 1,1 a 1,3 W/m2K. www.invisibledenardi.it


RICERCA

Fabbisogni energetici: case e uffici sotto la lente Da una ricerca coordinata dall’EURAC una panoramica sui consumi e le tipologie di edifici residenziali e adibiti a uffici presenti in Europa ROBERTO FEDRIZZI e CHIARA DIPASQUALE

I

n Europa, gli edifici sono responsabili del 40% del Ricerca in 27 paesi consumo energetico e circa due terzi di questi Per ottenere questi numeri, i ricercatori hanno analizzato consumi sono causati dal riscaldamento. Le i dati su riscaldamento, raffrescamento e produzione di abitazioni hanno un peso maggiore rispetto agli acqua calda, calcolando il consumo medio per metro uffici in quanto rappresentano oltre il 90% degli edifici. quadro in ognuno dei 27 stati europei. Nel calcolo hanno Gli edifici residenziali sono caratterizzati da una domanda considerato le differenze tra uffici, abitazioni unifamiliari e media di circa 140 kWh per metro quadro l’anno per il condomini, valutando anche le caratteristiche di elementi riscaldamento; per la fornitura di acqua calda ne servono costruttivi come il tetto, le pareti e i serramenti. PER ABBONATI in media 25 e altri 20 kWh per ilCONTENUTO raffrescamento estivo. Oltre a tracciare un quadro approfondito dei consumi, i dati Nonostante climi diversi, i consumi per il riscaldamento non ottenuti permettono di esaminare la spesa media delle http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 variano in modo considerevole tra i paesi del nord Europa e famiglie e di calcolare la convenienza di una ristrutturazione. dell’area mediterranea. La ragione è che nei paesi nordici sono In Italia, per esempio, dove i consumi si allineano alla media state scelte soluzioni costruttive migliori per isolare dal freddo. europea, il costo medio per il riscaldamento e l’acqua calda Questi dati sono stati raccolti in 27 paesi europei e analizzati da un sanitaria per un appartamento di 70 metri quadri si aggira gruppo internazionale di ricercatori coordinati dall’Istituto per le intorno a 1.400 euro l’anno. Secondo i calcoli dei ricercatori, Energie Rinnovabili dell’EURAC nell’ambito del progetto iNSPiRe. questa spesa potrebbe essere ridotta dal 50% al 70% con

10

n.54


EDIFICI RESIDENZIALI La superficie totale degli edifici PRESTAZIONI TERMICHE E RISCALDAMENTO residenziali presenti nella UE-27 Per quanto riguarda le è di circa 17,6 miliardi di m2, di prestazioni termiche, Percentuale di case unifamiliari cui 15,1 miliardi di m2 utilizzano il report evidenzia in ciascun paese il riscaldamento. Quasi tre quarti un miglioramento dell’UE-27 degli edifici (72%) si trova nei dal 1945 a oggi, sei “grandi” paesi dell’Europa, dovuto a un ovvero Spagna, Italia, Francia, miglioramento delle Germania, Regno Unito e Polonia. tecniche costruttive e Superficie totale MIX RESIDENZIALE a maggiore sensibilitá residenziale in Europa Dalla ricerca è emerso che il profilo dell’età sugli aspetti energetici. dello stock residenziale varia ovviamente da Chiaramente i paesi paese a paese, anche se in tutti i 27 paesi considerati l’età delle case unifamiliari (single che si trovano in climi CONTENUTO PER ABBONATI family houses – SFHs) e plurifamiliari (multi-family houses – MFHs) è più o meno simile. più freddi hanno sempre avuto un buon isolamento termico, mentre quelli in climi più caldi Tuttavia, il rapporto trahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 SFHs e MFHs è molto diverso da paese a paese. Danimarca, Irlanda, hanno trascurato quest’aspetto. Paesi Bassi e Regno Unito hanno la più alta percentuale di SFHs (sopra il 70%), mentre Il consumo annuo di energia per il riscaldamento residenziale è stato invece stimato in 2299 TWh Estonia, Italia, Lettonia e Spagna hanno le percentuali più basse di SFHs (sotto il 40%). nella UE-27, il che significa un consumo medio di energia di 152 kWh / (m2y). Il consumo annuale RISTRUTTURARE LE CASE PLURIFAMILIARI È PIÙ SEMPLICE di energia annuale varia dai 19 kWh / (m2y) di Malta ai 215 kWh / (m2y) della Lettonia. Le MFHs sono considerate da molti come edifici su cui è più facile applicare misure RAFFRESCAMENTO, ACQUA CALDA E ILLUMINAZIONE di adeguamento/ristrutturazione. Questo perché i loro involucri esterni sono Il consumo energetico residenziale per il raffrescamento è pari a 26 TWh/anno. A più uniformi e, di conseguenza, l’isolamento o la sostituzione esterna dei vetri causa delle dimensioni e del clima, la Spagna presenta il maggior consumo totale, è più facile da eseguire. Inoltre, ogni edificio contiene più abitazioni, per cui un 13 TWh/anno. Il consumo di acqua calda è pari a circa il 20% del riscaldamento unico progetto sarebbe in grado di migliorare le condizioni di più famiglie. degli ambienti, ovvero 459 TWh/anno; tale consumo è strettamente legato alle dimensioni della popolazione di ciascun paese, con la Germania che rappresenta la quota maggiore: 91 TWh/anno. Infine, il consumo per l’illuminazione è di circa 97 TWh/anno (sempre nella UE-27), con una media di circa 5 kWh/m2 per anno.

Regione climatica

Paesi (i sei più grandi in neretto)

Superficie totale (Mmq)

Superficie riscaldata (Mmq)

Superficie raffrescata (Mmq)

Secco meridionale

Portogallo, Spagna

1978

1504

965

Mediterraneo

Cipro, Grecia, Italia, Malta

2952

1980

423

Continentale meridionale

Bulgaria, Francia, Slovenia

2738

1871

178

Oceanico

Belgio, Irlanda, Regno Unito

2488

2387

12

Continentale

Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Paesi Bassi

4831

4783

74

Continentale settentrionale

Danimarca, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia

1933

1914

14

Nordico

Estonia, Finlandia, Lettonia, Svezia

685

678

3

Utilizzo finale

Domanda specifica kWh/(m2y)

Consumi specifici kWh/(m2y)

Data di costruzione

Percentuale di superficie

Riscaldamento

144

152

1898

2299

Prima del 1971

53,00%

Raffrescamento

50

16

-

26

1971-1980

15-18%

ACS

21

26

-

459

1981-1990

12-13%

Illuminazione

5

5

97

97

1991-2000

11-12%

Dopo il 2000

6-7%

Domanda totale TWh/y Consumo totale TWh/y

n.54

11


UFFICI RISCALDAMENTO Passando al consumo medio di riscaldamento annuo, questo è stimato in 161 kWh/ m2, il che significa che il consumo totale dell’UE-27 è di circa 159 TWh/anno. Va ricordato che le informazioni disponibili riguardano il 90% della superficie riscaldata; il restante 10% si riferisce a Cipro, Malta, Slovenia, Ungheria, Lussemburgo, Lituania, Polonia, Romani, Slovacchia, Lettonia e Estonia Estonia, delle quali non é stato possibile raccogliere delle informazioni attendibili. RAFFRESCAMENTO, ACQUA CALDA E ILLUMINAZIONE Per quanto riguarda l’acqua calda sanitaria, il consumo di energia annuo nell’UE-27 è di 7 TWh/anno, ovvero un consumo medio di 10 kWh/m2 per anno. Mentre per il raffrescamento il consumo di energia annuo è di 18 TWh/anno, ossia un consumo medio di 22 kWh/m2 per anno. Infine, per l’illuminazione il consumo di energia annuo è di 42 TWh/anno e quello medio ammonta a 39 kWh/m2 annui.

La superficie totale degli edifici adibiti a ufficio presenti dell’UE-27 è di circa 12,5 miliardi di metri quadrati, di cui 1.126 milioni riscaldati e 846 milioni raffrescati. Quasi tre quarti degli edifici (71%) si trova nei sei “grandi” paesi UE, ovvero Spagna, Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Polonia. MIX DIREZIONALE Superficie totale occupata Dalla ricerca é emerso che, da uffici in Europa nonostante il profilo dell’etá del parco uffici vari da paese a paese e sia ancora presente una quota significativa di edifici ”datati”, la percentuale di nuovi uffici risulta essere quasi il doppio rispetto a quella degli spazi adibiti al residenziale. Dai dati raccolti, emerge inoltre che la stragrande maggioranza degli uffici sono di proprietà di chi li occupa e ben pochi vengono invece affittati. Solo in Olanda la percentuale di uffici in affitto è maggiore rispetto a quelli di proprietà.

Utilizzo finale

Consumo specifico kWh/(m2y) Consumo totale TWh/y

Riscaldamento

161

159

Raffrescamento

10

7

ACS

22

18

Illuminazione

39

42

Regione climatica

Paesi (i sei più grandi in neretto)

Superficie totale (Mmq)

Superficie riscaldata (Mmq)

Superficie raffrescata (Mmq)

Secco meridionale

Portogallo, Spagna

105

94

94

Mediterraneo

Cipro, Grecia, Italia, Malta

81

73

73

Continentale meridionale

Bulgaria, Francia, Slovenia

234

211

149

Oceanico

Belgio, Irlanda, Regno Unito

157

142

100

Continentale

Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Paesi Bassi

469

422

300

Continentale settentrionale

Danimarca, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia

155

140

99

Estonia, Finlandia, Lettonia, Svezia

59

44

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Nordico

CONTENUTO PER ABBONATI interventi sull’involucro, sulle finestre e sugli impianti termici. — l’assenza di regole per l’efficienza energetica ha fatto http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 sì che oggi questi complessi siano responsabili del 40% dell’energia totale consumata a livello europeo. Migliorarli è Parte la fase 2 quindi fondamentale in un’ottica di riduzione delle emissioni L’ottimizzazione degli interventi è al centro della seconda fase inquinanti e di rispetto degli obiettivi sul clima dettati da del progetto iNSPiRe che durerà ancora due anni: il gruppo di Bruxelles per il 2020. Il database — continua Fedrizzi — può lavoro individuerà e testerà soluzioni pratiche di risanamento diventare uno strumento importante per definire politiche che combinano tecnologie passive, come l’isolamento e la energetiche sia a livello nazionale che europeo, partendo da sostituzione di finestre, e attive come l’installazione di sistemi un’analisi concreta della situazione attuale». termici e di ventilazione. Il database elaborato dai ricercatori considera in prevalenza gli edifici costruiti tra il secondo dopoguerra e gli anni ottanta. La ricerca alla base di questo documento è stata co-finanziata dal 7. «In quegli anni — spiega Roberto Fedrizzi, responsabile del Programma Quadro dell’Unione Europea per la Ricerca e lo Sviluppo progetto iNSPiRe e coordinatore del gruppo di ricerca sui Tecnologico GA nº 314461. Quest’ultima non si assume responsabilità sistemi termici all’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC alcuna per il contenuto che costituisce soprattutto l’ottica dell’autore.

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Heating

Heating

Fresh Air Sostanze inquinanti nell’aria

Temperatura Pollini Rumore

Cooling

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INCENTIVI

Facciamo il punto sul Conto Termico

Ancora poco sfruttato benché vantaggioso, ora è anche più snello e performante dal punto di vista procedurale ENNIO FERRERO*

N

el panorama delle incentivazioni nazionali per la “Green & white economy”, il Conto Termico, dopo un primo periodo di rodaggio, si avvia ad emergere come valida ed efficace alternativa per il sostegno a interventi

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n.54

di piccole dimensioni nella produzione di Quadro normativo energia termica da fonti rinnovabili e per Disciplinato dal DM 28 l’incremento dell’efficienza energetica. dicembre 2012 e aggiornato su CONTENUTO PER ABBONATI I numeri sono ancora contenuti, ma già delineano aspetti importanti con alcuni quello che potrà essere lo scenario futuro, quando provvedimenti successivi (es. il http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 privati cittadini, imprese e amministrazioni D.Lgs. 102/14 e il DL 133/2014 pubbliche avranno metabolizzato le innovazioni “Sblocca Italia”), il Conto Termico apportate dal meccanismo e potranno utilizzare rientra tra le misure previste pienamente l’ampia disponibilità di fondi stanziati. dal D.Lgs. 28/11 per favorire il


raggiungimento degli obiettivi vincolanti assegnati all’Italia per il 2020 in termini di efficienza energetica e di quota di consumi coperta da fonti rinnovabili. Sembrano competere con il Conto altri meccanismi più noti al pubblico, come le detrazioni fiscali per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche degli edifici, e i Certificati Bianchi: sono però strumenti diversi che rispondono due categorie di interventi: ad esigenze differenti, sicuramente 1- di incremento dell’efficienza energetica in complementari ma alternativi, edifici esistenti attraverso il miglioramento ciascuno con le sue peculiarità. delle caratteristiche prestazionali dell’impianto È bene precisare che gli incentivi (installazione di caldaie a condensazione) e del Conto Termico possono essere dell’involucro edilizio opaco e trasparente riconosciuti esclusivamente agli (isolamento di muri e coperture, sostituzione interventi che non beneficiano di di chiusure finestrate, ecc.) anche con CONTENUTO PER ABBONATI altri incentivi statali, fatti salvi i fondi l’utilizzo di sistemi schermanti; di garanzia, i fondi di rotazione 2- di produzione di energia termica da http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 e i contributi in conto interesse. fonti rinnovabili, insieme con sistemi ad È prevista invece la possibilità di alta efficienza: installazione di pompe cumulo con contributi in conto di calore, anche geotermiche; caldaie e capitale non statali, comunque apparecchi a biomassa; impianti solari entro il limite del 100% della spesa termici, anche con solar cooling. sostenuta (per le imprese, entro i Gli interventi impiantistici sono sempre in limiti previsti per gli aiuti di Stato). sostituzione di generatori esistenti, salvo per i La gestione del meccanismo è affidata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che esegue attività di qualifica e controllo sugli interventi e cura anche l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari.

generatori a biomassa installati da aziende agricole e gli impianti solari termici che possono essere nuove installazioni. Agli incentivi del Conto possono accedere le amministrazioni pubbliche per la realizzazione degli interventi nell’ambito di entrambe le categorie, e i privati (cittadini, condomini, imprese, onlus) per la realizzazione dei soli interventi nella categoria 2.

Anche con ESCO

I soggetti ammessi, privati o pubblica amministrazione, possono anche avvalersi del supporto

Ambito di applicazione

Gli interventi incentivati dal Conto riguardano principalmente il settore civile (residenziale e terziario) con incursioni nei comparti dell’agricoltura in serra e della produzione di calore di processo, rispettivamente per applicazioni di generatori a biomassa e di solare termico. Sono incentivabili

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l’incentivo vale fino al 40% delle spese ammissibili sostenute, nel rispetto di specifici limiti unitari di costo e di incentivo complessivo erogato. L’incentivo è ripartito in 5 rate annuali costanti, ma con le novità introdotte in applicazione del D.Lgs. 102/14, l’erogazione avviene in unica soluzione se il soggetto responsabile dell’intervento è una PA (per le http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 ESCO rimangono invece 5 rate). Per gli interventi di categoria 2, l’incentivo è calcolato sulla producibilità presunta di energia termica (in funzione della CONTENUTO PER ABBONATI tecnologia, della taglia e della zona http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 climatica), che è valorizzata con tariffe dipendenti dalla tecnologia e dalla taglia. Per i generatori di calore a biomassa sono previsti coefficienti premianti in relazione a valori bassi di emissioni di polveri sottili. L’incentivo è ripartito in 2 o 5 rate annuali costanti, in funzione della taglia. Anche in questo caso, solo se il soggetto richiedente è una PA, l’erogazione avviene in unica soluzione. Infine, se l’incentivo in caso di produzione di sola ACS da solare non supera i 600 Euro complessivi, termico sono previste sostanziali deroghe). l’erogazione è in unica rata.

di una ESCO (Energy Service Company) per la realizzazione degli interventi. In questo caso la ESCO è il soggetto responsabile Fondi ancora disponibili degli interventi e, come tale, La disponibilità di fondi è considerevole: riceverà l’incentivo del Conto complessivamente 900 milioni di euro di spesa Termico che condividerà con il annua cumulata, di cui 200 milioni per interventi soggetto ammesso tramite un realizzati o da realizzare da Amministrazioni CONTENUTO PER ABBONATI contratto. Se il soggetto ammesso pubbliche, e 700 milioni per interventi realizzati è pubblico, il http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 contratto deve essere da privati. Ad oggi, solo una parte minima di “rendimento energetico” e di tale disponibilità è stata intaccata: meno contenere i requisiti minimi previsti del 2% nel 2014 e anche per il 2015 rimane nell’allegato 8 al D.Lgs. 102/14, un’ampia disponibilità, superiore al 90% del mentre se il soggetto ammesso è contingente di spesa annua cumulata. privato, è necessario un “Servizio Il valore degli incentivi dipende dalla tipologia di energia” in regola con i requisiti del intervento e, in ogni caso, non può mai superare D.Lgs. 115/08, così come integrati il 65% della spesa sostenuta per gli interventi. dall’art. 14 del D.Lgs. 102/14 (solo Per gli interventi di categoria 1 riservati alle PA,

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Perché conviene

Anche presso il vasto pubblico stanno finalmente emergendo alcuni indubbi punti di forza del Conto. L’incentivo è versato direttamente sul conto corrente del beneficiario e, per i piccoli interventi, viene erogato completamente al massimo in poco più di 18 mesi. Possono quindi beneficiarne vantaggiosamente anche soggetti a basso reddito, o soggetti che hanno esaurito la disponibilità


di detrazione fiscale, fruibile in tempi ben più lunghi (10 anni). La qualifica dell’intervento eseguita dal GSE è garanzia di qualità in termini di prestazioni (migliore capacità di isolamento, rendimenti di generazione elevati, basse emissioni di inquinanti, ecc.), conformità alla regola dell’arte e qualità realizzativa complessiva (adeguato accumulo termico, garanzie sui componenti, ecc.). L’accesso agli incentivi ai soli interventi qualificati è anche PER ABBONATI un vantaggio perCONTENUTO il sistema, consentendo un impiego attento http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 delle disponibilità economiche, nonché un controllo scrupoloso del divieto di cumulo con altre forme di sostegno statali. Inoltre, benché tutti gli interventi che accedono al Conto portino ad una riduzione del consumo di fonti tradizionali, sono i requisiti stringenti in termini di rendimento dei generatori a biomassa (85% minimo e valori anche più elevati per taglie maggiori) e di basse emissioni di polveri sottili che Portaltermico. Le comprensibili difficoltà iniziali rendono questo strumento da parte degli operatori sono ora superate grazie particolarmente adatto a ad una migliore conoscenza del meccanismo e supporto di politiche ambientali alle semplificazioni che il GSE sta apportando. mirate alla sostituzione della Parallelamente, sono stati attivati canali di capacità di generazione termica comunicazione a supporto degli operatori, esistente, che è in gran parte compreso un Contact Center telefonico inquinante perché datata e priva (vedere sezione “Contatti” del sito del GSE CONTENUTO PER ABBONATI dei requisiti minimi di efficienza www.gse.it), ed è cresciuta la capacità di risposta e basse emissioni, garantiti operativa nella valutazione delle richieste: http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 invece dall’accesso al Conto. in media sono sufficienti meno di 25 giorni dall’inoltro della richiesta affinché il GSE invii Supporto e iter più snello una comunicazione, nel 60% dei casi subito positiva di ammissione all’incentivo (che sale al La presentazione delle richieste 92% dopo le interlocuzioni con il richiedente), di incentivo e la gestione a dimostrazione anche di una qualità complessiva delle pratiche progressivamente crescente delle richieste. sono state completamente Il rapporto diretto con gli operatori è stato dematerializzate dal GSE attraverso infatti il migliore strumento per il trasferimento l’utilizzo dell’applicativo informatico

del know how necessario per superare le iniziali fasi di rodaggio. Gli operatori hanno così compreso le peculiarità di un meccanismo innovativo e potente, ma selettivo quel tanto che basta per garantire qualità a tutta la filiera, dai produttori lungimiranti che investono in prodotti innovativi e efficienti, ai professionisti ed installatori seri e competenti, fino ai beneficiari finali (cittadini, PA, imprese, ecc.) e al sistema in generale, che beneficia di un utilizzo più attento ed efficace delle risorse disponibili. * Ing. Ennio Ferrero, Responsabile Unità Conto Termico GSE spa

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CONTABILIZZAZIONE

Quale strategia per le seconde case? Nelle case per vacanze in località di montagna occorre trovare il giusto equilibrio tra comfort, risparmio energetico ed equa distribuzione dei costi tra i condòmini STEFANO GIBELLO, MARCO SURRA E LUCA ANTONIO TARTAGLIA*

D

al 31 dicembre 2016 sarà obbligatorio installare sistemi di contabilizzazione del calore in ogni unità immobiliare, secondo quanto previsto dal DL 102 del 4 luglio 2014, attuativo della Direttiva Europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica. Ciò vale anche per le abitazioni adibite a residenza con occupazione saltuaria, quali case per vacanze, fine settimana e simili, classificate ai sensi del D.P.R. 412/93 come E.1 (2). È facile intuire come l’utilizzo non continuativo di tali abitazioni sia un aspetto che presenta rilevanti implicazioni nell’ambito

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n.54

della loro gestione energetica, sia per quanto “Criteri di ripartizione delle spese concerne la riduzione dei consumi, sia per di climatizzazione invernale e ciò che riguarda più propriamente il comfort acqua calda sanitaria” — richiamata ambientale da garantire e i tempi di messa all’art. 9 punto 5 lettera d) del DL a regime della temperatura interna. 102 —, nei casi descritti, debba Sono inoltre da considerare ulteriori fattori di avvenire in modo ragionato e estrema importanza, ad esempio l’esigenza parziale. Peraltro, l’interpretazione di mantenere di temperature minime nei corrente, avvalorata dagli stessi periodi di non utilizzo, CONTENUTO le dispersioni versoPER gli ABBONATI componenti della Commissione altri alloggi non occupati e la prevenzione Tecnica del CTI, estensori del testo, http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 dal rischio di congelamento dell’impianto. è che la norma, nella sua attuale stesura, non sia integralmente adottabile in tali realtà. UNI 10200 e seconde case Risulta quindi evidente come, ferma restando l’esigenza di rispettare le linee generali delle Distribuzione del calore direttive europee in materia di efficienza La tipologia più ricorrente nelle energetica dell’impianto, l’applicabilità della case vacanze di montagna norma tecnica di riferimento UNI 10200:2013 è l’impianto centralizzato


COSA DICE LA NORMA UNI 10200 Prescindendo per semplicità in questa sede dai consumi condominiale con generatore di legati alla produzione dell’acqua calda sanitaria che calore a combustione alimentato si presuppone realizzata con sistemi individuali, la con combustibile di origine composizione del consumo totale di energia termica utile fossile, come gasolio, metano o dell’edificio per la climatizzazione invernale è dato da Qt GPL. Il sistema di emissione è per Qt = Qui + Quc + Qinv [kWh] la gran parte dei casi costituito essendo da radiatori e più raramente da Qui = consumo totale di energia termica convettori o ventilconvettori. utile delle unità immobiliari Il sistema di distribuzione Quc = consumo totale di energia termica CONTENUTO PER ABBONATI rappresenta l’elemento più critico utile dei locali ad uso collettivo http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 sotto l’aspetto del contenimento Qinv = consumo involontario di energia termica utile dei consumi energetici. Infatti, In caso di ripartitori, non è noto l’equivalente energetico molto spesso si trascura il fatto che [kWh] di Qui del quale si conosce la sommatoria delle le tubazioni passano in ambienti unità di ripartizione. Tale valore è ricavabile dalla non riscaldati (autorimesse o differenza tra il consumo totale di energia termica cantine) e raramente vengono dell’edificio per la climatizzazione invernale Qt, dato rispettati gli spessori minimi degli dalla sommatoria dei contributi di energia termica isolamenti previsti dall’allegato B utile fornita dai singoli generatori Qgn, e il consumo del D.P.R. 412/93. Tale fatto presenta involontario e quello delle eventuali parti comuni.

un’elevata incidenza sui consumi poiché l’impianto termico per una seconda casa in montagna (situata in zona climatica F) rimane continuativamente in funzione per almeno sette-otto mesi l’anno e senza interruzioni diurne.

Sistemi di contabilizzazione

La tipologia della rete di distribuzione dipende principalmente dall’epoca di costruzione dell’edificio e può essere in genere classificabile in due tipologie: • impianto a due tubi a colonne montanti; • impianto con derivazione di appartamento. Sono presenti anche tipologie con anelli monotubo a partire da una o più colonne montanti, comunque riconducibili alle prime due. L’impianto a derivazione di appartamento non presenta in genere problemi in quanto è già presente una valvola di zona

collegata ad un termostato di appartamento ed è sufficiente l’installazione del contabilizzatore di calore. Tale sistema è definito di “contabilizzazione diretta”. La tipologia impiantistica più generalizzata è tuttavia quella di impianti a colonne montanti a due tubi. In tal caso è necessario adottare i ripartitori di calore (“contabilizzazione indiretta”). La novità principale contenuta nell’ultima edizione della norma UNI 10200, rispetto alla precedente edizione del 2005, consiste nel fatto che la spesa totale per la potenza termica impegnata, ossia per godere della disponibilità del servizio (cui corrisponde il consumo involontario ovverosia la quota fissa attribuibile alle dispersioni condominiali), non viene più suddivisa in base alla frazione millesimale di potenza termica installata (somma della potenza di ogni singolo corpo scaldante, corrispondente alle caratteristiche dimensionali del radiatore), ma sui millesimi di fabbisogno di energia termica utile, calcolati tramite una diagnosi energetica.

Parti comuni e uso saltuario

Nella realtà delle seconde case, dove per ragioni di prevenzione dal gelo, o di più rapido riscaldamento degli ambienti, si preferisce mantenere in temperatura uno o due radiatori nel vano scale, essi funzioneranno in continuazione e potranno, in caso di edifici di ridotte dimensioni, incidere nei consumi più della sommatoria dei consumi attribuibili alle singole unità immobiliari.

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QUOTA FISSA E QUOTA A CONSUMO La ripartizione tra quota di consumo involontario e volontario (quello contabilizzato dai ripartitori) è valutata sulla base della diagnosi energetica in relazione alle caratteristiche dell’edificio. Infatti, in presenza di ripartitori, cioè quando la distribuzione impiantistica non consenta l’installazione di contabilizzatori diretti dell’energia termica, la quota di consumo involontario di energia termica utile Qinv è data da: Qinv = Pcli [kWh] nel caso di calcolo analitico e Qinv = Qh x kinv [kWh] nel caso di calcolo semplificato (edifici esistenti) dove Pcli = perdite dell’impianto di climatizzazione invernale nel periodo considerato

Qh = fabbisogno ideale di energia termica utile dell’edificio nel periodo considerato kinv = frazione del fabbisogno ideale di energia termica utile dell’edificio da attribuire al consumo involontario Negli edifici esistenti la rete non è sempre rilevabile e, quindi, la normativa prevede anche la seconda formula. Il valore del coefficiente kinv è dato in funzione delle caratteristiche di isolamento della rete di distribuzione orizzontale e del numero di piani dell’edificio e assume valori variabili da 0,2 a 0,3. Il fabbisogno ideale Qh è invece dato dalla sommatoria dei fabbisogni mensili ideali di energia termica utile dei singoli locali calcolati secondo la parte 1 della Norma UNI TS 11300, che derivano dalla diagnosi energetica.

CONTENUTO PERsemplificato ABBONATI metodo (tabella) In tal caso, il valore più corretto di o analitico (calcolo dispersioni), suddivisione potrebbe essere del http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 potrebbe risultare superiore al 70-80% per la quota fissa e del consumo totale determinando 20-30% per la quota a consumo. consumi volontari negativi. Ma applicando tali coefficienti non viene più incentivato un uso “parsimonioso” del proprio impianto. Verifica e ripartizione Si preferisce in genere adottare a consuntivo valori prossimi al 50%. Tale L’approccio corretto per una ripartizione non tutela comunque seconda casa è, quindi, verificare dalla situazione limite, ma che si a consuntivo il valore della quota può verificare, per la quale se in un “fissa” di consumo involontario. Se condominio, per tutta la stagione l’assemblea decide di determinare invernale, un unico inquilino a livello preventivo un valore, è utilizzasse il proprio alloggio in un bene che esso sia verificato a fine solo fine settimana, si troverebbe a stagione, quando si ripartiscono pagare metà delle spese stagionali per la prima volta le spese con il condominiali per il riscaldamento. sistema di contabilizzazione. Lo La norma, nell’attuale formulazione, stabilire un valore “sperimentale” non è quindi applicabile agli edifici di tale quota fissa è una buona con occupazione saltuaria, poiché il prassi, suggerita dallo stesso consumo involontario, se calcolato D.Lgs. 102/14 che afferma: “È fatta preliminarmente attraverso il salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi di cui al presente comma (ripartitori), che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà”.

Temperatura minima ambientale La legislazione, finalizzata al contenimento dei consumi

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energetici, fissa la temperatura massima ambientale al valore di 22 °C. Tuttavia, per una seconda casa in località di montagna assume importanza anche l’imposizione per legge di un valore minimo. Nessuna normativa attualmente impone un limite, anche se la sua definizione può derivare dai regolamenti edilizi, in funzione di salvaguardia degli immobili e di tutela della salute degli occupanti.

Il ruolo della valvola termostatica

Nel passaggio da impianto sempre in funzione a impianto con funzionamento intermittente, tramite l’installazione dei ripartitori e delle valvole termostatiche per la contabilizzazione indiretta dell’energia termica utilizzata, si favorisce l’esclusione dei radiatori, ai fini del risparmio, nei giorni in cui l’appartamento non è utilizzato. La valvola termostatica viene quindi ad agire non solo come regolatore locale in grado di sfruttare gli apporti gratuiti (rientrate solari e apporti interni), ma come elemento di disattivazione dell’impianto. Secondo questa funzione, la


e di decidere con largo anticipo testa regolante termostatica la fruizione dell’appartamento. ad azionamento manuale può Il raffreddamento dell’unità essere elettrificata e comandata immobiliare pregiudica gli alloggi da remoto tramite un sistema contigui, che dovranno riscaldare cablato o wireless che fa capo di più il proprio appartamento per a un termostato ambiente. compensare la minor temperatura Tale utilizzo determina senza CONTENUTO PER ABBONATI degli alloggi confinanti. dubbio un risparmio energetico a livellohttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 condominiale, ma può penalizzare i condòmini che Come stabilire la utilizzano maggiormente il loro temperatura minima appartamento se non si stabilisce Sotto l’aspetto legislativo si può un giusto rapporto fra quota far riferimento ai Regolamenti di fissa e quota a consumo. Infatti, igiene comunali che in genere nella esistente generalizzata prescrivono la tutela della salute situazione di pareti di separazione e dell’ambiente. Il mancato tra gli appartamenti non isolate, si raggiungimento di una adeguata verificano forti dispersioni verso gli temperatura di comfort ambientale alloggi confinanti non riscaldati (il determina un rischio in termini cosiddetto “furto di calore”) oltre ad di salute. Inoltre, un’insufficiente un conseguente prolungato tempo temperatura ambientale può di messa a regime dell’impianto generare muffe (rischio salute e che penalizza una casa usata rischio ambiente). Se ad esempio, prevalentemente nei fine settimana. si mantengono 12 °C in ambiente L’adozione di una temperatura di non con umidità relativa del 70% occupazione troppo bassa, sia nel (titolo: 6 g di acqua/kg aria), la proprio appartamento che in quelli temperatura di rugiada è di 6,7 °C adiacenti, può determinare quindi e, quindi, se la parete raggiunge tempi di riscaldamento dell’ambiente valori inferiori (situazione possibile talmente lunghi da impedire nei casi di scarso isolamento) l’utilizzo degli alloggi nei fine si può verificare la condensa settimana, a meno di non ricorrere dell’umidità sulle pareti. a sistemi di accensione remota Di qui l’esigenza di imporre ai condòmini il mantenimento di un adeguato valore della temperatura minima nell’appartamento, che dovrà essere concordato dall’assemblea condominiale e potrà essere garantito attraverso la taratura delle valvole termostatiche o, nei sistemi più moderni, con settaggi protetti da password dei termostati ambiente. Un altro riferimento legislativo in tal senso è costituito dal D.P.R. 74/2013 il quale all’art. 4 comma 5 lettera e) specifica che:

“e) impianti termici al servizio di più unità immobiliari residenziali e assimilate dotati di gruppo termoregolatore pilotato da una sonda di rilevamento della temperatura esterna con programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli della temperatura ambiente nell’arco delle 24 ore possono essere condotti in esercizio continuo, purché il programmatore giornaliero venga tarato e sigillato per il raggiungimento di una temperatura degli ambienti pari a 16 °C + 2 °C di tolleranza nelle ore al di fuori della durata giornaliera di attivazione di cui al comma 2 del presente articolo”. Ciò dimostra, in pratica, che il limite minimo sarebbe di 16 °C. Per una seconda casa è applicabile anche un valore inferiore (altrimenti non sarebbe incentivato il risparmio individuale), possibilmente non inferiore a 12 °C.

Temperatura minima di non occupazione

Tuttavia, sarebbe opportuno che la temperatura minima di non occupazione fosse stabilita per legge in base alla collocazione dell’edificio, con riferimento alle temperature esterne della località. Infatti, possono verificarsi situazioni tali da impedire nell’ambito dell’assemblea condominiale la definizione di una temperatura

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COME APPLICARE LA UNI 10200 ALLE SECONDE CASE Per una corretta valutazione dei consumi volontari, può essere valorizzata l’unità di ripartizione misurata dal ripartitore in termini di kWh. Tale semplificazione è consentita in caso di grado di occupazione basso quale può essere appunto quello di una seconda casa. Nel caso di gradi di occupazione più elevati si può valutare un valore approssimato del kinv supponendo che esso vari linearmente in funzione del grado di occupazione (focc) secondo la relazione: kinv = – 0,8 · focc + 1 Dalla formula si verifica che in caso di occupazione permanente il valore

di kinv è pari a 0,2, mentre per il caso limite di edificio mai occupato esso assume il valore pari all’unità, cioè il consumo è tutto involontario. In genere quando l’energia consumata è compresa fra l’80% e il 100% di quella calcolata, ci si può trovare nella situazione di mancata occupazione, ma anche di stagione favorevole o di accorta conduzione dell’impianto. Un indicatore significativo dei consumi per le seconde case può quindi essere fornito dal profilo di occupazione, basato su una indagine teorica e validato alla luce dei consumi effettivamente rilevati nelle stagioni precedenti, corretti sulla base dei gradi giorno effettivi.

troverà fortemente penalizzato a seguito della minima che garantisca la contabilizzazione individuale dei consumi minoranza. Infatti, la diversa (ricordiamo che la normativa italiana non localizzazione degli appartamenti prevede coefficienti correttivi in funzione può favorire alcuni inquilini a della posizione dell’alloggio) e un intervento scapito di altri ed impedire una quale l’isolamento della copertura, che decisione assembleare in grado di favorirebbe tutto il condominio in relazione tutelare adeguatamente in modo ai consumi involontari, ma particolarmente gli paritario rispetto alla fruizione del CONTENUTO PER ABBONATI inquilini degli alloggi in copertura, riuscirebbe bene immobile. Ad esempio, chi http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 ben difficilmente ad essere deliberato abita nei sottotetti può decidere dalla maggioranza dell’assemblea. Tale di installare delle stufe a pellet situazione è generalizzata e vale anche per in grado di scaldare in tempi le prime case di abitazione permanente. rapidi l’unità immobiliare e sarà Sarebbe quindi auspicabile sfruttare la quindi incentivato a richiedere dilazione dei termini per l’installazione dei in assemblea condominiale la sistemi di contabilizzazione al 31 dicembre statuizione di un valore molto 2016, per mettere a punto interventi di basso della temperatura di non isolamento dell’involucro dell’edificio che occupazione dei locali, prossimo oltre a determinare una generale riduzione al valore antigelo. Tale decisione dei consumi per l’intero edificio, perequino il penalizzerà oltremodo gli più possibile la situazione degli appartamenti occupanti degli alloggi ai piani più sfavoriti, usufruendo degli strumenti di inferiori che si troveranno ad incentivazione esistenti (detrazione fiscale avere appartamenti inutilizzabili del 65%, titoli di efficienza energetica, ecc.). nei week-end per i lunghi tempi di messa a regime.

Più difficile riqualificare l’involucro

Un’altra conseguenza dell’adozione delle valvole termostatiche e dei ripartitori è data dalla difficoltà di intervenire sull’involucro dell’edificio dopo l’adozione di sistemi per la contabilizzazione dei consumi. Ad esempio, un inquilino di un piano attico si

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Interventi di efficientamento e tempi di ritorno

Come si è visto, per una seconda casa gli interventi di efficienza energetica non devono limitare né tantomeno precludere l’utilizzabilità del bene da parte dei proprietari. Essi dovranno dunque essere valutati tenendo conto non solo dei tempi di ritorno economico, rapportati al grado di occupazione media dell’immobile, ma in ragione del fatto che essi non pregiudichino i periodi di messa a regime

delle temperature. In tal senso, un intervento di spegnimento parziale, o abbassamento delle temperature dell’acqua di impianto nei periodi infrasettimanali, potrà garantire un risparmio tale da giustificare il by-pass della centralina climatica con la gestione di solo due temperature sull’impianto: una minima di non occupazione e una massima nei fine settimana, per garantire una rapida messa a regime. Diversa è la situazione di utilizzo misto, con pochi o anche solo un utente sempre presente, per sempio il custode. In tal caso, solo una diagnosi energetica potrà valutare il vantaggio o meno di un impianto modulare o, al limite, dedicato per l’utenza permanente. Restano tuttavia efficaci sia sotto l’aspetto del rendimento energetico, sia sotto quello del comfort ambientale, interventi di miglioramento dell’involucro dell’edificio, ma per la particolare utilizzazione di tipo parziale e discontinuo, i tempi di ritorno economico degli investimenti sono in genere molto più lunghi. Un’adeguata diagnosi energetica deve tener conto di questi fattori, e determinerà un’effettiva valutazione degli interventi di efficientamento solo se sarà


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supportata da un efficace sistema solo uno o pochi condòmini. di monitoraggio dei consumi. In tal caso sarebbe auspicabile Radiatori più potenti. Un suddividere la potenza termica intervento in grado di ovviare al installata in più generatori, in problema della messa a regime modo da limitare il valore della della temperatura interna degli potenza minima. Tuttavia, la ambienti in tempi accettabili è rete di distribuzione rimarrebbe costituito dall’aumento della potenza comunque tutta in temperatura, installata a fronte del fabbisogno e sono proprio le distribuzioni, termico dell’appartamento. Il in genere scarsamente isolate, potenziamento dei corpi scaldanti a determinare le maggiori non comporta infatti un analogo dispersioni. Converrebbe quindi, sovradimensionamento del salvaguardando il valore di CONTENUTO PERtemperatura ABBONATI sistema di generazione, che è minima deciso in calcolato per l’effettivo fabbisogno assemblea, prevedere la possibilità http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 termico in corrispondenza della di intercettazione di singole contemporaneità totale delle colonne o rami di distribuzione presenze. Pertanto, occorre che mediante elettrovalvole, azionate il sovradimensionamento venga da dispositivi in grado di valutare operato sulla base dei calcoli l’effettiva presenza di almeno un eseguiti da un termotecnico, entro utente per quel ramo di impianto. i limiti della portata consentiti Tale provvedimento risulta dalla rete di distribuzione. particolarmente efficace negli Telegestione. Un’alternativa edifici planimetricamente estesi. è costituita dalla gestione remota del proprio impianto, Analisi del ma è necessario decidere comportamento l’utilizzo dell’appartamento energetico con un certo anticipo. Nel caso di edifici residenziali Suddividere il circuito. Si può occupati in modo saltuario, preriscaldare l’appartamento il calcolo della performance mantenendo in funzione un solo energetica dell’edificio deve radiatore per appartamento, ad confrontarsi con la non esempio quello dell’ingresso prevedibilità del comportamento o del bagno, realizzando se degli utenti. Nel momento possibile un circuito idraulico in cui le condizioni di utilizzo indipendente, sempre in dell’edificio si discostano da temperatura. Anche in questo quanto previsto dalla UNI TS caso è consigliabile installare un 11300 (funzionamento continuo ripartitore, verificando che non dell’impianto di riscaldamento e vengano eseguite manomissioni, contemporaneità di occupazione ad esempio l’aumento del numero delle unità abitative), le di elementi del corpo scaldante. soluzioni di riqualificazione Più generatori. Una situazione energetica ipotizzabili non più complessa si ha in presenza possono essere valutate al solo di case per vacanze in cui siano scopo di conseguire un rientro residenti permanentemente economico dell’investimento

Descrizione

GEN FEB MAR APR MAG

15 10 10 15 5

2 ven, 4 sab, 4 dom + 5 festività 2 ven, 4 sab, 4 dom 2 ven, 4 sab, 4 dom 2 ven, 4 sab, 4 dom + 5 festività 1 ven, 2 sab, 2 dom

OTT NOV DIC

10 10 17

2 ven, 4 sab, 4 dom 2 ven, 4 sab, 4 dom 2 ven, 4 sab, 4 dom + 7 festività

Tabella 1 – Giorni di accensione massimi dell’impianto

iniziale, ma devono essere ponderate sulla base delle criticità proprie del fabbricato. È, pertanto, necessario partire dall’analisi della tipologia abitativa al fine di individuare un profilo di utilizzo di riferimento. Nel caso di un edificio residenziale situato in una località montana è possibile individuare le condizioni di esercizio limite come esemplificato nella Tabella 1. La previsione di utilizzo dell’impianto dipende dall’analisi del comportamento degli utenti e dal confronto con i dati di consumo reali; inoltre, deve essere valutata sulla base delle condizioni climatiche specifiche, prendendo in considerazione anche variabili quali l’influenza dell’andamento della stagione sciistica sul comportamento degli utenti.

Profili di occupazione

I sistemi di contabilizzazione del calore, pur non fornendo una misura diretta dei consumi, consentono di estrapolare un profilo di occupazione tipico per ciascuna unità abitativa. Si consideri, a titolo di esempio, un modello energetico nel quale ad ogni unità abitativa è associata una zona termica. Alle “unità termiche” contabilizzate in ciascuna zona vengono attribuite tre diverse condizioni di utilizzo dell’impianto:

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2012

2013

2014

MEDIA 2012-14

1,2 1,0 • la condizione “0” indica che l’impianto non è stato 0,8 utilizzato per tutto il mese; 0,6 • la condizione “0,5” indica 0,4 che l’impianto è stato 0,2 utilizzato o nella prima o nella 0,0 seconda metà del mese; GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT • la condizione “1” indica che l’impianto è stato utilizzato Figura 1 – Profilo di occupazione e sia nella prima che nella coefficiente di utilizzo della zona tipo seconda metà del mese. CONTENUTO PER ABBONATI Nella Figura 1 sono mostrati i profili di occupazione di una http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 zona termica tipo su tre anni e il profilo di occupazione medio, dal quale è stato possibile ricavare il coefficiente di utilizzo dell’impianto. Pesando su tale coefficiente i giorni massimi di funzionamento dell’impianto si ottiene l’andamento medio dei giorni di accensione dell’impianto mostrato nella Figura 2. Il coefficiente medio di utilizzo dell’impianto può essere rapportato alla stagione di riscaldamento convenzionale, come mostrato nella Figura 3, relativa ad un edificio costituito Figura 2 – Andamento medio dei giorni di da 28 zone, ottenendo il “fattore accensione dell’impianto nella zona tipo di riduzione globale” del fabbisogno di energia termica dovuto alle reali condizioni di esercizio del fabbricato.

NOV

Condizioni di utilizzo

L’importanza della contemporaneità di occupazione delle diverse unità abitative è avvalorata dalle misurazioni riportate in Figura 4, Figura 5 e Figura 6, nei quali è possibile osservare quanto segue: • l’andamento della temperatura della zona Z1 è dovuto al funzionamento dell’impianto con attenuazione notturna;

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Figura 3 – Coefficiente di utilizzo medio rispetto alla stagione di riscaldamento convenzionale

DIC

Mesi GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC

Coeff. di utilizzo 100% 100% 100% 83% 50% 0% 0% 0% 0% 25% 50% 75%


CONTENUTO PER ABBONATI Figurahttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 4 – Zona tipo Z1, andamento temperatura e umidità relativa

• l’incremento della temperatura interna nella zona Z2, dove l’impianto è stato mantenuto spento, è dovuto all’energia termica proveniente dalla zona Z1 sovrastante; • la temperatura ad impianto spento della zona Z3, non confinante con le altre due zone, risente unicamente delle condizioni climatiche esterne. L’incidenza delle dispersioni tra unità abitative caratterizzate da differenti condizioni di utilizzo pesa mediamente il 20% sul totale di energia dispersa dal fabbricato.

Occupazione discontinua

Figura 5 – Zona tipo Z2, andamento temperatura e umidità relativa

Figura 6 – Zona tipo Z3, andamento temperatura e umidità relativa

Nel caso di un edificio occupato in modo discontinuo, occorre rapportare gli interventi migliorativi alle reali condizioni di gestione e di utilizzo, considerando che talune soluzioni tecnologiche potrebbero risultare a vantaggio esclusivo di un numero ristretto di utenti. La Figura 7 nella pagina seguente illustra la distribuzione della riduzione dei consumi di zone termiche aventi diversi profili di utilizzo in seguito all’adozione di sette interventi migliorativi. È importante sottolineare come i benefici ottenuti siano conseguenza delle condizioni di esercizio del manufatto edilizio e rappresentino la massima percentuale di riduzione dei consumi conseguibile. La variazione delle condizioni al contorno, diverse condizioni climatiche o diverse condizioni di utilizzo, comporterebbe inevitabilmente una modifica delle quantità ottenute. Inoltre, la valutazione dei benefici conseguibili potrebbe essere affinata in rapporto alle

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modalità di ripartizione delle spese tra i diversi utenti: nel caso in cui la ripartizione preveda una quota comune consistente (50% della quota energia ripartita sui millesimi), il beneficio prodotto da interventi migliorativi “di parte” (es. IM1 e IM4) sarebbe distribuito sulla totalità degli utenti in funzione dei millesimi di proprietà.

Tempi di ritorno

Alcune soluzioni tecnologiche potrebbero, come mostrato nella Tabella 2, presentare CONTENUTO PER ABBONATI tempi di rientro dell’investimento iniziale talmente lunghi da non costituire un http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 valido parametro di valutazione. Ne consegue che una corretta prassi di auditing energetico dovrebbe, nel caso di un fabbricato occupato in modo saltuario, puntare sull’individuazione di soluzioni tecnologiche volte al miglioramento del comfort interno e all’incremento della performance energetica rispetto alle reali condizioni di utilizzo del fabbricato, oltre che all’effettivo risparmio economico conseguibile. In questo modo sarà possibile adottare, nel rispetto della normativa vigente, interventi migliorativi tarati sulle reali potenzialità di risparmio energetico del fabbricato e sugli effettivi benefici conseguibili in funzione del comportamento medio degli utenti. * Dott. Stefano Gibello, Amministrazioni immobiliari Gibello – Bardonecchia (TO) Ing. Marco Surra e Arch. Luca Antonio Tartaglia, EMCO Partners – Energy Management Company – Torino

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE • Norma UNI 10200 – Febbraio 2013 – Criteri di ripartizione delle spese di climatizzazione invernale ed acqua calda sanitaria • Franco Soma – La norma UNI CTI 10200:2013 – Stato dell’arte e criticità – Atti 1ma ed. Seminario “Criteri di ripartizione e contabilizzazione del calore” – Torino – 10/06/2014 • Donatella Soma, Franco Soma – La norma UNI 10200:2013, È una norma “difficile”? Pag. 20-21 – Progetto 2000 n. 46 – Giugno 2014 • Antonio Magri – Proposta di Appendice G alla norma UNI 10200 – 20/05/2014 • Antonio Magri – Quanto è “fissa” la quota fissa? – Pag. 39-40 – Casa&Clima n. 51 – Ottobre 2014

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Figura 7 – Distribuzione della riduzione dei consumi tra zone termiche con diversi profili di utilizzo. IM1, coibentazione della copertura; IM2, coibentazione della controparete verso intercapedine non riscaldata; IM3, isolamento a cappotto delle pareti perimetrali; IM4, coibentazione solaio inferiore verso piano interrato non riscaldato; IM5, coibentazione copertura mediante controsoffitto interno; IM6, coibentazione della controparete (IM2) e del solaio inferiore (IM4); IM7, coibentazione della copertura (IM1) e cappotto pareti perimetrali (IM3).

Tabella 2 – Tempi di ritorno degli interventi migliorativi (con detraibilità fiscale al 65%)


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VISTI IN FIERA: KLIMAHOUSE 2015

CARLO LATORRE

Bolzano al giro di boa La decima edizione di Klimahouse conferma la validitĂ del format espositivo, che trae la sua forza da un equilibrato mix di tecnologia, formazione e competenze artigiane

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ARRIVA LA FINESTRA INTELLIGENTE Dalla società bavarese Rauh, finestre in legno-alluminio con sistema di ventilazione incorporato ClimaWin sviluppato in collaborazione con Solearth Architecture e Horn Vinduer nell’ambito di un progetto europeo di ricerca. Un sistema di doppia vetratura con intercapedine, oscurante a veneziana, presa d’aria inferiore e fessura di aerazione superiore, consente di pre-riscaldare e filtrare l’aria in inverno, sfruttando l’irraggiamento solare. Nelle giornate fredde, l’aria esterna viene ripresa nella parte inferiore del telaio, fatta passare all’interno della vetratura, dove si riscalda, e rilasciata nei locali da una feritoia superiore. In estate, invece, l’aria entra sempre dal basso, raffresca la vetrata ma, grazie ad un’aletta mobile posta sulla sommità del serramento, viene espulsa all’esterno e non incanalata nei locali. Se necessario, vengono anche abbassati gli oscuranti. Una terza modalità di funzionamento (by-pass) si attiva quando è necessario il ricambio d’aria: l’aletta superiore si apre completamente, lasciando scorrere il flusso d’aria dall’esterno direttamente nei locali. Il tutto senza necessità di cablaggio elettrico, grazie ad un piccolo pannello fotovoltaico, e con regolazione automatica mediante sensori wireless presenti nelle stanze. Serve però un sistema di estrazione separato per l’aria viziata.

I

n dieci anni, tanti ne festeggia quest’anno Klimahouse, il settore delle costruzioni in Italia è molto cambiato: in meglio sotto il profilo tecnologico e della formazione degli operatori, grazie alla rivoluzione green; in peggio per quanto concerne la situazione del mercato, deterioratasi in questi anni per effetto della crisi che ha ridotto il potere di spesa delle famiglie. In questo complesso periodo, la manifestazione altoatesina ha saputo navigare in acque agitate mantenendo diritta la barra, senza perdere appeal nonostante la caduta degli investimenti, la chiusura di non poche aziende del settore e la crescente concorrenza di altri poli fieristici. Merito anche del programma convegnistico e della stretta sinergia del salone con il sistema produttivo locale, composto da un mix di aziende fornitrici di componenti e semilavorati, artigiani qualificati e progettisti con alle spalle molti anni di esperienza nella costruzione di case a basso consumo energetico. Senza dimenticare il supporto fornito dall’amministrazione pubblica. I numeri sembrano premiare questo modello. Nell’edizione 2015, gli espositori sono stati 460 e i visitatori oltre 38mila, non pochi considerando

NUOVA CASA PER HOVAL. Modellino di Casa Hoval, la nuova sede realizzata a Zanica (BG) in soli sei mesi con criteri di massima efficienza energetica (Passivhaus), sorta di laboratorio per nuove tecnologie costruttive e impiantistiche sviluppate con un nutrito numero di partner. Certificata Cened A+, CasaClima Classe A, Work&Life e Minergie. Il concept in legno e acciaio dell’edificio è stato messo a punto dallo studio Solarraum di Bolzano

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LA FIBRA MINERALE SI NOBILITA Tra le proposte più interessanti viste quest’anno in Fiera si segnala Nobilium Bau Thermalpanel in basso spessore di Agosti Nanotherm, un pannello in fibra minerale naturale, selezionata e incombustibile, impregnata con una piccola percentuale di resina legante (< 7%), senza aggiunta di additivi. Il pannello si caratterizza per elevate caratteristiche prestazionali, in termini di resistenza meccanica e rigidità, che lo rendono autoportante ed intonacabile in basso spessore (1-2 mm), senza necessità di protezione in cartongesso. Anche grazie ad una conducibilità termica media di 0,032 W/ mK ed alla traspirabilità, il materiale è particolarmente adatto alla realizzazione di capotti interni sottili, con buone proprietà termoacustiche. I pannelli sono disponibili con densità media di 165 Kg/m3, in spessori standard che partono da 9 mm e relativi multipli. Per ambienti particolarmente umidi, quando occorre mantenere ridotti ingombri, è possibile rivestire Nobilium Bau Thermalpanel con Tillica, pasta isolante pronta all’uso di grassello di calce ed aerogel.

la posizione non proprio centrale di Bolzano. Degna di nota anche l’affluenza ai momenti di formazione e informazione: 770 i partecipanti al Congresso internazionale organizzato insieme all’Agenzia CasaClima, oltre 1.000 quelli presenti ai forum tematici e 330 gli operatori che hanno seguito le visite guidate a edifici modello. Molto affollato anche lo stand dell’LVHAPA di Bolzano (associazione degli artigiani della Provincia) dove quest’anno si teneva la prima edizione di Klimahouse Academy, iniziativa realizzata dal’architetto Barry van Eldijk in collaborazione con APA e la rivista Casa&Clima. Il format si articolava su una serie di brevi presentazioni che si sono susseguite per tutta la giornata, tenute da specialisti di settore, corredate da dimostrazioni dal vivo presso il cantiere-laboratorio eretto di fianco al palco. Una sorta di appunti di cantiere per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni

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In Fiera, il panello era abbinato ad un rivestimento decorativo in agglomerato inorganico alleggerito, da posare a secco, in grado di riprodurre un muro di mattoni, sassi o pietre (Isowall di ReadyWall) per la riqualificazione termoacustica ed estetica delle pareti esterne.

che hanno toccato diversi temi: serramenti, isolamento a capotto, coperture, organizzazione cantieristica, eliminazione dei ponti termici e nuovi materiali. Per quanto concerne le tecnologie costruttive presentate in fiera — che passiamo in rassegna nelle prossime pagine — sembrano consolidarsi alcuni macro-trend: grande attenzione verso la riqualificazione energetica; crescita della ventilazione meccanica decentrata e, in particolare, di quella integrata in facciata e nei serramenti; continua evoluzione tecnologica dell’isolamento a cappotto, alla ricerca di nuovi materiali e soluzioni per ridurre spessori e facilitare la posa. Cresce anche l’offerta di sistemi integrati e compatti per la climatizzazione, ventilazione e produzione di ACS, particolarmente adatti per case dal basso fabbisogno energetico. Nel campo dei serramenti, oltre alla già citata diffusione della microventilazione, si nota una crescente attenzione verso l’automazione domestica e il controllo remoto, che oggi consente di regolare gli oscuranti, aprire e chiudere le finestre, seppur parzialmente, utilizzando un tablet o uno smartphone.


EPS BISTRATO PER CAPPOTTI L’EPS caricato grafite (grigio) o carbon-black (nero) offre un potere isolante superiore a quello del polistirene espanso convenzionale (bianco), ma il colore scuro può comportare, nei mesi più caldi dell’anno, il rischio di surriscaldamento (con sfarinatura) durante lo stoccaggio in cantiere e la posa del cappotto, se la parete non viene opportunamente ombreggiata. Per ovviare a questo inconveniente sono oggi disponibili lastre bistrato: all’esterno, un sottile strato di EPS bianco protegge dal calore il core in EPS

MARCHIO BEN IN VISTA. Il sistema bistrato proposto da STO, evidenzia il marchio dell’azienda in EPS su fondo bianco. Il rivestimento esterno in polistirene espanso bianco è spesso 10 mm, mentre lo spessore complessivo della lastra parte da 8 cm. I pannelli sono presagomati e presentano intagli che evitano i tensionamenti tangenziali.

additivato, riflettendo i raggi solari. Si ottengono così lastre monoblocco con lambda migliorato (0,030-0,031, contro lo 0,036 W/mK dell’EPS bianco) senza dover oscurare i ponteggi o procedere alla rasatura immediata dell’isolante. Particolarità dei sistemi più evoluti è la tecnica di fusione dei due materiali, che avviene durante la produzione e non per successivo accoppiamento. Ciò offre una maggiore garanzia di adesione, omogeneità e stabilità dimensionale, nonché squadratura delle lastre.

PER SINTOLAMINAZIONE. Sintoray Cover proposto da L’Isolante per facciate e coperture a falda è ottenuto con un processo brevettato di sintolaminazione in continuo, combinazione tra sinterizzazione (saldatura) delle perle espanse di EPS bianco e scuro e successiva laminazione in pannelli. Il risultato è una lastra monolitica bistrato, esente da HBCD, ottenuta in unico passaggio. Le superfici piane presentano una finitura a “buccia d’arancia” per favorire l’aggrappo e l’incollaggio. Il coefficiente lambda è pari a 0,030 W/mK, gli spessori variano da 6 a 16 cm.

COSTAMPATO. Neostir GW di Sirap Insulation è un pannello bistrato monolitico ottenuto mediante costampaggio in blocco di EPS bianco e grigio, che origina un prodotto con lambda di 0,031 W/mK. Le due superfici della lastra presentano una goffratura sagomata in bassorilievo che favorisce l’adesione dei collanti e dei rasanti, oltre a tagli incrociati che riducono le tensioni interne dovute agli shock termici. Gli spessori variano da 6 a 30 cm, con circa un centimetro di rivestimento bianco.

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SERRAMENTI, CASSONETTI E MONOBLOCCHI

PER CASE PASSIVE Finestra Wicona WicLine 95 certificata per case passive in classe phB, grazie a valori Uw fino a 0,80 W/m2K (Uf = 0,68 W/m2K). I profili in alluminio con profondità di 95 mm sono i primi ad utilizzare le nuove barrette termoisolanti per taglio termico Insulbar RE di Ensinger, 100% in poliammide riciclata, con proprietà ambientali attestate da EPD: riduzione del consumo di risorse fossili dell’89%, del 32% quello di acqua e dell’84% le emissioni di CO2.

CASSONETTI PER CASACLIMA R

Roverplastik pone l’accento sulla riqualificazione energetica attraverso la linea Restructura, cassonetti e soluzioni destinati a soddisfare i requisiti dello standard CasaClima R. Il pacchetto comprende un rivestimento termoacustico da applicare ai cassonetti in legno già esistenti e pannelli in XPS Finitus per la coibentazione della mazzetta interna nei casi di ristrutturazione conservativa del foro finestra.

MONOBLOCCO PRONTO ALL’USO

Shutter Box di Re.Pack, monoblocco in EPS per avvolgibili e frangisole da integrare nel cappotto. Fornito completo di cassonetto termoisolante, spalle esterne in legno, spalle interne pre-rasate effetto intonaco con profili di scorrimento, paraspigoli annegati nella rasatura, sottobancale in EPS alta densità con alloggio per il davanzale in marmo realizzato su misura.

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APERTURA PARALLELA

Le nuove finestre Alpi Fenster activPAD montano la ferramenta Winkhaus per l’apertura parallela delle finestre, che crea una sottile fessura (6 mm) lungo l’intero perimetro dell’anta, per agevolare il ricambio d’aria e scongiurare il rischio di muffe, pur proteggendo il serramento da aperture indesiderate. L’apertura e la chiusura sono motorizzate e programmabili, con attivazione anche da remoto.


SERRAMENTI, CASSONETTI E MONOBLOCCHI

TRE FUNZIONI IN UNO

VMC IN FACCIATA

Finestra in legnoalluminio primus HA 102 di Südtirol Fenster a basso consumo energetico Uw = 0,72 W/m2K (telaio e anta Uf = 0,9 W/m2K, triplo vetro Ug = 0,5 W/m2K) con oscuranti e sistema di ventilazione ISObloc air posizionabile nel vano finestra lateralmente o sotto il serramento.

Siegenia Aeromat VT WRG, ventilazione meccanica con recupero di calore (fino al 62%) per installazione integrata in facciata o nella parte superiore del serramento, a scomparsa. Profondità di 320 mm, altezza di 100 mm per una lunghezza di 1.000 mm. Due le velocità di funzionamento, fino a 43 m3/h con possibilità di collegamento a una sonda CO2. Adatto per ambienti nobili, residenziali o commerciali, anche grazie al buon isolamento acustico (50 dB).

CONTROTELAIO CALDO Proposto da Wurth per eliminare i pinti termici in corrispondenza del foro finestra: tagliato a misura, senza scarti in cantiere, semplifica la posa del serramento.

QUANDO NEVICA FORTE

Snow window di Velux, finestra per tetti adatta a climi rigidi con frequenti nevicate: evita le infiltrazioni d’acqua grazie a speciali guarnizioni poste all’interno della cornice inferiore e dei profili laterali, sia al rivestimento delle viti con materiale isolante. Il telaio è in legno trattato, rivestito con poliuretano. Il triplo vetro mantiene quello esterno freddo, riducendo lo scioglimento della neve all’esterno (Uw = 1,0 W/m2K). In fiera era esposta anche una finestra per tetti in classe phA secondo lo standard Passive House (Uw = 0,55 W/m2K), con triplo vetro esterno e doppio vetro interno.

DOMOTICA ALLA FINESTRA

I-Tec SmartWindow è la nuova App di Internorm per controllare i serramenti da remoto, attraverso un gateway collegato a rete WLAN, utilizzando tablet o smartphone. Si possono comandare ventilazione, oscuranti, apertura e chiusura dei sopraluce, oppure verificare in qualunque momento lo stato delle finestre: aperta, aperta a ribalta o chiusa. n.54

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MATTONI E ISOLANTI

POSA RAPIDA

CON EPS BISTRATO

Sistema prefinito per cappotto Ecap di Edilteco, studiato per ridurre i tempi di posa (fino al 60% secondo il produttore). Viene fornito con strato di rasatura, rete con sormonti, fustellature per tasselli e predisposto per le stuccature tra pannelli. Una volta posato, richiede l’applicazione di un solo strato di finitura. Conducibilità termica (λ) da 0,026 a 0,035 W/mK.

BLOCCO LEGGERO

In calcestruzzo alleggerito, SmartBlock di ESB, nello spessore di 33 cm, raggiunge una trasmittanza dichiarata di 0,227 W/m2K con buon isolamento acustico. I fori di presa e la leggerezza rendono veloce la posa, mentre gli incastri maschiofemmina riducono il rischio di ponti termici. I blocchi sono disponibili con densità da 300 a 1.200 kg/m3.

MURATURA ARMATA

Porotherm BIO M.A. Evolution di Wienerberger, blocco per parete portante disponibile in tre spessori (25, 30 e 35 cm). L’incastro verticale semplifica la posa migliorando le prestazioni termiche. Non richiede pilastri in c.a. da 30 cm, essendo sufficienti pilastrini. Il blocco da 30 cm con malta tradizionale raggiunge un valore U = 0,577 W/m2K. Potere fonoisolante (Rw) tra 49 e 51 dB.

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n.54

Sistema a cappotto Fassatherm di Fassa Bortolo con il nuovo pannello Highterm 030, lastra bistrato con core in EPS+grafite e pelle esterna in EPS bianco per la protezione solare. Conducibilità termica (λ) di 0,030 W/mK. Fornito di pretagli in superficie che assicurano stabilità dimensionale evitando tensionamenti.

CAPPOTTO DECORATO

Sto Deco, lastre ed elementi per il rivestimento e la decorazione tridimensionale di sistemi cappotto, anche già in posa. Il materiale, a base di perlite, presenta una bassa densità (5 kg/m2), che lo rende idoneo per applicazione in facciata.

VENTILATA E BEN ISOLATA Sistema per facciate ventilate (trasmittanza U = 0,25 W/m2K) con blocco da 25 cm e pannello Stiferite Fire B da 8 cm, in poliuretano espanso rivestito esternamente con velo in vetro caricato minerale per aumentare le prestazioni antincendio (Euroclasse B s1 d0).


MATTONI E ISOLANTI

BEN RETTIFICATI

Nuovo il disegno del blocco rettificato Poroton Plam TS8 di Danesi, con isolamento a base di EPS+grafite (U = 0,17 W/mK). Le facce di posa sono rese piane e parallele, permettendo così l’applicazione con solo 1 mm di collante cementizio.

SERIE VORT HRI DH

Recuperatori di calore residenziali da soffitto con deumidificatore integrato Unità per la ventilazione centralizzata comprensive di circuito frigorifero ad espansione diretta e di recuperatore di calore ad alta efficienza, specificamente studiate per garantire il rinnovo e la deumidificazione dell’aria nelle abitazioni dotate di raffrescamento radiante.

CAPPOTTO DA INTERNO

SpyroGrip Indoor di Pontarolo Engineering è un pannello isolante da interno in EPS (con o senza grafite) che incorpora una staffa in polistirene riciclato, costampato sulla lastra, per l’ancoraggio del cartongesso, in modo da ridurre i tempi di posa evitando l’applicazione di un’intelaiatura. Spessori da 6,4 a 18,4 cm con trasmittanza da 0,167 a 0,571 W/m2K.

L’ISOLANTE VIEN DAL MARE

Nello stand dell’Istituto Fraunhofer ICT un isolante naturale ricavato dalla pianta acquatica Posidonia Oceanica, che cresce — a dispetto del suo nome — sui bassi fondali delle spiagge sabbiose del Mediterraneo. Resistente alla muffa (classe 1) ha una conducibilità termica (λ) di 0,039-0,045 W/mK. Può essere impiegata sfusa per insufflaggio in intercapedine, oppure trasformata in materassino per isolamento interno od esterno.

SONDA ELETTRONICA TEMPERATURA - UMIDITÀ

PANNELLO DI COMANDO REMOTO

SPECIFICHE di PRODOTTO 2 modelli: VORT HRI 260 DH - VORT HRI 500 DH. Compressori alternativo o rotativo, rispettivamente funzionanti con gas R 134A e R 410A, a seconda dei modelli. Doppio condensatore, ad acqua e ad aria. Scambiatori di calore ad altissima efficienza, del tipo a flussi incrociati in controcorrente, in PS. Rendimento invernale 90% - estivo 70%. Ventilatori ad alta efficienza costituiti da ventole centrifughe azionate da motori EC (brushless); velocità impostabili mediante trimmers in base alle perdite di carico dell'impianto. 3 modalità di funzionamento: Estivo (compressore acceso) con rinnovo + deumidificazione ad aria neutra (l’aria deumidificata viene immessa in ambiente a temperatura invariata) Estivo (compressore acceso) con rinnovo + deumidificazione con raffreddamento (l’aria deumidificata viene immessa in ambiente a temperatura inferiore a quella originaria). Invernale (compressore spento). Possibilità di alimentare la batteria con acqua calda spillata dall’impianto radiante (modalità di funzionamento invernale).

Vortice Elettrosociali S.p.A Strada Cerca, 2 - Frazione di Zoate 20067 Tribiano (MI) Tel. (+39) 02 906991- Italia

Per informazioni e supporto tecnico: prevendita@vortice-italy.com


MATTONI E ISOLANTI

ISOLATA DENTRO

Sistema per isolamento a cappotto dall’interno basato sul pannello Class SK in poliuretano espanso di Stiferite (spesso 20 cm). Raggiunge una trasmittanza di 0,11 W/m2K con blocco da 25 cm. Spessore totale di 47,5 cm, sfasamento pari a 13,99 ore, fonoisolamento superiore a 52 dB.

PURO SUGHERO

Due soluzioni Marcotherm per isolamento a cappotto proposte da San Marco. La prima, fornita di EPD, utilizza un pacchetto isolante da 10 cm in poliuretano espanso (λ = 0,026 W/mK); la seconda si affida invece al sughero naturale (λ = 0,040 W/mK).

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n.54

DAL PANNELLO AL CAPPOTTO COMPLETO

REDArt, nuovo sistema a cappotto Rockwool, completo di pannello in lana di roccia a doppia densità, malte adesive e rasanti, rete di armatura, finiture ai silicati e siliconiche, fissativi per le finiture, profili di partenza, tasselli e accessori. Adatto per il nuovo o riqualificazioni, è disponibile in oltre 200 tonalità di colore, in tre diverse granulometrie.

LAVORA DURO

Megamat di Isolgomma, isolante acustico antivibrante per applicazioni nel terziario e nell’industria (fondazioni, supporto di macchinari, pareti portanti): si caratterizza per resistenza ai carichi, a oli e acidi moderatamente aggressivi. Inoltre è drenante e non teme il ghiaccio.

ANCHE IN ZONA SISMICA

Monoblocco in laterizio porizzato Normablok Più S40 di Danesi per murature portanti in zona sismica, con isolamento in EPS caricato grafite (U = 0,24 W/m2K)


VENTILAZIONE MECCANICA

TOP DI GAMMA

COLORE IN CASA

Nello stand Zehnder il sistema per VMC centralizzata Paul Novus 300 con portata da 75 a 300 m3/h (per ambienti fino a 150 m2) e ridotto consumo energetico (0,23 Wh/m3). L’unità monta un scambiatore di calore a canale in controcorrente ad alta efficienza (93%), bypass automatico per free-cooling e free-heating, protezione antigelo. Opzionali il recupero umidità con scambiatore a entalpia, regolazione CO2 e batteria di pre-riscaldo elettrico.

La nuova gamma di valvole sottili per ventilazione a soffitto o parete Lindab Airy è disponibile con placche di diversa forma, dimensione e colore per integrarsi in ogni ambiente, anche non convenzionale.

MAI PIÙ DEPRESSI

Ventilazione meccanica termodinamica in pompa di calore con recuperatore Mydatec di Telema, in grado di provvedere alla completa climatizzazione di case ad alto risparmio energetico (dalla Classe A in su): riscaldamento, raffrescamento, filtrazione, deumidificazione e ventilazione con portate di 200, 250 e 300 m3/h. L’unità abbinata ad un accumulo in pompa di calore Ariston, provvede anche alla produzione di ACS (sistema acquAria) con un’unica canalizzazione, utilizzando due pompe di calore che lavorano in sinergia, attivandosi singolarmente o insieme a seconda del carico richiesto.

Da Pluggit il nuovo sistema VMC decentralizzato iconVent in configurazione Mono (appartamenti) e Duo (case unifamiliari) con scambiatore ceramico a nido d’ape. La regolazione intelligente evita fenomeni di depressione in presenza di cucine o bagni ciechi dotati di estrazione d’aria. Quando l’estrattore è in funzione, iconVent interviene sulle unità VMC aumentando le portate d’aria in ingresso e bilanciando così l’afflusso e il deflusso d’aria nell’abitazione. In questo modo la resa termica può raggiungere il 93%.

UNA COPPIA BEN ASSORTITA

TUTTO IN UNO

Sistemi Maico per la VMC decentrata: a sinistra AeraDuo, recuperatore di calore con scambiatore ceramico a flusso alternato per stanze nobili, da installarsi in coppia, nello stesso ambiente o in ambienti separati. A destra AeraSmart, modello con scambiatore a fascio tubiero a doppio flusso di estrazione e immissione, adatto quindi per qualsiasi ambiente, anche in presenza di umidità. n.54

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VENTILAZIONE MECCANICA

DOPPIO RECUPERATORE Cosa cela il punto di domanda nello stand Mydatec Telema? L’abbinamento in una sola macchina di recuperatore termodinamico e statico, progetto ancora in fase di sviluppo. L’obiettivo è ridurre ulteriormente i consumi nelle stagioni in cui il recupero statico è sufficiente.

PICCOLO, MA EFFICIENTE

Confoair 70 di Zehnder, unità VMC decentrata a singolo canale con 4 velocità (da 16 a 65 m3/h) e regolazione touchscreen con indicazione della modalità di funzionamento. Fornito di recuperatore entalpico ad alta efficienza (fino all’88,5%), non richiede scarico condensa. Consumi compresi tra 4 a 19 W.

STAND ALONE

Recupero Plus di Nicoll, unità VMC decentrata con inversione di flusso (ciclo completo in 140 s) e recupero di calore mediante elemento ceramico (fino al’85%) per cambiare l’aria nei singoli ambienti senza installare un sistema centralizzato. Collegando due apparecchi via radio è possibile aumentare prestazioni ed efficienza: mentre uno immette l’aria, l’altro estrae quella viziata. Sotto, si nota l’aspiratore per umidità Smart Perform, multifunzione e programmabile (dopo aver rimosso la cover), dotato di sensore umidità.

MIMETIZZATO NEL MURO

VMC con recupero di calore mediante scambiatore ceramico (resa superiore al 90%) per singoli ambienti Vort HRW 20 Mono di Vortice. Si caratterizza per bassi consumi (meno di 5 W alla portata massima) e silenziosità (16 dB al minimo). Può funzionare anche in modalità solo aspirazione.

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n.54

TAGLIA INTERMEDIA

Small 50 di ecoAir System, sistema VMC decentralizzato con recupero di calore mediante scambiatore a flussi incrociati (resa 80%) per ambienti fino a 60 m2, indicato per interventi di riqualificazione energetica. L’unità è collegata all’esterno con doppio foro per la presa e l’espulsione dell’aria.


RISCALDAMENTO, RAFFRESCAMENTO E IDRAULICA

CONDENSAZIONE CON PDC Hybrid System di Rotex è stato pensato per sostituire le vecchie caldaiette murali senza dover cambiare i radiatori. La caldaia a condensazione Full Condens da 33 kW è dotata di un modulo idraulico di scambio per l’abbinamento ad una pompa di calore esterna da 5 o 8 kW per la produzione istantanea di acqua calda fino a 80 °C, oppure acqua fredda per raffrescamento estivo. In questo modo si può ottenere un incremento del rendimento fino al 35% in riscaldamento e fino al 20% nella produzione di ACS.

PREMIATO L’AUTOCONSUMO

CALORIFERI WIRELESS WiCal di Caleffi è un sistema di regolazione elettronica dei radiatori sia in versione stand-alone (programmazione oraria con pulsanti touch e display), sia centralizzata mediante collegamento radio delle valvole termostatiche ad una centralina; quest’ultima può gestire fino ad 8 zone diverse per un massimo di 32 elementi.

All’interno di Casa Bosch era esposto il sistema integrato inverter+batterie BPT-S 5 Hybrid per accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili, premiato nei Klimahouse Trend. Grazie alla capacità delle batterie agli ioni di litio (5 le taglie disponibili, da 4,4 a 13,2 kWh), può coprire fino al 75% del fabbisogno energetico di una famiglia di 4 persone, con un ingombro limitato (60x70x175 cm). Solo quando l’energia delle batterie si sta esaurendo e il fotovoltaico non produce, viene attinta elettricità dalla rete esterna. BPT-S 5 Hybrid è anche dotato di un server di rete incorporato per il monitoraggio in remoto anche da tablet e smartphone.

RADIANTE A SECCO Nello stand Zehnder il nuovo pavimento a secco in gessofibra ed EPS battentato per installazione dei sistemi di riscaldamento radianti senza necessità di ulteriori pannelli di supporto. Gli intagli sono stati studiati per ottimizzare il percorso dei tubi (diametro 12) e consentire l’ingresso di più vie.

4 IN 1

Centrale termodinamica monoblocco compatta ECC, a pompa di calore, proposta da ATH Italia. Combina in un unico apparecchio riscaldamento termodinamico, raffrescamento, produzione di ACS con accumulo di 200 litri e ventilazione a doppio flusso con recupero statico di calore (92%), Installazione plug&play e bassa rumorosità. Particolarmente adatta per case fino a 160 m2 dotate di VMC e soffitto radiante dinamico. n.54

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RISCALDAMENTO, RAFFRESCAMENTO E IDRAULICA

NON SCALDA L’ARIA

Pannello radiante a raggi infrarossi della austriaca Redwell: la gamma prevede modelli con diverse dimensioni e finiture, in acciaio o vetro, tutti personalizzabili. Il pannello non riscalda l’aria (evitando correnti e polvere), ma le pareti e i corpi presenti nella stanza, migliorando così il comfort termico.

TETTO SICURO

Lama d’aria e rivestimento in silicato di calcio: una doppia sicurezza contro gli incendi implementata sul sistema attraversamento tetto Roofterm IB esposto in fiera da GBD. Una speciale intercapedine origina una lama d’aria, addotta ed espulsa direttamente nell’ambiente esterno. In caso di incendio della canna fumaria, il calore viene “scaricato” verso l’esterno dalla lama d’aria che lambisce la parete esterna con un moto termodinamico indotto dallo stesso calore dal fuoco. Rispetto ad altri sistemi, Rooftherm IB non disperde calore all’esterno ed è quindi adatto per case passive.

SISTEMI IBRIDI

Da Viessmann il sistema composto da caldaia a condensazione Vitodens 200-W con kit idronico per riscaldamento e raffrescamento, abbinata ad una pompa di calore aria/acqua reversibile da esterno. Una seconda soluzione ibrida è Vitocaldens 222-F, che integra in un unico sistema pompa di calore, caldaia a condensazione e accumulo da 130 litri.

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n.54

CALDAIA A GAS CON ACCUMULO

Nello stand di Innerhofer la nuova caldaia a condensazione Baxi Platinum FS HT GA Solar 220, per riscaldamento, con accumulo a stratificazione da 220 litri e integrazione solare. Dotata di GAC per il controllo automatico della combustione e di modulazione della potenza 1:10

IN PUNTA DI DITO

Il riscaldamento radiante ora si controlla anche da remoto, con Smartcomfort APP di Eurotherm, applicazione installata su tablet o smartphone, abbinata ad un gateway collegato al sistema di regolazione Smartcomfort. Si possono così controllare le funzioni di riscaldamento, raffrescamento ed, eventualmente, anche il trattamento aria.

CONTRO GLI ALLAGAMENTI Valvola antiriflusso Ottima di Redi: installata nelle tubazioni di scarico, protegge dal ritorno di acque dalla rete fognaria in caso di forti piogge o allagamenti. La versione maschiomaschio è ideale per ristrutturazioni, poiché può essere applicata su condotte esistenti, in diversi materiali. La valvola, dotata di doppio piattello in acciaio inox antiroditore, è facilmente ispezionabile grazie a maniglie a sgancio rapido.


RISCALDAMENTO, RAFFRESCAMENTO E IDRAULICA

VERSATILI E COMPATTI

Gruppi Caleffi per la distribuzione diretta con regolazione termostatica o motorizzata di impianti di riscaldamento, anche in versione reversibile per invertire la posizione di mandata e di ritorno.

BASSA INERZIA

Soffitto radiante Leonardo di Eurotherm per riscaldamento e raffrescamento, adatto anche per la riqualificazione energetica di uffici e impianti sportivi. Si compone di una lastra isolante in EPS e da un pannello di cartongesso dove sono pre-annegate le tubazioni a serpentina, con due circuiti per ogni anello per facilitare il taglio e la posa.

Loex presentava a Bolzano i sistemi home CORE e home PLAIN per riscaldamento radiante a pavimento, con massetto a secco, caratterizzati da basso spessore e, per questa ragione, indicati per interventi di riqualificazione. La societĂ ha anticipato anche la prossima intriduzione sul mercato italiano del sistema di ventilazione decentralizzata con recupero termico Ventomaxx.

A SECCO


ALTRE TECNOLOGIE COSTRUTTIVE

MURI RISANATI

Nello stand Mapei il sistema MapeAntique per il risanamento di murature affette da umidità di risalita e posa di pietra naturale.

NON TEME IL CALORE

Gzero di Schiedel, sistema per l’installazione in sicurezza di canne fumarie a diretto contatto con travi in legno o altri elementi combustibili. Un condotto in refrattario ceramico, sottile e resistente alle alte temperature è alloggiato in un blocco in calcestruzzo alleggerito e preisolato in fabbrica con 50 mm di fibra ceramica ad alta densità (>127 kg/m3). Resiste alle fiamme libere e a temperature di 500 °C per 4 ore in continuo.

VESPAIO COMPENSATO Cupolex di Pontarolo Engineering è un elemento per vespai aerati dotato di compensatore (Beton Stop, in nero nella foto) per la chiusura delle aperture laterali. Si possono così realizzare fondazioni su misura senza dover tagliare gli elementi.

POSA VELOCE

Innovativo sistema di connessione X-Rad sviluppato da RothoBlaas per realizzare pareti prefabbricate in legno laminato (X-Lam). Gli elementi di giunzione sono fissati in fabbrica agli angoli del pannello, così da agevolare il successivo assemblaggio in cantiere.

ANCHE PER CLIMI RIGIDI

Tunnel solari Deplosun distribuiti in Italia da Ecosolux. Sotto il vetro isolante è collocato un reticolo metallico costituito da lamelle che, opportunamente orientate, consentono di captare più luce in inverno, quando il sole è basso sull’orizzonte, proteggendo dall’eccessivo irraggiamento in estate. La versione Deplosun Artic è adatta a climi molto freddi grazie all’isolamento rinforzato (U = 0,74 W/m2K). È anche disponibile una versione carrabile per tetti o pavimentazioni esterne in grado di sopportare carichi fino a 1.000 kg su una superficie di 100x100 mm.

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n.54

FISSAGGIO GREEN

Si chiama FIS Green 300 T la nuova resina prodotta da Fischer con un’elevata percentuale di materie prime rinnovabili (dal 50 all’85%) e Classe di emissione A + secondo la direttiva VOC francese. Indicata per il fissaggio di cucine e componenti idraulici, edilizia, legno, strutture, cancelli, schermi piatti. Fa presa su mattoni pieni e forati, calcestruzzo e pietra naturale.


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Archiviazione elettronica, stampa di singole pagine o dell’intero libretto

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DENTRO Lâ&#x20AC;&#x2122;OBIETTIVO

Cascinale

riportato a nuova vita

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n.54


Vicino Prato, un radicale intervento di risanamento conservativo ha trasformato un vecchio cascinale in un modello di sostenibilità energetica, che ora punta a richiedere la certificazione secondo il protocollo CasaClima R

U CARLO LATORRE

n intervento di risanamento che va oltre il perimetro della conservazione dell’esistente per spingersi verso i confini più estremi dell’efficienza energetica, grazie ad un intervento radicale che ha interessato sia l’involucro edilizio, sia il comparto impiantistico, con l’applicazione di un ampio ventaglio di fonti rinnovabili: solare termico, fotovoltaico e geotermia. Il tutto senza snaturare il carattere architettonico esistente, quello di una casa colonica situata alle porte di Prato, a San Giorgio a Colonica, per di più sottoposta a vincolo ambientale.

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Prima e dopo. L’intervento di risanamento conservativo

Riqualificazione vincolata

L’intervento è partito da un edificio rurale in condizioni di forte degrado, in passato adibito sia a residenza che a ricovero di animali ed attrezzi. Il progetto — che ha coinvolto sia professionisti locali che imprese altoatesine coordinate dal consorzio Costruttori Casaclima Südtirol — prevedeva la conservazione del fabbricato ed il suo risanamento attraverso un parziale cambiamento d’uso, con la creazione di tre unità immobiliari distinte e l’edificazione di un nuovo locale tecnico separato dal corpo principale, destinato ad ospitare gli impianti. In dettaglio, dai 527 metri quadrati di area abitabile sono stati ricavati un appartamento al piano terreno e due al primo piano, questi ultimi estesi su due livelli. All’esterno, si è provveduto a una parziale

pavimentazione intorno all’edificio e lungo il viale di ingresso per creare una viabilità di accesso carrabile e una zona destinata a parcheggio. Il resto del lotto e stato destinato a giardino, con piantumazione di alberi e sistemazione a verde.

Cappotto in legno

L’intervento, come richiesto dalla coppia proprietaria dell’immobile, ha comportato il consolidamento strutturale e il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio, a livello sia di involucro, che impiantistico. Per tagliare il consumo di energia primaria nella climatizzazione invernale ed estiva si è pensato di isolare termicamente l’involucro dall’esterno, applicando sulle pareti in muratura mista (pietra e mattoni pieni) spesse 42 cm, un cappotto di

Cappotto. Posa dell’isolamento in fibra di legno (12 cm) sulla parete esistente in pietra e mattoni pieni

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n.54


Base muro esterno. Posa dei pannelli in XPS per la zoccolatura inferiore del cappotto

fibra di legno da 12 centimetri Pavawall, che oltre ad isolare gli ambienti (trasmittanza U = 0,28 W/m2K) assicura anche traspirabilità e inerzia termica, con uno sfasamento di 20 ore, migliorando così il comfort complessivo per gli abitanti. Alla base della muratura, è stato applicato un isolamento in lastre CONTENUTO PER ABBONATI di XPS, al fine di garantire impermeabilità all’acqua battente ed agli schizzi.

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Rifatto il solaio contro terra

L’intervento ha interessato anche il solaio contro terra e la base dei muri perimetrali. Il primo è stato rifatto ex novo, scavando in profondità per realizzare un vespaio in ghiaia di vetro cellulare (ottenuto dal riciclo del vetro), poi isolato con pannelli di XPS spessi 6 cm. Sotto il massetto è stato collocato il sistema di condotte del riscaldamento radiante che provvede alla climatizzazione dei locali. La scelta del vetro cellulare è stata dettata dalle sue caratteristiche di inalterabilità nel tempo, alta resistenza

NOVOMUR LIGHT PRIMA FILA DI MATTONI CON RIEMPIMENTO IN PERLITE SFUSA PANNELLI IN XPS

10,00 6,00 10,60

quota pavimento

10,00

larghezza marciapiede variabile

+0,15 ± 0,00

30,00

0,30

30,00

2%

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CONTENUTO PER ABBONATI

http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

Lavori in corso. Rifacimento del solaio contro terra con creazione di un vespaio in ghiaia di vetro cellulare, posa del sistema radiante e pavimentazione

alla compressione e impermeabilità all’acqua e al vapore. In questo modo, oltre a migliorare le prestazioni termiche del solaio, si impediscono fenomeni di risalita di umidità; aspetto non marginale, considerando la tipologia delle murature, tutte portanti e a contatto diretto con il terreno, uniche strutture su cui non è stato possibile intervenire direttamente. Nel rifacimento delle pareti interne, dopo il completamento del solaio contro terra, è stato inserito alla base un elemento Schöck Novomur light, capace di proteggere da eventuale umidità e di realizzare un efficace taglio termico verso il solaio controterra. Infine, lungo le pareti perimetrali, all’interno e all’esterno, è stato creato un cordolo perimetrale (poi coperto con vetro

Isolamento copertura. Pannelli in fibra di legno per l’isolamento della copertura, costruita ex novo

Lavori in corso. Rifacimento integrale del tetto ventilato: struttura in legno, con isolamento in fibra di legno e rivestimento mediante tegole

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n.54

Isolamento dall’umidità. Alla base dei tramezzi al piano terreno, ricostruiti integralmente dopo il rifacimento della pavimentazione, è stato posto l’elemento Schöck Novomur light, con funzione di taglio termico e di protezione dall'umidità


LOTTA ALL’UMIDITÀ CON ELETTRODI Poiché l’edificio sorge in una zona umida dove la falda idrica è superficiale, è stato necessario studiare una strategia capace di risolvere, in maniera radicale e definitiva, eventuali problemi di umidità di risalita capillare. La soluzione individuata per le murature esterne si basa sul sistema elettrocinetico “ACCO”, che forma una una barriera orizzontale omogenea mediante il posizionamento di elettrodi che funzionano a bassissimo voltaggio.

cellulare) con funzioni di rinforzo strutturale, non potendo CONTENUTO PER ABBONATI intervenire direttamente sulla muratura esistente.

Finestre in legno e alluminio

Anche i serramenti originali sono stati interamente sostituiti, poiché deteriorati e, in ogni caso, poco efficienti. http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 La scelta è caduta su un sistema misto legno-alluminio Tetto ventilato ex novo con tripli vetri (Keim), Uw = 1,00 Wm2/K, integrato da Viste le condizioni della copertura esistente, si è deciso di controtelaio in legno e bancale separato termicamente. ricostruirla integralmente. Il nuovo tetto ventilato, eretto Ben coibentato anche il cassonetto, ricavato nello dalla società altoatesina Brugger, è stato isolato con pannelli spessore del cappotto, fornito di guide per zanzariera in fibra di legno spessi 16 cm (Steico Therm), raggiungendo e, come sistema oscurante, Raffstore, ovvero frangisole una trasmittanza U = 0,23 W/m2K, (trasmittanza periodica in alluminio orientabili ad impacchettamento. pari a 0,095 W/m2K) con uno sfasamento di 11 ore.

Prima e dopo. Le finestre originali sono state sostituite con serramenti a risparmio energetico in legno-alluminio e triplo vetro

Taglio termico. Separazione del davanzale per evitare la formazione di ponti termici e conseguente dispersione del calore

Cassonetto. Ospita sia gli oscuranti in alluminio ad impacchettamento (raffstore), sia le zanzariere; entrambi scorrono su guide e sono incassati nello spessore del cappotto

Lavori in corso. Posa dei nuovi serramenti, dopo la creazione del controtelaio e del cassonetto n.54

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LA PAROLA AL CONSULENTE CASACLIMA Intervista all’arch. Silvio Grasso dello Studio A_014, che ha seguito i lavori in qualità di Consulente energetico CasaClima. Come nasce il progetto di risanamento? il vetro cellulare al posto del vespaio Nel corso di una visita alla Klimahouse di Bolzano, per valutare i possibili aerato, poiché quest’ultimo, avendo interventi di efficientamento dell’immobile, i proprietari hanno temperature prossime a quelle scoperto il consorzio Costruttori Casaclima Südtirol, decidendo così di esterne, avrebbe potuto portare affiancare gli artigiani altoatesini alla mestranza locale già impegnata alla formazione di condensa. nei lavori di ristrutturazione. Essendo del luogo, avendo conseguito il L’intervento si connota anche per una visione di sostenibilità master CasaClima ed essendo auditore e consulente CasaClima, sono a tutto tondo, che non si vede spesso negli interventi stato contattato dal Consorzio per seguire e coordinare l’intervento. di riqualificazione radicale di edifici esistenti. È stato difficile conciliare le diverse visioni sotto il profilo culturale Quando ho costituito con due colleghe, Laura Parenti e Giuseppina Nerli, lo Studio e tecnico, considerata la complessità dell’intervento? A_014 avevamo in mente proprio una visione olistica della sostenibilità, con l’idea Devo ammettere che all’inizio non è stato sempre facile, ma la forte di riscriverne l’alfabeto dalle fondamenta, quindi: attenzione alla progettazione, motivazione dei committenti verso i temi dell’efficienza energetica ai materiali, al contesto ambientale e architettonico, ma anche ai rapporti di CONTENUTO PER ABBONATI ha appianato ogni contrasto. Superata una prima fase in cui i diversi lavoro tra di noi e con i nostri fornitori e partner, oltre — ovviamente — alla soggetti, aziende ehttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 professionisti, si sono “studiati” e confrontati relazione con la committenza. Tutto questo si riflette soprattutto su un diverso su come procedere, il team si è unito e ha portato avanti i lavori modo di intendere il nostro lavoro e, in quest'ottica, con E.CO.S. Project di Firenze, in modo coordinato, con piena soddisfazione dei proprietari. vogliamo realizzare sul territorio una rete di imprese in coworking. Cerchiamo Quali sono state le principali sfide che avete dovuto affrontare? di trasferire questi concetti negli edifici che progettiamo o che ristrutturiamo. L’edificio, vecchio e malandato, presentava evidenti problemi strutturali, ma Nei nostri interventi ci rifacciamo alle tecniche e alla filosofia che era vincolato, quindi non si poteva intervenire sulle pareti esterne. In aggiunta, permea il modello CasaClima, adattato ovviamente al nostro territorio, la casa sorge su un’area — quella di Campi Bisenzio — acquitrinosa e con una al clima e alla millenaria cultura della nostra terra, la Toscana. falda che talvolta affiora in superficie; il che ha comportato una serie di interventi L’obiettivo è di adeguare gli standard a quelli che entreranno in forza per risolvere in modo definitivo i problemi legati ad umidità e condensa. Così, nei prossimi anni, partendo dalla NZEB (energia quasi zero) per arrivare ad esempio, nel rifacimento del solaio contro terra abbiamo preferito utilizzare alla casa attiva, che produce più energia di quanta ne consuma.

Pompa di calore geotermica

In un locale tecnico separato sono stati collocati gli impianti. Il sistema di riscaldamento/raffrescamento adottato è quello radiante a pavimento, alimentato da una pompa di calore geotermica a bassa temperatura, di tipo reversibile, a doppio compressore per ottimizzare i rendimenti ai carichi

Locale termico. In primo piano gli accumuli per acqua calda. Sul tetto sono installati i collettori solari per la produzione di ACS

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parziali. La pompa di calore acqua/acqua è collegata ad un campo di sonde geotermiche ad estensione orizzontale, poste a bassa profondità sull’area verde prospiciente l’edificio. La macchina ha una potenza di 21,5 kW (COP = 3,3, EER = 4,12), sufficiente a coprire il fabbisogno dei tre appartamenti per quanto concerne riscaldamento, raffrescamento estivo e produzione di ACS

Geotermia. La pompa di calore acqua/acqua è collegata a un campo geotermico orizzontale posto nel giardino prospiciente l’edificio


SCHEDA INTERVENTO

Fotovoltaico. Pannelli FV inseriti nel tetto del parcheggio che sorge nei pressi dell’edificio. Producono energia elettrica a copertura del fabbisogno CONTENUTO PER ABBONATI di un appartamento Blower door test. http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Ultime prove per verificare, al Sulla copertura del parcheggio è stato termine dei lavori, la tenuta all’aria invece installato un impianto fotovoltaico dell’involucro che fornisce energia elettrica per le utenze, arrivando a coprire il fabbisogno di un appartamento. La produzione di acqua calda sanitaria è coadiuvata da pannelli solari termici piani (6 m2) installati sulla falda rivolta a sud della copertura dei locali tecnici.

Rinnovo e deumidificazione via VMC Le abitazioni sono servite da un impianto di ventilazione meccanica controllata (VMC) con recupero di calore, che provvede sia alla deumidificazione, che al rinnovo dell’aria all’interno degli ambienti. In particolare, ogni appartamento è collegato ad una distinta macchina VMC (fornita da Zehnder) con distribuzione autonoma dell’aria negli ambienti.

Intervento riqualificazione energetica di una casa colonica Luogo S. Giorgio a Colonica – Prato Progetto Geom. Anna Tofani Consulenza CasaClima Arch. Silvio Grasso (Studio A_014) Progetto strutture Ing. Leonardo Mastropieri Progetto Impianti BST Ingegneria – Livorno Impresa edile Carminati Srl – Prato Interventi Costruttori Casaclima Südtirol, Brugger, Keim, MaltechBau, ACCO Zona climatica D 1.668 gradi giorno Superficie netta riscaldata 527 m2 Superficie disperdente 1.163 m2 Volume lordo 2.374 m3 Rapporto di forma S/V 0,49 Trasmittanze Pareti esterne 0,28 W/m2K Copertura 0,23 W/m2K Solaio contro terra 0,18 W/m2K Serramenti 1 W/m2K

La ventilazione meccanica non è solo necessaria per utilizzare il pavimento radiante anche per il raffrescamento estivo senza incorrere nella formazione di condensa superficiale, ma anche per garantire un elevato comfort agli abitanti; l’umidità relativa è infatti una delle principali cause di percezione di malessere climatico nella stagione calda. La VMC migliora anche la salubrità dell’aria indoor, scongiurando la formazione di muffe ed evitando l’apertura dei serramenti, fonte di dispersioni termiche nei mesi più freddi. Completa la dotazione tecnologica dell’edificio un sistema di fitodepurazione delle acque reflue, riutilizzate per innaffiare il giardino. L’edificio, sottoposto al blower door test e alle verifiche del caso — che hanno comportato piccoli interventi di messa a punto — è ora in fase di certificazione CasaClima R con l’obiettivo di raggiungere un fabbisogno termico di energia primaria di 12-13 kW/m2a.

VMC. Gli appartamenti sono dotati di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. A questo scopo sono presenti tre macchine, una per ogni unità

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PROGETTARE

Umidità: cause, effetti e diagnosi Come si forma l’umidità negli edifici, perché evitarla, come misurarla e identificarne le cause FRANCESCA ROMANA D’AMBROSIO e GIUSEPPE RICCIO*

L

e cause che determinano la presenza di umidità nei manufatti edilizi sono diverse. In questo articolo affrontiamo i fenomeni di umidità da condensa e, più in dettaglio, di umidità ascendente, che sono forse quelli che richiedono maggiore attenzione e conoscenze.

Condensazione superficiale

Il fenomeno di condensazione superficiale si verifica allorquando il vapore presente nell’aria, trovandosi a contatto con una superficie a temperatura inferiore a quella di rugiada, condensa. Si manifesta sotto forma di goccioline d’acqua in corrispondenza di superfici impermeabili all’acqua e sotto forma di macchie scure in corrispondenza di materiali porosi.

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n.54

COME SI FORMA L’UMIDITÀ NELLE PARETI Le cause che determinano la presenza di umidità nei manufatti edilizi possono essere così classificate: • umidità da condensa, che si distingue in condensa superficiale ed interstiziale; • umidità ascendente, dovuta alla risalita capillare di acqua nelle pareti; • umidità accidentale, provocata dalla presenza di infiltrazioni o perdite in corrispondenza delle parti della costruzione a diretto contatto con acqua, quali cisterne d’acqua, impianti idrosanitari, scarichi, pluviali, coperture; • umidità da terrapieno, dovuta al fatto che il livello del pavimento dell’ambiente interno della parete considerata è inferiore a quello del piano di calpestio dell’ambiente esterno e quindi l’acqua che si trova nel terreno tende a passare nella parete. • umidità meteorica, presente sulle superfici esterne delle murature, direttamente

conseguente al fenomeno delle precipitazioni atmosferiche. Si può manifestare sia in zone limitate che in modo diffuso sulle superfici esterne della costruzione. • umidità da costruzione, che si riscontra in una struttura durante e immediatamente dopo i lavori di costruzione o ristrutturazione. È dovuta alla presenza di acqua nella fase di preparazione a umido dei materiali edili.


All’umidità ascendente sono generalmente associati fenomeni di trasporto di sali idrosolubili (cloruri, solfati, nitrati), presenti nei materiali da costruzione o nel terreno; trasportati in soluzione sulla superficie, i sali cristallizzano a causa della evaporazione dell’acqua dando luogo alle efflorescenze e/o a distacchi di intonaco.

Perché l’umidità va evitata Le cause possono essere una cattiva progettazione termoigrometrica (presenza di ponti termici, scarso isolamento termico) della parete sulla quale il fenomeno si manifesta, che determina una temperatura superficiale bassa, oppure una insufficiente ventilazione del locale, che comporta una temperatura di rugiada elevata. Nel caso di elevata inerzia termica della struttura, l’umidità da condensa si può manifestare durante le prime giornate calde di PER ABBONATI primavera, quando le CONTENUTO superfici, che durante la lunga stagione invernale sihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 sono raffreddate, vengono lambite dall’aria primaverile.

Condensazione interstiziale

Si verifica allorquando si ha condensazione di vapore d’acqua all’interno della parete, ovvero quando in una certa sezione della parete la pressione parziale del vapore è maggiore della tensione di vapore dell’acqua. Si manifesta con la progressiva presenza di acqua nelle murature e la successiva, eventuale, comparsa di macchie in superficie. Può causare il progressivo deterioramento dei materiali. La causa, anche in questo caso, è riconducibile a cattiva progettazione termoigrometrica.

Umidità ascendente

Gli effetti legati all’umidità nelle pareti sono numerosi ed eterogenei. In primo luogo, ci sono i problemi estetici e olfattivi, dovuti alla formazione di muffe ed efflorescenze; va tenuto presente che le muffe sono microrganismi che, una volta sviluppatisi nella zona umida, possono riprodursi in zone anche distanti da quest’ultima. Un secondo aspetto riguarda l’elevata umidità relativa dell’aria, dovuta all’immissione di acqua evaporata dalle pareti, con conseguenti patologie di tipo allergico, respiratorio e reumatico. Vi è poi l’eventuale riduzione della resistenza termica dei materiali, con conseguente aumento delle dispersioni di energia e abbassamento della temperatura superficiale interna, quindi della temperatura operativa, nella stagione invernale. Tra gli effetti negativi vanno annoverati anche i problemi di disgregazione, frantumazione, sfarinamento ed erosione degli strati superficiali delle pareti con conseguente riduzione della loro resistenza meccanica.

L’umidità ascendente è connessa con i fenomeni di risalita capillare nelle murature a contatto con acque di falda o acque disperse. La consistenza del fenomeno dipende da diversi fattori, i principali dei quali sono: porosità dei materiali costituenti la muratura, quantità di acqua presente nel terreno, capacità evaporativa delle superfici esterne della muratura. Si manifesta con macchie sulla superficie della parete.

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Come si misura l’umidità nelle pareti

Uu(%)

Ua(%)

Uu(%)

Ua(%)

2,5

2,6

17,5

21,2

La misura dell’umidità all’interno dei solidi è complicata dal fatto che l’acqua può essere contenuta in essi anche come acqua di struttura, 5,0 5,3 20,0 25,0 detta pure di idratazione, alla quale alcuni metodi di misura sono sensibili e che certamente non deve essere considerata 7,5 8,1 22,5 29,0 nel calcolo del contenuto di umidità, in quanto costituisce una caratteristica chimica del materiale e non un apporto esterno. 10,0 11,1 25,0 33,3 Inoltre, è molto importante valutare anche la quantità di acqua che un materiale da costruzione contiene per il solo fatto di trovarsi 12,5 14,3 27,5 37,9 CONTENUTO PER ABBONATI in un ambiente nel quale è presente vapor d’acqua a una certa pressione parziale. Questo contenuto, chiamato “fisiologico” o “di http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 15,0 17,6 30,0 42,8 equilibrio”, è certamente molto importante ai fini di una corretta interpretazione dei risultati delle misure di contenuto di umidità, TABELLA 1. Corrispondenza tra i sia per valutare la necessità di un intervento di risanamento, sia valori dell’umidità percentuale riferita al campione umido, Uu, e l’umidità per collaudare un intervento di risanamento già effettuato. percentuale riferita al campione asciutto, Ua In genere il contenuto di umidità di un solido viene espresso come percentuale in uno dei seguenti tre modi: (mu – ma) Uu = ————— · 100 mu

(%) (1)

(mu – ma) Ua = ————— · 100 ma

(%) (2)

(mu – ma) Uv = ————— · 100 V

(kg/m3) (3)

dove Uu, Ua, rappresentano il contenuto di umidità riferito rispettivamente alla massa del campione umido, mu, e alla massa del campione asciutto, ma, e Uv rappresenta il contenuto di umidità riferito al volume del campione, V. Definendo poi le densità del campione asciutto δa e del campione umido δu come: δa = ma / V (kg/m3) (4) δu = mu / V (kg/m3) (5) si può ricavare la seguente relazione: Uv = (Uu · δu) / 100 = (Ua · δa) / 100 (kg/m3) (6) Nel settore dei materiali da costruzione, del quale ci occupiamo, vengono molto usati sia Ua che Uu, mentre è poco usato Uv.

Umidità fisiologica

Si chiamerà “umidità fisiologica”, e si indicherà con Ua,f, il contenuto di umidità del materiale in equilibrio termodinamico con un ambiente in condizioni standard di temperatura e grado igrometrico, ovvero: (mf – ma) Ua,f = ————— · 100 ma

(%) (7)

con mf massa del campione all’equilibrio termodinamico con

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l’ambiente standard. Si ritiene poi che possa avere un notevole interesse applicativo anche la seguente grandezza, che si chiamerà “eccesso d’acqua” e si indicherà con Uf: (mu – mf ) Uf = ————— · 100 mf

(%) (8)

con mf massa del campione all’equilibrio termodinamico con l’ambiente standard. Di seguito sono riportate le relazioni che legano tra loro i valori di Uu e di Ua: Uu Ua = ——————— 1 – Uu / 100

(9)

Ua Uu = ——————— 1 – Ua / 100

(9)

Il valore di Ua è ovviamente sempre maggiore di Uu e la differenza cresce all’aumentare del contenuto di umidità. Per esempio, dalla Tabella 1, per Uu = 20% è Ua = 25%, con una differenza percentuale certamente non trascurabile. Pertanto riteniamo che si debba diffondere l’abitudine di precisare il riferimento usato nell’esprimere il contenuto di umidità.

Metodi ponderali

Con i metodi ponderali si misurano le masse del campione: mu e ma se si è interessati al contenuto di umidità, Uu o Ua; mf e ma se si vuole calcolare l’umidità fisiologica, Ua,f; mu e mf se si è interessati all’eccesso d’acqua, Uf. Ovviamente, la


Misuratore al carburo di calcio

Il funzionamento di questo tipo di misuratori è concettualmente molto semplice: in una bottiglia a tenuta vengono inseriti un campione del materiale in esame ed una fiala che contiene carburo di calcio (CaC2); il carburo di calcio reagisce con l’acqua adsorbita contenuta nel campione producendo acetilene, C2H2, (in fase aeriforme) e idrossido di calcio, Ca(OH)2, (in fase solida) secondo la seguente reazione: CaC2 + 2H2O C2H2 + Ca(OH)2 CONTENUTO PER ABBONATI Un manometro misura la pressione dell’acetilene sviluppato e da una tabella, basata sull’equazione di stato p,V,T dell’acetilene http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 e fornita con lo strumento, si risale al contenuto di umidità del campione in funzione della massa di materiale messa a reagire con il carburo di calcio nella bottiglia. La massa di campione da utilizzare per la misura viene scelta in base al contenuto presunto di umidità, in modo che la pressione dell’acetilene che si realizza all’interno della bottiglia rientri nel campo di valori di pressione di funzionamento dello strumento. In genere, la reazione descritta necessita, per il suo completamento, di un tempo variabile tra 15 e 20 minuti; misura di mu richiede una bilancia adeguatamente precisa: si è comunque verificato che dopo 10 minuti si legge una volendo il contenuto di umidità in percentuale con una pressione che, a meno del 2-3% (errore generalmente più che cifra decimale, se si usano provini di una quindicina di accettabile), è pari a quella finale. grammi è sufficiente che la bilancia abbia una precisione Lo strumento è di facile uso e permette di effettuare misure in di 0,01 g. Nell’analisi di ma e di mf si pongono invece campo. Inoltre questo metodo presenta il grande vantaggio alcuni problemi, dovuti alla complessità della misura di non essere sensibile all’acqua di struttura del campione, in delle masse, che non approfondiamo in questa sede. quanto la reazione chimica che avviene non interessa l’acqua di idratazione del materiale analizzato. Dalle misure fin qui effettuate si è constatato che rispetto KIT PRONTO ALL’USO. In una valigetta al metodo ponderale questo metodo fornisce valori di tutto quello che serve per eseguire la misura contenuto di umidità più bassi, generalmente del 2-3%. dell’umidità con il test al carburo di calcio Foto: Trotec Questo misuratore non fornisce alcuna indicazione sull’umidità fisiologica.

Apparecchi di misura elettrici

I metodi di misura elettrici del contenuto di umidità nei solidi sono fondamentalmente di due tipi: il primo sfrutta la variazione di resistenza elettrica di un solido al variare del contenuto di umidità, il secondo utilizza la variazione della costante dielettrica dei solidi al variare del contenuto di umidità. Questi misuratori in genere permettono la valutazione del contenuto di umidità di intonaci o più in generale di materiali superficiali. Infatti, sono dotati di spilli o di placche che vengono poggiati sulla superficie, per cui la misura interessa solo lo strato più superficiale del solido. Alcuni sono dotati di elettrodi disposti all’estremità di aste che possono essere

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I LIMITI DEGLI STRUMENTI A RESISTENZA ELETTRICA

introdotte in fori: in questo modo è possibile Quando si valuta l’efficacia degli strumenti a resistenza elettrica, bisogna tener presente misurare anche l’umidità in profondità. che la relazione tra quest’ultima e il contenuto di umidità è di tipo lineare fino al valore di L’uso di questo tipo di strumenti può sembrare umidità corrispondente alla saturazione del solido, valore al di sopra del quale si inizia ad molto comodo in quanto è possibile effettuare avere condensazione di acqua all’interno dei capillari e quindi presenza di acqua libera. misure direttamente sul campo, essendo le In queste condizioni, il metodo a resistenza elettrica non è più applicabile in quanto apparecchiature leggere e maneggevoli oltre la resistenza elettrica diventa molto bassa proprio per la presenza di acqua libera e che di facile lettura. Inoltre i tempi di risposta non è più influenzata dal contenuto di acqua. Il valore del contenuto percentuale di sono molto brevi. Gli strumenti a placca umidità alla saturazione varia in funzione del materiale analizzato, ma in genere è CONTENUTO PER ABBONATI sono anche non distruttivi. Purtroppo, però, compreso tra il 12 e il 25%. Si noti anche che la resistenza elettrica misurata è funzione gli strumentihttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 elettrici presentano due grossi di altri parametri, quali la temperatura e la pressione di contatto degli elettrodi sulla inconvenienti: la difficoltà di taratura e l’influenza superficie, e soprattutto della concentrazione dei sali disciolti e del materiale. sulla misura da parte di altre grandezze fisiche, che sicuramente non permettono di ottenere informazioni sul contenuto assoluto di umidità di una muratura. Questi misuratori non forniscono Altri metodi di misura alcuna indicazione né sul contenuto di acqua Nella letteratura tecnica vengono citati altri metodi di misura dell’umidità negli strati interni della parete, né sull’umidità nelle murature, per esempio metodi basati sulla misura della pressione fisiologica. Inoltre, presentano i limiti riportati nel parziale del vapore nell’aria, metodi che misurano l’attenuazione di riquadro a destra. ultrasuoni o di microonde e metodi che utilizzano la termografia ad Inoltre, presentano i limiti riportati nel riquadro infrarossi. Va detto, però, che finora questi metodi non sono utilizzati a destra. Circa gli strumenti a misura di costante nella misura dell’umidità di pareti di edifici, se non in ricerche, o per dielettrica, c’è da tener presente che si basano difficoltà teorico-pratiche o per costi elevati. È auspicabile che questi sul fatto che i materiali secchi hanno una metodi diventino applicabili nella pratica, soprattutto perché essi costante dielettrica di 4-5, mentre l’acqua ha potrebbero risolvere il problema, attualmente irrisolto, della valutazione una costante dielettrica di 80, per cui il metodo dell’umidità in profondità con metodo assolutamente non distruttivo. è sensibile anche alla presenza di piccole Non sempre è facile diagnosticare la causa dell’umidità in una parete, sia percentuali di acqua. Questi strumenti sono perché diverse cause possono determinare una stessa manifestazione (si meno sensibili alla presenza di sali disciolti pensi a una macchia: può essere dovuta a condensa superficiale, condensa rispetto a quelli a resistenza elettrica, ma interstiziale, capillarità, ma anche a infiltrazione o alla presenza di un compaiono ancora come parametri di influenza terrapieno), sia perché le cause possono interagire tra loro. Bisogna quindi la temperatura e la pressione di contatto degli procedere con cautela, considerando tutte le possibili cause, valutando la elettrodi sulla parete ed il materiale. Rispetto possibilità che esse siano effettivamente presenti nel caso specifico in esame, a quelli a resistenza elettrica, gli strumenti e, una volta individuata la possibile causa, verificare che sia quella giusta. a costante dielettrica presentano gli stessi La metodologia di diagnosi che si consiglia consiste di 5 punti: problemi relativi alla mancanza di indicazioni su 1. Raccolta di informazioni sull’edificio (localizzazione, contesto contenuto di acqua nella parete e sull’umidità ambientale, epoca di costruzione, destinazione d’uso, presenza di fisiologica, ma hanno il vantaggio di poter essere acque nella zona circostante e quant’altro possa risultare di interesse). usati fino a contenuti di umidità del 30%. 2. Esame visivo del fenomeno: caratteristiche del luogo e del suolo, tipologie edilizie, materiali utilizzati, eventuali interventi già eseguiti, verifica della presenza di umidità nei vani e negli edifici circostanti. 3. Individuazione delle possibili cause del fenomeno. 4. Approfondimento delle cause individuate. 5. Valutazione quantitativa del fenomeno dalle misure di contenuto dell’umidità fisiologica e del contenuto di umidità. In questa sede ci soffermeremo soltanto sulle modalità operative consigliabili per l’ultimo punto che si ritiene il più importante di tutti in quanto oggettivo.

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Come eseguire l’analisi quantitativa

Come abbiamo visto, per la misura del contenuto di umidità non esistono in pratica metodi non distruttivi; risulta cioè necessario prelevare campioni di materiale. Esaminiamo quindi prelievo e trasporto dei campioni di materiale, operazioni che richiedono una certa cura. Prelievo e trasporto del materiale. I campioni di materiale possono essere prelevati con carotatrice, con trapano o per spicconatura. Le carotatrici e i trapani devono essere a basso numero di giri (minore di 250 giri/min). Se si usa una carotatrice, CONTENUTO PER ABBONATI è consigliabile eliminare la parte superficiale della carota. Se si usa un trapano è consigliabile: http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 • forare la parete fino al punto in cui va fatto il prelievo con una punta di diametro leggermente superiore rispetto a quello della punta che si usa per il prelievo vero e proprio; • pulire accuratamente il foro con un getto di aria compressa prima del prelievo del campione; • scegliere il diametro delle punte in funzione della quantità di materiale da prelevare, in modo che il campione risulti prelevato da un cilindro di altezza pari a 4÷5 cm. Con le densità abituali dei materiali da costruzione bisogna utilizzare una punta da 9÷10 mm di diametro se si vogliono pochi grammi, una punta da 20÷25 mm per avere qualche decina di grammi. Le punte dei trapani e le corone delle carotatrici devono essere rinnovate frequentemente. Ogni campione va caratterizzato su una piantina del locale in base al punto di prelievo; vanno accuratamente specificati l’altezza del sondaggio rispetto al piano di calpestio e la sua profondità. I campioni che vanno trasportati per le analisi di laboratorio devono essere immediatamente posti in contenitori a tenuta, poi avvolti in fogli di polietilene o di carta argentata. Prima della misura, i campioni, se monolitici, devono essere ridotti in polvere in un mortaio e questa polvere deve essere setacciata utilizzando uno staccio con maglie da 2,0 mm. Misura del contenuto di umidità. La misura del contenuto di umidità, U, va fatta con il metodo ponderale o con il metodo al carburo di calcio. Disponendo di sufficiente quantità del campione, è consigliabile effettuare la misura con entrambi i metodi. Nessun altro metodo potrà essere usato fin quando non se ne sarà provata la ripetibilità e la precisione. Nel caso in cui si usi il metodo ponderale va precisato il sistema usato per l’essiccazione (p.e. stufa o bilancia a infrarossi) e la temperatura di essiccazione. Il contenuto di umidità va espresso in termini di Ua; se si usa il metodo al carburo di calcio, che generalmente fornisce Uu, il valore ottenuto va convertito in Ua. Misura dell’umidità fisiologica. L’umidità fisiologica o di equilibrio, Ua,f, va raggiunta condizionando il provino in atmosfera controllata, a mezzo camera climatica o tramite soluzioni saline sature, e pesando il provino ogni 24 ore. Si considera raggiunta la massa fisiologica, mf, quando la variazione della massa del campione nelle 48 ore precedenti l’ultima pesata risulta minore dello 0,1%. Il valore di Ua,f va ottenuto con

FIGURA 1. Schema dei punti di prelievo nella parete

la stessa procedura con la quale si valuta Ua. In ogni caso, nel fornire il valore di Ua,f vanno specificate la temperatura e l’umidità relativa della camera climatizzata o la temperatura e il tipo della soluzione salina usata. Le condizioni di temperatura e di umidità dovrebbero essere quelle degli ambienti in cui si trova la muratura. Nel caso di variabilità o incertezza, si consigliano temperature comprese tra 10 e 25 °C e umidità relative tra 50% e 85%. Ai fini della diagnosi per ogni parete di spessore s e larghezza L è consigliabile prelevare i campioni di muratura secondo i punti indicati nella Figura 1: in ciascuno dei tre piani verticali perpendicolari alla parete e posti a L/6, L/2 e (5/6)L vanno effettuati 6 prelievi, a tre altezze (h = 40 cm, 140 cm, 240 cm) e a due profondità (s/2 e s/5). Per pareti la cui larghezza sia maggiore di 16 m, è consigliabile effettuare i sei prelievi in piani verticali distanziati tra loro di 4÷5 m. Per pareti di spessore superiore a 1 m i prelievi possono essere fatti alle profondità di 20 e 50 cm. Dei campioni prelevati vanno misurati non solo il contenuto di umidità e l’umidità fisiologica, ma anche il contenuto di cloruri, nitrati e solfati. La misura del contenuto di sali può essere limitata al piano centrale ed ai punti ad h = 40 cm. * Sintesi dello studio “Degrado degli edifici dovuto all’umidità: prevenzione e bonifica” di G. Alfano, F. R. d’Ambrosio, G. Riccio

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Payback sprint con i collettori in facciata Uno studio valuta gli aspetti energetici ed economici della riqualificazione di edifici con sistemi isolanti tradizionali e con FPC A CURA DELLA REDAZIONE*

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a riqualificazione degli edifici rientra a pieno titolo tra gli interventi ritenuti necessari per ridurre il fabbisogno energetico nell’ambito della strategia europea per l’ambiente. E non potrebbe essere altrimenti, dato che l’edilizia concorre per il 40% al totale dei consumi di energia nell’Unione Europea, per la gran parte ascrivibile a riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. In una relazione presentata all’ultimo Energy Forum di Bressanone), alcuni ricercatori (S.Khairnasov,

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V.Voloshchuk, A.Zakovorotnyi e D.Kozak) hanno avanzato la proposta di migliorare l’efficienza energetica degli edifici applicando sulle facciate collettori solari piani (FPC, Flat plate solar collectors), una soluzione analizzata non solo sotto il profilo tecnologico e prestazionale, ma anche dal punto CONTENUTO PER ABBONATI di vista economico, considerando http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 un ritorno dell’investimento compatibile con le esigenze della proprietà degli immobili.

Doppia funzione

Il punto di partenza è che la riqualificazione energetica affidata al solo rifacimento di facciata con pacchetto isolante è senz’altro efficace, ma in molti casi può comportare un ritorno dell’investimento in tempi lunghi. Per ridurre questo periodo, si possono integrare nella facciata sistemi capaci di sfruttare risorse gratuite, come l’irraggiamento solare, aumentando così il valore dell’investimento che rapportato ai costi complessivi dell’intervento permette di calcolare il tempo di pay-back. Il sistema proposto dai ricercatori si propone di ridurre le perdite energetiche degli edifici applicando un nuovo involucro edilizio, che integra la suo interno collettori solari a piastra, capace al tempo stesso di isolare e assorbire i raggi solari incidenti sulla facciata per scaldare acqua destinata sia al sistema di riscaldamento, che all’ACS.

Schema di facciata con collettori piani (FPC): 1) tubi di alluminio per riscaldamento; 2) scambiatore di calore; 3) vetro; 4) pacchetto isolante; 5) rivestimento esterno

Come sono fatti

I tubi di calore, realizzati in lega di alluminio 6060, sono di colore nero per migliorare l’assorbimento di calore, finitura ottenuta mediante anodizzazione del metallo. Il rivestimento presenta un coefficiente di assorbimento (AS) pari a 0,94 ed emissività ε = 0,95. Il calore viene captato attraverso alette longitudinali, trasferite al tubo e da questo, grazie al fluido che corre al suo interno, ad uno scambiatore di calore piatto che corre lungo tutta la larghezza della facciata, connesso a più tubi. Ciò costituisce un sistema energeticamente efficiente con ridotta resistenza idraulica. Gli elementi vengono quindi rivestiti con vetro e con uno strato di isolante. La facciata viene poi rifinita all’esterno con tecniche convenzionali. Rispetto ai collettori solari termici tradizionali, quelli a piastra in alluminio presentano il vantaggio di poter essere facilmente integrati nella facciata, contribuendo a ridurre le dispersioni termiche; per la stessa ragione, si caratterizzano anche per costi di installazione contenuti. Gli autori ritengono che non vi siano limiti di applicazione dovuti alla forma della facciata, al pari dei moduli da costruzione leggeri. Ogni tubo, lungo da 0,5 a 6 metri in funzione del disegno dell’involucro, si comporta infatti come un elemento autonomo, ermeticamente sigillato, che può essere collegato “a secco” alla condotta principale. Non richiede quindi manutenzione e, se necessario, può essere disinstallato senza dover provvedere ad una ricarica con fluidi refrigeranti.

Pannelli solari termici in facciata in un edificio di Parigi progettato da Philippon-Kalt Architectes n.54

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Si ripaga in meno di 5 anni

caratteristica Resistenza termica dei tubi RHT (K/W)

0,04

Energia trasferita in un anno da 1 m2 di collettore (kW·hr/m2)

Gradi calore giorno (K·giorni)

Lo studio affianca all’analisi Città energetica e prestazionale del Indice di flusso G (litri al secondo) 0,07 Kiev 344,6 3500 sistema anche una valutazione della sua economicità, espressa nel Diametro interno dei tubi di calore (metri) 0,03 Odessa 382,8 2500 tempo di ritorno dell’investimento (pay-back), condotta ipotizzando Lunghezza dei collettori solari (metri) 2 Uzhgorod 382,2 2600 diverse condizioni climatiche, tecnologiche ed economiche. dei ABBONATI collettori solari (metri) 2,5 Venezia 386,2 2200 CONTENUTOAltezza PER Per valutare la convenienza, i ricercatori hanno preso http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 Superficie captante dei collettori (m2) 5 Tallin 374,1 4300 come termine di paragone un intervento di riqualificazione Lunghezza dei tubi di calore (m) 4 Monaco di Baviera 331,1 3300 energetica con applicazione di un isolamento esterno (cappotto) Temperatura interna acqua (°C) 22 Lvov 336,9 3100 su un edificio esistente. Partendo dalle condizioni di Varsavia 354,8 3800 mercato in Ucraina, è stato Caratteristiche tecniche dei collettori solari piani ipotizzato un costo di 26,8 euro considerati nello studio al m2 per l’isolamento esterno di Energia solare trasferita in un anno una parete, mentre per il sistema ad un collettore piano in alluminio di superficie pari a 1 m2 (facciata esposta FPC vanno aggiunti ulteriori a sud, angolo di incidenza di 90°) 50 euro per metro quadrato. In questo scenario, il tempo di payback per il rifacimento con facciata energetico combinato con l’isolamento termico. I ricercatori tradizionale è pari a 8,6 anni, che hanno analizzato le funzioni di ritorno dell’investimento anche scende a soli 3,5 anni utilizzando in altri scenari climatici: Kiev, Odessa, Varsavia, Tallinn e Monaco un sistema con collettori solari di Baviera, ottenendo risultati analoghi (figura a lato). piani, grazie al guadagno * Sintesi della relazione “Economic Assessment of Solar Thermal Collectors Application for Builiding Facade Renovation” presentata all’ultima edizione dell’Energy Forum di Bressanone (BZ). Autori: S.Khairnasov, V.Voloshchuk, A.Zakovorotnyi e D.Kozak. Il testo completo riporta anche un’analisi della simulazione matematica del rendimento termico e le modalità di calcolo dei tempi di pay back dell’impianto.

Tempo di ritorno dell’investimento (payback) come funzione della resistenza termica offerta da uno strato addizionale di isolante per la riqualificazione energetica di una facciata. La linea spezzata mostra un intervento convenzionale (solo isolamento), mentre quella continua considera l’applicazione di un sistema FPC basato su tubi di calore in alluminio (R0 = 1 m2·K/W). In ogni caso, il periodo di payback si riduce passando al sistema con collettori solari piani

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SPECIALE FINESTRE

Ottimizzare le vetrate in facciata CONTENUTO PER ABBONATI

A CURA DELLA REDAZIONE*

O

La dimensione delle aperture negli edifici urbani andrebbe verificata considerando diversi fattori, al fine di migliorare le prestazioni energetiche e tagliare i costi

adattati, con le dovute cautele, ad un contesto geografico diverso. ttimizzare il rapporto tra superficie vetrata http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

e superficie abitabile significa, in molti casi, razionalizzare i costi di costruzione, purché lo si faccia senza pregiudicare il comfort degli abitanti, valutando la distribuzione della luce negli ambienti. Aspetto particolarmente sentito nelle aree ad alta urbanizzazione, dove le dimensioni e l’orientamento delle finestre non sono gli unici parametri di valutazione, ma vanno considerati anche il livello sulla strada dell’appartamento e la distanza da edifici adiacenti che possono ombreggiare la facciata. L’analisi dei parametri che influenzano la distribuzione della luce è l’obiettivo dello studio condotto da un gruppo di ricercatori coreani* e presentato all’ultima edizione dell’Energy Forum di Bressanone. Sebbene la simulazione sia stata condotta in uno scenario urbanistico diverso da quello europeo, metodologia e risultati possono essere

Analisi dinamica dell’illuminazione naturale

I ricercatori hanno lavorato con i software di simulazione Daysim ed Ecotect per analizzare l’influenza dei diversi fattori sui parametri di illuminazione naturale quali DA (Daylight autonomy, autonomia con sola luce naturale) e UDI (Useful daylight illuminance, illuminamento naturale utile). La DA rappresenta, nell’analisi dinamica, la percentuale di ore diurne nell’arco di un anno in cui gli illuminamenti superano una soglia prestabilita, solitamente 500 lux. La UDI, invece, valuta la frequenza (in percentuale) del raggiungimento di intervalli prestabiliti di illuminamento. Per quanto concerne le variabili esaminate dallo studio, i ricercatori hanno preso come riferimento un appartamento tipico del patrimonio urbano coreano, esaminando contesti ambientali differenti per superficie abitabile, area finestrata, altezza dal piano terra (livello) e distanza di edifici adiacenti, espressa come multiplo dell’altezza dell’edificio campione (1H, 1,5H, ecc).

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Tipologie dei locali considerati nello studio per valutare gli effetti di diversi parametri sulla distribuzione della luce negli ambienti CONTENUTO PER ABBONATI http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

Risparmiare riducendo le finestre

Partendo dai requisiti minimi imposti dalle norme edilizie vigenti in Corea, che prevedono un rapporto tra la superficie della finestra e quella del pavimento (WFR) superiore al 10% e, per quanto concerne il risparmio energetico, un rapporto tra area vetrata e parete del 40%, i ricercatori hanno voluto capire se fosse possibile ottenere risparmi nei costi di costruzione senza pregiudicare il benessere degli abitanti. In una simulazione reale, è stato calcolato che riducendo la WFR dal 21,5% (7,74 m2 di finestra per una superficie calpestabile di 36 m2) al 19% (ovvero 0,77 m2) i costi di costruzione possono essere ridotti di circa 117 dollari per appartamento. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre sapere come i diversi fattori influenzano le condizioni di illuminazione degli ambienti. A questo scopo è stato individuato un locale di riferimento, largo 4,8 metri e lungo 10,1 metri, fornito di due aperture: una principale in corrispondenza della facciata, una più piccola sulla parete opposta, entrambe illuminate con luce naturale. Quindi sono stati modificati i parametri, uno alla volta, per valutare gli effetti sulle condizioni di luce, in termini di DA e distribuzione della luce nella profondità dell’ambiente.

Influenza dei parametri sulla distribuzione della luce

In estrema sintesi, i risultati mostrano come nella scelta dell’ampiezza della finestra principale debbano essere considerati sia il livello dell’appartamento, sia la distanza di eventuali edifici in corrispondenza della facciata principale. Ipotizzando una ostruzione posta alla distanza 1H dalla facciata e WFR (rapporto tra superficie della finestra e quella del pavimento) pari al 18%. Salendo in altezza, la percentuale media di DA passa dal 70,3% del primo piano al 77,8% dell’undicesimo. Da notare che nei livelli superiori dell’edificio si può raggiungere una DA media accettabile riducendo la superficie vetrata: all’undicesimo è infatti possibile avere una DA media del 77,3% con una WFR del 15%, mentre al nono si arriva al 75% con una WFR del 17% (Tabella 1). In altre parole, si può mantenere la medesima autonomia con sola luce naturale (DA) anche riducendo la dimensione delle finestre man mano che ci si eleva in altezza. I ricercatori hanno anche calcolato a quale distanza dalla finestra esposta a sud si può ottenere una DA pari al 55% variando il rapporto WFR. Esiste una effettiva correlazione tra i due valori, ma la massima variazione si ottiene aumentando progressivamente il valore WFR fino al 16%,

Finestre di diversa forma e dimensione nelle nuove residenze Libeskind di CityLife a Milano

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Variazione della DA (Daylight autonomy, autonomia con sola luce naturale) nei diversi piani dell’edificio, con diversi rapporti tra la superficie della finestra e quella del pavimento (WFR) CONTENUTO PER ABBONATI

poi l’effetto si stempera aumentando ulteriormente il rapporto tra area vetrata e superficie del pavimento. profondità, con effetti diversi. Tra 30° e 60° rispetto all’asse http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 principale, entra in gioco anche il livello dell’appartamento, relazione che non emerge invece con orientamenti di 0° o 90°. Alta densità urbana La presenza di edifici prospicienti la facciata principale crea un ombreggiamento che riduce la DA nei locali. Ottimizzare si può Come si può intuire, l’effetto è più marcato nei piani Riassumendo i risultati della ricerca, si può affermare che per inferiori, soprattutto nei mesi invernali, quando il sole è raggiungere valori adeguati di illuminazione interna, la facciata basso sull’orizzonte. L’impatto è maggiore se l’ostruzione è deve essere progettata tenendo conto dell’influenza di fattori posta ad una distanza inferiore all’altezza dell’edificio (1H), quali l’altezza dal terreno, l’orientamento e l’ombreggiamento mentre diventa meno influente al crescere della distanza. provocato da palazzi o altri elementi architettonici adiacenti. Per dare un’idea delle conseguenze nella vita quotidiana, Controllare l’irraggiamento solare attraverso oscuranti in corrispondenza del solstizio di inverno (21 dicembre), è sempre possibile, ma resta il fatto che il vetro offre un la differenza tra una distanza di 1H e 1,5H è valutabile in isolamento inferiore a quello di una parete piena e costa un’ora in più o in meno di luce nell’arco della giornata. di più; quindi, quando possibile, la sua ampiezza andrebbe Anche l’orientamento dell’edificio incide in modo significativo minimizzata, fatti salvi i livelli di comfort per gli abitanti. sull’illuminazione dei locali e la distribuzione della luce in Da un punto di vista empirico, ipotizzando che non vi siano edifici adiacenti ad una distanza inferiore all’altezza dell’edificio, sotto il sesto piano è richiesta una WFR superiore al 20%, ma da questo livello in avanti si potrebbe ridurre via via la grandezza dell’area vetrata, mantenendo la stessa distribuzione della luce all’interno dei locali. Dall’undicesimo piano in su, sparisce l’effetto degli edifici circostanti e il ridimensionamento della vetratura potrebbe essere quindi più marcato. * Sintesi della relazione “Optimization of the Window Size and the Floor Area Ratio Integrating with Daylight Performance – Focus on the Korean Apartment Unit Plans” presentata all’Energy Forum di Bressanone da Ji-Eun (Land and Housing Institute) e Kang Up (Università di Hanyang, Corea del Sud). I testi originali comprendono metodologie di calcolo e numerosi grafici che analizzano l’impatto dei diversi fattori considerati.

La distanza tra edifici prospicienti influenza la distribuzione della luce negli ambienti, variando da piano a piano n.54

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MATERIALI HI-TECH

Vetri più isolati con l’aerogel Le ottime prestazioni termiche fanno dell’aerogel uno dei materiali isolanti più interessanti per i sistemi vetrati UMBERTO BERARDI

L’

incremento dei consumi energetici negli edifici, finalizzati a maggiori aspettative di comfort ambientale, e le crescenti preoccupazioni per l’aumento delle emissioni di gas serra spingono la ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. L’obiettivo nei prossimi cinque anni è infatti quello che i nuovi edifici raggiungano lo standard di NZEB, Near Zero Energy Buildings. In questo contesto, lo sviluppo di nuovi materiali isolanti riveste un ruolo cruciale. Questo articolo descrive lo stato dell’arte

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relativamente allo sviluppo di nuove unità vetrate realizzate con pannelli monolitici e granuli di aerogel, inseriti nell’intercapedine di sistemi vetro-camera.

Le possibilità offerte dall’aerogel

Gli aerogel rappresentano uno dei più interessanti materiali trasparenti isolanti (TIMs, Transparent Insulating Materials),

e ambiscono a sostituire i sistemi vetrati convenzionali col vantaggio di ridurre drasticamente i consumi energetici senza penalizzare eccessivamente il comfort visivo. Negli edifici storici, quasi il 60% dei consumi energetici sono attribuibili alle (scarse) prestazioni dei sistemi finestrati. Per questo motivo, gli aerogel sono spesso considerati una valida tecnologia per ottenere un elevato risparmio energetico.


PROTOTIPI DI SISTEMI VETRATI INNOVATIVI. Da sinistra: finestra con pellicola o film trasparente (Serious Materials), sistema vetrato evacuato (SPACIA-21 prodotto da Nippon Sheet Glass) e prototipo di finestra con aerogel monolitico (progetto europeo HILIT) in ragione degli obiettivi Trasmittanza termica, CONTENUTO PER ABBONATI internazionali relativi ai NZEB. i valori da rispettare

Alcuni sistemi di certificazione La recente legislazione italiana ha http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 volontaria delle prestazioni degli imposto drastiche riduzioni dei edifici hanno già oggi valori di valori di trasmisttanza termica trasmittanza notevolmente inferiori delle chiusure trasparenti. ai requisiti di legge: per esempio il A titolo di esempio, in zona parametro Uw deve essere inferiore climatica A, le parti vetrate non a 1,4 W/m2K per un edificio in dovrebbero avere trasmittanze CasaClima B, 1,1 W/m2K per un termiche (Ug) superiori a edificio in CasaClima A e 0,8 W/m2K 3,3 W/m2K (con una trasmittanza per un edificio in CasaClima Oro. della chiusura comprensiva dell’infisso Uw ≈ 4 W/m2K), con L’importanza della parte vetrata valori progressivamente ridotti Come spesso evidenziato dal a circa 1,2 W/m2K (pari ad Uw calcolo della trasmittanza termica di circa 1,8 W/m2K) per edifici globale (Uw), la parte vetrata è situati in zona climatica F. la parte più importante in una La richiesta di valori di trasmittanza finestra e ne influenza fortemente sempre più ridotti è destinata le prestazioni complessive. a continuare in futuro anche Il sistema più comune per ottenere

trasmittanze termiche ridotte è adottare vetri multipli, eventualmente con spessori elevati e con gas inerti nello spazio tra i due vetri. Tale soluzione è spesso favorita dal diffuso knowhow di falegnamerie e produttori di infissi relativo a sistemi costituiti dall’assemblaggio di lastre di vetro. Il sistema proposto per ottenere bassi valori di trasmittanza termica è generalmente l’infisso con triplo vetro, associato al riempimento dell’intercapedine con gas argon, o più raramente kripton. Il kripton è dotato di prestazioni termiche migliori, il che permette di ridurre la distanza tra le lastre di vetro e/o gli spessori del telaio, ma per contro ha un costo più elevato ed è per questo generalmente evitato. Sistemi con triplo vetro e riempimento dell’intercapedine di 12 mm con 90% di kripton hanno permesso di ottenere valori di Ug pari a circa 0,50 W/m2K, con una trasmittanza solare visibile attorno a 0,70 e un fattore solare di 0,5.

SCUOLA ELEMENTARE A HOHEN NEUENDORF, GERMANIA. Edificio progettato dallo studio IBUS Architekten und Ingenieure GbR. Grazie a strategie di isolamento termico particolarmente avanzate (incluso sistemi Okalux) con aerogel, l’edificio produce più energia di quanta ne consuma

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FINESTRE CON GRANULI DI AEROGEL ALTERNATI A FINESTRE TRADIZIONALI IN EDIFICI SCOLASTICI

CONTENUTO PER ABBONATI http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 DETROIT SCHOOL OF ARTS, USA. Architect – Hamilton Anderson Associates

Il miglior triplo vetro con impiego di gas argon presenta invece un valore di Ug pari a 0,7 W/m2K, utilizzando uno spessore intercapedine di 18 mm e uno spessore totale dell’unità vetrata di 40 mm.

SUNY STONY BROOK, NY, USA. Architects – Goshow Architects

Doppio vetro innovativo

Sebbene il mercato si sia spesso rivolto a sistemi con triplo vetro, sono in fase di sperimentazione sistemi con trasmittanze termiche molto ridotte, che fanno uso di due sole lastre di vetro. I sistemi oggetto di maggior attenzione sono: • Pellicole trasparenti. Si tratta di sistemi dove un film polimerico molto sottile divide la cavità tra le due lastre di vetro in molteplici interspazi. Un valore eccezionalmente basso (dichiarato pari a soli 0,28 W/m2K) è stato ottenuto da Serious Materials utilizzando questa tecnologia e riempiendo la cavità con xeno. Il limite principale di questi sistemi sta nella durabilità del film alla radiazione ultravioletta. Sebbene si tratti di una tecnologia interessante, questi sistemi hanno difficoltà a diffondersi anche a causa dell’assenza di grandi aziende che li sviluppino e ottimizzino. • Sistemi evacuati. I sistemi vetrati evacuati furono concepiti nel 1913 da Zoller, ma nonostante i molteplici tentativi, la prima realizzazione di successo di un vetro evacuato

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si ebbe soltanto nel 1989 presso l’Università di Sydney. Nel 1996, la Nippon Sheet Glass iniziò a produrre sistemi di questo tipo, con il nome di Spacia. In pratica, si tratta di una doppia lastra di vetro separata da un’intercapedine evacuata con una serie di piccoli pilastrini trasparenti che permettono il mutuo sostegno dei due vetri. Il principale vantaggio di questi vetri è il ridotto spessore. Per esempio, SPACIA-21 ha uno spessore totale di circa 21 millimetri e permette una trasmittanza di soli 0,70 W/m2 K. Il ridotto spessore permette

l’utilizzo anche in interventi di riqualificazione di finestre esistenti, come è avvenuto nell’Empire State Building a New York. Il principale limite della tecnologia dei vetri evacuati è relativo all’elevato costo iniziale e alla stabilità nel tempo. Infatti, come per i pannelli isolanti VIP (vacuum insulation panels), le preoccupazioni principali riguardano la capacità di mantenere una situazione di sottovuoto nel tempo, essendo i sistemi di tenuta soggetti a perdite prestazionali con l’invecchiamento. • Aerogel. Si tratta di sistemi


TRASMISSIBILITÀ PER UN PANNELLO MONOLITICO DI 14 MM DI AEROGEL AIRGLASS AB (SOPRA) E PER GRANULI DI DIMENSIONI TRA I 2 E I 4 MM (SOTTO) CONTENUTO PER ABBONATI http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 CROCKER ART MUSEUM, SACRAMENTO, USA. Galleria di museo con finestre zenitali contenenti VISIONE ATTRAVERSO UN PANNELLO granuli di aerogel MONOLITICO DI AEROGEL AIRGLASS AB SPESSO 14 MM

vetrati che hanno materiale aerogel nell’intercapedine tra i vetri. Al momento sono i sistemi che stano ricevendo maggiori attenzioni nei laboratori di ricerca, grazie ai miglioramenti nella produzione di questo materiale.

Sistemi vetrati con aerogel

Gli aerogel sono considerati una delle più promettenti famiglie di materiali isolanti, dato il loro basso valore di conducibilità termica, inferiore anche a quello dell’aria. Gli aerogel si ottengono attraverso un processo di essiccazione del gel, che produce un materiale estremamente leggero con elevata porosità interna (valori di porosità superiore al 90% e superiore al 99% in alcuni prodotti). La sintesi chimica degli aerogel è stata scoperta nei primi anni 1930

dall’americano Steven Kistlerm, il quale era interessato a determinare e caratterizzare la matrice solida di un gel. La ricerca in questo campo è stata poi sospesa fino a circa trenta anni fa. Da allora sono stati sviluppati vari prodotti, utilizzando principalmente la silice come materia prima e mirando alla costruzione di un materiale sufficientemente rigido. L’invecchiamento del gel e la sua disidratazione rappresentano le fasi più rischiose della produzione e sono responsabili del costo elevato di questi materiali. Conducibilità termica

A causa delle piccole dimensioni dei pori, gli aerogel riescono ad avere una conducibilità termica tra 0,01 e 0,02 W/mK. Tale elevata prestazione si ottiene bilanciando opportunamente la bassa conducibilità termica dello scheletro solido del materiale e la bassa conducibilità del gas. Un equilibrato rapporto tra le

diverse modalità di trasferimento del calore è difficile da realizzare perché ogni modalità influenza le altre. Sebbene la silice nello stato solido abbia una discreta conducibilità termica, l’aerogel di silice ha una piccola percentuale di componente solida. Inoltre, la struttura interna dell’aerogel ha molti vicoli ciechi, con inefficaci percorsi di trasferimento di calore nella matrice solida. Infine, l’effetto Knudsen, responsabile della conducibilità in un mezzo poroso, contribuisce a spiegare la bassa conducibilità degli aerogel, i quali sono caratterizzati da pori con dimensione di alcune decine di nanometri. La microstruttura solida degli aerogel è stata descritta come “collana di perle”, riferendosi al fatto che il materiale è costituito da particelle sferiche allineate con pochi punti di contatto e quindi con ridotta conducibilità termica nella struttura solida. Sfortunatamente, questa struttura è molto meno rigida di quella di materiali isolanti classici (fino a 30 a 50 volte inferiore). La fragilità degli aerogel impedisce a questi materiali di essere ampiamente utilizzati. L’elevata trasmissione solare unita alla fragilità hanno spesso suggerito l’utilizzo di aerogel in compartimenti protetti come all’interno delle finestre.

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Produttore

Sistema finestra U-factor W/(m2K)

Advanced Glazing Ltd

25,4 mm 44,45 mm 76,2 mm

1,14 0,61 0,31

Tvis 10% – 45% 9% – 40% 7% – 32%

Website www.advancedglazings.comf

10 mm 0,26 72% 16 mm 0,17 62% www.duo-gard.com/lumira-aerogel/ CONTENUTO PER ABBONATI 25 mm 0,11 59% 40 mm 0,09 40% http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

Duo-Gard (finestra con policarbonato)

Kalwall

60 mm

0,30

12% – 20%

kalwall.com/aerogel.htm

Okalux

4/30/4 (30 mm) 4/60/3 (60 mm)

0,60 0,30

59% 45%

www.okalux.de

Pilkington

16 mm 25 mm

0,21 0,19

50% 38%

www.tgpamerica.com

Wasco (finestra con policarbonato)

16 mm

0,22

48%

www.wascoskylights.com

TABELLA I. Dati tecnici per i principali sistemi vetrati con aerogel

Monolitici o granulari

Gli aerogel sono stati considerati per la costruzione di sistemi di finestratura fin dagli anni 1980. Per queste applicazioni esistono due tipi di aerogel, i pannelli monolitici e gli aerogel granulari. Pannelli monolitici

Aerogel di silice monolitici hanno coefficienti di trasmissione solare superiore a quelli degli aerogel granulari; per esempio, un pannello spesso 10 mm di aerogel ha una trasmissione solare fino a 0,9 (cui corrisponde una visione trasparente quasi nitida), mentre campioni di aerogel granulari hanno valori non superiori a 0,6 (con aspetto traslucido). Sebbene questi dati suggerirebbero un maggior interesse per i panelli monolitici, è molto difficile realizzare pannelli di grandi dimensioni senza incorrere in fratture. Pertanto, i sistemi finestrati con aerogel monolitico sono stati sviluppati finora soltanto per scopi di ricerca. La fragilità di pannelli di aerogel monolitico ha limitato la dimensione massima a un quadrato di lato 60 cm. Una finestra composta con pannello di aerogel monolitico spesso 13,5 mm e intercapedine

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evacuata è stata sviluppata dieci anni fa nell’ambito del progetto europeo HILIT; questo progetto ha dimostrato la possibilità di realizzare piccole finestre con una conducibilità termica di 0,66 W/m2K e una trasmissione solare (comprensiva dei vetri) superiore a 0,8. Dopo quell’esperienza preliminare, molte altre ricerche hanno studiato la possibilità di introdurre aerogel in sistemi finestrati, valutando sia le prestazioni termiche che quelle di trasmissibilità. I risultati hanno mostrato che, rispetto ai tradizionali sistemi vetrocamera, l’inclusione di aerogel monolitico permette una riduzione della trasmittanza termica di oltre il 40%, nettamente superiore a quella dell’aerogel granulare. I laboratori attualmente attivi

nello sviluppo di pannelli di aerogel monolitici sono Airglass, Belle Ceramics Center, Aerogel Technologies, Gyroscope, Guangdong Alison Aerogel e Surnano Aerogel Inc. Aerogel granulari

I granuli di aerogel essendo poco soggetti a rischi di rottura interna sono gli unici ad essere stati incorporati in sistemi di vetratura installati negli edifici. La dimensione tipica dei granuli di aerogel è di qualche millimetro. La maggior parte dell’aerogel granulare è prodotto da Cabot, una società con sede in Massachuessetts, USA. L’azienda produce principalmente due prodotti: Enova, un aerogel con una granulometria tra 2 e 1200 micron e un valore di conducibilità termica di 0,012 W/m2K, e Lumira, con granulometria di 0,7-4 mm

EIELSON AIR FORCE BASE. Progettata da USKH – Stantec, è situata in Alaska, in un luogo in cui la temperatura esterna può raggiungere i -45˚C. Le finestre con aerogel aiutano a mantenere il calore all’interno dell’edificio, permettendo il passaggio della luce naturale che, a queste latitudini può essere particolarmente intensa


Fattore di transmissione di un pannello Airglass AB spesso 14 mm da solo (linea continua) e in un sistema finestrato con il pannello inserito tra due lastre di vetro chiaro spesse 4 mm (linea tratteggiata)

CONTENUTO PER ABBONATI http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

e un valore di conducibilità termica tra 0,018 e 0,023 W/m2K. Alcuni produttori di finestre hanno iniziato ad introdurre aerogel granulari nella cavità di vetro. La tabella 1 riporta alcuni dati tecnici per i prodotti disponibili nel mercato con le maggiori applicazioni di finestre con aerogel. Queste prime esperienze dimostrano che i sistemi completamente riempiti con aerogel sono preferiti solo in lucernari o per finestre posizionate ad altezze molto elevate rispetto al piano del pavimento. Viceversa per tipiche facciate, le finestre con aerogel sono generalmente alternate a vetrate chiare e trasparenti al fine di mantenere una visione esterna più nitida. Pannello Airglass AB

La trasmittanza di un nuovo pannello monolitico Airglass AB,

con spessore 14 mm in un sistema vetrato con panello di 50 cm di aerogel nell’intercapedine è stata recentemente oggetto di numerosi test. I risultati hanno mostrato una notevole trasmissibilità della radiazione visibile (τ = 0,65). Inoltre, per lunghezze d’onda superiori a 1000 nm, i nuovi pannelli di aerogel mostrano un fattore di trasmissione superiore a 0,9. Questi risultati dimostrano che il pannello monolitico di aerogel ha un comportamento trasparente, nettamente migliore rispetto al comportamento traslucido dei granuli di aerogel.

Conclusioni

I risultati di ricerche e caratterizzazioni termo-fisiche di

APPROFONDIMENTI 1. P. Jelle, A. Hynd, A. Gustavsen, D. Arasteh, H. Goudey, R. Hart. “Fenestration oftoday and tomorrow: a state-ofthe-art review and future research opportunities”. Solar Energy Materials and Solar Cells, 96 (2012), 1-28. 2. R. Baetens, Jelle B.P., A. Gustavsen. “Aerogel insulation for building applications: a stateof-the-art review”. Energy and Buildings 43 (2011), 761-769. 3. C. Buratti, E. Moretti. Chapter 20 – “Nanogel windows”. In: Nearly zero energybuilding refurbishment. A Multidisciplinary Approach (2013). Edited by PachecoTorgal, F. et al. Springer-Verlag London. 4. U. Berardi. “The development of a monolithic aerogel glazed window for an energy retrofitting project”. Applied Energy, (2015), in press.

sistemi vetrati che incorporano aerogel mostrano che sarà presto possibile realizzare sistemi vetrati con prestazioni termiche confrontabili con quelle tipiche dell’involucro opaco. In particolare, i sistemi con aerogel monolitici sembrano poter garantire ottime prestazioni termiche, associate ad una ottima trasmissibilità visiva. Infatti il fattore di trasmissione ottenibile con sistemi monolitici di recente realizzazione è superiore al fattore ottenibile in sistemi con triplo vetro. Un ultimo aspetto riguarda il costo degli aerogel che risulta influenzato dalla ridotta diffusione di questi sistemi. Stime conservative hanno individuato tra 2000 e 3000 €/m3, un costo presto ottenibile per l’aerogel. Tale valore equivale ad ipotizzare un costo di circa 20 o 30 €/m2 per pannelli con spessore di un centimetro. Un valore cosi basso permetterebbe una rapida diffusione di sistemi vetrati con aerogel. In ognuno dei prototipi presentati e discussi in questo articolo, il principale limite a un loro diffuso utilizzo è rappresentato dalle prestazioni nel lungo termine. A tale riguardo, esperienze di edifici pilota che hanno adottato tali sistemi promettono di offrire presto importanti indicazioni sui limiti di questi sistemi e soprattutto sulle loro potenzialità. * Umberto Berardi, Assistant Professor – Faculty of Engineering and Architectural Science, Ryerson University, Toronto

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SPECIALE SERRAMENTI

Anche la finestra ha la sua etichetta energetica Anzi ne ha addirittura due, diverse per metodo di calcolo e classificazione, proposte per i profili in PVC da Anfit e SIPVC GIOVANNI BENEDICI

I

l consumatore italiano si sta abituando a valutare l’efficienza energetica leggendo le etichette, siano esse apposte, come prevede la normativa, su elettrodomestici o edifici. Non è invece obbligatorio, fino ad oggi, il label sulle finestre, anche se questi componenti rivestono un ruolo cruciale nel determinare l’efficienza energetica di un edificio e, come gli elettrodomestici, possono essere acquistati e installati anche fuori dall’ambito di un intervento di riqualificazione energetica più complesso, che richiede l’intervento di un professionista. Se il cittadino è chiamato a scegliere le finestre da installare nella sua casa, perché non fornire uno strumento che lo aiuti a valutare le diverse proposte in modo

70

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informato e consapevole? Così, in attesa della Direttiva europea 2010/30/UE che tra un paio d’anni prescriverà l’applicazione del label energetico anche sui prodotti che limitano il consumo energetico, sono nate in Italia due etichette per finestre, entrambe volontarie e riservate, per ora, ai soli serramenti in PVC. ANFIT, tuttavia, sta estendendo l’etichetta anche alle finestre in legno. Lo stesso sta avvenendo nella vicina Svizzera, dove è appena stata presentata un’etichetta ad hoc, sempre su base volontaria, ma in questo caso estesa a tutti i materiali. Strada già imboccata da altri paesi europei, come Francia e Germania.

Tutela il made in Italy

La prima etichetta energetica volontaria per le finestre in PVC è stata lanciata alla fine dell’anno scorso da ANFIT, l’Associazione nazionale per la tutela della finestra Made in Italy, che oltre alle prestazioni energetiche e alle caratteristiche tecniche del serramento pone l’attenzione sul luogo di provenienza, con l’obiettivo di promuovere la produzione italiana. L’etichetta Anfit fornisce ai consumatori una classificazione sull’isolamento termico invernale e le prestazioni estive in funzione delle sei diverse zone climatiche in cui viene suddiviso il nostro Paese (DL 412/93). In altre parole, conoscendo la trasmittanza termica del serramento (U), la sua dimensione e

il fattore solare “g” del vetro, vengono determinate le classi energetiche per il bilancio estivo ed invernale. Nelle zone E ed F, dove il consumo dell’impianto termico è predominante a causa dei lunghi mesi invernali, l’apporto gratuito della radiazione solare è poco significativo, mentre diventa importante in zona A o B, dove l’apporto gratuito consente di riscaldare la casa nei mesi invernali, grazie alla “trasparenza” del vetro. L’etichetta energetica


COME SI DETERMINANO LE CLASSI ANFIT PER IL BILANCIO INVERNALE ED ESTIVO Nel metodo elaborato da Anfit, la determinazione della classe energetica riferita “g” da 20% a 80% e valori minimi delle zone climatiche come da DPR 412/93. al bilancio invernale prende in considerazione solo il valore della trasmittanza Come valore di riferimento — spiega Anfit — è stato considerato termica U del serramento, mentre non viene considerato l’apporto solare. un fattore solare “g” pari al 50%, poiché questo è il limite imposto Viceversa, la determinazione della classe energetica riferita al bilancio estivo per gli elementi oscuranti previsto dal DLgs 311/06 e sue successive considera la dispersione del vetro (area vetro x il fattore solare) e il contributo modificazioni, sotto il quale è obbligatorio utilizzare i vetri selettivi. solare estivo (365 – i giorni di riscaldamento x contributo solare medio). L’apporto Il limiti per la determinazione delle classi del bilancio invernale sono solare viene calcolato moltiplicando la dispersione del vetro per il contributo quelle previste dal Conto Termico (DM 28/12/2012), nel quale viene solare. Il risultato viene diviso per i gradi giorno e l’area del vetro: di conseguenza, riportata la tabella con i limiti massimi per le chiusure trasparenti. più alto è il numero dei gradi giorno, meno impattante risulterà l’apporto solare. Questi valori sono stati presi come riferimento per la classe energetica “A” I limiti prestazionaliCONTENUTO per la determinazione delle classi del bilancio estivo nelle diverse zone climatiche. Sopra questa classe ne sono state definite PER ABBONATI sono state individuate considerando un serramento a due ante con misure di altre due, “A+” e “A++”, in modo tale da incentivare il mercato degli edifici http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 1200X1500 mm, installato in zona climatica E, Uw = 1,50 W/m2K, fattori solari a consumo quasi zero, come previsto dal pacchetto clima energia 20 20 20.

riporta non solo le classi energetiche del singolo infisso, ma anche i suoi dati identificativi, compreso il lotto di produzione, e — come detto — l’indicazione della provenienza Made in Italy. L’etichetta energetica,

insieme al Certificato di Origine che riporta i riferimenti della commessa di produzione, è destinata alle sole aziende che si sottopongono alla procedura per l’ottenimento del Marchio Quality ANFIT, in fase di definizione. Ora l’associazione sta estendendo il label anche ai serramenti in legno.

WELL, sostenibilità a 360°

Si chiama Well, acronimo di Windows Energy LabeL, l’etichetta energetica per serramenti in PVC in fase di introduzione da parte del Gruppo SIPVC che opera nell’ambito di PVC Forum Italia, l’associazione italiana della filiera del PVC. L’obiettivo, anche in questo caso, è fornire al consumatore uno

strumento per valutare l’efficienza energetica del serramento, insieme con informazioni tecniche sull’assemblaggio e la posa, il riferimento alla marcatura CE e alcuni parametri di sostenibilità ambientale, dalla riciclabilità al consumo energetico globale (GER) e le emissioni di CO2 corrispondenti (GWP), considerando l’intero ciclo di vita del manufatto, ovvero con un approccio di tipo LCA (Life Cycle Analysis). Non considera invece come elemento distintivo o

ANFIT. Esempio di etichetta energetica rilasciata da Anfit sui serramenti in PVC, insieme al Certificato di origine che attesta la provenienza nazionale del manufatto

n.54

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IN FRANCIA E GERMANIA È GIÀ REALTÀ I primi paesi a introdurre l’etichetta energetica per i serramenti sono menuiserie.fr), in modo tale da consentire ai produttori di valutare le stati Francia e Germania, in entrambi i casi seguendo, per la metodologia prestazioni dei propri prodotti. L’Etiquette Energie Menuiserie distingue di calcolo, la Norma ISO 18292 (la stessa scelta da SIPVC in Italia). il bilancio invernale da quello estivo e SCHERMATURE E FRANCIA. Quella francese, lanciata nell’aprile 2013 da UFME (associazione indica anche, per ciascun serramento, dei produttori di infissi esterni), si chiama Etiquette Energie Menuiserie coefficiente di trasmissione termica (Uw), TENDE ESTERNE. In Germania, l’etichetta “Fenêtres et Portes”; è volontaria ed è applicabile a serramenti di fattore solare e trasmissione luminosa energetica è stata qualsivoglia materiale: PVC, alluminio, legno o misti. L’ambito di applicazione GERMANIA. Anche i tedeschi non recentemente riguarda finestre, portocinini esterni e finestre per tetto, distinguendo la hanno aspettato l’entrata in vigore estesa anche ai classe secondo tre zone climatiche. Il metodo adottato (e2mf) si basa sul della direttiva 2010/30/UE per lanciare sistemi oscuranti calcolo termico dinamico del fabbisogno energetico invernale ed estivo una propria etichetta, promossa di una finestra tipo, dall’Istituto IFT-Rosenheim. Introdotta CONTENUTO PER ABBONATI rapportata alle zone ormai da un anno, l’etichetta è climatiche: ne consegue stata recentemente completata http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 che la stessa finestra con l’inserimento, accanto alle può essere inserita in finestre, anche dei sistemi oscuranti, classi diversi secondo schermature e tende esterne; la zona di riferimento. elementi che contribuiscono in modo Il metodo di calcolo è significativo al miglioramento delle implementato in un prestazioni energetiche dell’infisso, software liberamente offrendo la possibilità si scalare una scaricabile (www. o più classi, soprattutto per quanto etiquette-energieconcerne il comportamento estivo

premiante il luogo di produzione del serramento, considerato ininfluente ai fini energetici o ambientali, se non per la distanza del luogo di produzione, che rientra però nel calcolo del consumo energetico globale. In una fase iniziale, l’etichetta

WELL sarà limitata alle finestre installate verticalmente, senza tener conto di schermature esterne, ma il progetto prevede di inserire, gradualmente, tutte le tipologie di serramento e gli elementi che lo completano, come gli oscuranti. Da segnalare che l’etichetta proposta da SIPVC è, delle tre, l’unica che si basa sulla Norma ISO 18292 del 2011 (Energy performance of fenestration systems for residential building, calculation procedure), che fornisce un metodo per calcolare

WELL. L’etichetta energetica messa a punto da SIPVC considera il comportamento invernale ed estivo relativo a tre sole zone climatiche rappresentative del territorio italiano. Nella tabella, il calcolo delle prestazioni energetiche del sistema finestrato: gli indici PE,H,w e PE,C,w si riferiscono esclusivamente a finestre installate verticalmente (Υ = 90°)

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n.54

le prestazioni energetiche tenendo contro di: dispersioni dei diversi elementi (telaio e vetro), guadagno per irraggiamento solare, dispersioni per re-irraggiamento verso l’esterno da parte di oggetti o persone presenti in quegli spazi, infiltrazioni d’aria. Ovviamente, la metodologia di calcolo considera anche tutti i parametri della normativa nazionale in vigore.


IL QUADRO LEGISLATIVO SU CUI SI BASA L’ETICHETTA ENERGETICA WELL • Direttiva 2010/30/UE concernente l’indicazione raffrescamento degli edifici – Dati climatici. del consumo di energia e di altre risorse • Norma UNI EN ISO 6946 (2008): Componenti dei prodotti connessi all’energia, mediante ed elementi per l’edilizia – Resistenza termica l’etichettatura ed informazioni uniformi relative e trasmittanza termica – Metodo di Calcolo. ai prodotti. Decreto legislativo 19 agosto 2005 • Norma UNI EN 12207 (2000): Finestre e porte n. 192: Attuazione della Direttiva 2002/91/CE – Permeabilità all’aria – Classificazione. relativa al rendimento energetico nell’edilizia. • Norma UNI EN 15217 (2007): Prestazione • Norma ISO 18292 (2011): Energy performance energetica degli edifici – Metodi per of fenestration systems for residential esprimere la prestazione energetica e per la building, calculation procedure. certificazione energetica degli edifici – CTI CONTENUTO PER ABBONATI • Specifica tecnica UNI TS 11300-1 (2008): Prestazioni (2012): Calcolo delle prestazioni energetiche http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 energetiche degli edifici – Parte 1: determinazione degli edifici e degli impianti secondo le del fabbisogno di energia termica dell’edificio Specifiche Tecniche UNI TS 11300:2008 parte per la climatizzazione estiva e invernale. 1 e parte 2 – Studio di caso edificio 1D • Norma UNI 10349 (1194): Riscaldamento e • CTI (2010): Calcolo delle prestazioni

Tre zone climatiche

Per semplificare il calcolo, le zone climatiche prese in considerazione dall’etichetta WELL sono state ridotte da 6 a 3, strada già imboccata nei tavoli di lavoro all’Enea. La prima corrisponde alle zone A, B, C previste dal Dpr 412 del 26 agosto 1993; la seconda corrisponde alla D, mentre la terza accorpa le zone E ed F. Per ogni zona sono state scelte tre città di riferimento, rispettivamente Taranto, Terni e Bergamo. È stato quindi definito l’edificio campione su cui sono state effettuate tutte le verifiche con metodi di calcolo nazionali

energetiche degli edifici e degli impianti secondo le Specifiche Tecniche UNI TS 11300:2008 parte 1 e parte 2 – Studio di caso edificio 1E. • CTI (2012): Documento informativo sugli esempi applicativi della UNI TS 11300 • DPR 26.08.93 n. 412 (1993): Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4 comma 4 della Legge 9 gennaio 1991 n. 10. • ISTAT (2014): 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011.

considerando tutti i dati raccolti dal CTI per gli “studi di caso”. L’etichetta riporta, per ognuna delle tre zone, le due classi corrispondenti al comportamento invernale ed estivo, oltre alla trasmittanza del telaio (Uf ), del vetro (Ug) e del serramento nel suo complesso (Uw), nonché i riferimenti normativi. Degno di nota è il sistema di tracciabilità adottato, che si basa su una numerazione progressiva e su un codice QR da apporre sul serramento: riprendendolo con la telecamera del proprio smartphone o tablet, si possono ottenere sul dispositivo mobile, in tempo reale, le caratteristiche del serramento e i riferimenti del produttore. A questo scopo, gli assemblatori iscritti al PVC Forum che aderiscono all’iniziativa hanno a disposizione uno spazio “cloud” dove inserire i dati e ottenere file dell’etichetta da stampare e apporre sul serramento. L’associazione, in qualità di ente terzo, si occuperà di gestire i dati delle etichette emesse dalle aziende associate, creando un archivio consultabile dagli utenti.

La via elvetica

un bilancio addirittura positivo, facendo passare più energia di quanta ne disperdono. A differenza delle due etichette italiane, quella messa a punto da FFF(Associazione professionale svizzera dei costruttori di finestre e facciate) e dall’Ufficio centrale svizzero per la costruzione di finestre e facciate (SZFF), non distingue le zone climatiche, ma considera invece il coefficiente energetico equivalente (Uw,eq), calcolato come bilancio tra guadagni solari e dispersioni termiche considerando una finestra tipo a due ante (1,55 m x 1,15 m). L’etichetta svizzera riporta

In attesa dell’etichetta energetica europea, anche nella vicina Svizzera si stanno muovendo per fornire al consumatore un metro di giudizio per scegliere finestre più efficienti. Il modello elvetico, operativo dal 1 gennaio di quest’anno, è — come i due italiani — facoltativo e prevede sette diverse classi di efficienza (da A a G, visualizzate con frecce di colore dal verde al rosso). Quelle in classe classe di efficienza A, sull’arco di tutto il periodo di riscaldamento, presentano

n.54

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COME SI CALCOLA IL COEFFICIENTE ENERGETICO EQUIVALENTE Per la determinazione delle classi dell’etichetta energetica svizzera viene utilizzato il coefficiente energetico equivalente Uw,eq , calcolato prendendo in considerazione una finestra per abitazioni monofamiliari a due ante con una superficie di riferimento pari a 1,55 m x 1,15 m. I guadagni e le perdite di energia sono calcolati mediante una formula che usa valori di riferimento già noti:

Hw = coefficiente di trasmissione del calore verso l’esterno (dispersione del calore) [W/K] Hs = coefficiente di trasmissione del calore verso l’interno (guadagni solari utilizzabili) [W/K] Uw = valore U (dispersione del calore) di una finestra di riferimento (1,55 m x 1,15 m) [W/m2K] Aw = superficie della finestra di riferimento 1,55 m x 1,15 m [m2] Perdita energia (Hw) – guadagno energia (Hs) Uw,eq = ————————————————— [W/m2K] Ag = superficie vetro [m2] Superficie finestra (Aw) g = grado complessivo di trasmissione energetica del vetro Perdita di energia Hw = Uw · A · Aw · 1 per irraggiamento solare perpendicolare (valore g) CONTENUTO PER ABBONATI Guadagno di energia Hs = Ag · g · 2 1 = fattore perdita [–] 2 = valore di riferimento per i guadagni [W/m2 · K] http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10

anche altre informazioni sul serramento: coefficiente di trasmissione termica medio di telaio (Uf ) e vetro (Ug), fattore solare del vetro (g), coefficiente di trasmissione termica lineare del distanziatore, permeabilità all’aria e all’acqua del serramento e, infine, trasmittanza complessiva del sistema finestra (Uw).

Risultati comparabili?

Basandosi su metodi di calcolo differenti, è molto probabile — se non quasi certo — che una stessa finestra possa rientrare in classi

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n.54

diverse in funzione del sistema scelto dal produttore. Il che potrebbe portare a scelte opportunistiche (mi avvalgo del metodo che mi assicura la classe più alta), in modo analogo a quanto avveniva con le prime certificazioni energetiche degli edifici. Due certificazioni diverse nel metodo, ma con lo stesso scopo, renderanno ancora più complessa la diffusione delle etichette presso il grande pubblico che difficilmente sarà in grado di cogliere le sfumature metodologiche che stanno alla base dei due sistemi e valutarne le differenze.

SETTE CLASSI. La classificazione dell’etichetta energetica svizzera prevede sette classi, in funzione del coefficiente energetico equivalente: quella più elevata (A) distingue le finestre di ottima qualità che consentono addirittura di guadagnare energia, la D e la E individuano le finestre standard e quelle più diffuse nelle case, mentre i serramenti di classe G andrebbero sostituiti Classe A:

Uw,eq < 0

Classe B:

Uw,eq ≥ 0 a < 0.1

Classe C:

Uw,eq ≥ 0.1 a < 0.2

Classe D:

Uw,eq ≥ 0.2 a < 0.3

Classe E:

Uw,eq ≥ 0.3 a < 0.4

Classe F:

Uw,eq ≥ 0.4 a < 0.8

Classe G:

Uw,eq ≥ 0.8

FAC-SIMILE. Esempio dell’etichetta energetica per finestre disponibile dall’inizio di quest’anno in Svizzera

ETICHETTA ENERGIA FINESTRE Società

Modello Tipo di vetro N. di registrazione

Fensterglas AG

Informazioni sul prodotto per finestra di riferimento 1,55 × 1,15 m

Muster Glas-Strasse 5b 9012 Fensterhausen

Telaio in proiezione Laterale 52 mm sopra 68 mm sotto 63 mm parte centrale 55 mm quota di vetro 87 %

Musterfenster 5000 Musterglas 1234-5678

indicazione del sistema Il valore del telaio Uf 1,1 W/m2 K Permeabilità all’acqua Mustertext Permeabilità all’aria Klasse 2

VETRO Tipo Vetro

Musterglas Ug valore g Distanziatore Ψg

0,6 W/m2 K 60 % 0,03 W/m K

A

A B C D E F G FINESTRA valore U

Uw

1,1 W/m2 K

Efficienza energetica Uw,eq (W/m2K) − 0,08 Coefficiente energetico U equivalente

I dati sono stati esaminati dalla commissione dei esperti. La costruzione finestra può essere segnato con l’etichetta energia sul mercato Svizzero. Bachenbülach, 4. 7. 2014 Associazione professionale svizzera del settore delle finestre FFF

Dietikon, 4. 7. 2014 Centrale Svizzera Finestre e Facciate CSFF

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TECNICA DEI SERRAMENTI

Controtelaio senza segreti Parte essenziale del sistema finestra, l’elemento di connessione tra il serramento e la muratura riveste un ruolo cruciale nel determinare il set prestazionale della finestra GUIDO ALBERTI*

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n.54

I

l controtelaio, o falso telaio o cassa morta che dir si voglia, è l’elemento di connessione tra il serramento e la muratura. Delimita due nodi: quello primario, definito simpaticamente “terra di nessuno”, proprio perché nessuno di solito se ne occupa, si trova tra muratura e controtelaio; il nodo secondario è posto invece tra controtelaio e serramento.


Tipicità italiana

cosiddetto “baffo nero” lungo la spalletta del serramento. È Il controtelaio è un elemento tipico preferibile utilizzare materiali con del sistema finestra italiano: non conducibilità termica più bassa. è infatti utilizzato in altri paesi europei e offre svariate funzioni, per lo più di natura pratica. È Meglio di legno infatti grazie al controtelaio che si Il legno, soprattutto se riquadra il foro grezzo e si creano multistrato marino, rappresenta i riferimenti per l’intonaco interno sicuramente un ottimo CONTENUTO PER ABBONATI ed esterno e, se presente, per lo compromesso, a patto che: stratohttp://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 isolante. La coibentazione • Abbia un corpo “portante” e una esterna od interna, infatti, deve battuta, che faccia da raccordo necessariamente raccordarsi con il con il coibente o da mazzetta controtelaio, se presente, oppure per l’intonaco esterno nel caso direttamente con il serramento, nel di muratura priva di sistema modo più lineare possibile. Ogni d’isolamento. La tipica forma a cambio di direzione rappresenta “L”, dove un elemento sempre in difatti un ponte termico. Una volta legno o in PVC crea una battuta posato il falso telaio i lavori “edili” al serramento, è sicuramente possono proseguire, consentendo preferibile. È inoltre importante, la posa del serramento in considerando che peso e una fase più avanzata. dimensioni dei serramenti sono sempre più rilevanti, che sia di tipo strutturale. Qualora venga Come realizzare meno questo aspetto è preferibile il controtelaio usare fissaggi “passanti”. Innanzitutto, sarebbe buona norma • Anche nel caso di altri accessori commissionare la realizzazione esterni, quali ad esempio del controtelaio al serramentista elementi schermanti o zanzariere, che poi fornirà anche i serramenti. è importante far “lavorare” il Alla base della corretta posa serramento in battuta al fine di in opera deve esserci, prima garantire tenuta al sistema. È di tutto, la progettazione: il altresì importante, soprattutto controtelaio è un elemento in presenza di questi elementi, da progettare in funzione del “proteggere” il serramento con serramento e di eventuali altri materiale coibente in modo elementi che poi vi saranno da migliorare l’andamento alloggiati. È senz’altro possibile delle isoterme. Questa regola standardizzare la realizzazione è sempre valida ed è bene che di questo componente, senza sia rispettata per tutti e tre i lati: compromettere la prestazione del inferiormente, per consentire il nodo, ma se si vuole fare un lavoro corretto deflusso dell’acqua non eccellente, è meglio pensarci prima. è realizzabile, a meno che non si Il controtelaio non deve essere realizzino adeguati canali di scolo. metallico: ferro, acciaio e alluminio • Sia presente un elemento dovrebbero essere tralasciati, inferiore, il cosiddetto quarto poiché formano un ponte termico lato, che garantisca discontinuità non risolto e sono la causa del

n.54

77


tra interno ed esterno e consenta il fissaggio del serramento anche lungo la traversa inferiore. È preferibile che questo sia in materiale differente rispetto al resto del controtelaio, per scongiurare fenomeni di marcescenza in caso di infiltrazioni o ristagni. In ogni caso, tali fenomeni non sono ammissibili. Materiali come il legno, per quanto siano sconsigliati, sono spesso e volentieri utilizzati singolarmente o in accoppiata con materiali isolanti, per realizzare il quarto lato inferiore.

Anche poliuretano e PVC

Escludendo il legno, per il quarto lato i materiali piùPER usati ABBONATI sono CONTENUTO il Pur-Massive — materiale a base di schiuma poliuretanica http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 ad alta densità, caratterizzato da bassi valori di conducibilità termica e da un’ottima resistenza all’umidità — e il PVC. Esistono tuttavia controtelai anche in altri materiali, generalmente forniti dagli stessi produttori dei serramenti, come il “thermovinile”, un termo polimero amorfo e, infine, controtelai con sistemi misti legno/PVC e legno/Isolante.

Diversi materiali a confronto

Supponiamo che, a parità di stratigrafia della parete e di serramento, si posi il serramento su controtelaio metallico, con battuta. Lo stesso sia poi posato sulla muratura e sormontato dal coibente. Supponiamo poi che lo stesso serramento sia posato su controtelaio in legno e che, anche in questo caso, sia sormontato dal coibente. La differenza si nota a colpo d’occhio. Quindi, anche in presenza d’isolamento a cappotto è da evitare il controtelaio metallico, che resta un ponte termico non risolto.

GIUSTO o SBAGLIATO?

Controtelaio in ferro

Controtelaio in legno

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n.54

Davanzale passante

Supponiamo che lo stesso serramento sia posato su davanzale passante. In tal caso, l’andamento delle isoterme, nonché delle temperature superficiali evidenzia la presenza di un ponte termico non risolto. Ecco perché è meglio usare un controtelaio su tutti e quattro i lati, in grado di suddividere l’interno dall’esterno. È preferibile che questo sia posato su materiale isolante, o che vi sia un vero e proprio sotto bancale, per non creare un ponte termico in corrispondenza del davanzale esterno e la muratura, zona dove generalmente non si risvolta il coibente, poiché è pratica comune posizionare prima il davanzale e successivamente lo strato isolante esterno. Nel caso di porte finestre, è importante che il quarto lato compensi lo spessore del massetto e non si limiti solo a qualche centimetro. Più il quarto lato è profondo, più la curva delle isoterme si sposta verso il basso. Infine, per essere “collegato” correttamente alla muratura, il controtelaio deve


GIUSTO O SBAGLIATO? essere munito di profili di raccordo in grado di assorbire le diverse deformazioni dei singoli materiali.

Posa in opera del controtelaio

Una volta progettato il controtelaio e dopo aver scelto il materiale, un altro aspetto da prendere in considerazione è la posa in opera dello stesso. È preferibile che ad occuparsene sia direttamente il serramentista e non, come spesso avviene, l’impresa edile, a meno che vi sia in cantiere manodopera CONTENUTO PER ABBONATI opportunamente formata. In molte realtà è una prassi già consolidata, e la collaborazione tra le varie figure non può http://shop.quine.it/dettaglio.asp?idprodotto=10 far altro che giovare all’ottima riuscita del progetto. Le motivazioni sono molteplici ma sicuramente quella più importante è la garanzia di tenuta e isolamento del sistema finestra. La corretta posa in opera del controtelaio, pur essendo l’ultimo step, resta di fondamentale importanza in quanto agevola il lavoro all’impresa, poiché rappresenta “un problema in meno” e, se fatta correttamente, semplifica di molto la posa del serramento. Una volta progettato il controtelaio e posato correttamente, la posa in opera del serramento è molto più veloce e senza complicazioni. Si può gestire bene e consente di sapere, già in fase di progettazione, quali saranno le tolleranze e quindi quali saranno i prodotti da utilizzare nel nodo secondario. * Guido Alberti, Tecnico esperto Finestra Qualità CasaClima (www.posaqualificata.it)

Davanzale diviso

Davanzale passante

Formazione di muffa causata da una posa non corretta del controtelaio

Esempi di posa corretta del controtelaio

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