Dimensione Pulito n.8 - ottobre 2022

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ECONATURAL EVOLUTION

CIRCULAR, CERTIFIED. INDAGINE

Il settore Detergenza nel post-pandemia NORMATIVA

Prodotti disinfettanti per le mani ANNO 31 n. 8 ottobre 2022

NOLEGGIO

Nuovo modello di business FOCUS ON

Indoor Air Quality EcoNatural è il sistema ecologico CARTA+DISPENSER, esempio concreto e interamente certificato di economia circolare. Lucart Professional dà nuova vita ai componenti dei cartoni per bevande: dalle fibre di cellulosa genera il Fiberpack®, con cui produce la carta, con l’alluminio ed il polietilene realizza l’Al.Pe.®, la materia prima, certificata riciclata, da cui nascono i dispenser. EcoNatural è la soluzione per l’igiene del futuro: una scelta di qualità per i tuoi clienti e di rispetto per il pianeta. LE CERTIFICAZIONI DELLA CARTA:

ANNO 31 n. 8

OTTOBRE 2022 ISSN: 2612-4068

LA CERTIFICAZIONE DEI DISPENSER:

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FSC® C100456

EU Ecolabel: IT/004/001


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100% MADE IN ITALY


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Sommario

Periodico mensile edito da

Quine Srl Via G. Spadolini, 7 - 20141 Milano www.quine.it | info@quine.it | Tel. 02 864105

ANNO 31 n. 8

OTTOBRE 2022

IN COPERTINA

Industrie Celtex è una multinazionale con stabilimenti produttivi dislocati in Italia ed Europa, specializzata nella produzione di referenze in carta tissue ad uso igienicosanitario e sistemi di dispensazione per il settore dell’Away from Home. Un’azienda verticalmente integrata, che dal semilavorato al prodotto finito persegue solidi principi di sostenibilità ambientale garantendo impatti ridotti di CO2, qualità ed elevate performance.

Direttore Responsabile Giorgio Albonetti Direttore editoriale Ornella Zanetti | ornella.zanetti@quine.it Direttore Tecnico Maurizio Pedrini Coordinamento editoriale Chiara Scelsi | c.scelsi@lswr.it | Tel. +39 349 0099322 Redazione Cristina Cardinali | c.cardinali@lswr.it Tel. +39 347 4238879 Simone Ciapparelli | s.ciapparelli@lswr.it Tel. +39 344 0571950 Loredana Vitulano | l.vitulano@lswr.it Tel. +39 342 6618995 Consulenti tecnico scientifici per la sezione Igiene&Ambiente Chiara Dassi - Graziano Dassi

YOUR INFORMATION PARTNER

Ufficio traffico e Servizio abbonamenti Ornella Foletti | o.foletti@lswr.it | Tel. +39 342 7968897

YOUR INFORMATION PARTNER

Pubblicità e Sviluppo: dircom@quine.it Filippo Viola | f.viola@lswr.it #251 Guido Rossi | g.rossi@lswr.it Edoardo Rossi | e.rossi@lswr.it CLASSIFICHE 2015 Elena Brusadelli | e.brusadelli@lswr.it Produttori e distributori:

#42

www.casaeclima.com

Panoramica di inizio anno

TAVOLA ROTONDA

Conto Termico e TEE. A che punto siamo?

IMPIANTI NEGLI NZEB: #251 DALLA TEORICA ALLA PRATICA

ISSN:2038-2723

Organo ufficiale

MARCO EPB, LE NOVITÀ DELLE NUOVE NORME BOSELLI Bosch riparte IMPIANTI AD ARIA PRIMARIA VS VAV da… Bosch FOCUS COMMISSIONING

www.casaeclima.com

Analisi del processo e case study

FILTRAZIONE E QUALITÀ DELL’ARIA

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

SOTTORAFFREDDAMENTO CLASSIFICHE 2015 ADIABATICO PER LA

bimestrale

Organo ufficiale

ITS Dove va la filiera?

DI EFFICIENZA

Produzione&Stampa Antonio Iovene | a.iovene@lswr.it | Tel. +39 349 1811231 TREND Il bagno che ti calza a pennello

DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il “service”

FOCUS Un anno di logistica MATERIA CONNECTION

SPECIALE BIM ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE D’ORO A “IMPATTO ZERO”

ITS Dove va la filiera?

FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

Stampa RISPARMIO ENERGETICO NEL TERZIARIO COMMISSIONING Aziende Grafiche Printing srl - Peschiera Borromeo (MI) FOCUS Un anno di logistica

POSTE ITALIANE SPA – POSTA TARGET MAGAZINE - LO/CONV/020/2010.

MATERIA CONNECTION

Passo obbligato e grande opportunità

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

Organo ufficiale AiCARR

DISTRIBUZIONE Quando la differenza la fa il “service”

Organo ufficiale ANGAISA

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

SAIE INNOVATION 2016 MEDAGLIE D’ORO A “IMPATTO ZERO”

IN PROSPETTIVA

FOTOVOLTAICO INTEGRATO STORIA E ITER PROGETTUALE PCM UNA SCELTA DA NON SOTTOVALUTARE

RIO

C&R

ISSN n. 1974-7144

Passo obbligato e grande opportunità

www.commercioelettrico.com IL BUSINESS MAGAZINE DEI DISTRIBUTORI E GROSSISTI DI MATERIALE ELETTRICO

Organo ufficiale FME

Organo ufficiale FINCO

SPECIALE BIM

www.bluerosso.it www.casaeclima.com LA RIVISTA CHE HA PORTATO L’INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E LA RIVISTA PER eI abbonamenti LA VOCE PIÙ AUTOREVOLE DEL LA VOCE AUTOREVOLE DEL CANALE LA PROGETTAZIONE Prezzi IN TEMPO REALE OLTRE 200.000 UTENTI MESE PROFESSIONISTI DELL’HVAC&R SOSTENIBILE IN ITALIA IDROTERMOSANITARIO PIÙ DINAMICA SETTORE IDROTERMOSANITARIO • Abbonamento annuale: 49 euro www.commercioelettrico.com Organo ufficiale FME • Annuale estero: 160 euro Organo ufficiale FINCO IL BUSINESS MAGAZINE www.bluerosso.it Organo ufficiale ANGAISA www.casaeclima.com • Copia arretrata: 17 euro LA RIVISTA CHE HA PORTATO DEI DISTRIBUTORI L’INFORMAZIONE EFFICIENTE, COMPLETA E LA VOCE di AUTOREVOLE DEL CANALE LA VOCE PIÙ AUTOREVOLE DEL • Costo E GROSSISTI DI una copia: 1.30 euroLA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE IN ITALIA IN TEMPO REALE OLTRE 200.000 UTENTI MESE MATERIALE ELETTRICO IDROTERMOSANITARIO PIÙ DINAMICA SETTORE IDROTERMOSANITARIO SPECIALE FOCUS abbonamenti.quine@lswr.it | Tel. 02 864105 www.quine.it TREND Il bagno che ti calza a pennello

Il ruolo del BIM nella sicurezza in cantiere

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 – CN/MI

CLAUDIO DE ALBERTIS, INGEGNERE VISIONARIO pag. 5 • NUOVE NORME UNI pag. 21 • MOSTRE E CULTURA pag. 21 • IN LIBRERIA pag. 21

alle pagg. 16­17

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12

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

a pag. 12

I BENEFICI DELLA NORMAZIONE

alle pagg. 22­23

N. 12 - Dicembre 2016

Un CNI eletto per dare risposte www.dimensionepulito.it 1563

L’EDITORIALE

Innovazione e cambiamento

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

Una cultura vincente Stefania Verrienti Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/MI

VALIDAZIONE

La crisi ancora “morde”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

di GIOVANNA ROSADA

O

gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso più ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalità, metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla società o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fare” ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SI” o con un “NO”. È stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “si” e “no” dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianità dell’individuo e l’incapacità della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metà dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltà parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con più forza alla politica? n

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 – CN/MI

O pag. 5 • NUOVE NORME UNI pag. 21 • MOSTRE E CULTURA pag. 21 • IN LIBRERIA pag. 21

LE ZIONE

N. 64 · Anno XI · dicembre 2016

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

ISSN: 2038-0895

N. 64 · Anno XI · dicembre 2016

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

Produttori eFRIGOCONSERVAZIONE distributori:ALIMENTARE ce la si può fare!

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NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DCOCI0168

Pier Angelo Cantù, Cristina Cardinali, Fabio Chiavieri, Simone Ciapparelli, Elena Consonni, Chiara Dassi, Graziano Dassi, Francesca Leone, Maurizio Pedrini, Stefania Verrienti, Loredana Vitulano

MARCO BOSELLI Bosch riparte da… Bosch

ORGANO UFFICIALE ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrotermosanitari, Climatizzazione, Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno)

Poste italiane Target Magazine LO/CONV/020/2010 - Omologazione n. DCOCI0168

Organo Ufficiale AiCARR

NORMATIVA

NOVEMBRE/DICEMBRE 2016

ANNO 8 - FEBBRAIO 2017

ISSN: 2038-0895

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

42

LA RIVISTA PER I PROFESSIONISTI DEGLI IMPIANTI HVAC&R

A PAG. 27

HANNO COLLABORATO

ISSN:2038-2723

FOCUS

IMPIANTI FOTOVOLTAICI

di MATTEO PALO

R

iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderà gli ingegneri fino al 2021, quando completerà i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialità del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è già possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente”, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

In USA volano le infrastrutture

TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilità diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono

ROBOTICA

MACCHINE UTENSILI

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PROGE T TA ZIONE

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AUTOMAZIONE

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AT T UA L I TÀ

MACCHINE UTENSILI

Al centro della fabbrica intelligente

50 anni di torni

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

www.ammonitore.com

Novembre/Dicembre 2016

#4maggio 2016 mensile

www.meccanica-automazione.com

MENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

a pag. 15

FINANZIAMENTI PMI

TAVOLA ROTONDA

Editoriale

Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

Italia scossa

Newsletter Responsabilità SCIA, operativo Top 7 megail modello unico infrastrutture del 2016 Dimensione Pulito periodico mensile registrato: autorizzazione Installatore GUIDE dell’ Professionale 7 del Tribunale di Milano N. e598 del 9.11.92 Ancora trattative consultazioni? NI eletto per dare risposte In USA volano le infrastrutture Quine è iscritta al Registro Operatori della Comunicazione QUOTA RINNOVABILI EDIFICI SPECIALE MILLEPROROGHE LA DISTRIBUZIONE obblighi e proroghe Tutti i rinvii Newsletter n. 12191 del 29/10/2005. NEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO SCIA, operativo Top 7 megal modello unico infrastrutture del 2016 La pubblicazione o ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto Ancora trattative e consultazioni? www.meccanica-automazione.com MECCANICA&AUTOMAZIONE dall’editore. Gli articoli pubblicati su Dimensione Pulito MENSILE PER LA www.ammonitore.com PERIODICO BUSINESS TO BUSINESS IL PORTALE CHE TI UOTA RINNOVABILI EDIFICI SPECIALE MILLEPROROGHE obblighi e proroghe Tutti i rinvii LA GUIDA DA PORTARE sono sotto la responsabilità degli autori. LA RIVISTA PER PROGETTARE Organo ufficiale Confapi www.rivistainnovare.it SUBFORNITURA E DAL 1952 IL PERIODICO GUIDA VERSO LA NEL MONDO DELL’INDUSTRIA SEMPRE CON SÉ PER D’INFORMAZIONE I manoscritti e i disegni pubblicati INFORMAZIONE LA SMART INDUSTRY LA PRODUZIONE SMART INDUSTRY MECCANICA E DELLE MACCHINE CONOSCERE TUTTI I INGEGNERI E ARCHITETTI TECNICO SCIENTIFICA INDUSTRIALE nonPERsaranno restituiti. UTENSILI TRUCCHI DEL MESTIERE NEWSLETTER – L’AGGIORNAMENTO PER LE PMI www.meccanica-automazione.com MECCANICA&AUTOMAZIONE INFORMATIVA AI SENSI DELVIAGDPR PROFESSIONALE MAIL 2016/679 MENSILE PER LA www.ammonitore.com PERIODICO BUSINESS TO BUSINESS IL PORTALE CHE TI Ogni 15 giorni raggiunge oltre 42.000 dell'art. Europeo per laiscritti Protezione dei Dati SUBFORNITURA E 952 IL PERIODICO Ai sensiLA www.rivistainnovare.it Organo ufficiale Confapi RIVISTA 13 PER Regolamento PROGETTARE GUIDA VERSO LA NEL MONDO DELL’INDUSTRIA NFORMAZIONE Personali 679/2016 di seguito GDPR, i dati di tutti i lettori saranno INFORMAZIONE LA SMART INDUSTRY LA PRODUZIONE SMART INDUSTRY MECCANICA E DELLE MACCHINE GNERI E ARCHITETTItrattati sia manualmente, sia con TECNICO SCIENTIFICA strumenti informatici e saranno INDUSTRIALE UTENSILI R – L’AGGIORNAMENTO LE PMI utilizzati per l’invio di questa e diPERaltre pubblicazioni e di materiale SIONALE VIA MAIL informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno aggiunge oltre 42.000 iscritti conformi a quanto previsto dagli art. 5-6-7 del GDPR. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Quine Srl intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine Srl, Via G. Spadolini 7 - 20141 Milano, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui agli IVO GRASSO e articoli 15-21 del GDPR. MASSIVE ARTS alle pagg. 22­23

N. 12 - Dicembre 2016

Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti

de”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

organizzazione delle divisioni opedel Cni. E, in prova, due sfide: quelei servizi per gli i e delle strutture oriali. Armando brano, presidente nte del Consiglio nale degli ingegnecategoria per altri à gli ingegneri fino suoi dieci anni di l’ufficialità del mionsiglieri designati esidente, è già pose mosse del nuovo siderosi di partire, ata un’indicazione l Consiglio naziole prime dichiara-

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TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilità diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono a pag. 15

Nr.01 – VENERDì 13 GENNAIO 2017

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

di Fabio Chiavieri

Nr.01 – VENERDì 13 GENNAIO 2017

MACCHINE UTENSILI

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

→ pag.37

segue a pag. 2

GOVERNO IN CRISI

LA TRIVELLA

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 città

a pag. 7

INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI

“Il museo del futuro è il mondo intero”

a pag. 9

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 18­19

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca Formazione in Ingegneria Sismica →epag.25

a pag. 10

Professionisti al passo coi tempi...

Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documen→ pag.5 tare la consegna.

I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

a pag. 10

In collaborazione con:

Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano

Programma Corsi di Aggiornamento Professionale Gennaio - Maggio 2017

© Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano

È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione

NEWSLETTER – Nr.01 – Pag.1

www.ammonitore.com

Novembre/Dicembre 2016

#4maggio 2016 mensile

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. È la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrà più rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni più datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i più grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna così alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perché il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

Copia offerta da:

Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documen→ pag.5 tare la consegna.

Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività. Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale già a partire dalla seconda metà del 1800. Con il passare dei decenni il territorio s’è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

[pag. 10]

– Anno 72 - n. 9

Editoriale

→ pag.37

Professionisti al passo coi tempi...

50 anni di torni

Oggi si parla molto di Industria 4.0 applicata alla produzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza del flusso produttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione dei materiali all'interno delle aziende.

VENERDÌ 13 GENNAIO 2017

AUTOMAZIONE

IN QUESTO NUMERO

[pag. 14]

[pag. 14]

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AT T UA L I TÀ

Il cliente prima di tutto

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualità M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilità M-Steel si caratterizza per affidabilità, coerenza e prevedibilità nelle lavorazioni, riducendo i così costi di pro[pag. 12] duzione.

LAMIERA

40 anni di storia e successi nella robotica industriale

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività: una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

IN QUESTO NUMERO

MATERIE PRIME

M-Steel qualità da oltre 40 anni

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

L’utensile “intelligente” è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierà il mondo

MACCHINE UTENSILI

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati

[pag. 18]

PANORAMA La formazione salesiana professionale SPECIALE Robotica Sempre più al centro dello sviluppo

CAD/CAM unico per il settore Lamiera

DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

MATERIE PRIME

Il cliente prima di tutto

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività: una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

UTENSILI

Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

M-Steel qualità da oltre 40 anni

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualità M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilità M-Steel si caratterizza per affidabilità, coerenza e prevedibilità nelle lavorazioni, riducendo i così costi di pro[pag. 12] duzione.

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni

LAMIERA

40 anni di storia e successi nella robotica industriale

L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo

L’utensile “intelligente” è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

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Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano

Programma Corsi di Aggiornamento Professionale Gennaio - Maggio 2017

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INDAGINE Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?

© Collegio degli ingegneri e Architetti di Milano

e o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione

NEWSLETTER – Nr.01 – Pag.1

Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. È la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrà più rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni più datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i più grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna così alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perché il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

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TAVOLA ROTONDA

Italia scossa

LA TRIVELLA

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. Stabilità e certezza sono oggi più lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?” / alle pagg. 18­19

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segue a pag. 2

A Pavia il Centro Europeo di Ricerca Formazione in Ingegneria Sismica →epag.25

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TENDENZE Generative design, come cambierà il mondo

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108 Organizzare un’attività di noleggio Pier Angelo Cantù

RUBRICHE 10 110

News dal settore Oggi sul mercato a cura di Loredana Vitulano

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110, S44

110, S45

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Kemika S29

Spray Team

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Lavorwash S62

Synclean

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www.syncleanservice.com

Icoguanti S47

Lucart S48

Tenax International

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MP-HT S62

Tekna Chem

www.mp-ht.it

www.tekanchemgroup.com

Paperdì 110

TTS 110

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www.paperdi.it

www.ttsystem.com

Adiatek

Ghibli & Wirbel

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www.ghibliwirbel.com

Comac

S62, S71

www.comac.it Essity Tork

14

www.essity.it FAIP

110

Hygenia

Industrie Celtex

110

110, S29

www.industrieceltex.com S62

www.faip.it

S62, S71

www.rcm.it

www.ipcworldwide.com

www.bieffeitalia.it

RCM

Karcher S62

S62

Arco 11 S62

110

www.lrindustries.it

Gruppo IPC

www.adiatek.it

Bieffe Italia

LR Industries

Ing. O. Fiorentini

S62

110, S35 S71 110, S48 112 S59

INDICE INSERZIONISTI

DIMENSIONE PULITO

Ghibli & Wirbel III Copertina

Synclean 4-5

Icoguanti 3

Lucart

Essity Tork

Industrie Celtex

LR Industries

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DIMENSIONE GREEN

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IV Copertina 26

Zep Italia

15 20-21

Paperdì 6

4CleanPro S3

Industrie Celtex

Amuchina S27

Kemika

Arco Chimica

II Copertina

Newpharm S52-53

Christeyns S40-41

Paredes S20-21

Comac S60-61

Cleaning Show

Polychim S13

RCM S69

Ecomondo S11

Rubino Chem

Tekna Chem

S55

Falpi S6

Spray Team

III Copertina

Tenax International

S65

Filmop S33

Steam Italy

S15

Hygenia S4

TTS S16-171

S49

S34-35 IV Copertina

I Copertina

IGIENE URBANA


NEWS DAL SETTORE

DULEVO ENTRA IN FAYAT ENVIRONMENTAL SOLUTIONS

Con l’acquisizione di Dulevo, FAYAT Environmental Solutions può contare su un'altra fonte di competenza ed ec-

cellenza. La consolidata reputazione e la competenza professionale di Dulevo, in particolare nelle spazzatrici meccaniche semoventi, rafforza ulteriormente la posizione del Gruppo nel settore. L’intera gamma di prodotti Dulevo va a completare l'attuale famiglia di spazzatrici - Ravo, Scarab e Mathieu - e creerà un vero "negozio unico di spazzatrici" in grado di fornire la gamma più completa possibile di prodotti complementari. L'acquisizione include tutte le opera-

NASCE ENVU, AMBIENTI PIÙ SANI PER TUTTI

Envu, pronunciato “ehn-viu” e derivato dai termini “environment” e “vision” (ambiente e visione) sarà il nome portato dall'azienda indipendente nata dall'acquisizione della divisione Environmental Science Professional di Bayer da parte di Cinven, una delle principali società internazionali di private equity focalizzata sulla costru-

zione di aziende globali d’eccellenza mondiale. La nuova azienda ha tra i suoi obiettivi quello di lavorare al fianco dei clienti, guardando le sfide con i loro occhi, combinando diversi punti di vista e una visione che va oltre la chimica. “Il fatto che la nostra nuova azienda si concentri esclusivamente sull’ambito environmental science ci consentirà di risolvere i problemi in modo più rapido, più intelligente e più efficiente”, ha affermato Gilles Galliou, presidente della divisione Environmental Science Professional di Bayer e futuro CEO della nuova azienda indipendente. “Abbiamo il chiaro obiettivo che il nostro lavoro per superare le sfide di oggi aiuti a garantire un futuro più sano” ha sottolineato Galliou.

APPUNTAMENTO IN FIERA ISSA SHOW NORTH AMERICA - Chicago, 11/13 ottobre SIA HOSPITALITY DESIGN - Rimini, 12/14 ottobre FORUM AIDPI - Rimini, 13/14 ottobre FORUM ISSA PULIRE - Rho-Fieramilano, 18/19 ottobre ECOMONDO - Rimini, 8/11 novembre AMBIENTE LAVORO - Bologna, 22/24 novembre

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

zioni di vendita e assistenza di Dulevo International, nonché la proprietà degli edifici amministrativi e di tutti gli impianti di produzione nel nord Italia. "Siamo molto felici di accogliere Dulevo nel nostro Gruppo - ha commentato Jean-Claude Fayat, Presidente del Gruppo FAYAT - Dulevo amplia la nostra offerta con spazzatrici meccaniche ed elettriche, accelerando la nostra crescita in alcune aree geografiche strategiche, creando ancora più valore per i nostri clienti.

GHIBLI & WIRBEL ACQUISITA DA RIELLO INDUSTRIES

Importante acquisizione nel mondo dei produttori per la pulizia professionale: la Family Office Riello Industries ha acquisito il 100% di Ghibli & Wirbel Spa, storica azienda del settore del professional cleaning, che ha la propria sede operativa a Dorno (Pavia) e sede legale a Verona. Il marchio produce aspirapolvere professionali, lavasciuga e monospazzole. “Il piano industriale”, afferma in una nota il presidente Nicola Riello, “mira a investire nei prossimi tre anni oltre 20 milioni di euro in nuovi impianti per lo sviluppo di prodotti sostenibili e innovativi, che vadano incontro alle sempre maggiori esigenze di sanificazione e pulizia degli ambienti di lavoro”.


DETERGENZA

ALADIN, il sistema di dosaggio preciso e sicuro Oggi vi vogliamo parlare del sistema Aladin, il primo sistema di dosaggio automatico di detergenti che controlla l’incontrollabile. Il sistema Aladin, progettato e realizzato da AR-CO Chemical Group, produttore italiano di detergenti professionali, permette, attraverso la nuova piattaforma web Aladin, la programmazione preventiva delle diluizioni del prodotto preparate sulla base delle attività da svolgere nel

cantiere e in base alle esigenze del cliente. Terminata la configurazione questa viene inviata alla macchina che, da subito, attraverso una bilancia elettronica gestita da un tablet, eroga prodotto chimico super concentrato e acqua in funzione del contenitore e del dosaggio programmato. La bilancia elettronica permette di ottenere sempre la corretta diluizione del prodotto nel flacone sia che sia completa-

mente vuoto o che contenga rimanenza di prodotto dal giorno precedente. Infatti la bilancia, pesandone il contenuto, riempie il flacone per differenza. Il sistema Aladin azzera completamente il rischio chimico in quanto, le taniche di prodotto super concentrato sono chiuse a chiave in un vano posto sotto il sistema di dosaggio non accessibile agli operatori tranne a quelli autorizzati. Il prodotto miscelato e diluito dal sistema Aladin perde ogni simbologia di pericolosità rendendolo innocuo per chi lo utilizza.

Civile e Industriale. Il sistema Aladin è in linea con le linee guida dettate dal Decreto Ministeriale del 29 Gennaio 2021 riguardante i prodotti detergenti a marchio Ecolabel e i sistemi di dosaggio che ne permettano il controllo. Aladin permette, in automatico, di ottenere i dati di consumo di ogni singolo detergente sulla base del periodo selezionato, di averne il report stampabile direttamente dalla piattaforma web. Il monitoraggio dell’impatto ambientale riguarda imballi di plastica, imballi di carto-

I VANTAGGI DEL SISTEMA ALADIN • Programmazione preventiva dei dosaggi • Gestione e monitoraggio dei consumi • Azzeramento del rischio chimico • Riduzione degli stock di magazzino • Controllo e riduzione dei costi • Controllo e tracciabilità delle operazioni via remoto • Report aggiornato in tempo reale del • miglioramento dell’impatto ambientale • Formazione del personale continua • Accessibile a Industria 4.0 • Linea completa di detergenti con linee • personalizzate Food, Hotel, Ecolabel e Probiotici Il buon senso e il rispetto delle normali norme di sicurezza fanno il resto. Aladin è ideale per molteplici settori: Sanitario, Assistenziale, Ospitalità, Scolastico e Universitario, Wellness e benessere, Commerciale,

ne, acqua, energia elettrica e CO2 con riduzioni significative fino all’80%. Aladin è la soluzione ideale per il rispetto dell’ambiente.

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IN PROSPETTIVA

Una cultura vincente Stefania Verrienti

Direttore di AFIDAMP

D

i fronte alle sfide che ci pone il momento storico in cui viviamo, è importante delineare gli aspetti della Cultura considerati vincenti. Si tratta degli aspetti che dovrebbero originare i comportamenti ottimali per conseguire i propri obiettivi nel migliore dei modi. La Cultura non è qualcosa di astratto, di filosofico. Al contrario, niente è più importante, sul piano pratico, della Cultura intesa come mentalità, frutto di retaggi familiari e sociali, che è quella che genera i comportamenti degli individui e della società nel suo complesso. Nel caso specifico che riguarda il settore del Cleaning professionale parliamo di Cultura quando ci riferiamo al fatto che la società civile e le istituzioni hanno maturato un diverso atteggiamento nei confronti della sanificazione dopo la drammatica pandemia che ha sconvolto il Pianeta. Possiamo dire che abbiamo assistito quasi a una “glorificazione” delle attività di sanificazione che ha finalmente portato all’attenzione di tutti l’importanza della pulizia per la protezione della nostra salute. Questo ha consentito al settore di fare un notevole passo avanti nell’immaginario comune, passando dall’idea dell’operatore un po' improvvisato a quello di aziende strutturate, con operatori professionali che, in modo rigoroso e quasi scientifico, rimuovevano il nemico invisibile dalle superfici. Si tratta ancora di Cultura quando, nei corsi professionali per la formazione dell’operatore base di pulizia, si insiste sulla “dignità” della professione. Non esiste, o non dovrebbe esistere, nessun tipo di lavoro privo di dignità professio-

12

DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

nale. Se il lavoro viene concepito come professione, l’aggiornamento continuo e l’iniziativa rientrano naturalmente nella testa della persona interessata. Il lavoro è un’espressione importante di autorealizzazione personale. Si opera per ottenere un risultato che sia garanzia di salute per l’utente che utilizza quello spazio. L’atteggiamento responsabile nei confronti del proprio lavoro lo si persegue solo nel momento in cui si ha la consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo che, contrariamente a ciò che viene normalmente inteso, non è l’ultimo in fondo alla catena dei servizi di Facility Management bensì uno dei primi perché ha a che fare con la salute dell’individuo. Ed è ancora la Cultura che spinge un imprenditore a entrare a far parte di una realtà come AFIDAMP, che gli fa comprendere il senso profondo dell’associazionismo: il riconoscersi come simili, acquisendo la forza necessaria per affrontare problemi che non si è altrimenti in grado di risolvere da soli. Questo è quello che si fa in AFIDAMP: si lavora sul rafforzamento del Valore del gruppo, sulla capacità di fare rete tra le aziende associate costruendo il senso di appartenenza, di identità e di coesione. Si lavora per creare e per diffondere una Cultura vincente che è quella che crea valore intorno al concetto di Pulizia intesa come requisito essenziale per il vivere sano, come fonte di benessere e anche come fonte di tutela dell’ambiente in cui viviamo. Vivere e lavorare in luoghi puliti è alla base del vivere civile. Le pulizie professionali non sono solo una delle tante attività accessorie per la gestione dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo, ma sono un servizio imprescindibile per consentire lo svolgimento di tutte le attività. L’obiettivo è mettere l’uomo e la sua dignità al centro. La Cultura del Pulito è una cultura vincente perché muove un settore speciale che sa affrontare con prontezza e dinamismo tutte le problematiche poste dalla contingenza. Lo abbiamo visto rispondere in modo determinato ed energico alla improvvisa ed enorme richiesta di strumentazioni per la pulizia dovuta alla recente pandemia esplosa nel 2020 e ora sta fronteggiando accadimenti storici che


si riveleranno fondamentali per l’evoluzione della società umana, con più crisi in contemporanea con impatti rilevanti sugli stili di vita e sulla capacità di creare valore economico. Inoltre il settore della Pulizia è estremamente dinamico anche sul piano tecnologico, perché ha saputo affrontare in modo efficace le sfide ambientali e contribuire alla Transizione Ecologica con l’utilizzo di nuovi materiali, con la riduzione delle plastiche vergini, con l’abbattimento delle emissioni, la riduzione delle microplastiche in ambiente, la compensazione della CO2 . A tutti i livelli si è di fronte ad una vera e propria sfida di riorientamento culturale, con un ruolo cruciale della Formazione. La Formazione crea la Cultura del Pulito e la Cultura genera richiesta di Formazione. Un aspetto che sta molto a cuore ad AFIDAMP e che è una delle sue più importanti mission: educare al Pulito. A questo scopo sono stati portati avanti moltissimi progetti con il mondo delle scuole professionali e delle università, creando percorsi di formazione anche per i futuri Manager del pulito. Proprio in questi giorni sono aperte le iscrizioni al corso di Alta Formazione in Cleaning Management, organizzato dall’Università di Bergamo con la collaborazione di AFIDAMP, che ha “forgiato” già per due edizioni i primi Manager del Pulito. Sono figure professionali che hanno la

funzione di gestione delle attività di pulizia e di controllo del risultato come garanzia del livello di pulizia. Come si può notare, ancora una volta ci troviamo a parlare di Cultura, cultura del controllo intesa come consuetudine di verifica dello standard igienico raggiunto. Il dialogo culturale è portato avanti da AFIDAMP anche nei confronti delle Istituzioni a tutti i livelli, citiamo per esempio le docenze presso la scuola di Formazione dell’Amministrazione pubblica e presso la Regione Veneto, per portare competenza e supporto nella redazione dei capitolati. E il rapporto è biunivoco, perché sempre più le istituzioni si rivolgono all’Associazione per coinvolgerla su tavoli normativi, tecnici, di sicurezza e culturali. Concludiamo sottolineando che l’educazione al pulito deve diventare parte di ogni individuo e, in generale, di un percorso di crescita del Paese a tutti i livelli. È necessario creare un sistema che ci permetta di prevenire situazioni di difficoltà, non di rincorrerle. Un sistema Paese che trovi anche nell’igiene una nuova strada di cura della persona e dell’ambiente. Le imprese del nostro settore, tra le migliori al mondo, sono pronte a gestire questo cambiamento. Ci auguriamo che lo siano anche le istituzioni, per coinvolgere poi le persone a ogni livello sociale, demografico e geografico.

DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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STRUTTURE DI RESIDENZA ASSISTITA

Tork Clean Care, formazione per il personale delle RSA

Una recente ricerca di Tork, leader nel settore dell’igiene professionale a livello mondiale, ha evidenziato l’esigenza del personale delle strutture di lungodegenza di una migliore formazione in aree quali l'igiene e la pulizia. Con protocolli più rigorosi che mai, il 58% di loro ha dichiarato di trovare difficile seguire tutte le fasi e i compiti previsti dalle linee guida per la pulizia e il 68% del personale di assistenza vorrebbe ricevere una formazione migliore sull'igiene delle mani1. Per rispondere a queste aspettative, Tork ha lanciato Tork Clean Care, un corso in modalità virtuale per fornire al personale le competenze e gli strumenti per mantenere la pulizia e l'igiene all'interno delle Case di riposo.

CONTRIBUIRE A MIGLIORARE L'ESPERIENZA DI OGNI DEGENTE Le soluzioni per l'igiene sono una parte fondamentale dell'assistenza quotidiana e contribuiscono a garantire l'indipendenza e la dignità degli ospiti delle case di riposo, e l'81% delle loro famiglie concorda sul fatto che poter accedere in modo indipendente alla toilette preservi la dignità dei propri cari. Ecco perché Tork offre soluzioni certificate Easy to use2 che migliorano l'accessibilità e l'indipendenza del degente, supportano chi ha una forza limitata e trova difficile usare dispenser che richiedono di azionare leve o di strappare per procurarsi un asciugamano. In questo modo tutti possono disporre in autonomia dell'igiene di cui hanno bisogno

e di un prezioso momento di indipendenza nel corso della giornata. RISPARMIO DI TEMPO PER IL PERSONALE E MIGLIORAMENTO DELL'IGIENE Il 56% degli addetti alle pulizie afferma che il controllo e la ricarica dei dispenser occupa gran parte del loro tempo. Ecco perché Tork offre dispenser ad alta capacità, veloci da riempire e propone soluzioni avanzate, che permettano di capire quali dispenser devono essere riempiti, in modo da

non doverli aprire tutti: Tork Vision Pulizia, utilizzando dati in tempo reale, informa il personale che così sa esattamente quali e quando devono essere riforniti, eliminando i controlli non necessari. In questo modo si garantiscono gli standard igienici e si risparmia tempo al personale, che può concentrarsi sui degenti. 1 Ricerca Tork sulle famiglie degli ospiti, sugli addetti alla pulizia e all'assistenza delle Case di riposo, 2022 2 Certificato dall'Associazione svedese per il reumatismo (SRA)

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Non sottovalutare mai il valore di un momento di indipendenza

Un’igiene migliore per un’assistenza migliore Per gli ospiti di una casa di riposo, mantenere un senso di indipendenza significa molto. La dignità non ha prezzo. E non solo per i residenti, ma anche per le loro famiglie. L’81% delle famiglie dei degenti pensa che poter usare in autonomia il bagno preservi la dignità del proprio congiunto.1 Le soluzioni Tork sono certificate come Easy to Use2 e hanno un’ampia gamma di opzioni di posizionamento che migliorano l’accessibilità e l’indipendenza del degente. Supportano chi ha una forza limitata e trova difficile usare dispenser che richiedono di azionare leve o di strappare per procurarsi un asciugamano. In questo modo tutti possono disporre sia dell’igiene di cui hanno bisogno sia di un prezioso momento di indipendenza nel corso della giornata.

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INDAGINE

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Detergenti: COVID-19, la riscoperta Ce rve d | Prodotti Pe r la d ete rg e n za

come va il mercato dell’importanza nel post-pandemia? dell’IGIENE

Nel 2020 il valore della produzione italiana di prodotti per Si registra un lieve calo di produzione rispetto ai 3,8 miliardi di euro del detergenza e pulizia è stato di 3,8 miliardi di euro

2020, per via del miglioramento della situazione sanitaria. Il mercato si attesta acomunque su livelli superiori agli anni precedenti la pandemia produzione italiana di

a cura di Diletta Gaggia

L

prodotti per detergenza

a cura di Simone e pulizia Ciapparelli è una delle più

Elaborazione dei datiinCerved Intelligence importanti Europa.Marketing Nel

2020 il suo valore è stato di circa 3,8 miliardi di euro e, in controtendenza con l’andamento generale dell’economia, ha registrato un moderato progresso (+3,1%) rispetto all’anno precedente, questo quanto emerge dallo Start Prodotti per la detergenza divulgato da Cerved a marzo 2021. Lo sviluppo è stato spinto essenzialmente dalla componente nazionale dei consumi domestici che hanno beneficiato delle maggiori esigenze di igiene, pulizia e sanificazione imposte dal contrasto al contagio del virus Sars-CoV-2 e dalla centralità dell’ambiente domestico determinata da limitazioni agli spostamenti e chiusure. Il mercato professionale invece risulta penalizzato dalle diffuse chiusure di luoghi pubblici e in particolare dalle difficoltà del comparto Ho.re.ca. Tra i segmenti principali, evidenziano maggiori progressi i prodotti per superfici, ma anche l’area del lavaggio stoviglie e gli additivi per bucato, mentre in termini di canali, gli specialisti drug si sono dimostrati il format più vivace anche durante la pandemia. Le previsioni per il 2021 evidenziano deboli variazioni al ribasso del valore della produzione e dei consumi rispetto ai livelli elevati raggiunti nel 2020. L’evoluzione ancora incerta della crisi sanitaria sup-

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L

a fase più grave dell’emergenza Covid-19 ha dato una forte spinta al settore della detergenza, uno dei pochi ad aver goduto, nel famigerato 2020, di una crescita, trainata soprattutto dall’incremento dei consumi domestici. Come dimostrato dai dati divulgati dallo Start Cerved di marzo 2022 dedicato ai prodotti per la detergenza, nel 2021 il valore della produzione nazionale di prodotti per detergenza e pulizia era pari a 3,8 miliardi di euro, cifra che evidenzia un lieve calo rispetto all’annata precedente, dovuto all’auspicato miglioramento della situazione sanitaria. L’uscita dalla fase emergenziale si traduce in un ridimensionamento dei consumi domestici e una ripresa modesta nel canale professionale, penalizzato nel 2020 dal lockdown delle attività produttive, ma il mercato si attesta comunque, nel complesso, su livelli superiori al pre-pandemia. Ad accusare una riduzione sono soprattutto i consumi di detergenti per lavaggio, mentre i prodotti per manutenzione continuano a progredire. A causa dei forti rincari di materie prime ed energia, per l’anno in corso si prevede uno sviluppo spinto dalla crescita dei prezzi, necessaria per recuperare i costi di produzione maggiorati. Il probabile ulteriore miglioramento della porterà ad 3.2. Isituazione NUMERIsanitaria DEL SETTORE

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un riequilibrio dei consumi nei canali principali. STRUTTURA E NUMERI DEL SETTORE

Nel settore della detergenza operano circa 300 aziende, con un numero di addetti complessivi di oltre 8.000 unità. Di queste aziende, circa 250 operano nell'ambito dei prodotti per uso professionale e industriale. Il settore è dominato dalla presenza di multinazionali chimiche del largo consumo, che operano in Italia con stabilimenti produttivi e filiali commerciali. Spesso sono presenti anche nel settore della cura e dell'igiene della persona e, in alcuni casi, anche in altri settori del largo consumo. Le imprese nazionali si possono ricondurre a aziende di medie dimensioni, presenti con un'offerta di marchi propri e produzioni di detergenti destinati alle private label della moderna distribuzione, e piccole imprese, orientate prevalentemente alla fornitura di prodotti unbranded. Gli stabilimenti produttivi sono situati per la maggior parte nel Centro-Nord Italia. Segmentando il mercato per tipologia di clientela, si possono individuare i prodotti per uso domestico destinati al largo consumo, pari a circa il 70% del mercato in valore, e i prodotti per operatori professionali (imprese di pu-

lizia, catering, lavanderie, ecc.), per il restante 30%. In base alla funzione d'uso, invece, si identificano cinque segmenti principali: X detergenti e coadiuvanti per indumenti e tessuti (additivi, candeggine, ammorbidenti, smacchiatori, ecc.), pari a oltre la metà del mercato in valore; X detergenti e coadiuvanti per stoviglie (a mano, per lavastoviglie, brillantanti, ecc.); X detergenti e coadiuvanti per ambienti (detergenti per grandi superfici, WC, disgorganti ecc); X biocidi (insetticidi ecc.) per uso domestico; X deodoranti per ambienti. All'interno dei diversi segmenti esistono poi numerose nicchie di mercato, che identificano prodotti per usi molto specifici (es. detergenti specifici per argento, acciaio, rame etc, appretti per stiro etc.). I flussi commerciali sono legati soprattutto a scambi infragruppo in seguito alla forte presenza di aziende multinazionali che hanno adottato da tempo una strategia di specializzazione dei singoli stabilimenti, concentrando la produzione di pochi prodotti destinati a più paesi europei. Nel 2021 hanno registrato una decisa ripresa. La Distribuzione Moderna è il principale

Tab. 1. IL SETTORE DEI PRODOTTI PER LA DETERGENZA IN ITALIA Dati in milioni di euro, variazioni percentuali Produzione Export Import Saldo commerciale Mercato interno Export/Produzione (%) Import/Mercato (%)

2019 3.686 1.821 1.071 750 2.936 49,4 36,5

2020 3.819 1.838 1.079 759 3.060 48,1 35,3

2021 3.810 1.974 1.192 782 3.028 51,8 39,4

Previsioni 2022 2023 3.890 3.930 2.080 2.090 1.260 1.280 820 810 3.070 3.120 53,5 53,2 41,0 41,0

Var. % Var. % Var. % Var. % 20/19 21/20 22/21 23/22 3,6 -0,2 2,1 1,0 0,9 7,4 5,4 0,5 0,7 10,5 5,7 1,6 4,2

-1,0

1,4

1,6

Fonte: elaborazione Cerved su dati ISTAT e altre fonti qualificate

Fonte: elaborazione Cerved su dati ISTAT e altre fonti qualificate

Il valore della produzione italiana di prodotti per detergenza e pulizia si attesta nel 2021 a 3,8 miliardi di euro ed evidenzia un lieve calo nei confronti del 2020, confermando un andamento in controtendenza con lʼevoluzione dellʼeconomia. Nellʼanno contrassegnato dallo scoppio della pandemia, infatti, lʼattività del 17 DIMENSIONE PULITO | OTT 2022 settore aveva registrato un andamento espansivo soprattutto grazie alla crescita dei consumi domestici che invece nel 2021 si sono leggermente ridimensionati in seguito allʼattenuazione dellʼemergenza e delle


7.2. PRINCIPALI OPERATORI

INDAGINE

Tab. 2. PRINCIPALI OPERATORI NAZIONALI Dati in migliaia di euro Gruppo di controllo

Aziende

UNILEVER ITALIA MKT. OPERATIONS SRL

Marchi

Unilever (NL-UK)

Svelto, Cif, Lysoform

Procter & Gamble (US)

Dash, Ace, Ariel, Febreeze

PROCTER & GAMBLE HOLDING SRL DI CUI

PROCTER & GAMBLE SRL

Procter & Gamble (US)

Dash, Ace, Ariel, Febreeze

PROCTER & GAMBLE ITALIA SPA

Procter & Gamble (US)

Dash, Ace, Ariel, Febreeze

Henkel (D)

Dixan, Nelsen, Vernel

Henkel (D)

Dixan, Nelsen, Vernel

HENKEL ITALIA SRL

HENKEL ITALIA OPERATIONS SRL

RECKITT BENCKISER COMMERCIAL (ITALIA) SRL

Reckitt Benckiser (UK)

canale !di distribuzione dei prodotti destinati al consumo domestico. Gli operatori della Gdo detengono un potere contrattuale elevato e di conseguenza

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

Finish, Sole, Calfort

Var. % rispetto Anno Fatturato all'anno precedente

Attività

Commercializzazione di prodotti per la detergenza. Opera 2021 1.365.929 anche in altri settori del largo consumo Detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

2020 1.341.751

Commercializzazione di prodotti per la detergenza. Opera 2020 anche in altri settori del largo consumo

-7,2

8,5

377.361

16,7

2020

110.664

3,4

Commercializzazione di prodotti per la 2020 detergenza

871.375

-0,9

2019

72.146

-7,6

Commercializzazione di prodotti cura e pulizia della casa e 2020 del bucato. Opera anche in altri settori del largo consumo

443.555

-1,2

Detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

Detergenza. Opera anche in altri settori del largo consumo

la politica commerciale rappresenta un elemento fondamentale delle strategie aziendali. La competizione tra le grandi multina-

zionali è giocata soprattutto sugli ele- )% menti di differenziazione ed è quindi sostenuta da forti investimenti nell'innovazione di prodotto e nella pubblici-


tà, mentre nelle fasce più basse di mercato e per i prodotti meno differenziati il prezzo è la variabile fondamentale. Esistono comunque nicchie di mercato molto specialistiche, ad esempio alcuni trattamenti specifici per tessuti, in cui, grazie all'unicità del prodotto, il prezzo diventa una variabile secondaria. Nel mercato dei prodotti per comunità la competizione mira al presidio dei clienti di maggiori dimensioni (lavanderie industriali, mense, ecc.) e si gioca soprattutto sul servizio, in termini di assistenza tecnica, fornitura di macchinari in comodato d'uso, formazione degli addetti, oltre che sul prezzo. L’INFLUENZA DELLA PANDEMIA SUL MERCATO

All’interno di una tendenza di lungo periodo caratterizzata da piccoli scostamenti rispetto a un andamento sostanzialmente stabile della domanda, nel 2020 si è registrata una forte discontinuità in concomitanza con la pandemia di Covid-19. La rinnovata attenzione verso l’igiene e la nuova centralità dell’ambiente domestico imposte dalle misure di prevenzione del contagio, hanno spinto con decisione

la domanda di prodotti per igiene e portato a una inedita crescita dei consumi domestici di prodotti per detergenza. Con il superamento della fase emergenziale e il graduale miglioramento della situazione sanitaria, nel 2021 la domanda si è riportata su livelli più contenuti ma comunque superiori al 2019. Nel complesso si valuta un calo dei consumi dell’1% in valore rispetto al 2020. Tra i diversi segmenti, hanno mantenuto un andamento positivo i prodotti per la manutenzione, i detergenti per stoviglie e gli additivi per bucato, mentre l’area del lavaggio ha subito un ridimensionamento. Dal punto di vista dei canali distributivi, le catene specializzate in igiene della casa e della persona (“specialisti drug”) sono risultate ancora il formato più vivace. Nella grande distribuzione invece, sono aumentate leggermente le vendite nei discount, mentre gli ipermercati hanno segnato il passo. DETERGENZA E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Il rischio di immissione di sostanze chimiche nocive nell'ambiente, dagli anni 2000 ha determinato la necessità di prevedere attraverso regolamenti europei l'obbligo di biodegradabilità

dei tensioattivi e l'obbligo di etichettatura specifica. Le aziende della detergenza inoltre sono tenute a rispettare il regolamento europeo per la registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche, entrato in vigore nel 2007, che ha imposto l'obbligo di registrazione per le sostanze chimiche utilizzate nei processi produttivi e una serie di obblighi burocratici per le imprese che producono le sostanze impiegate. L'esigenza di ridurre l'impatto dell'immissione dei detergenti nell'ambiente ha determinato un’evoluzione del mercato, concretizzatasi con lo sviluppo di prodotti con una composizione che ne aumenta la biodegradabilità, anche con l'utilizzo di materie prime vegetali. I reparti di ricerca e sviluppo si dirigono quindi verso nuove composizioni a minor impatto ambientale e tipologie di packaging capaci di ridurre l'utilizzo di plastica. In questo ambito si contano marchi e certificazioni che garantiscono il rispetto di standard specifici. Il più diffuso è Ecolabel, marchio Europeo di Qualità Ecologica rilasciato dal Comitato Ecolabel-Ecoaudit assegnato ai prodotti più ecocompatibili e quindi dal minor impatto ambientale.

IL FATTORE PLASTIC TAX La legge di Bilancio 2020, in recepimento della direttiva n. 2019/904, ha introdotto la plastic tax, un’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI), con funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari. L’imposta è dovuta nella misura di 0,45 euro per ogni chilogrammo di materia plastica, quindi con riferimento alla plastica costituita da polimeri organici di origine sintetica, contenuta nei MACSI.

L’entrata in vigore dell’imposta è stata spostata dal luglio 2020 al 1 gennaio 2021; successivamente con la Legge di Bilancio 2021 è stata posticipata al 1 luglio 2021 e con la Legge di bilancio 2022 al 2023. La legge di bilancio ha anche ampliato la platea dei soggetti obbligati al pagamento dell’imposta, eleva l’importo minimo per eseguire il pagamento ed estende i poteri di verifica e controllo attribuiti all’Agenzia delle Dogane, rimodulando al ribasso il regime sanzionatorio in caso di violazioni.

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informazione pubblicitaria

ZEP ICS – Il nuovo Partner nella Distribuzione Nel mondo della distribuzione HORECA si affaccia la nuova linea di detergenti professionali ZEP ICS – Integrated Cleaning Systems. L’ampio spettro di applicazioni, la riconosciuta qualità e l’impegno di Zep sono il cuore della nuova proposta, tesa a supportare il distributore e i suoi clienti nel raggiungimento dei loro stessi obiettivi e rendere quindi concreto il concetto di Global Partnership. Per Zep significa stabilire un percorso in comune col cliente, affiancandolo nell'analisi delle esigenze specifiche, fornendo la giusta soluzione, l'assistenza e il training sull’uso corretto all'applicazione dei prodotti. Con la gamma ICS

Distribution Zep ha voluto concentrarsi su quello che sa fare meglio, ossia ottimizzare e rendere più semplice il lavoro degli utilizzatori finali. Il catalogo ICS si compone infatti dei più efficaci formulati dedicati a cucina e HACCP, ambienti, bagno, camera e igiene delle mani, realizzati anche sulle indicazioni degli stessi operatori di settore. Oggetto della massima attenzione sono stati anche i confezionamenti e le concentrazioni di alcuni prodotti di grande consumo, calibrati per il raggiungimento di un risparmio economico nella gestione d’impresa e sulla doverosa attenzione all’ambiente. La gamma dei disinfettanti è stata radical-

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mente rinnovata e adattata al mercato di destinazione. I nuovi formulati, pronto uso e concentrati, sono oggi divisi in due tipologie, base alcolica e sali quaternari d’ammonio, per fornire la soluzione professionale su misura a ogni problema legato alla disinfezione di ambienti e superfici. SCEGLIERE ICS PER CREARE VALORE NELL’OSPITALITA’ Per le strutture ricettive o ristoranti è importante scegliere la gamma di prodotti più adeguata per definire la propria identità e lo stile di approccio con i clienti nei servizi offerti. Ovunque la soddisfazione dell’ospite sia l’obietti-

vo d’impresa, Zep, in qualità di partner, offre le soluzioni più efficaci per rendere più sicuro il soggiorno dal punto di vista dell’igiene e la cura degli ambienti. Infatti un piatto pulito e il buon cibo sono il biglietto da visita da trasformare nella miglior esperienza per gli ospiti. Per questo Zep ha scrupolosamente progettato la linea professionale ICS, ponendo il focus sulle funzioni e l’efficacia di ogni specifico formulato. Anche le strutture stesse devono essere conservate e valorizzate con prodotti di qualità che garantiscano sempre risultati eccellenti in termini di pulizia e sicurezza seguendo le linee guida e piani di igienizzazione, se necessario anche preparati da Zep. Ottimizzare tempo e qualità del lavoro è un binomio finalmente realizzabile con prodotti e sistemi rapidi, efficaci e dal costo in uso estremamente contenuto. Ogni esigenza trova la sua soluzione e il supporto in ogni fase con le nuove soluzioni integrate, anche in ottica HACCP, completano il programma di partnership offerto da Zep per affrontare insieme le sfide più impegnative, tra le quali il controllo dei costi di gestione.

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BIOCIDI

Disinfettanti per mani

Approfondimento regolatorio I membri del gruppo di studio dedicato ai prodotti biocidi e ai PMC di AFI (Associazione Farmaceutici Industria) in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università degli Studi di Milano hanno organizzato un webinar rivolto a responsabili e operatori all’interno di aziende chimico-farmaceutiche delle funzioni regolatoria, produttiva e di marketing per quanto riguarda i prodotti biocidi, in particolare per i prodotti disinfettanti e loro borderline (detergenti, cosmetici, farmaci, etc) a cura di Cristina Cardinali

C

on un live webinar, il gruppo di studio Prodotti biocidi e PMC di AFI, Associazione Farmaceutici Industria, ha affrontato e approfondito i principali argomenti scientifici e regolatori relativi alla messa in commercio dei prodotti Disinfettanti nel contesto nazionale ed europeo in collaborazione con il Corso di Perfezionamento “La gestione dei DM e dei cosmetici: aspetti regolatori” del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università degli Studi di Milano.

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

In questo articolo si riportano in particolare le parti salienti di due interventi relativi alle valutazioni di efficacia e di rischio per poter immettere sul mercato un prodotto disinfettante per la cute integra delle mani (come PMC o biocidi). VALUTAZIONE DELL’EFFICACIA

Nel primo intervento, a cura di Michele Cavalleri, GLP Test Facility Manager in Eurofins / Biocide Testing Business Unit Manager at Eurofins Biolab, si è affrontato il tema dei test di efficacia.

La Commissione Tecnica che si occupa di queste tipologie di test di efficacia disinfettante è la Technical Committee 216 della Commissione Europea di Normazione. In particolare, la Commissione Tecnica rilascia ogni due o tre anni una Linea Guida orizzontale che è la EN 14885 - la prossima edizione sarà rilasciata presumibilmente entro la fine di quest’anno - in cui vengono elencate le norme europee per supportare i claim di disinfezione delle varie tipologie di disinfettanti (modalità e area di applicazione), una sorta


no effettuati su volontari (proband test) e possono essere testati solo determinati ceppi microbici oppure direttamente la cute residente dei volontari per motivi di sicurezza degli stessi. Per quanto riguarda i claim specifici per la disinfezione della cute delle mani si ha una diversificazione a seconda della tipologia di prodotto. Ad esempio ci sono claim per supportare l’efficacia di prodotti handrub, tipicamente prodotti a base alcolica, che non richiedono il risciacquo dopo l’uso e che hanno un’applicazione non a livello pre chirurgico. In questo caso si usano tutti i test di FASE 2 STEP 1 necessari a supportare gli specifici claim che il produttore ha intenzione di validare: • battericida • levuricida • fungicida • virucida, con tutte le varie tipologie di claim virucida a seconda dell’efficacia e dell’uso del prodotto (virucida completo, virucida a spettro limitato, virucida limitatamente ai virus dotati di membrana - come il coronavirus) • tubercolicida

Figura 1

di claim matrix tra i test da effettuare e i claim da supportare per i vari disinfettanti. Per quanto riguarda la disinfezione della cute delle mani questi test vengono messi a punto e validati dal Gruppo di Lavoro 1 (WG1) relativo all’area medica, ma nonostante ciò tutti i test di efficacia sono trasversali a tutte le aree di applicazioni: medicale, professionale, non-professionale. A questo proposito è utile ricordare quanto prescrive la EN 14885: se non esiste un appropriato standard in termini di test di efficacia per una specifica area di applicazione, uno standard di un’altra area di applicazione, in questo caso dell’area medica, può essere utilizzato liberamente. E questo vale appunto per i test di disinfezione della cute integra delle mani usando volontari. Nel momento in cui verrà pubblicato uno standard specifico questo diventerà mandatorio in

tutti i paesi dell’Unione Europea. Sia la EN 14885 sia la Linea Guida ECHA sull’efficacia dei disinfettanti prescrivono due tipologie di test mandatori: • Test di FASE 2 STEP 1 • Test di FASE 2 STEP 2 I primi sono test in vitro, i secondi sono test che simulano le condizioni d’uso (per l’igiene delle mani si chiamano test su volontari). I test di FASE 2 STEP 1 servono per valutare in generale lo spettro di attività dei disinfettanti in maniera riproducibile, in parte prescindendo dalle modalità di applicazione e dallo scopo d’uso del prodotto. Nella fattispecie, per prodotti antisettici i test di FASE 2 STEP 1 servono per testare tutte le tipologie di microrganismi per cui si vuole supportare il claim. Invece, i test di FASE 2 STEP 2 per la disinfezione della cute umana vengo-

Questi sono tutti test in vitro. Sulla cute dei volontari mandatoriamente deve essere effettuato un test che si chiama EN 1500 che prevede la simulazione in maniera esatta dell’applicazione del prodotto sulla cute delle mani e una procedura che simuli appunto questa applicazione (vedi figura 1) e si valuterà poi l’efficacia del prodotto. Tipicamente, per questo tipo di prodotti il test di FASE 2 STEP 2 è più sfidante rispetto a quelli di FASE 2 STEP 1. Stessa cosa per i prodotti hand wash, i prodotti a risciacquo, solitamente meno efficaci dei prodotti a base alcolica poiché di solito contengono degli attivi a spettro limitato - come i composti dell’ammonio quaternario o la clorexidina - in questo caso si applicano le stesse norme di FASE 2 STEP 1, con presumibilmente l’esclusione di alcuni claim di tipo virucida o di tipo tubercolicida, per i quali gli attivi normalmente non hanno efficacia.

DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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BIOCIDI

delle mani per usare dei prodotti che non sono quelli standard previsti dalla normativa o per cui la normativa è stata validata. Si tratta ad esempio dei prodotti Handrub, sempre prodotti a base alcolica per la disinfezione delle mani, ma ad esempio salviette preimpregnate invece che liquidi o gel. In questo caso la procedura per le wipe dovrà essere descritta nei dettagli e sarà ovviamente diversa da quella utilizzata per il liquido e dovrà essere validata un’appropriata sostanza di riferimento.

Figura 2

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Il secondo intervento - a cura di Francesca Fasano, Operation Director / Head of BU Chemical - si concentra sulla valutazione del rischio dei prodotti disinfettanti per mani. Il rischio è la relazione che intercorre tra le proprietà pericolose che sono intrinseche di un prodotto e l’esposizione a cui un utilizzatore è soggetto durante l’utilizzo del prodotto. Naturalmente la valutazione del rischio può essere fatta sia per l’uomo che per l’ambiente ed è mandatorio da parte dell’autorità che venga valutato ogni singolo uso di un prodotto. Non si può fare quindi una valutazione del rischio generica su un prodotto, ma occorre guardare specificatamente tutti gli usi che di questo prodotto si fanno. Dopodiché si arriva al test di FASE 2 STEP 2 sui volontari che differisce leggermente da quello per i prodotti handrub perché il numero di volontari è un po’ inferiore e il test statistico per valutare l’efficacia è differente rispetto alla EN 1500. Infine si hanno i claim per prodotti sempre hand hygiene ma che riguardano i prodotti Pre Chirurgici. Si tratta di prodotti che servono a disinfettare le mani del chirurgo o comunque del team che entrerà in sala operatoria. In questo caso, mentre i test in vitro sono analoghi a quelli precedenti, nel caso dei test FASE 2 STEP 2 la norma è diversa, ma il principio è sempre lo stesso: effettuare il test su un numero sufficiente di volontari sani applicando il prodotto sulla loro cute simulando esattamente le condizioni d’uso. In questo caso però non si uti-

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

lizza un ceppo applicato artificialmente come inoculo sulle mani dei volontari, ma si utilizza proprio la loro cute che è tipicamente più resistente. Ogni test attualmente pubblicato dalla CT 216 contiene una tabella (vedi esempio figura 2) che differenzia i vari claim a seconda dell’applicazione del prodotto e delle condizioni d’uso. In futuro ci sarà la pubblicazione di un test EN di efficacia virucida. Un test che prevederà la stessa modalità di test rispetto a una EN 1500, per esempio, utilizzando però una diversa sostanza di riferimento per i virus, in questo caso Etanolo 70% invece di 2 propanolo 60%, per validare definitivamente quel tipo di claim virucida. Ci potrà poi essere la necessità di modificare i test di efficacia disinfettante per la cute

Rischio umano Nella valutazione del rischio umano si considerano le vie di esposizione che sono fondamentalmente tre: inalatoria, dermale, orale (compresa l’esposizione hand-mouth). Le informazioni necessarie sul prodotto per costruire lo scenario di esposizione sono: 1. caratteristiche del prodotto: solido, liquido, in bomboletta, spruzzato con trigger o aerosolizzato; 2. chi userà il prodotto; 3. come e dove userà il prodotto; 4. con che frequenza userà il prodotto e per quanto tempo; 5. ci sono già delle misure di controllo dell’esposizione messe in atto a priori prima della valutazione del rischio (fondamentalmente relative al packaging);


6. chi potrà essere esposto al prodotto. Abbiamo tre tipi di utilizzatori: industriali, professionali e non-professionali. I primi sono quella categoria di persone che viene in contatto giornalmente con una sostanza o un prodotto per via della sua attività lavorativa: l’utilizzatore industriale è coinvolto nella formulazione del prodotto e nel suo confezionamento. Quindi va da sè che verrà esposto giornalmente al prodotto. Gli utilizzatori professionali sono una categoria di persone esposte anch’esse giornalmente al prodotto per via della loro attività lavorativa, ma in quanto coinvolte nell’applicazione del prodotto. Entrambi queste categorie di utilizzatori sono formate, ovvero sanno quale potrebbe essere il pericolo derivante dall’utilizzo di una sostanza o di un prodotto e, di conseguenza, si può ipotizzare che utilizzino dispositivi di protezione individuale. Gli utilizzatori non-professionali sono persone coinvolte nell’applicazione del prodotto ma non giornalmente, poiché non lo usano per motivi lavorativi. Se si fa la valutazione

del rischio per l’utilizzatore non-professionale non si può ipotizzare che faccia uso di DPI perchè tipicamente questo utilizzatore non è formato e quindi non è detto che conosca dettagliatamente i pericoli del prodotto che sta manipolando e non è detto nemmeno che legga attentamente l’etichetta sul prodotto e che quindi applichi il prodotto col modo d’uso riportato in essa. Quando consideriamo chi altro potrà essere esposto al prodotto parliamo di esposizione secondaria, che riguarda quelle categorie di persone che non sono direttamente coinvolte nell’applicazione del prodotto, ma possono essere esposte al prodotto durante il suo ciclo di vita. Inoltre, nella valutazione del rischio non va tralasciata la possibile esposizione combinata, quando una persona può essere esposta al prodotto poiché lo applica e, allo stesso tempo, ne è esposta secondariamente durante il ciclo di vita del prodotto. Una volta individuata l’esposizione degli utilizzatori si dovrà andare a confron-

tare il valore di esposizione che è stato ottenuto con un valore soglia e farne il rapporto. Se l’esposizione è più bassa rispetto al valore soglia- a questo punto non ci sono problemi e si può affermare che l’uso che è stato considerato è sicuro. Nel momento in cui il valore di esposizione stimata è maggiore del valore soglia si dovrà andare a fare dei refinement, delle rielaborazioni della valutazione del rischio e andare agli step successivi per arrivare a ridurre l’esposizione stimata a un valore inferiore al valore soglia. Normativa Come per gli studi sull’efficacia la normativa è andata via via ad aumentare la propria complessità anche per gli aspetti relativi alla valutazione del rischio. In particolare si è andato ad approfondire il concetto di sostanze che destano preoccupazione. In realtà, la definizione di sostanze che destano preoccupazione è sempre stata nel regolamento ECHA (European Chemical Agency) all’articolo 3, ma si trattava di una definizione un po’

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generica, quindi le Linee Guida sulla Human Health nell’ANNEX 1 sono andate a dare una definizione un po’ più dettagliata di quelle che sono le sostanze che destano preoccupazione e quindi sono state definite tutte le sostanze che devono essere tenute in considerazione nella valutazione del rischio. Quando si calcola la classificazione del prodotto, sono sostanze che destano preoccupazione tutti i principi attivi in valutazione o già autorizzati anche non per il pt di riferimento. Ad esempio gli income preservative, quelle sostanze che vengono aggiunte alle formulazioni per aumentarne la durata nel tempo e quindi che hanno un effetto conservante e non un effetto biocida nel momento in cui si applicano. O tutte quelle sostanze che potrebbero avere degli effetti sinergici, così come le sostanze che sono presenti in candidate list del reach o qualsiasi sostanza per cui esistono dei livelli di esposizione comunitari. Ovviamente la normativa richiede non solo di fare la valutazione del rischio di

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

tutte le sostanze attive presenti in una formulazione, ma chiede anche di fare una valutazione del rischio di tutte le sostanze che destano preoccupazione all’interno del prodotto biocida. Questo come si può fare? Le Linee Guida hanno stabilito quattro possibili fasce di classificazione dei pericoli per i prodotti e hanno quindi creato un sistema a bande, dalla A alla D per i quali i requisiti di valutazione di gestione del rischio sono crescenti. Se una sostanza viene classificata in banda A o in banda B è possibile fare una valutazione del rischio qualitativa o semi-quantitativa; se invece una sostanza ricade nella banda C o D si sarà tenuti a fare una valutazione del rischio quantitativa. Se una sostanza ricade in due bande diverse si dovrà procedere con una valutazione secondo la banda più stringente. Rischio ambientale Una volta conclusa la valutazione del rischio umano si procederà a valutare il ri-

schio ambientale. Occorre innanzitutto capire qual è il destino ambientale della sostanza, del prodotto e valutare esattamente come si distribuirà nell’ambiente. Nello specifico si andrà a fare un’ipotesi di emissione, di distribuzione del prodotto nell’ambiente e anche qui si andrà a calcolare una PEC (Predict Environmental Concentration). Questo valore di PEC andrà confrontato con un valore di PNEC (Predict No Effect Concentration), che è un valore che viene estrapolato per la sostanza attiva. Laddove il rapporto di caratterizzazione del rischio è minore di 1 la sostanza, il prodotto non pone rischi per l’ambiente. Per queste valutazioni si devono considerare sia tutte le sostanze attive presenti all’interno delle formulazioni dei prodotti sia delle sostanze che destano preoccupazione. In particolare si valuteranno quelle sostanze che potrebbero avere un’azione sinergica sull’attività della sostanza attiva, e le sostanze della candidate list del reach..


ANNO 31 n. 8

OTTOBRE 2022

ECONOMIA

Le sfide di una crescita sostenibile ECOLABEL

La pulizia amica dell’ambiente ENERGIA

IGIENE URBANA Cresce ancora il comparto spazzatrici

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Sommario S8

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SOSTENIBILITÀ

S8 La sfida economica e sociale del green Maurizio Pedrini

INDUSTRIA

S18 Iniziative per una produzione più sostenibile a cura di Simone Ciapparelli

WEBINAR

S22 Nuovi CAM ospedalieri e di pulizia: l’impatto sul mercato del Professional Cleaning Maurizio Pedrini

S22


CARRELLI FALPI CERTIFICATI

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DIMENSIONE GREEN

SOMMARIO

STRUTTURE ENERGIVORE S30 Ospedali “verdi” per una sanità sostenibile Fabio Chiavieri

S30

MARCHIO ECOLABEL

S36 La pulizia amica dell’ambiente Elena Consonni

INTERVISTA

S42 Strategie sostenibili a cura di Cristina Cardinali

PEST CONTROL

S50 Ars disinfestandi, igienizzandi e sanificandi a cura di Graziano Dassi

IGIENE URBANA SERVIZI

S54 Igiene urbana: un settore complesso Cristina Cardinali

LINEE GUIDA

S56 In sicurezza nei siti di smaltimento rifiuti a cura di Francesca Leone

MERCATO

S62 In crescita il comparto spazzatrici Maurizio Pedrini

DISINFESTAZIONE

S72 Zanzare in un centro polisportivo Graziano Dassi

S54


DIMENSIONE GREEN

SOSTENIBILITÀ

La sfida economica e sociale

del Green

Modificare gli attuali modelli di crescita, le abitudini dei consumatori, la tecnologia e le infrastrutture è un progetto a lungo termine e per un po’ di tempo ci troveremo a convivere con le conseguenze delle scelte adottate in passato. Le decisioni per la crescita verde dovranno quindi essere abbastanza flessibili, in modo tale da poter utilizzare pienamente le nuove tecnologie e cogliere inedite opportunità Maurizio Pedrini

giornalista di settore e direttore tecnico della rivista Dimensione Pulito

S•8

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ono trascorsi tredici anni dal giugno del 2009, quando i ministri di trentaquattro Paesi firmavano solennemente la Green Growth Declaration, in cui dichiaravano il proprio impegno a: “Potenziare gli sforzi per la formulazione di nuove strategie di crescita verde nell’ambito delle risposte governative alla crisi e oltre, riconoscendo che ‘verde’ e ‘crescita’ possono procedere mano nella mano”. Contestualmente veniva approvato il conferimento di un mandato all’OCSE per lo sviluppo di una Strategia di Crescita Verde che tenesse conto dei vari aspetti economici, ambientali, sociali, tecnologici e di sviluppo. Da quell’impegno solenne, molta acqua è passata sotto i ponti e, soprattutto, per l’economia mondiale, il mondo delle imprese, la società intera, troppe cose - purtroppo - sono cambiate, in peggio. Gli indicatori dell’oggettiva involuzione sono troppi e assai dolorosi. Quasi inutile ricordare i devastanti effetti della pandemia da SARS-CoV 2, che - stando agli ultimi studi - ha fatto regredire di quasi il 5% il Pil dei principali Paesi industrializzati. Dall’affacciarsi, minaccioso e potente, del virus che tanta morte e dolore ha seminato intorno a noi, è stato tutto un susseguirsi di fenomeni, in gran parte imprevedibili dagli stessi analisti, che hanno pesantemente colpito anche l’economia italiana, mettendo in crisi il nostro sistema produttivo e sociale: difficoltà, per le aziende nel reperimento di materie prime, guerra in Ucraina, sanzioni alla Russia, impennata pazzesca dei costi energetici, con il prezzo del gas e della corrente elettrica alle stelle, un’eccessiva inflazione che sta portando, purtroppo, il nostro Paese alla recessione. Inutile nascondere come, in questo ultimo biennio, nonostante il varo da parte del Governo del PNRR e l’obbligo formale e finanziario assunto, anche tramite il Recovery Fund nei confronti della svolta Green, con l’assunzione di precise responsabilità dell’Italia nei confronti della stessa UE,

Le grosse difficoltà contingenti, che rischiano di travolgere il sistema delle imprese e la stessa organizzazione sociale, postulano la necessità di seguire, con ancor più convinzione, la strada della sostenibilità, intimamente legata all’innovazione il fervore entusiasta verso l’economia verde si sia non poco affievolito. Ovviamente, ciò non significa che la necessità di far quadrare i conti e “tirare la cinghia”, come si prospetta in vista del prossimo inverno, da parte degli italiani e delle imprese, stia in qualche modo a significare la rinuncia e il venir meno rispetto agli impegni e alla prospettiva della “svolta” legata alla sostenibilità ambientale. Questa strada è divenuta semmai ancor più obbligatoria e impellente: come far finta di ignorare o tergiversare di fronte all’impatto devastante dei Cambiamenti climatici che si stanno abbattendo – inclementi - su di noi, con devastazioni, temperature estive elevatissime, siccità e terribili alluvioni? Del resto, la corretta via colorata di verde, in Italia, è stata imboccata da tempo: lo testimoniano, anche nel settore del professional cleaning e della PA, le disposizioni legislative volte alla sostenibilità, all’abbattimento della CO2, alla riduzione dell’inquinamento. Ci riferiamo, ad esempio, alla normativa dettata dai Nuovi CAM per il GPP nelle pulizie e negli ospedali, così come le produzioni, ispirate alla Certificazione Ecolabel, di detergenti e sistemi di detergenza nel settore chimico, ma anche il salto di qualità tecnologico compiuto da

anni nella progettazione e costruzione delle macchine per la pulizia. Le nostre aziende, in estrema sintesi, si dimostrano da anni sempre più attente non solo al risparmio energetico e d’acqua, ma anche ad una catena produttiva ispirata alla massima limitazione dei consumi e, soprattutto, al corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti. Ne sono una prova lampante anche quelle industrie, le più lungimiranti che, impegnate a praticare concretamente la sostenibilità - non solo a parole, ma nei fatti - si sono dotate da tempo nei loro siti produttivi, di impianti fotovoltaici. Una scelta ecologica decisamente vincente, specie alla luce dei picchi inauditi raggiunti in questi mesi dalla bolletta energetica. Essere “sostenibili” e green, del resto, conviene in tutti i sensi, perché in questo modo si aumentano e migliorano i processi aziendali, le risorse sono investite in maniera più razionale. Ma se questo non dovesse bastare, è bene aggiungere che essere un’azienda sostenibile, aumenta considerevolmente la propria brand reputation agli occhi degli stakeholder. Inutile nascondere, però, che proprio alla luce dei fatti, delle vicissitudini e delle incertezze che si sono abbattute sulle nostre industrie e su tutti noi, sorgono spontanee alcune domande. Il Green per molti, è solo una “moda”, una nobile dichiarazione di intenti, o rappresenta invece un impegno categorico e improcrastinabile, ovvero una sfida da affrontare e superare, mettendosi al lavoro da subito, se ancora non lo si è fatto? Inoltre, questa “economia verde”, di cui tanto si parla, come percorso obbligatorio, quali problematiche comporta, specie ragionando sui costi di imprese e famiglie, così come sul piano occupazionale? Sono quesiti di non poco conto, pur considerando, come dicevamo in apertura, che la strada del Green - almeno per l’Occidente - appare obbligata. A questo punto, altra nota dolente, sorge l’interrogativo di fondo che tutti ci poniamo: “solo per l’Occidente”?

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Come la mettiamo con la Cina, con gli altri Paesi, le altre economie emergenti, i cosiddetti Paesi in via di Sviluppo, insomma, con quegli Stati che assorbono, senza alcuna remora la gran parte delle risorse energetiche della Terra, restituendo inquinamento, sprecando enormi beni e producendo una massa inquietante di rifiuti d’ogni genere? Ma, lasciando stare le preoccupazioni, cerchiamo di comprendere in cosa consiste la scelta del Green e quali sono le sue auspicate, possibili conseguenze, a beneficio dell’economia e di tutti noi.

RIDEFINIRE LA CRESCITA L’economia mondiale, dicevamo, è ancora afflitta da numerosi mali. Mentre siamo forse usciti dall’emergenza pandemica, ci troviamo ad affrontare problematiche urgenti quali la recessione economica, la guerra in Ucraina, il terribile aumento dei costi dell’energia, l’elevata disoccupazione, le pressioni inflazionistiche e i deficit fiscali. Proprio di fronte alle innumerevoli difficoltà del presente, però, è necessario guardare al futuro per formulare nuove strategie, con l’intento di assicurare che la crescita e il progresso, troppo frettolosamente dati per scontati, abbiano effettivamente luogo negli anni a venire. Tornare sui nostri passi, come in parte stiamo facendo per effetto della guerra e delle sanzioni imposte alla Russia, sarebbe - a nostro avviso - non solo sbagliato, ma anche imprudente. I rischi sarebbero davvero gravi, e potrebbero provocare terri-

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bili costi umani, pesanti ostacoli alla crescita e allo sviluppo economico. Ne potrebbero risultare, ad esempio, una maggiore penuria idrica, difficoltà nell’approvvigionamento di risorse, inquinamento atmosferico e idrico, cambiamento climatico e perdita di biodiversità irreversibili. Ecco perché, oggi più che mai, i Grandi della Terra sono chiamati a definire con urgenza precise strategie finalizzate a perseguire una crescita più verde. Se desideriamo davvero che quanto di buono è stato fatto con l’Agenda 2021 e, soprattutto, con l’Agenda 2030 che ha chiaramente definito 17 precisi impegni volti alla sostenibilità ambientale, dobbiamo impegnarci a trovare e praticare nuovi modi di produzione e consumo, ridefinire la nostra stessa idea di progresso e i nostri criteri per misurarlo. Imprenditori e cittadini vanno resi davvero protagonisti di questo ambizioso viaggio, liberando il terreno - attraverso la conoscenza e la pratica di nuovi stili di vita - da pregiudizi e paure, a volte irrazionali, del cambiamento stesso. Inutile nascondere, però, quanto sia difficile e tortuoso un cammino che richiede a tutti noi, in pochi anni, di modificare gli attuali modelli di crescita, le abitudini dei consumatori, la tecnologia di produzione, le infrastrutture, la logistica e la catena distributiva, solo per citare alcuni aspetti di questa vera e propria “Rivoluzione Copernicana”. Se alcune decisioni vanno prese in tempi stretti, è altrettanto vero che siamo di fronte a un progetto a lungo termine,

che è destinato a proiettarci in una nuova dimensione. Le parole chiave, per le aziende, legate alla sostenibilità ambientale , sono innovazione 4.0, digitalizzazione e intelligenza artificiale. Anche il termine “pulizia”, nella sua più vasta accezione, collegato cioè all’idea di una diversa raccolta dei rifiuti intesi quale risorsa energetica e fonte di ricchezza economica, così come il termine “riciclo”, sono strettamente connessi alla nostra idea di Green Economy. Non dimentichiamo che l’economia moderna è stata resa possibile dall’innovazione a tutto tondo, non solo da quella squisitamente tecnologica: dobbiamo provare a immaginare come i nuovi modelli commerciali, le nuove modalità di lavoro, i nuovi piani urbanistici e di trasporto, siano destinati a giocare un ruolo straordinariamente importante nella promozione della crescita verde. Questo processo va perseguito con una “Santa Alleanza” tra gli Stati, per il bene supremo dei popoli e del Pianeta. Parliamoci chiaro: nessun governo dispone da solo di tutte le risorse tecnologiche, scientifiche, finanziarie e di altra natura necessarie per promuovere la crescita verde. Le sfide sono di ordine globale e non ammettono incertezze o deroghe. Il “verde” e la “crescita” possono e devono procedere di pari passo. All’OCSE, a più riprese è stato chiesto da molti Stati di formulare una Green Growth Strategy. In questi anni, tanto a livello governativo quanto ad opera della società civile, sono state avanzate proposte su come i Paesi possano perseguire la crescita economica e lo sviluppo, contrastando - al contempo - il cambiamento climatico e prevenendo un costoso degrado ambientale, attraverso l’utilizzo inefficiente delle risorse naturali. Le pubblicazioni Towards Green Growth e Towards Green Growth - Monitoring Progress: OECD Indicators costituiscono senz’altro due assi portanti del prezioso lavoro svolto a partire dal 2009, come pure la famosa, antecedente, Conferenza di Rio de Janeiro, nota anche come il Summit



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della Terra, svoltasi nella grande metropoli brasiliana dal 3 al 14 giugno 1992, che è stata la prima assise mondiale dei capi di Stato sull’ambiente. Si è trattato di un evento senza precedenti, anche in termini di impatto mediatico e di scelte politiche e di sviluppo conseguenti. Vi parteciparono, allora 172 governi e 108 capi di Stato o di Governo, 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative, mentre oltre 17.000 persone aderirono al NGO Forum. Sappiamo bene come - di questi tempi - sia quasi impossibile sperare che tutto ciò si ripeta.

STRATEGIE DI CRESCITA SOSTENIBILI Tornando al punto di partenza, la Green Growth Strategy dell’OCSE propone un quadro operativo di politiche abbastanza flessibile, tale da poter essere adattato alle diverse circostanze nazionali e ai vari livelli di sviluppo. La crescita verde dell’OCSE è stata progettata per contribuire alla realizzazione degli obiettivi di Rio+20, in collaborazione con le iniziative prese in altri forum internazionali, tra cui l’UNEP, l’UNESCAP e la Banca Mondiale. Gli obiettivi sono ambiziosi e prevedono un’agenda politica e operativa mirata al raggiungimento di un progresso concreto e misurabile, in grado di coniugare le esigenze dell’economia con quelle dell’ambiente. Il traguardo centrale è la promozione delle condizioni necessarie a favorire l’innovazione, gli investimenti e la concorrenza, capaci di generare nuove fonti di crescita economica compatibili con ecosistemi resilienti. Le strategie di crescita verde dovranno, peraltro, tenere particolarmente conto delle numerose questioni sociali e di equità che possono derivare da un’economia più “verde”, su scala locale, nazionale e planetaria. Modificare gli attuali modelli di crescita, le abitudini dei consumatori, la tecnologia e le infrastrutture - come dicevamo - è un progetto a lungo termine e per un po’ di tempo ci troveremo a con-

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vivere con le conseguenze delle scelte adottate in passato. Le decisioni per la crescita verde dovranno quindi essere abbastanza flessibili, in modo tale da poter utilizzare pienamente le nuove tecnologie e cogliere inedite opportunità. Tale flessibilità dovrà, inoltre, consentirci di abbandonare rapidamente un approccio iniziale, laddove se ne presenti uno migliore. L’uso e la gestione efficiente delle risorse sono un obiettivo essenziale della politica economica, sebbene anche molti interventi fiscali e normativi, non generalmente associati a un’agenda “verde”, avranno un ruolo primario. Due tipi d’intervento sono essenziali in qualsiasi strategia di crescita verde: il primo comprende politiche quadro di ampia applicazione, capaci di rafforzare sia la crescita economica che la conservazione del capitale naturale. Si tratta di strumenti fiscali e normativi, come le misure di politica fiscale e di concorrenza, che, se ben progettate e portate a termine, permettono una allocazione più efficiente delle risorse. È questa l’agenda abituale della politica economica, assieme alla consapevolezza di portare beneficio anche all’ambiente. Sarebbe inoltre auspicabile includere le politiche per l’innovazione all’interno di tale tipologia di interventi. Il secondo intervento include politiche capaci di incentivare l’uso efficiente delle risorse naturali e di rendere più costoso l’inquinamento. Tali politiche comprendono un mix di strumenti di mercato, come ad esempio le tasse ambientali, le normative, le politiche di appoggio tecnologico e gli approcci volontari. Qualunque sia il contesto nazionale, l’attribuzione di un prezzo all’inquinamento o allo sfruttamento eccessivo di risorse naturali rare, attraverso meccanismi quali imposte o sistemi di permessi negoziabili, dovrebbe essere un elemento centrale dell’insieme di politiche adottate. I meccanismi di prezzo tendono a ridurre i costi sostenuti per raggiungere un determinato obiettivo e forniscono incentivi per incremen-

tare ulteriormente l’efficienza e l’innovazione. A nostro avviso, un maggiore e ragionato uso delle tasse ambientali potrebbe giocare un ruolo importante nelle riforme fiscali orientate alla crescita economica, poiché potrebbe aiutare a ridurre le distorsioni introdotte sia dalle imposte sul reddito personale e societario sia dai contributi sociali. Anche le tasse sui prodotti energetici e sulle emissioni di anidride carbonica potrebbero costituire parte di un più ampio pacchetto di consolidamento fiscale, offrendo un’interessante alternativa a tasse più elevate sul lavoro o sul reddito societario o a tagli della spesa pubblica. Tuttavia, non tutte le situazioni si prestano a essere gestite con strumenti di mercato. In alcuni casi, una normativa ben progettata, politiche attive di supporto tecnologico e approcci volontari potrebbero rivelarsi più appropriati per affiancare tali strumenti. Inoltre, in numerose situazioni, la capacità di risposta delle imprese e dei consumatori ai segnali inviati dalla politica dei prezzi potrebbe essere rafforzata da misure informative che evidenzino le conseguenze dei danni ambientali causati da attività specifiche, nonché la disponibilità di alternative più pulite. In sostanza, le decisioni di politica economica prese oggi dovrebbero essere più lungimiranti, dal momento che i modelli di crescita e i cambiamenti tecnologici tendono a servirsi gli uni degli altri creando, in tal modo, una dipendenza dal percorso seguito e da vincoli tecnologici e istituzionali. Non bisogna dimenticare che gli impatti ambientali sono cumulativi e talvolta irreversibili. Agendo sin da oggi per evitare esiti sfavorevoli, irreversibili o addirittura catastrofici, potremmo pagare un minor prezzo in termini economici domani. Insomma, l’innovazione è un fattore fondamentale a vantaggio della crescita verde. Viceversa, l’inerzia sociale ed economica può essere talmente forte che, anche un cambiamento suscettibile di produrre notevoli


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Politiche Green: la strategia di Polychim Sempre più convinti che la riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane sia un obiettivo fondamentale da perseguire per garantire al nostro pianeta e alle future generazioni un futuro vivibile, Polychim continua a investire in politiche Green, di salvaguardia dell’ambiente. Consapevoli che i prodotti con certificazione di conformità ai nuovi CAM (D.M. 29/01/2021) e certificazione Ecolabel, o equivalenti etichette ambientali, rappresentano ancora una ridotta

percentuale del mercato della detergenza professionale, si è deciso di intervenire sull’intera gamma prodotti. Per questo motivo, man mano che lo sviluppo tecnologico lo rende possibile, si sta portando avanti la progressiva sostituzione degli imballaggi realizzati con polimeri vergini con altri realizzati con percentuali variabili dal 30% al 100% di polimeri riciclati da post consumo, alcuni dei quali muniti di etichetta ambientale tipo Plastica Seconda Vita o Remade in Italy. Per progetti

specifici si è puntato inoltre su imballaggi realizzati al 100% con polimeri derivanti esclusivamente da fonti naturali, quali ad esempio la canna da zucchero. Lo stesso percorso ha interessato anche le scatole di cartone impiegate per confezionare molti dei prodotti venduti, che risultano oggi realizzate prevalentemente con carta riciclata.

www.polychim.it


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benefici, non è capace di modificare i comportamenti. L’innovazione gioca un ruolo chiave nel rendere la crescita “verde”, interrompendo la dipendenza dalle modalità operative convenzionali e contribuendo a slegare la crescita dall’esaurimento del capitale naturale.

INNOVAZIONE VERDE E OCCUPAZIONE Sono molteplici le sfide che un’innovazione Green è chiamata ad affrontare: le strategie di crescita verde devono fronteggiare molteplici sfide. Proviamo ad esaminarne alcune: numerose esternalità ambientali non sono tassate o lo sono in misura insufficiente e potrebbero essere mal comprese. Ad esempio, una tassa sull’anidride carbonica potrebbe stimolare l’innovazione volta a contrastare il cambiamento climatico, ma i prezzi attuali dell’anidride carbonica sono troppo bassi per fornire incentivi adeguati. Le nuove tecnologie potrebbero non essere in grado di competere con le tecnologie esistenti, di farsi strada nel mercato e di crescere, in particolare in mercati come quello dei trasporti e dell’energia, dove le tecnologie esistenti occupano una posizione dominante. In alcuni casi potrebbero rivelarsi necessari investimenti in ricerche pertinenti e un sostegno temporaneo allo sviluppo e alla commercializzazione delle tecnologie verdi. Tale supporto dovrebbe favorire la nascita e l’adozione di tecnologie efficienti, riducendo al minimo i rischi di vincoli tecnologici, la mancanza di concorrenza o l’esclusione di investimenti privati. È inoltre importante prevedere di rafforzare i mercati affinché siano capaci di accogliere l’innovazione verde, ad esempio

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attraverso appalti pubblici ben progettati, requisiti e normative, come sta avvenendo nel nostro Paese con i CAM attuativi del GPP. Le barriere al commercio e agli investimenti possono frenare notevolmente lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie verdi. Riducendole considerevolmente e assicurando una protezione efficace dei diritti di proprietà intellettuale, è possibile incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie e agevolare gli investimenti esteri diretti e il rilascio di licenze. Guardando con fiducia al futuro, sarà necessaria, inoltre, un’azione multilaterale per agevolare l’accesso dei Paesi meno sviluppati alle tecnologie verdi. In definitiva, una crescita più verde permetterà di creare nuova occupazione e richiederà profili specializzati in attività emergenti rispettose dell’ambiente. Tuttavia, alcuni impieghi saranno a rischio e, pertanto, si dovrà prevedere il ricollocamento dei lavoratori da settori e aziende in via di contrazione a comparti economici e aziende in via di espansione, come quelli che sostituiscono le attività inquinanti con alternative più pulite o che forniscono servizi ambientali. Del resto, è bene sottolineare che investimenti in attività verdi possiedono i necessari presupposti per creare nuovi posti di lavoro. Investendo in attività verdi - ne siamo certi - si creeranno numerosi posti di lavoro e molti governi hanno già sottolineato il notevole potenziale di crescita occupazionale rappresentato da alcuni dei loro pacchetti di incentivi verdi e dalle più ampie strategie di crescita. Stime recenti mostrano, ad esempio, che entro il 2030 potrebbero essere creati fino a 20 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo nel setto-

re della generazione e distribuzione di energie rinnovabili. Questo perché, inevitabilmente, le energie rinnovabili cresceranno in misura considerevole, a spese di fonti di energia più inquinanti, e ciò comporterà una perdita di posti di lavoro. È probabile, tuttavia, che tale perdita interesserà una quota ridotta della popolazione attiva totale.

CONCLUSIONI La crescita verde, se ben gestita, potrà generare nuove fonti di crescita investendo parecchi aspetti della vita economica e sociale, a partire proprio dalla produttività. Dovranno essere previsti incentivi per una maggiore efficienza nell’uso delle risorse e del patrimonio naturale attraverso un aumento della stessa, una riduzione dei rifiuti e del consumo di energia. L’innovazione, dovrà essere accompagnata da Politiche e condizioni che rendano possibile la creazione di valore e la gestione delle problematiche ambientali in maniera innovativa. Pensando ai nuovi mercati, andranno incoraggiati la domanda di tecnologie, prodotti e servizi verdi. Per creare e sostenere un diffuso clima sereno, sarà necessario aumentare la fiducia degli investitori tramite una maggiore stabilità e prevedibilità dei modi di gestione delle principali problematiche ambientali da parte dei governi. Infine la stabilità, un fattore fondamentale che potrà essere raggiunto solo con condizioni macroeconomiche più equilibrate, prezzi delle risorse meno volatili e sostegno al consolidamento fiscale tramite il riesame della composizione e dell’efficienza della spesa pubblica e l’aumento delle entrate mediante l’attribuzione di un prezzo all’inquinamento.


VAPORE

Per un mondo più pulito

I generatori di Vapore Professional Line di Steam Italy esprimono un nuovo concetto di pulizia, un sistema innovativo in armonia con la natura e l’ambiente. Particolarmente adatti a uso indoor, consentono di portare a termine operazioni di pulizia anche gravose con ridottissimi consumi d’acqua e detergente. La pulizia a vapore rappresenta il metodo più ecologico e moderno per trattare le superfici sporche e per ottenere un’azione efficiente di sanificazione oltre che di pulizia. PC di Steam Italy è unica nella sua categoria. Ha prestazioni da macchine industriali, ovvero 9 bar e 180°C “in caldaia”, fondamentale quando si parla di vero vapore saturo secco (umidità < al 5%). In termini pratici, esercita una resa “industriale” anche in

ambienti piccoli (uffici, camere, cucine ecc.). In poco tempo pulisce, sgrassa e igienizza su tutte le superfici verticali e orizzontali, oltre che servizi igienici, letti, poltrone, mobili. Ideale per la pulizia e igienizzazione delle camere anche per la lotta alle cimici dei letti. PC ha inoltre superato 2 importanti test: Virucida secondo standard EN 16615 e la conformità HACCP per l’uso in ambito alimentare. Le macchine a vapore Steam Italy sono ideali per la sanificazione e igienizzazione degli spazi chiusi, pubblici e privati, con un flusso costante di visitatori, ospedali e strutture sanitarie, ambulatori veterinari e per il settore hospitality.

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Microplastiche: Microplastiche: un nemico comune un nemico Microplastiche: comune

un nemico comune

La sostenibilità passa anche dalla lavatrice: utilizzare prodotti tessili resistenti ai lavaggiSostenibili, anche in lavatrice. contribuisce a prendersi cura del nostro pianeta e dei suoi abitanti Microriccio

Sostenibili, anche in lavatrice.

Microblue

Microriccio

La sostenibilità passa anche dalla lavatrice: utilizzare prodotti tessili resistenti ai lavaggi contribuisce a prendersi cura del nostro pianeta e dei suoi abitanti. Secondo lo studio “Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People” commissionato dal WWF all’Università di Newcastle (Australia), ogni anno transitano in un organismo umano 250 grammi di microplastiche ingerite attraverso liquidi e cibo, con effetti poco noti sulla salute. Nello stesso arco di tempo 8 milioni di tonnellate di plastica si riversano negli oceani frammentandosi in particelle abbastanza piccole da rientrare successivamente nella catena alimentare, arrivando in quello che mangiamo e beviamo, alimentando dunque un circolo vizioso che raggiunge persino l’aria che respiriamo.

Sostenibili, anche in lavatrice

Le particelle non originano solo dalla frammentazione dei rifiuti ma sono anche conseguenza diretta dell’abrasione dei pneumatici su strada e del deterioramento delle fibre tessili sintetiche durante il lavaggio in lavatrice, siano esse derivanti da vestiario o prodotti per la pulizia. Quest’ultimo punto chiama in causa il comparto del Cleaning, il quale dovrebbe investire in attrezzatura non solo efficace ma anche eco-sostenibile. A tal proposito, la microfibra rappresenta senza dubbio la miglior soluzione in termini di efficacia ed efficienza, è però fondamentale assicurarsi di utilizzare esclusivamente prodotti di qualità e realmente sostenibili per ottenere una pulizia impeccabile che non vada a discapito dell’ambiente. TTS si spinge sempre più in là testando e certificando gli elevati standard prestazionali e il basso impatto ambientale dei prodotti: a differenza delle semplici autodichiarazioni che non offrono

alcun tipo di garanzia al consumatore, la loro sostenibilità è riconosciuta da certificazioni autorevoli rilasciate da enti terzi indipendenti dopo un lungo e accurato processo di verifica. I recenti test condotti secondo la norma ISO 23231 da un laboratorio esterno specializzato hanno certificato il basso impatto ambientale dei ricambi best seller in microfibra di TTS: Microriccio e Microblue hanno superato l’analisi classificandosi a basso rilascio di microplastiche in fase di lavaggio dei tessili, confermando la loro sostenibilità anche su questo aspetto che finora non era stato analizzato. Una minor emissione di microplastiche si traduce in una maggior tutela dell’ambiente e della salute: utilizzare prodotti tessili resistenti ai lavaggi contribuisce dunque a salvaguardare il nostro pianeta e i suoi abitanti. Scegliere Microriccio e Microblue significa rendere green la pulizia, minimizzando

Microblue

là resistenti testando e certificando alimentando dunque un cir- utilizzare da vestiario prodotti o prodotti per Secondo lo studio “Plastic La sostenibilità passa anche dalla lavatrice: tessili ai gli elevati standard prestacolo vizioso che raggiunge la pulizia. in Nature: Assessing Plalavaggi contribuisce del nostro pianeta epunto dei suoi zionali e il basso impatto persino l’ariacura che respiriaQuest’ultimo chia- abitanti. stic Ingestion from Naturea prendersi Si stima che ogni anno in Europa si disperdano fino a 300.000 tonnellate di microplastiche nell’ambiente.

ambientale dei prodotti: a mo. ma in causa il comparto del to People” commissionato differenza delle semplici auCleaning, il quale dovrebdal WWF all’Università di alcun tipo di garanzia al consumatore, Le particelle non originano solo dalla Secondo lo studio “Plastic in Nature: todichiarazioni besono investire Newcastle (Australia), SOSTENIBILI, la loro sostenibilità è riconosciutache da non offrammentazione dei rifiuti ma anche in attrezzatura Assessing Plastic Ingestion ogni from Nature fronorilasciate alcun tipo di garanzia non solo dei efficace ma ancheautorevoli anno transitano in un orgacertificazioni da enti diretta dell’abrasione to People” commissionato dal WWF ANCHEconseguenza IN LAVATRICE un lungo e accurato su strada del deterioramento all’Università di Newcastle (Australia), ogni al consumatore, la loro soeco-sostenibile. terzi A indipendenti tal pro- dopo nismo umano 250 grammi Si stimapneumatici che ogni annoe in processo di verifica. delle fibre tessili sintetiche durante il anno transitano in un organismo umano stenibilità è riconosciuta da posito, la microfibra rapdi microplastiche ingerite Europa si disperdano fino a I recenti test condotti secondo la norma lavaggio in lavatrice, siano esse derivanti 250 grammi di microplastiche ingerite certificazioni autorevoli rilapresenta senza dubbio la attraverso liquidi e cibo, con di miISO 23231 da un laboratorio esterno da tonnellate vestiario o prodotti per la pulizia. attraverso liquidi e cibo, con effetti poco300.000 noti sciate da enti miglior soluzione in termini effetti poco noti sulla salute. croplastiche nell’ambiente. specializzato hanno certificato il terzi bassoindipenQuest’ultimo punto chiama in causa il sulla salute. denti dopo unseller lungo di efficacia è Nello stesso stessoarco arcodi ditempo tempo Le particelle non impatto ambientale dei ricambi best in e accucomparto deloriginano Cleaning, il quale dovrebbe ed efficienza, Nello 8 milioni microfibra di TTS: Microriccio e Microblue investire in attrezzatura nonperò solo efficace di plastica si di riversano rato processo di verifica. fondamentale assicu8 tonnellate milioni didi tonnellate solo dalla frammentazione hanno superato l’analisi classificandosi ma anche eco-sostenibile. tal proposito, negli oceani frammentandosi in rifiuti I recenti test condotti sedi utilizzare esclusivaplastica si riversano negli dei ma sono anche Ararsi a basso rilascio di microplastiche in 23231 la microfibra rappresenta senza dubbio la particelle abbastanza piccole da rientrare condo la norma ISO mente prodotti di qualità oceani frammentandosi in conseguenza diretta dell’afase di lavaggio dei tessili, confermando la miglior soluzione in termini di efficacia successivamente nella catena alimentare, da un laboratorio esterno e realmente sostenibili per particelle abbastanza picpneumatici loro sostenibilità anche su questo aspetto eddeiefficienza, è su però fondamentale arrivando in quello che mangiamobrasione e specializzato certiottenere una pulizia impeccole da alimentando rientrare successistrada eassicurarsi del deterioramento che finora non era stato analizzato.hanno Una di utilizzare esclusivamente beviamo, dunque un circolo il basso impatto amcabile che non vada vamente catena minora discaemissione ficato di microplastiche si prodotti di qualità e realmente sostenibili vizioso che nella raggiunge persinoalil’aria delle che fibre tessili sintetiche traduce in una maggior tutela dell’ambiente ottenere una pulizia impeccabile che respiriamo. bientale dei ricambi best pito dell’ambiente. mentare, arrivando in quello duranteper il lavaggio in lavae della più salute: tessili di TTS: non vada a discapito dell’ambiente. seller inprodotti microfibra TTS si spinge sempre in utilizzare che mangiamo e beviamo, trice, siano esse derivanti

Sostenibili, anche in lavatrice

Si stima che ogni anno in Europa si disperdano fino a 300.000 tonnellate di microplastiche nell’ambiente.

TTS si spinge sempre più in là testando e certificando gli elevati standard prestazionali e il basso impatto ambientale dei prodotti: a differenza delle semplici autodichiarazioni che non offrono

resistenti ai lavaggi contribuisce dunque a salvaguardare il nostro pianeta e i suoi abitanti. Scegliere Microriccio e Microblue significa rendere green la pulizia, minimizzando


ne, la maggiore resistenza ai Il marchio di qualità ecologiMicroriccio e Microblue lavaggi rispetto ai filati naca è riconosciuto dai CAM: hanno superato l’analisi turali estende il ciclo di vita nell’ottica di rendere la puclassificandosi a basso ridei ricambi, minimizzando lizia sempre più rigorosa e lascio di microplastiche in gli impatti sull’ambiente e green, i Criteri Ambientali fase di lavaggio dei tessili, confermando l’ottimo inveMinimi richiedono l’utilizconfermando la loro sostimento nel tempo. zo di tessili piatti in mistenibilità anche su questo crofibra, di cui il 30% deve aspetto che finora non era aver ottenuto un’etichetta stato analizzato. Una minor UN’ULTERIORE conforme alla UNI EN ISO emissione di microplastiche GARANZIA comeè riconosciuto l’Ecolabel UE. si traduce in una maggior La senza sostenibilità di leMicroIl marchio 14024 di qualità ecologica gli impatti però sacrificare dai CAM:I nell’ottica di rendere la pulizia mirano prestazioni: entrambe le microfibre sono requisiti ambientali tutela dell’ambiente e della blue è stata riconosciuta sempre più rigorosa e green, i Criteri infatti la soluzione ideale per raccogliere questo modo a contenesalute: utilizzare prodotti AmbientaliinMinimi richiedono l’utilizzo di e intrappolare le micro ancheefficacemente a livello comunitario: tessili piatti microfibra,più di cuipossibile il 30% particelle di sporco, e non si limitano re inquanto gli tessili resistenti ai lavaggi i ricambi hanno ottenuto la deve aver ottenuto un’etichetta conforme solo a quello. A tal proposito, laboratori delcome servizio contribuisce dunque a salalla UNI impatti EN ISO 14024 l’Ecolabeldi puliindipendenti hanno condotto dei test per certificazione Ecolabel UE, UE. I requisiti ambientali mirano in questo valutare l’efficacia nella riduzione della zia e sanificazione premianvaguardare il nostro pianeta rilasciata dopo un’attenmodo a contenere quanto più possibile gli contaminazione microbica: le analisi l’attrezzatura che, come e i suoi abitanti. servizio di pulizia e sanificazione effettuatetahanno rilevato che Microblue valutazione da parte impatti di deldo premiando l’attrezzatura che, come rimuove fino al 96,6% dei batteri presenti Microblue e Microriccio, Scegliere Microriccio e Miesperti indipendenti eseguiMicroblue e Microriccio, permette di sulla superficie mentre Microriccio Sostenibili, ottenere elevate prestazioni nel rispetto croblue significa rendere arriva alta 98,79%. sulla base di rigorosi cridell’ambiente. L’efficace azione meccanica consente anche in lavatrice. green la pulizia, minimizteri definiti scientificamendi ridurre la quantità e l’aggressività www.ttsystem.com del chimico garantire zando gli impatti senza te. Il necessari marchioa d’eccellenza l’igienizzazione, diminuendo di però sacrificare le prestaambientale dell’Unione Euconseguenza il rischio di creazione di batteri resistenti zioni: entrambe le microfiropea aiè disinfettanti, una veramentre e propria l’elevato potere assorbente assicura una bre sono infatti la soluzione garanzia di salvaguardia Microriccio lunga autonomia di lavaggio che si traduce in un significativo risparmio di acqua. ideale per raccogliere e inambientale e tutela della Infine, la maggiore resistenza ai lavaggi trappolare efficacemente rispetto le salute: in un prodotto ai filati naturali estende il ciclo di ricambi, minimizzando impatti micro particelle di sporco,vita e dei Ecolabel UE è gliinfatti sull’ambiente e confermando l’ottimo non si limitano solo a quello. certificata l’assenza, o investimento nel tempo. A tal proposito, laboratori la presenza entro limiti Un’ulteriore garanzia Microblue indipendenti hanno condotmolto stringenti, di sostanLa sostenibilità di Microblue è stata to dei test per valutare l’efze nocive per la salute e riconosciuta anche a livello comunitario: i ficacia nella riduzione della l’ambiente, tra cui piombo, ricambi hanno ottenuto la certificazione Ecolabelformaldeide UE, rilasciata dopo contaminazione microbica: e un’attenta biocidi. valutazione da parte di esperti indipendenti le analisi effettuate hanno eticheteseguitaLa sullaprestigiosa base di rigorosi criteri definiti tessili resistenti ai scientificamente. Il marchio d’eccellenza rilevato che Microblue rita sancisce inoltre la ambientale dell’Unione Europea è una oi abitanti. muove fino al 96,6% dei sostenibilità lungo tutvera e propria garanzia di salvaguardia ambientale e tutela della salute: in un batteri presenti sulla suto il ciclo di vita del prodotprodotto Ecolabel UE è infatti certificata di garanzia al consumatore, perficie mentre Microriccio too ela la resistenza lavaggi, l’assenza, presenza entro limiti a molto stenibilità è riconosciuta da stringenti, di sostanze nocive per la salute i autorevoli rilasciate arriva da enti al 98,79%. sfregamento e luce, pree l’ambiente, tra cui piombo, formaldeide denti dopo un lungo e accurato L’efficace azione meccanica e biocidi.supposto La prestigiosa fondamentale etichetta sancisce per verifica. inoltre la sostenibilità lungo tutto il ciclo di ridurre la quanst condotti secondo laconsente norma una lunga durata nel tempo. di vita del prodotto e la resistenza a da un laboratorio esterno tità e l’aggressività del chilavaggi, sfregamento e luce, presupposto o hanno certificato il basso fondamentale per una lunga durata nel ientale dei ricambi bestmico seller in necessari a garantire tempo. TTS: Microriccio e Microblue l’igienizzazione, diminuenerato l’analisi classificandosi do di lascio di microplastiche in conseguenza il rischio ggio dei tessili, confermando la di creazione di bilità anche su questo aspetto non era stato analizzato. Una batteri resissione di microplastiche si stenti ai dina maggior tutela dell’ambiente ute: utilizzare prodottis itessili n fe t t a n t i , lavaggi contribuisce dunque mentre l’elevato potere asdare il nostro pianeta e i suoi sorbente assicura una lunga icroriccio e Microblue significa autonomia di lavaggio che een la pulizia, minimizzando si traduce in un significativo risparmio di acqua. Infi-

permette di ottenere elevate prestazioni nel rispetto dell’ambiente.

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INDUSTRIA

Iniziative per una produzione

più sostenibile I dati legati all’impatto ambientale delle produzioni industriali globali continuano a destare preoccupazione. Vediamo le principali soluzioni green oriented in via di sviluppo per consentire alle imprese di invertire la rotta e adottare approcci meno inquinanti a cura di Simone Ciapparelli

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rrivare ad una produzione industriale orientata verso la sostenibilità e il benessere dell’ambiente è un obiettivo urgente e non più rimandabile, ma la strada per raggiungerlo è ancora lunga. Secondo i dati forniti dalla rivista statunitense Business Insider e relativi a un recente sondaggio al quale hanno partecipato più di 16mila persone in tutto il mondo, solo il 21% degli intervistati afferma che il proprio leader d’impresa metta in pratica delle iniziative per rendere più sostenibile la propria attività, inclusi i diversi processi operativi e di produzione. Va anche sottolineato che, come emerge dal sondaggio, nel 2021 il 35% degli stessi collaboratori ha cambiato azienda scegliendo un datore di lavoro con una mentalità più orientata alla tutela dell’ambiente; segno che, almeno da parte di molti dipendenti, una sensibilità ambientale esiste ed è destinata a crescere. Per produrre impattando meno sul pianeta i mezzi a disposizione non mancano: un esempio, per quanto riguarda le tecnologie di ultima generazione che hanno l’obiettivo di ridurre lo spreco di acqua, è rappresentato da sistemi di filtraggio che consentono il riutilizzo dell’acqua in determinati processi produttivi e contemporanea-

mente riducono la quantità di liquido impiegato rispetto ai modelli operativi tradizionali. Questo è ciò che emerge da una serie di ricerche condotte sulle principali testate internazionali del settore da Espresso Communication per CFS Europe, azienda chimica che si spende per mettere in pratica iniziative sostenibili sia interne sia esterne all’azienda stessa. Ad esempio, come affermato dall’amministratore delegato Massimo Cupello Castagna, in azienda sono in programma delle iniziative sul riutilizzo di circa 5000 tonnellate annue di peci ricavate dalla realizzazione di prodotti di chimica di base come il catecolo e l’idrochinone.

NUOVE TECNOLOGIE PER AIUTARE L’AMBIENTE

Le novità in ambito di produzione green non si fermano ai sistemi di filtraggio e al riutilizzo delle peci: le tecnologie di produzione additiva, come riportato da Science Direct, sono processi operativi digitali, comprendenti anche macchinari e software di ultima generazione, che consentono di realizzare i singoli prodotti in maniera più precisa, riducendo in questo modo rifiuti ed emissioni. Anche la produzione di combustibili

alternativi come il bioetanolo rappresenta una soluzione, come riportato da McKinsey; essi permetterebbero di incrementare la produttività dei singoli macchinari e contemporaneamente ridurre la quantità di legna e carbone bruciati. Sempre Mckinsey riporta anche il processo incentrato sull’utilizzo di fibre alternative come la canapa per realizzare tessuti senza creare una mole di rifiuti eccessiva e dannosa per l’ambiente. Una nuova soluzione arriva anche dal mondo degli insetti: in Africa, alcune realtà industriali puntano ad utilizzare come mangime per la mosca soldato i rifiuti generati dai processi produttivi. Dalle larve di questa specie è possibile estrarre delle proteine dalle quali è possibile produrre biomateriali utili alla realizzazione di packaging alimentare e prodotti medicali. Proseguiamo nell’illustrare le principali iniziative sostenibili con il progetto di costruzione di un edificio operativo a zero emissioni. Come riportato da Business Times, tale edificio sarebbe dotato di tecnologie che alimentano le diverse fasi produttive dei professionisti. Da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda le aziende del settore trasporti, anche il discorso relativo all’utilizzo di algoritmi e big data, che possono aiutare corrieri e lavoratori durante le spedizioni individuando i tragitti più veloci, riducendo di conseguenza il consumo di benzina. Un occhio alla sostenibilità anche per quanto riguarda la produzione di giocattoli, che secondo Sustainability Magazine potrebbero essere prodotti utilizzando esclusivamente bioplastiche ricavate dalla canna da zucchero e impiegando l’energia eolica per alimentare la produzione. Infine, un articolo di Wiley Online mette in primo piano le batterie agli ioni di litio, fondamentali ora e nel futuro per ridurre le emissioni di carbonio, alimentando i veicoli elettrici e promuovendo lo sviluppo di energia rinnovabile con lo stoccaggio di energia su scala di rete.

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PAREDES: produzione e consumo responsabili Paredes da sempre sostiene la strada green. Da oltre 30 anni nel settore dell’igiene professionale si contraddistingue per l’avanguardia dimostrata nell’ambito dell’igiene professionale. Famosa la sua filosofia Eco Attitude: per un consumo responsabile. Una vera e propria azione che Paredes intraprende ormai da 25 anni e che è volta alla riduzione degli sprechi assicurando il giusto quantitativo di prodotto al consumatore che, senza pensieri, può non sprecare. Parliamo di Paredis e il suo taglio automatico che eroga il giusto quantitativo di carta

asciugamani; ma anche del sistema di erogazione di Savonpak: la dose di sapone è pensata per essere sufficiente al lavaggio. Eco Attitude permette con semplici azioni di controllare quello che è il budget e preservare allo stesso tempo l’ambiente. Una filosofia che oggi è più che mai necessaria sia dal punto di vista economico che ecologico. Una scelta trasmessa all’utenza finale attraverso etichette comunicative che permettono di mettere in pratica quella che è la filosofia di Paredes Italia nata più di 25 anni fa. L’azienda si impegna a: • incoraggiare i propri fornitori/produttori a esercitare un maggiore controllo sulle risorse naturali e ottimizzare il riciclaggio delle materie prime, in particolare nell'industria della carta; • dare priorità alle applicazioni che rispettano l'ambiente e gli utenti; • formare gli utenti e renderli consapevoli del proprio approccio; • controllo dei budget dei

clienti attraverso una rigorosa analisi dei fabbisogni e dei costi, e il monitoraggio costante dei risultati attesi; • ridurre i consumi, installando sistemi di distribuzione appositamente studiati; • limitazione dei rifiuti. Ma le azioni dell’azienda non si fermano qui. Dal 2013 infatti studia la CO2 emessa durante tutta la sua filiera. Con Rete Clima, un team di lavoro che mette a disposizione le proprie competenze per realizzare concreti progetti di tutela climatica e sensibilizzazione, ha infatti ottenuto la certificazione ISO ‘Carbon Footprint’ a sottolineare l’impegno ad ampio raggio verso quello che è l’ambiente e la sua tutela. Non solo riduzione degli sprechi da parte del consumatore ma anche un controllo e una compensazione di quelle che sono le emissioni prodotte. Uno studio alla base della certificazione che vede prendere in considerazione l’intera filiera: dalla produzione alla consegna del materiale fino al suo smaltimento.

Parliamo del prodotto carta asciugamani per il quale le emissioni di CO2 sono quantificate. Uno studio alla base di questo importante lavoro. Insieme all’università di Genova è stata tracciata la LCA (Life Cycle Assessment) che ha permesso di dare un valore all’impronta di carbone relativa al prodotto più venduto dall’azienda. La neutralizzazione è possibile grazie a progetti di riforestazione. Non solo piantumazione ma anche riduzione degli sprechi come abbiamo visto per i prodotti cartari per contribuire all'obiettivo 12 dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

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Nuovi CAM

ospedalieri e di pulizia L’impatto sul mercato del Professional Cleaning Successo del live webinar promosso da Dimensione Pulito, con il patrocinio di AFIDAMP, sulla complessa problematica, con l’intervento e le testimonianze di autorevoli esperti. Tutti d’accordo: l’incontro tra domanda e offerta elemento essenziale per il Green Public Procurement (GPP) nell’ottica green degli acquisti verdi e della filosofia Ecolabel

GUARDA IL WEBINAR

Maurizio Pedrini

L

a complessa problematica dei nuovi Criteri Ambientali Minimi con il loro impatto sul mondo ospedaliero è stato ampiamente affrontato durante il live webinar proposto dalla nostra rivista che si è svolto venerdì 30 settembre, dalle ore 16.30 alle 18, con ampio seguito sui canali social. L’argomento, ampiamente approfondito e dibattuto: “I CAM per i servizi ospedalieri e di pulizia alla prova del nove del mercato: opportunità e problematiche da sciogliere”, si è rivelato, in effetti, di grande interesse, a distanza di oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore della nuova normativa. Ospiti dell’evento virtuale, patrocinato da AFI-

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DAMP, chiamati a fare il punto della situazione: l’esperto di CAM e Green Public Procurement Paolo Fabbri, presidente di Punto 3, società di consulenza che idea e realizza progetti per lo sviluppo sostenibile, che ha affrontato il tema: “Nuovi CAM per i servizi ospedalieri e di pulizia: il punto della situazione”; Monica Mazzoli, responsabile Comunicazione & Marketing de L’Operosa spa, con compiti di responsabilità pure in materia di Bilancio e di Sostenibilità, intervenuta su: “I nuovi CAM – L’importanza di fare leva sul valore dell’offerta”; Nadia Galluzzo di Liguria Ricerche, Area Progetti Europei, che ha illustrato “Il piano regionale della re-

gione Liguria per il GPP”. A nome di AFIDAMP, ha preso parte infine all’evento, per riferire il punto di vista e il lavoro svolto in materia dall’Associazione Italiana che raggruppa industriali e distributori del Professional Cleaning, l’ex presidente dell’Associazione, già responsabile del Comitato Chimici, Matteo Marino. A Maurizio Pedrini, giornalista e direttore tecnico di Dimensione Pulito, è spettato il compito di condurre l’incontro, seguendo il programmato fil rouge. IL QUADRO NORMATIVO Il primo obiettivo del nuovi CAM: modificare i criteri premianti delle offerte.


Ampia ed esaustiva l’esposizione introduttiva di Paolo Fabbri. Il 19 giugno 2021 - ha spiegato - è entrato in vigore il Decreto del Ministero della Transizione Ecologica n. 51 del 29 gennaio 2021 con il quale sono stati adottati i “nuovi” CAM per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione di edifici e ambienti ad uso civile, sanitario e per i prodotti detergenti (pubblicato sulla G.U. n. 42 del 19 febbraio 2021). L’aggiornamento del gennaio 2021 si è reso necessario al fine di armonizzare, per quanto tecnicamente possibile, i due precedenti Decreti che ora sono abrogati: il DM 24 marzo 2012 (c.d. CAM Civili) e il DM 18 ottobre 2016 (c.d. CAM Ospedalieri). Con l’occasione, i “nuovi CAM” - che sono parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi dell’Amministrazione pubblica (“PAN GPP”) - hanno recepito

anche i contenuti della Comunicazione della Commissione Europea n. 98/2020 inerente al “Piano d’azione per l’economia circolare” che costituisce uno dei principali elementi del Green Deal europeo: il nuovo programma per la crescita sostenibile in Europa, che ha varato una strategia concertata per un’economia climaticamente neutra, efficiente sotto il profilo delle risorse e della competitività. Uno degli obiettivi di fondo dei “nuovi” CAM per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione di edifici e ambienti ad uso civile e sanitario - ha sottolineato il relatore - è quello di modificare i criteri premianti delle offerte al fine di diminuire i margini di soggettività nella valutazione. Tutto questo si è tradotto nella eliminazione nel DM 51 del 29 gennaio 2021 di un criterio premiante presente nei precedenti CAM e che aveva trovato un’ampia e semplice

applicazione nelle gare d’appalto pubbliche: il Piano di Gestione ambientale del servizio di pulizia. Secondo tale criterio premiante le imprese di pulizia venivano valutate - in termini discrezionali - mediante la descrizione, all’interno del progetto tecnico, delle misure di gestione ambientale che l’offerente si impegnava ad adottare, in caso di aggiudicazione, durante l’esecuzione del servizio. Contenimento degli impatti ambientali Nei nuovi CAM il “Piano di Gestione ambientale del servizio di pulizia è stato sostituito dal “Contenimento degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita del servizio offerto” articolato in sette sub criteri tutti di natura quantitativa e tabellare. La scelta di privilegiare i criteri quantitativi e tabellari deriva probabilmente

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dal fatto che nelle gare d’appalto sia più agevole attribuire punteggi tecnici non derivanti dell’esercizio della discrezionalità spettante alla commissione giudicatrice. La scelta di eliminare tra i criteri di valutazione delle offerte il “Piano di Gestione ambientale del servizio di pulizia” nello stesso tempo però rischia di portare a una vera e propria omologazione della qualità ambientale delle offerte tecniche. Infatti, attribuire (o meno) punteggi fissi e predefiniti in ragione dell’offerta (o mancata offerta) di quanto specificamente richiesto o in base a formule matematiche spingerà tutte le imprese di pulizia a offrire quanto richiesto al fine di ottenere il punteggio più alto possibile. Questo scenario porterà a un incremento significativo delle certificazioni ambientali di prodotto e di processo ma nel medio periodo rischia di generare una vera e propria “conformizzazione” a tali criteri. Inoltre - ha proseguito Fabbri - il “Piano di Gestione ambientale del servizio di pulizia” spingeva le imprese di pulizia e l’intera filiera dei dealer e dei produttori verso una continua ricerca delle migliori e più innovative soluzioni da un punto di vista ambientale.

Paolo Fabbri, presidente di Punto 3

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I sub criteri premianti controversi Continuando l’analisi dei sub-criteri mediante i quali si articola il “Contenimento degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita del servizio offerto” alcuni di questi hanno generato non pochi dubbi tra gli operatori del settore, a iniziare dal criterio che premia il servizio di pulizia con operazioni esclusivamente manuali. Nello specifico si legge nel DM 51 del 29 gennaio 2021 che le stazioni appaltanti dovrebbero premiare le imprese che in sede di gara si impegnano formalmente a erogare il servizio di pulizia con operazioni esclusivamente manuali. L’introduzione di questo criterio - ha detto a chiare lettere il relatore - rischia di generare criticità in termini di qualità del servizio e non è detto che determini dei vantaggi, da un punto di vista ambientale, così significativi. Da alcune sperimentazioni condotte sul campo, emerge che gli impatti ambientali più importanti in un appalto di pulizia non sono quelli derivanti dall’utilizzo dei macchinari di pulizia, al contrario la vera efficienza va ricercata nell’uso dei prodotti chimici, dell’acqua e nella riduzione dei rifiuti prodotti. Inoltre per la pulizia di ampi spazi - come aeroporti,

Monica Mazzoli, responsabile Comunicazione e Marketing de L’Operosa Spa

stazioni, grandi sale d’aspetto - le moderne lavasciuga garantiscono notevoli livelli di efficacia in termini di risparmio energetico, idrico e di utilizzo di prodotti chimici. Se poi si legge tale aspetto in termini di qualità del servizio, il ricorso a operazioni esclusivamente manuali rischia di entrare “in conflitto” con indicazioni operative richieste in modo vincolante dal capitolato tecnico e difficilmente soddisfabili dalle rese (mq/h) derivanti da operazioni e interventi che non utilizzano macchinari. Altri sub criteri premianti particolarmente controversi riguardano la possibilità da parte delle stazioni appaltanti di premiare offerte caratterizzate: a) dall’intera fornitura di prodotti in carta tessuto costituiti da polpa non sbiancata, oltre che in possesso del marchio di qualità ecologica Ecolabel (UE) o di equivalenti etichette ambientali conformi alla norma tecnica UNI EN ISO 14024. Dal confronto con le principali aziende produttrici sembra di non facile attuazione il garantire nel processo produttivo della carta tissue l’assenza di processi di sbiancatura e di aggiunta di imbiancanti ottici; b) dall’uso di prodotti con una certificazione sull’impronta climatica UNI EN ISO/TS 14067

Nadia Galluzzo, di Liguria Ricerche, Area Progetti Europei

Matteo Marino, responsabile Comitato Chimici AFIDAMP


(Carbon footprint di prodotto) e/o uso di prodotti fabbricati da aziende con la certificazione SA 8000. Vengono infatti poste sullo stesso piano due diverse tipologie di certificazioni difficilmente paragonabili. Infatti la Carbon footprint è una certificazione ambientale e di prodotto mentre l’SA 8000 è una certificazione aziendale e che riguarda il rispetto dei principi di responsabilità sociale d’impresa. In questo caso quindi la valutazione delle offerte rischia di basarsi su criteri di premialità tra loro non comparabili. c) Dall’adozione di tecniche di pulizia innovative in grado di avere almeno la medesima efficacia in termini di igiene/qualità microbiologica (da dimostrare attraverso una pubblicazione scientifica) e la capacità di ridurre gli impatti ambientali (da dimostrare attraverso un LCA comparativo). La corretta applicazione di tale criterio dovrà passare dalla definizione - non per nulla scontata - del significato del “tecniche di pulizie innovative” che non è stato fissato all’interno del DM 51 del 29 gennaio 2021. Principali novità del Decreto correttivo Con il Decreto Ministeriale del Ministero della Transizione Ecologica (Mite) del 24 settembre 2021 (pubblicato in G.U. n. 236 del 2 ottobre 2021) - ha aggiunto Fabbri - è stato modificato il DM n. 51 del 29 gennaio 2021, con il quale sono stati adottati i CAM per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione di edifici e ambienti ad uso civile, sanitario e per i prodotti detergenti ed entrato in vigore il 19 giugno 2021. Le modifiche introdotte dal Decreto Correttivo interessano, in prima battuta, le Specifiche Tecniche dei detergenti per quanto riguarda “Sostanze e miscele non ammesse o limitate. In particolare vengono introdotte nuove deroghe per la presenza di: fosfati organici nelle cere; fosfati organici; sostanze classificate H 411 Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata; sostanze classificate H 410 Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga

durata nelle cere metalliche. Uno dei contenuti particolarmente controversi dei nuovi CAM del cleaning riguardava i prodotti ausiliari per l’igiene. Nello specifico, per gli affidamenti del servizio di pulizia sia in ambito civile che sanitario si prevedeva il divieto di utilizzo di “elementi tessili e carta tessuto monouso, fatto salvo documentati motivi di sicurezza, stabiliti e condivisi con la struttura di destinazione”. Il Decreto Correttivo prevede che in ambito sanitario tale divieto venga eliminato, mentre in ambito civile è ammessa la possibilità da parte della stessa stazione appaltante di derogarlo per motivi di motivi di sicurezza che non devono essere più documentati. IL VALORE DELL’OFFERTA L’impegno su più fronti delle aziende per recepire al meglio i nuovi CAM. Monica Mazzoli ha evidenziato come le aziende virtuose stiano investendo tempo e risorse per migliorare l’offerta di beni e servizi ad impatto zero. L’impegno sostenibile è ormai un valore imprescindibile che fa parte dei piani di sviluppo nel medio/lungo termine. Le aziende si stanno impegnando dunque su più fronti, mettendo in atto le seguenti azioni: politica di sviluppo

sostenibile nel medio lungo termine; investimenti per Innovazione e infrastrutture; investimenti di Formazione del personale; investimenti per Approvvigionamenti green, certificazione dei processi di sostenibilità. Diventa fondamentale, per quelle aziende che si impegnano come noi concretamente ad aumentare la sostenibilità aziendale – ha spiegato la relatrice - riconoscere l’importanza della Progettazione dell’offerta basata su criteri oggettivi che premiano la qualità dei servizi. Altrettanto fondamentale è l’impegno delle Stazioni appaltanti a verificarne la conformità durante lo svolgimento del servizio. L’Operosa è stata, nel 2019, una delle prime aziende a livello europeo ad ottenere la certificazione Ecolabel dando vita alla divisione Bee Green, interamente incentrata ad erogare servizi nell’ottica di un sempre minore impatto ambientale e non ci siamo solo limitati a progettare un servizio riparametrato alla soglia minima del punteggio, come definito dal Protocollo stesso UE Ecolabel “BASE”, ma ci siamo chiesti quali sarebbero i benefici del soddisfare tutti i criteri del Protocollo UE Ecolabel “TOP”. Abbiamo deciso così di avviare nel 2020 un’analisi comparativa su tre Protocolli di pulizia, per

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analizzare i dati di impatto ambientale ed economico, osservandone i benefici anche sui lavoratori coinvolti. Protocollo BAU: non certificabile EU Ecolabel; Protocollo EU Ecolabel “BASE”: certificabile EU Ecolabel con punteggio sopra soglia minima (16 punti); Protocollo EU Ecolabel “TOP”: certificabile EU Ecolabel con punteggio elevato (30 punti). L’analisi si è svolta considerando il punto di vista ambientale e il punto di vista economico, con lo scopo di sperimentare nel cantiere la soddisfazione dei criteri definiti dal disciplinare EU Ecolabel del Servizio di Pulizia (Decisione 680/2018). Il Protocollo ECO “TOP” sperimentato nello studio ha evidenziato una riduzione significativa degli impatti ambientali e in ogni caso una maggiore sostenibilità economica rispetto ai metodi ECO “BASE” e BAU. Con l’introduzione dei Nuovi CAM, il nostro reparto Ricerca & Sviluppo si è attivato per ripetere lo stesso progetto in modo da ottenere un’analisi aggiornata da sottoporre al Ministero dell’Ambiente.

GLI INCONTRI DI DIMENSIONE PULITO

PROMUOVERE GLI ACQUISTI VERDI Le innovazioni introdotte negli appalti pubblici dal D.Lgsl 502/2016: il caso della Regione Liguria. Assai articolato anche l’intervento di Nadia Galluzzo di Liguria Ricerche. Il Green Public Procurement, il processo attraverso il quale la Pubblica Amministrazione inserisce dei Criteri Ambientali nei bandi, rappresenta un’importante sfida non solo di natura ambientale. In Italia, il cambiamento apportato dal nuovo codice dei Contratti Pubblici (D. Lgsl 502/2016) costituisce un’innovazione di rilievo nell’ambito degli appalti pubblici: gli acquisti verdi da strumento di politica ambientale volontaria sono divenuti obblighi di legge, determinando importanti cambiamenti anche nelle dinamiche di mercato. La regola generale è divenuta pertanto la valutazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa a scapito degli acquisti al prezzo più basso. In Liguria la promozione degli acquisti verdi messa in campo dalla Regione è

iniziata con una legge n. 31 del 2007 che prescriveva l’inserimento di criteri ambientali nei bandi - e si è rafforzata negli anni promuovendo attività in collaborazione con gli enti locali del territorio. L’attenzione era principalmente incentrata quindi sul settore pubblico. Successivamente all’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici, è stato approvato un primo piano regionale triennale per il GPP nel 2017 e a fine 2021 si è proceduto al secondo. Trattasi di documenti di impegno e programmazione di azioni rivolte al territorio, con l’obiettivo di far crescere le competenze del settore pubblico nel redigere i bandi integrando i criteri ambientali minimi, pubblicati dal Ministero della Transizione ecologica, nonché supportare il mercato nel proporre soluzioni sempre più ambientalmente sostenibili. Attualmente tale piano è inserito peraltro in strategie più ampie quali la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. Efficacia del Green Public Procurement L’incontro tra domanda e offerta è di primaria importanza e al fine dell’efficacia dell’obiettivo del GPP è necessario che i bandi pubblici siano redatti correttamente e il mercato sia in grado di fornire prodotti e servizi con reali caratteristiche di sostenibilità ambientale. Tale processo risulta allineato all’importante passaggio, sancito nelle indicazioni dell’Unione Europea in comunicazioni e documenti di programmazione, dall’economia lineare all’economia circolare. Valorizzare processi produttivi con attenzione all’uso delle risorse, riducendo lo spreco e soprattutto la produzione dei rifiuti, comporta importanti cambiamenti nei processi produttivi e risultati molto importanti in termini ambientali e non solo. L’approccio alla sostenibilità non è limitato soltanto all’aspetto ambientale, ma altresì alla parte economica e sociale. Peraltro la sostenibilità ambientale è ormai ritenuta

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Amuchina amica dell'ambiente Le superfici di piatti, bicchieri e stoviglie non accuratamente pulite e igienizzate sono un terreno fertile per i microrganismi in attiva fase di crescita in grado di rappresentare un potenziale pericolo: possono trattenere invisibili residui di cibo o liquidi, veicolo di contaminazioni batteriche. La linea per lavastoviglie Amuchina Professional garantisce la massima efficacia contro ogni tipo di sporco, con un occhio di riguardo all’ambiente. I due detergenti Amuchina Professional vantano, infatti, formule innovative che non contengono Edta (Acido etilen-diammino-tetra-acetico), né cloro, né fosfati, responsabili di un maggiore inquinamento. Grazie alla loro particolare formulazione, agiscono in profondità rispetto a tutti i diversi gradi di durezza garantendo la rimozione dello sporco più difficile, ma avendo cura di ridurre l’impatto sull’ambiente. Il brillantante, dotato di formula altamente concentrata e di pH neutro, è studiato per assicurare stoviglie splendenti utilizzando una quantità di prodotto minore rispetto ad altre formule più diluite. DETERGENTI Due nuove referenze stu-

diate per adattarsi al meglio alla durezza dell’acqua: un prodotto per acque con durezza fino a 32°F, uno per acque con durezza fino a 45°F. Sono detergenti liquidi eco friendly concentrati, compatibili con tutte le macchine lavabicchieri, lavabar e lavastoviglie frontali. La nuova formula ad alto potere alcalinizzante garantisce una totale eliminazione dei residui di grasso e unto, assicurando igiene e pulizia profonda anche in presenza di acque dolci e di media durezza. Inoltre esercita una forte azione igienizzante, smacchiante, detergente e saponificante a schiuma controllata. BRILLANTANTE Garantisce risultati professionali nel lavaggio meccanico di piatti, bicchieri e stoviglie in genere con acque caratterizzate da bassa presenza di sali insolubili. È un additivo neutro ad alta concentrazione e un coadiuvante di lavaggio concepito per donare a piatti, posate e bicchieri una rapida azione autoasciugante. La formula a base di tensioattivi non ionici a bassa schiumosità permette di rimuovere tracce di sporco evitando la formazione di aloni e striature sulle stoviglie.

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come motore di competitività delle imprese non solo sul mercato nazionale ma soprattutto su quello internazionale. Attraverso il piano degli acquisti verdi, Regione Liguria ha inoltre attivato un sistema di monitoraggio tramite l’osservatorio degli appalti, al fine di acquisire maggiori indicazioni sulle dinamiche di mercato in corso e in particolare seguire la redazione dei bandi “verdi” da parte delle amministrazioni pubbliche del territorio. Il trend degli ultimi anni è di notevole crescita ed interessa differenti categorie di beni e servizi, valutando quindi un impatto rilevante del GPP sul mercato. Da un’indagine condotta durante l’approvazione del primo piano regionale GPP, in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova, è emerso che ben il 50% delle imprese ligure risultano interessate dal GPP con numeri importanti soprattutto afferenti al settore edilizio e alla ristorazione collettiva. A prescindere dal trend crescente degli acquisti verdi, restano notevoli difficoltà che interessano sia il lato della domanda sia quello dell’offerta. Dal lato della domanda, resta la difficoltà di redazione di bandi con un corretto inserimento di criteri che permettano una valutazione delle offerte efficace rispetto alla finalità, nonché un successivo passaggio di controllo e monitoraggio in fase di esecuzione dei contratti. I criteri ambientali minimi necessitano competenze specifiche per l’inserimento e “adattamento” all’interno dei bandi specifici di ciascuna amministrazione pubblica e ancor più tali competenze sono essenziali nella fase di valutazione delle offerte. Dal lato dell’offerta - ha specificato Galluzzo - si nota una marcata difficoltà del mercato, almeno di alcuni settori, di rispondere a bandi con specifiche richieste di caratteristiche ambientali, proponendo forniture e servizi realmente competitivi e con evidenza di quanto richiesto nel capitolato. Il settore pubblico lamenta frequentemente la mancanza di evidenza o di prove “valide” del pos-

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GLI INCONTRI DI DIMENSIONE PULITO

sesso delle caratteristiche ambientali presenti nelle offerte. Strumenti quali certificazioni di processo e di prodotto sono utili ma restano ancora sfumati i confini con altri strumenti che possono essere accettati anche al fine di non interferire restringendo troppo il mercato. Le imprese probabilmente necessitano di spinte propulsive anche per investire in nuovi processi produttivi e nel qualificare in chiave realmente “green” i propri prodotti e servizi. Sono processi che richiedono tempi ma anche risorse e un impegno costante al miglioramento delle prestazioni ambientali. Il rischio altrimenti è il greenwashing che danneggia inevitabilmente il mercato. In campo c’è una reale crescita del settore produttivo. C’è la necessità, pertanto, di un continuo cambiamento, non solo culturale rispetto all’importanza della sostenibilità ambientale che interessa in realtà l’intera collettività, ma anche di preparazione per quanto riguarda le dinamiche di questo settore del mercato che interessa il 14% del Pil a livello europeo e che pertanto mette in moto notevoli risorse economiche. I PRODOTTI Quali sono le caratteristiche dei prodotti rispondenti alla normativa CAM. Una riflessione sulle difficoltà del momento e sull’importanza della formazione. Matteo Marino, intervenuto a nome di AFIDAMP e del Gruppo che si occupa della detergenza chimica, ha focalizzato il suo intervento su alcuni aspetti fondamentali: le principali caratteristiche dei prodotti rispondenti alla normativa CAM, le specifiche tecniche dei detergenti, i prodotti aventi etichettatura di Tipo I, i prodotti concentrati, quelli per gli interventi specifici, le caratteristiche ecologiche degli imballi e i sistemi di dosaggio. Marino ha voluto inserire la sua esposizione e le sue riflessioni nel contesto assai preoccupante e problematico che sta mettendo a durissima prova i fabbricanti del settore, a seguito dell’assurda

impennata del costo dell’energia e della difficoltà, sempre più marcata, di reperire sul mercato materie prime e componenti essenziali per la fabbricazione e produzione nel comparto dell’igiene professionale. In particolare, analizzando le peculiarità tecniche per impegni specifici per l’effettuazione delle pulizie periodiche straordinarie degli ambienti sanitari e ospedalieri rispondenti ai nuovi CAM, ha effettuato una dettagliata panoramica su: prodotti deceranti, agenti impregnanti e protettivi, incluse le ceramiche metallizzate. Si è quindi soffermato sulle caratteristiche richieste ai prodotti per moquette e tappeti, detergenti sgrassanti forti, prodotti di manutenzione dei mobili, del cuoio/pelle, dell’acciaio, disincrostanti per cucine/lavastoviglie, detersolventi, smacchiatori di inchiostri, pennelli, graffiti. Marino ha inoltre sottolineato come, in base alle nuove disposizioni, gli imballaggi in plastica debbano preferibilmente avere un contenuto riciclato almeno pari al 30%. Per quanto concerne la fornitura di materiale igienico sanitario per servizi igienici e la fornitura di detergenti per l’igiene delle mani, Marino ha sottolineato che, in base alla normativa, i saponi delle mani devono essere liquidi e in possesso del marchio di qualità ecologica Ecolabel (UE) o di equivalenti. Un aspetto richiamato più volte dal rappresentante di AFIDAMP è stato quello dell’accurata formazione degli operatori, che vede da sempre l’Associazione impegnata con determinazione per promuovere a tutti i livelli la cultura del pulito professionale. Marino ha messo in risalto la necessità della conoscenza e rigorosa applicazione, da parte degli addetti al servizio, dei protocolli specifici per le diverse aree di rischio. Si è quindi soffermato nell’analisi dettagliata degli elementi metodologici finalizzati a garantire una disinfezione efficace ed ambientalmente sostenibile, in funzione delle specificità dei luoghi, degli oggetti e dei materiali da trattare.


DETERGENTI

Sostenibilità & Educazione Ambientale: Kemika 4.0 Per sviluppare la cultura del pulito, nel totale rispetto dell’ambiente, Kemika si è specializzata nella formulazione e produzione di prodotti chimici certificati CAM / Ecolabel / BIO C.E.Q. I suoi cinque Laboratori interni all’Azienda, quotidianamente, si occupano di controllo qualità sulle materie prime e sul prodotto finito. La Ricerca & Sviluppo lavora incessantemente sul rapporto capacità prestazionale del formulato e sul suo impatto ambientale,

sia sui nuovi articoli che su quelli già presenti in gamma. Questa continua ricerca ha

PRODOTTI CERTIFICATI ECOLABEL E BIO C.E.Q La cera Luce Eco e il decerante Strip Eco sono certificati dal Comitato Ecolabel Austriaco e sono formulati seguendo i seguenti principi ecologici: • Assenza di metalli (Zinco) • Basso livello di VOC (Composti Organici Volatili) • Biodegradabilità aerobica e anaerobica dei tensioattivi ed emulsionanti • Assenza di conservanti derivati dalla Formaldeide. I prodotti Space, Sky, Star, Sun hanno la doppia certificazione: Ecolabel e BIO C.E.Q. Bio C.E.Q. è uno schema di certificazione per detergenti Eco-Bio compatibili. Questa regolamentazione si basa su un disciplinare rigido e specifico per il settore della detergenza: • Totale derivazione vegetale (fonti rinnovabili) di tutti i tensioattivi e i solventi presenti in formula • Assenza di metalli pesanti e di derivati del Fosforo • Assenza di composti allergenici • Assenza di test su animali per tutte le materie prime utilizzate e per i formulati. Il Sole, attraverso la funzione clorofilliana, produce i vegetali dai quali si estraggono i componenti utilizzati in questi prodotti. I tensioattivi, oltre alla Biodegradabilità aerobica completa, possiedono anche Biodegradabilità anaerobica.

portato alla creazione di una gamma composta da 84 referenze: • 15 Prodotti Certificati Ecolabel • 4 Prodotti con doppia certificazione: Bio C.E.Q. ed Ecolabel • 36 Prodotti certificati CAM • 12 Presidi Medico Chirurgici certificati CAM • 9 Prodotti Concentrati Certificati CAM • 8 Prodotti di Pulizia Periodica e / o Straordinaria Certificati CAM. Kemika ha scelto il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea Ecolabel perché i suoi criteri hanno base scientifica, si preoccupano dell’intero ciclo di vita del prodotto, oltre ad aspetti sociali ed etici dei processi produttivi, agli imballi e ai trasporti, all’u-

tilizzo del prodotto, al suo recupero e al suo smaltimento. Kemika si occupa anche di aspetti ambientali trasversali alla produzione, quali l’uso dell’energia, dell’acqua e delle sostanze chimiche. Investimenti importanti sono stati fatti anche sulle confezioni: questo ha consentito di presentarsi al mercato con gli imballi dei propri articoli fabbricati con il 50% di polietilene ricavato dalla raccolta differenziata e per il restante 50% con polietilene ad alta purezza che permette di non produrre composti tossici.

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STRUTTURE ENERGIVORE

Ospedali “verdi” per una sanità sostenibile Le strutture ospedaliere sono ancora nell’occhio del ciclone: dopo l’emergenza Covid ecco il caro energia che mette a rischio il diritto alla salute dei cittadini. Per evitare che ciò si verifichi servono risorse aggiuntive e un processo di riqualificazione in ottica green Fabio Chiavieri

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L’

aumento record delle bollette energetiche ha messo in ginocchio le famiglie e le imprese italiane. Con l’inizio dell’autunno non cadranno solo le foglie dagli alberi, ma anche le braccia di chi leggerà la cedola di pagamento riferita ai consumi del proprio nucleo famigliare o della propria attività. A far paura poi è la nuova stagione fredda in arrivo. Senza interventi efficaci atti a frenare la corsa al rialzo dei prezzi di luce e gas, nel 2023 la spesa energetica potrebbe aumentare del 300% rispetto al 2020. Ovviamente il problema riguarda anche settori fondamentali come la Sanità pubblica e privata che, proseguendo così le cose, potrebbe subire un taglio dei servizi a scapito dei cittadini.

L’EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI OSPEDALI Partendo dal presupposto che negli ospedali ridurre i consumi energetici è alquanto complesso visto il gran numero di macchinari e attrezzature attive 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e che non è possibile, perlomeno poco etico, scaricare i costi energetici sui pazienti, siamo di fronte a scelte pressoché obbligate. Ha fatto molto scalpore la notizia dell’ospedale Cardarelli di Napoli la cui bolletta è passata da 5,5 a 11,5 milioni di euro nel giro di un anno. Il direttore generale del nosocomio Antonio D’Amore ha dichiarato, mettendo il classico coltello nella piaga della poca lungimiranza, che “…C'erano margini per affidarci a fonti rinnovabili, utilizzando magari pannelli solari, ma ora è tardi. Se iniziassimo ora ci vorrebbe un anno per risparmiare il 30%”. Tralasciando in giudizi sulla dichiarazione concentriamoci sulla sua sostanza. È palese il ritardo con cui il tema dell’efficienza energetica sia stato affrontato nell’edilizia sia pubblica che privata fatti salvi, ovviamente, alcuni esempi virtuosi di gestione

efficiente di impianti ed edifici per un uso razionale dell’energia. La domanda da porsi con estrema urgenza è quindi: cosa è necessario e doveroso fare per limitare il consumo energetico di un ospedale piuttosto che di una clinica o di una RSA sia in fase di ristrutturazione sia di nuova costruzione?

INAUGURARE UNA NUOVA ERA DI POLITICHE ENERGETICHE La politica energetica nel nostro paese non è mai stata affrontata sistematicamente. Il mondo vive dinamiche geopolitiche sempre più rapide che hanno effetti globali dirompenti anche sulla vita quotidiana delle persone: i rincari spropositati delle bollette sono l’esempio più toccante. Ma non va dimenticato che anche le risorse naturali del pianeta non sono inesauribili. Durante l’estate appena trascorsa, il territorio italiano è stato colpito da una serie di eventi climatici estremi alternati a lunghi periodi di siccità. Se a ciò aggiungiamo infrastrutture vecchie e il continuo spreco di acqua potabile che coinvolge tutti, chi più chi meno, ecco che l’approvvigionamento di questo bene prezioso per la vita è già ora fortemente a rischio. Stabilire politiche energetiche che guardino al futuro grazie all’impiego di fonti alternative ma anche adeguare i modelli architettonici nell’edilizia sono necessità improrogabili. Peraltro, le leggi sull’efficienza energetica ci sono. Il D.Lgs 102/2014, attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, “obbliga le grandi imprese e le imprese energivore a eseguire una diagnosi energetica dei propri siti… che preveda una strategia di monitoraggio e una misura dei consumi”. Gli ospedali, in quanto aziende energivore e gasivore, rientrano tra questi soggetti. L’Agenzia Nazionale Efficienza Energetica ha costituito un tavolo tecnico con l’obiettivo di aiutare le strutture sanitarie a elaborare il rapporto di dia-

gnosi energetica con ottimi risultati. L’Università Campus Bio-Medico di Roma, per esempio, ha investito in un sistema di monitoraggio energetico che interessa 80 contatori installati negli impianti più energivori. In prossimità della struttura è stato installato un trigeneratore con motore endotermico a combustione interna da 1,56MWh elettrici che garantisce una produzione di 12,5GWh all’anno di cui 2,1 ceduti alla rete. L’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio del Gruppo San Donato, per citare un altro esempio virtuoso, prevede un risparmio a regime superiore del 30% rispetto all’impiego di impianti tradizionali grazie a una politica energetica green che prevede l’utilizzo di fonti energetiche alternative, con l’impianto fotovoltaico, il sistema di pompe geotermiche, il teleriscaldamento generato dall’utilizzo di rifiuti urbani e l’impianto di cogenerazione che fornisce 2MW di energia elettrica. Da qui si evince l’importanza e il supporto dell’ingegneria e dell’architettura nel settore ospedaliero e sanitario. Un altro caso che vale la pena menzionare è quello dell’ospedale Versilia che, sfruttando gli Energy Performance Contract, ha utilizzato dei contratti a rendimento energetico puntando al risparmio energetico attraverso un progetto di riqualificazione a bassa intensità di capitale investito. Il Meyer di Firenze è stata, invece, la prima struttura in Italia a introdurre sistemi avanzati di ventilazione, climatizzazione e illuminazione per ridurre al minimo i consumi energetici e creare un migliore equilibrio termico all'interno. Inoltre, numerose strutture sanitarie italiane partecipano al progetto europeo RES - Renovable Energy Sources, il cui obiettivo è quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica degli oltre 15.000 ospedali esistenti in tutta Europa: l'Istituto Europeo di

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Oncologia, l'istituto Humanitas Rozzano, gli ospedali di Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena, Genova e Torino, l'ospedale San Matteo di Padova. La palma per il numero di ospedali ecosostenibili va comunque agli Stati Uniti, seguiti da Regno Unito, Canada e Singaopore.

IL RUOLO DELL’INGEGNERIA E DELL’ARCHITETTURA OSPEDALIERA Ingegneri e architetti sono concordi nell’affermare che è necessario puntare su un progetto che sia complessivamente sostenibile che, oltre alla parte tecnica – efficienza energetica, vulnerabilità sismica, l’erogazione di gas medicinali ecc. – consideri la sicurezza di pazienti e operatori. Attualmente si sono visti buoni risultati proprio nel campo del risparmio energetico e dell’uso ottimizzato dell’energia, anche alternativa, ma ancora molto da fare rimane sotto l’aspetto del comfort di pazienti e operatori. Gli eventi inaspettati, che sia un virus piuttosto che crisi climatiche o politiche con implicazioni economiche, vanno preventivamente studiati e previsti per dare vita a strutture ospedaliere maggiormente resilienti. La costruzione di nuovi ospedali o la riqualificazione di quelli già in funzione devono essere caratterizzati da un’impronta ecologica delle attività a partire dalle prestazioni energetiche.

PNRR E OSPEDALI GREEN Visto il ruolo fondamentale che svolgono gli ospedali all’interno del nostro SSN, essi devono contribuire in modo attivo alle nuove sfide che questa delicata fase storica sta ponendo. La battaglia contro la pandemia, se è vero che ha messo in evidenza alcune criticità ataviche, ha anche messo in risalto la capacità di adattare le attuali strutture ospedaliere a nuove drammatiche esigenze

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secondo procedure che sono diventate nuovi paradigmi progettuali e produttivi da considerare sempre in futuro. I rincari di luce e gas rischiano di essere parimenti drammatici per il bilancio della Sanità italiana. Secondo Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere “… lo stanziamento dello Stato per 200 milioni di euro, già inferiore all’importo richiesto di 500 milioni di euro, non è sufficiente anche alla luce dei nuovi rincari”. I contributi straordinari da parte del Governo, sebbene inevitabili, servono pur sempre a evitare situazioni tragiche nell’immediato. I bilanci degli ospedali devono fare i conti non solo con il caro-bolletta ma anche con l’aumento degli importi contrattuali da parte delle aziende terze che erogano i servizi. In un’ottica più strutturale e meno focalizzata all’immediato è chiaro che servono risorse e investimenti che puntino a una gestione sempre più green delle strutture sanitarie.

Una delle critiche mossa al PNRR è proprio la minor visione ecologista nelle strutture sanitarie e negli ospedali trascurando il fatto che se il settore sanitario mondiale fosse una nazione sarebbe il quinto paese più inquinante del mondo. A livello italiano il contributo all’emissione di CO2 totale emessa in Italia è del 3,5%. Probabilmente, la situazione che stiamo vivendo orienterà in modo diverso i fondi provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. A parte le questioni burocratiche di non poco conto, come per esempio la semplificazione del codice degli appalti, l’ospedale del futuro non può fare a meno di figure tecniche e amministrative a supporto delle nuove realizzazioni, soprattutto di nuove competenze che mettano in atto i cambiamenti in ambito informatico, digitale, energetico ecc. A questa carenza nulla possono i fondi del PNRR visto che il loro utilizzo non è previsto per le assunzioni di personale qualificato.


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Carbon footprint: il nuovo traguardo green di Filmop Filmop ha ottenuto la certificazione del Carbon Footprint Systematic Approach, il sistema di calcolo che permette di quantificare l’impronta climatica dell’intera gamma di carrelli, dai secchi e carrelli strizzatori ai carrelli multiuso, inclusi i carrelli di servizio. Realizzato in conformità con la norma UNI EN ISO 14067:2018 e basato sulla metodologia della Life Cycle assessment (LCA), il sistema certificato consente il conteggio delle emissioni di CO2 per ogni fase del ciclo di vita dei prodotti: dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, passando per il trasporto e l’utilizzo da parte del consumatore fino allo smaltimento. L’operato di Filmop nell’ambito della sostenibilità è un impegno con radici profonde che fin dal principio ha guidato le scelte e gli investimenti dell’azienda: già nel 2011 Filmop si è resa energeticamente autonoma instal-

Il nuovo traguardo green raggiunto

CERTIFICAZIONE DEL

lando un complesso di impianti fotovoltaici nella sede centrale che da allora permette di alimentare completamente la produzione tessile con energia solare pulita, evitando di rilasciare nell’atmosfera tonnellate di CO2 ogni anno. Quantificare l’impatto ambientale dei prodotti in termini di emissioni è il successivo passo compiuto dall’azienda che pone le basi per l’implementazione di nuove azioni di compensazione ancora più mirate, in aggiunta alla produzione e utilizzo da oltre un decennio di energia rinnovabile.

CARBON FOOTPRINT SYSTEMATIC APPROACH Realizzato in conformità alla norma UNI EN ISO 14067:2018, il sistema certificato permette di quantificare la CO2 emessa in ogni fase del ciclo di vita dell’intera gamma di carrelli

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Celtex Megamini: igiene e sostenibilità al servizio del cliente

La qualità, per il cliente professionale, rappresenta un criterio irrinunciabile nel momento della scelta di un prodotto. In una società dall’impronta sempre più ecologica, le elevate performance non sono più sufficienti per concretizzare la decisione di acquisto e la fortuna di un prodotto. La propensione al consumo sostenibile, al rispetto dei criteri ambientali e alla scelta di prodotti provenienti da filiere controllate sono approcci green condivisi nel settore professionale. Ma è possibile coniugare qualità e sostenibilità all’interno di un’unica soluzione? Industrie Celtex, azienda multinazionale del settore tissue, ben concretizza tale esigen-

za. Tra i tanti esempi virtuosi, si distingue Celtex Megamini, la linea di sistemi di dispensazione che mette d’accordo igiene ed ecologia. Una gamma completa di soluzioni di dispensazione caratterizzata da qualità superiore, prestazioni elevate, design esclusivo made in Italy e costante attenzione alla riduzione dei consumi. I sistemi Celtex Megamini, oltre a garantire un’elevata attenzione all’igiene evitando le sgradevoli contaminazioni crociate, disincentivano l’utilizzo eccessivo di prodotto grazie al funzionamento con erogazione controllata, foglio a foglio. Un risparmio che, ovviamente, ha un risvolto positivo sull’ambiente.

Al contenimento degli sprechi si associa il portato ecologico dei prodotti erogati. Carte e saponi si pregiano tutti di certificazioni, Ecolabel o FSC, che attestano la provenienza da fonti che rispondono a requisiti internazionali di sostenibilità ambientale e sociale e che assicurano il rispetto di rigidi criteri di tutela ambientale durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Il binomio virtuoso carte certificate e soluzioni di dispensazione ad erogazione controllata, quest’anno è stato superato da Celtex con un’innovazione che consente di ri-

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durre ulteriormente l’impatto ambientale: le batterie ricaricabili E-Control, applicate ai dispenser elettronici no-touch. Una novità che sintetizza la visione di innovazione sostenibile dell’azienda. La batteria ricaricabile E-Control consente di ovviare all’uso delle tradizionali batterie alcaline determinando non solo un risparmio economico (1 batteria ricaricabile equivale a 4.000 tradizionali), ma soprattutto meno CO2 per la produzione delle batterie (-1600kg di CO2 per ogni batteria E-Control) e meno rifiuti immessi nell’ambiente (0,4kg vs 540kg). Celtex Megamini, i sistemi di dispensazione dall’animo sostenibile.



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MARCHIO ECOLABEL

La pulizia amica

dell’ambiente I prodotti con il marchio Ecolabel consentono di ridurre l’impatto ambientale delle operazioni di detergenza, ma i prodotti con questa etichetta non sono compatibili con l’uso negli ambienti di preparazione Elena Consonni

Giornalista esperta in scienze e tecnologie alimentari

T

ra le richieste dei consumatori c’è oggi anche quella di sostenibilità. Anche il mondo del Fuori Casa deve prenderne atto e adottare accorgimenti per ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Sono tante le misure che si possono adottare: ridurre l’uso di prodotti usa e getta, promuovere tra gli avventori l’asporto del cibo avanzato, devolvere a società caritative il prodotto preparato in eccesso e non servito a tavola…. Ma anche in fase di sanificazione si può fare qualcosa per ridurre il proprio impatto sull’ambiente, fermo restando che la garanzia della sicurezza igienica e della salubrità degli alimenti deve rimanere la priorità (anche rispetto alla tutela ambientale) per chi si occupa di somministrazione. Del compromesso possibile tra la garanzia dell’igiene e sostenibilità ambientale ha parlato Mario Stanga, chimico esperto di sanificazione nella filiera alimentare, durante un incontro online organizzato da Formalimenti e dedicato ai contaminanti chimici della filiera alimentare. Stanga ha presenta-

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to i prodotti Ecolabel e come possono essere impiegati in ambito alimentare.

COS’È IL MARCHIO ECOLABEL

Ecolabel è il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel UE) che ha come logo il fiore con i petali formati da 12 stelle. Esso contraddistingue prodotti e servizi che pur garantendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita. Il marchio Ecolabel è stato istituito nel 1992 dal Regolamento n. 880/92 ed è oggi disciplinato dal Regolamento (CE) n. 66/2010 in vigore nei Paesi dell’Unione Europea e nei Paesi appartenenti allo Spazio Economico Europeo – SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein). Gli allegati di questo Regolamento vengono continuamente aggiornati. Si tratta di un’etichetta ecologica volontaria, basata su un sistema di criteri selettivi, definito su base scientifica, che tiene conto degli impatti ambientali dei prodotti o servizi lungo l’intero

ciclo di vita ed è sottoposta a certificazione da parte di un ente indipendente. La prestazione ambientale è valutata su base scientifica analizzando gli impatti ambientali più significativi durante l’intero ciclo di vita del prodotto o del servizio, tenendo anche conto della durata della vita media dei prodotti e della loro riutilizzabilità/riciclabilità e della riduzione degli imballaggi e del loro contenuto di materiale riciclato. I criteri Ecolabel, stabiliti a livello europeo con un’ampia partecipazione di parti interessate tra cui anche associazioni europee di consumatori e ambientaliste, riguardano anche aspetti importanti inerenti la salute e la sicurezza dei consumatori. Riguardano inoltre, ove pertinente, i principali aspetti sociali ed etici dei processi produttivi. “Detergenti e disinfettanti – ha affermato Mario Stanga - sono strumenti per riportare superfici e ambienti nelle condizioni che consentono di produrre alimenti con sicurezza. Che siano tradizionali o con marchio Ecolabel, a minor impatto ambientale, devono pulire, di-


sinfettare bene ed essere risciacquabili in modo che non lascino residui inquinanti sull’alimento”. Solo se rispettano tutti questi requisiti i prodotti Ecolabel possono essere utilizzati in ambito alimentare.

AREE DI PRODUZIONE E DI CONTORNO

“In una qualunque attività in ambito alimentare, compresi ristoranti, mense, bar….si possono riconoscere due aree – ha spiegato Stanga. La prima è quella di produzione, la seconda è costituita dagli spazi di contorno. In un’attività di somministrazione l’area di produzione è rappresentata dalla cucina. È qui che devono essere garantite le procedure di sanificazione a carico di superfici, stoviglie e attrezzature. Tra le aree di contorno figurano l’ingresso, i bagni, gli spogliatoi del personale e persino la sala. Qui non c’è contatto diretto con gli alimenti, quindi il livello di igiene richiesto è differente rispetto alla cucina. La ricerca di prodotti a minore impatto ambientale deve tenere conto

di queste differenze. Il riconoscimento del marchio del fiore con 12 stelle ha paletti precisi, alcuni dei requisiti previsti sono in contraddizione con i criteri di sicurezza alimentare per le superfici a contatto e nei confronti delle diverse categorie di contaminazione che vanno affrontati in ambito alimentare e ristorativo, per garantire la sicurezza necessaria. Infatti le componenti che nella formulazione di un prodotto chimico servono a garantire l’efficacia nei confronti delle contaminazioni possibili in ambienti alimentari non permettono di soddisfare i requisiti previsti dal Regolamento che disciplina l’ottenimento del marchio Ecolabel”. Infatti, il marchio non è nato per il settore alimentare ma per quello turistico. Con l’andar del tempo si è ampliato a una trentina di altri settori o gruppi di prodotti e servizi come l’abbigliamento, le apparecchiature elettroniche e gli elettrodomestici, gli articoli per la casa e il giardinaggio, le aziende di servizi, il tessile, i prodotti cartacei, la cosmesi e anche la detergenza.

I REQUISITI DA RISPETTARE

“Il simbolo con il fiore contornato da 12 stelle – ha precisato Stanga - viene concesso ai prodotti e servizi che rispettano criteri ecologici e prestazionali stabiliti a livello europeo. Le regole non coinvolgono solo la formula del prodotto, ma il contenuto etico-sociale che sottostà a produzione, alla trasformazione, all’uso di materie prime, al processo di produzione e fruizione del prodotto oggetto di etichettatura ecologica”. I requisiti generali o criteri di giudizio sono riportati nell’articolo 6 del regolamento, dove sono presi in considerazione diversi aspetti: • gli impatti ambientali più significativi come cambiamenti climatici, biodiversità, consumo di energia e di risorse, produzione di rifiuti, emissioni e inquinamento, riciclaggio; • la sostituzione delle sostanze più pericolose con sostanze più adeguate;

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gli aspetti sociali ed etici e il principio della riduzione degli esperimenti sugli animali; i criteri stabiliti per altri marchi ambientali (es. EN ISO 14024 rev. 2018) in modo da accrescere le sinergie tra prodotto offerto e l’accuratezza e l’affidabilità delle informazioni ambientali (etichetta); i requisiti intesi a garantire che i prodotti funzionino correttamente secondo l’uso previsto e in modo uguale o migliore rispetto ai corrispondenti prodotti tradizionali.

I prodotti Ecolabel sono costruiti con lo scopo di rientrare nei parametri di ecosostenibilità stabiliti dalla CE. Ci sono tabelle che indicano gli ingredienti non ammessi nelle formulazioni, quelli sconsigliati, e i livelli soglia che devono essere rispettati… Tra le sostanze che sono regolamenta-

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MARCHIO ECOLABEL

te dalle tabelle allegate al regolamento 66/2010 e suoi aggiornamenti, figura per esempio l’EDTA, che nella sanificazione tradizionale sta alla base dei detergenti monofase. Limitando l’uso di EDTA si creano problematiche di sicurezza nelle aree di tipo produttivo. Nella costruzione delle formule per sanificanti manuali, che sono quelli che vengono generalmente impiegati nelle attività di ristorazione e in genere di somministrazione, che vogliono ottenere il marchio Ecolabel si prendono materie prime catalogate a minor impatto ambientale e si introducono nella formula in concentrazione vincolata dai limiti del regolamento. “Poiché l’obiettivo è evitare di dover apporre pittogrammi di pericolo, come quello di corrosione - ha sottolineato Stanga – le concentrazioni delle varie materie prime sono dosate con l’intento di scendere, ma a quel punto viene meno

I criteri Ecolabel riguardano anche aspetti importanti inerenti la salute e la sicurezza dei consumatori e, ove pertinente, i principali aspetti sociali ed etici dei processi produttivi

il principio che i prodotti ecolabel debbano essere a pari efficacia o superiore a quelli tradizionali (come richiesto dal Regolamento).” Tanto per fare alcuni esempi, la soda caustica è il componente principale dei detergenti alcalini. È classificata corrosiva a concentrazione superiore


al 2%. Per ottenere l’Ecolabel, quindi, nel detergente si introduce soda caustica a concentrazione inferiore al 2% per declassare l’etichettatura a irritante (sono definiti irritanti i prodotti con concentrazione tra 0,5 e 2%), oppure si costruiscono prodotti pronti all’uso (da non diluire) con soda inferiore allo 0.5%. In questo modo in etichetta viene meno anche il simbolo ‘irritante’.

dizionali disinfettanti ma più ecocompatibili. Sono prodotti a maggiore concentrazione (pronti all’uso), hanno un costo maggiore e sull’operatore ricade maggiore fatica (e responsabilità)”. Per quanto riguarda i prodotti a base alcolica, l’alcool deve essere etichettato come ‘infiammabile’. La soluzione è inserirlo in formula con una concentrazione di alcool inferiore alla soglia del

Un altro esempio è dato dai prodotti acidi per eseguire la disincrostazione. “La disincrostazione acida eseguita con acidi minerali – ha affermato Stanga - è efficace e rapida, ma il disincrostante, solitamente acido fosforico o nitrico, va etichettato corrosivo. Allora nella formulazione si sceglie un acido vegetale, ad esempio l’acido citrico che è solo irritante, ma dosato in formula a concentrazione inferiore al 5% per non avere alcun pittogramma di pericolo. Il prodotto è ovviamente pronto all’uso.” Un'altra classe di prodotti molto usati nella sanificazione manuale sono i Sali di ammonio quaternario. Essi implicano una etichettatura con simbolo nocivo per l’ambiente. “Se si vuole ottenere il marchio Ecolabel – ha spiegato Stanga – vanno tolti dalla formula e sostituti con acido lattico, oli essenziali (es. citronella, eucalipto, tea oil) che, a parità di concentrazione, sono igienizzanti ad azione meno energica rispetto ai tra-

test di infiammabilità. In queste condizioni, però, la presenza dell’alcool è utile come detergente ma inutile come disinfettante. Come si evince da questi esempi, per ottenere un prodotto conforme al regolamento, l’opzione che spesso viene seguita è quella di fornire prodotti già pronti all’uso, non da diluire. Questo genera maggiore movimento di acqua in fase distributiva, trasporto merce. Questo fattore non è positivo in termine di impatto ambientale, perché si movimenta più acqua, rispetto ai prodotti concentrati da diluire.

LE APPLICAZIONI PER I PRODOTTI ECOLABEL

“Ci sono però delle applicazioni – ha precisato Stanga - che sono soddisfatte da queste tipologie di prodotti. I sanificanti senza pittogrammi di pericolo (normalmente per uso manuale) hanno target applicativi ben definiti: puliscono dove c’è già abbastanza pu-

lito, disincrostano dove le incrostazioni sono abbastanza gestibili, disinfettano dove la contaminazione microbica non interferisce o presenta meno problematiche di rischio di tossinfezione, delegando all’azione manuale dell’operatore gran parte della responsabilità del risultato”. Quanto detto si applica ai sanificanti ad azione manuale. Per altre applicazioni che fanno uso di macchine, per esempio le lavastoviglie, la richiesta di forza chimica del sanificante diventa più impellente e l’approccio formulativo inizia a cambiare e riappaiono i pittogrammi di pericolo (per esempio per la soda caustica) e ci si avvicina al concetto di detergenza tradizionale. Per quanto riguarda le aree di preparazione dei pasti, la sicurezza igienica è prioritaria. La normativa imposta dal regolamento CE 66/2010 è praticamente inapplicabile nella costruzione di sanificanti efficaci, sicuri (ed economici), per insufficiente forza chimica, per l’impossibilità di rispondere a tutte le variabili di contaminazione chimica e microbica e per il costo più alto rispetto alla detergenza tradizionale. La soluzione è quella di adottare prodotti differenti per gli ambienti strettamente produttivi e per quelli di contorno, dove è non solo possibile, ma anche auspicabile, utilizzare detergenti Ecolabel. Ma anche negli ambienti di produzione si può ridurre l’impatto ambientale della sanificazione, adottando formulazione che sostituiscono l’EDTA, quando non strettamente necessario, con altri sequestranti ugualmente validi, che non eccedano con l’uso di fosfati, e che utilizzino altri acidi organici (glicolico, citrico…) al posto di quello fosforico, sostituendo il cloro con acqua ossigenata e selezionando i tensioattivi non solo per attività e biodegradabilità, ma anche per gli effetti minori sull’ecosistema delle frazioni di degradazione, che spesso sono molto più pericolose del tensioattivo stesso.

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fessionale, l'igiene della curiore alle loro controparti cina e lavaggio automatic classiche. delle DELLA stoviglie. I detersivi, La gamma Christeyns GREGREEN’R dà una risposta CAMBIAMO LE REGOLE DEL GIOCO sgrassanti e disincrostanti EN'R offre più di 88 proai nuovi standard igienici PULIZIA PROFESSIONALE CON PIÙ DI 85 sono disponibili in diverse dottiAcon marchio Ecolabel ed ecologici con PRODOTTI una vaMARCHIO ECOLOGICO confezioni, concentrazioni ad elevate prestazioni. I sta gamma performante. e forme come solidi e spray. prodotti sono atossici, non Grazie ad oltre 75 anni d’eCHRISTEYNS.COM Garantendo risultati impecdanneggiano l'ambiente sperienza nella pulizia procabili, lasciando la cucina e riducono i rischi di allerfessionale, Christeyns mira pulita come fosse nuova. gia. Anche a bassi dosaggi ad una pulizia intelligente. I i prodotti GREEN'R mostraprofessionisti possono conCURA DEI PAVIMENTI no risultati impeccabili e tare su prodotti di qualità e I prodotti Christeyns FLOmassima efficienza risparsistemi user-friendly. ORIT si concentrano sulla miando su acqua, costi di I prodotti Christeyns con manutenzione e trattamentrasporto e imballaggio. certificazione ecologica to di diverse tipologie di sono stati sottoposti a sepavimenti. I nostri manuIGIENE CUCINA veri criteri di controllo e tentori quotidiani sono diLa gamma RELAVIT include quindi la loro efficacia è sponibili in diverse fragranprodotti per la pulizia prouguale o addirittura supeCHR_DimensionePulito.Green.Ottobre2022.indd

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IGIENE BAGNI La gamma LUFRA per la pulizia dei bagni propone prodotti per la pulizia quotidiana e periodica di servizi igienici e bagni. I prodotti sono forniti pronti all'uso e concentrate e formule per la manutenzione regolare o pulizia profonda periodica. Tutte le nostre gamme di prodotti offrono alternative ecologiche con il marchio GREEN'R.

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DIMENSIONE GREEN

INTERVISTA

Strategie

sostenibili I bilanci delle aziende sull’andamento della produzione fanno i conti con la fase particolarmente difficile del mercato post-pandemia. Oggi più che mai, la crescita passa per l’innovazione e la sostenibilità a cura di Cristina Cardinali

I

ndustrie Celtex nasce nel 1985 ed è oggi uno dei principali Gruppi internazionali nel mercato della produzione di carta per uso igienico, domestico e professionale. L’headquarter è situato ad Altopascio, in provincia di Lucca, dove ha sede il principale hub logistico e amministrativo del gruppo che coordina l’attività dei 9 stabilimenti produttivi, anche in Europa. Con oltre 500 dipendenti e una capacità produttiva annua di oltre 100,000 tonnellate, i prodotti di Industrie Celtex sono presenti in oltre 31 paesi nel mondo. Dimensione Pulito ha incontrato Attilio Giannasi, Direttore Commerciale dell’area Italia, per raccontare l’impegno costante e le strategie messe in campo dall’azienda. I dati generali dell’andamento del mercato dei dispenser sapone e carta/cotone bobine per il cleaning professionale evidenziano un trend in leggera flessione: la vostra esperienza conferma questa tendenza? Il generale aumento dei costi delle materie prime e delle risorse energetiche unito all’imperversare del conflitto rus-

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

so-ucraino ha generato un notevole cambiamento del mercato internazionale. Al continuo incremento dei costi abbiamo reagito adeguando i prezzi dei prodotti agli standard di mercato, garantendo comunque una continuità di consegna al cliente. Sotto il profilo commerciale il 2021 è stato un anno proficuo rispetto al biennio precedente e anche le proiezioni per il 2022 fanno ben sperare. La ripresa di mercati strategici, come quello dell’Ho.Re.Ca. e della ristorazione collettiva ci ha permesso di recuperare un’importante fetta di fatturato in un settore che, più di altri, ha patito le ripercussioni dovute alle restrizioni. Le richieste del mercato rivolto all’igiene e alla salute con la pandemia sono cambiate. Analizziamo i punti di forza dei vostri prodotti. In che misura le soluzioni tecnologiche adottate coniugano esigenze di design, qualità e igiene? Da oltre trent’anni Industrie Celtex coniuga qualità e affidabilità in prodotti professionali destinati al settore medi-

cale, industriale e alla ristorazione collettiva. Chi acquista Celtex è consapevole di scegliere un fornitore affidabile, che fa della performance una garanzia. La pandemia ha costretto a ripensare il proprio approccio all’igiene, criterio imprescindibile per la tutela di ognuno di noi. In un’epoca in cui la richiesta è di un livello di pulizia sempre più elevato, i dispenser per carta e sapone assumono un ruolo centrale, perché non solo

Attilio Giannasi, Direttore Commerciale AFH Italia


proteggono il prodotto fino al momento del suo utilizzo, ma soprattutto evitano le contaminazioni crociate, grazie all’erogazione singola e alla natura stessa del prodotto di essere monouso. Quali sistemi e attività avete sviluppato, anche nell’ottica della sostenibilità e dell’innovazione 4.0? Recentemente abbiamo lanciato una gamma di dispenser elettronici per asciugamani in carta, saponi e gel igienizzanti, dalla tecnologia no-touch. I sistemi Megamini E-Control riescono a coniugare massima igiene, controllo dei consumi e sostenibilità all’interno di soluzioni hands-free. L’utente, per meglio dire, entra in contatto con il prodotto erogato senza alcun contatto con la scocca del dispenser, grazie al semplice passaggio della mano. Igiene superiore, sprechi evitati e rispetto per l’ambiente. La tutela dell’ambien-

te viene amplificata dal funzionamento dei dispenser con le batterie ricaricabili E-Control. Batterie che consentono minori costi di gestione, minori rifiuti e un impatto ambientale decisamente contenuto, poiché il gestore evita la frequente sostituzione che avrebbe con le classi-

che batterie alcaline. Il ciclo di vita di 1 batteria E-Control equivale a 4.000 batterie alcaline, con conseguente contenimento di rifiuti immessi in discarica di 0,4 vs 540 kg. Celtex Megamini E-Control è la scelta ideale sia per il business sia per l’ambiente.

DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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DISINFEZIONE

Il sistema Ozono e 3SD di Adiatek Adiatek, da oltre dieci anni, offre la possibilità di equipaggiare la sua linea di macchine con un generatore di Ozono (O3) che, mescolato con l’acqua, è in grado di pulire senza l’uso di prodotti chimici. Inoltre, quando la percentuale di Ozono nell’acqua è tale per cui l’indice di ossidoriduzione è superiore a 650mV, si ha anche disinfezione. Infatti, le lavasciuga di Adiatek lavorano con un indice medio tra i 750 e gli 850 mV. Queste caratteristiche fanno sì che questa linea di macchine Ecogreen sia adatta dove non basta “vedere” il pulito, ma dove la pulizia è una necessità, come ad esempio: ospedali, case di riposo, asili nido. Dal momento che il generatore di Ozono non utilizza

prodotti chimici, non ci sarà alcun inquinamento dovuto alla soluzione sporca reintrodotta nell’ambiente, o relativo ai contenitori in plastica da smaltire. L’Ozono una volta a terra si divide in ossigeno e radicale libero. Il radicale libero si combina con la membrana esterna dei batteri ossidandoli e uccidendoli. Abbiamo fatto eseguire una serie di prove di disinfezione a un laboratorio specializzato: il risultato è stato ottenuto non solo nella verifica dell’efficacia della disinfezione (inf.50ufc/25cm2), ma è stato evidenziato anche uno sviluppo più lento nelle ore successive al trattamento, di germi e batteri. L’Ozono si mescola con l’acqua “istantaneamente” e quindi il generatore, posto a bordo della macchina, pro-

duce Ozono solo quando serve, cioè quando la soluzione scende sulle spazzole; se la macchina si ferma si fermerà anche la produzione di Ozono e quindi non vi sarà dispersione nell’ambiente. Il sistema Ozono di Adiatek è sicuro, infatti la produzione istantanea è di 50μg/m3, molto inferiore al limite imposto dall’ OMS di 120μg/m3 (fonte: WHO Air quality guidelines for Europe Second Edition, capitolo 7.2) ed è disponibile su tutta la gamma di macchine Adiatek. È possibile installarlo anche sulle macchine spazzanti lavanti e sulle baby 43. Il modello più piccolo baby 43 è indicato per ristoranti, centri medici, centri estetici e hotel, mentre le spazzanti lavanti sono particolarmente indicate per i centri logistici, parcheggi e piazzali con pavimenti da esterno lavabili, infatti con una sola macchina è possibile spazzare, lavare e sanificare il pavimento. Adiatek ha inoltre studiato la possibilità di combinare una pulizia tradizionale assieme a quella con ozono. Grazie al sistema 3SD la

macchina è dotata di 2 serbatoi, uno per l’acqua pulita e uno dedicato al detergente. L’operatore ha la possibilità di scegliere dal pannello di guida 7 livelli di portata di acqua e la relativa percentuale di detergente. L’ozono o il detergente vengono mescolati in uscita prima di raggiungere la spazzola e non nel serbatoio contenente l’acqua pulita. Si è ottenuto quindi un modello completo in grado di soddisfare tutte le esigenze di pulizia, evitando l’utilizzo e l’acquisto di più macchine per lo stesso ambiente. Anche i tempi di lavoro vengono ridotti in quanto, avendo sempre a disposizione acqua pulita non è necessario svuotare il serbatoio di carico e pulirlo prima della ripresa del lavoro con Ozono. Dal dicembre 2021 è stato riconosciuto il brevetto di Adiatek relativo alla possibilità di equipaggiare il sistema di dosaggio del detergente e di ozono sulla stessa macchina.

www.adiatek.com


ATTREZZATURE

L’anima sempre più green e sostenibile di Falpi

73 carrelli Falpi già certificati EPD delle linee Kubi, Microrapid, Microtech, Smart e Specialist, hanno ricevuto la certificazione sull’impronta climatica secondo la norma UNI EN ISO 14067 (CFP). La CFP si basa sulla quantificazione di tutte le emissioni di gas serra (GHG – Greenhouse gases) legate all’intero ciclo di vita di un prodotto. La ISO 14067:2018 è lo standard ISO che si propone di migliorare la chiarezza e la coerenza delle attività di quantificazione, reporting e comunicazione della Carbon Footprint di prodotto (CFP). Con l’attività di audit di terza parte effettuato dal RiNa a febbraio è stato certificato che l’analisi CFP, e la relativa comunicazione sono conformi allo standard ISO14067.

PERCHÈ LA CARBON FOOTPRINT DI PRODOTTO Il cambiamento climatico derivante dall’attività antropica è stato riconosciuto come una delle più grandi sfide che interessano il mondo e che nei prossimi decenni continueranno a colpire le aziende e i cittadini. La carbon footprint è intesa come la somma delle emissioni che genera un prodotto lungo il suo ciclo di vita. Lo studio della CFP (CFP study) consente di quantificare in termini di CO2 equivalente l’impronta carbonica. La metodologia che sta alla base della Carbon Footprint di Prodotto si fonda sul principio della responsabilità nei confronti dell’ambiente e trasparenza nella comunicazione dei risultati. Per que-

sto motivo Falpi ha deciso di mettere a disposizione di tutti gli Stakeholders i valori di emissione dei carrelli certificati EPD e intraprendere un percorso che porterà a un futuro sempre più green e sostenibile. Come un nostro piede lascia un’impronta sul terreno, così ogni processo e prodotto lascia un’impronta sull’ambiente. Risulta dunque doveroso quantificarne la portata e valutare i potenziali impatti sui cambiamenti che interessano il nostro Pianeta. IL CALCOLATORE CARBON FOOTPRINT DI FALPI Con i nuovi configuratori KubiPro, Kubi Fun e Soli presenti sul sito dell'Azienda, in costante aggiornamento, il Cliente potrà "creare"

i carrelli che meglio si adattano alle proprie esigenze, aggiungendo o escludendo accessori e componenti, e sviluppando in real-time il modello 3D. Inoltre collegato al configuratore è stato sviluppato il calcolatore della Carbon FootPrint in grado di fornire i dati necessari al calcolo dell'impatto di CO2 del carrello appena configurato - novità presentata durante la fiera Interclean Amsterdam 2022 -. Accedendo all’area riservata My Falpi con un Account Pro è infatti possibile configurare il proprio carrello e visualizzare l’impatto ambientale della configurazione secondo la norma ISO 14067. Una volta configurato il carrello secondo le vostre necessità verrà generato un report con tutti i suoi dettagli tecnici e il potenziale di riscaldamento globale (GWP) della configurazione. L’impatto ambientale, in termini di emissioni di CO2 equivalente, verrà calcolato sulla base di tutti i componenti e di un eventuale imballo (info@falpi.com). Tra Azienda e Cliente ci sarà sempre la massima trasparenza, grazie all’intelligente utilizzo delle nuove tecnologie.

www.falpi.com


MACCHINE

4CleanPro, verso nuove sfide Dall’inizio dell’anno, in piena ripartenza post covid, le aziende si sono ritrovate davanti ad un'altra sfida: la crisi dei componenti legata alla produzione delle materie prime che sembra non soddisfare i volumi necessari alla produzione globale dei prodotti finiti e per non farci mancare niente, la crisi energetica con conseguente rincaro delle bollette, diventate insostenibili per le aziende. Come sempre nelle crisi, molte imprese non ce la faranno, altre muteranno radicalmente le proprie strategie e i propri assetti organizzativi in Italia e all’estero, altre ancora crescono e guadagnano o nascono. Le imprese oggi stanno ragionando su quali mercati esteri tenere e intensificare e quali invece abbandonare; in particolare, molte stanno puntando sempre più su

strategie di “nearshoring”, e cioè di accorciamento chilometrico delle proprie catene internazionali di approvvigionamento e di vendita all’estero. I costi di trasporto dei pezzi intorno al mondo stanno aumentando, come anche i tempi di viaggio. “Le ripercussioni di tutta questa situazione sull’andamento delle aziende produttive - sottolinea Patrick Vangestel, AD di 4CleanPro - impone di dover adeguare le nostre politiche commerciali quasi giornalmente. Oggi non riusciamo più a tenere i costi sotto controllo e quindi di conseguenza impossibilitati a prevedere o stabilire programmi e mantenere i piani d’investimento, senza pesare attenta-

menteleconseguenze di un futuro incerto. L’importanza di mantenere lo standard qualitativo a discapito dei costi che stanno lievitando ci mette però davanti un limite oltre il quale diventa difficile pensare di resistere a lungo. Stiamo, come tutti, pensando di innovare, investire in ricerche e sviluppare prodotti sempre più tecnologici, ecosostenibili, con un impatto organizzativo per le nostre aziende importante. Nonostante tutto, stiamo raccogliendo ancora un buon successo con i nostri prodotti e la buona fidelizzazione della clientela permette ancora di mantenere un trend positivo. La qualità dei nostri componenti resta per noi un Must e nonostante le difficoltà nel reperirli, il MADE IN ITALY prevale oggi più che mai. I prossimi mesi saranno fondamentali e sono sicuro che potremmo così consolidare la nostra gamma di macchine lavapavimenti sui mercati internazionali. Questa è un po’ la nostra nota di speranza e mi auguro che la situazione economica mondiale nonché il conflitto alle porte

della nostra Europa si risolva al più presto”. NUOVA VERSIONE MIRA 40 Per la fine dell’anno 2022, 4CleanPro presenterà la nuova versione del modello di punta: Mira 40, frutto di un restyling importante pur mantenendo i principali componenti dell’attuale versione. Dopo anni di grande successo, sono stati raccolti i suggerimenti dei clienti più fedeli facendo una chiara divisione su quello che andava bene e quello che poteva essere migliorato. È nata così una versione dal design più performante e dalle prestazioni più elevate. Le soluzioni apportate su questo nuovo modello fanno anche parte della nuova linea di prodotti che 4CleanPro sta per realizzare e che saranno presentate anche al prossimo evento internazionale della Fiera ISSA Pulire 2023.

www.4cleanpro.com


DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

Etica e rispetto per l’ambiente: un impegno globale ICOGUANTI è da tempo impegnata in campagne focalizzate sul corretto uso del prodotto con riferimento alla biocompatibilità e sicurezza dell’operatore/paziente. Contestualmente il Gruppo DPL ha adottato la Policy di soddisfare le richieste della clientela nel pieno rispetto delle leggi, normative e regolamenti vigenti nel luogo di produzione, adottando per tutto il ciclo della filiera processi produttivi a ridotto impatto ambientale che scrupolosamente soddisfino le norme, che riducano “carbon footprint” (l’emissione di gas clima-alteranti), il consumo di energia e minimizzino la produzione di rifiuti dando priorità al riuso e riciclo. Le attività di ricerca e sviluppo hanno poi consentito di migliorare prestazioni, consumi e design creando una nuova gamma di guanti:

PALMPRO. La nuova gamma sostituirà quella attualmente in commercio integrandola con diverse novità. Molti prodotti sono stati migliorati ottenendo certificazioni aggiuntive per garantire standard di sicurezza ancora più alti. • 14 referenze con certificazione DPI 3° cat. - Dispositivi Medici - idoneità al contatto alimenti. • 20 referenze con certificazione protezione antivirus • 23 referenze con certificazione idoneità al contatto alimenti. Ricerca e innovazione: i 5 requisiti dei guanti PALMPRO Obiettivo di PALMPRO è la realizzazione del migliore prodotto possibile in grado di soddisfare i seguenti 5 requisiti fondamentali: comfort, sensibilità e presa,

dermo-compatiblità, sicurezza (soddisfacendo i requisiti del Reg. UE 2016/425) e rispetto per la natura. La gamma di guanti riusabili è in grado di rispondere efficacemente alle tre categorie di rischio: Mechanical safety: Guanti per la protezione di rischi meccanici Chemical safety: Guanti per la protezione dai rischi chimici Food safety: Guanti per la protezione e idonei al contatto alimentare. La gamma di guanti monouso, realizzati nei diversi materiali (nitrile, lattice naturale, vinile, polietilene) è divisa in diverse linee di prodotti per rispondere a tutte le esigenze: PREMIUM. La linea Premium offre il massimo di protezione e comfort grazie alle ultime tecnologie applicate.

Tutte le referenze della Linea Premium sono certificate DPI di 3a categoria (Reg. UE 2016/425) e/o Dispositivi Medici (Reg. UE 2017/745). EXPERT. La linea Expert offre diverse soluzioni per l’impiego professionale in grado di soddisfare tutte le esigenze di protezione con il miglior rapporto qualità prezzo. Tutte le referenze della Linea Expert sono certificate DPI di 3a categoria e/o Dispositivi Medici. ESSENTIAL. La linea Essential offre guanti versatili ed economici per utilizzi generici. FOOD SAFETY. La linea FOOD SAFETY offre guanti monouso idonei al contatto alimentare, 4 volte più sicuri perché sono testati per resistere 120 minuti a 40°C.

www.icoguanti.it


SOSTENIBILITÀ

EcoNatural: l’economia circolare di Lucart

EcoNatural di Lucart Professional è un progetto nato da una tecnologia avanzata che ricicla il 100% dei componenti dei cartoni per bevande attraverso un processo produttivo unico nel settore. Le fibre di cellulosa sono utilizzate per produrre Fiberpack®, la materia prima utilizzata per realizzare carta igienica, asciugamani, fazzoletti, tovaglioli e rotoli per la linea EcoNatural. Polietilene e alluminio vengono utilizzati per produrre Al.Pe®, che a sua volta viene impiegato per realizzare distributori di carta, pallet per il trasporto di merci e altri prodotti.

​​ progetto EcoNatural gaIl rantisce una soluzione ecologica tangibile e misurabile. Infatti, considerando le tonnellate di carta Fiberpack® prodotte, nel 2013-2019 Lucart ha contribuito al recupero di oltre 5,4 miliardi di cartoni per bevande da 1 litro. Ha risparmiato oltre 2,3 milioni di alberi e ha evitato emissioni di CO2 in atmosfera superiori a 141.000 t. Inoltre, nel triennio dal 2017 al 2019, Lucart Professional ha riciclato le parti in alluminio e polietilene di 4,25 milioni di cartoni per bevande grazie alla produzione dei dispenser AlPe®. I prodotti in tissue EcoNatural sono circolari, soste-

nibili ed ecologici essendo multi certificati. Tutti i prodotti di questa gamma sono certificati EU Ecolabel, FSC® Recycled e dal 2021 tutti i prodotti EcoNatural fabbricati nello stabilimento di Laval sono certificati Cradle to Cradle®. Il percorso di Lucart verso una sostenibilità concreta e completa non si limita solo al prodotto stesso, il packaging standard, quando possibile, viene sostituito con imballaggi in carta riciclata e compostabile o con imballaggi in plastica riciclata. L’approvvigiona-

mento di elettricità verde è stata una pietra miliare del processo di miglioramento costante, il 100% dell’energia elettrica utilizzata durante la produzione e la conversione dei prodotti EcoNatural proviene da risorse rinnovabili. Dal 2021 anche i dispenser EcoNatural hanno ottenuto un’importante certificazione: ReMade in Italy®, la prima certificazione di prodotto accreditata in Italia e in Europa per verificare il contenuto di materiale riciclato in un prodotto. La certificazione attesta la tracciabilità della produzione, a partire dalla verifica della provenienza delle materie prime in ingresso, fino al prodotto finito, rappresentando uno strumento di trasparenza e semplificazione per il Green Public Procurement e il mercato privato.

www.lucartprofessional.com


DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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DIMENSIONE GREEN

PEST CONTROL

Ars disinfestandi, igienizzandi e sanificandi

Se un ambiente è sporco e per giunta vi passeggiano parassiti vari il primo passo è pulire e in parallelo eliminarli. Ma c’è modo e modo di pulire così come esistono vari criteri di lotta ai parassiti a cura di Graziano Dassi

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a tesi che vorrei dimostrare e contestualmente sottoporre al giudizio critico dei lettori è che in primo luogo si deve risolvere il problema (patologia), altrimenti perché mai dovremmo adottare una terapia, il tutto deve essere attuato nel modo più sicuro (green) e per farlo è necessario adottare le risorse tecniche più “sostenibili” (termine ormai entrato nell’uso comune) che presuppongono protocolli rigorosi e istruzioni operative mirate e dettagliate in ogni particolare.

PREMESSE

La definizione di “salute” dell’Organizzazione Mondiale della Salute afferma che la salute non deve essere intesa come assenza di malattia bensì di un benessere psico-fisico. Vero è che alcuni malati si accontenterebbero di guarire. Ciò premesso penso che il concetto di “salute” possa e debba essere esteso anche all’Ambiente in cui viviamo e se un ambiente ben curato induce sicuramente a uno stato psico-fisico positivo è altrettanto vero che se un ambiente è sporco e per giunta vi passeggiano

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

parassiti vari il primo passo è pulire e in parallelo eliminarli. Ora c’è modo e modo di pulire così come esistono vari criteri di lotta ai parassiti e, integrando le due cose, “sanificare”. Ne esaminerò uno, in

cui è stata adottata una pianificazione razionale, dovuto ad un cambio di gestione causa Covid, ma prima mi sembra utile fare una sorta di parallelo, a volo radente, con le varie scuole di pensiero delle varie medicine.


SCUOLE DI PENSIERO

Diagnosticata una patologia l’obiettivo del malato è quello di guarire. La prima domanda: esiste una terapia risolutiva? Se SI, basta adottarla! Scegliendo la farmacopea che il sanitario ci suggerisce: dalla tradizionale, all’omeopatia, all’integrazione fra l’adozione di uno stile di vita virtuoso più o meno supportato da farmaci o parafarmaci. Al contrario potrebbe esserci diagnosticata una malattia con cui convivere vita natural durante, utilizzando farmaci che ne attenuano i sintomi (sintomatici); certamente il terapeuta ci suggerirà sempre di adottare in parallelo uno stile di vita sano. La tesi che sostengo è che anche l’adozione di protocolli terapeutici classici, ad esempio gli antibiotici o i cortisonici, debbano essere ritenuti accettabili in funzione della gravità della malattia per lo stretto tempo necessario e con le modalità di somministrazione estremamente corrette. Dopo di che a seconda delle nostre convinzioni e forza di carattere si passerà a stili di vita “green”.

ESEMPIO VIRTUOSO

Per dimostrare la mia tesi esporrò una serie di interventi in una realtà accaduti nel periodo delle restrizioni dovute alla pandemia. La vecchia proprietà che gestiva un bar tavola calda ha deciso di “andare in pensione” e la nuova invece trasferiva una agenzia assicurativa in una sede meglio servita per parcheggi e viabilità. Le entità infestanti storiche erano: • Zanzare non identificate ma pungenti sia al crepuscolo che nel pomeriggio. • Scarafaggi: blatta nera sporadicamente e blattelle. • Formiche non identificate ma provenienti dalle aiuole. • Qualche cimice nel periodo autunnale. • Ratti delle fogne (avvistamenti sporadici).

DESCRIZIONI DEGLI EVENTI:

1) Irrorazione di un biocida non residuale per eliminare eventuale traspor-

to di scarafaggi. Tempo impiegato poco più di mezz'ora. 2) Eliminazione dei mobili e delle attrezzature. 3) Ristrutturazione edile, elettrica, serramenti, tinteggiatura ecc. ecc. 4) Trasloco dei mobili, piantine, quadri ecc. 5) Sanificazione a 360°: - nuovo sistema di condizionamento dell’aria; - disinfezione ambientale con disinfettanti residuali e abbattenti affidata all’impresa di pulizia; - disinfestazione anti blatte e interventi di rat-proofing relativa ai locali sotterranei; - messa in opera di zanzariere di ottima qualità, la cui manutenzione è stata affidata alla ditta di disinfezione; - posizionamento di erogatori di profumo all’essenza di pino nei bagni e di lavanda negli uffici. Alla profumazione è stata data molta importanza e alla bisogna è stata chiamata una ditta specializzata; - inoltre è stata posizionata all’entrata una torretta di erogazione di disinfettante per le mani.

e le irrora con un olio dalle proprietà repellenti. Scarafaggi: le blatte nere provenienti dalla fognatura non si sono più presentate probabilmente perché era venuto a mancare il richiamo degli sfridi alimentari e l’uso di un enzima proteolitico immesso nei WC ogni fine settimana. Le blattelle germaniche sono state monitorate con trappole a colla, ma non vi è stata alcuna cattura. Formiche: la ristrutturazione e l’adozione di porte e finestre a tenuta hanno fatto sì che il problema non si ripresentasse. Cimice delle piante: l’uso dell’olio repellente alle zanzariere e la tenuta dei serramenti sembra aver scongiurato il problema. Ratti: non ci sono stati più avvistamenti.

DISINFEZIONE

Nell’entrare è messo in bella mostra un aerosolizzatore che ha due scopi: il primo è quello di essere usato alla chiusura del sabato sera, il secondo per rassicurare i clienti che la salubrità ambientale è un fattore prioritario, per cui non è assolutamente trascurato. Il funzionamento è temporizzato secondo le istruzioni d’uso dell’attrezzatura e le istruzioni in etichetta del disinfettante regolarmente registrato;

CONCLUSIONI

GLI INTERVENTI DI DISINFESTAZIONE

Zanzare: il problema si è risolto con l’adozione delle zanzariere; nei mesi caldi il disinfestatore ne controlla l’integrità

Il passaggio da una realtà alimentare e una di terziario avanzato ha semplificato gli aspetti della lotta ai parassiti, e i risultati lo sottolineano. In effetti, il mio intervento si è limitato a una verifica della congruità dei contratti, all’analisi critica dei biocidi indicati dalle ditte di servizio e alla prevedibile efficacia del binomio aerosolizzatore (ULV) e disinfettante. Un aspetto che mi ha colpito è stata l’attenzione alle profumazioni ambientali che uno dei due soci ha supervisionato personalmente. In effetti che la sensazione del livello igienico di un ambiente passi anche dal naso è un aspetto condivisibile e spesso trascurato.

DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

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sio, una sostanza narcotica capace di agire sul sistema nervoso dell’infestante provocando un rallentamento generale del metabolismo, della respirazione, dell’attività celebrale e del battito cardiaco. I roditori si addormentano, entrano in coma ed infine muoiono durante il sonno per ipotermia. L’azione rodenticida è molCAMPI D’IMPIEGO to violenta e si esplica nel giro di brevissimo tempo, tanto da rendere le esche formulate con questa sostanza attiva ideali per azioni correttive immediate. INFESTANTI TARGET

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IGIENE URBANA

SERVIZI

Igiene urbana:

Un settore complesso Cristina Cardinali

L

e principali attività di igiene urbana possono essere suddivise in tre processi: raccolte differenziate, raccolta rifiuti indifferenziati, e pulizia delle aree urbane. Queste attività svolgono un ruolo di pubblico interesse, ed è necessario che si svolgano senza pericolo per la salute dell'uomo e dell’ambiente, seguendo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza. Quando si ha a che fare con un ambiente lavorativo complesso come quello che caratterizza l’igiene urbana, è quindi necessaria una approfondita valutazione dei rischi lavorativi, fondamentale per predisporre adeguate misure di prevenzione e protezione, volte a migliorare le condizioni di lavoro evitando il più possibile il verificarsi di infortuni e incidenti ai danni degli operatori. PULIZIA STRADALE La pulizia stradale si colloca nell’ambito dei servizi di igiene urbana e richiede l'impiego di attrezzature, automezzi e macchine specifiche, efficienti e affidabili. Un programma di sanificazione strade, gestito da aziende competenti con attività certificata, si avvale di macchine per pulizia stradale, automezzi e prodotti capaci di garantire un servizio di

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DIMENSIONE PULITO | OTT 2022

pulizia stradale efficiente, che presti attenzione alla struttura ambientale e della sua destinazione d'uso. Il servizio di igiene stradale ampiamente inteso in genere prevede il lavaggio

strade, la sanificazione di cassonetti e l'uso di macchine quali: spazzatrici stradali, pulispiaggia, spargisale e sgombraneve, scope industriali. PAVIMENTAZIONI IN DISCARICHE ED ISOLE ECOLOGICHE Nei centri di raccolta rifiuti e nelle discariche le pavimentazioni ricoprono un ruolo fondamentale, in quanto non solo devono resistere nel tempo al traffico di mezzi pesanti, ma anche sopportare forti aggressioni chimiche ed evitare le contaminazioni di falda.

La scelta di un pavimento in asfalto è errata e dettata unicamente da motivazioni economiche. Occorre prevedere un pavimento industriale in CLS con opportune resistenze meccaniche e chimiche. Un classico pavimento industriale in calcestruzzo, avrebbe vita breve. I liquami ed i colaticci derivanti dalla fermentazione dei rifiuti organici, non sono solo potenzialmente inquinanti, ma anche fortemente corrosivi per le superfici in cemento; pertanto occorrerà prevedere la realizzazione di un pavimento costituito da calcestruzzo “speciale”, modificato chimicamente per renderlo impermeabile, idrofobico, con ottima resistenza agli aggressivi chimici e ai sali disgelanti. È vivamente consigliabile inoltre la realizzazione di un pavimento industriale senza giunti, in quanto gli stessi sarebbero fonte di sicura infiltrazione di liquami. Le sigillature in resina dei giunti di contrazione hanno una durata limitata nel tempo e non possono quindi garantire impermeabilità. I colaticci, una volta infiltrati permarrebbero nel massetto di calcestruzzo, innescando una costante aggressione chimica. La finitura superficiale, oltre che essere caricata con inerti ad alta resistenza all’abrasione come il corindone, dovrà essere ulteriormente trattata con prodotti impermeabilizzanti e densificanti a base di silicati di litio. FONTE: www.pavimentiindustriali.com


b

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IGIENE URBANA

LINEE GUIDA

In sicurezza nei siti di

smaltimento rifiuti a cura di Francesca Leone

Per fare sì che i lavoratori operanti nella filiera dei rifiuti urbani e dei servizi ambientali connessi possano svolgere in sicurezza le loro mansioni, è neces-

sario il rispetto di comportamenti e norme che possono variare a seconda dell’attività svolta. Per quanto riguarda le operazioni preliminari di telonamen-

to e stelonamento, se correttamente gestite e in condizioni normali tali operazioni hanno VRMC medio (vedi box) poiché: • si entra a far parte, temporaneamente, di un ciclo di lavoro con contemporanea presenza e attività di altri mezzi operativi, altri operatori, impianti complessi; • le condizioni ambientali possono essere severe per la presenza di rumore, esalazioni, polveri; • gli spazi operativi possono avere limitazioni dovute alla presenza di talune strutture (portoni, cancelli, pilastri, fosse di scarico) oppure alle caratteristiche del terreno (fronte attivo in discarica, rampe sopraelevate); • gli ambienti possono essere a maggior rischio di incendio o di emergenza; • le operazioni preliminari eseguite sul posto dal trasportatore comportano rischi specifici propri. VRS • incidenti tra mezzi operativi, tra mezzi operativi e strutture e tra mezzi operativi e personale interno: VRS medio-alto; • esposizione a contaminanti chimici o biologici presenti nel carico: VRS medio-basso; • esposizione a rumore: VRS medio;

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• esposizione a situazioni di emergenza: VRS medio-basso; • sbandamenti/ribaltamenti del mezzo durante lo scarramento per errata manovra: VRS medio-basso; • cadute da postazione sopraelevata durante il telonamento o lo stelonamento dei cassoni di trasporto: VRS medio-alto; • sforzi muscolari eccessivi e scorretti nello stelonamento-telonamento: VRS medio-alto. La dotazione minima dell’operatore è costituita dalla divisa da lavoro. I DPI necessari sono in funzione delle successive operazioni: calzature da lavoro con suola antiscivolo e, preferibilmente, antiperforazione, corpetto ad alta visibilità, guanti per rischi meccanici, chimici e biologici, eventuale elmetto protettivo in presenza di carichi sospesi o rischio di caduta materiali. Rispettare rigorosamente le indicazioni di comportamento in vigore nel sito, sia per la circolazione e le modalità di sosta, sia per i divieti di accesso alle aree riservate o a maggior rischio. Avere una buona conoscenza delle procedure da adottare in caso di emergenza, in particolare di quelle dell’area specifica delle operazioni. Prima di ogni operazione che comporti l’abbandono del posto di guida, assicurare lo stazionamento sicuro del mezzo. In caso di emergenza o malfunzionamento del mezzo, interrompere le operazioni e chiedere aiuto. Eseguire le movimentazioni con rapidità adeguata, evitando manovre brusche e repentine variazioni di velocità o di direzione. Prestare particolare attenzione agli ingombri rappresentati dalle strutture architettoniche. Nelle operazioni di telonamento e stelonamento agire preferibilmente da terra, evitando l’accesso al cassone di trasporto; sganciare o agganciare una cinghia di fermo alla volta ed evitare di rilasciarla bruscamente. Nel telonamento, ove non sia possibile agire da terra, utilizzare scale idonee e

ben ancorate, o salire con precauzione la scaletta dello scarrabile. Cercare di rendere minimo e protetto con idonee calzature il calpestio dei rifiuti stivati. Nello scarramento, evitare manovre brusche e verificare ingombri e spazi operativi a disposizione, con particolare riguardo alla presenza di altri mezzi o persone.

MOVIMENTAZIONE E SCARICO In sito di stoccaggio temporaneo, se correttamente gestita e in condizioni normali, l’operazione ha VRMC medio-alto poiché: • si entra a far parte, temporaneamente, di un ciclo di lavoro con contemporanea presenza e attività di altri mezzi operativi, altri operatori, impianti complessi; • le condizioni ambientali possono essere severe per la presenza di rumore, esalazioni, polveri; • gli spazi operativi possono avere limitazioni dovute alla presenza di particolari strutture (portoni, cancelli, pilastri, fosse di scarico); • carico e scarico sono preceduti o seguiti da operazioni di movimentazione dei rifiuti tal quali o preselezionati; • gli ambienti possono essere a maggior rischio di incendio o di emergenza. VRS • incidenti tra mezzi e mezzi, tra mezzi e strutture, tra mezzi e operatori a terra, dovuti a insufficiente coordinamento: VRS medio-alto; • esposizione a concentrazioni localmente elevate di inquinanti e di rumore: VRS medio-alto; • incidenti in fase di movimentazione dei rifiuti, con caduta di carichi sospesi o caduta di materiali (ad esempio dove vi siano nastri trasportatori aperti): VRS medio-alto. PUNTI CHIAVE Rispettare rigorosamente le indicazioni di comportamento in vigore nel sito, sia per la circolazione e le modalità di sosta, sia per l’accesso alle aree di ca-

VRMC E VRS: COSA SONO La sigla VRMC (Valutazione di Rischio Media Complessiva) si riferisce alla totalità dei rischi presenti nell’intera operazione descritta, comprensiva di fasi e sottofasi. La sigla VRS (Valutazione di Rischio Specifico) si rapporta in termini semiquantitativi alla singola tipologia di rischio presente in un’operazione, fase o sottofase particolare. Questi due indici si riferiscono a “condizioni normali o standard”, vale a dire a condizioni di lavoro senza particolari variabili di aggravamento e in presenza di normali livelli di presidio, di prevenzione e protezione.

rico/scarico/ movimentazione. Rispettare rigorosamente la segnaletica di sicurezza interna, compresa la segnaletica stradale, anche orizzontale. Avere una buona conoscenza delle procedure da adottare in caso di emergenza, in particolare per quanto riguarda le modalità di esodo dall’area delle operazioni. In caso di emergenza dovuta a incendio o a dispersione di sostanze, attenersi sempre alle procedure aziendali, seguendo le indicazioni fornite dagli addetti alla gestione emergenze del sito. Rispettare il divieto di accesso alle zone riservate. In discarica, se correttamente gestita e in condizioni normali, l’operazione ha VRMC medio-alto poiché: • si entra a far parte, temporaneamente, di un ciclo di lavoro con contemporanea presenza e attività di altri mezzi operativi e altri operatori; • le condizioni ambientali sono particolarmente severe per la presenza di esalazioni, polveri e potenziali

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IGIENE URBANA

LINEE GUIDA

contaminanti biologici associati; • instabilità del terreno di manovra (fronte dei rifiuti compattati) e forti pendenze delle rampe di accesso veicolare; • possibilità di condizioni climatiche avverse; • presenza dei mezzi operativi di discarica (come minimo una ruspa e un compattatore) che formano il fronte attivo. VRS • incidenti tra mezzi: VRS medio-alto • esposizione a concentrazioni localmente elevate di contaminanti biologici e a rumore: VRS medio-alto • incidenti da ribaltamento del mezzo: VRS medio-alto La dotazione minima è costituita dalla divisa da lavoro, i DPI necessari sono in funzione delle successive operazioni: calzature da lavoro con suola antiscivolo e, preferibilmente, antiperforazione, corpetto ad alta visibilità, guanti per rischi meccanici, chimici e biologici.

PUNTI CHIAVE Rispettare rigorosamente le indicazioni di comportamento in vigore nel sito, sia per la circolazione e le modalità di sosta, sia per l’accesso al fronte attivo. In particolare moderare la velocità di marcia e di manovra.

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Rispettare rigorosamente la segnaletica di sicurezza interna, compresa la segnaletica stradale, anche orizzontale. Avere una buona conoscenza delle procedure da adottare in caso di emergenza, in particolare per quanto riguarda le modalità di esodo dall’area delle operazioni. In caso di emergenza dovuta a incendio o a dispersione di sostanze contenute nei rifiuti trasportati o in compattamento, attenersi sempre alle procedure aziendali. Rispettare il divieto di accesso alle zone riservate (scarpata del fronte attivo). Se e quando ci si muove a piedi, fare la massima attenzione, soprattutto sullo strato recente dei rifiuti.

• pre trattamento preliminare alla movimentazione interna (pressatura e legatura, ecc.).

PRE SELEZIONE E CERNITA MANUALE

L’abbigliamento corretto per questa operazione è la divisa da lavoro. I DPI necessari sono: calzature di sicurezza con suola antiscivolo e antiperforazione e puntale antischiacciamento, corpetto ad alta visibilità, guanti per rischi meccanici, chimici e biologici, protezione respiratoria (addetti alla cernita manuale), elmetto protettivo.

Correttamente gestita e in condizioni normali, l’operazione ha VRMC medio-alto poiché: • le operazioni comportano il contatto

diretto con i rifiuti; le condizioni ambientali sono particolarmente severe per la presenza di esalazioni, polveri e potenziali contaminanti biologici associati, rumore; presenza di impianti complessi per il trasporto (nastri), la cernita (vagli), il

VRS • esposizione a concentrazioni elevate di polveri contaminanti biologici/chimici: VRS medio-alto; • esposizione a rumore: VRS medio-alto; caduta di materiali dall’alto: VRS medio-alto; • caduta per dislivello nella pavimentazione: VRS medio; interferenza con mezzi di movimentazione interna: VRS medio-alto; • impigliamento in sistemi di trasporto automatico (nastri trasportatori): VRS medio.

PUNTI CHIAVE Indossare sempre e utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale. Essere formati all’utilizzo degli impianti di trasporto automatico, in particolare ai sistemi di arresto di emergenza. Rispettare rigorosamente la segnaletica di sicurezza interna. In caso di emergenza dovuta a incendio o alla presenza di sostanze particolari nei rifiuti preselezionati o soggetti a cernita, attenersi sempre alle procedure aziendali. In caso di dubbi in presenza di rifiuti anomali o sospetti, sospendere le operazioni e chiedere assistenza.

Fonte: FISE - Federazione Imprese e Servizi, Manuale della sicurezza nella filiera dei rifiuti urbani e dei servizi ambientali connessi


PAVIMENTI INDUSTRIALI

Pavimentazioni senza giunti

Floortek è la pavimentazione in post-tensione che per prima è stata realizzata in Italia da Tensofloor dopo un periodo di studi e sperimentazioni in collaborazione con l’Istituto Italiano per il Calcestruzzo. La prima realizzazione in assoluto è stata per una pavimentazione di 8.000 mq realizzata in Brianza nel 2005 e tuttora testimone in assoluto della validità del sistema; ad oggi, Tensofloor vanta più di 2.500.000 mq di pavimentazioni postese realizzate, tutte visionabili. La pavimentazione Floortek presenta diversi vantaggi: • Una superficie monolitica

di grandi dimensioni (10.000 mq), senza nessun tipo di giunto; • Nessun tipo di giunto significa 10.000 mq di piastra unica e non 600 mq senza giunti, ma con i giunti di costruzione; • Perfetta planarità, assenza di imbarcamenti; • Impossibilità di fessurazioni; • Conoscenza delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo ancor prima di porlo in opera, conferma delle stesse a 24h dal getto, a 72h e a 28 giorni. Inoltre, questa pavimentazione in post-tensione non presenta l'utilizzo di fibre

metalliche, fibre in propilene e rete elettrosaldata. Tutte caratteristiche, ormai confermate da oltre 2.500.000 mq in opera, e che rendono Floortek la soluzione definitiva a tutti i problemi di pavimentazione industriale. Questa pavimentazione, la prima ad essere progettata, calcolata e, quindi, dimensionata per le necessità della committenza, è la giusta soluzione per un grande numero di settori, come industria pesante, logistica, industria farmaceutica e alimentare, impianti sportivi e piattaforme ecologiche. PIATTAFORMA ECOLOGICA ECO-FLOORTEK Tensofloor ha voluto mettere a punto la sua tecnologia di postensione realizzando una piattaforma ecologica Eco-Flooortek che può raggiungere i 10.000 mq ed ol-

tre di superficie senza la necessità di avere alcun tipo di giunto di costruzione né, tantomeno, di dilatazione. Da sempre le piattaforme ecologiche realizzate in calcestruzzo hanno presentato innumerevoli problemi soprattutto per quanto concerne le qualità del calcestruzzo, le sempre più innumerevoli fessurazioni e la necessità dei giunti di dilatazione (mai a tenuta nei confronti del percolato). Tale tecnologia è la risposta ai problemi che, da sempre, le piattaforme ecologiche hanno presentato: la non impermeabilità, la scarsa qualità del calcestruzzo e la presenza di fessurazioni. 10.000 mq e oltre di piattaforma realizzata con AeternumCal, un calcestruzzo ad alte prestazioni, assolutamente impermeabile, resistente alle aggressioni chimiche e in particolar modo ai cloruri e ai solfati, con resistenze alla compressione che superano 60 MPa a 28 gg. L’assoluta assenza dei giunti e l’assoluta assenza della possibilità che si verifichino fessurazioni, assieme alla elevatissima performance dell’AeternumCal, fanno della nuova piattaforma Eco-Flooortek quanto di più avanzato esistente attualmente sul mercato mondiale nel contesto ecologico. È la soluzione a tutte le opere in calcestruzzo destinate a tale utilizzo.

www.teknachemgroup.com


COMAC S.p.A. Via Maestri del Lavoro, 13 - 37059 Santa Maria di Zevio - Verona - ITALY Tel. 045 8774222 - www.comac.it - com@comac.it Comac S.p.A. org. cert. ISO 9001:2015, ISO 14001:2015, ISO 45001:2018, SA 8000:2014


CS140 T E HP6000, LA GAMMA DI SPAZZATRICI COMAC PER LA PULIZIA DI AREE INDUSTRIALI E URBANE CS140 T e HP6000 compongono la gamma di spazzatrici stradali Comac, in grado di unire in una sola macchina le prestazioni di due. CS140 T con un contenitore di carico da 3,5 m3 e HP6000 con una capacità di 6 m3, rappresentano spazzatrici altamente performanti in grado di assicurare il massimo risultato qualitativo. Entrambe le spazzatrici Comac costituiscono modelli 4.0 «Ready» e sono quindi in linea con i requisiti tecnici richiesti dal Piano Nazionale Transizione 4.0 in termini di tecnologia, per permetterti di richiedere l’accesso alle agevolazioni fiscali dopo avere integrato la macchina al sistema azienda. Le agevolazioni previste dal Piano Transizione 4.0 saranno valide fino al 31 Dicembre 2022.

DUE AZIONI COMBINATE PER RAGGIUNGERE IL 100% DI PRODUTTIVITÀ E IL MASSIMO DELLA QUALITÀ Comac per le sue spazzatrici ha progettato un sistema unico sul mercato, il Twin Action System, che combina i punti di forza dell’azione meccanica, per raccogliere i residui più consistenti e l’efficacia dell’azione aspirante per le polveri più fini per un risultato eccellente con una sola macchina e in un solo passaggio. L’elevata superficie filtrante e l’efficace sistema di diffusione dell’aria polverosa in arrivo su tutta la sua superficie assicurano continuità di prestazioni nel tempo.

AZIONE MECCANICA

(Raccoglie i rifiuti)

+

AZIONE ASPIRANTE

(Cattura la polvere)

TWIN ACTION: IL SISTEMA RIVOLUZIONARIO CHE RISPETTA L’AMBIENTE A differenza delle spazzatrici tradizionali, in CS140 T e HP6000 la funzione delle spazzole laterali è ausiliare, in quanto vengono impiegate solo lungo bordi e marciapiedi. Si riduce di conseguenza anche l’utilizzo dell’acqua, che interviene solo in forma nebulizzata e solo per controllare le polveri.

Un sistema unico sul mercato che fa risparmiare più di 150.000

litri d’acqua all’anno


IGIENE URBANA

MERCATO

In crescita il comparto

spazzatrici

Resta l’incognita del “caro energia” La fotografia di un settore ancora estremamente vivo e competitivo, 3 posizioni per ottimizzare al massimo che scommette sull’innovazione tecnologica, guardando con fiducia diverse condizioni di lavoro alla transizionele4.0 e al green

PRODUTTIVITÀ

Maurizio Pedrini

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PRESTAZIONI


I

l comparto economico del professional cleaning, stando ai risultati della ricerca di Cerved ON, commissionata e presentata da AFIDAMP, il settore del Cleaning Professionale gode di buona salute. Le previsioni delle aziende interpellate prevedono una crescita di fatturato che va oltre il 40%. I punti di forza di questo ottimismo sono il ritorno di rapporti continuativi con la clientela e l’elevata specializzazione. Nel grande, complessivo fatturato del settore, la vendita di macchinari generava nel 2021 oltre 500 milioni di euro, posizionandosi al secondo posto assoluto, alle spalle dei prodotti chimici. Con una quota del 24% sul totale complessivo. È facile presumere che una parte consistente di questa ragguardevole somma, derivasse dalla commercializzazione delle spazzatrici, industriali e stradali - sia uomo a terra che con operatore a bordo. Del resto, proprio le macchine spazzatrici rappresentano - subito dopo le lavasciuga pavimenti - l’anello forte della catena delle tecnologie per il pulito specializzato. Tutto ciò, nonostante le evidenti criticità emerse da tempo, alle quali si sono aggiunte le ben note, gravissime problematiche che tutti stiamo pesantemente vivendo da un anno a questa parte: a partire dall’aumento del costo delle materie prime, passando per la guerra in Ucraina, fino ad arrivare alla terribile impennata della bolletta energetica, con gas e corrente elettri-

Alessandro Fiorentini, Direttore Commerciale di Ing. O. Fiorentini

ca alle stelle. Mentre pende sulla testa di produttori e cittadini l’incombente Spada di Damocle dell’inflazione, ormai divenuta vera e propria recessione conclamata. Nodi, sempre più ingarbugliati e difficili da sciogliere, che si sono aggiunti alle difficoltà del Sistema Paese, all’arretratezza della logistica, alla riduzione dei margini, ai ritardi nei pagamenti, alla concorrenza sleale dei competitori sui mercati esteri. A tutto ciò, gli imprenditori italiani hanno cercato di reagire con le armi di sempre: creatività del prodotto, relazione continuativa, diretta e di fidelizzazione con il cliente, elevata specializzazione, ottimale rapporto qualità prezzo, in questo caso delle spazzatrici, assistenza tempestiva. La centralità dei servizi associati alle macchine è elemento qualificante dell’offerta e una caratteristica distintiva di quella italiana, da sempre molto attenta alle esigenze del cliente. L’offerta, tuttavia, assume forme e caratteristiche differenziate caso per caso, anche se, in termini generali, i servizi di assistenza e manutenzione sono ormai una commodity, come la formazione, mentre emerge prepotentemente la domanda di servizi finanziari, anche associata a contratti full-service di noleggio. Elemento essenziale, legato al difficile momento che stiamo vivendo, è quello delle fonti energetiche, di fronte al continuo lievitare del prezzo del gas e dell’energia elettrica: è evidente come

Daniele Sambati, Sales Director RCM

Dante Rossetti, Responsabile dell’Ufficio Marketing di Lavorwash

la lungimiranza di alcune aziende, che hanno investito da tempo sulle rinnovabili, dotando di impianti fotovoltaici i propri stabilimenti di produzione oggi risulti premiata alla grande. Il green rimane un obiettivo di fondo, insieme all’innovazione tecnologica 4.0 e alla digitalizzazione, ma è fin troppo facile intravedere, con senso di realismo, un approccio al prezzo che punta ad un sano equilibrio costo qualità, da sempre cavallo di battaglia delle nostre industrie. Lo stesso senso di realismo, ma anche un certo scetticismo pervade alcuni produttori di fronte alle attese già in parte tradite del PNRR. Insomma, tanta “carne al fuoco”, ma anche incertezze e più che legittime preoccupazioni, pur a fronte di una crescita complessiva di questa “nicchia” produttiva, che appare consolidata anche per l’anno che ormai, già volge al termine. Come di consueto, abbiamo raccolto le testimonianze dirette di alcune aziende, che hanno accettato di rispondere alle nostre domande. Quali sono le vostre previsioni per l’anno in corso, tenendo conto dell’impatto dell’enorme aumento della bolletta energetica, della difficoltà di reperimento di materie prime e della guerra in Ucraina, con le conseguenti sanzioni economiche inflitte alla Russia? “L’anno in corso - risponde Giovanni Ponissi, Category Manager Professional Kärcher - è senz’altro uno dei più

Enrica Ragazzo, Responsabile Marketing MP-HT

Fabrizio Pizzo, Area Manager prodotto Spazzatrici di FAIP

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MERCATO

IGIENE URBANA

sfidanti da molto tempo, l’incertezza del contesto e tutte le difficoltà di approvvigionamento, di crescita inarrestabile dei costi di materie prime, componenti, trasporti e, non ultimi, quelli energetici, comportano un impegno serrato nella razionalizzazione delle risorse per contenere al massimo gli impatti negativi sulle performance e sulla redditività. Per quanto ci riguarda, pur nella complessità del momento, il dinamismo, la diversificazione dei nostri mercati e la flessibilità della nostra struttura operativa hanno consentito una crescita soddisfacente. Il perdurare di una situazione globale quale quella attuale potrebbe portare nel medio periodo ad un aggravamento delle criticità già elevatissime per il mondo imprenditoriale; dunque, pur auspicando una svolta in positivo al più presto, è necessario tenere alta l’attenzione e trovare le migliori opzioni di reazione. Noi ci prepariamo puntando alla massima efficienza, flessibilità e razionalizzazione dei processi”. “Non possiamo negare - risponde Raimondo Aldrovandi, Direttore Commerciale Italia del Gruppo IPC - che i significativi aumenti delle bollette energetiche, che si sono già fatti sentire in questo periodo, avranno un grosso impatto sugli acquisti dell’ultimo trimestre dell’anno in corso. Sino ad oggi i numeri sono stati positivi, ma la sensazione è che dovremo affrontare un fine anno difficile. Questo, ovvia-

Giovanni Ponissi, Category Manager Professional Kärcher

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mente, vale sia per il mercato interno che per l’export”. “Come da previsioni - esordisce Dante Rossetti, Responsabile dell’Ufficio Marketing di Lavorwash - il primo trimestre del 2022 ha mantenuto i ritmi di crescita registrati nel 2021. Da aprile, anche a causa della guerra, i mercati hanno iniziato a rallentare. Come Lavor siamo riusciti a mantenere gli indici in positivo, ma il rallentamento è visibile. Troppi fattori macroeconomici da lei ricordati nella domanda stanno avendo un effetto negativo su dei mercati che comunque avevano bisogno di tranquillità dopo due anni di pandemia, ma così non è stato. Oggi ci aspettiamo di chiudere il 2022 con un dato allineato al dato 2021 senza ulteriore crescita”. “Fare previsioni - risponde Daniele Sambati, Sales Director di RCM - è oggettivamente difficile e parlare di speranze non aiuta a prevedere: gli scenari possibili sono infatti molteplici ed intrecciano le situazioni indicate nella domanda. L’evoluzione, in senso positivo o negativo, è legata proprio a queste combinazioni che potrebbero portare dalla recessione alla crescita”. “A causa dei rincari energetici e della difficoltà di reperire materie prime - afferma Enrica Ragazzo, Responsabile Marketing MP-HT - consideriamo un leggero rallentamento nella produzione. Tale problematica si ripercuoterà sulle tempistiche di evasione degli ordini, che fino ad oggi siamo riusciti a contenere

Paolo Taoso, Strategic Marketing Manager di Comac

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Pietro Farinelli, Export Manager di Bieffe Italia

slittando le consegne di solo qualche settimana rispetto alle previsioni, ma non inciderà sulla nostra capacità di far fronte alle richieste in aumento da entrambi i comparti industriale e urbano sia in Italia che all’estero”. “Stiamo andando molto bene - commenta Vincenzo Guareschi Geddes da Filicaia, Amministratore Delegato di Tenax International - con un incremento sul 2021 di oltre il 30%. Potrebbe andare ancora meglio se i fornitori riuscissero ad assecondarci nelle nostre richieste, ma siamo ben consapevoli delle difficoltà. Fortunatamente, per noi, quello russo è un mercato che ha contato sempre relativamente poco, quindi le sanzioni non ci preoccupano e, siamo in generale moderatamente ottimisti. Semmai, la criticità è legata al fatto che il nostro cliente pubblico, in Italia, punta principalmente, per cause di forza maggiore, all’economicità. Sulla scena internazionale, rispetto ai nostri competitor tedeschi, siamo convinti di essere ancora in grado di contenere l’impatto dei costi, ad esempio della componentistica. Una delle leve sulle quali facciamo molto affidamento è proprio la costante ricerca di fornitori alternativi. Forse, questo periodo congiunturale, così delicato e particolare, potrà offrire l’opportunità ai fornitori italiani, specialmente per prodotti legati all’elettricità e all’elettronica, di imporsi sul mercato. Del resto, noi dall’Asia non acquistiamo quasi nulla,

Raimondo Aldrovandi, Direttore Commerciale Italia del Gruppo IPC

Vincenzo Geddes da Filicaia, CEO di Tenax International


tranne le celle delle batterie, dunque non siamo più di tanto preoccupati”. “Le nostre previsioni a medio termine sono buone - interviene Alessandro Fiorentini, Export Manager dell’azienda Ing. O. Fiorentini. Siamo ottimisti anche perché ci muoviamo al di fuori della logica delle multinazionali: la nostra offerta è just in time, come ci ha insegnato mio padre. Abbiamo dei magazzini pieni di materiali perché facciamo ordini a due anni, perciò non risentiamo della mancanza di materia prima. Certo, se dovesse destabilizzarsi la situazione a Taiwan, le cose cambierebbero. Per quanto riguarda, invece, la guerra in Ucraina, non ne stiamo assolutamente risentendo, pur avendo una nostra azienda in Russia: la Turchia ci consente di esportare e operare con quel Paese grazie alla triangolazione del mercato. Il nostro vantaggio in prospettiva, è che a seguito di quanto sta avvenendo, molte multinazionali nostre concorrenti hanno abbando-

nato la Russia, il che ci ha consentito di aggiudicarci delle gare che, diversamente, non avremmo mai vinto. Mi permetto invece di segnalare un altro grosso problema: l’enorme difficoltà a reperire risorse umane, mancano giovani disposti a lavorare, pur a fronte di una buona retribuzione, in ruoli chiave: dal magazziniere all’assistente, al commerciale. Sono fermamente convinto che la robotica non potrà mai sostituire il lavoro umano, ragion per cui auspico una decisa inversione di tendenza”. Pietro Farinelli, Export Manager di Bieffe Italia, non può comparare andamenti di mercato. “La nostra storica azienda - precisa - nota da decenni per la produzione di macchine per la pulizia a vapore, da circa due anni ha iniziato a produrre e commercializzare con successo anche spazzatrici, manuali ed elettriche uomo a terra. Abbiamo acquisito l’esperienza e alcuni brevetti del marchio Mazzoni, sviluppando modelli che hanno trovato subi-

to un significativo posizionamento nel mercato, avvicinando un’interessante clientela. Il che ci fa sperare di saper cogliere le consistenti potenzialità offerte da questo segmento produttivo, in cui crediamo molto”. “L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia - commenta Paolo Taoso, Strategic Marketing Manager di Comac - ha colpito fortemente anche il nostro campo, Comac sta cercando di ottimizzare l’efficienza energetica delle sue linee produttive per ridurre gli sprechi e allo stesso tempo rispondere alla situazione di crisi attuale. A breve termine l’unico modo per contrastare l’inflazione è adattare i prezzi dei prodotti al mercato, anche se questi risultano avere una velocità di adattamento ben più lenta delle continue variazioni del prezzo delle commodity. La tendenza alla graduale ripresa delle interazioni e del commercio speriamo possa bilanciare l’aumento dei costi e riportare il mercato a una situazione pre-pandemia.

100% Electric Sweepers & Flushers

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IGIENE URBANA

MERCATO

In questi anni abbiamo assistito sempre più alla crescita di aziende locali, più presenti sul territorio, in modo tale da sviluppare un mercato stabile e riuscire allo stesso tempo a stare vicino ai clienti. L’impegno verso i clienti è uno dei punti cardine di Comac che da sempre cerca di soddisfarlo attraverso la realizzazione di soluzioni personalizzate”. “La nostra azienda - interviene Fabrizio Pizzo, Area Manager prodotto Spazzatrici di FAIP - ha investito moltissimo nell’assistenza al cliente, nel post-vendita per far fronte al meglio a qualsiasi necessità. La situazione drammatica, per la nostra al pari di tutte le altre aziende del settore, è il prezzo, perché i costi delle materie prime e dei componenti che ci vengono proposti dai nostri fornitori stanno aumentando a dismisura di giorno in giorno. Consideriamo inoltre che i nostri principali clienti sono le aziende della Pubblica Amministrazione, che operano in base a bilanci di previsione. Perciò, mentre prima fornivi una macchina spazzatrice stradale maturando un giusto margine, ora saresti costretto a venderla ad un prezzo maggiorato, non rispettando, magari, i tempi di consegna, date le ben note difficoltà. Il vero problema è

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che oggi tutto il mondo che ci fornisce non dispone di centraline, componenti fondamentali per le nostre macchine. Fortunatamente l’imprenditore che è alla guida di FAIP, essendo molto attento all’evoluzione del mercato, aveva fatto una serie di preziosi investimenti, rimpinguando le scorte nei nostri magazzini. Ciononostante, siamo perfettamente consapevoli che i prossimi mesi saranno davvero molto duri”. Quali conseguenze si stanno verificando e si potranno avere a breve-medio termine a causa di queste criticità, soprattutto per la problematica energetica, per la vostra realtà? “L’impatto più evidente che la problematica energetica pone alla produzione di macchine, nel caso specifico, alle spazzatrici - afferma Sambati - è l’aumento del costo dei componenti dovuto, a sua volta, all’incremento dei costi ai fornitori per la produzione di telai, stampi e componentistica varia. Tutto questo si traduce in un aumento dei prezzi e dell’inflazione. Come già detto in altre occasioni da molti analisti, questa inflazione è oltretutto di tipo ‘cattivo’, perché non legata ad un aumento della domanda, cioè ad un segnale che

identifica una crescita, bensì ad un aumento dei costi di produzione senza che vi sia un parallelo aumento della domanda”. “Difficile fare delle previsioni - interviene Ragazzo - perché in questo periodo si naviga un po’ a vista, certo è che questa incertezza non contribuisce allo sviluppo, che necessita di punti saldi per guardare con fiducia al futuro”. “Possiamo dirci fortunati e previdenti - riprende Fiorentini - in quanto il problema energetico non ci riguarda, infatti da anni abbiamo dotato i capannoni del nostro sito produttivo di pannelli solari. Insomma, già da tempo abbiamo investito nel green, convinti che fosse doveroso e utile imboccare la strada della sostenibilità, per limitare al massimo l’impatto ambientale. A distanza di tempo, devo riconoscere che si è trattato di una scelta lungimirante e vincente. Proseguiremo decisi in questa direzione anche adesso che l’azienda sta decisamente crescendo: abbiamo infatti acquistato altri 18mila metri quadri di capannoni e sappiamo già che i nostri ragazzi potranno lavorare in condizioni ottimali in produzione anche durante l’estate, ad una temperatura adeguata”. “Le difficoltà - commenta Farinelli - sono ben note a tutti, ma sinceramente non gradisco il continuo lamentarsi, perché lo trovo sterile. Noi abbiamo sempre puntato sulla qualità al giusto prezzo. E siamo sempre stati premiati. La nostra azienda ha sempre puntato sulla sostenibilità, investendo sul fotovoltaico. Il nostro stabilimento di produzione, non a caso, è immerso nel verde. Produciamo anche macchine a vapore, perché è una scelta sostenibile: con un litro d’acqua si producono mille litri a vapore. Questo tipo di pulizia, come ben sappiamo, comporta risparmi notevoli anche sul costo del lavoro”. Che possibili sviluppi, specie per l’export, si intravedono all’orizzonte? “RCM - riprende Sambati - vende quasi il 70% della propria produzione all’estero che, essendo molto variegato, consente di agire anche in mercati relati-


vamente toccati in misura minore dalle situazioni descritte in precedenza. Di conseguenza, esclusi i mercati dell’Est Europa e, in parte, quelli europei, la situazione non dovrebbe essere molto influenzata per gli altri mercati dove RCM ha stabilito da decenni uno standard di qualità tuttora riconosciuto”. “Senz’altro positivi - riprende Ragazzo - perché nei Paesi della fascia centrale Europea la domanda dei nostri prodotti è da anni costante e in aumento”. “L’export ci conforta decisamente - ammette Geddes da Filicaia - anche quest’anno realizzeremo il 94% del nostro fatturato con le esportazioni: Spagna, Francia ed altri Paesi UE sono mercati storici. Ci stiamo presentando con ottime speranze e abbiamo iniziato a lavorare in Medio Oriente, specie in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi. Negli Stati di questa importante area geografica ed economica, il problema principale da affrontare è squisitamente ambientale, perché Tenax International produce solo spazzatrici elettriche. Dunque, dobbiamo creare modelli in grado di operare al meglio in luoghi estremamente caldi, sabbiosi e polverosi. Le macchine elettriche, in questo contesto, si stanno affacciando adesso. Nelle prossime settimane saremo in Arabia Saudita per avere un primo incontro, che crediamo possa andare a buon fine, anche perché il green, in quel Paese si sta affacciando soltanto adesso”. “Da un po’ di tempo - precisa Fiorentini - per noi si sono aperte interessanti prospettive di esportazione sui mercati asiatici e nel Medio Oriente. A breve partirò per una partnership commerciale che mi condurrà nei Paesi Arabi, dove mi tratterrò per circa un mese. Sono fermamente convinto che per una piccola realtà come la nostra questa rappresenti una ghiotta occasione per seminare, puntando sulle relazioni interpersonali”. “Noi copriamo il mondo intero - interviene Farinelli abbiamo rivenditori sparsi nelle Americhe, nelle Filippine, in Indonesia e Australia. Ci stiamo affacciando all’export

internazionale anche con le spazzatrici uomo a terra, convinti di poter ottenere un grande successo”. Veniamo, in generale, alle richieste del mercato: quali sono i plus che caratterizzano le vostre macchine e le rendono oggi particolarmente competitive? “La qualità costruttiva, la robustezza, l’affidabilità, le prestazioni e la sostenibilità ambientale - risponde Ponissi - “sono i punti di riferimento che guidano da sempre le nostre attività di sviluppo prodotto, con un costante investimento nella ricerca di soluzioni innovative per renderli sempre più facili all’uso, per ridurre e semplificare la manutenzione, per aumentare l’efficienza operativa”. “L’esperienza di oltre 50 anni che RCM ha costruito con la passione e la competenza tipica delle persone che vivono nella Motor Valley - dice Sambati - ha portato l’azienda a divenire uno standard per il mercato stesso al punto di essere più

volte presa come esempio. Il carico posteriore e la conseguente facilità di guida, l’alta capacità filtrante che rende l’aria più pulita, la semplicità nella manutenzione e l’affidabilità consolidata nei decenni, rendono le spazzatrici RCM non solo uno strumento di lavoro realmente efficace, ma diventano un investimento finanziario in quanto il loro valore usato tende a restare alto per molti anni dall’acquisto. Ne è un esempio l’ultima nata in casa RCM, la Boxer Plus, che ha avuto un immediato successo sia sul mercato interno che su quelli esteri”. “Quello che i clienti di MP-HP continuano a confermarci ed apprezzare dei nostri macchinari - riprende Ragazzo - in primis, è la semplicità nelle operazioni di manutenzione: le nostre spazzatrici sono dotate di componenti di qualità certificata e sono tutti facilmente accessibili, ispezionabili e sostituibili. Questo permette anche a operatori non specializzati di fare operazioni di manutenzione senza richiedere l’intervento

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MERCATO

di un tecnico. I nostri interventi di assistenza infatti oggigiorno sono al 90% per via telematica, tramite telefono, whatsapp e video; seguiamo il cliente passo dopo passo riuscendo a dare risposte immediate, così da consentirgli di rimettere subito al lavoro il proprio macchinario. Altri plus, sempre graditi dai nostri clienti, sono l’affidabilità e la possibilità di personalizzazione: essendo una realtà produttiva contenuta e costruendo le nostre spazzatrici con il telaio in metallo, senza ricorrere allo stampaggio in rotazionale siamo capaci di personalizzarle, in modo da poter adattare la macchina alle specifiche esigenze della clientela”. “Tenax International - risponde Geddes da Filicaia - è un’azienda giovane, dinamica, che guarda al futuro e trasmette fiducia anche alla propria clientela.

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Ogni sfida da noi viene vista come una preziosa opportunità di migliorare, ascoltando le esigenze di ogni cliente per trasformarle in risposte mirate e competitive”. “Stiamo progettando e costruendo nuovi modelli di spazzatrice all’insegna dell’innovazione - spiega Fiorentini - in particolare sulla tecnologia legata all’idrogeno. A dire il vero, non abbiamo inventato niente perché c’era già. Del resto, come ha affermato recentemente il presidente di Toyota Motor Corporation, Akio Toyoda, il motore elettrico è stato troppo sopravvalutato. Del resto, se in un prossimo futuro tutte le autovetture e le macchine fossero elettriche, ovviamente, non sarebbe sostenibile la loro alimentazione. Noi crediamo che questo sia l’indirizzo migliore: investire sull’idrogeno, puntando su motori che inquinino

meno di quelli elettrici. È un plus, che si aggiunge al nostro grande impegno sulle energie rinnovabili”. “Le richieste del mercato - precisa Rossetti - sono orientate verso una gamma completa, rapporto qualità/prezzo importante e servizio di assistenza post-vendita garantito in tutto il mondo. Queste sono le 3 chiavi del successo della gamma di spazzatrici Lavor. Da produttori abbiamo poi la fortuna di poter gestire con flessibilità e rapidità qualsiasi richiesta di personalizzazione prodotto”. “Sicuramente - sottolinea Aldrovandi - le tecnologie che rispondono al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza transizione 4.0 costituiscono, anche per le spazzatrici uomo a bordo, un plus importante. La possibilità di avere all’interno della macchina dei portali web di ‘fleet management’ che consentano agli operatori di controllare e gestire a distanza la propria macchina o la flotta di macchine, permette di migliorare le performance produttive, garantendo allo stesso tempo maggiore efficienza energetica ed ambientale”. “Le spazzatrici Comac - precisa Taoso - sono macchine altamente performanti in quanto grazie al Sistema Twin Action, progettato da Comac, riescono a combinare la forza dell’azione meccanica, per raccogliere i residui più consistenti e l’efficacia dell’azione aspirante per le polveri più fini, garantendo così risultati eccellenti con una sola macchina e in un solo passaggio. Nei nostri modelli la funzione delle spazzole laterali è ausiliare, in quanto vengono impiegate solo lungo bordi e marciapiedi. Si riduce di conseguenza anche l’utilizzo dell’acqua, che interviene solo in forma nebulizzata e solo per controllare le polveri, senza bagnare il suolo, questo permette di risparmiare più di 150.000 litri di acqua all’anno. CS140 T e HP6000 sono modelli 4.0 Ready in linea con i requisiti tecnici richiesti dal Piano Nazionale Transizione 4.0 in termini di tecnologia, per permettere ai clienti italiani di richiedere l’accesso alle agevolazioni fiscali”.


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www.rcm.it MILLE PLUS è la motoscopa progettata e costruita per affrontare nel tempo i lavori più impegnativi: componenti affidabili e soluzioni tecniche semplici ne fanno una macchina robusta per un investimento che dura nel tempo. Rispetto alla storica MILLE sono ulteriormente migliorati il controllo della polvere sulle spazzole, la capacità di carico del contenitore, la rapidità di manutenzione e non per ultimo, il confort di guida per l’operatore. Disponibile nelle versioni elettrica, benzina/gas e diesel.


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MERCATO

Quali sono i filoni che il vostro settore ricerca e sviluppo sta portando avanti guardando all’immediato futuro? “Ulteriore sviluppo delle soluzioni elettriche, macchine combinate che aumentano l’efficienza riducendo i tempi di pulizia”, risponde Ponissi. “I filoni - riconosce Sambati - oggi non possono che essere proprio quelli suddetti, ovvero risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Il nostro R&D studia da sempre soluzioni che consentano il minor consumo possibile di energia (Energy Saver) e la circolarità nella vita del prodotto utilizzando il più possibile materiale riciclabile”. “In MP-HT - risponde Ragazzo - da anni la progettazione verte su macchine completamente elettriche. I progetti di ricerca e sviluppo sono orientati verso questa direzione: attenzione all’ambiente sia in termini di alimentazione delle spazzatrici, sia sulla scelta di materie prime che durino a lungo e che siano facilmente riciclabili (i nostri macchinari, dal telaio in metallo, sono riciclabili al 95%) sia in merito all’efficienza filtrante per garantire una reimmissione nell’aria di aria pulita. Per noi è importante offrire delle macchine solide, affidabili e soprattutto sicure sia per chi le usa sia per le persone attorno a cui lavorano”. “Le nostre spazzatrici elettriche - interviene Geddes da Filicaia - offrono un buon rapporto qualità-prezzo. Per quanto concerne il risparmio energetico, Tenax International è impegnata ad ampliare la gamma, proprio in questa direzione. Siamo stati la prima società al mondo, nata in Italia, con la mission di concepire, progettare e produrre macchine spazzatrici e lavastrade a basso voltaggio, interamente elettriche. Con oltre trentacinque anni di esperienza, un inestimabile know how e ben oltre settecento macchine vendute e assistite nei cinque Continenti e oltre quarantadue Paesi, la nostra azienda è specializzata nella realizzazione di modelli all’avanguardia,

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alimentati con energia pulita, in grado di fornire prestazioni davvero straordinarie. Recentemente abbiamo presentato la macchina spazzatrice stradale uomo a bordo da 5 metri cubi elettrica, ma la vera priorità per noi resta senz’altro l’ampliamento della gamma. Nostro obiettivo poi è quello di implementare i sistemi di monitoraggio delle macchine da remoto, in modo da sviluppare sempre più la cosiddetta manutenzione predittiva”. “Come già detto - afferma Fiorentini - noi crediamo che il futuro sia legato all’idrogeno. Il nostro settore ricerca e sviluppo sta lavorando alacremente per progettare macchine spazzatrici perfettamente green, alimentate da energie rinnovabili. Insomma, se il quotidiano basato sulle classiche tecnologie ci consente di sopravvivere bene, è fondamentale pensare al domani che già bussa alle porte. Credo che la nostra azienda lo stia facendo al meglio”. “Per quanto riguarda il settore delle spazzatrici - afferma Rossetti - vediamo che i mercati riconoscono ancora come punto di forza il rapporto qualità/prezzo come il valore più importante. Si inizia a vedere in qualche fiera un accenno a prodotti con attenzione ai consumi e alla sostenibilità ambientale”. “Sono appunto le esigenze di risparmio sui consumi, di energia ed acqua - chiarisce Aldrovandi - unitamente all’approccio sostenibile per un ridotto impatto ambientale a determinare e definire gli aspetti più innovativi delle nostre macchine: dispositivi per un maggior controllo dei consumi, tecnologie e studi ergonomici per salvaguardare la sicurezza degli operatori, plastiche riciclate/riciclabili ed antibatteriche per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo. Infine, ma non ultimi per importanza, l’utilizzo di filtri HEPA nei nostri aspiratori ad alta capacità filtrante per bloccare le particelle inquinanti e rendere l’aria che respiriamo più salubre, soprattutto ora che abbiamo dovuto confrontarci con un terribile virus”. “Potenti versatili e facili da

utilizzare - risponde Taoso - le spazzatrici stradali di Comac sono la soluzione ideale per la pulizia di aree urbane o industriali. Grazie alle tecnologie di cui sono dotate garantiscono alte prestazioni, facendo sempre attenzione al rispetto dell’ambiente. Ad esempio la speciale configurazione coassiale della turbina permette di ridurre gli sprechi di energia dovuti alla trasmissione e inoltre garantisce minore rumorosità e minore manutenzione. O il sistema Easy Fleet accessibile in tempo reale da qualsiasi luogo consultabile tramite smartphone, tablet e PC. In questo modo è possibile avere accesso a una panoramica completa ed aggiornata in tempo reale della spazzatrice. Da sempre Comac è attenta all’ambiente, per questo ha completato il percorso volontario per l’ottenimento di due importanti certificazioni: la ISO 14067 e la SA 8000”. “Tutti parlano di green economy e investimenti sull’elettrico - afferma Pizzo - una linea di sviluppo verso la quale anche FAIP si è orientata con il massimo impegno, da alcuni anni, però bisogna essere consapevoli che, almeno per quanto concerne il mercato italiano, nel quale noi operiamo in maniera pressoché esclusiva, se si propongono alle aziende pubbliche modelli di spazzatrici stradali che, oltre ad elevate prestazioni, sono elettriche e perfettamente sostenibili, l’offerta risulta fortemente penalizzata dal fattore prezzo. La risposta è sempre la stessa: un rifiuto in quanto non ci sono soldi abbastanza per pagarla. Il lavoro c’è, in quanto l’attenzione per il ruolo strategico delle spazzatrici stradali nell’ambito dell’igiene urbana è ormai consolidato, ma mancano purtroppo le risorse da parte delle PA, ormai quasi impossibilitate a garantire l’erogazione di servizi essenziali, come la pulizia delle strade o la raccolta e smaltimento dei rifiuti, a seguito dell’aumento esponenziale del costo del carburante, in particolare del gasolio”.


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VETRINA

PRIMO PIANO

a cura di Loredana Vitulano

Alcuni dei prodotti di riferimento del panorama industriale COMAC HP6000: raccoglie e tritura i rifiuti mentre aspira la polvere HP6000 di Comac è una spazzatrice stradale altamente performante che unisce in un’unica macchina le prestazioni di due godendo dei benefici dell’azione combinata meccanica e aspirante. Ideale per la pulizia di aree urbane e industriali, grazie al sistema sterzante integrale sulle quattro ruote, HP6000 è in grado di muoversi con agilità e operare anche a ridosso di pareti o recinzioni, garantendo nello stesso tempo la massima stabilità del veicolo. Il cassone di raccolta molto ampio permette numerose ore di lavoro continuativo senza soste, la cabina è comoda nella guida, molto luminosa e ampiamente vetrata per consentire all’operatore una completa visibilità esterna.

www.comac.it

RCM Spazzatrici dalle ottime prestazioni

M40 di Macroclean, gruppo RCM

Per la pulizia urbana, la società Macroclean, del gruppo RCM, è in grado di proporre una serie di spazzatrici stradali con una capacità di contenitore di più di 6 m3 con una velocità massima fino a 42 km/h. Garantire la pulizia di strade, piazze, parcheggi pubblici e centri storici vuol dire assicurare un servizio accurato e costante nell’arco di tutto l’anno senza incidere negativamente sulla vivibilità della città, sul benessere di cittadini e la sicurezza degli operatori. La tecnologia dei modelli progettati per operare in questo particolare contesto è orientata a quattro obiettivi principali: semplicità d’uso, riduzione dei consumi, basso impatto ambientale, rapido ritorno dell’investimento.

www.macroclean.it

SPRAY TEAM Atomizzatore ELITE a batteria Creato per soddisfare le richieste dei clienti più esigenti, il modello di atomizzatore ELITE di Spray Team rappresenta il top di gamma nelle versioni per pick-up. Questo apparato è personalizzabile scegliendo tra un’ampia disponibilità di diversi accessori che permettono una configurazione a misura delle diverse esigenze, valutando soprattutto le differenti tipologie di trattamenti da eseguire. Dal semplice intervento “anti-zanzare” a trattamenti più specifici effettuati ad altezze considerevoli. La versione a batteria del modello ELITE conferma un ulteriore passo avanti verso la concezione di atomizzatore del futuro.

www.sprayteam.it

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CASE HISTORY

Zanzare

in un centro polisportivo Quando è cambiato il mondo? Non esiste una sola risposta, potremmo dire quando l’Uomo ha scoperto il fuoco, in fondo si tratta della realizzazione della prima forma di energia a nostra disposizione. Oppure quando i nostri antenati hanno realizzato la ruota Graziano Dassi

Culex pipiens molestus

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N

ello scrivere questo resoconto sarei portato a sottolineare l’importanza della comunicazione. Prima con la parola, poi coi numeri per arrivare ad Internet passando da Sasso Marconi con la prima trasmissione senza fili. Sia come sia molte delle notizie di seguito riportate sono state realizzate per mezzo del telefonino. Sembra ieri che ci inviavamo via fax le fotocopie delle foglie danneggiate dai microlepidotteri minatori [ad es. il minatore fogliare dei Fruttiferi Phyllonorycter (= Lithocolletis) pomonella e ci sembrava già di disporre di un mezzo tecnologico avanzatissimo e non sono passati molti anni!

IL PROBLEMA E IL SUO CONTESTO La prima affermazione con cui il cliente ha esordito è stata: “Abbiamo da sempre un problema di zanzare, possibile che non ci sia una soluzione?!”. Così ci è stato riportato e poi hanno fatto seguito altre affermazioni più circostanziate: Superficie totale di poco superiore ai 2 ha (quasi un isolato ≈ (400 x 500) m in periferia. Il lato Sud, fronte strada poco trafficata, è recintato con una rete e una siepe di lauro (Laurocerasus prunus) in buono stato vegetativo. L’altezza supera di poco i 2 m. Nel lato Ovest, in parte recintato senza siepe, vi è l’entrata carrabile dello sporting più la palazzina degli uffici, spogliatoi, servizi e docce, più un piccolo bar-ristorante e scantinato che fa da magazzino, locale officina. Oltre la palazzina, la struttura continua con un muro dove all’esterno c’è un piccolo parcheggio e all’interno una siepe sempre di lauro piuttosto malconcia e l’area rifiuti (recintata). Il tutto fa fronte a una strada assai frequentata. Il lato Nord (con andamento curvilineo) è recintato da una rete alta poco meno di 3 m e una siepe in cui si trova sia il lauro, sia del falso gelsomino (Rhincospermum Jasminoides o Tra-

chelospermum Jasminoides) quest’ultimo molto rigoglioso. Vi sono anche il maggior numero di piloni per l’illuminazione e 6 tigli (Tilia chordata) in ottima salute con un’altezza superiore ai 15 m, collocati a pianta triangolare in modo da creare un’area ben ombreggiata e molto frequentata. Vi sono anche alcuni piccoli olmi piuttosto piccoli (altezza fra i 3 e i 4 m), venduti e messi a dimora come bagolari (Celtis australis); se così fosse alla potatura si potrebbero ricavare degli splendidi archi. I bagolari e i tassi (Taxus bacata) furono le essenze legnose con cui l’antica Royal Navy realizzava i suoi archi di arrembaggio. Oltre il confine vi sono delle villette. Il lato Est è recintato da una rete di circa 3 m senza siepi e confina con delle aree incolte e alcune fabbriche medio piccole. Nelle intenzioni vi è quella di mettere a dimora del falso gelsomino; vi sono anche due siliquastri detti anche alberi di Giuda (Cercis siliquastrum) e 3 ornielli (Fraxinus ornus). Sono a dimora da una decina d’anni ma non sono cresciuti più di tanto ≈ 4 m i primi e poco più i secondi. Nell’area interna oltre alle strutture sportive vi sono strade asfaltate in cui è vietato transitare con autoveicoli non autorizzati e aiuole fiorite nella bella stagione con inserimenti di essenze sempreverdi. I dati sono stati forniti dal factotum (se ho ben capito agrotecnico) che ha come compito prioritario quello della manutenzione del verde e di sovrintendere alle ditte di servizio oltre a gestire i tanti piccoli problemi rela-

tivi a piccoli guasti e contrattempi. Ha anche seguito ben quattro corsi di pronto soccorso (due organizzati dalla Croce Rossa locale) e mi pare che si occupi anche della sicurezza (controvoglia). Sia detto per inciso che ha quasi sessant’anni portati bene e mi è parso di capire che ama il suo lavoro. È stato preciso nel descrivere telefonicamente lo stato dell’arte, ha sottolineato l’aumento del problema zanzare senza esprimere giudizi malevoli nei confronti degli interventi fatti ma, durante il sopralluogo, mi è parso deciso nel voler prendere in mano la situazione cercando di capire quali erano i punti critici. Rimarcando che da una parte il problema “doveva” trovare una soluzione e dall’altra il risultato doveva essere raggiunto con un tetto di spesa ragionevole. Come dire la quadratura del cerchio! Ormai l’esperienza mi porta a valutare gli aspetti umani del mio quasi secolare operare nel settore dell’Ars disinfestandi e il sig. Beppe (nome di fantasia) meritava di essere conosciuto. La classificazione delle zanzare può essere circoscritta con molta attendibilità alla Culex pipiens molestus al genere Aedes fra cui sicuramente l’A. albopictus senza però poter escludere altre Aedes a cui si affianca una piccola zanzara dalle abitudini serotine di livrea scura (quasi nera), di piccole dimensioni e dal volo quasi silenzioso. Ho prestato un aspiratore al sig. Beppe e se mi fornirà qualche esemplare lo invierò a qualche entomologo amico. Ormai come zanzarologo ci ho perso la mano (e anche l’occhio). L’incontro con il titolare della piccola azienda di disinfestazione e il sig. Beppe aveva come ordine del giorno l’analisi di ciò che era stato fatto e quello di attivare delle azioni migliorative. Ad una valutazione relativa a dove, come, quando, emergeva che la lotta larvicida era effettuata praticamente in ogni sito: tombini, sottovasi e ristagni d’acqua conseguenti alle piogge (durante la stagione invero poche).

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CASE HISTORY

Non erano state collocate trappole per zanzare da esterni però ai primi di agosto sono state posizionate 4 ovi-trappole e in tre si erano riscontrate presenze di uova di “tigre” (mediamente una dozzina e mezza). Premesso che la stagione era avanzata (primi di agosto) per la lotta adulticida si è scatenata una specie di riunione di

È LA DOSE A FARE IL VELENO Il Conium maculatum ricco della neurotossica coniina e altri alcaloidi velenosi (conidrina, la pseudoconidrina, la metilconicina e la coniceina) noto anche come cicuta maggiore da cui fu ricavato l’infuso somministrato al filosofo greco Socrate che ne morì, come noto, al canto del gallo. Un’altra specie di cicuta quella acquatica (Cicuta virosa), anch’essa ricca di alcaloidi velenosi, è utilizzata in omeopatia a riprova che è la dose a fare il veleno.

Conium maculatum

Cicuta virosa (cicuta acquatica)

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condominio. Una cosa era certa perché il problema doveva essere ricondotto a livelli sopportabili. Però i ma e i se erano numerosi. I dove, il come, il quando, gli aspetti normativi, di sicurezza e i quasi certi allarmismi piovevano sul tavolo a mitraglia. Dopo un po’ si è deciso di valutare gli aspetti normativi concentrandosi sul testo dell’etichetta; per la sicurezza a livello ambientale bisognava eliminare il rischio delle derive e per farlo era necessaria una scelta oculata dell’attrezzatura per l’erogazione della sospensione insetticida; per gli allarmismi si riteneva di concentrarsi su attrezzature il più silenziose possibili. La scelta del biocida (testo etichetta) risultò relativamente facile in quanto si sarebbe utilizzato un formulato a base di estratto naturale di piretro per evitare residui indesiderati. Il testo dell’etichetta consentiva di trattare il verde ornamentale. L’efficacia nel tempo, per la mancanza di effetto residuale, sarebbe stata “misurata” dal numero delle lamentele. Nel caso i risultati fossero risultati insufficienti si sarebbe corso ai ripari. Per la sicurezza ambientale, la scelta del biocida garantiva un rapporto rischio/beneficio ottimale, restava da risolvere il problema delle derive. Il titolare dell’azienda avrebbe messo in campo un mini atomizzatore a batteria di cui garantiva la silenziosità. Facile da muovere in quanto leggero (50 kg) dotato di 2 ruote fisse, 2 ruote pivotanti di maggior diametro. Il tutto era dotato di un avvolgitubo manuale, di una manichetta di 20 m e di una lancia speciale dal getto regolabile. La capacità del serbatoio era di 80 l e la pressione di esercizio arrivava a 4,5 bar (il che garantiva di produrre una rosa di micro-gocce di diametri variabili in funzione della necessità operativa). Per affrontare i possibili allarmismi è necessaria una premessa: direi che dovremmo distinguere fra la professionalità (sempre prudente) e grida di allarme “preconcette”. Mi rifaccio alle

“bugiardine” dei medicinali che sempre riportano, fra le altre indicazioni, il capitolo “effetti indesiderati” il che li rende comunque utili se utilizzati nel giusto modo. È anche vero che navigando si trovano notizie catastrofiche sull’utilizzo di qual si voglia principio attivo. La mia tesi non si basa sull’assunto “in media stat virtus” (sia per scelta del farmaco, del tipo di somministrazione e nei tempi e durata della cura). Ogni tesi ha diritto di essere espressa, ma un poco di autocritica e rigore metodologico non guasterebbe. Fatta questa premessa, nel contesto analizzato la scelta di utilizzare un atomizzatore elettrico, silenzioso, di piccola dimensione e in grado di non creare derive indesiderate ha raggiunto l’obiettivo. Tutto si è svolto senza clamori inutili, senza proteste, fatte salve quelle delle zanzare. Non ci resta che riassumere il dove come e quando: Numero degli operatori: 2 (un PCO e un addetto alla manutenzione del verde al centro sportivo). Supervisione: il già citato sig. Beppe. N° di ore stimate: 4. Velocità media di avanzamento: ≈ 2 km/h. Tempo di esecuzione del primo trattamento: 6 h; Tempo di esecuzione a regime: 3 – 4 h. Concentrazione d’uso: 1%; Dosaggio unitario medio su vegetazione: 20 ml/m² (fra il basso e medio volume = 200 l/ha); Ø medio apparente: 40 – 50 µm; h di erogazione su piante di alto fusto: ≈ 4 m; dosaggio unitario medio spaziale: 1 p.p.m.; h di erogazione: ≈ 4 m; Ø medio apparente: ≈ 20 µm.

RISULTATI E IPOTESI FUTURIBILI I primi risultati sono stati ritenuti soddisfacenti dal punto di vista tecnico mentre dal punto di vista economico troppo elevati (sia pure giustificati dall’emergenza). Trattative in tal senso sono state messe a calendario per il prossimo novembre comprensive delle disdette formali dei contratti in essere per mettere in atto le rinegoziazioni in un clima privo di urgenze.


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TRATTAMENTO ARIA

Salubrità dell'aria:

Quanto è importante! A colloquio con Andrea Casa, presidente emerito di A.I.I.S.A., autore del libro “Respirare aria pulita. L’importanza dell’igiene aeraulica nella vita di tutti i giorni” Maurizio Pedrini

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TRATTAMENTO ARIA

“Respirare aria pulita. L’importanza dell’igiene aeraulica nella vita di tutti i giorni” è il titolo del libro di Andrea Casa – Chairman dell’International Affairs Committee e membro del Consiglio di Amministrazione di NADCA (National Air Duct Cleaners Association) e Presidente Emerito di A.I.I.S.A. (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici) – edito da Mondadori, che illustra il ruolo cruciale di una corretta sorveglianza e igiene degli impianti di trattamento aria in relazione alla qualità dell’aria indoor. Il volume è disponibile nelle principali librerie e sui siti di vendita online (Amazon, IBS, Hoepli, Feltrinelli, Libreria Universitaria), oltre che sulla piattaforma e-commerce della Casa Editrice, anche in versione e-book.

La necessità di respirare aria salubre nei luoghi di vita e di lavoro, posta al centro dell’attenzione dalla diffusione della malattia da coronavirus SARS CoV-2, purtroppo, è ancora troppo sottovalutata, così come la cultura di quanto sia rilevante la corretta igiene dei sistemi di trattamento dell’aria in locali al chiuso nei quali tutti noi trascorriamo ogni giorno tante ore della nostra vita. Abbiamo incontrato Andrea Casa, uno dei massimi esperti italiani in materia di igiene aeraulica, autore del libro “Respirare Aria Pulita” per approfondire alcuni aspetti di questo interessante e stimolante volume che si fa leggere tutto d’un fiato. La pandemia da SARS CoV 2 ha richiamato l’attenzione di opinione pubblica e istituzioni sulla problematica dell’igiene, compresa quella delle condotte aerauliche: ritiene che vi siano le condizioni per un cambiamento di mentalità e una maggiore e più diffusa consapevolezza? “Durante la pandemia ho sentito dire di tutto sull’aria indoor, soprattutto nei primi mesi. C’è stata una richiesta enorme del mercato per le sanificazioni, ma anche una grande confusione. Scrivendo il libro Respirare aria pulita ho colto questa occasione per fare chiarezza su argomenti che, troppo spesso, sono stati trattati

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con superficialità. La pandemia ha posto maggiore attenzione sull’importanza dell’aria, infatti oggi c’è molta più consapevolezza sul tema, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”. Nel suo libro lei fornisce dei dati assai preoccupanti sugli effetti dell’inquinamento indoor: gli inquinanti di un ambiente “al chiuso”, possono essere addirittura da 2 a 5 volte superiori rispetto ad un luogo aperto. Quali conseguenze derivano da questo fenomeno? “Numerosi studi hanno evidenziato come la contaminazione microbiologica dell’aria sia riconducibile alle scarse condizioni igieniche degli impianti, oppure a errori nella progettazione e installazione, che non ne consentono un’adeguata manutenzione. L’accumulo di polveri e la presenza di detriti e incrostazioni all’interno dei vari componenti favoriscono la colonizzazione delle superfici da parte degli agenti microbiologici. Tre le conseguenze più importanti figura la Sick Building Syndrome (SBS – Sindrome dell’edificio malato), cronologicamente associata all’attività lavorativa, poiché, spesso, l’allontanamento dall’ambiente malsano è sufficiente per la sua attenuazione. Le Building Related Illness (BRI - Malattie correlate agli edifici), invece, sono caratterizzate da un quadro clinico

generalmente uniforme e un’eziologia ben identificata: batteri, miceti, virus e contaminanti chimici. I sintomi si presentano in una bassa percentuale degli occupanti dell’edificio, ma per la guarigione del paziente è necessario un tempo prolungato e un’adeguata terapia farmacologica”. Quali scopi si propone di raggiungere con la pubblicazione del suo libro? “Respirare Aria Pulita ha, anzitutto, l’obiettivo di diffondere la cultura di una corretta igiene dei sistemi di trattamento aria, offrendo una visione d’insieme comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Il libro analizza le caratteristiche dell’inquinamento dell’aria indoor, il funzionamento degli impianti di trattamento aria, i sistemi di valutazione e gestione del rischio aeraulico e le problematiche derivanti da una scorretta gestione degli impianti di trattamento aria. L’idea di fondo è quella di contribuire alla diffusione di una maggiore consapevolezza dei benefici che può apportare un’adeguata igiene dei sistemi HVAC che, per loro stessa struttura e funzione, incorrono in fisiologici fenomeni di contaminazione”. Possiamo addentrarci brevemente sulla struttura del volume, elencando le varie parti in cui si articola e sviluppa? “L’edizione offre una visione d’insieme sull’igiene aeraulica, in una chiave di lettura chiara e semplice, che permette anche ai ‘non addetti ai lavori’ di entrare nel merito della materia. In dettaglio, i diversi capitoli spiegano il rapporto tra inquinamento outdoor e indoor con un focus sulle implicazioni per la salute; descrivono i principi di funzionamento dei sistemi di trattamento aria e forniscono una panoramica della situazione legislativa italiana. Inoltre, analizzano le operazioni di valutazione del rischio, ispezione e sanificazione degli impianti e propongono un metodo versatile per effettuare una corretta verifica dell’impianto, attuabile mediante protocolli standardizzati, che tengano conto delle specificità dell’ambiente e


CHI È ANDREA CASA Andrea Casa è considerato il massimo esperto italiano in materia di igiene aeraulica, in virtù dell’expertise e delle sue pubblicazioni inerenti tematiche legali derivanti dalla contaminazione degli impianti dell’aria. Grazie ad una profonda comprensione delle dinamiche legali e probatorie unitamente ad una dedizione ventennale per lo studio dell’igiene aeraulica, Andrea Casa è stato in grado di elevare, a

delle condizioni di interazione. Infine, a seguito di un approfondimento su temi legati all’efficienza energetica, vengono esposti gli ultimi sviluppi per il monitoraggio in continuo, da remoto, dello stato igienico degli impianti dell’aria”. Quali riscontri ha ottenuto finora questa importante pubblicazione? È soddisfatto? “La soddisfazione è tanta, così come lo è stata la fatica di scrivere un testo che per la prima volta si è posto lo scopo di una rigorosa divulgazione scientifica che fosse però a portata di tutti. Il libro è stato presentato in anteprima nel corso di ANAM13 (AIISA NADCA Annual Meeting), che si è svolto a Padova dal 6 all’8 luglio. La manifestazione più importante di settore, durante la quale ho avuto modo di condividere alcuni degli argomenti contenuti. Certamente, il percorso divulgativo da compiere è ancora lungo: ritengo infatti che vi sia molto da lavorare per promuovere una completa formazione e informazione sulla qualità dell’aria indoor. Spero, comunque, che Respirare aria pulita rappresenti un punto di partenza per stimolare un approccio multidisciplinare e favorire lo

livello nazionale, l’attenzione per la materia anche in virtù dei suoi ruoli istituzionali. È socio fondatore e Membro del Consiglio Direttivo A.I.I.S.A., l’Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici, dove per due mandati è stato eletto Presidente e per cui, ancora

sviluppo di nuovi contributi scientifici, che possano efficacemente arricchire le competenze e conoscenze in materia di igiene aeraulica”. Esaminiamo brevemente alcuni aspetti davvero essenziali da lei affrontati: cos’è la sanificazione aeraulica? “Per sanificazione aeraulica si intendono tutte quelle azioni correttive che si rendono necessarie qualora le evidenze

Numerosi studi hanno evidenziato come la contaminazione microbiologica dell’aria sia riconducibile alle scarse condizioni igieniche degli impianti, oppure a errori nella progettazione e installazione, che non ne consentono un’adeguata manutenzione

oggi, ricopre la carica di Presidente Emerito. Inoltre, è stato il primo e unico membro europeo ad essere ammesso al Board of Directors di NADCA, la più importante e prestigiosa Associazione a livello mondiale sui temi dell’igiene degli impianti di trattamento aria per cui attualmente ricopre il ruolo di Chairman dell’International Affairs Committee. Infine, Andrea Casa è Docente – Formatore per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 e del D.I. 06/03/2013. www.andreacasa.com

raccolte in sede di ispezione indichino la presenza di contaminazioni di natura chimica o microbiologica. Essa consiste di due fasi distinte, ma inscindibili, ovvero dipendenti l’una dall’altra: la fase di pulizia e/o detersione e quella successiva di disinfezione o sterilizzazione”. Per quanto concerne i nuovi sistemi di monitoraggio, cosa può dirci? Possiamo immaginare l’avvento di nuove tecnologie? “Dal 2017 stiamo lavorando a un nuovo sistema di controllo da remoto, Remotair, che si serve dell’intelligenza artificiale per garantire la salubrità dell’aria 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. La tecnologia è un importante alleato che consente un controllo oggettivo dello stato igienico degli impianti e delle condizioni dell’aria. Remotair, oltre a essere utile ai fini del risparmio di tempo e denaro, fornisce tutta una serie di dati in tempo reale. Il monitoraggio continuo è la vera rivoluzione nel campo dell’igiene aeraulica, perché in caso di anomalie, permette di intervenire con estrema efficacia e rapidità, fungendo altresì da imprescindibile strumento di prevenzione rispetto all’insorgere di pericoli”.

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NOLEGGIO PROFESSIONALE

Organizzare un’attività

di noleggio

Modello di business stratificato e complesso, il noleggio professionale è un’attività moderna che, come tale, può rappresentare la risposta innovativa verso modelli tradizionali messi in crisi dall’evoluzione della digitalizzazione Pier Angelo Cantù

CEO & Founder Rental Consulting

I

dati di mercato dicono che anche nel settore del cleaning il noleggio rappresenta sempre di più la convergenza delle necessità di produttori, distributori e clienti. Con la convinzione diffusa che questo particolare modello di business nasconda un enorme potenziale, ancora in larga parte inespresso all’interno di questo settore. D’altronde, sono molti gli elementi che

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fanno del cleaning un terreno particolarmente fertile per lo sviluppo del noleggio. Dalla grande disponibilità di macchine e attrezzature già presenti sul mercato, alla necessità comune tra gli utilizzatori finali di impiegarle per un lasso di tempo limitato, sia in via occasionale sia a cadenza periodica. Fino all’integrazione con gli altri servizi che caratterizzano il noleggio professionale:

formazione, consulenza, convenzioni per i materiali consumabili e così via. Le più recenti indagini di mercato, inoltre, evidenziano una sempre maggiore propensione al mantenimento degli strumenti già in circolazione rispetto all’acquisto di modelli nuovi. Senza contare la tendenza trasversale che vede il noleggio al centro delle attività in molti settori economici: dall’au-


tomotive alle costruzioni, dalla manutenzione industriale al sollevamento, logistica e trasporti. MODELLO DI BUSINESS

Nel mondo del cleaning, alcuni player hanno già avviato un’attività di noleggio; ma risulta evidente come sia tuttora assente un’offerta strutturata in modo professionale e sistemica, diffusa su tutto il territorio, che vada oltre ai singoli soggetti virtuosi, che comunque si possono già trovare. E che, soprattutto, sia in grado di influenzare una nuova domanda. Il motivo non è difficile da spiegare: la cultura del noleggio professionale, inteso come modello di business a sé stante, è ancora poco diffusa in questo settore, con tutte le conseguenze del caso. C’è chi ancora immagina il noleggio come una semplice soluzione finanziaria, oppure come una modalità per vendere qualche macchina in più a pagamento dilazionato. Se i principali player del settore non hanno un’idea chiara del ruolo del noleggio e dei vantaggi che offre, va da sé che non potranno mettersi nelle condizioni di cogliere le opportunità che il noleggio offre. Senza contare che, non sapendo come fare, non si diffonde la volontà di organizzare un’attività di noleggio che possa essere mantenuta e sviluppata nel tempo. L’intento di questo articolo è, dunque, quello di avviare un percorso, con l’obiettivo di fornire a chi legge alcune basi teoriche necessarie a comprendere questo modello di business. E, così facendo, maturare un’idea più precisa di che cos’è il noleggio, quali siano i suoi vantaggi e come si organizza e si promuove un’attività di noleggio professionale. IL NOLEGGIO PROFESSIONALE

Che cosa intendiamo, quindi, quando parliamo di noleggio professionale? Per essere subito chiari, occorre disegnare una cornice con dei paletti ben precisi: il noleggio non è un’attività finanziaria, non dovrebbe cioè essere inteso come un leasing camuffato; e non ha come fine ultimo la vendita di una macchina.

Sembrerà banale, ma al centro dell’attività di un noleggiatore c’è proprio il noleggio. Che, a sua volta, non è il fine ultimo dell’attività, ma uno strumento per raggiungere obiettivi ambiziosi di fatturato e margini. Il vero fine del noleggio è di essere il tramite della costruzione di una relazione duratura con il cliente, che porti nelle casse dell’azienda un flusso di introiti costante. Visto in questo senso, la componente macchine, ad esempio, perde la funzione di focus principale, che sarà invece incentrato sul trovare una soluzione a nuovi bisogni, anche complessi e integrati, non soddisfabili in modo convenzionale, mettendo in campo i valori che il noleggio incarna e che una vendita o un finanziamento non possono avere: flessibilità, economicità, ampiezza di servizi. Per farlo bene, diventa fondamentale arricchire il servizio di noleggio delle macchine con una serie di ulteriori servizi propedeutici, pensati e costruiti intorno alle esigenze che il cliente ha, a volte senza nemmeno esserne consapevole, nello svolgimento della sua attività. Il noleggio, inteso come gestione della relazione, diventa così un modello di business pensato per soddisfare tutti i bisogni del mercato e capace di intercettarne sempre di nuovi. Un modello in grado di generare un cash flow costante per il noleggiatore, garantendo ai suoi clienti vantaggi operativi e spese decisamente inferiori rispetto all’utilizzo di macchine o strumenti di proprietà. In un'epoca iperdigitalizzata, quale altro modello di business oggi è in grado di moltiplicare all’infinito le occasioni di contatto tra cliente e fornitore? Organizzato e applicato in questo modo, il noleggio instaura una relazione molto aperta: ci guadagna il noleggiatore, ci guadagna il cliente e ne beneficia il mercato. Per poter creare questa situazione, è necessario approfondire e conoscere alla perfezione tutto ciò che riguarda l’evoluzione di bisogni della clientela e del mercato.

Quali sono le macchine o gli strumenti più ricercati? • Quali sono i problemi o le difficoltà che caratterizzano l’attività dei miei potenziali clienti? • Quali i suoi attuali comportamenti di acquisto? • In che modo posso costruire il mio servizio risolvendone il maggior numero possibile e permettendo al mio cliente di risparmiare e lavorare meglio? • Quali sono le risorse interne di cui ho bisogno per farlo? • A quali partner esterni posso rivolgermi per diminuire i costi e migliorare la qualità della mia offerta? Naturalmente, sono solo alcuni dei quesiti che ci si deve fare, ma abbastanza rappresentativi nello spiegare il focus fondamentale, e cioè che il noleggio professionale è un’attività moderna che, come tale, può rappresentare la risposta innovativa verso modelli tradizionali messi in crisi dall’evoluzione della digitalizzazione: commercio e distribuzione, ad esempio. Come spero avrete colto, il noleggio è un modello di business stratificato e complesso; un solo articolo, quindi, non basta a coprirne tutte le sfumature e tutte le declinazioni possibili. La nostra speranza è di avervi quantomeno fornito un quadro generale e alcuni spunti per presentarvi un’idea più precisa di cosa sia il noleggio professionale.

Per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a visitare le pagine di Rental Blog (www.rentalblog.it), il primo e tuttora unico portale italiano interamente dedicato al mondo del noleggio, con news, approfondimenti e best practices per chi vuole lanciarsi in questa attività o la svolge già e vuole migliorarla. Il portale è dedicato a tutte le aziende che desiderano instaurare rapporti commerciali con i protagonisti della filiera del noleggio: produttori, distributori, noleggiatori, utilizzatori finali.

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VETRINA

OGGI SUL MERCATO

Tecnologia, ricerca, sviluppo: le ultime dal mondo del cleaning Loredana Vitulano

FALPI Carrelli Falpi certificati CFP 73 carrelli Falpi già certificati EPD delle linee Kubi, Microrapid, Microtech, Smart e Specialist, hanno ricevuto la certificazione sull’impronta climatica secondo la norma UNI EN ISO 14067 (CFP). La CFP si basa sulla quantificazione di tutte le emissioni di gas serra (GHG – Greenhouse gases) legate all’intero ciclo di vita di un prodotto. La ISO 14067:2018 è lo standard ISO che si propone di migliorare la chiarezza e la coerenza delle attività di quantificazione, reporting e comunicazione della Carbon Footprint di prodotto (CFP). Con l’attività di audit di terza parte effettuato dal RiNa a febbraio è stato certificato che l’analisi CFP, e la relativa comunicazione sono conformi allo standard ISO14067.

www.falpi.com

ADIATEK Quartz 50 Alta qualità full optional Quartz 50 di Adiatek è la lavasciuga uomo in piedi pratica come una macchina di piccole dimensioni. Le dimensioni compatte permettono a questo modello di entrare nei normali ascensori dando quindi la possibilità di operare su più piani. L’approccio e l’utilizzo sono resi intuitivi dal display digitale e l’installazione delle batterie è comoda ed ergonomica grazie al vano estraibile. L’ampia rotazione del tergi pavimento, garantisce una asciugatura perfetta ad ogni curva. QUARTZ 50 può essere equipaggiata con un generatore di Ozono. Essa è in grado di pulire senza l’uso di detersivi chimici in caso fosse necessaria una disinfezione. È altamente consigliata per ambienti ospedalieri ove è necessaria sia una pulizia che di sanificazione.

www.adiatek.com

INDUSTRIE CELTEX Megamini E-Control Hands Megamini E-Control è il sistema di dispensazione no-touch dall’animo sostenibile. Il dispenser eroga asciugamani in pura cellulosa attraverso il semplice passaggio della mano, senza alcun contatto con la scocca, garantendo massima igiene. L’alimentazione a batterie ricaricabili riduce drasticamente i rifiuti immessi in ambiente. Con un ciclo di vita equiparabile ad oltre 4.000 batterie alcaline, la singola batteria ricaricabile E-Control genera 0,4Kg di rifiuti, rispetto ai 540Kg delle batterie tradizionali, diminuendo le emissioni di CO2 di oltre 1600 Kg. Dall’unione della tecnologia tedesca con il design Made in Italy nasce E-Control, il sistema di dispensazione elettronico, igienico e attento all’ambiente.

www.industrieceltex.com

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GHIBLI & WIRBEL S-Team 6, rispetta l’ambiente S-Team 6 è il generatore di vapore professionale di Ghibli & Wirbel che, grazie alla produzione di vapore secco a 160 °C, alla pressione di esercizio di 6 bar e all’elevata produttività, garantisce eccellenti risultati di pulizia senza l’utilizzo di detergenti. Per lo sporco più ostinato è possibile attivare la funzione “Acqua Calda”: all’erogazione normale di vapore secco si aggiunge un getto di vapore umido ad alta temperatura. Questo processo di pulizia naturale permette di sanificare diversi materiali e superfici senza l’utilizzo di prodotti chimici e con un consumo ridotto di acqua. S-Team 6 è la macchina ideale per garantire risultati di pulizia professionali rispettando l’ambiente!

TTS Good for us, good for the planet! La gamma Ecolabel di TTS si è recentemente arricchita di una nuova eccellenza: l’esclusivo panno tessile multiuso in microfibra Allice Eco pulisce efficacemente ogni superficie, tutelando al tempo stesso salute e ambiente. Conforme ai CAM, ideale per qualsiasi tipo di sporco e disponibile in codice colore per una corretta gestione del rischio, riduce significativamente i consumi di acqua e chimico grazie all’alta capacità assorbente e all’efficace azione meccanica.

www.ttsystem.com

www.ghibliwirbel.com

SYNCLEAN

Accessori e ricambi macchine La società Synclean è da 25 anni nel settore della pulizia professionale e partner delle migliori case produttrici di macchine e accessori. È un’azienda moderna e dinamica ma con un’esperienza di alto livello e un know-how specifico nel mondo delle macchine per la pulizia industriale. Nel suo listino, è possibile trovare: Motori aspirazione diretti / periferici / tangenziali - l’azienda è distributrice ufficiale AMETEK; Motori per aspirapolveri e impianti centralizzati; Turbine soffianti; Gomme tergipavimento e paraspruzzi; Dischi abrasivi; Batterie e Caricabatterie; accessori per aspirapolvere; Spazzole per lavasciuga, Spazzatrici e Monospazzole; ricambi originali.

www.syncleanservice.com

RUBINOCHEM Olè Ressenza, alta azione igienizzante RubinoChem presenta Olè Ressenza, un formulato polifunzionale ad alta concentrazione con un’alta azione igienizzante e pH neutro utilizzato per detergere, rimuovere germi e batteri con azione meccanica, spolverare, profumare e deodorare ambienti e superfici. Il formulato Olè Ressenza è stato progettato per rispondere alle necessità degli utilizzatori professionisti. Il marchio registrato Trademark e il formulato hanno mantenuto nel tempo la peculiare alta qualità e identità riconosciuta e apprezzata dai nostri clienti utilizzatori finali. Un’icona che nome e funzioni legano da sempre all’universo del cleaning e dei clienti più esigenti.

www.rubinochem.it

L.R. INDUSTRIES Produttori di fragranze e Aromi, dal 1998 La L.R. Industries, rispettando specifici regolamenti e disciplinari, ha sviluppato una gamma di fragranze eco-friendly volta a garantire l’ecosostenibilità dei prodotti di detergenza nel settore professionale e home care. Il rispetto per l’ambiente viene garantito attraverso una serie di criteri stringenti, che conferiscono alle fragranze un valore aggiunto in termini di qualità ecologica. L.R. Industries crea formulazioni esclusive in conformità ai principali regolamenti e disciplinari europei (CAM, ECOLABEL, ICEA Detergenza, AIAB Detergenti).

www.lrindustries.it

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VETRINA

PAPERDI' Passione PER IL #TISSUE ma anche per la natura! La scelta green di Paperdi parte dal motore che muove l’azienda. Nel 2021 tutta l’energia elettrica utilizzata da Paperdi pari a 33.850 MKH deriva da fonti completamente rinnovabili, risparmiando così all’atmosfera 8.903 tonnellate di CO2. L’impegno dell’azienda verso la tutela dell’ambiente è sempre più tangibile. 100% Greenly Poweren, un ulteriore passo verso un futuro sempre più sostenibile.

www.paperdi.it

HYGENIA Bamboo Collection Hygenia presenta Bamboo Wave Plus, un prodotto rivoluzionario che unisce efficienza e sostenibilità. Una soluzione innovativa realizzata in Bambù, una pianta che cresce a una velocità maggiore rispetto agli alberi e senza fertilizzanti, pesticidi o insetticidi. Questo prodotto può essere riconosciuto come una delle carte più naturali sul mercato perché è biodegradabile, senza profumo e non contiene sostanze chimiche che sbiancano la carta. La produzione di questa carta mantiene infatti il colore Bamboo originale, perfetto per chi cerca di creare ambienti che valorizzino il rispetto dell'ambiente e l'ecosostenibilità.

www.hygenia.it

TENAX: AFFIDABILITÀ 100% ELETTRICA Tenax è soprattutto sinonimo di affidabilità 100% elettrica; infatti, grazie all’esperienza ultra ventennale nel settore dello spazzamento elettrico e grazie alle oltre 700 spazzatrici elettriche vendute a proprio marchio in 42 Paesi è in grado di garantire elevate performances a tutte le latitudini e soluzioni su misura sulla base delle necessità di ogni cliente. PRESTAZIONI ELEVATE CON SOLUZIONI ENERGETICHE CUSTOM Le spazzatrici Tenax al contrario di spazzatrici elettrificate, offrono elevate prestazioni, sia in termini di maggiori ore di lavoro costante e continuative garantite, sia in termini di batterie. Infatti grazie alla vasta gamma di batterie disponibili

è stato possibile adattarsi alla perfezione a qualsiasi esigenza sia tecnica che economica del cliente creando soluzioni energetiche su misura. Le spazzatrici Tenax, grazie all’assenza di circuiti idraulici, eliminano il rischio di sversamenti di olii idraulici su superfici stradali. Gli sversamenti di olio infatti richiedono onerosi interventi di bonifica, e costituiscono un pericolo per l’ambiente e per la sicurezza e salute dei cittadini. Inoltre grazie all’assenza di Emissioni di CO2 e di emissioni acustiche contribuiscono a creare un ambiente cittadino più vivibile e sostenibile. RITORNO DELL’INVESTIMENTO Le spazzatrici Tenax garantiscono un ritorno dell’investimento confermato in

massimo tre anni, soprattutto all’assenza di manutenzione. Nel 2022 è inoltre possibile richiedere il kit Industria 4.0 su tutti i mezzi Tenax.

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ARIES 70 La nuova linea di spazzatrici

LAVASCIUGA UOMO A BORDO PRATICHE E COMPATTE! RANGER, MISSIONE PULITO!

Potente e robusta. Aries 70 è la prima spazzatrice di Adiatek.

I 115 litri di capacità, associati alle caratteristiche tecniche innovative, rendono Ranger una macchina potente, affidabile e sicura, destinata all’utilizzo in ambienti medio grandi. Le prestazioni considerevoli, allo stesso livello di quelle delle uomo a bordo di taglia superiore, sono associate ad un design moderno ed impattante, studiato per rendere questa lavasciuga compatta ed estremamente manovrabile.

RACER, PULITO VINCENTE!

85 litri di capacità e dimensioni ridotte rendono Racer la uomo a bordo ideale per qualsiasi tipo di ambiente! Estremamente manovrabile, stretta ed ergonomica, Racer è in grado di compiere con facilità anche le manovre più complicate dove tutte le uomo a bordo, comprese le più compatte, non raggiungono risultati di pulizia soddisfacenti.

WWW.GHIBLIWIRBEL.COM Ghibli & Wirbel S.p.A. Via Circonvallazione, 5 - 27020 Dorno PV - Italia P. +39 0382 848811 - F.+39 0382 84668 M. info@ghibliwirbel.com RIELLO INDUSTRIES GROUP

www.adiatek.com

ISO 9001

100% MADE IN ITALY


ECONATURAL EVOLUTION

CIRCULAR, CERTIFIED. INDAGINE

Il settore Detergenza nel post-pandemia NORMATIVA

Prodotti disinfettanti per le mani ANNO 31 n. 8 ottobre 2022

NOLEGGIO

Nuovo modello di business FOCUS ON

Indoor Air Quality EcoNatural è il sistema ecologico CARTA+DISPENSER, esempio concreto e interamente certificato di economia circolare. Lucart Professional dà nuova vita ai componenti dei cartoni per bevande: dalle fibre di cellulosa genera il Fiberpack®, con cui produce la carta, con l’alluminio ed il polietilene realizza l’Al.Pe.®, la materia prima, certificata riciclata, da cui nascono i dispenser. EcoNatural è la soluzione per l’igiene del futuro: una scelta di qualità per i tuoi clienti e di rispetto per il pianeta. LE CERTIFICAZIONI DELLA CARTA:

ANNO 31 n. 8

OTTOBRE 2022 ISSN: 2612-4068

LA CERTIFICAZIONE DEI DISPENSER:

dimensionepulito.it www.fsc.org

FSC® C100456

EU Ecolabel: IT/004/001