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Anno 1 n° 12

3 maggio 2014

Settimanale gratuito di attualità, politica e cultura della Sibaritide Direzione e Redazione: Via Galeno - 87067 Rossano (Cs) · Tel.: 0983/031127 · www.ecodellojonio.it · redazione@ecodellojonio.it · www.facebook.com/ecodelloionio

ROSSANO

CORIGLIANO

CARIATI

Metro leggera «Si spendano meglio i fondi»

Torchiaro bacchetta Geraci

Gemellaggio con Cascia Parla Emili

L’invito di Caracciolo alla Regione

«Il sindaco si trincera dietro i silenzi»

Intervista al sindaco della città di Santa Rita

a pag. 6

La politica si rimbocchi le maniche

A

bbiamo avuto l’onore di intervistare il Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Dopo appena dodici numeri del nostro periodico, la legittimazione accordataci dai lettori rafforza la volontà di dare spazio ai problemi dello sviluppo, di raccontare questa parte di Calabria nel contesto di una regione dalle tante contraddizioni. Mons. Galantino ha avuto una espressione lusinghiera quando ha appreso che “L’Eco dello Jonio” ha cadenza settimanale: addirittura settimanale, ha detto il presule sfogliando il numero scorso del periodico. Cosi abbiamo colto anche un moto di approvazione, quasi un benvenuto che l’uomo di cultura ha riservato agli sforzi che compiamo per evitare l’ovvio ed il già visto. La nostra linea editoriale ha trovato, ed anche questo rappresenta un elemento lusinghiero, piena convergenza con quanto ci ha dichiarato Galantino. Una Calabria da ricostruire, una regione che deve fare rete su tutti i problemi che si porta dietro; una realtà territoriale ricca, ma ridotta sul lastrico da personaggi che rigenerano la propria immagine su una scena più teatrale che politica. Insomma un invito a rimboccarsi le maniche, quasi come quello che abbiamo ascoltato qualche settimana fa dal Presidente Renzi. Noi quell’invito non l’abbiamo rispedito al mittente, preferendo girarlo direttamente ai nostri lettori, alla vigilia di elezioni importanti per lo sviluppo della nostra Calabria. L’invito di Galantino è anche un monito politico, senza parlare di politica, ragionamenti che solo i grandi riescono a fare. E lui lo è, senza dubbio alcuno.

Latella a pag. 4

Montesanto a pag. 12

Galantino all’Eco Intervista esclusiva prima della puntata di Ballarò al Vescovo di Cassano che racconta Papa Bergoglio

Mons. Nunzio Galantino, Segretario Cei, Vescovo della Diocesi di Cassano

Locali Storici d’Italia

Tarantino e Passavanti alle pagg. 2 e 3


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L’ECO DELL’AREA URBANA

«Il Papa a Cassano CASSANO – Puntuale come un cronometro il segretario della CEI e vescovo di Cassano, Nunzio Galantino, ci riceve senza formalità. L’approccio fa trasparire subito il carisma di chi non vuole che si baci l’anello, al pari della concretezza di chi chiede subito cosa siamo venuti a fare fin qua su. C’è anche una minima diffidenza verso la carta stampata e la categoria dei giornalisti in genere. Galantino ci anticipa e spiega subito, che se Floris ed il suo “Ballarò” lo vorranno ospite, dovranno fare il viaggio fin a Cassano, così come in effetti è avvenuto nella puntata del 29 aprile. Non c’è nulla di autoreferenziale, ma lo spessore culturale del personaggio emerge appena apprende che “L’Eco dello Jonio” è un settimanale: “Addirittura un settimanale !” esclama il Monsignore alla consegna dell’ultimo numero del nostro giornale. Poi, non in forma canonica perché il segretario della CEI non ha bisogno di una interlocuzione domanda/risposta, con lui il discorso scivola e gli argomenti si fondono in un unicum, che alla fine sarà difficile dimenticare. Così, quando gli raccontiamo dell’ipotesi di accorpamento dell’Arcidiocesi di Rossano con Cassano, emerge tutta la capacità oratoria di un fine ragionatore che dice senza dire. “Cavolate”, esordisce il vescovo; però il fatto che una commissione apposita (in cui erano presenti anche Monsignor Nunnari e Monsignor Agostino Superbo), abbia sviluppato un lavoro analitico e trasmesso una relazione al Vaticano, senza esiti. Ed ancora, la circostanza che successivamente a tanto, in sede regionale verrà presa ogni decisione, valutando la situazione migliore, senza riferimenti numerici, nel cronista qualche dubbio su possibili momenti riorganizzativi, permane. Dimostra una determinazione chiara, Monsignor Galantino, quando parliamo di Gratteri e del suo recente dialogo con Monsignor Nunnari. Sul punto cosa faccia la chiesa in una regione martoriata dal malaffare, il vescovo è molto chiaro. A suo parere risulta sbagliato puntare il dito verso la chiesa, la scuola, la cultura e così via, chiedendo a ciascuno conto di quel che fa singolarmente. Gratteri rischia di rimanere solo. La Chiesa non ha bisogno di pro-

Intervista esclusiva

SAMANTHA TARANTINO GIANLUCA PASSAVANTI

Il segretario della Conferenza Episcopale Italiana e Vescovo della Diocesi di Cassano, Mons. Nunzio Galantino

Galantino parla di giovani e di sviluppo «Rispondiamo alle attese dei ragazzi. Quei diritti trasformati in favoritismi» pagandare quel che fa con l’otto per mille, non deve e non vuole esaltare il suo lavoro quotidiano nell’educazione alla legalità con i corsi di socializzazione, gli spazi di aggregazione, l’aiuto effettivo agli extra comunitari. «Noi non abbiamo propagandato volutamente gli spazi occupati in occasione del sisma di Mormanno, riuscendo a tenere fuori interessi occulti, altrimenti prevalenti. Non abbiamo voluto fermarci solo a rispettare e celebrare il 21 marzo (giorno della memoria delle vittime della mafia), ma svolgere un lavoro che

non ha soste, per tutto l’anno». Con altrettanta determinazione, Monsignor Galantino risponde alla precisa sollecitazione su quale sia l’elemento che schiaccia lo sviluppo della Calabria. «L’errore che si commette è quello di dire che questa regione deve fondare le sue speranze sui giovani. Se prendiamo per buono questo assunto, la Calabria non si risolleverà mai! I giovani non sono protagonisti, occorre un lavoro corale e concreto, bisogna dare risposte e fare in modo che i giovani diventino i protagonisti dello sviluppo. Certo - prose-

gue Galantino - l’impedimento alla crescita della Calabria è dato anche da ostacoli strutturali, ma deve cambiare il modo di pensare; bisogna invertire un modo di pensare distorto. Ricevo tanti padri di famiglia, alla ricerca di una sistemazione per i propri figli. Ho piena conoscenza, purtroppo, di un sistema che ha trasformato i diritti in favori, che toglie ai giovani il diritto di sognare, che postula un teorema imperniato sulla sopraffazione delle coscienze e su questo cresce e si sviluppa ogni forma patologica che poi si incancrenisce. Se non ci preoccupiamo di dare delle risposte concrete, oggi, alle attese dei nostri ragazzi, questa sarà la tomba della Calabria. I giovani devono essere: i giovani hanno il diritto di progettare e sognare». Gli occhi di Galantino si illuminano quando nomina Papa Bergoglio ed il suo argomentare circa la scelta, proprio del vescovo di Cassano, quale segretario della CEI. Il riferimento papale ad un’opzione diretta verso servitori della chiesa lontani da scrivania e che abbiamo “odore di pecora”, suscita un rimbrotto benevolo a chi estrapola frasi da discorsi compiuti, riproponendole ad effetto. «Io – spiega – ho poca vicinanza con quella descrizione,


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al di là della cronaca» perché prima ero docente universitario. Credo che il Papa si sia riferito alla missione, dunque, al cammino che ognuno di noi deve compiere fra la gente, per la gente e con la gente. Pertanto, occorre stare molto attenti a non strumentalizzare le parole del Pontefice, leggendone il significato pieno e percependo il messaggio evangelico e di fede. Questo è un Papa vicino alle comunità locali, ai bisogni, alle sofferenze». Lo dimostra la scelta determinata di Cassano, piccola Diocesi per la sua visita in Calabria. No, Bergoglio non viene per i tristi fatti di cronaca degli ultimi mesi. Il Papa viene in una piccola Diocesi, incontra la Calabria qui a Cassano allo Jonio. È un gesto di incoraggiamento, un segnale forte ad una parte di chiesa che qui è importante e non è irrilevante. Ogni visita del Papa porta un messaggio preciso: scegliendo una diocesi periferica, il papa dà una chiara speranza alla piccola diocesi, dicendo siete parte di quella chiesa che deve dare un

contributo. Altro è essere piccoli altro è essere irrilevanti. Il vescovo non vuole affrontare discorsi sulla politica, su una regione con tanti primati negativi. Preferisce indicarci la meravigliosa Bibbia del 1549, che fa bella mostra di se, in questa stanza sobria che contiene tanti libri, che lui dimostra di amare molto, mostrandoli con orgoglio e intercalando, dicendo chiaramente che sulla letteratura non si può rubare ne fare sottrazioni perché la letteratura moltiplica sentimenti e conoscenze; la letteratura si può solo moltiplicare e condividere. Non esita, una volta usciti e prima di accomiatarci, a farci sfogliare quel testo sacro, restaurato, che sprigiona una attrazione particolare. Come è particolare salutare quest’uomo e non riuscire a ringraziarlo abbastanza per quello che ci ha trasmesso, per la sicurezza che infonde, per il fatto che lui, vescovo di Cassano, guidi i Vescovi, da Enna a Pordenone, a Cagliari. La sua energia è spirituale ancorchè fisica; il Credo

che traspare, nel suo dire fa proselitismo. Di sicuro fuga dubbi, accenna a certezze, illumina il cuore. Inorgoglisce la redazio-

Lo stemma di Mons. Galantino

ne dell’“Eco dello Jonio”, che in esclusiva ottiene il privilegio di intervistare un uomo che rappresenta la chiesa italiana degnamente, dall’alto del suo sapere, senza marcare distanze e con la chiarezza di chi sa.

La biografia del Segretario Cei Monsignor Galantino nasce a Cerignola nel 1948 e dopo aver concluso gli studi al Seminario regionale di Benevento, consegue il Baccalaureato in teologia; successivamente consegue la laurea in Filosofia, ottenendo poi un dottorato in Teologia dogmatica. Diventa professore presso la Pontificia Facoltà Teologica del Meridione (dal 1977), facendo dell’insegnamento dell’Antropologia, una sua missione. Dal 1º agosto 1996 è cappellano di Sua Santità e dal 2004 è responsabile del Servizio Nazionale per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose della Conferenza Episcopale Italiana. Il 9 dicembre 2011 papa Benedetto XVI lo ordina vescovo di Cassano all’Jonio. Riceve la consacrazione episcopale il 25 febbraio 2012 nella cattedrale di Cerignola dal cardinale Angelo Bagnasco ed il 10 marzo 2012 inizia la sua missione episcopale nella Diocesi di Cassano all’Jonio. Il 28 dicembre 2013 Papa Francesco lo nomina segretario generale ad interim della Conferenza Episcopale Italiana, pur rimanendo alla guida della diocesi di Cassano, mentre il 25 marzo 2014 è nominato segretario generale della C.E.I ad quinquennium.

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LUCA LATELLA

CORIGLIANO – Toni pacati, sempre composti ed una dialettica di livello. Risponde al telefono con grande disponibilità e replica alle domande poste da “L’Eco dello Jonio”, spiegando in modo cristallino qual è il suo pensiero su area urbana, metropolitana leggera e mobilità, sanità, ribunale. Nonostante l’aplomb all’inglese – infarcito di grande fair play – che lo caratterizza, Giovanni Torchiaro, non disdegna vere e proprie scudisciate all’Amministrazione comunale coriglianese. E ad un sindaco, suo avversario diretto alle elezioni comunali del 2013, che definisce “troppo tranquillo”. “I suoi silenzi sulle problematiche della città, preoccupano”, tuona Giovanni Torchiaro, rappresentante in Consiglio comunale della coalizione “Corigliano bene comune”. All’ultima tornata elettorale è a capo della coalizione di centrosinistra (Pd, Sel, socialisti) e non sono poche le polemiche sulla scelta del suo nome. E non perché il personaggio politico non sia meritevole, anzi. Ma perché, come spesso accade, ogni partito vuol portare l’acqua al proprio mulino fra diatribe di paese, polemiche sterili, correnti interne ai partiti stessi. L’ex sindaco Genova lo

Il sindaco Geraci? «Vietato parlare al conducente! È totalmente assente» Giovanni Torchiaro promuove la metro e boccia l’azione dell’Amministrazione

Giovanni Torchiaro

vuole con sè in giunta, a gestire l’Assessorato ai Lavori pubblici, dal 2001 al 2003 ed il suo cammino politico – dal quale si assenta per anni a causa del lavoro – non è di poco conto. La recente “chiamata alle armi” lo riproietta nell’agone politico cittadino, nel quale non esita a dire la sua.«Che il sindaco Geraci taccia, spesso e volentieri, sui problemi della città, è certamente un dato preoccupante – dichiara

Torchiaro -. Nelle settimane scorse con alcuni comizi ha tentato di mettere le mani avanti ma credo che abbia perso quella grande passione ardente che lo contraddistingueva all’inizio della sua carriera politica. Questo è un grande problema per la nostra città: senza la necessaria passione e voglia di fare, l’amministrazione è un motore a folle». Torchiaro è dell’idea che il sindaco sia attorniato

da troppi giovani inesperti. «Penso che Geraci non abbia il supporto necessario dalla sua maggioranza, composta da giovani alle prime armi. Anche la giunta – specifica – avrebbe dovuto comporsi di esperti ed invece gli assessori si stanno costruendo sul campo. È inutile sottolineare che Corigliano meriti maggiori competenze». A proposito di giustizia, trasporti, sanità, Giovanni

Torchiaro li inserisce in testa alla speciale classifica di quei servizi essenziali che trasformano una città in un’area metropolitana qual è quella composta da Corigliano e Rossano. «Geraci è stato completamente assente sul piano dei trasporti. Credo che nel Palazzo di Città non sappiano nemmeno di cosa stiamo parlando. Il Tribunale? Anche in questo caso Corigliano, rappresentata dal suo sindaco, ha fatto registrare un’assenza ‘esemplare’. In campo sanitario, pur dipendendo dai livelli superiori, Stato e Regione, la filosofia è sempre la stessa. L’ospedale unico andrà avanti perché deve, ma dal Comune e dal primo cittadino non giunge alcuno stimolo ad accelerare. I francesi dicono ‘laissez-faire’, lasciate fare, in pieno stile ‘non si disturbi il conducente’. Ecco, questo è l’atteggiamento del nostro sindaco». Giovanni Torchiaro, a seguire, si dice convinto che «nei prossimi 10 anni» il comune potrà uscire dalle sabbie mobili del pre-dissesto finanziario «seppur si viva con un’eterna spada di Damocle sulle nostre teste». Chiediamo, in ultimo, la sua idea sulla metro leggera, lanciata dall’“Eco” in queste settimane. «Non mi batto per l’aeroporto di Sibari, dobbiamo fare i conti e capire se conviene. Ma se ci collegano in 40 minuti a Crotone, dico assolutamente sì. Bisogna, tuttavia, comprendere quanto si crede in questo progetto».

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Schiavonea, la fiera “dell’Ascensione” che si rinnova da oltre 150 anni A Corigliano grandi tradizioni per uno degli eventi fieristici più imponenti del sud Italia GIACINTO DE PASQUALE

CORIGLIANO – Da sabato 3 e per tutta la giornata di domenica 4 maggio, si ripete il consueto appuntamento fieristico sul il lungomare di Schiavonea. La “fiera di maggio”, come va chiamata comunemente, tradizionalmente ricade ogni prima domenica di maggio, in coincidenza con la festa dell’Ascensione (da qui la sua originaria denominazione di “fiera dell’Ascensione”), ha assunto col tempo un significato che va ben oltre la dimensione commerciale. Le origini delle fiere a Corigliano risalgono, infatti, alla seconda metà dell’Ottocento, epoca in cui si tenevano già tre importanti appuntamenti (finalizzati soprattutto alla vendita e all’acquisto del bestiame). Ai tempi, il sistema economico era di tipo tradizionale che, per le difficoltà negli spostamenti e la carenza di merci, aveva la necessità

La fiera di Schiavonea oggi e ieri in una foto degli inizi del ‘900

di far convergere la domanda e l’offerta in mercati pubblici dalle vaste proporzioni. Le cronache del tempo ci parlano delle fiere di maggio e di novembre, che riuscivano a far registrare la presenza di “oltre duecento venditori ed una folla di visitatori ragguardevole” scriveva il giornale locale del 1900, “Il Popolano”. Ciò dà, in un certo senso, l’esatta misura dell’interesse e dell’attesa che questi appuntamenti costituiscono per il territorio. Oggi la fiera

dell’Ascensione ha assunto un aspetto moderno; tuttavia c’è un elemento che la pone lungo la stessa direttrice del passato. Infatti, dal ‘900 fino ai nostri giorni, la fiera non ha mai perso la sua funzione di momento stagionale per le vendite e gli acquisti rivolti ad un grande bacino d’utenza, mentre oggi le fiere rappresentano un mero momento espositivo. L’affluenza dei tanti visitatori coriglianesi e sibariti è una testimonianza dell’interesse che la fiera

riscuote ancora oggi, così come la presenza di molti commercianti provenienti dal resto della Calabria e dalla Puglia; infatti i posteggi assegnati fino allo scorso anno superavano le 600 unità, ma quest’anno a causa dei lavori in corso su un tratto del lungomare (dalla zona Palmeto e fino al torrente Missionante) il comune è stato costretto a ridurne il numero a 400. Tutto ciò ha già fatto registrare le immancabili proteste da parte di chi è rimasto escluso e che puntava ad

essere presente. Bancarelle di vario genere, dall’abbigliamento alle calzature, dai generi alimentari agli accessori per la casa, dall’oggettistica all’arredamento, si snoderanno per tutto il percorso del lungomare, in questa giornata che si preannuncia già ricca di presenze. Oggi nonostante la grande distribuzione e i megastore che la fanno da padrone, è davvero difficile spiegare le ragioni dell’attualità delle fiere in un mercato oramai vario, capillare e costante.

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L’ECO DELL’AREA URBANA

Il geologo invita la Regione a utilizzare meglio le risorse e investire sull’esistente TONINO CARACCIOLO*

ROSSANO – Per chi si avventura sulla tratta ferroviaria SibariCatanzaro, il viaggio può anche essere piacevole. Se si incappa in una giornata di sole, lo splendore dei paesaggi della costa jonica si manifesta in tutta la sua ricchezza di luce e colori. A coloro che, ogni mattina, quel treno porta nei luoghi di lavoro a Crotone, a Catanzaro, a Cirò può invece capitare di investire un gregge o, come purtroppo è accaduto, un gruppo di migranti ospiti, malpagati ed ignorati dalla comunità e che costituiscono il mondo sommerso delle nuove schiavitù. Un mondo, quello della littorina costruita più di cinquant’anni fa, in cui capita di

E: LUD E INCCOLORLIO -

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incontrare gruppi di zingari o immigrati privi di biglietto e costretti a scendere alla prima fermata; impiegati di uffici pubblici e di banche, insegnanti, studenti che formano vere e proprie comunità. Un mondo ignorato dai più. Perché il treno è merce rara dalle nostre parti, perché spesso non arriva in orario, talvolta si ferma per guasti tecnici ed a volte espone a rischi per la salute. Un treno che non appartiene a Trenitalia ma alla Regione Calabria, che spende oltre 200 milioni di euro per le due inutili metropolitane di Cosenza e Catanzaro, ma non investe sulle reti esistenti. Danaro pubblico destinato ad opere progettate sulla base di dati, circa il volume di traffico, palesemente falsi

*geologo

→ → Mario Oliverio. Non per tifo, ma occorre riconoscere al presidente della Provincia la sua determinazione nel proporsi a governatore della Calabria, con un curriculum fatto di ingredienti importanti. Primo fra tutti, la pulizia morale, poi l’esperienza, quindi idee innovative al servizio della Regione.

Giovanni Valentini. L’editorialista de La Repubblica avrebbe dovuto fare a meno di punzecchiare mons. Galantino con le solite battute ad effetto. Il presule non ha bisogno della nostra difesa, ma Cassano è diocesi storica di questa Calabria ed ha scritto pagine importanti per la Chiesa locale.

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Metro leggera: l’opinione di Caracciolo

Su e giù

Corriere della Calabria. Un settimanale sul quale, oggi, viene rappresentata con coraggio la Calabria in tutti i suoi aspetti. Un gruppo di uomini diretti da un grande professionista che non le manda a dire. Determinazione, professionalità, sacrificio, ma anche una grande voglia di cambiare in meglio questa Regione.

I maleducati dei boschi. Il senso civico non è in vendita nei supermercati. Lì si comprano piatti di plastica, bicchieri, posate ed ogni altro elemento per un bel pic-nic in montagna. Molti riportano indietro avanzi e rifiuti. Tanti altri, purtroppo, dimenticano volutamente i propri “resti” nei boschi. Gli alberi osservano stupiti e censurano gli incivili.

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Una metropolitana di superficie

con cui, a detta degli esperti di trasporti, si potrebbe velocizzare non solo la Metaponto-Catanzaro, ma prevedere il collegamento con l’aeroporto di Crotone e il potenziamento del circuito Catanzaro-Cosenza delle ex Calabro-Lucane. Si creerebbe, così, un anello del trasporto su ferro che migliorerebbe l’accessibilità delle aree servite e consentirebbe il rilancio dell’aeroporto di Crotone, rendendo del tutto inutile l’investimento sull’aeroporto di Sibari. La soluzione di cui si discute, chiamiamola pure metropolitana leggera, metterebbe in connessione strade, ferrovie ed aeroporti anche in previsione dei nuovi collegamenti stradali in corso di realizzazione, come la Cosenza – Cantinella e la Cantinella-Acri. Il tema, è evidente, ripropone il problema della gestione integrata delle ferrovie regionali e degli aeroporti, per i quali è ormai divenuto indispensabile l’affidamento ad un unico soggetto gestore, dotato di un management capace di darsi obiettivi e di rispondere all’azionista pubblico solo con i risultati raggiunti. So che ci vuole coraggio a rinunciare a decine di posti nei consigli di amministrazione. È, però, vero che ormai è giunto il momento, per coloro che hanno a cuore il futuro delle Calabria, di spendere qualche parola anche su questi temi. Il problema dei trasporti, dunque, assurgerebbe a paradigma di buon governo qualora si sappia superare l’eterna logica della lottizzazione e mirare alla soluzione dei problemi, sapendo che non si tratta solo di realizzare nuove opere, ma anche di gestirle in modo efficiente ed efficace. Nell’esclusivo interesse dei cittadini calabresi.

Mario Smurra. È il leader indiscusso dell’Udc di Rossano e lo ha dimostrato in tutte le occasioni in cui il centrodestra era in affanno. Anche in questi giorni, ha richiamato all’ordine qualche intemperanza, rimettendo la barra del timone nuovamente nella direzione iniziale. Come si dice, chi si punge...

La confusione politica a Rossano. Nemmeno le imminenti elezioni Europee e Regionali riescono a spingere destra e sinistra a darsi una mossa. Si litiga su un versante, ci si divide sull’altro e le scelte degli altri vengono digerite o ci passano sulla testa, senza accorgerci dell’arretramento della nostra città.

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L’ECO DELL’AREA URBANA LUCA LATELLA

A Rossano gli anziani raccontano

ROSSANO – Fazzolettone al collo rosso e blu, camicia azzurra, scarponi, zaino in spalla e via verso Roma. Il “servizio” chiama. Non un servizio qualunque, ma una sorta di vocazione. Quei “ragazzi” partono perché, in fondo, vogliono contribuire a “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato”, come suggerisce da oltre un secolo il fondatore dello scoutismo, Robert Baden Pawell. Prestare servizio verso il proprio prossimo è come sentirsi “chiamati”, come se si venisse scelti per contribuire ad aiutare gli altri. Con questo spirito irrinunciabile e con questa “indole”, la comunità capi – gli adulti educatori – ed alcuni ragazzi del gruppo Scout Rossano 1, nei giorni scorsi sono partiti alla volta di Roma, per contribuire con la loro opera alla santificazione dei papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Sotto le vesti di “protezione civile”, gli scout hanno aiutato l’organizzazione insieme ad altre migliaia di volontari, a far fluire e defluire i pellegrini in arrivo a Piazza San Pietro da tutto il mondo, per l’eccezionale evento. Un’impresa titanica visti i numeri. La Santa Sede da sempre è abituata ad “ospitare” eventi del genere e da sempre si poggia sulle associazioni cattoliche quando c’è da rimboccarsi le maniche. Capiterà di certo anche per l’arrivo del Papa a Cassano, ma questa è un’altra storia. Si diceva di quei “ragazzoni” (donne e uomini) chiamati a Roma per prestare servizio. Ebbene, non si tratta di protagonismo, non è affatto esibizionismo, sia chiaro. È una missione. Una missione affidata dal Signore

I Fuochi di S. Marco e la loro tradizione

Gli scout del Rossano 1 a Roma

Gli scout a Roma per un’esperienza di servizio unica

Il Rossano 1 in Piazza San Pietro per la santificazione dei Papi che chiama gli scout per lasciare il mondo migliore. In fondo è questa la “mission” che gli scout di tutto il mondo abbracciano quando decidono di indossare il fazzolettone e di promettere, “con l’aiuto di Dio, sul mio onore - recita la promessa scout - di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza, per osservare la Legge scout”. Con questo spirito alcuni capi, Carlo Perciavalle, Pasquale Speranza, Andrea Iapichino ed Aldo Abenante, insieme ai rover e le scolte (17-21 anni) Alessia Scigliano, Irene Le Pera, Giovanna Tridico, Anna Grottaglia, Marilena Simari, Isidoro Tedesco e Antonio Viradi del

gruppo Rossano 1 – il secondo gruppo più antico della Calabria, nato nel 1948 – sono partiti per Roma con quella voglia innata di “aiutare gli altri”. Una mano di conforto per uno zaino, una parola di incitamento per gli esausti in fila, acqua da distribuire insieme ad un’infinità di sorrisi. Proprio quei sorrisi che vengono naturali, da rivolgere a chi si ha di fronte, sono le fondamenta del servizio: chi arriva da lontano si sente accolto da un abbraccio, chi lo dona tornerà a casa sfinito dopo ore e ore, ma umanamente più ricco. Più ricco e consapevole di aver – in fondo – lasciato questo mondo un po’ migliore di come lo si è trovato.

ROSSANO – È stata davvero una grande festa quella che, dal 24 sera per 4 giorni, ha animato piazze e viuzze del centro storico rossanese. Fra tradizionali fuochi rionali, disseminati in tutto il centro storico, profumi e sapori tipici spalmati tra i quartieri San Marco e Ciglio della torre e intrattenitori musicali girovaghi che hanno divertito, divertendosi, le migliaia di cittadini e turisti riversatisi a Rossano per la 178esima edizione dei “Fuochi di San Marco”. Si potrà certamente dire che noia e monotonia non erano tra gli invitati. Ma al di là del divertimento, un po’ non fa certo male, i fuochi rappresentano un grande sentimento di devozione con cui, in passato, i rossanesi commemoravano un giorno di aprile tutt’altro che festoso. Ne sono testimoni d’eccezione per L’“Eco dello Jonio” gli anziani ospiti della comunità di San Benigno, nei cui occhi affaticati ma vivacissimi, si possono quasi scorgere le scene di una giovinezza sobria, raccontata da chi sa tramandare i vividi ricordi di antiche celebrazioni. «Tutto ebbe inizio nel 1836 – raccontano – quando una forte scossa di terremoto colpì Rossano, distruggendone buona parte e causando diversi morti. I sopravvissuti, così ci narravano i nostri nonni, terrorizzati dalla possibilità di altre scosse, decisero di rimanere in strada e, per riscaldarsi durante la notte, accesero dei grandi fuochi. Da allora, il 25 aprile è diventato per noi un giorno da commemorare, rivivendo quella tragica nottata, e in cui rendere omaggio ai nostri cari scomparsi. Nei nostri ricordi ci sono da sempre le immagini di questi grandi fuochi, sparsi in tutta la città, che le nostre famiglie preparavano con molta cura, accatastando persino le fascine allo stesso modo in cui avevano fatto i sopravvissuti al terremoto. Venivano, poi, organizzate in ogni rione delle grandi cene all’aperto e ognuno, nel quartiere, cucinava un pasto da condividere con il vicinato per restare insieme a chiacchierare durante tutta la notte. Ancor prima che il 25 aprile fosse riconosciuta come festa nazionale – continuano – le nostre famiglie saltavano il lavoro per partecipare ad una processione mattutina che attraversava la città. Dalla Cattedrale, passando per la chiesa di San Nilo, fino al San Marco, si portavano in giro le statue della Madonna dell’Achiropita, di San Nilo e di San Marco. Era un evento molto sentito, che vorremmo resistesse tra le nostre tradizioni». m. f.

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sabato 3 maggio 2014

L’INTERVENTO Dal Comune di Rossano riceviamo e pubblichiamo ROSSANO – L’adozione del Piano Strutturale Comunale o meglio ancora del Piano Strutturale Associato è stata una conseguenza obbligatoria di una direttiva della Regione Calabria a cui il Comune di Rossano, a guida della precedente Amministrazione comunale, ha dovuto adempiere, proponendo un PSA associato con i cinque comuni e avviando l’iter per la redazione del quadro conoscitivo. Tanto basta per smontare il “castello della lungimiranza” messo in piedi dall’ex assessore all’Urbanistica Trento: quel Piano andava adottato per necessità normative, non è stato un Il Comune di Rossano coniglio tolto dal cilindro dall’Esecutivo Filareto. Altro che lungimiranza! Al quadro conoscitivo sarebbe dovuto seguire il documento preliminare inteso come bozza di PSA da tramutarsi poi nel defintivo Piano da utilizzare. Ebbene, per onor di cronaca, dall’emissione della direttiva regionale (2007) fino al 2011, l’allora Amministrazione di centro sinistra, con Trento assessore, è riuscita esclusivamente ad abbozzare il qua- scrivendo lo stato di fatto dei dro conoscitivo sulla scorta territori comunali, materiale di indirizzi politici sommari di base sul quale poi è stato elaborato il documento pree generici. Il vero e definitivo im- liminare specifico del nostro pulso è giunto con il Go- territorio. La Giunta Antoniotti, con verno Antoniotti. Che ha dato un importante input al impegno e determinazione, è completamento del quadro riuscita così a chiudere l’iter conoscitivo del PSA - stru- con l’adozione del documenmento essenziale e integrato to preliminare avvenuta lo di sviluppo territoriale - de- scorso 13 maggio 2013. Uno

Diritto di replica Psa: «Obiettivi raggiunti con il sindaco Antoniotti» L’Amministrazione comunale di Rossano replica al consigliere di minoranza Leonardo Trento step al quale si è giunti dopo numerosi e proficui incontri – altro che isolamento! – istituzionali tenutisi in tutti i comuni e anche a Rossano. È chiaro, dunque, che il raggiungimento di un obiettivo, che sarebbe dovuto essere già stato raggiunto nel 2011, è risultato esclusivo dell’attuale Amministrazione comunale. L’egregio la-

voro di coordinamento dei 5 diversi comuni non solo è elogiabile per la consistente mole di lavoro fatto dal 2011 ad oggi, ma soprattutto per la perfetta organizzazione dei cinque comuni associati (Rossano, Corigliano, Cassano, Crosia, Calopezzati). Ad onor del vero, a tutt’oggi il documento preliminare risulta non adottato in uno

solo dei comuni del gruppo, Crosia, che per problemi interni ha disatteso gli accordi presi nel maggio 2013 oltre che negli altri ed insistenti incontri istituzionali promossi dall’Amministrazione Antoniotti, dal 2012 ad oggi. Un’altra prova della sinergia promossa da questo Esecutivo su tutto il territorio. Come dimenticare, ancora, quando nei mesi scorsi, in diverse occasioni, per il PSA e non solo, il sindaco Antoniotti si è fatto carico di coinvolgere il Comune di Corigliano, allora commissariato, e gli altri municipi per accelerare e stimolare gli iter di sviluppo che stanno interessando l’Area urbana! Questa è storia, nemmeno troppo lontana, quella che dovrebbe rinfrescare anche il consigliere Trento. Eugenio Otranto Assessore all’Urbanistica


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sabato 3 maggio 2014

L’ECO DEL BASSO JONIO

Quella frana che minaccia il centro storico di Cariati

Le piogge recenti hanno preoccupato gli abitanti di via Cesare Pavese

Parte della frana

DAMIANO MONTESANTO

CARIATI – Questa volta ci occupiamo di una frana che riguarda una parte dell’abitato di Cariati, precisamente la zona di via Cesare Pavese. Le recenti piogge hanno creato molto allarme tra i cittadini della zona, costantemente impegnati a monitorare i movimenti della frana che dalla collina di fronte, scivola verso le case edificate a breve distanza da essa. In realtà è da molto tempo che in quest’area si sono verificati movimenti sospetti del terreno, che avrebbero dovuto consigliare all’amministrazione comunale una maggiore vigilanza e particolari prescrizioni per la costruzione delle abitazioni. Infatti, la zona di recente ha conosciuto una densa urbanizzazione. Parecchi anni fa, sulla collina furono eseguiti lavori di canalizzazione di acque piovane ricondotte nel vicino torrente Moranidi. Tale intervento è rimasto isolato, ragione per cui, nel tempo, ha creato maggiori problemi di quanti ne abbia risolto.

La frana che interessa via Cesare Pavese

Così sostengono alcuni tecnici. Ora però non c’è più tempo per le discussioni e l’amministrazione comunale deve darsi una regolata, con l’urgenza che il caso richiede; inter-

venire tempestivamente per evitare danni e pericoli alle persone e alle cose, perché i movimenti franosi lavorano in silenzio. Sappiamo bene che il principale

nemico, in queste situazioni, è la burocrazia che rallenta e talvolta svia la soluzione dei problemi rinviandoli alle calende greche, con grave nocumento, da una parte, per l’incolumità dei cittadini e delle loro cose, dall’altra per le finanze pubbliche non più in grado di sostenere costi nel frattempo lievitati a dismisura. Gli abitanti della zona hanno vivamente protestato contro l’inerzia dell’amministrazione comunale, dichiarandosi anche disponibili a partecipare alle spese per lavori di somma urgenza, o anche ad essere autorizzati ad eseguire con proprie imprese i lavori. Alla fine la razionalità ha prevalso, ristabilendo il necessario contatto con l’amministrazione locale impegnatasi a raggiungere l’obiettivo del risanamento franoso senza indugi. “Se son rose fioriranno,” recita un vecchio adagio, sapendo cha la stagione delle rose non è molto lunga e, fuor di metafora, ogni amministratore deve rendere il conto soprattutto agli amministrati. Nella speranza che l’attesa non sia né lunga e né vana.


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sabato 3 maggio 2014

L’ECO DEL BASSO JONIO

“Perdono e riconciliazione”: un messaggio ancora attuale Il messaggio di Santa Rita alla base del gemellaggio fra Cariati e Cascia DAMIANO MONTESANTO

CARIATI – Grande partecipazione di popolo ha accompagnato le varie fasi del gemellaggio civile e religioso tra il Comune di Cariati e quello di Cascia, tra la parrocchia Santa Maria delle Grazie di Cariati e il Santuario di Santa Rita in Cascia. Il sindaco Filippo Sero e la giunta comunale hanno ufficialmente ricevuto, nella sala consiliare, la delegazione umbra guidata dal sindaco della città, Gino Emili, e dal rettore del Santuario di Santa Rita, Mario De Santis. A ricordare l’evento, le medaglie commemorative, opera dell’artista orafo Domenico Tordo, che rappresentano gli stemmi dei due comuni all’interno della scritta “Pax et reconciliatio”, ed ancora la fiaccola in legno d’olivo, opera dell’ar-

L’incontro è stato voluto da Mons. Marcianò

Boom di presenze in centro e allo scalo

devono essere la comprensione tra amministratori e la loro capacità di perdono e riconciliazione, che poi è il fulcro del messaggio di Santa Rita. «È forse questo – ha chiosato il sindaco di Cascia – il motivo per cui Santa Rita è amata in tutto il mondo». Continua il sindaco Emili: «Questo con Cariati è il 56° gemellaggio, il cui seme è stato gettato da Monsignor Santo Marcianò; inoltre, nella diocesi Rossano-Cariati, è presente un convento di suore agostiniane di clausura che, se pur piccolo, ne ha certamente favorito il percorso». La fiaccola è stata porIn alto I sindaci Filippo Sero a destra e Gino Emili tata da speciali tedofori Sopra Un momento della cerimonia (ciclisti e bambini dei vari gruppi sportivi) durante la tista Alfonso Caniglia. ta Rita, perché quanto più processione, alla presenza I vari interventi hanno grande e grave è la crisi po- di una folla tripudiante di messo l’accento sull’attua- litica, economica, sociale, fedeli. lità del messaggio di San- di valori, tanto più grandi «L’idea del gemellaggio

e dell’incontro religioso e civile fra le due comunità nasce da lontano ed ha trovato terreno fertile fino a diventare una concreta e bella realtà, tanto da fondersi sul comune terreno di pace e di riconciliazione, valori fortemente presenti e vissuti dalla comunità casciana» ha affermato nel suo intervento padre Mario De Santis, Rettore del Santuario di Santa Rita. «Il percorso si concluderà a Cascia – ha affermato ancora il rettore De Santis – in cui sarà presente una numerosa delegazione di cittadini cariatesi, nei giorni 22, 23, 24 maggio in occasione della festa di Santa Rita. Il gemellaggio vuole avere proprio questo significato, rinverdire e alimentare i valori di cui è costituito, farli camminare sulle gambe delle donne e degli uomini di oggi, affinchè il popolo ne diventi depositario e portatore».


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L’ECO DELL’ALTO JONIO

S. Maria delle Armi Quel santuario mistico scavato nella dura roccia

Una leggenda avvolge il ritrovamento delle icone sacre SAMANTHA TARANTINO

CERCHIARA DI CALABRIA – Imponente e maestoso: così appare il Santuario di S. Maria delle Armi a chi arriva percorrendo la strada provinciale e di cui immediatamente colpisce la particolare struttura e collocazione. Alle pendici del monte Sellaro a 1025 metri d’altitudine si struttura il complesso architettonico, le cui origini bizantine (IX-X secolo) sono testimoniate dalla vicinanza alle grotte eremitiche disseminate per tutto il monte, definito anch’esso, come il monte attorno a S. Maria del Patire a Rossano, una montagna sacra per l’esistenza di una vita ascetica e spirituale. L’intera struttura, la cui costruzione dovrebbe risalire al 1440, che fa della roccia nuda la sua matrice, racchiude all’interno la Cappella della Vergine achiropita (non dipinta da mano umana) scavata nella roccia, il cui richiamo mistico sta anche nel nome: difatti Madonna delle Armi (in greco Ton Armon) delle Grotte appunto, prende il nome dalla

Il Santuario di Santa Maria delle Armi a Cerchiara di Calabria

presenza di quest’icona sacra e da tavolette bizantine antichissime ritrovate nelle vicinanze. Intorno dunque a queste tavolette aleggia un’interessante leggenda che vede come protagonisti dei cacciatori provenienti da Rossano ed una cerva. Per sfuggire all’inseguimento dei cacciatori, la folle corsa dell’animale si fermò in una delle tante grotte del monte; all’arrivo dei cacciatori questo sparì, ed al suo posto furono ritrovate invece, due tavolette di legno raffiguranti delle icone sacre. La vicenda delle tavole, risalenti al periodo bizantino (siriano), ha sempre del prodigio-

so anche nella loro collocazione: si racconta infatti che queste si facessero ritrovare sempre nel loro luogo originario, quasi a significare che la grotta doveva restare la loro dimora.

È così fu, anche quando si decise di edificare una cappella, scavata nella roccia, per custodirle. Durante l’edificazione della cappella, per volere dei cittadini rossanesi, i prodigi continua-

rono a manifestarsi, tant’è che l’immagine attualmente venerata della Vergine achiropita, comparve miracolosamente sulla metà di una pietra; sull’altra, poi trafugata, era raffigurata l’immagine di San Giovanni Battista. L’ampliamento ad importante Santuario, fu per volere di Pietro Antonio Sanseverino, mentre i principi Pignatelli si adoperarono nel XVII secolo ad arricchire una struttura che doveva ospitare altri edifici: l’ospizio, la casa dei pellegrini ed il palazzo del duca, con annessi scuderie ed il forno le cui tracce ancora visibili. Attraverso imponenti arcate romaniche, si accede all’interno: subito si rimane catturati dalla suggestiva cappella della Madonna, scavata nella roccia rivestita da splendidi intarsi di marmi policromi. A seguire affreschi di rara bellezza del XV e XVI secolo, altari in marmo di raffinata fattura e di scuola napoletana ed un prezioso reliquiario d’argento del XVII secolo,che racchiude la pietra con l’immagine della Madonna. Il Santuario dunque conobbe vicende storiche e prodigiose del tutto simili ad altri monasteri: le grotte eremitiche che furono dimora dei monaci e che ampliarono il misticismo del luogo, l’avvicendarsi del popolo Normanno che in questo luogo trovò una posizione strategica per tenere sotto controllo la vasta zona fino alla piana di Sibari, i prodigiosi ritrovamenti delle icone sacre. Dunque, tutto richiama a collegamenti con altri monasteri legati da un unico filo conduttore: la storia della nostra terra è da ricordare.


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sabato 3 maggio 2014

L’ECO DELLO SPORT

“Onda d’urto” di bike Rossano attraversata da centinaia di bici

Direttrice del “Centro studi danza”

A colloquio con Margherita Mingrone

La città ed il centro storico si sono mostrati ai ciclisti in fuoristrada in tutta la loro bellezza LUCA LATELLA

ROSSANO – Quarantadue chilometri di passione. Non una “maratona”, ma un’“ondata” di mountain bike che nella scorsa settimana hanno invaso Rossano con la manifestazione “Onda d’urto”. Un circuito che, in otto tappe, “girerà” tutta la regione alla ricerca ed alla riscoperta, in bici fuoristrada, delle bellezze più nascoste della nostra regione. L’evento, quest’anno, è approdato in città, grazie all’associazione “Rossano verso Sud” ed a Cesare Renzo che hanno offerto la possibilità ai circa duecento partecipanti da tutte le regioni meridionali, di “gustare” e ammirare i sentieri bizantini. Questa seconda tappa di “Onda d’urto” ha offerto la possibilità di partire dallo scalo, affrontare il torrente Cino, risalire verso il centro storico passando per Santa Caterina-Santa Croce. Nel borgo antico, obbligatoria la sosta davanti alla chiesa di San Marco con tanto di ristoro e, soprattutto, di nozioni narrate da esperti sulla storia rossanese. Attraversato

Il Centro Studi Danza di Rossano a Barcellona

Un momento della tappa lungo il torrente Cino

in lungo ed in largo, il borgo antico si è mostrato in tutta la sua grande bellezza, tanto da indurre le centinaia di partecipanti a richiedere una nuova tappa a Rossano, il prossimo anno. Raccogliendo le sensazioni fra i bikers è stato enorme l’entusiasmo per una “terra mai vista e meravigliosa”. «La giornata – questo il personale resoconto dell’organizzatore, Cesare Renzo – è stata splendida. Ringraziamo gli amici di Onda d’ Urto che hanno scelto Rossano come tappa, grazie all’ Amministrazione Comunale, ai Vigili urbani, alla Croce Rossa, alla Protezione Civile.

Grazie agli amici di Magna Grecia Off Road, agli sponsor ed il Camping Marina di Rossano ed a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione. Per ultimo, un grazie particolare va ai componenti del nostro gruppo, Rossano Verso Sud. È stata una giornata entusiasmante, attraverso la quale abbiamo avuto la possibilità di offrire, in mountain bike, le nostre caratteristiche bellezze naturali e architettoniche». Insomma, un appuntamento certamente da bissare perché anche questa è “promozione” turistica del territorio.

ROSSANO – Che la città di Rossano sia una prolifica fornace di talenti artistici, scientifici e chi più ne ha più ne metta, è un dato di fatto, a prova di errore. Il Centro Studi Danza diretto da Margherita Mingrone è una delle tante, dirette testimonianze. Due secondi posti conseguiti nel prestigioso concorso internazionale Barcelona Dance Awards 2014, svoltosi in Spagna dal 16 al 20 aprile e che ha visto la partecipazione di ben 25 nazioni, sono il prezioso coronamento di un’attività artistica che da anni valorizza il patrimonio culturale rossanese. Alle spalle di risultati così eccellenti c’è, forse, una ricetta segreta? «No, nessun ingrediente magico – racconta a L’Eco dello Jonio Margherita Mingrone – Semplice-

mente tanta passione infusa quotidianamente nel proprio lavoro. La nostra non è una danza dell’apparire, ma una danza dell’essere che è frutto di un istinto naturale. D’altro canto, a Rossano abbiamo ragazzi attenti allo studio, guidati da famiglie interessate all’arte, e che necessitano solo dello stimolo giusto per ottenere buoni risultati. Ovviamente alla base dei nostri successi non c’è la “lezioncina”, ma ore e ore di studio accademico a cui contribuiscono, e per questo li ringrazio, anche docenti esterni. Un arricchimento – conclude la direttrice – che ben si inserisce nel puzzle artistico che ha condotto la mia scuola alla conquista di un così importante risultato». m. f.

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sabato 3 maggio 2014

L’ECO DELLA CULTURA

Test all’Unical: sbarrano i mediocri o gli emotivi? Contrastanti i pareri: c’è chi è contro la restrizione chi a favore per l’alto tasso di disoccupazione SARA MARIA SERAFINI

RENDE – Negli ultimi anni, l’iscrizione all’Università della Calabria, così come alle altre università del territorio nazionale, è diventata sempre più restrittiva. Dalla selezione basata sul voto d’uscita del diploma, negli anni, si è passati al risultato di test cartacei, oggi sostituiti dalle prove informatizzate. Addirittura, alcune facoltà dell’Unical, come quella di Ingegneria, offrono la possibilità di provare il test

d’ammissione ancor prima di concludere la scuola. Quali sono, quest’anno, le possibilità oggettive? Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato i decreti che stabiliscono il numero definitivo di posti messi a bando per le immatricolazioni dei corsi a numero chiuso per l’anno accademico 2014/2015: poco meno di diecimila posti per Medicina e Chirurgia, 774 a Veterinaria, 949 a Odontoiatria, 7.621 per Architettura.

Non c’è stato, come si temeva, un forte calo a medicina (circa il 2% in meno rispetto al 2013/14), e nemmeno a Odontoiatria, mentre la riduzione è più marcata per Veterinaria (7% in meno) e per la facoltà di Architettura (13% in meno). Tra le novità di quest’anno, la cancellazione del bonus maturità, che assegnava un punteggio più elevato ai diplomati migliori, ma l’introduzione di un sistema di calcolo macchinoso e di un limite di tempo per la

chiusura della graduatoria di ammissione ai corsi (01/10/2014). Graduatoria che per il secondo anno sarà, per ogni corso di laurea, unica a livello nazionale: la sede verrà assegnata in base alle opzioni, in ordine discendente di preferenze. Per quanto riguarda la struttura delle prove, non ci sono grosse novità rispetto al 2013: confermato il numero dei quesiti (60) e il tempo a disposizione (100 minuti), mentre ci sono piccole modifiche sulla suddivisione delle domande per argomento. Rimane una soglia minima di 20 punti per accedere alle graduatorie: non significa che basta superare i 20 punti per accedere all’università, ma che solo con un minimo di 20/90 punti è possibile entrare in graduatoria e partecipare dunque alle assegnazioni. I risultati dei test saranno resi noti entro maggio 2014, ma al di là dell’iter procedurale, qual è lo stato d’animo di chi si pone davanti alla prova? I pareri sono contra-

stanti. Un gruppo abbastanza ingente è totalmente contro l’ammissione restrittiva, recriminando l’ormai inflazionato diritto allo studio e dichiarando l’impossibilità oggettiva di poter valutare soggetti particolarmente emotivi e sensibili solo grazie a delle domande a risposta multipla, che pongono sicuramente il candidato in uno stato di stress. Altri, forse a causa dell’altissima percentuale di disoccupazione, sono nettamente a favore, ritenendo la mancanza di lavoro anche causa di una domanda che supera di gran lunga l’offerta. Infine, un gruppo più cospicuo che fa capo all’Udu (Unione degli Universitari), accetta di buon grado le modalità di ammissione, denunciando però la necessità che queste siano esenti da eventuali ingiustizie. Per questo, da anni, organizzano azioni di volantinaggio e di protesta pacifica, come gli ormai famosi flash mob davanti alle maggiori università italiane.


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LETTERE E AGENDA

È tempo di “Maggio in musica” Anche quest’anno la Fidapa ha organizzato l’evento Viale Michelangelo, 33 - Rossano (Cs) consiglia

FRANCESCA SAPIA

ROSSANO – Il 31 maggio, dalle ore 9, a Palazzo San Bernardino, a Rossano, avrà luogo la maratona musicale in cui verrà selezionato il vincitore del 13° Concorso Nazionale “Maggio in Musica”, organizzato dalla Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Mestieri e Affari), con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Rossano. Un buon esempio di promozione e divulgazione culturale, attraverso l’assegnazione di una borsa di studio al vincitore di questa manifestazione, ormai consolidata nel tempo. «Anche quest’anno portiamo avanti un impegno che darà spazio e visibilità a giovani talenti del sud Italia – afferma Rosalba Musumeci Fasano, segretaria della Fidapa, sezione di Rossano –. La nostra Federazione opera in tutto il mondo con il fine di migliorare e valorizzare il ruolo delle donne in ogni settore della società, da quello lavorativo a quello culturale. Attraverso queste iniziative, vogliamo soprattutto dare opportunità ad artisti e talentuosi di

Fin dall’infanzia, la scrittura è l’unico gesto quotidiano che riesca a trasmettermi serenità. Nella vita privata rimango un timido che sconfina nell’imbranataggine. In televisione mi agito e mangio le parole. Ma ogni sera, appena infilo la cuffia e la musica inizia a scorrermi nelle vene, le dita si muovono sulla tastiera del computer come se seguissero un tragitto inesorabile. Questa è una selezione dei Buongiorno che da quindici anni scrivo in fondo alla prima pagina del giornale con cui felicemente convivo: La Stampa. Longanesi € 14.90

Palazzo San Bernardino

esibirsi e far conoscere la loro arte. Il nostro principio cardine di tutela femminile si amplia, fino ad abbracciare, quello di diffusione della cultura». Il concorso è aperto a giovani musicisti, solisti e gruppi; a qualsiasi strumento e genere musicale. Termine ultimo di iscrizione è il 20 maggio 2014. «Ogni anno tantissime sono le iscrizioni che ci pervengono e, purtroppo, raccogliere i fondi per la premiazione non è facile. Tuttavia, siamo riuscite, soprattutto grazie al lavoro e all’impegno del presidente Fidapa, Rosanna Mercogliano Amoroso, a

rinnovare, ancora una volta, la manifestazione». Una Federazione tutta al femminile, ma non femminista, questo si evince dalla chiacchierata fatta con la prof.ssa Musumeci Fasano, che spiega come si svolgerà la giornata del 31 maggio. «Inizieremo la mattina, alle 9. Tutti i partecipanti si esibiranno davanti alla Commissione Musica Fidapa, presieduta da Antonietta Perna, che decreterà il vincitore. La giornata di selezione sarà aperta al pubblico. La premiazione si terrà nel Chiostro di Palazzo San Bernardino a giugno, in data da stabilire».

Il “prete buono, umile, con una grande santità” Giovanni XXIII e il “grande missionario” Giovanni Paolo II, proclamati santi il 27 aprile 2014, di cui sono stati riconosciuti il “servizio alla pace tra le nazioni” e la “mite fermezza” nel promuovere un”’autentica dignità dell’uomo”, sono tra le figure che hanno orientato in maniera decisiva l’impegno per la pace di papa Francesco. I vaticanisti Nina Fabrizio e Fausto Gasparroni ripercorrono i più importanti momenti storici. BUR € 14,00

Taccuino CORIGLIANO

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CARIATI

ROSSANO

ROSSANO

Nell’ambito dei “Viaggi letterari” organizzati dall’associazione “Gli amici del Castello”, domenica 4 maggio alle 19.30 nella la Chiesa di S. Maria Maggiore le letture saranno dedicate a “Vergine madre”, la madre nella letteratura. Brani di Pasolini, Quasimodo, Ungaretti, Dante, saranno letti da Anna Maria Brunetti, Teresa Massimilla, Anna Minnicelli, Maria Romeo, Mario Amica, Gianni Gallina.

Il paese della secca celebra una delle sue ricorrenze più originali, quella del santo patrono San Vincenzo, giunta alla sua 556ª edizione. Dal 2 al 4 maggio, a partire dalle ore 21, il centro storico ionico verrà illuminato da grandissimi falò ardenti, per una vera e propria catarsi collettiva che coinvolgerà ancora una volta migliaia di cittadini e turisti. Un appuntamento da non perdere.

Il 4 maggio è il giorno scelto per l’“invasione digitale” del parco archeologico di Cariati e Terravecchia, insieme ai borghi delle due città. Per il secondo anno consecutivo i visitatori, muniti di smartphone, video e fotocamere, potranno riversarsi nei propri centri storici e testimoniarne sul web la storia e la bellezza. I “Free Bikers Cariati” scorteranno i partecipanti.

La compagnia teatrale amatoriale Lupus in Fabula presenta “Filumena Marturano”, celebre commedia in tre atti di Eduardo de Filippo, la più rappresentata nel mondo. L’appuntamento con il palcoscenico è al teatro PaolellaAmantea, il 3 e il 4 maggio, per un pezzo di grande teatro italiano, una commedia che supera gli egoismi dell’uomo in un alto messaggio di umanità.

Il cantautore Alberto Bertoli, figlio del grande Pierangelo, presenterà nella città bizantina il suo nuovo singolo “Sulla statale 106”. Domenica 4 maggio alle ore 11, nell’Auditorium Amarelli, affronterà dal punto di vista artistico il tema della carenza infrastrutturale della nostra regione, in un incontro promosso da Fabio Pugliese, autore del libro sulla ss 106 “Chi è stato?”.

“Viaggi letterari” dedicati alla Madre

Al via i fuochi di San Vincenzo

La città invasa dal “digitale”

Filumena Marturano al Paolella-Amantea

Cinema

Farmacie di turno sabato e domenica 3-4 maggio

Rossano San Marco (0983.292986) Sala 1: The amazing Spider man 2 in 3D (ore 18/21) Sala 2: Un matrimonio da favola (17/19/21) Corigliano Metropol (chiuso) Trebisacce Gatto (0981.500291) Le storie di Peppa Pig (18.30) Blue Jasmine (19.30/21.30) Cariati Cinema Teatro Cariati (chiuso)

Rossano Pappalardo (0983.530300) Sab-dom (8.30-13/17-20.30) Gallina (0983.64415) Sab-dom (24h) Rizzo Corallo Fontanella (0983.520432) Sab (8.30-13/17-20.30) Paludi Ferrari (0983.62041) Sab (9-13) Cropalati Allevato (0983.61244) Sab (9-13)

Corigliano Scarcella (0983.80017) Sab -dom (8.30-13/16.30-20) De Florio (0983.885155) Sab -dom (8.30-13/16.30-20)

Forum sulla 106 con Alberto Bertoli

Mandatoriccio Abbate (0983.994515) Sab (08.30-12.30/15.3020.00)

Crosia Minisci (0983.42470) Sab (8.30-13) Gabriele (0983.42269) Sab (8.30-13)

Villapiana Carlomagno (0981.556654) Sab (8.30-12.30) De Franco (0981.505025) Sab (9-12.30)

Trebisacce Pucci (0981.51040) Sab-dom (24h) Calvosa (0981.51029) Lun (24h)

Cassano Maiuri (0981.71344) Sab (8.30-13) Persiani (0981.74041) Sab (8.30-13)

La Camera (0981.72197) Sab (8.30-13) Amendolara Silvestri (0981.911298) Sab-dom (24h) Montegiordano Rago (0981.935079) Sab-dom (24h)



L'Eco dello jonio numero 12