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A cura di

Matteo Fioravanti Architetto Donatella Caruso Architetto Margherita Bagiacchi Architetto

Firenze - Marciana (LI) Settembre 2011 - Ottobre 2012

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L’ALBERGO DIFFUSO NEL COMUNE DI MARCIANA 1/ ALBERGO POGGIO DIFFUSO

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progetti di rigenerazione urbana per realtà in metamorfosi Due volumi dedicati ai borghi di Poggio e Marciana che sorgono nel vasto territorio del Comune di Marciana, Isola d’Elba (LI), raccolgono studi e approfondimenti progettuali svolti tra il Settembre 2011 e l’Ottobre 2012 sul tema della rilancio e della valorizzazione dei luoghi secondo strategie innovative. L’approccio al lavoro proviene dall’ambito della pianificazione debole. A partire dalla consapevolezza delle forze in campo e dalla “non linearità” dei processi conoscitivi del territorio, si evidenziano quelle azioni ed esperienze che accolgono modelli sperimentali di approccio, ascolto e trasformazione, con particolare riguardo allo spazio pubblico. Si attua un processo di rigenerazione e promozione della cultura del luogo stando attenti alle virtù civiche che esso offre. Si propone così una gestione degli interventi di recupero e riqualificazione dei diversi elementi costitutivi del patrimonio sia a scala urbana che territoriale. Lo studio parte da una fase di analisi, condivisa per i due centri, che ha cercato di leggere le criticità e le potenzialità inespresse dei luoghi, per poi individuare nell’idea di ricettività diffusa uno strumento pienamente attuale e compatibile con il contesto elbano per la riqualificazione dei piccoli borghi. L’analisi e una possibile declinazione elbana del modello dell’albergo diffuso, costituiscono infatti il fulcro dell’indagine. Trattasi di una fase preliminare di progettazione di sviluppo locale di realtà in metamorfosi. Dell’albergo diffuso si è cercato di cogliere non solo la potenzialità di struttura alberghiera, ma anche la capacità di promozione di progetti di pubblico interesse (dal recupero urbanisticoarchitettonico dei centri all’implementazione dei servizi, fino alla valorizzazione delle specificità del luogo) che prevedono il coinvolgimento di risorse materiali e immateriali.

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il primo volume: poggio “Il pane c’è. Manca il giornale quest’anno. È il primo anno che manca il giornale. L’ennesimo passo indietro. Le scuole se ne sono andate, la posta è chiusa, gli alimentari stanno chiudendo tutti, la tabaccheria è ridottissima. È il momento di intervenire, ormai siamo agli sgoccioli.” Il primo volume approfondisce il caso di Poggio, la cui condizione è paragonabile a quella di tanti altri piccoli borghi italiani che, non riuscendo a mantenere una qualche capacità attrattiva concorrente alle occasioni di carattere economico o sociale che i grandi centri forniscono, scivolano verso il declino. Arroccato su una pendice nella costa occidentale dell’isola, Poggio mostra un patrimonio architettonico ancora intatto inserito in un contesto naturale rilevante. Qui un’amministrazione comunale attenta assieme ad una rete di associazionismo composta da popolazione residente attiva e pronta a contribuire allo sviluppo del proprio paese, ha deciso di approfondire nuovi sistemi per la rigenerazione del borgo. il progetto: albergo poggio diffuso Il documento rappresenta un primo studio di una strategia unitaria di rinascita della frazione di Poggio attraverso la tutela del paesaggio e la promozione della cultura del luogo che contribuisca ad una gestione degli interventi di recupero e riqualificazione dei diversi elementi costitutivi del patrimonio territoriale e paesaggistico. I Comuni in Regione Toscana affrontato il tema della tutela del paesaggio con piani urbani­stici che vietano la costruzione di nuove cubature, la così detta crescita a volume zero. Gli interventi progettuali che ne seguono sono quindi volti alla ristrutturazione del costruito e evitando il consumo di suolo vergine, senza però negare una valorizzazione dell’esistente attraverso gesti progettuali capaci di caratterizzare il borgo di una nuova identità. Il progetto dell’albergo diffuso delinea ottimamente le nuove esigenze del progetto di archi­tettura. Se da una parte c’è la forma dell’ambiente costruito, il contesto e la storia del bor­go, dall’altra c’è una necessita di rivitalizzarlo che non può prescindere dalle

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funzioni che devono essere inserite e dal programma che fa da cornice al progetto. Non si può pensare di ripopo­lare un piccolo borgo solo riportan­ do gli abitanti, si può invece “riempire” di abitanti tempo­ranei e nomadi, i nuovi turisti che cercano si insediano ed entrano in contatto con la vita del borgo. Un’ ipotesi di ricezione turistica sostenibile fondata sulla inte(g) razione tra popolazione residente e ospiti. Il progetto “Albergo Poggio Diffuso” vuole esprimere, tramite l’inversione dell’ordine logico delle parole che lo compongono, il tema fondante del progetto. L’ambizione è quella di non replicare le caratteristiche canoniche dell’albergo diffuso calandole nel contesto di Poggio, ma la realizzazione di una struttura ricettiva (ALBERGO) che partendo dal recupero e dalla valorizzazione dei valori materiali ed immateriali del contesto (POGGIO) arrivi all’elaborazione di un sistema integrato comprendente spazi pubblici e privati, popolazione residente e visitatori (DIFFUSO). Esperienze pilota Premesso che, come “Albergo Poggio Diffuso” e “M.A.D.E.” dimostrano, sono possibili diverse tipologie di albergo diffuso in relazione al contesto nel quale intervengono, lo studio condotto ritiene che nel Comune di Marciana potrebbero svilupparsi esperienze pilota per l’isola d’Elba e per la Regione Toscana, soprattutto in questo preciso momento in cui ancora non si dispone di una normativa di riferimento. Il caso di un Comune con due centri sembra infatti offrire un’occasione significativa per la contemporanea sperimentazione di un modello declinato nei due borghi con diverse accezioni. Il campo di studio si allargherebbe così da permettere anche una possibile evoluzione della normativa esistente nelle altre regioni, di tipo prescrittivo e esclusivamente ricettivo, verso una normativa più adeguata al contesto toscano e all’attuale periodo storico in cui turismo e gestione del territorio potrebbero confrontarsi.

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Attivazione di laboratori Per leggere e pianificare realtà come Poggio e Marciana è necessario guardare a molteplici aspetti sociali e programmatici che si sviluppano sul territorio e determinano vantaggi competitivi che le sole regole del mercato non potrebbero concretizzare. Si ritiene fortemente auspcabile l’attivazione di laboratori di studio, confronto e conoscenza per aumentare la capacità di visione e di azione dello sviluppo locale attraverso la collaborazione fra gli attori e la creazione di reti di interpreti stabili nel tempo. I paesi diventerebbero di nuovo un luogo oggetto dell’attività umana, ospitando laboratori capaci di indagare processi di rigenerazione studiati per poggio e marciana assieme ad esperienze attivate in altre realtà analoghe. Degli esercizi di pianificazione concorrente necessari per aprire il territorio verso una evoluzione dinamica “urbana” insieme culturale, sociale e produttiva. Costituzione dell’AD L’attivazione di un albergo diffuso richiede varie fasi di analisi della realtà locale, preliminari alla definizione dei momenti più specificatamente attinenti alla progettazione. Ipotesi di percorso per la costituzione dell’albergo diffuso: - indagine preliminare; - necessità di una pre-fattibilità (occorre prevedere la redditività dell’albergo diffuso, valutando investimenti iniziali necessari, costi e ricavi attesi dalla gestione); - lancio dell’idea per la sensibilizzazione e formazione dei potenziali soggetti coinvolti (enti locali per la programmazione - gestori di esercizi pubblici - commercianti, produttori agricoli e artigiani associazioni locali - proprietari degli alloggi - residenti); - condivisione di finalità e motivazioni (momenti di approfondimento con la comunità sui temi quali: scenario generale del turismo, i numeri dell’albergo diffuso, confronto con esperienze

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simili, risultati attesi, criticità dei luoghi); - costituzione di forme associative (contenitori giuridici per i proprietari di alloggi, di servizi, …); - commissione tecnica che gestisca la fase di impostazione-avvio dell’albergo diffuso, un incubatore dell’albergo diffuso, a cui partecipino anche professionalità esterne e qualificate costituzione del soggetto gestore unitario (come fase finale del percorso fin qui descritto e come punto di partenza della gestione ordinaria dell’albergo diffuso). Gestione: gestione imprenditoriale e unitaria “Per gestione unitaria di una struttura turistica si intende la gestione che fa capo a un unico soggetto per la fornitura sia dei servizi principali, quelli relativi all’alloggio, sia degli ulteriori servizi forniti. La gestione si considera unitaria anche qualora la fornitura dei servizi diversi da quello di alloggio sia affidata ad altro gestore, purché lo stesso sia in possesso della regolare autorizzazione, ove prevista, e sia stipulata un’apposita convenzione che regoli i rapporti con il fornitore dei servizi di alloggio, in capo al quale resta la responsabilità di garantire la coerenza della gestione dell’attività complessiva e dei servizi al livello di classificazione ottenuto dalla struttura ricettiva” (cfr. Legge Regionale 16/04 del 28 luglio 2004, Regione Emilia Romagna). RINGRAZIAMENTI Anna Bulgaresi, Sindaco del Comune di Marciana. Isola Etica, Marciana Aurea, associazioni culturali di Marciana. Carlo Eugeni, fiduciario condotta Slow Food all’Isola d’Elba. Carlo Gallelli, Manfredi Mannucci, Costanza Santini e Ivana Surdic, laureandi. Pierfilippo Checchi e Pasquale Persico, professori. Le esperienze di Co/Auletta, Aste e Nodi, G.A.P. Guilmi Art Project.

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ALBERGO POGGIO DIFFUSO

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INTRODUZIONE

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Abstract

ANALISI

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BORGHI IN ITALIA

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Italia paese di borghi Cenni storici Crisi ed abbandono Le condizioni attuali, il disagio insediativo Comuni fino a 5.000 abitanti 36

POGGIO Inquadramento Dati quantitativi Cartografia CTR Mappe tematiche

ALBERGO POGGIO DIFFUSO 12

Viabilità territoriale Viabilità locale Luoghi d’interesse Risorse naturali Storia Evoluzione demografica Cenni sullo sviluppo turistico Sviluppo urbano Racconti degli abitanti


METODO

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CASI STUDIO

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Ecovillaggio Torri Superiore

PROGETTO148 ALBERGO POGGIO 150 DIFFUSO Programma/indice Azioni

Cittadella telematica Colletta di Castelbianco

Attori Censimento

Albergo diffuso Sextantio Santo Stefano di Sessanio

Schede Quadro d’insieme

Borgo degli artisti Bassana Vecchia

Il borgo come edificio

Co/auletta Auletta

Spazio pubblico Caratteristiche Il verde Segnaletica

Frontiere aperte Badolato Million Donkey Hotel Prata Sannita

strategie di riattivazione

Spazi comuni 114

Sviluppo della sostenibilità Risorse locali Trasporto tradizionale Sviluppo del turismo Turismo di quarta generazione AD albergo diffuso Definizione Caratteristiche Normativa Sviluppo dell’arte L’arte nel borgo Sviluppo del sociale L’incontro e lo scambio

Stanze

BIBLIOGRAFIA

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Pubblicazioni Riviste e articoli Siti

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POGGIO

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Questo documento è il primo di due volumi dedicati ai nuclei urbani presenti nel Comune di Marciana, Isola d’Elba (LI), e raccoglie ricerche e approfondimenti progettuali volti alla rigenerazione del borgo di Poggio. Lo studio parte da una fase di analisi condivisa che ha cercato di leggere le criticità e le potenzialità inespresse dei luoghi, per poi individuare nell’idea di ricettività diffusa uno strumento pienamente attuale e compatibile con il contesto elbano per la riqualificazione dei piccoli borghi. L’analisi e una possibile declinazione elbana del modello dell’albergo diffuso costituiscono il fulcro dell’indagine. Infatti dell’ad si è cercato di cogliere non solo la potenzialità di struttura alberghiera, ma anche la capacità di promozione di progetti di pubblico interesse (dal recupero urbanisticoarchitettonico dei centri alla valorizzazione dei prodotti tipici locali) che prevedono il coinvolgimento di risorse


proprio paese, ha deciso di studiare nuovi sistemi per la rigenerazione del borgo di Poggio. Il presente studio rappresenta il primo passo di una strategia unitaria per la tutela del paesaggio e promozione della cultura del luogo che contribuisca ad gestione degli interventi di recupero e riqualificazione dei diversi elementi costitutivi del patrimonio territoriale e paesaggistico, sia a scala edilizia che territoriale. Verso un’ ipotesi di ricezione turistica sostenibile fondata sulla inte(g)razione tra popolazione residente e ospiti.

Albergo Poggio Diffuso vuole esprimere tramite l’inversione dell’ordine logico delle parole che lo compongono il tema fondante del progetto. L’ambizione è quella di non replicare le caratteristiche canoniche dell’albergo diffuso calandole nel contesto di Poggio ma la realizzazione di una struttura ricettiva (ALBERGO) che partendo dal recupero e dalla valorizzazione dei valori materiali ed immateriali del contesto (POGGIO) arrivi all’elaborazione di un sistema integrato comprendente lo spazio pubblico, i residenti e i visitatori (DIFFUSO).

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ANA 16


LISI 17


Borghi in Italia

Centro abitato di grandezza media e di una certa importanza, caratterizzato da un’economia prevalentemente commerciale e con una periferia a carattere agricolo. Nei secoli passati questa denominazione era spesso riservata ai paesi di importanza che possedevano un mercato ed una fortificazione. Per la presenza di queste strutture il borgo si differenziava dal villaggio.

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Vista di Poggio (2012)

borgo [bór-go] s.m. (pl. -ghi)


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ANALISI

Borghi in Italia

Scanno (aq) in uno scatto di Henri Cartier -Bresson (1951)

Italia Paese di Borghi 20

Il territorio italiano ha tra le sue peculiarità quella di essere costellato da un numero altissimo di piccoli borghi che da molti anni stanno subendo il fenomeno dello spopolamento. Ciò comporta l’abbandono di questi luoghi con la conseguente perdita di territori che sono risorse importantissime sia dal punto di vista culturale che turistico. I numeri sono molti alti si parla di 5.308 “paesi abbandonati”. “I «paesi fantasma» rappresentano il 72% di tutti i comuni italiani, uno spaccato


5.308 paesi abbandonati

72% paesi ÂŤfantasmaÂť

1/5

popolazione italiana vive in un borgo 21


d’Italia in cui vive circa un quinto della popolazione nazionale, più o meno dieci milioni di persone. Questi piccoli paesi rappresentano la memoria storica di un’Italia che ormai non c’è più. L’urbanizzazione e lo sviluppo economico hanno fatto in modo che l’attenzione degli italiani si spostasse sempre più nelle grandi città, abbandonando in una specie di dimenticatoio sociale un grandissimo numero di piccoli paesi, che sono rimasti per lo più abbandonati. Il fenomeno ha avuto inizio nel

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secondo dopoguerra, negli anni della ricostruzione, quando migliaia e migliaia di persone abbandonarono le proprie case in montagna o in campagna per recarsi in città alla ricerca di nuove fortune. La vita doveva ricominciare e l’unico modo per trovare lavoro e sicurezza economica era quello di trovare un impiego sicuro nei grandi centri urbani. Il fenomeno provocò, come deteriore effetto collaterale, la scomparsa di gran parte dei mestieri legati all’artigianato.

Vista di Poggio (2012)

ANALISI

Borghi in Italia


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ANALISI

Borghi in Italia

Dei 5838 «paesi fantasma», sono 2831 i comuni che rischiano di scomparire, veri e propri centri a rischio estinzione. Questi ultimi ricoprono una superficie di circa centomila chilometri quadrati. Il fenomeno dei «paesi fantasma» interessa molto il Centro-Sud e le zone appenniniche. I piccoli centri alpini si sono salvati grazie all’industria del turismo, quelli del nord invece hanno continuato a sopravvivere grazie alla vicinanza alle grandi città industrializzate e, fatto non secondario, grazie a infrastrutture tale da consentire agli abitanti di raggiungere le città in poco tempo e in modo piuttosto confortevole. Al Centro-Sud la situazione è invece molto diversa. Migliaia di paesini si sono spopolati. “La situazione più pesante si

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registra in Basilicata — dove ben 97 centri sono a rischio estinzione —, nelle parti montuose della Sicilia e della Sardegna, nelle aree interne di Marche e Toscana e su tutto l’arco dell’Appennino Meridionale, dall’Abruzzo alla Calabria, passando per il Molise.” (Il Tempo, 25-07-2005) Di fronte a questo quadro generalizzato è importante pensare a delle strategie che consentano di fornire nuove prospettive e nuove speranze a coloro che vivono all’interno delle aree a rischio spopolamento. Il progetto si propone di attivare un processo di rivitalizzazione del tessuto socio-economico dell’area locale per mezzo dell’opportuna valorizzazione del patrimonio artistico, ambientale e culturale localmente sedimentato.


2.831 comuni che rischiano di scomparire

100mila Kmq > centro-sud > zone appenniniche i pi첫 interessati 25


ANALISI

Borghi in Italia

Cenni storici 26

Il territorio italiano è costellato di piccoli borghi che rappresentano quell’Italia minore, a volte più sconosciuta e nascosta, rimasta ai margini delle grandi trasformazioni urbane e dei principali flussi turistici e commerciali e per questo con legami ancora fortissimi al proprio passato. Tipologia di insediamento assai diffusa e favorita dalla topografia del territorio, il borgo nasce come città fortificata, edificata per questioni di difesa su alture e spesso circondata da mura urbiche e torri per il


Antica stampa di Genova (fonte: genova.repubblica.it)

controllo. Si tratta di forme di insediamento che risalgono all’epoca tardo antica, allorché condizioni politiche e sociali instabili obbligavano a vivere uno stato di allerta continuo. Lo stile di vita imposto dall’epoca storica era basato sulla sussistenza nella costante minaccia rappresentata dai problemi legati a carenza di cibo, malattie, epidemie, incursioni e guerre improvvise. Gli insediamenti erano strutturati di conseguenzain modo da agevolare la vita in queste condizioni, chiudendo i villaggi nelle mura e lascian-

do nell’immediato intorno i campi, le coltivazioni, la vita rurale. Peculiare dei borghi era l’alta concentrazione delle costruzioni per sfruttare al massimo la morfologia del sito e rendere l’agglomerato compatto dunque difendibile. I borghi nascevano infatti come centri di dimensioni contenute, densi, chiusi, con vie strette e ripide che dovevano lasciare spazio solo a carri o cavalli. Extra mœnia si trovavano i campi per la coltivazione e per l’allevamento, presso i quali risiedeva quella parte della

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ANALISI

Borghi in Italia

popolazione dedita all’agricoltura e alla pastorizia. La realtà del borgo permetteva uno stile di vita essenziale. All’interno della fortificazione si teneva il mercato e la convivenza tra uomini avveniva a stretto contatto. Gli scambi con l’esterno si svilgevano in primis sotto forma di commerci. Chi coltivava, porta nel borgo i prodotti dei campi e il bestiame per venderli o scambiarli con altra merce, così i pescatori i frutti della pesca, eccetera. Si trattava di sistemi economici fragili, in balia dei fenomeni meteorologici, delle

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piene e delle aridità , ma anche delle mutevoli condizioni politiche. Le attività artigianali si svolgevano nelle botteghe e talvolta le lavorazioni si riversavano per strada, ad animare la vita del borgo. Ogni borgo presentava attività particolari che derivano dal luogo e dalle risorse che può offrire. Dalla specificità di queste attività si può ripartire per pensare ad una rinascita dei borghi. Entro le mura risiedevano i signori dell’aristocrazia locale che rispondevano spesso ad un’autorità più alta, fisi-


Allegoria ed Effetti del Buon Governo, Ambrogio Lorenzetti, Siena (1338-1339)

camente lontana e distante dalle dinamniche interne del borgo. Da un borgo all’altro, anche lontano pochi chilometri, cambiavano spesso usi e costumi. I componenti di altre comunità, anche vicine, potevano essere considerati estranei, confermando la realtà estremamente chiusa del borgo.

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ANALISI

Borghi in Italia

Crisi e abbandono 30

Per vari motivi gli antichi borghi in Italia stanno subendo il fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono. La crisi iniziale risale alla fine della seconda guerra mondiale, quando la popolazione emigrava verso i grandi centri urbani dove poteva trovare maggiori possibilità di lavoro e benessere. L’isolamento infatti, che in passato era una necessità di sopravvivenza, diventa sempre più un ostacolo nella vita di questi paesi, che rimangono lontani dai progressi tecnologici, industriali, commerciali che sta affrontando la società. La stessa situazione di abbandono caratterizza oggi questi centri che sono privi di scambi con il mondo esterno. L’acces-


Istantanea da “Rocco e i suoi fratelli”, Luchino Visconti (1960)

sibilità a questi insediamenti è difficile e faticosa, spesso sono mal collegati o non ci sono mezzi di trasporto pubblici. L’avvento degli anni Cinquanta, con il dopoguerra, coincide con una profonda variazione del rapporto tra popolazione e territorio. In particolare si verificano tre dinamiche demografiche: - un diffuso e prepotente esodo rurale; - un grande processo di ridistribuzione regionale della popolazione; - un generale processo di urbanizzazione concentrata. Sno gli anni in cui l’Italia affronta la rivoluzione industriale e dello sviluppo dei trasporti. Le nuove infrastrutture

ferroviarie sono una spinta iniziale all’abbandono dei centri isolati per il trasferimento in zone metropolitane, economicamente più fertili. Lo sviluppo della rete ferroviaria costituisce infatti un “avamposto” alla nascita dei nuovi e grandi centri urbani, agli esordi del boom economico. Ciò che accade in questi anni è una sorta di “duplicazione” degli insediamenti; parte della popolazione inizia a spostarsi, e parte rimane nei villaggi. Negli anni ’60 e ’70, con il vero e proprio boom economico, le cose si evolvono definitivamente nella direzione di urbanizzazione e di abbandono dei piccoli nuclei rurali.

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ANALISI

Borghi in Italia

Disagio insediativo 32

Per analizzare l’attuale condizione dei borghi in Italia, in assenza di una vera e propria trattatistica a riguardo, sono stati utilizzati studi e ricerche affettuate da enti o università. In particolare, la maggior parte dei dati contenuti in questo capitolo sono tratti da uno studio realizzato per conto di Legambiente e Confcommercio dal gruppo Serico-Cresme e dal titolo “L’italia del disagio insediativo”. Lo studio tramite l’analisi ed il confronto di numerosi indicatori significativi nei campi dell’economia e delle dinamiche sociali stila un rapporto sullo stato di salute di un’ampia fetta dei comuni italiani. Lo studio conia l’espressione “disagio insediativo” per categorizzare quei comuni che presentino evidenti fattori di criticità economicosociali. In particolare si afferma che: - le condizioni strutturali che portano al disagio non sono date solo da una debolezza insediativa della popolazione residente (calo


muni Italiani Co

42% COMUNI CON MENO DI 10.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

delle nascite, aumento della popolazione anziana, ecc.) ma anche da condizionievidenti di depauperamento delle potenzialità produttive e di depotenziamento dei propri talenti, con indici soprattutto economici che mettono in luce una condizione di debolezza strutturale di queste aree; - vi è una debolezza intrinseca rappresentata anche dallo scarso appeal che queste stesse aree, poco vitali dal

punto di vista produttivo, esercitano sull’esterno e dunque sulla capacità di attrarre e accogliere nuovi cittadini, nuovi abitanti, nuove famiglie ed imprese; - sono territori che non riescono a promuovere una propria identità turistica, nonostante una dotazione del sistema dell’offerta che supera ampiamente la domanda generata. In questo quadro generale emerge anche l’accentuazione

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ANALISI

Borghi in Italia

37% SUPERFICIE TERRITORIALE COPERTA DAI COMUNI CON MENO DI 10.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

del divario Nord-Sud e una sorta di radicalizzazione delle differenze non tanto tra montagna, collina, pianura e città, quanto all’interno delle medesime categorie, ovvero tra montagna ricca e montagna impoverita, tra collina valorizzata e collina dimenticata, tra città al passo con i cambiamenti imposti dall’economia della globalizzazione e città in forte ritardo. ll dato più rilevante nel confronto 1996/2006 è che in un decennio è aumentata in modo consistente la

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dimensione media dei comuni coinvolti da fenomeni di disagio insediativo. Vale a dire che in dieci anni si è allargato non solo il numero di comuni coinvolti, e relativo territorio e popolazione interessata, ma aumentando la dimensione media è cresciuta la soglia critica al di sotto della quale si realizzano e si evidenziano le condizioni del disagio insediativo. Il che equivale a dire che il disagio insediativo non è più solo un fenomeno circoscritto a territori marginali o marginalizzati


Com un

nti ita ab

i

i fino a 10.0 lian 00 a It

50% COMUNI CON MENO DI 10.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

di piccola dimensione, ma si allarga e si estende a territori di più ampie dimensioni. Ciò si deve, come si vedrà nel prosieguo dell’indagine, indubbiamente ad un allargamento e ad una diffusione maggiore delle condizioni di precarietà legate al depauperamento territoriale dovuto alla diminuzione dei servizi alle persone e alle imprese, oltre a fenomeni di aggravamento di negative condizioni strutturali della popolazione, come ad esempio un elevato indice di vecchiaia e un

basso valore della natalità e dell’immigrazione. Le analisi prodotte hanno consentito di individuare che il 95,4% dei comuni in disagio insediativo, ben 3.408 su 3.558 totali, hanno meno di 10.000 abitanti, evidenziando come tale valore possa essere considerato una soglia dimensionale critica. I comuni in disagio abitativo con meno di 10.000 abitanti rappresentano: - il 42,1% dei comuni italiani; - il 49% di tutti i comuni italiani con popolazione

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ANALISI

Borghi in Italia

lazione Italian po a o P

10% POPOLAZIONE CHE VIVE IN COMUNI CON MENO DI 10.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

residente fino a 10.000 abitanti (il che significa che circa la metà dei comuni italiani con popolazione fino a 10.000 abitanti si colloca nell’area del disagio); - il 37,4% della superficie territoriale italiana; - il 10,4% della popolazione italiana, quota che sale all’11,9% per gli over 65, una percentuale superiore del 15% alla media italiana; - il 4,6% degli stranieri residenti, un valore percentuale inferiore alla metà di quello della

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popolazione, a testimonianza della limitata accoglienza che questi comuni esprimono, ovvero della difficoltà di queste aree di accogliere immigrati anche stranieri, i quali preferiscono altre aree più favorevoli dal punto di vista lavorativo; - il 7,9% del reddito totale prodotto in Italia, pari ad una redditività media inferiore del 24% rispetto al totale nazionale. In tali comuni, dal punto di vista dello stato sociale: - è presente un tasso migratorio del 23% inferiore


Pop. Com un i

ativo abit io ag

10.000 ab. in a di o s fin

12% POPOLAZIONE OVER 65

+15% MEDIA NAZIONALE alla media nazionale, il che evidenzia una limitata vitalità insediativa data da minori spostamenti e movimenti della popolazione; - si evidenzia una diminuzione consistente degli alunni che frequentano le scuole materne, passati in sette anni dal 15,3% del totale nazionale al 9,6%; - le entrate totali sono pari al 10,3% del totale nazionale, un valore omogeneo a quello della popolazione, ma le entrate tributarie sono pari solo al 5,7% del totale nazionale, segno di un ingente

peso dei trasferimenti; mentre dal punto di vista del sistema economico: - si riscontrano 23 milioni di presenze turistiche ufficiali, pari al 6,8% del totale nazionale, un valore molto inferiore all’8,7% della ricettività alberghiera media nazionale, al 14,9% di quella extralberghiera e addirittura al 27,7% della disponibilità ricettiva nelle abitazioni per vacanza, a testimonianza di una difficoltà di promozione del territorio a fini turistici; - sono presenti 610mila unità locali produttive, pari

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Pop. Com un i

ANALISI

oa if n

10.000 ab. in

di s ativo abit io ag

Borghi in Italia

4% STRANIERI RESIDENTI

– 50% MEDIA NAZIONALE al 10,1% del totale nazionale (in linea con la quota della popolazione) ma nelle quali è occupato solamente il 4,7% degli addetti, il che evidenzia una capacità occupazionale pari alla metà della media nazionale; - sono presenti 136mila unità locali al commercio, pari al 7,8% del totale nazionale, alle quali corrispondono il 3,7% degli addetti nazionali al commercio, il che evidenzia una debole presenza del sistema del commercio e dei negozi di prossimità; - sono presenti il 24,3% delle

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partite Iva nelle imprese in agricoltura, un dato questo che evidenzia la forte dipendenza dal sistema produttivo primario per queste aree; Tutti questi indicatori evidenziano un sistema articolato e diffuso di disagio insediativo, che mette in luce come l’Italia sia un territorio fortemente differenziato, all’interno del quale convivono ambiti socioeconomici in grave crisi, insieme ad altrettanti ambiti territoriali nei quali si è in


Re dd

I

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8% QUOTA DEL REDDITO TOTALE, PRODOTTO DAGLI ABITANTI CHE VIVONO IN COMUNI CON MENO DI 10.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

grado di utilizzare a pieno i propri talenti, producendo ricchezza e garantendo dunque un futuro alle famiglie e ai residenti. La presenza così ampia e diffusa di un sistema di comuni in disagio insediativo è ulteriormente rafforzata dalla lettura dei dati relativi solo ai comuni con meno di 5.000 abitanti. Questo approfondimento è stato prodotto al fine di evidenziare la componente più debole del disagio. Infatti se la media nazionale della popolazione per comune si aggira intorno

ai 7.250 abitanti, quella relativa alla popolazione media nei comuni del disagio insediativo è pari a 2.500 abitanti. In sostanza il valore di 5.000 abitanti si inserisce come livello intermedio tra una soglia limite al di sotto della quale si possono creare con più facilità le condizioni del disagio.

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ANALISI

Borghi in Italia

Comuni con meno di 5.000 abitanti 40

Un approfondimento dell’analisi ai comuni con meno di 5.000 abitanti conferma quanto affermato. Sono infatti 3.145 i comuni con meno di 5.000 abitanti con presenza di disagio insediativo, ovvero il 38,8% dei comuni italiani e l’88,4% dei comuni con meno di 10.000 abitanti. L’aspetto dimensionale è dunque profondamente connesso con l’area del disagio. In questi comuni: - risiede il 7,4% della popolazione;


muni Italiani Co

38% COMUNI CON MENO DI 5.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

- a fronte del 7% della popolazione sotto i 14 anni di età è presente il 9% del totale nazionale degli over 65, un valore superiore di oltre il 20% alla media italiana; - risiede solo il 3,5% dei residenti stranieri; - si esprime un reddito che influisce a livello nazionale solo per il 5,8%, con una redditività media delle zone a disagio inferiore del 22% rispetto al totale Italia; - è in diminuzione la percentuale di studenti che frequentano la scuola dell’obbligo, pari al 6% della

popolazione nazionale a fronte dell’8% di soli 7 anni prima; - si rileva una presenza pari allo 0,8% dei letti negli istituti di cura pubblici e privati; - si localizza il 17,5% delle pensioni di invalidità italiane e il 15,9% degli importi; - si realizza solo il 4,3% delle entrate tributarie a fronte di un valore omogeneo al peso demografico per le entrate totali (8,3%); evidenziano ancora una volta l’ingente peso dei trasferimenti; - si riscontrano 19 milioni di

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Com un

ANALISI

i

i fino a 10.0 lian 00 a It

nti ita ab

Borghi in Italia

88% COMUNI CON MENO DI 5.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

presenze turistiche ufficiali, il 5,6% del totale nazionale; tra le forme extralberghiere sono funzionanti il 17,5% degli agriturismo italiani e il 21% della disponibilità ricettiva nelle abitazioni per vacanza nazionale; ciò sottolinea la scarsa utilizzazione patrimoniale; - sono presenti 445mila unità locali (il 7,3% del totale nazionale) ma è occupato solamente il 3,6% degli addetti; un indice che evidenzia una minore capacità occupazionale rispetto alla media nazionale; - sono presenti solamente 90mila unità locali al

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commercio, pari al 5,2% del totale nazionale ma solo il 2,4% degli addetti nazionali, evidenziando una netta rarefazione occupazionale e dell’offerta; - sono registrati 2,83 milioni di contribuenti, un valore in linea con il peso demografico, che apportano il 5,1% dell’ammontare della contribuzione, mettendo in evidenza una differenza media rispetto al totale nazionale del 32%. - si esprimono depositi bancari pari solo all’1,9% del totale nazionale, con una propensione al deposito ridotto dei due terzi rispetto


lazione Italian po a o P

7% POPOLAZIONE CHE VIVE IN COMUNI CON MENO DI 5.000 ABITANTI IN DISAGIO INSEDIATIVO

al reddito prodotto, ed un tasso di incidenza degli impieghi bancari che non supera lo 0,7%.

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Poggio

prov.pueg, puoi; ant. fr. pui; dal lat. pòdium, rialzo in forma di piede, zoccolo, balcone e nella bassa latinità qualsiasi luogo sporgente e elevato, che trae dal gr. pòdiom, piede, base, da poýs - genit. podòs piede. Luogo eminente che avanza di poco la collina.

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Vista di Poggio (2012)

pòggio


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ANALISI

Poggio

Inquadramento

L’isola d’Elba o, semplicemente, Elba è un’isola situata tra il mar Ligure e il mar Tirreno, posta a circa 10 chilometri dalla costa. È la più grande delle isole dell’Arcipelago Toscano, e la terza più grande d’Italia (223 km²). L’Elba, assieme alle altre isole dell’arcipelago (Pianosa, Capraia, Gorgona, Montecristo, Giglio e Giannutri) fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’isola è divisa in otto comuni, tutti afferenti

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alla provincia di Livorno: Portoferraio, Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio Marina e Rio nell’Elba, per un totale di circa trentamila abitanti, che aumentano notevolmente durante l’estate. Il centro di Poggio è situato nell’entroterra occidentale dell’ isola d’Elba all’ interno del territorio comunale di Marciana.

MARCIANA

POGGIO

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ANALISI

Poggio

Poggio e Marciana 48

Il comune di Marciana è uno dei quattro comuni di antica fondazione dell’isola e in passato ne ha rappresentato il comprensorio territoriale più vasto, estendendosi su tutta la parte occidentale. Successivamente i confini comunali sono andati via via riducendosi a seguito della nascita dei comuni di Marciana Marina nel 1884 e di Campo nell’Elba nel 1894 e anche per la cessione di parte del suo suo territorio al comune di Portoferraio nel 1951.


Attualmente Marciana rappresenta il terzo comune elbano per estensione e l’ultimo comune dell’isola per densità abitativa, con un valore di 48 abitanti per kmq (ben lontano dal valore del vicino comune di marciana marina che ha un indice di densità abitativa pari a 318 abitanti per kmq).

e frazioni che nei centri di Marciana e di Poggio trovano importanti punti di riferimento.

Nonostante la bassa densitĂ  di abitanti nel territorio comunale, specialmente nella fascia costiera occidentale sono presenti un gran numero di piccoli centri abitati

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ANALISI

Poggio

Inquadramento Dati quantitativi 50


ABITANTI 90 (2011)

ALTITUDINE 330m s.l.m. (min 0 - max 1.018)

COORDINATE GEOGRAFICHE

CLASSIFICAZIONE CLIMATICA DI MARCIANA Zona climatica D Periodo di accensione degli impianti termici: dal 1 novembre al 15 aprile (12 ore giornaliere), salvo ampliamenti disposti dal Sindaco. Gradi-giorno 1.546

42° 47’ 25,44’’ N 10° 10’ 10,56’’ E sistema decimale 42,7904° N 10,1696° E

Il grado-giorno (GG) di una località è l’unità di misura che stima il fabbisogno energetico necessario per mantenere un clima confortevole nelle abitazioni.

CLASSIFICAZIONE SISMICA

Rappresenta la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, degli incrementi medi giornalieri di temperatura necessari per raggiungere la soglia di 20 °C. Più alto è il valore del GG e maggiore è la necessità di tenere acceso l’impianto termico.

Zona sismica 4 Zona con pericolosità sismica molto bassa. è la zona meno pericolosa dove le possibilità di danni sismici sono basse.

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ANALISI

Poggio

Inquadramento Cartografia c.t.r. 1:2.000 52


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ANALISI

Poggio

MARCIANA MARINA SP34 MARCIANA

POGGIO

SP25

MARINA DI CA

Inquadramento Mappe tematiche 54

Viabilità territoriale


o

no

in mb

Pi

om bi

Pio

CAVO SP26

PORTOFERRAIO

SP24

SP33

SP32

bino

Piom

RIO MARINA

SP26 SP30

PORTOAZZURO

AMPO

Pianosa

CAPOLIVERI

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ANALISI

SP25 - MARCIANA Poggio

CAI N.2 - MONTE CAPANNE

MARINA DI CAMPO

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SP25 - MARCIANA MARINA

Inquadramento Mappe tematiche

Area pedonale Parcheggi Fermata autobus Strada Sentiero

ViabilitĂ  locale 57


ANALISI

Poggio

ViabilitĂ  locale 58

Area pedonale


Parcheggio Sud

Parcheggio Nord

Parcheggio Est

Fermata Nord

Sp 25 per Marciana

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ANALISI

Poggio PIAZZA DEL RECISO

MUSEO ETNOGRAFICO

C

PIAZZA DEL CASTAGNETO

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PIAZZA SAN DEFENDENTE PIAZZA DEL PESCE VILLA DEL BONO

CHIESA DI SAN NICCOLO’ CHIESA DI SAN DEFENDENTE

Inquadramento

Mappe tematiche

Luoghi di interesse Piazze Attivita’ commerciale

Luoghi d’interesse e spazi pubblici 61


ANALISI

Poggio

Chiesa di S. Niccol

Luoghi d’interesse e spazi pubblici 62

Piazza del Castagneto


lò

Antico piano in granito per la vendita del pesce in Piazza del pesce

Piazza del pesce

Piazza del reciso

Piazza del Castagneto

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ANALISI

Poggio

CA

I n.

2M

ont

Vicinale di Tenditoio

500 mt. CAI n.6

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eC

apa

nne


Inquadramento

Mappe tematiche

Bosco ( castagni, lecci) Sentieri

Risorse naturali 65


ANALISI

Poggio

Giardino tra due abitazioni del borg

Risorse naturali 66

Unione tra verde spontaneo e privato lungo i vicoli del bo


go

Imbocco del sentiero CaI n. 6

Boschi intorno a Poggio

orgo

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ANALISI

Poggio

Cenni storici

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Un oppidum di etĂ  etrusca sorgeva probabilmente sullo stesso sito del paese attuale, come si evince dal ritrovamento (1899) di una tomba con vasellame del IV secolo a.C. Durante il Medioevo Poggio assume la caratteristica struttura coclidea, con stretti vicoli trasversali (calanchioni), due porte di accesso con casetorri e piccoli recinti per rifiuti organici (caragini). Nel corso del XVIII secolo il borgo conosce le maggiori trasformazioni del proprio tessuto


Cartografia storica dell’Elba ai tempi di Cosmopolis

urbanistico, soprattutto con l’ampliamento delle due Chiese di San Niccolò e San Defendente. Nel 1814 Poggio viene spesso frequentato da Napoleone Bonaparte durante il proprio esilio all’Elba. Sempre nel XIX secolo il borgo è visitato, nel 1888, dal pittore Telemaco Signorini che lo immortala in numerose tele. Nel 1899, su progetto dell’architetto Adolfo Coppedè, è realizzata una grande villa per l’on. Pilade Del Buono. A partire dal 1946 Poggio

diventa luogo di villeggiatura internazionale, in virtù della creazione delle Terme Fonte di Napoleone e della Locanda Monte Capanne; tra gli ospiti celebri si ricordano Winston Churchill, Greta Garbo e Giorgio De Chirico.

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ANALISI

Poggio

Storia

Evoluzione demografica 70

I dati sull’evoluzione demografica di Poggio sono analoghi a quelli del comune di appartenenza di Marciana e sono chiaramente indicativi della progressiva perdita di abitanti che con fasi alterne prosegue fin dalla fine del secolo scorso. I primi dati presi in esame sono quelli risalenti al primo censimento italiano del 1861 che dimostrano come il comune di Marciana e la sua frazione di Poggio fossero una importante realtà dal punto di vista degli abitanti nel contesto dell’Isola d’Elba superando nel complesso i 2.000 abitanti. Successivamente a causa di diversi fattori la popolazione iniziò a diminuire in maniera pressoché costante fini agli inizi del '900.


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ANALISI

Poggio

Storia Cenni sullo sviluppo turistico 72

L’Isola d’Elba ha una fondamentale ed evidente caratterizzazione turistica della propria economia. L’occupazione turistica (intesa nel settore alberghi, ristoranti e pubblici esercizi) costituisce infatti il 29,8% del totale, una percentuale circa cinque volte maggiore della media regionale. Le ragioni di una specializzazione così marcata sono rintracciabili nello sviluppo dell’economia elbana nel corso del ‘900. L’economia elbana nel corso dei primi decenni del


Novecento aveva conosciuto momenti di forte crisi a causa del progressivo deupauperamento dei suoi principali settori produttivi. La coltivazione della vite fu messa in ginocchio da una devastante epidemia di Filossera, le saline cessarono le loro attività e le attività della cantieristica navale entrarono in crisi quandol’applicazione della macchina a vapore sui bastimenti soppiantò la vela. L’economia elbana puntò tutto sullo sfruttamento del minerale ferroso e

sull’industria siderurgica. Portoferraio, con i suoni altiforni, costruiti tra il 1900-02, divenne un centro industriale di importanza nazionale. Nel 1947, però, gli stabilimenti siderurgici, che durante la seconda guerra mondiale erano stati danneggiati dai bombardamenti furono ritenuti anti-economici e ne fù decretato lo smantellamento. Negli anni successivi alla seconda guerra quindi l’isola vive un momento di profonda

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ANALISI

Poggio

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ANALISI

Poggio

Vista di Marciana Marina - 1940

depressione economica che accellera in maniera lo sviluppo dell’economia del turismo. Un studio effettuato dallo Studio BBPR nel 1939 e pubblicato sul n. 4 del 1941 della rivista “L’albergo italiano” fotografa le condizioni di partenza di questo sviluppo, evidenziando l’alto potenziale turistico inespresso dell’isola. Un paragone tra l’Elba e due altre isole mete già affermate di turismo, come Capri e Brioni, mette in luce che a fronte di una analoga condizione naturalistica e climatologica che pongono l’isola d’Elba in una condizione di eccellenza, questa dispone

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di poche camere e necessita di attrezzature turistiche adeguate. Poggio rappresenta al tempo uno degli scenari di avanguardia per lo sviluppo turistico elbano dal momento che nel 1946 viene aperta la prima struttura ricettiva nella partre occidentale dell’isola, la locanda Monte Capanne, e che nel 1947 Giuseppe Cacciò trasforma la villa del Buono nell’Hotel di lusso Fonte Napoleone. Grazie a queste strutture neglia anni del secondo dopoguerra Poggio diventa una meta turistica rinomata e di alto profilo che avrà tra i suoi ospiti personaggi come Winston Churchill, Greta


Vista di Marciana Marina - 2012

Garbo e Giorgio De Chirico. Se in un primo momento l’offerta turistica di Poggio incontra la domanda di una clientela di fascia alta, che desidera ancora effuttuare vacanze di tipo ottocentesco in località non direttamente posizionate sul mare, ma in montagna o in collina e preferibilmente con stabilimenti termali, il successivo sviluppo del turismo di massa cambia radicalmente la situazione. Nonostante negli anni ‘50/’60 anche altre attività ricettive aprano a Poggio, come Casa Serena in via Cacciò, con l’arrivo sull’isola del turismo di massa lo sviluppo di Poggio e quello isolano iniziano a

divergere. I grandi flussi sono infatti attratti da località con uno stretto legame con il mare e facilmente raggiungibili. Poggio, che aveva puntato su di un tipo di turismo elitario, entra così inevitabilmente in crisi. La costruzione di un elevato numero di struttura ricettive sull’isola e l’impoverimento dei servizi a Poggio finiscono col provocare una progressiva perdita di interesse che avrebbe portato alla chiusura di tutte le strutture ricettive presenti nel borgo, ad eccezione del B&B Mazzei.

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ANALISI

Poggio

Storia

Sviluppo urbano 78

Lo sviluppo urbano dell’abitato è stato analizzato attraverso la planimetria rappresentata nel catasto Leopoldino e la Cartografia Tecnica Regionale nella versione del 1984 e attuale. La struttura urbana dell’antico nucleo ha la forma planimetrica di un ovale in aderenza alla forma del terreno. Il perimetro esterno dell’edificato compatto segue l’andamento delle curve di livello, così come le parti interne, cioè gli edifici e le strade, a sottolineare la conformazione corografica del poggio. Solo nella zona verso sud le curve di livello delle quote più basse non si chiudono ad ovale ma tendono ad aprirsi in un fronte più slargato. É la zona della lieve selletta, nella quale transita la strada provinciale che con un’ampia curva scollina il crinale per dirigersi verso Marciana. La posizione più elevata è riservata alla chiesa settecentesca di san Niccolò.


L’implementazione di edifici avvenuto fino al 1984 ha portato sia uno sviluppo con soluzione di continuità dell’abitato lungo la strada provinciale, che insediamenti in zone isolate: si veda Villa Del Buono e le prime villette unifamiliari alle pendici del Monte Capanne. I cambiamenti avvenuti nell’ultimo intervallo di studio, dal 1984 ad oggi, si possono identificare in tre categorie ben precise: il perdurare dell’insediamento di nuovi edifici isolati, tendenzialmente di pregio;

Piccoli, ma molto diffusi, aumenti di volume di unità abitative preesistenti; infine si possono individuare anche consistenti demolizioni: sia all’interno del nucleo originario allo scopo di implementare gli spazi pubblici apicali con una vista panoramica, che di edifici sorti lungo il tragitto della strada provinciale e troppo vincolanti la larghezza della carreggiata.

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ANALISI

Poggio

Sviluppo urbano 80


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ANALISI

Poggio

Storie Racconti degli abitanti 82

“ Conosco bene la storia di Poggio perchè la mia famiglia vive qua da generazioni... mio nonno era il proprietario di diverse attività qua in paese tra cui un alimentari e una piccola impresa di costruzioni.. adesso ci dobbiamo spostare a Marciana anche per comprare il giornale perchè da una decina d’anni che i negozi stanno chiudendo uno dopo l’altro”

“ Venga, venga! non abbia paura! Otto è molto contento quando dei turisti passano da queste parti perché è un giocherellone. Purtroppo di questi tempi non se ne vedono molti”


“ Mi piace questa panchina perché il pomeriggio rimane sempre all’ombra e mi ci posso mettere a fare la calza all’aperto.. sa com’è...a casa sono sola e mi fa piacere vedere passare un po’ di gente, fare quattro chiacchere qualcuno.. se si mette un un attimo a sedere le insegno a fare qualche rammendo che di questi tempi è sempre meglio sapersi fare le cose da soli.. ”

“ Se mi ricordo di Giò Pomodoro? Certo che si! il maestro era un personaggio micidiale.. era simpaticissimo ma quando voleva diventava intrattabile.. non sopportava quando la gente lo veniva a cercare per conoscerlo.. si arrabbiava e li cacciava a male parole.. si calmava soltanto di fronte ad un bel paitto di gnocchi. In effetti il maestro era una buona forchetta, ricordo che amava andare spesso a fare merenda con Ulisse il pastore sù a S. Piero..”

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METO 84


ODO 85


Casi studio

Sant

Ecovillaggio Torri Superiore Cittadella telematica Colletta di Castelbianco Albergo diffuso Sextantio Santo Stefano di Sessanio Borgo degli artisti Bassana Vecchia Co/auletta Auletta Frontiere aperte Badolato Million Donkey Hotel Prata Sannita

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Bussana Vecchia


to

Stefano di Sessanio

Torri Superiore

Colletta di Castelbianco

Badolato

Auletta

Prata Sannita

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METODO

Casi studio

Ecovillaggio Torri Superiore, Ventimiglia (IM) 88


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METODO

Casi studio

Rimasto a lungo in stato di totale abbandono, Torri Superiore diventa oggetto, all’inizio degli anni ‘90, di un’iniziativa di recupero. Torri Superiore e l’ecovillaggio che viene ideato sono una cosa sola: l’ecovillaggio comprende tutti i membri residenti e non residenti. Gli ospiti della struttura ricettiva sono invitati a seguirne i principi. Sin dall’inizio, l’idea di restaurare il villaggio si è fondata su principi ecologici, e la partecipazione alla Rete Globale degli Ecovillaggi GEN e al movimento della Permacultura ha aiutato il gruppo a focalizzare e realizzare molti obiettivi pratici. Nelle opere di restauro sono state usate pietra naturale locale, calce (per gli intonaci e le pitture murali) e materiali isolanti naturali. Tutti i serramenti sono in legno e vengono usati smalti ecologici. L’acqua calda è prodotta con pannelli solari, e sono presenti impianti di riscaldamento a bassa temperatura sia nella struttura ricettiva sia in alcune case private (in cui comunque non superiamo i 18°C). L’energia elettrica viene fornita da una

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ditta privata ed è prodotta interamente da fonti rinnovabili. Sono presenti alcuni modelli di compost toilet in funzione (uno interno ed uno esterno). Sono stati realizzati orti e frutteti, ispirati ai principi della permacultura, che forniscono verdura e frutta fresca, ed altre coltivazioni sono in via di realizzazione. Molti alimenti vengono prodotti in casa: pane, pasta fresca, olio d’oliva, formaggio di capra, miele, marmellata, yogurt, gelato. Il cibo che viene acquistato è in gran parte biologico, o di provenienza locale, o almeno nazionale. Non sono usati alimenti congelati, geneticamente modificati, precotti, basi pronte, e in inverno viene usato il forno a legna per pane e pizze. Tutti gli scarti di cibo vengono usati per nutrire gli animali o sono compostati. Viene realizzata la raccolta differenziata di tutti i rifiuti, e riutilizziato e riciclato tutto il possibile. Sono presenti in tutto 4 automobili per 20 residenti, e viene incoraggiato l’uso del trasporto pubblico anche per gli ospiti (treno e corriera locale).


Sono disponibili anche due asini che vengono usati per il trasporto da e per le campagne. Sono previsti ancora molti progetti per far crescere l’ecovillaggio: con il progredire del restauro del centro culturale e delle abitazioni private, c’è in progetto l’incremento della quantità di pannelli solari sia termici che fotovoltaici. L’obiettivo è quello di aumentare il più possibile la quantità di cibo autoprodotto con metodi permaculturali e sostenibili, e ridurre al minimo la quantità di rifiuti chiudendo sempre più i relativi cicli. Inoltre è presvista l’organizzazione di corsi e seminari sulla

sostenibilità per diffondere le conoscenze e le pratiche che gli abitanti dell’Ecovillaggio stanno portando avanti e per favorire l’incontro e lo scambio con i visitatori.

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METODO

Casi studio

Cittadella telematica 92

Colletta di Castelbianco (SV)


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METODO

Casi studio

Il villaggio di Colletta di Castelbianco si trova nella valle Pennavaira, non lontano da Albenga, in provincia di Savona, sulla strada che da Albenga porta per Ormea in Piemonte. Il progetto, curato dall’arch. Giancarlo De Carlo negli anni ‘90, prevede il recupero del borgo attraverso il restauro edilizio e urbano del complesso e la dotazione di sofisticate infrastrutture tecnologiche. Il villaggio, completamente disabitato da una trentina d’anni, è oggetto di un intervento di recupero articolato in due livelli: da una parte si

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sta procedendo al recupero complessivo dell’antico insediamento nel rispetto delle tecniche e dei materiali originali; dall’altra si sta dotando il villaggio di sofisticate infrastrutture tecnologiche che consentiranno ai futuri abitanti di usufruire della più ampia gamma di risorse di telecomunicazione così da poter godere della pace e dell’isolamento offerti dal villaggio - oltre che della bellezza del territorio circostante - pur mantenendo i contatti con l’ambiente di lavoro ed in generale con le risorse informative disponibili


in tutto il mondo. Sarà così possibile trattenersi a Colletta per periodi prolungati non necessariamente coincidenti con i periodi canonici delle ferie (avendo la possibilità di telelavorare) oppure eleggere a prima abitazione la casa a Colletta. Quella di Colletta è una lunga storia. Il manufatto piu’ antico individuato nella borgata risale a un periodo compreso tra il XII e il XIV secolo ed è costituito da una struttura continua di notevole spessore che segue un tracciato quadrangolare. Probabilmente era un recinto

fortificato in posizione strategica sulla collina a presidio di un percorso di transito nella valle. Nel XVII secolo si hanno anche le prime fonti documentarie che citano l’insediamento. La successiva fase di sviluppo quattrocentesco conferma questa organizzazione del nucleo: le nuove fortificazioni si concentrano lungo il percorso di accesso all’abitato, verso est attorno al nucleo centrale. I volumi di queste abitazioni non superano i due piani in altezza e normalmente sono costituiti da mono e bilocali con annessa stalla

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METODO

Casi studio

seminterrata. Il secolo XVII e’ un periodo di eventi calamitosi (pestilenze, carestie), che impongono nuove scelte nell’ attività di costruzione come l’ impiego dell’argilla. Nel secolo successivo il paese è coinvolto in conflitti locali e subisce attacchi e distruzioni. Numerosi sono gli edifici che recano tracce di interventi risalenti a questo periodo. Il XIX secolo segna il declino di Colletta e sotto la spinta delle emigrazioni il borgo lentamente si svuota. Dopo il terremoto del 1887, il borgo sembra ormai prossimo all’abbandono. Sul

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finire del secolo il flusso emigratorio si acuisce e molte famiglie di Colletta raggiungono Marsiglia dove costituiscono una comunità molto numerosa che tutt’oggi conta discendenti. Ora la rinascita.


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METODO

Casi studio

Albergo diffuso Sextantio 98

Santo Stefano di Sessanio (AQ)


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METODO

Casi studio

Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila è un borgo medievale a 1200 mt di altitudine sul livello del mare, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Questo è stato un borgo di pastori che si è conservato intatto come un tempo perché ha conosciuto la drammatica piaga dello spopolamento quando diverse generazioni sono emigrate altrove per inseguire una condizione di vita migliore, lasciando pian piano il paese in uno stato di abbandono. Questo accadde subito dopo

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l’unità d’Italia a causa della crisi economica che colpì il commercio della lana “carfagna”, prodotta nel borgo e lavorata in Toscana per poi essere venduta in tutta Europa. Oggi il borgo ha subito delle trasformazioni orientate alla valorizzazione e rivitalizzazione del borgo. Santo Stefano di Sessanio viene preso come esempio di sviluppo sostenibile capace di ascoltare la voce degli abitanti riamsti grazie all’intuizione e al lavoro di un giovane imprenditore di origini svedesi, Daniele Kihlgren, che alcuni anni fa ha acquista-


to degli edifici nel centro storico del borgo che, una volta ristrutturati con scrupolosa attenzione, hanno dato vita ad un albergo diffuso. È cresciuto così l’interesse verso il borgo ed il turismo ha dato una nuova vita al paese. Oltre alla ristrutturazione degli edifici, attenta a riproporre fedelmente le caratteristiche architettoniche di un tempo, sono state fatte delle ricerche in collaborazione con il Museo delle Genti d’Abruzzo e sono state realizzate interviste agli anziani che non avevano abbandonato il borgo medievale.

È emersa la necessità di valorizzare i caratteri distintivi della storia e della cultura locale che oggi rappresentano la grande unicità dell’offerta turistica di Santo Stefano di Sessanio. Così la lavorazione della lana che un tempo reggeva l’economia dell’intero borgo viene oggi riproposta nei corsi di tessitura organizzati per gli ospiti dell’albergo diffuso, evitando così, attraverso la valorizzazione della cultura locale, che certi saperi e certe tradizioni svaniscano nel tempo a causa del naturale ricambio generazionale.

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METODO

Casi studio

Borgo degli artisti Bussana Vecchia, Sanremo (IM) 102


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METODO

Casi studio

BORGO DEGLI ARTISTI Totalmente abbandonata per decenni, ha ricominciato ad essere abitata dal finire degli anni cinquanta del Novecento da artisti italiani e stranieri, attratti dalla particolarità del luogo, che ristrutturarono e resero nuovamente abitabili gli edifici meno danneggiati. Attualmente ospita una comunità internazionale di artisti, tanto da essere divenuto, negli anni, un caratteristico “villaggio di artisti” . La storia della comunità artistica di Bussana prende l’avvio alla fine degli anni Cinquanta, quando il torinese Mario Giani, in arte, Clizia, ceramista, visitò il borgo diroccato, allora completamente disabitato e lanciò l’idea di fondare una comunità internazionale di artisti, dotata di uno statuto, una sorta di piccola Costituzione volta a regolare i rapporti sociali fra i suoi membri. Gli edifici di Bussana erano a disposizione della comunità; di essi non era possibile rivendicare la proprietà, ma

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ne era consentito l’utilizzo per lo svolgimento di attività artistiche. Dopo tre anni di abbandono, gli immobili dovevano essere rilasciati alla comunità, che avrebbe disposto una successiva assegnazione. Inoltre si faceva divieto di vendere i prodotti del proprio lavoro. Il paese si trovava allora in una situazione di completo abbandono: totalmente privo di infrastrutture urbane (acqua, corrente elettrica, telefono, fognature). Ben presto il borgo ricominciò a vivere, artigiani e artisti provenienti dall’Italia e dall’ Europa incominciarono i lavori di restauro, rispettando la struttura urbanistica medioevale del borgo. I materiali impiegati per la ricostruzione furono le tegole, le pietre e i mattoni recuperati dalle macerie. Negli anni settanta si assiste al progressivo consolidamento urbanistico di Bussana. Un numero sempre maggiore di edifici viene recuperato e, nel corso del decennio, sono completate le indispensabili opere di urbanizzazione:


nel 1974 viene effettuato l’allacciamento all’acquedotto comunale di Sanremo; al 1976 risale la costruzione dell’ impianto fognarioe, infine, nella primavera del 1978, tutto l’abitato viene collegato alla rete elettrica. Il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro provoca un forte incremento dell’afflusso di artisti e artigiani;ciò, insieme alla contemporanea partenza di alcuni protagonisti dei primi anni della rinascita, ha come inevitabile conseguenza l’allentamento del legame

ideale che teneva unita la comunità ai suoi inizi. Fra coloro che, negli anni Settanta, si sono stabiliti o hanno lavorato a Bussana vanno citati Wolfang Hundert, Ruiba, Gianna Canova, Massimo Locarno, Klaus Quast, Roggerone, Miriam Hawort, Jean Santilli. Nell’ aprile del 1980, con una sorta di rinnovato atto costituente, nasce la Nuova Comunità Internazionale Artisti (NCIA), che ha l’intento di dare ai cittadini di Bussana uno strumento

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METODO

Casi studio

ideologico e pratico in grado di regolare le loro attività, adeguando alle mutate condizioni i principi che avevano ispirato la comunità originaria. Gli obiettivi sono quelli di dare vita a una cooperativa di lavoro, di creare un marchio di immagine per gli artisti di Bussana, di sviluppare attività culturali e promozionali e di risolvere le numerose difficoltà pratiche che gli abitanti devono affrontare quotidianamente. Il Comune di Sanremo indice, nel 1983, un concorso internazionale,

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volto a individuare un progetto globale di ristrutturazione del centro storico di Bussana Vecchia. Il concorso si é concluso nel 1986, ma sino ad oggi non é stato fatto alcun passo per la realizzazione del progetto risultato vincente. Fra gli artisti che sono giunti a Bussana in questo decennio e che qui lavorano e risiedono vanno citati Daniela Mercante, Carlo Maglitto, Marco Orsatti, Daniel Harvey, Elsa Lagorio, Karlos Rosa, Nelly e Denise, Emilio Anna Baiocco.


Fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta si é assistito a una sempre più evidente crescita del fenomeno speculativo immobiliare del paese. Alle origini, chi abbandonava Bussana Vecchia e l’abitazione che aveva restaurato chiedeva a chi subentrava stabilmente al suo posto un semplice rimborso per le spese sostenute in quella che spesso era stata una radicale ricostruzione degli edifici; ma successivamente, il grande aumento dell’afflusso di artisti

e artigiani verso il borgo ha provocato l’instaurarsi di un vero e proprio mercato immobiliare. In questi ultimi anni un numero sempre maggiore di abitazioni é stato acquistato (ma da chi e in virtù di quale titolo, dal momento che la proprietà, a Bussana, non esiste?) da persone che risiedono a Bussana esclusivamente per ragioni turistiche. Ne risulta così stravolta, nella più totale assenza di regole, la vocazione artistica del borgo.

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METODO

Casi studio

Co/Auletta Auletta (SA) 108


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METODO

Casi studio

Auletta è un borgo di antica fondazione ubicato sulle pendici orientali del Vallo di Diano, circa 3,5 km a nord di Pertosa, su un costone roccioso lambito a valle dall’alto corso del fiume Tanagro, poco prima che questo incontri il suo affluente, il fiume Bianco, verso Buccino. La zona, soggetta a fenomeni tellurici, reca nella sua storia i segni dei terremoti che l’hanno attraversata, come nel caso di Buccino nel VII sec. dell’era cristiana o della stessa Auletta in seguito al terremoto di

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Melfi o dell’Irpinia. La popolazione oggi conta circa 2.500 abitanti: il centro storico a partire dal 1980 ha visto il progressivo spegnersi delle attività artigianali che lo animavano, in particolare quelle legate alla lavorazione del legno. All’indomani del terremoto irpino, infatti, un comparto dell’abitato, quello orientale a picco sulla rupe del torrente Cretazzaro, è stato abbandonato, per non essere mai più abitato. Il recente intervento di riqua-


lificazione del centro storico ha investito anche quest’ area c.d. ‘Parco Urbano a Ruderi’, che si estende per circa 5.000 mq, con un progetto di Recupero e Restauro Conservativo, in corso dal 2005: il risultato di questo intervento sarà la sua piena reintegrazione fisica al restante centro cittadino, ricco di beni di rilievo storico artistico. Il processo di trasformazione di Auletta Antefatto: Auletta ha iniziato un percorso di trasformazio-

ne (tale trasformazione sta consentendo di fornire alla popolazione un nuovo punto di vista e una nuova memoria del tragico sisma del 23 novembre 1980) attraverso alcuni interventi sul centro storico che amministrano fondi regionali: la realizzazione di un parco a ruderi, l’introduzione di funzioni di ricettività e a servizio della fruizione di un territorio unico per qualità e risorse. Consci dell’elevato potenziale che questa occasione rappresenta per Auletta, gli attori presenti sul territorio hanno

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METODO

Casi studio

deciso di innescare un processo virtuoso, coinvolgendo professionalità ed eccellenze esterne, per configurare una trasformazione sostenibile in ogni sua accezione. Coordinatore di questo processo è RENA (Rete per l’Eccellenza Nazionale), che ha costituito una squadra che raccoglie al suo interno tutte le competenze necessarie ad innescare il cambiamento. Il supporto di RENA rappresenta dunque per Auletta un’occasione per ripensare se stessa e le proprie prospettive future attraverso un percor-

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so di sviluppo basato su un esperimento di intelligenza collettiva che stimoli idee sostenibili e innovative per la riqualificazione del territorio e il cui obiettivo ultimo è la redazione di un capitolato per una gara di appalto finalizzata alla implementazione della migliore idea proposta progetto. Il percorso si costituisce di: - un concorso finalizzato alla raccolta di idee e strumenti per costruire una visione per il futuro di Auletta.


- un workshop finalizzato al confronto tra i progettisti selezionati nella fase concorsuale con gli stakeholder per la messa a punto delle proposte e la definizione della graduatoria definitiva - un percorso di affinamento dei contenuti prodotti per la definizione del capitolato d’appalto per la realizzazione dei lavori .

partecipazione anche a questa fase. Concluso il concorso e svolto il workshop nel mese di aprile 2012, il comune è in attesa di conferire gli incarichi ai progettisti vincitori.

Questo stadio del processo è appannaggio dell’amministrazione di Auletta, ma il percorso prevede strumenti per la

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Casi studio

Frontiere aperte Badolato (CZ) 114


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Casi studio

Il progetto di ricerca “Frontiere aperte” (tesi di laurea degli studenti Fabio De Ciechi e Carlo Gallelli, del Politacnico di Milano, relatore Stefano Boeri, diembre 2011) indaga il tema del disagio insediativo e le modalità con cui le aree soggette al fenomeno dello spopolamento possano strutturare processi di riattivazione economica, trovando soluzioni partecipate al problema dell’abbandono dei centri storici. Esistono realtà nel nostro paese in cui il problema è diventato risorsa, luoghi in cui si

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è saputo colmare il vuoto con i progetti e la passione di chi crede che non sia ancora tutto perso. A Badolato è stato studiato, prima di tutto, il tema dell’accoglienza legato all’emergenza umanitaria dei profughi nel mediterraneo. Questo tema si fonde con linee guida economiche e progetti architettonici che puntano alla rivitalizzazione di un caso studio attraverso una matrice multiculturale. Badolato si trova sulla stessa fascia Jonica Calabrese sulla quale giacciono, come morte, decine di carrette del mare, la


stessa costa Jonica che è tra le aree a maggior rischio di disagio insediativo e la stessa costa Jonica che ha saputo insegnare a leggere le parole tolleranza e integrazione. Persone che vanno, persone che arrivano. Una diaspora forzata, che lascia l’amaro in bocca ma le voci di tanti popoli nelle orecchie. In secondo luogo, saldamente legato al primo, il tema del recupero e dalla promozione in chiave turistica dei centri storici. Connettere, valorizzare, riscoprire e restaurare sono le parole chiave di un progetto di rinnovo sostenibile e soli-

dale che trae il proprio valore aggiunto dalla multiculturalità delle proposte. Frontiere aperte propone una possibile soluzione al tema dell’abbandono dei centri storici calabresi attraverso strategie di accoglienza e ricettività. Come è ben intuibile, accogliere, assume qui un significato bivalente: da un lato le case abbandonate si aprono ai rifugiati politici di tutto il mondo, dall’altro diventano espressione di una nuova forma di turismo dove il senso del luogo diventa il senso di questo viaggio.

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METODO

Casi studio

Million Donkey Hotel Prata Sannita (CE) 118


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Casi studio

Prata Sannita è un paesino collinare sito a 333 m s.l.m. sito nella Media Valle del Volturno all’estremo limite della provincia di Caserta, al confine con il Molise. È situato sul versante meridionale del Matese, alle falde della rava del Monte Favaracchi (m.1219). Il comune presenta due nuclei abitativi di differente origine: la medievale Prata Inferiore, con il Borgo fortificato e l’imponente castello, e la più recente Prata superiore, costruita su un pianoro in posizione dominante rispetto alla pianura. Il progetto che ha coinvolto

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l’intero borgo risale al 1995Il gruppo di architetti austri, quando il collettivo austriaco feld 72 è stato invitato al workshop PaeSEsaggio in occasione del progetto Villaggio dell’Arte. L’intera Prata Sannita è stato immaginata un albergo diffuso, in cui fosse possibile recuperare alcuni locali abbandonati e trasformarli in luoghi alternativi per il soggiorno. L’intervento, per il quale sono stati utilizzati materiali recuperati sul posto, è stata vissuto come un happening della comunità locale, che ha prestato volontariamente la


propria manodopera. Gli “oggetti trovati” sono stati reimpiegati dando vita a nuove funzioni. Per la realizzazione delle stanze sono state coinvolte 40 persone e un budget di 10.000 euro. Tra le opere portate a termine vi sono stanze da letto provviste di binari: il letto può scivolare attraverso un’apertura praticata nel muro, sporgendosi in aggetto sul parco del Matese. L’albergo viene oggi gestito dall’associazione dei volontari che hanno costruito il progetto; le camere possono essere

prenotate online. Il Million Donkey Hotel, questo il nome scelto per l’albergo diffuso, di Prata Sannita dimostra che un intervento situazionista può davvero rivitalizzare un intero paese anche a lungo termine.

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Strategie di riattivazione

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METODO

Strategie di riattivazione “Provando ad immaginare il quindicesimo censimento degli italiani come una gigantesca fotografia aerea, forse il primo colpo d’occhio, il più evidente, è che rispetto al 2002 c’è un aumento molto consistente degli edifici censiti: oggi sono 14 milioni e rotti, l’undici per cento in più in soli dieci anni. Nello stesso periodo la popolazione è cresciuta solo del 2,5 per cento: siamo 59 milioni e mezzo. Anche se le statistiche sono una lingua che chiede di essere tradotta con molta circospezione, questi due dati incrociati, sembrano dare ragione a chi denuncia una cementificazione indiscriminata e immotivata (o

Sviluppo della sostenibilità Volume zero 124

motivata solo dalla speculazione) del nostro territorio. Gli edifici sono aumentati di una percentuale quattro volte più grande rispetto all’aumento degli umani. E nel paese dei mille borghi abbandonati, dei centri storici svuotati, della superfetazione delle villette a schiera che vanno a smarginare e confondere il confine tra città e campagna, i dati del nuovo censimento aiutano a capire che la gestione del territorio è una delle questioni più gravi e irrisolte.” (Michele Serra, Tra baracche e cemento l’autoritratto della nuova italia, 28 aprile 2012, La Repubblica)


L’articolo di Michele Serra pubblicato su La Repubblica mostra come il tema della crescita edilizia inostacolata sia ormai una questione entrata a far parte dell’opinione pubblica. La risposta che i comuni italiani stanno apportando a questo problema è la tutela del paesaggio attraverso piani urbanistici che vietano la costruzione di nuove cubature, incoraggiando una crescita “a volume zero”. Da qui dovrebbero scaturire interventi progettuali volti alla ristrutturazione dell’esistente, evitando ogni ulteriore consu-

mo di suolo vergine. Il nuovo atteggiamento sembra manifestare, però, una volontà di sospensione dell’attività edilizia in attesa di nuove decisioni e di una ripresa equilibrata della crescita demografica e insediativa o di nuove interpretazioni progettuali. Il volume zero rappresenta in effetti un arresto nell’attività edilizia, ma la conseguenza ultima di questa strategia è la ridefinizione dei temi progettuali. Sarà sempre più improbabile costruire nuovi quartieri d’espansione di villette a schiera, ma in alternativa si

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METODO

Strategie di riattivazione

concretizzeranno idee progettuali che apparentemente sembrano solo iniziative anticonformiste. L’albergo diffuso è un perfetto esempio di tale evoluzione delle strategie progettuali: da programma di gestione di spazi e di attività si trasforma in un vero progetto di architettura che mira alla valorizzazione del paesaggio esistente attraverso il recupero ed il coinvolgimento degli utenti. Il progetto dell’albergo diffuso delinea ottimamente le nuove esigenze del progetto di archi-

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tettura. Se da una parte c’è la forma dell’ambiente costruito, il contesto e la storia del borgo, dall’altra c’è una necessita di rivitalizzarlo che non può prescindere dalle funzioni che devono essere inserite e dal programma che fa da cornice al progetto. Non si può pensare di ripopolare un piccolo borgo riportando gli abitanti, si può invece “riempire” di abitanti temporanei e nomadi, i nuovi turisti che cercano si insediano ed entrano in contatto con la vita del borgo.


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Strategie di riattivazione

Sviluppo della sostenibilità Risorse locali 128

I Gruppi di Acquisto Sociale sono delle organizzazioni autogestite finalizzate all’acquisto di beni, principalmente alimentari, direttamente dal produttore. Per sottolineare la differenza tra i GAS ed i normali Gruppi di Acquisto, che hanno come obiettivo principale il risparmio economico, risulta determinante l’aggettivo sociale che indica un tipo di consumo critico basato su solidarietà ed equità. All’aspetto etico di questa particolare modalità del fare la spesa si affianca il legame con le


tradizioni agricole e gastronomiche. In genere vengono prediletti prodotti di origine biologica e locali; la scelta dei fornitori, che possono essere proposti dai componenti del gruppo, si basa su criteri come la qualità del prodotto, la dignità del lavoro e il rispetto dell’ambiente. La rete nazionale di collegamento dei GAS ha realizzato un breve testo divulgativo sul tema dei Gruppi di Acquisto, nel capitolo delle motivazioni e linee guida vengono indicati quattro temi principali:

- Sviluppare e mettere in pratica il consumo critico - Sviluppare e creare solidarietà e consapevolezza - Socializzare - L’unione fa la forza. Il primo Gruppo di Acquisto in Italia nasce nel 1994 a Fidenza e nel 1997 nasce la rete dei GAS per collegare tra loro i diversi gruppi. Incoraggiare la formazione di GAS sul terriorio può portare consumatori e produttori locali ad un dialogo più stretto e dinamico e ad un graduale affinamento della domandaofferta.

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Strategie di riattivazione

Sviluppo della sostenibilità Trasporto tradizionale 130

“Dopo Castelbuono, nel palermitano, toccherà al Comune di Santa Maria a Monte (Pisa) sperimentare il ricorso agli asini Asini per la raccolta dei rifiuti porta a porta. Con il risultato di ridurre i costi e mandare un messaggio ecologico [...] a Santa Maria a Monte la raccolta differenziata funziona (la quota raggiunta è del 40%) e questo anche grazie al porta a porta che per adesso è effettuato con i mezzi tradizionali, i quali incontrano però difficoltà oggettive nel muoversi tra le strade strette del centro storico. “Con gli


asini il problema sarà risolto - ha spiegato il sindaco David Turini - e sarà ottenuto anche un abbattimento dei costi”.” (Asini porta a porta, 22 maggio 2009, lanuovaecologia.it) La soluzione innovativa della raccolta dei rifiuti porta a porta utilizzando gli asini per la soma riscopre, in realtà, una tradizione secolare. L’iniziativa ecologica, voluta per la prima volta in Italia a Castelbuono, Palermo, dal Sindaco Mario Cicero, ha riscocco successo e curiosità dal punto di vista economico ed ambientale non solo in Italia

ma in tutta la Comunità Europea. Il Comune di Castelbuono ha partecipato attivamente, attraverso apporti contenutistici e tecnici, al medesimo progetto nel Comune Toscano di Santa Maria a Monte. Tra i vantaggi che si possono trarre dall’asino spazzino c’è sicuramente quello di tipo ambientale, basta pensare all’inquinamento ed al rumore prodotti dai camion per la raccolta dei rifiuti, la convenienza economica, comportando un notevole risparmio per il Comune ed i cittadini.

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Strategie di riattivazione

Sviluppo del turismo

Turismo di quarta generazione 132

Nel “Manuale dell’Albergo Diffuso”, Giancarlo Dall’Ara definisce quattro classi di turismo compresenti nei profili di domanda attuale, ma che si sono sviluppati secondo un preciso ordine cronologico. Turismo di prima generazione Si tratta dei primi turisti che potevano permettersi una vacanza dopo la seconda guerra mondiale. L’importante era l’atto di andare in vacanza piuttosto che la struttura turistica o il luogo.


Turismo di seconda generazione È quello che si sviluppa negli anni ‘60. Il turista vuole ritrovare in vacanza le comodità che ha a casa. Nascono le località turistiche che hanno come modello le grandi città. Turismo di terza generazione Si sviluppa tra gli anno ‘80 e gli anni ‘90. Sono turisti che si autorganizzano, diffidano di ciò che è finto e prediligono il contatto con la natura ed il confronto con un contesto

storico-ambientale. Turismo di quarta generazione Si tratta del turismo slow, il turismo filantropico e della conoscenza. È un turismo emozionale che è alla ricerca di novità ed innovazione, per ogni viaggio si sperimenta una meta ed una modalità nuova. Questa generazione è caratterizzata da un “desiderio di comunità” e di condivisione, dalla necessità di espandere una rete di relazioni per capire i luoghi e viverli da vicino.

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Sviluppo del turismo AD albergo diffuso 134

L’albergo diffuso è un’impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti. Un po’ casa e un po’ albergo, per chi non ama i soggiorni in hotel; questa é in poche parole la nuova forma di ospitalità che prende il nome di Albergo

Definizione


Diffuso. Le sue componenti sono dislocate in immobili diversi, che si trovano all’interno dello stesso nucleo urbano. L’aggettivo “diffuso”, denota dunque una struttura orizzontale e non verticale come quella degli alberghi tradizionali, che spesso assomigliano ai condomini. L’Albergo Diffuso si rivolge ad una domanda interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio, a vivere a contatto con i residenti, più che con gli altri turisti e ad usufruire di normali servizi alberghieri, come la colazione

in camera od il servizio ristorante. L’albergo diffuso si é rivelato particolarmente adatto per valorizzare borghi e paesi con centri storici di interesse artistico od architettonico, che in tal modo possono recuperare e valorizzare, vecchi edifici chiusi e non utilizzati ed al tempo stesso possono evitare di risolvere i problemi della ricettività turistica con nuove costruzioni. (G. Dall’Ara, Un po’ casa ed un po’ albergo, “I Viaggi di Repubblica”, 15 Maggio 2003)

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Sviluppo del turismo AD albergo diffuso 136

- Gestione unitaria - Presenza di locali adibiti a servizi comuni - Offerta di servizi alberghieri (accoglienza, colazione, pulizie, assistenza agli ospiti) - Presenza di una comunitĂ  ospitante - Integrazione nel territorio e nella sua cultura - Ambiente integro - Distanza ragionevole fra le unitĂ  abitative e gli spazi comuni.

Caratteristiche


Generalmente l’albergo diffuso è generato da un operatore privato che decide di acquisire, o prendere in affitto, e poi gestire le case di un borgo come se fossero le camere di un albergo. In altri casi una società di proprietari di alloggi affida in gestione le case ad un altro soggetto (un albergatore, una società di gestione). Non mancano, inoltre, situazioni in cui il Comune riveste un ruolo di sensibilizzatore/incubatore che rivitalizza l’intera comunità. Quest’ultima è la situazione più difficile da verificarsi

perché i Comuni raramente hanno un ruolo adeguato nella gestione di un AD, che non può essere burocratica o “politicizzata”. Nel caso di un coinvolgimento della comunità occorre che tutti siano informati del progetto, lo condividano almeno nelle linee generali, siano accoglienti e svolgano al meglio la loro funzione abituale, mantenendo cioè abitudini e stili di vita, senza forzature e si prestino alla condivisione di storie e spazi con i clienti dell’albergo.

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Strategie di riattivazione

Sviluppo del turismo AD albergo diffuso 138

La normativa sull’albergo diffuso è di tipo regionale; ciò significa che da regione a regione i parametri di definizione degli alberghi diffusi possono avere notevoli differenze. Purtroppo non tutte le regioni hanno emanato una disciplina apposita che riconosce l’albergo diffuso come una struttura ricettiva distinta dalle altre.

Normativa


TRENTO LEGGE PROVINCIALE 15 maggio 2002, n. 7 Art.36 bis

- esercizi ricettivi a gestione unitaria, dotati di almeno sette unità abitative - il servizio di prima colazione nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori - distanza massima tra le unità abitative e requisiti strutturali minimi

“Al fine di garantire il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente ed il recupero degli immobili in disuso, promuovere nuove forme di ricettività e valorizzare la fruizione turistica dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale e urbano, la Provincia disciplina l’esercizio degli alberghi diffusi. Sono alberghi diffusi gli esercizi ricettivi a gestione unitaria, dotati di almeno sette unità abitative, ... dislocate in edifici diversi, integrate tra loro da servizi centralizzati ed organizzate attraverso la valorizzazione di più immobili esistenti. Gli alberghi diffusi assicurano i requisiti minimi di ospitalità alberghiera: il servizio di prima colazione nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori. Con deliberazione della Giunta provinciale, sentite le associazioni di categoria, sono stabiliti parametri e modalità per il riconoscimento dei diversi livelli qualitativi degli alberghi diffusi, in coerenza con le metodologie presenti a livello nazionale e internazionale. Le unità abitative sono ubicate nel comune in cui ha sede l’ufficio di ricevimento dell’albergo diffuso o in comuni a questo confinanti.

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Strategie di riattivazione

ogni caso il numero dei posti letto non può essere complessivamente inferiore a ottanta. Le unità abitative devono essere ubicate solo nei comuni amministrativamente confinanti con il Comune in cui ha sede l’ufficio di ricevimento dell’albergo diffuso.”

FRIULI VENEZIA GIULIA Legge regionale n. 2 del 16/01/2002 Art. 64 Strutture ricettive alberghiere. Gli alberghi sono dotati di almeno sette camere o unita’ abitative o suite, ubicate in uno o più stabili o in parte di stabile; in ogni caso il numero delle unità abitative o delle suite non deve prevalere sul numero delle camere. (…) Le unità abitative sono costituite da uno o più locali allestiti a camera da letto e soggiorno, con servizio autonomo di cucina e bagno privato.” Art. 65 “Gli alberghi diffusi sono classificati dai Comuni sul cui territorio insistono le strutture o, nel caso in cui la dislocazione interessi più comuni, dal Comune in cui ha sede l’ufficio di ricevimento. I requisiti minimi ai fini della classificazione sono fissati con apposito regolamento comunale. In

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- strutture alberghiere con un numero maggiore o uguale a 80 posti letto - unità abitative con camera da letto e soggiorno con servizio autonomo di cucina e bagno privato - requisiti minimi demndati ai comuni - possibilità di avere un AD anche in più comuni


LIGURIA Legge n.13 del 2007 Art.2

- disciplina degli itinerari dei gusti e dei profumi - comuni non costieri - unità abitative localizzate nello stesso centro storico, in più borghi, nello stesso comune o in più comuni

“L’esistenza, nei comuni non costieri, di forme di ricettività diffusa, da recepire nella normativa regionale che disciplina la ricettività, caratterizzate da una gestione unitaria dei servizi di ricevimento, di pernottamento e di ospitalità al pubblico in unità abitative localizzate in più stabili separati, articolate in tipologie caratterizzate da: 1) unità abitative localizzate nello stesso centro storico o nelle sue immediate vicinanze; 2) unità abitative localizzate in più borghi, nuclei o edifici singoli dello stesso comune ovvero in più comuni.”

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Strategie di riattivazione

CALABRIA Legge regionale 5 aprile 2008, n. 8 Art.12 (Albergo diffuso) “La Regione, al fine di realizzare un sistema di accoglienza e di permanenza rivolto ad una domanda interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio a contatto con i residenti, assume il modello dell’Albergo diffuso quale strumento di sviluppo basato sulla riqualificazione urbana, sul recupero del patrimonio edilizio esistente e teso a valorizzare la tradizione dell’ospitalità.”

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-premessa ideologica: contesto urbano di pregio contatto con i residenti riqualificazione urbana, recupero del patrimonio edilizio esistente teso a valorizzare la tradizione dell’ospitalità


EMILIA ROMAGNA Delibera di Giunta Regionale n.916/2007

comuni < 5000 abitanti - organizzazione unitaria - unità abitative dotate di camera, uso cucina con medesima identità interna ed esterna ubicati in area pedonale o prevalentemente pedonale - distanza media tra le unità < 300m.

“Sono alberghi diffusi le strutture ricettive alberghiere a gestione unitaria ubicate in centri storici (zone omogenee di tipo A) di Comuni fino a 5.000 abitanti, non composte da un unico edificio, ma facenti capo ad un organizzazione unitaria, costituite da almeno un locale di ricevimento, in cui sia presente una sala comune con servizio di bar e/o ristorazione, e sette unità abitative. La ricettività, in camere o in unità abitative dotate di uso cucina, è fornita in alloggi ubicati in edifici separati, con medesima identità interna ed esterna, ubicati in area pedonale o prevalentemente pedonale, a distanza media non superiore a 300 metri circa.”

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Strategie di riattivazione

UMBRIA Legge regionale 27 dicembre 2006, n. 18 Art. 22. Sono esercizi alberghieri. Art. 23. “(...)Sono alberghi diffusi le strutture ricettive alberghiere situate nei centri storici minori, caratterizzate dalla centralizzazione in un unico edificio dei servizi comuni e dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più edifici separati. Le unità abitative sono dotate di arredi, attrezzature e servizi tra di loro omogenei.” Art. 27. “Gli alberghi residenziali, gli alberghi diffusi, i villaggialbergo e le residenze della salute – beauty-farm non possono avere una classificazione inferiore a tre stelle.”

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- esercizi alberghieri - collocati in centri storici minori - unità abitative dotate di arredi, attrezzature e servizi tra di loro omogenei - non possono avere una classificazione inferiore a tre stelle


MARCHE Legge Regionale 11 luglio 2006 n. 9 Art.10 “Sono strutture ricettive alberghiere gli esercizi organizzati per fornire al pubblico, con gestione unitaria, alloggio, con o senza servizio autonomo di cucina ed altri servizi accessori per il soggiorno, compresi eventuali servizi di bar e ristorazione. Le strutture ricettive alberghiere si distinguono in alberghi, residenze turisticoalberghiere e alberghi diffusi.”

- strutture alberghiere - gestione unitaria - alloggio anche in stabili separati, purché ubicati nel centro storico e distanti non oltre 500 metri dall’edificio principale

“ (…) Sono alberghi diffusi le strutture ricettive aperte al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio anche in stabili separati, purché ubicati nel centro storico e distanti non oltre cinquecento metri dall’edificio principale in cui sono ubicati i servizi di ricevimento e portineria e gli altri servizi accessori generali, compreso l’eventuale servizio di ristorazione.”

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Strategie di riattivazione

SARDEGNA Legge Regionale 12 agosto 1998, n. 27 Art.25 “Possono assumere la denominazione di “albergo diffuso” gli alberghi caratterizzati dalla centralizzazione in un unico stabile dell’ufficio ricevimento, delle sale di uso comune e dell’eventuale ristorante ed annessa cucina e dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, purché ubicati nel centro storico (zona A) del Comune e distanti non oltre 200 metri dall’edificio nel quale sono ubicati i servizi principali. L’obbligatorietà dei requisiti ai fini della classificazione permane in quanto compatibile con la struttura diffusa dell’esercizio.”

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- strutture alberghiere caratterizzate dalla centralizzazione in un unico satbile dei servizi comuni e dislocazione delle unità abitative. - ubicazione nei centri storici (zona A) - distanza tra le unità ed i servizi comuni < 200m


TOSCANA Circolare recante chiarimenti in ordine al C.D. Albergo diffuso La presente circolare si rende necessaria al fine di fornire elementi di chiarificazione ed una precisa linea interpretativa in ordine al c.d. albergo diffuso. Per “albergo diffuso” comunemente si intende una struttura ricettiva a gestione unitaria dislocata su edifici diversi situati in un centro storico o in un borgo o in altra zona d’interesse artistico, architettonico o ambientale fortemente caratterizzata da una identità locale. L’obiettivo è principalmente quello di valorizzare le tradizioni l’ospitalità e il contatto

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Strategie di riattivazione

diretto del turista con il territorio, nonché di adeguare e arricchire l’offerta rendendola più dettagliata e rispondente ai bisogni del turista individuale e in grado di veicolare una forte immagine di autenticità e unicità del territorio. In genere, ma non necessariamente, sorge in località poco conosciuta dove, per favorire la nascita di strutture ricettive, alcuni servizi alberghieri (ricevimento, prima colazione, bar, ristorante, sala TV, ecc.) vengono centralizzati. L’albergo diffuso è sostanzialmente un albergo, tipologia

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disciplinata dall’articolo 26 della legge regionale 23 marzo 2000 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di turismo) e può coincidere con il villaggio albergo (di cui al comma 3 del citato articolo 26 e all’articolo 12 del decreto del Presidente della Giunta regionale 23 aprile 2001, n.18/R (Regolamento di attuazione del testo unico delle leggi regionali in materia di turismo), cioè con un albergo o con una residenza turistico alberghiera (RTA) caratterizzato/a “dalla centralizzazione dei principali servizi in funzione di più sta-


bili facenti parte di un unico complesso inseriti in un’area attrezzata per il soggiorno e lo svago della clientela”. Un’ipotesi di albergo diffuso alternativo al villaggio albergo può aversi quando in un’area attrezzata per il soggiorno e lo svago, individuata dal Comune, sussistono oltre ad uno o più alberghi o RTA anche una o più strutture ricettive extralberghiere che insistono su civili abitazioni (quali affittacamere, case appartamenti vacanza CAV) fra i cui titolari viene stipulata convenzione per la somministrazione di determi-

nati servizi turistici. In questa ipotesi, che può configurare un modello di turismo alternativo a quello metropolitano per un migliore sviluppo sostenibile del territorio ed un’ occasione per il recupero urbanistico ed architettonico, i turisti sono alloggiati in case a diretto contatto con i residenti. Un’ulteriore ipotesi di albergo diffuso si può avere quando si ha un titolare di tutte o di parte delle strutture ricettive alberghiere e extralberghiere; in tal caso si ritiene che possano essere individuati da parte del Comune fac simili unificati di DIA.

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Strategie di riattivazione

Sviluppo dell’arte L’arte nel borgo 150

Tra le strategie di rivitalizzazione va esposto anche il caso dell’arte. L’arte è da sempre un elemento di grande attrattività per il turismo, ma se all’interno di programmi quali l’albergo diffuso, l’arte può assumere una certa centralità. L’arte passiva che si “ingerisce” nei musei, diventa arte attiva, l’arte svolta dagli artisti, il processo artistico che si sviluppa in un determinato contesto con specifici operatori. Si tratta di programmi artistici che vogliono convolgere artisti, cittadini, visitatori


ed enti amministrativi con la finalità di ri qualificare la vita del borgo. Guilmi Art Project Guilmi (CH) Guilmi Art Project (GAP) è un progetto di residenza artistica a scadenza annuale ospitato nel comune di Guilmi. Dal 2007 Federico Bacci e Lucia Giardino invitano artisti visivi nella propria casa nel centro cittadino, al fine di produrre un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità. L’attività di GAP si compone

di varie fasi, articolate in vari momenti dell’anno, senza scadenza predefinita, per poi concludersi con la residenza vera e propria e con gli eventi collaterali che essa innesca. L’individuazione e la selezione dell’artista residente sono dettati da fattori variabili, tra i quali l’affinità ad un certo sentire ed agire, la capacità d’ascolto, d’osservazione e d’interpretazione di un luogo specifico o di tematiche ad esso relativo. L’artista deve essere pronto a sostenere il proprio operato di fronte ad un pubblico molto esigente,

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Strategie di riattivazione

proprio perchè avulso da un contesto artistico formato. L’artista deve altresì essere pronto a mettersi in gioco e ad imparare da categorie non solitamente considerate. La ricognizione sul territorio è naturalmente un momento importante che può avvenire sia in una fase precedente alla residenza, sia nei primissimi giorni di permanenza dell’artista a Guilmi. GAP dà in questo libertà assoluta agli ospiti, invitandoli a soggiornare nella casa in via Italia a loro piacimento, in più periodi dell’anno.

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La residenza a Guilmi prevede la realizzazione del lavoro o del progetto in situ e prevede sempre, anche se con modalità differenti, l’intervento di parte degli abitanti. Questi possono contribuire come esecutori, assistenti, depositari di conoscenze, attori effettivi dell’opera finale. Art into the Park - Marciana (LI), Isola d’Elba Art into the Park ha inizio ufficialmente il 29 aprile 2012 presso il Sentiero dei Profumi in località La Conca, a Marciana Isola d’Elba. Gli appun-


tamenti successivi sono fissati ogni due mesi circa, ogni volta lungo altri sentieri e con nuovi artisti. L’iniziativa è promossa dall’associazione Isola Etica che si propone di suggerire e diffondere possibilità. Lo scopo è quello di attivare una nuova forma di turismo, quello che Giancarlo Dall’Ara chiama turismo di quarta generazione, cioè quel turismo che vuole spingersi, nella conoscenza dei luoghi, all’integrazione con gli abitanti, le loro storie e le loro attività. I sentieri artistici ideati da Isola Etica promuovono l’in-

contro con artisti locali e allo stesso tempo promuovono la conoscenza del territorio da parte di artisti non autoctoni e di turisti. Le visite guidate sono effettuate dai volontari dell’associazione. In questo modo il coinvolgimento di abitanti, turisti, artisti residenti e non, fa sì che l’arte di venti un mezzo per avvicinarsi alla vita di un luogo.

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Strategie di riattivazione

Il progetto di albergo diffuso va ad influire fortemente nelle relazioni sociali tra abitanti e soprtattutto tra questi ed i visitatori del borgo. Il tipo di turismo che l’albergo diffuso vuole promuovere è infatti quello di coloro che si spostano per conoscere un luogo da vicino, integrandosi e cercando un contatto con gli abitanti.

Sviluppo sociale L’incontro e lo scambio 154

Frontiere aperte Badolato (CZ) In alcuni casi di alberghi diffusi la focalizzazione del progetto su caratteri sociali è diventato il leit motiv della struttura ricettiva. È questo il caso della proposta progettuale del gruppo di ricerca del Politecnico di Milano per Badolato. Il concept di progetto si basa su 2 parole chiave: accoglienza e ricettività. Si vogliono aprire le case abbandonate verso nuove prospettive di rilancio economico. Non solo edifici, ma anche strade e spazi lasciati vuoti dai crolli degli ultimi anni diventano luoghi in cui il processo di contaminazione assume consapevolezza di se


stesso. Ciascuno spazio è il prodotto di contaminazione e tradizione dove il forte mix funzionale diventa il motore della multiculturalità del progetto. Il paese si ripopola grazie a persone provenienti da tutto il modo, le quali da un lato sono accolte in quanto profughi, dall altro, ospitati in quanto turisti. Isola Etica Poggio (LI), Isola d’Elba Da non sottovalutare, nei progetti di albergo diffuso, le forme di associazionismo presente. Queste costituiscono un territorio fertile in cui far attecchire la cultura dell’albergo diffuso e del turismo di quarta generazione. Isola Etica nasce nel 2010 all’Isola d’Elba dalla volontà comune dei suoi fondatori Emilia Pignatelli e Angelo Mazzei. Alcuni cittadini si sono uniti in associazione non lucrativa per promuovere la cultura del senso civico, del rispetto dell’ambiente, della giustizia sociale, dei diritti civili. L’associazione si rivolge ad operatori dell’arte, dello spet-

tacolo e del diritto, studenti, comuni cittadini e volontari che intendono collaborare animati da puro spirito di giustizia, memoria storica e amor di conoscenza. L’associazione Isola Etica, che in occasione dell’ultimo appuntamento del FIL Festival ha presentato il progetto PoggioGreen, da mesi sta lavorando allo sviluppo e alla costruzione di una realtà concreta e di eccellenza turistica per il borgo di Poggio.

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PRO GET 156


OTTO 157


Albergo Poggio diffuso

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Programma

Situazione di partenza del borgo Inventario delle risorse turistiche ed analisi per evidenziare punti di forza e di debolezza della destinazione. Azioni Individuazione delle operazioni da intraprendere nel progetto. Attori Individuazione dei soggetti portatori di interesse. Censimento Individuazione degli spazi

160


utilizzabili come stanze e di quelli utilizzabili come servizi all’interno del sistema albergo diffuso

connettivo dell’albergo diffuso e ideazione degli interventi di recupero e valorizzazione di strade, piazze e aree verdi.

Schedatura Categorizzazione degli spazi attraverso l’origine, la funzione e la futura trasformazione.

Spazi comuni Scelta dei servizi e dei locali comuni di cui dovrà essere dotato l’albergo diffuso. Individuazioni degli interventi di trasformazione necessari.

Quadro d’insieme Rappresentazione e gestione dei tre livelli individuati: spazio pubblico, spazi comuni e stanze. Spazi pubblici Individuazione del tessuto

Stanze Individuazione degli edifici da trasformare in unità ricettive e degli interventi di ristrutturazione necessari.

161


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Valorizzare

le risorse naturali, storiche e culturali della comunitĂ  di Poggio

Azioni Utilizzare

il patrimonio edilizio esistente

162


Recuperare

Promuovere

Integrare

Innestare

gli immobili in disuso

maggiormente le seconde case alla vita della comunitĂ 

nuove forme di ricettivitĂ  e nuove forme di reddito

elementi architettonici sovrapponendoli allâ&#x20AC;&#x2122;esistente

163


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Il borgo

il luogo fisico il carattere topografico il patrimonio architettonico

La natura

boschi di castagni e lecci Fonte di Napoleone panorama mare

Attori Gli abitanti 164

spazi aperti urbani come naturale estensione dello spazio privato


Lâ&#x20AC;&#x2122;amministrazione

Lâ&#x20AC;&#x2122;associazionismo

Comune di Marciana Comune di Marciana Marina

isola etica circolo amici di poggio slow food

Lâ&#x20AC;&#x2122;cona

Il turista

rispetto e valorizzazione dei segni identitari del luogo

vecchie e nuove popolazioni nomadi

165


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Marciana 5

CAI n.2 M.te Capanne

6

7 C

2 B

3

M.te Perone

4

1 A

Stanze

Censimento 166

1 B&B Mazzei 2 Zanetti 3 Fanara 4 Mazzei 5 Malorgio 6 Segnini 7 Ex locanda Monte Capanne 8 Alquati 9 Mantelli 10 Zanbernardi 11 Dietzman 12 Caruso-Smith 13 Christian

8 9

1

D

10


19 13

16

14

11

D

0E

15

23

I

22

H F G 12

18

20

25

21 24

26

17

Marciana Marina

Spazi collettivi 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26

Serni Ferro I Massai Alberto Paolini Franchi Ferro II Pisaneschi Allistair Murzi San Defendente Moschella Del Buono

A B C D E F G H I

Isola Etica Casalino Castagno HARFORD Mantelli-Giretti Amici di Poggio EX POSTE EX FRUTTA E VERDURA locali ex-Morbillo MURZI

167


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Schede 168

Al censimento è seguita una schedatura degli edifici di rilieco per la realizzazione dell’albergo diffuso. Come già rappresentato nella mappa del censimento, gli edifici sono stati suddivisi in due categorie: - le stanze, segnate dalle cifre; - gli spazi comuni, segnati dalle lettere. Nella schedatura sono state aggiunte numerose informazioni ritenute indispensabili per il progetto. L’inquadramento dell’edificio ci permette di stabilire il nome (in base al nome del proprieta-


rio, o in alcuni casi è l’edificio stesso ad avere un nome) e la localizzazione. Segnalando il nome del proprietario, si è voluto descrivere anche l’origine dell’edificio o dei proprietari. Il progetto, infatti, nasce anche dalla conoscenza di racconti e “valori materiali” (gli oggetti e gli elementi che contribuiscono al racconto). La schedatura prevede poi una descrizione oggettiva dell’edificio attraverso le dimensioni, la partizione degli spazi interni, le eventuali pertinenze e gli accessi.

Segue poi la sezione che riguarda invece il progetto. Viene quindi stabilita la destinazione d’uso all’interno del sistema dell’albergo diffuso e vengono concepite le trasformazioni principali che subirà l’edificio, dove verrà recuperato e dove implementato, la caratteristica che verrà potenziata e l’elemento che lo renderà riconoscibile rispetto agli altri. Le schede permettono quindi di avere un quadro generale delle strutture a disposizione e degli interventi che verranno adottati.

169


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

01

INQUADRAMENTO Nome Casa e B&B Mazzei Indirizzo via della Fontanella 2

PROPRIETĂ  Proprietario Angelo Mazzei Utilizzo I casa Origine famiglia originaria di Poggio da 4 generazioni

170


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia villino a due piani Dimensione 80 mq Consistenza 4 camere con bagno, una cucina, un ampio soggiorno Pertinenze scale d’accesso, balconi, terrazza per colazioni Accessi 2 acessi, uno da via della Fontanella, l’altro da via Monte Perone

Camere Cucina Soggiorno Bagni

4 (con bagno) 1 1 4

TRASFORMAZIONI Ascoltastorie La struttura è già utilizzata a fine ricettivo. Verrà segnalata come uno degli edifici in cui poter essere ospitati e allo stesso tempo ricevere informazioni sulla storia di Poggio e dei suoi abitanti.

171


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

02

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Zanetti via delle Cataste 1

PROPRIETĂ  Proprietario Zanetti Utilizzo II casa Origine famiglia bolognese non originaria di Poggio

172


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia villino a due piani Dimensione 110 mq Consistenza 6 vani, cucina, soggiorno,3 bagni Pertinenze ampio giardino, loggia dâ&#x20AC;&#x2122;ingresso Accessi accesso da via delle Cataste

Camere Cucina Soggiorno Bagni

3 (di cui 2 con bagno) 1 1 3

TRASFORMAZIONI Casa del trekking Situata alla partenza del sentiero CAI numero 2 per Monte Capanne, si ipotizza lâ&#x20AC;&#x2122;uso del ricettivo come rigufio per gli escursionisti.

173


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

03

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Mazzei via delle Cataste 2

PROPRIETĂ  Proprietario Angela Mazzei Utilizzo II casa Origine Angela lavorava al carcere fiorentino di Sollicciano

174


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

Dimensione Consistenza Pertinenze Accessi

villetta unifamiliare 50 mq 2 vani, cucina e bagno balcone vista mare, sbalzo, baldacchino 1 accesso da via delle Cataste

2 1 / 1

TRASFORMAZIONI Balcone letto Si ipotizza di caratterizzare lâ&#x20AC;&#x2122;edificio con uno sbalzo che ospita un posto letto allâ&#x20AC;&#x2122;aperto in corrispondenza di una portafinestra

175


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

04 176

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Fanara via delle Cataste 4

PROPRIETà Proprietario Fanara Utilizzo II casa Origine famiglia di Grosseto, il signor Fanara è l’ex presidente di un’associazione di baseball


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

villetta unifamiliare Dimensione 50 mq Consistenza 2 vani, cucina e bagno Pertinenze giardino vista mare Accessi 1 accesso da via delle Cataste

2 1 / 1

TRASFORMAZIONI L’evasione del letto Si ipotizza di caratterizzare l’edificio con uno sbalzo che ospita un posto letto all’aperto in corrispondenza di una portafinestra

177


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

05

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

178

Casa Malorgio via dei Pini 9

Malorgio II casa /


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere

casa del centro storico Dimensione 50 mq Consistenza piano primo:2 vani, soggiorno, cucina, 2 bagni Pertinenze garage/laboratorio al piano terra Accessi 2 accessi, uno da via dei Pini e l’altro da da via delle Cataste

Cucina Soggiorno Bagni

2(di cui una con bagno) 1 1 2

TRASFORMAZIONI Garage laboratorio Lo spazio del garage può essere adibito a laboratorio artigianale utilizzabile sia dagli utenti dell’abergo diffuso che dagli abitanti di Poggio.

179


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

06

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

180

Casa Segnini via dei Pini 7

Annamaria Segnini II casa /


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere

casa del centro storico, Dimensione 50 mq Consistenza 2 vani, soggiorno, cucina, 2 bagni Pertinenze altana Accessi 1 access0 da via dei Pini

Cucina Soggiorno Bagni

2(di cui una con bagno) 1 1 2

TRASFORMAZIONI Poltrona sotto le stelle Si ipotizza di caratterizzare l’edificio con uno sbalzo che ospita una seduta all’aperto in corrispondenza di un’apertura.

181


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

07 182

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Ex locanda Monte Capanne via dei Pini 8

PROPRIETà Proprietario / Utilizzo / Origine Prima struttura alberghiera dell’Elba occidentale, è stata chiusa nel 2000


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

ex struttura ricettiva Dimensione 380 mq Consistenza 12 camere con bagno e locali di servizio Pertinenze cortile pavimentato e piccolo giardino Accessi accesso da via dei Pini

12(con bagno) / / 12

TRASFORMAZIONI Casa degli sbalzi Si ipotizza di caratterizzare lâ&#x20AC;&#x2122;edificio con vari sbalzi per ciascuna delle aperture della facciata nord-est.

183


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

08 184

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Alquati piazza del Reciso 5

PROPRIETà Proprietario Alquati Utilizzo II casa Origine famiglia originaria di Modena, lui è un industriale importatore di caramelle


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 70 mq Consistenza 3 vani, soggiorno, cucina e due bagni Pertinenze scala interna con atrio d’ingresso aperto Accessi 2 acessi,uno da piazza del Reciso 5 e l’altro da piazza del Reciso 1 tramite una rampa di scale

3 1 1 2

TRASFORMAZIONI Alloggio riparo La scala e l’atrio sono un punto di riparo dalle improvvise piogge estive e dal sole cocente delle ore di punta

185


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

09 186

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Mantelli via della Volta 1214-16

PROPRIETĂ  Proprietario Berta Mantelli Utilizzo II casa Origine Ultima rimasta di tre sorelle, era la realizzatrice dei costumi per le feste di Poggio


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico unifamiliare Dimensione 60 mq Consistenza 2 ex cantine, 2 vani con cucina, soggiorno e bagno Pertinenze accesso attraverso una rampa di scale e balcone esterno, giardino verticale Accessi 3 acessi

2 1 1 1

TRASFORMAZIONI Verde verticale Si ipotizza di potenziare il giardino verticale esistente, che si sviluppa lungo le scale, per creare un piccolo giardino dâ&#x20AC;&#x2122;inverno.

187


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

10 188

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Zanbernardi piazza del Reciso 1

PROPRIETà Proprietario Zanbernardi Utilizzo II casa Origine L’ing. Zanbernardi è proprietario della S.A.L.E.S. Fabbrica di Calcestruzzo


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 50 mq Consistenza al primo piano: 2 camere con soggiorno con angolo cottura e bagno Pertinenze scala interna con atrio dâ&#x20AC;&#x2122;ingresso aperto Accessi accesso da piazza del Reciso

2 1(angolo cottura) 1 1

TRASFORMAZIONI Alloggio riparo La scala e lâ&#x20AC;&#x2122;atrio sono un punto di riparo dalle improvvise piogge estive e dal sole cocente delle ore di punta.

189


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

11 190

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Dietzman piazza del Reciso 6

PROPRIETĂ  Proprietario Daniel Dietzman Utilizzo II casa Origine Coppia di Monaco di Baviera, lui realizza set per i film, lei lavora nella produzione musicale


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 60 mq Consistenza 2 vani, cucina, soggiorno, bagno Pertinenze rampa di scale per accesso al primo piano Accessi 2 accessi, uno da piazza del Reciso, l’altro da via della Volta

2 1 1 1

TRASFORMAZIONI Casa cinema Tensostrutture esterne all’edificio per l’allestimento di scenografie o proiezioni.

191


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

12

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Caruso Smith via del Carmine 4

PROPRIETà Proprietario Utilizzo Origine

192

Franco Caruso II casa Coppia che opera nell’ambito dell’economia, lui lavora per FMI e lei, americana, per la BM


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa nel centro storicomonolocale Dimensione 36 mq Consistenza 1 vano con angolo cottura Pertinenze balcone Accessi accesso da via del Carmine

1 1 (angolo cottura) / 1

TRASFORMAZIONI Monolocale a sbalzo Sostituzione di una finestra con una portafinestra con sblazo e possibilitĂ  di posto letto allâ&#x20AC;&#x2122;aperto.

193


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

13 194

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Christian via della Piazza Vecchia

PROPRIETĂ  Proprietario Christian Utilizzo II casa Origine Medico francese proveniente dalla regione della Loira, loa famiglia ha origini lucchesi


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa nel centro storico-trilocale Dimensione 55 mq Consistenza 2 camere,cucina e bagno Pertinenze / Accessi accesso da via della Piazza Vecchia

2 1 / 1

TRASFORMAZIONI Casa con altana Si prevede la realizzazione di unâ&#x20AC;&#x2122;altana con giardino pensile e vista panoramica.

195


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

14

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Serni via di san Niccolò 11

PROPRIETà Proprietario Utilizzo Origine

196

Sandro Serni II casa /


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa nel centro storico Dimensione 80 mq Consistenza 3 camere con angolo cottura, soggiorno e bagno Pertinenze piccolo cortile d’ingresso pavimentato Accessi accesso da via san Niccolò

3 1 (angolo cottura) 1 1

TRASFORMAZIONI Stanza all’aperto Si ipotizza di lavorare sui limiti e sul giardino pavimentato.

197


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

15 198

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Ferro I via dell’amore 3

PROPRIETà Proprietario Alfio Ferro Utilizzo II casa Origine Alfio è venuto da Acireale come manovale per l’Ex Palace Hotel, è rimasto al Poggio. Ora dirige un’impresa edile


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa nel centro storico Dimensione 60 mq Consistenza 2 camere,cucina, soggiorno ed un bagno Pertinenze ingresso su spazio ad uso pubblico Accessi accesso da via dell’amore

2 1 1 1

TRASFORMAZIONI Fondo chiuso L’ingresso/spazio pubblico è un corridoio di cui si ipotizza di utillazzare le pareti per praticare climbing.

199


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

16 200

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Massai via dell’amore 6-812-14

PROPRIETà Proprietario Massai Utilizzo II casa Origine Nel 1950 comprata da Mr. Hogg, ricco inglese ex cliente del Palace Hotel, oggi a due fratelli, uno risiede a Procchio e l’altro a Marciana Marina


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere

case in linea nel centro storico Dimensione 300 mq Consistenza 4 unità costituite ciascuna da due camere, una cucina e un bagno Pertinenze androne con accesso alle unità, aperto e fortemente caratterizzante Accessi 4 accessi da via dell’amore

Cucina Soggiorno Bagni

8 (doppie con bagno) 4 / 8

TRASFORMAZIONI Quest’albergo non è una casa! Trasformazione della tipologia da residenziale ad una con forte connotazione alberghiera, la via diventa un corridoio di accesso alle camere.

201


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

17

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Alberto via di San Defendente 22

PROPRIETĂ  Proprietario Mario Alberto Utilizzo II casa Origine Famiglia di origini svizzero-piemontesi

202


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 60 mq Consistenza 2 camere, cucina soggiorno e un bagno Pertinenze androne con ingresso con scale, pavimentato e delimitato da fioriere Accessi accesso da via San Defendente tramite rampa di scale

2 1 1 1

TRASFORMAZIONI Scambio casa Trasformazione temporanea dallâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di casa per vacanze ad uso privato alla rete dellâ&#x20AC;&#x2122;albergo diffuso.

203


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

18

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Paolini via del Carmine 16

PROPRIETĂ  Proprietario Piero Paolini Utilizzo II casa Origine Ex commerciante in pensione, originario di Poggio

204


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 65 mq Consistenza 2 camere, cucina soggiorno e un bagno Pertinenze / Accessi accesso da via del Carmine

2 1 1 1

TRASFORMAZIONI La casa di fronte all’arco Trasformazione di un terratetto in un’unità abitativa ricettiva con recupero di superficie tramite altana.

205


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

19

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

206

Casa Franchi via Ulisse Leoni 28

Daria Franchi II casa /


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere

casa del centro storico Dimensione 80 mq Consistenza 3 camere, cucina soggiorno e 2 bagni androne con Pertinenze accesso privato, balcone Accessi accesso da via Ulisse Leoni

Cucina Soggiorno Bagni

3 (di cui una con bagno) 1 1 2

TRASFORMAZIONI Casa con vista Capanne Uno sbalzo sui monti caratterizza la seconda casa in rete nellâ&#x20AC;&#x2122;albergo Poggio diffuso.

207


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

20 208

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Ferro II via Cacciò 25

PROPRIETà Proprietario Alfio Ferro Utilizzo II casa Origine Alfio è venuto da Acireale come manovale per l’Ex Palace Hotel, è rimasto al Poggio. Ora dirige un’impresa edile


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 35 mq Consistenza 1 camera, soggiorno con angolo cottura, 1 bagno Pertinenze / Accessi accesso da via Cacciò

1 1 (angolo cottura) 1 1

TRASFORMAZIONI Casa fioriera Realizzazione di un aggetto, elemento caratterizzante della struttura a servizio della ricezione, dedicato a portare la vegetazione in quota.

209


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

21

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

PROPRIETà Proprietario

210

Casa Pisaneschi via Cacciò 10

Domina Pisaneschi Utilizzo I casa Origine Ex proprietaria del ristorante Sciamadda, la famiglia possedeva la II licenza per la rivendita di Tabacchi dell’isola


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

Dimensione Consistenza Pertinenze Accessi

casa del centro storico 60 mq 2 camere, soggiorno, cucina, 1 bagno balcone accesso da via Cacciò

2 1 1 1

TRASFORMAZIONI Barbeque sullo sbalzo La ex proprietaria del ristorante Sciamadda contribuisce alla realizzazione dell’albergo diffuso attraverso un barbeque su sbalzo.

211


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

22

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Allistair via Cacciò 10

PROPRIETà Proprietario Utilizzo Origine

212

Sir Patrick Allistair II casa Comprata da un emigrante venezuelano di rientro in Italia, negli anni ‘60 passa ad un nobile scozzese


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 120 mq Consistenza appartamento I: ingresso, cucina, soggiorno, camera, bagno II appartamento: ingresso, 3 camere, angolo cottura e bagno Pertinenze terrazza a tasca sul tetto Accessi accesso da via Cacciò

4 1 1 2

TRASFORMAZIONI Casa devota La casa si trova di fronte ad un tabernacolo, lo sbalzo che la caratterizza include un inginocchiatoio di fronte allâ&#x20AC;&#x2122;icona spirituale della Madonna.

213


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

23

INQUADRAMENTO Nome Casa Murzi Indirizzo via San Defendente 5

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

214

Giuliana Murzi II casa /


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa del centro storico Dimensione 150 mq Consistenza 5 camere, soggiorno, cucina, soggiorno, 2 bagni Pertinenze 2 garage Accessi accesso da piazza San Defendente

5 1 1 2

TRASFORMAZIONI Balcone décor Il primo piano della struttura che si affaccia su piazza San Defendente è caratterizzato da una preesistenza, un b alcone in ferro decorato, che verrà valorizzato.

215


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

24

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

PROPRIETĂ  Proprietario

216

San Defendente via del Bono

Parrocchia di Poggio Utilizzo magazzino del paese La confraternita del Origine Santissimo Sacramento la fece edificare nel XVI sec. Ristrutturata nel 1786.


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia deposito Dimensione 10 mq Consistenza 1 vano Pertinenze / Accessi accesso da via del Bono

Camere Cucina Soggiorno Bagni

1 / / 1

TRASFORMAZIONI Casa pensatoio All’interno il vano viene soppalcato, all’esterno è prevista la realizzazione di un balcone con chaise longue per dormire, riposarsi e riflettere all’aperto.

217


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

25 218

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Casa Moschella piazza San Defendente 2

PROPRIETà Proprietario Fratelli Moschella Utilizzo II casa Origine Due fratelli, il primo è giornalista mentre il secondo è informatore sanitario


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Camere Cucina Soggiorno Bagni

casa nel centro storico Dimensione 100 mq Consistenza 3 camere, cucina, soggiorno, un bagno Pertinenze balcone Accessi accesso da piazza San Defendente

3 1 1 1

TRASFORMAZIONI Altana con vista Si ipotizza la realizzazione di unâ&#x20AC;&#x2122;altana con accesso dallâ&#x20AC;&#x2122;esterno dal balcone della casa. Vista sul mare.

219


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

26 220

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Villa del Buono via della Fontanella 1

PROPRIETà Proprietario vari proprietari Utilizzo II casa Origine Attualmente è un complesso residenziale. È stato un albergo di lusso e prima ancora una villa


DESCRIZIONE Tipologia

villa con appartamenti Dimensione 150 mq Consistenza 3 appartamenti ciascuno con 2 camere, soggiorno, angolo cottura e bagno Pertinenze giardino, piscina, terrazza panoramica Accessi 2 accessi, uno da via della Fontanella a lâ&#x20AC;&#x2122;altro da via del Bono

DESTINAZIONE 3 appartamenti, ciscuno: Camere Cucina Soggiorno Bagni

2 1 (angolo cottura) 1 1

TRASFORMAZIONI Casa avvistamento Si ipotizza la realizzazione di una torre di avvistamento per godere della vista panoramica.

221


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

A

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Isola Etica via Monte Perone

PROPRIETĂ  Proprietario Angelo Mazzei Utilizzo associazione Isola Etica Origine /

222


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia Dimensione Consistenza Pertinenze Accessi

Si mantiene la funzione di sede dellâ&#x20AC;&#x2122;Associazione Isola Etica e si prevede che diventi la libreria della struttura. Si potranno consultare ed acquistare libri su Poggio, assistere a conferenze e dibattiti.

padiglione 52 mq 1 vano / accesso da via Monte Perone

TRASFORMAZIONI Serra etica Le ampie superfici vetrate inonderanno di sole le piante e le idee che saranno coltivate in questa serra dedicata allâ&#x20AC;&#x2122;associazionismo.

223


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

B

INQUADRAMENTO Nome Casalino del Castagno Indirizzo via di Monte Perone

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Museo di Poggio Origine

224


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Accettazione dellâ&#x20AC;&#x2122;albergo diffuso

capanno prefabbricato Dimensione 20 mq Consistenza 1 vano Pertinenze spazio esterno pavimentato Accessi accesso da vialetto da via di Monte Perone

TRASFORMAZIONI Accettazione Realizzazione di un piccolo edificio dello stesso volume del precedente. Realizzazioni di altri tre piccoli volumi per il deposito di attrezzature nello spazio sottostante la strada.

225


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

C

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

226

Casa Harford via dei Pini 13

Patrick Harford II casa ex albergo di Monte Capanne


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia villino Dimensione 250 mq Consistenza piano terra: ampio ingresso, grande soggiorno, cucina e bagno secondo piano: 9 camere con bagno Pertinenze giardino Accessi accesso da via dei Pini

Sala colazioni e posti letto

TRASFORMAZIONI Casa flessibile Spazio caratterizzato da una forte flessibilità. Diventerà un edificio in cui possono coesistere la funzione ricettiva e quella ricreativa (proiezioni, attività per gli utenti dell’albergo diffuso...)

227


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

D

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Mantelli-Giretti via della Volta 14

PROPRIETĂ  Proprietario Franco Mantelli e Mario Giretti Utilizzo cantina Origine

228


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia cantina Dimensione 15 mq Consistenza 1 vano Pertinenze sottoscala coperto dal verde Accessi accesso da via della Volta

Accesso alla rete. Non è volutamente prevista la copertura di rete in tutta Poggio: non si vuole offrire un accesso incondizionato a internet. Si garantisce, però, un punto in cui è possibile connettersi.

TRASFORMAZIONI Emergenza rete Il sottoscale viene adibito a cabina telefonica, mentre la cantina vienne utilizzata come unico punto coperto da rete internet.

229


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

E

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

Amici di Poggio piazza del Reciso 16

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

230

sede del circolo Amici di Poggio


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Il Museo Etnografico del Poggio attualmente posizionato nel Casalino del Castagno, viene arricchito delle storie che l’Albergo Diffuso raccoglie e diffonde.

casa del centro storico Dimensione 68 mq Consistenza 4 vani Pertinenze / Accessi accesso da piazza del Reciso

TRASFORMAZIONI Conosci Poggio? Lo sbalzo caratterizzante gli elementi dell’Albergo Diffuso, qui è una teca in vetro in cui abitanti ed ospiti osservano Poggio e allo stesso tempo si mettono in mostra, essendo diventati parte della storia di Poggio .

231


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

F

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

ex Poste piazza del Reciso 15

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

232

sede del circolo Amici di Poggio


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Emporio

fondo commerciale Dimensione 25 mq Consistenza 2 vani Pertinenze / Accessi accesso da piazza del Reciso

TRASFORMAZIONI Generi necessari Riorganizzazione dei locali interni per la realizzazione di un negozio con beni di prima necessitĂ .

233


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

G

INQUADRAMENTO Nome

ex negozio frutta e verdura Indirizzo piazza del Castagneto 10

PROPRIETà Proprietario Utilizzo Origine

234

Associzione Amici di Poggio magazzino Fondo commerciale diviso dall’appartamento. In seguito concesso all’associazione degli Amici di Poggio


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Edicola

fondo commerciale Dimensione 8 mq Consistenza 1 vano Pertinenze / Accessi accesso da piazza del Castagneto

TRASFORMAZIONI Accomodati e leggi Si potenzia il dialogo con lo spazio pubblico della piazzetta. Un modulo contente sdraio e sedute viene messo a disposizione durante lâ&#x20AC;&#x2122;apertura del negozio. Si può sceglier la seduta, posizionarla e leggere il giornale.

235


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

schede

H

INQUADRAMENTO Nome Indirizzo

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

236

Casa Morbillo traversa di via del Carmine

Curia magazzino /


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia Dimensione Consistenza Pertinenze Accessi

Lavanderia con stenditoio

cantina 16 mq 1 vano scale esterne

TRASFORMAZIONI Wash-in and dry-out Lavanderia a servizio di tutto ill borgo. Lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente della lavanderia si integra nella vita di Poggio e dello spazio pubblico attraverso uno stenditoio esterno giĂ  in uso.

237


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

I

INQUADRAMENTO Nome Casa Murzi Indirizzo via San Defendente 5

PROPRIETĂ  Proprietario Utilizzo Origine

238

Giuliana Murzi II casa /


DESCRIZIONE

DESTINAZIONE

Tipologia

Garage in cui vengono depoisitati i banchi necessari per allestire i bachi del mercato del GAS

casa del centro storico Dimensione 30 mq Consistenza 2 garge Pertinenze accesso da piazza Accessi San Defendente

TRASFORMAZIONI Banchi di GAS I banchi del mercato saranno degli elementi componibili a seconda della merce venduta e dello spazio in cui verranno inseriti.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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Spazio pubblico Spazi comuni Stanze

Quadro dâ&#x20AC;&#x2122;insieme 241


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

BORGO : ALBERGO =

Quadro di insieme Il borgo come edificio 242


= ALBERGO : BORGO Il titolo dato al progetto, Abergo Poggio Diffuso vuole esprimere tramite l’inversione dell’ordine logico delle parole che lo compongono il tema fondante del progetto. L’ambizione è quella di non replicare le caratteristiche canoniche dell’albergo diffuso calandole nel contesto di Poggio ma la realizzazione di una struttura ricettiva (ALBERGO) che partendo dal recupero e dalla valorizzazione dei valori materiali ed immateriali del contesto (POGGIO) arrivi all’elaborazione di un sistema integrato comprendente il sistema dello

spazio pubblico, i residenti e i visitatori (DIFFUSO). Si è, quindi, deciso di intraprendere il progetto partendo dall’analogia tra il borgo e l’edificio albergo. Le strutture alberghiere sono essenzialmente costituite da tre componenti: le camere, le stanze di servizio ed il connettivo tra tali spazi. Tali elementi si vogliono riproporre nell’albergo diffuso, attraverso una dilatazione della planimetria di albergo, perdendone però i muri perimetrali e rendendone i confini labili, come labile deve essere pure la distinzione tra

243


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

utenti dell’albergo ed abitanti di Poggio. Le camere ed i servizi vengono rimpiazzati da edifici privati o pubblici. Il primo piano della casa di Sir Allistair ospiterà, ad esempio quattro camere per un totale di sei posti letto. Vicino a questa si trovano altre case-camere e di sviluppano degli spazi di servizio, come la lavanderia ed i depositi per i banche del mercato del G.A.S. che sorgono rispettivamente in locali attualmente inutilizzati e in alcuni garage. Inoltre, è stata eseguita un’indagine sui valori materiali dell’edificio e sulle storie che questi elementi riescono a svelare, perché si ritiene che l’utente dell’Albergo Poggio Diffuso ricerchi non solo un soggiorno all’Isola d’Elba, ma voglia entrare in contatto con gli abitanti, con le storie e le abitudini. L’indagine è stata effettuata tramite un censimento degli spazi in cui sono stati individuati quelli adatti ad ospitare camere e quelli trasformabili in spazi comuni. Camere e spazi comuni sono

244

accessibili attraverso una rete connettiva che altro non è che lo spazio pubblico di Poggio. L’albergo è stato progettato tenendo conto del numero di utenti che il borgo può ospitare, ottenendo così un coerente dimensionamento di parcheggi e spazi comuni. Gli edifici di servizio dell’albergo diffuso si trovano generalmente in punti chiave della vita cittadina di Poggio o nei pressi di luoghi di particolare interesse. Questi sono generalemente anche gli spazi maggiormente accessibili della cittadina. Lo spazio pubblico è l’analogo della distribuzione dell’edificio albergo, ma a differenza dell’edificio, qui lo spazio pubblico non è soltanto deputato a passare da un luogo A ad un luogo B, ma invita anche a sostare, incontrare, fotografare, parlare. L’Albergo Poggio Diffuso è dunque un sistema complesso in cui il progetto ipotizzato per un singolo edificio non è in realtà un progetto puntuale ed astratto dal contesto, ma è


parte di una struttura articolata che ha come confini non il perimetro dell’edificio, ma il borgo. Il progetto dell’albergo diffuso come sistema complesso è percepibile anche nella concezione degli impianti. L’indirizzo del progetto non è infatti quello di posizionare il pannello solare sul singolo tetto. Il tetto dell’albergo diffuso è tutto il borgo: i singoli tetti, il cielo e le coperture delle logge. La sostenibilità dell’albergo diffuso sta proprio nell’interpretare il borgo come un’unica struttura, in cui l’impianto degli scarichi,

ad esempio, non sia altro che l’impianto fognario generale. L’Albergo Poggio Diffuso è sia l’albergo diffuso di Poggio che l’albergo di una Poggio che vive in maniera diffusa: si diffondono gli utenti, si diffondono i racconti degli abitanti, si diffondono le conoscenze. Tutto ciò prende vita nella concezione del borgo come una grande struttura ricettiva, in cui il turismo si innesta nella realtà del borgo e ne promuove una rinascita ed una rivitalizzazione che non lo snatura ma piuttosto lo arricchisce.

245


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

percorsi pedonali protetti

proiezione del museo allâ&#x20AC;&#x2122;esterno

parcheggio n.4

piazzetta dellâ&#x20AC;&#x2122;edicola diffusa

parcheggio n.2

parcheggio n.1

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stenditoio

spazio dedicato al mercato del G.A.S.

area pedonale

spazi pubblici 247


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Spazio pubblico Caratteristiche 248

Lo spazio pubblico è il tessuto connettivo dell’Albergo Poggio Diuffuso. Attraverso questo vengono legati tra loro tutte le componenti di cui l’albergo ed il borgo sono composti e grazie allo spazio pubblico possono avvenire sovrapposizioni e contaminazioni tra i diversi tipi di utenza presenti, perché oltre alla distribuzione, lo spazio pubblico permette l’incontro e la sosta. Il nucleo centrale di questo sistema è costituito dal reticolo di vicoli interni al borgo che, essendo totalmente pedonali, garantisticono gli spostamenti


interni senza ostacoli e con una certa facilità. In posizione periferica sono previsti i parcheggi e gli spazi comuni. La prerogativa della progettazione dello spazio pubblico è di coniugare esigenze legate alla struttura ricettiva di distribuzione, collegamento, sosta, interazione con quelle proprie di uno spazio pubblico e degli attori che lo abitano. In corrispondenza delle piazze principali sono state collocate funzioni legate all’albergo diffuso capaci di proiettarsi verso l’esterno invadendo lo spazio

pubblico e creando le potenzialità per l’interazione tra i residenti, i clienti dell’albergo diffuso o i visitatori occasionali. Sia le stanze che gli spazi comuni sono stati progettati con la volontà di metterli in relazione con l’esterno. Ciò avviene aprendo nuove visulali, proiettando sbalzi all’esterno, creando nuovi accessi e ideando una gestione degli spazi comuni che attenui la separazione tra interno ed esterno. Il progetto dell’edicola in piazza del Castagneto prevede la realizzazione di un arredo mobile contenitore di sedute che du

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

rante le ore di apertura possa essere posizionato all’esterno offrendo la possibilità ai clienti dell’edicola di occupare la piazza per la lettura e il commento dei quotidiani. Ognuno può scegliere come relazionarsi rispetto a quel preciso spazio pubblico scegliendo la seduta e posizionandosi secondo la propria volontà. In sintesi viene conferito un carattere a quel determinato spazio pubblico e viene incentivato l’incontro ed il confronto tra gli individui che possono comportarsi in piazza come solitamente si comportano in

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un ambiente domestico. Nella piazza di San Defendente è previsto l’inserimento di locali volti ad ospitare il commercio connesso ad un gruppo di acquisto solidale che vende prodotti di stagione provenienti da produzioni locali. La realizzazione di banchi mobili offre la possibilità di realizzare nella piazza un piccolo mercato che possa soddisfare le esigenze degli abitanti di Poggio e dei clienti dell’albergo diffuso e che possa diventare elemento di attrazione anche per una clientela locale interessata al commercio di prodotti di


qualità. Il progetto dello spazio pubblico è dunque strettamente legato alle funzioni degli edifici che ospitano spazi comuni ed alla morfologia di questi e del borgo intero. Gli spazi comuni sono concepiti come luoghi di servizio dell’albergo e allo stesso tempo di connessione con gli abitanti di Poggio. L’edicola è una struttura di servizio dell’albergo, ma non vuole essere una rivendita di giornali esclusivamente per i clienti perché è anche l’edicola del borgo e lo spazio pubblico di frone a questa viene ideato

come punto di incontro tra utenti di Albergo Poggio Diffuso, abitanti e visitatori occasionali. È così che uno spazio vive: attraverso la funzione adeguata, l’apertura al maggior numero possibile di utenti e l’opportuna conformazione dello spazio.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Spazio pubblico Il verde 252


Lâ&#x20AC;&#x2122;analisi della condizione attuale dello spazio pubblico ha evidenziato la presenza di una forte personalizzazione degli spazi pubblici da parte degli abitanti i quali spontaneamente arricchiscono e si prendono cura delle parti di spazio pubblico adiacenti alle proprie abitazioni o di quelle rimaste inutilizzate. Gli interventi riscontrati con piĂš frequenza sono: - cura ed implementazione delle aree verdi ai margini delle strade;

- realizzazione e manutenzione di arredi come fioriere; - condivisione di servizi comuni tipo fontanelle. Questo tipo di attegiamento di appropriazione spontanea dello spazio pubblico ha consentito di fatto la realizzazione di una struttura di verde pubblico diffuso formato sia da aree verdi curate che da incolte. Osservando la mappa del verde, si può percepire un giardino che si estende lungo la quasi totalità dei percorsi interni al borgo, che si infiltra nei vicoli

253


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

e negli spazi residuali creati dall’incastro dei volumi degli edifici. Il sistema del verde interno al borgo è circondato da un altro livello di verde, quello fitto, boscoso ed incolto che circonda il borgo. L’attegiamento progettuale è di lasciare inalterato ed anzi implementare il sistema del verde interno al borgo tramite interventi di ricucitura e valorizzazione dell’esistente. Quest’impianto per quanto diffuso, a causa della sua natura spontaneistica, presenta delle disconinuità che il progetto prevede di colmare.

254

Sono previsti l’inserimento di arredo urbano pubblico e la manutenzione di spazi verdi lasciati incolti. Si vuole, inoltre, accentuare la connessione con l’ampio sistema verde che circonda Poggio tramite la realizzazione di percorsi attrezzati protetti che agevolino l’accesso al borgo e tramite l’implementazione della segnaletica.


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Spazio pubblico Segnaletica 256

Lo spazio pubblico all’interno dell’albego diffuso sarà progettato per massimizzare la sovrapposizione delle diverse funzioni che i vari attori vorrano svolgerci. Per i turisti sarà il connettivo attraverso cui muoversi all’interno dell’albergo e in cui svolgere alcune attività di svago e di socializzazione. Nello spazio pubblico diventa quindi di importanza fondamentale lo studio di una adeguata segnaletica capace di dare informazioni in maniera chiara anche a chi non conosce Poggio ed ha bisogno di orien-


Mi Fido di te Possibilità di affidare i propri animali durante le escursioni.

Storie di Poggio Gli abitanti si mettono a disposizione per raccontare le proprie storie su Poggio.

Passaggi liberi Gli abitanti comunicano orari e spostamenti per poter dare passaggi ai clienti dell’albergo

Tu porta il vino! Pranzi o cene con prodotti tipici e chiacchiere davanti ad un bicchiere di vino.

tarsi. La segnaletica è in grado di aumentare l’accessibilità dei luoghi, permette di orientarsi senza necessariamente avere una mappa e può anche raccontare la storia di un luogo. Saranno studiati simboli per le funzioni, i percorsi e le possibili interazioni e completamenti della segnaletica già presente, come ad esempio quella utilizzata per l’indicazione dei sentieri. Sarà studiato un logo per l’Albergo Poggio Diffuso e verranno segnalati, oltre agli spazi di servizio, anche le abitazioni-camere in cui sono presenti abitanti di Poggio

che in certi orari si mettono a disposizione per raccontare aneddoti e storie del borgo e dei personaggi che lo hanno attraversato negli anni. Inoltre, anche l’architettura si fa segnaletica tramite gli sbalzi, le altane e le terrazze che caratterizzano gli edifici che fanno parte del sistema dell’albergo diffuso.

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PROGETTO

MUSEO ETNOGRAFICO

Albergo Poggio diffuso

ACCESSO RETE

OSTELLO - SALA COLAZIONI Casa flessibile

ACCETTAZIONE EMPORIO

EDICOLA

Accodomodati e leggi

SEDE ASSOCIAZIONISMO

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LAVANDERIA

Wash-in and dry out

LOCALI GAS

spazi comuni 259


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

spazi comuni

B 260

ACCETTAZIONE Casalino del Castagno


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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TRASFORMAZIONI L’accettazione è il primo edificio che si trova arrivando a Poggio dalla strada principale e si trova nel Casalino del Castagno, al posto del Museo Etnografico di Poggio, riposizionato in uno dei locali dell’associazione Amici di Poggio. L’edificio dell’accettazione è una rivisitazione di quello precedente nel rispetto del volume dell’esistente.

Il disegno che richiama lo skyline del borgo e lo slittamento dei volumi crea un ingresso in corrispondenza dell’asse della strada di incresso all’accetazione. Dall’edificio si accede alla piazza principale oppure a tre piccoli volumi situati al di sotto della strada. Queste piccole strutture sono destinate a servizi per il noleggio di attrezzature per il trekking e di biciclette e per la raccolta dein rifiuti.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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pianta piano terra


pianta piano primo

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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Tommaso, giovane senese, è appassionato di ciclismo, purtroppo durante il suo soggiorno all’Elba n0n ha potuto portarsi dietro la bici perché l’haprestata a suo fratello. A Poggio ha finalmente trovato un posto in cui affittano bici ed ha deciso di fermarsi per la notte: nell’edificio dell’accettazione ha scoperto come funziona un albergo diffuso ed è desideroso di sperimentarlo.

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Ivana è una studentessa della facoltà di Architettura. Si trova a Poggio per effettuare il sopralluogo per l’esame di progettazione. Navigando in internet ha scoperto l’esistenza delkl’Albergo poggio diffuso: un’ottima occasione per conoscere non solo i luoghi ma anche le persone e le storie di questo borgo.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

spazi comuni

C 268

CASA flessibile Casa Harford


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

sezione

Dopo un abbondante pranzo in compagnia di una comitiva ospite di Casa Harford, Ferruccio prosegue il suo tour dell’isola d’Elba. Ha deciso di fare tappa a Poggio per sperimentare l’Albergo Poggio diffuso, ha dormito a Casa Mazzei, ha conosciuto in giro per il paese gli altri ospiti dell’albergo e ha pranzato con loro.

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Anna è di ritorno dalla Lavanderia, ha portato i suoi vestiti puliti in camera ed ora si riposerà in terrazza, godendo della vista panoramica.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso TRASFORMAZIONI Casa flessibile Spazio caratterizzato da una forte flessibilità. All’interno di questo edificio si intrecceranno la funzione ricettiva e quella ricreativa.

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pianta del piano terra

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Il piano terra è un ampio spaziocucina-salotto che si protende all’esterno grazie alla terrazza. Ai piani superiori viene prevista un’unica grande camerata con soppalchi. Al piano primo si accede adu un terrazzo che tramite delle scale permette di arrivare ad una piazzetta. Dall’edificio alla piazzetta lo spostamento è veloce e quasi intangibile, si tratta di un drastico passaggio da privato a pubblico. Dunque, sia al piano terra che a quello superiore viene adottata l’idea di una estensione del costruito verso l’esterno.

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pianta del piano primo

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Non si è voluto introdurre partizioni interne in nessuno dei tre livelli. Eliminando i letti, ad esempio, il piano primo ed il soppalco possono diventare superifici utili per proiezioni o laboratori. Si accede al soppalco tramite scale a pioli. Al piano terra vengono, inoltre, servite le colazioni per gli ospiti dellâ&#x20AC;&#x2122;Albergo Poggio diffuso.

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pianta del piano dei soppalchi

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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2

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A casa Harford c’è un gran movimento. Gli ospiti stanno scegliendo i letti, i bambini sono i più eccitati: ovviamente il soppalco è loro! Stasera al piano terra è prevista la proiezione di un film di animazione di Hayao Miyazaki, mentre per chi si fermerà anche il giorno successivo verrà proiettato un film documentario su Gerhard Richter, di forte ispirazione per coloro che si stanno cimentando nel laboratorio di pittura.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

spazi comuni

G 280

accomodati e leggi - edicola Ex negoxio frutta e verdura


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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Nonno Aldo ha portato suo nipote Luigi a fare una passeggiata e non ha saputo resistere alla richiesta del bambino di comprare lâ&#x20AC;&#x2122;ultimo numero di Topolino. Ora il nonno sta scegliendo insieme al nipote un paio di sedie dallo â&#x20AC;&#x153;scaffale delle seduteâ&#x20AC;? e poi si metteranno a leggere ognuno il proprio giornale accanto agli amici di Aldo.


Questa mattina Il Tirreno riporta la notizia di una spiaggiata, ovvero un sit-in in spiaggia, di un gruppo di oppositori alla privatizzazione di una spiaggia di Marciana Marina. In piazza del Castagneto si è improvvisamente acceso un intenso dibattito. Lorenzo è talmente incuriosito che nel pomeriggio andrà a verificare la situazione. Matilde, che ha un figlio bagnino, sostiene che a volte queste decisioni sono indispensabili per la gestione dell’economia dell’isola, ma Fabio non è affatto d’accordo.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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pianta


prospetto

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TRASFORMAZIONI Piazza del Castagneto viene rianimata grazie all’edicola. La piazza già si presta alla lettura grazie al lungo sossello lungo la parete dell’edificio e delle scale, ma in aggiunta viene ideato una piccola struttura su ruote in cui vari pannelli permettono di infilare sdraio e sedie.

Quest’elemento viene portato in mezzo alla piazza durante l’orario di apertura dell’edicola. Abitanti e turisti possono scegliere la seduta e posizionarla a loro piacimento all’ombra durane le ore più calde o al sole per gli amanti della lettura del giornale alle prime ore del mattino.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

spazi comuni

H 286

wash-in and dry-out Locali ex-Morbillo


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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planimetria con segnalazione del percorso che unisce lavanderia e stenditoio

TRASFORMAZIONI La lavanderia viene inserita in un locale che era precedentemente di pertinenza della chiesa di San Niccolò ed ormai da anni inutilizzato o usato come magazzino. Allâ&#x20AC;&#x2122;interno vengono posizionate 9 lavatrici, ma nessuna asciugatrice. I vestiti bagnati, infatti, possono

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pianta

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2

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essere stesi nello “stenditoio pubblico” che si trova lungo l’altro lato della chiesa. Si vuole potenziare una pratica che già è in atto ed approfittare dello spazio di risulta tra gli edifici per creare dei piccoli spazi di incontro e di scambio.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

sezione

Luca si sta recando al wash-in and dry-out. Ha lasciato i suoi vestiti in lavatrice ormai un paio d’ore fa ed è ora di stenderli. Quando è arrivato a Poggio e all’accettazione gli hanno illustrato la presenza dello stenditoio pubblico, ne è rimasto affascinato e spera di incontrarci qualche signora di Poggio che lo intrattenga con delle storie.

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prospetto

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-Speriamo ci siano lavatrici libere!sta pensando tra sĂŠ Laura. Dopo qualche giorno di permanenza a Poggio, lei, il suo compagno ed i loro tre bimbi hanno accumulato una gran quantitĂ  di vestiti sporchi.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

CASA CARUSOSMITH Casa en-plein-air

CASA FANARA Evasione del letto

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CASA ALISTAIR Casa devota

CASA MOSCHELLA Altana con vista

SAN DEFENDENTE Casa pensatoio

sTANZE 293


PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

stanze

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evasione del letto Casa Fanara - Mazzei


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

pianta

prospetto

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Rita è venuta a Poggio perché ha bisogno di evadere dalla quotidianità delle sua vita. Ha fatto bene a scegliere l’Albergo Poggio Diffuso, quando potrà mai ricapitarle l’occasione di dormire su un comodo letto in terrazza?


TRASFORMAZIONI In questo caso, lo sbalzo che caratterizza gran parte degli edifici dell’albergo diffuso, è della misura necessaria per ospitare

un letto a due piazze. Il letto, tramite delle guide, può essere spostato dall’interno all’esterno e si può dormire all’aperto.

prospetto

prospetto

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

stanze

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casa en plein-air Casa Caruso Smith


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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TRASFORMAZIONI La casa si sviluppa su tre piani. Il piano terra è composto da cucina e piccolo soggiorno, salendo si trovano le due camere (una doppia ed una singola) ed una terrazza-corridoio che si protende tra le falde del tetto verso l’esterno. La terrazza è un cannocchiale attraverso cui osservare Poggio e si affaccia a sud. L’ultimo piano è quasi totalmente occupato da una terrazza a tasca in cui si può cenare con gli amici, leggere, pensare e rilassarsi.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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pianta piano terra

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Giorgio appena è entrato in casa e ha visto la terrazza-canocchiale ha subito chiamato Filippo, amico di vecchia data con cui ha deciso di intraprendere un viaggio in moto all’Isola d’Elba, gli ha chiesto di portare un paio di birre fresche ed ora se le stanno gustando in terrazza.

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pianta piano primo

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Valentino e Caterina sono degli etnografi che stanno effettuando delle ricerche sulle popolazioni dellIsola d’Elba. Domani andranno a visitare il Museo Etnografico di Poggio, ma oggi hanno deciso di rilassarsi. Stanno sorseggiando del thè in terrazza. Qui c’è un ambiente raccolto, c’è silenzio, c’è il cielo aperto che tra non molto si coprirà di stelle.

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pianta piano secondo

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

stanze

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casa devota Casa Allistair


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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Dopo un lungo periodo trascorso in seminario, Francesco ha smarrito la motivazione e forse la fede per continuare questo percorso. Crede che la preghiera possa aiutarlo e così si è fermato più del previsto a casa Allistair, per inginocchiarsi e pregare di fronte all’edicola della Madonna.

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TRASFORMAZIONI La Casa Altare è piuttosto grande. Il piano primo è stato destinato a struttura per l’albergo diffuso. Uno dei due appartamenti in cui è diviso il piano è caratterizzato da un aggetto sagomato come un inginocchiatoio. Di fronte a tale sbalzo, infatti, si trova l’edicola di una Madonna. È più facile astrarsi dalla realtà e concentrarsi nella preghiera a tre metri d’altezza.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

Mentre Francesco sta pregando, Donatella sta apparecchiando la tavola in terrazza e Federico sta andando a cercare i bambini. Sono usciti per andare a comprare il giornale in edicola e si stanno un poâ&#x20AC;&#x2122; attardando. Si saranno sicuramente fermati a giocare con i figli dei Mazzei!

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

stanze

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Casa pensatoio San Defendente


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

TRASFORMAZIONI L’abside della chiesa di San Defendente diventa una stanza che conserva il carattere mistico del luogo. Lo sbalzo sopra la porta di accesso sottolinea l’ingresso alla stanza e serve da base d’appoggio per una chiase-longue. Questa è la Casa pensatoio: un’ambiente raccolto all’interno ed una seduta su cui rilassarsi, immergersi nel verde e nella contemplazione all’esterno.

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Simona, dopo un intenso anno di lavoro a Milano, ha deciso di trascorrere parte delle sue vacanze a Poggio. Nella Casa pensatoio ha trovato tutto ciò di cui aveva bisogno: una chaise-longue all’aperto, a circa due metri e mezzo di altezza, che le permette di astrarsi per un po’ dalla realtà. Simona ha deciso che questa notte dormirà là, e domani contemplerà l’alba.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

pianta del piano terra

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pianta del piano primo La Casa pensatoio è dotata di salotto, una piccola cucina, un bagno ed una camera su soppalco. L’ingresso che si trova lungo via del Bono è sottlineato da un aggetto, elemento caratterizzante dell’albergo diffuso.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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È domenica. Anita sta andando all’edicola, Giovanni le chiede di comprargli il giornale: non vede l’ora di leggere l’inserto culturale della domenica sdraiato sulla chaise longue, speriamo che nessuno la reclami... Alberto, intanto, sta pensando di cucinare un arrosto con patate per un classico pranzo della domenica.

prospetto

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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- Mamma, ma che fa quello? - Ettore, parla piano! Non vedi che sta riposando?! Questa è la casa chaise-longue e quel signore ora sta dormendo lassù. - Sces che?? -Ahahah, chaise-longue è un nome francese che indica un particolare tipo di seduta, tipo una sdraio. - E le chaise-longue stanno sui tetti, mamma? - Bè, no, in genere no. Ma qui si, non è bella? - Mi piace un sacco! Io ci farei una bella casina sotto la chaise-longue! Quando si sveglia posso chiedere al signore se mi fa salire? - Va bene, poi torniamo.

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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

stanze

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altana con vista Casa Moschella


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PROGETTO

Albergo Poggio diffuso

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pianta


prospetto

TRASFORMAZIONI Lucia e Matteo sono appena arrivati a Poggio, è stata assegnata loro la casa ed ora stanno godendo della piacevole vista dall’altana. Intanto in casa Agnese e Giuseppe stanno iniziando a preparare la cena.

prospetto

La casa è composta da due camere doppi ed una singola, due bagni, cucina e soggiorno. Viene introdotta un’altana che funge da elemento caratterizzante dell’edificio. L’altana è raggiungibile tramite una scala esterna a cui si accede dal soggiorno. Si è voluto potenziare la vista panoramica della casa.

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BIBL GRA 328


LIOAFIA 329


A. Acocella, M. Casamonti, P.C. Pellegrini a cura di, Lo spazio pubblico in Italia 1990-1999, Alinea, Firenze 1999 A. Aymonino, V.P. Mosco, Spazi pubblici contemporanei. Architettura a volume zero, Skira, Milano 2006 G. Clément, Manifesto del terzo paesaggio, Quodlibet, Macerata 2005 G. Dall’Ara, Manuale dell’Albergo Diffuso, l’idea, la gestione, il marketing dell’ospitalità diffusa, ed. Franco Angeli, Milano 2010 Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Sentieri nel parco, 2011 K. Lynch, L’immagine della città, Marsilio editori, Venezia 2001 S. Maffioletti, BBPR, Zanichelli, Bologna 1994 R. Manetti, Abitati dell’Elba - vol.I, Alinea, Firenze 1984 A. Mioni, Le trasformazioni territoriali in Italia nella prima età industriale, Marsilio, Venezia 1976 G. Perec, Specie di spazi, vivere è cercare di passare da un luogo ad un altro senza farsi troppo male, ed. Bollati Boringhieri, Torino 1989 G.Postiglione-responsabile gruppo ricerca- Michela Bassanelli ricercatrice - Geografie dell’abbandono, progetto del gruppo di ricerca di DPA-Politecnico di Milano, 2011 E. Scandurra, Città morenti e città viventi, Meltemi, Roma 2003

Pubblicazioni 330


«L’albergo in Italia : rivista mensile di propaganda alberghiera e per le industrie di fornitura d’albergo», A. 16, n. 4, Luglio-Agosto 1940, Milano «OPERE : rivista dell’Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori delle province di Firenze e Prato», A. IX, n.27 Maggio 2011, Pacini editore, Firenze M. Finizio, Ecco i Comuni a crescita edilizia zero, in «Il Sole 24 Ore», 5 aprile 2012 P. Ranieri, DEL BUONO. Il sole spunta all’ Elba, in «Corriere della Sera», 6 luglio 1996 Michele Serra, Tra baracche e cemento l’autoritratto della nuova Italia, in «La Repubblica», 28 aprile 2012 C. Torricelli, Giancarlo De Carlo. Tecnologie avanzate per il villaggio di Colletta di Castelbianco, in «Costruire in Laterizio», A. 1997, n. 57, p.220-225

Riviste e articoli 331


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Siti 332


Tutto il materiale elaborato si basa inoltre sullo scambio di informazioni orali con la popolazione di Poggio.

Persone 333


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