PLATFORM #29

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Numero 29 - Anno VII - 2021 - Publicomm Srl - Milano - Italy 10 € - A 16 € - B 15 € - D 19 € - F 16 € - UK 12 £ - P 14 € - E 14 € - CH 15 Chf - ISSN 2420-9090

FRANCESCA TORZO

SILENCE

STUDIO MARCO CIARLO ASSOCIATI - STUDIO DANIELE ANDREA CASSI -MICHELE VERSACI| NOA* NETWORK OF ARCHITECTURE| INOUTARCHITETTURA LADO ARCHITETTI| LAMBER + LAMBER| ANGELA DEUBER| MALFONA PETRINI DEAMICISARCHITETTI| MINO CAGGIULA ARCHITECTS| ATOMAA| IOSA GHINI ASSOCIATI GARIBALDI ARCHITECTS| FLOW ARCHITECTURE WITH MAGRITS| NOMADE ARCHITETTURA DIDONÈ COMACCHIO ARCHITECTS| BENEDETTO CAMERANA


Wash Basin and Accessories: RAK-DES Bathtub: RAK-CLOUD Shower Tray: RAK-FEELING Mirror: RAK-JOY


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SILENCE EDITORIAL

Luca Molinari

PROJECT

S T U D I O M A R C O C I A R L O A S S O C I AT I – S T U D I O D A N I E L E

BLOWIN' IN THE WIND

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ANDREA CASSI AND MICHELE VERSACI

BLACK BODY MOUNTAIN SHELTER

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NOA* NETWORK OF ARCHITECTURE

MAN ON THE MOON

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I N O U TA R C H I T E T T U R A | L A D O A R C H I T E T T I | L A M B E R + L A M B E R

THE CHURCH OF THE PENITENT THIEF ANGELA DEUBER

SOUND OF SILENCE

32 40

MALFONA PETRINI

HOUSES FOR DRONES 46 52

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DEAMICISARCHITET TI

RESIDENZE CANONICA MINO CAGGIUL A ARCHITEC TS

ATELIER ALICE TREPP AT O M A A

A RETREAT AMONG THE PEAKS COVER

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FRANCESCA TORZO Luca Molinari KEYWORD

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ANESTESIA

Marco Filoni

INTERIOR I O S A G H I N I A S S O C I AT I

78 ES S E NTIAL RE NAIS SANCE GARIBALDI ARCHITEC TS

84 RUFFINI 10

F LOW ARCHITEC TU R E WITH MAGRIT S

90 CASCAD ES OF LIGHT NOMADE ARCHITET TURA

96 CESCOLINA²

DIDON È COMACCHIO ARCHITEC TS

102 COMFORTABLY LIGHT B ENEDET TO CAMERANA

108 K ALE IDOSCOPE TOWE R

FOCUS RETAIL 114 120

THE RETAIL REVOLUTION

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PROJECTS BY Alessandro Luciani, Artta Concept Studio, Calvi Ceschia Viganò Architetti Associati, Claudio Silvestrin, estudi{H}ac, Garibaldi Architects, Granese Architecture & Design, Il Prisma, m2atelier, Mirror Design, Mold architects, Novembre Studio, Obicua, OFF Arch, Raams Architecture Studio, Simone Micheli Architect, Storeage, Studio Anne Holtrop, Studio Apostoli, Studio Svetti Architecture, Vudafieri-Saverino Partners

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FROM THE EMPORIUM TO THE HOME EXPERIENCE Stefano Cellerino, Cristina Bigliatti

FITTING ROOM IN THE CENTER

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Ilaria Marelli

A VISUAL IDENTITY PROJECT Dario Curatolo PRINTED Luca Galofaro ART

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Simona Franci

ART EXHIBITION REVIEW PRODUCTS

HIGHLIGHTS


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Ph. ©Gökhan Pola

S

ilence. A word that has resounded spectrally in all our lives over the past year of loneliness and domestic fear, but which cannot be loaded with negative values because of the quality it brings and the opportunity to use it constructively. The silence that Covid19 has brought into our lives is sometimes deafening, another form of annoying noise that shakes our souls because it is accompanied by the anguish of the near future or the endless round of zoomteam meetings that now mark our days. But, as our Marco Filoni wisely suggests by declaring his term "anaesthesia", silence should not only be synonymous with bewilderment, but rather a precious opportunity to question ourselves, about our lives, about the quality we want to give to our actions, about the need to make strong a widespread critical thought about our world. To this I would add another thought linked to a sort of rhetoric of empty and silent spaces that has been affirmed in our newspapers, especially in the first phase of the lockdown, and which concerns a certain seduction of uninhabited, metaphysical spaces. This is a real conceptual aberration, because our cities and architecture are alive with people, bodies, movement and desires. The silence to which we have dedicated this issue goes against the emptiness of abandoned cities, but seeks to treasure a situation that can be a powerful resource for the future and the uncertainties it is producing. For this reason we have selected different works, strong in their alienating and resistant personality, capable of offering shelter and at the same time beauty that welcomes an intimate and reassuring silence. The mountain shelters by Noa* and CassiVersaci, the church by Inout/Lado/Lamber+Lamber, the dwellings, all different and all unique, by Marco Ciarlo, Angela Deuber, Malfona-Petrini, deamicis, Mino Caggiula and Atomaa, and the central portrait by Francesca Torzo, all speak of this research and resistance to consumption through a project that is both critical and visionary. This is Platform's vision and the wish for all of you for the complex months we will face together.

SILENCE

#SILENCE #LUCA MOLINARI Silenzio. Una parola che è risuonata in maniera spettrale in tutte le nostre vite in questo ultimo anno di solitudine e paura domestica, ma che non può caricarsi di valenze negative per la qualità che porta con sé e per l’opportunità di usarlo in maniera costruttiva. Il silenzio che il Covid19 ha portato nelle nostre vite è a volte assordante, un'altra forma di rumore fastidioso che scuote la nostra anima perché si accompagna con l’angoscia di un futuro prossimo o con l’infinita carrellata di riunioni zoom-team che ormai scandiscono le nostre giornate. Ma, come saggiamente ci suggerisce il nostro Marco Filoni declinando il suo termine “anestesia”, il silenzio non deve essere solo sinonimo di smarrimento e, piuttosto, un’occasione preziosa per interrogarci, sulla nostra vita, sulla qualità che vogliamo dare alle nostre azioni, sulla necessità di rendere forte un pensiero critico diffuso sul nostro mondo. A questo aggiungo un altro pensiero legato a una sorta di retorica degli spazi vuoti e silenziosi che si è affermata sui nostri giornali, soprattutto nella prima fase del lockdown, e che riguarda una certa seduzione degli spazi disabitati, metafisici. Una vera aberrazione concettuale, perché le nostre città e architetture vivono di persone, corpi, movimento e desideri. Il silenzio a cui abbiamo dedicato questo numero va contro il vuoto delle città abbandonate, ma cerca di fare tesoro di una situazione che può essere una potente risorsa per il futuro e le incertezze che sta producendo. Per questa ragione abbiamo selezionato opere diverse, forti della loro personalità straniante e resistente, capaci di offrire riparo e insieme bellezza che accolga un silenzio intimo e rasserenante. I rifugi montani di Noa* e Cassi-Versaci, la chiesa di Inout/Lado/ Lamber+Lamber, le abitazioni, tutte diverse e tutte uniche, di Marco Ciarlo, Angela Deuber, MalfonaPetrini, de Amicis, Mino Caggiula e Atomaa, il ritratto centrale di Francesca Torzo, parlano di questa ricerca e della resistenza al consumo attraverso un progetto che sia critico e visionario insieme. Questa è la visione di Platform e l’augurio per tutti voi per i mesi complessi che affronteremo insieme.

EDITORIAL


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Studio Marco Ciarlo Associati – Studio Daniele

BLOWIN' IN

THE WIND

The sculptural dimension of the artefact fits into the exceptional context of the context of Bergeggi's coastline


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PROJECT


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The external cladding in natural stone ashlars of various sizes covers the entire building

The project consists in the restoration of the building called "Il Faro" located between the Via Aurelia and the beach in the Municipality of Bergeggi in the Province of Savona for mixed use. The object of the intervention consists of a main prismatic body and a secondary volume adhering to the south-east elevation, reduced to a state of ruin, already gutted internally and without roofs. The architectural solution adopted proposes the rigorous respect of the existing form and aims to maintain the sculptural dimension of the structure and the layout of the existing windows. On the secondary volume, heavily modifiedover time, the project proposes light misalignments and a deep slit on the sea

side is made on the connecting line between the main body and the smaller one, to create some loggias. The entire structure is covered in every part visible in natural stone blocks of various sizes, including the covering layers, loggias and some internal ambients.The proposed architectural solution seeks a formal and chromatic relationship with the coastal landscape to configure a new, light, contemporary identity dimension. The proposed architectural solution seeks a formal and chromatic relationship with the landscape to configure a new identity image consisting of a monolith generated directly from the sand and rocks on which it is supported.


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Detail of the deep slit on the sea side that generates loggias directly facing the sea

The cladding blends with the colours of the rocks to create a monolith that seems to rise from the sand

Detail of the large interior windows of the attic

PROJECT


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Il progetto consiste nel recupero dell’edificio denominato “Il Faro” posto tra la via Aurelia e l’arenile nel Comune di Bergeggi in Provincia di Savona a destinazione mista. L’oggetto dell’intervento è costituito da un corpo prismatico principale fatto nel 2019, e un volume secondario aderente al prospetto sud-est, ridotti allo stato di rudere, già sventrati internamente e privi di coperture. La soluzione architettonica adottata propone il rispetto rigoroso della forma esistente e si pone come obiettivo il mantenimento della dimensione scultorea del manufatto e della partitura delle bucature delle finestre esistenti. Sul volume secondario, pesantemente modificato nel tempo, vengono attuati lievi disallineamenti e praticata una profonda fenditura lato mare sulla linea di raccordo tra il corpo principale e quello minore, tale da creare alcuni ambienti aperti loggiati. L’intero manufatto è rivestito in ogni sua parte visibile dall’esterno in conci di pietra naturale di vari formati a disegno comprese le falde di copertura, le logge ed alcuni ambienti interni. La soluzione architettonica proposta ricerca un rapporto formale e cromatico con il paesaggio nel tentativo di configurare una nuova immagine identitaria costituita da un monolite generato direttamente dalla sabbia e dalle rocce su cui è appoggiato.


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The score of the holes follows the existing one, creating a suggestivealternation of full and empty spaces

PROJECT


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Pre-notturnal view of the main elevation overlooking the Ligurian gulf


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Supervision of works: CARLO E LORENZO DANIELE Art direction: MARCO CIARLO Collaborators: ANGELA MAGNANO, RAMONA BLENGIO, GIORGIA RINAUDO, GIOVANNI CIARLO, SIMONA DE MIGLIO, MICHELE CIARLO, ANDREA ROSSI Structures: STUDIO LERDA Systems: TERMICA PROGETTI, RAVERA E LANZA ASSOCIATI Ventilated walls: DALLERA TECNOLOGIE Executing company: PORTA ROSSA Photo: ALDO AMORETTI

PIANTA COPERTURE

PIANTA PIANO TERRA

PIANTA PIANO SECONDO

PIANTA PIANO SOTTOSTRADA

PIANTA PIANO PRIMO PIANTA SPIAGGIA

Graphic plans of the various levels

Studio Marco Ciarlo Associati – Studio Daniele MARCO CIARLO STARTED HIS CAREER IN 1988 UNDER THE DIRECTION OF ARCHITECT TEOBALDO ROSSIGNO, JOINING HIS PROFESSION WITH ARTISTIC RESEARCH ON IMAGE AND MATERIAL. IN 1993 HE STARTED COLLABORATING WITH ARCHITECTS FABRIZIO MELANO AND GIAMPIERO NEGRO, THEY JOINED IN 2004. THE STUDIO DEVELOPS PUBLIC AND PRIVATE ARCHITECTURE PROJECTS AND DEALS WITH INTERIORS, INSTALLATIONS AND DESIGN. MARCO CIARLO INIZIA L’ATTIVITÀ NEL 1988 SOTTO LA DIREZIONE DELL’ARCHITETTO TEOBALDO ROSSIGNO AFFIANCANDO ALLA PROFESSIONE ATTIVITÀ INCAMPO ARTISTICO DI RICERCA SULL’IMMAGINE E LA MATERIA. DAL 1993 AVVIA LA COLLABORAZIONE CON GLI ARCHITETTI FABRIZIO MELANO E GIAMPIERO NEGRO, CON I QUALI SI ASSOCIA NEL 2004. LO STUDIO SVILUPPA PROGETTI DI ARCHITETTURA PUBBLICI E PRIVATI E SI OCCUPA DI INTERNI, ALLESTIMENTI E DESIGN.

PROJECT


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Andrea Cassi and Michele Versaci

BLACK BODY

MOUNTAIN SHELTER

PROJECT


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A bivouac at high altitude (2,908 mslm), located in Cesana Torinese, on the border between Italy and France. The Matteo Corradini bivouac is a black opaque body set in the alpine landscape. An optical device stretching out towards the landscape, installed in but few days with a light and reversible building system. A discreet interference that, like an inhabited land-art work, defines unexpected points of view in the natural landscape. A convivial wooden nest: a meeting place at 3,000 meters above sea level, for the community of mountaineers.Leaning on a small pass beneath the last slopes near the summit, Bivacco Matteo Corradini is a dark prism with an hexagonal profile, nestled in the alpine landscape. A metal shell capable of protecting it from high altitude extreme weather conditions

and absorbing the maximum solar radiation. Materials and volumes have been designed in relation to thelandscape: steep crests of dark rock from which grassy slopes and rocks develop, completely covered with snow in the winter season. A discreet interference that, like an inhabited land art work, defines unexpected points of view in the natural landscape. Thanks to the external cladding material and its stratigraphy, the envelope guarantees high performance in terms of winter and summer insulation. The metal shell protects a small room made of Swiss pine, the wood used in the Alpine tradition to make cradles and bedroom coverings, due to its scent and its ease of processing. The project was conceived in 2019 by Paolo Corradini and his family, in loving memory of their son, Matteo.


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The sided and the roof are made of the same material: brushed black aluminium. The dark color avoids reflections and absorbs all incident light radiation, like the idealized physical black body, in order to save the few affecting solar heating

PROJECT


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Bivacco d’alta quota a pochi metri dalla vetta della Dormillouse (2.908 mslm) sul confine tra Italia e Francia, in alta Valle di Susa, il Bivacco Matteo Corradini è un un corpo nero opaco incastonato nel paesaggio alpino. Un dispositivo ottico proteso verso il paesaggio, installato in pochi giorni con un sistema costruttivo leggero e reversibile. Un nido in legno di cirmolo che dà vita a un nuovo luogo di incontro a 3.000 metri di altezza. Appoggiato su una piccola sella -al di sotto dei pendii finali della vetta il Bivacco Matteo Corradini è un prisma scuro con profilo esagonale, incastonato nel paesaggio alpino. Un guscio metallico a protezione dalle rigide condizioni atmosferiche d’alta quota e in grado di assorbre la massima radiazione solare. Materiali e volumetria sono stati progettati in relazione al paesaggio:

ripide creste di roccia scura da cui si sviluppano pendii erborsi e pietraie, completamente ricoperti di neve nella stagione invernale. Un’interferenza discreta che, come un’opera di land-art abitata, definisce punti di vista inaspettati nel paesaggio naturale. L’involucro, grazie al materiale di rivestimento esterno e alla sua stratigrafia, garantisce un’elevata performance in termini di isolamento invernale ed estivo. Il guscio metallico protegge un piccolo ambiente realizzato in pino cembro, legno utilizzato nella tradizione alpina per la costruzione di culle e per il rivestimento delle camere da letto, per il suo profumo e per la sua facilità di lavorazione. Il progetto nasce nel 2019 per volontà di Paolo Corradini e delle sua famiglia, in ricordo del figlio Matteo, appassionato alpinista.


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PROJECT CREDITS

Contractor: ABITARE LEGNO Wooden structure: ABITARE Foundations: EDILG, PERFOR, BEGNI, RICARDO RUIZ Transport: E+S AIR SUPPLIERS External cladding: ALPEWA

Photo: DELFINO SISTO LEGNANI

Andrea Cassi and Michele Versaci ANDREA CASSI GRADUATED IN ARCHITECTURE FROM THE POLY TECHNIC OF TURIN WITH A THESIS ON THE ROLE OF DIGITAL TECHNOLOGIES IN THE CONTEMPORARY CIT Y, DEVELOPED AT THE MIT SENSEABLE CIT Y LAB. AFTER GRADUATION, HE WAS TEACHING ASSISTANT AT THE POLY TECHNIC OF TURIN AND POLY TECHNIC OF MILAN. HE IS CURRENTLY A PARTNER AND PROJECT MANAGER AT CARLO RATTI ASSOCIATI. MICHELE VERSACI GRADUATED IN ARCHITECTURE AND BUILDING ENGINEERING FROM THE UNIVERSIT Y OF CATANIA, WHERE HE WAS TEACHING ASSISTANT FOR T WO YEARS.AFTTERWARDS, HE DEVELOPPED AN EXPERIMENTAL PAVILION AT ETH ZURICH, OBTAINING VARIOUS PRIZES AND AWARDS. BACK IN ITALY, HE WAS SENIOR ARCHITECT AT CARLO RATTI ASSOCIATI AND SINCE 2017 HE HAS BEEN COLLABORATING WITH PARK ASSOCIATI IN MILAN.

ANDREA CASSI È LAUREATO IN ARCHITETTURA AL POLITECNICO DI TORINO CON UNA TESI SUL RUOLO DELLE TECNOLOGIE DIGITALI NELLA CITTÀ CONTEMPORANEA, SVILUPPATA AL SENSEABLE CIT Y LAB DEL MASSACHUSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGY. DOPO LA LAUREA, HA SVOLTO RUOLI DI ASSISTENZA ALLA DOCENZA NELLE FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DEL POLITECNICO DI TORINO E DI QUELLO DI MILANO. ATTUALMENTE È PARTNER E PROJECT MANAGER PRESSO LO STUDIO DIPROGETTAZIONE CARLO RATTI ASSOCIATI.MICHELE VERSACISI LAUREA CON LODE IN INGEGNERIA EDILE- ARCHITETTURA ALL’UNIVERSITÀ DI CATANIA E SVILUPPA UN PADIGLIONE SPERIMENTALE PRESSO L’ETH DI ZURIGO, OTTENENDO DIVERSI PREMI E RICONOSCIMENTI. TORNATO IN ITALIA, RICOPRE LA POSIZIONE DI SENIOR ARCHITECT PRESSO CARLO RATTI ASSOCIATI E DAL 2017 COLLABORA CON PARK ASSOCIATI.

Under the black shell a system of wooden steps allows to gather round the central table. The wooden surface let to sit during the day and sleep during the night

PROJECT


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MAN ON

noa* network of architecture

THE MOON


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PROJECT


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The funnel is directed towards the site where the Iceman has been found


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Platform as seen from the "Grawand Glacier Hotel" which is situated 50 meters below

The glass balustrade makes for a one of a kind experience: an unobstructed view on the sorrounding landscape

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There is something sublime about this special place, right at the top of the Schnals Valley Glacier ridge, where Italy's impressive alpine landscape soars high above the reservoir below, and Austria is around the corner. The Hotel Grawand lies at the very top of this unique alpine intersection, which at over 3,000 meters above sea level, is one of the few hotels in Europe located at such an altitude. The summit is a stone's throw away at a distance of about 50 meters. In order to enable visitors planning a more extended stay, as well as day-seizing mountain nomads, to experience not only the breath taking ride to the mountain station, but also to get to know the fascinating history of this alpine wonderland, noa* designed a viewing platform, developed based on a light structure made of Corten steel, giving a modern touch that also blends in

with the landscape. The design incorporates the preexisting summit cross, and the platform only touches the ground where there is a static necessity creating a detached, almost floating construction which lets you become one with the mountains and breathe in the freedom. The platform follows the natural topography with a plateau grid placed on top of slender crossbeams, which are enveloped in vertical lamellas of Corten steel. The parapet-high, vertical elements trace these gentle curves in their sequence. This creates a magical effect: an opening and closing of views that follows the movement of the viewer an invitation to discover new perspectives time and again. This unique dynamic creates a fully immersive, sensual experience in which time stands still for a moment and every other souvenir is eclipsed.

PROJECT


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C’è qualcosa di sublime in questo luogo speciale sulla parte più alta della cresta del ghiacciaio della Val Senales, linea di confine tra Italia e Austria: in corrispondenza dello straordinario punto in cui si incrociano i destini deighiacci, a 3.000 m di altitudine, troneggia l’Hotel Grawand, uno dei più alti d’Europa: ancora 50 metri e la vetta è conquistata. Per offrire a villeggianti e turisti giornalieri non solo la salita mozzafiato allastazione a monte,ma anche una narrazione della storia affascinante di questo luogo, noa*ha ideato una piattaforma panoramica in acciaio corten che incorpora la preesistente croce di vetta e regala ai visitatori un’inedita esperienza di montagna. Appoggiata al terreno solo nei punti strettamente necessari, la struttura si staglia nel

panorama come una costruzione sospesa, da cui abbracciare le montagne con lo sguardo e inebriarsi del profumo della libertà. Caratterizzata da un’architettura di forma organica che rispecchia la topografia naturale del luogo, la piattaforma è realizzata con una pedana composta da griglie sorrette da travi sottili e circondata su tutto il perimetro da lastre verticali in acciaio corten. La disposizione degli elementi verticali, ad altezza del parapetto, segue il profilo leggermente arrotondato della struttura. L’effetto che ne deriva è magico: ruotando lo sguardo le immagini lasciano posto a nuove soggettive, invitando l’osservatore a scoprire prospettive sempre diverse. Questa dinamica stuzzica la curiosità e permette di vivere un’esperienza sensoriale che ferma il tempo per un istante e appaga più di qualunque altro souvenir.


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noa* network of architecture NOA* IS THE ESSENTIAL EXPRESSION OF A COLLABORATIVE WORK-ETHOS: THE YOUNG TEAM OF ARCHITECTS &DESIGNERS, LED BY FOUNDERS LUKAS RUNGGER AND STEFAN RIER AND BASED IN BOLZANO (IT) AND BERLIN (DE), EXPLORES AND EXAMINES INTERDISCIPLINARY METHODS OF DESIGN, CONTINUOUSLY EVOLVING DEPENDING ON EACH PROJECT. BY FOLLOWING THE CONCEPT OF „EMERGENCE“, WHERE THE WHOLE IS PERCEIVED AS BEING FAR GREATER THAN THE SUM OF ITS PARTS, A HOLISTIC APPROACH AND STRATEGY IS CENTRAL TO NOA*S WAY OF CONCEIVING DESIGN. NOA* NETWORK OF ARCHITECTURE* È L’ESPRESSIONE ESSENZIALE DI UN’ETICA DI LAVORO CONCETTUALE: UN GIOVANE TEAM DI ARCHITETTI E DESIGNER, DIRETTI DA LUKAS RUNGGER E STEFAN RIER CON SEDE A BOLZANO E BERLINO, ESAMINA ED ESPLORA METODI DI DESIGN INTERDISCIPLINARI, CHE SI SVILUPPANO E SI MODIFICANO IN CONTINUAZIONE A SECONDA DEI PROGETTI. SEGUENDO IL CONCETTO DOVE IL VALORE DEL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DEGLI ELEMENTI SINGOLARI, UN APPROCCIO E UNA STRATEGIA OLISTICA SONO FONDAMENTALI PER IL MODO IN CUI NOA* CONCEPISCE IL DESIGN.

The vertical elements of the balustrade create a great play of light.

PROJECT CREDITS

The aim was to leave the sorroundings of the platform as untouched and natural as possible

Client: SCHNALSTALER GLETSCHERBAHN Supplier: GUFLER METAL Photo: ALEX FILZ

PROJECT


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INOUTarchitettura | LADO architetti | Lamber + Lamber

THE CHURCH OF THE PENITENT THIEF

The baptistery illuminated by the large opening on the roof and the side entrance

PROJECT


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Initiated in 2010, the project for the new sacred space rises from a strongly participatory process shared with the whole community: a church that does not sacrifice its symbolic and evocative dimensions, while striving to be recognizable and inclusive. Taking a cue from the archetypal image of a church, the design seeks an architecture devoid of piety, to loyally reflect the essence yet be immediately readable: sober, solemn, but not monumental. It echoes the mysticism of everyday life. The wall casing is light in color, evoking the marble of classical architecture, but is free of the powerful material element that detracts from a church’s modest geometries, turning it into a precious exception within its context.

The perimeter of the new church is defined by walls that bend and slide off each other, evolving into large half-open doors that signal two points of access to the main hall, in addition to the main entrance. A continuous crack from heaven to earth and running along the entire roof, cuts and splits the building's shell, revealing the presence of the sky. This symbolic gash in the veil of the temple, is intimately connected to the naming of the new Church of the Penitent Thief and to the redemption message that it seeks to convey. The architectural, liturgical, and artistic components of the project have been carefully considered and deeply analysed as intimately connected facets, and as faces of a single body.

Starting from the archetypal image of a church, the project seeks a solemn but not monumental sober architecture


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The presbytery with the liturgical furnishings made of selenite, a local stone

PROJECT


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The architecture is split in half by a cut that runs along its entire length

The baptistery stone illuminated from above


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Il progetto del nuovo spazio sacro nasce da un processo, fortemente partecipato e condiviso con l’intera comunità, iniziato nel 2010: una Chiesa che non rinuncia alla dimensione simbolica ed evocativa, ma che al contempo vuole essere riconoscibile e riconosciuta. Partendo dall’immagine archetipa di chiesa, il progetto ricerca un’architettura priva di virtuosismi, essenziale nei tratti e d’immediata comprensibilità: sobria, solenne, ma non monumentale, immagine di una mistica quotidianità. L’involucro murario è di colore chiaro, come il marmo di importanti architetture, ma scevro di quel possente elemento materico che astrae le geometrie semplici della chiesa, rendendola eccezione preziosa rispetto al contesto. Il perimetro della nuova chiesa è formato da pareti che nella loro interezza, si piegano, slittano l'una rispetta l'altra, diventando esse stesse grandi porte semiaperte, individuando due punti di accesso all’aula principale, oltre all’ingresso principale. Un spaccatura continua, da cielo a terra e lungo tutta la copertura, seziona e fende l’involucro della Chiesa, rivelando la presenza del cielo. Uno “squarcio nel velo del tempio” intimamente connesso alla scelta dell’intitolazione della nuova Chiesa al Buon Ladrone e al messaggio di redenzione che vuole trasmettere. Il progetto architettonico, quello liturgico e quello artistico sono stati pensati ed approfonditi quali componenti intimamente connesse, quali facce di un unico corpo

The perimeter of the church is made up of walls which fold up in their entirety, becoming large half-open doors themselves

PROJECT


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INOUTARCHITETTURA IS A MULTIDISCIPLINARY ARCHITECTURE, LANDSCAPE ARCHITECTURE, DESIGN AND RESEARCH LAB, FOUNDED IN 2012 BY MARIO ASSISI (KICEVO, MK 1982) AND VALENTINA MILANI (FERRARA, IT 1982), AND LOCATED IN FERRARA. INOUT PROVIDES AN INTEGRATED APPROACH TO URBAN DESIGN, ARCHITECTURE AND LANDSCAPE ARCHITECTURE. LAMBER + LAMBER IS AN ARCHITECTURAL FIRM FOUNDED IN 2018 BY FIORELLA LAMBER AND MARIO LAMBER, WHOSE APPROACH TO DESIGN IS FREE FROM ANY PRECONCEPTION. THEY USE DIFFERENT TYPES OF TOOLS: A SCALE MODEL, A PHOTOGRAPH, A REFERENCE, A WORD, A DRAFT: ANYTHING THAT CAN ARISE IN THE BLINK OF AN EYE. FOUNDED IN 2013 BY LUCA LADINETTI, LADO ARCHITETTI STUDIO CARRIES OUT HETEROGENEOUS DESIGN ACTIVITY, RANGING FROM LANDSCAPING TO THE FINEST ARCHITECTURAL DETAIL. A CAREFUL READING OF THE CONTEXT WITHIN WHICH ARCHITECTURE CAN CONFRONT AND DIALOGUE IS THE ESSENTIAL CONSTANT IN ITS DESIGN PROCESS. INOUTARCHITETTURA È UNO STUDIO MULTIDISCIPLINARE DI ARCHITETTURA E PAESAGGIO, FONDATO NEL 2012 DA MARIO BENEDETTO ASSISI (KICEVO, MK 1982) E VALENTINA MILANI (FERRARA, IT 1982), CON SEDE A FERRARA. IL LAVORO DELLO STUDIO RICOPRE UN AMPIO CAMPO D’AZIONE TRASVERSALE IN CUI LE COMPONENTI DI PROGETTAZIONE URBANISTICA, PAESAGGISTICA E ARCHITETTONICA SI INTEGRANO E SI COMPLETANO. LAMBER + LAMBER È UNO STUDIO DI ARCHITETTURA FONDATO NEL 2018 DA FIORELLA LAMBER E MARIO LAMBER IL CUI APPROCCIO AL PROGETTO È LIBERO DA OGNI PRECONCETTO. GLI STRUMENTI POSSONO ESSERE VARI; UN PLASTICO, UNA FOTO, UN RIFERIMENTO, UNA PAROLA, UNA BOZZA: TUTTO PUÒ SCATURIRE IN UN ISTANTE. FONDATO NEL 2013 DA LUCA LADINETTI, LO STUDIO LADO ARCHITETTI SVOLGE UN’ATTIVITÀ DI PROGETTAZIONE ETEROGENEA, CHE SPAZIA DALLA SCALA PAESAGGISTICA AL DETTAGLIO ARCHITETTONICO. IL PROCESSO PROGETTUALE HA COME COSTANTE IMPRESCINDIBILE L’ATTENTA LETTURA DEL CONTESTO CON CUI L’ARCHITETTURA ANDRÀ A CONFRONTARSI E DIALOGARE. PIANTA LIVELLO 0

SEZIONE A-A

0

1

2

5

10

0

1

2

C B D

A

A

C B

D

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INOUTarchitettura LADO architetti Lamber+Lamber 10

PROJECT CREDITS Client: PARISH OF SAN LORENZO DEL FARNETO (DON PAOLO DALL’OLIO) Installations: R.B IMPIANTI Contractor: C.I.M.S. - COOPERATIVA INTERSETTORIALE MONTANA SASSOLEONE Mechanical installations: PROSAPIO PATRICK SERVICE, FASTIMPIANTI Electrical installations: DONATI IMPIANTI Finshings: DELISARI MATERIA DESIGN Liturgical furniture: LA NOVA Photo: SIMONE BOSSI


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COLLABORATIVE ROOM Box modulare con capacità di isolamento acustico superiore a 34 dB: isola dai rumori esterni, favorendo privacy e concentrazione all’interno di ambienti open space. Ricircolo dell’aria interna garantito da sistema di ventilazione VMC per un ricambio d’aria di 255 m3/h. Disponibile in varie dimensioni (da 2,5 m2 fino a 13,5 m2).

www.estel.com

PROJECT


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In the garden, walls connect the building with the topography, implying a larger space


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SOUND OF Angela Deuber

SILENCE

PROJECT


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The private house is built for one person in Thusis in the canton of Grisons. It is located on a plateau bounded by an upper and a lower embankment. Seen from below, the building is 24 meters long and single-floored in the garden; in contrast, a small roof appears in front of the opposite mountain backdrop from above. In the garden, walls connect the building with the topography, implying alarger space. The structure consists of a column, two walls and four corners made of light grey concrete, which together form a whole. The two walls run parallel to the trapezoidal plot and, together with the column, support the roof. The exposed concretewas created on site, the surface of the ground sanded or hammered. The ceiling runs continuously from the inside to the outside, whereby an outstanding roof up to 3.40 meters protects the terrace. The interiors appear larger than they are built. Two walls form a central, triangular entrance space and order the ground floor into three rooms; they connect it to one space and at the same time divide the floor plan into three rooms: the living room, the kitchen and the private area. These rooms are connected at their ends by floor to ceiling windows infinitely with the landscape. La casa privata è stata costruita nel 2019 per una persona a Thusis nel cantone dei Grigioni. Si trova su un altopiano delimitato da un terrapieno superiore e inferiore. Visto dal basso, l'edificio è lungo 24 metri e ha un solo piano nel giardino; al contrario, dall'alto appare un piccolo tetto di fronte allo sfondo della montagna opposta. Nel giardino, i muri collegano l'edificio con la topografia, il che implica uno spazio più ampio. La struttura è composta da una colonna, due pareti e quattro angoli in cemento grigio chiaro, che insieme formano un tutt'uno. Le due pareti corrono parallele alla trama trapezoidale e, insieme alla colonna, sostengono il tetto. Il calcestruzzo a vista è stato gettato in opera, la superficie del terreno sabbiata o martellata. Il soffitto corre continuamente dall'interno verso l'esterno, per cui un tetto eccezionale fino a 3,40 metri protegge la terrazza. Gli interni appaiono più grandi di quanto non siano in realtà. Due pareti formano uno spazio d'ingresso centrale e triangolare e ordinano il piano terra in tre stanze; lo collegano a uno spazio e allo stesso tempo dividono la pianta creando il soggiorno, la cucina e la zona privata. Queste stanze sono collegate alle loro estremità da finestre da pavimento a soffitto che guardano all'infinito il paesaggio.


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Living room with view to the central, triangular entrance space

Wall between bedroom and living room with narrow connecting door XXXXX XXXXX XXXXX XXXXX

PROJECT


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Frontal Axonometry

Dateiname: 14_THU_P250-AxoFrontal_190221

Longitudinal section

FRONTALE AXONOMETRIE

Cross-section


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The house is part of the landscape in original nature. It is located on a slope which is bounded by an upper and lower embankment

PROJECT


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Seen from below, the building is 24 meters long and single-floored in the garden

The rooms are connected by floor-to-ceiling windows infinitely with the landscape

ANGELA DEUBER ARCHITECTS (ADA) IS AN INTERNATIONAL ARCHITECTURE STUDIO BASED IN ZURICH, SWITZERLAND. ANGELA DEUBER FOUNDED ADA IN 2006, HAVING GRADUATED FROM ETH ZURICH IN 2002. ADA’S WORKS EXHIBIT A CLEAR COMMITMENT TO THE CULTURE OF CONSTRUCTION, DEFINED BY A WILLFUL ARCHITECTURAL CHARACTER POSSESSING A STRONG MATERIAL AND TECTONIC IDENTITY.

Angela Deuber PROJECT CREDITS Civil Engineer: PATRICK GARTMANN, FERRARI GARTMANN Assistance ADA: HIRONA TSUCHIYA, DAVID HAGBERG Photo: © SCHAUB STIERLI

ANGELA DEUBER ARCHITECTS (ADA) È UNO STUDIO DI ARCHITETTURA INTERNAZIONALE CON SEDEA ZURIGO, IN SVIZZERA. ANGELA DEUBER HA FONDATO ADA NEL 2006, DOPO ESSERSI LAUREATA A ETH ZURICH NEL 2002. LE SUE OPERE MOSTRANO UN CHIARO IMPEGNO VERSO LA CULTURA DELLA COSTRUZIONE, DEFINITA DA UN CARATTERE ARCHITETTONICO VOLITIVO, CON UNA FORTE IDENTITÀ MATERIALE E TETTONICA.


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STØNE La pompa di calore che non devi più nascondere R32

PROJECT


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PROJECT


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HOUSES

FOR DRONES Malfona Petrini

Villa A - north elevation - Ph. Matteo Benedetti

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Villa B - south-west view - Ph. Matteo Benedetti


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This residential complex, made up of three villas built in 2017 in the Roman countryside, in Formello, rereads the idea of the pavilion as a lightweight structure that supports a butterfly roof (from the Latin papilionem, ‘butterfly’). In this design, the portico does not only describe the space in front of the house, but also the space above it: it is properly a shell, which allows the houses to transcend their physical bodies, making them seem even lighter, almost ethereal. As in the iconography of sacred conversation—where Saints are encased inside architectures framing the landscape in the background—these houses engage in conversation with living beings, drones, and landscape, and this latter element is molded by the ancient Etruscan engineers. The memory of Etruscan waterways is impressed in the houses' double roof, which is also a technological device: it allows dronesto access the house from the sky, it blocks the wind, and filters the light of the sun. This projects allows to reflect on peripheral dwelling as a way to reaffirm the value of the countryside within a technological and digital society. Suburban peripherywill be central indeed, as long as houses are supplied with devices that allow drones to land and to be encapsulated within the dwelling-place, as it happens in these innovative residential buildings. According to the words of Jean-Louis Cohen, these houses shape an optimistic alternative to the sprawling suburbs. These villas are low cost, kilometer 0-homes, and high energy performance, the idea of formal synthesis has been extended to the concept of economy of form.

Questo complesso residenziale, composto da tre ville costruite nel 2017 nella campagna romana, a Formello, rilegge l'idea del padiglione come struttura leggera che sostiene un tetto a farfalla (dal latino “papilionem”: farfalla). In questo progetto, il portico non descrive solo lo spazio davanti alla casa, ma anche lo spazio sovrastante: esso è propriamente un guscio, che permette alle case di trascendere i loro corpi fisici, facendole sembrare ancora più leggere, quasi eteree. Come nell’iconografia della Sacra Conversazione dove figure di santi venivano inserite all’interno di cornici architettoniche, sullo sfondo del paesaggio—queste architetture conversano con esseri viventi, dispositivi volanti (droni) e con un paesaggio modellato dagli abili ingegneri etruschi. La memoria dei corsi d'acqua etruschi si rilegge nel doppio tetto delle case, che è anche un dispositivo tecnologico che consente ai droni di accedere alla casa dal cielo, che blocca il vento e che filtra la luce del sole. Questo progetto permette di riflettere sull'abitare periferico come modo per riaffermare il valore della campagna all'interno di una società tecnologica e digitale. La periferia suburbana sarà infatti centrale, fintanto che le case saranno fornite di dispositivi che consentono ai droni di atterrare e di essere incapsulati all'interno dell'abitazione, come in questi innovativi edifici residenziali. Secondo le parole di Jean-Louis Cohen, queste case costituiscono un'alternativa ottimistica alla periferia tentacolare. Si tratta di edifici a basso costo, a chilometro zero e ad alto rendimento energetico, che estendono il concetto di sintesi formale verso un’idea di economia di forma.

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44 Villa B - axonometric diagram

Malfona Petrini MALFONA PETRINI IS AN ARCHITECTURAL FIRM BASED IN ROME, FOUNDED BY LINA MALFONA, FABIO PETRINI AND SIMONE PETRINI, WITH TOMMASO MALFONA CONTRIBUTING STRUCTURAL ENGINEERING EXPERTISE. THEIR RESEARCH FOCUSES ON THE DIALECTICS OF ARCHITECTURE AND LANDSCAPE, WORKING ON THE BLURRING LINE BETWEEN GEOGRAPHY OF CONNECTION AND GEOMETRY OF SEPARATION, BETWEEN THE WILL TO TAKE ROOT AND THE NEED TO MOVE ACROSS. MALFONA PETRINI È UNO STUDIO DI ARCHITETTURA CON SEDE A ROMA, FONDATO DA LINA MALFONA, FABIO PETRINI E SIMONE PETRINI, CON IL CONTRIBUTO DI TOMMASO MALFONA COME CONSULENTE PER L’INGEGNERIA DELLE STRUTTURE. LA RICERCA DELLO STUDIO SI CONCENTRA SULLE DIALETTICHE ARCHITETTURA-PAESAGGIO, LAVORANDO SUL CONFINE SFUMATO TRA LA VOLONTÀ DI RADICARSI E LA NECESSITÀ DI ATTRAVERSARE LA GEOGRAFIA DEI LUOGHI.

Villa C - axonometric diagram

PROJECT CREDITS

Engineering consultant: TOMMASO MALFONA Collaborator: IVANO DELLE MONACHE Local developers: C.C.E. CONSORZIO COSTRUZIONI EDILI, CO.GE.STA. COSTRUZIONI GENERALI, ROMANO DONATO, ELETTRO BIT Main suppliers: METRA, FASSA BORTOLO, FBM BRIZIARELLI, MIRAGE CERAMICHE, PREFA, BTICINO Photo: MATTEO BENEDETTI, MALFONA PETRINI ARCHITETTI

Drawing by Lina Malfona


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Villa A, north elevation, detail of the double roof on the greenhouse

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Ph. Malfona Petrini Architetti


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deamicisarchitetti

RESIDENZE

CANONICA

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Ground floor

Typical floor plan

Cross section

Courtyard elevation


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Internal view of courtyard and the sundial

Street facade

In order to preserve the memory of the pre-existing building as an actor on the urban scene, the project has chosen the path of contamination of languages and the stratification of forms and materials. Specifically, the first and second floors were maintained in their original forms, while the ground floor and, of course, the additional crowning plan were completely redesigned. The preexisting complex, organized according to the most typical typological canons of the Milanese popular architecture, and composed of two L-shaped buildings with a gallery distribution, plus a third lower body for craft use, had its fulcrum in the court that they define. The project, in order not to alter the proportions of the interior spaces despite the increase in the volume on the margins, has planned to raise the proportion of the courtyard itself so as to restore the relationship between full

Metal roof cladding

and empty spaces and at the same time so as to allow the realization of the underground garages without resorting to excavations below the share of the foundations. The other relevant aspect concerns the proposed distribution system. It provides for the construction of a new branched gallery on the three buildings, which allows access to all the housing units starting from a single staircase body and a single elevator. Its articulation is strongly evocative of the traditional gallery system in its forms, without however generating significant easement. The inner courtyard is dominated on the southern front by the presence of a sundial, which, as in some ancient Milanese houses, ennobles the external space as if it were a domestic interior. Its shadow remains etched on a wall entirely covered in yellow glass grit which reflects the sunlight in a shining way.

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Elevated courtyard gallery south-est

Al fine di voler conservare la memoria dell’edificio preesistente come attore della scena urbana il progetto ha scelto la strada della contaminazione dei linguaggi e della stratificazione di forme e materiali. Nello specifico sono stati mantenuti nelle loro forme originarie il primo e il secondo piano, sono stati invece completamente riprogettati il piano terra e naturalmente il piano aggiuntivo di coronamento. Secondo lo studio, al di là delle scelte stilistiche puntuali, la tecnica di costruire sul costruito è portatrice di valore in sé perché rende tangibile il “senso del tempo” e costringe le scelte architettoniche sul terreno della relazione con ciò che già esisteva.Il complesso preesistente, organizzato secondo i più tipici canoni tipologici dell’architettura popolare milanese, e composto da due corpi di fabbrica posizionati ad L con distribuzione a ballatoio, più un terzo corpo più basso a uso artigianale, aveva il suo fulcro

nella corte che essi definiscono. Il progetto, al fine di non alterare le proporzioni degli spazi interni nonostante l’aumento della volumetria ai margini, ha previsto di alzare la quota della corte stessa così da ripristinare il rapporto tra pieni e vuoti e contemporaneamente consentire la realizzazione dei box interrati senza ricorrere a scavi sotto la quota delle fondazioni. L’altro aspetto rilevante riguarda il sistema distributivo proposto, esso prevede la realizzazione di un nuovo ballatoio ramificato sui tre corpi di fabbrica, che consente di accedere a tutte le unità abitative a partire da un solo corpo scale e un solo ascensore. La corte interna è dominata sul fronte sud dalla presenza di una meridiana, che, come in alcune antiche case milanesi,nobilita lo spazio esterno come fosse un interno domestico. La sua ombra rimane impressa su una parete interamente rivestita in granigliato di vetro giallo che riflette, splendendo, la luce del sole.


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PROJECT CREDITS

Project team: GIACOMO DE AMICIS, BRUNA RIVOLTA, LUIGI LORENZI Main contractor: BAILO COSTRUZIONI Structures consultants: SPS Photo: ALBERTO STRADA

deamicisarchitetti IN 1994 GIACOMO DE AMICIS STARTED HIS OWN PROFESSIONALACTIVITY AND AT THE SAME TIME BEGAN HIS TEACHING ACTIVITY, FIRST AT THE MILAN POLYTECHNIC AND THEN AT THE FACULTY OF ENGINEERING IN PAVIA. IN 2005 THE ASSOCIATED STUDIO DEAMICISARCHITETTI (GIACOMO DE AMICIS, BRUNA RIVOLTA, ROSSELLA DE STEFANI, LUIGI BARTOLI) WAS FOUNDED. AT THE HEART OF THEIR PROJECTS LIES THE TYPICALLY ITALIAN ABILITY TO INTERPRET, CONTAMINATE AND BLEND TOGETHER IDEAS AND VOCABULARIES FROM DIFFERENT PLACES, TIMES AND CULTURAL CONTEXTS. NEL 1994 GIACOMO DE AMICIS COMINCIA LA SUA ATTIVITÀ PROFESSIONALE IN PROPRIO E CONTESTUALMENTE COMINCIA LA SUA ATTIVITÀ DIDATTICA DI DOCENZA, PRIMA PRESSO IL POLITECNICO DI MILANO E POI PRESSO LA FACOLTÀ DI INGEGNERIA DI PAVIA. NEL 2005 NASCE LO STUDIO ASSOCIATO DEAMICISARCHITETTI (GIACOMO DE AMICIS, BRUNA RIVOLTA, ROSSELLA DE STEFANI, LUIGI BARTOLI). AL CENTRO DEI PROGETTI REALIZZATI C’È SEMPRE LA VALORIZZAZIONE DI QUELLA CAPACITÀ,TIPICAMENTE ITALIANA, DI INTERPRETARE, CONTAMINARE E FONDERE INSIEME IDEE E LESSICI PROVENIENTI DA LUOGHI, TEMPI E CONTESTI CULTURALI DIVERSI.

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ATELIER

ALICE TREPP Mino Caggiula Architects

Interior View, Living


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Main Entrance

The Atelier Alice Trepp was developed for a person but also for a place. Located near Origlio, a village overlooking the lake of the same name, Atelier Trepp is built to slot as naturally as possible into the contour lines forming the morphology of the site. With a consistent balance between underground and above-ground construction, the architecture it takes its cue from ancient Greek theaters that were molded to fit into the natural morphology of their context. The volume takes shape rising like leaves out of the ground to make the architecture appear a natural landscape feature. An iconic

touch has been added by pivoting the construction around a ‘cenote’, in acknowledgement of the artist’s Ecuadorian origins. The symbiosis with the context is accentuated by the continuous and fundamental presence of greenery, which makes the Atelier a sensorial place. The interior and exterior spaces merge, constantly interacting with the light and the surrounding countryside, while Atelier Trepp's cenote is a space for contemplation and communion with nature, a moment of meditation for the artist before, during and after the creation of a work of art.

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Interior View, Cenote Outdoor Area Site Plan (Immagine aerea) Ovest Facade (immagine piccola) South Facade (Immagine grande)

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Pianta primo piano 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

Atelier Sala gessi Cenote Spa Cucina Soggiorno Camera da letto Guardaroba Biopool

L’Atelier Alice Trepp è sia un luogo di lavoro che una casa per la scultrice Alice Trepp. Situato vicino a Origlio, un paese che si affaccia sull'omonimo lago, l’Atelier Trepp è costruito per inserirsi il più naturalmente possibile nelle curve di livello che danno vita alla morfologia del sito. Posto con un coerente equilibrio tra costruzione ipogea e fuoriterra, l’architettura prende spunto dagli antichi teatri greci che erano modellati per adattarsi alla morfologia naturale del loro contesto. Il volume prende forma per far apparire l'architettura come

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un elemento naturale del paesaggio, un tocco iconico è stato aggiunto ruotando la costruzione intorno a un "cenote", un richiamo alle origini ecuadoriane dell'artista. La simbiosi con il contesto è accentuata dalla continua e fondamentale presenza del verde, che rende l’Atelier un luogo sensoriale. Gli spazi interni ed esterni si fondono interagendo costantemente con la luce e la campagna circostante mentre Il cenote dell'Atelier Trepp è uno spazio di contemplazione e comunione con la natura, un momento di meditazione per l'artista prima, durante e dopo la creazione di un'opera d'arte.


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Interior View, Cenote

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Bird View

East facade

PROJECT CREDITS

Client: ALICE TREPP Chief designer: MINO CAGGIULA Chief executive: ANDREA MALDARIZZI Team: ALBERTO BERNASCONI, LAURA MARTINEZ, MAURIZIO CIVELLI Photo: PAOLO VOLONTÈ

South Southfacade Facade

Mino Caggiula Architects MINO CAGGIULA GRADUATED WITH THE FEDERAL DIPLOMA OF BRICKLAYER AT THE SPAI IN BIASCA IN 1997 AND GOT A DIPLOMA IN ARCHITECTURE AT THE SUPSI IN LUGANO IN 2001. FROM 2005 TO 2007 HE GOT THE MASTER OF ARTS IN ARCHITECTURE AT THE ACADEMY IN MENDRISIO, BY PRESENTING A PROJECT FOR THE URBAN RENOVATION OF THE ENTIRE VENETIAN LAGOON WITH PROFESSOR AND ARCHITECT ELIA ZENGHELIS. WHILE MAINTAINING CLOSE COOPERATION WITH ZENGHELIS, HE DECIDED TO PURSUE AN INDIVIDUAL CAREER AND STARTED HIS OWN ARCHITECTURE STUDIO, MINO CAGGIULA ARCHITECTS, IN LUGANO. MINO CAGGIULA NEL 1997 CONSEGUE IL DIPLOMA DI MURATORE EDILE PRESSO LA SPAI DI BIASCA E NEL 2001 IL DIPLOMA IN ARCHITETTURA PRESSO LA SUPSI DI LUGANO. TRA IL 2005 E IL 2007 CONSEGUE IL MASTER OF ART IN ARCHITECTURE, PRESSO L’ACCADEMIA DI MENDRISIO, CON UN PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA DELL’INTERA LAGUNA DI VENEZIA CON L’ARCHITETTO ELIA ZENGHELIS. PUR MANTENENDO UNA STRETTA COLLABORAZIONE CON IL PROFESSOR ZENGHELIS, DECIDE DI INTRAPRENDERE LA CARRIERA INDIVIDUALE FONDANDO A LUGANO IL PROPRIO STUDIO DI ARCHITETTURA, MINO CAGGIULA ARCHITECTS.


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Sezione AA 1. 2. 3. 4. 5. 6.

Sezione AA

Spa 1. Spa Sala gessi 2. Sala gessi Cenote 3. Cenote Locale tecnico 4. Locale tecnico Accesso principale 5. Accesso principale Rampa di accesso veicolare 6. Rampa di accesso veicolare

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A RETREAT AMONG THE PEAKS

Atomaa

External view of the stone arch, with a glimpse of the master bedroom on the lower floor


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The south facade overlooking the valley. Through the large glazed tympanum the interior is flooded with light.


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Cross and longitudinal sections.

In the extreme north-west of the Italian Alps, immersed in the most unspoiled nature, House Cinsc is located in one of the few valleys spared by the expansion of mass tourism, which transformed the mountains between the 1950s and 1980s. We are at almost 1,400 meters above sea level, where the roads become gradually steeper to reach the small group of houses perched on a mountain ridge. Places inhabited for generations that have maintained vast expanses of pasture meadows and cultivated land, have now returned to dense woods. An inevitable process of the re-appropriation of nature that characterizes the existing valley and attracts a slow and respectful tourist flow. House Cinsc is an act of recovery and a reinterpretation of the Alpine rural dwelling. The project restores the old shape, consolidates the walls and intervenes by reconfiguring the

interiors. From an exchange of volumes, an additional body arises that enriches the original layout and clarifies spaces and functions. The interior is thus configured as a privileged place from which to observe the profile of the surrounding peaks. Apparently devoid of ornament, it is rigorous andminimal in language, as Alpine culture dictates. In a context strongly characterized by the use of stone, we chose wood for the interior floors, walls, ceilings and main furnishings. The contrast between exterior and interior is evident: outside a hard, cold stone body, mimetic with the landscape; inside, instead, an intimate and warm environment, where timber is the protagonist. The recovery was a balancing act between tradition and contemporaneity, in an attempt to maintain the identity of the place and preserve the Alpine Rural Heritage.

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The scenographic shower that enhances the original rock, maintained as a strong presence inside the house


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A detail of the recovered arch. The openings frame the landscape in an unexpected but meticulously studied way

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Ground floor plan and children's bedroom plan, under the pitched roof

All’estremo nord delle Alpi occidentali italiane, immersa nella natura più incontaminata, Casa Cinsc si trova in una delle ormai poche valli risparmiate dall’espansione del turismo di massa che dagli anni ’50 agli anni ’80 ha radicalmente trasformato la montagna.Siamo a quasi 1.400 metri di quota, dove le strade si fanno via via più ripide per raggiungere il piccolo raggruppamento di case arroccato su un crinale montuoso. Luoghi abitati da generazioni che hanno mantenuto vaste distese di prati e terreni coltivati, oggi restituiti ai fitti boschi. Un processo inevitabile di riappropriazione della natura che caratterizza l’attuale valle e richiama un turismo lento e rispettoso. Casa Cinsc è un atto di recupero e di rilettura della dimora rurale alpina. Il progetto ripristina la vecchia sagoma, consolida le murature e interviene

riconfigurando gli ambienti interni. Da uno scambio di volumetrie, ne scaturisce un corpo aggiuntivo che arricchisce l’assetto originario e chiarisce spazi e funzioni. L’interno diviene luogo privilegiato da dove osservare la montagna. Apparentemente priva di ornamento, si presenta rigorosa e minimale nel linguaggio come vuole la cultura alpina.In un contesto fortemente caratterizzato dall’uso della pietra, si predilige internamente il legno per i pavimenti, le pareti, i soffitti e gli arredi principali. Il contrasto tra esterno e interno è evidente, fuori una scocca in pietra dura, fredda, mimetica con il paesaggio, dentro, invece, un ambiente intimoe caloroso, dove il legno è protagonista. Il recupero è stato un atto di bilanciamento tra tradizione e contemporaneità, nel tentativo di mantenere l'identità del luogo e preservare il Patrimonio Rurale Alpino.


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PROJECT CREDITS

Design Team: VIVIANA RAMIRES, SAMANTHA FURLOTTI, YLENIA TESTORE, SAEID KALANTARI Realization: ALBERTO GIOZZA, SEGHERIA MINETTI, WORKSHOP MOOR, FALEGNAMERIA MINOGGIO, GIAMBATTISTA CALDARA Photo: ALBERTO STRADA

The dining room is flooded with light through the glazed tympanum, thanks to the creation of a double height

Atomaa THE NAME ATOMAA DERIVES FROM THE ANCIENT GREEK WORD ἌΤΟΜΟΣ (ÁTOMOS, INDIVISIBLE). IN THE ANCIENT AND STILL IN MODERN GREEK IDIOM, ἌΤΟΜΟΣ MEANS PERSON. THE PRACTICE WAS FOUNDED IN 2018 BY ANDREA DEL PEDRO PERA, CESARE GALLIGANI AND UMBERTO MAJ AND SPECIALISES IN ARCHITECTURE AND INTERIOR DESIGN. THEGOAL OF THE STUDIO IS TO PROPOSE SYNTHETIC VISIONS FOR UNIQUE LIVING SPACES. ATOMAA AIMS TO CREATE A SPECIAL RELATIONSHIP BETWEEN PEOPLE AND ARCHITECTURE. IL NOME ATOMAA DERIVA DALL’ANTICA PAROLA GRECA ἌΤΟΜΟΣ (ÁTOMOS, INDIVISIBILE). NELL’ANTICO E ANCORA NEL MODERNO IDIOMA GRECO ἌΤΟΜΟΣ SIGNIFICA PERSONA. LO STUDIO VIENE FONDATO NEL 2018 DA ANDREA DEL PEDRO PERA, CESARE GALLIGANI E UMBERTO MAJ E SI OCCUPA DI ARCHITETTURA E INTERIOR DESIGN. IL SUO OBIETTIVO È PROPORRE VISIONI SINTETICHE PER SPAZI ABITABILI UNICI. ATOMAA PUNTA A CREARE UNA RELAZIONE SPECIALE TRA PERSONE E ARCHITETTURA.

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PH. J ulia N a h ma ni

C RTZO FP R ARN CO E SJC AE TO

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SILENCE

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LU C A M O L I N A R I


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Over the last two decades, the idea that architecture and its protagonists should happily pay the price for the noisy image of a deus-ex-machina which, alone but understood, could offer amazing images and sensational ideas for an increasingly omnivorous market eager for special effects, has gradually taken hold.

In questi ultimi due decenni si è progressivamente affermata l’idea che l’architettura e i suoi protagonisti dovessero pagare felicemente pegno all’immagine rumorosa del deus-ex-machina che, solo ma compreso, potesse offrirci immagini mirabolanti e idee, ogni volta, clamorose per un mercato sempre più onnivoro e desideroso di effetti speciali.

Francesca Torzo The more time passes, however, the more I am convinced that all this deafening noise is nothing more than the proof of a profound crisis in the reading of the world and its desires and deep-seated fears, and of the inability of architecture to seriously express a spirit of the times that increasingly escapes and becomes tragically enigmatic. However, not all the authors of our contemporary design culture join this parody train. Some of them silently construct and obstinately defend a space for design and intimate, secret, private thought that sparingly nourishes ongoing research on the challenges that should be relaunched to save us from inertia. It is an intergenerational, intercultural attitude that goes beyond languages and fashions, and represents a personal, often character-based choice and a reaction to the frenzied consumption of images, materials and forms. This past year had the power to make us confront this condition, demonstrating that getting worked up could not overcome that sense of disorientation and loneliness in which we all have been caught up. Instead, we should sense every moment as unique and precious.

Più passa il tempo, invece, sono convinto che tutto questo rumore assordante non sia che la riprova di una profonda crisi di lettura del mondo, dei suoi desideri e paure profonde e dell’incapacità dell’architettura di esprimere seriamente uno spirito del tempo che sfugge e si fa sempre più tragicamente enigmatico. Ma non tutti gli autori della nostra cultura progettuale contemporanea si affiancano a questo trenino parodistico e, piuttosto, costruiscono e difendono con silenziosa ostinazione uno spazio per il disegno e il pensiero intimo, segreto, privato che nutre con parsimonia le ricerche in corso e le sfide che è necessario rilanciare per non morire d’inerzia. Si tratta di un atteggiamento intergenerazionale, interculturale, che va oltre i linguaggi e le mode, e che rappresenta una scelta personale, spesso caratteriale che si combina a una reazione di fastidio a un consumo forsennato d’immagini, materie e forme. Questo ultimo anno ha avuto il potere di farci confrontare con questa condizione, dimostrando che agitarsi non avrebbe potuto aiutare a superare quel senso di spaesamento e solitudine in cui siamo stati tutti coinvolti ma che, invece, ogni momento era unico e prezioso.

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Z33 entrance and facade towards Bonnenfantenstraat, photo by Gion von Albertini


69 Architecture, like all disciplines that rest on the world and deform it, will be called upon to change and progressively rethink its design and conceptual tools to respond to a time that is undergoing a profound metamorphosis. Our projects should find within them a sense of sensual and elementary domesticity; the materials used should be weighed up with vision and knowledge; places and their inhabitants should be listened with greater attention and respected, while every gesture should get more radical and profound in its consequences. In recent years there have been a series of authors who, individually and without any pretension, are trying to follow this path and offering an alternative much more Franciscan than the bloodless minimalism of recent years, expressive without being noisy, cultured and aware without being academic. One of these authors is undoubtedly Francesca Torzo, Italian, born in 1975, who seems to respond stubbornly and silently to this condition with a level of coherence that is impressive for its maturity. She made headlines thanks to the invitation to the last International Architecture Exhibition at the Venice Biennale, and was already known to the most discerning critics thanks to a series of small, sophisticated residential projects in some of Italy's historic centres and a series of international competitions she won. She was strengthened in her public consecration thanks to the final results of the extension of the Z33 museum in Hasselt, Belgium, and a small but valuable exhibition at the Milan Triennale in 2019. Torzo is striking for the internal clarity of her work, which sees vision, design, construction site and completed work tenaciously linked by an almost obsessive action of thought and body that has few equals on the national scene. Meeting Francesca Torzo is always unsettling. Restless eyes full of thoughts running through her head, words dosed as if she were afraid to use the wrong tone and terms, constant tension about the work. The results must be accompanied by a sharp and necessary obsession, annoyance at what is superfluous and distracting in the world, a constant and happily childish love for a sign of light, a detail in a flower, in a work by a beloved master or simply something found on the street and immediately fixed in a picture.

Z33 watercolour by Francesca Torzo

L’architettura, come tutte le discipline che insistono nel mondo e lo deformano, sarà chiamata a cambiare e a ripensare progressivamente i suoi strumenti progettuali e concettuali per rispondere a un tempo che sta vivendo una profonda metamorfosi. I nostri progetti dovranno avere dentro di sé un senso di domesticità sensuale ed elementare, le materie usate andranno ben soppesate con lo sguardo e il sapere, i luoghi e i suoi abitanti dovranno essere ascoltati e rispettati con maggiore attenzione, mentre ogni gesto andrà ben soppesato, non per castrare la visione, ma per renderla ancora più radicale e profonda nelle sue conseguenze. In questi ultimi anni esistono una serie di autrici e autori che, individualmente e senza alcuna pretesa, stanno provando a seguire questa strada, più francescana che figlia del minimalismo esangue degli ultimi anni, espressiva senza essere rumorosa, colta e consapevole senza essere accademica. Una di queste autrici è sicuramente Francesca Torzo, italiana, classe 1975, che sembra rispondere ostinatamente e silenziosamente a questa condizione con un livello di coerenza che impressiona per maturità. Salita agli onori della cronaca grazie all’invito per l’ultima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, già nota alla critica più avveduta grazie a una serie di piccoli, sofisticati interventi residenziali in alcuni centri storici italiani e per una serie di concorsi internazionali vinti, rafforzata nella consacrazione pubblica grazie ai risultati finali dell’ampliamento del museo Z33 ad Hasselt in Belgio e a una piccola, ma preziosa, mostra realizzata alla Triennale di Milano nel 2019, la Torzo colpisce per la chiarezza interna al proprio lavoro che vede visione, disegno, cantiere e opera ultimata tenacemente legate tra di loro da un’azione di pensiero e corpo quasi ossessiva che ha pochi eguali nel panorama nazionale. L’incontro con Francesca Torzo è sempre spiazzante. Occhi inquieti e pieni di pensieri che corrono nella testa, parole dosate come ad aver paura di usare il tono e i termini sbagliati, tensione costante sul lavoro e i risultati che vanno accompagnati con una ossessione tagliente e necessaria, il fastidio per quello che di superfluo arriva dal mondo e distrae, un innamoramento costante e felicemente infantile per un segno di luce, un dettaglio in un fiore o in un’opera di un maestro amato o, semplicemente, incontrata per strada e subito fissata in un'immagine.


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Paolo low chair drawings by Francesca Torzo for Maniera

Ottomano sofa drawings by Francesca Torzo for Maniera


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Éclaboussures, ink drawings by Francesca Torzo

There is an absolute love for architecture in Torzo's way of working, supported by a sense of measure and realism towards the complexities of the world in which we operate that never makes her choices arrogant or forced. This is one of the design qualities that most impresses me about his work: the ability to appear absolute and radical but, at the same time, demonstrate a willingness to understand the place and the limits necessary to realize a project. In spite of her training, which includes choosing fundamentalist masters such as Peter Zumthor, or her initial frequentation of the Genoese milieu revolving around Baukuh and a generational climate that prefers affirmative forms of design thinking, Torzo has built her own path, which also includes fragility, albeit contained and mediated by an almost obsessive use of the design of the architectural body, with conscious attention to detail. This is an interesting gap seeking a common path between Aldo Rossi's ideological project and the elegant physicality of Scarpa and Albini, resolved through a dry, essential imagery of easily recognizable forms and geometries with the careful, cultured attention to a few, balanced details that make architecture resonate. Drawing again and again becomes the tool to control, test and regulate the flow of thoughts and images to be sent into production, which remains the ultimate goal of Francesca's work: the constructed, real, physical work to be inhabited and then modified over time.

C’è un amore assoluto per l’architettura nel modo di lavorare della Torzo, supportato da un senso di misura e realismo delle complessità nel mondo in cui operiamo che non rende mai le sue scelte arroganti e obbligate. Questa è una delle doti progettuali che più m’impressionano del suo lavoro: la capacità di sembrare assoluta e radicale ma, insieme, dimostrare una disponibilità alla comprensione del luogo e dei limiti necessari per la realizzazione di un progetto. Malgrado la formazione che passa attraverso la scelta di maestri integralisti come Peter Zumthor, o una frequentazione iniziale dell’ambiente genovese che ruotava intorno a Baukuh e a un clima generazionale che predilige le forme affermative del pensiero progettuale, la Torzo ha costruito una propria strada che prevede anche la fragilità, seppur contenuta e mediata da un uso del disegno del corpo architettonico quasi ossessivo e curato consapevolmente nei dettagli. Si tratta di uno scarto interessante, quello che cerca una strada comune tra il progetto ideologico di Aldo Rossi e la fisicità elegante di Scarpa e Albini, che viene risolto attraverso un immaginario asciutto, essenziale di forme e geometrie facilmente riconoscibili e la cura attenta e colta di pochi, bilanciati, dettagli che fanno risuonare il corpo dell’architettura. Il disegno torna ad essere lo strumento con cui controllare, testare e regolare il flusso e dei pensieri e delle immagini da mandare poi in produzione che rimane, sempre, l’obiettivo ultimo del lavoro di Francesca: l’opera costruita, reale, fisica da abitare e poi modificare nel tempo.


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Chaosmos, solo exhibition at Palazzo dell’Arte by Giovanni Muzio, Triennale in Milano, photo by Julia Nahmani


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Chaosmos, solo exhibition at Palazzo dell’Arte by Giovanni Muzio, Triennale in Milano, plan pencil drawings by Francesca Torzo


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Z33 handrail detail, photo by Gion von Albertini

Even her drawings, which formally enter into an Italian vein of stylistic beauty and precision aligned with the research of Mario Ridolfi, Danilo Guerri, Carlo Scarpa and Umberto Riva, are used not as a conceptual and aestheticizing production, but as a tool to enter the building site and realize. Drawing is an aesthetic tool that raises technical knowledge to the level of image, defining a gap between meaning and essential content, but at the same time it is an operational tool so that the work is controlled and possible. Looking at the strokes and works that gradually emerge from her workshop in Genoa, we cannot but understand the author's need for silence and solitude, because any noise could distract from a thought focused on the maximum quality required of the work in progress. It is not a sacred, snobbish isolation, but a request for peace in order to do things better, thinking that work should always be ennobled and that architecture has a very high social and environmental responsibility, which does not contemplate vulgar errors. I would not want you to imagine Torzo as a cloistered nun devoted solely to her work, because that is not how she is, separated between her work and her university teaching in Mendrisio, but that the search for silence is one of the necessary conditions for producing work that can be loved and can then afford to be built and inhabited. This, I believe, is one of Francesca Torzo's most authentically private challenges and one of the conditions that justify the increasing quality of her work.

Anche i suoi disegni, che formalmente entrano in un filone italiano di bellezza stilistica e precisione che si allineano con le ricerche di Mario Ridolfi, Danilo Guerri, Carlo Scarpa e Umberto Riva, è usato non in quanto produzione concettuale ed estetizzante, ma come strumento per entrare in cantiere e realizzare. Il disegno è strumento estetico che innalza il sapere tecnico a immagine, definendo uno scarto di senso e contenuto essenziale, ma, insieme, è strumento operativo perché l’opera sia controllata e possibile. Guardando ai tratti e alle opere che progressivamente escono dalla sua bottega genovese, non possiamo che comprendere la necessità di silenzio e solitudine dell’autrice, perché ogni rumore potrebbe distrarre da un pensiero concentrato sulla qualità massima richiesta al lavoro in corso. Non è un isolamento sacrale, snobistico, ma la richiesta di pace per fare le cose al meglio, pensando che il lavoro vada sempre nobilitato e che l’architettura abbia una responsabilità sociale e ambientale altissima, che non contempla errori volgari. Non vorrei che immaginaste la Torzo come una monaca di clausura dedita unicamente al proprio lavoro, perché così non è, separata tra lavoro e insegnamento universitario a Mendrisio, ma che la ricerca del silenzio è una delle condizioni necessarie a produrre un lavoro che si possa amare e che possa permettersi di essere poi costruito ed abitato. Questa, credo, sia una delle sfide più autenticamente private di Francesca Torzo e una delle condizioni che giustificano la qualità crescente del suo lavoro.


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Pencil and watercolour drawing by Francesca Torzo


76 We live in an uncertain time. A time in which it is necessary to isolate ourselves from others, to reduce the possibilities of encounter. And this situation, with its tragic consequences, also reveals a paradoxical vicious circle: we have to close ourselves off, but silence and solitude frighten us. So, in order not to be afraid, we anaesthetise ourselves, we deaden our sensations, so that we fall into a world of silence and solitude.It all began with anaesthesia. It is one morning in 1846: it is 12 November, it is cold and everything is grey, when Charles Thomas Jackson and William Green Morton turn up at the Boston patent office. They have just filed an invention, and the receipt number 4848 in their hands reads: 'improvement of surgical operations'. They have just patented anaesthesia. Basically nothing more than sulphuric ether, already known in medicine as a pain reliever. But no one had so far thought of inhaling its vapours. The two had made an unprecedented discovery in medicine because the vapours enabled the surgeon to operate on his patient without pain.Since that patent, anaesthetics have flourished: pills, substances, various and disparate drugs. Of course, this is all a good thing -long live science and medical progress. These substances have improved our lives and are indispensable for many illnesses and their consequences. But at the same time, they are also useful for other things, because from that moment on we have been increasingly enclosed within a chemical straitjacket. Ours is an age in which emotions, feelings, excitement have been brought under control. How? With chemistry: anaesthetics, sleeping pills, antidepressants, stimulants, drugs... The catalogue is vast, and our existence is now made up of a long dialogue with the pillbox. In short, in our highly advanced western capitalist societies, every being increasingly seems to be considered as an 'operable mass', whose innate excitement must be switched off -and this is the ontological problem of stability and subsistence: if excitement puts the individual 'outside himself', as the etymology excitare indicates, how can we keep being within its limits? This is why the anaesthetic period becomes the zero degree of the life of affection. Which is quite different from the solitude imposed on us by the current pandemic. We can take advantage of it, we can question that silence and that solitude, we can ensure that it does not anaesthetise us and remain conscious, awake, to face those human, very human fears that are ours.

Viviamo un tempo incerto. Un tempo in cui è necessario isolarsi dagli altri, ridurre le possibilità d’incontro. E questa situazione, con le sue tragiche conseguenze, svela anche un paradossale circolo vizioso: dobbiamo chiuderci, ma il silenzio e la solitudine ci fanno paura. Così per non avere paura ci anestetizziamo, attutiamo le nostre sensazioni, così da cadere in un mondo di silenzio e solitudine.Tutto ha avuto inizio con l’anestesia. È una mattina del 1846: è il 12 novembre, fa freddo e tutto è grigio, quando all’ufficio brevetti di Boston si presentano Charles Thomas Jackson e William Green Morton. Hanno appena depositato un’invenzione, e la ricevuta numero 4848 che hanno in mano recita: «miglioramento delle operazioni chirurgiche». Hanno appena brevettato l’anestesia. In pratica nulla di più che etere solforico, già allora conosciuto in medicina come lenitivo del dolore. Nessuno però fino ad allora aveva mani pensato di farne inalare i vapori. I due avevano fatto una scoperta senza precedenti nella medicina perché quei vapori permettevano al chirurgo di operare il suo paziente senza che avvertisse dolore.Da quel brevetto a oggi è stato un fiorire di anestetici: pillole, sostanze, farmaci vari e disparati. Beninteso: tutto ciò è un bene, evviva la scienza e i progressi della medicina. Queste sostanze hanno migliorato le nostre esistenze e sono indispensabili per molte patologie e per le loro conseguenze. Ma allo stesso tempo servono anche ad altro, perché da quel momento a oggi ci siamo sempre più rinchiusi all’interno di una camicia di forza chimica. La nostra è un’epoca in cui le emozioni, i sentimenti, le eccitazioni sono state messe sotto controllo. Come? Con la chimica: anestetici, sonniferi, antidepressivi, eccitanti, droghe... Il catalogo è ampio, e ormai la nostra esistenza è fatta di un lungo dialogo con il portapillole. Insomma nelle nostre avanzatissime società capitalistiche occidentali, sempre più ogni essere umano è considerato una “massa operabile”, alla quale va spenta l’innata eccitazione – ed è il problema ontologico della stabilità e della sussistenza: se l’eccitazione mette l’individuo “fuori di sé”, come indica l’etimologia ex-citare, come mantenere l’essere nei suoi limiti?Ecco allora che l’epoca anestetica diventa il grado zero della vita degli affetti. Che è ben altra cosa alla solitudine che ci impone l’attuale pandemia. Possiamo approfittarne, possiamo interrogare quel silenzio e quella solitudine, possiamo far sì che non ci anestetizzi e rimanere coscienti, svegli,per affrontare quelle paure umane, umanissime, che sono le nostre.

|K E Y

WORD

| Marco F I LO N I

Anestesia /a·ne·ste·sì·a/ sostantivo femminile 1. Assenza della sensibilità per cause organiche (a. organica), dovuta a lesioni delle vie e dei centri relativi ai vari tipi di sensibilità. 2. Abolizione parziale o totale di qualsiasi tipo di sensibilità (dolorosa, tattile, ecc.) di tutto (a. totale) o di parte (a. parziale) dell'organismo, indotta con vari procedimenti, spec. come preparazione a interventi chirurgici (a. chirurgica). Origine Dal gr. anaisthēsía ‘insensibilità’, der. di aísthēsis ‘sensazione’, col pref. an- priv. •1865. traduce l’ingl : 1. anesthesia 2. anesthetization 3. anaesthetisation 4. anaesthesia


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Extreme Style Apartments


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ESSENTIAL

RENAISSANCE Iosa Ghini Associati

INTERIOR


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Eco Chic Style Apartments

A historic Renaissance building dating from the seventeenth century in the heart of Bologna changes its life thanks to a redevelopment project by Iosa Ghini Associati, with great experience in quality residential projects, for Design Club Real Estate, a Bolognese operator who developed the initiative. The 2,000 square meter building has been completely renovated with design at the heart of the entire process as a synonym of comfort and quality: inside the various apartments the greatest classics of Made in Italy and design such as Le Corbusier, Sapper, Jacobsen, Mollino and then the Castiglioni brothers, Sottsass, Magistretti up to the contemporaries De Lucchi,

Starck and Grcic together with an extensive collection of drawings and lithographs. The branded apartments, intended for the short and mid-term rental business market, already take into account the post covid-19 health and hygiene care: the completely new units feature high-efficiency heat pump systems and independent aeraulic ducting for each apartment and each accommodation is equipped with Hepa air purifiers, activated carbon and UV filters for better sanitation. The interior design uses eightstriking styles: Red Racing, Luxury, Business, Eco Chic, Extreme, Elegant, Eighties & Bolidism, Industrial.


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Eighties&Bolidism Style Apartments

a historic Renaissance building dating from the seventeenth century in the heart of Bologna changes its life thanks to greatest classics of Made in Italy

Un edificio storico rinascimentale risalente al XVII secolo nel cuore di Bologna cambia vita grazie ad un progetto di riqualificazione di Iosa Ghini Associati, con grande esperienza in progettazione residenziale di qualità, per Design Club Real Estate, operatore bolognese che ha sviluppato l’iniziativa. L’edificio di 2.000 metri quadrati è stato completamente ristrutturato mettendo al centro di tutta la progettazione il design come sinonimo di vivibilità e qualità: in ogni appartamento sono presenti i grandi maestri classici del Made in Italy e del design quali Le Corbusier, Sapper, Jacobsen, Mollino e poi i Castiglioni, Sottsass, Magistretti fino aicontemporanei De Lucchi, Starck e

Grcic insieme ad un’amplia collezione di disegni e litografie di autore. I branded apartments, destinati al mercato dell’affitto a breve e medio termine per aziende e manager, tengono già conto delle attenzioni igienico sanitarie post covid-19: le unità completamente nuove presentano impianti a pompa di calore ad alta efficienza e canalizzazione aeraulica indipendente per ogni appartamento e ciascun alloggio è dotato di purificatori d'aria con filtri Hepa, carbone attivo eUV per una migliore sanificazione. Il progetto degli interni utilizza otto stili di grande effetto: Red Racing, Luxury, Business, Eco Chic, Extreme, Elegante, Eighties&Bolidism, Industrial.

INTERIOR


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Industrial Style Apartments

Internal staircase

Luxury Style Apartments


83 Iosa Ghini Associati CONSIDERED ONE OF THE MOST PROMINENT ITALIAN ARCHITECTS AND DESIGNERS ON THE INTERNATIONAL DESIGN SCENE, MASSIMO IOSA GHINI (BOLOGNA, 1959) PARTICIPATED IN THE EIGHTIES IN THE INNOVATIVE ACTIVITIES OF THE DESIGN AVANT-GARDE, FOUNDING THE CULTURAL MOVEMENT OF BOLIDISMO AND PARTICIPATING IN THE MEMPHIS GROUP OF ETTORE SOTTSASS. IN 1990 HE OPENED THE STUDIO IOSA GHINI ASSOCIATES, WHICH NOW OPERATES IN MILAN, BOLOGNA, MOSCOW AND MIAMI. CONSIDERATO UNO DEGLI ARCHITETTI E DESIGNER ITALIANI DI MAGGIOR SPICCO NEL PANORAMA INTERNAZIONALE DEL PROGETTO, MASSIMO IOSA GHINI (BOLOGNA, 1959) HA PARTECIPATO NEGLI ANNI OTTANTA ALL’AZIONE INNOVATIVA SVOLTA DALLE AVANGUARDIE PROGETTUALI FONDANDO IL MOVIMENTO CULTURALE BOLIDISMO E FACENDO PARTE DEL GRUPPO MEMPHIS DI ETTORE SOTTSASS. NEL 1990 APRE LO STUDIO IOSA GHINI ASSOCIATI, CHE OGGI OPERA A MILANO, BOLOGNA, MOSCA E MIAMI.

External view of the building

PROJECT CREDITS

Client: DESIGN CLUB REAL ESTATE Main Partner: COLOMBINI GROUP Suppliers: AERMEC, BARAUSSE, GSG CERAMIC DESIGN, IGUZZINI ILLUMINAZIONE, ITALCER GROUP (LA FABBRICA, AVA CERAMICHE), LIVONI, MORBIDLINE, SILVELOX, TECNOGRAFICA Photo: ENRICO MONTANARI

INTERIOR


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The Living Room has been totally renovated with a revaluation approach enhancing the old décor


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RUFFINI 10 Garibaldi Architects

INTERIOR


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The furniture designed specifically for these spaces enhance the elegant atmosphere, giving a feeling of temporal continuity as if everything has always existed


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The residence in which the architect Alessia Garibaldi decided to live, is located in a noble palace of the early twentieth century in Milan, a stone’s throw from Leonardo’s Last Supper in Piazza Santa Maria delle Grazie. The apartment of about 200 square meters has been divided into two separate units, respectively of 70 square meters and 130 square meters. The latter was characterized by high ceilingsand simple spaces, without internal partitions, except for an important hall with antechamber, characterized by the historical pre-existence of stucco on the walls, walnut frames, two showcases passing between the two rooms and a central fireplace in red marble. The historic part has been completely restored and enhanced, the old oak parquet has been patinated with a darker color, the walls painted in light gray for the living area and a darker color “mud” in the dining room. The old plaster frames were highlighted with handmade, well-calibrated gilding. In the dining room, the ultra-slim bookcase in dark bakelite designed by the architect contains two large mirrors that trace the previous pre-existence of the two doors that connected the old apartments. La residenza nella quale l’architetto Alessia Garibaldi ha deciso di vivere, si trova all’interno di un palazzo nobile degli inizi del 900 a Milano, a due passi dal Cenacolo di Leonardo in Piazza Santa Maria delle Grazie. L’appartamento di circa 200 mq è stato diviso in due unità separate, rispettivamente di 70 mq e 130 mq. Quest’ultima si presentava con locali caratterizzati da soffitti alti e spazi semplici, privi di partizioni interne, ad eccezione di un importante salone con anticamera, caratterizzato dalla preesistenza storica di stucchi alle pareti, cornici in noce, due vetrinette passanti tra i due locali e un camino centrale in marmo rosso. La parte storica è stata completamente restaurata e valorizzata, il vecchio parquet in quercia è stato patinato con un colore più scuro, le pareti ridipinte di grigio chiaro per la zona giorno e un colore più scuro “mud” nella sala da pranzo. Le vecchie cornici in gesso sono state lumeggiate con delle dorature fatte a mano e ben calibrate. Nella sala da pranzo la libreria ultra slim in bachelite scura su disegno dell’architetto, accoglie due grandi specchiature che ricalcano la precedente preesistenza delle due porte che collegavano i vecchi appartamenti.

The wall made in grey Iranian travertine has been thought as real sculpture

Green plants and marble are the perfect elements of well being

INTERIOR


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PROJECT CREDITS

Collaborator for Interior Design: LUCA PAVIGLIANITI General Contractor: TARAMELLI Materials: IRAN PALMALISA ZANTEDESCHI Walls: OIKOS Furniture: OUT OF STOCK, CIELO, DEDAR, FLOS, FOSSATI INTERNI, GROPPI, LEMA, NENDO, VIABIZZUNO Architect’s Contemporary Art collection is perfectly fitting inside the old golden frameworks

Green: FRATELLI CALVI Photo: HELENIO BARBETTA

Garibaldi Architects A MILANESE ARCHITECT WITH STRONG ARTISTIC PROJECTIONS, ALESSIA GARIBALDI GRADUATED IN THE POLITECNICO DI MILAN IN 2000 AND IN 2007 FOUNDED HER FIRM, GARIBALDI ARCHITECTS. MAIN PROJECT RECENTLY DELIVERED ARE THE OGR TECH AND LEICA STORE IN TURIN, FONTEVERDE SPA RESORT IN TUSCANY. GA IS CURRENTLY WORKING ON HOSPITALITY AND RESIDENTIAL PROJECTS SUCH AS VELABRO HOTEL IN ROME, GHANA VILLA IN ACCRA AND GOLF CLUB RESORT IN PARIS. ARCHITETTO MILANESE CON UN FORTE PROPENSIONE ARTISTICA, ALESSIA GARIBALDI SI LAUREA AL POLITECNICO DI MILANO NEL 2000 E NEL 2007 FONDA IL SUO STUDIO GARIBALDI ARCHITECTS. I PROGETTI PRINCIPALI RECENTEMENTE COMPLETATI SONO L’INTERIOR DESIGN DELLE OGR TECH DI TORINO, IL NUOVO NEGOZIO LEICA DI TORINO E LA RISTRUTTURAZIONE DEL RESORT TOSCANO FONTEVERDE SPA. GARIBALDI ARCHITECTS STA ATTUALMENTE LAVORANDO SU DIVERSI PROGETTI SIA RESIDENZIALI CHE DI HOSPITALITY QUALI, TRA I PRINCIPALI, LA RISTRUTTURAZIONE DEL VELABRO HOTEL A ROMA, UNA VILLA AD ACCRA IN GHANA E UN GOLF CLUB RESORT A PARIGI.



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Kitchen area. Kitchen is K14 by Norbert Wangen for Boffi with a Cardoso worktop


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Flow Architecture with Magrits

CASCADES

OF LIGHT INTERIOR


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Dining and kitchen area. Above Vibia Wireflow pendant lamp by Arik Levy.

London-based Flow Architecture with Magrits has extensively redeveloped a Victorian terraced house on a leafy and quiet road in Kensington, London. The project consists of the practically complete demolition and reconstruction of the existing dwelling - a large four-storey end-of-terrace house, originally built in 1851 - together with the additionof a basement and a double-height rear-extension. Challenging the traditional way of inhabiting historical housing, the project responds to the needs of a family dissatisfied with the poor quality of light inside the building and with the compartmentalised Victorian layout. Spatial planning was driven by maximising the potential for natural light and the fluidity of the vertically stacked living spaces, in order to accommodate the client’s living requirements and their growing art collection. Set within the Abingdon Conservation Area, the house is subject to a number of planning restrictions, which dictate that its external appearance must be largely preserved. The design features are concentrated towards the core of the building, with the re-organisation revolving around a new interior courtyard that acts as a visual centre to the living spaces. Natural light plays a key role in the project: two large frameless skylights are positioned at the top of the courtyard and the open staircase to enhance the permeability of the building. As a result, abundant daylight fills the heart of the dwelling, carving out the volumes from the original mass and creating a series of fascinating effects.

View of the open staircase. A skylight at the top brings daylight at the core of the building


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Master bedroom on the first floor with the window towards the light-shaft

INTERIOR


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abundant daylight fills the heart of the dwelling, carving out the volumes from the original mass and creating a series of fascinating effects

Lo studio londinese Flow Architecture con Magrits ha ampiamente riqualificato una casa a schiera vittoriana in una strada frondosa e tranquilla a Kensington, Londra. Il progetto consiste nella completa demolizione e ricostruzione dell'abitazione esistente, una grande casa di testa a quattro piani, originariamente costruita nel 1851 insieme all'aggiunta di un seminterrato e di un'ulteriore estensione a doppia altezza effettuata a posteriori. Sfidando il modo tradizionale di abitare le case storiche, il progetto risponde alle esigenze di una famiglia insoddisfatta della scarsa qualità della luce all'interno dell'edificio e della disposizione vittoriana a compartimenti stagni. La pianificazione spaziale è stata guidata dalla massimizzazione del potenziale di luce naturale e dalla fluidità degli spazi abitativi impilati verticalmente, al fine di accogliere sia le esigenze abitative che una crescente collezione d'arte. Situata all'interno della Abingdon Conservation Area, la casa è soggetta a una serie di restrizioni di pianificazione, che impongono che il suo aspetto esterno sia in gran parte conservato. Le caratteristiche del design sono concentrate verso il nucleo dell'edificio, con la riorganizzazione che ruota intorno a un nuovo cortile interno che agisce come un centro visivo per gli spazi abitativi. La luce naturale gioca un ruolo chiave nel progetto: due grandi lucernari senza cornice sono posizionati in cima al cortile e alla scala aperta per migliorare la vivibilità dell'edificio. Come risultato, un'abbondante luce diurna riempie il cuore dell'abitazione, ritagliando i volumi dalla massa originale e creando una serie di effetti affascinanti. The back-terrace and the view towards the back-façade


95 PROJECT CREDITS

Project team: VINCENT NOWAK, ANNARITA PAPESCHI (FLOW ARCHITECTURE), MARIA GRAZIA SAVITO (MAGRITS) Contractor Shell & Core: LONDON BASEMENT Contractor Fit-out: MICHAEL BRADY Consultants Structure: STRUCTUREMODE MEP: SGA CONSULTING Quantity Surveyor: BTP GROUP Lighting Design: MINDSEYE AV Consultant: OPENFIELD TECHNOLOGY Planning Consultant: ADL PLANNING Photo: ©NAARO

Living area on the upper ground floor with the open-staircase

Flow Architecture with Magrits FLOW ARCHITECTURE IS A RIBA CHARTERED PRACTICE WORKING AT THE INTERSECTION OF ARCHITECTURAL DESIGN AND URBAN RESEARCH. QUESTIONING THE FUNDAMENTAL RELATIONSHIP BETWEEN HUMAN AND SPACE, AND AT THE LARGER SCALE BETWEEN CITIZENS AND CITIES, FLOW ARCHITECTURE IS A WORK EXPLORES THE RADICAL POTENTIAL OF UBIQUITOUS TECHNOLOGIES TO DEVELOP COLLECTIVELY CRAFTED EXPERIENCES AND SPACES. MARIA GRAZIA SAVITO IS A LONDON-BASED ARCHITECT WORKING UNDER THEACRONYM OF MAGRITS. MAGRITS BELIEVES IN AN ARCHITECTURE CENTRED ON CONTEST AND PEOPLE. THE PRACTICE IS TO PLACE THE CLIENT AT THE VERY HEART OF THE CREATIVE PROCESS WHILST MAINTAINING A DEEP RESPECT FOR THE DESIGN’S PRINCIPLES. FLOW ARCHITECTURE È UNO STUDIO AUTORIZZATO DA RIBA CHE LAVORA TRA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E RICERCA URBANA. METTENDO IN DISCUSSIONE LA RELAZIONE FONDAMENTALE TRA L'UOMO E LO SPAZIO, E SU SCALA PIÙ AMPIA TRA CITTADINI E CITTÀ, IL LAVORO DI FLOW ARCHITECTURE ESPLORA IL POTENZIALE RADICALE DELLE TECNOLOGIE UBIQUE PER SVILUPPARE ESPERIENZE E SPAZI CREATI COLLETTIVAMENTE. M MARIA GRAZIA SAVITO UN ARCHITETTO CON BASE A LONDRA, CHE LAVORA SOTTO LA SIGLA MAGRITS. MAGRITS CREDE IN UN'ARCHITETTURA CENTRATA SUL CONTESTO E SULLE PERSONE. LA PRATICA CONSISTE NEL PORRE IL CLIENTE AL CENTRO DEL PROCESSO CREATIVO, PUR MANTENENDO UN PROFONDO RISPETTO PER I PRINCIPI DEL DESIGN.

INTERIOR


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View of the entrance overlooking the terrace


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Nomade Architettura

CESCOLINA²

INTERIOR


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99 View of the sloping stained glass window

Cescolina² is the "older sister" of Cescolina, the first home of Selina Bertola (founder of the studio) and her family, "to the square" because in the meantime the family has doubled and from 2 it has gone to 4. This house has something magical, also linked to particular coincidences of fate that convinced Selina to pursue her dream and buy it. The house had been renovated in the late 90s by a Milanese architect who had masterfully transformed an old factory into a home where light is the real protagonist. The house is spread over 4 levels, connected by a sculptural staircase that overlooks the large inclined window. The house looks like a modern reinterpretation of the Roman Domus, which opens onto a central courtyard, in this house made of windows that look at each other. The interiors have been revised, but the plan layout has remained almost unchanged, with the exception of a few small demolitions. ‘Eclectic’ is the adjective that best describes the choices followed in the interiors, a succession of colorful environments, different from each other, as if they were small neighborhoods within a city, each characterized by its own spirit. As much as it can be generically defined Loft, this house manages to maintain separation and privacy, with a secluded and traditional sleeping area.

INTERIOR


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Cinema room, located in the lower ground floor

Cescolina² è la “sorella maggiore” di Cescolina, la prima casa di Selina Bertola (fondatrice dello studio) e della sua famiglia, “alla seconda” perché nel frattempo la famiglia si è duplicata e da 2 si è passati ad esser 4. Questa casa ha un che di magico, legato anche a particolari coincidenze del destino che hanno convinto Selina a perseguire il suo sogno ed acquistarla. La casa era stata ristrutturata alla fine degli anni 90 da un architetto milanese che aveva saputo con grande maestria trasformare un vecchio opificio in una dimora in cui la luce è la vera protagonista. La casa si sviluppa su 4 livelli, collegati da una scalinata scultorea che si affaccia sulla grande vetrata inclinata. Pare una moderna

reinterpretazione della Domus romana, che si apre su una corte centrale, in questo casa fatta di vetrate che si guardano reciprocamente. Sono stati rivisitati gli interni, mantenendo però pressoché invariata la disposizione in pianta, fatta eccezione per qualche piccola demolizione. Eclettico è l’aggettivo che meglio descrive le scelte seguite negli interni, un susseguirsi di ambienti colorati, differenti tra di loro, come fossero piccoli quartieri all’interno di una città, ognuno caratterizzato dal proprio spirito. Per quanto possa esser genericamente definito Loft, questa casa riesce a mantenere separazione e privacy, con una zona notte defilata e tradizionale.


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Nomade Architettura NOMADE ARCHITECTURE AND INTERIOR DESIGN WAS FOUNDED IN 2010 BY SELINA BERTOLA, IT IS A CLEAR EXAMPLE OF HOW DISTINCTIVE SKILLS, PROFESSIONALISM AND COLLABORATION AT SEVERAL LEVELS CAN COEXIST AND PLAY A FUNDAMENTAL ROLE IN AN EXTREMELY COMPETITIVE SECTOR SUCH AS INTERIORARCHITECTURE. FUNDAMENTAL IS THE INTERNATIONAL NETWORK DEVELOPED BY NOMADE, WHICH MAKES IT POSSIBLE TO COLLABORATE WITH OTHER ARCHITECTURAL FIRMS BEYOND THE BORDERS OF THE COUNTRY. NOMADE ARCHITETTURA E INTERIOR DESIGN NASCE NEL 2010: FONDATA DA SELINA BERTOLA, È UN CHIARO ESEMPIO DI QUANTO COMPETENZE DISTINTIVE, PROFESSIONALITÀ E COLLABORAZIONE A PIÙ LIVELLI POSSANO COESISTERE E GIOCARE UN RUOLO FONDAMENTALE IN UN SETTORE ESTREMAMENTE COMPETITIVO COME L’ARCHITETTURA D’INTERNI. FONDAMENTALE È IL NETWORK INTERNAZIONALE SVILUPPATO DA NOMADE, CHE RENDE POSSIBILE LA COLLABORAZIONE CON ALTRI STUDI DI ARCHITETTURA OLTRE I CONFINI DEL PAESE. The kids’ bathroom, tiled with Moroccan cement tiles

The dining room and kitchen are connected, located under the sheds that brighten up the space

PROJECT CREDITS

Contractor: EDLI ECO Electrician: CMR SOCIETÀ COOPERATIVA Mechanical: CTI SERVICE Flooring: PARQUET CLIO Photo: SIMONE FURIOSI The custom made book shelving and the Hermès wallpaper

INTERIOR


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COMFORTABLY

LIGHT

Didonè Comacchio Architects

INTERIOR


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without creating real physical barriers, the spaces appear clear and recognizable

The dining space binds the living area and the kitchen with its open and central position

The aim of the interior project, developed for a young and dynamic couple with refined tastes, is to create a spatial hierarchy in the apartment located at the fifth floor of a building in the centre of Bassano del Grappa. The original space appeared large and empty with an irregular roof and the bulky presence of the elevator that gives direct access to the living area.The apartment, nevertheless, benefits from beautiful views of the city centre, Monte Grappa and Asiago’s plateau. The apartment is functionally rationalised with the use of a few but refined materials. Two elements in the living area regulate the flow: a woodendivider allows a glimpse of the elevator while defining the entrance area and the proportions of the dining room and the large kitchen counter. The size, shape and arrangement of the latter dictate the rhythms of the kitchen.Without creating real physical barriers, the spaces appear clear and recognizable.

Il progetto di interni per una giovane coppia dinamica e dai gusti raffinati, nasce con l’obbiettivo di valorizzare e dare una gerarchia agli spazi dell’appartamento situato al quinto piano di un edificio del centro di Bassano del Grappa che appariva come un grande spazio vuoto, con una copertura irregolare e l’ingombrante presenza dell’ascensore con accesso interno alla zona giorno. Nonostante queste criticità, l’alloggio vanta delle viste di pregio sul centro storico della città, sul massiccio del Grappa e sull’altopiano di Asiago. Con l’utilizzo di pochi ma ricercati materiali, gli spazi interni dell’appartamento vengono razionalizzati.Due sono gli elementi della zona giorno che regolano i flussi all’interno degli ambienti. Il primo è il separé in legno che fa solo intravedere l’ascensore ma allo stesso tempo delimita la zona dell’ingresso e proporziona la sala da pranzo. Il secondo è il grande bancone della cucina. La dimensione, la forma e la disposizione di quest’ultimo detta i ritmi della cucina. Senza creare delle vere e proprie barriere fisiche, gli spazzi appaiono chiari e riconoscibili.


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The rhythmic presence of the light is recalled by the wood elements

The wooden divider hides the circulation of the apartment becoming backdrop for the main spaces

The monolithic presence of the concrete kitchen island is counterbalanced by the white and wood finishes

INTERIOR


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DIDONÉ COMACCHIO ARCHITECTS WORKS IN DIFFERENT SCALES OF ARCHITECTURAL PRACTICE WITH A PROVISION FOR MATERIAL AND SENSORY EXPERIMENTATION, APPLYING A DESIGN PHILOSOPHY WHEREBY THE POTENTIAL OF THE CONTEXT IS CONSIDERED THE ORIGIN OF THE RESEARCH PROCESS. THE INCIPIT OF DESIGN PROCESSING IS READING AND REINTERPRETATION, IN WHICH THE RESULT IS AN ARTIFACT, A CONCEPT THAT COMPLETES THE BASIC INITIAL CONDITION, MAKING THE PROJECT STAGED THE REALITY IN WHICH IT IS INSERTED. THE INTERVENTIONS ARE DECLARED THROUGH THE USE OF A FEW BUT CLEAR ARCHITECTURAL GESTURES THAT BECOME AN AMPLIFICATION OF THE PROJECT CHOICES.

DIDONÉ COMACCHIO ARCHITECTS OPERA IN DIVERSE SCALE DELLA PRATICA ARCHITETTONICA CON UNA DISPOSIZIONE ALLA SPERIMENTAZIONE MATERIALE E SENSORIALE, APPLICANDO UNA FILOSOFIA PROGETTUALE PER CUI LE POTENZIALITÀ DEL CONTESTO SONO CONSIDERATE L'ORIGINE DEL PROCESSO DI RICERCA. L'INCIPIT DELL'ELABORAZIONE PROGETTUALE È LA LETTURA E LA REINTERPRETAZIONE, IL RISULTATO È UN ARTEFATTO, UN CONCETTO CHE COMPLETA LA CONDIZIONE INIZIALE DI BASE, IN MODO CHE IL PROGETTO RAPPRESENTI LA REALTÀ IN CUI È INSERITO. GLI INTERVENTI SONO DICHIARATI ATTRAVERSO L'USO DI POCHI MA CHIARI GESTI ARCHITETTONICI CHE DIVENTANO UN'AMPLIFICAZIONE DELLE SCELTE PROGETTUALI.

Didonè Comacchio Architects Custom furniture are designed around the existing constraints by the experienced craftsman

C

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PROJECT CREDITS

Collaborators: ARCH. ALEX BUNEA Electrical part: OLEV LIGHT, LINEALIGHT GROUP Kitchen: ZAMPIERI CUCINE, ARS NOVA, BIGI MOBILI Styling: MAKETHATSTUDIO Photo: ALBERTO SINIGAGLIA


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The wallpaper R-evolution

Via Golfarelli, 90/2 - 47122 Forlì - Italia Tel. 0543 1991300

www.evestyle.it

www.matteobosi.it

EVE STYLE s.r.l.

INTERIOR


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KALEIDOSCOPE TOWER Benedetto Camerana

PROJECT

Floor 10-11, the Fontanot staircase, Lexus custom model


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P RT O C RT IN E RJ IE O


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Floor 14, cylindrical volume with open kitchen


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Suspended in an indefinable space-time dimension, the residences redesigned by Camerana for Reale Immobili welcome the view of Turin, making itthe main protagonist. We are in the interior of the Reale Mutua skyscraper, also known as Torre Littoria, built in 1934 to house offices and residences of the Reale Mutua Assicurazione company. The design of the new flats enhances the view of the city andbrings the synoptic landscape into the interior by eliminating partitions, creating a large open space living area and using glass and reflective surfaces. Among the suggestions underlying the project are personal memories, such as the first flight in an airplane with the landing on Turin above Piazza Castello, the trip to New York and the modernity of the Jumbo jet, the internal spiral staircase, the polyester surfaces and the sinuosity of Saarinen at the TWA terminal, but also the design imprints of the past and the visions of the Theatrum Sabaudie. These themes had already inspired the renovation of floor 13 in 2003, which Camerana transformed into his own home. The neutral grey of the partitions, the dark ceilings and light walls recreate the chromatic and luminous variations of the sky and act as a background for the succession of windows overlooking the city as if they were paintings. These well-balanced interiors are animated by a play of reflections on the internal glass surfaces, shiny or mirrored, which multiply the views of Turin's symbolic buildings, generating a sort of baroque.

Sospese in una dimensione spazio-temporale indefinibile, le residenze ridisegnate da Camerana per Reale Immobili accolgono la vista di Torino rendendola la protagonista principale. Siamo negli interni del Grattacielo Reale Mutua, conosciuto anche come Torre Littoria, realizzato nel 1934 per ospitare uffici e residenze della Società Reale Mutua Assicurazione. Il progetto dei nuovi appartamenti sceglie di valorizzare l’affaccio sulla città e di portare all’interno la sinottica del paesaggio attraverso l’eliminazione delle partizioni, l’apertura di una grande zona giorno open space e l’utilizzo di superfici vetrate e riflettenti. Tra le suggestioni alla base del progetto ci sono memorie personali, come il primo volo in aeroplano con l’atterraggio su Torino sopra piazza Castello, il viaggio a New York tra le modernità del Jumbo jet, la scala elicoidale interna, le superfici in poliestere e le sinuosità di Saarinen all’arrivo del terminal TWA, ma anche le impronte progettuali del passato e le visioni del Theatrum Sabaudie. Temi che avevano già ispirato la ristrutturazione del piano 13 nel 2003, trasformato da Camerana nella propria abitazione. Per le partizioni opache è stata scelta la neutralità del grigio, scuro per i soffitti e chiaro per le pareti, in grado di restituire le variazioni cromatiche e luministiche del cielo e fungere da sfondo per la successione di finestre-quadro sulla città. Questi equilibrati interni sono animati da un gioco di riflessioni sulle superfici interne vetrate, lucide o specchianti, che moltiplicano e sovrappongono le vedute degli edifici simbolo di Torino generando una sorta di caleidoscopio barocco.

INTERIOR


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Benedetto Camerana BENEDETTO CAMERANA ARCHITECT, LANDSCAPE ARCHITECT, PHD IN HISTORY OF ARCHITECTURE AND URBAN PLANNING. IN 1997 HE FOUNDED CAMERANA&PARTNERS IN TURIN, WITH WHICH HE CONDUCTED DESIGN RESEARCH CENTRED ON THE INTEGRATION OF ARCHITECTURE AND LANDSCAPE, IN THE DIRECTION OF "GREEN ARCHITECTURE" WITH A CLEAR ENVIRONMENTAL FOCUS, INCLUDING THE EXPERIMENTAL USE OF INNOVATIVE TECHNOLOGIES AND NATURAL ENERGY-SAVING SYSTEMS. BENEDETTO CAMERANA ARCHITETTO, PAESAGGISTA, PHD IN STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’URBANISTICA. NEL 1997 AVVIA A TORINO CAMERANA&PARTNERS, C O N C U I P O R TA A V A N T I U N A R I C E R C A PROGETTUALE INCENTRATA SULL’INTEGRAZIONE TRA ARCHITETTURA E PAESAGGIO, NELLA DIREZIONE DI UNA “GREEN ARCHITECTURE” DI CHIARA MATRICE AMBIENTALE, CON L’UTILIZZO ANCHE SPERIMENTALE DI TECNOLOGIE INNOVATIVE E SISTEMI NATURALI DI RISPARMIO DI ENERGIA.

Floor 18, the panoramic bathroom overlooks S. Lorenzo and the dome of S. S. Sindone

PROJECT CREDITS

Commission: REALE IMMOBILI Consultants: EQ INGEGNERIA, EL, STUDIO PIGNATTA, STUDIO PIRETTA, NO.T ARCHITETTI Suppliers: COGNO ARREDAMENTI, FONTANOT, GAROFOLI, GRANITIFIANDRE, ILTI, IRINOX, MCD, MISERERE, POZZEBON, ROSTAGNO Photo: STUDIO ARCH. CAMERANA

The view from Piazza Castello


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Floor 15, the kitchen and the living area

IN P RT O E RJ IE O C RT

Central Atrium "Glass Crown"


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THE RETAIL

Three winning actions to transform brands from shopping to experience.

REVOLUTION Tre azioni vincenti per trasformare i brand da shopping ad experience. Simona FRANCI

1

Omnichannel

RETHINKING CONCEPT STORES RIPENSARE I CONCEPT STORE

2

Virtual Reality

PUSHING THE LIMITS TO CREATE WONDERLAND SUPERARE I LIMITI PER DARE VITA A WONDERLAND

3

Phygital experience

PUSHING THE LIMITS TO CREATE WONDERLAND ATTUARE UNA COMUNICAZIONE VINCENTE


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IN THE NEXT FIVE YEARS, CONSUMERS WILL CONTINUE TO SPEND OFFLINE, BUT, BECAUSE THE ONLINE SHOPPING WILL CONTINUE TO GROW, RETAILERS WILL HAVE TO COMBINE BOTH THE EXPERIENCES, DIGITALLY ON LINE AND PHYSICALLY IN THE STORE TO GENERATE MAXIMUM PROFITS.” “ RESELLERS WITH A STRONG DIGITAL OFFERING WILL INCREASE SALES OVER THE NEXT FIVE YEARS. ALTHOUGH THE CRISIS HAS ACCELERATED THE ADOPTION OF DIGITAL AND ONLINE SALES ARE GROWING, IT IS EXPECTED THAT IN 2024 THE MAJORITY OF PURCHASES WILL STILL MADE OFFLINE (78% COMPARED WITH 22% OF ONLINE PURCHASES) “NEI PROSSIMI CINQUE ANNI I CONSUMATORI CONTINUERANNO A SPENDERE OFFLINE MA, POICHÉ LA SPESA ONLINE CONTINUERÀ A CRESCERE, I RIVENDITORI DOVRANNO COMBINARE LE ESPERIENZE DIGITALI E IN NEGOZIO PER GENERARE IL MASSIMO PROFITTO.” “I RIVENDITORI CON UNA SOLIDA OFFERTA DIGITALE INCREMENTERANNO LE VENDITE NEI PROSSIMI CINQUE ANNI. ANCHE SE LA CRISI HA ACCELERATO L’ADOZIONE DEL DIGITALE E LE VENDITE ONLINE SONO IN CRESCITA, SI PREVEDE CHE NEL 2024 LA MAGGIOR PARTE DEGLI ACQUISTI VERRÀ ANCORA REALIZZATA OFFLINE (78% RISPETTO AL 22% DI ACQUISTI ONLINE)” The Future of Retail by Pablo Pérez, Georgie Altman / September 2020

1Omnichannel THE STRENGTH OF OFFLINE

RIPENSARE I CONCEPT STORE

The strength of offline

La forza dell’offline

The pandemic has acted as a compressor limiting the physical carrying out of our lives and has brought out in all possible ways the value of the “online” as a means of escape and contact, but it will be precisely within its end that the expansion and relaunch of the desire for physical experience, for socialization, for the re-appropriation of spaces and places will be generated. However, the needs of consumers will no longer be the same as before, they will return to the store but will inevitably be transformed and not only for a theme related to hygiene, which in some way has already been overcome, but because we will all need to be more involved and we will appreciate more those brands that will be able

La pandemia ha agito da compressore limitando lo svolgimento fisico delle nostre vite ed ha fatto emergere in tutte le modalità possibili il valore dell’online come mezzo di evasione e di contatto, ma sarà proprio nella sua fine che si genererà l’espansione ed il rilancio del desiderio dell’esperienza fisica, della socializzazione, della riappropriazione degli spazi e dei luoghi. Le esigenze dei consumatori però non saranno più quelle di prima, torneranno in negozio ma saranno inevitabilmente trasformati e non soltanto per un tema legato all’igiene, che in qualche modo è già stato superato, ma perchè avremo tutti bisogno di essere maggiormente coinvolti e apprezzeremo di più i brand che sapranno dare un senso nuovo alla customer journey.

to give a new meaning to the customer journey. The very concept of the image of the stores will have to be rethought, creating an identity, a uniqueness and an immersive and integrated experience for each brand, making it desirable, interesting and innovative in our eyes. Starting from luxury brands, the sales strategy will have to change and the architecture of the space will be one of the tools necessary to give life to new places in which the identification with the values of the brand will no longer be sought through luxurious and exclusive spaces and materials, but through solutions capable of reaching people’s hearts with transparency and authenticity. Solutions capable of transmitting values of sustainability, sensitivity and commitment to the planet and to others that are true and simple, will surely prevail.

Dovrà essere ripensato il concetto stesso dell’immagine dei negozi, andando a creare per ogni brand un’ identità, un’ unicità ed esperienza immersiva ed integrata, che lo renda ai nostri occhi desiderabile, interessante e innovativo. Partendo dai brand del lusso la strategia di vendita dovrà cambiare e l’architettura sarà uno degli strumenti necessari a dare vita a nuovi luoghi in cui non si ricercherà più l’identificazione con i valori del brand attraverso spazi e materiali lussuosi ed esclusivi, ma prevarranno le soluzioni in grado di arrivare al cuore delle persone con trasparenza e autenticità, che siano in grado di trasmettere valori di sostenibilità, di sensibilità e di impegno verso il pianeta e verso gli altri che siano veri e semplici.

FOCUS

RETAIL


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LET’S IMAGINE THE FUTURE OF BRANDS THROUGH 4 SCENARIOS THAT CAN DEFINE THE NEW RETAIL MARKET: IMMAGINIAMO IL FUTURO DEI BRAND ATTRAVERSO 4 SCENARI IN GRADO DI DEFINIRE IL NUOVO MERCATO DEL RETAIL:

IMMERSIVE, MULTISENSORY AND INNOVATIVE SHOPPING SHOPPING IMMERSIVO, MULTISENSORIALE E INNOVATIVO Boutiques, as well as most of the commercial base of our cities (bookstores, bars, bistros, etc.), can no longer be thought as simply places to show products, but will become real containers of experiences, spaces of continuous discovery (of products, activities, services) where to foster relationships and feel more and more part of a community. Omnichannel therefore means elevating the customer experience in the store by enhancing the architectural image at the service of the new business model of the brands in response to new needs, greater awareness and specificity of consumers.

SHOP AS A PLACE FOR AGGREGATION AND PARTICIPATORY EXPERIMENTATION NEGOZIO COME LUOGO DI AGGREGAZIONE E SPERIMENTAZIONE PARTECIPATA

VERSATILE, MULTIFUNCTIONAL, HYBRID AND FUN SPACES SPAZI VERSATILI, MULTIFUNZIONALI, IBRIDI E DIVERTENTI

Le boutique, così come la maggior parte dello zoccolo commerciale delle nostre città (librerie, bar, bistrot, etc), non potranno più essere pensate solo come luoghi dove mostrare i prodotti, ma diventeranno reali contenitori di esperienze, spazi di continua scoperta (di prodotti, attività, servizi) dove favorire le relazioni e sentirsi sempre più parte di una comunità. Omnichannel significa quindi elevare la customer experience nel negozio valorizzando l’immagine architettonica a servizio del nuovo modello di business dei brand in risposta alle nuove esigenze, ad una maggiore consapevolezza e specificità dei consumatori.

LOCAL SPECIFICITY, ENHANCEMENT OF PROXIMITY SHOPS THAT CAN OFFER EMOTIONAL EXPERIENCES WITH HIGH ADDED VALUE IN TERMS OF RELATIONSHIPS AND CONTACT WITH THE TERRITORY SPECIFICITÀ LOCALE, VALORIZZAZIONE DEI NEGOZI DI PROSSIMITÀ CHE POSSONO REGALARE ESPERIENZE EMOZIONALI CON ALTO VALORE AGGIUNTO IN TERMINI DI RELAZIONI E CONTATTO CON IL TERRITORIO


2 Virtual Reality PUSHING THE LIMITS AND CREATING WONDERLAND

The strength of online

1. T he Virtual Experience is an irreversible process for Brands, an evolution of current online shopping into the 3d e-commerce Experience as a tool to support the business.

2. I t is still a young field whose first applications are being seen in

117 RETAILERS WILL NEED TO PAY LESS ATTENTION TO WHERE THE TRANSACTION TAKES PLACE AND FOCUS ON INTEGRATING ONLINE AND OFFLINE EXPERIENCES. RETAILERS NEED TO MEET GROWING CONSUMER EXPECTATIONS AND DELIVER SEAMLESS EXPERIENCES. THIS MEANS THAT THERE IS NO TURNING BACK FROM INVESTING IN DIGITAL TRANSFORMATION

the fashion world through Virtual Boutiques and Digital Shows, just as Virtual Tours were born for Art, finding expanding into the sale sector of the works as well as a response to cultural visits.

“I RETAILER DOVRANNO DARE MENO IMPORTANZA AL LUOGO IN CUI AVVIENE LA TRANSAZIONE E CONCENTRARSI SULL’INTEGRAZIONE DELLE ESPERIENZE ONLINE E OFFLINE. I RIVENDITORI DEVONO SODDISFARE LE CRESCENTI ASPETTATIVE DEI CONSUMATORI E OFFRIRE ESPERIENZE OMOGENEE. CIÒ SIGNIFICA CHE NON SI PUÒ FARE MARCIA INDIETRO RISPETTO ALL’INVESTIMENTO NELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE”

3. I t requires specific competence in the logic related to the world of

The Future of Retail by Pablo Pérez, Georgie Altman / September 2020

Retail and the design of the Brand Image, and must be correctly conceived, developed and linked to the business logic and values of each individual Brand.

4. T he Virtual Experience is the Stage where the brand talks about itself, creates a bond with its community and experiments. From a business point of view, it is the extension of the real boutique, with a sale that must be integrated and fluid between online and offline, capable of generating a considerable increase in sales and an increase in the perceived value of the brand.

5. I t is transversal and not just the exclusive prerogative of luxury brands, it can prove to be a great tool for the benefit of younger brands that with a reduced investment, compared to the network of boutiques, shop-in-shops, flagship stores, will be able to conquer slices of the market and new targets.

6. I t allows an immediate update of all the products in the collection and also the image of the store which can be adapted to the latest trends, with an absolutely reduced time and cost commitment compared to brick and mortar.

SUPERARE I LIMITI E DARE VITA A WONDERLAND

La forza dell’online

1. L a Virtual Experience è un processo irreversibile per i Brand, evoluzione dello shopping online attuale nella 3d e-commerce Experience come strumento a supporto del business.

2. É un campo ancora giovane di cui si stanno vedendo le prime applicazioni nel modo della moda attraverso le Virtual Boutique e i Digital Show, così come nell’arte sono nati i Virtual Tour che possono trovare espansione anche nel settore della vendita delle opere oltre che come risposta alle visite culturali.

3. R ichiede una competenza specifica delle logiche legate al mondo del Retail e alla progettazione della Brand Image, e deve essere correttamente pensata, sviluppata e legata alle logiche di business e ai valori di ogni singolo Brand.

4. L a Virtual Experience è il palcoscenico in cui il brand si racconta, crea un legame con la propria community e sperimenta. Da un punto di vista del business è l’estensione della boutique reale, con una vendita che deve risultare integrata e fluida tra online e offline, in grado di generare un aumento considerevole delle vendite e un incremento del valore percepito del brand.

5. É trasversale e non essendo prerogativa esclusiva dei brand del lusso, può rivelarsi un grande strumento a vantaggio dei marchi più giovani che con un investimento ridotto, rispetto alla rete di boutique, shop in shop, flagship store, potranno conquistare fette di mercato e nuovi target.

6. C onsente un aggiornamento immediato sia di tutti i prodotti della collezione sia anche dell’immagine del negozio che può essere adattata alle ultime tendenze, con un impegno temporale e di costi assolutamente ridotto rispetto al brick and mortar.

FOCUS

RETAIL


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VANTAGGI La Virtual Reality applicata correttamente genera almeno 15 vantaggi per i brand:

1. È uno strumento di marketing; 2. F avorisce la crescita del business

BENEFITS Virtual Reality, when applied correctly generates at least 15 benefits for brands:

1. It is a marketing tool; 2. It favors the growth

of the business to support the commercial development of the brand, without any limit of space and time; 3. Determines an acceleration of the customer contact process; 4. Allows the display of all the models of the collection, also configurable directly by the customer; 5. Enhance the storytelling of the Brand by sharing immersive video content, images and play ground; 6. It has an immediacy in contact and involvement, in fact it is an online platform accessible to anyone on the web: easy, fast and updatable; 7. It facilitates the implementation of Lead Generation with the possibility for the brand to create a link with the CRM; 8. It is the evolution of online shopping, involving the customer in an active and immersive experience in the brand; 9. Generate an innovative, engaging and personal customer journey. The brand can use it both as a tool through which personal assistants can interact with customers remotely at any time and make them live a guided shopping experience, and through artificial intelligence able to understand the customer’s tastes and propose them the right item; 10. It makes every collection or capsule collection immediately upgradeable and can be used both during the launch of fashion shows with unpublished content, and as a sales showroom; 11. Allows users to access and download all audio, video, graphic content and to share them in turn, thus generating a virtuous marketing chain and a sense of belonging to the brand; 12. A significant increase in traffic on the virtual boutique has been demonstrated compared to the number of people visiting the physical store; 13. The infinite possibilities of creating continuously transformable virtual spaces, adaptable to the collection and to the moment, have the imagination as their only limit; 14. It can be used by the brand Store Planners during the project approval phases, but also in the Construction Phase as a “talking project” to follow all the details of the progress; 15. It is also a useful tool for showroom maintenance purposes, with a database of all the materials present in the Boutique to allow them to be updated over time .

a supporto dello sviluppo commerciale del brand, senza nessun limite di spazio e tempo; 3. D etermina un’ accelerazione del processo di contatto con i clienti; 4. C onsente il display di tutti i modelli della collezione, anche configurabili direttamente dal cliente; 5. P otenzia lo storytelling del Brand attraverso la condivisione di contenuti video, immagini e play ground immersivi; 6. H a un’immediatezza nel contatto e coinvolgimento, si tratta infatti di una piattaforma on-line accessibile a chiunque sul web: facile, veloce e aggiornabile; 7. F acilita l’implementazione della Lead Generation con la possibilità per il brand di creare un collegamento con il CRM; 8. D i fatto è l’ evoluzione dello shopping online, coinvolgendo il cliente in un’esperienza attiva ed immersiva nel brand; 9. G enera una customer journey innovativa, coinvolgente e personale. Il brand può usarlo sia come strumento attraverso il quale i personal assistent possono interagire con i clienti da remoto in ogni momento e far vivere loro un’esperienza di acquisto guidato, sia attraverso l’intelligenza artificiale in grado di capire i gusti del cliente e proporgli i capi giusti; 10. R ende immediatamente aggiornabile ogni collezione o capsule collection e può essere utilizzato sia durante il lancio delle sfilate con contenuti inediti, sia come Showroom di vendita; 11. C onsente agli utenti di accedere e scaricare tutti i contenuti audio, video, grafiche e di poterli condividere a loro volta, generando così una catena virtuosa di marketing e un senso di appartenenza al brand; 12. È stato dimostrato un aumento importante del traffico sulla boutique virtuale rispetto al numero di persone che visitano il negozio fisico; 13. L e infinite possibilità di creare spazi virtuali continuamente trasformabili, adattabili alla collezione e al momento, hanno come unico limite l’immaginazione; 14. P uò essere utilizzato dagli Store Planner dei brand durante le fasi di approvazione del progetto, ma anche nella Construction Phase come “progetto parlante” per seguire tutti i dettagli degli stati di avanzamento; 15. É uno strumento utile anche ai fini manutentivi dello showroom, con un data base di tutti i materiali presenti nella Boutique per consentirne l’aggiornamento nel tempo.

FORTEBIS www.fortebis.com Simona Franci, Design Director


119 THE RETAIL AR AND VR MARKET WILL REACH $ 1.6 BILLION BY 2025. STATISTICS SHOW THAT TWO-THIRDS OF INTERNET USERS WOULD BE INTERESTED IN VIRTUAL REALITY, AND 63% SAID SUCH TECHNOLOGIES WOULD CHANGE THE WAY THEY SHOP. VIRTUAL REALITY IN THE RETAIL SECTOR IS STILL IN ITS INFANCY, BUT THE PROMISE OF SOMETHING NEW AND INNOVATIVE IS ALREADY TEMPTING “IL MERCATO DI AR E VR NELLA VENDITA AL DETTAGLIO RAGGIUNGERÀ $ 1,6 MILIARDI ENTRO IL 2025. LE STATISTICHE MOSTRANO CHE DUE TERZI DEGLI UTENTI DI INTERNET SAREBBERO INTERESSATI ALLA REALTÀ VIRTUALE E IL 63% HA AFFERMATO CHE TALI TECNOLOGIE CAMBIEREBBERO IL MODO IN CUI FANNO ACQUISTI. LA REALTÀ VIRTUALE NEL SETTORE DELLA VENDITA AL DETTAGLIO È ANCORA NELLA SUA FASE INIZIALE, MA LA PROMESSA DI QUALCOSA DI NUOVO E INNOVATIVO È GIÀ ALLETTANTE” Goldman Sachs

3 Phygital experience IMPLEMENTING SUCCESSFUL COMMUNICATION

Perfect combo between offline and online

Communication, perfectly coordinated between online and offline, plays a fundamental role in uniting the real and virtual parts . The world of the brand must be fluid, clear and interconnected, creating ways and places in which all the elements of interaction that the user has at his disposal merge to enter the world that the brand tells and proposes as virtual and physical digital experiences in shop.

ATTUARE UNA COMUNICAZIONE DI SUCCESSO

Combo perfetta tra offline e online

Ruolo fondamentale per unire la parte reale e quella virtuale lo svolge la comunicazione che deve essere perfettamente coordinata tra online e offline. Il mondo del brand deve risultare fluido, chiaro ed interconnesso, creando modi e luoghi in cui si fondono tutti gli elementi di interazione che l’utente ha a disposizione per entrare nel mondo che il brand racconta e propone come esperienze digitali virtuali e fisiche in negozio.

Designing the architectural image, be it physical or virtual, requires a profound knowledge of the logic that guide the large international groups operating in the Retail sector and owning the main luxury brands. Now more than ever this sector needs skills capable of connecting all sectors of the brand in a single communication that must be clear, engaging, identified, through spaces that welcome and involve, creating wow moments that will make the bond with the brand. Through our daily work with the major international brands we have identified 4 ACTION POINTS which are the basis for a winning image, capable of involving and transmitting a brand and making it explode in all communication channels: Progettare l’immagine architettonica, fisica o virtuale che sia, richiede una profonda conoscenza delle logiche che guidano i grandi gruppi internazionali che operano nel Retail e che possiedono i principali marchi del lusso. Adesso più che mai questo settore necessita di competenze in grado di collegare tutti i settori del brand in un’unica comunicazione che deve essere chiara, coinvolgente, identificativa, attraverso spazi che accolgano e coinvolgano, creando wow moments che renderanno unico il legame con il brand. Attraverso il nostro quotidiano lavoro con i maggiori brand internazionali abbiamo individuato 4 ACTION POINTS che sono la base da cui si genera un’immagine vincente in grado di coinvolgere e di trasmettere un brand facendolo esplodere in tutti i canali comunicativi:

Each of these points expands through a precise series of steps from which the correct solutions arise to generate the new shopping experience, the most immersive, free and exciting that has ever been created! Ciascuno di questi punti si espande attraverso una serie ben precisa di passaggi da cui scaturiscono le soluzioni corrette per generare la nuova esperienza di shopping, il più immersivo, libero ed entusiasmante che sia mai stato creato!

RETHINK the experience starting from outside the store, from the welcome to the closing RIPENSARE all’esperienza partendo dall’esterno del negozio, dal welcome fino al closing

REDESIGN the exhibition area in a more lively and flexible way, where people can be involved in an interactive experience with the different products and with the brand itself RIDISEGNARE l’area espositiva in modo più vivace e flessibile, dove le persone possono essere coinvolte in un’esperienza interattiva con i differenti prodotti e con il brand stesso

TRANSFORM the store into a laboratory-like space where customers can experiment with different products and experience the history of the brand TRASFORMARE il negozio in uno spazio simile ad un laboratorio dove i clienti possono sperimentare i diversi prodotti e vivere la storia del brand

EVOLVING boutique shopping into a community area where people can meet their peers and share their passion for the brand, feeling like they are part of a club rather than a store EVOLVERE lo shopping in boutique in una community area dove le persone possono incontrare i loro coetanei e condividere la loro passione per il brand, sentendosi come se fossero parte di un club piuttosto che in un negozio

FOCUS

RETAIL


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Ilaria MARELLI

CONCEPT

FITTING

ROOM IN THE CENTER


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"Retail" of the product: I believe that the mistake in recent years has been to remain anchored to this product-centric vision: today in a physical shop, from fashion to design, from food to pharmaceuticals, we look for advice, service, experience, social interaction and ultimately the purchase of the product - which could in any case also be purchased online. In the pre-digital era, having lots of products in the shop was certainly the only way to showcase the breadth of the range and provide a timely service, but today, with a catalogue just a click away on a smartphone, why not put the user's experience back at the centre, enhancing it? This is why - in the fashion field - I have come up with a concept that is a small Copernican revolution: FITTING ROOM IN THE CENTRE. Why are fitting rooms always located in the "backrooms" of exhibition spaces - when they are actually the most important place - where people decide whether or not to buy? So I came up with a concept designed to provide a better service to the customer while reducing the size of the shops and making them more widespread in the area, based on a new logic of interaction management, which is effective and pragmatic, but also friendly and more sustainable, because it avoids the unresolved waste of the "last mile" of online sales, and the costs of renting large, and often useless, physical shop sizes.

“Retail” significa “vendita al dettaglio” del prodotto: credo che l’errore in questi ultimi anni sia stato rimanere ancorati a questa visione prodotto-centrica: oggi in un negozio fisico, dalla moda al design, dall’alimentare al farmaceutico, cerchiamo consulenza, servizio, esperienza, socialità e alla fine l’acquisto del prodotto - che potrebbe in ogni caso essere anche acquistato online In un’epoca pre-digitale avere tanti prodotti in negozio era certo l’unico modo per mostrare l’ampiezza di gamma e dare un servizio puntuale, ma oggi, con un catalogo a portata di click nello smart phone, perché non riportare al centro l’esperienza dell’utente, valorizzandola? Per questo - in ambito moda - ho ideato un concept che è piccola rivoluzione copernicana: IL CAMERINO AL CENTRO. Perché infatti camerini stanno sempre nei “refusi” degli spazi espositivi – quando in realtà sono il luogo più importante - dove si decide se comprare oppure no? Ho così ideato concept pensato per dare un miglior servizio al cliente e allo stesso tempo ridurre le dimensioni dei punti vendita e renderli più diffusi nel territorio, basato su una nuova logica di gestione dell’interazione, che sia efficace e pragmatica, ma anche friendly e più sostenibile, perché si evitano gli sprechi irrisolti del “last mile” della vendita online, e i costi degli affitti di grandi, e spesso inutili, metrature dei negozi fisici.

FOCUS

RETAIL


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A hybrid solution between a logistics hub and a point of sale that combines the best of online: the "where and when you want it", the complete catalogue, with the best of the shop: proximity, the physical presence of the product, the fitting room, the purchase as a social event, with all the charm of an architectural space dedicated to product testing... certainly not the functional anonymity of an Amazon locker! In this way, the shop becomes a place of experience and information, where the display of products can be limited to the "must-have" items of the season, occupying a small, frequently rotating space with the latest news and trends. A format that I had conceived pre-pandemic but that in these months of accelerating online sales and a black crisis in physical retail makes even more sense. A concept that can be interpreted on different levels: I have imagined three different scenarios - also in terms of complexity - that all revolve around the theme of physical-digital retail and the fundamental experience of the fitting.

Visual in cooperation with Stefania Iannelli

Una soluzione ibrida tra hub logistico e punto vendita che combina il meglio dell’online: il “dove e quando vuoi”, il catalogo completo, con il meglio del negozio: la prossimità, la presenza fisica del prodotto, il camerino di prova, l’acquisto come evento sociale, con tutto il fascino di uno spazio architettonico dedicato alla prova del prodotto …non certo l’anonimità funzionale di un amazon locker! In questo modo il negozio diventa quindi uno luogo di esperienza e informazione, dpve l’esposizione dei prodotti può essere limitata ai “must have” della stagione, occupando uno spazio ridotto e a rotazione frequente, con le ultime novità e tendenze. Un format che avevo ideato pre-pandemia ma che in questi mesi di accelerazione dell’online e crisi nerissima del retail fisico, assume ancora più senso. Un concept che può declinarsi a diversi livelli: ho immaginato infatti tre scenari differenti - anche come complessità - che ruotano tutti attorno al tema del retail fisico-digitale e all’esperienza fondamentale della prova dell’abito.


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+ Focus on consumer service: where you want / when you want / at an attractive price

+ Focus on the product to "see, try, touch".

Focus sul servizio al consumatore: dove vuoi / quando vuoi / a un prezzo interessante

+ Sociality of the shopping experience Socialita dell'esperienza d'acquisto _ Scelta limitata: sia di prodotto sia delle modalita

+ Complete offer available on digital shop window _ Offerta completa disponibile sulla vetrina digitale _ Lack of sensorial experience of the product

(fundamental in the fashion sector) Manca l'esperienza sensoriale del prodotto (fondamentale nel settore moda) Lack of ritual of shopping as a moment of entertainment Manca la ritualita dello shopping come momenta di svago

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1. C LOTHES TEST CHAIN: "sales points" (or service points?) developed on small spaces, which focus on the fitting experience in the fitting room of the clothes booked online - to which, why not, also a corner with reception services: coffee and wellness culture.

2. P OP UP TEST - THE FASCINATION OF THE TRIAL cultural spaces (theatres, for example), restaurant spaces, to be used during off-peak hours as special places to try on clothes: an operation of strong recognisability for the brand that promotes it, of economic support to cultural realities and service of excellence, and certainly of impact for the customer: the dress tried on on the stage of La Scala, or in a starred restaurant - has another charm compared to the test in one's bedroom of a garment bought online!

3. P LATFORM - FOR INDEPENDENT STOREKEEPERS: individual retailers certainly cannot afford on their own an efficient management structure for online, warehousing and deliveries equal to that of the big players on and offline. Following the example of Airbnb, Deliveroo, why not think of a platform that could be the organisational logistics body capable of networking individual points of sale with a standardised format, but a specificity of the individual offer? Three win-win solutions - which, in their territorialisation, recognise the importance of shops and shopping streets in terms of their value as places of social interaction in a city and not just as spaces for pure business: the restaurants and shops with their shutters down that we have seen in recent months are basically a foretaste of what could happen if alternative solutions are not explored. This is why I believe it is necessary to invest in new concepts - because we all want to return to a "new normal" in the near future, one that is also rich in quality and social living.

Focus sul prodotto da «vedere provare toccare»

di fruizione del servizio Limited choice: both of product and of the way of using the service Esposizione tradizionale: capi su barra / manichino Traditional display: garments on a bar / mannequin

_

1. C ATENA DI PROVA DEGLI ABITI: “punti vendita” (o punti servizio?) sviluppati su piccole metrature, che mettono al centro l’esperienza di prova nel camerino degli abiti prenotati on line – al quale abbinare, perché no, anche un corner con servizi di accoglienza: caffè cultura benessere.

2. P OP UP TEST - IL FASCINO DELLA PROVA spazi della cultura (i teatri ad esempio), spazi della ristorazione, da utilizzare negli orari morti come luoghi speciali della prova del vestito: un’operazione di forte riconoscibilità per il brand che lo promuove, di supporto economico a realtà culturali e di servizio di eccellenza, e di sicuro di impatto per il cliente: il vestito provato sul palco della Scala, o al ristorante stellato – ha un altro fascino rispetto alla prova nella propria camera da letto di un capo comprato on line!

3. P IATTAFORMA - PER I NEGOZIANTI INDIPENDENTI: il singolo retailer non può sicuramente permettersi da solo un’efficiente struttura gestionale dell’online, del magazzino, delle consegne pari a quella dei grandi player on e off line. Sull’esempio di Airbnb, Deliveroo, perché non pensare ad una piattaforma che possa essere l’ente logistico organizzativo in grado di mettere in rete singoli punti vendita con una standardizzazione del format, ma una specificità della singola offerta? Tre soluzioni win-win - che nella loro territorializzazione vanno a riconoscere l’importanza dei negozi, e delle vie commerciali per il loro valore come luoghi della socialità di una città e non solo come spazi del puro business: i ristoranti e negozi con le serrande abbassate che abbiamo visto in questi mesi sono in fondo l’anticipazione di quello che potrebbe succedere se non si esplorano soluzioni alternative. Per questo credo serva investire in nuovi concept - perché tutti vogliamo ritornare a breve a un “new normal” che sia anche ricco di qualità e di ricchezza del vivere sociale.

ILARIA MARELLI Architetto, designer, e lecturer presso il Politecnico di Milano e NABA, basa la propria attività, su un approccio strategico e human-centered, spaziando in vari ambiti progettuali: direzione artistica, retail e event design, product design per aziende internazionali della moda e del design. Architect, designer, and lecturer at politecnico of milano and NABA, she bases her activity on a strategic and human-centered approach and ranges in various design fields: art direction, retail and event design, product design for international fashion and design companies. www.ilariamarelli.com

FOCUS

RETAIL


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Alessandro Luciani

LENOVO CONCEPT STORE FOCUS

RETAIL


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The design of the first Lenovo Concept Store in Europe is intended to be innovative, not only because of the presence of the very latest technologies offered by Lenovo and Motorola in a true cultural ecosystem and the possibility of experiencing them through exciting, experiential and immersive paths, but also because of the design, colours and style chosen, which aims to bring together different thoughts. The Hi-Tech - Futuristic thought, expressed by a whole series of atmospheres and reflections created by luminous wires, luminous signs, screens and Ledwall for high-impact, all-digital communication. The Green thought, expressed by a setting intent on shortening the distance with the outside environment, thanks to the use of natural and sustainable materials such as iron, glass, wood, not cold LED lighting or porcelain stoneware, with the "sown" effect typical of garden paving. Humanistic design, the thought that unites, just like the colour green in nature.

Il progetto del primo Concept Store Lenovo in Europa vuole essere innovativo, oltre che per la presenza delle ultimissime tecnologie che Lenovo e Motorola propongono in un vero e proprio ecosistema culturale e la possibilità di sperimentarle attraverso percorsi emozionanti, esperienziali ed immersivi, anche per il design, i colori e lo stile scelto che vuole far convivere diversi pensieri. Il pensiero Hi-Tech - Futuristico espresso da tutta un serie atmosfere e riflessi creati da fili luminosi, scritte luminose, schermi e Ledwall per una comunicazione di grande impatto e tutta digitale. Il pensiero Green, espresso da un'ambientazione intenta ad accorciare le distanze con l'ambiente esterno, grazie all'utilizzo di materiali naturali e sostenibili come il ferro, il vetro, il legno, l'illuminazione a Led non fredda o il gres porcellanato, dall'effetto “seminato” tipico delle pavimentazioni dei giardini. Il design Umanistico, il pensiero che unisce, cosi come il colore verde in natura.


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the Hi-Tech-Futuristic thought, expressed by a whole series of atmospheres and reflections created by luminous wires, luminous signs, screens and Ledwall for high-impact, all-digital communication

Alessandro Luciani Alessandro Luciani is a visionary, eclectic, multifaceted designer and creative, passionate about the retail, fashion and home worlds, with a holistic approach to design. Fuelled by a strong desire to transcend ordinary boundaries, he brings to his projects a vision oriented towards strong emotional involvement, the creation of new experiences, the wellbeing of people, respect for the world we live in, anthropocentric, innovative and futuristic. Alessandro Luciani, designer e creativo visionario, eclettico, poliedrico, appassionato del mondo retail, fashion e della casa, con un approccio olistico del progetto. Alimentato da un forte desiderio di oltrepassare i confini ordinari, porta nei suoi progetti una visione orientata al forte coinvolgimento emotivo, alla creazione di nuove esperienze, al benessere delle persone, al rispetto per il mondo in cui viviamo, antropocentrica, innovativa e futuristica.

PROJECT CREDITS

General Contractor: GROTTINI Suppliers: 3M, ARPA INDUSTRIALE, FLORIM, GREEN HABITAT, GROTTINI, QUATTROBI

FOCUS

RETAIL


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Artta Concept Studio

GALLERIA

JOY & PEACE

FOCUS

RETAIL


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To celebrate Joy & Peace’s 25 years anniversary, Joy & Peace has a new-look and using the sub-branding Joy & Peace Galleria to exhibit their latest Art Piece - Shoes. The new-look uses Blue Blazes as the theme color to demonstrate the event of celebration and excitement, yet, giving a cool new-look as a breakthrough to the original classic and feminism. Besides the Blue Blazes Theme Color, the angulated geometry, white aluminum, steel, stones panels combine with the matching colors rubber flooring also suggest the freedom and dynamics of modern feminism, this design has a high contrast between Bright and Dark, and the Art Piece will be demonstrated in different zone depends on their characteristic. The way of the layout has set in an angle is to further enhance the exhibition experience. By setting it in an angle, the audiences are now having the full view of the space, but giving it all different perspectives as they glance through along the space and appreciate the Art Piece in all angles.

Per celebrare i 25 anni di Joy & Peace, il brand sfoggia un nuovo look e usa il sub-branding Joy & Peace Galleria per esporre la propria ultima opera d'arte: le scarpe. Il colore tematico è il Blue Blazes ed è simbolo di celebrazione ma anche freschezza, come una svolta al classico originale e al femminismo. Oltre al colore tematico Blue Blazes, la geometria angolata, l'alluminio bianco, l'acciaio, i pannelli di pietra si combinano con i colori corrispondenti della pavimentazione in gomma e suggeriscono anche la libertà e la dinamica del femminismo moderno; il design propone tanti contrasti tra luminoso e scuro, e le scarpe vengono esposte in diverse zone a seconda della loro caratteristica. Il modo in cui il layout è impostato agli angoli è finalizzato a migliorare ulteriormente l'esperienza dell’esposizione. Con tale impostazione il pubblico ha sempre la visione completa dello spazio, ma da prospettive diverse; in questo modo può apprezzare l'opera d'arte (le scarpe) da tutte le angolazioni.


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the new-look uses Blue Blazes as the theme color to demonstrate the event of celebration and excitement, yet, giving a cool new-look as a breakthrough to the original classic and feminism

Artta Concept Studio Artta Concept Studio is an International Multi-Award Winning innovative interior architecture design firm based in Hong Kong, founded by Arthur Tang, who graduated at The University of New South Wales with a Bachelor Degree in Interior Architecture. Soon after Rio Law and Natalie Chan joined the team and became Artta Concept Studio's key principal. The team is built from talented individuals, unified together to work seamlessly to create timelessness projects. Artta Concept Studio è uno studio di design innovativo e pluripremiato con sede a Hong Kong, fondato da Arthur Tang, dopo la laurea in architettura d'interni conseguita all'Università del Nuovo Galles del Sud. Successivamente Rio Law e Natalie Chan si sono uniti al team e sono diventati i principali responsabili dello Studio. Il team è formato da persone di talento, uniti per creare progetti senza tempo.

PROJECT CREDITS

Suppliers: TODAY ADVERTISING & PRODUCTION, WIDE CREATION

FOCUS

RETAIL


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Calvi Ceschia Viganò Architetti Associati

SANREMO

ANNONARY MARKET FOCUS

RETAIL


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The re-functionalization of the Food Market, necessary after years of neglect, was an opportunity for us to confront the theme of the restoration of the modern. This first part of the project dealt only with the interiors and, in relation to the limited time of only four months, the approach was a "light" intervention: therefore wood became the protagonist. The plan of the building is marked by groups of simple wooden boxes, which build the volumes of a miniature city, where the lanes become the streets and in front of the space intended for the bar there is a small square. This multicolored city is further enhanced through the use of pastel colored curtains, with which the sales counters can be closed in the evening. The surprise occurs upon opening when the bright colors of the goods interact with the container that acts as a white background for the life of the market. The monochromatic stoneware floor becomes a neutral tray on which the life of the market takes place. The project also dealt with a system adaptation and a general standardization, leaving the arrangement of the external pedestrian spaces, the roads and the restoration of the facades to a future intervention.

La rifunzionalizzazione del Mercato Annonario, necessaria dopo anni di trascuratezza, è stata per noi l’occasione per un confronto con il tema del restauro del moderno. Questa prima parte del progetto si è occupata solo degli interni e, in relazione al tempo limitato a soli quattro mesi, l’approccio è stato di un intervento “leggero”: il legno quindi è diventato protagonista. La pianta dell’edificio è scandita da gruppi di semplici box in legno, che costruiscono i volumi di una città in miniatura, dove le corsie diventano le strade e di fronte allo spazio destinato al bar si trova una piccola piazza. Questa città multicolore è ulteriormente ravvivata attraverso l’uso delle tende colorate con tinte pastello, con le quali alla sera è possibile chiudere i banchi di vendita. La sorpresa avviene all’apertura quando i vivaci colori delle merci interagiscono con il contenitore che fa da sfondo bianco alla vita del mercato. Il pavimento monocromatico in gres diventa un vassoio neutro sul quale si svolge la vita del mercato. Il progetto si è occupato anche di un adeguamento impiantistico e di una messa a norma generale, lasciando ad un intervento futuro la sistemazione degli spazi pedonali esterni, della viabilità e del restauro delle facciate.

the surprise occurs upon opening when the bright colors of the goods interact with the container that acts as a white background for the life of the market


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Calvi Ceschia Viganò Architetti Associati Calvi Ceschia Viganò Architetti Associati was born from the experience of three professionals, Marco Calvi, Gaetano Ceschia and Andrea Viganò with the aim of creating a network of different

PROJECT CREDITS

Client: MUNICIPALITY OF SANREMO Builder: GIÒ COSTRUZIONI Photo: ALDO AMORETTI

professional and territorial skills. The structure’s vocation is that of the General Contractor of the projects, therefore the possibility of coordinating and managing a complete professional offer but with a tailored cut that from time to time is structured on the project and according to customer needs. The firm has three operating offices: Sanremo, Milan and Venice. Calvi Ceschia Viganò Architetti Associati nasce dall’esperienza di tre professionisti, Marco Calvi, Gaetano Ceschia e Andrea Viganò con lo scopo di mettere in rete competenze professionali e territoriali diverse. La struttura ha come vocazione quella del General Contractor nel mondo della progettazione, quindi la possibilità di coordinare e gestire un offerta professionale completa ma con un taglio sartoriale che di volta in volta si struttura sul progetto e in base alle esigenze del cliente. Lo studio ha tre sedi operative: Sanremo, Milano e Venezia.

FOCUS

RETAIL


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Claudio Silvestrin

GIADA BOSTON

FOCUS

RETAIL


138 The building, with the adjacent signature Landmark, sits on the main road at Boylston Street. The design of the facade couldn’t be modified, however, we managed to expand the height of the Giada entrance, emphasising and enhancing the entryway into the boutique. On entering, one is greeted by the elegant mannequins resting on a 7m water tub which in turn sits atop 5 irregular stone platforms. An artful introduction to the space, and an enticing invitation to experience more inside. Also enriching the entryway experience is a series of limestone 'totems' in all their raw, sculptural glory - as they lead on to the bronze hangers, showcasing the refined ready to wear collections. The furnishing elements are entirely designed in cast bronze, while the porphyry stone walls mark a distinct area division from the raw, sculptural limestone totems. The central space is the nexus of the boutique. Here, shoes are displayed as well as a large video screen and carefully designed alcoves for accessories. By the window, there is another limestone 'totem' for the jewellery, 15 additional stone wall alcoves, each with a leather base showcasing the handbags rooms, and a large - 3.3m x 4m - full height mirror, created as a single, seamless element.

the furnishing elements are entirely designed in cast bronze, while the porphyry stone walls mark a distinct area division from the raw, sculptural limestone totems L’edificio, vincolato dal Landmark, si trova sulla via principale Boylston Street. Il disegno della facciata non poteva essere modificato, però siamo riusciti ad ampliare l’altezza dell’ingresso Giada, evidenziando l’accesso alla boutique. All’entrata si trova una vasca d’acqua di 7 m sulla quale sono inserite 5 piattaforme di pietra irregolare su cui poggiano eleganti manichini. Inoltre una serie di totem in pietra senape a spacco arricchiscono lo spazio di ingresso per poi dare spazio alle appenderie in bronzo mostrandone i vestiti raffinati. Gli elementi di arredo sono realizzati in bronzo fuso, mentre pareti in porfido e totem in pietra senape scandiscono le divisioni. Lo spazio centrale è il fulcro della boutique. Qui troviamo il display delle scarpe con un grande video screen, nicchie per gli accessori, totem con le vetrine per i gioielli, 15 nicchie a parete in pietra con la base in cuoio su cui vengono esposte le borse ed un grande specchio a tutta altezza (3.3 m) per una lunghezza di oltre 4 m realizzato in un unico elemento.

PROJECT


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Claudio Silvestrin Born in 1954, Claudio Silvestrin studied under A.G. Fronzoni in Milan and at the Architectural Association in London. Claudio Silvestrin Architects was established in 1989 with offices in London and, since 2006, in Milan. The work of the practice encompasses resorts, international airport terminals, private residences, art galleries and museums, restaurants, luxury retail stores and furniture design. Clients include Giorgio Armani, Calvin Klein, Giada, Anish Kapoor, Victoria Miro, Antonio Percassi, Illy, and Kanye West. Claudio Silvestrin nasce nel 1954. Studia sotto la guida di A.G. Fronzoni e in seguito all’Architectural Association di Londra. Claudio Silvestrin Architects è stato fondata nel 1989 a Londra e dal 2006 ha sede anche a Milano. I progetti dello studio spaziano dalle abitazioni e resorts a uso privato, gallerie d’arte e musei, ristoranti, fino al design dell’arredo. Lo studio vanta clienti tra cui Giorgio Armani, Calvin Klein, Giada, Anish Kapoor, Victoria Miro, Antonio Percassi, Illy, e Kanye West.

PROJECT CREDITS

Client: GIADA Suppliers: CERAMICA CIELO, OLIVARI, PIBA MARMI SRL, PORFIDO F.LLI PEDRETTI, VOLPI CONCERIE

FOCUS

RETAIL


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in the creation of this space, José Manuel Ferrero was inspired by three fundamental factors: earth, water and light PROJECT


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ROSANFLOR BY JOSÉ MANUEL FERRERO estudi{H}ac

FOCUS

RETAIL


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Rosanflor is a retail space, a flower shop in Valencia where the challenge between the materic and the abstract element has been fully exploited by estudi{H}ac. In the creation of this space, José Manuel Ferrero was initially inspired by three fundamental factors; earth, water and light. The structure of a commercial space thus arises from the skillful game of transforming the basic elements of nature into concrete elements capable of embracing and enhancing the world of plants and flowers in ideal continuity and comfort. The earth element was at the base for the palette choice made of beige and terracotta nuances. The water element is recalled in the project through the use of glass windows with geometrical drawings and the use of light visible in the technical part and, at the same time, emotional which creates an ethereal atmosphere where flowers represent the centerpiece and key element. The resulting space, on a total of 120 square meters, is divided into two main areas: the first one is a gallery where customers can admire floral compositions and a refined selection of decorative elements, whereas the second one hosts other green compositions completed by a service area. Rosanflor è uno spazio retail, un negozio di fiori in Valencia in cui la sfida tra il materico e l’astratto è stata giocata da estudi{H}ac a tutto campo: nella creazione di questo spazio, José Manuel Ferrero si è ispirato, come punto di partenza, a tre fattori fondamentali: terra, acqua e luce. La struttura di uno spazio commerciale nasce così dal gioco sapiente di trasformazione degli elementi base presenti in natura in elementi concreti, in grado di accogliere e valorizzare il mondo delle piante e dei fiori in una continuità e in un comfort ideali. L’elemento terra è stato alla base per la scelta della palette dei toni del beige e del terracotta, l’elemento acqua viene richiamato nel progetto attraverso l’uso di vetrate dai disegni geometrici e l’uso della luce è visibile nella parte tecnica e al contempo emozionale con l’intento di creare un’atmosfera eterea dove i fiori rappresentano l’elemento centrale e imprescindibile. Lo spazio che ne deriva, su un totale di 120 metri quadrati, è diviso in due aree principali: la prima è una galleria in cui i clienti possono ammirare composizioni floreali e una selezione raffinata di elementi decorativi, la seconda ospita altre composizioni di verde completato da uno spazio per il servizio.


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estudi{H}ac When José Manuel Ferrero founded the Design Atelier estudi{H}ac in 2003, he had in mind to give life to all the ideas that would arise in his head; an ambitious goal, given its great creativity, which in the course of 17 years of experience, as national and international projects as awards, thanks to a team of industrial product designers, interior designers and architects, from this atelier of design in Valencia, has led to the development of projects’ positioning the estudi{H}ac at the center of the national and international design panorama. Nel 2003, José Manuel Ferrero fonda il Design Atelier estudi{H}ac ponendosi l’obiettivo di dare vita a tutte le idee che nascono nella sua testa; un obiettivo ambizioso, data la sua grande creatività, che nel corso di 17 anni di esperienza, con progetti e premi nazionali e internazionali, grazie ad un team di designer di prodotto industriale, interior designer e architetti, da questo atelier di design a Valencia, ha portato allo sviluppo di progetti posizionando estudi{H}ac al centro dei riferimenti del design nazionale e internazionale.

PROJECT CREDITS

Customer: ROSANFLOR Suppliers: ARKOS LIGHT, EDGER, ESTILUZ, KRION, LEVANTINA, TERRACOTA, VIVES CERAMICA Photo: ADRIAN MORA MAROTO

FOCUS

RETAIL


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for this space, Garibaldi Architects wanted to introduce a minimal and pure style in a Parisian environment


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LEICA

PARIGI

FOCUS

RETAIL


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Between the historical Saint German des Pres in the 6th arrondissement emerges the new Leica store, project of the Garibaldi Architects firm. The new boutique situated in Rue Du Cherche Midi fits perfectly in the Parisian atmosphere, with elegant and refined interior design that manages to interpret the city’s authentic character. The Parisian-style moulded wooden frame of the window shop store and the flagship bright red Leica logo welcomes you in. For this space, Garibaldi Architects wanted to introduce a minimal and pure style in a Parisian environment. As a jewellery, the show cases were tailored to the space. Contemporary materials like black-dyed oak wood are softened by the retro lines of the oval table, which eases the round paths, together with the ribbed bar that greets the customer in a special environment, as Alessia Garibaldi, architect for the project suggested: “Elegance is not to be noticed, but to be remembered.”

Nello storico quartiere di Saint German des Prés nel 6° arrondissement è nato il nuovo Leica store progettato da Garibaldi Architects. Il nuovo negozio situato in Rue Du Cherche Midi si colloca perfettamente nel quartiere parigino e lo stile elegante e ricercato degli interni ne interpreta perfettamente l'atmosfera. Il negozio si affaccia su strada con la tipica vetrina in legno modanato in stile parigino e il tondo rosso del logo leica, che contraddistingue il marchio, fa capolino nella via. Per questo spazio, gli architetti hanno voluto letteralmente calare lo stile minimal e pulito in un'atmosfera parigina. Come in una gioielleria gli show case sono stati disegnati su misura per lo spazio. I materiali contemporanei come il legno di rovere tinto black e tortora sono resi morbidi dalle linee curve retro' del tavolo che con la sua forma ovaloide agevola la circolarità dei percorsi, insieme al bar in cannettato accolgono i customer in un ambiente speciale e come dice l'architetto Alessia Garibaldi “L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”.


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Garibaldi Architects A milanese architect with a strong artistic projection, Alessia Garibaldi graduated from the Politecnico di Milano in 2000 and began collaborating with engineering and architectural firms, where she developed design sensitivity but also technical and organisational skills. She participates in projects at international level, such as the alfa business park in the fiat alfa romeo area in arese, where she refines her ability to interpret large industrial and commercial spaces. Architetto milanese con una forte proiezione artistica, Alessia Garibaldi si laurea al Politecnico di Milano nel 2000 e intraprende la sua attività lavorativa collaborando

PROJECT CREDITS

Client: LEICA General Contractor: TRAMONTE

con studi di ingegneria e architettura, dove sviluppa sensibilità al progetto ma anche

Collaborator: LUCA PAVIGLIANITI

competenze tecniche e organizzative. Partecipa a progetti di livello internazionale come l'alfa business park nell'area fiat alfa romeo ad arese nel quale affina la sua capacità di

Suppliers: ERCO, IMA, LOUIS POULSEN, PEDRALI, VESCOM

interpretare grandi spazi industriale e commerciali.

Photo: XAVIER BÉJOIT

FOCUS

RETAIL


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LA SALA DEL GUSTO

di COSÌ COM’È Granese Architecture & Design Studio

FOCUS

RETAIL


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The "Sala del Gusto" (Taste Room) is the place inside the Finagricola company that communicates to guests in a simple and immediate way the passion, quality and professionalism from which the products of the "Così Com'è" brand are born. It is a place conceived with the aim of ensuring a much more complex form of satisfaction than that connected to the mere consumption of food, a form of total satisfaction, traceable to an emotional journey, an itinerary of sensations capable of accompanying, enveloping and making the gastronomic experience unique. The "Sala del Gusto" hosts tasting events aimed at end consumers, distributors, domestic and foreign customers. It is the home of all chefs, food and wine journalists, and all lovers of good, healthy eating. The "Sala del Gusto" is a synergistic project that combines the client's entrepreneurial farsightedness, the expressive poetry of the architect designer and the passion of those who have worked with light and sound to create a truly special place where guests feel cared for, pampered and satisfied.

La “Sala del Gusto” è il luogo all’interno dell’Azienda Finagricola che comunica all’ospite in maniera semplice e immediata la passione, la qualità e la professionalità da cui nascono i prodotti del brand “Così Com’è”. È un luogo pensato con l’obiettivo di assicurare una forma di appagamento ben più complessa di quella connessa al mero consumo del cibo, una forma di soddisfacimento totalizzante, riconducibile a un percorso emozionale, a un itinerario di sensazioni in grado di accompagnare, avvolgere, rendere unica l’esperienza gastronomica. La “Sala del Gusto” accoglie eventi di degustazione rivolti ai consumatori finali, ai distributori, ai clienti nazionali ed esteri. È la casa di tutti gli Chef, di giornalisti enogastronomici, di tutti gli amanti del saper mangiare bene e sano. La “Sala del Gusto” è un progetto sinergico che vede la lungimiranza imprenditoriale del cliente, la poetica espressiva dell’architetto progettista e la passione di chi ha lavorato con la luce e con il suono per generare un vero e proprio luogo speciale ove l’ospite si sente accudito, coccolato, appagato.

it is a place conceived with the aim of ensuring a much more complex form of satisfaction than that connected to the mere consumption of food


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PROJECT CREDITS

Contractor: ENG. MASSIMILIANO PALO, FINAGRICOLA SHAREHOLDER Consultants: ARCH. DIEGO GRANESE, FILIPPO CANNATA (CANNATA&PARTNERS), ENG. GIUSEPPE CIMMINO (VBS), ENG. MARIO SAVARESE (SAITEC), ENG. LUCIANO AGUZZI. Suppliers: ERCO, VBS, GIORGETTI, ITALCOM, LABORATORIO PESARO, MARSIA CERAMICHE, BORA, SUBZERO, WOLF, EUROLEGNO, BLUM, CIERRE, BILLIANI Photo: MICHELE CALOCERO

Granese Architecture & Design Studio Diego Granese, Italian architect and designer, lives and works in Salerno, Italy. In 2000, he founds the "Granese Architecture and Design Studio", an interdisciplinary workshop which gives to the selected customers a complete projectual service. He is a member of ADI-BEDA and is professor in Industrial Design at the Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Specialties: architecture, interior design, industrial design, exhibit design, art. Diego Granese architetto e designer italiano, vive e lavora a Salerno. Nel 2000 fonda il Granese Architecture e Design Studio, un workshop interdisciplinare che fornisce un servizio progettuale completo alla clientela selezionata. È socio ADI-BEDA ed è stato professore a contratto in disegno industriale presso l'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Specialità: architettura, interior design, design industriale, exhibit design, arte.

FOCUS

RETAIL


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Il Prisma

PHYD HUB

FOCUS

RETAIL


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Retail space open to the public, dedicated to professional growth and lifelong learning – in the cultural heart of Milan. Phyd, the digital venture of The Adecco Group Italia, which combines a digital platform and a physical space, aims to increase human capital and showcase it over time. The company turned to Il Prisma to create a phygital place focused on people, in order to help them become more competitive and future-proof. Located inside a two-story building in Milan’s Tortona design district – in Via Tortona 31 – the resulting space is digital and physical alike, first and only in Italy, where candidates can evaluate their skills and improve their employability in view of lifelong learning. Phyd Hub is conceived as the natural evolution of the phyd.com platform and is structured in a gamified journey to make the user experience more engaging.

Spazio retail aperto al pubblico, dedicato alla crescita professionale e all’apprendimento continuo – nel cuore culturale milanese. Phyd, digital venture di The Adecco Group Italia, che combina una piattaforma digitale e uno spazio fisico, ha l’obiettivo di migliorare il capitale umano e valorizzarlo nel tempo. Si è rivolta a Il Prisma per creare un luogo phygital incentrato sulle persone per renderle più competitive e a prova di futuro. Situato all’interno di un edificio su due livelli in Via Tortona 31, Milano, Phyd Hub è un luogo fisico e al contempo digitale, primo e unico in Italia, dove i candidati possono valutare le proprie competenze e migliorare la propria occupabilità in un’ottica di apprendimento permanente. Pensato come evoluzione naturale della piattaforma phyd.com, lo spazio è strutturato in un percorso gamificato per rendere più coinvolgente l’esperienza dell’utente.


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Il Prisma Il Prisma is an international architecture and design company with Italian DNA, which designs spaces and experiences for the human being. The company has offices in London, Milan, Rome and Lecce, and is divided into 3 Business Units: Cityscape (architecture), Worksphere (Workplace) and Destination (Retail & Hospitality).

a phygital place focused on people, in order to help them become more competitive and future-proof

Il Prisma è una società internazionale di architettura e design, con DNA italiano, che progetta spazi ed esperienze per l’essere umano. La società ha sedi a Londra, Milano, Roma e Lecce, ed è suddivisa in 3 Business Unit: Cityscape (architettura), Worksphere (Workplace) e Destination (Retail & Hospitality).

PROJECT CREDITS

Client: THE ADECCO GROUP Team: GAETANO AURICCHIO, EUGENIO CAPRA, ALESSANDRA GIORGINO, VITTORIA GOZZOLI, ANNA MARIA LAGALLA, ROBERTO MALBERTI, MARTA MILANESI, ARIANNA PALANO, GIACOMO ROZZO, ILARIA STROPPA, XIANA VÁZQUEZ DO CAMPO Suppliers: BAGLINI, BAGNO ASSOCIATI, BILUMEN, DORMAKABA, GROHE, IGUZZINI, MARAZZI, MASCAGNI, NEVE RUBINETTERIE, ODDICINI, PEDRALI, CALLIGARIS, MANERBA, QUINTI, TRUE DESIGN, SLALOM, UNILIN Photo: VITO CORVASCE

FOCUS

RETAIL


156 The project in Shenzhen Yitian Holiday Plaza traces an imaginary bridge between past and present, symbolically represented by a spectacular central staircase which creates a dialogue between the glorious heritage of the century-old brand and a fresh, dynamic image.

Il progetto, nella Shenzhen Yitian Holiday Plaza, disegna un immaginario ponte tra passato e presente, rappresentato simbolicamente da uno scenografico scalone centrale, che mette a dialogo il glorioso heritage del brand centenario con un’immagine fresca e dinamica.


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BOUTIQUE

CURIEL m2atelier

FOCUS

RETAIL


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The 350 square metres space is a delicate, precious universe dominated by soft pink tones, chosen for the soft furnishings and shapes, as well as for the walls, the terrazzo floor and some of the decorative details. m2atelier focuses on a refined combination of materials that adds modernity to the project, combining velvet with details in cement and copper, chosen, for example, for the light tubes that design geometric shapes in the space and for framing some architectural elements such as the large window at the shop’s entrance. The beating heart of the project is a special space reserved for the narration of the brand history and for references to haute couture through photographs and Curiel's historic fabrics.

Lo spazio, 350 mq, è un universo delicato e prezioso, dove domina la tonalità rosa tenue, scelta per morbidi elementi d’arredo e forme, così come per le pareti, il pavimento a decoro terrazzo e alcuni dettagli di decorazione. m2atelier punta su una raffinata combinazione materica che aggiunge modernità al progetto, accostando il velluto a particolari in cemento e rame, scelto ad esempio per i tubolari leggeri che disegnano forme geometriche nello spazio e per incorniciare alcuni elementi architetturali come la grande vetrata d’ingresso al negozio. Il cuore pulsante del progetto è uno spazio speciale, riservato alla narrazione della storia del marchio e ai rimandi all’alta moda attraverso fotografie e dai tessuti storici di Curiel.


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the beating heart of the project is a special space reserved for the narration of the brand history and for references to haute couture through photographs and Curiel's historic fabrics

m2atelier International studio created by Marco Bonelli and Marijana Radovic, architects based in Milan that merged two previous studios with almost 20 years of experience. The research around the key themes of design is elaborated in residential projects, interior design, fashion retail and yachting to various scales. Ambassadors of Made in Italy throughout the world, the founding partners work with 25 designers and architects of various nationalities and skills, professionals of a variety of disciplines. Studio internazionale creato da Marco Bonelli e Marijana Radovic, architetti milanesi che hanno unito i loro due rispettivi studi con circa 20 anni di esperienza alle spalle. Il lavoro di ricerca attorno ai temi cardine della progettazione si declina in ambito residenziale, interior design, retail moda e yatching a diverse scale. Ambasciatori del Made in Italy nel mondo, i soci fondatori si avvalgono della collaborazione di 25 tra designer e architetti di diversa nazionalità e competenza, professionisti di diverse discipline

PROJECT CREDITS

Client: CURIEL Local partner: REDSTONE Photo: COURTESY CURIEL

FOCUS

RETAIL


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Mirror Design

LOLA

CASADEMUNT

FOCUS

RETAIL


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Mirror Design shapes Lola Casademunt new showroom. The project inherits their own personality, with cellular polycarbonate as the common thread. In the Lola Casademunt space, a chic furniture designed by the studio stands out that demands attention to its details and pink range, the pale pink velvet curtains and the powerful klein blue mirror effect coating, so distinctive of Mirror Design. In the Room Service the spectacular lamps with a drop of ten meters from the Mirror Studio house, marble tables with a rose gold structure and an office where enameled red and pink are fused. The third space is the most exclusive stamp of the firm, Maite by Lola Casademunt, an enclave where different roses, animal print, curvilinear furniture designed by the studio and includes chairs by Gubi.

in the Lola Casademunt space, a chic furniture designed by the studio stands out that demands attention to its details and pink range, the pale pink velvet curtains and the powerful klein blue mirror effect coating, so distinctive

Mirror Design dà forma al nuovo showroom di Lola Casademunt. Il progetto eredita la personalità del brand, con il policarbonato cellulare come filo conduttore. Nello spazio Lola Casademunt spicca un arredamento chic disegnato dallo studio che richiede attenzione per i suoi dettagli e la gamma rosa, le tende di velluto rosa pallido e il potente rivestimento blu klein effetto specchio, distintivo di Mirror Design. Nella Room Service le spettacolari lampade con una goccia di dieci metri della casa Mirror Studio, tavoli in marmo con struttura in oro rosa e un ufficio dove si fondono rosso e rosa smaltati. Il terzo spazio è il timbro più esclusivo dello studio, Maite di Lola Casademunt, un'enclave dove diverse rose, stampe animalier, mobili curvilinei progettati dallo studio e comprende sedie di Gubi.


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Mirror Design Cristina Aliende and Pol Angrill meet in 2012 in Barcelona and in 2016 they founded Mirror Design Studio, specialized on retail & hospitality design. Currently international brands already are their clients. Cristina Aliende e Pol Angrill si incontrano nel 2012 a Barcellona e nel 2016 fondano Mirror Design Studio, specializzato in retail & hospitality design. Attualmente annoverano tra i clienti diverse marche internazionali.

PROJECT CREDITS

Suppliers: BSB, GUBI, IGUZZINI, RS BARCELONA, SMEG Photo: POL VILADOMS

FOCUS

RETAIL


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Mold architects

OPTICAL

CENTER FOCUS

RETAIL


166 The project focuses on the renovation of an optics store, dating back 40 years. The store is a landmark of Nea Smyrni, Athens, located in a prominent site on the square by El Venizelos Avenue. At the heart of customer demand lays the radical renovation and overall design of a new, recognizable business brand identity. The main challenge that designers faced was the volume of information assembled in a confined space of about 50sqm. The basic idea behind their composition was to remove all infrastructure elements to the greatest extent possible and reimagine the product itself as a structural element, whose repetition would produce architectural space. The existing structure was deconstructed to its components, and the resulting eight vertical and horizontal surfaces were grouped into four pairs of surfaces, composed by different materials and serving clearly distinct operations, all of which create a resolved, easily identifiable and functional space.

Il progetto si concentra sulla ristrutturazione di un negozio di ottica, che risale a 40 anni fa. Il negozio è un punto di riferimento di Nea Smyrni, Atene, situato in un luogo commercialmente molto importante, nella piazza di El Venizelos Avenue. La richiesta del cliente era una radicale ristrutturazione e un progetto di design per una nuova e riconoscibile identità di marchio commerciale locale. La sfida principale che hanno affrontato è stata organizzare tutte le informazioni raccolte in uno spazio di soli 50 mq. L'idea di base del progetto era quella di rimuovere il più possibile tutti gli elementi infrastrutturali e di reimmaginare il prodotto stesso come un elemento strutturale, la cui ripetizione avrebbe definito lo spazio architettonico. La struttura esistente è stata decostruita nelle sue componenti, e le otto superfici verticali e orizzontali che ne sono risultate sono state raggruppate in quattro coppie di superfici, composte da materiali diversi e al servizio di messaggi chiaramente distinti, che creano uno spazio definito, facilmente identificabile e funzionale.


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at the heart of customer demand lays the radical renovation and overall design of a new, recognizable business brand identity

Mold architects Mold architects were founded in 2011 by Iliana Kerstetzi (M.Sc in Advanced Architectural Design, Columbia University, NY 2009). Their practice integrates research, architecture, landscape, advanced computation design, parametric design, graphic design, interior design, construction, visual arts. Lo studio Mold architects è stato fondato nel 2011 da Iliana Kerstetzi (M.Sc in Advanced Architectural Design, Columbia University, NY 2009). Il loro studio integra ricerca, architettura, paesaggio, advanced computation design, design parametrico, graphic design, interior design, costruzione, arti visive

PROJECT CREDITS

Construction: ARIS SFIKAS CONSTRUCTIONS: QOOP Lighting design: ATHANASSIOS DANILOF Photo: VOUMVAKIS PANAGIOTIS

FOCUS

RETAIL


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Novembre Studio

WP

STORE

TARTAN LUMINOSO

FOCUS

RETAIL


170 The project of the chain of new stores “WP Lavori in corso” in Milan was born from the idea of creating an environment that can accommodate the different brands of the group and highlight their value. The concept behind the definition of WP spaces is the identification of a common thread between the different philosophies of the brands. The stores are characterized by a subtle game of cross-references: from outdoor sports to catwalks from the changing room theme to outdoor culture, from tartan that returns in different declinations to natural, wooden or completely green surfaces. A great deal of work has been done in defining the external image of the Store through a full-height bright tartan, digitally.

Il progetto dei nuovi store del gruppo “WP Lavori in corso” a Milano nasce dall’idea di creare un ambiente che sappia accogliere marchi diversi del gruppo valorizzandoli. Il concept che sta alla base della definizione degli spazi di WP è l’identificazione di un filo conduttore tra le diverse filosofie dei brand. Gli store sono caratterizzati da un gioco sottile di rimandi: da quello degli sport all’aperto alle passerelle, al tema dello spogliatoio e della cultura outdoor, dal tartan che torna in diverse declinazioni alle superfici naturali, in legno o completamente verdi. Un grande lavoro è stato fatto nel definire l’immagine esterna dello Store attraverso un tartan luminoso a tutta altezza programmabile digitalmente.


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the idea of creating an environment that can accommodate the different brands of the group and highlight their value

Novembre Studio Novembre Studio, for over twenty years has been working in various fields of design: architecture, interiors, product and graphic design. The approach of the studio, highly recognizable by the sign of its founder Fabio Novembre, relates to the different scales with a layered imagination in which each element becomes functional to the telling of a story. The studio has collaborated for the most important Italian and international brands: from Ac Milan to Media Markt, from Stuart Weitzman to Lavazza. Fabio Novembre is also Artistic Director of Driade, Scientific Director of Domus Academy and member of the scientific committee of the Triennale di Milano. Novembre Studio, da oltre vent’anni opera in diversi ambiti della progettazione: architettura, interni, product e graphic design. L’approccio dello studio altamente riconoscibile dal segno del suo fondatore Fabio Novembre, si relaziona alle diverse scale con un immaginario stratificato in cui ogni elemento diventa funzionale al racconto di una storia. Lo studio ha collaborato per i più importanti brand italiani e internazionali: da Ac Milan a Media Markt, da Stuart Weitzman a Lavazza. Fabio Novembre è inoltre Direttore Artistico di Driade, Direttore Scientifico di Domus Academy e membro del comitato scientifico della Triennale di Milano.

PROJECT CREDITS

Client: WP LAVORI IN CORSO Contractor: PERUGINI MAKING Project team: FABIO NOVEMBRE, CARLO FORMISANO, DINO CICCHETTI, NICOLA PATELLI, MICOL ZUCCHINI Suppliers: FLOS, FOLIO PANEL, LEA CERAMICHE, MOQUETTE BARACUTA Photo: ANDREA MARTIRADONNA, LIVIO MANCINELLI

FOCUS

RETAIL


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GREEN

Obicua

THERAPY FOCUS

RETAIL


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The new luxury Concept Store dedicated to cannabis products created by the famous Rapper Guè Pequeno, is born in Rome. The theme of the store brings together the exotic-flavored image of Marijuana with the refinement of materials typical of a jewelry store. Cannabis is presented to the public as if it were a jewel and the store makes this contrast between elegance and transgression its leitmotif. Vintage furniture and a walnut wood paneling recall the minimalist elegance of the house of the 70s, in contrast with a wallpaper with a bright theme and colors design by Versace. The tones that dominate the space are green, in its variations, brass and wood. Green Therapy is therefore a design store that sells an innovative idea of relaxation combined with a classic concept of elegance

Green Therapy, il design sbarca nel mondo della cannabis. Nasce a Roma Green Therapy, il nuovo luxury Concept Store dedicato ai prodotti della cannabis ideato dal Rapper Milanese Guè Pequeno. Tema dello store riunire in se l’immagine dal sapore esotico della Marijuana con la ricercatezza di materiali tipici di una gioielleria. La Cannabis è infatti presentata al pubblico quasi fosse un gioiello e lo store fa di questo contrasto tra eleganza e trasgressione il suo leit motiv. Elementi di arredo vintage e una boiserie in legno di noce, richiamano l’eleganza minimalista dei salotti degli anni ’70, in contrasto con una carta da parati dal tema e dai colori sgargianti firmata Versace. I toni che dominano l’ambiente sono, il verde, nelle sue declinazioni, l’ottone e il legno. Green Therapy è dunque un ambiente di design che vende un’idea innovativa di relax coniugata a un concetto classico di eleganza.


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the new luxury Concept Store dedicated to cannabis products created by the famous Rapper Guè Pequeno, is born in Rom

PROJECT CREDITS

Client: AVENTINO 106 Suppliers: ARREDAMENTI ALLEGRINI, VERSACE HOME, WEVER & DUCRÈ Photo: ©LUIGI FILETICI

Obicua Obicua is an International, award-winning firm, based in Rome. The team is involved in a variety of projects worldwide, “ubique” means “everywhere”. Obicua’ s design is inspired by the context, both historic and environmental and aims to be the continuation of the Italian tradition in design excellence. Their work is strongly influenced by the Past and committed to the Future, always aspiring to the ideal of Beauty as opportunity to improve humanity’s life quality. Obicua è uno studio con base a Roma e Milano ed è la naturale evoluzione ed espansione di Bicuadro Architecture srl stp. Obicua è una firma versatile e design-oriented che, pur mantenendo un’ispirazione locale, vede l’intero team sempre coinvolto oltre il proprio perimetro d’azione, con progetti in varie parti del mondo, “ubique” per l’appunto significa “in ogni luogo”. La progettazione dello studio si ispira sia al contesto storicoartistico sia a quello naturale, coniugando il meglio della tradizione italiana con il design d’eccellenza.

FOCUS

RETAIL


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OFF Arch

MOSCHINO

THE GALLERY


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FOCUS

RETAIL


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The new concept envisioned by Fabio Ferrillo for Moschino, in collaboration with artistic director Jeremy Scott, interprets in a contemporary and unprecedented key some of the features building up the DNA of the brand – today. Drawing inspiration from both the most recent Moschino retail experiences and the current trends, the project aims at creating spaces that not only welcome and enhance the collections as they follow one another, but also that are able to contextualize their creative and artistic drive: a contemporary art gallery Moschino can truly feel represented by. The architecture promises to respect the place it lives in for every single realization, making the most of natural lighting valorized by clear tones and material concrete surfaces. The floorings in typical Italian terrazzo are subdivided in large fields by enlightened lines along which the whole customer experience develops. The rougher ceilings contribute in underlining the use of light, where a LED system specifically conceived for Moschino diffuses both in a direct and indirect manner. Some intrusions of pink Italian granites, the overlapping polycarbonate slabs and the bronze details contribute in the realization of a contemporary and sophisticated atmosphere.

Il nuovo concept che Fabio Ferrillo ha ideato per Moschino, in collaborazione con il direttore artistico Jeremy Scott, interpreta in chiave contemporanea e del tutto inedita alcuni degli aspetti che costituiscono il DNA del brand, oggi. Prendendo spunto dalle più recenti esperienze retail di Moschino e dalle tendenze più attuali, il progetto si propone di creare spazi che non solo accolgano e valorizzino le collezioni che nel tempo si susseguono, ma che sappiano contestualizzarne la carica creativa e artistica: una galleria d’arte contemporanea in cui Moschino trovi la propria profonda rappresentazione. L’architettura si propone di rispettare per ogni singola realizzazione il luogo in cui vive, approfittando al massimo dell’opportunità della luce naturale, valorizzata da toni chiari e superfici cementizie materiche. Le pavimentazioni, in terrazzo tipicamente di gusto italiano, sono divise in grandi campi da linee di luce lungo le quali si organizza l’intera customer experience, I soffitti, più rough, contribuiscono a sottolineare la luce che un sistema LED specificamente progettato e customizzato per Moschino diffonde in modo diretto e indiretto. Alcune incursioni di graniti rosa italiani, le lastre sovrapposte di policarbonato, i dettagli in bronzo contribuiscono a rendere l’atmosfera contemporanea e sofisticata.


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OFF Arch Fabio Ferrillo develops his style in the most relevant interior design offices at first

the architecture promises to respect the place it lives in for every single realization, making the most of natural lighting

in Milan and then in Paris. He comes back to Milan in 2010 to establish interior and product design studio OFF Arch. The studio regularly works on projects in the fields of food and beverage and luxury housing, in Italy and worldwide. PROJECT CREDITS Fabio Ferrillo sviluppa il proprio stile in alcuni tra i più importanti studi di architettura tra Milano e poi Parigi. Tornato a Milano nel 2010 fonda OFF Arch, architettura e interior design. Lo studio si occupa regolarmente di progetti in ambito food and beverage e residenze di lusso, in Italia e nel mondo.

Building: AMG, GRUPPO CENSEO Suppliers: GROUP, CERAVONE DECORAZIONI, ENTIS, FLOS, IGUZZINI ILLUMINAZIONE, MARGRAF, TECNOSHOPS.

PROJECT CREDITS

Client: XXXXXX OF SANREMO Builder: XXXXX COSTRUZIONI Photo: XXX AMORETTI

FOCUS

RETAIL


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Raams Architecture Studio

NIO TIANJIN FLAGSHIP STORE


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Tianjin Flagship store is called The House of Houses, the concept design of the showroom draws inspiration from the traditional architecture in China, the Siheyuan, where all the functions are organized around a central element. NIO House is composed of 10 different programs within a continuous space, at the entrance the foyer divides the store in two main areas, the Gallery to discover the brand vehicles and the Club for NIO members. By the analysis of how art galleries show their art pieces and using the architectural layout of museums, monumental terrazzo walls lead the circulation into the store creating a journey for visitors. A succession of layered-concatenated spaces organize the different functions and give hierarchy with levels of privacy and connections. Il flagship store di Tianjin si chiama The House of Houses, il concept design dello showroom trae ispirazione dall'architettura tradizionale cinese, la Siheyuan, dove tutte le funzioni sono organizzate intorno a un elemento centrale. NIO House è composto da 10 diversi programmi all'interno di uno spazio continuo, all'ingresso il foyer divide il negozio in due aree principali, la Galleria per scoprire i veicoli del marchio e il Club per i membri NIO. Dall'analisi del modo in cui le gallerie d'arte mostrano le loro opere d'arte e utilizzando il layout architettonico dei musei, le pareti monumentali in terrazzo conducono la visita nel negozio creando un viaggio per i visitatori. Una successione di spazi stratificati-concatenati organizza le diverse funzioni e dà una gerarchia con livelli di privacy e connessioni.


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NIO House is composed of 10 different programs within a continuous space, at the entrance the foyer divides the store in two main areas, the Gallery to discover the brand vehicles and the Club for NIO member

PROJECT CREDITS

Client: NIO ELECTRIC VEHICLES Suppliers: AOS FURNITURE, HAY, KVADRAT TEXTILES, MUUTO, OLUCE, PORCELANOSA VIA BIZZUNO Photo: LIZHAOLIN FOR NIO GLOBAL

Raams Architecture Studio Raams Architecture Studio is a multi-disciplinary architecture and design practice established by Spanish architect German Roig and civil engineer Natalia Moreno. Working out in offices located in Shanghai and Valencia, the studio consists of a team of international architects and designers working across the fields of architecture, interior design, furniture and graphic design, exploring the connections between these different disciplines. Raams Architecture Studio è uno studio multidisciplinare di architettura e design fondato dall'architetto spagnolo German Roig e dall'ingegnere civile Natalia Moreno. Lavorando in uffici situati a Shanghai e Valencia, lo studio è composto da un team di architetti e designer internazionali che lavorano nei campi dell'architettura, dell'interior design, dell'arredamento e del graphic design, esplorando le connessioni tra queste diverse discipline.

FOCUS

RETAIL


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Simone Micheli Architect

FORNO

DELLA SALUTE

FOCUS

RETAIL


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Simone Micheli signed the interior of a new project called Forno della Salute, a store dedicated to good and genuine food, located in Pistoia in the heart of Tuscany. Forno della Salute aims to highlight the importance of food for people. The space is simple, essential and bright, with transparencies and smooth surfaces, and brings out the authenticity and the original connection with nature. The stone walls are pure white-colored as well as the forniture, which is also combined with black color. Presence and absence, darkness and light, full spaces and empty spaces represent the primordial energy - yin and yang, good and devil. The alternation of the elements, light and color aims to find the perfect harmony to guide the universe in a perfect balance. Forno della Salute is a well defined, clear and welcoming place.

Simone Micheli firma l’interior design del Forno della Salute, uno store dedicato al cibo buono e genuino aperto a Pistoia, in Toscana. Il Forno si pone come portavoce avanguardistico di una forma di pensiero nuova, volta a sottolineare l’importanza che l’alimentazione ha per ogni uomo. L’ambiente è lucente e rigoroso, essenziale, volto all’esaltazione dell’autenticità e del legame originario con la natura. Il colore bianco, candido e puro, ricopre le pareti in pietra e caratterizza gli arredi, alternandosi con il nero, suo opposto diametrale. Presenza e assenza, buio e luce, pieno e vuoto si alternano e combinano riproponendo il gioco energetico primordiale - bene e male, Yin e Yang. L’intento è di ricreare, attraverso l’essenzialità dei tratti e l’alternanza studiata di luci e colori, l’armonia perfetta che da guida il cosmo, garantendone l’equilibrio. Le trasparenze e le superfici lisce completano l’atmosfera dando origine ad un ambiente definito, limpido, accogliente.

Forno della Salute aims to highlight the importance of food for people


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Simone Micheli Architect Simone Micheli founded his Studio in 1990 and in 2003 the Simone Micheli Architectural Hero Company, based in Florence, Milan, Puntaldia, Dubai, Rabat and Busan. He is the curator of many thematic exhibitions and is professor at Poli. Design and at the Scuola Politecnica di Design in Milan. His professional activity moves towards different directions: from architecture to interior design, from visual design to communication; his eco-friendly and nature-oriented creations are characterized by strong identity and uniqueness. Simone Micheli ha fondato l’omonimo Studio d’Architettura nel 1990 e nel 2003 la società di progettazione “Simone Micheli Architectural Hero” con sede a Firenze, Milano, Puntaldia, Dubai, Rabat e Busan. È curatore di mostre tematiche e docente presso il Poli. Design e presso la Scuola Politecnica di Design di Milano. La sua attività spazia dall’architettura all’architettura degli interni, dal design al visual design passando per la comunicazione; le sue creazioni, sostenibili e sempre attente all’ambiente, sono connotate da forte identità e unicità.

PROJECT CREDITS

Partner companies: AD DESIGN, ATLAS CONCORDE, AVE, GLIP - THE LIGHTING PARTNER, MYYOUR, SKINWALL Photo: JURGEN EHEIM

FOCUS

RETAIL


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Storeage

+TUBE

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RETAIL


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Storeage, agenzia olandese di retail design con sede a Shanghai, ha lavorato a stretto contatto con il team di B+Tube cosmetics per creare il loro primo flagship store in Cina. Con i suoi suggestivi archi iridescenti, il negozio mira a connettersi con gli adolescenti che cercano un approccio più espressivo e colorato ai cosmetici. E in linea con il comportamento di acquisto degli adolescenti, il negozio introduce un ampio spazio per interagire con i social media per facilitare lo shopping online e offline. Il negozio di Changsha vuole stabilire un nuovo standard nei cosmetici per adolescenti, concentrandosi sull'interazione digitale guidata dall'IA (intelligenza artificiale). Il design rende omaggio a un vecchio proverbio cinese di un topo caduto in un barattolo di riso. È l'analogia dell'essere completamente immersi in tutte le scelte che il marchio vuole offrire agli adolescenti per esprimersi. Traducendo questa libertà di espressione nel design, Storeage ha scelto l'acciaio perforato iridescente come materiale che cattura l'occhio in tutto lo spazio. Applicando l'iridescenza a una struttura simile a una cattedrale nel centro dello spazio, l'agenzia ha organizzato il lay-out intorno a 3 principi fondamentali della cosmesi: detersione, fondotinta e make-up.

Storeage, the Shanghai based Dutch retail design agency, worked closely with the team from B+Tube cosmetics to create their first flagship store in China. With it's striking iridescent archways the store aims to connect to teenagers looking for a more expressive and colorful approach to cosmetics. And in line with the teens shopping behavior, the store introduces ample room to interact with social media to facilitate online to offline shopping. The Changsha store wants to set a new standard in teenage cosmetics, focusing on AI (artificial intelligence) driven digital interaction. The design pays tribute to an old Chines proverb of a mouse that fell into a rice jar. It is the analogy of being fully immersed in all the choices the brand wants to offer teenagers to express themselves. Translating that freedom of expression into design, Storeage chose iridescent perforated steel as the eye catching material throughout the space. Applying the iridescent to a cathedral like structure in the centre of the space the agency organized the lay-out around 3 basic principles of cosmetics: cleansing, foundation and make-up.


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with it's striking iridescent archways the store aims to connect to teenagers looking for a more expressive and colorful approach to cosmetics Storeage Storeage is a retail design agency with a diverse team of interior architects, product, interior and graphic designers, joined around the mission to explore space. They call it brand spaces, space that in the end will result in mind space ultimately resulting in selling space. Storeage is a consumer centric, ideation driven agency, that based on consumer insights works to innovate the customer experience for a group of select international clients. The agencies work is strongly focused on the integrated design of physical and digital space. Storeage è un'agenzia di retail design con un team diversificato di architetti d'interni, product, interior e graphic designer, uniti intorno alla missione di esplorare lo spazio. Lo chiamano brand space, spazio che alla fine si tradurrà in spazio mentale e quindi in spazio di vendita. Storeage è un'agenzia incentrata sul consumatore, guidata dall'ideazione, che sulla base delle intuizioni del consumatore lavora per innovare l'esperienza del cliente per un gruppo di clienti internazionali selezionati. Il lavoro dell'agenzia è fortemente incentrato sul design integrato dello spazio fisico e digitale.

PROJECT CREDITS

Client: B+TUBE COSMETICS Photo: WEN STUDIO

FOCUS

RETAIL


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Maison Margiela reopened its London flagship boutique at 22 Bruton Street. The store concept is developed by Dutch architect Studio Anne Holtrop and reflects the evolved visual language established at the house by Creative Director John Galliano. Holtrop’s design was first introduced in the gypsum-cast set at the Artisanal Autumn/Winter 2018 show, and it interprets the Maison’s iconoclast codes in façade and interiors.

La Maison Margiela ha riaperto il suo flagship boutique londinese al 22 di Bruton Street. Il concept del negozio è stato sviluppato dall'architetto olandese Studio Anne Holtrop e riflette l'evoluto linguaggio visivo stabilito dal direttore creativo della griffe, John Galliano. Il design di Holtrop è stato introdotto per la prima volta nel set in gesso della mostra Artisanal Autunno/Inverno 2018, e interpreta i codici iconoclasta della Maison nella facciata e negli interni.


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Studio Anne Holtrop

MAISON

MARGIELA FOCUS

RETAIL


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At the store, the defining structures of architecture – walls and columns – appear as detached objects. Artisanal furnishings reflect and alter ideas of familiarity. Familiar shapes skew in form, as they lean and fold around the demarcation of the space, drawing on ideas of dressing in haste native to Maison Margiela’s vocabulary. Hand-cast individually in textile molds, the surfaces of the plaster walls and columns retain the memory of fabric texture, sculpting dents, and evoke the notion of an irreproducible hand-spun tactility. Retained in their natural shade of plaster – the humble inside of a wall – the structures reflect the practice of anonymity of the lining, the house term for revealing the inside of a garment traditionally concealed and revealing the inner workings. The plaster’s natural tonality further echoes the signature white of Maison Margiela. Misfit furniture is designed in the memory of classic objects, deconstructed in form. The technique of décortiqué further materializes in shelves, display tables and seats carved in stained travertine, the natural indentations filled with colourcontrasting epoxy resin in optical white.

Nel negozio, le strutture che definiscono l'architettura - muri e colonne - appaiono come oggetti staccati. Gli arredi artigianali riflettono e modificano le idee di familiarità. Le forme familiari si distorcono nella forma, mentre si inclinano e si ripiegano intorno alla demarcazione dello spazio, attingendo alle idee di vestirsi in fretta e furia proprie del vocabolario della Maison Margiela. Fuse a mano singolarmente in stampi tessili, le superfici delle pareti in gesso e delle colonne conservano la memoria della trama del tessuto, scolpendo ammaccature, ed evocano la nozione di una tattilità irriproducibile, filata a mano. Mantenute nella loro naturale tonalità di intonaco - l'umile interno di un muro - le strutture riflettono la pratica dell'anonimato del rivestimento, il termine della casa per rivelare l'interno di un capo tradizionalmente nascosto e rivelare le lavorazioni interne. La tonalità naturale dell'intonaco richiama ulteriormente il bianco della Maison Margiela. I mobili disadattati sono disegnati nella memoria di oggetti classici, decostruiti nella forma. La tecnica del décortiqué si materializza ulteriormente in mensole, tavoli da esposizione e sedute scolpite in travertino colorato, le rientranze naturali riempite con resina epossidica a contrasto di colore in bianco ottico.


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familiar shapes skew in form, as they lean and fold around the demarcation of the space

Studio Anne Holtrop Anne holtrop (1977/netherlands) started his own practice in 2009. Currently the studios are based in amsterdam and muharraq, bahrain. The studio is working on new stores worldwide for maison margiela with flagship stores in london, paris, osaka and shanghai, and several unesco listed heritage buildings in bahrain: murad boutique hotel and siyadi pearl museum. Anne holtrop is currently associate professor at the eth in zurich. Anne holtrop (1977/paesi bassi) ha aperto il suo studio nel 2009. Attualmente gli uffici hanno sede ad amsterdam e a muharraq, in bahrain. Lo studio sta lavorando a nuovi negozi in tutto il mondo per la maison margiela con flagship store a londra, parigi, osaka e shanghai, e diversi edifici patrimonio dell'unesco in bahrain: murad boutique hotel e siyadi pearl museum. Anne holtrop è attualmente professore associato al politecnico di zurigo.

PROJECT CREDITS

Client: MAISON MARGIELA Photo: HENRY BOURNE

FOCUS

RETAIL


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JUST

PLAY Studio Apostoli

FOCUS

RETAIL


198 This Verona store impresses with its strong, decisive character and the clear-cut theming of its various areas. The entrance front view opens onto a central path which focuses on a multimedia tree, the hub of the store. On both sides of the path, two mirrored and complementary spaces are immediately recognisable for their colourful aspect, full of vitamins and energy. Two prismatic totems, coloured green and fuchsia, characterise these spaces; at the same time serving as internal communication totems and dressing rooms for the store’s young customers. These also include some impressive, recessed video walls, immediately visible from the entrance and composed of sixteen screens, which can either act independently or form one large image. The store is divided into three main areas for the public, according to the two sexes and two age groups. From the architectural and interior design point of view, the Concept exudes dynamism, created using bright colours and irregular shapes, extremely attractive and designed for the specific target.

Il negozio di Verona colpisce per la netta caratterizzazione delle sue diverse aree. La vista frontale di ingresso si apre su un percorso centrale con focus su un albero multimediale, fulcro del negozio. Ai lati del percorso, due spazi speculari e complementari spiccano per il loro vitaminico aspetto cromatico. Caratterizzano questi spazi, due totem prismatici colorati di verde e fucsia; oggetti che diventano, nel contempo, totem per la comunicazione interna e camerini per i giovani clienti. Incassati negli stessi e visibili già dall’ingresso, ci sono degli imponenti video-walls composti da ben sedici schermi, che possono agire indipendentemente o comporre un’unica grande immagine. Il negozio è suddiviso in tre aree principali, destinate al pubblico secondo i due sessi e due fasce d’età. Dal punto di vista architettonico e dell’interior design, il Concept si caratterizza per la dinamicità data da colori vivaci e da forme irregolari, molto accattivanti e pensate per lo specifico target.


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these also include some impressive, recessed video walls, immediately visible from the entrance and composed of sixteen screens, which can either act independently or form one large image Studio Apostoli Studio Apostoli is an atelier of Architecture, Interior Design, Engineering, and Product Design that has as its primary “Mission” to design with the concept of Wellness at the core of every project. In over twenty years, Studio Apostoli has implemented hundreds of projects across almost every continent, obtaining significant international recognition, numerous awards and been featured in hundreds of publications. Aware of how the quality of life depends on the quality of the spaces in which we live, work or entertain, Studio Apostoli focuses on the culture of Wellness with creativity and competence in all the areas in which it operates: Spas, Hotels, Residences, Shops, Offices, Objects. Studio Apostoli è un atelier di Architettura, Interior Design, Ingegneria, e Design di Prodotto che si pone come “Missione” la declinazione del concetto di Wellness a tutte le opere progettate. In oltre vent’anni, Studio Apostoli ha realizzato centinaia di progetti in quasi tutti i continenti, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali, premi e centinaia di pubblicazioni. Consapevole di come la qualità della vita dipenda dalla qualità degli spazi in cui viviamo, lavoriamo o ci intratteniamo Studio Apostoli profonde la cultura del Benessere con creatività e competenza in tutti gli ambiti in cui opera: SPA, Hotel, Abitazioni, Negozi, Uffici, Oggetti.

PROJECT CREDITS

Client: 3A SPORT General Contractor: WWW.VISUALEXHIBITION.COM Project Manager: MARCO BERTASI Lighting: IGUZZINI Photo: LUCA MORANDINI

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RETAIL


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Studio Svetti Architecture | Emanuele Svetti Architetto

BRACCIALINI FOCUS

RETAIL


202 Braccialini a metà 2018 ha affidato a Studio Svetti Architecture lo studio del concept d’immagine dei punti vendita sia esistenti che di nuova apertura. Il concept nasce e prende spunto dall’idea del “Diario di Braccialini”, un blocco di fogli bianchi da riempire di idee, di “sketch” o schizzi. Nel primo flagship store a Roma in via Frattina ben risalta il gioco di contrasti tra il bianco di fondo e il nero dei contorni, tra linee morbide e geometrie rigorose. A caratterizzare e rafforzare il concetto del nuovo punto vendita, gli elementi d’arredo custom, disegnati dallo Studio, che richiamano il mondo della cancelleria; matite appoggiate in verticale a sostenere le borse della nuova stagione, puntine che fluttuano libere nello spazio vetrato o “macro” fermagli che sorreggono le linee di t-shirt e gli accessori, il tappo di una penna Bic che si trasforma in espositore per la linea di borse e per finire, la panca imbottita, che altro non è che una gigantesca gomma da cancellare o la cassa che prende forma da un tempera matite. L’effetto finale è un enorme disegno a filo di ferro, dove ogni singolo prodotto viene messo in luce e celebrato.

In mid-2018, Braccialini entrusted Studio Svetti Architecture with the study of the image concept of both existing and newly opened stores. The concept was born and inspired by the idea of the "Diary of Braccialini", a block of white sheets to be filled with ideas, sketches. In the first flagship store in Rome, in Via Frattina, the play of contrasts between the white background and the black outlines, between soft lines and rigorous geometries, stands out. To characterize and reinforce the concept of the new store, the custom furniture elements designed by the Studio, recall the world of stationery: pencils can be seen leaning vertically to support the bags of the new season, point float free in the glass space or “macro” clips that hold up the lines of t-shirts and accessories. The cap of a Bic pen turns into an exhibitor for the line of iconic bags and finally, the padded bench, which is nothing but a giant eraser and the case that takes shape from a pencil sharpener. The final effect is a huge wire drawing where every single product is celebrated and brought to light.


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Studio Svetti Architecture Emanuele Svetti Architetto

in the first flagship store in Rome, in Via Frattina, the play of contrasts between the white background and the black outlines, between soft lines and rigorous geometries, stands out

Emanuele Svetti was born in Cortona in 1976 and after completing his training at the Faculty of Architecture in Florence he founded Studio Svetti Architecture in 2004. The professional activity grew both nationally and internationally with the development of numerous projects from California to North Africa, from Russia to China until the opening of the London office in 2016. The studio is devoted to the design of accomodating, directional and commercial spaces, with particular attention to the study of interiors and then to residential architecture. Emanuele Svetti nasce a Cortona nel 1976 e, dopo aver completato la formazione alla Facoltà di Architettura di Firenze fonda nel 2004 Studio Svetti Architecture. L’attività professionale si sviluppa sia a livello nazionale che internazionale con numerosi progetti nel mondo, dalla California all’Africa del Nord, dalla Russia alla Cina fino all’apertura della sede di Londra nel 2016. Lo studio si dedica così alla realizzazione di spazi ricettivi, direzionali e commerciali, con particolare attenzione allo studio degli interni per poi arrivare all’architettura residenziale.

PROJECT CREDITS

Contractor: PIPERNO IMMOBILIARE ROMA Suppliers: 055, CEC ITALIA, COTTO D’ESTE, G SMART TECHNOLOGY, LINEA LIGHT, SIKKENS, TECNO LEGNO PERUGIA. Photo: ANDREA BARTOLOZZI PHOTOGRAPHER

FOCUS

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Vudafieri-Saverino Partners

DELVAUX

PARIS BOUTIQUE FOCUS

RETAIL


206 Delvaux opens a new Parisian boutique, in Rue Saint Honoré, one of the most famous streets for luxury retail. Vudafieri-Saverino Partners were once again commissioned to add their unique stamp. Spread across 100 square metres, the interiors of the Rue Saint Honoré boutique reflect the building’s heritage and bring together Delvaux’ Belgian spirit and Parisian style. The use of materials is visually striking and the eye is drawn to a series of antique doors, which adorn the walls and act as a backdrop to the products on display. These rare antiques - from different periods and of different styles but all with a distinctly French feel tell a unique story of masterly crafted design and represent a tribute to the city where this boutique is located. Used as a frame for La Maison’s luxury bags, the doors are an unprecedented evolution of the wood panelling, a design feature that Delvaux have frequently adopted and have reinterpreted in various different ways in their boutiques.

Delvaux ha inaugurato una nuova boutique parigina, la quarta nella capitale francese, in Rue Saint Honoré, tra le strade più celebri per lo shopping di lusso. Ancora una volta a rendere unico il negozio è intervenuto il progetto di Vudafieri-Saverino Partners. Sviluppati su 100 metri quadrati, gli interni della boutique di Rue Saint Honoré riflettono l’heritage dell’edificio, combinando la “belgitudine” di Delvaux con lo stile parigino. Tema visivo e materico che accompagna lo sguardo è l’uso di una serie di porte antiche, che decorano le pareti e fanno da sfondo all’esposizione dei prodotti. Rari pezzi di antiquariato, differenti tra loro per epoca e decorazioni, ma tutte appartenenti a uno stile di matrice francese, raccontano una storia di ricerca, di solidità, di passione per il gesto ben fatto, ed un omaggio alla città che ospita la boutique. Utilizzate per incorniciare le preziose borse della Maison, le porte rappresentano un’inedita evoluzione della boiserie a parete che da sempre caratterizza il concept Delvaux e che in ogni boutique trova una nuova reinterpretazione.

the use of materials is visually striking and the eye is drawn to a series of antique doors, which adorn the walls and act as a backdrop to the products on display


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Vudafieri-Saverino Partners Faithful to the Milanese creative atelier tradition, the studio’s work, guided by Tiziano Vudafieri and Claudio Saverino flows between architecture, interior design, retail fashion, hotel and food design, facing both the great urban, landscape and society themes along with residential, commercial and industrial location architecture. Vudafieri-Saverino Partners has offices in both Milan and Shanghai and over the years has developed projects in almost every country and continent. Fedele alla tradizione milanese dell’atelier creativo, il lavoro dello Studio guidato da Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino spazia tra l’architettura, il design d’interni, il retail moda, l’hotellerie e il food design, affrontando sia i grandi temi della città, del paesaggio e della società, sia l’architettura dei luoghi residenziali, commerciali e industriali. Vudafieri-Saverino Partners ha sede a Milano e Shanghai ed ha nel tempo sviluppato progetti pressoché in ogni Paese e continente.

PROJECT CREDITS

General contractor: GHIBLI Suppliers: BIANCHI F.LLI, FORMULA LUCI ITALIA, JAN KATH, KAISHI, LES ATELIERS PIERRE DE BOURGOGNE, REGGIANI, TATO Photo: ANTOINE HUOT

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FROM THE EMPORIUM TO THE HOME EXPERIENCE

Fratelli Carli: between retail concept development and new openings in Milan

Stefano CELLERINO Cristina BIGLIATTI

Dall’Emporio all’Home Experience Fratelli Carli: tra sviluppo del concept retail e nuove aperture a Milano


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Fratelli Carli, the Ligurian company that has been producing olive oil for over a hundred years, is ready to update the retail concept of its points of sale, spaces designed with the aim of letting visitors discover the world of Carli at 360 degrees, going well beyond the simple purchase of gourmet specialities. The model, in this sense, is that of the Emporio, opened in the heart of the historic Imperia plant in 2010 to a design by Robilant Associati, conceived to convey the complexity and passion typical of an olive oil that represents an authentic family saga, carried on today by the fourth generation. An environment divided into thematic areas reserved, respectively, for tasting, the taste centre (as well as the educational centre of the University of Taste in Pollenzo), a live view of production, the history of the brand (summed up in photographic flashes that run across the surfaces of a large panel), and customer relations, cosmetics (with a wide range of natural solutions for wellbeing and beauty that make the most of the beneficial properties of olive oil's active ingredients) and, last but not least, the company's products, some of which are available exclusively, presented on touch-screens installed directly in the dedicated display, so that all the relevant information and details can be accessed. Now a version of the format - developed by the Fasemodus studio - responds to the new commercial and hospitality requirements of retail, and aims to balance the peculiarities of an emporium with those of domestic life, defining an all-round experiential context that combines the company's characteristic professionalism and quality with the warm atmosphere of a family meal; In order to do this, it uses essential formulas - such as the mise en place, ideas on how to serve a good aperitif, Fratelli Carli connoisseur recipes - as well as visual interventions on the windows and visual suggestions provided by the hot spots and smart tables located inside the space, so as to establish a link between the offer of traditional products and innovative, emotional, customer-centred communication. It is precisely in the philosophy developed by Fasemodus that the element of the experiential table is fundamental, introduced in the shop windows and reflected in the wall with the video, right up to the big table in the shop, on which the month's offerings, books and furnishings are juxtaposed, ideal also for presenting those moments that mark domestic intimacy - breakfast, aperitif, dinner and so on. Modular and flexible systems facilitate the perception of environments, making it easier to transform the settings according to the different periods of the year, from Easter to Christmas. And finally, light becomes a fundamental tool in the store - together with the visuals - to enhance the product and create atmospheres capable of exciting the public and bringing them closer to the brand. At the centre of the experience are a series of suggestions that are deeply rooted in the collective imagination of Italy and beyond, scenes of relaxed conviviality around a table laden with the finest foods of the Mediterranean diet, olive oil above all, of course. Olive oil is a product of excellence that visitors can approach in the best possible way thanks to the experience provided in the emporium, also through the use of tapping machines and attention to detail. It is no coincidence that among the specialities offered in the shop there is the possibility of "customising" one's own olive oil with different blends to distil one's own taste. A service that complements the delivery service, which has been one of the company's must-haves since time immemorial, to bring the world of Carli directly to your home. A new course that sees the birth in Milan with the opening of the next store in Piazza Tricolore.

Fratelli Carli, azienda ligure attiva nella produzione di olio d'oliva da più di cent’anni, è pronta ad aggiornare il concept retail dei propri punti vendita, spazi ideati con l’obiettivo di far scoprire ai visitatori il mondo Carli a 360 gradi, andando ben oltre il semplice acquisto di specialità gourmet. Il modello, in questo senso, è quello dell’Emporio, inaugurato nel cuore dello storico stabilimento di Imperia nel 2010 su progetto di Robilant Associati, pensato per rendere la complessità e la passione tipiche di un olio d'oliva che rappresenta un’autentica saga familiare, portata avanti oggi dalla quarta generazione. Un ambiente suddiviso in aree tematiche riservate, rispettivamente, alla degustazione, al centro del gusto (nonché sede didattica dell’Università del Gusto di Pollenzo), alla visione in presa diretta della produzione, alla storia del marchio (compendiata in flash fotografici che scorrono sulle superfici di un grande pannello), alla relazione con la clientela, alla cosmetica (con un’ampia offerta di soluzioni naturali per il benessere e la bellezza, che valorizzano le proprietà benefiche dei principi attivi dell’olio d'oliva) e, ultimo certo non per importanza, ai prodotti della casa, alcuni disponibili in esclusiva, presentati anche attraverso schermi touch-screen installati direttamente nel display dedicato, così da poter accedere a tutte le informazioni e i dettagli del caso. Ora una versione del format – sviluppato dallo studio Fasemodus - risponde alle nuove esigenze commerciali e di accoglienza del retail, e intende equilibrare le peculiarità di un emporio con quelle della vita domestica, definendo un contesto esperienziale a tutto tondo, che coniughi la professionalità e la qualità caratteristiche dell’azienda all’atmosfera calorosa di un pranzo in famiglia; per fare ciò ricorre tanto a formule essenziali quali la mise en place, gli spunti sul servizio di un buon aperitivo, le ricette da connoisseur della Fratelli Carli - quanto a interventi visual sulle vetrine e suggestioni visive fornite dagli hot spot e smart table collocati all’interno dello spazio, così da stabilire un trait d’union tra l’offerta dei prodotti tradizionali e una comunicazione innovativa, emozionale, centrata sul cliente. Proprio nella filosofia sviluppata da Fasemodus risulta fondamentale l’elemento della tavola esperienziale, introdotto nelle vetrine e ripreso nella parete con video, fino al grande tavolo del negozio, su cui sono accostati le proposte del mese, libri e complementi d’arredo, ideale anche per la presentazione di quei momenti che scandiscono l’intimità domestica - colazione, aperitivo, cena e così via. Sistemi modulari e flessibili facilitano la percezione degli ambienti, agevolando la trasformazione degli allestimenti secondo i differenti periodi dell’anno, dalla Pasqua al Natale. E infine la luce diventa uno strumento fondamentale all’interno dello store – insieme al visual - per valorizzare il prodotto e per creare atmosfere capaci di emozionare e avvicinare il pubblico alla marca. Al centro dell’esperienza sono una serie di suggestioni profondamente radicate nell’immaginario collettivo italiano e non solo, scene di rilassata convivialità attorno a una tavola imbandita di eccellenze alimentari della dieta mediterranea, olio d'oliva in primis, ovviamente. Quest’ultimo si configura come un prodotto di eccellenza al quale il visitatore può approcciarsi al meglio proprio grazie all’esperienza assicurata nell’emporio, anche tramite l’utilizzo di spillatori e curata nei minimi particolari. Non a caso tra le specialità offerte nel punto vendita vi e’ la possibilità di “personalizzare” il proprio olio d'oliva con miscele differenti per distillare il proprio gusto. Un servizio che si affianca a quello di delivery, che è uno dei must have dell’azienda sin da tempi non sospetti, per portare il mondo Carli direttamente a casa. Un nuovo corso che vede la nascita a Milano con l’apertura del prossimo store in Piazza Tricolore.

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Gian Franco Carli, managing director of Fratelli Carli, explains how the collaboration with architect Stefano Cellerino, owner of Fasemodus, and his team came about: "We started developing the retail channel with one shop a year, so very slowly. But the excellent results we achieved led us to want to grow a little faster. Hence the need to be supported by professionals with an excellent background, capable of combining the need for flexibility and standardisation with our identity and our particular characteristics". With reference to the new milanese shop, Gian Franco Carli reveals how the design has been created specifically to emphasise the company's values. "Since we are in Milan, we wanted to take advantage of the larger spaces and the location of the store to communicate, also through some furnishing elements, how our professionalism in the food sector is an excellence to be experienced in everyday life, in the home environment, which is the realm where we want the good things that do us good. An experiential table has been designed, which immediately takes you back to the table at home, and display cases have been designed to communicate, with immediacy and style, the values of the brand, the high professionalism that is behind all our products".

Gian Franco Carli – amministratore delegato della Fratelli Carli – racconta com'è nata la collaborazione con l'Arch. Stefano Cellerino, titolare di Fasemodus, e il suo team: “Abbiamo iniziato lo sviluppo del canale retail con un negozio all’anno, quindi molto lentamente. Ma gli ottimi risultati ottenuti ci hanno portato a voler crescere un po’ più velocemente. Di qui l’esigenza di essere affiancati da professionisti con un ottimo background, capaci di coniugare le esigenze di flessibilità e di standardizzazione, con la nostra identità e le nostre particolari caratteristiche”. In riferimento al nuovo punto vendita milanese, Gian Franco Carli svela come il design sia stato pensato appositamente per enfatizzare i valori dell'azienda. “Trovandoci a Milano, abbiamo voluto approfittare degli spazi più ampi e della collocazione del locale per comunicare, anche attraverso alcuni elementi di arredo, come la nostra professionalità in ambito alimentare sia un’eccellenza da vivere nel quotidiano, nell’ambiente casalingo, che è il regno dove vogliamo le cose buone che ci fanno bene. È stato progettato un tavolo esperienziale, che riporta subito al tavolo di casa, e sono state progettate vetrine capaci di comunicare, con immediatezza e stile, i valori del brand, l’alta professionalità che è dietro tutti i nostri prodotti”.


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A VISUAL IDENTITYPROJECT Dario CURATOLO

The project for the Nicla brand began with a study of the brand's visual identity, characterised by a logotype and the N monogram referring to two stylised legs, and ended with a concept for the various shops aimed at "showing off" the company's products. The overall system consists of equipped walls made up of partitions and backlit panels that highlight the products, alternating with modules for housing monitors and large display walls with the company's communication; islands that offer the products "on the table" and also become seating for customers and storage systems for products not on display. The lighting system picks up on the geometry of the spaces and marks their modularity by means of light tracks. The checkout system is identified by a block covered in fabric printed with the pattern of the brand's monogram and contains the visible space for shopping bags designed in a trapezoidal shape with the monogram that becomes a further element of identification of the space. The entire project is chromatically defined by white, black and a warm grey, allowing the different colours and patterns of the products on display to take centre stage. The signs are designed for both indoor and outdoor use, made up of backlit monolithic elements and coordinated with the cubic outdoor applique with the brand's monogram.

Il progetto per il marchio Nicla parte dallo studio dell’identità visiva del marchio caratterizzato da un logotipo e dal monogramma della N che rimanda a due gambe stilizzate e arriva al concept per i diversi negozi che si pone l’obiettivo di mettere “in mostra” i prodotti dell’azienda. Il sistema complessivamente si compone di pareti attrezzate formate da setti e pannelli retroilluminati che mettono in risalto il prodotto, alternato a moduli per l’alloggiamento di monitor e grandi pareti display con la comunicazione dell’azienda; da isole che propongono i prodotti “ a tavolo” e diventano anche sedute per i clienti e sistemi deposito per i prodotti non in esposizione. Il sistema di illuminazione riprende la geometria degli spazi e ne scandisce la modularità attraverso binari luminosi. Il sistema cassa è identificato da un blocco rivestito in tessuto stampato con il pattern del monogramma del brand e accoglie lo spazio a vista per le shopper disegnate in forma trapezoidale con il monogramma che diventa un ulteriore elemento di identificazione dello spazio. Tutto il progetto è cromaticamente definito dal bianco, il nero e un grigio caldo permettendo ai diversi colori e pattern dei prodotti esposti di diventare protagonisti. Le insegne sono pensate sia da interno che da esterno formate da elementi monolitici retroilluminati e coordinati con l’ applique da esterno cubica con il monogramma del brand.


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Shop A system where the partitions are the protagonists in defining the space, both through track lighting systems and through the structure of the display elements inside the shop. The choice of colours was designed to highlight the products, enhancing their multiple colours by contrast, through neutral shades such as warm grey, black and white, in joint action with the light panels. In addition to being represented in the various display elements, the logo is also recalled in a pattern used in the seats, in the space behind the cash desk and for the curtains in the changing rooms.

Negozio Un sistema dove i setti sono i protagonisti nel definire lo spazio, sia attraverso sistemi d’illuminazione a binario, sia attraverso la struttura degli elementi espositivi presenti all’interno del negozio. La scelta cromatica è stata pensata per evidenziare i prodotti, esaltandone per contrasto i molteplici colori, attraverso tonalità neutre come il warm gray, il nero e il bianco, in azione congiunta con i pannelli luminosi. Il logo, oltre ad essere rappresentato nei diversi elementi espositivi, viene richiamato tramite un pattern usato nei posti a sedere, nello spazio retrostante la cassa e per le tende dei camerini.


215 Lighting system The lighting reinforces Nicla's brand language through very elegant and linear systems obtained by means of tracks hanging from the ceiling of the premises and wall-mounted light panels in the display system. On the shop windows, in addition to the wall-mounted tracks with adjustable spotlights, a system with perforated backlit boxes was used to form the luminous Nicla lettering. Similarly, on the outer wall, the idea was to install 20x20x20h cm cubic lighting elements perforated in the shape of the logo. Wall-mounted hanging modules These have been designed as a lighting system with the trousers as the protagonist, present in each module. The wall-mounted modules can be 70 and 140 cm long with a height of 245 cm and a depth of 45 cm. The trousers, which are hung by a slanting bar, are further enhanced by the luminous background. The partitions are equipped with bushes through which different compositions can be formed by inserting horizontal hanging bars. The 140 cm modules can also accommodate an integrated monitor under which drawers can be placed. Island System The "Isola System" is designed to be the core of the shop and recalls the idea of a large table where you can see the product laid out or take a break and sit down. This element also has a modular structure characterised by a width of 93.8 cm, coinciding with the width of the checkout, so as to create a sense of cohesion between the elements. The structure can be developed in length with modules of 45 and 94 cm and a height of 91.2 cm. The latter consist of drawers topped by a horizontal shelf for displaying trousers. Cash Desk It consists of two elements • a static element, identical in all the shops, measuring 93.8x60x110h cm, which houses the hardware system that also supports payment • an element serving the cash desk, with an open front part designed to hold envelopes and a lower part closed with shelves. This second element, measuring 30x245h cm, is made up of two or more modules of 50 cm in length so that it can be adapted to the needs of each shop.

Sistema di illuminazione L’illuminazione rinforza il linguaggio del brand di Nicla, attraverso sistemi molto eleganti e lineari ottenuti tramite binari appesi al soffitto del locale e pannelli luminosi a muro presenti nel sistema di esposizione. Sulle vetrine, oltre ai binari a muro con proiettori orientabili, si è pensato ad un sistema con cassonetti retroilluminati traforati a formare la scritta luminosa Nicla. Similarmente, sulla parete esterna, si è pensato di apporre degli elementi di illuminazione cubici da 20x20x20h cm traforati con la forma del logo. Moduli appendiabiti a muro Sono stati pensati come sistema luminoso che ha come protagonista il pantalone, presente in ogni modulo. I moduli a parete possono essere da 70 cm e 140 cm di lunghezza con un’altezza di 245cm e 45cm di profondità. I pantaloni appesi tramite una barra inclinata vengono ulteriormente valorizzati grazie allo sfondo luminoso. I setti divisori sono dotati di bussolotti tramite cui possono essere formate composizioni differenti, inserendo barre appendiabiti orizzontali. I moduli da 140 cm possono anche ospitare un monitor integrato al di sotto del quale porre dei cassetti. Sistema Isola Il “Sistema Isola” è pensato per essere il nucleo centrale del negozio e richiama l’idea di un grande tavolo dove poter vedere il prodotto steso oppure fare una pausa e sedersi. Anche questo elemento ha una struttura modulare caratterizzata da una larghezza da 93,8 cm, coincidente con quella della cassa, così da poter creare un senso di coesione fra gli elementi. La struttura può essere sviluppata in lunghezza tramite moduli da 45 e 94 cm ed altezza di 91,2 cm. Questi ultimi sono composti da cassetti sormontati da un piano orizzontale dove poter esporre i pantaloni. Punto cassa È composto da due elementi: • un elemento statico, presente identico in tutti i negozi, da 93,8x60x110h cm, all’interno del quale è alloggiato il sistema hardware di supporto anche al pagamento • un elemento a servizio della cassa, con una parte aperta frontale atta a contenere le buste e una parte inferiore chiusa con delle mensole. Questo secondo elemento, di dimensioni 30x245hcm, è composto da due o più moduli di lunghezza di 50 cm in modo da potersi adattare alle esigenze di ogni negozio

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Abdelkader Damani, Luca Galofaro

NOS ANNÉES DE SOLITUDE

Les presses du réel Dijion, 2019

Together with the director of the frac Center val de Loire, Abdelkader Damani, we conceived this book to tell our idea of Solitude. We did this by thinking of the cityof Macondo, the brainchild of Garcia Marquez, using it as a metaphor for architecture, an endless reinvention of the space and time of memory.Our reflection begins with the heroic figures of John Hejduk and Absalon, the former a solitary architect, the latter an artist. For Hejduk, architecture is a container for thoughts, telling of life after thought has left it. In fact, architecture is the result of a path of knowledge manifested through form and its abandonment. Absalon's proposal can instead be defined as a true research into the extreme reduction of architectural space in order to achieve the construction of solitude as a form of resistance to the world that is changing around us. Hejduk invents symbols and forms useful for re-imagining the world, Absalon uses form to resist the world. Through images and texts collected from all the other architects invited to participate, the book is a journey into the solitude of contemporary man. Keisuke Oka, a dancer from Tokyo, abandons his job to build his own house, the ButoHouse. Ila Beka & Louise Lemoine observe him for a day, following his slow movements, trying to understand whether his dedication to construction is first and foremost a need for spiritual solitude. As an exile, Sergio Ferro continues to reflect on the role of architecture under capitalism. His theory developed with the Architettura Nova group in Brazil between 1950 and 1960. His thinking arose and reacted to the construction of the iconic architecture of Brasilia. The figure of Fernand Pouillon is marked by marginalisation and a profound non-conformism compared to the generation of his fathers. All these and many other artists and architects have tried in different ways to prefigure places and spaces, while today it seems that another figure has taken over the space of the imagination. Hernan Diaz Alonso's Beast shows us how every single individuality is being erased by the algorithm which, by replacing our memory, is decreeing the end of the author as we are used to imagining him. Now that wehave all experienced this solitude in recent months, this book is an opportunity to reflect on a particular condition of our living in the world.

PRINTED

| Luca GA LO FA RO

Assieme al direttore del frac Center val de Loire Abdelkader Damani abbiamo concepito questo libro per raccontare la nostra idea di Solitudine. Lo abbiamo fatto pensando alla città di Macondo, frutto dell’invenzione di Garcia Marquez, usandola come metafora dell’architettura, una reinvenzione senza fine dello spazio e del tempo della memoria.La nostra riflessione comincia dalle figure eroica di John Hejduk e Absalon, architetto solitario il primo, artista il secondo. Per Hejduk le architetture sono contenitori di pensieri, che raccontano la vita dopo che il pensiero le ha abbandonate. L’architettura infatti è ilrisultato di un percorso di conoscenza che si manifesta attraverso la forma e il suo abbandono. La proposta di Absalon può definirsi invece come una vera e propria ricerca sulla riduzione estrema dello spazio architettonico al fine di ottenere la costruzione della solitudine come forma di resistenza al mondo che si trasforma accanto a noi. Hejduk inventa simboli e forme utili per re-immaginare il mondo, Absalon usa la forma per resistere al mondo. Attraverso immagini e testi collezionati da tutti gli altriarchitetti invitati a partecipare, il libro è un viaggio nella solitudine dell’uomo contemporaneo.Keisuke Oka un danzatore di Tokyo abbandona il suo lavoro, per costruirsi da solo una casa, la ButoHouse, Ila Beka & Louise Lemoine lo osservano per una giornata seguendone i movimenti lenti, cercando di capire se la sua dedizione alla costruzione sia prima di tutto un’esigenza di solitudine spirituale. Sergio Ferro, da esule continua a riflettere sul ruolo dell’architettura sotto il capitalismo. La sua teoria, si è sviluppata con il gruppo Architettura Nova in Brasile tra il 1950 e il 1960. Il suo pensiero nasce e reagisce di fronte alla costruzione dell’architettura iconica di Brasilia. La figura di Fernand Pouillon è segnata dall’emarginazione da un profondo anticonformismo rispetto alla generazione dei padri. Tutti questi e molti altri tra artisti e architetti hanno provato in modi diversi a prefigurare luoghi e spazi, mentre oggi sembra che un’altra figura si sia impossessata dello spazio dell’immaginazione. La Bestia proposta da Hernan Diaz Alonso ci dimostra come ogni singola individualità viene cancellata dall’algoritmo che sostituendosi alla nostra memoria sta decretando la fine dell’autore così come siamo abituati ad immaginarlo. Ora che negli ultimi mesi questa solitudine l’abbiamo provata tutti, questo libro è un occasione per riflettere su una condizione particolare del nostro vivere il mondo.


217 NAPOLI, SUPERMODERN

LAN (Benoit Ballon, Umberto Napolitano)P arks Books 2020 (Quodlibet ediz. Italiana) Every city hides a certain idea of architecture in its history. This is how Studio Lan shows us another side of Naples, its super-modernity, something we are not used to seeing when we walk through it.Umberto Napolitano, founder of Lan together with Benoit Ballon, grew up in these places. He designed and studied some of the buildings when he was an architecture student and now returns to them as an established professional with a different awareness, searching for traces of that timeless modernity which is the essence of his architecture.In a certain sense, this revisitation becomes an awareness of how fundamental this other Naples was in the construction of a rigorous, timeless grammar of forms.So with an autobiographical but also very contemporary gesture, let us not forget that many architects have sought the essence of their own idea of architecture in the buildings constructed in various cities. This has been done by Cino Zucchi with Luigi Caccia Dominioni and the Milanese courtyards, by the greats of the past such as Ludovico Quaroni and his Immagine di Roma and more recently by Adam Caruso with the Milan of Asnago and Vender. The act of looking at the city and its memory to find tangible signs of one's own idea of architecture.The book is enriched by Cyrille Weiner's photographs, which delicately show us this timeless modernity, and essays by Manuel Orazi, Andrea Maglio, Irene Lettieri and Gianluigi Freda.The book closes with a section of cards enriched with drawings edited by the RAAR Laboratories, aresearch section built inside the LAN studio in Paris.While much contemporary research is conducted by architects in the universities where they teach, the peculiarity of this research is to be found in the research laboratory built inside the LAN studioas a counterpoint to the practice of building. Ogni città nasconde nella sua storia una certa idea di architettura. Lo studio Lan ci mostra così un’altra faccia di Napoli, il suo esser Super Moderna, qualcosa che non siamo abituati a considerare quando la attraversiamo.Interessante che uno studio di architettura produca un libro che guarda alla città come luogo della memoria di un progettista, Umberto Napolitano fondatore di Lan assieme a Benoit Ballon, è cresciuto in questi luoghi, alcuni edifici li ha disegnati e studiati quando era studente di architettura e oggi torna a raccontarli da professionista affermato con una consapevolezza diversa, cercando le tracce di quella modernità senza tempo che è l’essenza della sua architettura.Questa rivisitazione in un certo senso diventa consapevolezza di quanto quest’altra Napoli sia stata fondamentale per la costruzione di una grammatica delle forme rigorosa e senza tempo.Allora con un gesto autobiografico ma anche molto contemporaneo, non dimentichiamo che molti architetti hanno cercato negli edifici costruiti in varie città l’essenza della propria idea di architettura. Lo hanno fatto, Cino Zucchi con Luigi Caccia Dominioni e i cortili Milanesi i grandi del passato come Ludovico Quaroni e la sua Immagine di Roma e più recentemente Adam Caruso con la Milano di Asnago e Vender. L’atto di guardare alla città alla sua memoria per ritrovare segni tangibili della propria idea di architettura.Il libro è arricchito dalle fotografie di Cyrille Weiner che ci mostra con estrema delicatezza questa modernità senza tempo, dai saggi di Manuel Orazi, Andrea Maglio, Irene Lettieri e Gianluigi Freda. Chiude il libro una sezione di schede arricchite di disegni curati dalle Laboratorie RAAR una sezione di ricerca costruita dentro lo studio LAN di Parigi.Se infatti molte delle ricerche contemporanee sono condotte dagli architetti all’interno delle università dove insegnano, la peculiarità di questa la troviamo proprio nel laboratorio di ricerca costruito dento lo studio LAN come controcanto alla pratica del costruire.

A GLOSSARY OF URBAN VOIDS

Sergio Lopez-Pineiro Jovis Verlag GmbH, Berlin 2019

The book collects and defines more than 200 different terms used to identify urban voids.Abandoned land, waste areas. Spaces that for different reasons define the background of many cities. Places that are difficult to name, because the mere fact of naming them would mean considering them part of the body of our cities.In reality, these spaces have enormous potential when they are considered before they are designed. Sergio Lopez Pinero uses the glossary as a design tool, a theoretical matrix through which to transform them into public spaces.The book is built around the idea of serial assembly, with the glossary running on the left-hand pages and the author's essays on the right-hand pages, one part completing the other.The illustrations in the centre of the book create a tight sequence in which the identification of voids from satellite maps homologates the landscape of very different cities.The book is perfectly constructed, as the essays dialogue with the glossary and highlight its meanings whenever the definition is evoked in the main text.The continuous cross-references between the different parts make this essay an essential tool for understanding before designing.The notes in the glossary on the left, those in the essays on the right, build a further reading plan useful for travelling through the books and authors who have written on the subject. A true hypertext that I am sure will soon become a fundamental text on the subject. Il libro raccoglie e definisce più di 200 termini diversi utilizzati per individuare i vuoti urbani.Terreni abbandonati, aree di risulta. Spazi che per ragioni diverse definiscono lo sfondo di molte città. Luoghi che è difficile nominare, perché il solo fatto di nominarli significherebbe considerarli parte del corpo delle nostre città.In realtà quest spazi hanno una enorme potenzialità nel momento in cui vengono considerarti prima che progettati. Sergio Lopez Pinero utilizza il glossario come strumento di progetto, una matrice teorica attraverso la quale trasformarli in spazi publici.Il libro è costruito attraverso l’idea di montaggio seriale, nelle pagine di sinistra scorre il glossario in quelle di destra i saggi dell’autore, una parte completa l’altra.Le illustrazioni, al centro del libro creano una sequenza serrata in cui l’individuazione dei vuoti dalle mappe satellitari omologa il paesaggio di città molto diverse tra di loro.Il libro è costruito in maniera perfetta, perché i saggi dialogano con il glossario e ne evidenziano i significati ogni qualvolta la definizione viene evocata nel testo principale.I rimandi continui tra le diverse parti rendono questo saggio uno strumento essenziale per comprendere prima di progettare.Le note a sinistra quelle del glossario, a destra quelle dei saggi, costruiscono un ulteriore piano di lettura utile per viaggiare all’interno dei libri e degli autori che hanno scritto sull’argomento. Un vero e proprio ipertesto che sono sicuro presto diventerà un testo fondamentale sull’argomento.

Luca GA LO FA RO

|P R I N T E D


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ART EXHIBITION REVIEW PLATFORM INTERNATIONAL EXHIBITIONS REVIEW ARTE&DESIGN PLATFORM INTERNATIONAL

PIER LUIGI NERVI: ARCHITETTURA COME SFIDA

MANIFATTURA TABACCHI, FLORENCE

MEMPHIS:

40 YEARS OF KITSCH AND ELEGANCE VITRA DESIGN MUSEUM GALLERY, WEIL AM RHEIN

DESIGN! OGGETTI

PROCESSI ESPERIENZE ABBAZIA DI VALSERENA, P. PIGORINI, PARMA

THEASTER GATES:

CHINA CABINET ANDREA BRANZI:

PRADA RONG ZHAI, SHANGHAI

LA NUOVA STANZA

ANTONIA JANNONE DISEGNI DI ARCHITETTURA, C/O PIANCA & PARTNERS, MILAN

RENAISSANCE DREAMS REFIK ANADOL MEET, MILAN

UNTIL – 31 ST JULY 2021

V I TA D ’ A RT I S TA

FLAVIO FAVELLI FONDAZIONE ADOLFO PINI, MILAN


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CRISTINA BIGLIATTI MEET, the international centre for digital culture in Milan, dedicates a major exhibition to Refik Anadol, the famous Turkish-American media artist and filmmaker. Renaissance Dreams is the installation that Refik Anadol has donated to MEET and is intended to be a message of rebirth for Milan and Italy. The work was created specifically for Milan's digital culture centre, using an artificial intelligence "trained" to generate dynamic and ever-changing forms: the manmachine creative process started from thousands of open-source images of Renaissance works of art and architecture. An immense dataset that GAN algorithms have processed and revisited, changing shapes, colours and adding original sounds. The work consists of four chapters, each focusing on four "themes": painting, sculpture, literary texts and architectural works created between 1300 and 1600 in Italy. A million images that render only a portion of the dizzying Italian artistic production in these centuries. The body of Renaissance works re-interpreted by the machine has become something else, without losing its poetic quality but rather renewing the connection with the past. This enormous amount of data - all in the public domain and therefore legally reproducible and reusable - was processed by Refik Anadol's team of programmers, designers, architects, data scientists and engineers with expertise in machine learning. The result is a hypnotic "walk" along the traces of Italian art history: a message of beauty and rebirth offered to our country.

Until July 31st 2021, it will be possible to enjoy the immersive experience of the site-specific installation Renaissance Dreams by Refik Anadol, who has chosen MEET to present his first work in Italy. MEET - founded with the support of Fondazione Cariplo wants to contribute to bridging the Italian digital divide in the conviction that innovation is a cultural, even more than technological, fact. A 1500sqm space that Carlo Ratti Associati has reinterpreted starting from the concept of a digital culture centre, working on the idea of fluidity, interconnection and participation. The space is also home to the Cineteca di Milano, which has created an independent programme of festivals and screenings dedicated to contemporary international cinema.

MEET, il centro internazionale di cultura digitale di Milano, dedica una grande mostra a Refik Anadol, celebre media artist e regista turco-americano. Renaissance Dreams è l’installazione che Refik Anadol ha donato a MEET e che vuole essere un messaggio di rinascita per Milano e l’Italia. L’opera è stata realizzata appositamente per il centro di cultura digitale milanese, attraverso un’intelligenza artificiale “addestrata” a generare forme dinamiche e sempre diverse: il processo creativo uomo-macchina è partito da migliaia di immagini open-source di opere d’arte e d’architettura del Rinascimento. Un dataset immenso che algoritmi GAN hanno elaborato e rivisitato, cambiando forme, colori e con l’aggiunta di suoni originali. L’opera è composta da quattro

capitoli, ciascuno incentrato su altrettanti “temi”: pittura, scultura, testi letterari e opere architettoniche, create tra il 1300 e il 1600 nel nostro Paese. Un milione di immagini che restituisce solo una porzione della vertiginosa produzione artistica italiana in questi secoli. Il corpus di opere rinascimentale reinterpretato dalla macchina è diventato altro, senza perdere di poeticità ma anzi, rinnovando la connessione con il passato. Quella enorme mole di dati – tutti in public domain quindi riproducibili e riutilizzabili legalmente – è stata elaborata dal team di Refik Anadol composto da programmatori, designer, architetti, data scientist ed ingegneri esperti di machine learning. Il risultato è una “passeggiata” ipnotica sulle tracce della storia dell'arte italiana: un messaggio di bellezza e rinascita offerto al nostro paese. Fino al 31 luglio 2021, sarà possibile vivere l’esperienza immersiva dell’installazione site-specific Renaissance Dreams di Refik Anadol, che ha scelto MEET per presentare il suo primo lavoro in Italia. MEET - nato con il supporto di Fondazione Cariplo vuole contribuire a colmare il divario digitale italiano nella convinzione che l’innovazione sia un fatto culturale, prima ancora che tecnologico. Uno spazio di 1500mq che Carlo Ratti Associati ha reinterpretato a partire dal concept del centro di cultura digitale lavorando sull'idea di fluidità, interconnessione e partecipazione. Lo spazio accoglie al suo interno anche la Cineteca di Milano, che firma un palinsesto autonomo di rassegne e proiezioni dedicate al cinema contemporaneo internazionale.


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La mostra, articolata in due sezioni, traccia un percorso in cui il designer – nelle sue tante vesti di bricoleur, artigiano, antropologo, filosofo, scienziato, tecnologo – riflette sui temi del progetto e della produzione, delle politiche di intervento sul territorio e sul patrimonio culturale, e sui differenti linguaggi e pratiche all’interno di una società multiculturale. Photo Credit: Massimo Sestrini

not distort the objects but amplify their symbolic value. They are objects of a past everyday life but unconsciously still present today.

PIER LUIGI NERVI ARCHITETTURA COME SFIDA SINCE 25TH JANUARY 2021 MANIFATTURA TABACCHI, FLORENCE Thirty years after Pier Luigi Nervi's death, the exhibition tells the story of his work and personality. A designer and builder at the same time, Nervi emerges as a man of the culture of his time and reveals himself to have been not only an architect and engineer, but also a poet-architect and artist, an incredible innovator and a shrewd impresario, in constant search of an absolute mastery of the technical means to infuse beauty into the built environment. La mostra racconta, trent’anni dopo la morte di Pier Luigi Nervi, la sua opera e la sua personalità. Progettista e al tempo stesso costruttore, Nervi emerge come uomo di cultura del suo tempo e si rivela essere stato non solo architetto e ingegnere, ma poeta-architetto e artista, incredibile innovatore e accorto impresario, alla continua ricerca di una assoluta padronanza del mezzo tecnico per infondere la bellezza nel costruito.

Photo Credit: The Memphis team posing on bed »Masanori« by Umeda Tawaraya, 1981, © Masanori Umeda, © Studio Azzurro, with kind permission of Memphis, Milano

MEMPHIS: 40 YEARS OF KITSCH AND ELEGANCE 6TH FEBRUARY 2020 - 23RD JANUARY 2021 VITRA DESIGN MUSEUM GALLERY, WEIL AM RHEIN The exhibition celebrates the fortieth anniversary of the group’s foundation through its creations, presenting furniture, lamps, bowls, drawings, sketches, and photographs that give insight into the world of Memphis. Exhibits include works by such well-known members as Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Martine Bedin, Michael Graves, Barbara Radice, Peter Shire, Nathalie Du Pasquier, and Shiro Kuramata. La mostra celebra il quarantesimo anniversario della fondazione del gruppo attraverso le sue creazioni, presentando mobili, lampade, ciotole, disegni, schizzi e fotografie che offrono uno sguardo al mondo di Memphis. Le mostre includono opere di membri ben noti come Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Martine Bedin, Michael Graves, Barbara Radice, Peter Shire, Nathalie Du Pasquier, e Shiro Kuramata.

DESIGN! OGGETTI, PROCESSI, ESPERIENZE SINCE 3RD FEBRUARY 2021 FAVELLI ABBAZIA DI VALSERENA, P. PIGORINI, PARMA VITATH D’ARTISTA, FLAVIO TH 10 FEBRUARY – 10 MAY 2021 The exhibition, divided into two sections, FONDAZIONE ADOLFO PINI, MILAN traces an itinerary in which the designer in his many guises as bricoleur, craftsman, anthropologist, philosopher, scientist and technologist - reflects on the themes of design and production, policies for intervening in the territory and cultural heritage, and the different languages and practices within a multicultural society.

Photo Credit: Collection FF, 19x24x16cm, cut ceramics, photo by D. Lasagni, 2012

Favelli operates in the house that once belonged to Adolfo Pini, in search of a comparison between the past, its heritage and the artist's work. In his works collages, sculptures and environments the materials are assembled, giving rise to superimpositions of meaning that do

Favelli interviene nella casa che fu di Adolfo Pini, alla ricerca di un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista. Nelle sue opere – collage, sculture, ambienti – i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi.

Photo Credit: Andrea Branzi, Pinocchio a cavallo, 2020

ANDREA BRANZI: LA NUOVA STANZA 25TH FEBRUARY – 2ND APRIL 2021 ANTONIA JANNONE DISEGNI DI ARCHITETTURA, C/O PIANCA & PARTNERS, MILAN Archetypes, Portals, Buratti, Warm Marbles, Sister Lamps, Pinocchio, a world of objects, sculptures and drawings that invite to simplicity and kindness. Simple and natural materials such as iron, stone, marble, ceramics and fabric tell of the profound and delicate design thinking of one of the most important masters of Italian design. Archetipi, Portali, Buratti, Marmi caldi, Lampade sorelle, Pinocchio, un mondo ptpolato da oggetti, sculture e disegni che invitano alla semplicità e alla gentilezza. Materiali semplici e naturali come ferro, pietra, marmo, ceramica, stoffa raccontano il profondo e delicato pensiero progettuale di uno dei più importanti maestri del design italiano.

Photo Credit: Theaster Gate, Rickshaw for Black Bricks, 2013. © Theaster Gate. Image Marc Tatti. Courtesy the artist.

THEASTER GATES: CHINA CABINET 11TH MARCH – 23RD MAY 2021 PRADA RONG ZHAI, SHANGHAI Theaster Gates exhibits his ceramic works and reveals the connections that exist between his work as a ceramist and that of a visual artist, performer, professor, urban planner and social activist. From being the subject of an exhibition that examines the roots of his creative process, the artist becomes the subject that reveals the economic potential and production context of his own work, eventually assuming the role of the possible new owner of Prada Rong Zhai. Theaster Gates espone i suoi lavori in ceramica e rivela le connessioni che esistono tra la sua attività di ceramista e quella di artista visivo, performer, professore, urbanista e attivista sociale. Da oggetto di una mostra che esamina le radici del suo processo creativo, l’artista diventa il soggetto che svela il potenziale economico e il contesto produttivo del suo stesso lavoro, fino ad assumere il ruolo di nuovo possibile proprietario di Prada Rong Zhai.

RITORNO AL BAROCCO. FONTANA LEONCILLO MELOTTI 2ND FEBRUARY – 11ST APRIL 2021 ML FINE ART, MILAN FORNASETTI THEATRUM MUNDI 2ND FEBRUARY – 25TH JULY 2021 COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA, PARMA RE-COLLECTING. MORANDI RACCONTA. TONO E COMPOSIZIONE NELLE SUE ULTIME NATURE MORTE 4TH FEBUARY – 11TH APRIL 2021 MAMBO - MUSEO D'ARTE MODERNA DI BOLOGNA NEÏL BELOUFA. DIGITAL MOURNING 17TH FEBRUARY – 18TH JULY 2021 PIRELLI HANGARBICOCCA, MILAN KASPER BOSMANS | A PERFECT SHOP-FRONT 17TH FEBRUARY – 14TH MAY 2021 FONDAZIONE ARNALDO POMODORO, MILAN


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ESTEL 3-6-9 PARTITIONS SYSTEM

With the new 3-6-9 Partitions System, Estel has created a unique solution for Aesthetics, Functionality and Sound Insulation. The use of glazed partitions is appreciated for its transparency in open space environment; otherwise privacy is granted by the use of wooden panels both for Executive areas and Workstations; 3-6-9 Partitions are suitable for Meeting Rooms and Training Rooms as well. A useful and easy-to-handle System, for Space Planners, Facility Managers and Architects. The doors are actually the key factor for excellent acoustic performance of Estel’ glass walls' front office configuration. Estel’s pivot doors are the best choice for 4 simple factors:

ESTEL

estel.com

1. T he company uses the best gaskets available on the market. Estel’s selection is a coextrusion of soft and rigid elements, with a foamed core, and a silicon shell. And they added 2 lines of gaskets on their double glass door. 2. Estel uses the CCE triple lip drop seal, which is tested for 52STC sound barrier reduction. 3. Estel’s profiles are engineered to not have holes or machined parts in common between corridor and room, plus the profiles are all engineered with the "acoustic trap" concept. 4. Estel’s concealed closing mechanism is inside the door-leaf, inbetween the 2 glass panes.


223 Il sistema di pareti divisorie per ufficio Estel 3-6-9 si caratterizza per un unicum di estetica, funzionalità e comfort, grazie alla capacità di isolamento acustico. L'utilizzo di pareti divisorie vetrate è molto apprezzato negli ambienti di lavoro open space per la trasparenza visiva, capace però di garantire privacy grazie alle eccezionali performance acustiche, di cui le porte Estel costituiscono il fattore chiave. Queste porte sono progettate per integrarsi con le pareti senza soluzione di continuità grazie all’allineamento dei profili e alla complanarità dei vetri. Le porte a pivot Estel garantiscono isolamento acustico fino a 47 dB grazie a 4 fattori: 1. L’uso delle migliori guarnizioni disponibili sul mercato: la selezione di Estel è una coestrusione di elementi morbidi e rigidi, con un'anima in schiuma e un guscio in silicone. 2. Una guarnizione sottoporta a ghigliottina, che funge da barriera acustica. 3. Profili progettati per non avere fori o parti lavorate in comune tra corridoio e stanza, ideati con il concetto di "trappola acustica". 4. Un meccanismo chiudiporta a scomparsa, integrato nel telaio.

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INNOVA 2.0 MININR: TRULY SUSTAINABLE DOMESTIC AIR CONDITIONING

Energy efficiency, performance quality and innovative technological solutions for climatic comfort have always distinguished INNOVA, a company based in Storo (Trento) that designs, develops and manufactures air conditioners, heat pumps, fan coils, VMC systems, according to the slogan “Growing through innovation”. INNOVA 2.0 miniNR is the revolutionary line of compact domestic air conditioners without external unit. First in the world, this line uses propane as refrigerant gas: a compound of natural origin with a very low GWP (Global Warming Potential) and a very low climate-changing effect. This new air conditioner is proposed as the leader of a new generation of domestic appliances, which combine high energy efficiency with excellent environmental impact, combining INNOVA’s attention to well-being, aesthetics and safety. Using only metal components, INNOVA 2.0 miniNR can be defined as a “plastic free” product, and is therefore characterized by solidity, robustness and longevity. For these unique features, it is a candidate for the “Pathway to Zero Greenhouse Gas Emissions for Cooling“, the report compiled by the Kigali Cooling Efficiency Program, the Cool Coalition and

INNOVA

innovaenergie.com

the Carbon Trust, which includes HVAC&R products manufactured globally and characterized by excellent sustainability and efficiency properties and obtained the contribution of the LIFE financial instrument of the European Community LIFE17 CCM / EN / 000026 – LIFE ZEROGWP. With its extremely compact dimensions – INNOVA 2.0 miniNR is in fact only 81 cm wide, the smallest of the units available on the market today – it is ideal from a technical and aesthetic point of view, both for new construction and for the renovation of existing buildings – even those of considerable architectural merit. With this product INNOVA introduces a new model of high-efficiency and sustainable air conditioning, perfectly in line with European development strategies that aim at a completely de-carbonised economy by 2050 and a reduction in the use of climate-damaging refrigerant gases. Find out more about www.innovaenergie.com


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Efficienza energetica, qualità delle prestazioni e soluzioni tecnologiche innovative per il comfort climatico distinguono da sempre INNOVA, azienda con sede a Storo (Trento) che progetta, sviluppa e produce condizionatori, pompe di calore, ventilconvettori, impianti VMC, secondo il motto “Crescere attraverso l’innovazione”. INNOVA 2.0 miniNR è la rivoluzionaria linea di condizionatori domestici compatti e senza unità esterna. Prima a livello mondiale, questa linea utilizza come gas refrigerante il propano: un composto di origine naturale con un bassissimo GWP (Potenziale di Riscaldamento Globale) e un ridottissimo effetto climalterante. Questo nuovo condizionatore si propone come capostipite di una nuova generazione di apparecchi domestici, che abbinano un’elevata efficienza energetica a un eccellente impatto ambientale, coniugando l’attenzione di INNOVA per il benessere, l’estetica e la sicurezza. Utilizzando esclusivamente componenti in metallo, INNOVA 2.0 miniNR può essere definito prodotto “plastic free”, caratterizzandosi perciò per solidità, robustezza e longevità.

Per queste sue caratteristiche uniche, è candidato al “Pathway to Zero Greenhouse Gas Emissions for Cooling”, il rapporto redatto dal Kigali Cooling Efficiency Program, dalla Cool Coalition e dal Carbon Trust, che include prodotti del settore HVAC&R realizzati a livello globale e caratterizzati da eccellenti proprietà di sostenibilità ed efficienza e ha ottenuto il contributo dello strumento finanziario LIFE della Comunità Europea LIFE17 CCM / IT / 000026 – LIFE ZEROGWP. A fronte di ingombri estremamente compatti – INNOVA 2.0 miniNR ha infatti una larghezza di soli 81 cm, la più contenuta fra gli apparecchi oggi disponibili sul mercato- è ideale dal punto di vista tecnico ed estetico, sia per l’edilizia di nuova costruzione, sia per la ristrutturazione di edifici esistenti – anche di notevole pregio architettonico. Con questo prodotto INNOVA introduce un nuovo modello di climatizzazione ad alta efficienza e sostenibilità, perfettamente in linea con le strategie di sviluppo europee che mirano ad una economia completamente de-carbonizzata entro il 2050 e a una riduzione dell’uso dei gas refrigeranti dannosi per il clima. Scopri di più su www.innovaenergie.com

HIGHLIGHTS


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GLIFO DESIGN BY VALERIO SOMMELLA ANONIMA LUCI

PENTA LIGHT

pentalight.com


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Glifo is a projecting wall lamp. The precision and minimalism of the lamp are inspired by typographic characters, in this case glyphs, which by their symbolic nature are stylish and simple. Two metal lines define the space: a vertical element, the fulcrum of the rotation, and an oblique element that surrounds the opening angle of the lampshade, offering a point to move the lamp. At the end of the oblique varnished steel rod where the conical lampshade is located is the dimmer switch. An element whose coating can be customized with different materials such as wood wengè. A functional detail that hides the advanced technological content.

Glifo è una lampada da parete aggettante. Il rigore e minimalismo della lampada è ispirato dal carattere tipografico, per l’appunto il glifo, che per sua natura simbolica è stilizzato ed essenziale. Due linee di metallo definiscono lo spazio: un elemento verticale, fulcro della rotazione, e un elemento obliquo che circoscrive l’angolo di apertura del diffusore offrendo un punto di presa per muovere la lampada. All’estremità dell’asta obliqua in acciaio verniciato su cui poggia il diffusore conico è presente l’interruttore dimmerabile. Un elemento il cui rivestimento può essere customizzato e realizzato con diversi materiali come il legno wengè. Un dettaglio funzionale che al suo interno nasconde un elevato contenuto tecnologico.

HIGHLIGHTS


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RAK-Des

Innovation is the heart of RAK Ceramics philosophy and the company is a pioneer in introducing hi-tech innovations that are a breakthrough in the industry and a world leader in the production of ceramic and porcelain tiles ideal for use of indoor & outdoor spaces for wall and floor coverings for residential, retail and industrial projects. Sustainability in every sphere of business is one of the main elements of RAK Ceramics mission statement. The company is committed to practicing environmental stewardship throughout its manufacturing chain – from product design to efficient operations processes – and to playing an active role in building

RAK CERAMICS

rakceramics.com

a better community by enhancing the surrounding environment. RAK-Des is one of its most interesting concept bathroom suite that, starting from the name and the lines, pays tribute to the Bauhaus. A collection that is positioned in the medium-high range, it includes freestanding bowls and washbasins with only the essential minimalist lines, paying tribute to the style by which they are inspired. Finally, the rectangular washbasins of this collection can be installed suspended, individually, or combined with the RAK-Joy furniture line and available in the same dimensions as the furniture: 60, 80, 100 and 120 cm.


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RAK-Des è uno dei suoi più interessanti concept bathroom che a partire dal nome e dalle linee rende omaggio al Bauhaus. Una collezione che si posiziona nella fascia medio-alta e che include oltre ai sanitari, i lavabi a catino e freestanding dalle linee molto essenziali, quasi minimaliste. I lavabi rettangolari di questa collezione possono essere installati sospesi, singolarmente, oppure abbinati alla linea mobili RAK-Joy e sono disponibili nelle stesse dimensioni dei mobili: 60, 80, 100 e 120 cm.

L'innovazione è il cuore della filosofia RAK Ceramics, azienda pioniera nell'introduzione di innovazioni hi-tech ideali per progetti residenziali, retail e industriali e nota per l'ampia gamma di prodotti e dimensioni oltre che per la capacità di produrre elementi su misura per progetti sia su piccola che su larga scala. La sostenibilità in ogni campo dell’attività è uno dei principali elementi della mission di RAK Ceramics. L’azienda è impegnata nella tutela dell’ambiente attraverso tutta la filiera produttiva – dalla progettazione del prodotto a processi operativi efficienti – e svolge un ruolo attivo nella costruzione di una comunità migliore arricchendo l’ambiente circostante.

HIGHLIGHTS


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R - ACADEMY

Located inside the Giussano showroom, R-Academy is the space dedicated to training, technology, materials and finishings. An exclusive place designed to welcome customers, professionals and journalists in an immersive and constantly evolving reality. The space is divided into three distinct but complementary areas: the first, dedicated to the technical presentation of the Rimadesio systems, offers a detailed overview of the peculiarities of Modulor, Cover, Spazio and the door systems. The second area is dedicated to the Rimadesio finishes. An exhibition space in which colors, textures and materials

RIMADESIO

rimadesio.it

interact coherently. The range, which today includes 259 finishings, is developed with the aim of allowing maximum customization in interior design. The third area is dedicated to the training of Rimadesio professionals. Structured on different themes and levels, R-Academy represents a fundamental path to fully understand Rimadesio design, innovation and technology. With an extensive program of courses, R-Academy also offers an updated review of the main corporate values, from commitment to the environment, to stylistic research, to the authentic Made in Italy quality.


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Situato all’interno dello showroom di Giussano, R-Academy è il nuovo spazio dedicato alla formazione e all’approfondimento della tecnologia, dei materiali e delle finiture Rimadesio. Un percorso studiato per accogliere clienti, professionisti e giornalisti in una realtà immersiva, in continua evoluzione. Lo spazio è concepito come un unicum che abbraccia tre aree distinte ma complementari: - la prima, destinata alla presentazione tecnico-progettuale dei sistemi Rimadesio. - la seconda, riservata alle finiture: uno spazio espositivo in cui dialogano coerentemente colori, texture e matericità. La gamma, che oggi si compone di 259 finiture, è

sviluppata con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di personalizzazione che connotano la progettazione d’interni. Dal vetro al Litech, dal tessuto alla similpelle, dall’essenza al marmo, tutti i materiali sono concepiti per applicarsi a ciascun prodotto in collezione. La terza area, dedicata alla formazione dei professionisti Rimadesio: un percorso fondamentale per cogliere appieno il design, l’innovazione e la tecnologia del brand. Con un ampio programma di corsi, R-Academy offre una rassegna aggiornata dei principali valori corporate, dall’impegno a favore dell’ambiente, alla ricerca stilistica, all’autentica qualità Made in Italy.

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ARCHITECTURE AND DESIGN

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ART & GRAPHIC DESIGN Paolo Veirana Erika Motta

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Colophon La rivista Platform Architecture and Design è stata riconosciuta dall’Agenzia Nazionale di Valutazione Universitaria (ANVUR) come rivista scientifica per le discipline della Progettazione architettonica e urbana (SSD ICAR/14-15-16). In virtù dell'analisi del triennio 2016-2018 la classificazione si applica retroattivamente a partire dal primo numero del 2016. La rivista applica la peer review con il sistema del doppio cieco sottoponendo al processo tutti gli articoli inviati in redazione. The magazine Platform Architecture and Design has been recognized by the Italian Agency for University Evaluation (ANVUR) as a scientific journal for the disciplines of architectural and urban design (SSD ICAR/14-15-16). By virtue of the analysis of the three-year period 2016-2018 the classification applies retroactively from the first issue of 2016. The magazine applies peer review with the double blind system for all articles submitted to the editorial staff.

Autorizzazione Tribunale di Milano n. 303 del 18/09/2014 Iscrizione al R.O.C. n. 21349

ISSN 2420-9090


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