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N. 3 - DICEMBRE 2011 L’ITALIA SALE IN CATTEDRA PER L’ENERGIA PULITA DANY KROELL E IL FUTURO DELL’EDILIZIA EUROPEA LA PRIMA CASACLIMA CLASSE A IN PUGLIA

POSTE ITALIANE SPA - SPED. A.P. - D.L. 353/03 ART. 1, CM. 1, DCB MI

LO SHOW ROOM? È UNA GALLERIA D’ARTE

IL BOOM DELLE CITTÀ NEL MONDO NEI PROssIMI DIECI ANNI NEL sEttORE DELLE COstRUZIONI A FARLA DA PADRONE sARÀ LA CREsCItA DEI CONtEstI URBANI E IL RUOLO CARDINE DEL MERCAtO IMMOBILIARE


consigliano up!

BigMat è il gruppo di distributori indipendenti di materiali per l’edilizia leader in Europa. Anno 1 - Numero 3 - Dicembre 2011 Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblici BigMat Pro.Ma.Italia S.c.p.a. Via Roma 74 - Centro Direzionale Colombirolo 20060 Cassina de’ Pecchi - Milano T. +39 02 95344836 F. +39 02 95341232 E-mail: info@bigmat.it Ufficio commerciale - Vendita spazi pubblicitari BigMat Pro.Ma.Italia S.c.p.a. Via Roma 74 - Centro Direzionale Colombirolo 20060 Cassina de’ Pecchi - Milano Direttore responsabile Lina Mazzullo In redazione Marta Casiraghi Hanno collaborato a questo numero Tommaso Casagrande, Michelangelo Cecchetto, Stefano Guolo, Alessandra Guzzi, Zoe Laefleur, Enrico Nicoli, Nicola Pisano, M. Elisabetta Ripamonti, Rosa Santavite, Cristina Serra, Carlo Vacca, Bibi Velluzzo Grafica e Impaginazione C&G Registrazione N° 240 del 03/05/2011 Tribunale civile e penale di Milano Come abbonarsi Per abbonarsi è sufficiente fare richiesta a: up@bigmat.it spedizione in contrassegno Stampa Faenza Industrie Grafiche srl Via Vittime Civili di Guerra, 35 - 48018 Faenza (RA) Responsabilità La riproduzione delle illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista, nonché la loro riproduzione, è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione dell’Editore. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non pubblicati, e l’Editore non si assume responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici. L’Editore non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione sulla rivista. Tiratura del presente numero: n. 24.000 copie Periodicità: trimestrale Poste Italiane Spa - Sped In a.p. D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c. 1 - DCB Milano Ai sensi del D. Lgs 196/2003, informiamo che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per l’invio delle pubblicazioni edite da BigMat Pro.Ma. Telefonando o scrivendo alla redazione è possibile esercitare tutti i diritti previsti dall’articolo 7 del D. Lgs. 196/2003.

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editoriale

C

ari Lettori, in questo periodo dell’anno, solitamente dedicato alle riflessioni, ai bilanci ed ai buoni propositi per il futuro, mi ritrovo con piacere a condividere con voi un bilancio di questo primo anno di vita del nostro magazine Up!, nato con l’obiettivo di proporre un nuovo modo d’interpretare il nostro settore, ovvero il mondo delle costruzioni. Abbiamo analizzato con voi le situazioni del mercato che man mano si sono verificate in questo anno ed il risvolto psicologico che questi cambiamenti hanno comportato per ognuno di noi, dando voce a chi “concretamente” agisce in questo settore cercando spunti di riflessione utili ad un’evoluzione che ci piace considerare positiva, perché ogni cambiamento nasconde in sé un’opportunità. Basta avere la voglia e la determinazione per coglierla. Concretezza, parola ardua ma fondamentale per il futuro che verrà. Un futuro concreto, così come sono concrete le nuove modalità di costruzione da cui emergono il bisogno di ritrovarsi come individuo in ambienti e spazi più consoni al proprio modo di vivere, e la necessità di “far pace” con la Natura, cercando di creare senza distruggere. Così, sfogliando queste pagine vi sentirete trasportati in un futuro che, pur cambiando, sarà più confortante, perché - prendo spunto da un articolo all’interno di questo numero di Up! - il viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell’avere occhi nuovi. Spalanchiamo insieme la finestra del futuro… questa è l’esortazione con cui BigMat augura a tutti voi un Buon Natale e un frizzante nuovo anno!

■ Lina Mazzullo

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sommario

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Il boom delle città protagonista del futuro Nei prossimi 10 anni a farla da padrone sarà la crescita dei contesti urbani

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60 CONVEGNI PER GLI EDIFICI ENERGIA Un tour di convegni per la nuova Energy Performance Building Directive

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l’italia sale in cattedra per l’energia pulita

Migliaia di posti di lavoro per i pannelli solari e nuovi trend

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INNOVATIVI E PREMIATI I premiati all’Innovation&Design Award

20 VISIONI DAL FUTURO

Concept avenieristici, pareti viventi, condomini piramide e cubi di acqua abitati

30 La prima CasaClima

classe A pugliese

Un perfetto esempio di fusione tra risorse del territorio e risparmio energetico

36 tra GREEN E TRADIZIONE IN SARDEGNA

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Un nuovo edificio direzionale attento al contesto ambientale e ai materiali hi-tech

40 IL BAGNO SI FA ARTE

Scrigni multimediali nei quali unire design ed esperienza artistico-cognitiva


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sommario 44

coppi e tegole fotovoltaici Industrie Cotto Possagno Spa presenta i suoi ultimi nati

46 LA SINDROME DELL’EDIFICIO

MALATO SI CURA CON NORDTEX Materiali naturali per soluzioni innovative che mirano all’eccellenza dell’involucro

48 lunga durata

alte prestazioni Il nuovo martello perforatore a batteria compatto di Bosch

50 FIOCCANO LE NOVITà

BigMat amplia la gamma

dei suoi prodotti a marchio

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TRE NUOVI BUSINESS PER IL FUTURO Il futuro della distribuzione secondo il presidente di BigMat International Dany Kroell

58 ciao super sic

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rubriche

60 formedil informa 61

federcostruzioni informa

62 il consulente d’azienda 63 il consulente legale 64 news dal mondo bigmat 70 bigmat international 74

in viaggio

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appunti di gusto

umbria tra misticismo e passione

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il poeta contadino

78 in auto

up! dalla carta alla strada

79 tecnologia

il mini pc (e telefono) da polso

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Il boom delle cittĂ protagonista del futuro

Londra

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Le previsioni di Scenari Immobiliari parlano chiaro: nei prossimi 10 anni a farla da padrone sarĂ la crescita dei contesti urbani e il ruolo cardine del mercato immobiliare mondiale di Carlo Vacca

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WEBER ProTile STAR


I

l mondo immobiliare, nonostante l’aggravarsi della crisi finanaziaria ed il parallelo periodo nero delle borse, chiuderà il suo 2011, soprattutto per l’Europa, con il segno più. Nei primi cinque Paesi si stima un aumento del 2,3% sul 2010 e si prevede un +2,7% nel 2012. Anche l’Italia sarà beneficiata da un piccolo incremento (+1,7%) con un fatturato immobiliare di 113 miliardi di euro. Una ventata di ottimismo che si sposa appieno con le previsioni a lungo termine del settore, frutto di un’attenta indagine sul mercato immobiliare sviluppata da Scenari Immobiliari, istituto indipendente di studi e ricerche. Lo studio ha intrecciato le elaborazioni dei più importanti osservatori mondiali con i pareri di 150 tra economisti, investitori e operatori internazionali, formulando una positiva panoramica del mercato immobiliare internazionale del prossimo decennio. LO SCENARIO L’analisi dimostra come sia, ed in futuro sarà, l’ambiente urbano a governare il pianeta, sottolineando tra l’altro l’avvento di nuovi protagonisti che sposteranno gli equilibri internazionali in una visione più orientale e attenta al rinvigorirsi della forza dei Paesi sottosviluppati. 
Tutte queste dinamiche si legano ad un importante dato quale quello demografico, che prevede entro il 2050 la presenza sul pianeta di oltre 9 miliardi di abitanti. Una crescita,

si parla del 95%, che coinvolgerà soprattutto i Paesi sottosviluppati assistendo al duplicarsi degli abitanti nelle cinquanta nazioni più arretrate. L’aumento della popolazione si lega inoltre ad un notevole innalzamento delle aspettative di vita che consentirà di passare dai 600 milioni di anziani calcolati nel 2000 ai circa due miliardi previsti per il 2050. Una crescita caratterizzata da micro periodi nei quali si riscontreranno diversi protagonisti; la Cina dopo un considerevole aumento di abitanti si assesterà nel 2025 lasciando così lo scettro all’India, che nel 2050 dovrebbe divenire lo Stato più popolato al mondo. Nuovi protagonisti sposteranno quindi gli equilibri internazionali, riportando alla nascita di un duopolio guidato occidentalmente dagli Stati Uniti, mentre il mondo orientale troverà il suo cavallo trainante nella Cina, divenuta ormai la seconda potenza economica mondiale. I Paesi emergenti gioveranno di un aumento del Pil, già cresciuto di 10 punti negli ultimi vent’anni, che grazie ad un ulteriore incremento di 7 punti, entro il 2020 si assesterà al 50%. La stessa Europa dovrebbe raggiungere quella maturità che le consentirebbe di rapportarsi in maniera paritetica con gli Stati Uniti diventandone un partner competitivo nell’industria immobiliare. Uno scenario nuovo che gioverà anche delle caratteristiche altamente qualitative del giovane sistema immobiliare australiano. La stabilità politica del prossimo decennio sarà invece un indispensabile volano per la situazione immobiliare dell’America del Sud.

Hong Kong

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Algeri

IL BOOM DELLE CITTà La città, che diverrà il principale teatro di questa esplosione demografica ed economica, dovrà adeguare i suoi confini, le sue caratteristiche ad una nuova idea del vivere. Se l’inizio del XX secolo si caratterizzava per la presenza di 11 città con oltre il milione di abitanti, già nel 2000 se ne contavano 400 e i prossimi dieci anni dovrebbero portare a un ulteriore aumento di 200 unità. A cambiare non sono solo i numeri ma anche le peculiarità; non si ragiona più nell’ottica metropolitana ma si parla di megalopoli, somma di distretti metropolitani, che già tuttora si stanno sviluppando e vedranno il continente asiatico protagonista di questa corsa. Tokyo nel 2020 diverrà una megalopoli di 35 milioni d’abitanti, ma altri progetti saranno finalizzati alla fusione di più città, come il progetto cinese di un’unica enorme megalopoli abitata da 42 milioni di persone frutto dell’unione delle nove città tra Guangzhou e Shenzen. L’aumento esponenziale della popolazione, parallelamente ad un accentramento nel tessuto cittadino della stessa, causerà un’assenza di spazio e la necessaria rivisitazione e ristrutturazione dell’ambiente cittadino. Un nuovo terreno di sfida per progettisti, architetti, ammistrazioni locali, e società di sviluppo.

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Le costruzioni globali cresceranno. L’indagine di Scenari Immobiliari attesta attorno al 70% il volume di crescita globale, passando dagli attuali 7,5 trilioni di dollari a 12,7 trilioni. Ciò rafforzerà il valore degli immobili all’interno del Pil mondiale portandolo nel 2020 ad un peso del 15%, 2 punti percentuale in più rispetto agli attuali. La stessa forza lavoro avrà un’incidenza attorno all’8,5%. Di nuovo troveremo i Paesi emergenti a fare la parte dei leoni aumentando il numero delle costruzioni attorno al 35%, un volume che, nel 2020, dovrebbe garantire un valore di 5,7 trilioni di dollari. Qualora avvenisse la prevista ripresa del mercato residenziale, anche le compravendite americane riacquisterebbero il loro abituale dinamismo già a partire dal biennio 2012-2014. Una vitalità che non coinvolgerà in maniera così preponderante i confini europei, a causa delle difficoltà di membri importanti come Italia, Spagna e Francia. ITALIA: POSSIBILE CRESCITA DEL MATTONE DEL 60% RISPETTO AL 2010 Quanto all’Italia, lo sviluppo delle costruzioni sarà più lento rispetto alla media europea ma ipotizzando che l’inflazione si mantenga intorno ad una media annua del


2,5%, il mercato immobiliare nel suo complesso potrebbe fatturare circa 180 miliardi di euro nel 2020, che significherebbe una crescita di circa il 60% rispetto al 2010, legata soprattutto al settore residenziale. Le grandi città saranno sottoposte ad una pressione maggiore, mentre crescerà l’esigenza di case a basso costo per le fasce deboli della popolazione e per i prezzi degli immobili le ipotesi sono di un aumento che va dal 13 al 25%. Gli incrementi saranno più significativi nelle grandi città e Milano continuerà ad essere la città più competitiva nel panorama europeo, ma buone prospettive sono previste anche per Roma. Come nel resto dell’Europa si ridurrà lo spazio medio degli uffici, come conseguenza della necessità di ridurre i costi di gestione e dell’aumento del telelavoro, settore questo in cui l’Italia è agli ultimi posti in Europa. Il retail continuerà ad essere l’asset class privilegiata degli investitori istituzionali, sia italiani che esteri. Anche in Italia si assisterà al ritorno verso l’interno delle città, ma le dimensioni medie dei progetti saranno inferiori rispetto alla media europea. Infine, c’è un grande interesse a livello di business per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico: gli enti pubblici italiani hanno un patrimonio (case, uffici e produttivo) non inferiore a 350 miliardi di euro e le dismissioni, attraverso vendite dirette o fondi, sono già in corso ad un ritmo molto lento (1-2 miliardi di euro l’anno).

FOCUS SOSTENIBILITà E PRIVATI IN PRIMA LINEA Secondo l’indagine di Scenari Immobiliari, questo decennio in evoluzione sarà attento anche ai criteri di sostenibilità che dovrebbero venir definitivamente e comunemente rispettati entro i primi anni del 2020. Gli Stati, inoltre, dovranno rispondere all’arretratezza delle proprie infrastrutture, avviando progetti attenti alle problematiche dei trasporti. Uno sviluppo che necessariamente coinvolgerà anche lo sforzo d’investimenti privati per sopperire alle difficoltà delle disponibilità pubbliche. Si parla di un investimento di 1,5-2 trilioni di dollari. I progetti più interessanti necessiteranno di una spesa di 530 miliardi di dollari concentrata per il 42% in Europa, soprattutto nel Regno Unito. In Asia saranno i progetti cinesi a farla da padrone, mentre gran parte degli investimenti del Sud America sono già impegnati nei programmi brasiliani. Queste conquiste consentirebbero la crescita dei fondi immobiliari che passerebbero da un valore di 1.430 miliardi di euro del 2010 a circa 2600 miliardi del 2020. Il mattone, con infrastrutture e case, sarà quindi il driver del prossimo decennio. ■


60 CONVEGNI PER GLI EDIFICI ENERGIA BigMat apre il 2012 con sessanta seminari sparsi per tutta Italia per comprendere meglio la nuova Energy Performance Building Directive e iniziare subito a coglierne tutte le opportunità di Tommaso Casagrande

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n tour in sessanta città d’Italia per illustrare a progettisti e operatori del mondo delle costruzioni in generale il nuovo quadro introdotto dalle Direttive UE che richiede, entro il 2020, il taglio delle emissioni di gas serra del 20%, la riduzione del consumo di energia del 20% e la copertura del 20% del consumo energetico attraverso fonti rinnovabili. Sarà questo il primo grande ciclo di eventi con cui BigMat – assieme a tutti i suoi quasi duecento punti vendita sparsi capillarmente sul territorio nazionale – aprirà il 2012 all’insegna della divulgazione e dell’approfondimento dei temi di più stringente attualità. In collaborazione con EdicomEdizioni, i sessanta convegni dal titolo “Progettare e costruire edifici a energia quasi zero” partiranno dal 31 gennaio in un serrato tour che si concluderà a marzo: circa due mesi in cui BigMat ed Edicom chiameranno al tavolo dei relatori istituzioni del territorio e partner tecnici per diffondere e capire tutte le potenzialità del nuovo quadro normativo scaturito dalla Direttiva Comunitaria sull’efficienza energetica, gli accorgimenti progettuali per costruire edifici a basso consumo, nonché le soluzioni tecnologiche e i materiali di ultima generazione più performanti per realizzare costruzioni di questo genere. La nuova Energy Performance Building Directive (EPBD) 31/2010/CE è stata pubblicata in GUUE il 18 giugno 2010 ed è entrata in vigore il 9 luglio sempre dello scorso anno, mentre la vecchia EPBD 91/2002/CE sarà abrogata il primo febbraio 2012. Scaglionata, invece, tra il 9 gennaio e il 9 luglio del 2012, l’applicazione delle varie disposizioni, con proroga massima al 31 dicembre 2015 per l’applicazione dell’art. 12 (Rilascio dell’attestato di prestazione energetica). Immutato l’obiettivo, così come

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riportato nell’art.1, ossia muovere “il miglioramento della prestazione energetica degli edifici all’interno dell’Unione”, introducendo, però, come fine ultimo, lo standard di “edificio a energia quasi zero” per le nuove costruzioni da realizzarsi a partire dal 2021, data che si anticipa al 2019 per gli edifici pubblici. Non solo, i singoli Stati membri sono chiamati a elaborare piani nazionali per “aumentare il numero di edifici a energia quasi zero”, nonché a definire misure e obiettivi per “incentivare la trasformazione degli edifici ristrutturati in edifici a energia quasi zero”. Una scelta forte che ha bisogno di farsi conoscere tra gli operatori del settore, ovvero tra chi è chiamato in prima linea ad attuare la nuova Direttiva: per questo BigMat ha deciso di scendere in campo e offrire un ciclo di sessanta convegni atti a promuovere l’informazione in materia, esperienza che si ripete dopo il successo dei seminari sul Piano Casa, venti incontri in tutta Italia svoltisi nel 2010. I seminari “Progettare e costruire edifici a energia quasi zero” vanteranno la collaborazione del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dello Sviluppo Economico e degli Ordini e Collegi professionali di pertinenza: anche grazie a questo si prevede un’opera di divulgazione culturale e tecnica che andrà a superare i 12mila partecipanti, ma con una ricaduta informativa generale che coinvolgerà centinaia di migliaia di operatori. Le città teatro degli incontri sono già state definite (vedi cartina), mentre le date sono ancora in fase di elaborazione: per scoprire il giorno in cui i seminari toccheranno le vostre città non resta che tenere d’occhio il sito www.bigmat. it oppure www.edicomedizioni.com, dove sarà possibile anche iscriversi gratuitamente ■


vercelli biella torino novara

varese sondrio lecco bergamo brescia milano

belluno vicenza padova

ASTI

cuneo

gorizia

rovigo

alessandria

ferrara

reggio emilia

genova savona imperia

forlĂŹ-cesena rimini

lucca firenze pisa livorno

pesaro-urbino

pistoia arezzo siena

grosseto

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macerata

teramo chieti campobasso foggia

olbia tempio

casertA avellino salerno

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bari

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oristano

taranto

cagliari

cosenza catanzaro

palermo trapani

reggio calabria

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l’italia sale in cattedra per l’energia pulita

Migliaia di posti di lavoro nel settore dei panneli solari in Italia (primo Paese al mondo per energia solare installata), il minieolico che si fa strada e conquista le archistar e l’alba di una nuova era. Quella delle energie rinnovabili che convivono con l’agricoltura o, addirittura, nascono da essa di Zoe Lafleur 14


Il concept di pala eolica casalinga di Renzo Piano si chiama Libellula.

GLI ITALIANI E LE RINNOVABILI

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rentunomila posti di lavoro nell’industria dei pannelli solari in Italia nei prossimi due o tre anni. Questa la stima di Alberto Giovanetti, segretario generale del Comitato Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane) che ha presentato la situazione del settore nel corso di un convegno a ZeroEmission Rome 2011. Per la filiera industriale del settore serviranno quasi 2 miliardi di euro di investimenti che possono portare a 6.200 posti di lavoro diretti e altri 24.800 nell’indotto. Questo se i trend di crescita della richiesta di energia solare saranno confermati. A fronte di un mercato europeo che ha assorbito una capacità produttiva di 14,3 GW, le industrie europee sono state in grado di produrre solo 2,6 GW, nonostante il potenziale produttivo sia di 7,5 GW e questo perché il mercato europeo ha assorbito una gran parte della produzione cinese, stimata in una quota dell’82%. «Si tratta di un suicidio industriale e commerciale – spiega Giovanetti - che non è dovuto né alla qualità né alla capacità degli imprenditori europei di gestire le loro aziende in modo efficiente, ma da una politica aggressiva di incentivazione all’export da parte della Cina». Per questo sarebbero necessarie politiche rigorose di incentivazione anche per la produzione italiana ed europea: l’Italia è attualmente il terzo Paese europeo per capacità produttiva, con una quota del 12,9% dietro alla Germania, che copre da sola il 43,4%, e la Spagna con il 17,3%.

«Gli italiani guardano con favore crescente alle energie rinnovabili e vogliono che l’Italia punti sempre di più, in futuro, sul fotovoltaico (92%) e sull’eolico (54%). Il 78% degli intervistati conosce il Conto Energia e cresce la sensibilità anche nei confronti della bioedilizia». A dirlo è stato Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing, in occasione del convegno “Le città solari: rinnovabili, bioedilizia e smart city, la sfida della nuova economia”, svoltosi a settembre a Roma. «L’Italia è ormai il primo Paese al mondo per energia solare installata e il Conto Energia italiano è stato studiato anche dalla California - ha affermato nella stessa occasione Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde -. Molto resta però ancora da fare per favorire questo comparto che, oltre a essere poco compreso da chi ha responsabilità politiche, viene tutelato in modo insufficiente anche da Confindustria, troppo ancorata a logiche vecchie e superate. Per questo motivo lancio provocatoriamente una proposta: la nascita di una Confindustria verde, in grado di rappresentare adeguatamente il mondo della green economy che avanza». Oltre che dal fotovoltaico, buone notizie arrivano anche, seppur in proporzione diversa, dal solare termico. Nel 2010 l’Italia si è confermata per il terzo anno consecutivo il primo Paese europeo per installato nel solare termico, con 400mila metri quadri di collettori per un volume di affari di 500 milioni di euro. Inoltre, a fronte di un mercato europeo sceso del 14%, il solare termico italiano cresce ancora del 3%, ha fatto sapere Davide Chiaroni dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano durante Solartech, il salone internazionale dell’energia solare termica e a concentrazione.

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Un’altra idea arriva dal mondo del vino, precisamente dall’azienda Torraccia del Piantavigna, produttrice del famoso Passito Erbaluce, che grazie a dei progetti innovativi riesce a risparmiare fino al 75% di energia. Così, le vinacce esauste sono essiccate per produrre combustibile naturale e rinnovabile, mentre i raspi sono usati nella pacciamatura dei filari in previsione dell’inverno.

MINIEOLICO A GO GO L’ultimo rapporto pubblicato dalla società specializzata in analisi di business Global Data dice che nel 2020 il mercato delle turbine con meno di 100 kW di potenza, come vengono convenzionalmente definite quelle che rientrano nel minieolico, raggiungerà i 3,7 GW. Nel 2010, ultimo dato disponibile, eravamo a 275,8 MW, e questo significa che il tasso di crescita sfiorerà il 30% (29,7%), superando il 27% che ha fatto segnare negli ultimi cinque anni. Insomma, un passo notevole, nonostante le cifre in termini assoluti restino piuttosto contenute. Il minieolico segue una logica del tutto diversa da quella dei grandi parchi eolici, che producono energia dal vento su scala industriale. I piccoli impianti servono ad alimentare edifici isolati, piccole fabbriche, porti, aziende agricole, sono meno convenienti dal punto di vista economico, ma hanno altri vantaggi: minore impatto ambientale, la possibilità di fornire energia a edifici in luoghi isolati (per esempio in montagna) oppure una potenza adeguata alle esigenze di una piccola impresa senza occupare molta superficie come con il fotovoltaico. A dominare il mercato sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Canada, che mettono insieme il 68% della capacità totale installata, ma a breve anche la Cina arriverà

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a sviluppare la tecnologia e il mercato di questo segmento di settore. I dati della Awea, la American Wind Energy Association, confermano: il 36% delle aziende del settore sono statunitensi e quasi un terzo sono nate dopo il 2009. In Italia la situazione è in evoluzione, con produttori che spesso sono di dimensione quasi artigianale, ma con grandi potenzialità di diffusione, se anche un archistar come Renzo Piano ha deciso di “perderci” del tempo. Il prototipo di un’innovativa pala eolica sviluppata dall’architetto genovese in collaborazione con la società delle rinnovabili Enel Green Power è stato infatti presentato lo scorso ottobre. «Eravamo alla ricerca di un nuova concezione di aerogeneratore - spiega Francesco Starace, amministratore delegato di Enel Green Power -, più sensibile ai venti di bassa quota e diffusi sul territorio, che non fosse solo una microturbina, ma qualcosa di diverso dalle grandi pale eoliche che impattano negativamente sul paesaggio». Il concept di Piano si chiama Libellula: sfruttando la ricerca sui nuovi materiali, sempre più leggeri e resistenti, ha preso così forma un aerogeneratore con una capacità di 55 kW, che ha una generazione continuata di energia elettrica (perché in grado di sfruttare anche i venti minimi) dell’ordine dei 2 metri al secondo. L’asse della turbina è orizzontale e l’altezza della torre è di circa 20 metri, mentre il diametro delle pale non supera i 16 metri e il peso è di 60 chilogrammi.


LA NUOVA ERA AGROVOLTAICA L’idea di coniugare produzione di energia e di cibo è venuta alla Rem, acronimo di Revolution Energy Maker, nata tre anni fa per iniziativa di sei gruppi industriali italiani dell’energia, delle costruzioni e della meccatronica (Sandrini di Mantova, Fustinoni di Bergamo, Intergeo di Brescia, Melis di Cagliari, Dermotricos Engeneering di Brescia e Biesse di Genova). A Virgilio, in provincia di Mantova, ha inaugurato un nuovo impianto di 13 ettari: in piena campagna mantovana, sotto una schiera di 7.500 pannelli fotovoltaici, ci sono pomodori, grano e mais e una nuova era di energia green. È l’alba dell’agrovoltaico. Potrebbe anche essere un uovo di Colombo, ma siccome nessuno al mondo ci ha pensato prima, sul mercato non c’erano le tecnologie adatte, perché un impianto agrovoltaico ideale doveva permettere l’uso delle macchine agricole senza togliere l’insolazione alle colture e senza utilizzare grovigli di cavi elettrici che avrebbero ostacolato l’attività agricola. Così Rem si è costruita da sola l’impianto (per il quale ha già depositato la richiesta di brevetto internazionale): una serie di pali alti 4,5 metri e distanti fra loro 12 metri, fa da intelaiatura, mentre fra un palo e l’altro viene montata una “macchina” che sostiene dieci pannelli solari monocristallini a inseguimento solare che si spostano insieme al sole e consentono ai raggi di raggiungere le colture. Le macchine dialogano fra loro con un sistema wireless e la struttura è dotata di un sistema di irrigazione automatico e di una rete di antenne che aiutano i mezzi agricoli a guida computerizzata. La giovane società ha in programma la costruzione di altri tre impianti: uno nel mantovano (a Marcaria) e due nel piacentino (uno a Castelvetro e uno a Monticelli d’Ongina) e con la francese Ecodelta, Rem ha costituito una joint venture per un impianto oltralpe da 35 Mw. Un’altra idea arriva dal mondo del vino, precisamente dall’azienda Torraccia del Piantavigna, produttrice del famoso Passito Erbaluce, che grazie a dei progetti innovativi riesce a risparmiare fino al 75% di energia. Così, le vinacce esauste vengono essiccate per produrre combustibile naturale e rinnovabile, mentre i raspi sono usati nella pacciamatura dei filari in previsione dell’inverno.

Progettazione e realizzazione componenti interamente in ITALIA. Soluzioni per il basso impatto visivo.

Certificata da un laboratorio di prove esterno all’azienda, un organismo notificato di CERTIFICAZIONE EUROPEA e riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo. Certificata per un interasse massimo di 25 m tra le colonnine.

Accanto a questo, poi, ci sono i pannelli fotovoltaici che permettono la produzione di energia solare usata nelle attività aziendali e anche una foresta adottata in Costarica, capace, attraverso l’accrescimento del legno, di azzerare le emissioni di CO2 dovute alle attività agricole meccanizzate e alla commercializzazione del vino. Torraccia del Piantavigna, infine, ha deciso di investire anche nella riduzione del peso medio del vetro, permettendo così un risparmio energetico e una riduzione della CO2 nel trasporto delle bottiglie. ■

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INNOVATIVI E PREMIATI

IL SALONE INTERNAZIONALE DELLE COSTRUZIONI DI PARIGI HA ASSEGNATO ANCHE QUEST’ANNO I SUO AMBITISSIMI INNOVATION&DESIGN AWARD di Zoe Lafleur

R

icompensare e promuovere le innovazioni più smart sul mercato delle costruzioni: questo l’intento dell’importante concorso “Innovazione & Design Award” di Batimat, il salone internazionale delle costruzioni svoltosi a Parigi dal 7 al 12 novembre. Cinque le categorie in concorso, con tre premiati per ogni sezione, a cui si affianca il più ambito premio, summa di tutte le duecento eccellenze in gara, ovvero il “Batimat Special Award”, che quest’anno ha assegnato la medaglia d’oro a Tekla Sarl con il prodotto BIMsight (software che permette all’industria delle costruzioni di implementare i Building Information Modeling tra di loro in una lettura semplice che va da una visione generale ai dettagli del progetto), quella d’argento a Schuco International per il suo Systeme 2° (un sistema che aiuta a ridurre le emissioni di Co2 e a regolare il clima grazie a componenti dual energy-active che consistono in un sistema di teli funzionali ed elementi di pareti termicamente “attivi”), mentre il bronzo è andato a Dörken con

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Delta-Liquixx, prodotto che consente in poche mosse e con grande facilità di sigillare tutte le parti del tetto e delle pareti rendendoli perfettamente impermeabile all’aria. Per la categoria “Lavori strutturali”, il primo posto è andato a Efficience TP3E di Poujoulat (camino a doppia funzione evacuazione fumo e ricircolo aria), secondo posto a Electrochrome Sageglass di Quantum Glass (una sorta di pelle trasparente da applicare su finestre e superfici vetrate in generale che consente di modulare la luce solare all’interno dell’edificio), terzo posto a Plate di Imerys Terre Plate (particolare tegola in terracotta di una durata superiore al 35%). Janisol Arte di Jansen-Descasystem, Baie Coulissante di K-Line e Sathys di DMP System sono i primi tre classificati della categoria “Joinery & Fenestration”: il primo prodotto è un profilo metallico che consente di creare in libertà qualsiasi struttura in parete senza il rischio di compromettere i ponti termici; il secondo è una finestra super tecnologica; il terzo un prodotto di design da applicare sulle porte per prevenire spiacevoli incidenti, specie per i bambini. Per il settore “In & out fittings” a salire sul gradino più alto del podio è stato Green Blade di Fibandco (una parete da interni fatta con pianta di banano, che non è un albero ma un’erba – quindi non influisce sulla deforestazione terrestre – e raggiunge la sua maturità di crescita in appena 9 mesi), secondo posto a parimerito a Trait D’Union di MYD’L (rampa automatica per disabili) e nuovamente Electrochrome Sageglass di Quantum Glass, terzo Tectonique di Oberflex (finiture d’interni dall’innovativa messa in opera). Tra gli equipaggiamenti e gli strumenti primeggia Speedplac di Neos (strumentazione per il taglio


meccanico), seguito da Quicksafe di Dimos (ancoraggio temporaneo portatile) e da Isol-Ex di Layher (particolare sistema di ancoraggio) a parimerito con Visiocut/Visiopro di Rostaing (guanti da lavoro super hi-tech). Infine, unico vincitore della categoria “Information Tecnology” è stato Archipad di BigSool, applicazione iPad di ultima generazione per architetti. ■

BATIMAT SPECIAL AWARDS

À T I V I T T DU O R P A IM EGORIA S S A M LA SUA CAT NELLA MAGGIOR ROBUSTEZZA Minor numero di interventi di manutenzione richiesti

Gold Batimat special Award TEKLA

MASSIMO CONFORT

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Concept avenieristici, pareti viventi, condomini piramide e cubi di acqua abitati. Ecco tutte le

Visioni dal

futuro di Rosa Santavite

La torre del sole

Rio de Janeiro cerca un nuovo simbolo da affiancare al suo Cristo redentore e lo trova in una tecnologia eco-friendly che sta nascendo sull’isola Cotunbuda, nella baia della città. Una torre completamente ricoperta di pannelli fotovoltaici che garantiranno l’energia necessaria al villaggio olimpico. Il surpls

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energetico verrà utilizzato per pompare l’acqua verso la cima della torre. Questa riserva idrica verrà fatta scorrere attraverso speciali turbine utili alla produzione notturna di energia ed allo stesso tempo potrà esser sfruttata per dar luogo ad una cascata scenografica.


Aerohotel

È un concept dall’architetto russo Alexander Asadov, grosso quanto una città, sospeso sull’acqua, caratterizzato da un corpo principale dal diametro di 200 metri, che si sviluppa in altezza per circa 65 metri sostenuto da tre piloni. ll progetto si presenta come un’alternativa alle isole artificiali.

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Un condominio da faraoni

Riscrivere la storia delle piramidi. Non più mausoleo per una singola divinità terrestre ma dimora fantascientifica per un milione di persone. Ziggurat di Dubai è una struttura che funzionerà sfruttando vapore, energia eolica, sole e tutte le fonti energetiche naturali, mentre un’attenta rete viaria di trasporto consentirà al trasporto pubblico di soddisfare in orizzontale ed in verticale le necessità di mobilità dell’utenza riducendo così la produzione di carbonio. Un ambiente completamente confortevole grazie anche al largo impiego della domotica.

Architettura dinamica quasi come i Lego

Abbandonare le ormai stancanti 3 dimensioni ed entrare nel futuro grazie alla conquista del tempo. La novità della quarta dimensione pensata da David Fisher sta nella rotazione, un’architettura germinale in continua trasformazione in base ai desideri dei suo abitanti. Da un cuore centrale statico ed antisismico si dirameranno una serie di elementi che con il loro costante movimento modificheranno la forma dell’edificio e produranno energia elettrica anche per le strutture circostanti.

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Padiglione Water Cube

Un pezzo rubato all’oceano. Un cubo con il quale esaltare la bellezza e la forza delle sue immense acque. Un edificio cavo, progettato dagli architetti dello studio PTW e dal consorzio ARUP, le cui pareti composte da recipienti irregolari riempiti di acqua danno la sensazione all’ospite di immergersi in un ambiente marino. L’edificio sarà il simbolo dell’Expo 2012 di Yeosu, Corea del Sud, il cui tema è “The living ocean and coast”.

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Una parete verde per purificare l’aria di casa Un ecosistema personale, da parete, che crea energia dalle piante: Gaia, ideato dall’indiano Ankit Kumar, consente la circolazione e la depurazione dell’aria ed è in grado di controllare la temperatura dell’ambiente interno.

Nanowire: le celle solari che riducono i costi Sviluppate nuove tecnologie che aumentano l’efficienza e parallelamente abbattono il costo di produzione delle celle fotovoltaiche. Lo studio di un gruppo di ricercatori del dipartimento di chimica dell’università della California ha prodotto una nuovo tipo di cella solare basato sulla tecnologia nanowire. Le nano connessioni sono incorporate in un polimero trasparente che consente di ridurre a solo 1% la quantità di silicio solitamente necessaria per le celle convenzionali.

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AZ Isola

AZ è un’isola artificiale in grado di spostarsi ovunque in alto mare. L’isola AZ è il frutto dell’idea di Jean-Philippe Zoppini, che sta lavorando al progetto in collaborazione con la società Alstom Marine per la sua realizzazione. Le misure della gigantesca isola sono 400 x 300 metri, in grado così di trasportare circa 10mila passeggeri contemporaneamente sulla sua superficie. Sull’isola si prevede la nascita di palazzi di 29 piani, progettati in modo da sopportare gli uragani e le onde più distruttive al mondo.

I Funghi di Sarah Mohd Salleh Per aiutare un mondo ormai al limite delle sue forze l’architetto Sarah Mohd Salleh ruba alle foreste pluviali l’idea per sopravvivere: la città diventa una foresta di edifici autosufficienti a forma di fungo, la cui parte superiore è integrata da celle solari e ospita i vari alloggi nei suoi rami. I funghi metropolitani consentiranno la raccolta dell’acqua piovana e della biomassa. Ogni colonia dovrebbe autosostenersi grazie alla creazione di giardini e orti pensili.

Quasi come Atlantide

La Città subacquea sorgerà nel bel mezzo di un lago, in Bulgaria, e sarà un vero e proprio paese gallegiante caratterizzato dal fatto di esser posto alcuni metri sotto il livello dell’acqua.

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Sistemi per Esterni per l’edilizia professionale Rivestimenti Plastici a base di resine sintetiche in emulsione.

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Bosco verticale

Milano non è di sicuro una città verde, ma grazie all’expo 2015 questa tendenza dovrebbe cambiare. Sta nascendo il bosco metropolitano ideato da Stefano Boeri, una riforestazione urbana sviluppata in verticale: due torri residenziali di 110 e 76 metri arricchite da 900 alberi di 3 e 9 metri accompagnate da piante di essenze diverse in relazione all’esposizione delle facciate.

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Masdar city

La città ad impatto zero. Questo è il concept del nuovo progetto insediativo degli Emirati Arabi: 80% di acqua riciclata grazie a sistemi sotteranei di raccolta, trasporto permesso solo grazie a speciali navette a impatto zero, e l’energia necessaria prodotta da impianti eolici, termali e fotovoltaici. La città, oltre ad ospitare fino a 50mila abitanti, diverrà la sede del Masdar istitute of scienze and technology, in cui le ricerche saranno focalizzate nel campo delle energie rinnovabili.

INNOVAZIONE | QUALITÁ | PROGRESSO

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Una società del gruppo SWAROVSKI


La prima CasaClima classe A pugliese Nasce ad Altamura ed è il perfetto esempio di fusione tra risorse del territorio e risparmio energetico di Alessandra Guzzi

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A

ltamura è una città dalla storia antica, un insediamento nato nell’età del bronzo, arricchito in periodo medievale dal regno culturale di Federico II. Una città famosa per la qualità del suo pane dalle dimensioni enormi, esaltato anche dalle parole del poeta latino Orazio “[...], ma il loro pane è superiore, anche il viaggiatore stanco lo trasporta volentieri sulle spalle”. Una città che ora ritorna protagonista grazie alla realizzazione della prima CasaClima A pugliese per mano dello Studio Rinaldi e Fiore e con l’assistenza sui materiali dell’azienda BigMat Centro Edile Quartarella. L’immobile, costruito nella cittadina distante solo 45 chilometri da Bari soddisfa tutti i parametri che concorrono ad una ecosotenibilità edilizia non solo per ciò che concerne un attento uso dei materiali, ma riuscendo anche a cogliere le peculiarità ambientali del luogo sfruttandole per agevolare l’autosostenibilità energetica ed idrica dell’edificio.

reciproco delle varie parti dell’edificio. La stessa disposizione dell’immobile sfrutta un’esposizione atta a garantire il corretto irraggiamento solare nei mesi invernali e convoglia le correnti utili a rinfrescare l’ambiente interno nelle calde giornate estive. I progettisti hanno cercato di fondere nella maniera più intima e allo stesso tempo efficace le indispensabili caratteristiche di una “casa a 2 litri” (equivalenti a due metri cubi di gas metano al mq per anno) con le utili risorse naturali di un ambiente ricco come quello dell’altipiano delle Murge. La ricerca dell’elemento locale ha portato alla costruzione della rampa carrabile esterna sfruttando la pietra calcare dell’altipiano; le scale e i pavimenti esterni si arrichisco-

UN INTERVENTO IN SINERGIA CON IL TERRITORIO L’edificio è costituito da quattro livelli di cui uno interrato. Nel progetto si applicano i concetti teorici legati al risparmio energetico, nel rispetto delle tecniche, elementi e materiali di rapporto con la tradizione locale, che dimostra anche un attento studio dell’ombreggiamento

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“Ogni esperienza ha il suo valore” Oscar Wilde

Mezzo secolo di esperienza nel settore, severi controlli dei materiali e test di collaudo, un’assistenza capillare e qualificata, rispetto ambientale. Valori in cui abbiamo sempre creduto noi di Imer, tramandati e condivisi di generazione in generazione.

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IL RUOLO DI BIGMAT Le origini di Centro Edile Quartarella risalgono al 1949, quando Nicola Quartarella, affermato mastro muratore specializzato nella costruzione di forni a legna, intuisce di dover percorrere nuove strade nel settore dell’edilizia allora in forte espansione. Il 1981 è l’anno in cui nasce la società che arriverà sino ai nostri giorni, la Centro Edile Quartarella Srl, e sempre in quell’anno ad Altamura verrà allestito un nuovo e moderno showroom in via S. Martino, tra i più all’avanguardia d’Italia, come gli altri a seguire, del 1991 e del 2010. Tant’è vero che lo showroom attuale ha appena ricevuto il premio del Best Showroom Award 2011 allo scorso Cersaie. L’azienda, insomma, da sempre è al passo con i tempi, stimolandone e anticipandone le esigenze: atteggiamento confermato dall’assistenza che il Centro Edile Quartarella ha fornito ai progettisti procurando i materiali utilizzati nella realizzazione della prima CasaClima A pugliese, ottenendo un immobile dall’impiantistica ottimale, una realizzazione accurata e di grande comfort in cui l’alto grado di isolamento termico e le altre varie soluzioni permettono di risparmiare sui costi di consumo elettrico, idrico, aumentando così anche il valore di mercato di questa abitazione green. Forti da parte di BigMat e di Centro Edile Quartarella sono oggi la volontà e lo sforzo nella ricerca di nuovi materiali, per iniziare a fare cultura sul territorio. Parliamo di calcestruzzi traspiranti, cappotti termici, biocalci, tende fotovoltaiche, pannelli isolanti. L’inserimento e l’offerta di questi articoli vogliono essere dei piccoli input per iniziare a sensibilizzare le imprese ed i privati verso l’abitare sostenibile. La parte ardua, che spetta soprattutto ai tecnici (per questo motivo va dato grande merito ai progettisti Fiore e Rinaldi, perché sono riusciti a rendere consapevoli imprenditori e privati sull’investimento premiante delle case passive) è quella di dimostrare agli imprenditori, che costruire case passive richiede uno sforzo maggiore iniziale, ma hanno una resa e valore maggiori nel tempo. Il forte ostacolo sta nel fatto che i materiali idonei per la costruzione di case passive hanno un costo maggiore rispetto agli edifici normali. Quindi la forza sta nel saper dimostrare al consumatore finale (acquirente di appartamenti) che l’investimento maggiore oggi, abbatte i costi dei consumi energetici di domani, sino a divenire davvero conveniente per le ‘tasche’, oltre che per la salute.

il giardino dell’edificio, ma concorrono a sostenere la bioclimaticità della casa. Del resto, la stessa anima di questa importante abitazione unifamiliare si compone della somma di vari elementi che sfruttano l’uso di risorse locali. L’edificio, realizzato con struttura portante in cemento armato, utilizza per i tamponamenti esterni il “tufo di Altamura”. Questo calcare di colore grigiastro, presente in banchi nella parte meridionale dell’alta Murgia, concorre ad agevolare l’isolamento termico sfruttando le sue ottime caratteristiche meccaniche, fisiche e igrometriche. Proprietà che ben si sposano con le medesime qualità dei pannelli isolanti Ytong Multipor di 12 cm, i cui elementi base sono di idrati di silicato di calcio e sono ideali per la protezione dell’edificio grazie alla loro bassa conduttività termica e alla buona capacità di diffusione del vapore. Un impianto esterno, in sostanza, composto da materiali la cui struttura porosa consente di realizzare con facilità e precisione tutte le fasi di levigatura e modellazione necessarie per la creazione delle pareti curve dell’immobile. Materiali ecologici e con basso impatto ambientale vista la loro composizione a base di materie prime naturali e la possibilità di riciclaggio dei pannelli. SOLUZIONI GREEN Questa casa consente un altissimo risparmio energetico rendendo quasi superfluo l’utilizzo di energie rinnova-

no del delicato colore della pietra Apricena, tipica pietra pugliese estratta nelle cave del Gargano. Un’attenzione verso la territorialità che si manifesta anche nella scelta di piante ed elementi floreali autoctoni che non solo decorano

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bili. Interessanti soluzioni sono state quindi adottate nella realizzazione della copertura, in parte a falde, con copertura in lamine d’alluminio in parte piana a terrazzo, che sfrutta le caratteristiche meccaniche e di isolamento termico a triplo strato, 15 cm, di polistirene estruso. A tali soluzioni si somma l’azione del lucernario che, oltre che illuminare un suggestivo vano scale trapezoidale, funge anche da camino per l’attivazione della ventilazione. Lo stesso tetto a falde, così come il terrazzino, permette inoltre il recupero delle acque piovane, le quali, convogliate nella cisterna interna di 16mila litri, risultano poi utili nell’irrigazione delle aree verdi e per lo scarico dei wc, riducendo così in maniera notevole l’uso dell’acqua potabile proveniente dall’acquedotto comunale.

RISCALDAMENTO E CONDIZIONAMENTO La stessa attenzione viene riservata anche agli impianti di riscaldamento e raffreddamento che concorrono a sostenere l’ecosostenibilità della struttura abitativa. Il sistema di riscaldamento viene garantito da una serie di pannelli radianti a pavimento che sfruttano l’alimentazione di un impianto a gas metano con caldaia a condensazione. La distribuzione del calore può essere regolata grazie ad una gestione e suddivisione modulata per ogni singolo ambiente. L’impianto di raffreddamento utilizza una serie di radianti inseriti nel pavimento ed alimentati grazie all’energia elettrica con pompa di calore. In quest’ottica di gestione efficace del microclima interno, tutte le aperture sono state dotate di sistemi schermanti mobili posti all’esterno. ■

Informazioni CasaClima A - nuova costruzione Indice termico invernale:19 kWh/m²a
 Indice di emissioni di CO2 :15 kg/m²a
 Ubicazione: Altamura (BA)
 Committente: Mariangela Squicciarini
 Progettisti: Studio Rinaldi e Fiore Domenico Rinaldi, Domenico Fiore www.rinaldiefiore.it info@rinaldiefiore.it
 Consulenti energetici CasaClima: Pamela Aversente, Margherita Colonna Costruttore: Impresa edile Rinaldi Giuseppangelo

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tra GREEN E TR ADIZIONE IN SARDEGNA A Quartu sta nascendo un nuovo edificio direzionale attento al contesto ambientale e ai materiali di ultima generazione di Rosa Santavite

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I

n Sardegna sta per nascere un nuovo fabbricato destinato ai servizi connessi alla residenza, che andrà ad arricchire e potenziare l’economia della città di Quartu (CA). Un edificio dall’architettura non invadente in cui troveranno spazio una serie di punti vendita, uffici e anche una palestra. L’area interessata, che copre una superficie totale di 7.857 mq, sarà edificata dalla Cooperativa Areaurbana e ospiterà un edificio a due piani fuori terra e un piano interrato, per un totale volumetrico di quasi 26mila metri cubi. Si tratta di una struttura dall’architettura semplice, un intervento funzionale che non deturpa le peculiarità del quartiere, lasciando ai caseggiati residenziali

il ruolo d’identità cromatica dell’area: un edificio, quindi, costruito sfruttando l’efficienza del cemento prefabbricato, arricchito da finiture di graniglia di marmo ottenuta con il Bincone di Orosei. Questa colorazione bianca del marmo consente all’edificio di ridurre il suo impatto visivo, e la presenza in gran parte delle coperture di tetti giardino permette alle abitazioni degli edifici circostanti di giovarsi della visione di spazi verdi. Un progetto attento anche al rispetto delle fasce destinate al verde lungo la via adiacente, che in tal maniera si prolunga anche all’interno dell’area; una soluzione che, in sintonia con la morfologia esistente, consente un efficace riassetto dell’impianto viario.

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PARTICOLARI ARCHITETTONICI Le forme essenziali allegeriscono l’inevitabile pesantezza delle volumetrie attraverso un attento uso di materiali e forme di supporto. Cercando di unire funzionalità ad estetica, sono stati inseriti alcuni elementi indispensabili, come la leggera pensilina d’ingresso e le scale di sicurezza, giocando sulla commistione di vetro ed acciaio. Questo ricercato contenitore cela una distribuzione dello spazio attenta ad ottenere la massima efficienza delle volumetrie interne. Al piano terra si sviluppa un areoso ambiente destinato, per 2.500 mq, ad aree vendita. Questa superficie calpestabile si suddivide in 1.500 mq destinati alla vendita alimentare e 1.000 mq usufruibili da tutte le altre tipologie commerciali. Al primo piano, invece, troviamo una corte centrale adibita a giardino pensile, attorno alla quale si sviluppano due corpi di fabbrica dalle molteplici finalità. La parte sud, destinata ad uffici, copre una superficie di 1.267,8 mq ed è accessibile per mezzo di un corridoio. Al centro di questo corpo di fabbrica troviamo i servizi igienici muniti di ventilazione forzata. Il corpo nord ospita la palestra di 857,8 mq, con tanto di

IL RUOLO DI BIGMAT La Cooperativa Areaurbana, commitente del lavoro, si è affidata alla professionalità ed esperienza del Gruppo Pisano per la fornitura di gran parte del materiale. Il Gruppo Pisano, con sede a Mandas, nasce nel 1960 per iniziativa di Emilio Pisano. L’azienda si conferma subito una delle protagoniste del mercato di materiali strutturali per abitazioni, mentre l’attenzione alle veloci dinamiche del mercato la porta ad ampliare la sua offerta aprendosi al mondo della vendita di piastrelle, sanitari, rubinetterie, mobili da bagno. Trasformatasi nel 1990 in società a responsabilità limitata, guidata dal nuovo amministratore delegato Francesco Pisano, il Gruppo Pisano aumenta la sua attenzione nei confronti degli aspetti tecnologici ed innovativi richiesti dall’esigente clientela. La sua presenza ormai storica nel mercato e la continuità familiare della gestione hanno consentito al gruppo di diventare leader nel settore dei materiali per l’edilizia aprendosi con successo anche al mercato dell’arredamento. Nel 2004 nasce il nuovo punto vendita sviluppato nell’area di Cagliari nel quale ogni cliente può ritrovare tutti quei materiali: edili, idraulici, elettrici, idrotermosanitari utili per donare alla casa quel tocco di bellezza in più. Per offrire un servizio più completo, nel 2005 l’azienda inizia la commercializzazione di strutture in legno, occupandosi della progettazione, realizzazione, consegna e montaggio. Completa l’offerta la consegna a domicilio, in tempi brevi, dei materiali acquistati.

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reception, spogliatoi maschili, femminili e per i dipendenti e la sala per le attività ginniche. L’edificio presenta anche un piano interrato adibito a parcheggio che, grazie alla sua superficie coperta di 3.914,9 mq, aumenta la disponibilità dei parcheggi pubblici posti invece all’altezza del livello strada. Questo piano interrato, sfruttando una pendenza naturale del terreno, consente l’entrata alla luce naturale e inevitabilmente rivela, anche se in maniera graduale, la presenza delle automobili. Un ulteriore corpo di fabbrica, posto sul prospetto ovest dell’edificio, grazie alla presenza di un ascensore e di un sistema di scale consente di raggiungere il piano parcheggio, quello dei negozi fino alla zona uffici, benessere e tempo libero. LE NECESSITà DEL CANTIERE Protagonisti principali del cantiere, i cui lavori sono iniziati a febbraio di quest’anno e che si prevede vengano completati in 18/20 mesi, sono oggi i prodotti Volteco, in particolare il telo bentonitico Volgrip light, il cordolo bentonitico Wt 102 e plastivo 180. “Bisogna considerare – dicono i tecnici che stanno seguendo il progetto – che il terreno dov'è ubicato il complesso in costruzione è adiacente allo stagno di Molentargius e dal piano stradale è stato effettuato uno scavo di circa 5 mt di profondità. Essendoci problemi di risalita d'acqua, si è reso necessario impermeabilizzare con i prodotti Volteco i plinti, le fondazioni, la totalità della platea e i muri perimetrali, in modo che l’acqua non crei problemi alla struttura. Acqua che verrà convogliata in appositi pozzetti e poi evacuata tramite pompe di sollevamento”. Un edificio che, grazie alla somma di tecnologia e tradizione, materiali ad alta efficienza e risparmio energetico, all’armonia delle sue proporzioni e forme, si inserisce con coerenza nell’ambiente circostante, valorizzandolo. ■

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Madrid. Visione interna della galleria Roca

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IL BAGNO SI FA ARTE Scrigni multimediali nei quali unire design ed esperienza artistico-cognitiva: ecco il nuovo show room galleria d’arte di Roca a Madrid di Stefano Guolo

C

reare spazi cognitivi nei quali inserire il meglio della produzione dello spazio bagno dell’azienda, lasciando che siano percezioni, emozioni e multimedialità a indurre quei percorsi sensoriali che sono metafore della contemporaneità del design e del rispetto delle tematiche, care a Roca, di risparmio energetico ed idrico.
 Questo è lo spirito con cui Roca, leadear mondiale nella definizione degli spazi bagno, ha da poco aperto il nuovo spazio espositivo di Madrid. Non uno show room, piuttosto una galleria d’arte, un angolo di mondo che inizia a coinvolgere il passante sin dall’esterno,

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Roca Gallery a Barcellona

Roca Gallery a Londra

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incuriosendolo attraverso un turbinio artistico composto da installazioni, tecnologia, luci e suoni. Lo scopo è di catturarlo e trasmettere una memoria esperienziale che ricolleghi indirettamente l’emozione dell’evento ai prodotti di punta dell’azienda sottolineando l’essenza della sua politica: il valore della marca, la sua storia, la sua evoluzione. Lo spazio espositivo di Madrid è il quarto punto di una strategica diffusione di negozi che ha visto la creazione degli altri tre scrigni sensoriali a Barcellona, Londra e Lisbona. Una serie di gallerie che mascherano il loro esser vetrine travestendosi da ambientazioni artistiche.

grande cuore la cui altezza sfiora i quattro metri, costruito per l’inaugurazione ed impreziosito da 3.212 candidi chiodi di porcellana. Un’elegante scultura che gioca con il candore dei 5 W+W. Il W+W (washbasi+washwater) è il prodotto di punta di Roca. La sua bianca superficie specchiante – quindi i chiodi di porcellana del cuore ne condizionano l’interpretazione – si caratterizza per uno stile internazionale legato a forme contemporanee minimaliste. La sua preziosità maschera, nell’efficace apparenza, un sistema di riuso idrico ed energetico legato alla politica di sostenibilità perseguita dal brand spagnolo.

Tornando a Madrid, lo spazio sviluppa i suoi 1.200 mq su due piani nell’elegante calle José Abascal, un impressionante superficie espositiva che si apre completamente alla quotidianità grazie all’installazione in facciata di tre elementi multimediali. Il primo elemento della vetrina a colpire è un

A far da contrappunto a questo intreccio sensoriale troviamo una serie di video rituali. Lo spazio bagno viene indirettamente mostrato come luogo nel quale i gesti sono ormai codificati, rassicuranti nel loro ripetersi quotidiano. A rompere quest’atmosfera metaforica troviamo il fregio


del celebre scultore catalano Josep Maria Subirchis. Tre elementi che preparano allo spazio interno invaso da atmosfera futuristica ed attento all’uso percettivo delle varie e numerose fonti di luce. Per lanciare questo nuovo luogo espositivo, il gruppo Roca ha deciso di mettere a disposizone gli spazi della galleria per una serie di mostre temporanee. Nel novembre del 2010 questo straordinario tempio è stato “invaso” dalle immagini del documenario “Aral. The Lost Sea”, un racconto per immagini della regista Isabel Coixet nel quale si denunciavano i comportamenti umani in contraddizione con la natura e le conseguenze della scomparsa di varie fonti di risorse idriche. Tra il 16 maggio ed il 27 luglio 2011 la galleria ha invece ospitato l’evento “Building the City”, gestito con la collaborazione della fondazione Mies van der Rohe, che ha portato in scena una selezione di opere che hanno vinto il premio dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea. La stessa retrospettiva storica “Il bagno” sposa la scelta dell’azienda di rimarcare continuamente quali siano le proprie strategie. Porre attenzione ad ogni singolo particolare cercando di sottolineare e rimarcare continuamente lo stile di una linea di successo è ciò che Roca sta cercando di imporre al mercato mondiale anche attraverso questi show room fuori dal comune. L’azienda spagnola – attiva su oltre 135

Roca Gallery a Lisbona

mercati riforniti grazie a 65 stabilimenti dislocati in 17 Paesi diversi – è da oltre cento anni una delle protagoniste del design legato agli spazi bagno, una leadership raggiunta e, negli ultimi anni, continuamente rimarcata grazie ad una serie di alternative strategie di marketing. L’immagine aziendale, insomma, non è più frutto della semplice forza del marchio ma palesa ciò che è la sua filosofia attraverso studiati interventi architettonici, cornice degli elementi di successo del brand che conta su una serie di prodotti che, firmati da Urbinati, Moneo, Chipperfild, Herzog E de Mouruon e Giugiaro, hanno consentito a Roca di confermarsi come una delle realtà più importanti e di riferimento del panorama della creazione di ambienti bagno. ■

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COPPI E TEGOLE FOTOVOLTAICI Industrie Cotto Possagno Spa presenta i suoi ultimi nati, in cotto e attenti alle tradizioni. Un cuore antico di alta tecnologia per essere sempre più green di Cristina Serra

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ono più “buoni” che belli da vedere sui tetti delle case, ma ormai sono un must have. I collettori solari sono il presente e il futuro della produzione energetica, ma visto che anche l’estetica vuole la sua parte Industrie Cotto Possagno ha realizzato una nuova gamma di coppi e tegole in cotto che unisce le funzionalità classiche dell’argilla alla moderna tecnologia fotovoltaica, mantenendo pressoché immutato l’aspetto estetico del manufatto. Il risultato è un prodotto dalle straordinarie caratteristiche: non vengono modificate né alterate le proprietà di volano termico tipiche del cotto e neppure quelle dei canali di deflusso. Un’innovazione talmente all’avanguardia che l’attuale Quarto Conto Energia riconosce a tale soluzione i massimi benefici di incentivazione previsti (circa il 40% in più rispetto ai moduli standard). CARATTERISTICHE TECNICHE L’installazione di un diodo di by-pass rende il sistema esente da problemi creati a causa di ombreggiamenti mobili o inattesi (alberi, camini, antenne, foglie ecc.), mentre il canale di ventilazione tra il modulo PV e l’elemento in

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cotto rende il sistema meno sensibile alle alte temperature estive (minor temperatura implica maggior rendimento). Tutte le stringhe sono monitorabili via wireless grazie al display da tavolo e nel caso in cui un modulo dovesse accidentalmente guastarsi non è necessaria la sua sostituzione dato l’apporto minimo del singolo elemento al sistema e l’auto disinserimento che lo esclude dalla stringa di appartenenza, garantendone un funzionamento pressoché inalterato. Se si volesse comunque procedere al cambio, non viene richiesto l’uso di personale specializzato (grazie agli innesti rapidi multi contact, l’operazione risulta facile e rapida). Non ultimo, il vantaggio di poter integrare il sistema in una copertura esistente, sostituendo solo i metri quadrati interessati, senza dover ricorrere a ulteriori e costose opere di impermeabilizzazione perimetrali. La superficie richiesta per la realizzazione di 1 kWp è di circa 17 metri quadrati per il coppo e di 11 per la tegola. Quattro i colori della gamma: Antica Possagno, Rosso, Coppo Vecchio Scuro e Ardesia. Che sia nuovo o restaurato, un edificio che utilizza il coppo/tegola fotovoltaico di Industrie Cotto Possagno trova sempre l’ideale complemento per mantenere inalterato il fascino del laterizio. ■


LA SINDROME DELL’EDIFICIO MALATO SI CURA CON NORDTEX Materiali naturali per soluzioni innovative che mirano all’eccellenza dell’involucro di M. Elisabetta Ripamonti

L’

Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato che più del 40% del materiale usato nella totalità del settore edilizio può nuocere alla salute. La Direttiva CEE 89/106 (CEC 1993) ha definito i requisiti da applicare ai prodotti da costruzione e il CEN (Comité Européen de Normalisation) ha individuato i valori soglia per ambienti con presenza di persone, definendoli in funzione della concentrazione interna accettabile. Nel settore edile il termine coniato per definire quegli edifici con problemi di inquinamento indoor è la sindrome dell’edificio malato. Numerosi sono i disturbi legati alla cattiva qualità dell’aria degli ambienti, molte le sostanze inquinanti che causano insorgenza di patologie e riduzione

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del comfort per coloro che vi soggiornano. Vi sono inquinanti di natura microbiologica quali le muffe, i funghi, gli acari o i pollini; altri di natura chimica (monossido e biossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici volatili) e altri di natura fisica come il radon e i campi elettromagnetici. In particolare i materiali da costruzione e l’arredo influiscono in modo sensibile sull’inquinamento dell’aria interna. Il miglioramento energetico degli edifici è, quindi, imprescindibile dall’utilizzo di materiali che non compromettano la salute dell’uomo. Partendo da questi presupposti la società Nordtex si è posta l’obiettivo di fornire al mercato prodotti ecologici


e sistemi innovativi grazie ad un’incisiva azione di promozione e a una distribuzione capillare in tutta l’Italia di materiali naturali. Le caratteristiche dei vari isolanti garantiscono risparmio energetico e conseguente riduzione di emissioni in atmosfera. Fondamentali prodotti con capacità coibente forniti dalla natura sono le fibre di legno di cui Nordtex ha a disposizione una vasta gamma. In particolare, tra gli isolanti a matrice vegetale, Nordtex introduce i pannelli in lana di legno flessibili con ottima aderenza ai bordi se inseriti tra le travi, eccellente stabilità nel tempo, ideali come isolanti termici e acustici. La proposta di materiali naturali continua con il sughero e con pannelli isolanti prodotti esclusivamente con fibre di canapa, ecologici, naturali, traspiranti e disponibili in varie densità. E ancora, la lana di pecora, utilizzabile con formati e spessori differenti a seconda delle varie applicazioni, oppure il vetro cellulare, incombustibili, completamente impermeabili, indeformabili. I pannelli in fibra di gesso, ignifughi ed ecocompatibili, costituiscono, invece, una valida alternativa ai marmi e alla ceramica nei bagni, modificandone la struttura si possono ottenere efficaci soluzioni fonoassorbenti in edifici con diverse funzioni: scuole, uffici e palestre. Le membrane in caucciù sono ideali per l’impermeabilizzazione di tetti, terrazze, strade, discariche e per realizzare bacini idrici di qualsiasi dimensione; sono resistenti ai raggi del sole e inalterabili nel tempo. Per chi, invece, ha l’esigenza di installare pannelli slim, specie in fase di ristrutturazione, ecco quelli sottovuoto Vacum, sigillati senz’aria con un processo produttivo in grado di fornire una conduttività termica λ=0,005 W/ mK quindi otto volte maggiore rispetto a un normale pannello isolante. Ultimo passo di Nordtex, l’entrata nel Gruppo Attiva Srl, azienda nata per la progettazione e realizzazione di edifici passivi in Italia e della quale fanno parte anche Roefix e altri importanti operatori del settore. ■

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LUNGA DURATA, ALTE PRESTAZIONI ECCO GBH 14,4 V-LI Compact Professional, il nuovo martello perforatore a batteria compatto di Bosch di Michelangelo Cecchetto un’unica macchina un avvitatore e un perforatore. Anche la forma dell’impugnatura chiusa risulta estremamente comoda e funzionale. Positiva l’esperienza degli utilizzatori, che testimoniano: «Ho usato il tassellatore con le nuove punte Bosch SDS-Plus X5L e sono riuscito a fare circa 50 fori con una carica. Queste punte hanno un’elica molto allungata e scaricano bene la polvere durante la foratura. Ciò fa sì che la batteria duri più a lungo perché viene consumata meno energia. Tra l’altro, sto usando queste punte da 3 mesi e funzionano sempre come il primo giorno, sembrano ancora nuove».

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uello che colpisce del nuovo tassellatore a batteria Bosch è la forma estremamente compatta. E, infatti, il martello GBH 14,4 V-LI Compact Professional è il martello perforatore a batteria professionale più compatto da 14,4 Volt, dotato della tecnologia al litio Bosch per una durata delle batterie superiore del 400% e una potenza, sempre delle batterie, imbattibile. È l’utensile ideale per i professionisti che necessitino di un martello perforatore leggero per diametri di foratura medio-piccoli in ambienti interni, come ad esempio gli installatori elettrici o i montatori di scale: da utilizzare per foratura nel calcestruzzo, muratura e altri materiali edili duri con diametri tra 3.5 e 12 mm, ha un campo di foratura ideale di 4-8 mm. Ma GBH 14,4 V-LI Compact Professional è utile anche per applicazioni di avvitamento e foratura da piccole a medie dimensioni in materiali come il legno o il metallo. Un test svolto dall’Istituto indipendente SLG ne ha verificato le prestazioni di foratura con una carica della batteria: 45 fori con batteria da 1,5 Ah e 84 fori con batteria da 3,0 Ah (disponibile come accessorio opzionale). L’utensile, molto corto e leggero, consente di avere in

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Pollice in su anche per la robustezza del martello perforatore GBH 14,4 V-LI Compact Professional: la struttura dell’utensile è realizzata con una plastica particolare, resistente alle cadute fino a 2 metri sul calcestruzzo. In più, la dotazione di due batterie consente di poter acquistare altri utensili al Litio Bosch, scegliendo le versioni senza batterie e caricabatteria, risparmiando sia in denaro che in ingombro. ■


FIOCCANO LE NOVITĂ BigMat amplia la gamma dei suoi prodotti a marchio per continuare a soddisfare le esigenze della sua clientela professionale di Tommaso Casagrande

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uovi ancoranti chimici strutturali certificati, il materassino resiliente per l’isolamento acustico sotto massetto e la nuova gamma di dischi diamantati. Sono gli ultimi nati della linea di prodotti griffati BigMat, che come ha rivelato un recente sondaggio pubblicato sul numero di giugno 2011 di Up!, incontrano un altissimo gradimento da parte della clientela e sono tutti frutto di un rapporto di partnership importante e consolidato con i produttori leader del mercato. fissaggio di qualità Così, dall’ottima collaborazione con l’azienda svizzera Mungo, specializzata nella produzione di prodotti di qualità per il fissaggio, nascono due nuovi ancoranti chimici: BIT - V

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Impermeabilizzazione di una terrazza con UNOLASTIC colore MARRONE COTTO

Impermeabilizzazione di una terrazza con UNOLASTIC colore GRIGIO

Impermeabilizzazione di una fondazione con UNOLASTIC colore NERO

INDEX Construction Systems and Products S.p.A. - Via Rossini, 22 - 37060 Castel d’Azzano (VR) - C.P.67 - Tel. +39 045 8546201 - Fax +39 045 518390 - www.indexspa.it - index@indexspa.it


420 CE (Nuovo cod 40005) e BIT - V 55 CE (Nuovo cod. 40006). La formulazione di questa resina bicomponente vinilestere/eposiaccrilicata, garantisce un’ottima resistenza meccanica e altissime performance nelle applicazioni cantieristiche. Grazie alla particolare composizione chimica si prestano efficacemente all’utilizzo in strutture soggette a costante umidità o in fori pieni d’acqua e sono particolarmente adatte per inghisaggi di ferri da ripresa e applicazioni di linee vita. Un’ottima risposta che si ritrova anche in altri campi di applicazione tra i quali fissaggi di carpenteria, nell’utilizzo con viti o barre su calcestruzzo, applicazioni in legno, mattone pieno, opere stradali, consolidamenti, posa serramenti, porte blindate, tende da sole, piastre di fissaggio e inferriate. La loro natura fisica ne agevola l’estrusione e l’iniezione con la possibilità di applicazione sia in orizzontale che in verticale sfruttando l’efficace indurimento rapido e l’ottima Tixotropia. Due prodotti innovativi che, oltre a caratterizzarsi per l’assenza di stirene – un idrocarburo tossico ed infiammabile –, non emanano odori sgradevoli consentendone l’utilizzo anche in ambienti chiusi. Una nuova generazione di ancoranti che si può fregiare della certificazione ETA-CE per garantirne la sicurezza e l’affidabilità. Una qualità del materiale che trova giovamento anche nella nuova impronta grafica del contenitore: studiata appositamente per aiutare la rivendita edile a comprendere le potenzialità di questi nuovi ancoraggi chimici, consente di distinguere il prodotto certificato da tutti gli altri prodotti e palesa in maniera molto più intuitiva i campi di applicazione della resina, le sue metodologie funzionali, aiutando, attraverso questo nuovo linguaggio per immagini, il cliente finale. La resina BIT - V 420 CE sfrutta inoltre l’utilizzo di una cartuccia nera studiata appositamente per aumentarne la durata nello stoccaggio in magazzino e per proteggerla dai nocivi raggi UV durante il suo utilizzo in cantiere. isolamento acustico sotto massetto Ad alto contenuto tecnologico è anche Underspecial BigMat il nuovo materassino resiliente in polietilene reticolato per l’isolamento acustico sotto massetto. Un prodotto espanso a celle chiuse, goffrato, ottenuto dall’unione di Isolmat Special 5mm accoppiato sul lato inferiore a Fibtec xf1, una speciale fibra agugliata che concorre ad aumentare le sue proprietà di abbatimento acustico. Underspecial BigMat è un prodotto indicato soprattutto nella realizzazione di sottofondi bistrato dove le sue caratteristiche

meccaniche, tra cui un’alta resistenza alla pedonabilità e alla lacerazione, riescono pienamente anche nell’azione di abbattimento acustico qualora il prodotto si accompagni ad un massetto di finitura di almeno 6 cm. Nei casi in cui lo spessore del massetto risulti inferiore, un’armatura con idonee fibre e reti consente il perdurare delle capacità isolanti del materiale. Il prodotto è disponibile sul mercato in rotolo di 50 m con altezza di 1,5 m, che va a ricoprire una superficie di 75m2. Questo materiale battentato viene venduto accompagnato da una fascia nastro grazie alla quale è possibile sigillare i teli accostati durante la messa in opera. dischi diamantati firmati L’attenzione nei confronti della sicurezza ed efficacia all’interno della gamma di prodotti di smerigliatura e taglio, porta alla promozione e diffusione di tre nuovi prodotti a marchio BigMat che rispondono appieno alle esigenze di mercato. Si tratta di tre nuovi dischi diamantati che si presentano con disegno e caratteristiche tecniche di ultima generazione. Consentono di ottenere tagli dai bordi e dalle superfici nette e pulite senza rotture. Pensati per l’applicazione su materiali universali in edilizia sono il compagno ideale per tutte quelle categorie di professionisti che desiderano effettuare lavorazioni in modo ergonomico, preciso e in tempi ridotti. La loro qualità è garantita dalla ricerca e sviluppo di una azienda leader di mercato partner del gruppo BigMat. In particolare le tre referenze si distinguono in: GRESMAT Ø 115 mm specifico per il taglio di Gres porcellanato. UNIVERSALMAT nei Ø 115 mm e 230 mm specifico per il taglio a secco di materiali edili con utilizzo universale su vari materiali per edilizia escluso pietre dure. Le tre tipologie di utensili rispondono alle normative di costruzione e sicurezza EN 13236-OSA. Si presentano con anima color acciaio per evidenziarne l’applicazione professionale e l’accattivante personalizzazione dell’etichette e del packaging consentono una facile e immediata guida all’applicazione. Inoltre sono corredati di un libretto in varie lingue per le norme di sicurezza di utilizzo. ■

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tre NUOVI BUSINESS PER IL FUTURO Dal meeting internazionale di Praga, il presidente BigMat International Dany Kroell fa il quadro del presente e del futuro del Gruppo, ma anche del mercato delle costruzioni. E traccia importanti linee guida per le strategie competitive di domani di Zoe Lafleur

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ricolage, decorazione e case in legno. È su questi nuovi segmenti di mercato che si giocherà il futuro dei distributori di materiali edili in Europa secondo Dany Kroell, il presidente di BigMat International che, in occasione del meeting internazionale di tutti gli associati BigMat, svoltosi a Praga dal 23 al 26 novembre, ha fatto il punto della situazione e parlato delle prossime strategie del Gruppo.

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Il Colloque, ovvero il meeting internazionale di BigMat, è un momento importante per lo spirito di squadra ma anche per fare un bilancio sullo stato attuale del mercato e sulle prossime mosse del Gruppo. Come è andato, a livello europeo, il 2011 e quali sono le previsioni per il 2012? E alla luce di questo, quali saranno le strategie e gli obiettivi di BigMat? Effettivamente il convegno ci permette di presentare ai soci di tutti i Paesi membri l’evoluzione del nostro


marchio. Il bilancio di BigMat, sotto il profilo internazionale, è legato alla nuova sede internazionale del nostro Guppo, a Lussemburgo, e all’arrivo del nuovo direttore, Matteo Camillini, che ha lasciato la direzione dell’Italia per dedicarsi allo sviluppo di BigMat a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda l’immagine e la costruzione di rapporti nuovi con i fornitori. Tutto questo proseguirà nel 2012. È in quest’ottica, quindi, che a Praga, per la prima volta nella storia del Colloque, i fornitori BigMat sono stati presenti al vostro incontro annuale. Cosa significa e in cosa consiste la loro presenza? Spesso i nostri fornitori non sono tali in tutti i nostri Paesi: l’invito al Colloque è finalizzato proprio a stimolare, invece, una partnership internazionale che veda fornitori unici per tutte le nazioni dove BigMat è presente. In questo modo i nostri fornitori hanno potuto incontra-

Dany Kroell

re tutti gli associati di ogni Paese e, attraverso vari workshop, entrare in contatto anche con i compratori. La relazione con il fornitore dovrà essere, attraverso la politica commerciale iniziata da Matteo Camillini, un’operazione win win tanto per la rete di aderenti BigMat quanto per i fornitori partner.

Come si evolverà in futuro il mondo della distribuzione edile secondo lei? È un punto cruciale, questo, perché siamo in un periodo di forte incertezza. I budget in deficit dei nostri governi

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I quattro GIORNI DI PRAGA BigMat si è riunita a Praga per il consueto meeting internazionale, quest’anno reso più speciale dal trentennale di fondazione del Gruppo BigMat festeggia i 30 anni della sua fondazione in un congresso strategico per gli sviluppi futuri, occasione per tutti gli associati di ritrovarsi e commemorare questo storico anniversario. Quattro giorni intensi durante i quali confrontarsi, discutere e pianificare le scelte atte a mantenere la forza di questo importante marchio internazionale. Ad ospitare la convention è stata la fresca atmosfera di Praga, capitale europea rinomata e bagnata dal colore blu delle acque del fiume Moldava. Le attività più intense si sono concentrate nelle giornate di giovedì 24 novembre e venerdì 25 novembre, intervallate dai vari tour che hanno fatto scoprire ed apprezzare tutte le qualità di questa antica città. L’arrivo nella giornata di mercoledì 23 novembre è stato festeggiato con un cockatail di benvenuto e la cena all’interno dell’atmosfera tipicamente art nouveu dello storico ristorante Francouzka: una serata all’insegna della convivalità che è stata per gli ospiti un apprezzatissimo preludio alle successive due giornate di intensi incontri. “BigMat: 30 anni di successi in Europa” è stato il tema del simposio che ha preso il via nella mattina del 24 novembre: un incontro nel quale ripercorrere il lungo e positivo cammino iniziato nel 1981 da Jean Luc Leroy, affiancato da alcuni soci pionieri; un viaggio a ritroso nel quale riscoprire gli intrecci fortunati che hanno obbligano a delle politiche di austerità che penalizzeranno sicuramente la crescita dei nostri rivenditori nei prossimi anni. Saranno il fai da te e il bricolage con le loro grandi catene (come Leroy Merlin, ndr) a insidiare il mercato dei distributori di materiali edili. Una tendenza, questa, già in atto nel nord Europa. Per questo gli associati BigMat dovranno assolutamente evolvere i loro spazi vendita, puntando su decorazione e bricolage, che oggi invece sono segmenti di secondo piano, e introducendo una rete di vendita propria che vada a caccia di clientela. Per sopravvivere, un negozio generalista di media dimensione dovrà assicurarsi una rapporto clientela professionale/privato del 60%/40%. BigMat potrebbe essere secondo lei in un certo modo promotrice a livello europeo di certe pratiche costruttive, stimolando sia le normative, sia gli utenti finali? Attualmente nel nord Europa (Francia, Belgio, Germania) le case a struttura lignea sono in forte crescita: si parla di una crescita, a breve, che porterà questo tipo di costruzioni ad occupare una quota di mercato raddoppiata rispetto all’attuale, passando dal 5 al 10%. Noi non possiamo rimanere estranei a questo nuovo modo di costruire, dovremo entrare anche noi nel settore. ■

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consentito a BigMat di imporsi nel mercato Europeo. Una leadership che continua tutt’oggi ad esser affermata e consolidata grazie ad una attenta pianificazione degli eventi e delle innovazioni sviluppate, anche nel corso dell’anno che si sta per concludere, e che continueranno la loro evoluzione in futuro. Un futuro che si aprirà con il nuovo progetto di comunicazione che coinvolgerà tutte le strategie del 2012 e che è stato presentato in anteprima durante il primo giorno di congresso. La mattinata di giovedì 24 si è conclusa con l’accoglienza dei vari fornitori, protagonisti di un workshop di confronto tra acquirenti e venditori. Venerdì 25 novembre, i congressisti si sono ritrovati per analizzare la situazione del mercato nei cinque Paesi BigMat e quale sia, allo stato attuale, il posizionamento del gruppo: l’occasione giusta, insomma, per confrontarsi e comprendere la direzione verso cui si sta dirigendo il mercato cercando di tracciare, attraverso testimonianze e dibattiti, i possibili scenari futuri. Il congresso BigMat si è concluso nella giornata di sabato 26 novembre, giorno dedicato alle riunioni nazionali. Gran finale con Gala Dinner per festeggiare tutti assieme i 30 anni di BigMat, ospitata nello storico palazzo Zofin, costruito nel 1886 su di una piccola isola del fiume Vitava.


Ciao Super Sic P

artiamo da quel sorriso carico di felicità, da una maturità ancora tutta da sbocciare dove il piacere di divertirsi, l’innocenza nella fiducia negli altri, svelavano la sincera simpatia di Marco Simoncelli. Bello perdersi in quella sua chioma leonina da verace e moderno Sansone romagnolo, avvolto dal rimbombare dei motori ed intento ad indossare quel casco a strisce bianco rosse preludio all’avvio del gioco preferito. Marco era un ragazzo la cui semplicità aveva conquistato il nostro mondo, che si rialzava dalle cadute, perché vincere non vuol dire sempre arrivare primi, perché “un sorriso val bene una piada”, come diceva lui. L’importanza delle proprie radici, ricercate nella quotidianità del rapporto familiare, degli amici di sempre e dell’Emilia, il luogo tranquillo nel quale svuotare la mente dai dubbi, dalle invidie e da quella inebriante passione per il rimbombare dei motori. Questo era Marco, il ragazzo che

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considerava la piadina il piatto perfetto per le conquiste - ma in fondo forse solo Kate, la fidanzata di sempre, aveva gioito di questa strategia -, l’amico che considerava la compagnia delle persone care più importante di qualsiasi paradiso tropicale o di qualsiasi lusso, che trovava in Paperino, per la sua peculiare sfortuna e “imbranataggine”, il personaggio ideale; lo sportivo amato da un ampio pubblico per il suo essere più che per la sua storia agonistica. “Siamo solo noi” cantava il suo amato Vasco, ed e’ stata questa la colonna sonora del ragazzo che, partito da Misano in sella alla sua prima moto (una Suzuki 50 mono-marcia da cross), sognava fin dall’inizio sfide all’ultima derapata. Un ragazzo che amava la zuppa, inglese, ma preferiva darla agli avversari - leggi impartire cioè una sonora sverniciata a qualche altro centauro - come spesso è riuscito a fare nella stagione 2008, dove in sella inizialmente alla moto non


ufficiale, della squadra corse Metis Gilera, ha inanellato una serie di vittorie che lo condussero alla vittoria del titolo iridato nella categoria 250cc. Una storia agonistica ricca di soddisfazioni e iniziata alla giovane età di 9 anni nel Campionato italiano Minimoto dove vince due titoli consecutivi nel 1999 e nel 2000. Nel 2002, al secondo anno nella competizione, si aggiudica il campionato del mondo 125 nella Honda Trophy. Sempre nel 2002 inizia la sua avventura nel carosello dei motorhome dei campionati mondiali di motociclismo, due anni nella classe 125 ottenendo, in un’altalena di risultati, ottimi piazzamenti finali. Nel 2004 la vittoria a Jerez e nel 2005 le prime importanti soddisfazioni portano Simoncelli dritto alla promozione nella classe 250cc con il team Metis Gilera, sodalizio premiato con la vittoria del mondiale nel 2008. Come un giaguaro, con la forza del suo corpo muscoloso e

sinuoso, “Super Sic” nel 2010 approda nella classe regina MotoGp, mettendo a segno un anno da “rookie” con un finale di stagione in crescendo. La stagione 2011 stava confermando le potenzialità del pilota di Misano, che in Repubblica Ceca aveva conquistato il terzo posto e in Australia partiva secondo e agguerrito a salire sul gradino più alto del podio. Finché, sulla curva maledetta di Sepang, in quella pista che nel 2008 gli aveva regalato la gioia più grande, non è accaduto l’irreparabile. Ma pensando al suo carattere e alla sua vita, sembra che oggi ci parli attraverso le parole del grande poeta Fernando Pessoa: “Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura/ da svegliare la furia del pallido e del freddo,/da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,/dall’alba al tramonto suoni la tua bocca di chitarra./Non voglio che vacillino il tuo riso e i tuoi passi,/non voglio che muoia la mia eredità di gioia”. ■

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Al via la sperimentazione di BLEN.IT la Borsa Lavoro Edile Nazionale Nel 2012 il progetto andrà a regime coinvolgendo le 100 Scuole Edili del sistema Formedil Lo scorso 27 settembre, nell’ambito delle Giornate nazionali della formazione, il Formedil ha annunciato l’avvio di una importante sperimentazione volta a favorire la crescita di un mercato del lavoro basato sulla competenza e sulla qualificazione delle maestranze e su una piena rispondenza tra la domanda delle imprese e l’offerta di lavoro. Entro la fine dell’anno, infatti, 15 Scuole Edili del sistema Formedil daranno avvio alla sperimentazione di BLEN.IT la Borsa Lavoro Edile Nazionale promossa dal sistema bilaterale delle costruzioni. Con l’obiettivo che entro il 2012 l’attività della Borsa Lavoro entri a regime coinvolgendo tutte e 100 le Scuole Edili provinciali, mettendo a disposizione uno strumento di selezione volto alla ricollocazione dei lavoratori in mobilità con criteri di selezione mirata a cui collegare secondo le singole esigenze anche percorsi formativi ad hoc. La Borsa Lavoro si basa su un sistema informatico, un portale nel quale saranno inseriti i curricula di chi cerca lavoro e le offerte delle imprese. BLEN.IT però non sarà soltanto questo perché, grazie alla rete delle Scuole Edili, sul territorio saranno istituiti degli sportelli in grado di offrire assistenza ai lavoratori e alle imprese con servizi di base per l’acquisizione delle informazioni e matching – garantiti anche dalle Scuole più piccole – fino ad una gestione più complessa dei percorsi formativi dei lavoratori e dei processi di qualificazione delle aziende nelle Scuole Edili che hanno strutture più ampie e che sono in grado di garantire l’apertura quotidiana di uno sportello di supporto. Oltre infatti a raccogliere le informa-

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zioni da inviare ai centri per l’impiego e a proporre ad essi gli abbinamenti tra le candidature e le offerte di lavoro, alle Scuole Edili spettano altri compiti: assistere i lavoratori nella predisposizione del proprio curriculum, gestire le schede di identificazione e validazione delle competenze dei lavoratori, definire insieme ai lavoratori i possibili percorsi formativi necessari per completare il proprio profilo professionale o il ricollocamento in nuove mansioni. Come ha sottolineato in occasione della presentazione della sperimentazione il presidente Formedil Massimo Calzoni, «BLEN.IT non è né vuole essere uno strumento automatico di matching, bensì uno strumento di valutazione, di formazione e di fidelizzazione della mano d’opera e di qualificazione concreta del sistema delle imprese». Gli operatori allo sportello cureranno infatti anche i rapporti con la BNI (Banca dati nazionale imprese irregolari che fa capo alla CNCE, la Commissione Nazionale paritetica per le Casse Edili) per la validazione dei dati delle aziende e visualizzeranno le comunicazioni obbligatorie in edilizia importate dal Sistema Informativo Lavoro regionale o provinciale. «Un aspetto fondamentale

del sistema della Borsa Lavoro è la garanzia di regolarità degli attori coinvolti» – ha sottolineato il Vicepresidente Formedil Franco Gullo – “potranno infatti iscriversi al portale soltanto le aziende regolari e ciò sarà possibile grazie a un accordo tra le Parti Sociali che consente di attivare la cooperazione applicativa di consultazione in tempo reale della BNI». Attraverso BLEN.IT e i collegamenti con la banca dati del sistema delle Casse Edili e i Centri per l’impiego sarà possibile costruire un’anagrafica dei lavoratori in mobilità, valutarne le competenze e le potenzialità così da individuare per ciascuno di loro un potenziale percorso formativo e professionale e la rispondenza alle esigenze occupazionali delle imprese. L’attività di valutazione sarà gestita da personale altamente qualificato ed esperto, già presente in diverse scuole. «L’obiettivo finale – aggiunge ancora il Presidente Calzoni – è disporre di un sistema informativo obbligatorio gestito dal sistema bilaterale comprendente non più solo un terzo delle imprese e dei lavoratori come oggi ma l’intero patrimonio imprenditoriale e del lavoro».

A chi sono indirizzati i servizi:

Cosa può fare l’utente:

Lavoratori edili disoccupati, in cassa integrazione straordinaria e in mobilità, lavoratori occupati in altri settori in crisi, disoccupati e inoccupati

Inserire e aggiornare il proprio curriculum vitae, consultare le offerte di candidatura; tenersi aggiornato tramite un servizio sms sulle ultime offerte di lavoro; consultare le opportunità formative esistenti e accedere al servizio di identificazione e valutazione delle competenze e ai servizi di assistenza dedicati presso gli sportelli delle Scuole Edili

Aziende e ditte individuali edili; aziende non edili che cercano profili professionali in Edilizia; professionisti e studi professionali del settore

Consultare il curriculum vitae dei lavoratori; accedere ai servizi di assistenza e consulenza dedicati presso gli sportelli delle Scuole Edili


SUPERARE LA CRISI E PUNTARE SULL’INNOVAZIONE: FEDERCOSTRUZIONI GUARDA AL FUTURO

Analizzare le dinamiche produttive della filiera delle costruzioni, rilevarne le criticità e i punti di forza, proporre delle soluzioni per superare la pressante crisi economica; ma anche ragionare sulle principali opportunità offerte da prodotti e servizi attenti alla qualità e alla sostenibilità. Con queste priorità Federcostruzioni ha presentato recentemente due ricerche: il secondo Rapporto sul “Sistema italiano delle costruzioni” e quello sullo “Stato dell’Innovazione nel settore delle costruzioni”. «La situazione di crisi in cui versa il settore delle costruzioni ormai dal 2008 permane e anche per quanto riguarda il 2011 le dinamiche del mercato restano recessive: si registra un ulteriore calo della produzione in termini reali e non si è riusciti a recuperare i 47 miliardi di euro persi nel 2009», ha dichiarato il presidente di Federcostruzioni Paolo Buzzetti analizzando i dati della ricerca. Dal rapporto, tuttavia, emerge come la crisi non abbia prodotto effetti simili per i diversi segmenti produttivi. Questo perché a fronte di un mercato interno ancora in contrazione, per alcuni

Paolo Buzzetti

comparti il recupero del valore della produzione 2010 è sostenuto dal buon andamento delle esportazioni. Ne sono esempi per le tecnologie meccaniche rivolte alle costruzioni, il legno arredo e le piastrelle e ceramica sanitaria. «Se la propensione all’export è uno dei fattori che può contribuire all’uscita dalla crisi, l’altro – sottolinea il vice presidente di Federcostruzioni Paolo Perino - riguarda proprio lo sviluppo sostenibile e l’investimento nella ricerca senza i quali non potrà esserci futuro». Mediamente nell’ultimo triennio la spesa per l’innovazione delle costruzioni si aggira intorno a 10 miliardi di euro. Il settore – come si legge nel Rapporto sull’innovazione - ha sviluppato, in occasione della recente redazione del Programma Nazionale della Ricerca 2011 – 2013, una propria visione futura che si basa su quattro parole chiave: sicurezza, sostenibilità, accessibilità e fruibilità. Nonostante siano stati compiuti notevoli passi avanti negli ultimi anni, il sistema delle imprese di Federcostruzioni ritiene fondamentale attuare alcune priorità: avere un quadro legislativo in materia certo ed uniforme; attivare

procedure semplificate per favorire gli investimenti e le azioni di efficienza energetica; introdurre meccanismi di premialità sull’adozione di soluzioni e prodotti innovativi e sostenibili; avviare rigorosi e trasparenti controlli sul mercato; favorire gli incentivi per il ricorso a scelte costruttive e progettuali innovative. Per affermare, inoltre, un vero e proprio mercato dell’efficienza energetica nelle costruzioni, bisogna continuare la positiva iniziativa degli incentivi fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica in edilizia e ridurre l’IVA per quelli relativi all’efficienza energetica; riconoscere agli acquirenti una detrazione fiscale per l’acquisto di immobili con prestazioni energetiche migliori rispetto ai valori limite di legge. Federcostruzioni intende, dunque, promuovere un dibattito politico – culturale per mettere in discussione la mentalità ancora diffusa di far prevalere forme di “tradizionalismo costruttivo”; e di dialogare con le istituzioni e con il mondo politico, così da favorire un dialogo più proficuo.

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il consulente d’azienda Le imprese e il modello delle 3 “I”. L’Innovazione

Partendo dal modello delle 3 “I” (Integrazione, Innovazione e Internazionalizzazione), nel precedente articolo si è affrontato il tema della prima “I”, quella della “Integrazione”, ponendo l’accento sull’importanza della “strategia di rete” basata sulla collaborazione dei diversi attori della filiera produzione-distribuzione-mercato. In questo contributo si vuole affrontare il tema della seconda “I”, quella della Innovazione, in particolare legata ai processi. Il concetto di innovazione è stato ampiamente usato ed a volte abusato, richiamando la chiara necessità di cambiare, ma senza definire con altrettanta chiarezza “cosa” e “come”. Partiamo da una delle tante definizioni di innovazione: “cambiamento di un sistema introducendo qualcosa di nuovo”. È nella semplicità di tale definizione che si ritrovano i due elementi chiave: il “cosa” (sistema) e il “come” (introduzione di qualcosa di nuovo). Partiamo dal “cosa”. Si parla di sistema, che in prima battuta potrebbe essere riferito al “sistema-impresa” con le sue diverse aree funzionali, quali gli acquisti, la logistica (in ingresso ed in uscita), la produzione, l’amministrazione, il personale, e così via. Ma questa visione richiede già un primo modo differente o – se vogliamo - innovativo di vedere l’impresa: non più un insieme di funzioni, bensì un sistema coordinato ed interrelato di processi. In questo passaggio - dall’impresa per funzioni a quella per processi – la visione diventa dinamica, focalizzandosi sui processi che possono – e devono – prevedere il coinvolgimento delle diverse funzioni ed essere finalizzati al raggiungimento di un obiettivo comune. Ad esempio, se si parla del processo relativo alla “gestione del cliente”, all’obiettivo comune della soddisfazione e valorizzazione del cliente parteciperanno i vari responsabili ed addetti (personale interno, collaboratori e/o agenti esterni) delle aree “commerciale” (il rapporto pre e post-vendita con il cliente), “acquisti”(ottimizzazione in termini di tempi

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e costi di approvvigionamento), “logistica” (efficacia ed efficienza della gestione fisica dei materiali), “amministrazione e finanza” (dalla fatturazione al monitoraggio dell’effettivo incasso). L’efficacia e l’efficienza delle persone coinvolte sarà quindi valutata sul contributo fornito per il raggiungimento dello stesso obiettivo strategico, con un positivo effetto sulla propensione alla collaborazione a scapito di una difesa del proprio ruolo e soprattutto della propria funzione all’interno dell’impresa. Queste riflessioni ci conducono quindi al “come”, cioè il ripensamento e ridisegno dei processi, definito anche come Business Process Reengineering, che rappresenta una sfida impegnativa per le imprese operanti in un mercato che richiede sforzi continui nel seguire le attività “giorno per giorno” e che sembra non lasciare spazio alla definizione di nuove strategie finalizzate a recuperi di performance in termini di costi, qualità, servizio e tempestività. La visione per processi comporta un ulteriore “salto” culturale, spostando i confini dell’impresa ben oltre quelli fisici che siamo abituati a considerare. Una corretta revisione dell’organizzazione per processi deve quindi necessariamente considerare le esigenze e le azioni di chi precede (fornitori) e di chi segue (clienti) l’impresa nella catena del valore, attivando strumenti e metodologie che aiutino una proattiva collaborazione. Poter “scegliere” ed “essere scelti” da partner “qualitativi” in termini di risorse umane, know how e processi permette infatti all’impresa di rendere più efficaci e produttivi i propri sforzi in tal senso, approcciando così più efficacemente un mercato che sarà sempre più selettivo verso chi non saprà adattare il proprio modello di business alle mutate esigenze dei mercati. In tal senso, l’innovazione di processo può aiutare a migliorare le prestazioni aziendali sempre che un progetto di riorganizzazione tenga in debita considerazione le sinergie offerte dalla gestione delle risorse uma-

ne e dall’Information and Communication Technology. Non bisogna dimenticare infatti che le imprese sono fatte di “persone” e che la loro corretta organizzazione opportunamente supportata dall’utilizzo di tecnologie informatiche e della comunicazione debba avere il prioritario obiettivo di far esprimere al meglio e valorizzare tutti i collaboratori. È opportuno però sottolineare come l’innovazione d’impresa può riguardare anche le combinazioni innovative processi-prodotti. Questo tipo di innovazione nasce dal rapporto reciproco che lega le innovazioni di prodotto alle innovazioni di processo: un modo nuovo di gestire il cliente (processo) con innovative proposte di servizi e prodotti, legati ad esempio all’eco-compatibilità, al risparmio energetico o semplicemente a servizi integrati a supporto delle ristrutturazioni, funzionali anche all’obiettivo di rafforzare il livello di fiducia nei confronti dell’impresa, elemento tanto più differenziante in momenti di incertezza. In ogni caso, l’innovazione di processo da sola non basta, ma sono necessarie anche strategie di business chiare e condivise, risorse umane con mentalità “pro-attiva” e competenze adeguate, prodotti validi e distintivi. In sintesi per fare innovazione bisogna guardare la propria impresa in un modo nuovo, considerandola come un sistema dinamico e riorganizzando i rapporti con tutti i soggetti coinvolti, sia all’interno (dipendenti, collaboratori, agenti) sia all’esterno (clienti, fornitori). Come diceva Proust, il viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi! di Roberto Schiesari Schiesari & Associati Consulenza direzionale, economico-giuridica e tributaria


il consulente legale L’Unione Europea introduce l’obbligo di costruire garantendo l’uso sostenibile delle risorse naturali

L’Unione Europea ha recentemente adottato il regolamento n. 305 del 2011, al fine di facilitare la libera circolazione dei prodotti da costruzione nel mercato interno e, al tempo stesso, di armonizzare le regole in tema di requisiti essenziali delle opere di costruzione nei vari Paesi. Il regolamento, quale fonte di rango primario, oltre ad abrogare la precedente direttiva 89/106/ CE disciplinante tale materia, trascorsi venti giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, acquisisce forza di legge all’interno del nostro Ordinamento, di talché esso è perfettamente vincolante a partire dal 24 aprile del 2011. La disciplina transitoria, tuttavia, prevede che i prodotti da costruzione immessi sul mercato ai sensi della direttiva precedente prima del primo luglio 2013 siano considerati conformi alla nuova normativa. Il costruttore edile, alla luce di quanto contenuto nel regolamento, dovrà prestare ancor più attenzione al momento dell’acquisto dei prodotti di cui egli si serva per la realizzazione di edifici e opere di ingegneria civile. Il principio che ha ispirato il Legislatore europeo è quello in base al quale “le caratteristiche essenziali dei prodotti da costruzione sono stabilite nelle specifiche tecniche armonizzate in funzione dei requisiti di base delle opere di costruzione” (art.3), vale a dire che

si vogliono prevenire vizi, difetti delle opere di costruzione e/o difformità dalle norme nazionali in tema di sicurezza e stabilità delle stesse, garantendo a monte che i singoli componenti inseriti in esse rispettino precisi standard qualitativi. Tali standard qualitativi (dei singoli componenti e, conseguentemente, delle opere) dovranno, altresì, prevenire il rischio che i prodotti da costruzione immessi sul mercato mettano a rischio la salute dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente. È fondamentale chiarire che tale ultimo aspetto non è nient’affatto secondario rispetto a quello relativo alla resistenza meccanica e stabilità delle opere di costruzione tanto che all’Allegato I del regolamento de quo è espressamente indicato che esse, fatta salva l’ordinaria manutenzione, dovranno essere concepite, realizzate e demolite anche tenendo conto dell’uso sostenibile delle risorse naturali. Questo è una novità di grandissimo rilievo rispetto alla direttiva precedente, la quale non prevedeva affatto che i materiali utilizzati per la costruzione dovessero garantire il riutilizzo o la riciclabilità delle opere di costruzione, dei loro materiali e delle loro parti dopo la demolizione; la durabilità delle opere di costruzione; l’uso, nelle opere di costruzione, di materie prime e secondarie ecologicamente compatibili. Come riconoscere il rispetto da parte del

prodotto da costruzione degli standard qualitativi? Il regolamento introduce un sistema semplificato riassumibile, sostanzialmente, in cinque passaggi: partendo dalla presenza di norme armonizzate e documenti europei di valutazione che definiscono metodi e criteri per valutare la prestazione dei prodotti da costruzione; si procede poi alla valutazione e verifica della costanza di prestazione dei prodotti in relazione alle classi di rischio cui i prodotti appartengono (Allegato V), sotto il controllo di organismi espressamente autorizzati a svolgere ruolo di parte terza; si ha, poi, la successiva dichiarazione di prestazione che proviene dal fabbricante e attesta la conformità del prodotto alle specifiche tecniche armonizzate; solo a questo punto si ottiene la marcatura CE che, a sua volta, può essere apposta solo su quei prodotti per cui è stata redatta la dichiarazione di prestazione; infine, vengono stabiliti precisi e specifici obblighi incombenti sugli importatori e sui distributori di esercitare la dovuta diligenza al fine di assicurarsi che il fabbricante abbia rispettato in toto la nuova normativa. In conclusione, si rilevi come il regolamento esprima un evidente favore per le piccole e medie imprese, rispetto alle grandi multinazionali che producono in serie, in quanto, rispettando determinate condizioni, possono derogare all’obbligo di redigere la dichiarazione di prestazione (art. 5) e accedere a procedure semplificate per ottenere la marcatura CE (artt 36, 37 e 38). Avv. Pietro Carlo Ferrario Studio Legale Associato Lucarelli & Ferrario, specializzato in problematiche immobiliari.

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news dal mondo bigmaT L’ECCELLENZA DEI SOCI BIGMAT VAL BENE UN PREMIO! Per BigMat ET Nasso si “scomodano” dal Giappone L’eccellenza della distribuzione edile si riconosce da diversi fattori. Tra questi non bisogna trascurare la funzionalità e la modernità del magazzino, che se vuole fare la differenza sul proprio territorio deve avere un’architettura all’avanguardia. Così come il nuovo magazzino di Polistena (RC) di BigMat ET Nasso, così particolare ed evoluto da essere segnalato dall’UIA (Unione Internazionale degli Architetti) per una mostra che si è tenuta in Giappone. Il progetto per l’edificio commerciale di BigMat ET Nasso infatti, realizzato dagli architetti Marina Tornatora e Michele Seminara (studio forma-b architetti), è tra le cinque opere selezionate a rappresentare la Calabria a Tokyo, al XIV Congresso Mondiale degli Architetti “Design 2050, Beyond disasters, through solidarity, towards sustainability”, organizzato dall’UIA (Unione Internazionale degli Architetti) lo scorso settembre. La mostra dal titolo “La realtà italiana contemporanea - Italy Now” presente nel padiglione italiano ITALIA 2050, espone una selezione di cento progetti di tutte le regioni italiane dell’ultimo decennio. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco e dalla Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli “Luigi Vanvitelli”, curata dal professor Mario Pisani. Dopo Tokyo la mostra avrà luogo anche in Serbia a Belgrado, in Finlandia ad Helsinki e a Montreal in Canada. Un motivo di grande vanto per BigMat e per la Calabria.

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news dal mondo bigmaT BigMat Centro Edile Quartarella premiato come “BEST SHOWROOM AWARD 2011” È stato in occasione del CERSAIE che lo show room del socio BigMat Centro Edile Quartarella (Altamura) ha rice-

vuto il prestigioso riconoscimento di Best Showroom Award 2011, concorso istituito dalla rivista ’Il Bagno Oggi & Domani’, con il patrocinio di Confindustria Ceramica. Il premio, giunto alla sua terza edizione, nasce con lo scopo di premiare le realtà distributive di maggior successo nel settore dell’arredobagno, attraverso la valutazione di una serie di parametri. In particolare vengono individuate le vetrine che si sono mag-

STREET IS NOT A JUNGLE

URBAN HABITAT

giormente distinte nel corso dell’anno per le proprie capacità di innovazione, esposizione e promozione mirate alla vendita del prodotto di marca. Stile direzionale, strategia imprenditoriale e modello gestionale hanno reso vincente il trinomio “prodotti-serviziostruttura” del Centro Edile Quartarella Srl, che conta su uno staff di oltre 40 collaboratori e su una superficie espositiva di 3mila mq.


news dal mondo bigmaT UN AUTUNNO RICCO DI INAUGURAZIONI L’inverno non è un problema grazie allo show room di BigMat Edilizia Commerciale È operativo ormai da qualche mese il nuovo show room di caminetti e stufe allestito nel punto vendita di Via Nepal di BigMat Edilizia Commerciale. Un’ampia vetrina che mancava nel punto vendita di Grosseto, e che oggi dedica un ampio spazio espositivo, curato nel minimo dettaglio, ad un settore che l’azienda tratta già da oltre vent’anni, con competenza e passione. La nuova esposizione infatti va a rafforzare e completare l’offerta dell’altra esposizione presente nella sede di Marina di Grosseto.

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“Passione che arde” è il claim della campagna pubblicitaria che in fase di lancio ha tappezzato tutta Grosseto, e la dice tutta sull’impronta che i titolari hanno voluto dare a questa nuova sala espositiva. All’interno di un ambiente accogliente, moderno e funzionale, pensato per permettere al cliente di toccare con mano i prodotti per poterne valutare i pregi, vengono proposti stufe e caminetti delle migliori marche, che coniugano efficienza e design. L’esposizione si rivolge in modo particolare a privati e famiglie, che vogliono avere ampia possibilità di scelta e la corretta consulenza per trovare la soluzione migliore per riscaldare la propria abitazione.


news dal mondo bigmaT Una nuova esposizione di porte e serramenti per BigMat ComeD Complice una bella giornata di sole, molto più estiva che autunnale, ha registrato un grande successo di pubblico l’inaugurazione della nuova esposizione di BigMat Comed, che si trova nella nuova sede di Diano Marina. All’interno di una struttura completamente rinnovata, tanti clienti e curiosi hanno potuto toccare con mano i nuovi prodotti presentati da BigMat Comed, che si

propone con questa nuova esposizione di ampliare il suo business anche ad una clientela privata, notoriamente diventata molto attenta ed esigente. “Con questa nuova struttura – dice il titolare Bruno Guazzo – abbiamo fatto una scelta precisa nell’individuazione del layout espositivo, con l’obiettivo di accompagnare i clienti a una scelta consapevole ed ottimale, attraverso un’efficace presentazione del prodotto e un personale formato capace di comprendere ed assecondare le esigenze di qualsiasi tipo di cliente”. Nella nuova esposizione, inaugurata il

primo ottobre, si possono trovare i migliori marchi per l’arredamento da giardino, porte, portoncini blindati, finestre e serramenti di ogni tipo, con un ampio spazio dedicato alle finestre Velux e alle soluzioni più innovative targate Scrigno.

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news dal mondo bigmaT DA BIGMAT LA FORMAZIONE È DI CASA BigMat F.lli Colombino forma gli ingegneri di Savona Si è svolto a metà ottobre il seminario tecnico “SISTEMI ANTICADUTA DALL’ALTO E DISPOSITIVI DI ANCORAGGIO”, organizzato da BigMat F.lli Colombino con il patrocinio dell’ordine degli ingegneri della provincia di Savona. Il seminario, che si è svolto presso la Scuola Edile di Savona, è stata un’occasione importante per far incontrare i professionisti della zona e per affrontare un argomento fondamentale per il mondo delle costruzioni: quello della sicurezza in cantiere. L’incontro ha prima permesso di ap-

profondire tutta la normativa di riferimento, per poi passare all’illustrazione delle procedure per l’installazione degli ancoraggi strutturali. Ancora una volta BigMat F.lli Colombino ha dimostrato l’importanza del ruolo del distributore BigMat sul suo territorio di riferimento, non soltanto come fornitore di materiali edili ma soprattutto come punto di riferimento per i suoi consigli professionali.

Un ricco calendario di appuntamenti per i clienti di BigMat Galdini & Donghi Nessuno, tra imprese e progettisti della zona di Brescia, potrà dire di non avere avuto occasioni di aggiornarsi sulle ultime tendenze dell’edilizia. Il calendario di incontri formativi proposto da BigMat Galdini & Donghi infatti è degno di una scuola di formazione, e spazia dalle soluzioni certificate per l’ancoraggio e l’isolamento in edilizia ai nuovi sistemi di porte scorrevoli High Tech, dalle norme di legge sull’isolamento acustico alle soluzioni e tecniche per l’isolamento termico. Tutti i corsi sono organizzati insieme alle maggiori aziende produttrici, per garantire una formazione che non sia solo teorica ma

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news dal mondo bigmaT Da nord a sud si allarga la famiglia BigMat

anche pratica, per conoscere i prodotti più utili per ogni tipo di lavoro, le tecniche di posa e le tecnologie costruttive più all’avanguardia. Tutti i corsi di formazione si svolgeranno nella sede di Rovato (BS), e il calendario dei corsi terminerà a marzo 2012. Per maggiori informazioni consultare il sito www. galdiniedonghi.bigmat.it

È stato un autunno caldo per lo sviluppo del Gruppo BigMat, che tra i mesi di ottobre e novembre ha registrato l’ingresso di tre nuovi Soci. Il primo dopo l’estate è stato Imbriaco Srl, in provincia di Salerno. L’azienda, nata alla fine degli anni sessanta come industria di produzione di travetti per solai, si è sviluppata nel tempo passando alla commercializzazione di materiale “pesante”, tegole, legname, laterizi, etc, fino all’apertura negli anni ottanta di uno show room per la vendita di ceramiche, sanitati, arredo bagno, rubinetterie. La rivendita va ad affiancarsi ad un altro nuovo socio nella zona campana, la F.lli Costantino Srl,

entrata nel gruppo poco prima della pausa estiva. La F.lli Costantino Srl è una giovane realtà affermatasi in poco tempo sul territorio. Nata nel 2002, può oggi contare sul lavoro di dieci persone che affiancano i tre soci nella gestione dell’ampia sede aziendale, posizionata in una zona strategica di Maddaloni, e nella quale si effettua la vendita di materiale per l’edilizia professionale, ceramiche, ferramenta e utensili. A novembre invece è stata la volta di due realtà della bergamasca, la Edilcommercio Srl di Colzate e la Rovedil 2002 S.r.l. di Rovetta. La Edilcommercio, con i suoi 8.000 mq di magazzino, rappresenta una realtà tra le più organizzate della sua zona. La Rovedil 2002 Srl gode di una posizione strategica, con un magazzino ben organizzato. Con questi due nuovi soci i punti vendita in Lombardia diventano 20.


bigmat international Iniziative per clienti e soci del belgio Obiettivo isole Mauritius Sono le Isole Mauritius la prossima destinazione di “Voyage Tandem”, l’operazione di fidelizzazione che coinvolge i clienti di tutti i punti vendita di BigMat Belgio. Questo tipo di attività viene portata avanti dai cugini belgi con successo già dal lontano 1994: ogni due anni viene scelta una destinazione diversa per un viaggio premio dedicato ai top client del Gruppo. Il meccanismo è semplice: vengono proposti ai clienti degli obiettivi di fatturato da raggiungere nel corso di due anni. Alla fine del periodo in base ai punti raggiunti i clienti acquisiscono la possibilità di partecipare al viaggio tandem insieme al loro distributore di fiducia: i più virtuosi ottengono il viaggio in modalità totalmente gratuita, gli altri invece possono parteciparvi pagando una quota che varia in base ai punti che mancano per raggiungere l’obiettivo stabilito all’inizio dell’operazione. I viaggi sono interamente organizzati dalla Centrale di BigMat Belgio e permettono di trascorrere momenti di svago nei più bei paradisi terrestri, immersi nella sempre cordiale ed appassionante atmosfera BigMat.

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bigmat international Una torta per i trent’anni di BigMat In commercio esistono diversi tipi di sacconi Big Bags, i classici sacchi per la raccolta dei detriti e lo smaltimento de-

gli scarti di cantiere. Mai però si erano visti Big Bags come quelli realizzati per i punti vendita BigMat del Belgio! Stampati ad hoc con il tema grafico realizzato per festeggiare i trent’anni di BigMat in Europa, sono stati oggetto di un concorso che ha premiato il distributore

che è stato in grado di realizzare la più bella torta di compleanno di BigMat costruita con tanti sacconi posizionati uno sopra l’altro. Il risultato è stato sorprendente: un modo decisamente originale per festeggiare un compleanno storico.

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bigmat international Un nuovo presidente per BigMat Spagna Lorenzo de la Villa Vega è il nuovo presidente di BigMat Spagna, nominato nell’ultima assemblea nazionale del Gruppo. Imprenditore di cinquant’anni e titolare dell’azienda BigMat Tevisa, è stato uno dei fondatori di BigMat nella penisola iberica. «Stiamo affrontando e superando con successo gli ultimi colpi di coda della crisi che ha colpito il nostro settore negli ultimi anni - ha affermato Lorenzo Villa nel suo primo discorso da presidente – Nei prossimi anni continueremo con la strategia che ci ha permesso di imporci come la prima catena nazionale di distributori di materiali edili, e sfrutteremo le importanti sinergie e il confronto tra tutti i soci del gruppo per mantenere questa posizione di leadership in un momento in cui molti dei no-

stri competitor stanno scomparendo. Il tempo ci sta dando ragione e il futuro è dalla nostra parte». La strategia di BigMat Spagna continuerà a puntare in maniera principale sulla fidelizzazione del cliente attraverso un elevato standard del servizio, soprattutto in termini di logistica, e su un incremento della competitività che si concretizzerà in un miglioramento dei prezzi per i clienti.

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bigmat international la francia Dalla TV al Marocco BigMat impazza sulle TV francesi Uno spot che mette BigMat al centro dei desideri di chi vuole costruire o ristrutturare la sua casa e una programmazione efficace: sono questi i segreti del successo della nuova pubblicità televisiva di BigMat Francia. Lo spot mette in evidenza il vero DNA di BigMat: la capacità di offrire, sia alle imprese che

ai privati, una consulenza professionale e personalizzata, e la disponibilità di una gamma di prodotti ampia e completa, dalle fondamenta al tetto della casa. Lo spot viene diffuso sulle maggiori televisioni francesi, pubbliche e private: TF1, France 2, France 3, France 5 et M6, ed è visibile anche sul sito www.bigmat.fr.

Nuova apertura di BigMat in Marocco Dopo otto anni di collaborazione con un’azienda del Marocco, finalmente BigMat Libaud ha inaugurato il nuovo punto vendita a Zenata, sul suolo africano. Situato a circa 11 Km da Casablanca, BigMat Zenata rispecchia fedelmente la filosofia del Gruppo Internazionale, of-

frendo consigli professionali e materiali edili. Il magazzino occupa una superficie di 2 ettari, che comprende 15.000 mq di zona espositiva e di vendita, dei quali 4.000 coperti, una centrale di betonaggio e un parcheggio che può ospitare oltre 100 macchine. Un vero e proprio “ipermercato” dell’edilizia professionale che si rivolge sia a clienti privati che agli artigiani e alle medie e grandi imprese, con programmi di fidelizzazione diversi per ogni tipologia di target.


in viaggio

Umbria

Tra misticismo e passione

Carnale e spirituale al contempo, benvenuti in Umbria, terra di santi, poeti, norcini e vignaioli

A

mpie distese di verde, panorami mozzafiato: sia che ci si trovi in cima ad una collina, sia in pianura o addirittura lungo le rive del Lago Trasimeno, arricchito delle sue magnifiche isole, il paesaggio sarà sempre incantevole.

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Il polmone verde d’Italia è la mistica Umbria, carnale e spirituale al tempo stesso. Una terra di santi, di frati, di ascetiche atmosfere. Ma qui non vi trovate tanto il profumo mistico dell’incenso, quanto il fervore delle passioni in un’armonia di spirito, di

gusto e di civiltà: non solo le lente processioni che lasciano le tenebre delle chiese, ma anche il piacere di tegamacci di carne e di sane bicchierate di ottimi vini. Proprio su questa enclave, cinquant’anni fa, quando il vino in Umbria aveva un solo nome, il


DA FARE E DA VEDERE MISTICISMO. L’Umbria mistica nasce con quello che sarà il fondatore del monachesimo: San Benedetto da Norcia (480-547). I monasteri da lui creati hanno fatto la storia e la cultura della religiosità. In Umbria i monasteri più importanti sono San Pietro, a Perugia, Sassovivo, nei pressi di Foligno, Santa Maria di Valdiponte, a Montelabbate vicino a Perugia, San Benedetto del monte Subasio, nei pressi di Assisi, San Salvatore di Monte Corona e l’abbazia di Petroia, nei pressi di Città di Castello. Nel XIII secolo ad Assisi nacquero due figure importanti per il cattolicesimo: San Francesco (1182-1226) e Santa Chiara. Gli splendidi affreschi di Giotto, Cimabue, Lorenzetti e Simone Martini, presenti nella basilica assisana, fanno ben comprendere la potenza della religiosità medioevale e il fervore mistico del tempo. A Todi, nella cripta della chiesa di San Fortunato, riposa Jacopone da Todi, seguace di San Francesco. Ai monasteri benedettini e francescani si aggiungono la basilica e il monastero di Santa Rita a Cascia, mentre a Terni troviamo la basilica dedicata a San Valentino, vescovo ternano decapitato a Roma nel 273. GUBBIO. Il Palazzo dei Consoli fu fatto costruire nel XIV secolo dal governo della città, che in questo modo voleva testimoniare la grandezza e la potenza raggiunta dalla città. Il palazzo, in stile gotico, è alto circa sessanta metri. Dal 1901 è sede del museo civico, dove sono esposti antichi reperti archeologici umbri, una collezione numismatica ed una pinacoteca. SPOLETO. Il Duomo o Cattedrale di Santa Maria Assunta, sorto nel 1067 sui resti di una chiesa del IX secolo. Notevoli gli affreschi del Pinturicchio nella cappella Eroli e di Filippo Lippi nell’abside della navata centrale. EVENTI. PERUGIA. Umbria Jazz è la più importante rassegna di Jazz in Italia e una delle più importanti al mondo: il festival cade nel mese di luglio dal 1973. Eurochocolate: la kermesse europea del cioccolato, si svolge in ottobre. FOLIGNO. Giostra della Quintana, torneo cavalleresco storico che si svolge generalmente a giugno e settembre. SPOLETO. Il Festival dei Due Mondi, fondato nel 1958 dal maestro compositore Gian Carlo Menotti, che con i suoi spettacoli di prosa, danza, concerti, mostre e film nell’ambito di Spoletocinema, rappresenta una delle più prestigiose e mondane manifestazioni di livello internazionale. ASSISI. Calendimaggio (inizio di maggio): rievocazione di vita medievale in una sfida fra le due fazioni cittadine di Parte de Sopra e Parte de Sotto, con cortei, rappresentazioni teatrali, musica, canti, danze e sbandieratori. Cavalcata di Satriano (settembre): fantini in costume d’epoca, ripercorrono il viaggio che i cavalieri assisani compirono per andare a prendere San Francesco a Nocera Umbra, affinché potesse morire nella sua città.

Sagrantino di Montefalco, prima Docg di questa regione, nasceva, ante litteram, l’enoturismo, il nuovo filone escursionistico che ha trasmutato i ghiottoni turisti enogastronomici in colti e curiosi viaggiatori a caccia di emozioni. Oggi le eccellenze si sono amplificate, al Sagrantino si è affiancata una seconda Docg, il Torgiano Rosso, e altre dodici Doc. Per non parlare, a proposito di eccellenze, di quelle gastronomiche. Se si hanno solo pochi giorni a disposizione, l’itinerario migliore è quello che prevede la visita di tre stupendi centri storici ricchi di monumenti e di opere d’arte: Spoleto, Cascia e Norcia. Spoleto, una delle città più affascinanti dell’Umbria, offre la possibilità di ammirare antichi reperti e siti di epoca romana, oltre alle austere costruzioni medievali che caratterizzano tutto il centro storico. Circondata da foreste selvagge e campagne variopinte, nel-

le strette viuzze della città è possibile visitare la Galleria comunale di arte moderna e i resti di una casa romana risalente al I secolo d.C. A Spoleto si trovano antiche chiese in stile romanico, che costituiscono un vero e proprio patrimonio culturale: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, Chiesa di S. Gregorio Maggiore e la Chiesa di S. Paolo Inter Vineas. La Rocca di Albornoz è invece un’imponente fortezza situata sulla sommità del colle Sant’Elia: anch’essa di epoca medievale, è circondata da imponenti mura difensive alle cui estremità si innalzano sei massicce torri. Lasciato Spoleto ci si dirige verso Cascia, la cui fama è legata a Santa Rita, la straordinaria monaca a cui è stata intitolata la basilica della città e tutte le celebrazioni religiose che richiamano ogni anno migliaia di turisti. Ultima tappa, Norcia, che ha dato i natali a S. Benedetto. Le strade e le piazze del

centro storico sono attorniate da una cinta muraria ottimamente conservata, che oggi racchiude le caratteristiche botteghe, ovvero le norcinerie, che hanno reso famosi in tutto il mondo i salumi prodotti in questo paese. Tra una fetta di salame e l’altra, ci sono alcuni luoghi da non perdere assolutamente, come la Basilica di San Benedetto, il Portico delle misure (zona in cui anticamente si teneva il mercato dei cereali e dove è ancora possibile osservare i recipienti e le spatole metalliche che servivano per misurare questi prodotti), e la Castellina, una imponente residenza provvista di torri, attualmente sede del museo civico. Poi, c’è il capitolo vino. Molti vini umbri, quasi per osmosi con la grandezza di questa terra, rilevano la sapiente diversità che ha sempre stuzzicato i molti e coraggiosi produttori, come Arnaldo Caprai a Montefalco e Giorgio Lungarotti a Forgiano, sede del più grande

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dormire Hotel Giò Wine via Ruggero D’Andreotto, 19 06100 Perugia (PG) - tel: +39 075 5731100 Le 130 CameraCantina, che ricordano i colori e le atmosfere delle antiche cantine, ognuna dedicata a un’azienda vinicola, a un prodotto o a un territorio. E nelle scrivanie troverete le bottiglie di vino. Stessa formula per la versione Jazz dell’hotel. Prezzi a partire da 130 euro. Castello dell’Oscano Strada Forcella, 37, Perugia - tel: 075 58437398 Situato nel cuore di una collina ricoperta di boschi, nel paesaggio umbro, l’hotel Castello Dell’Oscano dista 7 km dal centro di Perugia. Si sviluppa su 3 edifici: il Castello, Villa Ada e il Mulino Dell’Oscano.. Prezzi a partire da 160 euro. Delfina Palace Hotel Via Romana Vecchia 06034 Foligno Perugia - tel: 0742 692 911 Costruito nello stile di una dimora umbra del XIX secolo, questo nuovo hotel a 4 stelle è immerso nel verde lussureggiante del suo parco privato caratterizzato da uliveti, alti alberi ed una piscina. Prezzi a partire da 60 euro.

museo del vino al mondo. Ma ogni luogo dell’Umbria ha un ottimo vino. Il tour regionale che impegna l’enonauta ha un lungo raggio e perimetra un’area circolare foriera di splendide emozioni sensoriali: partendo dalla lucente Spello, regno del Pinturicchio, per toccare via via la metafisica magia di Todi patria di Jacopone, e quindi approdare nella mistica Assisi oppure nella “fieramente merlata” Gubbio o nell’elegante Perugia pregna di cultura etrusca, romana, bizantina e medievale. C’è l’Orvieto Doc, uno dei bianchi più conosciuti al mondo (meno in Italia) con le sue 20 milioni di bottiglie prodotte ogni anno. E c’è uno dei bianchi più blasonati d’Italia, il Cervaro della Sala (l’annata 2008 è da ricordare), Chardonnay 85% e Grechetto, che è un Igt e allo stesso tempo un’icona dell’enologia umbra degli Antinori. E se poi i mattatori sono il Sagrantino di Montefalco (magari di Filippo Antonelli) e il Rubesco Riserva Vigna Monticcho e il Torgiano Rosso, vale la pena di andare a caccia anche del Calcaia dell’azienda Barberani, un Orvieto Doc dolce dove la muffa nobile che attacca il Grechetto, il Trebbiano procanico e il Sauvignon blanc genera un ennesimo miracolo di questa terra che con i miracoli ha avuto sempre molta dimestichezza.

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mangiare La Locanda del Capitano. Via Roma 7 I - 06014 Montone. Tel. 075/9306521. Prezzo medio: 40 euro, vini esclusi. Delizie tipiche locali (funghi, tartufo) in piatti rivisitati con approccio personale. Un antico edificio, ultima dimora del capitano di ventura Fortebraccio, per assaporare l’incanto e la quiete fuori dal tempo di un borgo medievale tra comfort attuali. Il Postale. Strada Montevile 3 I - 06126 Perugia Tel. 075/8521356. Prezzo medio: 80 euro, vini esclusi Ospitato negli spazi del suggestivo Castello di Monterone, pochi tavoli ed una cucina squisitamente regionale, che pur privilegiando la carne propone anche qualche piatto di pesce. Bastiglia. Via Salnitraria 15 I - 06038 Spello Tel. 0742/651277. Prezzo medio: 65 euro, vini esclusi Tartara di ciauscolo (salame) e melanzane, insalata di cetrioli, pane, aceto e pecorino. Zuppa di caprino, microravioli di alici, battuta di ostrica. Piccione: petto laccato al miele e peperoncino, salame di coscia, panzanella di fegatini e taccole. Il tutto accolto nell’elegante sala in stile rustico o sulla panoramica terrazza, la cucina è creativa, a volte sofisticata, ma non tradisce mai la pienezza e la forza dei sapori umbri.


appunti di gusto

IL POETA CONTADINO Se vi serve un’immagine nitida della contadinità eccovi Eugenio Barbieri, il poeta contadino di Antonella Clerici. Ingegnere industriale di formazione, allevatore scrupoloso ed affettuoso di maiali, vacche e buoi, anatre, galline e caprette, da qualche tempo si scopre anche abile ed organizzato ortolano, mentre da sempre è muratore, falegname ed architetto della sua cascina a Ravinazzo, nell’Oltrepò pavese. Ma non solo. Televisione a parte, Eugenio Barbieri è anche vignaiolo che punta da sempre a grandi risultati: preservando il territorio e le sue vigne vecchie o in disuso («monumenti storici» li chiama lui), fa dei vini intensi ma eleganti, profondi e speziati, in modo completamente na-

turale. I vini che produce sono due, il Rairon, nome dialettale dell’Uva Rara che compone per la maggior parte questo vino, assemblata con Croatina. Il vino più importante ed ambizioso è il Novecento, ottenuto da uve Barbera affinate in tonneau da 750 e 500 litri che vuole esprimere il massimo dal territorio e l’anima di chi lo fa, rispettosa della storia della sua famiglia e delle viti vecchie che ha ereditato, originarie appunto del secolo scorso. Eugenio Barbieri è un giovane ingegnere industriale quando decide di trasferirsi con la moglie Sabrina dalla caotica Torino a Rivanazzano, suo paese natio nell’Oltrepò Pavese, sul finire degli anni Novanta. L’appellativo Il Santo gli viene dal trisavolo, uomo

molto genereso con i bisognosi, ed è stato da allora dato ai discendenti maschi della famiglia, da sempre contadini umili ma sapienti. Dei salumi Eugenio ne fa un’arte: parte dal maialino che gli nasce in stalla, gli dà un nome, lo cura per due anni, lo macella e prepara l’insaccato con le sue mani, arrivando ad affinarlo in cantina fino a tre anni. A volte, poi, si diletta con formaggi caprini freschi da capogiro. Questo è il mondo di Podere Il Santo (www.ilsanto.biz) e se volete metterci il naso non vi resta che salire in macchina e dirigervi a Ravizzano: solo lì potrete gustare tutte le poetiche diavolerie che vi faranno toccare il cielo con un dito.

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in auto

up! Dalla carta La nuova citycar di Volkswagen

alla strada

Volkswagen ritenta la sfida alle piccole utilitarie mondiali e lo fa lanciando un nuovo prodotto dal nome che ha letteralmente sorpreso la redazione del nostro magazine. L’ultima nata a Wolfsburg, infatti, si chiama up!, proprio come il giornale che state tenendo tra le mani. Una coincidenza quanto mai curiosa. È la più piccola e la meno cara delle Volkswagen (i prezzi vanno dai 10.600 ai 12.600 euro), ma la up! entra in campo con grandi ambizioni tanto che in Italia arriva, o meglio arriverà dalla metà di dicembre, solo con il motore più potente della famiglia: il 3 cilindri a benzina da 1 litro con 75 cavalli che racchiude la scuderia più numerosa della categoria. L’obiettivo della casa è palese: sfidare le più quotate esponenti del segmento A, dove spiccano utilitarie come la Fiat Panda (la nuova generazione è stata svelata un mese fa al salone di Francoforte) o best seller

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come la triade Toyota Aygo, Citroën C1 e Peugeot 107 ma anche Kia Picanto e Hyundai i10. Alla lunghezza che si attesta a 3,54 m abbina riuscite proporzioni della carrozzeria e una generosa volumetria dell’abitacolo, reso gradevole dal dash-board verniciato oltre che “impreziosito” dal sistema Maps+More (un navigatore portatile realizzato da Navigon-Garmin che interagisce con l’elettronica della vettura per fornire informazioni di marcia e integra vivavoce e lettore multimediale) piazzato sopra la plancia. Nell’ambiente affiora solo qualche neo come l’assenza sul lato guida del comando per l’alzacristalli di destra e il piantone dello sterzo regolabile solo in altezza: sacrifici imposti dalla lotta al caro prezzi.

A disposizione c’è anche il cambio automatico SQ100, mentre i differrenti livelli di allestimento daranno vita alle versioni Take up!, Move up! e High up!, nonché alle edizioni limitate up! Black e up! White caratterizzate da intensi colori nero perla e bianco puro, calottine e fasce laterli colorate, cerchi in lega da 16 pollici e tapezzeria speciale.


tecnologia

VEA DIGITAL

IL MINI PC (e telefono) DA POLSO

Si chiama Vea Digital ed è il più desiderato dai patiti di fitness. All’apparenza sembra un orologio, e in effetti mostra pure l’ora, ma questo è solo un dettaglio perché si tratta in realtà di un mini computer con schermo touch a colori da 1,5 pollici, 8 GB di memoria flash e connet tività Bluetooth. Oltre al necessario cronometro, questo gioiello dal design semplice mostra tutti i parametri che aiutano ad ottenere il meglio da prestazioni o allenamenti e si arricchisce anche di contagiri. Permette di conoscere il reale valore calorico dell’attività fisica e tiene sotto controllo, grazie al cardiofrequenzimetro, le risposte del fisico e calcola la velocità. Con lui una prestazione fisica negativa

potrebbe anche non essere colpa di un precario stato di forma, ma piuttosto dell’errata scelta della musica: sì, perché il Vea Digital, infatti, grazie agli 8 GB della sua memoria flash consente di caricare la colonna sonora preferita per la propria attività sportiva. Permette inoltre di dar vita ad un nuovo modo di narrare le prestazioni grazie alla fotocamera incorporata o raccontandole in diretta utilizzando la funzionalità telefono. Non solo. La connessione bluetooth consente di trasferire su qualsiasi altro supporto i dati raccolti ed è dotato di GPS, pensato per aiutare in caso di SOS - invia le nostre coordinate - o per guidarci nel percorso scelto. Ma se siete in incognita o non volete

farvi rintracciare, meglio spegnerlo oppure lasciarlo a casa. Il prodotto è uscito sul mercato europeo a partire da settembre al prezzo di 499 euro.

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UP! L'edilizia secondo BigMat - Numero 3  

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